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FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI, 1

Quaderni del Master in Tecnologie Open Source per i Beni Culturali


Applicazioni Open Source
per il Rilievo 3D dei Beni Culturali
Atti del l a Gi ornata di Studi o
San Gi ovanni Val darno, 19 l ugl i o 2013
a cura di
Gi ul i o Bi gl i ardi , Al essandro Bezzi , Sara Cappel l i
APPLICAZIONI OPEN SOURCE
PER IL RILIEVO 3D DEI BENI CULTURALI
Atti della Giornata di Studio
San Giovanni Valdarno, 19 luglio 2013
a cura di
GIULIO BIGLIARDI, ALESSANDRO BEZZI, SARA CAPPELLI
testi di
G. CICCONE, A. CRUCCAS, C. GIANCRISTOFARO, F. LEMMI, S. MENCONERO, S. MINTO, M. C. NAVARRA,
R. PELUSO, A. ROSANOVA, V. ROSSETTI, S. SABBATINI, A. SCARPELLI, M. TERRANOVA, M. TRINGALI, V. ZORI
FREE AND OPEN SOURCE SOFTARE PER I BENI CULTURALI, !
Quaderni del Master in Tecnl!ie O"en Surce "er i Beni Culturali
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Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito eb !ttp"##creativecommons.org#licenses#b$-nc-nd#4.0#.
INDICE
Premessa, di G. Bigliardi, A. Bezzi, S. Cappelli
C. Giancristofaro
Tecniche di Image-Based Modeling per il rilievo 3D di opere scultoree e architettoniche.
Casi studio: il Leone marmoreo di F. acca e la Chiesa di !. "iovanni Battista a Campi
Bisen#io
S. Menconero
Dalle $otogra$ie alla mesh te%turi##ata& sperimenta#ioni
S. Minto
Il rilievo della vera da po##o in Campo !an Marcuola a ene#ia
V. Rossetti
Computer ision e Image-Based Modeling per la documenta#ione dei Beni Culturali:
modelli policromi
G. Ciccone
'pplica#ioni di Image-Based Modeling nella campagna (omana: attuali poten#ialit)& limiti
e prospettive
M. Terranova
Image-Based Modeling tra architettura e scultura
F. Lemmi
Il rilievo 3D della Torre di !. Matteo a Montopoli in al d*'rno. Primi risultati e
poten#ialit)
V. ori
Image-Based-Modeling e archeologia: ricerca& tutela e valori##a#ione. Il caso del po##o
sacro Is Pirois +illaput#u& C',
M. Tringali
Tecniche di Image-Based Modeling per la salvaguardia e la $rui#ione delle opere d*arte: il
caso dell-ariete del Castello Maniace
R. !el"so
#l rilievo 3D della Chiesa di !anta Maria della !tella
A. Scarpelli
(ilievo 3D architettonico della $acciata dello !pedale di !anta Maria della !cala di !iena
M. C. $avarra
Il rilievo 3D per i Beni Culturali. Il caso studio della Chiesa rurale della Madonna delle
"ra#ie& .I sec. +Bari,
S. Sa%%atini
'nalisi e con$ronto di rilievi 3D a partire da immagini ac/uisite con di$$erenti dispositivi
A. Cr"ccas
L*Image-Based Modeling e il restauro architettonico
A. Rosanova
Il rilevo 3D della statua di 0lisse Dini a Pisa
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PREMESSA
La Giornata di Studio Applicazioni Open Source per il rilievo 3D dei Beni Culturali, organizzata
nell'ambito del progetto Open !c"ne con la collaborazione dell'#$tituto di %ormazione e &icerca della
%ederazione #taliana Club e Centri '()SCO *%#CL'+ e del Centro di Geoecnologie *CG+
dell''niver$it, degli Studi di Siena, $i - $volta il ./ luglio 01.3 a S2 Giovanni 3aldarno *A&+, pre$$o la
$ede dell'#$tituto %#CL'2
#n occa$ione dell'Open Da4 01.3 del 5a$ter in ecnologie Open Source per i Beni Culturali *5a$ter
Open !c"ne+, la Direzione del 5a$ter "a promo$$o l'organizzazione di 6ue$to evento, durante il 6uale
gli $tudenti dell'edizione 01.3 del 5a$ter Open !c"ne "anno pre$entato i ri$ultati dei pro7ect 8or9
elaborati per l'e$ame :inale del cor$o di &ilievo 3D per i Beni Culturali con $o:t8are Open Source;
6ue$to volume raccoglie gli Atti della giornata2
&ingraziamo gli $tudenti c"e con i loro progetti "anno re$o po$$ibile la realizzazione del convegno e la
pubblicazione di 6ue$to volume2
Giulio Bigliardi, Sara Cappelli
Universit degli Studi di Siena
Coordinatori 5a$ter Open !c"ne
Alessandro Bezzi
Arc-Team srl
Docente del cor$o &ilievo 3D per i Beni
Culturali con $o:t8are Open Source
TECNICHE DI IMAGE-BASED MODELING PER IL
RILIEVO 3D DI OPERE SCULTOREE E ARCHITETTONICHE.
CASI STUDIO: IL LEONE MARMOREO DI F. VACCA E
LA CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA A CAMPI BISENZIO
Cristina Giancristofaro
c.giancristofaro@gmail.com
ABSTRACT
Nelle attivit !i "iliev# $%e$$# le &#'!i(i#'i !i lav#"#
i)%#'*#'# &+e il te)%# !e!i&at# alle ,a$i !i
a&-.i$i(i#'e e! ela/#"a(i#'e !ei !ati $ia'# /"evi: %e"
-.e$t#0 !a #")ai !ive"$i a''i0 le '.#ve te&'#l#*ie
!i*itali $i $#'# $#$tit.ite alle )et#!#l#*ie t"a!i(i#'ali0
#,,"e'!# la %#$$i/ilit !i #tte'e"e '.#vi %"#!#tti
%#te'(iati 'elle &a%a&it !i "a%%"e$e'ta(i#'e0
!e$&"i(i#'e )et"i&a e vi$.ali((a(i#'e0 )#lt# .tili
a'&+e a $.%%#"t# !elle attivit !i "i&#$t".(i#'e e
"e$ta."#. G"a' %a"te !i -.e$te te&'#l#*ie $#'# %e"1
!i$%#'i/ili i' &#))e"&i# &#' $#,t2a"e e
$t".)e'ta(i#'i $%e$$# &#$t#$e e &#)%le$$e0 %e" -.e$t#
'#' $e)%"e a&&e$$i/ili a t.tti.
Il %"e$e'te lav#"# 3 i'&e't"at# $.ll4i)%ie*# !i
te&'i&+e !i I)a*e-/a$e! M#!eli'* &+e0 i'te*"ate a
$#,t2a"e li/e"# e #%e' $#."&e0 %#$$#'# &#$tit.i"e .'a
vali!a alte"'ativa0 a /a$$# &#$t# e &+e 'e&e$$ita !i
$e)%li&i e "i!#tte $t".)e'ta(i#'i0 %e" il "iliev#
t"i!i)e'$i#'ale !i #%e"e $&.lt#"ee e a"&+itett#'i&+e.
C#)e &a$i !i $t.!i# ve""a''# e,,ett.ati i "ilievi 3D !i
.' Le#'e $&.lt#"e# "eali((at# !a Fla)i'i# Va&&a e
!ella C+ie$a !i S.Gi#va''i Batti$ta 5Ca)%i Bi$e'(i#0
Fi"e'(e6. Le '.v#le !i %.'ti $a"a''# #tte'.te
)e!ia'te il $#,t2a"e P7t+#' P+#t#*"a))et"7
T##l/#8. Le #%e"a(i#'i !i %#$t-%"#&e$$i'* $a"a''#
e$e*.ite &#' l4i)%ie*# !i Me$+la/ e Cl#.!C#)%a"e.
9e72#"!$
Computer Vision, Image-Based Modeling, Structure-
from-Motion, Rilievo 3, !"t#on !#otogrammetr"
$ool%o&, Mes#la%, CloudCompare, soft'are open
source, C#iesa dell()utostrada del Sole, *eone +laminio
Vacca
:. I't"#!.(i#'e
Il presente ela%orato #a come oggetto di studio l(impiego
delle moderne tecnic#e di Image-Based Modeling ,IBM-
per il rilievo metrico tridimensionale ,3- di manufatti
artistici di natura sia scultorea c#e arc#itettonica.
$ale progetto di ela%ora.ione grafica si inserisce
all(interno di /uella c#e ormai 0 comunemente nota come
Computer Vision, cio0 /uell(insieme di 1processi che
mirano a creare un modello approssimato della realt
(3D) che ci circonda a partire da immagini
bidimensionali (2D)2 ,GIR3**I 4556, +)V)**I et al. 4574,
89*3C8) 4577-. In particolare nelle moderne tecnic#e di
Image-Based Modeling ,IBM- la ricostru.ione
tridimensionale viene eseguita %asandosi 1sull(analisi
dello spostamento di un oggetto nel tempo2. $ali
soft'are consentono di ricostruire una nuvola di punti a
%assa densit:, dalla cui ela%ora.ione grafica 0 possi%ile
estrarre un modello 3 dell(oggetto indagato
,R3M9;I;9, 3*-<)8IM 455=, >3S$9B? et al. 4574-.
*e linee guida con cui il progetto di rilievo 0 stato
portato avanti si sono evolute in corso d(opera, in
fun.ione delle pro%lematic#e e delle eviden.e tecnic#e
c#e successivamente si sono riscontrate durante le
diverse fasi di lavoro. $ale pro%lematic#e sono dovute
alle particolari caratteristic#e logistic#e e di
conforma.ione delle opere scelte come casi di studio.
Il primo oggetto del rilievo 0 stato il *eone scultoreo in
marmo reali..ato dallo scultore +laminio Vacca ,Roma
7@3A B Roma 7=5@-. !roveniente da Villa Medici a
Roma, venne portato a +iren.e nel 76A6 e fu posto alla
sommit: sinistra della gradinata d(ingresso della *oggia
della Signoria, dove 0 attualmente collocato ,$CR;3R
7DD=, M)9;;) 7DD3-.
Come struttura arc#itettonica 0 stata scelta la c#iesa di
San Giovanni Battista, situata nel comune di Campi
Bisen.io, nella fra.ione di *imite, alle porte di +iren.e.
Euesta c#iesa viene anc#e c#iamata 1c#iesa
dell()utostrada del Sole2, per la sua colloca.ione
all(incrocio fra l()utostrada del Sole e la )77 +iren.e-
Mare, ma soprattutto perc#F voluta dalla Societ:
)utostrade in ricordo degli operai caduti sul lavoro nella
reali..a.ione dell()utostrada del Sole ,Autostrade 7D=G,
!I3R)$$9;I 4553, !9R$9G<3SI 7D=G--. 3( stata edificata
tra il 7D=5 ed il 7D=G, su progetto dellHarc#itetto
Giovanni Mic#elucci ,C9;+9R$I 455=, B3**CIII,
C9;+9R$I 7DD5- e si sviluppa su una superficie coperta di
3@55 metri /uadri, raggiungendo un(alte..a massima di
4= metri ,9$$)VI C)VI;) 7D=A-. ) renderla caratteristica
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vi sono un impianto planimetrico e volumetrico
estremamente articolato, connotato all(esterno da piJ
livelli. Il primo livello 0 costituito da un %asamento dal
contorno sinuoso in %o..e di pietra rosa di San Giuliano,
nel /uale si aprono gli accessi alla c#iesa e piccole
finestre e feritoie, evidente ric#iamo alla luce delle
c#iese romanic#e. Il secondo livello, in parte in pietra e
in parte in cemento faccia vista, conduce sino alla
superficie corrugata della copertura, rivestita in lastre di
rame. *Hedificio #a pianta asimmetrica e totalmente
svincolata dallHandamento della grande copertura 1a
vela2. I materiali usati per la costru.ione sono la pietra
per i muri perimetraliK il cemento %ianco di Sardegna per
le strutture a vistaK il rame per la copertura del tetto
,V3;$CRI 7DA5-.
;. O/iettivi
opo aver compreso da precedenti studi ,3*-<)8IM
S)BR? et al. 4556, 83RS$3;, *I;S$)3$ 4574, 3 R3C
et al. 4573- le poten.ialit: delle tecnic#e di IBM per il
rilievo tridimensionale di manufatti, o%iettivo del
presente lavoro era /uello di anali..are le pro%lematic#e
riscontra%ili durante le fasi di ac/uisi.ione ed
ela%ora.ione dei dati, in fun.ione di diversi fattori
operativi ,strumenta.ione, #ard'are, tipologia e
caratteristic#e dell(oggetto rilevato, ecc.-.
!onendo a confronto le procedure di analisi e i risultati
ottenuti nel rilievo di una scultura con /uelli di una
complessa struttura arc#itettonica, sare%%e stato inoltre
possi%ile valutare la diversit: di approccio necessaria per
affrontare lo studio di oggetti di dimensioni cosL
differenti.
3. Met#!# e $t".)e'ti
3.: A&-.i$i(i#'e !ei !ati
*(ac/uisi.ione dei dati 0 avvenuta, per entram%i i
soggetti scelti, mediante la raccolta di un set di fotografie
digitali scattate ruotando intorno all(oggetto, in modo da
eseguire una completa ricostru.ione a 3=5M
dell(elemento, da diversi punti di vista.
Il dispositivo utili..ato per l(ac/uisi.ione delle immagini
0 stata una fotocamera refle& digitale ,S*R- Canon
39S@55, caratteri..ata da un sensore CM9S, )!S-C
da 7@.3 megapi&el, CC 44.3 & 7G.D mm, con una
risolu.ione delle immagini G6@4 & 37=A p&. *e riprese
sono state eseguite effettuando uno scatto ogni 7@ gradi,
in modo c#e ogni elemento campionato fosse presente in
almeno tre immagini. Il numero di foto totali ac/uisite
sono state =3 per la statua del *eone, 3AG foto per la
C#iesa di San Giovanni Battista.
!er la documenta.ione fotografica in situ le riprese sono
state volutamente eseguite al mattino presto, in una
giornata nuvolosa, in modo da riscontrare delle %uone
condi.ioni di luce, caratteri..ate da un(ottima uniformit:
di illumina.ione per tutte le angola.ioni di ripresa.
!er il *eone le pro%lematic#e piJ rilevanti si sono
riscontrate a causa delle difficolt: logistic#e e di
posi.ione del manufatto, e piJ precisamente a causa
della particolare posi.ione alla sommit: della scala
principale della *oggia dei *an.i. $ale posi.ione infatti
#a permesso di fotografare con facilit: il retro della
statua ,+ig. 7-, ma non la parte frontale, in /uanto
impossi%ile da riprendere ad una distan.a ravvicinata, nF
/uella superiore. Inoltre la presen.a ravvicinata di una
colonna #a reso possi%ile un campionamento solo
laterale e non frontale della por.ione marmorea piJ
adiacente alla colonna stessa. !er ovviare a tali difficolt:
sono state eseguite piJ prove di ripresa, individuando
delle posta.ioni sulle scale e nella sottostante pia..a c#e
consentissero una %uona in/uadratura della parte
frontale.
*e immagini riportate in +ig. 4 mostrano la posi.ione
Fig. 1. Leone di Flaminio Vacca situato alla sommit della
gradinata d'ingresso della Loggia dei Lani (Firene).
Fig. 2. !osiione delle camere di ripresa.
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delle camere rispetto al manufattoN 0 evidente la
rota.ione a 3=5M e la varia.ione altimetrica delle
in/uadrature in fun.ione della presen.a delle scale.
Cna struttura arc#itettonica complessa come la C#iesa di
San Giovanni Battista #a ric#iesto invece una diversa
modalit: di ripresa, volta, per /uanto possi%ile, a
eseguire un corretto e completo set fotografico, c#e
permettesse di ridurre al massimo possi%ili vuoti o
mancan.e strutturali nella mes# finale.
*e difficolt: maggiori si sono riscontrate a causa delle
particolari caratteristic#e am%ientali della struttura,
inserita in un lotto verde, con un elevato numero di
piante ,ulivi in particolare- c#e circondano tutta la c#iesa
,+ig. 3- e impediscono riprese ravvicinate delle diverse
facciate dell(edificio.
$ale pro%lematica, unita all(elevata alte..a della struttura
,la copertura raggiunge un(alte..a massima di 4= m- #a
reso necessario un aumento della distan.a di ripresa e
insieme un incremento del numero di in/uadrature
laterali, cosL da ottimi..are al meglio il campionamento
delle aree di muratura coperte dalla presen.a della
vegeta.ione nelle in/uadrature frontali.
3.; Ela/#"a(i#'e !ei !ati
*(ela%ora.ione dei dati 0 avvenuta tramite diverse fasi di
lavoro c#e #anno permesso di ottenere una ricostru.ione
grafica 3 dei manufatti a partire dal set fotografico
raccolto.
;ella prima fase di ela%ora.ione 0 stato impiegato
!"t#on !#otogrammetr" $ool%o& ,!!$-, un soft'are
capace di determinare i parametri della camera di ripresa
,posi.ione e orientamento del punto di scatto- e di
ricostruire una nuvola di punti a %assa densit: partendo
dal solo set di immagini importate. Il processamento in
!!$ 0 avvenuto utili..ando un note%ooO )SCS +38
series, con processore )M $urion =G P4 ,dual-core-
$*@A, R)M 4 G%, sistema operativo >indo's Vista ,34
%it-. !!$ si %asa su script di !"t#on c#e consentono di
automati..are il processo di ricostru.ione 3,
riducendolo a due opera.ioni principaliN la cali%ra.ione
,eseguita tramite Bundler- e la ricostru.ione della nuvola
di punti ,tramite CMVSQ!MVS-. *(operatore puR
par.ialmente controllare il risultato finale tramite la
scelta di due parametri ini.ialiN la risolu.ione a cui
Bundler riscala le immagini e il feature detector ,in
genere V*+eat, c#e include una versione riscritta e
ottimi..ata dell(algoritmo SI+$, Scale Invariant +eature
$ransform-. Bundler esegue il processo a partire da un
set di immagini e da alcuni parametri caratteristici della
macc#ina fotografica impiegata per le riprese, e piJ
precisamente il valore focale ,c#e estrae
automaticamente dai dati .Spg- e la dimensione del
sensore CC ,in mm-, c#e puR essere gi: presente nel
data%ase S/lite associato o essere introdotto
dall(operatore. Basandosi sul principio per cui gli oggetti
vicini al punto di osserva.ione si spostano nello spa.io
piJ velocemente rispetto agli elementi lontani, Bundler
riconosce i punti comuni delle foto, traccia lo
spostamento di corrisponden.e tra una foto e l(altra e
ricostruisce la nuvola di punti. *a conversione dei dati
dal formato Bundler a CMSVQ!MVS viene effettuata
tramite Bundle4!MVS e RadialCndistort. opo la prima
fase, c#e impiega come input le immagini ac/uisite e le
pose della camera per riconoscere le corrisponden.e tra
le foto ,matc#-, !MVS ,!atc# MultiVie' Stereo-
espande localmente le regioni ,e&pand-, e infine si
applica un filtro di corre.ione c#e rimuove le eventuali
corrisponden.e errate riscontrate ,filter- ,M9C*9;, B3III
4574-.
*e presta.ioni e i risultati ottenuti dall(impiego di !!$
sono /uindi connesse a molteplici parametri /ualiN le
propriet: delle immagini ac/uisite, la risolu.ione, il
numero di immagini e le presta.ioni del !C impiegato.
!er valutare come l(insieme di /ueste varia%ili puR
influire sulla /ualit: della nuvola di punti finale si 0
deciso di procedere per tentativi, a partire dal set
fotografico reali..ato sulla scultura del *eone.
*a prima prova 0 avvenuta ela%orando l(intero set
fotografico ,=3 foto- ad una risolu.ione di 7455 pi&els
,di default per riscalare le immagini in !!$- e feature
detector V*+eat. Il secondo passaggio CMVSQ!MVS 0
stato eseguito ela%orando le foto a cluster di 75.
*a seconda prova 0 avvenuta provando ad aumentare la
risolu.ione ed ela%orando /uindi l(intero set fotografico
,=3 foto- ad una risolu.ione di 7A55 pi&els.
;ella ter.a prova, considerati i lung#i tempi di
ela%ora.ione riscontrati per processare =3 foto, si 0
scelto di operare una sele.ione ,47 foto- e di lanciare il
processo di Bundler a 4555 pi&els.
*e successive prove sono state eseguite in modo molto
rapido ,importando una sola foto- per testare le
poten.ialit: del !C e determinare la risolu.ione massima
con cui poter ela%orare i dati. Il valore limite individuato
0 stato pari a 4=64 pi&elsN inserendo valori maggiori il
processo si %locca dando un errore associato allo SI+$
,Scale Invariant +eature $ransform-.
Impostando la risolu.ione a 4=64 pi&els le immagini
sono state riscalate da Bundler a 4=64 & 76A7 pi&els e
durante il processo il monitoraggio di sistema #a
mostrato un impiego /uasi sempre costante delle C!C,
Fig. 3. !articolare dell'area "erde che circonda la #hiesa di $an
%io"anni &attista.
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3
pari a circa il =5T ,con nessun(altra applica.ione aperta-.
;ell(ela%ora.ione delle =3 fotografie del *eone alla
risolu.ione di 4=64 pi&els i tempi di processamento sono
apparsi troppo lung#i, /uindi si 0 deciso di dividere le
foto in G gruppi, ognuno relativo ad una particolare
in/uadratura della scultura ,anteriore, posteriore,
laterali-, e mantenendo le necessarie sovrapposi.ioni.
!er l(ela%ora.ione delle immagini della C#iesa, in %ase ai
precedenti test, si 0 scelto di impostare la risolu.ione di
Bundler direttamente a 4=64 pi&els.
*a complessit: delle forme e l(estensione del manufatto
arc#itettonico non #anno consentito di effettuare una
sele.ione di immagini ,3AG foto- e le foto sono state
/uindi divise e processate in 35 gruppi distinti a seconda
dell(angola.ione di ripresa. 3( stato necessario processare
insieme solo gruppi di foto con alta sovrapposi.ione,
perc#F viste le ampie dimensioni dell(edificio, in una
prima prova reali..ata con foto disposte casualmente il
soft'are non 0 risultato in grado di estrarre informa.ioni
significative.
;ell(ela%ora.ione dei 35 gruppi di foto non sono mancati
fallimenti del processo di !!$, a causa di errori di
devia.ione. In tali casi sono state risele.ionate le
immagini ,in genere diminuite nel numero o scalate nella
risolu.ione- e il processo 0 stato ripetuto, portando a
risultati migliori. *e aree piJ soggette a /uesto pro%lema
sono state le parti della c#iesa riprese piJ da vicino e con
particolari arc#itettonici complessi ad esempio l(ampia
vetrata ,riprocessata 3 volte per ottenere una %uona
nuvola finale- e la struttura a s%al.o con le tre campane.
*e aree riprese piJ da lontano e con ampie in/uadrature
,ad esempio il lungo prospetto posteriore e la copertura-
#anno dato invece ottimi risultati.
*e nuvole di punti ottenute con !!$ sono state in seguito
ela%orate mediante opportune opera.ioni di post-
processing eseguite con un note%ooO MacBooO!ro D.7
,Intel i6, Ram GG%-.
*(uso del soft'are CloudCompare #a permesso le
opera.ioni di pulitura ,data cleaning- dei punti non
appartenenti all(oggetto, allineamento ,unione delle
diverse superfici- e fusione di tutte le nuvole.
) seguire Mes#*a% v.7.3.4, soft'are di mes# processing
e mes# editing, #a consentito la ricostru.ione vera e
propria delle superfici continue dei manufatti, tramite la
genera.ione ed ela%ora.ione di mes# ottenute con
opportuni algoritmi di calcolo ,CIG;9;I et al. 455A,
8)I<); et al. 455=-.
<. Ri$.ltati
*e nuvole di punti ottenute dall(ela%ora.ione in !!$
delle immagini ac/uisite per la scultura del *eone sono
riportate in +ig. G.
*e diverse metodologie di processamento del set
fotografico, per intero ,avvenuto a 7455 e 7A55 pi&els- e
per gruppi di foto ,avvenuto a 4=64 pi&els-, #anno
prodotto risultati molto simili, pro%a%ilmente gra.ie alle
numerose sovrapposi.ioni mantenute tra i gruppi
adiacenti.
)ll(aumentare della risolu.ione, tuttavia, si osserva un
incremento del numero di punti ,rispettivamente di
7GA.D34, 3@5.D64 e 63G.D63 vertices alle risolu.ioni di
7455, 7A55 e 4=64 pi&els- a cui 0 possi%ile associare un
corrispondente aumento di dettaglio dei modelli finali.
!er la c#iesa di S.Giovanni Battista le immagini in +ig. @
mostrano la nuvola di punti finale estrapolata a partire
a
%
c
Fig. '. (u"ole di punti estratte da !!) per la scultura del Leone
alla risoluione di 12** (a)+ 1,** (b)+ 2-.2 pi/els (c).
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Fig. 0. (u"ola di punti estratta da !!) per la chiesa di $.%io"anni &attista (risoluione 2-.2 pi/els).
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5
dai 35 singoli processi di ela%ora.ione in !!$.
Come prima opera.ione tutte le nuvole di punti #anno
ric#iesto una pulitura piuttosto complessa a causa della
presen.a di numerosi punti estranei ,punti piJ scuri
associa%ili pro%a%ilmente a distur%i eQo errori sfuggiti al
filtering di !MVS4- c#e ricoprivano gran parte delle
superfici dei manufatti ,+ig. = a, %-.
!er la statua del *eone a 4=64 pi&els e per l(intera C#iesa
0 stato in seguito necessario eseguire anc#e l(allinemento
e poi la fusione delle nuvole, in /uanto ottenute dal
processamento in !!$ di gruppi di foto separati.
*(allineamento in CloudCompare 0 avvenuto con la
sele.ione di almeno tre punti di riferimento comuni a
due nuvole adiacenti ,+ig. = c, d-.
*e nuvole di punti sono state successivamente importate
in Mes#la%, dove applicando l(algoritmo matematico di
1!oisson surface reconstruction2 0 stato possi%ile
ricostruire le superfici tridimensionali ,+igg. 6, Aa-.
*a fase finale dell(ela%ora.ione #a previsto
l(assegna.ione dei colori alla mes# tramite il
trasferimento dei colori dalla nuvola di punti ai vertici
della superficie creata. $ale opera.ione 0 stata eseguita
mediante il comando 1Verte& attri%ute transfer2 c#e
consente di trasferire alla superficie non solo il colore
ma anc#e altre propriet: dei punti come la geometria, la
/ualit:, ecc. ,+ig. A%-.
*e mes# finali sono state pulite nuovamente con
CloudCompare, per rimuovere alcune delle facce non
corrispondenti alla reale conforma.ione dei manufatti.
!er il modello del *eone si 0 scelto di rimuovere la parte
superiore mantenendo visi%ile il vuoto dovuto alla
Fig. -. 1peraioni di pulitura (a+ b) e allineamento (c+ d) delle nu"ole di punti mediante il so2t3are #loud #ompare.
Fig. .. !oisson sur2ace reconstruction applicata sulla nu"ola di punti
del Leone (risoluione 12** pi/els).
a
%
d c
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mancan.a di documenta.ione fotografica dall(alto. *e
superfici create sui vuoti della %ase marmorea e del
profilo del *eone ,sul retro e sulla .ampa posteriore
sinistra- sono state invece mantenute, in /uanto
conformi alla realt: del manufatto.
!er la mes# della C#iesa di S.Giovanni sono state
mantenute tutte le superfici c#e #anno integrato le
mancan.e c#e erano presenti sui muri in pietra a causa
della presen.a della vegeta.ione ,al%eri nelle
in/uadrature frontali e cespugli adiacenti le murature-.
*a parte della copertura 0 stata ripulita in modo da
sem%rare il piJ simile possi%ile alla struttura
arc#itettonica reale.
I modelli 3 finali ottenuti per la statua del *eone alle
tre risolu.ioni di 7455, 7A55 e 4=64 pi&els sono riportati
in +ig. D. *e nuvole di punti con maggiore densit:
#anno prodotto una mes# c#e eviden.ia in modo piJ
marcato i dettagli e i diversi andamenti delle superfici
lavorate.
9ttimo elemento per appre..are /uesta varia.ione 0 la
scritta presente sulla parte marmorea frontale %assaN
appena percetti%ile sul modello a 7455 pi&els, %en
visi%ile a 7A55, di ottima leggi%ilit: a 4=64 pi&els.
Il
Fig. 4. 5odelli 3D 2inali della statua del Leone alle risoluioni di 12** (a)+ 1,** (b) e 2-.2 pi/els (c).
Fig. ,. !oisson sur2ace reconstruction (a) e Verte/ attribute trans2er (b) applicati alle nu"ola di punti della chiesa di $.%io"anni &attista.
% a
Fig. 1*. Vista 2rontale+ laterale e posteriore del modello 3D 2inale della statua del Leone (risoluione di 2-.2 pi/els).
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Fig. 11. 5odello 3D 2inale della chiesa di $.%io"anni &attista.
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modello finale ottenuto alla massima risolu.ione per il
*eone marmoreo appare come un risultato del tutto
soddisfacente, considerate le ini.iali difficolt: di
ac/uisi.ione delle immagini e la complessit: degli
andamenti delle superfici scolpite.
*(algoritmo di !oisson #a permesso di colmare alcune
delle lacune presenti nella nuvola di punti ini.iale e il
verte& attri%ute transfer #a conferito al modello una
colora.ione molto omogenea e simile al naturale aspetto
del marmo venato ,+ig. 75-.
Il risultato finale del modello 3 ottenuto per la C#iesa
risulta anc#(esso soddisfacente, vista la complessit:
arc#itettonica dell(edificio, la difficolt: operativa
nell(ac/uisi.ione delle immagini e la lunga ela%ora.ione
di 35 nuvole di punti ini.iali ,+ig. 77-.
)l termine del lavoro tutti i modelli sono stati
correttamente scalati metricamente utili..ando misure di
riferimento ac/uisite in situ e l(apposito strumento
1$ransform scale2 presente in Mes#la%.
=. C#'&l.$i#'i
)l termine del presente lavoro 0 possi%ile trarre diverse
conclusioni importanti per la valuta.ione delle
poten.ialit: delle tecnic#e di Image-Based Modeling per
il rilievo tridimensionale di opere d(arte.
I casi di studio anali..ati #anno eviden.iato come il
rilievo 3 ric#ieda una diversit: di approccio
sperimentale, sia nella fase di ac/uisi.ione c#e in /uella
di ela%ora.ione dei dati, a seconda delle caratteristic#e e
delle dimensioni dei manufatti da rappresentare.
*a fase di ac/uisi.ione dei dati deve essere affrontata
tenendo in considera.ione la risolu.ione delle immagini
da ac/uisire, le condi.ioni am%ientali e di luce, la
conforma.ione dell(oggetto da rilevare. Se particolari
distur%i am%ientali ,al%eri, vegeta.ione- o elementi
strutturali ,come ad esempio le scale e la colonna sul
retro del *eone- interferiscono sulle riprese in situ 0
necessario incrementare il numero di in/uadrature
laterali eQo la distan.a di ripresa dell(oggetto.
;ella fase di ela%ora.ione in !!$ lo studio preliminare
sulle poten.ialit: del soft'are #a permesso di osservare
c#e lavorando ad una %assa risolu.ione di scala 0
possi%ile ela%orare numerose fotografie ,nel presente
caso fino a =3 immagini- in un singolo processo, mentre
ad alta risolu.ione 0 necessario processare poc#e foto
alla volta ,ad esempio gruppi di 45 foto per il *eone-.
;el caso di una struttura complessa come la c#iesa 0
stato necessario ridurre ulteriormente il numero di
immagini per processo, con foto relative ad aree ristrette
dell(edificio e mantenendo sempre le dovute
sovrapposi.ioni.
I risultati ottenuti in !!$ mostrano c#e all(aumentare
della risolu.ione aumenta la densit: delle nuvole di punti
,e di conseguen.a il grado di dettaglio del modello 3
finale-. !er la scultura del *eone le riprese laterali #anno
consentito un(ottima rappresenta.ione della parte
posteriore c#e, a causa della presen.a ravvicinata della
colonna, sem%rava ini.ialmente di piJ complessa
ricostru.ione. ;el caso della C#iesa le immagini con
in/uadrature da lontano #anno permesso di ottenere
un(ottima /uantit: di informa.ioni per la ricostru.ione
della copertura, considerata l(alte..a ,4= metri- e la
mancan.a di foto aeree. *a presen.a degli al%eri #a
influito sulle nuvole ottenute ,vuoti lungo le murature
piJ %asse- ma considerato il numero di piante, il distur%o
0 stato minore rispetto a /uanto ini.ialmente previsto.
!ro%a%ilmente !!$ 0 riuscito ad estrarre parte delle
informa.ioni dalle in/uadrature laterali.
!urtroppo tutte le nuvole finali #anno fatto registrare
numerosi punti estranei ,associa%ili a distur%i ed errori
sfuggiti al filtering di !MVS4- c#e ricoprivano gran
parte delle superfici dei manufatti e c#e /uindi #anno
ric#iesto una prolungata opera.ione di pulitura nella
successiva fase di ela%ora.ione dati.
*(ela%ora.ione in CloudCompare dei modelli del *eone
#a eviden.iato come processare in un unico passaggio
l(intero set fotografico, ottenendo cosL un(unica nuvola, o
processare gruppi separati di foto, ottenendo piJ nuvole
da allineare e unire, porti a risultati simili. U perR
fondamentale processare i gruppi mantenendo ampie
sovrapposi.ioni tra nuvole relative ad aree adiacenti del
manufatto.
;ella fase di post-processing Mes#*a% #a dato ottimi
risultati nell(applica.ione dell(algoritmo di !oisson e nel
Verte& )ttri%ute $ransfer, integrando le mancan.e
presenti sia sul *eone ,nel retro a causa della presen.a
della colonna, e sulla %ase a causa della mancan.a di
in/uadrature dall(alto- sia sulla C#iesa ,sui muri in pietra
coperti dalla vegeta.ione e nella copertura-.
)ll(aumentare della densit: delle nuvole ini.iali le
relative mes# incrementano di dettaglio e risolu.ione,
%en evidenti gra.ie alla complessit: degli andamenti
delle superfici lavorate.
9%iettivo futuro per poter considerare completa una
tipologia di rilievo 3 portata avanti con le metodologie
illustrate nel presente lavoro sar: l(integra.ione dei dati
fotografici da terra con riprese aeree, in modo da poter
completare il rilievo delle parti superiori dei
manufattiQedifici.
) parte tale pro%lematica, puramente operativa, le
tecnic#e di Image-Based Modeling integrate con
l(impiego di soft'are open source si rivelano come una
valida alternativa ,%asso costo, utili..o di semplici e
ridotte strumenta.ioni- rispetto alle note solu.ioni
disponi%ili in commercio per la rappresenta.ione 3, c#e
spesso risultano di difficile impiego e utili..o per gli
elevati costi e le complesse strumenta.ioni ric#ieste.
>. Bi/li#*"a,ia
Autostrade Sp) 7DDG, La chiesa dell6autostrada del sole
$.%io"anni &attista a #ampi &isenio+ Roma.
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FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 1-10
10
DALLE FOTOGRAFIE ALLA MESH TEXTURIZZATA, SPERIMENTAZIONI
Sofia Menconero
sofia.menconero @gmail.com
ABSTRACT
Nell'ambito el !ilie"o #D ei Be$i C%lt%!ali,
St!%&t%!e'(!om'Motio$ e Ima)e'ba*e Moeli$) *o$o
l'alte!$ati"a alle +i, &om%$i te&$i&-e i la*e!
*&a$$i$) e (oto)!ammet!ia. Al +o*to i
*t!%me$ta/io$e i$)omb!a$te, &o*to*a o )e*tibile &o$
%$a +!e+a!a/io$e te&$i&a *+e&iali//ata, o((!o$o %$
metoo +i, i$t%iti"o )!a/ie all'%tili//o i att!e//at%!a
&om%$eme$te i((%*a a$&-e t!a %te$ti $o$ e*+e!ti,
0%ale (oto&ame!a e &om+%te!. L'a!ti&olo !i+o!ta
te$tati"i e *+e!ime$ta/io$i *% %$'%!$a et!%*&a,
i$t!a+!e*i %!a$te il +!imo a++!o&&io a 0%e*ta
metoolo)ia, $e&e**a!i +e! i$a)a!e e &om+!e$e!$e
le +ote$/ialit1 e i limiti.
2e34o!*
Structure-from-Motion, Image-based Modeling, Rilievo
3D, Beni Culturali, Beni Arceologici, Museo
Arceologico di !erugia, "rna etrusca, Thania Vipinei,
!#ton !otogrammetr# $oolbo%, CloudCom&are,
Mes'ab
5. I$t!o%/io$e
(ra ce il Software libero e Open Source si sta
affermando ance in Italia e sem&re &i) &rofessionisti si
avvicinano a *uesta filosofia, do&o aver su&erato
un+ini,iale diffiden,a com&ortata dalla natura s&esso
tro&&o tecnico-informatica dei contenuti, - arrivato il
momento di valutare alternative Open Source &er il
rilievo 3D dei Beni Culturali.
Molte sono le disci&line ce ne trarrebbero vantaggio.
l+arcitettura, l+arceologia, il restauro, la diagnostica, la
storia dell+arte. Basti &ensare a *uei casi caratteri,,ati da
&roblematice di ti&o logistico, come missioni all+estero,
in *uanto l+ard/are necessario - comodamente
tras&ortabile in un bagaglio a mano0 o come i siti
arceologici ce anno bisogno di essere documentati in
tem&i brevi tra una fase di scavo e l+altra0 o nelle
situa,ioni di emergen,a *uando si riscia di &erdere
l+oggetto ce si vuol rilevare0 o ancora in ambienti
estremi come i rilievi subac*uei e aerei.
Il vantaggio di avere *uasi sem&re a &ortata di mano una
maccina fotografica rende la Structure-from-Motion
1d+ora in &oi abbreviato SfM2 estremamente versatile.
Altro &regio, ris&etto al costoso strumento laser ce
come ogni altro dis&ositivo subisce un invecciamento
tecnologico *uasi annuale, deriva dal fatto ce - un
metodo &rinci&almente basato su software, tutti Open
Source e facilmente aggiornabili, e non su hardware.
Sen,a contare ce, se si - in &ossesso di veccie
fotografie di un bene scom&arso, - &ossibile ottenere un
rilievo 3D a &osteriori.
'a SfM e l+Image-based Modeling 1d+ora in &oi
abbreviato IbM2 sono due fasi del &rocesso basato su
soft/are libero e (&en Source ce &ermette di creare
una nuvola di &unti da un set di fotografie. 'a &rima
consente di determinare i &arametri della fotocamera e di
ricostruire una nuvola di &unti a bassa risolu,ione,
mentre con la seconda - &ossibile ottenere la stessa scena
ad alta risolu,ione.
Il workflow generale 1B344I et al. 56762 &revede
innan,itutto la raccolta dei dati con una cam&agna
fotografica. sono sufficienti fotografie dell+oggetto
ri&reso da diversi &unti di vista, seguendo l+accorte,,a di
cogliere lo stesso elemento in almeno 3 scatti &er far s8
ce risulti nella nuvola finale e, nel caso di una
ricostru,ione a 396:, - necessaria una foto ogni 7;:
circa, *uindi almeno 5< immagini. Buona norma -
scattare *uante &i) fotografie &ossibili e rimandare la
sele,ione ad una fase successiva.
"na volta definito il re&ertorio di immagini da utili,,are,
comincia la fase di &ost &rodu,ione. Il &rimo &assaggio,
effettuato con l+a&&lica,ione Bundler, consiste nel
riconoscimento dei &unti in comune tra le diverse
immagini 1features detection2. =ra,ie a *uesta
o&era,ione automatica e al tracciamento dello
s&ostamento delle corris&onden,e tra una fotografia e
l+altra, basandosi sul sem&lice &rinci&io &er cui gli
oggetti &i) vicini al &unto di ri&resa si s&ostano nello
s&a,io &i) velocemente ris&etto agli elementi lontani, il
software crea una nuvola di &unti &oco densa e
memori,,a i &arametri della fotocamera.
Il secondo &assaggio &revede il trasferimento di *uesti
valori da Bundler all+a&&lica,ione !M>S5, la *uale
all+ini,io esegue automaticamente il riconoscimento delle
corris&onden,e tra le foto 1match2, &oi anali,,ando le
aree &rossime ai &unti individuati nella &rima fase
esegue un &rocesso di es&ansione delle corris&onden,e
1expand2, e come ultima fase a&&lica un filtro di
corre,ione &er rimuovere eventuali errori 1filter2.
"na volta creata la nuvola di &unti la si im&orta in un
soft/are di mesh processing e mesh editing dove -
&ossibile ri&ulire ulteriormente i dati dai disturbi e dagli
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 11-16
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errori sfuggiti al filtering di !M>S5, reali,,are una
su&erficie tridimensionale gra,ie a diversi algoritmi,
come il Poisson econstruction e il !all Pi"oting, e
unire, scalare, allineare su&erfici diverse.
Avendo come strumento di ac*uisi,ione una fotocamera,
e non un laser, il limite di *uesta tecnica - di non
restituire una nuvola di &unti direttamente scalata. Il
&roblema si risolve dimensionando l+oggetto in &ost
&rodu,ione. !er *uesto - o&&ortuno &redis&orre, al
momento della cam&agna fotografica, dei target
georeferen,iati, nel caso di arcitetture, o un sistema di
coordinate cartesiane, nel caso di oggetti di dimensioni
ridotte. "n altro limite riguarda la difficile valuta,ione
degli errori, sia locali ce di deforma,ione globale del
modello.
'a &resente ricerca, ce risale ad a&rile 5673
1M3?C(?3R( 56732, nasce *uindi dalla volont@ di
indagare i limiti e le &oten,ialit@ di *uesta tecnica, in
rela,ione alla strumenta,ione hardware a dis&osi,ione,
&iuttosto modesta, e &rediligendo la *ualit@ dei dettagli
&iuttosto ce l+estensione del rilievo.
6. O))etto el !ilie"o
'+oggetto della ricerca - l+urna etrusca di Thania Vipinei
1fig. 72, formata da una cassa in alabastro e un co&ercio
in travertino, databile al II secolo a.C. e &roveniente dal
territorio di Ciusi. '+urna fa &arte della colle,ione del
Museo Arceologico di !erugia ed - catalogata col n: A7
dell+Inventario Bellucci 1si ringra,ia la So&rintenden,a
&er i Beni Arceologici dell+"mbria &er la dis&onibilit@2.
Il manufatto a dimensioni di circa 96 % <6 centimetri di
base e &resenta, nella &arte frontale, un bassorilievo con
figure antro&omorfe e animali, molto degradate ma
riconoscibili, il *uale illustra il mito del cingiale
calidonio. In &articolare sono riconoscibili dei cacciatori
armati e il cingiale. Il mito racconta ce Meleagro,
figlio del re di Calidone, uccide con uno s&iedo il feroce
cingiale ce Artemide a scatenato contro la citt@. Alla
caccia &arteci&a ance Atalanta, al centro, armata di
scure. A lei, della *uale - segretamente innamorato, egli
doner@ la &reda, dando ini,io alla catena di tragici eventi
ce lo &ortB alla morte. 'a &arte frontale del co&ercio
reca la scritta. #ania "ipinei tutnasa, ce significa
C$ania >i&inei, moglie di $utnaC.
#. Ha!4a!e e *o(t4a!e
=li strumenti hardware a dis&osi,ione, economicamente
e tecnicamente alla &ortata di tutti, sono stati. una
fotocamera Canon 3(S ;66D da 7;,3 mega&i%el con
ottica Canon 3D-S ;6 mm fE7.< "SM ce a &rodotto
foto di <A;5 % 379F &i%el di dimensione0 e un notebook
Son# >aio Intel Core 5 Duo C!" $F766 @5.76 =G, con
3 =B di RAM, la sceda video A$I Mobilit# Radeon
H5366, e due sistemi o&erativi. Iindo/s >ista a 35-bit e
=?"E'inu% 5.9.35 con Arce(S <.
I software utili,,ati sono stati. !#ton !otogrammetr#
$oolbo% 1d+ora in &oi abbreviato !!$2 1M("'(?, B344I
56752 v. 6.7 in Arce(S, una sem&lice interfaccia &er
eseguire Bundler e !M>S50 CloudCom&are v. 5.< in
Iindo/s e, sem&re in Iindo/s, Mes'ab v. 7.3.5, ce
sono invece &rogrammi di mesh processing e mesh
editing.
7. Obietti"i
!er a&&rendere i limiti e le &oten,ialit@ della SfM e
dell+IbM l+obiettivo &rinci&ale - stato *uello di riuscire a
&rodurre una nuvola di &unti com&leta e &i) dettagliata
&ossibile con l+hardware a dis&osi,ione. '+obiettivo
successivo - stato *uello di dimensionare metricamente
la nuvola &ulita, creare una su&erficie e, infine, attribuire
la texture.
8. Metoo e !i*%ltati
3seguendo la cam&agna fotografica in una giornata
luminosa ma nuvolosa, e as&ettando l+orario in cui
l+oggetto non veniva col&ito direttamente dal sole, si -
riusciti ad avere una buona luce ambientale diffusa e non
si - avuto bisogno dell+ausilio di un tre&&iede, nJ di un
flas. Invece, a causa della colloca,ione nel ciostro del
museo, a ridosso di un muro, non - stato &ossibile
fotografare il soggetto &er intero, mancando la &arte
&osteriore 1fig. 52.
?on avendo &adronan,a della tecnica di rilievo
fotografico, si sono eseguiti diversi ti&i di ri&rese &er
$ig. %. &' urna etrusca di $ania >i&inei.
$ig. (. Il chiostro del Museo )rcheologico *a+ionale dell',mbria
do"e - conser"ata l'urna.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 11-16
12
avere &i) scelta e decidere in fase di elabora,ione *uale
fosse il migliore set di foto. Il &rimo gru&&o di 57
immagini - stato scattato da lontano, facendo in modo di
in*uadrare tutto l+oggetto e s&ostandosi in semicercio
da un lato all+altro, fin dove era &ossibile arrivare. Il
secondo gru&&o di foto, 5; scatti, sono stati &resi &i)
ravvicinati, in*uadrando &ar,ialmente l+oggetto e
&untando su una maggiore defini,ione dei dettagli.
'+ultimo gru&&o di 55 foto - stato scattato molto
ravvicinato ed esclusivamente verso la &arte frontale, &er
catturare i &articolari del bassorilievo. In totale sono
state scattate 9F fotografie e la scelta di effettuare diversi
ti&i di ri&resa si - rivelata utile &ercJ si - sco&erto ce il
miglior risultato si - ottenuto &rendendo foto da &i)
gru&&i 1fig. 32.
'a fase di &ost &rodu,ione - cominciata con !!$. Il
metodo ce si - seguito &er raggiungere l+obiettivo &osto
&revedeva di ca&ire, ini,ialmente, a ce risolu,ione
massima fosse &ossibile &rocessare le fotografie, in
seguito ca&ire *uale fosse il migliore set di foto &er
&rodurre la nuvola di &unti &i) densa a &arit@ di
risolu,ione, infine verificare se il software avesse
dimostrato migliori &resta,ioni in ambiente 'inu% o
Iindo/s. Si - deciso di cominciare in 'inu% 1fig. <2.
Il &rimo tentativo di Bundler - stato eseguito con 5;
foto, tutte &rovenienti dal secondo gru&&o 1ravvicinate2,
ad una risolu,ione di 3.;66 &i%el. 'a nuvola di &unti
&rodotta era com&osta da 96.<7K elementi, un buon
risultato, ma una delle foto non - stata &rocessata. Si -
deciso, come tentativo successivo, di abbassare la
risolu,ione fino a 3.666 &i%el, mantenendo lo stesso set
di foto. In *uesto caso la nuvola &resentava 97.5FF
vertici. Luindi il &asso successivo - stato *uello di ca&ire
a *uale risolu,ione massima, com&resa tra 3.666 e 3.;66,
il software riuscisse a &rocessare tutte le foto. Il ter,o
tentativo con lo stesso set di foto - stato fatto a 3.<66
&i%el e in effetti *uesta - risultata essere la risolu,ione
massima desiderata, &roducendo 9F.353 &unti.
Il risultato non era ancora soddisfacente &ercJ il
modello &resentava delle mancan,e in corris&onden,a
degli s&igoli inferiori dei lati corti dell+urna.
?el *uarto tentativo si - deciso di cambiare set di foto e
si sono utili,,ate le 57 a&&artenenti al &rimo gru&&o,
*uelle scattate da lontano. In *uesto caso il modello -
venuto com&leto ma la nuvola ne a risentito in
defini,ione 199.AFF vertici2.
?el *uinto tentativo si - deciso di &rovare ad elaborare
tutte le foto di tutti i
gru&&i, 9F in totale. Il
&rocesso a avuto una
durata ben su&eriore
alle due ore delle
&recedenti fasi, ma la
nuvola elaborata
&resentava 5A7.75K
vertici, *uattro volte
su&eriori ris&etto ai
vecci modelli.
?on &otendo
raggiungere risultati
migliori in
$ig. .. I set di fotografie utili++ate per il rilie"o.
$ig. /. Tabella di confronto tra le differenti elabora+ini reali++ate in fase di post produ+ione.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 11-16
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=?"E'inu%, si - &assati alla s&erimenta,ione degli stessi
dati in ambiente Iindo/s. Si - subito a&&urato ce !!$
in Iindo/s, con il notebook a dis&osi,ione, non
lavorava ad una risolu,ione maggiore di 5.9K6 &i%el,
*uindi, se&&ur con lo stesso set di foto, si - ottenuta una
nuvola di &unti meno definita, com&osta da 53;.393
elementi. Si - cos8 deciso di tornare in =?"E'inu% &er
continuare con la successiva fase del &rocesso di !!$,
ottimisticamente credendo di aver trovato il dataset
definitivo.
'a fase !M>S5 con il set da 9F foto, scegliendo un
cluster &ari a 76, do&o *uattro giorni di elabora,ione non
aveva ancora &rodotto il &rimo cluster, *uindi - stato
necessario ritornare a Bundler e diminuire il numero di
foto. ?e sono state scelte 5<, dal &rimo e secondo
gru&&o, cercando di ottenere il giusto e*uilibrio tra le
foto da lontano e *uelle da vicino. 'a nuvola ottenuta
aveva F5.5<F &unti. Il successivo &rocesso !M>S5 non
a dato &roblemi e a &rodotto una nuvola ad alta
risolu,ione da F7A.F<K &unti.
Si - deciso di fare un ultimo tentativo in Bundler,
aumentando il numero di immagini e &rendendone <9,
sem&re dal &rimo e dal secondo gru&&o. 'a nuvola di
&unti &rodotta aveva 7;6.;3A vertici e la successiva
nuvola di !M>S5 ben 3.6K7.;FF. Il risultato del
&rocesso di SfM e IbM - stato infine accettato e si -
considerato raggiunto il &rimo obiettivo 1fig. ;2.
Il secondo software utili,,ato - stato CloudCom&are.
'+obiettivo era riuscire a dimensionare metricamente la
nuvola &ulita 1fig. 92 &er &oi creare la mesh. Il metodo
ce si - seguito - stato *uello di &ulire manualmente la
nuvola di &unti da tutte le &arti estranee all+urna, tramite
il comando Segment. Do&o *uesta o&era,ione il modello
- &assato da 3.6K5.;FF a 5.A57.A<< &unti.
Infine con il plugin .0 Poisson Mesh econstruction,
settando il valore di Octree a 76, si - ottenuta una mesh
con 7.K63.575 facce 1fig. A2. Sono state eseguite e
ri&ulite le su&erfici sia della nuvola nella &osi,ione
originale ce di *uella scalata, &er &rovare
successivamente la te%turi,,a,ione sia automatica ce
manuale. !urtro&&o non - &ossibile utili,,are lo
strumento di texture automatica se la mesh - stata scalata
e s&ostata dalla &osi,ione originale di Bundler, in *uanto
il soft/are non - &i) in grado di associare le varie
immagini al loro &unto di ri&resa.
Infine, - stato utili,,ato il soft/are Mes'ab allo sco&o
di creare la su&erficie &oligonale 1fig. 12, confrontandola
con *uella elaborata in CloudCom&are, e di te%turi,,are
il modello. !oicJ il notebook a dis&osi,ione riusciva a
lavorare con il comando Surface econstruction2
Poisson al massimo valore di Octree 0epth e Sol"er
0i"ide &ari a A, tro&&o basso &er ottenere un buon
$ig. 3. *u"ola di punti risultata dal processo di SfM e IbM.
$ig. 4. Mesh ottenuta con 5loud5ompare.
$ig. 6. iferimenti metrici utili++ati per dimensionare metricamente la
nu"ola di punti.
$ig. 1. Mesh ottenuta con Meshlab.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 11-16
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risultato, - stato necessario ricorrere al su&&orto di un
altro notebook con le seguenti caratteristice. Acer Intel
Core i;-5<;6M @5.; =G, con $urbo Boost fino a 3.7
=G,, < =B di RAM, sceda video ?>IDIA =eDorce =$
936M con 7 =B di RAM dedicata, e Iindo/s A a 9<-bit.
In *uesto modo - stato &ossibile lavorare con il settaggio
di tali valori &ari a 76 e ottenere un risultato accettabile.
Confrontando la mesh di CloudCom&are con *uella di
Mes'ab, si &erce&isce a vista la migliore *ualit@ della
&rima ris&etto alla seconda, confermata ance dalla
differen,a del numero delle facce 17.K63.575 contro
7.<5A.5652.
Si - *uindi deciso di utili,,are la su&erficie di
CloudCom&are &er &roseguire le s&erimenta,ioni.
Sem&re in Mes'ab - stata &rovata l+attribu,ione del
colore tramite due comandi. Vertex attribute transfer e
Pro7ect acti"e raster color to current mesh, con buoni
risultati in entrambi i casi 1fig. K2.
Come ultimo lavoro - stata creata la texture &er me,,o
del comando Parameteri+ation 8 texturing from
registered raster, con texture si+e a 7F66 &i%el, valore
massimo accettato dall+hardware. Il risultato - buono. la
*ualit@ di defini,ione ce si - riusciti ad ottenere -
elevata 1fig.762.
9. Co$&l%*io$i
Come - &ossibile vedere dalle immagini allegate gli
obiettivi &osti all+ini,io della ricerca sono stati raggiunti
con successo. il modello 3D reali,,ato a un notevole
dettaglio nonostante la strumenta,ione a dis&osi,ione
non fosse delle &i) avan,ate. In merito alla tecnica di
rilievo utili,,ata la conclusione a cui si - giunti - ce
&uB essere una valida alternativa al costoso laser scanner
nel cam&o dell+arcitettura, e meglio ancora in *uello
dell+arceologia, *uando non si necessita di una
&recisione millimetrica. Ad ogni modo la scelta della
ti&ologia di rilievo va fatta anali,,ando caso &er caso,
do&o averne valutato le finalit@, le tem&istice, il budget,
la logistica.
Di seguito alcune considera,ioni tratte dalle
s&erimenta,ioni, ce si s&era &ossano essere utili a ci
decider@ di cimentarsi in *uesta tecnica di rilievo 3d.
foto &i) distan,iate &roducono nuvole di &unti
meno dense ris&etto a foto &i) ravvicinate0
foto tro&&o ravvicinate e in numero ridotto
&roducono nuvole di &unti incom&lete0
- &referibile avere un set di foto com&osto da
alcuni scatti da lontano ce in*uadrino tutto
l+oggetto e alcuni scatti da vicino ce
&ermettano &i) defini,ione dei dettagli0
- im&ortante ricordare ce un elemento &er
essere generato deve com&arire in almeno 3
immagini0
le foto devono essere a fuoco e non mosse0
- &referibile abbassare la risolu,ione di Bundler
e aumentare il numero di foto &iuttosto ce il
$ig. 9. &a mesh dopo l'attribu+ione del colore.
$ig. %:. Il modello finale texturi++ato.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 11-16
15
contrario.
:. Biblio)!a(ia
B344I A., B344I '., B3?MAMI? D. 5677, 5omputer Vision e
Structure from Motion; nuo"e metodologie per la
documenta+ione archeologica tridimensionale2 un approccio
a&erto, in D3 D3'IC3 =., SIBI'A?( M. =. 1eds.2,
)5<=O$OSS. Open Source; $ree Software e Open $ormat
nei processi di ricerca archeologica 1Atti del > IorNso&,
Doggia ;-9 Maggio 56762, Bari.
M3?C(?3R( S. 5673, 0alle fotografie alla mesh texturi++ata;
sperimenta+ioni, url.
tt&.EE///.slidesare.netEso&#sticaEdalle-fotografie- alla-
mes-te%turi,,ata-s&erimenta,ioni.
M("'(? !., B344I A. 5675, P>thon Photogrammetr> Toolbox2
) free solution for Three-0imensional 0ocumentation, in
CA?$(?3 D. 1ed.2, )5<=O$OSS. Open Source; $ree Software
e Open $ormat nei processi di ricerca archeologica. )tti del VI
?orkshop 1?a&oli, K-76 =iugno2, !o,,uoli, &&. 7;3-7A6.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 11-16
16
IL RILIEVO DELLA VERA DA POZZO IN CAMPO SAN MARCUOLA A
VENEZIA
Simone Minto
simminto@gmail.com
ABSTRACT
Il presente articolo illustra i risultati di un esperiena
s!olta all"interno del Master Open T#c$ne %
Tecnolo&ie Open Source per i Beni Culturali 'a(a(
)*+),)*+-.( Scopo di tale esperiena era la
realiaione di un /odello -D ad alta risoluione
partendo da una colleione di i//a&ini di&itali e
utiliando l"approccio dell"I/a&e%Based Modelin& e
so0t1are open source( Co/e so&&etto per
speri/entare 2ueste soluioni si 3 scelto un piccolo
ele/ento arc$itettonico4 la !era da poo in Ca/po
San Marcuola Veneia(
5e61ords
Image-Based Modeling, Open Source, Python
Photogrammetry Toolbox, Meshab, !loud!ompare,
point cloud, mesh, texture, modello "#, $era da po%%o
+( Introduione
&uesta esperien%a ' stata l(occasione per con)rontare le
tecniche di rilie$o usate sin d*ora nella mia pro)essione,
cio' rilie$o topogra)ico con sta%ione totale e laser
scanner, con +uelle apprese durante il corso di ,-ilie$o
)otogrammetrico "# per i Beni !ulturali. /all*interno del
Master Open T0chne - Tecnologie Open Source per i
Beni !ulturali1, durante il +uale ' stato sperimentato
l*uso di tecnche di Image-Based Modeling e di so)t2are
open source per ottenere modelli "# da colle%ioni, anche
non ordinate, di immagini digitali.
3ella pratica operati$a ,in campagna. ho comun+ue
utili%%ato +uesta tecnica inno$ati$a integrata con le
tecniche pi4 classiche del -ilie$o.
Per moti$i geogra)ici e a))etti$i ho scelto il mio soggetto
a 5ene%ia, nessuna architettura importante, ma una delle
tante $ere da po%%o presenti nei campi $ene%iani che
spesso passano inosser$ati anche ai turisti pi4 attenti. In
particolare ho scelto il po%%o sito in campo San
Marcuola, nel sestiere di !annaregio /6ig. 71, a pochi
minuti dalla sta%ione )erro$iaria. &uesto campo '
particolare perch0 ' rial%ato rispetto alla +uota solita di
5ene%ia proprio in $irt4 della presen%a del po%%o. Il
campo si a))accia sul !anal 8rande di )ronte al 6ontego
dei Turchi. 3onostante l(attracco della gondola e dei
$aporetti il campo ' tran+uillo e poco )re+uentato da
turisti.
a $era da po%%o risale al 797" e si ha noti%ia che
l(ac+ua raccolta nella cisterna sottostante )osse riser$ata
ai po$eri della %ona. a $era si presenta con un
rigon)iamento centrale e la super)icie ' mo$imentata da
+uattro protomi leonine )iancheggiate da $olute laterale e
raccordate alla parte in)eriore da %ampe sempre a )orma
leonina. 5erso la chiesa presenta tre scudi accartocciati: a
destra +uello 6oscari, al centro +uello 8ritti e a sinistra
uno scudo non identi)icato. o scudo 8ritti, di maggiori
propor%ioni rispetto agli altri due, ' sormontato da una
testa umana e nella parte in)eriore da un cartiglio
sagomato con scritto: N.H. MISSIER AGUSTIN GRITTI
FU DE MISSIER ALESSANDRO PROVEDITOR DE
COMUN E CASSIER ANNO 1713.
)( O7ietti!i
*obbietti$o del progetto era +uello di ottenere un
modello tridimensionale ad alta risolu%ione texturi%%ato,
metricamente corretto e geore)eren%iato rispetto ad un
sistema di ri)erimento.
-( Metodo e stru/enti
5olendo con)rontare +uesta nuo$a tecnica con +uelle che
gi; conosco, mi sono pre)issato sin dall(ini%io di ottenere
un risultato metrico e possibilmente geore)eren%iato con
un sistema di coordinate globale o comun+ue con il pi4
usuale 8auss-Boaga. 3on a$endo modo di utili%%are n'
un 8PS n' una sta%ione totale, ho o$$iato con tecniche
pi4 classiche. 6ortunatamente negli ultimi anni 5ene%ia
si ' dotata di una )itta rete di caposaldi e, dal sito internet
della gestione del territorio di 5ene%ia, in prossimit; del
Fig.1. Campo San Mar!o"a# in primo piano "a $%ra &a po''o.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 17-21
17
po%%o ne ho indi$iduati due /!3<==, !3<=>1. &uindi,
utili%%ando rudimentali tecniche di trilatera%ione e
li$ella%ione ho raggiunto il mio obietti$o.
-(+ Ac2uisiione dati
e opera%ioni di ,campagna. si sono distinte in due )asi:
l(ac+uisi%ione dei dati metrici e di +uelli )otogra)ici.
3.1.1 A(!i)i'ion% &%i &a*i M%*rii
a prima opera%ione ' stata +uella di $eri)icare in "oo
che i caposaldi !3<== e !3<=> )ossero ancora presenti.
Su di un eidotipo /6igg. ",?1 ho riportato una planimetria
dell(area con i caposaldi, il po%%o e gli edi)ici circostanti.
#opo di che ho posi%ionato mar@er adesi$i sul po%%o
/6ig. <1: due alla base /TA7, TA<1 per ottenere la
geore)eren%ia%ione planimetrica e tre /A?, A=,A>1 a
determinare un piano ori%%ontale ad una certa +uota
rispetto al $alore del caposaldo /!3<==1. !on una serie
di trilatera%ioni ho collegato i caposaldi ai mar@er TA7-
TA<.
3ote /8auss-Boaga1:
CN)88: Bst C <"77ADE.??, 3ord C =A"=>7=.E<F
CN)89: Bst C <"777<".79, 3ord C =A"=>=<.E>.
-ica$iamo:
T*+: Bst C <"77AD7.7?, 3ord C =A"=><".7EF
T*): Bst C <"77AD7.?9, 3ord C =A"=><=.79.
Per ottenere un piano ori%%ontale ho utili%%ato un
comune tubo per li$ella%ione ad ac+ua, e))ettuando
+uattro tratte A?-A=, A=-A>, A>-A? /per $eri)ica1,
A>-!3<==. 3el caposaldo ho misurato anche la
di))eren%a di +uota, che sommata alla +uota assoluta di
!3<== ci consente di ottenere la +uota del piano
ori%%ontale passante per A?, A=, A>. Per la +uota
assoluta di !3<== non ho utili%%ato la 8auss-Boaga
/8eno$a 7D?<1, in +uanto a 5ene%ia per le +uote si
utili%%a un sistema locale ri)erito al medio mare di Punta
della #ogana e +uesto risulta pi4 alto del sistema
na%ionale di <" cm:
&uota del piano passante per A?-A=-A>F
&uota !3<== G <"cm G H C 7.">GA.<"G7.ADC<.>E.
I $alori ottenuti /post-processing1 li ho utili%%ati in
seguito per la geore)eren%ia%ione del rilie$o e per dare
un corretto $alore metrico all*oggetto.
3.1.+ A(!i)i'ion% &a*i Fo*ogra,ii
Per l(ac+uisi%ione dei dati )otogra)ici ho utili%%ato una
)otocamera digitale !anon BOS ==A# con obietti$o
%oom Tamron 7A-<?mm, utili%%ando sempre la )ocale a
<?mm.
(ac+uisi%ione ' stata age$ole perch0 per il campo
transita$ano poche persone, l(unica di))icolt; erano le
condi%ioni di luce che $aria$ano ogni $olta che le nu$ole
o))usca$ano il sole. Bssendo un piccolo oggetto posto al
centro di un grande spa%io ' risultato logico ac+uisire le
immagini girandoci attorno /6ig. =1, sono stati cosI
eseguiti pi4 passaggi mediamente di 7<-7> scatti
ciascuno:
Passaggio 7: generale a =m 7> )oto
Passaggio <: generale a =m 7> )oto
Passaggio ": parte bassa a "m 7? )oto
Passaggio ?: basamento a "m 7> )oto
Passaggio =: cornice a <m 7> )oto
Passaggio >: parte alta a "m 7< )oto
Passaggio 9: coperchio a <m 7< )oto
Totale 7A< )oto
Fig. 3. Ei&o*ipo &%""a ar%a p%r "a g%or%,%r%n'ia'ion% p"anim%*ria.
Fig.+. Po)i'ionam%n*o &%i mar-%r a&%)i$i p%r "a g%or%,%r%n'ia'ion%
p"anim%*ria % a"*im%*ria.
Fig. .. Ei&o*ipo &%g"i a"'a*i p%r "a g%or%,%r%n'ia'ion% a"*im%*ria.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 17-21
18
3ell(ac+uisi%ione )otogra)ica non ci sono state di))icolt;
dettate da )attori esterni, ma l(unica di))icolt; ' stata
l(ac+uisi%ione della parte superiore del po%%o: si sarebbe
ri$elato utile l(utili%%o di una scala o montare la
)otocamera sopra un asta e )otogra)are in remoto.
Purtroppo le condi%ioni meteo non hanno consentito di
e))ettuare ulteriori riprese. 3ell(elabora%ione delle
nu$ole di punti di )atto la parte superiore non ' stata
restituita.
-() Ela7oraione dati
(elabora%ione dati, come l(ac+uisi%ione, si ' di$isa in
due )asi: la prima che pre$ede$a la restitu%ione dei dati
geometrici, ossia le coordinate assolute dei mar@er
posi%ionati sull(oggettoF la seconda che ha riguardato
l(elabora%ione delle immagini al )ine di ottenere una
restitu%ione tridimensionale dell(oggetto.
Si sono utili%%ati due personal computer:
un noteboo@ per l(elabora%ione delle
coordinate, ricostru%ioni !J#, opera%ioni di
puli%ia delle nu$ole di punti e mesh e la stesura
di rela%ioni e presenta%ioni:
-Kp Pa$illion d$ D=E=elF
-Processore Intel !ore < #uo T9"AA da < 8h%F
-? 8B di memoria ##-<F
-35I#IJ 8e6orce E>AAM.
un P! des@top per le elabora%ioni ,pesanti.:
elabora%ione )oto con Python Photogrammetry
Toolbox, 5isualS6M, PhotoScan, elabora%ione
mesh con !loud!ompare e Meshlab,
texturi%%a%ione:
-#es@top Jsus PEL>E #BMNBO8B3"F
-!PM Intel !ore i9-<>AAP ".?A8K%F
--am 7>8B ##-" <7""MK%F
-3$idia &uadro <AAA 78B 8##-=.
Per l(elabora%ione delle immagini ho $oluto testare
di))erenti so)t2are: uno open source /Python
Photogrammetry Toolbox - PPT1, uno )ree2are
/5isualS6M1 ed uno proprietario /Jgiso)t PhotoScan1.
PPT e 5isualS6M si e+ui$algono come risultati, e
seppure 5isualS6M risulta pi4 user-)riendly, ho
comun+ue pre)erito usare PPT /BBLLI %*. a". <A77F BBLLI,
MOMO3 <A7<1 perch0 era il so)t2are utili%%ato durante
il corso e perch0 presenta$a una nu$ola di punti pi4
pulita. PhotoScan ha dato risultati migliori soprattutto
nella parte superiore del po%%o, do$e PPT non riusci$a a
generare punti.
!on PPT ho s$olto $ari esperimenti. Jlcuni in ambiente
83MOinux /JrcheOS1 che garanti$a, nella prima
elabora%ione BM3#B-, di impostare una maggiore
risolu%ione in pixel alle immaginiF altri in ambiente
Qindo2s /Qindo2s 91 do$e in$ece si do$e$a assegnare
alle immagini risolu%ioni pi4 basse.
Arc$eos -) 7it
-isolu%ione Bundler "=AAF
< gruppi di )otoF
Problemi di memoria con !M5SOPM5S.
:indo1s ; 9< 7it
-isolu%ione Bundler <>DDF
Tutte le )otoF
3essun problema !M5SOPM5S.
Jlla )ine ho scelto di utili%%are Qindo2s perch0,
nonostante processasse le )oto a risolu%ione in)eriore,
riusci$a a completare i passaggi con tutte le )oto
contemporaneamente:
Bundler4 elaborate 7"7 immagini a <>DD in Dh <AminF
CMVS,PMVS4 elabora%ione in un unico !luster /7"71 in
">min.
a nu$ola ottenuta ' stata molto soddis)acente
soprattutto per la parte in pietra del po%%o, mentre la
parte metallica di color nero ha restituito pochi punti in
corrisponden%a delle discontinuit; della super)icie.
a puli%ia della nu$ola ' stata eseguita in
!loud!ompare, togliendo il contesto del campo e alcuni
punti di ,sporco. in prossimit; della nu$ola.
-(- =eore0ereniaione nu!ole
(idea ini%iale del progetto era +uello di riuscire a
geore)eren%iare l(oggetto in un sistema di ri)erimento
assoluto. Per prima cosa, utili%%ando !loud!ompare ho
determinato le coordinate dei mar@er /6ig. >1 nel sistema
interno generato da PPT.
Esportaione coordinate locali /ar>er
TA7: -7.A<?"DA, -A.>7AADA, -=.E?79=AF
TA<: A.>?7<D", -A.=7><>A, -=.9E9A<AF
A?: -A.E>=?DE, A.=>7777, -9.<A<?>AF
A=: A.<9?9D>, A.>=<E"E, -9.""D9DAF
A>: -A."79?EE, A.""<AD<, ->.A=A>7A.
#a +ueste coordinate, con le seguenti opera%ioni, sono
giunto ai $alori assoluti ri)eriti in 8auss-Boaga e medio
mare Punta della #ogana:
7. rota%ioni al )ine di ottenere che le coordinate L di A?-A=-
A> sia su di un piano ori%%ontaleF
<. traslar%ione dei punti ponendo TA7 pari alla coordinate
planimetriche di !3<==F
". rota%ione dei punti in modo che TA< giaccia nella
congiungente !3<==-!3<=>F
?. saclatura del sistema in modo che TA< coincida con !3<=>F
=. trasla%ione del sistema in modo che le coordinate L di A?-
A=-A> siano pari a <.>E.
Fig. /. S0%ma &%""% pr%)% ,o*ogra,i0%.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 17-21
19
Coordinate in =auss%Boa&a e /edio /are Veneia4
TA7: NC<"77AD7.7? RC=A"=><".7E LC7.>9F
TA<: NC<"77AD7.?9 RC=A"=><=.79 LC7.>DF
A?: NC<"77AED.<E RC=A"=><=.AD LC<.>EF
A=: NC<"77AED.<9 RC=A"=><".>D LC<.>EF
A>: NC<"77ADA.9E RC=A"=><?.7= LC<.>E.
So)t2are come Meshlab e !loud!ompare, ma di )atto
tutti i so)t2are di gestione di nu$ole di punti, non
gestiscono $alori cosi alti di coordinate, +uindi si '
pensato di utili%%are un so)t2are 8IS, in +uesto caso la
)un%ione p"1.r%*i,1 di 8-JSS 9 /6ig. 91.
Il so)t2are crea in automatico un )ile r%*i,1 gra%ie ad un
)ile di coordinate da interno ad assoluto, ma da un errore
nell(importa%ione +uando si tenta di aprirlo in Meshlab.
!osi per poter utili%%are le poten%ialit; di Meshlab ho
pre)erito utili%%are un sistema di ri)erimento locale.
Ko traslato l(origine del sistema assoluto in TA7 solo per
i $alori planimetrici N e R mentre per la +uota ho
lasciato +uella locale di 5ene%ia:
TA7: NC A,AAA RC A,AAA LC 7,>9<F
TA<: NC A.""? RC 7.DD> LC 7.>D"F
A?: NC-7.E>E RC A.=7E LC <.>EAF
A=: NC-7.E=E RC 7.D7= LC <.>EAF
A>: NC-A.">" RC A.D9D LC <.>EA.
a rototrasla%ione e scalatura della nu$ola di punti del
po%%o ' stata reali%%ata in !loud!ompare.
<( Risultati
Per generare la mesh ed ottenere cosI il modello "# ho
utili%%ato Meshlab s)ruttando l(algoritmo di Poisson.
#opo $ari tentati$i la mesh ' stata generata settando
+uesti $alori:
Octree #epthC7< Sol$er #i$ideC7< .
!on $alori pi4 alti il so)t2are riusci$a ugualmente a
generare una mesh, ma poi non riusci$a a creare la
relati$a texture. Mna $olta generata la mesh ci si ' reso
conto che la densit; dei punti nel coperchio del po%%o
non erano su))icienti e si cosi deciso di tornare alla
nu$ola e di elimiare totalmente +uella parteF
successi$amente si ' nuo$amente generata la mesh con
gli stessi $alori. Il risultato ' stato:
numero di $ertici 7"<E<A"F
numero di )acce <>=7A<A.
Il passaggio successi$o ' stata la crea%ione della texture:
non potendo s)ruttare il sistema automatico del so)t2are
/essendo la nu$ola rototraslata rispetto alla genera%ione
in PPT1 l*unica solu%ione era procedere con
l(allineamento manuale di E immagini, generando una
texture +uadrata di dimensione ?AD>x?AD> pixel /6ig. E1.
Il passo successi$o ' stato +uello di colmare le lacune
del modello "#, cio' la copertura metallica, utili%%ando
Blender, un so)t2are di modella%ione open source /6ig.
D1.
Fig. 2. E)por*a'ion% &%""% oor&ina*% "oa"i &%i mar-%r.
6ig.9: 8eore)eren%ia%ione in 8rass con la )un%ione ply-
recti)y.
Fig. 3. A"!n% $i)*% &%""a m%)0 *%4*!ri''a*a.
Fig. 5. Mo&%""a'ion% &%g"i %"%m%n*i manan*i in 6"%n&%r.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 17-21
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8( Conclusioni
Il risultato ottenuto con +uesta metodologia lo2-cost '
da$$ero ottimo considerando la $elocit; delle opera%ioni
in campagna e i processi +uasi del tutto automati%%ati per
l*elabora%ione del modello "# texturi%%ato.
*Image-Based Modeling ' un*ottima tecnica per
ottenere nu$ole di punti e modelli "# in bre$e tempo.
J))iancato ad un sistema di geore)eren%ia%ione /sta%ione
totale o gps1 ' particolarmente indicato per rile$i non
troppo complessi e con condi%ioni operati$e di))icoltose,
do$e altri strumenti sarebbero inutili%%abili.
Per e))ettuare le ac+uisi%ioni )otogra)iche ci possiamo
a$$alere di di))erenti sistemi, come ad esempio gli MJ5,
ancora di))icilmente utili%%abili con altre tecniche di
rilie$o /laser scanner1.
!on l*e$ol$ersi della sperimenta%ione l*Image-Based
Modeling potrebbe sostituirsi all*utili%%o di strumenti
laser scanner anche nella reda%ione di rilie$i complessi.
I so)t2are proprietari hanno ancora un buon margine in
+ualit; dei risultati e )acilit; di utili%%o rispetto ai
so)t2are open surce, almeno per +uelli utili%%ati in
+uesta esperien%a /Jgiso)t Photoscan1, ma de$o dire che
con piccoli accorgimenti si possono ottenere dei risultati
comun+ue soddis)acenti.
Ottenere cosi )acilmente modelli "# di oggetti,
nell*ambito dei Beni !ulturali apre ad interessanti
possibilit;. #alla )rui%ione multimediale /siti 2eb,
ambienti $irtuali, realt; aumentata1 alla stampa "# per
ottenere delle copie che possono essere usate sia per
l*esposi%ione, sia che per e$entuali studi, +uando
l*utili%%o dell*originale ' sconsigliato.
9( Bi7lio&ra0ia
BBLLI J., BBLLI ., BB3SJMI3 #. <A77, Comp!*%r Vi)ion %
S*r!*!r% ,rom Mo*ion# n!o$% m%*o&o"ogi% p%r "a
&o!m%n*a'ion% ar0%o"ogia *ri&im%n)iona"%7 !n approio
aperto, in #B 6BI!B 8., SIBIJ3O M. 8. /eds.1,
ARCHEOFOSS. Op%n So!r%# Fr%% So,*8ar% % Op%n Forma*
n%i pro%))i &i ri%ra ar0%o"ogia. A**i &%" V 9or-)0op
/6oggia, =-> Maggio <A7A1, Bari.
MOMO3 P., BBLLI J. <A7<, P1*0on P0o*ogramm%*r1 Too":o47
A ,r%% )o"!*ion ,or T0r%%;Dim%n)iona" Do!m%n*a*ion, in
!J3TO3B 6. /ed.1, ARCHEOFOSS. Op%n So!r%# Fr%% So,*8ar%
% Op%n Forma* n%i pro%))i &i ri%ra ar0%o"ogia. A**i &%" VI
9or-)0op /3apoli, D-7A 8iugno1, Po%%uoli, pp. 7="-79A.
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21
COMPUTER VISION E IMAGE-BASED MODELING
PER LA DOCUMENTAZIONE DEI BENI CULTURALI: MODELLI
POLICROMI
Valentina Rossetti
valentina88.rossetti@gmail.com
ABSTRACT
Si scelto di spei!e"t#e le possi$ilit% o&&ete d#ll#
tec"ic# di #c'(isi)io"e *D di I!#+e-$#sed-Modeli"+ e
St(ct(e-&o!-Motio", esplo#"do"e li!iti e
-#"t#++i, pe pose+(ie ("# icec# peso"#le:
#"#li))#e il !odo i" c(i !(t# e si e-ol-e l.espeie")#
#tistic# dell.(te"te "ell.epoc# dell# s(#
ipod(ci$ilit% tec"ic#, co" l.o$$ietti-o di #i-#e #d
("# &#sci# '(#"to pi/ #!pi# di (te"ti # c(i 0
desti"#t# '(ell# 11es(e)io"e del p#ss#to22 c3e
l.o$$ietti-o pi!#io de+li espeti i" c#!po di T(tel#,
Co"se-#)io"e e V#loi))#)io"e dei Be"i C(lt(#li4
L# pese"te icec#, #tt#-eso l.#"#lisi di te c#si-
st(dio, !ost# i is(lt#ti otte"(ti d#ll.#pplic#)io"e di
("# !etodolo+i# Ope" So(ce, Lo5 Cost e 6i+
pecisio" c3e pe!ette di otte"ee (" !odello
tidi!e"sio"#le # p#tie d# (" set di i!!#+i"i
$idi!e"sio"#li e co"se"te di pe"s#e # "(o-i !etodi e
!odelli di &(i$ilit%4
7e85ods
Computer Vision, Image-Based Modeling, open source,
Structure-from-Motion
94 I"tod()io"e
Dinani alla sempre pi! fre"uente esigena di realiare
rilievi tridimensionali accurati e affida#ili in situaioni
disagevoli, posta in essere dalle molteplici pro#lematic$e
politic$e ed economic$e c$e sempre meno consentono di
investire su strumentaioni dispendiose, % nata la volont&
di sperimentare nuovi approcci di lavoro al passo coi
tempi, c$e rispondano alle caratteristic$e di porta#ilit&,
rapidit& d'esecuione, facilit& d'uso e #assi costi. ( sorto
cos) l'interesse verso una tecnica di rilievo interamente
open source c$e si compone di due fasi principali,
Image-#ased-Modeling *I#M+ e Structure-from-Motion
*SfM+, al fine di generare un modello tridimensionale di
un soggetto o di una scena a partire da un set di
immagini #idimensionali. ,uesta tecnologia sia avvale
di applicaioni $ard-are lo- cost e applicaioni
soft-are con codice sorgente aperto, dun"ue facilmente
aggiorna#ile, c$e la "ualificano come metodica di rilievo
agevole e versatile. .er tali motivi si % scelto di
sperimentare le possi#ilit& offerte da "uesta tecnica,
esplorandone limiti e vantaggi, per proseguire una
ricerca personale/ analiare il modo in cui muta e si
evolve l'esperiena artistica dell'utente nell'epoca della
sua riproduci#ilit& tecnica, la stessa epoca in cui nuove
sfide vanno affrontate per rilanciare "uel patrimonio
artistico tanto millantato ma scarsamente considerato e
valoriato, alla ricerca di nuovi metodi e modelli di
frui#ilit&. 0on poc$i sono in tal senso i vantaggi offerti
dalla ricostruione digitale, c$e permette la
documentaione in dettaglio delle opere d'arte
contri#uendo ad ampliare "uell'offerta culturale in cui la
tecnologia, disciplina del nuovo millennio, governa e
media l'e"uili#rio fra arte e sciena.
:4 O$ietti-i
Il lavoro "ui presentato si % posto l'o##iettivo di ricreare
virtualmente le opere d'arte oggetto dello studio,
ricostruendole sia nel loro aspetto materiale *fisico e
materico+, metricamente corrette e ad alta risoluione,
c$e nel loro aspetto immateriale *"uello relativo alla
perceione dell'opera d'arte+. .er "uesto si % scelto di
sfruttare le potenialit& della tecnica I#M1SfM su opere
policrome.
*4 C#si st(dio
I rilievi tridimensionali sono stati eseguiti su tre diversi
soggetti/ un affresco, una scultura policroma ed una
terracotta invetriata. Si tratta di tre opere molto diverse
sia dal punto di vista materico c$e compositivo,
accomunate da "uell'iconografia cristiana c$e
contraddistingue gran parte della produione artistica
italica fra il 2IV e il 2VII secolo.
Il primo oggetto di studio, l'3nnunciaione di Spinello
3retino c$e si conserva sulla facciata della Santissima
3nnuniata ad 3reo *45..56M30 7899+, % un dipinto
#idimensionale c$e non mostra accenno alle tre
dimensione neanc$e illusionisticamente/ siamo ancora
lontani dalle prime sperimentaioni prospettic$e c$e
seducono l'occ$io umano verso una profondit& spaiale.
Ben diverso % l'impatto tridimensionale con la Cappella
Spadari, realiata all'interno della medesima c$iesa
aretina da 3gnolo di .olo *03RDI0:CC;I 7899+, dove la
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 23-27
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struttura a nicc$ia arricc$ita da lesene e #assorilievi
accoglie le tre grandi statue in terracotta della Madonna
con #am#ino, San <rancesco e San Rocco, i cui volumi
sono sapientemente gestiti dall'artista nello spaio
tangi#ile c$e le circonda. 6a volumetria dell'ultimo
oggetto preso in esame, la lunetta in terracotta invetriata
di 6. della Ro##ia con la rappresentaione
della Madonna c$e dona la cintola a S. =ommaso,
conservata sul portale centrale della #asilica di Maria SS.
Delle >raie in San >iovanni Valdarno, appena
accennata dall'artista, % definita nello spaio circostante
dai #rillanti smalti c$e la compongono *>50=I6I0I ET AL.
788?+.
;4 St(!e"t#)io"i
6a strumentaione utiliata per il rilievo si compone,
come accennato in precedena, di una parte $ard-are e
di una parte soft-are.
;49 6#d5#e
6'ac"uisiione dati % stata effettuata con diverse
fotocamere digitali, rispettivamente una refle@, una
#ridge ed una compatta/
Canon 5:S A88D, risoluione 9A,B mp, sensore
ottico 77,B @ 9C,? mmD
0iEon Coolpi@ 6898, risoluione 9F mp,
sensore ottico 917.BG CCDD
.anasonic 6umi@ DMC 62B, risoluione 98
mp, sensore ottico 919.FBG CCD.
,uesto perc$H la fotocamera di cui si disponeva, la
0iEon modello #ridge sopra citata, non $a sempre
restituito #uoni risultati/ l'impossi#ilit& di settare le
impostaioni della camera manualmente, opione non
prevista in "uesto tipo di macc$ina i#rida, $a causato
pro#lemi di ac"uisiione soprattutto l) dove non vi erano
#uone condiioni di luce e si mostrava necessario
impostare i parametri #ase della camera *iso, diaframma,
esposiione, otturatore+. 6e foto prodotte in talune
condiioni sono risultate pertanto poco nitide e molto
rumoroseD conseguena immediata % stato il
malfunionamento del soft-are, c$e per produrre
risultati efficaci deve riconoscere lo stesso punto in
almeno tre immagini diverse. Dun"ue la scelta di
utiliare le altre due fotocamere % dipesa soltanto da
una "uestione di disponi#ilit& di apparecc$iature al
momento del rilievo/ con la macc$ina refle@ sono state
rilevate le due opere site all'esterno dell'edificio, mentre
con la macc$ina compatta % stata ac"uisita la cappella
sita all'interno della #asilica. I dati risultanti sono stati
poi ela#orati su un note#ooE di modeste prestaioni/
.C V3I:, FC #it, C>B, 7core, doppia partiione
*4indo-sI16inu@ De#ian+, IntelJ ;D
>rap$ics.
;4: So&t5#e
Si % utiliata una strumentaione di image processing
interamente open source. In particolare/
.Kt$on .$otogrammetrK =ool#o@ V.89, ovvero
un'interfaccia grafica multipiattaforma scritta in
linguaggio pKt$onD
Mes$la# V. 9.B.7, soft-are di mes$ processing
and editingD
Cloud Compare V. 7.C, soft-are di mes$
processing and editing.
<4 =o>&lo5
Il flusso di lavoro del rilievo si % articolato in "uattro fasi
principali/ data collection, data processing, mesh
processing, post processing.
<49 D#t# Collectio"
0ella prima fase, "uella della raccolta dati sul campo, %
risultata fondamentale la posiione della camera rispetto
al soggetto/ non potendo effettuare un giro di BF8L
intorno all'elemento, come di norma, % #astato muoversi
in oriontale davanti all'oggetto con scatto continuo.
.er non incalare in eventuali e possi#ili errori di
ela#oraione, si % scelto poi di ac"uisire svariati dataset
di immagini con in"uadratura sia a tutto tondo c$e
ravvicinata, esaminate e seleionate in un secondo
momento. 6e difficolt& incontrare sul campo sono state
molteplici e diverse per ogni elemento rilevatoD nel
dettaglio/
6'affresco, sito in una lunetta posta sulla
facciata della #asilica, % rivestito di una rete
metallica protettiva *<ig. 9+ c$e ne oscura la
vista, oltre ad essere collocato a circa 7.A8 m di
altea, rendendo difficoltosa l'ac"uisiione
della parte inferiore di esso *l'elemento % in
rientrato rispetto alla facciata+/ % stato pertanto
necessario procedere ad un set di riprese
dall'alto, reso possi#ile graie alla gentilea
dei condomini del palao parallelo.
Fig. 1. Rete protettiva, Spinello Aretino, Annunciazione, 137.
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24
6a Cappella Spadari, posta all'interno della
C$iesa, % invece regolata da un sistema di
illuminaione a intermittena c$e $a ritardato
notevolmente l'ac"uisiione del dato, la cui
"ualit& risultante % direttamente proporionale a
"uella della luce.
In ultimo, la terracotta del Della Ro##ia %
situata sul portale del santuario della C$iesa,
sopra al "uale si articola l'edificio stesso/
l'altea, la ona d'om#ra perenne e lo spaio
ridotto nel "uale si % stati costretti ad operare,
$anno reso anc$e in "uesto caso complicata
l'ac"uisiione.
<4: D#t# pocessi"+
6e foto ac"uisite sono state poi seleionate in la#oratorio
ed ela#orate mediante il soft-are .Kt$on
.$otogrammetrK =ool#o@, c$e $a restituito in due
passaggi rispettivamente una nuvola di punti a #assa
densit& *Image #ased modeling+ ed una nuvola di punti
ad alta densit& *Struture from motion+. 3i fini di testare il
comportamento del soft-are rispetto alla risoluione di
input e al sistema operativo utiliato, sono state fatte
per ognuno dei soggetti rilevati diverse prove ad alta e
#assa risoluione *non sempre una maggiore risoluione
garantisce il risultato desideratoM+ su sistemi operativi
4indo-s e 6inu@/ tutti i risultati ottenuti
dall'ela#oraione su :S 6inu@-De#ian non sono risultati
soddisfacenti a causa di errori d'installaione del
soft-are, indi per cui si % scelto di operare su :S
4indo-sI con una risoluione delle immagini in input
pari a 7A?8mp, tale "uella massima supportata contro i
BA88mp di 6inu@. 0ello specifico/
3nnunciaione. Il dataset scelto per
l'ela#oraione si compone di 8? foto totali *BC
scatti con in"uadratura dal #asso e i restanti AA
con in"uadratura dall'alto+, processato ad una
risoluione di 9788 mp e 7A?8 mp *<ig. 7+.
Rispettivamente la prima ela#oraione
*9788mp+ $a restituito una nuvola di punti a
#assa densit& pari a ?88C8 vertici *#undle+, e
una nuvola di punti ad alta densit& pari a
IC788I vertici *pmvs+, mentre la seconda
ela#oraione *7A?8mp+ $a restituito nella prima
fase CAIA9I punti *#undle+ contro i C?I8IBB
della seconda fase *pmvs+. 6'elevato livello di
dettaglio offerto da "uest'ultima nuvola di punti
% stato tale da restituire persino la rete
protettiva, elemento di distur#o per la
comprensione dell'opera. =ale motivo $a
portato a scegliere per la fase di lavoro
successiva il dataset processato a #assa
risoluione *9788mp+, c$e seppur risultante
molto dettagliato anc$e nella resa della rete
metallica, l'inferiore numero di punti $a
permesso una puliia accurata della nuvola c$e
altrimenti sare##e stato impossi#ile.
Cappella Spadari. 6a complessit& dell'opera,
ricca di dettagli ed elementi angolari, $a
orientato la seleione verso un dataset molto
corposo, costituito da 9BC scatti totali e
processati all'unica risoluione di 7B?8 *la
massima supportata da :S 4indo-s nel caso
specifico+. 6a nuvola di punti risultante dal
primo passaggio *#undle+, pari a 9F779A vertici,
si % nettamente definita nel secondo passaggio
*pmvs+, restituendo #en B8?A7FC vertici *<ig.B+.
=erracotta invetriata. Meno consistente %
risultato il dataset scelto per l'ultimo oggetto di
Fig. !. "uvole di punti estratte da ##T alla risoluzione rispettivamente
di 1! mp $A% e !&' mp $(%) Spinello Aretino, Annunciazione, 137.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 23-27
25
studio, F8 scatti processati sia a #assissima
risoluione *888 mp+, con B8.AF9 punti nella
prima fase *#undle+ e 9CB.CI8 punti nella
seconda fase *pmvs+, c$e a media risoluione
*7A?8mp+, con 7??.AF8 vertici risultanti dalla
fase iniiale *#undle+ e #en 9.IAC.FBF nella fase
finale *pmvs+. 0on essendoci in "uesto caso
particolari elementi di distur#o, si % preferito
utiliare la nuvola di punti con una pi! alta
risoluione.
<4* Mes3 pocessi"+
Definite le nuvole di punti, la fase di lavoro % proseguita
con la trasformaione delle stesse in Mes$ col soft-are
Mes$la#. Ntiliando l'algoritmo poisson reconstruction,
con valori :ctree Dept$ 97 e Solver Divide 97 per la
nuvola dell'3nnunciaione, mentre 98198 sono stati i
valori massimi supportati per le nuvole degli altri due
soggetti, % stato possi#ile ottenere il modello
tridimensionale. 6'utilio di Cloud Compare $a
permesso una puliia pratica e veloce dei poligoni in
eccesso, nonc$H di restituire le misure metric$e ai tre
modelli/ durante le campagne fotografic$e infatti, in
assena di una strumentaione idonea per la
georefereniaione degli stessi, sono state eseguite delle
misuraioni per meo di un flessometro, riportate poi su
sistema di riferimento cartesiano *<ig.C+.
<4; Post pocessi"+
6a fase finale $a infine permesso di restituire i colori
originali alle mes$. 6'operaione, eseguita in Mes$la#, %
iniiata col trasferimento dei colori *Verte@ 3ttri#ute
=ransfer+ a partire dalla nuvola di punti, per poi
concludersi con la te@ture di 78C8 *trasferimento dei
colori a partire dalle fotografie+ per tutti e tre i modelli.
0el caso dell'3nnunciaione, la resa non ottimale della
mensola della lunetta, elemento d'appoggio per il
dipinto, $a portato all'eliminaione della stessa.
0onostante si sia proceduto con le riprese dall'alto della
mensola, realiata in cemento, il soft-are non deve
avervi rintracciato punti in comune per cui non % stato in
grado di ricomporla in maniera verosimile. 6'operaione
pi! sensata ai fini di un'esatta ricostruione digitale
dell'opera % sem#rata dun"ue "uella di sostituire il piano
ac"uisito con un piano modellato e@ novo, con stesse
misure e caratteristic$e, servendosi del soft-are di
modellaione open source Blender.
?4 Co"cl(sio"i
>li o##iettivi prefissatosi all'iniio della ricerca risultano
parialmente raggiunti. Due dei tre modelli oggetto dello
studio, ovvero l'3nnunciaione di Spinello 3retino e la
terracotta invetriata del della Ro##ia, sono stati
ricostruiti virtualmente e scalati nelle dimensioni reali
con un #uon livello di definiione, mentre la "ualit&
della mes$ della Cappella Spadari risulta nettamente
Fig. 3. "uvola di punti estratta da ##T alla risoluzione di !3')
Agnolo di #olo, *appella Spadari, 1&!+.
Fig. ,. Restituzione misure metriche sulla nuvola di punti estratta da
##T alla risoluzione di !&' mp) -. della Ro..ia, /adonna che dona
la cintola a S.Tommaso, 1&101&.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 23-27
26
inferiore a "uella degli altri due soggetti/ #isogna tenere
in consideraione le condiioni d'illuminaione
dell'elemento ed il fatto c$e l'ac"uisiione sia stata
eseguita sena l'ausilio di un cavalletto, fondamentale
per l'ac"uisiione di interni, contri#uendo
considerevolmente alla perdita di informaioni nella
parte alta del modello, dove sono visi#ili poligoni
mancanti *<ig. F+.
3l livello di definiione delle tre opere % legato l'esito
del secondo o##iettivo prepostosi/ alla ricostruione
materiale dei soggetti *fisica, materica e coloristica+
corrisponde la perceione c$e si $a di essi. 6'utente c$e
si trova di fronte ad un modello poco definito, con luce
innaturale e parti mancanti, come risulta "uello della
Cappella Spadari, si accorge di essere di fronte ad un
Ofalso tecnologicoG/ in "uesto caso il rilievo puP essere
parialmente utiliato come documento storico "ualora
l'opera reale dovesse andar lesa o perduta, ma rimane il
fatto c$e non % un rilievo soddisfacente. Si osservi
invece la definiione ottenuta nelle altre due
ricostruioni/ l'arcangelo >a#riele dell'3retino sem#ra
annunciare il sacro concepimento in nostra presena, ma
il risultato davvero sorprendente si % perP ottenuto con la
terracotta invetriata del della Ro##ia *<ig. I+. Il soggetto
pittorico rappresentato % la /adonna della cintola/
Maria consegna la sua cintura, sacra reli"uia oggi
custodita nel Duomo di .rato, all'apostolo =ommaso
prima dell' 3ssunione in cielo. Il della Ro##ia
rappresenta la scena secondo l'iconografia consueta in
cui la Vergine entro una gloria di angeli sporge il #raccio
e lascia cadere la cintola all'apostolo, affiancato in
"uesta rappresentaione dai Santi 6oreno e >iovanni
Battista protettori di San >iovanni Valdarno, e lo fa con
la maestria c$e % propria degli artisti della sua famiglia/
siamo dinani ad una vera e propria pittura
tridimensionale.
6'utente c$e si trova dinani a "uesta ricostruione non
puP non entrare direttamente in contatto con l'opera,
apprearne la #rillantea cromatica, la graia
compositiva e soprattutto la vi#rante emoione c$e si
coglie dal complice sguardo dei protagonisti. Nn tripudio
di emoioni custodite come un preioso tesoro in un
modello BD, in una semplice ricostruione fotorealistica
frui#ile in ogni parte del mondo in "ualsiasi momento/ %
Fig. &. /esh con Te1ture $A% con mensola realizzata
in (lender $(%, Spinello Aretino, Annunciazione,
137.
Fig. +. /esh con te1ture, Agnolo di #olo, *appella Spadari.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 23-27
27
"uesto il potere della tecnologia, annullare i limiti
temporali e spaiali. 5ssa permette di raggiungere una
fascia di utenti sempre maggiore a cui H destinata "uella
QQresurreione del passatoRR c$e % l'o##iettivo primario
degli esperti in campo di =utela, Conservaione e
Valoriaione dei Beni Culturali cos) da rievocare
"uella c$e nell'2I canto del .urgatorio Dante c$iama la
Oseconda lingua degli italianiG, "uella lingua fatta di
figure, c$iese, strade e palai Odalle stesse persone
colte considerata come un .ell2ornamento, un
sovrappi3, un 4inaletto, un colophon, un cul0de0lampe di
una in4ormazione elegante5
1
.
@4 Bi$lio+#&i#
33.VV, 6 della Ro..ia e l7arte nuova della scultura invetriata.
*atalogo della mostra, <irene 9??8.
CI>0:0I .., C366I5RI M., C:RSI0I M., D5665.I305 M.,
>30:V566I <., R30SN>6I3 >., 7888, /eshLa.8 an open0source
mesh processing tool, in SC3R30: V., D5 C;I3R3 R., 5RR3 N.
*eds.+, #roceedings o4 Si1th Eurographics 6talian *hapter
*on4erence *5g It 7888, Salerno, ItalK, TulK 7-C, 7888+.
B5SSI 3., B5SSI 6., B50T3MI0 D. 7899, *omputer 9ision e
Structure 4rom /otion, nuove metodologie per la
documentazione archeologica tridimensionale8 un approccio
aperto, in D5 <56IC5 >., SIBI630: M. >. *eds.+,
AR*:E;F;SS. ;pen Source, Free So4t<are e ;pen Format
nei processi di ricerca archeologica *3tti del V 4orEs$op,
<oggia A-F Maggio 7898+, Bari.
D5665.I305 M., SC:.I>0: R. 7897, Teaching 3= ac>uisition
4or *ultural :eritage8 a theor? and practice approach, in
>366: >., S:NS3 S30=:S B., Eurographics!1!.
<3V366I M., <:R03CI3I 3., IS:63 3. T., =3R,NI0I S., 0300I.I5RI
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>50=I6I0I >., <:R03S3RI 6 *eds.+ 788?, 6 =ella Ro..ia. 6l
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modellazione tridimensionale e la rappresentazione nel campo
dei .eni culturali, =esi di dottorato Sciene geodetic$e e
topografic$e, 3lma Mater Studiorum V Nniversit& di Bologna.
W3S;D30 M., B:6I=;: M., ;:..5 ;. 788F, #oisson sur4ace
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S?mposium on -eometr? #rocessing, pp. F9-I87.
W:65CW3 0., 7899, #hoto0.ased 3d scanning vs. laser
scanning @ competitive data ac>uisition methods 4or digital
terrain modelling o4 steep mountain slopes, OInternational
3rc$ives of t$e .$otogrammetrK, Remote Sensing and Spatial
Information SciencesG B8*C149?+, pp. 78B-788.
6:R50SI 6. 9??8, Agnolo di #olo8 scultura in terracotta
dipinta nella Firenze di 4ine Auattrocento, <errara.
M:N6:0 .., B5SSI 3. 7897, #?thon #hotogrammetr? Tool.o18
A 4ree solution 4or Three0=imensional =ocumentation, in
C30=:05 <. *ed.+, AR*:E;F;SS. ;pen Source, Free So4t<are
e ;pen Format nei processi di ricerca archeologica. Atti del 96
BorCshop *0apoli, ?-98 >iugno+, .ouoli, pp. 9AB-9I8.
03RDI0:CC;I 5. *ed.+ 7899, >uida al Museo ;orne, <irene.
R:SS5==I V. 789B, Computer Vision e Image #ased modeling
9
Da una lettera del 9?CC di Ro#erto 6ong$i al suo allievo >iuliano
Briganti.
per la documentaione dei Beni Culturali. Modelli policromi,
url/$ttp/11---.slides$are.net1vale98rufus1computer-vision-
image#ased-modeling-per-la-documentaione-dei-#eni-
culturali-modelli-policromi
45..56M30 S. 7899, Spinello 3retino e la pittura del =recento
in =oscana, <irene.
45S=:BX, M.T., BR3SI0>=:0, T.,>63SS5R, 0. <., ;3MBR5X,
M. T., R5X0:6DS, T. M. 7897, Structure04rom0/otion7
photogrammetr?8 A lo<0cost, e44ective tool 4or geosciences
applications, O>eomorp$ologKG 9I? *Decem#er 7897+, pp.
B88-B9C.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 23-27
28
APPLICAZIONI DI IMAGE-BASED MODELING NELLA CAMPAGNA
ROMANA: ATTUALI POTENZIALIT, LIMITI E PROSPETTIVE
Gabriele Ciccone
cicconegabriele@gmail.com
ABSTRACT
Analisi degli eleen!i in ele"a!# di d$e insediaen!i
del edi#e"# %en!&ale, si!$a!i nella Ca'agna
R#ana, edian!e il &ile"# !&idiensi#nale, %#n
l(in!en!# di &i%a"a&e n$#"e in)#&a*i#ni s$lle
s!&$!!$&e anali**a!e e "al$!a&e la &eale '#!en*iali!+ ed
e))i%a%ia delle !e%ni%,e di Image-based Modeling %#n
s#)!-a&e open source.
/e0-#&ds
Image-based Modeling, Campagna Romana, Torre
medioevale, Stirpa Cappe, Tor Maggiore
1. In!&#d$*i#ne
L'analisi qui descritta si posta il !ine di costruire un
rilievo tridimensionale, mediante tecnic"e di Image-
based modeling #Ibm$ #%&R'T&(, LI()'T*&)T +,-+$,
delle strutture murarie ancora in elevato presenti in due
di!!erenti siti della Campagna Romana. il castrum di
Stirpa Cappe e il casale di Tor Maggiore.
Il castrum di Stirpa Cappe !a parte di una numerosa serie
di castra c"e tra la !ine del /II e gli ini0i del /III secolo
popolarono, per ini0iativa signorile, la Tuscia
meridionale #T1MM*'&TTI -234--25,$. Il castrum di
Stirpa Cappe spicca tra questi gra0ie ad una notevole
serie di documenti c"e sono giunti !ino a noi. 'i tratta di
una ventina circa di atti
-
, legati l'uno all'altro, aventi
come tema centrale il possesso del castrum di Stirpa
Cappe e la propriet6 delle terre del suo tenimentum
#7&()ITT&LLI -252$ .
L'elemento scelto per il modello una torre costruita in
blocc"etti irregolari di tu!o, unico elemento
sopravvissuto in buone condi0ioni del Castrum di Stirpa
Cappe. La torre, oggi situata al con!ine tra il comune di
Roma e il comune di Campagnano Romano, in
prossimit6 dell'alveo prosciugato del lago di
'tracciacappe, presenta una !orma a pseudo-
parallelepipedo rettangolo avente i lati corti di ca 8.-, m
per una alte00a di ca -8.,, m nella parte meglio
conservata. I paramenti murari sopravvivono in ottime
condi0ioni nei tratti compresi tra -.8, m e -9.4, m da
terra, mentre i tratti in!eriori e superiori risultano essere
quelli maggiormente erosi. La torre si presenta quindi
-
I documenti sono conservati a Roma nell'*rc"ivio di 'tato
#*'R$, nella se0ione dell'*rc"ivio dell'1spedale '. 'pirito in
'assia #*1'':$.
idealmente suddivisa in tre blocc"i aventi !orme diverse,
una leggermente cilindrica nella parte in!eriore, una
quasi per!ettamente parallelepipeda nella parte centrale,
ed una del tutto irregolare nella parte alta. )ei quattro
spigoli della parte centrale della torre quelli di sud-ovest
e di nord-ovest risultano irregolari perc"; leggermente
erosi, mentre gli altri due sono per!ettamente integri.
'ono presenti oggi due aperture di entrata, al pian
terreno e al primo piano del prospetto sud #sul versante
del ripido declivio c"e portava al lago, quindi sul lato
meno accessibile$, ma solo quella al primo piano, a cui si
doveva accedere mediante una scala lignea, originaria
della !ase costruttiva della torre< mentre quella ricavata
al piano terra moderna. L'apertura al primo piano,
leggermente danneggiata nel lato basso, misura ca +.4,
m di alte00a per -.4, m di larg"e00a. Mentre l'apertura
moderna "a dimensioni di ca -.3, m di larg"e00a per
+.+, m di alte00a. L'intera torre suddivisa da
allineamenti di buc"e pontaie c"e presentano una
distan0a costante di -.8, m l'uno dall'altro, e presenta
solo tre !eritoie rettangolari #,.-4 = ,.84 m ca$ situate nei
lati nord, est ed ovest ad un alte00a di ca 9.>, m da terra.
Il paramento nord, quello meno conservato, presenta una
!rattura nell'opera muraria c"e scende dalla parte alta per
terminare in una spaccatura #di ca ,.5, m di larg"e00a
per quasi + m di alte00a$ posi0ionata sul lato destro a ca
3.4, m da terra. (ella parte alta del lato sud della torre
visibile un'apertura circolare, leggermente spostata a
sinistra rispetto all'asse delle aperture in!eriori, da
interpretare probabilmente come elemento sopravvissuto
di un sistema di caditoie #CICC1(& +,---+,-+$.
Il secondo sito anali00ato, il casale di Tor Maggiore, si
situa a sud di Roma all'alte00a del +-? @m dell'*rdeatina
moderna, nell'attuale comune di :ome0ia. )el casale
rimangono oggi i resti imponenti della torre, la quale,
con i sui ca >9 m di alte00a tra le piA alte della
Campagna Romana #)& R1''I -282$< i resti di un
complesso recinto murario e quelli di un edi!icio situato
nell'angolo nord-est del recinto.
*l contrario del castrum di Stirpa Cappe le !onti scritte
relative a Tor Maggiore giunte !ino a noi sono piuttosto
scarse trattandosi esclusivamente di due documenti. il
primo un atto del -+ agosto del --24, in cui il casale
citato come elemento di con!ine dell'insediamento di
interesse dell'atto, mentre il secondo si tratta di un atto di
'anta Maria in via Lata datato al ->>9, c"e ci testimonia
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
29
c"e, in quella data, il casale apparteneva all'importante
!amiglia romana dei 'avelli.
Il complesso arc"itettonico relativo al sito del casale di
Tor Maggiore costituito da tre corpi di !abbrica. la
torre, il recinto e l'edi!icio rettangolare addossato
all'angolo nord-ovest del recinto. La torre presenta !orma
quadrata con lati di 3.-, m per un alte00a di ca. >9 m. Lo
spessore dei muri di ca. -.4, m #presentando un
rapporto di ca. -B+, con l'alte00a$. )all'esterno della
torre risultano visibili i cinque piani principali, mentre
all'interno sono individuabili tracce di piani intermedi.
Il piano terra e l'ultimo piano presentano coperture
costituite da robuste volte a crociera mentre i piani
intermedi erano suddivisi da solai lignei di cui
rimangono notevoli resti delle travi di supporto. La volta
del piano superiore si imposta su quattro pilastri angolari
c"e partendo dal primo piano raggiungono la sommit6
della torre. &ntrambe le volte presentano un'apertura
quadrata situate sul lato occidentale, c"e servivano come
passaggio tra il pian terreno e il primo piano, e tra
l'ultimo piano e la piatta!orma superiore della torre
(ella parte sommitale della torre, nel lato occidentale,
rimangono i resti, in marmo di reimpiego, del ballatoio e
delle piombatoie c"e dovevano situarsi in tutti e quattro i
lati della torre.
La torre presenta oggi due aperture. una al piano terra, di
!orma abbastan0a irregolare, alta +.4, m e larga -.4,< ed
una al primo piano, in asse con l'apertura nel piano
sottostante, larga ,.2, m e alta +.,,, a cui si doveva
accedere tramite una scala lignea. Come in altre torri
della Campagna Romana, e in quella del castrum di
Stirpa Cappe, l'apertura originale della torre era quella
situata al primo piano, mentre quella al piano terra deve
essere stata !atta in epoca successiva con la tecnica cd.
Ca brecciaD.
Il piano terra presenta all'interno, ad un alte00a di ca -.5,
m, tre nicc"ie scavate nel muro, una in ognuno dei tre
lati sen0a apertura. 'ul lato dell'apertura, tra essa e la
volta, sono presenti alcuni !ori relativi ad una
suddivisione del pianterreno in due semipiani.
Il corpo di !abbrica della torre si presenta costruito in
unica !ase con tecnica muraria cd. a Ctu!elliD in
blocc"etti di tu!o di dimensioni irregolari a !ilari
d'alte00a costante #di ca. 3 cm$ e corsi ori00ontali. Il
legante utili00ato risulta essere una malta di calce di
colore bianco, colma di inerti di diverso tipo #!rammenti
di tu!o, lava leucitica e pietrisco$, c"e ricopre
pro!ondamente i tu!elli irregolari per dare un unitariet6
all'intero paramento murario. Il nucleo interno, come
visibile nelle parti piA rovinate, stato costruito con letti
ori00ontali di malta di calce e pe00ame lapideo
irregolare.
Il secondo corpo di !abbrica il recinto. &sso sopravvive
quasi per intero nei tratti nord ed est, a cui, come
vedremo, addossato il ter0o corpo di !abbrica, mentre
sopravvive in modo molto !rammentario nel tratto
occidentale e risulta, ad oggi, del tutto scomparso nel
tratto meridionale. Il recinto, a di!!eren0a della torre, "a
subito numerosi restauri presentando il maggior numero
di tecnic"e edili0ie di!!erenti nel singolo corpo di
!abbrica. &sso presenta due aperture. la piA grande #+.,
m ca$, nel tratto nord, presenta un arco a tutto sesto,
impostato su due pilastri interni in cui ancora
sopravvivono le lastre marmoree dove si incastravano i
battenti. La seconda apertura, piA piccola, si situa nel
tratto orientale del recinto, misura ca ,.2, cm di
larg"e00a e presenta un arco ribassato. 'ia nel tratto
settentrionale del recinto c"e in quello orientale sono
presenti !eritoie rettangolari e, oltre alle buc"e pontaie,
anc"e dei !ori di dimensioni minori relativi alle travi c"e
sostenevano i tavolati del camminamento di ronda. Tale
!ori sono solo interni nel tratto settentrionale, mentre
attraversano per intero il muro del tratto orientale del
recinto. Le parti occidentali del recinto, oltre ad essere
molto !rammentarie, sono par0ialmente coperte da una
!itta vegeta0ione. )i tale settore rimangono due lacerti
murari costruiti con due diverse tecnic"e murarie.
Il lacerto piA a nord, lungo ca -+ m, costruito in
blocc"etti di peperino di dimensioni #in media cm +, =
-,$ e !orma irregolari con in!ramme00ati, in alcuni punti,
poc"i mattoni in lateri0io. I blocc"etti sono disposti in
!ilari di alte00a irregolare secondo corsi ori00ontali. Il
legante utili00ato si presenta come una malta di calce
poco !ine di colore grigio scuro, tenace, ricca di inerti di
diversa tipologia #!rammenti di selce, peperino e tu!o$ e
dimensioni. Il legante risulta molto piA consumato nel
parte bassa del tratto murario dove emergono
maggiormente le !orme irregolari dei blocc"etti di
peperino. L'intero elemento murario comunque mal
conservato e in buona parte coperto da un intensa
vegeta0ione. *d oggi non risulta visibile nessun rapporto
n; con il secondo !rammento del tratto orientale del
recinto n; con il tratto nord del recinto murario c"e,
seppur meglio conservato scomparso proprio
nell'angolo nord orientale.
Il secondo lacerto murario sopravvissuto del tratto
occidentale del recinto un avan0o di muratura in
scaglie di lava leucitica c"e misura in alte00a, nel punto
piA alto, +.8, m, per una larg"e00a di ca -.4, m ed uno
spessore massimo di -.4, m. Tale elemento si situa in
linea con l'ingresso della torre e leggermente piA avanti
rispetto al tratto murario situato piA a nord. Il lato
orientale, il tratto meglio conservato, presenta
principalmente due diverse !asi costruttive. La prima
presenta un livello di !onda0ione, emergente per ca. ,.4,
m nella parte piA settentrionale del tratto, caratteri00ato
da pietre di diverse dimensioni, per !ilari irregolari,
legate da una malta piuttosto grossolana colma di inerti
di diverso tipo e dimensioni. 'opra il livello di
!onda0ione si innesta un livello caratteri00ato da una
tecnica muraria bicroma c"e alterna regolarmente !ilari
di blocc"etti irregolari di tu!o e di lava leucitica. I !ilari
presentano alte00a costante #di ca. 5 cm$ e corsi
ori00ontali. Il legante utili00ato una malta abbastan0a
!ine di calce, di colore grigio c"iaro con inerti di
piccolissime dimensioni #di !rammenti di tu!o e selce$.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
30
La malta, come nel caso della torre, ricopre parte dei
blocc"etti irregolari per dare unitariet6 al paramento
esterno. (el paramento interno, la malta invece
risparmiata solo nei giunti e, non !uoriuscendo a
ricoprire i blocc"etti, permette di osservare meglio la
loro !orma irregolare. La seconda !ase caratteri00ata
dall'impiego esclusivo di blocc"etti irregolari di tu!o,
con !ilari ad alte00a costante #ca 3 cm$ e corsi
ori00ontali, visibile in un lungo tratto murario nella
0ona piA alta della parte destra del prospetto murario e
nei merli innestati sopra il tratto murario della !ase
precedente a sinistra nel prospetto. *nc"e in questo caso
la malta stata utili00ata oltre c"e per legare il materiale
anc"e a ricoprire in parte i blocc"etti per dare una
maggiore unitariet6 e linearit6 al paramento esterno
#come nella !ase precedente invece il paramento interno
non presenta questa abbondan0a di malta, tranne c"e nei
merli c"e ne sono ricoperti su tutti e quattro i lati$. (ella
0ona ad est del prospetto parte di tale malta non
sopravvissuta lasciando scoperti gli elementi lapidei e
permettendo un analisi piA accurata del legante. &sso, in
questa !ase, si presenta come una malta di calce piA
c"iara rispetto a quella utili00ata nella !ase precedente e
con inerti di dimensione leggermente maggiore. * questa
!ase costruttiva appartengono dei !rammenti di malta c"e
si appoggiano sul paramento esterno, !ormando un
allineamento all'alte00a delle buc"e relative ai pali di
sostegno del camminamento, coprendo anc"e tratti
murari della prima !ase.
Il tratto nord del recinto murario presenta due diversi
elementi murari. Euello piA ad est legato al tratto
orientale del recinto ed stato, in un secondo momento,
inglobato nel ter0o corpo di !abbrica del sito, esso
presenta due tipologie costruttive di!!erenti essendo la
parte legata al tratto orientale del recinto in opera
bicroma con !ilari alternati in blocc"etti di tu!o e di lava
leucitica , e la parte aggiunta principalmente in
blocc"etti di tu!o. Il tratto occidentale si situa, invece, in
posi0ione leggermente piA avan0ata rispetto a quello
orientale. In quest'ultimo presente la grande apertura ad
arco a tutto sesto individuabile gi6 dalle !otogra!ie aeree
e satellitari. Tale por0ione del recinto murario presenta
una muratura costruita interamente in blocc"etti di tu!o
di dimensioni irregolari, secondo !ilari di alte00a di ca 5-
-, cm e corsi ori00ontali. Il legante utili00ato una
malta di calce molto grossolana, di colore grigio c"iaro,
con inerti c"e in alcuni casi assumono dimensioni
consistenti #molto maggiori c"e negli altri leganti
utili00ati$. *nc"e in questo caso, nel paramento esterno
si cerca un unitariet6 maggiore utili00ando la malta per
ricoprire le irregolarit6 dei blocc"etti nel tentativo di
rendere piA lineare l'intera opera, mentre nel paramento
interno i blocc"etti irregolari sono lasciati
completamente in vista.
Il ter0o corpo di !abbrica un ambiente rettangolare
avente dimensioni di -3.4, = 3.+, m ca. &sso si addossa
nell'angolo nord-est al recinto s!ruttandone parte delle
murature per il lato interno. L'analisi di tale corpo di
!abbrica risulta par0ialmente ostruita dalla presen0a di
alcuni grossi alberi di !ico, le cui !oglie d'estate
ricoprono quasi per intero il paramento esterno, mentre il
paramento interno ostruito tutto l'anno dai tronc"i e dai
rami #CICC1(& +,---+,-+$.
2. O3ie!!i"i
Le !inalit6 alla base della scelta di e!!ettuare un rilievo
tridimensionale, tramite tecnic"e di Ibm, degli elevati
presenti nei siti in questione sono state molteplici.
innan0itutto veri!icare la possibilit6 di trarre ulteriori
in!orma0ioni sulle strutture del sito, utili ad essere
integrate con le in!orma0ioni tratte tramite i tradi0ionali
metodi di rilievo bidimensionale per un'analisi
complessiva c"e permettesse una prima valuta0ione
arc"eologica dei siti in questione< la possibilit6 di creare,
in modo loF-cost e in tempi rapidi, un modello >)
metricamente attendibile c"e attesti lo stato di
conserva0ione in cui versano le strutture in questione e
c"e possa servire ad un eventuale progetto di restauro
delle strutture< in!ine, veri!icare la reale e!!icacia e le
poten0ialit6 di alcuni so!tFare open source #in
particolare :Gt"on :"otogrammetrG Toolbo=
+
e
MicMac
>
$ in rela0ione alle !inalit6 sopra descritte.
4. Me!#di e s!&$en!i
:er il rilievo >) degli elevati presenti nei due siti di
interesse sono stati utili00ati i seguenti strumenti. per le
riprese !otogra!ic"e una re!le= 'onG H >>,, -,.+ mega
pi=el #dimens. Ioto. +42+JKJ>53+$< mentre per
l'elabora0ione del dataset !otogra!ico stato utili00ato un
MacMini, 5 GL di R*M, +.9 GM0, Mac1' /, con
un'installa0ione, su macc"ina virtuale #con + GL di
R*M assegnatagli$, del sistema operativo *rc"e1', per
l'utili00o del so!tFare :Gt"on :"otogrammetrG Toolbo=
#::T$ presente di de!ault.
Le riprese !otogra!ic"e sono state e!!ettuate in diversi
periodi dell'anno e in di!!erenti condi0ioni di luce #in
orari di!!erenti e giornate del tutto prive o no di nuvole$,
+
"ttp.BBFFF.arc-team."omelinu=.comBarcteamBppt.p"p
>
"ttp.BBlogiciels.ign.!rBN-Micmac,>-
Fig. 1. Parte del dataset relativo alla torre di Stirpa Cappe.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
31
cosO da catalogare un nutrito set di !otogra!ie da
sele0ionare in !ase di laboratorio per una migliore
elabora0ione #Iig. -$. 'i pre!erito, quando possibile,
girare intorno al singolo corpo di !abbrica #torre, recinto,
etc.$ mantenendo costante la lung"e00a !ocale
dell'obbiettivo, cercando al contempo di !are in modo
c"e ogni !otogra!ia avesse una sovrapposi0ione del 3,-
5, P con la precedente.
Le di!!icolt6 incontrate durante la ripresa !otogra!ica
sono derivate principalmente, da un lato, dall'alte00a
delle strutture inquadrate #in particolare per le torri$,
dall'altro dalla presen0a di elementi di disturbo #alberi e
vegeta0ione cespugliosa, recin0ioni agricole etc.$ c"e
"anno limitato, in alcuni casi, una ripresa costante e
completamente pulita delle strutture. (el primo caso si
tentato di ovviare in parte al problema dell'alte00a delle
strutture suddividendo il dataset per !asce di alte00a
#aggiungendo ad esso un set di !otogra!ie in cui la
struttura ripresa nella sua intere00a$. (el secondo caso
si ovviato al problema e!!ettuando un nuovo set di
!otogra!ie nel periodo invernale per diminuire
l'inter!eren0a degli elementi vegetativi, ed e!!ettuare in
oltre alcuni dataset di immagini a distan0a non costante
dall'oggetto, e lung"e00a !ocale di!!eren0iata, per
escludere il piA possibile gli elementi di disturbo.
Il successivo step di lavora0ione, quello
dell'elabora0ione dei dataset tramite il so!tFare ::T,
stato !atto in un primo momento sen0a un ini0iale
scrematura delle !otogra!ie, ossia elaborando insieme
tutte le immagini di una singola struttura. Lo scopo
principale di questo primo test stato quello di valutare
le capacit6 del so!tFare con dataset di !otogra!ie poco
coerenti #in particolare per le di!!erenti condi0ioni di
luce$. Tale primo test servito anc"e a capire nel
dettaglio quali problemi un dataset del genere generasse
durante l'elabora0ione del so!tFare permettendo una
successiva scrematura delle !otogra!ia piA mirata.
* seguito di questo primo test si deciso quindi di
e!!ettuare due distinti dataset per ogni struttura. il primo
c"e riunisse tutte le !oto e!!ettuate durante giornate di
sole #eliminando perQ le !otogra!ie in cui !ossero presenti
elementi in ombra, in particolare per le torri< per tale
motivo stato determinante e!!ettuare set di !otogra!ie in
diversi orari del giorno$< il secondo c"e riunisse le
!otogra!ie e!!ettuate in giornate nuvolose.
Tali dataset sono stati poi suddivisi, generalmente, in
base alle diverse !acciate delle strutture in modo da avere
set di !oto piA coerenti da elaborare #in alcuni casi, come
ad esempio per la torre di Stirpa Cappe, in un singolo
dataset sono state raggruppate le !oto relative a due
!acciate in quanto presentavano numerosi punti in
comune e buoni overlap tra le !otogra!ie$, permettendo
un piA rapido ed e!!icace riconoscimento dei punti in
comune da parte del so!tFare.
Gli stessi dataset sono stati utili00ati ini0ialmente anc"e
per l'elabora0ione tramite il so!tFare MicMac, ma
notando come tale so!tFare pre!erisse un minor numero
di !otogra!ie con una maggiore sovrapposi0ione, si
deciso di elaborare in questo caso un numero maggiore
di dataset contenenti un minor numero di !oto.
Il ter0o step di lavora0ione consistito nella !ase di post-
processing delle nuvole di punti ricavate tramite i
so!tFare ::T #M1RL1(, L&SSI +,-+$ e MicMac
#:I&RR1T-)&'&ILLIG(T, CL&RT +,--< :I&RR1T-
)&'&ILLIG(T, :*:*R1)ITI' +,,8 $. Tale !ase si svolta
mediante l'utili00o dei due so!tFare open source
Mes"lab e CloudCompare.
Le diverse nuvole di punti ricavate, una per ogni singolo
dataset, relative alla stessa struttura di interesse, sono
state prima allineate in Mes"lab per !arle corrispondere.
*lle nuvole spostate sono state legate le relative
immagini secondo i parametri dello spostamento #tramite
il !iltro Camera Transform the camera extrinsics$.
Rna volta !atto questo le diverse nuvole di punti sono
state unite per crearne una singola per ogni struttura di
interesse. 1gni nuvola singola stata prima CripulitaD in
CloudCompare eliminando i punti estranei alla struttura
interessata e poi, riportata in Mes"lab, stata utili00ata
per creare una mes" #Iig. +$ tramite il !iltro di
ricostru0ione delle super!ici basato sull'algoritmo di
:oisson #%M*S)*( et alii +,,8$ #tramite il !iltro surface
reconstruction poisson, con valore -+ sia di 1ctree
)ept" c"e di 'olver )ivide$.
La ricostru0ione delle mes" non stata possibile per le
nuvole di punti ricavate da MicMac, in quanto essendo
esse estremamente dense #nell'ordine di milioni di punti,
ca. +, volte piA dense delle relative nuvole ricavate con
::T$ necessitano di "ardFare piA potenti per poter
essere elaborate com Mes"lab. Le !asi successive di
elabora0ione descritte sono quindi relative solo alle
nuvole ricavate con ::T.
Rna volta ottenuta ogni singola mes", per ogni struttura
relativa, il passo successivo stata la colora0ione.
Ini0ialmente essa stata reali00ata tras!erendo il colore
dai punti della nuvola #mediante il !iltro !ertex "ttribute
Transfer$.
Fig. #. $esh della torre di Stirpa Cappe.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
32
'i deciso poi di dare il colore alla mes" partendo dalle
!otogra!ie #tramite il !iltro Camera U Pro%ect active
raster colour to current mesh$. In questo caso il
procedimento avvenuto per gradi nel tentativo di
arrivare al risultato migliore. Il primo tentativo stato
!atto utili00ando tutte le !oto presenti nel progetto #cio
le !otogra!ie ricavate da tutti i dataset relativi alla singola
struttura$, ma non risultando soddis!acente l'esito, a
causa di una con!usionale sovrapposi0ione nelle
numerose immagini, si deciso di utili00are il minor
numero di !oto possibile #in generale una per ogni
!acciata$ allineandole manualmente #Iig. >$ #mediante il
!iltro Camera Image alignment mutual information$.
L'ultimo step nella ricostru0ione dei modelli >) di ogni
singola struttura stato quello di scalare le mes" per !ar
sO c"e essi divenissero modelli metrici attendibili. :er
!are ciQ si presa sul campo una misura relativa alla
lung"e00a di ogni singola struttura #o di un elemento
!acilmente riconoscibile nella relativa mes"$ e
l'equivalente misura sull'asse = del corrispondente
modello ricavandone il rapporto di ogni singola struttura
con il quale si elaborata la tras!orma0ione di scala delle
mes" #tramite il !iltro Trasform. scale$.
5. C#n%l$si#ni
In conclusione si puQ sostenere c"e, considerando gli
strumenti e gli "ardFare utili00ati, i modello
tridimensionali ricavati risultano piuttosto soddis!acenti
9
.
In tutti i casi si notato c"e i modelli ricavati dai dataset
9
I modelli !inali delle torri dei due siti sono reperibili alla
seguente pagina Feb. "ttps.BBdrive.google.comB!oldervieFN
idV,L=!uGR,%sr85LRSmcMS"R)"-R+MWuspVs"aring<
sotto licen0a CC-LT-'*
contenenti le !otogra!ie scattate in giornate nuvolose
risultano migliori per la densit6 dei punti e colora0ione
della mes". In particolare per la torre di Stirpa Cappe il
modello si presenta poco nitido solo nel tratto piA alto
della torre #di per s; la parte piA rovinata del
monumento$ ma riesce comunque a testimoniare lo stato
complessivo della struttura ben eviden0iando l'erosione
c"e il monumento "a subito nella parte in!eriore e negli
spigoli piA consumati di sud-ovest e nord-ovest, e la
!rattura presente nel paramento murario nord #Iig. 9$.
Inoltre, alcune misure di controllo prese sul modello una
volta scalato "anno dato uno scarto massimo di due
centimetri con le relative misure prese sul campo,
dimostrando quindi un errore del tutto accettabile
considerando le grandi dimensioni della struttura in
esame. Rn tale accettabile margine di errore stato
con!ermato anc"e nei modelli tridimensionali relativi
alle strutture del casale di Tor Maggiore.
:er questo dunque, per quanto riguarda il primo corpo di
!abbrica, ossia la torre, il rilievo tridimensionale servito
ad anali00are, con una maggiore esatte00a metrica, tutte
le componenti c"e si trovano ai piani piA alti del
manu!atto #Iig. 4$. 'i visto, ad esempio, c"e tutte le
lastre marmoree c"e incorniciano le aperture situate ai
piani alti della torre, presentano una misura costante di
,.2, m di lung"e00a per ca ,.-+ cm di alte00a, mentre le
buc"e pontaie rimaste integre "anno dimensioni costanti
di ,.+, = ,.+, m. 'i sono inoltre eviden0iati due !ori,
posi0ionati sul lato basso dell'ingresso situato al primo
piano del prospetto occidentale della torre, c"e erano
ini0ialmente stati interpretati come semplici buc"e
pontaie. L
e misure #,.9, metri di alte00a per ,.>, di larg"e00a$
tratte dall'analisi tridimensionale ne "anno eviden0iato
una !orma diversa dalla costante delle buc"e pontaie,
elemento c"e testimonia una loro diversa natura,
interpretabile probabilmente come alloggiamento di travi
c"e dovevano sostenere una qualc"e !orma di scala
d'accesso.
Fig. &. Colora'ione della mesh dalle fotografie tramite il
filtro Camera Image alignment mutual information(
Tor $aggiore.
Fig. ) $odello finale torre Stirpa Cappe
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
33
Il rilevo tridimensionale "a inoltre permesso di avere una
migliore conce0ione di quelle parti c"e proprio per le
loro caratteristic"e so!!rono un appiattimento nel
momento in cui sono rappresentate in un rilievo
bidimensionale, come ad esempio le aperture, o le parti
della struttura maggiormente rovinate. 'i eviden0iata
ad esempio un nicc"ia di !orma rettangolare, c"e misura
,.8, m di larg"e00a per -.,, m di alte00a e una
pro!ondit6 di ca ,.+4 m, situata a destra del lato basso
dell'accesso del primo piano, la cui !un0ione resta
di!!icile da comprendere, ma !orse legata anc"'essa alla
scala di accesso.
:er quanto riguarda il secondo corpo di !abbrica, ossia il
recinto murario, il rilievo tridimensionale stato
particolarmente rilevante nell'analisi del paramento
interno del tratto orientale del recinto, dove "a
eviden0iato una piccolo ripiano, situato ca. +, centimetri
al di sotto dell'ini0io della merlatura, c"e non
percepibile dal semplice rilievo bidimensionale. &' stato
questo un caso importante per eviden0iare le principali
Figura *. +sempi di misura'ioni sul modello della torre
di Tor $aggiore.
Fig. ,. Particolare del paramento interno del tratto orientale del recinto di Tor $aggiore. -all.alto verso il basso invisibilit/ del
ripiano in determinate condi'ioni di luce0 visibilit/ del ripiano gra'ie alla diversa cromia dovuta al muschio che lo ricopre0
massima visibilit/ gi/ nella prima fase di ricostru'ione del modello &-
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
34
poten0ialit6 di un rilievo tridimensionale rispetto al piA
tradi0ionale rilievo a due dimensioni #Iig.8$.
Considerando c"e in determinate condi0ioni di luce tale
elemento strutturale risulta di!!icilmente visibile anc"e
dall'osserva0ione sul campo interessante notare come
se dalle !otogra!ie raddri00ate utili00ate nel rilievo
bidimensionale il ripiano appare solo come una !ascia
cromaticamente di!!erente al resto del paramento #a
causa del musc"io depositatosi sopra$, nel rilievo
tridimensionale esso risulta evidentissimo gi6 durante la
prima !ase di elabora0ione e altrettanto evidente risulta il
suo legame con i !ori circolari di piccole dimensioni c"e
attraversano il tratto murario.
'empre per quanto riguarda il secondo corpo di !abbrica,
il rilevo tridimensionale "a permesso una migliore
analisi dei due pilastri di sostegno dell'arco di ingresso,
situati all'interno del tratto settentrionale del recinto #Iig.
3$. (el rilevo tradi0ionale questi due pilastri risultano
sc"iacciati e perdono la loro pro!ondit6, c"e al contrario
risalta proprio nel modello tridimensionale.
:er quanto riguarda invece l'edi!icio corrispondente al
ter0o corpo di !abbrica, il rilievo tridimensionale "a
permesso l'analisi del tratto murario situato nella parte
alta del muro est eviden0iando come esso sia
caratteri00ato da una muratura interamente in blocc"etti
di peperino di !orma irregolare, disposti per !ilari ad
alte00a costante di ca 5 cm e corsi ori00ontali. Il rilievo
di tutti i resti murari evidenti nel sito di Tor Maggior "a
assunto una valen0a maggiore a causa del grave stato di
declino c"e il casale vive. X in!atti apparso subito
evidente c"e un modello tridimensionale possa, con
maggiore e!!icacia, rilevare lo stato di degrado di un
monumento arc"eologico e monitorarne in modo
migliore e piA diretto le condi0ioni nel tempo
#eventualmente anc"e supportare con piA e!!icacia un
eventuale restauro$, rispetto ad un rilievo bidimensionale
#CICC1(& +,---+,-+$.
In sintesi quindi i vantaggi delle metodologie di Image-
based Modelling eviden0iati dall'analisi qui descritta
riguardano la possibilit6 di avere, con strumenta0ione di
media poten0a e un costo estremamente contenuto, un
modello tridimensionale scalato #con un errore del tutto
accettabile$ c"e ben eviden0ia il reale stato di
conserva0ioneBdegrado dell'oggetto di interesse. In piA si
eviden0iato come dal modello >) siano estraibili
in!orma0ioni di!!icilmente recuperabili direttamente sul
campo #ad esempio misure di elementi situati nelle 0one
piA alte delle strutture$ ed altre, in alcuni casi, per nulla
appre00abili sul campo o con il rilievo +).
:er quanto riguarda i limiti riscontrati essi derivano
principalmente dalle capacit6 della strumenta0ione
utili00ata, ciQ !a supporre c"e con !otogra!ie ad una
risolu0ione maggiore #e possibilmente con l'ausilio di un
drone per !otogra!are le parti piA alte$ ed un "ardFare
dalle presta0ioni migliori, si potrebbe !acilmente ricavare
un modello molto piA de!inito, tale da poter esportare un
prospetto in cui poter leggere con precisione le tecnic"e
murarie #unico elemento in cui i rilevi >) prodotti in
questo caso non "anno potuto eguagliare l corrispettivi
rilievi bidimensionali$. Rn macc"ina piA per!ormante
permetterebbe anc"e di poter completare l'elabora0ione
delle nuvole di punti ricavate tramite MicMac, le quali,
data l'estrema densit6 dei punti, determinerebbero
modelli >) molto piA de!initi e precisi rispetto a quelli
ricavati tramite ::T.

L'analisi !in qui descritta "a in!atti permesso di
eviden0iare una netta superiorit6 nell'elabora0ione della
nuvola di punti del so!tFare MicMac rispetto a ::T #Iig.
2--,$ #a parit6 di "ardFare MicMac elabora una nuvola
di punti quasi +, volte piA densa, con un minor numero
Fig. 1. Particolare del rilievo &- dell.arco di ingresso del recinto
murario di Tor $aggiore.
Fig. 2. Particolare del rilievo &- del paramento interno del tratto
orientale del recinto di Tor $aggiore
Fig. 3. +sempio di nuvola di punti ricavata con $ic$ac( torre di
Stracciacappe.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
35
di !otogra!ie utili00ate ed in tempi minori$ a discapito
perQ di un piA complesso utili00o del so!tFare allo stato
attuale #il so!tFare in!atti ancora in !ase di sviluppo$.
6. Bi3li#g&a)ia
CICC1(& G. +,---+,-+, 4n5indagine di 6evaluative
archaeolog78 nella Campagna 9omana i casi di Stirpa Cappe
e Tor $aggiore, Tesi di Laurea Magistra@e, Rniversit6 di Roma
Tor 7ergata, Iacolt6 di Lettere e Iiloso!ia,
"ttp.BBuniroma+.academia.eduBGabrieleCiccone
)& R1''I G.M. -282, Torri e castelli medievali della
Campagna 9omana, Roma.
%*SM)*(, M., L1LITM1 M., M1::&, M, +,,8. Poisson surface
reconstruction( in Proceedings of the +urographics S7mposium
on :eometr7 Processing, +,,8, pp. 8--3+.
%&R'T&(, T.:., LI()'T*&)T M. +,-+, Image-;ased <o= Cost
S7stems for "utomatic &- 9ecording and $odelling of
"rchaeological Finds and >b%ects( in I1*((I)&', M., IRIT'CM,
)., L&I''(&R, Y., )*7I&', R., R&M1()I(1, I., C*II1, R. #eds.$,
Progress in Cultural ?eritage Preservation. )
Th
International
Conference +uro$ed #@1# ALimassol, CGprus, 1ctober +2 Z
(ovember >, +,-+$, Lecture (otes in Computer 'cience, 38-8,
Meidelberg, ---,.
M1RL1( :., L&SSI *. +,-+, P7thon Photogrammetr7 Toolbox
" free solution for Three--imensional -ocumentation, in
C*(T1(& I. #ed.$, "9C?+>F>SS. >pen Source( Free Soft=are
e >pen Format nei processi di ricerca archeologica. "tti del !I
BorCshop #(apoli, 2--, Giugno$, :o00uoli, pp. -4>--3,.
:I&RR1T-)&'&ILLIG(T M., :*:*R1)ITI' (. +,,8, "
multiresolution and optimi'ation-based image matching
approach "n application to surface reconstruction from
SP>T*-?9S stereo imager7( in International "rchives of
Photogrammetr7( 9emote Sensing and Spatial Information
Sciences. vol. >8 #:art -B[9-$, *n@ara.
:I&RR1T-)&'&ILLIG(T M., CL&RT I. +,--, *pero( an open
source bunfle ad%ustment soft=are for automatic calibration
and orientation of set of images( in Proceedings of the ISP9S
Commission ! S7mposium, Image +ngineering and !ision
$etrolog7 #Trento, ItalG, +-9 Marc" +,--$.
T1MM*'&TTI G. -234--25,, <a Campagna 9omana antica(
medievale e moderna, nuova edi0ione a cura di C"iumenti L.,
Lilancia I., 3 voll.
7&()ITT&LLI M. -252, <a famiglia Curtabraca. Contributo alla
storia della nobilt/ romana del -uecento, CM;langes de
l'Xcole Irancaise de Rome, MoGen \geD -,-B-, pp. -43--39.
Fig. 1@. -ifferen'a di densit/ delle nuvole di punti ricavate da PPT e $ic$ac.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 29-36
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IMAGE-BASED MODELING TRA ARCHITETTURA E SCULTURA
Marina Simonetta Terranova
mari.terranova@hotmail.com
ABSTRACT
Le moderne tecniche di Structure-from-Motion e di
Imae-Ba!ed Mode"in !ono !tate im#ieate #er i"
ri"ie$o tridimen!iona"e di e"ementi !cu"torei e
architettonici% a" fine di te!tarne "a $er!ati"it& in
conte!ti di$er!i' Un !oft(are di mode""a)ione *D +
!tato in !euito uti"i))ato #er "a rico!tru)ione fina"e
de"",am-ienta)ione' I !oetti de" "a$oro !ono !tati un
decoro architettonico e una !cu"tura moderna ne""a
citt& di Mi"a))o'
.e/(ord!
Rilievo tridimensionale, decoro architettonico, scultura
moderna, Python Photogrammetry Toolbox,
CloudCompare, Meshlab, Blender, ricostruione
contesto
0' Introdu)ione
Structure!"rom!Motion e #mage!Based Modelling,
tecniche apprese durante il corso di Rilievo
fotogrammetrico 3D per i Beni Culturali all$interno del
Master Open Tchne 2013, rappresentano una moderna
ed economica alternativa per la realiaione di modelli
tridimensionali a partire da una colleione di immagini
ac%uisite mediante "otocamera digitale. &ueste sono
state impiegate per il rilievo di elementi architettonici e
scultorei, elementi con caratteristiche %uindi diverse, al
"ine di testarne la versatilit'.
(a un lato un decoro architettonico, che se pur nelle sue
dimensioni ridotte, riassume un mondo di relaioni
estetico "ormali di combinaione, proporionamento e
modellaione di antica cultura e tradiione. (all$altro una
scultura di epoca moderna che non presenta
caratteriaioni monumentalistiche e retoriche.
# due soggetti presentano materiali con resa cromatica
di""erente, l$uno in pietra, l$altro in brono, cos) come
diverse sono le dimensioni e la relativa
contestualiaione* un corpo libero e isolato la scultura,
elemento rigido e vincolato in %uanto parte di un
complesso pi+ ampio l$ornamento. (a cui anche il
diverso tipo di approccio nell$esecuione del rilievo, che
nel caso della statua doveva renderne la dinamicit'.
,e dimensioni e le caratteristiche sono state valutate in
"unione del tempo e della strumentaione a
disposiione, determinanti anche nella scelta del tipo di
lavoro a""rontato.
-ntrambi i casi presi in esame si trovano all$interno di
%uello che pu. essere considerato uno dei %uartieri di
maggior %ualit' urbanistica della citt' di Milao.
/lla testa dell$isolato si colloca la Chiesa di S. 0iacomo,
con i due prospetti laterali rispettivamente sul lungomare
di Ponente e su 1ia 0iacomo Medici, lungo la %uale
troviamo anche diversi palai signorili.
Tradiionalmente, la "ondaione della chiesa viene "atta
risalire al 2343, %uale voto "atto sotto Re /l"onso 1
d$/ragona per aver %uesti liberato Milao da un assedio
ad opera del re di 5apoli, ,uigi ### d$/ngi.. Sino al
2678, le "onti testimoniano che l$edi"icio avesse due sole
porte incorniciate da semplici portali in pietra. ,$attuale
portale del prospetto principale risale al 292: ed ;
caratteriato da "orme semplici e schemi tradiionali,
con due colonnine corinie su alti basamenti e un$edicola
a sormontarlo in cui ; collocata la %uattrocentesca statua
marmorea del santo.
#l portale laterale prospiciente 1ia 0iacomo Medici ;
invece legato ai lavori di restauro seguiti al ritrovamento
nel 26:: della lapide a cartiglio dedicatoria in cui si
legge la data di edi"icaione della chiesa <"ig. 2=.
Figg 1 e 2 !ortale laterale e particolare "el #asamento
,e sue "orme sono pi+ elaborate e riconducibili al
repertorio tardo!rinascimentale. # pilastrini sono segnati
da trigli"i e gutte triangolari, mentre due a%uile scolpite
entro un cartoccio caratteriano le basi, riproponendo in
elaboraione seicentesca l$antico stemma civico <"ig. :=.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 37-40
37
Soggetto del primo rilievo ; proprio uno dei due
basamenti in pietra del portale laterale.
Sul "ronte opposto dell$isolato, all$interno dei giardini
della Marina e in corrispondena della sede municipale,
si erge il monumento a ,uigi Rio. 5el 286> lo scultore
messinese /ntonio Bon"iglio realia una statua in
brono ra""igurante l$ammiraglio, epico ?/""ondatore@
della prima guerra mondiale, due volte medaglia d$oro al
valore militare, nell$atto di scrutare l$orionte <"ig. 4=.
,$opera, a cui lo stesso autore attribuisce un carattere
volutamente popolare, ; posta al di sopra di un altissimo
piedistallo in marmo sul %uale sono ra""igurate in
bassorilievo le imprese navali dell$eroe.
1' Metodo e !trumenti
,e ac%uisiioni delle immagini di entrambi i soggetti
sono state e""ettuate nell$arco di un$unica giornata
utiliando una 5iAon (4777, una "otocamera re"lex con
sensore /PS!C <2.>x= da 27.: megapixels <:4.6 x 2>.B
mm=.
#l rilievo del basamento del portale ; stato e""ettuato
sena particolari di""icolt' sia per via della sua
collocaione a ridosso della parete, l$assena di
impedimenti o elementi di disturbo esterni, che per le
condiioni di luce pressoch; ottimali. ,a ripresa ;
avvenuta in"atti in condiioni di luce uni"ormemente
di""usa, ci. ha "atto s) che sull$elemento non si venissero
a creare one di "orte contrasto e particolarmente
ombreggiate.
Pur essendo di dimensioni limitate la complessit' delle
"orme e la ricchea nei dettagli ha richiesto l$esecuione
di pi+ serie di scatti, nello speci"ico sono state e""ettuate
tre se%uene per la seione centrale e due rispettivamente
per %uella in"eriore e superiore in aggetto, per un totale
di >B "otogra"ie.
,a ripresa ; avvenuta pressoch; "rontalmente ed ad una
distana media di circa un metro, con una se%uena di
scatti pi+ ravvicinati in corrispondena dei punti pi+
critici <rientrane e one d$ombra= <"igg. 3, >=.
#l rilievo del monumento al milite ha presentato invece
di""icolt' maggiori, dovute principalmente alle
dimensioni dell$opera e alla sua collocaione su un alto
basamento. ,e "otogra"ie sono state ac%uisite s"ruttando
il muretto che circonda il monumento delimitandone il
perimetro e posto ad una distana di circa 6 metri nel
punto pi+ lontanoC nello speci"ico ; stato eseguito un
giro completo di 467D sia per la parte superiore che per
%uella in"eriore <totale due giri completi=, pi+ alcune
"otogra"ie di dettaglio a distana ravvicinata per il viso,
per un totale di 2:7 <"igg. 6, 9=.
Fig 3 Monumento a $uigi Ri%%o
Fig & Basamento' !osi%ionamento "elle camere
Fig ( Basamento' !arte "ella se)uen%a "i fotografie ac)uisite
Fig * +tatua' !osi%ionamento "elle camere
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 37-40
38
,a ripresa ; avvenuta in momenti diversi della giornata.
En primo tentativo di ac%uisiione ; stato e""ettuato
nella mattinata, ma l$orientamento ad oriente della
scultura ha causato una netta di""erena d$esposiione tra
una "accia e l$altra <una molto illuminata, l$altra in
ombra=, rendendo il dataset inutiliabile. 5el
pomeriggio condiioni di luce pi+ "avorevoli hanno
consentito un grado maggiore di uni"ormit' nella ripresa.
# dati ac%uisiti sono stati elaborati utiliando un
notebooA (ell FPS 2>, processore #ntel i9, Ram B 0b,
CPE 3 e sistema operativo GindoHs 9.
Tutte le immagini sono state processate all$interno del
so"tHare Python Photogrammetry Toolbox <PPT=,
impostando nella "ase di Bundle, una risoluione pari a
:>77 pixel, con successiva elaboraione in 27 cluster nel
passaggio di CM1SIPM1S <B-JJ# et al :722C B-JJ#,
MKE,K5 :72:=.
Per il basamento, tutte e >B le "oto sono state processate
insieme.
PM1S crea il "ile ?1is.data@ in cui ; possibile visionare
per ogni "oto il totale di immagini con le %uali sono state
trovate corrispondene e il numero delle immagini
relative. Come si nota non tutte le "oto sono state
utiliate nel processo, per 28 di esse il so"tHare non ha
trovato corrispondene con altre immagini <"ig. B=.
Considerato il numero elevato di ac%uisiioni, nel caso
della statua si ; invece pre"erito suddividerle in due
blocchi, rispettivamente di 9> e 3> "oto, al "ine di
velociarne il processamento, ci. ha comportato
l$elaboraione di due distinte nuvole di punti
successivamente riallineate con CloudCompare.
Con lo stesso so"tHare sono state anche pulite tutte le
nuvole generate, al "ine di eliminare gli elementi estranei
all$oggetto rilevato.
*' Ri!u"tati
/lcuni dati relativi l$elaboraione delle nuvole di punti*
Ba!amento*
nuvola densa originale* :.7B6.::B verticiC
nuvola dopo la puliia in CloudCompare* :.778.736.
Statua*
nuvola densa originale* 2. 924.BB4C
nuvola dopo l$unione e la puliia* 2.6:3.B88.
Sia il basamento che la statua presentano un buon grado
di completea e di dettaglio, con presena di lacune
nelle parti superiori di entrambi i modelli e nel
basamento della statua. ,a ricostruione ; proseguita in
Meshlab con la generaione della mesh mediante
l$utilio dell$algoritmo di Poisson settando i valori*
Kctree (epth* 2:C
Solver (ivide* 2:.
con i seguenti risultati*
Ba!amento* mesh* 2.B>6.234 verticiC 4.927.3B7
"acceC
Statua* mesh* 2.34:.8B9 verticiC :.B6>.846
"acce.
,e mesh ulteriormente pulite sono state colorate
mediante l$applicaione del ?1ertex /ttribute Trans"er@,
il cui compito ; %uello di tras"erire il colore della nuvola
di punti ai vertici della mesh <"igg. 8 e 27=.
Figg , e 10 -ttri#u%ione "el colore ai vertici "elle mesh
/ partire dalle immagini raster impiegate per la
creaione della nuvola ; stato inoltre possibile creare una
texture %uadrata di dimensione :736x:736 pixel
applicata poi alla mesh del basamento <"ig. 22 e 2:=.
(a ultimo ; stata realiata la ricostruione del
basamento in marmo della scultura a completamento del
monumento nel suo assetto originario con l$ausilio del
Fig . +tatua' parte "ella se)uen%a "i fotografie ac)uisite
Fig / File 0is"ata con le corrispon"en%e tra le immagini
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 37-40
39
so"tHare open source di modellaione 4( Blender, con il
%uale sono state e""ettuate anche la scalatura del modello
e la texturiaione del modello <"ig. 24=.
Fig 13 Completamento e contestuali%%a%ione "el monumento
2' Conc"u!ioni
/lla luce dei risultati ottenuti si ritiene tale metologia un
ottimo ed utile strumento ai "ini della documentaione e
successiva divulgaione dei Beni Culturali.
#n tempi relativamente contenuti e sena particolari e
costose attreature ; stato possibile ottenere modelli
tridimensionali, a buona risoluione e con un buon grado
di dettaglio, di soggetti che, se pur non particolarmente
complessi, presentavano diversi aspetti critici, in
particolare "orme elaborate da un lato, esposiione alla
luce non uni"orme e altea dell$opera dall$altro.
,$integraione con un so"tHare di modellaione 4(, ha
permesso poi il completamento del monumento e la sua
contestualiaioneC tale operaione "ornisce interessanti
spunti per l$applicaione della metologia in progetti di
musealiaione delle opere, come pure la ricostruione
virtuale della loro collocaione originaria.
3' Bi-"iorafia
B-JJ# /., B-JJ# ,., B-5L/M#5 (. :722, Computer 0ision e
+tructure from Motion1 nuove meto"ologie per la
"ocumenta%ione archeologica tri"imensionale' un approccio
aperto, in (- M-,#C- 0., S#B#,/5K M. 0. <eds.=,
-RC23OFO++ Open +ource1 Free +oft4are e Open Format
nei processi "i ricerca archeologica </tti del 1 GorAshop,
Moggia >!6 Maggio :727=, Bari.
MKE,K5 P., B-JJ# /. :72:, !5thon !hotogrammetr5 Tool#o6'
- free solution for Three7Dimensional Documentation, in
C/5TK5- M. <ed.=, -RC23OFO++ Open +ource1 Free +oft4are
e Open Format nei processi "i ricerca archeologica -tti "el 08
9or:shop <5apoli, 8!27 0iugno=, Pouoli, pp. 2>4!297.
Figg 11 e 12 Te6ture e applica%ione alla mesh "el #asamento
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 37-40
40
IL RILIEVO 3D DELLA TORRE DI S. MATTEO A MONTOPOLI IN VAL
DARNO. PRIMI RISULTATI E POTENZIALIT
Francesca Lemmi,
lemmifrancesca@gmail.com
ABSTRACT
L'articolo d!cri" l #rocd$r !%$it #r
rali&&ar il rili"o 3D dlla torr di S. Matto a
Mo'to#oli i' Val d'Ar'o (Pi!a)* $tili&&a'do tc'ic+
di Str$ct$r,-ro.,Motio' I.a%,/a!d Modli'%
a//i'at ad a##lica&io'i li/r O#' So$rc. Il
ri!$ltato 0 $' .odllo 3D dll'di-icio* rali!tico*
#rci!o .trico* c+ di.o!tra l'--icacia dll'$!o di
tali tc'ic+* #orta/ili lo1 co!t* i' ca.#o
-oto%ra..trico. Il .odllo ott'$to !i #r!ta a
di--r'ti !co#i* #ot'do !ia co'tri/$ir alla
"alori&&a&io' dl trritorio .o'to#ol!* !ia
i't%ra'r' l'o--rta .$!al* ral "irt$al* !ia
o--rir $' '$o"o !tr$.'to di a'ali!i co'-ro'to #r
l i'da%i'i .$rari .'!iocro'olo%ic+ 'l ca.#o
dll'arc+olo%ia dll'arc+ittt$ra.
231ord!
Montopoli in Val dArno, torre di S. Matteo, Open
Source, Free Software, Structure-from-Motion, Image-
ased Modeling, rilie!o "#, arc$eologia dell%arc$itettura,
mensiocronologia
4. I'trod$&io'
In &uesto articolo !err' descritto il progetto c$e c$i
scri!e $a reali((ato come pro!a desame per il corso di
)*ilie!o Fotogrammetrico "# per i +eni ,ulturali con
Software Open Source- afferente al )Master in
.ecnologie Open Source per i +eni ,ulturali / Open
.0c$ne- s!olto presso l%Istituto di Forma(ione e *icerca
della Federa(ione Italiana ,lu e ,entri 123S,O
nella.a 45647456".
Le metodologie apprese e sperimentate a le(ione e sul
campo si asano su Structure-from-Motion e Image-
ased Modeling, ossia tecnic$e della ,omputer Vision
gra(ie alle &uali 8 possiile ottenere nu!ole di punti "#
ad alta densit' semplicemente elaorando immagini
digitali idimensionali. #a tali nu!ole di punti 8
possiile successi!amente elaorare una mes$, cio8 una
superficie poligonale continua, c$e !iene infine
te9turi((ata per ottenere un modello tridimensionale
realistico.
Il compito desame assegnato pre!ede!a la reali((a(ione
di un rilie!o "# di un oggetto o di un edificio utili((ando
i programmi e le procedure apprese a le(ione, partendo
dallac&uisi(ione delle immagini digitali e percorrendo
l%intero wor:flow fino alla fase finale di post-processing
e finitura del modello tridimensionale.
I principali aspetti positi!i dellutili((o di tali tecnic$e di
rilie!o sono la portailit' e la relati!a economicit' delle
componenti $ardware e software necessarie, la
semplicit' e !elocit' di esecu(ione delle di!erse fasi di
la!oro e la precisione e il realismo dei risultati ottenuti.
.ali caratteristic$e rendono &ueste procedure
particolarmente interessanti e allalte((a di un confronto
con altre tecnic$e, &uali laser scanning e fotogrammetria
tradi(ionale, sen(altro pi; collaudate, ma spesso meno
accessiili per il mondo del liero professionismo e
meno portaili in alcuni contesti di cantiere.
5. L'o%%tto dl rili"o6 /r"
i'7$adra.'to !torico,%o%ra-ico a'ali!i
!tr$tt$ral
L%oggetto del rilie!o 8 un edificio c$e si tro!a nel centro
storico di Montopoli in Val d%Arno, un comune
appartenente alla pro!incia di <isa situato nel cuore del
asso Valdarno =fig. 6>. Si tratta di un territorio
storicamente cruciale per gli interessi di <isa e Firen(e
sull%entroterra toscano e per &uesto a lungo conteso, fino
alla !olontaria sottomissione dei cittadini montopolesi
alla poten(a fiorentina, c$e mantenne la sua egemonia
sul territorio fino alla met' del ?I? secolo.
@i' !erso la fine dell%?I secolo Montopoli 8 attestata
nelle fonti come centro incastellato, sorto proailmente
per !olont' degli aristocratici del luogo ma presto
passata sotto l%influen(a del !esco!o lucc$ese
=+AL#ASSA**I 4565>. Oltre ai resti del primo complesso
fortificato, concentrati sul <oggio di *occa, ormai
perfettamente integrate nel tessuto cittadino si
conser!ano di!erse arc$itetture ci!ili testimoni del suo
passato medie!ale, tra le &uali si inserisce la torre di S.
Matteo =fig. 4>.
#i!enuta simolo del orgo montopolese, 8 stata scelta
per il progetto di rilie!o in &uanto en conser!ata dal
punto di !ista strutturale e en !isiile, seppure la sua
colloca(ione all%estremit' di una pia((ola ai margini
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 41-46
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della strada centrale del paese $a reso prolematica la
ripresa di un lato dell%edificio, come si illustrer' a re!e.
Le fonti storic$e ci informano c$e la torre di S. Matteo
fu costruita nel 6A"6 per !olont' della *epulica
Fiorentina attra!erso il suo in!iato 2eri ,apponi, allo
scopo di raffor(are la parte occidentale del castello.
.utta!ia, in ase alla stratigrafia muraria ancora leggiile
sui prospetti e in ase allo studio mensiocronologico dei
lateri(i, si puB ipoti((are c$e egli aia rimaneggiato un
edificio preesistente, proailmente trecentesco.
L%originaria struttura do!e!a prestarsi per una fun(ione
eminentemente difensi!aC originariamente merlata, era
un corpo di farica unico, c$iuso su tre lati e aperto
solo sul lato 2ord-O!est ri!olto !erso l%interno del orgo
medie!ale, ed era inoltre en difesa da una cinta muraria
c$e si appoggia!a su due lati della torre stessa.
In una fase successi!a l%edificio suD di!erse modific$e,
proailmente per adattarlo a una nuo!a fun(ione di tipo
residen(iale, ingloando i merli in una nuo!o
rial(amento adatto a sostenere un tetto a doppia falda, e
tamponando l%apertura sul lato del orgo, oltre ad alcune
porte-finestre di origine pi; tarda =+AL#ASSA**I 4565>.
In et' moderna $a suito numerose trasforma(ioniC tra
&ueste un importante inter!ento di restauro nel 455E per
garantirne la conser!a(ione strutturale e per renderla
accessiile al pulico. Oggi 8 uno dei poli centrali del
Sistema Museale Montopolese.
3. O/itti"i di #art'&a
L oietti!o ini(iale c$e ci si era prefissati era di ottenere
un modello tridimensionale della torre utili((ando le
solu(ioni Open Source7Free Software =OS7FS> apprese
durante il corso, attra!erso il seguente wor:folwC
reali((are una copertura fotografica completa
delledificioC
processare le fotografie reali((ate per ottenere
una nu!ola di punti "#F
pulire e raddri((are la nu!ola di puntiF
creare la mes$ dalla nu!ola di puntiF
te9turi((are la mes$ usando le fotografie
scattate.
,ome oietti!o aggiunti!o si !ole!a anc$e rendere
metrico il modello finale delledificio, scalandolo in ase
alle misure prese sul campo.
<er un corpo di farica di &uesto tipo, dotato di una
complessa stratigrafia muraria ancora leggiile e per il
&uale sono ancora in fase di studio le trasforma(ioni c$e
lo $anno interessato nel corso dei secoli, puB essere
interessante a!ere a disposi(ione un modello
tridimensionale dotato di caratteristic$e metric$e
affidaili e di una te9ture di &ualit' per tentare una
rilettura della stratifica(ione dei prospetti, sopratutto per
le parti pi; alte e &uindi meno raggiungiili a un esame
autoptico. .ale rilettura potree essere ainata ad una
misura dei lateri(i delle di!erse 1SM direttamente sul
modello, per ottenere un campione mensiocronologico
ampio e datare le di!erse atti!it' e gruppi di atti!it' c$e
$anno modificato la struttura dell%edificio, dalla sua
costru(ione in et' medie!ale al restauro contemporaneo.
Forse un progetto troppo ami(ioso per un primo
approccio con &ueste tecnic$e di rilie!o, ma aastan(a
interessante da !oler fare un tentati!o.
8. Str$.'ti $tili&&ati
<er ottenere un efficace rilie!o secondo tali metodologie
non 8 necessario disporre di una strumenta(ione
$ardware specialistica, ma 8 sufficiente &uella c$e rientra
ormai nell%attre((atura comune per un &ualsiasi
professionista dei +eni ,ulturali, e non soloC
una macc$ina fotografica con i suoi accessoriF
un computer su cui installare i programmi
necessariF
gli strumenti per perfe(ionare il rile!amento
delle caratteristic$e metric$e dell%oggetto da
rile!are =indelle, metro a stecca, ecc.>.
,$iaramente la &ualit' del modello tridimensionale c$e
si riuscir' ad ottenere sar' strettamente legato alle
caratteristic$e &ualitati!e =risolu(ione, poten(a, capacit'
di processamento> degli $ardware sopra indicati.
Fig. 1. Localizzazione geografica di Montopoli.
Fig. 2. La Torre di S. Matteo.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 41-46
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La componente software necessaria risulta facilmente
accessiile, in &uanto consiste in programmi
esclusi!amente OS7FS lieramente scaricaili dalla rete,
fun(ionanti sui pi; comuni sistemi operati!i in
circola(ione e di utili((o relati!amente semplice 1n
!alore aggiunto dei software OS7FS 8 rappresentato
anc$e dalla disponiilit' di una serie di risorse in rete
come tutorial, coo:oo: e forum informati!i fre&uentati
da s!iluppatori e altri users, utili per apprenderne il
fun(ionamento e perfe(ionarne luso.
I software utili((ati sono statiC
<Gt$on <$otogrammetrG .oolo9 =!. 5.6> per
lelaora(ione delle fotografie e la crea(ione
della nu!ola di punti "# =MO1LO2, +3HHI
4564>F
,loud ,ompare =!. 4.A>, per la gestione della
nu!ola di punti =puli(ia, fusione,
raddri((amento, ecc.>F
Mes$La =!. 6.".4> per la crea(ione della mes$
e la sua te9turi((a(ione =,I@2O2I 455I>.
Mentre l%$ardware c$e si a!e!a a disposi(ione eraC
una macc$ina fotografica digitale compatta,
modello Joda: 3asGS$are ,K6", dotata di una
risolu(ione di K.4 M<, un sensore ,,# di taglia
67 4.L in. in grado di reali((are foto in .Mpg con
la risolu(ione massima di "L5A94N"4 pi9elF uno
strumento &uindi non potentissimo ma c$e 8
riuscito a s!olgere il suo ruolo garantendo una
copertura fotografica completa dell%edificio,
seppur non ad una altissima risolu(ioneF
un 2oteoo: Acer 39tensa L445 con processore
Intel ,eleron M L"5 =6.E" @O(, 6M+ cac$e L4,
FS+ L"" MO( >, sc$eda !ideo Intel @rap$ics
Media Accelerator =@MA> KL5 , *AM da L64
M+ ##*4, $ard dis: da I5 @+, dotato di 4
parti(ioniC una con installato Pindows ?< e
l%altra con installato Arc$eOS, un sistema
operati!o asato su @217Linu9 #eian c$e 8
stato usato per l%elaora(ione delle fotografie e
la crea(ione delle nu!ole di puntiF
un 2oteoo: modello O< <a!ilion d!N, con
processore Intel=*> ,ore=.M> con A cpu =4.NE
@$(, 4.NE @$(, M AI5>, sc$eda !ideo A.I
MoilitG *adeon O# NLL5, *AM da I,55 @+ e
$ard dis: da E55 @+ con installato il sistema
operati!o Pindows E Oome <remium c$e, per
la sua maggiore poten(a e la migliore sc$eda
!ideo, 8 stato usato per la reali((a(ione e
te9turi((a(ione della mes$.
Inoltre, sul campo sono state utili((ate delle indelle e
un metro a stecca per prendere alcune misure
sull%edificio, c$e saranno indispensaili per scalare
correttamente il modello tridimensionale al termine del
wor:flow.
9. Il rili"o !$l ca.#o
La torre di S.Matteo 8 un edificio a ase &uadrangolare
s!iluppato pre!alentemente in alte((a, costruito
completamente in lateri(i e caratteri((ato da forme
pressoc$8 s&uadrate e lineariC 8 apparentemente il
candidato ideale per un proggetto di rilie!o di &uesto
tipo. .utta!ia, la sua colloca(ione nell%angolo estremo di
una pia((etta, in posi(ione affacciata su un punto
panoramico e affiancata da aita(ioni di alte((a ele!ata,
$a creato alcune difficolt' logistic$e nella ripresa
fotografica e nell%illumina(ione dei prospetti.
Mentre per i prospetti Sud-3st e 2ord-3st 8 stato
possiile effettuare una ripresa fotografica integrale,
riuscendo a comprenderli per intero in un%unica
fotografia, per i prospetti 2ord-O!est e Sud-O!est 8 stata
reali((ata una copertura fotografica per fasce e da punti
di ripresa ra!!icinati e diagonali rispetto ai prospetti
stessi. In fase di processamento ciB $a portato
all%esclusione di alcune foto, per le &uali il software non
8 stato in grado di operare correttamente, creando cosD
una nu!ola di punti meno densa rispetto agli altri
prospetti, soprattutto per la parti superiore e asale della
torre =fig. ">.
Al prolema si 8 riusciti in parte a porre rimedio
inserendo i risultati di una seconda ripresa fotografica
c$e 8 stata effettuata per fasce continue girando attorno
all%edificio da una distan(a ra!!icinata, per cercare di
cogliere alcuni particolari della stratigrafia muraria e i
profili interni degli arc$etti ogi!ali posti nella parte
superiore della torre.
Il prolema della differente illumina(ione dei prospetti
$a interessato tutta la por(ione 2ord dell%edificio,
costantemente in omra, con l%aggra!ante del punto di
ripresa fotografica in controluce. A tale difficolt' si 8 in
parte riusciti a sopperire scattando le foto dei prospetti
2ord-O!est e 2ord-3st da di!erse angola(ioni ed
eseguendo due sessioni di ripresa fotografica in fasce
orarie differenti =prima mattina e tardo pomeriggio>. In
fase di elaora(ione le nu!ole di punti ottenute sono
tutta!ia risultate pi; scure, soprattutto sul prospetto
2ord-3st.
L%ultimo incon!eniente 8 stata l%impossiilit' di
Fig. 3. Alcuni delle immagini utilizzate per il rilievo.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 41-46
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fotografare la parte sommitale dell%edificio, a causa della
sua alte((a e della sua locali((a(ione, distante da colline
e punti di !ista ottimali o accessiili.
<er poter riprendere fotograficamente tale por(ione di
muratura e il tetto a doppia falda saree stato necessario
poter scattare le fotografie da una posi(ione sopraele!ata
come un carrello ele!atore per la potatura delle piante, o
poter disporre di un drone o di un altro $ardware
collegato a una macc$ina fotografica in grado di
riprenderlo dall%alto in una modalit' a !olo.
:. Dalla '$"ola di #$'ti alla .!+
<rima di a!!iare il processamento in <Gt$on
<$otogrammetrG .oolo9 delle 45" fotografie scattate, si
8 deciso di sele(ionare le foto e di!iderle in gruppi,
ordinandole in modo da creare una se&uen(a come se si
girasse intorno all%edificio, partendo dal prospetto Sud-
3st e procedendo in senso antiorario. I gruppi di foto
cosD reali((ati =i &uattro prospetti e le estremit' inferiore
e superiore della torre> sono stati &uindi processati
indi!idualmente, scalando le immagini ad una
risolu(ione di "555 pi9el di larg$e((a per ottimi((are
l%elaora(ione.
A!endo processato le immagini in sei gruppi, 8 stato
necessario caricare in ,loud,ompare le di!erse nu!ole
di punti "# ottenute. 1na !olta ripulite dai punti non
facenti parte della torre, sono state successi!amente
importate in Mes$La per reali((are la mes$ di ciascuna,
ossia per creare la superficie poligonale di ciascun
prospetto =figg. A, L>.
Le mes$ sono state successi!amente colorate trasferendo
i colori dei !ertici della nu!ola di punti "# e in seguito
sono state nuo!amente importate in ,loud,ompare per
un%ulteriore ripulitura dalle superfici in eccesso create da
Mes$La per riempire i )!uoti- e le aree con minor
densit' di punti =per esempio sono state eliminate le
superfici aggiunti!e create dal programma in
corrisponden(a del tetto, escluso dalle riprese
fotografic$e e &uindi non compreso nella nu!ola di
punti>.
;. T'tati"i di t<t$ri&&a&io'
A &uesto punto, per concludere il wor:flow, manca!a la
reali((a(ione della te9ture.
Innan(itutto, in Mes$La si 8 deciso di pro!are ad
utili((are il sistema automaticoC le di!erse mes$ sono
state automaticamente so!rapposte alle immagini dalle
&uali sono state ottenute =caricando il file undle.out
prodotto da <Gt$on <$otogrammetrG .oolo9 e nel &uale
sono conser!ate le informa(ioni relati!e alle geometria
di presa delle immagini> e, infine, sono state reali((ate le
te9ture di ciascuna mes$.
.ali mes$ te9turi((ate sono state allineate tra loro.
.utta!ia, il risultato non $a soddisfatto le aspettati!e in
&uanto le di!erse te9ture presenta!ano tonalit' molto
differenti tra loro, dando alla superficie del modello
finale un aspetto eccessi!amente disomogeneo,
risultando &uindi inutili per l%analisi stratigrafica c$e ci si
era prefissati, oltre ad essere poco grade!oli a li!ello
estetico. In aggiunta, l%opera(ione finale di fusione delle
singole mes$ in una unica $a peggiorato ulteriormente
l%aspetto della mes$ finale te9turi((ata, c$e risulta!a
inutili((aile per &ualsiasi scopo =fig. N>.
Si 8 deciso &uindi di tentare un%altra strada per ottenere
una te9ture pi; omogenea, esteticamente grade!ole e
sopratutto realistica, eseguendo in Mes$La la procedura
di te9turi((a(ione manuale.
Le di!erse nu!ole di punti sono state preliminarmente
allineate tra loro e fuse insieme suito dopo la prima
puli(ia con ,loud,ompare in modo da disporre di
Fig. 4. La nuvola di punti finale.
Fig. 5. Particolare della nuvola di punti finale.
Fig. . !i"ultato della te#turizzazione automatica.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 41-46
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un%unica nu!ola di punti molto densa dalla &uale ottenere
un%unica mes$ con Mes$La.
La mes$ totale dell%edificio 8 stata scalata in ase alle
misura(ioni fatte in fase di rilie!o in modo da rendere
metricamente corretto e corrispondente alla realt' il
modello.
In seguito sono state importate alcune immagini c$e
ritrae!ano i di!ersi prospetti della torre e, una !olta
allineate manualmente le immagini alla corrispondente
pro(ione della mes$ scalata, 8 stata cosD ottenuta la
te9ture dell%intero edificio, &uesta !olta omogenea e en
leggiile =fig. I>.
=. Ri!$ltati
Il risultato finale delle opera(ioni di <ost-<rocessing 8
una mes$ te9turi((ata e scalata metricamente, sulla &uale
8 possiile indi!iduare le di!erse 1SM e effettuare
misura(ioni precise sui prospetti e sugli elementi
costrutti!i e arc$itettonici c$e la compongono, almeno
per &uanto riguarda la parte inferiore e centrale
dell%edificio =fig. K>.
Infatti, la nu!ola di punti della parte sommitale, la &uale
non 8 stata oggetto di una ripresa fotografica frontale ma
solo di riprese da in&uadrature diagonali effettuate dalla
ase della torre, 8 risultata meno densa e di conseguen(a
la mes$ 8 risultata meno definita.
Inoltre, il prolema della differente illumina(ione dei
prospetti si 8 riflesso anc$e nella fase di te9turi((a(ione,
causando un aspetto cromatico disomogeneo, con due
prospetti c$iari e en illuminati e i restanti pi; scuri e in
omra, esattamente come appari!a nelle fotografie.
<er ottenere un modello cromaticamente pi; omogeneo
saree necessario tornare sul sito e rieffettuare la
ripresa fotografica dell%edificio in condi(ioni di luce
uniformi, scegliendo &uindi una giornata con il cielo
coperto per a!ere una situa(ione di omra su tutti i
prospetti.
Inoltre, la ripresa della parte sommitale dell%edificio puB
essere migliorata, come 8 stato gi' esposto
precedentemente, con l%ausilio di altri strumenti per
effettuare le fotografie alla giusta alte((a, ottenendo una
&uindi mes$ pi; definita e utili((aile per gli scopi
prefissi anc$e per tale por(ione della torre.
>. Co'cl$!io'i #ot'&ialit?
<er concludere, si puB ritenere il modello ottenuto
aastan(a soddisfacente per gli oietti!i c$e ci si era
prefissati, in &uanto 8 stato possiile s!olgere
interamente il wor:flow operati!o e soprattutto perc$8
esso dimostra l%efficacia dell%applica(ione delle tecnic$e
di Structure-from-Motion e Image-ased Modeling e dei
software OS7FS sperimentati per reali((are un efficace
rilie!o tridimensionale di edifici arc$itettonici complessi
e per il loro studio dal punto di !ista dell%arc$eologia
dell%arc$itettura, in particolare per fare misura(ioni
mensiocronologic$e e riflessioni nell%amito dello studio
degli ele!ati.
<otendo infatti disporre un arc$i!io di modelli "# scalati
e morfologicamente corretti per determinati territori, si
potree dare un interessante incenti!o allo studio
mensiocronologico degli edifici. Lo studio potree
essere fatto direttamente sui modelli, sen(a do!ersi
recare sul posto per effettuare le misura(ioni e l%esame
autoptico, &uindi !eloci((ando le procedure e fa!orendo
i confronti tra di!ersi periodi cronologici e comprensori
territoriali.
,ome proposta operati!a, per uno s!iluppo successi!o di
&uesto primo esperimento di rilie!o "# nel contesto
urano montopolese, saree interessante reali((are il
rilie!o tridimensionale anc$e dell%interno della torre di S.
Matteo. Saree cosD possiile creare un modello
completo dell%edificio inseriile come proposta di !isita,
Fig. $. Scalatura del modello alle dimen"ioni reali.
Fig. %. Te#turizzazione tramite allineamento manuale delle immagini.
Fig. &. Modello 3' finale.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 41-46
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nuo!a e accatti!amente, all%interno dell%attuale offerta
museale, col !alore aggiunto c$e permetteree di
esplorare l%interno della struttura anc$e ai disaili, per i
&uali la torre risulta ancora inaccessiile a causa delle
sue caratteristic$e arc$itettonic$e.
Inoltre, in !ista della prossima reali((a(ione del Pe@IS
della rete museale del Valdarno di Sotto, di cui il Sistema
Museale Montopolese e &uindi la torre fanno parte,
potree essere interessante inserire tale rilie!o "#, ma
anc$e altri c$e potreero essere reali((ati, all%interno
della mappa turistica interatti!a per permettere ai
!isitatori di !isuali((arli on line, catturando l%atten(ione
degli utenti e offrendogli un%esperien(a di !isita !irtuale
e inno!ati!a per appre((are maggiormente le elle((e
del orgo !aldarnese e della !alle c$e lo accoglie.
4@. Bi/lio%ra-ia di ri-ri.'to
+AL#ASSA**I M. 4565, (l mu"eo di Montopoli in )aldarno.
*uida alle e"po"izioni e alle attivit+, <acini 3ditore, <isa.
,I@2O2I <., ,ALLI3*I M., ,O*SI2I M., #3LL3<IA23 M.,
@A2OV3LLI F., *A2H1@LIA @., 455I, Me",La-. an open/"ource
me", proce""ing tool0 in S,A*A2O V., #3 ,OIA*A *., 3**A 1.
=eds.>, 1* (t 222% / 1urograp,ic" (talian 3,apter 3onference.
Proceeding" =Salerno, ItalG, QulG 4-A, 455I>, pp. 64K-6"N.
MO1LO2 <., +3HHI A. 4564, P4t,on P,otogrammetr4 Tool-o#.
A free "olution for T,ree/'imen"ional 'ocumentation, in
,A2.O23 F. =ed.>, A!3516F6SS. 6pen Source0 Free Soft7are
e 6pen Format nei proce""i di ricerca arc,eologica. Atti del )(
8or9",op =2apoli, K-65 @iugno>, <o((uoli, pp. 6L"-6E5.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 41-46
46
IMAGE-BASED MODELING E ARCHEOLOGIA: RICERCA, TUTELA E
VALORIZZAZIONE. IL CASO DEL POZZO SACRO IS PIROIS
(VILLAPUTZU, CA)
V. Zori
veronica.zori@alice.it
ABSTRACT
Il segue!e "#!$%&l& 'es%#$(e $l l"(&#& '$ #$l$e(&
!#$'$)es$&"le 'el *&++& s"%#& ,Is P$#&$s-, #e"l$++"!&
)e'$"!e software open source, %.e %&se!e '$
#es!$!u$#e u(&le '$ *u!$ '" u se! '$ $))"g$$
"%/u$s$!e %& %")e#e 0&!&g#"0$%.e. I ")1$!&
"#%.e&l&g$%& l" !e%$%" 'ell2Image-Based Modeling
*u3 '"#e u %&!#$1u!& "!!$(& ell" 0"se
$!e#*#e!"!$(", ell" %&se#("+$&e e "#%.$($"+$&e 'e$
'"!$ e ell" ("l&#$++"+$&e 'el 1ee, s&*#"!!u!!& $ u
)&)e!& $ %u$ 4 e%ess"#$& u!$l$++"#e 0&#)e '$
#eg$s!#"+$&e e "#%.$($"+$&e '$g$!"le.
5e67&#'s
Image-Based Modeling, Open Source, rilievo,
archeologia, pozzo sacro, ricerca, tutela, valorizzazione
8. I!#&'u+$&e
Il pozzo sacro Is Pirois si trova nel territorio del
comune di Villaputzu (Cagliari) e venne scoperto
ortuitamente all!inizio degli "nni #$%. &egli "nni '$% u
oggetto di due campagne di scavo archeologico sotto la
supervisione della (ott.ssa )aria *uisa +errarese Ceruti.
+u ediicato in et, &uragica, durante l!et, del -ronzo
)edio, e la ceramica ritrovata mostra una continuit, di
vita anche in et, storica.
*a struttura, che venne ediicata su un pendio a cui si
adatta, creando un dislivello, . composta da/ un atrio in
antis, determinato da due paramenti murari impostati sul
ronte dell!ingresso, (orientato a &&0) che all!esterno
sono composti da 1locchi di granito poliedrici e
2uadrangolari non s2uadrati, disposti secondo ilari
murari irregolari3 2uesti sviluppandosi, si allargano
costituendo, come di consueto in 2ueste strutture, una
pianta trapezoidale (+ig. 4). I paramenti interni sono
composti da lastrine in scisto disposte con regolarit, e
accuratezza (+ig. 5, 6).
(a 2ui si accede alla pseudo7cupola o tholos con atrio
architravato (il cui architrave si distingue per lo scisto di
diverso colore).
"ll!interno vi . il pozzo a cui si scende tramite otto
gradini di accurata attura, coperti da una serie di
architravi digradanti che riprendono la scala rovesciata
verso l!alto3 2ui . ancora presente l!ac2ua che copre
anche i gradini pi8 alti (+ig. 9).
Inine, un am1iente sovrastante ricopre e prosegue la
struttura estendendosi in altezza. Privo di ingressi
dall!esterno e con il pavimento ricoperto da lastrine di
pietra, presenta un oro circolare in corrispondenza della
chiave di volta della tholos esterna. *a camera risulta
smantellata nelle strutture murarie superiori, mentre il
pavimento . in 1uone condizioni di conservazione (+ig.
:). *!interpretazione di 2uest!ultima risulta diicile, ma .
stata ipotizzata, in 1ase anche alla nicchia tra il
pavimento e il muro, una unzione di ripostiglio di
eventuali materiali legati al culto (;"*VI 5$$$a).
Fig. 1: Pianta e sezione del pozzo "Is Pirois" (S!"I #$$$a%.
In ;ardegna i pozzi sacri, risalenti all%et, del -ronzo, in
pieno periodo nuragico, urono ediicati attorno alle
sorgenti in cui veniva venerata la sacralit, dell%ac2ua.
*e onti storiche paiono conermare tale ipotesi. In
particolare <aio <iulio ;olino (prima met,7ine III d.C.)
nella &ollectanea rerum memora'ilium( capitolo I)
scrive che vi erano onti e 1agni che sanavano ogni sorta
di mali, saldavano le ossa rotte e curavano dal veleno e
dalle inermit, degli occhi.
" proposito della vista, rierisce che vi erano due onti/
una contro gli spergiuri, nella 2uale coloro che avevano
giurato si lavavano e, se avevano dichiarato il also,
diventavano immediatamente ciechi, mentre se avevano
detto il vero i loro occhi diventavano limpidi3 un!altra
onte era contro i ladri, inatti coloro che negavano il
urto ed erano rei, 1agnandosi gli occhi alla presenza del
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 47-50
47
deru1ato diventavano ciechi, mentre se non avevano
commesso il reato la vista rimaneva intatta.
Fig. #. "ista *rontale.
Fig. +. "ista laterale.
Fig. ,. &amera so-rastante la tholos.
;i suppone che in determinati periodi dell!anno le
comunit, si radunassero in 2uesti luoghi e adorassero
l%ac2ua tramite cerimonie, oerte e sacriici,
testimoniate dai 1ronzetti rinvenuti in prossimit, del
vesti1oli dei pozzi oppure nei 1anconi laterali addossati
ai muri perimetrali dei recinti.
Come mostrano dierenti esempi, 2uali in particolare
;anta Vittoria di ;erri e ;anta Cristina di Paulilatino,
sono presenti, in diversi casi, resti dei villaggi e di altre
strutture che testimoniano la permanenza nei dintorni
delle comunit,. "nche a Is Pirois vi sono evidenze che
potre11ero essere pertinenti a capanne di dierenti
dimensioni (;"*VI 5$$$a).
Fig. .. Particolare dell/ingresso.
9. O1$e!!$($
-eni Culturali costituiscono una risorsa strategica per lo
sviluppo sociale ed economico del nostro paese ma, a
causa dei tagli alla cultura e alla ricerca, le
pro1lematiche della tutela, della conservazione e della
valorizzazione di 2ueste risorse sono preponderanti.
Il rilievo archeologico 2ui presentato si inserisce
perettamente in 2uesto contesto/ si . inatti inteso
2uesto progetto non come una semplice riproduzione o
illustrazione della realt, e delle orme dell%oggetto
archeologico in esame, ma come un metodo per
documentare, conoscere e comparare.
=n -ene Culturale . protetto solo se rilevato,
documentato e continuamente monitorato. Purtroppo
spesso scompaiono ad una velocit, superiore a 2uella
con cui si riescono a documentare e non sono sempre
inseriti in contesti tali da catalizzare l%interesse del
grande pu11lico e garantirne eicienti strumenti di
tutela. >! proprio in 2uesti casi che si evidenzia la
necessit, di una documentazione completa,
possi1ilmente lo0-cost e al contempo di 2ualit, tale da
promuovere la conoscenza e la sensi1ilizzazione al 1ene
stesso, per poter eettuare interventi di salvaguardia, di
promozione, di tutela e di gestione.
(ata la diicile raggiungi1ilit,, per motivi morologici,
politici e talvolta economici del 1ene, la tecnica 2ui
esposta ac2uisisce particolare valore, poich? .
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 47-50
48
realizza1ile con strumentazione leggera, 2uali una
semplice macchina otograica, un computer portatile e
so*t0are open source3 al contempo . in grado di produrre
modelli tridimensionali accessi1ili e adatta1ili a diversi
tipi di esigenze turistiche, didattiche, di conservazione o
di restauro.
Particolare attenzione va posta su come la
visualizzazione interattiva dei modelli digitali possa
portare alla produzione di modelli progettuali completi
(architettura7hard0are7so*t0are) per la realizzazione di
nuove orme di comunicazione per i 1eni architettonici e
archeologici. ;oluzioni che si potre11ero rivelare
particolarmente adatte ad installazioni di tipo museale
per sviluppare linguaggi innovativi che possano garantire
un orte impatto comunicativo per sensi1ilizzare il
ruitore verso ci@ che osserva.
*a comunicazione, inatti, ha un ruolo importantissimo
nella promozione del patrimonio artistico e culturale e
determina il modo in cui viene percepito, reso
pienamente rui1ile e sentito come 1ene da
salvaguardare.
:. Me!&'$ e s!#u)e!$
Il rilievo . stato eseguito con la seguente strumentazione/
1ard0are/ Aoshi1a ;atellite, Intel Core i9,
B") :g13 macchina otograica &iCon (64$$
da 4:.5 megapiDel e il sensore di 56.4 D 49.:
mm3
So*t0are open source/ P2thon Photogrammetr2
3ool'o4, Meshla', &loud&ompare ()0=*0&,
->ZZI 5$45).
*a parte iniziale e ondamentale del rilievo . stata
l!ac2uisizione delle otograie, scattate girando attorno al
monumento, partendo dall!ingresso e mantenendo una
distanza costante3 sono state realizzate circa 59$
otograie, successivamente selezionate per ridurne il
numero (+ig. E).
Fig. 5. Il set di *otogra*ie utilizzato per l/ela'orazione con PP3.
Il processing delle immagini . stato eettuato con il
sotFare P2thon Photogrammetr2 3ool'o4, (PPA)
tramite cui sono state ottenute, a seguito di diverse
ela1orazioni, due nuvole di punti distinte riguardanti/
una l%ingresso e i paramenti murali laterali e l%altra la
parte posteriore del pozzo. ;ono state utilizzate in totale
E# otograie scalate a 5:$$ piDel (+ig. #).
Per il post-processing sono stati utilizzati i sotFare
Meshla' e &loud&ompare.
Aramite Meshla' . stato possi1ile unire le due nuvole
tramite i punti di contatto individuati nella muratura3
successivamente, previa pulitura del modello, . stata
ela1orata la mesh con il iltro Poisson a valore Octree
6epth uguale a 44. In seguito . stato traserito il colore
dai vertici dalla nuvola di punti alla mesh. Il modello
cosG ottenuto . stato scalato usando come rierimento la
misura presa dalla 1ase dell!ingresso con l!architrave
compreso.
Inine, con CloudCompare si . eettuata la pulizia della
mesh (+igg. ', H).
Fig. 7. !a nu-ola di punti.
Fig. 8: Mesh: *iltro Poisson( -alore Octree 6epth 11.
Fig. 9. Mesh: -eduta laterale del modello.
;. R$sul!"!$
I risultati del rilievo sono stati soddisacenti nonostante
la diicolt, nell!esecuzione delle otograie/ inatti la
struttura muraria della camera sovrastante la tholos era
diicile da riprendere dall!alto senza l!ausilio di altra
strumentazione, ad esempio di un drone, perci@ la nuvola
di punti . risultata carente nella rappresentazione di tale
parte.
Con la mesh . stato ottenuto un 1uon risultato a ottima
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risoluzione, nonostante, a causa della pesantezza della
nuvola e delle limitate capacit, dell!hard0are a
disposizione, sia stato impossi1ile ela1orare la te4ture
(+ig. 4$).
;i potre11e migliorare ulteriormente la 2ualit, potendo
utilizzare, in mancanza di altra strumentazione, delle
marche per segnalare i punti di contatto tra la muratura
ineriore e 2uella superiore e acendo un giro di riprese
per 2uella speciica zona.
<. C&%lus$&$
In conclusione 2uesta tecnica comporta vantaggi evidenti
nella strumentazione economica, maneggevole e
acilmente trasporta1ile che consente una veloce
ac2uisizione delle immagini e una semplice
ela1orazione, capace di restituire modelli leggeri e acili
da visualizzare.
*a tecnica . indipendente dalle dimensioni dell%oggetto e
si riesce ad eettuare il rilievo anche in condizioni
operative diicoltose arrivando ad ottenere degli ottimi
risultati.
*o svantaggio sottolineato dal mio rilievo . la possi1ile
mancanza di parti del modello architettonico in assenza
di altri strumenti, in particolare per le parti in elevato
(+ig. 44).
Fig. 11. Il modello -isto dall/alto.
=. B$1l$&g#"0$"
)0=*0& P., ->ZZI ". 5$45, P2thon Photogrammetr2 3ool'o4:
*ree solution *or 3hree-6imensional 6ocumentation, in
C"&A0&> +. (ed.), :&1;OFOSS. Open Source( Free So*t0are
e Open Format nei processi di ricerca archeologica. tti del "I
<or=shop (&apoli, H74$ <iugno), Pozzuoli, pp. 49674#$.
;"*VI (. 5$$$a, Il popolamento antico del Sarra'us: Is Pirois
e San Priamo, in "".VV., !a ci-ilt> nuragica. ?uo-e
ac@uisizioni( #( tti del &ongresso (;enor1G 4:74E dicem1re
5$$$)( Iuartu ;. >lena 5$$$, pp. :$97:4E.
Fig. 1$. eduta *rontale: con*ronto tra *otogra*ia (% e modello *inale
(B%.
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50
TECNICHE DIMAGE-BASED MODELING PER LA FRUIZIONE E LA
SALVAGURDIA DELLE OPERE DARTE: IL CASO DELLARIETE DEL
CASTELLO MANIACE
Marta Tringali
martatringali@hotmail.it
ABSTRACT
In questo !t"#o$o s" %!esentno $e &s" '" $(o!o s(o$te
ne$$ !e$")))"one '" un !"$"e(o t!"'"*ens"on$e '"
un s#u$tu! "n +!on)o, L te#n"# ut"$"))t - que$$
'e$$I*.e-Bse' Mo'e$"n./ #0e/ *e'"nte $1ut"$"))o
'" "**."n" '"."t$"/ %e!*ette '" .ene!!e un *o'e$$o
t!"'"*ens"on$e te2tu!"))to "n un te*%o !"'otto e
#on un !%%o!to ott"*$e t! ##u!te)) e &#"$"t3
'"*%"e.o, Lo+"ett"(o 'e$$o stu'"o %!esentto - que$$o
'" n$"))!e $1%%$"#)"one '" quest te#n"#
*e'"nte so&t4!e $"+e!o e O%en Sou!#e/ #on $"ntento
'" (e!"&"#!ne $&&"'+"$"t3 e #o*%!en'e!ne $e
%!o#e'u!e o%e!t"(e,
5e64o!'s
Rilievo 3d, Beni Culturali, Image-Based Modeling,
Ariete dOrtigia, Fruiione, !aloriaione
7, Int!o'u)"one
Il rilevamento dei Beni Culturali " un settore #he, $i% di
altri, si $resta ad un a$$ro##io #om$lementare e
integrato di te#ni#he e te#nologie diverse. &a s#elta delle
te#ni#he da utiliare non " sem$re s#ontata, in 'uanto le
$ossi(ilit) sono tante, sia $er 'uanto riguarda
la#'uisiione del dato, sia $er le $ro#edure di
ela(oraione, sia $er i $rodotti *inali otteni(ili. Inoltre,
ogni situaione #ostituis#e un #aso a s+ stante, #on
$ro$rie #aratteristi#he, $ro(lemati#he e s$e#i*i#it), e
s$esso si " #ostretti a ri#orrere a soluioni nuove,
a((andonando s#hemi ed a$$ro##i tradiionali.
,el settore dei Beni Culturali le risorse e#onomi#he a
dis$osiione sono s$esso limitate, motivo $er #ui diventa
indis$ensa(ile svilu$$are soluioni te#nologi#he a (asso
#osto e di sem$li#e utilio. A tal $ro$osito, il rilievo
attraverso la te#ni#a dellImage-(ased Modeling
-CA&&I.RI ET AL. /0112 a$$are una soluione in grado di
#oniugare 'uesti as$etti, $oi#h+ $ermette di realiare
rilievi tridimensionali in modo relativamente ra$ido e
utiliando soluioni hard3are e so*t3are low cost,
sena tuttavia rinun#iare ad a##uratea e 'ualit) del
risultato.
8, O+"ett"("
&o(iettivo del $rogetto era la realiaione di un rilievo
tridimensionale di una s#ultura in (rono utiliando un
set dimmagini digitali (idimensionali, tramite lutilio
della te#ni#a Image-Based Modeling e so*t3are li(ero e
O$en 4our#e.
9, O..etto 'e$ !"$"e(o
&oggetto del rilievo " il #osiddetto 5Ariete del Castello
Mania#e6, la *edele #o$ia di una s#ultura in (rono
ra$$resentante un ariete a##ova##iato, #ollo#ata in una
sala allinterno del Castello Mania#e di 4ira#usa -7R.CO
18892 -Fig. 12.
&a $er*etta ri$roduione (ronea dello$era " stata
realiata dalla Fonderia 4tori#a Chiurai di ,a$oli,
oggi A.I.:.A, graie allesistena di una #ontro*orma
dellariete, eseguita nel ;I; se#olo, rinvenuta $resso la
#al#ote#a della Fonderia.
&o$era originale, #ustodita nella sala dei (roni
allinterno del Museo Ar#heologi#o A. 4alinas di
<alermo -MARCO,I 18302, " stata realiata #on la
te#ni#a della *usione a #era $ersa eseguita in $arti
se$arate e $oi saldate, $ro#edimento la(orioso e ra**inato
della metallurgia anti#a, utiliato an#he $er la
realiaione della #o$ia, nel $ieno ris$etto delle anti#he
Fig. 1. Palermo, Museo Archeologico A.Salinas. L'ariete in
brono !ro"eniente #al $astello Maniace #i Siracusa.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 51-55
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te#ni#he di lavoraione e delle #aratteristi#he
delloriginale museale.
&a s#ultura misura 1.3= m di lunghea $er 0.=0 m in
altea e ri$rodu#e a grandea 'uasi naturale un ariete
re#um(ente #on testa volta a sinistra. &a am$a anteriore
destra, in $arte man#ante, " ri$iegata sotto il #or$o,
mentre la sinistra " $roiettata allesterno, $ronta a
s#attare. &a maestria dellartista si mani*esta nella
#ostruione dello$era e so$rattutto nel realisti#o
rendimento dei dettagli anatomi#i, in $arti#olare, del
vello dell>animale e delle #orna eseguiti #on meti#olosa
#ura e attenione -RO&&.? 18=32.
&a #ronologia dellariete rimane #ontroversa@ in assena
di #ontesto di s#avo, essa si (asa su #riteri strettamente
stilisti#i. 7li studiosi tendono a ri#ondurre la s#ultura
alla #er#hia dello s#ultore &isi$$o e $ertanto la datano ai
$rimi de#enni del III se#olo a.#. .ssa " #onsiderata un
unicum in 4i#ilia, in 'uanto raro esem$lare della
(ronisti#a gre#a di et) ellenisti#a -!I&&A 188A2.
:, Cenn" sto!"#"
Indis#uti(ile #a$olavoro
della s#ultura anti#a, la
statua originale
dellariete $roveniva da
4ira#usa, dove
a((elliva, insieme #on
un esem$lare gemello e
s$e#ulare, la *a##iata
del Castello Mania#e
-A7,.&&O 1839, 188B2
-Fig. /2. .sso venne
eretto tra il 1/33 e il
1/B0, su volere di
Federi#o II di 4vevia,
sulla estrema $unta sud
dell> Isola dOrtigia . Il
$rogetto del #astello,
realiato dallar#hitetto
Ri##ardo da &entini, $revedeva $er la *a##iata un am$io
$ortale goti#o, ai #ui lati erano $osiionate due alte
mensole sulle 'uali
erano #ollo#ati i due
arieti in (rono
rinvenuti, in 'uegli
stessi anni, in s#avi
o##asionali nella
#itt) di 4ira#usa
-CA44ATARO,
RCBI,O /00/2 -Fig.
32.
&>as$ortaione dal
#astello Mania#e
dei due arieti si
deve alla regina
Maria, moglie di
Al*onso !
dAragona, la 'uale,
nel 1BB3, ne *e#e dono al mar#hese 7iovanni
!entimiglia, $er la sua $rova di *edelt) verso la #orona,
egli, in*atti, aveva tru#idato venti no(ili a##usati di aver
*omentato la rivolta dei sira#usani #ontro i governatori
s$agnoli. 7li arieti *urono 'uindi tras$ortati a
Castel(uono, la #ittadina delle Madonie di #ui
l>aristo#rati#o era signore e *urono da$$rima #ollo#ati sul
$ros$etto del suo #astello e su##essivamente alla sua
morte, *urono $osti ad ornamento della sua tom(a. ,el
;!I se#olo, i due (roni, #on*is#ati ai suoi eredi, *urono
a#'uisiti allerario regio e tras*eriti a <alermo $rima al
<alao dello 4teri e in un se#ondo momento al <alao
Reale.
:urante i moti insurreionali del 1=B=, uno dei due
(roni *u distrutto da un #ol$o di #annone e laltro
danneggiato, *u donato dal re !ittorio .manuele II al
Museo Ar#heologi#o di <alermo, dove an#ora oggi si
trova -CA44ATARO /00=2.
,el /009 la s#ultura " stata oggetto di restauro in 'uanto
mina##iata dalla #orrosione $er lumidit) atmos*eri#a.
,el #orso del restauro " stata s*ruttata la matri#e di
stam$o realiata dalla Fonderia 4tori#a Chiurai

di
,a$oli, an#ora vergine, #on la 'uale si sono $otute
ri$rodurre due #o$ie *edeli all>originale es$osto. &e #o$ie
*edeli sono state #ondotte, do$o oltre #in'ue se#oli, nella
loro anti#a #ollo#aione al Castello Mania#e ed es$oste
in uno degli am(ienti del maniero, in attesa di essere
$osiionate sulle mensole della *a##iata.
;, Meto'o e st!u*ent"
&e o$eraioni di rilievo della s#ultura sono state
arti#olate in tre *asi $rin#i$ali.
&a $rima *ase, ovvero l>a#'uisiione delle immagini da
ela(orare, " #onsistita nellese#uione di due set di
ri$rese *otogra*i#he del soggetto, $er un totale di un
#entinaio di *otogra*ie -Fig. B2. 4i " utiliata una re*leD
digitale Canon .O4 1100:, #on sensore dimmagine
CMO4 da //,/ D 1B,E mm e #on una risoluione 1/,/
mega$iDel.
Fig. %. Set #i ri!rese &otogra&iche #el soggetto.
Fig. '. ( #ue arieti ra&&igurati #a
)ouel *+o,age !ittores-ue #es isles
#e Sicile, #e Malta et li!ari, 1./.0.
Fig. 1.Am!io !ortale gotico #el $astello
Maniace #i Siracusa.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 51-55
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&a s#ultura si trova $osiionata su un alto (asamento al
#entro di una $i##ola sala del #astello. &e *otogra*ie sono
state s#attate eseguendo tre giri #om$leti attorno alla
s#ultura, #er#ando di mantenere sem$re la stessa distana
da essa.
&e #ondiioni di lu#e della sala non erano ottimali@ la
s#ultura non era illuminata da al#una lu#e arti*i#iale, ma
solo da 'uella naturale #he entrava da due *inestre, $oste
ris$ettivamente davanti e dietro di essa, e di #onseguena
l>illuminaione generale non era omogenea -Figg. 9, A2.
Inoltre, a #ausa della man#ana di un su$$orto $er $oter
e**ettuare le ri$rese dallalto, " stato im$ossi(ile
*otogra*are in modo #om$leto la $arte su$eriore
dello$era, in $arti#olare la ona relativa alla testa
dellariete.
&e *otogra*ie sono state $ro#essate tramite <Fthon
<hotogrammetrF Tool(oD, uninter*a##ia gra*i#a
multi$iatta*orma s#ritta in linguaggio <Fthon. .ssa
#om$rende due a$$li#aioni@ Bundler, $er la #ali(raione
della ma##hina *otogra*i#a e lorientamento delle
immagini, e <M!4/ -Patch2base# Multi2"iew Stereo2
$er lela(oraione della nuvola di $unti tridimensionale
ad alta densit). G stato #osH $ossi(ile estrarre dal set
*otogra*i#o, attraverso due sem$li#i $assaggi, la nuvola
di $unti tridimensionale della s#ultura -MOC&O,, B.III
/01/2. 4ono state e**ettuate diverse ela(oraioni delle
immagini, testando di volta in volta l>ela(oraione di un
di**erente numero di immagini e il settaggio di di**erenti
risoluioni.
&a $rima ela(oraione "
stata realiata
utiliando solo A0
*otogra*ie, seleionate
tra le 100 s#attate,
s#alate ad una
risoluione di 1.=00
$iDel $er ottimiare il
$ro#esso in (ase alla
$otena di #al#olo del
<C. Il risultato " una
nuvola di $unti 3: in#om$leta e $o#o densa@ al#une $arti
della s#ultura sono #om$letamente $rive di $unti, #ome
ad esem$io la $arte anteriore del #or$o, le am$e
$osteriori e la s#hiena dellanimale -Figg. E, =2.
,ella se#onda ela(oraione " stato ridotto il numero
delle *oto a 90 ed " stata aumentata la risoluione a /.A88
$iDel. Il risultato ottenuto " stato migliore del
$re#edente@ la nuvola di $unti " su**i#ientemente densa
su tutta la s#ultura, tranne nella $arte su$eriore del #a$o,
dove la man#ana di $unti " dovuta allassena di
*otogra*ie in 'uella ona -Fig. 82.
Fig. 3. +ista &rontale #ella co!ia #ell'ariete #i brono al $astello
Maniace #i Siracusa.
Fig. 4. +ista !osteriore #ella co!ia #ell'ariete #i brono al $astello
Maniace #i Siracusa.
Fig. /. 5isultato #ella !rima elaboraione #elle immagini .
Fig. .. 5isultato #ella !rima
elaboraione #elle immgini.
Fig. 6. 5isultato #ella secon#a elaboraione #elle immagini.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 51-55
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,ellultima ela(oraione, sono state im$iegate
nuovamente 90 *oto, ma #on una risoluione di 3.000
$iDel.
Il risultato non " stato 'uello s$erato@ la nuvola "
risultata a((astana densa nella $arte $osteriore della
s#ultura, mentre nella $arte anteriore am$ie one erano
#om$letamente $rive di $unti.
&a tera e ultima *ase di lavoro ha riguardato
l>ela(oraione della modello 3: a $artire dalla nuvola di
$unti. Tra le tre nuvola di $unti ela(orate la s#elta "
ri#aduta su 'uella ottenuta dalla se#onda ele(oraione
-90 immagini a /.A88 $iDel2, la migliore sotto tutti i $unti
di vista. &>ela(oraione " stata realiata utiliando
CloudCom$are -Fig. 102 e Mesh&a(, due a$$li#aioni
$rogettate $ro$rio $er il trattamento di dati
tridimensionali.
Il $rimo so*t3are " stato utiliato $er visualiare e
ri$ulire la nuvola di $unti da tutte le $arti estranee alla
s#ultura, utiliando il #omando 54egment6, mentre il
se#ondo " stato utiliato $er le su##essive o$eraioni. In
$rimo luogo " stata #reata una mesh tramite il #omando
5<oisson 4ur*a#e Re#onstru#tion6, #on i valori di O#tree
:e$th e 4olver :ivide $ari a 10 -Fig. 112.
In un se#ondo momento " stato eseguito il tras*erimento
di #olore dalla nuvola di $unti alla mesh s*ruttando il
#omando 5!erteD Attri(ute Tras*er6. In*ine, " stata #reata
la teDture del modello a 1.=00 $iDel utiliando le
immagini gi) im$iegate nell>ela(oraione della nuvola di
$unti -Fig. 1/2.
<, R"su$tt"
Il risultato *inale del lavoro $uJ dirsi soddis*a#ente
-Figg. 13, 1B2. Il grado di dettaglio del rilievo 3: risulta
(uono@ in $arti#olare, in al#une $arti della s#ultura "
$ossi(ile notare le #orna ri#urve in#ise #on ondulate
sol#ature trasversali e il vello #ostituito da singole
#io##he disomogenee. Altri $arti#olari sono, inve#e,
$o#o evidenti e a$$rossimativi, so$rattutto nella ona
relativa al muso e alla $arte su$eriore del #a$o.
In generale " $ossi(ile a**ermare #he la te#ni#a e i
so*t3are utiliati $er il rilievo dimostrano (uone
$otenialit). &Image-Based Modeling risulta essere una
te#ni#a $arti#olarmente vantaggiosa sotto diversi $unti di
vista@
$ossi(ilit) di rilevare oggetti di 'ualsiasi *orma
e dimensione,
utilio di attreature di *a#ile im$iego,
e#onomi#amente alla $ortata di tutti e
agevolmente tras$orta(ili, #ome una ma##hina
*otogra*i#a digitale e un $# $ortatile,
ela(oraione $iuttosto ra$ida #on lim$iego di
so*t3are li(ero e o$en sour#e, #he hanno il
$regio di non avere #osti di li#ena e di essere
*a#ilmente utilia(ili an#he da #hi non ha
$arti#olari #om$etene di modellaione e
gra*i#a 3:.
&uso di 'uesta te#ni#a ha messo in evidena, an#he,
al#uni suoi limiti #he in#idono nella 'ualit) *inale del
lavoro.
Cna #ondiione di *ondamentale im$ortana " la
luminosit) dellam(iente nel 'uale si realiano i vari set
*otogra*i#i. ,el #aso s$e#i*i#o, la s#ultura (ronea
dellariete era #ollo#ata in una sala del #astello #on
unilluminaione non omogenea, 'uindi non ottimale, e
#iJ ha in*luito, #ome $re#edentemente evideniato, nel
grado di dettaglio del modello *inale.
Cn altro *attore rilevante da tenere in #onsideraione " la
'ualit) del <C utiliato $er lela(oraione delle
immaginie@ le #aratteristi#he te#ni#he $ossono
Fig. 17. Elaboraione #ella nu"ola #i !unti tramite $lou#$om!are.
Fig. 11. $reaione #i una mesh #alla nu"ola #i !unti tramite MeshLab.
Fig. 1'. $reaione #ella te8ture alla mesh.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 51-55
54
#ondiionare tutta la *ase del $ro#essing e del $ost-
$ro#essing, e in de*initiva la (uona rius#ita del rilievo.
=, Con#$us"on": " %oss"+"$" us" 'e" !"$"e(" 9D
ne$ #*%o 'e" Ben" Cu$tu!$",
I rilievi tridimensionali ra$$resentano oggi un valido
strumento di *ruiione delle o$ere darte.
Il rilievo delle $i% im$ortanti o$ere #ustodite nei musei
realiato #on le te#ni#he e i so*t3are 'ui es$osti $uJ
dare luogo alla realiaione di ar#hivi in*ormati#i
tridimensionali, #he sostituis#ano o integrino le
tradiionali immagini /: o le des#riioni testuali, a
*avore di una $i% #om$leta #onos#ena e des#riione del
(ene. I modelli 3: divengono in 'uesto modo
e##eionali strumenti di divulgaione e $romoione,
*unionali ad una migliore #onos#ena del (ene stesso.
4ono inoltre un meo di salvaguardia delle o$ere darteK
$artendo dal modello digitale 3: " $ossi(ile, in*atti,
realiare *edeli #o$ie di o$ere darte. In Italia ai sensi
dell>art. 10E, #omma /, del Codi#e dei Beni Culturali e
del <aesaggio, " di regola vietata la ri$roduione di (eni
#ulturali #he #onsista nel trarre #al#hi $er #ontatto dagli
originali dalle o$ere di s#ultura e da o$ere a rilievo, in
genere , di 'ualun'ue materiale tali (eni siano *atti. 4ono
inve#e #onsentiti, $revia autoriaione del
4o$rintendente, i #al#hi da #o$ie degli originali gi)
esistenti non#h+ 'uelli ottenuti #on te#ni#he #he
es#ludono il #ontatto diretto #on l>originale. A tal
riguardo, #i viene in#ontro il modello digitale, #reato #on
te#nologia non distruttiva e $riva di dis$ositivi a #ontatto
#on il manu*atto, #he evita dun'ue 'ualsiasi $oteniale
$eri#olo $er la #onservaione delloriginale. 7li
im$ieghi delle #o$ie delle o$ere darte sono molte$li#i,
$osso essere utiliate $er la musealiaione o la
sostituione degli originali $er motivi di si#urea o
#onservaione, $er attivit) $romoionali e didatti#he ed
in*ine, #ome nel #aso dellariete del #astello Mania#e,
$er la ri#ollo#aione della #o$ia nellanti#a e originaria
sede.
B"+$"o.!&"
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(nter!retation o& an Archeological E8ca"ation9 an E8!erience
with :ense Stereo 5econstruction Tools,in ,ICCO&CCCI F.,
:.&&.<IA,. M., <.LA 4.R,A 4., RC4MM.I.R M. .., !A, 7OO&
&. N. -eds.2, !AST112 The 1'th (nternational S,m!osium on
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e ?!en Format nei !rocessi #i ricerca archeologica. Atti #el +(
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Fig. 11. 5isultato &inale #el rilie"o 1:.
Fig. 1%.5isultato &inale #el rilie"o 1:.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 51-55
55
IL RILIEVO 3D DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA STELLA
Raffaele Peluso
r.peluso84 @gmail.com
ABSTRACT
Nel presente elaborato si espone un esempio di rilieo
tridimensionale ese!uito "on so#t$are open sour"e%
L&obbiettio era 'uello di ese!uire una ri"ostru(ione
3D di una struttura ar")itettoni"a "omplessa
"omprendente sia l*esterno dell*edi#i"io ")e l*interno+
elaborando le s"ansioni "on due pro"essi separati per
unire su""essiamente i due modelli dando ad
entrambi le "orrette dimensioni metri")e%
,e-$ords
Image-based Modeling, Santa Maria della Stella,
Structure-from-Motion, open source, free sofwtare
.% Introdu(ione
Oggetto del presente laoro ! la "#iesa di Santa Maria
della Stella edificata sul finire del $uattrocento nel punto
pi% alto di "astrolibero &'ig. (), sulle roine dell*antico
borgo medieale raso al suolo da re 'erdinando
d*+ragona nel (48,.
-ssa risente dell*influsso dell*arc#itettura florense
dell*abate .ioacc#ino e rammenta la presen/a dei
monaci cistercensi nel territorio in 0uestione. 1a un
punto di ista arc#itettonico la c#iesa afferisce ai canoni
dello stile romanico e in seguito al terremoto del (,82
essa fu 0uasi del tutto ricostruita. 3 caratteri//ata da una
struttura in opus incertum e tufo scuro e presenta una
facciata in cui spicca il bellissimo portale ad arco ogiale
riccamente decorato. Proprio a conferma dell*influsso
cistercense e florense, la facciata della c#iesa presenta un
ampio rosone &'ig. 4) nel 0uale appaiono (4 pilastrini
diisori disposti a raggiera.
Il terremoto dell5 8 settembre (678 distrusse la c#iesae
nel (648 l5allora parroco 1on "armine 1e Rango pro9
a restaurarla, ma i poc#i fondi disponibili permisero di
rifare solo la facciata.
/% Strumenta(ione utili((ata
Per l*ac0uisi/ione e l*elabora/ione dati #o utili//ato la
strumenta/ione c#e segue:
P" portatile:
Modello: +cer +spire 8,88g
Processore: Intel "ore i8-4487M 4.8 .;/
R+M: 4 .< 11R2
Sc#eda ideo: =>I1I+ .e'orce .? @27M wit#
(.< 1edicated >R+M
Fig. 1. Chiesa di Santa Maria della Stella.
Fig. 2. Rosone.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
57
;ard1isA: 877.< ;11
Macc#ina fotografica:
Modello: =iAon 187
?ipo prodotto: 'otocamera digitale B SCR
Risolu/ione: (7.4 MegapiDel
?ipo sensore ottico: ""1
PiDel totali: (7.,87.777 piDel
1imensioni sensore ottico: (8.8 D 42.@mm
'attore di ridu/ione isuale: (.8
SensibilitE ottica: ISO (77-(@77
?empo maD di ottura/ione: (F4777 sec
?empo min di ottura/ione: 27 sec
3% Analisi della struttura e problemi
lo!isti"i
C*oggetto del mio elaborato, come isto in preceden/a, !
una piccola c#iesa di forma rettangolare con una facciata
importante, la cui forma, sebbene nel complesso
semplice, presenta diersi dettagli arc#itettonici molto
interessanti: in particolare il rosone centrale, il portone
elaborato e una scalinata di accesso al portone &'ig. 2).
C*interno della struttura si presenta molto spoglia con
poc#e finestre e una parte del muro &dietro l*abside) e
tutto il tetto crollato &'ig. 4).

"ome detto in preceden/a l*obbiettio prefissato era
0uello di reali//are un modello 21 sia dell*esterno c#e
dell*interno, per poi unire le due nuole di punti dando
nel contempo le giuste dimensioni all*oggetto anali//ato.
Ce problematic#e logistic#e da me riscontrate sono state:
per la parte esterna, un lato dell*edificio !
inglobato in una costru/ione adiacente alla
c#iesa, il secondo lato ! coperto completamente
da una fila di alberi c#e ne impediscono la ista,
in fine il retro della c#iesa si affaccia su un
piccolo strapiombo di circa sette metriG
per la parte interna, occorrea troare un
metodo di ripresa c#e permettesse di ricostruire
l*interno della struttura con un unico
processamento di fotoG
elaborare un metodo c#e permettesse di unire le
due nuole di punti e dare nel contempo le
giuste dimensioni alla struttura.
0% Risolu(ione ai problemi lo!isti"i e
metodo di ripresa
Per la struttura esterna, purtroppo, ! stato impossibile
effettuare la ripresa su tutti e 0uattro i lati, cosH ci si !
concentrato sulla facciata principale ritenendo c#e, per
l*obbiettio prefissato, potesse bastare.
Ce riprese della facciata sono state effettuate muoendosi
da sinistra erso destra e iceersa con un andamento a
semicerc#io &'ig. 8).
Per la parte interna la problematica di ripresa ! stata
risolta eseguendo le fotografie con le spalle alla parete e
scattando le fotografie erso l*angolo opposto e
spostandosi per la fotografia successia di un paio di
passi lungo la stessa parete e nel contempo spostare la
/ona fotografata in sincronia con il moimento &'ig. @).
=el complesso le foto effettuate sono state 28 per la
facciata esterna e @@ per l*interno della c#iesa.
Per aere il modello metrico in modo tale da unire le due
nuole di punti e aere nel contempo le giuste
dimensioni dell*edificio, come prima cosa sono state
Fig. 3. La facciata della chiesa.
Fig. 4. L'interno della chiesa.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
58
posi/ionate e misurate 0uattro marc#e di riferimento alla
porta c#e dE all*esterno dell*edificio &'ig. ,).
Ca stessa opera/ione ! stata ripetuta per la parte interna
della porta, aendo cura di sistemare le marc#e negli
stessi punti in cui si troaano le marc#e all*esterno.
Infine, ! stato misurato lo spessore della porta &'ig. 8).
1% Elabora(ione in 22T 3 2-t)on
2)oto!rammetr- Toolbo4
Per l*elabora/ione in PP? &MOICO=, <-JJI 47(4) sono
stati eseguiti due processi distinti: il primo per la facciata
esterna, il secondo per l*intera struttura interna.
In un primo momento i processi sono stati eseguiti sul
sistema operatio .=IFCinuD B +rc#eos, impostando,
per il primo passaggio in <undler, una risolu/ione di
2877 piDel per le 28 foto della facciata esterna e le @@
della struttura interna.
Purtroppo ! stato riscontrato un grosso problema, forse
douto al fatto c#e CinuD-+rc#eos non ! in grado di
rileare l*intero comparto #ardware del P": le foto
processate, infatti, dopo il primo passaggio sono minori
di 0uelle da me inserite, di conseguen/a le nuole
risultanti presentano dierse parti mancanti o buc#i nella
struttura.
Per oiare al problema ! stato installato PP? sul sistema
operatio Kindows, ed il processamento delle foto !
stato aiato ad una risolu/ione di 4@67 piDel
&risolu/ione massima c#e PP? riesce a reggere su
Kindows). In 0uesto modo sono riuscito a ricaare una
nuola di punti molto pi% completa.
5% 2ost32ro"essin!
Ottenuta la nuola di punti #o ini/iato con il post-
processing.
Per prima cosa #o eseguito una puli/ia delle due nuole
eliminando tutti i punti in eccesso e c#e non faceano
parte della struttura.
Passando da delle nuole di 0uesto tipo &'igg. 6, (7):
Fig. 5. La nuola di punti 3! della facciata" ogni punto colorato
rappresenta uno scatto fotografico.
Fig. #. La nuola di punti dell'interno" ogni punto colorato
rappresenta uno scatto fotografico.
Fig. $. Le marche di riferimento posi%ionate sulla porta esterna.
Fig. &. Le marche di riferimento posi%ionate
sulla porta interna.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
59
si ! arriati a nuole correttamente ripulite &'igg. ((,
(4).
+rriato a 0uesto punto ci si ! ritroati con due nuole
perfettamente ripulite, ma ancora separate e con
dimensioni differenti. In "loud"ompare sono state
allineate le nuole inserendo le misure delle distan/e
delle marc#e di riferimento prese, assegnando le
coordinate 7,7,7 alla marca in basso a sinistra della porta
della facciata e dando alle altre le rispettie coordinate
cartesiane &'ig. (2).
Mi ritroo cosH con la facciata raddri//ata e con
dimensioni reali ma l*interno della c#iesa ! ancora
staccato dalla struttura.
"osH ripeto l*opera/ione di prima ma 0uesta olta
inserendo il alore 7,L,7 alla marca in basso a destra e
per dare il giusto spessore alle pareti aggiungo anc#e il
alore L misurato dallo spessore della porta. &'ig.(4).
Fig. '. (uli%ia della nuola di punti della facciata.
Fig. 1). (uli%ia della nuola di punti dell'interno.
Fig. 11. *uola di punti ripulita della facciata.
Fig. 12. *uola di punti ripulita dell'interno.
Fig.13. +nserimento delle coordinate delle marche di riferimento poste
all'esterno della porta.
Fig. 14. Settaggio coordinate marche interno porta.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
60
Il risultato ottenuto e l*unione delle nuole di punti
aente il giusto spessore dei muri e le giuste dimensioni.
&'ig.(8).
+ 0uesto punto mi ritroo con due nuole distinte ma
aenti le giuste coordinate.
Il fatto di aere due nuole di punti mi torna utile nel
momento in cui deo eseguire le mes# in 0uanto, dopo
aer proato una mes# globale, 0uesta ! risultata di
scarsissima 0ualitE andando anc#e a distruggere parte
della struttura stessa. Ca mes# Poisson eseguita sulla
facciata #a auto alori (2 B (2 mentre la mes# sulla
parte interna della c#iesa #a auto alori (( B ((.
&'igg.(@, (,).
+ 0uesto punto #o ini/iato la puli/ia delle Mes# dalle
parti superflue &'igg. (8, (6).
1ecido a 0uesto punto di eseguire la teDturi//a/ione
delle due Mes#.
Oiamente dato il raddri//amento delle nuole e di
conseguen/a lo spostamento delle stesse deo eseguire la
teDturi//a/ione manualmente.
Ini/io con la facciata alla 0uale applico 4 foto &'ig. 47).
Fig. 15. ,nione delle nuole di punti corrette etricamente.
Fig. 1#. Mesh della facciata.
Fig. 1$. Mesh dell'esterno.
Fig. 1&. Mesh della facciata ripulita.
Fig. 1'. Mesh dell'interno ripulita.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
61
1opo diersi allineamenti ottengo un discreto risultato &'ig.
47).
Per la parte interna della c#iesa #o eseguito lo stesso
procedimento ma con , foto &'ig. 4().
Purtroppo dopo diersi tentatii con foto e settaggi diersi e
dopo altrettanti cras# da parte di Mes#Cab #o rinunciato alla
teDturi//a/ione della parte interna della c#iesa.
"omun0ue dopo aer riunito le due mes# 0uesto ! il risultato
finale &'igg. 44, 42, 44).
Si pu9 notare la distan/a fra i due muri c#e ! il giusto spessore
della parete originale.
Fig. 2). -e.turi%%a%ione della facciata.
Fig.21. -e.ture finale della facciata.
Fig.22. -e.turi%%a%ione dell'interno.
Fig. 23. Chiesa completa ista
dall'alto.
Fig. 22. Chiesa completa ista esterna.
Fig. 24. Chiesa completa ista dall'alto.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
62
Si noti la giusta distan/a tra le due marc#e &'ig. 42).
6% Con"lusioni
=el complesso posso ritenermi soddisfatto del risultato
ottenuto, nonostante le difficoltE incontrate.
Sono riuscito a raggiungere 0uasi tutti gli obbiettii prefissati
all*ini/io del progetto.
In buona sostan/a posso ritenermi capace di poter raddri//are,
seppure con 0ualc#e risera sulla precisione assoluta, una
struttura di discrete dimensioni, comprendente sia l*interno c#e
l*esterno, anc#e sen/a l*ausilio di una sta/ione totale.
7% Biblio!ra#ia
MOICO= P., <-JJI +. 47(4, (/thon (hotogrammetr/ -ool0o."
1 free solution for -hree2!imensional !ocumentation, in
"+=?O=- '. &ed.), 1RC345F5SS. 5pen Source6 Free Soft7are
e 5pen Format nei processi di ricerca archeologica. 1tti del 8+
9or:shop &=apoli, 6-(7 .iugno), Po//uoli, pp. (82-(,7.
Fig. 25. (articolare della corretta distan%a tra le marche.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 57-63
63
RILIEVO 3D ARCHITETTONICO DELLA FACCIATA DELLO SPEDALE DI
SANTA MARIA DELLA SCALA DI SIENA
A. Scarpelli
alice.scarpelli@gmail.com
ABSTRACT
In questo articolo trattereo !ei risultati ottenuti
a""inan!o so#t$are li"eri e o%en source& c'e
i%leentano tecnic'e !i Structure(#ro(Motion e
Ia)e("ase! Mo!elin)& al rilie*o !i un anu#atto
arc'itettonico+ Si es%orranno le eto!olo)ie e le
caratteristic'e !e)li struenti i%ie)ati %er e)lio
co%ren!ere i risultati e le %oten,ialit- !i tali eto!i
in correla,ione a)li o"ietti*i %re%osti in questo caso
s%eci#ico& cercan!o inoltre !i %roiettarli all.interno !i
un contesto %i/ a%io c'e ri)uar!a olti !e)li
as%etti !ella conser*a,ione& *alori,,a,ione& tutela e
%roo,ione !el %atrionio storico(artistico+
0e1$or!s
Structure-from-Motion, Image-Based Modeling, Python
Photogrammetry Toolbo, !ilie"o #$, Mesh%ab, Santa
Maria della Scala
2+ Intro!u,ione
Il presente contributo costituisce il risultato delle
sperimenta&ioni effettuate in occasione della
reali&&a&ione di un rilie"o tridimensionale con soft'are
open source, nell(ambito del progetto s"iluppato
all(interno del corso di )!ile"o fotogrammetrico #$ per i
Beni *ulturali+ ,Master in Tecnologie -pen Source per i
Beni *ulturali..
%(oggetto preso in esame / la facciata dello Spedale di
Santa Maria della Scala a Siena, un manufatto
architettonico di note"oli dimensioni, scelto come
oggetto di indagine per testare le poten&ialit0 ed i limiti
di tecniche di rilie"o 1uali Structure-from-Motion e
Image-Based Modeling, maggiormente legate, rispetto
alle tecnologie tradi&ionali, sia all(hard'are utili&&ato
che alla 1ualit0 delle immagini ac1uisite.
-ltre ad un in1uadramento storico del complesso edili&io
"erranno presentate la metodologia e gli strumenti di
la"oro impiegati per l(ac1uisi&ione dei dati e la loro
elabora&ione a cui faranno seguito l(esposi&ione e
l(analisi dei risultati ottenuti.
Sorto sul tracciato della "ia 2rancigena, lo Spedale di
Santa Maria della Scala "enne istituito dai canonici del
$uomo nel I3 secolo e costituisce uno dei primi esempi
di xenodochium ed ospedale europei ,MA**4I s.d.,
5PST5I6 789:.. Alla sua particolare posi&ione di fronte
alla gradinata della *attedrale cittadina de"e l(appellati"o
)della Scala+, simbolo che ritro"iamo rappresentato
nello stemma dello Spedale. -ltre a s"olgere fun&ioni di
assisten&a ai malati e di rico"ero per i po"eri, S. Maria
della Scala ebbe un ruolo molto importante come luogo
di accoglien&a dei pellegrini e in tali mansioni "enne
sostenuto dal go"erno cittadino che nel ;uattrocento ne
ac1uis< il controllo diretto.
%o Spedale crebbe durante tutto il medioe"o tramite
ac1uisi&ioni, inglobando anche strutture difensi"e
preesistenti e arri"ando a occupare #=>.>>> metri cubi di
estensione, di cui 7#.>>> metri 1uadri oggi sono aperti al
pubblico.
In 1uesta sede si "uole porre l(atten&ione sugli aspetti che
costituiscono le "arie fasi di reali&&a&ione della facciata,
per dare un(idea dei passaggi pi? significati"i che hanno
reso il prospetto dello Spedale cos< come lo percepiamo
ancora oggi.
Il corpo della facciata si concreti&&a in tre fasi che "anno
dal 3III al 3@, mentre il primo brano murario,
caratteri&&ato dall(alternarsi di filari in tra"ertino e
mattoni, / ascri"ibile al 3II secolo. 2ra il 7#>> ed il
7#=> "iene soprele"ata di un piano la parte destra
dell(edificio e si costruiscono le cin1ue aperture ogi"ali,
mentre fra il 7A:B ed il 7AB7 si amplia la parte di
sinistra, caratteri&&ata dall(apertura di dieci finestroni
rinascimentali ,CABB!I5%%I 7887D PA!56TI 7887, T-!!ITI
E>>>..
3+ O"ietti*i
%(obietti"o preposto / la ricostru&ione e la
"isuali&&a&ione al computer di architetture come
strumento di studio e di di"ulga&ione attra"erso l(ausilio
di tecnologie lo' cost, che mirano ad abbattere i costi di
produ&ione mantenendo ele"ata la 1ualit0 del prodotto
finale.
%e tecniche di Structure-from-Motion ,SfM. e Image-
Based Modeling, ,IBM. basandosi su soft'are open
source e su un hard'are accessibile, soprattutto se
paragonato alle canoniche tecniche di rilie"o,
permettono di eseguire rilie"i accurati di 1ualit0, che
tramite alcuni semplici procedimenti possono essere
georeferen&iati, con risultati paragonabili in certi casi a
1uelli ottenibili con tecnologie decisamente meno
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 65-67
65
accessibili ,$5 !5F et al. E>7#D M-F%-6, B5GGI E>7E.
6el presente la"oro si parte dall(assunto che la
conser"a&ione del bene culturale / strettamente "incolata
ad una serie di a&ioni che ne permettono non solo lo
studio e l(analisi, ma anche la successi"a "alori&&a&ione
e di"ulga&ione. Appare subito e"idente 1uindi come
opera&ioni di rilie"o metrico e di documenta&ione del
manufatto risultino indispensabili. *i preme soprattutto
e"iden&iare come il prodotto finale dell(elabora&ione
ottenuto tramite la SfM si presti non solo al suo utili&&o
in ambito accademico, bens< come si possa inoltre
considerare un prodotto a li"ello comunicati"o note"ole,
caratteri&&ato da un forte impatto emo&ionale, ma
soprattutto da un poten&iale "alore didattico di
considere"ole importan&a.
3+ Meto!o e struenti
Il rilie"o / stato reali&&ato tramite una fotocamera
Panasonic $M*-CE da 7#,7 megapiel con dimensioni
del sensore d(immagini di 7B,# 7# mm e un obbietti"o
7A-AE mm.
%e fotografie sono state ac1uisite percorrendo il
perimetro dell(edificio da sinistra "erso destra, alla
distan&a massima raggiungibile dal complesso
architettonico per a"ere una "isuale il pi? completa
possibile, scelta 1uesta in parte ostacolata dalla presen&a
del corpo di fabbrica della *attedrale posta di fronte
all(oggetto del rilie"o. $ato che la 1ualit0 del risultato
del modello #$ ottenuto tramite SfM dipende
principalmente dalle caratteristiche delle immagini di
parten&a, dopo "ari tentati"i / stato scelto di scattare le
foto alle B e #> del mattino, per e"itare per 1uanto
possibile il contrasto fra le &one d(ombra e le aree
fortemente esposte ai raggi solari e, soprattutto, la
cospicua presen&a di persone che caratteri&&a il sito
durante il giorno. Sono state ac1uisite circa 7>>
immagini ad una risolu&ione di E>A97=#: piel con un
tempo di esposi&ione di 7HE>> sec e una focale di E>.>
mm.
Per poter scalare il modello #$ e renderlo metrico sono
stati misurati 1uattro punti, prendendo come riferimento
i "ertici dello stemma marmoreo dello Spedale ,2ig. A.,
facilmente riconoscibile per la sua ubica&ione e per la
differen&a di materiale impiegato.
Fna "olta scelte le immagini, circa 8>, 1ueste sono state
processate con il soft'are open source Python
Photogrammetry Toolbo, programma reali&&ato in
python script, che unisce Bundler a PM@SE e *M@S
,M-F%-6, B5GGI E>7E..
*ondi&ione necessaria affinchI un elemento "enga
rile"ato / che 1uesto compaia in almeno tre immaginiD
una "olta riconosciuti i punti in comune nelle di"erse
immagini "iene tracciato lo spostamento delle
correla&ioni e ricostruiti i parametri della camera. ;uesta
prima fase produce una nu"ola di punti a bassa densit0
mentre il passaggio in PM@SE permette in"ece di
ottenere un insieme di punti orientati decisamente pi?
denso.
%(hard'are utili&&ato in 1uesta fase del progetto consiste
in un MacBooJPro con processore E.A Ch& Intel *ore i=
e ACB ram. %e specifiche della strumenta&ione
impiegata sia per 1uanto concerne la fotocamera che il
pc, dimostrano 1uanto anticipato precedentemente,
collocando 1ueste metodologie all(interno dei processi
lo' cost, intendendo e"iden&iare con 1uesta espressione
prima di tutto l(efficien&a che sottintende 1uesto metodo
coadiu"ato da un costo accessibile.
Fna "olta ottenuta la nu"ola di punti ,2igg. 7, E., 1uesta
/ stata ripulita e scalata con *loud*ompare, mentre in
Mesh%ab / stata reali&&ata la mesh tramite l(algoritmo
Poisson. Sempre con 1uest(ultimo programma si /
pro""eduto infine ad applicare il colore alla mesh e a
creare la teture.
4+ Risultati
I risultati ottenuti attra"erso i "ari procedimenti
impiegati consistono in cin1ue nu"ole di punti che, una
"olta ripulite e unite fra di loro, hanno prodotto una
nu"ola raffigurante l(intera facciata dello Spedale
composta da B8=.9=# "ertici. Si / scelto di processare le
immagini in pi? gruppi per non so"raccaricare troppo
l(hard'are e per mantenere una risolu&ione medio-alta.
Altri tentati"i hanno comun1ue mostrato che abbassando
la risolu&ione in PPT / possibile ottenere un buon
risultato processando tutte le immagini
contemporaneamente.
%a mesh ottenuta con un fattore 7E di Poisson, unita ai
molti "ertici della nu"ola, hanno contribuito alla buona
riuscita del modello finale teturi&&ato ,2ig. #..
5+ Conclusioni
$urante lo s"iluppo di 1uesto progetto si / potuto
Figura 1. Nuvola di punti della facciata di Santa Maria della Scala.
Figura 2. Nuvola di punti della facciata ripulita.
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nuo"amente constatare come 1ueste metodologie
permettano non solo di rile"are il manufatto e di
restituirne un modello fotorealistico sen&a entrare in
contatto fisico con l(oggetto, ma come possano inoltre
costituire la base dalla 1uale partire per la reali&&a&ione
di contenuti multimediali di "ario tipo per la
di"ulga&ione culturale.
%(utilit0 e la necessit0 dell(applica&ione "engono ben
esplicate se si considera che con lo stesso procedimento
si ottengono modelli #$ che con semplici passaggi
"engono resi metrici, e gra&ie ai 1uali non solo /
possibile studiare i manufatti da parte di pi? figure
professionali abbattendo i temi di la"oro - si pensi allo
studio della mensiocronologia in archeologia
dell(architettura come alla pianifica&ione al computer di
opera&ioni di restauro o ancora alle colle&ioni digitali -
ma si puK utili&&are lo stesso modello per meglio
"alori&&are il bene da un punto di "ista comunicati"o.
Il sempre maggiore disinteresse per la cultura de"e
essere arginato anche mediante una di"ulga&ione del
bene maggiormente in sintonia con i media che
caratteri&&ano 1uesto tempo sen&a perK snaturare i
contenuti di ciK che "iene rappresentato. L proprio in
1uest(ottica che dobbiamo pensare alle installa&ioni
multimediali interatti"e e immersi"e nei musei, ed /
ancora pi? importante che alla reali&&a&ione di 1uesti
media si approccino esperti del settore storico-artistico
perchI / da 1ueste figure professionali che dipende il
messaggio che si decide di trasmettere, di conseguen&a,
il futuro del patrimonio che cerchiamo di tutelare.
6+ Bi"lio)ra#ia
$5 !5F M., P%5TS C., @5!4-5@56 C., BATS M., *45!!5TT5N B.,
$5 MA5O5! P., $5 SM5$T P., $5*-6O6*Q M., 45!!5MA6S $.,
%A%-- P., @A6 M5I!@5665 M., $5 *%5!*; P. E>7#, Towards a
three-dimensional cost-effective registration of the
archaeological heritage, )Mournal of Archaeological Science+
A>,E. ,2ebruary E>7#., pp. 77>9-77E7.
5PST5I6 S. !. 789:, Alle origini della fattoria toscana
l!ospedale della Scala di Siena e le sue terre "met# !2$$ - met#
!%$$&, 2iren&e.
CABB!I5%%I 2. 7887, 'sserva(ioni di cronotipologia sulle
aperture a sesto acuto della facciata dello Spedale in Santa
Maria della Scala, in B-%$!I6I 5. PA!56TI !. ,eds..,
Archeologia e edili(ia sulla pia((a dello Spedale, 2iren&e, pp.
7#9-7:>.
MA**4I C., 'rigine dello Spedale di Santa Maria della Scala
di Siena, A.S.S., $-77#, fine del sec. 3@II-primi decenni del
sec. 3@III
M-F%-6 P., B5GGI A. E>7E, )*thon )hotogrammetr* Tool+ox
A free solution for Three-,imensional ,ocumentation, in
*A6T-65 2. ,ed.., A-./0'F'SS. 'pen Source1 Free Software
e 'pen Format nei processi di ricerca archeologica. Atti del 23
4or5shop ,6apoli, 8-7> Ciugno., Po&&uoli, pp. 7=#-7B>.
PA!56TI !. 7887, Santa Maria della Scala Archeologia ed
edili(ia sulla pia((a dello Spedale, 2iren&e.
T-!!ITI P. E>>>, Tutta Siena. .ontrada per contrada, 2iren&e.
Fig. 6. )articolare della texture ottenuta.
Fig. %. -ilievo dello stemma dello Spedale.
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IL RILIEVO 3D PER I BENI CULTURALI.
IL CASO STUDIO DELLA CHIESA RURALE DELLA MADONNA DELLE
GRAZIE, XVI SEC. (BARI)
Maria Cristina Navarra
navarra.cristina@gmail.com
ABSTRACT
Il caso s!"#o o$$%o "# &!%so a'#colo %s%()l#*#ca l%
*as# "%l '#l#%+o "# !,a s'!!'a a'c-#%o,#ca % la
s!cc%ss#+a '%s#!.#o,% "%l (o"%llo '#"#(%,s#o,al% #,
scala % %/!'#..ao, %s%$!#o )%' (%..o "# so*0a'%
o)%, so!'c% % co, %c,#c-% "# S'!c!'%1*'o(1Mo#o,
(S*M) % I(a$%1Bas%" Mo"%ll#,$ (IBM).
2%30o'"s
Structure-from-Motion, Software Open Source,
Madonna delle Grazie, rilievo architettonico, uglia
4. I,'o"!.#o,%
!l gravoso stato d"a##andono in cui verte la Chiesa della
Madonna delle Grazie, di indu##io valore storico-
artistico, ha spinto a documentarne le condizioni attuali
attraverso la creazione di un modello tridimensionale che
possa rivelarsi utile ai fini di recupero, tutela e
valorizzazione.
!l contesto geografico in cui si trova la struttura $
l"hinterland #arese% essa $ u#icata & 'm a sud del centro
ur#ano, in una zona ancora prevalentemente agricola
()ig. *+.
,a collocazione periur#ana con la conseguente assenza
di "contaminazione antropica", assieme alla scarsit- di
vegetazione circostante, ne ha consentito una rapida
ac.uisizione fotografica a /&01.
,a struttura, sorta molto pro#a#ilmente nel corso del
23! sec., si presume sia diventata di pertinenza
dell"adiacente masseria Scanzano a partire dal 23!!! sec.
4all"analisi stilistica $ possi#ile notare come il prospetto
frontale intonacato e scandito da decorazione mistilinea
e coronamento curvilineo, attri#ui#ile al 23!!-23!!!
sec., si sia inserito tra le semplici murature laterali, i cui
conci regolari e di dimensioni consistenti erano usuali
nel 23 sec. ()ig. 5+. !noltre, indicativo $ il campaniletto
a vela, in uso fino al 23! sec. ()ig. /+.


!l vano interno presenta una particolare struttura
infossata, circa due metri al di sotto del piano di
Fig. 5. Altare con portelle e
lastra affrescata.
Fig. 2. Veduta esterna, fronte. Fig. 3. Veduta esterna, retro.
Fig. 1: Collocazione geografica
(Google Maps 2!13 Google".
Fig. #. Accesso al $ano
interno.
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69
calpestio esterno, la cui realizzazione $ stata sicuramente
agevolata dalla natura carsica del sottosuolo,
testimoniata dalle numerose grotte ed ipogei presenti in
zona.
!nternamente il corpo centrale $ sormontato da volta a
crociera e pareti con lacerti intonacati di rosso in discreto
stato di conservazione ()ig. 6+ . ,"altare, completamente
depauperato, $ diviso dalla zona a#sidale da un parapetto
con due portelle laterali con decorazione mistilinea a
stucco ()ig. 7+. 8l centro una lastra affrescata da pittore
di area locale del 23!!! sec. raffigura la Madonna con
9am#ino.
5. O6#%#+#
!l lavoro si $ posto l"o#iettivo di sperimentare l"uso di
software open source che implementano algoritmi propri
della Computer 3ision (Structure-from-Motion e !mage-
9ased Modeling+ per il rilievo dell"edificio e la
restituzione in forma di nuvole di punti e di mesh
tridimensionali.
3. M%o"o % s'!(%,#
3.4 Ac&!#s#.#o,% "aas%
,a macchina fotografica utilizzata per l"ac.uisizione $
stata una Ni'on 47*00 con sensore CMOS 5/,& : *7,&
mm, *&,5 milioni di pi:el totali e lunghezza focale di 5;
mm.
,e riprese fotografiche sono state eseguite compiendo un
giro di /&01 attorno alla struttura, ad una distanza
costante di circa cin.ue metri. Gli scatti, effettuati ogni
70 cm e senza alcun supporto, sono stati in totale &<
()ig. ;+ e di .uesti solo cin.ue sono stati scartati a causa
della vegetazione davanti all"o##iettivo. er evitare
riprese controsole ed om#re lunghe si $ scelta la fascia
oraria compresa tra le *5 e le *6.
!n generale il territorio non ha mostrato pro#lematiche
interferenze, trattandosi di un luogo non ur#ano e poco
antropizzato. ,a semplicit- delle forme prettamente
s.uadrate e l"omogeneit- strutturale, assieme alle
moderate dimensioni dell"oggetto, hanno consentito
un"adeguata ripresa in accordo con le prestazioni della
strumentazione.
7. P'oc%ss#,$
,"hardware utilizzato per l"ela#orazione delle immagini $
stato un 8C=> 8S!>= 7;77G con sistema operativo
?indows@ ; Aome remium a &6 #it e processore
!ntel@ CoreB i7-5670 m con numero di core 6, con
capacit- di disco rigido pari a 700 G9 e 6 G9 di
memoria S4>8M 44>/. Scheda grafica tipo N3!4!8
Ge)orce GC &/0M con *G9 dedicata tipo 3>8M, e
risoluzione pari a */&&:;&D pi:el.
!l software impiegato $ Ethon hotogrammetrE Cool#o:
(C+ (9=FF! %&. A'. 50**G 9=FF!, MOH,ON 50*5+, che,
corredato di comoda interfaccia grafica, permette di
ela#orare il dataset di immagini in due differenti
passaggi% la prima fase utilizza 9undler (SN83=,I %& A'.
500;+ per individuare ed eseguire il (atc)ing tra tie
point (punti omologhi+ in diverse immagini con
successivo *undle ad+ust(ent, cio$ un affinamento
dell"errore in relazione ai parametri di cali#razione
interna ed orientamento esterno della camera ed alle
possi#ili distorsioni radialiG il risultato finale $ una /4
sparse points cloud.
Nella seconda fase di ela#orazione C utilizza M3S
(atch-9ased Multi-3iew Stereo Software+()H>HJ8?8,
ONC= 50*0+, che prevede dapprima la clusterizzazione
dei set di immagini con numerosi tie point e poi il
patc)ing e la ricostruzione di una /4 dense points cloud.
8. Pos1)'oc%ss#,$
,e fasi di ela#orazione e pulitura della mesh sono state
eseguite con i software CloudCompare 5./ (CC+ e
Meshla# *./.5.
!l file ".plE" presente nella cartella "osm-#undler K pmvs K
models" creato da C $ stato caricato in CC, ripulito dei
punti in eccesso e successivamente allineato ad un
sistema cartesiano, costruito in #ase alle misure di
riferimento prese in situ.
,a nuvola di punti cosL ripulita e correttamente scalata $
stata caricata in Meshla# per eseguire diversi comandi di
calcolo per la ricostruzione delle superfici e
lMattri#uzione del colore.
!nizialmente $ stata applicata la ricostruzione delle
superfici con il filtro "oisson" e successivamente $ stato
trasferito il colore della nuvola di punti alla mesh. 8
.uesto punto $ stato necessario pulire nuovamente la
mesh eliminando le superfici create in eccesso ()ig. D+.
Come ultimo passaggio le immagini utilizzate per il
rilievo sono state caricate in Meshla#
contemporaneamente alla mesh e, dopo aver allineato
manualmente le immagini al modello /4, sono stati
settati i parametri per la ricostruzione della te:ture
()ig.<+.
Fig. ,. -osizioni delle ca(ere (punti fluorescenti".
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 69-71
70
9. R#s!la#
,e elevate prestazioni e la velocit- di calcolo
dell"hardware impiegato hanno permesso di processare
&6 foto ad una risoluzione di 57<0 pi:el in un tempo
inferiore alle 56 ore.
!l processamento con C ha prodotto una 3. dense
points cloud composta da ;<;.*50 vertici, diminuiti a
;77./55 dopo la pulizia con CC. ,a mesh $ stata ottenuta
incrementando i fattori NOctree 4ephtO e NSolver
4ivideO fino ad un valore massimo di */, con un
risultato di /.;<&.5D< facce. ,a te:ture $ stata realizzata
ad una risoluzione di 506D pi:el ()ig.*0+.
:. Co,cl!s#o,#
!l modello realizzato risulta soddisfacente sia nella
geometria che nella risoluzione grafica.
,a strumentazione molto maneggevole e poco
dispendiosa, assieme ai ridimensionati tempi
d"ac.uisizione ed ela#orazione, hanno rappresentano un
grosso vantaggio per lo svolgimento del lavoro.
Nel prosieguo del lavoro ci si propone di ac.uisire anche
la parte interna ed allineare i due modelli ai fini di una
ricostruzione completa della struttura.
;. B#6l#o$'a*#a
9=FF! 8., 9=FF! ,., 9=NP8M!N 4. 50**, Co(puter Vision e
/tructure fro( Motion, nuo$e (etodologie per la
docu(entazione arc)eologica tridi(ensionale: un approccio
aperto, in 4= )=,!C= G., S!9!,8NO M. G. (eds.+,
A0C1%2F2//. 2pen /ource, Free /oft3are e 2pen For(at
nei processi di ricerca arc)eologica (8tti del 3 ?or'shop,
)oggia 7-& Maggio 50*0+, 9ari.
)H>HJ8?8 I., ONC= P. 50*0, Accurate, .ense, and 0o*ust
Multi4Vie3 /tereopsis, in 5%%% &ransactions on -attern
Anal6sis and Mac)ine 5ntelligence, 3olume /5, n. D, pp. */&5-
*/;&.
MOH,ON ., 9=FF! 8. 50*5, -6t)on -)otogra((etr6 &ool*o7:
A free solution for &)ree4.i(ensional .ocu(entation, in
C8NCON= ). (ed.+, A0C1%2F2//. 2pen /ource, Free /oft3are
e 2pen For(at nei processi di ricerca arc)eologica. Atti del V5
8or9s)op (Napoli, <-*0 Giugno+, ozzuoli, pp. *7/-*;0.
SN83=,I N., S=!CF S. M., SF=,!SJ! >. 500;, Modeling t)e
8orld fro( 5nternet -)oto Collections, Q!nternational Pournal
of Computer 3isionQ, D0, !ssue 5, pp. *D<-5*0.
Fig. :. Mes) scalata e pulita delle facce in eccesso.
Fig. ;. /ettaggio dei para(etri per la te7ture
Fig. 1!. Modello finale scalato e te7turizzato, fronte.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 69-71
71
ANALISI E CONFRONTO DI RILIEVI 3D A PARTIRE DA IMMAGINI
ACQUISITE CON DIFFERENTI DISPOSITIVI
S. Sabbatini
sabbatini.simone@gmail.com
ABSTRACT
Le attuali tecnologie e!"ettono #i ottene!e
!ico$t!u%ioni 3D #i un oggetto in "o#o lo&'co$t(
utili%%an#o $o)t&a!e li*e!o e Oen Sou!ce+ In
a!ticola!e( t!a"ite tecnic,e #i I"age'Ba$e#
Mo#eling - o$$i*ile ottene!e una nu.ola #i unti 3D
utili%%an#o $e"lici i""agini #igitali+ Lo $coo #i
/ue$to a!ticolo - co"!en#e!e /uali $ono i )atto!i
#ell0ac/ui$i%ione e #ell0ela*o!a%ione #elle i""agini
c,e inci#ono $ul !i$ultato )inale+ Pe! !aggiunge!e tale
o*ietti.o $ono $tati e))ettuati #ue te$t1 nel !i"o
.engono utili%%ati #i))e!enti #i$o$iti.i( nel $econ#o
te$t .iene utili%%ato lo $te$$o #i$o$iti.o "a con
!i$olu%ioni #i))e!enti+ Tali te$t #i"o$t!ano co"e la
!i$olu%ione $ia i"o!tante e! un *uon !i$ultato
)inale( "a c,e in ce!ti ca$i $i o$$ono ottene!e *uoni
!i$ultati anc,e con un $e"lice $"a!t,one+
2e3&o!#$
Computer Vision, Structure-from-Motion, Image-Based
Modelling, ricostruzioni 3D, pen Source, smartp!one

4+ Int!o#u%ione
"a ricostruzione 3D di un oggetto o di un edificio !a
molti campi di applicazione nel settore dei Beni
Culturali, da #uello arc!eologico a #uello arc!itettonico.
I tipici strumenti di rile$amento tridimensionale, pur
essendo poco in$asi$i, sono generalmente molto costosi%
basti pensare al costo di un laser scanner o a #uello della
strumentazione per la fotogrammetria tradizionale.
&utta$ia, sono oggi disponibili alternati$e lo'-cost
grazie all(e$oluzione di tecnologie basate su algoritmi di
Image Modeling. )sistono soft'are liberi e pen Source
c!e implementato tecnic!e di Computer Vision in grado
di ottenere modelli 3D a partire da semplici immagini
digitali *M+",, B)--I ./0., 1)S&B2 AT AL. ./0.3.
5+ O*ietti.i
"o scopo del la$oro #ui esposto 4 #uello di comprendere
#uali sono gli aspetti fondamentali c!e le immagini
de$ono a$ere per ottenere un risultato soddisfacente e, in
particolare, in c!e modo la risoluzione iniziale delle
immagini incide sul risultato finale. 5er comprendere
ci6, sono stati effettuati due test su due soggetti di$ersi.
&ale analisi 4 stata effettuata sia in fase di realizzazione
della nu$ola di punti 3D c!e nella fase di post-
processing, o$$ero di ricostruzione della superficie e di
te7turizzazione e colorazione della superficie ricostruita.
Sono stati effettuati due test%
&est 0% sono stati utilizzati di$ersi dispositi$i,
o$$ero uno smartp!one, una macc!ina
fotografica digitale di fascia medio-bassa e una
macc!ina fotografica refle78
&est .% 4 stata utilizzata una macc!ina
fotografica digitale di fascia medio-bassa
scattando una prima $olta le fotografie a
risoluzione massima e una seconda $olta a
risoluzione minima.
3+ 6o!7)lo&
5er entrambi i test si 4 seguito il seguente 'or9flo'%
indi$iduazione dell(oggetto e delle migliori
condizioni di ripresa8
ac#uisizione delle immagini8
ricostruzione della nu$ola di punti 3D tramite
l(utilizzo del soft'are 5:t!on 5!otogrammetr:
&oolbo78
ricostruzione della mes!8
colorazione della superficie ottenuta tramite
trasferimento di colore dalla nu$ola di punti8
colorazione della superficie ottenuta a partire
dalle immagini8
creazione della te7ture.
Di seguito $engono illustrati gli strumenti e la
metodologia applicata ad ogni test e $engono presentati i
risultati ottenuti.
8+ Te$t 4
8+4 Meto#o e $t!u"enti
4.1.1 Il soggetto
Il primo test 4 stato effetttuato su uno stemma araldico
posizionato sulla facciata del 5alazzo d(;rnolfo di San
<io$anni Valdarno *;=3. &ale palazzo 4 stato sede del
Vicariato del Valdarno Superiore e la sua facciata
contiene ancora oggi oltre .>/ blasoni, c!e
rappresentano gli stemmi di tutti i $icariati della citt?.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
73
"o stemma utilizzato come soggetto del la$oro *@ig. 03
appartiene al $icario "utozzo di Aacopo di "utozzo ,asi,
$icario di San <io$anni Valdarno dal 30 Marzo 0BBB al
.C settembre 0BBB *B=<I; 0CDE3.
4.1.2 Dispositivi per acquisizione immagini
5er #uesto test sono stati ac#uisiti tre set di immagini,
utilizzando tre dispositi$i differenti.
Il primo set di immagini 4 stato ac#uisito utilizzando uno
smartp!one ;pple i5!one > e sono state ac#uisite .E
immagini con una risoluzione di D M5 *3.EB7.BBD p73.
Il secondo set 4 stato ac#uisito utilizzando una macc!ina
digitale di fascia medio-bassa Canon 5o'erS!ot SF03/
IS, con sensore CCD di tipo 0G.,3, ac#uisendo 3/
immagini con risoluzione 0. M5. 5er il terzo set 4 stato
utilizzata una macc!ina refle7 Canon )S >//D
ac#uisendo .C immagini ad una risoluzione di 0>.3 M5,
*BD>3730CD p73.
4.1.3 Condizioni di acquisizione delle immagini
,on 4 stato particolarmente complicato ac#uisire
immagini dellHoggetto descritto, in #uanto posizionato
sulla facciata di un edificio e #uindi senza la presenza di
elementi di disturbo. Sono stati ac#uisiti tre set di
fotografie dello stesso oggetto, scattate in due giorni
differenti e in orari di$ersi.
I primi due set di immagini sono state ac#uisiti nel tardo
pomeriggio e in mancanza di luce naturale% era presente
un faretto c!e illumina$a la parete dellHedificio, la cui
luce era incentrata soprattutto nella zona dello stemma.
Il terzo set di immagini 4 stato ac#uisito in un giorno
differente, in un orario della giornata in cui 4 stato
possibile sfruttare solamente la luce naturale, senza
#uindi c!e la lucentezza dellHoggetto $enisse alterata con
lHutilizzo di una fonte luminosa esterna come nei primi
due set.
4.1.4 Elaorazione immagini con so!t"are ##T
&utte le immagini sono state processate utilizzando il
soft'are 5:t!on 5!otogrammetr: &oolbo7-55& e un
noteboo9 con le seguenti specific!e tecnic!e%
Modello% Dell F5S8
5rocessore% Intel iI8
=am% D<b8
S% 1indo's I.
5er #uanto riguarda le elaborazioni delle foto tramite il
soft'are 55&, il primo processo =unBundle 4 stato
eseguito impostando a tutte le foto una risoluzione di
.>// pi7el di larg!ezza, mentre il secondo passaggio
=unCMVS 4 stato eseguito elaborando le foto a cluster
di 0/.
4.1.$ #ost%processing
5er ogni nu$ola di punti ottenuta sono state eseguite le
stesse operazioni di post-processing in modo da
analizzare le differenze tra i $ari risultati.
"e operazioni di post-processing sono state effettuate
utilizzando un noteboo9 con le seguenti specific!e
tecnic!e%
Modello% Mac Boo95ro8
5rocessore% Intel i>8
=am% B<b8
S% Mountain "ion.
Di seguito $engono illustrati i risultati delle $arie
operazioni, con gli e$entuali problemi riscontrati.
8+5 Ri$ultati ottenuti
4.2.1 &uvola di punti
"e nu$ole ottenute da immagini con piJ alta risoluzione
risultano essere piJ dense. In particolare, le nu$ole di
punti ottenute con la macc!ina fotografica refle7 Canon
)S >//D *@ig. B3 risulta piJ densa della nu$ola
ottenuta dalle altre immagini *@ig. . e @ig. 33.
4.2.2 #oisson sur!ace reconstruction
"a prima operazione eseguita 4 stata #uella di ricostruire
la superficie dellHoggetto tramite lHalgoritmo di 5oisson.
&utte le mes! sono state realizzate impostando i $alori
ctree Dept! K 03 e Sol$er Di$ide K 03.
I risultati ottenuti e$idenziano una note$ole differenza di
risoluzione dei dettagli sulla superficie ricostruita. In
particolare, le nu$ole di punti con maggiore densit? *@ig.
I3 !anno prodotto una mes! c!e e$idenzia in modo piJ
marcato i dettagli della superficie stessa *@ig. > e E3.
4.2.3 'erte( Attriute Trans!er
Il passo successi$o 4 stato #uello di colorare la mes!
trasferendo i colori dai $ertici della nu$ola di punti alla
superficie creata. *@ig. D ,C, 0/3.
)ig. 1. *temma araldico.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
74
Te$t 4 ' Nu.ole #i unti
4.2.4 Colorazione da raster
Il successi$o step 4 stato a pro$are a colorare tutte e tre
le mes! utilizzando le rispetti$e immagini raster, per
$edere se la differenza della #ualit? del risultato finale
*@ig. 00, 0., 033.
4.2.$ Te(ture e parametrizzazione da raster
Il passo finale 4 stato applicare una parametrizzazione ed
una te7ture alle mes! a partire dalle rispetti$e immagini
raster rispetti$e. &utte le te7ture sono state realizzate con
una dimensione pari a ./BD pi7el.
Il primo tentati$o di te7turizzazione 4 stato effettuato
utilizzando tutte #uante le immagini raster a disposizione
*per ogni mes!3, ma il risultato ottenuto non 4 stato
soddisfacente. In particolare, nellHinsieme di tutte le
immagini erano presenti alcune foto di di$ersa tonalit? di
colore. &ale differenza !a influito nella creazione della
te7ture. Infatti, come si pu6 $edere dai risultati ottenuti
*@ig. 0B, 0E, 0D3 con tutte le immagini, ci sono parti
dellHoggetto c!e !anno una tonalit? di colore differente
tra loro. 5er cercare di risol$ere #uesto problema, sono
state selezionate solamente alcune foto tra tutte le
immagini, cercando di scegliere solamente #uelle c!e
a$e$ano la stessa tonalit?. In #uesto modo il risultato
finale 4 stato piJ soddisfacente.
In #uesto caso, selezionando solamente B foto con la
stessa tonalit?, la te7ture non 4 riuscita a coprire le parti
laterali dello stemma *@ig. ./3. ;llora si 4 cercato di
selezionare altre foto per cercare di coprire anc!e i lati
rimasti scoperti, arri$ando a E foto selezionate, ma
senza risucire a tro$are foto con le stesse tonalit? di
colore. Infatti, come si pu6 notare dallHultimo risultato
ottenuto *@ig. 0C3, la te7ture ottenuta con E foto riesce a
coprire i lati della mes!, ma comun#ue il resto $iene
colorato con tonalit? differenti *anc!e se la superficie
interessata 4 minore rispetto al primo tentati$o3.
Te$t 4 ' Poi$$on Recon$t!uction
)ig. 4. Canon E+* $,,D. )ig. 3. Canon #o"er*-ot *. 13, I*.
)ig. / % Canon E+* $,,D.
)ig. 2. i#-one.
)ig. 0. Canon #o"er*-ot *. 13, I*. )ig. $. i#-one.
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75
Te$t 4 ' Ve!te9 Att!i*ute T!an$)e!
Te$t 4 : Colo!a%ione #a !a$te!
Te$t 4 : Te9tu!e e a!a"et!i%%a%ione #a !a$te!
)ig. 14. i#-one % ottenuta utilizzando
tutte le immagini.
)ig. 1$. i#-one % ottenuta utilizzando 0
immagini.
)ig. 13. Canon E+* $,,D.
)ig. 1. #-one.
)ig. 2. Canon #o"er*-ot *. 13, I*. )ig. 1,. Canon E+* $,,D.
)ig. 12. Canon #o"er*-ot *. 13, I*. )ig. 11. i#-one.
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76
;+ Te$t 5
;+4 Meto#o e $t!u"enti
$.1.1 Il soggetto
Il soggetto preso in studio per il secondo test 4 un antico
pozzo romano *@ig. .03 situato allHinterno di 5alazzo
Caetani, in Cisterna di "atina *"&3.
Il 5alazzo Caetani fu costruito nel 0>E/ per $olont? di
Bonifacio Caetani e $enne ultimato nel 0>IB. Il palazzo,
i cui la$ori furono diretti dall(arc!itetto @rancesco da
Volterra, fu fatto erigere sulle ro$ine dell(antica rocca dei
@rangipane, di cui !a inglobato una torre #uadrata in
pietra, l(unico edificio sfuggito alle de$astazioni
precedenti.
Il palazzo non !a una pianta completamente regolare, in
#uanto, inglobando l(antica torre, !a do$uto seguire la
conformazione ondulata del terreno. "(edificio
comprende due torri e un cortile #uadrato interno, nel
#uale 4 posizionato il pozzo romano, pa$imentato a selci.
)ig. 2,. Canon E+* $,,D %
ottenuta utilizzando 4
immagini.
)ig. 1/. Canon #o"er*-ot *. 13, I* %
ottenuta utilizzando 0 immagini.
)ig. 12. Canon E+* $,,D %
ottenuta utilizzando 0
immagini.
)ig. 10. Canon #o"er*-ot *. 13, I* %
ottenuta utilizzando tutte le immagini.
)ig. 21. Il pozzo romano.
)ig. 11. Canon E+* $,,D %
ottenuta utilizzando tutte le
immagini.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
77
$.1.2 Dispositivi per acquisizione immagini
5er il seguente test 4 stata utilizzata una macc!ina
digitale di fascia medio-bassa Canon 5o'erS!ot SF03/
IS. Sono stati ac#uisiti due set di immagini% il primo
composto da .B fotografie e ottenuto impostando la
macc!ina fotografica con la risoluzione massima
*B///73/// pi7el3, il secondo composto da 0E fotografie
ottenute impostando la risoluzione minima *EB/7BD/
pi7el3.
$.1.3 Condizioni di acquisizione delle immagini
;nc!e in #uesto caso non 4 stato particolarmente
complicato ac#uisire immagini dellHoggetto scelto. ,on
erano, infatti, presenti elementi di disturbo #uali turisti o
$egetazione e lHunico elemento c!e pote$a disturbare
lHimmagine era la presenza di un colonnato sullo sfondo.
"e fotografie sono state scattate tutte nella stessa
giornata e con la stessa condizione di luce, compiendo
un giro completo attorno al pozzo.
$.1.4 Elaorazione immagini con so!t"are ##T
&utte le immagini sono state processate utilizzando il
soft'are 5:t!on 5!otogrammetr: &oolbo7-55&,
utilizzando un noteboo9 con le seguenti specific!e
tecnic!e%
Modello% ;sus8
5rocessore% Intel i38
=am% B<b8
S% ;rc!eS.
5er #uanto riguarda le elaborazioni delle foto tramite il
soft'are 55&, il primo processo di Bundle 4 stato
eseguito impostando a tutte le foto una risoluzione di
.>// pi7el di larg!ezza, mentre il secondo passaggio 4
stato eseguito elaborando le foto a cluster di 0/.
$.1.$ #ost%processing
5er ogni nu$ola di punti ottenuta sono state eseguite le
stesse operazioni di post-processing in modo da
analizzare le differenze tra i $ari risultati ottenuti.
"e operazioni di post-processing sono state effettuate
utilizzando un noteboo9 con le seguenti specific!e
tecnic!e%
Modello% Mac Boo95ro8
5rocessore% Intel i>8
=am% B<b8
S% Mountain "ion.
Di seguito $engono illustrati i risultati delle $arie
operazioni, con gli e$entuali problemi riscontrati.
;+5 Ri$ultati ottenuti
$.2.1 &uvola di punti
"a nu$ola dei punti ottenuta con fotografie scattate a
risoluzione minima *@ig. ..3 !a prodotto una nu$ola di
minore densit? rispetto a #uella ottenuta con fotografie a
risoluzione massima.
Inoltre, come 4 possibile $edere dal risultato finale, nella
nu$ola con foto a massima risoluzione sono ben $isibili
gli arc!i del colonnato c!e circonda$ano il pozzo *@ig.
.33.
)ig. 22. &uvola di punti ottenuta dalle immagini a risoluzione minima.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
78
$.2.2 #oisson sur!ace reconstruction
"a prima operazione eseguita 4 stata #uella di ricostruire
la superficie dellHoggetto tramite lHalgoritmo di 5oisson.
&utte le mes! sono state realizzate impostando i $alori
ctree Dept! K 03 e Sol$er Di$ide K 03.
$.2.3 'erte( Attriute Trans!er
Il passo successi$o 4 stato #uello di colorare la mes!
trasferendo i colori dalla nu$ola di punti ai $ertici della
superficie creata.
$.2.4 Colorazione da raster
Il successi$o step 4 stato a pro$are a colorare le mes!
utilizzando le rispetti$e immagini raster, per $edere la
differenza della #ualit? del risultato finale.
)ig. 23. &uvola di punti ottenuta dalle immagini a risoluzione massima3 con I dettagli del colonnato.
)ig. 24. 4es- ottenuta dalla nuvola a risoluzione massima.
)ig. 20. 5'erte( attriute trans!er5 della mes- con risoluzione
massima.
)ig. 2$. 4es- ottenuta dalla nuvola a risoluzione minima.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
79
$.2.$ Te(ture e parametrizzazione da raster
Il passo finale 4 stato applicare una parametrizzazione ed
una te7ture alle mes! a partire dalle immagini raster. "e
te7ture sono state realizzate con una dimensionae pari a
./BD pi7el.
Con l(!ard'are a dispozione, lHoperazione di creazione
della te7ture e parametrizzazione da raster 4 andata a
buon fine solamente per le foto scattate con risoluzione
minima *@ig. 3/3. Durante il processo di realizzazione
della te7ture con le foto con massima risoluzione, il
soft'are Mes!lab inizialmente da$a errore, per poi
andare in cras!.
;+3 P!o*le"i !i$cont!ati
5oic!L lHoggetto fotografato 4 simmetrico, il soft'are
55&, durante lHelaborazione delle foto, !a prodotto una
nu$ola di punti raffigurante solamente met? dellHoggetto.
Muesto 4 certamente un problema do$uto alla sua
simmetricit?% il soft'are !a riconosciuto entrambe le
met? come lo stesso oggetto, senza riuscire a
comprendere c!e fossero due met? differenti lHuna
dallHaltra.
"a soluzione al problema 4 stata #uella di processare le
due met? dellHoggetto in modo separato. 5er prima cosa
le immagini di partenza sono state di$ise in due set,
ognuno rappresentante una met? del pozzo. ; #uesto
punto ogni set 4 stato elaborato separatamente,
utilizzando il soft'are 55& con le stesse impostazioni
utilizzate in precedenza.
I risultati di #uesto test sono andati a buon fine, in
#uanto !anno effetti$amente prodotto due nu$ole di
punti differenti *@ig. 30 e 3.3, ognuna delle #uali
rappresenta una differente met? dellHoggetto.
; #uesto punto le due nu$ole di punti prodotte sono state
scalate ed unite utilizzando il soft'are CloudCompare,
ottenendo cosN una nu$ola di punti unica *@ig. 333 c!e
rappresenta l(intero soggetto.
)ig.31. &uvola di punti ottenuta elaorando il primo seti di immagini
)ig. 3,. Te(ture con la mes- a risoluzione minima
)ig. 22. Colorazione da raster della mes- con risoluzione minima
)ig. 21. Colorazione da raster della mes- con risoluzione massima
)ig. 2/. 5'erte( attriute trans!er5 della mes- con risoluzione minima
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
80
<+ Conclu$ioni
In seguito ai test effettuati, 4 emerso c!e per ottenere
buoni risultati 4 molto importante la fase di ac#uisizione
delle immagini. In particolare la risoluzione iniziale delle
fotografie c!e si utilizzano per realizzare il rilie$o
dellHoggetto incide note$olmente sulla #ualit? del
risultato finale, come 4 $isibile dai risultati ottenuti dal
secondo test.
;nc!e le condizioni di luce con le #uali $engono scattate
le fotografie sono molto importanti, poic!L incidono
molto sulla #ualit? dellHoggetto finale. ;$ere una fonte
di luce c!e illumina lHoggetto rappresentato in modo
uniforme, migliora note$olmente il risultato finale.
Il primo test inoltre !a mostrato come anc!e dispositi$i
#uali smartp!one offrono dei risultati molto
soddisfacenti, il c!e potrebbe rappresentare un ottimo
$antaggio per la loro facilit? di trasporto e diffusione di
utilizzo.
Si potrebbero incontrare dei problemi se si $uole
rappresentare un oggetto c!e !a una sua simmetria. In
#uesto caso infatti i soft'are potrebbero non riconoscere
lHoggetto nella sua interezza, riproducendo cosN
solamente met? o parte di esso. In #uesti casi una
soluzione 4 #uella di elaborare le due met? dellHoggetto
in modo separato e distinto, per poi scalare ed unire le
due nu$ole di punti utilizzando soft'are di post-
processing #uali Mes!lab o CloudCompare.
=+ Bi*liog!a)ia
B=<I; ". 0CDE, 6li stemmi del #alazzo d7Arnol!o di *an
6iovanni 'aldarno, @irenze.
M+", 5., B)--I ;. ./0., #8t-on #-otogrammetr8 Toolo(9
A !ree solution !or T-ree%Dimensional Documentation, in
C;,&,) @. *ed.3, A:C;E+)+**. +pen *ource3 )ree *o!t"are
e +pen )ormat nei processi di ricerca arc-eologica. Atti del 'I
<or=s-op *,apoli, C-0/ <iugno3, 5ozzuoli, pp. 0>3-0I/.
1)S&B2, M.A., B=;SI,<&,, A.,<";SS)=, ,. @., O;MB=)2,
M.A., =)2,"DS, A . M. ./0., *tructure%!rom%4otion7
p-otogrammetr89 A lo"%cost3 e!!ective tool !or geoscience
applications3 P<eomorp!olog:Q, 0IC, *December ./0.3, pp.
3//-30B.
)ig. 33. &uvole di punti allineate e unite
)ig.32. &uvola di punti ottenuta elaorando il secondo seti di
immagini
)ig. 34. &uvola di punti intera vista dall7alto
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 73-81
81
L'IMAGE-BASED MODELING E IL RESTAURO ARCHITETTONICO
A. Cruccas
albertocruccas@yahoo.it
ABSTRACT
La tecnica di Image-Based-Modeling consente di
ottenee ilie!i "D da immagini digitali e #$% essee
$tilmente a##licata nel cam#o del esta$o
ac&itettonico' Si tatta di $na sol$(ione a#ida ed
economica #e eseg$ie ilie!i e estit$(ioni ga)ic&e
di #aticolai ac&itettonici e di man$)atti* is#etto ai
ilie!i tadi(ionali o a +$elli eseg$iti con $n lase
scanne'
,e-.ods
Image-Based-Modeling, restauro architettonico, scultura
/' Intod$(ione
Il presente progetto volto all'analisi della possibile
applicaione della tecnica di Image-Based-Modeling
!IBM" nel campo del restauro architettonico. In
particolare ho scelto di elaborare una delle statue pi#
conosciute del Cimitero Monumentale di Bonaria,
situato nella citt$ di Cagliari. %uesta decisione nata
dalla volont$ di tentare un con&ronto con un precedente
lavoro di rilievo e&&ettuato dall''niversit$ di Cagliari, per
capire le potenialit$ di applicaione della tecnica IBM
al restauro. (o e&&ettuato, in&ine, altri test su particolari
architettonici con lo scopo, in &uturo, di inserirli in un
modello )* realiato tramite tecniche tradiionali.
Il lavoro svolto al Cimitero con l''niversit$ aveva
previsto il rilievo metrico delle statue, il disegno
computeriato dei manu&atti su CA*, la realiaione
di mappe dei materiali e del degrado e, in&ine, la
realiaione di mappe di rischio di degrado attraverso il
metodo +itner, tale metodo prevede la mappatura
dell'intensit$ e della &re-uena del degrado e, attraverso
una matrice, la creaione di mappe che illustrano lo stato
di conservaione del monumento.
I modelli )* realiati porteranno allo studio della
eventuale possibilit$ di realiare la mappatura del
degrado in modo semi-automatico, possibilmente
associando ad ogni gamma di valori ./B del modello
un di&&erente tipo di degrado. Inoltre, vi la possibilit$ di
salvare la mesh in &ormato .dae nel so&t0are )* /oogle
12etchup, attraverso il -uale possibile esportare il
modello su /oogle 3arth, geore&ereniarlo e pubblicarlo
online.
Al termine del lavoro, risultata evidente l'utilit$ di
applicaione del metodo a oggetti, statue, particolari
architettonici, che sarebbero complessi da rilevare con le
tecniche tradiionali e il cui rilievo mediante laser
scanner risulterebbe economicamente molto oneroso
!.3M45*I54, 36-(A7IM 899:, 7463C7A 89;;, <31=4BI
ET AL. 89;8".
0' La tecnica
>er -uanto riguarda l'hard0are, ho utiliato un >C
portatile Asus ?@)1 con le seguenti caratteristicheA
C>'A Intel Core i@ 8B@9M. 8,@/(,
.AMA :/B,
41A <indo0s C D Archeos.
6a macchina &otogra&ica utiliata stata una 5i2on
*);99 da;B.8 megapiEel e sensore di 8).;E;@.B mm.
I so&t0are per la creaione della nuvola di punti utiliati
sono stati >ython >hotogrammetry =oolboE - >>= !sia su
Archeos che su <indo0s C" !M4'645, B3FFI 89;8", un
so&t0are open source, e Gisual1+M, un so&t0are
&ree0are.
*ai risultati &inali si deduce che Gisual1+M pi# veloce
nell'elaboraione e pi# attraente dal punti di vista gra&ico
!si vede la nuvola di punti mentre il so&t0are la
ricostruisce", ma non riesce ad ottenere una nuvola densa
-uanto -uella ottenuta da >>=, pur utiliando il primo le
immagini alla massima risoluione e il secondo
immagini ridimensionate.
"' Oggetto del ilie!o
=ra le tante statue presenti nel cimitero, ho &ocaliato
l'attenione sulla seione bambini, in -uanto le statue
sono piccole e si possono &otogra&are completamente
sena l'ausilio di scale o di altra strumentaione.
6a cosiddetta 1tatua di Mariuccia una delle pi# &amose
di -uesta parte del cimitero !&ig. ;". %uesta opera
scultorea stata realiata da /iuseppe 1artorio
!Boccioleto, ;H@B I Mar =irreno, 89 settembre ;J88"
nella seconda met$ dellK4ttocento, il -uale ha realiato
le pi# importanti statue dell'aerea sepolcrale. 6a statua
in marmo di Carrara e il basamento in >ietra di 1errentiA
una =rachi-andesite di colore grigio cinerino con elevata
componente silice che gli con&erisce inalterabilit$ agli
angeti atmos&erici e chimici, pertanto ottima curabilit$.
'n'altra statua molto importante -uella dedicata alla
signora /iuseppina =odde, &orse la pi# rappresentativa
del complesso.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 83-85
83
Il cimitero monumentale di Bonaria una grande galleria
d'arte all'aperto che raccoglie le sculture di artisti sardi e
della penisola !+adda, 1artorio, 1arrocchi, /alavoni"
operanti a Cagliari dalla seconda met$ dell'4ttocento ai
primi decenni del 5ovecento. 1i annovera una singolare
variet$ di stiliA neoclassicismo, realismo, simbolismo,
6iberty.
6'area era stata precedendemente utiliata come
necropoli gi$ nella &ase punico-romana e paleocristiana.
Ad appena trent'anni dall'inauguraione, il cimitero era
gi$ insu&&iciente perciL si diede il mandato all'architetto
/aetano Cima di progettare un primo ampliamento, cui
seguirono altri ancora che portarono l'area a raggiungere
la cima del colle.
*iverse statue sono attualmente in &ase di restauro o
sono gi$ state oggetto di interventi recenti. *itte private
e la +acolt$ di Architettura dellK'niversit$ di Cagliari si
stanno occupando dei restauri, anche se vi purtroppo
una cronica carena di &ondi.
1i hanno pochi rilievi delle statue e nessun modello )*,
e la tecnica IBM risulta -uindi ideale in -uesto contesto.
6a &orma della statua non eccessivamente complessaA
prevalgono &orme arrotondate nel viso e ondulate nei
capelli, la veste presenta dei panneggi, il marmo si
presenta in buone condiioni, mentre il degrado si
concentra sulla parte alta della testa, con un deposito
super&iciale che tende alla crosta nera.
*urante il rilievo le condiioni di luce erano ideali e non
vi erano troppi ostacoli che impedivano di realiare un
giro completo attorno al monumento. 'nico ostacolo era
la statua presente sulla sinistra del monumento. 6a
giornata velata ha consentito di scattare le &oto in
unKunica sessione, sena problemi legati al controluce.
1' Esec$(ione delle )oto
6e &oto sono state scattate e&&ettuando un giro a ):9M
attorno alla statua e cercando di mantenere una distana
costante. 1ono stati e&&ettuati tre giri completi, di cui uno
speci&ico per la testa e uno per il basamento, per un
totale di JH &otogra&ie !&ig. 8".
2' Ela3oa(ione delle )oto
(o e&&ettuato diverse elaboraioniA
tramite Gisual1+M con JH &oto e risoluione
massima !B9J: piEel".
tramite >>=A
JH &oto, :99 piEel,
JH &oto, ;899 piEel,
BH &oto, 8BJJ piEel.
Fig. 1. La cosiddetta Statua di Mariuccia.
Fig. 3. Nuvola di punti ottenuta con VisualSFM.
Fig. 4. Nuvola di punti ottenuta con PPT con 9 i!!agini a "## pi$el
di risolu%ione.
Fig. &. La Statua di !ariuccia e ' punti di presa delle (otogra(ie.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 83-85
84
4' Ela3oa(ione
I risultati dell'elaboraione ottenuti sono stati i seguentiA
Gisual1+MA processing molto veloce, ma
nuvola poco densa !&ig. )",
>>=A risultato discreto con JH &oto a :99 piEel,
ma nuvola non particolarmente densa !&ig. B",
>>=A elaboraione &allita con JH &oto a ;899
piEel,
>>=A risultato ottimo con BH &oto a 8BJJ piEel
!&ig. @",
>>=A elaboraione &allita con BH &oto oltre i
8BJJ piEel.
5' 6ost-#ocessing
(o proseguito con il post-processing con il so&t0are
open source Mesh6ab !CI/545I ET AL. 899H" usando solo
le nuvole realiate con >>= a :99 piEel e a 8BJJ piEel,
in -uanto erano le uniche ad aver dato dei risultati
interessanti, ovvero nuvole su&&icientemente dense.
'tiliando l'algoritmo Poisson sur(ace reconstruction e
applicando il tras&erimento del colore dai punti della
nuvola alla super&icie ho ottenendo buoni risultati.
.isultati migliori e pi# realistici li ho ottenuti su altre
statue elaborando la teEture &otogra&ica !&igg. C, H".
7' Bi3lioga)ia
CI/545I >., CA66I3.I M., C4.1I5I M., *3663>IA53 M.,
/A54G366I +., .A5F'/6IA /. 899H, Mes)La*+ an open,source
!es) processing tool, in 1CA.A54 G., *3 C(IA.A .., 3..A '.
!eds.", E- 't &## , Eurograp)ics 'talian .)apter .on(erence.
Proceedings !1alerno, 8-B Nuly 899H", pp. ;8J I ;):.
7463C7A 5., 89;;, P)oto,*ased 3d scanning vs. laser
scanning / co!petitive data ac0uisition !et)ods (or digital
terrain !odelling o( steep !ountain slopes, OInternational
Archives o& the >hotogrammetry, .emote 1ensing and 1patial
In&ormation 1ciencesP )9 !BD<;J", pp. 89)-89H.
M4'645 >., B3FFI A. 89;8, P1t)on P)otogra!!etr1 Tool*o$+
A (ree solution (or T)ree,2i!ensional 2ocu!entation, in
CA5=453 +. !ed.", A3.4E5F5SS. 5pen Source6 Free So(t7are
e 5pen For!at nei processi di ricerca arc)eologica. Atti del V'
8or9s)op !5apoli, J-;9 /iugno", >ouoli, pp. ;@)-;C9.
.3M45*I54 +., 36-(A7IM 1., 899:, '!age,*ased 32
!odelling+ a revie7, O=he >hotogrammetric .ecordP 8; !;;@",
pp. 8:J-8J;.
<31=4BQ M. N., B.A1I5/=45 N., /6A113.,5. +., (AMB.3Q M. N.,
.3Q546*1 N.M. 89;8, 'Structure,(ro!,Motion:
p)otogra!!etr1+ A lo7,cost6 e((ective tool (or geoscience
applications6 O/eomorphologyP, ;CJ, pp. )99-);B.
Fig. ;.Nuvola di punti ottenuta con PPT con 9 i!!agini a &499 pi$el
di risolu%ione.
Fig. ". 'l post,processing in Mes)La*+ dalla nuvola di punti6 alla
!es)6 alla te$ture.
Fig. . Altri ese!pi di !odelli te$turi%%ati.
Fig. <. Altri ese!pi di !odelli te$turi%%ati.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 83-85
85
IL RILIEVO 3D DELLA STATUA DI ULISSE DINI A PISA
Antonella Rosanova
antonellarosanova@gmail.com
ABSTRACT
L'obiettivo del lavoro qui esosto era la reali!!a!io"e
di u" rilievo 3D della Statua di Ulisse Di"i di Pisa
utili!!a"do es#lusiva$e"te so%t&are libero e oe"
sour#e' P(t)o" P)oto*ra$$etr( Toolbo+,
CloudCo$are e -es)Lab.
/e(&ords
Structure-from-Motion, MeshLab, CloudCompare,
Rilievo 3, !isa, "lisse ini
0. I"trodu!io"e
#l presente lavoro deriva dal project work reali$$ato per
l%esame del corso di &Rilievo 'otogrammetrico 3( del
Master in )ecnologie *pen Source per i +eni Culturali
,Master *pen )-chne. a.a. /01/-/013.
*ggetto di studio ed elabora$ione di 2uesto progetto 3
stata la statua di "lisse ini situata a !isa in !ia$$a dei
Cavalieri.
"lisse ini nac2ue a !isa il 14 *ttobre 1546 e mor7 nella
stessa citt8 il /5 9ovembre 1:15. 're2uent; la Scuola
9ormale Superiore e nel 15<4 si laure; in matematica
presso l%"niversit8 di !isa. al 1:00 e fino all%anno della
sua morte, avvenuta nel 1:15, fu direttore delle Scuola
9ormale Superiore di !isa. ini fu uno dei maggiori
matematici dell%#talia post-unitaria.
1. Obiettivi
*biettivo del lavoro 3 stato 2uello di ottenere mediante
pi= processi di elabora$ione una modello 3 del
soggetto scelto ,M*"L*9, +>??# /01/..
3. -etodo e stru$e"ti
!er la reali$$a$ione di 2uesto progetto 3 stato utili$$ato
un computer Asus S400, con processore i6 e 4@+ di
Ram.
!er la reali$$a$ione delle fotografie 3 stata utili$$ata una
fotocamera digitale Canon !oAer Shot A<40 a 10 M!.
#l lavoro 3 ini$iato con la reali$$a$ione di due serie di
foto effettuate entrambe girando attorno alla statua, ma
in modi differenti per numero di scatti e in2uadrature
della statua.
La prima serie 3 risultata poco utile in 2uanto il numero
di foto era insufficiente e alcune parti della statua non
erano presenti nelle in2uadratureB in certi casi
mancavano parti di statua perch3 coperte da volatili.
La seconda serie, composta da circa una trentina di
scatti, 3 risultata sufficiente per la reali$$a$ione del
rilievo.
Le foto cos7 ottenute sono state elaborate tutte insieme
con il softAare open source !Cthon !hotogrammetrC
)oolboD ,!!). impostando una risolu$ione di /4::
piDel.
Euesto processo ha prodotto in breve tempo e in maniera
automatica una nuvola di punti. Successivamente la
nuvola di punti 3 stata ripulita con il softAare open
source CloudCompare, eliminando il pi= possibile i punti
non pertinenti alla statua.
)erminato il processo di pulitura su CloudCompare, 3
stata elaborata la mesh del soggetto con MeshLab.
La mesh 3 stata di nuovo elaborata con CloudCompare
effettuando un%ulteriore ripulitura.
Come ultima fase del lavoro si 3 proceduto alla
applica$ione della teDture ,che 3 avvenuta sen$a
difficolt8 nonostante il numero esiguo di foto scattate.
2. Risultati
#l risultato finale del lavoro 3 stato un rilievo 3 della
statua di "lisse ini che, dopo tre fasi di elabora$ione
della mesh, era composta da una nuvola di F0.055 punti,
13:.440 facce e alla 2uale era stata applicata una teDture
con una risolu$ione e 10/4D10/4 piDel.
3. Co"#lusio"i
9onostante la forma poco complessa della statua, ci sono
Fig. 1. La nuvola di punti al termine della pulizia.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 87-88
87
stati alcuni problemi durante la fase di reali$$a$ione del
progetto.
#l problema principale 3 stato riscontrato mentre
venivano scattate le foto. Accanto al braccio della statua,
che poggia sul muretto, sono posi$ionati degli oggetti, un
libro e un calamaioG 2uesti sono poco visibili
nell%immagine finale dell%elabora$ione perch3 essendo
troppo alti non 3 stato possibile fotografarli a causa della
mancan$a di altri supporti da utili$$are per una migliore
riuscita delle foto e 2uindi per un miglior risultato finale
del progetto. Stesso problema si 3 posto anche per la
statuaG non 3 stato possibile effettuare foto dall%alto.
"n secondo problema, che per; ha influito in maniera
minore non ha influito tantissimo sul risultato finale del
progetto, 3 stato 2uello della luce. La statua, purtroppo, 3
coperta sul lato destro da un muro laterale della chiesa di
Santo Stefano in !ia$$a dei Cavalieri, sul lato sinistro dal
muro di un pala$$o e da dietro da un grosso albero.
4. Biblio*ra%ia
M*"L*9 !., +>??# A. /01/, Python Photogrammetry Toolbox:
!ree "olution !or Three#$imen"ional $ocumentation, in
CA9)*9> '. ,ed.., %&'()F)**. )pen *ource+ Free *o!tware
e )pen Format nei proce""i di ricerca archeologica. tti del ,-
.ork"hop ,9apoli, :-10 @iugno., !o$$uoli, pp. 163-1F0.
Fig. /. -l ri"ultato !inale.
FREE AND OPEN SOURCE SOFTWARE PER I BENI CULTURALI VOL. 1, 2013, pp. 87-88
88