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L A R I V I STA D I E L E T T R O N I C A A P P L I C ATA , T EC N O LO G I E E P R O D OT T I

N° 223 - GENNAIO 2004 - ANNO 20 € 4,50 - Frs 9,00

ALL’INTERNO LE PAGINE DI:

HARDWARE
• FOTOFONO
• PROIETTORI A LED PER AUTOMOBILI
• SPICE: LA SIMULAZIONE DEI CIRCUITI
ELETTRICI ED ELETTRONICI

TUTORIAL
• PIC® MICROCONTROLLER BY EXAMPLE
BIOQUADRAPOD
• VITAMINA C UN ROBOT A QUATTRO GAMBE:
REALIZZAZIONE PRATICA
TECNOLOGIE SPERIMENTALI
• PROGETTIAMO UN RAZZO

consegna, restituire all‘editore che si impegna a pagare la relativa tassa presso il CMP di Roserio - Milano
INTRODUZIONE ALLE

Spedizione in A.P. - 45% - ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 - Filiale di Milano. In caso di mancata
• I NASI ELETTRONICI

COSTO ZERO LOGICHE PROGRAMMABILI


• I PROGETTI DI COSTO ZERO:
STAZIONE AD ARIA CALDA PER
COMPONENTI SMT

ROBOMANIA
• MANUALE SEMISERIO DI ROBOTICA

BIOGRAFIA REGALO DI SAN VALENTINO


• THOMAS ALVA EDISON

www.farelettronica.com
editoriale 7.300 GIORNI…
Ricordo che quando sono arrivato in caserma per il mio primo giorno di militare, avevo
appena compiuto 20 anni. Sono arrivato in quella sperduta caserma nei pressi di Trieste ed il
benvenuto da parte di un militare più “anziano” (in seguito diventato un mio caro amico) è
stato: “365 giorni… non ti passa più!”.
Superato lo sconcerto iniziale, ho capito che in fondo un anno non è poi così lungo e che
sarebbe passato in fretta, avevo 20 anni, tante speranze e tanti obbiettivi da raggiungere.
Oggi, 20 anni dopo, alcuni di quelli obbiettivi li ho raggiunti altri no, ma un nuovo e rinno-
vato entusiasmo mi spinge a cercarne sempre di nuovi.
Come me allora, Fare elettronica compie 20 anni, come un giovane che si affaccia al
mondo degli adulti, è piena di entusiasmo e voglia di fare.
Siete voi, cari lettori, con il vostro apprezzamento per il lavoro fino ad ora svolto e l’incorag-
giamento a proseguire su questa strada che rendete indimenticabile il nostro compleanno ed
è a voi che continueremo a dedicare tutti i nostri sforzi.

Ad essere sincero, delle interminabili riunioni di redazione, la parte che preferisco è quella
relativa al piano editoriale, è sempre stimolante discutere e decidere su quello che faremo ed
è proprio per questo che vi voglio anticipavi alcune delle prossime iniziative:
Un nuovo corso teorico/pratico sulla costruzione di piccoli robot e di tutti gli elementi che li
compongono, una serie di articoli dedicati alle reti wireless e Bluetooth, un corso di elettroni-
ca di base per principianti scritto in modo che sia semplice da capire e divertente da leggere,
un corso dedicato alla optoelettronica con tanti esperimenti pratici, un corso dedicato al
mondo dell’amplificazione e dei diffusori acustici, inoltre, amplieremo la trattazione
teorico/pratica delle logiche programmabili, approfondiremo l’utilizzo dei linguaggi di pro-
grammazione (come il Visual Basic) con particolare attenzione all’interfacciamento dei PC
con il mondo esterno, approfondiremo la conoscenza dei sistemi di automazione industriale
con particolare riguardo ai protocolli di comunicazione, affronteremo il mondo del GPS sia a
livello teorico sia pratico, presenteremo una serie di progetti impieganti il riconoscimento
vocale e molto altro ancora…
Chiaramente non mancheranno tantissimi progetti pratici, dai più semplici dedicati ai princi-
pianti ai più complessi riservati ai lettori più preparati, tutti in ogni caso molto interessanti ed
utili.
Sul fronte della grande rete, abbiamo pronto il nuovo sito web che offrirà tutta una serie di
nuovi ed interessanti servizi, compreso la tanto richiesta rivista in formato PDF, infatti, dare-
mo la possibilità di scaricare i numeri arretrati in formato PDF. Infine presto sarà attiva la
newsletter che vi terrà informati sulla rivista ed il sito.
Come potete notare le nuove iniziative sono talmente tante che due pagine non basterebbe-
ro a descriverle tutte, ma spero di avervi trasmesso l’entusiasmo che spinge noi tutti lavorare
per darvi ancora un altro entusiasmante anno di Fare Elettronica.

Siamo qui, con voi, davanti a questa bellissima torta intenti a cantare “tanti auguri a te”, ma
prima di spegnere le candeline lasciateci esprimere un desiderio… quale?
Offrirvi una rivista divertente, interessante e sempre nuova che vi accompagni per tanti anni
ancora nel vostro hobby e lavoro.

Questi settemilatrecento giorni passati insieme sono stati memorabili, ma siamo ancora qui a
guardare i prossimi venti anni con ottimismo, certi che di strada ne faremo ancora tanta.

Non c'è più spazio per introdurre come di consueto il nuovo numero, lascio quindi a voi il
Tiziano Galizia piacere di scoprirne il contenuto. Vi rinnovo l’appuntamento in edicola il prossimo mese e vi
t.galizia@farelettronica.com auguro buona lettura.

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GianCarmelo Moroni
Richieste di assistenza
Per richiedere assistenza o chiarimenti sugli articoli
DIRETTORE DI REDAZIONE: pubblicati, vi preghiamo di contattare l’autore, il
Tiziano Galizia (t.galizia@farelettronica.com) cui nome ed indirizzo email è sempre riportato
sotto il titolo dell’articolo stesso.
PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE:
Nel caso ciò non fosse possibile potete scrivere a
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mailbox@farelettronica.com, ricordandovi di
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specificare il numero della rivista ed il titolo
Andrea Corbari, Eugenio Cosolo, Nicola Ulivieri, Fabrizio Fazio,
dell’articolo per il quale chiedete chiarimenti,
Agostino Rolando, Marco Fabbri, Sergio Tanzilli, Eugenio Cosolo,
oltre al vostro nome, cognome ed indirizzo email.
Simone Bernardi, Alice Vezzaro, Andrea Marani, Nico Grilloni, Luigi Carnevale
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schemi pubblicati su Fare Elettronica possono essere realizzati solo ed esclusiva- Contrive 11
mente per scopi privati o scientifici e comunque non commerciali. L'utilizzazione Elettroshop IV cop
degli schemi non comporta alcuna responsabilità da parte della Società editrice. G.P.E. kit 87
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Alcuni circuiti, dispositivi, componenti ecc. descritti in questa rivista possono be- Pianeta Elettronica 41
neficiare dei diritti propri ai brevetti: la Società editrice non assume alcuna re- Sandit 73
sponsabilità per il fatto che ciò possa non essere menzionato. Tanzilli 83
SOMMARIO
hardware rubriche
Introduzione alle logiche 16 Mailbox 6
programmabili (seconda parte) Mercati & Tecnologie 8
di Simone Bernardi
News 10
Regalo di San Valentino 34
di Fabrizio Fazio Le fiere e mostre mercato 77
Fotofono 42 di Febbraio e Marzo 2004
di Agostino Rolando In Vetrina:
Proiettori a led per automobili 56 Da Abacom un CAD per la progettazione 110
di Andrea Marani
elettronica, ideale per l’uso hobbistico
Spice: la simulazione dei circuiti 60
Casse & amplificatori 112
elettrici ed elettronici (prima parte)
di Nico Grilloni

tutorial
PIC® Microcontroller 22
By Example (terza parte)
di Tiziano Galizia e Sergio Tanzilli

Vitamina C (quinta parte) 80


di Sergio Tanzilli

tecnologie sperimentali
Progettiamo un razzo: sistema di rientro 48
(paracadute) (Sesta parte)
di Eugenio Cosolo

I nasi elettronici 68
di Nicola Ulivieri

costo zero
Costo zero (quarta parte) 88
di Andrea Corbari

I progetti di costo zero:


Stazione ad aria calda per 91
componenti SMT
di Alfredo Alfonsi

biografia
Thomas Alva Edison 74
di Alice Vezzaro

robomania
Bioquadrapod un robot a quattro 98
gambe: realizzazione pratica (prima parte)
di Luigi Carnevale

Manuale semiserio di robotica 106


comunicare con il robot (terza parte)
di Marco Fabbri
mailbox Dubbi, perplessità,
malfunzionamenti, opinioni,
commenti o richieste?
Inviateli a: mailbox@farelettronica.com
Oppure scriveta a:
Mailbox - Redazione di Fare Elettronica
Inware srl
Via Cadorna, 27/31 - 20032 Cormano (MI)

Le lettere più interessanti saranno pubblicate in queste pagine.


Per quanto possibile, inoltre, cercheremo di dare una risposta privata a
chiunque ci scriverà via email.

D DIODI RADDRIZZATORI pio di quella di una singola uscita del trasformatore.


Cari signori, sto cercando di realizzare per il mio labora- Nello schema B, invece, i diodi si trovano in condu-
torio un alimentatore stabilizzato ma non mi è chiara la zione a coppia: D1 e D2 durante la semionda posi-
differenza tra un raddrizzatore a due o a 4 diodi. Potete tiva, D3 e D4 in quella negativa. Per questo motivo i
spiegarmelo? diodi interdetti sono sottoposti ad una tensione in-
Colgo l’occasione per complimentarmi con voi per la ru- versa pari alla tensione di uscita del trasformatore (ov-
brica mailbox e spero che la mia richiesta venga soddi- vero la metà rispetto al caso precedente).
sfatta. Il consiglio è quello di utilizzare la soluzione B anche
Marco Caldara perché i 4 diodi collegati a ponte di Graetz sono repe-
ribili in commercio in forma integrata.

R Gli schemi del raddrizzatore a doppia se-


mionda a 2 diodi e a 4 diodi (detto anche “a ponte di D AMPLIFICATORE A COLLETTORE COMUNE
Graetz”) sono riportati rispettivamente nella figura se- Spettabile redazione, leggendo un vostro articolo ho incon-
guente. trato una, purtroppo, troppo breve spiegazione di un am-
La prima differenza è che la soluzione a 2 diodi (A) plificatore a “collettore comune”. Potete spiegarmi quale è
comporta l’impiego di un trasformatore a presa cen- il suo impiego tipico?
trale quindi più costoso. Renato Barletta

La differenza sostanziale sta però nella tipologia dei


diodi da impiegare. R L’amplificatore a collettore comune, il cui
I diodi nello schema A funzionano in modo alternato schema è riportato nella figura seguente, è caratteriz-
ovvero durante la semionda positiva conduce D1 men- zato da un fattore di amplificazione pressoché unitario,
tre nella semionda negativa conduce D2. Il diodo inter- una resistenza di ingresso elevata ed una resistenza di
detto è sottoposto ad una tensione inversa pari al dop- uscita molto bassa.

A B Il fattore di amplificazione circa unitario, fa sì che il se-


gnale applicato all’ingresso lo si ritrovi inalterato in
uscita e per questo motivo tale circuito non può essere
impiegato come stadio amplificatore vero e proprio. Un
simile circuito trova invece largo impiego in tutte quelle
applicazioni in cui è necessario un adattamento di im-
pedenza.

6 MAILBOX
più aumenta la frequenza del segnale tanto più le cari-
che elettriche sono libere di muoversi per cui la corrente
aumenta quindi la resistenza diminuisce.
Si deduce allora che il condensatore presenta (indipen-
dentemente dal valore della sua capacità) una resistenza
che cambia al variare della frequenza del segnale a cui è
sottoposto. In questo caso si parla allora di “impe-
denza”.
Discorso analogo vale per l’induttanza che presenta una
resistenza nulla in corrente continua ed una resistenza
che aumenta linearmente con la frequenza del segnale.

Si consideri un amplificatore audio: in teoria dovrebbe D FILTRO ADSL


avere una resistenza di ingresso infinita affinché tutto il Egregi signori, tralasciando i complimenti di rito, arrivo su-
segnale applicato giunga all’amplificatore, un buon fat- bito al mio problema che spero mi aiutiate a risolvere. Da
tore di amplificazione ed una resistenza di uscita nulla qualche giorno dispongo (finalmente) di una veloce linea
per consentire a tutto il segnale amplificato di raggiun- ADSL, ma questa causa strani fischi e rumori casuali du-
gere il carico. rante le mie telefonate. Un amico mi ha detto che esistono
Qualora un amplificatore sia caratterizzato da un ottimo dei filtri che risolvono il problema, ma ho qualche difficoltà
fattore di amplificazione, ma da valori non ottimali di a reperirli, per questo arrivo alla domanda: qual è la fun-
resistenza di ingresso e di uscita, è possibile inserire uno zione di un filtro ADSL e come fare per costruirne uno?
stadio adattatore di impedenza (come appunto il collet- Vi ringrazio per l’aiuto ed ancora complimenti per l’ottima
tore comune) sia all’ingresso (in modo da aumentare la rivista.
resistenza di ingresso), che all’uscita (in modo da abbas- Massimiliano Monteni
sare la resistenza di uscita).

R Se avete attivato ADSL allora sulla vostra linea te-


D IMPEDENZA E RESISTENZA lefonica convivono due tipi di segnale: il segnale telefo-
Sono un hobbista alle prime armi, il mondo dell’elettronica nico tradizionale ed il segnale dati ADSL.
mi affascina moltissimo, ma spesso mi trovo di fronte a Il segnale telefonico è di tipo passa-basso con banda di
problemi per me insormontabili senza una spiegazione op- circa 8 KHz, ovvero, i segnali presenti sono caratterizzati
portuna, infatti, i miei studi sono di natura classica quindi da frequenze comprese tra 0 e 8000 Hz. Il segnale
capirete questa mia richiesta: Qual è la differenza tra “im- ADSL è invece caratterizzato da frequenze maggiori di
pedenza” e “resistenza”? 26 KHz. Il filtro ADSL non è altro che un filtro passa-
Mirko Pinna basso con banda 8 KHz che consente di eliminare il se-
gnale ADSL per evitare che questo raggiunga l’apparec-
chio telefonico. Il modem ADSL ha poi al suo interno un
R Come esempio consideriamo un resistore di va- filtro passa-alto che permette di escludere il segnale te-
lore 1000 Ω. Questo valore rimarrà costante qualsiasi sia lefonico. Costruire un filtro ADSL da collegare all’appa-
la frequenza del segnale a cui il componente viene sot- recchio telefonico è una cosa piuttosto semplice. Nella
toposto. 1000 Ω è il valore della “resistenza” del resi- figura seguente è riportato lo schema di un passa-basso
store. passivo del sesto ordine adatto allo scopo.
Consideriamo ora un condensatore: essendo costituito Nel costruire il filtro abbiate l’accortezza di mantenere
da due film metallici separati da un isolante, risulta evi- le induttanze sufficientemente distanti tra loro per evi-
dente che se ne misuriamo la resistenza con un ohme- tare interferenze indesiderate.
tro, leggeremo un valore infinito. Se però il condensa-
tore viene sottoposto ad un segnale in corrente alter-
nata, le cariche elettriche possono spostarsi da un’arma-
tura all’altra più o meno liberamente, dando origine ad
una corrente elettrica. Quindi in questo caso il conden-
satore non presenta più una resistenza infinita. Tanto

MAILBOX 7
di Dario Kubler

È ormai noto a tutti il fatto che negli ultimi anni, e soprattutto dall'inizio del nuovo millennio, sia in atto
una vera e propria rivoluzione tecnologica nel mercato del bianco (o mercato degli elettrodomestici).

IL MERCATO DEL BIANCO quotidiana, la proliferazione di telecomandi, dei


videoregistratori e di altri dispositivi con interfaccia
utente sofisticata all'interno delle nostre case, nonché
Ho avuto la possibilità di vivere in diretta questo feno- la massiccia integrazione dell'elettronica nell'automo-
meno - nato nella prima metà degli anni 90 e svilup- bile (trascinata ad esempio dalle esaltanti prestazioni
patosi più concretamente negli anni a cavallo del delle centraline elettroniche e dei sistemi di cambio
nuovo millennio - e lo sforzo sviluppato per imporre automatico nel mondo della Formula 1) hanno di fatto
tale cambiamento al mercato da parte dei maggiori imposto che anche la vecchia, squadrata lavatrice
centri di ricerca del settore. venisse gestita con LED luminosi o display ad icone.

La mia professione di supporto tecnico prima, e di Si può dire che, nel settore dell'elettrodomestico, oggi
responsabile vendite poi, mi ha portato, infatti, a si assiste alla medesima rivoluzione elettronica che
conoscere a fondo il mondo del bianco in virtù della coinvolse il mondo dell'automobile a partire dagli anni
leadership che la nostra nazione vanta in questo mer- 90. Così come è accaduto
cato. Oggigiorno, infatti, più di un terzo degli elettro- nelle autovetture, anche nel
domestici venduti in Europa è prodotto in Italia, men- bianco la penetrazione del-
tre Germania, Francia, Spagna e Turchia seguono ad l'elettronica è stata graduale
una certa distanza; ma se consideriamo anche lo stu- ma inesorabile. Basti pensa-
dio e la progettazione degli stessi, la percentuale cre- re, ad esempio, alla conver-
sce fino a superare il 50%. sione del controllo del
lavaggio, nato da un ambito prettamente elettromec-
Ho anche assistito al lungo conflitto di idee che ha canico (un timer a spazzole, selezionato manualmen-
contrapposto, per anni, gli ingegneri ed i progettisti di te, che determina le tempistiche delle varie fasi del
apparati elettronici a quelli di estrazione meccanica ed ciclo) ad uno basato sull'esecuzione di un programma
elettromeccanica. Questi ultimi, oltremodo prudenti all'interno di un microcontrollore (tipicamente una
nel valutare l'impatto delle cosiddette “nuove tecnolo- macchina ad 8-bit) i cui parametri sono definiti ed
gie” su un apparato tradizionalmente robusto come impostati durante l'assemblaggio della lavatrice, e
una lavatrice o un frigorifero, in cui il contenuto mec- quindi memorizzati, mediante una codifica ad hoc, in
canico la fa da padrone, erano profondamente con- una memoria non volatile (tipicamente una EEPROM
vinti che l'elettronica non fosse nata per controllare un seriale con densità di memoria da 4 a 32 kbit).
ciclo di lavaggio o per gestire l'attivazione di un com-
pressore. Inoltre, l'elettronica era considerata come Ma la presenza dell'elettronica non si limita a control-
soluzione di gran lunga meno affidabile rispetto all'u- lare e ad aggiungere flessibilità al solo ciclo di lavag-
tilizzo della meccanica o dell'elettromeccanica e che, gio. Infatti con l'avvento della connettività - ovvero la
in ogni caso, la sensazione (anche tattile) di robustez- possibilità che più moduli all'interno dell'elettrodome-
za fornita da un bel timer rotativo non sarebbe mai stico hanno di scambiarsi delle informazioni - si è
stato soppiantata da una pulsantiera digitale. potuta accrescere la qualità del controllo del dispositi-
vo stesso, riducendo, al stesso tempo, tanto i costi rea-
Il conflitto è stato alla fine vinto dai microchip, dal lizzativi quanto alcuni effetti indesiderati: consumo
costo sempre più basso ma dalle capacità illimitate. energetico, inquinamento e rumorosità. Ad esempio,
Anzi, col senno di poi, si potrebbe perfino dire che l'e- all'interno delle lavatrici elettroniche di ultima genera-
sito della battaglia fosse scontato. Infatti l'avvento dei zione, possiamo trovare diversi microcontrollori. A
cellulari - cresciuti con ritmo esponenziale a partire partire dal modulo di controllo e di gestione del pro-
dalla seconda metà degli anni '90 - nella nostra vita gramma di lavaggio (scheda timer) gestito tipicamen-

8 MERCATI & TECNOLOGIE


te da un microcontrollore ad dai semplici indicatori luminosi a LED fino ai display
8-bit con memoria di pro- LCD o VF - a fluorescenza, più comuni nei forni a causa
gramma Flash da 8 a 32Kbyte delle elevate temperature raggiunte - oggi i nostri elet-
fino alla scheda che gestisce il trodomestici sono in grado di colloquiare con noi in
pilotaggio del motore su più maniera semplice ed immediata, avvisandoci in antici-
fasi e in grado di variare la sua po se qualcosa non sta andando per il verso giusto e
velocità in funzione del carico (in qualche caso lo fanno già) arrivando perfino a pre-
e del ciclo selezionato; dai allertare, mediante l'invio di un messaggio SMS, il cen-
moduli specifici corredati di tro di assistenza della casa produttrice con cui è stato
sensori di pressione e di tem- stipulato contratto di garanzia. Ma c'è di più: nelle
peratura dell'acqua fino ai soluzioni più sofisticate il frigorifero o il nuovo forno
sensori di resistività e di torbi- elettrico potranno essere corredati perfino da un
dità dell'acqua di risciacquo, i monitor, in grado di connettersi ad internet e di sco-
quali forniscono all'unità cen- vare, nella vastità della rete, le ultime ricette disponi-
trale preziose informazioni bili o quelle più adatte al piatto che si desidera cuci-
sulla concentrazione ionica e nare.
sul grado di sporco del buca-
to. Fra i protocolli più getto- Non è una sorpresa, quindi, che da una recente stati-
nati per questa importante stica risulti che nell'anno in corso il 40% dei frigoriferi
funzione di colloquio all'inter- messi in vendita in Europa conterrà almeno un micro-
no della lavatrice, troviamo i controllore. Percentuale destinata a salire per gli altri
bus seriali asincroni (standard RS232/485), quelli sin- settori del mercato del bianco: la cottura ed il lavag-
croni (SPI e IIC), e quelli di prossima generazione di gio; mentre si avrà la piena copertura del mercato
derivazione automotive, fra cui il bus LIN - Local della lavastoviglie, tradizionalmente il dispositivo più
Interconnection Network -. sofisticato del settore.

Oggigiorno, in ogni centro di ricerca che si rispetti, in Come avevo anticipato in


Italia come nel resto del mondo, si stanno sviluppan- premessa, attraversiamo
do dei nuovi motori elettrici per la gestione degli elet- una autentica rivoluzione
trodomestici. Ci riferiamo ai motori trifase ad induzio- nel mondo del bianco e
ne utilizzati per le lavatrici della prossima generazione; quello che accadrà nei
o anche ai motori brushless (senza spazzole) in cor- prossimi anni sarà sola-
rente continua per il pilotaggio dei compressori dei fri- mente limitato dalla fanta-
goriferi. Lo scopo principale di tali motori sarà quello sia dei progettisti di oggi e
di abbattere il consumo di energia elettrica - aderendo di quelli di domani. Ci
alle nuove direttive internazionali previste dagli accor- attende una nuova modali-
di di Kyoto - e di incrementare l'efficienza elettrica del tà di interazione con il
dispositivo, a vantaggio della qualità del lavaggio ed mondo che ci circonda ed in modo particolare con gli
abbattendo allo stesso tempo il rumore acustico e elettrodomestici della casa del futuro. Anzi, per un
quello elettromagnetico generato dal motore durante certo verso, una parte di questo futuro è già presente
il suo funzionamento. anche ai nostri giorni: si pensi alla possibilità offerta da
una nota azienda del settore che offre, per la funzione
Non va infine sottaciuta l'interfaccia utente. A partire di aspirazione, un piccolo robot in grado di pulire in
piena autonomia tutta la superficie di un appartamen-
to per poi ricaricarsi automaticamente, una volta
Dario Kubler è sposato con Michela, e papà di Riccardo e Filippo. Da poco traguardati i entrato in riserva. Si intravedono le nuove strade aper-
suoi primi quarant'anni, si è laureato, in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano
con una tesi sulla comunicazione coerente in fibra ottica sviluppata presso i laborato- te verso un mondo in cui le attività di routine sono affi-
ri milanesi della Società Pirelli Cavi. Dopo un periodo che lo ha visto impegnato nella date a "maggiordomi" silenziosi e di poche pretese. E
ricerca e progettazione in Bticino di un sistema di comunicazione in ambito domesti-
tutto ciò grazie all'elettronica, alla sua affidabilità e
co, ha iniziato la carriera nel mondo dei semiconduttori presso la società Microchip
Technology, leader nel settore delle applicazioni embedded, operando come sopporto soprattutto alla creatività che un progettista program-
tecnico e poi come responsabile vendite. matore può esprimere anche attraverso un piccolo,
I messaggi per Dario Kubler potranno essere indirizzati a dario.kubler@microchip.com semplice chip.

MERCATI & TECNOLOGIE 9


NEWS
410
CONDENSATORI AL TAN-
TALIO PER AUTOMOTIVE
entrambi in custodia D. nato Dspcentric. Incor-
pora componenti analogi-
readerservice.it 410 - 51 ci che ottimizzano il cam-
pionamento real time
Questo spazio è gentilmen- TENSIONE DI BORDO migliorando le prestazioni
te offerto da EONews, il SOTTO CONTROLLO dinamiche. Il risultato è
Quindicinale di notizie e EPCOS, oltre ai varistori un sistema professionale
commenti per l’industria della serie AUTO per ten- di acquisizione e analisi
elettronica di VNU Business sioni di bordo di 12 e 24 V dalle specifiche ecceziona-
Publications Italia. già in commercio, ha svi- li, dal rapporto segnale
luppato anche la serie rumore di rilievo e da una
PowerNet 42V adatta per distorsione armonica tota-
impiego nei futuri alimen- le al vertice. La sua archi-
Le applicazioni automoti- tatori per auto da 42 V. I tettura consente di espan-
ve hanno richieste sem- nuovi varistori saranno dere il proprio analizzato-
pre più sofisticate in fatto disponibili nei size 7, 10 re fino a realizzare un sot-
di compatibilità termica 14 e 20 mm. In funzione tosistema da 32 canali,
dei componenti. Di con- del loro diametro possono che a sua volta può essere
seguenza c’è la tendenza resistere a transienti di introdotto in un network
alla decentralizzazione, 250 A (7 mm) fino a 2000 di sottosistemi fino a for-
quindi sempre più vicino e A (20 mm). Il range di mare un sistema fino a
all’interno di hot spot temperatura va da -40 a 1024 canali.
come motore o cambio. +125 gradi C. Un’altra
L’aumentare della densità caratteristica è rappresen- readerservice.it 410 - 57
IDEE DI PROGETTO: LA di integrazione comporta tata dall’elevata stabilità
NUOVA INIZIATIVA SUL dei problemi per elimina- alle variazioni di tempera- RIFERIMENTI DI
WEB DI ELETTRONICA re la dissipazione di calo- tura (1000 cicli), un requi- TENSIONI DERIVATE
OGGI re. EPCOS ha progettato sito essenziale per l’impie- Analog Devices ha recen-
di specificare l’intera go nei veicoli. I nuovi vari- temente rilasciato una
“Idee di progetto – Design gamma automotive (serie stori ostacolano l’insorge- famiglia di Ic di riferimen-
Ideas” è la nuova rubrica di performance) di con- re di picchi di tensione to di tensioni derivate ad
Elettronica Oggi che è stata densatori al tantalio per generati da carichi indut- alte prestazioni, ognuno
lanciata dal mese di sopportare temperature tivi come motori per tergi- racchiuso in package
Settembre 2003. Caratteri-
fino a 175 gradi C. cristalli, alzacristalli, venti- Sc70. Si tratta della serie
stica saliente di questa nuo-
I condensatori sono stati latori, tettucci apribili ecc. Adr5xx (Adr520, Adr525,
va iniziativa è che sarà com-
pletamente ed esclusivamen- adattati in modo specifico Adr530, Adr540, Adr545,
te on line ed accessibile dal al settore automotive che readerservice.it 410 - 55 Adr550), che vanta rumo-
sito www.ilb2b.it. richiede non soltanto re picco-picco di appena 4
L’obbiettivo principale è crea- un’elevata stabilità termi- ANALIZZATORE DI microV e un coefficiente di
re una vera e propria libreria ca, ma anche un’estrema SEGNALI DINAMICI massima temperatura di
di idee alla quale tutti coloro affidabilità. soltanto 20 ppm/gradi C.
che operano in maniera pro-
In condizioni di riferimen- Particolarmente facile da
fessionale nel mondo dell’elet-
tronica possano “catturare”
to la frequenza di guasti di utilizzare, non necessita di
informazioni e suggerimenti questo spettro di prodotti condensatori esterni per
utili per il loro lavoro quotidia- è minore di 2,5 FIT (failu- risultare stabilizzata, rima-
no. Questo nuovo strumento res in time), laddove 1 FIT nendo tuttavia completa-
vi permette di scaricare, con corrisponde a 1 guasto mente stabile quando
un solo click, tutte le risorse ogni 109 ore di funziona- piloti carichi capacitivi.
necessarie per risolvere velo- mento per componente. Abacus di Acal Italia è un Assorbendo una corrente
cemente qualsiasi problema
Attualmente sono dispo- analizzatore modulare di esercizio di solo 60
e, in ultima analisi, minimiz-
zare il time to market. nibili campioni dei tipi basato su un processore microA, è adatta per appli-
47F/10V e 10F/35V, ad alta velocità denomi- cazioni a bassa potenza

10 NEWS
dove lo spazio su scheda glia d’optoaccoppiatori ghezza di banda (1Mb/s) tre canali con due uscite
sia scarso e il minimo con transistor ad alta velo- e la commutazione veloce selezionabili. Le due uscite
rumore fondamentale. cità che forniscono la (turn-on/turn-off identiche possono essere
miglior reiezione ai distur- <1micros). Prestazioni utilizzate per l’uso di diodi
readerservice.it 410 - 59 bi di modo comune oggi avanzate e ridotta dimen- laser Dvd o Cd-Rw.
disponibile, oltre ad avere sione del package di que- Ognuna supporta correnti
OPTOACCOPPIATORI il package col profilo più sti nuovi optoaccoppiatori fino a 500 mA. I tempi di
CON TRANSISTOR AD basso. La particolare co- li rendono ideali per appli- salita e discesa sono infe-
ALTA VELOCITÀ struzione complanare per- cazioni quali ricevitori di riori a 0,8 ns, consenten-
mette a questi optoaccop- linea, interfacce d’uscita do di sviluppare unità
piatori d’offrire una CMR verso CMOS-LSTTL-TTL, Dvd/Cd con velocità di
che è il 30% superiore ai rimpiazzo di trasformatori scrittura da 4 a 8 volte per
prodotti similari; inoltre, il d’impulsi e accoppiamen- Dvd e fino a 52 volte per
loro contenitore MFP ti analogici a larga banda Cd. Possono inoltre essere
(Mini-Flat Packaging) a 5 passante. utilizzati per tutte le altre
pin riduce il volume del applicazioni supportanti
package del 35% rispetto readerservice.it 410 - 61 due diodi laser differenti.
a quelli in contenitore Sono supportati tutti gli
Fairchild Semiconductor SOIC ad 8 pin comune- IC DRIVER PER DIODI attuali standard Dvd
ha annunciato il rilascio mente usati. LASER come Dvd-R, Dvd+R,
dei dispositivi FODM452 Gli altri benefici dei nuovi I nuovi dispositivi Atr0807 Dvd+Rw e Dvd-Rw.
e FODM453, i primi pro- FODM452 e FODM453 e Atr0808 di Atmel sono
dotti di una nuova fami- includono l’elevata lar- Ic driver per diodi laser a readerservice.it 410 - 63

NEWS 11
PIATTAFORMA PER DIVISORI DI CLOCK rivela la quantità di luce in qualificata anche per appli-
SISTEMI EMBEDDED PROGRAMMABILI un dato momento e invia cazioni medicali secondo la
Sono stati realizzati da un segnale per regolare norma En60601-1.
Micrel sei nuovi divisori di l’illuminazione di fondo Temperatura operativa da 0
clock programmabili Lvsd come richiesto in uno a 70 gradi C, altezza 1U,
e Lvpecl per soddisfare i schermo mobile o in una uscite configurabili secon-
requisiti di disallineamen- tastierina numerica. Se c’è do le esigenze, range d’in-
to e tremolio ultrabassi nei luce sufficiente nell’am- gresso da 90 a 264 Vac con
sistemi di comunicazione biente, l’illuminazione di Pfc, remote-sense e le pro-
Sonet/Sdh, applicazioni di fondo non viene accesa; si tezioni di over-voltage,
Actel ha introdotto la router e server enterprise ha quindi un prolunga- over-current e current-
nuova piattaforma inte- di fascia alta e sistemi di mento della durata della share, la rendono interes-
grata Platform 8051. prova e misura e Ate ad batteria nei dispositivi santi in molti applicazioni.
La soluzione inizialmente alta velocità. elettronici mobili come
sarà costituita da sei core, Si tratta dei dispositivi telefonini cellulari, Pda e readerservice.it 410 - 69
tra le più popolari proprie- Sy89871/2/3/4/5/6 dotati laptop computer. Supera
tà intellettuali (IP) pre- di un esclusivo stadio di le soluzioni della rivelazio- DRIVER PER MOTORI CC
integrate e pre-verificate. ingresso, in attesa di bre- ne della luce con fotodio-
Ottimizzata per l’uso con vetto, che comprende ter- do al silicone, perché la
gli FPGA di Actel, la solu- minazione interna e la sua risposta spettrale rag-
zione offerta da Plat- capacità di accettare qual- giunge la stessa frequenza
form8051 consente flessi- siasi sorgente di ingressi (550 nm) dell’occhio
bilità e efficienza di costo differenziali. umano. Predice in modo
per applicazioni altamen- Indipendentemente dal preciso, quando è neces-
te integrate per gli fatto che i segnali di saria un’illuminazione di
ambienti consumer, tele- ingresso siano accoppiati fondo per essere in grado
comunicazioni, industria- Ac o Dc, non sono neces- di vedere chiaramente un
le, automotive, militare e sari componenti esterni display, specialmente con
aerospaziale. I progettisti nel percorso dei segnali diverse fonti di luce come
possono specificare qual- per interfacciarsi con i dis- fluorescente ed alogena.
siasi configurazione dei positivi. Inoltre, i terminali
core IP standard in- risultanti associati con reti readerservice.it 410 - 68 Il nuovo controllore Mosfet
dustriali, compreso il di terminazione esistenti di potenza a ponte H
nuovo Core8051 di Actel, vengono eliminati, preser- SERIE DI AC/DC A3940 di Allegro
un microcontrollore vando così l’integrità dei MicroSystems (Cefra) è
(MCU) ad 8 bit, e una segnali. specificatamente progetta-
serie di periferiche, e to per pilotare motori Cc in
entro un giorno ricevere i readerservice.it 410 - 66 applicazioni automobilisti-
file di progetto della piat- che. Incorpora quattro
taforma con un sistema di FOTOSENSORE PER LA uscite di pilotaggio dei
consegna basato sul Web. LUCE NEGLI AMBIENTI gate ad alta corrente in
Actel ha anche annuncia- La nuova serie Lp, Ac/Dc da grado di azionare una vasta
to la disponibilità del kit di 150 a 450 W di Mieltec gamma di Mosfet a canale
sviluppo per la Plat- offre un’eccezionale flessibi- N di potenza. Funziona
form8051 che include i lità avendo da 1 a 5 uscite con tensioni di carico da
core IP, gli strumenti soft- isolate che possono essere -0,6 a +40 V e presenta
ware e il silicio target configurate in Xp su richie- un intervallo di tensioni di
necessario per realizzare sta del cliente in un range I/O logiche da -0,3 a +6,5 V.
questa unica soluzione di Agilent Technologies ha da 1,8 fino a 53 V di uscita. Sono previsti terminali di
piattaforma. introdotto il fotosensore La serie Lp incontra tutte le ingresso ‘Phase’ e ‘Enable’
Agilent (Hsdl-9000) per la normative internazionali per controllare la velocità e
readerservice.it 410 - 64 luce negli ambienti che mentre la serie Lp-Md è la direzione di un motore

12 NEWS
Cc con segnali di controllo tivi alla calibrazione del insensibile alla polarizza- DISPOSITIVI
Pwm applicati esternamen- sensore né preoccuparsi zione per la corrente RIPRISTINABILI
te. Condensatori bootstrap del cablaggio del cavo e bagnante e una firma Una novità di Tti
vengono utilizzati per for- del connettore. I dati riconoscibile per i sistemi Electronics è la serie Lvr di
nire la tensione sopra la saranno memorizzati nel Mlt. dispositivi ripristinabili
batteria necessaria per pilo- sensore e automaticamen- È provvisto di eccellente PolySwitch di Raychem
tare i Fet a canale N. Una te riconosciuti quando l’u- linearità per minimizzare Circuit Protection, “busi-
pompa di carica interna a nità di valutazione sarà la distorsione armonica ness unit” di Tyco
uso del lato alto consente accesa. associata alla propria Electronics. Progettati per
funzionamenti Cc (duty impedenza Ac e di carat- l’impiego nelle applicazio-
cyle 100%) del ponte. readerservice.it 410 - 73 teristiche di accen- ni di tensione in linea, i
sione/spegnimento ben dispositivi Pptc (coeffi-
readerservice.it 410 - 71 FRAMER CHIP controllate per ridurre al ciente di temperatura
La nuova famiglia di Ic minimo gli impulsi di positiva polimerica) della
SENSORI PLUG&PLAY multi-rate framer So- rumore e l’eventuale ener- serie Lvr, che sono classifi-
Sensotec (distribuito da net/Sdh Tethys di Infineon gia del segnale in banda cati per 240 Vca, permet-
Burster Italia) ha lanciato il Technologies fornisce, in nel canale Dsl. È classifica- tono tensioni massime
sistema Plug & play della un chip, funzioni che sono to per oltre 300 V. fino a 265 Vca e sono dis-
tecnologia di identifica- cruciali per l’impiego delle ponibili con corrente di
zione per i suoi sensori e apparecchiature di net- readerservice.it 410 - 75 ritenuta da 50 a 400 mA.
unità di condizionamen- working ottiche della pros-
to. Il sistema è conforme sima generazione in appli- ASIC STRUTTURATI readerservice.it 410 - 77
allo standard IEEE 1451.4 cazioni quali add/drop Caratterizzata da oltre
per la connessione dei multiplexer e digital cross- due milioni di porte logi- CONVERTITORE
sensori e dei relativi condi- connect switch. che completamente pro- STEP DOWN
zionatori. Il TEDS (tran- Consente di aumentare la grammabili e dalla pre- L’elevata corrente d’usci-
sducer electronic data capacità e il numero delle senza di blocchi di ta di 6 A e l’accuratezza
sheet) cioè il foglio relati- porte delle schede di linea memoria, la nuova versio- dell’1% del convertitore
vo alle specifiche del sen- diminuendo nel contempo ne a più alta densità (Xpa- step down Max1945 di
sore, ai dati di calibrazio- la potenza e il costo per Hd) della famiglia di pro- Maxim Integrated Pro-
ne e alle informazioni utili porta e di configurare il dotti Asic strutturati ducts (Esco Italiana) sono
per l’utilizzatore, che di progetto di una singola XpressArray incrementa ideali per l’alimentazione
solito viene fornito insie- scheda di linea per l’uso di di oltre il 40% la densità degli I/O e del core di
me al sensore, è memoriz- velocità dati multiple rispetto ai dispositivi Dsp, Fpga, Asic e micro-
zato all’interno del sen- cambiando semplicemen- XpressArray attualmente processori. L’intero circui-
sore stesso. Quando il te i moduli ottici a essa offerti da Ami Semicon- to richiede uno spazio di
sensore viene collegato collegati. ductor. Offre velocità di soli 1,93/cm2. La tensio-
all’unità SC2000 o a qual- clock di sistema che arri- ne di funzionamento è
siasi unità di condiziona- readerservice.it 410 - 74 vano fino a 200 MHz e di compresa tra 2,6 e 5,5 V
mento conforme alla spe- clock locale fino a 350 mentre l’uscita può esse-
cifica IEEE1451.4, il senso- IC DI TERMINAZIONE DC MHz. re regolata fino a un valo-
re viene interrogato sulle Cpc1465 di Clare È disponibile opzional- re minimo di 0,8 V. Se è
informazioni TEDS e auto- (C.L.A.R.E.) è un Ic di ter- mente montata in varie disponibile un’alimenta-
maticamente il condizio- minazione Dc per applica- tipologie di contenitore. zione di polarizzazione
natore viene calibrato con zioni Shdsl e Isdn/Idsl, che Presenta un numero di compresa tra 3 e 5,5 V, è
il sensore. I sensori e i offre la funzionalità di ter- porte logiche compreso possibile utilizzare una
sistemi conformi alla minazione Dc necessaria tra 64 K e 2,6 M e include tensione minima di 2,25
IEEE1451.4 sono pensati per fornire un percorso fino a 200 K di registri V. La frequenza di com-
per rivoluzionare il merca- per la corrente bagnante interni e sino a 1,4 Mbit mutazione selezionabile
to del test e della misura. richiesta dalla norma Itu-T di memoria incorporata. di 500 kHz o 1 MHz per-
L’utilizzatore non dovrà G.991.2. Rende disponibi- mette di ridurre le dimen-
mai più cercare i fogli rela- le una terminazione Dc readerservice.it 410 - 76 sioni e i costi dei disposi-

NEWS 13
tivi esterni. Può essere e sicurezza, strumenta-
utilizzato con condensa- zione, imaging e altri.
tori sia ceramici sia elet- Entrambe sono basate
trolitici. sulla tecnologia di pro-
cesso a 0,11 micron, for-
readerservice.it 410 - 80 nendo soluzioni di logica
personalizzata veloci,
SENSORI LinkSwitch. Si tratta di prevedibili e accessibili.
OPTO-ELETTRONICI Lnk500, un Ic di conver- (Microelit) ha annunciato
A RAGGI INFRAROSSI sione della potenza readerservice.it 410 - 84 l’introduzione di una
Esecuzioni per pressioni monolitico ad alta tensio- nuova opzione di conver-
fino a 500 bar e tempera- ne, che sfrutta completa- FOTOACCOPPIATORI titore monolitico a basso
ture fino a 400 gradi C mente i vantaggi della costo da resolver a digita-
rientrano negli standard caratteristica di corrente le Rd-19230Fx con una
costruttivi dei sensori di uscita singola della precisione angolare di 1
opto-elettronici a raggi maggior parte dei proget- minuto, superiore a quella
infrarossi Phönix (Innova- ti di trasformatori lineari fornita da qualsiasi pro-
tive Instruments). di fascia bassa. Con appe- dotto simile. Il convertito-
Adatti per misure sia di na 14 componenti, utiliz- re in questione dispone
livello che di interfaccia di zante la tecnologia I fotoaccoppiatori serie inoltre di funzioni quali
liquidi diversi, sono capaci EcoSmart dell’azienda, Ps29 (Ps2911-1, Ps2913-1, risoluzione programmabi-
di discriminare chiara- permette di ottenere un Ps2915-1, Ps2932-1/ le a 10, 12, 14 e 16 bit, 2
mente la presenza di alimentatore a commuta- Ps2933-1) di Nec larghezze di banda e 2
schiuma dai liquidi. Il zione delle uscite a tensio- Electronics, racchiusi in velocità di inseguimento,
grande vantaggio di que- ni/correnti o a tensioni package “mini-flat”, offro- alimentazioni di soli 5 V,
sta soluzione è la non costanti, a ingressi univer- no un considerevole rispar- sintesi del segnale di riferi-
dipendenza dalla proprie- sali (da 85 a 265 Vac), mio di spazio sul Pcb, mento ed emulazione di
tà dei liquidi quali la den- protetto contro i guasti anche in confronto con gli segnali encoder A quad B.
sità, la viscosità, la costan- soddisfacente gli standard accoppiatori alloggiati in Le applicazioni tipiche
te dielettrica, la conduci- di rendimento energetico package Ssop, della serie comprendono controllo
bilità, il colore o eventuali mondiali. Ps28 di Nec stessa. Hanno di motori, posizionamen-
sporcizie e impurità pre- una tensione di isolamento to di antenne radar, robo-
senti nel liquido. readerservice.it 410 - 83 di 2500 V e una distanza tica e gestione di processi.
L’unica condizione è che il interna di isolamento di È disponibile in due
fluido di misura sia traspa- SLICE PREINTEGRATI 0,4 mm, rispondendo così gamme di temperatura di
rente ai raggi infrarossi. RapidChip Xtreme e in modo completo alle esi- lavoro da -40 a +85 gradi
Approvati e certificati a RapidChip Integrator genze degli standard C (Rd-19230Fx-205) e da
sicurezza intrinseca Eex sono i nomi di due nuove Bs/En60950 e Iec950. Vari 0 a +70 gradi C (Rd-
“zona 1” e “zona 0” in famiglie di slice preinte- certificati internazionali di 19230Fx-305); il conteni-
accordo alle normative grati presentate da Lsi sicurezza sono disponibili. tore è un quad flat plasti-
Atex e omologati secondo Logic. Sono ideali per power co con dimensioni 10 x
le normative Ped per ser- La prima è ottimizzata pack e sistemi di controllo 10 mm a 64 pin.
batoi in pressione. per applicazioni a elevate industriale come anche per
prestazioni e ad ampia applicazioni nelle teleco- readerservice.it 410 - 87
readerservice.it 410 - 81 larghezza di banda speci- municazioni e nel settore
fiche del mercato, ad consumer. CONTROLLORI
IC DI CONVERSIONE esempio comunicazioni, QUADRUPLI
DELLA POTENZA storage e computing; la readerservice.it 410 - 86 PROGRAMMABILI
Power Integrations ha seconda, oltre a questi È stata annunciata da
annunciato una nuova settori, è destinata anche CONVERTITORE Supertex (Kevin Schurter)
aggiunta a minor costo a mercati come elettroni- MONOLITICO l’introduzione di due con-
alla propria famiglia ca di consumo, industria Data Device Corporation trollori per la messa in

14 NEWS
sequenza dell’alimenta- a 30 fps in risoluzione TRASDUTTORI SOLUZIONE PER
zione che permettono ai VGA. Il sensore inoltre DI PRESSIONE COMUNICAZIONI RF
progettisti di programma- cancella il Fixed Pattern Kulite ha commercializza- MONODIREZIONALI A
re la sequenza di accen- Noise, elimina lo smea- to una nuova generazione CORTO RAGGIO
sione di quattro (o più) ring e riduce il blooming, di trasduttori di pressione Microchip offre una solu-
convertitori Cc/Cc, circuiti aumentando allo stesso in miniatura Is, serie Etm- zione completa di sistema
integrati o sottosistemi tempo la qualità dell’im- 624. Appositamente con- per comunicazioni Rf
ricorrendo a un numero magine ed eliminando il cepita per gli ambienti monodirezionali short-
estremamente limitato di bisogno di elaborazioni severi, la sua robusta pro- range. È basata su tre mi-
componenti esterni. addizionali sulle im- gettazione assicura la crocontroller dotati di tra-
Soluzioni ideali per appli- magini. OV2610 è un sen- compatibilità con prodotti smettitori integrati e di
cazioni nei settori delle sore CMOS CameraChip più corrosivi e conduttori. due ricevitori: questi nuovi
telecomunicazioni, del da 2 Mega-Pixel, disponi- È ideale per le applicazioni dispositivi mettono a dis-
networking, dello storage bile in un package LCC a in alta temperatura, pre- posizione una soluzione
e dell’automotive dove 48 pin, di dimensioni pari sentando una gamma di per il supporto di bande di
sono presenti tensioni a 0,56 inch2 e possiede temperature di funziona- frequenza da 260 a 930
comprese tra +/- 10 e +/- risoluzione UXGA, 1600 x mento compresa tra -55 e MHz. Grazie alla combina-
90 V, i nuovi Ps10 (stato 1200 pixels; non avendo i +185 gradi C. L’elettroni- zione tra il microcontrol-
attivo alto) e Psi 11 (stato limiti di capacità di pro- ca incapsulata nel corpo ler/transmitter rfPic12F675
attivo basso) possono duzione dei tradizionali del trasduttore permette il e i ricevitori rfRxd0420 o
essere anche impiegati sensori CCD, è stato pro- funzionamento partendo rfRxd0920, è possibile
per la sequenzializzazione gettato per rimpiazzare da un’alimentazione non dare vita a un link di
di driver di circuiti Mems e questi ultimi in prodotti regolata da 8 a 16 Vcc e comunicazione wireless
di display ad alta tensione. dove l’alta qualità e il fornisce un output di 5 V. monodirezionale per ap-
basso consumo sono Può supportare alte pres- plicazioni di controllo
readerservice.it 410 - 88 importanti. sioni. Sono disponibili due embedded. I ricevitori
modelli diversi: la serie possono essere combinati
SENSORI CMOS PER readerservice.it 410 - 89 Etm-24-312 (5/16-24 con i dispositivi Microchip
VIDEO E IMMAGINI Unf-2A o M 8 x 1) e la rfPic e con gli encoder
OmniVision Technologies, PRODOTTI PER SISTEMI serie Etm-624-375 (3/8- Keeloq per remote sensing
fornitore indipendente di BLUETOOTH 24 Unjf-3A o M 10 x 1). già in commercio.
sensori CMOS Camera- Royal Philips Electronics
ChipTM per applicazioni ha annunciato due pro- readerservice.it 410 - 94 readerservice.it 410 - 96
in settori immagini e dotti per il proprio portfo-
video, annuncia la dispo- lio di soluzioni di sistemi
nibilità dei seguenti senso- Bluetooth. Si tratta dei
ri: OV7648 e OV2610. nuovi radio SiP Bgb102 e COME OTTENERE MAGGIORI INFORMAZIONI
Entrambi i sensori sono Data Rom Blueberry
distribuiti in Italia da (Pcf87852), che formano EONews offre il servizio “reader service” che vi con-
DimacRed. OV7648 è un una completa soluzione sente, utilizzando l’apposito codice riportato alla fine
sensore con risoluzione conforme a Bluetooth. di ogni news, di ricevere maggiori informazioni.
VGA, 640x480, in un pac- Unitamente a uno stack
kage adatto all’integrazio- software di standard indu- Visitate il sito www.readerservice.it e compilate la
ne in telefoni cellulari, striale reso disponibile cartolina virtuale con i vostri dati, il numero della rivi-
PDA (palmari) e web-cam; sempre da Philips, rappre- sta, questo mese il 410, ed i numeri di reader service
con una dimensione sentano una soluzione di presi dagli articoli che vi interessa approfondire.
dimezzata rispetto ai pre- sistema competitiva per
cedenti è disponibile in un applicazioni quali telefoni EONEWS provvederà, tempestivamente, a contattare
package BGA a 22 pin cellulari, cuffie, kit auto- le aziende interessate, che invieranno al vostro indi-
(4,93 x 4,76 mm2), opera mobilistici e pda. rizzo tutta la documentazione disponibile.
a 2,5V e consuma meno
di 40 mW quando lavora readerservice.it 410 - 93

NEWS 15
HARDWARE

INTRODUZIONE ALLE
LOGICHE
seconda parte
PROGRAMMABILI
di Simone Bernardi
artt@iol.it

Dopo la panoramica introduttiva della prima puntata, è il momento di prendersi


le giuste responsabilità. Mettere mano al saldatore, insomma. Il panorama delle
CPLD è molto vasto; oltre alla presenza sul mercato di numerosi produttori, Lattice,
Altera, Xilinx, Cypress per citarne alcuni, sono disponibili per ognuno di essi svariate
tipologie di logiche programmabili. La scelta del chip da parte del progettista dipende
da molti fattori: velocità, numero di porte disponibili, tecnologia di processo, tensione
di alimentazione e così via. Per i nostri scopi gli elementi più importanti sono la
semplicità di programmazione, la maneggiabilità del package e il costo. Dunque,
sgombriamo il tavolo da una così vasto numero di alternative e cominciamo da qui.

LE CPLD ALTERA IN PLCC44 quattro elencati, la quantità di logi- non perde di validità.
(44 GATTI, IN FILA PER…) ca e il numero di pin di I/O disponi- A parte le caratteristiche elencate, le
La scelta del package è determinan- bili sono largamente sufficienti per differenze tra le due famiglie si limi-
te perché questo rappresenta il la maggior parte delle applicazioni tano essenzialmente al costo: a pari-
primo ostacolo per chi vuole affron- hobbistiche, e anche per qualcos’al- tà di celle logiche disponibili, le
tare queste tecnologie, soprattutto tro. Ovviamene, nel caso vogliate MAX7000 hanno prezzi di circa il
se lo fa per hobby; meglio dunque lavorare su CPLD della famiglia MAX 40% più elevati delle sorelle
tralasciare i dispositivi in SMD o in realizzate con package diversi e con MAX3000. Da qui in poi, quindi,
BGA con centinaia di connessioni. numero di I/O più elevati, tutto non distingueremo tra le due fami-
Da qui in avanti ci occuperemo spe- quanto leggerete di qui in avanti glie tranne dove necessario.
cificatamente delle CPLD in package
PLCC44, che sono visibili in figura 1. IL NOME DI UNA MAX (SULLE
PRIME SEMBRA XXXXYX…)
Abbiamo già visto una tabella rias- Vale la pena di dedicare qualche riga
suntiva riguardante le caratteristiche al formato del nome commerciale
generali delle CPLD MAX3000 e delle CPLD della famiglia MAX;
7000 nella scorsa puntata; la tabella vediamo due esempi:
1 riporta in particolare quelle dei
chip in PLCC44, in termini di tensio-
ne di alimentazione, numero di EPM 7 032 S LC44 - 10
porte logiche, di macrocelle e di pin
di I/O disponibili. EPM 3 032 A LC44 - 10
Figura 1: Lo zoccolo PLCC da 44 pin e
due MAX3000 Tabella 2: Formato del nome delle CPLD Altera
Qualunque dispositivo scegliate tra i

16 HARDWARE
HARDWARE

• Il primo campo identifica la fami- • Tristate, che permette di utilizzare tiamo, sono di 5V per le MAX7000S
glia di riferimento, “EPM” per le un pin in modalità bidirezionale. e di 3.3V per le MAX3000, i due
MAX, “EP” per le vecchie Classic, • Slew rate control, che permette di dispositivi presentano livelli di
“EP1C” per le FPGA Cyclone e così ridurre lo slew rate, se le specifiche ingresso e uscita TTL compatibili.
via. di funzionamento lo permettono, Alcuni pin possono essere riservati
• Il secondo campo identifica la diminuendo così l’incidenza dei per le linee globali, ovvero pin
famiglia di riferimento, “3” per disturbi di commutazione degli dedicati alle funzioni di output
3000, “7” per 7000 elementi logici. enable (GLOE), clear (GLCLR) e di
• Il terzo campo identifica il numero clock (GLCLK) per i registri. Se le
di macrocelle (o Logic Elements, I dispositivi MAX in package diversi linee globali sono utilizzate, i
LE) presenti da quelli a 44 pin, hanno pin di ali- segnali vengono collegati a tutti i
• Il quarto campo identifica la ten- mentazione della logica interna e registri presenti nel progetto da
sione di alimentazione, “A” sta per dei buffer d’ingresso (VCCINT) compilare; di fatto si tratta di linee
3.3V, mentre “S” per 5V. Dunque, separati da quelli di alimentazione di connessione ottimizzate in ter-
ci limiteremo a considerare le dei buffer di uscita (VCCIO), in mini di capacità di carico e tempi
MAX7000S e le max3000A (le modo da implementare l’interfaccia di propagazione. Queste funziona-
MAX3000 a 5V non esistono) Multivolt. Chi fosse interessato può lità possono essere utili a chi ha
• Il quinto campo identifica il packa- approfondire questo aspetto speci- una certa preparazione teorica alle
ge, il campo di temperatura di fico utilizzando i link citati in biblio- spalle e pensa di implementare
funzionamento e il numero di pin grafia. Le MAX a 44 pin, invece, sulle MAX funzioni logiche avanza-
• L’ultimo campo identifica lo hanno un’unica alimentazione posi- te (per esempio progetti sincroni);
Speed Grade, ovvero il tempo di tiva, indicata con vcc. Nonostante tutti gli altri possono benissimo
propagazione nominale della sin- le diverse alimentazioni che, ripe- trascurarle.
gola porta, in ns. La frequenza di
funzionamento si ottiene facendo-
Celle logiche
ne l’inverso. Dispositivo Vcc Macrocelle Pin di I/O
elementari

Dunque una MAX7000 in PLCC44, EPM3032A 3.3V 600 32 34


con tensione di funzionamento a
EPM3064A 3.3V 1250 64 34
5V, con 64 macrocelle e Speed
Grade di 10 nS, si identifica con il EPM7032S 5V 600 32 36
nome EPM7064SLC44-10. Una
MAX3000, con le stesse caratteristi- EPM7064S 5V 1250 64 36
che, tranne l’alimentazione a 3.3V Tabella 1: Caratteristiche delle MAX in PLCC da 44 pin
sarà marcata EPM3064ALC44-10.

PIN DI I/O
La configurazione di pinout delle
MAX7000 e MAX3000 in PLCC44 è
riportata in figura 2; ogni pin mar-
cato come I/O può essere configura-
to indipendentemente dagli altri
come ingresso, come uscita o come
pin bidirezionale. Per i pin configu-
rati come uscita, sono possibili ulte-
riori opzioni, quali:

• Open drain option, che permette


di configurare l’uscita a collettore
aperto, in modo da interfacciarsi
con dispositivi a tensioni diverse Figura 2: Pinout delle MAX in PLCC da 44 pin
da quelle delle CPLD.

HARDWARE 17
HARDWARE

La decodifica dei dati di program-


mazione in arrivo sulla porta JTAG è
interna al chip come interna è la cir-
cuiteria che genera l’alta tensione
necessaria per la programmazione
delle celle EEPROM. La programma-
zione, dunque, è quanto di più sem-
plice si possa pensare. Ma non
basta: il chip può essere program-
mato a bordo della scheda definiti-
va, senza doverlo rimuovere e senza
scollegare le linee di I/O dal resto
del circuito. Infatti, non appena il
chip viene posto in modalità pro-
grammazione, questo pone in trista-
Figura 3: Schema elettrico di una macrocella te tutti i pin di I/O, inserendo inoltre
una resistenza di pull-up interna-
LA STRUTTURA DI UNA mabile. Tuttavia, sapere quali sono mente, per evitare conflitti sulla
MACROCELLA gli elementi a disposizione può sicu- scheda; in pratica il chip si scollega
Per usare questi dispositivi non è ramente aiutare in caso di difficoltà. automaticamente dal resto del cir-
necessario sapere in dettaglio come cuito, per poi ripristinare i collega-
sono fatti; questo paragrafo, quindi, PROGRAMMABILITÀ IN CIRCUIT menti originari a programmazione
viene aggiunto come approfondi- (IL CONIGLIO NEL CAPPELLO…) terminata. Le possibilità offerte dalla
mento. Come si vede dalla figura 3 La programmabilità In Circuit rap- programmabilità In Circuit sono
una macrocella è composta innanzi- presenta per questi dispositivi uno numerose, basti citare la semplicità
tutto da un certo numero di porte dei punti di maggior forza; semplici- di debug, l’aggiornamento del firm-
elementari, che permettono la sinte- tà e potenzialità in un acronimo di ware in maniera immediata, la rapi-
si di funzioni combinatorie fino a tre lettere: ICP (In Circuit dità di prototipazione.
cinque livelli di logica. Sono inoltre Programmable, oppure ISP, In L’unico accorgimento in fase di rea-
presenti un blocco denominato sha- System Programmable). La pro- lizzazione del circuito che ospita la
red logic expanders, che permette grammazione avviene a livelli di ten- CPLD è quello di prevedere due resi-
l’estensione fino a 32 livelli di logica sioni identici a quelli di alimentazio- stenze di pull-up e una di pull-down
attraverso feedback sulle porte della ne, ovvero 5V per le MAX7000S e sulle linee della porta JTAG, per evi-
stessa macrocella, ed un blocco 3.3V per le MAX3000A, tramite un tare che il chip entri in modalità pro-
denominato parallel logic expan- cavo a 4 fili. La porta di program- grammazione quando non voluto
ders, che opera in modo analogo mazione è denominata JTAG (Join (figura 4). Una volta programmato il
ma con termini sintetizzati sulle Test Action Group) e rappresenta chip, i pin TCK, TDO, TDI e TMS
macrocelle adiacenti. uno standard internazionale; i quat- possono essere utilizzati come pin di
L’uscita può essere registrata o meno tro segnali di programmazione sono I/O ma questo deve essere comuni-
attraverso un flip flop dedicato. Sono denominati TCK, TDO, TDI e TMS. cato alla MAX alla fine della fase di
inoltre presenti una serie di selettori programmazione, in modo da dis-
(multiplexer) che consentono di uti- connettere la circuiteria della porta
lizzare le linee globali di clear e clock; JTAG. Ovviamente questo impedisce
un altro selettore permette di acce- la successiva riprogrammazione ISP
dere al flip flop in modo diretto (fast del dispositivo. Se decidete di lascia-
input) senza passare per la rete logi- re attiva la porta JTAG per successive
ca precedente. modifiche, i quattro pin di program-
È bene ripetere che non è necessario mazione non potranno essere utiliz-
conoscere in dettaglio questa strut- zati come pin di I/O.
ture, poiché sarà il compilatore ad
adattare ad esse il circuito che vorre- Figura 4: Pull-up e pull-down sulla porta JTAG
TIPS & TRICKS
mo realizzare sulla logica program- In questa sezione vengono elencati

18 HARDWARE
HARDWARE

una serie di accorgimenti necessari a gendo al massimo pochi microam- troverete i documenti che riportano
montare con successo la nostra per; quindi, se vi accorgete che un in dettaglio i grafici della potenza in
CPLD su una scheda. Le voci elenca- pin di ingresso assorbe corrente, funzione della frequenza.
te sono state scelte sulla base dell’e- significa che per errore è configura- Ma come diavolo la tolgo dallo zoc-
sperienza; ciò significa che all’autore to come uscita! colo? Non è un problema. Per que-
oppure alle persone a lui vicine, è Ricordate di inserire un opportuna sto tipo di package esistono degli
capitato di sbatterci il naso. resistenza di pull-up o di pull-down appositi estrattori come quello rap-
Linee di alimentazione. In riferi- sulle linee di ingresso, per evitare presentato nella foto qui sotto;
mento alla figura 2, ogni piedino che restino flottanti. Un esempio comunque, essendo il PLCC44 piut-
denominato con gnd va connesso tipico è quello di un pulsante nor- tosto piccolo e compatto, è suffi-
fisicamente a massa, così come malmente aperto, collegato tra un ciente inserire nelle due fessure ai
ogni piedino denominato vcc va pin di ingresso e vcc. Quando il pul- lati dello zoccolo la lama di due pic-
connesso all’alimentazione positi- sante è chiuso, la linea di ingresso coli giravite e fare forza con entram-
va. Notare che le MAX3000 hanno vede un livello alto, ma quando il bi, delicatamente.
due pin di massa in più, ovvero il pulsante è aperto, in assenza di un
pin 17 e il pin 36, rispetto alle opportuno pull-down, il pin può LA SCHEDA DI PROGRAMMA-
MAX7000. Per limitare i disturbi di anche continuare a vedere un livello ZIONE: BYTEBLASTERMV
commutazione, tra ognuno dei pin alto, oppure un livello logico inter- Come detto nella puntata prece-
di alimentazione positiva e la medio, provocando errori di funzio- dente, i produttori di logiche pro-
massa, e quanto più possibile vici- namento. Per i valori delle resistenze grammabili fanno di tutto per met-
no ad essi, devono essere saldati di pull-up e pull-down (non fate tere i possibili clienti in condizione
dei condensatori di bypass, da 100- confusione, o l’una, o l’altra!), pote- di programmare i propri chip in
330 nF, soprattutto se utilizzerete la te considerare in prima approssima- maniera semplice e al minor costo
CPLD con clock superiori a qualche zione 33 Kohm. possibile. Per quanto riguarda
KHz. In questo tipo di chip, infatti, Linee di uscita. La corrente massima Altera, non solo l’hardware necessa-
può capitare il caso che blocchi che in pin configurato come uscita rio alla programmazione delle CPLD
composti da decine di flip flop può sostenere è di ±25 mA, tuttavia è di una semplicità elementare, ma
commutino nello stesso fronte di è bene limitare il carico a ±10 mA, la compagnia rende disponibile gra-
clock, provocando correnti impulsi- per ovvie ragioni di prudenza; inu- tuitamente tutta la documentazione
ve elevate; senza i condensatori di tile aggiungere che in caso di corto necessaria a costruirselo da soli. Tra
bypass, questi impulsi di corrente circuito con la massa o con l’ali- gli schemi documentati nella lette-
tendono a provocare dei “saltella- mentazione positiva, il circuito del ratura Altera, abbiamo deciso di
menti” del valore di tensione di buffer di uscita può danneggiarsi proporre il circuito denominato
massa (ground bounching) con irreparabilmente. Fate inoltre atten- ByteblasterMV che è costituito
risultati facilmente immaginabili. zione nel caso che un pin di uscita semplicemente da un buffer tipo
I pin della CPLD non utilizzati dal della MAX sia connesso a linee di 74xx e da una manciata di resisten-
progetto vengono connessi a massa ingresso provviste di pull-up: anche ze. Questa scheda si connette alla
internamente al chip, in modo auto- una debole corrente inversa, ovvero porta parallela di un PC e consente
matico. Tali pin devono essere in ingresso ai pin configurati come di programmare attraverso un con-
lasciati flottanti. uscita, può provocare malfunziona- nettore apposito, tutte le MAX sia a
Linee di ingresso. Come abbiamo menti. In questi casi, è sufficiente 5V che a 3.3V (il suffisso MV sta per
ripetuto più volte, la tecnologia inserire una resistenza (da 100 ohm
delle CPLD MAX permette di accet- a qualche kohm) in serie all’uscita,
tare in ingresso tensioni a livelli logi- a cavallo tra la MAX e gli altri dis-
ci TTL, anche se alimentate a 3.3V, positivi.
grazie ad opportuni diodi di prote- Consumo e dissipazione di potenza.
zione facenti parte dello stadio di Il consumo di corrente e dunque la
ingresso. A parte questo, la corrente potenza dissipata nei dispositivi a
assorbita da tali stadi, essendo la logica programmabile varia linear-
CPLD realizzata in tecnologia mente con la frequenza, a parità di
CMOS, è irrisoria, sia in condizioni carico statico applicato ai pin di Figura 5: Estrattore per PLCC
statiche che dinamiche, raggiun- uscita. Nei link citati in bibliografia

HARDWARE 19
HARDWARE

Figura 6: Schema elettrico della scheda di programmazione ByteblasterMV

MultiVolt), oltre che CPLD di altre bile nei link in bibliografia. Lo sche- tore D-SUB a 25 poli, i segnali da e
famiglie. Tutta la documentazione ma elettrico è riportato in figura 6. verso la MAX vengono bufferizzati
relativa alla ByteblasterMV è reperi- Come si vede, a partire dal connet- dal chip 74HC244N; completano il
circuito le resistenze di limitazione
della corrente (da R7 a R19) e di
pull-up (da R1 a R6). L’unico ele-
mento critico della scheda è il buffer
che deve essere necessariamente di
tipo “HC” e funzionante in un range
di tensione esteso verso il basso fino
a 3.3V. A tal fine, io ho impiegato il
chip in tecnologia CMOS
MM74HC244N della Fairchild; se
userete un 74LS244 probabilmente
Figura 7: Circuito stampato della ByteblasterMV (scala 1:1 lato rame) il circuito non funzionerà.

Attenzione al “verso” del master


Elenco componenti riportato in figura 7: per essere sicu-
Sigla Valore ri che sia riportato sul rame in
maniera corretta fate attenzione che
C1 100 nF poliestere la scritta LR (Lato Rame) venga inci-
IC1 74HC244N sa con l’orientamento corretto. Il
circuito stampato è stato sviluppato
R1÷R6 2.2 KΩ 1/4 W
in modo da permettere l’alloggia-
R7÷R19 100 Ω 1/4 W mento della ByteblasterMV all’inter-
X1 CONNETTORE SUB-D 25 poli maschio a 90° da c.s. no di un contenitore appositamente
costruito per schede di espansione
X2 CONNETTORE FLAT-CABLE PANDUIT 10 poli per porta parallela; lo spazio all’in-
PER SCHEDE PORTA PARALLELA CODICE terno di questo contenitore è limita-
Contenitore plastico
RS 257-0882 to a 35 mm di larghezza e questo
Tabella 3: Lista componenti della scheda ByteblasterMV restringe un po’ lo spazio per la dis-
posizione dei componenti.

20 HARDWARE
HARDWARE

In ogni caso il montaggio è molto


semplice. Le resistenze sono tutte da
1/4 W, l’unico condensatore presen-
te è di tipo ceramico o poliestere.
Come si vede dal piano di montag-
gio in figura 8, avendo utilizzato un
circuito stampato a singola faccia,
sono necessari una serie di ponticel-
li, che potranno essere effettuati con
del filo rigido da 0,25 mm. Il con-
Figura 8: Disposizione componenti sulla scheda ByteblasterMV
nettore JTAG è di tipo Panduit a 10
poli e va crimpato su uno spezzone
di cavo piatto a 10 fili. La lunghezza che servirà da riferimento per il
di questo cavo deve essere mante- montaggio dello zoccolo PLCC;
nuta sui 30 centimetri circa; se avete sono inoltre incisi i numeri di riferi-
bisogno di allontanare la mento dei pin 1, 22, 23, e 44.
ByteblasterMV dal PC è consigliabile
utilizzare una prolunga per porta NELLA PROSSIMA PUNTATA…
parallela piuttosto che estendere il La prossima volta ci occuperemo del
cavo piatto di uscita. Dal lato del cir- tool software gratuito MAX II PLUS
cuito stampato, i fili del cavo piatto Baseline di Altera; seguiremo passo
vanno separati e spellati per circa 2 passo le procedure necessarie all’istal-
mm uno ad uno. Fate attenzione a lazione e per l’ottenimento della licen-
non invertire il verso di montaggio za. Quindi realizzeremo interamente il
del connettore Panduit a 10 poli; il disegno, la simulazione e la compila-
piedino numero uno è marcato con zione di un progetto completo. Figura 9: La scheda ByteblasterMV alloggiata
nel contenitore plastico
un triangolo sulla plastica, mentre
sullo stampato della ByteblasterMV Arrivederci a presto.
la piazzola corrispondente, che è
quella vicina a R16, è marcata con il
numero 1.

La ByteblasterMV viene alimentata


dalla scheda che ospita la CPLD, e
non dalla porta parallela del PC;
dunque, una volta terminato l’as-
semblaggio, assicuratevi che il pin
numero 4 del connettore JTAG sia
correttamente connesso ai pin di ali- Figura 10: Il circuito adattatore PLCC to DIP

mentazione numero 20 del


74HC244.
BIOGRAFIA
Per finire, può essere di aiuto realiz-
zare uno stampato come quello in Altera Device Part Number Format:
figura 10 che ospita uno zoccolo http://www.altera.com/products/devices/dev-format.html
PLCC44 e due strip maschio da 22 ByteblasterMV: http://www.altera.com/literature/ds/dsbytemv.pdf
pin per lato. La scheda permette la
Max device In System Programmability:
connessione di ognuno dei pin
http://www.altera.com/literature/an/an095.pdf
della MAX a quelli delle strip, in
modo da costituire una specie di MAX7000 devices: http://www.altera.com/literature/ds/m7000.pdf
convertitore “PLCC to DIP”. Sulla MAX3000 devices: http://www.altera.com/literature/ds/m3000a.pdf
serigrafia è riportato un poligono

HARDWARE 21
TUTORIAL

®
PIC MICROCONTROLLER
BY EXAMPLE
terza parte
di Tiziano Galizia (t.galizia@farelettronica.com)
e Sergio Tanzilli (s.tanzilli@farelettronica.com)

Eccoci alla terza puntata di PIC® Microcontroller By Example, nei moduli qui presentati
(6 e 7), analizziamo il funzionamento degli interrupt, del Power Down Mode e del
Watch Dog Timer.
Come al solito non mancheranno gli esempi di codice e gli esperimenti pratici...

MODULO 6 faccende sicuri di essere avvisati EVENTO E ABILITAZIONE


ogni volta che qualcuno ci sta chia- Il PIC16F84 rileva fino a quattro
mando. Appena sentiamo lo squil- diversi eventi esterni. Vediamo
GLI INTERRUPT lo, possiamo interrompere mo- quali:
Con il termine interrupt o interru- mentaneamente le nostre faccen-
zione si indica una particolare de, rispondere al telefono e ripren- 1 Cambio di stato su RB0 (pin 6).
caratteristica presente nei derle al termine della conversazio- 2 Raggiungimento del fine del con-
PIC16F84, così come nella maggior ne dal punto in cui avevamo inter- teggio da parte del registro
parte dei microprocessori, che con- rotto. Riportando i termini di que- TMR0.
sente di rilevare eventi esterni sto paragone al PIC potremmo dire 3 Cambiamento di stato su una
molto rapidi e di gestirli nel modo che: delle linee da RB4 a RB7.
più veloce possibile. La tecnica 4 Termine della scrittura su una
consiste nell'interrompere momen- • Le nostre faccende corrispondo- locazione EEPROM.
taneamente l'esecuzione del pro- no al programma in esecuzione.
gramma in corso e lanciare in ese- • La chiamata da parte di qualcuno L’interrupt per ognuno di questi
cuzione una subroutine di gestione corrisponde all'evento da gestire. eventi può essere indipendente-
apposita denominata interrupt • Lo squillo del telefono corrispon- mente abilitata o disabilitata agen-
handler per poi tornare a riprende- de alla richiesta di interrupt. do sui seguenti bit contenuti nel
re la normale esecuzione del pro- • La nostra risposta al telefono cor- registro INTCON:
gramma dal punto in cui era stato risponde all'interrupt handler.
interrotto. Potremmo dire che l'in- • INTE (bit 4): se questo bit viene
terrupt rappresenta per il PIC, Una alternativa molto meno effi- messo a 1 viene abilitato l'inter-
quello che per noi rappresenta, ad ciente all'interrupt è la verifica con- rupt sul cambiamento di stato
esempio, la suoneria del telefono. tinua, all'interno del programma sulla linea RB0.
Per poter ricevere telefonate, infat- principale, del verificarsi di un • T0IE (bit 5): se questo bit viene
ti, non dobbiamo preoccuparci di evento. Questa modalità viene messo a 1 viene abilitato l'inter-
alzare continuamente la cornetta indicata con il termine polling e rupt sulla fine del conteggio del
per vedere se c'è qualcuno che corrisponde, come efficienza, al registro TMR0.
vuol parlare con noi ma, grazie alla vedere continuamente se c'è qual- • RBIE (bit 3): se questo bit viene
suoneria, possiamo continuare cuno al telefono dell'esempio pre- messo a 1 viene abilitato l'inter-
tranquillamente a fare le nostre cedente. rupt sul cambiamento di stato su

22 TUTORIAL
TUTORIAL

una delle linee da RB4 ad RB7. Potendo abilitare più interrupt • RBIF (bit 0): se vale 1 l'interrupt è
• EEIE (bit 6): se questo bit viene contemporaneamente, uno dei stato generato dal cambiamento
messo a 1 si abilita l'interrupt compiti dell'interrupt handler è la di stato di una delle linee da RB4
sulla fine della scrittura su una verifica di quale, tra gli interrupt a RB7.
locazione EEPROM. abilitati, ha generato la richiesta e
• Esiste inoltre un bit di abilitazione quindi l'esecuzione della porzione L'interrupt relativo alla fine scrittu-
generale degli interrupt il bit 7 di codice relativo. Il controllo va ra su EEPROM non è segnalato da
del registro INTCON denominato eseguito controllando lo stato alcun flag per cui se nessun altro
GIE (Global Interrupt Enable). degli Interrupt flag descritti di flag è attivo significa che l'interrupt
Per rendere effettivamente attivi seguito. è stato generato proprio da questo
gli interrupt occorre che questo evento. Una volta rilevato quale
bit venga messo ad 1. INTERRUPT FLAG flag è attivo, l'interrupt handler
I flag di interrupt sono presenti nel deve azzerarlo altrimenti non verrà
VECTOR & HANDLER registro INTCON ed indicano quale più generato l'interrupt corrispon-
Qualunque sia il tipo di evento abi- è l'evento che si è verificato: dente.
litato, al suo manifestarsi il PIC
interrompe l'esecuzione del pro- • INTF (bit 1): se vale 1 l'interrupt RITORNO DA HANDLER
gramma in corso e salta all'istruzio- è stato generato dal cambiamen- Quando viene rilevato un inter-
ne presente nella locazione di to di stato sulla linea RB0. rupt, il PIC disabilita automatica-
memoria 04H. Da questo punto • T0IF (bit 2): se vale 1 l'interrupt è mente il bit GIE (Global Interrupt
inizia la nostra routine di gestione stato generato al termine del Enable) del registro INTCON e tutti
dell'interrupt. conteggio del timer TMR0. gli altri interrupt mentre l'handler è

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TUTORIAL 23
TUTORIAL

in esecuzione. Ciò evita che venga sentato da un loop infinito che ini- ta e lo spegnimento iniziale dei
interrotto un interrupt handler e zia dalla label MainLoop e che si LED collegati alle linee RB0 ed RB3
rilanciato in esecuzione in occasio- occupa, durante le sue iterazioni, vengono eseguite le istruzioni:
ne del presentarsi di un nuovo di far lampeggiare il LED1. Non
interrupt. appena premiamo un qualsiasi pul- MOVLW 10001000B
Perciò l'interrupt handler deve sante viene generato un interrupt MOVWF INTCON
essere molto rapido a gestire l'e- dovuto alla variazione di stato su
vento esterno in modo da termina- una delle linee da RB4 a RB7. Con questa operazione viene in
re prima possibile ed essere nuova- Questo determina l'esecuzione pratica messo a uno sia il bit GIE
mente disponibile. Per poter immediata dell'interrupt handler (bit 7) per l'abilitazione generale
riprendere l'esecuzione del pro- che inizia alla locazione 04H il degli interrupt, sia il bit INTE (bit
gramma principale al termine del- quale provvede ad invertire lo stato 4) per l'abilitazione dell'interrupt
l'interrupt handler si deve eseguire del LED2 (da acceso a spento e sul cambio di stato sulle linee RB4
l'istruzione: viceversa). ed RB7.
RETFIE Analizziamo passo-passo il nostro Essendo i pulsanti collegati su que-
la quale rispristina il valore del bit sorgente e vediamo cosa accade ste linee, ad ogni pressione e rila-
GIE e riprendere la normale esecu- esattamente. All'inizio del pro- scio degli stessi verrà lanciata in
zione del programma principale. gramma ecco la solita direttiva esecuzione la subroutine memoriz-
ORG 00H dove il PIC inizia ad zata a partire dall'indirizzo 04H.
PASSIAMO ALLA PRATICA eseguire al reset. La prima istru- Dopodiché il programma princi-
Anche se non abbiamo ancora ana- zione è: pale entra in un loop infinito che
lizzato tutti gli aspetti teorici relati- GOTO START fa lampeggiare il LED1. Appena
vi alla gestione degli interrupt, pas- Lo scopo di questa istruzione è sal- viene premuto un tasto, viene
siamo subito ad un esempio prati- tare la subroutine di gestione del- generato un interrupt e l'esecuzio-
co. Ecco un esempio di gestione l'interrupt che deve essere necessa- ne passa immediatamente alla
degli interrupt utilizzando lo sche- riamente allocata a partire dall'indi- locazione 04H.
ma presentato in figura 1 ed il sor- rizzo 04H. L'ORG successiva alla L'interrupt handler controlla se il
gente riportato nel Listato 1. locazione 04H è necessaria quindi LED2 è spento o acceso e ne cam-
Scopo dell'esempio è gestire un per allocare correttamente l'inter- bia lo stato. Quindi azzera il flag
evento tramite interrupt mentre è rupt handler. Continuando ad ana- RBIF del registro INTCON per riabi-
in esecuzione un programma che lizzare il nostro listato dalla label litare l'interrupt e quindi esce dal-
esegue altri compiti. Start vediamo che dopo la defini- l'interrupt handler con l'istruzione
Il programma principale è rappre- zione delle linee di ingresso e usci- RETFIE.

LISTATO 1

;**************************************************
; PIC Microcontroller By Example
; INTRB.ASM: Esempio di gestione degli interrupt
; (c) 2003, Sergio Tanzilli
; http://www.picbyexample.com
;**************************************************

PROCESSOR 16F84
RADIX DEC
INCLUDE "P16F84.INC"

LED1 EQU 0
LED2 EQU 1

ORG 0CH

Count RES 2 ;Registro utilizzato come contatore nella


;subrountine di ritardo Delay

24 TUTORIAL
TUTORIAL

;Reset Vector
;Punto di inizio del programma al reset della CPU

;Salta al corpo principale del programma. Questo jump è necessario


;per evitare tutta la parte di codice per la gestione degli
;interrupt.
ORG 00H
goto Start

;**********************************************************************
; Interrupt handler
;**********************************************************************

;Punto di inizio per tutte le subroutine di gestione degli interrupt


ORG 04H

;Accende LED2 se spento, altrimenti lo spegne


btfss PORTB,LED2 ;Led acceso ?
goto TurnOnLED2 ;No, lo accende
goto TurnOffLED2 ;Si, lo spegne

;Accende il LED2
;Azzera nuovamente il flag RBIF
;Ritorna al programma principale

TurnOnLED2
bsf PORTB,LED2 ;Spegne LED2
bcf INTCON,RBIF
retfie

;Spegne il LED2
;Azzera nuovamente il flag RBIF
;Ritorna al programma principale

TurnOffLED2
bcf PORTB,LED2 ;Spegne LED2
bcf INTCON,RBIF
retfie
;**********************************************************************
; Programma principale
;**********************************************************************
Start:
;Commuta sul secondo banco dei registri per accedere a TRISA e TRISB
bsf STATUS,RP0

;Definizione delle linee di I/O (0=Uscita, 1=Ingresso)


;Definizione della porta A
movlw 00011111B
movwf TRISA

;Definizione della porta B


;Le linee da RB0 a RB3 vengono programmate in uscita
;per essere collegate ai quattro led
;Le linee da RB4 a RB7 vengono programmate in ingresso
;per essere collegate ai quattro pulsanti
movlw 11110000B
movwf TRISB

TUTORIAL 25
TUTORIAL

;Commuta sul primo banco dei registri


bcf STATUS,RP0

;Spegne tutti i led collegati sulla porta B


bcf PORTB,LED1
bcf PORTB,LED2

;Abilita l'interrupt sul cambiamento di stato delle linee RB4,5,6,7


movlw 10001000B
movwf INTCON

;**********************************************************************
; Loop principale
;**********************************************************************

MainLoop
call Delay ;Ritardo software

btfss PORTB,LED1 ;Led acceso ?


goto TurnOnLED1 ;No, lo accende
goto TurnOffLED1 ;Si, lo spegne

;Accende LED1 e torna al Loop principale


TurnOnLED1
bsf PORTB,LED1
goto MainLoop

;Spegne LED1 e torna al Loop principale


TurnOffLED1

bcf PORTB,LED1
goto MainLoop

;**********************************************************************
; Subroutine
;**********************************************************************

;Subroutine di ritardo software


Delay
clrf Count
clrf Count+1

DelayLoop
decfsz Count,1
goto DelayLoop

decfsz Count+1,1
goto DelayLoop

return

END

CONSIDERAZIONI un programma, per cui nello scri- programma principale. Nel nostro
Per loro natura gli interrupt posso- vere un interrupt handler occorre sorgente, ad esempio, non abbia-
no essere generati in qualsiasi stare molto attenti a non modifica- mo modificato nessun registro,
momento durante l'esecuzione di re i registri di stato utilizzati dal neanche l'accumulatore W. Se si

26 TUTORIAL
TUTORIAL

deve utilizzare l'accumulatore, o ridurre il consumo di corrente nei vediamo come ciò avviene.
qualsiasi altro registro condiviso momenti in cui il PIC non è utiliz-
con il programma principale, zato perché in attesa di un evento L'ISTRUZIONE SLEEP
occorre prendere alcune precau- esterno. Se prendiamo come esem- L'istruzione SLEEP viene utilizzata
zioni per evitare l'insorgere di erro- pio un telecomando per aprican- per mettere il PIC in Power Down
ri di programma molto difficili da cello o per TV, vediamo che per la Mode e ridurre di conseguenza la
individuare. Una di queste precau- maggior parte del tempo il PIC corrente assorbita che passerà da
zioni consiste nel salvare il conte- rimane in attesa che qualcuno circa 2 mA (a 5 V con clock di fun-
nuto di tutti i registri di uso comu- prema un tasto. zionamento a 4 MHz) a circa 2 µA,
ne, da utilizzare anche all'interno Appena questo avviene, il PIC effet- ovvero 1000 volte di meno! Per
del nostro interrupt handler. tua una breve trasmissione e si entrare in Power Down Mode
Nel prossimo modulo presentere- rimette di nuovo in attesa della basta inserire questa istruzione in
mo un esempio di interrupt hand- prossima pressione di un tasto. Il un punto qualsiasi del nostro pro-
ler più complesso nel quale vedre- tempo di utilizzo effettivo della gramma:
mo come prendere delle precau- CPU del PIC è quindi limitato ai SLEEP
zioni per salvare lo stato corrente pochi millisecondi necessari per Qualsiasi istruzione presente dopo
del programma principale. effettuare la trasmissione mentre la SLEEP non verrà eseguita dal PIC
per diverse ore non è richiesta nes- che terminerà in questo punto la
suna elaborazione particolare. Per sua esecuzione, spegnerà tutti i cir-
MODULO 6 evitare di consumare inutilmente la cuiti interni, tranne quelli necessari
limitata energia dalla batteria è a mantenere lo stato delle porte di
POWER DOWN MODE possibile spegnere buona parte dei I/O (stato logico alto, basso o alta
Il Power Down Mode o Sleep circuiti di funzionamento del PIC e impedenza) ed a rilevare le condi-
Mode è un particolare stato di fun- riaccenderli solo in corrispondenza zioni di "risveglio" di cui parleremo
zionamento del PIC utilizzato per di un qualche evento esterno; di seguito. Per ridurre il consumo

Figura 1: Schema elettrico dell’esempio “gestione interrupt”

TUTORIAL 27
TUTORIAL

di corrente in questo stato, non 2 Timeout del timer del Watchdog esempio di utilizzo del Power
devono esserci ovviamente circuiti (se abilitato). Down Mode e di modalità di "risve-
collegati alle linee di uscita del PIC 3 Verificarsi di una situazione di glio" del PIC. La modalità utilizzata
che assorbano corrente, o meglio, interrupt (interrupt dal pin è l'interrupt sul fronte di discesa
questi circuiti devono essere pro- RB0/INT, cambio di stato sulla applicato al pin RB0/INT utilizzan-
gettati in modo da limitare il loro porta B, termine delle operazioni do un pulsante. Il sorgente utilizza-
assorbimento nelle condizioni di di scrittura su EEPROM). to è riportato nel Listato 2 mentre
Power Down. il relativo schema da realizzare è
Un altro accorgimento raccoman- Nei casi 1 e 2 il PIC viene resettato riportato in figura 1.
dato dalla Microchip è quello di e l'esecuzione ripresa dalla locazio- In pratica, il LED D1 collegato alla
collegare al positivo (Vdd) o al ne 0. Nel caso 3 il PIC si comporta linea RB2 lampeggerà ad indicare
negativo (Vss) di alimentazione come nella normale gestione di un l'esecuzione del programma in
tutte le linee in alta impedenza non interrupt eseguendo per primo l'in- corso; premendo il tasto SW2 il
utilizzate compresa la linea terrupt handler e quindi riprenden- programma eseguirà l'istruzione
RA4/T0CKI (pin 3). do l'esecuzione dopo l'istruzione SLEEP ponendo il PIC in Power
SLEEP. Perché il PIC venga risveglia- Down Mode. Il diodo LED D1
IL "RISVEGLIO" DEL PIC to da un interrupt devono essere rimarrà acceso o spento in base al
Per risvegliare il PIC dal suo sonno abilitati opportunamente i flag del momento scelto per premere SW2.
possono essere utilizzate diverse registro INTCON. Per causare l'uscita dal Power
tecniche: Down Mode del PIC, basterà pre-
ESEMPIO DI POWER mere SW1 per generare un inter-
1 Reset del PIC mettendo a 0 il ter- DOWN MODE rupt e far riprendere l'esecuzione
minale MCLR (pin 4). Vediamo ora un primo semplice del programma.

LISTATO 2

;**************************************************
; PIC Microcontroller By Example
; PDM.ASM: Esempio di Power Down Mode
; (c) 2003, Sergio Tanzilli
; http://www.picbyexample.com
;**************************************************

PROCESSOR 16F84
RADIX DEC
INCLUDE "P16F84.INC"

;Configurazione chip:
;Watch Dog Timer disabilitato
;Power Up Timer abilitato
;XT oscillator
;Code protect disabilitato

__CONFIG 3FF1H

SWITCH1 EQU 0
SWITCH2 EQU 1
LED1 EQU 2

ORG 0CH

;contatore a 16 bit usato nella subroutine delay

Count RES 2

28 TUTORIAL
TUTORIAL

;Reset Vector
;punto di partenza al reset della CPU
ORG 00H

;salta al corpo principale del programma


goto Start

;**********************************************************************
; Interrupt vector
; Punto di partenza per ogni interrupt handler
;**********************************************************************
ORG 04H

;**********************************************************************
; Interrupt handler
;**********************************************************************
bcf INTCON,INTF ;Reset INTF flag
retfie ;Return to the main body

;**********************************************************************
; Corpo principale del programma
;**********************************************************************
Start:
bsf STATUS,RP0 ;Swap to data bank 1

;Definizione delle linee I/O della porta A (0=output, 1=input)


movlw 00011111B ;Definition of port a
movwf TRISA & 0x7F
;Definizione delle linee I/O della porta B (0=output, 1=input)
bsf TRISB & 0x7F,SWITCH1 ;Switch 1
bsf TRISB & 0x7F,SWITCH2 ;Switch 2
bcf TRISB & 0x7F,LED1 ;Led 1

;Set a 0 il bit INTEDG del OPTION register


;così da ottenere un interrupt sul fronte di discesa di RB0/INT
bcf OPTION_REG & 0x7F,INTEDG
bcf STATUS,RP0 ;Swap to data bank 0
bsf INTCON,GIE ;Enables interrupts
bsf INTCON,INTE ;Enables RB0/INT interrupt
bcf PORTB,LED1 ;Turn off LED1

;**********************************************************************
; Main loop
;**********************************************************************

MainLoop

btfss PORTB,SWITCH2 ;If switch2 is down enter in


sleep ;Power Down Mode
call Delay ;Software delay

;If LED1 in on then turn it off and viceversa


btfss PORTB,LED1 ;Led on ?
goto TurnOnLed1 ;No, turn it on
goto TurnOffLed1 ;Yes, turn it off

;Turn LED1 on

TUTORIAL 29
TUTORIAL

TurnOnLed1
bsf PORTB,LED1
goto MainLoop

;Spegne LED1
TurnOffLed1
bcf PORTB,LED1
goto MainLoop

;**********************************************************************
; Software delay
;**********************************************************************

Delay
clrf Count
clrf Count+1

DelayLoop

decfsz Count,1
goto DelayLoop

decfsz Count+1,1
goto DelayLoop

return

END

IL WATCH DOG TIMER Se la CPU non effettua questa intervento maggiori. Il bit PSA va
Passiamo ora al funzionamento del istruzione prima del termine del settato ad uno con l'istruzione:
Watch Dog Timer (che tradotto in conteggio, allora si assume che il BSF OPTION_REG,PSA
italiano potrebbe significare programma si è bloccato per qual- In caso contrario il prescaler verrà
Temporizzatore Cane da Guardia) che motivo e si effettua il Reset assegnato al TIMER 0. Ovviamente
il cui scopo è quello di migliorare della CPU. Il periodo minimo rag- assegnando il prescaler al WDT non
l'affidabilità dei nostri circuiti basa- giunto il quale la CPU viene reset- sarà possibile assegnarlo completa-
ti sui PIC. Il Watch Dog Timer è in tata è di circa 18 ms (dipende dalla mente al TIMER 0 e viceversa.
pratica un oscillatore interno al temperatura e dalla tensione di ali- Intervenendo sui valori dei bit PS0,
PIC, ma completamente indipen- mentazione). È possibile però asse- PS1 e PS2 dello stesso registro
dente dal resto della sua circuite- gnare il PRESCALER al Watch Dog OPTION_ REG potremmo ottenere
ria, il cui scopo è quello di rilevare Timer per ottenere ritardi più lun- diversi intervalli di ritardo. La scelta
eventuali blocchi della CPU del ghi fino a 2,3 s. Per abilitare il corretta dovrà essere fatta tenendo
micro e resettare il PIC per ripren- Watch Dog Timer occorre abilitare conto del massimo ritardo che
dere la normale esecuzione del in fase di programmazione il flag riusciamo ad ottenere all'interno del
programma. WDTE della word di configurazio- nostro programma tra l'esecuzione
Per poter rilevare un eventuale ne. La modalità di attivazione di di due istruzioni CLRWDT successi-
blocco della CPU durante l'esecu- questo flag dipende dal program- ve. Nella Tabella 1 è riportata la cor-
zione del programma principale, matore in uso. rispondenza tra i valori di questi bit
viene inserita all'interno di questo, e gli intervalli che otterremo.
una istruzione speciale, la: ASSEGNAZIONE DEL
CLRWDT PRESCALER AL WDT ESEMPIO PRATICO DI USO
(CLeaR Watch Dog Timer) la quale Agendo sul bit PSA del registro DEL WATCH DOG TIMER
azzera ad intervalli regolari il OPTION_REG è possibile assegnare Vediamo ora, come sempre, un
Watch Dog Timer non consenten- il prescaler al Watch Dog Timer per esempio pratico di utilizzo del
dogli di terminare il suo conteggio. ottenere dei tempi di ritardo di Watch Dog Timer.

30 TUTORIAL
TUTORIAL

Useremo sempre lo schema riporta- WDTE abilitata). Non appena premia- CONCLUSIONI
to in figura 1 ed il sorgente riporta- mo il tasto SW2 la CPU entra in un Nella prossima puntata analizzere-
to nel listato 3. In pratica questo loop infinito (StopLoop) senza esegui- mo in dettaglio le direttive del com-
esempio non differisce molto dall'e- re la CLRWDT. Trascorsi circa 2,3 pilatore MPASM e l’elenco delle
sempio già usato per il Power Down secondi, il Watch Dog Timer effettua istruzioni assembler.
Mode. Appena il programma entre- il reset della CPU ed il diodo LED
rà in esecuzione vedremo il LED 1 comincia nuovamente a lampeggia-
lampeggiare. re. Proviamo ora a riprogrammare il www.farelettronica.com
Durante il lampeggio viene eseguita PIC16F84 con lo stesso programma
continuamente l'istruzione CLRWDT ma senza abilitare il WDTE con il Dal sito di Fare Elettronica è possi-
per evitare che la CPU venga resetta- nostro programmatore. Noterete che bile scaricare il codice sorgente
ta (a tale proposito bisogna ricordarsi premendo il tasto SW2 il lampeggio si degli esempi riportati nel testo.
di programmare il PIC con l'opzione blocca e non si sblocca più.

LISTATO 3

;**************************************************
; PIC Microcontroller By Example
; WDT.ASM: Esempio di Watch dog timer
; (c) 2003, Sergio Tanzilli
; http://www.picbyexample.com
;**************************************************

PROCESSOR 16F84
RADIX DEC
INCLUDE "P16F84.INC"

;Configurazione chip:
;Watch Dog Timer abilitato
;Power Up Timer abilitato
;XT oscillator
;Code protect disabilitato
__CONFIG 3FF5H

SWITCH1 EQU 0
SWITCH2 EQU 1
LED1 EQU 2

ORG 0CH

;contatore a 16 bit usato nella subroutine delay


Count RES 2

;Reset Vector
;punto di partenza al reset della CPU
ORG 00H

;salta al corpo principale del programma


goto Start

;**********************************************************************
; Interrupt vector
; Punto di partenza per ogni interrupt handler
;**********************************************************************
ORG 04H

TUTORIAL 31
TUTORIAL

;**********************************************************************
; Interrupt handler
;**********************************************************************
bcf INTCON,INTF ;Reset INTF flag
retfie ;Return to the main body

;**********************************************************************
; Corpo principale del programma
;**********************************************************************
Start:

bsf STATUS,RP0 ;Swap to data bank 1

;Definizione delle linee I/O della porta A (0=output, 1=input)


movlw 00011111B ;Definition of port a
movwf TRISA & 0x7F

;Definizione delle linee I/O della porta B (0=output, 1=input)


bsf TRISB & 0x7F,SWITCH1 ;Switch 1
bsf TRISB & 0x7F,SWITCH2 ;Switch 2
bcf TRISB & 0x7F,LED1 ;Led 1

;Set a 0 il bit INTEDG del OPTION register


;così da ottenere un interrupt sul fronte di discesa di RB0/INT
bcf OPTION_REG & 0x7F,INTEDG

;Assegna il PRESCALER al Watch dog timer


bsf OPTION_REG & 0x7F,PSA

;Set the PRESCALER to 1:128


bsf OPTION_REG & 0x7F,PS0
bsf OPTION_REG & 0x7F,PS1
bsf OPTION_REG & 0x7F,PS2
bcf STATUS,RP0 ;Punta al data bank 0
bsf INTCON,GIE ;Abilita gli interrupts
bsf INTCON,INTE ;Abilita l’interrupt RB0/INT
bcf PORTB,LED1 ;Spegne LED1

;**********************************************************************
; Main loop
;**********************************************************************
MainLoop
btfss PORTB,SWITCH2 ;Se switch2 e’ premuto entra
StopLoop
goto StopLoop ;Loop che ferma la CPU
clrwdt ;Azzera il whatch dog timer
call Delay ;Software delay

;If LED1 in on then turn it off and viceversa


btfss PORTB,LED1 ;Led acceso?
goto TurnOnLed1 ;No, lo accende
goto TurnOffLed1 ;Yes, lo spegne

;Accende LED1
TurnOnLed1
bsf PORTB,LED1

32 TUTORIAL
TUTORIAL

goto MainLoop

;Spegne LED1
TurnOffLed1
bcf PORTB,LED1
goto MainLoop

;**********************************************************************
; Software delay
;**********************************************************************
Delay
clrf Count
clrf Count+1

DelayLoop
decfsz Count,1
goto DelayLoop

decfsz Count+1,1
goto DelayLoop

return

END

VISUAL PARSIC Compilatore grafico per Microchip Picmicro


Per chi vuole scrivere un programma in Assembler senza scrivere un solo rigo di codice

Programmatori PIC
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TUTORIAL 33
HARDWARE

REGALO DI SAN VALENTINO


di Fabrizio Fazio
servizio@pianetaelettronica.it

A San Valentino stupisci il tuo partner con questo originalissimo regalo! Dispone di
un circuito stampato con serigrafia a colori che può essere personalizzata con un
messaggio che risulterà stampato sulla basetta stessa. Il dispositivo deve essere posto
acceso all'interno di un pacco regalo, e all'apertura del pacco i led a forma di cuore
inizieranno a pulsare e l'altoparlante riprodurrà un messaggio preregistrato dall'utente...
Cosa c'è di più sorprendente che aprire un pacco e sentirsi fare un bel messaggio
d'amore (vocale), con tanto di cuore pulsante e messaggio scritto?

Il progetto qui presentato si com- L'apertura del pacco... mutazione ottimale, infatti al buio
pone di due schede: Lo stadio formato da U2A serve ad completo il valore di FR1 supera
attivare il circuito nel momento in certamente 1 MΩ, mentre alla
1 La scheda di controllo, che costi- cui il pacco viene aperto. Appena minima fonte di luce scende sotto i
tuisce il vero e proprio circuito, ciò avviene, la fotoresistenza FR1 50 KΩ.
che vediamo nella foto a sinistra. colpita anche dalla minima fonte di Dunque, appena la fotoresistenza
2 La scheda display (nella foto a luce riduce la sua resistenza facen- "si accorge" che il pacco è stato
destra), che ospita i led e l'imma- do calare la tensione ai suoi capi aperto, il livello alto presente sull'u-
gine del cuore e dell'eventuale fino a far commutare a livello alto scita di U2A manda in conduzione
messaggio personalizzato. l'uscita di U2A che è un semplice T1, il quale provvede ad abilitare:
comparatore.
Esaminiamo lo schema elettrico, La tensione di riferimento è data • L'accensione dei led.
riportato in figura 1, iniziando col dal partitore R2-R3, mentre R4 • La riproduzione del messaggio
dire che la tensione di 9V fornita provvede all'isteresi. Il circuito è vocale.
dalla batteria, tramite il diodo D1 dimensionato in modo che la com-
posto a protezione contro inversio- mutazione del comparatore avven- Il cuore che pulsa...
ni di polarità, alimenta gli stadi ga quando la resistenza di FR1 Lo stadio formato da U2B ed U3
relativi agli inte- provvede all'ac-
grati U2 ed U3 censione pulsante
(8,3V). dei 12 led, che
Inoltre questa ali- naturalmente
menta lo stabilizza- sono collegati
tore U1 (LM78L05) contemporanea-
utilizzato per for- mente in modo
nire la tensione che si accendano
stabilizzata di 5V tutti insieme.
allo stadio di U4. I Lo stadio formato
diodi led sono gli da U2B è un sem-
unici ad essere ali- plice generatore
mentati diretta- di onde quadre
mente, prima di D1, perchè hanno oltrepassa la soglia dei 100 KΩ che provvede a pilotare U3
bisogno della tensione di 9V. circa. Questo garantisce una com- (CD4017) in modo tale che le

34 HARDWARE
HARDWARE

Figura 1: Schema elettrico

prime otto uscite (da Q0 a Q7) nelle pagine seguenti, esaminiamo diverso valore (da R10 a R16).
assumano livello logico alto a scor- il ciclo di accensione dei led, che è In questo modo otteniamo diverse
rimento. diviso in "8 semiperiodi", corrispon- luminosità di accensione dei led.
Poiché la frequenza del segnale denti alle otto uscite suddette del Per l'esattezza, abbiamo quattro
generato da U2B è di circa 7Hz, CD4017. In ciascuno di tali semipe- possibili livelli di luminosità dei led:
l'intero ciclo di scorrimento di U3 riodi (tranne quello in cui Q4 è a
dura circa un secondo. livello alto), la base del transistor • ALTO: quando è attivo Q6.
Con l'aiuto del grafico riportato T2 viene pilotata con resistenze di • MEDIO: quando è attivo Q0.

HARDWARE 35
HARDWARE

Elenco componenti
Scheda di controllo

Sigla Valore

R1÷R3 100 KΩ 1/8 W

R4 470 KΩ 1/8 W

R5 10 KΩ 1/8 W

R6÷R9 100 KΩ 1/8 W

R10 68 KΩ 1/8 W

R11÷R14 100 KΩ 1/8 W

R15 47 KΩ 1/8 W

R16 100 KΩ 1/8 W

R17÷R20 10 KΩ 1/8 W

R21 4,7 KΩ 1/8 W


Figura 2: Circuito stampato della scheda di controllo (scala 1:1, lato rame)
R22 470 KΩ 1/8 W

R23 10 Ω 1/8 W
Fotoresistenza VT90N1 o
FR1
equivalente
AP1 Altoparlante 8 Ω 0,2W

C1÷C8 100 nF multistrato

C9 1 µF 16 V elettrolitico

C10 10 µF 16 V elettrolitico

C11 4,7 µF 16 V elettrolitico

D1 1N 4007

T1÷T2 BC337

U1 LM78L05

U2 LM358

U3 CD4017

Figura 3: Posizionamento dei componenti sulla scheda di controllo


U4 ISD1420P

N.1 capsula microfonica


• BASSO: quando sono attivi Q1, preamplificata 2 pin.
N.1 zoccolo DIP 8
Q2, Q3, Q5, Q7. N.1 zoccolo DIP 16
• SPENTO: quando è attivo Q4. N.1 zoccolo DIP 28
N.1 snap per pila a 9V
Il livello basso si ha nei quattro casi N.1 connettore strip-line
in cui l'uscita attiva è quella colle- femmina a 4 poli
N.1 connettore strip-line
gata a resistenze da 100 KΩ maschio a 3 poli
(appunto Q1, Q2, Q3, Q5, Q7). Gli N.1 connettore strip-line
altri livelli (alto, medio e spento) si maschio a 2 poli
hanno soltanto una volta durante
tutto il ciclo. risultato del ciclo di accensione dei
Figura 4: La scheda di controllo completamente Sempre nel riquadro “Il ciclo di led appena esposto. Il CD4017
assemblata
accensione dei led”, vediamo il compie continuamente il suo ciclo,

36 HARDWARE
HARDWARE

Elenco componenti
Scheda display

Sigla Valore

Diodo led circolare 3mm.


DL1÷DL12
ROSSO

N.2 connettore strip-line


maschio a 4 poli - 90°
N.1 circuito stampato PE253D

in quanto è sempre alimentato, ma


i led si accenderanno soltanto quan-
do T1 è attivo, quindi al buio com-
pleto i led non si accenderanno.
Concludiamo osservando che il
semiperiodo in cui i led sono spen-
ti (Q4 di U3) non solo viene sfrut-
tato per ottenere il ciclo di accen-
sione che simula un cuore pulsante,
ma è importante anche per assicu-
rare che una volta posta la scheda
nel pacco, questa si disattivi.
Infatti, se i led fossero sempre acce-
si, la fotoresistenza potrebbe conti-
Figura 5: Circuito stampato della scheda “cuore” (scala 1:1, lato rame)
nuare a "vedere" luce e non si spe-
gnerebbe mai (a meno di non inse-
rire la batteria al buio completo, e
mettere la scheda nel pacco sem-
pre al buio... potrebbe essere un
po’ difficoltoso!).

Il messaggio vocale...
Per riprodurre il messaggio vocale,
abbiamo utilizzato un ISD1420.
Tale circuito integrato possiede al
suo interno un registratore e ripro-
duttore a stato solido che utilizza
una memoria EEPROM inclusa nel

Figura 7: La scheda “cuore” completamente


Figura 6: Posizionamento dei componenti sulla scheda “cuore” assemblata

HARDWARE 37
HARDWARE

suo interno. RECORD. In questo modo il pin 27 riproduzione del messaggio. In que-
Il segnale audio entrante al pin 17 va a livello basso (ovviamente se T1 sto caso viene letto il contenuto
viene convertito in formato digitale è in conduzione, quindi se c'è luce della EEPROM e convertito in for-
e memorizzato nella EEPROM dove nell'ambiente). Si hanno da questo mato analogico, disponibile ai pin
può essere conservato senza ali- momento 20 secondi di tempo per 14 e 15 dove troviamo un piccolo
mentazione per un periodo di 100 registrare il messaggio, parlando al altoparlante (procedimento inverso
anni (questo assicura la casa microfono. a quello della registrazione).
madre). Dopo la registrazione, il ponticello La riproduzione (ma anche la regi-
Per registrare il messaggio è neces- va posto nella posizione PLAY, in strazione) è possibile soltanto
sario inserire il ponticello del con- modo tale che il pin 27 torni alto e quando c'è luce nell'ambiente, poi-
nettore a 3 poli nella posizione vada basso il pin 23 abilitando la ché, in caso contrario, il transistor
T1, essendo interdetto, non con-
sente al pin 23 o 27 di U4 di essere
a livello basso.
Per motivi di spazio, la capsula
microfonica non è stata inserita sul
circuito stampato, in quanto serve
soltanto per la registrazione, quindi
dovrà essere saldata provvisoria-
mente nello spazio apposito, ma
potrà anche restare collegata defini-
Figura 8: Montaggio della fotoresistenza tivamente, come spieghiamo nel
capitolo "Realizzazione".
Ricordiamo che registrando un
nuovo messaggio, quello preceden-
temente registrato viene cancellato
interamente.
Nella scheda è presente anche un
connettore a 2 poli (LOOP): inse-
rendo qui il ponticello, il messag-
gio registrato viene riprodotto
continuamente all'infinito; lascian-
do invece il connettore libero, il
messaggio viene riprodotto una
sola volta.
Figura 9: Montaggio del connettore di collegamento schede

REALIZZAZIONE
Innanzitutto è necessario reperire il
materiale riportato nell'elenco
componenti, e realizzare i circuiti
stampati. Dopodichè, i componen-

NOTA
Il ponticello LOOP deve essere
tolto o inserito prima di inserire il
ponticello PLAY.
Infatti, se il ponticello LOOP viene
inserito o tolto mentre la riprodu-
zione è in corso, l'impostazione
LOOP non ha effetto, ed avrà effet-
to soltanto dopo che il ponticello
Figura 10: Assemblaggio delle schede PLAY sarà stato tolto e reinserito.

38 HARDWARE
HARDWARE

ti dovranno essere saldati sui circui- Assemblaggio della scheda • Le 23 resistenze (attenzione ai
ti stampati. In particolare, per la di controllo colori)
scheda display sarà necessario rea- Una volta in possesso del circuito • Il diodo 1N4007 (attenzione alla
lizzare la serigrafia del cuore, che stampato relativo alla scheda di polarità)
può esere effettuata utilizzando la controllo, si può procedere con la • I 3 zoccoli (attenzione alla tacca
tecnica del trasfermineto a caldo, saldatura dei componenti. Tutti i di riferimento).
oppure con un foglio adesivo su cui componenti devono avere un'altez- • Gli 8 condensatori multistrato.
è stata preventivamente stampata za non superiore a 12 millimetri • Il connettore a striscia femmina
l’immagine. dalla scheda, quindi occorre presta- da 4 poli (vedere "DISPLAY" sul
Per far risaltare maggiormente i re attenzione ad introdurre i trans- piano di cablaggio).
contorni del cuore, consigliamo di istor ed i condensatori in modo da • I 2 transistor BC337 (attenzione
tracciare con un pennarello nero a rispettare tale misura. Ecco l'ordine al verso giusto).
punta spessa, sul lato piste, i con- con cui consigliamo di procedere: • L'integrato LM78L05 (attenzione
torni del cuore che si vedono in tra- al verso giusto).
sparenza. • I due ponticelli. • I 3 condensatori elettrolitici
(attenzione alla polarità).
• I 2 connettori a striscia LOOP e
REC/PLAY
• La fotoresistenza (il suo corpo
deve trovarsi a 10 millimetri dalla
scheda, come mostra la figura 8).
• Lo snap per la pila a 9V (facendo
passare i fili nei appositi fori).
• L'altoparlante.

Per fissare l’altoparlante, procedere


in questo modo: saldare dei pezzi
di filo rigido sui morsetti dell'alto-
parlante, e le estremità di tali fili
sulla scheda (sono sufficienti due
Figura 11: Modello per realizzare il cartoncino
fili avanzati dal taglio di altri com-
ponenti). L'altoparlante dovrà tro-
varsi leggermente sollevato dalla
scheda (non più di un millimetro),
per non farlo vibrare sulla basetta,
senza per questo che sia necessario
fissarlo in altro modo.

Assemblaggio della
scheda display
Sul circuito stampato, dopo aver
trasferito la serigrafia, occorre pra-
ticare, oltre ai fori relativi ai led,
anche i fori che vediamo in basso a
destra e a sinistra. Questi dovranno
avere un diametro preferibilmente
di 3 millimetri, e comunque non
inferiore a 2 millimetri. I fori di
destra servono per l'altoparlante,
mentre di quelli a sinistra ne serve
Figura 12: Risultato finale
in realtà uno solo per la fotoresi-
stenza, ma per estetica consigliamo

HARDWARE 39
HARDWARE

di farli tutti.
IL CICLO DI ACCENSIONE DEI LED
Occorre quindi saldare i 12 led, che
Come spigato in queste pagine, il CD4017 nei suoi otto semiperio-
vanno introdotti fino in fondo nei
di genera il seguente ciclo di livelli di luminosità dei led:
relativi fori.
Una volta montati i led, dovremo
saldare il connettore a striscia da 4
poli direttamente sul lato piste
della scheda. Nel compiere questa
operazione, dovremo fare attenzio-
ne a saldarlo il più esattamente
possibile al centro delle piazzole,
affinché i contatti combacino con il
Luminosità Uscite di U3 Resistenza
connettore della scheda di control-
Alta Q6 47 KΩ lo. Il connettore va saldato in modo
Media Q0 68 KΩ che la parte verticale si trovi nella
Bassa Q1, Q2, Q3, Q5, Q7 100 KΩ direzione inferiore della scheda,
Led spenti Q4 Infinita
come indicato nella figura 9.

Realizzazione del cartoncino


Il grafico seguente mostra visivamente alcuni cicli di accensione dei
per i vani
led:
Quando le due schede sono pron-
te, prima di collegarle mediante il
connettore centrale a 4 poli, è
necessario realizzare un cartoncino
Il ciclo da Q0 a Q7 infatti si ripete continuamente generando un
per separare i diversi vani. Infatti la
effetto pulsante, che ovviamente visto dal vivo è molto più realisti-
scheda di controllo va posta paral-
co di quanto possa apparire da questo semplice grafico.
lela alla scheda display, semplice-
mente inserendo il relativo connet-
tore, ma nella parte superiore della
L’IMMAGINE PER LA SCHEDA DISPLAY scheda di controllo deve essere
Qui vediamo un modello delll’immagine da serigrafare sul lato posta la batteria.
componenti della scheda. Il cartoncino ha lo scopo di creare i
Le due zone viola sono quelle in cui si trovano i fori per l'altopar- tre vani che vediamo nella figura
lante e la fotoresistenza. La zona bianca può essere utilizzata per 10, isolandoli elettricamente nello
inserire un messaggio personalizzato, come nel nostro prototipo. stesso tempo.

Si tratta di un'operazione semplicis-


sima, che si può compiere nei quat-
tro passi di seguito descritti, su un
cartoncino di cui riportiamo in
figura 11 il modello:

1 Ritagliare il cartoncino lungo le


linee continue.
2 Piegarlo lungo le linee tratteggia-
te, e nastrare o spillare insieme le
due parti piegate.
3 Con una forbice, asportare la
zona nera.
4 A questo punto, porre il cartonci-
no sulla scheda display e collega-
re a quest'ultima la scheda di

40 HARDWARE
HARDWARE

controllo tramite il connettore messaggio, occorre inserire il pon- Una volta sicuri del messaggio regi-
apposito. ticello nella posizione REC e parlare strato, si può togliere la pila, quin-
a circa 20 centimetri dal microfo- di scollegare la capsula microfonica
REGISTRAZIONE DEL no. Al termine del messaggio, e connettere la scheda display.
MESSAGGIO togliere il ponticello dalla posizione
Saldare la capsula microfonica sulle REC ed inserirlo nella posizione FUNZIONAMENTO
sue piazzole rispettando la polarità, PLAY per riascoltarlo subito. Collegare la pila a 9V nel suo snap,
come visibile nel piano di cablag- Se il messaggio deve essere ripetu- e verificare che i led pulsino e che il
gio (figura 3). Togliere il ponticello, to ciclicamente, è bene lasciare uno messaggio sia riprodotto dall'alto-
se presente, nel connettore o due secondi di silenzio, affinché parlante. Spegnendo completa-
REC/PLAY, quindi inserire la pila a ci sia una pausa tra una ripetizione mente le luci (buio completo) i led
9V nel suo snap, senza che la sche- e l'altra. In questo caso sarà anche devono spegnersi entro pochi
da display sia collegata. necessario inserire il ponticello nel secondi e l'altoparlante deve diven-
A questo punto, per registrare il connettore LOOP. tare muto. Illuminando di nuovo
l'ambiente, i led e l'altoparlante tor-
DUE PAROLE SULL’ALTOPARLANTE nano nuovamente a fare il loro
L'altoparlante da noi impiegato è molto piccolo (29 millimetri di lavoro.
diametro per appena 9 millimetri di spessore). Questo lo rende A questo punto è tutto pronto: pre-
ideale per far rientrare tutto nello spazio da noi pianificato e nello parare il pacco poco prima che sia
stesso tempo ha una potenza sufficiente per il nostro scopo (infat- scartato, inserendo al suo interno il
ti chi apre il pacco è a pochi centimetri di distanza, e non è nostro "Regalo di San Valentino",
necessario un livello sonoro elevato). ovviamente con la pila collegata.
Chi desiderasse un maggior livello e qualità del suono, può benis- Alla chiusura del pacco i led si spe-
simo utilizzare un altoparlante della stessa impedenza e potenza gneranno e il consumo della pila
(8 Ω - 0,2 W) di maggiore diametro (4-5 centimetri), che ovvia- sarà minimo, e resterà in attesa di
mente andrebbe sistemato in maniera diversa. essere scartato!

Per evitare brutte figure, accertarsi


L’INTEGRATO ISD1416 di inserire una pila ben carica.
L'integrato ISD1420 può essere sostituito con un ISD1416 che ha il
vantaggio di una qualità audio leggermente superiore, a spese del Buon San Valentino!
tempo di registrazione che è di 16 secondi anziché 20 secondi.

HARDWARE 41
HARDWARE

FOTOFONO
di Agostino Rolando
a.rolando@farelettronica.com

L’invenzione del fotofono si deve ad Alexander Graham Bell , il quale nel 1880 riuscì
con questo sistema a trasmettere il primo messaggio vocale per mezzo della luce.

L’esperimento fu ispirato dall’idea luce veniva focalizzato per mezzo Le proprietà fotosensibili del sele-
di trasmettere la voce per mezzo di di uno specchio concavo. nio furono indagate molto accura-
un fascio luminoso, in seguito ai
brillanti successi conseguiti con il
telefono (figura 1).

Per fare questo, Bell ideò un micro-


fono (figura 2) costituito essenzial-
mente da una membrana rifletten-
te (M) su cui veniva fatto incidere
un raggio di sole, che veniva con-
vogliato per mezzo di uno spec-
chio (S).
Figura 1: Esperimento di Bell
La membrana era preceduta, a
breve distanza, da un diaframma
(D) contenente un gran numero di
piccoli forellini. La voce, immessa
attraverso un tubo, metteva in
vibrazione la membrana; in questo
modo il raggio di luce che ne veni-
va riflesso veniva modulato dalle
lievi variazioni di distanza tra M e
D e, a tutti gli effetti, trasportava
l’informazione vocale sotto forma
di variazione di intensità luminosa.

Come rivelatore, Bell impiegò una


cella al selenio, su cui il fascio di Figura 2: Principio di funzionamento del microfono luminoso

Figura 3: Schema di principio del fotofono a lampadina Figura 4: Fotofono a laser

42 HARDWARE
HARDWARE

Figura 5: Schema elettrico del trasmettitore

Elenco componenti
del trasmettitore
Sigla Valore

R1 3.9 KΩ 1/4W

R2 150 Ω 1/4W

R3, R8 100 KΩ 1/4W

R4, R5 4.7 KΩ 1/4W

R6 12 KΩ 1/4W

R7 10KΩ 1/4W

R9, R10 3.3 KΩ 1/4W


Figura 6: Master circuito stampato del trasmettitore in scala 1:1 (lato rame)

R11 47 Ω 1/4W
RV1, Trimmer multigiri 50 KΩ
RV2 verticale
C1, C5 1 µF 50V ceramico
C2,
4,7µF 50V elettrolitico
C3, C6
C4 10 µF 50V elettrolitico

TR1 2N2222
TR2,
2N1711
TR3
IC1 TL082
Capsula microfonica
M1 Figura 7: Schema di montaggio dei componenti
preamplificata
DL1 Diodo laser rosso 5 mW tamente da Bell. Durante i primi variabile, in funzione dell’esposi-
SW1 Interruttore a slitta accertamenti, questo materiale zione alla luce, da alcuni MΩ a
presentava una resistenza elettrica qualche centinaio di KΩ. In seguito

HARDWARE 43
HARDWARE

fototransistor, che andrà opportu-


namente polarizzato.
Naturalmente, questo apparato ha
una portata modesta, di pochi cen-
timetri. Ma, se si dispone di lenti
opportune per concentrarne il
fascio, si può raggiungere tranquil-
lamente un centinaio di metri di
distanza. Inoltre, la banda passante
di questo sistema di trasmissione è
condizionata fortemente dall’iner-
zia elettrica del filamento della
lampadina. Tuttavia, per segnali in
banda audio, si presta molto bene;
ad esempio, con una lampadina da
3,5 Volt, del tipo da torcia elettrica
Figura 8: Trasmettitore assemblato tascabile, ho misurato una banda
di circa 20 Khz.
agli studi condotti, lo scienziato trovava alla finestra del laboratorio
riuscì a produrre, tramite un parti- privato di Bell. Anche un normale led può essere
colare processo di lavorazione, una utilizzato al posto della lampadina.
cella che offriva una resistenza IL PROGETTO In questo caso la banda passante è
relativamente piccola (da 300 a Per realizzare un fotofono in molto più estesa, ma la distanza
150 Ω a seconda dell’intensità maniera semplice si possono utiliz- utile si riduce considerevolmente,
della luce incidente), tale quindi zare diversi metodi. data la relativamente bassa intensi-
da condurre correnti abbastanza Senza mettere in gioco membrane tà di emissione.
intense da essere percepibili in vibranti e raggi solari, si può utiliz-
cuffia. zare, ad esempio, una semplice FOTOFONO A LASER
lampadina a incandescenza. Ma Un fotofono molto più efficiente e
Fu proprio questo il punto di par- come si fa a “modulare” la luce che non necessita di particolari
tenza che portò all’ ideazione del della lampadina? lenti per la focalizzazione (poiché
Fotofono. contiene già una piccola lente inte-
Lo schema di principio del fotofo- grata) si può realizzare con un
Il rivelatore traduceva quindi le no qui descritto è basato sull’im- comune laser da 5 mW, reperibile
deboli fluttuazioni di luce in varia- piego di una capsula microfonica, al costo di pochi Euro sulle banca-
zioni di resistenza elettrica propor- il cui segnale viene amplificato e relle del mercatino cinese del quar-
zionali alle vibrazioni meccaniche quindi inviato ad uno stadio tiere, mentre, per il ricevitore, si
originali. modulatore di ampiezza a trans- presta molto bene una cella foto-
Il circuito di ricezione era costituito istor, il cui carico può essere costi- voltaica standard che si può trova-
da un collegamento in serie conte- tuito da una lampadina (figura 3). re nelle fiere dell’elettronica.
nente la cella rivelatrice (R), le bat- Su questo tipo di apparato con-
terie di alimentazione (B) e la cuf- La lampadina viene accesa legger- centriamo la nostra attenzione.
fia (C) per l’ ascolto. mente con una piccola tensione Il fascio luminoso del laser si dis-
continua per poter allineare il perde molto poco; ad esempio, a
In questo modo Bell e il suo assi- fascio di luce. Su questa compo- circa 100 metri di distanza, la
stente Tainter effettuarono la nente continua viene sovrapposto dimensione del cono di luce è di
prima trasmissione telefonica il segnale utile, costituito dal una decina di centimetri di diame-
“wireless” alla considerevole segnale audio amplificato. tro, quindi rientra perfettamente
distanza di 213 metri. Come ricevitore, si può utilizzare nella superficie della cella fotovol-
Il trasmettitore era sistemato sul un fotodiodo, ad esempio il BPW34 taica (figura 4).
tetto della scuola Franklin House (figura 3), che presenta un’ampia È importante fare attenzione a
(Washington) mentre il ricevitore si superficie di captazione, oppure un non puntare il laser in direzione

44 HARDWARE
HARDWARE

Figura 9: Schema elettrico del ricevitore

Elenco componenti del ricevitore

Sigla Valore

R1 100 KΩ 1/4W
R2 1,5 KΩ 1/4W
R3 33 Ω 1/4W
R4 10 Ω 1/4W
Trimmer 50 KΩ
RV1
orizzontale
C1, C6 10 µF 50V elettrolitico
Figura 10: Master circuito stampato del ricevitore in scala 1:1 (lato rame)

C2, C3 4.7 µF 50V elettrolitico


C4 47 pF 50V ceramico
C5 2.2 µF 50V elettrolitico
C7 0.1 µF 50V ceramico
C8 47 µF 50V elettrolitico
TR1 2N2222
IC1 LM380N
F1 Cella fotovoltaica
SPK1 Altoparlante 8 Ω
Figura 11: Schema di montaggio dei componenti SW1 Interruttore a slitta

del viso, poiché può arrecare utilizzi una lampadina, va bene una capsula microfonica preampli-
danni molto gravi alla retina del- anche per il laser, senza sostanziali ficata (M1) e viene inviato ai due
l’occhio umano. modifiche. stadi in cascata dell'amplificatore
Lo schema elettrico è descritto in operazionale IC1.
IL TRASMETTITORE figura 5.
Lo schema di principio, che abbia- Il secondo stadio restituisce un
mo già enunciato nel caso in cui si Il segnale audio viene prelevato da segnale di circa 3 Vpp di ampiezza,

HARDWARE 45
HARDWARE

impiega come sensore la cella foto-


voltaica F1, su cui l' immagine rice-
vuta va necessariamente proiettata
con precisione per avere un segna-
le efficace.
Segue il transistor TR1 in funzione
di preamplificatore.
Dal trimmer RV1 (regolatore di
volume) il segnale viene prelevato
ed amplificato dall' integrato IC1,
che lo restituisce in altoparlante a
livello udibile.

Anche in questo caso l’alimenta-


zione al sistema è fornita da una
batteria da 9V.
Il master del circuito stampato è
Figura 12: Ricevitore assemblato riportato in figura 10.

CONSIGLI PRATICI
Per la realizzazione del fotofono a
laser è conveniente montare il tra-
smettitore e il ricevitore su dei
treppiedi del tipo da macchina
fotografica, in modo da poter col-
locare il tutto anche in luogo aper-
to; la stabilità meccanica del siste-
ma è fondamentale per poter
Figura 13: I circuiti integrati utilizzati nel progetto
regolare con precisione l’allinea-
mento del fascio.
tale da poter pilotare adeguata- segnale modulante.
mente lo stadio modulatore, costi- Il trimmer RV1 ha lo scopo di rego- Per il collaudo è utile disporre di
tuito dai transistor TR1, TR2, TR3. lare il guadagno del secondo sta- un generatore di segnale affidabi-
Questo stadio ha guadagno di ten- dio di IC1. le; si può ad esempio prelevare l’u-
sione sostanzialmente unitario e Dal punto di vista operativo, la scita audio di un walkman e inviar-
bassa impedenza di uscita. regolazione finale dei trimmer è la direttamente in ingresso alla
Consente quindi di pilotare il laser conveniente che venga effettuata base del transistor TR1 del trasmet-
seguendo le variazioni del segnale solo dopo aver realizzato anche il titore, avendo cura di disaccoppia-
audio in ingresso. ricevitore. re il segnale con un condensatore
di capacità pari a quella di C3 e di
Il trimmer RV2 ha la funzione di L’alimentazione è fornita da una scollegare temporaneamente lo
regolare l'offset della modulazione, batteria da 9V, che può fornire stesso C3.
cioè permette di stabilire un livello un’autonomia di alcune decine di
minimo d’illuminazione-base per il minuti. Per una installazione fissa, Dapprima si dispongano trasmetti-
laser per poter effettuare il punta- è più conveniente utilizzare un ali- tore e ricevitore a breve distanza, si
mento; su questo offset si andrà a mentatore stabilizzato. accenda il tutto e si regoli l’offset
sovrapporre la componente alter- In figura 6 viene riportato il master del laser in modo che sia acceso
nata rappresentata dal segnale del circuito stampato e in figura 7 quanto basta per essere visibile.
modulante. lo schema di montaggio. Una volta puntato il laser verso la
Per evitare distorsioni, è bene che cella rivelatrice, si regoli l’amplifica-
l’offset abbia un’ampiezza minima RICEVITORE zione del trasmettitore e del ricevi-
tale da supportare le escursioni del Il circuito di ricezione (figura 9) tore in modo da percepire l’audio

46 HARDWARE
HARDWARE

in altoparlante senza distorsioni. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI


Per chi dispone della strumentazio-
ne adeguata (generatore di segna- Alexander Graham Bell, "On the
le e oscilloscopio) il collaudo può Production and Reproduction of
essere condotto in maniera molto Sound by Light", American Journal
più efficace. of Sciences, Third Series, vol. XX,
n°118, Oct. 1880, pp. 305- 324.
Dopo aver effettuato le verifiche "The Photophone", Appletons'
del sistema fotofonico a breve journal: a magazine of general lite-
distanza, si potranno sistemare il rature, Volume 10, Issue 56, D.
Figura 14: Brevetto del fotofono Appleton and Company, New York,
trasmettitore e il ricevitore a un (14 Dicembre 1880)
centinaio di metri l’uno dall’altro. February 1881, pp. 181-182
Prof. Graham BELL, "On Methods
of Preparing Selenium and other
Con l’aiuto di un collaboratore, e
Substances for Photophonic
preferibilmente muniti di telefoni
Experiments", Proccedings of the
cellulari, si potrà quindi procedere
Royal Society of London, Nov. 25
alla verifica su lunga distanza.
1880, p.72.
"Bell's photophone", Scientific
Infine, il walkman potrà essere Figura 15: Fotofono di Bell e Tainter conservato
American, 44(1), 1 January 1881,
allo Smithsonian Museum di
scollegato per passare all’ utilizzo Washington pp.1-2.
definitivo del microfono.

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HARDWARE 47
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

PROGETTIAMO UN RAZZO
SISTEMA DI RIENTRO
(PARACADUTE)
sesta parte
di Eugenio Cosolo
info@missilistica.it

Tema di questa puntata è quello di guidare lo sperimentatore nella scelta e


costruzione del sistema di recupero che dovrà essere realizzato su misura delle
caratteristiche del razzo. Ad esempio un paracadute, per svolgere il proprio lavoro
correttamente, dovrà essere calibrato sul peso complessivo del razzo, così che il
recupero venga fatto nelle immediate vicinanze e senza che alcun danno possa
accadere nell’impatto al suolo del rientro.

PERCHÉ L’IMPIEGO DI SISTEMI da parte di appassionati, coloro ESPULSIONE CON SISTEMA


DI RECUPERO che costruivano razzi non usavano PIROTECNICO
Ogni razzo amatoriale deve assolu- alcun tipo di sistema di recupero. Il Se si utilizza un motore commer-
tamente avere un sistema di recu- razzo dopo il decollo iniziava una ciale di piccola-media potenza, si
pero. I motivi sono semplici: traiettoria parabolica che termina- sfrutta la sua carica di espulsione
Innanzitutto la sicurezza: un va ineluttabilmente in uno schian- temporizzata da un grain di ritar-
oggetto che raggiunga altezze più to a terra con la distruzione totale, do. Questa carica andrà a pressu-
o meno elevate, ad un certo o nella migliore delle ipotesi, lo rizzare il vano che contiene il dis-
punto, a causa dell’esaurimento faceva conficcare abbastanza in positivo di recupero, di solito la
della carica propulsiva e dell’attra- profondità.
zione gravitazionale terrestre, rica- Recuperarlo, voleva dire raccoglie-
drà con l’accelerazione di gravità re i pezzi sparsi nel campo. Forse
(9.81 m/s*s), il che vuol dire che più che la sicurezza, fu l’idea di
più in alto sale, più veloce sarà recuperare tutto e ripristinarlo per
l’impatto al suolo. un nuovo lancio a farsi strada nella
Ad esempio, un oggetto in caduta testa degli sperimentatori ed arri-
libera da una quota di soli 100 vare a sistemi il più affidabili possi-
metri di altezza, toccherà terra a bile. Il sistema di recupero è sicura-
più di 100 Km/ora. Potete ben mente uno delle parti più impor-
immaginare i danni che potrebbe tanti di un razzo. Senza di esso
causare, seppur vengano usati tutto il lavoro fatto per garantire
materiali leggerissimi. un lancio di successo andrebbe
All’inizio della sperimentazione perduto.
missilistica, così come nei primi Il metodo più usato per rallentare la
tempi della missilistica amatoriale discesa di un razzo è il paracadute.

48 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

zona sotto l’ogiva, che una volta


espulsa trascina con sé il paracadu-
te. Di solito il ritardo impiegato è
tale da assicurare che la carica
venga attivata nel momento in cui
il razzo si trova in prossimità dell’a-
pogeo, così che non ci siano strap-
pi eccessivi al cavetto che tiene
legato il dispositivo, che altrimenti
potrebbe spezzarsi sotto il contrac- Figura 1: Schema di un motore a propellente solido

colpo del paracadute aperto in


pieno flusso d’aria causato dall’alta motore, creato da ulteriori routines compositi. Per calcolare la lun-
velocità della caduta libera. Lo che partendo dalle sue caratteristi- ghezza del grano consumato men-
stesso contraccolpo può causarsi che peculiari, come la curva carat- tre il razzo è nella fase inerziale, si
anche se l’estrazione del dispositi- teristica della spinta, ovvero un deve conoscere il rateo di combu-
vo di recupero avviene durante la grafico che descrive l’andamento stione del propellente usato per il
spinta del motore o durante la fase della spinta nel tempo. Quindi dal- ritardo alla pressione atmosferica.
inerziale. l’andamento del volo simulato, Per determinarlo, dobbiamo pren-
Usando motori di piccolo diametro sapremo dopo quanto tempo, se i dere un pezzo di propellente e
è più semplice utilizzare cariche di dati immessi saranno corretti, il metterlo in un tubo dello stesso
propellente che brucino con un razzo raggiungerà l’apogeo. diametro interno del motore,
ritardo predefinito per poi attivare Di solito la fase iniziale più quella magari in PVC ovvero uno di quei
la carica di espulsione. Questi ritar- inerziale durano alcune decine di tubi che si usano in idraulica, dopo
di funzionano abbastanza bene secondi. averlo avvolto in un tubo di car-
con un buon livello di precisione e Ad esempio se la spinta dura 3 toncino che lo isoli dalle pareti
sono molto economici. secondi e l’apogeo si raggiungerà (detto in gergo “liner”). Il tutto
Ciò che deve fare un grano di ritar- dopo 15 secondi dalla partenza, dovrebbe essere lungo circa 3 cen-
do, è accendersi insieme al propel- possiamo dedurre che il grain di timetri. Accenderlo ad una estre-
lente e bruciare in un periodo di ritardo non dovrà avere una durata mità e misurare il tempo in cui bru-
tempo più lungo; a questo punto, di 12 secondi, ma di 15 in quanto cia fino alla estremità opposta.
la fiamma presente nella camera di si accenderà nello stesso momento Dividere a questo punto la lun-
combustione raggiunge la carica in cui si accende il grano di com- ghezza del grano per il tempo
pirotecnica a base di polvere nera, bustibile. La determinazione della impiegato per essere bruciato e si
che sviluppando molto gas, fa lunghezza del grano di delay è avrà il rateo di combustione.
espellere l’ogiva contenente il dis- divisa in due parti: la parte che Dovrebbe essere abbastanza lento:
positivo di recupero. brucia durante la combustione del un tipico combustibile a base di
Le risposte a cui si deve rispondere propellente, e la parte che brucia nitrato d’ammonio dovrebbe avere
nella progettazione del grain di durante la fase successiva. il rateo di circa mezzo millimetro al
ritardo sono: “quale sarà la sua Innanzitutto, la quantità del grano secondo.
dimensione per ottenere il ritardo di ritardo consumato durante la Quindi avremo: Lunghezza della
voluto?” e conseguentemente, prima fase è in diametro, quello carica di ritardo durante la fase
“quanto tempo ci vorrà per rag- massimo all’interno del motore. Se inerziale = (fase inerziale) * (rateo
giungere l’apogeo?”. A quest’ulti- il diametro interno è di 28 mm di combustione) - Che diventa 15 *
ma domanda si risponde utilizzan- allora tale sarà sia il diametro del 0.05 = 7.5 mm.
do un software di simulazione. Ce grain che la sua lunghezza, di qual- La lunghezza totale può essere ora
ne sono alcuni scaricabili da inter- siasi tipo sia il grano di propellen- calcolata con: Lunghezza totale =
net sia free che a pagamento, ma te, forato o con uno “slot” a forma (lunghezza consumata durante la
anche la loro versione demo ci di C o di Luna o a stella. combustione) + ( lunghezza con-
potrà essere molto utile. Da tener conto che sia il propellen- sumata durante la fase inerziale) =
Una volta usato questo software te che il delay devono avere la stes- (28mm) + (6mm) = 35.5 mm che
CAD si otterrà un razzo virtuale, al sa formula di composizione nel sarà la lunghezza totale del grano
quale dovrà essere aggiunto il caso si stia trattando di propellenti di ritardo. Da questi calcoli, il

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 49
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

grano di ritardo accenderà la cari- ne del razzo nell’impatto al suolo. espulsione. In questa camera l’alti-
ca di espulsione 12 secondi dopo metro dovrà essere ben fissato, in
la fine della combustione del grano Il sensore d’apogeo è basato sulla asse con la verticale del razzo, e
di propellente o 15 secondi dopo misurazione della quota. Quando il con alcuni fori definiti “prese d’aria
l’accensione (figura 1). razzo raggiunge la sua massima dinamiche” il cui numero e diame-
altezza ed inizia a scendere, a quel tro dipendono dall’altimetro, e ser-
ATTIVAZIONE ELETTRONICA punto viene attivata la carica di vono ad evitare che le turbolenze o
DELLA CARICA DI ESPULSIONE espulsione. Questo metodo ha il sovrapressioni vadano ad incidere
I metodi elettronici di attivazione vantaggio di non dover calcolare la sull’esattezza della misurazione.
delle cariche di espulsione si divi- traiettoria. Questi sistemi si arma-
dono in 4 categorie di base: no quando “sentono” l’inizio di Il metodo dei sensori di minima
una forte accelerazione o quando velocità ed accelerazione misura le
1 Timer elettronici. sono ad un centinaio di metri d’al- forze di accelerazione agenti sul
2 Sensori d’apogeo. tezza, per evitare che un movimen- razzo tramite l’impiego di un accele-
3 Sensori di minima velocità ed to brusco possa far saltare la carica rometro. Questo converte l’accele-
accelerazione. prima del lancio. Alcuni di questi razione in velocità ed altitudine.
4 Radiocomando dalla stazione di altimetri possono anche rilevare, Come nel secondo metodo, quando
terra. oltre all’apogeo, un secondo even- viene raggiunto l’apogeo viene atti-
to ad un’altezza variabile così che vata la carica d’espulsione. Alcuni
I timers sono essenzialmente dei un secondo paracadute più grande usano sia un timer che un sensore di
ritardi elettronici, simili ai grani di del primo possa far atterrare con pressione per l’espulsione dei due
ritardo, ma più accurati. Il proble- una minore velocità il razzo. paracadute. I modelli più evoluti di
ma maggiore risiede nello stabilire Questo per evitare che il vento altimetro funzionanti con micropro-
a priori il tempo trascorso dal presente in alta quota possa allon- cessore memorizzano anche tutti i
decollo all’apogeo. Ciò richiede tanare anche di alcuni chilometri il dati del volo come tempo, altezza e
una elevata conoscenza delle punto di recupero. Per questo il pressione, che dopo essere stati sca-
caratteristiche del motore ed un primo paracadute, molto piccolo, ricati su di un computer tramite la
buon programma di simulazione. chiamato “drogue” pur rallentan- porta seriale, possono essere trasfor-
Ovviamente si potrebbe calcolare do la discesa non si lascia trascina- mati in grafici ed analizzati.
la curva di spinta, i coefficienti di re dal vento, mantenendo in limiti
resistenza ecc. a mano, ma il bello accettabili la distanza del recupe- Infine il metodo del radiocoman-
dell’uso dei computer è che loro ro. A circa 200 metri di quota, il do usa un segnale radio codificato
possono fare il lavoro per noi. paracadute principale, detto trasmesso da terra quando l’opera-
L’accuratezza del calcolo può “main” rallenta del tutto la discesa. tore rileva visivamente il raggiungi-
avere una tolleranza minima, in Una importante considerazione da mento dell’apogeo. Per questo
quanto l’uscita del paracadute fare riguarda l’installazione dell’al- impiego di devono usare particola-
qualche secondo prima o qualche timetro con il sensore di pressione ri sistemi di codifica del segnale in
secondo dopo, può avere come in un compartimento ben separato modo da garantire l’assenza di
risultato il distacco dello stesso ed ermeticamente isolato dal vano interferenze e perciò il rischio di
dovuto alla velocità e la distruzio- dei paracadute e dalle cariche di attivazioni accidentali. La seconda
opzione prevede la possibilità di
usare i radiocomandi progettati
per uso aeromodellistico, sufficien-
temente affidabili per questa appli-
cazione. In questo caso risulta
semplificato l’interfacciamento ai
servocomandi installati nel razzo
(figura 2).

PROGETTO DEL PARACADUTE


Figura 2: Foto di equipaggiamenti elettronici
Il paracadute è un attrezzo che ha
lo scopo di far scendere un ogget-

50 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

to con velocità controllata da S=(2*F*9,81)/(Cd*rho*V2) 58,85/14,7= 4 mq


altezze considerevoli, senza ripor-
tare danni al momento di toccar dove: Ora possiamo trovare il diametro
terra. Per ottenere questo risultato del paracadute, applicando la for-
si sfrutta la resistenza dell’aria • F= peso del carico in Kg mula che trasforma la superficie di
(figura 3). • Cd=coefficente di resistenza un cerchio nel relativo diametro:
• rho=densità dell'aria in
Un oggetto posto in un fluido in Kg/metro cubo D = (4 * S / p)1/2 = (4* 4 / p)1/2
movimento oppone una resistenza • S=area emisfero in metri qua- = (5,095)1/2 = 2,2579 metri =
proporzionale alla sua velocità, alla drati 226 cm
sua forma, alla superficie esposta e • V=velocità atterraggio in
alla densità del fluido. Per ottenere metri/secondo COSTRUZIONE DEL
un’accelerazione nulla e perciò una PARACADUTE
velocità di discesa costante è suffi- Secondo le tabelle dell’Atmosfera Vediamo come si può costruire in
ciente calcolare un freno aerodina- Standard (vedi riquadro), al livello casa il paracadute che ci servirà per
mico in grado di generare una del mare il fattore rho ha un valo- il nostro progetto.
forza uguale e contraria al peso re di 1,225 Kg/mc. In un classico Il materiale migliore da usare per
dell’oggetto da fare atterrare. paracadute a emisfero il coefficien- questo scopo è la tela venduta nei
Ad esempio, se l’oggetto pesa 3 Kg te Cd è stimabile in 0,75. negozi di modellismo per costruire
e desideriamo farlo atterrare ad una Sostituiamo nella formula i valori gli aquiloni. Si tratta di un polieste-
velocità di 4 m/s dobbiamo proget- ipotizzati nell’esempio precedente: re rinforzato con trama in fibra sin-
tare un paracadute in grado di tetica con grammatura 20/40
generare una resistenza aerodina- S=(2*3*9,81)/(0,75*1,225*4*4)= g/mq.
mica di 3Kg alla velocità di 4 m/s.
La formula matematica che descri-
ve il comportamento del paraca-
dute è la seguente:

F= Cd*rho*S*V2/2/9,81

da cui si ricava:

Figura 3: Schema di un paracadute Figura 4: Videata del programma CHUTE-CALC per il dimensionamento dei paracadute

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 51
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

È disponibile in diversi colori. compresa la base. del tipo usato nella nautica da
La cucitura va eseguita a macchina diporto, generalmente fatto in
Per prima cosa occorre stabilire il possibilmente con filo di nylon, dap- nylon tubolare.
diametro e il numero di spicchi. prima con cucitura diritta e poi a zig-
Nel gergo dei velai questi settori zag. Dopo la cucitura il bordo ecce- COME PIEGARE CORRETTA-
sono chiamati ferzi e dalla sagoma dente va ritagliato con precisione. MENTE IL PARACADUTE
di questi dipenderà la forma del Anche il lembo inferiore dovrà Spesso accade che un lancio per-
nostro paracadute, più o meno essere rivoltato e cucito in modo fetto venga rovinato dalla mancata
“panciuto”. da presentare un margine pulito e apertura del paracadute, causando
Più sono numerosi, più regolare senza sfilacciature. Sull’ intersezio- in questo modo lo schianto al
sarà la cupola e perciò migliore ne di ogni ferzo dovremo cucire suolo del modello. Le cause dell'in-
sarà l'efficienza. Per un paracadute un’asola in nastro di tessuto piatto cidente possono essere diverse, dal
con più di 100 cm di raggio si rac- (si trova nelle mercerie) che servirà mancato deploy della carica di
comandano almeno 12 ferzi, per a fissare i cavetti (si chiamano espulsione all'aggrovigliamento
quelli più piccoli si può scendere cimette) del paracadute. del cavetto del paracadute.
fino a 6 / 8. Le cimette sono fatte in cordino in Per evitare quest'ultima evenienza
Per costruire un emisfero partendo vediamo come un paracadute
da una superficie piana come il tes- debba essere ripiegato in modo da
suto che useremo sarà necessario assicurare la corretta apertura.
ricorrere all’assemblaggio di più Per prima cosa il paracadute va dis-
ferzi. Il calcolo ed il disegno di teso un una superficie piana e va
questi è piuttosto lungo e com- verificato in ogni dettaglio, soprat-
plesso, perciò per semplificare le
cose ho predisposto un foglio di
calcolo che serve ad automatizzare
sia il dimensionamento del paraca-
dute sia lo sviluppo della sagoma Figura 5: La cucitura dell’asola

dei ferzi. Il file si chiama chute.xls


e lo potete scaricare dall’area nylon rinforzato (va ottimamente
download del sito della rivista: quello usato per gli aquiloni). La
www.farelettronica.com lunghezza delle cimette è di poco
superiore al diametro del paraca-
Il razzo che abbiamo in cantiere, dute, diciamo un 10% in più. Figura 6a: Verifica dell’integrità del paracadute

completo di equipaggiamenti elet- Si consiglia di scaldare con un


tronici e motore (senza propellen- accendino le estremità tagliate in
te), pesa 950 grammi. Applicando modo da evitare il rischio di sfilac-
il calcolo sopra illustrato troveremo ciatura. Una volta annodate alla
che ci serve un paracadute del dia- cupola saranno tagliate tutte della
metro di 120 cm e formato da 12 stessa lunghezza e annodate assie-
ferzi (figura 4). me. Per il nodo si impiegherà la
classica "gassa d'amante" (ben
Il programma è in grado di genera- conosciuto dai velisti), semplice,
Figura 6b: Prima piegatura
re le coordinate X-Y della sagoma efficace e sicuro, con possibilità di
che dovremo riportare su un car- scioglierlo facilmente anche se sot-
toncino “bristol” che poi ritagliere- toposto a forte trazione.
mo, questa sarà sovrapposta al tes-
suto sul quale tracceremo il profilo Un'ultima cosa, è molto importan-
con una matita. La traccia disegna- te rendere elastico il fissaggio con
ta sul tessuto dovrà essere ritaglia- il razzo, in modo che lo strappo al
ta lasciando un margine esterno di momento dell'apertura non rovini
almeno 10 mm, che ci servirà per il paracadute o il razzo. Per far Figura 6c: Seconda piegatura
poter cucire i lembi tra di loro, questo si usa un cordino elastico

52 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

tutto l'integrità delle cuciture e la vanno disposte in modo ordinato Le cimette vanno nuovamente
tenuta delle cimette. Eventuali al di sopra del paracadute. ripiegate verso il basso e appog-
danni devono essere riparati prima Si piega nuovamente il paracadute giate sul tessuto.
del lancio. (figura 6e). Si piega ancora il paracadute (figu-
Le cimette devono essere perfetta- ra 6f/6g).
mente distese e senza nodi o grovigli.
Il paracadute va ora piegato per La cima principale va ripiegata e
metà e accuratamente lisciato per disposta sul paracadute (figura 7).
eliminare pieghe.
Alla seconda piega, le cimette Ancora una piega e il paracadute è
vanno disposte in modo ordinato pronto per l'inserimento nel razzo.
al di sopra del paracadute. Si deve assolutamente evitare di
Si piega nuovamente il paracadute avvolgere il paracadute con qual-
(figura 6c/6d). siasi fune o cimetta.
Figura 7: La parte superiore della cupola
Alla seconda piega, le cimette Alcuni manuali consigliano di
avvolgere il paracadute piegato
con la fune rimasta, come fosse un
salame.

Questo è il miglior modo per ritar-


dare l'apertura e provocare un dis-
astroso atterraggio. Invece nel
Figura 6d: Terza piegatura e sistemazione modo sopradescritto le cimette e
delle cimette
la fune principale sono libere di
svolgersi senza aggrovigliarsi e l'a-
pertura del paracadute è veloce ed
Figura 8: La cucitura a macchina dei ferzi
infallibile.

Figura 6e: Quarta piegatura sulla mezzeria

Figura 6f: Collegamento al paracadute drogue

Figura 6g: Collegamento al paracadute drogue Figura 9: I ferzi cuciti danno forma al paracadute

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 53
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

L’ATMOSFERA STANDARD PARAMETRI ATMOSFERA STANDARD


Altitudine (m) Altitudine (feet) Temperatura (C') Pressione (mBar) Densità (g/mc)

Nel corso dell’articolo si è accen- 0 0,00 15,00 1013,25 1225,00


100 328,08 14,35 1001,29 1213,30
nato alla tabella dell’ATMOSFERA 200 656,17 13,70 989,45 1201,70
STANDARD. 300 984,25 13,05 977,73 1190,10
400 1312,34 12,40 966,11 1178,70
500 1640,42 11,75 954,61 1167,30
Si tratta di una convenzione che 600 1968,50 11,10 943,22 1156,00
700 2296,59 10,45 931,94 1144,80
determina la pressione, la densità 800 2624,67 9,80 920,76 1133,70
e la temperatura dell’aria alle varie 900 2952,76 9,15 909,70 1122,60
1000 3280,84 8,50 898,74 1111,70
quote, ed è usata per uniformare i 1500 4921,26 5,25 845,56 1058,10
calcoli di aerodinamica e fisica 2000 6561,68 2,00 794,95 1006,50
2500 8202,10 1,25 746,82 956,80
considerando valori ideali. 3000 9842,52 -4,50 701,08 909,13
3500 11482,94 -7,75 657,64 863,24
4000 13123,36 -11,00 616,40 819,14
La tabella è ricavata dai valori medi 4500 14763,78 -14,25 577,28 776,78
dei parametri in oggetto ma ovvia- 5000 16404,20 -17,50 540,20 736,12
5500 18044,62 -20,75 505,07 697,11
mente trattandosi di dati conven- 6000 19685,04 -24,00 471,81 659,70
zionali non possiamo ritenerli 6500 21325,46 -27,25 440,35 623,85
7000 22965,88 -30,50 410,61 589,50
applicabili all’impiego reale. Ad 7500 24606,30 -33,75 382,51 556,63
esempio la temperatura media 8000 26246,72 -37,00 356,00 525,17
8500 27887,14 -40,25 330,99 495,09
varia nel corso delle stagioni men-
9000 29527,56 -43,50 307,42 466,35
tre la pressione varia in funzione 9500 31167,98 -46,75 285,23 438,90
10000 32808,40 -50,00 264,35 412,71
delle condizioni metereologiche.
10500 34448,82 -53,25 244,74 387,73
11000 36089,24 -56,50 226,32 363,92
11500 37729,66 -56,50 209,16 336,33
In caso di necessità di disporre di
12000 39370,08 -56,50 193,30 310,83
valori reali possiamo solo misurarli 12500 41010,50 -56,50 178,65 287,26
13000 42650,92 -56,50 165,10 265,48
con opportuni strumenti, come il
13500 44291,34 -56,50 152,59 245,36
termometro ed il barometro. 14000 45931,76 -56,50 141,02 226,75
14500 47572,18 -56,50 130,33 209,56
15000 49212,60 -56,50 120,45 193,67
Qui di seguito è riportata la tabella 15500 50853,02 -56,50 111,31 178,99
16000 52493,44 -56,50 102,87 165,42
dell’ATMOSFERA STANDARD.
16500 54133,86 -56,50 95,07 152,88
17000 55774,28 -56,50 87,87 141,29
17500 57414,70 -56,50 81,20 130,58
18000 59055,12 -56,50 75,05 120,58
18500 60695,54 -56,50 69,35 111,53
19000 62335,96 -56,50 64,10 103,07
19500 63976,38 -56,50 59,24 95,26
20000 65616,80 -56,50 54,75 88,03
20576 67506,56 -55,90 50,00 ***
23849 78244,75 -52,70 30,00 ***
26481 86879,92 -50,00 20,00 ***
31055 101886,49 -45,40 10,00 ***

54 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
HARDWARE

PROIETTORI A LED
PER AUTOMOBILE
di Andrea Marani
a.marani@farelettronica.com

Come molti di voi avranno notato le automobili più moderne e costose utilizzano
tecnologie elettroniche sofisticate tra cui proiettori a led ad altissima luminosità, con
modica spesa poterete realizzare un “upgrading” tutto elettronico per la vostra
automobile.

I costruttori di automobili non per- a scarica di gas, o altrimenti detti bili al buio.
dono occasione per dotare le allo xeno per l’illuminazione della I led, diodi elettroluminescenti , let-
ammiraglie, della propria produ- strada da percorrere ma, non teralmente (light emitting diode) la
zione di vetture, di veri “must elet- meno importanti sono le tecnolo- fanno da padroni, in primis per via
tronici” quali: automatismi per la gie moderne adottate per rendere dell’altissima resa luminosa del pic-
gestione ed il benessere nell’auto, visibile la sagoma del veicolo ed i colo semiconduttore, esistono
per la sicurezza tra cui il fatto di segnalatori di frenata e cambio diodi led che erogano oltre la deci-
rendersi ben visibili con il proprio direzione. A differenza dei fari na di candele e, se utilizzati in serie
mezzo anche in avverse condizioni anteriori di profondità, abbaglianti di quattro possono essere luminosi
atmosferiche quali sono la nebbia e mezzeluci, per il posteriore del- quanto una lampadina da 3W, ma
e la pioggia. Si progettano proiet- l’auto non è cosa importante illu- molto più incisivi e penetranti
tori molto efficienti quali sono i fari minare ma rendersi ben distingui- rispetto la vecchia luce a filamento,

Figura 1: Circuito LED 12 Vcc per segnalatore


di direzione per auto Figura 1a: Schema di un proiettore biluce tipo freno e posizione

56 HARDWARE
HARDWARE

Foto 1: Lampada led con attacco baionetta


per uso biluce, freno e posizione,
si notino i led frontali per il freno e
laterali per la posizione Foto 3: Proiettore led con innesto plastico per
Foto 2: Vista di proiettore led con attacco
baionetta tipo biluce indicatori di direzione e luci di posizione
in secondo luogo perché il loro
consumo è proprio irrisorio, poche molte e puntiformi: si tratta di led, re sul mercato, come upgrading
decine di milliamper per sostituire ben camuffati sotto le plastiche dei per la vostra vetture, quello che
le comuni lampadine. proiettori e ben sagomati nel fana- potrete autocostruire, quali sono le
le dell’automobile, ma sempre led. tecnologie da adottare e quali sono
Vi sarà di certo capitato di osserva- Sembra che ciò sia uno degli optio- le operazioni da effettuare sull’au-
re la vettura che ci precede ferma al nals più richiesti nelle auto di alta tomobile per rendere possibile que-
semaforo e, facendo attenzione, di gamma, sono stati fatti esperimen- sta elaborazione.
notare che gli illuminatori di frena- ti per dotare le future auto di led
ta o i segnalatori di direzione si anche per i proiettori anteriori ma Non sempre la sostituzione della
accendono senza inerzia ne isteresi, ancora con scarsi risultati essendo i lampada ad incandescenza con un
ovvero al momento dello spegni- led ben visibili di fronte ma non gruppo di led dotati dello stesso
mento non abbiamo un graduale ottimi per illuminare. zoccolo si conclude con l’accensio-
spegnimento, come pure all’atto ne del nuovo illuminatore ma spes-
dell’accensione, inoltre se ben Da tempo adottati da molti so, in particolare per le luci di dire-
notiamo le sorgenti luminose sono costruttori per la terza luce di stop zione, queste variano la frequenza
centrale, da poco tempo i diodi di lampeggio al variare del carico
luminosi equipaggiano molte vet- connesso all’intermittenza, si
ture di serie. hanno problemi di accensione o
Con questo articolo voglio mostra- segnalazione di guasto da parte
re ai lettori quello che si può trova- delle centraline di controllo delle
luci dell’auto. Ciò deriva principal-
mente dal bassissimo carico appli-
cato quale sono i led, anche se
molti in serie/parallelo tra loro
Figura 2: Centralina di controllo luci auto (vedi figura 1 e 1a). Questo schema
è il tipico utilizzo di led serie/paral-
lelo per utilizzo in auto, con resisto-
re limitatore di corrente per ogni
gruppo serie di led; con circa 15
led potremo equiparare la lumino-
sità di una lampadina da 5 e da
20W. In figura 2 possiamo notare il
circuito teorico di una centralina
per supervisione e controllo luci
freno di una vettura, si noti come in
serie al carico (lampada) un resisto-
re di bassissimo valore venga usato
come shunt di carico per controlla-
Figura 3: Sostituzione di lampade con led re l’efficienza della lampada. Per
in vetture con centralina o Figura 4: Circuito affiancabile ad altri
intermittenza sensibile al carico secondo esigenze sostituire la lampada con led occor-
rerà connettere in parallelo al

HARDWARE 57
HARDWARE

Foto 4: Lampada per proiettore freno

Figura 5: Schema di un proiettore biluce tipo freno e posizione Foto 5: Proiettore led per luce freno visto di fronte

proiettore led un resistore di led ma utilizzando uno più fet La figura 6 propone un semplice
opportuno valore, generalmente come generatori di corrente circuito atto a far lampeggiare i led
da 10 a 47 Ohm 3W (figura 3). costante per far si che i led non di frenata, questo solo dopo un
Questo escamotage viene utilizzato mutino di luminosità al variare di certo tempo che sono accesi, in
per ingannare la centralina di con- tensione della batteria dell’auto. La questo modo ogni volta che frene-
trollo. figura 5 ci propone uno schema remo la luce sarà fissa, però se
semplice semplice per realizzare un manterremo il piede sul freno dopo
In figura 4 possiamo vedere una proiettore biluce tipo freno e posi- circa sei sette secondi i led inizie-
differente applicazione sempre con zione per retrotreno auto. ranno a lampeggiare evidenziando

Elenco componenti figura 6

Sigla Valore

R1 4,7 MΩ 1/4 W
R2 2,2 MΩ 1/4 W
R3 4,7 KΩ 1/4 W
R4÷R8 82 Ω 1/4 W
C1 100 µF 16 V elettrolitico
C2 4,7 µF 16 V elettrolitico
C3 0,47 µF 16 V elettrolitico
IC1 CD4093B
TR1 BC337
D1 1N4001
D2÷D4 1N4148
Figura 6: Blinker di frenata a led LD1÷ LED rosso 20mcd

58 HARDWARE
HARDWARE

quali saldare componenti e led superiori ai classici e spesso massi-


dopo averle opportunamente sago- mi 20 mA.
mate secondo esigenze. Per sicu- Philips e Osram realizzano partico-
rezza fissate tutto con collante ter- lari stacks di led su basetta pronti
mico a pistola e fissate sul retro all’uso, generalmente per utilizzo
della basetta un piccolo connettore segnalazione funzionanti a 24 e 12
rapido per velocizzare il lavoro in Vcc/ca quindi consiglio di riferirsi
caso di sostituzione. ai siti internet delle suddette ditte
oppure cercare sul web alla voce
In figura 7 possiamo vedere come proiettori a led, ne vedrete delle
autocostruire un proiettore biluce, belle.
per gli indicatori di frenata led altis-
sima efficienza rossi a fascio stretto Queste sono solo poche delle tan-
con posizionamento frontale, in tissime applicazioni dei led in auto,
Figura 7: Posizionamento del gruppo dei led per
modo da essere ben visibili e per le ad esempio su alcuni modelli di
proiettori tipo biluce freno/posizione luci di posizione posteriori led rossi berline di extralusso sono stato
o bianchi media luminosità posti in posti led blu o bianchi sulle mani-
la lunga frenata o il possibile bloc- modo da riflettere il fascio sulla glie delle porte o proiettanti verso il
caggio del mezzo. parabola del fanale originale, ciò basso sugli specchietti in modo da
Lo schema elettrico, davvero sem- per non abbagliare chi ci segue. illuminare il fondo stradale presso
plice, funziona in questo modo: la porta evidenziando pozze d’ac-
non appena diamo tensione si Se le circuitazioni elettroniche qua o buchi pericolosi.
accendono i led in modo fisso per- adottate sono elementari difficile è
ché, essendo C2 scarico, l’uscita al la realizzazione vera e propria dei La vostra fantasia è spronata,
pin 3 di IC1 risulterà alta; ciò avver- proiettori a led, infatti, è necessario divertitevi.
rà finche il condensatore C2 non si utilizzare led selezionati con stessa
caricherà attraverso R1, cioè circa efficienza e gradiente colore, sono
dopo 6 o 7 secondi. A questo disponibili nel colore rosso vivo
punto l’uscita invertirà di segno diodi che erogano oltre 10 cande-
permettendo all’oscillatore mono- le, stessa resa per i led del tipo
porta trigger di schmitt, composto AlInGaAs colore arancio, del tutto
dall’altra porta logica con C3 e R2, simili a quelli utilizzati per le scritte
di operare pilotando ad intermit- sui pannelli infografici o sugli auto-
tenza il transistore TR1 e illuminan- bus. Per i bianchi il costo è mag-
do in tal modo i led. Non sono stati giore e la resa un poco minore. Per
approntati circuiti stampati per segnalazione mezzi di soccorso Foto 8: Indicatore di direzione per motociclo
a led
questo tipo di realizzazioni perché vengono utilizzati led gialli e/o blu
le dimensioni variano di molto da sempre alta efficienza.
proiettore a proiettore, quindi da La vita operativa di detti semicon-
auto ad auto per cui si consigliano duttori è ottimale, sempre che non
i lettori di utilizzare breadboard vengano maltrattati ed in particola-
millefiori ramate passo 2,54 sulle re vengano interessati da correnti

Foto 6: Elementi led decorativi per auto Foto 7: Gemma laterale per indicatore Foto 9: Proiettore autocostruito a 25 led per
con centralina di direzione auto e moto con led segnalatore di frenata per automobile

HARDWARE 59
HARDWARE

SPICE: LA SIMULAZIONE
DEI CIRCUITI ELETTRICI
ED ELETTRONICI
prima parte
di Nico Grilloni
nicogrilloni@tin.it

Sia a livello didattico che industriale si utilizza ormai, e in maniera sempre più
intensiva, il software Spice universalmente considerato programma leader nella
simulazione dei circuiti elettrici ed elettronici

SPICE è acronimo per Simulation in ampiezza, frequenza e fase di un mitato di componenti attivi sia
Program with Integrated Circuit circuito e avevano una library di analogici che digitali -, sia nelle
Emphasis che, tradotto in italiano componentistica non certo eccelsa possibilità di simulazione che con-
corrente, diviene “programma di e, comunque, assai poco flessibile sentono oltre allo sweep sui para-
simulazione dei circuiti”. in particolare per quanto concerne metri circuitali e sulla temperatura
Messo a punto nei laboratori la possibilità di modifica dei para- di funzionamento, anche l’analisi
dell’Università di Berkeley (Califor- metri più significativi dei compo- di Fourier, la simulazione Monte
nia), Spice è stato poi posto gratui- nenti attivi. Carlo, l’analisi del rumore e della
tamente a disposizione delle varie Nel volgere di qualche decennio il distorsione.
aziende produttrici di software che software si è via via arricchito sia Questa espansione del processo di
ne hanno curato molteplici versioni nella library - che può oggi essere simulazione ha decretato il succes-
sempre più sofisticate, in modo da estesa ad un numero pressoché illi- so di SPICE che al presente viene
ottenere al computer simulazioni
circuitali più complete e quindi per-
fettamente aderenti al funziona-
mento del circuito definitivo.
Le prime versioni infatti elaborava-
no fondamentalmente le risposte

Figura 1: Il multimetro di Spice legge la corrente


assorbita dalla resistenza R Figura 2: Tramite la simulazione, Spice disegna in diagramma la legge di Ohm

60 HARDWARE
HARDWARE

Figura 3: Circuito col quale il software Spice


ricava la caratteristica diretta e inversa
del diodo 1N4001

considerato come strumento inso-


stituibile nell’analisi di un qualsiasi
circuito sia nell’ambito industriale
che didattico e, in entrambi i casi,
ai più alti livelli.
Come si legge nella letteratura di Figura 4: Caratteristica diretta del diodo di cui alla figura 3 ricavata da Spice

Spice, l’utilizzo della simulazione -


che può essere sia analogica che bene che se un prototipo derivato tramite il sito Internet www.microco-
digitale, che analogico-digitale - dalla simulazione con Spice, all’at- de.com, consente di scaricare gratui-
porta a due traguardi eccellenti: to pratico non dà identici risultati, tamente la “versione studenti”.
ciò non è attribuibile a una caren- Questa, sebbene abbia una library
• Consente l’immediata verifica za del software, ma semplicemente meno ricca delle versioni commer-
del funzionamento di un circuito alla tolleranza dei componenti atti- ciali e, in particolare della versione
e, nella didattica dell’elettronica, vi e passivi. Professional, permette la simula-
ne accelera notevolmente l’ap- Sempre a questo proposito va zione della quasi totalità dei circui-
prendimento. detto che i più recenti pacchetti ti che qui saranno presentati.
• Contrae significativamente il del software permettono di verifi- Nel redigere questi articoli si segui-
tempo che intercorre fra la stesu- care il comportamento di un cir- rà il quasi ovvio itinerario che con-
ra di un progetto e la realizzazio- cuito tenendo conto della tolleran- durrà il lettore dalla simulazione
ne del prototipo. za della componentistica adottata. dei circuiti più semplici alla simula-
zione dei più complessi.
A quest’ultimo proposito va sotto- Il software qui utilizzato è il
lineato che a livello industriale si sa CircuitMaker della Microcode che, L’ANALISI IN CONTINUA
CON SPICE (DC ANALYSIS)
L’analisi in dc, ossia in continua,

Figura 6: Circuito col quale il software Spice


ricava le curve caratteristiche di uscita
Figura 5: Caratteristica inversa del diodo di cui alla figura 3 ricavata da Spice del BJT 2N3904

HARDWARE 61
HARDWARE

Figura 8: Circuito col quale il software Spice ricava


le curve caratteristiche di uscita del
Mosfet enhancement a canale n 2N4351

consente l’uso di un tracciacurve


Figura 7: Curve caratteristiche di uscita del BJT 2N3904 di cui alla figura 6 con il quale si possono porre in evi-
denza sia particolarità inerenti il
funzionamento di un circuito che i
parametri fondamentali di un qual-
siasi componente come, per esem-
pio, le caratteristiche diretta e
inversa di un diodo, le curve di
ingresso e uscita dei BJT, dei Fet,
dei Mosfet, degli amplificatori ope-
razionali, ecc.

Esempio 1. La legge di Ohm


A livello didattico, con il semplicis-
simo circuito costituito da una bat-
teria da 10 V e da una resistenza da
1 kΩ - figura 1 - si può ricavare il
diagramma della legge di Ohm
così come evidenzia la figura 2.
Figura 9: Curve caratteristiche di uscita del Mosfet 2N4351 di cui alla figura 8 La retta caratteristica è stata simu-
lata da Spice imponendo un incre-
mento della tensione di alimenta-
zione da 0 V a 10 V per gradini
(steps) di 2 V.
Questi cinque data points sono
evidenziati dai cerchietti sulla
retta. Considerando solo i marker
verticali a e b indicanti tensioni di
alimentazione di 6 V e 2 V, si vede
che in corrispondenza si ha, rispet-
tivamente, una corrente I = 6/1000
= 6 mA (posizione del marker oriz-
zontale c, per cui si legge in alto a
sinistra Yc = 6 mA), e una corrente
I = 2/1000 = 2 mA (posizione del
marker orizzontale d per cui si
Figura 10: Circuito RC del quale, tramite la simulazione con Spice, si può facilmente ricavare l’andamento legge in alto a sinistra Yd = 2 mA).
del transitorio di carica e di scarica della capacità C
Ovviamente per una tensione di

62 HARDWARE
HARDWARE

batteria di 10 V si ha una corrente


di 10 mA.
A questo proposito si noti nella
figura 1 il multimetro di cui è dota-
to Spice, multimetro che, qui uti-
lizzato come milliamperometro,
indica appunto una corrente pari a
10 mA.

Esempio 2.
Caratteristiche di un diodo
Realizzando il circuito della figura
3 si possono porre in evidenza, tra-
mite l’analisi in continua di Spice,
le caratteristiche diretta e inversa
di un diodo (in simulazione si fatto
ricorso all’1N4001) riportate, Figura 11a: Con riferimento al circuito della figura 10, andamento della tensione Vc ai capi della capacità
C durante il transitorio di carica
rispettivamente, nelle figure 4 e 5.
Nella caratteristica diretta - figura
4 - attraverso la posizione dei mar-
ker verticali a e b si è evidenziata la
c. d. t. diretta che normalmente
presenta un diodo al silicio in con-
duzione: un valore di tensione di
poco superiore a 0,6 V indica la
tensione di soglia aldilà della quale
il componente inizia a condurre.
Per i normali diodi al silicio si con-
sidera sempre una c. d. t. VF com-
presa fra 0,6 V e 0,7 V a cui corri-
spondono rispettivamente le cor-
renti anodiche IF di 1,5 mA e di
13,5 mA indicate, rispettivamente,
dai marker orizzontali d e c (si
legge, infatti, Yd = 1,5 mA e Yc = Figura 11b: Con riferimento al circuito della figura 10, andamento della corrente I durante il transitorio di carica
13,5 mA). In simulazione si è
imposta una variazione della ten-
sione applicata Vi fra 0 V e 0,8 V
per gradini di 10 mV.
Per ricavare la caratteristica inversa
- figura 5 - si è imposta una tensio-
ne inversa VR variabile da –5 V a 0
V con gradini di 25 mV. Si può
constatare come nell’intero inter-
vallo (–5 ÷ 0)V si abbia una corren-
te inversa IR debolissima (qui del-
l’ordine di qualche unità di nA). Il
punto di intersezione dei marker a
e c indica l’origine degli assi; si
legge infatti, Xa = 0 e Yc = 0.
Si noti come nel circuito di cui alla Figura 12: Portando il deviatore S in B dopo aver caricato la capacità C, si ha la scarica attraverso la resistenza R
figura 3 si sia posto Vi = 0. Facendo

HARDWARE 63
HARDWARE

ricorso all’analisi in continua di lità della tensione VCE fra collettore DC Analysis).
Spice non ha, infatti, alcuna ed emettitore da 0 V a 5 V per gra- La simulazione fornisce le curve
importanza il valore che si attribui- dini di 25 mV e della corrente Ib di caratteristiche di cui alla figura 7.
sce nel circuito alla tensione di ali- base da 0 A a 200 µA per gradini di Se ora, nel circuito riportato nella
mentazione dal momento che in 50 µA. A questo proposito si noti figura 6 si impone, per esempio,
fase di simulazione la variabilità anche qui come nel circuito relati- una corrente di base Ib = 100 µA -
della Vi segue i valori attribuiti nel- vo si legga Ib = 0 e VCE = 0. terza curva dall’alto nella figura 7 -
l’apposito menu (DC Analysis). Infatti, come già specificato per il e una tensione collettore-emettito-
circuito di figura 3, utilizzando l’a- re VCE = 4 V indicata dal marker ver-
Esempio 3. nalisi in continua di Spice, non ha ticale a, si legge, in corrisponden-
Caratteristiche di uscita di un BJT alcuna importanza il valore che si za, sull’asse verticale (asse delle
Con riferimento al circuito di cui attribuisce in circuito alla corrente ordinate) tramite la posizione del
alla figura 6 che riporta un trans- di base e alla tensione collettore- marker orizzontale c, una corrente
istor nella connessione a emettito- emettitore dal momento che in di collettore pari a 9,68 mA (Yc =
re comune, per ricavare le curve fase di simulazione valgono solo i 9,68 mA). Identica lettura fornisce
caratteristiche di uscita, ossia le valori attribuiti alle due grandezze il multimetro di cui Spice è dotato.
curve nel piano (V CE, I c) per I b nel menu dell’analisi che si vuole
costante, si è imposta una variabi- eseguire (in questo caso nel menu Esempio 4. Caratteristiche di
uscita di un Mosfet
La figura 8 mostra un analogo cir-
cuito dove però il componente
attivo è un Mosfet a canale n (qui
di tipo enhancement, il 2N4351).
Le corrispondenti caratteristiche di
uscita che, in funzione della tensio-
ne VGS fra gate e source, hanno in
ascissa la tensione drain-source VDS
e in ordinata la corrente ID di drain,
ossia le curve di ID = f(VDS) per VGS
costante, sono esposte nella figura
9. In simulazione si è imposta una
variazione della VDS fra 0 V e 10 V
per gradini di 25 mV e una varia-
Figura 13a: Con riferimento al circuito della figura 12, andamento della tensione Vc ai capi della capacità zione della VGS fra 1 V e 8 V per gra-
C durante il transitorio di scarica dini di 1 V.
Nel circuito di cui alla figura 8 si è
poi posto VDS = 8 V (nella figura 9 si
legge, infatti, Xa = 8 V) e si è col-
locato il marker orizzontale c sulla
curva corrispondente a VGS = 6 V.
Con il multimetro di Spice si è letta
una corrente di drain ID = 7,5 mA.
Sulle ordinate, ossia sull’asse verti-
cale, il marker c indica una ID pari a
7,5 mA (si legge, infatti, Yc = 7,5
mA).

Esempio 5. Carica e scarica di


un condensatore
Come ulteriore esempio delle pos-
Figura 13b: Con riferimento al circuito della figura 12, andamento della corrente I durante il transitorio di scarica
sibilità di Spice, consideriamo il
semplice circuito RC alimentato da

64 HARDWARE
HARDWARE

una batteria Vi = 10 V di cui alla tensione Vc ai suoi estremi raggiun- infatti, Yc = 10 V), il marker oriz-
figura 10. Di questo circuito si ge un valore pari alla tensione zontale d indica la tensione pari a
vogliono visualizzare le curve del della batteria (10 V) in circa 5,3 ms zero al termine del transitorio di
transitorio di carica quando si indicati dal marker verticale a. Si scarica (si legge, infatti, Yd = 0 V),
porta il deviatore S in A. legge, infatti, in alto a sinistra, Xa e il marker verticale a indica l’inter-
Come è noto la carica di un con- = 5,278 ms. Il marker orizzontale c vallo di tempo (5,278 ms) entro il
densatore tramite una resistenza si indica la tensione Vc = Vi al termine quale si può già ritenere nulla la
esaurisce in un tempo che è da del transitorio. Si legge, infatti, tensione ai capi della capacità
quattro a sei volte la costante τ = sempre in alto a sinistra, Yc = 10 V. (condensatore scarico).
RC che ha le dimensioni di un L’andamento della corrente I
tempo e si misura quindi in secon- durante il transitorio è riportata L’andamento della corrente duran-
di (s). Con i valori attribuiti alla nella figura 11 b. Nell’istante in cui te questo transitorio è riportato
resistenza e alla capacità (R = 1 kΩ, il deviatore viene chiuso in A, ossia nella figura 13 b. Come è noto,
C = 1 µF = 1 / 1000000 F = 10–6 F) nell’istante t = 0, la corrente ha il durante la scarica di C la corrente I
si ha quindi una costante di tempo valore Vi / R = 10 / 1000 = 10 mA ha verso opposto al verso che ha
τ = 1000 x 1 x 10–6 = 10–3 s = 1 ms. indicato dal marker orizzontale c, e durante la carica. Infatti, dal valore
Poiché la costante di tempo è pari si porta poi a zero - posizione del iniziale, ossia dal valore nell’istante
a 1 millisecondo la carica completa marker orizzontale d - con la in cui il deviatore si porta in B, pari
del condensatore si avrà in un medesima costante di tempo via a I = –Vi / R = –10 / 1000 = –10 mA
intervallo di tempo che può anda- via che la tensione ai capi del con- indicato dal marker orizzontale d,
re da quattro a sei millisecondi. densatore si approssima al valore si porta poi a zero con la medesi-
La simulazione con Spice si è ese- della Vi. ma costante di tempo così come
guita imponendo, tramite il dispo- Volendo analizzare con Spice la indica il marker orizzontale c (è,
sitivo posto fra la resistenza e la curva di scarica, è sufficiente por- infatti, Yc = 0).
capacità (.IC sta per Initial tare in B il deviatore S e imporre la Spice consente poi l’attivazione
Conditions), che il condensatore sia condizione iniziale della tensione ai dello sweep su un qualunque para-
inizialmente scarico, ossia che la capi del condensatore al valore a metro del circuito. Lasciando, per
tensione Vc ai suoi capi nell’istante cui il medesimo si era in preceden- esempio, invariato il valore della
in cui si chiude il deviatore, sia za caricato (.IC = 10 V) così come capacità, e imponendo una varia-
eguale a zero. mostra la figura 12. La figura 13 a bilità della resistenza R da 1 kΩ a 4
La curva che si ricava in simulazio- riporta l’andamento della tensione kW per gradini di 1 kΩ, si sono
ne è esposta nella figura 11 a. In durante il transitorio di scarica. In ricavate le curve del tutto intuitive
questa si vede il classico andamen- questa il marker orizzontale c indi- di cui alla figura 14.
to della carica della capacità. La ca la tensione Vc iniziale (si legge,
Prima di porre termine a questa
prima parte che illustra le possibi-
lità di Spice, invitiamo i Lettori a
eseguire, via Internet, il down-
load della versione “student” di
CircuitMaker in modo da poter
meglio seguire quanto in questo
e nei prossimi articoli verrà pro-
posto.

Nota per il Lettore


La simulazione al computer è stata
eseguita col programma SPICE
(Simulation Program with Integrated
Circuit Emphasis della Microcode
Figura 14: Attraverso l’attivazione dello sweep, qui attivato usando come parametro variabile la resistenza R, Engineering Inc. (CircuitMaker).
Spice ricava le curve di carica del condensatore al variare, appunto, del valore della R.
Sito Internet: www.microcode.com

HARDWARE 65
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TECNOLOGIE SPERIMENTALI

I NASI ELETTRONICI
di Nicola Ulivieri
nicola@ing.unisi.it

Ultimamente si è sentito parlare spesso di “nasi elettronici” ed uno si è anche visto


in una puntata del famoso serial tv C.S.I.. Ma cosa sono in realtà? Come sono fatti
e come funzionano? I nasi elettronici sono sistemi complessi caratterizzati da una
struttura simile a quella del sistema olfattivo umano le cui prestazioni dipendono in
maniera critica da tutte le scelte progettuali, cioè dalla tecnologia realizzativa dei
sensori, dalla struttura del sistema di misura e dagli algoritmi di classificazione.

L’applicazione di sistemi elettronici zione dei segnali misurati [1-3]. Questi tre componenti con diffe-
dedicati nel campo della misura e renti funzionalità sono connessi in
caratterizzazione di odori è un L’ARCHITETTURA DEI NASI cascata. In un tipico naso elettroni-
obiettivo di grande rilevanza eco- ELETTRONICI co il sistema di rilevazione dei gas è
nomica e scientifica. I sistemi attua- L’architettura dei nasi elettronici composto da un sistema di cam-
li di rilevazione e misura degli odori deriva dalla struttura del sistema pionamento chimico e da una
basati su persone esperte (panel) olfattivo dei mammiferi, e può matrice di sensori, normalmente
supportate da sistemi di analisi chi- essere suddivisa in tre diversi com- caratterizzati da una scarsa seletti-
mica come la Gas Cromatografia ponenti: il sistema di rilevazione dei vità, cioè sensibili ad una vasta
(GC) e la Spettrometria di Massa gas, il sistema di elaborazione dei gamma di composti chimici. La
(MS) sono costosi e richiedono segnali provenienti dai sensori e il matrice di sensori è costituita da un
tempi di analisi lunghi. Quindi, è di sistema di identificazione/ricono- insieme di sensori con caratteristi-
grande interesse lo sviluppo di scimento degli odori (figura 1). che diverse,in modo che l’insieme
sistemi a costi contenuti che siano
in grado di effettuare tale rilevazio-
ne sul campo in tempo quasi reale.
Un sistema elettronico elimina
anche gli svantaggi legati alla pre-
senza di panel umani quali, per
esempio, la soggettività del giudi-
zio, l’adattamento (cioè la diminu-
zione della sensibilità durante espo-
sizioni prolungate a un odore) e il
pericolo, nel caso di odori tossici.
Per rispondere a questa esigenza,
negli ultimi dieci anni sono stati
proposti e sviluppati diversi sistemi
olfattivi artificiali noti con il nome
di “nasi elettronici”, che hanno in
comune un’architettura basata su
di una matrice di sensori di gas e su Figura 1: Schema di funzionamento tipico di un Naso Elettronico
di un sistema complesso di elabora-

68 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

che di compensazione, e nella nor-


malizzazione dei dati.
Successivamente, esegue la com-
pressione dell’informazione attra-
verso l’estrazione di alcuni parame-
tri caratteristici (feature extraction)
e l’eliminazione delle informazioni
ridondanti. Il sistema di riconosci-
mento degli odori è un classificato-
re che viene implementato, in
genere, con una rete neurale, che è
un algoritmo la cui struttura è basa-
ta sui collegamenti sinaptici dei
neuroni del cervello umano.
Durante la fase di apprendimento,
il classificatore neurale impara a
distinguere le firme rappresentative
delle miscele di interesse utilizzan-
do gli esempi contenuti in un data-
Figura 2: Sistema olfattivo umano base. Dopo l’addestramento, la
firma di un odore sconosciuto da
delle loro risposte rappresenti ra di misura, producendo una classificare posta in ingresso alla
un’impronta digitale, una firma variazione quasi istantanea dell’at- rete viene propagata attraverso i
(pattern) caratteristica per ciascuna mosfera chimica e, dunque, un diversi strati di neuroni, producen-
miscela chimica. In genere la matri- transitorio della risposta dei senso- do l’assegnazione di un’etichetta
ce di sensori è alloggiata in una ri. La condizione di regime viene (riconoscimento, figura 1). In real-
camera di misura realizzata con un raggiunta in un tempo che varia, tà, i nasi elettronici, oltre ad una
materiale chimicamente inerte nei sistemi utilizzati in pratica, da classificazione di odori, possono
(PVC, vetro o acciaio inossidabile), pochi secondi fino ad alcuni minu- fornire, sfruttando la medesima
in cui fluisce un gas di riferimento ti, a seconda della tipologia dei architettura ma strutturando in
(per esempio aria sintetica o sensori, delle condizioni operative e maniera diversa la rete neurale, una
azoto). Il gas di riferimento viene dell’odorante sotto esame. La stima della concentrazione di un
utilizzato per stabilire una linea misura si conclude iniettando nuo- odorante o le caratteristiche dell’o-
base per la risposta dei sensori. Per vamente nella camera il gas di rife- dore stesso come potrebbero esse-
effettuare la misura vera e propria il rimento, ripulendo, così, il materia- re percepite da un esperto umano .
sistema di campionamento chimico le attivo che costituisce i sensori e Il funzionamento di un naso elet-
provvede ad iniettare, in condizioni riportando la loro risposta alla linea tronico ricalca, perciò, quello del
controllate, l’odorante nella came- base. Il sistema di elaborazione sistema olfattivo umano: si basa su
provvede, dapprima, alla pre-ela- di una struttura fisica che prevede
borazione delle risposte dei sensori, un numero elevato di sensori
che consiste nella riduzione delle (recettori), in grado di rispondere a
derive, attraverso opportune tecni- una vasta gamma di odoranti, su di
un sistema efficiente di compressio-
ne dell’informazione (bulbo olfatti-
vo) e, infine, su di un sistema di ela-
borazione sofisticato che apprende
da un insieme di esempi (cervello)
(figura 2).

APPLICAZIONI DEI NASI


Figura 3: Sensore chimico ad ossido di stagno Figura 5: Sensore QCM in cui si può vedere ELETTRONICI
montato su una scheda elettronica la goccia di polimero deposta
Attualmente, i nasi elettronici tro-

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 69
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

vano spazio specialmente nel setto- per la rilevazione di specie chimi- nasi elettronici attualmente dispo-
re alimentare. In questo ambito che prodotte da batteri, per esem- nibili sono troppo ingombranti e
sono documentate applicazioni per pio, per applicazioni ambientali il costosi per il mercato di massa. La
la verifica della freschezza di ali- cianobatterio presente in specchi e soluzione a questi problemi è offer-
menti nell’industria ittica (pesce, corsi d’acqua, o nel campo medico ta dalla miniaturizzazione dei siste-
molluschi ecc.), la valutazione della per rivelare la presenza di mi attuali, che implica la realizza-
stagionatura dei formaggi, il con- Escherichia coli. Infine, un mercato zione di sensori intelligenti, cioè di
trollo dell’idoneità degli imballag- che rappresenta uno sbocco eco- microsensori integrati realizzati
gi, o il controllo della cottura dei nomicamente molto promettente sullo stesso chip che contiene il
cibi. Sempre in questo settore, ven- per i nasi elettronici o, più in gene- sistema elettronico di elaborazione.
gono applicati alla valutazione rale, per i sistemi automatici di rile- Questo tipo di soluzione consente
della qualità di birra e liquori. vazione di gas è rappresentato dal di aumentare la riproducibilità dei
Vengono applicati anche nelle settore automobilistico. In questo sensori e diminuire sensibilmente i
industrie cosmetiche e farmaceuti- campo, i produttori sono interessa- costi. È proprio in questo ambito
che per il controllo dei profumi. Il ti al controllo della qualità dell’aria che negli ultimi tempi si sono con-
settore del monitoraggio ambien- nell’abitacolo delle vetture e al con- centrati gli sforzi di numerosi grup-
tale e quello della medicina rappre- trollo dei gas di scarico. Questa pi di ricerca, uno dei cui scopi è lo
sentano, invece, mercati emergenti applicazione che pure rivestirebbe sviluppo di tecnologie realizzative
per i nasi elettronici. In entrambi una particolare importanza resta per i sensori che siano compatibili
questi campi, vengono utilizzati ancora oggetto di ricerca: infatti, i con le tecnologie standard dei cir-
cuiti integrati come, per esempio, la
tecnologia CMOS (Complementary
Metal Oxide Semiconductor).

NASI ELETTRONICI
COMMERCIALI
La maggior parte dei nasi elettroni-
ci presenti attualmente sul mercato
sono prodotti nati dai risultati otte-
nuti nell’ambito della ricerca uni-
versitaria (per esempio, l’Alpha
MOS dalle Università di Warwick e
Southampton). I nasi elettronici
commerciali si differenziano, essen-
zialmente, per le diverse soluzioni
tecnologiche utilizzate per la realiz-
zazione dei sensori. Il costo di que-
sti strumenti è ancora molto eleva-
to, con prezzi che variano dalle
decine alle centinaia di migliaia di
euro e sono, in genere, strumenti
di uso generale. Inoltre, sono per lo
più strumenti con ingombro note-
vole e potenza dissipata elevata,
pensati per l’utilizzo in laboratorio
in condizioni ambientali controlla-
te. Recentemente, tuttavia, la
Cyrano Sciences ha sviluppato un
naso elettronico palmare (Cyrano
A320, quello usato in una puntata
Figura 4: Reazioni che avvengono sulla superficie del sensore in aria (a) e in presenza di un gas ossidante, CO (b)
di C.S.I.) basato su sensori polime-
rici conduttivi a costo contenuto

70 TECNOLOGIE SPERIMENTALI
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

(circa 12.000 €). Questo è il primo del semiconduttore secondo la sensibilità verso alcuni gas. I metal-
strumento portatile pensato per seguente equazione: li hanno, infatti, una funzione cata-
applicazioni sul campo [4]. O2 + 2e– ↔ 2O– (adsorbito) litica verso alcuni gas e l’aggiunta
L’assorbimento degli ioni O– causa di metalli facilità le reazioni con
I SENSORI UTILIZZATI NEI quindi una diminuzione della con- alcuni composti. I metalli utilizzati
NASI ELETTRONICI ducibilità (Figura 4a). Perciò, quan- come droganti sono, tipicamente,
L’elemento chiave di un naso elet- do il sensore è immerso nell’aria, in il platino (Pt) e il palladio (Pd), ma
tronico è senz’altro la matrice di cui la concentrazione di ossigeno è sono stati utilizzati anche l’allumi-
sensori. elevata, il materiale è caratterizzato nio (Al) e l’oro (Au). Un’altra tecni-
Ci sono varie possibili scelte per la da una resistenza elevata. Invece, ca per modificare la risposta dei
loro realizzazione. In particolare, quando il sensore viene esposto a sensori a ossido di stagno si basa
tra i più utilizzati si distinguono un gas riducente come ad esempio sul controllo e la variazione della
sensori a variazione di conducibilità il monossido di Carbonio (CO), loro temperatura di lavoro.
(ad ossido di metallo e polimerici), questo reagisce con le specie di Questi sensori vengono infatti uti-
piezoelettrici, e MOSFET (Metal ossigeno adsorbite O– come segue: lizzati a elevata temperatura (in
Oxide Semiconductor Field Effect CO + O– → CO2 + e– genere superiore a 300 °C) e ciò
Transistor). Tra questi i sensori a Questa reazione libera gli elettroni produce un sensibile miglioramen-
ossido di stagno (SnO2), un parti- che si trovavano legati agli ioni di to della loro risposta sia in termini
colare tipo di sensori a ossido di ossigeno, abbassando la resistenza di prontezza che di sensibilità. Il
metallo e quindi a variazione di del sensore (figura 4b). Viceversa, riscaldamento viene ottenuto sem-
conducibilità, sono certamente i se il sensore è esposto a un gas plicemente per mezzo di una ser-
più utilizzati e studiati, e verranno ossidante come il biossido di azoto pentina di platino (o ossido di
perciò descritti in questo paragrafo (NO2) la resistenza aumenta poiché Rutenio) deposta sul lato inferiore
con maggior dettaglio degli altri il gas viene adsorbito sotto forma del sensore che viene alimentato
(figura 3). di ioni negativi sulla superficie del con pochi volt. Ciascuna specie
semiconduttore. chimica ha una diversa temperatu-
Il meccanismo di funzionamento di ra ottimale di ossidazione e questo
questi sensori non è stato ancora Sono stati proposti molti approcci giustifica, anche intuitivamente,
del tutto chiarito e modellato nei per modificare la selettività e la sen- come al variare della temperatura
dettagli. La possibilità di utilizzare sibilità dei sensori a ossido di sta- operativa possano essere modifica-
l’SnO 2 come sensore di gas fu gno. Un metodo largamente utiliz- te sia la sensibilità che la selettività
dimostrata nei primi anni Sessanta. zato consiste nel drogare con del sensore. L’elevata temperatura
Da allora, i sensori a ossido di sta- metalli nobili il film semicondutto- facilita, inoltre, la liberazione
gno sono stati prodotti e utilizzati re, ottenendo una variazione della (desorbimento) degli ioni OH–, ren-
per la rilevazione di gas combusti-
bili, di monossido di carbonio,
vapore acqueo, ammoniaca, ecc…
Il produttore più noto è senz’altro
la giapponese Figaro [5]. Il princi-
pio su cui si basano è una variazio-
ne della conducibilità dell’ossido in
presenza di odoranti rispetto al
valore assunto dalla conducibilità
stessa in condizioni di riferimento.
La variazione è dovuta a una rea-
zione irreversibile tra l’odorante e
specie di ossigeno adsorbite sulla
superficie del semiconduttore
come O–, O2–, e O2–. La specie più
reattiva è l’O–, che si forma quando
l’ossigeno viene adsorbito, legan- Figura 6: Tipica struttura di un sensore MOSFET
dosi agli elettroni di conduzione e-

TECNOLOGIE SPERIMENTALI 71
TECNOLOGIE SPERIMENTALI

dendo i sensori meno sensibili alla stica che si è propagata attraverso il generale di tutti i sistemi complessi
presenza di vapor acqueo. materiale attivo. Il ritardo di fase basati su sensori, è la recente ten-
Tra i sensori chimici a variazione di del segnale ricevuto rispetto al denza alla standardizzazione dell’-
conducibilità vanno ricordati anche segnale trasmesso dipende dalla hardware, dei formati dei dati uti-
quelli basati su polimeri condutto- velocità di propagazione sulla lizzati per i risultati delle misure e
ri, che operano normalmente a superficie del sensore ed è, pertan- dei protocolli di comunicazione tra
temperatura ambiente. Il ricorso a to, influenzata dall’adsorbimento sistemi diversi. Per esempio, senso-
processi di polimerizzazione diversi del gas sul materiale attivo. Un tipi- ri plug and play basati sullo stan-
consente di ottenere una vasta co sensore SAW opera a frequenze dard IEEE1451, di cui abbiamo par-
tipologia di sensori e, quindi, di dell’ordine delle centinaia di MHz. I lato nei numeri passati, cominciano
specializzare la risposta nei con- SAW possono essere realizzati uti- a essere proposti e commercializza-
fronti di specifiche classi di odoran- lizzando le tecniche fotolitografi- ti. In questo senso anche il proto-
ti. In confronto ai sensori ad ossido che della microelettronica, e sono, collo TCP/IP (Transmission Control
di metallo, i polimeri conduttori quindi, poco costosi. I rivestimenti Protocol/Internet Protocol) gioche-
presentano una minore sensibilità e attivi polimerici utilizzati per realiz- rà probabilmente un ruolo prima-
costanti di tempo maggiori ren- zare sensori SAW sono gli stessi che rio, e renderà possibile, tra l’altro,
dendo meno efficiente e più lento il si impiegano nella realizzazione dei la realizzazione di reti di sistemi di
processo di misura. Nei nasi elet- QCM. La sensibilità di questi senso- misura, aprendo nuovi possibili
tronici vengono impiegati anche ri è, in genere, più elevata rispetto scenari applicativi. In quest’ambito,
sensori piezoelettrici: tra i più utiliz- a quella dei QCM, d’altra parte l’e- la ricerca è attualmente molto atti-
zati si possono considerare le lettronica di front-end risulta, in va anche nel settore dei nasi elet-
microbilance al quarzo (Quartz genere, più complessa. L’ultima tronici. Se detta tendenza si con-
Crystal Microbalance, QCM) e i sen- tipologia di sensori utilizzati nei cretizzerà, porterà a una nuova
sori a onda acustica superficiale nasi elettronici presa in esame in generazione di nasi elettronici che
(SAW). Nei nasi elettronici i QCM questo tutorial è quella dei potranno essere utilizzati ad alto
vengono utilizzati come sensori a MOSFET. I MOSFET hanno il van- livello, senza che il generico opera-
variazione di massa. Un QCM è taggio di poter essere interamente tore abbia una conoscenza di det-
costituito da un disco di quarzo realizzati utilizzando la tecnologia taglio degli aspetti hardware e soft-
metallizzato sulle due superfici, con dei circuiti integrati. La struttura di ware di basso livello.
frequenze di risonanza tipiche dal un sensore chimico di tipo MOSFET
MHz alle decine di MHz. Su una (figura 6) ricalca la struttura di un
superficie del quarzo viene deposto normale transistor MOS, nel quale BIBLIOGRAFIA
un strato sottile di materiale sensi- l’elettrodo di gate sia ricoperto da
bile, in genere di tipo polimerico un metallo catalizzatore (per esem- [1] Ulivieri Nicola, “Developing,
(figura 5). pio, Pt o Pd). Il principo di rivela- modelling and integration of
zione si basa sulla variazione della olfactory electronic systems”,
Il polimero tende ad assorbire alcu- conducibilità del canale del trans- Tesi di Dottorato, Dip. Di
ni gas in presenza dei quali la istor provocata dalle reazioni chi- Ingegneria dell’Informazione,
massa del sensore cambia causan- miche che avvengono sullo strato Università di Siena, 2003.
do una variazione della frequenza attivo, che modificano la carica del [2] Gardner JW, Bartlett PN:
di oscillazione del quarzo. I sensori gate. L’ottimizzazione della sensibi- Electronic Noses –principles
a onda acustica superficiale SAW lità e selettività dei dispositivi può and applications. Oxford
(Surface Acoustic Wave) sono costi- essere ottenuta variando natura e University Press, 1999.
tuiti da un substrato di materiale spessore del rivestimento catalizza- [3] Nagle HT, Gutierrez-Osuna R,
piezoelettrico, da due coppie di tore del gate o la temperatura di Schiffman SS: The how and
elettrodi a pettine e da uno strato funzionamento. why of electronic noses. IEEE
di materiale attivo deposto sul sub- Spectrum, Vol. 35, n. 9, Sept.
strato nella zona che separa le due IL FUTURO DEI NASI 1998, p.22-31. Publisher: IEEE,
coppie di elettrodi. Una delle cop- ELETTRONICI USA.
pie di elettrodi è utilizzata per ecci- Un aspetto significativo e interes- [4] http://cyranosciences.com
tare un’onda acustica superficiale sante che riguarda gli sviluppi futu- [5] http://www.figarosensors.com
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che a dir poco sorprendenti. La novità principale è
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misura: calibrazione del sistema.
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zione dei pannelli, batterie di accumulatoti, cen-
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LabVIEW. Per questo motivo tutti gli argomenti
che quì parleremo di esperimenti oltre che di pro-
getti. Nel CD accluso il lettore troverà tutto quello
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sione elettrica. Quadro di controllo. Dispositivi uti-
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trattati sono corredati da esempi ed esercizi che
hanno anche lo scopo di evidenziare i possibili
tranelli legati ad un tipo di programmazione non
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BIOGRAFIA

THOMAS ALVA EDISON


di Alice Vezzaro
a.vezzaro@rosadeicolli.it

Eccezionale inventore e abile uomo d’affari, Thomas Alva Edison è entrato nella
storia come l’inventore della lampadina; il tecnologo era in realtà uno studioso
completo, capace di applicarsi in ogni ambito della scienza e persino in filosofia
e lettere. Vi presentiamo la storia di un uomo dalla genialità quasi incredibile

Il grande inventore e industriale cui il giovane Edison stampava il telegrafo duplex che consentiva di
statunitense nacque a Milan, suo giornale fu utilizzato dal trasmettere due messaggi in senso
nell’Ohio, il giorno 11 febbraio del ragazzo anche come laboratorio di opposto sullo stesso filo. Con il
1847. Figlio di un commerciante chimica. passare degli anni il giovane
di origini olandesi e di una istitu- inventore si perfezionò nel settore
trice di origine scozzese, a causa di dei telegrafi, fino a diventare a
problemi economici e per lo scar- partire dal 1868 tecnico di varie
so rendimento lasciò la scuola di società di esercizio telegrafico e ad
Port Huron, nel Michigan, dopo apportare notevoli migliorie agli
soli tre mesi di frequenza a sette apparecchi di trasmissione.
anni. La madre quindi gli insegnò Inoltre, nel 1869 egli brevettò un
a leggere e a scrivere e da lei il pic- registratore elettrico di voti. Con i
colo Thomas ricevette i primi rudi- brevetti di queste modifiche riuscì a
menti di calcolo. Sin da questa età Figura 1: Edison alla scrivania guadagnare ingenti somme di dena-
egli dimostrò una spiccata tenden- ro e ad aprire un laboratorio privato
za verso la meccanica; di conse- per le sue molteplici ricerche.
guenza, la madre gli permise di L’IMPIEGO ALL’UFFICIO
studiare solamente le materie che TELEGRAFI
più gradiva: le scienze ma anche la Sfortunatamente, durante un
storia e a la filosofia. esperimento, il ragazzo causò
A dieci anni costruì il suo primo involontariamente un incendio nel
laboratorio nella casa paterna a vagone e venne licenziato.
Port Huron; per arricchire il suo Qualche tempo dopo, nel 1862, il
laboratorio e acquistare apparec- figlio del capostazione rischiò di
chiature e libri scientifici lavorò essere investito da un treno; il gio-
come giornalaio sul treno della vane Edison riuscì fortunatamente
linea Port Huron-Detroit. A dodici a salvarlo, guadagnando le simpa-
anni riuscì ad acquistare una mac- tie del capostazione e ottenendo
china da stampa d’occasione ed un posto come telegrafista nell’uf-
ebbe l’autorizzazione ad occupare ficio telegrafico della stazione.
Figura 2: Il telegrafo
un vagone del treno; cominciò Nel 1864, lavorando sempre come
quindi a stampare un giornale da telegrafista, Edison inventò uno
lui stesso fondato, il Weekly strumento telegrafico a ripetizione LA NUOVA OFFICINA E
Herald, che veniva poi venduto ai che permetteva la trasmissione LE PRIME INVENZIONI
viaggiatori. Lo stesso vagone in automatica dei messaggi e un Nel 1870 aprì un’officina a New

74 BIOGRAFIA
BIOGRAFIA

Newark e iniziò a studiare per del telefono sviluppato da Antonio


apportare miglioramenti alla mac- Meucci.
china da scrivere e per risolvere L’anno successivo Edison brevettò
definitivamente il problema della il fonografo, un apparecchio a
trasmissione in un unico cavo di manovella con una punta in grado
due segnali in senso opposto; que- di registrare i suoni su un cilindro
sto problema fu poi brillantemen- a lamina di stagno e di riprodurli;
te superato grazie all’invenzione in sostanza, l’inventore intuì i prin-
del telegrafo quadruplex e sestu- cipi che stanno alla base dei dischi
plex nel 1873. di vinile.

Figura 7: Riproduzione della prima lampada


ad incandescenza ricostruita nel 1929
al Menlo Park Laboratory

York, che si riveleranno un investi-


mento molto proficuo.

Figura 3: La macchina da scrivere: Gli studi successivi di Edison


fotografia del 1921 riguardarono la dinamo, utile per
alimentare tutti i suoi nuovi dispo-
Ormai ricco e famoso, nel 1876 sitivi, e tutti i suoi perfezionamen-
l’inventore si trasferì a Menlo Park, Figura 5: Fonografo ti; inoltre, egli studiò tra il 1880 e
dove realizzò molte tra le sue il 1882 le centrali e le tramvie elet-
invenzioni più famose; per questo, triche.
gli fu affibbiato il soprannome di Nel 1882 la Edison Electric Light
“Mago di Menlo Park”. Company arrivò a produrre ben
La prima tra queste invenzioni fu il 100000 lampadine all’anno.
microfono a granuli di carbone,
che perfezionò molto il progetto
Figura 6: I cilindri

E LUCE FU!
Ma è il 1878 che lo consacrerà al
mondo intero come uno degli
inventori più celebrati della storia: Figura 8: Edison Jumbo Dynamo No. 1 (1881

il 21 ottobre di quell’anno infatti


Edison accese pubblicamente la Lo stesso anno l’inventore proget-
prima lampadina a filamento di tò e realizzò la prima grande cen-
carbone e riscosse un enorme suc- trale elettrica della città di New
cesso. Subito dopo la pubblicazio- York, in Pearl Street, che fu segui-
ne dell’invenzione si presentò un ta da quella di Londra e quella di
concorrente, J. W. Swan; la con- Milano (Santa Radegonda); la
correnza durò però poco, con la creazione di queste centrali a dina-
costituzione della società Edison & mo jumbo lo rese ancor più popo-
Figura 4: Telefono con microfono a carbone Swan United Light Company e lare, dato che esse permisero la
ricostruito nel 1940 al Menlo Park successivamente della Edison distribuzione dell’energia elettrica
Laboratory
Electric Light Company a New nelle strade e nelle case e il conse-

BIOGRAFIA 75
BIOGRAFIA

guente miglioramento delle con- magnetico da lui brevettato nel produrre il fenolo sintetico, il ben-
dizioni generali di vita. Per miglio- 1880, Edison riuscì a inventare la zene e alcuni derivati dell’anilina,
rare ulteriormente la distribuzione “batteria di accumulatori Edison”, che in precedenza dovevano esse-
dell’energia, l’inventore ideò un accumulatore alcalino al ferro- re importati dalla Germania. Nel
anche il primo contatore elettroli- nichel. Sebbene ancora piuttosto periodo della Grande Guerra furo-
tico necessario a quantificare e a rozzo, questo accumulatore era no sviluppate anche circa 40
vendere l’energia. dotato di un’elevata capacità elet- invenzioni di carattere bellico.
trica per unità di peso.
GLI STUDI SUCCESSIVI: Gli ultimissimi anni della sua vita
L’EFFETTO TERMOIONICO E furono da lui dedicati allo studio,
IL CINEMA insieme a Ford e Firestone, dei
Nel 1883 l’inventore scoprì un problemi legati alla gomma sinte-
particolare fenomeno, detto tica, che erano ritenuti da lui della
“effetto Edison-Richardson” o massima importanza per lo svilup-
effetto termoionico, che consiste- po degli Stati Uniti.
va nell’emissione di un flusso di
elettroni da parte di un filamento Figura 9: Applicazione degli accumulatori nel 1931 Durante la sua vita Edison ricevet-
metallico riscaldato. Edison non te ben tre lauree ad honorem: nel
riuscì a spiegare completamente Anche il fonografo fu perfezionato 1878 in filosofia, nel 1915 in
questo fenomeno, che fu poi rego- notevolmente: l’inventore infatti scienze e nel 1916 in lettere.
lato da una precisa legge da ne realizzò un nuovo modello Tipico esempio del self made man
Richardson e utilizzato da Fleming dotato di una puntina di diaman- americano, l’inventore brevettò
e che è tuttora alla base della te, nel quale il suono veniva regi- oltre 1200 invenzioni nell’arco
moderna elettronica. strato in un disco; da qui ai dischi della sua vita, e un centinaio di
Nel 1887 Edison trasferì il suo di vinile il passo sarà breve. queste prima di arrivare ai tren-
laboratorio da Menlo Park a West t’anni. Intelligentemente egli non
Orange (sempre nel New Jersey), Altre sue scoperte furono il lavorò sempre solo, ma si avvalse
dove proseguì instancabile con mimeografo, ovvero uno strumen- di collaboratori e delle loro idee,
studi e invenzioni. Fu poi la volta to che permetteva di riprodurre trasformandole in oggetti com-
del cinematografo, che permette- testi scritti o disegni ottenuti mar- merciabili e utili; in questo, Edison
va di visualizzare filmati tramite cando con una punta tagliente dei si rivelò anche un accorto uomo
successione rapida di singole fogli di carta paraffinata, e un d’affari e precorse di molto i suoi
immagini, e il cinetoscopio, un metodo telegrafico senza fili per tempi.
apparecchio con cui era possibile poter trasmettere messaggi ai
utilizzare pellicole simili a quelle treni in movimento. Thomas Alva Edison scomparve a
fotografiche per registrare le Inoltre, l’inventore fece esperi- West Orange, nel New Jersey, il 18
immagini e vederle tramite un menti riguardanti le applicazioni ottobre del 1931.
oculare; queste invenzioni furono del cemento in edilizia.
brevettate nel 1891 e costituirono
BIBLIOGRAFIA
una tappa fondamentale per la
cinematografia. Nel 1913 Edison www.nps.gov/edis
riuscì a sincronizzare il fonografo
www.tomedison.org
con il cinematografo e a girare
quindi il primo film sonoro. www.biografieonline.it
www.torinoscienza.it
LE ULTIME INVENZIONI: www.thinkquest.org
LA CHIMICA E L’INDUSTRIA Figura 10: Mimeografo (1878) www.digilander.libero.it/WaveWalk
BELLICA
Gli ultimi vent’anni della sua vita er/edison.html
furono spesi per migliorare inven- Allo scoppio della prima guerra www.museoelettrico.com
zioni precedenti e per brevettarne mondiale Edison si dedicò alla chi- www.fauser.edu
di nuove: grazie a un separatore mica organica: nel 1914 riuscì a

76 BIOGRAFIA
Tutte le fiere 2004 GENNAIO
17 • 18 MODENA
24 • 25 NOVEGRO [MI]
31 AREZZO *
Fiere e FEBBRAIO

Mostre Mercato 07 08

1 AREZZO *
FERRARA
14 • 15
21 • 22
SCANDIANO [RE]
MONTEROTONDO [RM]
07 • 08 SAN BENEDETTO [AP] 28 • 29 CITTÀ DI POMPEI [NA]
» Elettronica MARZO

» Ricetrasmissioni 06 07
• FAENZA [RA] 20 • 21 CIVITANOVA MARCHE [MC]
13 • 14 MONTICHIARI [BS] 20 • 21 BASTIA UMBRA [PG]
» Computer 13 • 14 Acqui [AL] 27 • 28 GONZAGA [MN]
» Surplus APRILE

» Radio d’Epoca 03 • 04 ERBA [CO] 24 • 25 CEREA [VR] *


17 • 18 Empoli 30 PORDENONE
24 • 25 CIVITAVECCHIA [RM]
MAGGIO

01 • 02 PORDENONE 22 • 23 CASTELLANA GROTTE [BA]


08 • 09 FORLÌ 29 • 30 AMELIA [TR]
15 • 16 Genova
GIUGNO
05 • 06 NOVEGRO [MI] 25 FRIEDRICHSHAFEN
ATTENZIONE!!! 12 • 13 PESCARA * (GERMANIA)
IN OGNI FIERA, 19 • 20 ROSETO DEGLI ABRUZZI [TE] *
LUGLIO
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03 • 04 CECINA [LI] *
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FARE ELETTRONICA. 04 • 05 MONTICHIARI [BS] 20 • 21 RIMINI


11 • 12 PIACENZA 20 • 21 MONTEROTONDO [RM]
18 • 19 MACERATA 25 • 26 GONZAGA [MN]
OTTOBRE

30/9 • 01 • 02 SAT EXPO 16 • 17 FAENZA [RA]


02 • 03 NOVEGRO [MI] 25 • 26 Monopoli [BA]
09 • 10 POTENZA 30 • 31 ANCONA
NOVEMBRE

06 • 07 ERBA [CO] 27 • 28 PESCARA


13 • 14 VERONA
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COMPUTER, TELEFONIA, TV-SAT, Orari Sabato e Domenica Dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Organizzazione P.F. PROMOZIONI FIERISTICHE
HI-FI, RADIANTISMO, EDITORIA, RADIO Tel 051.557730 - www.promozionifieristiche.it

7 - 8 Febbraio 2004

25° MOSTRA REGIONALE ELETTRONICA SCANDIANO Scandiano (Reggio Emilia)

RADIANTISMO CB E OM, TELEFONIA, Come si arriva Autostrada A1 uscita Reggio Emilia s.s. 467
oppure uscita Modena Nord
VIDEOREGISTRAZIONE, COMPUTER, Orari Sabato dalle ore 9.00 alle 18.30
COMPONENTISTICA, RADIO Domenica dalle ore 9.00 alle 18.00
Organizzazione Comune di Scandiano
14 - 15 Febbraio 2004 Tel 0522.983278 - www.fiera.scandiano.it

14° FIERA DEL RADIOAMATORE MONTEROTONDO Presso Palazzetto Dello Sport di Monterotondo (Roma)

ELETTRONICA E INFORMATICA Come si arriva Autostrada A1 uscita Fiano Romano


oppure Via Salaria - Via Tiburtina - Via Nomentana

21 - 22 Febbraio 2004 Orari Sabato e Domenica dalle ore 9.00 alle 13.00
e dalle ore 15.00 alle 19.00
Organizzazione GEDIT
Tel 075.5991028 / 348.3307007

MOSTRA MERCATO DEL RADIOAMATORE CITTÀ DI POMPEI Presso il complesso espositivo Istituto Bartolo Longo

DELL’ELETTRONICA E DELL’INFORMATICA Come si arriva Autostrada A3 (NA-SA) uscita Scalfati-Pompei


Orari Sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 20.00
28 - 29 Febbraio 2004 Domenica dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 19.00
Organizzazione Associazione Radioamtori Italiani
sezione Pompei Tel 081.8636294 - www.aripompei.it
Febbraio e Marzo 2004
EXPO ELETTRONICA FAENZA (RA)

MOSTRA MERCATO ELETTRONICA, COMPUTER, COMPONENTISTICA, Come si arriva Autostrada A14 uscita Faenza, seguire indicazioni fiera
oppure Via Emilia
PHOTO, CINE, RADIOAMATORIALE, MERCATINO RADIO EXPO,
Orari Dalle ore 9.00 alle ore 18.00
SOLO SABATO 6 MARZO
Organizzazione BLU NAUTILUS
Tel 0541.439573 - fax 0541.439584 - www.blunautilus.it
6 - 7 Marzo 2004

22° MOSTRA NAZIONALE MONTICHIARI (BS) Fiera di Montichiari (BS)

MERCATO RADIANTISTICO Come si arriva Autostrada A4 uscita Brescia Est


s.s. 236 Brescia Mantova

13 - 14 Marzo 2004 Orari Dalle ore 9.00 alle ore 18.00


Organizzazione CENTRO FIERA DEL GARDA MONTICHIARI
Tel 030.961148 - fax 030.9961966 - www.centrofiera.it

MOSTRA MERCATO NAZIONALE CIVITANOVA Presso Quartiere Fieristico Civitanova Marche

RADIANTISTICA ELETTRONICA Come si arriva Autostrada A14 uscita Civitanova Marche - Civitanova Lungomare
Orari Dalle ore 9.00 alle ore 19.00
20 - 21 Marzo 2004 Organizzazione E.R.F.
Tel 0733.780811 - fax 0733.78=0820 - www.erf.it

TECNO ACQUI 2004 ACQUI TERME Centro congressi Kaimano - ex stabilimento Lama Italia
Piazza Maggiorino Ferraris
II° MOSTRA MERCATO MATERIALE Come si arriva Autostrada A26 GE-Gravellona uscita Ovada
RADIOAMATORIALE, INFORMATICO, ELETTRICO, TO-PC A21 uscita Asti direzione Nizza Monferrato - Acqui Terme
Orari Sabato dalle ore 9.00 alle ore 19.00
TELEFONICO, SATELLITARE, NUOVO ED USATO Domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Organizzazione Tecnoacqui
13 - 14 Marzo 2004 Tel 0144.325402 - fax 0144.350609 - info@tecnoacqui.it

TUTT’ELETTRONICA BASTIA UMBRA Presso centro fieristico Umbria Fiere

IN CONCOMITANZA CON RADIO D’EPOCA, Come si arriva Superstrada Ravenna - Orte uscita Assisi
strada statale n.75 Perugia - Foligno
DISCO E CD DA COLLEZIONE Orari Dalle ore 9.00 alle ore 19.00
Organizzazione BLUNAUTILUS SRL
20 - 21 Marzo 2004 Tel 0541.439573 - fax 0541.439584 - www.blunautilus.it

FIERA DELL’ELETTRONICA E GONZAGA (MN) Presso Parco Fiera Millenaria

DEL RADIOAMATORE Come si arriva Autostrada Brennero-Modena uscita Pegognaga-Reggiolo Rolo


Orari Dalle ore 8.30 alle ore 18.00
27 - 28 Marzo 2004 Organizzazione Fiera Millenaria Gonzaga srl
Tel 0376.58098 - fax 0376.528153 - www.fieramillenaria.it
TUTORIAL

VITAMINA
quinta parte C
di Sergio Tanzilli
s.tanzilli@farelettronica.com

Il linguaggio C è stato per anni il vero esperanto dei linguaggi per microprocessore
affiancato solo di recente da linguaggi più evoluti come il C++ ed il Java.
Ma è solo in ambito PC che è possibile paragonare per diffusione questi due linguaggi
con il C. Nel settore dei microcontrollori il C continua a farla da padrone in quanto
unica reale alternativa al linguaggio assembler.

BREVE STORIA DEL grammare in C o pseudo C su qual- Nelle prossime lezioni daremo un'oc-
LINGUAGGIO C siasi sistema a microprocessore. chiata anche a questi cross compiler e
Il linguaggio C nasce nel 1972 nei Gli stessi linguaggi Java, C++, C#, vedremo come far girare un pro-
laboratori BELL di proprietà AT&T per JavaScript e PHP oggi diffusissimi per gramma sia su PC che su diversi tipi di
mano di Dennis Ritchie, come lin- la programmazione su PC possono microprocessori.
guaggio ad alto livello per la scrittura essere considerati delle varianti
di sistemi operativi. Il suo primo uso potenziate del linguaggio C originale. LA PORTABILITÀ DEL CODICE
estensivo, infatti, coincide con la NELLA REALTÀ
riscrittura dall'assembler del sistema All'epoca della comparsa del C non Nel leggere, tra le sue caratteristiche,
operativo UNIX. esistevano sistemi operativi o architet- che il linguaggio C è disponibile per
Nel 1978 Brian Kernighan e Dennis ture hardware standard a diffusione qualsiasi micro si sarebbe portati a
Ritchie pubblicarono un testo diven- planetaria come accade oggi. Il primo pensare che, se si scrive un program-
tato ormai una leggenda: "The C PC apparve nel 1981 per cui non esi- ma per un determinato sistema ope-
Programming Language" nel quale stevano neanche i PC compatibili e la rativo o un determinato microproces-
veniva fornita la prima definizione possibilità di far girare un programma sore, si possa poi ricompilare ed ese-
ufficiale del linguaggio C. su sistemi diversi era affidata alla
Alla versione K&R (dal nome dei cosiddetta portabilità del codice,
rispettivi autori) del linguaggio C si ovvero la possibilità di ricompilare un
susseguirono una serie infinita di codice sorgente con piccole modifi-
varianti e di dialetti per poter pro- che su diversi compilatori.

Molti produttori iniziarono a produrre


compilatori in grado di riconoscere
ed interpretare sorgenti scritti in
diversi dialetti del C aumentando così
la portabilità del codice. Altri produt-
tori si specializzarono nello sviluppo
dei cosiddetti Cross Compiler, ovvero
quei compilatori in grado di generare
da un sorgente C un codice assem-
Figura 1: Un microcomputer NASCOM dotato si bler da far girare su un micro diverso
sistema operativo CP/M-80. da quello usato sul computer in cui si Figura 2: Copertina dell’edizione originale di
Un best seller nel 1978 "The C programming language"
sta effettuando la compilazione.

80 TUTORIAL
TUTORIAL

guire lo stesso programma per qual- esempi molto semplici che possano In pratica inserendo la riga di istruzione:
siasi sistema operativo o qualsiasi funzionare sia su un potente PC che
microprocessore. su un piccolo PICmicro. printf("Conto %d\n",i);

In realtà questo NON E' affatto vero. Dalla prossima lezione inizieremo all'interno del ciclo
Non è vero neanche se si fa attenzio- infatti a compilare gli esempi sia in
ne a scrivere un programma secondo ambiente DEV-C++ che nell'ambiente for(i=1;i<=10;i++) {
lo standard ANSI nella maniera più CCS per PICmicro 18F452. printf("Conto
restrittiva. %d\n",i);
Il C, infatti, garantisce una portabilità LE FUNZIONI }
dei soli costrutti del linguaggio e di Nella precedente lezione abbiamo
un insieme minimo di funzioni di visto come poter deviare il flusso di possiamo ripeterne l'esecuzione per
libreria denominate funzioni di libre- esecuzione di un programma utiliz- un numero arbitrario di volte.
ria standard. zando gli operatori condizionali. Con Proviamo ora ad utilizzare la definizio-
Se ad esempio scriviamo un codice l'operatore "for" possiamo far esegui- ne di funzione per rendere ancora più
simile a questo: re più volte lo stesso codice senza leggibile e versatile questo program-
doverlo riscrivere più volte nello stes- ma.
#include <stdio.h> so sorgente.
Rivediamo un esempio pratico: main() {
void main(void) { contafinoa(10);
printf("Ciao\n"); main() { }
} int i;
In pratica abbiamo inventato una
il cui unico scopo è visualizzare la for(i=1;i<=10;i++) { funzione a cui abbiamo assegnato il
scritta Ciao sul video. printf("Conto nome di fantasia "contafinoa". A que-
Probabilmente, una volta compilato %d\n",i); sta funzione possiamo passare un
con i vari compilatori disponibili, fun- } valore tra parentesi che rappresenta il
zionerà sia su Windows che su Linux, printf("Fatto !\n",i); valore finale del conteggio.
come su Mac o Palm OS ma proba- } Una volta definita una funzione, può
bilmente non funzionerà affatto su un essere richiamata quante volte si
PICmicro, per il semplice motivo che Se ben ricordate questo programma vuole all'interno di un programma:
il PICmicro non ha un video! effettuava un semplice conteggio con
visualizzazione a video del seguente main() {
Con un po' di attenzione però si risultato: contafinoa(15);
potrebbe collegare al PICmicro un contafinoa(3);
display LCD ed intervenire sulla ver- Conto 1 contafinoa(6);
sione della funzione printf implemen- Conto 2 }
tata dal compilatore PICmicro per Conto 3
ottenere lo stesso risultato su LCD. Conto 4 Per poter definire una funzione basta
Conto 5 scriverla. Aggiungiamo questa parte
Vista l'orientamento tipicamente elet- Conto 6 di codice al nostro programma prin-
tronico della nostra rivista, cerchere- Conto 7 cipale:
mo di limitare il più possibile l'uso, nei Conto 8
nostri esempi, di funzioni tipiche di Conto 9 contafinoa(int valore) {
un ambiente PC, cercando di esplora- Conto 10 int i;
re le possibilità del linguaggio C con Fatto !
for(i=1;i<=valore;i++) {
printf("Conto
INTERNET LINK %d\n",i);
Web page di Dennis M. Ritchie http://www.cs.bell-labs.com/who/dmr/ }
da cui poter scaricare molte informazioni interessanti sulle origini del lin-
printf("Fatto !\n",i);
guaggio C e del sistema operativo Unix.
}

TUTORIAL 81
TUTORIAL

In pratica abbiamo spostato tutto il La scelta del nome delle funzioni da in cui tutto quello che viene aggiunto
vecchio codice contenuto nella fun- adottare è molto importante per per ultimo deve essere tolto per
zione main() all'interno di una nuova poter poi scrivere del codice auode- primo.
funzione denominata "contafinoa()" scrittivo. Per cui "contafinoa(10)" non
la quale può accettare come parame- ha bisogno di spiegazioni particolari Quando definiamo una variabile con
tro un numero intero contenuto nella per farci capire cosa fa effettivamente un costrutto del tipo:
variabile "valore". Anche "valore" è un ed il programma diventa così una
nome di fantasia e poteva essere vera e propria descrizione di quello int i;
sostituito con una parola diversa. che vogliamo far fare al micro.
stiamo aggiungendo alla catasta uno
Abbiamo quindi ottenuto una fun- VISIBILITÀ DELLE VARIABILI spazio di memoria in grado di conte-
zione di conteggio che consente di Vediamo ora alcune caratteristiche nere un valore numerico.
concentrare in una unica sezione del c che è importante capire bene Lo stack viene utilizzato anche per
del programma una determinata per poter conviverci meglio in futuro. memorizzare il punto del programma
funzione logica consentendoci di Il C memorizza le variabili nello stack, in cui è stata chiamata una funzione
alleggerire la porzione principale ovvero in una particolare area di per poter riprendere l'esecuzione dal-
del programma. memoria paragonabile ad una catasta l'istruzione successiva al termine del-

Le copertine di alcune edizioni dello storico libro di Kernighan e Ritchie "The C programming language"
tra cui l'edizione italiana edita da Jackson".

82 TUTORIAL
TUTORIAL

l'esecuzione della funzione stessa. Potremmo dire che il micro inizia l'e- Una volta entrato nella funzione "con-
secuzione dalla linea 01, per poi pas- tafinoa()" lo stack conterrà l'indirizzo
Se numerassimo le righe di program- sare alla linea 02, quindi salta all'istru- di ritorno 03.
ma nel seguente modo: zione alla riga 04 per arrivare fino alla Quando incontra la definizione "int i"
riga 11 dopodichè riprenderà dalla lo spazio per contenere la variabile "i"
01 main() { linea 03 per poi uscire. viene riservato nello stack per cui lo
02 contafinoa(10); stack conterrà la variabile "i" sovrap-
03 } In fase di compilazione il nome di fun- posta all'indirizzo 03. Una volta termi-
zione "contafinoa()" viene tradotto nata l'esecuzione il micro, per poter
04 contafinoa(int nell'indirizzo di memoria corrispon- recuperare l'indirizzo di ritorno è
valore) { dente dove si trova esattamente costretto a togliere dallo stack tutte le
05 int i; memorizzata la funzione, per cui in variabile sovrapposte all'indirizzo di
06 andata è facile per il micro saltare alla ritorno che verranno quindi perse
07 for(i=1;i<=valore; giusta locazione dove poter trovare la completamente.
i++) { funzione da eseguire.
08 printf("Conto Questo tipo di variabili si chiamano
%d\n",i); Prima di saltare però deve memoriz- "variabili locali" ovvero variabili esi-
09 } zare nello stack il valore di ritorno (in stenti solo all'interno della funzione e
10 printf("Fatto questo caso 03) in modo da poter disintegrate al termine di essa.
!\n",i); tornare nel punto giusto una volta Vediamo un esempio per capire
11 } terminata l'esecuzione della funzione. meglio:

TUTORIAL 83
TUTORIAL

main() { int a; sconsigliabile in quanto fonte spes-


int a; int b; so di errori di programmazione
int b; molto difficili da scovare in pro-
main() { grammi complessi per cui vediamo
a=1; come passare una variabile locale
b=2; a=1; ad una funzione.
b=2;
printf("main() -> a = main() {
%d\n",a); printf("main() -> a = int a;
printf("main() -> b = %d\n",a); int b;
%d\n",b); printf("main() -> b =
%d\n",b); a=1;
funz(); b=2;
funz();
printf("main() -> a = printf("main() -> a =
%d\n",a); printf("main() -> a = %d\n",a);
printf("main() -> b = %d\n",a); printf("main() -> b =
%d\n",b); printf("main() -> b = %d\n",b);
} %d\n",b);
funz() { } funz(a,b);
int a;
int b; funz() { printf("main() -> a =
a=3; %d\n",a);
a=3; b=4; printf("main() -> b =
b=4; %d\n",b);
printf("funz() -> a = }
printf("funz() -> a = %d\n",a);
%d\n",a); printf("funz() -> b = funz(int a, int b) {
printf("funz() -> b = %d\n",b); printf("funz() -> a =
%d\n",b); } %d\n",a);
} printf("funz() -> b =
Il cui risultato è il seguente: %d\n",b);
Il risultato che otterremo è:
main() -> a = 1 a=3;
main() -> a = 1 main() -> b = 2 b=4;
main() -> b = 2 funz() -> a = 3
funz() -> a = 3 funz() -> b = 4 printf("funz() -> a =
funz() -> b = 4 main() -> a = 3 %d\n",a);
main() -> a = 1 main() -> b = 4 printf("funz() -> b =
main() -> b = 2 %d\n",b);
In questo caso vediamo che le varia- }
In pratica le variabili "a" e "b" defi- bili "a" e "b" visibili all'interno di
nite in "main()" non si sovrappon- main() sono le stesse visibili all'interno In questo esempio abbiamo passato
gono alle variabili "a" e "b" defini- di funz(). Esse infatti sono state defini- alla funzione "funz()" le variabili locali
te nella funzione "funz()" non- te al di fuori di qualsiasi funzione per definite in main(). Come è possibile
ostante abbiano lo stesso nome, cui sono da considerarsi "globali" vedere dal risultato:
per cui all'uscita dalla funzione ovvero visibili da qualsiasi funzione
"funz()" il valore definito in main() invece che "locali" ovvero visibili solo main() -> a = 1
non cambia. all'interno di una funzione specifica. main() -> b = 2
funz() -> a = 1
Molto diversamente si comporta PASSAGGIO PER VALORE funz() -> b = 2
invece questo programma: L'uso di variabili globali è sempre funz() -> a = 3

84 TUTORIAL
TUTORIAL

funz() -> b = 4 printf("funz() -> b = dirizzo di memorizzazione:


main() -> a = 1 %d\n",*b);
main() -> b = 2 Valore di a=10,
*a=3; Indirizzo di a=2293612
a e b sono visibili all'interno della fun- *b=4;
zione funz() così come sono state Per definire una variabile adatta a
definite in main() ma se si setta il valo- printf("funz() -> a = contenere il valore di un puntatore si
re all'interno di funz() questo non %d\n",*a); deve mettere un asterisco prima del
ritorna all'interno di main(). printf("funz() -> b = nome della variabile:
%d\n",*b);
Questo accade perché delle variabili a } main() {
e b viene passato solo il valore alla int *b; /* Questo è
funzione funz() nella quale viene Il risultato è il seguente: un puntatore ad una
copiato in due nuove variabili locali variabile int */
con lo stesso nome. main() -> a = 1 int a; /* Questa è
main() -> b = 2 una variabile int */
Queste due variabili vengono poi funz() -> a = 1
distrutte all'uscita da funz(). funz() -> b = 2 b=&a; // Assegno a
funz() -> a = 3 b l'indirizzo di a
PASSAGGIO PER RIFERIMENTO funz() -> b = 4 }
È possibile passare ad una funzione main() -> a = 3
non il solo valore di una variabile ma main() -> b = 4 Anche per scrivere in una variabile
direttamente l'indirizzo di memoria in tramite il suo puntatore si usa l'asteri-
è memorizzato il valore in essa conte- In pratica dalla funzione funz() si sco:
nuto. In questo caso se la funzione riesce sia a vedere che a modificare il
modifica il valore questo verrà ripor- valore di a e b. main() {
tato anche alla main(). int *b; /* Questo è
Vediamo: In questo caso a e b non vengono un puntatore ad una
memorizzati nello stack da funz() ma variabile int */
main() { al loro posto viene memorizzato int a; /* Questa è
int a; direttamente l'indirizzo di memoria in una variabile int */
int b; cui sono memorizzate da main().
In questo modo funz() può leggere e b=&a; /* Assegno a b
a=1; modificare il contenuto direttamente l'indirizzo di a */
b=2; e all'uscita anche main() potrà legge-
re i valori impostati da funz(). *b=10; /* Modifico il
printf("main() -> a = valore di a */
%d\n",a); Per passare il puntatore di una varia-
printf("main() -> b = bile si usa la notazione &nomevaria- printf("a=%d\n",a);
%d\n",b); bile, per cui // Visualizzo a
printf("*b=%d\n",*b);
funz(&a,&b); main() { /* Visualizzo a trami-
int a; te il suo puntatore */
printf("main() -> a = }
%d\n",a); a=10;
printf("main() -> b = VALORE DI RITORNO DA
%d\n",b); printf("Valore di UNA FUNZIONE
} a=%d, Indirizzo di Utilizzando i puntatori è possibile
a=%d\n",a,&a); ritornare alla funzione chiamante uno
funz(int *a, int *b) { } o più valori. Nel caso sia richiesto il
printf("funz() -> a = ritorno di un unico valore esiste però
%d\n",*a); Visualizza a video sia il valore che l'in- un metodo più elegante:

TUTORIAL 85
TUTORIAL

main() { sorgente da parte del precompilatore tuire l'espressione della prima stringa
int a; prima della vera compilazione. Per cui con l'espressione della seconda.
se viene definita una macro e richia-
a=10; mata dieci volte il compilatore gene- Ovunque venga trovato nel sorgente
a=raddoppia(a); rerà dieci copie del codice corrispon- l'espressione "raddoppia(a)" verrà
dente in memoria. sostituito con l'espressione "a+a".
printf("main() -> a = Per cui il codice che verrà realmente
%d\n",a); La funzione invece viene generata in compilato sarà:
} fase di compilazione ed ogni chiama-
ta fa riferimento sempre allo stesso main() {
raddoppia(int a) { segmento di codice oggetto. int a;
a = a+a; Vediamo un esempio di macro:
return a; a=10;
} #define raddoppia(valore) a=a+a;
valore+valore
Utilizzando l'istruzione return valore; printf("main() -> a =
alla fine di una funzione è possibile main() { %d\n",a);
assegnare ad essa un valore di ritorno. int a; }

main() -> a = 20 a=10; L'uso delle macro è conveniente in


a=raddoppia(a); tutti quei casi in cui la funzione che
In questo caso la funzione raddop- deve essere effettuata è molto sempli-
pia(a) viene trattata all'interno di printf("main() -> a ce. La funzione infatti introduce del
main() come una variabile numerica a = %d\n",a); codice aggiuntivo per la memorizza-
sola lettura che può essere inserita } zione nello stack delle variabili e per il
anche in funzioni complesse. corretto ritorno alla funzione chia-
e l'equivalente sviluppato con una mante.
main() { funzione:
int a; Quanto le istruzioni da eseguire sono
raddoppia(int a) { minimali potrebbe essere convenien-
a=10; a = a+a; te evitare di inserire questo codice
a= 3 * raddoppia(a); return a; aggiuntivo e ricorrere quindi alle
} macro.
printf("main() -> a =
%d\n",raddoppia(a)); main() { CONCLUSIONE
} int a; Nel prossimo numero daremo
finalmente un'occhiata ad un cross
raddoppia(int a) { a=10; compiler, ovvero, un compilatore
a = a+a; a=raddoppia(a); C che funziona su PC ma che
return a; genera codice eseguibile destinato
} printf("main() -> a = ad un microprocessore diverso da
%d\n",a); quello su cui sta girando.
LE MACRO }
In C è possibile definire delle sempli- Prenderemo in esame il compilato-
ci funzioni anche sotto forma di Nel primo caso, prima di compilare il re C prodotto, in diverse versioni
macro. La differenza sostanziale tra sorgente in codice macchina. viene per diverse famiglie di PICmicro,
una macro ed una funzione sta nel eseguito il cosiddetto precompilato- dalla società CCS e vedremo quali
livello in cui viene trattata dal com- re, ovvero un programma che si sono le difficoltà da superare per
pilatore C. occupa di effettuare delle elaborazio- riuscire a far girare un programma
ni testuali al codice sorgente. C in un ambiente molto ristretto
La macro consiste in una semplice La #define è una direttiva indirizzata quale è appunto un semplice
sostituzione testuale all'interno del al precompilatore che indica di sosti- microcontrollore.

86 TUTORIAL
COSTO ZERO

COSTO
quarta parteZERO
di Andrea Corbari
a.corbari@farelettronica.com

Per tenere in piedi questa rubrica non basta essere un perito elettronico, comincio a
credere che bisogna anche saper guardare il “futuro articolo” insieme al suo potenziale
lettore, in modo da poter cercare tutti gli argomenti da trattare ed assemblarli tra loro.
Questo non significa che bisogna essere per metà un tecnico e per l'altra un mago con
poteri divinatori (di cui tra l'altro non credo nell'esistenza).
Quindi senza maghi con relative “spese” vediamo cosa ho ricavato per questo mese.

Prima di iniziare a parlare delle solu- eccellenza, i suoi natali risalgono al o preso in esame. Detto questo con
zioni a Costo Zero vorrei aprire una 1991 da parte di Linus Torvald (stu- la terza regola possiamo copiare il
parentesi per soffermarci insieme dente). Linux è un sistema operati- programma originale liberamente e
sulla definizione di “Open Source”. vo, aggiornato costantemente gra- quante volte vogliamo, possiamo
Questa “rivoluzione”, perchè di zie appunto alla “condivisione” del distribuirlo gratuitamente o anche
fatto lo è, nasce e cresce insieme ad prodotto, basta che un program- fornire l'assistenza al prodotto.
un'altra rivoluzione dell'informatica matore corregga un difetto e tutti Una quarta regola che può essere
(dagli enormi sviluppi imprevisti) ne potranno beneficiare, attual- data per scontata (ma non lo è) ci
ossia Internet. mente Linux (nelle varie versioni dice che il nuovo software genera-
In parole povere Open Source signi- che si sono sviluppate) a livello to, dipende anche esso dalle tre
fica concepire un programma e mondiale sta surclassando i ben regole precedenti: codice condivi-
lasciare i sorgenti dello stesso (sor- noti sistemi operativi esistenti sul so; libera distribuzione; possibilità
gente = il listato del programma) mercato. Ma tutto questo come di modificarlo. Come tutte le cose
accessibili a tutti, condividere il pro- viene regolato? anche questo “mondo fantastico”
prio lavoro come tra studenti. Quali certezze ho per spingermi a ha il suo rovescio della medaglia ce
La cosa può sembrare assurda, anzi programmare con il concetto di ne parla un nostro amico del forum
suona forse male all'orecchio di chi Open Source? di Fare Elettronica, personalmente
ha speso ore di fatica per realizzare Possiamo riassumere tutti gli inter- mi ha aperto gli occhi, quindi lascio
un programma, comunque, strano rogativi in tre semplici regole. Con la parola a ZIQ, leggete e riflettete.
ma vero le cose stanno più o meno la prima estendiamo il codice scrit-
così. to a tutti gli utenti, quindi un pro- DIETRO AD UN PROGRAMMA…
Realizzare un programma Open gramma che utilizziamo (ovviamen- La maggior parte delle persone che
Source permette di avere la collabo- te stiamo parlando di un program- si affacciano al mondo del PC o del-
razione di tutti i programmatori che ma Open Source) deve rendere dis- l'elettronica sono in grado di muo-
vogliono migliorare il prodotto ponibile il suo listato completo, vere solo i primi passi basandosi sul-
come pure la distribuzione stessa, fatta eccezione delle spiegazioni, l'intuito.
diciamo che questa è la garanzia quelle sono a “buon cuore” del pro- Chiaramente oggi questi primi passi
per l'autore, vedere il frutto delle grammatore. La seconda da l'effet- sono il più possibile facilitati da
sue fatiche migliorare e crescere, tivo diritto all'utente tipo di miglio- interfacce grafiche accattivanti o da
facendosi allo stesso tempo cono- rare e/o aggiornare il programma, istruzioni passo passo tradotte nella
scere da moltissimi utenti. come pure crearne di nuovi sulla propria lingua.
Prendiamo Linux l'Open Source per base del codice sorgente utilizzato Ma con lo stesso intuito dei princi-

88 COSTO ZERO
COSTO ZERO

pianti tutti possono capire che i pendio minimo ai programmatori lando degli obiettivi e la genesi
programmatori hanno dedicato che renderà nel tempo il software dello stesso. Devo dire che era pro-
molto tempo per ideare progettare sicuramente più avanzato è un inve- prio un “boccone succulento” per il
e scrivere anche la più semplice stimento più proficuo. lettore tipo, quindi calata l'ancora
routine. Con i programmi concessi mi sono fatto avanti e ho lasciato
in licenza a pagamento ogni pro- FACCIAMO UN PO’ DI CONTI? un messaggio con la richiesta di
grammatore viene stipendiato dalla Destiniamo un 10% del costo essere contattato dall'autore del
società che commercializza il soft- "commerciale" del programma che programma (che da adesso defini-
ware. andiamo a rimpiazzare con uno remo Programma A) per offrirgli la
D'altra parte alcuni programmatori gratuito? Ed immaginiamo che fac- mia recensione su Costo Zero.
scelgono di rendere pubblico il loro ciano lo stesso altre 200 persone? Sorto il sole a nuovo giorno vengo
lavoro sono consapevoli di non Windows 2003 server Vs Linux? contattato da un'altro programma-
essere retribuiti e che le loro idee 834 Euro mentre il 10% per gli svi- tore (che definiremo Program-
possono essere in qualche maniera luppatori di Linux e di tutti i pro- matore B) mi chiedeva la possibilità
riutilizzate o riscritte ispirandosi al grammi inclusi nella distribuzione per il suo programma di comparire
codice prodotto da società com- 83 Euro moltiplicato per 250 perso- su Costo Zero. Praticamente il suo
merciali. Infatti tutti i programmi ne 20.750 Euro (uno stipendio). programma (Programma B) perse-
non sono altro che un infinito Adoble Photoshop Vs Gimp? guiva gli stessi obiettivi del
numero di byte: chi può stabilire chi 1400 Euro mentre il 10% 140 Euro Programma A.
è l'autore? appena per un programma di grafi- Anzi il Programmatore A con il
ca competitivo. Programmatore B in passato aveva-
Molti a questo punto si chiederan- no collaborato (ricorda Open
no se siano dei pazzi visionari. Chi ALTRO OSTACOLO AL Source) insieme, ognuno sul suo
al giorno d'oggi lavorerebbe solo "TUTTO GRATIS"? software ma scambiandosi idee e
una ora gratuitamente? Lo spirito Il parlamento europeo sta dibatten- pareri. Nello stesso giorno vengo
che fa questi miracoli si chiama pro- do la proposta di rendere brevetta- contattato anche dal Program-
gresso. Ogni progetto open-source bile l’innovazione software sollecita- matore A che accetta la mia propo-
ha il preciso scopo di fornire a tutte ta dalla BSA. Come già sperimenta- sta. A questo punto visto e conside-
le persone che lo desiderano gli to negli States da ormai vent’anni rato che Costo Zero è disponibile e
strumenti e le basi per costruire un questa soluzione ha creato una aperta a tutto, ho dato l'OK ad
software, in modo autonomo, superiorità e la consente posizione entrambe i programmatori e mi
costruendo attorno al progetto ini- dominante nel mercato di società sono messo subito a pianificare il
ziale una community dove ogni sin- che hanno per prime registrato i lavoro. Il giorno seguente mi ritrovo
gola persona con il proprio apporto brevetti annientato di fatto la rete nel mezzo di un “Girone Dantesco”
riesce a coinvolgerne altre. di piccole imprese che si erano il Programmatore A accusa pubbli-
FFII (Foundation for a Free create nel territorio. camente (nel forum del suo sito) e
Information Infrastructure), FSF privatamente tramite e-mail il sotto-
Free Software Foundation, Adesso abbiamo messo tutto sui scritto di, cito nell'ordine, doppio
SourceForge, Red Hat, PHP, piatti della bilancia, ognuno di noi giochismo, scarsa professionalità,
Apache sono solo alcune delle può giudicare e dire la sua, ma infime bassezze ed incompetenza.
grandi community dove l'open prima di concludere l'argomento Tutto questo perchè ho dato al
source è di casa ma tutte rischia- vorrei aggiungere un'ultima cosa. Programmatore B la stessa opportu-
vano la chiusura se non accettava- Come ho accennato all'inizio mi nità che avevo offerto a lui.
no donazioni o offerte. ritrovo spesso a navigare a caso (su Praticamente a detta sua il software
Ricordate anche se la licenza del Internet) alla ricerca dell'argomento originale era il suo (Programma A)
software è gratuita dietro c'è un da trattare con il suo relativo auto- l'altro (Programma B) era una bieca
mondo che deve vivere ed è fatto di re. In una di queste mie “caccia copia realizzata dal Programmatore
persone. Spendere 1400 euro per all'uomo” sono approdato su di un B, tramite sotterfugi e plagio delle
una licenza di Photoshop o utilizza- sito italiano, il programmatore (che idee del Programmatore A.
re Gimp (0 Euro) è sicuramente un da adesso definiremo Program- Pur restando di sasso (perchè qui
bel risparmio per un'azienda ma matore A) esponeva il suo progetto stiamo rasentando la paranoia)
allo stesso tempo garantire uno sti- rigorosamente in Open Source par- sono passato al contrattacco pub-

COSTO ZERO 89
COSTO ZERO

blico e privato dove in sintesi la mia programmi scritti e pensati in modo Risulta essere un potente strumento
risposta suonava più o meno così: diverso, è vero sembrano uguali ma rigorosamente in Open Source.
“Tu sei lo sviluppatore del è come se una casa automobilistica Una volta “scompattato” il file lan-
Programma A, c'è lo sviluppatore reclami il diritto di essere l'unica ad ciamo il programma di istallazione,
del Programma B ed io sono lo svi- aver inventato il concetto di far al termine si dovrà riavviare il PC e
luppatore di Costo Zero. In quanto muovere la vettura tramite una successivamente copieremo (ma-
tali ognuno di noi decide sulle pro- meccanica basata sulle quattro nualmente) il file “italiano” nella
prie cose, quindi sono io che decido ruote e le altre case automobilisti- cartella “languages” (il percorso è
chi e cosa recensire su Costo che sono solo una bieca copia. C:\Programmi\PDFCreator) questo
Zero!”. fa sì che nel menù delle opzioni ci
A seguito di questa mia febbrile Voi che ne dite? sia anche la lingua italiana.
risposta ho contattato il Quali sono le vostre impressioni Tra le diverse opzioni possiamo defi-
Programmatore B chiedendogli i sull'accaduto? nire le caratteristiche del PDF, l'au-
dovuti chiarimenti sull'accaduto, il Cosa mi dite del magico mondo tore, la data e via di seguito.
quale dopo lo sbigottimento ha dell'Open Source?
risposto per le rime al Bene a questo punto aprite il file
Programmatore A. LO ZERO INFORMATICO che volete trasformare in pdf, per
Arriviamo al dunque, io mi doman- Il modo più facile di trasportare, tra- esempio un progetto di FidoCAD,
do perchè il Programatore A ha sferire e scambiare documenti è un documento in un formato di
agito in questa maniera? quello di utilizzare il formato PDF Open Office, oppure una fotografia
In seguito si è scusato rimangiando- ossia Portable Document Format; di GIMP, basta solamente seleziona-
si le ingiurie lanciate attribuendo il per descriverlo meglio basterebbe re come stampante PDFCreator e
fatto alla stanchezza ed al troppo una sola parola “universale”, infatti, lanciare la stampa.
nervosismo accumulato. i documenti salvati in pdf non solo Si aprirà il programma dove, se
Ma stanno veramente così le cose? occupano poco spazio sul disco ma desideriamo, possiamo dare gli ulti-
Io invento un programma e lo conservano tabelle, immagini, font mi “ritocchi”, ossia, nome del file e
divulgo (Open Source), scambio e tutte le caratteristiche del file ori- destinazione, ed il gioco è fatto.
quindi informazioni esempio con ginale.
un'altra persona che sta sviluppan- In giro per la rete ci sono diversi Basta, che altro c'è da dire?
do un software analogo, stesse programmi e procedure che ci ven- Ah si a titolo informativo si possono
caratteristiche di base e gli stessi gono in aiuto, la soluzione più sem- “esportare” i file non solo in PDF
abiettivi finali, quindi i due pro- plice che ho trovato è stato ma anche in TIFF, JPEG o BMP.
grammi si evolvono sempre in PDFCreator 0.7.1 scaricabile al
Open Source. seguente indirizzo: Ve lo avevo detto che era un ottimo
A questo punto ho diritto a serbare http://www.zanezane.net/articoli.a programma, no?!
rancore verso verso l'altra persona? sp?id=348
Ho diritto ad esclamare plagio? Ho ZERO IL TEMPO CHE CI
diritto a dire che l'idea è mia? È RIMASTO
Come ci ha detto ZiQ “...tutti i pro- Ragazzi siamo entrati nel nuovo
grammi non sono altro che un infi- anno e colgo l'occasione per augu-
nito numero di byte: chi può stabi- rare buon 2004 a tutti, guardiamo
lire chi è l'autore?...”. tutto questo con gli occhi della spe-
Io mi sono trovato ad analizzare ranza e dell'amicizia.
una situazione dove gli interpreti Vi rinnovo la mia disponibilità sia sul
erano per me due perfetti scono- forum di Fare Elettronica che per e-
sciuti, come potevo affermare chi mail; ringrazio voi tutti per i tanti
dei due aveva ragione, quale pro- messaggi che ricevo.
gramma era la base dell'altro? Ci sentiamo e festeggiate con me
In seguito volendo fare più luce sul- che in questo mese compio gli
l'accaduto è venuto fuori che a anni!
parte l'iniziale collaborazione, tra i Figura 1: PDF Creator in azione
due altro non c'è stato, sono due Chi vuole un pezzo di torta?

90 COSTO ZERO
COSTO ZERO

I PROGETTI DI COSTO ZERO


STAZIONE AD ARIA CALDA
PER COMPONENTI SMT
di Alfredo Alfonsi
alfred73electronics@inwind.it

L’enorme diffusione dei componenti a montaggio superficiale (Surface Mount Technology),


è ritenuta da molti la motivazione principale alla crisi della sperimentazione elettronica,
stante l’impossibilità di recupero dei componenti SMT, se non con l’utilizzo di
apparecchiature costose e dedicate. Questo articolo vuole sfatare molti dei miti che
circondano questo tipo di componenti fornendo l’hobbista di uno strumento economico
e funzionale per avvicinarlo a questi sconosciuti componenti.
Vediamo come, con poca spesa ed un pizzico di inventiva, si riesca a realizzare una
stazione ad aria calda per dissaldare componenti SMT che, seppur non in grado di
competere con i modelli professionali da migliaia di euro, sicuramente potrà permettere
di dissaldare facilmente buona parte dei contenitori in circolazione per la loro sostituzione
e/o semplicemente per il loro recupero.

Lavorare con componenti SMT è zi di queste apparecchiature ben saldante smd tradizionale:
abbastanza difficoltoso senza una poco accessibili per l'hobbista, dopo
stazione ad aria calda. Essendo i prez- aver raccolto informazioni su appa- • Un elemento riscaldante.
recchi commerciali, ho deciso di • Uno scambiatore di calore.
costruire un apparecchio di dissalda- • Una pompa dell' aria.
tura ad aria calda, con materiali per • Una pompa del vuoto (eventuale
così dire "di fortuna". per sollevare i componenti una
Chiunque abbia un minimo di espe- volta dissaldati dal circuito).
rienza in elettronica, un po’ di prati-
ca di assemblaggi e soprattutto
pazienza, otterrà uno strumento fun-
zionale che consentirà di dissaldare
in pochi secondi resistenze, transistor
e chip di varie misure, con grande
soddisfazione per il vostro hobby (e
anche per il vostro portafoglio!).

Anzitutto analizziamo gli elementi Figura 2: Una stazione professionale


Figura 1: Alcuni componenti SMT senza compromessi
che compongono una stazione dis-

COSTO ZERO 91
COSTO ZERO

L'idea di base è quella di realizzare tiche, deve essere non inferiore a ta nel case della nostra stazione, il
un generatore d’aria da collegare 50-60 W. resto dei materiali sono facilmente
tramite un tubo flessibile in plastica acquistabili nei negozi fai da te e
all’ingresso del saldatore opportu- Equilibrare tutte le componenti quelli di elettronica.
namente modificato, così da spin- non è facile, tuttavia sperimentan-
gere l’aria all’interno del tubo sal- do con la quantità d’aria, la tempe- LA PENNA DISSALDANTE
datore avendo l’accortezza di ral- ratura e la quantità di lana d’ac- Occorre un saldatore da 50-60
lentare il flusso nella resistenza ciaio si riuscirà ad ottenere il risul- watt, vanno bene sia quelli con resi-
riscaldante e permettere, attraverso tato desiderato. stenza rettangolare sia con resisten-
uno scambiatore di calore, il trasfe- Per regolare la temperatura, ho uti- za cilindrica cava all’interno, presta-
rimento delle molecole d’aria calda, lizzato un alimentatore variabile (5- te la massima attenzione nello
dalla resistenza al flusso in transito, 12) che agendo sulla velocità della smontare la resistenza riscaldante
fino all’uscita. pompa, modifica il flusso d’aria e di evitando di romperla. Cercate se
L’elemento chiave è lo scambiatore conseguenza anche la temperatura. possibile di riutilizzare anche il
di calore, in sua mancanza l’aria manico del vostro saldatore ed
transiterebbe attraverso la resisten- eventualmente potrete riutilizzare
za senza scaldare a sufficienza. lo stesso suo tubo di ferro se privo
La novità sta proprio nell’utilizzo di aperture laterali, altrimenti pro-
quale elemento frenante e riscal- curatevi un tubo di ferro o acciaio
dante del flusso d’aria, un materiale da 15 cm x 1.5 cm diametro (evita-
assolutamente comune, una sorta te il rame o il calore si disperderà
di “lana” di acciaio, appunto, che, tutto attorno), vi servirà da conteni-
scaldata dalla resistenza, forma una tore per il nuovo saldatore.
maglia incandescente che rallenta e Procuratevi della lana d’acciaio, di
riscalda l’aria in transito. Figura 3: Lo scambiatore di calore: quella per intenderci, utilizzata per
Vediamo più in dettaglio le compo- la lana d’acciaio pulire le pentole in cucina (ricorda-
nenti “di fortuna” della nostra sta- te il nostro scambiatore di calore?).
zione: Prima di proseguire, vorrei sottoli- Posizionate la resistenza verso l’e-
neare la necessità che utilizziate la stremità di uscita, riempiendo il
• La resistenza interna di un salda- massima attenzione e tutte le pre- tubo di una minima quantità di lana
tore. cauzioni dovute per la vostra sicu- che consenta comunque all’aria di
• La lana d’acciaio (scambiatore di rezza e incolumità dovendo opera- passare, è importante non esagera-
calore). re su apparecchiature a diretto con- re altrimenti non uscirà un bel nulla
• Un piccolo motorino con ventola tatto con la tensione di rete. dalla punta.
( da 12 V 0.3-0.5 A contenuto in Passiamo alla realizzazione pratica Fissate la resistenza il più vicino pos-
un piccolo asciugacapelli). dei due elementi principali della sibile all’estremità del tubo utiliz-
nostra stazione, la penna dissaldan- zando una piccola quantità di lana
Assemblando tali componenti in te ricavata da un saldatore e la d’acciaio, prima e dopo l’elemento
modo opportuno si riesce ad otte- pompa dell’aria ricavata dal motori- riscaldante, evitate di far cortocir-
nere un saldatore ad aria calda dalle no di un asciugacapelli e contenu- cuitare i 2 fili di collegamento della
eccellenti prestazioni. resistenza riutilizzando i tubicini in
È chiaro che la “bontà” del risultato ceramica normalmente presenti
finale è data dall’equilibrio dei all’interno del saldatore. Per il det-
seguenti fattori: taglio del posizionamento osservate
le figure 5 e 6 rispettivamente per
• Il flusso dell’aria (più o meno l’elemento cilindrico e rettangolare.
veloce). Fissate il lungo tubo in metallo al
• Lo spazio a disposizione per lo vostro manico praticando un foro
scambio di calore. nella parte finale del tubo attraver-
• La temperatura dell’elemento so cui far passare una vite di fissag-
riscaldante, e quindi la potenza Figura 4: La stazione finita ed in funzione
gio. Cercate di far entrare il tubo in
della resistenza che, da prove pra- metallo a pressione nel manico del

92 COSTO ZERO
COSTO ZERO

Elenco componenti
Tubo cilindrico saldatore
Lunghezza 15 cm x 2cm di
diametro in acciaio
Resistenza saldatore
Resistenza saldatore da 50-60 W
(di tipo cavo o rettangolare )
Figura 5: Schema interno della penna riscaldante con resistenza cilindrica cava
Alimentatore variabile
(da 5 a 12 v) stabilizzati o
non stabilizzati
Interruttore AC da pannello
220 / 3A
N°2 Tubi in metallo per raccordo
tubo flessibile (sul tappo e sul
pannello frontale)
Lunghezza 3 cm Diametro 0.5 cm
Figura 6: Schema interno della penna riscaldante con resistenza rettangolare N°1 Tubo in metallo per raccordo
tubo flessibile(man ico)
Lunghezza 6 cm Diametro 0.5 cm
vecchio saldatore in modo da sigil- stesso diametro lungo almeno 1.3
lare ogni apertura. Fissate sulla m per il passaggio dell’aria e pro- Tubo flessibile trasparente
Lunghezza 1,5 m
coda del manico con della colla a cedete come segue nel primo test
Diametro interno 0.5 cm
caldo, un piccolo tubo di raccordo della penna. Collegate il saldatore,
in metallo (di qualunque tipo) del alla rete, aspettate 5-10 minuti, Presa AC da pannello
diametro di 0.5 cm lungo 6 cm che provate a porre la punta del vostro 220 /2A per spina saldatore
sarà il collettore per l’ingresso del- nuovo saldatore a 2 cm da un Motorino con ventola
l’aria, eventualmente allargate leg- foglio di carta ed a soffiare legger- 12v/0.3 - 0.5 A
germente la coda del manico. mente all'estremità del tubo in Diametro ventola minimo 5 cm
A questo punto inserite a pressio- plastica, dopo alcuni secondi la Lana d’acciao (20/30 grammi)
ne sul collettore del manico un carta dovrebbe annerirsi, se così è, Del tipo utilizzato per
tubo flessibile in plastica dello siete pronti per costruire la pompa pulizia pentole

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COSTO ZERO 93
COSTO ZERO

Figura 7: La penna finita

Figura 9: Schema interno della stazione

la lana d'acciaio andrà messa, senza te usate la solita colla a caldo per il
Figura 8: Un esemplare con resistenza cilindrica
esagerare, all’interno del buco nor- fissaggio. Tenete presente che la
malmente usato per la punta. quantità d'aria che riuscirete a far
d'aria. Ritengo che con questo tipo di sal- passare nel circuito sarà pari al dia-
Se invece l'aria seppur bollente datori possa anche aumentare l'effi- metro della strettoia più piccola,
non riesce a scurire il foglio entro i cienza del trasferimento termico. dunque assicuratevi di non scende-
5 secondi vuol dire che probabil- Una volta constatato che la vostra re quando è possibile sotto i 0.4 cm
mente: penna “sputa fuoco” funziona pas- di diametro interno. E’ importante
• Avete messo troppa lana e l'aria siamo alla fase successiva. sigillare il più possibile tutto il siste-
non esce a sufficienza. ma dall’ingresso all’uscita onde evi-
• Avete messo poca lana e non si LA POMPA DELL’ARIA tare perdite. Osservate la figura 9
riesce a trasferire il calore. Costruire la pompa d'aria è meno per maggiori dettagli.
• Il percorso dell’aria è ostacolato difficile di quanto sembri. Per realiz- Per alimentare il motorino procura-
da qualcosa (fili troppo grandi, zarla ho riutilizzato il motorino a 12 tevi un alimentatore variabile da 5
nastro isolante, ostacoli vari, volt con ventola di un piccolo asciu- a 12 volt 0.5 A (anche non stabiliz-
ecc.). gacapelli da viaggio. Per realizzare zati, tipo “wall cube” per intender-
• C’è una perdita da qualche parte. un efficiente convogliatore d’aria ci), in modo da poterne variare la
• Vi occorre un elemento riscaldan- procuratevi una bottiglia in PET da velocità, eventualmente potreste
te più potente diciamo 80 W per 66cl che abbia un diametro il più realizzarne uno con l’ormai famoso
il vostro particolare sistema. vicino possibile a quello d’apertura LM317.
dell'asciugacapelli, tagliatela a metà Controllando la velocità del flusso
Nel primo caso sperimentate con la così da formare un piccolo imbuto, d'aria controllerete anche la tempe-
quantità di lana e ricordatevi di inseritelo a pressione nel tubo d’u- ratura, in particolare, maggiore è il
piazzare l'elemento riscaldante il scita dell'asciugacapelli, sigillate il flusso d'aria, maggiore sarà la tem-
più vicino possibile all'uscita. tutto con colla a caldo. peratura e più veloce sarà la dissal-
Provate a fare un po’ di spazio Forate il tappo, della bottiglia in datura.
all’interno del tubo per permettere modo da poterci inserire, meglio se Per il contenitore io ho optato per
il passaggio di una maggiore quan- a pressione, un tubo di metallo una struttura in legno abbastanza
tità di aria. Personalmente non ho della lunghezza di 2-3 cm e diame- spaziosa ricavata tagliando e met-
mai utilizzato un elemento riscal- tro 0.4-0.5, sul quale poi innestere- tendo assieme lastre da 10 cm per
dante del tipo "cavo" ma credo che te il flessibile in plastica da collega- 20 cm, spessore 0.4 cm. Per il pan-
possa funzionare ugualmente bene, re al vostro saldatore, eventualmen- nello frontale ho utilizzato il classico

94 COSTO ZERO
COSTO ZERO

plexiglass, comodo e facile da lavo- blocco della punta. componente per evitarne la rottura.
rare. Ai lati del mobile ho fissato un A proposito, attenti a non direzio-
molla di supporto per saldatori. COLLAUDO nare verso di voi la punta o potreste
Nella parte posteriore del mobile Eccoci alla parte più emozionante il rimanerne scottati!
ho inserito una griglia molto collaudo sul campo.
ampia per un agevole passaggio Per le prime prove utilizzate delle ALCUNE VARIANTI
dell’aria, ricavata da una rete a schede da buttar via, perché certa- Dopo aver realizzato questo progetto
maglia stretta. mente finirete per bruciare compo- e nell’ottica di un continuo migliora-
nenti e circuito stampato. Solo dopo mento sto già tentando di costruire
TEST aver acquisito una certa esperienza di una seconda versione che utilizza
Finito il montaggio iniziate a testare dissaldatura potrete passare al recu- semplicemente un saldatore da 50-
il funzionamento di tutto il sistema pero dei componenti che vi necessi- 60 W di quelli economici con cavità
variando la tensione di alimentazio- tano. interna per la punta. L’idea sarebbe
ne della pompa dell’aria utilizzando Nel procedere con la dissaldatura di utilizzare tutto il saldatore così
il solito foglio di carta. Tenete pre- dovrete stare molto attenti alla com’è coprendo gli eventuali buchi
sente che le prestazioni migliori si distanza della punta dalla superficie presenti sul tubo in metallo e prati-
ottengono alle alte velocità. del componente da dissaldare. Se vi cando un foro verso la parte finale in
Per utilizzare al meglio l’apparec- avvicinate troppo rischiate di brucia- prossimità del cavo di alimentazione,
chiatura occorrerà fissare sull’usci- re il circuito stampato sottostante e inserire un tubo collettore in metallo
ta una adeguata punta in metallo, lo stesso componente, in genere se il nel quale inserire a pressione il flessi-
e qui lascio ampio spazio alla sistema funziona occorrono 3-5 bile per l’aria. La lana d’acciaio ver-
vostra inventiva ma attenzione, secondi per fondere lo stagno sui ter- rebbe inserita all’interno della cavità
evitate dei pezzi troppo lunghi minali. E’ importante notare che per normalmente destinata ad ospitare la
(max 1 cm) e soprattutto evitate dissaldare i chip dovrete passare in punte, ovviamente è necessario che
punte in alluminio od ottone modo circolare su tutti i piedini, aiu- tutto il tubo sia cavo per permettere
(abbassano la temperatura di usci- tandovi per la rimozione con un pic- all’aria di entrare dal manico e uscire
ta) cercate sempre di tenere l'ele- colo giravite piatto e dissaldando un dalla punta. Credo che un sistema
mento riscaldante il più vicino pos- lato per volta. del genere possa essere anche più
sibile al buco di uscita. Inoltre durante la saldatura dovrete efficiente se costruito con criterio, in
sperimentare con la distanza della particolare la resistenza riscaldante
Eventualmente, potete inserire una punta da circuito stampato poiché se dovrebbe essere il più vicino possibi-
sorta di bullone all’interno della siete toppo lontani ci vorrà molto più le all’uscita.
punta che riduce il diametro di usci- tempo per dissaldare il componente, Sperimentare per credere.
ta dell’aria senza raffreddarla, o in definitiva la distanza ideale dovrà A questo punto non mi resta che
ancora se avete riutilizzato il tubo essere stabilita dopo aver acquisito augurarvi buon divertimento e nel-
originale del saldatore fissate all’e- un po’ di pratica. l’attesa di ricevere foto dei vostri
stremità un piccolo tubicino (0.3 Per aiutarvi nella rimozione dei com- prototipi vi do il benvenuto nel
cm diametro x 2 cm di lunghezza) ponenti dalla loro sede potete aiutar- mondo della sperimentazione con i
in rame o acciaio attraverso la nor- vi con un piccolo cacciavite a punta componenti SMT, a presto.
male vite di fissaggio riservata al piatta, stando attenti a non forzare il
RISORSE IN RETE
Per maggiori informazioni sui com-
ponenti, la tecnologia SMD e le tec-
niche di dissaldatura/ consultate on
line il seguente Link:
http://www.geocities.com/vk3em/s
mtguide/smtguide.htm.
Se invece avete bisogno di decodi-
ficare i codici dei componenti anda-
te al sito:
Figura 10: L’interno della stazione Figura 11: Prove di cottura
http://www.geocities.com/vk3em/s
mtguide/smtguide.htm.

COSTO ZERO 95
INWARE-impaginato 9-02-2004 12:06 Pagina 113

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DEVICE NETWORKING
In collaborazione con: SENA TECHNOLOGIES

EMBEDDED L’INTERFACCIAMENTO
INTERNET DEI DISPOSITIVI SERIALI

Sessione Pomeridiana (14.00-18.00)


ALLE RETI LAN
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apprendere nozioni sulla configurazione Il corso permetterà al partecipante di
ed integrazione dei dispositivi apprendere nozioni sulla configurazione ed
Sena Technologies (www.hellodevice.it) integrazione dei dispositivi Sena Technologies
serie HD1x00, Serie Super SS110, SS400, SS800 (www.hellodevice.it) serie Lite, Pro, STS, VTS.

Argomenti principali della sessione: Argomenti principali della sessione:


• problematiche di connessione di apparecchiature • la conversione Seriale/Ethernet semplice ed economica
e dispositivi elettronici alle reti TCP/IP • bridge di dispositivi seriali mediante LAN
• i micro web servers Sena Technologies ed • interfacciamento di dispositivi con diversi livelli di
i loro possibili campi di applicazione integrazione (dal modulo all’apparato multiporta)
• tecniche per il controllo remoto e via web • il console management
• domande e risposte • domande e risposte

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Da compilarsi in ogni sua parte ed inviare via fax al n. 02 66508225 o per e-mail ad academy@inware.it
È possibile iscriversi online all’indirizzo www.inware.it/academy

Evento di*: ❑ Roma ❑ Milano ❑ Padova ❑ Torino

Nome e Cognome Azienda

Via Cap Città Prov.

Tel. Fax E-mail

Sessione Workshop:
❑ Mattutina (€ 99,00 + Iva compreso un sistema HD1100)
❑ Pomeridiana (€ 99,00 + Iva compreso un sistema LS100)
Firma
❑ Entrambe (€ 189,00 + Iva compreso un sistema HD1100 e un LS100)

Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi della Legge 675/96

*Seguiranno dettagli sulle date degli eventi (I Workshop si terranno nei mesi di Marzo/Aprile 2004)
e sulle modalità del saldo della quota di partecipazione
BioQuadraPod un robot
a quattro gambe:
realizzazione pratica
(prima parte)

Manuale semiserio
di robotica:
comunicare con il robot
(terza parte)
ROBOMANIA

BIOQUADRAPOD UN ROBOT
A QUATTRO GAMBE
REALIZZAZIONE
prima parte
PRATICA
di Luigi Carnevale
luigi@robot-italy.com

I Rover, ovvero i Robots su ruote sono indubbiamente molto pratici e veloci, ma niente
è più affascinante di un Robot Legged, molto probabilmente perchè ricorda e imita
il comportamento degli animali e nel caso dei bipedi, quello umano!

PERCHÈ UN LEGGED? dalle sembianze umane che deam- /projects/nico.htm). È un sito molto
I Robots Legged sono i Robot che si bulano su due gambe, salgono scale interessante come è interessante la
spostano mediante l’uso di gambe. e giocano a calcio. Sfruttando, inve- loro idea di realizzare un Legged bio-
I Legged sono più lenti dei Rover, i ce, un numero maggiore di gambe, morfico abbastanza inedito, che
robot con le ruote; però sono quasi è possibile contare su un equilibrio e avesse la capacità di muoversi come
inarrestabili, spesso sono in grado una forza maggiori, sono state un cane, un gatto o un altro quadru-
di superare situazioni in cui i Rover costruite macchine per il taglio e il pede. Nel loro sito c’è anche uno
si fermano inesorabilmente. I carico della legna che usano sei studio sulle tecniche usate dai qua-
Legged, infatti, non avendo proble- gambe per spostarsi, tra i boschi, sia drupedi per camminare e per esegui-
mi di trazione, possono camminare per avere maggiore agilità e sia per- re gli atteggiamenti più comuni.
su superfici scivolose come fango o chè in questo riducono notevolmen- Questo studio è piuttosto importan-
neve; anche un pavimento ciottola- te i danni ambientali nei confronti te in quanto i Robot a quattro
to, che metterebbe a dura prova delle ruote o dei cingolati. gambe sono piuttosto instabili e
moltissimi Rover, per un Legged è In Giappone si svolge il campionato richiedono un movimento abbastan-
un’impresa facilissima. È in queste Robo One che consiste in una sfida za preciso per non trovarsi all’im-
condizioni che il Legged sfoggia tra Robot antropomorfi, alti circa provviso senza equilibrio, questo
tutta la sua superiorità e i Rover 25cm, che combattono a colpi di fenomeno è pressoché inesistente in
stanno a guardare. kung fu radiocomandati dal loro alle- Robot a sei o otto gambe in quanto,
Inoltre i Legged hanno un aspetto natore! almeno tre gambe, toccano sempre
molto simile al mondo animale, sono il pavimento creando una situazione
appunto biomorfici, e questo confe- CARATTERISTICHE DEL di grande equilibrio e stabilità. Per
risce al Robot un fascino molto parti- BIOQUADRAPOD contro aumentano il costo del
colare. Vedere un Robot bipede Volevo realizzare un Robot Legged Robot, probabilmente anche della
come il dinosauro Trudy, sviluppato che fosse economico, versatile e logica di controllo e sicuramente il
al MIT, mentre muove i suoi primi soprattutto facile da realizzare. consumo di corrente e quindi l’auto-
passi è veramente emozionante, Cercando su Internet sono capitato nomia.
sembra di vedere un animale vero. sul sito della Oricom Technologies e Le principali caratteristiche del
Anche la Sony, la Honda e altri colos- più precisamente sulla pagina di nostro BioQuadraPod, riassumendo,
si Giapponesi hanno creato Robot Nico (http://www.oricomtech.com- sono le seguenti:

98 ROBOMANIA
ROBOMANIA

include una grande crociera a disco È utilissimo quando si usano, come


• Quattro gambe che fa proprio al caso nostro, dopo nel nostro caso, parecchi servoco-
• Otto servocomandi capirete il perchè! mandi e si vuole lasciare il microcon-
• Un Serial Servo Controller Di questi servocomandi ne occorro- trollore libero per eseguire altri com-
• Un Microcontrollore BX24 no otto. piti, come la gestione dei sensori e la
• Una batteria da 7.2V 600mAh logica comportamentale. Quello che
al NiCd Per fare il telaio ho rimediato una vedete nella foto è il Pololu 8SSC
scatola in plastica, rettangolare, di senza connettore DB9, questo è
Andiamo ad esaminare i vari compo- 145x80x38mm voi potete anche opzionale e serve soltanto nel caso in
nenti iniziando da quello fondamen- usare una scatola diversa, più grande cui sia necessario connetterlo ad un
tale: il servocomando. oppure più piccola, lo spessore con- PC, dal momento che il nostro pro-
Ho scelto il classico Futaba S3003, è siglio di non farlo inferiore ai 35mm. getto prevede il controllo da parte
un servo standard, è economico ma
con un ottimo rapporto qualità prez- Servono poi un commutatore e un
zo. È caratterizzato da una buona connettore per l’alimentazione, oltre
precisione e una coppia discreta, per ad un LED ed una resistenza da
il nostro progetto è perfetto. Inoltre 1Kohm. Questi componenti sono
viene venduto con il kit accessori che opzionali, tuttavia sono consigliati.

Per pilotare i servi ho pensato di uti-


lizzare il Serial Servo Controller da 8
Servi della Pololu, è un oggetto
molto interessante, è sufficiente dare
un comando seriale indicando il
numero del servo e la posizione e lui Figura 6: Il Famoso SRF04 della Devantech

provvede ad eseguire il comando


generando il relativo impulso PWM e
mantenendolo fino a nuovo ordine.
Figura 1: Il servo Futaba S3003 e la crociera grande

Figura 4: Il Pololu 8 Serial Servo Controller Figura 7: Le due batterie della GP che
provvedono all’alimentazione
Figura 2: il contenitore

Figura 3: il commutatore e il connettore


Figura 5: La SimpleBoard equipaggiata con il BX24 Figura 8: Il LED con la resistenza da 1K saldata
dell’alimentazione

ROBOMANIA 99
ROBOMANIA

Veniamo al cervello del nostro


Robot, il microcontrollore. Ho affida-
to questo importante compito ad un
BX24, un microcontrollore della
famiglia BasicX che molti lettori di
Fare Elettronica già conoscono bene.
È un microcontrollore programmabi-
le in un Basic molto simile al
Figura 9: Foratura del contenitore VisualBasic di Microsoft™ , è quindi
di facile e veloce apprendimento,
questo è ottimo in quanto permette Figura 11: Collegamento delle batterie
un rapido sviluppo del software e un
altrettanto veloce debugging. A dire
il vero il BX24 sarebbe perfettamen-
te in grado di pilotare gli 8 servi,
però in questo modo il programma
diventerebbe piuttosto lungo e com-
plicato e bisognerebbe ottimizzare
bene le risorse per poter implemen-
tare sensori come una bussola per la Figura 12: Ecco come appare il pannello dopo
l’installazione dei tre componenti
navigazione o un sensore ad infra-
rosso, etc.
Figura 10: Montaggio del connettore, del led
Il BX24 è stato alloggiato nella
e del commutatore SimpleBoard, una basetta apposi-
tamente realizzata dalla Robot
del microcontrollore non ho ritenuto Italy, che consente una facile
necessario installarlo. Poi però, riflet- implementazione dei microcon-
tendoci, ho deciso di montarlo, ci trollore di tipo “Stamp”, ovvero il
sono dei comodi programmini sotto Basic Stamp e il BX24 e altri pro-
Windows che consentono la movi- dotti simili. La SimpleBoard possie-
mentazione dei servi e ci permette- de un circuito di regolazione e fil- Figura 13: Montaggio delle basette sul contenitore

ranno di individuare più facilmente i traggio della corrente che permet-


parametri per programmare il te di alimentare in tutta sicurezza il un sensore, per questo delicato
microcontrollore. Una peculiarità microcontrollore e di fornire fino a compito mi sono affidato all’inso-
del controller della Pololu è la possi- 1A di corrente alle periferiche stituibile SRF04 della Devantech, è
bilità di funzionare in emulazione esterne, molto comodo quando si un sensore ad ultrasuoni in grado
del MiniSSCII che è un diffusissimo usano altre logiche, come in que- di misurare distanze da 3 a 300
Serial Servo Controller, su Internet ci sto caso, oppure si sta lavorando centimetri con una buonissima
sono centinaia di programmi free- su una breadboard. Il circuito di sensibilità e selettività. È assistito
ware per questo controller e posso- regolazione della tensione, tutta- da un microcontrollore e quindi le
no essere usati anche per il Pololu! via, non è strettamente necessario, funzioni di rilevamento della
Quando il controller Pololu funziona infatti il BX24 è già equipaggiato distanza sono notevolmente facili-
in modalità proprietaria, ha molte del suo regolatore e quindi la tate, è sufficiente inviare un impul-
utilissime funzioni in più come la SimpleBoard può anche essere so con il BX24 e misurare il tempo
gestione della velocità dei servi, una usata come un economico e fun- di ritorno per calcolare la distanza
maggiore velocità delle comunica- zionale sistema per equipaggiare dell’eventuale oggetto o ostacolo
zioni seriali, la possibilità di settare la un Robot o un dispositivo, permet- che ci sta davanti. A differenza
posizione neutrale, eccetera, per tendo la facile rimozione del solo della maggior parte dei sensori
contro si perde la compatibilità con microcontrollore nel caso servisse all’infrarosso, questo è totalmente
lo standard MiniSSCII e i comandi di doverlo usare su vari dispositivi. immune alle variazioni di luce e di
seriali diventano leggermente più colore ovvero di riflettività delle
complessi. Già che c’ero ho installato anche varie superfici.

100 ROBOMANIA
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L’alimentazione è fornita da una cop- del regolatore da 6V per i servoco- Possiamo ora montare le basette, io
pia di batterie della GP da 3.7V mandi, vicino al SSC. ho usato dei distanziali metallici da
600mAh collegate in serie, fornisco- Poi ci rimangono i fori per il connet- 20mm di altezza e delle viti da 3MA
no 7.4V a 600mAh, sono abbastanza tore di alimentazione, da 6mm va da 10mm di lunghezza. Ricordatevi
sufficienti per una buona autonomia, bene, il LED e il commutatore, per la di fissare ora il distanziale femmina
naturalmente potete usare la batteria posizione e la dimensione di questi che servirà per il regolatore da 6V, a
a voi più consona magari di ampe- ultimi lascio a voi la scelta. Io li ho meno che non abbiate scelto un
raggio superiore oppure di peso e installati sulla parte superiore per sistema differente.
dimensioni ridotte come le batterie non intralciare le gambe del Robot.
al litio, etc. L’importante è che il vol- Ho inoltre deciso di alimentare le Passiamo ora alla creazione delle 4
taggio sia superiore a 7V per per- logiche ed i servi utilizzando uno spi- asole idonee ad ospitare i quattro
mettere ai regolatori di fornire una notto da connettere sullo stesso con- servocomandi. Pratichiamo alle 4
tensione di 5V alle logiche. Io ho nettore che serve per la ricarica delle estremità del contenitore, delle asole
scelto questo tipo di batterie per tre batterie. da 41mm di larghezza e rifiniamole
motivi principali, entravano perfetta- bene con la lima o la carta vetrata.
mente nel contenitore, le ho prese in Adesso possiamo montare il connet- Piazzate il servo e tracciate con una
offerta ad un prezzo veramente tore di alimentazione, infilate lo spi- matita da 0.5mm i fori, forate le trac-
basso, sono ricaricabili e quindi eco- notto, mettete una goccia di adesivo ciature con una punta molto piccola,
logiche ed economiche. cianoacrilico (Attack) e connettete, diciamo da 1mm. I servi vengono
dal lato posteriore, la presa, in que- forniti con delle viti autofilettanti,
Infine procuriamoci un LED e saldia- sto modo otterrete un ottimo cen- volendo potete praticare i fori diret-
moci una resistenza da 1K in serie al traggio. Fate attenzione a non incol- tamente con queste, dipende dalla
positivo. lare anche lo spinotto, ruotatelo di durezza del contenitore.
tanto in tanto fino ad asciugatura
Abbiamo terminato con la presenta- completa. Non mettete troppa colla Se avete intenzione di mettere qual-
zione dei componenti principali del altrimenti si asciuga dopo troppo cosa davanti al Robot (o dietro), vi
Robot ed è venuto il momento di tempo. Montate anche il commuta- consiglio di farlo ora, prima di mon-
assemblare il tutto per dare vita al tore e il LED. Saldate il led alla presa, tare i servi. Io ho messo due distan-
nostro BioQuadraPod! Vedrete che ci in questo modo rimarrà fermo, ziali da 20mm per il montaggio del
vorrà pochissimo tempo ed il risulta- volendo mettete una goccia di adesi- sensore SRF04.
to sarà molto soddisfacente! vo anche sul LED.
Possiamo procedere con il montag-
LA REALIZZAZIONE PRATICA Collegate le batterie in serie, positivo- gio dei servi, montate anche i gom-
Consiglio, prima di iniziare la costru- negativo e negativo-positivo, poi col- mini forniti a corredo, limiteranno lo
zione, di leggere tutto l’articolo, in legate il negativo del pacco ottenuto stress e allungheranno la vita dei ser-
questo modo avrete una visione più al negativo del connettore e il positi- vocomandi. I servi vanno montati
chiara dell’insieme e, volendo, potre- vo sul centrale dell’interruttore. Infine come nella figura 16.
te introdurre eventuali modifiche per collegate un ramo dell’interruttore sul
adattare i vostri componenti o per positivo del connettore, nella figura
adottare soluzioni differenti. 10 il positivo è quello dove è collega-
Iniziamo con la foratura del conteni- ta la resistenza del LED.
tore, serviranno 2 fori da 3.2
(3.5)mm per il fissaggio del Serial
Servo Controller (SSC), un’asola da
almeno 12x6mm sotto la basetta del
SSC, servirà per il passaggio dei
cavetti degli otto servi. Io l’ho realiz-
zata facendo due fori con una punta
da 6mm e poi li ho uniti con una pic-
cola lima.
Altri 2 fori per il fissaggio della Figura 14: Creazione delle asole e dei fori
sul contenitore Figura 15: Predisposizione del sensore anteriore
Simpleboard, un foro per il fissaggio

ROBOMANIA 101
ROBOMANIA

Ora ci attende un lavoro di precisio- sente la foto di figura 18, il servo piede. Calcolate, riferendovi alla
ne. Dovremo forare la crociere gran- esterno si trova completamente ruo- figura 19, che il piede deve poter
de, da 35mm di diametro, come tato in senso orario, è libero di ruo- fare almeno 90° in entrambe le dire-
riportato nello schema di figura 17, tare in senso antiorario per 180°, zioni.
le misure sono espresse in millimetri, tutti gli altri servi seguono la stessa Numerate i servi e i loro cavetti come
cercate di essere più precisi possibile. logica. Potete procedere nel fissag- nello schema di figura 22, questo
Potete disegnare lo schema con un gio dei servi esterni alla crociera uti- sarà essenziale in fase di program-
CAD, stamparlo e incollarlo sulla cro- lizzando delle fascette come rappre- mazione per la facile individuazione
ciera per poi forare con una punta da sentato nelle Figure 18 e 19. dei servocomandi.
3 a 3.5mm. Attenti alle dita!
Ora ci servono i piedi! Io li ho realiz- Ora dovrete far passare tutti i cavet-
Una volta forate le quattro crociere zati utilizzando del filo rigido di rame ti dei servocomandi nell’asola, per
potete montarle sui servi, tenete pre- da 7mmq, quello che si usa spesso tutta la loro lunghezza, provvedere-
per i Legged BEAM, l’ho fissato con mo in seguito ad accorciarli.
del filo sottile di acciaio inox e l’ho Cercate di fare un lavoro ordinato
provvisto di un terminale in gomma per evitare strappi e tagli ai cavetti
antiscivolo. stessi. Se la basetta del SSC vi da
Naturalmente anche per questa fastidio la potete momentaneamen-
soluzione potrete inventare il sistema te togliere. Appena fatto, rimontate
che vi piace di più. La lunghezza del
piede, dal centro della crociera, è di
55mm. Anche qui ricordate di orien-
tare bene i servi prima di fissare il
Figura 16: Montaggio dei servocomandi

Figura 19: Un altro dettaglio del fissaggio Figura 21: Vista d’insieme del Robot con i
del servo esterno servocomandi installati
Figura 17: Schema di foratura della crociera
da 35mm

Figura 22: Schema di numerazione dei


servocomandi, la freccia indica la
Figura 18: Fissaggio del servo esterno alla Figura 20: Fissaggio del piede con del filo direzione di marcia e quindi la
crociera mediante fascette in plastica di acciaio inox parte anteriore del Robot

102 ROBOMANIA
ROBOMANIA

la basetta e collegate i connettori “ordinatamente” i vari cavetti e le comunque prendete bene le misure,
seguendo la numerazione, non batterie per fare in modo meglio più lungo che più corto.
preoccupatevi, per il momento, del che il contenitore si possa chiudere
disordine (figura 23). senza danneggiare niente. Cominciamo mettendo della guaina
Ora che i cavi sono connessi, biso- termoretraibile sul regolatore che
gna fare ordine, procedete tirando È la volta del regolatore di tensione abbiamo fatto prima, per scongiura-
dalla parte posteriore del pannello, per i servi (figura 26). Ho scelto un re eventuali contatti indesiderati
ogni singolo cavo, il più possibile. 7806 che mi garantisce una tensione (figura 28).
Mettete una fascetta a tenere il fascio di 6V, questo conferisce ai servi una
di cavi in modo da fissarli, come in buona potenza salvaguardandoli, Prima di saldare tutti i cavi, dobbia-
figura 24. Ora il groviglio si è sposta- comunque, da sovratensioni. La mo avere l’accortezza di infilare un
to sotto, in compenso fuori è ordina- potenza dissipata da questo regola- pezzo di guaina grande sul cavo
to! tore è risultata più che sufficiente al doppio del regolatore e due pezzi di
Ora munitevi di pazienza e sistemate funzionamento contemporaneo guaina più piccola su ognuno dei
degli otto servocomandi. Saldiamo due conduttori. Procediamo alla sal-
“in aria” due condensatori tra in-gnd datura di tutti e tre i cavi, positivo
e gnd-out, i valori sceglieteli voi, con positivo e negativo con negati-
10/100uf vanno benissimo. vo. A saldatura ultimata applicare le
Saldiamo anche un paio di cavi per
l’uscita e un cavo all’ingresso, riferi-
tevi alle figure se avete dei dubbi.

Per completare il cavo di alimenta-


zione bisogna aggiungere un con-
nettore per la presa di alimentazione
e un connettore per la SimpleBoard
Figura 23: I cavetti dei servi appena connessi entrambi con uno spezzone di filo
della lunghezza idonea a collegarli
tutti, 7-8cm dovrebbero bastare,
Figura 28: Il regolatore da 6V completato con
la guaina

Figura 24: Il groviglio dei cavetti dei servocomandi Figura 26: La preparazione del regolatore di
e la fascetta che li fissa tensione da 6V per i servocomandi Figura 29: La preparazione alla saldatura dei cavi

Figura 25: Ecco come appaiono i cavetti una Figura 30: I cavi saldati e completati con la
volta ordinati Figura 27: I componenti del cavo di alimentazione guaina termoretraibile

ROBOMANIA 103
ROBOMANIA

ne alla SimpleBoard e lo spinotto


alla sorgente di alimentazione sul
contenitore, nonché l’uscita a 6V
del regolatore all’apposita alimen-
tazione dedicata ai servi sul SSC.

Completiamo il cablaggio prele-


vando, con un cavetto bipolare,
l’alimentazione di 5V dalla
SimpleBoard e collegandola alla
basetta SSC. L’ultimo cablaggio
Figura 31: Fissaggio del regolatore da 6V
al contenitore Figura 32: Cablaggio dell’alimentazione che dobbiamo fare, per il
momento, è il collegamento
guaine piccole e dopo con quella Questa soluzione è comoda perchè seriale. Possiamo prelevarlo da
grande racchiudere il tutto. Riferitevi funge anche da dissipatore e in uno qualsiasi dei 16 pin di uscita
alle figure 29 e 30 per una migliore futuro può essere reso più efficien- del BX24 poi da programma ci
comprensione. te aggiungendo un distanziale più riferiremo al pin dal quale lo
Una volta terminato il cavo possia- grande o una sorta di aletta di allu- abbiamo prelevato.
mo fissare il regolatore da 6V al minio o altro materiale idoneo alla Consiglio di non usare i Pin ADC
contenitore, sull’apposito distan- dissipazione del calore. del BX24 in quanto sono preziosi
ziale che abbiamo previsto prima per la gestione di sensori e altri dis-
(figura 31). Possiamo connettere l’alimentazio- positivi che richiedono questa

Il BioQuadraPod completato

104 ROBOMANIA
ROBOMANIA

quanto è una cosa delicata e dob-


biamo avere molto spazio per poter
approfondire i concetti.

Nel prossimo articolo spiegherò il


funzionamento del SSC e faremo
un semplicissimo programma con il
BX24, giusto per far muovere qual-
che passo al nostro Robot, poi starà
a voi implementare nuovi compor-
tamenti e atteggiamenti. Sul sito
Figura 34: Installazione del sensore ad www.robot-italy.net troverete alcu-
Figura 33: La cablatura è terminata ultrasuoni SRF04 ni video del BioQuadraBot e il pro-
gramma di esempio per il BX24, se
caratteristica. Io l’ho collegato al Finalmente il nostro BioQuadraPod non vedete l’ora di mettere in azio-
Pin 5. è pronto! Nelle foto dalla 35 alla 37 ne il vostro Robot correte a scarica-
potete osservare il Robot in alcuni re il programma!
Se avevamo deciso di installare il dei suoi atteggiamenti. Ora non
sensore ad ultrasuoni, ora lo pos- resta che fare gli ultimi controlli e
siamo montare sull’apposita predi- passare alla programmazione del Per ulteriori informazioni
sposizione come rappresentato in microcontrollore. Di questo ce ne Visitare il sito:
figura 34. occuperemo la prossima volta in www.robotitaly.com

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ROBOMANIA 105
ROBOMANIA

MANUALE SEMISERIO DI ROBOTICA


COMUNICARE
terza parte
CON IL ROBOT
di Marco Fabbri
marnic@roboitalia.com

Dovrebbe essere evidente che un Robot ha la necessità di comunicare, se non lo fa con


l’uomo, lo farà con un PC o quantomeno con i suoi sensori, il microprocessore per pren-
dere decisioni deve infatti interfacciarsi con il mondo esterno.

Detto questo parliamo dei prin- desidera? Ecc. ecc. sione: mezzi fisici, tipo dei
cipi della comunicazione. C’è poi il contenuto della telefona- segnali trasmessi. A questo
Quando due corrispondenti devo ta che, per essere inteso, ha di livello si parla di segnali elettri-
comunicare tra loro occorre che solito bisogno di seguire le regole ci, cavi/fili di connessione, con-
si intendano correttamente del normale modo di pensare. nettori, tipi di interfaccia, velo-
(scontato? …..se lo dite voi). Insomma un sacco di convenzioni. cità di trasmissione,…

Perché si intendano occorre sta- Osserviamo però che la comuni- 2 Livello LINEA: comprende le
bilire delle regole di comunica- cazione avviene per livelli: c’è il specifiche di come i segnali
zione comuni: chiamiamo PRO- mezzo trasmissivo (cavo, descritti al livello 1 sono orga-
TOCOLLO di comunicazione l’in- radio,…), il tipo di segnali che si nizzati in simboli, i simboli in
sieme delle regole che appunto inviano attraverso il mezzo, il messaggi e definisce le regole
regolano lo scambio di informa- modo in cui si usano i segnali per per ottenere un efficace scam-
zioni tra i corrispondenti. formare un messaggio e il loro bio di messaggi fra i corrispon-
Tanto per fare un esempio, pen- significato, il modo per assicu- denti. A questo livello si parla
siamo ad una telefonata fra due rarsi che il messaggio sia arrivato di codici, caratteri di controllo,
persone; bisogna sapere il nume- al corrispondente e correttamen- blocchi di dati, pacchetti,…
ro del corrispondente, ci sono te interpretato, in caso contrario Spesso è quel livello che si
delle regole per trovarlo consul- ripeterlo. intende quando si parla sem-
tando l’elenco telefonico. È convenzione allora dividere le plicemente di protocollo.
Bisogna eseguire la chiamata regole, cioè il protocollo, in livel-
telefonica: ci sono delle regole li che rispecchino i diversi aspet- 3 Livello RETE: comprende le
precise per effettuarla, (alzare la ti della comunicazione. specifiche che regolano lo
cornetta, attendere il segnale, scambio di messaggi quando
comporre il numero, …). L’ISO ha introdotto sette livelli di esiste più di un solo possibile
Una volta stabilita la connessio- “intesa” e relative “regole”. corrispondente e questi sono
ne, occorre avere un linguaggio Non in tutti i sistemi sono neces- collegati tra loro con una rete.
comune per intendersi, ad esem- sari tutti e sette, noi affrontere- A questo livello si parla di
pio l’italiano. mo i 4 che normalmente sono i punto punto, multipunto, indi-
C’è una regola per rispondere: più usati. rizzi,… Spesso i livelli 2 e 3
…pronto chi parla? … sono vengono trattati insieme.
XXX… non ho capito, può ripe- 1 Livello FISICO: comprende le
tere? … XXX … ho capito, cosa specifiche fisiche della connes- 4 Livello APPLICAZIONE: riguar-

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ROBOMANIA

da lo scambio dei messaggi fra due apparecchiature tipo PC, è re l’inizio e la fine di un caratte-
i programmi che “girano” sulle chiaro che il TXD di uno deve re con uno START bit e uno STOP
macchine che stanno comuni- essere collegato al RXD dell’altro bit: questo permette di lasciar
cando tra loro attraverso i livel- e viceversa mentre i due GND scorrere un tempo arbitrario tra
li 1, 2 e 3. I tipi di messaggi e vanno collegati tra loro. Per due caratteri. Ad ogni carattere è
le regole sono strettamente quanto riguarda la RS232 vi invi- possibile poi aggiungere altri bit
connessi all’applicazione, per to a consultare anche la rete, ci di controllo ad esempio la “pari-
esempio nel caso di un Robot il sono tantissime informazioni a tà”, questo tipo di controllo è un
programma sarà interessato a riguardo. po’ in disuso in quanto si preferi-
gestire il movimento e le rego- sce fare un controllo a livello
le saranno adeguate a questo. L’insieme dei tre fili costituisce linea.
il canale di comunicazione.
Faremo un’analisi pratica di ogni Siccome su un filo viaggiano i All’interno di un carattere devo
livello (se vi siete stancati ditelo). segnali in trasmissione e sull’al- poter riconoscere i singoli bit e
tro quelli in ricezione, la comuni- per fare questo è sufficiente
LIVELLO FISICO: cazione può avvenire contempo- sapere quanto dura un bit, già e
COLLEGAMENTO VIA CAVO raneamente: questo tipo di colle- quanto dura un bit? Eccola qua
È possibile mettere in comunica- gamento viene di solito chiama- la velocità di trasmissione, ogni
zione due dispositivi attraverso to Full Duplex. volta che vi connettete alla rete,
una connessione elettrica ad Questa è una caratteristica della il vostro modem e quello del
esempio attraverso la classica linea, può essere però che a livel- provider negoziano per un po’
RS232 (la seriale del PC). li successivi vi siano restrizioni per mettersi d’accordo sulla
diverse e quindi la comunicazio- velocità di trasmissione, ipotiz-
La RS232 specifica i livelli elettri- ne avvenga in modo Half ziamo di avere 300bit al secondo
ci dei segnali da usare, il tipo di Duplex (è anche il caso normale (baud) un bit non potrà che
connettore, una serie di fili per di una telefonata, uno parla e durare 1/300 secondi, è quindi
trasmettere e ricevere serialmen- l’altro ascolta). questo il modo in cui il sistema
te dei segnali digitali, e una serie che riceve distingue un bit dal-
di fili per controllare un I dati vengono trasmessi serial- l’altro.
MODEM; il modem altro non è mente cioè un bit dopo l’altro.
se non un apparecchio in grado Visto che ogni bit può assumere Parlando di velocità è necessario
di trasformare questi segnali solo due valori (0 e 1) si usano sapere cosa e quanto posso tra-
digitali in analogici e viceversa, due livelli elettrici di tensione, smettere in un determinato
questo al solo scopo di aumenta- un livello corrisponde a zero e tempo, sarebbe infatti stupido
re in modo indefinito la portata l’altro a uno. Per l’interfaccia interrogare il Robot ogni millesi-
(distanza), nel caso si colleghino standard RS232 il livello 1 corri- mo di secondo se per farlo devo
tra loro delle macchine con sponde a –12V e il livello 0 a inviare comandi a 300baud. Se
distanze inferiori ai 15m possia- +12V. ipotizziamo di trasmettere 8 bit
mo fare a meno del modem e in per carattere più 2 (Start e Stop)
questo caso potremo fare uso di Nel nostro canale inviamo un bit e il comando da inviare è lungo
solo 3 fili (modo chiamato alla volta, questi bit però nor- 10 caratteri (da 8+2bit cadauno)
“senza handshake”). malmente vengono raggruppati avremo che al massimo e solo
Di questi tre fili, due vengono in caratteri. Un carattere è un teoricamente ci servirà un terzo
usati per convogliare i segnali da insieme di bit a cui è associato di secondo per comunicare il
e per l’interlocutore e uno serve un preciso significato; ASCII è un comando, se a questo aggiun-
come riferimento comune per i tipo di regola che da un signifi- giamo che il Robot dovrà elabo-
livelli dei segnali. cato a gruppi di bit. rare quanto ricevuto, confermare
Significato del gruppo di bit a e quindi cominciare ad eseguire,
I tre fili sono chiamati TXD (tra- parte, deve esserci la possibilità avremo un idea dei limiti che
smissione dati), RXD (ricezione di riconoscere un carattere dal abbiamo (diversi ovviamente se
dati) e GND (ground o massa); successivo o dal precedente, un trasmettiamo a 56kbaud); abbia-
ora nel caso in cui si connettono metodo usato è quello di marca- mo detto anche teoricamente in

ROBOMANIA 107
ROBOMANIA

quanto abbiamo ipotizzato che PC viene chiamato DTE e il re, non è un errore, semplice-
la trasmissione avvenga senza modem DCE e che nei DCE i ter- mente in una struttura
errori e quindi senza bisogno di minali TXD e RXD sono riferiti al Master/Slave di cui parleremo si
ripetere e, non abbiamo detto DTE (in pratica il TXD del PC va può pensare che le risposte siano
che il tempo tra un carattere e il collegato al TXD del modem e preordinate e quindi si sappia a
successivo è arbitrario e dipende così anche per RXD). priori in base alla domanda
dal sistema in trasmissione, ecco quanti siano i caratteri di rispo-
perché tra l’altro questo sistema LIVELLO LINEA: sta, in questo caso è inutile spre-
viene detto asincrono. PROTOCOLLO DI LINEA care tempi e risorse HW (hard-
Il livello di linea o LOGICO è ware) e SW (software).
LIVELLO FISICO 2: quello che si incarica di presiede-
COLLEGAMENTO VIA RADIO re al buon invio di un pacchetto LIVELLO RETE
Avere un Robot con un cordone di dati, o messaggio fra i due Anche semplicemente due PIC
ombelicale ne limita molto le corrispondenti. costituiscono una RETE e se invio
possibilità, ecco che volendo il il comando a quello sbagliato…
collegamento tra PC e Robot può Questo livello include le specifi- ok è chiaro.
essere fatto via etere, in rete vi che della forma in cui il nostro Il modo migliore e universalmen-
sono alcuni prodotti già pronti, messaggio verrà inviato, normal- te usato è quello di dare un indi-
non sono altro che dei modem mente chiamato pacchetto, le rizzo o identificativo che manco
dotati di ricetrasmittente. tecniche di rilevazione degli a dirlo è numerico tipo 01, 02,
errori di ricezione e la loro corre- 03 ecc. inoltre si deve stabilire
Per utilizzare dei modem e per zione. chi comanda.
farlo con velocità decenti è È importante sottolineare che a Nel caso di un PC che gestisce
necessario prevedere di utilizzare questo livello non importa il con- via rete un Robot potrebbe
quei collegamenti specifici che tenuto o il significato del mes- comandare proprio il PC
avevamo tralasciato prima, al di saggio ricevuto o trasmesso che (Master) e gli altri PIC essere
là delle caratteristiche di questi invece riguarda il livello successi- quindi Slave; in un caso simile è
segnali (ampia la documentazio- vo (livello applicazione). Ci si sempre il Master ad interrogare e
ne in rete) questi servono per preoccupa soltanto del corretto gli Slave possono solo risponde-
dare tempo e modo al modem di inoltro del messaggio. re, ecco perché sarebbe di fatto
fare la conversione. A questo livello si deve dare una inutile l’invio del numero di
struttura al messaggio, ipotizzia- caratteri da parte dello Slave (se
In realtà nel caso di comunica- mo di avere anche una rete (ne chiedo allo Slave “dammi lo
zione radio esistono due inter- parleremo tra un attimo), un’i- stato motore”, lo Slave può solo
facciamenti ma il canale in radio potetica struttura potrebbe esse- rispondere “marcia” o “fermo”
frequenza è normalmente tra- re la seguente: cosa che si tradurrà con un solo
sparente all’utente e quindi non bit a 1 o 0.
ne parliamo (felici eh?), diremo Comunicazione PC > Robot
solo che a meno di utilizzare • Numero caratteri da trasmettere LIVELLO APPLICAZIONE
moduli complessi che lavorano • Identificativo Slave Qui dobbiamo decidere cosa
su frequenze distinte potremmo • Messaggio dire, è chiaro che il contenuto
trovarci nella situazione che rice- • Codice controllo errori del messaggio varia di volta in
zione e trasmissione non sono volta e la decisione è solo di chi
possibili in contemporanea e Comunicazione Robot > PC fa il SW.
quindi avremo un sistema Half • Identificativo Slave
Duplex. • Messaggio Dovendo gestire dei motori o
• Codice controllo errori sensori, il cosa dirci sarà riferito
Abbiamo detto che in caso di alle grandezze in gioco, in gene-
interfaccia RS232 Modem è È solo un’idea anche se valida, rale è chiaro che le informazioni
doveroso utilizzare altri segnali, notate che nella comunicazione di tipo digitale (on/off) potranno
anche qui diremo poche cose, in Robot > PC non è stato previsto essere gestite in un solo bit e
particolare si deve sapere che il il numero caratteri da trasmette- quindi visto che non possiamo

108 ROBOMANIA
ROBOMANIA

trasmettere meno di un carattere velocità, spazio, direzione re informazioni dalla ricezione di


per volta (normalmente 8 bit > • Robot > PC: Ricevuto 01000010, ecco come si fa…
1Byte) possiamo pensare di rag- • PC > Robot: Start
gruppare almeno 8 segnali digi- È vero che riceviamo i bit ma poi
tali (che però dovranno far capo Qui il PC attende il tempo di a livello applicazione il tutto
ad un unico Slave). esecuzione e quindi: viene ricevuto come un caratte-
re, così come sarà necessario
Facciamo un esempio: abbiamo • PC > Robot: Dammi stato specificare un carattere per tra-
un PIC che gestisce due motori i motori smettere una determinata
quali hanno ognuno due finecor- • Robot > PC: un byte come sequenza di bit.
sa (uno avanti e l’altro indietro), sopra, Passi encoder Per ogni linguaggio di program-
il Master potrebbe chiedere mazione esistono specifici
“dammi lo stato motori” e lo Qui il PIC risponde con un nume- comandi per convertire un bina-
Slave rispondendo con un solo ro di passi encoder ma, potrebbe rio in carattere e viceversa quin-
Byte tipo: lui stesso fare il calcolo dell’erro- di quando scriviamo 01000010
re eventualmente commesso sappiate che esiste un solo carat-
01000010 rispetto allo spazio richiesto. tere equivalente.
Bello, che significa? Leggiamolo
in verticale: Abbiamo accennato al controllo Bene ora passiamo all’estrazione
errori indicando un codice di del solo bit che ci interessa. Ci
0 bit non usato controllo a livello linea, questo interessa sapere se il motore B è
1 Motore A in marcia (sarebbe a può avvenire anche a livello SW in marcia o no. Se facciamo fare
zero se fermo) infatti quel codice può essere ad al SW un operazione del tipo:
0 Finecorsa Avanti motore A non esempio uno XOR dei caratteri
raggiunto da trasmettere, ricevuto il mes- 01000010 (dato ricevuto)
0 Finecorsa Indietro motore A saggio, si esegue uno XOR dei AND
non raggiunto caratteri (meno l’ultimo) e lo si 00000100 (maschera motore B)
0 Bit non usato confronta con l’ultimo, se sono
0 Motore B fermo uguali si risponde “ricevuto” Possiamo avere solo due risultati,
1 Finecorsa Avanti motore B rag- diversamente “Ripetere”. 00000000, come in questo caso
giunto in cui il motore è fermo, oppure
0 Finecorsa Indietro motore B Detto questo è facile capire 00000100 nel caso di motore in
non raggiunto come sia difficile far comunicare marcia, diventa facile costruire
due apparati. quindi una struttura del pro-
Ecco qua, in un solo Byte abbiamo Spesso non si tiene nella giusta gramma che dica:
un sacco di informazioni pronte considerazione ogni livello e
ad essere lette dal nostro SW quindi nascono delle incongruità “se risultato=0 allora…” “se
(anche questa è solo un ipotesi). che sballano il tutto. Procedendo risultato=4 (0000100) allora…”
per livelli e sistemandoli uno alla
Diverso è il caso di grandezze volta avrete risultati migliori! In pratica per ogni bit da estrar-
analogiche o di contatori (enco- Sarà poi anche più facile nel caso re dovremo avere la sua
der), in questo caso sarà neces- di errori cercare di capire a che “maschera” che sarà composta
sario usare uno o più caratteri livello siano e quindi ad esempio da tutti zeri meno il bit interessa-
per avere la nostra risposta, il verificare che la velocità di to che sarà a 1.
concetto comunque non cambia, comunicazione sia impostata
a questo livello si devono orga- uguale per tutti gli interlocutori Per questo mese abbiamo conclu-
nizzare i contenuti dei messaggi prima di perdersi nelle righe del so, nella prossima puntata pense-
veri e propri, volendo gestire un programma alla ricerca di un remo a come realizzare un’artico-
motore, potrei pensare di inviare improbabile errore. lazione e come fare in modo di
un comando del tipo: dare “energia” e forza affinché si
TIPS produca un movimento.
• PC > Robot: Accelerazione, Abbiamo detto che è facile estrar-

ROBOMANIA 109
in vetrina DA ABACOM UN CAD
PER LA PROGETTAZIONE
ELETTRONICA, IDEALE PER
L’USO HOBBISTICO
Prima o poi tutti gli hobbisti si trovano a dover risolvere il solito
problema: “Dove trovare un cad per la realizzazione di schemi
elettrici e circuiti stampati senza dover spendere una fortuna?”.
Senza peccare di presunzione, questo articolo fornisce la risposta!

La suite qui presentata si compone di due programmi: SPLAN


sPlan e sPrint-Layout: il primo dedicato alla realizza- Splan è un cad appositamente realizzato per la stesu-
zione di schemi elettrici, il secondo ideale per dise- ra di schemi elettrici che implementa tutti gli stru-
gnare circuiti stampati a singola e doppia faccia. menti necessari allo svolgimento del lavoro in modo
Possono essere acquistati separatamente on in bundle; semplice ed efficace.
entrambi condividono la stessa ricca interfaccia uten- sPlan è dotato di molte funzioni tra le quali: numera-
te, conforme agli standard imposti da Windows, quin- zione automatica di componenti, scaling e preview dei
di ogni elemento rappresentato sullo schermo o nel componenti, gestione delle librerie di simboli, modifi-
disegno, presenta una scheda proprietà raggiungibile ca di ogni singolo elemento sullo schermo, griglia di
con un click del tasto desto del mouse. posizionamento, connessioni automatiche, e molto
altro ancora.
Sono programmi che dispongono di funzioni profes- La libreria di simboli contiene moltissime parti pronte
sionali ma utilizzabili anche da chi non ha molta espe- all’uso, inoltre le funzioni di editing dei simboli con-
rienza. Entrambi i programmi dispongono di un sentono la creazione di nuovi molto velocemente.
comodo “reader”, in pratica un programma gratuito SPlan implementa anche un potente motore di stam-
che consente la visualizzazione e la stampa dei disegni pa e la possibilità di esportare i disegni in diversi for-
senza dover installare i programmi originali. mati, anche grafici (BMP).

Figura 1: sPlan al lavoro Figura 2: Ecco alcuni esempi delle possibilita’ grafiche di sPlan

110 IN VETRINA
Figura 3: Editor dei simboli di sPlan Figura 4: Opzioni di stampa e preview di sPlan

SPRINT-LAYOUT fessionali quali: esportazione in formato GERBER ed


sPrint-Layout è il compagno perfetto di sPlan anche se EXCELLON.
può lavorare in modo del tutto indipendente. Il pro- Tra le numerose ed innovative caratteristiche ne tro-
gramma è studiato appositamente per la realizzazione viamo una studiata appositamente per gli hobbisti,
di circuiti stampati, infatti, è possibile scannerizzare un circuito stampato
Il programma, oltre le funzioni standard necessarie alla da una rivista o un qualsiasi supporto cartaceo ed
creazione di circuiti stampati, offre anche funzioni pro- importarlo per facilitarne il disegno o la modifica.
La funzione di “photoview” mostra il circuito stampa-
to così come apparirebbe una volta prodotto; di fatto
è la funzione che utilizziamo per la rivista Fare
Elettronica.
Un libreria di componenti, facilmente creabili o modi-
ficabili, completa la ricca dotazione del programma.

Per ulteriori informazioni:


Elettroshop
Via Cadorna, 27/31 - 20032 Cormano (MI)
Tel. 02.66504794 Fax 02.66508225
info@elettroshop.com - www.elettroshop.com
Figura 5: sPrint-Layout al lavoro (funzione “Photoview”)

Figura 6: Ecco alcuni esempi delle possibilita’ grafiche di sPrint-Layoutn Figura 7: Opzioni di stampa e preview di sPrint-Layout

IN VETRINA 111
in vetrina CASSE &
AMPLIFICATORI
Ecco due nuovissimi strumenti che non mancheranno di interessare
appassionati e professionisti di amplificatori audio e casse acustiche.

Si tratta di due CD-ROM che si pongono come validi strumenti in


grado di aiutare autocostruttori e amanti dell'Hi-Fi nel loro hobby
o nel loro lavoro.

CD-ROM "CASSE ACUSTICHE - L'AUTOCOSTRUZIONE"


Si tratta di una vera e propria guida
al progetto e all'autocostruzione dei
diffusori acustici, attraverso la
descrizione dei diversi aspetti della
tecnologia del suono, teorici e prati-
ci, applicati alla realizzazione delle
casse acustiche nelle varie tipologie.
L'opera si presenta quale "reference"
a cui far riferimento in ogni fase del
progetto e costruzione delle casse acustiche.
Una guida organica, di facile consultazione, che si
pone quale strumento di lavoro per quanti si avvicina-
no, anche per la prima volta, al mondo dell'autoco- Figura 2: In dettaglio le parti che compongono un tipico altoparlante,
le diverse voci sono illustrate per comprendere la funzionalità di
struzione dei sistemi acustici. Partendo dai concetti questi elementi e la relativa importanza per il corretto
teorici fondamentali, vengono presentate le relazioni funzionamento del trasduttore acustico.

matematiche, di immediata soluzione con una norma-


le calcolatrice, che consentiranno di apprendere e
gestire il progetto sia dei sistemi acustici che dei filtri
audio ad essi necessari.
Completano l'opera consigli e riferimenti pratici alla
componentistica in commercio per rimediare, artigia-
nalmente, all'eventualità che tali materiali risultassero
di difficile reperibilità.

Ecco nel dettaglio i contenuti del CD-ROM:


• Il suono (L’intensità, La sensibilità, Il deciBel (dB), La
dinamica, Il timbro, Il rapporto segnale/rumore
(S/N) con file audio di prova).
• La catena audio (La sorgente, L’Amplificatore, La Figura 3: Diagramma polare, le linee ovali bianche rappresentano il
distorsione, L’ambiente). guadagno dell'altoparlante per ogni direzione nell'arco dei 360°
ad una specificata frequenza.
• L’altoparlante (Struttura, La curva di risposta, Il

112 IN VETRINA
indice multiplo. La documentazione è in italiano ed
interamente stampabile.

Figura 4: Esempio numerico per un progetto reale ponendo di dover


determinare i componenti per un filtro Cross-Over a tre vie,
con pendenza di 6dB/oct, 12dB/oct, 18dB/oct.

cono, Parametri tipici, Relazioni tra i parametri, La


direzionalità).
• I fenomeni acustici (Il cortocircuito acustico, Baffle
infinito).
• La cassa acustica chiusa (Descrizione, Comporta-
mento del diffusore, Dimensionamento del diffuso-
re, Esempio di calcolo).
• La cassa acustica bass-reflex (Descrizione, Risonatore
di Helmholtz, Comportamento del diffusore,
Dimensionamento del diffusore, Esempio di calcolo).
• Sistemi a più altoparlanti (Caratteristiche, Dimen-
sionamento del diffusore, Esempio di calcolo).
Figura 6: Alcune schermate del programma
• Sistemi caricati a tromba (Descrizione, Dimensio-
namento, Coefficiente di espansione, Volume della
camera posteriore, Tipologia della tromba). Tipologie di circuiti contenuti nel CD-ROM:
• Filtri cross-over (Caratteristiche, I componenti, • Amplificatori Mono.
Comportamento dei filtri, Filtro Passa Alto, Filtro • Amplificatori Stereo.
Passa Basso, Filtro Passa Banda, Il Cross-Over, • Amplificatori 2+1 canali.
Dimensionamento, Esempi di calcolo). • Amplificatori con funzione Mute.
• I componenti (Reperibilità, Valori non standard, • Amplificatori con Ingresso Sbilanciato
Autocostruzione delle bobine). oppure Differenziale.
• Altoparlanti in commercio (Principali parametri per • Amplificatori con alimentazione singola o duale.
un'ampia selezione di altoparlanti Woofer, • Amplificatori con larghezza di banda normale o.
Midrange, Tweeter, larga banda). estesa
• Amplificatori per altoparlanti da 4 a 32 Ohm.
CD-ROM "RACCOLTA : AMPLIFICATORI AUDIO - 101 • Amplificatori in classe Lineare e Switching.
CIRCUITI APPLICATIVI"
Una raccolta di ben 101 progetti di Il CD-ROM "Casse Acustiche - l'autocostruzione" costa
amplificatori audio di varie tipolo- € 34,49 mentre il CD-ROM "Raccolta : Amplificatori
gie, dall'integrazione in apparati Audio - 101 circuiti applicativi" costa € 25,49.
portatili fino ai sistemi Hi-Fi a bassis- Entrambi i CD-ROM funzionano su PC con Windows
sima distorsione. Ciascun progetto è 95 / 98 / 2000 / NT / Me / XP.
corredato da caratteristiche, schema Per informazioni e ordini è possibile telefonare al
elettrico, note sui componenti e pin- Servizio Clienti Pianeta Elettronica al numero
out dei dispositivi. La selezione dei 06.454.33.731 oppure visitare il sito:
progetti è semplificata grazie ad un www.pianetaelettronica.it

IN VETRINA 113
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