L’Alto Medio Evo
V-XI secolo
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fusione tra
L’Europa feudale panorama politico
cultura
e culturale europeo
romana e 476 d.C.: fine dell’ IMPERO estremamente
tradizioni ROMANO D’OCCIDENTE frammentato
dei popoli
germanici
VI-VIII secolo:
il ruolo della
conversione dei popoli formazione dei REGNI Chiesa diventa
germanici al ROMANO-BARBARICI
cristianesimo centrale
garantisce la
800 d.C.: creazione del poiché
legittimità
progetto di far SACRO ROMANO IMPERO del potere
rinascere l’Impero da parte di Carlo Magno imperiale
romano in una nuova rappresenta
Europa cristiana l’unico fattore
843 d.C.: il Sacro Romano unificante e
i sovrani stabile
assegnano in
Impero viene diviso in tre
premio ai fedeli parti (Trattato di Verdun )
porzioni di
territorio ( feudi)
con il passare del IX-XI secolo:
tempo i feudi affermazione del SISTEMA
diventano ereditari e FEUDALE in tutta Europa
i feudatari entrano in
contrasto con il
potere centrale
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Gli inizi
Dal latino ai volgari
• Le lingue neolatine – il francese, il provenzale, lo spagnolo, il catalano, il
portoghese, il rumeno e l’italiano – sono il risultato del lungo processo
evolutivo del latino popolare, il sermo vulgaris
• Una fase di transizione è attestata dalla cosiddetta Appendix Probi, in cui
un maestro di scuola redige una lista di 227 vocaboli di cui corregge le
grafie errate ormai diffuse
• Dopo la caduta dell’impero nel 476, nelle aree più profondamente
romanizzate nascono le lingue neolatine o romanze, così dette
dall’espressione Romanice loqui, «parlare al modo dei Romani», che fa
riferimento alla comune radice latina
• La prima comparsa dei volgari neolatini è in testi di ambito politico e
giudiziario o in scritture anonime nate per gioco
Dal latino alle lingue romanze
nei primi secoli della civiltà romana
(dal IV al I sec. a.C.)
sono in uso
LATINO
LATINO
VOLGARE O
LETTERARIO
PARLATO
lingua usata dai lingua parlata
grandi scrittori o nei correntemente
documenti ufficiali dalla popolazione
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Dal latino alle lingue romanze
durante i secoli dell’Impero
(dal I al V sec. d.C.)
LATINO VOLGARE
O PARLATO
subisce una
forte influenza
da parte delle
LINGUE e si formano LATINI VOLGARI
DI SOSTRATO i cosiddetti REGIONALI
lingue che si parlavano nei vari varianti regionali del latino volgare,
territori prima della conquista che derivano dalla fusione con le
romana e della diffusione del latino parlate precedenti alla conquista
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Dal latino alle lingue romanze
in seguito al crollo dell’Impero
(a partire dal V sec. d.C.)
LATINI VOLGARI
REGIONALI
vengono a loro
volta influenzati
dalle
- italiano
- francese
LINGUE ROMANZE - provenzale
LINGUE DI e si formano le - spagnolo
CON LE LORO
SUPERSTRATO - catalano
VARIANTI DIALETTALI
- portoghese
- rumeno
lingue parlate dalle popolazioni che lingue che derivano dalla fusione delle varianti
invadono i territori dell’Impero regionali del latino volgare con le lingue parlate
(soprattutto germani e arabi) dalle popolazioni che invadono l’Impero
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Gli inizi
La prima testimonianza dei volgari
neolatini
• Nell’813 Carlo Magno dà disposizioni ai vescovi perché traducano le loro
omelie in lingua romanza (lingua romana rustica) o tedesca (Le istruzioni
ai vescovi del Concilio di Tours)
• Nell’842 a Strasburgo i figli di Carlo Magno, Carlo il Calvo e Ludovico il
Germanico, giurano reciproco sostegno contro il fratello Lotario nelle due
lingue antico francese e antico alto tedesco: è l’atto di nascita del francese
(Giuramento di Strasburgo)
Gli inizi
Le istruzioni ai vescovi del Concilio di Tours (813)
[…] E abbiamo deliberato che ciascuno si sforzi di tradurre queste stesse
omelie in maniera comprensibile nella lingua romana rustica o nella tedesca,
di modo che con più facilità tutti possano comprendere ciò che viene detto.
Il Giuramento di Strasburgo (842)
[Antico francese] Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun
salvament, d’ist di in avant, in quant Deus savir et podir me dunat, si salvarai
eo cist moen fradre Karlo, et in adiudha et in cadhuna cosa, si cum om per
dreit son fradra salvar dist […]
Per l’amore di Dio e per la salvezza del popolo cristiano e nostra insieme, da
questo giorno in poi, per quel che Dio mi dà di sapere e potere, io interverrò a
sostegno di mio fratello Carlo, qui presente, per qualunque cosa di cui egli
necessiti, aiuto o altro, come si deve fare secondo giustizia nei confronti del
proprio fratello […]
Gli inizi
Le prime espressioni in volgare italico
• La prima attestazione di volgare italico è il cosiddetto «indovinello»
inserito da un copista, tra fine VIII-inizio IX secolo, a margine di un codice
liturgico: allude all’atto dello scrivere (Indovinello veronese)
• Il volgare italico contrapposto consapevolmente al latino è nei «Placiti» o
sentenze giudiziarie del 960-963, che dirimono la controversia sul
possesso di terre del monastero benedettino di Montecassino (Placiti
capuani)
• Su di un affresco dell’XI secolo rinvenuto nella chiesa inferiore di San
Clemente a Roma, compare una sorta di antico «fumetto» in volgare
(Iscrizione di San Clemente)
Gli inizi
Indovinello veronese (fine VIII-inizio IX secolo)
Se pareba boves alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen
seminaba
Si spingeva innanzi i buoi, arava un campo bianco, teneva un bianco aratro e
seminava una nera semente
Placiti capuani (960-963)
Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte
Sancti Benedicti
So che quelle terre, entro i confini che qui si descrivono, trent’anni le ha
tenute in possesso l’amministrazione patrimoniale di S. Benedetto
Gli inizi
Iscrizione di San Clemente
(ultimi anni dell’XI secolo)