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Università degli Studi di Padova Facoltà di Lettere e Filosofia

LA VARIAZIONE DIATOPICA

* a cura di Matteo Viale; schema di esposizione e materiali presentati nella lezione del 24 novembre 2005 del corso di Filologia Romanza del prof. Carlo Pulsoni.

0. Premessa: la variazione linguistica

0.1. Le varietà dell'italiano

Università degli Studi di Padova Facoltà di Lettere e Filosofia LA VARIAZIONE DIATOPICA * a cura
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0.2. L'architettura delle varietà dell'italiano: il modello Berruto

0.2. L'architettura delle varietà dell'italiano: il modello Berruto

1. La variazione diatopica

  • 1.1. dialetto vs lingua: considerazioni generali

  • 1.2. Criteri di definizione di "dialetto"

criterio spaziale

criterio sociologico

criterio dei 'domini d'uso'

  • 1.3. Dialetto italianizzato e italiano regionali

1. La variazione diatopica 1.1. dialetto vs lingua: considerazioni generali 1.2. Criteri di definizione di "dialetto"
  • 1.4. L'uso del dialetto in Italia

1. La variazione diatopica 1.1. dialetto vs lingua: considerazioni generali 1.2. Criteri di definizione di "dialetto"

Fonte: Dati tratti da Grassi et alii, 1998, p. 83 e Bonomi et alii, 2005, p. 26, che a loro volta rielaborano dati ISTAT e stime di studiosi quali De Mauro e Telmon.

Distribuzione percentuale dei dialettofoni (in famiglia) nelle regioni italiane a metà degli anni ottanta:

Distribuzione percentuale dei dialettofoni (in famiglia) nelle regioni italiane a metà degli anni ottanta: Fonte: Cartina

Fonte: Cartina ripresa da Grassi et alii, 1998, p. 84.

2. I dialetti d'Italia

  • 2.1. La frammentazione linguistica della Romània: dal latino

volgare alle lingue romanze

  • 2.2. Metodologie di analisi e strumenti di lavoro della ricerca

dialettologica

Metodologie di analisi: osservazione non partecipante, osservazione partecipante, conversazione libera, colloquio semidirettivo, intervista direttiva, questionario, ecc.

Strumenti di lavoro: vocabolario dialettali, atlante linguistico, ecc.

  • 2.3. L'Atlante Italo-Svizzero (AIS): alcuni esempi di carte

Esempio 1: Carta grembiule nell'Italia settentrionale e nella Svizzera italiana

2. I dialetti d'Italia 2.1. La frammentazione linguistica della Romània: dal latino volgare alle lingue romanze

Ulteriori informazioni sull'AIS: www.maldura.unipd.it/biblio/guide/ais.pdf (file in formato Acrobat Reader)

2.4. Alcuni concetti chiave

isoglossa

sostrato

superstrato

minoranza linguistica alloglotta

2.5. Esempi di ripartizione dialettale in base a caratteri fonologici o lessicali

Esempio 1: piovere / plovere / chiovere ecc ..

Ulteriori informazioni sull'AIS: www.maldura.unipd.it/biblio/guide/ais.pdf (file in formato Acrobat Reader) 2.4. Alcuni concetti chiave isoglossa sostrato superstrato

Esempio 2: frater / fratellus

Esempio 2: frater / fratellus

Esempio 3: I tipi capo / testa

Esempio 3: I tipi capo / testa

Fonti: Le carte presentate sono tratte da Poggi Salani, 1990, che a sua volta rielabora i risultati delle ricerche di vari ulteriori studi.

2.6. La ripartizione dialettale nel De vulgari eloquentia di Dante

"Discorda nel parlare gente che abita più vicina, come milanesi e veronesi, romagnoli e fiorentini […] e, ciò che è più stupefacente, popolazioni che vivono nello stesso organismo cittadino, come i bolognesi di Borgo San Felice e i bolognesi di Strada Maggiore."

(De vulgari eloquentia, I, IX, 4*)

"Noi però […] ricondurremo la nostra trattazione al volgare italiano, tentando di descrivere le varietà che ha assunto in sé e anche di compararle fra loro. Per prima cosa diciamo dunque che l'Italia è divisa in due parti, una destra e una sinistra. E se qualcuno vuol sapere qual è la linea divisoria, rispondiamo in breve che è il giogo dell'Appennino: il quale, come la cima di una grondaia sgronda da una parte e dall'altra le acque che sgocciolano in opposte direzioni, sgocciola per lunghi condotti, da una parte e dall'altra verso i contrapposti litorali […]. Le regioni di destra sono l'Apulia, non tutta però, Roma, il Ducato, la Toscana e la Marca genovese; quelle di sinistra invece parte dell'Apulia, La Marca Anconitana, la Romagna, la Lombardia, la Marca Trevigiana con Venezia. Quanto al Friuli e all'Istria, non possono appartenere che all'Italia di sinistra, mentre le isole del Mar Tirreno, cioè la Sicilia e la Sardegna, appartengono senza dubbio all'Italia di destra, o piuttosto vanno associate ad essa. Ora in entrambe queste due metà, e relative appendici, le lingue degli abitanti variano: così i Siciliani si diversificano dagli Apuli, gli Apuli dai Romani, i Romani dagli Spoletini, questi dai Toscani, i Toscani dai Genovesi e i Genovesi dai Sardi e allo stesso modo i Calabri dagli Anconitani, costoro dai Romagnoli, i Romagnoli dai Lombardi, i Lombardi dai Trevigiani e Veneziani, costoro dagli Aquileiesi e questi ultimi dagli istriani. Sul che pensiamo che nessun italiano dissenta da noi. Ecco perciò che la sola Italia presenta una varietà di almeno quattordici volgari. I quali poi si differenziano al loro interno, come ad esempio in Toscana il Senese e l'Aretino, in Lombardia il Ferrarese e il Piacentino; senza dire che qualche variazione possiamo coglierla anche nella stessa città, come abbiamo asserito più sopra nel capitolo precedente. Pertanto, a voler calcolare le varietà principali del volgare d'Italia e le secondarie e quelle ancora minori, accadrebbe di arrivare, perfino in questo piccolissimo angolo di mondo, non solo alle mille varietà, ma a un numero anche superiore."

(De vulgari eloquentia, I, X, 4-5*)

* Si cita dalla edizione e traduzione di P. V. Mengaldo, in: Dante Alighieri, Opere minori, II, Milano/Napoli, Ricciardi, 1979

Fonte: La divisione dantesca dell'Italia ( De vulgari eloquentia , I, X, 4-5). Ricostruzione sulla base

Fonte: La divisione dantesca dell'Italia (De vulgari eloquentia, I, X, 4-5). Ricostruzione sulla base di F. L. Pullè, Italia. Genti e favelle. Disegno antropologico-linguistico. Atlante, Milano, F.lli Bocca, 1927. Citato da Grassi et alii, 1997, p. 72.

2.7. I raggruppamenti dialettali in Italia

L'importanza delle due principali isoglosse: la linea La Spezia - Rimini e la linea Ancora - Roma (dettagli)

Uno schema di ripartizione dei dialetti italiani:

Uno schema di ripartizione dei dialetti italiani:
Fonte: Grassi et alii, 1998, p. 82.

Fonte: Grassi et alii, 1998, p. 82.

2.8. Le parlate alloglotte (o minoranze linguistiche)

2.8. Le parlate alloglotte (o minoranze linguistiche) Fonte: La carta è ripresa da Grassi et alii

Fonte: La carta è ripresa da Grassi et alii, 1998, p. 88.

Minoranze neolatine

1) franco-provenzali

2) occitane (o provenzali)

3) francesi

4) ladine dolomitiche

5) friulane

6) galloitaliche in toscana

7) galloitaliche del sud

8) liguri in sardegna

9) catalane

10) sarde

Minoranze non neolatine

1) alemanniche o walser

2) 'cimbre'

3) 'mòchene'

4) sudtirolesi

5) bavaro-austriache

6) pustero-carinziane

7) slovene

8) croate

9) albanesi

10) greche

Per ulteriori approfondimenti: Bonomi et alii, 2005, pp. 23-27 e Grassi et alii, 1998, pp. 85-

91.

2.9. Uno sguardo di sintesi

2.9. Uno sguardo di sintesi Fonte: La carta è ripresa da Poggi Salani, 1990.

Fonte: La carta è ripresa da Poggi Salani, 1990.

3. Riferimenti bibliografici e approfondimenti

Bonomi et alii, 2005 = Ilaria Bonomi, Andrea Masini, Silvia Morgana, Mario Piotti, Elementi di linguistica italiana, Roma, Carocci, 2005 (in particolare i paragrafi 1.1. e 1.2.).

Grassi et alii, 1998 = Corrado Grassi, Alberto A. Sobrero, Tullio Telmon, Fondamenti di dialettologia, Bari, Laterza, 1998 (2 ed.).

Poggi Salani, 1990 = Teresa Poggi Salani, Per lo studio dell'italiano. Avviamento storico descrittivo, Padova, Liviana, 1990 (2. ed.) (in particolare il capitolo 1 con relative letture).

Università degli Studi di Padova

2005-06

A cura di Matteo Viale Dipartimento di Romanistica

matteo.viale@unipd.it