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Corso di Pedagogia Generale Anno accademico 2006-2007

I fondamenti epistemologici della pedagogia del corpo


Docente: Emanuele Isidori

Obiettivo dellunit didattica:


In questa lezione cercheremo di:

Comprendere meglio lepistemologia

pedagogica Comprendere il concetto di corpo e di educazione in relazione alla persona Definire il campo concettuale della pedagogia del corpo Stabilire una possibile relazione tra la pedagogia e le altre scienze del corpo

I punto:
Pedagogia del corpo
GENITIVO
SOGGETTIVO OGGETTIVO

Soggettivo:
IL CORPO IN QUANTO PORTATORE DI
ISTANZE PEDAGOGICHE ED EDUCATIVE

(RIFLESSIONI FILOSOFICHE SULLEDUCAZIONE; IL CORPO PORTATORE DI VALORI PER LA PERSONA ormai un locus communis del discorso pedagogico

Oggettivo:
Il corpo in quanto oggetto di una specifica pedagogia; Una pedagogia che studia il corpo scientificamenteo meglio una scienza pedagogica del corpo

DISEGNO

REALTA

possibile una scienza pedagogica del corpo? possibile una pedagogia del corpo che non rimanga a livello di genericit predicatoria?

Necessit di partire da due premesse:

Che cosa il corpo Che cosa la pedagogia (in


termini epistemologici)

IL CORPO UN CONCETTO POLISEMICO


Rimanda a pi: - ambiti concettuali - dimensioni - scienze

ambiti concettuali: persona mente io

forma

soggetto

identit s

coscienza

dimensioni
trascendente

culturale

biofisiologica

religiosa

Ambiti scientifici

antropologia filosofia CORPO sociologia biologia

fisiologia

psicologia

medicina

Difficolt linguistica nel definirlo


Si evidenziano i limiti del linguaggio I limiti della lingua italiana e di tutte le lingue Inglese: body, corpse, soma; Tedesco: Leib, Koerper; Greco: sarx, soma;

Non si pu mettere tra parentesi il corpo

Non si pu sospendere il giudizio (epoch husserliana)

Sospendere il giudizio per analizzare e descrivere scientificamente un fenomeno

Il corpo la fonte stessa del linguaggio, la radice del pensiero

Perch la pedagogia deve interessarsi del corpo?


La pedagogia la scienza delleducazione Leducazione sempre delluomo Luomo corpo, essere biofisiologico votato
alla trascendenza

Non si pu definire leducazione senza dire prima che cosa il corpo (antropologia pedagogica)

Il corpo rappresenta una sfida per la pedagogia come scienza


La pedagogia si accorta dellimportanza
del corpo di recente Rousseau, Nietzsche, Scuola di Francoforte

In che cosa lapproccio della pedagogia come scienza differisce da quello delle altre scienze?

Tedesco

Leib

Koerper

Principio vitale, soggetto capace di azione, votato alloltre, al di pi

Principio materiale, oggetto passivo che non va oltre la datit biofisiologica.

Possibilit

Spazio

Corpo
Leib Koerper Tempo

Intenzionalit

Dovere/Necessit

Categorie per pensare il corpo e farne oggetto di conoscenza scientifica


Spazio: il corpo situato in un luogo, occupa uno spazio. Possibilit di essere altro rispetto a quello che , di cambiare, di muoversi, di andare oltre, di occupare un altro luogo; Tempo: il corpo collocato sempre in un tempo storico e i suoi cambiamenti non sono mai repentini ma seguono una concatenazione di eventi; Intenzionalit: il corpo sempre tensione verso qualcuno o qualcosa; Necessit/dovere: luomo non ha solo la possibilit di cambiare se stesso ma il dovere di compiere questo cambiamento;

Senza il cambiamento del corpo non ci sarebbe educazione e neppure civilt. (G.B. Vico, Principi di scienza nuova)

LEDUCAZIONE cambiamento, una trasformazione guidata di un corpo soggetto situato in un luogo e in un tempo storico che diventa/ha la possibilit e il dovere di diventare qualcosa di migliore.

Dovere- Necessit una categoria ulteriore per pensare il corpo in chiave pedagogica.

Foucault ha inteso leducazione come un raddrizzamento del corpo, una sua coercizione

La storia delleducazione stata la storia di questa coercizione/repressione (emozioni, istinti, passioni, ecc.). Il corpo non si mai potuto esprimere (vedi la scuola)

Necessit di una pedagogia che liberi autenticamente il corpo

Errore di Foucault
Definire educazione tutte queste pratiche di asservimento/coercizione/repressione del corpo in funzione di unideologia dominante.

Vale a dire fuori da una cornice di valori

Sono stati indicati come valori cose che erano in realt condizionamenti. Si dimenticato laspetto spirituale e trascendente del corpo Leducazione non solo tchne del corpo ma anche praxis e poiesis

Ne deriva unattivit naturale di antropogenesi corporea in cui natura e cultura, libert e necessit sono ununica cosa. Leducazione un intervento-azione che aiutato/a da una tecnica che non deve essere intesa come condizionata da unideologia ma segnata da una consapevolezza di scelte, valori, strategie per promuovere lautoformazione del soggetto

La pedagogia come scienza umana scienza del leib, che ha per oggetto un corpo soggetto. Possiamo dire che la pedagogia scienza dellintenzionalit che invita/persuade il corpo a realizzare la sua naturale antropogenesi corporea.

leducatore = tecnico dellintenzionalit

realizzare il divenire umano non lominizzazione Realizzare questo processo nella sua integralit (dalla materialit alla trascendenza) Importanza approccio sistemico e della teoria dellemergenza.

La pedagogia come scienza che guida e orienta i movimenti di un corpo soggetto che passa dalla materialit alla trascendenza attraverso livelli di consapevolezza (coscienza) sempre pi complessi. Dalla motricit dipende lattivit neurologica del pensiero. Questa guida deve essere condotta in base a regole stabilite dalla comunit per realizzare allinterno di un quadro di valori e finalit metafisiche e trascendenti la naturale antropogenesi corporea.

Distinzione tra scienza del Leib (scienze umane) e scienze del koerper (anatomia, fisiologia, fisica, biologia, ecc). Questa distinzione non dovrebbe avere pi senso alla luce della nuova cultura/epistemologia che evidenzia la necessit di un superamento del carattere multi e interdisciplinare delle scienze che studiano il corpo ( Morin).

Si aprono nuovi scenari epistemologici per la pedagogia: Funzione di sintesi dei contributi delle varie scienze in riferimento allHomo educandus - Funzione simile alla filosofia

Pedagogia generale IUSM di Roma


Corso di Laurea in scienze motorie

educazione e valori
Docente: Emanuele Isidori

Obiettivo dellunit didattica:


In questa lezione cercheremo di:

Approfondire la teoria delleducazione

approfondendo il ruolo giocato dai valori nella sua definizione; Comprendere la funzione della pedagogia come scienza critica dello sport; Stabilire le premesse per una metodologia delleducazione ai valori attraverso lo sport; Comprendere i meccanismi che impediscono una corretta trasmissione dei valori in educazione fisica e sportiva (curricolo occulto/acquisizione inconscia di antivalori).
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Struttura di questa lezione


1) Definizione di valori; 2) Lo sport come strumento di educazione

ai valori; 3) I valori educativi nello sport; 4) Principi metodologici per leducazione ai valori nello sport.
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Bibliografia generale in italiano che ho utilizzato per la lezione:


N.Filippi (a cura di), Sport, Formazione umana e societ, Cleup,
Padova 2004 A. Guttmann, Dal rituale al record.La natura degli sport moderni, ESI, Napoli 1994 R. Mantegazza, Con la maglia numero sette. Le potenzialit educative dello sport nelladolescenza, Unicopli, Milano 1999 F. Ravaglioli, Filosofia dello sport, Armando, Roma, 1990 Voci: Valori ed Educazione allo sport in Dizionario di Scienze delleducazione, SEI, Torino 1997

F. Gonzalez Lozano, Educar en el deporte. Educacin en valores

desde la educacin fsica y la animacin deportiva, Editorial CCS, Madrid 2001 ( a disposizione una sintesi in italiano)
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Partiamo da una premessa.


La pedagogia sempre il corollario naturale di una determinata posizione filosofica Propone sempre un tipo di uomo o di cittadino, con specifiche caratteristiche di eccellenza e valori
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Linterpretazione dei fenomeni educativi si compie sempre mettendo in relazione:


i concetti pedagogici fondamentali di un
sistema educativo e i principi della filosofia che ne stanno alla base; i principi delleducazione con la concezione delluomo e della vita in quel determinato momento storico ed in quella determinata cultura
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Questi valori possono essere pi o meno definiti, esplicitati e resi consapevoli (adottati da educatori pi o meno esperti) ma debbono essere sempre presenti nei sistemi educativi Questo vale ancor pi per lo sport
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LO SPORT, INTESO IN SENSO AMPIO, COME ATTIVIT MOTORIA FINALIZZATA AL BENESSERE ED ALLA SALUTE DELLA PERSONA, COME GIOCO COMPETITIVO ESSENDO UNA PRATICA UMANA, PUO ESSERE o NON ESSERE UNO STRUMENTO PER LA PROMOZIONE DEI VALORI

LEDUCAZIONE AI VALORI ATTRAVERSO LO SPORT UN TEMA APPROFONDITO DALLA PEDAGOGIA DELLO SPORT

Pedagogia dello sport


Scienza pedagogica che, tra le cosiddette scienze dello sport, studia il significato dello sport in relazione allhomo educandus

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Schema per la riflessione sui valori


Educazione Sportiva

LUOMO E IL SUO DESTINO

DIMENSIONI

METODO

Sociale

Individuale

Giustificazione Unit

Congruenza Efficacia

VALORI
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La riflessione sulla relazione tra sport, educazione, metodi di insegnamento, libert o condizionamento, individuo o gruppo, natura e societ sono compiti specifici della pedagogia generale/pedagogia dello sport

Tale scienza si interroga sul significato e sul valore che queste categorie rivestono per luomo contemporaneo
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Lazione delleducazione sempre azione morale sullaltro e per laltro, non mai meramente unazione tecnica
Ogni azione sullaltro ha un carattere politico
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Si tratta di individuare i valori/disvalori che sono presenti nelle relazioni delleducazione sportiva con la societ, il potere, leconomia, ecc. Favorire attraverso i valori educativi dello sport ladattamento e lintegrazione delle nuove generazioni nelle dinamiche sociali in continua trasformazione ed evoluzione
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- i valori rendono possibile la vita nella societ - rendono possibile la vita stessa della comunit e della societ

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I VALORI SONO PRESENTI IN TUTTI GLI ASPETTI DEL NOSTRO COMPORTAMENTO

NON SI DA AZIONE UMANA SENZA VALORI

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IL COMPORTAMENTO MOTORIO/SPORTIVO NON MAI QUALCOSA DI MERAMENTE BIOFISIOLOGICO O MECCANICO MA ESSO SEMPRE CARICO DI SIGNIFICATI CULTURALI IL COMPORTAMENTO MOTORIO/SPORTIVO SEMPRE UNAZIONE UMANA CHE HA CONNESSIONI CON LEDUCATIVO Contribuisce allumanizzazione del corpo umano
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LEDUCAZIONE SEMPRE CONNESSA CON I VALORI

I VALORI RAPPRESENTANO IL PUNTO DI PARTENZA, IL CONTENUTO ED IL FINE DELLEDUCAZIONE MOTORIA/SPORTIVA

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Che cosa sono i valori?

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ETIMOLOGIA DI VALORE
(deriva dal linguaggio economico)

Dal latino tardo valor connesso con

valere, essere forte, essere sano, star bene, essere capace, significare, avere potere e autorit Come xion in greco: assiologia= teoria, studio e scienza dei valori
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LE TRE CORRENTI

Platonica Nominalista Ermeneutica

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Platonica
- Il valore unessenza - Il valore indipendente dalle cose - Il valore il fondamento della cosa valutata - Pu esistere senza la necessit di persone o enti di altra natura

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(le idee generali sono solo nomi a cui non corrisponde alcuna realt)

Nominalista

Il valore si basa su criteri soggettivi di ogni essere umano che attribuisce un senso personale

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Ermeneutica
(Lermeneutica la scienza dellinterpretazione)

- Il valore si trova in una zona intermedia

tra il soggetto e loggetto e consiste nellapprezzamento delloggetto da parte del soggetto; - Il valore insito nelloggetto e nella capacit interpretativa del soggetto.

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Che cosa sono i valori educativi?


Sono qualit e attributi connessi con un
compito educativo Si danno allinterno del fatto/azione/relazione/situazione educativa come beni condivisi e qualit, abiti, comportamenti aquisiti e rivelati da educatore ed educando
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I VALORI EDUCATIVI RAPPRESENTANO LE PREMESSE PER LA COSTRUZIONE DELLIDENTIT UMANA DELLA PERSONA E DELLA SUA FORMAZIONE INTEGRALE

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Alcuni valori educativi


Dialogo Tolleranza Solidariet Giustizia Libert Creativit Capacit critica
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Premessa per lo sviluppo di specifiche attitudini, competenze e abilit: - scientifiche - tecniche - sociali - affettive
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RENDERE CONSAPEVOLI, ATTRAVERSO UN PROCESSO DI RIFLESSIONE, DEI VALORI PRESENTI IN OGNI NOSTRA AZIONE LOBIETTIVO PRINCIPALE DELLEDUCAZIONE

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Non tutti i valori sono di per s desiderabili

Esiste una gerarchia frutto di una costruzione (storica, sociale, personale, ecc.)
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Calssificazione dei valori (rispetto a cose, attivit, azioni ed eventi) :


Valori ontici (che si riferiscono allesistenza concreta e
attuale) Valori personali Valori sociali Valori culturali Valori economici Valori somatici (che riguardano il corpo) Valori noetici (che riguardano la percezione intellettiva) Valori estetici Valori morali Valori religiosi
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Valori Sportivi

I valori sportivi possono racchiudere tutti o parte degli altri valori

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I VALORI sono: - IDEALI ASTRATTI CHE RAPPRESENTANO


CONVINZIONI - PROGETTI IDEALI DI COMPORTAMENTO E DI VITA - APPORTANO CERTEZZA NELLA DETERMINAZIONE DI Ci CHE CORRETTO - CRITERI CHE PERMETTONO DI GIUDICARE LA REALTA - IDEE ALLE QUALI NOI SIAMO VINCOLATI DA FORTI LEGAMI AFFETTIVI
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SONO DIVERSI DAI COMPORTAMENTI; I comportamenti sono:

- PREDISPOSIZIONI E TENDENZE PER LAZIONE CHE POSSIAMO REGOLARE - HANNO UN CARATTERE RELATIVAMENTE STABILE - SONO EDUCABILI - SONO OGGETTO DI APPRENDIMENTO - POSSIEDONO COMPONENTI AFFETTIVE E COGNITIVE - NON SONO DERIVATI TOTALMENTE DAI VALORI MA RAPPRESENTANO UNA COMPONENTE FONDAMENTALE DI ESSI
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- REGOLE O MODELLI DI COMPORTAMENTO. PRESCRIVONO COMPORTAMENTI; - NON SEMPRE VENGONO FORMULATI ESPLICITAMENTE; - POSSONO ESSERE SOGGETTIVE O ESTERNE;

I VALORI sono diversi dalle NORME Le norme sono:

- SI APPRENDONO E SI INTEGRANO NEL VISSUTO PERSONALE ATTRAVERSO LA RIFLESSIONE; - I CONTENUTI DI VALORE CONDUCONO ALLA FORMULAZIONE DI NORME CONCRETE DI COMPORTAMENTO; - SONO UN SUPPORTO ESTERNO-INTERNO AI VALORI CHE INFLUISCONO SULLE PERSONE E LE AIUTANO AD ACQUISIRLI; - NON DEBBONO CONTRADDIRE MAI I CRITERI DI GIUDIZIO PERSONALE; LASSIMILAZIONE DELLA NORMA DEVE COSTITUIRE UN LUNGO PROCESSO RIFLESSIVO;
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VALORI

COMPORTAMENTI

NORME

+GENERALE + FILOSOFICO

+ CONCRETO + SPECIFICO

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I valori sono inoltre caratterizzati da:


Apprezzamento (sono desiderabili e non
obbligatori) Polarit (ogni valore possiede un antivalore) Sistema (non sono disconnessi tra loro ma formano un insieme di relazioni) Non c valore senza interesse personale per il riconoscimento di questultimo (necessit di conoscere loggetto-valore per desiderarlo preferirlo) 37

Distinzione
Valori/sono interni legati allinteriorit, ad una scelta personale del soggetto Norme e regole/sono esterne imposte da fuori Dialettica interno/esterno: dinamiche delleducazione ai valori attraverso lo sport
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Lo sport educativo quando permette lo sviluppo delle attitudini motorie della persona in relazione ai suoi aspetti affettivi cognitivi e sociali (Le Boulch, 1991)

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Ambiguit del concetto di sport (ma anche sua vitalit)


lo sport viene definito in base a categorie antropologiche, culturali, sociali ed economiche che variano con le epoche storiche delluomo Ogni epoca e gruppo umano attribuisce allo sport significati diversi in base alle proprie convinzioni
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Esempi:
LIMPORTANTE NON VINCERE MA
PARTECIPARE MENS SANA IN CORPORE SANO

- Lo sport veramente portatore di valori

educativi astorici ed immutabili come si creduto? dimenticato in cui esso aveva solo un valore educativo?
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- mai esistita unet delloro dello sport

I valori educativi dello sport:


Valori puri Controvalori Valori misti

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Valori puri
Valori positivi dello sport che contribuiscono allo sviluppo ed alla convivenza umana Sono i valori educativi per eccellenza. Essi rappresentano il punto di partenza, il mezzo ed il fine delleducazione motoria e sportiva

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Valori puri

Salute e benessere Ludicit Socializzazione Lamicizia nel gruppo Partecipazione attiva Lealt Costanza e disciplina Creativit motoria Superamento dei limiti autocontrollo Bellezza dellessere umano e della sua espressivit (in tutte le sue forme)
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Controvalori (o antivalori)
Valori negativi dello sport che non contribuiscono allo sviluppo ed alla convivenza umana:

Violenza Manipolazione Edonismo Consumismo Passivit Vittoria ad ogni costo


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Valori misti
valori che possono agire come valori puri o controvalori a seconda del contesto in cui si sviluppano

Rendimento Premio Interesse Vittoria Competenza Competizione e Rivalit Identificazione con gruppi o modelli culturali
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IMPORTANZA DEL RUOLO DELLEDUCATORE E DELLE AGENZIE EDUCATIVE IN QUESTO CONTESTO PER EVITARE CHE I VALORI MISTI DEGENERINO IN DISVALORI E ARRECHINO DANNO ALLO SVILUPPO DELLA PERSONA

Importanza della scuola in questo compito delicato ma anche di altre agenzie di promozione dello sport (anche le palestre e le associazioni sportive) Necessit di una pedagogia sociale per lo sport.Lo sport una pedagogia sociale che aspetta ancora i suoi pedagogisti (F. Ferrarotti)
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Critiche rivolte allo sport nella societ contemporanea

Sport antisportivo (L. Volpicelli) Critica delleducazione olimpica di De Coubertin

(eugenetica; teoria razzista; religione planetaria) Mcdonaldizzazione dello sport (rendimento e performance) Sessismo Comportamento non democratico Discriminazione Prepotenza e prevaricazione Veicola ideologie sul corpo, sulla salute, sul successo sociale
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(Guttmann, 1994): Lo sport e lattivit motoria nella societ contemporanea sono fenomeni:

Secolarizzati Razionalizzati Gerarchizzati (come una gerarchia sociale) Specializzati Burocratizzati Quantificati Contraddittori (competizione e tempo libero) Separati dalla natura Asserviti alle ideologie politiche ed economiche
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Percepire e conoscere i valori dello sport non qualcosa di meramente intellettuale ma necessario elaborare un disegno educativo che ci permetta di comprendere e valutare questo complesso mondo.

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Problema delle Aporie (difficolt irrisolvibile razionalmente) del sistema dei valori nello sport
Il sistema dei valori sportivi pu generare contrasti e problemi quando viene assunto da parte dei singoli a causa del fatto che:

- Il sistema dei valori sportivi sempre un prodotto


storico e sociale, e dipende dalla concezione dello sport sviluppata in quel determinato contesto loggettivit del valore sportivo e lesperienza soggettiva della persona che lo sperimenta
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- Esiste spesso un contrasto/incongruenza tra

3 linee per comprendere e spiegare le aporie dei valori:


Opposizione/contrasto tra idee e fatti (teorie ed azioni)
es. curricolo occulto in ed. fisica Oggettivismo/relativismo (un sistema dogmatico e la sua critica) es. valori delleducazione olimpica Relazione dottrine etiche/norma per lazione (libert nella scelta di comportamento in relazione ad una norma) es. doping Questo contrasto pu generare paradossi se non viene risolto criticamente e dialetticamente con opportune strategie a lungo andare pu generare controvalori e disvalori permanenti
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Emerge tutta la complessit dellapproccio ai valori nello sport


Problema pedagogico del rapporto TEORIA-PRATICA T

P
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La pedagogia come scienza dello sport pu dare un valido contributo alla sua risoluzione lavorando su queste due assi

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CRISI DEI VALORI NELLO SPORT


Non come distruzione del sistema di valori sportivi attuale ma come riflessione critica sul cambiamento e e le trasformazioni dello stesso, come ricerca, scoperta ed assunzione libera di nuovi valori, purch servano per il miglioramento della vita materiale e spirituale delluomo La crisi generata dalla dialettica degli elementi precedenti
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I VALORI DELLO SPORT HANNO LA LORO SINTESI NEL CONCETTO DI PERSONA UMANA

- NON COME REALTA ASTORICA MA COME

ASPIRAZIONE E CONQUISTA CONTINUA - COME STELLA CHE ORIENTA E D SENSO ALLAZIONE EDUCATIVA ATTRAVERSO LO SPORT
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Lo sport rischia di portare allo sviluppo di processi di spersonalizzazione e disumanizzazione delluomo nella societ e nella cultura contemporanea

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Quale metodologia per formare ai valori attraverso lo sport?


La percezione di un valore sempre data da una RELAZIONE tra un OGGETTO ed un SOGGETTO che lo percepisce come positivo e valido attribuendogli un senso (PERSONA-Soggetto Psichico)

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VIE PER LA COMPRESIONE DEI VALORI NELLEDUCAZIONE SPORTIVA da parte della PERSONA
Intellettuale (i valori si apprendono con
lintelligenza e la ragione) Emotiva (i valori si apprendono attraverso i sentimenti) Corporea (i valori si apprendono attraverso la comunicazione non verbale)
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principi generali di metodologia pedagogica per leducazione ai valori nella persona:


Incoraggiare le persone a:

Scegliere liberamente Scegliere tra varie alternative Aiutarla a riflettere sulle conseguenze e le responsabilit che implica ciascuna alternativa Apprezzare la scelta che ha fatto Darle lopportunit di affermarla pubblicamente la scelta confrontandola con quelle degli altri Incoraggiarla ad agire, a comportarsi ed a vivere in base ai valori che ha scelto Aiutarla ad applicare la forma di comportamento scelta nella vita di ogni giorno 60

Nellattivit fisica e sportiva (ed anche nelleducazione fisica a scuola) c poca possibilit di sviluppare una educazione ai valori perch il tipo di ragionamento (etico e morale) che si associa ad esse di livello molto basso

Non c sviluppo del pensiero critico-riflessivo sullo sport e sulle sue implicazioni etiche e sociali per la persona

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Alcune proposte per leducazione ai valori con adolescenti, insegnanti ed educatori:

Attivit per sviluppare, attraverso dilemmi, il

ragionamento morale Discussioni in gruppo sul significato dello sport nella cultura contemporanea Analisi dei modelli di comportamento degli educatori fisici e nello sport system per rilevare le possibili forme di curricolo occulto Chiarificazione dei paradigmi valoriali (concezioni personali dei valori) che ciascuno nei confronti dello sport Metodo biografico sul vissuto sportivo o sullidentit sportiva in relazione al corpo
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I METODI DELLA RICERCA EDUCATIVA

Premessa:

La pedagogia richiede un apparato di metodologie di ricerca

Precisiamo alcuni termini che significa:


Ricerca Metodo Metodologia Problema Empirico Sperimentale Teoria/Teorico Pratica/Pratico

La pratica della ricerca empirica in educazione sempre stata marginalizzata in Italia ed in molti Paesi al contrario di quelli anglosassoni La storia della ricerca empirica in educazione coincide con la storia della Pedagogia come scienza

SITUAZIONE ITALIANA

Separazione tra teorie e pratiche educative Separazione tra la ricerca teorica e la ricerca empirica in educazione Separazione tra accademici ed operatori delleducazione

Problemi tra teorici e pratici:


gli operatori si chiedono: a che serve la ricerca teorica in educazione? gli accademici hanno scarsa attenzione per la pratica educativa. Sostengono che non necessariamente le loro teorie debbano avere una ricaduta sulla pratica, in campo sperimentale

Debolezza dellimpianto metodologico della pedagogia


Si usano metodologie tratte da altre scienze mane (sociologia, psicologia, storia, filosofia) Diffidenza dei pedagogisti accademici verso il metodo sperimentale, ritenuto inadeguato per spiegare la complessit delleducazione umana si pu ridurre ad oggetto luomo, osservarlo asetticamente, ridurlo ad individuo?

* vedi caso della Pedagogia dello sport in Germania

La ricerca educativa si muove oggi tra:


Filosofismo (Teoria) Sperimentalismo (Pratica)

necessit anche in questo caso di una integrazione tra le due posizioni

Si capito che:

Una filosofia delleducazione senza una applicazione pratica Una pratica educativa senza una filosofia di riferimento SONO INUTILI (LA PRATICA DIVENTA UN TECNICISMO AMORFO E LA TEORIA UNA VUOTA RETORICA)

NECESSITA DI UNA INTEGRAZIONE COSTANTE TRA LE DUE POSIZIONI

PRINCIPALE SCOPO DELLA RICERCA EDUCATIVA :


generare il CAMBIAMENTO (ossia il miglioramento delluomo e della societ per mezzo delleducazione)

rispetto a questo cambiamento la ricerca educativa non mai solo:


descrittiva normativa *necessit di una integrazione costante tra i due aspetti

tre ambiti della ricerca educativa:


Teoretica Storico-comparativa Sperimentale TUTTI HANNO PARI DIGNITA E VALORE IN EDUCAZIONE

A QUESTI TRE AMBITI CORRISPONDONO ANCHE I SETTORI SCIENTIFICO DISCIPLINARI DELLA PEDAGOGIA NELLUNIVERSITA ITALIANA

PEDAGOGIA GENERALE - STORIA DELLA PEDAGOGIA - PEDAGOGIA SPERIMENTALE


-

Le metodologie di ricerca utilizzate nei tre ambiti possono essere divise in:

QUALITATIVE QUANTITATIVE

Che significa:

qualitativo e quantitativo qualit e quantit

Metodi quantitativi:
-

Metodi sperimentali Metodi osservativi o ricognitivi Utilizzano scale, punteggi, medie, diagrammi, griglie di osservazione Si parla di campione, di variabili, di sperimentazione, elaborazione statistica dei dati, ecc. In educazione fisica hanno una notevole tradizione

Metodi qualitativi:
-

Metodi discorsivi Metodi narrativi Metodi etnografici Metodi partecipativi si usano tecniche quali intervista e colloquio, racconto biografico, metodo dei diari I ricercatori sono essi stessi parte della ricerca si parla di ricerca-partecipata/intervento o ricercaazione (ricerca fatta in gruppo intorno ad un problema per risolverlo nellimmediato)

confronto tra ricerca qualitativa e quantitativa:

Quantitativo
Finalit Progetto Metodo Tipo di dati Euristica nomotetico Sperimentalericognitivo-ipotesi Quantitnumerazione, fatti, misure Esterno Inchieste, interviste strutturate, esperimenti Deduttiva, statistica Riduzionismo empiristico

Qualitativo
Ermeneutica idiografico Etnografico-sul campo-obiettivi Qualit-descrizione, testi, significati

Osservatore Strumenti e tecniche

Autoriflessivo Osservazione, interviste aperte, storie di vita Induttiva, sintetica Olismo Fenomenologicoermeneutico

Analisi dei dati Sfondo teorico Paradigma di riferimento

Questi metodi di ricerca vengono anche utilizzati in pedagogia dello sport


La pedagogia dello sport rappresenta una specializzazione della pedagogia come scienza

EMANUELE ISIDORI

INTRODUZIONE ALLA PEDAGOGIA DELLO SPORT

(Bozza)

Indice

Capitolo Primo 1.1 La nascita della Pedagogia dello sport. p. 3 1.2 I presupposti antropologicip. 5

Capitolo Secondo 2.1 Il rapporto con le scienze dello sport 2.2 La pedagogia dello sport come scienza p. 7 p. 11

Capitolo Terzo 3.1 Il problema del rapporto teoria-prassi p. 12 3.2 Una ipotesi di risoluzione p. 16

Bibliografia.p. 21

Parte I

1.1. La nascita della pedagogia dello sport Il termine pedagogia dello sport, che ormai riconosciuto sempre pi a livello internazionale, stato usato in Germania solo a partire dal 1970. Il primo libro ad includere il termine nel suo titolo fu Fondamenti di pedagogia dello sport del prof. Ommo Grupe; libro che trattava degli aspetti fondamentali delleducazione fisica da un punto di vista antropologico. Il termine pedagogia dello sport pu essere visto come la continuazione di una tradizione risalente al XIX secolo in molti Paesi europei e che si era identificata nellespressione educazione fisica o teoria delleducazione fisica che gi si ritrovava nella pedagogia tedesca dal 1920. Educazione fisica era unespressione che rientrava nellambito del lessico pedagogico. Ci dimostrava che questo campo non si occupava tanto di una certa disciplina o tecnica dello sport, quanto dellaspetto del processo di educazione olistica che includeva pi chiaramente il corpo, la mente e lanima. Bench leducazione fisica parli del corpo, essa rivolta allintera esistenza intellettuale, emozionale e sociale della persona. Questa vecchia idea ha influenzato anche la moderna pedagogia dello sport. Sport considerato il termine generale che include tutti gli esercizi fisici o tutti i giochi orientati verso il movimento e le forme di esercizio. Il termine pedagogia dello sport, paragonato al termine educazione fisica, presenta il vantaggio di esprimere due concetti supplementari. Un primo concetto, che include una duplice prospettiva, quella dellazione pratica educativa nel gioco e nello sport, e quella della riflessione teorica su questa pratica. Un secondo,

che riflette una distanziamento dalle pratiche e dai concetti applicati nelleducazione fisica nel passato. Come noto, la vecchia nozione di educazione fisica indicava spesso un insieme di esercizi in stile militare in molti Paesi, soprattutto in Germania. Questa pratica era accompagnata da un concetto teorico di educazione fisica che implicava lidea del controllo del corpo e della disciplina che subordinava i movimenti fisici, le abilit e le azioni motorie ad un potere superiore. Pertanto, non una coincidenza il fatto che durante il movimento di Riforma in Germania nel corso del periodo compreso tra il 1960 ed il 1970, il termine pedagogia dello sport fu inteso come enfasi di certe nuove caratteristiche. Insieme a queste ultime, giunse la richiesta della politica educativa di includere gli esercizi fisici e leducazione fisica tra le componenti indispensabile dellintera educazione umana. Tuttavia, i metodi dinsegnamento della ginnastica, delle attivit, del gioco e dello sport, come pure i metodi giustificativi della teoria pedagogica, dovevano cambiare rispetto a quelli usati nel passato. Per meglio dire, lesercitazione, lordine e la subordinazione, lobbedienza e la disciplina sono state rimpiazzate dallapprendimento della conoscenza, dallallenamento delle abilit sportive specifiche, dal sentire il corpo nellazione e dal controllare il movimento e mettere in campo le esperienze vissute come punto focale di uno sport visto da una prospettiva pedagogica. La pedagogia dello sport non si riferisce solo alleducazione fisica nelle scuole; essa include anche la pratica della ginnastica, delle attivit, del gioco e dello sport nei vari clubs sportivi come pure nelle palestre privati di fitness, scuole di danza, scuole di ginnastica ed istituti di riabilitazione. N la pedagogia dello sport si interessa solo dei bambini e dei giovani. Piuttosto, si occupa di tutti i gruppi det, di entrambi i sessi e di tutti i gruppi di popolazioni speciali (come ad esempio gli handicappati) o di altri che partecipano allo sport cercando di migliorare il loro stato fisiologico, mentale e psicosociale.

Linteresse della moderna pedagogia dello sport rivolto alla variet degli sport ed a tutte le forme di movimento che la maggior parte della gente pratica attraverso lo sport, ed alla complessit degli argomenti pedagogico-sportivi che riguardano il gioco ed il movimento. In un senso pi ampio, la pedagogia dello sport si occupa sempre delleducazione a partire dai significati dello sport, e cerca di aiutare le persone a sviluppare le proprie forze e capacit in contesti sportivi. Tuttavia, i diversi obiettivi devono essere stabiliti in relazione al gruppo dei gruppi, dellorganizzazione, dei prerequisiti, o degli interessi delle persone che partecipano allo sport. Lallenatore di una squadra di calcio professionista, ad esempio, deve perseguire differenti obiettivi facendo riferimento alle sue azioni pedagogiche; e quindi si trova di fronte a problemi comparabili a quelli di un insegnante di educazione fisica in una scuola elementare o di un animatore sportivo in un club vacanze. Spesso richiesta una conoscenza specifica ad un allenatore o ad un insegnante per agire con responsabilit nei confronti dello sport che insegna. Le conoscenze derivanti dalla scienza dellallenamento e dalla biomeccanica, ad esempio, giocano un ruolo pi significativo negli sport di alto livello rispetto a quelli praticati nelle scuole o in palestra, che richiedono senza dubbio altre conoscenze ed abilit sportive. Alla luce del gran numero di requisiti necessari per svolgere con efficacia le azioni della pedagogia dello sport, ci si potrebbe anche chiedere se sensato parlare ancora di un campo scientifico che prende il nome di pedagogia dello sport. Si potrebbe obiettare che sarebbe meglio lasciare il campo della pedagogia dello sport agli specialisti. Dal punto di vista epistemologico la pedagogia dello sport si configura oggi come segue: a) assurta come un campo indipendente nel gruppo delle discipline delle cosiddette Scienze dello sport ed impegnata in uno sforzo per ricercare e chiarire tutti i campi della sua azione.

b) impegnata nel ricercare e chiarire tutte le azioni di carattere pedagogico-sportive. Data questa doppia distribuzione dei compiti, la pedagogia dello sport come scienza richiede anche diversi metodi. Generalmente questi metodi includono, oltre ai metodi di riflessione propri della pedagogia generale e sociale, lapplicazione di metodi empirici per analizzare la realt delleducazione sportiva in tutti i suoi campi. Tutti i metodi comunemente utilizzati nelle scienze sociali possono essere applicati per descrivere e analizzare le situazioni educative nei contesti sportivi, che possono andare dalla semplice descrizione soggettiva, agli studi fenomenologici, agli studi di un caso, alle analisi del contenuto quantitativo e qualitativo o dei significati complessi attraverso la raccolta e la valutazione dei dati. Del resto, la pedagogia dello sport anche una scienza che riflette sui problemi della valutazione, delletica e della morale connessi allo sport ed alleducazione sportiva. Questo orientamento normativo della pedagogia dello sport diventato oggi molto importante in unepoca in cui la credibilit dello sport messa in pericolo dalla droga e dagli scandali, dagli imbrogli, dalla commercializzazione e dal narcisismo del culto del corpo.

1.2. I presupposti antropologici Data la crescente diversit dello sport e dei campi pedagogici ad esso correlati, come pure le aree dei suoi problemi, la pedagogia dello sport non pu permettersi di focalizzarsi solo su alcuni argomenti. Necessita da subito di una fondamentale riflessione sulle opportunit e sui problemi associati allo sport e alleducazione fisica, perch la pedagogia dello sport non dovrebbe limitarsi a raccomandazioni pedagogiche generiche, istruzioni o risoluzioni di problemi sociali o individuali. Noi sappiamo che lo sport, nel suo significato corrente, pu anche contribuire ad una pi profonda comprensione dellessere umano in generale. Lapproccio antropologico nella pedagogia dello sport diretto verso questo obiettivo; peculiare e specifico e, sotto alcuni aspetti, fondamentale. Si chiama antropologico perch esso principalmente basato sulla comprensione del genere umano; esso si focalizza sulla personalit o su una certa comprensione di essa. Ed antropologico perch riflette sul genere umano e le sue particolarit; nel nostro caso sul movimento e sul gioco. Un simile approccio pedagogico allo sport non nuovo. Carl Diem, un famoso studioso della scienza dello sport e delleducazione fisica, faceva derivare la sua conoscenza dello sport e delleducazione fisica da una certa conoscenza della personalit e del corpo. Linterpretazione di Pierre De Coubertin sullOlimpismo derivava anche da una certa conoscenza del genere umano. La teoria delleducazione fisica da Rousseau a Pestalozzi- ha, per lo meno in Europa, una lunga tradizione nel mostrare che il bisogno di educazione fisica basato sulla natura del genere umano, sul suo bisogno di giocare e di muoversi e sul rapporto con il corpo. per questo, dipendendo dalla comprensione del ge-

nere umano, gli obiettivi delleducazione fisica potrebbero essere valutati diversamente. Anche se lapproccio antropologico nella pedagogia dello sport non lunico, esso nello stesso tempo primario e fondamentale. Qualunque area scientifica pu avere lapproccio antropologico; i suoi metodi e le sue procedure non sono generalmente di tipo empirico ma piuttosto di tipo qualitativo-interpretativo, fenomenologico-descrittivo ed ermeneutico. Alcuni dei temi offerti dallantropologia come fondamento per lepistemologia della pedagogia della sport possono essere i seguenti: 1) Lessere umano un essere in azione, una mente aperta, un essere plastico meno controllato dagli istinti rispetto agli animali. Egli possiede la capacit di apprendere, pu decidere liberamente, sebbene sempre dentro un contesto di predeterminate condizioni fisiche, culturali o sociali; condizioni fornite dalle situazioni ma anche esaminate in considerazione di norme e valori. Lessere umano non coinvolto nelle sue azioni e nel comportamento da istinti innati, ma aperto alla variet degli impulsi, alle influenze ed agli effetti provenienti dallambiente culturale e sociale. Le condizioni per la possibilit delleducazione sono basate sul presupposto che le persone possono decidere le proprie azioni e dare ad esse la loro interpretazione. Le loro azioni hanno un carattere attivo (Plessner, 1970, p. 43); esse danno loro un senso e, inoltre, sono interpretate simbolicamente. La danza o lo sport si riferiscono sempre a qualcosaltro, a qualche cosa in pi rispetto a quello che i movimenti stessi esprimono. 2) Lessere umano un essere storico; questo va contro la nozione che vi sia unessenza astorica dellumano. Quello che si dice sullessenza dellumano la descrizione di unimmagine che gli esseri umani danno di se stessi. Questa immagine subisce una revisione storica; pertanto cambia limmagine dei generi, della

donna, dei bambini, dei gruppisociali, del corpo e della sessualit. Lantropologia culturale insegna che non esistono costanti antropologiche che sopravvivono alla storia. Latteggiamento e il movimento dimostrano questo mutamento storico e queste differenze culturali in maniera notevole. Perci, anche se si pu stabilire lesistenza di una spontaneit naturale nelluomo, essa va sempre considerata come una norma per se stessa mutevole. 3) Lessere umano un essere culturale e sociale che non possiede solo una personalit unica ma anche caratterizzato da aspetti sociali, culturali, e comunitari. Neanche il corpo, in quanto organismo, qualcosa di solamente organico o naturale. infatti anchesso una struttura sociale. La sua valutazione e il suo significato differiscono da individuo a individuo ed anche tra classi sociali e culture. Lo stesso valido, per esempio, per la sessualit, la moda, il mangiare, il bere. In vista di questi presupposti di base c la principale libert di agire e decidere, e quindi labilit di imparare e di essere educato, anche se queste possono essere realizzate talvolta in modo inadeguato (ma questo dovuto ai limiti individuali e alle condizioni culturali esterne).

Parte II

2.1. Il rapporto con le scienze dello sport Campi teorici della scienza dello sport Il campo teorico della pedagogia dello sport si riferisce ad una sottodisciplina della scienza dello sport che chiaramente collegata alla cos chiamata scienze madre (pedagogia generale). I campi teorici sono sempre collegati alle loro scienze madri; anchessi possono essere caratterizzati come scienze applicate in relazione alle relative scienze madri (Haag, 1987). Il concetto di pedagogia dello sport si sviluppato da un campo chiamato teoria delleducazione fisica intorno al 1970, specialmente in Europa. Nel nord America la disciplina accademica fu chiamata Scienza delleducazione fisica e non Scienza dello sport. Il termine scienza dello sport, o come in Germania sportwissenschaft, ha bisogno di uninterpretazione che includa aspetti della scienza naturale come pure quelli delle scienze sociali e del comportamento, dellarte e delle discipline storiche in relazione al movimento, al gioco e allo sport. Il termine pedagogia dello sport fu usato solo raramente nei paesi di lingua inglese (Haag, 1976, 1978, 1982). Oggi la pedagogia dello sport accettata dai programmi delle conferenze dellAAHPERD e dalle conferenze internazionali di AIESEP. Il lavoro svolto sulla terminologia della pedagogia dello Sport, specialmente da Piron e da Beyer (1987), ha anche supportato lo sviluppo della disciplina.

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Pertanto la pedagogia dello sport considerata oggi un campo teorico - come la medicina dello sport o la psicologia dello sport che raggruppa le teorie educative di un intero campo scientifico-disciplinare collegato al movimento, al gioco, allo sport. Nel 1989 un numero speciale della International Educational Review fu pubblicata sulla pedagogia dello sport, descrivendo la sua situazione ed i suoi fondamenti epistemologici (Grupe, 1989; Haag, 1989; Jewett, 1989; Kudlorz, 1989; Piron, 1989). In seguito sono stati prodotti molti altri studi che hanno contribuito ad una maggiore diffusione di questa disciplina (Barrette, Feingold, Rees, & Piron, 1987; Beyer & Rthig, 1976; Piron & Graham, 1986). La disciplina stata analizzata dal punto di vista epistemologico ed stata ritenuta in grado di offrire validi contributi alla scienza dello sport. Le scienze dello sport contemplate oggi a livello internazionale sono le seguenti: -Medicina dello sport -Biomeccanica dello sport -Psicologia dello sport -Pedagogia dello sport -Sociologia dello sport -Storia dello sport -Filosofia dello sport

Ed inoltre: -Economia dello sport -Giornalismo dello sport -Diritto dello sport -Politica dello sport -Tecnica dello sport

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La pedagogia dello sport occupa una posizione allinterno del modello dei primi sette campi teorici, specificamente nel gruppo delle scienze socio-comportamentali. Si colloca anche al centro di esse, dal momento che entrambi gli approcci di ricerca - quello empirico/analitico e quello ermeneutico/teorico - sono importanti per la pedagogia dello sport. Allinterno di questi modelli ci potranno essere dei cambiamenti in futuro: i campi teorici del modello dei cinque campi teorici del secondo gruppo diventeranno eventualmente pi definiti ed si potranno verificare spostamenti dalluno allaltro modello. Inoltre oggi si vanno ormai consolidando altri campi specifici, come per esempio lecologia dello sport ed il management dello sport. La pedagogia dello sport collegata ad altri ambiti teorici, tra i quali possiamo ricodare: -La scienza del movimento -La scienza del gioco -La scienza delleducazione -La scienza dellallenamento Alcuni dei problemi di cui la pedagogia dello sport si occupa, inoltre, sono i seguenti: -performance e sport -musica e movimento -divertimento e sport -salute e sport -sport con gruppi speciali -sport e mass-media -aggressione/violenza e sport Crediamo che il modello presentato, con lapproccio dualistico del campo teorico e del campo tematico, pu aiutare a fornire un chiaro quadro della posizione della pedagogia dello sport allin-

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terno del corpo della conoscenza della scienza dello sport in generale.

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La funzione della pedagogia dello sport Per avvicinarci ai fondamenti epistemologici della pedagogia dello sport possiamo porci le seguenti domande: Qual la funzione della pedagogia dello sport? Qual il corpo della conoscenza che costituisce la pedagogia dello sport? Che genere di metodologia di ricerca usata nella pedagogia dello sport? Qual la relazione teoria/pratica nella pedagogia dello sport? La funzione delle scienze quella di analizzare il passato allo scopo di comprendere, controllare e cambiare la situazione presente - se necessario - e sviluppare prospettive per il futuro del genere umano. La funzione della pedagogia dello sport (intenzione e compito) pu essere meglio spiegata dando di essa una funzione operativa: 1) La pedagogia dello sport , da un lato, uneducazione speciale e applicata (intra-relazione) e, dallaltro, un campo teorico della scienza dello sport (interrelazione). Essa si occupa delle possibilit funzionali (non pianificate) e intenzionali (pianificate) e dei limiti delleducazione attraverso il movimento, il gioco e lo sport. 2) La pedagogia dello sport si occupa dellinsegnamento e dellapprendimento del movimento a tutti i livelli, in tutte le et, per tutte le persone, senza discriminazione riguardo al sesso, alla razza, alla religione o allo status socio-economico. Le persone con handicap, come pure le persone dotate di un grande talento ed altamente motivate, sono gruppi specifici degni di massima

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considerazione da parte della pedagogia dello sport (Haag, 1991, p. 139). Emerge chiaramente da queste definizioni che la pedagogia dello sport ha una funzione molto ampia. Nel caso della pedagogia dello sport si possono avere le seguenti prospettive di ricerca (Haag, 1989, pp. 48-69; 1991, pp. 140-141): 1) Storica. Pone alla pedagogia dello sport domande come, ad esempio, se scopi, contenuti, metodi di insegnamento e processi di apprendimento nello sport siano finalizzati da un punto di vista storico. Cos possibile ottenere una comprensione migliore del presente e pianificare meglio il futuro. 2) Personale. Questa una specie di metateoria, cio una teoria della teoria della pedagogia dello sport. Vengono analizzati funzione, corpo della conoscenza, metodologia di ricerca e trasferimento dei risultati di ricerca della pedagogia dello sport alla pratica (Grupe, 1982, 1984, 1989). 3) Antropologica. Leducazione e la pedagogia dello sport sono in grado di far fronte ai bisogni delle persone per quanto riguarda il bisogno di educazione motoria e sportiva? La teoria e linterpretazione delle persone un fondamento essenziale per dare una risposta a queste domande (Denk & Hecker, 1981, 1985; Grupe, 1984; Kurz, 1979; Schmitz, 1978/79; Widmer, 1977). 4) Curricolare. Lo sviluppo dei curricula per leducazione fisica (riferiti ai tipi/livelli delle scuole o alle discipline dello sport) eseguito con laiuto delle teorie curriculari? I progetti di educazione sono sviluppati in maniera simile? (Jewett, 1989). 5) Didattica. impegnata nella ricerca di una teoria che dia valore e guidi alla realizzazione dellinsegnamento e dellapprendimento attraverso il movimento, il gioco e lo sport. Questo mette in relazione una grande variet di situazioni educative (Kaiser & Preising, 1982; Piron, 1989).

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6) Comparativa. Presuppone lanalisi delle domande emergenti della pedagogia dello sport (ad esempio, obiettivi e contenuti dellistruzione sportiva nelle scuole secondarie) e la comparazione tra due differenti unit socio-culturali (Bennett, Howell, & Simri, 1983; Broom, Clumpner, Pendleton, & Pooley, 1988; Haag, Bennett, & Kaiser, 1986; Krotee & Jaeger, 1986; Kudlorz, 1989; Pooley & Pooley, 1982; Simri, 1979). Dentro questi sei aspetti possono essere identificati molti temi, specialmente per le due prospettive denominate didattiche e curricolari (Haag, 1985, 1986). Lo schema (fig.1) spiega questi due concetti chiave della pedagogia dello sport (Haag, 1985, 1991). La prospettiva curricolare presuppone lesistenza di una teoria curriculare dello sport che si occupa di cinque fattori che sono caratteristici del sistema dello sviluppo omonimo dello sport: valutazione dellinput, costruzione, esecuzione, valutazione delloutput e revisione (Haag, 1989). La teoria educativa dello sport si occupa di sei fattori caratteristici del sistema dellinsegnamento sportivo: le condizioni antropologiche, le condizioni socio-culturali, obiettivi, contenuti, metodi e informazioni. Inoltre sono quattro i processi e gli aspetti dinamici caratteristici dellinsegnamento dello sport: analizzare le precondizioni, pianificare, comprendere e valutare i processi di insegnamento/apprendimento collegati allo sport (Grssing, 1979; Haag, 1985).

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Pedagogia dello sport

(Possibilit e limiti delleducazione al e attraverso il movimento, il gioco e lo sport)

Teoria curricolare dello sport

Teoria dellinsegnamento dello sport Guida curricolare progetti

Sviluppo curricolare (progetti)

Istruzione Realizzazione (progetti)

Movimento disponibile e cultura sportiva

Risultati dellapprendimento

2.2. La pedagogia dello sport come scienza.

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Da quanto si finora affermato emerge che la pedagogia dello sport si trova in una situazione di continua tensione tra filosofia, epistemologia pedagogica e scienza dello sport. Dopo gli studi di Dietrich e Landau (1990) possiamo distinguere nella pedagogia dello sport vari modi di considerare criticamente lo sport e di definire sul piano educativo il rapporto intercorrente tra corpo e movimento. Le condizioni basilari nellosservazione dei rapporti con lo sport (intesi come parte di connessioni del corpo e del movimento) possono essere sintetizzati nella figura che segue:

Tradizione Uomo Educazione Movimento Prospettive Ambiente

In questo schema intendiamo: 1) per Tradizione, il senso delleducazione del corpo; 2) per Uomo, la persona come o come dovrebbe o vorrebbe essere; 3) per Ambiente, lo sguardo critico sul significato dello sport nel contesto sociale; 4) per Prospettiva, le domande per quale futuro deve essere educato luomo o che cosa gli accadr in futuro.

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Ognuna di queste prospettive unilaterale. La pedagogia dello sport deve tenere sempre in considerazione tutte e quattro queste condizioni. Su questa base Dietrich e Landau (1990, 54) affermano che luomo il creatore e la creatura della cultura del movimento. Laffidabilit del processo e la modificabilit sono gli elementi principali di questacreazione.

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Parte III

3.1. Il problema del rapporto teoria-prassi Pedagogia dello sport come disciplina ad indirizzo pratico Siamo soliti considerare la pedagogia dello sport una guida pratica delle attivit sportive e di movimento. Si pongono al centro della nostra attenzione i tipici modi di agire didattico-metodici, come possono essere linsegnamento o la mediazione di una conoscenza, linsegnare e leducare da un punto di vista complesso e normativo nel disporre situazioni scolastiche di insegnamento-apprendimento, lallenamento come tipico concetto di insegnamento sportivo nellambito della tecnica sportiva e delle capacit condizionali. Una interpretazione della pedagogia dello sport riferita a questo tipo di applicazione appare tuttavia limitata. La prassi della pedagogia dello sport ha bisogno di un piano tecnico per le proprie riflessioni. La formazione teorica si compie tuttavia accanto alla prassi con un proprio campo di discussione. In quanto a ci la teoria e la prassi rappresentano due amici che si incontrano, la prassi serve per poter riflettere e la teoria per verificare la prassi empirica. Inoltre c da considerare che la prassi pu essere valida anche senza teoria, ma allo stesso tempo anche non valida. La teoria dipende per lo pi dallo sviluppo della prassi.

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La Pedagogia dello sport come teoria Le teorie volgono lo sguardo verso una prospettiva ben definita della prassi. Esse non rappresentano la verit assoluta. Le teorie della pedagogia dello sport aiutano a spiegare meglio come teorie oggettive, le teorie quotidiane su una prassi pedagogica. Le teorie quotidiane sono portatrici di azione, ma non hanno dei fondamenti scientifici.. Esse trasportano concetti non meditati e pregiudizi sulle presunte giuste posizioni pedagogiche. Esempi di teorie quotidiane non fondate scientificamente possono essere: lo sport salutare, lo sport una scuola di vita, nello sport non sopraggiunge nessun stupido pensiero! Tutte queste espressioni generali non sono valide scientificamente. Anche la teoria quotidiana in un corpo sano vi una mente sana (Mens sana in corpore sano) tanto empirica quanto errata come interpretazione. Di essa si fatto continuamente un uso sbagliato. Questa frase, infatti, un errata interpretazione della fonte dorigine che un frammento derivante da una citazione di Giovenale (58-140 d.C.) e dice cos: E auspicabile che in un animo sano vi sia un corpo sano (orandum est, ut sit mens sana in corpore sano). Compiti e modi di considerare della pedagogia dello sport I compiti della pedagogia dello sport si delineano nel campo di tensione tra teoria e pratica tra i pi svariati piani (modificato dopo Prohl 1990, S. 20):

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- su un piano di creazione filosofico-teorico educativo e normativo - su un piano di ricerca orientato empiricamente di pratica pedagogica preparata - su un piano di discussione e avviamento orientato didatticamente.

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Mutamento storico-sociale

Campo di creazione normativo filosofico- teorico educativo (A che scopo?)

1. CAMPO

PRASSI
Ricerca empirica nel campo del movimento sportivo e della cultura del movimento (Perch?) TEORIA Campo didattico per lavviamento alla pratica sportiva e del movimento (Che cosa? Come?)
3. CAMPO

TEORIA
2. CAMPO

PRASSI

Tra tradizione e prospettiva (Da dove? Verso dove?)

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Dalla Teoria alla Pratica

Esiste sempre un notevole vuoto tra teoria e pratica; tuttavia questa distanza tra teoria e pratica una falsa distinzione perpetuata da coloro che ritengono che i due concetti abbiano carattere dicotomico. MacIntyre (1981) fa crollare il mito di questa distanza in una affermazione contenuta nel suo noto libro intitolato After Virtue: ogni azione portatrice ed espressione pi o meno forte di teorie caricate di credenze e di concetti; ogni frammento del teorizzare ed ogni espressione delle credenze unazione politica e morale (p. 58). I teorici sono obbligati, dalla natura del loro lavoro, ad assicurare che i pratici siano informati su quello che la teoria insegna e che comprendano ci che essa insegna. Ogni pratico obbligato a cercare guide teoriche per le proprie attivit. Quando teorici e pratici riconoscono linterdipendenza delle loro responsabilit si hanno risultati benefici e produttivi. I risultati di qualsiasi ricerca debbono essere sempre trasmessi in una forma comprensibile. Le strategie per applicare la ricerca sono di competenza di entrambi: teorici e pratici. In un campo cos importante come leducazione fisica e la scienza che ne studia le finalit educative come appunto la Pedagogia dello sport necessario che questa dicotomia venga superata. Per costruire dei collegamenti tra teoria e pratica in Pedagogia dello sport necessario partire sempre da alcune domande: 1) Come possibile unire con una analogia la teoria delleducazione (la pedagogia) con il campo della sua applicazione (lo sport e leducazione attraverso di esso)?

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La figura 1 illustra una risposta a questa domanda attraverso gli aspetti multidimensionali presenti nei concetti di processo e prodotto. Si pu fare una croce in entrambe le direzioni, passando dallarea della teoria a quella della pratica. La conoscenza, la ricerca e lanalisi logica sono i pilastri della teoria. Larea della pratica costituita da molti elementi; i pi importanti sono che linsegnante deve essere abile a far progredire progressivamente la performance del gruppo, e che il movimento individuale e lo sviluppo si valutano in maniera diversa. Nelleducazione motoria e sportiva i programmi, i curricoli, i mezzi, sono importanti strutture che sostengono questo collegamento. Tuttavia i teorici possono aiutare a rispondere gli educatori fisici a domande quali: Chi siamo noi? Come funzioniamo? Cosa stiamo facendo? Dove stiamo andando? I pratici tendono ad aiutarci rispondendo domande diverse ma di uguale importanza, come ad esempio: Cos il movimento? Cos o non buono per la performance motoria? Di quali controlli abbiamo bisogno? E un gioco o un lavoro? Come possiamo migliorare? Possiamo affrontare questo? Il movimento, da un punto di vista teorico e pratico, ha la fortuna e la sfortuna di essere supportato dalla visibilit, dallo status, dallinteresse pubblico e dei limiti, come ad esempio il fatto di essere idolatrato da certi gruppi e disprezzato da altri. 2) Teoria e pratica vanno di pari passo naturalmente, oppure una deriva dallaltra? Molti illustri personaggi si sono cimentati nella risposta a questa domanda. Platone affermava che la mente e il corpo erano ugualmente importanti. Cartesio preferiva la mente; Dewey sosteneva la loro inseparabilit.

La discussione riguardante la mente e il corpo interessante, certo, ma non di grande importanza per le considerazioni relative alla teoria nei modelli pratici.

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E vero che, nellesistenza umana, luna non appare mai senza laltra e che entrambe sono reciprocamente dipendenti; anche vero che i pratici spesso sono spaventati dal linguaggio oscuro dei teorici, ma altrettanto vero che i teorici sono infastiditi dai guadagni che vengono dalle esibizioni sportive (per comprendere questo basta mettere a confronto gli stipendi dei pi brillanti docenti con quelli degli allenatori di calcio, ad esempio). 3) Qual la struttura del collegamento tra teoria e pratica? La figura illustra il modello di una struttura pratica. La questione della forza dipende da influenze interne ed esterne. La qualit dei materiali deve sopportare la forza del vento, dellacqua, del fuoco e loblio. Le scuole professionali e le universit sono forse le istituzioni pi importanti di questo collegamento. 4) Quanto contatto dovrebbero avere tra di loro i ricercatori e tecnici? Alcuni studiosi credono che la continua cooperazione con i tecnici sia essenziale, altri, invece, credono che ci siano delle aree cos esclusive in cui il modello tecnico-pratico non richiesto. Il pedagogista Kemmis (in Timming, 1992) sostiene che leducazione, intesa come una pratica che comprende le intenzioni, le azioni e le opinioni dei partecipanti, non un semplice comportamento ma un insieme di operazioni o dei semplici ruoli imposti allinsegnante ed agli studenti. In realt, in educazione ci che importante lattivit e non il risultato. Teoria e pratica sono entrambe essenziali, noi non possiamo avere luna senza laltra.

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3.2. Un ipotesi di risoluzione Ricerca e pratica nella Pedagogia dello Sport Il problema della dicotomia tra teoria e pratica in nessun aspetto pi evidente quanto nella ricerca educativa sullo sport e lattivit motoria. La ricerca in pedagogia dello sport si sviluppata soprattutto negli ultimi 20 anni nei paesi di lingua inglese e in Europa. La diffusione di questo tipo di ricerca evidenziato in molti studi (Bain, 1990; Steinhardt, 1992; (Piron & Graham, 1986), e dalla nascita di molte riviste specializzate (cfr., ad esempio, il Journal of Teaching in Physical Education). Alcuni anni fa Siedentop (1983) indic la pedagogia dello sport come una nuova sottodisciplina nelle scienze dello sport. Tuttavia la ricerca in pedagogia dello sport non ha influenzato effettivamente il suo reale pubblico: la scuola e i professionisti. Ad esempio, i professionisti non sono mai stati pi capaci di usare quello che i ricercatori hanno pubblicizzato come strategie effettive dinsegnamento, per migliorare quello che loro fanno. Venti anni fa Rothstein (1973) not uninsormontabile distanza tra ricerca e pratica nelleducazione fisica. La situazione oggi sembra non essere migliore (Lawson, 1992; Tannehill, Konczak, & Zakrajsek, 1987). Molti fattori strutturali e materiali, come ad esempio le condizioni di lavoro e i sistemi di ricompensa, sono stati identificati come la chiave che ostacola lapplicazione della ricerca in campo tecnico. Il problema principale della pedagogia dello sport ( e delle Scienze Motorie in Italia) oggi senza dubbio quello della relazione tra teoria e pratica nella ricerca.

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Ci stato oggetto di un lungo dibattito (Carr, 1986; Elliott, 1987; Kirk, 1989), che ha visto laffermazione di una modalit ortodossa di compiere la ricerca in educazione fisica. Questa ortodossia ha spesso confuso i ricercatori e i professionisti delle scienze motorie e li ha spinti a cercare modi alternativi per riorientare la relazione che sempre stata dalla teoria alla pratica. Questa concettualizzazione si purtroppo dimostrata priva di successo nel migliorare le pratiche nelleducazione fisica. Secondo Kirk (1989) esiste una ortodossia nella pedagogia dello sport, la quale modellata sulle tecniche e i discorsi di una scienza naturale positivistica. In questa ortodossia relativa alla relazione ricerca/ pratica, vi una priorit data alla teoria e non alla pratica. Ricercatori e tecnici spesso parlano di aumentare limpatto della ricerca sulla pratica o migliorare la pratica attraverso lapplicazione delle scoperte della ricerca. La conoscenza della ricerca vista come qualcosa che pu essere applicata alle pratiche educative, ma generata da un processo di ricerca indipendente da queste (Cochran-Smith & Lytle, 1993; Tom, 1984). Lawson (1990) ci da una chiara immagine di questa ortodossia quando egli parla riguardo alla concezione dominante della relazione tra teoria e pratica nelleducazione fisica. Secondo questa concezione, la ricerca basata sulle conoscenze teoriche ritenuta generalizzabile e si crede che fornisca una guida a ciascun tecnico della pedagogia dello sport. In questa prospettiva, lautorit e il prestigio nella professione appartiene ai ricercatori, ed i tecnici sono considerati meri recettori pronti ad una automatica accettazione dei risultati della ricerca. Schon (1983, 1987) chiama questa ortodossia il modello della razionalit tecnica della pratica professionale. Secondo questo, il lavoro professionale consiste nellapplicazione effetti-

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va ed efficiente della teoria scientifica e nella tecnica di risolvere i problemi nella pratica. Ricerca/teoria e pratica sono separate e i ricercatori sono visti come autorit che identificano problemi e forniscono soluzioni. Il ruolo dei tecnici marginale. La loro importanza come fonti di conoscenza ignorata e la natura del loro lavoro vista come quella di tecnici. Questo modello interpreta la pratica educativa come unattivit essenzialmente tecnica designata per determinare la scoperta delle finalit educative (Carr, 1986, p. 181). La logica della razionalit tecnica nella pedagogia dello sport ha dato forma ad un modello di sviluppo di una ricerca, sviluppo e diffusione come un meccanismo per lo sviluppo professionale degli insegnanti (Lawson, 1990b). Lo sviluppo professionale degli insegnanti di educazione fisica e degli educatori delle attivit motorie in questo modello consiste in una comprensione teorica dei principi dellinsegnamento effettivo e in una conoscenza di come applicarli in particolari situazioni pratiche. Questo modello di ricerca, sviluppo e diffusione diventato ormai inadeguato e discreditato (Lawson, 1990b; Schon, 1983); questo soprattutto perch la natura della pratica intesa male e le abilit riflessive inerenti gli insegnanti sono ignorate.

UnAlternativa: Ricerca nella Pratica

Secondo Schon (1983), pertanto, la razionalit tecnica nella ricerca e nella pratica basata su unincomprensione della natura della pratica professionale. Da questo punto di vista, la pratica professionale coinvolge solo lapplicazione della teoria scientifica e della ricerca ai

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problemi pratici. La natura dei problemi pratici vista essenzialmente come tecnica. Cos si presume che essi siano risolvibili attraverso una selezione da significati validi (Schon, 1983, p. 40). Il ruolo dei tecnici in questo processo solo strumentale al loro compito di applicare effettivamente ed efficacemente semplici principi. Schon (1983) afferma che, nel mondo reale, i problemi pratici non sono n definiti n chiari; essi sono complessi, confusi e spesso conflittuali. I problemi pratici conflittuali non possono essere risolti da prescrizioni tecniche derivate dalla ricerca scientifica. I tecnici non agiscono strumentalmente secondo la logica della razionalit tecnica; piuttosto agiscono intuitivamente secondo la loro comprensione della natura del problema e delle sue cause. Basandosi su questa riconcettualizzazione della natura della pratica e dei tecnici, lo stesso Schon (1983, 1987) propone unalternativa epistemologica della pratica in cui il ruolo centrale dei tecnici e della pratica nella generazione della conoscenza professionale viene autenticamente riconosciuto. Schon (1983) chiama ci riflessione nellazione. Egli suggerisce che nella logica della riflessione in azione, la teoria/ricerca e la pratica sono inseparabili. La conoscenza professionale non arriva da una isolata contemplazione intellettuale, ma strutturata attraverso conversazioni riflessive con la situazione. Riflettendo sulla e nella nostra pratica, Schon aggiunge, noi creiamo conoscenze e abilit che sono essenziali per migliorare quello che noi facciamo. Non c nessuna separazione tra il produttore della conoscenza e colui che ne fa uso. Il produttore colui che usa, e colui che usa il produttore. La conoscenza ottenuta attraverso la riflessione sulla e nella azione differisce nel genere da quella della razionalit tecnica. Qui la conoscenza non applicata allazione ma incorporata in essa (Elliot, 1985, p.238). La conoscenza risiede nella pratica e viene dalla pratica e non dalla ricerca scientifica. La conoscenza e la pratica sono fuse insieme.

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Schon descrive anche le caratteristiche del tecnico riflessivo che lavora sotto la logica della riflessione-in-azione: Lo studioso afferma che quando qualcuno riflette-inazione, egli diventa un ricercatore nel contesto della pratica. Egli non dipendente dalle categorie della teoria ma costruisce una nuova teoria del singolo caso; non conserva significati e fini separati, ma li definisce in maniera interattiva. Inoltre, egli non separa il pensare dal fare, razionalizzando il suo modo alla decisione che in seguito dovr convertire in azione. A questo punto alcune domande sorgono spontanee: Come pu essere migliorata la pratica educativa secondo questa riflessione-in-azione? Quale ruolo assumono gli insegnanti nel processo? Lidea di Schon (1983) sulla riflessione-in-azione strettamente legata al gruppo dei principali nuovi approcci per il miglioramento della pratica educativa degli insegnanti. Lidea dell insegnamento come ricerca (Atkin, 1992) incarna limmagine del tecnico riflessivo. A questo proposito ricordiamo laffermazione di Schon (1983): quando qualcuno riflette-in-azione, egli diventa un ricercatore nel contesto pratico(p. 68). La nozione dellinsegnante come ricercatore include che linsegnante ha la responsabilit di generare la propria conoscenza divenendo ricercatore della propria pratica (Carr & Kemmis, 1986). Nella pedagogia dello sport, il concetto della razionalit tecnica della relazione tra ricerca e pratica ancora in vigore (Kirk, 1989; Lawson, 1990b). Recentemente ci sono state innovazioni, ad esempio la collaborazione scuole-universit (Martinek & Schempp, 1988), la ricerca azione (Tinning, 1992a, 1992b), e linsegnamento riflessivo (Hellison & Templin, 1991), tutti segnali di un modo alternativo di guardare la relazione tra la ricerca e la pratica.

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Approcci alla Riflessione-in-Azione Secondo Schon (1983) i tecnici che riflettono sulla e nella loro pratica, diventano ricercatori per natura. In questo senso, gli insegnanti di educazione fisica diventano ricercatori della loro stessa pedagogia quando indagano in ci che fanno. Il loro insegnamento diventa un processo di ricerca nella sua natura. A questo proposito lidea di Stenhouse (1975) dellinsegnantecome-ricercatore si colloca perfettamente nel modello di riflessione-in-azione di Schon. Stenhouse sostiene che gli insegnanti hanno bisogno di assumere un atteggiamento di ricerca rispetto al loro stesso insegnamento se vogliono migliorarlo. Per atteggiamento di ricerca Stenhouse intende una disposizione ad esaminare la propria pratica criticamente e sistematicamente (1975, p. 156). Sviluppare la capacit degli insegnanti per uno sviluppo professionale ed autonomo di se stessi attraverso uno studio sistematico di se stessi un ottimo modo di migliorare la qualit delle loro pratiche pedagogiche. Gli insegnanti dovrebbero interrogarsi su cosa stanno facendo nella classe. Infatti hanno bisogno di imparare ci da se stessi. Per quanto riguarda gli insegnanti, possiamo dire che ci sono tre approcci nelleducazione fisica: la ricerca collaborativa (Schempp & Martinek, 1988), la ricerca azione dellinsegnante (Tinning, 1992a, 1992b) e linsegnamento riflessivo (Hellison & Tellin, 1991).

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La ricerca collaborativa Secondo Stenhouse (1975), uno dei modi migliori per gli insegnanti per assumere il ruolo di ricercatori di formare una squadra di ricerca fondata sulla collaborazione tra insegnanti stessi e universit. Spesso per gli insegnanti, a causa di barriere psicologiche e sociali con cui devono fare i conti nel loro posto di lavoro, non possono avere un atteggiamento di ricerca. Schempp e Martinek (1988) propongono che la collaborazione tra insegnanti e ricercatori universitari venga basata su interessi comuni in modo tale da poter produrre un corpo di conoscenza professionale. Della ricerca collaborativa, Schempp e Martinek dicono: gli insegnanti assumono un duplice ruolo. Loro sono allo stesso tempo loggetto della ricerca e i ricercatori (p. 211). Gli educatori fisici universitari diventano partners in una squadra di ricerca (p. 212). Questa squadra nella ricerca assicura una condivisione di ricerca e di idee per pianificare e condurre il progetto di ricerca (p. 211).

Ricerca azione dell insegnante La ricerca azione dellinsegnante differisce dalla ricerca collaborativa, in cui gli insegnanti assumono il ruolo principale della ricerca e i ricercatori universitari quello di facilitatori o amici critici. Sebbene nella ricerca collaborativa queste due parti sono partners, nella ricerca azione ci si aspetta che gli insegnanti guidino

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il processo di ricerca, mentre ai ricercatori universitari spetta il compito di consigliare o criticare gli insegnanti-ricercatori. Lidea della ricerca azione apparve nelleducazione fisica appena dieci anni fa. Len Almond (1983) della Gran Bretagna rifer la prima ricerca azione in questo campo. Applicando uninnovazione chiamata insegnando giochi per comprendere alla pratica, gli insegnanti avevano il compito di fare ipotesi riguardo il loro insegnamento per la comprensione nei giochi. Allo stesso tempo, luniversit forn una squadra di ricerca per trovare modi efficaci di supportare gli insegnanti che teorizzavano sulla loro stessa pratica. Almond (1983) chiam lo studio degli insegnanti ricerca di primo ordine e lo studio della squadra universitaria ricerca di secondo ordine, riportando le scoperte emerse da questo studio in due articoli (Almond, 1986; Almonde & Thorpe, 1988). Tinning (1987a) sosteneva che gli insegnanti dovevano diventare pi riflessivi nel loro insegnamento. Lo staff della Deakin University, in Australia, diede vita ad un programma chiamato ricerca basata sulleducazione dell insegnante. La premessa principale era lidea che leducazione dellinsegnante doveva riguardare lapprendimento delle loro stesse teorie pratiche. Gli studiosi trascorrono grandi periodi di tempo nelle scuole e cercano di comprendere e migliorare la loro pratica pedagogica utilizzando il processo della ricerca azione. Per Tinning il risultato di questo processo che: gli insegnanti iniziavano un processo di sviluppo professionale che consiste in processi che riconoscono la conoscenza pratica dellinsegnante e che

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permettono agli insegnanti di formare e controllare il loro sviluppo professionale attraverso sforzi collaborativi. (1987a, p. 120) Parlando sempre di ricerca azione, Gore (1990) sviluppa un modo alternativo di pensare riguardo alle pratiche di insegnamento: la nozione di pedagogia come test attraverso osservazioni e riflessioni della sua stessa pedagogia. Ci si riferisce ad una comprensione che linsegnamento dellinsegnante come leggere un test: non c un modo giusto di leggerlo, ma ci sono molteplici letture. Gore sviluppa quindi un modo alternativo di guardare linsegnamento e considerare le possibilit di migliorarlo. Gli insegnanti universitari e scolastici spesso esaminano criticamente la loro prassi dicendo che ci rende incapaci loro di apprendere di pi riguardo se stessi, i loro alunni, il loro insegnamento e i giochi (Almond, 1986, p. 163). Questo apprendimento accresce la consapevolezza degli insegnanti riguardo ai risultati collegati alle loro pratiche educative, e questo porta ad un miglioramento. Tinning (1987a) concludeva che, se propriamente eseguita, la ricerca azione pu fornire uneccellente opportunit per lo sviluppo professionale degli insegnanti. Come molte altre innovazioni tuttavia, la ricerca azione difficile da eseguire per gli insegnanti. Come indicava Stenhouse (1975) le barriere psicologiche e sociali per assumere un atteggiamento di ricerca sono abbondanti nelleducazione fisica. Molti insegnanti hanno il desiderio e la motivazione di esaminare criticamente il loro lavoro dinsegnamento, altri hanno il desiderio ma questo non supportato dal clima scolastico e dalla struttura organizzativa.

Insegnamento riflessivo

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Questo approccio nel preparare gli insegnanti a riflettere-inazione enfatizza lo sviluppo della conoscenza, dellabilit e delle disposizioni dalla prospettiva degli insegnanti e soprattutto di quegli insegnanti che sono incapaci di essere riflessivi sul loro insegnamento e sui contesti sociali in cui ha luogo il loro insegnamento (per esempio laula, la scuola, la comunit locale, la societ) (Tabachnick & Zeichner, 1991, p. ix). Riflettendo, linsegnamento include il fare domande riguardo ai credi filosofici e ai valori, come ad esempio cosa vale la pena fare? e alla risoluzione di problemi pratici come ad esempio quello che sto facendo significa lavorare?(Hellison & Tellin, 1991, p.3). Tutte queste domande che gli insegnanti si pongono in modo critico non sono altro che insegnamento riflessivo. Con l educazione fisica riflessiva gli insegnanti analizzano sistematicamente i vari aspetti del loro insegnamento nella ginnastica. Questa analisi sistematica compiuta da se stessi non va sempre avanti attraverso procedure formali o esplicite, spesso infatti essa assume forme nascoste o intuitive. Cutforth and Hellison (1992) riportano un esempio di insegnamento di educazione fisica riflessiva attraverso gli studenti in un corso di metodi. Lobiettivo del corso era educare gli studenti a diventare abili nellusare modelli di curriculum dando loro opportunit di comprendere i vari modelli. Gli studenti sono visti come apprendisti consapevoli che possono utilizzare la loro conoscenza e le loro abilit per le proprie esperienze di apprendimento. Si scopr che lavorare con gli studenti e non su di loro, uno dei pi critici componenti per gli istruttori nello sviluppo della riflessivit degli studenti. Bibliografia:

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40

I PRINCIPALI AGENTI EDUCATIVI


(UNA INTRODUZIONE)

premesse
. . . . .

Leducazione, come un Giano Bifronte, presenta due facce: luomo e la societ. Leducazione un sistema sociale. Leducazione un fatto sociale. necessario precisare il concetto di societ necessario precisare gli aspetti della societ contemporanea Vedere sempre con lottica della Educazione Permanente

FUNZIONE DELLA PEDAGOGIA COME SCIENZA SOCIALE


la pedagogia come scienza sociale (pedagogia sociale) ha come scopo quello di individuare le funzioni educativa peculiari che ciascun ente sociale svolge secondo la propria struttura

Aspetti da approfondire

Concetto di societ e di comunit Struttura della societ:


Agenti primari Agenti istituzionali Complessi operanti

Concetto di societ
La societ non si configura soltanto come destinataria dellazione educativa (educazione sociale) ma come insieme di attivit che promuovono leducazione stessa attraverso i suoi organismi detti agenti/enti educativi. La societ una struttura caratterizzata da legami fondati su interessi individuali, sulla competizione, sulla concorrenza che si attua nel mercato, nello scambio commerciale e nello stato politico

Concetto di comunit
E un concetto meno spersonalizzato che rimanda ad un insieme pi ristretto di persone che condividono un interesse e un obiettivo comune

La societ composta da
AGENTI (ENTI AGENZIE)

agenzia: cattiva traduzione di agency

Agenti Primari

La famiglia

Agenti Istituzionali

Parlamento Governo Scuole Enti locali Magistratura ASL Esercito

Unioni di iniziativa
Associazioni professionali e culturali Partiti politici Sindacati Associazioni sportive

Complessi operanti

Televisione Arte Teatro Cinema Stampa Propaganda Pubblicit

La societ attuale :

Organica (le sue parti formano un organismo/sistema in continua interazione tra loro) Articolata e diversificata Democratica (attenta ai bisogni dei singoli) Dinamica Aperta (caratterizzata da ruoli acquisiti e non ascritti) Globale Multiculturale Multietnica Multireligiosa Complessa

La scuola come agente educativo


Funzioni della scuola:

Orientare Socializzare Sviluppare competenze Formare alla capacit critica

Enti/Agenti Sportivi

Associazioni (CUS, Circoli ricreativi) Federazioni Palestre Club Polisportive Societ sportive

Condizioni che rendono educativo un ente sportivo


Condizioni da soddisfare necessariamente (debbono essere possedute in toto)

Enti/agenti sportivi: funzioni educative


Socializzazione e comunicazione Prevenzione Integrazione Funzioni ricreative Promozione del benessere e della salute Promozione della convivenza democratica

debbono trasmettere i valori sportivi

nellottica della formazione permanente

III Modulo: Sport ed Educazione del corpo nella storia

Relazione tra sport ed educazione fisica (Thomas, 2001)


1
SPORT

VS

EDUCAZIONE FISICA

FENOMENI SEPARATI: C OPPOSIZIONE SI IDENTIFICANO: SONO LA STESSA REALTA SI INTERSECANO: CIASCUNO HA LA PROPRIA SPECIFICITA LO SPORT E PIU VASTO DELLEDUCAZIO NE FISICA E LA CONTIENE LEDUCAZIONE FISICA CONTIENE LO SPORT (STRUMENTO)

SPORT EDUCAZIONE FISICA

SPORT

EDUCAZIONE FISICA

SPORT

EDUCAZIONE FISICA

EDUCAZIONE FISICA SPORT

TIPOLOGIA DI STUDI SULLEDUCAZIONE FISICA E SPORTIVA: Cronologici (studio di periodi specifici) Geografici (aree spaziali determinate) Politici (sistemi di educazione fisica, influenza dei governi) Culturali (funzioni delle pratiche motorie e sportive in relazione ai contesti culturali) Biografici (ruolo delle persone coinvolte)

Difficolta di collocare storicamente le prime pratiche motorie e sportive. Necessita di un approccio interdisciplinare e di conoscenze che riguardano:
Storia antica Archeologia Storia dellarte Filologia classica Antropologia Sociologia Linguistica

Attivit fisica e giochi sportivi nel periodo pre-classico


Gli albori le civilt americane le civilt orientali il vicino oriente antico i popoli mediterranei

Gli albori delle pratiche motorie


Il gioco: larmonia del movimento, le regole, la perfezione formale La caccia: da attivit di sopravvivenza a pratica rituale La danza: sacralit, celebrazione imitazione Seguire le vicende delleducazione fisica nel tempo seguire le diverse concezioni delleducazione, della vita, della civilt e dei valori umani, e non solamente la pratica degli esercizi del corpo

Lattivit motoria presso i popoli meso-americani


Guerre, rituali religiosi, giochi di squadra il tlachtli (600 a. C.): la palla elastica lungo il percorso del sole il volador: lancio di giovani da un palo di 30 metri Civilt meravigliose e fantasiose, dove lattivit motoria ebbe grande possibilit di ben svilupparsi perch sinonimo di ricchezza e prosperit

Lattivit motoria presso i popoli orientali


La Cina: il Kong-fu (arte vitale) descritto dallimperatore Huang-Ti (2800 a. C.) Il Giappone: il Bushi-do dei Samurai LIndia: lo Yoga e la danza di Shiva Tutte le forme di attivit motoria in Oriente sono connesse con la vita religiosa i movimenti e le forme statiche delle attivit ginniche hanno un significato filosofico-religioso

Lattivit motoria presso le civilt del vicino Oriente Antico


I popoli mesopotamici: la guerra e la caccia; il pugilato nella tavoletta di Ashnunnak Gli Egizi: cura del corpo e religione; la lotta nellarte funeraria Gli Ebrei: lattivit fisica come prevenzione nel Levitico; la pietra di paragone i Persiani:igiene e religione per un fisico perfetto; la lotta Koshti; la cosmesi

Lattivit motoria presso i popoli mediterranei


I Cretesi: religione e ginnastica per la formazione giovanile; la taurocathapsia Gli Achei: lattivit motoria come espressione di nobilt; i giochi funebri Gli Etruschi: il gioco sportivo come spettacolo; le raffigurazioni delle tombe di Tarquinia (delle bighe, della caccia e della pesca, degli Auguri); il circo

Lo sport in Grecia
I Greci: primo popolo che ha fatto dello sport un parte integrante della propria paideia. Che ha iniziato a misurare il tempo a partire da una gara sportiva (Olimpiadeperiodos-776 a.C)

Iconografia ginnico-sportiva nelle tombe etrusche di Tarquinia


Tomba delle bighe:
corse di cavalli con e senza bighe, corsa saltatori anche con lasta (testimonianza unica nel mondo pre-classico), lotta, pugilato, gladiatori armati, un variegato pubblico

Tomba della caccia e della pesca:

scena di caccia, pesca, nuoto, tuffi (il tuffatore, simile a una raffigurazione rinvenuta a Paestum)

Tomba degli Auguri: scene di lotta tra atleti, uomini e animali

Iliade, libro XXIII: i giochi funebri in onore di Patroclo (I)


Vv. 1-257: funerali di Patroclo
(lamento funebre, rogo, sepoltura)

257-261: convocazione dei giochi 262-652: la gara delle bighe


(presentazione dei concorrenti, gara, commenti del pubblico, premiazione) Eurialo)

653-699: gara di pugilato (Epeo ed

Iliade, libro XXIII: i giochi funebri in onore di Patroclo (II)


700-739: gara di lotta (Aiace
Telamonio e Odisseo)

740-797: gara di corsa (Odisseo) 798-825: duello in armi (Aiace e


Diomede)

826-849: 850-883: 884-897:

(Agamennone)

lancio del disco (Polipete) tiro con larco (Merione) lancio del giavellotto

Sport e giochi nellantichit classica Gli elementi


strutturali della gara I giochi La preparazione sportiva e le istituzioni educative Ippica, atletica, lotta Aspetti ideologici e sociologici

Gli elementi strutturali della gara nelle rappresentazioni letterarie,mitologiche ed epiche


La sfida: la provocazione lanciata da uno dei contendenti Lagonismo: la contrapposizione e al tempo stesso la massima assimilazione tra i contendenti La posta in gioco: la gara tende alla conquista di qualcosa (un ruolo, un simbolo, un premio materiale) La metis: si vince sia con la forza sia usando astutamente lintelligenza Lonore e la gloria: segno materiale dellimmateriale (il merito) Loblio e il biasimo: la morte per assenza di memoria

I giochi
I giochi antichi secondo Huizinga : a. una lotta per qualcosa (seriet, spazio, tempo, regole) b. in connessione con un rito sacro I giochi del circuito o panellenici: i giochi Olimpici i giochi Nemei i giochi Pitici i giochi Istmici le Panatenee

I giochi Olimpici (I)


Dove: a Olimpia (Elide) , dal 776 a. C. Quando: ogni quattro anni, a fine estate In onore di: Zeus Olimpio (abitante dellOlimpo) Il premio: una corona di olivo Le gare: 200, 400, 4800 metri Pentathlon Lotta, pugilato, pancrazio, Corsa dei carri e dei cavalli 200 mt, lotta e pugilato per ragazzi Corsa in armi

I giochi Olimpici (II)


Il programma delle gare:
I giorno: cerimonie II giorno:carri, cavalli, pentathlon, riti serali III giorno: ecatombe, gare dei ragazzi IV giorno:corse e lotte V giorno:cerimonie e banchetto

Il pentathlon ciclo di gare impegnanti tutto il corpo: corsa salto disco giavellotto lotta

I giochi Nemei
Dove: a Nemea (Argolide), dal 573 a. C. Quando: ogni due anni, destate In onore di: Zeus Nemeo Il premio: una corona di sedano selvatico Le gare: agoni atletici agoni ippici agoni musicali (dal periodo ellenistico)

I giochi Pitici
Dove: a Delfi, dal 582 a. C. Quando: ogni quattro anni, destate In onore di: Apollo Il premio: una corona di alloro Le gare: dapprima solo agoni musicali poi anche agoni ginnici, che presero il sopravvento e, in misura limitata, agoni ippici

I giochi Istmici
Dove: a Corinto, dal 581 a. C. Quando: ogni due anni, in primavera In onore di: Posidone Il premio: una corona di pino Le gare: allinizio gare ginniche e ippiche poi competizioni musicali, letterarie e poetiche carattere popolare e atmosfera disinvolta

La Panatenee
Dove: ad Atene, dal 566-565 a. C. Quando: ogni anno, per nove giorni (ogni quattro anni unedizione speciale) In onore di: Atena Il premio: anfore di olio proveniente da uliveti sacri Le gare:
gare musicali e letterarie (tre giorni) gare ginniche (due giorni) gare ippiche (un giorno) pirriche, o danze con le armi (un giorno) lampadoforie, o corse con le fiaccole (un giorno) regate e processione (ultimo giorno)

La preparazione sportiva e le istituzioni educative (I)


La palestra: luogo in cui si lotta nella citt scopo: allenamento fisico Il ginnasio: luogo in cui si eseguono esercizi dopo essersi spogliati fuori dalla citt scopi: allenamento fisico (in particolare degli atleti) e preparazione militare

La preparazione sportiva e le istituzioni educative (II)


Gli allenatori: il paidotribes:
insegnante privato di educazione fisica, con una sua palestra, affiancato al docente di scuola

il gymnastes:

lallenatore degli atleti, pubblico funzionario del ginnasio

Gli esercizi fisici lallenamento fisico parte integrante delleducazione corsa, lotta, attrezzistica esecuzione ritmica e musica pareri sullallenamento

La preparazione sportiva e le istituzioni educative (III)


Dietetica e medicina la dieta e i risultati agonistici: dallempiria alla teoria ginnastica e scienza medica accomunate dallinteresse per la dieta (Antica medicina) diversi pareri medici sullattivit ginnica e sportiva: Diocle di Caristo e Galeno

La gare ippiche (I)


Tipi di competizione corsa dei cocchi a quattro cavalli corsa coi cavalli montati corsa dei cocchi a due cavalli gare minori Ippodromo e circo ippodromo greco:

tratto di terreno diviso in due corsie e delimitato da una meta (punto di svolta)

circo romano: la

spina (muretto divisorio) e la linea di partenza a forma di arco

La gare ippiche (II)


La corsa delle quadrighe durata variabile della gara entusiasmo del pubblico le scommesse il premio ai cavalli e ai loro proprietari La corsa con i cavalli montati si cavalcava nudi su un cavallo senza sella e senza staffe il cavallo poteva vincere anche senza fantino

Le gare atletiche (I)


Lo stadio da unit di misura (185 mt.) a luogo di gara (rettangolo 200 per 30) costruito sfruttando il terreno Le gare di corsa
stadio (200 mt) diaulos (2 stadi - 400 mt.) hippios (4 stadi - 800 mt.) dolichos (da 7 a 24 stadi corsa di fondo) oplitodromia (corsa in armi - da 2 a 15 stadi) lampadedromia (corsa con le fiaccole) stadio femminile (5/6 di stadio)

Le gare atletiche (II)


Il salto salto in lungo con breve rincorsa effettuato con laiuto di pesi (halteres) tenuti nelle mani altri salti (alto, triplo, asta) praticati ma non nelle gare Il lancio del disco disco di metallo, pesante circa 2 kg e di 25 cm. di diametro la ricostruzione dei movimenti mediante la pittura vascolare

Le gare atletiche (III)


Il lancio del giavellotto asta di legno di circa 180 cm. lanciato mediante una cinghia di cuoio (ankyle) pratica derivata dalla caccia e dalla guerra Il pentahlon verifica della completezza di un atleta lordine delle gare: x-y-zgiavellotto - lotta valutazione: per eliminazione o per attribuzione di punti

Gli sport corpo a corpo (I)


La lotta tra Aiace Telamonio e Ulisse ai giochi funebri in onore di Patroclo Forza fisica e intelligenza astuta La lotta lotta in piedi e lotta a terra le prese: alle
braccia, al collo, al corpo (sollevamento verticale, laterale, dorsale)

atterrare per tre volte la vittoria per ritiro

Gli sport corpo a corpo (II)


Il pugilato colpire coi pugni cinti da fasce di cuoio e protetti da una fascia intorno alle reni nessuna distinzione di peso e nessuna interruzione temporale Il pancrazio la lotta in cui tutto possibile (escluso
mordere e strappare)

mosse codificate: il
pugno sulla testa, la presa alla gamba scalciante, la torsione del calcagno, le tecniche di sacrificio

la duplice vittoria

Aspetti ideologici e sociologici dello sport nel mondo antico


I tipi di gare: agones hiero kai sthephanitai e agones thematikoi La sovvenzione degli atleti e il professionismo Le onorificenze: statue e monete Lideologia degli atleti I primati Il tifo sportivo

La pace olimpica nellantichit greca


Eirne = pace Ekecheira= situazione in cui ci si astiene dalluso delle mani, immunit, armistizio Caratteristiche dellekecheira: - inviolabilit del territorio di Olimpia
- tregua sacra: protezione di tutti coloro che partecipavano alle Olimpiadi - sanzioni contro chi violava la tregua

La ekecheira olimpica non era una tregua totale perch


1. Non era lunica - ogni giochi ne aveva una - fare guerre sarebbe stato
impossibile - invece ci sono state moltissime guerre

2. Tre documenti testimoniano azioni di guerra durante la tregua sacra (422


a.C.: Atene attacca Delo; 412 a.C.: Sparta e Corinto attaccano Atene; 394 a. C.: Sparta attacca Tebe)

3. Tutte le fonti riferiscono la tregua sacra ad azioni contro lElide e non a


guerre fra terzi

Educazione fisica e sport a Roma: lalterit rispetto al mondo greco


1. I Romani contestavano laspetto del professionismo organizzato 2. Criticavano altres la nudit degli atleti 3. Hanno conosciuto lagonismo greco nella sua fase decadente 4. Avevano forme di esterofobia 5. Non avevano bisogno di giochi per ribadire lidentit nazionale

Differenze tra agones dei Greci e ludi dei Romani


Contest gara competitori liberi partecipanti diretti Game spettacolo schiavi o prezzolati spettatori

I ludi romani
Circenses:
gare di carri nel circo (troianus lusus: gare ginnico-militari per i giovani)

Venationes: caccia di animali Scaenici: spettacoli teatrali (specialmente


commedie)

Certamina: Gladiatorii:

giochi ginnici (tardivamente apparsi sul modello greco) originariamente organizzati da privati in occasione di onoranze funebri

I luoghi dellattivit fisica a Roma


Il circo (arena - carceres - cavea) lanfiteatro il teatro il Campo di Marte le Terme

La fine della civilt ginnico -sportiva greca e romana


Nel 392 d. C. limperatore Teodosio, con leditto di Costantinopoli, abolisce alcune forme di culto non cristiane, tra cui le Olimpiadi La repressione di Tessalonica causata da un tumulto in occasione di giochi Il ruolo del vescovo di Milano Ambrogio

Lattivit fisica nella visione cristiana della vita


Alcuni Padri della Chiesa (Tertulliano) considerano lattivit fisica un retaggio del paganesimo: la fede cristiana si esercita con la mente, mentre il corpo deve essere mortificato Altri (Agostino) considerano corpo e anima una unit inscindibile, e quindi sono favorevole ad una cura del corpo funzionale alla vita di fede

Una visione del cristianesimo medievale: Tommaso dAquino


Il gioco delluomo disciplinato, cio allenato al debito modo di giocare, si distingue dal gioco delluomo indisciplinato, cio non avente la padronanza di se stesso in seguito alla mancanza della disciplina

La nascita della cavalleria nel mondo feudale


Origini della cavalleria presso i sovrani carolingi educazione militare inquadrata e disciplinata da unideologia religiosa la formazione del corpo e dello spirito: il valore guerresco e la cortesia

I giochi equestri nel mondo medievale


Il torneo: un combattimento simulato tra
squadre avversarie (nella lizza) armi spuntate

la giostra: scontro tra due cavalieri con il carosello: scenografia equestre la quintana/giostra del saracino: il
cavaliere contro una sagoma mobile

la corsa dellanello: gioco di destrezza

Il folklore: giochi e sport popolari


Firenze: il gioco del calcio Siena: il palio delle contrade Arezzo: la giostra del saracino San Sepolcro: il palio dei balestrieri Gubbio: la corsa dei ceri Venezia: la regata storica

Lattivit motoria nellet umanistico-rinascimentale


Il concetto di rinascimento Lumanesimo Leducazione fisica secondo i pedagogisti dellumanesimo: Vergerio e Vittorino Leducazione fisica secondo gli intellettuali del rinascimento: Machiavelli, Castiglione, Mercuriale, Tuccaro

Let rinascimentale
Il tema medievale della rinascita religiosa Il concetto di rinascimento come ideale collegamento allet classica Gli aspetti salienti della cultura rinascimentale: umanesimo e riforma
religiosa

La riscoperta delleducazione fisica classica e della sua funzione educativa

Il movimento umanistico e lidea di una nuova cultura


1. Luomo come totalit di anima e corpo: il suo destino e il dominio della natura 2. Luomo come storicit: conosce il suo passato ma se ne distacca 3. Luomo come ente educabile: le discipline umanistiche come mezzo di crescita spirituale 4. Luomo come naturalit: la volont di conoscere il mondo per quello che

Leducazione fisica secondo i pedagogisti dellumanesimo


Pier Paolo Vergerio
1370 - 1444

De ingenuis moribus et liberalibus studiis adulescentiae


la riscoperta delleducazione fisica classica (Creta e Sparta) leducazione fisica come propedeutica

Vittorino da Feltre 1378 - 1446 lesperienza della Casa Giocosa nella villa La Gioiosa
la rivalutazione dellesercizio fisico leducazione fisica come parte integrante delleducazione

Leducazione fisica secondo gli intellettuali del rinascimento (I)


Niccol Machiavelli 1469 - 1527 Il principe (1513)
le qualit fisiche del governante

Baldassar Castiglione 1478 - 1529 Il cortegiano (1518)


le. f. per laddestramento militare e per la padronanza del proprio corpo le. f. come elemento della educazione

Larte della guerra (1521)


lesercizio fisico strumento per addestrare le milizie cittadine

Leducazione fisica secondo gli intellettuali del rinascimento (II)


Girolamo Mercuriale 1530 - 1606
Artis Gymnasticae apud antiquos celeberrimae, nostris temporibus ignoratae (1569) il recupero storico della ginnastica antica le. f. come supporto della medicina preventiva

Arcangelo Tuccaro 1550 - 1620 (circa) Tre dialoghi del saltare e del volteggiare in aria (1599)
il tentativo di dare dignit scientifica alla ginnastica acrobatica presso la Corte di Francia

Il Seicento: il secolo della rivoluzione scientifica


Galileo Galilei e il metodo sperimentale Jan Amos Komensky (Comenio) e la fondazione della pedagogia moderna John Locke e leducazione del

Il Seicento: il secolo della rivoluzione scientifica (I)


Galileo Galilei e il metodo sperimentale sensate esperienze e necessarie dimostrazioni lesperienza lesperimento Jan Amos Komensky (Comenio) e la fondazione della pedagogia moderna linsegnare tutto a tutti il giusto modo di insegnare tutto a tutti

Il Seicento: il secolo della rivoluzione scientifica (II)


John Locke e leducazione del gentleman il riconoscimento dellinfanzia e delle sue peculiarit la teoria dellindurimento (hardening) Conclusioni la rivalutazione della natura la rivalutazione della corporeit il consolidamento dellidea di uomo integrale (corpo e mente)

Il Settecento illuministico: riscoperta dellinfanzia e nascita delleducazione fisica moderna


Rousseau e lEmilio Il filantropinismo
La scuola di Dessau: Basedow e Vieth La scuola di Schnepfenthal: Salzmann e Guts Muths La scuola di Copengahen: Nachtegall

Rousseau e lEmilio
la centralit della natura lEmilio come utopia pedagogica la scoperta dellinfanzia e delle sue
caratteristiche psicologiche

leducazione negativa:

quella che prepara alla ragione mediante lesercizio dei sensi, che non inculca alcuna virt, ma che previene il vizio, che non insegna la verit ma che protegge dallerrore

il ruolo delleducazione motoria

Il filantropinismo
massima espressione dellIlluminismo tedesco (1770 - 1800 circa) ripresa del tema rousseauiano della natura tema illuministico delleducazione della ragione, contro ogni forma di
sentimentalismo

la ragione come guida della condotta individuale e collettiva la centralit delleducazione fisica

La scuola di Dessau (1774-1793): J. B. Basedow e A. Vieth


Johann Bernhard Basedow (1723-1790) il Manuale elementare il Philantropinum convittori e famulantes concetto unitario di educazione: fisica,
intellettuale, morale
limiti pedagogici: la rigidit

Anton Vieth (1763-1836) Saggi di una enciclopedia degli esercizi del corpo
attivit motoria basata sullanatomo-fisiologia

concezione dinamica delleducazione fisica

Lordinamento interno del Filantropino


art. 4: ogni mese, in un giorno a caso (Casualtag) digiuno fino alle 14, stanze fredde, dormire in terra art. 9: il tempo (5 ore di studio e lavoro, 3 di moto moderato, 2 di lavori pesanti) art. 13: Tutti i convittori e i famuli sono
addestrati da una persona competente nei movimenti e nelle posizioni militari, poich in nessun altro esercizio il corpo acquista tanta agilit

La scuola di Schnepfenthal (1784): C. Salzmann e J. C. Guts Muths


Christian Salzmann (1744-1811) Il libretto del gambero (1780) migliore organizzazione formazione degli insegnanti e attenzione alla didattica Johann C. Guts Muths (1759-1839) Ginnastica per la giovent (1793)
distacco dalla ginnastica antica: verso la ginnastica naturale

sistematizzazione della materia dalla Form al Bilden

La scuola di Copenaghen: F. Nachtegall


Franz Nachtegall (1777-1847)
la ginnastica nellinsegnamento primario (1801) lIstituto Militare di Ginnastica (1804) la formazione degli insegnanti di educazione fisica (1816) la Scuola Normale di Ginnastica (1828): le. f. materia obbligatoria

Conclusioni leducazione fisica come disciplina il nuovo ruolo educativo delleducazione fisica listituzionalizzazio ne delleducazione fisica

I capiscuola delleducazione fisica moderna


Il pensiero pedagogico di Immanuel Kant Il risveglio dellideale nazionale in Johann Gottlieb Fichte Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn Il metodo scientifico di Peter Heinrich Ling

Il pensiero pedagogico di Immanuel Kant (1724-1804)


Luomo conosce la natura, agisce
moralmente, contempla il bello

lattivit motoria deve essere praticata

soprattutto in fase evolutiva, deve educare le facolt sensitive e perfezionare i movimenti

Trattato di pedagogia (1803pubblicato da un allievo): nessuna


azione morale si realizza senza una adeguata cura del corpo

Il risveglio dellideale nazionale in Johann Gottlieb Fichte (1762-1814)


1808: I discorsi alla Nazione Tedesca lazione morale come finalit suprema delleducazione e dellattivit umana lattivit fisica prepara alleducazione morale e religiosa, nel quadro di una comunit nazionale esercizi fisici, lavori agricoli, mestieri manuali

Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn: la vita e le opere (I)


Friedrich Ludwig Jahn (1778-1852) studia teologia, letteratura germanica, filosofia 1803: precettore a Neubrandeburg 1810: pubblica il Deutsche Volkstum 1811: fonda a Berlino, sulla spianata dellHasenheide, la scuola-palestra del Turnplatz 1813-14: i giovani della scuola di Jahn partecipano con grande valore alle guerre napoleoniche

Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn: la vita e le opere (II)


1816: pubblica Die Deutsche Turnkunst,
libro che ha un grande successo

1819: Karl Ludwig Sand, un allievo di Jahn, pugnala il Consigliere di stato russo Kotzebue - viene emanata la Turnsperre,

una legge che dichiara la chiusura del Turnplatz e vieta linsegnamento della ginnastica - Jahn processato e condannato

1825: viene graziato, ma la sua libert viene


limitata

1848: eletto al parlamento di Berlino 1852: Jahn muore a Freiburg

Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn: il metodo (I)


Non Gymnastik ma Turn (tedesco
medievale: grande movimento)

turnen (fare ginnastica), Turner (ginnasta), Mitturnen (ginnastica collettiva) Wetturnen (ginnastica
agonistica)

scopo: rafforzare la vigoria fisica e morale dellindividuo in un contesto naturale e in un clima di idealit nazionale

Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn: il metodo (II)


Il Turnen come ginnastica tedesca: finalit militari, introduzione di nuovi attrezzi (parallele, sbarra fissa, anelli), ginnastica naturale (passeggiate, corse, marce) la bandiera con le quattro F intrecciate (Frisch, Frei, Froelich, Fromm) Il distintivo con le quattro date: 9 919 - 1519 - 1811

Il Turnen di Friedrich Ludwig Jahn: il metodo (III)


Die Deutsche Turnkunst (arte ginnastica tedesca) - 1816 - 4 libri 1. Gli esercizi: estremamente
impegnativi precise

2. I giochi: in forma collettiva con regole 3. La palestra: pubblica e allaperto 4. La metodologia: progressione
dellesecuzione e grande attenzione allinsegnante

Il metodo scientifico di Peter Heinrich Ling: la vita e le opere


Peter Heinrich Ling (1776-1839) influenzato da Rousseau e dai Filantropini, docente di scherma e ginnastica a Lund 1813: chiamato a Stoccolma, dirige, dallo stesso anno, il Reale
Istituto di Ginnastica

allAccademia Militare di Karlberg e alla scuola Superiore di Artiglieria di Marieberg

muore senza lasciare scritti

Il metodo scientifico di Peter Heinrich Ling: il metodo (I)


Dalla ginnastica militare alla valorizzazione delle capacit igienicoterapeutiche dellattivit motoria individuare un metodo razionale che migliori la salute fisica e morale lavoro analitico sui movimenti, fondato su precise basi anatomofisiologiche

Il metodo scientifico di Peter Heinrich Ling: il metodo (II)


Quattro tipi di attivit: 1. Ginnastica pedagogica: lunit
armonica

2. Ginnastica militare: unit del corpo


con larma

3. Ginnastica medica: correggere difetti


o malformazioni

4. Ginnastica estetica: lanima

coinvolge il corpo per raggiungere una unit psico-fisica

Il metodo scientifico di Peter Heinrich Ling: il metodo (III)


Predilezione per il trattamento del tronco ed in particolare del rachide nuovi attrezzi: scale, spalliera, quadro, bomme, plinto, panche rigetto dei grandi attrezzi del Turnkunst ginnastica statica, segmentaria, anatomica dallempirismo alla scienza

Leducazione fisica nel mondo tedesco nel secolo XIX


il proseguimento del Turnkunst lindirizzo igienicorazionale lindirizzo pedagogico lindirizzo eclettico giochi e sport

Il proseguimento del Turnkunst


Ernst Eiselen (1793-1846)
1837: Turntafeln (Tavole ginniche) sviluppa il metodo Jahn in direzione della ginnastica educativa in palestra

Johann Friedrich Massmann (1797-1874)


1849: Del vecchio e del nuovo metodo di ginnastica cerca di fondere metodo tedesco e metodo svedese; introduce esercizi che esercitino la componente psichica dellatleta (sviluppo dei sensi)

Friedrich Albert Lange (1828-1875)


programma sistematico di ginnastica per 4 fasce di et, con fini prevalentamente militari

Lindirizzo igienico-razionale
Hugo Rothstein (1810-1865) 1848-1859: La ginnastica secondo il sistema del ginnasiarca svedese P. H. Ling la polemica delle parallele (1851-1862) maggiore rigore scientifico e meno empirismo spicciolo
un epigono: Ernst Fischer e la Storia e cura delle deviazioni laterali della colonna vertebrale (1885)

Lindirizzo pedagogico (I)


Adolf Spiess (1810-1858) lavora a Burgdorf,
erede ideale di Pestalozzi e Guts Muths

vuole superare i metodi di Jahn,

graduando lattivit motoria secondo rigorosi criteri didattici e scientifici

1840-1846: La dottrina della ginnastica (4 volumi) ginnastica a corpo libero per entrambi i sessi, gli esercizi di sospensione, gli esercizi di appoggio, gli esercizi collettivi

Lindirizzo pedagogico (II)


Puntigliosa e sistematica classificazione degli esercizi (corpo libero
e alcuni grandi attrezzi) opera di un lettore che, messosi dinanzi a un manchino, come fanno i pittori nei loro studi, descrive luno dopo laltro tutti gli innumerevoli movimenti dei quali il fantoccio capace, senza curarsi punto della loro utilit e del loro meccanismo (A. Mosso)

quotidianit delleducazione fisica (nelle scuole


primarie)

schema ideale di una lezione

Lindirizzo eclettico (I)


Otto Hienrich Jaeger (1828-1862) 1864: La ginnastica scolastica per la giovent
recupero del valore formativo della ginnastica greca esercizi in velocit (col bastone di ferro che prese il suo nome), pochi attrezzi (cavallo da
volteggio, parallele, sbarra pertiche, trave)

ginnastica in grandi spazi aperti o chiusi

Lindirizzo eclettico (II)


Programma dellIstituto per la Formazione degli Insegnanti di Ginnastica di Stoccarda
6 mesi di corso, per 34-36 ore settimanali 8 ore per esercizi liberi, elementi di ginnastica e scherma 4 ore per corse lotte e salti; attrezzistica; nuoto; maneggio armi; tirocinio nelle scuole; anatomia, fisiologia, igiene, storia e metodi di ginnastica 2 ore per preparazione dei piani di lavoro

Giochi e sport (I)


Konrad Kock (1846-1911) introduce i giochi inglesi la Deutsche Gymnastik Bund inizia a organizzare periodiche feste ginnico-sportive (la
proma a Coburgo nel 1860)

Programma di una festa ricevimenti, concerti passeggiate, marce pentathlon: corsa


veloce, getto della pietra (15 kg), salti in alto e in lungo, lotta

corone di quercia ai vincitori

Giochi e sport (II)


27 ottobre 1882: il ministro dellIstruzione Pubblica von Gassler emana una circolare con la quale si promuovono nella scuola giochi, gite, attivit allaperto 1890:commissione di studio per nuovi programmi di educazione fisica e introduzione generalizzata dei giochi sportivi nella scuola, come Kock aveva auspicato

Leducazione fisica in Francia nel secolo XIX


Francisco Amoros y Ondeana (1770-1847) la ginnastica militare lopera divulgativa di Eugene Paz (1837-1901) leducazione fisica nelle scuole della Terza Repubblica

Leducazione fisica e sportiva in Gran Bretagna nel secolo XIX


Le influenze straniere: Clias e la scuola svedese Thomas Arnold (1795-1842) e il collegio di Rugby Thomas Hughes (1822-1896) e il testo Gli anni di scuola di Tom Brown Archibald Maclaren (1821-1886) e il manuale A System of Physical Education

Leducazione fisica e sportiva in Italia nel secolo XIX


Le prime esperienze di educazione fisica: la cultura illuministica ed Eugenio Young Leducazione fisica a Torino e Napoli: Rodolfo Obermann e Niccol Abbondati Leducazione fisica fino alla legge del 1878 Leducazione fisica fino alla legge del 1909

Le prime esperienze di educazione fisica: la cultura illuministica ed Eugenio Young Gaetani Filangieri Vincenzo Cuoco Silvio Pellico sul Conciliatore Eugenio Young a Milano Alessandro Gallina a Cremona

Leducazione fisica a Torino e Napoli: Rodolfo Obermann e Niccol Abbondati


Rodolfo Obermann (1812-1869) e
lAccademia militare sarda

la Societ Ginnastica di Torino (1844): la prima societ civile di ginnastica in


Italia

Niccol Abbondati (1806-1870) e la


Istituzione di arte ginnastica per le truppe di fanteria di S. M. Siciliana

la Commissione provvisoria

per la pubblica istruzione (1848) e il ruolo di Francesco De Sanctis

Leducazione fisica fino alla legge del 1878


Leducazione fisica agli albori del regno dItalia La scuola di Torino la scuola di Bologna: Emilio Baumann La legge 4442 del 1878 (ministro della Pubblica istruzione Francesco De Sanctis: la ginnastica educativa diventa obbligatoria in tutte le scuole italiane

Leducazione fisica fino alla legge del 1909


Le scuole magistrali di ginnastica Lopera teorica di Baumann la Commissione ministeriale del 1885 la figura di Angelo Mosso i nuovi programmi del 1893 la legge 805 26 dicembre 1909 (legge Rava-Daneo)

Leducazione fisica e sportiva nellEuropa del XX secolo


LInghilterra: lo scautismo di Robert BadenPowell La Francia: la ginnastica naturale di Georges Hbert LItalia: educazione fisica e nascita dello sport di massa

LInghilterra: lo scautismo di Robert Baden-Powell (1857-1941)


Una vita avventurosa nel college e nella carriera militare la nascita dello scautismo e la sua diffusione i quattro punti fondamentali: salute fisica, abilit manuale, carattere, senso civico lautoeducazione attraverso il metodo dellimparare facendo

La Francia: la ginnastica naturale di Georges Hbert (1875-1957)


Dalla tradizione militare al metodo naturale lenfasi sullattivit allaria aperta i gruppi fondamentali degli esercizi fisici scopi educativi (et evolutiva), estetici (sesso femminile), atletici (militari) luci ed ombre sullhebertismo

LItalia: educazione fisica e nascita dello sport di massa (I)


I contributi di Giuseppe Monti ed Ettore Patini al dibattito sulleducazione fisica la nascita e la diffusione dello scautismo in Italia

leducazione fisica fuori dalla scuola: leducazione fisica durante il regime fascista: Opera Nazionale Balilla e Giovent
Italiana Littorio

Giovanni Gentile e listituzione dellEnte Nazionale per lEducazione Fisica (ENEF)

LItalia: educazione fisica e nascita dello sport di massa (II)


Lo sport di massa e il suo uso politico da parte del regime fascista: calcio,
ciclismo, pugilato

leducazione fisica nel secondo dopoguerra: i programmi scolastici leducazione fisica e i suoi insegnanti: la nascita dellISEF la guida politica dello sport: il
Comitato Olimpico nazionale Italiano (CONI)

Modulo III: La storia delle Olimpiadi

TIPOLOGIA DI STUDI SULLEDUCAZIONE FISICA E SPORTIVA: Cronologici (studio di periodi specifici) Geografici (aree spaziali determinate) Politici (sistemi di educazione fisica, influenza dei governi) Culturali (funzioni delle pratiche motorie e sportive in relazione ai contesti culturali) Biografici (ruolo delle persone coinvolte)

Lolimpismo moderno
La figura di Pierre de Coubertin e le tappe salienti delle Olimpiadi moderne da Atene 1896 a Sydney 2000

La figura di Pierre de Coubertin


Un intellettuale francese innamorato dei giochi inglesi Una concezione aristocratica della competizione sportiva Lo sport come veicolo di pacificazione tra i popoli Una riedizione moderna dellagonismo greco

Linterpretazione ideologica dellolimpismo antico


Lo sport antico come atletismo disinteressato Lo sport antico come pratica non professionistica (latleta amatore e il premio solo simbolico) Lo sport antico come momento di pacificazione tra le stirpi greche

La nascita delle Olimpiadi moderne


I concorsi olimpici nella Grecia del secondo Ottocento: tra sagra folkloristica, manifestazione nazionalistica e competizione sportiva Il convegno di Parigi del 1892 La convocazione dei giochi olimpici Lo svolgimento dei giochi di Atene 1896

Il disastro delle Olimpiadi di Parigi 1900 e Saint Louis 1904


Due Olimpiadi funestate dal pressappochismo organizzativo Parigi 1900: lassenza di regole uniformi Saint Louis 1904: le gare antropologiche tra i tipi umani

Il radicamento dellolimpismo a Londra 1908 e Stoccolma 1912


Londra 1908: la risposta del grande pubblico e i primi problemi nazionali Stoccolma 1912: un modello di organizzazione logistica e di spirito sportivo

La prima interruzione e le Olimpiadi di Anversa 1920


La prima guerra mondiale: gli atleti fratelli che cadono nemici sui campi di battaglia Anversa 1920: i primi grandi dello sport, da Paavo Nurmi a Nedo Nadi

Le Olimpiadi degli anni ruggenti: Parigi 1924, Amsterdam 1928, Los Angeles 1932
Parigi 1924: lepopea dellatletica finlandese Amsterdam 1928: la prima volta della fiaccola olimpica Los Angeles 1932: lolimpiade degli italiani

Le Olimpiadi di Berlino 1936 e la seconda interruzione


Berlino 1936: le Olimpiadi di regime La figura di Jesse Owens La partecipazione italiana: Ondina Valla La seconda guerra mondiale: gli atleti sui campi di battaglia

Le Olimpiadi della ricostruzione (I)


Londra 1948: le Olimpiadi della pacificazione Fanny BlankersKoen La partecipazione italiana: la figura di Adolfo Consolini Helsinki 1952: lingresso dellURSS come nuova potenza sportiva Emil Zatopek La partecipazione italiana: la scherma, la marcia, la vela

Le Olimpiadi della ricostruzione (II)


Melbourne 1956: il quinto continente sulla scena mondiale Dawn Fraser e Al Oerter La partecipazione italiana: il ciclismo e la scherma

Il decollo dellolimpismo internazionale


Roma 1960: il recupero delle nazioni sconfitte Un grande sforzo Wilma Rudolph, Abebe Bikila, Cassius Clay La partecipazione italiana: Livio Berruti Tokio 1964: la prima olimpiade asiatica Ritualit antica per gesti sportivi moderni Anton Geesink La partecipazione italiana: Abdon Pamich e Franco Menichelli

Il decollo dellolimpismo internazionale


Citt del Messico 1968: le prime grandi tensioni politiche Il balzo di Bob Beamon Il disastro della partecipazione italiana e i Giochi della Giovent

Lolimpismo come specchio delle tensioni internazionali (I)


Monaco 1972: le Olimpiadi insanguinate 23 discipline Mark Spitz La partecipazione italiana: Novella Calligaris e Pietro Mennea Montreal 1976: il primo boicottaggio e i primi sospetti Nadia Comaneci e Alberto Juantorena La partecipazione italiana: Sara Simeoni e Klaus Dibiasi

Lolimpismo come specchio delle tensioni internazionali (II)


Mosca 1980: la guerra fredda alle Olimpiadi Le nazioni di fronte al boicottaggio La partecipazione italiana dimezzata: Ezio Gamba, Sara Simeoni e Pietro Mennea Los Angeles 1984: ancora Giochi dimezzati Segni di gigantismo organizzativo Carl Lewis La partecipazione italiana: 14 ori

Le Olimpiadi dellet della globalizzazione (I)


Seul 1988: Olimpiadi di nuovo con tutti Il caso di Ben Johnson e di Florence Griffith La partecipazione italiana: Gelindo Bordin, Vincenzo Maenza, gli Abbagnale e Di Barcellona 1992: la fine dellipocrisia del dilettantismo I sei ori del bielorusso Vitaly Chtcherbo Il Dream Team La partecipazione italiana: il Settebello

Le Olimpiadi dellet della globalizzazione (II)


Atlanta 1996: il business travolge lo spirito dei Giochi Lo sgarbo ad Atene Michael Johnson La partecipazione italiana: Jury Chechi Sydney 2000: le Olimpiadi ecologiche Una nazione si interroga sulle sue radici Cathy Freeman La partecipazione italiana: loro si tinge di rosa

Quale futuro per le Olimpiadi


Atene 2004: il ritorno dei Giochi nella loro sede originaria Un difficile equilibrio tra fattori economici ed elementi ideali Lombra del doping e lidentit delle compagini

Programma di Pedagogia generale


Corso di Laurea in Scienze Motorie Prof. Emanuele Isidori
emanuele.isidori@iusm.it

A.A. 2006-2007 I SEMESTRE

Il corso intende fornire agli studenti: - le conoscenze di base necessarie a comprendere i fondamenti della Pedagogia e delle Scienze delleducazione, dei loro ambiti di intervento e delle relative metodologie di ricerca; - le conoscenze relative alla Pedagogia dello sport ed alla sua funzione di scienza critico-riflessiva allinterno delle Scienze dello Sport; - la conoscenza generale dellevoluzione storica delleducazione del corpo e dello sport nella cultura occidentale.

Modulo I Introduzione alla pedagogia generale

-Il concetto di Pedagogia e di Educazione -Le Scienze dellEducazione -I principali agenti educativi -Educazione e valori -I metodi della ricerca educativa

Modulo II La pedagogia dello sport come scienza


- La nascita della Pedagogia dello sport - Presupposti antropologici della Pedagogia dello sport - Il rapporto della Pedagogia dello sport con le Scienze dello Sport - Ambiti di intervento e principali problemi della Pedagogia dello sport

Modulo III Educazione fisica e sport nel tempo

Il modello delleducazione del corpo nella paideia classica Leducazione del corpo nel Medioevo, nel Rinascimento e nellIlluminismo - La nascita dello sport in Inghilterra - Leducazione del corpo in Europa tra Ottocento e Novecento - I caratteri delleducazione olimpica

richiesta la partecipazione attiva degli studenti durante le lezioni frontali e le esercitazioni. Testi per sostenere lesame: Per sostenere lesame necessario lo studio integrale o delle parti specificatamente indicate dei seguenti testi: 1) Appunti delle lezioni 2) Il CD con le diapositive delle lezioni (sar distribuito al termine del corso) 3) M. Tarozzi (a cura di), Pedagogia ed educazione motoria, Guerini e Associati, Milano 2004 parti: pp. 9-52; pp. 67-93; pp. 97-129; pp. 189-216. 4) A. Clausse, Educazione, in Enciclopedia del Novecento, Vol. II, pp. 337-354 (disponibile in fotocopie presso il centro di Orientamento di Ateneo) 5)E. Isidori, La pedagogia come scienza del corpo, Anicia, Roma 2002; 6) E. Isidori, Introduzione alla Pedagogia dello sport, Roma 2004 (disponibile presso il Centro Orientamento di Ateneo); 7) N. Barbieri, Dalla ginnastica greca allo sport contemporaneo. Lineamenti di storia delleducazione fisica, CLEUP, Padova 2002 (parti: pp. 61-125; 127-150; 159-167; 180-184; 187-189; 191-207; 209-247; 285-300).

Studenti Erasmus/Socrates: Sono invitati a concordare il programma del corso e la modalit di esame direttamente con il docente. Esercitazioni : nellambito del corso la dott.ssa Mascia Migliorati terr un approfondimento sul tema La comunicazione educativa nelle attivit motorie e sportive. Orari e date verranno comunicati direttamente agli studenti durante il corso. Modalit per sostenere lesame: Colloquio orale sui tre moduli. previsto un esonero per il modulo III (test di 30 domande a risposta multipla); chi lo sosterr con esito positivo dovr sostenere il colloquio sui moduli I e II. Orario di ricevimento del docente: dopo le lezioni

I Modulo: Introduzione allo studio della pedagogia

1. EDUCAZIONE: CONCETTO ED ASPETTI FONDAMENTALI

NON POSSIAMO DEFINIRE LA PEDAGOGIA=LA SCIENZA DELLEDUCAZIONE SENZA PRIMA DIRE CHE COSA LEDUCAZIONE

Ogni area culturale usa termini diversi per indicare questo concetto

Esempi: Area anglosassone: Education, Training, Learning Area tedesca: Erziehung, Bildung

Il termine Educazione rimanda ad un vasta area semantica che rispecchia la complessit della nozione stessa.
Per questo motivo esistono moltissime definizioni. Il concetto di educazione rimanda allidea di:

Apprendimento Insegnamento Formazione Auto/Etero-educazione Istruzione Addestramento Indottrinamento Umanizzazione Esperienza Relazione

Riguardo a questi ultimi 3 concetti:

UMANIZZAZIONE
leducazione un processo di trasmissione di contenuti alle nuove generazioni, in genere a soggetti immaturi (lessere umano sempre immaturo) educazione da e-ducere, tirare fuori, portare a compimento lessere umano, realizzarlo nella sua umanit umanizzazione diversa da ominizzazione(il caso dei
bambini selvaggi/lupo)

in riferimento al corpo umano:


-

Leducazione un processo di umanizzazione progressiva che va dal dato biofisiologico dellesistenza (il corpo organico) alla dimensione trascendente (la corporeit intesa come dimensione sociale, etica e spirituale)

- Leducazione un emergere del corpo nella sua sua piena proporzione e misura umana dallinformit della materia bruta e primordiale

ESPERIENZA
leducazione qualcosa che sperimentiamo soggettivamente leducazione un evento, qualcosa che accade e si manifesta sempre in modo originale (non ha senso chiedersi che cosa leducazione ma come si fa o viene vissuta leducazione) Il senso delleducazione non pu essere dato a priori perch sono sempre i soggetti che vivono la situazione educativa ad attribuire senso a questultima Gli eventi educativi non hanno valore in s ma lo acquistano in virt della ricaduta sul vissuto dei soggetti

TRADOTTO IN TERMINI CONCRETI:


1) una esperienza ritenuta educativa da una persona pu non esserlo per unaltra o viceversa 2) Parlare delleducazione, studiarla e progettarla sempre qualcosa di complesso (il risultato finale sempre unincognitadipende sempre dal soggetto) 3) Solo nellesperienza, nel nostro vissuto, possiamo capire leducazione (ecco perch risulta difficile parlarne con un linguaggio asettico e distaccato come il linguaggio scientificoquesta esperienza si pu solo narrare o raccontare) Problema dei metodi della ricerca

RELAZIONE
lidentit personale alla quale leducazione conduce sempre il frutto di una relazione con gli altri leducazione una relazione tra un educatore e un educando che sono posti allinterno di una complessa rete di rapporti che li lega a contesti sociali, intersoggettivi, politici, culturali, economici, ecc. Soltanto tenendo conto di questa complessit di elementi in interazione tra loro (sistema) possiamo sperare di comprendere leducazione

- Il sistema educazione:
PATRIMONIO CULTURALE

INDIVIDUO

SOCIETA

STRUMENTI
per trasmettere i contenuti, far adattare

Definizioni del termine educazione:


EDUCAZIONE COME PERFEZIONAMENTO EDUCAZIONE COME COMUNICAZIONE EDUCAZIONE COME SISTEMA EDUCAZIONE COME PRODOTTO EDUCAZIONE COME PROCESSO

EDUCAZIONE COME AZIONE

EDUCAZIONE COME PERFEZIONAMENTO


Letimologia stessa del termine perfezione (Per-ficere = completare) suppone una modificazione delluomo che porta al miglioramento della persona, unacquisizione di qualit nuove che prima non possedeva, uno sviluppo massimo di tutte le sue potenzialit, vale a dire, unottimizzazione che si raggiunge nella misura in cui il processo educativo procede verso il suo compimento

EDUCAZIONE COME COMUNICAZIONE


La comunicazione nei soggetti umani un processo che si qualifica come intenzionale o non intenzionale, diretto o indiretto, che pone in essere un qualche sistema di contatto ovvero implica una relazione sul piano spaziale e temporale fra due o pi persona che cambia qualcosa

EDUCAZIONE COME SISTEMA


Struttura sociale Periodo storico Concezione politica, religiosa, sociale Mezzi di comunicazione di massa Diverse et Diverse forme di educazione Teorie pedagogiche

EDUCAZIONE COME PRODOTTO


Leducazione il prodotto di unazione pi che di unattivit ATTIVITA AZIONE
Non intenzionale Fare, operare Implica intenzionalit e responsabilit. Ha un fine prestabilito

La differenza tra le due nella finalit: - nella prima non definita, generica - nella seconda stabilita in partenza

EDUCAZIONE COME PROCESSO


I movimenti di innovazione pedagogica insistono sulla necessit di considerare leducazione come un processo di interazione reciproca, di comunicazione bidirezionale, mediante la quale leducatore influisce sulleducando e a sua volta riceve influenza da questo

Aspetti peculiari delleducazione


1. 2. 3. 4. 5. 6.

PERFEZIONAMENTO FORMAZIONE INTENZIONALITA INFLUENZA UMANA RELAZIONALITA RELAZIONE TERNARIA Quindi LEDUCAZIONE IL PERFEZIONAMENTO INTENZIONALE DELLE CAPACIT (FUNZIONI) SPECIFICATAMENTE UMANE

AMBITI DI INTERVENTO DELLEDUCAZIONE


FORMALE (es.: scuola, universit) NON FORMALE (es.: corso di formazione del CONI, di una Federazione sportiva, corso di Formazione professionale) INFORMALE (es.: strada, palestra, manifestazione sportiva)

2. Pedagogia e scienze delleducazione

Ai nostri giorni la pedagogia viene vista, da non pochi, come un coacervo di ovviet, di truismi, di banalit, insieme ad un assortimento di osservazioni desunte da varie scienze umane (antropologia, psicologia, sociologia) e ad alcune generalizzazioni ricondotte verbalisticamente a questa o a quella filosofia delluomo. M. Laeng

Si tratta quindi di:

Verificare se la pedagogia una scienza in riferimento a quanto scritto da Mauro Laeng. Evidenziare il suo rapporto con le scienze delleducazione.

Pedagogia. Etimologia ed excursus storico

Il termine pedagogia deriva dal greco: paidagogia= arte di guidare (accompagnare) i bambini paidaggos= schiavo incaricato di badare ai bambini di insegnare loro i primi rudimenti del sapere Nel Medioevo venivano utilizzati i termini latini (educatio, disciplina e institutio) per indicare leducazione e la riflessione sulleducazione;

Alla fine del 700 vengono nuovamente utilizzati i termini greci per il tramonto del latino come lingua viva Nel corso dell 800 il primo importante tentativo di distinguere educazione da pedagogia, intesa come scienza delleducazione Tra 800 e 900 si impone il concetto di pedagogia come scienza sperimentale (Maria Montessori, Il metodo della pedagogia scientifica) Situazione attuale: dibattito tra scienze della formazione, scienze delleducazione, pedagogia

Si tratta quindi di riflettere sul:

Il concetto di scienza . Elementi fondamentali: oggetto, logica della ricerca (epistemologia) e metodologia Tipologia delle scienze Scienze delleducazione

Il concetto di scienza
Il sapere scientifico sistematico, coerente nei contenuti, ha un suo oggetto peculiare, una sua logica ed una metodologia adeguata e pu essere ottenuto per via: b) Induttiva c) Deduttiva d) Sperimentale e) Argomentativa

Tipologia delle Scienze

Scienze della Natura (studiano i fenomeni della natura)

Meteorologia Fisica Chimica Geologia,ecc

Scienze Umane (hanno per oggetto luomo)

Biologia Anatomia Sociologia Psicologia Scienze Motorie Filosofia, ecc

Scienze Speculative Scienze Pratiche

Conoscere per conoscere

conoscere per agire

Le scienze delleducazione
-

A partire dagli anni 50 cominciato un dibattito sulla scientificit della pedagogia, accusata di essere troppo una filosofia (una Pedagogy come intesa nel mondo anglosassone) senza risvolti empirici o pratici Tra gli anni 60 e 70 in Francia Gaston Mialaret e Maurice Debesse cominciano ad avvertire la necessit di un approccio pi scientifico alleducazione utilizzando la metodologia ormai scientifica delle scienze umane (storia, psicologia), di quelle socio-politiche (antropologia, politica, economia) e biologiche Si avverte la necessit di classificare tutte le pedagogie specialistiche che studiano i vari campi delleducazione (Pedagogia generale, Pedagogia comparata, Pedagogia sociale, Pedagogia interculturale, Psicopedagogia)

Si comincia ad usare il termine scienze delleducazione al posto di scienze pedagogiche (In Francia la parola scienze delleducazione era gi stata usata ai primi del 900 da Emile Durkheim per indicare la sociologia delleducazione e le scienze dellinsegnamento e della scuola) Nel 1976 Gaston Mialaret classifica le scienze delleducazione in tre rami:

a)

Le scienze che studiano le condizioni generali e locali dellistituzione scolastica (storia delleducazione, economia delleducazione, educazione comparata, ecc.) Le scienze che studiano la relazione pedagogica e latto educativo (psiclogia delleducazione, scienze delleducazione, scienze della didattica e della valutazione) Le scienze della riflessione e dellevoluzione (Filosofia delleducazione, epistemologia genetica)

c)

e)

Riepilogo principali scienze delleducazione e pedagogiche:


- psicologia delleducazione - filosofia delleducazione - sociologia delleducazione - economia dellistruzione - demografia scolastica - statistica pedagogica - biologia delleducazione - fisiologia delleducazione - antropologia delleducazione - psicologia dellet evolutiva - docimologia - educazione comparata

Scienze pedagogiche
- Pedagogia generale - Pedagogia sociale - Pedagogia sperimentale - Pedagogia speciale - Storia della pedagogia - Pedagogia del lavoro - Pedagogia interculturale - Pedagogia dello sport e delle attivit motorie - Pedagogia comparata - Educazione degli adulti

IL DIBATTITO SI FORTEMENTE SENTITO ANCHE IN ITALIA - Negli anni allinizio degli anni 70 la pedagogia viene fortemente criticata anche in Italia, bollata come non scientifica, come una scienza solo normativa che prescrive soltanto e reprime - Si ipotizza una antipedagogia (non repressiva e pi attenta alla libert delleducando) - Negli anni 80 si ipotizza la morte della pedagogia nella cultura contemporanea

Dibattito sullistituzione dei dipartimenti di scienze delleducazione per formare gli ingnanti e tutti gli educatori specializzati che la societ richiede Cosa fare della Facolt di Magistero (Copia della Facolt di lettere e filosofia riservata alle maestre) e dei corsi di laurea in Pedagogia (considerata copia della laurea in Filosofia) Anni 90: trasformazione delle Facolt di Magistero (esisteva dagli anni 30) in Facolt di Scienze della Formazione; chiusura del corso di laurea in pedagogia ed istituzione di quello in Scienze dellEducazione (1993) con tirocinio ed insegnamenti specialistici con indirizzi riservati ai vari educatori specializzati

LENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE DELLEDUCAZIONE (LA TORTA di Luigi Visalberghi -1978)


divisione delle scienze delleducazione in quattro settori:

Settore psicologico

Settore sociologic o

Settore metodologico didattico

Settore dei contenuti

- La pedagogia generale che fine fa? - In quale posto della torta si colloca e quale funzioni ha?

dibattito aperto:
-

diventa una filosofia delleducazione ha una funzione di raccordo tra le varie scienze delleducazione

manca un accordo tra gli studiosi ognuno ha la sua idea

a complicare il dibattito in Italia ci si sono messe anche le scienze della formazione

Scienze della formazione sono tutte le scienze che studiano la formazione delluomo (praticamente tutte le scienze umane!! la letteratura, la linguistica, la filologia, le scienze musicali)

La pedagogia non si identifica con le scienze delleducazione o le scienze della formazione qualcosa di diverso

Esempio:
-

Esistono le scienze della mente, ma queste non sono la psicologia Esistono le scienze delle costruzioni, ma queste non sono larchitettura o lingegneria edile La nostra societ vuole sempre scientificizzare un campo di ricerca riflettiamo sul caso delle Scienze Motorie

Elementi fondamentali della pedagogia come scienza

Loggetto: lHomo educandus tenendo presente la finalit che egli deve raggiungere (finalit delluomo come oggetto di studio); La logica della ricerca; Funzioni della pedagogia. Superamento della dicotomia tra teoria e pratica; Finalit delleducazione;

Oggetto della Pedagogia


LHomo educandus: caratteristiche dellessere umano

Luomo come essere biologico e organico Luomo come essere corporeo Luomo come ereditariet e ambiente Luomo come essere evolutivo Differenze tra luomo e lanimale: Libert Autocoscienza Responsabilit Linguaggio Pensiero Astratto Concettualizzazione Luomo come essere aperto e dialogico: Per la sua intelligenza Per la sua libert Per il suo apprendimento Per la sua capacit di comunicare e costruire simboli

Elementi fondamentali della pedagogia come scienza


LOGICA DELLA RICERCA

I fondamenti scientifici di un scienza cio la sua autonomia data dalla logica con cui si studia un oggetto che pu essere comune ad altre scienze Elementi logici della ricerca pedagogica (Epistemologia): - massimo sviluppo delle qualit umane considerate nella loro totalit - attivazione delle potenzialit della persona - considerare lessere umano come persona e non come individuo - analisi del contesto

FINALITA DELLEDUCAZIONE

CONSERVAZIONE SOCIALIZZAZIONE TRASFORMAZIONE FORMAZIONE DELLA PERSONALITA CAPACITA CRITICA ORIENTAMENTO UMANIZZAZIONE

FUNZIONI DELLA PEDAGOGIA


Obiettivo primario della Pedagogia non tanto quello di descrivere(scienze delleducazione) ma quello di interpretare gli eventi educativi attraverso la comprensione
Capacit di afferrare e valutare sul piano intellettivo, spirituale, pratico, affettivo lesigenze di sviluppo al fine di trovare una soluzione ad un problema educativo concreto. Il fenomeno educativo considerato nella complessit che caratterizza la condizione umana (prospettiva ermeneutica).

Tradurre in termini conoscitivi e pratici

Considerazioni

Superamento della tesi del Mialaret (scienze delleducazione) La pedagogia non una scienza multidisciplinare, interdisciplinare o trasversale; una scienza autonoma la cui unit nasce da problemi educativi concreti da risolvere: lunit del problema che genera lunit delloggetto e del metodo (G. Flores DArcais, 1989, pag. 137) Il problema della pedagogia quello di promuovere trasformazioni nelluomo e nella societ. E un possibile che si rende esistente Il proprium della pedagogia consiste nellautofinalismo del processo educativo. Il farsi delluomo nella sua totale possibilit

Le definizioni di educazione e di pedagogia non sono topiche cio fondate su luoghi comuni ma hanno fondamento scientifico Rapporto pedagogia e scienze umane e sociali per non perdere lo specifico pedagogico necessario il concetto di riduzione. Cio ricondurre i risultati delle scienze umane alle esigenze della logica pedagogica tesa a risolvere problemi concreti. RIDUZIONISMO (+) RIDUZIONE RIDUTTIVISMO (-)

Introduzione alla

pedagogia dello sport


Emanuele Isidori Corso di laurea in Scienze Motorie

Il termine pedagogia dello sport, che ormai riconosciuto sempre pi a livello internazionale, stato usato in Germania solo a partire dal 1970. Il primo libro ad includere il termine nel suo titolo fu Fondamenti di pedagogia dello sport del prof. Ommo Grupe;

libro che trattava degli aspetti fondamentali delleducazione fisica da un punto di vista antropologico.

traduzione dal tedesco:

Sportpaedagogik

Il termine risale a Pierre De Coubertin


Pedagogie sportive, 1922

Il termine pedagogia dello sport pu essere visto come la continuazione di una tradizione risalente al XIX secolo in molti Paesi europei e che si era identificata nellespressione educazione fisica o teoria delleducazione fisica che gi si ritrovava nella pedagogia tedesca dal 1920.

In Germania si comincia ad utilizzare il termine Pedagogia dello sport a partire dagli anni 60 in concomitanza con:
Crisi della Pedagogia idealistica tedesca (necessit di maggiore scientificit e di ricerche non solo centrate sulla scuola) Nascita delle scienze dello sport Sportwissenschaften - per dare maggiore scientificit allo studio dello sport

Crisi del termine educazione fisica perch connesso:


Solo con la scuola (limite nel campo di applicazione e nella professionalit) Con le pedagogie dei regimi totalitari Con una dimensione solo morale Con una dimensione non scientifica

Nascono le scienze dello sport


Sport sciences (il termine si diffonde in Nord America negli USA) La pedagogia dello sport (sportpedagogy) diventa una di queste scienze

Il termine pedagogia dello sport, paragonato al termine educazione fisica, presenta il vantaggio di esprimere due concetti supplementari.
1) Un primo concetto, che include una duplice prospettiva, quella dellazione pratica educativa nel gioco e nello sport, e quella della riflessione teorica su questa pratica. 2) Un secondo, che riflette una distanziamento dalle pratiche e dai concetti applicati nelleducazione fisica nel passato.

Educazione fisica rimanda ad una

dimensione pratica [educazione+fisica] (da physis, natura poi del corpo)

Sport termine polisemico, ha pi significati, non storicamente definito, varia con le epoche e le culture [sport da deportare latino, dal francese antico desport, poi dallinglese sport nell800]

RELAZIONE TRA SPORT ED EDUCAZIONE FISICA (THOMAS, )

SPORT

vs

EDUCAZIONE FISICA

FENOMENI SEPARATI: C OPPOSIZIONE

SPORT

EDUCAZIONE FISICA

SI IDENTIFICANO: SONO LA STESSA REALTA

SPORT

EDUCAZIONE FISICA

SI INTERSECANO: CIASCUNO HA LA PROPRIA SPECIFICITA

SPORT

EDUCAZIONE FISICA

LO SPORT E PIU VASTO DELLEDUCAZIONE FISICA E LA CONTIENE

EDUCAZIONE FISICA SPORT

LEDUCAZIONE FISICA CONTIENE LO SPORT (STRUMENTO)

ASSUMIAMO LA PAROLA SPORT COME SINONIMO DI:

ATTIVITA MOTORIA

La parola sport ha il vantaggio di contenere in s i concetti di:


CORPO GIOCO MOVIMENTO

Ci permette cos di ricostruire la gamma di concetti impliciti nel termina educazione fisica col vantaggio di poterli trattare dal punto di vista della TEORIA e della PRATICA

VANTAGGI DELLA Pedagogia dello sport:


lesercitazione, lordine e la subordinazione, lobbedienza e la disciplina sono state rimpiazzate dallapprendimento della conoscenza, dallallenamento delle abilit sportive specifiche, dal sentire il corpo nellazione e dal controllare il movimento e mettere in campo le esperienze vissute come punto focale di uno sport visto da una prospettiva pedagogica.

In un senso pi ampio, la pedagogia dello sport si occupa sempre delleducazione a partire dai significati dello sport, e cerca di aiutare le persone a sviluppare le proprie forze e capacit in contesti sportivi

La pedagogia dello sport oggi:


UNA SCIENZA DELLO SPORT, aspira ad essere una delle SCIENZE DELLEDUCAZIONE, una PEDAGOGIA SPECIALISTICA deriva dalla PEDAGOGIA GENERALE, sua SCIENZA MADRE

LE SCIENZE DELLO SPORT


Medicina dello sport Biomeccanica dello sport Psicologia dello sport Pedagogia dello sport Sociologia dello sport Storia dello sport Filosofia dello sport Economia dello sport Giornalismo dello sport Diritto dello sport Politica dello sport Tecnica dello sport Management dello sport

Ed inoltre:

La pedagogia dello sport si configura come una:


scienza del movimento scienza del corpo scienza del gioco scienza delleducazione scienza dellallenamento

ALCUNI DEI PROBLEMI DI CUI LA PEDAGOGIA DELLO SPORT SI OCCUPA, INOLTRE, SONO I SEGUENTI:

sport in prospettiva critica epistemologia pedagogica dellattivit motoria metodologie di ricerca sport e valori tempo libero e sport salute e sport sport con gruppi speciali sport e mass-media formazione degli educatori e degli insegnanti di educazione fisica sport ed interculturalit sport ed educazione alla pace

Nella pedagogia dello sport acquista notevole rilevanza laspetto teoretico delleducazione e dello sport esempio.

PER AVVICINARCI AI FONDAMENTI EPISTEMOLOGICI DELLA PEDAGOGIA DELLO SPORT POSSIAMO PORCI LE SEGUENTI DOMANDE:

Qual la funzione della pedagogia dello sport? Qual il corpo della conoscenza che costituisce la pedagogia dello sport? Che genere di metodologia di ricerca usata nella pedagogia dello sport? Qual la relazione teoria/pratica nella pedagogia dello sport?

Pedagogia dello sport

(Possibilit e limiti delleducazione al e attraverso il movimento, il gioco e lo sport)

Teoria curricolare dello sport

Teoria dellinsegnamento dello sport

Sviluppo curricolare (progetti)

Guida curricolare progetti

Istruzione Realizzazione (progetti)

Movimento disponibile e cultura sportiva

Risultati dellapprendimento

Nella Pedagogia dello sport acquista particolare IMPORTANZA il RAPPORTO TRA IL CORPO ED IL MOVIMENTO
Pu essere sintetizzato nella figura che segue:

Tradizione Uomo Educazione Movimento Prospettive Ambiente

Che cosa intendiamo con i termini precedenti:


1) per Tradizione, il senso delleducazione del corpo; 2) per Uomo, la persona come o come dovrebbe o vorrebbe essere; 3) per Ambiente, lo sguardo critico sul significato dello sport nel contesto sociale; 4) per Prospettiva, le domande per quale futuro deve essere educato luomo o che cosa gli accadr in futuro.

La pedagogia dello sport si sviluppa oggi su tre piani:


- su un piano di studio (e di creazione di nuovi significati) filosofico-teorico educativo e normativo (ed anche storico) - su un piano di ricerca orientato empiricamente di ricerca sulla pratica pedagogica - su un piano di discussione e di avviamento allo sport orientato didatticamente.

Mutamento storico-sociale

Campo di creazione normativo filosofico- teorico educativo (A che scopo?)

. CAMPO

PRASSI
Ricerca empirica nel campo del movimento sportivo e della cultura del movimento

TEORIA
. CAMPO

TEORIA

(Perch?)
Campo didattico per lavviamento alla pratica sportiva e del movimento (Che cosa? Come?)
. CAMPO

PRASSI

Tra tradizione e prospettiva (Da dove? Verso dove?)