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L'alfabeto romeno (tra parentesi la pronuncia): a (a) b (be) c (ce) d (de) e (e) f (fe) g (ghe) h (ha) i (i) j (je)

l (le) m (me) n (ne) o (o) p (pe) r (re) s (se) t (te) u (u) v (ve) x (iks) z (ze)

Lettere che compaiono soltanto nei vocaboli internazionali o stranieri: k (ka) q (kiu) w (dublu ve) y (igrek) Lettere speciali (proprie dell'alfabeto romeno): (sce) (tse) Pronuncia delle lettere speciali: La equivale al suono che nell'alfabeto fonico si indica con una "e" capovolta. E' simile al suono dell'articolo indeterminativo inglese "a", ovvero un suono a met strada tra le vocali italiane "a" ed "e".

La e la hanno il medesimo suono. Il suono gutturale e sordo. Bisogna ammettere una certa difficolt che spesso sopraggiunge nel distinguere la dalla . Si pu dire che la prima pi "forte" e meno vocalica, mentre la seconda, pi dolce, ha un suono pi vicino alla nostra "a". La equivale al gruppo consonantico italiano "sc" (attenzione, non "sk"!) pronunciato come nella parola "sciare". In romeno non esiste alcun caso in cui il gruppo consonantico "sc" assuma lo stesso suono della lettera . La corrisponde alla "z" dura italiana (pronunciata come nella parola "piazza") ed equivale al gruppo consonantico "ts". Differenze di pronuncia tra le consonanti italiane e quelle romene: 1) La "z" non mai dura, ma sempre dolce (ovvero pronunciata come nella parola "zanzara"), anzi sarebbe meglio dire che il suono diventa simile ad una "s" sonora (pronunciata come nella parola "vaso"). 2) La "s" sempre sorda (pronunciata come nella parola "sasso"). 3) La "j" sempre morbida come nella parola francese "je" (dunque non "ge"!). 4) La "h" si pronuncia sempre, il suono si ottiene espellendo aria dalla gola. 5) La "c" e la "g" seguono le stesse regole dell'italiano (davanti a "i" o "e" sono morbide, come nella parola "ciliegia"; davanti alle altre vocali sono dure, come nella parola "Gattaca"). I gruppi "ghe", "che", "ghi" e "chi" si pronunciano esattamente come in italiano. 6) In romeno molto diffusa la "i" muta a fine parola (i breve). Si pronuncia appena e si sente ancor meno, almeno per il nostro orecchio non abituato al suono della lingua romena. 7) In alcuni vocaboli (soprattutto alcune forme del verbo essere e alcuni pronomi) la "e" si deve pronunciare "ie". L'indicazione fonica comunque indicata nei migliori dizionari. 8) In alcuni vocaboli le vocali possono subire leggere inflessioni, soprattutto nella parlata veloce. Ad esempio la "e" della parola "prea"=troppo devia leggermente verso la "i", cosicch sembra che la parola venga pronunciata "pria". L'inflessione si percepisce appena.

Ho iniziato a studiare la lingua romena da poche settimane, in accordo con la mia passione per i paesi dell'est e, in particolare, proprio per la Romania. Lingua romanza forse ancor pi dell'italiano (riprende di fatto radici etimologiche e il nome stesso dai Romani che conquistarono quel territorio in epoche remote), il romeno possiede una musicalit e tuttavia un vigore unici. Moltissime parole e strutture grammaticali ricalcano perfettamente quelle italiane, rendendo lo studio del romeno particolarmente agevolato. La Romania, il cui ingresso nella Comunit Europea previsto per il 2007, comprende un territorio dalla

forma tendenzialmente rotonda, bagnato ad est dal Mar Nero e confinante: a Sud con la Bulgaria, ad Ovest con la Jugoslavia (Serbia e Montenegro) e con l'Ungheria, a Nord con l'Ucraina e con la Moldova (l'Ucraina abbraccia la Moldova, ripresentandosi come confinante in una piccola porzione ad Est, sopra il Mar Nero). La Repubblica di Romania si divide tradizionalmente in sei regioni: a Nord il Maramures, ad Est la Moldavia e la Dobrugia settentrionale, a Sud la Valacchia (con la capitale Bucarest), ad Ovest il Banato e al centro la Transilvania (caratterizzata pi delle altre dalla catena dei Carpazi). E' mia intenzione procedere di volta in volta postando delle lezioncine di grammatica rumena, nell'ordine in cui io stessa le imparo.