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MarcoGiovenale

Ossidiane,sibilleasemantiche

[unaspiegazione]

Premessa La prima occasione di collaborazione fra me e la fotografa e artista Francesca Vitale stata precisamente quella che si realizzata con l'inaugurazione della mostra La natura del mondo, il 4 ottobre 2001, pressolalibreriagalleriaAlFerrodiCavallo(altempoinviadiRipetta). Nascevacomemostradioperedi FV, essenzialmente divise in dueserie: MuffeeWunderkammer.Laprimaconsistenteinfotografieeinstallazioni abasefotografica,elasecondainunadisseminazionedipiccolemacchine fotografiche giocattolo o di foto di macchine giocattolo, montate su supporti.Avevodedicatoallamostraunoscrittocritico,eduepoesienate proprio poco prima, in quel periodo, legate a una serie che sarebbe poi cresciutaneltempo:appuntoleossidiane. Acompletarelamostracerapoiuninterventoinstallativoulteriore,fatto di parole delle due poesie tagliate e disposte pressoch casualmente (comefogliesibille)nell'incavoincassato(quasiuncorridoiooprospettiva il cui sfondo era una foto della serie delle Muffe) proprio all'entrata, in incipitdimostra,allabasedellescaledoveilpiccolopercorsoavevainizio. Inquell'incavochiusoalfondo,cieco,inquellarientranzadelmuro,c'era dunqueunafotodi"muffa"esposta,edavantieranosparsipezzidelledue ossidianedelditticopresentenelcartoncinopieghevoledellamostra. Un brano musicale, AbZu, di Luca Conti, andava in loop come tessuto sonorodeltutto.

Allamostraeranodedicatituttiglialtriambientidellagalleria,chedunque ospitavanolemacchinefotografichegiocattolo,iplexiglassdiinstallazioni, eccetera. Testi Inquestidieciannileossidianesonocresciutedinumero.Neimesiscorsi ho preparato un fascicoletto, con una scelta da quattro sequenze: tale scelta costituisce appunto le XXI ossidiane. Non vi sono comprese quelle del 2001: si crea cos, in buona sostanza, anche una sorta di lapsus e differenza con il lavoro precedente. Memoria che materialmente e in praesentiatornatuttaviaproprionellaletturaeffettivadel4ottobre2011, quando quei due testi possono essere comunque riproposti in voce, pressoEmpiria. Concretamente, l'oggetto libro un'edizione di 50 copie delle XXI ossidiane: si compone di 10 copie contenenti ciascuna una diversa mia sibilla asemantica, disegnata per l'occasione; e di 40 copie 'normali', anch'esse numerate ma senza sibille. I libretti sono in formato A5, come quaderni,sottili. Inbreve Ricostruisco velocemene certo con lacune gli elementi 'laterali' di un progettoiniziatosicuramenteconLanaturadelmondonel2001,chepoi haavutoesitiramidifferenzespostamentisviluppiintricatienumerosi. Le ossidiane costituiscono stilisticamente in qualche maniera un nodo o modo o modulo non disgiunto dalle prose di tranne un oggetto (ultima 'sezione',inprosa,deLacasaesposta,uscitaperLeletterenel2007),eda esperienze recenti come Lie lie (La camera verde, 2010). Hanno poi rapporto con i testi pi limpidi di Soluzione della materia (La camera verde,2009). Si tratta di scritture nelle quali il ruolo della lacuna rispetto al detto, all'esplicit(at)o, prevalente, determinante. Nonostante questo, e anzi proprioinvirtdiunaspeciediriscritturaosovrascritturadeivuotitragli

elementi concreti comunque nominati o sottintesi, la nonparola emessa dalle lacune ha o tenta di avere un proprio intento non troppo indirettamente politico. Sollecita chi legge a un percorso di indagine, di domanda. Gli anni di escogitazione delle ossidiane sono quasi gli stessi di quelli di granpartedellesibilleasemantiche. Cisitrova,sulpianodellostile,inpresenzadiunalogicainqualchemodo non lontana da quella delle stesse wunderkammern: per rovesciata. Nella serie di ossidiane si registra infatti al posto di cumuli e regesti e cataste linverso: il vuoto, il mancante, la lacuna, precisamente. Un capovolgimento del discorso compulsivo, addizionante, occidentale. La durezzaeopacitdelleossidianesilegabeneeparadossalmentebene alsegnodiun'assenza,all'ideadiun'ombracentrale.
Tanizaki: V', nella stanza principale delle case giapponesi, una nicchia (il toko no ma) in cui, volta per volta, si usa esporre un quadro,oqualchefiore.Talioggettinonmiranotantoaravvivare l'ambiente,quantoadaggiungere,albuio,unadimensionecava (Junichiro Tanizaki, Libro dombra (1935), cap. VIII. Trad. it. 1982; Bompiani,Milano2002:p.42). L'intenzione di far echeggiare nel vuoto dell'ambiente un vuoto ulteriore la stessa che sostiene il procedimento allegorico di quelle che si potrebbero chiamare allegorie cave [Cinque paragrafisuenigma(2006)]

Allostessotempo,comeaccennato,nonmancaunlegameconlascrittura asemantica. Anche i testi poetici, lineari, pur non costituiti da glifi indecifrabili, possono trattenendo significato approssimarsi al territorio asemantico. Non sono del tutto intransitivi. Ma la transitivit verbalecosostinatamentedeviatadaaccederealterritorioasemantico.