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ANALISI DEL TESTO NARRATIVO (procedura)

IMPOSTAZIONE SUL QUADERNO

1) Schedare il brano sul quaderno in modo preciso e ordinato: Autore, titolo, data (oppure;
tratto da “titolo”, data). Se è necessario indicare le pagine del libro di antologia.

Esempi

Saviano R., Gomorra, 1995

Verga G., Le dita della mano, tratto da “I Malavoglia”, 1881

PARTE 1 LA NARRAZIONE

2) Indicare il genere: romanzo (indicare il tipo: storico, psicologico, di formazione, di


avventura, di fantascienza…), novella, racconto (indicare il tipo), saggio, articolo di giornale,
biografia, autobiografia, diario…

3) Svolgere il riassunto con la tecnica delle sequenze (indicata qui sotto, nella sezione
Appendice)

4) Analisi: Ambientazione della vicenda: 1) ambientazione geografica (dove?) 2)


ambientazione sociologica (in quali classi sociali? In quali ambienti lavorativi?)

5) Analisi: quando è ambientata la vicenda? Nb: può anche essere divisa in vari momenti
temporali.

6) Si tratta di tempo esteriore o “interiore”?


7) Costruzione della narrazione: si tratta di fabula o intreccio? Motiva la tua risposta

8) Se si tratta di intreccio identifica la presenza di flashback (analessi: salti nel passato) o flash-
forward (prolessi: anticipazioni, salti nel futuro).

9) Come inizia il racconto? In medias res (nel mezzo dei fatti, per poi tornare indietro a quanto
accaduto prima), oppure il racconto inizia dalla fine per poi ricostruire?

10) Il racconto è lineare (ABCDE) o ad incastro? (es AFBCLE)

PARTE 2 I PERSONAGGI

11) I personaggi: la GERARCHIA. Indicare i personaggi Principali, Secondari, Comparse


12) I personaggi: i RUOLI (o sistema dei personaggi): indicare Protagonista, Antagonista,
Aiutanti (del protagonista), Oppositori (sono gli aiutanti dell’antagonista o oppositori isolati
e minori)
13) I personaggi: la PRESENTAZIONE (chi presenta i personaggi?). Il personaggio si presenta da
sé? È presentato da un altro personaggio? È presentato da un narratore esterno?
14) I personaggi: la presentazione è diretta? Oppure è indiretta (indizi, commenti,
comportamenti che ci fanno capire com’è il personaggio)?
15) I personaggi: la CARATTERIZZAZIONE. Identificare il personaggio in base alla:
caratterizzazione fisica, psicologica, sociale (lavoro, ruoli…), culturale e ideologica (che
istruzione ha, valori morali o religiosi, visione della vita…)
16) I personaggi: curiosità. Il nome? L’ambiente in cui vive? I simboli/oggetti che lo
caratterizzano? Che linguaggio utilizza?
17) I personaggi sono statici (rimangono sempre uguali) o dinamici (cambiano, crescono,
maturano, regrediscono nel corso della storia?... )
PARTE 3 LO SPAZIO E IL TEMPO NEL RACCONTO

SPAZIO
1 Lo spazio: dove è ambientato il racconto?

2 Il racconto è ambientato sempre nello stesso luogo o ci sono diversi luoghi in cui è
ambientato? Quali sono?

3 Si tratta di un luogo REALE o IMMAGINARIO?

4 La descrizione dello spazio, del paesaggio, della città…


che funzione ha? Ci possono essere 4 tipi di funzione: Mimetica, evocativa, focalizzatrice,
simbolica?
Ricorda che la descrizione dello spazio ha 4 funzioni diverse:
- mimetica (imita la realtà, rappresenta la realtà come è)
- evocativa (evoca un’atmosfera ad es. le descrizioni del Lago di Lochness: spettrale, cupa,
con una sensazione di pericolo imminente…)
- focalizzatrice (il paesaggio o il luogo descritto rispecchia lo stato d’animo dei personaggi,
proietta sul paesaggio quello che il personaggio ha dentro: vedevo la sabbia rovente e
infuocata del deserto mentre l’uomo sfinito e assetato cercava lontano con lo sguardo)
- simbolica (il paesaggio rappresenta un’idea, un tema, un’ideologia, una situazione storica:
Rosso Malpelo si trascinava nella miniera cupa e faticosa… qui la miniera è SIMBOLO di una
situazione lavorativa, sociale, tipica di un popolo povero e miserabile nel Sud Italia della
seconda metà ‘800)

TEMPO
1 IL tempo: quando è ambientato il racconto? In quale epoca, in quale anno, in quale giorno?...

2 Il racconto è ambientato nel passato, in un’epoca contemporanea o nel futuro?

3 È un tempo reale o immaginario? (ad es può essere il passato ma non reale: come nelle fiabe
C’era una volta…; oppure nel futuro ma non reale come in un futuro da fantascienza)

4 Qual è il “tempo della storia”? L’arco di tempo che va da…. A…. in cui si svolge la trama

5 Qual è il “tempo del racconto”? Cioè come è distribuito il tempo? Magari l’autore utilizza cento
pagine per parlare di un singolo giorno poi in mezza pagina fa passare 200 anni

6 I 5 trucchi (artifici) usati dall’autore per indicare la “durata” narrativa: scena, sommario,
analisi, pausa, ellissi
Scena: l’autore descrive “in tempo reale”
Sommario: è una sintesi, in poche righe l’autore racconta vicende che magari durano giorni, mesi,
anni…
Analisi: è un rallentamento del tempo: l’autore si sofferma e magari ci mette pagine e pagine per
raccontare 5 minuti (di solito succede quando si racconta il tempo interiore del personaggio,
quello che lui sente dentro dal punto di vista psicologico)
Pausa: il racconto si ferma e l’autore inserisce qualcosa che interrompe il racconto (ad es una
descrizione oppure dei fatti storici come fa Manzoni nei Promessi Sposi o Victor Hugo in Notre
Dame, il gobbo di Parigi…)
Ellissi (soppressione, silenzio, cancellatura): un salto temporale. L’autore non dice nulla e ci
troviamo da un punto all’altro del tempo senza troppe spiegazioni

PARTE 4 LA VOCE NARRANTE

1) Autore e narratore: chi è (o chi sono) l’autore? Chi è (o chi sono) il narratore?
L’autore è il nome che vedi sulla copertina del libro, il nome (o i nomi) di chi ha materialmente
scritto il libro. Il narratore è la persona (o animale o casa) che all’interno del libro racconta la
storia.

2) Il narratore può essere interno (eterodiegetico: partecipa ai fatti, racconta “da dentro”)?
Oppure può essere esterno (autodiegetico/omodiegetico: riferisce la storia “da fuori” senza
partecipare alla vicenda).
3) Controllare la “persona”: di solito il narratore esterno scrive in terza persona (ma può
inserirsi anche in prima persona con commenti: narratore palese, vedi sotto); il narratore
interno di solito scrive in prima persona (ma può anche raccontare i fatti in terza persona)
4) Se il narratore è esterno può essere: PALESE (manifesta chiaramente la sua presenza con
commenti, giudizi…) oppure NASCOSTO (rimane estraneo ai fatti, semplicemente li registra
senza commentare o esprimere giudizi)
5) Il narratore può essere di PRIMO GRADO (quello che racconta la storia…). Però possono
esserci narratori di SECONDO GRADO (il narratore di primo grado “cede il posto”, “Lascia la
parola” al narratore di secondo grado. Un esempio famoso: Omero nell’Odissea sta
raccontando, è l’autore ed è il narratore di primo grado/principale ma a un certo punto
lascia la parola a Odisseo che inizia a sua volta a raccontare. Praticamente è un gioco di
scatole cinesi, è il racconto nel racconto.

PARTE 5 PUNTO DI VISTA (o Focalizzazione) p. 151

Individua il tipo di focalizzazione: (attenzione: il punto di vista può variare durante la narrazione)

6) Focalizzazione zero: il narratore è onnisciente (è esterno, sa tutto della vicenda, dei


personaggi, osserva tutto dall’alto, conosce già tutto)
7) Focalizzazione esterna: anche in questo caso il narratore osserva da fuori ma non sa tutto,
ne sa meno dei personaggi, si limita a registrare ciò che vede e sente
8) Focalizzazione interna: il narratore si mette nei panni di un personaggio, assume il suo
punto di vista, ne sa quanto lui
PARTE 6 Rappresentazione dei discorsi
Individua il modo in cui vengono rappresentati i discorsi sulla base delle seguenti tipologie:

9) Discorso diretto: riporta fedelmente le parole dette dal personaggio. Troviamo un verbo
dichiarativo, il due punti e le virgolette (Paolo disse: “Non mi trovo bene a scuola”)

10) Discorso diretto libero: riporta fedelmente le parole dette dal personaggio. Troviamo il due
punti e le virgolette ma NON troviamo il verbo dichiarativo (Si volse verso i genitori: “Non
mi trovo bene a scuola”).

11) Discorso indiretto: formulazione delle parole del personaggio espresse in una subordinata
con adeguati connettivi senza l’uso dei due punti e virgolette (Paolo disse che non si
trovava bene a scuola).
12) Discorso indiretto libero: riformulazione delle parole del personaggio ma senza uso di
connettivi né verbi dichiarativi (Si volse verso i genitori. Non si trovava bene a scuola.

13) Discorso narrativizzato: riformulazione sintetica delle parole del personaggio (Informò i
genitori che non si trovava bene a scuola).

PARTE 7 Rappresentazione dei pensieri


Individua il modo in cui vengono rappresentati i pensieri sulla base delle seguenti tipologie:

14) Monologo interiore: sono riportati i pensieri del personaggio in modo DIRETTO, senza verbi
o connettivi, di solito in prima persona, senza virgolette o due punti (Che serata stupenda.
Andrò di certo a Luino, a camminare sul lago).
15) Soliloquio: il personaggio parla a interlocutori immaginari, parla tra sé e sé, e si usa la
punteggiatura adeguata (due punti, trattini…) e adeguati verbi. (“Che serata stupenda –
pensò Paolo – andrò a Luino a camminare sul lago”)
16) Flusso di coscienza: i pensieri vengono riportati in modo totalmente libero, sconnesso,
come un libero flusso di pensieri (Serata stupenda, ci sta una passeggiata sul lago. Vetrina
di vestiti. No, tira dritto tanto non hai soldi. Va bè)

PARTE 8 Scelte stilistico – espressive: la sintassi


Analizzare l’aspetto sintattico evidenziando se l’autore predilige paratassi o ipotassi:
- La paratassi: frasi indipendenti, veloci, in cui prevalgono la punteggiatura, le congiunzioni
coordinanti (e, o, quindi…) e le proposizioni coordinate.
Esempio. Paolo uscì. Si recò alla COOP, Comprò le mele e le ere. Andò a casa. Portò fuori il cane
e poi mangiò.

- L’ipotassi: frasi più articolate con presenza di congiunzioni subordinanti e proposizioni


subordinate (causali, temporali, finali…)
- Esempio
Dopo essere andato alla Coop, Paolo si recò in cucina per preparare la torta che Luigi si aspettava
dato che era il suo compleanno.

PARTE 9 Scelte lessicali (lessico: le parole, la scelta delle parole) e registro linguistico
Nel brano che stai leggendo quale tipo di registro linguistico trovi?
La scelta lessicale (delle parole) influenza il registro linguistico che può essere:
Registro alto e solenne: lessico raffinato, letterario, impegnativo
Registro medio: meno impegnativo e conforme alla normale lingua comune
Registro basso e informale: colloquiale, famigliare, molto spontaneo, con scarsa attenzione alla
correttezza sintattica
Registro gergale (specifico di alcuni sottoinsiemi): tipico dei dialetti, delle parlate popolari, di
specifici gruppi sociali (slang)
Pastiche (pasticcio, miscuglio totale): miscuglio di tutti i registri e a volte contenente elementi di
lingua straniera
PARTE 10 Linguaggio figurato
Sono presenti figure retoriche che danno vivacità al discorso, lo coloriscono o appesantiscono?

Parte 11 Comprensione: il tema


Sintetizza in poche righe: di che cosa parla il brano?

Parte 12 Interpretazione: il messaggio 189


Sintetizza in poche righe: qual è l’idea, la tesi, il messaggio profondo (implicito o esplicito), la
“morale” che l’autore vuole comunicare al lettore (e a te?)

Appendice:

Come si svolge il riassunto

Riassunto:

1) Leggo il brano
2) Le sequenze: dividere il brano in sequenze (narrative, descrittive,
dialogative, argomentative, persuasive, liriche…). Le sequenze sono
CELLULE/SEZIONI del testo che puoi spezzare. Con la matita metti le
parentesi di lato… Metti il numerino (1 2 etc)
3) Vai sul quaderno, metti in verticale i numerini. Rileggi ogni singola
sequenza e sul quaderno metti un titolino che in 3 parole riassuma la
sequenza
4) Fatto tutto, fai il riassunto di ogni singola sequenza.
5) Procedi poi unendo le sequenze e ottenendo il riassunto finale
6) Svolgi la revisione (ortografia, sintassi, accenti…) del riassunto