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Piccola storia della chitarra

La chitarra, nelle sue caratteristiche di strumento musicale, si pu definire in questi punti: a corde pizzicate a fondo piatto con manico a tasti a forma di otto

La pi antica testimonianza di uno strumento simile risale al 30003500 a. C. e si tratta di un bassorilievo hittita, trovato nellAnatolia centrale: Strumenti come questo, trasmessi dagli Egiziani ai Persiani, sarebbero poi entrati nelluso degli Arabi che, a loro volta, li avrebbero introdotti in Europa. Tra gli strumenti importati ci fu anche la kuitra, detta dagli spagnoli chitarra morisca; si suppone che dalla diffusione di questo strumento con quelli gi esistenti in Spagna avrebbe tratto origine la chitarra. La chitarra come tale nasce nel 1500. Accanto a lei due strumenti simili ebbero molta fortuna in quel periodo: in Spagna la vihuela; in Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi il liuto. Il liuto ricorda forse la forma del mandolino ma le sue dimensioni sono maggiori, la cassa armonica ovale con una rosa, solitamente intagliata in mezzo alla tavola, il fondo convesso, il manico suddiviso in tasti e le corde sono tese da una paletta (cavigliere) rivolta allindietro di circa 90. Il liuto rinascimentale aveva 6 cori dei quali solo il primo era singolo, gli altri doppi. La fortuna di questo strumento fu straordinaria. La vihuela uno strumento a fondo piatto, come la chitarra, alla quale rassomiglia anche nella forma. Le corde, in budello, sono normalmente in numero di sei. Il liuto e la vihuela sono strumenti oggi poco conosciuti in quanto caduti in disuso per quasi due secoli a causa della fortuna di altri, specie quelli a tasto, che per voce e possibilit risultavano superiori. Solo oggi, grazie allinteressamento di alcuni musicologi, questi strumenti sono stati ricostruiti e le pagine originali rivivono nelle mani di nuovi esecutori. comunque possibile riprodurre laccordatura del liuto rinascimentale e della vihuela intervenendo sulla chitarra con unazione chiamata scordatura che consiste nellabbassare di un semitono la

terza corda, da Sol a Fa diesis. Oggi si soliti eseguire la letteratura originale per liuto e vihuela anche sulla chitarra per rivalutare e far conoscere limmenso patrimonio musicale antico. La chitarra nel secolo XVI aveva 4 cori, 5 nellultimo terzo di secolo e verso la fine del XVIII lincordatura si stabil a 6 corde semplici. I primi esempi di composizioni per chitarra rinascimentale sono contenuti in libri di liuto o di vihuela. Il nostro strumento incontr maggior favore in Francia dove furono stampate numerose raccolte, ma con ladozione del quinto coro la chitarra cominci a diffondersi anche in Italia e specialmente in Spagna. Nel secolo XVIII la chitarra conobbe un periodo di crisi che per serv allo strumento per evolversi: si raggiunse lincordatura di 6 corde semplici e ci accrebbe notevolmente le possibilit in espressione, agilit e duttilit. Alla fine del Settecento prosperano due Scuole: quella italiana e quella spagnola. Sar questo il secolodoro della chitarra. Della scuola italiana fanno spicco i nomi del napoletano Ferdinando Carulli (1770-1841), del pugliese Mauro Giuliani (1781-1829), del fiorentino Matteo Carcassi (1792-1853), del ferrarese Luigi Legnani (1790-1877) e del genovese Nicol Paganini (17821840). Dalla scuola spagnola i grandi nomi sono quelli di Fernando Sor (1778-1839) e Dionisio Aguado (1784-1849). Ancora, in Francia Napoon Coste, in Austria Anton Diabelli, in Ungheria Johan Kaspar Mertz. Nellultimo terzo del secolo XIX la chitarra conosce un altro periodo di crisi alla fine del quale lopera di Francisco Tarrega, grazie anche alle innovazioni tecniche di Torres, sar decisiva per la rinascita dello strumento. Allievi di Tarrega furono Miguel Llobet e il celebre Andrs Segovia a cui dobbiamo il merito di aver diffuso lo strumento in tutto il mondo e di aver attratto su di s lattenzione di molti importanti compositori, anche non chitarristi, arricchendo in tal modo il repertorio moderno.