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Sport Estremi

Sono definiti sport estremi quegli sport di estrema difficolt, ai limiti delle leggi fisiche e della
sopportazione del corpo umano.
Alcuni esempi di sport estremi sono:
- Parkour
- Paracadutismo
- Bungee Jumping
- Arrampicata
- Surfing
- Rugby subacqueo
- Freestyle Motocross
Arrampicata
INTENDO LARRAMPICAMENTO SOPRATTUTTO COME UNARTE. COME PER ESEMPIO LA DANZA
O, SE VUOI, LARTE DEL VIOLINO. PERCHE SE SEI PADRONE ASSOLUTO DELLA TECNICA, PUOI
FACILMENTE DARE ESPRESSIONE AI TUOI SENTIMENTI, PROPRIO COME NELLA MUSICA E NELLA
DANZA. NEI PASSAGGI DIFFICILI IO MI ABBANDONO COMPLETAMENTE ALLIMPRESSIONE DI
VIVERE NELLA ROCCIA, E CHE LA ROCCIA VIVA IN ME (Emilio Comici)

Larrampicata pu essere definita come la scalata di un ostacolo che pu essere di varia natura ( parete
rocciosa, sasso, pannello artificiale o qualsiasi struttura urbana ).
Il percorso entro il quale viene effettuata viene detto via darrampicata.
Oltre ad essere uno sport complesso dal punto di vista fisico-motorio molto impegnativo anche dal
punto di vista psicologico, poich questo aspetto pu compromettere in maniera pesante la
performance dellatleta.
Larrampicata pu essere suddivisa in :
Arrampicata libera (senza lausilio di aiuti artificiali)
Arrampicata artificiale (utilizzo di aiuti artificiali per compiere la scalata)
Le diverse tipologie di arrampicata vengono distinte anche in base allambito in cui essa si svolge:
- Su roccia si svolge risalendo pareti rocciose (in genere falesie)
- Su ghiaccio si svolge risalendo ghiacciai
- Terreno misto
- Indoor arrampicata in palestre attrezzate con pareti artificiali
Arrampicata libera (free climbing)
Questo genere di arrampicata non prevede lausilio dellattrezzatura per facilitare la salita; essa deve
essere compiuta con il solo utilizzo del corpo: mani nude, piedi (con scarpette da arrampicata) e
cercato di incastrare le parti del corpo negli spazi durante la salita.
Lattrezatura, come la corda, limbrago, I moschettoni, il discensore e I rinvii, viene utilizzata
esclusivamente per limitare I danni in caso di caduta.
Arrampicata senza assicurazione (free solo)
Forma di arrampicata dove l'arrampicatore rinuncia a corde, imbragatura e qualsiasi altra protezione
durante la scalata: ci significa che un errore spesso fatale. Il free solo non va confuso con
l'arrampicata free climbing, dove le protezioni vengono usate, ma solo a fini di sicurezza e non per
agevolare l'ascesa, e nemmeno con il bouldering dove i rischi sono assai limitati.
Gli arrampicatori che praticano questa attivit devono avere un'ottima padronanza dei movimenti
alpinistici e un altissimo grado di concentrazione. Le salite vengono svolte su vie e percorsi
familiari all'arrampicatore e con difficolt alla sua portata. Tuttavia, anche se il percorso noto, lo
scivolamento oppure il cambio delle condizioni meteorologiche rappresentano dei pericoli che
spesso sono fatali.
Arrampicata artificiale
In questo genere di arrampicata lattrezzatura non viene utilizzata semplicemente per fini di sicurezza
ma essa determina una difficolt di scalata minore. Ad esempio le corde possono essere utilizzate per
sostare e riposarsi, non solo come sicurezza in caso di caduta. In questo caso larrampicata non pu
essere pi definita naturale.
Arrampicata indoor
Viene praticata su strutture costituite da pannelli su cui si montano delle prese, come appigli artificiali
di resina. Questo genere di arrampicata viene utilizzata per allenamento e per effettuare alcuni tipi di
competizioni, che su roccia non sarebbero possibili.
Arrampicata di velocit
Viene effettuata su vie pi facili per mettere alla prova la velocit degli atleti.
Tecniche di arrampicata metodo Caruso
Questa tecnica di insegnamento, elaborata dalla guida alpine Paolo Caruso, molto utile
nellimpostazione degli allievi poich razionalizza e schematizza ogni movimento della scalata su
roccia. Si basa su alcune posizioni e progression definite fondamentali; una tra queste quella del
cosidetto triangolo.
Essa prevede che la posizione del baricentro del corpo resti sempre allinterno di un immaginario
triangolo, costituito quindi da 3 punti di appoggio; o due piedi e una mano, o due mani e un piede.
Strumenti utilizzati
- Scarpette da arrampicata
- Imbrago;
- Freno: lo strumento atto all'assicurazione del compagno;
- Discensore: utilizzato per le manovre di discesa con la corda;
- Moschettone
- Rinvio: sistema di due moschettoni collegati da una fettuccia di nylon per agganciare la
corda ad un punto di ancoraggio limitando l'attrito;
- Chiodi da roccia: solitamente in acciaio, ve ne sono di varie forme e dimensioni, a seconda
del tipo di roccia e della fessura in cui si vuole piazzarlo;
- Nut(o dado): piccoli blocchi di metallo (solitamente acciaio) utilizzati ad incastro, nelle
fessure della roccia, per fungere da punto di assicurazione;
- Friend: piccoli attrezzi con camme a geometria variabile che, incastrati nelle fessure di
roccia, fungono da punto di assicurazione;
- Cordini: in nylon, kevlar o dyneema;
- Fettucce
- Rurp: particolare tipologia di chiodo da roccia, utilizzato prevalentemente in arrampicata
artificiale;
- Staffe
- Cliffhanger (chiamati, pi o meno propriamente, anche con molti altri nomi: cliff, ancorette,
sky-hook, hooks, ecc.)
- Copperhead: particolare tipologia dinut, per l'arrampicata artificiale estrema.
Grado di difficolt
Loperazione di assegnare un grado di difficolt ad una via viene effettuata dagli apritori e dai primi
ripetitori della stessa.
La scala per determinare il grado di difficolt varia in base alla disciplina:
- Arrampicata libera: la scala di difficolt pi usata quella francese, espressa da una cifra
(3 - 9) seguita da una lettera (a - c). Viene inoltre usato il simbolo "+" per i gradi intermedi.
- Arrampicata artificiale: viene utilizzata una scala di sei gradi crescenti dall'A0 all'A5 (pi un
settimo a parte) basata sulla difficolt e sulla quantit di strumenti artificiali usati.
- Arrampicata su ghiaccio: si utilizza una scala di difficolt chiamata WI, Water Ice, che va
dal WI1 al WI7.
- Arrampicata su misto: si utilizza una scala di difficolt chiamata M, Mixed che va dal M1
all'M13.

Tre cime di Lavaredo PARETE NORD CIMA GRANDE
LAVAREDO M.3000
Sono tre delle cime pi famose delle Alpi; si trovano nelle dolomiti di Sesto, al confine tra Veneto e
Trentino Alto
Adige. Sono una delle meraviglie naturali pi note nellalpinismo e raggiungono un altezza di 3000m
(cima grande).
Esse durante la prima Guerra mondiale costituirono un campo di battaglia, e di questo rimangono
ancora evidenti resti (trincee, barramenti..)
Le prime ascensioni delle tre vette avvennero fra il 1869 e il 1881 lungo i pi articolati versanti
meridionali, che si specchiano nellago di Misurina. Il primo salitore della Cima Grande fu il viennese
Paul Grohmann accompagnato dalla guida di Sesto Michel Innerkofler, che leg il suo nome anche alle
ascensioni della altre due vette e in particolare della Cima Piccola, lungo un itinerario che all'epoca si
collocava fra i pi difficili.
Scalata della parete Nord Cima Grande
Nei giorni 12 e 13 agosto 1933, con Angelo e Giuseppe Dimai, Comici sale lenorme parete Nord della
Cima Grande Di Lavaredo, realizzando al massimo livello la teoria della goccia dacqua. Quattro anni
dopo ripete, da solo e senza corde, la via sulla Nord, impiegando tre ore e tre quarti e realizzando uno
dei massimi exploit dellalpinismo.
Comici non certamente il primo alpinista che abbia osato scalare montagne da solo. Il fatto
eccezionale e sbalorditivo che egli abbia compiuto da solo una salita di difficolt estreme, vincendo
passaggi nei quali si impiegano generalmente staffe, doppia corda e manovre; passaggi dove l'aiuto dei
compagni necessario. E questa salita l'ha compiuta con rapidit eccezionale." Rapidit eccezionale.
Anche questo fattore importantissimo non stato forse mai sottolineato nella dovuta misura. Oggi
addirittura si tende a confrontare l'orario della prima solitaria con quelli delle successive.
Dimenticando il fatto che la seconda ebbe luogo quattordici anni dopo, quando ormai anche questa
forma di ascensione aveva acquistato oltre ad una tradizione, anche una precisa tecnica, maturata nel
corso di numerose arrampicate. Ma quando Comici attacca la Nord della Grande, non ha nessun
esempio davanti a s.
Comici, ricordando limpresa si chiede:
"Da che cosa ero pervaso io? Da una forma di pazzia o di sadismo alpinistico, forse? Non so, ero ebbro,
si, ma cosciente: perch mi sentivo la forza fisica di superare lo strapiombo, e la sicurezza morale di
dominare il vuoto. Riconosco a priori che l'arrampicamento solitario su pareti difficili, la cosa pi
pericolosa che si possa fare... Ma ci che si prova in quel momento talmente sublime che vale il
rischio." (Emilio Comici)