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Introduzione

Un fenomeno che in questi anni sta conseguendo grande successo quello del cosiddetto turismo culturale. La sua rilevanza, considerate le grandi opportunit che il patrimonio culturale e paesaggistico italiano pu offrire, non solo economica ma anche etica. Secondo lUNESCO lItalia possiede pi della met del patrimonio storico artistico mondiale, in gran parte concentrato nellItalia meridionale (1). Tuttavia, le regioni del Centro-Sud pur essendo maggiormente dotate di ricchezze paesaggistiche e storico artistiche, sono quelle che, purtroppo, non hanno intrapreso le necessarie azioni volte alla loro tutela (2). Ci, probabilmente, a causa di una posizione passiva, che ha dato priorit allutilizzo condizionato dallofferta stagionale e occasionale (3). Negli ultimi anni la Regione Puglia, gli Enti locali e le Associazioni di categoria hanno avviato insistenti campagne promozionali volte alla conoscenza delle peculiarit paesaggistiche ed artistiche in unottica di rilancio territoriale (4). Ancora oggi, tuttavia, non tutte le bellezze naturali e i patrimoni materiali e immateriali esistenti sono adeguatamente tutelati, valorizzati e fruiti. La qualit del livello informativo e la frammentazione delle iniziative, non rivolgendo lo sguardo alla complessit storica del territorio, inducono a pensare che, forse, lattuale modello sia da correggere. Lofferta culturale , infatti, ancora difettosa, complice anche quella devoluzione che delega la gestione del paesaggio agli Enti locali. Tale soluzione desta ancora qualche perplessit, considerato che il sistema territoriale consta di un elevatissimo numero di Comuni che rivelano la mancanza di una visione strategica e organica dellunicit dellofferta. Fino a qualche decennio fa lAmministrazione dei beni culturali e gli organi periferici erano i soggetti maggiormente in grado di comprendere e valutare la pluralit dinteressi e le diverse attese nella gestione del patrimonio paesaggistico e storico artistico. Oggi, purtroppo, essendo venuto meno il loro ruolo regolatore c da chiedersi quale sar il futuro delle strutture di tutela o degli attori che dovrebbero realizzare adeguati percorsi formativi e assicurare corrette azioni di intervento (5). Il nostro territorio possiede un ricco patrimonio che attende ancora di essere adeguatamente studiato, valorizzato e restituito al godimento della popolazione e del turista (6). Ma rivalutare ha costi elevati che, considerati gli enormi tagli al bilancio del Ministero competente, rendono difficile qualsiasi azione diretta alla valorizzazione (7). A tal proposito sarebbe necessario riflettere sullopportunit di destinare a queste azioni una parte dei tributi del settore turistico, detassare le attivit culturali e sviluppare, a pi livelli, sinergie virtuose tra Istituzioni, Enti di ricerca e tessuto imprenditoriale, secondo il principio della sussidiariet (8). Sarebbe, inoltre, utile istituire reti conoscitive in grado di illustrare i nessi tra le

diverse espressioni culturali, secondo obiettivi territorialmente articolati. Si rivelano pertanto importanti le attivit di ricerca finalizzate a ricostruire, in un sistema informativo dinsieme, la genesi del patrimonio culturale collocandolo nel giusto contesto di correlazioni storico-spaziali e facendo attenzione a non sprecare utili risorse con repliche di attivit gi svolte (9). Molto spesso, infatti, il discrimine politico e lignorante presunzione di chi, a vario titolo, presume di amministrare la cultura si sono concretizzati in interventi finanziari a pioggia, deliberati senza una preventiva analisi delle principali necessit, o per la promozione di eclatanti eventi e iniziative culturali rivelatesi mediocri rappresentazioni tese a promuovere questo o quel gruppo (con rilevante spreco di denaro pubblico); anzich impegnare le limitate risorse nel recupero delle ricchezze culturali. Aggiungo, infine, che tante sono state le lamentele e gli appelli rivolti ai responsabili dei beni e agli Enti responsabili della tutela. Non solo alla Soprintendenza regionale, assillata dalle frequenti segnalazioni trasmesse in qualit di Ispettore onorario, ma anche alle passate e recenti Amministrazioni territoriali. E tralascio i progetti di restauro avviati dalla Regione e dalla Provincia che, con regolare cadenza, hanno destinato rilevanti somme di denaro alla citt capoluogo e ai (pochi) privilegiati comuni del sud Salento, lasciando allasciutto quelli del Nord, Squinzano compreso, come se questi fossero figli di un Dio minore. Credo sia opportuna uninversione di tendenza per dare concrete risposte al territorio. Questo mio modesto contributo, recuperando le testimonianze scritte di chi, gi in passato, ha trattato le origini, la storia, gli usi, i costumi e gli aspetti artistici di Squinzano (10), esamina una parte dellenorme patrimonio culturale che testimonia i culti e le tradizioni di una comunit attenta alle correnti culturali che, nel tempo, si svilupparono grazie alla presenza di Ordini religiosi, committenti illuminati, artisti illustri e devoti ispirati. Il suo principale scopo quello di far conoscere questo inestimabile patrimonio, da troppo tempo abbandonato allincuria e alla devastazione, nella convinzione che solo attraverso la conoscenza si pu garantire la nostra eredit culturale alle generazioni future. Premetto che ho volutamente lasciato ad altri il compito di stilare il cahier de doleance di questi beni, affinch il risultato non fosse il prodotto di chi, per natali, troppo coinvolto. stato un impegno faticoso condotto contro la rapidit con la quale, in alcune occasioni, dipinti e oggetti sacri sono stati irrimediabilmente rovinati, distrutti o trafugati. Il catalogo delle opere costituito da 182 schede concernenti i beni presenti in tre chiese, cinque cappelle, un santuario e una chiesa conventuale, tutte di propriet ecclesiastica o monastica, tranne la Chiesa di San Giovanni Battista di cui proprietaria la Confraternita (11). Sono state censite le opere su tela, le statue in pietra, legno e cartapesta che, risalenti almeno a

cinquantanni fa, hanno rilevanza storico artistica, riscontrabile attraverso le fonti e lanalisi valoriale. Al presente lavoro, non per scelta ma per motivi diversi, manca la catalogazione degli affreschi, degli argenti, dei paramenti liturgici e della suppellettile sacra di cui mi auguro, a compimento, di produrre unautonoma pubblicazione. Per catalogare le tipologie dei beni in modo aderente alle loro peculiarit stata elaborata una scheda specifica atta a raccogliere le informazioni principali, i riferimenti in merito alle fonti bibliografiche e darchivio desunte o dirette. Pensata in ottica di strumento digitale interattivo per la comprensione della citt e utile per la conoscenza sovra locale (12). Per agilit di comprensione sono state escluse alcune voci, di norma presenti nelle schede elaborate dallIstituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), che sarebbero apparse fuorvianti per la presenza di tecnicismi e rimandi, pi utili agli specialisti del settore che non al comune lettore. Sono state pertanto riportate le informazioni adatte alla divulgazione, compiendo una sintesi dei dati al fine di fornire un quadro riassuntivo della storia del bene, delle sue peculiarit strutturali e della relativa localizzazione. Si avuto cura, in alcuni casi, di evidenziare anche il valore simbolico e liturgico-devozionale dei beni repertati, senza perdere di vista il criterio oggettivo danalisi. Tale scelta maturata dalla consapevolezza che per avvicinarsi alla comprensione di unopera sia necessario imparare a leggerla nelle sue parti essenziali, indispensabili per costruire un sistema di relazioni tra oggetto e matrice culturale. Tecnicamente le schede sono contrassegnate da numeri e lettere in ordine progressivo corrispondenti alla tipologia delle opere, catalogate in senso orario dallingresso della chiesacontenitore, mantenendo lo stesso criterio per i locali di pertinenza. Per la cronologia, quando non stato possibile indicare lanno di esecuzione, si citato il secolo e le frazioni. Dellautore sono riportati i dati anagrafici e, se ignoto, lambito culturale (cerchia, bottega, maniera, scuola, manifattura, settentrionale, meridionale, locale, ecc.), supportando tali informazioni con la documentazione o lanalisi stilistico comparativa. Lo stato di conservazione indicato con tre aggettivi (buono, mediocre, cattivo). Le dimensioni delle opere sono espresse in centimetri (altezza, larghezza, profondit), e non comprendono le cornici dei dipinti e le basi delle statue perch queste, se non classificate come manufatti darte, sono facilmente modificabili e/o sostituibili. Lubicazione indicata quella riscontrata al rilevamento dei dati. Si palesato doveroso, inoltre, riportare in appendice alcuni passi dellormai raro libro di Primaldo Coco, come testimonianza della storia, dello stato e della dotazione patrimoniale delle chiese e delle cappelle, direttamente annotata dallillustre frate intorno agli anni 20 del secolo scorso, oltre ad alcuni documenti utili per la conoscenza della citt (13).

In conclusione, voglio esprimere la speranza che questo lavoro, cos come per me il Coco, possa essere fondamento di successive ricerche, considerati anche i limiti derivanti dagli esiti della progressiva indagine storico artistica e, in alcuni casi, anche da un pi accurato esame delle fonti. LAutore

(1) Oltre allingente patrimonio citato, lItalia vanta il maggior numero di siti Unesco. Ben 45, contro i 42 della Spagna, i 40 della Cina, i 35 della Francia, i 33 della Germania, i 28 del Regno Unito e i 21 degli Stati Uniti. Siti turisticamente poco sfruttati e tutelati rispetto agli altri Paesi, come denuncia un dossier della Princewaterhouse Cooper (PWC) del 2010. Cfr. S. RIZZO - G. A. STELLA, Se lItalia distrugge la bellezza (e il turismo), in Corriere della Sera, a. 136, n. 35 dell11.02.2011. (2) I recenti crolli (6.11.2010) della Schola Armaturarum Iuventutis Pompeianae, edificio risalente agli ultimi anni di vita della citt romana prima che leruzione la seppellisse, e del muro nella domus di Trebio Valente a poco pi di 20 metri dalla stessa Schola, evidenziano lo stato di incuria e ripropongono il tema della manutenzione ordinaria del patrimonio culturale. Analoghe situazioni vivono altri siti paesaggistico-culturali come lArea marina protetta di Capo Rizzuto (Kr), istituita nel 1991. Area che custodisce un patrimonio di grande interesse naturalistico e storico-archeologico che rischia di scomparire per lincuria e i gravi fenomeni di dissesto geologico; o la storica struttura museale del Baglio Florio, a Selinunte, in Sicilia, con il parco archeologico pi grande dEuropa, pronta da una decina danni, ma non funzionante perch mancano gli arredi interni. Storie di ordinaria incuria che mettono a repentaglio il patrimonio paesaggistico e culturale italiano. Cfr. S. RIZZO e G. A. STELLA, Vandali. Lassalto alle bellezze dItalia, Milano 2011. Allarmante, inoltre, risulta la denuncia sugli abusivismi edilizi e le numerose devastazioni ambientali a livello nazionale e specialmente al Sud, in nome del progresso e della modernit. Cfr. S. SETTIS, Paesaggio, Costituzione, Cemento, Torino 2010. (3) La cattiva organizzazione, la carenza di collegamenti, gli alti costi per servizi spesso modesti inducono al cosidetto turismo mordi e fuggi. Inoltre, la ritrovata cultura delle tradizioni locali, invece di agire da volano attrattivo, alimenta solo clientele (organizzazioni pro-loco, comitati di feste, associazioni varie, ecc.), e il modesto business del commercio ambulante. Cfr. G. DONNO, Turismo, Alibi al Sud, in Corriere del Mezzogiorno, a. XII, n.10, del 13.01.2011. (4) Sulla storia del turismo locale vedi M. MAINARDI, Camere con vista mare. Enti di promozione ed imprese nellinnovazione turistica del Salento degli anni Settanta, Lecce 2010. Dello stesso autore, inoltre: Il piacere del mare. La villeggiatura balneare nel Salento tra Otto e Novecento, Lecce 2002; Lincanto dei luoghi. La promozione del turismo nel Salento al tempo del Corriere, (1936-1959), Lecce 2009; 100 scatti dautore. Lalbum fotografico dellEnte Provinciale per il Turismo di Lecce (dagli anni 40 ai 60), Lecce 2009; Il mare di tutti. Con lauto lungo la Litoranea Salentina nei miracolosi anni Sessanta. Voglia di innovazioni nel turismo del Salento degli anni Settanta, Lecce 2009; Santa Cesrea Terme e la sua Azienda di soggiorno dagli anni delle carrozze a quelli della motorizzazione di massa (1842-1969), Lecce 2010. (5) Esiste un gap tra gli attuali percorsi formativi universitari e di alto livello e le competenze richieste; in genere la formazione troppo teorica e non supportata dalle necessarie competenze operative. Dunque, inadeguatezza dei corsi, mancanza di standard formativi, incapacit di costruire percorsi in grado di fornire solide competenze teoriche e pratiche. (6) Ne sono esempi gli scavi nel sito paleolitico di Grotta Paglicci a Rignano Garganico (Fg), fermi da quattro anni, con il soffitto della grotta che rischia di crollare; il locale museo archeologico destinato a ospitare i reperti, da qualche tempo ultimato ma ancora chiuso per problemi burocratici (il sito considerato di rilevante interesse per i reperti di epoca preneandertaliana e per la grotta che conserva pitture parietali risalenti a 20 mila anni fa), e il Museo archeologico della Tomba della Medusa del Parco Archeologico di Arpi (Fg), principale centro della Daunia preromana, per il completamento del quale, cause le inefficienze e i ritardi burocratici, sono andati perduti i fondi statali precedentemente stanziati. Cfr. s.n., Pericolo a Grotta Paglicci; A. BENVENUTO, La Medusa abbandonata. Ipogeo foggiano a rischio per i ritardi nei lavori di recupero, in Corriere del Mezzogiorno, a. XI, n. 263, del 12.11.2010, p. 20. (7) Lanalisi delle risorse finanziarie relativa al decennio 1998-2008, mostra, in termini di incidenza in percentuale sul bilancio

generale dello Stato, unoscillazione che va dallo 0,22% del 1998, a un massimo dello 0,39% nel 2000, e ad una flessione che si assesta sullo 0,28% per il 2008 (dati comunicati dallallora ministro Bondi alla Commissione Cultura della Camera nella seduta del 03.06.2008). previsto, inoltre, per il triennio 2009-11 un taglio dinvestimenti pari a 1 miliardo e 402.092.902,83 euro (fonte UIL del 04.03.2009). LItalia per il proprio patrimonio impegna 2,3 miliardi di euro, contro gli 8,3 miliardi della Svezia, i 6,5 della Finlandia, e i 3 della Francia. Questi dati ci pongono agli ultimi posti tra gli Stati europei, dotati di un patrimonio di minore valenza rispetto al nostro. (8) Esemplare liniziativa del Gruppo imprenditoriale Tods, pronto ad accollarsi i costi del restauro dellanfiteatro Flavio, visitato ogni anno da 3,2 milioni di turisti e a rischio di stabilit, pari a 25 milioni di euro, dopo la gara pubblica, senza risultati, del MIBAC per selezionare soggetti in grado di finanziare il restauro. Cfr. P. FOSCHI, Della Valle per il Colosseo: pronto a versare 25 milioni, in Corriera della Sera, a. 135, n. 284, del 03.12.2010, p. 25. (9) Significativo lesempio della catalogazione dei Beni culturali fatta in prima battuta dallo Stato, replicata sia dalle Regioni, sia dalla CEI, e gli investimenti di alcuni Comuni capoluogo, nellordine di milioni di euro, per progetti avviati e mai conclusi di siti internet nati per offrire informazioni generali e turistiche. Cfr. F. ZOLLINO, Investimento da 2.5 mln per quattro siti fantasma, in Il Paese nuovo, a. XIX, n. 3, del 06.01.2011, p. 4. (10) M. PATICCHIO, Brieve ritratto della vita di Maria Manca della Terra di Squinzano, fondatrice della chiesa della SS. Annunziata di detta Terra, Napoli 1769; P. COCO, Cenni storici di Squinzano, Lecce 1922; A. PAPA, Squinzano come la vedo. Storia leggende storielle, Putignano 1967; A. CARICATO, San Nicola Squinzano. Guida illustrata della chiesa matrice, Galatina 1969; AA.VV., Squinzano. Lineamenti storici, Galatina 1983; A. CAPPELLO - A. CARLUCCIO - I. PASSANTE, La banda di Squinzano, Galatina 1987; S. MIGLIETTA, Squinzano-Percorsi urbani, sociali, produttivi, Galatina 1995; D. STEFANIZZI, Chiesa e Societ a Squinzano in antico regime (Secc. XVII-XVIII), Lecce 1998; A. MESSITO - R. FRISENNA, Squinzano di tutto un po, Trepuzzi 1999; N. PAGANO, Squinzano- Schinzanu?, Trepuzzi 2001; D. STEFANIZZI, Squinzano nellOttocento, Demografia, Economia, Societ, Lecce 2003; I. PASSANTE, Lidioma della mia gente, Galatina 2004; N. CALSO - R. CALDAROLA, Squinzano e Trepuzzi. Feudi e siti minori, Trepuzzi 2005; AA.VV., Squinzano Emergenze storico artistiche, a cura del CRSEC LE/37 - Campi S., Trepuzzi 2005; P. R. SABATO, Cosa si scrive a Squinzano, Lecce 2008. (11) Sono escluse dalla presente catalogazione, perch di pi recente costruzione, la Chiesa parrocchiale Maria Regina del Mondo. Edificata su progetto dellarch. Oronzo Antonaci, i lavori ebbero inizio il 19 marzo 1967 e furono completati il 31 maggio 1969, e la Chiesa rettoriale Madonna di Lourdes cansacrata l11 febbraio 1987. (12) Un esempio il SIRPAC (Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale), adottato nel 2005 dal Centro Regionale di Catalogazione e Restauro dei Beni Culturali di Villa Manin a Passariano (Friuli Venezia Giulia). Ladozione di questo innovativo strumento consente di accedere gratuitamente alla catalogazione partecipata via web e alla gestione unificata degli authority file, garantendo la manutenzione ordinaria e straordinaria dei web tool di data entry e il loro costante allineamento alla normativa dellICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione). A livello nazionale operativo, dal 2002, il SIGEC (Sistema Informativo Generale del Catalogo), sistema che permette dinterrelare i vari dati catalografici prodotti in ambito ministeriale e/o da diversi soggetti istituzionali (Regioni, Enti Locali ed Ecclesiastici), al fine di avere una conoscenza capillare ed esaustiva del territorio. Cfr. M. L. POLICHETTI, Beni culturali e Innovazione Tecnologica. Il Sistema Informativo Generale del Catalogo: strumento per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, Roma 2002. (13) Vedi Appendici.