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TESI 6

Gli inizi della scrittura musicale


La ricerca della determinazione del ritmo attraverso lideazione di convenzioni e di sistemi grafici fu intrapresa per la prima volta nella storia della musica occidentale dai musicisti e teorici dellepoca medievale. Anteriormente alle prime fonti manoscritte il canto veniva tramandato oralmente, ma il vasto repertorio di canti dellVIII secolo richiese la messa per iscritto. Inizialmente, vennero posti dei segni grafici essenziali, detti neumi, sul testo per indicare il moto ascendente e discendente della melodia, senza per indicare laltezza assoluta delle note: tale notazione denominata adiastematica o a neumi in campo aperto. I primi manoscritti risalgono alla met del IX secolo: i neumi sono tracciati in modi diversi a seconda del luogo, da ricordare quelli aquitani, dai quali si svilupper la notazione quadrata. Dalla met del X secolo si cominciano ad usare due linee orizzontali, che indicano il DO e il FA, al fine di individuare con pi precisione laltezza dei suoni. Alla seconda met dellXI secolo risale luso del tetragramma (rigo musicale a quattro linee), allinizio del quale sono poste le chiavi di DO e di FA. A partire dalla fine del IX secolo, accanto alla notazione neumatica si impiegarono alcuni tipi di notazioni alfabetiche per indicare i suoni. Inizialmente, si fece ricorso ai cosiddetti segni dasiani: il sistema dasiano usa quattro segni fondamentali per i suoni del tetracordo RE-MI-FA-SOL; gli stessi segni, girati da destra a sinistra, girati e capovolti o semplicemente capovolti, vengono adoperati per annotare rispettivamente un tetracordo pi basso e i due tetracordi e mezzo pi alti. Poi, vennero utilizzate le lettere dalla A alla P, omettendo la J, per indicare due ottave. Infine, vennero utilizzate le lettere dalla A alla G per indicare unottava. Il SI (corrispondente alla B) pu essere (durum, corrispondente allattuale SI bequadro) e b (rotundum, corrispondente allattuale SI bemolle). Con la nascita del tetragramma nellXI secolo, i tratti grafici delle note acquistano sempre maggior precisione, indicando con esattezza laltezza dei suoni. Contemporaneamente, si sviluppa la notazione quadrata.

La notazione quadrata
La notazione quadrata, fondata sullequivalenza ritmica delle note, usata nei libri liturgici moderni che seguono linterpretazione data al canto gregoriano dai monaci benedettini dellabbazia di Saint Pierre de Solesmes in Francia. Viene usato il tetragramma, con le chiavi di DO e di FA poste allinizio di questo, e gli unici segni di alterazione usati sono il bemolle e il bequadro, posti unicamente davanti al SI. I neumi principali usati sono: virga (accento acuto) e punctum (accento grave) per quanto riguarda i neumi di una nota; pes (costituito da due note poste una sopra laltra, si canta prima la nota in basso) e clivis (costituito da due note una a destra e una a sinistra, la nota di sinistra precede quella di destra), per quanto riguarda i neumi di due note; scandicus, climacus, torculus e porrectus, per quanto riguarda i neumi di tre note.

La notazione mensurale della musica polifonica


I primi esempi di polifonia a due voci inclusi nel manuale Musica enchiriadis del IX secolo sono stati notati con i segni dasiani, adatti per i canti sillabici o con lo stile di nota contro nota. Nel Micrologus di Guido dArezzo appaiono scritti polifonici a due voci in notazione alfabetica, che adatta unicamente per lo stile di nota contro nota. Nei secoli XI-XII si comincia ad adottare lo stile melismatico (parecchie note della vox organalis corrispondono ad una della vox principalis). Il sistema di notazione della scuola parigina di Notre Dame, elaborato nella fine del XII secolo, costituito da note quadrate singole e da raggruppamenti di note chiamati ligaturae e si esprime, inizialmente, in due valori di tempo: uno lungo e uno breve (lappartenenza di un brano ad uno dei due modi ritmici suggerita dalle combinazioni diverse delle ligaturae allinizio del brano). Nel corso del XIII secolo i modi ritmici diventano quattro: due con valori ternari (modi perfecti), due con valori binari (modi imperfecti); inoltre si sviluppa luso della brevis, della semibrevis e della minima. Il

sistema di classificazione dei modi ritmici consiste nelle diverse combinazioni di tempus (rapporto tra breve e semibreve) e prolatio (rapporto tra semibreve e minima); ciascun rapporto pu essere perfetto o imperfetto. Vengono creati dei segni particolari per indicare allinizio del brano il modo ritmico: il circolo intero indica il tempus ternario (perfectum), il semicerchio indica il tempus binario (imperfectum); la presenza di un punto determina il carattere ternario della prolatio, la mancanza del punto determina il carattere binario della prolatio. Al sistema mensurale francese si contrappone quello italiano, ordinato in tre divisiones anzich in quattro prolationes.