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METODI DI AUTODIFESA PSICHICA

da Dion Fortune, Psychic Self Defense, 1930.

Traduzione e adattamento di P. Crea


e.mail: p.reca@alice.it

1) La croce cabalistica

E’ un rituale che serve a purificarsi e a proteggersi.

Si esegue in questo modo (tra parentesi quadre le parole in ebraico, che si pronunciano come si leggono).

Toccando la fronte declamiamo: “A te, o Dio” [Ateh]


(toccando il plesso solare) “sia il Regno” [Malkut]
(toccando la spalla destra) “la Potenza” [Ve Gevurah]
(toccando la spalla sinistra) “e la Gloria” [Ve Gedullah]
(Congiungendo le mani) “nei secoli dei secoli. Amen. ” [Le Olam, Amen]

2) Il Cerchio Di Protezione

Questo Cerchio serve a proteggere il luogo in cui dormiamo (o dove dormono i nostri figli e le persone
care), creandolo intorno al letto.
Il cerchio dura dall’alba al tramonto o, se viene fatto al mattino, fino al tramonto. In caso di attacco
attivo conviene ripeterlo spesso.

a) Ci poniamo verso est.


b) Ci purifichiamo facendo la croce cabalistica (v. sopra)
c) Visualizziamo una grossa spada con l’impugnatura a croce e, tenendola in alto sopra la testa, dichiariamo:

“In nome di Dio prendo nelle mie mani la Spada della Potenza per la difesa contro il male ed ogni forma di
aggressione”

e, mentre ci visualizziamo alti il doppio e torreggianti come una figura possente,

d) Tracciamo con la punta della nostra Spada un cerchio a partire dal punto cardinale est, passando in senso
orario per il sud, l’ovest ed il nord, mentre visualizziamo piccole fiamme di colore oro pallido che si levano
dal pavimento lungo il percorso circolare della spada.
e) Finito di tracciare il cerchio si continua a visualizzarlo nella propria mente. Ci poniamo quindi di fronte
all’est e declamiamo:

“Possa il valoroso Arcangelo Raphael proteggermi dal male che si avvicina da Est ”;

Ponendoci verso Sud:

“Possa il valoroso Arcangelo Gabriel proteggermi dal male che si avvicina da Sud “;

E poi, verso ovest:


“Possa il valoroso Arcangelo Mikhael proteggermi dal male che si avvicina da Ovest”;

E infine, ponendoci verso nord:

“Possa il valoroso Arcangelo Uriel proteggermi dal male che si avvicina da Nord”

e) Infine, riportandoci verso est, ripetiamo la formula della Croce Cabalistica.

Commenti miei al “cerchio di protezione”


Punto b): Con il segno della Croce Cabalistica affermiamo che Dio è l’unico Creatore e suprema legge alla quale tutte le
creature dovrebbero conformarsi. Con il segno della Croce stabiliamo questa formula nella nostra aura.
La Croce Cabalistica è una croce a bracci uguali, simbolo di equilibrio rispetto ai quattro elementi e dell’essere
umano realizzato (che è al centro e rappresenta la “quinta essenza” o quintessenza delle qualità fisiche, emotive e
spirituali dei quattro). La nostra croce cristiana, con il braccio verticale di lunghezza doppia di quella orizzontale, è la
croce del Calvario, simbolo di sacrificio.
Il senso orario con cui si traccia il cerchio è considerato quello naturale, essendo corrispondente al cammino
apparente del Sole nel cielo. Diversi autori per me autorevoli (tra cui J.G. Bardet) sono concordi su questo fatto.

3) Il pentalfa

Il pentalfa serve per proteggersi da entità elementari o non-umane. E’ un simbolo molto potente, in quanto
rappresenta l’uomo nella sua realizzazione equilibrata, e quindi, in quanto tale, inattaccabile.

Per eseguirlo, tracciare una stella a 5 punte (con la punta in alto!) usando il braccio teso (consiglio il
destro) in questa sequenza:
- partendo da sinistra in basso (all’altezza dell’anca sinistra), muoviamo il braccio in diagonale verso l’alto e a
destra, fino ad arrivare sopra la testa;
- senza fermarci scendiamo verso la parte destra del corpo fino ad arrivare all’altezza dell’anca, quindi
procedendo in diagonale verso sinistra e in alto ritorniamo all’altezza della spalla sinistra e quindi ci
spostiamo in orizzontale arrivando oltre la spalla destra.
- completiamo la figura geometrica ritornando sull’anca sinistra.
Consiglio di provare i movimenti eseguendoli prima lentamente un po’ di volte. Una volta che si è
familiarizzato allora procedere al rituale eseguendolo con la giusta intenzione.

4) Il sigillo dell’Aura

Questa è un’antica formula dei monaci, molto efficace, anche se l’effetto dura solo quattro ore.

a) Stiamo in piedi e facciamo il segno della Croce cabalistico, toccando fronte, petto, spalla destra e spalla
sinistra.
Dichiariamo:

“Per il potere di Cristo dentro di me, che servo con tutto il mio cuore, la mia anima e la mia forza…mi
avvolgo nel Divino Cerchio della Sua protezione, che nessun malintenzionato può osare attraversare”.

mentre diciamo questo estendiamo le braccia ai lati del corpo, a livello del plesso solare, e davanti a noi
uniamo le punte delle dita unite; quindi le ruotiamo dietro alla schiena, facendo di nuovo toccare le punte
delle dita.

Commenti miei al “sigillo dell’aura”

Il cerchio, secondo tutte le fonti che conosco, è considerato universalmente una figura sacra di protezione contro tutti gli
attacchi di qualsiasi entità. Si può rinforzarlo creando un triplice cerchio eseguendo tre volte il rituale.

5) Chiudere il circuito

Questa chiusura può rivelarsi utile quando si ha a che fare con qualcuno che, volontariamente o no,
cerca di succhiare la nostra vitalità.
Nel momento in cui sentiamo che si sta perpetrando nel nostri confronti un “prelievo non autorizzato di
energia” (ossia un atto di vampirismo psichico), poniamo le mani con le dita intrecciate sul plesso solare,
tenendo i gomiti premuti contro i fianchi ed i piedi uniti.
Abbiamo così chiuso il circuito energetico del nostro corpo. Finché rimaniamo in questa posizione non
potranno verificarsi fuoriuscite di energia dal nostro sistema.

Commenti miei a “chiudere il circuito”


questo rituale è utile se siamo ad esempio di fronte ad una persona che si sta sfogando in modo poco gentile e
rispettoso nei nostri confronti.

6) Guardare in mezzo agli occhi

Se qualcuno tenta di dominarci fissandoci negli occhi, non tentiamo di contrastare lo sguardo, cosa che
potrebbe condurci ad una lotta estenuante nella quale potremmo anche eventualmente avere la peggio, ma
proviamo a fissare l’interlocutore nel punto situato tra le sue sopracciglia, fino a quando non appaia
desistere dal suo tentativo.
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