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Schiavina Rel.

14 gruppo N 1 Andreotti Buonanno Sarinelli Schiavina Taddeo 30/03/09

LA MISURA DEL CALORE SPECIFICO DEI METALLI

SCOPI: Misurare sperimentalmente il calore specifico ( ) di tre metalli di diversa natura Riconoscere la natura dei diversi metalli sulla base del calore specifico sperimentalmente misurato.

IPOTESI:
1. Utilizzando il calorimetro delle mescolanze si pu misurare il calore specifico delle diverse sostanze. 2. Siccome il calore specifico diverso per sostanze diverse, ed essendone una propriet caratteristica, si pu riconoscerlo misurandolo sperimentalmente.

MATERIALI: Acqua Metallo 1 (grigio chiaro)

Metallo 2 (grigio scuro) Metallo 3 (rossiccio) Spago per legare il metallo

STRUMENTI: Calorimetro dotato di coperchio, agitatore e reticella proteggi fondo Termometro a mercurio (p= 0 50 C; S= 0,2 C) con tappo di gomma da infilare nel coperchio Termometro a mercurio (p= 0 100 C; S = 1 C) Cilindro graduato (p= 200 ml; S= 0,2 ml) Bilancia digitale (S 0,01 g) Becco Bunsen Reticella attaccata allasta di sostegno Cronometro (S 0,01 secondo) Becker

DISEGNO:

alluminio Spago

Asta di sostegno

Schiavina Rel. 14 gruppo N 1 Andreotti Buonanno Sarinelli Schiavina Taddeo 30/03/09 PROCEDIMENTO: eseguire lo stesso procedimento per tutti e tre i metalli 1. Massare 350 g di acqua del rubinetto e versarla poi allinterno del calorimetro, misurarne la temperatura e annotarla nella tabella n1. 2. Massare il metallo, legarlo con uno spago a un sostegno e immergerlo quindi nel becker pieno dacqua. 3. Accendere il becco Bunsen sotto il becker e portare lacqua a ebollizione. Poich la temperatura di equilibrio tra le due sostanze sar di 100C anche il metallo avr una temperatura di 100 C. 4. Porre loggetto metallico caldo nel calorimetro e chiudere con il tappo. Agitare fino a quando non si raggiunge la temperatura di equilibrio (il termometro non mostra pi escursioni), annotare poi questo dato nella tabella n1. 5. Calcolare tramite la seguente formula il calore specifico:

Cs1

(m2 me ) Cs 2 (Te T2 ) e annotare il risultato nella tabella n1. m1 (T1 Te )

6. Annotare nella tabella n2 i dati dei calori specifici raccolti dagli altri gruppi e, con questi dati, effettuare i calcoli di media, errore assoluto ed errore relativo.

ACCORGIMENTI: Raffreddare il calorimetro al termine di ogni prova. Non far appoggiare il metallo sul fondo del becker durante il riscaldamento perch la temperatura del metallo aumenterebbe oltre i 100C. Agitare lacqua nel becker per favorire la diffusione del calore in modo omogeneo. Appoggiare loggetto metallico sul fondo del calorimetro con delicatezza perch si potrebbero rompere le pareti dello strumento. Tenere conto dellequivalente in acqua del calorimetro e della reticella nel calcolo del calore specifico. Nel nostro caso il calore specifico espresso in calorie su grammi per grado centigrado (cal/gC) ma spesso espresso in joule su grammi per grado centigrado (j/gC). per passare da ununit di misura allaltra si effettua unequivalenza .Essendo una caloria 4,186 joule. 1 cal = 4,186 J, oppure 1 kcal = 4186 J. Quindi ncal=4,186nJ

Schiavina Rel. 14 gruppo N 1 Andreotti Buonanno Sarinelli Schiavina Taddeo 30/03/09

PRESENTAZIONE ED ELABORAZIONE DEI DATI:


TABELLA n1: DATI RELATIVI AI CALORI SPECIFICI DEI TRE DIVERSI METALLI RACCOLTI DA OGNI
GRUPPO

MATERIALE Metallo A Metallo B Metallo C Cs1A= Cs1B= Cs1C=


( ( ( ( ( ( )( )(

m2 (g) 350,02 351,89 350,86


)( )

m1 (g) 15,44 22,43 15,44


) ) ) ) )

T2 (C)

T1 (C)

Te (C)

Cs2 1,00 1,00 1,00

Cs1 0,27 0,14 0,11

me (g) 55,12 55,12 55,12

(cal/gC) (cal/gC)

20,4 100,00 21,2 21,0 100,00 21,6

20,6 100,00 21,2 cal/gC cal/gC cal/gC

TABELLA n2: DATI RELATIVI AI CALORI SPECIFICI RACCOLTI DA TUTTI I GRUPPI E CALCOLO
STATISTICO

GRUPPI 1 2 3 4 5

Cs1A cal/gC 0,27 0,20 0,14 0,21 0,19 0,20-0,20 0,07-0,01 35,0%5,0% 0,22

Cs1B cal/gC 0,14 0,13 0,60 0,12 0,11 0,22-0,13 0,25-0,02 114,0%15,4% 0,11

Cs1C cal/gC 0,11 0,12 0,14 0,10 0,09 0,11-0,11 0,03-0,02 27,3%18,3% 0,09

= VALORI TROPPO DISTANTI E NON


UTILIZZATI NEL SECONDO CALCOLO, RESOSI NECESSARIO A CAUSA DELLELEVATO ERRORE RELATIVO PERCENTUALE.

Cs1 cal/gC Cs1


ErCs1% Cs1 REALE cal/gC

Schiavina Rel. 14 gruppo N 1 Andreotti Buonanno Sarinelli Schiavina Taddeo 30/03/09 CALCOLI METALLO A: =(0,27+0,20+0,14+0,21+0,19)/50,20 cal/gC CS1=(0,27-0,14)/20,07 ER%CS1=0,07/0,20100=35,0% CS1 REALE=908J/KgC =908/4186 cal/gC0,22cal/gC

ESSENDO LERRORE RELATIVO PERCENTUALE MOLTO GRANDE, EFFETTUIAMO NUOVAMENTE I CALCOLI


ESCLUDENDO I DATI DEL GRUPPO 1 E

3.

CS1=(0,20+0,21+0,19)/3=0,20cal/gC CS1=(0,21-0,19)/2=0,01 ER%CS1=0,01/0,20100=5,0%

CALCOLI METALLO B: CSB=(0,14+0,13+0,12+0,11)/40,13 cal/gC CSB=(0,14-0,11)/20,02 ER%CSB=0,02/0,1310015,4% CSB REALE=480J/KGC=480/4186 cal/gC0,11 cal/gC

CALCOLI METALLO C: CSC=(0,11+0,12+0,14+0,10+0,09)/50,11 cal/gC CSC=(0,14-0,09)/20,03 ER%CSC=0,03/0,1110027,3% CSCREALE=390J/KGC=390/4186 cal/gC0,09 cal/gC

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LERRORE RELATIVO PERCENTUALE DEL 27,3% NON TRASCURABILE, RIPETIAMO I CALCOLI PER LELABORAZIONE DEI DATI ESCLUDENDO IL DATO DEL GRUPPO 3 CHE IL PI DISTANTE DAL VALORE REALE.

CSC=(0,11+0,12+0,10+0,09)/40,11cal/gC CSC=(0,12-0,09)/20,02 ER%CSC=0,02/0,1110018,2%

OSSERVAZIONI:
Dallanalisi statistica dei vari casi abbiamo ottenuto dei dati che, comparati con i dati reali, non risultano molto credibili per i metalli, che noi sappiamo essere alluminio, ferro e rame. Infatti, sia nel primo caso che nel terzo abbiamo dovuto escludere alcuni dati perch gli errori percentuali relativi risultavano troppo alti (35,0 % per il primo e 27,3 % per il terzo). Successivamente, nel secondo calcolo, abbiamo ottenuto dati che si avvicinano maggiormente a quelli reali: 0,20 cal/gC con unincertezza assoluta di 0,01 rispetto allo 0,20 cal/gC ma con un incertezza assoluta di 0,07. Se avessimo utilizzato tutti i dati, senza togliere i risultati dei gruppi n1 e n3, il metallo A avrebbe potuto essere perfino azoto (0,25 cal/gC) o zolfo (0,14 cal/gC); ci non era evidentemente possibile poich lazoto un gas e poich noi abbiamo percepito un colore e una densit non attribuibili a queste sostanze. Escludendo i dati abbiamo ottenuto una serie di soli tre valori, insufficienti per una buona analisi, ma abbiamo migliorato lerrore relativo percentuale che si ridotto al 5%. Anche per il metallo C, essendo lerrore relativo percentuale troppo alto (27,3%), abbiamo dovuto escludere il dato del gruppo 3. Nonostante la media non sia cambiata, migliorato lerrore assoluto (prima 0,03, poi 0,02) e di conseguenza si ridotto lerrore relativo percentuale, diventato del 18,2%. Questo, e il fatto che alluminio e ferro hanno un colore e una densit estremamente diversi, ci ha permesso di escludere che il materiale esaminato potesse essere alluminio (0,11 cal/gC) e ci ha consentito di identificarlo come ferro ( Cs= 0,09 cal/gC). Per il metallo B si escluso a priori il terzo dato, enormemente pi grande rispetto agli altri (differenza di 0,5 cal/gC). Senza lesclusione di quel dato si sarebbe ottenuto un errore del 114,00%, decisamente inaccettabile. Escluso quello, i dati di tutti i gruppi erano abbastanza coerenti tra loro dato che lerrore relativo percentuale risultato del 15,4 %;come valore medio per il calore specifico abbiamo

Schiavina Rel. 14 gruppo N 1 Andreotti Buonanno Sarinelli Schiavina Taddeo 30/03/09 ottenuto 0,13 cal/gC e un errore assoluto di 0,02: in questo dato rientra proprio il valore reale del rame che 0,11 cal/gC. In generale non abbiamo ottenuto degli ottimi risultati, per i valori reali rientrano tutti in quelli da noi calcolati, se consideriamo gli errori assoluti.

CONCLUSIONI:
Grazie al calorimetro delle mescolanze e alla formula

Cs1

(m 2 me ) Cs 2 (Te T2 ) m1 (T1 Te )

siamo riusciti a calcolare il calore specifico di tre diversi metalli, ovvero la quantit di calore necessaria per innalzare di 1C (o K) la temperatura di un Kg di sostanza. Questa formula derivata da una semplice uguaglianza per la quale, grazie alla legge della termologia, il calore ceduto da un corpo uguale a quello assorbito dal corpo che vi a contatto (Q1=Q2). Da ci, sapendo che Q= mTCs possiamo dire che: m1T1Cs1=m2T2Cs2 dove T1=T1-Te e T2=Te-T2 in cui 1 rappresenta il corpo caldo, nel nostro caso il metallo, e 2 il corpo freddo, nel nostro caso lacqua. Cos si pu ricavare, con una formula inversa, il Cs ovvero: Cs1

(m 2 me ) Cs 2 (Te T2 ) m1 (T1 Te )

In questa formula appare anche Me, ovvero la massa equivalente, che va aggiunta alla massa dellacqua poich anche il calorimetro e la reticella, anche se in minima parte, assorbono un po del calore ceduto dal metallo; per questo bisogna calcolare la massa di acqua che assorbe una quantit di calore pari a quella assorbita dal calorimetro e dalla reticella. Utilizzando la formula precedente siamo riusciti a calcolare i calori specifici dei diversi metalli. Poich ogni metallo ha un proprio calore specifico, possiamo dire che questo sia una propriet caratteristica di ogni sostanza, come la densit o il punto di ebollizione. In base a questo, al fatto che abbiamo percepito una densit molto simile a quella dellalluminio e al fatto che il calore specifico, nei limiti degli errori sperimentali, coincideva con quello reale, abbiamo ritenuto che il primo metallo fosse alluminio. Il secondo metallo poteva essere,invece, ferro sia perch il calore specifico calcolato molto vicino a quello reale, sia perch il colore grigio scuro osservato proprio di tale metallo. Il terzo metallo ci ha fatto pensare al rame o al nichel perch la densit percepita e il valore che abbiamo ottenuto per il calore specifico erano compatibili con entrambi; tuttavia,

Schiavina Rel. 14 gruppo N 1 Andreotti Buonanno Sarinelli Schiavina Taddeo 30/03/09 abbiamo escluso il nichel, che di colore grigio chiaro, poich il metallo utilizzato era rossiccio come il rame. Nonostante il calore specifico sia una propriet caratteristica di ogni sostanza, importante notare che i valori di calore specifico variano in funzione di temperature di prova estremamente diverse. Infatti grandi variazioni di calore specifico stanno ad indicare un passaggio di stato, ovvero il calore specifico univocamente determinato ed assunto, per ogni sostanza, in un definito intervallo di temperatura.