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Relazione su esperimento sul calore latente di fusione del ghiaccio

Di: Piermarco Giobbi, Alessandro Rega, Nicholas Roth

Scopo Lo scopo della nostra esperienza era quello di ripetere un esperimento effettuato gi al secondo anno, cio misurare, seppure in modo approssimato, il calore latente di fusione del ghiaccio, dopo aver migliorato le nostre conoscenze fisiche e aver acquisito una certa abilit nel settore. Apparato e procedura sperimentale Il nostro apparato era costituito da un'asta posta parallelamente al terreno e tenuta sospesa in aria tramite un morsetto che la collegava ad un'asta verticale inserita in una base triangolare con lato di circa 15 cm. ll'asta orizzontale era agganciato, tramite un filo di ferro, un termometro con precisione di !,1"#, inserito all'interno di un cilindro graduato. Inoltre avamo a disposizione un cronometro, del ghiaccio fondente e ovviamente acqua.

Innanzitutto avevamo bisogno di acqua a !"#. $er ottenere acqua a tale temperatura abbiamo inserito in un contenitore del ghiaccio fondente %che quindi aveva una temperatura di !"#& e aspettato che esso si sciogliesse completamente' per accelerare il processo abbiamo fatto venire a contatto il contenitore con dell'acqua calda, sapendo che ci( non avrebbe alterato la temperatura dell'acqua sciolta. poich durante la fusione esso mantiene la stessa temperatura) per accelerare il processo abbiamo aggiunto al ghiaccio dell'acqua a temperatura ambiente % * +!"# &. ppena ottenuta una quantit esigua di acqua ne abbiamo versato 1,! g all'interno del nostro cilindro graduato' non siamo riusciti ad ottenerla alla temperatura !"#, ma ad una abbastanza accettabile di -"#. .empestivamente abbiamo inserito nel cilindro -/5 pezzi di ghiaccio fondente, in modo che il livello dell'acqua raggiungesse il livello di 15! ml. ppena inseriti abbiamo cominciato a cronometrare quanto tempo impiegasse il ghiaccio a sciogliersi completamente. 0urante l'attesa mescolavamo l'acqua muovendo il termometro all'interno del cilindro in modo che la temperatura del sistema si uniformasse, avendo cura a non alterare la misurazione con il calore delle nostre mani. 1razie all'occhio molto allenato dello studente lessandro 2ega siamo riusciti a stabilire l'esatto momento nel quale si poteva considerare la fusione terminata) nel nostro caso l'intera fusione ha richiesto 13 minuti e ,! secondi.

$er qualche motivo a noi sconosciuto la temperatura dell'acqua alla fine della fusione era di 4,+"#, ovvero ,,+"# maggiore a quella relativa all'istante dell'inserimento del ghiaccio, quando in realt ci aspettavamo che essa rimanesse costante o che diminuisse. La tappa successiva dell'esperimento era quella di misurare la temperatura dell'acqua ogni 15 secondi fino a che essa non raggiungesse una temperatura di +"# superiore a quella di partenza. La complicazione maggiore di questa fase era l'appannamento del vetro del cilindro che impediva la lettura della temperatura, e ci( era reso ancora pi5 difficile dal fatto che il livello della colonnina di mercurio doveva essere completamente all'interno dell'acqua, per evitare che esso subisse una dilatazione a causa della temperatura dell'ambiente) nonostante questo l'alunno lessandro 2ega riuscito a fornire una lettura impeccabile della temperatura ) sono serviti 4 minuti e 15 secondi per ottenere una variazione di 6+,+"# % .emperatura finale 7 3,-"# & lla fine dell'esperimento abbiamo quindi potuto ricavare la massa del ghiaccio per differenza tra il livello finale e il livello iniziale dell'acqua. 8assa ghiaccio 7 +, g

Elaborazione dati 0i seguito riportiamo la tabella t). dei dati ottenuti durante l'esperimento
t s 0 15 30 45 60 75 90 105 120 135 150 165 180 195 210 225 240 255 270 285 300 315 330 345 360 375 390 405 420 435 T C 7,2 7,2 7,2 7,3 7,3 7,3 7,4 7,4 7,5 7,6 7,6 7,65 7,7 7,8 7,8 7,85 8,2 8,3 8,4 8,45 8,45 8,5 8,8 8,9 8,9 9,0 9,05 9,3 9,3 9,4

$er calcolare il calore latente di fusione dl ghiaccio usiamo la relazione 97 : ; m%ghiaccio&<<= :79/m%ghiaccio& $oich> il calore 9 riferito all'unit di tempo, dobbiamo moltiplicato per t%durata della fusione& :7%9;t&/m%ghiaccio& La variazione di temperatura dell'acqua dovuta allo scambio di calore con l'ambiente, il quale a temperatura maggiore. 2iteniamo che il calore che viene assorbito dall'acqua sia uguale al calore ceduto dall'ambiente all'acqua. $er avere una vaga idea di come si trasferisca il calore decidiamo di riportare su un grafico tempo, temperatura i dati ottenuti nell'esperimento.

$ossiamo osservare che i punti sono allineati su una retta, poich> essi effettuano uno slalom intorno ad essa. 9uindi riteniamo che il flusso di calore dall'ambiente all'acqua sia uniforme) ricaviamo la pendenza della retta ' ?!,!!5 ? Il calore scambiato quindi viene ricavato dalla formula 97 @c%acqua& m%tot& A.B/At , poich> voglio calcolare il calore in relazione alla durata della tappa. A. 7 aumento di temperatura nella seconda fase % 6+,+"#& At 7 durata della seconda fase % 4min 15sec& Cnendo le sue formula si ottiene che

Conclusione Il valore del calore di latente si fusione del ghiaccio ricavato dal nostra elaborazione dei dati si discosta di non molto dal risultato che ci aspettavamo di circa D! cal/g. 9uesta discrepanza dovuta al fatto che l'acqua all'inizio dell'esperimento doveva essere a !"# invece che -"#, poich> !"# la temperatura di transizione tra lo stato solido e quello liquido dell'acqua, e questa temperatura avrebbe permesso un calcolo attendibile del : Inoltre il mescolamento dell'acqua ha comportato un'innalzamento della temperatura a causa del suo attrito viscoso. In ogni caso possiamo notare che , se ripetessimo la stessa esperienza con una maggiore precisione, potremmo calcolare il valore del : pi5 accuratamente, in quanto la procedura da noi seguita era abbastanza valida.