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Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven nasce a Bonn nel 1770, si recò a Vienna per completare gli studi di
composizione e affermarsi come pianista, vivendo come i musicisti dell’epoca, ovvero sostenuti dai
nobili. Inizialmente ottenne notorietà soprattutto per le sue virtù di pianista ma, al volgere del
nuovo secolo, la sua fama incominciò a diffondersi e maturò in lui la coscienza d’artista
indipendente. Non aveva un carattere facile: era impaziente, irascibile e spesso scontroso ma,
nonostante questo, incantava tutti in virtù del suo magnetismo. Si racconta qualora gli venisse
chiesto, senza preavviso, di esibirsi al pianoforte, egli rifiutava e se qualcuno conversava
rumorosamente durante una sua esecuzione, incollerito smetteva di suonare. Era anche molto
orgoglioso. Gli ultimi dieci anni di Beethoven furono segnati dalla graduale e devastante perdita
dell’udito che lo condurrà alla totale sordità e all’isolamento dagli uomini. Non potendo udire
amici e conoscenti, escogitò un rimedio: i “Quaderni di Conversazione”; erano dei quaderni che
lasciava sparsi per la casa insieme a delle matite, dove i frequentatori della casa (una ristretta
cerchia di amici e parenti), potevano scrivere domande e risposte e lui le leggeva. Beethoven trovò
nella musica il suo conforto a quella condizione esistenziale. Alla sua morte venne celebrato un
solenne funerale alla quale parteciparono circa 20.000 persone e vennero suonate alcune sue
composizioni. A differenza di Mozart, gli venne riservata una dignitosa sepoltura. Oggi
consideriamo Beethoven come un esponente del “Classicismo Viennese” insieme a Mozart e
Haydn. Le “Nove Sinfonie” di Beethoven sono le opere più conosciute sebbene il musicista abbia
scritto anche concerti per strumento solista e orchestra, molta musica da camera e per pianoforte,
e un Singspiel (Fidelio). L’organico utilizzato nelle sinfonie è lo stesso usato già da Mozart e Haydn,
per quanto riguarda i movimenti, adotta un unico cambiamento, sostituisce lo Scherzo al
Minuetto. La Nona Sinfonia costituisce una rivoluzione, poiché oltre alla forma sonata
esclusivamente usata fino ad allora per la composizione di sinfonie, Beethoven introdusse anche i
soli ed il coro insieme all’orchestra. La Nona Sinfonia fu scritta dieci anni dopo l’Ottava. I primi tre
movimenti furono scritti subito; il quarto movimento, ovvero il Finale, è il celebre Inno Alla Gioia
su testo di Schiller, poiché a Bonn le poesie di Schiller erano censurate, dobbiamo aspettare il
perché l’Ode divenisse il Finale della Sinfonia. Gli esecutori trovarono molte difficoltà nell’eseguire
la loro parte ed espressero le loro lamentele all’autore chiedendogli di modificarne il contenuto,
ma Beethoven non cambiò nulla. La prima della Nona Sinfonia avvenne nel Maggio del 1824 a
Vienna presso il Teatro di Porta Carinzia. Il successo fu grandioso e Beethoven, nonostante fosse
quasi totalmente sordo, diresse, anche se parzialmente, l’esecuzione.