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STORIA DELLA

LETTERATURA
ITALIANA
Diretta da Enrico Malato

Volume I
DALLE ORIGINI A DANTE

SALERNOEDITRICE
CAPITOLo II
L'EREDITA MEDIEVALE*
di CLAUDIO LEONARDI

I. PrEMESSA

Siintende qui per « eredità medievale», in una problematica che vuole af-
frontare le «Origini» della letteratura italiana, la tradizione della cultura e
della letteratura medievali latine: entro l'ambiente mediolatino, infatti, la
lingua italiana è nata e si è tormata una letteratura italiana, accanto ad altre
letterature in volgare, romanzo e germanico. Non si vuole dunque propor-
re un confronto tra i due mondi linguistici e culturali, latino e volgare, o in-
dagare la presenza del primo nel secondo, e neppure le origini di questo,
quanto delincare un rapido, essenziale disegno della cultura mediolatina,
dai suoi inizi che possiamo fissare al secolo VI sino alla fine del secolo
- -

XII e all'inizio del XIII, quando una letteratura in lingua italiana conquista
d'Assisie la Scuola siciliana: un disegno0
la sua autonomia, con Francesco forma
che vuole presentare innanzitutto le condizioni in cui una cultura si
ed entro cui si sviluppa un'attività letteraria.
della cultura mediolati-
Bisognerà allora súbito avvertire che la geografia
na non coincide con quella della
cultura italiana. Senza considerare le isole

greche, germaniche e di altre lingue


romanze che sono presenti e operanti
da tene-
in territorio italiano nei secoli del Medioevo, il fatto macroscopico,
mediolatina non si può dire italiana, o
re sempre presente, è che la cultura
si estendono, con poche
solo italiana, sia per i suoi confini geografici (che
a sud-est,
a nord-est, e alla Dalmazia,
Cccezioni, dal Portogallo alla Polonia,
Si deve dunque denun-
dalla Scozia alla Sicilia), sia per il mezzo linguistico.
la let-
Clare unadifferenza incomponibile di livelli, una frattura spaziale tra
mol-
eratura mediolatina e quella italiana, di
cui poco si è tenuto conto, da
di italianistica.1
O
tempo, nella tradizione degli studi
che il direttore e la Casa edi-
FRANCESCO NEGRI
ARNoLDI,
.paragrato 1o è stato scritto da collaborazione.
ngraziano per l'apprezzata NovaTi e ultimate da A. MoNTE-
vallardiane, iniziate da F. da A. Vi-
ancheil caso delle Origini riprese e completamente riscritte
(Milano 1926), poi letteratura latina nel seco-

SC a prima edizione Cfr. C. LEOnarDI, in Aspetti della


lo XT lano 1939; 5a ed. nel 1973). -xVII.
AIIL, Firenze, La Nuova Italia, 1986, Pp.
45
PROBLEMI DELLE ORIGINI
SEZ. I
CAP. II
letterario (latino-volgare) c h e . L'EREDITÀ MEDIEVALE
Altro discorso è il bilinguismo
molti autori, a cominciare almeno dal secolo IX (si ricordi Offred r d a
s- rire, irriconoscibile, in altre
lingue; invece il mediolatino ha dovuto conti
nuamente rinnovarsi ereinventarsi per non diventare un
senburg e il suo Liberevangeliorum),
e fenomeno sempr
che diventerà un
volgare romanzo,
del secolo l stes-
XV, con il Poliziano ed è cosí diventato un latino diverso da
quello
dell antichità.3
sino ai grandi episodi
piú frequente, La rimozione di questa chiusSura
metodologica ha creato per gli studi
So Savonarola, Pico della Mirandola. Anche Francesco d'Assisi scrive o det mediolatini la possibilità di analisi letterarie prive di paraocchi; d'altro can-
ta in volgare il cantico e in latino admonitiones ed epistolae, il testamentume
to, la rimozione dei pregiudizi umanistici sul Medioevo (soprattutto quello
II suo cantico, un manifesto intellettuale
persino le piú semplici orationes. Jatino e scolastico), ritenuto sinonimo di barbarie civile, di oppressione reli-
alta poesia, si pone per il suo valore insieme spirituale e letterario all'inizio
di oscurità ha
di una letteratura; ed è senza dubbio anche l'eco di letture o di ascolti me- giosa, permesso una straordinaria rivalutazione
culturale,
della letteratura mediolatina, non solo della poesia e della storiografia, an
diolatini e soprattutto biblici.2 che della letteratura religiosa: dalle vite dei santi-abbandonate da secoli al-
Metodologicamente non è tuttavia auspicabile, come si è fatto per molto l'erudizione ecclesiastica-allapoesia biblica, dala letteratura visionaria al-
mediolatina quale fonte di quella volgare o le profezie femminili: tutto un mondo culturale e letterario torna da qual
tempo, valutare la letteratura
di questa. La critica dei mediolatinisti e dei filologi ro- che decennio nel circuito delle frequentazioni necessarie. Per questo la tra-
come un capitolo
dizione mediolatina si ètrovata, e si trova tuttora, nel crocevia dove passa la
manzi pare aver ormai superato questa miopia metodologica. Alla sua radi-
ce era anche u n a presunta supremazia disciplinare, quella
del filologo ro- consapevolezza critica contemporanea. Quando si rifletta che ciò si deve
la letteratura medievale, anche quella anche a filologi romanzi che sono stati, a loro modo, i pionieri di questa ri-
manzo, il quale riteneva che tutta
valutazione, come Ernst Robert Curtius e Erich Auerbach, si potrà valutare
ma era soprattutto una convinzione
mediolatina, fosse di sua pertinenza; lironia che anche gi studi riservano alle vicende critiche. D'altro canto la
critica falsificatoria- da cui anche quella presunzione veniva- che portava
filologia romanza, che per tanti aspetti è stata la disciplina guida nella me-
a considerare la letteratura mediolatina come una letteratura senza poesia,
dievistica, non ha piú visto nello studio delle fonti mediolatine l'asse por
di una piú materna e dunque non piú creati-
perché espressione lingua non
tante o u n o dei vitali della sua consapevolezza critica, trovando al-
capitoli
va, o perché espressione di ideologia e dunque di un immaginario
una
trove le sue e scientifiche.4
ragioni opportunità
valutata co-
esclusivamente o prevalentemente religiosi, e di una religione letteratura mediolatinae letteraturaitaliana, a un certo
La giuntura tra
me totalitaria oppressiva, come quella cristiana del Medioevo.
e
punto del secolo XIII, è dunque una giuntura fittizia: non si è trattato di u n
Si può ora tranquillamente affermare che questa convinzione rappresen- mediolatina n o n
trasterimento di testimone, nel senso che la letteratura
ta il passato degli studi mediolatini e romanzi. La storia
della letteratura decenni e per secoli,
mediolatina ha acquistato piena dignità e autonomia, in Italia e fuori d'lta-
viene sostituita da volgare, poiché prosegue, per
quella sensi-
ripresa umanistica, con una sua storia, piú
o meno
anche attraverso la
venuti elabo- prova di
bile alla storia dell'altra. Il bilinguismo letterario è, appunto,
una
lia, anche sulla base dei numerosi studi analitici che si sono
continua-
la lingua mediola- una giuntura, e dunque
di una
rando, che hanno mostrato e sempre piú mostrano come
questa condizione. Non si tratta di mediolatino e

tina, anche se non è una lingua materna ma è piuttosto una lingua pater
-

Z1one, ma di una convivenza, di una contiguità tra mondo


na,ha una eccezionale duttilità, e dunque una libertà non solo in sede sin*
tattica e semantica, ma persino grammaticale, e soprattutto una crea LeoNARDI, Glistudi mediolatini
e l'università
una orientamento critico, C. latina medieva-
dirsi D1 veda, per questo di Storia della letteratura
terminologica cosí straordinaria da mettere in dubbio che possa A
ana (1900-1940), in cinquant'anni
dalla prima cattedra
Ezio Franceschini, 1990, pp. 31-40.
Sulla

mera realtà questa continuazionc


continuazione del latino dell'antichità. In novembre 1988, Firenze,
Fondazione
STOTZ. LDi lui si veda intanto

spa" I dova, 25 sta preparando un


voluminoso manuale P.
e rappresentata dalle lingue romanze, cioè da quel latino che finirà per neaiolatina
in SLeME1, vol. In 1994, PP. 153-90. V; 1979-1992,
Le
sorti del latino nel Medioevo, romanza, in Encdiclopedia
Italiana, Appendice
D'A. S. AvALLE, Filologia
4 . ora Italiana, 1992,
vol. I1, S.V.
italhana
u Oma, lstituto per l'Enciclopedia
le
2. Anche G. CoNTINI inizia significativamente con Francesco la sua Letteratura
Origini, Firenze, Sansoni, 1970, PP. I-5.
47
46
SEZ. I PROBLEMI DELLE ORIGINI

mondo volgare (e non solo romanzo, ma


anche germanico: nei Care
CAP. 11
L'EREDITA MEDIEVALE
Burana testi germanici sono
presenti tra quelli latini): una contiguità nuovo potere germanico,
m a perché anche
per lui si verifica l'impossibilità
nossibile non dallo strumento linguistico, ma dalla medesima resa Teodorico, e decide di ritirarsi al Vivarium, in Calabria,

fondo. questo
In il cultu a collaborare
con
senso
termine di «Origini» della letteratura italiana dove fonda e dirige
u n singolare monastero, in cui u n a delle attività è
lo
accettabile, è piuttosto il residuo di una condizione critica tramontar non studio, e in particolare
la trascrizione di manoscritti.
non corrisponde alla realtâ storico-letteraria. Per ma che Boezio e Cassiodoro sono degli sconfitti, nel senso che
il
questo qui non si pronos Si può dire
propriastoria letteraria di ancorare il futuro, che vedono ormai guidato
una vera e mediolatina come premessa ad
uno si loro desiderio e disegno
luppo italiano, ma un protilo storico-culturale che possa essere sufficiente al nautraga-
dalla nuova dirigenza politica germanica, passato romano, pare
a
viene considerato n martire,
evocare quell'ambiente culturale letterario in cui la letteratura
e re. Tuttavia
il Medioevo deve Boezio, che
a u

italiana si consolatrice dell uomo


è sviluppata, di cui ha condiviso fondamentalmente le idealità e P'immagine della filosofia, della sapienza, come
persino le scrive in carcere, poco prima della morte, il suo capolavoro, la Con
tematiche, quando non ha anche ripreso i generi letterari e le tecniche (Boezio fonda sulla convinzione che è
solatio philosophiae), u n a consolazione che si
-

compositive. in termi-
cristiana, m a che Boezio (pur autore di opere teologiche) esprime
ni pagani-del destino divino dell'uomo;e gli deve il fondamento logico
traduzionieicommenti dell' opera logica an-
2. I CENTRI DI CULTURA DELL'ALTO MeDIOEVvo dell' educazione, attraverso le
di Aristotele. Il Medioevo deve poi a

La fine dell epoca antica si constata culturalmente lungo il secolo VI. tica, in particolare di alcune opere
del De doctri-
Cassiodoro, sulla traccia per altro di Agostino, in particolare
e

Nell'anno s500 Fulgenzio di Ruspe arriva a Roma esule dall'Africa e si ren- che il sapere si struttura in due grandi gruppi
na christiana, la convinzione
de conto della decadenza della città. Poco dopo, ANICIO MANLIO SEVERINOo disciplinari: quello delle scienze quello delle scienze divine, che
umane e
e

BOEZIO (Roma, 480 circa - Pavia, 526), I'ultimo grande figlio della classe se molte teorie in
le prime sono in qualche modo (varíamente, secondo le
relativa alla
natoria romana, viene messo a morte per ordine di Teodorico, il grande re proposito) riferite alle seconde: la scienza suprema quella le Institu-
è
allevato a Bisanzio. Boezio aveva per altro tentato Bibbia.7 OCosí egli sostiene nella opera forse piú significativa,
ostrogoto che
sua
era stato
c o n s e r v a r e alla latinità il patri- scritte spesso per
un'operazione culturale che avrebbe dovuto tiones (fortunate anche le Variae, cioè la raccolta di lettere,
monio greco, mediante la traduzione in
latino di Platone e Aristotele e di conto di Teodorico, c o m e un commento
trascrit-
ai Salmi, che verrà letto e

in modo molto parziale, ma èl to per tutto il Medioevo, fino a Giovanni Pico


della Mirandola).
altri autori greci. L'operazione gli riuscí della clas-
tra lOccidente e lOriente, Il mondo medievale si distingue da quello antico peril cambio
sintomo di una divisione non solo linguistica
verrà piú eliminata.5 Il fatto
non impedi- se politica e per cristiana, che si continua e rafforza.
l'egemonia spirituale
che si è ormai verificata e che non
sce che intellettuali vengano
a Roma dall' Oriente,
c o m e quel Dionigi
il Cid appare chiaro poco dopo Boezio e Cassiodoro, quando i Longobardi
la
(nell'anno 568) e, sia pure parzialmente, conquistano.
di da-
tra altri lavori e iniziative, propone entrano in Italia
Piccolo che proprio in questi anni,
che sugli anni dei con-
C'Italia si trova ad "capitali": Pavia peri Longobardi, Ravenna peri
avere tre
tare il tempo storico dalla nascita di Cristo piuttosto CAS- che proprio è retto da
Bizantini, mentre Roma resta la sede del papato,
ora
FLavIo MAGNO AURELIO
soli. Poco dopo Boezio, sorte analoga tocca a del vecchio come Gregorio I (Gregorio Magno,
vd. par.
circa Vivarium, 583 circa), altro rappresentante un papa di statura eccezionale, trasmesso dagli ambienti eccle
SIODORO (490 -

Boezio ucciso dal


come 9). Ciò che resta della cultura antica viene
romano: analoga sorte non perché venga
potere
settembre I983, a cura di
con bibliogratiaessen Vd. ora Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, Cosenza-Squillace 19-24
S. 6.LEANZA, Soveria Mannelli (Catanzaro), Rubbettino, 1986.
sintetico
Su Boezio la letteratura
critica è amplissima. Un profilo CoURCBLLE, in LDBI, vo.
PizzANI e P. de la culture
5. studio di H-I. MarRou, Saint Augustin la jin
U. et
L. M1NIO PALUELLO, a
ligure
ziale quello
è di C. LEoNArDI,
OBERTELLo, Severino Boezio,
1-1, Genova, Accademia Oxtord, 7.Su Agostino resta classico lo con la Retractatio, Paris, De Bocard, 1949
s.v. Cir. anche L. and Influence, 4nhgue, Paris, De Boccard, 1939,
K, Pp. 142-65, GIBSON (ed.),
Boethius. His Life, Thought
lettere, 1974, e M.
SCenze e
Blackwell, 1981. 49

48
SEZ. PROBLEMI DELLE ORIGINI
CAP. II
siastici, mentre il mondo germanico non si interessa della cultura scritta. I
L'EREDITÀ MEDIEVALE
sua è una cultura diversa, soprattutto orale, il cui valore fondamentale i t Osa
pos (Ferrara), Farfa (Rieti), S. Vincenzo al Volturno
sangue -cioè il legame di sangue, I'etnia - che si manifesta nella coscienz no fu ricostruito per iniziativa del bresciano Petronace(Isernia).
ne
Montecassi-
all inizio del secolo
di gruppo, nella sua ditesa, nella vittoria sulle altre etnie; dunque una cultn VIII, conobbe una prima seria attività letteraria alla fine del
secolo, soprat-
tutto per merito di Paolo Diacono, nuovamente distrutto,
ra che si esalta nel ricordo e nel canto delle gesta degli eroi del passato e questa volta dagli
del arabi, nell'883, al tempo dell'abate Bertario, ebbe il suo maggiore momento
presente, e che si realizza nell'arte della politica che è anche un'arte bellica
di splendore nel secolo XI, con F'abbaziato di Des1DERIo (Benevento, 1027 -
Cio che non ha importanza per la cultura germanica è la parola scritta, e Montecassino, ro87), che nel TO86 fu eletto papa con il nome di Vittore III
dunque la suprema arte della parola scritta, che Cicerone aveva con grande (a lui si devono, tra l'altro, dei Miracula di san
sapienza illustrato, in teoria e in pratica, la retorica: è questa a rappresentare, Benedetto).10
Nonostante le distruzioni (altre ne subirà, nel 1349 per un terremoto e
nella tradizione romana, il vertice dell'arte politica, la persuasione al bene nel 1944 per combattimenti bellic1), Montecassino riuscí a costituire una
comune. Questo valore permane, come si accennava, quasi esclusivamente preziosa biblioteca senza tuttavia diventare, fino al secolo XI, un centro di
all'interno della tradizione cristiana, con la mediazione di Agostino e di grande cultura: la sua caratteristica maggiore, in questo senso, è quella con-
Cassiodoro, quindi subalterno al valore principe del cristianesimo, che è la servativa: essere un deposito di testi conservati nei suoi manoscriti, anche
fede in Cristo. di buona fattura e con splendida ornamentazione," ma un deposito ten-
Alla fine del secolo VI la situazione si è configurata in questi termini. Ro- denzialmente poco struttato, che non ha favorito per molto tempo le attivi-
tà e le innovazioni culturali, cosí che rari testi antichi (soprattutto dei classi-
ma non è piú il solo o il principale luogo di formazione e di cultura, e la
coincide necessariamente con la pluralità politica. I ci) sono rimasti nascosti, cioè inutilizzati, fino a che, secoli dopo, qualche
pluralità scolastica non studioso li ha riscoperti (notissimo è il caso di Boccaccio). Analogo il caso
centri di tormazione e, di conseguenza, di produzione culturale e letteraria
vescovo viene ad essere spesso
della piú celebre biblioteca capitolare, quella di Verona, che ebbe nel secolo
restano sí nelle città, o in alcune città, dove il
e di attività; ma si
IX una scuola scrittoria molto attiva, guidata da PaciPico (che è in proprio
la sola autorità e la sua scuola il solo polo di attrazione scrittore di versi di mediocre valore), ma che non
nei monasteri che s o n o sorti e stanno sor- produsse culturalmente
spostano anche fuori della città, sia di quello longobardo. quasi nulla, per venire piú tardi visitata (e in parte spogliata) dagli umani-
gendo in molte zone, sia del territorio bizantino,cui patrimonio librario è andato
sti.12 Piú feconda e importante appare, nel secolo LX, f'opera del monaco
Oltre le capitali, Pavia, Ravenna e Roma, il che vi so- ILDEMAR0, di origine franca ma attivo in Lombardia, nel monastero di S.
ricordati i centri e le biblioteche preziose, autore di un commento alla Regula di Benedetto e
poi disperso, v a n n o qui ma anche di Vercelli
e di
Pietro a Civate (Como),
no a rimaste, di Monza8 e di Verona,?
tutt oggi
di epistole-trattato a carattere retorico-didascalico e teologico.3
celebre è senza dubbio quello di Mon-
Novara. Tra i centri monastici il piú Montecassino, and the Nor-
(Norcia, 480 circa Montecassino, the Papacy,
-

tecassino, che BeNEDETTO


Da Norcia Ctr. HEJ. CowDREY, The Age of Abbot Desiderius.
10.

prima della morte, dopo fu lascia-


avere Oxford, Oxford Univ. Press, I983.
fondato qualche a n n o
mans
in the Eleventh and Early Twelfth Century, I secoli V1l1-X, Roma, Isti-
dell'Archivio di Montecassino, 1.
547 circa) a v e v a ma Montecassino poco do .
Ctr. G. OrOFINO, I codici decorati distingue tra cultura letteraria
e
comunità monastica; si
1994, pp. 21-25, 34-35;
to a Subíaco una prima altri monasteri, poi O Foigrafico e Zecca delloLaStato, di Bertario, in Montecassino. Dalla prima
dai Longobardi (577). Tra secolo VII e VIlI cassinese al
uccorativa in C. LeoNARDI, cultura di storia cassinese tempo
n Convegno
di
po distrutto tra gli altri quelli
della (sec. V1-IX). Atti del
s o r s e r o anche in Italia, dia seconda distruzione. Momenti aspetti e
Montecassino, Abbazia, 1987, PP.
celebri per le loro biblioteche, Nonantola (Modena), di
Pom-
SEudi sul Medioevo meridionale, a cura
di F. AVAGLIANo,

di Bobbio (Piacenza), di 317-29 (Miscellanea cassinese, 55) im 9. und10 Jahr-


Novalesa (Torino), Rather. Zur Veroneser Kulturgeschichte
C LEONARDI, Von Pacificus zu

Antenore, r xLI 1985, PP. 390-411 An-


di Monza, Padova, ndert, in «Neues Archiv», Lectura Ildemaro Francesco Petrarca, Padova,
a.

M. FERRARI, La
Biblioteca Capitolare C. ViLLA, La « Terentii», 1. Da
a
vicis capitalibus, in Sire
8. Su cui vd. A. BELLONI e
t anche sul Petrarca, 17); P.G. SCHMIDT, Hildemar De octo

c o m e per
Monza. Si veda R. AvE-
tuttavia
re, 1984 (Studi Geistesleben, cur. S.
Ka MERe
München,
M. BERNHARD,
esiste un'opera complessiva Vicenza, Pozza,
4Foschungen z u m
mittelalterlichen
9. Per Verona
non della cultura veneta,
dal secolo IX al seolo XIL, in Storia
La cultura v e r o n e s e
SAHI, ST
vol.1 1976.
50
SEZ. I PROBLEMI DELLE ORIGINI

CAP. 11L'EREDITÀ MEDIEVALE


La cultura fondata su una rete di centri episcopali e monastici è evidente
mente una cultura trammentaria. Gli Scambi tra vescovato e 3. ScuOLE E UNIVERSITÀ
vescovato non
sono certo mancati, e piú frequenti ancora erano i rapporti tra i
altro autocetali: il monachesimo altomedievale è un
vari mona critica storica ha voluto considerare caratteristica del
La
steri, per sorgere stesso di
monachesi. un' epoca diversa da quella antica, quella medievale
mo il cui momento unitario è l'osservanza di appunto, la fine della
regola, piuttosto che un
una
Scuola classica, cioè l'assenza di una scuola nei primi secoli altomedievali.
rapporto giuridico o politico o amministrativo, e ogni abate èè sovrano Ora è certo che la scuola
asso- municipale romana è andata in
gran parte distrut-
luto, a vita, nel suo monastero. Non si può tuttavia dire che la cultura l'indebolirsi,e poi con il definitivo tramonto della
rata in Europa da centri e scuole, prive di uno stretto
elabo- ta con
struttura politica
dell'Impero romano. Manon Si puð attermare che una scuola sia venuta del
fine del secolo VIII, sia stata una
collegamento sino alla
cultura priva di valori unitari: la tutto meno:1 cið che è venuto meno è
è il segno e insieme la testimonianza
ne liturgia l'egemonia
della cultura scritta, di
piú chiara, come si dirà. Caratteristica cui si è già fatto cenno, come e venuta meno una cultura scritta caratteriz-
fondamentale di questa cultura è intatti la sua omogeneità, espressione di zata da un contronto, quello tra paganesimoe cristianesimo.
un mondo sí pieno di contrasti ma che rimane Il primo è un elemento generalmente sottovalutato nelle storie lettera-
unitario, riflesso di una con-
sapevolezza critica e di una mentalità profondamente legate agli stessi va- rie. Una cultura orale esisteva anche nella tradizione romana,e basti pensa-
lori. re all' oratoria civile e poi ai panegirici per l'imperatore: ma questa era una
scritta
Ma momenti unitari piú evidenti la cultura medievale li trova nelle ini- cultura elitaria, per pochi ascoltatori. Quando nel IV
e/o pronunciata
e nel V secolo l'oratoria pagana, che si è continuata nell'oratoria civile cri-
ziative politiche che si riassumono nel nome di Carlo Magno, tra il secolo
stiana (e ultimi esempi possono essere i panegirici per re Teodorico di En-
VIII e il IX, e in quello di Gregorio VII, nel secolo XI. I fatti politici, i signi-
ficati ideologici, le concezioni culturali e i valori spirituali che questi due nodio e Cassiodoro, e-piú tardi ancora-qualche testo di Venanzio Fortu-
nato), viene in gran parte meno, quella cristiana a carattere religioso ne
grandi personaggi hanno messo in atto sono significativi anche per l'Ialia prende il posto: ma non è piú un' oratoria elitaria, poiché il suo pubblico di-
in modo determinante. Dopo la «rinascita carolingia», alla fine del secolo venta smisurato, essendo potenzialmente tutto il popolo cristiano, al quale,
IX, e poi per piú d'un secolo, la spinta unitaria è tuttavia venuta in parte almeno nei giorni di festa, il vescovo rivolge un sermone.15 Edè evidente
sistema dei centri monastici
meno, o ha preso u n altro segno; in ogni caso il che solo una parte minima dellomiletica cristiana è rimasta nella versione
ha a sua volta trovato nei secoli X e XI un punto di riferimento nel
mona-
messa prima o dopo per iscritto.
stero di Cluny, che ha proliferato moltissimi altri monasteri in tutta Europa Con un vasto pubblico in gran parte analfabeta - come era quello tar-
tradizione benedettina,
considerandoli non piú autonomi, come era nella doantico e medievale -il vescovo è costretto a parlare in modo comprensi-
dalla casa madre: la nascita degli Ordini
re-
bile. È celebre la convinzione di Cesario, vescovo di Arles trailVeil VIse
ma come organismi dipendenti era co-
scadere del primo millennio cristiano, colo, di dover usare un sermo pedestris, un linguaggio semplicissimo, per tarsi
ligiosi in senso moderno, allo
capire da tutti, anche dai m e n o cólti, da chi non è andato a scuola, dagli ilt-
sa fatta. terati. A questo fatto si aggiunga la condizione orale della tradizione germa
c o s a consista la
cultura altomedie-
Ma per definire con precisione in che ma sempli-
siano i generi letterari che
ha prodot- ica, per cui litteratus non è di per sé sinonimo di uomo sapiente,
vale tra i secoli VI e XII, e quali e parlare propriamente
innanzitutto considerare il ruolo
della scuola durante il Me- cemente di chi è andato a scuola e sa perciò scriverePaolo
to, converrà 1n latino. Chiaramente indicativa è una frase che Diacono inserisce

dioevo.
Éducation et culture dans POcident barbare, Paris,
i l risultato della ricerca di P. RICHÉ, Les écoles et l'enseignement dans POccident chrétien
Editic I962; e anche, dello stesso,
Die Regula Benedicti aufdem Weg a la fin euil,
de in du Ve siècle au milieu du XI° siède, Paris, Aubier, 1979.
347-50; K. ZelzER, Von Benedikt zu Hildemar. Studia a. xvI 1987 (ma
1989)» L'eredità tardo-antica, in
SLeME.1, vol. 1, to. I 1992, PP. 15-44
Beck, 1988, pp.
der Textgeschichte, «
in Regulae Benedicti », t t . ora I. GUALANDRI,
Alleingeltung im Blckfeld
PP. I-22.
53
52
SEZ. I PROBLEMI DELLE
ORIGINI
CAP. I1
nella sua Historia Langobardorum a proposito di re Liutprando: « L'EREDITÀ MEDIEVALE
sapientiae, [...] literarum quidem ignarus sed fuit vir
fuits
philosophis aequandmul
(fu un uomo molto saggio,1gnaro di latino ma che può considerarsi
neppure atftievolita, una tradizione latina. L' opera del britanno Patri-
steva,
ncl secolo V, dette anche avvio a una cultura latina, che doveva fondarsi
losofo'). La scuola non interessa germanici, litterati possono essere fi
i re sull'insegnamento ex-novo della lingua. L'importanza degli Irlandesi è du-
i litteratae le figlie
dei re, in quando clero e donne sono in pre-
linea generale nlice: non è tanto quella, in gran parte mitologica, di avere conservato, nel

escluse dal potere diretto.16 oro isolamento, la cultura antica, mentre i Germani la distruggevano sul
Siè anche generalmente sottovalutato il secondo elemento continente; quanto quella di aver creato un modello di scuola in cui, perla
(su cui sitor- comprensione dei testi, si richiede una lettura analitica e commentata: me-
nerà tra poco), nel senso che si èspesso voluto protrarre il contrasto trale.
redità classica e la tradizione cristiana, considerandolo determinante todo che-pur avendo qualche precedente antico e tardoantico-avràuna
perla straordinaria fortuna nel Medioevo; l'altro merito degli Irlandesi è nella te-
cultura medievale, quando non si è addirittura voluto vedere nella
ripresa nacia con cui, mossi da spirito penitenziale e missionario, hanno divulgato i
della cultura classica la causa delle rinascite culturali del Medioevo (come
loro metodi sul continente18 CozoMBANO ne è il primo grande interprete.
quelle del secolo IX e del secolo XII): una posizione critica, questa, diffusa, Nato verso la metà del secolo VI, fattosi monaco a Bangor, si mise in viag-
ma chiaramente ideologica e talvolta
semplicisticamente polemica, che gio verso il 590 e si stabilí in Borgogna, dove fondò alcuni monasteri, tra i
non ha permesso di
comprendere sino in tondo il ruolo, certo
importante, quali Luxeuil; piú tardi passò a Est, e a Bregenz fondò un altro monastero
dei classici.
Tutto questo non vuol dire che la scuola municipale sia del tutto scom-
(era suo compagno il monaco Gallo, cui si deve linizio del celeberrimo
monastero che porta il suo nome, vicino a Bregenz); passato infine a Sud,
parsa: si èè invece rarefatta e trasformata. Rarefatta nel senso che in epoca finí per dare vita nel 612, con il favore della cattolica regina dei Longobardi
romana frequentare la scuola significava anche avviarsi a diventare classe Teodolinda, al monastero di Bobbio, sull'Appennino piacentino.
dirigente, acquistare una possibilità di rilevanza sociale, condizione che vie- Non si può dunque sostenere che la tradizione scolastica conosca una
ne meno nei regni germanici, dal V-VI secolo sino all'VIII-IX. Trasformata frattura totale. Si deve anzi dire che la cultura latina del primo Alto Me-
nel senso che scuole si continuano presso le chiese cattedrali, dovendo i ve- dioevo, condizionata com'è dalla tradizione orale germanica e latina, è una
cultura fondamentalmente di scuola, non tanto nel senso di essere per que-
scovi istruire alla lettura e comprensione dei testi cristiani, innanzitutto del
sto una cultura meramente manualistica e didascalica, ma nel senso che la
la Bibbia, il loro clero; e pressoimonasteri, dove gli abati hanno un dovere
ne è il primo e fondamentale luogo di formazione e di promozione.
di Benedetto da Norcia si scuola
analogo verso gli aspiranti monaci (nella Regula la Bibbia, le Ea questa tradizione scolastica, tutta sull'autodifesa e tutta di
ambiente ec-
chiede esplicitamente che i monaci leggano alcuni testi: oltre non coscientemente rivol-
clesiastic0, anche se usa le grammatiche pagane,
Vitae patrum e le Institutiones di Cassiano).17 VIII viene impressa
ta a uno stesso scopo sociale, che alla fine del secolo
Non si ha scolastica simile a quella romana, ma in alcune zone
una rete
una decisa forma unitaria per iniziativa di Carlo Magno,
cioè da parte di un
dell'Irlanda, che
essa diventa un'esigenza-chiave: è il caso in particolare re fondamentalmente analfabeta, che promuove una politica
dove dunque non esi germanico, ecclesiasti-
non aveva conoscíuto una colonizzazione romana e
direbbero "civili", piuttosto che
Scolastica con intenti che oggi si
CL, anche se esplicitamente cristiani.
sua ri-
vom Alter sia un momento della
16. Cfr. H. GrUNDMANN, Litteratus-illitteratus. Der Wandel einer Bildungsnorm Di puð dire che la riforma scolastica di Carlo
a. xL 1958, pp. 1-65 (ora in ID., AuSgeu
24m Mittelalter, in « Archiv für Kulturgeschichtee »,C. LEONARD1, L'intellettuale nell'Altomedioevo,
I-66);
Au/satze, Stuttgart, Hiersemann, 1978, pp.società di Filologia cass Iren und Europa, a cura di
H. LöwE, Stutt-
antica, Genova, Istituto in due tomi, Die della Bibbia da Isidoro Siviglia
di
1n
comportamento dell'intellettuale nella Siptor t r i l volume miscellaneo, Lo studio
La citazione da Paolo Diacono è a Historia, 58 (MGH, anche S. CANTELli,
vI Fondazione
1982; e vd. ora mediolatina della
medievale, rg80, pp. 19-39. all -Cotta, di cultura
1994 (Quaderni
Rerum Langobardicorum, Hannoverae, Hahn, 1878, p. I87) ordinaria, Spoleto, CrsaM,
ed, a cura di A. DE Vosü£ eJ.
NzUFvILLE, Paris, L Ezio 4Franceschini, 8).
Ezi
1 7 . . Regula Benedicti, cap. LxxII,
1972 (« Sources Chrétiennes», 182), p. 672.
55
SEZ. I PROBLEMI DELLE ORIGINI
CAP. 1I
L'EREDITÀ MeDIEVALE
forma della Chiesa. Consapevole dello stretto legame tra fede
mazione culturale c azione politica, Carlo ha coscicnza che
cristiana fo alità intellettuali piú vive e attive alla fine del secolo VIll e, con Paolo Dia-

guida del popolo alla salvezza. Entro questo quadro idcologico e inc re l,la
spetta al OPaolino di Aquileia, AMBROGIO AUTPERTO, che viene dalla Provenza
edè monaco e poi per qualche tempo abate a S. Vincenzo al Volturno, in
questa
prospettiva di sacralità politica, cgli intende portare il suo popolo, c quind uclla parte d'Italia dove l'intluenza di Carlo è assai minore20
anche la Chiesa e la cultura, in particolare il ceto
intellcttuale, che è ece
siastico, ad normam rectitudinis, per usare 'espressione definitoria
L'unificazione carolingia è ottenuta da Carlo e da Alcuino con I'imposi-
che Joscf 7ione di alcune direttive e con un rigoroso controllo della loro esecuzione;
Fleckenstein ha rilevato da una lettera di papa Zaccaria
(741-752), del 744, al ma in particolare - c o m e si d i c e v a - c o n l'istituzione di u n a scuola di palaz-

tempo di Pipino il Breve, a Bonitacio (morto nel 754), il 70, in cui si formanoi maestri che vanno presto a coprire il posto di capo-
amico di Roma e cvangclizzatore dei Gecrmani, a cui Carlo si
grande vescovo
sarebbe ispi- sCuola in centri monastici ed
episcopali di grande importanza. In riferi-
rato. Egli ha certamente promosso una ritorma e alla scuola da lui diretta, ALcUINo
scolastica, che prevedeva mento quelle adirettive (York, 735 circa
una formazione iniziale basata sulle sette arti liberali di e scrive una serie di trattati-manuali, come il De ortho-
tradizione classica. Tours, 804) pensa
ma la riforma
riguardava ogni aspetto della cultura, con una revisione del eraphia, il il De
De grammaticae et ma Alcuino affronta a n
rhetorica virtutibsus;
patrimonio ricevuto dal passato, che era soprattutto di natura religiosa e di che problemi teorici con un testo di grande interesse ideologico, il Dialogus
dominio ccclesiastico. Per qucsto il rinnovamento si inizia con la riforma de vera philosophia, sul rapporto tra le arti liberali e la teologia e/o la sapien-
della liturgia, per riportarla a testi corretti e da tutti leggibili: affronta direttamente il problema della Bibbia, con un ampio com-
perché pro- za, e
prio con la liturgia si realizza il primo strumento di contatto tra il popolo, la mento al Vangelo di Giovanni, che diventa il modcllo per molta esegesi
Chiesa e la stessa autorità civile. successiva.21

Con la ha per la prima volta nel Medioevo una di- La forte spinta unitaria di Carlo Magno non durerà molto dopo la sua
legislazione di Carlo si
rczione centralizzata della scuola e della cultura: il momento propulsivo di morte, avvenuta nell'814. Ma l'indebolirsi e il disgregarsi, verso la fine del
questa politica è certo la volontà del re dei Franchi - poi imperatore «sa- secolo IX, della costruzione carolingia, non ha significato la fine della scuo-
la creata da Alcuino: quel tipo di struttura è rimasto, sia perché i poteri poli-
cro» c romano» , ma si realizza in una scuola modello, in cuí Alcuino,
che in questo senso opera come un "ministro dell'istruzione e della ricerca" tici che si sono susseguiti hanno mantenuto interesse alla cultura, sia, e so-
rinunciare a
di Carlo, forma un'intera classc dirigente: la sua è una scuola di palazzo, prattutto, perché i monasteriei vescovadi non potevano piú
una scuola. Come era stato nell antichità, la scuola tornava ad essere
una
che egli dirige a corte c continua anche, con piú successo perché a tempo
delle scuole
opportunità sociale molto forte. Per altro il moltiplicarsi
n on

pieno, quandodiventa abate a Tours del monastero di S. E noto Martino. ha dissolto la struttura scolastica, la ha invece resa capillare. L'epoca carolin-
che a
palazzo c in stretto contatto con la corte, volenti o nolenti, operano
di u n a grande cultura scolastica,
anche il grammatico PiETRO DA PISA, Paolo Diacono, Paolino di Aquileia g1a e post-carolingia è pertanto il momento
che recupera dall' antichità e soprattutto dalla tarda antichità schemi e -

(peri quali vd. oltre); ma l'ltalia è fruitrice, piú che creatrice, di questo rin
-

novamento scolastico° La scuola di Paviaè illustrata da un macstro irlan- strumenti, che rilegge Agostinoe Cassiodoro, incorpora
e
sviluppa lespe-
rienza glossatoria irlandese, creando una lingua, il mediolatino,
che servirà
dese, DuNGALO, che viene dal monastero di St-Denis presso Parigi;aVero:
Lago
na opera Pacifico, sotto l'influenza del monastero di Reichenau,
sul di Il lavo-
Ambrogio Autperto, in SM, a. Ix 1968, pp. I-131.rectifudr-
40r. C. LeoNARDI, La spiritualità diKarls
Contanza;a Fiesole è macstro un altro irlandesc, DoNATO. Una delle perso- des Grossen als Veruwirklichung der «norma
a.FLECKENSTEIN è Bildungsreform
nis »,
Bigge (Ruhr), E. Albert, 1953. and Carolingian
studi da lu Kingdom of Heaven: Liturgy, Theology
f r . D.A. BULLOUGH, Alcuin and the Medieval
19. Per un primo orientamento sull'epoca di Carlo Magno, la rinascita degli Thought, cur. BLUMENTHAL, Washington
R.
e su Alcuino si vedanoi due volumi che raccolgono gli Atti delle Settimane di stl arolingian Essay, Patristic and Early si po-
promomi 1-69. Per una monografia complessiva
dio poletine: I problemi della dvlta carolingla, Spoleto, CiSAM, 1954, c Nascita dell'Europa ed En f atholic Univ. of America Press, 1983, pp.
Charlemagne. His World and His Work,
New York
a E.F. DuCKETT, Alcuin Friend of
ropa carolingla, Un'equazlone da verlflcare, Spoleto, CisAM, 1981; vd. inoltre problemi dell'O
e
e I toe
1951.
dente nel eolo VIII, Spoleto, CisAM, 1973.
57
56
SEZ. I
PROBLEMI DELLE ORIGINI

manesimo; una cultur


sino allPUma itta intellettuale CAP. II L'EREDITå MeDIEVALE
a tutto
il Medioevo, c o s t a n t e m e n t e :
l'esegesi per definirsi, una cu
enso chericorre oltre a riprendere tura erme.
che oltre.
l e t t e r a t u r a che scrive la storia dei Longobardi; nel Nord, Liutprando di Cremona, di origi-
e una riesce nelle comporre l'interesse
storiografico
Tipensate opere
eccellenza, a
neutica per in versi e i ne longobarda, sue

il
modo di esprimere, SCrittura di grande temperamento qualità lette- e
li antichi generi, trova
in una
quello politicO
è in definitiva teologica,
e atfronta le sue cultura con
raria (vd. oltre, par. 7).
dominante, che dalla Historia Langobardam grandi pro. scuola altomedievale si verifica nel secolo XI con il
ve,
creando iprimi capolavori:
m a anche he let
aolo Diaco-
letterario, per l'intensità el
L'esito piú alto della
e sui poteri e rapporti tra Impero e papa-
grande dibattito sulle investiture
-

intellettuale

no, sino
al vertice dalla fine
della scrittura - del Commento al pen e politici si erano già verificati, a partire
tensione raffinata
Prolog to.24 Dibattiti teologii adozioni-
del sul valore dele immagini religiose,
Giovanni, scritto da
Giovanni Scoto Eriugena
(vd. pan verso del secolo VIII (questione di-
Vangelo di
e poi nel LX (predestinazione,
eucarestia), ma erano sempre stati
metà del
secolo IX.22 smo) molto legati alla scuola e condotti da maestri
di scuola;
la Nel secolo successivo il clima culturale e 1l panorama letterario mutano; scussioni e dibattiti
numero di interventie qualità
in-
straordinaria per
la libellistica,
alla fine del secolo IX, e la data d'inizio si può cire.
ora invece fonda-
coscrive. PiER DAMIANI (Ravenna, 1o07-1072) è
cio si verifica già tellettuali si pensi solo a
-

di Giovanni VIlI (morto alla fine 882) Già priore a Fonte Avellana, nelle Marche,
re agli anni del pontificato on mentalmente extrascolastica.25
a Roma, quel GroVANNI DACONO IMMONIDE a
scrittori e operatori in ap-
uno scrittore
che opera cardinale, Pier Damiani è uno dei piú attivi
poi alcune sue opere, come il
accanto a una rielaborazione in versi della Cena e riforma della Chiesa; sono importanti
circa-880) cui si deve, la prima parodia biblica me.
poggio alla
ma a lui si devono
anche una serie di
priani, un'ampia biografia Gregorio Magno: L'una indica la libertà
di Libergratissimus e la Disceptatio synodalis, Molti altri hanno partecipato
dievale e la prima grande agiografia pontificia.
dello componimenti poetici
e un ricco epistolario.
CaNDIDA e ANSELMO DI Luc-
a Roma comincia a fare oggetto di satira e essi UMBERTO DI SiLva
al grande dibattito: tra
spirito medievale, che proprio intoccabile della tradizione cristiana, DI SUTRI e piú
tardi PLacIDO DI NoNANTOLA di parte grego
CA, BoNIzONE E
parodia la Bibbia, il testo piú sacro maturità extra-scolastica; mentre la
e
BENzONE D'ALBA di parte antigregoriana.26
GuIDO DA FERRARA e
altro sintomo di una riana, Per altro
ed è dunque un
secolo VI, allavanguardia in Europa.
agiograt- vede l'Italia tornare, dopo il
Vita Gregoii denuncia, assieme a intenti ideologici aspirazioni
e

fondata su grammaticae retonics,


che, la necessità che la cultura carolingia, contrana- imperatorum lite et ponti
edita nei MGH, Libelli de
manifesta di una diversa consapevolezza, quella storiogratica: 24. La maggiore
raccolta di questi scritti è
stretto Hahn, 1891-1897 (3 voll.).
cioè che il Medioevo, jicum saec. XI et XII conscripti,
Hannoverae, Petrus Damiai,
mente a quanto spesso la critica ha sostenuto, non ha avuto ses 25. Ctr. H.P. LaqUa,
Traditionen und Leitbilder
bei dem Ravennater Reformer
FoRNASARI, in SM, a.
x x T978, Pp.

nel regime delle arti liberali, tra grammatica e Bibbia,


recensione di G.
1042-1052, München, Fink,
1976, e vd. la
attenzionee una sensibilitas dialettiche
ec-
storico si è sviluppata in questi secoli una vastissimaletter
252-66.
segnala qui almeno lo studio di O.
CapITANI, Tradizione ed interpretazione:
si veda W. BERSCHIN,
Bonizone
di
riogratiche, che hanno portato alla produzione di una C0-
26. Si
Clestologiche del secolo XI, Roma,Jouvence,
1990. Su Bonizone
Anselmo di Lucca: SantAnselmo. Mantova la
e

Non c'e cenuo Spoleto, C1SAM, 1992; per Anselmo da

STOrica, che il secolo X già ampiamente documenta.23 le e R. BELLIN,

la Sutri. La vita e opere,a c u r a di P. GoL1NELLI, Bologna, Påtron,, 1987,


dell'XI, n o n scriva 1990, PP-317-62; per
me si vedrà- che, tra la fine del secolo IXe linizio 7 seiei Lotta per le investiture, ultimi quarant'anni,
in « Benedictina a. XXXVII von
Nonantola. Eine
elenchi in :
LMca nela storiografia degli de honore ecclesiae des
PlaciduS
non ne BusCH, Der Liber ihres Autors wnd seine Vorlagen,
propria storia, non si interroghi sul suo passato o
dei suoi
sa
lacido di Nonantola:J.W. aus dem Jahre 1111. Die Arbeitsweise (ctr. piú
suoi capi (abati, vescovi, o riscriva la leggenda secolo X, Onistische Problemerörterung Per autori, oltre alla letteratura del Capitani
le investiture,
re),
non SCriva
In Italia, nel Sud, Erchemperto di Montecassino, alla ine gmaringen, Thorbecke,
1990. gli altri
s o v r a n o . Gregorio
VIl ed Enrico IVnella lotta per di LS.
e il complessivi
veda l'antologia Il papa Europia, 1985, e gli studi Late
opra), si CANTARELLA e D. TUNiz,
Novara,
Literature of the
Investiture Contest.
The Polemical und Investi-
r a dG.M. and Resistance in the Cregorianische Reform
BINSON, Authority
LaUDAGE,
Press, 1978, e J.
Milano,

Manchester, Univ. 1993.


ieventh Century,
CRISTIANI,
M. Buchgesellschatt,
di
2Ctr.GtoVANNI ScOTo, Omelia sul prologo di Giovanni,
Mondadori
a cura
HTStreit, Darmstadt,
Wissenschaftliche

(Fondazione Valla), 1987. Politica,eddlesiolog


nche
Eura del
su
Giovanni Diacono si veda .ARNALDI, Natale 875.
ora
59
papato altomedievale, Roma, Is1ME, vol. 1990. 1

58
SEZ. I PROBLEMI DELLE ORIGINI
CAP. II
L'EREDITÀ MEDIEVALE
lastruttura scolastica rimane quella carolinga, con i caposaldi nei
ei vescovadi verso la fine del secolo XI che a
Bologna viene a definirsi, in
e nei monasteri. E sempre
la cittadina, una struttura scolasthica nuova che avrà una fortuna
questo sistema, scosso dalle vicende della libellistica gregoria e a
13
aria., quella della scuola che si dice « universitaria». Le caratteristi-
gregoriana e dalla profonda crisidel monachesimo
benedettino, che entr anti. strao
rd
scuola sono la
specializzazione, in questo caso
in crisi nel secolo XI: si veritica intatti un potenziamento e rinnoUea che di questa giuridica;
il
netodo, che riprendee porta a pertezione la tradizione carolingia del com-
delle scuole episcopali e in ogni caso di quelle cittadine, mentre deead ssa; l'organizzazione scolastica, con un collegio di profes-
poco per volta quelle monastiche: il duopolio tende lentamente a dive mento, dela glossa
sori, che
fissa 'ordine degli studi e ha il potere di conferire i gradi accade-
un monopolio. La radice di questo cambiamento di struttura sta nella universitates student cioè le associazioni che uniscono gli stu-
ritor- ici, e le
ma ecclesiastica di Gregorio VII, in un cambiamento della figura cristian
mici

secondo Ila
denti (disolito: provenienza), che scelgono o eleggono i protes-
ma il papato, non
che ha ora al non piú
vertice il monachesimo piú Fabate sori e
iliscono le regole della vita scolastica. ll primo grande maestro
ma il vescovo, quello di Roma innanzitutto. Nonostante i tentativi di rifor
aciuto a Bolognaè IRNERIO, al quale si attribuiscono le glosse al Digesto
ma, il monachesimo è infatti in crisi: in Italia Vallombrosani e Camaldolesi le Quaestiones de iuris subtilitati
oltre ad opere giuridiche originali, come
per ricordare i due fenomeni di ritorma piú signiticativi, rappresentano an-
hus:30 vive tra il secoloAlelxll
ea lui seguirono altri grandissimi maestri,
che fatti sociali di rilievo, ma scolasticamente deboli: come nell antico mo- ricordare BULGARO, MARTINO, GLACOMO DI PoRTA Ra-
tra cui si possono
nachesimo, non è la cultura e l'insegnamento la vera preoccupazione del UGo DA BoLoGNA, tutti attivi lungo il secolo XII. II rapporto
VENNATE e
monaco, e quando la scuola non coincide con la cultura, ma copre solo un con gli imperatori (specie quelli di Casa sveva) fa-
dell' università bolognese
momento educativo particolare, la cultura tende nei monasteria decadere; dell'università, dedita per altro, soprattutto all'inizio, alla
vorí lo sviluppo
certamente decade l'incidenza delle scuole monastiche rispetto a quelle e comprensione
sistematica del corpus legislativo di Giustinia-
spiegazione
cittadine 27 no, ritenuto
c o m e ancora vigente.31
episcopali e
mentre quella salernitana è
Ciò non toglie casi di particolare rapporto tra monasteri e città. Si può i- Una scuola, dunque, prevalentemente laica,
che lo studio della teologia
cordare come nel secolo XI la Scuola di medicina di Salerno abbia conosciu- laica e insieme monastica. Fuori d' Ttalia, prima
all'inizio del secolo XII
trovi il suo luogo principe a Parigi, èè celebre-già
-

to una fioritura e un deciso rinnovamento mediante le traduzioni


grande e anche per questo tipi-
dall'arabo e l'insegnamento del m o n a c o cassinese CoSTANTINo AFRICANO la Scuola di S. Vittore, tenuta dai canonici regolari,
che dà n u o v o vigore a una camente cittadina; il piú
celebre maestro vittorino è Uso (circa 1o96-114)
(Tunisi, Io1o/1015 circa Montecassino, Io87), medica di derivazione
-

fecondissimo scrittore su tutto l'arco delle discipline


liberalie teologicheee
scuola celeberrima per il rigore dell' osservazione ip-
studio legendi, un manuale enciclope
astrologiche; mentre, noto sopratutto per il Didascalicon. De
pocratea, aliena in genere da componenti magiche
e
rinnova quelli di Cassiodoro e
CLERICO la chirurgia a dimensioni non dico di avviamento scolastico, che ripensa e
nello stesso tempo, PieTRo porta sui misteri cristiani, il
meramente empiriche 28 La Scuola
aveva avuto origini piú antiche;
se ne ha
Alcuino, e per la imponente opera di sintesi teologica
celebre maestro del se-
durerà ancora per secoli De sacramentis legis naturalis et scriptae dialogus.32 Il piú
infatti notizia almeno dal secolo IX, e la sua fama Châlon-sur-Sane,
l'attività di una donna, TROTULA, autrice colo XII -si sa è PiETRO ABELARDo (Le Pallet, 1079-
-

(forse nel secolo XII è da collocare Eloisa (la loro corrispondenza


di un trattato De passionibus mulierum ante,
ginecologico
in et post partum) T142). La sua vita avventurosa, l'amore per
Scritti degli alhevi
Monle
in A Ovidio Capitami.
Montecassino attraverso l'ampio studio di H. BLoCH, recentementeC. DoLcINI, Lucerna iuris,
ThentonicHS Nuove ont su
ir-
27. Si veda tuttavia il caso di r pú .,

(3 voll.). G. PaCE, « Gamerius


Cassino in the Middle Ages, Roma, Edizioni
di Storia e Letteratura, 1986 a ges, Bologna, Patron, 1990, pp. 39-48; e i991, PP- laj-3
de la médecine à Salerno « Rivista internazionale
di diritto comune, a.
dans l'enseignement O C1equattro dottori», in
ora D. JacqUaRT, «Theorica et practica ARNaLDI, Bologna, ll Mulino, 194
» a »
bre
28.
Vd. Turnhout, di G.
cur. O. WsyERS,
siedle, in Vocabulaire des écoles et de méthodes Moyen Age, Ltt. Le origini dell'Università, der Werke Hugos von St. Viktor. Ein Berimagzur KommRke
au a cura

XIl R Gov, Die 0berlieferung alle PP 572-81}.


pols, 1992, pp. 102-10. LBoNARDI, M.T.
FUMA" 1976 (bibliografia
Chr. F. BrRTINI, Trotula, il medico, in F. BERTINI, F. CarDINI, C. chichte des Mittelalters, Stuttgart, Hiersemann,
29. 1989, PP. 97*1y*
GALLI BEoNIO BroccHIERI, Medioevo
al femminile, Roma-Bari, Laterza,

60
PROBLEMI DELLE ORIGINI
SEZ. I

u n talso), i feroci dibattiti nelle scuol.


epistolare è per qualcuno Bernardo (che gli fa scrivere
piú amose,
accuse di san
laviolenza delle
personaggio primo piano. Il suo ma
di Apologia con-
tra Bernardum)
ne tanno

anche letterario (si


un
ricordino i suoi Plandtus, la raccolta di inni, TO
l'autob
magiste è
fica Historia calamitatum), ma è soprattutto intellettuale: infai una gaiogra-
mo
titudine di scritti (se ne cita solo uno, la Theologia« Scholarium») 33 eo
studio della Bibbia e della
i espl
spl
citò un rigore dialettico nello
ne nel secolo successivo, con la mediazione dell'italiano PieTRO LoMB
teologia che diven
ARDO
(Lumello, 1o95 circa - Parigi, 160), poco piú giovane di Abelardo, lastruttu-
ra metodologica delle università, cioè lo studio delle scienze umane, com
me
anche di quelle divine (per ricordare la distinzione cassiodorea), mediante
una razionale disamina intellettuale, cioè mediante la dialettica. Da questo
principio, su cui la lectio si regolava, nacquero le metodologie scolastiche
praticate in tutte le università medievali: la quaestio, e da essa le disputationes
i quodlibeta, i commenti, sino a quella sorta di enciclopedia che furono le
Sententiae di Pietro Lombardo; le raccolte sistematiche di sentenze produs.
sero le summae. Ma siamo già oltre il secolo XII (vd. sez. 1, cap. 1par. 1).34
La città era tornata ad essere il centro dell' attività culturale: il fatto ha ec-
cezionale rilievo in Ialia, dove nel secolo XI si stanno formando quell sin-
golarissime società di cittadini (analoghe alle universitates studentesche)
chiamate pacta communia, che acquisteranno
sempre piú, oltre a potere poli-
tico ed economico, il controllo anche istituzionale delle città nel Nord e nel
Centro d'Italia: il conflitto con Federico Barbarossa a metà secolo XII dice
come i Comuni italiani siano ormai diventati
organismi di grande autono
mia politica, siano delle città-stato.

4. LA TRADIZIONE ANTICA: I CLASSICI, LA BBBIA, I PADRI


Fino a tutto il secolo XII il Medioevo ha
avuto un grande culto del passa"
to e di
ogni tradizione. Il passato, il punto d'inizio,
è visto come un n
33. Su Abelardo c'è ormai una letteratura sè
critica immensa. Un buono
rappresentato volumi miscellanei: Peter Abelard,a cura di E.M. BUYTAERT, qaTniv.
dai status
Press, e La Haye, Nijhoff,
1974; Pierre Abélard. Pierre le Vnérable. Les courants LOuvau ;litté-
raires et philosop oT
artistiques en Occident au milieu du XII siècle, Paris,
1142). Person, Werk und CNRs, 1975; PetruS 10uLerd
temps, Paris, Les Belles Wirkung, a cura di R. THOMAS, Trier, Paulinus-Verlag, 1980, 70
et son

34. Cr. F.DEL PUNTA Lettres,


e C.
1981.
LuNa, La teologia scolastica, in
SLeME.1, vol. I, to. II 1993- PP
62