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Il Sistema Informativo Territoriale Archeologico del Comune di Parma come strumento di conoscenza, tutela e programmazione urbanistica

Giulio Bigliardi Centro di GeoTecnologie (Univ. di Siena)

Abstract
Il Sistema Informativo Territoriale Archeologico del Comune di Parma unapplicazione sviluppata per raccogliere, ordinare e gestire il patrimonio archeologico del territorio. Esso presenta un quadro aggiornato di tutti i rinvenimenti archeologici effettuati, sia editi che inediti, e permette di consultarne le informazioni relative e di elaborare i dati per produrre tematismi tipologici e cronologici. Il Sistema costituisce, pertanto, uno strumento indispensabile sia alle esigenze della ricerca storico-archeologica da parte di specialisti, sia a quelle della Soprintendenza nel campo della tutela, sia a quelle dellamministrazione comunale e delle imprese private nellambito della programmazione urbanistica.

Il Progetto Finalit
Il Sistema Informativo Territoriale Archeologico del Comune di Parma il risultato di un progetto avviato nel 2006 e a cui hanno collaborato Assessorato ai Lavori Pubblici, Soprintendenza ai Beni Archeologici dellEmilia Romagna, Museo Archeologico Nazionale di Parma e Centro di GeoTecnologie dellUniversit di Siena. Il primo passo di questo lavoro stato il censimento di tutti i rinvenimenti effettuati sul territorio comunale: stata eseguita la revisione di tutta la documentazione relativa, iniziando dalla bibliografia edita e proseguendo con i dati inediti conservati nellarchivio della Soprintendenza Archeologica posto presso il Museo Archeologico Nazionale. I dati progressivamente raccolti sono stati inseriti in un Sistema Informativo Territoriale appositamente elaborato con lapplicazione ESRI ArcGIS (licenza ArcInfo). Una volta ultimato linserimento dei dati, sfruttando le potenzialit del software sono state elaborate varie cartografie tematiche che evidenziassero le potenzialit archeologiche del territorio: una Carta Archeologica tradizionale, una Carta della Visibilit Archeologica e una Carta della Potenzialit Archeologica. Esse costituiranno, in particolare proprio questultima, un valido supporto per le valutazioni di impatto archeologico di progetti edilizi, permettendo di valutare in anticipo il rischio archeologico di una determinata area e riducendo in tal modo gli onerosi fermi cantiere, oltre ai tempi e ai costi dellassistenza archeologica.

Breve descrizione delle caratteristiche del S.I.T. Archeologico


Allinterno del S.I.T. i tematismi archeologici possono essere visualizzati in associazione a basi cartografiche di diverso tipo, a seconda delle esigenze: - Carta Tecnica Regionale in scala 1:5.000 in formato vettoriale; - Carta Tecnica Regionale in scala 1:10.000 in formato raster; - Carta Geologica Regionale in scala 1:50.000 in formato vettoriale (copertura parziale); - Carta Geologica Regionale in scala 1:250.000 in formato vettoriale; - Carta di Uso del Suolo (Corine landcover) in scala 1:25.000 in formato vettoriale; - Carta Storica Regionale in scala 1:50.000 in formato raster; - Atlante Sardi del 1767 in scala 1:5.000 in formato raster (solo per il centro storico di Parma); - mosaico di ortofoto in bianco a nero del 1945 (copertura parziale); - ortofoto a colori IT2000 (le foto aree sono state gentilmente fornite dalla Compagnia Generale di Ripreseaeree di Parma); - Modello Digitale del Terreno (DTM). Allinterno del S.I.T. i dati relativi ai rinvenimenti archeologici sono stati organizzati in layers differenti: - scavi archeologici: livello poligonale per gli scavi che possibile posizionare con precisione e livello puntiforme per quelli di cui non si conosce la posizione esatta, situazione frequente soprattutto per i vecchi scavi;

- carotaggi: livello puntiforme - segnalazioni (dovute prevalentemente a ricerche di superficie di appassionati e professionisti locali): livello poligonale e livello puntiforme come per gli scavi archeologici; - centuriazione: livello lineare; - aree vincolate per legge: livello poligonale; - aree di assenza archeologica, cio zone che, in seguito a scavi, si sono mostrate prive di qualsiasi preesistenza archeologica: livello poligonale. Le informazioni relative ai singoli rinvenimenti archeologici sono suddivise per aree tematiche in tabelle (tables) differenti collegate tra loro da relationship classes, al fine di rendere pi agevole sia la fase dinserimento dati, sia quella successiva di consultazione e interrogazione; a questo fine sono stati elaborati per molti campi una serie di thesauri (domini), in modo tale da garantire un inserimento dati corretto e omogeneo, condizione indispensabile per poter successivamente operare allinterno del geodatabase. Innanzitutto sono state inserite le informazioni riguardanti larea dellindagine archeologica o del rinvenimento: - nome; - localit; - indirizzo postale; - tipo di posizionamento; - precisione del posizionamento; - quota area (min e max) s.l.m.; - profondit massima raggiunta dagli scavi rispetto al piano di calpestio; - profondit del rinvenimento; - stato attuale di conservazione del rinvenimento; - uso del suolo; - geologia dellarea; - visibilit archeologica; - compilatore scheda; - data di compilazione o di ultimo aggiornamento. Successivamente sono state inserite le informazioni riguardanti lo scavo: - collocazione documentazione nellarchivio della Soprintendenza; - tipo dindagine condotta nel sito; - responsabile scientifico; - esecutore dellindagine; - anno dellintervento; - bibliografia; - link alle immagini. Inoltre, sono state inserite informazioni di carattere strettamente storico/archeologico: - cronologia generica: - sottoperiodo; - definizione tipologica del rinvenimento. Infine, nel S.I.T. possibile consultare tutte le elaborazioni realizzate elaborando i dati raccolti: - Carta Archeologica; - Carta di Potenzialit Archeologica del Centro Storico; - Carta di Potenzialit Archeologica del Comune; - Carta della Visibilit Archeologica.

La Carta della Potenzialit Archeologica del Comune di Parma


Con potenzialit archeologica di un territorio qui sintende linsieme degli elementi archeologici noti (depositi, strutture e reperti) e di quelli ipotetici, cio desumibili sia dalla semplice analisi degli elementi noti, sia dallinterpretazione di questi in rapporto alle caratteristiche geomorfologiche, geografiche e storiche del territorio stesso. La Carta della Potenzialit Archeologica fornisce, quindi, un quadro sintetico delle caratteristiche archeologiche dellintero territorio comunale, ed costituita da una Carta della Potenzialit Archeologica del territorio comunale e da una Carta della Potenzialit Archeologica del Centro Storico.

Le carte sono state elaborate attenendosi alle linee guida preliminari messe recentemente a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica della Regione Emilia Romagna (si ringrazia il Soprintendente Archeologo dr. L. Malnati per aver messo a disposizioni di colui che scrive tali indicazioni preliminari). In base a queste, la carta deve esprimere la sintesi critica derivata dallanalisi incrociata dei dati della Carta Archeologica tradizionale con le informazioni derivate da altri tematismi, come, in particolare, le carte geologiche, geomorfologiche, di uso del suolo e la cartografia storica. Il risultato deve essere la definizione di aree con caratteristiche omogenee dal punto di vista dei depositi archeologici, accertati o prevedibili, e da quello del loro livello di conservazione. Tali zone devono essere definite da brevi note descrittive, che ne chiariscano le caratteristiche archeologiche, con particolare attenzione per la presenza/assenza di depositi conservati, del loro grado di conservazione e delle profondit di giacitura. In base a ci, appare necessario superare il concetto di gradualit di rischio archeologico (alto/medio/basso), poich si tratta di una valutazione connessa esclusivamente con la realizzazione di opere di scavo, per approdare, piuttosto, allelaborazione di categorie di potenzialit, che non stiano tra loro necessariamente in una scala gerarchica e che siano definite proprio sulla base delle qualit specifiche dei depositi archeologici. In conclusione, in questo lavoro si tentato di elaborare non dei valori di rischio, quanto delle tipologie di Potenzialit Archeologica definite da parametri oggettivi, seguendo una procedura esplicita, verificabile, ripetibile ed applicabile a qualsiasi altro contesto territoriale. Sulla base dei dati raccolti stata realizzata una duplice e parallela suddivisione del territorio comunale in aree che si caratterizzano per un diverso tipo di potenzialit archeologica: la prima suddivisone valuta lo stato dei depositi archeologici noti da scavi e segnalazioni, la seconda una sintesi critica di tutti i dati e tematismi raccolti, oltre a quelli archeologici anche quelli geologici, geomorfologici e di uso del suolo. La prima suddivisione stata realizzata sulla base delle caratteristiche dei depositi archeologici noti, considerandone lestensione orizzontale e il grado di conservazione, ottenendo cos i seguenti tipi da 1 a 6. - Tipo 0 - Aree di assenza archeologica accertata: in esse il grado di conservazione dei depositi archeologici pu essere considerato nullo per motivi sia naturali che antropici, comprendono le aree estrattive attive e dismesse, gli specchi dacqua e i corsi dacqua. Sono state classificate sulla base della Carta di Uso del Suolo in scala 1:25.000 della Regione Emilia Romagna. La potenzialit archeologica di queste aree nulla. - Tipo 1 - Aree di rinvenimento archeologico asportato: comprendono le aree in cui i rinvenimenti archeologici sono stati asportati in seguito a scavo archeologico, oppure sono andati distrutti. La potenzialit archeologica di queste aree nulla, tuttavia deve essere accertato che le attivit di scavo abbiano effettivamente asportato lintera stratigrafia archeologica. - Tipo 2 - Aree prive di indicatori archeologici di potenzialit/rischio: comprendono tutte le aree in cui allo stato attuale, o per mancanza di ricerche o per non conservazione di depositi archeologici, non sono noti rinvenimenti, n segnalazioni. Si tratta di aree a potenzialit indeterminabile, tuttavia, proprio per le caratteristiche di indeterminatezza, si tratta di aree potenzialmente ad alto rischio archeologico. - Tipo 3 - Aree circostanti un rinvenimento archeologico accertato: comprendono le aree circostanti aree di potenzialit di tipo 1, per un raggio di 50 m, in base al presupposto che nelle aree circostanti i siti archeologici, asportati o ancora in posto, sia possibile ritrovare residui o estensioni di quegli stessi depositi. La potenzialit reale di queste aree deve essere verificata. - Tipo 4 - Aree con presenza di materiali archeologici affioranti: comprendono le aree di segnalazione di materiale archeologico in affioramento. La potenzialit reale di queste aree deve essere verificata. - Tipo 5 - Aree che insistono su un elemento centuriale certo o ipotetico: stata considerata unarea di raggio 10 m attorno allelemento centuriale. - Tipo 6 - Aree di presenza archeologica accertata: comprendono le aree in cui sono ancora conservati, integralmente o parzialmente, elementi archeologici gi noti da precedenti indagini (comprendono anche le aree di rinvenimento archeologico di cui non si conosce lo stato attuale di conservazione del rinvenimento). La seconda suddivisone, parallela e sovrapposta alla prima, il risultato di una sintesi critica elaborata sulla base della cronologia dei depositi geologici del territorio, delle caratteristiche

geomorfologiche e, naturalmente, delle caratteristiche degli elementi archeologici noti. Si sono cos ottenute le aree da A a N. A titolo di esempio si riporta la descrizione dellArea A. - Area A: Larea caratterizzata dalla presenza di depositi di piana alluvionale riferibili ai torrenti Taro e Parma: di canale e argine prossimale ad est, di argine distale ad ovest e, nellarea centrale, depositi di palude. Tutti i depositi sono comunemente datati a partire dallEt Tardo-antica (dal IVVI sec. d.C.). Si tratta di unarea depressa che, in seguito al declino del costante controllo sul territorio di et Romana, risult certamente una zona di richiamo per i sedimenti, ed inoltre probabile che dallo stesso momento essa sia stata interessata da spostamenti del T. Parma: lo dimostrerebbero laccentuato gomito di deviazione nei pressi di Baganzola e i ventagli di tracimazione in coincidenza di esso, indizi che lasciano supporre un percorso pi occidentale per il torrente, oltre alla scarsissima conservazione del reticolo della centuriazione. In questarea sono concentrati esclusivamente 2 rinvenimenti da scavo (un canale moderno e una canaletta romana a 1,5 m di profondit), posti presso il limite meridionale dellarea e presumibilmente risparmiati dai depositi alluvionali, mentre nota una sola segnalazione di materiale affiorante, non a caso di materiale di et medievale. La scarsezza di rinvenimenti da scavo potrebbe essere una conseguenza delle ben poche trasformazioni antropiche avvenute nel territorio: si tratta di una zona caratterizzata quasi esclusivamente da terreni ad uso agricolo seminativo, con rare aree residenziali e industriali; ci risulta molto evidente anche dal confronto con la Carta Storica Regionale; ugualmente, la scarsezza di segnalazioni di materiale affiorante potrebbe essere dovuta alla carenza di indagini nella zona. Tuttavia, in entrambi i casi, altamente probabile che tale situazione sia da imputare alleccessiva profondit a cui i rinvenimenti archeologici dovrebbero essersi conservati. evidente che in questo settore insistono attualmente consistenti depositi di origine alluvionale che hanno obliterato gli elementi archeologici. Questi potrebbero essersi conservati ad una profondit elevata, che pu essere stimata intorno ai 2-3 m sulla base del confronto con le quote dellarea I dove tali depositi non sono presenti.

Fig. 1. Carta della Potenzialit Archeologica del Comune: risultato della prima suddivisione

Fig. 2. Carta della Potenzialit Archeologica del Comune: risultato della seconda suddivisione

La Carta della Potenzialit Archeologica del Centro Storico di Parma


La Carta della Potenzialit Archeologica del Centro Storico stata concepita per prevedere, con ragionevole precisione, le caratteristiche e la cronologia dei depositi archeologici che si dovrebbero incontrare nel corso di lavori di scavo, consentendo cos di programmare preventivamente gli interventi necessari. Per prima cosa sono state elaborate le Carte Cronologico-Tematiche, che presentano levoluzione diacronica del nucleo urbano. Partendo dalla cronologia dei rinvenimenti sono state realizzate per le principali fasi di sviluppo storico della citt (et del Bronzo, Romana repubblicana e imperiale, Tardoantica, Longobarda, Altomedievale e Bassomedievale, Moderna) considerando periodizzazioni molto ampie, delimitate da modificazioni sensibili dellarea cittadina in termini di estensione aerale e di funzione. Per ogni fase sono state considerate le differenti tipologie di strutture e reperti rinvenuti, in modo da poter discriminare anche aree a differente destinazione funzionale: residenziale urbana, residenziale suburbana, pubblica, religiosa e cimiteriale. Ne risultano carte che non sono ricostruzioni vere e proprie del nucleo urbano, ma ipotizzano lestensione minima della citt accertata archeologicamente per ciascun periodo, partendo proprio dallarea interessata dai rinvenimenti. Considerato che a differenza delle campagne un nucleo urbano caratterizzato da un tessuto insediativo continuo, con un certo grado di precisione possibile ricostruire, per ogni fase, lestensione minima della citt considerando come limite i rinvenimenti strutturali di tipo urbano relativamente pi marginali, e supponendo che allinterno di tale margine si sviluppasse la citt o linsediamento senza una sensibile soluzione di continuit. In seguito, le Carte Cronologico-Tematiche sono state sovrapposte e sommate tramite la funzione Union dellArcToolbox di ESRI ArcGIS e si ottenuta una suddivisione del tessuto urbano in aree distinte dalla complessit della stratificazione, sulla base, cio, del numero di fasi

archeologiche presenti e della destinazione funzionale. Infatti, ciascun'area cos elaborata include al proprio interno depositi omogenei dal punto di vista cronologico e funzionale, vale a dire dal punto di vista della potenzialit archeologica. In questo modo, riconoscendo la ripartizione funzionale in aree diverse e, dunque, la distribuzione delle informazioni archeologiche e precisando il grado di conservazione dei depositi, il rischio archeologico legato ad interventi di scavo pu essere di volta in volta quantificato e diventa meno soggettivo ed aleatorio, perch nasce dalla combinazione e dal confronto dei valori quantitativi con quelli qualitativi. Ogni area, come per la carta territoriale, accompagnata da una breve descrizione della stratigrafia archeologica accertata o prevedibile e dei rinvenimenti noti. Come gi sottolineato in precedenza, si volutamente evitato di creare delle classi di potenzialit archeologica gerarchicamente organizzate (alta/media/bassa), diversamente da quanto, invece, stato realizzato in altri casi, ad esempio a Cesena e a Faenza. Questo perch si ritiene che non esistano dei parametri oggettivi in base ai quali elaborare il valore degli elementi archeologici, poich il valore di un bene non mai una qualit assoluta, ma soltanto relativa, legata a valutazioni soggettive del luogo e del periodo storico in cui ci si trova, oltre che allesperienza e al background di chi deve effettuare la valutazione. Il fatto che fino agli Anni Ottanta del secolo scorso fossero sistematicamente sacrificati i depositi post-classici ne un chiaro esempio. A titolo di esempio si riportano le descrizioni di alcune aree. - Area 1: larea appare insediata a partire dallet Bassomedievale (circa XIV sec. d.C.) con unarea produttiva caratterizzata dalla presenza di alcune fornaci. Successivamente, larea continua ad essere insediata con strutture di et Farnesiana o posteriore. I rinvenimenti sono stati asportati con scavo archeologico. La stratigrafia archeologica ha una potenza media di 4,5 m. - Area 2: nellarea noto il rinvenimento di un ossario di et Bassomedievale attualmente parzialmente conservato, ma certo che sullarea insistono anche strutture di et Romana imperiale riferibili al teatro, oltre a depositi di et Farnesiana o posteriori. La stratigrafia archeologica ha una potenza media superiore ai 3 m. - Area 3: nellarea noto il rinvenimento delle strutture del teatro di et Romana imperiale, ancora in posto, ed inoltre possibile che siano conservati depositi di et Farnesiana o posteriore. La stratigrafia archeologica ha una potenza media superiore ai 3 m.

Fig. 3. Carta della Potenzialit Archeologica del Centro Storico

Riferimenti Autore
Dr. Giulio Bigliardi dottorato in corso presso il Laboratorio di Geotecnologie per lArcheologia del Centro di Geotecnologie dellUniversit di Siena, Via Vetri Vecchi 34, 52027 S. Giovanni Valdarno (AR) E-mail: bigliardi2@unisi.it; mail@bigliardi.net

Bibliografia
Amendola B. (ed.) 1999, Carta archeologica e pianificazione territoriale. Un problema politico e metodologico. Primo incontro di studi, (Incontro di Studi, Roma, 10-12 marzo 1997), Roma. Bigliardi G. 2006, Sistema Informativo Territoriale Archeologico della citt di Parma, Tesi di Master di II Livello in Geotecnologie per lArcheologia, Centro di GeoTecnologie, Universit degli Studi di Siena. Bigliardi G. 2007, Il Sistema Informativo Territoriale Archeologico della Citt di Parma, Archeologia e Calcolatori 18, pp. 75-100. Bigliardi G. 2009, Il Sistema Informativo Territoriale Archeologico del Comune di Parma, Roma. Cardarelli A., Cattani M., Labate D., Pellegrini S. 2001, Il sistema MUTINA: esperienze ed evoluzione, in Guermandi 2001a, 200-210. Gelichi S., Alberti A., Librenti M. (eds.) 1999, Cesena: la memoria del passato, Firenze. Gelichi S. (ed.) 2001, Dalla carta del rischio archeologico di Cesena alla tutela preventiva in Europa, (Atti del Convegno di Studi tenutosi a Cesena, 5-6 marzo 1999), Firenze. Guarnieri C. (ed.) 2000, Progettare il passato. Faenza tra pianificazione urbana e Carta Archeologica, Firenze.

Guarnieri C. (ed.) 2000, Progettare il passato. Faenza tra pianificazione urbana e Carta Archeologica, Firenze Guermandi M. P. (ed.) 2001, Rischio archeologico: se lo conosci lo eviti, (Atti del convegno di studi su cartografia e tutela del territorio, Ferrara, 24-25 marzo 2000), Bologna. Pellican A., Francovich R., Pasquinucci M. (eds.) 2001, La carta archeologica fra ricerca e pianificazione territoriale, (Atti del Seminario di Studi organizzato dalla Regione Toscana, Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali, Firenze, 6-7 maggio 1999), Firenze. Ricci A. (ed.) 2002, Archeologia e urbanistica, (XII Ciclo di Lezioni sulla Ricerca Applicata in Archeologia, Certosa di Pontignano, Siena, 26 gennaio-1 febbraio 2001), Firenze.

ALTRE INFORMAZIONI Ambito del Progetto


Il progetto costituisce la tesi di dottorato dello scrivente, svolto presso la Scuola di Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra Preistoria, sezione di Geotecnologie dellUniversit di Siena, tutor: dr. L. Malnati

Tempi e Fasi di Realizzazione


Il progetto stato sviluppato in due tranche per un totale di circa 15 mesi di lavoro. Nel periodo luglio/settembre 2006 stato realizzato in via sperimentale il S.I.T. del centro storico della citt. Successivamente, grazie al finanziamento dellAssessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Parma, nel periodo maggio 2007/giugno 2008, il S.I.T. stato ampliato fino a coprire lintero territorio comunale. Complessivamente lattivit si svolta attraverso distinte fasi di lavoro: - acquisizione della cartografia di base necessaria per contestualizzare dal punto di vista topografico i rinvenimenti archeologici e per caratterizzare il territorio dal punto di vista geologico; - definizione del modello del geodatabase, cio delle tabelle e dei layers grafici per la raccolta e lorganizzazione dei dati, attraverso lanalisi delle tipologie dei dati da rilevare e delle elaborazioni a cui essi devono essere sottoposti; - censimento sistematico del patrimonio archeologico noto attraverso la consultazione delle fonti bibliografiche e archivistiche disponibili, e conseguente implementazione del geodatabase, seguita da collaudo e validazione dello stesso; - elaborazione dei dati raccolti e realizzazione di cartografie tematiche esplicanti le caratteristiche archeologiche del territorio. - diffusione dei risultati ottenuti a livello divulgativo e a livello scientifico.

Software Utilizzati Tipo Client GIS

Software ArcGIS 9.1 (ArcInfo)

Produttore ESRI