METEOROLOGIA
AERONAUTICA
Parte
I
24/07/12
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METEOROLOGIA AERONAUTICA
La meteorologia aeronautica è la scienza che descrive i
fenomeni meteorologici pericolosi per il volo.
Questi sono:
– la turbolenza (trattata nella parte I)
– il wind shear (trattato nella parte II)
– i temporali (trattati nella parte III)
– l’icing (o formazione di ghiaccio sui velivoli, trattati nella
parte III)
– la riduzione della visibilità (trattati nella parte III)
Nella parte IV di questo corso vengono descritti gli avvisi di
sicurezza e le carte aeronautiche attraverso i quali tali fenomeni
vengono segnalati all’utenza aeronautica.
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METEOROLOGIA AERONAUTICA
PARTE I
Nella Parte I si parlerà di turbolenza:
– Definizione aeronautica di turbolenza dell’aria
– Intensità
– Effetti sui velivoli
– Tipi di turbolenza in base al fenomeno meteorologico
che la produce e meccanismi di formazione
• Turbolenza convettiva, dovuta ai moti convettivi
• Turbolenza meccanica e onde di montagna
• Turbolenza in aria chiara e corrente a getto
• Turbolenza di scia che, sebbene non sia un fenomeno
meteorolgoico, viene trattato insieme alla turbolenza
perchè produce I medesimi effetti sui velivoli della
turbolenza meteo
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TURBOLENZA E WIND SHEAR
Dal punto di vista aeronautico sono considerati due
fenomeni distinti, ma sono in realtà l’una l’effetto e l’altro
la causa dello stesso fenomeno: la deviazione indesiderata
dell’aereo dalla propria traiettoria di volo con sobbalzi e
scossoni (turbolenza), provocata da rapida variazione in
direzione e/o intensità del vento (wind shear).
Per consuetudine la turbolenza è considerata un
fenomeno negativo in tutte le fasi di volo, il wind shear è
considerato negativo solo a bassa quota (LLWS, Low Level
Wind Shear).
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TURBOLENZA
Definizione: “Insieme di scossoni cui è soggetto un
aereo in volo quando incontra correnti ascendenti o
discendenti o raffiche di vento.”
La definizione è basata sulle sensazioni
dell’equipaggio e dei passeggeri, dipende dal tipo e
dallo stato dell’aereo e dalla reazione del pilota.
Esiste anche una classificazione dell’intensità della
turbolenza, anch’essa basata sulle reazioni del
velivolo.
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TURBOLENZA
INTENSITA’
LEGGERA (LIGHT): momentanee e leggere variazioni
di assetto e di quota dell’aereo
MODERATA (MODERATE): variazioni più intense ma
aereo sotto controllo
FORTE (SEVERE): variazioni ampie e repentine, aereo
momentaneamente fuori controllo
ESTREMA (EXTREME): aereo violentemente sbattuto e
totalmente incontrollabile, possibili danni alla struttura
dell’aereo
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TURBOLENZA
TIPI
La turbolenza viene divisa in base ai fenomeni
meteorologici che la producono.
– Convettiva
• Generata dai fenomeni convettivi (per es. temporali)
– Meccanica
• Provocata dall’attrito superficiale (per es. onde di montagna,
MTW)
– Turbolenza in aria chiara (CAT)
• Generata dall’energia del flusso dell’aria
– Turbolenza di scia
• Non è un fenomeno meteorologico, ma i suoi effetti sono
analoghi a quelli della turbolenza meteo
Vediamo in dettaglio ciascuno di questi casi.
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TURBOLENZA CONVETTIVA
Associata alle termiche
Maggiore nelle ore pomeridiane, quando è massimo
il soleggiamento
Più intensa in estate
Caratteristica delle giornate di cielo sereno
(maggiore apporto di calore dal sole)
Si verifica nelle vicinanze del suolo
Favorita da terreni collinari o montuosi che aiutano
il sollevamento
Può essere resa visibile da nubi di tipo cumulo
Termiche intense possono generare nubi a forte
sviluppo verticale (towering cumulus TCU, o
cumulonembi CB)
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TURBOLENZA CONVETTIVA
TERMICHE
Sfruttate dal volo a vela
Aerei di maggiori
prestazioni possono
essere soggetti a
turbolenza da leggera a
moderata
Raffiche verso l’alto
Al top dello strato di
convezione libera strato di
aria stabile
Aereo non risente più
della turbolenza (base
dei cumuli) 9
TURBOLENZA CONVETTIVA
INTENSITA’
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TURBOLENZA MECCANICA
E’ dovuta all’attrito col suolo
Rottura del flusso laminare,
che genera vortici
Maggiore in presenza di
ostacoli
Anche piccoli ostacoli
nelle vicinanze della
pista (hangar su campi
di volo)
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TURBOLENZA MECCANICA
Dipende da:
Tipo di terreno
Forza del vento
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TURBOLENZA MECCANICA
ONDE DI MONTAGNA (MTW)
Si formano quando il vento incontra una catena montuosa.
Più facilmente quando:
o la direzione del vento è perpendicolare alla catena
o lo strato di aria è stabile al livello della catena
o la velocità del vento è di almeno 25 kt e in aumento con la
quota
Se l’aria è umida sono rese visibili da caratteristiche
nubi associate:
o nubi lenticolari
o nubi di rotore su creste di particolare ampiezza
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ONDE DI MONTAGNA (MTW)
MOTI ASCENDENTI
MOTI DISCENDENTI
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ONDE DI MONTAGNA
CARATTERISTICHE
Strato interessato tra 4 000 e 6 000 ft al di sopra del picco
Maggiore altezza catena, maggiore ampiezza dell’onda
Maggiore forza del vento, maggiore lunghezza dell’onda
Tipica lunghezza d’onda tra 6 e 30 km
Fohn sottovento se velocità vento sufficiente
Rotori sotto le prime onde
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NUBI LENTICOLARI
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NUBI DI ROTORE
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TURBOLENZA IN ARIA CHIARA
(CAT, CLEAR AIR TURBULENCE)
Si verifica prevalentemente in quota (30.000 FT)
Prevalentemente in aria priva di nubi
I fenomeni meteorologici associati alla CAT sono:
– La corrente a getto, o jet stream, una forte corrente in
quota concentrata lungo un asse quasi orizzontale,
caratterizzata da un forte gradiente del vento;
– La tropopausa;
– Saccature e depressioni in quota;
– Le onde di montagna.
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LA CORRENTE A GETTO
Definizione: Corrente relativamente sottile concentrata lungo un asse
quasi orizzontale
Situata nella troposfera superiore e nella stratosfera
Caratterizzata da un forte gradiente verticale e laterale
dell’intensità del vento, che presenta uno o più massimi di
velocità.
Lunghezza diverse migliaia di km, larghezza qualche centinaia
di km, altezza di qualche km
Velocità del vento normalmente da 60 kt a 240 kt, gradiente
verticale è di 5 kt ogni 1000ft, quello orizzontale di 10 kt ogni 60
miglia.
L’asse del getto si trova attorno ai 10 000 m (30.000 ft).
Le principali correnti a getto sono il getto polare e quello
subtropicale.
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CORRENTE A GETTO
CARATTERISTICHE
La corrente a getto può essere raffigurata come un fiume d’aria
che scorre da ovest verso est nell’alta troposfera.
Ha carattere circumpolare e nel suo percorso alterna dei massimi
di velocità a regioni con velocità inferiori.
Il getto polare è associato al fronte polare, è più intenso e
posizionato a latitudini più basse in inverno, più debole e a
latitudini più alte in estate.
La sua presenza è evidenziata da una brusca variazione d’altezza
della tropopausa, dovuta a una superficie frontale, detta fronte
del getto. Dall’analisi della sezione verticale del getto si può
evidenziare la presenza del fronte del getto e la distribuzione
della velocità del vento. In particolare il getto presenta al centro
un massimo di velocità, detto “core” del getto.
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LA CORRENTE A GETTO
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LA CORRENTE A GETTO
SEZIONE VERTICALE
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ALTRI FENOMENI ASSOCIATI ALLA CAT
Tropopausa: si tratta del sottile strato di aria che separa
la troposfera, che parte dal suolo e dove la temperatura
decresce con la quota, dalla stratosfera, dove la
temperatura cresce con la quota. La tropopausa è
quindi una zona di inversione termica. La sua altitudine
varia con la latitudine e con la stagione.
L’inversione termica blocca l’ascesa delle correnti
Le correnti sono costrette e deviare e a scorrere
orizzontalmente
Lo scorrimento genera moto ondulatorio dell’aria
Le saccature e le depressioni sono strutture circolatorie
che possono portare variazioni di vento ai loro bordi, e
dunque turbolenza. 23
TURBOLENZA DI SCIA
NON è un fenomeno meteorologico, ma gli effetti sui
velivoli sono simili a quelli provocati dalla turbolenza
meteorologica
E’ generata dai vortici controrotanti prodotti alle
estremità alari, che si allargano con rotazione opposta
– Raggiungono diametri dell’ordine di grandezza dell’apertura
alare
– Quando l’aereo è in moto, i vortici si distendono all’indietro
(vengono detti trecce di Berenice)
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TURBOLENZA DI SCIA
I vortici più violenti si trovano dietro aerei pesanti, di
grandi dimensioni, soprattutto durante le fasi di
decollo e atterraggio
Tanto più pericolosa quanto più piccoli sono apertura
alare e peso del velivolo che vola in scia
Si stabilizzano a Distanza
circa 900 ft dal reciproca circa il
livello del doppio
velivolo dell’apertura
alare
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TURBOLENZA DI SCIA
Intensità dipende da:
– Peso, velocità, forma e assetto ala aeromobile generante
– Peso predominante (proporzionalità diretta con intensità)
Compromette manovrabilità aereo che incontra scia
– Specie se ha dimensioni inferiori a aereo generante
Adeguate separazioni al decollo/atterraggio e quota
– Decollo/atterraggio
• Considerare spostamento laterale vortici
• In caso di vento forte vortici potrebbero interessare piste vicine
Elicotteri:
– Generano turbolenza maggiore rispetto ad aerei di pari peso
– Producono forte turbolenza anche a bassa velocità (20 - 50 kt)
– La scia di elicotteri leggeri ha la stessa grandezza di quella di
elicotteri pesanti
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TURBOLENZA DI SCIA
Classificata in base alla categoria dell’aereo che la
genera:
– HEAVY
• aeromobili di peso oltre 136.000 kg
• SUPER A380-800
– MODERATE
• aeromobili di peso compreso tra 136.000 e 7.000 kg
– LIGHT
• aeromobili di peso inferiore ai 7.000 kg
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