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CAPITOLO 1

La psicologia è lo studio scientifico del


-comportamento, quindi vengono analizzate le azioni compiute
-mente, tramite l’osservazione di pensieri ed emozioni attraverso domande

La psicologia si può considerare una scienza che comporta due generi di ricerca.
-di base, esamina i comportamenti delle persone e può essere effettuata in laboratorio o nello scenario della
vita reale.
-applicata, ci sono dei problemi specifici e pratici in cui vengono utilizzate spesso conoscenze scientifiche
per determinare programmi di intervento.

La psicologia a cinque obiettivi principali:


1. Descrivere il comportamento delle persone
2. Comprendere le cause di questi comportamenti
3. Prevedere i comportamenti futuri in determinate condizioni
4. Manipolare positivamente il comportamento controllandone le cause
5. Applicare le conoscenze psicologiche in modo da migliorare il benessere dell’uomo

Vi sono tre livelli di analisi del comportamento:


1. Livello biologico tramite i processi mentali e le influenze genetiche
2. Livello psicologico tramite pensieri, sentimenti e motivazioni
3. Livello ambientale tramite gli ambienti fisici e sociali passati e attuali ai quali siamo esposti

• Secondo il dualismo la mente è un’entità spirituale non soggetta alle leggi fisiche del corpo
• Per quanto riguarda il monismo mente e corpo sono una cosa sola ovvero gli eventi della mente sono
semplicemente il prodotto di eventi fisici che avvengono nel cervello
• L’empirismo afferma che tutte le idee e conoscenze vengano acquisite in modo empirico tramite i cinque
sensi

Circa nell’ottocento nasce la psicofisica ovvero lo studio di come le sensazioni percepite a livello psicologico
dipendono dalle caratteristiche di uno stimolo fisico.
Darwin fu contestata in quanto sembrava contraddire le credenze filosofiche e religiose sulla natura
dell’uomo per lui l’evoluzione implica che la mente umana non sia un’entità spirituale ma il prodotto di una
comunità biologica fra uomini e specie diverse

La frenologia nasce nell’ottocento ed era la concezione che è un maggiore sviluppo di una determinata area
celebrale avrebbe prodotto una protuberanza nella parte relativa al cranio. Il massimo esponente fu Franz
Gall, che osservò che il cervello fosse l’organo deputato alle facoltà intellettuali ed affettive individuando nei
lobi frontali le funzioni superiori inoltre individuò 27 parti del cranio corrispondenti ad aspetti della personalità
o delle facoltà mentali di ogni individuo
L’idea che ci siano aree specifiche per una funzione è grazie alla frenologia che ha dato un importante
contributo nello stabilire una relazione fra mente e cervello.

Le prime evidenze empiriche di una possibile locazione di alcune funzioni mentali sono state riportate nel
1800 da Broca Che analizzò un paziente che riusciva a formulare solo una sillaba e aveva una lesione alla
PARTE ANTERIORE NELL’EMISFERO SINISTRO che venne collocata alla funzione della produzione
verbale.
Successivamente Wernike studiò un paziente che riusciva a parlare ma non comprendeva parole o frasi, in
quanto aveva una lezione nella PRIMA CIRCONVOLUZIONE DEL LOBO TEMPORALE DELL’EMISFERO
SINISTRO .
si sostenne quindi che una lezione poteva compromettere le funzioni celebrali.
La nuova scienza della psicologia nacque nel 1879 quando Wundt fondò, presso l’università di Lipsia, il
primo laboratorio sperimentale di psicologia. Per lui il metodo sperimentale, rigoroso e controllato, era
essenziale per definire la psicologia come scientifica. Egli riteneva che fosse possibile studiare la mente
suddividendola in componenti di base.
Titchener come Wundt cercò di identificare le strutture della mente. Il loro approccio fu noto come
strutturalismo, ovvero l’analisi della mente nei suoi elementi costitutivi.

Freud era interessato ai meccanismi cerebrali. Lavorando come medico si trovò pazienti con sintomi fisici
che in apparenza non avevano alcuna causa fisica, e questo portò Freud a pensare che le cause fossero
psicologiche. Inoltre se i pazienti non creavano consciamente questi sintomi, egli riteneva che le cause
dovessero essere ignote alla consapevolezza, ovvero inconsce. Inizialmente li curò con l’ipnosi, dopo utilizzò
la tecnica detta libera associazione nella quale il paziente esprimeva qualsiasi cosa gli venisse in mente. Alla
fine i pazienti descrivano esperienze dolorose.
Freud si convinse così che una parte inconscia della mente influenzasse profondamente il comportamento e
sviluppò una forma di psicoterapia detta psicanalisi, l’analisi delle forze psicologiche interne e principalmente
inconsce. Egli affermò che gli umani avessero potenti pulsioni innate sessuali e aggressive che, essendo tali
desideri puniti nell’infanzia, imparano a temerli e diventiamo ansiosi quando li proviamo.

Ogni comportamento che sia normale o meno, riflette un conflitto, in gran parte inconscio e inevitabile, tra le
difese e gli impulsi intimi. Questa incessante lotta psicologica fra forze conflittuali è di natura dinamica, da
qui il termine psicodinamica. Per esempio per spiegare la timidezza di una persona di fronte al sesso
opposto Freud potrebbe aver verificato se quella persona avesse inconsciamente paura dei propri impulsi
sessuali ed evitasse quindi di mettersi in situazioni, come un appuntamento, dove doversi confrontare con
quegli impulsi nascosti.

Le moderne teorie psico dinamiche indagano come gli aspetti consci ed inconsci della personalità
influenzano il nostro comportamento.

Le teorie dell’oggetto per esempio, si soffermano su come le prime esperienze con i familiari forgino
l’opinione che le persone formano di se stessi e degli altri.

La timidezza può derivare dalla paura inconsapevole dell’essere respinti fondata sull’idea che i genitori
abbiano atteggiamenti di rifiuto e disapprovazione.

La prospettiva comportamentale si concentra sul ruolo dell’ambiente esterno come guida delle nostre azioni.

Il nostro comportamento è determinato da abitudini da precedenti esperienze di vita e stimoli provenienti dal
nostro ambiente.
L’empirismo è sede delle rifini della prospettiva comportamentale, in quanto riteneva che tutte le idee e
conoscenze si acquisissero tramite i sensi.

Il comportamentismo ette in luce il controllo ambientale attraverso l’apprendimento, ritenendo che la


psicologia dovesse concentrarsi solo sugli stimoli e risposte osservabili.

Watson affermava che l’oggetto della psicologia era il comportamento osservabile.

Skinner fu colui che rappresentò il comportamentismo moderno ed affermò che il comportamento umano è
determinato dalle conseguenze delle azioni
La prospettiva umanistica poneva l’accento sul libero arbitrio, la crescita personale ed il significato della
propria esistenza.

Maslow riteneva che ciascuno di noi possiede una forza innata che tende all’auto realizzazione qui di a
raggiungere il proprio potenziale,

La psicologia positiva corrisponde all’attenzione dell’umanistica e alla crescita, che dà risalto alle forze
dell’uomo, essa esamina a come possiamo incoraggiare il meglio che c’è in noi e nella società per crearci
una vita felice ed appagante.

La prospettiva cognitiva esamina la natura della mente ed il modo in cui i processi mentali possono
influenzare il comportamento: gli esseri umani sono elaboratori umani le cui azioni sono governate dal
pensiero. Alcuni psicologi cognitivi come Hermann Ebbinghaus studiarono la memoria. Negli anni ’20
scienziati tedeschi avevano creato una scuola di pensiero, la psicologia della Gestalt (= “insieme”), che
esaminava come gli elementi dell’esperienza fossero organizzati in insiemi, affermava che le nostre
percezioni sono organizzate in modo che “l’insieme risulti più grande della somma delle sue parti”.
La psicologia della Gestalt stimolava l’interesse per gli argomenti cognitivi come la percezione e la
risoluzione dei problemi.

La psicologia cognitiva si concentra sullo studio dei processi mentali: gli psicologi studiano i processi
attraverso i quali le persone ragionano e prendono decisioni, trovano soluzioni ai problemi, formano
percezioni e immagini mentali, producono e comprendono il linguaggio; studiano la natura della conoscenza
e della competenza.
Esplorano la natura dell’attenzione e della coscienza, interessandosi al modo in cui i processi inconsci
influenzano il comportamento.

Le neuroscienze cognitive esaminano l’attività cerebrale mentre le persone sono impiegate in attività
cognitive, per determinare come il cervello affronta il compito di apprendere linguaggio, acquisire
conoscenze, creare ricordi.

Gli esseri umani sono creature sociali. La prospettiva socioculturale esamina in che modo l’ambiente sociale
e l’apprendimento culturale influenzano il comportamento, i pensieri, i sentimenti. La cultura si riferisce ai
valori, credenze, comportamenti e tradizioni durevoli condivisi da un gruppo consistente di persone e
trasmessi da una generazione all’altra. Ogni gruppo culturale sviluppa norme per ogni tipo di comportamento
sociale(regole) che specificano quale sia il comportamento accettabile che ci si aspetta dai membri del
gruppo, e affinché la cultura permanga, ogni nuova generazione deve interiorizzare norme e valori del
gruppo.

La prospettiva biologica esamina come i processi e altre funzioni del corpo regolano il comportamento.
Le neuroscienze comportamentali esaminano i processi cerebrali e le altre funzioni fisiologiche all’origine del
comportamento, di esperienze sensoriali, emozioni. Lo studio del rapporto cervello-comportamento iniziò nel
20º secolo.

È lo studio di come le tendenze comportamentali sono influenzate da fattori genetici. Possono infatti essere
selezionati per esempio animali anche per tratti comportamentali come aggressività e intelligenza,
accoppiando maschi e femmine aggressivi o molto intelligenti nel corso di generazioni. Il comportamento
umano è influenzato anche da fattori genetici.
Charles Darwin pubblica la teoria dell’evoluzione nel 1859, in quanto fu colpito dalle differenze tra specie
apparentemente simili che vivevano in ambienti diversi, considerando quelle differenze come il modo in cui le
diverse specie si erano adattate ai singoli ambienti. I singoli membri di determinate specie differiscono in
maniera naturale sotto diversi aspetti.

La selezione naturale è un processo applicabile in tutti gli organismi viventi in cui se un tratto ereditario dà ad
alcuni membri un vantaggio sugli altri e più probabile che quei membri sopravvivono e trasmettono questa
caratteristica ai discendenti.

Psicologia evolutiva = Disciplina che spiega come l’evoluzione abbia forgiato il comportamento dell’uomo
moderno.
Attraverso la selezione naturale, le capacità della mente e le tendenze comportamentali si sono evolute
insieme al corpo.
Negli individui di ogni generazione avvengono variazioni genetiche della struttura del funzionamento
cerebrale: attraverso la selezione naturale, gli adattamenti alle nuove esigenze ambientali contribuirono allo
sviluppo cerebrale, tanto quanto la crescita cerebrale contribuì all’ulteriore sviluppo del comportamento
umano.

Le maggiori prospettive della psicologia ci mostrano diverse concezioni della natura umana.
Il comportamento può essere interpretato a livello di analisi:
• Biologico, con analisi in termini di funzionamento de cervello e ormoni
• Psicologico per considerare la prospettiva cognitiva ed analizzare pensiero e memoria
• Ambientale, per utilizzare prospettive socioculturali per esaminare come lo stimolo esterno possa formare
il comportamento.

In certi momenti della vita si prova tristezza, dolore, malinconia, normali risposte ad eventi significativi o
perdite vissute.

Quando però queste emozioni sono intense e persistono per un lungo periodo, accompagnate da
disperazione incapacità di provare piacere, abbiamo superato il confine fra una reazione normale e la
depressione clinica.
Analisi:
• Livello biologico = Fattori genetici predispongono alcuni individui allo sviluppo della depressione: i parenti
di persone che avevano sviluppato una grave depressione prima dei 20 anni avevano probabilità 8 volte
maggiori di diventare depressi, rispetto ai parenti di persone non depresse. Anche fattori biochimici hanno
una certa influenza: alcuni sistemi di neurotrasmissione non operano normalmente.
• Livello psicologico = La depressione è associata ad uno stile di pensiero in cui la persona interpreta in
modo pessimistico gli eventi, non capendo che non tutto il male viene per nuocere. Gravi perdite, rifiuti o
traumi nell’infanzia contribuiscono a creare un tipo di personalità che spinge le persone a reazioni eccessive
di fronte a ostacoli imprevisti:
È probabile che i depressi abbiano vissuto un rifiuto dei genitori, abusi sessuali o la perdita di un genitore.
• Livello ambientale = La depressione è una reazione a un ambiente non gratificante: alcuni si sentono male
al punto di smettere di fare quello che gli fa piacere, diminuendo ulteriormente le gratificazioni ambientali.
Potrebbero lamentarsi ripetutamente e cercare un aiuto eccessivo negli altri cominciando ad allontanarli,
facendosi evitare.

Interazione = Il modo in cui un certo fattore influenza il comportamento dipende dalla presenza di un altro
fattore: una persona che deve affrontare un ostacolo di scarsa importanza potrebbe deprimersi se ha una
predisposizione biologica alla depressione. Lo stesso ostacolo potrebbe non scalfire un’altra persona non
predisposta alla depressione.

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