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LE CENTO CITTA D'ITALIA ILLUSTRATE

C A M P
DI SIE.NA
Le rovine pittoresche dell'abbazia d i San Gal gano.
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CASA EDITRICE SONZOGNO- MILANO
Lire 3.-
PRINTED IN ITALY
v E D u T E l c o L L E D' E L s A
Colle d'Elsa il cent ro industriale della vallata. La cittadina si presenta caratteristica con alcuni ed ifici e ricordi medievali.
A sinistra: Colle d'Elsa bassa. - Un torrione medie,vale. - A destra: Ve duta d el Duomo. - Porta Volt erra . - Il bel pa-
lazzo Campana con l'ardito arco sul burrone c he unisce Castelvecchio al Borgo Santa Caterina. - A Colle d'El sa nacq uero
Arnolfo di Cambio, l'archit etto d i Santa Maria del Fiore a Fir e nze e alcuni pit tori . poeti e lett e rati d i buon nome .
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LE CENTO CITTA -D, ITALIA
CAMPAGNA
DI SIENA
MONASTERI , EREMI E CASTELLI
L
A caratteristica principale della campagna senese
la variet dei suoi aspetti , non turbati dall e
innovazioni dell' industria ; sembra ancora un
paesaggio antico, coi suoi ruderi ed i suoi monu-
menti , dov.e l'agricoltura tiene il posto di tutto e la
macchina rarament e vi compare.
Paesaggio arioso. sempre, profumato e tranquill o ,
da1l a linea ampia, ondulato di coll i , delicato come
uno sfondo di q uadro cinquecentesco.
Le casette dei coloni, basse, con la breve scalinata
esterna, il tetto bruno spiovente, vetri quadrettati .
dominano sui cocuzzoli delle collinette lavorate a
grano, cci pendii colmi di frutteti e di filari di viti
di un verde smeraldino . l viottoli bianchi sono spesso
segnati da duplici filari di cipressi . La vegetazione
-:lei campi ricca.La trama argentea degli ulivi ri -
cama lo sfondo campestre di sottili velami; altrove,
invece, il suo aspetto solenne e quasi t enebroso ,
come dall e parti di Montemaggio, alto 658 metri, la
pi settentrionale ed elevata ci ma dell a Montagnol a
L'abbazia benedettina di Sant'An timo, il monumento romanico pi importante del senese.
Proprlt-1 .. lett-eraria e artietlca Fa1cicolo 80.
2 LE CENTO CITTA D'ITALIA
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Fot . Loma rd 1, ."'i lt' l lfl .
Il Castello di Staggia il pi caratte r istico della regione e fu ne l medioevo causa di aspre contese fra senesi e fiorentini.
Senese; famoso come sede di un vulcano spento, e
denso di lecci, che di lontano sembrano cortine ner e .
Ma la meraviglia principal-e di c;uesto paesaggi o
fortunato sono le Crete, v-erso la strada Homana, la
stessa da cui i senesi tornarono vittoriosi - quasi sette
secoli or sono - sull'orgoglio guelfo, fiaccato a Mon-
teaperti .
un lembo di deserto in mezzo ud un p 2-esagg-i o
paradisiaco, che isola la citt tr-ecent esca dalle cit t
vicine, tutto scoscendime nti e gobbe. che sembm,
di lontano, una immensa distesa di dromedari fulvi a
guardia della Rocca enorme, acce sa, nei tramonti .
dalle balze, ai merli, a:le torri di un fuoco che ,.j
fonde col rossigno del mattone con cui costruit-:1.
La strada gira e-rigira tra un succedersi di montagnok ,
che i primi tepori indorano di erbclina nana,
un labirinto desolato. Si elevano come cuoolett-e a p -
puntite, man mano che la strada sale. o -stanno ac-
covacciate nei fondi , a gironi; ferite nei fianchi da
crepe profonde, biancicanti , isterilite, da cui non spun-
ta n una pianticella n un fiore . Hanno spaccature
profonde - talune - asportate qua e l dalle
dal tempo, dal caldo che le gonfia. le le cor-
rode; e dalla cima di qualche decli vio si dominano in
tutta l'estensione del loro tr'avaglio .
MONUMENTI ROMANIC( SANT'ANTIMO
Se Siena sede famosa del gotico, anche 'il rom:J.-
nico v! ha avuto, specie nei dintorni, il suo periodo
di splendc.re. . .
Non sono molti gli esemplari sopravvissuti, ma tali
da dimostrare che la storia di quella terra non h::t
a vuto interruzioni e oscuramenti. Sul colle di Vic'Aito .
delicatament-e inciso contrc il cielo, col orofilo d ei
::.: uoi cipr-essetti s parsi, a cui si giunge att;averso u :1
viottolo aspro. staccantesi dalla strada provincial e.
pochi chilometri aopena fuori dalla citt, sorge an-
cora un tempi-etto romanico di notevole importanza .
La facciata stata guast ata compl-e tamente da un in -
tonaco volgar-e e da una rozza scalinata. Ma i fianchi
c l' a.bs'ide -in oietra, lunati , con le finestrole
ristiche di eu oca, sono ancora intatti.
Dal colle di Vic'Alto. la vista circolare, che si esten-
de dal Casentino all'Amiata, stupenda.
Il romani co pi impo-rtante del Senese
certo l' Abbazia benedettina di Sant'Antimo e 'i
si giunge con la linea ferroviaria che va al Mont-e
,'\.miata (Vedi fascicolo N . 63}, o dalla parte della
c arrozzabile Buonconvento-Montalcino .
Vicino al temp io sorgono i resti d el monast e ro , nell a
vall e tta Starcia, il cui torrente omonimo afRuisc-e al -
J'Orcia .
L'ipotesi che l'abbazia di Sant'Antimo sia stata
'fondata da Carlo lVlagno la pi attendibile. Infatti.
Carlo Magno, dopo .essere stato proclamato a Roma
imp-eratore d'occidente, nell'anno 800, giunse a Siena .
!Jelle cui vicinanze, proprio in <:!Uel sorse il
inonastero di Sant'Antimo. Questa ipotesi convali-
data d a i numerosi diplomi impefia:i concessi all'Ab-
b azia. tra i quali quello importantissimo largito nel
l 05 1 all'abate T enzo dall'imperatore Enrico III.
CAMPAGNA DI SIENA 3
Il feudo di San t Antimo - presso il Castello di
Montalcino - note per i suoi di ssidi con la Re-
pubblica 5enese, la per antagcniEmc coi fio-
rentini, teneva assai a quel f eudo, si a per difendersi
contro Fir-enze, come per dominar e la Mm-emma c b
R omana, indispensabile ai suc i commerci.
Le controversi e furono lunghissim-e; ma finalmente
l' Abate di Sant A n timo dovett e pi egarsi ui v cl eri d ell a
Repubblica , fino n ch e il Comune di Siena, verso il
1279. giunse ad esercit a;-e l1n vero protettor at o sul-
l' Abbazia. Abitat a sino c.!b Ene del secol o Xlii d a1
Benedettini, nass coi ai Gug; lielmiti, ma il periodo
-d eli' Abb<>. zia c . el feudo <.:nncGso fu
certo di maggiore importanza , p erch - avendo b
Regola, per capis aldi , la nre?hi er a e il lavoro - im-
ponev:l ai suoi gra ndi r-esp CDf <' bil it 2cciai; .
Ccs . in mc zzc 2d ir.vasi :ni di 1: :- Jb:il. c:is tnJ 7i:: r !.
a let te b zicse . u orn in i intelli ger: Li c cel ti. cl ::s:c: c:c :. i
el i s tud i, di lavori urc f cui, di iiL:mi m:tc
tr o-1ava1o Fci ri t i i i - b e;-: ::2et ;ini la ouiet e n ecess::r:2
ner b lcr::> u ti li ooere. .
. L ' L!sp etto v:1r e , nc1 111 8.
2!1ch c nel suo decli no , impcn cnt e . F c:ro e , il tempo .
vcst-e.ndclc d ci suoi carat teri speciali , p:l i h, dc- te una
suggesti one oi 5<rande. Dai !Jararnenti dei muri. a
fil e simmetriche d bozzette souadrate di t ravertino,
alternate da a lt re di al c. bastrc. pare che partano, spe-
cialmente se inv-est iti dal sole , guizzi di luce.
La facciata quasi nuda, nell e linee limpide del re-
manico. d-e ciso com-e un'invocazion e raccolt a, con-
serva nel fondo le tracce di un porticato , a quattro
arcate cieche. impestate su larghi pil vst ri.
Ma l'interno di una grandiosit sinfonica. Nel
sci-e. lo scintillc alabastrino delle pareti vi diffonde
un ' end a d'ere, e l'austerit della linea - fu qa di co-
lonne , a capitelli vari . seconde l'usc d'ar-
chi, di pilo-ni e di finestre - par e dilatarsi m unn
gn1Zia sconfi;1ata. .
Dagli altari, semT:Jiici come sarccfaghi o tcmbc
maso:.icce, contro gli archetti leggermente sagcmati. si
,-; prigicna un s-e nso di nuda e irr esistibi)e potenza che
invita ad umilmente pregare. Fuori, cltrnassata la
niazzcla su cui sorgono i resti cadenti dell'Abbazia e
il piccolo pozzo m disuso, al di l del celle alberato
si est ende la campagna ondulata di poggi , diafana
verso l'orizzonte ; ma la nuova dolc-e vis;one non
vince in potenza mistica quella racchiusa nel temp1o.
STAGG!A E
Dalla parte completamente opposta a Sant' Antimo.
nella campagna senese. son.o degni di ri lievo i Ca-
s telli di Staggia e Monteriggioni.
Questi Castelli sono i resti di antichi feudi c di spe-
cie di fortilizi che fa cev:mo corona intorno ala citt;
e dai qual i i dominat ori di c:uei t empi difendevano le
loro s igncri c. Anche c ggi seno abit a ti (suddivisi i11
casupck: ) d a noche fami :-:E:: di braccivnt i, arti-cri c
cperanti. che si ::; nifica hnuatcri pr-esi a n rcs tito dai
mezzadri respcm<e bili d eiLn-; do. me'lt o cle zli adiace i"lti
p oderi. L ' aspett e> es t erne di questi Castel li quc1l o
di un ran maniere abbandonato. Si ved ono - anch e
dalla linea ferroviaria Firenze-Siena - mura
diroccate in pi punti, tra i cui interstizi cr escono
ciu-ff. e tralci d' erbe., con tutt e in tc-r i; o sterpaie e ra-
ma !2"1i c e torr e tte soaccate da feritoi e e da ccrrcsi oni.
un su-cce d ersi di volte e stanze sc-oper-
chiate, asilo di volatili e di insetti.
Del Castello di Staggia si hanno notizi e fin d al 1037 .
rc:r le aspr-e contese esercita tevi tr a i senesi ed i fi o -
Robus to d i li ne<'., d enso d i colore , con due
rrandi torri ci li ndri che ed il mastic ouadrato, . for s---:
oi c vratt eristicc del sue genere , tra quelli distenti
! cl p:cvi r: c! :.t .
Dc ;J c. ave re v:- ,ca':::J h n o; di 01ccesso, invece di
s corger e l' atteso rovinic d i c stanze, si ha la
sorpr esa d i trcv::-.rci d av2nti 2d grazi csa piazzett:' ..
con la chiesina in romanico entro la quale
esist e oerfi no una t avcla- La Comunione di S. Ma-
ria Egiziaca - attribuita 2l Pcllaiuolo.
Anticament-e il Castello di St a ggia lsecondo accenni
fatti dal Cama iori ad alcuni territ cr i del scncse , avent i
riferimenti col feudo di Belcarc , al ouale dedicato
l0 studio del Ciln:Dicri) fu di prc-n ric t dei Soarzi; poi
c
1
a Gui de e dalla sua consorte Oliva, fu ceduto a Si -
chelmo insi-eme coi Castelli di Strov-e e Bucignano
Poco lontano. uscendo dalla porta sinistra,
la pittoresc n Valle Staggia, !unge la strada che con-
,1ucc o. Csl le d' Elsa. si scorge sulla cima di un coll e
il C:2stella di chiaro e disteso per un
d i 560 metri -er tro- -e EUe mura - che una
vi ta se tte vclte secc-lc:re - di auattordici torri
::o:z:z<2tc 8olc si cr-- -10 -:erse' l'alto, dell a grazi11
c:<"i e tcrnx n.tate 'nch'csse dal lcgoric degli
:-- -;, due 7>rinc i-,:J.'i . n dc str:1 della porta settcntrio-
Il Castello di Monteriggioni. sette volte secolare, er.etto dai le sue mura misurano una lunghezza di 560 metri .
4 LE CENTO CITTA D'ITALIA
naie . La cima di un camoanile tto ao o untito sporge
timidamente al disoora d e-lla cerchia.
Il Caste llo di eretto dai Senesi p er
la difesa contro le incursioni fior entine , fu parecch ie
volte preda agli in cursori .
Nelle sue vicinanze, dal castell o Ghinib nldi , Sapia
Salva ni, l'I l giugno 1269, assisteva. godendo, all a
disfatta che i sen esi subivano da parte di fiore ntini ,
uniti ai colli gi ani, e nella quale o eriva il suo zio pa-
terno Prove nzano Salvani. L ' Ali ghi eri h a immorta-
lato l' e pi sodio n el XIII Canto del Purgatorio .
Il decadere dell e signorie port al di sfacime nto di
not evoli resti me di oeval i ; infatt i fu feudo degl i Aldo-
brandeschi, poi comune li bero , strenuamente d ispu-
tato tra senesi e fior e ntini , ai quali pass de finit iva -
mente nel 1363.
Qui vi nacque nel 1232 Arno.!fo di Cambio. scultore
e architetto, cre atore di Sant a Maria del Fiore, in
Fir enze .
Tra i monumenti not evoli de lla citt adina vi , in
Coll e Bassa, la chiesa di Sant' Agostino, con facciat a
del XIII secolo. Al cosiddetto quadrivio dei Quattro
Canti, formato da qua ttro palazzi d 'egual e archit et -
tura, si ammira il tabernacolo de l Rinascimento, La
Coll e d' Elsa. La torre dei L ivini e un panorama d ell a pittoresca ci tt a d ina .
que1 monumenti, ma l'amore de ll e genti di que ll a
terra viet la distruzione completa di essi e permise
riadattamenti alla vita che ri cominciava .
A COLLE D'ELSA
Inte re ssante la strada che da Monte-ri ggioni con-
duce a Colle d'Elsa, cittadina che me rit ere bbe una
lunga descrizione a s , ma che, in ogni modo, non
possiamo lasciar passare completamente inosservata,
anche in questa rapida r assegna da un capo all'altro
del territorio senese .
Colle d'Elsa un piccolo centro industriale della
provincia, e sono famosissime le sue .vetrerie . Ha circa
3000 abitanti ed divisa in due parti : Colle Bassa e
Colle Alta; e ques t'ultima d'aspe'tto antico, con dei
Madonna col Bambino, o pe ra di Tommaso F iambert i .
In Colle Alto sono interessanti le c hi ese di Santa
Cat erina e di San Pietro ; il Palazzo Campana, un
succede rsi di casette antiche , la silenziosa Piazza del
Duomo, con degli e difici medioevali, il Palazzo Pre -
torio - del 1355 -e il Duomo, con la facciata, ri -
fatta, del 1603, ma con, nel fi anco incorporate , de ll e
arcate cieche, in pietra, dell 'epoca romanica. L' in-
te rno de l Duomo - a croce latina - ha opere di Giu-
liano da Maiano, della scuola di Mino da Fie sole, c
un Crocefisso . rit enuto opera del Giambologna.
La chiesina di Santa Maria in Canonica del 1200.
e sorge pre sso una piazzetta singolare, da cui si do-
minano tratti di caseUe car atteristiche e di torri me-
di oevali, e l'anti co Basti one, rude e massiccio, st
scorge un panorama var ie, ridente, pittoresco .
CAMPAGNA Dl SIENA
Coll e d'Elsa. Tabernacolo in marmo, rappresentante la Ver-
gine, di squisita fattura del Rinascimento.
Il decorato por :ale romanico di Sant' Antimo.
Per gamo dell a di Crolle d'Elsa d,. ettribuirsi alla
di Mino da Fi esole (sec. XV) .
l! d ecorato portale romani co d i Sant' Antimo.
5
6 LE CENTO CITTA D'ITALIA
Il Castello d i Er olio nella vall a ta di Chianti. Q uesto caste ll o ch e. nell'int erno, pos3iede d ipinti e cose d ' arte, fu ricostr c ito dai
fior e ntini n el 1484 c vi e n c onsiderato co me d e i pi caratt er is tici mani e r i d'It a lia . Situato un alto 553 metri si
presenta ma gnifi co a ncl-c per il r c.,aQ'gio che lo circonda ed ' P.oto per set e ca nti ne. A <in 'stra: La pute restaurat a
del Castell o. - La Chiesetta. - A destra : Veduta generale del ':a st ell o. - L'ingresso. - L'ed ificio dell 'Amministrazione.
L'EREMO
DI LECCETO
A dieci chilometri da Sie-
na, in una toresta folta di
lecci,' a 326 metri di altez-
za, sorge l' e remo di Lec-
ceto, a cui si giunge da t re
punti opposti della citt :
da Fonte branda, da Ca-
mol lia , da S. Marco. L'er e-
mo ha origini antichissime,
che taluno fa risalire, nien-
temeno, che al secolo IV;
pi tardi fu abbazia bene-
detti na e, dal 1387, diven-
ne monastero agostiniano.
Conserva l' asnetto tra il
forti li zio e )' .e-remo, oer
quanto ci che rimane de -
la cost ruzicne attuale , sta
quasi tutto d el s ecolo XlV.
La vista, dalla t orre del -
l'edificio, una delle cose
da non trala-
sciar e nell a visita . Numer o-
sissi mi sono i dipinti d egni
di osservazion e, tra i quaii
quelli delJ'.at rio : Opere <.! t
misericordia che conduco
no al Paradiso e Peccai!
che conducono all' lnj err. o.
a ttribuiti a Paolo di Neri .
del ! 343. Recentemente.
CAMPAGNA DJ SIENA
, . . LJmiJa rd t, .';:c na.
f ;,str. llo di B,ol io. La part e pi antica dell'edificio.
IL CASTELLO
DI BROLIO
7
Brolo nel cuore del
Chianti , ne;Ja zona costi -
tuita dai comuni d Castel-
li na, Radda e Gaiole, luo-
2h ridenti e di buona vl -
ieggiatura.
La fama moderna del
m::- ni ero pari, fors e, alla
sua fama anti ca, per la
oroduzi c ne dei vini prel -
bati , ch e hanno una espor-
tDz one mondiale.
Il grande statista Bettino
Ri casoli fu il ormo a dare
imoulso end a .
Broli o sorge su un'altur a
d 553 me tri, a strapiombo
sul Borro Acaue dotto. La
sua erigine risale al sec. Xl;
e d i Ri cas oli, che ne fur o-
r . o propri et ari fin dal 11 4 l ,
hanno lef;ato a l Castello
la gloria dei suoi Capitani.
Cos truito per fini guerre-
echi , imponente, fortemen-
te turrito e bastionato, eb-
be vicende perigliosissime .
Pandolf.o Petrucci lo occu-
p per qualche t empo, nel
1434. Ne l 1452 fu assalito
-i;:-gl Aracscnesi , ai quali
numerosi affreschi , sulle tr acce degli antichi , furono
ripristinati, a cura del Seminario Arcivescovile.
es iste tte, ma , p tardi. fin per cedere ad essi, ch e
le smantellar ono nel 1473. Fu r il) reso dai f crentini,
Ji'o l . f' Ili Alntnr i . f' irellu.
La chiesa e il portico dell'Eremo di Lecceto che conserva, nell'insieme. l' aspett o fra il convento e il fortilizio.
8 LE CENTO CITTA D' ITALIA
quasi immediatamente, e ricostruito nelle parti de -
vastate verso il 1484.
Le mura, a forma pentagonale, che lo circondano.
dnno l'impressione di un fortilizio. Il grande fab-
bricato rettangolare. merlato e turrito, a tre corpi (il
cassero, che la parte pi antica, il palazzo padre-
naie, ad un lato, simile ad un tozzo torrione, e la
fattoria) ha l'aspetto severo, nonostante il traforo dell e
finestre biforate e triforate lungo i suoi piani .
La folta massa degli alberi che costituisce il su-
perbo parco, ricco di aceri, di agrifogli, di tigli , di
di cui serba tr accia nella str uttura general e, nel tor-
rione cilindrico, severo c nudo, che gli d l ' aspetto
di un cupo fortili zio . E costrui to in mattoni, in pa rt e
intonacati, grazie alla degenerazi one del buon gusto .
l'via le scrostature operatevi dal tempo hanno rime-
diato all'offesa , dandogli quel tono particolat;e , pit-
tori co , di ibrido e di vecchio . La Cappella ann es n.
in p uro Rinascimento , oper a del F ederighi, a linet>
semplici, decorata a mattoncini squadr at i e menso
lett e lungo le inclinazioni del tetto ed il corni cione .
Altro monumento di not evole importanza il Ca-
Er emo d i Lecceto. Le Opere di Misericordia e " l peccati che conducono all'Inferno a ttribuiti a Paolo di Neri ( 1343).
cedri del Libano, accresce quell'aspetto severo: da-
gli spalti del Castello il panorama dell a camp agna
senese SI presenta in un'ampiezza ridente .
IL PALAZZO DEI DIAVOLI
E LE QUATTRO TORRI
Tra i monumenti antichi della campagna senese il
Palazzo dei Diavoli, per la sua vicinanza alla citt ,
fose , il pi noto. Una legg.enda vecchissima ha con-
tribuito a renderlo popolare e gli ha dato il nome
caratteristico che lo distingue. Si narra, infatti, che
un tempo vi apparissero dei fantasmi . La leggenda
certo dovuta a fatti d'armi e di sangue svol tisi tra
le sue mura nel oeriodo feudale .
Per quanto il suo stile attuale sia prevalentemente
il Rinascimento, il Castello dei Turchi . o. comun P--
mente . Palazzo dei Diavol i, opera del medioevo,
stelle delle Quattro Torri, di fianco a ll a strada aretina,
ol trepassati (da P orta Pispini) i Due Ponti, in mezzo
a campi ferti li, dove il rosso sanguigno della terra
contrasta col cinerognolo degli ulivi, dall e ricche
chiome ricascanti a festoni esili, in vista dell'ampio
panorama della Valle d' Arbia .
La mole quadrilatera domina in quella solitudine
perfetta : ad ogni angolo del castello, di stile me-
dioevale sene se, sporge una torre massiccia, col t etto
spiovente, che ricopre le fi le cieche dei merli n che
si intravedono al disotto.
L' ARCHICENOBIO
DI MONTEOLIVETO MAGGIORE
Monteo.Jiveto Maggiore . in Toscana, tra i mona-
steri pi imponenti del Crist ianesimo; ed certamente
il pi importante del Senese.
CAMPAGNA DI SIENA
9
Il Palazzo d ei Diavoli fuori di Porta Camollia (Si ena ).
L' eremo ebbe ori gine nel 131 3, da Giovanni T o -
lomei, il quale era gi stato un uomo d'armi affa-
scinante. ma aveva lasciato a tempo l'ambi ent e di
godime nti che freque ntava . Perci. si era ritirato nel
deserto di Accona, insie me con Ambrogio P iccolo-
mini e Patrizio Patri zi : e i seguaci. per la fama de ll a
Palazzo d ei Diavoli. La Cappella (arc h . del Feder ighi) .
vita esemplare di quei primi anacoreti, affluirono pre -
sto a quel luogo.
Il gruppo degli abitatori di Accona (chiamata pi
tardi Monte Oliveto) i quali avevano a capo Giovanni
T olomei - che si era attribuito il nome di Bernardo
dopo il suo ritiro dal mondo - fu costituito in fami-
Il Cast ello dell e Qua ttro T orr i , d i fi anco a lla st rada ar et ina ; q uadrilatero, d omina il silenzi o del me raviglioso p aesaggio .
IO LE CENTO CITTA D'ITALIA
glia religiosa, professante le regole benedettine, dal
pontefice Giovanni XXII.
La visita a Monteoliveto non deve essere assolu-
tame nte trascurata dagli int eQditori di arte.
giunge ali'Archicenobio da due strade dive rs e;
dall a ferrovia Siena-As ciano e dall'antica
romana, con la linea automobi listica che conduc-e a
Buonconve nto .
Dai colli racchiusi a forma di anfiteatro, in mezzo
nd una massa nera di cipressi, il gran fabbricato rosso,
da cui si eleva un alto camoani le, arde di luce san-
c; uigna. Una strada fianchemiata da cipressi e da
ulivi conduce verso la torre merlata, al cui fi anrc t'
la grande porta d'accesso all'Archicenobic, sormon-
l't. Loud}(f rd i, .'j, ,. ,lll.
Ch iostro del l'Osse rvanza. '' L' incoronazione di Maria Ver-
gine". di Andrea della Robbia.
tata dalla magnifica terracotta - La Madonna col
Bambino - del De lla Rabbia .
Un gi ardinetto al di l d ella torre. Ma la vista
del grandioso edificio monastico ancora nascosta
dalla sporgenza del coll e e dalla boscaglia addossata
al suo fianco. Lungo il viale conduce all'edificio
vi sono alcune caooellette votiv-e. La oi antica
quella dedicata a s. scolastica, che si costruita
Gn da quando sorse l' eremo. Una colonna, sul piaz-
zaletto, ricorda la d eoosizione che, nel 1536. Carlo V
vi f.ece delle sue orima di recarsi al Monastero.
L'insieme dell' -edifici;:,, imponente nella sua massa.
c suggestivo di toni caldi, invecch iati, ha per discor-
danze di stile; la chi esa manifesta chiaramente, sia
nell'aggiunta dell 'abside come nelle finestr-e murate.
il passaggio dallo stile o givale al barocco. La torr e
e il oortale d e lla facciata, conservanti il primitivo
stil e, - fanno. col resto, uno spiccato contrasto. Lll
.-:hi-esa attuale la t-erza costruita da ouando esiste il
Monast-ero; fu incominciata nel 1400 -da Agostino -e
A.anolo. disceooli di Giovanni Pisano, e fu terminata
n-el 1417. Sub del: e trasformazioni , seguendo una
moda di cattivo gusto, nel 1772. La forma a croce .
col lato lungo adibito a coro, i cui intarsi sono opera
di Fra Giovanni da Verona, il pi rinomato tra gli
intarsiatori che fiorirono tra le mura di quell'Archi-
cenobio. Il mirabile lavoro di tarsia -e intaglio opera
de l !503.
Ma la cesa che maggiormente affascina in questo
ritiro sclitario, ricco di opere e di grazia, sperduto
fra b alze c valloni grandiosamente orridi, il Chio-
:; t rc, istoriato dal Sodcma e dal Si gncrelli. Tie ordini
di archi , del la prima met del secolo XV. ampi, ar-
monici, d ominano n-ella parte occidentale. Gli altri
lati ad arcata uni ca dnno maggior-e risalto a!la part e
pi ricca . L ' irre;:olarit certamente dovuta all' es-
sere stato edificato in varie riorese.
Il pozzo di pietra , compiuto -nel 1439, in un angolo ,
int err ompe ia nudit severa _della corte.
La personalit del .Sodcma ha avuto , nel dipinget e
le par-eti di questo chiostro- singolare, la sua espres-
sione pi vi gcrcsa ; la variet di questi affreschi, come
composizione e concezione, denotano la fecondit e
o bbiettivit del grande cinquecenti sta, nato a Ver-
ce lli, educato alla scuola di Leonardo, e appena ven-
t enne recatosi ad esplica re ' la sua potente attivit a
Siena. da dove otto anni dopo, all'eremo u i
i\llonteol iv-eto. da cui doveva regalar-e al mondo una
delle pi grandi oper.e. da notarsi che p er i ventitr
vastissimi dipinti, celebranti la vita di San Benedetto,
il Sodoma riscosse -- ironia dei confronti col t empo
e coi valori! - 1540 fior ini !
Accanto all' pitt-orica del Sodo ma, a Monte-
oliveto, abbiamo accennato a quella di Luca Signo-
relli, da Cortona, alli evo di Pier d ella Francesca, e
fc.rse pi S?- rande del suo maestro.
La perfetta anatomia e la forza dell'inv-enzione ca-
ratterizzano. in ouesta continuazione della vita di San
Benedetto, le del Signor-elli , inferiori, nel co-
lore, a quell-e del Sodoma:
Oltre al grande chiostro istoriato esiste a Monte-
oliveto un sec-ondo chiostro , o chiostro piccolo, che
del 1451, ed accanto al auale annesso il refet-
torio. La libreria dell'Archi-cenobio - disegno ar-
chit e ttonico di Fra Gi ovanni da Verona - tra le
cose pi raggu ardevoli del Monast-ero, ed di un
colpo d'occhi-o grandioso, in un succedersi di tre na-
vate eleganti e snelle , con le colonne terminanti a
r.aoitelli delicatamente ornati . La porta di acc-esso alla
Bibliot-eca opera di intaglio di una raffinatezza sor-
prendente .
IL MONASTERO DELL'OSSERVANZA
Su una piccola altura di 32 1 metri, in mezzo ad
un cerchio lontanante di colline pittoresche, punteg-
giate di casolari , di pini ad ombr-ejla, di cipressi esi li .
grandeggia il Monastero d-ell' Osservanza, visibil e eia
molti punti d ella citt. v una strada comodissima
per gi ungervi - da Camollia a Malizia - e ve ne
una accidentata ma interessante da P orta Ovale : la
cos d e tta Viaccia.
Il Monastero, che si oresenta con la facciata d ell a
ch iesa (edificata nel 148-5 su di Giacomo Coz-
:-: arelli), situato su un prati cell o incolto e quasi ab-
bandonato, con dei murelli sui quali possibile assi-
dersi ad ammirar-e il oanorama attorno.
Nella chi esa, a unica, un vero succedersi
di gioielli artistici : la vlta e la cuoola sono decorate
da medaglioni raffiguranti Ges, San Francesco, Gli
r::vangelisti, Santi dell' Ordine . l Della Rcbbia ed i
h ro allievi vi hanno lasciato opere insini : sono d ella
Bottega dei Della Robhia, la Predella con /rutta c
fo glie, n ella cappella di Sant'Antonio di Pado-va --
CAMPAGNA DI SIENA Il
La Chiesa e il Chiostro dell'Osservanza fuori di Porta Camoll ia di Siena, costruzione del 1485 dell'architetto e scultore Gia-
como Cozzarelli . Nell'intern o si osservano terrecolle d ella b otlega dei Della Rabbia e dipinti pregiati; vi pure il Museo
Aurelio Castelli>>. illustratore del convento, e, nella cr ipta, !e tombe di Nicol Piccolomin i e quella di Clelia Petrucci, scol-
pita da Francesco, sc:br:> el Pert:zzi.
li'ot. F.lli Alinari, Firenze.
12 LE CENTO CITTA D' ITALIA
L'Archicenobio di Monte Oliveto Maggiore . A sinistra : Veduta d el campanile e delle a bsidi d ,lla chiesa. - Affresco del So-
doma nel chiostro sui fatti della vita di San Benedetto. - A destra: Ve duta general e di Monte Oliveto e d ei d intorni . - Il
convento e la chiesa. - Il chiostro Grande a tre loggiati. Questo convento tra i pi imponenti d'Italia e il pi importante
del Senese; l ' eremo ebbe ori gine n el 1313 e fu fondato da Giovanni Tolomei ritiratosi penitente con i suoi seguaci .
CAMPAGNA DI SIENA
Altre vedute di Monteoliveto Maggiore. A sinistra: La Specula presso il convento. - Due degli affreschi del Chiostro Grande
che costituiscono uno dei cicli pittorici pi notevoli del Rinascimento, lavori eseguiti da Luca Signorclli ( 1498) e da Antonio
Bazzi detto il Sodoma dal 1505 in poi. - Un particolare delle figure di Luca Signorelli. - A destra: Due affreschi del Signo-
relli : Le male femmine al monastero e Come Benedetto dice alli monaci dove avevano mangiato fuori dal monastero .
13
14 LE CENTO CITTA D'ITALIA
dove una <t atua in t e rracotta colorata del Cozzar,; : .i
- il Gabriele: c Annunciata ed i bassorilie vi coll o ca :
nella prim! capoe.l a di sinistra: invece di Andr c.t
Della Rabbia la 'magnih: a pala da altare in t.c rracot tc: .
Tra i dipinti vi sono d e i v-eri caDolavor i, ccme d
Trittico del Sassetta. la Santa Cat erina di C er ola r: -:;
ui Benve nuto, il Poliitico di d i Bcto o c --
pregevole tra j pre gevcl i -La !'v1acl o.'1!W
e due Santi di Sano di P ie tre. che il capo -
lavoro di que, to a nti chi,:s imc
La co.-. t :c:nf' cJ.r- .-rl i 3r!Tl a d i lnt acrliet tl d .;l
XV secolo e un:1 Piet d el Cczzarelli : affreschi di Ge-
rol amo di Benvenuto, corali miniati , una terracott a
del 1400. ra ppr esertantP. San Bernardino. arri cchiscono
il Museo Aurelio Castelli.
Chiostro di Monte Oliveto. l" che porta la ,,
d : l Sodo:na.
Nel Monastero sono, inoltre , i sepolcreti di Pandc!fo
Petrucci , detto il Magnifico e di Niccol Piccolomini.
Un Osservatorio sismico annesso , al Convento.
quasi a continuare la tradizione di studi di quei Padri .

IL CASTELLO DI BELCARO
E MONISTERO
f
Il castello di Belcaro, quale oggi non appare
certo il oi interessante tra i monume nti del suo ge-
ner-e del territorio senese, o-er quanto le mura a b a -
stionata che lo circondano, rivestite di vegetazioni
folte, comorovino la sua vetust. Infatti la sua storin
densa di vicende come quella di pochi altri e
gata alle comolicate sorti della citt. dilaniilt<>
fazioni e combattuta dai feudatari; le origini di Bel-
caro sono tra le pi antich;e .
Il castelln f11 edifi cato verso il l 190: e Gnirl "' Cw-
tonecchia di Marescotto furono i pnm1 si ""r>.cri di c:t.d
luogo, ma durante gi antagomsmi tra Papato e lrr:-
pero, quando IV!adr edi riusc a conquistare la T ( -
scana, tavorendo 1 Ghibellini, di cui i senesi eran-.J
a capo, nella letta tra queEti ed i Guelfi, Belcaro sul. i
- nel 1269 - danni enormi ; e n ass: oi tardi ai S;>
limbeni , potenti signori . . -
Nel 1374 Bdcaro fu nuovame nte d evastato, durant :::
una soll evazione o o,::: are con tr o i Salimbeni, aizzat-'J
d a i Tclcme i; pcich- si i'an a che in quel tempo Ni c-
col Salimben i 2.vesse fut t o morir e lent a mente, p er
cvvelenamento, u na fanciull a e rede di alcuni casteli i
d ella M::Hemma s .; n esc. e T) aJ'en te d ell a sua famigl ia .
Riuscito ad impcsce::sar::;\ di qu ei c'stel:i , il Salimbe r. i
incominci a ti rarme ggiare )e t e rr e in terno, fino "
che la p er proteggere q uella parte d c i
suoi d omi ni. fu cos tret ta a ma n darvi dei propri armati .
i quali sconfi s3ero Niccol -e lo imprigionarono.
Il p opolo ne voleva senz'altro l' esecuzione . Incar i-
cato del giudizio u n t2.l Noccio di V a nni Sellaio. co.-:
dann il Salimbe ni a mort e, o er procurarsi il fav o<"
d ella ple b e , poich vole va il potere . l
Salimbeni, adontati, insorse ro contro la Re pubblica c
riuscirono a strapparle i castelli di Montemassi e Boc-
chegi ganc; ma a . tal e a nnuncio il popolo esaspera t ...,
distrusse i oo::>sedimenti dei Salimbeni, e tra
Belcaro . Pi tardi il cestello fu dal nuovo proprietario.
N anni di Ser V anni 5avini. che lo aveva fatto ri co
struire. donato a Santa Caterina Benincasa, perch \
vi erigesse un conv-ento.
Il castello, che in ori Rine -era un forte torrione, f11
amoliato da Bald assare P -eruzz i da Siena, vissuto d al
1481 al 1537. r. -e a tlun7 i lati e lo ridusse a
r. ignorile palazzo ; ma oltre la parte architettonica ..
B2ldassare Peruzzi cur la parte pittorica ..
Nella grande vlta d ella a pianterre no dipinso
il Giudizio di ?aride, che ritenuta una delle opere
migliori del grande artista. Alla !Jurezza del disegnc;
e del colore un un amore special e per i dettagli. L''
grottesche, i fiori, gli uccelli, le piante, coi quali cor: -
torn il dipint o. furoro elegantemente legati e armo
nizzati. Alla cappella il Peruzzi lavor con -eguale
amor-e; infatti ]' <'rchitettura (la vlta della capnella _h,
form3. di narallclogramma, decorato di angio1i in cic
scun c ngclo\ i dipinti (notevoli i quindici ou?dretti con
J.e Sibille} e le decorazioni sano opere del grande
cinquec-entista . Anche le Leggi-e - elegante scampar ..
timento a tre vlte - fregiate di stori-e mitclogiche .
intrecciate cor gusto: Nettuno. Venere e
acchiappati dn Vulcano, Titani, Giove fulminant e.
Perseo che /i h era A ndromede cd uccide il mostre
e il Ratto d'Europa , )"el sdf tt :;. scPo dd Peruzz;.
P"rande architetto e oittore senese che onor2> c-erto
Belcaro delle sue a>t(vit pi rctevcl!.
Fuori, il parco di una grandiosit e di una Sf, Vt -
ri t incantevoli e pi e ne di fascino agreste.
* * *
Quasi nella stessa zona dove, sorge Belcaro
un altro man.iero denomi nato " Mcnistero n.
adibito, nei secoli addieto, " renobio henedettino. L.1
sua storia legata a quella di Be Icaro. Si t" e r
fino, infatti, che una galleria sotterranea unisse i due
feudi. Nell a strenua difesa dell'anrile 1554 contro gli
imperiali, i difensori di Belcaro -perduti
i capi si arrendevano agli - anche il Mona-
stero di Sant'Eugeni.a- oggi chiamato semolicemente
Monistero - vi ebbe la sua o arte : tutte le cose in
torno, nella vicina citt, cedevano agli assalti ne.-
"'lici e r-estavano soltanto a difendersi ed a
Belcaro e Monistero. che non dovevano sfuggire al h
sort-e comune e cadere preda al Mari gnano.
CAMPAGNA DI SIENA 15
l1 Castello di Be lcaro. Risale al secolo XII e fu r estaurat o dal Baldassare Peruzzi di Siena nel secolo XVI; fu tramutato i:1
,-illa, ne l secolo scorso. situato s:.J un"a ltu:a di 359 metri e nell'interno s i 01mmi ra no gli affreschi del Peruzzi che, incon-
s ulti r estaur i, in part e , danneggiar ono. A si ni stra: Vedula della Villa. - Il cort ile d 'onore . - A dcs ' ra: P articola re dell'affr e-
sco del Pcruzzi rappr esentante il Ratto d'Europa. - Altro particola re del soffi tt o, d ello stesso a utore.
16 LE CENTO CITTA D'ITALIA
Anche nell'aspetto di oggi il Castello di Mon!stero
conserva le tracce di antico convento. Circondato da
mura claustrali, con la chiesa annessa, rivela subito
la caratteristica di un tempo; il forte torrione rotondo ,
e le mura austere dell'edificio, adibito a villa, dal co-
i ore rossigno di mattone, spiccano di lontano in un
mare di verde.
Il genio dei pittori toscani vi ha lasciato impronte
notevoli. Nella chiesa. a navate, esistono tuttora i
dipinti: La deposizione della Croce di Gerolamo dei
Pacchia, Sant'Elena dinanzi al Calvario- affresco del
Riccio- Ges sotto la Croce del Sodoma, e La Tra-
s{gurazione e La Crocefissione di Benvenuto di Gio-
vanm.
L'ABBAZIA DI SAN GALGANO
Traversati i paesi di Rosia e Torri, oltrepassata la
Colonna, in vista di un paesaggio movimentato e se-
vero. discendendo in serpeggiamenti continui tra bo
dette la abbaziale e fu ridotta. pi tardi , un
semplice b:!nellcio del Vescovato di Volterra.
La rovina continuava implacabile : crepe dovunque,
volte che si scoperchiavano, crollo del campanil e.
sconsacrazione nel 1789. Socte veramer.te desolant e
per un monumento di tanta importanza, forse il pi
superbo c grandioso tra gli edifici monastici del me-
dioevo ; ma quello che oggi resta- imponenza di linee
fondamentali e caoricciosa linea creata dalla rovina
- di un oittoresco imoressionante .
Opera d( transazione -tra il romanico lombardo e
l'ogivale, a forma di croce latina, lunga 69 metri.
a tre navate altissime, divise in sedici pilastri, con
le arcate ogivali a doppio archivolto ; la nave mediana,
scoperchiata, inondata tutta dalla luce, e la vegeta-
zione affacciantesi dal di fuori orna, qua e l, le su-
perbe rovine. Degli occhi sormontano i due ordini
di tre monofore, foranti l'abside e dalle quali s 'intra-
vede il cielo, come pure le bifore e le monofore ogi-
vali ergentisi lungo i fianchi delle navate laterali.
Castello di Belcaro. Particolare di un soffitto. affresco di Baldassare Peruzzi .
scaglie, verso la Valle Feccia, s'incontra a destra, va-
licato il fiume Feccia, la strada che conduce a San
Galgano, situato sul colle Monte Siepi, a ridosso di
un caseggiato che fu gi il fabbricato del Monastero.
La costruzione del tempio (a cui preesistette fin dal
1185 una cappelletta ed un monastero, nel luo!5o dove
visse in eremitaggio - durante il 1180-81 - Galgano
Guidotti. canonizzato nel 1185) fu iniziata nel 1224;
e l'Abbazia annessa - la principale dei conventi ci-
stercensi della regione, ad essa facenti capo - ebbe
possedimenti vasti e poteri arbitrali - attraverso i
suoi monaci - nelle liti del comune di Siena e del
\1 escavato di Volterra.
Come a Sant' Antimo, a San Galgano vissero figure
eminenti: notai, medici, architetti, artieri pregevoli.
Le vicende dell'Abbazia furono temoestose. Sol-
tanto nel 1300 fu devastata due volte dalle compagnie
di ventura scorazzanti in quei luoghi. Ridotta a Com-
menda nel 1502 da Giulio Il, poich aveva gi iniziato
il periodo della decadenza, gli abitatori di quell'epoci\
non compirono alcun sforzo per salvarla dalle insidie
del tempo, che si inizi la distruzione srraduale
di essa. Nel 1557 fu per restaurata, ma nel 1652 per-
Dall'esterno la massa del tempio, col grande ab-
side a contrafforti sporgenti e senz' archi rampanti -
ci che serve a dargli una rigida maestosit - con i
fori eleganti ed armonici dei sesti acuti. ha l'aspetto
di una grande cattedrale abbandonata.
La vegetazione, intorno al tempio, ricca. Una
pianta lambisce un contrafforte e ravviva con quella
nota di verde la parete austera.
Del Monastero non rimane che il lato est del chio-
stro, il refettorio, nel prolungamento di questo, le sa-
grestie, la sala caoitolare , a due navate, avente un
portale e alcune fii-t.estre biforate. Nell'altro lato, do-
v'era il cimitero dell'Abbazia. esiste ancora la can-
pelJ.etta, in stile senese de) 1200. (Vedi a proposito di
San Galgano anche il fascicolo 14 di ouesta raccolta:
Siena nella storia e nei monumenti) . .
Fortunatamente sono stati presi dei provvedimenti
per il rafforzamento dei magnifici resti ; lodevolissima
decisione che permette di cons;ervare intatta quella
maggior bellezza che scaturisce dalla fusione della
natura con le opere create dall'uomo!
Questa monografia Venne redatta da BRUN_-\ CUARDUCCI .
Fo t . F". l/i A linari , Firenze .
Le Rovine dell ' abbazia di San Galgano, costruzione del secolo Xl. il principal e convento dei Cistercensi della Regione, presso
Costalpino. a 5 km. da Siena. La chiesa ha ora l'aspe tt o di una magnifica cattedrale abbandonata.
Fot .. F .ll i A linn r i , F irenze.
LE CENTO CITTA D' ITf\Lif\
ILLUSTRATE
Questa collana, iniziata nel 1887, ormai esaurita, rara e ricercata, ha riveduto la in veste com-
pletamente nuova, in un edizione di lusso.
Sono fascicoli di 16 pagine cadauno e ogni fascicolo descrive una citt, ne narra la storia e ne ri-
produce i pi insign e caratteristici monumenti.
La compilazione affidata a Guido Vicenzoni con la collaborazione di noti scrittori e studiosi.
Le Cento Citt d'Italia formano una raccolta cara a tutti gli italiani, utilissima per chi visita le
localit della Patria.
Ogni fascicolo contiene circa 40 illustrazioni. l primi 90 fascicoli hanno l'ordine seguente:
r. ROMA ANTICA
2 . ROMA MODERNA
3 MILANO
4 NAPOLI
5 POMPEI
6. TORINO
7 PALERMO
8. FIRENZE
9 CENOVA
IO. BOLOCNA
II. VENEZIA
u. LACUNA VENETA
13. PISA
14. SIENA
15. BRESCIA
16. VERONA
17. VICENZA
18. BASSANO
19. PADOVA
20. TREVISO
21 . MESTRE
(Porto di Venezia)
32 . LIVORNO
23 . ARCIPELAGO TOSCANO
24 . RAVENNA
25 . AREZZO
26. LUCCA
27 . PRATO
28. PERUCIA
29. FERRARA
30. PIACENZA
31. PARMA
32. RECCIO EMILIA
33 MODENA
34 PAVIA
35 LA CERTOSA DI PAVIA
36. SAN MARINO (Repubblica)
37 CATANIA
38. LA RECIONE ETNEA
39 MONZA
40. LA BRIANZA
n . VIARECCI8
42. FANO
43 MONDOVI'
ESTE E ARQUA
45 LECCO
46. SALERNO
47 ROVICO E ADRIA
48. COMO
49 LACO DI COMO
so. CREMA
sr. PISTOIA
52. BRINDISI E OTRANTO
53 VOLTERRA
54 CALTANISSETTA
55 CUNEO
s6. PESARO
57 LECCE
58. EMPOLI
59 LUCO
6o. CUBBIO
6x. SPOLETO
6z. NOVARA
63. MONTE AMIATA
64. CREMONA
65. MONTECATINI
66. MONREALE
67. URBINO
68. AQUILA
69. SPEZIA
70. TRIESTE
71. POLA
72. ISTRIA
73- i:IUME E LE ISOLE
74 LODI
75 UDUIE
76. AQUILEIA
77 GROSSETO
; 8. SALSOMACCIORE
79 FABRIANO
So. CAMPAGNA DI SIENA
Sr. SALUZZO
82. 'MESSINA
83. CAL TAGirtONE
VARESE
Ss ANCONA
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