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CATERINA GENNA

LA FONDAZIONE DELLATTUALISMO TRA IDEALISMO E MISTICISMO


CON UN SAGGIO DI

GIOVANNI GENTILE

LE LETTERE

INdICE
I. La fondazione dellattualismo tra idealismo e misticismo di Caterina Genna. . . . . . . . . . . . . . . . p.

II. Latto del pensare come atto puro di Giovanni Gentile . . . . . . . . . . . . . . 67 Indice dei nomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89

I. LA foNdAzIoNE dELLATTuALIsmo TRA IdEALIsmo E mIsTICIsmo


di Caterina Genna

Le ricorrenze, a volte, costituiscono unoccasione per svolgere esercizi retorici, privi di contenuti positivi; altre volte sono, invece, unoccasione per stimolare ricordi, atti a rievocare momenti significativi della storia della nostra cultura, soprattutto quando questa si situa in un ampio contesto europeo ed internazionale. da questo punto di vista lanno 2011, almeno sul versante della storia della filosofia, sollecita il ricordo della presentazione, presso la sede della Biblioteca filosofica di Palermo, da parte di Giovanni Gentile, della memoria su Latto del pensare come atto puro1. Il testo di questa memoria rimanda alla Prolusione, che quattro anni prima Gentile aveva letto presso la sede delluniversit degli studi di Palermo su Il concetto della storia della filosofia. sicch, se si
1 Cfr. G. Gentile, Latto del pensare come atto puro, in Annuario della Biblioteca filosofica, I (1912), pp. 27-42; poi in La riforma della dialettica hegeliana, firenze 1913, pp. 243258; infine in Opere, vol. XXVII, firenze 1996 pp. 183-195. Le citazioni saranno tratte dallAnnuario della Biblioteca filosofica.

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ricorda il percorso cronologico e teorico, compiuto da Gentile a partire dal 1907, non si possono tralasciare alcuni contributi fondamentali per giungere al 1913, anno di pubblicazione de La riforma della dialettica hegeliana. In tal senso Il concetto della storia della filosofia2, nel 1907, costituisce il momento iniziale di un iter speculativo, tale da determinare il graduale consolidamento dellattualismo gentiliano, codificato a Palermo tra idealismo e misticismo. due anni dopo, nella laterziana collana della Biblioteca di Cultura moderna, avrebbe pubblicato Il mo dernismo e i rapporti tra religione e filosofia, con il saggio su Le forme assolute dello spirito3, men2 La Prolusione su Il concetto della storia della filosofia, inizialmente, fu pubblicata nella Rivista filosofica, X (1908), vol. XI, pp. 421-464. sulla vicenda editoriale, che spinse Gentile a rivolgersi, oltre che alla rivista fondata da Carlo Cantoni, al Coenobium avviato da Giuseppe Rensi, si veda lIntrodu zione di P. di Giovanni a G. Gentile, Il concetto della storia della filosofia, firenze 2006, pp. 9-35. In questo volume sono contenuti i contributi di: C. Cesa (La mistica e il problema filoso fico), pp. 81-96; G. Cotroneo (La polemica con Croce), pp. 97119; f. Rizzo (Ma questa prolusione [] un atto solenne. La svolta verso lattualismo), pp. 121-176; A. savorelli (Pisa/Paler mo. Le lontane Prolusioni di Gentile e di Jaja), pp. 177-196; L. malusa (Rilevanza dialettica della concezione gentiliana della Storia della filosofia [anche oggi, malgrado tutto]), pp. 197-231; G. Cacciatore (Lunit di storia filologica e logica speculativa. Gentile e la Storia della filosofia), pp. 233-248. 3 Cfr. G. Gentile, Le forme assolute dello spirito, inserito come capitolo XI del volume Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia, Bari 1909, pp. 229-248; poi in Opere,

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tre, nel 1911, avrebbe proseguito il suo iter speculativo con Latto del pensare come atto puro; nel 1913, nellAnnuario della Biblioteca Filosofica, avrebbe dato alle stampe la memoria su Idealismo e misticismo4, oltre che il volume su La riforma della dialettica hegeliana5. Secondo questa chiave di lettura, ci troviamo in presenza di una serie di contributi essenziali per rilevare sia la fase fondativa dellattualismo6 che il suo
vol. XXXV, Firenze 1962, pp. 259-275. Le citazioni saranno tratte dalledizione del 1909. 4 La memoria su Idealismo e misticismo fu letta il 5 ottobre 1913 presso la sede della Biblioteca Filosofica; cfr. Annuario della Biblioteca Filosofica, III (1913), fasc. III-IV, pp. 97-119. Nella Prefazione alla seconda edizione della Teoria generale dello spirito come atto puro, edita a Pisa nel 1917, Gentile sottolinea che i capitoli XVII (Epilogo e corollari) e XVIII (Idealismo o misticismo?) costituiscono il testo della memoria Idealismo e misticismo, edito nellAnnuario della Biblioteca Filosofica del 1913. 5 Su questo testo, nellAnnuario della Biblioteca Filosofica, III (1913), Supplemento al fascicolo 1-2, p. 1, si legge: le comunicazioni sono state parecchie e hanno dato luogo a interessanti discussioni. Il nostro direttore, prof. Giovanni Gentile, parl (20-24 ottobre 1912) di una nuova interpretazione della dialettica hegeliana elaborata da Bertrando Spaventa negli ultimi anni della sua vita, comunicando anche alcuni scritti inediti del medesimo. 6 Sul processo di formazione del giovane Gentile dalla fase liceale a quella universitaria, si veda C. Bonomo, La vita e il pensiero. La prima formazione del pensiero filosofico di Giovanni Gentile, Firenze 1972; in Appendice si trovano alcuni documenti inediti, tra cui il Saggio di filosofia, svolto per lesame scritto di Filosofia teoretica sostenuto il 16 giugno 1896 (cfr. pp. 259-264).

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posizionamento teoretico tra idealismo e misticismo. soprattutto, a partire dalla Prolusione tenuta nellAteneo di Palermo, si pu dedurre che lattualismo gentiliano costituisce una forma peculiare di idealismo, posto a confronto con il misticismo, cos come egli esplicitamente asserisce tanto ne Le forme assolute dello spirito quanto in Idealismo e misticismo. Evidentemente unattenta analisi dellattualismo gentiliano implica una riflessione pi ampia sulla valenza dellidealismo italiano7, troppo spesso considerato filosofia egemone nel vasto panorama della cultura italiana della prima met del secolo XX. A questo proposito occorre subito precisa7 A questo proposito, per una riconsiderazione generale dellidealismo italiano, una lettura utile risulta essere quella del volume collettaneo su Il neoidealismo italiano (Roma-Bari 1988), a cura di P. di Giovanni. Vi si trovano i contributi di: f. Tessitore, Il neoidealismo italiano, ovvero il circolo della fi losofia italiana con la filosofia tedesca, pp. 3-21; G. Cotroneo, Il neoidealismo nella tradizione filosofica italiana, pp. 22-42; E. Berti, La dialettica e le sue riforme, pp. 45-69; R. franchini, I principi logici e il neoidealismo italiano, pp. 70-87; A. Negri, Il problema del lavoro nel neoidealismo italiano, pp. 88-108; G. Cacciatore, Il problema della storia alle origini del neoide alismo italiano, pp. 111-138; s. zecchi, La teoria dellarte nel lidealismo italiano, pp. 139-151; A. Bausola, La cultura catto lica e il neoidealismo, pp. 155-167; G. Giannantoni, Neoidea lismo e marxismo, pp. 168-194; L. sichirollo, Ai margini del neoidealismo. Le filosofie minoritarie, pp. 195-208; V. Verra, Pietro Rossi, Paolo Rossi, Che cosa lidealismo e che cosa stato il neoidealismo italiano, pp. 211-232; C.A. Viano, Uno sguardo da lontano, pp. 235-249.

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re che, a volte, si parlato con eccessiva leggerezza del neoidealismo come di una corrente di pensiero, che avrebbe emarginato ogni altra componente della cultura filosofica italiana del primo Novecento. In tal senso da rimarcare che nel 1903 la fondazione della rivista La Critica costituisce una sorta di difesa e di ripartenza dellidealismo a distanza di venti anni dalla morte di Bertrando spaventa. Nel 1899 erano state avviate due riviste di orientamento non idealistico: la Rivista filosofica del neokantiano Carlo Cantoni e la Rivista di filosofia e scienze Affini del positivista Giovanni marchesini. La pubblicazione di queste due riviste nel 1908 era stata sospesa, ma per dare vita, lanno dopo, alla Rivista di filosofia, quale organo della societ filosofica Italiana. Questa associazione costituita a milano nel 1905, inizialmente, fu concepita come Associazione Nazionale tra i docenti di filosofia, con lobiettivo specifico di difendere linsegnamento di filosofia nellambito dellordinamento scolastico italiano; nel 1906 la suddetta associazione avrebbe mutato nome e statuto, divenendo Associazione Nazionale per la Cultura filosofica, con lobiettivo, a questo punto, di promuovere lalta cultura; ne prova il primo convegno di studi organizzato (sempre a milano nel 1906) sotto la presidenza di Giovanni Vidari. Gli atti del
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convegno confermano lattenzione prestata, oltre che ai problemi attinenti allinsegnamento8 della filosofia nellambito dellordinamento scolastico e universitario, ai temi di natura teoretica e storiografica in relazione alla filosofia e alle discipline ad essa affini. Nel 1907 sarebbe stato organizzato un secondo convegno di studi a Parma, con relativo congresso da cui sarebbe scaturita la presidenza di federigo Enriques. Gli Atti di questo secondo convegno9, ovvero
A questo proposito, nellindice del volume degli Atti (Primo convegno della Societ Filosofica Italiana, svoltosi a milano il 20-21 settembre 1906, pubblicato a Bologna nel 1907), riscontrabile il Questionario sullinsegnamento della filosofia nella Scuola Media, proposto dal Consiglio Direttivo della Societ Filosofica Italiana il 5 febbraio 1906 (pp. 83-84) e la relazione di Giovanni marabelli sui risultati del questionario (pp. 85-130). Tuttavia la Prefazione di Rodolfo mondolfo (pp. 3-9) e le relazioni di federigo Enriques (Lordina mento dellUniversit in rapporto alla filosofia, pp. 37-42), di francesco de sarlo (Sulla istituzione di cattedre universitarie di psicologia sperimentale, pp. 43-58) e di Giuseppe massimo ferrari (Sulla sistemazione delle cattedre universitarie filosofi che attualmente vacanti, pp. 59-81) confermano lattenzione prestata allordinamento universitario. 9 Gli Atti del secondo congresso della societ filosofica Italiana furono pubblicati con il titolo di Questioni Filosofi che (Bologna-modena 1908). oltre che la relazione dapertura di federigo Enriques (Il rinascimento filosofico nella Scienza contemporanea, pp. 1-6), vi si trovano i contributi di Guido Villa (Lintellettualismo nella filosofia contemporanea, pp. 7-28), di Erminio Troilo (Necessit dintegrazioni del Po sitivismo, pp. 29-38), di Adelchi Baratono (Il Criticismo doggi e il Realismo di domani, pp. 39-59), di federigo Enriques (Il
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del secondo congresso della Societ Filosofica Italiana, denotano un carattere prevalentemente, se non esclusivamente, speculativo, inerenti alla filosofia in senso stretto, posta a confronto con le scienze matematiche, con la biologia, con la sociologia, con il diritto e con la pedagogia. Non stato coniato il termine intercultura,

valore della Scienza, pp. 61-65), di Bernardino Varisco (Conseguenze gnoseologiche della logica matematica, pp. 67-79), di Annibale Pastore (Sullimpiego del concetto di tempo nella logica pura, pp. 81-89), di Alessandro Padoa (Dellastrazione matematica. Concetto ed applicazioni, pp. 91-104), di Corrado Gini (Sul concetto di probabilit, pp. 105-112), di Antonio Garbasso (Il calcolo della probabilit e lordinamento giudiziario, pp. 113-114), di Giuseppe Casazza (La nozione del tempo e dello spazio nella soluzione del problema dellinfinito, pp. 115137), di Ernesto Lugaro (La base anatomica dellintuizione, pp. 139-143), di Guido Della Valle (Ricerche sperimentali sulla periodicit dellattivit psichica, pp. 145-161), di Eugenio Di Carlo (Scienza del diritto e filosofia del diritto, pp. 163-186), di Alessandro Levi (Psicologia e giurisprudenza, pp. 187-189), di Giuseppe Jona (Luso delle analogie nelle scienze sociali, pp. 191-192), di Alessandro Groppali (La concezione solidaristica del Bourgeois e la teoria del quasicontratto, pp. 193-195), di Erminio Juvalta (Il metodo delleconomia pura nelletica, pp. 197-218), di Francesco Casentini (La filosofia socialista, pp. 219-250), di Umberto Fiore (Il valore psicologico delle testimonianze, pp. 251-274), di Giuseppe Tarozzi (La scuola laica in Italia, pp. 275-288), di Alfonso Asturaro (La riforma delle Facolt Universitarie e listituzione duna facolt autonoma di filosofia, pp. 289-291), di Pietro Romano (La filosofia, la vita e la scuola, pp. 293-305), di Giovanni Vailati (Lopinione di due filosofi antichi sui pericoli di un insegnamento prematuro della logica e delletica, pp. 307-315), di Edoardo Calenda (Scuola laica, pp. 317-335).

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ma il convincimento della opportunit di porre a confronto la filosofia con le altre discipline umanistiche e scientifiche, risulta pi che evidente. Con la presidenza di Enriques la filosofia sarebbe stata posta a confronto con la scienza, cos come si evince dal contenuto della sua monografia dedicata ai Problemi della scienza, prima, e da quella su Scienza e razionalismo dopo. ma non bisogna dimenticare quanto sostenuto da Enriques, aprendo i lavori del secondo congresso della societ filosofica Italiana, sulla cui natura e funzione ebbe a dire: La societ filosofica Italiana, sorta agli inizi per la difesa di un ideale pedagogico, venuta allargando la propria attivit, e tende progressivamente ad assumere un significato ed un ufficio proprio nella vita spirituale del nostro paese10. sono parole pronunciate nel 1907 a Parma, sede tra laltro del convegno organizzato dalla societ Italiana per il Progresso delle scienze. Ad inizio del 1907 Gentile lesse la sua Prolusione su Il concetto della storia della filosofia: non si pu dire che lidealismo sia una filosofia egemone, rispetto alle altre componenti della cultura umanistica e scientifica. Nel 1909 fu organizzato a Roma il terzo congresso di filosofia, mentre
10 Cfr. f. Enriques, Il rinascimento filosofico nella Scienza contemporanea, cit., p. 1.

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