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ombres de thucydide

AUSONIUS DITIONS tudes 27

La rception de lhistorien depuis lAntiquit jusquau dbut du xxe sicle


Textes runis par

ombres de thucydide

Valrie Fromentin, Sophie Gotteland & Pascal Payen

Actes des colloques de Bordeaux, les 16-17 mars 2007, de Bordeaux, les 30-31 mai 2008 et de Toulouse, les 23-25 octobre 2008

Ouvrage publi avec le concours de la Revue des tudes Anciennes et de lunit de recherche PLH-ERASME (Toulouse 2)

Diffusion De Boccard 11 rue de Mdicis F - 75006 Paris Bordeaux 2010

AUSONIUS

Maison de lArchologie F - 33607 Pessac Cedex http://ausonius.u-bordeaux3.fr/EditionsAusonius

DIFFUSION DE BOCCARD 11 rue de Mdicis 75006 Paris http://www.deboccard.com Directeur des Publications : Jrme France Secrtaire des Publications : Nathalie Tran Graphisme de couverture : Stphanie Vincent AUSONIUS 2010 ISSN : 1283-2200 ISBN : 978-2-35613-021-1 Achev dimprimer sur les presses de limprimerie Grficas Calima, S.A. Avda. Candina, s/n E - 39011 Santander Cantabria
aot 2010

Illustration de couverture : Daprs Buste de Thucydide - Royal Ontario Museum.

senofonte e tucidide: una ricezione in negativo


Roberto Nicolai

Premesse
Gli studi sui rapporti tra Tucidide e Senofonte si sono concentrati sulle Elleniche1 sia perch sono una continuazione dellopera di Tucidide sia perch siamo condizionati dalle moderne categorie storico-letterarie e finiamo per sovrapporre allantichit le griglie con cui organizziamo il sapere. In particolare unerronea interpretazione dei confini del genere storiografico ha portato a non affrontare il confronto con le altre opere di Senofonte. Il corpus di Senofonte una galassia di opere che in varia misura costeggiano il genere storico senza identificarsi con le forme che aveva preso fino a quel momento. Se e in quale misura possano definirsi storiche in realt un problema aperto o, come credo, un falso problema. In forma diversa dalle Elleniche anche Ciropedia e Agesilao raccontano fatti e creano paradigmi. Occorre inoltre attenuare la frattura tra le opere cosiddette socratiche e quelle afferenti allambito storico. Senofonte non il suo imitatore Arriano, seguace di Epittetto e al tempo stesso uomo politico e storiografo. Credo che nel suo sperimentalismo letterario Senofonte si possa avvicinare piuttosto a Isocrate2, anche se in Senofonte manca la consapevolezza di Isocrate, costretto a riflettere sulla letteratura dalla sua stessa professione di retore. Noreen Humble3 ha notato la tendenza a considerare le opere di Senofonte isolatamente, invece di trattarle nel loro complesso come una coerente disseminazione delle sue visioni politiche e filosofiche. Il problema principale risiede nel fatto che a Senofonte viene negato un progetto paideutico, che si deve invece considerare come presente in un allievo di Socrate. Le forme letterarie in cui questo progetto stato perseguito sono diverse tra loro e in buona parte diverse anche dai modelli disponibili. Lunico termine di paragone, per noi purtroppo perduto, sono i corpora dei sofisti.

1. Sui problemi di definizione del genere delle Elleniche in rapporto al modello tucidideo vd. Rood 2004 e Nicolai 2006, con bibliografia. 2. Recentemente Roscalla 2008, 212 s. ha rivendicato lunit del corpus di Senofonte e lo ha paragonato proprio al corpus delle opere di Isocrate. 3. Humble 2004, 226.

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ROBERTO NICOLAI

Lipotesi di lavoro che in tutta la produzione di Senofonte, in forme diverse, si possano trovare punti di opposizione rispetto a Tucidide, e, in particolare, rispetto al suo progetto paideutico (la tecnh politica insegnata attraverso la storia) e ai paradigmi da lui (ri)costruiti (le vicende della guerra del Peloponneso). Senofonte sceglie di volta in volta forme letterarie diverse per precisare e approfondire il proprio progetto paideutico: il suo corpus, ai nostri occhi, avvezzi alla specializzazione, appare invece come lopera di un poligrafo o di un dilettante. Una simile prospettiva pressoch assente nella letteratura secondaria, dove al massimo si insiste su singole opposizioni di natura ideologico-politica4.

La arch: la Ciropedia e la riflessione sullesercizio del potere


Punto di partenza sar lopera pi dichiaratamente paideutica, la Ciropedia (1.1.1):
{Ennoia poq &hm)in &egeneto sai dhmokratiai kateluqhsan &upo t)wn (allwj pwj boulomenwn politeuesqai m)allon h en dhmokratia, sai t a!u monarciai, sai te olcigarciai anhrntai (hdh &upo dhmwn, kai soi turanne)in epiceirhsantej o&i men aut)wn kai tacu pampan kateluqhsan, o&i de kan &oposono)un cronon (arcontej diagenwntai, qaumazontai &wj sofoi te kai eutuce)ij (andrej gegenhmenoi.

Dopo aver proposto lesempio del gregge che obbedisce al pastore e aver concluso che per luomo pi facile comandare sugli animali che sui suoi simili (1.1.3 te men dh ta)uta enequmoumeqa, otwj egignwskomen peri aut)wn, &wj anqrwpw pefukoti pantwn t)wn (allwn &r)aon e(ih zwwn h anqrwpwn (arcein), Senofonte si sofferma sul paradigma di Ciro (1.1.3):

epeidh de enenohsamen ti K)uroj egeneto Pershj, j pampollouj men anqrwpouj ekthsato peiqomenouj a&ut)w, pampollaj de poleij, pampolla de (eqnh, ek toutou dh hnagkazomeqa metanoe)in mh o(ute t)wn adunatwn o(ute t)wn calep)wn (ergwn !h to anqrwpwn (arcein, (hn tij epistamenwj to)uto pratth.

Dopo una breve sintesi sulle qualit di comandante di Ciro e sulle sue conquiste, Senofonte conclude (1.1.6):
&hme)ij men dh &wj (axion (onta qaumazesqai to)uton ton (andra eskeyameqa tij pot wn genean kai poian tina fusin (ecwn kai poia tini paideuqeij paideia toso)uton dihnegken eij to (arcein anqrwpwn, sa o!un kai epuqomeqa kai hsq)hsqai doko)umen peri auto)u, ta)uta peirasomeqa dihghsasqai.

I tre elementi (stirpe, indole, educazione) saranno propri del genere biografico, ma la Ciropedia non una biografia perch il proemio chiarisce lo scopo dellopera: dimostrare che esiste una episthmh relativa allesercizio del potere delluomo su altri uomini. La Ciropedia in qualche misura un lungo discorso dimostrativo su questo tema. La scienza del potere si fonda sulla paideia del sovrano, senza la quale non vi pu essere ordinata convivenza. Il

4. Vd., ad esempio, Lendon 2006, relativo alla concezione dei rapporti internazionali, basati sulla paura determinata in modo meccanico dalle differenze di potenza per Tucidide, sulla hybris per Senofonte (Ciropedia). Alla base, per Senofonte, ci sarebbero un difetto morale e un fenomeno psicologico.

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sovrano modello per il suo popolo: quando viene meno un buon modello, si verifica una degenerazione. Quel che va segnalato che Ciro proposto come leccezione rispetto a un quadro generalmente negativo, per cui, qualunque sia il regime, estremamente difficile esercitare il potere. Inoltre Ciro un singolo sovrano, non una citt o un regno che esercitano la loro egemonia su altri popoli e citt. La riflessione sulla arch percorre tutta lopera di Tucidide. Qui accenner soltanto a due luoghi capitali: lepitafio fatto pronunciare a Pericle e il discorso di Cleone. Nellepitafio il tema della arch si incontra immediatamente dopo il proemio e si lega con il cuore del discorso, dedicato alle istituzioni e allo stile di vita degli Ateniesi (2.36):

{Arcomai de apo t)wn progonwn pr)wton dikaion gar auto)ij kai prepon de ma en t)w toi)wde t)hn timhn tauthn t)hj mnhmhj didosqai. thn gar cwran o&i autoi aiei oiko)untej diadoc)h t)wn epigignomenwn mecri to)ude eleuqeran di arethn paredosan. Kai eke)inoi te (axioi epainou kai (eti m)allon oi paterej &hm)wn kthsamenoi gar proj oij edexanto shn (ecomen archn ouk aponwj &hm)in to)ij n)un proskatelipon. ta de pleiw aut)hj autoi &hme)ij ode o&i n)un (eti (ontej malista en t)h kaqesthkuia &hlikia ephuxhsamen kai thn polin to)ij p)asi pareskeuasamen kai ej polemon kai ej eirhnhn autarkestathn. wn egw ta men kata polemouj (erga, oij kasta ekthqh, h e(i ti autoi h o&i paterej &hm)wn barbaron h Ellhna polemion epionta proqumwj hmunameqa, makrhgore)in en eidosin ou boulomenoj easw apo de oaj te epithdeusewj (hlqomen ep auta kai meq oaj politeiaj kai tropwn ex own megala egeneto, ta)uta dhlwsaj pr)wton e!imi kai epi ton t)wnde (epainon, nomizwn epi te t)w paronti ouk an aprep)h lecq)hnai auta kai ton panta milon kai ast)wn kai xenwn xumforon e!inai epako)usai aut)wn.

La arch degli Ateniesi presentata come il risultato dellimpegno collettivo di pi generazioni e la base su cui si fonda non sono la stirpe, lindole e leducazione di un sovrano, ma comportamenti, istituzioni e inclinazioni di unintera comunit. Nel discorso di Cleone la democrazia ad essere messa sotto accusa in quanto incapace di esercitare il dominio (3.37.1):
Pollakij men (hdh (egwge kai (allote (egnwn dhmokratian ti adunaton estin &eterwn (arcein, malista d en t)h n)un &umetera peri Mutilhnaiwn metameleia.

Non posso soffermarmi sulle differenze profonde tra lAtene delineata da Pericle e lideologia di Cleone5. Quel che mi preme notare che Senofonte respinge sia la linea di Pericle sia quella opposta di Cleone e riporta la capacit di esercitare il potere alla sfera personale, sottraendola a quella istituzionale: nessuna delle forme di governo conosciute permette di esercitare il dominio su altri uomini, ma solo lattitudine di un singolo individuo. Una conferma eclatante di questa esegesi viene dallesordio dei Poroi (1.1):

5. Sul problema della continuit della politica di Cleone rispetto a quella di Pericle nel giudizio di Tucidide vd. da ultimo Andrews 2000, 27 s. con bibliografia. Credo che le due principali posizioni critiche, fondate entrambe su alcuni chiari richiami a formulazione attribuite a Pericle allinterno del discorso di Cleone, siano eccessivamente rigide: lalternativa non tra un Cleone convintamente pericleo e un Cleone che Tucidide rappresenterebbe nellatto di scimmiottare Pericle. Occorrerebbe piuttosto analizzare i tratti di continuit e di differenza, che coesistevano sia nella realt storica sia nellinterpretazione che ne d Tucidide.

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ROBERTO NICOLAI Egw men to)uto aei pote nomizw, &opo)ioi tinej an o&i prostatai !wsi, toiautaj kai taj politeiaj gignesqai.

Il passo va confrontato con Cyr. 8.8.5, il capitolo in cui Senofonte analizza la decadenza dellimpero persiano:
&opo)ioi tinej gar an o&i prostatai !wsi, toio)utoi kai o&i &up autouj &wj epi to polu gignontai.

La stasij e la decadenza
Al tema dellesercizio del potere si lega quello del conflitto intestino e della decadenza, che Senofonte affronta nella conclusione della Ciropedia e nel discusso cap. XIV della Costituzione degli Spartani. La morte di Ciro coincide con lesplosione della stasij tra i suoi figli e delle spinte separatiste delle citt e dei popoli sottoposti (Cyr. 8.8.1 s.):
Oti men dh kallisth kai megisth t)wn en t)h Asia &h Kurou basileia egeneto auth &eaut)h marture)i. &wrisqh gar proj w men t)h Eruqr)a qalatth, proj (arkton de t)w Euxeinw pontw, proj &esperan de Kuprw kai Aiguptw, proj meshmbrian de Aiqiopia. tosauth de genomenh mi)a gnwmh t)h Kurou ekubern)ato, kai eke)inoj te touj &uf &eaut)w sper &eauto)u pa)idaj etima te kai eqerapeuen, o te arcomenoi K)uron &wj patera esebonto. epei mentoi K)uroj eteleuthsen, euquj men auto)u o&i pa)idej estasiazon, euq)uj de poleij kai (eqnh afistanto, panta d epi to ce)iron etreponto.

Dopo aver esaminato in dettaglio le usanze dei Persiani, dalla religione, ai banchetti, alla caccia, alla guerra, Senofonte conclude (8.8.27):

Egw men dh o!imai per &upeqemhn apeirgasqai moi. fhmi gar Persaj kai touj sun auto)ij kai asebesterouj peri qeouj kai anosiwterouj peri suggene)ij kai adikwterouj peri touj (allouj kai anandroterouj ta eij ton polemon n)un h prosqen apodede)icqai. ei de tij tanantia emoi gignwskoi, ta (erga aut)wn episkop)wn e&urhsei auta marturo)unta to)ij emo)ij logo)ij.

Appare evidente che questa affermazione si riferisce soltanto alla sezione conclusiva. Il resto dellopera corrisponde, in parte, al programma iniziale, che perseguito attraverso una ricostruzione idealizzata della vita di Ciro e soprattutto del suo comportamento come comandante militare. Ma questa conclusione pu avere anche unaltra funzione: affermando che i Persiani contemporanei non sono pi quelli di un tempo viene a crearsi una distanza, che insieme etica e temporale, rispetto allepoca di Ciro e Ciro stesso diventa un paradigma, in questo aiutato anche dalla distanza spaziale. Lespediente delle distanza spaziale (e antropologica) che crea un paradigma era gi stato messo in opera da Eschilo nei Persiani. Nella sezione conclusiva si osserva Ringcomposition sul tema della testimonianza, con le azioni dei Persiani contemporanei che sostituiscono il regno stesso di Ciro. Il perfetto esercizio del potere da parte di un sovrano relegato in un tempo lontano e irrecuperabile e il paradigma diventa utopia e sogno. Il confronto pi diretto che si pu proporre quello con il celebre capitolo in cui Tucidide, prendendo spunto dalla stasij di Corcira, analizza la dinamica dei conflitti civili. A fronte della minuta disanima di Senofonte, interessato a elencare in dettaglio la degenerazione

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dei comportamenti, Tucidide appare pi interessato a cogliere costanti antropologiche. Alcuni aspetti dellanalisi tucididea si ritrovano in Senofonte: il motivo dei giuramenti traditi e quello connesso della diffidenza reciproca (Thc. 3.82.7; 3.83.2; Xen., Cyr., 8.8.2 s.); la svalutazione dei vincoli di parentela (Thc. 3.82.6; Xen., Cyr., 8.8.27); lingiustizia e lillegalit (Thc. 3.82.6; 3.82.8; Xen., Cyr., 8.8.5; 8.8.27); lempiet (Thc. 3.82.8; Xen., Cyr., 8.8.27). Ma lottica che completamente diversa. Tucidide riconduce la stasij con i suoi devastanti effetti alla guerra, maestro violento che scatena comportamenti deviati (3.82.2); Senofonte alla morte di Ciro e alla fine del rapporto paterno con i sudditi (8.8.1; 8.8.5). Dalle differenze profonde tra Tucidide e Senofonte derivano le diverse forme letterarie adottate: al tentativo di ricostruire con accuratezza una vicenda recente altamente paradigmatica per far nascere una competenza tecnica politico-militare Senofonte oppone un paradigma lontano; a una vicenda storica complessa oppone un singolo personaggio. Il dibattito sul genere letterario della Ciropedia ha prodotto risultati paradossali: la soluzione pi comoda stata laccumulazione di generi diversi proposta da Tatum (romanzo pedagogico, romanzo storico, biografia romanzata, speculum principis, ideal romance, romanzo prima del romanzo, contributo alla teoria costituzionale greca)6 e ormai accettata da molti studiosi. Mi domando che senso abbia definire unopera in termini di generi che allepoca della sua composizione non esistevano ancora o non avevano caratteristiche definite e autonome in opposizione ad altri generi. Questo modo di descrivere la Ciropedia presuppone un Senofonte geniale anticipatore, visione che contrasta singolarmente con la valutazione corrente, specie del Senofonte storiografo. Una proposta ben pi solida viene da Christopher Tuplin, secondo cui la Ciropedia si troverebbe in a crosscut of four ordinary genres, che sarebbero storiografia, encomio, dialettica socratica, trattatistica tecnica7. Si tratta di generi preesistenti che avrebbero fornito modelli per vari aspetti dellopera, che va comunque considerata come un prodotto di genere nuovo e sperimentale. Il tema della decadenza rispetto a un paradigma di eccellenza si ritrova, diversamente declinato, in Lac. resp. 14:
Ei de tij me (eroito ei kai n)un (eti moi doko)usin o&i Lukourgou nomoi akinhtoi diamenein, to)uto ma Dia ouk an (eti qrasewj e(ipoimi. O!ida gar proteron men Lakedaimoniouj aiaroumenouj o(ikoi ta metria (econtaj allhloij sune)inai m)allon h &armozontaj en ta)ij polesi kai kolakeuomenouj diafqeiresqai. Kai prosqen men o!ida autouj foboumenouj crusion (econtaj fainesqai n)un d(estin oj kai kallwpizomenouj epi t)w kekt)hsqai. Epistamai de kai prosqen toutou neka xenhlasiaj ginomenaj kai apodhme)in ouk exon, pwj mh &radiourgiaj o&i pol)itai apo t)wn xenwn empiplainto n)un d epistamai touj doko)untaj prwtouj e!inai espoudakotaj &wj mhdepote pauwntai &armozontej epi xenhj. Kai !hn men te epemelo)unto pwj (axioi e!ien &hge) isqai n)un de polu m)allon pragmateuontai pwj (arxousin h pwj (axioi toutwn (esontai. Toigaro)un o&i Ellhnej proteron men iontej eij Lakedaimona edeonto aut)wn &hge)isqai epi touj doko)untaj adike)in n)un de polloi parakalo)usin allhlouj epi to diakwluein (arxai palin

6. Tatum 1989, XV. Allelencazione di Tatum, Christensen 2006 aggiunge la possibilit di leggere lopera come un pamphlet su una riforma militare applicabile allo stato spartano. 7. Tuplin 1997, 67.

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ROBERTO NICOLAI autouj. Ouden mentoi de)i qaumazein toutwn t)wn epiyogwn auto)ij gignomenwn, epeidh faneroi eisin o(ute t)w qe)w peiqomenoi o(ute to)ij Lukourgou nomoij.

Questa sezione stata a lungo sospettata di inautenticit, a mio parere a torto8. Un argomento a favore dellautenticit di questo passo, che va ad aggiungersi a quelli gi proposti, il rapporto stretto che si stabilisce tra la regalit spartana e le riflessioni sulla decadenza di Sparta. Il cap. XIV collocato tra la sezione relativa ai poteri e agli onori del re (XIII) e quella sui patti tra il re e la citt (XV). In particolare, allinizio di questultimo capitolo, Senofonte si sofferma sul fatto che quella del re lunica carica a essere rimasta qual era dal tempo di Licurgo, mentre le altre istituzioni hanno subito e continuano a subire dei mutamenti9. Come ha osservato Elisabetta Bianco10, la regalit viene presentata come lunica istituzione in grado di ridare stabilit a Sparta e, si pu aggiungere, come lunico elemento di continuit rispetto alle leggi di Licurgo. Senofonte sembra indicare che soltanto lautorit di un personaggio al di fuori del comune, che ricopra il ruolo di re, pu fare uscire Sparta dalla crisi in cui precipitata.

La politeia
La Costituzione degli Spartani sembra opporsi al modello di societ tratteggiato da Tucidide nellepitafio pericleo. Dal punto di vista del genere letterario i due testi non sono incomparabili. Con grande lucidit Gianfranco Gianotti ha posto i termini del problema del genere letterario dellopera senofontea:
Il secondo problema [il primo quello dellunit dellopera e dei rapporti del cap. XIV con il resto dello scritto] di ordine generale e riguarda il posto che compete alloperetta tra i generi a noi noti della trattatistica greca, perch si da tempo osservato che intenzione di Senofonte non sembra quella di comporre un vero trattato sulla costituzione di Sparta. Dettagli costituzionali compaiono, s, nel corso dellesposizione, ma sono dati per scontati, mentre manca uneffettiva volont di descrivere lorganizzazione politica (e sociale) spartana nella sua interezza. Tutto linteresse invece rivolto allelogio del modo di vita spartano, per sottolineare con insistenza leccezionalit dei provvedimenti attribuiti a Licurgo e ritenuti responsabili primi delleudamonia della citt. Bisogna quindi ammettere che lo scritto non appartiene a pieno diritto al genere delle politeiai quali si soliti ricostruire in base agli esempi aristotelici, anche se fuor di dubbio che Senofonte abbia tenuto presente almeno unopera che doveva inserirsi in tale filone (di cui comunque andrebbero sottolineati i margini di flessibilit tematica)11.

8. Una discussione dello status quaestionis in Bianco 1993, 12-18. Per i problemi di composizione dellopera in relazione al cap. XIV vd. Lipka 2002, 27-31. Secondo Humble 2004, 217, Senofonte si vuole mostrare come un attento e acuto osservatore della situazione politica: in questa chiave il cap. XIV sarebbe una parte integrante dellopera e consentirebbe di comprendere lintento dellautore. 9. Su questo punto, e in particolare per limplicita polemica con lArcheologia di Tucidide, vd. pi oltre. 10. Bianco 1993, 23. La sua interpretazione si connette con una proposta di datazione alta, poco lontana dal 394 a.C. Meulder 1989, che pure considera autentico il cap. XIV, colloca invece lopera tra lestate del 377 e lestate del 376. 11. Gianotti 1990, 33.

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Secondo Lipka12, lopera appartiene al gruppo delle costituzioni ideali, sulla linea dellanaloga opera di Crizia e in opposizione alla Aqhnaiwn politeia di Aristotele. Il proposito generale sarebbe didattico. Inoltre la questione dello Stato ideale e le convergenze con i Memorabili nei capp. 1-10 darebbero allopera una forte impronta filosofica13. Lopera combinerebbe elementi storici, encomiastici e filosofici che sono sviluppati nelle Elleniche, nell Agesilao e nei Memorabili. Sarebbe stata destinata ai giovani aristocratici ateniesi, ma Senofonte sarebbe stato interrotto prima dellultima revisione perch fu bandito da Atene, forse per il sostegno a Sparta nella battaglia di Coronea. Lopera avrebbe in questo modo perso scopo e pubblico e sarebbe rimasta allo stato di bozza. Lipka14 ha messo a confronto la Costituzione degli Spartani con lepitafio di Pericle di Tucidide, evidenziando quattro punti di divergenza: 1. Pericle elogia il fatto che gli Ateniesi non schiacciano la libert dei cittadini (2.37.2); Senofonte elogia il controllo reciproco dei cittadini spartani (5.2; 7.5 s.). 2. Pericle elogia il fatto che ad Atene arrivano prodotti da tutto il mondo (2. 38. 2); Senofonte elogia le restrizioni, specie in tema di alimentazione (2.5; 5.3). 3. Pericle elogia lapertura di Atene nei confronti degli stranieri (2.39.1); Senofonte lamenta che Sparta aperta a influssi stranieri (14.4). 4. Pericle afferma che laddestramento degli Spartani basato sulla fatica e giudica diverso e superiore quello ateniese (2.38.1; 2.39.1-4; 2.41.3); Senofonte esalta laddestramento alla fatica come uno dei punti di vantaggio di Sparta. Veniamo alle convergenze segnalate da Lipka: Pericle e Senofonte elogiano le costituzioni di Sparta e di Atene perch non imitano le altre; Pericle afferma che non sono la nobilt di stirpe o il denaro a far scegliere un cittadino per una carica, ma laffidabilit personale (2.37.1): cf. Xen. 10.3-7; lobbedienza ateniese viene dalla paura delle leggi e di chi detiene il potere (2.37.3), quella spartana dallaidos (2.2). Sempre secondo Lipka i casi in cui le stesse istituzioni o gli stessi costumi sono elogiati sia da Pericle sia da Senofonte derivano dal fatto che si tratta di topoi del panegirico. Se certamente corretto e fruttuoso confrontare la Costituzione degli Spartani con lepitafio pericleo, occorre segnalare che nello scritto di Senofonte sono presenti alcune chiare allusioni anche ad altre sezioni dellopera tucididea, in particolare allArcheologia del libro I15. Gi lesordio dellopera, una sezione importante perch fornisce al lettore le coordinate e i riferimenti essenziali per la comprensione del testo, contiene una serie di motivi appena accennati che rinviano sia allArcheologia sia allepitafio (Lac. resp. 1):
All egw ennohsaj pote &wj &h Sparth t)wn oliganqrwpotatwn polewn o!usa dunatwtath te kai onomastotath en t)h Elladi efanh, eqaumasa tw pote tropw to)ut egeneto epei mentoi katenohsa ta epithdeumata t)wn Spartiat)wn, ouketi eqaumazon. Lukourgon mentoi ton qenta auto)ij touj nomouj, oij peiqomenoi hudaimonhsan, to)uton kai qaumazw kai eij ta escata

12. Lipka 2002, 31. 13. Lipka 2002, 32. 14. Lipka 2002, 21 s. 15. Per unanalisi dellArcheologia rinvio a Nicolai 2001.

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ROBERTO NICOLAI mala sofon hgo)umai. eke)inoj gar ou mimhsamenoj taj (allaj poleij, alla kai enantia gnouj ta)ij pleistaij, proecousan eudaimonia thn patrida epedeixen.

Il motivo della oliganqrwpia pienamente tucidideo (nellArcheologia, 1.11.1)16, come lo quello della crescita in potenza (che nellArcheologia di importanza centrale) e in fama (1.11.2). Gli epithdeumata si ritrovano in Thc. 2.37.2 a proposito dello stile di vita degli Ateniesi. ou mimhsamenoj taj (allaj poleij rinvia ancora allepitafio di Pericle (2.37.1). Nella parte finale della Costituzione si incontra un punto di divergenza significatica con lArcheologia (15.1):
Boulomai de kai j basile)i proj thn polin sunqhkaj &o Luko)urgoj epoihse dihghsasqai monh gar dh ath arch diatele)i oaper ex arc)hj katestaqh taj de (allaj politeiaj eroi (an tij metakekinhmenaj kai (eti kai n)un metakinoumenaj.

Si confronti Thc. 1.18.1:


(eth gar esti malista tetrakosia kai oligw pleiw ej thn teleuthn to)ude to)u polemou af ou Lakedaimonioi t)h aut)h politeia cr)wntai, ktl.

Mentre per Tucidide la costituzione spartana nel suo complesso rimasta immutata negli ultimi quattrocento anni, per Senofonte soltanto listituzione dei re non ha subito mutamenti, mentre tutto il resto cambiato e continua a cambiare. Al di l dei confronti puntuali, quello che colpisce lanalisi della situazione contemporanea: se le istituzioni e lo stile di vita degli Ateniesi erano per Tucidide il presupposto dellegemonia, Senofonte sottolinea labbandono delle leggi di Licurgo e individua nei re lunica possibile via duscita per la citt di Sparta, quasi a dimostrare che le istituzioni non sono di per s sufficienti a garantire un corretto esercizio del potere.

Gli mnhme)ia
LAgesilao dichiaratamente un encomio (1.1)17. Lesordio richiama il topos della difficolt del compito a cui chiamato loratore, gi impiegato da Tucidide nellepitafio di Pericle (2.35). La conclusione (Ag., 11.14-16) richiama un passo dello stesso discorso (i monumenti lasciati dagli Ateniesi per terra e per mare: 2.41.4).

Doke)i d (emoige kai tode monoj anqrwpwn epide)ixai, ti &h men to)u swmatoj iscuj ghraskei, &h de t)hj yuc)hj &rwmh twn agaq)wn andr)wn aghratoj estin. Eke)inoj go)un ouk ape)ipe megalhn

16. Si veda, per il motivo contrario, 1.2 6 plhqei anqrwpwn. 17. Luppino Manes 1991, 134 osserva nellopera unintenzione polemica per cui alla proposta di elogio vengono assegnati un significato e una valenza pi complessi. Di conseguenza il tema si amplierebbe immediatamente e verrebbe superato il limite connesso con la tecnica encomiastica richiesta dal nuovo genere letterario. A p. 134 n. 2 afferma inoltre che non ad escludere una polemica contro lEvagora di Isocrate. Su Ag., 10.3, dove Senofonte opera una precisa distinzione tra encomio e threnos, vd. ora Cuniberti 2007, 385: Si avverte la necessit dellautore di segnalare la natura pubblica della laudatio del re Agesilao: Senofonte propone cos un encomio di fronte a tutti, una sorta di panegirico rivolto, come quello di Isocrate, a tutti i Greci e finalizzato a celebrare il re spartano, per il quale inutile chiedere onori, [...] ma necessario perpetuarne la memoria. Un aspetto non ancora adeguatamente indagato lintersezione di encomio e storiografia nellAgesilao: su questo rinvio a un mio lavoro di prossima pubblicazione.

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kai kalhn efiemenoj <doxan, (este> to s)wma ferein edunato thn t)hj yuc)hj auto)u &rwmhn. toigaro)un poiaj ou neothtoj kre)itton to eke)inou g)hraj efanh; tij men gar to)ij ecqro)ij akmazwn otw fobhroj !hn &wj Aghsilaoj to mhkiston to)u ai)wnoj (ecwn; tinoj d ekpodwn genomenou m)allon (hsqhsan o&i polemioi h Aghsilaou kaiper ghraio)u teleuthsantoj; tij de summacoij qarsoj parescen son Aghsilaoj, kaiper (hdh proj t)w stomati to)u biou (wn; tina de neon o&i filoi pleon epoqhsan h Aghsilaon ghraion apoqanonta; otw de telewj &o anhr t)h patridi wfelimoj wn diegeneto &wj kai teteleuthkwj (hdh (eti megaleiwj wfel)wn thn polin eij thn aidion o(ikhsin kathgageto, mnhme)ia men t)hj &eauto)u aret)hj ana p)asan thn g)hn kthsamenoj, t)hj de basilik)hj taf)hj en t)h patridi tucwn. meta megalwn de shmeiwn kai ou dh toi amarturon ge thn dunamin parascomenoi to)ij te n)un kai to)ij (epeita qaumasqhsomeqa, kai ouden prosdeomenoi o(ute Omhrou epainetou o(ute stij (epesi men to autika teryei, t)wn d (ergwn thn &uponoian &h alhqeia blayei, alla p)asan men qalassan kai g)hn esbaton t)h &hmetera tolmh katanagkasantej genesqai, pantaco)u de mnhme)ia kak)wn te kagaq)wn aidia xugkatoikisantej.

In Senofonte incontriamo mnhme)ion in Ag., 6.2, sempre in riferimento al ricordo immortale del valore di Agesilao ((enqa ge mhn hqelhsan aut)w o&i polemioi machn sunayai, ou fobw treyamenoj nikhj (etucen, alla mach antitupw krathsaj tropaion esthsato, aqanata men t)hj &eauto)u aret)hj mnhme)ia katalipwn, saf)h de kai autoj shme)ia apenegkamenoj to)u qum)w macesqai) e 11.7 (kai to)u men swmatoj eikona sthsasqai apesceto, poll)wn aut)w to)uto dwre)isqai qelontwn, t)hj de yuc)hj oudepote epaueto mnhme)ia diaponoumenoj, &hgoumenoj to men andriantopoi)wn, to de a&uto)u (ergon e!inai, kai to men plousiwn, to de t)wn agaq)wn). In Hell., 2.4.17 e cyneg., 1.16 il termine relativo al ricordo delle imprese compiute. Se andiamo ad esaminare le occorrenze di mnhme)ion nella produzione coeva, troviamo che il termine ricorre in riferimento sia a concreti monumenti sia al ricordo delle grandi imprese. Se ne d qui una rassegna parziale. In Isocrate lo incontriamo al plurale in Plat., 59 (ta gar mnhme)ia t)wn tote genomenwn aiscunh toutoij [scil. per i Tebani] estin) e in Euag., 73 (Egw d, !w Nikokleij, hgo)umai m)en e!inai kala mnhme)ia kai taj t)wn swmatwn eikonaj, polu mentoi pleionoj axiaj taj t)wn praxewn kai t)hj dianoiaj, j en to)ij logoij (an tij monon to)ij tecnik)wj (ecousin qewrhseien). In questo secondo passo in particolare il ricordo delle imprese e delle doti intellettuali si conserva soltanto in logoi elaborati secondo le regole dellarte retorica. Lo stesso valore ha il termine al singolare in antid., 7 (dia toutou gar (hlpizon kai ta peri eme malista gnwsqhsesqai kai ton auton to)uton mnhme)ion mou kataleifqhsetai polu kallion t)wn calk)wn anaqhmatwn)18. Il confronto tra le statue e le opere letteraria richiama quello senofonteo tra le statue e i t)hj yuc)hj mnhme)ia lasciati da Agesilao (Ag., 11.7; vd. sopra). Al singolare ricorre ancora in big., 25, Bus., 10, paneg., 89 e 186, areop., 38, Phil., 112. In Lys. 10.28, se accogliamo lintegrazione di Contius19, gli mnhme)ia sono trofei collocati nei templi (ou (eti kai n)un, !w (andrej dikastai, t)hj aret)hj ta mnhme)ia proj to)ij &umeteroij &iero)ij anakeitai); mentre in Lys 34.1 si
18. Sul contesto di questo passo vd. Nicolai 2004, 98 s. 19. Resa certa da Lys. 11.10.

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ROBERTO NICOLAI

riferiscono alla lezione della storia (Ote enomizomen, !w Aqhna)ioi, taj gegenhmenaj sumforaj ikana mnhme)ia t)h polei katalele)ifqai, ktl.). In Platone (resp., 599b 5 s.) ancora relativo alle grandi azioni compiute (kai peir)wto an polla kai kala (erga &eauto)u katalipein mnhme)ia). In Iseo il termine compare due volte al plurale in riferimento a oggetti concreti (Dic., 41; Apoll., 40). Da questa pur incompleta rassegna appare evidente che il termine faceva parte del linguaggio politico corrente e che rientrava in un topos frequentemente usato. Non si pu quindi parlare di un rapporto intertestuale, semmai di un rapporto tra due contesti. In linea generale, quel che mi sembra notevole che lencomio di una citt e delle sue istituzioni dellepitafio pericleo sostituito nellAgesilao dallencomio di un singolo personaggio eccezionale. E lo stesso accade per gli mnhme)ia, lasciati dagli Ateniesi quelli di Tucidide, dal solo Agesilao quelli di Senofonte. Anche nel ricordo a prevalere lindividuo sulla collettivit e sulle sue istituzioni.

Lo kt)hma
Lo Ierone un dialogo filosofico sul tema della vita delluomo comune confrontata con quella del tiranno. Simonide svolge il ruolo dellinterlocutore del tiranno Ierone, secondo lo schema dei dialoghi socratici. La riflessione sul potere lo rende interessante anche in prospettiva storiografica. Lesercizio del potere secondo i principi etici esposti da Simonide non conduce alla potenza, bens a una eudaimonia non accompagnata da invidia. Il ritratto del tiranno ideale che ne risulta anticipa per molti versi levergetismo ellenistico. La conclusione sembra una replica a Thc. 1.22.4, con il motivo dello kt)hma20 (Hier., 11.14-15):

nomize de thn men patrida o!ikon, touj de politaj &etairouj, touj de filouj tekna seauto)u, touj de pa)idaj (o tiper thn shn yuchn, kai toutouj pantaj peir)w nik)an e!u poi)wn ean gar touj filouj krat)hj e!u poi)wn, ou mh soi dunwntai antecein o&i polemioi kan ta)uta panta poi)hj, e!u (isqi, pantwn t)wn en anqrwpoij kalliston kai makariwtaton kt)hma kekthsei eudaimon)wn gar ou fqonhqhsh.

Roberta Sevieri21 si sofferma sulla scelta di un poeta di epinici come interlocutore di Ierone e indaga sugli elementi dellepinicio allinterno del dialogo. Tra laltro nota che Senofonte usa gli strumenti dellepinicio perch i destinatari degli epinici appartenevano alla stessa classe sociale di Senofonte e dei suoi lettori, un pubblico imbevuto di valori aristocratici trasmessi nei simposi. Il tiranno sarebbe lultima incarnazione del modello di vita eroico proprio delle aristocrazie22. Anche in questo caso si riscontra la centralit di un singolo personaggio, per giunta un tiranno: la fobia ateniese per i tiranni stata evidentemente superata e un tiranno, sia pure del tempo antico e protettore di poeti, pu diventare persino paradigma di comportamento. Se in Tucidide, nel celebre giudizio su Pericle, il governo di uno solo era nei fatti e non nelle forme istituzionali (2.65.9), lemergere di forti personalit politiche negli ultimi anni del V secolo (Alcibiade, Crizia)23, unitamente al modello della regalit spartana, anchessa con forti
20. Sulla fortuna antica della celebre formulazione tucididea vd. Nicolai 1995. 21. Sevieri 2004. 22. Sevieri 2004, 285 s. 23. Su questi temi vd. Musti 1985.

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personalit, nonch il paradigma persiano rivitalizzato dalla breve esperienza di Ciro il Giovane, hanno condotto Senofonte a considerare possibile un solo tipo di arch, quella esercitata da un monarca saggio e giusto.

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