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David

Sarrocco V D
Maturit
scientifica

La Quarta
Dimensio
ne

Quando le porte della percezione


saranno spalancate luomo vedr le cose
William

Introduzione
La serie di eventi e di trasformazioni che hanno caratterizzato la storia di fine Ottocento
accompagnata da un notevole progresso nel campo delle scienze. Le discussioni filosofiche nate
di fronte ad una societ in costante evoluzione, soprattutto dal punto di vista economico,
tecnologico e sociale, portarono alla ridefinizione degli stessi fondamenti della filosofia e delle
scienze stesse.
Gi verso la met del secolo, con la formulazione di nuove geometrie non euclidee, si
incominci a dubitare dellassolutezza della Geometria (da sempre considerata come modello
fondamentale di scientificit e razionalit), e quindi dello stesso concetto di matematica e del
suo ruolo nelle altri campi scientifici. Ma non solo la pura matematica che incominci a
incontrare gravi difficolt nel trovare il proprio fondamento: anche i modelli della fisica da
sempre considerati come universalmente validi cominciarono a cadere e a non essere pi
sufficienti come modelli esplicativi. Questi movimenti portarono alla crisi del positivismo e
linizio di una nuova Era dove le vecchie certezze vennero sradicate e grazie a nuove scoperte
si proposero nuovi modelli interpretativi del mondo e delluniverso.
La crisi del positivismo nelle scienze
Il positivismo aveva stabilito nellambito della ricerca scientifica due punti fondamentali:
1. la netta separazione tra scienza e filosofia;
2. lassoluta oggettivit ed inviolabilit delle leggi scientifiche.
Tra la fine dell 800 e linizio del 900 iniziarono per a sorgere dubbi fondamentali sulla
validit dei modelli positivistici e vennero poste domande come:
La scienza pu superare i suoi limiti metodologici?
davvero possibile, cio, per un ricercatore soggettivo arrivare alloggettivit dei fatti?
I linguaggi matematici sono davvero in grado di definire la verit e leffettiva realt delle cose?
La scienza ha una natura convenzionale?
La crisi del positivismo nelle scienze molto pi evidente quando ci avviciniamo
allimportante rivoluzione teoretica della fisica e della matematica, la quale coincide con la crisi
della meccanica classica, le novit introdotte dalla fisica quantistica e il sorgere di geometrie
non euclidee. La nuova analisi critica si richiama a questi principali punti:
1. il carattere assoluto dello spazio e del tempo, riveduto e corretto da Einstein a partire
dal 1905;
2. lidea che lordine naturale derivi solamente da rapporti di causa ed effetto, attaccata
dalla fisica quantistica di Bohr;
3. il determinismo, quindi la capacit di poter prevedere dei fenomeni conoscendo le
condizioni iniziali di partenza, sradicato dal noto Principio di indeterminazione di
Heisenberg.
Queste nuove problematiche portarono a rivalutare profondamente il concetto di tempo ma
soprattutto il concetto di spazio. La matematica abbandon le proprie certezze basate su una
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classica geometria euclidea e si propose nuovi modelli basati sulloperato di autorevoli


scienziati tra i quali Einstein e Riemann.

La Quarta Dimensione e Flatlandia


Lidea di una quarta dimensione (spaziale o temporale) inizia per a
svilupparsi gi durante la seconda met dellottocento e la sua
diffusione sar necessaria e propedeutica per la successiva
formulazione della teoria della relativit di Albert Einstein. Uno tra i
primi racconti che ha aperto limmaginario collettivo al pensiero di
un universo costituito da dimensioni superiori alla terza
Flatlandia. Lautore, Edwin Abbot, un monaco inglese, ci porta
attraverso ci che egli stesso definisce come un racconto fantastico
a pi dimensioni. Il testo diviso in due parti. La prima fornisce una
descrizione dettagliata su come esseri bidimensionali trascorrino la
loro vita su una superficie piana ignari dellesistenza di unaltra
dimensione (laltezza) a loro sconosciuta.
Flatlandia un mondo abitato quindi da sole figure piane le quali
hanno una capacit visiva che si orienta solo allinterno del piano
stesso senza possibilit di <guardare> nella terza dimensione. Ogni
essere vivente vedr di conseguenza il proprio mondo come una
linea retta, in quanto il proprio sguardo non pu sollevarsi verso
lalto. Per chiarire: come se poggiassimo fogli e righelli su un
tavolo e li osservassimo ponendoci con lo sguardo sul bordo del
tavolo stesso; i righelli e fogli ci apparirebbero cos non pi
tridimensionali o bidimensionali (come se li osservassimo dallalto)
ma unidimensionali, vedremo infatti solo la loro lunghezza
(escludendo per il minimo di spessore che possiedono). Per quanto
assurda pu sembrarci una vita presso un tale piano, Abbott ci
mostra come esseri bidimensionali possano organizzarsi in maniera
perfetta per il riconoscimento reciproco e per una pacifica
convivenza. Tali esseri, seguendo il racconto di Abbot, sono
suddivisi a livello sociale secondo il numero di lati che essi
posseggono: minore sar tale numero e minore sar il proprio rango
sociale (di conseguenza i cerchi, che possiamo considerare come
poligoni aventi infiniti lati, apparterranno allordine superiore per
eccellenza).
La limitata capacit visiva non permette loro di vedere l alto e
lunico modo che (ad esempio) un quadrato ha di riconoscere un
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triangolo quello di osservare come i suoi lati (che si sviluppano


nella profondit del piano) vadano a sbiadirsi (in quanto essi
tendono ad allontanarsi dallosservatore), oppure pu
semplicemente tastare il triangolo stesso girandoci intorno.
Questa introduzione per quanto fantasiosa fondamentale per
comprendere che la nostra percezione di vivere in un mondo
tridimensionale pu essere una limitazione alla conoscenza della
realt. Le capacit (limitate) di ogni essere vivente (di qualsiasi
dimensione) si adoperano affinch egli sviluppi una concezione solo
dello spazio in cui vive e basi la sua intera esistenza secondo le
possibilit che la sua dimensione gli offre.
E interessante sottolineare che il monaco inglese nella descrizione
precisa e metodica della vita bidimensionale mostri implicitamente
una forte critica alla societ vittoriana dell800, basata su regole
formali e sul materialismo che ostacolava ogni forma di
immaginazione artistica e poetica. Il periodo nel quale il racconto fu
scritto era infatti coincidente con levolversi del mondo vittoriano.
Questo se da una parte port a un notevole sviluppo industriale e
tecnologico dallaltro fu motivo di ingiustizie e rivolte sociali dovute
alle misere condizioni nelle quali venivano a trovarsi le classi pi
povere. Abbott mostra quindi, seppur in maniera velata, il suo
disagio riguardo un mondo che aveva perso il suo spirito creativo.
La stessa insofferenza ravvisabile in altri autori contemporanei al
monaco inglese come Charles Dickens il quale, tramite opere come
Oliver Twist e Hard Times, critica fortemente la societ vittoriana
accusandola di aver abbandonato la componente irrazionale,
fantasiosa e immaginativa che caratterizza luomo.
In Flatlandia si osserva come la societ bidimensionale abbia
reagito allintroduzione del colore (una forma di espressivit
artistica) nel proprio mondo ad opera di uno scienziato: repressione
verso i seguaci del colorismo e messa al bando dello stesso
scienziato. La societ vittoriana si basava infatti su una serie di
codici di valori formali che imponeva un certo meccanicismo alla
vita del cittadino londinese reprimendo ogni forma di creativit.
La seconda parte del racconto la pi interessante e fonte di
maggiori spunti di riflessioni.
Il viaggio che ci presenta Abbott
un viaggio basato sullanalogia; egli aveva infatti intuito che per
spiegare al meglio lesistenza di una quarta dimensione a un essere
tridimensionale quale siamo noi bisognasse presentare un essere
tridimensionale che tentasse di spiegare a un essere

bidimensionale lesistenza di una dimensione superiore: la terza. La


difficolt che una sfera (personificata) ha di spiegare il suo mondo a
un essere dimensionalmente inferiore la stessa che luomo ha di
spiegare e concepire pienamente una dimensione che va oltre le
sue capacit intellettive.
Immaginiamo ora per, seguendo il racconto di Flatlandia, non una
sfera ma un quadrato. Questo assopitosi sogna un mondo
unidimensionale, sogna cio una retta. La visione che egli ha di tale
mondo un retta nella sua interezza in quanto egli pu osservarla
dallesterno della retta stessa in quanto il quadrato non appartiene
a tale mondo ma risulta spostato verso un'altra dimensione (egli
infatti come se vedesse la retta dallalto).

Cos come il suo mondo era popolato da esseri viventi allo stesso
modo la retta popolata da altri esseri (segmenti) unidimensionali
(che io ho colorato per distinguerli tra loro),i quali si sviluppano
quindi solo in lunghezza. La visione che ognuno di questi esseri ha
del proprio mondo semplicemente un punto; infatti come se
prendessimo un matita (intesa come una retta) e la osservassimo
con la punta rivolta verso i nostri occhi: ci che vedremmo non sar
la matita ma un punto.
Successivamente il quadrato parla.
Gli abitanti della retta ( che come gli abitanti del piano hanno
sviluppato una propria civilt efficiente nonostante siano limitati
spazialmente rispetto alle dimensioni superiori) ascoltano una voce,
ma non concepiscono da dove il suono arrivi (il suono infatti
proviene da una dimensione che loro non possono osservare). Il
quadrato tenta di spiegare la sua superiorit dimensionale al Re
della retta ma questo (rispecchiando lo scetticismo umano verso il
paranormale) chiede al quadrato di mostrarsi e di mostrare questa
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seconda dimensione nella quale egli vive. Il quadrato a questo


punto per farsi osservare dal Re interseca la retta.

Ci che per il Re vede non altro che un punto, il quadrato infatti


potr manifestarsi in un mondo inferiore solo per sezioni del suo
stesso corpo ( cio per segmenti che visti dalla prospettiva del Re
sembreranno sempre e comunque punti).
Un essere a n dimensioni potr manifestare in un mondo a (n-1)
dimensioni solo una sezione (n-1) dimensionale del suo stesso
corpo. Ma lo scorrere del suo corpo presso tutto lo spazio inferiore
mostrer, seppur per sezioni, il proprio corpo dimensionalmente
maggiore, potr cio mostrarsi nella sua completezza solo come
somma di sezioni diverse del corpo nel tempo.
Inoltre il quadrato ha la facolt di entrare e uscire dalla retta a suo
piacimento, mostrando cos al Re di essere in grado di spostarsi
verso una dimensione superiore. Naturalmente tale Re come ogni
essere umano rimane scettico allapparizione di un essere superiore
e si rifiuta di credere in questo essere che lui definisce come un
illusionista imbroglione.
A questo punto il quadrato si sveglia.
Analogamente allesperienza sognata dal quadrato sopraggiunge
ora una sfera nel tentativo di spiegare al quadrato stesso
lesistenza di una terza dimensione.
Come si pu immaginare il quadrato si trova nelle stesse difficolt
del Re nella comprensione di una dimensione superiore. Anchegli
infatti ascolta una voce ma non pu vedere nella dimensione in cui
si trova la sfera.
A questo punto anche la sfera, come aveva fatto il quadrato per la
retta, interseca il piano bidimensionale.

Anche in questo caso ci che si presenter nel piano non sar una
sfera ma sezioni della sfera cio circonferenze di diverso raggio, a
seconda di quanto la sfera sia entrata nel piano. Dapprima il
quadrato vedr solo un punto (primo contatto tra la sfera e il piano)
successivamente vedr dei segmenti sempre pi grandi ( che
comunque sar in grado di identificare come cerchi) fino a che la
sfera si trover intersecata con il piano con il suo cerchio massimo
(come lequatore per la terra), dopo di che le circonferenze
tenderanno a rimpicciolirsi fino a che la sfera non sar uscita
dallaltra parte del piano. Anche in questo caso il quadrato si mostra
scettico e chiede alla sfera di dargli una prova superiore della sua
effettiva tridimensionalit ( interessante osservare come tali
richieste riflettano lo scetticismo umano nei confronti di ci che la
mente non pu spiegare razionalmente). Ora, immaginiamo la sfera
al di sopra del piano. Ci che egli vede TUTTO il mondo
bidimensionale, onniveggente (rispetto al quadrato), pu vedere
tutto: ogni essere planare, linterno delle case, linterno dei cassetti,
linterno dei mobili, linterno del quadrato, conosce tutto. A questo
punto facile capire come la sfera possa interagire con il mondo
inferiore a suo piacimento, tanto che pu facilmente sottrarre un
gioiello del quadrato posto in una cassaforte e portarlo davanti al
quadrato stesso. Pu infatti attraversare facilmente i muri e le
limitazioni fisiche bidimensionali in quanto egli proviene da una
dimensione superiore dalla quale il piano risulta aperto.
Se indaghiamo per un momento il racconto evangelico ci
accorgeremo che ci che in grado di compiere la sfera pu essere
rapportato ad alcune azioni di Ges. Egli infatti oltre a compiere una
serie di miracoli ( i quali assumono una razionalit se inseriti nel
discorso della quarta dimensione) in grado di oltrepassare muri
senza alcuna difficolt come riporta Giovanni (20,19-31): La sera
di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse
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le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei


giudei, venne Ges, si ferm in mezzo a loro e disse
Torniamo per al racconto di Abbot. La sfera ha dato prova di una
sua superiorit dimensionale ma tuttavia il quadrato ancora non
crede, e reputa lessere tridimensionale oltre che un illusionista
imbroglione anche un ladro. Alla sfera non resta che spingere
dallalto il quadrato verso il basso (2 direzioni della dimensione
sconosciuta al quadrato stesso).
Il quadrato trascinato fuori dal suo mondo e si muove ora anche
nella terza dimensione. Dora in poi egli vedr il suo spazio come
mai lo aveva visto: lo vedr dallalto, vedr tutto il mondo come
realmente , avr la facolt di vedere, sentire, e interagire (se
vuole) con ogni essere planare.
facile capire come il quadrato consideri la sfera un Dio
onnisciente, onniveggente e onnipotente rispetto al suo mondo, e in
effetti cos . Conscio quindi dellesistenza effettiva di una terza
dimensione intenzionato a ridiscendere nel piano e annunciare la
RIVELAZIONE di un mondo superiore. Prima di ci per la sfera
decide di portare il quadrato ad osservare un mondo adimensionale.
Il mondo tridimensionale definito dallo spazio solido, il mondo
bidimensionale definito dal piano, il mondo unidimensionale
costituito da una retta e infine il mondo a-dimensionale sar
definito da 1 solo punto.
Questo punto non vede nel suo universo che se stesso; egli
luniverso, non c nientaltro al di fuori di s . La sfera ora invita il
quadrato a mostrare al punto che in realt esistono ben altre 3
dimensioni oltre alla sua. Il quadrato parla. Il punto ascolta una
voce ma questa volta egli non chiede spiegazioni sullorigine di tale
suono, il punto si crede il tutto e si impersonifica anche con la
voce. Ci che viene detto dal quadrato il punto lo fa suo e non si
pone nemmeno il problema se la voce misteriosa provenga da
qualcosa di diverso da lui. La sua mente chiusa in se stessa. Il
punto vede e concepisce solo ci che egli vuole, rimane
inconsciamente ristretto nella sua mentalit senza aver la
possibilit di indagare oltre le sue certezze (un comportamento che
rispecchia anche lessere umano)
Abbandonato il Punto, il quadrato pone infine un importante
richiesta al suo Dio-sfera: Egli gli ha mostrato il mondo

tridimensionale, bene che ora lo porti nel mondo


quadrimensionale.
Paradossalmente la sfera nega irritata lesistenza di una dimensione
superiore alla sua e riporta il quadrato nel suo mondo
bidimensionale.(A questo punto bene osservare come anche
coloro che vengono ritenuti grandi maestri rimangono chiusi nelle
loro idee credendo di insegnare lunica verit e conoscenza,
rifiutando qualsiasi altra possibilit di realt).
Tornato nel proprio mondo il quadrato inizia a narrare la sua
esperienza al popolo. Non viene creduto, viene trattato come un
eretico, un pazzo e viene lasciato morire in carcere.
Anche in questo caso facile osservare una notevole somiglianza
tra il messia cristiano e in questo caso il quadrato.
Ci che Ges si proponeva era di rivelare a noi esseri inferiori
lesistenza di un mondo diverso, di un mondo superiore e per
dimostrare ci ha compiuto una serie di azioni che non possono
essere spiegate razionalmente se ci limitiamo a pensare lo spazio
solo nelle sue 3 componenti spaziali. La Sua rivelazione non stata
per da tutti accettata ed egli fu crocifisso cos come il quadrato fu
costretto a morire rinchiuso in carcere.

Riflessioni
Il racconto di Flatlandia sottolinea come luomo sia abituato a
vedere il mondo come esso gli si presenti e come talvolta egli creda
come unica realt e verit ci che le sue capacit intellettive gli
permettono di concepire. Gi Platone nel mito della caverna
aveva intuito tale limitatezza umana. In esso si narra di esseri
umani costretti a vivere allinterno di una caverna con mani e piedi
legati senza alcuna possibilit di vedere n i propri compagni n
loro stessi, con lo sguardo indirizzato verso una parete.
Immaginiamo poi che, appena fuori dalla caverna, vi sia un
muricciolo ad altezza duomo e che dietro questo, (quindi
interamente coperti dal muricciolo) si muovano degli uomini che
portano sulle spalle statue lavorate in pietra e in legno, raffiguranti
tutti i generi di cose.
Immaginiamo, ancora, che dietro questi uomini arda un grande
fuoco e che, in alto, splenda il sole. Infine immaginiamo che la
caverna abbia una eco e che gli uomini che passano al di l del
muro parlino e che le loro voci rimbalzino per effetto delleco.
Ebbene, se cos fosse, quei prigionieri non potrebbero vedere altro
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che le ombre delle statue che si proiettano sul fondo della caverna
e udirebbero leco delle voci; ma essi crederebbero anche che le
voci delleco siano le voci prodotte da quelle ombre. Ora,
supponiamo che uno di questi prigionieri riesca a sciogliersi a fatica
dai ceppi; ebbene, costui con fatica riuscirebbe ad abituarsi alla
nuova visione che gli apparirebbe e, abituandosi, vedrebbe le
statuette muoversi al di sopra del muro e capirebbe che quelle sono
ben pi vere di quelle cose che prima vedeva e che ora gli appaiono
come ombre.
Se leggiamo tale mito in chiave moderna e dal punto di vista
matematico possiamo interpretare il mito nel seguente modo.Il
prigioniero di Platone stato portato idealmente da una
dimensione spaziale n a concepire una dimensione spaziale
n+1. Si noti che stiamo parlando sempre di spazio e non di
tempo.
Non vi infatti motivo di pensare che la quarta dimensione non sia
anchessa spaziale.
La cosa che pi mi preme sottolineare infatti che non corretto
indicare essa come una dimensione meramente temporale. Questa
iperdimensione infatti una dimensione spaziale a tutti gli effetti e
si sviluppa secondo un piano esterno al mondo tridimensionale. Il
tempo possiamo dire una conseguenza della presenza di una
dimensione superiore, esso ci permette di intuire ogni evento che si
sviluppa nel tempo come uno spostamento del piano 3d allinterno
di uno spazio 4d.
Lo scorrere del tempo da noi percepito come una variazione di
eventi. Se non ci fosse movimento, se nessun corpo (compreso il
sole) si muovesse nello spazio allora saremmo portati a pensare che
il tempo non esisterebbe in quanto non saremmo in grado di
definire un prima o un dopo poich non ci sarebbe alcun evento cui
far riferimento. Potremmo al massimo calcolare il tempo come
variazione dei nostri sentimenti, dei nostri stati danimo, di ci che
William James chiamava flusso di coscienza, ma in quel caso
parleremmo di un tempo interiore e soggettivo e quindi non
generalizzabile a ogni essere vivente. Dal momento che un certo
evento accade noi siamo in grado di definirne il tempo passato in
base ad altri fatti che ad esso sono seguiti ( evidente infatti che
se un evento accadesse in un mondo immobile e dopo di esso non
accadesse nientaltro non potremmo mai dire il tempo che
passato dal manifestarsi dellevento stesso). Il tempo trascorso
rimane in ogni caso nella nostra memoria.
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Esso sar da noi ricordato non tanto in termini temporali quanto in


termini spaziali: se pensiamo al passato infatti il ricordo sar dato
dallo spazio, ricorderemo immagini, situazioni, ricorderemo cio uno
spazio che passato.Possiamo immaginare quindi il mondo
quadrimensionale come un infinit di istanti dello spazio
tridimensionale. Lo spazio 3d si muove allinterno dello spazio 4d e
muta le sue caratteristiche; tale mutazione da noi esseri umani
convenzionalmente identificata come tempo.
La quarta dimensione quindi una dimensione spaziale che sar di
conseguenza indicata da 4 coordinate. Un piano cartesiano
permette di individuare figure piane mediante lutilizzo di 2
cordinate (x,y) le quale identificano un punto secondo due direzioni
dello spazio tra loro perpendicolari (rappresentazione 2d). Per poter
rappresentare un oggetto solido ricorriamo invece in genere ad una
assonometria (che pu essere di diverso genere: cavaliera,
assonometria.) la quale oltre a presentare i due assi x,y ne
presenta un altro che partendo dallorigine degli assi si sviluppa
perpendicolarmente rispetto al piano in cui giacciono i due assi
stessi. Per identificare un punto si utilizzeranno 3 coordinate (x,y,z).
Ora la rappresentazione di un punto nella quarta dimensione
avverr per mezzo di 4 coordinate. La quarta direzione per non
rappresentabile a partire dalla assonometria poich essa limitata
alle tre dimensioni spaziali nelle quale viviamo. Possiamo per
immaginare tale nuovo asse come un asse esterno allo spazio 3d e
pertanto sviluppatosi fuori dello spazio stesso. Immaginiamo il
nostro spazio 3d come se fosse in realt uno spazio bidimensionale
disegnato su un foglio. La quarta dimensione data da ci che
laltezza per il mondo bidimensionale. una dimensione esterna al
mondo 3d ma nella quale esso immerso e lo spostamento del
mondo 3d allinterno dello spazio quadrimensionale si manifesta
nello spazio 3d come lo scorrere del tempo.

Diverse sono le ipotesi e le teorie che tentano di dare una risposta alla
questione tempo e una di esse la seguente.
Cerchiamo di interpretare il tempo alla luce di queste nuove
considerazioni. Immaginiamo di vivere in un mondo bidimensionale
e che naturalmente il tempo non esista (in quanto abbiamo detto
essere una coordinata spaziale). Se un essere di tale piano si
spostasse da un punto ad un altro noi lo vedremmo nello stesso

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istante in due punti diversi. Ci per non avviene. Osserviamo


sempre e comunque lo stesso corpo in due punti diversi e distinti.
Ora immaginiamo che tale piano sia immerso in una dimensione
spaziale superiore e che si muovi verso una determinata direzione
( per comodit intendiamo che si sposti verso destra). Baster a
questo punto mostrare come tale spostamento del piano nello
spazio tridimensionale sia identificato dagli esseri bidimensionali
con il tempo.
Se il piano si sposta veramente in tale direzione allora osserveremo
un essere che si muove da un punto ad un altro non pi
contemporaneamente nei due punti ma prima in uno e poi in un
altro. Questo perch lessere occupa due punti di due piani distinti.

Il piano infatti spostandosi lascia dietro di se varie superfici che se


sommate danno luogo allo spazio tridimensionale.
Seguendo tale modello ( che prevede il movimento unidirezionale di
un mondo allinterno di una dimensione superiore) facile intuire
come lo spostamento lungo lasse orizzontale sia identificato come
il tempo. Il passato sar dato dal ricordo dei piani precedenti
mentre il futuro sar dato dai piani che si verranno a creare.
Interessante notare che nonostante si viva sulla superficie
bidimensionale possibile spostarsi lungo la terza coordinata

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(rimanendo addirittura fermi, poich lo spazio stesso che si


muove dandoci lillusione del tempo).
Ci chiediamo quindi: se un abitante del piano volesse vedere un
oggetto tridimensionale, ad esempio una sfera che intersechi il
piano, cosa pu fare? La risposta che egli dovr semplicemente
immaginare di mettere una sopra allaltra tutte le infinite fettine
della sfera che vede mentre la attraversa (utilizzando la propria
memoria).
La sfera prender vita nella sua testa solo quando riuscir a
immaginarsi un corpo esteso anche lungo lasse orizzontale, che
viva cio contemporaneamente nel suo passato nel suo presente e
nel suo futuro.
A questo punto aggiungiamo una dimensione cercando di
interpretare il nostro mondo.
Se, quando vediamo una persona muoversi, vediamo sempre
istante per istante ununica persona e non la vediamo mai in due
posti contemporaneamente perch il nostro universo
tridimensionale in realt immerso in un mondo a quattro
dimensioni spaziali e, supponendo che il nostro universo
tridimensionale si stia spostando lungo un determinato asse ,
otteniamo le stesse conseguenze che vengono dal pensare che
esista il tempo.
In questo modo si osserva che non c alcuna necessit di
considerare il tempo come una coordinata di natura diversa dalle
prime tre coordinate spaziali.
(Lunica differenza fondamentale dalle altre 3 coordinate che il
tempo non reversibile. Se misuriamo un segmento la misura vale
sia che prendiamo un punto A come inizio e un punto B come fine
che viceversa. Per quante riguarda distanze temporali tale
principio non vale).
Il nostro mondo quindi in ogni istante uninfinitesima fettina dello
spazio quadridimensionale e tutto lo spazio quadridimensionale
formato da tutti gli infiniti universi tridimensionali corrispondenti ad
ogni istante.

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E interessante notare come tutto questo ragionamento si sposi


perfettamente con la figura del Dio cristiano onniscente e la teoria
del libero arbitrio. Supponiamo infatti che Dio esista e che sia un
essere n-dimensionale (n>3) e supponiamo che dalla conoscenza
delluniverso a un certo istante possa essere dedotto lo svolgimento
di ogni azione futura (determinismo newtoniano). Questo vuol dire
che Egli potr osservare dallesterno tutto luniverso
quadridimensionale nel quale noi siamo immersi. In questa
posizione Dio si trover davanti a s contemporaneamente tutti gli
infiniti universi tridimensionali corrispondenti a tutti gli istanti, cio
avr dispiegato davanti a s passato, presente e futuro del nostro
universo tridimensionale. Infatti poich il tempo universale lo
consideriamo fermo, tutti gli infiniti spazi tridimensionali che noi
non vediamo pi (perch sono passati) rimangono l dove sono e
tutti insieme concorrono a formare tutto lo spazio
quadridimensionale. Ecco spiegato il motivo per cui Dio
onnisciente. Inoltre si capisce che Dio sappia prevedere il futuro e
contemporaneamente lasci agli uomini la libert di scegliere cosa
fare (almeno ci lascia lillusione di poterlo fare). Pu inoltre per
intervenire e operare apparizioni 3d e compiere quelli che a noi
appaiono miracoli ma che possono essere compresi se si estende il
pensiero alla quarta dimensione. Anche quelle apparizioni di spiriti o
fantasmi, una volta accertata la loro autenticit., possono essere
spiegati come lintersezione tra un essere quadrimensionale e il
nostro spazio tridimensionale.

Come immaginare e rappresentare un oggetto quadrimensionale


Ora dopo aver dato una possibile e probabile ipotesi di come sia
fondato in realt lo spazio cerchiamo di capire come sia possibile
rappresentare un oggetto 4d.
Per poter immaginare tale oggetto si accennato alla capacit di
farlo mediante la ricostruzione e la sovrapposizione nel tempo di
sezioni 3d delloggetto stesso. A tale risultato si pu arrivare
facilmente per analogia. Ricordiamo inoltre che abbiamo inteso noi
stessi come se fossimo sezioni 3d immersi in uno spazio 4d. Ora
immaginiamo un quadrato che si muove nello spazio 3d. Esso
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rimarr sempre 2d ma si sposter nello spazio 3d. Ora se


sommiamo ogni spostamento del quadrato nello spazio 3d (ovvero
se sommiamo ogni sua sezione che si crea dal movimento del
quadrato 2d nelluniverso 3d) otteniamo un solido (intendiamo per
semplicit un cubo). Per il quadrato la costruzione del cubo sar
data dalla somma di se stesso nel tempo.

Possiamo ottenere lo stesso effetto velocizzando con il nostro


intervento il movimento del quadrato: se costruiamo un quadrato di
legno e lo muoviamo velocemente a destra e a sinistra si osserver
la costruzione di un cubo ( per la persistenza di immagini sulla
retina). Non bisogna quindi sommare sezioni delloggetto
(quadrato) nel suo stesso piano (altrimenti avremmo un quadrato
pi grosso e nientaltro) ma la sovrapposizione va immaginata nella
dimensione superiore.
Un oggetto 3d solo una sezione di un oggetto 4d che si manifesta
nelle sue sezioni 3d al variare del tempo.
La somma mentale di tale sezioni porta a immaginare loggetto
quadrimensionale.
Nella pratica possibile per operare in un ulteriore modo.
La costruzione che facciamo analoga a quella che si compie per
ricostruire un solido a partire da una proiezione ortogonale.
In questa infatti riportiamo su un piano 2d un oggetto 3d ma
scomposto secondo le sue facce. Per immaginarlo solido e reale
immaginiamo di chiudere le facce proiettate in modo
perpendicolare al piano e quindi chiuderle nella terza dimensione.

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Le facce del solido saranno quindi le facce della proiezione.


Analogamente le facce di un oggetto quadrimensionale saranno
date dalle facce di questo oggetto proiettate nello spazio 3d,
pertanto esse non saranno piane ma solide.
Da questo possiamo dedurre che possiamo immaginare un oggetto
4d studiando le sue diverse proiezioni 3d.
Pi proiezioni osserviamo (da vari punti di vista) pi informazioni
abbiamo sulloggetto che si estende allesterno del nostro spazio.
Sommando nel tempo le proiezioni e ricombinandole possiamo
avere un idea delloggetto.
Se immaginiamo un cubo che varia la sua forma nel tempo
(secondo regole precise) in realt stiamo osservando le varie
componenti tridimensionali di un oggetto (ipercubo) chiuso nello
spazio superiore (4d).

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E difficile pensare che gli oggetti solidi in figura tanto differenti tra
loro siano in realt parte dello stesso oggetto quadrimensionale,
eppure cos.
Una ipersfera daltra parte sar data dallo somma di infinite sfere di
diversa grandezza.
Immaginiamo, ad esempio, un palloncino che si gonfia e poi si
sgonfia, vedremo prima un punto e poi delle sfere che
progressivamente diventeranno sempre pi grosse e che, ad un
certo punto, cominceranno a rimpicciolire fino a che di esse non
rester che un punto. La somma mentale delle infinite dimensioni
che ha assunto il palloncino al variare del tempo indica lipersfera.
Lipersfera non sar quindi altro che la somma in uno spazio
quadrimensionale di diverse sfere 3d. Immaginiamo infatti che una
ipersfera intersechi il nostro piano 3d. inizialmente vedremo un
punto poi una sfera che aumenter sempre le proprie dimensioni
(fino a una grandezza massima) dopodich tender a rimpicciolirsi
fino a svanire nel nulla (cio nella 4 dim.). A questo punto avremmo
osservato varie sezione 3d di un essere 4d che se ricomposte
portano mentalmente allipersfera.
Nella pratica possiamo rappresentare loggetto definendolo tramite
diverse rappresentazioni 3d (analogamente a come facevamo
per rappresentare lipercubo).
Una rappresentazione dellipersfera quella riportata in basso. Essa
risulta statica ma bene ricordare che in realt essa solo
una proiezione 3d dellipersfera nel suo complesso.
Limmagine quindi solo una faccia dellipersfera. Per
comprendere lipersolido bisogna immaginare limmagine in
movimento.

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Dante e la quarta dimensione


interessante notare che se analizziamo la struttura dei cieli del
paradiso dantesco esso sar strutturato proprio secondo
unipersfera.
Il Paradiso dantesco mostra un universo tolemaico con una
rigida struttura geometrica, che vede la Terra al centro di una serie
di nove sfere concentriche crescenti, rappresentanti i cieli della
Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno,
delle Stelle Fisse, e del Primo Mobile o Cristallino. Questultimo, che
non ha altro dove che la mente divina (XXVII, 109-110),
racchiude luniverso sensibile e ne

al di fuori allo stesso tempo.

Oltre il Primo Mobile vi il cielo


empireo, raffigurato come una
17

simmetrica serie di nove sfere concentriche decrescenti, che sono


le sedi di Angeli, Arcangeli, Principati, Potest, Virt, Dominazioni,
Troni, Cherubini e Serafini, e il cui centro un punto di luce
abbagliante che rappresenta Dio: un punto vidi che raggiava lume
acuto s, chel viso chelli affoca chiuder conviensi per lo forte
acume (XXVIII, 16-18).

Luniverso dantesco si compone


dunque di due serie di sfere
distinte, una sensibile e laltra
celeste, i cui centri sono
rispettivamente la Terra e Dio.
Dante (XXVIII, 46-57) inoltre
turbato da una mancanza di
simmetria: le sfere delluniverso
sensibile sono infatti tanto pi
perfette quanto pi si allontanano
dal centro terrestre, mentre quelle
delluniverso celeste diventano tanto pi perfette quanto si
avvicinano al centro divino. Inoltre risulta dalla descrizione che il
cielo celeste come gi detto comprenda al suo interno la sfera
sensibile pur essendo distinta da essa.
Per capire cosa succeda nel divino universo dantesco utile
ragionare per analogia prendendo a modello il globo terrestre.

Se si potesse vedere lemisfero meridionale dal polo sud,


limmagine che se ne avrebbe sarebbe quella di una serie di cerchi
concentrici (i paralleli), che si ingrandiscono fino a raggiungere un
massimo (lequatore). Recandosi allequatore e guardando
lemisfero settentrionale, si vedrebbe una situazione opposta: una
serie di cerchi concentrici che diminuiscono, fino a raggiungere un
punto (il polo nord). La Terra si pu dunque effettivamente

18

rappresentare mediante due serie di cerchi, che si devono


immaginare come aventi la circonferenza dellequatore in comune.

Luniverso dantesco non che una rappresentazione analoga: i


cerchi concentrici diventano sfere concentriche, le coincidenti
circonferenze dei cerchi massimi diventano le coincidenti superfici
delle sfere massime, e la sfera che rappresenta la Terra diventa una
ipersfera che rappresenta luniverso. Rimane da chiarire che cosa
volesse dire Beatrice nella sua spiegazione a Dante riguarda
lapparente a-simmetria tra i cieli celesti quelli sensibili, e come sia
possibile che Dio appaia inchiuso da quel chelli 'nchiude (XXX,
12). Anche qui baster considerare il globo terrestre: se esso fosse
un fiore con lo stelo nel polo sud, ad esempio una candida rosa
(XXXI, 1), al suo dispiegarsi i
paralleli diventerebbero cerchi via
via pi grandi, man mano che si
avvicinano al polo nord. E il polo
stesso diventerebbe non solo un
intero cerchio, ma il pi grande di
tutti.
Analogamente, se lipersfera
dantesca potesse dispiegarsi nello
spazio a quattro dimensioni, il punto
divino diventerebbe una sfera che
racchiuderebbe tutte le altre.

19

Relativit e curvatura dello spazio


Notevole influsso inoltre ebbe lidea della quarta dimensione nella
teoria einsteniana della relativit (specialmente riguardo la
relativit generale del 1915). Il fisico tedesco riprendendo anche
loperato del maestro Minkowski e seguendo anche i modelli
matematici di Riemann aveva ipotizzati lesistenza di uno spaziotempo 4-dimensionale. Ipotesi che sar poi verificata a seguito di
esperimenti successivi. Einstein riteneva che il tempo fosse
fortemente legato allo spazio e ai corpi e che quindi non fosse un
dato oggettivo distinto dalle masse ma che venisse alterato da
queste in determinate condizioni. Egli sosteneva che una massa
potesse incurvare lo spazio nel quale era immerso come una pallina
incurva un cuscino. Naturalmente tale incurvatura doveva essere
esterna alle 3 dimensioni. Infatti se ho un foglio (piatto e quindi
bidimensionale) per incurvarlo dovr piegarlo verso lalto,
muovendomi quindi verso una dimensione
superiore; allo stesso modo per incurvare lo
spazio tridimensionale mi muover verso una
dimensione esterna. Tale curvatura data,
secondo la relativit, dalla presenza di masse
nello spazio. Essa causa delleffetto
gravitazionale. Una biglia posta in prossimit
di un cuscino incurvato dal peso di una sfera
pi pesante infatti sar da essa attratta come
se ci fosse una forza (gravitazionale)
intrinseca alla massa.
In realt non la massa che attrae ma la modificazione dello
spazio (prodotto da questa) che produce un vortice attrattivo.
Naturalmente tanto pi sar pesante il corpo e tanto pi la
deformazione spazio-tempo sar rilevante.
La curvatura dello spazio a livello matematico non spiegabile a
partire dalla geometria euclidea. Essa infatti valida per
interpretare lo spazio su piccola scala, il quale pu essere
considerato per approssimazione piatto. La nostra terra ad esempio
sferica ma se consideriamo una porzione relativamente piccola
della superficie allora potremmo considerarla piatta. In generale se
prendiamo una porzione sufficientemente piccola di uno spazio
curvo qualunque, possiamo sempre considerare in esso lo spazio

20

come "quasi" perfettamente piatto, euclideo. Su larga scala per la


geometria euclidea non risulta pi valida.
La curvatura delluniverso ha trovato nel
corso del secolo notevoli conferme. La prima,
poi rivelatasi impropria, si ebbe nel 1919,
quando osservazioni di Arthur Eddington
durante un'eclisse di Sole confermarono la
visibilit di alcune stelle vicine al bordo
solare, che in realt avrebbero dovuto essere
invisibili: i fotoni luminosi venivano deviati
dal Sole della quantit prevista dalle
equazioni. In realt, le osservazioni avevano
un errore medio dello stesso ordine di
grandezza dell'effetto considerato.
La prima vera conferma fu la spiegazione del moto di precessione
del perielio di Mercurio, inspiegabile con la gravitazione
Newtoniana, ma previsto dalla relativit generale.
Un'altra
conferma pi
recente, ma
ormai
completamente
accettata dalla
comunit
scientifica,
l'effetto lente
gravitazionale
di cui le
osservazioni di
Eddington sono
un caso
particolare. La
luce emessa da
una sorgente lontana, transitando nelle vicinanze di un oggetto
molto massiccio pu venire deviata, con un effetto complessivo che
pu sdoppiare (o meglio trasformare in un anello), l'immagine della
sorgente.

21

.Il fatto che il campo gravitazionale creato dalle masse incurvi lo


spazio-tempo produce conseguenze assolutamente nuove rispetto
alla meccanica classica. Esse possono essere riassunte nelle
seguenti
1- spostamento verso il rosso (red shift)
gravitazionale.
A causa
dell'incurvamento dello spazio-tempo un orologio immerso in un
campo gravitazionale viene visto marciare pi lentamente da un
osservatore posizionato al di fuori del campo (ovvero dove il campo
pi debole). Supponiamo allora di osservare un orologio posto
sulla superficie del sole dove il campo gravitazionale sicuramente
molto intenso. Secondo quanto precedentemente affermato lo
dovremmo vedere segnare il tempo pi lentamente di un analogo
orologio posizionato qui sulla terra. Il problema che non potremo
mai posizionare un orologio sul sole per via della enorme
temperatura. Possiamo per utilizzare gli "orologi naturali" che gi vi
sono posizionati. Gli atomi eccitati emettono radiazioni di frequenza
ben determinata. Noi possiamo considerare queste frequenze
tipiche di ogni atomo come degli orologi perfetti. Osservando le
frequenze di emissione degli atomi sul sole osserviamo che esse ci
appaiono minori, pi rosse, di quello che dovrebbero essere e ci
conformemente
all'incurvamento dello spazio-tempo prodotto dal campo
gravitazionale solare.
2- spostamento del perielio di Mercurio. Mercurio il
pianeta pi vicino al sole e la sua orbita deve risentire pi di ogni
altro pianeta dell' incurvamento spaziale generato dal campo
gravitazionale solare. Gia da met '800 era nota una piccola
variazione (43" per secolo) del perielio di mercurio secondo la quale
il pianeta non percorre una ellisse chiusa, bens compie un'orbita a
"rosetta". Questa anomalia non trovava una spiegazione nell'ambito
della teoria newtoniana. All'interno della Relativit Generale questo
fenomeno trova una spiegazione nell'incurvamento spaziale che in
prossimit del sole apprezzabile.
3- deviazione della posizione

apparente delle stelle nelle


vicinanza della superficie solare.
Se lo spazio incurvato dal campo
22

gravitazionale del sole, un raggio di luce che passa nelle sue


vicinanze (dove lincurvamento maggiore ed il fenomeno pi
rilevabile) non pu compiere un cammino rettilineo (come se lo
spazio fosse euclideo). Le stelle posizionate (apparentemente) nei
pressi della superficie del sole devono allora avere la loro luce
deviata dal campo gravitazionale solare. Il sole funge allora da
"lente gravitazionale" e le stelle appaiono spostate rispetto alla
posizione che hanno quando sono posizionate lontane
(apparentemente) dal sole. Questo fenomeno verificabile
solo durante le eclissi solari totali.
4- buchi neri.
Se la massa di una certa distribuzione di materia sufficientemente
grande e gli atomi possono avvicinarsi liberamente, si ha il
fenomeno del collasso gravitazionale. Ci pu accadere in una stella
che sta esaurendo il combustibile nucleare che la tiene in vita,
(l'idrogeno). Quando una stella si raffredda, essa comincia
a contrarsi e a ridursi di volume fino a densit enormi (col
raffreddamento progressivo,
la gravit, che sempre
centripeta, vince
la repulsione elettrica fra i
protoni i quali
vengono compattati sempre
pi e combinati con
gli elettroni fino a che la
stella diventa composta da
soli neutroni). Quando (se
ci possibile) tutta la
materia di un corpo che
collassa entra dentro la
superficie degli eventi di quel corpo (ogni corpo ha la propria, per la
terra una sfera di raggio 0,9 cm concentrica col centro della terra,
per il sole una sfera di 3 km di raggio), si crea un fenomeno del
tutto nuovo. Il campo gravitazionale diviene cos intenso da curvare
talmente lo spazio-tempo a tal punto che nulla pu pi uscire da
quella sfera, neanche la luce. Si ha cos la nascita di un buco nero.

23

Evoluzione delluniverso.
L'equazione di Einstein in grado di descrivere l'evoluzione sia del
campo gravitazionale che del moto delle masse al suo interno.
L'equazione di Einstein in grado di spiegare, quindi, anche la
struttura dell'universo nel suo insieme (in larga scala, ovvero
quando i fenomeni quantistici che agiscono a livello atomico e
subatomico sono ininfluenti).
Nel 1929 la scoperta (dovuta a Hubble) dello spostamento verso il
rosso delle galassie (red shift cosmologico) la cosmologia prese
una direzione ben precisa: l'universo sembra espandersi.
Osservando gli spettri delle galassie essi appaiono pi rosse di
quello che dovrebbero essere. Ci si pu spiegare in base all'effetto
Doppler.
Questo effetto,
che noi sperimentiamo comunemente nel campo delle onde
acustiche (il fischio del treno che ci viene incontro pi alto mentre
pi basso quando si allontana), afferma che la frequenza di
un'onda i qualunque tipo (acustica, elettromagnetica) emessa da
una sorgente in moto relativo rispetto ad un osservatore appare
maggiore se la sorgente si muove in direzione ell'osservatore,
minore se si allontana.
Ora, se tali spettri appaiono spostati verso il rosso, ci potrebbe
significare che le galassie si stanno allontanando rispetto a noi.
L'universo, quindi, si starebbe espandendo e, portando il processo
all'indietro nel tempo, probabilmente, in un lontano passato, esso
doveva essere tutto concentrato in un volume limitato da cui, poi,
iniziata l'espansione. Questa l'ipotesi del big bang che oggi
rappresenta la teoria pi avvalorata sulle origini e l'evoluzione del
cosmo.
Se l'universo si espande, ci possono essere due possibilit.
O l'espansione dura per sempre e l'universo destinato a diventare
sempre pi rarefatto e freddo oppure, dopo l'espansione, se la
massa totale sufficientemente grande, l'universo comincer ad
implodere (big crunch) fino a tornare alla situazione iniziale per poi,
magari, esplodere nuovamente e ricominciare ad espandersi di
24

nuovo.
L'avverarsi di uno o l'altro dei modelli dipende dalla massa
complessiva dell'universo. La misura della massa totale un
problema assai complesso perch la massa di cui ci perviene
"informazione" solo quella che emette radiazione elettromagnetica
(al momento noi "vediamo" l'universo attraverso telescopi ottici,
radiotelescopi, telescopi a raggi infrarossi,
x ecc. ma tutti solo in grado di captare radiazioni
elettromagnetiche).
Nell'universo, per, c' sicuramente anche della massa della quale
non ci perviene informazione, la cosiddetta massa oscura. E'
formata almeno dai buchi neri e dai neutrini, nel caso essi
abbiano massa non nulla (non ancora chiaro se la massa del
neutrino sia nulla o no).
Se consideriamo solo la massa visibile, sembra che essa sia troppo
piccola per contrapporsi all'espansione per cui l'universo dovrebbe
espandersi per sempre. Il problema aperto ma, mentre si stanno
facendo stime ed ipotesi sempre pi approfondite sulla massa
oscura, una scoperta recente (ancora in fase di verifica) destinata
a rivoluzionare tutte le nostre idee riguardo
al cosmo : sembra che l'espansione dell'universo stia addirittura
accelerando (in positivo).

Lo spazio e il tempo secondo Kant.


Lanalisi del concetto di spazio e di tempo operata da Kant nella
Critica della ragion pura. In essa il filosofo si interroga sui modi e
sulle possibilit di conoscere dellintelletto umano. importante
sottolineare che, secondo la filosofia kantiana, luomo non conosce
le cose come esse sono di per s ma le conosce solo in base alle
proprie modalit di apprensione. Luomo per tanto limitato nella
sua conoscenza dalle sue stesse possibilit. Kant afferma che il
tempo e lo spazio siano due forme pure a priori dell intuizioni. Lo
spazio non costituito dai fenomeni, ma questi si sviluppano e
presentano tra loro rapporti e relazioni solo in quanto agenti
allinterno di forme spaziali e temporali esistenti a priori. Lo spazio
non pu infatti essere conosciuto a posteriori dallesperienza per
esempio osservando due oggetti e la loro posizione reciproca in
quanto gi il poter stabilire una distanza tra loro presuppone
25

lesistenza dello spazio stesso. Lo spazio quindi una intuizione


appartenente al soggetto grazie alla quale ci permessa una
intuizione esterna. Se lo spazio la forma secondo cui il soggetto
avverte i fenomeni esterni, il tempo la forma in cui il soggetto
avverte le proprie modificazioni interne. Cos il tempo non viene
ricavato dallesperienza ma il fondamento interiore dellanimo che
permette di definire se alcuni avvenimenti sono avvenuti
simultaneamente o meno.
Riporto qui due estratti inerenti allestetica trascendentale.

Che cos' lo spazio?


Lo spazio non altro se non la forma di tutti i fenomeni dei sensi
esterni, cio la condizione soggettiva l'unica per la quale ci
possibile un'intuizione esterna, della sensibilit.
Lo spazio non un concetto empirico, ricavato da esperienze
esterne. Infatti, affinch certe sensazioni vengano riferite a
qualcosa fuor di me (cio a qualcosa in un luogo dello spazio
diverso da quello in cui mi trovo io) e affinch io possa
rappresentarmele come esterne e accanto le une alle altre, quindi
non solo differenti ma anche in luoghi differenti, deve esserci gi a
fondamento la rappresentazione dello spazio.
Kant
Critica della ragion
pura

Che cos' il tempo? Il tempo non affatto un concetto empirico,


che sia stato tratto da qualche esperienza. In effetti, la simultaneit
o la successione non si presenterebbero neppure alla percezione,
se come fondamento non si trovasse a priori la rappresentazione
del tempo. Soltanto sotto questo presupposto, ci si pu
rappresentare, che un qualcosa sussista in un solo e medesimo
tempo (simultaneamente) oppure in temi diversi
(successivamente). Il tempo una rappresentazione necessaria che
sta a fondamento di tutte le intuizioni. [...] Il tempo dunque dato a
26

priori. Soltanto in esso possibile una qualsiasi realt delle


apparenze. [...] Il tempo non altro che la forma del senso interno,
cio dell'intuizione di noi stessi e del nostro stato interno. Infatti, il
tempo non pu essere una determinazione di fenomeni esterni: non
appartiene n alla figura, n al luogo, ecc.; determina, al contrario,
il rapporto delle rappresentazioni nel nostro stato interno. E
appunto perch questa intuizione interna non ha nessuna figura,
noi cerchiamo di supplire a questo difetto con analogie e
rappresentiamo la serie temporale con una linea che si prolunghi
allinfinito nella quale il molteplice forma una serie avente una sola
dimensione; e dalle propriet di questa linea argomentiamo tutte
quelle del tempo, fuorch questa sola; che le parti della linea sono
simultanee, laddove le parti del tempo sempre successive. Da ci
risulta che la rappresentazione del tempo stesso una intuizione,
poich tutti i suoi rapporti possono essere espressi per mezzo di
una intuizione esterna.
Kant
Critica della ragion
pura

Con la crisi del positivismo e lintroduzione di nuove


geometrie il concetto di spazio e tempo come forme a priori
tende a svanire. Kant infatti rimane fortemente legato alla
geometria euclidea e ritiene essa come esempio strutturale
sul quale mostrare lefficienza di quei giudizi sintetici a
priori. In realt per come mostrarono in seguito
matematici come Poincar, Riemann e Lobachevsky tale
geometria non vera ma semplicemente coerente. Ci
porta quindi a pensare che siano possibili altre geometrie
(che presentano sempre una coerenza di assiomi) utili alla
descrizione e alla rappresentazione dello spazio.
Kant impiega, per la formulazione dei concetti di spazio e
tempo, le definizioni della fisica classica, sebbene egli
sostenga che tutte le asserzioni generali sul tempo e
sullo spazio derivano dalle loro forme a priori. Il problema
che queste definizioni risultano non essere valide per

27

alcuni campi della fisica, in quanto si rifanno apertamente volente o nolente - alla matematica classica e alla
geometrica euclidea, le quali non sembrano essere
appropriate per lo studio dei nuovi eventi fisici.
Per Einstein questa concezione ha dimenticato che in realt
la geometria euclidea solamente una costruzione
teorica, sebbene sia efficiente e chiara. Rispetto infatti alle
geometrie ellittiche e iperboliche quella euclidea risulta la
pi semplice e chiara ma non per questo deve avere
pretesa di veridicit. Infatti con lintroduzione di nuove
geometrie (tutte valide per la descrizione del mondo fisico)
non ha pi alcun senso crederne una vera e le restanti
inadeguate in quanto sono in conclusione delle pure forma
convenzionali operate dallintelletto umano. Lo spazio e il
tempo non risultano pi forme a priori ma pure convenzioni,
la scelta delle quali data semplicemente dalla chiarezza e
dalla semplicit della geometria data.
La Quarta Dimensione e lArte

Picasso era solito dire: la natura una cosa, la pittura unaltra. In


questo modo egli pone in rilievo il fatto che la pittura non deve
essere piegata dal realismo della natura, ma deve essere in grado di
trascendere da essa e svilupparsi su un piano parallelo. La
rappresentazione del vero cos rifiutata mentre viene elogiata un
tipo di pittura che tende a distorcere le componenti spazio-temporali
del mondo. importante sottolineare che il sorgere delle
avanguardie pittoriche del novecento coincida con lo sviluppo
scientifico- matematico di nuove teorie fondanti il nostro universo.
Lidea della ricerca di una quarta dimensione quindi ripresa da tali
artisti dalla ideologia intellettuale che viene sviluppandosi proprio in
quel periodo.
La corrente pi rappresentativa di tale ricerca senza dubbio il
cubismo. I maggior rappresentanti di tale movimento (Ricasso e
Braque) non cercano di compiacere locchio umano imitando la
realt ma tentano di costruirne una nuova e diversa tipologia. La

28

principale caratteristica del cubismo la scomposizione degli


oggetti in piani e forme geometriche elementari a cui segue una
sinterizzazione di punti di vista diversi, i quali nella realt non
possono essere adottati simultaneamente. Ladozione di differenti
prospettive contemporaneamente presuppone la capacit da parte
dellartista di muoversi nel tempo attorno alloggetto della pittura. In
questo modo egli sar in grado di dipingere introducendo nellopera
anche la variabile temporale. La quarta dimensione infatti in
questo caso intesa non tanto come dimensione spaziale quanto
strettamente temporale. interessante notare come indirettamente
ognuno di noi sia stato per un breve periodo una sorta di pittore
cubista: la casa stilizzata disegnata da un bambino infatti un
esempio di arte cubista. Egli infatti solito disegnare il lato della
casa e lentrata della stessa senza adottare alcuna prospettiva (altra
caratteristica tipica del cubismo) ponendo le due componenti una di
fianco allaltra.
Il quadro che, convenzionalmente, viene indicato come linizio del
Cubismo Les demoiselles dAvignon, realizzato da Picasso tra il
1906 e il 1907.
Il quadro non rappresenta un
risultato definitivo: dopo aver
effettuato diversi schizzi e
aggiunte Picasso decise di
smettere di lavorarci. Lo
abbandona nel suo studio, e
quasi per caso suscita la curiosit
e linteresse dei suoi amici uno
dei quali, Andr Salmon,
attribuisce allopera il titolo con
cui oggi conosciuta.
Il soggetto del quadro la visione
di una casa in cui figurano cinque
donne. In origine doveva
contenere anche due uomini, poi scomparsi nelle successive
modifiche apportate al quadro da Picasso.
Le due figure centrali hanno un aspetto molto diverso dalle figure ai
lati. In queste ultime, specie le due di destra, la modellazione dei

29

volti ricorda le maschere africane che in quel periodo conoscevano


un momento di grande popolarit tra gli artisti europei.
Ci che costituisce la grande novit dellopera lannullamento
dello spazio inteso come contenitori di oggetti. In questo dipinto
infatti non sono solo gli oggetti a risultare deformati ma lo stesso
spazio che interseca le sue componenti con gli oggetti e con se
stesso. Limmagine si compone infatti di una serie di piani solidi che
si intersecano secondo angolazioni diverse. Ogni angolazione il
frutto di una visione parziale per cui lo spazio si satura di materia
annullando la separazione tra un corpo ed un altro.
Le singole figure, costruite secondo il criterio della visione
simultanea da pi lati, si presentano con un aspetto decisamente
inconsueto che sembra ignorare qualsiasi legge anatomica. Vediamo
cos apparire su un volto frontale un naso di profilo, oppure, come
nella figura in basso a destra, la testa appare ruotata sulle spalle di
un angolo innaturale. Tutto ci comunque la premessa di quella
grande svolta, che Picasso compie con il cubismo, per cui la
rappresentazione tiene conto non solo di ci che si vede in un solo
istante, ma di tutta la percezione e conoscenza che lartista ha del
soggetto che rappresenta.

Bisogna ora per ricordare che la quarta dimensione ha affascinato


anche artisti di altre correnti davanguardia. Tra questi vanno
ricordati Umberto Boccioni, appartenente al movimento futurista, e
Salvador Dal pi legato al surrealismo.
Il primo nonostante fosse uno dei padri fondatori del futurismo
risult fortemente influenzato dal cubismo. Ci infatti ravvisabile
in una sua particolare opera: la Risata del 1911.

Il titolo dellopera dato dalla


risata della signora dal cappello
rosso posta in alto a sinistra. I
fasci di luce portano allinterno
del dipinto una carica di
dinamicit ( elemento caro ai

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futuristi) e creano uno strano effetto di profondit. In questo modo la


definizione di spazio prospettico viene meno in quanto esso risulta
decomposto in una visione simultanea di corpi e oggetti fluttuanti
nel vuoto e intersecati tra loro. Un elemento chiave che richiama il
cubismo poi il bicchiere di vino rosso il quale presentato sia
frontalmente che verticalmente fondendo cos nello stesso tempo
due punti di vista differenti.

Il secondo artista, Salvador Dal, risulta anchegli legato in qualche


modo alla tematica della quarta dimensione in quanto uno dei suoi
capolavori mostra infatti lo sviluppo di un ipercubo allinterno di un
mondo tridimensionale, nel quale un essere superiore quale cristo
viene crocifisso. Lopera ha come titolo "Corpus Hypercubus"
realizzata nel 1954.

Il titolo della tela fa

riferimento al fatto
che la figura di Cristo
non inchiodata
all'usuale croce, ma
magicamente sospesa
nell'aria, accostata ad
una struttura fatta da
otto cubi che
simulano la forma
della croce, ma che in
realt esprimono la
rappresentazione
dello sviluppo, nello
spazio
tridimensionale, di un
solido che si studia
nella geometria della

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"quarta dimensione": l'ipercubo.


Si tratta di un solido (avente come "facce" otto cubi) che
non possibile vedere, essendoci preclusa la quarta
dimensione, ma solo intuire. L'analogia con lo sviluppo
delle facce di cubo su di un piano, pu aiutare per a
comprendere la raffigurazione.

David Sarrocco VD
Tesina maturit
anno scolastico
2005/6

32