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LA M AT URITÀ E GLI ULT IMI AN N I

LUDWIG VAN
BEETHOVEN
LA MATURITÀ
• Nel maggio 1802 su consiglio del suo medico, Beethoven si trasferisce in campagna a
Heiligenstadt, alle porte di Vienna, per poter migliorare la propria salute.
• Proprio qui scrive il suo testamento, il quale, nonostante sia stato rimaneggiato, rimane una
delle testimonianze scritte più appassionate dell'autore e che ci permette di avere una chiara
idea della sua personalità e delle sue esperienze.
• Gli anni di Heiligenstadt furono estremamente produttivi, tra il 1802 e il 1813 scrive un'opera,
sei sinfonie, quattro concerti, cinque quartetti per archi, tre trii, sei sonate per pianoforte,
musiche di scena, ouvertures e Lieder.
• Data la sua salute cagionevole, molti giovani artisti cominciarono a supportarlo facendogli da
assistente e aiutandolo nelle mansioni quotidiane nella stesura di alcune delle sue opere più
straordinarie.
UNA RENDITA ANNUA
• Nel 1809 Beethoven fu tentato di accettare una rendita fissa alla corte di Westfalia per
ricoprire l'incarico di Kappellmeister
• Il compositore era tentato di accettare per motivi economici, ma l'arciduca Rodolfo, il principe
Lobkowitz e il principe Kinsky, suoi grandi ammiratori, decisero di unire le forze per
corrispondergli una rendita annua con la clausola di non lasciare mai la città di Vienna
• Per la prima volta un compositore viene pagato non per comporre della musica, ma per il
semplice motivo di non lasciare una città. Vienna era diventata nel frattempo la città dove
Beethoven espresse al meglio il suo talento e la sua straordinaria produzione
• Poco dopo Vienna fu occupata da Napoleone e subì una netta regressione economica, di fatti
la rendita annua promessa gli venne revocata dopo poco tempo.
LA PRODUZIONE MUSICALE
• Dal 1802 Beethoven scrive alcune delle composizioni che lo consacreranno al suo stesso secolo.
• In quest'epoca il musicista porta alle massime conseguenze il contrasto tematico all'interno della
forma sonata.
• Furono anni di lotta contro il tempo e la salute e i suoi continui sbalzi d'umore vennero interpretati dai
contrasti della sua musica
• Al dinamismo, all'aggressività, spesso si oppone l'eleganza e la struggente malinconia. Spesso si
passa per una catarsi per arrivare a volte (come nel caso della Quinta) a un finale radioso.
• Beethoven allarga la visione sinfonica dell'orchestra, ampliandone la potenza fonica e il carattere
espressivo.
• Gli sforzati sono tipici delle composizioni di Beethoven, donando una nuova forza espressiva
all'orchestra stessa.
LE SINFONIE
• Quando Beethoven ritorna a Vienna nel 1802 da Heiligenstadt aveva già con sé gli
appunti della Sinfonia n. 3 Eroica che costituisce una vera e propria svolta per il
musicista e che finirà di comporre due anni dopo.
• La Terza reca inizialmente la dedica in italiano "Grande sinfonia, intitolata Bonaparte",
ma Beethoven, così come molti suoi contemporanei, si infuria per la sete di potere di
Napoleone. Quest'ultimo infatti si era incoronato imperatore il 2 dicembre 1804.
Beethoven cancella la dedica e la rivolge al nobile Lobkowitz che gli aveva promesso
400 ducati. Il titolo definitivo fu quindi trasformato in "Sinfonia eroica composta per
festeggiare il sovvenire di un grand'uomo"
SINFONIA N. 3 EROICA
• Beethoven rinuncia all'adagio introduttivo, cominciando con un Allegro con brio.
• La sinfonia è introdotta da due violenti accordi nella tonalità d'impianto mib maggiore lasciando spazio
ai violoncelli che espongono il tema principale sulle note dell'accordo di tonica.
• Il corno si appropria subito del tema conferendo un tono epico al discorso, lasciando poi che
l'orchestra affermarlo globalmente con violenza dinamica.
• Nel movimento successivo Beethoven sostituisce il tradizionale tempo lento con una marcia funebre. È
un tema desolante in do minore che parte con soli archi e si estende ai fiati.
• Suoni cupi, momento di riflessione che passa in maggiore e che viene sostenuto
dall'accompagnamento in terzine e alcuni momenti intensi dell'orchestra. Il movimento si chiude in
maniera sommessa sul tema iniziale.
• Succede uno scherza con ritmo ritmicamente esplosivo e chiude un Allegro molto in forma di variazioni,
il cui tema viene esposto elegantemente dai legni.

ASCOLTO [Link]
SINFONIA N. 5
• La sinfonia n. 5 in do minore venne eseguita per la prima volta il 22 dicembre 1808 al
Theater an der Wien di Vienna.
• Insieme alla nona è l'unica sinfonia beethoveniana in modo minore, anche se, come la
nona, la tonalità dell'ultimo movimento si trasforma in maggiore
• L'esasperazione dei contrasti tematici e la tensione costante ne fanno la sinfonia
simbolo dell'estetica del compositore
• Lo stesso autore considerò l'attacco iconico della sinfonia come il destino che bussa
alla porta
• La partitura si articola in Allegro con brio, Andante con moto, Scherzo, Allegro

ASCOLTO [Link]
SINFONIA N. 5 ALLEGRO CON BRIO
• Il primo movimento Allegro con Brio viene introdotto dall'iconico attacco, chiamato il
tema del destino
• Questo tema che cambierà indelebilmente la storia della musica ritorna in tutta la
composizione, nello Scherzo, nel collegamento tra lo Scherzo e l'Allegro conclusivo.
• Con questo passaggio per la prima volta nella storia due movimenti vengono uniti tra
loro
• L'attacco conclusivo in do maggiore dona un senso di liberazione straordinario
all'intera composizione
SINFONIA N. 6 LA PASTORALE
• La n. 6 in fa maggiore, detta anche Pastorale ha l'idea di tradurre in musica i sentimenti
del compositore a contatto con la natura.
• Sull'idea della musica a programma Beethoven traduce in musica con un certo
descrittivismo sonoro alcuni fenomeni legati al mondo della natura
• Nella "scena presso il ruscello" gli uccelli vengono ad esempio resi nella maniera più
realistica possibile e nel "Temporale" il sibilo di un lampo viene interpretato da un
ottavino
• La sinfonia è articolata in maniera anomala per il tempo in cinque movimenti
• Alla tragicità della Quinta si oppone un clima contemplativo, idillico con temi dall'ampio
respiro melodico.
• Il temporale può essere interpretato anche in maniera più simbolica come un temporale
per l'anima
• L'interpretazione di scene rurali da parte di Beethoven anticipa quella sensibilità tipica
del romanticismo, che pone spesso in relazione uomo e natura.
SINFONIA N. 9
SINFONIA N. 9
• Le origini della Nona risalgono addirittura agli anni di Bonn, l'intenzione di musica l'ode di
Schiller An die Freude (alla gioia) risale circa al 1793.
• Studiando i quaderni di Beethoven si possono ripercorrere le tappe della composizione
• Gli abbozzi dello Scherzo risalgono al 1815, il primo movimento invece occupò il 1816, il 1817-18
fu dedicato alla messa a punto dei primi due movimenti. La composizione procedette poi spedita
tra il 1822-24.
• Inizialmente, in accordo con la Philharmonic Society di Londra con cui avrebbe dovuto
intraprendere una tourneè mai realizzata, la nona sarebbe stata divisa in due diverse sinfonie,
una in re minore, strumentale e l'altra cantata, probabilmente su un testo religioso o in greco
antico.
• La Nona nasce quindi dalla fusione di queste due eventuali sinfonie. Beethoven propone un
viaggio sonoro che passa dagli abissi, dalla tragedia, arrivando all'esplosione corale finale, una
luce conclusiva che è simbolo della liberazione dell'umanità.
SINFONIA N. 9
• L'opera fu eseguita per la prima volta al Teatro di Porta Carinzia a Vienna il 7 Maggio 1824
con un Beethoven provato e quasi completamente sordo. La leggenda narra che alla fine
dell'esecuzione, Beethoven, il quale dirigeva anche l'orchestra, non si accorse dell'enorme
ovazione ricevuta. Un suo assistente gli girò il corpo e la testa per fargli comprendere
l'incredibile successo ricevuto.
• L'allegro ma non troppo, un poco maestoso è il primo movimento, non prevede un ritornello,
essendo già ampiamente dilatato nella sua esposizione preceduta da una introduzione su
quinte di notevole effetto espressivo
• Il secondo movimento è sorprendentemente uno Scherzo, lunghissimo, di quasi mille battute,
nel quale si segnala anche la presenza di una melodia appartenente al folklore russo
• Segue il tempo lento, un Adagio molto e cantabile (A) e un andante moderato (B) con un ciclo
di variazioni
SINFONIA N. 9
• L'ultimo movimento, un Presto, è introdotto da violoncelli e contrabbassi che rievocano gli
stralci dei temi dei movimenti precedenti
• Il tema dell' Inno alla gioia viene esposto inizialmente da contrabbassi e violoncelli nel
pianissimo e doppiato successivamente da violini e viole con l'introduzione dei legni
• Un magnifico crescendo che propone sempre il tema iniziale si realizza con l'aggiunta di
timpani e ottoni
• L'interruzione del baritono è brusca e recita parole che invitano a una nuova gioia collettiva:
O Freunde, nicht diese Toene! Sodnern lasst uns angenehmere anstimmen und freudenvollere.
Freude! Freude!
O amici, non questi suoni! Ma intoniamone altri più piacevoli e più gioiosi. Gioia! Gioia!
SINFONIA N. 9
• L'esplosione corale diventa uno dei momento più iconici e influenti della storia della
musica. Il testo di Schiller è un inno alla gioia collettiva e alla pace profonda tra
popoli.
Basso solo e Coro - Allegro Basso solo e Coro - Allegro
assai assai

Freude, schöner Götterfunken, Gioia, bella scintilla degli dèi,


Tochter aus Elysium, figlia dell'Elisio,
wir betreten feuertrunken, ebbri e ardenti noi entriamo,
himmlische, dein Heiligtum! creatura celeste, nel tuo
Deine Zauber binden wieder santuario!
was die Mode streng geteilt, I tuoi incantesimi tornano a
alle Menschen werden Brüder legare
wo dein sanfter Flügel weilt. ciò che la moda ha severamente
diviso;
tutti gli uomini divengono fratelli
SINFONIA N. 9
• Il testo era stato scritto nel 1793 da Friedrich von Schiller, poeta e filosofo simbolo del
romanticismo tedesco
• Nel 1972 l'Unione Europea bandisce un concorso per la composizione dell'Inno dell'Unione
Europea, il direttore d'orchestra Herbert Von Karajan propose proprio Inno alla gioia , la
proposta fu accettata e il concorso fu annullato.
• Si dice che il fatto che il CD-ROM riesca a contenere fino a 74 minuti è dovuto proprio alla
Nona Sinfonia di Beethoven. Quando la casa discografica Sony presentò il prodotto allo
stesso Karajan chiedendogli di diventarne il nuovo sponsor nel 1981 egli rispose che questa
nuova tecnologia sarebbe dovuta essere capace almeno di far ascoltare la Nona Sinfonia
senza interruzioni. Nella sua versione in cui dirige i Berliner Philharmoniker la durata
complessiva è proprio 74 minuti, divenuto successivamente lo standard massimo per un CD-
ROM.

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