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COGNOME E NOME Mattia Mazzaretto CLASSE 1^A DATA

26/03/2021
Verifica delle conoscenze

1. Il narratore Il narratore è:
a. il protagonista della vicenda
b. la persona fittizia che narra la storia
c. colui che ha ideato e scritto un testo
d. il lettore
punti ..... /1

2. La cornice Nella struttura a cornice:


a. il racconto si articola in tanti episodi o sottoracconti
b. un racconto di base contiene altri racconti introdotti da narratori di diverso grado
c. un racconto si sviluppa a partire da un altro che costituisce una fonte esterna
d. tanti racconti formano un mosaico narrativo
punti ..... /1

3. Il narratore interno Si definisce così il narratore che è:


a. un qualsiasi personaggio coinvolto nell’azione narrativa
b. una voce narrante che non fa parte dei fatti narrati
c. il protagonista di una storia
d. inventato dall’autore
punti ..... /1

4. Il patto narrativo Quali meccanismi indeboliscono il patto narrativo tra autore e lettore?


Inverosimiglianza e sospensione dell’incredulità
punti ..... /3

5. La focalizzazione Quale tipo di focalizzazione prevede che il narratore abbia un punto di vista privilegiato e
superiore rispetto a quello degli altri personaggi?
a. la focalizzazione interna
b. la focalizzazione esterna
c. la focalizzazione fissa
d. la focalizzazione zero
punti ..... /1

6. La focalizzazione interna Nella focalizzazione interna:


a. il narratore adotta il punto di vista di un osservatore estraneo che capita per caso sulla scena
b. il narratore adotta il punto di vista di un personaggio (o di più personaggi)
c. il narratore dimostra di sapere della storia di meno di quello che sanno i personaggi
d. il narratore dimostra di sapere della storia di più di quello che sanno i personaggi

1
punti ..... /1

7. La suspense e la sorpresa Definisci i meccanismi che rafforzano il patto narrativo: la suspense e la sorpresa.


La suspense è il susseguirsi di fatti complicati e imprevedibili di cui non riusciamo a prevedere l’esito. Molto spesso il
lettore intuisce l’esito, ma il personaggio no. La sorpresa invece consiste in uno o più fatti imprevisti che nemmeno il
lettore poteva intuire
punti ..... /2

8. Il discorso indiretto libero Il discorso indiretto libero si realizza quando:


a. il narratore riproduce le parole dei personaggi e le introduce con verbi dichiarativi
b. vengono riportate le parole dei personaggi senza impiegare verbi e nessi dichiarativi
c. un personaggio instaura un dialogo con un altro
d. un personaggio riferisce il proprio flusso di pensieri
punti ..... /1

 9. Il monologo interiore Spiega come si realizza questo procedimento narrativo, molto praticato nella
prosa novecentesca.
Il personaggio parla in prima persona e spesso usa verbi al presente o all’infinito, il monologo
interiore non è introdotto da nessun verbo, ci sono molte espressioni gergali e i pensieri fluiscono
in modo disordinato punti ..... /3

10. La connotazione La connotazione:


e. è il significato oggettivo
f. è il significato più immediato di un messaggio
g. conferisce alla parola altri possibili significati
h. è propria dei testi espositivi e argomentativi
punti ..... /1

11. La paratassi La paratassi:


a. è caratterizzata da un periodare ampio e articolato
b. è caratterizzata da periodi brevi
c. fa ricorso continuo alla subordinazione
d. determina un ritmo lento e più meditativo
punti ..... /1

12. I registri espressivi Il registro medio:


a. fa ricorso a una lingua chiara nel significato
b. utilizza termini rari e latinismi
c. ricorre spesso a citazioni letterarie
d. è formale, controllato e sorvegliato
punti ..... /1

13. Le figure retoriche La frase “I fiori sono il sorriso dei prati” è:


a. un simbolo c.una metafora
b. una similitudine d.un’ellissi

2
punti ..... /1

14. La similitudine La similitudine consiste:


a. nella sostituzione di un termine proprio con uno figurato
b. nel paragonare due elementi evidenziandone il valore di somiglianza
c. nell’elencazione di termini o enunciati
d. nell’eliminare una parte del discorso
punti ..... /1

15. L’enumerazione L’enumerazione consiste:


a. nell’eliminare una parte del discorso
b. in una sequenza di vocaboli posti secondo una gradazione di intensità
c. nell’elencazione di termini o enunciati
d. in una sequenza di vocaboli posti in progressione discendente
punti ..... /1

punteggio totale: ....... / 20

verifica delle competenze

LE FATE di Charles Perrault

C'era una volta una vedova che aveva due figliuole. La maggiore somigliava tutta alla mamma, di
lineamenti e di carattere, e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano tanto
antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi, era
impossibile addirittura. La più giovane invece, per la dolcezza dei modi e per la bontà del cuore, era tutta
il ritratto del suo babbo... e tanto bella poi, tanto bella, che non si sarebbe trovata l'eguale. E
naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella madre andava pazza per la figliuola maggiore;
e sentiva per quell'altra un'avversione, una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare in cucina, e
tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei.
Fra le altre cose, bisognava che quella povera ragazza andasse due volte al giorno ad attingere acqua a
una fontana distante più d'un miglio e mezzo, e ne riportasse una brocca piena.
Un giorno, mentre stava appunto lì alla fonte, le apparve accanto una povera vecchia che la pregò in
carità di darle da bere.
"Ma volentieri, nonnina mia..." rispose la bella fanciulla "aspettate; vi sciacquo la brocca..."
E subito dette al mestolo una bella risciacquata, la riempì di acqua fresca, e gliela presentò sostenendola
in alto con le sue proprie mani, affinché la vecchiarella bevesse con tutto il suo comodo.
Quand'ebbe bevuto, disse la nonnina:
"Tu sei tanto bella, quanto buona e quanto per benino, figliuola mia, che non posso fare a meno di
lasciarti un dono".
Quella era una Fata, che aveva preso la forma di una povera vecchia di campagna per vedere fin dove
arrivava la bontà della giovinetta. E continuò:
"Ti do per dono che ad ogni parola che pronunzierai ti esca di bocca o un fiore o una pietra preziosa".
La ragazza arrivò a casa con la brocca piena, qualche minuto più tardi; la mamma le fece un baccano del
diavolo per quel piccolo ritardo.
"Mamma, abbi pazienza, ti domando scusa...", disse la figliuola tutta umile, e intanto che parlava le
uscirono di bocca due rose, due perle e due brillanti grossi.

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"Ma che roba è questa!...", esclamò la madre stupefatta, "sbaglio o tu sputi perle e brillanti!... O come
mai, figlia mia?..."
Era la prima volta in tutta la sua vita che la chiamava così, e in tono affettuoso. La fanciulla raccontò
ingenuamente quel che le era accaduto alla fontana; e durante il racconto, figuratevi i rubini e i topazi
che le caddero già dalla bocca!
"Oh, che fortuna...", disse la madre, "bisogna che ci mandi subito anche quest'altra. Senti, Cecchina,
guarda che cosa esce dalla bocca della tua sorella quando parla. Ti piacerebbe avere anche per te lo
stesso dono?... Basta che tu vada alla fonte; e se una vecchia ti chiede da bere, daglielo con buona
maniera."
"E non ci mancherebbe altro!...", rispose quella sbadata. "Andare alla fontana ora!"
"Ti dico che tu ci vada... e subito", gridò la mamma.
Brontolò, brontolò; ma brontolando prese la strada portando con sé la più bella fiasca d'argento che
fosse in casa. La superbia, capite, e l'infingardaggine!...
Appena arrivata alla fonte, eccoti apparire una gran signora vestita magnificamente, che le chiede un
sorso d'acqua. Era la medesima Fata apparsa poco prima a quell'altra sorella; ma aveva preso l'aspetto e
il vestiario di una principessa, per vedere fino a quale punto giungeva la malcreanza di quella pettegola.
"O sta' a vedere...", rispose la superba, "che son venuta qui per dar da bere a voi!... Sicuro!... per
abbeverare vostra Signora, non per altro!... Guardate, se avete sete, la fonte eccola lì."
"Avete poca educazione, ragazza...", rispose la Fata senza neppure adirarsi, "e giacché siete così
sgarbata, vi do per dono che ad ogni parola pronunziata da voi vi esca di bocca un rospo o una serpe."
Appena la mammina la vide tornare da lontano, le gridò a piena gola:
"Dunque, Cecchina, com'è andata?".
"Non mi seccate, mamma!...", replicò la monella; e sputò due vipere e due rospacci.
"O Dio!... che vedo!...", esclamò la madre. "La colpa deve essere tutta di tua sorella, ma me la
pagherà..."
E si mosse per picchiarla. Quella povera figliuola fuggì via di rincorsa e andò a rifugiarsi nella foresta
vicina.
Il figliuolo del Re che ritornava da caccia la incontrò per un viottolo, e vedendola così bella, le domandò
che cosa faceva in quel luogo sola sola, e perché piangeva tanto.
"La mamma...", disse lei, "m'ha mandato via di casa e mi voleva picchiare..."
Il figliuolo del Re, che vide uscire da quella bocchina cinque o sei perle e altrettanti brillanti, la pregò di
raccontare come mai era possibile una cosa tanto meravigliosa. E la ragazza raccontò per filo e per
segno tutto quello che le era accaduto.
Il Principe reale se ne innamorò subito e considerando che il dono della Fata valeva più di qualunque
grossa dote che potesse avere un'altra donna, la condusse senz'altro al palazzo del Re suo padre e se la
sposò.
Quell'altra sorella frattanto si fece talmente odiare da tutti, che sua madre stessa la cacciò via di casa; e
la disgraziata dopo aver corso invano cercando chi acconsentisse a riceverla, andò a morire sul confine
del bosco.

Comprensione del testo

1. Individua nella fiaba lo schema narrativo.


- Situazione iniziale : Una buona fanciulla viveva...
-Esordio: Un giorno,mentre stava andando alla fonte…
: ...
- Peripezie : La ragazza arrivò a casa con la brocca piena...
-Scioglimento : ...Il figliuolo del Re…
- Situazione finale : .Il principe reale...
Punti .../5

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2. Completa la tabella

EROE/PROTAGONISTA ANTAGONISTA DONATORE DONI


La madre Gemme, perle e fiori
La figlia minore ogni volta che una
La fata parola viene
pronunciata

Punti .../2

3. La madre ama di più la figlia cattiva perché


a. le somiglia
b. è brutta, ma simpatica
c. solo lei è sua figlia
d. la figlia buona maltratta quella cattiva
Punti .../1

4. La madre si dimostra gentile con la figlia buona perché


a. ha capito che di amare anche lei così come ama l’altra
b. segue il consiglio della fata
c. ha paura di subire una punizione da parte della fata
d. ha capito che potrebbe guadagnare grazie alla figlia
Punti .../1
5. La figlia cattiva non dà da bere alla fata perché
a. è vestita come una nobildonna, quindi non ha bisogno della sua acqua
b. è una vecchiarella scontrosa e brutta
c. non vuole ubbidire a sua madre
d. non vuole fare ciò che ha fatto anche la sorella
Punti .../1
6.La fiaba termina con un lieto fine? perché?
Perché la ragazza, fuggita dalla sua casa, incontra un principe che, innamoratosi di lei, la porta al suo castello,
dove vivrà per sempre
felice_________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________

Punti .../1
7.I luoghi Gli ambienti in cui ha luogo la vicenda citati nel testo sono: _Una fontana, una
foresta_________________________________
_____________________________________________________________________________________
Sono ambienti descritti in dettaglio oppure no? Motiva la tua risposta.
_no, sono luoghi vaghi che danno solo l’idea dell’ambientazione, in pieno stile
fiabesco.__________________________________________________________________________________
__
_____________________________________________________________________________________
Punti .../2

8.Il tempo Elenca tutte le determinazioni di tempo presenti nella fiaba e indica qual è la durata della vicenda.
__C’era una volta, un giorno, qualche minuto più tardi_, subito dopo, durante. IL racconto, subito dopo la
situazione iniziale, si svolge nell’arco di una sola giornata, anche se le determinazioni temporali del testo
sono
generiche._________________________________________________________________________________
_
______________________________________________________________________________________
Punti .../2

9.La focalizzazione Che tipo di focalizzazione è adottata nel racconto? perché?

5
___esterna , perché i fatti narrati riportano ciò che è oggettivamente accaduto, senza pensieri, riflessioni o
punti di
vista.__________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________

Punti .../2

10. Il discorso indiretto In quale punto del racconto compare un discorso indiretto? Trascrivi il passaggio in
questione, motivando la tua risposta.
_____________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________

Punti .../3

Lessico e stile

12. Il registro linguistico usato dai personaggi I personaggi adottano un registro


a.colloquiale
b.medio
c.elevato
d.accurato
Punti .../1

6
I caratteri della fiaba

13. Spiega perché questo testo presenta i caratteri tipici della fiaba.

 _________Presenza di creature o oggetti magici, tempi e luoghi generici e indeterminati, situazione


iniziale drammatica, sviluppo delle vicende ed un lieto fine. Presenza di un protagonista buono, di
un antagonista spesso malvagio, di un aiutante del protagonista( In questo caso un donatore) e di
un dono magico. Le frasi sono semplici e facilmente comprensibili, linguaggio quotidiano, formule
fisse in incipit e finale, molti discorsi diretti e vari tempi verbali vari momenti: presente per i discorsi
diretti, imperfetto per la descrizione di personaggi o vicende antecedenti al racconto e il passato
remoto per avvenimenti che influenzano la
storia.______________________________________________________________________________
________
_____________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________

Punti .../5

14. Quali motivazioni hanno fornito gli studiosi per giustificare la presenza di intrecci comuni nelle fiabe di
popoli diversi?
__________Molto semplicemente, basandosi sugli studi di Vladimir Propp e sul suo schema di 31 punti, gli
antropologi hanno scoperto che tutte le fiabe seguono la famosa scaletta da egli descritta nel suo libro
Morfologia della Fiaba, notando infatti che le funzioni dei vari personaggi, lasciando da parte il loro aspetto,
sono le stesse in tutte le culture. In tutte le fiabe sono infatti ricorrenti avvenimenti simili e personaggi dalle
funzioni simili, in ambientazioni indeterminate in tempi indeterminati. Tutte le popolazioni umane infatti si
sono trovate davanti gli stessi problemi e le stesse situazioni, portando quindi alla stesura di testi con le
stesse funzioni e, di conseguenza, stessa composizione.
_________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
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Punti .../4

PUNTI: ..... /30

VALUTAZIONE: .........

VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE - COMPRENSIONE DEL TESTO


Indicatore valutazione
1a. Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire
l’interazione comunicativa verbale in vari contesti. NR B I A
1b. Leggere, comprendere e interpretare testi scritti di vario tipo.
NR B I A
3a. Utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del
patrimonio artistico e letterario. NR B I A
6a. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione
diacronica attraverso il confronto fra le epoche, e in una dimensione sincronica NR B I A
attraverso il confronto fra aeree geografiche e culturali.