Sei sulla pagina 1di 6

37

Jim Mehan don’t tell


PROPOSTA

in evidenza
Sono diversi i punti di contatto tra
del Please k. Voleva i migliori locali del mondo: utilizzo di
di New Yor segreto”, spirit premium, frutta di stagione ed
un locale “ riuscito. erbe aromatiche. Il servizio, in molti
ma non c’è i tempi casi, viene effettuato “di persona”:
Si rivivono nismo, il bartender o il cameriere shakerano
del Proibizio ente direttamente al tavolo. Nelle drink
paradossalmà migliori
list si ripescano le ricette dei pionieri,
una delle et dei drink
soprattutto degli anni Venti e Trenta.
nella storia AMBIENTI
Due le strade vincenti. O il bar minimal
dove il bottigliere scompare alla vista
dell’ospite. Oppure i locali dall’aria
vintage che, oltre ai cocktail rétro, sono
arredati in stile Liberty, con vecchie
abat-jour e divani vissuti. Il bottigliere
retroilluminato sta passando di moda.

ogni giorno diversi piccoli aspiranti competitor.


I produttori artigianali sono cresciuti in modo
esponenziale specie dopo le recenti modifiche
normative negli Stati Uniti e nel Regno Unito,
che hanno di fatto liberalizzato produzione e
distillazione». A osservarlo è Angus Winche-
ster, da anni “travelling mixologist” per quella
che chiama, con fare nobile, “The House of
Tanqueray”. «I premium vanno e andranno
quel bicchiere non sia una semplice miscela di di prodotti esclusivi: anche se il posto è “se- forte. La tendenza è quella. Noi col gin gui-
liquori, ma il frutto di un lavoro attento e pa- greto”, tutte le aziende conoscono l’indirizzo deremo la carica, ma prevedo un incremento
ziente: “custom made”, dicono qui. Viene dalla e lo riforniscono. Lo fanno i big dell’industria, anche nel mondo dei vermouth». Pare che il
stessa scuola Jim Mehan del Pdt (Please don’t ma anche i piccoli produttori. futuro dell’industria sarà simile a un Gin Marti-
tell) di New York. Quello che cambia, rispetto ni, almeno negli ingredienti. «Prevedo un buon
al locale di Boston, è l’ambiente: bottiglie e Produzioni artigianali in crescita periodo anche per i cocktail Tiki (cocktail a
bottigliere ci sono, anzi sono bene in eviden- «Tra i principali cambiamenti nell’industria ho base di rum in stile hawaiano, ndr). Su Internet
za. In un ambiente che sembra un capanno di notato una crescita delle aziende di nicchia e fioriscono community che parlano di cocktail,
caccia, tra teste di alce impagliate (finte!) e dei cosiddetti prodotti “boutique”. Come am- bicchieri e cultura tiki. Certamente un bel se-
legni scuri, trova spazio un bottigliere zeppo basciatore di un marchio di lusso vedo nascere gnale per il rum». Il fenomeno dei tiki, drink

034_038_10locali.indd 37 12-05-2010 18:00:01