Sei sulla pagina 1di 7

CONSORZIO PALORCI ALPE DI ERA - SOMANA

Introduzione storica e statuto:


Il servizio Palorci, come si legge dai documenti di archivio, esisteva gi nel 1906 e la sua origine
risale indicativamente alla prima met del 1800 quando le acciaierie Lecchesi avevo iniziato la
produzione di corde in acciaio idonee al utilizzo delle carrucole.
Cord, ruzzell e crli sono parole facenti parte del vocabolario legato ai Palorci, strumento che
fino a qualche decennio fa era alla base delleconomia somanese. Coi Palorci si portavano a valle
fieno e, soprattutto, legna. Questultima veniva usata nelle proprie case e, ben di pi, venduta per
ottenere liquidit e denaro necessari alle piccole spese delle famiglie.
Riteniamo opportuno e necessario per chi, in qualit di erede consorziale, non conosce il sistema
ed il funzionamento dei Palorci, sintetizzare il relativo meccanismo che a tutti gli effetti appare pi
complesso di quanto possa sembrare: come ben sanno gli anziani, si tratta di strumenti che erano
alla base delleconomia locale, utilizzatissimi in frazione, e dalla strumentazione fortificata.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------1) LA POSA DEL PALORCIO
Il Palorcio , come abbiamo detto, una linea di corda metallica. Per metterla in funzione, veniva
innanzitutto decisa la tratta da percorrere, in base alle esigenze della frazione e i boschi a
disposizione. Il posizionamento della linea partiva dal tiro del cavo: fissato a monte, veniva
lasciato scorrere fino al punto darrivo. L un gruppo di uomini lo tirava e fissava alla base di
sostegno.
Per tendere il pi possibile il cavo si utilizzavano i crli, dei cilindri forati in legno, in cui si
inserivano due livere (aste metalliche) con cui fare leva e tendere la corda senza eccessiva
fatica.
2) LE LINEE ESISTENTI
Le due vie pi utilizzate partivano da Era e arrivavano a Sonvico. Erano linee consorziali,
ossia montate dalla comunit e dalla comunit utilizzate.
Siccome non era possibile coprire tale distanza con un tiro solo, la linea era divisa in diversi tiri.
Accanto alla fine di ogni tiro ne partiva uno nuovo, fino alla destinazione finale di Sonvico.
La prima linea seguiva il seguente percorso: C Poncia alta - Scal de Cch Santa
Maria Sonvico, nei pressi dellattuale casa di Mario Scenini.
La seconda partiva o da Carne o dallAlpe Cetra. Queste due tiri si riunivano alla Poncia
bassa. Da qui a Santa Maria fino a Somana.

Quelle citate erano le linee principali o, come detto, consorziali.


Vi erano poi altre vie secondarie, divise a loro volta in diversi tiri. Eccone alcune:
a) Rescia C
b) Selveta C
c) Zucco di Savia Pr Pian (sotto lattuale casello di Battista Poletti) Carne Poncia
Bassa
d) Sileggio Bronte Sonvico ( precisamente al bivio tra via Sonvico e via dellAcqua Bianca
e) Foppa (sopra Santa Preda) Sonvico
f) Per pochi anni era stato allestito un attraversamento della valle tra Rongio e Somana, ma fu
smantellato dopo pochi anni
g) Fino agli anni 40 circa esistita una teleferica che partiva da Calivazzo e arrivava a
Mandello San Zeno. Questa aveva un tiro solo anche se a Santa Maria appoggiava a un piano
di sasso per poter rallentare la velocit di marcia.
3) LE RUZZELLE E IL TRASPORTO A VALLE
Il processo di trasporto a valle della legna era lungo, complesso e faticoso.
Iniziava dal taglio della pianta. Utilizzando sega, chign, seg e scavezzon (sega lunga
utilizzata da due persone contemporaneamente), la pianta veniva abbattuto e fatta a pezzi.
Iniziava poi la costruzione dei fas, fasci di legni legati a una ruzzella, rotella metallica
collegata a una corda di circa un metro e mezzo.
I legni dal diametro pi grosso venivano legati direttamente alla corda della ruzzella. Quelli pi
sottili, che potevano scivolare durante la discesa, veniva prima legati in tre punti con rami di
nocciolo, a loro volta poi fissati alla corda della ruzzella. A questo punto i fas venivano
trasportati a mano e con el tramai fino alla partenza della linea. Qui le ruzzelle venivano
dapprima unte con olio bruciato. Poi, con un sistema a molla o a vite, venivano fissate alla
corda e lasciate cadere a valle.
Se il tiro di corda era particolarmente pendente, e quindi il fas avrebbe preso troppa velocit,
alcuni preferivano usare i capet. Invece che una rotella metallica, i capet erano legnetti con
un cappio allapice, fissato alla corda. Lattrito del legno era maggiore e quindi il fas avrebbe
rallentato un poco. Per evitare, per, che il carico si bloccasse del tutto, al primo capet veniva
aggiunta la sugna (grasso di maiale), che avrebbe lubrificato a sufficienza tutta la corda.
La fase di trasporto a valle richiedeva la disponibilit di pi individui. Ci voleva una persona
forte alla partenza, una allarrivo e una per ogni cambio di tiro, per scaricare il fas da una corda

e farlo ripartire da quella a fianco. Erano queste operazioni molto faticose, soprattutto se
ripetute per 50-100 fas.
In mancanza di telefoni cellulari, per sapere se tutti erano ai propri posti si utilizzava un metodo
tanto semplice quanto efficace. La persona a valle picchiava sulla corda alcuni colpi con il
fulcen . Il secondo dopo pochi secondi sentiva il segnale e lo faceva ripartire sullaltro tiro. E
cos via fino allultimo a monte, che sapeva cos di poter partire con il trasporto a valle.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Per capire quanto i Palorci erano importanti per leconomia locale basti dire che i tiri erano
utilizzati spessissimo. Spesso capitava di doversi accordare perch la linea era gi occupata. Del
resto la legna era fondamentale per i somanesi e se ne tagliava il pi possibile: al punto che si
arriv a disboscare gran parte della Grigna. La legna, oltre che per il riscaldamento domestico,
serviva perch venduta.
Era la prima fonte di liquidit, insieme al formaggio. Proprio per questo, i contadini di Somana
caricavano i trambai di legna, e si recavano a Mandello per venderla. Soltanto talvolta il lavoro era
svolto gratuitamente: quando la comunit raccoglieva la legna per il parroco e per le suore
dellasilo parrocchiale.
Una volta chiariti il funzionamento e la fatica che stavano dietro alluso dei Palorci, forse
necessario fare un passo indietro e spiegare laspetto gestionale, organizzativo e finanziario legati
alla posa e allutilizzo delle corde.
Cardine di tutto era il Consorzio, un organo con potere decisionale formato da tutti i contadini e
proprietari terrieri di Era, interessati allacquisto e alla posa dei Palorci. Chi, insomma, aveva
terreni sui monti della frazione aveva diritto di farne parte, pur senza esserne obbligato.
Difficilmente per aveva alternative: la vendita e il trasporto a valle della legna erano essenziali
per il mantenimento della prole.
Il Consorzio e un organo non ufficiale fino al 1977 poi regolarizzato con relativo atto e statuto.
I membri rispettavano un codice di regole trasmesse oralmente di padre in figlio.
Fare parte del consorzio comportava diritti e doveri: il diritto principale era quello, ovviamente, di
poter utilizzare la corda quando gli fosse servita. Un uomo esterno al consorzio non poteva farlo,
se non previo avviso e pagamento di una quota di utilizzo.
Tra i doveri, il primo era quello di pagare le spese di acquisto del Palorcio. La spesa non era divisa
in parti uguali ma secondo regole particolareggiate e molto democratiche. A ciascuno membro
venivano visionati i terreni e in seguito valutati in base allestensione, alla vicinanza al Palorcio e
soprattutto alla qualit del bosco a disposizione. Un terreno immenso ma senza alberi valeva
meno di un piccolo ma fitto bosco.

In base a complicati parametri, ognuno doveva versare una diversa percentuale del totale della
spesa. Un membro del comitato (in genere il Togn Bagana poi il Livio Gaddi) passava nelle case
dei consociati e raccoglieva il denaro necessario.
Si passava in seguito allacquisto della corda: alcuni membri del comitato si recavano
generalmente a Esino o a Lecco dove si commissionava la corda. Questa veniva portata a
Somana con dei furgoni, e scaricata in un prato della frazione. Una delle ultime corde montate
nella frazione (da Santa Maria Alta allattuale casa del Nello Scenini) venne scaricata nel
cosiddetto Pr del Sacrista, nei pressi dellattuale condominio di via di Era.
Interessate era anche il metodo di trasporto della corda a monte. Questa veniva slegata
completamente e pi tardi riannodata in numerosi gomitoli, tutti ovviamente collegati tra loro (la
corda non veniva tagliata) e distanti qualche metro luno dallaltro. Ogni membro del consorzio
doveva portare uno di questi gomitoli: nel giorno della posa una processione di uomini saliva dalla
frazione ai monti.
Chiaramente era inutile salire fino al punto di avvio del tiro: la spedizione si fermava a met
tragitto, punto dal quale gli apici della corda venivano trascinati. Uno a monte e uno valle. Era
inutile portare il cavo fino in cima per poi essere costretti di nuovo a scendere. In caso di terreni
scoscesi o pericolosi per i membri del Consorzio, si procedeva diversamente. Veniva calata
dallalto una corda di canapa. Questa veniva legata allapice della corda e tirata a forza verso
lalto. Terminato il tratto pericoloso, la processione ripartiva come prima.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------I primi documenti di corrispondenza ufficiali fra Consorzio ed Enti preposti sono datati primi anni
60.
Ne citiamo alcuni:
Il 5 maggio 1965 il Comune di Mandello autorizza il sig. Gaddi Carlo ad impiantare ed esercire
una teleferica a gravit del tipo Palorcio fra la localita Fopa e Somana.
Il 27 ottobre 1976 Il Comune di Mandello comunica la contribuzione alle spese per la realizzazione
del terminale Palorcio S.Maria / Somana avendo concluso le trattative per lacquisizione dei terreni
sulla mulattiera per Colo.
Il 27 agosto 1977 il Ministero dei Trasporti con prot. 795 esprime parere favorevole dal punto di
vista tecnico per impiantare ed esercire una teleferica a gravit del tipo Palorcio fra Era e Sonvico
tra le localit Il dosso e Acqua Bianca. Il 1 ottobre 1977 il Comune di Mandello rilascia la
relativa autorizzazione.
Il 12.1.1979 la Comunit Montana comunica lultimazione dei lavori per sistemazione strada
Acqua Bianca per provvedere allo spostamento dei telesfori.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

STATUTO ALLEGATO ALLATTO DR. TEODORO BERERA


REP. 44829 N. 13215 DEL 8 MARZO 1977

COSTITUZIONE DEL CONSORZIO ALPE DI ERA.


Articolo 1)
E costituito un consorzio allo scopo di continuare e sviluppare lopera svolta in passato da un
Gruppo di Coltivatori Diretti Proprietari di terreni sulla Montagna della Grigna Settentrionale.
Articolo 2)
Il consorzio ente collegato alla federazione Provinciale Coltivatori Diretti, ha carattere di assoluta
apoliticit, apariticit e non persegue alcuna finalit di lucro.
Articolo 3)
La durata del consorzio illimitata; la sua sede ed il suo domicilio sono fissati dallassemblea dei
soci.
Articolo 4)
Il consorzio rappresenta, tutela e sostiene i soci che si servono delle attrezzature sociali, mantiene
e sviluppa lattivit di trasporto di materiale che la montagna fornisce come legna, fieno ed altri
prodotti.
Articolo 5)
I Coltivatori diretti che hanno propriet immobiliari nella zona servita dalle attrezzature sociali
possono chiedere, previa domanda scritta, di entrare a far parte del Consorzio accettando
integralmente il presente statuto
Articolo 6)
I coltivatori Diretti Proprietari di terreni sono moralmente impegnati a collaborare vicendevolmente
ed a prestarsi aiuto in occasione di lavori, riparazioni, manutenzione delle attrezzature ed
assicurare la parit di trattamento a tutti gli aderenti.
Articolo 7)
Il Consorzio si articola e funziona attraverso i suoi organi che sono:
- lassemblea;
- il Consiglio;
Articolo 8)

Lassemblea ordinaria convocata una volta allanno mediante invito scritto a tutti i Consorziati,
da inviarsi otto giorni prima e decide a maggioranza semplice sui voti presenti.
Le assemblee straordinarie sono convocate ogni qualvolta il consiglio lo ritenga opportuno o su
richiesta motivata di almeno un decimo dei soci.
Articolo 9)
Il Consiglio composto da:
a) Il Presidente;
b) Il Segretario Tesoriere;
c) Tre Consiglieri
Nella prima seduta dopo le elezioni del Consiglio nel proprio seno, procede, con votazione
segreta, alla elezione delle cariche sociali che dureranno tre anni.
I membri del consiglio sono rieleggibili.
Articolo 10)
Il Consiglio provvede alla esecuzione materiale dei deliberata dallassemblea, assume e le spese
nei limiti del bilancio, delibera su ogni questione di carattere urgente, propone allassemblea il
contributo annuo ordinario dei singoli soci e quello straordinario, allatto in cui si entra a far parte
del consorzio in funzione degli oneri sostenuti per la funzionalit e la messa a punto degli impianti.
Articolo 11)
Le entrate del consorzio sono costituite dai contributi annui dei soci, da eventuali contributi di enti,
da donazioni.
Articolo 12)
Il Consiglio sottopone allesame dellassemblea annuale, per lapprovazione, il bilancio preventivo
ed il bilancio consuntivo.
Articolo 13)
Lo scioglimento del Consorzio pu essere deliberato solo dallassemblea dei soci in convocazione
straordinaria. Per procedere allo scioglimento e stabilire la devoluzione del patrimonio, occorre il
voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.
Norma Transitoria: I Coltivatori Diretti proprietari di terreni sulla montagna della Grigna
Settentrionale che sottoscrivono il verbale di costituzione del Consorzio sono, da quel momento, a
tutti gli effetti soci del Consorzio Stesso.
Articolo 14)

Il recesso del Consorzio ammesso nel caso il Consorziato non risulti pi proprietario della zona.
Il consorziato potr essere escluso nei casi di grave inadempienza nei confronti del Consorzio a
giudizio del Consiglio Direttivo.
In caso di morte di un Consorziato subentra lerede o gli eredi che risulteranno proprietari dei
terreni nella zona di competenza del Consorzio.
I Coltivatori Diretti che hanno sottoscritto la costituzione del Consorzio Alpe di Era sono:
Gaddi Livio 13.09.37
Gaddi Andrea 09.02.15
Gaddi Carlo - 15.03.12
Gaddi Luigi 31.01.40
Gaddi Davide 21.10.38
Gaddi Antonio 16.04.02
Poletti Antonio 01.10.23
Poletti Vittorio 15.12.12
Rompani Enrico 04.04.19
La sede del Consorzio Alpe di Era fissata a Mandello Lario frazione Somana in Via San
Michele del Tarso.
In data febbraio 2012 il sig. Livio Gaddi ha ceduto la gestione del Consorzio a:
- Locatelli Stefano
- Giorgio Bologn
- Comini Dario
- Comini Enrico

Interessi correlati