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“Bombe sonore” a 145 decibel in grado di provocare anche danni permanenti all'udito in

un raggio di 300 metri.

I marines che si trovano in Iraq portano con loro non soltanto pugnali, pistole e mitragliatori
ma anche un dispositivo in grado di stordire il nemico con “granate sonore” insopportabili
per l'orecchio umano ma innocue per il corpo delle persone investite dalle onde.

Le aziende che lavorano per conto del Pentagono sono sempre alla ricerca di nuove
tecnologie capaci di “aiutare” i militari a fare sempre meglio il proprio lavoro. Nonostante la
casa produttrice dia molta attenzione a non chiamare “arma” il nuovo dispositivo, di questo
si tratta. Simile ad un megafono, dalle dimensioni di una parabola satellitare, è in grado di
generare un tono talmente acuto da far desistere anche l'aggressore più ostinato.

“Alla maggior parte delle persone - ha spiegato al Los Angeles Times Woody Norris,
presidente dell'American Technology Corporation - anche coprendosi le orecchie,
l'apparecchio causerà l'equivalente di un'emicrania istantanea”.

Marines' weapon loaded with 'scream' 11 marzo 2004

4 Sound Bombs Explode Inside Mosul University 15 gennaio 2009

http://www.defenselink.mil/

Intanto, per le strade di Hong


Kong, si aggira Robotcop a dare
lezioni contro il crimine,
promuovere la sicurezza e
rispondere, come un poliziotto di
quartiere, alle domande dei
cittadini.

Il robot poliziotto è in grado,


attraverso un sistema di
riconoscimento vocale, di
comprendere il cantonese e
l'inglese e di fornire una risposta
alle domande più comuni in
tema di sicurezza civica e
criminalità.

Il robot ha anche la capacità di riprodurre filmati attraverso un display LCD e di registrare,


attraverso microfoni e telecamere, ciò che gli accade intorno: questo fa di Robotcop un
valido aiuto, secondo le forze di polizia di Hong Kong, agli agenti che debbano tenere
sotto controllo vaste aree pubbliche come stadi, piazze e aeroporti.

Attualmente, il poliziotto robot viene utilizzato soprattutto nelle scuole, dove, grazie al suo
“charme” hi-tech, è in grado di catalizzare l'attenzione dei ragazzini. I suoi progettisti
sostengono che, all'occorrenza, il loro poliziotto di latta sa anche ballare e recitare
filastrocche.

A differenza dei suoi predecessori, introdotti dal Governo di Hong Kong nel 1988 e nel
1995 e costruiti negli USA, la terza generazione di Robotcop è stata interamente
progettata dalla University of Science and Technology di Hong Kong. Il suo prezzo è di
300.000 dollari HK per unità, pari a circa 31.500 euro.

New Robotcop III Set to Fight Crime in Hong Kong 10 marzo 2004

Stando a quanto dichiarato dal Laboratorio di Scienza dei


Sistemi dell'Organizzazione per la Scienza e la Tecnologia
per la Difesa ad un incontro a Canberra, i veicoli automatici
pilotati dai computer, così come velivoli-robot, sono già allo
studio e parzialmente in uso, non solo in Australia.

L'intenzione è quella di realizzare un insieme coordinato di


veicoli auto-operanti, capaci di muoversi via aria, via terra o
via acqua in tutte le zone di guerra, per consentire loro di
svolgere una lunga serie di operazioni che sono tradizionalmente affidate, con tutti i rischi
del caso, a militari umani. Gran parte di questi mezzi sarebbero poi controllati da remoto,
anche da grandi distanze.

Ciò che c'è di nuovo rispetto ai progetti già operativi in alcuni paesi, in particolare negli
USA, è il fatto che le nuove forze militari robotizzate non si limiteranno alla difesa, alla
sorveglianza o all'identificazione del nemico, ma saranno anche in grado di sferrare
attacchi. Insomma, una forza robot bellica in piena regola capace di sollevare da tutti gli
incarichi più rischiosi le controparti umane.

Uno dei vantaggi dell'impiego di queste tecnologie, stando ai ricercatori australiani, è


anche il loro costo sostanzialmente ridotto. Il velivolo Aerosonde della Saab,
completamente automatizzato, costa meno di 100mila dollari australiani e può volare per
3mila chilometri senza rifornimenti. “È facile far corrispondere a ciascuna società dei tipi di
macchine, non perché le macchine siano determinanti, ma perché esprimono le forme
sociali in grado di dar loro vita e di servirsene”.

(Pubblicato su Ecplanet 13-06-2004)

Australian Military Seeks New Robot Technology 14 luglio 2009

MICROROBOT CONTRO IL BIOTERRORISMO

Agiscono come piccolissimi cani dall'olfatto infallibile e potrebbero salvare gli USA da
attacchi terroristici non convenzionali. Si tratta di microrobot sviluppati dai coniugi Spears,
dell'Università del Wyoming, equipaggiati con un sistema di speciali sensori in grado di
“riconoscere” tracce sospette di sostanze biochimiche nocive.

Il progetto è rivoluzionario, perché questi piccolissimi automi (swarmbots) riescono a


cooperare tra loro, organizzandosi e coordinandosi come eserciti in miniatura.

Tutto è nato da una ricerca coordinata dai coniugi Spears. L'obiettivo dello studio era
costruire automi in grado di reagire a stimoli fisici e chimici provenienti dall'esterno.
Successivamente, il progetto è diventato un prototipo funzionante di una branca sempre
più importante della scienza dell'automazione, detta “robotica distribuita”: l'idea degli
Spears è stata quella di realizzare reti di microrobot, indipendenti ma comunicanti, in
grado di aggregarsi per diventare un unico strumento di rilevazione collettivo. Sicuramente
meno costoso e più versatile di un'unica, ingombrante macchina.

Questa nuova tecnologia, premiata dalla Fondazione Nazionale per la Scienza con un
finanziamento di 100mila dollari per la “migliore realizzazione nel campo della robotica”,
verrà probabilmente impiegata nel settore dell'intelligence e dell'antiterrorismo. “Se per
esempio i terroristi immettessero nell'ambiente delle sostanze tossiche”, dice William
Spears, “un numeroso gruppo di microrobot riuscirebbe a rintracciarne con precisione la
fonte”. Ma non solo: i creatori di queste microsonde intelligenti sperano al più presto di
completare dei prototipi volanti e persino subacquei, moltiplicandone le già infinite
potenzialità.

L'ulteriore miniaturizzazione dei componenti consentirà la realizzazione di nanomacchine


programmate per “braccare”, automaticamente, cellule tumorali all'interno di un organismo
vivente.

(pubblicato su Ecplanet 13-06-2005)

Robot Swarms Get First Real Test 17 maggio 2005

Swarm intelligence and robotics

FUTURE COMBAT SYSTEMS

La Boeing, in collaborazione con la Science


Applications International Corporation (SAIC), agirà
come Lead Systems Integrator (LSI) per il pogramma
“Future Combat Systems” (FCS) dell'US Army. La
compagnia ha annunciato quali saranno le maggiori
innovazioni tecnologiche nelle guerre del prossimo
futuro. “Questo programma rappresenta un modo
completamente nuovo di fare affari in campo
militare”, ha dichiarato Dennis Muilenburg, vice-
presidente e general manager dell'FCS, “e fornirà ai
nostri soldati il migliore equipaggiamento del mondo”.

In America, tutto passa in secondo piano quando si tratta di stimolare le sempre vive
fantasie di conquista, siano esse terrestri o spaziali. C'è sempre una qualche frontiera da
valicare per questi eterni cowboys. Il Generale Charles Cartwright, in preda all'eccitazione,
ha detto: “Questo programma segnerà una nuova pietra miliare della nostra potenza
militare. Ha individuato tutto ciò che occorre ai nostri warfighters per ingaggiare il
combattimento del futuro”.

Il programma FCS, chiamato anche il “sistema dei sistemi”, fornirà ai soldati americani del
futuro le più avanzate tecnologie di comunicazione, integrate in una rete sia terrestre che
aerea, in grado di comandare veicoli robotici altamente sofisticati. Tra cui i cosiddetti
“swarmbot” (sciami di robot), capaci di muoversi in modo coordinato tramite un sistema di
comunicazione a infrarossi. Lo “sciame” viene controllato a distanza tramite un'interfaccia
centralizzata - ribattezzata “l'alveare” - che permetterà ai militari di gestire i movimenti dei
robot e assegnare loro diversi compiti. Tra le possibili applicazioni, il dispiegamento di
mine da campo, l'individuazione di possibili minacce nucleari, batteriologiche o chimiche,
la sorveglianza, e l'esplorazione di altri pianeti.

Dei robot finanziati dall'FCS, gli SWORDS (Special


Weapons Observation Reconnaissance Detection
Systems), prodotti dalla Foster-Miller, dotati di
cingoli, telecamere, visori a infrarossi e di una
mitragliatrice da 750 colpi al minuto, sono già
utilizzati in Iraq, teleguidati da un operatore con un
computer portatile situato in un raggio di 800 metri
dal robot stesso.

Secondo Muilenberg, una brigata americana del


2010 sarà formata da 3000 soldati, 900 veicoli e “centinaia di robot”, alcuni dei quali
armati, tutti collegati in rete. Il programma FCS, fortemente voluto dal Ministro della Difesa
Donald Rumsfeld, fornirà all'esercito 18 nuovi sistemi di cielo e di terra integrati tra loro
secondo la dottrina miliare del C4I (comando, controllo, comunicazione, computer e
intelligence) per schierare le prime 15 brigate completamente operative rinnovate nel
2010.

I costi della prima fase di sviluppo hanno già superato di 25 miliardi di dollari - necessari
allo sviluppo dell'infrastruttura comunicativa - il budget iniziale di 145 miliardi, senza tenere
conto del fatto che le prime 15 brigate da 3000 uomini costituiranno solo un terzo delle
truppe che l'esercito intende schierare nell'arco di vent'anni. Un affare colossale dunque, a
dispetto di un debito pubblico che continua a crescere a ritmi vertiginosi.

I militari assicurano che grazie agli FCS, i costi della macchina bellica americana si
ridurranno considerevolmente. Se oggi, il costo totale medio di un soldato per l'esercito si
aggira intorno ai 4 milioni di dollari, un robot combattente, non stipendiato e senza
pensione e assistenza sanitaria, costerebbe circa un decimo. E se dovesse avere la
peggio, nessuno si lamenterà per un mucchio di ferraglia. Al Pentagono, dichiarano che la
guerra perfetta sarà combattuta solo tra macchine.

(Pubblicato su Ecplanet 26-08-2005)

Army readies robot soldier for Iraq 24 gennaio 2005

U.S. Axes Boeing's FCS Vehicle Contract 21 luglio 2009

Boeing Company

SAIC - An Employee–Owned Company

SWORDS – Special Weapons Observation Reconnaissance Detection Systems

Future Combat Systems - Wikipedia

MICRO AIR VEHICLES

I robot volanti di prossima generazione avranno l'aspetto di volatili in carne ed ossa e


riprodurranno perfettamente la loro mobilità aerea: agili, veloci e soprattutto silenziosi. Gli
ingegneri della University of Florida, negli Stati Uniti, sono partiti dal progetto dei fortunati
droni “Predator”, utilizzati in Iraq ed Afghanistan, per creare nuovi prototipi di “robo-volatili”.

Gli scienziati sono riusciti a mimare perfettamente le caratteristiche aerodinamiche degli


uccelli, creando esemplari di robot alati. La vera rivoluzione sta in un sistema di
metamorfosi dinamica delle ali, che rende i droni perfettamente adattabili in base alle
correnti, al percorso e soprattutto alla loro missione. Con una dimensione che si aggira
intorno alla ventina di centimetri, i MAV (Micro Air Vehicles) sono perfetti per missioni di
spionaggio e sorveglianza tra le strade delle grandi città.

Rick Lind, promotore del progetto (finanziato dalla NASA e


dalla Aeronautica USA,) sostiene che l'obiettivo della ricerca
è di creare robot capaci di “viaggiare nei canyon urbani,
scendere in picchiata sui parcheggi, fare slalom tra i
palazzi: gli uccelli riescono già a fare tutto questo, perché
non imitarli?”. Il governo federale ha speso ben tre milioni di
dollari per finanziare questa ricerca, considerata di vitale
importanza strategica nel settore militare. Il sogno del Prof.
Lind è di mettere a punto “aeromobili completamente
autonomi, in grado di condurre missioni d'avanscoperta in caso di pericoli imminenti”.

Alcuni MAV, programmabili e teleguidabili, sono già stati acquistati dal governo della
California e dello Utah per la prevenzione degli incendi boschivi. Infatti, gli agili aeromobili
nati dalla mente del Prof. Lind possono essere equipaggiati con sensori per la rilevazione
di agenti biochimici, “un ottimo motivo per impiegarli come misura antiterrorismo”,
suggerisce lo studioso. Tuttavia, “questi nuovi strumenti non sono economici”, sostiene
Everet Hinkley, capo della guardia forestale di Salt Lake City, “non rimpiazzeranno mai gli
esseri umani, ma potranno costituire un valido aiuto”.

(pubblicato su Ecplanet 19-10-2005)

Micro Air Vehicle- Wikipedia

Birds, Bats And Insects Hold Secrets For Aerospace Engineers 09 febbraio 2008

E-BOMBS

Una nuova genia di armi a energia diretta (“directed-energy weapons”)


rivoluzionerà presto l'hardware militare, più di quanto non abbia fatto la
bomba atomica. In forma di laser, micro-onde, fasci di particelle, verranno
adottate su ogni livello (terra, aria, acqua, spazio) sfruttando lo spettro
elettromagnetico.

È quanto sostiene J. Douglas Beason, autore del libro “The E-Bomb: How
America’s New Directed Energy Weapons Will Change the Way Wars Will
Be Fought in the Future” (Da Capo Press, ottobre 2005). Beason ha
lavorato alla Casa Bianca come consulente scientifico presso l'Office of Science and
Technology Policy sotto l'amministrazione prima di Clinton e poi di Bush.
Tra i maggiori esperti della ricerca in energia
diretta, Beason è oggi Direttore del Threat
Reduction al Los Alamos National Laboratory
(LANL), finanziato dal Department of the
Defense e dal Department of Energy. Dopo
più di due decadi di ricerca, gli Stati Uniti sono
dunque in procinto di dispiegare una nuova
generazione di armi fantascientifiche che
scaricano fasci di energia come l'Airborne
Laser, l'Active Denial System o il Tactical High
Energy Laser (THEL). L'Airborne Laser
utilizza un laser a iodio di ossigeno chimico
montato su di un Boeing 747-400 modificato.
Scopo del suo utilizzo è consentire il
rilevamento e la distruzione di missili balistici
nella fase di spinta o durante il volo.

I test del Tactical High Energy Laser (THEL)


svoltisi a White Sands, nel New Mexico,
hanno mostrato la sua particolare abilità nel
tracciare e
far esplodere in volo un proiettile d'artiglieria che si
muove a velocità supersonica. In pratica, il mega-
cannone è in grado di seguire autonomamente il
bersaglio in volo e, nel giro di pochissimi secondi,
abbatterlo con un raggio laser ad elevata energia. Il
THEL può essere utilizzato anche per mettere fuori
combattimento missili intercontinentali e altri tipi di
testate che viaggiano ad alta quota o al di fuori
dell'atmosfera.

L'Active Denial Technology è una tecnologia di difesa che usa energia elettromagnetica
per fermare, e “dissuadere” un avversario in
avanzamento. Sfrutta un fascio di microonde
per riscaldare la pelle, causando dolore ma
senza procurare seri danni, costringendo
l'avversario a lasciare la scena (è lo stesso
tipo di tecnologia per sviluppare i phaser alla
Star Trek, ndr).

Beason parla poi delle nuove ricerche


attualmente in corso al Los Alamos National
Laboratory tra cui lo sviluppo di laser
elettronici ed un nuovo tipo di energia diretta
che opera nella “regione” dei terahertz. Anche se, allo stato attuale, dice Beason, i sistemi
sono ancora troppo “grezzi”. Ci vorrà, prima, una sperimentazione effettiva (ovvero una
guerra laser, ndr), dopodiché, si potrà pensare anche a guerre laser spaziali: “Usando lo
spazio”, dice Beason, “si potrà colpire dovunque sulla Terra, alla velocità della luce”.
(Pubblicato su Ecplanet 20-01-2006)

The E-Bomb: How America's New Directed-


energy Weapons Will Change the Way Future
Wars Will Be Fought

E-Weapons: Directed Energy Warfare In The


21st Century 11 GENNAIO 2006

Los Alamos National Laboratory

Directed-energy weapon - Wikipedia

RADAR SCOPE

La Defense Advanced Research Projects


Agency (DARPA), da sempre impegnata
nell'innovazione a fini militari, ha sfornato un
nuovo “gadget” pensato per le truppe
statunitensi. Si chiama “Radar Scope” e,
secondo le dichiarazioni degli esperti, è in
grado di rilevare la presenza di persone
all'interno degli edifici. Basta appoggiare al
muro esterno il piccolo dispositivo radar -
grande come un telefono satellitare - per
determinare se qualcuno si nasconda nello
stabile. È sufficiente, infatti, il movimento
sussultorio del torace provocato dal respiro
per attivare il sistema di alert. Il raggio operativo è di circa 127 metri, in presenza di
muratura spesse non più di 30 centimetri.

I primi modelli a larga produzione saranno disponibili in primavera, e, a detta della DARPA,
potranno essere facilmente trasportabili grazie ad un peso contenuto in circa 680 grammi.
Il costo di ogni singola unità sarà di circa 1000 dollari; l'alimentazione avverrà tramite delle
comuni batterie stilo AA.

“Non influirà sulle tecniche anti-guerriglia utilizzate dai militari per sgomberare gli edifici
sospetti, ma si dimostrerà un valido aiuto per scegliere in quali stanze fare ingresso per
prima. Insomma, le unità avranno maggiori informazioni per affrontare al meglio ogni
situazione”, ha spiegato Edward Baranoski, responsabile del Special Projects Office
presso DARPA.

Rispetto agli attuali ingombranti dispositivi, in grado di rilevare il movimento, il Radar


Scope si distingue come soluzione ultra-portatile. Inoltre, secondo Baranoski, per la Difesa
si tratterà di un esiguo investimento a fronte di notevoli vantaggi sul campo per le forze
militari.

DARPA, comunque, ha già un altro progetto in cantiere: la tecnologia “Visi Building”. “Non
è un analizzatore di movimento, ma un vero e proprio visore. Permetterà di vedere l'esatta
posizione sia di materiali bellici che di persone all'interno di edifici. Il Radar Scope rende
possibile solo la segnalazione della presenza di individui”, ha dichiarato Baranoski. “Visi
diventerà realtà solo fra qualche anno. Ma quando sarà pronto, basterà un'auto o un
aereo dotato di questo dispositivo per ottenere livelli di sorveglianza mai raggiunti in
passato”.

(Pubblicato su Ecplanet 23-01-2006)

DARPA Radar Scope Can Sense Thru Walls

AUTOCOPTER

Con AutoCopter Gunship -


piccolo elicottero dal nome
altisonante - l'esercito
statunitense potrebbe disporre
di una nuova arma devastante.
Sviluppato dalla Neural
Robotics Incorporated (NRI), si
profila come uno strumento di
ingaggio e controllo a distanza
dal profilo inquietante. La
dotazione di un mitragliatore
“AA-12 Full-Auto Shotgun” -
realizzato dalla Military Police
Systems (MPS) - permette un
fuoco da 300 giri al minuto,
quindi, potenzialmente, decine
di migliaia di proiettili al minuto. Inoltre, può essere adattato per integrare altri tipi di armi.

Per quanto riguarda il sistema di pilotaggio, Autocopter integra un sistema di controllo


automatico che gli consente di volare in due modalità diverse, attivabili in base alle
esigenze. La prima è totalmente autonoma: sfruttando l'apposito software si può fissare
una rotta che il velicolo, via GPS, seguirà automaticamente; la seconda modalità, invece,
è semi-automatica. La velocità operativa attualmente è di circa 96 km/h in linea retta e 56
km/h lateralmente; il raggio di fuoco poco inferiore ai mille metri.

Direzione, altitudine e velocità vengono controllate praticamente come in un videogioco: il


pilota decide le operazioni e l'AutoCopter si adatta alle esigenze. È anche programmato
per, in caso dovesse uscire dall'area di copertura radio, tornare sui suoi passi e ripristinare
il controllo.

Oltre alle armi, il “giocattolo” è pronto per integrare ogni sorta di gadget hi-tech: camere
digitali, visori notturni, puntatori laser. NRI ha intenzione di sviluppare un nuovo modello,
molto più grande, capace di trasportare carichi bellici più consistenti, rispetto agli attuali 9
kg, e un sistema di puntamento mini-FLIR (termico/raggi infrarossi).

Il prezzo di listino è di circa 100 mila dollari, armamento escluso.

(Pubblicato su Ecplanet 19-03-2006)

Neural Robotics, Inc. AutoCopter(TM) VTOL UAV


Defense Review - Exclusive Video Unmanned Mini-Helicopter Gets 'Weaponized'
with AA-12 Shotgun

INSECT CYBORG

DARPA, la principale agenzia di ricerca tecnologica


dell'esercito statunitense, intende trasformare degli insetti in
microrobot biomeccanici da utilizzare per delicatissime
operazioni di spionaggio.

L'iniziativa, degna del Dr. Frankenstein, mira alla


realizzazione di una ibridazione tra larve di farfalla e
dispositivi MEMS (Sistemi Micro Elettro Meccanici). Alla fine
del ciclo evolutivo, le larve “impiantate” si potranno così
librare in volo come farfalle radiocomandate, pronte per una
vasta gamma di missioni - dalla raccolta d'informazioni audiovisive, attraverso speciali
microchip integrati, fino alla ricerca di tracce di esplosivi o altri materiali biochimici
pericolosi.

I chip MEMS realizzati per fondersi coi tessuti organici rappresentano “l'avanguardia della
cibernetica moderna”, hanno dichiarato i ricercatori della DARPA. In una nota ufficiale
rilasciata dall'agenzia, i responsabili dell'iniziativa fanno sapere che “attraverso la
metamorfosi delle larve, gli organi interni dell'insetto avranno la possibilità di allacciarsi
attorno alle parti innestate, in modo perfettamente naturale”. Secondo questa logica, gli
impianti elettronici diventeranno l'interfaccia di controllo dell'organismo ospite.

George McGavin, professore di entomologia dell'Università di Oxford intervistato dalla


BBC, sostiene che “il progetto è strampalato e quasi sicuramente non darà alcun risultato
rilevante”. “Gli insetti vivono solamente in funzione della loro riproduzione”, dichiara
McGavin, “e gli scienziati americani dovranno completamente ricostruire il sistema
neurovegetativo degli insetti coinvolti nel progetto”.

(Pubblicato su Ecplanet 16-04-2006)

Pentagon plans cyber-insect army BBC News 16 marzo 2006

Defense Advanced Research Projects Agency

EYES IN THE SKY

L'Air Force Research Laboratory (AFRL) di Rome (NY), sta sviluppando un nuovo sistema
militare basato su supercomputer per gestire l'enorme quantità di dati proveniente dalla
rete satellitare per la sorveglianza, per la difesa, le attività di comunicazione e di
navigazione.

Con l'aiuto dell'Interactive Supercomputing (ISC's), il software Star-P e il supporto tecnico


di Computer Sciences (CSC), i ricercatori intendono ridurre la complessità ed eliminare i
tempi critici di ritardo dovuti agli algoritmi di programmazione richiesti per l'analisi dei dati
satellitari.

Star-P è una piattaforma interattiva di calcolo parallelo che consente di scrivere


applicazioni in modo semplice, usando MATLAB, che possono girare istantaneamente e
interattivamente grazie ad un Server SGI Altix 3000 a 8 processori.

“I dati provenienti dai radar satellitari complicano drammaticamente i processi di analisi”,


dice Mark Barnell, ingegnere sistemista della CSC, “scopo della missione AFRL è di
scoprire, sviluppare e integrare tecnologie militari affidabili per le nostre forze aeree e
spaziali”.

(Pubblicato su Ecplanet 03-10-2006)

Air Force Research Labs to Boost 'Eyes in the Sky' with Star-P 14 marzo 2006

Air Force Research Laboratory

Interactive Supercomputing

Computer Sciences

Lo chiamano “calabrone bionico”, o anche “ape intelligente”. È


una vera e propria “macchina da guerra”, di cui Israele
completerà lo sviluppo. Una nuova forma di robot-killer dalle
capacità inedite.

Nei giorni scorsi, il vice primo ministro Shimon Peres, a cui,


pensate un po', è stato consegnato nel 1994 un premio Nobel
per la pace, è stato incaricato di selezionare un team di esperti
in grado di sviluppare “nano-armi” - con pezzi piccoli quanto un milionesimo di millimetro -
che possano fronteggiare i missili palestinesi, capaci di intercettare attentatori suicidi, ed
efficienti nel contrastare le tattiche di guerra più striscianti. La messa a punto del
calabrone bionico costituisce il primo obiettivo della nuova task force militare: entro il 2010,
saprà zigzagare fra la folla, sciamare inosservato lungo vie affollate, puntare dritto
sull'obiettivo, per fotografarlo e, all'occorrenza, colpirlo.

Lo stesso Peres, in una intervista rilasciata al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, ha


spiegato come le nanotecnologie abbiano molto da offrire alle forze armate del paese. “È
illogico inviare un aereo che vale cento milioni di dollari contro un terrorista suicida. È per
questo che puntiamo su armi futuristiche”, ha dichiarato.

Le nanotecnologie, su cui Israele intende investire l'equivalente di circa 190 milioni di euro,
secondo quanto dichiarato da Peres, potrebbero rappresentare il miglior deterrente nei
confronti dei “terroristi armati”. La concentrazione della popolazione civile sul territorio fa sì
che gli attacchi kamikaze (e il tentativo di sventarli) provochino spesso un numero
spropositato di vittime. Ecco perché un'arma che possa localizzare e rendere inoffensivo
un cecchino o un attentatore suicida potrebbe servire a scoraggiare questo tipo di attacchi.

Oltre al “calabrone bionico”, sono in progetto anche le “smart dust”, polveri intelligenti
capaci di sparpagliarsi nei territori nemici, monitorando movimenti e intercettando
comunicazioni; sensori anti attentatore, da posizionare nei luoghi pubblici, che sappiano
individuare il materiale esplosivo; superguanti, in grado di conferire a chi li indossa una
forza degna di un uomo bionico. Il tutto dovrebbe essere operativo entro tre anni.
Israele non è certo l'unico paese a voler delegare alla robotica missioni militari: basti citare
il progetto di sviluppo dei Terminator Australiani, le robosentinelle coreane armate di
mitragliatrice, le astronavi robot per le guerre stellari USA, i Micro Air Vehicle (MAV) su cui
scommette il Pentagono, i super-soldati nanotech a cui stanno lavorando il MIT e la
DARPA. Di fronte a questo spiegamento di forze “apocalittico”, c'è chi vede negli sciami di
calabroni nanotecnologici, secondo le profezie bibliche, un segno di svenura: e l'ombra del
“signore delle mosche”.

(pubblicato su Ecplanet 01-12-2006)

Israel adding to global animalbot army with "bionic hornets" 17 novembre 2006

Smartdust - Wikipedia

MIT Institute For Soldier Nanotechnologies - About ISN

FUTURE COMBAT SYSTEMS 2

Il progetto militare FCS (Future Combat Systems) è diventato il vanto dell'Esercito


statunitense e allo stesso tempo l'incubo degli amministratori di bilancio. È definito il
“sistema di rete di tutti i sistemi”, perché di fatto controllerà l'hardware e il software delle
brigate militari di domani. L'obiettivo è quello di mettere in comunicazione soldati, mezzi e
centri di controllo in modo nuovo e pervasivo. Ogni soldato e ogni mezzo da
combattimento saranno dotati di visori, GPS, sistemi di comunicazione wireless e rilevatori
ambientali di nuova generazione. Il tutto per sviluppare i sensi e le capacità di comando
dei quartieri generali, che tenderanno a stabilirsi sempre più lontano dalle zone di conflitto.

Per rendersi conto di quale sarà la prossima futura dotazione del “super-soldato”, basta un
videogioco shooter di guerra; se invece si vuole provare le potenziali future interfacce di
controllo, si può ripiegare su uno strategico in tempo reale. Ma quanto costerà questo
avanzamento tecnologico militare? L'Esercito ha stimato circa 161 miliardi di dollari, un po'
troppi anche per il Congressional Budget Office, che lo scorso agosto aveva ribadito
l'esigenza di tagliare alcuni pezzi del programma per rispettare scadenze e ottenere un
budget ragionevole. I tecnici militari dell'FCS hanno reagito dipingendo scenari degni di
hollywood le armate saranno più veloci, più forti, più incisive, più gestibili; ogni elemento
sul campo di battaglia potrà essere tracciato e ogni dato analizzato.

“Se posso dire dove sono,


dov'è il mio nemico e il mio
compagno, fondamentalmente
posso scandire i ritmi della
battaglia”, ha dichiarato Daniel
Zanini, direttore del programma
FCS e vice-presidente della
SAIC, uno dei più importanti
centri di ricerca coinvolti. “Ogni
soldato è un nodo del network...
condivide dati che passano
attraverso sistemi diversi del
network”. “Le Forze senza FCS
non possono disporre dello stesso livello di monitoraggio e interoperabilità che richiede
l'attuale warfare”, ha sottolineato Claude M. Bolton Jr., segretario del Dipartimento per
l'acquisto, logistica e tecnologia dell'Esercito.

Il primo obiettivo è proprio quello di rendere reticolare la gestione dei combattenti. “La rete
è ciò che tiene tutto insieme”, ha dichiarato Zanini, riferendosi anche ai progetti Joint
Tactical Radio Systems e Warfighter Information Network-Tactical. Due soluzioni da più di
20 miliardi di dollari che verranno utilizzate per la gestione delle informazioni con le forze
sul campo.

Di fatto, sono almeno quattro gli elementi chiave delle applicazioni del FCS: un ambiente
operativo comune basato su Linux; un software di comando con un'interfaccia simile ai
giochi avanzati di strategia militare; software di mobile communication e network
management; un ampio supporto dei sensori che permettono di fornire intelligence in
tempo reale. Inoltre, tutti i sensori distribuiti ai soldati e montati sui mezzi integreranno tag
RFID per abilitare comunicazioni bi-direzionali. Al momento. Textron Systems si occupa
dell'hardware; General Dynamics è impegnata nel loro data management; Lockheed
Martin è concentrata nell'integrazione con altre tecnologie.

FCS rappresenta una sfida solo per alcune aziende, ma per l'intera lobby statunitense
degli armamenti: nel business, oltre alla Difesa e all'Esercito, sono coinvolti circa 11
venditori di riferimento e altri 100 più piccoli. “È qualcosa di ambizioso. Il ciclo di sviluppo è
lungo”, ha dichiarato Kenneth Krieg, sotto-segretario della Difesa. La roadmap, quasi un
progetto di conquista spaziale, prevede che le prime tecnologie FCS si inizieranno ad
intravedere dal 2008, fino al 2014, quando verrà salutata con orgoglio la prima brigata da
3000 super-soldati interamente cablati.

(Pubblicato su Ecplanet 07-12-2006)

Joint Tactical Radio Systems - Wikipedia

SAIC From Science to Solutions

Warfighter Information Network - Tactical

GlobalSecurity.org - Reliable Security Information

TASER PER IROBOT

Chi sconfina in
comportamenti antisociali
potrà presto trovarsi negli
USA dinanzi ad un
dispositivo elettronico
semovente su cingoli dotato
di cam, sensori di movimento
e, ora, anche di taser, nota
“arma non letale”, la pistola-
elettroshock in dotazione alle
forze dell'ordine statunitensi.
IRobot, la ditta che produce “robo-
poliziotti”, ha annunciato una partnership
strategica con Taser International in base
alla quale, spiega una nota, le forze
dell'ordine e i militari potranno impiegare
la tecnologia taser “per ingaggiare,
rendere inoffensivi e controllare da una
distanza di sicurezza pericolosi sospetti
senza esporre il proprio personale, gli
stessi sospetti o i passanti a rischi non necessari”.

Il primo passo sarà l'integrazione di un Taser X26 nel PackBot Explorer di iRobot, che
consentirà di giungere “allo sviluppo di prodotti che possano includere una intera linea di
Taser per piattaforme iRobot, fino ad una famiglia di robot pienamente integrati”. Secondo
il chairman di Taser International, Tom Smith, la propria tecnologia NMI (Neuromuscular
Incapacitation) in futuro potrà essere integrata non solo in robot manovrati da remoto ma
anche in sistemi robotici autonomi. Secondo John Pike, di GlobalSecurity.org, “alla fine del
prossimo decennio inizieremo a vedere RoboCop e Terminator, robot autonomi dotati di
potenza letale”.

(Pubblicato su Ecplanet 17-09-2007)

iRobot and TASER Team to Deliver New Robot Capabilities for Military, Law
Enforcement 28 giugno 2007

I primi robot dotati di taser PI 02 luglio 2007

iRobot Corporation

TASER International, Inc.

CYBER-FARFALLE

Vere e proprie “cyber-farfalle” sono state realizzate presso i laboratori della Cornell
University. Gli insetti con innesti elettronici sono il risultato del lavoro del professor David
Erickson, supportato dal suo team presso il dipartimento di ingegneria meccanica ed
aerospaziale.

Grazie agli studi di Erickson è stato possibile impiantare dei “dispositivi nanofluidi” già
all'interno della larva o della pupa della Manduca Sexta, la specie scelta per gli
esperimenti. Le capacità rigenerative della Mnaduca, che corrispondono alla muta da uno
stadio all'altro, offrono la possibilità di inserire dispositivi elettronici che si integreranno con
i tessuti e le strutture organiche dell'insetto durante la crescita, realizzando così una
interfaccia cyborg.

Le applicazioni vanno dalla sorveglianza alla ricerca di esplosivi o sostanze tossiche. Tutto
sarà reso possibile dalla capacità di controllare il volo e la posizione degli sciami o del
singolo cyber-insetto. Alcune foto e addirittura un filmato comparsi online mostrano i primi
prototipi prodotti in laboratorio.
Il progetto, manco a dirlo, è finanziato dalla DARPA, l'agenzia per la ricerca del
Pentagono, che ha già sborsato un paio di milioni di dollari. “DARPA è alla ricerca di
proposte innovative per sviluppare la tecnologia di creazione di cyber-insetti”, si legge in
una nota dell'agenzia governativa, “l'obiettivo finale di questo programma è la
realizzazione di un insetto capace di giungere in un raggio di cinque metri da un obiettivo
posto a centinaia di metri di distanza, utilizzando un controllo remoto o un GPS”.

(Pubblicato su Ecplanet 18-09-2007)

Erickson lab: Integrated Micro- and Nanofluidic Systems

Il SATELLITE SPIA SKYNET 5A

Il più recente e avanzato


satellite di comunicazione
dell'esercito del Regno Unito,
Skynet 5A, è entrato in funzione
a circa un mese dal lancio
avvenuto lo scorso marzo dalla
Guyana Francese: si tratta del
primo di tre nuovi satelliti che
costituiranno la quinta
generazione di un progetto
iniziato nel 1969. Realizzata dal
Ministero della Difesa britannico
in collaborazione con Paradigm
Secure Communications e
EADS-Astrium, la rete Skynet 5
è costata circa 3 milioni di
sterline messe a disposizione da un gruppo di investitori privati.

Lord Drayson, a capo della divisione per l'equipaggiamento bellico e la logistica


d'oltremanica, ha commentato: “Skynet 5 garantirà circa due volte e mezzo le prestazioni
del vecchio sistema e permetterà un miglioramento significativo del nostro sistema di
comunicazione globale aumentando la velocità di trasmissione dati”. Saranno coperte
anche le zone teatro dei recenti conflitti in Iraq e Afghanistan, dove i soldati in missione
potranno dialogare in voce e video con le famiglie a casa. Fino ad oggi, l'esercito di Sua
Maestà era costretto ad affittare spazio su un comune satellite commerciale e aggiungere
una codifica ai propri segnali, mente con il nuovo Skynet avrà molta più banda disponibile
e maggiore sicurezza per le trasmissioni. Il lancio di Skynet 5B è previsto per la fine
dell'anno, mentre quello di Skynet 5C per il 2008.

L'aviazione USA ha annunciato l'ordine


di altri quattro MQ-9 Reaper, gli
impressionanti aerei telecomandati,
senza pilota umano, sviluppati dalla
General Atomic già in servizio in Iraq,
che tanto assomigliano ai Flying Hunter
Killer apparsi sullo schermo nella nota
saga Terminator ideata da James
Cameron. Il costo dei 4 velivoli è stimato in 59 milioni di dollari, e porterà ad undici il
numero di apparecchi in dotazione alla US Air Force. Si tratta delle più letali macchine di
morte mai costruite: su un MQ-9 trovano spazio fino a 14 missili teleguidati ed alcune
bombe “intelligenti”, oltre ad un raffinato sistema radar in grado di individuare oggetti in
movimento su una superficie di 60 chilometri quadrati. Inoltre, possono volare per oltre 14
ore senza rifornimento fino ad una altitudine massima di 50.000 piedi (circa 15 chilometri).

Curioso il fatto che anche Skynet compaia in Terminator: è infatti il nome della malvagia
rete di computer dotata di coscienza, responsabile della guerra tra robot e umani, mentre i
Flying-HK sono i terribili roboaerei impiegati per individuare e annientare eventuali gruppi
di cittadini sopravvissuti. Nella realtà, gli MQ-9 Reaper saranno effettivamente controllati
attraverso la rete Skynet: il centro di controllo USA per questi velivoli, che agiscono tra
l'altro nelle zone martoriate dai conflitti in Iraq e Afghanistan, pare sia situato nelle
vicinanze di Las Vegas.

(Pubblicato su Ecplanet 19-09-2007)

Skynet 5A - Wikipedia

MQ-9 Reaper - Wikipedia

Skynet (Terminator) - Wikipedia

ROBOT LIQUIDO

C'è poi anche il futuribile robot liquido pensato da DARPA, che


ricorda molto il T-1000 di Terminator 2: si tratterebbe di una nuova
generazione di robot chimici talmente flessibili da poter mutare
forma e penetrare attraverso cunicoli o altre limitazioni fisiche in
ambienti altrimenti inaccessibili.

“Spesso - spiega la DARPA - i soli punti di accesso sono piccole


aperture in edifici, muri, fessure sotto le porte e via dicendo. In
questi casi, un robot deve essere soffice a sufficienza per
spremersi e attraversare piccole aperture, ma anche
sufficientemente grande per poter far passare armamenti
operativamente significativi.

I “ChemBots” rappresentano la convergenza della chimica dei materiali molli e della


robotica, per dar vita ad una classe fondamentalmente inedita di “robot flessibili”. I
ChemBots dovranno disporre di: capacità di trasformazione nelle tre dimensioni; capacità
di identificare le aperture e mutare in base ad esse; strutture che consentono loro di
mutare o dissolversi e poi ricostituirsi ed essere operativi; armi che siano disponibili dopo il
passaggio; dovranno essere autonomi o capaci di trarre energia da fonti esterne;
operatività autonoma o controllata da remoto, in ogni caso senza connessioni fisiche a
fonti di energia o sistemi di controllo; medie dimensioni, possibilmente con architetture che
consentano di modificarle; resistenza a condizioni operative militari (temperatura, umidità,
pioggia ecc.).

(Pubblicato su Ecplanet 21-09-2007)

Rise of the ChemBots

Shape-shifting, organ-probing chembots coming soon 01 luglio 2008

MOSCHE ROBOT

Alcuni scienziati britannici stanno lavorando a mosche-


robot in grado di volare nelle postazioni nemiche per
spiarne i movimenti. Il progettista, Rafal Zbikowski, ritiene
che potrebbero essere operative entro una decina d'anni.
Zbikowski, che ha già realizzato un prototipo che
riproduce il battito d'ali d'una mosca in volo, pensa che i
minuscoli robo-insetti, in grado di aggirarsi per spazi
chiusi e affollati come palazzi, trombe delle scale, tunnel
e grotte, potranno essere utilizzati per individuare
terroristi nascosti o per localizzare le vittime di disastri
naturali come i terremoti. Mentre l'esercito degli Stati
Uniti, che in parte finanzia la ricerca, ha interesse all'uso
delle mosche volanti per il trasporto di piccole cariche d'esplosivo. I piccoli robot, infatti,
saranno in grado di distruggere un obbiettivo specifico - ad esempio un computer - senza
dover bombardare l'intera struttura.

L'Università di Harvard ha realizzato un drone delle dimensioni di una mosca capace di


volare. È soltanto il coperchio, promettono i ricercatori, di un vaso di Pandora tecnologico
che potrebbe in futuro trasformare in realtà i nuovi campi di battaglia intelligenti.

Dal peso di soli 60 milligrammi, il microrobot presenta un'apertura alare di 3 centimetri con
movimenti modellati su quelli di una vera mosca. “La natura crea i migliori insetti volanti
del mondo”, dice il leader del progetto, Robert Wood. Il team di Wood, finanziato dalla
DARPA, ha dovuto prima di tutto affrontare i problemi costruttivi. Per realizzare il motore,
le ali, le giunture e i micromeccanismi del mini-drone il team è partito dai meccanismi di
produzione dei sistemi microelettromeccanici (MEMS), per poi giungere allo sviluppo di un
processo del tutto nuovo, che ha impiegato “tagliatori laser microscopici” con cui sono
state cesellate le forme in polimero e fibra di carbonio. Tali forme sono poi diventate le
parti funzionali della mosca bionica (il procedimento, molto complesso, è descritto sul
numero di agosto del magazine Journal of Mechanical Design).

La mosca-robot alla fine è riuscita a volare mimando in toto i meccanismi della sua forma
naturale ispiratrice. Le sfide che rimangono da affrontare per realizzare una microspia
mobile e intelligente, da usare anche come misura preventiva di attacchi terroristici basati
su sostanze chimiche pericolose, sono ancora tante. La prima è una mobilità davvero
completa: fino ad ora, il drone-mosca è capace di andare soltanto all'insù; l'altra grande
sfida è una risorsa energetica integrata nel robot, che gli dia sufficiente autonomia e lo
liberi dalla necessità di una fonte energetica esterna (allo stato attuale, una batteria litio-
polimerica può far volare la mosca per meno di cinque minuti). Inoltre, si sta pensando allo
sviluppo di sensori di svariato tipo, anche chimico, e ad un software intelligente che
permetta al drone di evitare gli ostacoli che incontra durante il tragitto.

E sei i MAVs finissero nelle mani di terroristi? “Dopo un periodo iniziale di sviluppo, molti
paesi potrebbero produrli”, avverte Juergen Altmann, ricercatore della Dortmund
University, che mette in guardia sull'uso indiscriminato dei micro-mezzi da guerra di nuova
concezione, potenzialmente in grado di causare vittime fra i civili o di finire per dare una
mano ai terroristi che dovrebbero invece aiutare a debellare. Altmann propone di bandire a
livello internazionale i MAVs e le nanotecnologie applicate alla guerra, alla stregua delle
misure già prese contro le mine antiuomo.

(Pubblicato su Ecplanet 27-09-2007)

Tiny micro air vehicle will flap wings like an insect 28 giugno 2005

Military Builds Robotic Insects 23 gennaio 2007

Robotic Fly Micro Air Vehicle 20 luglio 2007

Insetti robotici per la guerra di domani PI 25


gennaio 2007

Un approfondimento di Wired sullo stato dello sviluppo


della micro e nanotecnologia applicata agli apparati e ai
dispositivi bellici ha mostrato una evoluzione costante.
Se manca ancora qualche anno alla realizzazione del
robo-calabrone antiterrorista a cui sta lavorando
Israele, i Micro Air Vehicles (MAVs) assassini sono già
tra noi.

C'è ad esempio il “Wasp”, micro mezzo aereo di 41 centimetri e di soli 275 grammi di
peso, già in ricognizione sui pericolosi cieli dell'Afghanistan: è quasi impercettibile, tanto
da potersi avvicinare all'obiettivo senza essere notato, e si controlla con un radiocomando
che sembra un Gameboy.

È in fase di sviluppo una nuova versione, già ribattezzata “Talibanator”, che permetterà di
inserire esplosivo C4 sul mezzo, in modo da colpire cecchini ben appostati o
contrattaccare eventuali azioni kamikaze.

(Pubblicato su Ecplanet 23-09-2007)

BATMAV System with AeroVironment's Wasp III Micro Air Vehicle achieves full rate
production 08 gennaio 2008

AeroVironment, Inc.: Innovation at Work

UNMANNED AERIAL VEHICLE

L'ultima trovata in fatto di robot avanzati, capaci cioè di fare a meno del controllo diretto
dell'uomo, è arrivata dal prestigioso Massachusetts Institute of Technology, che ha
realizzato un veicolo UAV (Unmanned Aerial Vehicle) capace di volare senza la necessità
di controllo da remoto.

Il drone, una sorta di mini elicottero


dotato di quattro rotori orizzontali da
700 dollari, è in grado di volarsene
per la stanza per conto suo senza
sbattere contro i muri, e non solo: il
dispositivo è in grado di assolvere
anche a compiti decisamente più
complessi come quello di spostarsi
tra ostacoli posizionati a livello del
suolo con un intervento minimo da
parte dei tutori umani.

Un'altra interessante caratteristica


dell'automa è la possibilità di
monitorarne le azioni e il
funzionamento da un computer connesso su un network. Sebbene non vi siano indicazioni
precise sull'utilizzo del protocollo TCP/IP, si parla della possibilità, per una singola persona
con una semplice connessione ad Internet, di avere il pieno controllo di diversi UAV in una
sola volta.

(Pubblicato su Ecplanet 29-09-2007)

Autonomous UAV Aerobatics Project Website

SCANEAGLE

Un vero e proprio show


dell'aria è stato
organizzato dal gigante
dell'aviazione Boeing per
mostrare le ultime
evoluzioni del suo
“ScanEagle”: il velivolo
compatto e privo di pilota
(in gergo UAV) che viene
già impiegato da anni nei
teatri dei conflitti in cui
sono coinvolte le forze
armate americane. Ora,
assicura Boeing, il
piccolo “uccello” da
meno di 15 chilogrammi
è più evoluto che mai:
durante la dimostrazione,
nel campo test in
Oregon, i ricercatori del
colosso aeronautico
hanno mostrato nuovi
strumenti per il controllo contemporaneo di flotte di UAV attraverso interfacce sempre più
semplici e algoritmi che consentono ai mini-aerei di variare la propria rotta da soli.

Un singolo operatore è in grado di controllare fino a tre ScanEagle contemporaneamente,


spingendoli fino all'altitudine massima di 4800 metri alla velocità di 130 chilometri all'ora.
Ma non solo: ora i velivoli dispongono di fotocamere e videocamere in grado di
comunicare direttamente con un cellulare e dunque fornire preziose informazioni per scopi
tattici. Ulteriormente evoluto è anche il sistema di inseguimento dei veicoli terrestri: un test
condotto con un camion ha mostrato come ScanEagle sia capace di “agganciarsi” ad un
oggetto e seguirlo autonomamente, senza che sia necessario modificarne la rotta
manualmente, anche in caso l'obiettivo devii dal suo percorso originario. Il tutto restando
alla distanza ottimale per offrire le migliori immagini possibili all'operatore e senza farsi
scoprire.

Proprio di recente, uno ScanEagle aveva permesso ai Marine di sventare un traffico di


petrolio iracheno di contrabbando: il velivolo aveva in principio avvistato una sola
autobotte sospetta, ma seguendola era stato in grado di mostrare ai soldati un gruppo di
undici TIR diretti fuori dal paese attraverso il confine con la Siria. I soldati americani sono
intervenuti, arrestando gli autisti e impedendo al combustibile di finire sul mercato nero.

(Pubblicato su Ecplanet 03-10-2007)

Boeing ScanEagle - Wikipedia

AEREI SPIA UAV

Cyber Defense Systems ha annunciato che un


piccolo UAV denominato “CyberBug” ha
partecipato a esercitazioni militari NATO.
CyberBug può essere assemblato in pochi minuti
e può fornire una sorveglianza aerea istantanea.
Il veicolo ha volato per circa un'ora trasmettendo
immagini video e altri dati ad una stazione di
controllo portatile a terra. Tamite CyberBug è
possibile monitorare eventuali pericoli,
sorvegliare edifici, sorvolare colline ecc. Può
essere usato per operazioni “search and rescue”,
per monitorare il traffico, per ricerche ambientali, per pattugliamenti ecc...

Tre CyberBug sono stati impiegati come supporto a scenari di “Navigation Warfare”
durante l'esercitazione NATO “Spartan Hammer”, condotta nel novembre del 2006 in
Grecia: diversi sensori installati a bordo dei CyberBug hanno permesso di raccogliere
informazioni usate per supportare operazioni di intelligence e di warfare elettronico. In tutto
i cyberbug hanno compiuto 22 missioni con una percentuale di successo del 100 per
cento.

I CyberBug hanno anche pattugliato i cieli sopra Avon


Park, in Florida, durante “Atlantic Strike IV”,
un'esercitazione delle forze aree e navali che ha
coinvolto più di 700 membri specializzati: i CyberBug
hanno localizzato cecchini, seguito i convogli e
monitorato il campo di battaglia, trasmettendo
immagini video ai Joint Terminal Air
Controllers e ai soldati sul terreno.

La seconda generazione di Cyberbug, oltre a


poter essere assemblata più facilmente,
dispone di ali in materiale trasparente e nuove
funzionalità: gli operatori possono ora fissare
la videocamera del velivolo su obiettivi sia stazionari che in movimento con un'accuratezza
di 3-5 metri.

Per il prossimo futuro, è prevista anche l'introduzione di altri UAV. La quarta generazione
dei Killer Bee Unmanned Aircraft System (KBUAS), gli insetti killer sviluppati dalla Swift
Engineering di San Clemente, California, hanno effettuato il loro primo volo allo Yuma
Proving Grounds (YPG) di Yuma, Arizona. Il nuovo Killer Bee 4 Unmanned Aircraft
(KB4UA) ha volato con successo per 70 minuti.

(Pubblicato su Ecplanet 07-10-2007)

Not a bird or a plane, it's Cyberbug 23 giugno 2007

AEREI SPIA UAV E UCAS

La Northrop Grumman ha aperto un nuovo ufficio per fornire supporto logistico e


ingegneristico ai suoi Unmanned Air Systems (UAS) destinati al Naval Air Systems
Command (NAVAIR) della Naval Air Station (NAS) di Patuxent River, Md. In particolare:
Global Hawk Maritime Demonstration (GHMD), uno UAV Global Hawk in grado di volare
molto alto e per molto tempo e offrire, grazie ai suoi molteplici sensori, informazioni da
utilizzare per operazioni marittime.

MQ-8B Fire Scout, un altro UAV dotato di


videocamera e un otente sistema di
comunicazione destinato all'esercito
americano che costituirà l'assetto principale
dei sistemi aerei a controllo remoto di quarta
classe del programma FCS (Future Combat
System). Il Fire Scout fornirà una piattaforma
di comunicazione, sorveglianza e acquisizione
bersagli (RSTA - Reconnaissance,
Surveillance and Target Acquisition), e attacco
a lunga autonomia. L’elettronica standard sarà
costituita da moduli TSAR (Tactical Synthetic
Aperture Radar), JTRS (Joint Tactical Radio
System), SIGINT (Signals Intelligence),
strumenti di analisi NBC (Nuclear, Biological and Chemical) e di individuazione delle
emissioni radio, OASYS (Obstacle Avoidance System), sensori EO/IR e illuminatori laser
per designazione degli obiettivi a terra. A livello di armamento si prevede l'installazione
dell’APKWS (Advanced Precision Kill Weapon System) o del Viper Strike.
X-

47B Unmanned Combat Air System (UCAS),


parte del progetto J-UCAS (sistemi d'aria di
combattimento senza equipaggio) della
DARPA. La versione navale avrà un raggio
d'azione nell'ordine dei 2500 km, velocità di Mach 0.8 / 0.9, e un carico bellico di circa 2
tonnellate.

Sempre la Northrop Grumman, ha stipulato un contratto con l'U.S. Air Force di 287 milioni
di dollari per la produzione di 5 RQ-4 Global Hawk, un sistema capace di sorvolare vaste
regioni volando in maniera autonoma dal decollo all’atterraggio fino a 65.000 piedi di
quota, in grado di fornire i dati acquisiti dal radar ad apertura sintetica assieme a sensori
IR ed elettro-ottici anche in presenza di condizioni meteo avverse.

La United Industrial Corporation ha annunciato che la sua sussidiaria AAI Corporation ha


iniziato l'addestramento di membri dell'U.S. Marine Corps per il volo e il mantenimento
dello Shadow Tactical Unmanned Aircraft System (TUAS), che avrà compiti di
sorveglianza, riconoscimento e intelligence. Sostituirà il vecchio Pioneer, attivo da più di
20 anni ormai, anche nelle più recenti operazioni in Iraq e in Afghanistan.

La storia dimostra che gli UAVs sono estremamente efficaci sia sui campi di battaglia che
negli ambienti urbani. Sono stati proprio i Marines i primi a dimostrare il valore di questi
sistemi nelle operazioni tattiche di metà anni Ottanta.

(Pubblicato su Ecplanet 12-10-2007)

Navy's Global Hawk Maritime Demonstration Unmanned Aircraft Supports Northern


California Firefighters During Navy Exercises 22 luglio 2008

MQ-8 Fire Scout - Wikipedia

X-47B UCAS

RQ-4 Global Hawk - Wikipedia

Shadow 200 RQ-7 Tactical Unmanned Aircraft System

Northrop Grumman Corporation - Defining the Future


SOLID STATE LASER

La nuova produzione di laser allo stato solido per


applicazioni militari da parte della Northrop Grumman
viene salutata come l'inizio di una nuova era militare,
in cui armi laser super-potenti andranno a sostituire i
missili tattici che attualmente gli Stati Uniti utilizzano
massicciamente.

Le armi a raggi laser stanno dunque abbandonando il


regno della fantascienza per i campi di battaglia reali,
per offrire alle truppe una protezione senza
precedenti ad un costo relativamente basso. «Questi
sistemi, in grado di abbattere razzi, mortai e missili a
raggio corto, diverranno elementi fondamentali sia in
terra che in mare che sulle piattaforme aeree», ha dichiarato Mike McVey, presidente della
divisione Sistemi a Energia Diretta della Northrop. Per il momento, si è avuto notizia di un
laser allo stato solido integrato in un sistema Phalanx. «È la prova che le armi laser a
stato solido sono già pronte per la battaglia», ha dichiarato Mike Booen, Vice-Presidente
della Raytheon Missile Systems.

Una sensazione di calore improvvisa, dolorosa e terrorizzante come se i vestiti, anche i più
pesanti, cominciassero ad incendiarsi. Un intenso calore però che non lascia alcun segno.
Il raggio di calore generato dall'Active Denial System (ADS), una sorta di phaser come
quelli di Star Trek, è capace di colpire il target inquadrato da una telecamera a infrarossi
anche a cinquecento metri di distanza. La tecnologia, di cui si parla da anni, è stata
sviluppata dal Joint Non-Lethal Weapon Program del Pentagono.

Con un raggio elettromagnetico ad una frequenza di 95


GHz, l'ADS penetra solamente attraverso gli strati più
superficiali dell'epidermide, per meno di mezzo millimetro.
Quanto basta a colpire le terminazioni nervose facendo
percepire la sensazione del contatto con un corpo a
temperatura di cinquanta gradi. Nessuna conseguenza,
assicurano i militari, se non il deflusso di una folla
spaventata.

«È una tecnologia rivoluzionaria», ha dichiarato Theodore


Barna, del Dipartimento della Difesa USA, «ci aspettiamo
che possa aggiungersi agli equipaggiamenti dei militari,
entro il 2010». Sarà utile per disperdere le folle nelle
manifestazioni che volgono alla violenza, oppure presso i
checkpoint in zone a rischio guerriglia, servirà a confinare
delle aree delimitandole con fasci di raggi, ma potrà costituire una risorsa preziosa anche
in situazioni di guerra, in Iraq o in Afghanistan, prevedono le autorità militari.

L'arma è stata testata su oltre diecimila volontari nel giro di dodici anni, e durante gli ultimi
cinque anni non si sono riscontrati danni o lesioni degni di nota. Le preoccupazioni,
riguardo alle quali l'osservatorio The Sunshine Project si interrogava già nel 2005,
sembrano essere state fugate almeno per quanto riguarda le possibili conseguenze per gli
occhi: si è verificato, mediante test su animali, che i riflessi inducono a distogliere lo
sguardo prima che l'irraggiamento possa provocare danni. Wired News, fra gli altri, lo
scorso anno avanzava il dubbio che l'arma potesse favorire l'insorgere di cancro, ma non
si hanno conferme in merito agli effetti a lungo termine dell'esposizione ai raggi.

Un altro ordine di preoccupazioni è rappresentato dai potenziali modi di armeggiare con


l'ADS. Se infatti l'Active Denial System è considerato, almeno nell'immediatezza, non-
letale, un uso improprio potrebbe trasformarlo in un'arma offensiva a tutti gli effetti. In spazi
angusti, in cui la fuga è poco praticabile, o nel caso in cui fosse utilizzato a distanze
ravvicinate, puntato contro persone impossibilitate a muoversi, l'ADS potrebbe rivelarsi
fatale.

Il Pentagono ha investito sessanta milioni di dollari per la progettazione avanzata del


dispositivo. La tecnologia è stata sviluppata in collaborazione con Raytheon, che con il suo
Silent Guardian, un ADS su scala ridotta, spera di poter accogliere una domanda che, in
una società dominata dal rischio, sembra farsi sempre più pressante.

(Pubblicato su Ecplanet 19-10-2007)

TASER

Northrop Grumman Corporation - Defining the Future

Solid-state laser - Wikipedia

LAND WARRIOR SYSTEM

Da oltre un decennio, la maggior parte degli eserciti moderni ha intrapreso un vasto


programma per lo sviluppo e la realizzazione di nuovi equipaggiamenti individuali, con
sistemi integrati ed interfacciati, destinati ad entrare in servizio a breve termine presso i
reparti di fanteria di prima linea. Negli Stati Uniti, tale programma è noto come Land
Warrior, mentre in Francia e Gran Bretagna è conosciuto rispettivamente come FELIN,
acronimo per Fantassin a' Equipements et Liaisons Inte'gre's, e FIST/Crusader 21. Tra gli
ultimi programmi c'è anche l'European Soldier System Initiative (ESSI) che vede
impegnate la tedesca DASA/Dornier, la britannica Pilkington Optronics e la francese
Thomson-CSF per lo sviluppo e la messa a punto di un sistema integrato destinato sia al
mercato interno che all'esportazione.

Sostanzialmente, questi programmi mettono in risalto il comfort fisiologico del fante, la


protezione balistica, la furtività e la componente detta C3 (Comando, Controllo,
Comunicazioni). Dagli aspetti appena elencati emerge anche l'esigenza di nuove capacità
consentite dall'equipaggiamento del fante del futuro: potenziamento dei mezzi tradizionali
di ricognizione visiva; capacità di sfruttare la massima gittata efficace delle armi e delle
munizioni di fanteria in operazioni diurne, notturne e in visibilità ridotta; introduzione di armi
individuali precise e sicure che garantiscano livelli elevati
di penetrazione ed efficacia, nonché la capacità di
controllo del tiro indiretto.

Gli statunitensi, ad esempio, hanno previsto di integrare


al modulo armamento-sistema di puntamento del Land
Warrior un sistema di visione notturna a visualizzazione
dell'immagine termica (IT), tipo NigthSight della Texas
Instruments o AN/PAS-13 della Hughes, che assicura la scoperta di un individuo a oltre
1.000 metri sia al buio che in presenza di nebbia, foschia o fumo. Tali sistemi sono dotati
inoltre di uscita video standard o digitale che rende possibile la trasmissione dell'immagine
a distanza, ad esempio su un HUD (Head Up Display) montato sulla visiera del casco,
davanti agli occhi dell'operatore, al pari di quello utilizzato nell'aeronautica dai piloti di jet
militari da combattimento. L'elmetto integrato del sistema Land Warrior per il fante
statunitense del XXI Secolo sarà realizzato in Kevlar e disporrà di microfono, di altoparlanti
e di display con capacità di lettura diurna/notturna, sia ad intensificazione di luce di ultima
generazione, sia a immagine termica, con possibilità di presentare dati generali da
computer e aggiornamento delle mappe.

I sistemi di visione notturna a visualizzazione TI, per il cui funzionamento non è più
necessario un ingombrante sistema di raffreddamento grazie all'adozione di micro-
elementi sensibili al silicio o al titanato di bario e stronzio, permettono di osservare e
puntare al buio e di migliorare considerevolmente la capacità di scoperta e di puntamento
in luce diurna (ad esempio attraverso una cortina fumogena). Tali sistemi sono previsti
anche nell'ambito degli altri programmi stranieri dell'equipaggiamento del fante del futuro.
Il sistema francese FELIN prevede un casco a struttura integrale dotato di microfoni in
grado di registrare i suoni della voce trasmessi dalle vibrazioni della scatola cranica, di
cuffie a duplice funzione (che ricevono i messaggi via radio e restituiscono e filtrano i
rumori dell'ambiente circostante) e di telecamera con visore monoculare diurno/notturno di
nuova generazione (che ritrasmette sulla visiera parabolica del casco non solo l'immagine
osservata ma anche scenari digitalizzati o messaggi sui quali può sovrapporsi una
determinata simbologia).

La stessa attenzione è stata dedicata all'arma individuale in quanto il programma FELIN


prevede, in un primo tempo, l'integrazione di un dispositivo di puntamento diurno/notturno
ad intensificazione di luce, tipo OB-50 o Lucie di terza generazione plus, e, in un secondo
tempo, di un sistema di visualizzazione dell'immagine termica. Quest'ultimo sarà integrato
ad una nuova arma bimunizione, il cui prototipo, denominato PAPOP, acronimo per Poly
Arme Poly Projectile, è in grado di sparare due diversi tipi di munizione: una antiuomo di
piccolo calibro, tipo 5,56 mm NATO, l'altra antimateria di calibro superiore, da 30 a 40 mm.

(Pubblicato su Ecplanet 29-10-2007)

Land Warrior - Wikipedia

PAPOP - Wikipedia

Il ciberfante e la visione notturna

FUTURE COMBAT SYSTEMS 3

L'US Army ha affidato a Boeing, in qualità di primo integratore di sistemi, e SAIC (Science
Applications International Corporation), partner di programma, il mandato di pianificare la
produzione a basso ritmo dei Future Combat Systems, la famiglia di sistemi integrati che
trasformerà l'esercito americano a livello di mezzi, tattiche operative e consapevolezza del
campo di battaglia. In particolare, maggiore priorità verrà data ai sistemi elettronici
network-centrici e ai veicoli terrestri guidati MGV (Manned Ground Vehicles), otto
piattaforme basate sullo stesso chassis ad alta comunanza di componenti (70%) come il
Non-Line-of-Sight Cannon (NLOS-C), veicolo per attacchi di precisione da grande distanza
che secondo mandato del Congresso dovrà essere schierato dal 2010 e consegnato
inizialmente in 18 unità.

Il programma è organizzato in “Spin


Outs”, incrementi graduali delle capacità a
livello brigata. Per il biennio 2008 - 2010
ne sono stati pianificati tre che verranno
via via testati dall'Army Evaluation Task
Force (AETF) presso Fort Bliss, Texas.

Lo Spin Out 1 comprende


equipaggiamenti e tecnologie per
incrementare comunicazione e situational
awareness attraverso l'installazione dei
relativi sistemi (radio JTRS, computer
integrati in grado di interfacciarsi con la
sovrastruttura informatica comune e fornire possibilità di comando e gestione nel campo di
battaglia, sensori UGS e sistema per il controllo di fuoco di precisione NLOS-LS) a bordo
dei carri Abrams, dei veicoli da combattimento Bradley e sugli HMMWVs (High Mobility
Multipurpose Wheeled Vehicle). Tali tecnologie sono state considerate nell’ultima revisione
di progetto rispondenti ai requisiti e pronte per l'integrazione sugli attuali assetti terrestri
dell’US Army. Lo Spin Out 1 fornirà i kit necessari a equipaggiare 17 BCTs (Brigade
Combat Team) nell'arco di 7 anni a partire dal 2008.

(Pubblicato su Ecplanet 01-11-2007)

XM1203 Non-Line-of-Sight Cannon - Wikipedia

High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle - Wikipedia

SUPER-SOLDATI

Entro tre anni, i “super-soldati” del futuro


cominceranno a testare dispositivi futuristici
che forniaranno loro capacità senza
precedenti, come l'abilità di vedere attraverso i
muri, grazie a mirini radar avanzati. Il
programma statunitense Future Force Warrior
prevede anche speciali equipaggiamenti
sonori e laser intelligenti, che saranno
disponibili a partire dal 2010. Inoltre, saranno
predisposti dei sensori per monitorare le
condizioni di salute dei soldati (respirazione,
battito del cuore, shock vari).

I super-soldati del futuro assomiglieranno


sempre di più a dei cyborg. Gli elmetti di
prossima generazioni integreranno elementi
elettronici per consentire il riconoscimento dei
vari suoni e rumori della battaglia. I super-soldati avranno a disposizione anche il mini-
velivolo “Pathfinder Raven”, che potranno lanciare con la mano verso determinati obiettivi
da esplorare. L'attuale versione del mini-robot, chiamata “Raven A”, utilizzata sia in
Afghanistan che in Iraq, è dotata di una videocamera in grado di trasmettere ai soldati
immagini in tempo reale. La prossima versione, “Raven B”, avrà anche uno zoom digitale,
che consentirà di spiare anche il nemico più lontano.

Il programma Future Warrior punta dunque ad un sistema integrato adattabile,


dall'uniforme da combattimento elettronica al copricapo biomeccanicamente
ingegnerizzato.

È ormai da diverso tempo che la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA)
è impegnata nello sviluppo di soluzioni ad alta tecnologia mirate a incrementare la forza, la
resistenza e la velocità dei super-soldati, usando ad esempio muscoli artificiali: l'idea
dietro gli “esoscheletri” è di alleggerire il peso dei vari equipaggiamenti che il super-soldato
dovrà portare con sé. Il primo prototipo di questi esoscheletri vedrà la luce nel 2008.

Si sta anche studiando l'impiego di nanotecnologia. L'Institute for Soldier


Nanotechnologies (ISN) al MIT sta sviluppando sensori integrati nelle uniformi da
combattimento per rilevare armi chimiche e biologiche, e anche delle contromisure a
minacce di questo tipo. Inoltre, sta lavorando all'integrazione di cure mediche automatiche
(un po' come nei videogiochi, ndr), esplorando la possibilità di fornire medicazioni come
vasopressin per minimizzare il rischio di dissanguamento o di shock emoraggico nei
soldati colpiti.

Si sta pensando anche a come migliorare


l'armatura, mediante una rete di
microscopiche travi, versione in miniatura
delle impalcature triangolari usate per
sostenere ponti e grattacieli. Le armature
potranno così assorbire i colpi delle pallottole
e delle onde d'urto provocate da granate o da
altre esplosioni.

Tutti questi armamenti elettronici avranno


bisogno di batterie super-potenti. Attualmente,
un soldato per operazioni speciali può trasportare normalmente 70 libbre di batterie di
scorta. In alternativa, l'U.S. Army sta sviluppando celle solari al silicio flessibili e leggere,
laminate nei tessuti, da integrare in tende e in altre superfici ripiegabili in modo da
ricaricare le batterie.

Future Force Warrior - Wikipedia

MIT Institute For Soldier Nanotechnologies

LAND WARRIOR SYSTEM 2

Il campo di battaglia diventerà una rete ad alta tecnologia


che collegherà i soldati digitalmente. Gli ultimissimi sistemi
Land Warrior e Mounted Warrior offrono già una protezione
integrata e un collegamento di rete combinando computers,
lasers, moduli di navigazione, radio e altri equipaggiamenti
avanzati per migliorare la capacità comunicativa sul campo di battaglia. Il sistema
Mounted Warrior è invece pensato per i veicoli.

Land Warrior System, in particolare, è stato progettato per offrire maggiore protezione ai
soldati più giovani e meno esperti che si avventurano a piedi nella zona di guerra e sono i
più esposti ad infortuni.

La Boeing, in collaborazione con la DARPA, sta lavorando anche al programma Robust


Surface Navigation (RSN) il cui obiettivo è sviluppare tecnologie che possano offrire
“segnali di opportunità” - onde elettroniche emanate dai satelliti, dalla rete cellulare e dalle
antenne televisive - in modo da fornire alle truppe di terra informazioni precise anche nel
caso in cui i segnali provenienti dal Global Positioning System (GPS) non siano disponibili.

“Puntiamo ad un sistema integrato in grado di usate qualsiasi segnale disponibile, non


solo GPS, per fornire accurate informazioni di navigazione attraverso un piccolo ricevitore,
eliminando il bisogno di una infrastruttura fissa, costosa e ingombrante”, dice Bart Ferrell,
manager dei Precision Navigation Programs della Boeing Phantom Works.

(Pubblicato su Ecplanet 13-11-2007)

Boeing-Led Team Developing Surface Navigation Concept for DARPA 18 aprile 2007

Mounted Warrior

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