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Letteratura latina

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Maria Rosa Orr

maggio 2016

INDICE

Letteratura Latina delle origini: Forme preletterarie


mindmeister.com

L'epica latina arcaica


storiaromanaebizantina.altervista.org

Il teatro romano arcaico-latino


controcampus.it

Il teatro romano arcaico


originiletteraturalatina.blogspot.com

Letteratura Latina delle origini: Forme preletterarie

(mindmeister.com)

Tre principali tipologie

1.

Testi religiosi

2.

Testi celebrativi/privati

3. Testi preletterari teatrali

1. Testi religiosi

La religione romana influenzava ogni aspetto


della vita quotidiana e agli inizi gli dei erano
visti come forze misteriose che l'uomo doveva
assecondare e placare e infine propiziarsele con
la pietas con un giusto comportamento.
Per celebrare dei, sacrifici attivit agricole e
politiche si usavano i CARMINA (dal latino
"carmen"): testi in versi con una struttura metrica
variabile e ben separabili dalla poesia, cadenza ritmica regolare, facili da ascoltare e da
apprendere, schemi variabili
Il testo preletterario romano pi antico in SATURNI
Il saturnio formato da due membri (detti "cola") dove il 2 pi corto del 1 e in mezzo
c' una breve pausa, in origine in onore del dio Saturno che si rec in Lazio e fond
un'epoca d'oro.
Per la benedizione dei campi si ricorreva alla "PRECATIO" del pater familias (detta
anche "CARMEN LUSTRALE" per la prosa ritmica scandita dei carmina)
Testi famosi:

Carmen Arvale: Testo di invocazione contro le pestilenze rovinose (rivolto ai Lari) e


sulla protezione dei confini (rivolto a Marte),
Carmina Saliaria: testi per cerimonie per l'inizio e la fine delle operazioni belliche
2. Testi celebrativi

A Roma i funerali dei personaggi illustri erano sfarzosi ed elaborate erano le cerimonie
pubbliche con le quali il morto veniva accompagnato da un corteo composto da persone
che si travestivano da antenati del defunto; nel Foro, poi, il figlio maggiore del morto
teneva un discorso commemorativo delle sue imprese.
Per i discorsi celebrativi dei defunti si scrivevano le LAUDATIONES FUNEBRES
Durante i banchetti, inoltre, venivano recitati i CARMINA CONVIVALIA (non se ne
sono conservati) e per celebrare il trionfo venivano cantati dai soldati i CARMINA
TRIUNPHALIA (testi caratterizzati da battute scherzose sul comandante)cola
Caratteristiche:

Influenzati dalla cultura greca e dalle popolazioni autoctone

Basati sull'oralit dei testi (concepiti per essere recitati)

3. Testi preletterari teatrali

Con le feste nacquero anche i testi


teatrali: il gusto per il comico e la beffa
alla base della commedia latina

Fescennini
Scambi di battute grossolane che
avvenivano tra contadini mascherati (di
probabile derivazione etrusca)

Fabula
Atellana

gli attori improvvisavano e ci si serviva di maschere fisse

Ludi scaenici
Nel 364 a.C. ci fu una pestilenza e fu deciso di offrire uno spettacolo agli dei per placarli
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L'epica latina arcaica


(storiaromanaebizantina.altervista.org)

Il primo testo epico latino, lOdusia (Odissea)


di Livio Andronico, era una traduzione del
celebre poema omerico, una traduzione
artistica, per, che costituiva anche una parziale
rielaborazione e un adattamento al pubblico
romano di una materia greca. Lepica romana si
configura dunque sin da subito come una ripresa
di quella omerica, una imitazione che comporta
anche una riappropriazione spirituale; dal punto
di vista formale, per esempio, significativo che
si usi il metro saturnio, antichissimo verso italico,
e non lesametro omerico. Gi nella pionieristica
opera di Livio Andronico si trovano alcune
caratteristiche che poi saranno tipiche dellepica
romana: il carattere solenne e arcaicizzante
dellespressione, che rimanda ai tratti peculiari
dei carmina latini preletterari; luso stilistico retorico, secondo un fattore di gusto che
risulta evidente anche nella produzione tragica arcaica, con cui lepica romana condivide
la tensione (tipica del dramma) e lelemento patetico. Andronico,

quindi, da un lato si ispira alla tradizione preletteraria latina (per noi difficilmente
ricostruibile), dallaltro sembra conoscere lepica ellenistica pi recente e risentire dei
suoi influssi.
Con Nevio la storia politica e
militare di Roma e i miti ad essa connessi
divengono oggetto epico. La narrazione
monografica, nel senso che presenta un
soggetto

storico

principale

(nel

caso

neviano, la Prima Guerra Punica), ma


comprende anche il racconto delle origini
mitiche di Roma, effettuato sotto forma di
digressione. Il Bellum Poenicum costituiva
il primo esempio di poesia latina originale,
non basata, cio, su modelli greci tradotti e
rielaborati. Con questo poema si inaugura
quindi lunione di storia romana e mito
greco-romanizzato o, in altri termini, di elemento politico ed elemento religioso che
avrebbe caratterizzato tutta lepica romana successiva.
Notevoli innovazioni si ebbero con gli Annales di Ennio, che costituirono per
tutto il periodo repubblicano il modello per eccellenza del poema epico nazionale
romano. Largomento era ancora una volta costituito dalla storia romana, che per era
vista nel suo complesso, dalle origini mitiche fino allet contemporanea. La narrazione
epica si trasformava in annalistica, rispettando tendenzialmente lordine cronologico
degli eventi, con la possibilit naturalmente di dilatare o restringere il racconto secondo
linteresse dellautore per i singoli avvenimenti o personaggi. Non era presente alcuna
figura principale (come era stato il caso dellUlisse odissiaco), ma era il popolo romano
nel suo complesso a svolgere il ruolo del protagonista.

In Ennio diventa evidente anche lo sforzo di instaurare un maggiore e pi consapevole


collegamento con la tradizione greca, dichiarato esplicitamente nel proemio con il
richiamo alle Muse greche: il modello restava sempre Omero, ma Ennio risentiva anche
dellinfluenza dellepica ellenistica e della poesia greca in generale. Una grande
innovazione fu lintroduzione in latino dellesametro (al posto del pi arcaico saturnio),
ladozione cio del verso dellepica greca fino ad allora mai utilizzato. Ennio non si
limit, comunque, a riprodurre semplicisticamente il ritmo greco in lingua latina, ma le
vari e ne speriment le diverse potenzialit. Una delle grandi caratteristiche dellepica
enniana fu infatti la grande variet di contenuti, di situazioni e anche di tono e di stile:
proprio lo sperimentalismo e la tendenza alla variet di Ennio furono in parte
misconosciuti agli autori successivi, che nel poeta videro sempre il padre della poesia
latina, considerandolo per come un autore arcaico e non sempre rifinito. Sempre con
Ennio si complet la prima fase di sviluppo dellepica romana, che vide da un lato il
passaggio dallargomento greco (Livio Andronico) a quello romano (Nevio ed Ennio),
dallaltro ladozione di fattori stilistici e consuetudini letterarie greche: si assistette, cos,
alla progressiva romanizzazione del contenuto e alla concomitante grecizzazione della
forma.

Dellintera produzione epica arcaica rimangono pochi frammenti: una delle cause
principali della perdita di queste opere fu il successo dellEneide di Virgilio, che
soppiant completamente i poemi dei suoi predecessori arcaici nellinteresse pubblico e
ne decret, indirettamente, la progressiva scomparsa.
(storiaromanaebizantina.altervista.org)

Il teatro romano arcaico-latino


(controcampus.it )

LA SCENA
Fra il 240 a.C. e let dei Gracchi, la cultura romana conosce una fioritura di opere
sceniche e di rappresentazioni teatrali. Fioriscono corporazioni professionali, degli
autori e degli attori; si sviluppano polemiche letterarie e dichiarazioni di poetica.
I principali generi teatrali romano sono, in origine, prodotti dimportazione.
Di origine greca sono:
il principale genere comico, la palliata, cos definita dal pallio, il tipico
abbigliamento dei Greci;
il principale genere tragico, la cothurnata: i cothurni sono gli altissimi calzari
degli attori tragici greci.
Gli autori di palliate e coturnate presentano le loro opere non solo come ambientate in
Grecia, ma anche come derivate da modelli greci.
Non in contraddizione con questa tendenza lo sviluppo di una palliata ed una coturnata
romane, che si chiamarono rispettivamente togata o trabeata e praetexta
(dallabbigliamento dei magistrati romani). Si tratta di rigenerazioni romane dei
corrispondenti generi greci, rette dagli stessi canoni drammaturgici e rispondenti alle
stesse tendenze stilistiche.

Anche i termini tecnici della drammaturgia sono tutti di origine greca o etrusca.
Tito Livio precisa, invece, che lorigine degli spettacoli romani etrusca. La spiegazione
potrebbe essere che lEtruria abbia mediato verso Roma la diffusione degli spettacoli.
Listituzione di pubblici spettacoli organizzati dallo Stato romano fu un passo di grande
importanza. Loccasione era contrassegnata da pubbliche cerimonie religiose: la sede
regolare del teatro latino, infatti, era rappresentata dal ricorrere di feste e solennit
religiose. Le feste erano un momento di aggregazione, ma non sembra che il teatro latino
abbia al suo interno una forte presenza di tematiche connesse alla sensibilit religiosa.
La pi antica ricorrenza teatrale quella legata alla celebrazione dei ludi Romani, in
onore di Giove Ottimo Massimo: ai ludi Romani del 240 a.C., Livio Andronico mise in
scena il primo testo drammatico regolare, una tragedia su modello greco. Questa data
era sentita dai Romani come quella dellinizio del loro teatro nazionale.
Se prendiamo come riferimento let di Plauto e Terenzio, abbiamo quattro ricorrenze
annuali deputati alla rappresentazione di ludi scaenici:

i ludi Romani;

i ludi Megalenses, in onore della Magna Mater;

i ludi Apollinares;

i ludi plebeii, dedicati a Giove Ottimo Massimo.

Ad organizzare i ludi erano gli edili o i pretori urbani. Il contesto dei ludi prevedeva
anche giochi di gladiatori.
Il carattere statale ed ufficiale dellorganizzazione ha due conseguenze. La prima che i
committenti delle opere teatrali si identificavano con le autorit: la natura della
committenza spiega la scelta di determinati argomenti. La praetexta, dunque, aveva non
solo una tematica nazionale e nazionalista, ma anche un riferimento a singole figure
politicamente influenti. Limportanza dei committenti, tuttavia, non poteva cancellare
limportanza del pubblico, rappresentanza composita e generale di tutta la societ
romana.
La seconda conseguenza tocca la commedia. La commedia latina non esercita critica
sociale e di costume: il mondo della commedia pu essere realistico, ma non ha punti di
contatto con la sfera dellattualit politica.
Nel 207 a.C. fu fondato il collegium scribarum histroniumque: dimportanza storica

che queste attivit fossero socialmente riconosciute, anche se il riconoscimento fu


limitato. Lassunzione del greco del termine poeta indica il crescere di una sempre pi
elevata autocoscienza: il riconoscimento sociale and crescendo con il successo del
pubblico e con il consolidarsi dei legami tra autori ed aristocrazia.
Gli oneri finanziari erano dello Stato, rappresentato dai magistrati organizzatori. I
magistrati, tuttavia, dovevano trattare con gli autori e con il capocomico o dominus
gregis, che dirigeva la compagnia, faceva da impresario e poteva collaborare con gli
autori: famoso rimasto Lucio Ambivio Turpione.
Il primo teatro in pietra fu edificato a Roma solo nel 55 a.C.: prima esistevano solo
strutture provvisorie, in legno. Le rappresentazioni della palliata, impostata sui modelli
della Commedia Nuova di Atene, erano in grado di riprodurre, sulla scena, gli
allestimenti del teatro greco. Lazione si svolgeva in esterni, di fronte a due o tre case,
collocate su una strada che portava da un lato al centro della citt, il foro, e dallaltro
verso lesterno.
Un aspetto fondamentale era
luso di maschere: usate almeno
dalla met del II secolo a.C.,
erano fisse per determinati tipi di
personaggi: il vecchio, il giovane
innamorato, la matrona, la
cortigiana, il lenone, lo schiavo,
il parassita, il soldato. La loro
funzione era di far riconoscere,
sin dallinizio dellazione scenica, quale fosse il tipo del singolo personaggio. Luso di
questi tipi ebbe un forte influsso sulla poetica dei commediografi latini.
Un attore, cambiando maschera e costume, poteva recitare pi di una parte. Fra gli attori
esistevano gerarchie di abilit e specializzazione. Gli attori, tuttavia, non erano mai
uomini nati liberi, e la loro professione recava il marchio dellinfamia.

LE FORME
Lautore di palliate che conosciamo
meglio, Tito Maccio Plauto, scrive
commedie non divise in atti e composte
di parti cantate e recitate. Il teatro
plautino comprendeva tre modi
desecuzione e formalizzazione metrica:
le parti recitate senza
accompagnamento musicale,
scritte in senari giambici;
le parti recitative, in cui era
presente un accompagnamento
musicale, in settenari trocaici;
le parti cantate, composte in
una straordinaria variet di metri.
Questi tipi di verso trovano dei corrispondenti nel sistema della metrica greca classica,
ma ognuno di essi manifesta di aver subito profondi adattamenti. La struttura metrica
della palliata offre una notevole impressione di ricchezza e musicalit. Erano grandi le
differenze rispetto alla struttura formale dei modelli, che erano i testi della Nea, la
Commedia Nuova fiorita ad Atene nel IV secolo a.C.
Queste opere erano divise in atti e composte solo di parti recitate o recitative,
quindi scritte in trimetri giambici o tetrametri trocaici catalettici. Da questa
restrizione metrica, la Na traeva un suo effetto di realismo borghese, che trovava
rispondenza nella scelta di uno stile misurato e realistico e nella conduzione dei
personaggi e dellintreccio. Luso di parti musicali era confinato ad un artificio formale
ed estrinseco, gli intermezzi, le pause che marcavano la divisione tra un atto e laltro e
che consistevano in esecuzioni musicali.
La palliata di Nevio e di Plauto lascia cadere la divisione in cinque atti, ma ritrova, nelle
parti cantate, un elemento sostanziale della presentazione scenica. La riscrittura degli
originali ateniesi, dunque, diventava unoperazione di passaggio a nuovi codici

espressivi. Non solo si riscrivevano e si rimodulavano situazioni: nasceva anche


limpulso a creare nuove situazioni. Alcuni caratteri originali della commedia plautina
vanno messi in rapporto con queste trasformazioni: il lirismo comico un fenomeno
parallelo a queste tendenze metrico-espressive.

Meno chiare ed organiche sono le cognizioni sulla tragedia romana arcaica. La struttura
della tragedia attica prevedeva un alternarsi di parti dialogate, recitate o recitative e
di parti liriche; di queste ultime, laspetto pi qualificante era la presenza di grandi
costruzioni strofiche, i cori: erano musicali e danzati, interpretati da gruppi di attori,
che nella struttura drammaturgica avevano una funzione limitata o passiva. La funzione
delle parti corali nellintreccio era di commento allazione: lo stile era separato da quello
delle parti individuali.
I tragediografi latini non disponevano strutture necessarie a riproporre nel teatro romano
le inserzioni corali del teatro attico. Erano necessari, dunque, dei cambiamenti nella
riscrittura degli intrecci attici.
I tragici latini ovviarono a questo vuoto alzando tutto il livello stilistico dei loro
drammi. I poeti tragici latini sfruttarono calchi della lingua poetica greca, neologismi,
prestiti dal linguaggio ufficiale della politica, della religione e del diritto. Riuscirono, in

questo modo, a dotare la tragedia di un suo linguaggio identificabile.


Mentre nella tragedia attica la maggior parte del dramma impostata sul colloquiale
trimetro giambico, nella tragedia romana il senario appare in minoranza: maggiore
spazio hanno altre soluzioni, caratterizzate da temperature stilistiche e sentimentali, come
i recitativi in settenario trocaico ed i cantica. Questo rialzo complessivo veniva a
compensare la perdita degli intermezzi corali. Certe peculiarit del genere tragico
romano, prima fra tutte la crescita del pqoj, sono collegate a questa transcodificazione.
La cultura romana si trova in possesso di un suo sistema teatrale alla greca. Certe
soluzioni, tuttavia, restavano provvisorie ed affrettate. Il sistema teatrale attico del IV
secolo a.C. si basava su una divisione di stili: per staccarsi dal realismo del linguaggio
comico, la tragedia greca attingeva alle riserve della lingua epica e lirica ed alle tradizioni
di parlate non attiche. Per la giovane poesia romana, il nuovo sistema non aveva un
passato letterario tanto ricco.
UN SOTTOGENERE TEATRALE: LATELLANA

A fianco del teatro regolare, continu a correre il successo di un genere


popolare, latellana, accostato alla nostra commedia dellarte. La penetrazione
dellatellana a Roma (il nome viene dalla citt di Atella, nella zona della Campania di
cultura osca), dovette cominciare prima dellistituzione di un teatro letterario e regolare.
Questi spettacoli si basavano su canovacci rudimentali: un intreccio scenico che
prevedeva equivoci, incidenti farseschi e bisticci, battute salaci. I canovacci

comportavano delle maschere fisse e ricorrenti.


Influssi dellatellana sul teatro regolare e grecizzante sono molto verosimili: latellana
assimilava elementi di tradizione culturale greca e magnogreca.
La farsa italica conobbe una rinascita nella prima parte del I secolo a.C., quando assunse
caratteri letterari pi regolari, senza rinunciare alluso di un linguaggio popolaresco e
sbrigliato.
LA TERMINOLOGIA ROMANA DEI GENERI TEATRALI
Fabula: il termine generico pu essere riferito a qualsiasi tipo di testo teatrale.
Palliata: commedia di ambiente greco (adattamento di un originale della
Commedia Nuova ateniese); i personaggi indossavano un abito greco, il pallium,
opponibile alla toga che contraddistingue i Romani.
Togata: qualsiasi opera teatrale di ambientazione romana; per lo pi, una
commedia di ambiente romano.
Tabernaria: opera comica di ambientazione romana; il termine non distinto
da togata, ma sembra avere una connotazione pi bassa (taberna, infatti, si usa
in latino per casupola oppure osteria).
Trabeata: neologismo che indica un esperimento occasionale; il termine deriva
dalla trabea, labbigliamento tipico dei cavalieri, che si applicava per designare
delle commedie borghesi.
Crepidata e cothurnata: termini che identificano le tragedie di ambientazione
greca; il cothurnus era lalta calzatura tipica degli attori tragici greci, mentre
crepidata deriva da crepida, il sandalo alla greca.
Praetexta: la toga praetexta era la toga indossata dai magistrati romani,
contrassegnata da una striscia di porpora; il termine indica tragedie di
ambientazione romana.
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Il teatro romano arcaico


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L'organizzazione degli spettacoli teatrali


La prima rappresentazione ufficiale identificabile con un'opera di Livio Andronico nel
240 a.C.
Sono le autorit teatrali ad organizzare i festival teatrali, mentre il popolo minuto
quello che assiste alle rappresentazioni delle palliate.
La diffusione del teatro, enorme, raggiunge addirittura quella dell'arte figurativa e
supera quella della letteratura scritta (che presupponeva una certa cultura). Grazie a
questo grande successo fioriscono corporazioni professionali di autori e attori.
Prima di fare differenziazioni tra i singoli generi e gli autori principali, bisogna dire che
tutti i principali generi teatrali romani sono, di nascita, dei prodotti di importazione.
Possiamo infatti dire che sono d'origine greca il principale genere comico, la palliata
(cos definita per il pallio, tipico indumento dei greci); e il principale genere tragico, la
cothurnata (i coturni sono degli altissimi calzari tipici degli attori tragici greci). Da questi
modelli greci si svilupparono poi una palliata e una cothurnata 'romane' (che
rispettivamente si chiameranno togata, trabeata e praetexta). Di conseguenza anche gli
avvenimenti si rinnovarono nelle opere di argomento romano, ormai lontani dai fatti
storici legati al mito della tragedia attica. Anche i termini tecnici della drammaturgia sono
tutti d'origine greca o etrusca (ad esempio la parola histrio che sta per <<attore>>).
I ludi Romani (ricorrono nel mese di settembre) del 240 in onore di Giove Ottimo
Massimo furono la pi antica ricorrenza teatrale: fu proprio in quest'occasione che Livio
Andronico, mise in scena il primo testo drammatico 'regolare'. Proprio questa data fu
sentita dai Romani come il principio del teatro nazionale. In et pi matura, quella di
Plauto e Terenzio, abbiamo altre ricorrenze annuali identificati come ludi scaenici: i ludi
Megalenses (in onore della Magna Mater, ricorrenti nel mese di aprile); i ludi
Apollinares (luglio); i ludi plebeii, dedicati a Giove Ottimo Massimo (novembre). Nelle
festivit dei ludi, che erano organizzati sempre da magistrati in carica, edili o pretori
urbani, erano previsti anche giochi di gladiatori, elemento che ci permette di capire
quanto fossero ritenuti un fatto di intrattenimento collettivo gli spettacoli teatrali. Essendo

i committenti delle opere, delle autorit rette da nobiles, le tragedie di argomento storico
erano molto influenzate da esaltazioni di imprese eroiche di antenati illustri delle relative
casate, mentre le commedie non avevano nessun contatto con la politica.
Un'altra data importante del teatro latino il 207, quella della fondazione del collegium
scribarum histrionumque (la confraternita degli autori e degli attori), che testimonia
l'inizio del riconoscimento sociale di autori e attori.

La struttura del teatro e la scena

Il primo teatro di pietra fu edificato a Roma solo nel 55 a.C. ed quello di Pompeo.
Prima di questa data si crede che esistessero solo strutture provvisorie, in legno, che
venivano allestite su strade che portavano da un lato al centro della citt e dall'altro verso
l'esterno. Il palco consisteva semplicemen'te in una piattaforma dove si muovevano gli
attori, rialzata per permettere al pubblico di vedere meglio la rappresentazione.
Mancavano anche i posti a sedere, perci gli spettatori erano costretti o a stare in piedi

per tutto lo spettacolo, o a sedersi a terra.


Un aspetto fondamentale della messa in scena era costituito dall'uso delle maschere. Le
maschere erano fisse per determinati tipi di personaggi, che ritornavano praticamente in
ogni trama di commedia: il vecchio il giovane innamorato, la matrona, la cortigiana, il
lenone, lo schiavo, il parassita, il soldato, ecc. L'utilizzo delle maschere era molto
importante perch permetteva agli spettatori di capire sin dall'inizio dell'azione scenica
quale fosse il tipo del singolo personaggio e perch in tal modo un attore poteva recitare
pi di una parte cambiando maschera e costume.
Generi
- palliata: commedia di ambiente greco. I personaggi indossavano un abito tipicamente
greco, il pallium
- togata: commedia di ambiente romano (da toga) si distingue dai generi comici pi
popolari come l'atellana e il mimo.
- crepidata, cothurnata: tragedia di ambientazione greca, Il coturno era la tipica
calzatura alta degli attori tragici greci. Crepidata deriva da crepida, sandalo alla greca.
- praetexta: indiva le tragedie di ambientazione romana, deriva dalla toga praetexta
indossata dai magistrati romani contrassegnata da una striscia di porpora.

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