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INDICE

6-19 Da Roma a Civita Castellana


Introduzione 7
Arco di Malborghetto – Sacrofano 10
Sant’Oreste e la Riserva Naturale del Monte Soratte 12
Civita Castellana e Falerii Novi 16
Itinerario stradale 18

20-31 Da Civita Castellana a Narni


Introduzione 21
Magliano Sabina e Otricoli 24
Ponte d’Augusto – Narni 26
Abbazia si San Cassiano – Narni 28
Itinerario stradale 30

32-45 Da Narni a Foligno (via Spoleto)


Introduzione 33
Basilica di San Salvatore – Spoleto 36
Campello sul Clitunno 38
Trevi 42
Itinerario stradale 44

46-59 Da Narni a Foligno (via Massa Martana)


Introduzione 47
Area archeoligica di Carsulae – San Gemini 50
Santa Maria in Pantano – Massa Martana 52
Bevagna 54
Abbazia di Sassovivo – Foligno 56
Itinerario stradale 58

Nella pagina a fianco:


Gola del Furlo con una delle due gallerie di
epoca romana (la galleria piccola)
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60-69 Da Foligno a Scheggia

Introduzione 61
Nocera Umbra 64
Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli – Scheggia 66
Itinerario stradale 68

70-83 Da Scheggia alla Gola del Furlo


Introduzione 71
Cantiano e il Monte Catria 74
Cagli 76
Gola del Furlo – Acqualagna 78
Itinerario stradale 82

84-95 Dalla Gola del Furlo a Fano


Introduzione 85
Fossombrone 88
Eremo Monte Giove – Fano 90
Fano 92
Itinerario stradale 94

Legenda icone

informarsi sui giorni e ingresso libero ingresso a MTB MTB facile


sugli orari d’apertura pagamento impegnativo

parcheggio trekking trekking trekking


nelle vicinanze impegnativo facile urbano
6 da roma a civita castellana

Da Roma a Civita Castellana


da roma a civita castellana 7

Introduzione

N el capillare reticolo viario ro-


mano un ruolo preminente
ricoprì la via Flaminia, costruita in
sti archeologici della villa di Livia,
moglie dell’imperatore Augusto.
Risalente al primo secolo a.C., l’e-
soli due anni tra il 220 e il 219 a.C. steso complesso residenziale, in
per volontà del censore Gaio Fla- parte oggi sotterraneo, vedeva la
minio (m. 217 a.C.), affinché soste- presenza, oltre ai locali di servi-
nesse lo sviluppo economico della
città e la romanizzazione dell’Ap-
pennino umbro-marchigiano. Tra
le strade più antiche edificate dai
Romani, la via consolare che dove-
va collegare Roma a Fano fu deli-
neata su un tracciato mai battuto
prima, tranne per brevi tratti. Dal
Foro, superate le mura Serviane,
l’arteria iniziava il suo cammino
verso nord, dove, incontrando il
Tevere, prima lo valicava su ponte
Milvio e, più avanti, ne costeggia-
va il corso. L’importanza della via
è dimostrata anche dalla presenza,
all’altezza di Prima Porta, dei re-

Nella pagina a fianco: Dall’alto verso il basso:


veduta del monte Soratte veduta di Castelnuovo di Porto

centro storico di Sacrofano


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tati nel Museo Nazionale Romano,


raffiguranti giardini di rara raffi-
natezza. Le traccie archeologiche
della consolare sono disseminate
copiosamente lungo questo tratto;
nel territorio di Sacrofano, centro
fortificato culminante nei resti del-
la rocca medievale, il tredicesimo
miglio della Flaminia è segnato dal
casale di Malborghetto, che inglo-
ba un monumentale arco del quar-
to secolo d.C. In un paesaggio via
via più morbido e collinare, spesso
ornato di ulivi, spiccano i borghi
arroccati di Riano, con la particola-
re fisionomia modellata sulla mole
turrita del castello Boncompagni-
Lodovisi, e di Castelnuovo di Por-
to, raccolto intorno al singolare
palazzo Ducale, antica fortezza,
ristrutturato nel Seicento. Borgo
zio, di spazi di rappresentanza e medievale e post-rinascimentale
ambienti termali. Delle numerose è anche l’abitato di Rignano Fla-
stanze oggi si conservano alcuni minio, costruito in tufo nella sua
mosaici e i famosi affreschi ospi- parte più antica, con i resti della

Dall’alto verso il basso:


veduta di Raiano

panorama dalla vetta del monte Soratte


da roma a civita castellana 9

rocca dei Savelli, la chiesa dei Ss.


Abbondio e Abbondanzio del deci-
mo secolo, affrescata nel dodice-
simo, e la duecentesca chiesa dei
Ss. Vincenzo e Attanasio, decorata
tra il Quattrocento e il Cinquecen-
to. Quest’area è dominato dal pe-
culiare profilo del Monte Soratte,
riserva naturale ricca di sentieri
ed eremi. La montagna catalizza
lo sguardo del viandante lungo
tutta la zona, caratterizza da alte
colline, ricoperte di folta vegeta-
zione e dimora di suggestivi paesi
quali Sant’Oreste. Risalendo verso
nord troviamo il borgo di Castel
Sant’Elia che conserva l’originario
impianto medievale e la basilica
omonima, risalente all’VIII secolo,
riadattata nell’undicesimo e ric-
camente decorata con affreschi.
L’alto sperone di tufo che ospita la storia l’originaria città di Faleri
l’abitato è segno inequivocabile Veteres, antica capitale dei Falisci,
dell’ingresso nella Tuscia, dove divenuta poi la romana Falerii Novi
un ruolo centrale ha giocato nel- e oggi Civita Castellana.

Dall’alto verso il basso:


Arco di Malborghetto

porta Giove a Falerii Novi


10 da roma a civita castellana

Arco di Malborghetto
sacrofano

L asciata Prima Porta e risalendo la


Flaminia verso nord, l’attenzione
viene catturata da un singolare edi-
parallelepipedo a pianta quadrata è
stato infatti creato dalla chiusura e
dal riutilizzo, come dimora fortifica-
ficio, un casolare di campagna dalla ta o torre, di un antico arco romano
forma poco usuale; uno slanciato a partire dall’alto Medioevo. Sulle
quattro facciate dell’arco compaiono
ancora le impronte delle originarie
aperture e diversi inserti marmo-
rei nella struttura in laterizio e pie-
tra. L’interno offre ulteriori tracce
dell’antica costruzione, dal basolato
della strada romana reso visibile nel-
la sala principale del piano terra alle
fondazioni in blocchi di travertino,
con le imposte di due piloni dell’ar-
co, riconoscibili nella stanza inferiore
del lato orientale. Le numerose stan-
ze furono necessarie per gli impieghi
che l’edificio vide nella sua lunga
storia, già prima dal 1256, quando
viene nominato per la prima volta
nei documenti insieme alle case cir-
costanti, il burgus S. Nicolai de Arcu

Dall’alto verso il basso: Nella pagina a fianco:


interno dell’Arco di Malborghetto parco archeologico

esterno dell’edificio
da roma a civita castellana 11

Prospetto Pianta

Virginis, chiamato in seguito Bor- zione dell’antico basolato romano.


ghetto, Borghettaccio o Malborghet- Il maestoso arco si ergeva, quindi,
to. Possesso del capitolo di S. Pietro, lungo la via consolare in posizione
vide l’assedio nel 1485 degli Orsini e scenografica, nella sua monumenta-
degli abitanti del castello di Sacrofa- le fisionomia quadrifronte. Risalente
no contro i Colonna, alleati del papa, al IV secolo d.C., sembra sia stato
e lì rifugiatisi, mentre nel Seicento costruito per celebrare la battaglia
divenne un’osteria e, quindi, un se- di Saxa Rubra tra Costantino e Mas-
colo dopo una stazione di posta sul- senzio nel 312 d.C.; secondo alcune
la via Flaminia. Per poter vedere un fonti in questo luogo era stanziato
tratto dell’antica strada consolare e l’accampamento dei Romani dove
così rendersi conto della collocazio- l’imperatore Costantino ebbe il so-
ne dell’antico tracciato è necessario gno miracoloso che determinò la
spostarsi a sud del casolare, dove un sua conversione al cristianesimo e
muro di sostruzione in blocchi di tufo di conseguenza la diffusione della
con contrafforti fiancheggia una por- nuova religione in tutto l’impero.

INFO
www.farainsabina.gov.it
12 da roma a civita castellana

Sant’Oreste e la Riserva Naturale


del Monte Soratte

I l paesaggio della bassa valle del


Tevere, lungo la quale corre il
primo tratto della via Flaminia odi-
Posta esattamente tra la strada
consolare e il fiume, la montagna
oggi riserva naturale nazionale si
erna e antica, è dominato in una estende per quattrocento quaran-
generale morbidezza dall’unica al- taquattro ettari, con l’unico centro
tura consistente, il monte Soratte. abitato di Sant’Oreste. Allungato
su una rupe, il paese conserva il
suo carattere medievale nei irti
vicoli, racchiusi dalla cinta mu-
raria aperta da tre accessi: porta
Costa, porta Valle, porta la Dentro.
L’influenza del cardinale Alessan-
dro Farnese sulla comunità portò
nel Cinquecento ad uno sviluppo
rinascimentale dell’abitato, le cui
tracce più interessanti sono state
lasciate dal celebre architetto Vi-
gnola (1507-1573). Su suoi disegni
fu costruita la chiesa di S. Lorenzo
nel 1568, poi ristrutturata in stile

Dall’alto verso il basso:


piazza Cavalieri-Caccia a Sant’Oreste

porta Costa
da roma a civita castellana 13

barocco nel Settecento, e a lui o co- museo naturalistico del Monte Sor-
munque alle sue maestranze è at- atte. Il borgo di Sant’Oreste è però
tribuito il bel palazzo Caccia-Canali, solo il primo passo dell’affascinante
innalzato nel 1589. Il raffinato edi- cammino alla scoperta della ricca
ficio di rara eleganza manieristica montagna sovrastante, perforata
è sede oggi della Pinacoteca e del dall’uomo in tempi moderni con

Sopra:
veduta del borgo dal monte Soratte
14 da roma a civita castellana

memoria». Una vegetazione piut-


tosto brulla e grandi massi bianchi
di roccia calcarea, che danno orig-
ine a frequenti fenomeni carsici,
come la grande campana del pozzo
di S. Lucia, le voragini verticali dei
Meri e altre numerose grotte, ac-
compagnano fino alla vetta del
monte Soratte a circa seicento me-
tri d’altezza. Questa conformazi-
one asciutta e la sua posizione
strategica lo resero fin dai tempi
antichi un luogo di culto prediletto
per le civiltà preromane, quali Sa-
bini, Capenati, Falisci ed Etruschi,
che qui veneravano il dio Soranus,
quindi dai Romani ed infine dai
cristiani. La cosiddetta «Montagna
quattro chilometri di gallerie sot- Sacra» ha ospitato per lunghi secoli
terranee a uso militare, costruite numerosi eremi, tra i quali è ancora
nel periodo fascista a partire dal in ottime condizioni Santa Maria
1937 e oggi visitabili nell’itinerario delle Grazie, posto a mezza costa
del museo diffuso «Percorso della e risalente nel suo aspetto attuale

Dall’alto verso il basso: Nella pagina a fianco:


chiesa di S. Lorenzo a Sant’Oreste la sommità del monte Soratte
con l’eremo di S. Silvestro
interno dell’eremo di S. Silvestro
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Punto di partenza
rd
no
Madonna delle Grazie
grotta

M. Soratte grotta grotta Santa Lucia

grotta grotta 201


grotta Sant’Antonio (rudere)
Sant’Oreste
San Silvestro

San Sebastiano (rudere)


direzione SS.Flaminia

al 1721, benché le basi siano poste (272 circa-337), che in questo luo-
su una cappella cinquecentesca. go venne guarito dalla peste per
Per visitare l’eremo più sugges- opera di papa Silvestro I (...-335).
tivo, tra quelli rimasti ancor oggi, Quel che è certa è l’atmosfera pro-
è però necessario raggiungere la fondamente spirituale dell’edificio,
vetta del monte, dove l’eremo di con l’interno a tre navate in parte
S. Silvestro si staglia sul sito di un affrescate tra il quattordicesimo e il
antico tempio pagano. Secondo la quindicesimo secolo, circondato da
leggenda riporta da Dante (1265- un panorama che spazia dal monte
1321), il romitorio fu addirittura Terminillo all’Amiata, dal Lago di
voluto dall’imperatore Costantino Bracciano al mar Tirreno.

INFO
www.abbaziadifarfa.it
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Civita Castellana

F ortemente erosa dai corsi d’ac-


qua della zona, tra i quali il Rio
Maggiore scava un’ampia forra al
rari romani Jacopo e Lorenzo Cosma
– nel 1210, applicando alla struttura
una raffinata decorazione policroma
limite del centro storico della città, a mosaico di carattere geometrico.
resa attraversabile solo dopo 1702 Tracce dell’arte dei Cosmati sono
con la costruzione dell’altissimo rintracciabili anche all’interno, nel
ponte Clementino, un’altura di tufo pavimento della navata centrale e
accoglie Civita Castellana. Di impian- del presbiterio rialzato e nei plutei
to medievale, l’abitato è stato arric- marmorei dell’oratorio del Cuore di
chito nei secoli di importanti palazzi Maria. Ampiamente rimaneggiato
rinascimentali e barocchi mentre nel diciottesimo secolo, il duomo
sulla principale piazza Matteotti si conserva inoltre intatti la cripta, ri-
affacciano la duecentesca chiesa di salente al VII - VIII secolo e ornata
S. Francesco e la chiesa di S. Pietro, da due cibori rinascimentali, alcuni
custode di un ciborio rinascimen- affreschi duecenteschi e il campani-
tale e opere di Antoniazzo Romano le. Di non secondario interesse è il
(...-post1508) e Sano di Pietro (1406- Forte Borgiano innalzato, nella sua
1481). L’edificio religioso più prezioso eccentrica forma, a difesa della par-
è senza dubbio, però, il duecentesco te occidentale della città, già occupa-
duomo, impostato in stile romanico ta da un castello dell’ottavo secolo.
con un monumentale portico rialza- I progetti di Antonio da Sangallo il
to, realizzato dai Cosmati – i marmo- Vecchio (1443circa-1534) e del Gio-

Dall’alto verso il basso: Nella pagina a fianco dall’alto verso il basso:


veduta del forte Borgiano duomo
a Civita Castellana
fontana in piazza Matteotti
da roma a civita castellana 17

vane (1484-1546) disegnarono una sua capitale, Falerii Veteres, distrutta


fortificazione di pianta pentagonale nel 241 a.C dai conquistatori romani
irregolare con baluardi agli angoli che rifondarono l’abitato in pianura
e il mastio di forma ottagonale. La con il nome di Falerii Novi. I resti di
rocca cinquecentesca è oggi sede del quest’ultimo sono oggi visibile nella
Museo acheologico dell’Agro Falisco, zona archeologia di Porta di Giove,
che racconta l’antica storia di Civita dove due chilometri di mura in ope-
Castellana; le sue radici affondano ra quadrata di tufo rosso segnano,
infatti all’epoca preromana, quando inframezzate da sette porte e circa
la popolazione dei Falisci fondò nel- quaranta torri – in origine erano ot-
la zona dell’attuale centro storico la tanta –, il perimetro dell’antica città.

INFO
www.santuariodisantavittoriainmonteleonesabinorieti.it
18 da roma a civita castellana

N
da roma a civita castellana 19

Indicazioni stradali
tratto Roma - Civita Castellana
A Prima Porta, da piazza Saxa Rubra, proseguire per via Villa di Livia, sulla destra
si trovano gli accessi al parco pubblico, al suo interno si colloca l’area archeologica
della Villa di Livia. Lasciata Prima Porta direzione Terni, proseguire dritto sulla SS3
Flaminia. Poco prima della stazione ferroviaria di Sacrofano deviazione a destra per
l’Arco di Malborghetto (ben evidente anche dalla SS3), oltrepassare così la linea fer-
roviaria e poi svoltare subito a sinistra, si può parcheggiare comodamente appena
fuori il parco archeologico (per la visita interna all’edificio che ingloba l’arco rivol-
gersi ai custodi). Appena dopo la stazione ferroviaria si può svoltare a sinistra per
Sacrofano, deviando così dal tracciato della statale per circa 7 km. Ritornati sulla SS3
proseguire in direzione di Terni, dopo alcuni chilometri deviazione a destra per il cen-
tro storico di Riano, borgo arroccato intorno al castello baronale. Ripresa la Flaminia
si giunge poco dopo a Castelnuovo di Porto, anche qui deviazione a destra per la vi-
sita al borgo medioevale dominato dalla possente mole del palazzo ducale. Ripresa
la Flaminia si continua in direzione nord fino a raggiungere, poco dopo la stazione
ferroviaria di Sant’Oreste, il bivio, che a destra, ci conduce dopo 4,5 km di strada pa-
noramica al borgo di Sant’Oreste, sovrastato dall’ampia mole del monte Soratte. Dal
centro storico di Sant’Oreste si può salire in direzione del monte Soratte, prendere
prima le indicazioni per il Bunker del Monte Soratte e poi per la Riserva Naturale.
Dopo circa 1 km dal centro abitato parcheggiare l’auto causa una sbarra che inter-
rompe il tragitto stradale. Per chi volesse visitare i vari eremi posti sulle pendici della
montagna si deve considerare almeno un’escursione che può impegnare circa metà
giornata, considerando sia il tragitto in andata che ritorno (nel punto in cui si lascia
l’auto è presente una bacheca con le indicazioni dei sentieri). Ripresa la Flaminia si
prosegue in direzione Terni, dopo alcuni chilometri troviamo il bivio, a sinistra, per
Civita Castellana. Prima di raggiungere il centro storico troviamo un bivio, a sinistra,
che conduce alla località di Castel Sant’Elia con l’omonima basilica di epoca romani-
ca. Dopo circa 7 km si raggiunge Castel Sant’Elia, si devono seguire le indicazioni per
il cimitero, la basilica rimane sulla sinistra rispetto al minuscolo cimitero. Ritornare a
Civita Castellana, raggiunto il centro storico si può parcheggiare nei pressi del Forte
Sangallo, visita alla città con un percorso di trekking urbano. Per raggiungere Falerii
Novi seguire le indicazioni per Fabrica di Roma, dopo circa 5,5 km si raggiunge la
frazione Falerii (comune di Fabrica di Roma), svoltare a sinistra seguendo le indica-
zioni per l’area archeologica, dopo 0,5 km svoltare ancora a sinistra (fare attenzione
la segnalazione stradale non è ben visibile) su strada sterrata, così in pochi metri si
raggiungono le mura di Falerii Novi. Ritornare a Civita Castellana tramite lo stesso
tragitto, immettendosi così nella SS3 Flaminia, direzione Terni.