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ETS

GYRGYLUKCS
INTELLETTUALI
E IRRAZIONALISIVIO
a cura

di Vittoria

Franco

Gyrgy Lukcs
INTELLETTUALI E IRRAZIONALISMO
a cura di Vittoria

Franco

Copyright 1984
ETS Pisa
Piazza Torricelli 4
Grafica

di Nicola

Corradini

INTRODUZIONE
di Vittoria

Franco

Presentando questi scritti lukacsiani dei primi anni Tren


ta 1, non mi propongo affatto di attualizzare i temi che
vi vengono trattati, anche se non mancano di certo spunti, problemi e prese di posizione che, spogliati della contingenza politico-culturale da cui furono dettati, possono
ancora costituire elementi di riflessione teorica per alcune
discussioni in corso. Il punto di vista da cui mi pongo
invece semplicemente storicolosofico: cercare clementi

concettuali che illuminino un periodo e un aspetto


dellesperienza intellettuale di Lukcs rimasti alquanto in
ombra. Si scopre cosi un Lukcs pressoch inedito, che
va a integrare, facendolo meglio comprendere, quello,
pi noto, dellestetica e della critica letteraria. Viene an
che ridimensionata lidea, che lo stesso Lukcs con le sue
dichiarazioni ha contribuito a diffondere, che in seguito

alle aspre critiche ricevute dalle sue Tesidi Blum egli abbia abbandonato lattivit politica per dedicarsiagli studi
di estetica. Anche seper lo pi le cose andarono in questo
modo, non tuttavia un fatto trascurabile che non si trat
ta n di un semplice ritorno a tali studi in quanto la
base teorica e filosofica su cui essi si fondano negli anni
Trenta e completamente trasformata e rinnovata rispetto
al periodo premarxista n di un chiudersi nellattivil. I saggi appartengono al periodo 1930-1935. Per la loro datazione cfr. le
schede bibliograche.

t estetica 2. Al fondo di tali studi vi , infatti, unintensa


attivit filosofica e un profondo impegno politico, che gli
scritti qui presentati contribuiscono a svelare e a ricostrure. Si tratta evidentemente solo di una parte minima, di
un saggio della riflessione e della produzione lukacsiana di questi anni, per molto significativa. Sono scritti
per lo pi doccasione, che riguardano essenzialmente la
riflessione sul fascismo, la sua ideologia, la sua
cultura, il rapporto intellettuali-fascismo. Ma vi si possono ritrovare anche le tracce del percorso dei fondamenti filosofici ed estetici che Lukcs andava elaborando. Il
saggio su Feuerbach riveste per questo unimportanza
estrema.
Sono anni difficili per Lukcs, teoricamente e politicamente pieni di svolte, ma anche filosoficamente fertili. Si tratta di un periodo poco indagato e spesso frettolosamente liquidato come stalinista. Il giudizio pi severo (ma anche pi infondato) in questo senso quello di
Lichtheim, secondo cui, dagli anni Trenta alla morte di
Stalin, Lukcs avrebbe rinunciato a pensare secondo suoi
principi autonomi 3. Il rapporto di Lukcs con Stalin e lo
stalinismo piuttosto complesso e non stato ancora affrontato adeguatamente. Da posizioni semplicemente li
quidatorie si passa spesso ad affermazioni di mero compatimento, che sottolineano la sua indubbia buona fede . vero che, soprattutto negli anni di Mosca, Lukcs vive in maniera acuta la contraddizione che riesce
2. Cfr. L. Boella, Il giovane Lukcs. La formazione
sionomia politica. 1907-1929, Bari 1977.

intellettuale

e la fi

3. Riferendosi agli scritti sulla Linkskurve e al soggiorno moscovita di


Lukcs, Lichtheim afferma: sono il lavoro di un uomo che aveva operato su
se stesso una specie di lobotomia indolore, rimuovendo una parte del cervello e
sostituendovi le parole dordine della propaganda moscovita. Cfr. Guida a
Lukdcs, Milano 1978, p. 116.
4. Cfr. Y. Bourdet, Lukdcs, il gesuita della rivoluzione,

Milano

1979. Un

giudizio molto critico anchein L. Kolakowski Main Currents of Marxism. Its


Origin, Growth and Dissolution,

Oxford

1978.

a sciogliere solo in parte tra esigenza di sviluppo autonomo di un suo pensiero estetico e filosofico, di una sua
teoria del socialismo (che aveva subito una svolta con le
Tesi di Blum) e invece necessit politicopratica di adattamento al dogmatismo staliniano (la sua critica della
socialdemocrazia sostanzialmente unaccettazione della
teoria dei socialdemocratici come socialfascisti, come
fratelli gemelli del fascismo, e lespressione pi macroscopica dellinuenza staliniana che Lukcs sub sul piano politico 5). Sono noti i passi, frequenti nei suoi interventi pi tardi, in cui parla degli esperimenti tattici e linguistici per velare e camuffare la critica, il dissenso. Credo afferma una volta che non vi sia stato un solo
scritto che non contenesse alcune citazioni di Stalin. Ma
spiega: Quelle citazioni hanno ben poco da spartire con
il contenuto reale, essenziale degli articoli 5. Essi erano
in realt diretti contro la concezione staliniana della letteratura,

il loro

contenuto

era sempre

diretto

contro

il

dogmatismo staliniano 7. In una conversazione con Lee


Baxandall ammette che la sua opera sarebbe stata certamente diversa se avesseaccettato di vivere fuori dallUrss
9, come fece Brecht, ma dichiara anche che per gli stranieri residenti in Russia la vita era pi facile e le riviste in lingua
5. Ci non in contrasto con quanto Lukcs afferma nellIntroduzione
del 67 a Storia e coscienza di classe, Milano 1967, p. XXXI: cio, che questa
presa di posizione di Stalin lo urt profondamente. Va infatti ricordato che
intorno a quella data, 1928, Lukcs scriveva le Tesi di Blum e teorizzava la
strategia della dittatura democratica, che in qualche modo prevedeva un allargamento del fronte antifascista. Va comunque rilevato anche che lattacco
alla socialdemocrazia in quanto corresponsabile della fascistizzazione della
Germania gi nelle Tesi di Blum assai aspro.
6. Cfr. la Prefazione a Arte e societ, Roma 1972, p, 15.
7. Cfr. Lukcs on his Life and Work (1969), intervista alla New Left Review, 68, 1971.
8. L. Baxandall, Georg Lukdcs and the Dung/ing Men, in Philosophical
Forum, SpringSummer, 1972, p. 502.
9. G. Lukcs, Gelebtes Denken, trad. it. a cura di A. Scarponi, Pensiero
vissuto, Roma 1983, p. 139. Lukcs dichiaro di aver rinunciato alla possibilit
di andare in America.

tedesca godevano di un certo spazio di autonomia 1. Se si


guarda perci alla produzione lukacsiana degli anni Trenta con occhi meno prevenuti, si pu scorgere che in una
posizione apparentemente ortodossa si nascondono problemi teorici e filosoci, discutibili finch si vuole, ma
che, nella sostanza, rinviano oltre lo stalinismo e lideologia ufficiale. (Ci non toglie che nella lotta al fascismo
Lukcs vedesse in Stalin lunica forza antiHitler esi10. Lukcs collaborava

assiduamente alle riviste dellemigrazione.

Fra

queste ricordiamo:
1/ Internationale Literatur (1931-1945), bimestrale. Era lorgano centrale
dellassociazione internazionale degli scrittori rivoluzionari e appariva in varie
lingue: russo, francese, tedesco, inglese e cinese. Redatta da Eccher, era sorta
nel 1931 col titolo Der Weltrevolution; a partire dal 1932 si chiam Internationale Literatur e dal 1937 Internationale LiteraturDeutsche Blatter;
2/Neue Deutsche Blatter (1933-1935), di cui erano redattori fra gli altri,
Bloch, Brecht, Lukcs e Anna Seghers.
3 / Das Wort (1936-1939), redatta da B. Brecht, Willi Erede], Lion Feuchtwanger. Vi si svolse nel 1938 il noto e vivace dibattito sullespressionismo (che
era parte di una discussione pi ampia presente anche su altre riviste. Cfr. H.
Gallas, Teorie marxiste della letteratura, Bari 1974, pp. 13-14). Sono noti gli
interventi di Bloch (ora in Erbschaft dieser Zeit) e di Lukcs che concluse la discussione con Es geht um den Realismus. Brecht invece non intervenne.
4/ Uj Hang (La voce) era la rivista dellemigrazione ungherese, su cui

spessovenivano ripresi articoli di Lukcs.


5 / Literaturnij Kritik (1933-1940), di cui era animatore Lifschitz.
Quest'ultima merita una considerazione a parte, in quanto Lukcs spesso nelle
rapide ricostruzioni successive del suo periodo sovietico vi si riferisce come a
unarea relativamente autonoma dalle posizioni ufficiali. Nella Prefazione del
67 a Storia e coscienza di classe parla del ruolo di opposizione che essa aveva
assunto. un fatto che Lukcs pot pubblicare molti dei saggi pi importanti
sul grande realismo per la prima volta proprio su tale rivista (in molti casi
questi saggi venivano poi ripresi da altre riviste in lingua tedesca come Internationale Literatur e Das Wort, che il pi delle volte nelle bibliograe compaiono
come lunico e il primo luogo di pubblicazione. il caso di scritti come Grsse und Ver/all des Expressionismus, 2, 1933; Die intellectuelle Ph ysiognomie
der kunstlerischen Gestalten, 3, 1936. F. Engels als Literaturhistoriker
und Literaturkritiker,
8, 1936. . per un altro fatto che nel 1940, dopo unaccesa polemica sulla possibilit o meno di applicare anche alla letteratura il principio
engelsiano del trionfo del realismo, sorta & proposito del libro lukacsiana K
historii fealizma (Per la storia del realismo, Mosca 1939), Literaturnji
Kritik
cess le pubblicazioni. Nella pratica, afferma Lukcs, non ebbi pi accesso
alla stampa letteraria russa, Prefazione a Arte e societ, cit., p. 18.

stente) Per comprendere tali problemi bisogna partire


.
dalla svolta verso loggettivismo databile intorno al
1930 e seguita alla scoperta dei Manoscritti marxiani del
44, che segn per Lukcs un nuovo inizio coinvolgendo tutto il suo pensiero e i suoi studi successivi. Tendenza a unontologia generale come reale base filosofica del
marxismo, cosi Lukcs appunta per indicare telegraficamente questa svolta . Se guardiamo retrospettivamente
agli scritti di questo periodo, dal punto di vista di questa
svolta, molti problemi si chiariscono (ad esempio, lo vedremo, quello della <<decadenza)e appare pi chiara la
allunico fondamento filosofico
loro riconducibilit
delloggettivit. Su questa nuova base, Lukcs tenta di ri
costruire una linea filosofica, estetica e politica alterna
tiva a quella ortodossa. Introduce una diversa chiave di
moderna con lopposizione
lettura della filosofia
razionalismo-irrazionalismo,
che trasforma quella fra
materialismo e idealismo ispirata da Zadanov e da Stalin;
ormai la maggior parte dei critici
in estetica si riferisce
concorda su questo a una nozione di realismo sostanzialmente e profondamente diversa da quella ufficiale
del realismo socialista e sul piano teorico-politico persegue una linea che mira a coniugare assieme democrazia
e socialismo. La trasformazione dei fondamenti teorici
del suo pensiero fa cambiare anche il senso di categorie,
come quella di totalit,che solo in apparenza permangono immutate.
Il titolo dellantologia, Intellettuali e irrazionalismo, rinvia a un complesso di significati e di questioni che possibile rinvenire in questi scritti e che cercher di enucleare e
indicare, sia pure per accenni, fornendo le coordinate essenziali dellambito culturale e politico in cui Lukcs pensa
ll. Lukcs, Pensiero vissuto, cit. p. 139.
12. Ivi, p. 219.

e agisce nei primi anni 30, vissuti fra Berlino e Mosca,


e del groviglio di problemi in cui ci si imbatte.
Lukcs stesso da un contributo notevole quando delinea i tratti fondamentali della cultura di destra in movimento, svelandone le connessioni con la Lebensphiloso
phie, con Nietzsche, Heidegger, ecc., e mostrando il percorso che da qui porta alla cultura di destra, al Das dritte
Reich di Moller van den Bruck e poi alla cosiddetta
ideologia fascista, a Rosenberg. Ed interessante notare come gi nelle analisi dei primissimi anni 30 si presenti
in Lukcs la questione dellirrazionalismo, dellindagine
della sua genesi, del suo rapporto con lideologia fascista.
Si scopre che Lukcs comincia a questo punto, con la riessione sulla cultura tedesca di destra e sul fascismo, e

dopo la scopertafilosofica delloggettivit, a pensarele linee fondamentali de La distruzione della ragione. Si pu


anzi affermare che lo scritto Wie ist die faschistische Phi
losophie in Deutschland entstanden? va considerato un
primo abbozzo dell'opera del 54. Si tratta naturalmente
solo di un abbozzo, molto grezzo e con differenze anche
13. Dalla fine del 1930 allestate 1931 Lukcs soggiorn una prima volta a
Mosca dove lavor all'Istituto Marx-Engels e conobbe il teorico di estetica Lifschitz, il quale stava lavorando alla fondazione di un'estetica marxista ed ebbe
molta influenza su Lukcs. Dallestate 1931 al marzo 1933 Lukcs fu a Berlino, dove diresse il gruppo comunista degli scrittori tedeschi e svolse unintensa
attivit politico-culturale.
Fu assiduo collaboratore di riviste quali la Linkskurve (sulle cui vicende culturali cfr. Gallas, Teorie, cit.), Illustrierre neue Welt,
Literatur der Welrrevolurion, ecc. Egli tenne inoltre conferenze e corsi su argomenti di teoria letteraria e filosofica (su Hegel, Goethe, Mehring, ecc.) e sulla
letteratura fascista. Andor Gabor fornisce alcuni titoli: Dusseldorf, Literatur
Kln, Die literarische K rise der fasci: istischen
rheorie des Nationalsozialismus;

Gegenwart; Frankfurt, Die faschistische Ensrellung Hegels, ecc. Cfr. A. Gabor, Bibliographie von G. Lukcs, in Text + Kritik, 39-40, 1973.
14. Lukcs scrisse questo libro di getto, subito dopo la presa del potere
da parte di Hitler. Esso presenta una lunga Introduzione, che si conclude con
unautocritica di Storia e coscienza di classe, e una Prefazione, datata Mosca
1933. Lukcs lo presenta come parte di un libro pi ampio e lo definisce un
Kampfschrift,
un libro di battaglia contro il fascismo e la sua ideologia. E come tale bisogna in effetti considerarlo. Esso contiene per un confronto che
lAutore fa per la prima volta in maniera cos organica con tutta la cultura

10

notevoli rispetto allopera definitiva. Tuttavia, entro lo


stile pamphlettistico e fra i giudizi dettati dalla contingen
za politica e culturale, Lukcs vi sostiene la linea filosofica che svilupper pi tardi, negli anni 40 , in maniera
pi pacata e disincatata. E del resto i punti essenziali di
questo quadro filosofico lopposizione razionalismo
irrazionalismo come chiave interpretativa della filosofia
dellultimo secolo, la sconfitta della rivoluzione del 48
come data decisiva davvio dellideologia reazionaria,
dellirrazionalismo e dellidealismo soggettivo sotto linuenza di Schopenhauer, ecc. si possono trovare esposti in nuce, in maniera scarna e stilizzata, per con molta
nettezza gi nel saggio su Feuerbach (1932). Ma tracce di
questo percorso si possono rinvenire anche nel saggio su-

gli intellettuali tedeschie il fascismo"5. questo un fatto


di notevole importanza teorica, che pu gettar luce sulla
genesi di unopera tanto discussa, spesso o quasi sempre isolata dal resto della produzione lukacsiana e che
invece va letta proprio in relazione stretta con produzione
del periodo precedente e successivo. Ma ritorneremo ampiamente su questi argomenti.
]. Intellettuali

e fascismo

Lukcs spesso impietoso nei suoi giudizi verso gli intellettuali e lo tanto pi verso quelli che si definiscono di
sinistra (ad esempio L6with) . Per trovare la chiave
tedesca di destra e fascista, fornendo spunti di notevole interesse e nessi importanti per determinare la ricostruzione filosofica che egli propone in questi anni.
Vi faremo perci frequenti riferimenti. Cfr. Wie ist die faschistische Philosophie in Deutschland entstanden?, a cura di L. Sziklai, Akademia Kiado, Budapest 1982.
15. In Gelebtes Denken Lukcs dichiara di aver concepito La distruzione della
ragione nella sua completezza nella seconda met degli anni 40. Cfr. Pensiero
vissuto, cit., p. 132.
16. Cfr. la scheda bibliografica.
17. Su Lwith cfr. quanto Lukcs afferma nel Feuerbach, cit. passim

ll

esplicativa di questo atteggiamento critico bisogna risalire


alla sua concezione del rapporto dialettico fra struttura e
sovrastruttura e allinterpretazione del fascismo che da
tale concezione deriva. Vi infatti nel Lukcs di questi
primi anni 30 un intreccio stretto tra le categorie filosofi
che prevalenti e la sua interpretazione del fascismo.
Come tanti intellettuali tedeschi, fra cui Ernst Bloch,
egli si interroga sulle origini del fascismo in Germania, sul
perch esso abbia potuto conquistare cos larghe masse.
La risposta sta nellanalisi dello sviluppo della borghesia
e del capitalismo tedeschi nellepoca dellimperialismo:
Lattuale nazionalsocialismo in Germania il prodotto

necessariodello sviluppo della borghesiatedescanellimperialismo ". E il fascismo la forma attuale di dominio del capitalismo, dellodierno capitalismo monopolistico. Fascismo e capitalismo non possono essere disgiunti. Ci non significa che non esistano degli strati del
la borghesia scontenti del fascismo, ad es. la piccola industria di trasformazione, costretta a soggiacere alla ditta
tura dellindustria pesante e del grande capitale agrario.
Ma di fronte agli interessi generali della classe, di fronte

allessereo non esseredel sistemacapitalistico, essiarretrano, ricompongono i contrasti, accettano il male minore. Lopposizione, quando permane, resta unopposi
zione legale, dentro il sistema. Possono emergere differenze tattiche, per sempre allinterno del medesimo
obiettivo di classe: salvare il sistema capitalistico.
A questa posizione sono collegate due ulteriori carat
terizzazioni: la radicalit dellatteggiamento politico con
seguente e il considerare lopposizione borghese unappa
renza, una nzione, in quanto non riguarda il contenuto
del fascismo, la sua essenzaeconomica di forma organizzativa del grande capitale monopolistico, bensi, nel migliore dei casi, la sua forma, la sua veste esteriore. Ma
18. Lukcs,

12

Wie ist die faschtlsttlsche Philosophie,

cit., p. 20.

per Lukcs non si tratta di addolcire questa forma, di


preferire una persona ad unaltra, bens di una lotta politica radicale del proletariato contro il fascismo, in quanto
forma e in quanto contenuto. Lottare contro il fascismo
signica per lui in questo momento lottare per abbattere
il sistema capitalistico. Lottica quella, estremizzante,
dellopposizione fra capitalismo e socialismo, dellalternativa, che non conosce mediazioni, tra fascismo e bolscevismo . il punto di vista del chi non con noi
contro di noi: chi non sceglie il fronte di lotta del proletariato oggettivamente sul terreno del fascismo. Porsi
come obiettivo la lotta per la democrazia fuorviante e si
rivela, in denitiva, un aggiustamento del fascismo. Essa
evoca la scontta della Repubblica di Weimar, il fallimento della via riformistica al socialismo, il discredito
della socialdemocrazia, alla quale Lukcs non risparmia
le critiche pi aspre considerandola oggettivamente corresponsabile dellavvento del fascismo: essa ha frenato la
lotta realmente rivoluzionaria del proletariato contro il
capitalismo, divenendo cos un punto di appoggio decisivo del fascismo e dellimperialismo. I suoi teorici e dirigenti, da Bernstein a Kautskj, da Max Adler a Otto
Bauer, sono accusati di aver trasformato il marxismo in
alla formazione
una teoria liberale e contribuito
dellideologia irrazionalistica. La repubblica di Weimar
aveva inoltre creato aspettative che sono andate deluse e
questo ha prodotto nelle masse sconcerto e frustrazioni
nei confronti del socialismo e, in alcuni strati della piccola borghesia, nostalgie restauratrici nelle quali ha fatto
breccia la propaganda demagogica del nazionalsocialismo
19. qui evidente la diversit sostanziale rispetto alle Tesi di Blum
(1928), ma anche ad altri scritti successivi e in particolare allaltro importante
libro sul fascismo e la sua ideologia, Wie ist Deutschland zum Zentrum der
reaktiondren Ideologie geworden? (a cura di Lsl Szklai, Budapest 1982) il
cui problema principale invece la democrazia in Germania. Ma su questo
punto ritorneremo pi avanti.

13

(di cui un motivo diffuso lidentificazione di marxismo


e liberalismo, considerati corresponsabili dellattuale

povert delle masse)2.


facile a questo punto rilevare la vicinanza di tali argomenti con quelli che, prima del VII Congresso (1935),
costituivano la posizione ufciale dellInternazionale comunista, ispirata da Stalin 21: lequivalenza socialdemocrazia-socialfascismo, rapporto necessario fascismocaptalismo, rifiuto della democrazia, ecc. Tuttavia, al di l
degli atteggiamenti politici di adattamento, il nucleo
dellinterpretazione del fascismo in termini economici, in
quanto stadio necessario dellimperialismo corrisponde pienamente alle convinzioni di Lukcs ed coerente
con la sua concezione filosoca. (Mentre la concezione
del fascismo come opposizione polare del socialismo, an
che se pu essere ancora rintracciata nello scritto su
Bloch, del 35, presto scomparir e verr sottolineata
limportanza della democrazia). Discutendo infatti la blochiana Erbschaft dieser Zeit dopo il VII Congresso
dellInternazionale comunista, egli ribadisce tale punto di
vista in vivace contrasto con Bloch. Anche per questultimo il fascismo unespressione del capitale finanziario e
Lukcs rileva con approvazione: Per lui, correttamente,
il carattere del Terzo Reich e di essereuna dittatura aper-

ta e infame del capitale monopolistico 22. Il dissenso


profondo nasce riguardo alla teoria della non-contemporaneit che portava Bloch a considerare possibile in-

canalarelanticapitalismo romantico dei ceti pauperizzati, dei contadini e della piccola borghesia nella direzione
20. Cfr. Uber das Schlagwort Liberalismus und Marxismus, in Der
Rote Aufbau 21, 1931.
2]. Cf r. Storia del! Internazionale comunista attraverso idocumenti ufciali, a cura di X. Dagras, Milano 1975; A. Agosti, La Terza Internazionale.
Storia documentata, Roma 1974-1979.
22. G. Lukcs, Leredit del nostro tempo, cit. passim.

14

del proletariato sottraendolo allinuenza del nazionalsocialismo e del fascismo, che su tali ceti facevano leva 23.
Lukcs rovescia, sia sul piano tattico che su quello teorico, la posizione di Bloch: lerrore non stato quello di
non aver montato la guardia davanti ai ceti pauperizzatie noncontemporanei i contadini e la piccola borghesia , ma di aver frenata e deviato la lotta del proletariato. Il vero problema dunque quello del ruolo egemonico
del proletariato, ci che nemmeno Bloch in verit disconosce. Ma la differenza teorica sostanziale sta nel fatto
che Lukcs non riconosce come ceti non-contemporaneii
contadini e la piccola borghesia urbana: essi sono in realt nonostante tutti i residui precapitalistici che per
mangono nelle campagne prodotto e risultato dello
sviluppo capitalistico 24. E il loro anticapitalismo ha un
segno reazionario. Il recupero politico e ideologico di
queste classi pu avvenire solo con una prassi che faccia
loro prendere coscienza della situazione di ceti sfruttati
dal capitalismo monopolistico e attraverso il superamento totale delle vecchie forme delle loro ideologie.
Bloch, per contro, vede proprio in tali ideologie il momento da conservare 25.
Riportando la definizione lukacsiana del fascismo
esso il prodotto necessario dello sviluppo della borghesia tedesca nellimperialismo ho sottolineato laggettivo necessario. Esso solleva, infatti, alcuni problemi
23. Oggettivamente non-contemporaneo per Bloch ci che lontano dal
presente, ad esso estraneo. Esso comprende, dunque, delle vestigia che spari-

sconoe, soprattutto, un passatoche non stato rimesso a giorno, che non an-

cora superato da un punto di vista capitalistico. La contraddizione concontemporanea invece il contrario di una contraddizione motrice che fa
scoppiare le cose, non dalla parte del proletariato, la classe storicamente deci
siva, non sul campo di battaglia tra il proletariato e il grande capitale, dove si
svolge la battaglia oggi decisiva. Cfr. E. Bloch, Erbschaft dieser Zeit, Frankfurt 1964. A questi temi accenna Remo Bodei, Multiversum. Tempo estoria in
E. Bloch, Napoli 1979.
24. Lukcs, Leredit del nostro tempo, cit.

25. [bid.

15

teorici. Il fascismo non considerato come deviazione


di una certa borghesia, bens come una tappa del nor
male sviluppo ideologico della borghesia 2. La stessa
nozione di necessit compare quando Lukcs parla della
losofia degli ultimi decenni: Come lo sviluppo imperia
listico della borghesia tedesca e la preistoria del nazionalsocialismo, cos la storia della losofia del periodo imperialistico la preistoria della Weltanschauung nazionalsocialista 27. A che cosa rinvia tale necessit? Sarebbe
troppo semplice rispondere che qui presente una losoa della storia di tipo hegeliano o una concezione teleologica della storia di tipo millenaristico. Lukcs stesso a
presentare delle obiezioni possibili alla sua posizione: si
elude la questione della responsabilit soggettiva, si di
minuisce la responsabilit dei potentati tedeschi, si spunta
larma che deve essere agitata contro di loro e si rende
corresponsabile dellavvento del dominio fascista lintero
passato della Germania borghese . La radicalit delle
obiezioni per per lui solo apparente. In questo caso,
infatti, necessit non signica inevitabilit o fatalismo. Signica che lo sviluppo del capitalismo monopolistico, nelle condizioni della Germania di quel momento,
richiedeva quella determinata forma politica. La quale
risultata vincente anche di fronte a tutte le, peraltro trascurabili, opposizioni. Nel fatalismo ricade invece proprio chi non accetta, anche sul piano teorico, questa necessit e la lotta politica radicale che ne consegue. Non
qui presente dunque una concezione della Storia (con la
maiuscola), ma uninterpretazione della storia che riconosce loggettivit dei rapporti sociali e per anche linterazione fra soggetto e oggetto e presenta almeno una alternativa, quella tra vittoria del proletariato e vittoria del
fascismo (capitalismo) e prevede quindi la possibilit del26. [bid.
27. Lukcs, Wie ist die faschtlsttlsche Philosophie,
28. Ivi, p. 20.

16

cit., p. 43.

lopposizione, della sua lotta vittoriosa. Non si spiegherebbero altrimenti le critiche alla socialdemocrazia, ai
protagonisti di Weimar accusati di aver prodotto nelle
masse delusione nei confronti del socialismo e della democrazia , a quegli intellettuali che civettano con la

Spiegelfechterei, con la finzione, con la falsa radicalit

che ha al fondo la rassegnazione, invece di approfondire


lanalisi di classe del fascismo e trarne tutte le conseguenze pratiche e teoriche.
Va dunque sottolineato che a questo punto dellanalisi teorica del fascismo che Lukcs avvia anche lindagine storico-ideologica della Germania e comincia a
scavare nella sua storia politica, economica, culturale, losofica, per cercare le origini, oltre che del fascismo, anche di quel pensiero irrazionalistico da cui tanto ha attin
to lideologia fascista. Lindagine culminer ne La distruzione della ragione e va ovviamente oltre tale problematica genetica, mirando soprattutto alla costruzione di una
linea filosofica fondata su basi del tutto diverse, agganciata in qualche modo allumanesimo del classicismo tedesco e alla tradizione borghese progressista. I passag
gi principali del ragionamento di Lukcs sono noti (ho gi
accennato che sono chiaramente rintracciabili gi nellimportante saggio su Feuerbarch): il 1848 anno della
sconfitta della rivoluzione borghese in Germania
viene
posto come displuvio tra la fine dellumanesimo tedesco
(Hegel, Goethe, Kant, Feuerbach) e lavvio della decadenza ideologica: si inizia in questo momento la fortuna
losofica e culturale di Schopenhauer, che per molti versi
soppianta quella di Feuerbach di pochi anni prima. E in-

dicativo a questo proposito lesempio dellevoluzione

di Richard Wagner dal vero socialismo alladesione alla


monarchia bonapartistica analizzata nel Feuerbach.
Lukcs sottolinea con adesione la descrizione del periodo
postrivoluzionario di Wagner fatta da Nietzsche, in quanto coglie il movimento tipico di una classe di intellettuali
verso lirrazionalismo, il mito, lateismo religioso, ecc.,

passando dallammirazione per Feuerbach alla passione


per Schopenhauer. Cos si esprime Nietzsche: Un avvicinamento al principe tedesco, poi omaggi allimperatore,
al Reich, allesercito, poi anche al cristianesimo [...] e imprecazioni contro la scienza ". Col venir meno della
speranza nello sviluppo e nellemancipazione dalla
miseria tedesca, infatti, la cultura umanistica perde terreno, viene a mancare la base sociale da cui trarre ossigeno e su cui operare. Heine costituisce lultimo tentativo di

farla rivivere. Il pessimismoschopenhaueriano interpreta invece bene i sentimenti di una piccola borghesia
delusa e disorientata dopo il fallimento del 48, che diventa sempre pi reazionaria di fronte allo Sturm und Drang
del capitalismo che si rafforza anche in Germania. Si
tratta spiega Lukcs nel Feuerbach - della filosofia
per una borghesia che non vuole che siano scosse le basi
economicosociali del suo stato sociale, sebbene o proprio perch essa avverta gi la precariet di molte di
queste basi; nel contempo -e questo un fatto specifico
della Germania di allora la filosofia per una borghesia che, nonostante il sempre crescente peso economico,
rinuncia a ogni lotta per il potere politico 3. Nietzsche,
considerato laltro antesignano del pensiero irrazionalisti
co, esercita invece la sua influenza in un secondo momen
to: con la sua critica della decadenza dallinterno della
decadenza, egli il tipico rappresentante diuna filosofia
dellimperialismo.
Si capisce forse meglio a questo punto il concetto di
necessit di cui parla Lukcs. Appena la funzione progressiva della borghesia si esaurisce, anche la cultura
umanistica progressista, di opposizione al feudalesimo,
29. Cfr. infra.
30. in Feuerbach e la letteratura tedesca Lukcs rileva la particolarit e
complessit del pessimismo schopenhaueriano, che alla base del suo dominio
culturale negli anni postrivoluzionari.

31. [bid.

18

non ha pi ragion dessere, la cultura democratica si inde-

bolisce fino allesaurimento 32. questo per Lukcs uno

dei motivi della vittoria hitleriana e da qui deriva anche la


considerazione della storia della filosofia del periodo imperialistico come preistoria della Weltanschauung nazionalsocialista. Schopenhauer e Nietzsche sono considerati i geni isolati che hanno dato avvio a tale Weltanschauung. Senza Schopenhauer e Nietzsche, sostiene Lukcs, i motivi fondamentali del pensiero reazionario decadente sarebbero impensabili 33.
Ma se vero che la Weltanschauung nazionalsocialivedremo fra breve alcuni tratti) si nutrita di cate(ne
sta
gorie filosoche presenti nei pensatori del periodo a ca
vallo fra i due secoli e che la filosofia di questo periodo rispecchia le situazioni culturali, economiche e sociali nuove che si andavano producendo, tuttavia la corrispondenza che Lukcs stabilisce fra imperialismo economico e determinate categorie filosofiche si presenta spesso in termini eccessivamente semplificanti. Non si tratta tuttavia
nemmeno in questo caso di una coincidenza con la posizione staliniana circa la corrispondenza unilaterale e inequivocabile tra base e sovrastruttura. Di contro a tale posizione, Lukcs assegnaun ruolo importante alla Weltanschauung, alla cultura, alla cosiddetta sovrastruttura
in genere, nella trasformazione della base materiale. Per
solo se vi e consapevolezza di ci, se lanalisi dei rapporti
di classe stata condotta fino in fondo. Nessuna confusione con la Kulturkritik che si ferma al livello ideologico
e non si occupa delleconomia, trattata come un destino su cui impossibile intervenire. Ma vi anche un secondo elemento che pone Lukcs su un piano teorico diverso: lidea della permanenza di alcuni tratti della sovra32. Cfr. il testo lukacsiano del 41 sul fascismo, in cui presente una diversa concezione del rapporto con la democrazia e unulteriore rilessione e ap-

profondimento della tematica di cui stiamo parlando.


33. Ivi, p. 31.

struttura. Questa non scompare mai del tutto col venir


meno della base. una posizione che fa saltare linterpretazione automaticistica di tale rapporto e che rinvia,
com evidente, a tutta la concezione lukacsiana del
grande realismo e del problema dell'eredit borghese.
La rigidit della connessione, che ho rilevato, consiste invece, mi sembra, nella lettura e nellinterpretazione di determinate categorie e posizioni losofiche esclusivamente
come riesso di condizioni e rapporti economici dati. Ad
es., lintendere lirrazionalismo semplicemente come filosofia dellepoca imperialistica, determinato dai rapporti economici del capitalismo monopolistico, ecc.
Sembra a questo punto del tutto naturale sollevare il
problema, o il complesso di problemi, che sta al fondo di
tutta la discussione: vale a dire, la genesi di una posizione
losofica. Come nasce una Weltanschauung? La sfera filosoca ha uno statuto suo proprio, specifico e autonomo, oppure deve necessariamente rinviare a una base
strutturale? E in che modo, attraverso quali mediazioni?
Inoltre: pu esistere contraddizione fra atteggiamento filosoco e atteggiamento politico? Pi in generale, la questione il modo in cui si costruisce una posizione intellettuale, se lintellettuale debba preoccuparsi delle conseguenze politiche del suo pensiero, se sia possibile una
cultura per luomo eterno, cio pensare indipendentemente dalle circostanze sociali e politiche, al di sopra delle parti e delle classi sociali, ecc. Non sono rintracciabili
in Lukcs risposte univoche ed esplicite a tali questioni
(che saranno invece approfondite nellOntologia). Restano comunque fatti teorici acquisiti il ruolo rilevante dei

movimenti economici sullo svilupparsi di tendenzeculturali, quindi la loro storicit, e la questione, che egli ritiene
di estrema importanza, dellimpegno politico degli intellettuali, collegata a quella della coerenza tra pensiero e
azione, tra Weltanschauung e atteggiamento politico in
senso ampio, soprattutto in situazioni eccezionali, come
la guerra o il fascismo. Sono situazioni che non consento20 -.

no di sottrarsi allanalisi approfondita e alla presa di posizione chiara di fronte ai conitti di classe. Non cio
concesso restare in mezzo al guado o rinchiusi nella torre
davorio del Grand Hotel Abgrund. E non si tratta solo
di una questione morale,

bens dellattendibilit

stessa,

della forza di penetrazione della propria ideologia. Pensare di poter stare al di sopra delle classi sociali, fermarsi al radicalismo meramente ideologico una pura illusione, lorigine della falsa coscienza, un precludersi
di vedere chiaramente la realt. La dimostrazione di ci
che tale radicalismo aristocratico ben accetto alla borghesia proprio perch resta sul piano ideologico e non ne
intacca le basi economiche. Vi anche qui una Spiegelfechterei, una finzione, concetto fondamentale di queste
analisi di Lukcs, il quale parla addirittura dellemergenza di un largo strato di intellettuali parassitari 34, cio
di correnti di opposizione finanziate dal capitalismo perch producano ideologie critiche del movimento operaio,
dei suoi partiti e della sua teoria in base a ideologie molto pi radicali.
Diventa a questo punto pi chiara limportanza dellinterpretazione del fascismo in termini economici, cio
come stadio del capitalismo monopolistico. Una critica di
esso realmente radicale non pu prescindere da tale contenuto, mentre la demagogia sociale del fascismo possibile solo sul fondamento ideologico di unaccentuata
supremazia dellideologia rispetto alla base materiale 35.
Una cultura eterna, astratta dalla base materiale e astorica dunque non esiste. Anche lintellettuale un soggetto storico eil suo pensiero un prodotto del suo tempo.
34. G. Lukcs, Grand Hotel Abgrund, cit., infra.
35. Ivi. Grand Hotel Abgrund perci un appello agli intellettuali pi
onesti a trarre tutte le conseguenze dalle loro posizioni critiche, a indagare le
cause reali del potere del fascismo in Germania, a non restare avvinti nel circolo incantato dellideologia;
a cercare la soluzione dei problemi partendo
dalleconomico, a compiere il salto vitale dalla parte del proletariato.

Molti ritengono sostiene Lukcs che in losoa


non si tratti di una questione di tempo, che loggetto della
losoa sia piuttosto letemo, ci che sta al di l delle lotte
di classe e di partito del presente [...] Ma a che cosa si riferiscono le verit eterne dei pensatori della nostra epoca?
Non sono soggetti storici, e trasformatisi storicamente, come lo Stato, luomo, l'amore, ecc. che vengono idealisticamente assunti in questa losoa come verit eterne?
. Il principio delleternizzazione del transitorio per Lu
kcs il principio metodologico dellapologetica.
Non si deve per nemmeno pensare che egli si riferisca a un rapporto automatico e rigido tra posizione politica e posizione intellettuale. La questione fondamentale
quella della falsa o giusta coscienza, dellessere pi o
meno consapevolmente rappresentanti dellepoca della
decadenza oppure promotori della societ futura, del
restare dentro lalienazione o porsi nella prospettiva del
suo superamento. Essere pensatori del proprio tempo significa essere capaci di cogliere i suoi problemi alla radice, comprendere le vere forze motrici della societ, rappresentare le contraddizioni reali senza preoccuparsi delle
conseguenze politiche, significa essere realisti. Di fronte
alla fascistizzazione della vita, dalla politica alla cultura,
Lukcs invita gli intellettuali pi onesti a essere appunto
realisti, a fare analisi disincantate, a portare alle estreme conseguenze il distacco ideologico dalla borghesia:
darebbero in questo modo un contributo al materialismo
dialettico pi di tanti dotti marxisti. Pi tardi egli dar
una rappresentazione molto efcace di questo processo:
Ogni ideologo, da qualsiasi classe provenga, solo per la
sociologia volgare imprigionato ermeticamente e solipsisticamente nellessere e nella coscienza della sua classe,
ma in realt sta sempre di fronte alla societ intera 37.
36. Lukcs, Wie ist die faschistische Philosophie, cit., p. 44.
37. Lukcs, Marx e il problema della decadenza ideologica, in Marx e la
critica letteraria, Torino 1954, p. 171.

22

unaffermazione di estrema portata per comprendere la


problematica del Lukcs di questi anni, dal problema degli intellettuali a quello del grande realismo e delleredit borghese. Questo stare di fronte alla societ intera
pu permettere allintellettuale di cogliere anche le con
traddizioni che esistono allinterno della sua stessa classe,
fino ad arrivare a una rottura con lideologia della classe
dorigine e al salto vitale. Processo difcile in unepoca di decadenza, ma che Lukcs stesso aveva compiuto e
che era possibile. Fra questo estremo e quello della pura e
semplice apologia vi sono tuttavia dei punti intermedi importanti, come la capacit di alcuni ideologi di rappresentare senza esitazioni le grandi contraddizioni dellepoca arrivando allo scontro con la propria classe e per senza giungere a un passaggio consapevole al proletariato.
il caso di Musil, le cui capacit di grande scrittore Lukcs
apprezza, considerandolo un vero razionalista, che
non fa concessioni al disprezzo per l'intelletto, diffuso
fra i suoi contemporanei. La sua capacit di rappresentare un mondo in declino raggiunge effetti satirici di notevole livello artistico. E tuttavia, il fermarsi a un livello
meramente ideologico costituisce anche per lui un limite
insuperato. Questa ironia lo spirito di uno che sta den
tro alla cosa fino in fondo, di un uomo il cui orizzonte
non va pi in l di quello di coloro su cui ironizza .Vi
ladeguamento a ci che si schernisce e si disprezza. Lukcs dichiara cosi l'insufficienza della critica meramente
ideologica e la necessit di trarre invece tutte le conseguenze pratiche dalla massima chiarezza teorica.

38. Lukcs, Grand Hotel Abgrund, cit. Lukcs e Musil si incontrarono


una volta in casa di Bla Balzs a Vienna nel 1922. Cfr. Soma Morgenstein,
Robert Musil-Gyorgy Lukdcs: Eine Begegnung, in Studi tedeschi, 2-3, 1980.

23

2. L ideologia fascista e la cultura di destra


Lukcs si chiede preliminarmente se unideologia fascista
esiste 39. La risposta pu essere considerata affermativa,
per a patto di rilevarne il carattere non originale ed assolutamente eclettico. I suoi principi fondamentali sono
quelli, gi esistenti, di una certa cultura tedesca a partire
da Nietzsche e dalla Lebensphilosophie al neokantismo,
da Simmel a T nnies, a Spengler, Rathenau, ecc. Questi
avevano avviato un processo culturale destinato ad avere
oggettivamente sviluppi significativi nella Weltanschauung fascista, indipendentemente dal fatto che essi
fossero soggettivamente non responsabili di questo. Lukcs vuole dimostrare che, oltre al realizzarsi di circostanze economiche e politiche, aveva preparato e reso possibile lavvento del fascismo in Germania anche un intreccio
complicato di posizioni filosofiche e culturali.
Ma quali sono i topoi di questa cultura e qual il
rapporto tra lideologia fascista e la cultura di destra?
Ho gi accennato alla Spiegelfechterei, che e commedia, finzione, gioco illusorio e ingannevole. la nta
radicalit della critica del capitalismo per difenderlo subdolamente, apologia indiretta del capitalismo. Essa riguarda tanto la Kulturkritik,
la critica che si ferma ai
sintomi del meccanismo di produzione capitalistico,
evitando di spingersi oltre, fino ai suoi aspetti economici,
quanto lanticapitalismo romantico che sogna di ritorni
allindietro. Si tratta di una tendenza tipica del periodo
della decadenza, avviata da Schopenhauer con la sua
critica zeitlos, atemporale, dei mali del mondo, col suo
pessimismo e la teorizzazione dellinattivit 4 e perfezionata da Nietzsche, che la porta al livello massimo di
raffinatezza ideologica. Lukcs apprezza la originalit e
spregiudicatezza di Nietzsche, la sua cinica sincerit
39. Lukcs,
40. Lukcs,

Wie ist die faschistische Philosophie, cit. p. 61.


Wie ist Deutschland zum Zentrum, cit., pp. 110111.

nellelevare a metodo lambiguit e la contraddittoriet,


qualit che si perde invece completamente nei suoi seguaci, costretti a ricorrere al nascondimento, alla Spiegelfechterei pi tozza, a negare demagogicamente il captalismo, a presentarsi come propugnatori di un millantato sovvertimento radicale dellintero sistema , per po
terlo meglio difendere indirettamente (Junger viene indicato come esempio tipico di questa operazione). La cinica
sincerit di Nietzsche e la sua contraddittoriet si esprimono sia nella critica del capitalismo che nellesaltazione
di motivi imperialistici. Lukcs ammette che la sua critica
della decadenza e del capitalismo raggiunge talvolta punte di grande efficacia, come quando afferma che lo
sfruttamento capitalistico peggiore della schiavit; egli
considerato per nel contempo un precursore utopico,
un preannunciatore del periodo imperialistico. Ai suoi
occhi il capitalismo da un lato distrugge la cultura, atomizza e disgrega la totalit e lordine dei ceti, ma dallal
tro non abbastanza grande, potente e conquistatore 42.
il suo modo peculiare di fare dellapologia indiretta e il
suo modo contraddittorio di esprimere il suo anticapitalismo romantico: la critica del presente per un futuro fatto
di pezzi del passato .
Linfluenza di Nietzsche su tutta lideologia nazionalsocialista per quel che riguarda questi motivi, e non solo
41. Lukcs, Wie ist die faschistische Philosophie, cit., p. 31.
42. Ivi, p. 84. Cfr. anche Nietzsche precursore dellestetica fascista, in
Contributi alla storia dellestetica, Milano 1975.
43. Lukcs indica 3 punti per dimostrare la posizione apologetica di
Nietzsche: l / Ein lascia fuori dalla considerazione del capitalismo tutte le categorie economiche, liquidate come modo superciale di porre le questioni;
2/ nonostante la critica aspra del presente, il suo pessimismo nel giudicarlo decadente e tutti i gesti eroici, Nietzsche non entra mai nel bench minimo con
itto con qualsivoglia tipo di potere sociale; 3 / Mediante il collegamento del
presente decadente, necessario e fatale con la visione del superuomo del futu
ro, laccettazione acritica di tutti gli orrori dello sviluppo capitalistico stata
stilizzata a dovere sacro delluomo che sta in alto, a esigenza dellamor fati.
Cfr. Wie ist die faschistische Philosophie, cit. pp. 12-13.

25

questi, per Lukcs decisiva. A partire da Moeller van


den Bruck a Freyer, a Rosenberg, la Spiegelfechterei
considerata il motivo fondamentale che sottende a tutte le
loro posizioni: essi criticano il sistema esistente in nome
di un futuro palingenetico, ma sono in realt sostenitori e
promotori di unideologia imperialistica che diventa sempre pi forte. Il titolo del libro di Moeller van den Bruck,
che forse pi ha inuito sullo svilupparsi dellideologia di
destra e nazionalsocialista in Germania , Das Dritte
Reich (1923), molto significativo. Esso allude a un regno millenario di liberazione totale, a un Terzo impero, dopo quello medioevale e quello bismarckiano, che
rappresenta in realt lutopia degli strati conservatori te
deschi . La critica del presente per Moeller van den
Bruck, come per gli altri, soprattutto critica del liberalismo, del concetto liberale di societ e del parlamentari
smo, dellindividuo borghese, della ragione calcolatrice,
delleconomia, ecc. Mentre come unica possibilit di uscta dal capitalismo viene indicata la rivoluzione di destra (Freyer). significativo che la critica del liberalismo
vada di pari passo e qualche volta coincida con la critica
del marxismo. Lukcs lo rileva nel suo scritto del 31 5 e
lo spiega con lidenticazione che veniva spesso operata
fra marxismo e socialdemocrazia (riformismo). Sia lindividuo borghese che la nozione marxiana di classe vengono dalla cultura di destra riutati in nome del Volk, del
44. Sulla cultura di destra nella Repubblica di Weimar, cfr. lottimo K.
Sontheimer, Antidemokratisches Denken in der Weimarer Republik, Munchen

1962.
45. Cfr. in proposito le osservazioni di Bloch in
cit., e dello stesso Lukcs in Wie ist Deutschland zum
46. Lukcs, Uber das Schlagwort cit.. da notare
scritto del 1929 sottolinea questa critica della destra al

Erbschaft dieser Zeit,


Zentrum, cit., p. 175.
che anche Bloch in uno
liberalismo e al marxi-

smo insieme, visti come faccedella stessamedaglia: In una confusione folle

tra la ragione capitalista e la ragione comunista nasce una ragione antimeccanicista che si nutre delle mille buone maniere dellirragione della grande borghesia e che d luogo a unopposizione al marxismo volgare altrettanto forte che al
capitalismo (Erbschaft dieser Zeit, cit.).

26

popolo, della Volkstmlichkeit, la quale viene in genere


legata al concetto di nazione ". Lukcs da un lato rileva
come sia proprio questa concezione in fondo aristocratica - di popolo a sfociare nel razzismo nazionalsocialista (Rosenberg, ecc.) e dallaltro svela la Spiegelfechterei
che si nasconde dietro una nozione di popolo intesa come
conciliazione degli opposti interessi di classe, tipici della
societ liberale. Questa conciliazione (Vers'hnung) in
realt la totale sussunzione di tutti gli interessi di classe
sotto gli interessi della borghesia monopolistica . Egli
insiste sul carattere demagogico di questa Weltanschauung, che fa presa sullo sfruttamento dei sentimenti
anticapitalistici delle masse, e sulla contraddizione pratica in cui essa necessariamente ricade: lopposizione tra
sfruttatori capitalisti, la cui dittatura in tutti i campi della
vita delle masse lavoratrici aumenta costantemente, e gli
sfruttati nella cui testa viene inculcato il contenuto
economicosocialedel Terzo Reich in quanto regno millenario. Il concetto di Volk ricorrente nellideologia di destra finisce per indicare cos unimmagine quanto mai
astratta. Un esempio tipico di questa astrattezza la forma dellArbeiter di Junger 49.Essa rappresenta un tutto,
una totalit sublimata, priva di qualsiasi riferimento a
qualit economiche. Essa non un prodotto economico. Ed proprio qui che, secondo Lukcs, si rivela e dventa visibile in Junger il passaggio dal romanticismo del
la filosofia della vita al fascismo vero e proprio: nella
forma dellArbeiter che aspira a risolvere e annullare
tutte le opposizioni di classe e che deve dare lillusione di
rappresentare lunit di tutti i lavoratori, dalloperaio al
facchino 5, allo scopo di costituire un dominio planeta47. Su questo argomento cfr. G. L. Mosse, Le origini culturali del Terzo
Reich, Milano 1968.
48. Lukcs, Wie ist die faschistische Philosophie, cit., p. 63.
49. E. Junger, Der Arbeiten Herrschaft and Gestalt, Hamburg 1936 (I
ed. 1932).
50. Lukcs, Wie ist die faschistische Philosophie, cit., p. 137.

27

rio, il quale non altro che lo Stato assoluto. Questo


Arbeiter ha lo stesso significato simbolico del Volk. Entrambi rappresentano un particolare tipo di volont di
potenza, entrambi incarnano la critica del mondo liberale e dellindividuo borghese, in nome di uno Stato assoluto in cui lindividuo, o la classe, si deve annullare.
Vale la pena di soffermarsi brevemente su qualche
tratto della figura jiingeriana dellArbeiter, e sulla interpretazione che ne d Lukcs, in quanto molto indicativa
della cultura di destra di cui stiamo esaminando alcune
categorie sulla base delle posizioni lukacsiane. A proposito del rapporto dellArbeiter con questa societ, Jiinger
afferma che non si tratta di un rapporto di opposizione
(Gegensatzes) rispetto a questa societ, bens di Andersartigkeit, di alterit 5. Loperaio altro rispetto ad essa,
non vuole cambiarla, bens annullarla nello Stato. La societ evoca il contratto sociale, i legami giuridici ed economici fra gli individui, la negoziazione. LArbeiter si pone al di fuori di tutto questo, esso un Kriegsmann, un
soldato che deve stabilire un nuovo ordine, trasformare i
legami giuridici in militari e la massa in esercito 52.Esso
un tipo, simbolo di potenza e di attivismo (soggetto
della totale Mobilmachung), dellirrazionale e dellimmorale, e come tale strettamente polare rispetto alla figura
del borghese razionale-virtuoso. LArbeiter amante
della guerra ne a se stessa (Non importa per che cosa
combattiamo, ma come combattiamo, ripete Junger),
mentre il borghese ama la pace, che Starrheit, rigidit,
morte. Lukcs rileva come, nonostante queste dichiarazioni antiborghesi e antiliberali, la forma dellArbeiter
conservi in realt tutti gli elementi di una volont di po
tenza che tipica del capitalismo monopolistico. La stesSl. Lukcs scorge qui luso di un motivo tipico del neokantiano Rickert,
la nozione di Heterothesis: ivi, p. 136. Cfr. anche Zur Literaturtheorie der nationalen Bewegung, infra.
52. Junger, Der Arbeiter, cit., p. 25.

28

sa apologia jngeriana della tecnica non che un aspetto di


questa posizione. Essa infatti non considerata come il livello su cui si misura il progresso scientico, bens come il
modo in cui lArbeiter mobilita il mondo: la sua peculiarit il come, il modo e dunque rappresenta la parte attiva, aggressiva e militare dellArbeiter di contro alla
morta economia del borghese. Le due polarit che qui
emergono a indicare due mondi contrapposti quella tra
pace e guerra e quella tra economia e tecnica costituscono per Lukcs il contenuto essenzialedi una posizione
di anticapitalismo romantico, in questo caso di Junger.
Il richiamo a un motivo fondamentale della Lebensphilosophie lopposizione fra Starrheit e Leben (Seele), che aveva trovato in Simmel il sostenitore pi raffinato e rappresentativo qui evidente e Lukcs lo rileva.
il tema della polarit fra ci che rigido, morto esseree
ci che vita. Dietro questa opposizione, sostiene Lukcs, stanno i problemi sublimati, distorti e divenuti
apologetici del vecchio anticapitalismo romantico 53.
Dalla Lebensphilosophie, da Simmel, il motivo della polarit tra Starrheit e Leben passa nella cultura di destra
attraverso Walter Rathenau. Questi, proprio sulla scia di
Simmel, aveva approfondito i problemi della meccanizzazione prodotta dal capitalismo 54, ma anchegli era scivolato nella doppiezza tipica della borghesia liberale tedesca del periodo imperialistico. Rathenau, sostiene Lu
kcs, non pu chiudere gli occhi di fronte ai fatti
delleconomia imperialistica, per sotto linusso di
Simmel li volatilizza da un lato considerandoli come
fatti della meccanizzazione, della schematizzazione
della vita, dallaltro accentuando, in maniera idealisticoapologetica, la necessit assoluta e linevitabilit di queste
forme economiche: leconomia un destino, dice, senza
53. Lukcs, Wie ist die faschistzlsche Philosophie, cit. p. 120.
54. W. Rathenau, Zur Kritik der Zeit, Berlin 1912.

29

accorgersi di parodiare Napoleone 55. A questa econo


mia considerata tragico-fatale viene contrapposta lanima, die See/e: il tempo cerca la sua anima e la trover,
contro la volont della meccanizzazione, afferma Rathenau nella Zur Kritik der Zeit 55. Ma questanima
quella della rendita parassitaria e la polarit finisce anche
in questo caso per rivelarsi una Spiegelfechterei a favore
del sistema economico esistente. per Lukcs molto significativo che Musil descriva coi tratti tipici del liberale
Rathenau uno dei personaggi pi riusciti de L uomo senzza qualit, Arnheim, il dotto prussiano che cerca di conciliare affari e anima, spirito e commercio, senza mai dimenticare di essere innanzitutto un capitalista 57.
La polarit fra Starrheit e Leben ritorna ancora in
Fischer allievo di quellI-lans Freyer che aveva teorizzato la rivoluzione di destra come unica via duscita dal
capitalismo
e si configura questa volta come opposizione fra economia e politica, fra rigida, morta Wirtschaft, che rappresenta il mondo del borghese, e Iebendig
Politik, che forza vitale, Tat, attivit, e a cui affidato
il superamento del mondo borghese. Lattivismo presente
in tutti questi autori un altro topos della cultura di destra e fascista ( un motivo fondamentale anche in Rosen
berg). Lukcs lo definisce irrazionalistico e lo spiega
con la concezione teoreticoconoscitiva che tipica anche
della Lebensphilosophie: il rifiuto della conoscenza
razionalecausalee laccettazione dellintuizionismo irrazionalistico, dellistintuale, ci che impedisce ogni conoscenza delle forze in movimento della societ: La con55. Lukcs, Wie ist die faschisttlsche Philosophie, cit., p. 148.
56. Rathenau, Zur Kritik, cit. p. 148. Per dare unulteriore dimostrazione

di come l'ideologia fascistasi sia nutrita di categorieesistentinella cultura liberale tedesca, Lukcs rileva come la categoria di Blut (sangue), decisiva nel
teorico ufficiale del fascismo, Rosenberg, sia presente gi in Rathenau, legata
alla nozione di sgermanizzazione che accompagna il processo di meccanizzazione.
57. Lukcs, Grand Hotel Abgrund, cit., infra.

30

cezione fascista del nesso fra teoria e prassi dipende dal


rifiuto della ricerca della genesi reale 58, afferma. E la
genesi reale non pu tollerare lisolamento della sfera cosiddetta spirituale dal complesso dei rapporti economici.
questo un punto fermo del pensiero di Lukcs in questi
anni e della sua interpretazione sia del fascismo che
dellideologia di destra e dellirrazionalismo.
Tocchiamo cos uno dei problemi fondamentali della
ricerca lukacsiana di questi anni,la tematica dellirrazionalismo e della sua genesi, e parallelamente la fondazione di una linea filosofica su basi completamente diverse e contrapposte. questo il significato reale del lavoro complessivo che Lukcs compie in questi anni. Passiamo quindi a una trattazione pi ravvicinata del rapporto
razionalismo-irrazionalismo, una dualit che non inventa
Lukcs, ma che lo abbiamo visto si ritrova gi esplicitamente teorizzata nella cultura di destra di questo periodo ed legata allopposizione fra Starrheit e Leben.
Per la gran parte degli autori menzionati, ragione coin
cide con lordine capitalistico contro cui in linea di principio lottare, con la starr economia, con la morta pace,
ecc. Essa ci che inconciliabile coi sentimenti, con gli
istinti, con lintuizione, che rappresentano invece la vita,
lanima. Lukcs tenta di svelare le commistioni ideologiche e la confusione di categorie, linganno, che tali teorie
contengono. E lo fa talvolta con grande acutezza, talvol
ta ricadendo egli stesso in un atteggiamento polare, sia
pure con una valenza opposta. Bisogna perci chiarire il
senso generale che ha per Lukcs la proposizione di questo binomio e il significato specifico dei suoi due termini.

58. Lukcs,

Wie ist die faschistische Philosophie,

cit., p. 207.

31

3. Razionalismo-irrazionalismo

Ho gi accennato al fatto che con la proposizione di tale


binomio Lukcs opera un ribaltamento delle posizioni filosofiche allora dominanti in campo socialista. Ispirate
da Zdanov e poi accettate e rilanciate da Stalin, essesostenevano com noto uninterpretazione della filosoa della storia come lotta fra materialismo e idealismo.
Gi con questi scritti dei primi anni 30 Lukcs avvia invece una ricerca che modifica profondamente tale linea
introducendo una diversa opposizione dualistica, quella
tra filosofia razionale e filosofia irrazionale. Qual il valore teorico e quali sono le conseguenze filosofiche di tale
operazione?
Si deve preliminarmente osservare che lopposizione
materialismo-idealismo era lasse portante gi di MateriaIismo ed empiriocriticismo di Lenin. Zdanov e Stalin la rilanciarono facendone per un dogma che persistette a
lungo nella cultura marxista e che fu alla base di molti ritardi nel cogliere i fenomeni epistemologici nuovi che
dallinizio del secolo si andavano ponendo. Lo stesso Lukcs, lo vedremo, ne fu per molti aspetti profondamente
razioinuenzato. E tuttavia,
con lopposizione
nalismo-irrazionalismo egli contribuisce a infrangere in
qualche modo tale dogma e ad aprire prospettive diverse
di interpretazione della filosofia moderna. La nuova dualit sembra a Lukcs pi adeguata a comprendere e a
spiegare le correnti filosofiche che si erano sviluppate sin
dalla met dell800 e che era impossibile incasellare nelle
categorie di idealismo e materialismo. Queste costituivano uno schema troppo rigido, ristretto, insufficienpermette
te. Lopposizione razionalismo-irrazionalismo
invece di cogliere relazioni pi complesse, di espandere il
terreno dindagine, di allargare lo spettro delle categorie
losofiche e di cogliere il nesso tra queste e la loro traduzione politica. Ci non significa che lopposizione materialismoidealismo non permanga allinterno della nuova,
32

per diventa pi fluida ed elastica. I due binomi non si


corrispondono parallelamente termine a termine, ma fra
di essi sussistono relazioni incrociate e pi complesse. Se
allirrazionalismo
corrispondono in genere posizioni
idealistiche, lopposto non sempre vero: lidealismo pu
esserepresente anche allinterno del razionalismo. vero afferma Lukcs rievocando proprio questo suo pas-

saggiointellettuale chegli irrazionalisti sono stati tutti

idealisti, per essihanno anche avuto degli antagonisti razionalisti idealisti 59.
Non tuttavia un caso che gli scritti pi rilevanti che
si riferiscono alla nuova ricerca avviata da Lukcs siano
rimasti a lungo inediti e che nel 34 egli sia stato in qualche modo costretto a fare ancora una volta pubblica autocritica di Storia e coscienza di classe, a denunciarne
limpostazione idealistica e ad accettare pubblicamente le
tesi sostenute in Materialismo ed empiriocriticismo : essi andavano in qualche modo controcorrente. Anticipando quanto emerger pi avanti, si pu tuttavia affermare
che al di l della professione di fede bolscevica che lo
scritto del 34 contiene, in esso presente unaffermazione sincera e convinta dellimportanza delle posizioni leniniane anche per sostenere la sua nuova dualit. Dopo che
la scoperta dei Manoscritti marxiani del 44 gli avevano
rivelato un signicato non idealistico delloggettivazione,
la ricerca lukacsiana di spogliarsi di qualsiasi idealismo
era infatti sincera e sofferta; e pertanto, nellattacco leniniano al machismo, nella difesa del materialismo in basso, Lukcs vedeva un supporto necessario alla sua svolta

che del razionalismo


verso loggettivismo

determinante.
Ed
in
prospettiva
egli
riche
parte
questa
percorre a ritroso e critica il pensiero irrazionalistico e
59. Lukcs, Gelebtes Den/cen, trad. it. cit., p. 166.
60. Lukcs, Die Bedeutung von Materia/ismus und Empiriokritizismus
fr die Bobchevisiemng der Kommunistischen Partei, in Aa.Vv. Geschichte

und KlassenbewusstseinHeule, Amsterdam 1971.

33

idealistico-soggettivo da cui era stata inuenzata la sua filosofia giovanile e alla quale si sente ormai pressoch
completamente estraneo.
legittimo domandarsi a questo punto se con la
nuova opposizione Lukcs non abbia avviato un'altra
stagione di dogmi e anatemi culturali. Linterrogativo
stato posto molte volte in questi ultimi anni, e con risposte positive, in ambienti culturali che hanno promosso il
revival della cultura della crisi, della filosofia neokantiana, nicciana, ecc. Ma non interessa qui intentare un
processo sommario

al Lukcs che attacca Nietzsche,

Sim-

mel o Weber, n farne una difesa per partito preso. Mi


preme invece far emergere le motivazioni e le implicazioni
filosofiche e storicoculturali della sua posizione.
Una prima conseguenza stata gi indicata: la fondazione di una linea filosofica non perfettamente ortodossa rispetto alle teorie dominanti e correlata con un in
treccio fra ragione e oggettivit, che significa un'interpretazione pi complessa del materialismo dialettico (lo vedremo fra breve). In secondo luogo, rifiutando lopposizione materialismo-idealismo cos come veniva presentata
dalla linea ortodossa, Lukcs pu ottenere un risultato
teorico di grande rilevanza: il recupero di Hegel da un
lato contro la linea ufficiale, rappresentata da Zdanov,
che sosteneva che Hegel fosse uno dei critici romantici
della rivoluzione francese >>61; e dallaltro contro linterpretazione mistica avviata dal libro di Dilthey sul giovane Hegel (1906) e ripreso poi da tendenze neohegeliane
che operavano una kantianizzazione di Hegel, la quale
significava uninterpretazione idealistico-soggettiva del
suo pensiero. Recupero di Hegel e critica dellirrazionalismo sono in stretta correlazione. Lukcs stesso a dichiararlo presentando Il giovane Hegel come pendant

positivo de La distruzione della ragione 52.


61. Lukcs, Gelebtes Denken, trad. it. cit., p. 141.
62. Lukcs, Il giovane Hegel, Torino 1960, p.x (Prefazione).

34

Questa segue il percorso del pensiero irrazionalistico in


Germania, quello indaga un momento alto di un percorso

diverso e alternativo a partire proprio dalla critica dellirrazionalismo. E dunque la rilettura del giovane Hegel che
Lukcs propone va inserita, per esserecompresa a pieno,
nellelaborazione filosofica complessiva che porter da
un lato a La distruzione della ragione e dallaltro, passando attraverso la sua elaborazione del realismo, allEstetica e alla tarda Ontologia dellessere sociale.
Linterpretazione di un giovane Hegel romantico e
mistico avviata da Dilthey era stata sviluppata (e accettata, come sappiamo, anche in campo marxista) dagli interpreti pi recenti (Glockner, Kroner, Haering, ecc.) in
modo da far sorgere limmagine di un filosofo genuinaaggiunge Lukcs irra
mente tedesco, vale a dire
zionalistico e misticheggiante, e gradito al fascismo.
Loperazione che viene compiuta con Il giovane Hegel
quella di svelare il nocciolo razionale del pensiero hegeliano, di dimostrare linconsistenza di tali interpretazioni,
di presentare uno Hegel profondamente legato alla realt
del suo tempo e a tutti i suoi problemi, un pensatore che
studia leconomia politica e si occupa della rivoluzione industriale in Inghilterra, che unico in Germania riesce a capire giustamente il significato della Rivoluzione
francese. Il problema delleredit borghese riguarda
dunque Hegel come riguarda Feuerbach, Goethe, Balzac,
Tolstoj, ecc., ed significativo che in Lukcs tale problema si ponga in maniera decisiva proprio negli anni della
fascistizzazione della cultura in Germania, della massima diffusione dellirrazionalismo. Se, infatti, per quel
che riguarda Hegel la lettura realistica che Lukcs approfondisce nellopera del 38, era stata gi avviata nel

saggio su Moses Hess nel quale anche la Versh63. Lukcs, Moses Hess e i problemi
Scritti politici giovanili, Bari 1972.

della dialettica idealistica, (1926), in

35

nung finale hegeliana era vista come il risultato dello sforzo di comprensione della realt effettuale , per Feuerbach, ad esempio, la posizione di Lukcs era diversa. Nel
saggio su Moses Hess del 26 Feuerbach fatto esclusiva
mente oggetto di critica per non aver compreso limpor
tanza della dialettica hegeliana, ci che costituisce la ragione fondamentale di tutte le decienze del suo materialismo. Feuerbach si preclude in questo modo, secondo
Lukcs, ogni possibilit di individuare le reali forze della
storia e di concepire il presente come transitorio. Nel
22, in un breve scritto per il 50 anniversario della morte
di Feuerbach, il giudizio era ancora pi liquidatorio: La
dottrina di Feuerbach per noi un semplice fatto storico.
Importante come stimolo per Marx e Engels, essa ha perso il suo significato da quando la sua parte progressiva e
stata integrata nel materialismo storico . solo nel
saggio del 32 che Lukcs riconosce Feuerbach come un
ideologo progressista della borghesia e analizza la sua
inuenza anche sulla letteratura 55. Non che gli risparmi
critiche o trascuri di mostrarne i limiti, ma significativo
che venga riconosciuta la rilevanza del suo materialismo non solo per il pensiero di Marx, ma anche per tutta
una parte della cultura tedesca. E questo non a caso. Il
problema della giusta eredit si pone in Lukcs come
problema losofico sia perch matura una nuova concezione del rapporto tra democrazia e socialismo, sia perch, di fronte a quello che egli ritiene lo stravolgimento
di scrittori come Goethe o di pensatori come Feuerbach
appunto utilizzato come precursore del realismo eroico di Nietzsche o Hegel, considerato un losofo romantico e irrazionalista, egli ritiene necessaria una ricostruzione storico-losoca diversa. Il giovane Hegel, il
64. Lukcs, Littrature,

philosophie,

marxisme. 1922-1923, a cura di Lo-

wy, Paris 1978.


65. Lukcs, Feuerbach e la letteratura tedesca, cit. infra.

36

Feuerbach, gli scritti che preparano La distruzione della


ragione, i saggi su Goethe, gli scritti sul realismo, ecc.
vanno pertanto letti tutti allinterno di un progetto di costruzione di una linea losoca e culturale radicalmente
alternativa: alternativa da un lato alle tendenze filosofiche che si erano affermate in Germania e il cui principio
losofico era secondo Lukcs lirrazionalismo e il soggettivismo, e dallaltro agli orientamenti che in politica, come in campo filosofico e letterario, si andavano affermando allinterno dellortodossia della Terza Internazionale. Tali scritti vanno cio letti secondo una prospettiva
che vede intersecazioni continue tra la difesa del razionalismo in filosofia, del realismo nellestetica e dellunione
di democrazia e socialismo in politica. Il loro fondamento
comune costituito dalloggettivit.
Passiamo ora a considerare gli elementi che secondo
Lukcs determinano il razionalismo e, per converso, lirrazionalismo. Proprio leggendo Il giovane Hegel si possono ricavare degli elementi molto utili alla determinazione
Ho accennato al fatto che con
del razionalismo.
questopera Lukcs si propone di sottrarre Hegel alle interpretazioni romantiche correnti, e dunque insiste molto
sul rapporto del giovane Hegel con lilluminismo e la Rivoluzione francese, mettendo in luce il ruolo che la ragione intesa essenzialmente proprio come ragione illuministica svolge nel suo pensiero. Si tratta, certo, di un illuminismo calato in una situazione economicamente arretrata quale quella tedesca dellepoca. Ed proprio questa
arretratezza del capitalismo in Germania, la condizione di
inattualit e impossibilit oggettiva della rivoluzione
borghese in cui essa si trovava che determina in Hegel, secondo Lukcs, i limiti idealistici del suo pensiero, anche
se si tratta di un idealismo oggettivo, il cui contenuto
determinato da una spregiudicata osservazione dei fatti.
Espressione della ragione illuministica che opera nel
pensiero di Hegel la sua critica (nel periodo bernese, ma
37

anche nella Fenomenologia) della religione e in particolare del cristianesimo e del concetto di positivit.
Questultima definita da Hegel come un complesso di
verit religiose che debbono essere considerate come verit indipendentemente dal nostro ritenerle vere, che rimarrebbero verit anche se non fossero mai state note ad
alcuno e che pertanto vengono spesso chiamate verit oggettive . Il dogma religioso viene in questo modo con
trapposto alla ragione; e Hegel e Lukcs con lui rivendica lautonomia morale del soggetto, la capacit del
soggetto morale di legiferare autonomamente. E lautonomia morale implica, contrariamente che in Kant, la
collisione, la contraddittoriet dei doveri, in una societ
sempre pi in movimento e sempre pi complessa. In
questo senso, la positivit anche immoralit, poich la
religione positiva presenta agli uomini la legge morale
come qualcosa di dato e questo in contraddizione con
la libert umana 67. Non solo, ma la perdita della libert
morale comporta inevitabilmente la perdita delluso indipendente della ragione che non capace di opporre nul

la a un potere estraneo". E a proposito di quanto Hegel


dice sulla fede nella Fenomenologia, Lukcs parla di irresistibilit dellilluminismo,
in quanto fatto storicamente necessario e progressivo. Cos egli commenta il
passo di Hegel: Tutta lesposizione di questo paragrafo
si svolge allinsegna della vittoria dellilluminismo sulla
religione. Punto per punto essa viene cacciata dalle posizioni occupate per millenni, e la dialettica del movimento
immanente di oggetti terreni, delluomo e dei suoi rapporti sociali, della coscienza umana e delle cose in cui si
esplica la prassi delluomo, occupa tutti i campi dellideo
logia che erano prima riempiti da contenuti religiosi .
66. In Lukcs, Il giovane Hegel, cit., p. 50.
67. Ivi, p. 232.

68. Ivi, p. 57.


69. Ivi, p. 691.

38

Sin qui, dunque, da quanto si ricava dallinterpretazione lukacsiana di Hegel, la ragione intesa principalmente alla maniera illuministica, come rivolta contro un
potere estraneo, sia esso la religione o il mito o la mo
rale codicata oppure il feticcio, la manipolazione, ecc.
Ma gi questo significato di ragione rinvia ad altre, e fra
loro correlate, determinazioni del razionalismo, che possiamo sintetizzare nelle seguenti: a/ laffinit fra raziona
lismo e realismo; b/laffermazione dellesistenza oggettiva della realt; c/ la sua conoscibilit per vie diverse da
quella intuitiva.
a/ Per quel che riguarda la prima determinazione, lesempio di Hegel, insieme con quello di Goethe, ancora quello pi illuminante. significativo quanto scrive Lukcs a
proposito della crisi della losofia borghese: essa, con
tutto il carico irrazionalistico che comporta, inizia nel
momento in cui la via seguita da tale filosofia diverge da
quella della realt sociale e rinuncia a rappresentarla fino
in fondo 7. Goethe e Hegel rappresentano per contro il
vertice della filosofia borghese progressiva, dellideologia
dellopposizione alla societ feudale in decadenza, proprio perch rappresentano realisticamente la nuova societ borghese in ascesa con tutte le sue contraddizioni (e
pertanto spesso anche con atteggiamento critico). Nel caso di Hegel possiamo parlare di un realismo dialettico, in
quanto egli ha compreso teoricamente secondo le parole di Lukcs la vera struttura interna, le vere forze
motrici della sua epoca, del capitalismo e penetrato la
dialettica del suo movimento ". La genesi della dialettica
hegeliana ha anzi origine proprio nella comprensione profonda dei fenomeni economici e dei grandi eventi politicosocialidellepoca, soprattutto della Rivoluzione fran70. Cfr. Goethe e il suo tempo, Firenze 1974.
71. Lukcs, Il giovane Hegel, cit., p. 21.

39

cese, ma anche della societ borghese nella sua totalit.


Afferma Lukcs: La specifica forma di dialettica che
stata elaborata da Hegel si sviluppata da questo confronto coi problemi della societ capitalistica, coi problemi delleconomia ". E questo aver colto determinazioni
reali ed essenziali sia pure allinterno di una concezione idealistica non solo sulleconomia e la storia, ma
anche sui nessi dialettici della realt oggettiva generale,
fa secondo Lukcs della dialettica hegeliana lantecedente
immediato della dialettica materialistica. Il fatto qui importante da osservare incidentalmente che per Lukcs possibile stabilire un rapporto tra Hegel e Marx per
quel che riguarda la dialettica proprio perch anche in
Hegel essa nasce dalla e riguarda la realt socioeconomica. Non un metodo aprioristico, ma si sviluppa
dallosservazione e dalla penetrazione dei fenomeni
storico-sociali. La concezione dialettica della storia di
Hegel mostra sottolinea Lukcs come il progresso
umano si affermi per vie ineguali attraverso contraddizioni e contrasti, attraverso lattivit degli uomini stessi;
l'unit di questo processo lunit di continuit e discontinuit 73.
Ci che abbiamo chiamato realismo dialettico colloca Hegel al di fuori dellanticapitalismo
romantico
(tratto tipico, come abbiamo visto, dellirrazionalismo),
nella linea che porta al materialismo dialettico. questo
un passaggio importante della ricostruzione filosofica di
Lukcs. Egli rileva come Hegel abbia compreso teoricamente il carattere inevitabile e progressivo della Rivolu
zione francese prima durante il suo periodo giovanile
e dello sviluppo capitalistico poi. Questo non significa
che non evidenzi in maniera anche critica alcune delle
conseguenze spaventose del capitalismo e non lotti con72. Ivi, p. 782.
73. Ivi, p. 610.

tro lumiliazione, contro la degradazione e depravazione


delluomo che questo sviluppo porta altrettanto necessariamente con se'. Hegel sarebbe per certamente stato
un pensatore romantico se avesse portato fino in fondo
questa sua protesta anticapitalistica disconoscendo la
funzione di guida della borghesia, in quanto teoricamente
non poteva, oggettivamente, rinviare oltre lorizzonte capitalistico. Egli, sostiene Lukcs, si muove invece, come
tutti i migliori realisti, in mezzo al letame delle contraddizioni.
Anche la grandezza di Goethe consiste in questo realismo critico, nellessere cio riuscito a rappresentare in
maniera straordinariamente efcace le contraddizioni
della societ borghese, che in Germania in quel momento
potevano essere presenti solo in una forma embrionale.
Sotto linflusso della Rivoluzione francese, egli concepsce perci la societ borghese come un fatto progressivo e
dirompente, ma anche nel suo movimento contraddittorio. E siccome non poteva, al pari di Hegel, andare oltre
lorizzonte borghese per motivi storici oggettivi, data lar
retratezza economica della Germania, il suo umanesimo
si esplica e si esaurisce all'interno della societ borghese.
Egli pu avere solo illusioni, rileva il contrasto tra individuo e societ borghese, riuta gli aspetti del capitalismo
che annientano luomo, la sua individualit e personalit,
ma pensa la realizzazione dellarmonia delle capacit
umane, il loro sviluppo totale, la formazione delluomo
nuovo, allinterno della societ borghese, in un rapporto
dialettico e talvolta tragico con la divisione del lavoro. Allinterno di essa egli costruisce una specie di isola,
una societ nella societ, una cellula della trasformazio-

ne graduale di tutta la societborghese75.


Ma anche questo un segno della capacit di Goethe
74. Ivi, p. 361.
75. Lukcs, Goethe e il suo tempo, cit., p. 59.

41

di rappresentare le contraddizioni di questa societ, il cui


sviluppo crea le condizioni per il risveglio delle molteplici attivit delluomo e nello stesso tempo le condanna
tragicamente al tramonto. Ma ci che qui interessa sottolineare che, come per Hegel, anche in Goethe Lukcs
tira fuori gli aspetti razionali del suo pensiero, i quali
consistono essenzialmente nel suo realismo critico,
nellaver cio rappresentato la societ borghese nei suoi
movimenti e sviluppi contraddittori. Lukcs non manca
anche in questo caso di mostrarne i limiti, come la posizione intermedia fra materialismo e idealismo, o di affermare la netta superiorit della dialettica hegeliana 76.
Ma anche questo rientra nel programma lukacsiano di
sottrarre Goethe alle interpretazioni romantiche e reazionarie e collocarlo in una linea di pensiero alternativa, insieme con Feuerbarch, Hegel, Lessing, ecc.
b/ La seconda determinazione del razionalismo il rico
noscimento dell indipendenza delloggetto dal soggetto
importante anche per comprendere meglio la linea losofica generale che Lukcs andava elaborando. Ho gi
di
accennato al fatto che la spinta allapprofondimento
tale posizione pu essere considerata la lettura dei Manoscritti marxiani del 44, che Lukcs scopr nel suo primo
soggiorno moscovita fra il 1930 e il 1931 77.NellIntroduzione del 67 a Storia e coscienza di classe cosi egli descrive questo momento della sua vita intellettuale: Ricordo
ancora oggi limpressione sconvolgente che fecero su di
me le parole di Marx sulloggettivit come propriet materiale primaria di tutte le cose e di tutte le relazioni. Ad
essasi ricollegava, come si gi esposto, la comprensione
del fatto che loggettivazione un modo naturale posi76. Lukcs, Goethe und die Dialektik, in Der Marxist, 5, 1932.
alla New Left Review cit., Lukcs racconta come
77. Nellintervista
anchegli abbia sporadicamente collaborato alla decifrazione del testo marxiano e alledizione dellopera.

42

di dominio umano del mondo, mentre


tivo o negativo
lestraneazione un tipo particolare di oggettivazione che
si realizza in determinate circostanze sociali. Con ci erano crollati denitivamente i fondamenti teorici di ci che
rappresentava il carattere particolare di Storia e coscienza
di classe 78. Si tratt davvero di una scoperta sconvolgente, in quanto fece scattare in Lukcs la molla di una
profonda svolta intellettuale verso loggettivismo, che invest totalmente le sue elaborazioni e i suoi studi successivi. Non , anzi, troppo audace affermare che la tarda Ontologia dellessere sociale nelle sue linee filosofiche essenziali nasce in questo momento. Con ci non
voglio affatto far passare in secondo piano la complessit
di tale opera, la sua maggiore ricchezza e stratificazione
teorica rispetto agli scritti degli anni 30. Intendo soltanto
rilevare che il fondamento filosoco resta nonostante
le differenze il medesimo. E a tale fondamento filosofico bisogna far riferimento anche per comprendere e
spiegare la critica, talvolta anche troppo severa, della Lebensphilosophie, del neokantismo, ecc., che costituisce la
materia de La distruzione della ragione: tali correnti facevano saltare la correlazione-identificazione fra razionale
e oggettivo. Questa costituisce invece va ribadito il
fondamento del nuovo punto di vista filosofico di Lukcs e quindi la chiave di lettura pi appropriata, oltre
che di tutti gli scritti degli anni Trenta, de La distruzione
della ragione, che diventa cos parte organica della fondazione filosofica di Lukcs: non una parentesi, unisola
prodotta dalle circostanze politiche del momento. Ci
che muoveva Lukcs allattacco della filosofia contemporanea era il punto di vista delloggettivit come determinazione fondamentale del razionalismo.
Ma perch che il riconoscimento delloggettivit del
mondo esterno, del suo essereindipendente dal soggetto,
78. Lukcs, Storia e coscienza di classe, Milano

1967, p. XL.

43

costituisce una categoria del razionalismo? La risposta


implica il riferimento a quella che Lukcs chiama la teoria materialistica della conoscenza di contro a quella
idealisticosoggettiva, comune tanto ai neokantiani quanto ai neomachisti, ecc.
c/ Va introdotta a questo punto anche la terza determinazione del razionalismo: la conoscibilit delloggetto per
vie diverse da quella intuitiva. La razionalit di questo
oggettivismo consiste infatti nellammettere contemporaneamente anche la conoscibilit delloggetto. Lukcs
pu pertanto affermare che la negazione della realt oggettiva la preparazione teoreticoconoscitiva inevitabile
dellirrazionalismo, del mito, ecc. 79. Il punto di passagconsiste infatti
gio dal razionalismo allirrazionalismo
proprio nel venir meno della possibilit di conoscere
scienticamente il mondo esterno e nel sorgere dellintuizionismo come atteggiamento gnoseologico privilegiato, attraverso cui si passa dallagnosticismo classico al misticismo. Si spiega allora la difesa del materialismo di
Feuerbach di cui Lukcs, sulla scia di Lenin, rileva il riconoscimento delloggettivit di categorie conoscitive come
lo spazio e il tempo. E si spiega pi chiaramente anche la
critica alla losofia della vita che pone invece lirrazionale, linconscio, lincomprensibile al di sopra del razionale
proprio per il suo modo negativo di rapportarsi alla scienza, a causa del riuto di riconoscere la validit oggettiva
delle leggi della natura.
Lukcs difende invece la conoscenza scientifica e
individua, sempre seguendo Lenin, la caratteristica della
scientificit nella categoria della causalit, la quale opera
non soltanto nelle scienze della natura, ma anche in quelle storico-sociali. Egli considera non casuale che coloro
79. Lukcs,

Wie ist die faschisttlsche Philosophie,

cit., p. 208.

che aspiravano a rifondare le scienze (Mach, Avenarius, ecc.) o a fondarne di nuove (Max Weber, Dilthey,
Rickert, ecc.) concentrassero i loro attacchi proprio sulla
categoria della causalit. Solo sulle ceneri di questultima
era possibile costruire un nuovo statuto teoretico
epistemologico e dare alla nozione di oggettivit, soprattutto per quel che riguardava le scienze sociali, unaccezione diversa. Ma Lukcs riuta sia la dualit metodologica sia la revisione del concetto di oggettivit che vi
era contenuta. Il tentativo di fondare scienze non causali
considerata una condanna a morte della scienza, la quale non pu conciliarsi con questo tipo di idealismo.
evidente che qui Lukcs nisce per farsi imprigionare, an
che lui, dallopposizione-polarit materialismoidealismo.
Non si tratta tuttavia di una concessione o di un atto dovuto allonodossia, bens di una sua piena convinzione
che riguarda loggettivismo. Il limite e, caso mai, quello
di aver identicato il problema delloggettivit con quello
dei processi e dei modi della conoscenza .
La spiegazione e la genesi dei fenomeni sia naturali
che storici sono perci possibili per Lukcs soltanto se si
opera con la categoria della causalit. Altrimenti si ricade
nellagnosticismo-misticismo, nel rifiuto della possibilit
di ricostruire la genesi storica di un fenomeno (cfr. Rathenau che afferma limpossibilit di stabilire la genesi del
capitalismo), nellintuizionismo: tutta la Lebensphilosophie risalendo fino a Schelling. Ricordiamo che ne 11gio
vane Hegel egli si sofferma a lungo sulla critica hegeliana
allintuizionismo
di Schelling: Hegel schernisce come
barbarie la paura dellintelletto che si manifesta in questo
superbo disprezzo dellintelletto stesso. Egli pone lirrazionalismo presuntuoso sullo stesso piano della comune
incultura. E pi avanti: Hegel non si stanca di ripetere
80. un atteggiamento che, nonostante tutti gli aspetti innovativi, si ri
trova talvolta

anche nell'Ontologia

dellessere sociale. Si legga la critica ad

Einstein.

45

che la verit, la conoscenza del mondo com realmente,


la conoscenza dellassoluto, pu aver luogo solo per questa via, risalendo dallintuizione immediata attraverso
lintelletto e la ragione . Lukcs sottolinea dunque in
Hegel questo momento

della conoscenza

razionale,

e di-

fende la scientificit della losofia da ogni nebbia irrazionalistica, essendo essa anche un modo di conoscenza
pi adeguato a rendere conto della ricchezza e della mobilit del mondo reale, della realt oggettiva, di quanto non
fosse la concezione dellassoluto di Schelling. Egli ritiene
che lintuizionismo possa esserecombattuto solo mediante la categoria della causalit. Ma anche interessante notare che alcuni anni pi tardi, ritornando ancora una volta su questo problema, Lukcs non nega il ruolo svolto
dallintuizione nella conoscenza; afferma, anzi, che essa
fa psicologicamente parte di ogni metodo di conoscenza
scientifica. Ci che rifiuta e lassolutizzazione di questo
momento e la sua separazione dalla conoscenza razionale
discorsiva. E spiega: Lintuizione, considerata alla luce
della psicologia, non che lentrata brusca nella coscienza di un processo di riflessione fino a quel momento subcosciente. Va da sche ogni pensiero scientifico scrupoloso deve avere come missione principale lintegrazione di
questo processo incosciente nel proprio sistema razionale
[...] Constatiamo quindi una volta per tutte che in realt
lintuizione non il contrario, bens il complemento del
pensiero discorsive e che il suo impiego non potr mai essere un criterio

della verit,

ecc. .

Non si pu dire che in Lukcs sia presente una teoria


della conoscenza pienamente e coerentemente sviluppata.
Per lo pi egli si richiama a Materialismo ed empiriocriticismo di Lenin, di cui condivide le linee fondamentali.
Allinizio degli anni 301oggettivit e la scientificit con81. Lukcs, Il giovane Hegel, cit., p. 598.
82. Lukcs, Existentialisme ou marxisme?, Paris 1948, pp. 56-7.

sistono essenzialmente,

lo abbiamo

visto, nellaffermazio-

ne della causalit come relazione oggettiva fra gli oggetti, che esiste indipendentemente dalla nostra coscienza.
Con gli anni tale principio, che Lukcs ritiene fondamentale delloggettivismo, si arricchisce di mediazioni. Abbiamo visto la sua posizione sullintuizionismo, molto pi
sfumata rispetto al periodo precedente. Ma un fatto importante il rilievo dato allattivit pratica delluomo nel
processo conoscitivo. Anche questo un elemento presente in Lenin, che Lukcs ripiglia e che svilupper nellEstetica poi nellOntologia . Il processo conoscitivo viene considerato collegato con linterazione delluomo col mondo
esteriore, il quale viene riflesso dalla coscienza, anche se
non certo in maniera diretta, bens in seguito allintervento di innumerevoli elementi mediatori e in modo sempre pi astratto.
Ma ci che qui interessa sottolineare la relazione
che viene stabilita fra ragione, oggettivit del mondo
esterno e sua conoscibilit. La ragione vera la scienza
della conoscenza della propria situazione di classe e dei
compiti che ne derivano, afferma Lukcs 35.Ci dimostra
anche che negli anni 30 il suo oggettivismo legato alla
questione della priorit
delleconomico,
di contro
allidealismo corrente nella filosofia del tempo, il quale
era divenuto, egli ritiene, larma pi importante dellideologia fascista proprio perch contribuiva a nascondere il
carattere economico del fascismo. La questione della
priorit delleconomico si traduce per talvolta in Lukcs,
lo abbiamo accennato, nel porre una relazione diretta e
immediata fra rapporti economici dati e posizione filosoca e culturale in genere, che il vizio di fondo de La di-

struzione della ragione .


83. Cfr. il cap. sul lavoro dellOntologia dellesseresociale, cit. e le parti

del I vol. dellEstetica, Torino 1963.


sulla disantropomorlizzazione
84. Lukcs, Existentialisme ou marxisme?, cit., p. 309.
85. Lukcs, Wie ist die faschistische Philosophie, cit., p. 186.
il rapporto pi mediato e complesso.
86. Nell0ntologla

47

Il nascondimento di tale rapporto, laffermazione


della non conoscibilit della realt oggettiva e delle sue
connessioni reali, la negazione dellesistenza delle classi,
lapologia indiretta del capitalismo, ecc. sono tutti elementi considerati costitutivi dellirrazionalismo. Anche la
prassi, se da essa si espunge la scienza, la connessione
causale, ecc. diventa un campo dellirrazionalismo. Irrazionalismo anche il mito inteso come strumento di conoscenza. Baiimler che promuove, falsificandolo, il revival di Bachofen non fa che mitologizzare i problemi sociali e dare voce allapologetica. Lapologia si rispecchia
losoficamente nel fatto che linconoscibile acquista
un contenuto sempre pi concreto, si concretizza nel mto 87. Il mito che Lukcs attacca quello che si sostitusce alla conoscenza scientica e destoricizza lesistente.
La critica di Wagner nel Feuerbach ha questo signicato,
in quanto anche Wagner coi suoi drammi e i suoi miti
mistifica nelleternit i rapporti sociali . La mitizzazione e un modo per velare la realt e Wagner un esempio tipico di questa tendenza. Egli non ha nessunidea
dei reali rapporti sociali con i quali allinizio si scontra e
di cui pi tardi fa lapologia. Egli ha sempre come punto

di partenza gli immediati bisogni sentimentali della borghesia contemporanea, li mitologizza affermandoli o
negandoli a principi atemporali, eterni, e con tale
mitologizzazione si tira indietro davanti a una tale comprensione del passato, a una reale critica del presente .
87. Lukcs, Wie ist die faschlls'tische Philosophie, cit., p. 186; Zur Literaturtheorie, cit.; Der faschistiche Mytos in der deutschen Literatur, cit. infra
88. Lukdcs, Feuerbach, cit.
89. Ivi. interessante registrare la divergenza nel giudizio sul mito wagneriano tra Lukcs e Thomas Mann, il quale lo considera, al contrario di Lukcs, come il segno di una rivoluzione, della scoperta di una specie nuova di
dramma che tende ben al di l di una societ borghesecapitalistica. unarte che si rivolge a un mondo umano affratellato, libero dellillusione della potenza, dal dominio delloro, i cui fondamenti sono la giustizia e lamore [...] Il

mito per Wagner il linguaggio del popolo [...] e signica per lui semplicit,
estraneit

p. 732).
48

alla cultura,

sublimit,

purezza

ecc. (Opere, Torino

1958, I,

Irrazionalismo e mito perci in qualche caso si equivalgono in quanto vi si esprime la prevalenza dellintuitivo,
dellinconscio sul conscio, dellistintivo di fronte alla
Starrheit del metodo scientifico, allintellettivo. Nietzsche, che rappresenta questo contrasto nella polarit mitica del dionisiaco e dellapollineo, costituisce il punto pi
alto di tale tendenza. Ma mentre in lui permangono ancora elementi di positivismo, in quanto rappresenta la
contraddittoriet dei due elementi, nei suoi seguaci questo scompare del tutto.
Vi in questa concezione dellirrazionale come riuto di comprendere la propria situazione e le proprie
contraddizioni di classe, unaffinit con Bloch . Ma
unaffinit che segna anche linizio di una distanza incolmabile. Per Lukcs, lo abbiamo visto, non vi possono essere vie di mezzo tra i due poli del razionalismo e dellirrazionalismo. Invece Bloch cerca di capire le motivazioni
dellirrazionalismo (il cui aspetto religioso, ad esempio,
difficilmente potr scomparire) e di legarlo alla sua consviluppo
ineguale
cezione dello
e della noncontemporaneit dei ceti. Ein cerca di costruire una teoria dellirratio autentica, dellirrazionalismo pervenusottraendolo allideologia
to a maturit, recuperando
nazionalsocialista
lelemento primitivo, il dionisiaco,
lutopico, di contro allastratta razionalit del marxismo volgare. Nella sua recensione a Erbschaft dieser Zeit
Lukcs critica questa posizione di Bloch come anticapitalismo romantico 91, interpretandola come un ritorno
allideologia reazionaria dei ceti non contemporanei.
Per concludere brevemente sulla problematica del
razionalismo, si pu dunque affermare che si tratta di
una nozione complessa e straticata, non riducibile

90. Cfr. Bloch, Erbschaft

dieser Zeit, cit.

91. Lukcs, Leredit del nostro tempo, cit.

49

..

allequivalenza col materialismo dialettico 92sclerotizzato del diamat degli anni 30. Lukcs si sforza (lo vedremo meglio parlando del realismo) di esprimere una
posizione originale del materialismo dialettico che ha come determinazioni fondamentali: la capacit di comprendere teoricamente la propria situazione storicosociale(e
di classe): ci che abbiamo chiamato realismo dialettico; laffermazione della priorit delleconomico; il riconoscimento della realt esistente al di fuori del soggetto
(loggettivismo come tratto fondamentale del razionalismo); la conoscibilit della realt attraverso vie diverse
dallintuizionismo, mediante la categoria della causalit;
la concezione dellattivit pratica come parte fondamentale della conoscenza.
4. La scoperta di una concezione materialistica dellestetica
Non si pu parlare di un semplice ritorno di Lukcs
agli studi di estetica negli anni 30, come ho gi detto
allinizio. Limpianto filosofico e teorico allinterno del
quale si svolge ora la sua attivit estetica ha infatti subito
trasformazioni cos profonde che pi corretto parlare di
un nuovo inizio anche in questo campo. Vengono poste problematiche completamente nuove e utilizzati concetti radicalmente rinnovati. La scoperta filosoca
delloggettivit del mondo esterno, che agisce immediatamente anche nellestetica, e, a partire da essa, lelaborazione insieme con Lifschitz 93durante il soggiorno di
92. Questa equivalenza stata posta da Pietro Rossi nella sua recensione
a La distruzione della ragione. Cfr. La distruzione della ragione e la crisi della
losoa tedesca, in Rivista di filosoa, XLVII,
1956.
93. Lukcs tiene a sottolineare che Lifschitz e lui furono i primi a compiere questa svolta e aggiunge: Con l'elaborazione di queste idee fu messo in movimento l'intero nostro sviluppo successivo, cosa che non si usa rilevare oggi
nella storia della losoa. Cfr. Pensiero vissuto, cit., p. lll. Su Lifschitz,
cfr. una delle poche monograe esistenti, Lszl Sziklai, Die kiimpferische
sthetik des Michhail Lifschitz, in Zur Geschichte des Marxismus und der
Kunst, Budapest 1978.

50

di unestetica
lavoro al Marx-Engels Institut di Mosca
marxista autonoma sono i due fatti teorici nuovi da cui si
sviluppa lintera concezione estetica di Lukcs. Uno dei
primi, e forse pi noto, prodotto di questa svolta il
saggio sul dibattito sul Sickingen di Lassalle (1931) 94.Ma
esistono altri scritti del periodo, meno conosciuti o addrittura inediti 95,che se teoricamente aggiungono poco
o nulla di nuovo a quanto gi noto rendono tuttavia

pi chiaro il percorso di Lukcs.

La possibilit di leggere le lettere di Marx e Engels


che contengono affermazioni e giudizi di carattere estetico 95, intuizioni sui problemi letterari e artistici 97, fu
per Lukcs come una rivelazione: era possibile concepire
lestetica come parte organica della teoria di Marx e si
apriva la prospettiva di creare unestetica materiali
stica. Con ci egli scopriva un nuovo orizzonte di ricerca
anche in questo campo e si contrapponeva alla linea prevalente, rappresentata da Plechanov e Mehring, per i
quali lestetica non era una parte integrante del sistema
marxista e dunque ricorrevano ad autori integrativi
come Kant e Schiller nel caso di Mehring o al positivismo
francese nel caso di Plechanov. Lanalisi critica puntuale
e dettagliata delle posizioni di Mehring 99, del suo kantismo e idealismo in estetica va compresa in riferimento a
94. Die Sickingendebatte zwischen Marx-Engels und Lassalle, trad. it. in
Il marxismo e la critica letteraria, cit.
95. Cfr. in particolare: Marx und Engels tiber dramaturgische Fragen
(1930), che pu essere considerato pi che un primo abbozzo di quello sul Sic-

kingen (il manoscritto tedesco conservatonell'Archivio Lukcs, in ungherese


pubblicato in Eszttikai lra'sok. 1930-1945, a cura di L. Sziklai, Budapest
1982); Die marxistische sthetik in Deutschland in der Periode der II Interna-

tionale (1933. Come il primo, in manoscritto e pubblicato in ungheresenello

stesso volume). Ad altri sar fatto riferimento nel corso di questa analisi.
96. Cfr. K. Marx, F. Engels, Scritti sullarte, Bari 1978.
97. Lukcs, Marx und Engels ber dramaturgische Fragen, cit.
98. Lukcs, Arte e societ, cit., p. 12.
99. Lukcs, Franz Mehring, trad. it. in Contributi alla storia dellestetica,
Milano 1975.

51

questo quadro generale di individuazione ed elaborazione


di unestetica marxista autonoma che non necessita del ricorso ad altri autori. Con ci Lukcs aveva fra laltro acquisito un elemento concettuale importante che permarr
no alla maturit: il marxismo era una concezione del
mondo universale e non riguardava solo leconomia.
Lukcs stesso da una formulazione molto efficace della
distanza tra il nuovo punto di vista e quello precedente:
La vecchia impostazione gnoseologica dei problemi: si
d [] come possibile, pensata fino in fondo suona: si
d [] per quale necessit storica () sorto? Qual stata
ed la funzione reale del dispiegamento storico dellesse
re sociale? 1 . Gli scritti, anche quelli minori, dei primi
anni 30 mostrano la via di Lukcs verso questa chiarezza
teorica, il salto dalla posizione gnoseologica a quella
storico-materialistica della ricerca della genesi.
Se proviamo a esprimere in termini concettuali le implicazioni della svolta, possiamo osservare analogie col
Esiste per anche una specificit
piano filosofico.
dellestetica che bisogner far emergere. Il problema che,
sulla scia delle recenti 0 rinnovate (alla luce del nuovo
punto di vista) letture di Marx e Engels, Lukcs si pone
immediatamente e il rapporto tra fenomeno artistico e
struttura economico-sociale. Esclude la concezione
dellautonomia e dellautolegalit dellarte (Lukcs si riferisce in special modo alla letteratura), per anche la dipendenza meccanica dalleconomia. La sua riessione si
concentra sulla ricerca di un tertium datur fra idealismo e,
meccanicismo, di una soluzione dialettica che comprenda

100. Lukcs, Pensiero vissuto, cit. p. 111. In un altro passo in cui rievoca
questo momento, Lukcs afferma: ll riconoscimento dellautonomia e originalit dellestetica marxista fu il mio primo passo verso la comprensione e realizzazione di una nuova svolta ideologica (Prefazione a Arte e societ, cit.,
p. 14).
101. Lukcs, Pensiero vissuto, cit., p. 219.

52

sia lautonomia che la dipendenza (sia pure in ultima


istanza) e spieghi lineguaglianza dello sviluppo. Altra
questione decisiva lindividuazione di un criterio di valutazione delle opere darte congruo con la posizione
materialistico-dialettica. La posizione di Marx e Engels
fornisce anche qui il punto di partenza generale: gli scrittori vengono valutati in base alla giustezza, ricchezza, ampiezza e profondit con cui riescono a riflettere i problemi
essenziali della loro epoca in forma poetica. I primi scritti
di Mosca e quelli apparsi sulla Linkskurve nonch il
Feuerbach che contiene gi una prima applicazione della
concezione materialistica allanalisi della letteratura tedesca pongono le basi dello sviluppo successivo e apprestano gli strumenti teorici dellelaborazione del grande
realismo, mentre Grsse und Verfall des Expressioni1

smuse Kunst und objektive Wahrheit (sepossibilestabilire delle suddivisioni cronologiche) sono da considerare
come i primi interventi importanti di natura teorica.
Lo stile di questo scritto non consente di compiere
una analisi approfondita della concezione estetica del Lukcs degli anni 30. Dovremo limitarci a seguire il suo
percorso nellapprestamento delloutillage teorico per la
fondazione di unestetica materialistica e a indicare le categorie fondamentali che emergono. superfluo sottolineare che le sue teorie non nascono dal nulla e che tanto
in Germania quanto in Urss era in atto da vari anni
unampia discussione sui problemi del significato rivoluzionario dellarte e di una teoria proletaria della letteratura. In tale dibattito Lukcs si inserisce con contributi
che denotano una sua posizione fondamentale specifica,
che non esclude tuttavia punti di contatto con altre posizioni. per anche errato considerate Lukcs come il
102. Il primo di questi saggi apparve nel 1933 sulla Literatunji Kritik,
mentre il secondo nel 1934 su Internationale Literatur. Sullimportanza di
questultimo, cfr. W. Mittenzwei, Introduzione a G. Lukcs, Kunst und objektive Wahrheit, Leipzig 1977.

53

teorico che avrebbe contribuito enormemente alla ela


borazione del realismo socialista ufficiale 3 (proclamato dal 1 congresso degli scrittori sovietici nel 1934) cos come era inteso da Zdanov.
Il primo passo di Lukcs consiste nellappropriaziodelle
categorie estetiche fondamentali presenti negli inne
terventi, sporadici, ma che non per questo mancano di
profondit, di Marx e Engels. Ein analizza con molta attenzione tali scritti derivandone le direttrici fondamentali
e traendone le conseguenze teoriche. Marx und Engels
ber dramaturgische Fragen (1930) da considerare come
una prima sintesi dellanalisi, in cui vengono fissati i pas

saggiteorici essenziali.Possiamosintetizzarli brevemente


nei seguenti: definizione engelsiana di realismo come rappresentazione del tipico, significato della contrapposizione fra Shakespeare e Schiller e della preferenza per il primo, rapporto dialettico tra forma e contenuto e tra arte e
realt, significato e conseguenza del concetto di sviluppo ineguale, problema delleredit borghese. Sono le linee essenziali da cui muove la ricerca lukacsiana di elaborazione diun metodo creativo realistico. Il richiamo alla nozione di realismo espressada Engels costante e non

casuale.Nella lettera a Miss Harkness 1egli aveva dato


la sua definizione del realismo e, esemplificandola con
Balzac, aveva parlato di uno dei pi grandi trion del
realismo: Realismo significa, secondo il mio modo di
vedere, a parte la fedelt nei particolari, riproduzione fedele di caratteri tipici in circostanze tipiche =. Il cornmento di Lukcs indica che da queste letture egli aveva
gi cominciato a trarre le sue conseguenze teoriche: Il
fatto che con tipico non si debba intendere n una media statistica n una qualche idea costruita, bens la rap103. Cfr. H. Gallas, Teorie marxiste della letteratura, Bari 1974, p. 4.
104. La lettera di Engels del 1888 ed tradotta negli Scritti su!! arte, cit.
Lukcs la fece pubblicare su Linkskurve, 3, 1932.

105. Ivi, p. 160.

54

presentazione di caratteri individuali e formati individualmente in situazioni concrete e concretamente formate, ma in modo tale che le determinazioni oggettive essenziali della situazione storicosocialesiano espresse in maniera oggettivamente esatta, pu esserecompreso solo se
si tiene presente questa concezione materialistico
dialettica del rapporto fra uomo e societ . Solo, cio,
se si pensa in termini dialettici il rapporto fra esseresociale e coscienza, fra individuo e classe: luomo non n indipendente dal mondo circostante, n un suo prodotto
meccanico. Da tale concezione dialettica Lukcs fa derivare il concetto di interazione fra soggetto e oggetto
nellarte e lunit di forma e contenuto. Lelaborazione
della forma richiede unesatta comprensione del processo
storico-sociale. Alla base del fallimento del Sickingen
'di Lassalle (in quanto forma) vi era, infatti, proprio lin
comprensione del processo storico reale e, di conseguenza, la non validit artistica del contenuto. La discrepanza
tra forma e contenuto rivela il punto di vista idealistico
dellautore. Egli non considera come fatto prioritario le
condizioni obiettive di classe (cos il carattere di Sickingen, ad esempio, non risulta quello di un rappresentante
di una classe determinata), ma queste condizioni sono un
semplice sfondo da cui deve emergere, indipendentemente, l"idea della rivoluzione. In questo modo, i personaggi drammatici si trovano in unassoluta libert e i
loro rapporti, con la loro classee con lintreccio del dramma, divengono atti liberi, oggetti delletica . Lukcs
coglie il signicato essenzialedella critica di Marx e Engels
a Lassalle, la quale investe sia il metodo, la forma, che il
contenuto. Essi polemizzano contro lidea di Lassalle che
la diplomazia di Sickingen, dunque la sua colpa tragica individuale [...] sia stata la causa della sua rovina.
106. Cfr. Marx und Engels ber dramaturgische Fragen, cit.
107. Cfr. Il marxismo ela critica letteraria, cit. p. 73.

55

Marx, infatti, rovescia questo punto di vista: <<Ein fu


scontto perch, come cavaliere e rappresentante di una
classe che naufragava si ribell contro la realt esistente
o, meglio, contro la nuova forma della realt esitente .
Cos, commenta Lukcs, in un batter docchio, con un
solo gesto, viene tacitamente messa da parte tutta limpostazione lassalliana della tragedia della rivoluzione.
Lerrore di Lassalle consisteva nel soggettivizzare gli avvenimenti storici senza tener conto del momento economico oggettivo nella sua necessit storica. Lukcs fa rilevare come Marx e Engels esprimano questo contrasto
nei termini di shakespeareggiare e schillereggiare.
Avresti dovuto shakespeareggiare di pi scriveva
Marx a Lassalle , mentre io ti addebito come massimo
errore lo schillereggiare, il trasformare gli individui in
semplici portavoce dello spirito del tempo 9. Si trattava
di una questione

sostanziale

e la preferenza

per Shake-

speare non esprimeva il gusto personale di Marx e Engels,


come riteneva Mehring (in genere tutto il periodo della II
Internazionale e, secondo Lukcs, caratterizzato dalla riduzione dei problemi estetici a un affare privato, a una
questione di gusto personale) . Lukcs cos spiega:
Lelemento decisivo della questione Shakespeare contra
Schiller consiste per Marx e Engels nel fatto che ci che
essi esigono dal dramma, cio una descrizione vigorosa e
realistica delle lotte di classe quali sono realmente state e
una raffigurazione concreta delle loro reali forze motrici
e dei loro reali conflitti oggettivi, possibile soltanto con
quei mezzi poetici che Marx indica qui con lespressione
shakespeareggiare . Mentre lo stile schilleriano seguito da Lassalle servito soltanto a celare e deformare
le forze motrici reali della lotta di classe. La preferenza di
108.
109.
110.
11l.

56

Scritti sullarte, cit., p. 165.


Ivi, p. 167.
Lukcs, Die marles'tz'sche sthetik in Deutschland, cit.
Lukcs, Il marxismo e la critica letteraria, cit., p. 90.

Marx e Engels per Shakespeare rispetto a Schiller signicava perci sottolineare il diritto del realismo, la sua
capacit di cogliere il tipico in un giusto rapporto dialettico fra soggetto e oggetto.
La definizione engelsiana del realismo poneva ancora un problema centrale dellestetica materialistica: quello del modo di rapportarsi dellartista-soggetto alla realt, ci che Lukcs concettualizza come problema del rispecchiamento artistico della realt. Ad essa Lukcs
si richiama anche quando rifiuta con estrema decisione
tutti i tentativi, compresi quelli di una certa letteratura
proletaria, di concepire il realismo come mera descrizione 0 rappresentazione fotografica della realt. Nella critica a Willi Bredel 2 egli parla di spontaneismo, di mancanza di dialettica, e nella recensione del romanzo di Ottwalt pone in alternativa reportage e rappresentazione.
Il reportage aveva fra i suoi precursori Zola e come suo
merito principale di contrapporsi al romanzo psicologico.
Questo, anche se era nato su un terreno che non era ancora apologetico, ma anzi di critica della societ capitalistica (Flaubert), era diventato un'espressione dellantica-

pitalismo romantico in letteratura, dando unimmagine


capovolta e deformata della situazione oggettiva. Ma
allora qual era il demerito del reportage che, in contrapposizione a tale tendenza, mirava a dare una rappresentazione obiettiva e fedele degli abusi della societ capitalistica? La critica fondamentale di Lukcs riguarda
la mancanza di dialettica tra forma e contenuto, tra
soggetto e oggetto. Si mira alloggettivit, ma si riesce solo a cosificare la realt perdendo di vista i complessi
112. Cfr. ! romanzi di Willi Bredel, in Scritti di sociologia della letteratura, Milano 1976; e Gegen die Spontaneitdtstheorie in der Literatur, in Probleme des Realismus, Berlin 1955.
113. Ernst Ottwalt, amico di Brecht, aveva scritto Denn Sie wissen was
Sie tun, Berlin, 1931. Lukcs lo critica in Reportage () rappresentazione?, trad.
it. in Arte e societ, cit.

57

rapporti fra gli uomini e fra le classi. Il limite del reportage non in quanto forma della pubblicistica, ma come
metodo della creazione letteraria di non saper cogliere la totalit di quei rapporti, di non saper penetrare nella totalit del processo e dei suoi nessi; pertanto la
pretesa di cogliere loggettivit non altro che un surrogato. Si resta in realt allinterno di una concezione feticistica, in cui viene a mancare la capacit pratica
soggettiva di opporsi ai dati di fatto e quindi di cogliere 1astoricit e la trasformabilit delle istituzioni. Anche in questo caso il contenuto e la forma sono collegati.
La rappresentanzione pi adeguata del reportage a
cogliere la totalit esprimendola nel tipico, cos come la
narrazione pi adeguata della descrizione 5 a cogliere
lessenziale e a far rivivere i personaggi mettendoci di
fronte alle cose stesse anzich parlare di esse. La verit, afferma, deve essere fatta emergere attraverso la
narrazione, attraverso la prassi, lazione dei personaggi e
non imposta dallesterno secondo un metodo diffuso anche nella letteratura proletaria e che finiva per servire unicamente allagitazione fine a se stessa. Nella replica a Ott
walt egli rifiuta questa posizione riduttiva con molta decisione: Ridurre tutto ad agitazione in modo unilaterale e
praticistico signica abbassare il livello dellagitazione
stessa, renderla meno efcace. E invece, quanto pi alto il livello teoretico (nel caso della comprensione filosoca) o letterario (nel caso della creazione artistica), tanto
pi ne trarr profitto lagitazione . Egli si ribella
allidea della riduzione dellarte allattualit quotidiana,
della sua utilizzazione propagandistica diretta e immediata che esclude il godimento estetico, della sua politi114. Ivi, p. 128
115. Cfr. Narrare a descrivere?, in Lukcs, 11marxismo ela critica lette
raria, cit.
116. Di necessit virt, in Lukcs, Scritti di sociologia della letteratura,
cit., p. 87.

58

cizzazone; rifiuta la tendenziosit che deforma la realt


oggettiva secondo il desiderio dellautore e sostiene invece

il principio della partiticit partiticit per la classe

portatrice del progresso la quale non contraddice


loggettivit della rappresentazione, ma anzi la premessa di unobiettivit autentica, cio dialettica . Non dun
que partiticit nel senso di politicizzazione generale, come
veniva intesa da una certa interpretazione volgare del realismo, bensi nel senso in cui Engels usava il concetto di tendenza . E aggiunge: Solo la partiticit implica una presa di posizione che consente la conoscenza e la rappresentazione del processo, nella totalit delle sue forze realmente operanti, come continuo ripresentarsi, in forma sempre
pi accentuata, delle sue contraddizioni di fondo . La
necessitdel punto di vista ribadita anche a proposito
di Goethe: La sovrapartiticit, la considerazione dallalto
della societ, con locchio oggettivo del ricercatore naturale una pura illusione . Lukcs sostiene dunque lincli
minabilit del punto di vista, dellintervento soggettivo
nella produzione artistica. Il problema come questa soggettivit si rapporta alloggettivit della realt rappresentata. Il trionfo del realismo, vale a dire la non tendenziosit, la capacit di far emergere lessenza della realt nonostante le proprie idee politiche, la personale appartenenza
di classe dellautore, ecc., non implica leliminazione del

punto di vista soggettivo. Ci equivarrebbeallimpossibilit della rappresentazione artistica.


117. Letteratura di tendenza a letteratura di partito?, in Lukcs, Arte e
societ, cit., p. 112.
118. Cfr. la lettera a Minna Kautsky (1885) in Marx, Engels, Scritti
sullarte, cit.
119. Lukcs, Letteratura di tendenza, cit., p. 112.
120. Lukcs, Was ist uns heute Goethe?, Linksfront
2, 1931.
121. Cfr. invece Gallas, Teorie marxiste della letteratura, cit., p. 197: Questo modo di rappresentazione fa credere che venga riprodotta la realt oggettiva
semplicemente il medium attraverso il quale si esprime la necessit
lautore
storica stessa. Sulla stessa linea R. Luperini: Il trionfo del realismo diventa il trionfo della realt che impone le sue leggi allartista (cfr. Note per una storia sulla questione del realismo, in Nuovi Argomenti, 45-46, 1975).

59

Siamo cos entrati nel vivo della ricerca lukacsiana di


tertium
datur fra un realismo fotografico e un forun
malismo puro e semplice. Lukcs, cerca il modo di collegare il soggetto alloggetto, la forma al contenuto in un
rapporto dialettico che tenga conto della totalit dei nessi, della complessit e trasformabilit dei rapporti sociali.
Porsi dal punto di vista della totalit significa infatti per
Lukcs porsi dal punto di vista del mutamento, del pro
cesso, di una prospettiva futura, della defeticizzazione

della realt: di una filosofia della storia fondata sulla


necessit oggettiva che per non esclude linterazione
fra soggetto e oggetto. Il problema da un lato come dissacrare il feticismo capitalistico ed evitare lirrazionalismo anche nel campo artistico, e dallaltro su quali basi
aprire prospettive nuove e diverse a una letteratura proletaria. Vittoria del realismo significa penetrare chiaramente il feticismo capitalistico, dichiara Lukcs 123;ma ci richiede delle forme adeguate, che rispettino il rinvio alla
totalit concreta, oggettiva. Nellelaborazione di tali forme egli, tuttavia, non va, sostanzialmente, oltre quelle tipiche del realismo classico: rappresentazione, narrazione,
connessione parte-tutto, tipo, ecc., tutte rintracciabili nei
maestri del realismo, Tolstoj, Balzac, Goethe, ma anche
nei realisti critici del 900: Heinrich e Thomas Mann,
Gorki, Romain Rolland, ecc. Soffermiamoci su queste
due posizioni emerse: la connessione totalitoggettivit e
luniversalit delle forme a cui Lukcs sembra tendere.
Il nesso inscindibile fra totalit e oggettivit va qui
sottolineato in quanto si tratta di una delle acquisizioni

122. A questa losoa della storia in genere ci si riferisce quando si parla


di ottimismo di Lukcs. Fra gli interventi pi recenti, cfr. C. Cases, L uomo
buono, in Aa.Vv., I! marxismo della maturit di Lukcs, a cura di G. Oldrini,
Napoli 1983.
in G.
123. Marxismus oder Proudhonllsmus in der Literaturgeschichte?,
1981.
Lukcs, Moskauer Schriften, a cura di F. Benseler,Frankfurt

60

principali di questo periodo e oltre a fondare la nozio


ne di rispecchiamento artistico della realt serve a
indicare la complessit del reale, dei rapporti sociali ed
economici. Concetto che Lukcs sottolinea a pi riprese,
ma, con maggiore chiarezza, soprattutto negli scritti estetici. E di fatti, la specicit del suo realismo si capisce solo in relazione alla nozione di totalit concreta. Non a
caso le critiche pi acute si concentrano proprio su tale
nozione. Bloch, nel suo intervento nel dibattito sul-

lespressionismosvoltosi su Das Wort, lo accusadi far


ricorso a una nozione di totalit che rinvia a una concezione della realt coerentemente chiusa, che non prevede discontinuit. Di tenore simile la critica, pi recente,
di Mittenzwei circa il carattere organico dellopera
darte: Nella misura in cui assolutizza lunit di essenza
e fenomeno e trascura la contraddittoriet dei due lati,
Lukcs compromette la possibilit di forme grandi, ampie ed aperte 125.Anche la polemica con Brecht e il rifiuto dellavanguardia riguardano sostanzialmente questo
punto: il rapporto realismo-totalit concreta. Un rapporto che Brecht formalmente non rifiuta. Ad esso attribuisce per un significato diverso. Lopera darte realistica
che svela i nessi causali della societ e sottolinea il

momento dello sviluppo raggiunge la totalit non in


s, bensi nel rapporto col pubblico, nel suo esserefruibile 125. Realismo combattivo la formula con cui
Brecht sintetizza la sua ricerca di forme nuove e la sua
124. Ernst Bloch, Diskussion uber Expressionismus, in Das Won, 6,
1938, ora in Erbschajt dieser Zeit. Sul dibattito sullespressionismo svoltosi su
Das Wort e su altre riviste dellemigrazione, cfr. P. Chiarini, Romanticismo e realismo nella letteratura tedesca. Padova 1961. Gli interventi nel dibattito sono in gran parte raccolti in Zur Tradition der deutschen sozialistischen
Literatur. 1935-1941, 2 voll., BerlinWeimar 1978.
125. W. Mittenzwei, Die Brecht-Lukdcs Debatte, parz. trad. in Aa.Vv.,
Lukdcs, a cura di G. Oldrini, Milano 1979.
126. Cfr. B. Brecht, Popolarit e realismo, in Scritti sulla letteratura e
sull'arte, Milano 1973.

61

concezione dellarte come unattivit pratica fra le altre. Ma Lukcs legge questa posizione di Brecht come
separazione e privilegiamento della trasformazione rispetto allinterpretazione, secondo i noti termini marxiani, e cos commenta (a dire il vero non senza
forzature): Essa intende meccanicamente questa contrapposizione tra modificazione e interpretazione ed
il senso della Tesi marxiana risulta falsato. Lidea che prima di Marx si sia soltanto interpretato la realt e che, dopo Marx, a noi non resta che modificarla una volgarizzazione superficiale delle idee di Marx, nella quale va perduta sia la componente dialettica sia quella materialistica
del marxismo "". Ein rifiuta dunque lunit di riproduzione e azione sostenuta da Brecht e difende il momento
conoscitivo dellarte. Lessenza dellarte consiste nel rispecchiamento artistico della totalit oggettiva, la quale
deve prevalere anche sulle posizioni politiche personali
dellautore senza annullarne la soggettivit culturale e sociale. Ci non significa che Lukcs abbia una concezione
contemplativa dellarte. Al contrario, oltre a produrre
godimento estetico, essa deve avere anche una funzione
educativa e conoscitiva, di svelamento dellessenza della
realt. Rispetto a Brecht, che accentua il momento della
trasformazione delluomo, Lukcs difende lunit di questi due momenti.
La totalit oggettiva diventa cos la categoria centrale del realismo e solo in riferimento ad essa in quanto
connessione oggettivittotalit
capisce laltra cate si
goria polare che abbiamo visto agire anche in campo filosofico, la decadenza (che qui Lukcs per lo pi identifica
con lavanguardia). Questa rinvia allincapacit di cogliere la totalit oggettiva, di svelare la complessit dei nessi
sociali ed economici e il rapporto fra questi e lopera darte, di infrangere il feticismo creato dal capitalismo: con
127. Di necessit virt, in Lukcs, Scritti di sociologia della letteratura,
cit., p. 89.

62

lavvio della decadenza, larte (come la filosofia) si allontana progressivamente dai grandi problemi della societ.
Decadenza , come la Kulturkritik o la Scheinopposition,
fermarsi alla superficie, non cogliere lessenza dei fenomeni, per unimpossibilit oggettiva, di classe (la borghesia non pu svelare la vera realt senza trarne la conseguenza della sua soppressione) e soggettiva (lincapacit
degli autori di staccarsi completamente dalla classe di

provenienza).

'

'

A questo punto ci si chiede per se lunit di forma e


contenuto non venga in realt dissolta. Infatti, Lukcs
definisce decadente qualsiasi tentativo di rinnovamento
delle forme, mentre tiene ferma la validit delle categorie
formali ottocentesche che, anzi, estende fino a comprendere espressioni artistiche antiche (Omero). Sembra dun
que che egli tenda a stabilire delle forme universali valide
per qualsiasi contenuto. Brecht, che sosteneva lunit di
forma e contenuto nel senso della loro trasformazione reciproca, poteva cos contrattaccare affermando che per
Lukcs tra i realisti della borghesia e quelli del proletariato non ci sarebbe nessuna contrapposizione e ritorceva contro di lui laccusa di formalismo rivolta allavanguardia: <<Ein fornisce per il realismo contrassegni quasi

esclusivamenteformali 128.Si gi accennatocheil problema dellineguaglianza dello sviluppo posto da Marx 129
costituisce per Lukcs un problema sin dallinizio della
sua ricerca estetica. Egli, come Marx, rifiuta una conce128. B. Brecht, Diario dilavoro, Milano 1976, pp. 11, 23.
129. I passi a cui Lukcs si riferisce sono quelli noti dellIntroduzione
a
Perla critica delleconomia politica e ora raccolti in Scritti sullarte, cit. Ne riportiamo due fra i pi significativi: Per larte noto che determinati suoi periodi di fioritura non stanno assolutamente in rapporto con lo sviluppo generale della societ, n quindi con la base materiale, con lossatura per cosi dire della sua organizzazione (p. 53). E inoltre: Ma la difficolt non sta nellintendere che larte e lepos greco sono legati a certe forme dello sviluppo sociale. La

difcolt rappresentatadal fatto cheessicontinuano a suscitarein noi un godimento estetico e costituiscono,


dello inarrivabili (p. 55).

sotto un certo aspetto, una norma e un mo

63

zione meccanicistica del rapporto tra divisione sociale del


lavoro e arte 13. Il suo problema come dimostrare che
lo sviluppo ineguale non significa una contraddizione del
materialismo dialettico e che la relazione complicata,
mediata, ineguale, fra struttura e sovrastruttura non indebolisce tale relazione fondamentale . Essa considerata una concretizzazione dialettica della tesi princpale. Schematizzando la posizione di Lukcs su questo
punto, si pu affermare che da un lato egli individua la
validit artistica di unopera nella capacit di rappresentare poeticamente i problemi del proprio tempo e dallaltro ricerca i motivi della sua capacit di produrre godimento estetico al di l dei suoi contenuti immediati, col risultato per che risolve lalternativa tra autonomia
dellarte e meccanicismo tendendo alluniversalit delle
forme e ponendo una connessione tra queste forme e la
rappresentazione della totalit. Da questa connessione bisogna partire per riuscire a comprendere il rifiuto lukacsiano dellavanguardia, considerata decadente. Non
tanto il rinvio alla totalit in s responsabile della con
danna quanto la posizione della corrispondenza tra la
rappresentazione della totalit e lapplicazione di deter
minate forme e solo di quelle. Non che la nozione di totalit con cui Lukcs opera sia del tutto esente da imputazioni. Ma anche in questo caso non il concetto in s
imputabile quanto la nozione di realt che vi insita. Si
tratta infatti di una concezione della realt che, pur essendo giusta nel suo fondamento oggettivo, finisce per essere
riduttiva. Nessun artista, neanche il pi astrattista, nega
di riferirsi alla realt del proprio tempo. Il problema di
vedere di quale tipo di realt si tratti e a quali mediazioni
fra realt e rappresentazione si faccia ricorso. Gertrude
Stein esprime con grande efcacia il legame tra lartista e
130. Cfr. la critica di Lukcs a Mehring su questo punto in Franz Mehring, cit. pp. 4236.

131. Lukcs, Marx und die Literatur, in Deutsche Zentral-Zeitung


17,8,1933.

64

il proprio tempo col concetto di contemporaneit. Nes


sun artista pu spogliarsi della sua contemporaneit.
Luomo che fa una rivoluzione deve esserecontemporaneo, deve scoprire quale il senso interiore del tempo
della sua contemporaneit 132.Ma la contemporaneit si
riferisce tanto alla forma quanto al contenuto, essesono
legate e pu anche diventare difficile distinguerle luna
dallaltra. Anche per Lukcs lartista deve esserelegato al
proprio tempo e perfino spingersi in avanti, aprire il pre
sente al futuro. Per da un lato questa storicit interessa
soprattutto il contenuto e solo relativamente la forma e
dallaltro il contenuto rinvia ineluttabilmente alla realt
della lotta di classe senza tollerare mediazioni artistiche
che non siano quelle classiche. Oppure le forme intese
anche come generi restano fissate e scandite nel tempo in un rapporto diretto con la classe sociale . (Lukcs
non tiene conto che anche il progresso scientifico pu
contribuire ai mutamenti artistici). Perci Anna Seghers
aveva ragione di chiedergli di precisare meglio il suo concetto di realismo. Lei stessalo denisce come il massimo
contenutodi realt accessibile in ogni epoca e sottoli
nea il realismo degli impressionisti. Essi sono divenuti
in breve tempo dei classici che hanno fissato la realt del
loro tempo e della loro societ francese per tutti i tempi e
per tutte le societ proprio come avevano fatto Rembrandt 0 Tiziano per la loro epoca. Lukcs non si occupa direttamente, se si escludono brevi accenni, delle arti
gurative, ma il suo antimodernismo coinvolge anche
queste. Perci alle obiezioni della Seghers molte altre se
ne potrebbero aggiungere: non sono realistiche Guernica di Picasso, le figure geometriche di Kandinst o le ricerche di una diversa concezione dello spazio dei costrut132. Stein, Sono soldi i soldi?, trad. it., Milano 1981, p. 39.
133. Cfr., ad es., Referat ber den Roman, in Lukcs Moskauer Schriften, cit. (trad. it. in G. Lukcs, M. Bachtin, Problemi di teoria del romanzo, a
cura di V. Strada, Torino 1976).
134. Cfr. Una discussione epistolare tra Anna Seghers e Georg Lukdcs, in
Il marxismo e la critica letteraria, cit., p. 384.

65

tivisti, che intendevano cos esprimere il senso di liberazione provocato dalla rivoluzione e proiettarsi in avanti?
Kandinskj fa rilevare il realismo contenuto nelle forme
pi astratte. Per lui la forma astratta o realistica che
sia e secondaria, relativa. Essa solo lespressione
esterna del contenuto interno 135.E qualunque forma
capace di esprimere al meglio il suono interiore e da
considerarsi

artistica.

allora

realismo=astrazione,

astrazione = realismo
.
Lukcs talvolta riesce a cogliere la complessit del
rapporto fra soggettivit dellartista e prodotto artistico
(si veda la critica a Mehring) e a far emergere le innumerevoli mediazioni (anche inconsapevoli), che vi si frappongono, talvolta pare invece semplificarlo e scendere al livello della critica filosofica, la quale, al contrario di quella estetica, si occupa dellideologia in quanto tale. Uno
dei problemi che di continuo emergono da questi scritti
lukacsiani e che qui diventa centrale , infatti, il rapporto
fra ideologia, concezione del mondo dellautore e arte.
Lukcs fa emergere una concezione del realismo come
antiideologia. Vi abbiamo gi accennato parlando della
partiticit. Lopera darte presuppone la presa di posizione, la partiticit, per non una partiticit in generale,
alla Herwegh, bens una partiticit per la classeportatrice
del progresso. Ma Engels, e Lukcs lo accetta, aveva parlato di trionfo del realismo nellopera di Balzac nonostante lideologia reazionaria dellautore. Allora se
lideologia non deve intervenire nel prodotto artistico,
come si esprime il punto di vista? E questo un nodo in
realt non del tutto risolto da Lukcs, per sembra chiaro
che ideologia e punto di vista sono due concetti differenti, che agiscono diversamente. E solo il metodo creativo
realistico capace di tenerli distinti: di spingere lideologia in secondo piano e di far emergere le forze che real135. Cfr. W. Kandinskj,

66

Tutti gli scritti, Milano

1973, p. 119.

mente agiscono. I metodi creativi non realistici non rie


scono a spogliarsi dellideologia, confondono ideologia e
punto di vista e quindi non producono vera arte. il caso
degli espressionisti. Qui lideologia prevalente, per bisogna aggiungere che anche la critica di Lukcs si mantiene al livello ideologico. Quando egli scrive Grosse und
Verfall des Expressionismus ha gi chiare, anche se non
esplicitate fino in fondo, quelle che saranno le sue categorie estetiche principali. Per limportanza di questo saggio, uno dei pi noti e discussi dellepoca, non solo estetica, bensi anche filosoficaa e politica. Riguarda il rapporto ideologia-arte, per anche limpegno degli intellettuali nella lotta contro il fascismo e il capitalismo, il rapporto ideologiasituazione della lotta di classe, ecc. Si pu
perci considerarlo uno dei saggi teorici pi tipici delle
posizioni di Lukcs di questi anni. Ho gi detto che in
questo periodo che egli avvia la teorizzazione della polarit razionalismo-irrazionalismo
(ricordiamo che Grosse
und Verfall des Expressionismus e contemporaneo di
Wie ist die faschistische Philosophie in Deutschland entstanden ?, in cui tale teorizzazione gi abbastanza avanzata), e ad essa Lukcs fa ricorso in questo saggio. Gli
espressionisti sono considerati
nonostante il loro radicalismo politico partecipi di quel soggettivismo e agno
sticismo che sfociano nel misticismo e che, lo abbiamo visto, Lukcs considera le categorie fondamentali dellirrazionalismo. La loro critica del capitalismo solo apparente; come la Kulturkritik

di Simmel o di Rathenau,

es-

si occultano i nessi che legano tra loro leconomia, la societ e lideologia . Gli espressionisti sono dunque
lanalogo in letteratura di quellanticapitalismo romantico che abbiamo visto affermarsi in sociologia e in filosoa e che sfocia nellapologetica indiretta sulla quale faceva perno lideologia fascista (Lukcs parla anche di affi136. Cfr. la trad. it. parz. di questo saggio in Scritti di sociologia della letteratura, cit., p. 234.

67

nit con lideologia dellUSP). Lequivalenza rilevata sul


piano filosoco fra irrazionalismo e inconoscibilit della
realt materiale oggettiva viene qui confermata.
Bisogna per rilevare che ingiusto attribuire a Lukcs una concezione naturalistica del reale , giacch
questa invece proprio quella che Lukcs attaccava.
Loggettivit di cui Lukcs parla non quella astratta
che il soggetto contempla e che vede immobile al di fuori
di lui, bens unoggettivit trasformabile, che entra in relazione col soggetto, su cui il soggetto interviene. Ma non
il soggetto individualizzato, irrelato, bens quello che si
forma allinterno di relazioni sociali determinate. Questo
tipo di oggettivismo irriducibile a quello del materialismo settecentesco e la cui elaborazione costituisce il terreno su cui sorger l0ntologia dellessere sociale esclude
il determinismo meccanicistico e implica linterazione
soggetto-oggetto, la prassi. Essere realisti significa allora
defeticiuare la realt, mostrarne la non immutabilit.
Al fondo del realismo di Lukcs vi la preoccupa
zione costante per il destino delluomo, lamore per luomo: Senza un simile amore per luomo e per la vita,
amore che necessariamente implica lodio pi profondo
per la societ, le classi e gli uomini che lo umiliano e lo offendono, non pu sorgere nel mondo capitalistico un rea
lismo veramente grande . Il nesso tra umanesimo e
realismo in Lukcs si fa sempre pi esplicito negli scritti
successivi al 1935, dopo il VII congresso che sancisce la
politica dei fronti popolari. L'autore delle Tesi di Blum\si
sentiva cos pi libero anche di collegare il problema
delleredit borghese e dellumanesimo con quello della
democrazia. Luomo nuovo, dichiara, non nasce gi come antipodo del vecchio, con cui non avrebbe quindi nien-

137. Cfr. P. Chiarini, Brecht, Lukdcs e il realismo, Bari 1970, p. 46.


138. Marx e il problema della decadenza ideologica, cit.. p. 190.

68

te in comune. La sua lotta invece inseparabile dalla lotta


contro i residui del capitalismo. Solo in questa lotta si formano e si sviluppano quelle qualit umane che concretamente caratterizzano luomo nuovo . Ma la lotta prevede anche la continuit col migliore umanesimo del passa
to: Solo il proletariato pu apprezzare Goethe .
Ha ragione Mittenzwei a sottolineare che molte dif
ferenze e incomprensioni fra Lukcs e Brecht erano dovute alla distanza dei loro atteggiamenti politici e del loro
modo di concepire la rivoluzione. Per non corretto interpretare il problema delleredit borghese come un riflesso del suo adattamento a un lungo periodo di trapasso " . Si trattava della democrazia e Lukcs lo aveva capito prima di molti altri.
5. Democrazia

e socialismo

Quando nellIntroduzione
del 67 Lukcs descrive lo
choc provocato dalla lettura del testo marxiano del 44
pregiudizi idealisti che fece cadere in una volta tutti i
ci di Storia e coscienza di classe aggiunge: Naturalmente a quel tempo avevo gi superato nelle Tesi di Blum
" le basi politico-sociali di questo idealismo . In effetti, questi Tesi che Lukcs, dopo la morte di Landler, era stato incaricato

di redigere per il secondo con-

gresso del Partito comunista ungherese costituiscono


quello politico
della svolta. Ho gi
un momento
detto dellimportanza del saggio su Moses Hess per quel
139. La sionomia intellettuale dei personaggi artistici, in Il marxismo e
la critica letteraria, cit., p. 362.
in Die Welt am Abend,
140. Lukcs, Das Erbe in der Literatur,

17.10.1932.
141. Mittenzwei, Il dibattito tra Brecht e Lukcs, cit., p. 182.
142. Blum (da R. Blum, membro del Parlamento di Francoforte, ucciso
nel 1848 per aver partecipato alla sommossa di Vienna) era lo pseudonimo di

Lukcs durante lemigrazione viennese.All'epoca della redazione delle Tesi


egli faceva parte della frazione Landler che si opponeVaa Bla Kun.
143. Storia e coscienza di classe, cit., p. XL.

69

che riguarda la lettura realistica di Hegel che Lukcs vi


propone: il filosofo tedesco era riuscito a cogliere e ad
esprimere filosoficamente il movimento reale della storia
e dei processi, il loro significato concreto. Nelle Tesi di
Blum, Lukcs trova il momento di applicazione politica
di questa posizione filosofica . Proprio il realismo filosofico che era andato sviluppando gli consentiva infatti
di cogliere nel 281importanza almeno per quel che riguardava la situazione ungherese della lotta al fascismo in nome della democrazia e di comprendere che la
parola dordine dittatura democratica avrebbe consentito di allargare il fronte di alleanza antifascista. Egli so
steneva che in quella fase dello sviluppo politico ungherese la dittatura del proletariato era improponibile e
avanzava invece la proposta di lavorare per lattuazione
di quella che Lenin nel 1905 aveva definito la dittatura
democratica degli operai e dei contadini, che doveva
rappresentare la realizzazione piena della democrazia
borghese e assicurare tutti i diritti civili e politici necessari
alla lotta dei lavoratori (possibilit di riunione, di assemblee, diritto di sciopero, ecc.). Una forma politica che
Lukcs pensava a quel livello di sviluppo era incompa
tibile con il potere economico e sociale della borghesia
che puntava invece a una liquidazione democratica della
democrazia 145.
144. Dissento da quanto sostiene in proposito M. Lwy in Per una sociologia degli intellettuali rivoluzionari, Milano 1978. Egli ritiene, infatti, che le
implicazioni politiche del Moses Hess si rivelano nellaccettazione della Real-

politik non rivoluzionaria di Stalin: Essofornisce il fondamento metodologico delladesione di Lukcs al Termidoro sovietico" (p. 235). A prescindere
dal fatto che, come sto cercando di dimostrare, ladesione di Lukcs alla politica di Stalin era relativa e di natura tattica, ritengo che il Moses Hess e le Tesi
di Blum non vadano letti come conciliazione e adattamento al presente, bensi come ricerca di strumenti, filosoci e politici, pi adeguati al suo supera-

mento.

145. noto che queste posizioni di Lukcs suscitarono un vero scandalo, il cui effetto fu lo scioglimento della frazione Landler. Esse furono critica-

te persino da Revai che della frazione era uno dei teorici pi rilevanti. Anche

.70

Non si trattava solo di unintuizione politico-tattica,


riducibile alla politica dei fronti popolari che di l a qualche anno sarebbe passata nellInternazionale comunista,
bens dellespressione di un mutamento profondo della
sua nozione di rivoluzione e del rapporto rivoluzionedemocrazia-socialismo, cio di qualcosa di pi profondo e duraturo che coinvolgeva e riguardava il complesso
del suo atteggiamento teorico.
P. Ludz vede nelle Tesi di Blum una sintesi concreta delle posizioni lukacsiane precedenti circa il problema della democrazia e sostiene lesistenza di una so
stanziale continuit di tale concetto. A me sembra, invece,- che esse rappresentino una svolta politica e teorica
profonda, legata al nesso razionalismo-oggettivismo-realismo che Lukacs pone in una luce nuova a partire dal
1930. Vale pertanto la pena di seguire sia pure velocemente i momenti essenziali del percorso lukacsiano su tale
problema, partendo dagli scritti premarxisti, in cui forte
la tensione etica, attraverso Storia e coscienza di classe fino alle Tesi di Blum e agli anni 30 .
Lukcs fu alla fine costretto a ritrattare per non essere espulso dal partito.
Lespulsione era stata paventata da Bla Kun che lo aveva accusato di opportu
nismo di destra. Cfr. la Lettera aperta del Comitato esecutivo dellInternazionale comunista ai membri del Pcu, in Lukcs, Schriften zur Ideologie und Politik, a cura di P. Ludz, Berlin 1967, lintervento di M. Horvath e la lettera di
Lukcs sulle Tesi di Blum, 1956 (ibid.).
146. Non si tratter ovviamente di una ricostruzione sistematica, non essendo questo il nostro argomento, ma piuttosto di accenni ai momenti rilevanti

per la determinazionedelle differenze sullaspetto indicato. Per ricostruzioni pi esaurienti fatte, e inutile sottolinearlo, da punti di vista talvolta assai
diversi Cfr. Matassi, Il giovane Luka'cs. Saggio e sistema, Napoli 1979; Lowy, Per una sociologia degli intellettuali, cit., A. Arato, P. Breines, The
Young Lukcs, and the Origins of Western Marxism, New York 1979; Boella,
Il Giovane Luktics, cit.; R. Rochlitz, Le jeune Luktics, Paris 1983; La Scuola di
Budapest sul giovane Luka'cs, Firenze 1978; P. Pullega, La comprensione este-

tica del mondo, Bologna 1983;J. Kammler, Politische Theorie von G. Lukdcs.
Struktur und historischer Praxisbezug bis 1929, Berlin 1974; limportante saggio di P. Ludz, Der Begrlff der demokratischen Diktatur in der politischen
Philosophie G. Lukcs, in G. Lukcs, Schriften zur Ideologie und Politik, cit.

71

5a. Un ashback sugli scritti premarxisti


La nozione di rivoluzione era maturata nel giovane Lukcs nellambiente dellopposizione allUngheria ufficiale gi nei primi anni del secolo. Il poeta Endre Ady ne
era lispiratore. Fu lui spiegher Lukcs molto pi
tardi a suscitare in noi un sentimento di rifiuto verso
lUngheria capitalistico-democratica di quel tempo. Il
mio atteggiamento fu quello espresso in una poesia di
Ady: Il padrone sono io, Ugocsa non coronat .
Questo spirito anticapitalistico quasi istintivo, il rifiuto di
accettare la realt esistente e il modo di vita borghese percorrono tutti gli scritti giovanili lukacsiani e ne costituiscono il filo conduttore nella diversit di atteggiamento
di vere e proprie contraddizioni che
si tratta a volte
singolarmente
esprimono. P. Honigscheim, riferenessi
dosi agli anni di Heidelberg, cos descrive il Lukcs frequentatore del circolo di Weber: Lukcs era allora pro
fondamente contrario alla borghesia, al liberalismo, allo
Stato costituzionale, al parlamentarismo, al socialismo
revisionista, allilluminismo,
al relativismo e allindividualismo . Era il modo molto personale in cui Lukcs
viveva lambiente dellanticapitalismo romantico diffuso
in Germania a cavallo tra 800 e 900 e che lo abbiamo
visto - diventer loggetto della sua critica a partire dal
1930.
Per gli scritti di questi anni si pu parlare di un atteggiamento duplice: vi da un lato quella che stata definita la visione tragica del mondo, derivante dalla pentezione dellirrisolubilit della condizione esistente. la po
sizione espressa, ad esempio, in una parte dei saggi de
Lanima e le forme pi direttamente inuenzati da]
le posizioni tragico-fatalistiche di Simmel e nei quali la
forma viene posta come utopia, come oggetto della
147. Cfr. Lukcs, Luomo ela rivoluzione, Roma 1973, p. 67.
148. P. Honigscheim, On Max Weber, New York 1968, p. 24.

72

Sehnsucht, come totalit persa e irrecuperabile, irraggiungibile


oppure in Sulla povert di spirito, attraverso
le dichiarazioni delleroe protagonista sullinsuperabilit
delle caste. Dallaltro lato, vi per la fiducia in un'indefinibile soluzione. Lukcs in questi anni
e lo sar del
no
alla
ne
ricerca
di
alla
resto sempre,
uno sbocco,

di una via duscita e latteggiamento tragico e solo una


delle espressioni possibili. Se non corretto parlare, come
fanno Arato e Breines riferendosi a questi anni giovanili,
di ricerca del soggetto rivoluzionario 9 quasi si voglia attribuire una sorta di necessit al suo sviluppo verso
il marxismo tuttavia vero che egli ha un suo modo peculiare di reagire allambiente filosofico e culturale tede
sco in cui lavora, ci che esprime la profonda tensione del
giovane intellettuale, la sua autonomia di pensiero, la sua
ricerca personale, che lo collocano allaltezza dei suoi
grandi contemporanei 15.
La posizione lukacsiana fondamentale di questi anni
.
comunque dettata dalla percezione, forse anche dalla
consapevolezza, dellimpossibilit della rivoluzione. Tale
impossibilit non detta per solo rassegnazione, bens anche un atteggiamento che stato efficacemente definito
di spiritual-ethical combat 51 e che si esprime da un lato nellutopizzazione della forma e dallaltro nella creazione dellopera, della tragedia come forma delle forme e
realizzazione individuale. Lutopia della forma e la creazione dellopera sono modi, diversi e collegati, di dare

risposta allimpossibilit della rivoluzione reale 152.


149. Arato, Breines, op.cir., p. 14.
150. noto che Lanima e Ieforme colp profondamente Th. Mann che
lo defin un libro bello e profondo, la pi eccellente cosa che mai sia stata
detta su questo tema paradossale (cio il rapporto tra la borghesia e lart pour
l'art). Cfr. Considerazioni di un impolitico, Bari 1967, pp. 85-6.
151. Arato, Breines, op. cit. p. 17.
152. Il saggio su Ady per questo molto significativo. Egli denito il
poeta dei rivoluzionari ungheresi senza rivoluzione. Questi sentono che la rivoluzione necessaria, ma sanno anche che non vi la pi remota possibilit di
realizzarla. Sono defraudati della loro rivoluzione. Cfr. Cultura estetica,
Roma 1977, p. 45.

73

Latteggiamento dettato dallimpossibilit della rivolu


zione sfocia in unetica aristocratica che si rivolge alla
forza interiore dei grandi uomini. Il socialismo pu es
sere, come fu per Ady, solo una forma, una forma di
espressionedei propri sentimenti. Poesia e socialismo arrivano a identicarsi oppure sono luna la forma dellaltro.
Una posizione analoga viene espressa in Cultura estetica.
Limmodificabilit
e ineluttabilit della realt esterna
non preclude la realizzazione della cultura nellopera.
Laccentuazione aristocratica, innegabilmente presente in
Metafisica della tragedia, qui viene in qualche modo ridimensionata dal motivo, tipicamente dostoewskjano,
dellesemplarit e quindi della possibilit per tutti di rag-

giungere il medesimo obiettivo 53. Con ci letica entra


prepotentemente nella concezione lukacsiana del mondo.
Egli pensa al rinnovamento della cultura attraverso la trasformazione dellindividuo, a unetica delle forme che
delimita tutto verso lesterno e rende tutto infinito verso
linterno 54, Tornate allinterno di voi stessi! Lesterno non si pu cambiare.

Create un mondo nuovo, parten-

do dal possibile! [...] Si pu agire unicamente sullo spirito 55.


La filosofia della storia pu dunque sottostare
alletica; letica pu essere sganciata dalla filosofia della
storia negativa. Lukcs riesce in questo modo ad evitare una visione totalmente tragica: esiste per lindividuo la
possibilit di crearsi uno spazio di azione, di vivere come
se, come se un mondo e una cultura nuovi esistessero
gi. cio possibile raggiungere ununit interna, spirituale, che sia vittoriosa sullineluttabilit delle forze ester153. Dare una forma allanima significa rendere lanima veramente individuale, ma ci che ha ottenuto una forma sinnalza al di l di ci che soltanto individuale. Ecco perch una tale vita esemplare. esemplare perch, realizzandosi in un uomo solo, indica a tutti gli uomini la possibilit di raggiunge-

re lo stessoobiettivo. Cfr. Cultura estetica,cit. p. 29.

154.Ivi, p. 27.

155. P. Ernst und G. Luka'cs, Dokumente einer Freundschaft,

1974,pp. 23-4.
74

Emsdetten

ne che procedono, inarrestabilmente, verso la decadenza.


Per questo il socialismo la possibilit di trasformare la
situazione esterna appare a Lukcs come una debacle
interna, come la fuga di coloro che non sono allaltezza,
che sono incapaci di raggiungere questa unit interiore.
Anche la conversione di Anatole France al socialismo
la triste sconfitta di una vita.
Vi dunque in Lukcs in questi anni una delimitazione etica del concetto di rivoluzione. Questa solo una
possibilit etica. E questa possibilit sostenuta dall'affermazione della superiorit delletica rispetto alla filosoa della storia. Lo ricorder Lukcs stesso molto pi tardi: cos che io ho integrato nel mio universo i grandi
autori russi, in primo luogo Dostoewskij e Tolstoj, come
fattori rivoluzionari determinanti. E questo universo si
svolgeva lentamente ma risolutamente verso la credenza
[...] che letica fosse dal punto di vista metodologico superiore alla filosofia della storia 155.
Un caso a s rappresenta Sulla povert di spirito,
saggio-dialogo
fra i pi significativi di questo periodo
un
157.In esso tutte le categorie sin qui considerate vengono
rovesciate, si confondono e assumono significati peculiari
e bivalenti. Opera, vita, forma, etica, vita quotidiana
vengono di continuo problematizzate e messe in questione. La forma del dialogo viene scelta proprio a tale scopo, per problematizzare, per dare alle categorie valenze
molteplici. In ognuno dei dialoganti il protagonista,
Marta, lamica suicida (lassente) si incarna una delle
alternative possibili. Leroe protagonista non tarda a dispiegare nella sua interezza la propria concezione di aristocraticismo etico espressada un lato nelle categorie di ca
sta, bont, povert di spirito, ecc., dallaltro nel disprezzo
156. Prefazione a Magyar irodalom, cit. in Matassi, op. cit., p. 151.
157. Lukcs lo scrive nel 1910 a Firenze quando gli giunge la notizia del
suicidio della sua amica lrma Seidler. Per la trad. it. cfr. G. Lukcs, Sulla povert di spirito, a cura di P. Pullega, Bologna 1981.

75

profondo per letica delle forme, per la vita ordinaria,


per coloro che vivono senza la vita e non lo sanno. La vita
al di qua delle forme e invece la vita per lopera. L'opera segna il limite fra esseredi ed essereuomini. Il rapporto tra opera e vita viene problematizzato, reso conflittuale. Lopera non riesce a plasmare la vita. Non si pu vivere una vita normale e contemporaneamente dedicarsi
allopera. Lopera richiede la sospensione mistica, linvasamento. Anche il suicidio dellamica interpretato come
nientaltro che un sacrificio in nome della sua opera che
impastata di sangue umano come ledificio della leggenda
di Clemente il Muratore. E daltra parte, la bont, che
costituisce la casta superiore, grazia, dono di
Dio, un calare del cielo sulla terra. Essa oltre il
pensiero razionale, e sapere oltre le spiegazioni e i
segni. La bont non pu dunque essere una categoria
etica, nel senso delletica formale: non qualcosa a cui ci
si possa conformare. Essa anche il contrario del volersi
mantenere puri, del non volersi sporcare le mani. Va
sottolineato che qui Lukcs arriva per la prima volta a le
gittimare il peccato, la colpa, nellagire seeondo bont,
per gli altri. Il peccato non una cosa contraria alla bont, e se fosse tale, sarebbe una disarmonia necessaria
nellaccordo accompagnante. 15Chi vuole mantenersi
puro non agisce. E questo inumano, inumano fare
considerazioni, calcolare, pensare. Essere buoni comporta la trasgressione della morale. Il mondo dei buoni esiste, per imponderabile e inaccessibile con la volont.
Lutopia della forma e dellopera qui cede il posto
allutopia della bont.
La gerarchia delle caste fa rivoltare il moral sense
di Marta che rifiuta tale aristocraticismo etico, e ad esso
contrappone la sua visione etica aperta per tutti alla vita
158. Ivi, p. 107.

76

vera 59, attacca il misticismo delleroeprotagonista e dfende letica del dovere. Lei definita buona dal suo
stesso interlocutore vuole essere lincarnazione della
possibilit di infrangere i limiti delle caste. Si pu arrivare
a esserebuoni lottando e restando legati alla vita. Ci che
a Marta ripugna il miracolo, lirrazionalit del salto,
lineluttabilit del conitto fra vita e opera, lidea della
necessit delluso dellaltro come strumento per creare
lopera.
ln Marta e nelleroe-protagonista Lukcs incarna alternative diverse e possibili, che segnano gli estremi delle
sue oscillazioni fra aristocraticismo etico e democrazia
etica, la quale sembra essere prevalente, ad es., negli
Appunti su Dostoewskij di poco successivi. Qui la bont
si contrappone alla giustizia e si accompagna al peccato
originale, al delitto necessario, alla trasgressione.
Bont anche il luciferino,

il contravvenire

alle regole,

la tragressione, il rovesciamento delle istituzioni in nome


della comunit . Qui la correlazione non pi tra bont e casta, bens tra bont e comunit.
A partire da Sulla povert di spirito Lukcs si pone
dunque, e in questo consiste limportanza di questo saggio, problematiche nuove, che trascendono quella del
rapporto tra Vita e opera, o almeno il modo in cui tale
rapporto era stato sino ad allora considerato. Vita e opera non si pongono pi in rapporto di reciproco esaurmento, qualcosa spinge oltre di esso. Questo qualcosa
la bont, la grazia o, negli Appunti su Dostoewskij,
lazione tragressiva, il luciferino. La problematica della colpa di Tattica e etica in qualche modo presente gi
159. Sento unantipatia morale per la sua teoria, replica. [...] Il mio sentimento va dicendo: la sua bont non altro che una specie di frivolezza molto
ne e raffinata, un dono dellestasi avuta senza lotta, oppure, per lei, una ri
nuncia assai vile alla vita (ivi, p. 106). Cfr. . Heller, Sulla povert dello spi
rito, in La scuola di Budapest, cit.
160. Cfr. la lettera di Lukcs a P. Ernst, Heidelberg, 4,5, 1915, in Correspondance de jeunesse. 19081917,Paris 1981, p. 258.

77

qui e illumina di luce pi chiara la Teoria del romanzo che


si chiude con lenunciazione della speranza in un mondo
nuovo.
In questopera la non corrispondenza tra anima e
realt, labisso che tra le due si crea, non si risolve pi nel
la forma, nellopera. Ma resta tale. La totalit che si costituisce nellopera non pu esseresostitutiva della realt.
Nessuna forma artistica pu gettare un ponte su
questabisso. Lukcs comincia ora a guardare con mag
giore consapevolezza teorica al di l dellopera posta come forma totale e utopica ".
La filosofia della storia che in questopera e negli

Appunti su Dostoewskij emergeprofondamente diversa


da quella contenuta negli scritti precedenti, anche se si
colloca ancora allinterno dellanticapitalismo romantico, dettato dalla sfiducia nella possibilit di rinnovamento dellEuropa occidentale. A una filosofia della storia
negativa, alla quale solo letica e la creazione dellopera
possono far fronte, si sostituisce una filosofia della storia
positiva che contempla lavvento di una nuova era e il cui
primo punto di rottura teorica consiste proprio nellinsostituibilit della realt mediante lopera. I rapporti ora si
rovesciano, la realt che suggerisce la forma. Ma da che
cosa era determinata questa nuova posizione di Lukcs?
Ricordando gli anni e latmosfera in cui era nata la Teoria
del romanzo, in primo luogo la guerra mondiale, egli dir
molto pi tardi: chiaro che questo rifiuto della guerra
e, con essa, della societ borghese dellepoca, era puramente utopistico; anche sul terreno del pensiero pi astratto, non vi era allora dentro di me alcuna mediazione tra la
presa di posizione soggettiva e la realt oggettiva ". Non
si pu certo parlare di un atteggiamento consapevole sul
possibile soggetto, sul chi chi ci salver dalla civilt
161. Cfr. Teoria del romanzo, Milano 1972.
162. Introduzione a Die Theorie des Romans, Neuwied 1963, p. 5.

78

occidentale. Mancava inoltre lidea che lintera societ


deve essere radicalmente trasformata . tuttavia un
fatto che il suo continuo sperimentare strade nuove lo
port anche a questo: a prefigurare una nuova epoca.
Cosa che, poi, non era del tutto arbitraria, in quanto esistevano gi dei forti movimenti rivoluzionari e operai e
lidea socialista aveva gi fatto molta strada, anche se Lu
kcs non vedeva ancora nel proletariato un soggetto ca-

pace di creare unalternativa al capitalismo *", e soprat-

tutto non vedeva lEuropa come luogo del rinnovamento,


bens la Russia, rimasta fuori dalla razionalizzazione
capitalistica occidentale. La Russia, quella di Dostoewskij e Tolstoj lutopia positiva di contro allindividua,
lismo europeo e alla disperazione che ne deriva 155.
Allorigine di questa posizione vi la ricerca della comu
nit, della Gemeinde, impossibile in Europa, e dei suoi
principi fondamentali, primo fra tutti la fratellanza:
Divenire un vero russo significa forse diventare fratello
di tutti gli uomini 155.Lidea russa pu essereconsiderata la nuova espressione dellanticapitalismo romantico
di Lukcs.
Egli non dunque facile profeta della rivoluzione
dottobre che si sarebbe verificata meno di due anni
dopo , ma un pensatore alla ricerca di unalternativa
allindividuo problematico, di uno sbocco teoricofiloso
fico ai problemi essenzialmente etici. Va tuttavia sottolineato che Lukcs aveva una profonda conoscenza del
mondo russo, anche di quello contemporaneo, dei movi163. Pensiero vissuto, cit., p. 163.
164. In una lettera a P. Ernst (14,4,1915) Lukcs esprimeva la sua convin
del potere, protestava contro coloro, fra cui lo
zione circa la trasformabilit
stesso Ernst, che lo circondavano di unaureola metafisica e difendeva la possibilit etica di creare strutture dove sia possibile il contatto da unanima allaltra. Cfr. Correspondance de jeunesse, cit., p. 254.

165. Cfr. Unopera di Wladimir Solovjeff, trad. it. in Sulla povert di


spirito, cit., p. 160.
166. Cfr. Il manoscritto
1982, pp. 34-5.

Dostoewskij,

parz. trad. in Metaphorein,

8,

menti anarchici e populisti, ecc. significativo che nellilluminante quanto pungente intervento del 15, Die deut-

schenIntellektuellen und der Krieg che segnala sua

presa di posizione ufficiale contro la guerra e di critica di


amici quali Simmel e Th. Mann , Lukcs, indicando
quasi una tipologia di eroi, contrapponga leroe di
questa guerra e gli eroi terroristi della rivoluzione russa.
Leroe del primo tipo denito anonimo (namenloser).
Egli non che un numero e si accontenta di compiere il
suo dovere in maniera neutra, nel modo atipico che lattuale modo di condurre la guerra richiede. Gli eroi della
rivoluzione russa hanno invece un diverso pathos: perse
guono degli scopi ben precisi e ne danno giusticazione.
Essi rappresentano un nuovo tipo di uomo che importante conoscere.
Ma a questo punto Lukcs non ha ancora risolto denitivamente il problema etico per eccellenza che legava
lindividuo alla rivoluzione: quello della colpa o della
possibilit di conservarsi puri. La questione viene posta
pi volte (labbiamo visto anche in Sulla povert di spiri
to e negli Appunti su Dostoewskz) e prima di Tattica e
etica le risposte oscillano tra il massimalismo etico e la
necessit del sacrificio dellanima. A me (a un uomo
concreto) e consentito uccidere (cio uccidere un altro uo
mo concreto)? si chiede Lukcs, facendo suo linterrogativo dello scrittore rivoluzionario Ropsin, e critica ogni
tentativo di giusticare la rivoluzione in deroga alle responsabilit degli individui . Non lecito nemmeno accettare il minimalismo etico giustificato da Masaryk nel
caso della rivoluzione necessaria per combattere una
forma di violenza quale quella rappresentata dallaristocrazia teocratica. Lukcs ritorna ancora su tale questione
167. Cfr. Text + Kritik, cit.
168. Cfr. la recensione (1914) a Th. G. Masaryk, Zur ntsszlschen Getrad. it. in Sulla povert di spirito, cit.
schichte und Religionsphilosophie,

80

prima di arrivare alla sua formulazione definitiva in Tattica e etica, ma in termini sempre pi problematici. per
questo significativo il suo interesse per il problema etico
del terrorismo russo e per Ropsin, il quale gli sembra interpretare bene il conitto etico che egli stessosta vivendo
e la cui soluzione sar decisiva per il suo passaggio al marxismo. Scrive a P. Ernst: Perci neppure in Ropsin [...]
vedo il sintomo di una malattia, ma invece una nuova forma dellantico conflitto tra prima etica (doveri verso le
istituzioni) e seconda etica (imperativi dellanima). Quando lanima non orientata su se stessa, quando guarda
allumanit - nel politico, nel rivoluzionario la classicazione soggetta a sottigliezze dialettiche sempre pi
complesse. Qui per salvare lanima, bisogna sacrificarla;
abbandonare unetica mistica per abbracciare la spietata
Realpolitik, infrangere il comandamento supremo non
uccidere che non un obbligo contro le istituzioni. Ma
in ultima analisi pur sempre un problema antichissimo;
di cui forse la Giuditta di Hebbel d la formulazione pi
incisiva: e se Dio ponesse il peccato tra me e lazione che
mi stata imposta, chi sono io perch possa sottrarmi ad
esso? 159.
La scelta politica, ideale e culturale che Lukcs far
di li a pochi anni nasce proprio dal travaglio di questo periodo, determinato anche dalla guerra, ma che ha origini
essenzialmente etico-culturali, di cui lidea russa un
momento decisivo. Per questo va sottolineata limportan
za degli Appunti su Dostoewskij in cui si apre per Lukcs
un nuovo orizzonte: il mondo russo, la sua prima grande rivoluzione, il terrorismo rivoluzionario col suo profondo pathos, i protagonisti, lambiente dei romanzi di
Tolstoj e Dostoewskij, tutto questo ha avuto un ruolo
fondamentale prima nellentusiasmo liberatorio con cui
Lukcs e certo non solo lui accolse la rivoluzione
169. Correspondance

de jeunesse, cit., p. 258. Lettera del 4,5,1915.

81

del 17 e poi nella sua decisione politica per il comunismo.


Decisione che peraltro non fu n facile n priva di traumi.
Tattica e etica il documento forse pi eloquente di tale
travaglio, ma non lunico. Di poco precedente , infatti,
un altro scritto significativo, Il bolscevismo come problema morale, mentre risale ad alcuni mesi prima un intervento su Idealismo conservatore e idealismo progressista
, importante in quanto Lukcs vi affronta per la prima
volta in termini espliciti il rapporto fra etica e politica.
Letica viene definita come action directe che tende alla trasformazione dellanima degli uomini, mentre lazione politica tende a trasformare le istituzioni. Ma il livello
etico qui di nuovo assolutamente prevalente. La politica
ha solo una funzione strumentale, lancilla dell'etica e
quindi ad essa completamente subordinata. Anzi, pu
svolgere un ruolo progressivo solo se collegata con letica, in quanto solo questultima che pu modificare
luomo internamente. E la vera rivoluzione consiste in
questo, nel trasformare luomo internamente. In tale
progetto la politica pu soltanto levare gli inciampi sulla
strada dello sviluppo etico.
Sulla base dellidealismo etico cosi concepito, Lu
kcs rifiuta lautonomia della politica, in quanto tale
autonomia significherebbe laver valore per se stesso di
qualche puro esistente (Stato, nazione), cosa che letica
non potrebbe riconoscere. Ogni istituzione che diventi
ne a se stessa assume un carattere conservatore. La scelta a favore del progresso implica invece lassegnare
alletica la funzione progressiva fondamentale e per la
trasformazione delle istituzioni parte di questo progresso e la politica pu svolgere anchessa una funzione positiva, anche se subordinatamente alletica. Va registrata
unacquisizione molto importante: letica ha bisogno anche di unazione quella politica che si ponga aldil
di essa, che in qualche modo la trascenda.
170. Entrambi questi scritti sono pubblicati in appendice a M. Lwy, op. cit.

82

In Il bolscevismo come problema morale Lukcs poulteriori


problemi di decisione etico-politica. Egli acne
lidea
del
socialismo come fatto sconvolgente, per
cetta
rifiuta il bolscevismo in quanto eticamente inadeguato ad
esprimere la portata rivoluzionaria, il pathos messianico
del proletariato. Esso, in quanto dittatura di pochi, gli
appare soprattutto come violenza contro la volont della
maggioranza. Sorge in questa discrepanza il problema
morale: si pu raggiungere il bene con mezzi cattivi? Si
pu conquistare la libert con loppressione? In che cosa
differiscono questi mezzi da quelli, disprezzati, del vecchio sistema? Che cosa garantisce che col potere del proletariato finir loppressione di classe? Qui Lukcs pone
un problema di estrema importanza, che significa innanzitutto una presa di posizione decisamente antievoluzionistica e antideterministica (che tuttavia si accompagna a
degli aspetti che rinviano a una filosofia della storia).
Non bastava che la lotta di classeriuscisse vittoriosa per il
proletariato a garantire la creazione di un mondo nuovo; era necessaria quella che egli chiama la volont del
sistema mondiale democratico. interessante il modo in
cui Lukcs arriva a tale determinazione: egli separa il
Marx sociologo-scienziato da quello utopista, la sua sociologia dalla sua filosoa della storia. Afferma: Sfugge
allattenzione di molti che i due punti cardinali del sistema, la lotta di classe e il sistema socialista che abolisce la
stratificazione della societ e con essa ogni forma di oppressione, per quanto strettamente interdipendenti, non
sono prodotti di concetti omogenei. Il primo elemento
rappresenta laffermazione fondamentale della sociologia
marxista: la societ sempre esistita e cos pure le sue forze motrici [.;.] Il secondo il postulato utopistico della filosofia della storia marxista: la tendenza morale per un
futuro ordine mondiale . piuttosto quetultimo po
171. Il bolscevismo cit., p. 322.

83

stulato che Lukcs privilegia. La lotta di classe del proletariato e la sua stessa vittoria non rappresentano ancora
la fine di ogni oppressione, bens solo il cambiamento
nella struttura della societ, il passaggio degli oppressi
sulle posizioni degli oppressori. Il trionfo del proletariato solo un prerequisito, un negativo. Occorre poi la volont democratica per cambiare gli uomini. La vera democrazia lo strumento nuovo rispetto al potere di
classe usato dalla borghesia per raggiungere tale obiettivo. Non si pu agire contro la volont della maggioran
za. Dobbiamo invece aspettare, istruendo, seminando la
fede, finch

nellumanit

nasca spontaneamente

quello

che uomini consapevoli vogliono da tempo, quello che risulta come unica soluzione possibile.
Sembrerebbe che nelle Tesi di Blum Lukcs riproponga vecchie sue soluzioni. Ho accennato che P. Ludz
vede una continuit sostanziale pur evidenziando le
differenze con queste posizioni. Ma non cos. In Il
bolscevismo laspetto etico
sotto linfluenza delle posizioni di Szabo, secondo il quale la lotta per dei fini puri
non pu tollerare dei mezzi impuri ancora prevalente e il problema della democrazia connesso con quello
della liceit dei mezzi. La democrazia vera che viene
contrapposta alla dittatura diventa anchessa unutopia,
o almeno

qualcosa

da costruire

come parte della rivolu-

zione, di una rivoluzione compiuta con metodi diversi da


quelli bolschevichi. E qui ha ragione P. Ludz quando af
ferma che i concetti di democrazia e di dittatura negli
anni 1918-19, a differenza che nelle Tesi di Blum, [...]
non sono ancora definiti politicamente; bens sono concetti etici. Ma ci costituisce una differenza sostanziale
che esclude di poter parlare di continuit (sarebbe, fra
laltro una continuit che presenterebbe delle fratture
incolmabili nel periodo di Kommunismus). comunque
un fatto da sottolineare che Lukcs gi allepoca di questo scritto aveva accettato lidea di rivoluzione socialista, di trionfo del proletariato. Dunque Tattica e eti84

ca, di qualche mese successivo, non esprime posizioni cui


Lukcs era arrivato ex abrupto, per un atto volontaristico, bens il punto di approdo di una lunga e profonda
tensione di pensiero. Gi nel saggio precedente era arriva
to a individuare nel proletariato il soggetto rovescian
te, lunico soggetto possibile della rivoluzione. Tattica e
etica non va pertanto visto solo e necessariamente in contrapposizione alle posizioni espresse in tale saggio, bens
come il momento in cui Lukcs comincia a sciogliere la
contraddizione fra etica rigorosa che non separa lo
scopo dai mezzi
e forti elementi di filosofia della storia
di
questultima
favore
(che diventer prevalente in Stoa
ria e coscienza di classe). Le motivazioni etiche restano
ancora, benintesi, quelle fondamentali, per lunit di
scopo e mezzi comincia a dissolversi. Lukcs arriva a giustificare lomicidio in nome di un'idea superiore, della
giustezza della causa. Lautoriflessione etica dice
[...] ci indica [...] che esistono delle situazioni tragiche
situazioni nelle quali impossibile agire senza attirare
su di s una colpa ". E conclude con la famosa citazione dalla Giuditta di Hebbel che abbiamo gi letto nella
lettera a P. Ernst di circa cinque anni prima: E se Iddio
avesseposto il peccato tra me e lazione che mi stata imposta, chi sono io perch possa sottrarmi ad esso?
Attraverso il problema dei mezzi Lukcs imposta co
si quello dei rapporti tra etica e politica. Sono considerati
buoni tutti i mezzi che contribuiscono a risvegliare alla
coscienza il processo di filosofia della storia; in
questambito, la lotta di classeviene accettata come mezzo legittimo per la liberazione dellumanit. Ma la ricerca
di un punto dincrocio tra etica e politica fondamentale
e Lukcs lo individua nella coscienza della responsabilit
individuale nellagire collettivo. Letica afferma Lukcs riecheggiando Kant si rivolge al singolo e come
172. Tattica e etica, in Scritti politici

giovanili

cit., p. 14.

85

conseguenza necessaria di questangolatura, prospetta alla coscienza morale individuale e alla coscienza della responsabilit il postulato che egli debba agire come se dal
la sua azione o dalla sua inazione dipendesse il mutamen
to del destino del mondo 3.
5b. Gli anni di Storia e coscienza di classe
Gi con Tattica e etica Lukcs entra dunque in una fase
di pensiero che possiamo definire di attualit della rivoluzione. E ci comporta delle conseguenze teoriche e '
pratiche la cui rilevanza viene ancor pi accresciuta
dallesperienza politica diretta nella Repubblica dei consi
gli come tribuno del popolo. Egli d una descrizione sintetica ed efficace dellatteggiamento dualistico di questo
suo periodo rilevando da un lato il suo utopismo messianico e dallaltro la necessit di prendere decisioni realistiche, di confrontarsi coi fatti . Affiorano categorie
nuove, latteggiamento etico si converte in attivismo, in
prassi, che egli stesso definisce idealistica 5, viene teorizzata lidea del partito organizzato centralmente e accettata la dittatura del proletariato come momento autonomo. In proposito Lukcs osserva: In tal modo la dittatura proletaria viene tanto politicamente rivalutata quanto
relativizzata eticamente . Bisogna tuttavia aggiungere
che egli pensava anche a un superamento (assorbimento) della dittatura da parte della democrazia del proletariato. Lidea di organizzazione specie negli scritti
del 2122 viene legata alla teoria della rivoluzione in
173. Ivi, p. 10.
174. Introduzione del 67 cit., p. XIV.
175. Non notai che senza una base nella praxis reale, nel lavoro come
sua forma originaria e suo modello, lesaltazione del concetto di praxis si con
idealistica (ivi,
verte necessariamente in quella di una contemplazione

p. XVIII).
176. La
cit., pp. 67-8.

86

morale nella produzione

comunista,

in Scritti politici

giovanili

unideale discussione critica con Rosa Luxemburg. Essa


non viene rifiutata in linea di principio, bens legata al
problema della presa di coscienza, della disciplina e del
coinvolgimento personale del singolo militante, in cui deve formarsi la coscienza di classe. Ci che viene rifiutato
come insensato e 'settario lorganizzazione come momento autonomo: essa deve invece costituire il momento
che lega la teoria alla prassi, il momento di verifica della
teoria stessa. E quindi soltanto se la rivoluzione e divenuta la questione del giorno, il problema dellorganizzazione rivoluzionaria arriva con imperiosa necessit alla
coscienza delle masse e dei suoi portavoce teorici 177.Nel
Lenin (1924) Lukcs concretizza questidea attraverso
una concezione del partito che si avvicina a quella leniniana di guida rivoluzionaria, pratica e teorica, del proletariato.
Ma il nodo teorico centrale di questi anni, e che qui
maggiormente ci interessa, la connessione coscienza di
classe-rivoluzione-filosofia della storia. La rivoluzione
concepita come un processo, gi attuale, di presa di coscienza da parte del proletariato della propria situazione
di classe, della necessit della storia mondiale, della
vocazione storico-univesale della lotta di classe (del

proletariato) . Il concetto hegeliano di necessite


quello weberiano di possibilit oggettiva vengono qui
coniugati insieme e il loro punto dincontro costituito
dal concetto di coscienza di classe attribuia di diritto
definita, anche questa alla maniera weberiana, come tipo ideale: La coscienza di classela reazione, razionalmente adeguata che viene in questo modo attribuita di diritto ad una determinata situazione tipica nel processo di
produzione 9. La coscienza di classe cos concepita
comprensibile solo alla luce della filosofia della storia che
177. Storia e coscienza di classe, cit., p. 366.
178. Scritti politici giovanili, cit., p. 24.
179. Storia e coscienza di classe, cit., p. 66.

87

determina il pensiero di Lukcs in questo momento. Il


proletariato con la sua coscienza di classe attribuita di
diritto il soggettooggettoidentico della rivoluzione, e
questultima diventa un puro concetto filosofico. La
prassi diventa un fatto secondarie, esterno. Anche in
questo caso la sua autocritica lespressione pi efficace
di tale situazione: La conversione della coscienza attribuita di diritto in prassi rivoluzionaria appare qui
considerata oggettivamente come un puro e semplice
miracolo 18.Riflesso di questa posizione la concezione della neue Kultur come dominio interiore delluomo
sullambiente. La ne del capitalismo coincide con la fine
della Zivilisation, del dominio esteriore della natura "".
Luso di categorie tipiche dellambiente dellanticapitalismo romantico non casuale: sono ancora presenti in Lukcs il rifiuto di considerare leconomia come parte della
dialettica della storia e la concezione della rivoluzione come puro fatto spirituale.
Sul piano strettamente politico egli si schiera col
gruppo della sinistra che fa capo alla redazione di Kommunismus e a proposito della questione sorta nellInternazionale se partecipare o meno ai parlamenti dei
governi borghesi, ha una risposta decisamente negativa.
La partecipazione al Parlamento crea confusione nelle
masse, offusca

la coscienza

del proletariato,

rallenta

il

processo rivoluzionario. Accettarla significa ammettere


che la rivoluzione impensabile a breve scadenza e
quindi mettersi sul piano della borghesia, favorirne gli intenti, restare sulla difensiva. Lo strumento rivoluzionario
pi adeguato il consiglio operaio ed questo che va
contrapposto al parlamento. La contrapposizione tra
consigli operai e parlamento significa in realt contrappo180. Introduzione, ivi., p. XIX.
181. Vecchia e nuova Kultur, in Kommunismus.
p. 149.
182. Scritti politici giovanili, cit., p. 77.

88

1920-21, Padova 1972,

sizione senza mediazioni fra proletariato e borghesia ed


una conseguenza dellinfluenza della teoria spontaneista
di Rosa Luxemburg oltre che un riflesso della sua concezione di filosofia della storia .
Paragonate con queste posizioni, le Tesi di Blum, di
circa otto anni pi tardi, emergono in tutta la loro differenza. Lukcs aveva nel frattempo accettato sul piano politico la lezione leniniana dellanalisi concreta della situazione concreta, mentre sul piano filosoco la cui
espressione pi importante , come abbiamo detto, il Moegli aveva cominciato ad allontanarsi dalla let
ses Hess
tura di Marx attraverso lenti hegeliane e da una filosofia
della storia che si traduceva in utopismo messianico.
Le Tesi di Blum possono essere considerate, lo abbiamo
gi accennato, lespressione sul piano politico del realismo acquisito. Lukcs pone ancora una volta il problema della democrazia, ma in un modo diverso rispetto al
1918 e ai primi anni 20 da un lato e al periodo successivo
al VII Congresso dellInternazionale dallaltro. Ora la democrazia non pi un fatto etico, bens teoricopolitico. da sottolineare che qui Lukcs parla specialmente di dittatura democratica, per sottolineare che la
democrazia come tale non costituisce uno scopo in s
della lotta politica, ma una forma dialettica di transizione verso la rivoluzione del proletariato, il passaggio
concreto attraverso cui la rivoluzione borghese si rovescia
in rivoluzione del proletariato . La dittatura democratica la realizzazione piena della democrazia borghese, e
dunque uno strumento molto speciale della lotta del pro183. noto che Lenin replic molto duramente a queste posizioni. Larticolo di Lukcs molto di sinistra e molto cattivo. Il marxismo in esso puramente verbale (.) manca unanalisi concreta di situazioni storiche ben dedeterminate, ecc. Cfr. Opere, Roma 1967, XXXI, p. 134. Lukcs comprese
subito limportanza di questa critica e laccett. Cfr. Introduzione del 67, cit.,
p. XIII.
184. Tesi di Blum, in Scritti politici giovanili, cit., p. 315.

89

letariato, un campo di battaglia per imporre il suo potere e disorganizzare la borghesia. Il socialismo non
pi concepito come rottura col passato, bens come un
processo che si sviluppa dalla democrazia borghese e su
questa si innesta "35. In questo contesto, la parola dordine classe contro classe contrapposta allalternativa,
condivisa anche dai socialdemocratici, democrazia o fascismo, significa labbandono della teoria della dittatura
del proletariato, e quindi la decisione per il terreno di lotta democratico; essa per anche la critica di quelle strategie politiche che concepivano la democrazia come una
forma politica per appianare i contrasti di classe. Lukcs
punta quindi a differenziare il pi possibile il suo modello
di dittatura democratica dal modello di democrazia occidentale (rappresentato nella forma tipica dagli Stati
Uniti) la quale taglia fuori ogni reale partecipazione operaia e sopprime la lotta di classe. La socialdemocrazia,
che di tale modello era sostenitrice, sottoposta anche
qui a critica. Essa indicata come corresponsabile di quei
processi di fascistizzazione democratica in atto nei paesi capitalistici fra cui lUngheria. La realizzazione dei
principi della democrazia borghese attraverso la dittatura
democratica del proletariato e dei contadini e per Lukcs
qualcosa di alquanto diverso da tali modelli di democrazia esistenti, un momento fondamentale nel processo di
costruzione del socialismo.
5c. Gli anni Trenta

Se si tiene presente questa problematica e la posizione di


Lukcs nelle Tesi di Blum, si capisce anche la critica alla
Repubblica di Weimar che rappresentava un modello di
democrazia occidentale e della cui rovina la socialdemocrazia portava una grave responsabilit. Lukcs definisce
185. Cfr. C. Cases, Introduzione

1965, p. VIII.

90

a G. Lukcs, Il romanzo storico, Torino

la Repubblica di Weimar repubblica senza repubblicani e ad essa imputa la responsabilit di aver creato
nelle masse sfiducia verso la democrazia. questo un atteggiamento chiaro fin dalle Tesi di Blum.
Dopo le elezioni in Germania del 14 settembre 1930
latteggiamento di Lukcs riguardo a questi problemi si
modifica ulteriormente. I risultati elettorali che vedevano lenorme avanzata del partito nazionalsocialista, la
crescita del partito comunista e il crollo dei partiti di centro, fra cui la socialdemocrazia rendevano tangibile la
polarizzazione politica e linasprimento della lotta di classe. Nel breve scritto Gli intellettuali tedeschi e il fascismo
egli conclude la sua analisi dei risultati elettorali affermando che in Germania attualmente esistono solo due
fronti: quello del fascismo e quello del proletariato 187.
Ma ci non significa che egli abbandoni concettualmente
il terreno della democrazia. Di fatti accusa gli intellettuali
tedeschi di sinistra di aver contribuito a preparare ideo
logicamente il fascismo parlando di crisi dello Stato, del
parlamentarismo, della democrazia, ecc. accettando il
terreno di discussione del fascismo e contribuendo alla
sua demagogia. comunque certo che la democrazia di
Weimar corrispondeva sempre meno per la progressiva
incorporazione di elementi fascisti allidea circa il
rapporto tra democrazia e socialismo che Lukcs aveva
espresso nelle Tesi di Blum. La critica della Repubblica di
Weimar, che egli ribadisce nello scritto del 30 e che ritorna in vari scritti dellepoca, non va tuttavia confusa con
una critica della democrazia tout court. Nel Feuerbach,
ad esempio, egli sottolinea limportanza della democrazia
in Keller, nel suo metodo creativo. Un argomento che ap
profondir pi tardi in un saggio su questo autore , ma
186. Wie ist Deutschland zum Zentrum, cit., p. 136.
187. Cfr. infra.
188. Gottfried Keller, trad. it. in Rea/isti tedeschi del XIX secolo,Milano

1979.

91

le cui linee generali sono gi presenti qui. Nel Kampfschrift del 33, tuttavia, Lukcs lo abbiamo gi rilevato allinizio pone la questione in termini ancora pi radicali con lalternativa capitalismosocialismo, dittatura
fascismo
della borghesiadittatura del proletariato,
bolscevismo (non pi fascismorivoluzione proletaria come nel 30) e la democrazia non pi considerata come
utile terreno di lotta. Come spiegare questo fatto? Vi so
no senzaltro delle ragioni di opportunit politica, comunque anche vero che nelle condizioni in cui si trovava
la Germania allindomani dellascesa di Hitler al potere
era difficile immaginare un ritorno alla democrazia in
tempi brevi, la situazione si era oggettivamente acutizzata
e aggravata. La confusione delle posizioni politiche e
ideologiche che si era creata poteva giustificare lesigenza
di una radicalizzazione. Vi sono per elementi per affer
mare che per larco di tempo che va allincirca dal 1933al
1935 si debba parlare di una non coincidenza fra il piano
politicotattico e quello teorico. Lobiettivo della demo
crazia come forma di organizzazione sociale che non
coincide necessariamente con quella borghese e che non
in contrasto col socialismo in Lukcs permane sempre .
La sua posizione sul problema delleredit borghese lo dimostra. La trattazione di Goethe sempre collegata al
problema della democrazia oltre che della trasformazione
delluomo, ma anche Heine gi nel 34 considerato come il poeta che ha compreso la funzione storica del proletariato e la necesit di una democrazia rivoluzionaria,
anche se non si un al proletariato rivoluzionario e rest
per tutta la vita in una posizione oscillante fra democrazia borghese e democrazia proletaria 19. Rilevando
189. Nella lettera ai compagni sulle Tesi di Blum, cit. p. 763, Lukcs
afferma che, nonostante lautocritica dovuta al pericolo di essere espulso dal
partito, egli non ha mai rinnegato la sua posizione.
190. Heinrich Heine come poeta nazionale, in Realisti tedeschi cit., p. 102.

92

come Heine, sostanzialmente, non arrivi mai a riconoscere lunione di teoria socialista e movimento operaio rivoluzionario come una possibilit pratica concreta, Lukcs pone di nuovo il problema della mediazione fra
lera borghese e lera socialista: Heine non ha alcuna
idea della rivoluzione socialista come un processo storico
concreto 191.
Se la connessione umanesimo-democrazia sar ap
profondita ed esplicitata a partire dal 1935, essa tuttavia
presente anche nei saggi precedenti. Pensiamo agli scritti

su Goethe e Heine, ma ancheal Feuerbach, a Das Erbe in


der Literatur, ecc. Le risoluzioni politiche del VII Concomunista liberano quindi
gresso delllnternazionale
orientamenti gi presenti in Lukcs e non provocano,
quasi si trattasse di un automatismo, una svolta. A
proposito del Romanzo storico Tertulian parla a ragione
del democratismo rivoluzionario che sprizza da tutta
lopera 192.Questa va infatti considerata il prodotto pi
maturo di tutte le sue elaborazioni precedenti sullipotesi
di unestetica marxista, ma anche lavvio di una ricerca
che riguarda il rapporto tra letteratura e democrazia. La
politica dei fronti popolari fa nascere in Lukcs la speranza che larghi strati di intellettuali si schierino e lavorino per la democrazia, che personaggi come Th. Mann,
coscientemente borghese, si dichiarino apertamente
per la democrazia rivoluzionaria e contro il capitalismo
imperialistico. La formazione del fronte popolare contro il fascismo,

afferma,

non solo un avvenimento

po-

litico di portata storica, ma anche dal punto di vista letterario e ideologico segna linizio di un nuovo periodo della
letteratura tedesca. Nei maggiori rappresentanti dellop
posizione umanistica e nei principali avversari del fasci191. Ivi, p. 115.
192. N. Tertulian,

Georges Lukdcs, Paris 1980, p. 162.

93

smo si rivela uno straordinario progresso della chiarezza


ideologica 193>>.
Lukcs intendeva anche mettere in guardia contro il settarismo diffuso nei partiti rivoluzionari,
nei quali la critica da sinistra della democrazia borghe
se rischiava continuamente di rovesciarsi in una critica
di destra contro la democrazia in genere 194.Dopo il
1935 Lukcs prosegue dunque in termini pi espliciti, e in
condizioni politiche oggettivamente mutate e pi favorevoli, la sua ricerca sui grandi realisti tedeschi del XIX secolo, i rappresentanti onesti e significativi della democrazia dei periodi passati: Heine, Keller, Raabe, ecc. Il
problema delleredit borghese qui si connette esplicitamente al problema della democrazia. Nella seconda lettera ad Anna Seghers 95 Lukcs stesso lo afferma a chiare
lettere: E tu devi capire che, se parlo sempre del passato
della Germania, lo faccio per questo; lo faccio con lo
sguardo rivolto allavvenire democratico della Germania. Lukcs rimproverava agli intellettuali tedeschi, e a
se stesso, di non aver coltivato a sufficienza le tradizioni
democratiche della Germania: Dovevamo nutrircene e
rafforzarci con essee dovevamo diffonderle tra il popolo
tedesco.
A quale tipo di democrazia Lukcs concretamente si
riferisca non emerge chiaramente da questi scritti. Possiamo solo tentare di evidenziarne alcuni tratti. Ad esempio,
la nozione di popolo alla quale talvolta essaviene collegata. Quando parla della letteratura tedesca antifascista
(Heinrich Mann, Feuchtwanger, ecc.), egli fa sempre riferimento al suo avvicinamento al popolo: Gli scrittori
tedeschi pi significativi sentono sempre pi profondamente la necessit di un legame concreto e reale col popolo, e non solo in senso politico, ma anche artistico, come
193. Il Romanzo storico, cit. p., 361.

194. Ivi, p. 349.


195. 2 marzo 1939, in ][ marxismo e la critica letteraria,

94

cit., p. 411.

una questione vitale per la letteratura 195.Il concetto di


Volkstmlichkeit che qui emerge segna la distanza fra la
concezione democratica e lideologia liberale dellestraneit dal popolo. Esso va oltre la nozione di proletariato e lassorbe, non un concetto pi vago, bens pi ampio, su cui Lukcs fonda una definizione di democrazia
per segnare la distanza anche dalluso che della nozione di
popolo e di Volkst'mlichkeit faceva la cultura di destra:
democrazia come difesa degli interessi del popolo in una
situazione storica concreta 197.Nel saggio su Keller popolarit e democrazia sono strettamente connesse. Far vivere figure popolari, rappresentare eroi positivi capaci di
sviluppare quelle virt morali che sono alla base della vita
democratica: in questo consiste la grandezza di Keller.
Sempre a proposito di Keller, Lukcs parla di democrazia rivoluzionaria, intendendo un tipo di democrazia
che non si feticizza nel formalismo, ma capace di tra
sformare se stessaattraverso lazione reciproca concreta
e dialettica fra societ e individuo, in cui il nucleo morale del singolo acquista unimportanza decisiva 19. Qui
non importa tanto la giustezza o meno del giudizio su
Keller quanto la posizione che Lukcs vuole esprimere: la
sostanza della democrazia consiste nellazione reciproca
concreta e dialettica fra societ e individuo, che esalta il
ruolo del singolo. Si tratta di un principio fondamentale
della democrazia che potr essere pienamente praticato
solo in una democrazia socialista.
Sotto linflusso delle critiche ricevute dal suo libro
Per la storia del realismo 199,ma anche in seguito alla
196. Der Kamp] zwischen Liberalismus und Demokratie im Spiegel des
historischen Romans der deutschen Antifaschisten,
in Probleme des Realismus, Berlin 1955, p. 204.

197. [bid.
198. Gottfried Keller, cit., p. 189.
199. Mosca 1939. Il volume raccoglieva saggi su Goethe, Holderlin, Kleist,
Heine, Eiichner, Balzac, Tolstoj. Lukcs accenna al dibattito in Questioni di
principio su una polemica senza principi, in crits de Moscou,, Paris 1974. Una
conseguenza del dibattito fu la cessazione della rivista Literaturnij Kritik.

95

delusione provocata dalla politica dei fronti popolari, negli anni 39-40 Lukcs rivede, almeno formalmente, la
sua posizione e accentua le critiche nei confronti della democrazia borghese indicando come obiettivo la denuncia dei suoi limiti. Uno degli errori ideologici pi importanti del fronte popolare, afferma, stata la sopravalutazione della democrazia borghese, latteggiamento
acritico verso di essa. A molti la lotta contro la reazione
fascista ha fatto dimenticare la lotta contro il sistema capitalistico, li ha spinti a nascondere e a celare le contraddizioni della democrazia borghese, e aggiunge: si riformata una situazione in cui la democrazia borghese e il
baluardo e il luogo di raccolta di tutto ci che reazionario 2. significativo che Lukcs sia costretto a citare
anche la critica staliniana alla democrazia formale. Ma
nellinverno 41-42, evacuato a Tasckent insieme con altri
scrittori antifascisti, con la speranzacertezzadella prossima e definitiva sconfitta di Hitler da parte dellarmata
rossa, Luka.csripensa la storia politica e ideologica della
Germania, per questa volta dal punto di vista della democrazia 2, e si pone il problema di come creare le con
dizioni per uno sviluppo democratico della Germania a
partire dalla mancanza di tradizioni democratiche. Dopo
il crollo di Hitler e, inevitabilmente, dellideologia reazionaria da lui sostenuta, a che cosa si dovr legare, si do
manda, lo sviluppo ideologico tedesco? Per Lukcs non
vi dubbio che il punto di riferimento pi importante
debba essere costituito dallumanesimo classico, il momento pi alto del movimento di opposizione borghese
allassolutismo feudale, rappresentato, come abbiamo visto, da Goethe, Keller, Heine, ecc. Ma questo ovviamente
non basta,

e necessario

sviluppare

questa linea,

creare

nuovi punti alti nello sviluppo dellumanit partendo dal


200. Ecrits de Moscou, cit., p. 167.
201. Cfr. Wie ist Deutschland zum Zentrum,

96

cit.

la distruzione della barbarie fascista e del razzismo che


ha prodotto. Far valere i principi formali della democrazia uguaglianza di diritti, uguaglianza di fronte alla
legge solo un primo passo. Lukcs si rende conto che
andare oltre lorizzonte dell'umanesimo classico significa
anche andare oltre questa democrazia borghese, radicarsi
nel popolo, creare unideologia e una cultura democratiche. In questa direzione andava, credo, tutto il suo lavoro
degli anni 30 e quello successivo.

Ringrazio il prof. Laszlo Sziklai, direttore dellArchivio Lukcs, che mi ha consentito di accedere ad alcuni
manoscritti di Lukcs e mi ha fornito utili informazioni e
notizie. Devo molto anche agli amici che mi hanno incoraggiata in questo lavoro.

97

NOTIZIE SUI SAGGI

Die deutsche Intelligenz und der Faschismus, 1930. E


completamente inedito e il manoscritto della cui decifrazione mi assumo tutta la responsabilit conservato
nellArchivio Lukcs di Budapest. La quarta e ultima pa-

gina del manoscritto contiene nella seconda met uno


schema di intervento sulla nascita del nazionalsocialismo
e sulla filosofia tedesca tra Otto e Novecento: Tonnies,
Troeltsch, Dilthey, Simmel, ecc. Potrebbe essere un primo abbozzo di Wie ist die faschistische Philosophie in
Deutschland en tstanden ?
Uber das Schlagwort: Liberalismus und Marxismus,
1931. Apparso in Der Rote Aufbau, 15, 1931.
Die deutsche Intelligenz,

1932. Apparso in Zwei Wel-

ten, 3, 1932.

Feuerbach und die deutsche Literatur, 1932-33. Lukcs lo


scrisse probabilmente per il 50 anniversario della morte
di Feuerbach, ma lo integr successivamente con altre
parti. Ne parla in una lettera a Lifschtz del 18 novembre
1932: Avevo intenzione di scrivere un breve saggio su
Feuerbach e la letteratura per una rivista di qui. Ma diventato quel mostro che le accludo . Il saggio fu per
]. Le notizie su questo saggio mi sono state fornite dal prof. Lszl SzikLukcs.
lai, direttore dellArchivio

99

pubblicato solo molto pi tardi e in lingua russa nel volume Literaturnije teorii XX weka i marksism, Moskwa
1937 (2).
Grand Hotel Abgrund, 1933. La prima parte inedita
in tedesco, la seconda, Totentanz der Weltanschauungen,
apparsa in Literatur und Literaturgeschichte in sterreich, numero speciale di Helikon, 1979. Di recente
stato pubblicato in ungherese, in G. Lukcs, Eszttikai
irdsok. 1930-1945, Budapest 1982.
Zur Literaturtheorie

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datazione dellArchivio Lukcs). Dattiloscritto tedesco,


pubblicato in ungherese nel vol. cit.
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Dattiloscritto tedesco. Una forma abbreviata apparsa in
Literaturnaja Gazeta, 8, 4, 1934. In ungherese pubblicato nel vol. cit.
Die Erbschaft dieser Zeit, 1935. Dattiloscritto tedesco. In
italiano gi apparso in Problemi teorici del marxismo,
Critica marxista, 1976, nella traduzione di A. Scarponi, che qui manteniamo leggermente modicata. incluso nel vol. ungherse cit.
Ringrazio gli Editori Riuniti e il traduttore per averne autorizzato la pubblicazione in questo volume.

2. Oltre al saggio su Feuerbach il volume contiene: K. Marx e F. T. Vischer, La polemica tra Marx, Engels e Lassalle sulla tragedia Franz von Sickingen, Franz Mehring. Nella prefazione Lukcs afferma che sono stati tutti
scritti fra 1930 e il 1933 e rivisti nell'autunno del 33.

100

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I titoli della Moskauer Rundschau del 1930 sono tratti da Alexander Stephan,
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111

1. GLI INTELLETTUALI TEDESCHI E IL FASCISMO

La lotta di classe in Germania si inasprisce di giorno in


giorno. Le elezioni del 14 settembre hanno evidenziato
con chiarezza le rapide trasformazioni avvenute non solo
nella situazione del proletariato, ma anche fra i seguaci
piccolo-borghesi della borghesia. I vecchi partiti storici
della borghesia sono in uno stato di disgregazione e persi
no nel centro cattolico compaiono brecce prodottesi
certamente col passaggio di una parte del proletariato nella KPD. Il fascismo aperto si manifesta in maniera sem
pre pi decisa come lultimo trionfo della borghesia, come lunica grande forza armata che essa pu contrapporre al proletariato rivoluzionario che si appresta alla lotta
decisiva sotto la guida della KPD. [La situazione parlamentare, lindebolimento di tutti i partiti di centro,

limprovvisa crescita del partito comunista da un lato e


dei nazionalsocialisti dallaltro rispecchiano abbastanza
chiaramente questa situazione]*.
La borghesia tedesca vede questa situazione con
estrema chiarezza. Proprio i suoi dirigenti pi consapevoli, quelli economicamente e politicamente decisivi, sanno
molto bene che attualmente in Germania esistono solo
due fronti: il fascismo e la rivoluzione proletaria. Tale
chiarezza della situazione oggettiva e nelle teste dellavanguardia di entrambe le classi decisive non deve tuttavia in-

Il periodo fra parentesi cancellato nel manoscritto.

113

durci alla semplificazione non dialettica che ci troviamo


di fronte a una massa indistintamente reazionaria {che
nella notte tutte le vacche sono nere]*. Innanzitutto, la
crisi economica, che continua a crescere fino a diventare
crisi generale, acuisce i contrasti allinterno della borghesia e dei suoi seguaci. Quanto la paura di fronte alla rivoluzione proletaria unifica la borghesia, tanto la crisi economica la costringe invece a lotte di frazione intestine.
Ogni gruppo, ogni strato deve adoperarsi pena la rovi
na economica di salvarsi dal crollo economico prodotto dalla crisi a spese degli altri gruppi e strati. Naturalmente, esiste una perfetta unit sul fatto che il peso della
crisi debba essere fatto ricadere sulle spalle del proletariato. Ci tuttavia non pu assolutamente far superare le
lotte intestine fra i vari strati della borghesia. E daltra
parte, in essa non vi affatto unit sul chi e sul quando
farla ricadere. La presa di posizione di fogli borghesi
di sinistra come il Berliner Tageblatt e la Frakfurter
Zeitung sullarbitrato nella questione degli operai metallurgici berlinesi a tale proposito caratteristica. Essa rispecchia chiaramente la contraddizione della situazione:
da un lato una fretta febbrile di uscire dalla crisi mediante
un rapido abbassamento del livello di vita della classe lavoratrice, dallaltro la paura che con ci venga accelerato
lo sviluppo rivoluzionario delle masse lavoratrici e che
quindi queste non possano pi essere frenate n dalla demagogia sociale della S.P.D. ne da quella della NSDAP.
Da questa e da altre, analoghe, contraddizioni oggettive
dell'attuale situazione di classedella borghesia tedesca deriva latteggiamento discorde e contraddittorio dei suoi
portavoce ideologici. La demagogia sociale dei nazionalsocialisti senza dubbio una necessit per la borghesia al ne
di irretire le masse, essa provoca per anche paura nei co-

siddetti rappresentanti pi seri dellideologia borghese.

Il periodo fra parentesi cancellato nel manoscritto.

114

Questi hanno un doppio timore: che le masse prendano

sul serio le parole dordine demagogichee lottino per esse

e che siano deluse dalla loro inattuabilit (o dalla loro impraticabilit) e si rivolgano ai comunisti. Spinti da questa
paura cosciente, alcuni luminari delleconomia politica tedesca, come i professori Herkner (Berlino), Weber
(Heidelberg), Eckart (Colonia) e Briefs (Berlino), si sono

di recenterivolti alla NSDAP con una pubblica interpel-

lanza nella quale richiamano lattenzione sul pericolosissimo danneggiamento dellintera economia nazionale
che comporterebbero le parole dordine nazionalsocialiste fine della servit delle tasse e divieto del commercio in borsa con effetti bancari. Con ci essi non vogliono affatto difendere gli interessi della borghesia quando mai lo farebbe un professore universitario tedesco?
No, essi sono solo preoccupati del risultato elettorale dei
piccoli risparmiatori e dei pensionati, degli istituti di pre
videnza sociale, ecc. Con linterpellanza essi vogliono
chiarire questi problemi; cercano cio di indicare strade ai nazionalsocialisti, di fornire argomenti che consentano una ritirata il pi possibile innocua e, secondariamente, una rinuncia alle loro richieste accettabile dalle
larghe masse. Per il momento il nazionalsocialismo non
ha certo bisogno di tali consiglieri. I suoi finanziatori e i
suoi reali capi sanno bene che il significato pratico della
loro demagogia sociale uguale a zero (i leaders nazionalsocialisti lo hanno dimostrato chiaramente coi loro discorsi da statisti per quel che riguarda la demagogia nazionale e col loro atteggiamento durante lo sciopero degli
operai metallurgici per quel che riguarda la demagogia
sociale), e tuttavia le masse credono ancora al 100% alle
loro parole dordine. Perch allora rinunciare alla loro
fraseologia anticapitalistica, allunica bandiera intorno
alla quale, nella situazione attuale, possono essereraccol
te masse reali?
Questo tipo di comportamento mostra tuttavia come
stia lintellighenzia tedesca non fascista e quanto sia
115

ideologica lopposizione

al fascismo dellintellighenzia

borghese.Essasi posta per lo pi abbastanzatardi

sul terreno della democrazia pura, quello della costituzione di Weimar. E ora spera di persuadere la borghesia
che il suo razionale obiettivo di classe pu essere razionalmente garantito proprio da questa costituzione,
seguendo i metodi della vera democrazia. (Naturalmente viene trascurato il fatto che queste democrazie ve
re incorporano nel loro sistema di governo sempre pi
elementi fascisti). Ma questa con rispetto parlando
lotta una mera battaglia di ritirata. La situazione oggettiva, loggettiva necessit per la borghesia di salvare il
suo dominio traballante con mezzi fascisti, d limpronta
a tutte queste discussioni. Persino gli avversari pi decisi del fascismo si vedono sempre pi costretti a mutuare
gli argomenti contro di esso dal suo stesso ambito culturale. Questa capitolazione ideologica di fronte al fascismo si prepara da molto tempo. La vasta letteratura sociologica, giuridica, filosofica, ecc. sulla crisi dello Stato,
dei partiti, del Parlamento, della democrazia proprio
fra gli intellettuali cosiddetti di sinistra -non era altro
che una preparazione ideologica del fascismo. Lideologia di questo ceto, intimamente completamente marcia,
scaduta a un conseguente relativismo e agnosticismo, pu
offrire al fascismo, anche quando d a intendere di combatterlo, nientaltro che una proposta di miglioramen
to. Tale situazione appare evidente nel congresso, svoltosi in tutta fretta a Lauenstein, della Lega degli studenti
repubblicani tedeschi, a cui hanno partecipato come
principali relatori professori universitari di sinistra e alti funzionari di Stato. Il congresso si chiuso con la parola dordine lotta alla svastica, ci che tuttavia esso ha
portato come proposte positive per questa lotta mostra
abbastanza chiaramente la capitolazione. Infatti, una delle due tendenze emerse voleva lunificazione con la SPD
con una trasformazione interna di questo partito. Il che
significa unione col socialfascismo, rafforzamento delle
116

sue tendenze puramente borghesi (come se qui un rafforzamento fosse necessario e non si trattasse di ununicazione
pura e semplice. Si vedano i sondaggi prima delle elezioni).
Unaltra tendenza voleva conservare lautonomia degli elementi democratico-repubblicani>>. Ma che cosa propone?
Che le masse piccolo-borghesi si rassegnino senza risentmento, cio senza resistenza, alla loro proletarizzazione;
che rinuncino alla pura lotta di classe e si raccolgano intorno allunit repubblicana, al di fuori dellambito dei

partiti politici. Ma entrambele tendenzesono chiare su un

punto, che lindividualismo liberale nito e che vince


lidea corporativa con ci la teoria fascista dello Stato
viene apertamente riconosciuta come il fondamento della
discussione. Non rinfacciano al fascismo la minima incoerenza, mentre si sottolinea lincompatibilit di dittatura e
idea corporativa dello Stato. E chiaro che con tali argo
menti non vi niente da organizzare contro la rumorosa
demagogia dei seguaci di Hitler.
Gi prima delle elezioni lintellettualit di sinistra
ha tentato di creare un punto di raccolta contro il fasci
smo (in realt: per una particolare tendenza del fascismo)
con lunificazione del partito democratico con il gruppo
Mahraun, apertamente fascista, per un partito dello Sta
to. Lelezione ha provocato il completo fallimento di
questa fondazione e quindi una spaccatura e unaperta
emigrazione verso destra del gruppo Mahraun. Questo
sviluppo mostra la strada dellintellighenzia tedesca. E
proprio nella sua lotta al fascismo aperto, tale strada si
pu intravedere nella maniera pi chiara: e la via verso la
sussunzione totale sotto il fascismo. Le lotte fra i gruppi
allinterno della borghesia le danno ancora una certa libert di movimento, questa per sfocia in una sottomissione spesso consapevole, talvolta inconsapevole alla divisione del lavoro strategica della borghesia. La via
per gi necessariamente tracciata in precedenza dalla
soppressione politica ed economica della borghesia.

117

2. LO SLOGAN LIBERALISMO E MARXISMO

La contraddizione interna alla situazione di classe del fascismo si manifesta necessariamente in tutte le sue prese
di posizione ideologiche e polemiche. Gli stessi fascisti
lavvertono in modo molto acuto. Nelle opere teoriche
maggiori tale contraddizione viene mascherata con giri di
parole, con costruzioni mitiche della storia, con sofisticherie filosofiche eclettiche, ecc. Ma nella letteratura
dagitazione, dove si fa sul serio e ci si rivolge direttamente alle masse proletarie o in via di proletarizzazione, si
costretti a guardare ad essa chiaramente. E di fatti Goebbels nel suo opuscolo Der Nazi-Sozi (Il socialnazista)
concepito in forma di dialogo formula questa contraddizione come unobiezione contro la propaganda fascista
nei termini seguenti: Ci significa dunque, se intendo
bene: il NSDAP un partito proletario con una direzione
borghese. La confutazione non ovviamente nemmeno
lontanamente chiara come la formulazione della difficolt. Goebbels costretto ad aggirare la questione del con
tenuto di classe del fascismo con frasi completamente
vuote. Noi non siamo n borghesi n proletari. Il concetto di borghese e morto e quello di proletariato non diventer mai pi vivo, scrive nella replica e prosegue nello stesso stile la sua confutazione. Queste parole vuote
ritornano nelle varianti pi diverse in tutti gli scritti fascisti. Ed e comprensibile. Essedenotano infatti la difficolt
centrale della propaganda fascista fra le masse lavoratrici. Queste in conseguenza del crescente acuirsi della
119

crisi del sistema capitalistico si oppongono al capitalismo in maniera sempre pi energica. Il fascismo pu ottenere qualche successo fra di loro solo se fa appello ai loro
istinti anticapitalistici (che non significano ancora opposizione cosciente al capitalismo), se li stimola, li sviluppa
e ne fa il fondamento dellorganizzazione e dellazione.
Ma lintero movimento di massa fascista la cui base di
massa costituita proprio da questo anticapitalismo istintivo delle masse nel contempo subordinato agli interessi del grande capitale. Il fascismo deve dunque condurre la sua propaganda in maniera tale che i seguaci conquistati sulla base di sentimenti di massa antifascisti nella
loro pratica possano essere usati come sostegni sicuri del
sistema capitalistico.
qui impossibile discutere diffusamente tutte le con
traddizioni della teoria fascista che vengono prodotte da
questa discrepanza fra il contenuto di classe e la propaganda, fra scopo di massa e base di massa. In genere, si
verifica una discordanza molto caratteristica. cos destinata ad approfondirsi una contraddizione che, nella
critica della borghesia, si esprime nel fatto che viene condotta contro di essa una battaglia finta che lascia intatte
tutte le sue posizioni di potere e le istituzioni economiche
in questi scritti
decisive. Verso la classeoperaia, invece
per la propaganda di massa viene usato un tono molto
proletario e lo sfruttamento e limpoverimento dei lavoratori sono descritti con colori accesi. Tale propaganda
per rivolta contro la lotta di classe del proletariato,
contro tutti i suoi strumenti ideologici ed organizzativi
che servono realmente alla difesa dallo sfruttamento e dallimpoverimento. Il fascismo assume cos una posizione
teorica dalla quale finge di lottare contemporaneamente
contro i lati cattivi del capitalismo e contro il movimento operaio. Da questa posizione emerge chiaramente
l. Probabilmente

120

qui Lukcs intende anticapitalistici

(N.d.T.)

che questi due lati cattivi vengono collegati logicamente e storicamente: il marxismo, la lotta di classe, ecc. appaiono come la conseguenza logica e storica dei lati cattivi dello sviluppo borghese, come una conseguenza del
liberalismo, nella critica del quale si concentra la finta
battaglia del fascismo contro il sistema capitalistico.
In questa posizione teorica non vi in s nulla di
nuovo. La critica del capitale interamente mutuata
dallarsenale teorico dellanticapitalismo
romantico.
Quanto pi questultimo, a causa dello sviluppo della lotta di classe, perde lonest e la veemenza originarie, quanto pi va nella direzione di ripulire il capitalismo dalle
scorie del liberalismo e del manchesterismo, e quanto pi
grande il ruolo che in questo processo di ripulitura esso
assegna allo Stato, alla statualit (Rodbertus), tanto
maggiore pu diventare la parte che il fascismo mutua da
esso. Le linee fondamentali di questa distinzione fra lati
buoni e cattivi, il fatto che da un lato solo il grande cap
talista sarebbe un vero capitalista e la media industria non
rappresenterebbe niente di capitalistico (oggi Fried) e
dallaltro il vero capitalista quello creativo e non quel
lo rapace sarebbe un commissario della societ e la
ricerca sfrenata del profitto sarebbe unanomalia e non
lessenza del capitalismo, si possono trovare gi in Sismondi, in Carlyle, in Rodbertus, ecc. Questa critica necessariamente inconseguente del capitalismo liberale
nel corso dello sviluppo perde sempre pi lonest soggettiva ancora presente in Sismondi e nel giovane Carlyle. I
fascisti di oggi parlano della media industria e intendono
Borsig e Krupp; si infervorano contro il capitale rapace
e acconsentono ai prestiti di Jacob Goldschmidt alla ditta
Lahusen; fanno il diavolo a quattro contro il liberalismo
economico e a Stoccarda Gregor Strasser spiega: Saremo i pi tenaci assertori della propriet privata e ci impicceremo di economia il meno possibile, lasceremo che gli
imprenditori comandino liberamente. E il maggior teorico del nazionalsocialismo, A. Rosenberg, dichiara che
121

unazione socialista pu significare una personalizzazione, una liberazione di molte forze singole. Che questa spiegazione e non la critica del liberalismo, del capitale rapace, corrisponde alla prassi nazionalista lo hanno dimostrato in maniera sufficientemente chiara i voti in
parlamento (i contributi dei milionari, ecc.), i servizi di
crumiraggio
delle organizzazioni
nazionalsocialiste
dellindustria, ecc.
In questi termini sta la lotta contro il sistema captalistico (e contro i suoi lati cattivi). Come sta ora la
connessione fra marxismo e liberalismo? chiaro che anche qui si tratta del vecchio patrimonio ereditario a cui
aspira o gi acquisito dei movimenti di massa reazio
nari. Si tenta sempre di collegare la disperazione degli
strati piccoloborghesi di fronte alla loro proletarizzazione con la meschina sfiducia dei lavoratori pi arretrati
verso le limitate organizzazioni di classe. (Si pensi al movimento cristiano-sociale antisemita sorto in Austria prima della guerra, che fu allinizio un vasto movimento di
massa). Questo vecchio patrimonio ereditario viene per
naturalmente aggiornato e utilizzato dai fascisti di oggi.
Gli argomenti teorici sono chiaramente molto deboli e
fragili. Il professore viennese Othmar Spann, ad esempio,
fa di tutto per dimostrare che Marx costituisce, tanto sul
piano filosofico quanto su quello economico, ununit

inscindibile con leconomia borgheseclassica,con Smith


e Ricardo; e dunque che la lotta per lo Stato organico
dei ceti, per labolizione della lotta di classepu esseresolo una lotta contro Ricardo e Marx, contro il liberalismo
e il marxismo 2. Tali i professori, tali i propagandisti.

2. Non vi qui spazio per una confutazione scientifica di Spann. Rinvio


perci alla mia critica della sua Kategorien/ehe (Griinberg Archiv, Xlll, p.
302 sgg.) e ricordo soltanto che il signor professor Spann trascura lanalisi del
valore e della merce e scopre nel bene lelemento comune di liberalismo e
marxismo (Gli errori del marxismo, p. 7); egli scorge nel diritto al guadagno
completo del lavoro un altro motivo decisivo del fascino del marxismo sugli
intellettuali e gli economisti borghesi. Ma si vede che qui egli ha un tantino

122

Il fin troppo noto Viktor Klagges formula laccusa in


questi termini: Considerati dal punto di vista ideologico,
liberalismo e marxismo costituiscono ununit, ed e questa unit che il nazionalsocialismo deve superare 3.
Le citazioni si possono moltiplicare a piacere. Ma
quel che qui importa non la quantit dei passi citati,
bens la chiarificazione delle tendenze e delle loro origini.
E da questo punto di vista, tali metodi propagandistici
teoricamente confutati centinaia di volte e che si fondano
sulla pi bieca ignoranza dei fatti scientici e sociali
sono estremamente interessanti. Laccoppiamento di liberalismo e marxismo oggi pu infatti basarsi su un fatto
importante, facilmente comprensibile alle masse non illu
minate: sulla teoria e la prassi della socialdemocrazia. Per
quanto anche la socialdemocrazia a parole e nei fatti ab
bia rotto col marxismo, per quanto una parte sempre
maggiore della classeoperaia (e una parte crescente di ceti

intermedi) abbia compreso chiaramenteil suo totale rinnegamento del marxismo, una massa relativamente grande (specialmente fra la piccola borghesia) pu far ricadere

sul marxismo la responsabilitdella teoria e della prassi


della socialdemocrazia. Ma se la questione viene posta in
maniera che Weltanschauung e politica borghesi che
devono essere indicate con lo slogan liberalismo e
Weltanschauung e politica socialdemocratiche stanno in
stretta connessione reciproca, allora la situazione sta in
tuttaltri termini rispetto alla posizione liberalismo e
marxismo oppure Smith-Ricardo e Marx.

di cattiva coscienza,poich ricorda che tale esigenzaraggiunge il suo trionfo


non proprio nella forma in cui laveva espressa Marx (ivi,
professore evidentemente non sa, oppure tace, che Marx ha
questa tesi nel modo pi deciso come inesatta e non scientifica,
tica del programma di Gotha. Questo piccolo esempio basta a
della scorpacciata di Marx dei professori fascisti.
3. Lotta al marxismo,

p. 15). Il signor
sempre rifiutato
ad es. nella Criindicare il livello

p. 3.

123

Il famoso libro di Bernstein I presupposti del socialismo, del 1899, contiene gi una fondazione teorica alquanto conseguente e completa del revisionismo, le cui linee fondamentali consistono proprio nelladattamento
della teoria e della prassi del movimento operaio ai bisogni della borghesia progressista. Ci che scrisse Lenin
sullatteggiamento del menscevismo negli anni tormentosi
1905-1907 cio, che esso tentava di far penetrare nel
movimento operaio le tendenze borghesiliberali e che
ladattamento della lotta della classe operaia al liberalismo costituiva lessenza di tale orientamento vale
anche per la socialdemocrazia tedesca. La liquidazione
della dialettica rivoluzionaria da parte di Bernstein, la
teoria agraria di David, l'approvazione del budget nel Baden, ecc. formano una linea unitaria che porta allautorizzazione dei crediti della guerra 191418e oltre fino alla
costituzione e alla difesa della democrazia di Weimar
(anche nella forma della tolleranza del regime di necessit). vero che lodierna borghesia tedesca non pi n liberale ne'democratica. Il contenuto di classe di questa po
litica socialdemocratica tuttavia la capitolazione di
fronte alla borghesia in generale, e la capitolazione di
fronte alla borghesia liberale era solo la formafenomeni
ca di questa politica in una determinata fase di sviluppo.
Insieme con lo sviluppo della borghesia tedesca dal lberalismo al fascismo doveva necessariamente svilupparsi
anche questa politica di capitolazione. Lattuale forma di
capitolazione, l'attuale marxismo della socialdemocrazia perci tanto poco liberale quanto la borghesia
medesima. Ci non cambia tuttavia nulla nel fatto che la
socialdemocrazia agli occhi delle masse appare a buon dritto responsabile di tutta la miseria che la guerra mondiale, la pace di Versailles, la democrazia di Weimar e il
suo sbocco nel fascismo hanno regalato alle masse lavora4. Lenin,

124

Werke, XVIII,

p. 289.

trici. La teoria del fascismo, scienticamente insostenibile,


che considera il liberalismo e il marxismo come correspon
sabili allo stesso titolo dellattuale povert delle masse acquista cos una certa evidenza. Nella fase attuale dellimpe
rialismo per la borghesia non pu essereche giusto che gli
istinti anticapitalistici delle masse insoddisfatte vengano
deviati mediante gli attacchi al fantasma del liberalismo.
Questi attacchi offrono inoltre un sostegno ideologico alla
direzione fascista della democrazia borghese e a tutte le li
mitazioni possibili della libert di movimento delle masse.
Lattacco al marxismo e il suo collegamento col liberalismo possono per contro essereconfutati efcacemente da
parte del proletariato solo quando diventi chiaro alle larghe masse che la socialdemocrazia non ha niente in comu-

ne col marxismo, n nella teoria n nella prassi 5.


Si tratta dunque di ricondurre lo slogan liberalismo
marxismo
al suo reale contenuto di classe alla luce de=
gli avvenimenti concreti. A quelle masse che oggi si lasciano allcttare dal fascismo bisogna spiegare che non il
marxismo responsabile della loro miseria, bens lab
bandana del marxismo da parte della socialdemocrazia.
Esse devono capire, sulla base dei fatti, che fascismo e so

cialfascismo sono strettamentelegati dallessereentrambi


servitori del capitalismo monopolistico (e non di un liberalismo divenuto gi leggendario) e dal fatto che entrambi
5. Quanto poco questo riconoscimento sia penetrato nella coscienza della
scienza borghese lo dimostra il libro Sozio/ogie als Wirklichkeitswissenschafl

del prof. Freyer di Lipsia, una delle migliori teste fra i portavoce teorici del fascismo, il quale, come esempio della superiorit della sociologia non marxista
sul marxismo, d rilievo alla questione agraria, alla questione nazionale, alla
questione dellimperialismo
e dellaristocrazia operaia (p. 297), quindi a una
serie di questioni in cui emerge in modo particolarmente macroscopico lallontanamento liberale della socialdemocrazia dal marxismo. Da questambiente
deriva lidenticazione di socialdemocrazia e comunismo nel libro del profes
sore francofortese Karl Mannheim, Ideologie and Utopie. Naturalmente, tali

confusioni molto spessosi fondano non sullignoranza, ma su consapevoli

intenzioni demagogiche. Ma chiaro quale materiale la teoria e la prassi della


socialdemocrazia offrano alla demagogia fascista.

125

impediscono alle masse di percorrere lunica via possibile


per uscire dal loro stato di impoverimento progressivo,
quella della lotta di classe per il socialismo e il comunismo. Lirretimento fascista delle masse lavoratrici pu essere svelato solo se il disvelamento dellinganno tocca
questo punto centrale: lo smascheramento della connessione reale fra la teoria e la prassi del socialfascismo e la
teoria e la prassi del fascismo. Esse sono oggettivamente
affini._ Una lotta separata anche in campo ideologico,
nella confutazione di una singola teoria fascista
conduce immancabilmente in una via secondaria e distoglie
dal disvelamento del contenuto di classe della questione.
Solo quando sia divenuta chiara la connessione fra la politica operaia liberale della socialdemocrazia nel periodo
prebellico e il suo sviluppo attuale, diventer ugualmente
chiaro perch la parola dordine contro il liberalismo e il
marxismo eserciti una forza di attrazione sulle masse impoverite nonostante che essa contenga pi errori delle lettere di Cui le parole sono composte.

126

3. GLI INTELLETTUALI TEDESCHI

La crisi economica e la fascistizzazione sempre pi vi01enta hanno messo in movimento lintellighenzia tedesca al
completo. La massa di intellettuali in via di proletarizzazione cresce di giorno in giorno. Il numero degli studenti
che dopo la fine degli studi non hanno nessuna prospettiva di occupazione arriva gi a molte migliaia. Le restrizioni economiche, i tagli statali e comunali nelle istituzioni culturali (scuola, enti sanitari, ecc.) buttano gi sulla
strada migliaia di impiegati fissi. Il contenimento dei
consumi di massa ha intaccato le possibilit di guadagno
di tutte le professioni cosiddette libere (avvocati, medici,
scrittori, musicisti, ecc.), in quanto il loro campo di attivit proprio Quello che per primo e pi di tutti viene toccato dal risparmio forzato delle masse. Lintellighenzia
tedesca e dunque di nuovo in movimento, dopo che
allepoca della stabilizzazione aveva creduto di aver superato definitivamente gli sconvolgimenti del dopoguerra e soprattutto linflazione. Il raggruppamento che
si sta verificando ora tuttavia molto pi profondo di
quello del 1918-24. Allora furono solo ridipinte vecchie
insegne, (almeno una parte e soprattutto nellala destra),
ed era essenziale prima di tutto che la socialdemocrazia
riuscisse a portare dalla sua parte un largo strato di intellettuali della piccola e media borghesia e, in certi casi, anche punte dellalta borghesia. Nella vita politica il ruolo spesso dirigente dellintellighenzia alto-borghese si
manifestato in maniera molto pi decisa che nel periodo
127

prebellico; i Rathenau, gli Stresemann, ecc., che nel periodo prebellico stavano dietro le quinte, sono immediatamente saliti alla luce della ribalta. Lo stesso processo si
svolto spesso anche nella minutaglia. Mentre le vere
roccaforti della vecchia intellighenzia reazionaria (unversit, tribunali, ecc.) non sono quasi state toccate.
La crisi del sistema capitalistico che ora si manifesta
in unacuta crisi economica crea anche fra gli intellettuali
un fermento molto pi impetuoso di prima. La fiducia
nel sistema capitalistico profondamente scossa talvolta
persino negli intellettuali della grande borghesia, nonostante che essi non avvertano ancora gli effetti economici
della crisi come sconvolgimento immediato della loro situazione di vita. (Anche se talvolta questo avvenuto, ad
esempio nelledilizia). Negli strati medi e inferiori dellintellighenzia la crisi di fiducia diventa invece profonda.
Anche se in maniera molto diseguale. La polarizzazione
degli intellettuali, il loro allontanamento dal centro,
dal partito repubblicano, si verifica per il momento pi
verso destra che verso sinistra. Bisogna per dire che questo fenomeno in apparenza molto pi forte di quanto
non sia in realt. Questa discrepanza tra realt ed effettivo stato delle cose pu esserecompreso solo se si considera il passato dellintellighenzia tedesca.
Le peculiari condizioni dello sviluppo del capitalismo in Germania hanno creato per gli intellettuali una situazione particolare. Essi sono molto meno politicizzati e
meno legati ai grandi partiti tradizionali di quanto non
avvenga nei paesi con una pi antica tradizione parlamentare. E questo vale per lintellighenzia cosiddetta di sinistra ancora pi che per lala destra. Questultima prima
della guerra aveva un forte punto di raccolta nei partiti
conservatori, liberi conservatori e nazional-liberali, mentre per gli intellettuali di sinistra punti di unione come le
frazioni radicali in Francia, lala sinistra dei liberali o anche il partito operaio in Inghilterra, mancavano del tutto.
Dopo la fine della guerra sembrava che i partiti socialde128

mocratici e democratici potessero costituire un momento


di unit. La socialdemocrazia ha raccolto un certo strato
di intellettuali, si ancorata allamministrazione (specialmente in Prussia), occupa alcuni posti alluniversit, ma
con lacutizzarsi della crisi la sua forza di attrazione su
quegli strati intellettuali ancora non completamente legati
ad essa si esaurita. vero che una parte di quelli gi legati passata alla SAP che ha, ad esempio, fra la giovent universitaria un seguito sproporzionato rispetto alla sua forza. Il partito democratico stato sin dallinizio
un punto di appoggio pi ideologico che organizzativo. I
grandi giornali ad esso vicini (Berliner Tageblatt,
Vossische Zeitung, Frankfurter Zeitung, ecc.) hanno inuenzato una cerchia molto pi ampia del partito.
Proprio per questo la crisi ha avuto qui un effetto molto
pi rapido. Mentre questi giornali si fascistizzano pi o
meno velocemente (la Vossische Zeitung stata la pi
rapida), una parte dei loro lettori partecipa di questo sviluppo verso il fascismo, mentre unaltra parte si allontana
e non viene riunita, organizzata. Lo stesso destino tocca
ai gruppi borghesi di sinistra cosiddetti indipendenti. Anche qui si manifesta una delusione sempre pi profonda
verso la socialdemocrazia e in generale circa le possibilit
di uno sviluppo democraticorepubblicano e capitalistico. Tale delusione, per, negli organi di stampa si
esprime in parte come un arretramento di fronte alla reazione fascista, come la Weltbhne nel caso Ossietzky,
in parte come unalleanza con le filiali di sinistra del
socialfascismo (Trotzky, Brandler, SAP, ecc.). Anche
qui si compie in breve tempo il processo di dissoluzione
dellintellighenzia di sinistra formatasi su una base debole
dopo il 1918.
Nellala destra la situazione appare molto pi solida,
]. SAP: Partito socialista operaio, ala di sinistra staccatasi dal Partito socialdemocratico tedesco.

129

e lo anche, sebbene i rapporti di forza reali non corrispondano del tutto allapparenza. In primo luogo, la coesione ideologica e organizzativa dellintellighenzia cattolica molto pi forte che in qualsiasi altro strato intellettuale in Germania. In secondo luogo, lemigrazione verso
destra, nella disgregazione e dissoluzione dei partiti intermedi di destra (il partito popolare tedesco, il partito
economico), procede in maniera molto pi semplice, senza difficolt e sul piano ideologico pi liberamente di un
analogo spostamento a sinistra giacch esso non significa
una rottura

con la classe borghese. Ciononostante,

nem-

meno lo sviluppo verso destra cos pacifico. La differenziazione nellHarzburger Front ha una forte inuenza
sugli intellettuali. Le roccaforti di quegli intellettuali che
ancora oggi occupano buone posizioni e che sono poco
delusi dalla crisi non hanno per lo pi unavversione di
principio

contro il terzo Reich; in questo, come ora, es-

si vogliono per che sia assicurato il ruolo dirigente pri


vilegiato del loro strato. Per questo si raggruppano ancora in larga misura intorno al DNVP, allelmo dacciaio,
ecc. per poter trattare con Hitler da potenza a potenza.
Ma accanto a questo atteggiamento di arretramento, che
non significa opposizione politica, vi una cerchia non
trascurabile di intellettuali di destra che cerca un esito fascista alla crisi e che tuttavia ha un atteggiamento critico
sia verso Hitler che verso Hugenberg. Da circoli come
lAzione, la Resistenza, ecc. ai piccoli e piccolissimi
gruppuscoli, alle comunit operaie in atto un processo di
differenziazione che va dalle piccole, inessenziali divergenze tattiche, dalla mancanza di fede nelle capacit di
Fhrer di Hitler fino alla profonda delusione provocata
dal nazionalsocialismo, specialmente per quel che riguarda
la politica estera. Aforano qui, formulate in maniera pi
o meno acuta, differenze circa lorientamento verso Ovest
0 verso Est, che, soprattutto sotto leffetto dellopposizione tra crisi capitalistica e sviluppo economico e culturale nellUnione Sovietica, talvolta si inaspriscono fino
130

ad arrivare al nazionalbolscevismo o addirittura alla simpatia per il comunismo 2. Ciononostante, sarebbe errato
trascurare il fatto che proprio fra gli intellettuali e presente unavanzata molto pi energica del nazionalsocialismo. La fascistizzazione delle loro organizzazioni economiche e culturali (che sono in prevalenza organizzazioni
di notabili) procede con rapidit. Crescono le particolari
organizzazioni intellettuali dei nazionalsocialisti e i gruppi nazionalsocialisti allinterno delle vecchie organizzazioni; gli altri gruppi di destra e di centro si fascistizzano
rapidamente e si mostrano ideologicamente molto compiacenti verso il nazionalsocialismo.
Questo processo di fascistizzazione lo si pu scorgere, come abbiamo gi detto, anche nella sinistra, dove
gli intellettuali socialdemocratici svolgono il ruolo dirigente. Significherebbe per scambiare la superficie per
lessenza restare a questa immagine. Lenorme frammentazione ideologica e organizzativa, storicamente condizionata, dellintellighenzia di sinistra ha come conseguenza che qui il processo di riunificazione molto pi difficile e lento che a destra. Lavvicinamento degli intellettuali
alla KPD, lunico sviluppo realmente a sinistra, si compie
in modo molto contraddittorio. Da un lato, la crescente
proletarizzazione dellintellighenzia, il fascismo sempre
pi visibile che tocca anche i suoi interessi immediati, il
crollo delle illusioni democratiche, lo sviluppo economico
e culturale del socialismo in Unione Sovietica, il pericolo
della guerra, ecc. avvicinano alla KPD sempre pi larghi
strati di intellettuali. Dallaltro, la crisi economica (riduzioni e prospettive di altri tagli), la paura di fronte al fascismo di Hitler significano nel contempo un ostacolo alla
decisione per molti elementi ancora incerti. Questi restano aggrappati ai loro posti, hanno paura di esporsi e so2. Hans Jger fa unampia descrizione di questi gruppi nella Linkskurve, 3 e l, 1932.

131

prattutto di essere etichettati come comunisti. Questo


trattiene molti dalladerire alle organizzazioni rivoluzionarie di massa, giacch hanno paura anche qui di apparre etichettati come comunisti agli occhi dei fascisti.
Poich dunque essi sono delusi dalle loro vecchie organizzazioni e dai loro organi, poich vedono (o almeno sentono, <<vivono) pi o meno chiaramente la crisi del sistema capitalistico e poich, per, non hanno alcuna idea
del potere reale e del contenuto reale del movimento operaio rivoluzionario, si ha lo scioglimento oppure un circolo settario. Ma in questo modo, con questo restare in ombra, gli intellettuali perdono il loro peso di fronte allopi
nione pubblica, vengono trattati quasi come inesistenti,
nonostante che sia per numero che per peso specifico rappresentino molto di pi di quanto si supponga e il loro
sviluppo verso sinistra continui a crescere, sia pure in maniera ineguale e contraddittoria.
Cos, lintero quadro dei raggruppamenti dellintellighenzia tedesca e tracciato, quasi tutti sono estremamente instabili. Ogni svolta, addirittura quasi ogni sentore di
svolta nella vita economica e politica basta a provocare
forti movimenti verso destra o verso sinistra, forti oscillazioni nella preferenza. Cos, ad esempio, allepoca del
crack bancario (luglio 1931) ci fu una forte spinta verso
sinistra, mentre allepoca della notizia dellentrata di Hitler nel governo Bruing (fine novembre, primi dicembre
1931) si veric una spinta verso destra. La crisi pi acuta
provoca tuttavia da un lato la tendenza alla polarizzazione nonostante tutte le oscillazioni, mentre dallaltro la
contraddizione tra la demagogia anticapitalistica dei fascisti e la loro politica capitalistica alla lunga deve necessariamente agire nella direzione del rafforzamento e del con
solidamento delle correnti di sinistra dellintellighenzia.

132

4. FEUERBACH E LA LETTERATURA TEDESCA

In Germania, dunque, il modo di produzione capitalistico


viene a maturazione dopo che il suo carattere antagonistico
si era fragorosamente rivelato in Francia e in Inghilterra
attraverso lotte storiche, quando il proletariato tedesco
possedeva gi una coscienza teorica di classe molto pi
decisa di quella della borghesia tedesca. Dunque, appena
quivi sembr divenire possibile una coscienza borghese
delleconomia politica, essa era gi divenuta impossibile.
Karl Marx

"

Linfluenza di Feuerbach sullo sviluppo del pensiero filosofico degli anni quaranta e sufficientemente nota attraverso le opere di Marx ed Engels, nonostante che la storia
della filosofia borghese tenda in genere a negarla e a sminuirla. Molto meno nota linfluenza piuttosto considerevole esercitata dal pensiero feuerbachiano sulla
storia della letteratura in senso pi stretto. La storia della
letteratura ufficiale, sebbene da qualche tempo ami denirsi pomposamente storia dello spirito, in generale si
sottrae a tale questione (certo, si possono trovare rinvii
necessari e veri in ogni prefazione ein ogni nota filologicamente correta. Costituiscono uneccezione, per motivi
comprensibili, solo i biografi di Richard Wagner, in primo luogo il famigerato H. St. Chamberlain, i quali corn-

. Vorwort zur 2ten Auage des Kapital (trad. it. di D. Cantimori,


ma 1964, I, p. 40).

Ro

133

piono tutti gli sforzi possibili per presentare linfluenza di


Feuerbach su Wagner come un semplice equivoco). Allo stesso modo, si trova materiale in alcune monografie
specifiche su Feuerbach (A. Lewy, Rawidowicz) e in determinati scritti-outsider di storia dellideologia borghese
(per es. in Mautner, Geschichte des Atheismus).
Il differente modo di impostare il problema da parte
della storia della filosofia, da un lato, e della storia della
letteratura, dallaltro, si pu spiegare facilmente. Il ruolo
storico di Feuerbach nello sviluppo del pensiero umano si
limita ad alcuni anni. Esso costituisce una tappa importante, e addirittura decisiva, nella dissoluzione dellhegelismo. Col sorgere del materialismo dialettico per, questo ruolo, storico, di inconsapevole ostetrico svolto da
Feuerbach si esaur e gi le successivebattaglie filosofiche
per la formazione concreta del materialismo dialettico
passarono sopra la sua testa. Egli stesso divenne un epigono del suo periodo migliore, e cos doveva essere poich uno sviluppo del suo pensiero era oggettivamente
possibile solo nella direzione a lui negata del mate
rialismo dialettico. Con la sconfitta della rivoluzione borghese del 1848 comincia a delinearsi coscientemente
lideologia delladattamento della borghesia tedesca alla
nascente monarchia bonapartistica (Engels): il materialismo illanguidisce fino a ridursi alla stregua di volgarizzatori ambulanti come Vogt e compagni, di cui una
parte considerevole politicamente tendeva verso Napoleone III e pi tardi perfino verso Bismarck; lhegelismo
si dissolve, Hegel viene trattato sempre come cane morto, le correnti idealistico-soggettive di opposizione, che
negli anni 40 avevano avuto un ruolo limitato ed episodi
co (Johann

Iacobi),

si vanno

rafforzando

(inuenza

di

Schopenhauer, F.A. Lange e la rinascita della filosofia


kantiana); in una parola, il volto ideologico dellimpero
tedesco comincia ad acquistare contorni precisi. Lo stesso
Feuerbach diventa sempre pi una figura isolata e dimenticata, di unepoca trascorsa da lungo tempo.
134

Ma linfluenza di Feuerbach sulla bellettristica tedesi


sca esercita nella maniera pi significativa proprio nel
primo periodo di questepoca passata. Nelleffetto fortemente esplosivo dei suoi scritti degli anni 40 si trovano
chiaramente gi tracce della sua inuenza sulla letteratura (Atta Troll di Heine, le poesie di Herwegh, ecc. Gottfried Keller esagerando molto ritiene di poter scorgere tracce del pensiero di Feuerbach perfino nella Judith
di Hebbel). Ma una vera e propria inuenza in questo
campo si esercita solamente durante e immediatamente
dopo la rivoluzione del 48-49. Tanto il modo in cui essa
si manifesta quanto la sua fine e il fatto che fu sostituita
in particolare dallinuenza schopenhaueriana sono talmente caratteristici dello sviluppo ideologico della borghesia tedesca dalla rivoluzione alla costituzione del
Reich che forse vale la pena di prendere in esame alcuni
casi fondamentali.
1 La fedelt di Gottfried Keller a Feuerbach
.
Tra le figure significative della letteratura tedesca
della met del XIX secolo va senzaltro annoverato in primo luogo Gottfried Keller. Non solo perch testimonia
nella maniera pi certa come la conoscenza di Feuerbach
e della sua filosofia (a Heidelberg durante la rivoluzione
del 48-49) e la conversione al feuerbachismo significhino una svolta decisiva nel suo sviluppo, ma anche per
ch Keller appartiene alla schiera di quei pochi che si
mantennero sino alla fine fedeli a Feuerbach e che non
parteciparono mai del ritorno allidealismo soggettivo.
Tale fedelt peraltro non illimitata , che nello sviluppo della Germania di allora un caso pressoch unico, si
spiega innanzitutto col fatto che Gottfried Keller era svizzero e non tedesco. Cresciuto durante le piccole lotte della democrazia svizzera, che in molti casi conservava ancora molto del suo carattere originario, dopo il suo noviziato tedesco, durante il quale si convert a Feuerbach,
135

fece ritorno nella Svizzera democratica. Ma per la Svizzera di questepoca vale, naturalmente solo fino a un certo
punto, con qualche cambiamento, ci che scrive Engels
sulla democrazia piccolo-borghese contadina norvegese a
proposito di Ibsen . La penetrazione pi lenta del capitalismo consente che la piccola borghesia contadina conservi ancora spina dorsale, coraggio di critica della societ,
autonomia nelle questioni politiche e ideologiche, ecc.,
peculiarit che la piccola borghesia tedesca va sempre pi
perdendo con lo sviluppo in Germania del capitalismo e
della borghesia, con la crescente sussunzione economica
di questa sotto il capitalismo e lentrata in scena sempre
pi fortemente autonoma del proletariato. Questo sviluppo ha naturalmente anche il suo rovescio: il campo di indagine di Keller, il contenuto e lorizzonte della sua produzione letteraria diventano sempre pi provinciali: lo si
vede nella maniera pi chiara quando si propone di affrontare il tema della sempre crescente penetrazione del
capitalismo (nellopera della maturit Martin Salander,
1886).
La letteratura

tedesca di questepoca

riceve dunque

dalla precedente, ancora non superata e mai liquidata per


via rivoluzionaria, miseria tedesca un retaggio triste e
negativo. Allorch gli scrittori sono addirittura costretti
dallo

sviluppo

economico

della classe a occuparsi

delle

grandi questioni che pone il progressivo affermarsi del capitalismo, la loro produzione porta limpronta delloscurit, dellidealismo, del compromesso fine a se stesso
(Gutzkow, Freytag, Spielhagen, ecc.). Engels ha pienamente ragione quando afferma che la letteratura economica tedesca, per quanto riguarda la superficialit, lassenza di pensieri, la prolissit e il plagio, non ha uguale
che nel romanzo tedesco. Al contrario, quando fondamenti sociali non deformano e avviliscono lo sviluppo de1. Lettera a Paul Ernst, 5, Il,

136

1890.

gli scrittori, queste stessecircostanze favorevoli agiscono


nella direzione di un provincialismo sia nei contenuti che
nella ispirazione ideale (si pensi a Theodor Storm o a Wilhelm Raabe).
Tutto questo chiarisce perch in Keller la rivoluzione
borghese, i cui contenuti e obiettivi egli non ha mai messo
in discussione, assuma tuttavia semplicemente il carattere
piccolodi una laboriosit democratico-provinciale,
borghese, di una democrazia cantonalistica, originaria e
agguerrita. Tale ambito sociale, entro cui avviene la formazione di Gottfried Keller, ha una duplice conseguenza:
da un lato gli consente di restare sino alla fine fedele al
pensiero di Feuerbach e allideologia rivoluzionarioborghese, dallaltro per il pensiero di Feuerbach, anzich essere sviluppato, subisce in lui, nonostante tutta la
fedelt, uninvoluzione. Non nel senso di una revisione
cosciente o di una svolta, ma nel senso che vengono portate avanti quelle tendenze che in Feuerbach restano deboli, incerte, teoricamente non chiarite o vacillanti, e non
quelle (ideologicamente) rivoluzionarie. In ogni caso, con
Keller lequilibrio si sposta in questa direzione.
Ci si manifesta soprattutto nella rinuncia a qualsiasi carattere propagandistico della nuova ideologia. Lateismo, a cui Keller perviene attraverso Feuerbach, diviene
cos unelevata concezione privata di un uomo pi maturo ed evoluto, una massoneria, un patriziato spirituale
che si preclude a priori la possibilit di persuadere gli altri
della giustezza di questa concezione. Fino al punto che
nei capitoli decisivi del Grne Heinrich dedicati a Fuerbach, nelle scene che si svolgono nel castello del conte
egli ci presenta due tipi fortemente contrastanti di seguaci
di Feuerbach. Cio, prima i giusti, (il conte e la sua figlia
adottiva) che hanno capito questo carattere della filosofia
di Feuerbach, e poi un predicatore ambulante della nuova
ideologia (Peter Gilgus) che viene descritto come una gura noiosa, invadente, parassita e, soprattutto, buffa.
137

Lo stesso eroe-protagonista (cio Keller) si evolve da questo zelo eccessivo di neofita, da un certo sproloquiare
sullateismo, alla maturit del conte e aiuta questultimo perfino a liberarsi di Gilgus, divenuto scomodo proprio per la sua propaganda a favore dellateismo fra i
contadini. Solo nella seconda parte di Apotheker von
Chamounix (1852-55), Keller intraprende la battaglia
ideologica contro la conversione religiosa di Heinrich
Heine in fin di vita 2. Ma anche questo indicativo di come egli si lasciasse facilmente distogliere dalla pubblicazione. La poesia apparve soltanto 30 anni dopo in una
raccolta di tutte le sue liriche (1886), quando non poteva
esercitare pi alcuna influenza diretta.
Con ci, il feuerbachismo sbiadisce gi in una generale tolleranza, e da parte di Keller tolleranza soprattutto di
una religiosit umanamente vera. Nel XVII secolo era
possibile essere rivoluzionari, proclamare lindipendenza
della morale dalla religione, battersi perch anche lateo
potesse essere riconosciuto come uomo morale. Quando
invece Keller sottolinea che le convinzioni religiose non influiscono minimamente sul comportamento etico degli uomini (il come nel Grne Heinrich e lo stesso Keller nelle lettere), produce gi un indebolimento nelle tendenze originarie di Feuerbach. Questi, infatti, era profondamente
convinto che la sua nuova losoa avrebbe aperto per
lumanit unepoca nuova sotto tutti gli aspetti. Ma poich scorgeva nella religione lelemento che caratterizzava
decisamente lepoca, egli impost ovviamente il problema
in maniera angusta e distorta: idealistica. La svolta data
da Keller, che riduce invece il problema della fede o
dellateismo a una semplice questione di Weltanschauung
per giunta privata, il cui sviluppo non ha alcun significato
per la prassi dellindividuo, smussa le punte rivoluziona-

2. H. Heine, Nachwort
Bari 1953).

138

zur Romanzero,

1851 (trad. it. di G. Calabresi,

rioborghesidel pensiero di Feuerbach e riduce a piccoloborghesi quegli aspetti che, nonostante tutti i limiti idealistici, facevano per di lui un degno seguace dei grandi
materialisti rivoluzionari dei secoli XVII e XVIII. Qui
non cambia niente il fatto che Keller spesso istintivamente si rivela pi materialista del suo maestro, in
quanto fa dipendere leticit dei suoi personaggi proprio dalla loro pratica, dal condizionamento reciproco
delle loro inclinazioni e delle loro oggettive condizioni so
ciali. Infatti, questa prassi e proprio solo il banco di pro
va e un rinvigorimento del piccolo borghese in un mondo,
piccoloborghese, che vacilla sotto i colpi del capitalismo
che avanza; essa non e nientaltro che lutopia piccoloborghese: conservare tutte le virt di una piccola borghesia democratica originaria, non cedere alle seduzioni e alla corruzione del capitalismo, n, sul piano economico,
lasciarsi fagocitare e distruggere da esso. La fanfara
feuerbachiana degli anni 40 (per quanto possa esserestata in qualche modo un suono di fanfara ancora confusamente idealistico, fu pur sempre lannuncio di una rivoluzione) in Keller diventata rassegnazione: una difesa di
retroguardia, molto isolata, di virt vecchie-borghesi e in
pari tempo rinuncia a ogni speranza in qualsiasi possibilit che la propria Weltanschauung si diffonda e conquisti
il mondo.
2. Excursus

su Hermann

Hettner

Tuttavia, questa posizione, che rende pi angusto e fa regredire il pensiero di Feuerbach, ha senza dubbio dei presupposti nello stesso Feuerbach. Il suo interesse limitato
unilateralmente ai problemi astrattamente gnoseologici e
religiosi contrariamente ai vecchi materialisti, per i
quali tali problemi costituivano semplicemente un momento della battaglia contro la societ del loro tempo
non certo una peculiarit semplicemente di Feuerbach.
Anzi, lorigine del fatto che nella preparazione ideologica
139

alla rivoluzione borghese in parte ci si sia limitati a questioni ideologiche, in parte sia stata elaborata una teoria
politica astratta, e che in entrambi i casi si sia evitato di
fornire un solido fondamento sociale, va ricercata nella situazione sociale complessiva della Germania degli anni 40.
Un tale compito toccava ai teorici del proletariato, Marx
ed Engels, i quali, in polemica anche con Feuerbach, con
lausilio della critica dialettica, hanno superato la sua teo
ria ed elaborato la concezione materialistico-dialettica
della natura e della societ.
Il ritardo con cui la borghesia tedesca entrata sulla
scena della lotta di classe ha avuto come conseguenza in
questo campo che oltre alleconomia neanche la sociologia ha mai avuto unelaborazione
autonoma,
rivoluzionario-borghese. (Quella della filosofia classica,
sia per la sua forma filosofica, sia perch la societ si era
ulteriormente sviluppata, non era pi attuale; per le lotte
in atto era invece necessaria una teoria sociale). Lo sviluppo, sia pure problematico, di una tale teoria sociale, di
una tale sociologia, si verificato in Inghilterra a partire dalla scuola utilitaristica fino a Spencer, in Francia
dallimborghesimento degli utopisti con Comte fino a
Taine, Guyau, ecc.; per lo sviluppo della borghesia tedesca molto caratteristico che essanon sia stata in grado di
elaborare nemmeno una tale sociologia. Per tutti gli
ideologi borghesi, ai quali era impossibile trarre utile insegnamento per la loro classe dal materialismo storico, e
che daltra parte
sempre per motivi di classe si trovavano nelle condizioni di doversi rifiutare di cercare un
legame ideologico con la sociologia reazionaria (Stahl,
Lorenz von Stein, la scuola storica, ecc.) non esisteva
neanche solo a livello di problema
nessun fondamento
scientifico,

sociale e teorico in generale. E Feuerbach,

che

dal punto di vista gnoseologico e ideologico rappresentava a sinistra le posizioni pi avanzate della borghesia,
proprio per questo poteva fornire solo principi astrattamente generali, astrattamente gnoseologici, i quali, come i
140

princpi religiosi nella poesia di Keller, si affievolirono


molto presto in Hermann Hettner, uno dei pi significati
vi esponenti di una storiografia e di una estetica orientate
in senso sociologico.
Hettner presentato come un sostenitore immediato
e un difensore del pensiero feuerbachiano. Come docente
a Heidelberg, egli svolse il ruolo di mediatore tra Keller e
Feuerbach. La radicale accentuazione in senso contenutistico e sensualistico della sua estetica, in contrasto con
ogni estetica speculativa (non solo di Hegel, ma anche di
Ruge e Vischer) e col formalismo esteticoidealistico della
maggior parte dei contemporanei, significa una concretizzazione dei principi feuerbachian in questo campo.
Feuerbach, a dire il vero, parla espressamente di estetica
solo raramente, ma la linea fondamentale della sua teoria
risulta abbastanza chiara anche dalle sue scarse affermazioni: Oggetto dellarte [...] oggetto della vista,
delludito, del sentimeno [...] Larte rappresenta la verit
di ci che sensibile 3. Ma la fragilit del fondamento
sociale della filosofia feuerbachiana in generale nellestetica si accentua. Con questa accentuazione della sensibilit dellarte accentuazione in s e per sgiusta e di fron
te allidealismo classicistco senzaltro utile , Feuerbach
resta per ancora molto prigioniero di una concezione
astratta. Nel momento in cui comincia a dare concretezza
a questa intuizione egli perviene a una ripetizione pi
piatta, perch poco fondata dal punto di vista storicosociale, della teoria del modello greco di Goethe e di He
gel e della problematica dellarte cristiana. Larte procede dal sentimento che la vita terrena la vera vita, che il
nito linfinito; scaturisce dallentusiasmo per un essere
determinato e reale, considerato come lessere supremo e
divino. Il monoteismo cristiano non contiene in s alcun

3. Grunds'tze der Philosophie der Zukunft, (trad. it. di N. Bobbio, Principi di losoa dellavvenire, Torino 1971, p. 124).

141

principio per la formazione artistica e scientifica dell uomo. Solo il politeismo, la cosiddetta idolatria la fonte
dellarte e della scienza. I greci si innalzarono alla perfezione nellarte plastica unicamente per il fatto che diedero
incondizionatamente e risolutamente valore di forma suprema e divina alla forma umana. I cristiani giunsero alla
poesia solo quando negarono in pratica la teologia cristiana adorando un essere muliebre come essere divino .
Allo stesso modo, delimitando la religione rispetto alla
poesia, Feuerbach giunge storicamente a un risultato sul
piano astratto giusto ma che, malgrado la fondazione
materialistica, non va oltre i risultati gi ottenuti dalla losoa classica; il suo fondamento astratto non offre alcuna
possibilit reale di uno sviluppo ulteriore nel senso di una
concezione materialistica che consideri la religione e la
poesia socialmente determinate. Egli si difende dallaccusa
di sopprimere insieme con la religione anche la poesia. 10
non sopprimo egli afferma la religione, i suoi elementi soggettivi, cio umani, e i suoi fondamenti, n il sentimento e la fantasia, n limpulso a oggettualizzare e personificare le sue aspirazioni interiori, ci che gi nella natura del linguaggio e degli affetti, n il bisogno di umanizzare la natura, per in un modo corrispondente alla sua essenza, cos come ci data conoscerla attraverso la scienza
della natura, il bisogno di fare di un oggetto unintuizione
religiosa, losoca, poetica [...]. Ho soppresso tanto poco larte, la poesia, la fantasia che piuttosto liquido la religione solo in quanto non poesia, in quanto semplice
prosa [...] la religione poesia. S lo , con la differenza
rispetto alla poesia, allarte in generale, che larte mostra
i suoi prodotti per quello che sono, prodotti dellarte; la
religione al contrario spaccia le sue essenze immaginarie

4. Vorla'ge Thesen zur Reform der Philosphie (1842), (trad. it. Tesi
provvisorie per la riforma della losoa, in Principi cit., p. 53).

142

per essenze reali 5. Lenin sintetizza molto giustamente i


concetti estetici fondamentali di questo discorso: Larte
non esige che si riconoscano le sue opere come realt 6.
Lenin, che qui compie, come sempre, una critica realmente dialettica, ha colto con molta acutezza lessenza
della rappresentazione feuerbachiana. Ci tanto pi significativo in quanto proprio la critica complessiva che
Lenin muove al pensiero di Feuerbach, una critica che
prosegue e sviluppa quella di Marx ed Engels, mette in rilievo acutamente le lacune della concezione che Feuer
bach ha della societ e della storia e riconosce in lui
giustamente al pi un embrione di materialismo storico 7; ci tanto pi significativo in quanto proprio Lenin, quando giunge a parlare di letteratura, sottolinea con
molto acume come essasia sempre determinata dalle condizioni economiche concrete e dal concreto sviluppo della
lotta di classe . Losservazione di Lenin che abbiamo riportato, dunque, proprio perch si ricollega alle linee generali della sua critica letteraria, un avvertimento molto
importante per comprendere le linee materialisticodialettiche del modo in cui la letteratura viene considerata
e, in particolare, in questo caso, per lelaborazione realmente concreta, non schematica dell'eredit di Feuerbach. Infatti, Lenin mette in evidenza proprio un punto
in cui Feuerbach

certamente

con delle incoerenze,

co-

me sempre quando affronta la questione sociale si


spinge oltre il materialismo meccanicistico e tenta di elaborare una concezione dialettica dellessenza concreta
dellarte. Questultima idea considerata da Feuerbach era

5. Vor/esungen ber das Wesen der Religion, in Werke, VIII,


6. Aus dem philosophische
losoci, Roma 1971, p. 69).
7. Ivi (trad. it., p. 72).

Nach/ass (trad. it. di l. Ambrogio,

pp. 232-3.
Quaderni

8. Cfr. i saggi su Tolstoj.

143

gi parte integrante dellestetica classica tedesca. Naturalmente, l si presentava completamente dentro connessioni
idealistiche. Perci, in Kant, che fu il primo ad averla for
mulata con grande acutezza 9, questa idea in s giusta
porta necessariamente a un isolamento dellarte dal contesto storico-sociale, a unautonomizzazione di essa pi o
meno rigida, un carattere che, a dire il vero, in coloro che
svilupparono la sua teoria, in particolare nei romantici, si
manifesta in maniera molto pi marcata che nello stesso
Kant. Hegel si rese conto di questo pericolo sotto tutti gli
aspetti e combatt sempre e dovunque la duplice necessaria tendenza insita nellidealismo soggettivo: da un lato la
separazione idealistico-soggettiva dell'oggetto della rappresentazione dalla realt oggettiva, ci che nellestetica
porta necessariamente al formalismo, a una sopravvalutazione del ruolo attivo della forma (in maniera diversa in
Schiller e nei romantici); dallaltro, ma in strettissima
connessione con ci, la separazione dellarte dal processo
di sviluppo dialettico della societ e della storia, latemporalizzazione dell'arte. (In Kant, e ancora in Schiller,
questo fa parte della loro ideologia del citoyen; nei loro
seguaci, nei quali viene meno il fondamento democraticoborgheserivoluzionario di questa concezione, lo stesso
punto di vista degenera necessariamente in un vuoto accademismo). La concezione hegeliana della oggettivit
storico-dialettica dellapparenza estetica rappresenta
dunque un grande passo in avanti rispetto a Kant. Tuttavia, il fondamento idealisticooggettivo dellestetica di
Hegel rende impossibile unapplicazione realmente conseguente e non distorta di questa idea. Essendo loggettivit
hegeliana qualcosa di ideale, nella sua apparenza oggettiva, nella sua dialettica storica dellautonomia dellopera darte e della dipendenza dellarte dalla storia emergono
9. Cfr., ad es., Kritik der Urteilskraft,
ca del giudizio, Bari 1970).

1,44

5 3 (trad. it. di A. Gargiulo,

Criti-

tutte le contraddizioni della sua dialettica idealistica. Hegel costretto con molte oscillazioni e incoerenze a
fare pesanti concessioni tanto alla priorit della forma
quanto allatemporalit dellarte.
Tentando di ricondurre larte ai bisogni reali degli
uomini reali, materiali, sensibili, Feuerbach compie il primo passo verso il superamento dellestetica idealistica. La
sua concezione del carattere irreale dellopera darte,
che abbiamo rilevato sopra, un tentativo di non sottovalutare leredit della losofia classica e, nel contempo,
di andare oltre il semplice materialismo meccanicistico.
Questo tentativo per naufraga dinanzi alle generali debolezze della sua filosoa, dinanzi al fatto che fin tanto
che Feuerbach materialista, per lui la storia non appare,
e fin tanto che prende in considerazione la storia, non
un materialista 1. <<Ein non vede come il mondo sensibile che lo circonda sia non una cosa data immediatamente dalleternit, sempre uguale a se stessa, bens il prodotto dellindustria e delle condizioni sociali [...] Anche gli
oggetti della pi semplice certezza sensibile gli sono dati solo attraverso lo sviluppo sociale, lindustria e le relazioni commerciali . Se ora consideriamo pi da vicino
la separazione operata da Feuerbach, e che prima abbia
mo richiamato, tra religione e arte sul piano astrattamente gnoseologico esatta appare in tutta la sua forza
la giustezza della critica di Marx, Engels, e Lenin. Infatti,
Feuerbach scorge <<inclementi umani e i fondamenti della religione, che sono identici a quelli dellarte, nel sentimento e nella fantasia, e considera perci limpulso a
oggettualizzare e personicare ci che gi nella natura
del linguaggio e degli affetti come un fatto naturale so-

10. Deutsche Ideologie (trad.it. Lideologia


gels, Opere complete, V, Roma 1972, p. 27).
11. Ivi (trad. it., pp. 24-5).

tedesca, in K. Marx, F. En-

145

vrastorico. Egli non si accorge quindi che il suo cosiddetto fondamento naturale in questo caso il linguaggio e
gli affetti un prodotto dello sviluppo sociale soggetto
a continua trasformazione e ancor pi non vede che anche limpulso alloggettivazione e alla personificazione
sorto da circostanze storicosociali determinate ed da
queste modificato nella forma e nel contenuto e (per ci
che riguarda la <<personificazione) che col mutare di esse
tale impulso alloggettivazione pu perfino scomparire;
in nessun modo dunque si tratta di un impulso puramente
naturale. I limiti della critica feuerbachiana della religione, pi volte criticati da Marx, Engels e Lenin, si presentano quindi anche nella sua estetica.
Nel tentativo di Hettner di fondare unestetica e una
storia della letteratura sulla base dei principi generali della filosofia di Feuerbach e sicuramente anche se filologicamente questo non si pu dimostrare in modo preciso
considerazioni di estetica, le oscurit
sulle sue sparse
del pensiero di Feuerbach dovevano dunque inevitabilmente venire alla luce come profonde contraddizioni.
Tanto pi che in Hettner gli elementi materialistici si presentano sin dallinizio talvolta in maniera meno decisa
che nello stesso Feuerbach, talvolta in maniera volgarizzata. Hettner prende da Feuerbach, oltre al punto di vista
antropologico, essenzialmente un sensualismo empirico.
Questo perci da solo non assicura nemmeno la fedelt al
punto di vista di Feuerbach, tanto meno la prosecuzione
del suo pensiero, poich il semplice partire dalle sensazioni, la considerazione delle sensazioni, delle percezioni
sensibili, dellesperienza sensibile, ecc., come fonte e
punto di partenza della conoscenza non garantisce affatto la decisione per il materialismo contro lidealismo, come Lenin ha dimostrato in maniera molto convincente.
Sia il solipsista, cio lidealista soggettivo, che il materialista, possono riconoscere le sensazioni come fonte delle nostre conoscenze. Sia Berkeley che Diderot discendo
146

no da Locke, dice Lenin . Ora, il fatto che Hettner non


sia riuscito a trovare nella filosofia di Feuerbach nessun
sostegno solido, concreto, che gli aprisse delle prospettive
e che, nonostante la sua simpatia giovanile per il materialismo (lamicizia con Moleschott) non sia riuscito a restare fedele ad esso nemmeno nel suo campo, si ricollega innanzitutto alla circostanza che, nonostante appartenesse
allala sinistra della borghesia prequarantottesca e quarantottesca e che simpatizzasse decisamente per la rivoluzione, tuttavia fu ben lontano dal prendervi parte attiva e
dal comprendere veramente i profondi problemi che essa
aveva sollevato. Problemi che, del resto, non erano stati
capiti nemmeno da Feuerbach: Feuerbach non ha capito
la rivoluzione del 48, dice Lenin 13.Con questo suo atteggiamento Hettner non poteva colmare i vuoti di Feuerbach e cos nella sua applicazione dei principi feuerbachiani alla teoria dellarte dovevano emergere gli aspetti
idealistici della filosofia di Feuerbach, le debolezze della
sua concezione della societ e della storia. Lo sviluppo
della lotta di classe che si verifica in Germania in
questo periodo fa si che questo aspetto idealistico della filosofia feuerbachiana in Hettner acquisti il carattere di un
empirismo sensualistico, di un positivismo psicologico
che in un primo momento tende verso il materialismo e
pi tardi va sempre pi allontanandosene. Nella contraddittoriet dei principi fondamentali della filosofia dellarte di Hettner, dove le contraddizioni sono superate solo
in maniera eclettica, si riflettono le contraddizioni della
condizione economico-politica della borghesia tedesca di
questepoca: la sua crescente forza economica e insieme
lautocoscienza che parallelamente si sviluppava, il
desiderio di emanciparsi dalluniverso ideologico della
(trad. it. di F. Platone, Materialismo ed empiric
12. Empiriokritizismus
criticismo, Roma 1970, p. 123).
13. Lenin, Philosophische Nach/ass, cit., p. 305 (trad. it., cit., p. 59).

147

miseria tedesca da un lato e dallaltro il timore di fronte a


una soluzione rivoluzionaria della contraddizione tra peso economico e inuenza politica della borghesia, la crescente tendenza ad accordarsi con la monarchia bonapartistica, con la soluzione bismarckiana dellunificazione tedesca. In tale sviluppo il campo di applicazione si
restringe e il metodo materialistico tedesco viene volgarizzato anzich essere ulteriormente sviluppato. Cosicch,
quando la sua esigenza di completezza affiora in maniera
pressante, il materialismo viene ecletticamente integrato
con elementi della filosofia classica, che ora vengono appiattiti in maniera positivistica e sempre pi spogliati del
loro carattere dialettico senza per questo smettere di essere idealistici. Il positivismo sensualistico di Hettner getta
un ponte naturalmente in maniera eclettica tra questo materialismo liberale, adattato alla vita dei salotti,
e la dialettica idealistica smussata in maniera altrettanto
liberale.
Cos Hettner non riusc a trarre da Feuerbach sul
piano della critica letteraria quelle conseguenze che nel
XVIII secolo Diderot pot trarre per la teoria letteraria
dai suoi presupposti materialistici: la postulazione di un
audace e spregiudicato realismo. Come teorico e storico,
Hettner senza dubbio fra coloro che tennero ancora in
relativamente maggiore considerazione il grande realismo
francese e inglese. Anche nel suo libro Il dramma moderno (1852), egli accetta la lotta a sostegno del dramma bor
ghese con lidea in s errata che il dramma borghese della
sua epoca sia molto pi storico del dramma storico stesso. Egli tuttavia mitiga subito questo battagliero punto di
vista quando presenta come forma di dramma che sta pi
in basso quella che pone al centro i rapporti, lessere
materiale: secondo le parole di Hettner le condizioni del
mondo, le concezioni del tempo, i costumi. Pi in alto
sta per Hettner il dramma della passione e ancora pi in
alto quello delle idee. Non c da meravigliarsi se Hettner
"in una delle sue prime recensioni salut con entusiasmo 10
148

scritto di Richard Wagner Lopera darte dellavvenire,


che, come vedremo, separa in maniera ancora pi rigida il
sensualismo e lantropologismo di Feuerbach dai suoi
fondamenti materialistici.
Lesaltazione del dramma ideologico avvicina molto
la teoria letteraria di Hettner a quella generalmente liberale dellepoca: alla sintesi di idealismo e realismo,
allidealizzazione indiretta (Vischer); Shakespeare
classicamente puro costituisce qui lideale di Hettner,
uno scopo che lo avvicina fortemente a Hebbel. Il suo
oscillare tra imitazione della realt e incarnazione delle
idee finisce dunque con la vittoria, una vittoria certamente inconseguente, della seconda. La concezione
dellantico che qui viene alla luce da un lato uneredit
del periodo classico tedesco, dallaltro rappresenta per
un progresso, sia pure molto contrastante. Contrastante
perche' da una parte il momento materialesensibileemerge pi fortemente che nei classici (ricordiamo la citazione
di Feuerbach sui Greci), dallaltra va per sempre pi
scomparendo lelemento della lotta di classe borghese, il
citoyen idealizzato nella polis (Rousseau, David, il giovane Hegel) e lantico diventa una vuota e accademica bellezza. Lelemento materiale e perci legato alla realt
sociale ancora meno che in Rousseau o in Hegel. Nel migliore dei casi diventa un materiale artistico concepito
in maniera tecnologica. Hettner diviene un anello di congiunzione tra il vecchio Rumohr e Gottfried Semper.
Lo stesso contrasto appare nella concezione storicoletteraria

di Hettner.

Nel suo libro

sui romantici

(1850),

egli accetta la lotta contro lideologia reazionaria


dellepoca, rivelandosi un discepolo non indegno di
Feuerbach. E la sua opera maggiore, Literaturgeschichte
des XVIII

Jahrhunderts,

doveva

avere originariamente

un carattere altrettanto militante. Ho il compito di riabilitare la vecchia e proscritta filosofia illuministica, egli
scriveva a Keller (14,3, 1863). Ma il contrasto riappare
proprio nel fatto che lepoca successivaa quella di Hettner
149

culmina nella letteratura classica tedesca. Egli, infatti,


non riesce a cogliere nel classicismo tedesco quel momento che nonostante lidealismo lo porta realmente oltre il materialismo settecentesco: vale a dire lelaborazione del metodo dialettico. Il classicismo tedesco come punto culminante dellilluminismo diventa in Hettner non
intenzionalmente una vittoria dellidealismo sul materialismo. Nella generale incoerenza dei principi di Hettner
solamente conseguente che egli qui contesti proprio la
scientificit del materialismo dei suoi sostenitori decisivi:
Diderot, dHolbach, Helvetius. Egli difende il materialismo dai suoi peggiori detrattori, ma a questa difesa si accompagna talvolta una critica la cui mancanza di comprensione giunge oggettivamente fino alla denigrazione.
Quando perci Hettner critica la teoria della morale del
vecchio materialismo e cerca la prova della sua vitalit indagando se sia capace di elaborarne una simile, riaffiora

di nuovo

smussato,

astratto

dal materialismo

conse-

guente il problema di Feuerbach: Allindietro sono


completamente daccordo coi materialisti, in avanti per
no. In tal modo, le vaste ricerche storicoletterarie di
Hettner (Die romantische Schle [1850], Literaturgeschichte des X VIII Jahrhunderts) compiute su questa base diventano necessariamente prive di prospettiva. Tutto
questo nonostante che Hettner, nellimpostazione dei
problemi, parta dal giusto istinto di classe di un borghese
decisamente progressista e resti sotto tale riguardo un di
scepolo non indegno di Feuerbach. Infatti, nella prima
opera si tratta della lotta contro lideologia controrivoluzionaria della restaurazione, nella seconda di una sintetica rappresentazione generale dello sviluppo e del dispiegamento dellideologia borghese in tutti i campi fino al
suo momento culminante, rappresentato, secondo Hettner, dal classicismo tedesco. Ma Hettner non riesce a restar fedele alle idee fondamentali. Mancandogli i fondamenti socioeconomici, gli manca lintimo collegamento
con le grandi lotte di classe:la suddivisione in periodi viene
150

fatta in maniera superficiale, in base a punti di vista politici esteriori. E poich egli non riusc a sviluppare ulteriormente la tendenza materialistica di Feuerbach in questo campo inesplorato con laiuto degli strumenti del
maestro, doveva necessariamente riportarla indietro: nella storia dello sviluppo dellideologia borghese gli accenti
si spostano a vantaggio addirittura dei suoi sostenitori pi
radicali; la parte della voluminosa opera dedicata ai materialisti francesi del XVIII secolo rappresenta proprio
quella pi svisata e deformata. Anche questo discepolo e
propagatore teoricamente fedele della dottrina di
Feuerbach appiattisce e svilisce il pensiero del maestro
trasformandolo in un positivismo che tende verso il soggettivismo e lidealismo.
3. L ateismo religioso
Questo excursus stato solo apparentemente una digressione dal tema. Non solo perch Keller e Hettner furono
legati da amicizia per tutta la vita, ma anche perch il loro
sviluppo presenta un certo parallelismo naturalmente
con qualche differenza per Keller dovuta alla peculiarit
delle condizioni della piccola borghesia svizzera. Il fallimento del tentativo di Hettner di applicare i principi filosoci di Feuerbach alla storia dello sviluppo ideologico
della borghesia dovuto tanto a quegli stessi principi filosofici, quanto allulteriore sviluppo della borghesia tede
sca; entrambi gli aspetti rappresentano un momento di un
unico e medesimo processo di sviluppo. Per quanto riguarda Keller, finora abbiamo seguito questo sviluppo
solo in relazione al carattere antipropagandistico della
critica della religione. Esso per riguarda anche la stessa
concezione religiosa. Nellultima, lunga conversazione
che si svolge su Feuerbach nel Grne Heinrich viene stabilito un parallelo, breve ma molto interessante e per Keller
straordinariamente significativo, tra Feuerbach e Angelo
Silesio. Il conte recita una poesia di Angelo Silesio e com151

menta: Non sembra di ascoltare il nostro Ludovico


Feuerbach? [...] Tutto questo lascia limpressione quasi
assoluta che se il buon Angelo vivesse ai nostri giorni, pochi mutamenti del suo destino esteriore basterebbero a fare del gagliardo contemplatore di Dio un altrettanto gagliardo e impetuoso filosofo del nostro tempo 14. Per
portare a piena chiarezza questo nesso per Keller eviriportiamo alcuni versi
dentemente molto importante
significativi di Angelo Silesio 15:
Ich bin so gross als Gott. Er ist als ich Klein.
Er kann nicht ber mich, ich unter ihm nicht sein.
Ich weiss das ohne mich Gott nicht ein Nun kann leben,
Werd ich zunicht, Er muss vor Not den Geist aufgeben.

La critica di Angelo Silesio che segue, fatta dallo stesso


Keller, non diretta contro la mistica di queste poesie, la
quale viene senzaltro riconosciuta come un primo stadio
storico del pensiero di Feuerbach, ma contro il granello
di frivolezza e di ingegnosit che si infiltrato nel suo ardente misticismo; molto significativamente, qui Keller
ad Angelo Silesio contrappone il gravissimo uomo di
Dio Agostino.
Non c dubbio che gi qui sia presente una svolta,
un annacquamento del materialismo di Feuerbach. Keller
estrapola il principio antropologico dal sistema generale,
ne fa il momento predominante e tralascia lelemento che
sul piano del materialismo filosofico decisivo, la
questione se sia lessere a determinare la coscienza o invece la coscienza a determinare lessere, sulla quale Feuerbach, in particolare nella Filosofia dellavvenire, si eH. G. Keller, Grne Heinrich.
Verde, Torino 1944, pp. 568-9).

(trad. it. di Lionello

Vincenti,

15. lo sono grande come Dio. Egli piccolo come me.


Non sopra di me egli pu essere, n io sotto di lui.

lo so che senza di me Dio non pu vivere un istante,


Se io mi annullo, di necessit egli deve morire.

152

Enrico il

spresso con cristallina chiarezza. Che qui per Keller non si


tratti di un effetto poetico, ma di una linea ideologica
lo dimostra, oltre a tutto quello che abbiamo detto per
es. sulla tolleranza tutta la sua attivit di scrittore.
Egli nei limiti consentiti dalla sua condizione di classe
uno scrittore con forti aspirazioni realistiche, cui non
sfugge il terreno della vissuta realt di classe neanche
quando abbandona i temi della immediata realt empirica
ed elabora argomenti romantico-fiabeschi. Egli esprime
dunque una tendenza di sviluppo della sua classe, che
porta lontano dallinequivocabile materialismo di Feuerbach, ed del tutto indifferente se Keller soggettivamente
sia onestamente convinto di esserepur sempre un suo seguace. Forse pi che nel Grne Heinrich questa tendenza
emerge con maggiore chiarezza nella novella Das ver/ore-

ne Lachen 5. Qui il feuerbachismoreinterpretato da Kel-

ler viene contrapposto in maniera acutamente polemica


tanto alle mistiche credenze settarie quanto ai compromessi estetizzanti tra panteismo e religione. Ma questa
polemica rivela nel contempo tratti molto sorprendenti.
Primo, che leroe estetico feuerbachiano sulla base della
sua ideologia si intende alla perfezione con due vecchi
contadini, fervidi credenti. Secondo, che il rifiuto delle
altre dottrine religiose acquista un accento agnostico.
Leroe si rivolge in questi termini al panteista ed estetizzante parroco: Si tratta semplicemente del fatto che noi
non vogliamo ricominciare sempre da capo a istituire cattedre per materie che nessuno pu insegnare agli altri se
vuole essere leale e onesto. In una franca confessione
cos egli esprime la sua concezione: Ritengo, quanto alla
sostanza, di avere un certo timore di Dio, in quanto sono
incapace di impudenza di fronte al destino e alla vita.
16. G. Keller, Das ver/arene Laeken, in Leute von Seldwila, Il, (trad.
it. di L. Mazzucchetti, Il sorriso perduto, in Racconti, I, Gente di Seldwila,
Milano 1947. Le citazioni che seguono in parte modificate sono tratte
dalle pp. 486, 472).

153

Non credo di poter pretendere che le cose vadano dovunque e senzaltro bene, bens temo che qua e l finiscano
male e spero che possano poi volgersi al meglio.. Inoltre,
in tutto quello che faccio 0 penso anche senza che altri mi
veda o lo sappia, ho sempre presente linsieme del mon
do, ho la sensazione che alla fine tutti sappiano tutto e
che non si possa contare sulla vera segretezza dei propri
pensieri e delle proprie azioni, n si possano a capriccio
tacere le follie e gli errori. Questo innato solo a una parte di noi, non agli altri, a prescindere completamente da
ogni dottrina religiosa. Anzi proprio i pi zelanti assertori
di una fede, i fanatici, non hanno di solito nessun timore
di Dio, altrimenti non vivrebbero n agirebbero come in
realt fanno. E la confessione si chiude di nuovo con
linvito alla tolleranza; dopo aver descritto la grandiosa
repubblica delluniverso prosegue: Nella casa di mio
Padre vi sono molte dimore.

Ci sembra ora molto utile seguire un po il punto di


vista di Keller sia retrospettivamente che in prospettiva.
Retrospettivamente chiaro, ed gi stato rilevato, che
qui Keller, consapevolmente o meno, abbandona la concezione materialistica di Feuerbach. Ma altrettanto
chiaro che sia nellabbandono della teoria feuerbachiana,
quanto nel farla regredire egli pot agevolmente far leva
su determinate tendenze di pensiero presenti in Feuerbach. Innanzitutto, lo stesso Feuerbach come pi tardi
ha defirilever acutamente Engels nella sua critica "
nito religioso il suo punto di vista. Egli afferma: Finora
la filosofia non ha potuto sostituire la religione: era filosofia, ma non religione, senza religione. Per sostituire la
..
religione, la filosofia deve diventare in quanto filosofia
religione, deve accogliere in s in una maniera ad essa
conforme ci che costituisce lessenza della religione,
17. F. Engels, Feuerbach, Verlag filr Literatur und Politik,
di P. Togliatti, Ludwig Feuerbach, Roma 1969, pp. 44-6).

154

p. 40 (trad. it.

il di pi che questa ha di fronte alla filosofia . Naturalmente si trovano anche una serie di passi in cui Feuerbach
polemizza contro una tale concezione come contro
labuso della parola 19, ma non riesce mai a liberarsi
del tutto di una tale terminologia. E questo, come spesso
accade nelle questioni terminologiche, non casuale poich lateismo religioso presente proprio nello stesso
Feuerbach, anche se semplicemente sotto forma di tendenza idealistica secondaria. Questo si rivela fra laltro
nel fatto che il suo modo di rappresentare la genesi del
materialismo e dellateismo non sempre univoco.
Nellopera della maturit Materialismo e spiritualismo
(1866) un capitolo dedicato specificamente allorigine
religiosa del materialismo tedesco. In esso, ad esempio,
dal fatto che il figlio di Lutero non divenne teologo ma
medico vengono tratte conseguenze del tutto fantastiche.
Ma qualunque sia la motivazione, Feuerbach formula la
tesi con la sua consueta acutezza e chiarezza: Non c
niente di pi falso che far derivare il materialismo tedesco
dal Systme de la nature o addirittura dal pasticciaccio di
tartufi di Lamettrie. Il materialismo tedesco ha unorigine religiosa; comincia con la Riforma: un frutto
dellamore di Dio per luomo, di cui i riformatori scorsero limmagine o meglio lessenza, non in un amore indeterminato, fantastico, ma nellamore pi intimo delluomo, lamore dei genitori per i propri figli 2. Questa con
cezione della Riforma una reinterpretazione della filosofia della storia dello Hegel pi tardo in senso privatistiantropologico:
co e in maniera molto problematica
18. L. Feuerbach, Notwendigkeit einer Reform der Philosophie, 1842, in
Werke, cit., VIII, p. 275 (trad. it. di C. Ascheri, in C. Ascheri, Feuerbach
1842. Necessit di un cambiamento, Firenze 1970, p. 129).
19. Per es. in Wesen der Religion, in Werke, cit., VIII, p. 275 (trad. it. a
cura di C. Ascheri e C. Cesa, Essenza della religione, Bari 1974).
20. L. Feuerbach, Uber Spiritualismus und Materialismus, in Werke, cit.,
Bari 1972,
X, 117 (trad. it. a cura di F. Andolfi, Materialismo espiritualismo,
p. 115).

155

i tedeschi avrebbero gi compiuto il loro 1789 con la Riforma e certamente in modo pi profondo dei Francesi
perch il rivolgimento sarebbe stato totale e avrebbe compreso anche la religione. evidente che qui Feuerbach
vuole applicare tale schema alla storia del materialismo
tedesco, nonostante che proprio il suo materialismo rappresenti oggettivamente un rinnovamento di quello di
Holbach, Helvetius, La Mettrie. Ed chiaro che in entrambi i casi con le diversit dovute ai differenti livelli
di sviluppo della borghesia tedesca si introducono tendenze di classe simili, cio laspirazione a raggiungere le
conquiste sociali o ideologiche della rivoluzione borghese
senza la rivoluzione. Sarebbe per errato pensare che la
posizione di Feuerbach che abbiamo riportato sia semplicemente la conseguenza di una rassegnazione intervenuta
con let. Essa affiorava gi nellopera giovanile Geschichte der neueren Philosophie (1833), nellanalisi del
pensiero di Jacob B6hme. E se prendiamo in considerazione i passi citati (e moltiplicabili a piacere) sul carattere
religioso della sua filosofia e teniamo conto dei numerosi
limiti del suo materialismo, vediamo che presente una
tendenza che di certo nei decisivi anni 40, che precedettero laffermazione della tendenza materialistica, era stata
anche se non completamente, come abbiamo visto
spinta in secondo piano. Della filosofia di B6hme e della
sua scuola Feuerbach dice: Essa faceva valere contro
lessenza astratta, metafisica e idealistica di questa filosoa (Hobbes, Cartesio, Spinoza, Leibniz, G.L.) lessenza
della sensibilit, naturalmente solo in maniera mistica e
fantastica ". Questa concezione della vecchia mistica
viene esposta anche nella sua principale opera di carattere
21. A tale proposito si deve notare solo di passaggio che nellinuenza,
sulla quale si ancora indagato poco, che Feuerbach esercit su Hebbel svolse
un certo ruolo proprio linterpretazione di Bhme (Tagebuch, 4, 1847). Poich
Hebbel non fu mai un seguace di Feuerbach, egli viene tenuto fuori da una tale
indagine.

156

losoficoreligioso, L essenzadel cristianesimo. Afferma


qui Feuerbach: Ci che nella natura oscuro e lirrazionale, il materiale, la natura vera e propria come distinta
dallintelligenza. Il significato di questa dottrina e perci
semplicemente questo: la natura, la materia non pu derivare dallintelligenza, n essere spiegata attraverso di essa: essa piuttosto il fondamento dellintelligenza, il fondamento della personalit, senza avere essa stessa un fondamento; lo spirito senza natura una pura astrazione; la
coscienza si sviluppa solo avendo la natura a punto di
partenza [...] Il mistico e il semplice pensatore hanno i
medesimi oggetti, ma loggetto reale si presenta al mistico
non come tale, ma come immaginario e perci loggetto
immaginario per lui loggetto reale ". Tutte queste af
fermazioni di Feuerbach dimostrano linestricabile miscuglio di aspetti forti e deboli presente nel suo materialismo. Proprio qui dove sul piano metodologico mira
ad andare oltre il carattere astorico del suo materialismo,
dove tenta di superare la nozione volgare di progresso e
comincia a configurare lidea di sviluppo ineguale, egli si
trova nell'impossibilit storica di dare concretezza a queste formulazioni. In parte esse restano opinioni isolate
prive di conseguenze, in parte riportano, con qualche
cambiamento, alle vecchie concezioni idealistiche hegeliane (Riforma), in parte conducono a concezioni storicamente errate (la posizione contrastante su Hobbes
nellopera giovanile). Losservazione giusta che nella fase
primordiale dello sviluppo borghese molto spesso formulazioni molto importanti, importanti critiche dellideologia borghese e importanti rilievi di tendenze neglette partono da destra da Feuerbach non viene chiarita. Basta
solo contrapporre alle sue affermazioni che abbiamo citato quelle di Marx su Linguet o Vico per accorgersi della
22. L. Feuerbach, Das Wesen des Christentum in Werke, cit., VII, pp.
132-33 trad. it. di C. Cometti, Lessenza del cristianesimo, Milano 1971, pp.
106-7).

157

debolezza del materialismo feuerbachiano. Poich egli,


qui come altrove, non riesce a penetrare i fondamenti sociali dellideologia, la sua concezione, non solo nellopera
giovanile, resta ideologica. Da ci sorge il pericolo che
una delimitazione del tutto radicale nei confronti di tali
tendenze divenga impossibile, che il romanticismo ideologico presente in esse penetri anche nella sua concezione
generale. Si pensi per es. alla definizione della natura, del
materiale come irrazionale (nella citazione tratta da
Lessenza del cristianesimo). La posizione polemica di
Feuerbach si capisce se si pensa alla sua lotta contro lhegelismo, ma la semplificazione astorica e adialettica del
problema non scompare per il fatto che la si pu spiegare
storicamente. Questo, come abbiamo visto, stato il caso
anche di Feuerbach, ma in misura maggiore il caso di
Gottfried Keller. Lateismo religioso che cos sorge per
destinato ad accentuarsi sempre pi nel corso dello sviluppo della borghesia. Da un lato, dal punto di vista filosofico esso si fonda sul fatto che la critica materialistica
della religione, quindi anche la fondazione dellateismo,
resta necessariamente incompleta e perci basata su di
mostrazioni che non hanno efficacia definitiva finch non
viene data concretezza sociale alla genesi della religione
da un punto di vista materialistico. (Insufficienza del mero principio antropologico. Marx, Lenin). Dallaltro lato,
per, questo arretramento rispetto allapplicazione del
materialismo allo sviluppo sociale una conseguenza proprio dellessere sociale della borghesia. Infatti, la comprensione dellorigine sociale delle rappresentazioni religiose si fonda sulla capacit di cogliere lessenza e la
struttura delleconomia capitalistica come una fase transitoria dello sviluppo sociale 23. Ma spingersi fino a questo punto significherebbe una rottura almeno ideologica
23. Cfr. in Das Kapital,
sul feticismo.

158

I, quanto Marx dice sulla religione nel capitolo

con la borghesia. Non meravigli che perfino ideologi bor


ghesi tanto progressisti come Feuerbach (e tanto pi Keller) si siano arrestati a questo punto, cosi doveva essere. E
non necessaria unanalisi troppo diffusa per far capire
perch linadeguatezza del vecchio materialismo dove
va rovesciarsi in questo colorito ateismo religioso proprio
in questo periodo. La ragione in primo luogo nel fatto
che i vecchi materialisti vissero in un periodo della lotta di
classe in cui la borghesia era ancora realmente la forza
egemone della rivoluzione generale (anche di quella dei
ceti sottoproletari, proletari, semiproletari e di quelli in
via di proletarizzazione) contro lassolutismo feudale.
Uno sguardo occasionale oltre lorizzonte della societ
borghese poteva allora non significare ancora per la borghesia quel pericolo che divent con lorganizzazione del
proletariato in classe e col suo sviluppo da classe in s a
classe per s. In secondo luogo, nellepoca in cui operarono i vecchi materialisti le contraddizioni fondamentali del sistema capitalistico non emersero mai con tanta
veemenza e chiarezza come allepoca di Feuerbach. Per
un vecchio materialista era del tutto possibile esseremercantilista, fisiocratico o seguace di Adam Smith senza incorrere ne] pericolo di ricadere in un apologetico armonicismo o di assumere per questo nella propria concezione
contraddizioni insolute pi di quanto il suo essere sociale
in ogni caso non gli imponesse. Completamente diversa
la situazione di Feuerbach e pi che mai differente quella
dei suoi seguaci. Poich sorvolano sulle questioni propriamente economiche e pongono i problemi dal punto di
vista gnoseologico e filosofico-religioso, ricadono necessariamente in un atteggiamento acritico verso la struttura
e le categorie economiche del capitalismo ed del tutto
indifferente se vi consentano o le avversino. La natura
astratta di tale impostazione allontana sempre dalla prassi le costruzioni filosofiche di Feuerbach e spesso le avvicina pericolosamente persino a una dottrina dellarmonia, che fa scomparire ogni contraddizione e opposizio159

ne. Cos egli scrive: Ci che e mia essenza e mio essere


[...] Lessere si distingue dallessenza solo nella vita umana, ma anche qui solo in casi sfortunati, anomali accade allora che non si ha la propria essenzaove si ha il prosalvo casi innaturali
prio essere [...] Ma tutti gli enti
stanno volentieri dove sono, e sono volentieri ci che sono . Cos Friedrich Engels critica questo passo in un
frammento edito di recente 25: Un bellelogio della situazione esistente. Tranne casi contronatura, pochi casi abnormi, a sette anni fai volentieri il portiere consegnato in
una miniera di carbone 14 ore da solo al buio, e poich
questo il tuo essere, anche la tua essenza [...] . la tua
essenza di essere sottoposto a un ramo di lavoro.
Questa teoria della conoscenza ebbe gli effetti pi eclatanti su quei seguaci di Feuerbach che cercavano di stabilire un legame col nascente movimento operaio, i veri
socialisti. Lunit immediata di essere ed essenzaappare
qui come unit immediata di piacere e lavoro, di produzione e consumo, per cui dal punto di vista economico essi diventano una propaggine del pi piatto economicismo
volgare, che nei loro scritti si mescola poi ecletticamente

con un socialismoutopistico-moralistico ". Cosgi nello

stesso Feuerbach, e non solo quando arriva a parlare dei


problemi del presente, ma anche in alcune parti della sua
losofia della religione, emerge chiaramente che il suo
punto di vista e precisamente quello della societ borghese e che, quindi, i problemi che richiedono una soluzione basata su una comprensione concretamente materialistica di questi fondamenti dellessere non possono
24. L. Feuerbach, Grundstze der Philosophie der Zukunft, prg. 27 (trad.
it. Principi di losofia dell avvenire, a cura di C. Cesa, in L. Feuerbach, Scritti

losofici, Bari 1976, p. 241).


25. K. Marx, F. Engels, Gesamtausgabe, V, 540 (trad. it. in Opere com
plete, V, Roma 1972, p. 630).
26. Cfr. per es. K. Marx, Kritik ber Grn. Geschichte des Sozialismus,
Werke, V, p. 470 sgg. (trad. it. in Opere complete, cit., V, p. 511 sgg.).

160

mai essererisolti completamente ponendosi dal suo punto


di vista.
Quindi neanche il problema della religione, giacch
nei paesi capitalistici moderni le sue radici sono di natura

eminentemente

sociale.

Lincertezza

dellesserci,

limpotenza apparentemente assoluta di fronte alle forze


cieche del capitalismo, in cui Lenin scorge giustamente
le radici sociali della religione nellepoca capitalistica, agscono sempre pi prepotentemente. Lindagine teoretica
circa il modo in cui tali forze cieche agiscono possibile
solo dal punto di vista del proletariato. Quando dunque
pensatori o scrittori borghesi non riescono a rompere
concretamente con la loro classe e a legarsi al proletariato, n semplicemente sono disposti a fare consapevolmente una concessione teorica allapologetica, nella loro
Weltanschauung sorge necessariamente una zona oscura
e ambigua. Essi hanno certamente dissolto e confutato
teoricamente le forme storiche tradizionali e i contenuti
della religione, ma siccome ignorano il fondamento sociale del suo essere, continua ad agire la forza non soppressa
della religiosit che costituisce il mito. Il giusto e entro
certi limiti conquistato giustamente contenuto ateisti
co acquista (consapevolmente o inconsapevolmente, coerentemente o meno) una forma religiosa. Engels, nel pas
so citato in cui critica questa religiosit di Feuerbach, richiama i seguaci di Louis Blanc i quali non potevamo
rappresentarsi un uomo senza religione se non come una
cosa mostruosa ed esclamavano: Donc Iathisme cest
votre rligionI.
Ma quella che in Feuerbach era ancora una tendenza
confusa e sotterranea, gi in Gottfried Keller si consolida
a momento predominante e spinge sempre pi decisamente in secondo piano quella tendenza materialistica, di lotta, che nello stesso Feuerbach nel suo campo pi ristretto era chiaramente dominante. Perci langustia
del principio antropologico, opportunamente rilevata da
161

Lenin , che semplicemente una descrizione imprecisa e


debole del materialismo, emerge molto pi chiaramente
che in Feuerbach. Indebolito nel suo fondamento materialistico, lantropologismo non rappresenta pi un ostacolo allinfltrarsi dellateismo religioso.
evidente che la deformante apologetica della storiografia letteraria borghese si appiglia proprio a questo
punto per adattare Gottfried Keller agli scopi dellimperialismo e cancellare dalla sua immagine gli elementi rivoluzionarioborghesi. Poich non possibile cancellare facilmente linflusso esercitato da Feuerbach su Keller e gli
elementi materialistici e ateistici sia pure incoerenti
presenti nel suo pensiero, si devono trovare altri metodi
per falsificare questi nessi. Dopo che per tanto tempo sono stati presi in considerazione soltanto gli aspetti formali
del pensiero di Keller e si tentato di cancellare tutti quelli ideologici minimizzandone la portata, gli storici della
letteratura pi moderni si avvicinano ora con maggiore
apertura al problema Feuerbach. Cos, ad es., Ermatinger fa di lui un fenomeno analogo a Walt Whitman e tenta di ridurre tutto il suo pensiero a una filosofia della vita che afferma lesistenza del mondo sensibile. Richiamando una certa affinit stilistica col differenziante Ausrufungsstil di Whitman, egli cita Feuerbach: Natura e
luce, elettricit, magnetismo, aria, acqua, fuoco, terra,
animale, pianta, uomo, e pensando che con questa caratteristica sia esaurita completamente lessenza materialistica, prosegue: Cos anchegli (Keller, G.L.) crea il
mondo da s e adora Dio nei miracoli delle visioni sensibili. Lardente messaggio naturale di Feuerbach, che noi
oggi gettiamo via come la pelle di un topo morto, poteva
diventare per quella generazione unesperienza profonda
come quella che per alcuni rappresenta oggi Walt Whit- '
man [...] In questa fervida fede nella vita si esprime
27. Lenin, Philosophische

162

Nach/ass, 325 (trad. it. cit., p. 75).

il rapporto di Gottfried Keller con le potenze cosmiche, la


sua devozione ". Vediamo come qui le debolezze del
feuerbachismo di Keller vengano abilmente utiliz2ate a
favore di un innocuo atteggiamento esteticoreligioso
del materialismo. E a Ermatinger non sfugge neanche
laspetto agnostico del feuerbachismo di Keller. Egli rileva come Keller non abbia concesso n allidealismo n al
materialismo il diritto di avere conoscenza positiva delle
cose ultime. Laspetto per cui esso (il materialismo, G.L.)
gli ha giovato dunque solo la chiarificazione teoretica
circa la fede e il sapere grosso modo nel senso di Kant 29.
E su questa linea procede bellamente la falsificazione del
pensiero di Keller: lateismo religioso, la vacillante formulazione semiagnostica del suo feuerbachismo si trasformano improvvisamente nel residuo di una fede antica, che col tempo va sempre pi crescendo, in un governo
del mondo divinamente meraviglioso; il signor Ermatinger tenta di rendere plausibile il fatto che Keller labbia
sempre taciuto ricorrendo alla psicologia 3.
Malgrado linvoluzione subta dal metodo e dal pensiero feuerbachiano attraverso tali deformazioni della
storiograa letteraria dellepoca imperialistica, la fedelt
di Keller a Feuerbach non tuttavia in alcun modo un atto semplicemente

formale.

Keller,

come abbiamo

accen-

nato allinizio, non era proprio un esponente di una classe in decadenza, umiliata e spinta al compromesso. Se
perci nella sua concezione religiosa penetrano gi forti
elementi di un agnosticismo improntato alla rassegnazione, questo le note che seguono lo dimostreranno attraverso un contrasto ancora pi acuto non si pu in al
cun modo paragonare allo sviluppo dellagnosticismo che
si verificato in Germania. Tutto ci dimostra semplice28. Ermatinger, Krisen und Probleme
ZrichLeipzig-Wien
1938, pp. 214-76.

der neuen deutschen Dichtung,

29. Ivi, pp. 198-9.


30) [bid.

163

mente come in Keller i contenuti rivoluzionarie-borghesi


si separino dalle loro forme di realizzazione rivoluzionarie, come essi assumano una direzione talvolta conserva
trice, talvolta gradualmente evoluzionistica, progressista.
Tuttavia, ci che per Keller deve essere conservato oppure gradualmente rinnovato e, sia sul piano sociale che su
quello politico, qualcosa di completamente diverso che
negli scrittori tedeschi contemporanei, cio appunto quella democrazia svizzera piccolo-borghese e piccolocontadina e non la trasformazione del vecchio prussianesimo nella monarchia bonapartistica del periodo bi
smarckiano. Questa peculiare situazione permette a Keller di partecipare intensamente alla vita della sua classe dalla prassi politica alla vita quotidiana. E tutto questo
senza esserecostretto a un vero compromesso ideologico,
a una mortificazione intellettuale. Il carattere popolare
di questa democrazia, profondamente legata alle sue antiche tradizioni, alla sua angustia provinciale, al suo carattere contadino piccoloborghese, cui gi abbiamo accennato, a una condizione precapitalistica ecc., permette a
Keller una scelta degli argomenti e un metodo creativo
corrispondente, che fondamentalmente differisce da
quello degli scrittori tedeschi contemporanei e rappresenta un progresso sia pure debole e limitato nella tradizione della letteratura rivoluzionaria borghese. Keller,
cio, da una parte disposto a legare in modo cosciente e
chiaro il destino dei suoi singoli protagonisti alla vita della societ, a rappresentare il destino del singolo come parte costitutiva relativamente autonoma del destino della
classe. Dall'altra, egli non ha ancora bisogno di aver timore di far dipendere materialisticamente il destino del
singolo dal suo essere; ha bisogno ancora relativamente
poco di ornamenti idealistici. Certo, questa societ angusta e provinciale e questo esserenon e colto coscienin maniera chiara e certa co
temente o istintivamente
determinazioni
semplicemensociale,
molte
ma
me essere
personal,
mediazioni
sarebbero
giuste e peche
te
come
164

netranti, soffocano lelemento sociale; lazione viene


molto spesso aggiustata in maniera moralistica, ecc. (Va
notato che anche qui giocano un ruolo determinante le lacune e i limiti dei fondamenti ideologici di Feuerbach, la
sua concezione dellessere come intuizione sensibile e non
come attivit sensibile, quindi soltanto come natura e,
chiaramente, non come essere sociale, la sua etica della
felicit, ecc.). Concludendo, dobbiamo ancora osservare che quella rassegnazione di Keller che determina
complessivamente il carattere tanto del suo ateismo religioso quanto del suo metodo creativo deriva appunto dal
la consapevolezza mai chiaramente confessata che il
suo mondo della democrazia originaria era comunque destinato a soccombere di fronte alla penetrazione
del capitalismo; la fiducia ottimistica ha sempre il sapore
di un voler convincere se stesso, di una inconsapevole battaglia di ritirata. Cos nasce il curioso e interessante mondo poetico di Keller: il suo metodo creativo
quasi di uno scrittore classico, a cui la dialettica della stessa situazione sociale che gli rende possibile questo svilup
po nel contempo impedisce di elevarsi alluniversalit dei
contenuti e allarditezza ideologica. Egli dunque allo
stesso tempo prodotto e vittima dello sviluppo ineguale.

4. Richard Wagner vero socialista


Per quanto dunque anche Keller possa aver mitigato
lenergia rivoluzionaria del materialismo feuerbachiano,
tuttavia non vi dubbio che il suo orientamento fondamentale fu comunque feuerbachiano: una tendenza coerentemente democraticoborghese. Completamente diverso e il discorso per quanto concerne gli effetti generali
del pensiero di Feuerbach sul piano politico-sociale. Mentre Marx e Engels con la loro critica dellincompiutezza e
incoerenza del materialismo feuerbachiano preparavano
coerentemente anche in campo ideologico il rove165

sciamento della rivoluzione borghese in rivoluzione proletaria, accanto al movimento operaio tedesco sorgeva un
orientamento di pensiero che prendeva le mosse proprio
dagli aspetti deboli, idealistici del pensiero di Feuerbach
sviluppandoli ulteriormente in un sistema: il cosiddetto
vero socialismo. Il vero socialismo assumeva da
Feuerbach il principio antropologico privato del suo fondamento materialistico (lessere determina la coscienza),
letica fondata sullamore, la teoria dell-autoestraneazione, dellalienazione delluomo nel cristianesimo,
nella teologia e nella filosofia che gi Feuerbach aveva
annacquato rispetto a Hegel e resa astratta e priva di fondamento sociale cos come il suo corrispettivo: la coincidenza di essere ed essenza nella natura (e in una societ
conforme a.natura), il contrasto che si ottiene dal confronto tra egoismo, in quanto principio della societ
capitalistisca, e umano in quanto principio del comunismo; tutti questi principi che nello stesso Feuerbach si
presentano in maniera abbastanza sbiadita e idealistica,
ma che tuttavia nel suo sistema orientato essenzialmente
verso una teoria generale della conoscenza, verso una filosofia della religione o della natura non erano elevati a
momento centrale, nei veri socialisti diventano il fondamento della loro teoria sociale. Le briciole di socialismo francese e inglese, soprattutto di quello utopistico,
mai concretizzate n calate concretamente nella situazione tedesca, in questa fondazione idealistica, filosofica
del vero socialismo divengono completamente astratte,
avulse dalla realt e in questa astrattezza degenerano in
un completo non senso. Questo movimento di lavoratori
retrogradi e di piccoli borghesi quanto mai confusi e incostanti la critica serrata e sintetica dei quali il lettore
pu trovare nel Manifesto comunista e ora anche
nellIdeologia tedesca e in altri scritti di Marx e Engels
dellepoca acquist allora un significato politico non
trascurabile. E ci da un lato perch esso favoriva le tendenze allapoliticit della classe operaia tedesca ancora
166

non sviluppata e che si andava appena costituendo in


classe, dallaltro perch con la sua critica astratta, vuota e rigida della societ borghese derogava a tutti i compti della rivoluzione borgheseradicale; quindi, concentrando unilateralmente tutti gli attacchi sulla borghesia (e
non contemporaneamente anche sulla monarchia assoluta e sulle classi che la sostenevano), diventava un alleato
inconsapevole della reazione.
Le lotte ideologiche della seconda met degli anni
quaranta e in particolare la rivoluzione del 1848-49 hanno
annientato il vero socialismo come movimento (e con
esso il movimento radicale dei giovani hegeliani che spesso vi si accost, anche se non vi si identific mai). Certo,
solo in quanto movimento, orientamento. Linusso
ideologico tanto sul movimento operaio tedesco quanto
sullo sviluppo ideologico generale continua infatti ad essere sensibile per molto tempo, ma in maniera pi sotterranea, anche se naturalmente la successiva storia
dello spirito borghese preferisce tacerne. per molto
interessante constatare che quando il vero socialismo
era gi scomparso quasi senza lasciare traccia (se si eccettuano isolati opuscoli di Moses Hess e di altri), comparve
sulla scena, ritardatario, Richard Wagner, il quale nei
' suoi scritti teorici Kunst und die Revolution (1849) e Das
Kunstwerk der Zukunft (1850) rendeva pubblica una giustificazione del suo metodo creativo, unestetica innestata
su una filosofia della storia e della societ che non
nientaltro che unapplicazione dei principi del vero socialismo al campo artistico. Come abbiamo gi accennato allinizio, una parte considerevole dei biografi di Wagner ha fatto ogni sforzo possibile per cancellare le tracce
del nesso di Wagner con Feuerbach in questa fase del suo
sviluppo e spiegarlo come un equivoco. Il fatto certamente difficile da cancellare dato che Wagner ha dedicato
a Feuerbach il suo secondo libro, che richiama anche nel
titolo le famose tesi feuerbachiane sulla filosofia dellav
venire. Wagner scrive: Solo a lei posso dedicare questo
167

lavoro, poich con esso le ho restituito ci che le appartiene. E Wagner ha completamente ragione: tutto ci che
in questo scritto c di generale, anche in campo estetico,
discende da Feuerbach; lunica sua reale peculiarit intellettuale consiste nellaverlo applicato specificamente alla
sua particolare tendenza allopera darte totale. In verit, questo feuerbachismo mediato in ogni sua parola
ed espressione dal vero socialismo. Lo sforzo dei filologi di Wagner, favorevoli o contrari a stabilire un nesso
con Fuerbach, di dimostrare quali opere di questultimo
Wagner abbia letto e quali no si rivela ozioso proprio perch la maggior parte degli elementi feuerbachiani presenti
in questi scritti Wagner potrebbe benissimo averli attinti
dalla pubblicistica verosocialista. Non vogliamo qui
estendere la questione filologica e domandarci che cosa
Wagner effettivamente conoscesse di tale letteratura. Per
il nostro scopo pienamente sufficiente stabilire che il
senso in cui Wagner intende Feuerbach e lo adatta al suo
scopo in tutto quello dei veri socialisti.
Dunque, un senso idealistico e aggiungiamo
romantico. Infatti, la critica wagneriana della societ e
della cultura del capitalismo, che ha come punto di partenza il principio uomo, molto interessante anche in
quanto i tratti romantici che nel vero socialismo risultavano meno chiari ora diventano chiaramente evidenti.
Certo, la prospettiva di Wagner non , come per il romanticismo economico in senso stretto, orientata nel senso della piccola produzione di un passato mitologizzato
(Sismondi, Carlyle), ma, come per i veri socialisti, nel
senso della rivoluzione imminente che deve abbattere il
capitalismo e la sua cultura. Il fatto che egli si orienti verso la cultura e larte evidenzia in verit una certa afnit
con Feuerbach apparentemente maggiore che nei
veri socialisti: questo perch Wagner accentua fortemente lelemento sensibile. Ma sarebbe errato sopravvalutare il carattere materialistico di questo sensualismo del
giovane Wagner. Abbiamo gi fatto cenno analizzando il
168

pensiero di Hermann Hettner alla profonda osservazione


in cui Lenin rileva come il sensualismo possa sempre assumere tanto una forma idealistica quanto una forma materialistica. In Wagner anche in questo periodo la prima direzione senza dubbio quella predominante. Tutto
ci che in Feuerbach solo in qualche misura equivocabile
egli lo lega a un sensualismo romantico-idealistico. noto
,
infatti che la nuance idealistica del sensualismo nella letteratura romantica ha giocato sia sul piano teoretico che
su quello della pratica letteraria un ruolo molto importante. Forse qui sufficiente accennare alle teorie del giovane Fr. Schlegel e al primo romanticismo tedesco, i cui
effetti si potevano rintracciare ancora molto chiaramente
anche negli orientamenti che contrastavano aspramente il
romanticismo a causa del suo carattere politicamente e
ideologicamente reazionario (per es. nella Giovane Germania). E lo sviluppo del giovane Wagner avviene chiaramente sotto questa influenza, tanto di quella immediatamente romantica (E.T.A. Hoffmann) quanto di quella
di coloro che superarono il romanticismo sia ideologica
mente che nel metodo creativo e che tuttavia assunsero da
esso proprio questa eredit (Heine). In questo modo, Wagner si colloca fin dallinizio dentro un nesso che in
tutta Europa porta in direzione del romanticismo decadente. Il carattere di tale romanticismo e determinato
in maniera decisiva dalla cesura che la rivoluzione del 48
significa nello sviluppo ideologico della borghesia e si sviluppa nei vari paesi in maniera molto differenziata, a seconda dei diversi effetti di questo avvenimento. Ma il
tratto comune dei diversi orientamenti resta lapplicazio
ne di quel realismo audacemente critico della societ, che
ha caratterizzato il periodo di ascesa della borghesia, al
campo letterario. La fuga davanti allesatta riproduzione
della realt, la spinta verso lapologia della societ capitalistica si compie tuttavia in maniera discontinua e contraddittoria. Lincapacit o la mancanza di volont (0 entrambi) di cogliere con risolutezza i problemi essenziali
169

della societ borghese si accompagna per lo pi ovviamente in maniera quantitativamente e qualitativamente


molto differenziata a un approfondimento particolareggiato dellesteriorit della vita borghese, a una raffigurazione fortemente sensibile di questi particolari della
esteriorit. E il momento che li tiene uniti diventa sempre
pi fortemente una psicologia soggettivistica, che mistifica i problemi privati della vita privata, in primo luogo di
quella sessuale, i quali vengono ancor pi stravolti e mistificati da questa posizione centrale che oggettivamente
non spetta loro. Il sensualismo idealistico costituisce un
fondamento ideologico che favorisce tale orientamento,
rafforzando lillusione di aver compreso tutti gli elementi
essenziali della realt mediante la raffigurazione sensibile
dei fenomeni esteriori. In Germania, dove il ritardato sviluppo della borghesia ha impedito qualsiasi tradizione di
solido realismo, dove lo sviluppo dellideologia borghese
dopo il 48 si allontan dal terreno della vita pubblica ancora pi che in Francia, dove anche i fenomeni degenerativi della societ capitalistica si mostravano con minore
intensit ed erano per questo pi facilmente soggetti a mistificazione, dove la creazione dellunit nazionale, che in
altri paesi rappresent per la borghesia un periodo eroico,
si comp in forme servili e miserevoli, sorge quella singo-

lare commistione di una concezione generale mistico-

romantica con particolari sensualistici, con una psicolo


gia che sviluppa ipertroficamente gli aspetti sessuali, con
una monumentalit ispirata da una concezione vuotamente decorativa, con una pittura sottilizzante, che cura i
particolari nelle raffigurazioni e nelle scene individuali,
che tanto caratteristica delle opere di Wagner (che si
tratti di una corrente dellepoca lo dimostra laffinit in
questi tratti essenziali del metodo creativo con Hebbel).
Nietzsche, con lo sguardo acuto del congiunto che Odia,
del romantico altrettanto decadente, ha scorto chiaramente questa affinit di Wagner con Flaubert, Baudelaire,
ecc. Il suo socialismo, linfluenza ricevuta da Feuerbach
170

si sviluppano su questa base. Il suo sensualismo romanti


co costituisce sin dallinizio il tramite attraverso cui egli
accetta la filosofia feuerbachiana, e pu acquisirla solo in
questambito.
La forza motrice della rivoluzione, il proletariato, da
Wagner viene concepita chiaramente in maniera ancora
pi generica e sbiadita che dai veri socialisti: e ancora
soltanto popolo, uomo, dove popolo linsieme
di tutti coloro che provano una necessit comune. Ed
vera sofferenza solo quella che spinge allestrema disperazione e provoca con necessit la rivoluzione contro
coloro che non provano nessun bisogno, che sono falsi ed egoisti. Ma questa rivoluzione una rivoluzione
di tutta lumanit. Nella rivoluzione il popolo riscatta se
stesso e contemporaneamente i propri nemici 3. Daltro canto, anche la critica economica e sociale del capita
lismo ancora pi generica che nei veri socialisti; essa
tuttavia si specifica molto energicamente quando si appunta sugli effetti della divisione capitalistica del lavoro,
sulla cultura e in special modo sullarte. Anche se questa
critica della divisione capitalistica del lavoro e dei suoi
uomini egoisti discende dallarsenale del vero socialismo, in Wagner si trova comunque unaccentuazione,
perfino in confronto ad esso, dellesaltazione dell'idealismo ed egli si colloca quindi del tutto nella schiera di Carlyle, Ruskin, ecc. Wagner critica nel capitalismo quasi
esclusivamente il fatto che esso priva larte delle sue radici, smembra luomo, trasforma larte da bisogno autentico e da vera attivit del popolo (come era presso i Greci)
nella soddisfazione di un bisogno immaginario, nel lusso 32. La rivoluzione deve dare soluzione a questo problema e proprio con laiuto dellarte: Ora larte ha preci
31. R. Wagner, Kunstwerk der Zukunft
venire, Milano 1963, pp. 24-30).

(trad. it. Lopera darte dellav-

32. [bid.

171

samente il compito di far riconoscere a questo impulso


sociale il suo pi nobile signicato, di rivelargli il suo giusto indirizzo. Dal suo stato di barbarie civile la vera arte
pu sollevarsi a dignit soltanto appoggiandosi al nostro
grande movimento sociale; larte e questo movimento
hanno un fine comune che possono raggiungere soltanto
accettandolo in comune. Questo fine luomo bello e forte: possa la rivoluzione dargli la forza, larte e la bellez
za .
Non difcile riconoscere l'origine feuerbachiana di
questa teoria. Essa diventa ancora pi chiara se aggiungiamo che Wagner, nonostante lo stravolgimento
romanticoidealistico della teoria feuerbachiana della conoscenza, scorge nella natura il vero e proprio potere ri
voluzionario: la natura e soltanto la natura pu sbrogliare il destino del mondo . Lo stesso avviene nella ricostruzione della storia, in cui necessit (bisogno [Not],
vero bisogno [Bed'rfnisD e arbitrio (egoismo, lusso, fal
sit) vengono contrapposti luno allaltro e addirittura rigidamente contrapposti. Questa opposizione rigida di li
bert e necessit tipica di tutto lo sviluppo posthegeliano. Lo stesso Feuerbach assume la posizione del vecchio
materialismo, superata da Hegel. Lo sviluppo successivo
va nella direzione di una rigida polarizzazione idealistica
(spesso romantica) di questa opposizione (questo vale,
come abbiamo visto, anche per Lassalle il quale si ritiene
un hegeliano ortodosso). In Wagner la tendenza romantico-idealistica chiaramente evidente. Naturalmente, una
tale esaltazione romantico-idealistica fu in tutte le questioni completamente estranea allessenza lucidamente
materialistica di Feuerbach. Tuttavia, il nesso con lui esi
ste inconfutabilmente ed un fatto che Wagner parte da
gli aspetti deboli della sua filosofia. poi da notare come
Feuerbach abbia protestato contro una tale deformazione
33. R. Wagner, Kunst und die Revolution
ne, Firenze 1963, pp. 91-2).
34. Ivi (trad. it. cit., p. 90).

172

(trad. it. Larte e la rivoluzio-

del suo pensiero altrettanto poco che coi veri socialisti


(Griin, Kriege, ecc.). Per capire lo sviluppo successivo
occorre comunque rilevare ancora che il carattere asterico della filosofia di Feuerbach, dati i rapporti di classe e
di partito esistenti in Germania nella met del secolo
XIX, doveva necessariamente favorire una concezione

impolitica e apolitica della rivoluzione. Per chiarire il nesso esistente con (e nel contempo lopposizione a) tali seguaci, quali furono i veri socialisti e con loro Wagner,
riporto alcuni passi da uno degli scritti pi politici di
Feuerbach. Nel suo scritto Die Naturwissenschaft und die
Revolution (1850, pubblicato postumo da Grn) 35Feuerbach giunge a parlare-di tuttuna serie di questioni che
mostrano chiaramente come, malgrado la deformazione,
un nesso esista, e proprio sulla base del fatto che come
dice Lenin in una glossa alla prefazione allEssenza della

religione neancheFeuerbachha capito la rivoluzione

del 48. Nel saggio citato Feuerbach tenta di stabilire la


posizione della scienza naturale rispetto al progresso in
generale e alla rivoluzione in particolare. La sua definizione procede dal fatto che la scienza naturale indifferente alla politica, infatti, la natura non si cura della politica, essa anche il diretto contrario della politica. Dove
c natura non c politica, almeno non nel senso del principe, e dove c politica c solo non natura. Lo scienziato vede come la natura sia concepita in un progresso
perenne. Perci, da una tale concezione della natura discende che lo scienziato non solo democratico, ma anche socialista e comunista, naturalmente solo nel senso
razionale e generale del termine [] La necessit di mor
re di fame deve la sua esistenza solo allarbitrio della Stato... Losservazione della natura eleva perci luomo al
di sopra dei limiti ristretti del diritto penale, essa rende
35. 1], p. 73 sgg.

173

luomo comunista, cio libero nello spirito e generoso


35. Queste note mostrano tanto il nesso di Wagner con
Feuerbach quanto la differenza intervenuta nel suo sviluppo. evidente che nello Stesso Feuerbach, in quanto
parte da un punto di vista astorico, il problema del progresso a cui viene dato un solido fondamento solo per
quanto riguarda la natura e che dal lato storicosocialeresta invece campate per aria diviene una semplice enunciazione e contiene gi embrioni di mitologia. Abbiamo
visto che non affatto casuale che manchi un fondamento, una fondazione economica che fornisca una prova
scientifica del progresso. A causa dellarretrattezza della
Germania, leconomia come espressione scientifica della
produzione capitalistica poteva svilupparsi solo in questo
periodo, dunque in unepoca in cui il dispiegamento delle
contraddizioni e della lotta di classe del proletariato non
consentiva che uneconomia volgare apologetica (cfr.
Motto). Per gli ideologi progressisti della borghesia come
Feuerbach, che non parteciparono di questo processo di
sviluppo in direzione delleconomia volgare apologetica,
restava aperta dunque solo la via della giustificazione del
progresso che essi tenevano ben fermo sulla base
delle scienze naturali. E quanto pi la fondazione
scientificonaturale e gnoseologica si allontanava dal materialismo, tanto pi evidente doveva diventare il dilemma fra economia volgare e mitologia del progresso.
Perci quel tipo di connessione immediata di natu
ra e politica in relazione allo sviluppo sociale, che abbiamo osservato prima in Feuerbach, una caratteristica
generale dellepoca, in primo luogo degli ideologi del progresso borghese che vi erano spinti dalla rapida espansione del capitalismo e delle scienze naturali. F.A. Lange e
altri tentano di trarre da Darwin conclusioni immediate
per le leggi dello sviluppo sociale, ecc. Ma proprio questa
36. Ivi, pp, 74-6, (i corsivi sono nostri).

174

applicazione del tutto distorta e non scientifica del darwinismo alla societ 37 mostra subito anche il suo rovescio
antiprogressista: la teoria darwiniana applicata senza me
diazioni al campo sociale e perci mitologizzata pu essere utilizzata

altrettanto

bene, e cio in maniera altrettanto

non scientifica, per scopi reazionari. Questa incapacit di


individuare le forze motrici dello sviluppo sociale, nei sostenitori e simpatizzanti piccolo-borghesi del movimento
operaio le cui idee circa tali forze mancano di un solido
fondamento economico , si manifesta in aspettative
esageratamente idealistiche rispetto alla rivoluzione improvvisa e radicale. Aspettative che in presenza di
un rallentamento del ritmo di sviluppo e del sopraggiungere di colpi reazionari si rovesciano facilmente nel loro opposto. Rinvio semplicemente alla discussione tra
Marx, Engels e la frazione Willich-Schapper (1850), in cui
Schapper molto significativamente fece questa dichiarazione: Se essa (cio la rivoluzione immediata in
Francia ein Germania, G.L.) non si realizzasse, io dormirei veramente sugli allori e inoltre potrei avere unaltra
posizione materiale. Se atteggiamenti e opinioni simili
erano possibili in un uomo come Schapper che fu per
tutta la vita un pioniere del movimento operaio (Marx)
tanto pi lo erano per i veri socialisti come Richard
Wagner, legati al movimento operaio solo da aspettative
utopistiche che non avevano un solido fondamento neanche da un punto di vista soggettivo.
Sarebbe naturalmente astorico ed errato semplicemente paragonare le oscillazioni e i passaggi in campo nemico che si verificano in questo periodo con gli analoghi
fenomeni odierni. La situazione economica e politica
troppo diversa perch si possa stabilire una tale analogia.
Nonostante che la borghesia si trovasse allora in una situazione certamente contraddittoria e di debolezza, non
37. Cfr. Marx e Engels su Lange.

175

era tuttavia ancora in rovina: per quanto dunque lideo


logia del progresso sociale ed economico, cio scientifico,
avesseancora una base cos fragile, essaaveva tuttavia un
fondamento oggettivo, cio la crescita, che ha inizio proprio in questo periodo in maniera massiccia, della produzione capitalistica e della scienza naturale. Daltra parte,
in Germania era allora ancora impossibile che sorgesseun
qualche movimento di massa reazionario sulla base di
una demagogia sociale. Le ideologie romantico-reazionarie dunque, finch non emergono completamente le
loro tendenze reazionarie, o formano correnti allinterno
del movimento operaio che si va gradualmente staccando dal generale fronte democratico, in quanto la
sua arretratezza lo consente ancora per un certo periodo
oppure aderiscono pi o meno apertamente alla monarchia assoluta che si adegua alla monarchia bonapar
tistica. Lultimo il caso di Richard Wagner. Il suo legame ideologico col movimento operaio era cos vago e posto sulla nozione di popolo (come il pubblico che ispi
rava la sua teatrale opera darte totale), la sua critica
del capitalismo era cos decisamente concentrata sulla
scissione dellarte (e quindi sullimpedimento sociale della
stessa opera darte totale) che bast molto poco, il prolungamento nel tempo del periodo della reazione, la pi
piccola chance di realizzare diversamente lopera darte
totale, per provocare un cambiamento repentino, che
sul piano sociale e politico fu, com noto, del cento per
cento. Passano pochi anni e gi Wagner esalta la stabilit dello Stato, la sua sovrapartiticit, le soprannaturali capacit conoscitive del monarca, ecc. Il socialismo
romantico si trasforma anche in lui come in Carlyle e
in molti altri in una esaltazione romantica della reazione. Wagner compie questo cambiamento sotto la guida
ideologica di Schopenhauer: cio in una forma che tipica del periodo postrivoluzionario tedesco.
176

5. Herwegh e Schopenhauer
Nel 1854 George Herwegh seguace di Feuerbach
consiglia a Wagner di occuparsi a fondo di Schopenhauer. Questo stimolo fa effettivamente epoca nello sviluppo di Wagner: il vero Wagner, che diventer il
compositore-poeta che dominer il secolo, comincia solo
ora la sua carriera. Ma dalle parti pi diverse, e con ragio
ne, si richiamata lattenzione sul fatto che anche se questo cambiamento fu nelle sue conseguenze molto brusco,
tuttavia tuttuna serie di momenti importanti passano da
un periodo allaltro. Ci viene ora interpretato da un lato
nel senso che Wagner fu sempre schopenhaueriano, ancor prima di conoscere effettivamente Schopenhauer, e
che Feuerbach fu un episodio piuttosto casuale, un
equivoco (Chamberlain), dallaltro nel senso che gli effetti del periodo feuerbachiano hanno continuato ad agire anche successivamente (Lewy e Rawidowicz). Nessuna
delle due interpretazioni, che non si possono assolutamente porre sullo stesso piano, tocca il problema vero. La continuit dello sviluppo di Wagner da Feuerbach a Schopenhauer, da un ateismo comunista al misticismo e al
cristianesimo si fonda su una continuit dellessere sociale, e cio non semplicemente dellessere di Wagner, ma
di tutta una classe, la borghesia tedesca dal 1848 al 1871.
Questa continuit dellessere alla fine doveva imporsi
sia pure in maniera ineguale e contraddittoria tanto
nello sviluppo degli individui singoli, quanto nel rapporto
tra le singole correnti ideologiche.
Per dimostrare una tale continuit in Wagner sarebbe naturalmente necessaria unanalisi circostanziata non
solo del suo sviluppo ideologico, ma anche della sua produzione sia del periodo feuerbachiano che di quello schopenhaueriano. Essa dimostrerebbe prima di tutto lidentit dei problemi e nel contempo laffinit degli orientamenti risolutivi. Non affatto casuale che Wagner anche
nel suo periodo comunista definisca la rivoluzione co177

me redenzione. Redenzione anche per i nemici di essa. Il sottofondo religioso insito nel vero socialismo favorisce molto proprio le sue tendenze fondamentali che
emergevano chiaramente gi nelle opere giovanili (Fliegende Holl'nder, 1841; Lohengrin 1846). Per lui, dun
que, nel periodo feuerbachiano si trattava di concretizzare questa brama di redenzione nella rivoluzione generale
dellumanit per poi col venir meno della speranza nella rivoluzione svilupparla ulteriormente oltre letica
schopenhaueriana della compassione in direzione della
sfera privata delluomo,nel senso cristiano. In questa ricostruzione svolgono il ruolo principale due complessi di
pensiero fondamentali: lanticapitalismo
romantico e
lesaltazione dellamore (della sessualit) in senso mistico. I due complessi problematici nello sviluppo letterario
di allora, e in particolare in Wagner, sono strettamente
collegati. Infatti, la critica dellautoestraneazione nel
capitalismo in Wagner fin dallinizio critica della repressione della sensualit nel cristianesimo, nella filosofia
ecc. Il suo comunismo rappresenta nello stesso tempo
proprio un momento di una generale tendenza borghese
progressista a favore dellemancipazione della carne,
allinterno della quale linfluenza di Feuerbach su Wagner possibile proprio per le debolezze di Feuerbach,
cio per il fatto che anche in lui la sensibilit non attivit sensibile, e dunque lamore viene isolato dal movimento sociale e sopravvalutato. Labbandono dellideale
rivoluzionario non conduce, almeno all'inizio, a una distruzione radicale, ma semplicemente a un mutamento di
accenti: il rivoluzionario Siegfried deve perire tragicamente; lamore costruito in maniera mistica assume
sempre pi decisamente il tono dellimpedimento, del
peccato,

del demonio,

ecc. In una parola,

Wagner

intraprende la via di tanti altri contemporanei europei,


che dalla critica borghese-progressista della societ, nella
quale sin dallinizio la critica della vita sessuale assume
toni esagerati e oggettivamente falsi, ma soggettivamente
178

necessari, sfocia nel romanticismo decadente. Nietzsche,


che ben si riconosce nel romanticismo decadente, ritiene
che le eroine di Wagner non appena si sia cavata loro
nulla pi che la scorza eroica, sono cos simili a Madame
Bovary da poter esserescambiate con questultima . Il
confronto con Flaubert non andrebbe certamente a favore di Wagner se fosse fatto dal punto di vista marxista.
Infatti, in lui lelemento critico della societ viene ridotto
sempre pi energicamente e il romanticismo sessuale mstificato in maniera cos atemporale che il suo dramma
musicale pot diventare larte rappresentativa del periodo
guglielmino-bismarckiano: ideologicamente innocuo, degno di un sostegno da parte di qualunque principe, buon
cristiano, capace di mantenere lordine e per tanto monumentale (nel senso che mistifica nelleternit i rapporti sociali), quanto moderno (nel senso che soddisfa
tutte le esigenze del romanticismo sessuale decadente).
Nietzsche cos descrive questo periodo postrivoluzionario
di Wagner: Un avvicinamento al principe tedesco, poi
omaggi allimperatore, al Reich, allesercito, poi anche al
cristianesimo [...] e imprecazioni contro la scienza 39.
Anche della via che ha condotto Wagner a tale punto di
vista Nietzsche da una descrizione astiosamente pittore
sca, la cui esattezza quanto alla critica dei sintomi non
viene inciata dal fatto che egli, in quanto reazionario altrettanto romantico, non poteva comprendere le cause
afferma Nietzsche
reali di questo sviluppo. Wagner
sul principio, come tutti gli ideologi delle rivoluzioni,
combatte i costumi, le leggi, la morale, le istituzioni, tutto ci su cui il vecchio mondo, lantica societ trovano la
loro base. (Ricordiamo che anche Feuerbach riconduce
la fame delle masse allarbitrio dello Stato; si tratta
38. F. Nietzsche, Der Fall Wagner, Taschenausgabe, Xl, 205 (trad. it. a
cura di G. Colli e M. Montinari, Il caso Wagner, Milano 1975, p. 24).
39. F. Nietzsche, Kunst und Kunst/er, ivi, p. 34.

179

della vecchia, illuministica allora comprensibile sulla


base delle esigenze ideologiche della rivoluzione borghese
contraddittoria soprav rivoluzionaria ma unilaterale e
valutazione delle istituzioni, che nel giovane Wagner
assume certamente un carattere confusamente romantico). La nascita di Siegfried gi una dichiarazione di
guerra alla morale. Ma la sua principale impresa mira a
emancipare la donna [...] Siegfried e Brunilde; il sacramento del libero amore; lo schiudersi dellet delloro; il
crepuscolo degli dei dellantica morale-il male liquidato. Solo la filosofia di Schopenhauer era la sua meta.
Solo il filosofo della decadence diede allartista della decadence lui stesso 4.
Quanto poco il decadente Nietzsche potesse capire
nei suoi fondamenti la via che port Wagner al romanticismo decadente lo dimostra nella maniera pi chiara il fatto che egli, pur osservando che la nascita di Siegfried da
un incesto uninvenzione di Wagner, una caricatura della leggenda , non tuttavia capace di trarre da questa
osservazione nessuna conseguenza. Marx rivolge a Wagner la sua critica distruttiva partendo proprio da questo
punto. Si era mai sentito che il fratello abbracciasse da
sposo la sorella?. A questi dei lussuriosi di Wagner
che, del tutto in linea con lo stile moderno, rendono pi
piccante il loro commercio amoroso mescolandovi un
tantino di incesto, Marx risponde: Nellet delle origini
la sorella era la moglie e ci era morale 42. Qui il vuoto
idealisticodecadentedi Wagner, tanto del suo periodo rivoluzionario quanto di quello reazionario viene criticato
dal punto centrale: Wagner non ha nessunidea dei reali
rapporti sociali con i quali allinizio si scontra e di cui pi
tardi fa lapologia. Egli ha sempre come punto di partenza
40.
41.
42.
Familie,

180

Nietzsche, Der Fall Wagner, cit., pp. 188-90 (trad. it. cit., pp. 12-4).
Ivi, p. 188 (trad. it. cit., p. 13).
Da una lettera della primavera del 1882 citata in Engels, Ursprung der
Roma 1963, p. 65).
p. 19 (trad. it. Lorigine deI/afamiglia,

gli immediati bisogni sentimentali della borghesia contemporanea, li mitologizza affermandoli o negandoli
a principi atemporali, eterni e con tale mitologizzazione si tira indietro davanti a una reale comprensione
del passato, a una reale critica del presente. Essendo egli
legato a filo doppio con limmediata esteriorit dellideologia borghese, tale immediatezza sensibile allepoca
dellonda rivoluzionaria si colora di socialismo, e questo socialismo assume naturalmente un carattere puramente romantico; col placarsi dellonda rivoluzionaria,
questi stessi contenuti possono facilmente rovesciarsi in
elementi apologetici. Le componenti rivoluzionarie
vengono piegate e inserite nella nuova Weltanschauung in
maniera cos organica che stato possibile dimenticarle
quasi completamente e senza pregiudicare la continuit
dellinuenza di Wagner sulla borghesia reazionaria (fino
allodierno fascismo tedesco).
Solo il bizzarro epigono del socialismo romantico
Bernard Shaw riesum lanticapitalismo del Nibelun
genringes (Il perfetto wagneriano). C in Wagner una
continuit di sviluppo, malgrado il cambiamento sul
fronte delle classi. Feuerbach e Schopenhauer segnano i
due poli ideologici di questo periodo e non solo per
Wagner.
Questo accoppiamento appare a prima vista paradossale e tale deve anche sembrare. Non c dubbio che
persino

questa

connessione

tra Feuerbach

e Schopen-

hauer possibile stabilirla solo sulla base degli aspetti deboli di Feuerbach, della sua incoerenza nella pratica materialistica. Tuttavia, abbiamo gi avuto modo di affermare che anche tale incoerenza si fonda sullessenza stessa di Feuerbach; non si tratta per di una debolezza personale bensi di un suo limite di classe: limpossibilit oggettiva, a quel livello del dispiegamento della lotta di classe e in un momento in cui si pongono concretamente i
problemi del passaggio dalla rivoluzione borghese a quel
la proletaria, di consolidare sul piano storicoeconomico181

sociale il punto di vista rivoluzionario-borghese che


comunque non va oltre la rivoluzione borghese in maniera tale che questo consolidamento si accordi con la
concezione materialistica generale; in altre parole, limpossibilit di trovare il punto di passaggio dal vecchio
materialismo meccanicistico al materialismo dialettico.
Abbiamo visto che questo dilemma interno alla situazione di classe di allora, per quanto riguarda il modo di considerare la storia, produsse negli ideologi borghesi, sul
piano ideologico e metodologico, il dilemma tra volgarizzazione apologetica e mitologia e che neanche Feuerbach
pot restare indenne dalle conseguenze di questo dilemma. Fu il suo istinto dal punto di vista di classe e perci
anche da quello filosoco giusto a indurlo a spostare il
peso maggiore della sua attivit filosofica al di fuori
dell'ambito della storia. Ma in questo modo egli pot sal
vare il materialismo soltanto per s, per la sua propria losoa, e anche solo parzialmente. Su di lui e nei suoi seguaci pi vicini le conseguenze di questa situazione oggettiva dovevano agire rapidamente.
Il caso di Herwegh fedele seguace di Feuerbach, la
cui fedelt fu riconosciuta dallo stesso maestro e che fu
contemporaneamente sostenitore di Schopenhauer
perci tipico proprio per la sua stranezza. Tipico in primo
luogo perch Herwegh non aveva la minima consapevolezza di allontanarsi da Feuerbach sostenendo la contrapposta filosoa di Schopenhauer. E ci a ragione, in quanto gi molto prima di questo episodio nelle sue poesie si
trovano stati d'animo, idee, esperienze che partono si da
Feuerbach e per anche sea quellepoca Herwegh sicuramente non conoscenza Schopenhauer richiamano
fortemente la filosofia schopenhaueriana. Come esempio
riporto parti del sonetto XVIII ; ho scelto di proposito
questo esempio perch A. Lewy, studioso di Feuerbach, e
43. Gedichte eines Lebendigen,

182

I parte, 1841.

altri scorgono proprio in questa poesia una prova dellinuenza di Feuerbach su Herwegh. In effetti, il sonetto
parte dalla negazione feuerbachiana dellimmortalit
dellanima, ma sviluppa questa idea nel modo seguente:
Wir sind nur Kinder, die mit Wiederstreben
Gleich Tropfen von der Meer sich losgemacht,
Und die vom Tode werden heimgebracht
Und liebend an das All zurckgegeben.
Vernichtung dunkt Euch eine herbe Pille?
Doch- heischt das Element nicht diesen Zoll,
Das Sterben wirde unser eigener Wille.
Das Sterben macht das Leben ganz und voll;
Erst sei das Herz in unserem Busen stille,
Wenns in der Brust der Menschheit schlagen soll

La poesia si chiude dunque con la polemica feuerbachiana a noi gi nota contro legoismo. Ma la via che conduce a questo trasforma la lotta lucidamente materialistica contro limmortalit in un atteggiamento mistico
fondato sullannullamenche richiama Schopenhauer
to del singolo nel tutto, sullaspirazione a questo annullamento, a questa dissoluzione; e ci richiama da lontano il
Nirwana di Schopenhauer. Lo ripetiamo: si tratta qui
solo di un esempio. E lesempio deve chiarire proprio la
circostanza che linuenza esercitata da Schopenhauer
verso la met degli anni 50 non significava affatto che la
44)

Noi siamo solo ragazzi che simili a gocce

con riluttanza sono stati strappati dal mare,


che dalla morte vengono ricondotti a casa
e che volentieri vengono restituiti al tutto.

Distruzione vi sembraunaspra pillola?


Per anche se la natura non esigesse questo tributo

la morte diventerebbela nostra propria volont.


La morte rende la vita piena e completa;
possa il cuore arrestarsi prima nel nostro seno,
se deve battere nel cuore dellumanit.

183

sua filosofia avesse raggiunto una validit definitiva, ma


derivava piuttosto semplicemente dal fatto che essa raccoglieva tuttuna serie di tendenze molto staccate tra
loro, eclettiche, contraddittorie, anche se esteriormente
apparivano come un sistema unitario le quali in
maggioranza corrispondevano allo stato danimo postri-

voluzionario di una parte della borghesia tedesca.

In queste tendenze il pessimismo di Schopenhauer. ha


avuto certamente un ruolo non trascurabile, ma di sicuro
non quello decisivo come sostiene Mehring 45. Ottimismo e pessimismo sono in generale slogans puramente
formali dietro i quali si nasconde sul piano ideologico una
fuga dai problemi reali della situazione storicosociale. Il
pessimismo come orientamento ideologico e veramente
una notte in cui tutte le vacche sono nere. Voltaire nel
Candide conduce una lotta satirica violentissima contro
lottimismo per usare un termine di Schopenhauer
iniquo (perch apologetico) di Leibniz-Pope e per nella sua concezione fondamentale non fu mai un pessimista; la melanconica poesia Lenaus che esprime uno stato
danimo pessimistico, si chiude con le potenti e bellicose
strofe dellAlbigese, ecc. Il pessimismo di Schopenhauer doveva avere dunque degli aspetti del tutto particolari per diventare proprio in questo periodo una concezio
ne dominante, e bisogna rilevare che quanto pi si estendono i suoi effetti tanto meno il pessimismo conseguente diventa determinante. Dietro le parole dordine
del pessimismo vi sono tra gli altri i seguenti importanti
motivi di pensiero: in primo luogo, un idealismo soggettivo (affinit con Berkeley nella teoria della conoscenza)
che per si differenzia nettamente dalla corrente libera]
progressista del kantismo vero e proprio (si pensi tanto a
Fries, quanto a Jacobi e anche a F.A. Lange) soprattutto
nel fatto che rifiuta lapplicazione del Sollen kantiano alla
45. F. Mehring,

184

Werke, VI, p. 163 sgg.

societ e alla storia, e con ci cancella dalla filosofia kantiana gli ultimi residui dellideologia rivoluzionarieborghese, gli echi del diritto naturale rivoluzionario. In
secondo luogo, questo idealismo soggettivo e altrettanto
agnostico di quello kantiano, per con la differenza, qui
proprio essenziale, che lagnosticismo non lascia spazio a
una religione in generale, a una religione astratta, ma da
un lato lega linconoscibilit della realt oggettiva a una
determinata mitologia, dallaltro, per, questa mitologia
implica il rifiuto del cristianesimo e altra differenza
si atteggia ad atea e si presenta con la pretesa di aver tratto le dovute conseguenze filosofiche dai fatti empirici della scienza naturale. In terzo luogo, viene negata nella maniera pi decisa ogni evoluzione storica e si sostiene che
esiste unessenza uguale per tutti i tempi al di l di ogni
sviluppo. Ci si esprime nella forma pi macroscopica nel
cambiamento che subisce la vecchia forma borghese di
concepire i rapporti tra individuo e societ, che in Hegel
assume la formulazione di astuzia della ragione. La
forma mistificata nella quale sono per riprodotti nessi
sociali reali, anche se non completamente riconosciuti e
deformati in senso idealistico, viene conservata e il suo
contenuto trasformato in una mistica sessuale: la relazione io-genere, amore-procreazione appare dora in poi come la forma fondamentale dellesserci delluomo. Quarto, compare una gnoseologia (unetica, una filosofia della
religione, ecc.) che aristocratica, cio che consente laccesso alle verit ultime e permette di innalzarsi al di sopra dellapparenza illusoria della realt empirica solo a
pochi eletti; la massa a priori incapace di comprendere veramente il mondo, di seguire la filosofia. Questa presa di posizione gnoseologica offre una base comune ai pi
diversi orientamenti per la lotta ideologica contro il liberalismo borghese. Ma si tratta sempre - qualunque sia
di una lotta di destra
anche latteggiamento soggettivo
o, quanto meno, di una lotta nella quale si fondono fortemente tendenze di destra. Infatti, evidente che se la base
185

economica del capitalismo non viene criticata, oppure


viene criticata in maniera insufciente, la critica
dellideologia liberale procede necessariamente almeno
a tratti in parallelo con la critica di destra (si pensi ai
veri socialisti gi menzionati o al toricartismo di
Lassalle. Nei seguaci di Schopenhauer o in tendenze simili
questa critica si trasforma in una critica di destra). Quinto, il contenuto di questultima sapienza e la rinuncia,
la rassegnazione, il distacco dallillusoria
apparenza
dellesteriorit e anche dalle forze motrici che stanno in
agguato dietro di essa (in Schopenhauer la volont): linnalzamento a quel livello di conoscenza in cui diventano
evidenti contemporaneamente la sovrastoricit e l'assurdit di queste forze e dell'apparenza da esse prodotta. E
questo conduce necessariamente di nuovo a una critica di
destra del liberalismo e, in particolare, della sua mitolo
gia del progresso).
Questa sintesi molto sommaria dei motivi di
pensiero fondamentali del pensiero di Schopenhauer mostra tanto il suo collegamento coi pi recenti orientamenti
losoci, quanto quei momenti che spiegano il suo pieno
successo nel periodo postrivoluzionario. Si tratta della filosofia per una borghesia che non vuole che siano scosse
le basi economico-sociali del suo stato sociale, sebbene
o proprio perch essaavverta gi la precariet di molte
di queste basi; nel contempo e questo un fatto specifico della Germania di allora la filosofia per una borghesia che, nonostante il sempre crescente peso economico, rinuncia a ogni lotta per il potere politico. Finch dur questa lotta, dovevano necessariamente prevalere la filosofia di Hegel e gli orientamenti che ne scaturivano. So
lo questa situazione port a riconoscere il genio di
Schopenhauer. Lidea del progresso storico che era cos
significativa per il periodo rivoluzionario cosiddetto
astorico dello sviluppo borghese (compreso Hegel),
ora scompare. L'attuale stadio viene dedotto immediatamente da una mistificata conoscenza della natura.
186

Qui presente dunque una terza via per tentare di risolvere il dilemma indicato prima tra apologetica e mitologia
del progresso. La tendenza fondamentale anche qui
lapologia, questa intraprende per una via complicata: i
mali della vita, la problematica che li riguarda non devo
no essere negati o semplicemente dichiarati inessenziali
come nella comune apologetica. La loro esistenza e anche
la loro inevitabilit come dati di fatto vengono anzi ammesse incondizionatamente, perfino poste nettamente in
primo piano. Ci che viene negato semplicemente
e qui compare lapologetico il fatto che tutti questi mali abbiano in un modo o nellaltro un qualche nesso col sistema capitalistico. Essi, in quanto conseguenze inevitabili della volont di vita vengono mistificati a fondamenti immodificabili di ogni vita, di ogni esistenza.
dunque una losoa che rinuncia allabbellimento apologetico perch accetta anche senza coloriture il capitalismo, e per di pi il capitalismo tedesco del periodo reazionario. Non c perci nei confronti di questa filosofia opposizione pi dura del consenso coraggioso, rivoluzionario, talvolta cinico allo sviluppo capitalistico da parte
delleconomia e della filosoa rivoluzionaria della classe
borghese in ascesa. Queste segnano unavanzata in direzione della conoscenza della societ e della storia senza lasciarsi trattenere sulla strada della conoscenza (e della
prassi) dal riconoscimento che essa terribile. La constatazione dellesistenza della sofferenza e del male, che di
solito gli apologeti nascondono, mistificata a condizione
eterna, diventa qui veicolo dellapologia, cio ostacolo
alla conoscenza della reale struttura della societ, delle
forze motrici della storia. Cos la filosofia di Schopenhauer diventa unaltezzosa rassegnazione di fronte a
qualsiasi intervento negli avvenimenti sociali e politici,
unarrogante sottomissione spirituale ed estetica alla
reazione dominante.
evidente che questa losoa non era n nuova n
originale. Eduard von Hartmann ha gi riconosciuto chia187

tamente che i motivi essenziali di essavanno ricercati nel


la filosoa di Schelling. Ci che tuttavia a lui in quanto pensatore minore e prigioniero degli stessi limiti non
era dato di riconoscere era proprio il fatto che gi allepoca in cui sorse la filosofia di Schopenhauer si trattava
dellespressione ideologica, del servizio ideologico delle
stesse tendenze sociali, semplicemente ancora non sviluppate come nel periodo successivo al 1848. Nel periodo
successivo alla caduta di Napoleone la borghesia tedesca
non aveva ancora rinunciato in questa forma al potere
politico. In parte, essa conduceva nelle direzioni pi
diverse anche una battaglia ideologica per il potere po
litico e per il momento, fino agli anni 40, non glielo impediva il sentimento di avere alle spalle il proletariato. In
parte, si legava apertamente perci nei contenuti ideologici, nel riconoscimento del cristianesimo, ecc. alla
monarchia assoluta, alla reazione. La borghesia era dunque in parte troppo progressista, in parte troppo arretrata
e troppo poco indipendente per accettare questo sistema
come espressione delle proprie tendenze di sviluppo. Questo accadde solo dopo il 48. E allora certamente in maniera molto pi decisa, a dire il vero per solo in una parte
della borghesia e della intellighenzia borghese. Ma per lo
sviluppo della Germania importante e caratteristico che
proprio nel periodo di maggiore slancio economico, di
impetuosa crescita delle forze produttive, di trasformazione in un paese capitalistico altamente sviluppate, non
predominasse, come in Inghilterra e in Francia, la tipica
ideologia borghese dello sviluppo economico (rivoluzionaria o semplicemente progressista che fosse), ma questa
branca secondaria, decadente. Naturalmente, questo tipo
di sviluppo ha analogie anche in Inghilterra e in Francia.
Ma con la grande differenza che, sebbene in Inghilterra e
.
in Francia lo sviluppo economico e politico del capitalismo si sia realizzato molto prima che in Germania e sebbene dunque per molto tempo qui il processo di sviluppo
si sia mantenuto a un livello molto inferiore, tuttavia lin188

fluenza internazionale di Schopenhauer l ha cominciato


ad esercitarsi molto pi tardi che nella stessa Germania. Il
motivo della differenza va ricercato proprio nello sviluppo ineguale cui la Germania nel periodo a cavallo tra il
XVIII e il XIX secolo doveva il suo ruolo guida nella formazione della dialettica idealistica e, verso la met
del secolo XIX,
la nascita dei fondamenti teorici
dellideologia proletaria. Poich a tutta la borghesia negli
anni 50 era consentita solo la scelta tra forme diverse di
consenso apologetico al capitalismo, di compromesso
ideologico con lo sviluppo della monarchia assolutista
verso la sua forma bonapartistica, non sorprende che gli
strati pi evoluti dal punto di vista spirituale (e artistico)
della borghesia e dellintellighenzia borghese facessero
propria questa forma che secondo loro salvava lapparenza, lillusione di unautonomia spirituale, di un andare
controcorrente di fronte al generale vuoto culturale che
andava diffondendosi, ma che non metteva in conitto
n col potere politico della monarchia, n col crescente
potere economico della borghesia.
tuttavia importante rilevare a questo punto come
neanche il movimento operaio tedesco, che certo assurse
a movimento di massa solo negli anni 60, nelle sfere dirigenti resti indenne dagli effetti di questa ideologia. Ci riferiamo in primo luogo alla sua ala lassalliana. Mentre gli
eisenacheriani cercavano di liberarsi solo faticosamente e
molto lentamente dalla generale (cio borghese) ideologia democratica, restando a lungo impigliati in illusioni
e in pregiudizi democratico-volgari; mentre a margine del
movimento operaio risorgeva unideologia neokantiana-progressista (F .A. Lange), il movimento lassalliano
si presentava come unarena delle ideologie pi diverse,
compresa quella di Schopenhauer (rinvio, oltre che a
Herwegh, anche al successore di Lassalle, Schweitzer).
Con ci, appare nella maniera pi chiara che il pessimi
smo di Schopenhauer non fu assolutamente lunico presupposto, n semplicemente quello decisivo della sua in
189

fluenza. In Herwegh il pessimismo ha ancora un ruolo relativamente pi importante. In lui per sorto naturalmente e ha acquistato una nuance particolare che lo differenzia fortemente da quello di Schopenhauer. Abbiamo
gi toccato questo problema quando abbiamo fatto cenno alla frazione WilligSchapper allinterno della Lega
dei comunisti; si tratta qui della cosiddetta impazienza
rivoluzionaria, del cosiddetto radicalismo dei dirigenti operai il cui collegamento col movimento operaio stesso
si era per motivi interni 0 esterni allentato e che in
ogni caso non hanno la minima idea dei fondamenti economici e delle forze motrici del movimento, impazienza che, essendo fondata su aspirazioni soggettive e non
sulla conoscenza della situazione oggettiva, da unattivit
avventurosa e da costruzioni avveniristiche si rovescia
molto facilmente in un pessimismo inerte. Tale stato anche il caso di Herwegh. Il suo modo di agire (udienza
presso Federico Guglielmo IV, episodio del corpo dei volontari) che non fu mai corretto da autoriflessione o da
autocritica, nel periodo di emigrazione si sviluppato no a diventare un radicalismo passivo, pessimistico.
Egli perci rimase fino alla fine della sua vita fedele
allidea della rivoluzione proletaria, un oppositore implacabile dello sviluppo tedesco e, di fronte ai successidi tale
sviluppo, ideologicamente non capitolo mai, come fecero
tanti quarantottisti, n fece mai le bench minime concessioni teoriche (come fece Freiligrath, contrariamente alle
colorite interpretazioni di Mehring 45). Ma questa fedelt
riguardava solo lidea di rivoluzione e solo lidea astratta
di essae dunque sul piano letterario e pratico rest sterile.
Singole poesie molto belle (come per es. Achtzehnte
Mrz) possono cambiare questo quadro generale tanto
poco quanto il fatto che egli si rifiut di seguire politicamente Schweitzer quando questi pass sciaguratamente
46. Ivi, I, p. 346.

190

dalla parte di Bismarck. Ciononostante, egli continu a


far parte di quella Coblenza della rivoluzione europea
che Marx ha pi volte violentemente criticato. Questo
modo di essere emigrante di Herwegh determina il suo
sviluppo successivo e lo condanna alla sterilit. La commistione di avventurismo e rassegnazione, di radicalismo
e pessimismo gli imped di avere un reale sviluppo sia sul
piano pratico-politico che su quello poetico. N la filosoa d Feuerbach in questa crisi del suo ingegno di cui
egli fu quasi sempre inconsapevole poteva offrirgli un
qualche sostegno o fornirgli un orientamento. Essa lo
spinse ad occuparsi sin dallesilio parigino di scienze na
turali, ma si tratt di un fatto episodico che non mut in
niente la sua linea di sviluppo. Sin dalla sparizione di Bakunin egli vide in Richard Wagner (1851) dopo Feuerbach
il rivoluzionario pi autentico (lettera a Feuerbach) ecc. E
anche quando Wagner pass apertamente al campo av
versario, lentusiasmo artistico di Herwegh per lui non
diminu. Se le sue poesie su Wagner contengono anche ce
lio, questo diretto contro i gretti sostenitori reazionari
di Wagner, contro il pubblico incapace di comprendere e
non contro Wagner che tradisce la rivoluzione e saluta
con entusiasmo un tale mecenatismo della reazione. Cosi
questo grande ingegno della poesia rivoluzionaria tedesca
nisce in un eclettismo foscamente romantico, in cui solo
per la sua passivit e incapacit non emerge quellavventurismo che contraddistingue un altro noto seguace di
Schopenhauer allinterno del movimento operaio tedesco, Schweitzer.
6. Ancora sullateismo religioso
Questo avventurismo non altro che lillusione gonfiata
dellautonomia, dellautosufficienza, che sorge in quella
parte dellintellighenzia borghese che crede di essersi
emancipata ideologicamente dalla grande corrente di

classe attraverso una critica esagerata fino a diventare


191

metafisica, ma puramente ideologica, degli orientamenti


di pensiero dominanti allinterno della classe. Abbiamo
visto che questa emancipazione rispetto alla classe
e deve essere illusoria. Infatti senza una critica radicale
dei fondamenti economici della borghesia, se non viene
riconosciuta la natura transitoria del suo dominio e delle
sue basi economiche, che fa del proletariato il becchino
del capitalismo, unemancipazione reale, non illusoria
dalla borghesia, e dunque una reale indipendenza di pensiero dallideologia borghese, oggettivamente impossibile. Lo pseudoradicalismo di pensatori come Schopenhauer perci costretto sempre a portare la maschera di

un eroismo: di un eroismo di fronte alle potenze spirituali


dominanti dellepoca (Schopenhauer contro Fichte, He
gel. ecc.) e, inoltre, di un eroismo di fronte a quelle potenze da loro stessi mitologizzate del mondo esterno,
della natura, dietro le quali questi pensatori mistificano,
dopo averle stravolte, le forze motrici della societ che
non sono riusciti a individuare. Un programma di azione
fondato su una tale Weltanschauung non pu non ricadere nellavventurismo, che assume un certo significato sociale soprattutto per la complicata ed elevata apologetica che abbiamo analizzato prima. Gli effetti di questa si
accrescono maggiormente da un lato per il fatto che partendo da esso possibile senza avere la minima idea
delle cause reali anticipare certe correnti ideologiche
che acquistano significato, o che almeno diventano importanti, solo pi tardi e apparire cosi un profeta, un
genio. Dallaltro, perch in una tale concezione i semplici destini privati dei cittadini (innanzitutto la vita
eroticosessuale) assumono un significato esagerato,
sproporzionato, mitologico ". Con ci lapologetica arriva al suo culmine. Infatti, la lotta sin dallinizio ap47. Si pensi a Richard Wagner, ma anche a Hebbel che signicativamente nella maturit si avvicin anche lui a Schopenhauer.

192

parente contro lepoca (cioe contro la societ) si rivolge ora completamente verso linterno: leroismo divenuto qualcosa di puramente soggettivo, un comportamen
to eroico che viene giudicato in base a criteri soggettivi
indipendentemente dal contenuto dellattivit. Naturalmente tali criteri nel corso dello sviluppo sociale mutano,
lascesi e la compassione di Schopenhauer divengono per
es. in Nietzsche la volont di potenza, ma il carattere fon-

damentale resta immutato: soggettivismo agnostico, in


particolare in relazione alla conoscenza della societ, che
si polarizza in necessit fatalistica e arbitrio eroico. ci
che sul piano dellazione significa pi o meno che nella
realt storica senza senso e senza leggi (o nella natura concepita in maniera necessariamente fatalistica. di
cui la storia costituisce una parte non indipendente) diviene possibile un agire empirico, improntato a realismo
politico sulla base di unintuizione geniale .
questa una filosofia dellavventurismo e non un
caso che lavventuriero pi dotato del movimento operaio tedesco, Schweitzer, ne fosse stato attratto. Essa accresce ancora la sua inuenza e si concretizza dal punto di vista di classe per il suo orientamento anticapitalistico, di critica della cultura: scendendo in campo su
un piano di critica culturale contro la corrente predominante della borghesia, il liberalismo, essadiventa sostenitrice volontaria della monarchia bonapartistica (e successivamente di quella imperialistica) e acquista la funzio-

ne di frenare gli elementipi dotati e perci scontentidella borghesia. di farne addirittura degli antesignani del
conservatorismo antidemocratico. E la teoria del culto
del genio e della Realpolitik che nasce su questa base
d un fondamento nuovo e pi profondo alla teoria
48. caratteristico che anche lhegeliano ortodosso
un tale concetto di azione (cfr. i saggi di Lassalle).

Lassalle pervenga a

193

della storia volgar-conservatrice (gli uomini fanno la storia) e contribuisce a falsificare la storia del passato rivoluzionario della borghesia secondo le esigenze attuali 49.
Tutto questo ci riporta alla questione dellateismo
religioso. Anche qui si tratta di reinterpretare e manipolare le tradizioni rivoluzionarie della borghesia in maniera
tale che essepossano essereutilizzabili come elementi costitutivi dellepoca della decadenza. Anche in questo caso
la corrente ideologica che abbiamo preso in considerazione fatto certo molto signicativo particolarmente per
la Germania una corrente secondaria. Infatti, mentre
strati sempre pi vasti della borghesia sotto la spinta
dellacutizzarsi della lotta di classeliquidano apertamente
anche in questo campo tutte le vecchie tradizioni e ritornano alla vecchia religiosit, per larghi strati della borghesia per la religione nella forma tradizionale resta
ideologicamente intollerabile.
Sotto questo aspetto,
lateismo religioso assume un significato simile a quello
che a grandi linee abbiamo descritto sopra: dietro lapparenza di una lotta straordinariamente aspra contro le singole religioni, soprattutto contro il cristianesimo, viene
conservata la religione, la religione in generale. Certo, in
una forma che diventa sempre pi povera di contenuti,
sempre pi generale. Lateismo di Schopenhauer si richiama ancora molto fortemente ai contenuti della religione
indiana, in primo luogo al buddismo (Nirvana, metempsicosi), lateismo di Nietzsche e gi in misura molto maggiore religione in generale. religione pura e semplice, religione senza Dio (Ritorno delluguale come forma mitologica della necessit unilaterale, meccanico-fatalistica).
49. In questambito signicativa, oltre alla diffamazione del 1789 e del
1848, in particolare la rappresentazione falsificante del Rinascimento. Per
Fichte e il giovane Hegel, Machiavelli era ancora il teorico dellunificazione e
della liberazione nazionale, per Schweitzer rappresentava gi il teorico della
geniale Realpolilik; con Jacob. Burckardt e Nietzsche si ha la completa misticazione eroica del Rinascimento.

194

La lotta contro il cristianesimo si fa pi acuta (richiamo


ai francesi del XVIII secolo e, significativamente, in particolare a Voltaire nel periodo dellumano troppo umano), nel contempo cresce per anche la corrente relativistica; Schopenhauer ritiene ancora del tutto priva di senso la rappresentazione di un Dio personale, per Nietzsche
Dio morto solo ora, nel presente: (Zarathustra); dunque

egli era ma ora non pi. E da qui la via dellagnosticismo mistico-relativistico procede verso le diverse correnti
dellepoca imperialistica.
Con ci per Nietzsche trasforma lassoluta astoricit schopenhaueriana in una teoria della storia agnostica,
mistica, idealistica. E questa trasformazione per il nostro
problema perci importante perch vi si fa ricorso
allantropologismo. Sulla questione fino a che punto in
Nietzsche abbia avuto un ruolo uninfluenza diretta di
Feuerbach finora si indagato poco. Rawidowicz cita
una serie di affermazioni 5; egli rileva in particolare laf
nit del concetto di Dio, in quanto sinonimo del genere
umano. Non c dubbio che nellinfluenza di Feuerbach
su Nietzsche siano presenti tuttuna serie di mediazioni (si
pensi a Overbeck, a Burckardt in cui Mautner 5 scorge
tracce che rinviano a Feuerbach da me non verificate ,
a Keller, ecc.); certo che Nietzsche quando scesein campo contro la conversione di Richard Wagner al cristianesimo difese proprio il periodo feuerbachiano del giovane
Wagner contro il suo presente cristiano 52. Antropologismo su base idealistica: questa la tendenza principale
dellateismo religioso di Nietzsche. Fino a che punto si
possa dimostrare in maniera filologicamente incontestabile che qui il punto di partenza di Nietzsche sia
50. S. Rawidowicz, L. Feuerbachs Philosophie. Ursprung und Schicksal,
p. 339 sgg., ma gi prima Mautner, Geschichte des Atheismus, IV, p. 188.
51. Mautner, op. cit., pp. 345-6.
52. Nietzsche contra Wagner, Taschenausgabe, Xl, p. 245. (trad. it. G.
Colli e M. Montinari, Nietzsche contra Wagner cit., pp. 143-4).

195

Feuerbach una questione secondaria. Infatti, abbiamo


visto che Feuerbach ha cos fortemente inuenzato tutto
il movimento ideologico degli anni quarantacinquanta
che era molto facile appropriarsi di elementi teorici feuer
bachiani anche per via indiretta. In secondo luogo, abbiamo potuto osservare che gi in Gottfried Kellerera presente una tendenza a espungere dalla costruzione teorica
feuerbachiana dapprima il materialismo militante e poi il
materialismo in generale e a utilizzare lantropologismo
privato del fondamento materialistico (e perci divenuto
idealisticoagnostico). In terzo luogo, lanalisi dello sviluppo giovanile di Richard Wagner ci ha dimostrato che
oggettivamente impossibile, quando si tratti di uno sviluppo idealistico che abbia avuto come suo punto di partenza Feuerbach, separare nettamente linflusso di
questultimo da quello dei giovani hegeliani radicali. Sein
Wagner si trattava del vero socialismo per Nietzsche si
deve tener conto innanzitutto di Bruno Bauer 53.
La Filosoa dellautocoscienza di Bruno Bauer
certamente, come rileva acutamente Marx 54,unapplicazione e una prosecuzione della posizione hegeliana
espressadal punto di vista di Fichte, dunque idealisticosoggettivo e Marx ha pienamente ragione a contrapporre
53. Questo accenno alla relazione esistentetra Bauer e Nietzschelo devo

al mio amico Lifschitz.

Sul problema si indagato ancora poco. ln Ecce homo

Nietzscheafferma che Bauer stato uno dei suoi pi attenti lettori sin dal suo

libro su Strauss; lo stesso afferma nella lettera a Taine e a Brandes. Peter Cast,
uno degli allievi di Nietzsche a lui pi vicini, dopo la morte di Bauer si rec a
Rixdorf per vedere dove e come egli era vissuto (Barnzkol, Das enldeckle Christentum im Varma/z, Jena 1924, p. 68) ecc. Il fatto che Nietzsche e Gast scorgano nelle posizioni ideologiche di Bauer linfluenza di Nietzsche da parte loro comprensibile, ma oggettivamente ha un significato solo in quanto conferma le afnit esistenti. La questione tuttavia merita di essere esaminata e in
questambito dovrebbe essere in pari tempo esaminato il rapporto tra lamico
di Nietzsche, lo storico Overbeck, e Bauer e Feuerbach. Treltsch per es. accenna ripetutamente allinfluenza di Feuerbach su Overbeck.
54. K. Marx, Werke, cit., III. p. 316 sgg. (trad. it. in K. Marx, F. Engels,
Opere complete, cit., IV, p. 94).

196

ad essa il materialismo di Feuerbach. Questo idealismo


soggettivo e per nel contempo filtrato dalla filosofia
feuerbachiana o almeno stato da essa toccato, anche se
non era stato compreso il suo fondamento materialistico.
Da questo consegue innanzitutto che il punto di vista antropologico, che gi in Hegel era molto accentuato soprattutto nella Fenomenologia dello spirito, domina, certo con deformazioni idealisticosoggettive, nella Filosofia
dellautocoscienza. In F.A. Lange lignoranza di questi
importanti nessi e lincomprensione di Hegel e di Feuer
feuerbachiano
bach sono tali che nellantropologismo
egli arriva a scorgere una semplice eredit di Hegel e il
momento che separa Feuerbach dal materialismo 55.Elementi antropologici sono presenti anche nei vecchi materialist, soprattutto per quel che riguarda la critica della
religione. Ma il principio antropologico, come afferma
Lenin nella citazione che abbiamo riportato, una descri
zione imprecisa e debole del materialismo. Il suo significato legato dunque al tipo di filosofia nella quale agisce,
se una idealistica o una materialistica, e al ruolo che spetta ad esso in tale filosofia. La forte accentuazione del
principio antropologico in Feuerbach legata senza dubbio alle debolezze generali del suo materialismo. Poiche'
egli era molto meno disposto dei vecchi materialisti a
chiarire criticamente i problemi economicosociali esistenti
proprio in un periodo in cui erano gi allordine
del giorno anche i problemi della rivoluzione proletaria e
del socialismo anche il principio antropologico, in connessione con la sua teoria dellIo e del Tu, con leccessivo
rilievo dato allamore e alla sua relazione con legoismo e col comunismo, doveva diventare esageratamente astratto. La critica ampia, definitiva e creativa-

mente costruttiva dellantropologismo di Feuerbach


contenuta nel primo capitolo dellIdeo/ogia
55. F.A. Lange, Geschichte des Materialismus,

tedesca di

Bokum, 11, p. 104.

197

Marx e Engels 56:la concretizzazione critica delluomo


astratto di Feuerbach nelluomo concreto della produzione e della lotta di classe. Qui, dunque nel punto pi debole del pensiero feuerbachiano, presente una relazione
con Bauer. Per con la differenza centrale, direi decisiva,
che questo materialismo inconseguente di Feuerbach in
Bauer si trasforma immediatamente in un idealismo soggettivo conseguente. Conseguente perch il fortissimo
inasprimento delle lotte di classe negli anni 40, lalto livello teoretico degli ideologi-guida permettevano una soluzione eclettica meno che nei periodi successivi, quando
il collegamento ideologico con la filosofia classica era gi
stato spezzato. Bauer dunque, trasformando il materialismo fino a farlo diventare idealismo, trasforma in maniera del tutto conseguente luomo di Feuerbach in autocoscienza, la teoria feuerbachiana della conoscenza originariamente democratica in un aristocraticismo dello
spirito 57.Laristocraticismo di Bauer tale che ai suoi
occhi la massa non solo incapace di unesatta conoscenza, ma tutte le grandi azioni della storia passata so
no state fin dallinizio azioni mancate e prive di effettivo
successo perch la massa si interessata ed entusiasmata
per esse; cio, essehanno dovuto di necessit avere un esito miserevole perche lidea di cui in essesi trattava era tale che doveva di necessit accontentarsi di una concezione
superficiale e quindi doveva di necessit contare anche sul
plauso della massa . Si tratta qui di unaccentuazione
signicativa del culto del genio nella teoria della conoscenza a noi gi noto: sul piano filosofico infatti il disprezzo della reale processualit storica e delle sue reali
forze motrici da una negazione assoluta e astratta della
56. K. Marx, F. Engels, Werke, cit., V (trad. it. in Opere complete,
cit., V).
57. Secondo la terminologia di Bauer di allora, della critica; cfr. la critica di Marx, in Werke, cit., 111,p. 249 sgg. (trad. it., K. Marx, F. Engels, Opere complete, cit., IV, p. 86 sgg.).
58. Ivi, p. 252 (trad. it., p. 89).

198

storia (Schopenhauer) viene trasformato in un aristocratico mito della storia 5; sul piano politico vengono alla luce gi molto chiaramente di fronte alla monarchia bonapartistica quelle tendenze ideologiche che la sostenevano
attivamente, la prosecuzione e la concretizzazione delle
quali fecero di Nietzsche il pensatore guida del periodo
imperialistico in Germania. Negli anni 40 Bauer condusse da precursore geniale una lotta molto isolata e
disperata e neanche il rafforzamento della reazione, il
passaggio di Bismarck al bonapartismo, poterono dar vigore alla sua losoa. Essa era ancora troppo fortemente
legata al periodo classico: lateismo di Bauer malgrado
il capovolgimento idealistico era collegato ancora
troppo fortemente a quello dei vecchi materialisti, la sua
critica del cristianesimo pur nei suoi limiti mirava
troppo bene allessenza della questione, alla genesi del
cristianesimo dallantichit (certo solo dallantica ideologia) perch il periodo bismarckiano potesse trovare in lui
il suo filosofo.
Solo quando Nietzsche trasform chiaramente e
concretamente laristocraticismo gnoseologico di Bauer
in una teoria della conoscenza tesa a mantenere loppressione, lo sfruttamento, il superomismo imperialistico;
solo quando lateismo divenuto un eroico dolore per
la morte di Dio, quando la negazione di Dio divenuta
intolleranza di un Dio sugli uomini e lantropologismo
idealistico divenuto una concezione che considera
luomo come misura di tutte le cose; solo quando la critica del cristianesimo si trasformata in critica della religione per gli oppressi, in critica del Ressentiment, che
59) In questo contesto del tutto indifferente se Bauer abbia conosciuto
Schopenhauer. Infatti qui si tratta di una fase oggettivamente necessaria dello
sviluppo dellideologia tedesca. Schopenhauer si ricollega allo Schelling intermedio e (polemicamente) a Hegel, Bauer a Hegel (chtizzato) e (polemicamente) a
Feuerbach. Fino a questo punto presente una prosecuzione del problema.

199

riconosce il cristianesimo come religione di coloro che


sono inferiori (la massa di Bauer), ma per negare ad essa
il diritto di influenzare e giudicare le azioni di coloro che
stanno in alto (le due morali: buono e cattivo bene e
male), per trasformare cosi la critica del cristianesimo in
unarma ideologica contro la lotta di liberazione della
classe operaia (<<Ressentimentin Sombart, Max Weber,
ecc.); solo quando il nichilismo schopenhaueriano e la
critica critica di Bauer sono diventati critica della cultura della decadenza, autocritica della decadenza dal
punto di vista della decadenza (cosi come Bauer ha criticato e tentato di dissolvere la teologia dal punto di vista
teologico); solo quando lastratta astoricit dellideologia
diventata mito della storia dellimperialismo e si scorta
la funzione del filosofo proprio nella creazione di tali miti
(sovvertimento dei valori
relazione di Nietzsche col
positivismo pragmatistico da un lato e con lastorica crea-

zione del mito dallaltro, dunque da Vahinger attraverso


Simmel e Mautner fino alla scuola di Stefan George e a
Spengler); solo quando nellamor fati di Nietzsche e
stata trovata una forma eroica, stilizzata in unattualit apparente per la subordinazione incondizionata a tutte
le necessit del capitalismo, e nel ritorno delluguale
stata trovata contemporaneamente unapprovazione
di nuovo eroica di tutte le mostruosit di questo sviluppo; solo quando sono stati soddisfatti tutti questi presupposti, laristocratica teoria della conoscenza e latei
smo religioso sono diventati una religione dei dotti (della
borghesia dellimperialismo tedesco) come lo fu il pantei-

smo a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.


60. Quando Mehring (Neue Zeit, X,ll, pp. 667 e sgg. Recensione al libro su Nietzsche di K. Eisner) considera Nietzsche inutilizzabile dalla borghe
sia, perch essa pu servirsi ancora solo di attaccabrighe senza pensieri e senza coscienza come Eugen Richter e nessuna via conduce da Nietzsche a Eugen
Richter, egli volgarizza lideologia borghese al livello della stampa di borsa.
Dieci anni dopo egli riconosce il suo errore riguardo a Harden, che in questo

200

La via che abbiamo potuto osservare delle inuenze


immediate di Feuerbach sulla letteratura tedesca la via
del completo capovolgimento delle sue posizioni teoriche
nel loro diretto contrario. La reale, pi o meno adeguata
inuenza di Feuerbach si esercit in un periodo straordinariamente breve. Gi negli anni 80 coloro che accetta
vano il punto di vista di Feuerbach erano solo isolati outsider privi di inuenza (per es. Duboc) fra i pubblicisti
della sinistra borghese. La teoria e la storia ufficiali adot
tarono in generale la tattica del silenzio; timidi tentativi
fatti da alcuni positivisti, come per es. Jodl, di una tratta
zione di Feuerbach storicamente pi giusta non ebbero
quasi nessun effetto nel campo della letteratura e della
scienza letteraria che abbiamo considerato. Hanno agito
semplicemente quegli influssi sotterranei di Feuerbach,
di cui abbiamo osservato lo svolgimento da Keller e Herwegh fino a Wagner e Nietzsche. Nel corso di tale sviluppo questinuenza diventata sempre pi sotterranea.
Se gi per quanto riguarda Nietzsche discutibile fino a
che punto egli abbia realmente conosciuto Feuerbach, per
la maggior parte di coloro che si richiamano a lui, e da
qui sviluppano ad es. il motivo antropologico, quasi sicuro che essi lo conoscessero solo di nome ed certo che
non lo conoscevano direttamente.
saggio riportato

come esempio della teoria secondo cui Nietzsche per una cer-

chia di intellettuali sarebbeun punto di passaggioverso il socialismo, ma riporta anche intatta la caratteristica

di Nietzsche (Meine Rechtfertigung

1903,

pp. 16-7). E questo non a caso, infatti la rappresentazionecontenuta nei noti

Aesthetischen Streifzgen (1892, Werke, VI, p. 132) secondo cui la critica di


Nietzsche a Strauss salvaguarda incontestabilmente le gloriosissime tradizioni

della cultura tedescadimostra cheegli si trova completamenteallinterno della tradizione di Lassalle e Schweitzer. che considera necessaria la lotta ideologica unilaterale contro la borghesia liberale senza contemporaneamente una lotta
presenti nella borghesia. Egli dunque
contro le correnti romantico-reazionarie
nella storia dellideologia si muove sulla stessa linea, altrettanto falsa, della
storia del partito. significativo che leditore Thalheiner per cancellare le
tracce non abbia pubblicato la Critica di Eisner; egli ha manifestamente tralasciato il passo su Strauss.

201

Abbiamo visto fino a che punto giunge linusso


sotterraneo di Feuerbach; infatti, attraverso Keller,
Wagner, Nietzsche, ecc. hanno subito la sua influenza
numerosi ideologi dellepoca imperialistica, naturalmente
per lo pi senza che essi lo conoscessero anche solo di nome, tanto meno per aver letto le sue opere. E ci a ragione. Infatti come abbiamo dimostrato , nel corso di
questo sviluppo i principi feuerbachiani sono stati strappati dal loro fondamento materialistico, trasformati,
stravolti e deformati in maniera tale che spesso anche
dopo un esame approfondito difficilmente si troverebbe riscontro di essi nelle opere di Feuerbach. (Mautner
un tipico esempio di fraintendimento idealisticoagnostico di Feuerbach). Ciononostante, questi echi della sua influenza sono oggettivamente presenti e non stato forse
inutile esaminarne alcuni casi, anche se solo per cenni. Infatti, il destino ad esempio dellantropologismo feuerbachiano dimostra inconfutabilmente che ogni verit [...]
se la si esagera, se si oltrepassano i limiti della sua reale
validit, pu diventare unassurdit, anzi in tali condizioni deve diventare inevitabilmente unassurdit . Se si
vuole capire questo sviluppo in tutti i suoi nessi, necessario seguire il processo di trasformazione dellideologia
per vedere come determinate idee se impiegate in contesti
di classe nuovi e, di conseguenza, in presenza di nuovi
rapporti con altre idee possono acquistare un significato
diverso. Questo mutamento nellequilibrio della serie di
idee e per una conseguenza ideologica inevitabile, un rispecchiamento ideologico delle lotte di classe, in cui non
si trasformano solo i rapporti di forza tra le classi decisive, ma avvengono continui spostamenti allinterno stesso
delle classi. Il mutarsi dell'ideologia di una classeda posizioni progressiste a posizioni reazionarie non si realizza in
61. Lenin, Der Radikalismus,

202

Werke, XXV,

p. 248.

maniera lineare ma discontinua, ineguale, non senza continui ritorni alle tradizioni progressiste, naturalmente
sempre adeguatamente modicate. Tale divenuto il destino di Feuerbach e tale doveva diventare poich prncipi
deformati e stravolti nello sviluppo successivo erano presenti anche in lui sotto forma di debolezze, insufficienze e
incoerenze, dovute ai limiti di classe che non gli era dato
di superare. Il non tener conto di questi limiti e di queste
debolezze porterebbe alla teoria di Plechanov e Deborin
della completa identit di Feuerbach e Marx e in campo ideologico a cancellare la linea di demarcazione tra
rivoluzione borghese e rivoluzione proletaria. Daltra
parte, unesagerazione di questi aspetti deboli, quindi la
concezione secondo cui queste influenze del pensiero di
Feuerbach sono state lineari e adeguate e non stravolte e
deformate, porterebbe necessariamente a una deformazione della storia dellideologia rivoluzionario-borghese
tedesca. Per via delle sue insufficienze si dovrebbe cedere
Feuerbach completamente al nemico. Ma questo non pu
accadere. In quanto grande pensatore della borghesia rivoluzionaria, egli e, nonostante tutte le sue debolezze e
incoerenze, parte molto importante delleredit ricevuta
dal proletariato. Tuttavia, proprio la critica conseguente,
dialettica di queste debolezze e incoerenze lunica via
per adire in maniera giusta la giusta eredit.
La lotta per questa eredit oggi pi che mai attuale.
Infatti, dopo un periodo di quasi completo oblio in
connessione

con la Hegel-Renaissance

e col crescente

dominio della Lebensphilosophie


Feuerbach riprenad
riconosciuto,
ricordato,
citato
de
essere
e commentato. Ma sarebbe un gravissimo errore non accorgersi che
questo riconoscimento e solo la diretta prosecuzione e
laccrescimento dei decennali silenzi di morte, in nessun
modo linizio di una sua comprensione. La borghesia tedesca che negli ultimi dieci anni si va sempre pi rapidamente fascistizzando non pu introdurre neanche lom203

bra di comprensionedellultimo pensatorerivoluzionario


dello sviluppo borghese in Germania; la filosofia tedesca,
che in conseguenza di questo sviluppo della borghesia te-

descaverso il fascismo,si evolverapidamentein direzione

di un irrazionalismo mitico, deve respingere con odio e


orrore il materialismo feuerbachiano. Se quindi oggi il
nome di Feuerbach ricorre nella letteratura filosofica tedesca pi frequentemente di prima, questo significa solo
che sono in atto ulteriori stravolgimenti e deformazioni
del suo pensiero, che tentano di ricollegarlo direttamente
al pi moderno agnosticismo irrazionalistico e allantropologismo mitizzante. Come sempre, anche in questo caso in testa principalmente il socialfascismo (Max Adler).
Il docente universitario di sinistra Karl L6with da parte
sua tenta ora di inserire Feuerbach come figura secon
daria tra i precursori della Lebensphilosophie. Questo spingere allestremo lidealismo soggettivo avviene in
lui, come in molti filosofi pi moderni, nella forma di
una lotta apparente, finta contro lidealismo: cio lodierai lettori
no idealismo fascista mistico-irrazionalistico
sprovveduti deve essere servito come un superamento
dellidealismo ed esserereso pi gradevole. (Le prime forme di questa finzione si trovano gi nel machismo). Antropologismo, regressione irrazionalistica alla vita degli
istinti, di fronte al razionalismo, alla conoscenza intellettiva vengono truccati come lotta contro lidealismo.
Quanto questa lotta sia concepita seriamente in Lowith lo dimostra molto chiaramente il fatto che egli indica
la serie di conseguenze storiche di queste lotte per l'antro
pologismo e in questambito rileva che sono diventati pi
importanti del materialismo reazionario di Feuerbach
la psiche del tardoromantico Cavus, Il mondo come
realt e rappresentazione di Schopenhauer, Nietzsche e
prima di tutti Freud; accanto a questi c anche Kierke
gaard che, secondo L6with, appartiene alla sinistra hegeliana pi estrema. Il risultato la storia inconsapevo

le degli istinti dellessere umano in opposizione alla


204

storia cosciente dello spirito ". In maniera molto simile Fr. Seiffert ricostruisce un albero genealogico della
carattereologia: Baader - Feuerbach - Kierkegaard
-Nietzsche - Bachofen. In contrasto con luniversale
hegeliano (con la possibilit di una conoscenza oggettiva
anche se concepita in maniera idealistica) viene citata,
estrapolata dal contesto, deformata e stravolta da contesti diversi, laffermazione di Feuerbach: fare delluomo
loggetto della filosofia. E anche Seiffert dichiara di
lottare contro lidealismo, naturalmente aggiungendo
che la lotta rivolta contro il naturalismo (cio il matcrialismo, G.L.) e lidealismo . Il nesso a cui guarda
lodierna borghesia tedesca viene espresso ancora pi
chiaramente che da Lwith e Seiffert dal leader del neohegelismo, Glockner. Egli parla del potente influsso di
Feuerbach su Vischer, ma concentra poi la sua trattazione
sul tardo sviluppo irrazionalistico di Vischer e formula il
problema in questi termini: Nellintuizione si cela il pro

blema dellirrazionalit e cita laffermazione di Dilthey:


Il reale lirrazionale . Poich per Glockner, Vischer

e il posthegelismo liberale rappresentano proprio quello


stadio al quale deve ricollegarsi la Hegelrenaissance,
poich egli e il suo compagno Kroner concepiscono la
Hegelrenaissance proprio come conciliazione di Hegel
con la Lebensphilosophie, queste digressioni storiche, i
tentativi di apprezzamento del ruolo storico di Feuerbach sfociano nellutilizzazione di questutlimo in
quanto occasionale figura secondaria nellattuale processo di fascistizzazione della filosofia. In tutto questo da
un lato le debolezze di Feuerbach costituiscono il punto
di partenza per legittimare questa tesi attraverso operazioni di estrapolazione dal contesto, di astrazione, stra
62. K. Lwith, Feuerbach und der Ausgang der Klassischen deutschen
Philosophie, Logos, Jahrg, XVIII, 1928.
63. Seiffert, Charachtereologie in Handbuch der Philosophie, pp. 16-8.
64. Glockner, Fr. Th. Vischer und das XIX Jahrhunderl, Berlin 1931, pp.

137 179, 198.

205

volgimento e deformazione. Dallaltro, il suo materialismo serve a mascherate questo svisamento, questa fascistizzazone
della
filosofia
contro
come lotta
lidealismo.

Se anche questultimo

motivo

nei promoto-

ri della Hegelrenaissance non riveste lo stesso ruolo che


ha nei'losof della vita propriamente detti, tuttavia,
per la loro tendenza a conciliare tutte le attuali correnti losofiche, anchessi ricadono necessariamente in tale
orientamento. Ma questa tendenza viene espressa molto
chiaramente da Alfred Baumler, uno dei losofi ufficiali
del regime hitleriano. Ai suoi occhi Feuerbach un precursore minore di Nietzsche. (Come quasi dovunque, i fascisti adiscono qui leredit della filosofia liberale del periodo imperialistico; si ricordi la rappresentazione che
Fritz Mautner d del nesso tra Feuerbach e Nietzsche). La
linea fondamentale dellinterpretazione baumleriana di
Nietzsche e la nitzschiana lotta contro la coscienza, il
suo attacco al cartesianesimo della nuova filosofia, va
le a dire la linea generale della filosofia della vita, il
predominio della vita degli istinti sulla linea SchelerLwith fino a Rosenberg. Per il nostro scopo qui importante che Bumler rilevi espressamente: Anche da
questo punto di vista Nietzsche riprende la lotta di Ludwig Feuerbach 55. Certo, per Baumler Feuerbach un
precursore modestissimo e molto contrastante, per importante in quanto anche lui viene utilizzato come precursore del nuovo realismo eroico, della finta lotta contro lidealismo, che per Bumler una lotta contro il liberalismo. Che i filosofi fascisti innalzino allunisono un inno allidealismo di fronte al materialismo marxista, nel
generale eclettismo della filosofia fascista non cambia
niente circa il fatto che qui presente una linea secondaria certo non irrilevante di questa losofia. Cos
Baumler caratterizza la posizione storica di Nietzsche:
65. Bumler, Nietzsche, der Philosoph
p. 30.

206

und der Politiker,

Leipzig 1931,

Nietzsche e il primo grande filosofo del realismo. Ma


[...] non si deve per questo pensare [...] a una sorta di empirismo o sensualismo quanto Feuerbach rimasto indietro rispetto a Nietzsche! si tratta di un realismo tutto personale, un realismo che apre un capitolo nuovo nella filosofia europea [...] il superuomo una concezione
realistica; egli d un senso al mondo .
Queste testimonianze dell'attuale filosofia fascistizzata, scelte di proposito tra diverse correnti minori, si potrebbero moltiplicare a piacere, tuttavia essesono sufficienti, crediamo, a indicare la tendenza fondamentale:
Feuerbach viene riscoperto, apprezzato come un
precursore sorpassato, superato della tendenza realisti
ca della filosofia odierna. Questo realismo svolge nel
processo di fascistizzazione della teoria letteraria un ruolo non trascurabile. senz'altro chiaro che il realismo
eroico di Nietzsche, di cui abbiamo seguito, sia pure a
grandi linee, la genesi costituisce un primo passo verso il

romanticismo dacciaio di Rosenberg-Goebbels.Una


nalisi fatta anchesolo per accennidi questateoria letteraria e del metodo creativo oltrepasserebbe di gran lunga
lambito di questa trattazione. Ma necessario richiamare lattenzione sul fatto che entrambe le correnti della teoria e della prassi letteraria fasciste si richiamano consapevolmente al periodo di transizione postquarantottesco
che abbiamo diffusamente analizzato. Non un caso che
suoi teorici per altri versi cos diversi (Adolf Bartels, Paul
Ernst, Glockner, ecc.) esaltino questo periodo argenteo della letteratura tedesca, il periodo di Keller, Hebbel, Wagner, Vischer. Si capisce. Infatti, da un lato la
tendenza che per cos dire rappresenta la realt

66. Ivi, p. 16.

207

si fonda sulle tradizioni di tale periodo, su Keller, Storm,


F.C. Mayer, ecc., naturalmente nel senso che il metodo
creativo di questi scrittori che in parte e in maniera
sempre incoerente si muovevano fra il tardo romanticismo e un certo realismo viene fatto regredire in direzione di un tardo romanticismo addobbato alla maniera
impressionistica. Dallaltro lato, questo indirizzo si riallaccia alla monumentalit delle tradizioni di Hebbel e
Wagner utilizzando anche in questo caso le nuove ac
quisizioni del periodo imperialistico dal simbolismo alla
nuova oggettivit. In entrambi i casi riaffiorano perci, a
livelli pi alti, quei problemi del metodo creativo cui abbiamo accennato parlando del rapporto tra Wagner e il
tardo romanticismo decadente. In entrambi i casi si deve
di nuovo tener presente la possibilit di un agnosticismo
fondato sul sensualismo o di un idealismo soggettivo. Infatti, entrambi gli orientamenti hanno pi o meno

apertamente come punto di partenza linconoscibilit

del mondo, in particolare della societ e delle forze motrici dello sviluppo. Il realismo che sorge su questa base
pu dunque essere nel migliore dei casi solamente una ri
produzione esatta dei dettagli superficiali il cui nesso reale rimane sconosciuto, si limita comunque per lo pi a un
realismo psicologico che, mancando della conoscenza
delle cause reali, nellisolamento pi cosciente da esse,
pu essere evidentemente solo uno pseudorealismo. Questo isolamento deve per influenzare il metodo creativo in
maniera tanto pi forte quanto pi spiccatamente lagnosticismo si trasforma in mitologizzazione e mistificazione
consapevoli. Se noi ora facciamo luce su questo metodo
con unampia confessione di Hebbel, lo facciamo da un
lato perch Hebbel uno dei poeti pi importanti del periodo che abbiamo preso in considerazione, e nel contempo uno che ha influenzato in maniera decisiva lo sviluppo
attuale (Paul Ernst, Wilhelm von Scholz, ecc.), dallaltro
perch egli esprime il suo pensiero dal punto di vista
sia soggettivo che oggettivo con tuttaltra chiarezza ri208

spetto ai letterati odierni. Cosi dunque Hebbel scrive al


suo amico S. Englnder il 23,2,1863 dei suoi drammi Gyges und sein Ring e Die Nibelungen: Quanto alle sue
considerazioni contrarie al realismo del Gyges e dei Nibelunghi, pongo il realismo qui e dovunque esclusivamente
allinterno del momento psicologico, non di quello co
smico. Io non conosco il mondo perch, sebbene io stesso
ne rappresenti una parte, si tratta di una parte cos infinitamente piccola che da essa non si pu trarre nessuna
conclusione sulla sua essenza reale. Ma io conosco luo
mo perch io stesso sono un uomo e anche senon so come

egli sia sorto dal mondo, so per molto bene come, una

volta che ne sorto, reagisce su di esso. Perci io rispetto


rigorosamente le leggi dellanimo umano, ma quanto a
tutto il resto io credo che la fantasia attinge dalla stessa
profondit da cui sorto il mondo, cio la variegata catena di fenomeni che ora esiste ma che forse un tempo verr
sostituita da unaltra. Per me i Nibelunghi non sono dunque la superstizione della nazione tedesca come per lei,
ma, se mi permette unespressione che oso impiegare solo
con lei, una costellazione che solo per caso non brilla insieme con le altre nel firmamento [...] Mai mi permetto di
prendere a prestito un motivo dalloscura regione di forze
indeterminate e indeterminabili che ho dinanzi agli occhi,
mi limito a cogliere le luci e i colori meravigliosi che immergono in un nuovo splendore il nostro mondo realmente esistente, senza trasformarlo. Il Gyges possibile
senza anello, i Nibelunghi sono possibili senza linvulnerabilit della pelle e senza cappa magica; provi e vedr.
Hebbel si sforza certo inutilmente di mantenere ancora in piedi nel suo mondo mitico il realismo psicologico. I suoi moderni seguaci costruiscono una psicologia dei suoi personaggi, che deformata a priori gi dal
fatto che essi si avvicinano ai problemi psicologici su una
base ideologica. Quando per esempio Wilhelm Schfer
contrappone in maniera polemicoprogrammatica alla
209

ristrettezza della coscienza lampiezza del subcosciente, egli si muove, da artista, sulla linea Nietzsche
Lwith-Bumler di cui abbiamo parlato. Di conseguenza,
egli assegna alla poesia un compito che, quanto a mitologismo, va molto al di l di Hebbel. Nellarte, egli afferma, la volont creativa del popolo occupata a produrre simboli che riguardano lambito della sua vita; qui
Schfer per evitare ogni equivoco richiama espressamente
lattenzione sul pericolo che nasce quando il pubblico
di fronte al puro spirito dellepoca ha perso il sentimento
di tutto ci che concerne la vita popolare, cio quando il
pubblico dalla poesia esige che essa si occupi in qualsiasi
modo dei problemi attuali dello sviluppo della societ 57.
Questa concezione, tipica, mostra come i problemi della

forma abbiano assuntonella maggior parte degli scrittori


borghesi della Germania unimpronta fascista con una rapidit e profondit pari alla fascistizzazione della filosoa tedesca.
Questo processo di fascistizzazione ha come conseguenza necessaria che viene raggiunto il livello ideologico
pi basso che la letteratura tedesca abbia mai toccato finora. Gli scrittori diventano sempre pi ciechi strumenti
della propaganda fascista e tanto pi quanto pi sono
giovani e quanto pi stato profondo il loro processo di
fascistizzazione. Essi fanno sul serio con la distruzione
dellintelletto, si perdono completamente in una mistica
irrazionalistica e rinunciano sempre pi a qualsiasi tentativo di fare chiarezza con le proprie forze sul contenuto
della loro attivit di scrittori, sul loro metodo creativo.
Difficilmente si trovano oggi scrittori che abbiano fatto
chiarezza sulla loro pratica e sui fondamenti ideologici e
sociali di essa anche solo nella stessa misura di Keller,
Wagner o Hebbel. Perci metodologicamente era indi67. W. Schfer, Aufsatz bei Kindermann, Des deutschen Dichters Sendung in der Gegenwart, Leipzig 1933, pp. 30-1.

210

spensabile partire dal punto di vista dei filosofi contemporanei per poi, in base agli orientamenti ideologici fondamentali, fare chiarezza anche qui sullaffinit delle tendenze.
In questo si vede ma naturalmente ci pu essere
spiegato e dimostrato veramente solo in adeguate ricerche
particolari che quello che nella filosofia ci appare come irrazionalismo della filosoa della vita, come impulso verso il mito, come rinnovamento idealistico
dellantropologismo (carattereologia, ecc.), come idealismo soggettivo che si rovescia in misticismo e agnosticismo, e operante del pari nei metodi creativi della letteratura contemporanea. La necessit della lotta per leredit
dunque in questo campo altrettanto imperiosa che in altri campi. Infatti, gli scrittori reazionari della nostra epoca si sforzano di atteggiarsi a veri eredi della letteratura
borghese tedesca quanto i loro colleghi della facolt di filosofia. Per quanto problematica possa esserequesta eredit soprattutto per quel che riguarda la questione del
realismo , noi abbiamo ugualmente lobbligo di lacerare il tessuto di falsit che qui sorge scoprendo i reali nessi
storici. La storia dellinfluenza che Feuerbach ha esercitato sulla letteratura tedesca, che mostra chiaramente quan
to sia stato rapido il processo di falsificazione e stravolgimento e come proprio gli aspetti deboli del suo pensiero
gli abbiano assicurato influenze tanto distorte e in misura crescente , costituisce un momento di questa lotta
per leredit. La giusta valutazione marxista-leninista di
Feuerbach, lelaborazione e il superamento del pensiero
feuerbachiano da parte del marxismo-leninismo costituiscono anche nel campo della letteratura e della storia
letteraria lunica via per poter raggiungere tale scopo.

211

5. GRAND HOTEL ABISSO

Infine, nei periodi in cui la lotta di classe si avvicina al momento decisivo, il processo di dissolvimento in seno alla classe dominante, in seno a
tutta la vecchia societ, assume un carattere cos
violento, cos aspro, che una piccola parte della
classe dominante si stacca da essa per unirsi alla
classe rivoluzionaria, a quella classe che ha lavvenire nelle sue mani. Perci, come gi un tempo una parte della nobilt pass alla borghesia,
cos ora una parte della borghesia passa al proletariato, e segnatamente una parte degli ideologi borghesi che sono giunti a comprendere teoricamente il movimento storico nel suo insieme.
K. Marx, F. Engels, Manifesto del partito
comunista

Hell wogt der saal vom spie] der seidnen puppen.


Doch eine berg ihr fieber unterm mehlle
Und sah umwirbelt von den tollen gruppen
Dass nicht mehr viel am aschermittwoch fehle.
Sie schleicht hinaus zum oden park. zum achen
Gestade. winkt noch kurz dem mummenschanze
Und beugt sich frstelnd bers eis. ein krachen
Dann stumme klte. fem der ruf zum tanze.
Keins von der artigen rittern oder damen
Ward sie gewahr bedeckt mit tang und kieseln.

Doch als im friihling sie zum garten kamen

Erhob sich oft vom teich ein dumpfes rieseln.

213

Die leichte schar aus scherzendem jahrundert


Vernahm wohl dass es drunten seltsam raune.
Nur hat sie sich nicht sehr darob gewundert
Sie hielt es einfach ftr der wellen laune.*
S. George,

Die Maske

Laccostamento di queste due citazioni sorprender sicuramente la maggior parte dei lettori. In effetti, esseposso
no andare insieme solo in quanto sono entrambe espressione chiara e pregnante dei due poli del movimento di
dissoluzione ideologica di una classe dominante in un periodo di crisi rivoluzionaria. Lintellighenzia, cio quello
strato della societ che a causa della divisione sociale del
lavoro fa della produzione e della propaganda ideologiche unoccupazione di vita, il fondamento materiale e
spirituale della propria esistenza, reagisce con straordinaria prontezza e sensibilit a tutte le svolte che si compiono
nella realt materiale della societ. Ma proprio perch fa
della produzione della ideologia la sua massima occupazione, allinterno della societ di classe essa reagisce sempre con una falsa coscienza; e tanto pi essa falsa quanto pi sviluppata la divisione sociale del lavoro, quanto
pi avanzata la dissoluzione materiale della classedomi-

Chiara ondeggia la sala per il gioco delle bambole di seta/Per una nasconde la sua febbre sotto la farina/ E ha visto circondata dai gruppi
scatenati/ che non mancava pi tanto alle Ceneri.
Lei esce di soppiatto verso lo spoglio parco, verso la piatta/ Riva; fa ancora
brevi cenni con la mano verso la festa in maschera / E si inchina infreddolita sul
ghiaccio, uno scricchiolio / La raffredda muta, lontano il richiamo alla danza.
Nessuno dei cortesi cavalieri o delle dame/ La scorgeva coperta dalle alghe e
dalla ghiaia / Per quando in primavera si dirigevano verso il giardino / si alza
va spesso dallo stagno un cupo mormorio.
La leggera schiera del secolo scherzoso / Ben percepiva laggi questo strano
bisbigliare / Solo non se ne meravigliava / Lo considerava semplicemente un rumore delle onde. (Stefan George, La maschera).

214

nante. La divisione sociale del lavoro comporta necessariamente che gli ideologi si ricolleghino sempre alle ideologie immediatamente precedenti o contemporanee, che
la loro critica del presente si compia nella forma di una
critica delle ideologie presenti e passate. E nella maggior
parte dei casi non una faccenda semplicemente formale.
Il produttore borghese di ideologie, proprio in ragione
delle necessit materiali della sua situazione sociale, vissuto nellillusione che le trasformazioni sociali siano nella
loro essenza trasformazioni ideologiche e che, in ultima
analisi, vengano da queste provocate. Da questa illusione
deriva anche la sua credenza nel ruolo guida, a livello sociale, dello strato a cui appartiene. Dalla contraddizione
tra questa illusione e la situazione materiale del suo sorgere e della sua esistenza deriva una delle cause pi importanti delle oscillazioni di questa intellighenzia. Reagendo
ai rapidi alti e bassi dello sviluppo economico, della lotta
tra le classi decisive della societ la borghesia e il proletariato con straordinaria rapidit e violenza, e tuttavia
con pi o meno falsa coscienza, essa da un lato rispecchia

loscillazione della piccola borghesia tra rivoluzione e


controrivoluzione e le d una forma ideologica, dallaltro
per, nella sua produzione ideologica, esprime -almeno
in parte la propria situazione specifica nella lotta di
classe. La sua reazione immediata ai nuovi mutamenti,
alle nuove tendenze, che la fa sempre andare avanti rispetto alla media della sua classe, le da lillusione di aver
prodotto essa stessa tali tendenze. come se si considerasse il termometro causa del freddo e del caldo o il barometro causa del buono e del cattivo tempo.
Questa situazione generale dei produttori di ideologia si inasprisce fortemente nel periodo di decadenza della
loro classe. Sul piano economico, la decadenza dovuta
al fatto che i rapporti di produzione, e quindi anche lintera sovrastruttura, sono divenuti le catene delle forze
215

produttive che su di essi si erano sviluppate, al fatto che


leconomia della classe sinora dominante stata battuta
da quella della classe che rappresenta il futuro. Sul piano
ideologico, e specialmente nei produttori di ideologia,
questa situazione si rispecchia nel fatto che essi sono costretti a riettere profondamente sullideologia della classe rivoluzionaria, ad assumere elementi di questultima
nella propria e quindi a ricostruirla come se fossero loro a
realizzare laspirazione progressiva della societ. Quanto
pi e avanzato il processo di decadimento di una classe,
tanto meno essa disposta a sostenere e spessoa difende
re la propria ideologia originaria, un tempo rivoluzionaria. La classe non crede pi nel carattere progressivo dei
suoi fondamenti economici e perci crollano anche le sue
precedenti categorie ideologiche fondamentali. ovvio
che essa continui a difendere fino allultimo sangue la sua
vecchia economia, il suo antico metodo di sfruttamento.
Ma la difesa pi brutale e cinica dello sfruttamento pu
compiersi solo nella forma demagogica delloccultamento, del mascheramento delle sue forme mediante qualcosa
di completamente opposto. I produttori di ideologia, che
rispecchiano sul piano ideologico questo processo spontaneo, dal punto di vista soggettivo spesso in maniera del
tutto onesta, rendono anche spesso involontariamente
forme sclerotiz i pi grandi servizi al mantenimento di
sfruttamento
di
dominio.
Mutuando
di
gli elementi
zate
e
della critica della societ dallideologia della classerivoluzionaria, diventano da un lato strumento della demagogia
della classe dominante e dallaltro ricadono anchessi
nellillusione generale, tipica della piccola borghesia, di
stare non in mezzo alle classi decisive, bens al di sopra di
tutte le classi sociali.
Questo processo di decadenza produce necessariamente unideologia pessimistica, disperante. La disperazione , infatti, in questi ideologi particolarmente forte e si
sviluppa talvolta addirittura prima che ne emergano in tut216

ta la loro chiarezza e ampiezza le cause economiche. Essa


spinge la parte pi onesta di loro a tentare di staccarsi
dallideologia della classe di origine. E per il loro essere
sociale rende questo processo di separazione

assai compli-

cato, ineguale e contraddittorio. Il partire dallideologia,


larrestarsi ai problemi ideologici, rende straordinariamente difficile proprio per degli ideologi una cosa in s
molto semplice: la chiara individuazione del punto essenziale della lotta di classe, della divisione fra le classi, della
rivoluzione e della controrivoluzione: la questione dello
sfruttamento. E fin quando non si sar trovato questo
punto archimedico, essi sono per forza soggetti a una
continua oscillazione. Se per ideologi quali Bernard Shaw
e Upton Sinclair, che avevano sempre fatto professione di
fede socialista e che per un certo tempo si erano anche
mossi decisamente nellambito del pensiero socialista, fu
possibile essereimpressionati il primo dal socialismo di
Mussolini e di Hitler, il secondo da quello di Roosvelt, diventa chiaro come loscillazione, lo zig-zag tra rivoluzione e controrivoluzione, dovesse essere molto pi impetuosa e ampia in ideologi meno coscienti, in quelli che si
sono occupati ancora meno dei problemi economici del
presente e che pi si sono arrestati alla mera ideologia. E
quanto pi profonda diventa la crisi del sistema capitalistico, quanto pi fortemente emege la barbarie delle forme fasciste di mantenimento dello sfruttamento capitalistico, tanto maggiore deve divenire la disperazione di
quegli ideologi che non vogliono prestarsi a diventare sicofanti di un sistema fascista e che per non riescono a
decidersi a compiere il salto vita/e" dalla parte della classe
rivoluzionaria.

' In italiano nel testo.

217

Salto vitale e disperazione totale sono evidentemente


poli estremi che, proprio per questo, si verificano relativamente di rado nella realt. Tra di essi vi il movimento
degli intellettuali nelle forme pi diverse della disgregazione, dellautocritica, del restare saldamente aggrappati
alle svuotate ideologie del passato della loro classe (la democrazia borghese), dellautostordimento e dellautoinganno mediante immagini mitiche, ecc. Lapprofondirsi
della crisi generale del capitalismo, la crescente energia
della lotta di classe proletaria e quindi la maggiore diffusione dellideologia rivoluzionaria, mediante soprattutto
lesempio luminoso dellemergente societ senza classi in
Unione sovietica, agiscono con forza crescente allinterno
di questo sviluppo ineguale nella direzione di avvicinare
gli elementi migliori dellintellighenzia alla lotta di classe
rivoluzionaria del proletariato, di farne un suo alleato.
Significherebbe tuttavia disconoscere la situazione sociale
oggettiva degli ideologi pensare che questo processo di disgregazione dellideologia borghese avvicini spontaneamente, da s, automaticamente,

lintellighenzia

al pro

letariato in lotta. No, questo sviluppo molto ineguale; vi


sono molte svolte e molte stazioni intermedie sulla strada
che va dal distacco dalla borghesia al proletariato. E queste stazioni intermedie sono disposte in maniera tale da
trattenere una parte dellintellighenzia in stato di disperazione cronica, sullorlo dellabisso , da indurla ad
arrestarsi; in maniera tale, cio, che una parte di essa
nello stato di disperazione cronica, sullorlo dellabisso
stabilisce qui e non vuole pi procedere oltre.
si
Per meglio dire: ha il gesto di chi prosegue in maniera radicale, la presunzione spesso sincera di procedere in maniera radicale. Ma nei fatti gira continuamente
su se stessa, nello stato di disperazione cronica sullorlo
dellabisso.

218

Posizione

e allestimento

dellHotel

Si tratta qui della letteratura degli ideologi per gli ideologi. Quindi di una letteratura la cui inuenza sulle masse e
apriori piuttosto improbabile e che si rivolge direttamente
alllite dellintellighenzia. Questo suo carattere specifico
non deve per indurci a minimizzare aprioristicamente la
sua efficacia. E innanzitutto perch in certi casi possibile che questi libri abbiano un effetto di massa. (Si pensi
solo alla Montagna incantata di Thomas Mann, la cui tiratura in Germania ha superato il milione). In secondo
luogo, essi possono avere uninfluenza indiretta relativamente vasta e le idee che vi sono espresse, mediante la volgarizzazione su giornali, riviste, ecc., possono essere
adattate e rese accessibili alla grande massa della piccola
borghesia. Questa letteratura per llite intellettuale borghese dunque parte di quei dispositivi di sicurezza ideologici che, si potrebbe dire, funzionano automaticamente
e che la societ borghese produce ininterrottamente.
evidente che la parte del leone dellautodifesa ideologica
della borghesia viene da essa prodotta coscientemente: la
diffamazione del proletariato rivoluzionario e della sua
teoria, il materialismo dialettico, le varie forme dellapo
logetica delleconomia e dellideologia capitalistiche, la
falsificazione delle conseguenze ideologiche delle scienze
naturali in religiose e dellintera storia in leggende storiche reazionarie, ecc. vengono compiute da manovali
ideologici pi o meno ben pagati, a servizio della borghesia. comunque chiaro che questi dispositivi di sicurezza,
specialmente in periodi di crisi, non sono sufficienti ad
impedire alla piccola borghesia e allintellighenzia di staccarsi dal capitalismo. Si rendono perci necessari metodi
pi raffinati, pi mediati e complicati che la societ capitalistica produce spontaneamente in virt della sua divisione sociale del lavoro e che la borghesia sfrutta pi o
meno abilmente per il proprio scopo. In questo sfruttamento un appoggio diretto ed esplicito da parte della bor219

ghesia non affatto necessario, anzi talvolta persino


dannoso. Non si tratta perci di fare degli intellettuali dei
seguaci troppo entusiasti dellordine sociale borghese, dei
fanatici ammiratori della cultura attuale. Al contrario.
Questa letteratura corrisponde in tutto agli scopi della
borghesia quando, per suo tramite, a uno strato dellintellighenzia, che in seguito agli effetti della crisi economica e culturale divenuto un nemico e un denigratore della
societ attuale, viene impedito di tirare tutte le conse
guenze pratiche di questa posizione. Questa parte degli
intellettuali pu dunque tranquillamente occupare un posto nellopposizione radicale alla societ e alla cultura.
Quando questa opposizione non diretta al superamento
dello sfruttamento, quando tutta la sua linea ideologica
mira ad approfondire la critica e lanalisi della crisi cu]turale in maniera tale che in questa profondit scompare completamente un fenomeno cos superficiale come
lo sfruttamento economico, allora una tale opposizione
pu esseremolto ben accetta alla borghesia. E in certi casi
lo tanto pi, perch pi efficace, quanto pi e radicale
la linea che persegue.
Questa situazione non muta per il fatto che tali oppositori devono talvolta sopportare delle persecuzioni.
ben noto dalle grandi lotte di classequale importante ruolo svolgano nella conservazione del sistema capitalistico
le manovre diversive delle opposizioi apparenti. Si pensi
solo alla socialdemocrazia. Hitler o Dollfuss possono anche sciogliere lorganizzazione socialdemocratica e rinchiudere i suoi funzionari nei campi di concentramento,
la socialdemocrazia resta pur sempre, in Germania 0 in
Austria, il principale sostegno sociale della borghesia,
proprio perch col suo atteggiamento di opposizione solo
apparente ha frenato le masse lavoratrici nella loro lotta
di classe realmente rivoluzionaria contro il sistema fascista; da qui la particolare pericolosit della sinistra socialdemocratica e delle sue frasi rivoluzionarie. Ci
non significa che la letteratura che qui stiamo caratteriz220

zando debba essere usata come parallelo meccanico della


socialdemocrazia. I suoi esponenti migliori solo con
questi vale la pena di confrontarsi sono critici e detrat
tori sinceramente convinti della cultura attuale e non corrotti impostori come i capi socialfascisti. Non si deve tuttavia dimenticare che nellepoca imperialistica i confini
tra lopposizione ideologica pi onesta sul terreno della
borghesia e la corruzione diretta o indiretta ad opera del
capitalismo sono talvolta molto fluidi e si presentano sotdefinibili.
to varie forme intermedie difficilmente
Lemergenza di un largo strato di intellettuali parassitari,
la penetrazione del capitalismo in tutti i campi dellindustria dei mezzi di consumo e quindi, contemporaneamente, in tutti i campi della produzione materiale della cultura ha trasformato radicalmente la situazione materiale dei
movimenti di opposizione borghesi. Mentre nei periodi
precedenti gli ideologi di opposizione dovevano superare
un lungo periodo di gavetta prima di riuscire a imporsi
oppure a capitolare di fronte agli orientamenti dominanti
o ad arrivare con queste a un compromesso, nellepoca
imperialistica molte correnti di opposizione vengono invece fin dallinizio finanziate dal capitalismo, ricevono
un anticipo materiale sulla loro validit futura, e talvolta
pu persino esserevantaggioso per un imprenditore captalista finanziare le correnti di opposizione in letteratura
0 nellarte anche quando molto probabile che la loro efcacia non vada al di l di una ristretta cerchia di intellettuali. Non si tratta del fatto che con ci per le correnti di
opposizione, in specie nellambito della letteratura e
dellarte, viene creato uno spazio di partecipazione pi
ampio e apparentemente pi libero che nei periodi precedenti. Non vi tuttavia dubbio che proprio per questo la
libert diviene pi apparente che mai. Il che non va inteso, almeno in moltissimi casi, nel senso della corruzione
diretta. La corruzione pi raffinata e non intenzionale, la
riduzione delle opposizioni ideologiche a parte costitutiva
sistema
parassitario
dellintero
nasce proprio
221

da questa illusione di disporre di uno spazio pi ampio di


attivit libera, dallillusione, materialmente e moralmente
certa, di poter esercitare una critica radicale e appassionata della situazione esistente. La corruzione raffinata e
non intenzionale consiste proprio in questo, che la tendenza naturale dellintellighenzia, dei produttori di ideologia, a limitare aristocraticamente la loro critica del
presente allambito della mera ideologia riceve un sostegno invisibile ma alloccorrenza assai brutale e tangibile.
Il limite che in questambito invisibile e che separa il le
cito dallillecito, ci che sopportabile per la borghesia
da ci che non lo , lopposizione oggettivamente
apparente

dai veri rivoluzionari,

diventa

in questo modo

il limite della tolleranza materiale da parte della borghe


sia, un problema di esistenza materiale di questo strato di
intellettuali. E lesperienza nel campo delle misure di repressione ideologica dei movimenti di opposizione dimostra che tali meccanismi materialmente consolidati di autocensura sono talvolta pi raffinati e affidabili di una repressione diretta e brutale dellespressione delle opinioni.
Specialmente quando, allinterno di questi limiti invisibili, sono consentiti senza nessuna rappresaglia il radicallsmo pi rumoroso, la critica pi ingrata della situazione
esistente, il convincimento rivoluzionario pi appassionato. Questo limite invisibile si allarga o si restringe a seconda del livello della lotta di classe. Ma certo anche che
questo movimento non procede meccanicamente in una
direzione rettilinea. Nello sviluppo della borghesia vi sono periodi in cui la sua esistenza viene messa in pericolo e
dunque il suo punto di vista : chi non contro di me
con me, e altri, come lattuale fascismo in Germania, in
cui questa parola dordine suona al contrario: chi non
con me contro di me. Tra questi due estremi vi sono
ovviamente numerosissimi e molteplici passaggi. E naturalmente anche possibile, nonostante le rappresaglie, installare queste stazioni ideologiche di passaggio, queste
organizzazioni di intercettazione. E oggi anche possibile
222

arredarle comodamente sia materialmente che spiritualmente. Lelemento decisivo e comune a questi stadi intermedi e proprio il limite invisibile che abbiamo sottolineato, e che in nessun caso pu essere valicato, entro cui
tuttavia concesso il radicalismo pi rumoroso e audace.
questa la situazione sociale del Grand Hotel
Abisso. I problemi del capitalismo in dissoluzione dventano sempre pi chiaramente insolubili. Strati sempre
pi vasti della parte migliore dellintellighenzia non possono pi nascondere a se stessi questincubo dellinsolubilit di quei problemi la cui soluzione il loro specifico
motivo di vita, le risposte ai quali costituiscono il fondamento materiale e spirituale della loro esistenza. Proprio
la parte migliore e pi seria di loro giunta sino allabisso
della visione dellinsolubilit di questi problemi. Allabisso da cui si scorge una doppia prospettiva: da una parte,
lirrimediabile
vicolo cieco intellettuale, lautosuperapropria
della
esistenza intellettuale, la caduta
mento
nellabisso della disperazione; dallaltra, il salto vitale nel
campo del proletariato rivoluzionario, verso un futuro lu
minoso. Per gli ideologi questa scelta in ogni caso
straordinariamente difficile. Eppure, proprio loro, pi di
ogni altro strato sociale, dovrebbero trasformarsi spiritualmente in misura sempre maggiore per esserein grado
di compiere questo salto. Dovrebbero liberarsi di quellillusione che stata il prodotto necessario della loro situazione di classe e la base di tutta la loro Weltanschauung
ed esistenza spirituale: lillusione della priorit dellideologia rispetto allelemento materiale, alleconomico; dovrebbero abbandonare laristocratica altezza del modo
in cui sinora hanno posto e risolto i problemi e imparare a
vedere come il modo brutale, ordinario, grossolano di porre i problemi economici nella vita quotidiana
costituisca lunico punto fermo a partire dal quale i problemi finora considerati insolubili possono trovare una
soluzione.
Il Grand Hotel Abisso stato involontariamen223

te creato per facilitare questo salto. Abbiamo gi parlato dei conforts, certamente relativi, che pu offrire ai
ideologici la borghesia parassitaria
suoi oppositori
dellepoca imperialistica. Ma il carattere relativo di questi
conforts materiali, la loro modestia e incertezza rispetto a
quelli che essa offre ai suoi manovali ideologici diretti so
no elementi di confort spirituale. Essi rafforzano lillusione di indipendenza dalla borghesia e soprattutto di essere
al di sopra delle classi, lillusione del proprio eroismo,
della propria abnegazione, di aver gi rotto con la borghesia e la sua cultura mentre si ancora con tutti e due i
piedi sul suo terreno. Il confort spirituale dellHotel si
concentra allora sulla stabilizzazione di questa illusione.
In esso si vive nella pi dissoluta libert spirituale: tutto
permesso, niente si sottrae alla critica. Per ogni tipo di
critica radicale sempre allinterno dei limiti invisibili
viene creato uno spazio specifico. Se uno vuole fondare
una setta per la soluzione ideologica brevettata di tutti i
problemi culturali, gli sono messi a disposizione i relativi
spazi per le riunioni. Se c un tipo solitario che, in
compreso da tutti, cerca da solo la sua strada, riceve la
sua stanza riservata ben arredata in cui pu vivere circon
dato da tutta la cultura del presente, sia egli nel deserto
o nella cella di un convento. Il Grand Hotel Abisso
accuratamente arredato per tutti i gusti e per tutte le tendenze. lecita ogni forma di ubriacatura intellettuale, ma
nel contempo anche ogni forma di ascetismo e di autoagellazione; e non solo ci permesso, ma vi sono bar

splendidamente attrezzati per i primi e attrezzature da

ginnastica di eccellente produzione e camere di tortura


per il bisogno dei secondi. Ci si preoccupa non solo della
solitudine, ma anche della socievolezza di ogni tipo.
Ognuno pu essere testimone non visto dellattivit di
tutti gli altri; ognuno pu avere la soddisfazione di essere
lunica persona ragionevole in una torre di Babele della
follia generale. La danza della morte delle ideologie che si
svolge in questo Hotel tutti i giorni e tutte le sere diventa
224

per i suoi abitanti una piacevole ed eccitante jazz band in


cui trovano ristoro dopo una giornata faticosa. un miracolo se molti intellettuali alla fine di una strada faticosa
e disperata, per venire a capo dei problemi della societ
borghese, dal punto di vista borghese irrisolvibili, giunti
sullorlo di questo abisso, si stabiliscono in questo Hotel
piuttosto che spogliarsi delle vesti splendenti e osare il salto vitale al di l dellabisso? un miracolo se questo Hotel, cos splendidamente arredato per le cime pi elevate
dellintellighenzia, trova i suoi imitatori meno brillanti e
pi provinciali specialmente nellintellighenzia e nella
borghesia? Nellattuale societ borghese vi sono una serie
di passaggi che vanno dalla jazz band finemente orchestrata della danza della morte delle ideologie fino alle orchestre e ai grammofoni dei veri bar, dove completamente ignorati dai piccoli borghesi attuali si suona e si
beve alla danza della morte delle ideologie borghesi.
Il Grand Hotel Abisso non chiede ai suoi ospiti
nessuna legittimazione se non quella dei livelli spirituali.
Ma proprio in questa libert totale agisce al massimo il limite invisibile. Per lintellighenzia borghese il livello spirituale consiste proprio nel considerare i problemi ideologici in maniera puramente ideologica, nel restare avvinti nel
circolo incantato dellideologia. Queste stazioni intermedie sulla strada dal passato al futuro per lintellighenzia ci
sono sempre state, sin da quando il proletariato entrato
nella lotta di classe come forza autonoma e la questione
del superamento dello sfruttamento e diventata la parola
dordine di battaglia della lotta delle due nazioni. Marx
ha riconosciuto chiaramente questa ideologia al suo nascere e lha aspramente criticata nei giovani hegeliani radicali. E la sua critica costituisce la base di qualsiasi altra
critica di queste stazioni intermedie e del loro significato
politico sociale. Scrive Marx: Poich questi Giovani hegeliani considerano le rappresentazioni, i pensieri, i concetti, e in genere i prodotti della coscienza da loro fatta
autonoma, come le vere catene degli uomini (...), sinten225

de facilmente che i giovani hegeliani devono combattere


soltanto contro queste illusioni della coscienza. Poich
secondo la loro fantasia le relazioni fra gli uomini, ogni
loro fare e agire, i loro vincoli e i loro impedimenti sono
prodotti della loro coscienza, i Giovani hegeliani coeren
temente chiedono agli uomini, come postulato morale, di
sostituire alla loro coscienza attuale la coscienza umana,
critica o egoistica, e di sbarazzarsi cos dei loro impedimenti. Questa richiesta, di modificare la coscienza, con
duce allaltra richiesta, dinterpretare diversamente ci
che esiste, ossia di riconoscerlo mediante una diversa interpretazione (il corsivo mio, G.L.). Nonostante le loro
frasi che, secondo loro, scuotono il mondo, gli ideologi giovani-hegeliani sono i pi grandi conservatori. I pi
giovani tra loro hanno trovato lespressione giusta per la
loro attivit, affermando di combattere soltanto contro
delle frasi. Dimenticano soltanto che a queste frasi essi
stessi non oppongono altro che frasi, e che non combattono il mondo realmente esistente quando combattono
soltanto le frasi di questo mondo (...). A nessuno di questi filosofi venuto in mente di ricercare il nesso esistente
tra la filosofia tedesca e la realt tedesca, il nesso tra la loro critica e il loro proprio ambiente materiale .
Questo singolare riconoscimento dellesistente me
diante una critica della coscienza e un assalto radicale al
rivoluzionamento della coscienza ha assunto gi nei giovani radicali, in Bruno Bauer e Stirner, la forma di voler
superare la teoria del proletariato rivoluzionario quanto a
radicalit nella riflessione su tutti i problemi. Con lina
sprirsi della lotta di classe questa tendenza si manifesta in
forme sempre nuove. La discrepanza della situazione sociale della piccola borghesia comporta necessariamente
che quelle ideologie che lallontanano dal proletariato rivoluzionario si muovano verso lestremo opposto. Mentre
1. K. Marx, F. Engels, Opere, cit., V, p. 16.

226

il piccolo bottegaio di fronte alla perdita della sua bottega


trema e di fronte al socialismo si spaventa perch con esso
vengono socializzate anche le donne, il piccolo borghese,
divenuto furente, deve essere ideologicamente guidato
al di l del socialismo. Gli si deve dimostrare quanto
sia inconseguente, dogmatico e meschino il socialismo del
movimento operaio, come uno spirito libero debba
cercare e trovare qualcosa di molto pi radicale se vuole
che i problemi siano risolti realmente e non in maniera
compromissoria come nel socialismo. questo il motivo
per cui il radicalismo straordinariamente adatto alla critica ideologica. Dunque, da un lato non vi qui alcun li
mite alla progettazione utopica, dallaltro il rovesciamento cos progettato e incomparabilmente pi profondo
della rivoluzione proletaria, giacch non vengono rivoluzionati solo i fenomeni economici superficiali della vita
(o meglio, questi non lo sono), ma anche luomo, lanima, lo spirito, la concezione del mondo. E siccome il rivoluzionamento economico superficiale viene considerato indifferente, pu partecipare a questo rivoluzionarismo radicale qualsiasi parassita redditiero senza dover
temere che la rivoluzione, la giusta rivoluzione, metta
in pericolo il godimento della sua rendita.
Questo andare al fondo delle cose in maniera radicale si esprime ideologicamente nella trasformazione
della dialettica oggettiva in sofistica soggettiva, in un relativismo radicale. Dice Lenin: La differenza tra soggettivismo (scetticismo, sofistica, ecc.) e dialettica consiste in
questo, che nella dialettica (oggettiva) anche la differenza
tra relativo e assoluto relativa. Per la dialettica oggettiva anche nel relativo contenuto lassoluto. Per il soggettivismo e la sofistica il relativo solo relativo ed esclude
lassoluto 2. Lesclusione radicale di qualsiasi assoluto
dal pensiero non solo un grandioso gesto rivoluzionario,
2. Lenin, La questione della dialettica,

XIII,

p. 376.

227

che agli occhi degli abitanti dellHotel e dei loro ammiratori si lascia molto indietro la teoria dogmatica del proletariato come qualcosa di piccolo borghese. Essa crea
anche quellatmosfera dello stare eternamente in sospeso,
di timidezza di fronte a qualsiasi decisione derivante
dallonest intellettuale, dalla scrupolosit scientica,
dalla profondit etica, che rende cos piacevole la vita
nellHotel Abisso, perch si riusciti felicemente a
stravolgere la propria incapacit di scegliere tra le classi in
lotta in superiorit rispetto alle piccole lotte di ogni giorno. E il fatto che con ci si sia compiuta una scelta
quanto pi inconsapevole tanto meglio e che la scelta
sia caduta sul partito degli oppressori e degli sfruttatori,
giustifica proprio il valore che questo Hotel e i suoi abitanti hanno per la borghesia in determinati periodi.
Ma nonostante tutto, il valore di questo relativismo per
la conservazione dellordine borghese e della sua ideologia
non si ancora esaurito. Lo stare in sospesodella scepsi radicale pu esseremantenuto in maniera conseguente solo in
periodi molto particolari e solo eccezionalmente. Lassoluto cacciato dalla porta rientra dalla finestra. Si tratta per
di un altro assoluto. Si allontana dal pensiero lassoluto
della realt oggettiva e ci che si introduce di soppiatto

il finto assoluto del mito religioso. Se scientificamente


indimostrabile se la terra a girare intorno al sole o il sole
intorno alla terra, stanno per il momento allo stesso livello di indimostrabili ipotesi di lavoro la storia della
creazione di Mos e la teoria di Kant e Laplace. Si pu
tuttavia affermare subito che delle due ipotesi quella mo
saica superiore quanto ai valori umani, morali, metafisici. Ed in particolare chiaro che le esperienze religiose dei profeti o dei santi sono fatti esattamente come
quelle dei fisici o dei chimici durante i loro esperimenti.
Poich in entrambi i casi viene posto fra parentesi, in
maniera scettica e relativistica, il contenuto di verit, il riferimento alla realt oggettiva, e possibile indagare in
maniera imparziale queste esperienze religiose e il loro
228

contenuto umano generale o eticamente esemplare senza fondarlo ulteriormente in una concezione relativistica
(William James, Scheler, ecc.). Nasce cos a poco a poco
in maniera scrupolosamente scientifica una nuova religione per i dotti. Per coloro che sono gi divenuti inaccessibili per il pesante e costante stordimento religioso della
chiesa. perci lo stesso se viene creata una nuova reli
gione settaria oppure si predica una forma di ateismo religioso, poich in entrambi i casi questa nuova religiosit
ha la stessa funzione sociale della vecchia, si rivolge solo a
quegli strati che non possono pi essere da loro conquistati. Un prete cattolico che violenti fanciulle [...] molto meno pericoloso per la democrazia di uno senza abiti sacri, di uno senza religione grossolana, un prete ideale
e democratico che predica la creazione di un nuovo Dio.
Poich smascherare il primo prete facile, non difficile
condannarlo e scacciarlo, ma il secondo non si lascia
scacciare cos semplicemente, mille volte pi difficile
smascherarlo e nessun piccolo borghese fragile e incostante si dichiarer disposto a condannarlo 3.
Questo slittamento del relativismo scettico nella mistica reazionaria acquista sempre pi significato col pro
gredire del processo di decadenza della borghesia. Tale
processo ha il suo riflesso ideologico nella crescente disgregazione dellideologia borghese del progresso. Nel periodo di ascesadella borghesia lidea di progresso fu criticata talvolta in maniera molto spiritosa solamente
dagli ideologi delle classi feudali e semifeudali in declino e
spodestate. Lintellighenzia che si staccata dalla borghesia, posta tra questa e il proletariato, da un lato ha lottato
contro la limitata uniformit e il limitato ottimismo di
questa idea di progresso, dallaltro ha tentato di superare
questultima in radicalismo. (Che questo radicalismo non
porta necessariamente allidea materialistica di progres3. Lenin a Gorki,

14 novembre 1913.

229

so, che, anzi, allopposoto, pu trasformarsi in posizione


reazionaria, lo dimostra lesempio della critica di Marx a
Bruno Bauer).
Nella crisi generale del capitalismo anche questo problema acquista tratti nuovi. Gi col parassitismo imperialistico lideologia del progresso ha perso la sua forza at

trattiva ancheallinterno della borghesia. Fra gli intellettuali la generale incredulit riguardo al progresso e cresciuta in maniera incredibilmente rapida; e nel contempo
cresciuta, parallelamente, la tendenza sempre pi accen
tuata a civettare con le ideologie reazionarie. La crisi generale del capitalismo fa emergere questo complesso di
problemi dal ristretto circolo dellintellighenzia e lo pone
al centro dellarena della lotta di classe. La piccola borghesia, minacciata e scossa nei suoi fondamenti materiali
dalla crisi generale, passa in uno sconvolgente lasso di
tempo a un anticapitalismo spontaneo e confuso. Nasce
su questo terreno, spontaneamente, unideologia reazionaria nella forma e nel contenuto, che tuttavia ha come
elemento specifico la possibilit di sbarazzarsi in ogni
momento del suo contenuto reazionario, di disfarsi
dellinvolucro reazionario e trasformarsi in rivoluzionaria. La tendenza a questo cambiamento viene accelerata
oggettivamente dalla crisi generale, che diventa sempre
pi profonda, del sistema capitalistico, soggettivamente
dallinusso crescente del partito comunista. La borghesia deve impiegare ogni mezzo per mantenere questo movimento su un terreno reazionario e impedire la chiarificazione della confusione spontanea. Non possiamo qui
analizzare, nemmeno per cenni, lintero sistema di questi
sviamenti e inganni dal socialfascismo al fascismo aperto.
Ma chiaro che in questa situazione la compenetrazione
di relativismo e misticismo allinterno dellHotel Abisso deve diventare sempre pi forte e che lo scetticismo
relativistico delllite intellettuale deve trasformarsi sempre pi velocemente in una mitologia religiosa mascherata da radicalrivoluzionaria. E proprio allinterno di una
230

tale crisi, che mina sempre pi le vecchie autorit, e in cui


le masse, anche quelle piccoloborghesi,sono desiderose di
un nuovo orientamento e di una guida per trovare una via
duscita dalla loro situazione divenuta insopportabile, de
vono accrescersi il valore e il signicato che lHotel Abisso ha per la borghesia. Dunque, nch la lotta oscilla cos
spesso, finch la crisi del sistema diviene chiara alle masse,
e per la borghesia una questione vitale tenere lontano dalla
lotta aperta contro il sistema quello strato che essanon riescea conquistare alla difesa dichiarata del suo sistema. Solo il fascismo appena giunto al potere si immagina di non
usare pi tali appoggi. Esso tenta con tutti i mezzi
dellubriacatura demagogica della folla di indurre la suggestione dellawento di una nuova epoca, che non ha niente
a che vedere con la vecchia borghesia liberale. Finch i
fascisti credono che questa suggestione regge, lintellighen
zia disgregata viene scacciata o repressa e il Grand Hotel
Abisso demolito. Ma la necessit sociale della sua esi
stenza non scompare. Nellemigrazione sono gi sorte liali e dpendencesdel vecchio Hotel, sia pure arredate materialmente in maniera meno splendida. Ma non appena
diverranno pubbliche la diminuzione e la dissoluzione della sua base sociale, anche il fascismo dominante sar costretto a erigere un nuovo Hotel Abisso sia pure con
unaltra facciata e con una diversa disposizione interna
o almeno a non impedirne pi la costruzione.
Il progredire della crisi economica e culturale, linasprimento della lotta di classe, il crescente inusso del
partito comunista, la crescente forza attrattiva della costruzione
socialista e della rivoluzione
culturale
nellUnione sovietica devono perci necessariamente agre sullideologia borghese sempre pi in dissoluzione. Il
miscuglio eclettico delle ideologie reazionarie dellepoca
imperialistica, che il fascismo dominante sintetizza in
teoria e prassi della barbarie, non pu in nessun modo
soddisfare lonesta intellighenzia svegliatasi solo a met
strada. Essa deve cercare un nuovo orientamento, si deve
231

muovere tra borghesia e proletariato e quanto pi questo


movimento diventa forte, tanto pi grande deve divenire
il bisogno di portarlo a un punto di arresto, di evitare che
si avvicini al proletariato rivoluzionarie. E proprio in
questo periodo di controrivoluzione fascista il fatto che
lorizzonte spirituale sia limitato alla mera ideologia e la
Weltanschauung sia coerentemente idealistica acquista un
accresciuto significato di classe. La demagogia sociale del
fascismo, il socialismo tedesco perci possibile solo
sul fondamento ideologico di unaccentuata supremazia
dellideologia rispetto alla base materiale. Uno smascheramento e una distruzione reali dellideologia fascista sono possibili solo sulla base del contrasto materialmente
elaborato tra parole e fatti. Ma ogni ideologia che impedisce il risveglio delle masse per questunico punto di vista, che corrisponde ai loro interessi reali, va ad appogvolente o nolente la demagogia sociale, distogiare
glie le masse da una sua reale comprensione. Poich il relativismo sofista del periodo imperialistico sorto sul terreno di tutte quelle tendenze ideologiche (agnosticismo,
irrazionalismo, filosofia della vita, mito, sostituto pi
moderno della religione, ecc.) che il fascismo ha riunito
ecletticamente in una sua filosofia della barbarie, poich
questo relativismo sofista ha resistito proprio contro queste tendenze, in tutti i suoi gesti ipercritici e iperradicali,
nella confusione ideologica pi totale, esso non pu con
durre una reale lotta ideologica contro il fascismo. Su
questo terreno ideologico il Grand Hotel Abisso deve
necessariamente risorgere sempre di nuovo spontaneamente, non importa se nellemigrazone o nellillegalit
della Germania di Hitler, oppure magari tollerata in forme nuove dal fascismo. Diventa sempre pi forte la necessit di una rottura radicale con questo allestimento
ideologico della vita interiore, la necessit di distruggere
questo allestimento e di compiere il salto vitale della salvazione. Essa avvertita in maniera sempre pi forte da-

gli elementi migliori dellintellghenzia tedesca.Il radica232

mento nel capitalismo di una parte considerevole delllite intellettuale dunque cos forte che il Grand Hotel
Abisso non pu esserein realt distrutto nemmeno dal
fascismo.

La danza della morte delle ideologie


Di tutto ci che diciamo in genere
non va bene niente!
Robert Musil

Il grande romanzo di Robert Musil, ancora incompiuto


, costituisce un paradigma dellideologia delllite intellettuale tedesca che abbiamo sinora analizzato in genera
le, e cio di quella parte di questa intellighenzia che non
intende almeno consapevolmente fare concessioni
alla generale fascistizzazione della vita spirituale in Ger
mania. Nella sua carriera di scrittore non si manifesta alcuna concessione al gusto del grande pubblico, alle tendenze di moda dominanti. Egli sempre stato un convinto scrittore per llite, per gli stendhaliani happy few.
Schernisce di continuo nel modo culturale e letterario che
gli proprio e che conosceremo subito pi da vicino
la maggior parte delle tendenze dominanti fra gli intellettuali e nella letteratura moderna. Egli si sempre contrapposto ai suoi contemporanei anche sul piano stilistico: non ha partecipato n della confusione impressionistica n dellaffettazione espressionistica della prosa tedesca; scrive in uno stile quasi scientificamente trasparente,

4. 1 primi due volumi del romanzo sono apparsi nel 1930 e nel 1933 presso
leditore Rohwolt di Berlino. [Le citazioni nel testo sono tratte dalla traduzione
it. di Anita Rho, Luomo senza qualit, Einaudi, Torino, 1962].

233

chiaro, semplice ed equilibrato di chi ha dimestichezza coi


classici, nonostante la grande plasticit delle sue figure e

delle suedescrizioni. ancheper questo che non mai di-

ventato popolare. Soprattutto col suo ultimo romanzo


per divenuto una celebrit esoterica per gli iniziati, per
lavanguardia spirituale dellintellighenzia di sinistra degli
anni precedenti alla presa del potere da parte di Hitler.
La scienticit del suo stile non qualcosa di esterio-

re. Musil si differenzia dalla maggior parte dei suoi con

temporanei e dei suoi compagni di classe per il fatto che nel


periodo dellimperialismo e della fascistizzazione egli non
partecipa del disprezzo crescente della filosofia della vita
per lintelletto. Egli si riuta di accettare lindimostrabile,
vuole sempre avere il terreno solido sotto i piedi; un razionalista. La particolarit della tematica letteraria e quindi del metodo creativo di Musil consiste invece nel fatto
che con questa Weltanschauung e con questo metodo si
avvicina ai problemi spirituali dellodierna lite intellettuale. Coi metodi di una scienza esatta, cos come egli la intende, vuole vericare quale intima coerenza e quale contenuto di verit contengono questi problemi spirituali. Egli
dunque uno sperimentatore precisissimo, un ingegnere che
razionalizza le pi rafnate emozioni delllite intellettuale
contemporanea. Niente si sottrae alla sua critica acuta,
non vi niente che egli consideri cos sacro e indimostrabile da non sottoporlo allanalisi pi esatta.
Tuttavia, questo radicalismo intellettuale che non si
arresta di fronte a nulla si arresta proprio di fronte alle
questioni fondamentali. E cio Musil accetta questo suo
oggetto di indagine acriticamente, come un fatto. Non gli
viene nemmeno in mente di domandarsi in generale su
quale terreno reale possano sorgere queste emozioni spirituali che egli analizza. Esse vanno secondo lui assunte come gi date nei singoli individui viventi, come fatti da
analizzare. Non che in questo modo ricada in un empirismo volgare. Egli confronta esattamente tali fatti gli uni
con gli altri, fa emergere con acutezza lelemento comune,
234

il tipico, anche nei fenomeni apparentemente distanti gli


uni dagli altri. Non gli sfugge mai, come vedremo, chei fenomeni spirituali sono legati al mondo economico-sociale,
che tra l'atteggiamento spirituale e le azioni sociali di un
uomo esistono relazioni contraddittorie, paradossali e tut
tavia tipiche. Ma tutto questo si svolge per lui nellambito
dello spirito. Ci che egli perseguenon dunque lindagine
della genesi reale di tali fenomeni, n la loro derivazione
reale dalle loro cause effettive, bens una esattezza immanente e una fondatezza delle emozioni spirituali. Egli cerca
lautenticit delle esperienzespirituali della vita interiore
delluomo del nostro tempo, distrugge con la critica pi
acuta tutto ci in cui si nasconde unintima contraddizione, una menzogna consapevole o inconsapevole, un autoinganno pi o meno consapevole, ecc. Questa critica
per puramente immanente. Essa vuole fondare esattamente questi stessicontenuti e queste stesseforme della vita spirituale, vuole trovare in questa vita spirituale un fondamento solido per i medesimi, o molto simili, sentimenti,
esperienze, pensieri, azioni. Egli dice del suo eroe in chiusura della parte sinora pubblicata: Ulrich sapeva di non
avere infatti unidea chiara. Non intendeva n una vita di
sperimentatore n una vita alla luce della scienza, bens
una ricerca del sentimento simile alla ricerca della verit,
solo che non si trattava della verit. E proprio in questo
senso, in un dialogo sacro con sua sorella il protagonista
dice a proposito dello scopo delle sue ricerche, della sua vita: Mi addottrino sulle vie della vita santa [...] Non c
niente da ridere. Non sono religioso; considero la strada
della santit chiedendomi se non la si potrebbe percorrere
anche in automobile.
Musil difende dunque qui una particolare nuance
dellateismo religioso. I contenuti immediati delle vecchie
religioni per lui, come per la maggior parte dei migliori
esponenti del suo ceto, non sono pi seriamente presi in
considerazione. Per contro, egli, come la maggioranza di
questo ceto, ha unesperienza molto viva di come la vita
235

interiore delluomo odierno (che Musil in maniera ingenuamente inconsapevole identifica per lo pi con lintellettuale) sia divenuta inconsistente, disgregata, insincera e
di come la morale delle vecchie religioni abbia dato ad essa una grande stabilit. Si tratta dunque della solita nostalgia romantica per la religione dellintellettuale disgregato. una reazione spontanea e immediata, non ulterioremente analizzata, di questo ceto alla decadenza ideologica nel periodo di declino del capitalismo, che qui si manifesta in maniera ovviamente immediata e spontanea
nellambito ideologico e specialmente in quello morale. I
fenomeni conseguenti al declino del capitalismo vengono
vissuti in modo molto violento, le sue cause restano ignote e quindi la reazione spontanea una fuga nellideologia
precapitalistica. Considerato socialmente, questo fenomeno analogo allassalto ai grandi magazzini da parte
dei piccoli commercianti. E nonostante la differenza del
livello culturale dellargomentazione, il contenuto sociale, il livello dellindagine delle cause sociali della condizione della propria classe, disgregata dal capitalismo, restano gli stessi. Certo, in Musil il caso qualcosa di diverso che nella maggior parte dei suoi contemporanei e compagni di classe, i quali, di fronte alla dissoluzione
dellideologia borghese nella crisi generale del capitalismo, si rifugiano a precipizio nelle vecchie religioni o nei
nuovi miti del generale movimento di fascistizzazione. La
fuga tuttavia presente anche in Musil. Solo che egli
da intellettuale soggettivamente onesto non vuole abbandonare il terreno traballante dellideologia senza trovare col suo metodo di misuratore ingegneristico delle pi
sottili disposizioni dellanima un terreno solido, un ponte
che resista a tutte le prove circa tali materiali e tali carichi.
Il protagonista, che diventa sempre pi identico a lui, studia perci accuratamente tanto le vecchie esperienze religiose dei santi e dei profeti, quanto quelle dei contemporanei che accettano ciecamente il mistico-religioso.
Anchegli, come costoro, dalle prescrizioni morali religiose
236

crea norme morali per la critica del presente. Perci sospira scettico: un gran peccato che gli studiosi di scienze esatte non abbiano delle visioni!. Fin qui, finch tale
questione resta non chiarita e finch la via santa non
costruita in maniera tanto solida da poterla percorrere in
automobile, Musil e il suo eroe restano sospesi in una posizione tutta relativistica e radicalmente scettica.
Questa scepsi di Musil per una scepsi satirica e
battagliera. Egli disprezza profondamente gli intellettuali
moderni che, molto alla leggera e senza provarne la resistenza, costruiscono un ponte fra la religione e i bisogni
degli uomini moderni, che per la dissolutezza dei sentimenti o persino per scopi egoistici, ingannevoli o autoin
gannevoli, praticano la confusione impura e inesatta fra
religione e scienza, fra religione e bisogni umani odierni.
Il suo odio pi profondo e qui si manifesta la personale onest del suo sentimento inconsapevolmente anticapitalistico si concentra su quei tipi che si servono di questa confusione fra sentimento e pensiero per fare lapologia del sistema vigente, per operare la sintesi tra affari
e anima, tra capitalismo e religione. Nel suo romanzo
Musil rafgura questo tipo mutuando tratti facilmente

riconoscibili di Walter Rathenauper descriverneil mondo

di idee e il destino esteriore come un commerciante


principesco che vuole intrecciare in ununit armonica
affari e idealismo, idee e potere, anima ed ecomomia. Musil vede molto chiaramente che la base di una
tale sintesi nella Weltanschauung lesatta separazione
nella vita. Egli dice di Arnheim (cosi egli chiama la figura
di Rathenau nel suo romanzo): Quando in uno dei suoi
uffici direttoriali esaminava un bilancio preventivo si sarebbe vergognato di ragionare altrimenti che da mercante
e da tecnico; ma appena il denaro della ditta non era pi
in gioco si sarebbe vergognato di non ragionare nel modo
opposto e di non proclamare che luomo deve esserereso
idoneo a elevarsi per una strada diversa da quella ingan
nevole della metodicit, della regola, dellunit di misura
237

e simili, i cui risultati sono affatto esteriori e in ultima


analisi senza importanza. Non v dubbio che quellaltra
strada si chiama religione; egli aveva scritto libri sullargomento.

Questa religione allora per Arnheim-Rathenau un


eccellente mezzo per ottenere personalmente fama mondiale di scrittore, per brillare come uomo di fama internazionale in alcuni salotti europei e nel contempo usare la
gloria di queste relazioni per una grandiosa diplomazia
commerciale. Lacuto occhio satirico di Musil, che qui
chiarisce il nesso fra irrazionalismo imperial-fascista e

commercio nel capitalismo monopolistico, mostra tuttavia subito come egli si limiti alla mera ideologia non appena abbandona il campo delle pure e giuste osservazioni.
Infatti, la sua satira non si rivolge al parassita dallanima
bella del capitalismo monopolistico reazionario in dissoluzione, bens alla mancanza di onest intellettuale di
Arnheim; non odia in lui lo sfruttatore, lapologeta del
capitalismo, disprezza semplicemente la sua confusione
di pensiero e sentimento, la bassezzadei suoi principi morali. Ma nonostante tutto, qui si raggiunge una satira talvolta brillante. Musil da diversi primi piani di questo suo
personaggio. Lo rappresenta, fra laltro, in una conversazione col suo dio e lo fa esprimere in questi termini
sullorganizzazione migliore del mondo: Il capitalismo, come organizzazione dellegoismo secondo il grado
della capacit di procurarsi denaro lordinamento pi
grandioso e tuttavia pi umano che noi abbiamo saputo
elaborare in Tuo onore; la condotta umana non porta in
s una misura pi esatta. E Arnheim avrebbe suggerito
al Signore di organizzare il Regno millenario secondo i
criteri commerciali e di affidare la sua amministrazione a
un grande uomo di affari che avesse naturalmente anche
cultura filosofica ed educazione mondana. La satira di
Musil su questo tipo risulta perci nonostante i limiti a
cui abbiamo accennato sottile, ben riuscita e vivace in
quanto non solo descrive la separazione esatta fra com238

mercio e anima nella vita e il predominio dellanima nel


pensiero, ma al tempo stesso dimostra sempre di nuovo
come nei sentimenti, nelle azioni e nei sublimi pensieri di
Arnheim, dietro il mantello metafisico con cui coperto,
riaffiori sempre il calcolo capitalistico. Cos egli fa dire ad
Arnheim dopo una grande tragedia damore: Un uomo
cosciente delle proprie responsabilit quando fa dono
della sua anima pu sacrificare soltanto gli interessi e
giammai il capitale.
Queste due gure, le cui continue schermaglie costi
tuiscono una parte importante del romanzo musiliano, sono inserite in unazione la cui invenzione dimostra le non
indifferenti qualit satiriche di Musil. Il romanzo ambientato negli anni immediatamente precedenti alla guerra
e descrive i maggiori esponenti intellettuali dellalta societ
austriaca. Tratta di una grande Azione patriottica che,
ideata da un aristocratico austriaco, viene realizzata
dallalta burocrazia e dallintellighenzia. LAzione consiste
nel dover preparare una grande festa nazionale per il settantesimo giubileo dellascesa al trono dellimperatore
Francesco Giuseppe 1. Tutti sono entusiasti di questa

grandefesta. Si tratta solo di trovare unidea concreta,


un contenuto concreto per questa azione. Davanti a noi si
agitano vorticosamente tutti i tipi delllite culturale austriaca, ciascuno avanza proposte straordinariamente spirituali o particolarmente profonde e tutte vengono discussea fondo e con partecipazione, al massimo livello della spiritualit moderna, e tutte le volte si conclude che non
si possono ancora prendere decisioni denitive, che necessario nominare un comitato apposito che elabori una
proposta denitiva, che necessaria una preparazione particolare. Tutti dicono che lidea centrale della grande
azione deve nascere subito, ma nessuno sa dire quale debba esserequesta idea. Tutti dicono che qualcosa deve accadere subito, ma nessuno in grado di dire che cosa.
La forza satirica di questa azione principale si espri-

me innanzitutto nel fatto cheMusil capacedi far esibire

tutti i circoli della pi alta spiritualit,

dal clero allalta

239

burocrazia, ai letterati e ai professori universitari, nel fatto che in ogni discussione essi mettono in azione lintera
flotta delle loro ideologie, che vengono eseguiti tornei spirituali al livello pi alto su tutte le questioni che interessano gli intellettuali e che da tutto questo non viene mai
fuori niente. Gi il contrasto fra il grande sfoggio culturale e la ridicolaggine aulicoburocratica dell'occasione produce forti effetti satirici. Effetto che vieppi accresciuto
dal contrasto fra la seriet degli sforzi spirituali e la totale
improduttivit dei loro risultati. Limpotenza dello spi
rito, su cui Max Scheler nel dopoguerra ha scritto cose
che hanno avuto molta influenza, limpotenza dello spirito intellettuale borghese di fronte ai problemi pi semplici
della realt pratica forse in nessun altro romanzo moderno stata rappresentata con tanta efficacia. Musil sembra
stare al di sopra di tutti i suoi personaggi. Egli capace di
esprimere nel modo intellettualmente e culturalmente pi
elevato ogni sfumatura ideologica dellodierna intellighenzia borghese, in maniera tale che non solo viene
espressaadeguatamente la tendenza ideologica in questione, ma viene anche chiarita in chiave satirica la sua dialettica immanente: vengono cos chiaramente in luce tanto
le sue contraddizioni interne quanto le contraddizioni ripatriottica,
spetto alla realt. Intorno allAzione
ugualmente ridicola allesterno e allinterno, si svolge una
vera e propria danza della morte delle moderne ideologie
borghesi. Ciascuna sfumatura ideologica insegue se stessa
e quella avversaria in un girotondo fra il serio e lironico
verso la morte e scopre impietosamente la nullaggine,
lassenza di contenuti e lintima insincerit propria e degli
avversari.
La grottesca ridicolezza di questa danza della morte
viene ancor pi accresciuta dal fatto che i partecipanti
fanno convergere nellazione tutti i loro interessi privati e
di affari. ll commerciante principesco Arnheim tiene
nei saloni le conferenze pi brillanti sul regno dellanima
al fine di acquistare per la sua ditta, con laiuto e dietro il
240

paravento dellAzione, i giacimenti di petrolio galiziani e


ottenere certe ordinazioni dal ministero della guerra. Un
dotto generale del Ministero della guerra partecipa in maniera tanto assidua quanto goffa a tutte le discussioni, si
sforza di capire i diversi orientamenti culturali, per si
serve dellAzione anche per ottenere finanziamenti per il
Ministero della guerra e incrementare lartiglieria. E laristocratico conservatore, che aveva avuto lidea dellazione, la usa daltro lato per rovesciare, attraverso intrighi di
corte, il ministro degli interni a lui antipatico. Intorno a
questi intrighi maggiori sene svolgono molti altri amorosi
e carrieristici. Il grande rogo delle ideologie serve praticamente a cuocere minestre private.
La satira sociale e di critica ideologica di Musil sarebbe dunque interessante, coraggiosa e bella. Ma quel limite invisibile di cui abbiamo parlato dettagliatamente
riaffiora di continuo e spezza proprio le punte decisive di
ogni slancio satirico. Tale limite non il risultato di un
compromesso, bens il limite proprio della sua concezione
del mondo. Egli ironizza acutamente sullAustria del periodo prebellico e la sua satira si estende a tutte le questioni attuali dellintellighenzia tedesca nel periodo di fascistizzazione. Ma questa ironia e lo spirito di uno che sta
dentro alla cosa fino in fondo, di un uomo il cui orizzonte
non va pi in l di quello di coloro su cui ironizza. Egli
schernisce ad esempio il dilettantismo politico del suo aristocratico per quel che riguarda la questione nazionale
austriaca. Quando per, come autore, a queste fantasie
dilettantesche vuole contrapporre lo stato di cose reale,
vengono fuori i luoghi comuni degli editoriali dei giornali
liberali, solo formulati ironicamente e autoironicamente
travestiti. E cos in tutte le altre questioni. E ad esempio
molto spiritoso che Musil faccia fare a unisterica dilettante darte la proposta di celebrare lanno del giubileo
come lanno di Nietzsche. Ma alcune pagine prima o do
po affiorano idee e metodi nicciani, con o senza riferimento esplicito a Nietzsche, su cui Musil non ironizza af241

fatto, ma anzi considera come una seria applicazione della condotta di vita etica da lui cercata.

Il fatto chelautore resti impigliato dentro i limiti invisibili rende discorde lintera opera. E in particolare il
personaggio principale. Questi (Ulrich) deve essere loppositore intellettuale onesto di questo cabaret delle ideologie, il suo onesto cercare un fondamento solido deve
rappresentare il contrasto dal quale vengono ironicamente illuminate la nullit, la stupidaggine e la disonest degli
altri. Ma che cosa Ulrich contrappone praticamente alla
farsa dellAzione patriottica? Innanzitutto egli si trova
a partecipare allAzione per varie disavventure personali;
diviene segretario dellaristocratico da cui era partita
liniziativa e quindi segretario di tutta lazione. Naturalmente, egli stesso non prende troppo sul serio questo suo
ruolo. Raccoglie tutti gli incartamenti e le proposte che
arrivano e riferisce al suo conte nella forma ironica: Pare che il mondo intero sattende da noi miglioramenti e riforme e una met incomincia con le parole: Bisogna
abolire... mentre laltra met proclama: Bisogna instaurare Ho qui esortazioni che vanno da basta con
linflusso di Roma fino a giunta lora dellorticoltura! Lei che cosa sceglierebbe? Ma questo sabotaggio
ironico, questa partecipazione con riserva canzonatoria
non significa affatto che le convinzioni pi serie di Ulrich
siano a un livello di conoscenza delle connessioni reali pi
elevato rispetto a quello di coloro che egli irride e sui quali ironizza. Si scopre infatti che egli pensa e presenta con
riserva ironica anche le sue convinzioni pi serie e che ne
fa continuamente scherno. E tuttavia questo scherno
amaramente impotente. Musil, infatti, da vero artista,
una volta voluto e creato un personaggio, fa venir fuori
tutto ci che vi sta dentro e solo questo ed costretto a
dare una certa direzione alla linea di sviluppo del pensiero
del suo eroe, nonostante la continua autoironia e la riserva ironica. E questa direzione molto significativa non
solo per il personaggio, ma anche per lo stesso Musil in
242

quanto in esso si esprimono chiaramente i limiti del suo


pensiero, il restare allinterno dellorizzonte del mondo
che irride.
In unimportante conversazione privata fra i massimi rappresentanti dellAzione Ulrich avanza la seguente
proposta: porre mano a un inventario generale dello
spirito! Dobbiamo fare suppergi quello che sarebbe necessario se il 1918 fosse lanno del Giudizio Universale e
bisognasse farla finita con lo spirito antico e dare vita a
uno spirito pi alto. Istituisca in nome di Sua Maest un
segretariato terreno dellesattezza e dellanima; tutti gli
altri problemi prima di questo sono insolubili o sono soltanto problemi apparenti! E pi avanti in uno dei dialoghi sacri con sua sorella, lunica persona che egli ami e
prenda sul serio, spiega questa proposta nei termini seguenti: Che cosa si dovrebbe fare? Una volta, in casa di
nostra cugina, io suggerii al conte Leinsdorf di istituire un
Segretariato mondiale dellesattezza e dellanima afnch
anche coloro che non vanno in chiesa sappiano che cosa
devono fare. Naturalmente lo dissi soltanto per scherzo,
perch gi da gran tempo abbiamo creato la scienza per il
bisogno di verit, ma se si volesse pretendere qualcosa di
simile per quel che rimane scoperto, bisognerebbe oggi
quasi vergognarsi di una pazzia. Eppure tutto ci che noi
due abbiamo detto finora, ci condurrebbe a quel Segretariato! In una successiva conversazione fra le stesse personalit dellAzione egli ritorna ancora su questa proposta: Lei nota, dice al suo conte, che il mondo non ricorda oggi quello che voleva ieri, che le sue disposizioni
danimo cambiano senza un motivo convincente, che in
perpetua agitazione, che non giunge mai a un risultato; e
che se ci si figurasse raccolto in un solo cervello quel che
accade nei cervelli degli uomini, ne risulterebbe innegabilmente una serie di manifestazioni deteriori che si potrebbero definire di imbecillit.
Vediamo dunque che si tratta del percorrere in automobile la strada santa. Ulrich ironizza continuamente sulla
243

morale odierna in favore di una morale pi elevata, di una


fantastica esattezza. Ci che vi contrappone per semplicemente questa esattezza fantastica. Musil dice delle
sue intenzioni: La morale per lui non era n costrizione
n saggezza, bensi linnito complesso delle possibilit di
vivere. Egli credeva a un potere daccrescimento della morale Egli credeva nella morale senza credere in una morale definita. Di solito sintende per essauna specie di regolamento di polizia che servea mantenersi in ordine la vita; e poich la vita non obbedisce neppure a tali regole, esse appaiono quasi impossibili a seguirsi, e, pur in questo
modo meschino, acquistano lapparenza di un ideale. Ma

non lecito metterela morale su questopiano. La morale

fantasia... E in secondo luogo: la fantasia non arbitrio.


Seabbandonata allarbitrio, la fantasia si vendica. Ulrich
vuole dunque porre ordine nella confusione ideologica del
periodo di decadenza del capitalismo mediante questo segretariato terreno dellesattezza e dellanima, attraverso
la morale, e questa sua intuizione non solo una sua convinzione profonda e onesta, ma anche nonostante tutta
lautoironia quella del suo autore.
Dove porta questa strada? Abbiamo visto che Musil
incalza la confusa stupidaggine delle ideologie intellettua
li borghesi con lironia pi amara. in particolare un nemico dichiarato del disprezzo dellintelletto e dellesattezza, della dissoluzione dei sentimenti, dellirrazionalismo
mistico, della canonizzazione della razza, in una parola di
tutte quelle correnti ideologiche che pi tardi sono confluite nel fascismo. A giudicare dalle sue intenzioni, egli
dunque tutto tranne che un reazionario o un oscurantista.
E in quanto intellettuale di livello culturale superiore, egli
disprezza altrettanto gli insignificanti residui dellideolo-

gia liberal-borghese.Ma poich egli cerca la sua strada in

questo groviglio e ha come bussola solo la sua fantastica


esattezza, deve necessariamente approdare nelle vicinanze del misticismo religioso. Che poi questo misticismo sia
ateo non cambia nulla nella realt dei fatti. Abbiamo gi
244

sentito che il famoso segretariato terreno ha il compito di


sostituire, per gli uomini divenuti irreligiosi, i comanda
menti della chiesa, la soggezione dei loro atti a questultima. Laristocratico conservatore e religioso di cui segretario non si lascia ingannare dai paradossi ironici di Ulrich. E con la perfetta coscienza di classe di un convinto
reazionario gli dice: Del resto ho sempre saputo che lei,
in fondo in fondo, non affatto un cattivo cattolico! E
Ulrich ribatte: Pessimo! Io non credo che Dio sia venuto, bens che debba ancora venire. Ma solo se gli si render il cammino pi breve di quanto sia stato finora! E in
una conversazione con sua sorella egli fa la seguente confessione: Mi hai chiesto che cosa credo. Credo che anche
se mi si dimostra mille volte che, per i motivi in vigore,
una cosa buona oppure bella, io sono e rimango indifferente, e lunico segno sul quale regoler il mio giudizio
: se la sua presenza mi abbassa o mi innalza... Ma
anchio non posso dimostrare nulla. E anzi sono convinto
che un uomo che cede a questo, perduto. Si smarrisce
nel crepuscolo. Nella nebbia e nella puerilit. In una noia
indistinta. Se tu togli dalla nostra vita lunivoco, non resta che uno stagno di carpe senza carpione... Dunque io
non credo! Non credo, prima di tutto, allinibizione del
male mediante il bene, che rappresenta il miscuglio della

nostra civilt e mi fa schifo! Dunque io credo e non cre-

do! Ma forse credo che fra un po di tempo gli uomini saranno parte molto intelligenti e parte dei mistici. Forse
avverr che anche ai nostri giorni la morale si divida in
queste due componenti. Potrei anche dire: in matematica
e mistica. In miglioramento pratico e avventura ignota!.
Dove porta allora questa strada? Abbiamo visto che
essa ideologicamente porta a una relazione ironica, da
buon vicinato, con la reazione colta, spiritualmente altolocata. I reazionari intelligenti capiscono molto bene che
la nuance matematica dellateismo religioso di Musil, della creazione di Dio come massima occupazione per gli intellettuali un ottimo apparecchio di sicurezza per il sistema
245

esistente. Nonostante tutti i suoi paradossi ironici, questo


Ulrich (e il suo autore) resta un supporto della societ. Il
ruolo conservatore del suo iperradicalismo intellettuale
viene alla luce con chiarezza ancora maggiore se diamo
un breve sguardo anche al suo modo di agire. Abbiamo
gi visto il suo ruolo di segretario dellAzione patriotti
ca. Contemporaneamente egli ha delle banali avventure
con donne, movimentate solo da ironiche osservazioni. Il
disprezzo per la morale vigente lo induce a protestare un
paio di volte. Il disprezzo per la morale gli rende talvolta
attraente il delitto e colui che lo commette. Gli viene cos
lidea di salvare lomicida di una prostituta condannato a
morte. Ma anche questa azione, la cui insensatezza non
ha bisogno di commento, si dissolve nellironico e diventa
per lui persino scomoda e spiacevole quando viene spinta
oltre il dovuto da unisterica ammiratrice. Allo stesso modo, insieme con la sorella egli si trastulla con lidea della
vendetta contro lodiato e filisteo cognato. Quando per
sua sorella prende sul serio la vendetta e falsica il testamento del padre in maniera che il cognato venga estromesso, anche questa azione nella sua mente si dissolve in
riflessioni ironiche e autoironiche.
Dunque, non accade nulla. Nemmeno nellambito ristretto della vita privata. Quando uno Stupido amico di
giovent in una conversazione gli rimprovera che tutta la
sua filosofia sfocia in pratica in quella del tirare a campare della vecchia Austria, va molto vicino alla verit. Il
misticismo scettico di Ulrich (e di Musil) conduce persino
a una sanzione teorica del non fare nulla. Il suo radicalismo intellettuale si concentra spesso nella formula della
abolizione della realt, cio sullesigenza di forgiare e
vivere la realt come fa la poesia, in altre parole sul principio della rigida e inconciliabile contrapposizione fra in
terpretazione e trasformazione della realt, in un rifiuto
radicale del tentativo di trasformazione come unattivit
.vuota e solo apparentemente importante. (Negli esempi
pratici del mondo che egli fa vi naturalmente il giudizio
246

di Musil). Liperradicalismo di Ulrich opera nella manie


ra pi peculiare e significativa proprio in questo rifiuto di
qualsiasi prassi. Non solo nella disgregazione e dissoluzione ironiche della vuota attivit degli uomini, dellinsensatezza del loro fare e del loro impulso, ma anche in linea di principio. Perch una persona buona, dice Ulrich, non migliora affatto il mondo, n influisce in alcun
modo su di esso; se ne allontana soltanto! E dopo una
lunga conversazione ironico-mistica con sua sorella sul
Regno millenario, fra i due si svolge il seguente dialogo: Viviamo in un tempo in cui la morale in crisi 0 in
dissoluzione. Ma dobbiamo mantenerci puri, in vista di
un mondo che pu ancora venire! Credi che questo influisca sul suo avvento o non avvento?, interrog Agathe.
credo questo:
No, non lo credo purtroppo. Tuttal pi
uomini
vedono
agiscono
che
rettae intendono non
se gli
mente, quel mondo non verr certo e la decadenza non si
potr arginare! Che cosa timporta se fra cinquecento
anni le cose saranno cambiate o no? Ulrich esit. lo
faccio il mio dovere, capisci? Come un soldato, direi.
Dove porta dunque questa strada? La risposta non
tanto difficile, crediamo: diritti in una bella camera del
Grand Hotel Abisso. Lintero dispiegamento di energia intellettuale, morale e poetica di Musil in questo romanzo che rappresenta la sintesi degli sforzi ideali e
letterari di tutta la sua vita serve semplicemente a mantenere gli intellettuali, disperati per la crisi culturale e
allinizio della loro dissoluzione da parte della cultura capitalistica, in una disperazione narcisistica e autocompiaciuta, a insegnar loro a stabilirsi sullorlo dellabisso e a
guardare dallalto i compagni di classe che non sono ca
paci di innalzarsi allaltezza di questo pessimismo
ironico-quietistico, che non si accontentano di contribui
re col loro restar puri allavvento del Regno millenario, al quale neppure loro credono.
un destino tragicomico di Musil che egli, che odia
tanto la dissolutezza dei sentimenti dellintellighenzia di
247

sgregata, che durante tutta la sua attivit di scrittore si


rifiutato tenacemente di offrire passatempi intellettuali a
degli sfaccendati, offra invece oggettivamente nientaltro
che divertimento a dei parassiti. Egli considera la danza
della morte delle ideologie moderne da lui rappresentata
in un modo amaramente serio e amaramente tragico. Non
costituisce un suo difetto personale il fatto che ci che
egli ha descritto come una grande tragedia comica del
presente sia oggettivamente diventata una Jazz-Band in
tellettuale del Grand Hotel Abisso. Infatti, allinterno
dei limiti invisibili del suo modo di porre i problemi, Musil sta al livello pi alto che sia possibile raggiungere alla
sua classe, sia per la capacit artistica e intellettuale di do
minare la materia che per lonest e sincerit delle sue
convinzioni personali. Il carattere relativamente cos elevato della sua produzione fa della sua opera un esempio
interessante della situazione spirituale di una determinata
parte delllite dellintellighenzia tedesca. E daltro canto,
proprio questa elevatezza della sua opera d la misura
della profondit della crisi culturale della borghesia
odierna, della profondit del livello che ha raggiunto il
generale processo di decadenza della sua classe. Non
pertanto difficile mostrare questo processo di decadenza
nella produzione media degli scrittori contemporanei; esso molto evidente. Ma qui, dove tutti i dettagli sono
realmente elaborati sia sul piano intellettuale che su quello artistico, emerge con chiarezza impressionante a che
cosa ha gi condotto tale processo di decadenza. Non
parliamo della disperazione, n dellautodissoluzione del
le ideologie. La letteratura borghese gi da tempo ha prodotto opere la cui tendenza fondamentale stata la distruzione di tutti i possibili punti di vista e le prese di posizione della classe dominante Bouvard et Pcuchet e La
.
tentation de Saint Antoine di Flaubert, Wildente di Ibsen
valgano qui da esempi particolarmente pregnanti di tali
tendenze alla disperazione. Ma Flaubert e Ibsen erano
realmente e sinceramente in una situazione di disperazione
248

verso la loro classe, hanno realmente e sinceramente odia


to la loro classe e la sua ideologia, hanno realmente e sinceramente cercato una via duscita da essa; la loro disperazione dunque profonda e commovente poich sta alla
ne di uno sforzo disperato quanto vano di staccarsi dalla classe odiata e di elevarsi al di sopra del suo orizzonte.
La tendenza parassitaria, che come ha dimostrato Lenin la tendenza fondamentale generale dellepoca imperialistica, nel nostro caso consiste nel fatto che da un
lato la dissoluzione oggettiva dellideologia della classe
divenuta molto pi violenta, per cui per ogni possibilit
oggettiva ne stata data una maggiore di superare i limiti
ristretti dellorizzonte borghese. Ma, dallaltro lato, il parassitismo si manifesta proprio nel fatto che lautocritica
della dissoluzione, la non credenza nellideologia della
propria classe, il rifiuto e il disprezzo delle sue forme sociali perdono in veemenza e pathos, nel fatto che tale tendenza si adegua con compiaciuta ironia al sistema che di
sprezza ed escogita unideologia che consenta loro, nonostante tutto il disprezzo per la propria classe, la pacifica
tolleranza del permanere del suo dominio e del disfaci
mento che esso comporta. Ci si salva la coscienza intellettuale e morale con una critica ironica radicale, ma ci si arresta a questa ironia. Nei primi anni del dopoguerra Thomas Mann ha scritto qualcosa di simile a un romanzo
ideologico-parassitario, sia pure non del livello intellettuale di quello di Musil, La montagna incantata. Anche
qui le varie ideologie borghesi si dissolvono reciprocamente in un nulla. Ma Thomas Mann ancora un ideologo consapevole della borghesia: alla generale e totale dissoluzione intellettuale egl contrappone il semplice e laconico comportamento di un semplice cittadino e fa guarire moralmente i suoi personaggi, distrutti in interminabili e sterili discussioni, nei bagni ferruginosi della
guerra mondiale. In Musil il processo di dissoluzione si
trova a uno stadio molto pi avanzato. Davanti ai suoi
occhi non vi pi niente di borghese che abbia un valore
249

positivo, ma proprio da questa disperazione generale egli


trae i suoi argomenti scetticomistici sullesistente tanto
disprezzato. Per il mondo borghese che egli vede, e il modo in cui lo vede, esiste ancora solo il problema: con quale ideologia critica o ribelle ci si adatta praticamente
allesistente; e dunque solo il dilemma se questo adatta
mento debba avvenire nella forma filistea o patologica, in
quale mistura di autoinganno consapevole o inconsape
vole. Lonest personale e di scrittore di Musil fuori di
scussione, la sua opera non per altro che una sostica
dominata con strumenti notevoli: Di tutto ci che dicia
mo in genere non va bene niente.

250

6. LA TEORIA LETTERIA DEL


MOVIMENTO NAZIONALE

A prescindere dal fatto che sono un


decadente, sono'anche lopposto del
decadente.
Nietzsche,

Ecce homo

Il signor Bauer ha trattato dunque la


questione religiosa e teologica in un
modo religioso e teologico.
Marx, La sacra famiglia

Se si analizza la teoria letteraria del nazionalismo tedesco


odierno, vi si trova nonostante lenorme variet di posizioni ideologiche e di metodi, che deriva dalla contraddittoria situazione di classedel movimento nazionale e ha
come conseguenza una pluralit di gruppi e gruppuscoli
accanto ai grandi partiti un problema centrale. Si afferma il carattere decadente della cultura (e quindi anche
della letteratura) attuale e si pone linterrogativo: qual
la via per uscire dalla decadenza? La linea pi importante
di separazione fra teoria letteraria di sinistra e teoria
letteraria di destra nella borghesia odierna ovviamente costituita dal modo in cui viene considerato il presente.
Max Wedel inizia giustamente la sua critica di Hauptmann con la domanda: Quale dignit assume questepoca? (il periodo 18901914).Mentre a sinistra si af1. Die Tal, novembre,

1932.

251

ferma che lo sviluppo della Germania si inizia a partire


dal 1918 e si vede nella democrazia di Weimar un progresso rispetto allimpero guglielmino, la destra considera
tutto questo periodo indipendentemente dalla differenza delle singole posizioni in s importante, ma qui
inessenziale un periodo di decadenza. Ma con ci sono
determinate anche le altre questioni che ne conseguono.
Devono essere scoperte le cause di questa decadenza: le
cause della sconfitta nella guerra mondiale. Mentre le
questioni della guerra e della sconfitta vengono cos unificate, sorge un nuovo campo di battaglia tra destra e
sinistra: il giudizio sullo sviluppo della Germania negli
ultimi

decenni

(o ancora

prima):

ricercare

in che cosa

consistano i germi della malattia e individuare quelle correnti decadenti che, con una necessit storica negata da
pochi, hanno portato alla sconfitta nella guerra mondiale. Con ci la questione centrale per la teoria letteraria
della salute o della decadenza assume un significato
che va oltre lambito della letteratura: il giudizio sulla letteratura passata e presente, la determinazione del suo corso di sviluppo, delle sue correnti e dei suoi scopi sembrano indipendenti dal modo in cui viene giudicata la storia
generale della Germania, da come si risponde al da dove e dove della Germania tutta.
I La lotta contro lideologia liberale
.
La critica delle cause della sconfitta nella guerra mondiale
e apparentemente molto semplice. Il colpo di pugnale,
il nemico interno, i criminali di novembre, ecc. sono
noti a tutti. Questo contrasto cos acuto , dal punto di
vista dellagitazione, molto efficace e affiora in quasi tutte le discussioni teoriche (ad es., Le due Germanie:
Hindenburg, Ludendorff, ecc. e il nemico interno in
A. Rosenberg: Chamberlain 13-14), e tuttavia, dovendo
descrivere pi da vicino questo nemico interno, affiorano
inevitabilmente delle difcolt. In un primo momento
252

anche questo problema appare in realt molto semplice:


per quanto vi siano differenze di orientamento fra i singo
li autori, il liberalismo e il socialismo, ad esso sostanzialmente affine, vengono pressoch unanimamente indicati
come un avversario. Con ci una base ampia e gi positiva sembra conquistata: la degenerazione consiste nellimborghesimento e quindi la lotta va diretta contro il bor
ghese e contro il lavoratore (den Arbeiter), sviato dal
socialismo, da Marx in una direzione falsa, estranea
alla sua specie e alla sua razza, non tedesca (Rosenberg
ma anche Niekisch) oppure borghese (Jiinger). Cos anche la direzione della lotta ideologica sembra essere evidente: lessenza del borghese deve essere superata, il lavoratore deve essereguidato sulla via giusta, realmente rivo
luzionaria. La decadenza infatti identica allessere borghesemoderno. La Weltanschauung di questultimo, il liberalismo, ha agito da freno nella Germania prebellica;
essa allorigine dellonta di Versailles, dellaverla dovuta ignominiosamente subire e anche accettare.
Le difficolt emergono
come sempre nel momento della concretizzazione. Infatti, quando i problemi
della preparazione e dello svolgimento della guerra vengono analizzati, inevitabile far riferimento sia alle debolezze e alle oscillazioni della politica estera tedesca 2 che
allinsufficienza della per usare unespressione di Junger mobilitazione totale in Germania. E molti dei
nazionalisti, specie tra i pi giovani, avvertono abbastanza chiaramente che non basta far ricadere tutte le colpe
sul nemico interno, sul liberalismo. E ci soprattutto perch proprio quegli Stati in cui il liberalismo rappresentava
lorientamento dominante sono riusciti a realizzare me

glio e pi efficacemente la mobilitazione totale e, di


fronte ai pericoli interni, sono stati pi capaci di resistere
2. In maniera particolarmente
Politik, p. 9 sgg.

aspra in Niekisch, Gedanken ber deutsche

253

di quelli tradizionali 3. La critica della sconfitta deve dunque essere estesa a una critica del periodo guglielmino.
Ma anche questo senzaltro possibile. Anche in
questo caso, infatti, ancora possibile sia pure in maniera molto pi contraddittoria rivolgere la critica contro il liberalismo. Jnger definisce la Germania prebellica
<<unmiscuglio del peggiore romanticismo e di un difettoso liberalismo e Moller van den Bruck dice qualcosa di
molto simile di Guglielmo II: Il suo romanticismo era
persino non conservatore e nel suo dilettantismo era addi-

rittura liberale 5. Ma intanto gi sorta la penosasituazione in cui ci che doveva essere spiegato, la sconfitta
della Germania nella guerra, diventa un enigma assoluto.
Se il liberalismo infatti considerato il veleno che ha dissolto la sana Germania secondo Moller van den Bruck,
la questione sollevaesso manda in rovina tutti i paesi

ta da questi scrittori insolubile. Se, al contrario, la guerra stata persa a causa del troppo poco liberalismo e della
troppo poca democrazia, allora hanno ragione i critici
borghesi di sinistra del regime guglielmino (Max Weber,
Friedrich Neumann) ecc. Qui emerge gi una contraddizione nella quale ci imbatteremo ripetutamente nel corso
della nostra discussione: nel suo sviluppo democraticoborghese, la Germania rimasta indietro rispetto ad altri
Stati occidentali; essanon deve la sua unit nazionale e la
costruzione dello Stato a una rivoluzione borghese, come
lInghilterra e la Francia. (Questo viene riconosciuto anche da Moller van den Bruck). In una situazione di sviluppo, in cui la forza crescente del proletariato rende impossibile per la borghesia anche solo scherzare con lidea
3. JUnger, Die totale Mobilmachung,
nella raccolta da lui curata Krieg
und Krieger, p. 18; meno chiaramente anche in Mller van den Bruck, Das
Dritte Reich.
4. Op. cit., p. 19.
5. Op. cit., p. 97.
6. Op. cit., p. 128.

254

di una rivoluzione borghese, in cui tuttavia una ricostruzione democratico-borghese degli istituti statali in modo
evoluzionistico appare altrettanto impossibile, si sviluppata in Germania una vasta letteratura apologetica, di
magnificazione di questa arretratezza politica. Infatti,
tutte le forme statali della Germania, che devono la loro
esistenza proprio allassenza, alla sconfitta e alla mancanza di prospettiva della rivoluzione borghese, che hanno
mostrato come larretratezza politica della Germania si
manifesti allinterno dello sviluppo borghese, sono state
celebrate come vantaggi particolari dello sviluppo tedesco, come modelli di sviluppo per il resto del mondo, come peculiarit nazionali della germanit. E poich la stessa borghesia ha vissuto allinterno di questo sistema un
forte slancio economico, e poich anche i ceti pi alti della borghesia (in particolare lindustria pesante, ma anche
le grandi banche, le societ di navigazione, ecc.) hanno
potuto realizzare i loro scopi politici senza difficolt, questa ideologia apologetica divenuta lideologia borghese
dominante e la critica a cui prima abbiamo accennato dei
lati borghesi-liberali si limitava agli strati relativamente
poveri. La leggenda storica che veniva sorgendo sulla superiorit della Germania aveva il suo punto centrale nel
culto di Bismarck, ma risale spesso anche ai teorici dello
Stato delle guerre di liberazione (in particolare al barone
von Stein) o a Federico 11.Questa leggenda storica popolare e conservatrice si incontrata con alcune correnti
sorte in Occidente, le quali nellepoca dellimperialihanno criticato la democrazia borghese. Gli argosmo
menti di questi scrittori, si pensi a Sorel, a Pareto, ecc.
hanno naturalmente abbastanza contribuito allo sviluppo
tedesco che abbiamo qui delineato, lo hanno aiutato in
parte a modernizzarsi, in parte a far apparire consolidato
il primato ideologico della Germania. una conseguenza
necessaria dello sviluppo tedesco che, sotto questo aspetto, lala pi a destra e quella pi a sinistra della borghesia
non siano separate da una muraglia cinese: la codardia
255

oggettivamente condizionata e lirresolutezza della borghesia di sinistra dovevano salutare e trasformare scientificamente qualsiasi critica della democrazia borghese
in modo tale che la sua lotta contro il regime guglielmino apparisse ideologicamente fondato. Per quanto, dunque, tra la destra e la sinistra esistessero anche differenze
reali, queste erano tuttavia solo di natura tattica. Era pertanto possibile, anzi necessario, che i fondamenti politici,
storici e ideologici dimostrassero una grande affinit,
che, nonostante la contrapposizione apparentemente netta fra i due poli estremi della destra e della sinistra,

esistesse in realt fra di loro una catena ininterrotta di


mediazioni. Entrambi si sono, ad esempio, richiamati
alleredit di Bismarck solo interpretandola in maniera
diversa; una critica dei fondamenti bismarckiani del secondo Reich emersa solo dal lato pi estremo degli
outsiders: essa avrebbe certamente potuto portare a un
programma della rivoluzione borghese. La lotta contro
lideologia liberale era dunque gi nel periodo prebellico
nella migliore delle ipotesi un contrasto di famiglia allinterno della borghesia, per lo pi una mera finzione.
Con la sconfitta della guerra mondiale questa differenza si per accentuata. Il 1918 porta in Germania una
democrazia borghese, sia pure con lunica funzione di
stroncare e neutralizzare la rivoluzione proletaria. Questa
necessit ha come conseguenza che la responsabilit della
stipulazione e del mantenimento del trattato di pace di
Versailles viene attribuita alla democrazia di Weimar e
che qualsiasi attacco (sia pure finto) ad esso appare come
una lotta contro questa democrazia. Il movimento nazionale, nel cui programma

questa lotta occupa il posto cen-

trale, pu dunque identificare in maniera apparentemem


te non contraddittoria, come per la storia del periodo prebellico, liberalismo e democrazia con lumiliazione nazionale, con la capitolazione di fronte al capitalismo dellintesa, e la sua germanit, la sua apologia di una sovra256

struttura capitalistica arretrata con la grandezza nazionale. Certo, le contraddizioni sorte nella situazione tedesca
dopo il 1918 non possono essere cancellate. Niekisch afferma ad es. 7 che i volontari a termine dei primi anni del
dopoguerra, contribuendo a stroncare le proteste operaie, senza saperlo o volerlo, facevano gli interessi
dellimperialismo dellintesa. vero che egli non rileva le
conseguenze enormi contenute in questa osservazione
giusta: e cio che una lotta reale contro Versailles era ed
possibile solo sulla base di una rivoluzione proletaria; che
chiunque intralci la lotta di liberazione del proletariato,
lo voglia o no, sta oggettivamente al servizio del trattato
di pace di Versailles.
La dialettica oggettiva di questo nesso talmente
forte che qualcosa di esso viene inculcato anche nella testa pi riluttante: il movimento nazionale ritiene o affer
ma, in parte, di avere unideologia anticapitalistica e di
appellarsi alla classe lavoratrice. Ma quanto pi forte
questo supposto avvicinamento, tanto pi acutamente afora la contraddizione. Giacch questo anticapitalismo
e, com noto, solo apparente. Il valore della lotta nazionalsocialista contro il capitale rapace, la polemica di
Fried contro il grande capitale sono abbastanza noti. Qui
basti solo accennare che Jnger, il quale ora, in maniera
consapevolmente

brusca

e affettatamente

paradossale,

pone la forma delloperaio al centro della sua filosofia


della storia e della societ, nella questione decisiva
dellaccettazione o del rifiuto del capitalismo si tira chiaramente indietro. Delle 300 pagine del suo ultimo libro
egli ne dedica appena un paio a questo problema , e anche qui egli si sottrae consapevolmente e inconsapevolmente a una risposta chiaramente anticapitalistica. Inconsapevolmente, in quanto egli parla del superamento
7. Op. cit., pp. 1329-30.
8. E. Junger, Der Arbeiter.

Herrschaft und Gestalt, [Hamburg,

1931] pp.

274-5 e 283-3

257

o del mantenimento della propriet privata in tutti gli ambiti possibili (perfino nello sport), ma non spende una parola per quello, decisivo, dei mezzi di produzione. Consapevolmente, in quanto egli sottolinea la necessit di introdurre liniziativa privata nel piano di lavoro, lega il
giudizio sulla propriet privata alla misura in cui pu
contribuire alla realizzazione della mobilitazione totale,
ne diminuisce il significato in rapporto alla sua dipendenza dallo Stato, ecc. In una parola: anche il paesaggio
pianificato di Junger, il suo mondo radicalmente nuovo
delloperaio in fondo non altro che un capitalismo
americano con forme di dominio prussiane modernizzate.
E non di certo un caso che proprio in Junger, il quale
con la sua mobilitazione totale porta nella maniera pi
pregnante a livello di concetti gli obiettivi e i metodi nazionalistici, il contenuto del movimento nazionale sbiadisca nella maniera pi decisa e la lotta divenga un princpio puramente formale, senza un obiettivo politico, senza
fronti definiti, cio con scopi e fronti qualsiasi. Non ci
per cui lottiamo lessenziale, ma come lottiamo 9. Questo suona a prima vista come unideologia dei lanziche
necchi, ma si tratterebbe di una sottovalutazione di Jiinger e soprattutto della situazione della Germania se ci si
arrestasse al carattere formale delle sue dichiarazioni formali o se gli si attribuisse un contenuto altrettanto formale. No. La logica dei fatti parla un linguaggio sempre pi
chiaro. Chi realmente contro Versailles, cio chi vuole
veramente trarre le conseguenze dalla situazione creata
dalla guerra mondiale deve esserechiaro su questo, che la
mobilitazione totale pu essere solo una mobilitazione
dei lavoratori contro loppressione e lo sfruttamento, e
dunque contro il capitalismo nazionale e straniero; deve
esserecio chiaro sul fatto che senza mobilitazione interna contro il proprio capitalismo, ogni lotta contro Ver9) Der Kampf als inners Erlebnis, p. 78.

258

sailles un fare progetti settari oppure una falsa demagogia; deve sapere che lasse dellattuale politica mondiale
una decisione pro o contro lUnione sovietica e che sul
piano politico ogni formalismo alla fine deve necessariamente rovesciarsi in una presa di posizione chiara e sostanziale contro lUnione sovietica, e quindi per Versailles. La superiorit politica del partito nazionale tedesco
sia rispetto al N.S.D.A.P., numericamente pi forte, sia
rispetto alle leghe, notevolmente superiori sul piano
ideologico-formale, dipende dal fatto che esso ha assunto
rispetto al capitalismo una chiara posizione di sostegno.
Mentre quei nazionalisti anticapitalisti, che de facto
non abbandonano mai il terreno del capitalismo, nelle loro decisioni concrete, nonostante tutte le ideologie soggettivamente oneste o demagogiche, sono costretti alla ne ad assumere una linea nazionale tedesca; finiscono og
gettivamente a rimorchio del nazionalismo tedesco. (Questo si pu seguire molto chiaramente nello sviluppo dei
leaders della corrente attivista).
Il carattere restauratore dellideologia sedicente rivoluzionaria diventa cos assolutamente chiara: va cercato
qui il punto di annodo politico e ideologico di tutta la cri

tica della Germania guglielmina. Questa deve divenire il


pezzo centrale di quelleredit alla quale si ricollega il
rinnovamento

nazionale

della Germania.

Certo, nessu-

na restaurazione nella realt un semplice ripristino del


vecchio. E i prosecutori del liberalismo si sono gi sufficientemente sviluppati in direzione del fascismo. per
un momento molto importante, unimportante debolezza
del fascismo tedesco lessere costretto ad adire questa eredit. E quanto pi chiaramente emerge questo nesso, tanto pi diventa evidente che la lotta contro il liberalismo
una lotta semplicemente apparente, vuota demagogia; ci
non impedisce che da singole persone sia considerata in
modo soggettivamente onesto e serio. La battaglia reale
deve essere rivolta sotto legemonia nazionale tedesca
contro la classe operaia.
259

La contraddizione oggettiva che emerge a questo


si cristallizza
punto negli ideologi anticapilisti,
nellequivalenza, che ricorre dappertutto, tra liberalismo
e socialismo 1. Il fatto storico che ha generato questa
equivalenza lo sviluppo della socialdemocrazia tedesca.
Poich questa gi prima della guerra perseguiva largamente una politica praticamente borghese di sinistra, poich era la forza centrale della democrazia di Weimar,
lorgano di realizzazione visibile e immediato della pace
di Versaille (che in realt stata stipulata da tutta la borghesia tedesca), poich ha impedito e represso la rivoluzione proletaria, e ha trasformato la socializzazione in
una caricatura demagogica, il suo sviluppo d a tale identicazione in s errata, insignificante e non scientifica,
una plausibilit politicamente efficace, anche se superficiale. Sotto questo aspetto, la debolezza dellopposizione
di sinistra all'interno della socialdemocrazia prebellica
appare in una luce nuova. Essa infatti non riuscita a elaborare una linea chiaramente rivoluzionaria portando di
conseguenza alla scissione della socialdemocrazia. Ma
poich quindi al di fuori del partito dei lavoratori divenuto liberale non ne esisteva uno rivoluzionario, questa leggenda storica reazionaria divenuta difficilmente confutabile agli occhi delle masse. Tutto questo non cambia
tuttavia niente nel fatto che lequivalenza di liberalismo e
socialismo una frase fatta, piena di contraddizioni. E se
abbiamo gi indicato loccasione che lha prodotta, la sua
causa va cercata pi a fondo: nel tentativo demagogico di
mobilitare i lavoratori per gli interessi del grande capitale
imperialistico o, limitatamente a casi singoli, nellincapacit di superare concettualmente le contraddizioni oggettive di un anticapitalismo romantico, il quale, nellepoca
dellimperialismo, pu essere solo reazionario. Unincapacit che deriva dallimpossibilit di superare le contrad10. Cfr. su questo il mio saggio Uber das Schlagwort: Liberalismus
Marxismus, in Der Rote Aufbau, IV, 21 [trad. it. infra].

260

und

dizioni del capitalismo sul terreno capitalistico. Tale incapacit si esprime ideologicamente in una fuga imbarazzata di fronte ai problemi economici a partire dai quali si dipartono le strade delle classi; in un idealismo formalistico
imposto da questa situazione sociale, che, disperato, coglie e mistifica le analogie pi superficiali e formali solo
per non dover vedere le insuperabili contraddizioni sostanziali.
2. Il mito dellidealismo

eclettico

Nessuno dubiter del fatto che il mito il concetto centrale della teoria della conoscenza del movimento nazionale.
I motivi sono facilmente comprensibili. Chi rinuncia alla
spiegazione economica degli oggetti economici e sociali
rinuncia necessariamente a una spiegazione scientifica
dello sviluppo storicosociale. Nello storico rigoroso che
lavora da solo e scientificamente questa rinuncia pu legarsi a illusioni agnostiche e relativistiche, allillusione di
aver raccontato solamente i fatti come sono realmente accaduti. Questa illusione si dissolve per appena lo storico
si riferisce a una connessione intesa ancora in maniera cos pragmatica. Ranke, che per decenni ha costituito il modello di tutti quegli storici che per principio si rifiutavano
di interpretare la storia su base economica e quindi legale,
nel momento in cui deve formulare una connessione ge
nerale costretto ad approdare a Dio.
Naturalmente, la scienza borghese non considera affatto questo Dio un concetto ascientifico. Al contrario.
Proprio su questo punto emerge la profondit e la grandezza di Ranke: qui il suo pensiero si spinge al massimo di
profondit, e il fatto che il concetto metafisico centrale
non in alcun modo correlato coi fatti empirici, che esso
quindi scientificamente non spiega niente, contribuisce
solo ad accrescere lammirazione di fronte a questa profondit. Non scientifico semplicemente il tentativo di
scoprire concretamente le cause reali dellaccadere storico:
261

la sopravvalutazione delleconomico. Ma il mito della


storia, anche se oltrepassa i limiti della singola scienza,
non pu e non deve essere completamente rifiutato. Esistono differenze allinterno della scienza borghese, a seconda di quanto il mito della storia considerato scientifico. La sua necessit filosofica e ideologica e stata sempre pi riconosciuta.
Questa contraddizione esplicita tra empirismo agnostico e concezione mitologica lespressione filosofica
adeguata della situazione di classe della borghesia
nellepoca dellimperialismo. Essa emerge variamente e
pi o meno apertamente nelle diverse filosofie, a seconda
dello strato della borghesia che tale filosofia esprime. La
situazione generale di classe determina daltra parte un
fondamento ideologico altrettanto generale. Sotto questo
aspetto, cio rispetto ai fondamenti ideologici e teoretico
conoscitivi ultimi, la lotta degli dei di Max Weber non
si distingue in linea di principio dalla filosofia della storia
di H.St. Chamberlain. Anche se, naturalmente, luno e
prudente sul piano teoreticoconoscitivo e laltro costruisce

audacemente

e sfrenatamente,

nelluno

pre

vale il momento agnosticorelativistico e nellaltro quello


della costruzione del mito; e tuttavia, come nel primo un
mito della storia fondato su niente forma lultimo coordinamento della struttura del pensiero, cos dietro ogni costruzione del secondo sta lagnosticismo, il rifiuto della
conoscenza oggettiva, scientifica, della realt oggettiva,
in s. Destra e sinistra sono solo frazioni dello stesso
fronte di classe in politica come in filosofia. evidente
che una vera storia della filosoa borghese dovrebbe tener conto tanto degli elementi distintivi quanto della base
comune dalla quale essi sorgono. proprio per questa
base comune che il mito di Nietzsche allinizio e quello di
Bergson alla ne dellepoca imperialistica prebellica hanno esercitato sia a destra che a sinistra uninfluenza
vasta e profonda.
necessario sottolineare questa base comune, giac262

ch solo cos diviene chiaro che la battaglia ideologica


delle diverse correnti nazionali contro il liberalismo e una
lotta contro i mulini a vento o, nel migliore dei casi, un litigio di famiglia. Il liberalismo e unideologia decadente,
disgregata e in dissoluzione che deve essere superata sul
piano della nazione, del popolo, della razza, ecc. cos che
ci che lo supera dovrebbe poter dimostrare di stare, concretamente e ideologicamente, su una base diversa; oppu
re sarebbe almeno tenuto a dimostrare, allinterno del
fondamento comune, quelle tendenze che agiscono oggettivamente e che in esso si sviluppano fino ad assumere un
carattere qualitativamente diverso. In relazione alla base
socioeconomicaoggettiva, il movimento nazionale rifiuta una tale prova. E a ragione. Giacch il fondamento capitalistico comune, il capitalismo in via di putrefazione
dellepoca imperialistica, si pu al massimo contestare o
ignorare, ma non pu essere cancellato dal mondo. Per
quel che riguarda lideologia (e lessere, concepito dal
punto di vista dellideologia, quindi in maniera idealistica), questa diversit viene ristabilita facilmente. Cio ricorrendo al mito. Ma per il mito vale pi che mai ci che
dice Dostoewski della psicologia: un bastone con due
estremit. E laltra estremit nelle mani dellavversario.
Il che significa che a ogni mito se ne pu pi o meno
giustificatamente contrapporre un altro. E questo
costretto a riconoscerlo persino Rosenberg quando scrive
sul mito dei giudei. Naturalmente, a lui il mito della elezione appare come lillusione di essere imperatore di un
pazzo. Suona come uno scherno che un Dio si sia scelta
questa contronazione. come la favorita. Ma poich
limmagine di Dio formata dagli uomini, comprensibile che questo Dio si sia cercato questo popolo fra
tutti gli altri . Ma quando Rosenberg stabilisce come
11. A. Rosenberg, Der Mylhus des XX Jahrhunderls
pp. 437-38.

(Munchen,

1931),

263

compito: vivere un mito e creare un tipo. E poi costruire


da questo tipo uno Stato e una vita 12,diventano eviden
ti quel relativismo e quellagnosticismo senza limiti e
quella negazione totale della conoscenza oggettiva che
rendono impossibile rintracciare un criterio oggettivo di
conoscenza. E proprio questo trasforma la conoscenza in
miti arbitrari e indimostrabili.
Non vi dubbio che nessun seguace del movimento
nazionale si sentirebbe confutato da questa argomentala decisione, la creazione
zione. Lirrazionalismo,
del mito devono costituire il nucleo originale di questa fi
losofia, differenziarla dalla losofia del liberalismo. Per
dice Schauwecker, lultima
istanza
il liberalismo,
delluomo lumanit, lumanismo, la conciliazione economica, la felicit. A questo si contrappone la germanit:
il valore ultimo la fede. Il valore ultimo lirrazionale
13.Si parlato molto di questa originalit, di questa opposizione. Ma lunico tentativo di dimostrarla consiste
nel non citare le fonti liberali (decadenti, estranee alla
specie e alla razza). Ogni tanto si verifica naturalmente
qualche piccola imprudenza. Cos Werner Best riporta la
seguente espressione di Georg Simmel: Tutto ci che si
pu dimostrare si pu anche confutare. Inconfutabile

solo lindimostrabile .

E questo giusto. Anche

Schauwecker avrebbe potuto o dovuto richiamarsi a Simmel o a Bergson. E quando Junger delloperaio dice che
non in un rapporto di opposizione con questa societ,
ma di alterit 15,lassenza di un rimando letterario non
pu ingannare sul fatto che qui viene compiuta la stessa
curvatura idealisticosoggettiva della dialettica oggettiva
realizzata gi prima della guerra dallaltrettanto liberale
Heinrich Rickert, il quale al posto dellantitesi (con
12. Ivi, p. 457.
13. Deutsche allein, p. 308 (i corsivi sono nostri).
14. Krieg und Krieger, cit., p. 147.
15. Op. cit., p. 25.

264

trapposizione) hegeliana poneva la eterotesi (porre in


quanto altro) 15.
Una tale dimostrazione delle fonti potrebbe essere
compiuta per ogni pagina di questa letteratura. Ma esseci
interessano solo in quanto sono sintomi filosofici della
base ideologica comune col nemico principale, lideo
logia liberale. La polarizzazione e nel contempo linseparabilit di agnosticismo e mito il tratto filosofico fondamentale di tutta la filoSofia borghese dellepoca imperialistica. Tutte le controversie fra le varie scuole che possono sembrare ancora tante si svolgono allinterno di
questa struttura teoretico-conoscitiva fondamentale.
qui molto importante che il crescente significato del mito
e la decrescente tendenza a liberarsi dellagnosticismo

puramente scientifico " si verifichino allo stessomodo


forti differenze metodologiche e di conte
sia pure con
nuto in entrambe le ali della borghesia. Se dunque il
movimento nazionale pensa di trovare nell'irrazionalismo
filosofico una base ideologica e teoreticoconoscitiva da]la quale poter combattere in linea di principio il razionalismo dell'ideologia liberale, viene a trovarsi in una profonda autoillusione. Questo stesso terreno appartiene inSul
fatti anche allideologia liberale dellimperialismo.
piano puramente filosofico, in questa ricostruzione
misticoreligiosa e irrelata dellagnosticismo i rappresentanti dellala cosiddetta di sinistra della borghesia svolgono un ruolo trainante, mentre del tutto indifferente
quanto fossero di destra alcuni fondatori o classici di
questa tendenza (ad es. Nietzsche), giacch la loro influenza sullala sinistra stata, come abbiamo accennato,
altrettanto forte che su quella destra. 'Vi dunque un ter16. H. Ricken, Das Eine, die Einheit und die Eins, in Logos, Il, 1911.
17. Si pensi allo sviluppo di Simmel e William James, al percorso della
fenomenologia dal primo Husserl a Scheler e Heidegger, alla crescita del
neokantismo nella Hegel-Renaissance (Kroner, N. Hartmann, S. Marck), ecc.

265

reno comune anche sul piano filosofico ", un fronte filosofico comune contro il marxismo e contro le tradizioni
ideologiche del periodo rivoluzionario della borghesia.
(Lotta contro loggettivit del mondo esterno, contro la
causalit,

ecc.) Che in questo fronte

vi stia anche la so-

cialdemocrazia dallatteggiamento di Bernstein e Konrad Schmidt fino alla recezione del neohegelismo, di Dilthey, di Max Weber, di Heidegger, ecc. un fatto evidente per ogni marxista. Vi qui lespressione filosofica
del comune terreno di classe, della comune difesa del capitalismo in putrefazione contro la rivoluzione proletaria.
Le differenze tattiche (e anche strategiche) nel modo di
tale difesa devono svolgere su questa base fondamentalmente comune un ruolo pi o meno subordinato, e cos
pu anche essereimportante analizzarle in maniera dettagliata.
Solo la conoscenza di questo nesso pu mettere nella
giusta luce la lotta contro la decadenza condotta dal movimento nazionale. un tentativo di superare ideologicamente la decadenza senza abbandonarne il reale terreno
sociale, dunque un tentativo di una lotta contro la decadenza allinterno della decadenza. Da qui il tentativo disperato di scoprire un albero genealogico sano, una
sana eredit; da qui il bizzarro eclettismo in tutte le costruzioni storiche; linterpretazione distorta di tutti i pen
satori e i poeti del periodo in cui la classe era ancora in
ascesa. Infatti, il periodo sano dello sviluppo di una
classe, la sua ascesaeconomica e perci anche ideologica,
si esprime proprio nel fatto che possibile trattare in maniera spregiudicata i problemi della realt oggettiva, e soprattutto della societ, senza entrare in conflitto con gli
interessi della propria classe. Appena questo diventato
18. Cfr. il confronto

con Kant e Goethe ad esempio in Simmel e Cham-

berlain; leclettico Rosenberg, lunico teorico del movimento nazionale che


tratti diffusamente singole questioni losofiche, si confronta
Kant e Schopenhauer.

266

a fondo solo con

impossibile ai ricercatori disinteressati subentrarono pu


gilatori a pagamento, allindagine scientifica spregiudicata subentrarono la cattiva coscienza e la malvagia intenzione dellapologetica 19. Il mito come forma di conoscenza tuttavia un fenomeno tipico di questo sviluppo a
uno stadio gi abbastanza avanzato. Come in tutti i campi, i primi e pi significativi rappresentanti di una tendenza esprimono le loro posizioni fondamentali in maniera
molto pi aperta e coraggiosa dei loro epigoni. Come in
Berkeley si esprimono in maniera ancora chiara e onesta
2 quelle tendenze teoreticoconoscitive che in Mach e nei
machisti si presentano velate, celate, limitate, cosi Nietzsche pu ancora parlare in modo relativamente aperto
delle sue concezioni decadenti. Ma naturalmente, poich
egli non poteva avere la bench minima idea dei fondamenti sociali della decadenza, poich la sua filosofia serv
a trovare un mito che acutizzasse la decadenza della borghesia, egli dovette necessariamente ricadere in unapologetica della salute persino per la sua persona. Ma
neanche questa semi confessione senza valore
storicoletterario; tanto pi in quanto va mano nella mano con la lotta pi violenta di altri fenomeni della decadenza (Wagner, Schopenhauer, ecc.). Nel corso dello sviluppo successivo in seguito a un episodio relativamente
breve che vide una parte degli ideologi borghesi ricono
scersi orgogliosamente nella decadenza la tendenza al
la salute, la lotta contro la decadenza si ricollega proprio a questo punto. Schopenhauer, Wagner, Nietzsche
diventano sia pure in modo diverso le figure centrali
delleredit. E anche in questo caso tanto per lala di sinistra quanto per quella di destra. La timida riserva critica
di Nietzsche cade nel dimenticatoio. Vengono costruiti miti
19. K. Marx, Vorwort zur ll Aufl. des Kapital (Poscritto alla 2a ediz. del
Capitale, Editori Riuniti, Roma, 1964, p. 40).

20. Cfr. Lenin, Empiriokritizismus (Materialismo ed empirocriticismo,


cit.).

267

sicuri e grossolanamente eclettici, destinati a mostrare


una via duscita ideologica certa dalla decadenza.
3. Heimatkunst

e reportage irrazionalistico

Il teorico della letteratura pi noto del movimento nazionale, Adolf Bartels, ideologicamente un uomo del periodo prebellico. Gi allora egli era allopposizione rispetto alle correnti letterarie dominanti nella borghesia liberale e rappresentava invece gli interessi nazionali 2. Con
formemente a questa origine e a questo sviluppo, la linea
di Bartels popolare, nel senso nazionale tedesco, pi
che chiaramente nazionalsocialista o addirittura nazionalrivoluzionaria, laddove da notare che proprio nel
campo letterario questi limiti spesso sono molto sfumati.
Bartels conduce da sempre la sua lotta principale contro
la letteratura dasfalto, contro linquinamento ebraico
metropolitano della letteratura tedesca e contro la decadenza. Appena tuttavia egli scende nella concretezza, af
orano chiaramente le contraddizioni interne. Bartels ve
de nella letteratura postquarantottesca il secondo apice
dello sviluppo della letteratura tedesca . Ma egli subito
costretto ad affermare che questo stesso periodo costitu21. caratteristico della critica letteraria della socialdemocrazia del periodo prebellico che sia andata semplicemente a rimorchio delle tendenze di

moda della borghesialiberale e cheMehrng, il quale assunseuna posizionecritica, di opposizione, non abbia mai indagato adeguatamente quale sia il signicato di classe delle opposizioni borghesi di destra contro il moderno. Si spiega cos la sua presa di posizione amichevolmente e benevolmente critica nei
confronti di Bartels (cfr. ad esempio Lileraturhistorische
Streibztge, II, pp. 17

e sgg.). La sopravvalutazione di Bartels come storico della letteratura diviene


decisivacome sintomo della sua linea lassalliananella simpatia verso una critica di destra dellideologia liberale. Le conseguenze di questa unilateralit si
manifestano in tutta la concezione di Mehring, e mescolandosi in uninsuperabile contraddizione con la sopravvaluzione altrettanto unilaterale di tendenze
veteroliberali o veterodemocratiche (Jacobi, Weiss, F.A. Lange), danno a
tutta l'opera un carattere eclettico.
22. Die deutsche Dichtung

268

von Hebbel bis zur Gegenwart, I, pp. 15-16.

sce linizio della decadenza, la Frhdekadenz, come dice lo stesso Bartels. E i fenomeni decadenti egli menziona accanto alla socialdemocrazia e al crescente potere
degli ebrei la crescente ricerca del piacere e la concezione
materialistica della vita e, nella cultura, la filosofia di
Schopenhauer come il sintomo pi importante sono
una conseguenza del capitalismo, che io del resto non
considera responsabile di tutto 23.Bartels aspira dunque
a uno sviluppo capitalistico sano e si oppone a tutto ci
da cui pu emergere il non sano, il decadente. Di conseguenza, la sua posizione sulla guerra molto pi semplice di quella delle generazioni pi giovani. Manca il signore forte e il grande statista (Tirpitz) non giunto al
governo . Questo riconoscimento ingenuamente sano dei lati buoni del capitalismo, che conservano lo
Stato e la societ, determinano i valori storicoletterari di
Bartels! evidente che per lui nella letteratura pi recente
larte regionale (lHeimatkunst) ha un posto centrale. Ma
gi qui si manifesta unincertezza, una conciliazione. In
primo luogo lHeimatkunst una derivazione certamente pi sana del movimento naturalistico; in secondo luogo, anche la poesia metropolitana pu essere
Heimatkunst, anche se la regione ad essa pi consona
25.In una parola, le punte della lotta devono esseredirette
soprattutto l dove le affinit familiari balzano troppo
agli occhi. E ci vero per tutto. Proprio a proposito del
suo eroe centrale, Hebbel, egli ficca la testa sotto la sabbia per non vedere i numerosi tratti decadenti che bisognerebbe vedere. Mentre questa oscillazione, questo imbarazzo emerge con molta chiarezza a proposito di
Schopenhauer il cui successo egli considera, come abbiamo visto, un sintomo dellinizio della decadenza ,
in Richard Wagner, in Nietzsche: in realt sono tutti de23. Ivi, p. 180 (i corsivi sono nostri).

24. Ivi, lll, p. 200.


25. Ivi, II, pp. 16971.

269

cadenti che dovrebbero essere riutati senza esitazione,


ma daltra parte Wagner ha portato al livello di maggio
re efficacia le argomentazioni nazionaltedesche e ha richiamato lattenzione sul nostro sviluppo pi antico e sul
nostro popolo 26, mentre per quel che riguarda Nietzsche, le necessarie riserve non intaccano il suo merito innegabile nel superamento della decadenza . Perfino
per lespressionismo egli ammette che il suo Sturm und
Drang era in buona parte vero ". La lotta contro la
poesia dasfalto, decadente ed ebraicizzata non dunque affatto cos chiara come pensa Bartels. La sua storia
della letteratura si propone in realt di fare appello agli
istinti sani del nucleo sano del popolo tedesco, di assicurare a questa letteratura del nucleo sano, cio della
piccola borghesia cittadina e agraria pi arretrata, una
letteratura che predica una ducia tedesca vera nel capi-

talismonazionaletedesco(i lati buoni del capitalismo)


un ruolo trainante nello sviluppo letterario. Egli non riesce tuttavia per motivi che gi conosciamo ad attuare questa linea in maniera conseguente: le interferenze reciproche di destra e di sinistra sono troppe. Bartels e resta un eclettico molto naif, che pone luno accanto allaltro i giudizi pi contraddittori senza rendersene minimamente conto. Che la sua linea consista oggettivamente
proprio in questo lo si capisce facilmente da quanto
abbiamo detto finora.
Contrariamente allingenuo eclettico Bartels, Alfred
Rosenberg rappresenta il tipo delleclettico pomposo e retorico e nel contempo demagogico e profondo, e tuttavia sotto entrambi gli aspetti piuttosto vuoto. Quanto le
affermazioni contenute nel suo voluminoso libro possano
ancora essereconsiderate come la filosofia nazionalsocialista ufficiale qui tanto pi indifferente in quanto esso
26. Ivi, I, p. 277.
27. Ivi, II, p. 97.
28. Ivi, II, p. 137.

270

rispecchia fedelmente nella forma e nel contenuto i tratti


essenziali del movimento. Bisogna scrivere per tutti;
questo significa che ognuno deve avere la sua parte, dal
della specie al
lavoratore ricondotto allautenticit
contadino,

dal borghesuccio

arretrato

sempre fedele alla

nazione allintellettuale irretito dalla poesia dasfalto e


dalla filosofia decadente. Allinterno delleclettismo generale, che nasce necessariamente

su tale base, la caratte-

ristica peculiare di Rosenberg quella dellintellettuale


declassato il cui gusto personale e le cui personali inclina
zioni sono profondamente radicati nella decadenza eontro cui combatte. Egli dunque rispetto alla decadenza non
ecletticamente conciliante come Bartels, ma affonda
completamente dentro la decadenza letteraria e filosofica. E pertanto non pu allontanarsi filosoficamente da
Kant e da Schopenhauer; accetta anzi il criterio estetico
puramente formale di Kant, la sua finalit senza

scopo,

per vuole anche concretizzarla

contenutistica

mente e storicamente. E lo fa nel modo seguente:


Laspirazione alla validit generale di un giudizio
estetico deriva unicamente dallideale di bellezza di un
popolo e di una razza e si estende solo a quei gruppi che,
consapevolmente o meno, hanno nel cuore la medesima
idea di bellezza 29.Rosenberg non si accorge che in questo modo avvicina talmente Kant a Spengler che il criterio
formale kantiano (idealistico-50ggettivo) perde la sua essenza. E non si accorge nemmeno che dopo questi voli in
un contenutismo relativistico-mitologico, in altri passi, in
cui si propone di spiegare altri fenomeni, si butta di nuovo a capofitto nel formalismo, e in un formalismo persino psicologico, superando di gran lunga Kant quanto a
idealismo soggettivo. Faccio un solo esempio. Nellanalisi
di Dostoewski, in cui suda sette camicie per salvarlo come
poeta nonostante il suo contenuto decadente, egli conclu29. Op. cit., p. 285.

271

de: Noi dobbiamo percepire non i singoli eroi o le singole vittime, ma la forza che essi emanano . A parte lo
stile, questo potrebbe essere stato preso da un qualsiasi
critico impressionista, da Alfred Polgr a Alfred Kerr. E
non un caso che questa affinit emerga proprio
nellanalisi di Dostoewski. Rosenberg si associa con
Nietzsche in testa alla venerazione di Dostoewski, si
mette sul suo stesso terreno; pi precisamente: egli rivela
di stare spesso sullo stessoterreno di Dostoewski ed per
tanto costretto a trarre delle conseguenze estremamente
formali, idealistico-soggettive e psicologistiche: le medesime conseguenze tratte dalla critica naturalistica, impressionistica, ecc. dell'ala sinistra, sia pure con unaccettazione pi generale della letteratura dasfalto . Non
pu dunque destare meraviglia il fatto che nellanalisi di
Richard Wagner egli arrivi, di nuovo sul piano contenutistico, a quei criteri che sono stati le parole dordine centrali della lotta di sinistra per Ibsen e Hauptmann, con
la sola differenza che egli attribuisce questi contenuti
di nuovo alla maniera di Spengler allintero sviluppo
autentico. Il senso dellinfinit si trova nel gotico,
nella musica che sfuma, nelle prospettive infinite dei giardini di Le ntre, nel chiaroscuro di Rembrandt, nel calcolo infinitesimale. Anche il sentimento di solitudine e
dellinfinito un tratto distintivo dellessenza occidentale 32. La sintesi fra Spengler e Kerr cos felicemente
compiuta, con la differenza che Kerr accetta coerente30. Ivi, p. 387.
31. Questa stessa discrepanza emerge nel fondatore pi importante di
questa corrente: Nietzsche. Nello stesso periodo in cui combatte pi aspramente contro la decadenza di Wagner, egli confessa di essere un lettore zelante e un
sostenitore degli psicologi cosi curiosi e insieme cos zelanti di Parigi: Bourget, Loti, Gyp, ecc. e quindi delle letteratura dasfalto parigina. Cfr. Ecce
homo, Taschenausgabe, Xl, pp. 294-95 (trad. it. a cura di G. Colli e M. Montinari, Mondadori, 1977, p. 28).
32. Op. cit., p. 366.

272

mente Hauptmann, mentre il rifiuto di Rosenberg , in


base ai suoi presupposti, altrettanto arbitrario del recupero di Dostoewski. Il fatto di cui Rosenberg naturalche delle necessit storico-sociali,
mente inconsapevole
strategia
dellala
della
borghesia che egli rappresendalla
ta fino alle situazioni di lotta transitorie ed effimere, condizionino questi giudizi non toglie che il suo metodo abbia un carattere eclettico e arbitrario.
signicativo per il movimento nazionale che i rap
presentanti di piccoli gruppi e gruppuscoli siano spesso
molto pi coerenti e interessanti dei teorici ufficiali. E
tanto pi quanto pi sono autonomi e settari. Poich infatti non sono costretti tatticamente ad avere riguardo per
leterogenea composizione di classe del movimento nazionale, possono anche sottrarsi alleclettismo superficiale di
un Bartels o di un Rosenberg, si trovano nelle condizioni
di poter pensare fino in fondo, coerentemente e con conclusioni interessanti. Ma naturalmente questa coerenza
resta semplicemente formale. Essi vogliono, infatti, superare concettualmente lopposizione tra gli interessi di
classedella borghesia e quelli del proletariato oppure cancellarla del tutto, e questo orientamento fondamentale,
determinato dalla classe, dei loro scopi generali d limpronta a tutto il loro processo di pensiero. La loro coerenza e il loro interesse consistono dunque proprio nel
fatto che essi analizzano un concetto sorto su questo terreno e quindi utopico-settario fino alle conseguenze pi
particolari. Le contraddizioni della base sociale non si
possono tuttavia cancellare, e nemmeno possibile eliminare leclettismo che nasce su questa base. Nonostante
che appaia mascherato e celato, al massimo livello della
costruzione intellettuale, esso assume tuttavia una forma
che rende queste idee inaccessibili alle larghe masse. E
33. Un Gerhart Hauptmann rosicchia soltanto le radici marce della borghesia del XX secolo. Ivi, p. 420.

273

quindi questi scrittori sono rappresentativi di quegli strati


guida del movimento nazionale intellettualmente pi elevati e che aspirano a un pensiero autonomo.
Se dunque tratteremo pi da vicino tipi particolarmente caratteristici di questo indirizzo, come Jnger e
Schauwecker, dobbiamo sin dallinizio accennare al fatto
che vi ritroveremo, a un livello relativamente pi elevato,
quelle affinit di famiglia che abbiamo gi notato tra i
problemi dellala destra e quelli della sinistra della borghesia. Solo che ci saranno rappresentanti dellala sinistra
della borghesia, in parte esoterici, in parte radicali,
nei quali laffinit della struttura di pensiero spessoparticolarmente sorprendente, nonostante lopposizione polare dei contenuti e delle tendenze immediati. Si pu rilevare subito una tale affinit nella concezione storicofilosofica fondamentale di Junger. Abbiamo gi accennato, a proposito della sua forma delloperaio che deve
soppiantare quella del borghese, alla fonte teoreticoconoscitiva esoterica di questa costruzione; dobbiamo
ora aggiungere che la costruzione teoretica dellalterit
radicale (con la negazione della contraddizione dialettica)
ha delle conseguenze fattuali molto vaste. Le due forme si separano e quindi la realt sociale si trasforma
naturalmente, spontaneamente; non si tratta di una ri
voluzione sociale che sovverte con la violenza la propria
struttura e la distrugge per sostituirla con una nuova. Ma
poich la forma delloperaio e il suo paesaggio devono essere visibili gi oggi, sia pure in forma transitoria, e
quindi dovrebbe esserepossibile la sua descrizione intuitiva (sarebbe anche in questo caso interessante indagare
sulle fonti filosofiche, la fenomenologia, la psicologia
della forma, la fisiognomica intuitiva, ecc.!), lo stesso
Junger che tiene timorosamente lontana la nuova forma delloperaio persino dal contatto, ostilmente nemico, con quella del borghese, costretto a scorgere nella
realt odierna, quindi nella realt imperialistica, il paesaggio di lavoro delloperaio. Questa interpretazione
274

dallinterno del futuro socialista nellattuale epoca imperialistica si manifesta nella maniera pi macroscopica
la dove Jnger considera superata la distinzione tra citt e

campagna3; l dove cio seguendoinconsapevolmen-

te processi di pensiero tipicamente socialdemocratici, i


quali identificano il capitalismo monopolistico organizzato col socialismo egli scorge nella trasformazione

del contadino in proprietarie, nella sua interdipendenza

con leconomia mondiale, ecc. il superamento della distinzione tra citt e campagna; e altrettanto poco di essi,
egli vede che qui lopposizione tra citt e campagna stata solamente riprodotta a un livello pi elevato. Questa
puntualizzazione metodologica fondamentale strettamente legata con laltra concezione qui di particolare importanza, secondo cui la cultura e quindi larte delloperaio radicalmente nuova e non minimamente collegata col vecchio sviluppo. Questa illusione di un radicali
smo culturale al cento per cento sorge e non solo in
Jnger proprio sulla base di un disconoscimento oppudelle reali
re di un disprezzo riformistico-evoluzionistico
forze motrici economico-sociali del concreto rovesciamento rivoluzionario. Questa illusione compare, a partire
dal naturalismo fino al futurismo, allespressionismo,
ecc., in quasi tutte le rivoluzioni dei letterati: essa il
tipico mito dei letterati, che a partire dalla brusca svolta
contro gli immediati predecessori, escogitano una radicale svolta generale. In Jnger tali affinit familiari con tutte queste tendenze, naturalmente allinterno di questi limiti e con tratti spiccatamente individuali, si possono seguire fin dentro il culto del proletariato. Accenno soltanto, in quanto particolarmente significativa, alla polemica futurista contro la cultura da museo 35.Questa affinit diventa particolarmente rilevante anche per il fatto
34. Op. cit., p. 160.
35. Op. cit., p. 197.

275

che Junger, proprio come le corrispondenti correnti di


sinistra, poich non tiene in nessun conto i rivolgimenti
economici, deve aggrapparsi, con esagerata accentuazione romantica, ai sintomi della rivoluzione tecnica . Il
tecnicismo pratico diviene cosi il metro di misura di tutto.
Qui [...] viene giudicato solamente in quale misura stata raggiunta la padronanza degli strumenti tipici 37. Il
radicalismo al cento per cento nel rifiuto del passato e del
presente solo unillusione dietro la quale sta in realt
unapologetica ancor pi romantica del presente rifiutato, del presente del borghese parassitaria del capitalismo
monopolistico.
Schauwecker losocamente meno radicale di
Junger. Ma poich egli teoreticamente e praticamente
molto pi vicino alla bellettristica, certe altre conseguenze
dello stessopunto di partenza si presentano in lui con lievi
e interessanti differenze. Qui vogliamo limitarci a due
punti principali. Primo, anche Schauwecker, come quasi
tutti i sostenitori pi noti del riuto radicale del presente non importa se di destra o di sinistra considera
le forme letterarie tradizionali e le tradizioni definitivamente liquidate. Romanzo, commedia, novella:
questi generi consolidati dellattivit letteraria oggi sono
in decadimento... Lettera, conversazione, diario, autoesperienza in forma concentrata, comunicazione, resoconto sono una totalit della quale la forma circolare della
nostra vita si vuole liberare nel modo migliore... In altre
parole, il romanzo di oggi non pu avere una forma solida e non pu avere nemmeno il carattere di un racconto
ben strutturato e scorrevole . Secondo, questa conce
zione artistica di Schauwecker si fonda sulla rigida distin36. Ad es.: sul cinema, pp. 125 e sgg.; sul giornalismo, p. 263; in particolare sulla formazione del paesaggio, pp. 211 e sgg., ecc.
37. Ivi, p. 265.
38. La nazione e la fede fanno lopera, Die Brzcke, supplemento del
Berliner Tageblatt, 25 settembre 1932.

276

zione tra intelletto e sentimento (esperienza, ecc.) che caratterizza fortemente tutta la moderna Weltanschauung
borghese. Anche qui ugualmente significativo tanto per
la destra quanto per la sinistra che questa forma ideologica del tramonto delle classi non solo viene accettato acriticamente come un fatto senza indagarne a fondo le cause, ma anzi viene preso come punto di partenza dei miti
losofici e, nelle sue conseguenze, anche delle teorie letterarie corrispondenti. A seconda della situazione concreta
della lotta di classe, ferma restando la rigida dualit fondamentale, laccento viene posto unilateralmente sullintelletto o sul sentimento come lunico principio giusto,
mentre laltro viene rifiutato in quanto decadente, sor
passato, piatto e in ogni caso borghese. Il movimento
nazionale in questo caso ha optato, per i motivi che abbiamo gi discusso, per il sentimento, il vissuto, lirrazionale. Schauawecker dice: Tutti suppongono, nessuno
sa. Tutti fingono di sapere, tutti garantiscono la supposi-

zione 39.Ma questo inasprimento energico sullirrazionalismo non elimina lafnit col polo opposto: in entrambi i casi la situazione sociale dellintellighenzia declassata, che mitologizza i sintomi ideologici della dissoluzione delle classi a principi eterni delluomo, si presenta
allo stesso modo. Ein entrambi i casi vengono considerate invecchiate, sorpassate e dissolte quelle forme sorte per
lo pi nel periodo di ascesa della borghesia, poich n
luno n laltro polo riesce a dominarle. Schauwecker nei
suoi libri analizza in maniera radicale anche questa dissoluzione. Il suo Deutsche allein qualcosa come un reportage sulla Germania dalla fine della guerra in poi, naturalmente un reportage su base irrazionalistica. Ci
emerge non soltanto nella Weltanschauung decisamente
irrazionalistica, ma soprattutto nella illogicit e arbitrariet romantica dellintera composizione e della sua realizzazione nei dettagli. Ma il tratto idealistico decisivo del
39. Ivi.

277

romanzo-reportage, cio il fatto che la coscienza non si


sviluppa dallessere sociale ma viene presentata rigidamente come loggetto ultimo e pi proprio della rappresentazione, resta in tutti costoro e, significativamente,
sia nella forma che nel contenuto , per con delle diffe
renze; in Schauwecker senzaltro con un idealismo pi accentuato e consapevole. Il legame con le tradizioni poetiche e culturali (la patria Germania) in lui sta gi in
unopposizione, singolare e, di nuovo, eclettica, con questa voluta assenza di tradizioni letterarie; questo eclettismo della concezione fondamentale si estende fin nelle
sfere pi particolari: la marcia militare , il fotomontaggio , ecc. appaiono luno dopo laltro e luno accanto
allaltro come esperienze essenziali.
In queste discussioni abbiamo tentato di districare i
li che legano ideologicamente lala destra a quella sinistra della borghesia e di mostrare che qualsiasi critica della decadenza che parta dal movimento nazionale una
critica della decadenza allinterno della decadenza. Lindividuazione della comune base di classe ha costituito
lovvio punto di partenza. Tale individuazione, inevitabile per una critica marxista delle ideologie del movimento
nazionale, non deve per essereequivocata nel senso che
le distinzioni e le opposizioni, solo perch sorte dal medesimo fondamento di classe, siano irrilevanti. Esse possono tuttavia essere indagate e criticate correttamente solo
quando questa base comune sia gi stata individuata.
questo il punto di vista della nostra trattazione, la quale
deve essere considerata come un avvio, modesto e necessariamente problematico, per una ricerca e una critica
che, speriamo, siano presto completate, proseguite e, se
necessario, corrette da altri lavoratori.

40. Schauwecker, Deutsche allein, pp- 178-9.


41. Ivi, p. 222.

278

7. IL MITO FASCISTA DELLA LETTERATURA


TEDESCA

Ernst Junger, membro dellAccademia degli scrittori fascisti, sintetizza in maniera molto pregnante la metodologia della storiografia fascista: Come il vincitore a scrivere la storia, a creare il suo stesso mito, sempre lui a
stabilire che cosa ha valore artistico. Dopo che i princpali ideologi fascisti, i Rosenberg, i Goebbels, i Baumler,
ecc. hanno dato nelle varie questioni singole le linee del
sovvertimento fascista di tutti i valori, in letteratura
comparsa una breve sintesi metodologica della storia della letteratura tedesca, il cui significato tanto maggiore in
quanto si propone apertamente di fissare i criteri dellin
segnamento della storia della letteratura nelle scuole e
nelluniversit .
Non difficile sintetizzare i principi della storiograa letteraria fascista. Il primo afferma che da tutta la storia tedesca e dalla storia della letteratura vengono riesumate ed esaltate a momento culminante di un modo peculiare di scrivere e di pensare quelle tendenze reazionarie per molto tempo giustamente dimenticate. La rinasci
ta del romanticismo sta naturalmente al primissimo po
sto. Esso era stato riscoperto gi dalla storia della filosoa e della letteratura reazionaria dellimperialismo prebellico. Tale scoperta si riferiva tuttavia al primo romanticismo, a Schlegel, Schelling, Novalis, ecc. i quali, nonostante tutte le tendenze reazionarie, rispecchiavano tuttavia latmosfera degli intellettuali borghesi tedeschi duran1. W. Linden,
chen 1933.

Aufgaben

einer nationalen

Literaturwissenscha,

Miln-

279

te e dopo la rivoluzione francese. chiaro che per il fascismo questi romantici erano fin troppo progressisti. Gi
Baumler considera il primo romanticismo come la conclusione del XVIII secolo, ci che agli occhi di un teorico
fascista significa la condanna pi pesante. Linden segue
fedelmente le tracce di Baumler. Per lui il momento culminante rappresentato dallalto romanticismo, dal
periodo 18021816.Egli celebra i suoi rappresentanti,
Adam Muller, Grres, ecc. i pi infami sicofanti della
lotta contro la Francia e del periodo della restaurazione
spirito tedesco. E
come gli eroi dello sviluppo dello
giustifica questo elogio col fatto che tali scrittori sostenevano lorganismo sociale della moderna umanit minacciata dal capitalismo, la costruzione di un socialismo
nazionale e religioso che riunisca gli uomini moderni in
una comunit religiosa e quindi impedisca lalienazione e
la scissione tecnicocapitalistica. Si tratta dunque di
una nuova associazione comunitaria, di un socialismo
fondato su basi religiose e radicato in tutto il popolo []
In questo sistema sociale e statale dellalto romanticismo
lidealismo tedesco si eleva al suo massimo significato spirituale. I signori nazisti considerano pertanto gli Adam
Muller e i Gorres non semplicemente come illustri antena
ti del grande Fiihrer Adolf, ci che hanno il pieno diritto
storico di fare, ma vedono in questi pensatori reazionari
di quinto rango (basta confrontarli coi reazionari francesi
e inglesi) il momento culminante e il compimento di ci a
cui aspiravano i classici tedeschi, Lessing, Goethe e Schil
ler. E gi questo una falsificazione storica di un cinismo
mai visto prima.
Ma con questo siamo al secondo principio della
rispetto
parlando metodologia del signor Linden:
con
il vecchio principio della storiografia tedesca reazionaria. Poich lo sviluppo tedesco, a causa del ritardo con
cui il capitalismo si rafforzato in Germania, ha avuto un
andamento discontinuo anche nei suoi momenti pi alti,
280

ora enormemente grande, ora meschino come dice En


gels 2 di Goethe, questa storiografia si aggrappa agli
aspetti secondari, reazionari e filistei, dei grandi rappresentanti dello sviluppo rivoluzionario borghese in Germa
nia, elimina dalla loro immagine tutti i tratti audaci,
grandiosi e rivoluzionari e presenta al pubblico tedesco
questa triste caricatura come limmagine del suo periodo
classico. Il signor Linden assume questa gloriosa tradizione e ne fa il punto culminante del fascismo. E non si accontenta di dare uninterpretazione diversa della letteratura tedesca. No, deve essere falsificata tutta la storia
dellepoca moderna. Egli costruisce questa storia in maniera tale da far comparire solo due grandi movimenti
dello spirito europeo occidentale: il rinascimento e lilmmmoParmadmmmvnmwammmddkmmnuanti, ma lilluminismo il pantano del razionalismo. E
lo spirito europeo occidentale sostanzialmente sempre
rimasto attaccato al razionalismo illuministico. Per contro, lo spirito tedesco a tutti gli atti di liberazione razionalistici dello spirito europeo occidentale ha risposto con
delle energiche controazioni religiose: al rinascimento individualistico ha risposto con la riforma religiosa, allilluminismo sfrenatamente razionalistico con la moderna religiosit dellidealismo tedesco dellepoca di Goethe.
Nel punto centrale del classicismo tedesco cosi falsicato, che culmina, come abbiamo visto, nellalto ro
manticismo, c Goethe. Ma naturalmente un Goethe
adattato alle esigenze dellagitazione fascista, mutilato
nel letto di Procuste dellideologia nazista. Nel suo sviluppo giovanile, 0612 e Egmont sono i drammi politici
in cui vengono discussi i problemi della vivente comunit di popolo. Qui i lati deboli di Goethe vengono tal
mente accentuati che Gtz e Egmont possono apparire
2. Cfr. F. Engels, Goethe, trad. it., in Marx, Engels, Scrittisullarle,

cit.,

p. 118.(N.d.T.).
281

precursori di Goebbels e Hitler. Il suo rifiuto della rivoluzione francese ovviamente per il signor Linden una vera
manna. Anche Ermanno e Dorotea viene celebrata come
il punto culminante dello sviluppo di Goethe, poich qui
allo Stato di massa romantico, puramente ideale, che si
fonda sul concetto astratto di libert e uguaglianza, viene
contrapposto il concreto, naturale Stato tedesco. Enor
me imbarazzo procura al signor Linden lentusiamso di
Goethe per Napoleone. Per se la cava con una grande
falsificazione della storia. Egli attribuisce a Goethe un entusiasmo per le guerre di liberazione tedesche, falsifica Il
risveglio di Epimede da rappresentazione sottilmente ironica a contrita confessione del suo errore di fronte allo
spirito nazionale tedesco.
E qui emerge il terzo principio della storiografia fa
scista, quello della sfacciata falsificazione dei fatti storici
scomodi. E il libro di Linden brulica di siffatte falsificazioni, in senso sia negativo che positivo. Dallabbondanza che il signor Linden ci offre prendiamo solo alcuni
esempi. Uno dei pi macroscopici che egli vede realizzata in Mussolini la profonda aspirazione antipapale di
Dante alla liberazione dellItalia, allavvento del liberatore dellItalia, che con mano forte liberer laia dalla pula dei compatrioti degenerati e costruir un nuovo impero
della forza e della giustizia. Le falsificazioni negative
della storia contribuiscono degnamente a questaltra falsificazione storica. Nellabbozzo di storia della letteratura tedesca in genere non compaiono i nomi di Lessing e
Heine, per citare solo i pi importanti. Persino Schiller,
che molti colleghi fascisti del signor Linden hanno tentato
di riverniciare con colori scuri, viene citato solo una volta
incidentalmente. Questo principio percorre lintera costruzione. Gli scrittori di cui non possibile tacere la tendenza progressista, da Georg Forster a Herwegh a Freili
grath, vengono tutti cancellati dalla storia della letteratura tedesca.
Altrettanto accade per la storia del realismo tedesco.
282

Quanto Linden sia radicale nella cancellazione, tanto che


un realismo tedesco in generale non mai esistito, lo dimostra il fatto che mancano completamente drammi realistici tedeschi come Minna von Barnhelm e Kabale und
Liebe, e che viene silenziosamente rimosso dalla storia
della letteratura tedesca persino uno scrittore realista borghese cosi moderato come Gottfried Keller. Per quel che
riguarda la letteratura pi recente, il signor Linden procede in maniera ancora pi radicale. I due Zweig, Wassermann, Sternheim, Hasenclever, ecc. non hanno in generale niente da cercare in una storia della poesia tedesca,
Heinrich Mann non viene menzionato nemmeno una volta, Gerhart Hauptmann e Thomas Mann appena tollerati. Questo giudice inesorabile della letteratura tedesca ha
una qualche indulgenza soltanto per lespressionismo, in
cui gli spiriti sani, i Trakl, gli Stadler, gli Heym devono
essere nettamente distinti dagli ipocriti balbettatori e dai
falsi estatici. Anche qui il signor Linden d semplicemente forma scientica alle indicazioni del capo della
propaganda Goebbels, il quale vuole cancellare il naturalismo dalla storia della letteratura tedesca, mentre riconosce lespressionismo e la nuova oggettivit come
uneredit parzialmente sana.
Con questo sovvertimento totale della storia della
letteratura si fa strada la concezione fascista dellessenza
della poesia. La storia della letteratura ha, secondo Linden, il compito di concepire la poesia come valore deci
sivo della vita nel suo signicato universale e popolare.
Il nuovo, decisivo punto di vista suona: La poesia la
forma espressiva dellesperienza di una comunit fondata
sulla religione. Il poeta un vate dellumanit, e in parti
colare un vate del suo popolo: la sua esperienza interiore
fondamentale lincontro coi grandi destini del suo po
polo e con lo spirito divino del mondo che in essi si manif
sta. Si rivela qui abbastanza chiaramente il modo in cui i
fascisti politicizzano la letteratura e la storia della letteratura. Tutti i problemi della letteratura vengono avvolti in
283

una nebbia mistico-religiosa, per poi, col favore di questo


annebbiamento, martellare nella testa dei ragazzi, come
rivelazione divina, le demagogiche parole dordine naziste, ingannatrici del popolo. Come rivelazione alla quale
bisogna credere ciecamente, sulla quale non permesso
alcun dubbio e la cui verit non sottoposta ad alcuna ricerca 0 indagine. Come la chiesa protestante, uniforma
ta, considera i suoi seguaci come SAuomini di Ges
Cristo, cos ora deve esseremessa la camicia nera a tutte
le grandi figure della letteratura tedesca.
Questa uniformazione della letteratura ha ovviamenla sua parte polemica. I residui di unottica libeanche
te
ralrazionalista, il punto di vista estetico e individualistico
del distacco unilaterale dalla totalit vivente devono essere fondamentalmente superati. In questa citazione, pensiamo anche al passo sullalto romanticismo, emerge con
molta evidenza la demagogia sociale del nazionalsociali
smo, la sua falsa lotta contro il capitalismo e per il socialismo tedesco. Ma il libro di Linden uscito in un
momento in cui la maschera demagogicamente anticapitalistica di Hitler gi logorata, ed egli si diretto con assoluta decisione contro i seguaci della seconda rivoluzio
ne; di conseguenza, Linden nelle sue dichiarazioni contro il capitalismo e lalienazione anticapitalistica
estremamente prudente. Ma naturalmente egli prosegue
anche questa apparente lotta demagogica, come potrebbe
altrimenti dar battaglia agli scrittori liberali? Tuttavia,
sottolinea significativamente che accanto al vuoto progresso civilizzatore del processo capitalistico e della sua
tecnica priva di vita. vi anche una tecnica vera, colle..
gata con la vita. Come potrebbe esserealtrimenti? Il lato
peggiore del capitalismo e della tecnica era rappresentato
semplicemente dal fatto che esisteva uno spazio per la lot
ta di classe dei lavoratori, per la brama di protto degli
operai (dottor Ley, leader del fronte del lavoro). Ora,
dove il socialismo tedesco si realizzato, dove limprenditore divenuto il compagno di lavoro dei suoi di284

pendenti e pu imporre a suo piacimento il tempo di lavoro e il salario ai suoi concittadini, il capitalismo ha
smesso di essere capitalismo e la tecnica ha perso la sua
morta

essenza.

La scienza della letteratura nazionale diviene cos il


fulcro delleducazione tedesca, della conoscenza tedesca, il centro della scuola e dellUniversit. Compito de]la storia della letteratura dunque quello di mostrare co
me si sono affermati gli attributi razziali della germanit
nonostante tutti i pericoli di distruzione provenienti
dalloccidente e dagli ebrei, come la via che dai vecchi
germani ha portato a Hitler, Rosenberg e Goebbels sia
stata la via della cultura tedesca indicata da Dio. La
scienza tedesca fondata su basi religiose e nazionali...
radica luomo in divenire nel suo popolo, gli fornisce un
legame con la sua terra e col suo paese e lo inserisce
nellenorme corrente della storia del suo popolo al fine di
che si indebolita ed
accrescerne al massimo la forza
esaurita nel processo di sradicamento allinterno della
comunit chiusa. La storia della letteratura dunque la
demagogia nazionale fascista concentrata nelle scuole e
nelle universit, unarma ideologica per sobillare al pi
bieco sciovinismo e preparare spiritualmente alla prossiLa lotta per lo spirito
ma guerra imperialistica.
tedesco, che Linden conduce nel suo libro, culmina, in
maniera del tutto conseguente, nella lotta per il potere
mondiale dello spirito tedesco. Linden, conformemente
alla politica estera del nazismo, molto cauto nelle sue
formulazioni, come se in realt si trattasse solo di spirito
e di linguaggio. Ma il senso chiaro: si tratta di un manifesto dellimperialismo tedesco, che mira a scatenare una
nuova guerra imperialistica sotto la bandiera di Hitler.

285

&. LEREDIT DI QUESTEPOCA

Ernst Bloch, lautore del libro Erbschaft dieser Zeit


(Oprecht e Helbing, Zurigo, 1935) che ci accingiamo a recensire, una delle personalit pi interessanti della letteratura teorica tedesca contemporanea. Il suo periodo giovanile cade nellultirno decennio antecedente la guerra mondiale, quando nella losoa tedesca era generale laspirazione
alla <<Weltanschauung, quando procedeva vigorosamente
il superamento del neokantismo. (Il primo scritto di Bloch,
la sua tesi di laurea, una critica di Rickert).
La tendenza di fondo di quel processo fu imperialistico- reazionaria. Spengler e Klages, Leopold Ziegler e il
conte Keyserling sono i personaggi filosofici, ora celebri,
che questo movimento ha prodotto. Bloch, il quale condivideva con i suoi contemporanei molte premesse gnoseologiche, se ne distinse fin dal principio su un punto
estremamente importante. Il suo tendere allidealismo oggettivo, quantunque assai di frequente si convertisse anche in lui in aperto misticismo, non aveva mai un intendimento apologetico. Nei confronti della propria epoca
aveva un atteggiamento di opposizione, pur se ancora abbastanza confuso. La guerra imperialistica, poi, e il processo che porta alla guerra sono andati sempre pi rafforzando questo atteggiamento di opposizione, hanno spinto Bloch sempre pi a sinistra. Gi i saggi da cui nasce il
suo libro, Geist der Utopie, sono diretti contro la Germal. Zurich

1935.

287

nia della guerra mondiale. Vero che Bloch allora critica


va la guerra imperialistica della Germania dal punto di vista di un pacifismo largamente mistico, orientato in senso
democratico-occidentale. Il secondo libro, Thomas Milnzer als Theo/age der Revolution, contiene per ormai
unadesione alla rivoluzione, alla figura liebknechtiana
di Mnzer. Anche questo libro opera con un concetto
idealisticomistico della rivoluzione. Bloch crede che la
dottrina economica del marxismo debba essere approfondita enucleando gli eterni momenti della ribellione
umana contro lo sfruttamento e loppressione. Il suo
Thomas Munzer, perci, non un personaggio storico,
quale fu descritto da Engels. Al contrario, proprio per la
sua teologia egli devessere indicato a modello delle lotte odierne: lattuale lotta di liberazione del proletariato,
secondo Bloch, dovrebbe pervenire allaltezza e profondit mnzeriane del pensiero utopico, per conseguire
un potere realmente vittoriso.
In tal modo Bloch assume nella letteratura teorica tedesca una originale posizione di outsider. Egli combatte
da anni lo svolgimento filosofico reazionario della Germania, ma lo combatte a partire da premesse filosofiche
che hanno moltissimo in comune con gli orientamenti
contro cui muove. Cosicch finito in una posizione intermedia, abbastanza isolata, fra i due campi avversi.
Ma proprio questa discrepanza del suo atteggiamento di fondo, non superata dalla sua evoluzione verso sinistra, gli garantisce uninuenza ideologica nellemigrazione antifascista. Essa tipica di tutta una corrente nel
campo dellantifascismo borghese di sinistra. Il processo
di fascistizzazione della Germania e, in particolare, la
presa del potere da parte di Hitler hanno fatto non solo di
Bloch, ma anche di molti altri scrittori borghesi di sinistra, degli accaniti nemici del fascismo. Tuttavia, questa
evoluzione politica verso sinistra in molti di essi non andata di pari passo con una revisione della base filosofica
su cui poggia la loro attuale concezione del mondo, con
288

una critica dell'idealismo e specialmente delle sue speciche forme di manifestazione imperialistiche. Anche lavvicinamento al marxismo da parte di Bloch, che ha proceduto molto pi avanti rispetto alla gran maggioranza degli antifascisti borghesi di sinistra, non contiene nessuna
critica dellidealismo. Ma appunto per questo egli diviene
una presenza affascinante per una grande parte di questa
emigrazione. Per costoro Bloch diviene unincarnazione
del marxismo ad essi pi agevolmente accessibile, pi
congeniale alla fase di sviluppo ideologico in cui si trovache,
no. Come tale, come marxista e rivoluzionario
per,possiede la giusta sensibilit per tutte le finezze della
cultura, lo celebra Klaus Mann sulla rivista di Amsterdam
Die Sammlung, parlando del suo nuovo libro come di
un ardito inventario del nostro patrimonio spirituale; e
altrettanto fa F. Burschell sulla Neue Weltbhne. Bloch
sul piano politico notevolmente pi a sinistra di quegli intellettuali che egli inuenza sul piano spirituale. Egli non
soltanto un risoluto antifascista, ma in pi un avversario convinto del sistema capitalistico. Per lui non vi sono
dubbi che solamente il proletariato rivoluzionario la potenza in grado di abbattere Hitler e che il socialismo subentrer al fascismo.
Quando, dunque, Bloch pone al centro del suo libro
la questione delleredit, egli lo fa a partire da tali convinzioni storico-politiche. Il problema centrale di questo libro, da cui scaturisce poi quello delleredit, concerne gli
alleati della rivoluzione proletaria, la conquista dei piccoli borghesi urbani e dei contadini alla rivoluzione socialista. Gi laver posto energicamente tale questione onora
il pensatore e combattente Bloch. Gi questo atto mostra
che egli, dopo i suoi primi libri, si decisamente mosso
verso sinistra.
Per rispondere a tale questione Bloch intende scegliere come filo conduttore il marxismo. Il lettore marxista,
tuttavia, subito colpito dal fatto che egli non collega la
conquista degli alleati con quella della maggioranza del
289

la classe operaia alla rivoluzione proletaria sotto la guida


del partito comunista, ma pone invece la prima del tutto
indipendentemente dalla seconda. Questa debolezza di
metodo, che qui appare in piena luce, nasce da una concezione volgarizzata

e stravolta

delleconomia

marxista,

che ha legami assai profondi con latteggiamento fondamentale, filosofico-idealistico, di Bloch. La conseguenza
che, laddove il marxismo vede problemi dellessere materiale, Bloch capace di osservare soltanto problemi meramente ideologici.
A dispetto di questa debolezza fondamentale della
posizione,
su cui torneremo diffusamente, Bloch posua
problema
delleredit con chiarezza e nei suoi termiil
ne
ni di principio. Egli guarda al tramonto del capitalismo e
insieme a quello della cultura del capitalismo, quindi domanda: che cosa prender il proletariato, il costruttore
del nuovo mondo, del socialismo, da questo mondo che
tramonta? Che cosa vi che valga la pena di prendere?
Che cosa diverr parte integrante della nuova cultura? E
considera lentrare in possessodi questa eredit come una
lotta ideologica. Solo pi avanti ci fermeremo a criticare
il metodo e il contenuto della sua teoria delleredit. Qui
dobbiamo anzitutto sottolineare il merito di Bloch per
aver comunque posto la questione nei suoi termini di
principio.

La sassaia aurifera
Anche nella concretizzaziodei
suoi
problemi
Bloch
da una piattaforma netparte
ne
antifascista.
lui,
Per
correttamente, il carattere
tamente
Reich

di
del Terzo
essereuna dittatura aperta e infame
del capitale monopolistico. E da questa visione corretta
sorgono per lui gli ulteriori problemi. Dopo aver riscon
trato una spinta anticapitalistica anche fuori del proletariato, il suo sforzo onestamente rivoluzionario e antifa
scista diretto a incanalare questa spinta anticapitali
stica nella corrente della rivoluzione proletaria. Si tratta
dunque di lottare per le vittime della propaganda demagogica del fascismo.
290

Si comprende allora come Bloch parta dalla ideologia di queste vittime traviate. Rincresce per che rimanga
fermo allideologia. Tanto pi rincresce, in quanto non si
tratta di uno sbaglio casuale, ma invece della conseguenza
necessaria dellattuale metodo di Bloch. Abbiamo gi in
dicato quale sia il suo rapporto con leconomia politica
marxista.
La concezione ristretta ed errata delleconomia politica marxista tanto pi pericolosa per Bloch in quanto vi
in essa qualcosa che si avvicina molto alla ideologia
dellanticapitalismo
romantico, nella forma oggi assai
diffusa. I piccoli borghesi, tormentati dai colpi di una terribile crisi economica, nella loro disperata impotenza
vanno sognando di un assetto senza economia; molti
credono che l<<economia da cui vengono torturati sia
una maligna invenzione di ebrei, liberali e marxisti, e che
debba essere, quindi, qualcosa che possibile abolire.
Ora, tentando di dare chiarezza rivoluzionaria alla nostalgia anticapitalistica presente in tali torbide ideologie,
Bloch finisce in un vicolo cieco ideologico, giacch egli
stesso subisce linflusso di questa ideologia. Bloch disconosce il nesso fra lesistenza delluomo e la produzione
materiale. Perci non sottolinea nel socialismo il superamento dellasservente subordinazione delluomo alla
divisione del lavoro, il superamento della divisione sociale del lavoro fra citt e campagna, fra lavoro fisico e intellettuale, ma opera invece con un concetto astratto, borghese, delleconomia, la quale nel socialismo dovrebbe
degradare a unimportanza periferica.
In tal modo Bloch non coglie a fondo il complicato
nesso dialettico fra la situazione sociale dei ceti medi e
la loro ideologia romantico-anticapitalistica.
In tal modo
egli finisce invece per riallacciarsi a questultima acriticamente. E vero che tenta, e persino con passione, di darne
una critica, ma questa critica, priva di base materiale,
non ha alcuna possibilit di essererealmente dialettica. Il
suo metodo si riduce, alla fin fine, a una contrapposizione
291

fra i lati buoni e quelli cattivi di questa ideologia.


, questo, in generale un tratto caratteristico della
mera critica ideologica al fascismo, che non parte
dallanalisi realmente concreta della base materiale. E.H.
Gast, ad esempio, nella sua recensione del romanzo di
Thomas Mann su Giacobbe contrappone il giusto e
superiore mito di Thomas Mann al falso e inferioautentico di
re mito dei fascisti, lirrazionalismo
Mann allinautentico e barbaro irrazionalismo dei
fascisti . Altrettanto fa il losofo socialdemocratico
Herbert Marcuse, il quale mette a contrasto lautentica
losofia della vita di Dilthey e Nietzsche con la falsa fi-

losofia della vita dei fascisti . I punti di vista di Bloch sono molto pi profondi che non quelli di Gast o di Marcuse. Costoro vogliono separare completamente il fascismo
dal normale sviluppo ideologico della borghesia, mentre Bloch intende mettere in luce tanto le connessioni
quanto le differenze. Cosicch egli vede quanto c di reazionario e controrivoluzionario anche nella fase prefascista dellimperialismo e al fascismo contrappone non un
capitalismo normale, ma la rivoluzione proletaria.
Tuttavia lerroneit del metodo spinge Bloch molto lontano dallobiettivo cui mira, la dialettica rivoluzionaria, e
conduce anche lui a un eclettico da un lato/dallaltro.
Questo restare impaniato di Bloch nellideologia
dellanticapitalismo romantico produce in lui una concezione fondamentalmente falsa del marxismo e del retag-

gio mamista. Dice: Quando il socialismo scientifico si


trasfer in Francia e Inghilterra, nellilluminismo francese
e nelleconomia politica inglese, quando il marxismo volgare ebbe dimenticato qui le guerre dei contadini tedeschi, l il retaggio della filosoa tedesca, i nazisti dilagarono nelle regioni originariamente miinzeriane, ora vuo2. Die Sammlung, 1934, gennaio.
3. Zeitschrift filr Sozialforschung,

, 2.

292

te... 4. molto probabile che Bloch intenda qui polemizzare contro il revisionismo, contro la liquidazione della dialettica rivoluzionaria, contro il completo abbandono dei contadini, ecc. Nel suo discorso, tuttavia, questo
rimprovero rivolto al marxismo volgare trapassa in un
rimprovero al marxismo stesso per aver raccolto leredit
di Smith e Ricardo e dello sviluppo materialistico da Bacone a Feuerbach. A causa di questa falsa concezione
Bloch perde ogni possibilit di condurre un'analisi reale
delle correnti ideologiche da lui indagate. Pu analizzarle
soltanto come ideologie e, come tali, pu approfondirle losoficamente. Cos resta, per, sempre sul terreno
delle ideologie che va criticando.
Questo metodo falso non pu che produrre nel con
creto contenuti falsi. Bloch vede chiaramente come
lideologia dei piccoli borghesi e dei contadini stia in contraddizione con i loro interessi reali, che dovrebbero renderli alleati della rivoluzione proletaria. Egli vede che
queste ideologie sono fuorvianti, che portano i piccoli
borghesi e i contadini in un vicolo cieco, e cerca di metteallo scoperto tali contraddizioni in modo tale da aiutare
re i traviati a trovare la retta via. A questo scopo costrusceuna sua teoria delle contraddizioni non contemporanee. Contraddizione contemporanea per Bloch lanta
gonismo fra borghesia e proletariato; e perci possibile
esprimerlo adeguatamente nel linguaggio del marxismo.
Lesistenza dei contadini invece una contraddizione
non contemporanea: questi vivono fuori dal mondo
del capitalismo e delle sue odierne contraddizioni contemporanee. Da questa situazione sorge da un lato la
possibilit per i fascisti di conquistare i contadini e i piccoli borghesi con la loro scadente demagogia, dallaltro il
compito per il marxismo di assumere nella propria dialettica i problemi specifici che ne risultano, di farsi real4. Op. cit., p. 96.

293

mente totale, di elaborare dialetticamente la contraddi


zione non contemporanea.
Riscontriamo qui tutto un groviglio di false affermazioni. Anzitutto la piccola borghesia urbana e particolarmente il ceto impiegatizio , anche secondo quanto dice
lo stesso Bloch, un prodotto del capitalismo, e perci do
vrebbe, anche secondo la sua teoria, per ragioni di coerenza, essere oggetto della contraddizione contemporanea. Ma Bloch, che ha letto sia Marx sia Lenin, dovrebbe sapere e, se non fosse impegolato nei pregiudizi idealistici dellanticapitalismo romantico, saprebbe che nonostante tutti i residui precapitalistici la specifica situazione
odierna delle campagne prodotto e risultato dello sviluppo capitalistico. Se avesse inteso leconomia marxista
in tutta la sua reale estensione e profondit, avrebbe visto
che dovunque egli pensa di dover applicare la sua nuova
teoria della contraddizione non contemporanea, la teoria di Marx e Lenin ha gi messo in luce i problemi concreti dello sviluppo capitalistico e della strategia rivolu
zionaria del proletariato.
Bloch non vede come ci che egli definisce passato
inelaborato sia di continuo riprodotto dal capitalismo.
Proprio il fatto che il fascismo sugli istinti ribellistici dei
piccoli borghesi e dei contadini innesti una ideologia che
il rinascimento di ogni arretratezza e barbarie dovrebbe
ammonire un onesto e convinto antifascista come Bloch
alla massima cautela proprio su questo punto. In quanto
nemico della bugiarda ebrezza dei fascisti, dovrebbe contrapporre a questa il sobrio pathos della reale conoscenza
rivoluzionaria.
Purtroppo, fa il contrario. Nel torbido miscuglio di
queste ideologie egli pensa di trovare, con i mezzi della
critica ideologica, un contenuto autentico, rivoluzionario, non ancora scoperto dal marxismo. Questo contenuto rivoluzionario sarebbe il fondamento della contraddizione inattuale, sarebbe quella irratio autentica che
Bloch contrappone allirrazionalismo bugiardo delle i294

deologie imperialistiche e fasciste. Tale concezione e


uneredit del suo periodo precedente. Egli prende le
mosse dalla giusta idea secondo cui la rivoluzione proletaria si fa erede di tutte le lotte di classe contro lo sfruttamento e loppressione. Tuttavia proprio nella mistica
confusione dei vecchi moti insurrezionali egli vede uneredit attuale ancora non utilizzata dal marxismo, un elemento di sviluppo del marxismo.
Sfugge a Bloch quale sia il modo in cui procede lelaborazione critica delleredit, il suo superamento, nel materialismo dialettico. Il problema del superamento inteso da lui in maniera puramente idealisticoideologica. Gli
sfugge il processo reale della storia nel quale vengono superate realmente contraddizioni reali. Certo, n nella storia reale, n nel suo adeguato rispecchiamento nel pensiero, il marxismo-leninismo, questo superamento si verifica
in modo lineare e meccanico. Tutto il problema marxleniniano della liquidazione ad opera della rivoluzione
proletaria dei problemi della rivoluzione borghese rimasti
insoluti (questione agraria, questione nazionale, ecc.)
un esempio di questa concreta ineguaglianza dello sviluppo. Mentre per i problemi reali della rivoluzione borghese rimasti insoluti vengono realmente superati (superati
anche nel senso di conservati) nella strategia della rivoluzione proletaria, questa conservazione superante non riguarda invece le ideologie che li accompagnano. Infatti
queste ultime sono inseparabilmente connesse con la situazione economica dei contadini e dei piccoli borghesi,
che presenta elementi ambigui e perci necessariamente
reazionari. Tale connessione non pu non farsi sentire
anche nelle ideologie dei loro pi significativi rappresentanti rivoluzionari del passato. Il marxismo-lenismo eredita le reali tradizioni rivoluzionarie di questi vecchi movimenti popolari, le porta a un livello superiore (ed ,
questo, un altro importante momento del superamento
che Bloch trascura del tutto), ma va totalmente oltre le
vecchie forme delle loro ideologie.
295

Bloch, per contro, vede proprio in tali ideologie il


momento da conservare. Mancando per alla propaganda marxista ogni contraltare al mito, ogni trasformazione
degli inizi mitici in sogni reali, dionisiaci, in sogni rivolu
zionari: per effetto del nazionalsocialismo diviene visibile
anche un pezzo di colpa, quella cio del troppo corrente
marxismo volgare 5. Fin quando egli critica il settarismo compiaciuto di s di molti marxisti prima dellavvento al potere di Hitler, ha ragione. E tanto maggiore il
suo merito, in quanto egli si pronunciato con il suo libro
prima del VII Congresso internazionale. Fin quando polemizza contro il fatto che molti comunisti hanno misconosciuto che il fascismo specula anche sui migliori sentimenti delle masse, sul loro senso di giustizia e talvolta
persino sulle loro tradizioni rivoluzionarie (Dimitrov),
egli si trova ancora sulla strada giusta.
Ma in Bloch, nel corso della battaglia in difesa della
propria linea, vanno confondendosi i confini tra il marxismo volgare e il marxismo reale. Lavversario primo di
questa sua teoria delleredit rivoluzionaria e infatti Friedrich Engels, il quale in una lettera definisce quella ideologia, di cui Bloch vuol sapere quale sia il contenuto aureo, semplicemente e ruvidamente come stupidit. Engels cosi prosegue: Il basso livello dello sviluppo economico nel periodo preistorico ha come complemento, ma
anche in parte come condizione, e persino come causa, le
false rappresentazioni della natura , e Bloch polemizza
assai aspramente contro questa proposizione troppo illuministica. Egli dice sintetizzando: Inverosimile che la
qualit di tutte le mitologie e occultismi nel loro lato
esorcizzante e dissolvente sia stata esclusivamente di
essere ipostatizzazioni di uneconomia indecifrata e non
anche un concorrere di una natura indecifrata, ancora indecifrata, in se stessa 7.
5. Ivi, p. 55.
6. Lettera a C. Schmidt del 27 ottobre 1980.
7. Op. cit., p. 137.

296

chiara, qui, la concezione ristretta che Bloch ha


delleconomia marxista, un aspetto per lui fatale. Giacch
misconosce il nesso dialetticamente enunciato da Engels
fra lo sviluppo storico delleconomia e quello della conoscenza della natura, le rappresentazioni che gli uomini si
fanno della natura acquistano per lui una mistica oggettivit apparente. Nella sua visione la natura, che esiste indipendentemente dalla coscienza umana, non viene conosciuta sempre pi adeguatamente in concomitanza con il
processo di produzione materiale, ma invece proprio le
rappresentazioni dei primi e primissimi gradi della conoscenza umana della natura rimanderebbero a connessioni
ormai divenute di nuovo irraggiungibili per i gradi superiori (capitalismo). Lidealismo di Bloch qui si tramuta
direttamente in fatto reazionario; perfino nelloccultismo
egli rintraccia elementi da ereditare, <<unsegmento di contenuti designati (solo designati) mitologicamente che sono, a dir poco, estranei al segmento meccanico, anzi in
parte forse giacciono al di sotto di ogni orizzonte monoblocco .
Tali brani mostrano a sufficienza a quali pericolose
conseguenze pervenga Bloch andando fino in fondo con
il suo metodo errato. Il che tanto pi rincresce in quanto
nella sua analisi della cultura contemporanea rilevabile
non soltanto una tendenza antifascista, ma anche un sano
istinto plebeo. Proprio a causa della sua ampia e profonda cultura Bloch lontanissimo da una cicca soprawalutazione della cultura e civilt del periodo odierno. Egli si
distingue notevolmente, a suo vantaggio, da quegli antifascisti borghesi che, pur combattendo l'ideologia del fascismo, cercano di salvare lideologia imperialistica. La
condanna blochiana della cultura borghese risale molto
addietro rispetto al periodo imperialistico e intende costituirsi come critica dellideologia dellintera epoca della
8. Ivi, p. 130.

297

decadenza. Quantunque anche qui si introduca a disturbare il discorso lanticapitalismo romantico, facendogli
dirigere il fuoco principale dellattacco contro il periodo
liberale dello sviluppo borghese, senza una critica abbastanza netta delle controtendenze reazionarie.
Il tentativo blochiano di scoprire un nuovo metodo
di lotta contro lideologia del fascismo deve quindi considerarsi fallito. fatica vana cercare loro nellideologia di contadini e piccoli borghesi arretrati. Loro
contenuto per questi ceti negli istinti anticapitalistici che
scaturiscono dalla loro condizione sociale scissa, dalloppressione e lo sfruttamento che esercita su di loro il captalismo monopolistico. Questo oro non e per rintracciabile per la via di Bloch, tale via conduce soltanto a
eternare la loro confusione ideologica, ma invece su
quella della teoria e prassi marxiste-leniniste (come assai
persuasivamente mostrano landamento delle cose in Urss
e gli effetti della tattica del Fronte popolare). Esse, chiarendo le loro esperienze, li aiutano a superare nella pratica, nella lotta per i loro interessi reali, la confusione ideologica.
Montaggio dialettico
Il secondo importante problema posto dal libro di Bloch quello delleredit dellattuale cultura capitalistica. Tale questione per noi assai
interessante perch Bloch fornisce molto materiale concreto sul formalismo nellarte e tratta di numerosissimi
problemi che nellodierna discussione contro il formalismo sono di grande peso.
Egli vede chiarissimamente lo stato di catastrofico
dissolvimento in cui si trova lattuale cultura capitalistica.
Insegnanti, artisti, scrittori non trovano pi nessuna cultura sul terreno del capitale, ad eccezione di quella ironica
o stravagante,

una cultura

che e mancanza

di patria,

che

sidentifica con la mancanza doggetto stessa 9. E ancora pi decisamente sulla collocazione dei poeti nellepo9. Ivi, p. 305.

298

ca attuale: Cos, importanti poeti non trovano pi dei


materiali da impiegarsi subito, ma solo dopo averli spezzati. Il mondo imperante non diffonde pi per loro uno
splendore rappresentabile, che sia da affabulare, ma solo
vuotezza, e dentro scarti mescolabili. Aggiunge poi, alludendo in specie a Joyce, che questa situazione si verifica
perch alluomo manca qualcosa, la cosa pi importante... .
Tale corretto giudizio confermato da un'ampia ana
lisi dei pi significativi scrittori, musicisti e filosofi contemporanei, induce Bloch a considerare il problema stilistico del montaggio come il punto centrale delle attivit
artistiche e filosofiche attuali. E ovviamente egli pone il
problema delleredit a partire da qui. La questione in s
certamente legittima. Molto meno lo la risposta di
Bloch. Il quale infatti afferma: Il singolare montag
gio della borghesia al tramonto rappresenta pi che un
fenomeno di transizione . Dobbiamo perci anzitutto
conoscere la concezione blochiana del montaggio.
Il concetto di montaggio e ci assai interessante
dai col per Bloch ha una estensione enorme: Esso va
lages a Joyce, fino a Brecht e oltre; persino la filosofia

ha attualmente il montaggio come suo principio fondamentale.

La sua teoria del montaggio prende le mosse dalla


concezione, cui abbiamo fatto cenno, del rapporto degli
artisti e del loro pubblico con la realt contemporanea. Il
punto basilare la perdita di connessione. Secondo Bloch
il montaggio ha di positivo che non tenta di mascherare la
perdita della connessione, come fa ancora la Nuova oggettivit, ma invece parte apertamente e consapevolmente
dalla sconnessione della realt per gli intellettuali borghesi dei nostri giorni. Le parti non concordano pi luna
10.Ivi, pp. 189-90.
11.Ivi, p. 13.
299

con laltra, sono divenute distaccabili, rimontabili... Nel


montaggio tecnico e culturale tuttavia viene distrutta la
connessione della supercie vecchia il montaggio appare sul piano culturale come la forma pi alta di intermittenza spettrale sopra la dispersione, anzi in dati casi come
forma attuale di inebriamento e irrazionalit... esso non
simula una qualche stabilit, con cui sintenda rendere solido il primo piano. Lo sfondo composto di ruderi che

non trovano il coraggio di fosforeggiare, di parti del vec-

chio mondo che vengono di continuo riprese solo per es


sere usate nel vecchio mondo 12.
Il montaggio in tal modo viene fissato concettualmente come tipico prodotto decompositivo dellultimo
sviluppo ideologico della borghesia. Anzi per Bloch pro-

prio la coerenzacon cui tiene fermo alla sconnessionedel-

la realt apparente d al montaggio preminenza e superiorit rispetto alla Nuova oggettivit. C qui uninterruzione e una nuova commessurain un senso che va molto
oltre lo scambio di parti tecniche o addirittura oltre il fo
tomontaggio, eppure esse obbediscono ancora a questa
forma come a una vera opera incompiuta esso improvvisa nella connessione scoppiata, trasforma gli elementi divenuti puri, con cui la Oggettivit forma rigide
facciate, in tentazioni e tentativi entro uno spazio vuoto.

Questo spazio vuoto sorto appunto perch franata la


cultura borghese; e in esso si scorge non solo la raziona-

lizzazione di un altra societ, ma pi visibilmente una

nuova figurazione nascente dalle particole delleredit


culturale divenuta caotica .
Tuttavia, quanto corretta la messa a nudo che
Bloch fa dei fondamenti ideologici del montaggio, tanto
sono errate le conseguenze che tira dalle proprie costatazioni. Ma queste conclusioni sbagliate non tolgono valore
alla sua analisi. Proprio il nostro dibattito sul formalismo
12. Ivi, pag. 162/4.
13. Ivi, pag. 156.

300

ha mostrato quanto siano pochi gli artisti e i critici in possessodi una certa chiarezza sui presupposti ideologici del
formalismo. Ecco perch ha valore durevole la sottolineatura blochiana dellimportanza ideologica che spetta al riflesso del mondo lacerato nella sua connessione e, di conseguenza, alla fine dello splendore estetico. Coloro i
quali, criticando apparentemente il contenuto del formalismo, glorificano per la maestria dei suoi rappresen
tanti, potrebbero imparare dall'analisi di Bloch che il formalismo deve necessariamente distruggere tutti i presupposti di una reale maestria (senza virgolette). Vale a dire
la raffigurazione del tipico, il suo sviluppo artisticoorga
nico dalla raffigurazione dellindividuale.
Purtroppo lanalisi di Bloch anche in questo ambito
resta ferma al piano idealistico. Egli anche qui distingue
semplicemente in maniera eclettica il lato buono del
montaggio dal lato cattivo e non si accorge che, laddove lassenza di connessione viene sostituita da una connessione astratta, questa pu essere appunto solo una
sostituzione e non un reale superamento. E proprio per
questo non vede la profonda afnit artistica che intercorre fra il montaggio marxista e quello borghese.
Il primo argomento apparentemente di gran peso addotto da Bloch a favore della sviluppabilit del montaggio per la cultura socialista il suo criterio generale della
eredit. Egli trae questo criterio dal proprio orientamento
di opposizione al capitalismo imperialistico, ma lo trae
ancora una volta in modo astratto e formale. Questo
anche qui il criterio delle parti di eredit utilizzabili: esse
nel tardocapitalismo, che le forma, non possono non essere tanto imperfette e impedite quanto sospette . Il
montaggio quindi sospetto per lodierno capitalismo, il
quale ne impedisce lo sviluppo. Questo argomento, per,
cade quando si approfondisce lanalisi. tipico, cio,
14. Ivi, p. 167.

301

della cultura borghese nel periodo tardo il fatto che nuovi


fenomeni artistici o filosofici vengano dapprima sbeffeggiati e derisi, per esserepoi considerati, in base a una fortissima sopravvalutazione, parti integranti della cultura
capitalistica. Abbiamo qui un caso interessantissimo e
nelle sue cause concrete certamente meritevole di studio
di sviluppo ineguale. Tuttavia da questo fatto in s
non consegue per nulla che tali fenomeni artistici sospetti 0 impediti abbiano un significato che realmente indichi il futuro. A nessun marxista verr in mente di considerare come retaggio in tale senso il poeta Maeterlinck o
il filosofo Nietzsche, quantunque essi al loro apparire siano stati respinti dalla borghesia come molto sospetti.
N Bloch ha argomenti per dimostrare che la borghesia
del capitalismo monopolistico abbia combattuto il montaggio nellarte con maggior energia rispetto a un qualsiasi indirizzo borghese precedente. Al contrario, il corteo
trionfale del montaggio stato assai pi rapido e meno

impedito che non quello dei precedenti indirizzi artistici.

Sepoi Bloch vuol discutere il problema del sospetto come criterio di ereditabilit, dovrebbe fare attenzione a
quanto chiaramente sospetto e odioso sia per la borghesia
fascista e in via di fascistizzazione il vero realismo.
Naturalmente la borghesia reazionaria protester
sempre quando un artista user il metodo del montaggio
per esprimere con esso contenuti scomodi o pericolosi. In
tal caso, per, sospetto il contenuto e non il metodo.
Cosicch Bloch dovrebbe indagare nel concreto rispettivamente che cosa tale contenuto significhi sul piano di
classe e artistico, e che cosa la forma espressiva del mon
taggio abbia da dire a questo contenuto. Ma per Bloch la
questione sembra risolta a priori. E in un senso positivo
per il montaggio. La sua prova a favore null'altro che la
prassi letteraria di Bertolt Brecht e quella filosofica,
fondata sul montaggio, di Walter Benjamin. Il secondo
esempio impossibile prenderlo sul serio. Il caso Brecht
richiederebbe unindagine molto accurata. Bloch invece
302

non comincia neppure lindagine: tanto profondamente


persuaso del puro carattere socialista dei contenuti di
Brecht che ne difende persino gli spregiudicati usi di modelli neomachist. E quanto al carattere socialrealistico
del montaggio brechtiano, non va pi in l di una nuda
asserzione.
Dietro tali argomenti formalistici e dogmatici c ancora una volta la blochiana teoria generale del salvataggio
della irratio autentica. Questa teoria per ancora pi
storta e fragile qui, se possibile, di quanto non fosse
quandera applicata alle tradizioni ribellistiche dei piccoli
borghesi e dei contadini. Bloch parla del montaggio come
della forma dellinebramento e della irrazionalit attuali. Ora, noi abbiamo gi discusso la teoria blochiana delle contraddizioni contemporanee e non contemporanee, concludendo che insostenibile. Ma anche secondo
lottica di questa teoria risulta incoerente attribuire un valore alla irrazionalit attuale (grandeborghese).Bloch
stesso, infatti, nella prima parte della sua critica ha pro
pugnato la teoria secondo cui questo residuo irrazionale,
non-superato e valido, si riferisce soltanto a classi la cui
esistenza, a suo giudizio, non legata al capitalismo, alla
lotta di classe fra borghesia e proletariato. Se dunque, come dice la teoria blochiana,

la irratio

autentica

discen-

de dalla non contemporaneit, con quale legittimit


egli dun tratto considera la irrazionalit attuale come
valore e non come prodotto di decadenza all'interno della
assai contemporanea grande borghesia?
Quantunque, perci, la sua teoria debba essererifiutata come teoria anche in questa sua applicazione, nondimeno tale rifiuto non ci impedisce di riconoscere il valore
del molto e ricchissimo lavoro compiuto da Bloch. Egli
critica la letteratura, la musica e la filosofia moderne sulla
base di una loro conoscenza intima e profonda, e spesso
le critica con acutezza distruttiva e spirito abbagliante.
Bloch mostra come, nellespressionismo, sia nata la
forma del montaggio. Un ulteriore sviluppo verso la di-

303

sintegrazione della forma si ha nel surrealismo. Quindi


abbiamo la descrizione estremamente efficace del modo
in cui il montaggio surrealistico si presenta in Joyce, che
egli giustamente considera, accanto a Green e Proust, come punto culminante di queste tendenze. Sul linguaggio
di Joyce dice: Una bocca senza io qui allinterno del
meccanismo in scorrimento, l in mezzo lo beve, lo balbetta, lo fa sfogare. Il linguaggio si adegua pienamente a
questa disintegrazione, non finito e gi formato, perfettamente regolare, ma aperto e confuso. Ci che vedi nei
periodi di stanchezza, nelle pause fra i discorsi o quando
uno sognante o anche distratto, parla, singarbuglia, fa
giochi di parole: qui tutto fuor di misura. Le parole sono divenute disoccupate, licenziate dal loro rapporto di
senso, ora il linguaggio va come un verme tagliuzzato,
ora si condensa come in un cartone animato, ora sta sospeso e si ficca nellazione come un soffitto teatrale 15.
Ecco uneccellente descrizione del linguaggio joyceano,
forse la migliore dataci finora. Ma al contempo essa ,
proprio per la sua penetranza descrittiva, la critica pi distruttiva che sia finora stata scritta sul linguaggio di Joyce. Tale giudizio annientante, infatti, questa volta non
montato in un'analisi, ma contenuto organicamente
nella descrizione stessa.
Altrettanto interessante, ma anche pi consapevolmente critica, lanalisi che Bloch conduce del musicista
Stravinskij. Bloch inizia questa analisi con immagini del
tutto caratteristiche: Su una cosa cava si pu fischiare
bene. Cos appunto fa Stravinskij con se stesso e le sue
cose. Ha gi sperimentato molto. Il vuoto rimbomba su
se stesso seducente, si veste anche, indossa roba vecchia,
diviene come una maschera e risuona in quella guisa. E
dopo questa introduzione ci d un contributo assai interessante sul nesso fra lEdipo di Stravinskij e la stabilizza15. Ivi, p. 184.

304

zione relativa. La musica qui approva... il nastro scorrevole della necessit, nobilita il lavoro a catena senza pau
se, il destino senza luce... Questa rigidit il tributo del
successivo Stravinskij alla reazione parigina, anzi, alla
stabilizzazione capitalistica del mondo, da cui discende

anchequel che viene definito loggettivismo di questa

musica. ancora una volta una strana ironia che proprio qui, dopo questa analisi distruttiva dellapologetica
capitalistica nella musica di Stravinskij, proprio su costui
egli applichi il suo criterio del retaggio autentico. Quanto
nel caso concreto sia privo di valore il suo criterio, di
mostrato appunto dalla descrizione riassuntiva delleffetto provocato da Stravinskij: Sebbene alla Nuova ogget
tivit abbia aggiunto la musicamacchina,insomma linumanit musicale, Stravinskij appare alla borghesia non
meno sospetto che up to date; il fascista fa leffetto di
un bolscevico della cultura *.
Le medesime contraddizioni fra splendide descrizio
analisi,
da un lato, e false conclusioni, dallaltro, le
ni e
ritroviamo quando Bloch si occupa della filosofia contemporanea. Vero che di fronte a determinati fenomeni
assume un atteggiamento inequivoco di riuto e che spesso conforta tale rifiuto con azzeccatissime irrisioni. Cosi
denisce Klages un deciso losofo da finesettimana;
sulla filosofia di questi dice in modo liquidatorio: Un
ume cosmico deposita sulle rive frutti di letture . Con
altrettanta pertinenza e arguzia a proposito di Spengler:
Lo storico Spengler non un profeta rivolto indietro,
ma un antiquario rivolto in avanti . Tuttavia, nel medesimo tempo molto caratteristico che Bloch sia in Klages
sia in Spengler critichi non le basi gnoseologiche, lagnosticismo e la mistica, ma soltanto le conseguenze grottesche che, derivando da tali basi, vengono alla luce nella
16. Ivi, p. 173/7.
17. Ivi, p. 243.
18. Ivi, p. 234.

305

loro stravolta e apologetica immagine del mondo. Que


sto non casuale difetto di critica nei confronti dell'idealismo indebolisce talvolta anche lasprezza della sua critica
verso lessenza reazionaria di questi scrittori. In tali casi
la critica si ferma alla battuta spiritosa e arguta, invece di
svelare realmente lelemento pericoloso delle tendenze
reazionarie.

Particolarmente chiara emergetale debolezzaquando la sua presa di posizione non di netto rifiuto. In
Nietzsche, per esempio, Bloch vuol salvare come retaggio
il lato buono del principio dionisiaco. A tale scopo nel
dionisiaco egli scopre un tratto plebeo: ...tuttavia
Dionisio
appunto per la morale da schiavi un dio
ignoto,
ma invece lieto, anzitutto un dio esplosivo.
non

Saturnali si chiamavanole festedegli antichi schiavi, e la


vita di Ges, per quanto la Chiesa labbia completamente

svigorita, nella cristianissimaguerra dei contadini ha mostrato meno morale da schiavi di quel che piaccia ai signori . Bloch sa bene che tali vedute non hanno nulla a che
vedere con Nietzsche. Il fine di Nietzsche e un fine privato, camuffato in maniera aristocratico-reazionaria,
unutopia romantica, senza contatto con la storia, e per
nulla con la classe oggi decisiva; ma la storia si prende da
s il suo contatto, lastuzia della ragione grande 2.
Qui la debolezza idealistica della concezione della
storia in Bloch risulta straordinariamente chiara. In primo luogo, infatti, vuol dire sottovalutare fortemente il significato reazionario della filosofia di Nietzsche negarle il
contatto con la storia. Essa invece ha contatti addirittura saldissimi, ma per lappunto puramente ed esplicitamente reazionari. In secondo luogo, non ci si pu immaginare nulla di pi antistorico di questa blochiana astuzia della ragione nella storia. Persino se Bloch avessedil9. Ivi, p. 270.

20. [bid.

306

mostrato un significato rivoluzionario dei Saturnali per le


insurrezioni degli schiavi romani (cosa che egli non fa),
dove sarebbe la loro relazione reale con il Dionisio rivoluzionario? E con le guerre dei contadini?! La prevenzione idealistica di Bloch, che nellideologia cristiana dei
contadini insorti nel XVI secolo gli fa vedere, non un riflesso della debolezza e arretratezza del loro movimento,
ma un valore attuale, da restaurare, per il moderno movi
mento operaio, lo conduce qui in una brutta confusione.
Egli collega del tutto arbitrariamente lun mito allaltro
nellintento di pervenire a una connessione storica generale. Cosicch perde ogni terreno reale, storico, sotto i
piedi, soggiace in questo punto pienamente a quel metodo arbitrario, idealistico-mistico, divenuto predominante nella filosofia reazionaria in specie a partire da Nietzsche. Invece di aprire la strada a una nuova eredit per il
marxismo, egli si pone nel quadro di quelle pseudofilosoe reazionarie la cui vuotezza e arbitrariet in altri luoghi
del suo libro combatte vivamente, la cui indole reazionaria egli, antifascista convinto, altrimenti respinge con
passione. Tuttavia la contraddizione da noi individuata in
Bloch opera anche in questi casi. Egli descrive, per esempio, con grande penetrazione, e non senza un certo rispet
to e una certa simpatia, lo sviluppo della moderna Fenomenologia, la scuola di Husserl. Quando per analizza
lultimo galoppino di questa scuola, Martin Heidegger, il
suo istinto rivoluzionario lo costringe a descrivere in un
modo distruttivamente ironico lapologetica formalmente
complicata, ma assai scarsa nel contenuto, di questa celebrit della Germania fascista. La morte eterna rende alla
fine il concreto assetto sociale delluomo cos indifferente, che esso pu anche restare capitalistico. Laffermazione della morte come destino assoluto in passato era per
essa la consolazione di un aldil migliore Z.
21. Ivi, pp. zza-21.
307

Tale critica dei singoli rappresentanti della cultura borghese laspetto pi valido del libro di Bloch. Ed essa sta
in stridente contrasto con la sua concezione generale
delleredit. A Bloch accade il contrario di ci che accadde a quel mago del vecchio Testamento il quale era andato per maledire gli ebrei, ma le cui maledizioni furono
mutate in benedizioni di Jahveh. Bloch vuol salvare il
contenuto in oro della cultura borghese disintegrantesi. Siccome per in questa spedizione di salvataggio egli
va con un reale dispendio di sapere e di intelligenza, distrugge strada facendo con critiche spietate tutto quel che
vorrebbe salvare. Quando, dunque, dal mucchio di rovine, che egli stesso davanti agli occhi del lettore ha ulterio
remente demolito, cerca di levar fuori uneredit positiva,
appare non organico, non convincente. Ed appunto un
suo merito che le sue stesse conclusioni appaiano tanto
poco persuasive, che queste siano invalidate dalle sue
stesse esposizioni. Tale contraddittorio autosopprimersi
del suo metodo tramite lapplicazione al materiale concreto d al lettore una speranza: che questo metodo
idealisticomistico non sia lultima fase dello sviluppo di
Bloch, che la sua onesta e coraggiosa collaborazione alla
lotta contro il fascismo lo aiuti a superare la odierna brusca contraddizione fra la sua chiara presa di posizione politica contro il fascismo e le sue concessioni filosofiche alle correnti idealistiche reazionarie.

INDICE

Introduzione,

p. 5

l. Intellettuali e fascismo, p. 11 - 2. Lideologia fascista e la


cultura di destra, p. 24 - 3. Razionalismo-inazionalismo, p. 32
4. La scoperta di una concezione materialistica dellestetica,
p. 50 - 5. Democrazia e socialismo, p. 69 - 5a. Un ashback
sugli scritti premarxisti, p. 72 Sb. Gli anni di Storia e co
scienza di classe, p. 86 - Sc. Gli anni Trenta, p. 90 -

Notizie sui saggi, p. 99


Bibliografia 1930-1940,p. 101
1. Gli intellettuali

tedeschi e il fascismo, p. 113

2. Lo slogan liberalismo e marxismo, p. 119


3. Gli intellettuali

tedeschi, p. 127

4. Feuerbach e la letteratura tedesca, p. 133


l. La fedelt di Gottfried Keller a Feuerbach, p. 135
2. Excursus su Hermann Hettner, p. 139 - 3. Lateismo religioso, p. 151 - 4. Richard Wagner vero socialista, p. 165 5. Herwegh e Schopenhauer, p. 177 - 6. Ancora sullateismo
religioso, p. 191 -

5. Grand Hotel Abisso, p. 213


Posizione e allestimento dellHotel, p. 219 - La danza della
morte delle ideologie, p. 233 6. La teoria letteraria del movimento nazionale, p. 251
l. La lotta contro lideologia liberale, p. 252 - 2. Il mito
dellidealismo eclettico, p. 261 - 3. Heimatkunst e reportage
irrazionalistico, p. 268
7. Il mito fascista della letteratura tedesca, p. 279
8. Leredit di questepoca, p. 287

Finito di stampare nellottobre

1984

rue/lIndustria GracaZappa in Sarzana