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Arch, ksmos, ris.

La teoria del diritto come modello cosmico allinterno della micro-tradizione di ricerca milesia

1. INTRODUZIONE

Questo articolo ha come intento e desiderio di ricostruire etica e teoria del diritto introdotte allinterno della cultura occidentale da un rilevante settore della tradizione di ricerca Pre-socratica1; vedr di considerare infatti morale e teoria del diritto dei c.d. Milesii (Talete; Anassimandro; Anassimene). La moderna critica sulla scuola milesia non si ancora mostrata realmente interessata nei confronti di tali tematiche; assai rari ricercatori hanno considerato con interesse concetti e nozioni della teoria della societ e della teoria del diritto dei Pre-socratici2. Se la tesi di Platone o di derivazione aristotelica secondo cui si riducano valore e contenuti di tale tradizione di ricerca alla teoria dellessere o alla teoria della natura risulta insostenibile, tuttavia rischioso instradarsi in toto sul cammino del riduzionismo etico-sociale. Per due motivi: a] il fatto che la tesi etico-sociale trovi scarsa conferma allinterno della letteratura dossografica e b] il fatto che nei frammenti diretti ed indiretti dei nostri autori i temi del diritto, della morale e della societ e i termini dei contesti etico e sociale ricorrano in maniera minore che temi e termini connessi a cosmo, natura, essere e conoscenza. Storia e analisi ermeneutica dei testi riducono a silenzio un riduzionismo davvero seducente! La dimensione etico-sociale insieme alla teoria dellessere e della natura- resta unanima della teoria del cosmo di costoro. Prescinderne o disconoscerne la rilevanza costituirebbero un enorme smacco ricostruttivo. Politica, etica, diritto e societ - secondo la nostra tesi- non devono essere trascurati o dimenticati allinterno della discussione culturale di tale tradizione di ricerca. Pur trovando scarse conferme dirette nella dottrina antica tale tesi assai

Oltre la reale consistenza storica della tradizione di ricerca, lo stesso termine Pre-socratici non universalmente condiviso dalla dottrina moderna. Per una visione dottrinale divenuta tradizionale il termine Pre-socratici ritenuto esaustivo. Si consultino in tale senso classici della storia della filosofia antica come C.A.Brandis, Handbuch der Geschichte der griechisch-romischen Philosophie, Berlin, G.Reimer, 1866 o E.Zeller, Die Philosophie der Griechen in ihrer geschichtlichen Entwicklung, trad. it. La filosofia dei Greci nel suo sviluppo storico, Firenze, La Nuova Italia, 1932. Per altri studiosi invece resterebbero meno onerosi in chiave ricostruttiva termini come Pre-attici o Pre-sofisti (F.Ueberweg, Grundriss der Geschichte der Philosophie des Altertums, Berlin, E.S.Mittler, 1920). Per rifiutare luso tradizionale del termine non mi sembra sussistano motivi considerevoli. La dottrina moderna invece indirizzata sulla strada della cautela: evitiamo di trattare i primi pensatori della Grecia come precursori [] i precursori non sono in ultima analisi altro che oggetti artificiali ottenuti mediante una lettura allindietro della storia (J. Bernhardt, I Presocratici: da Talete ai Sofisti, in F.Chtelet (a cura di), Storia della filosofia pagana, Milano, Rizzoli, 1976, 13). 2 Il riconoscimento della rilevanza di teoria sociale e teoria del diritto nella riflessione letteraria dei Pre-socratici merito del monumentale scritto W.J.Jaeger, Paideia, Paideia: die Formung der griechischen Menschen, trad.it. Paideia: la formazione dell'uomo greco, Firenze, La Nuova Italia, 1946. Gli studi di Vernant e Mondolfo si inseriscono nella traiettoria dellautore tedesco. Della medesima idea linnovativa bench non recente- Storia della filosofia del diritto di Fass (G.Fass, Storia della filosofia del diritto, Roma-Bari, Laterza, 2001, 11).

amata da molti autori moderni che indicano come antecedenti etici ad essa tradizione i racconti omerici, la trattazione esiodea e i versi dei lirici3. Dove si collocano etica e teoria del diritto allinterno della teoretica dei Milesii? Per la dottrina del secolo scorso teoria del diritto, etica e teoria della societ non sono considerate rivestire un ruolo rilevante nei discorsi della Pre-socratica4; unicamente alla fine del secolo scorso iniziato un cammino di rivalutazione del ruolo della Praktischen Philosophie nella loro meditazione culturale. Eaffascinante la tesi di uno dei massimi storici della filosofia del secolo scorso5. Mondolfo considera assai interessante la teoria del diritto dei Pre-socratici, e sostiene la tesi secondo cui conoscenza sociale sarebbe antecedente della coscienza6. Per costui sin dalla weltanschauung del mito i contesti umani sono simbolo delluniverso cosmico. Premessa dellumanizzare aver coscienza dellumano; umanizzando il divino il mito dimostra di avere dominio su tutto ci che umano. Lindividuo antico matura il desiderio di avvicinarsi ai misteri delluniverso, dinnanzi a cui nascono timore e ansia. Per rimuovere tali stati danimo ciascuno ricorre ad unattivit di traduzione e inizia a tradurre linsondabile secondo schemi mentali umani, sia utilizzando come modelli attributi e caratteristiche umani individuali sia servendosi dei concetti della societ e del diritto. Concretezza sociale e certezza del diritto sono rimedi contro la natura stressante dei misteri del cosmo. Carenti di vocabolario le teorie del cosmo dei Pre-socratici si servono dei modelli concettuali di etica, societ e diritto. Oltre a caratterizzarsi
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Per una esaustiva ricostruzione della teoria morale dei momenti storico-culturali antecedenti alla Pre-socratica si veda G.Reale, Storia della filosofia greca e romana, Milano, Bompiani, 2004, vol.II, 13-26. Trabattoni sulla scia di Reale scrive La riflessione sulluomo, sul suo comportamento privato e pubblico, sia in relazione agli altri uomini, sia in relazione alle divinit, nella Grecia arcaica contenuta soprattutto nei componimenti poetici (a partire da Omero ed Esiodo fino ai poeti lirici, tragici e comici) (F.Trabattoni, La filosofia antica, Roma, Carocci, 2003, 44). 4 Parte della dottrina moderna sottolinea come la letteratura meno recente sottovaluti la centralit di morale e teoria del diritto dei Presocratici. Essa sottolineatura sostenuta da autori come Fass (G.Fass, Storia della filosofia del diritto, cit., 12) e Trabattoni (F.Trabattoni, La filosofia antica, cit., 44). Parte della dottrina moderna invece con Abbagnano, Severino, Reale, Barnes e Chtelet- nei testi di massima diffusione sembra disinteressarsi della situazione, evitando di accennare alla teoria del diritto dei nostri autori. 5 Cfr. R.Mondolfo, Natura e cultura alle origini della filosofia, in W.Leszl (a cura di), I Presocratici, Bologna, Il Mulino, 1982, 223-255. Per un ulteriore esame meno circoscritto si veda lintero scritto R.Mondolfo, Alle origini della filosofia della cultura, Bologna, Il Mulino, 1956, 3-86; la medesima tesi sostenuta recentemente in E.Paresce, La Giustizia nei Presocratici, Cosenza, Rubbettino Editore, 1986. 6 Cfr. R.Mondolfo, Natura e cultura alle origini della filosofia, in W.Leszl (a cura di), I Presocratici, cit., 226-228. Per lantecedente immediato di tale intuizione oltre ai meno immediati Feuerbach e Marx si consideri la riflessione scientifica della teoria storico-culturale sovietica. Per Vygotskij Potremmo formulare come segue la legge genetica generale dello sviluppo culturale: ogni funzione nel corso dello sviluppo culturale del bambino fa la sua apparizione due volte, su due piani diversi, prima su quello sociale, poi su quello psicologico [] Dietro a tutte le funzioni superiori e ai loro rapporti stanno geneticamente delle relazioni sociali, relazioni reali tra gli uomini (L.S.Vygotskij, Istorija razvitija vyssich psichiceskich funkcij, trad.it. Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori e altri scritti, Firenze, Giunti Barbra, 1974, 201-202). Per Leontev invece successivamente: La coscienza delluomo, come la sua stessa attivit non sono additive. Non una superficie, n un contenitore riempito di immagini e di processi. Non neppure un nesso tra le sue singole unit, ma il movimento interno dei suoi costituenti, incluso nel generale movimento dellattivit, che costituisce la vita reale dellindividuo nella societ. Lattivit umana costituisce la sostanza stessa della sua coscienza (A.N. Leontev, Dejatelnost, soznanie, licnost, trad.it. Attivit, coscienza, personalit, Firenze, Giunti Barbra, 1977, 138). Lavvento della modernit ha condotto a ricusare senza distinzione tutti i dualismi scaturenti dallalternativa ereditariet/ cultura; di tale tendenza sintomatico il volume collettaneo J.Klama, Laggressivit, realt e mito, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.

come traduzione la teoria del cosmo dei Pre-socratici ottimamente descritta dalla metafora della maschera7. La teoria del cosmo dei nostri autori racconto del contesto civile dellellenicit arcaica attraverso schemi concettuali di etica, teoria sociale e teoria del diritto mascherati sotto sembianza di termini eminentemente naturalistici. Perch una maschera? Potrebbe essere stato il timore di subire danni nelle abbondanti discordie civili che caratterizzarono lesordio dellet classica ellenica8, o il timore che una umanizzazione eccessiva del mistero conducesse ad accuse di ateismo9, o addirittura linteresse a mantenersi senza macchia in ambito istituzionale10. La mancanza di documentazione rende estremamente ardua una corretta ricostruzione storica. Riassumiamo. Collocate etica, teoria sociale e teoria del diritto dei Milesii nei confronti di teoria della natura e teoria dellessere; riconosciuta la centralit della teoria del cosmo allinterno della loro discussione culturale; identificato il naturalismo dei nostri autori come una traduzione da contesto umano a universo cosmico velata da schemi/ concetti di etica, societ e diritto ora momento di introdurre una analisi esauriente di tali modelli concettuali.

2. LA DIMENSIONE ETICO-SOCIALE DELLA NARRAZIONE MILESIA

La dimensione etico-sociale a detta di molti autori moderni- non avrebbe ruolo assai rilevante allinterno della narrazione della scuola milesia, come accade anche allinterno dellintera Pre-socratica; dimensione naturale e teoria dellessere sembrano dominare la teoria del cosmo di tutti i Pre-socratici. Queste tesi assai diffuse nella manualistica moderna- non

La natura eminentemente metaforica della narrazione milesia sottolineata sin dallinizio dallarticolo W.Kranz, Gleichnis und Vergleich in der Frhgriechischen Philosophie, in Hermes, 73, 1938, 99-122 recentemente utilizzato a mo di introduzione nello scritto A.Lami, I Presocratici: testimonianze e frammenti, Milano, Rizzoli, 1991, 7-47. 8 Per Musti il momento storico successivo alla colonizzazione caratterizzato in tutto il mondo ellenico da trasformazioni di ordinamento estremamente violente che conducono dallaristocrazia alla tirannide. Gi tale situazione chiara a storici e studiosi classici; scrive infatti Musti Lidea di un peggioramento progressivo del regime quanto a rapporti con laristocrazia, verso una forma pi chiaramente tirannica, cos comune a tutta la tradizione (D.Musti, Introduzione alla storia greca, Roma-Bari, Laterza, 2003, 58). A medesime conclusioni condotto lautore dello studio A. Mele, Legislatori e tiranni, in AA.VV., Manuale di Storia Greca, Bologna, Monduzzi, 2003, 78- 111. 9 Nel 430 a.c. a detta di Plutarco- varato ad Atene un decreto atto ad incriminare chi introducesse dottrine ateistiche e naturalistiche; si desume che in tutto il mondo ellenico si diffondessero norme simili, indirizzate a vincolare riflessioni culturali eccessivamente ardite. Presto sulla scena ellenica suoner contro Socrate laccusa di Meleto conservata nel Metroon di Atene: Socrate reo sia di corruzione nei confronti dei fanciulli sia di non riconoscere le divinit che la citt onora, ma altre nuove divinit [APOL.24.c] (Platone, APOLOGIA SWCRATOUS/ KRITWN , Milano, Rizzoli, 1994). Il testo usato in tale edizione mutuato da J. Burnet, Platonis Opera, Oxford, Clarendon Press, 1900. 10 Politici e filosofi come vedremo- sono in tale momento storico e in tutto il mondo ellenico i medesimi individui. Gli esordi della cultura ellenica sono caratterizzati da una commistione indissolubile tra filosofia e amministrazione cittadina. Tra i due settori trait dunion la scrittura (D.Musti, Introduzione alla storia greca, cit., 43). Per una visione di insieme si consulti G.Camassa, Leggi orali e leggi scritte. I legislatori, in S.Settis, I Greci, Torino, Einaudi, 1996, II, 1, 561-576.

sembrano essere tuttavia attendibili. Perch tale diffusione? Essa deriva dallesame della letteratura dossografica; allinterno delle testimonianze dirette e indirette dei/sui nostri autori sono estremamente ricorrenti termini e concetti connessi a contesto naturale e universo dellessere. Pochissimi invece sono i riferimenti alla dimensione etico-sociale. Come motivare tale sbilanciamento? Molto rilevante lesistenza di contaminazioni successive. Per la dottrina moderna ormai chiara lincidenza che Platone e tradizione aristotelica (Aristotele e dottrina teofrastea) esercitino sui testi dei nostri autori. Queste incidenze indirizzano i contenuti della scuola milesia ora verso un naturalismo induttivistico (Aristotele e tradizione aristotelica), ora verso un razionalismo idealistico (Platone). I testi milesii subiscono enormi contaminazioni; Platone e Aristotele tendono ad attualizzare autori e dottrine antecedenti11. Questo dualismo contaminativo Platone/ Aristotele si concretizza in vari settori della narrazione milesia; consideriamone due casi concreti. C il caso della descrizione dellorientamento taletiano nei confronti della filosofia. Dal Teeteto di Platone deriva laneddoto della servetta tracia

Come successe a Talete, o Teodoro, che mentre osservava in alto le stelle cadde in una buca, e si racconta che una servetta tracia, acuta e ironica, labbia schernito dicendo lui che si curava di conoscere cose celesti e dimenticava ci che aveva davanti ;
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il nostro autore descritto come cultore disinteressato di una ricerca astratta e universale, molto vicina al modo di intendere la filosofia esaltato da Platone. Per Platone caratteristica essenziale della meta-filosofia taletiana sarebbe linteresse verso il cielo dei concetti, contro una concretezza tutta terrena. Dalla Poetica aristotelica di contro deriva laneddoto dei frantoi:

[] Poich, povero comera, gli rinfacciavano linutilit della filosofia, dicono che, avendo stabilito in base a calcoli astronomici un abbondante raccolto di olive, ancora nel cuore dellinverno, avendo una minima somma di denaro, si accaparr tutti i frantoi di Mileto e di Chio, dando una cifra irrisoria dato che non ce nera richiesta Cfr. H.Cherniss, Aristotle's criticism of presocratic philosophy, Baltimore, J.Hopkins Press, 1935, 50-51/106-107 e in relazione alla tradizione teofrastea J.B. McDiarmid, Theofrastus on the Presocratic Causes, in Harvard Studies in the Classical Philology, 61, 1953, 85-156. Da sottolineare tuttavia lasserzione contraria del Leszl La documentazione che Cherniss mette insieme delle distorsioni e altre inadeguatezze presentate dalle esposizioni aristoteliche abbastanza impressionante, ma c il motivo per pensare che siano frequenti, da parte sua, le incomprensioni e i casi di partito preso[] (W.Leszl, Introduzione, in W.Leszl (a cura di), I Presocratici, cit., 35) con il richiamo al Guthrie di Aristotle as Historian. Altrettanto recente ma vicina a riconoscere esistenza e rilevanza delle contaminazioni aristotelico/ teofrastea sulla narrazione milesia una visione del Barnes, che scrive: Moreover, the stream is contaminated. First, many of the later doxographers were not scholars but silly hacks who, by accident or design, regularly mutilated or distorted the Theophrastan material; and in any case they had at their disposal not Theophrastusoriginal work but some poor epitome and refashioning of it. Second, Theophrastus himself was not a historical purist: imitating his master, Aristotle [] (J.Barnes, The Presocratic Philosophers, London, Routledge & Kegan Paul, 1979, 14). 12 Cfr. Platone, QEAITHTOS, Roma-Bari, Laterza, 1999, 174 a. Il testo usato in tale edizione mutuato da J. Burnet, Platonis Opera, Oxford, Clarendon Press, 1900. Mondolfo attribuisce tale nozione di neutralit allastrattismo idealistico di Platone; Paresce alla deriva semiotica della teoria dellessere trasmessa allateniese da Parmenide e dai rimanenti eleati.
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alcuna. Quando arriv il momento della raccolta, siccome molti cercavano i frantoi, tutti insieme e con urgenza, li diede a nolo al costo che volle e, raccolte molte ricchezze, dimostr che ai filosofi davvero facile arricchirsi, se lo desiderino; e invece non di ci che si curano ;
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l invece il nostro autore descritto come cultore interessato di una ricerca finalizzata al risultato concreto, molto vicina al modo aristotelico di intendere scienza e filosofia. Per Aristotele caratteristica essenziale della meta-filosofia taletiana linteresse verso la strumentalit della conoscenza. Nei due aneddoti, che mostrano soluzione di continuit, Platone e Aristotele delineano due situazioni diverse, ciascuna vicina alla loro weltanschauung. La scuola milesia scacchiera su cui i classici successivi si misureranno con larma dellattualizzazione. Il medesimo dualismo contaminativo si concretizza altrove. Eil caso della definizione milesia della natura del cosmo, secondo alcuni14 incentrata animisticamente sulla nozione di motore e secondo altri15 materialisticamente sulla nozione di struttura; tale dualismo caratteristico dellintera letteratura sulla sotto-tradizione milesia. Prevale tra laltro in termini numerici lincidenza della contaminazione aristotelica; da ci deriva lassunto moderno della intrinseca naturalisticit della scuola milesia. Questa ad una visione scarsamente attenta e adulterata dalle contaminazioni aristoteliche sembra essere in via esclusiva una filosofia della natura orientata a trascurare la dimensione etico-sociale. Ma Aristotele come sostiene correttamente Cherniss16- manca di metodo storico nella sua rivisitazione della Pre-socratica, tendendo ad aristotelizzare tutta lattivit culturale antecedente. Costui dona al suo naturalismo validit retroattiva, attribuendo alle dissertazioni della scuola milesia una caratteristica esclusiva che esse in realt hanno in via accessoria e traducendo in essenziale un attributo che in realt unicamente uno tra i vari attributi di tale sotto-tradizione di ricerca. La dissertazione milesia non conduce esclusivamente alla costituzione di una teoria della natura. Essa introduce come vedremo- una articolata teoria del cosmo. Qualora trascuri la dimensione etico-sociale il tentativo ricorrente di ricondurre la scuola milesia allottica naturalistica si mostra riduttivo; oltre alla necessit di de-aristotelizzare lesordiente Pre-socratica, a stroncare tale riduzionismo naturalistico concorre un ulteriore motivo. Pur non trascurando un contesto assai esteso di carenza documentaria, si riesce a dimostrare con una certa sicurezza come tutti i nostri autori siano uomini di amministrazione e di diritto. Talete tenuto in enorme conto
Cfr. Aristotle, Politics, London, Harvard University Press, vol. XXI, 1944, 1.1259a. La traduzione a cura di H.Rackham. 14 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, RomaBari, Laterza, 2004, [11, A, 3]. Per citare ciascun frammento dei Pre-socratici ci serviremo delle indicazioni critiche divenute oramai classiche del Diels. Gli Scholia Platonis di Esichio sottolineano come allinterno della scuola milesia la motricit dellessere cosmico sia nozione centrale. 15 Cfr. ivi, cit., [11, A, 12] [11, A, 13] e [11, A, 14]. Questa situazione si rinnova con Anassimandro e Anassimene. 16 Cfr. H.Cherniss, Aristotle's criticism of presocratic philosophy, cit., 13-15.
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dallamministrazione cittadina di Mileto tanto da riuscire ad introdurre una consulenza di diritto internazionale17; Anassimandro ricordato come deduttore di colonie18. Tra i Milesii alcuni sono nomoteti, altri condottieri coloniali19. Come sostenere senza dubbio derrore che uomini cos vicini ad amministrazione civile e diritto abbiano trascurato totalmente di considerarne valore e rilevanza? Esintomatica unasserzione su Talete contenuta nelle Vite dei filosofi:
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[] successivamente allamministrazione cittadina si diede allanalisi dei fenomeni naturali [] .

Questo successivamente che ad unocchiata disattenta rischia di mostrarsi senza senso, in realt indice di una intensa rilevanza, conscia o inconscia, della dimensione etico-sociale nella teoria milesia del cosmo. Per avvalorare tale tesi devono bastare rari riferimenti documentali, alcuna ricerca sulle fonti filosofiche antecedenti a Platone non essendo caratterizzata da una situazione di abbondanza testuale; se trascuri la dimensione etico-sociale ciascun accostamento ermeneutico alla sotto-tradizione milesia, come allintera tradizione Pre-socratica, risulter fuorviante. Per una corretta ricostruzione di tale scuola anzitutto occorrer un abile intervento di de-aristotelizzazione; e in seconda battuta converr sottolineare termini e concetti occulti o manifesti di etica e teoria del diritto. Unicamente cos si riabiliter la dimensione etico-sociale della narrazione milesia dalla damnatio memoriae scientemente introdotta da Platone e Aristotele.

3. CAUSA, ORDINAMENTO E SANZIONE NELLA NARRAZIONE MILESIA

Giustificata la rilevanza della dimensione etico-sociale allinterno della narrazione milesia, conveniente circoscrivere tematicamente tale dimensione; strumenti idonei ad introdurre una esaustiva analisi etico-sociale sono etica e teoria del diritto. Un attento esame dei testi milesii in

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Cfr. Erodoto, ISTORIAI, Milano, Mondadori, 1956, I-170. Il testo usato in tale edizione mutuato da P.E.Legrand, Hrodote. Histoires, Paris, Socit dEdition Les Belles Lettres, 1932-1954. 18 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [12, A, 3]. 19 Guida costituzionale e conduzione di colonizzazioni sono caratteristiche oramai costantemente attribuite a tutti i milesii dalla moderna storia dellantichit; la letteratura storica recente sottolinea senza esitazioni tale dato, estendendolo ai membri di altre sotto-tradizioni di ricerca. Sintomatici sono i casi del Murray (O.Murray, Early Greece, trad.it. La Grecia delle origini, Bologna, Il Mulino, 1996, 209-303) e del Davies (J.K.Davies, Democracy and Classical Greece, trad.it. La Grecia Classica, Bologna, Il Mulino, 1996, 218-220). 20 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [11, A, 1].

relazione alletica assicura conferma alla tesi introdotta da autori come Barnes e Reale21secondo cui sia lassenza del meta-discorsivo ad ostacolare lintroduzione di una coerente scienza etica. Non ci sono indizi tali da convincere la dottrina moderna a confidare nellesistenza di unetica milesia; n documenti diretti o indiretti mostrano esistenza di notevoli discorsi morali. Le morali omerica, esiodea e liriche non sembrano trovare continuazione nella scuola milesia; dove non attecchisce discorso morale, non si evolver meta-discorso etico! La narrazione milesia allo stato delle cose non ci sembra comunicare n discorsi morali n discorsi etici. Pur in assenza di considerazioni morali o etiche tale sotto-tradizione di ricerca sembra accostarsi in via indiretta e con un certo interesse ai discorsi su diritto e istituzioni. Non ci sono ad eccezione di determinate citazioni anassimandree- riferimenti diretti a contesto e vocabolario del diritto; tuttavia bench dissimulati ad arte si riconoscono interessanti richiami ai tre nuclei ius-filosofici centrali della Pre-socratica (norma; ordinamento; sanzione). La teoria del diritto milesia riesumata attraverso la realizzazione di unattenta ricostruzione de-aristotelizzante, idonea a svincolare i discorsi etici e sociali milesii da schemi naturalistici e onto-teorici successivi. Prender innanzitutto in considerazione la nozione di causa normativa, interessante ai fini della definizione del concetto di norma; successivamente delineer levoluzione del termine cosmo, strumentale alla descrizione della nozione di ordinamento; infine mi accoster brevemente alle celebri enunciazioni anassimandree relative alla rilevanza di sanzione e contenzioso arbitrale sulla nascita del cosmo. Procedura e diritto sanzionatorio incidono massimamente coi loro vocabolari e coi loro meccanismi sui tentativi milesii di decifrare i misteri cosmici. Norma, ordinamento e sanzione trovano nella scuola milesia i tre antecedenti culturali di causa (rc), cosmo (ksmoj) e contesa (rij). 3.1 La nozione di rc tra divinit e causa normativa

Nella concezione milesia del mondo le nozioni di norma e di causa si intersecano in maniera costante. Le idee strettamente metafisica di un essere accomunante e strettamente naturalistica di una materia innata unite allintuizione etico-sociale di una entit normativa universale
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Cfr. G.Reale, Storia della filosofia greca e romana, cit., vol.II, 36. Reale asserisce: [] tutti i filosofi presocratici come moralisti non andarono oltre il piano della sentenza intuitivamente colta [] E quei filosofi che, come i Pitagorici, Eraclito ed Empedocle, andarono, in certa misura, oltre questo tipo di saggezza morale, lo poterono fare sulle basi della visione delluomo e della vita che essi attinsero dalla fede orfica []. La tesi sostenuta dal Barnes secondo cui If Aristotles predecessors did not study the art of ratiocination, they were expert in its practice; if they were not logicians, they were thinkers of depth and power (J.Barnes, The Presocratic Philosophers, cit., 3) e accolta in maniera assoluta da certa moderna manualistica non accettabile in toto. Pur se non riuscirono a costruire esaustive etica e meta-etica i milesii cercarono di arrivare attraverso armi e strumenti della metafora e in molti casi inonsciamente- ad una coerente meta-cosmica (meta-teoria del diritto mascherata).

concorrono allesordio della cultura ellenica- ad introdurre e costruire la nozione di rc22. Ecaratteristica di tutta la sotto-tradizione milesia riconoscere lesistenza di una matrice ancestrale idonea a sostanziare e ad accomunare lintera moltitudine dei fenomeni reali (realt). Questa intuizione verte su condizioni normative che in maniera assai ricorrente sono state trascurate dalla critica moderna. Con la scuola milesia nasce e si evolve la nozione sottile di causa normativa. Per dimostrare la tesi secondo cui la narrazione dei Pre-socratici verrebbe intensamente contaminata o in maniera assai meno realistica- deriverebbe in toto da tracce etico-sociali, ottima mossa ricostruttiva sottolineare la normativit di un concetto tanto centrale nello strumentario filosofico milesio come la nozione di rc. Echiaro un frammento anassimeneo

Come lanima, ch aria, tutto accomuna, cos essa amministra il mondo intero ,
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coadiuvato da una testimonianza indiretta aristotelica su Anassimandro:

Perci come diciamo- esso (linfinito anassimandreo) non ha inizio materiale ma sembra essere inizio di tutto, e abbracciare e amministrare tutto ci che rimane [] .
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Oltre a caratterizzarsi come matrice naturale25 o sostanza accomunante26 la causa milesia domina, amministra, norma dellintero mondo; lidea di causa non si distacca come detto- dallidea di norma. Lrc causa normativa delluniverso, della realt e delle istituzioni. Da una nozione anzitutto umana (sociale) si individua lordine cosmico; normalit naturale nasce

Come il termine ksmoj, il termine rc sottende tre versioni semantiche. Cosa si nasconde sotto tale maschera sintattica? Per il riduzionismo naturalistico esso materia innata delluniverso; secondo rilettura metafisica e ontoteorica sostanza accomunante di tutti i fenomeni; in base ad una visione etico-sociale entit normativa dellintero cosmo (autorit). Se desiderassimo non cedere dinnanzi ad alcun riduzionismo, dovremmo considerare lrc milesio come materia idonea ad accomunare e ad amministrare tutti i contesti. 23 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [13, B, 2]. Primo termine di metafora il verbo sugkratw, che senzombra di dubbio nelluso di base richiama allambito dellautorit e della sovranit; secondo termine di metafora il verbo pericw, con caratteristiche semantiche molto simile. Lintera struttura sintattico/ semantica del brano richiama allambito del diritto costituzionale. 24 Cfr. ivi, cit., [12, A, 15]. Unasserzione simile contenuta nella refutatio contra omnes haereses di Hippolytus, dove scritto Costui dice che natura delle cose una certa natura dellinfinito, da cui nascono cieli e ordinamento che v in essi. Essa eterna e insenescente, e amministra tutti i mondi (Diels/ Kranz, cit., [12, A, 11]). Questultima testimonianza non deve essere riletta alla luce di coloro che introducano una teoria sincronica dellinfinit dei mondi; in Anassimandro c traccia scarsamente criticabile di diacronicit. 25 Cfr. ivi, cit., [11, A, 12] e [13, B, 1]. 26 Cfr. ivi, cit., [11, A, 13b], [11, B, 3] e [12, A, 9].

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come normazione. Quale allora la natura di tale causa normativa? Plutarco su indicazione aristotelica- riferisce in merito a Talete contaminazioni orientali ed omeriche27; costui scrive:

Pensano [i sacerdoti egizi] che anche Omero, come Talete, consider lacqua come inizio e matrice di tutto, avendolo sentito dagli Egizi: infatti Oceano Osiride, Tetide Iside che tutte le cose alleva e nutre .
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Qualora si desideri includere Talete sulla scia anassimandrea e anassimenea e sebbene non esistano conferme documentali- nellambito della c.d. teoria della causa normativa, necessario sottolineare una discontinuit di costui con le teorie del cosmo anelleniche antecedenti e ammetterne una certa continuit con la tradizione omerica. Per Talete il fatto che tutto sia ricco di divinit29 e che luniverso intero nasca da essa e sia amministrato da essa (condizione di normativit) conducono ad introdurre una sorta di c.d. teoria della divinit normativa, comune in alcuni tratti alle narrazioni omerica e esiodea. Lintuizione di una divinit come norma duna materia caotica caratteristica delle teorie del cosmo elleniche30; con la rimanente scuola milesia si assiste ad un coerente cammino sulla strada della secolarizzazione31 di tale norma cosmica, cammino che arriver a risolversi nelle conclusioni eraclitee sulla natura necessitante e oltre-divina (mora) della norma. Allinterno della sotto-tradizione milesia vivo un dibattito indiretto (inconscio?) tra teoria della divinit normativa e teoria della causa normativa. In Talete
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Cfr. U.Hlscher, Anassimandro e linizio della filosofia, in W.Leszl (a cura di), I Presocratici, cit., 259-274. Qui come accaduto con la dottrina della reincarnazione sostenuta dalla Schola Pythagorica- nasce la tentazione di attribuire alla filosofia ellenica derivazione orientale. Hlscher in momenti diversi scrive: Lidea che si presenta a Talete quella del mare originario, che regge la terra ed il fondamento di ogni forma di vita; unidea nuovissima per dei Greci, per i quali il mare era ci che non porta frutto (265) e la sua dottrina che la terra galleggi sullacqua troppo singolare e troppo simile alla rappresentazione dominante in Oriente per poter prescindere, nella spiegazione, dal confronto con quei miti (262). Questo articolo tradotto dal classico U.Hlscher, Anaximander und die Anfnge der Philosophie, in Hermes, 81, 1953, 255-277. Di contro in maniera convincente lAbbagnano: Losservazione decisiva che bisogna fare a proposito di questa tesi (derivazione orientale della filosofia ellenica) che, se anche si presume [] la derivazione orientale di alcune dottrine della Grecia antica, ci non implica anche lorigine orientale della filosofia greca [] La filosofia greca ricerca (N.Abbagnano, Storia della filosofia, Torino, UTET, 2003, vol.I, 4). 28 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [11, A, 11]; la medesima indicazione contenuta in Aristotle, Metaphysics, London, Harvard University Press, voll.XVIIXVIII, 1933, 1.983 b (traduzione a cura di H.Tredennick). Pi che i culti di Iside/ Osiride, estesisi allinterno del mondo ellenico anzitutto durante let ellenistica come sostenuto in F.W.Walbank, The Ellenistic World, trad.it. Il mondo ellenistico, Bologna, Il Mulino, 1996, 230- riferimenti taletiani dovrebbero essere i culti arcaici oceanici babilonese (Thiamat) o nilotico (Nun/ Naunet). 29 Cfr. ivi, cit., [11, A, 1 (27)]. La medesima tesi sostenuta in [11, A, 3], dove Esichio definisce cosmo come myucon e daimnwn plrh. Panteismo orfico o banale contaminazione successiva? 30 Cfr. O.Murray, Early Greece, trad.it. La Grecia delle origini, cit., 113-188. Chiarito antecedentemente come ciascuna teoria del cosmo ellenica arcaica debba essere considerata stilisticamente e contenutisticamente come il mito babilonese- mito di successione, tale autore individua in esse teorie soltanto, e non nei miti babilonesi e nilotici, la connotazione di mito di creazione o di costituzione delluniverso. Per Paresce tale continuit normativa tra mito antecedente e teoria del cosmo milesia non sussisterebbe (E.Paresce, La Giustizia nei Presocratici, cit., 109). 31 Esintomatico il sottotitolo dello scritto F.Cavalla, La verit dimenticata. Attualit dei Presocratici dopo la secolarizzazione, Padova, CEDAM, 1996. La secolarizzazione verso cui costoro si sono incamminati oltre duemila anni or sono rimane interessante chiave di lettura nei confronti del cammino verso la secolarizzazione iniziato (e in molti casi concluso) dalle moderne societ occidentali.

come sostiene Plutarco- v un interessante riferimento alla divinit normativa omerica. Ldwr taletiana simbolo di divinit (marina) normativa: come il mare domina (abbraccia e sostiene) tutto, cos la divinit domina (amministra e norma) il cosmo. Per Talete sostenere che lacqua causa del cosmo - attraverso la mediazione dellenunciazione tutto divinit- sinonimo di asserire che la natura del cosmo divina. Nel contesto taletiano divinit causa normativa del cosmo; non c distacco dalla teoria del diritto omerica, dove norma comando divino e ordine derivazione divina. Linnovazione interamente anassimandrea; la causa normativa con costui ci rimette in divinit, avanzando in indeterminatezza. Eindicativa una testimonianza indiretta:

Tra chi asserisce che vi sia un unico inizio, in movimento e infinito, Anassimandro [...] ha detto che inizio e sostanza di tutto lindefinito [] E dice che esso non sia n acqua n altro dei cosiddetti elementi, ma unaltra natura infinita [] ;
32

sebbene resti immateriale, la matrice/ sostanza taletiana in Anassimandro si discosta dallambito del divino. Questo allontanamento tuttavia non avviene in maniera drastica; lpeiron anassimandreo sembra mantenere attributi e caratteristiche divine come immortalit e indistruttibilit33. Esiste una causa normativa non divina del cosmo; con Anassimandro imboccata la strada verso la c.d. teoria della causa normativa, su cui continuer a camminare Anassimene. C sistematica trasformazione di contesti divini in contesto umano, mediante ricorso allo strumento dellindeterminatezza semantica. La narrazione milesia sulla causa cosmica si chiude con Anassimene. La causa anassimenea come si detto- immediatamente normativa, e consiste nel meno materiale tra i costituenti materiali: laria. Dallasserzione taletiana tutto ricco di divinit si arriva allenunciazione anassimenea tutto aria34. Poich come in Anassimandro- tale costituente cosmico (aria) mantiene titolatura e attribuzioni divine e siccome una certa indeterminatezza non abbandonata35, la rottura con la riflessione culturale taletiana non si mostra critica; ma in Anassimene la causa normativa si svincola con decisione dallambito del divino. Mentre Cicerone confonde la rinunzia anassimandrea e anassimenea a distaccarsi in toto dalla divinit

Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [12, A, 9]. 33 Cfr. ivi, cit., [12, B, 3]. Oltre alla testimonianza aristotelica, molte altre fonti raccolte da Diels si riferiscono allpeiron utilizzando vocabolario divino. 34 Cfr. ivi, cit., [13, A, 8] e [13, A, 23]. 35 Cfr. ivi, cit., [13, A, 1].

32

10

con una dichiarazione di teo-normativismo36, volontarismo medioevale e citata refutatio contra omnes haereses sembrano assicurare massima efficacia descrittiva. Per Agostino infatti

[] Anassimene [..] non rifiuta o tace la divinit; tuttavia credeva non che laria fosse stata creata dal divino, ma che il divino fosse stato creato dallaria ;
37

nella refutatio contra omnes haereses sostenuta medesima concezione:

Anassimene di Euristato, anchesso di Mileto, disse che matrice aria infinita e che da essa derivano tutte le cose che si costituiscono, che si sono costituite e che si costituiranno, divinit e cose divine, mentre tutto ci che rimane viene da ci di cui essa causa .
38

Questa sorta di Eutifrone cosmico anassimeneo conduce alla tesi contraria alla tradizione omerica- della derivazione del divino dalla matrice/ sostanza ancestrale; la norma non deriva dal divino, ma Dio dalla norma. Anassimene come citato- scrive con estrema chiarezza:

Come lanima, ch aria, tutto accomuna, cos essa amministra il mondo intero.

Linnovativa visione anassimenea della causa (rc) anzitutto indica in maniera embrionale una valida alternativa al teo-ius-normativismo omerico; successivamente si candida ad introdurre un serio tentativo di costruire una teoria del cosmo materialistica, moderato dal ricorso insistente allindeterminatezza semantica. Eun materialismo normativistico a condurre i milesii ai confini del territorio della tradizione culturale antecedente. Per riassumere. La scuola milesia insiste su un cammino di secolarizzazione dellrc; esso considerato come causa normativa. Pur non dimenticando lesistenza di una serie di carenze documentali attinenti allintera Pre-socratica, se Talete non si distacca dalla tradizione omerica e esiodea mantenendo la c.d. teoria della divinit normativa, Anassimandro e Anassimene si indirizzano verso un ius-normativismo meno teista (teoria della causa normativa). Talete mostra con la tradizione culturale antecedente una certa continuit, caratterizzata da un mutamento di

36

Cfr. ivi, cit., [13, A, 10]. Cicerone nel De natura deorum scrive: Poi Anassimene decret che laria divinit, che causata, immensa, infinita e costantemente in movimento [], e continua con una dura critica nei confronti di tale identificazione tra causa e divino ritenuta a torto- di matrice anassimenea. 37 Cfr. ivi, cit., [13, A, 10]. Pi valida sembra essere la tesi dellautore africano. Non lunico contrasto tra costui e Cicerone in merito alla dottrina della divinit nella scuola milesia [12, A, 17]. 38 Cfr. ivi, cit., [13, A, 7].

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vocabolario e di metodo di ricerca39; Anassimandro mostra una moderata discontinuit, ricorrendo allo strumento dellindeterminatezza semantica (peiron); Anassimene mostra invece una marcata discontinuit, incamminandosi con decisione sulla strada del materialismo cosmico e normativo. Non v totale rottura tra sotto-tradizione milesia e tradizione culturale ellenica antecedente; sebbene mostri in embrione determinati contenuti innovativi, il normativismo milesio non si introduce come elemento di rottura nei confronti della tradizione culturale antecedente.

3.2 Cosmo come ordinamento: una concezione nascente

La narrazione culturale dei Pre-socratici innanzitutto teoria del cosmo; tale assunto sottende un interessante accostamento tra nozione antica di cosmo e nozione moderna di ordine/ ordinamento. La nozione di ksmoj come il termine rc- semanticamente rilevante allinterno della sotto-tradizione milesia; e sembra essere dotata di attributi simili alle caratteristiche riconosciute ad ordinamenti istituzionali nella storia della teoria del diritto. Nella narrazione taletiana contenuta unidea di cosmo strutturata sulla distinzione tra sostanza e movimento. Cos si intuisce dalla testimonianza indiretta delle Vite dei filosofi, dove scritto
40

Considerava lacqua sostanza di tutto, e che il mondo animato e ricco di divinit ,

e in Scholia Platonis:
41

Disse che sostanza costitutiva lacqua, e che il cosmo animato e ricco di divinit .

Le due ricostruzioni storiche tradizionali della scuola milesia (Aristotele e Platone) sembrano convenire; in Talete cosmo sostanza (divina) e movimento (divino). Allenunciazione tutto ricco di divinit si affianca lenunciazione tutto anima, dove il termine anima sinonimo

39 40

Cfr. E.Paresce, La Giustizia nei Presocratici, cit., 103-104. Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [11, A, 1 (27)]. 41 Cfr. ivi, cit., [11, A, 3]. La concezione barnesiana della causa taletiana come animator delluniverso nasce dallattenta considerazione dei vocaboli myuca ed myucon usati nei due frammenti antecedenti (J.Barnes, The Presocratic Philosophers, cit., 6-7); lattributo di essere sostanza delluniverso comunicato con il termine stoiceon non riesce a nascondere chiare contaminazioni filosofiche successive. Probabilmente tra sostanziazione e animazione, unicamente la seconda riconducibile con minor difficolt allautonoma narrazione milesia.

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abbastanza recente del termine moto (tradizione cristiana). Eil caso classico ricordato da Aristotele- della calamita42. Lestrazione divina del movimento sostenuta in:

Talete sostenne [] che tutto animato [] e infatti la volont divina si trasmette allumido elementare mettendolo in movimento ;
43

movimento e sostanza cosmici derivano dalla divinit. Non c come sostenuto dalla manualistica moderna- rilevante rottura nei confronti della tradizione ellenica antecedente. Oltre ad essere sostanziato e mosso dalla divinit/simbolo, il cosmo a detta di Talete- caratterizzato da unit; come un ordinamento sembra vivere sullattributo della coerenza, lordine verte sulla nozione di unit. Lunit taletiana attraverso mediazione successiva della nozione di armonia introdotta dalla Schola Pythagorica e dalla narrazione democritea- radice antichissima del concetto moderno di coerenza44. Bench estremamente sintetica e ridotta ai minimi termini, la testimonianza di Aezio chiara:
45

Per Talete e i suoi alunni uno il cosmo .

Cosmo allora struttura coerente di costitutivi mossi dallincidenza divina. E se riconoscessimo valida una testimonianza di Galeno riusciremmo a retrodatare lintuizione non di molto successiva (Ferecide di Siro)46 della relazionalit tra costituenti cosmici, antecedente culturale di una visione sistemica del cosmo. Per Galeno Talete scrive

42

Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [11, A, 22]. Questo frammento del De Anima aristotelico recita Pare anche che Talete a che si ricordi- abbia considerato lanima come cosa atta a muovere, se disse che una calamita dotata danima muovendo il ferro. Dove Platone tende a sottolineare una visione statica del cosmo, la tradizione aristotelica ne introduce una dinamica. Per ulteriori riferimenti si vedano Diels/ Kranz [11, A, 22] e [11, A, 1 (27)] e [11, A, 3]. 43 Cfr. ivi, cit., [11, A, 23]. Per il nostro autore struttura cosmica (sostanza e movimento) subordinata allincidenza divina. Lumido ancestrale taletiano (causa normativa) si mostra di derivazione divina. 44 La nozione antica di armonia semanticamente molto vicina alla nozione moderna di coerenza. Nella discussione iusfilosofica di Bobbio coerenza assenza di antinomie: Perch si possa parlare di un ordine, bisogna che gli enti costitutivi non siano soltanto in rapporto col tutto, ma siano anche in rapporto di compatibilit tra loro (N.Bobbio, Teoria Generale del diritto, Torino, Giappichelli, 1993, 201). Per una visione innovativa e analitica di coerenza come chiusura si consulti larticolo A.G.Conte, Completezza e chiusura, in Scritti in memoria di Widar Cesarini Sforza, Milano, Giuffr, 1968, 157-169 e riedito in A.G.Conte, Filosofia del linguaggio normativo I, Torino, Giappichelli, 1989, 31-53. 45 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [11, A, 13b]. 46 Cfr. ivi, cit., [7, A, 9]. Dalle testimonianze risulta che Ferecide daccordo, ma vi introduce costituenti diversi. Parla di Zas, Ctonia e Crono [] e sostiene che Zas ci che amministra, Ctonia ci che amministrato e Crono ci in cui tutto amministrato; Probo testimonia la teoria del diritto ferecidea nei termini del diritto costituzionale. Preferibile tale lettura alla testimonianza successiva di Ermia, subordinata ad intense contaminazioni aristoteliche.

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I tanto decantati quattro elementi, di cui diciamo che lacqua il primo e lo poniamo quasi unico elemento, si mescolano tra loro ai fini di unaggregazione e coagulazione e unione delle cose terrestri .
47

Pur se l dwr ne costituente dominante, vivrebbe in Talete su testimonianza di Galenolintuizione dellesistenza di una serie di relazioni tra costituenti cosmici; cosmo sarebbe allora serie di relazioni tra costituenti cosmici. Laccettazione della testimonianza di Galeno rimane tuttavia azzardo ricostruttivo. Con Anassimandro mantenuta la distinzione taletiana tra sostanza e movimento cosmici. Pure in costui come in Talete- causa sostanza e insieme movimento. Ericonosciuta come sostanza in una testimonianza ciceroniana
48

(Anassimandro) disse che infinita era la sostanza di cui tutto costituito ;

invece considerata movimento in una ulteriore testimonianza indiretta:


49

Anassimandro concittadino di Talete- dice che eterno movimento matrice [] .

Per Anassimandro lpeiron (indefinito) ci di cui tutto si sostanzia e ci che tutto muove; misura idonea a sostanziare e muovere la realt. Venendo meno la cd. teoria della divinit normativa, cade la derivazione divina di movimento e sostanza sottolineata allinterno della riflessione taletiana. Anassimandro sulla scia del concittadino asserisce in maniera meno riduttiva lidea della relazionalit cosmica. Oltre a sostenere la tesi secondo cui esisterebbe una stretta relazione tra costituenti cosmici, afferma la tesi secondo cui esisterebbe una relazione (normativa) tra costituenti cosmici e cosmo. Nelle Vite dei filosofi riferita una breve asserzione anassimandrea:
50

[] i costituenti mutano, ma il tutto immutevole [] .

Parti cosmiche se non risulta essere azzardata la traduzione in costituenti- e cosmo intero sono subordinati a norme di divenire diverse; sostenere che i costituenti cosmici mutino e che

Cfr. ivi, cit., [11, B, 3]. Sono estremamente rari i riferimenti a tale commento di Galeno allinterno della letteratura critica moderna. Pu essere conveniente invitare la dottrina moderna ad accostarvisi. 48 Cfr. ivi, cit., [12, A, 13]. 49 Cfr. ivi, cit., [12, A, 12]. Si consideri anche la testimonianza Pose come causa una natura infinita, e considerava come matrice dei cieli leterno movimento dessa [12, A, 10]. 50 Cfr. ivi, cit., [12, A, 1 (1)].

47

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lintero invece sia immodificabile vuole dire riconoscere lesistenza di due diversi status ontici allinterno delluniverso cosmico. Lintero cosmo differisce dalla somma dei suoi costituenti; medesima idea sostenuta in una ulteriore testimonianza, dove si asserisce che tra causa indefinita e cosmo esista una relazione (normativa)51. Lordine cosmico riassumendo- non si limita ad essere relazione normativa tra costituenti, ma serie di relazioni tra costitutivi cosmici e tra cosmo e costitutivi stessi. C in Anassimandro - allo stato embrionale- una concezione molto moderna di sistema52. Da Anassimene non nascono idee innovative in materia; ribadita come nei due milesii antecedenti- la tesi della strutturazione duale del cosmo, secondo cui aria sarebbe sostanza e movimento della realt53. Niente altro. La teoria del cosmo milesia nasconde due orientamenti; oltre ad essere teoria descrittiva e in alcuni casi normativa- si mostra meta-cosmica (nello stesso senso in cui usato il termine metaetica), e trae vocabolario da una teoria dellordinamento. Pur desiderando descrivere essenza/ natura e modi di costituzione delluniverso, la teoria milesia si indirizza verso un velato tentativo di mettere in discussione termini e concetti cosmici, mutuati dal vocabolario del diritto; la narrazione milesia descrizione del cosmo e meta-discorso sul cosmo comunicati attraverso vocabolario e schemi mentali del diritto. Il riconoscimento del dualismo tra sostanza e movimento cosmici una costante allinterno della scuola milesia. Pu non essere scorretto identificare nel dualismo sostanza/ animazione una radice del successivo dualismo cose/ idee, matrice del nocivissimo dualismo moderno esistenza/ essenza. C una ulteriore costante teorica, cio una visione idonea a considerare cosmo o come ordine armonioso (Talete) o come sistema (Anassimandro). Per Talete cosmo come detto- struttura coerente di costituenti mossa dallincidenza divina; con Anassimandro tale nozione rimane orfana della divinit e si individua in una serie di relazioni (normative) tra costituenti cosmici e tra cosmo e costituenti medesimi.

51

Cfr. ivi, cit., [12, A, 11]. Eallinterno della enunciazione x j gnesqai toj oranoj ka tn n atoj ksmouj che il termine ksmoj assume in tutta la sua rilevanza un senso molto vicino alla nozione di ordinamento (contro la traduzione eccessivamente naturalistica di A.Lami, I Presocratici: testimonianze e frammenti, cit., 133). 52 Questa visione di sistema raccolta nella modernit da autori come Bertalanffy (L.Bertalanffy, General System theory, trad.it. Teoria Generale dei sistemi, Milano, Mondadori, 2004), Watzlawick (P.Watzlawick, Pragmatics of human communication: a study of interactional patterns pathologies, and paradoxes, trad. it. Pragmatica della comunicazione umana, Roma, Astrolabio, 1997) e Bateson (G.Bateson, Steps to an ecology of mind, trad.it. Verso un'ecologia della mente, Milano, Adelphi, 2004). 53 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [13, A, 5] e [13, A, 6].

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3.3 Diritto Penale e Procedure tra restaurazione e contesa

Come abbiamo rilevato altrove, linteresse verso la nozione di sanzione assai ridotto allinterno della tradizione di ricerca dei Pre-socratici; vi sono rare eccezioni, e allinterno della scuola milesia Anassimandro una di esse. Primo tra tutti Acusilao ad interessarsi di Diritto Penale54. Per lesordiente Pre-socratica sanzione reazione ad una antecedente violazione dellordine divino, indirizzata ad una retribuzione. Mentre successivamente ad Anassimandro c Democrito. Per Democrito indirettamente- sanzione extra-morale coazione esterna, caratterizzata dallinflizione di una sofferenza e di rinforzi fisici e introdotta dalla reazione sociale alla violazione di una norma scaturente dallordinamento. C in Democrito unico nella Pre-socratica- una teoria del diritto articolata; costui umanizza diritto e sanzione, rendendo cos la strada della teoria del diritto antica un cammino verso lumanizzazione. Gli interessi del secondo milesio si indirizzano verso concetti che allinterno di una coerente moderna teoria del diritto- non devono essere trascurati: sanzione e conflitto. Mentre Talete e Anassimene non si curano del Diritto Penale, Anassimandro in un suo celebre frammento descrive il funzionamento del cosmo mediante un vocabolario incentrato sulla nozione di sanzione. Il nostro autore scrive:

Costituente di ci che esiste lindefinito da dove tutto deriva e ottiene distruzione secondo necessit. Gli esseri costituiti scontano a vicenda sanzione al loro crimine secondo ordine del divenire .
55

Questo brano ricco di varianti semantiche e suscettibile di innumerevoli conversioni ermeneutiche; molti autori moderni vi si sono cimentati56, senza riuscire ad ottenere conclusioni concordi. Per Anassimandro causa normativa matrice di creazione e distruzione. Ciascun essere nasce ed distrutto da tale causa universale; la nascita di un essere sembra essere motivo della distruzione di un altro. C una concezione diacronicamente ciclica della esistenza, dove tra i due estremi della creazione e della distruzione sembra valere una relazione di necessit. E lngkh (nel caso concreto cre) a caratterizzare una certa idea di retributivit,
Cfr. ivi, cit., [9, B, 9a]. [9, B, 14] e [9, B, 40]. Tre sono i cardini della narrazione iusfilosofica di costui: sanzione reazione ad una antecedente violazione; sanzione interamente immersa in un contesto di sacralit; funzione della sanzione retribuzione. Non molta la distanza dalla teoria omerica della sanzione. 55 Cfr. ivi, cit., [12, B, 1]. Nella celebre asserzione anassimandrea la cui autenticit mai stata seriamente messa in dubbio- assumono estrema rilevanza semantica i termini dkh e tsij. Linserimento del termine llloij (Hermann Usener) conduce ad escludere liceit e convenienza di versioni mistiche o onto-teoriche dellenunciazione. 56 Cfr. E.Paresce, La Giustizia nei Presocratici, cit., 120-124. Paresce introduce un breve resoconto delle riletture novecentesche di tale celebre frammento (Heidel; Jaeger; Mondolfo; Maddalena; Paci; Guerin). Einteressante lidea jaegeriana della tribunaliziet dei contrasti tra costituenti cosmici (W.J.Jaeger, Die Theologie der fruhen griechischen Denker, trad. it., La teologia dei primi pensatori greci, Firenze, La Nuova Italia, 1962, 182). Pi accettabile sebbene assai datata- tuttavia la visione moderata del Guerin (P.Guerin, L' idee de justice dans la conception de l'univers chez les premiers philosophes grecs, Paris, F.Alcan, 1934, 38), indirizzata indirettamente a conciliare rilettura iusfilosofica jaegeriana e visione sociologica mondolfiana sui contrasti anassimandrei come rimozione delle lotte civili milesie.
54

16

intercorrente tra esseri cosmici. Se nascita di ciascun essere sanzione della distruzione dellaltro, la nascita delluno retribuisce la distruzione dellaltro; ciascuna nascita rimedia inesorabilmente ad una distruzione. E la retribuzione avviene secondo necessit, e secondo ordine del divenire. Non v tuttavia una concezione meramente retributivistica delle relazioni tra esseri cosmici, dato che le idee di necessit e ordine razionale sembrano definire tale concetto anassimandreo come restaurativo. Le relazioni tra costituenti cosmici si caratterizzano come restaurative, e la sottostante nozione di sanzione indicata come restaurazione di un ordine violato. Lidea di una retribuzione volta a restaurare un ordine violato si traduce dal contesto del diritto allambito della teoria del cosmo. Ancora una volta i discorsi di morale e diritto contribuiscono a dare voce ad una teoria senza vocabolario. Questo si mostra unico riferimento diretto o indiretto della scuola milesia allambito del Diritto Penale. Oltre ai riferimenti alla sanzione, ritorna in Anassimandro la metafora della contesa, suscettibile di richiamare lambito moderno delle Procedure. Processo e cosmo sembrano essere strettamente connessi nella narrazione anassimandrea. Come non vedere nei due metaforici esseri anassimandrei (essere in nascita e essere in distruzione) attore e convenuto contendere dinnanzi ad una istituzione tribunalizia arcaica (arbitrato; assemblea cittadina; sovrano)? Dove c contrasto tra interessi o richieste diversi, laccettazione dellinteresse/ richiesta di un individuo sanziona linesistenza dellinteresse/ richiesta di un altro; la nascita del diritto di uno sanzione (rimedio) necessaria e secondo ordinamento della distruzione del diritto altrui. La richiesta/ interesse tradotta in diritto cadr necessariamente vittima di una successiva richiesta/ interesse; e cos via. La ciclicit dellordinamento deriva dallalternarsi di richieste/ interessi individuali (Jaeger) o sociali (Mondolfo) indirizzata alla costituzione del diritto. La dialettica tra interessi/ richieste contrastanti madre dellordinamento. E assecondata una nozione di vendetta assai lontana dallidea introdotta e concretizzata dal diritto tribale, dove disconoscere una richiesta/ diritto non conduce alla cancellazione dei diritti del reo e del suo clan, scatenando allinfinito antinomie tra diritti e retribuzioni (vendette). Questa visione confortata dalla testimonianza della tradizione teofrastea:
57

La nascita delle cose avviene mediante distacco dei contrari a causa di incessante movimento .

Come il conflitto giuridico (nella forma azione/ eccezione caratteristica della tradizione ellenica dallistituto omerico dellstwr ai sistemi cittadini delle dkai58 e della litis contestatio

57

Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [12, A, 9]. Numerosissimi nella letteratura ellenica (Omero; Eschilo; Sofocle; Senofonte; Erodoto; Tucidide) sono i casi in cui il termine t nantoj indica contrariet civile (convenuto; avversario; fazione civile).

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romana59) condizione di individuazione dellinteresse o del diritto astratti, cos il conflitto cosmico anassimadreo condizione di individuazione delle cose. E lpeiron in movimento ad amministrare tale conflitto, svelando lindividuazione delle cose dalla sostanza cosmica60. Lordinamento cosmico nei termini dellordinamento di diritto- considera come suoi motori contesa e conflitto. Aristotele introduce una lettura simile delle tesi anassimandree dove scrive
61

Gli altri credono che dalluno si dividano i contrari in esso contenuti, come Anassimandro .

Allinterno della narrazione anassimandrea v intensa continuit tra dimensione etico- sociale e cosmo; sembra che le tesi di Mondolfo trovino massima conferma. Bench la sotto-tradizione milesia viva in una situazione di carenza documentale e di scarso interesse nei confronti delle tematiche del Diritto Penale, lintervento anassimandreo sulle nozioni di sanzione e contesa mostra i limiti di una visione riduttiva della teoria milesia del cosmo. Anassimandro si distacca dal retributivismo morale (vendetta) delle tradizioni tribali e nel caso concreto dal retributivismo omerico, e in un breve frammento introduce un retributivismo moderato incamminato sulla strada della restaurazione. Per costui sanzione restaurazione dellordine violato; e contesa condizione di individuazione anzitutto di diritti o interessi, e di crimini in seconda battuta.

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Per una breve visione dinsieme del diritto ellenico si consultino E.Cantarella, Diritto Greco, Milano, CUEM, 1994 e E.Cantarella, Profilo di Diritto Greco antico, Milano, CUEM, 2004; il diritto omerico esaustivamente trattato in E.Cantarella, Norma e sanzione in Omero, Milano, Giuffr, 1979. Per una visione dinsieme delle istituzioni elleniche si vedano il classico V.Ehrenberg, Der Staat der Griechen trad.it Lo stato dei Greci, Firenze, La Nuova Italia, 1980 e il recente G.Poma, Le istituzioni politiche della Grecia in et classica, Bologna, Il Mulino, 2003. 59 Per una esaustiva trattazione della storia del diritto romano si consulti loramai classico G.Scherillo- A.DellOro, Manuale di storia del diritto romano, Bologna, CISALPINO, 1997. Per una esaustiva trattazione delle istituzioni iusromanistiche si considerino il mai datato F.Pastori, Gli istituti romanistici come storia e vita del diritto, Bologna, CISALPINO, 1993 e il recente G.Scherillo- F.Gnoli, Diritto romano, Milano, Led, 2005. La trattazione dei fondamenti dellordinamento di diritto romano riservata allintramontabile F.Schulz, Prinzipien des rmischen Rechts, trad.it. I principi del diritto romano, Firenze, Le Lettere, 1995. 60 Potremmo sostenere nei termini del diritto moderno come causa normativa (Grundnorm kelseniana) dellordinamento sia condizione dindividuazione (in senso statico) e costituzione (in senso dinamico) di interessi e diritti astratti (H.Kelsen, Reine Rechtslehre. Einleitung in die rechtswissenschaftliche Problematik, trad. it. Lineamenti di dottrina pura del diritto, Torino, Einaudi, 1952, 98-99). 61 Cfr. H.Diels- W.Kranz, Die fragmente der Vorsokratiker, trad. it. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, cit., [12, A, 16].

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4. CONCLUSIONI

Per una corretta analisi della scuola milesia necessario introdurre avvertenze di metodo comuni alle avvertenze relative allintera Pre-socratica. Della carenza documentaria caratteristica della Pre-socratica sono vittime anzitutto i Milesii; nessuna sotto-tradizione di ricerca ad eccezione della esordiente Schola Phytagorica- mostra cos tanta mancanza di testi e documenti diretti o indiretti. Per Talete, Anassimandro e Anassimene esistono rare testimonianze dirette, e assai scarsi sono i riferimenti (indiretti) della dottrina antica. Molte testimonianze indirette restano vittima di contaminazioni introdotte dalle successive tradizioni di ricerca (Platone e Aristotele). Mancanza e contaminazioni rendono oltremodo onerosa lattivit ricostruttiva dello studioso moderno. Come contrastare vittoriosamente tali ostacoli? Dove lermeneutica testuale (analisi filologica; esame dossografico) non riesca ad arrivare, rimarr conveniente accostarsi allo strumento coadiuvante dellermeneutica contestuale basato sullo strumentario delle scienze umane e della ricerca storica62. Per ottenere sufficiente chiarezza analitica onere dello studioso moderno associare ermeneutica testuale (testo) ed ermeneutica contestuale (contesto). Nel caso concreto della scuola milesia tali due strumenti ermeneutici non dovranno essere indirizzati verso teoria della natura come asseriscono alcuni- o teoria dellessere come dicono altri- o dimensione etico-sociale, ma dovranno essere usati nei confronti di una teoria che includa non riduttivamente le tre anime e i tre sensi del termine ksmoj (natura; essere; diritto). Gli esordienti Pre-socratici sono iniziatori di una teoria del cosmo. Prima di tutto e di tutti sono filosofi, e filosofi del cosmo. Lanalisi delle adiacenze esistenziali63 dei nostri tre autori verte su esame del contesto individuale (scienze della mente) ed esame del contesto storico-sociale (storia e scienze sociali). In diversi momenti della storia e della vita alcuni uomini maturano il desiderio di accostarsi all insondabile; tuttavia davanti al mistero nascono frustrazione ed ansia64. Questi uomini, ai fini
Mentre recentemente si assiste ad una dannosissima settorializzazione di studi e ricerche su autori antichi, tale metodo multi-culturale si evoluto in maniera estesa nel secolo scorso in autori oramai divenuti classici come Mondolfo (R.Mondolfo, Alle origini della filosofia della cultura, cit.), Farrington (B.Farrington, Science in antiquity, trad.it. La scienza dellantichit, Milano, Longanesi, 1978), o Klemm (F.Klemm, Technik: eine Geschichte ihrer Probleme, trad.it. Storia della tecnica, Milano, Feltrinelli, 1966) e in attivit meno datate e meno classiche come la ricerca del Paresce e lattuale attivit dellequipe di Trabattoni allUniversit Statale di Milano. 63 Per adiacenza esistenziale di un individuo si intende ci che Kurt Lewin definisce in maniera costante come ambiente allinterno di tutta la sua attivit di scienziato della mente e scienziato sociale. Per Alfred J. Marrow massimo studioso di Lewin- lambiente lewiniano []include tutti i fatti che esistono per la persona ed esclude quelli che per essa non esistono. Esso abbraccia bisogni, scopi, influenze inconsce, convinzioni, fatti di natura politica, economica e sociale e tutto ci che potrebbe avere un effetto diretto sul comportamento (A.J. Marrow, The practical theorist: the life and work of Kurt Lewin, trad.it. Kurt Lewin fra teoria e pratica, Firenze, La Nuova Italia, 1977, 46). In L. Mecacci, Storia della psicologia del novecento, Roma-Bari, Laterza, 1998, 75, Mecacci ribadisce: Lambiente psicologico non il mondo fisico, geografico o socio-economico. Quando si parla di spazio di vita si deve intendere non lo spazio fisico entro il quale si muove un individuo, ma uno spazio di vita psicologico, di cui un individuo ha unesperienza soggettiva pi o meno cosciente.
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di rimuovere tali stati danimo, si servono di una attivit di ridimensionamento (ricontestualizzazione); essi iniziano a tradurre linsondabile secondo schemi mentali familiari allumanit, e usano come modelli attributi individuali e concetti sociali. Cos accaduto allesordio della cultura occidentale. Luomo antico matura il desiderio di accostarsi alla divinit e alluniverso. Per rimuovere ansia e frustrazione nei confronti del mistero costui riconduce divinit e universo ai casi della vita individuale e sociale; motore della razionalit occidentale riduzione della natura stressante del mistero. Prima nel tracciato delle divinit antropomorfiche aediche; e successivamente sulla via della laicizzazione attraverso la socio-morfizzazione della tradizione di ricerca milesia. Daltro canto con il crollo dei macro-stati micenei i territori ellenici si incamminano in maniera decisa verso decentramento urbano e istituzionale. La caduta dei centri sovrani (Micene; Tirinto; Pilo; Gia; etc) conduce i rari insediamenti suburbani (sth) della Grecia centrale e meridionale a situazioni di autonomia; durante il c.d. medioevo ellenico nasce in forma embrionale la struttura della plij, e al wanax miceneo si sostituiscono basilej omerici sostenuti da strutture consultive aristocratiche (gerousa). Pluralismo urbano, decentramento e stabilit aristocratica caratterizzano lorizzonte ellenico sino al termine dellVIII secolo. Ela stessa conformazione territoriale ellenica a mettere in crisi tale sistema. Come lItalia ante-romana, la Grecia contraddistinta da un territorio montuoso intercalato da rare ed eccezionali distese coltivabili; autarchia economica derivata dalla scomodit delle comunicazioni viarie e carenza di terra sono attributi comuni a tutte le realt urbane del mondo ellenico antico. Questa carenza di terra, acuita dalla concentrazione delle colture nelle mani delle aristocrazie, causa storica di due fenomeni straordinari: colonizzazione e tirannidi. La mancanza di terra, connessa al boom delle nascite successiva allVIII secolo, conduce alla necessit storica di combattere leccessivo incremento della cittadinanza attraverso lintroduzione di colonie (e di nuovi modelli amministrativi e costituzionali); la mancanza di terra, connessa alla concentrazione fondiaria, conduce a dure richieste di distribuzione delle terre (lotte sociali e aumento delle controversie relative ai diritti reali)65. La narrazione milesia sembra riferirsi con una certa ricorrenza a tale contesto sociale: interesse verso nuovi modelli amministrativi; riconoscimento della ineluttabilit della contesa sociale; sostituzione del diritto civile alla vendetta rituale come metodo di risoluzione delle controversie. Questi contesti (individuale e storico-sociale) caratterizzano decisamente la narrazione milesia. La razionalit
Pu essere conveniente accostarsi alla nozione concreta di dubbio reale e vivente introdotta dalla narrazione culturale di Peirce, James e Dewey (Pragmatism/ Pragmaticism) contro la tendenza cartesiana astratta ad intuire un dubbio universale. Per i tre americani unicamente dubbio reale e vivente motore di conoscenza, essendo idoneo a contrastare linsoddisfazione (stress) dellincoscienza. 65 Oltre alla letteratura storica moderna citata anteriormente si consulti C. Orrieux- P.Schmitt Pantel, Histoire grecque, trad. it. Storia Greca, Bologna, Il Mulino, 2003, 59-145. Nei confronti del mito della colonizzazione ellenica antica si veda lottima ricerca L.Braccesi, I Greci delle periferie, Bari-Roma, Laterza, 2003.
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occidentale nasce dal tentativo delluomo ellenico di vincere la natura stressante del mistero subordinandola alle certezze della tecnica; e anzitutto alla certezza della massima tecnica di costruzione sociale: la tecnica del diritto. Estato conveniente narrare tale cammino di mito e razionalit verso lumanizzazione servendosi di alcuni interessanti concetti della moderna teoria del diritto come riferimento ricostruttivo (norma; ordine/ordinamento; sanzione; contesa). Lusare concetti moderni su materiali antichi carenti e contaminati conduce ad introdurre nei confronti di essi una reale ri-costruzione, idonea mediante debita attualizzazione a non condannarli a restar lettera morta e a muovere lassonnato uomo moderno sulla strada del dibattito e della discussione razionale. Prover ora a riassumere i tratti salienti del mio articolo. Le tradizioni antecedenti alla Presocratica (omerica; esiodea; lirica) hanno in comune tre modi di intendere la dimensione eticosociale. Norma e bene sono comandi divini volontari, arbitrari e limitati solamente dalla necessit naturale. Diritto qmij (decreto divino) idonea a convalidare diritti umani. La sanzione reazione divina ad una azione umana deviante. Volontarismo, naturalismo e retributivismo sacralizzati sono i cardini della teoria ellenica arcaica del diritto. La scuola milesia insiste su un cammino di secolarizzazione. Lrc considerato come causa normativa. Mentre Talete non si distacca dalla tradizione omerica e esiodea mantenendo una teoria della divinit normativa, Anassimandro e Anassimene si indirizzano verso un iusnormativismo meno teista (teoria della causa normativa). Talete mostra una marcata continuit con la tradizione culturale antecedente; Anassimandro mostra una moderata discontinuit, ricorrendo allo strumento dellindeterminatezza semantica (peiron); Anassimene mostra invece una marcata discontinuit, incamminandosi con decisione sulla strada del materialismo cosmico e normativo. Non v totale rottura tra sotto-tradizione milesia e tradizione culturale ellenica antecedente66. Dinnanzi ad un cambiamento che avrebbe corso il rischio di risultare dissacrante in relazione ai loro contesti esistenziali, Anassimandro e Anassimene usano come antidoti indeterminatezza semantica e attribuzione alla causa di titolature divine. Nei confronti della restante Pre-socratica la scuola milesia si situa allinterno della corrente tradizionalista secondo cui norma sia o comando divino o necessit naturale (Esiodo; Eraclito; Schola Pythagorica), e non mera convenzione o artefatto umani (Archelao; Democrito; Anassarco). Per Anassimandro ed Anassimene infatti norma se si accetta di considerare simbolicamente sostanza e motore
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Nella introduzione (Dal mito al pensiero razionale) alla sua Storia della filosofia Chtelet ricorda: Epertanto opportuno non soltanto rifiutare limmagine di unevoluzione lineare, ma anche sfumare gli schemi di continuit o di discontinuit. Indubbiamente lanalisi dei testi consente di portare in luce inizi o rotture. Ma ci che ha inizio conserva, in parte, ci contro cui si inizia; e ci che rompe integra anche elementi di ci nei cui confronti bada a distinguersi (F.Chtelet (a cura di), Storia della filosofia pagana, cit., 11). Eviva lintuizione del Pragmatismo moderno: scienza e conoscenza devono considerarsi come attivit collettive.

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taletiani- struttura materiale e naturale, caratterizzata dallattributo della necessit. C distacco dal teo-normativismo della tradizione omerica senza tuttavia arrivare ad umanizzare in toto norme e diritto obiettivo. Nei confronti della teoria dellordinamento v una costante teorica idonea a considerare cosmo o come ordine armonioso (Talete) o come sistema (Anassimandro). Per Talete cosmo struttura coerente di costituenti mossa dallincidenza divina; con Anassimandro tale nozione rimane orfana della divinit e si individua in una serie di relazioni (normative) tra costituenti cosmici e tra cosmo e costituenti medesimi. Lesordio milesio contiene in nuce tutte le attribuzioni che caratterizzeranno la successiva narrazione Pre-socratica sul cosmo, e determinati elementi che caratterizzeranno teoria dei sistemi e dellordinamento nella modernit. Pur se tale sotto-tradizione di ricerca si trova in una situazione di carenza documentaria e di scarso interesse nei confronti del Diritto Penale, v un intervento anassimandreo sui concetti di sanzione e contesa atto mostrare i limiti di una visione riduzionistica (natura; essere) della narrazione milesia. Retributivismo morale (vendetta) delle tradizioni tribali e retributivismo omerico sono abbandonati, ai fini di introdurre un retributivismo moderato indirizzato alla restaurazione. Per Anassimandro sanzione restaurazione dellordine violato; e contesa condizione di individuazione di diritti, interessi e crimini. Padre di un modello autonomo e innovativo di finalit della sanzione, Anassimandro contender ad autori come Archelao (retributivismo morale) e Democrito (intimidazione mediante minaccia normativa) la corona di sommo teorico della sanzione allinterno dellellenicit arcaica. Grazie allintervento anassimandreo la scuola milesia riuscir a riservarsi un ruolo totalmente innovativo allinterno della narrazione ius-filosofica della Pre-socratica tutta. La scuola milesia si mostra una vera micro-tradizione di ricerca67. Non sono sufficienti modalit diverse di ricorso alla divinit come causa universale, una diversa visione della norma e antitetici contesti di studio a recidere la robusta serie di relazioni che connette i tre studiosi milesii. Il comune contesto sociale, una vicina forma mentis, unevidente affinit di obiettivi e desideri conoscitivi, luso della tecnica e del diritto come modelli utili a narrare contesti sconosciuti (universo), lesercizio della metafora, teorie del cosmo molto simili caratterizzano continuit e discontinuit tra Talete, Anassimandro e Anassimene come una indiscutibile tradizione di ricerca. Per concludere, sosteniamoci di nuovo con somma reverenza su una osservazione del Barnes in merito alla difficolt e convenienza insieme di accostarci come moderni alla narrazione milesia:

E netta una considerazione metaforica del Barnes: Thales, we may imagine, first indicated that vast field of intellectual endeavour. Anaximander was the first to map it out; and his cart, with a few additions and modifications, determined the range and aspirations of almost all subsequent thought (J.Barnes, The Presocratic Philosophers, cit., 20).

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We know remarkably little about the Presocratics. Their texts are frequently obscure in content; and they are usually pigmy in extent. A historian of philosophy who has studied the seventeenth century has difficulties enough; but he possesses a vast mass of moderately intellegible material, and we need not despair of costructing a detailed and well-rounded account of the thought of that period. With the Presocratics nothing like that is true. There are bright patches of detail, and a few dim suggestions of a more general pattern of development; more than that we can never expect .
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Cfr. ivi, cit., 16.

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