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La letteratura abruzzese delle origini.

Saperi e visioni del mondo

di Lucilla Sergiacomo

letteratura medievale abruzzese


Caratteri generali della
letteraria costituisce solo u n a
delle
e civiltà la produzione
Inogni epoca medievale abruzzese rientra in
della cultura. Anche la letteratura realtà
espressioni delle componenti di u n a
generale ed è da considerare u n a scrittori deile
questa regola al cui interno le voci degli
molto più ricca e complessa, intellettua-
regionale considerate c o m e
m a n i f e s t a z i o n i isolate di singoli
v a n n o carattere uni-
origini n o n fondo viene inoltre potenziato dallo specifico
assunto di Medioevo e dalla
i. Questo italiana dell'Alto
clericale europea e
versale della cultura latina che ad essadiede inizialmente
internazionale della lingua vod
trasversalità
a n c o r a più opportuno
prime
ricondurre le
fattori che rendono cultura clericale
voce, due dell'organizzazione della
vasto contesto
letterarie abruzzesi nel
di produzione.
e nella rete dei suoi luoghi
furono per
resto d'Italia e d'Europa,
questi luoghi
In Abruzzo, c o m e nel culle della
vere e proprie
dei monasteri -

molti secoli soprattutto gli scriptoria i suoi centri più


rilevanti nelle abbazie
che ebbe nella regione Santo Stefano
Civiltà monastica,
Clemente a Casauria,
San Giovanni in Venere,
benedettine di San San Bartolomeo da Carpineto -e
a Maiella,
San Liberatore m o n a s t e ri
ad Rivum Maris, nelle scuole per il clero a n n e s s e ad alcuni di questi
nelle biblioteche e
eccle-
e alle sedi episcopali
cittadine. da queste officine
medievale pervenutici diverse
numerosi codici
di epoca
t e s t i m o n i a n z e culturali,
provenienti da
dimostrano c o m e varie s c r i v e v a n o ex novo nei con
Slastiche t r a s c r i v e v a n o o si e alle
raccoglievano, si alle epistole
parti delTtalia, si trattatelli morali e le raccolte di
sentenze
inni religio-
dai
enti abruzzesi, narrazioni storiche e le leggende agiografiche agli
dalle
osi e papali, scrittori clericali ope-
allelaude drammatiche. intellettuale in cui gli ma come
nterno dei centri della vita però concepita
c o m e tale,

n o n veniva intatti u t i l i z z a t e
la produzione letteraria Le
erano
no, religiosa. opere
d o t t r i n a l i di n a t u r a
strur edificazione morale e interventi
tdi celebratori e per
ente per scopi liturgici e
fel ecclesiastica. da impie-
EOlogicao per ricostruire la storia dei saperi e di u n a cultura slegata cri-
disinteressato
intatti alla mentalita
u n uso acquisite non
appartenne
che noi oggi sentiamo
Pratici delle conoscenze
attribuite a testi le
le finalità
inerenti

nedievale e pertanto utilitaristiche, spesso


CO erano nrevalentemente
letterari
97
La letteratura abruzzese delle
LUCLLA SERGIACOMO
monaci

odor di santità o origini. Saperi e visioni del mondo

abbracome
protagonisti

irtuosi e meritevoli di lode. È


virtuosi
m fondatori
iladatori
nersonale, traspare la preocupazione del biografo di allontanarsi dalla
ria
cronachistica
e particolarmente
riguarda ana della
del secolo
secolo
Vlll, che della parola di Francesco, di fronte alla
emplicità
et Tasonis del
quale, nel
abali Y'area Tommaso denuncia I'inadeguatezza della sua parola al Prologo della Vita
tura et l0soniS
un'abbazia
o IatonIs
ncese Autperto, era
france
disSan compito che gli è
abbazie a h a t e
monaco

di Paldonis, il
Beatorum autore, importanti stato assegnato:
Vita il suo dipendevano
perché
da cui nPellegrino di Bominaco. Autperto costruisce uSed utinam eius merear esse discipulus, qui semper locutionum vitavit
abruzzesevolturno,
abruzzese

SanPeletori dell'abbazia, ma nel contempo


fondatori
dell'abbazi
aenigmata et verborum phaleras ignoravit!"3.

dei
tre monaci
della dominazione
vita parda, che si estese insi
longobard Tommaso quindi avvertiva chiaramente la sua responsabilità di autore chia-
sad molti aspetti a seguito
santa mato a raccontare con fedelta storica gi "actus et vitam beatissimi patris nostri
infati la
infatti
Alboino,
di All dell'invasione
che r 568
sofermaspesal secoló VI, rancisci", ma era d'altra parte consapevole di dover dare voce a testimonianze
bizantini.
che andavano al di là del ricordo della predicazione del santo, dei fatti di cui era
eserciti
tazione profonda
aveva
gli
sbaragliato
Medioevo
subi mutaz
'agiografia
una

tata attraverso i
manifestat
rispetto alle stato testimone e, soprattutto, delle indicazioni che Francesco aveva dato nel
Nel basso
lesaltazione
della santità
che 1
miracoli e il Testamentum, nel quale aveva enunciato il suo "exivi de seculo". Obbedendo
sue origini e celebrazione ddella santità interiore, chiava una alla volontà del papa, chegli aveva commissionato questo racconto a edificazio-
martirio si sOstitui
la visto
v come rivelazione del div nella
soprannaturale,
ne e conforto dei tedel1, 1ommaso si impegna invece a rievocare la milizia di
diversa
concezione
del
nele scritture agiografiche
il so
Francesco nel secoloe per farlo prende le mosse dalla sua educazione familiare,
Sin dal secolo Xl,
sfera spirituale. prodigi e tatti straordinnari accusando i genitori, e in particolare il padre, di gravi mancanze, attribuisce al-
rivelarsi non piu attraverso
tende infatti a appariz1oni ed estasi mistiche u 'intervento di Dio laffermarsi della sua vocazione, traccia in modo emblematico
attraverso visioni,
corrisponde a u n processo di im
ma
da santi e beati, i caratteri esistenziali di Francesco, la sua autentica fratellanza con gli uomini e
nuova idea
di "meravigli0SO cristian0, che nelle stigmate ricevVuta con la natura, l'adesione alla povertà e alla semplicità del cristianesimo primiti-
riorizzazione del sacro,
trova il
suo simbolo esemplare
della sua santità. Gli agioorak vo, l'amore per i poveri, per i lebbrosi, per i deboliH
rivelazione
d'Assisi come
da San Francesco
la loro attenzione sul reale modo di vivere dei Esperto di "ars dictandi" e fine letterato, Tommaso da Celano ricorre fre-
francescani spostarono inoltre quentemente ai luoghi comuni agiografici, e in particolare si ispira alle Confessiones
concretamente realizzato nella loro vita. Alle primiti-
santi e su ciò che avevano

ve figure di uomini perfetti,


disincarnati e lontani dalla materialità della vita, si di Sant'Agostino, soprattutto quando delinea il contrasto di Francesco con il padre
a fornire e la sua condizione di peccatore precedente la conversione, e riesce nel suo ten-
sostituirono uomini e donne con una personalità storica precisa utile
e
tativo di conciliare le ragioni della storia con quelle del misticismo e dell'apologia.
modelli di comportamento e di virtù cristiana.
Dopo la distruzione delle biografie di San Francesco, decretata dal Capitolo
Documenti esemplari della metamorfosi intervenuta nelle narrazioni
francescano
Generale dei Frati Minori tenutosi a Parigi nel 1266, I'opera di Tommaso cont
agiografiche sono le biografie in latino di San Francesco del frate nuò tuttavia ad essere trascritta in numerosi codici - per la sua prima pubblica-
Tommaso da Celano (1190-1260), che dopo la morte del santo fu incaricato da
zione a si dovette però attendere il 1768 ma la biografia ufficiale del
stampa
-

PapaGregorio DX di redigere la biografia di Francesco, nell'intento di avvicinare scritta tral


ala Chiesa di Roma il fervore religioso suscitato dal "Poverello d'Assisi", la cu santo divenne la Legenda maior di San Bonaventura da Bagnoregio,
1260 e il 1263. Alla versione biografica francescana di Tommaso da Celano, atten
Tgola era gid stata approvata ufficialmente da Onorio I nel 1223. fatti e parole del santo, e non solo i suoi miracoli,
si sostituì
La
Diografha francescana del frate abruzzese, che conobbe personalne
ta
a salvaguardare la
Cesco e fu trai suoi primi seguaci, si articola in tre opere: la Vita prima e cosi una visione edulcorata della sua figura, privilegiando l'intento mistico e e
rcisci celebrazione delle sue virtù e passando sotto silenzio
alcuni capisaldi della vita
oLegenda Gregorii (risalente al 1228,l'anno della canonizzazione a predicazione di Francesco, in particolare la spinosa questione
della povertà,
co, 0 al 1229), di cui Tommaso diede anche una versione abbreviaeos. aella tra Spirituali e Conventuali
aveva animato le violente controversie scoppiate
etura corale, la Vita secunda o Memoriale in desiderio animae 7), promos Che metà del XIl secolo.
(1240-1 all'interno del movimento francescano nella seconda
Sa aal ministro generale dell'ordine Crescenzio da Jesi, scrittaa didi-
vent'anni
Se nell'opera biografica di Tommaso da
Celano si può individuare, come
ha

dalla prima e redatta sulla base di una raccoltaa di documenti e


testimonianze dei frati che avevan0 piú larg miraculis
sete di giustizia, che andrebbe assegnata
a un

(1250-125 dove si narrano Conosciuto il santo, eil "actatus de n a testimonianza di profondo valore religioso e di
di da Celarno ctr. V. ESPOSITO,
scritto su istan del secolo XII. Sulla produzione poetica Tommaso
za i Giovanni da Parma, iprodig attribuiti a San Francesco. enedettino
da Celano", in Note di
letteratura abruzzese,
Roma,
Edizioni dell'Urbe,
le alle
tendenze ministro generale dei cani nel 1247 e favorevo 100 equenze" di Tommaso
rigoriste.
Nelle biografie
francesca 1982, pp. 47-52.
Voglia il cielo che io meriti di
essere suo discepolo,
di lui che evitò sempre espressioni
Assisiensis vita et miracuia,
oscure
a cura di E.

francescane del frate celanese, che


che portano la cifra
della me
rOle ornate! cfr. ToMMASO
DA CELANO, Sancti Francisci
Ese,
po d'Alencon, Roma, 1906, p.3. di
dell'opera biografica Tommaso
da Celanoctr. M. GuGLIELMINETTI,
1986, pp. 829
analisi degli internti vol.V, Einaudi, Torino,
0maso da Celano sono p e rla
"Bio un in Letteratura italiana. Le questioni,
attribuite anche una d e autobiografia",

ALISCussa,èe due sequenze Legenau sSanctaeticClarae, composto 834


regit Victor

in onore di
Y'attribuzione
del San Francesc
Dies irae, celebre
Celebre sequenza
nova s1gle, che 101
100 sequenza sul Giudizio universal
La letteratura abruzzese delle
origini. Saperi e visioni del mondo
i Dio e della
LiunIA FRGIACDAO
la
celebrazions
hiesa, dei san- n s O di appagamento e di consolazione. Il gusto del meraviglioso cristiano
fede
cristiana,
un se hesco si fondono infatti con la volontà degli autori e
della uno dei caratteri tondanti dell. lettera di esaltare di e
monasteri. porre
me modello esistenziale cristiano le vite pertette di eremiti, asceti e santi uo-
problematiche

Tura
abruzzeeteratur

oblenv, dellità che lla


vescovi,
dei

produdi
nella produZione
chierici dei
il
si, ovverola ini, visti come nuovi eroire1gios1, da ammirare e da imitare per la loro estraneità
ti, dei
da queste iLanche temi,
su grandi temi, qualiil
quali r
rapporto
tra Dio e alle convenzioni sociali e agli interessi materiali e per le loro doti straordinarie e
u dibattito f e l i c i t å e della
pioe
ale, molto visie iluse,
sens0la della vera
meditazionee l'ascesi che solla levanoOSSes
>'uo- miracolose.

agione,
volontà espl Nella letteratura abruzzese delle origini, sia quella in latino sia quella in
sue E' una letteratura. si apre delle scritture agiografiche: alla pas-
volgare, si registra una lunga dominanza
trascendente.
delle
e
peccato quella
a quella
sIonedelstera eione di San Vittorino vanno intatti aggiunte la Passio sancti Pelini,
immanente

dalla della letteratura abru eyangelizzatore della conca di Sulmona martirizzato sotto Giuliano l'Apostata,
mo questi caratteri generali delle
l e t t e r a r i e di quei lontani:secoli, chiara- successivo, le passioni di San Rufino e
all 'intinito.
o nel
produzioni del secolo XI, e, nello stess0 secolo
Perco pari delle altre
ri delle altEdficanti e la sua intenzione di essere socialmente can Cesidio, che subirono il martirio sotto Massiminoil Trace. Questo specifico
apertamearo.cià che lo storico
francese Jacques Le Goff osservò filone agiografico
si
attestera inoltre anchedopoiconfini dell'età medievale, con
va la mentalità medieva santi Giustino, FiorenZo, Felice e Giusta, del secolo XV.
che caratterizzava
le passioni dei
concezione
dell'uomo
Le Passiones sono solo una delle forme della scrittura agiografica, che in
to della Medioevo cristiano occidentale
Med
hanno avuto quanto il auecnvn realtà è un genere narrativo polimorfo che conobbe una larga fortuna presso le
umano. In
"poche epoche eterna di un modello
ed diverse officine di cultura ecclesiastica per la sua naturale congenialità ad espri-
della religione, un tale m
zione dell'esistenza universale
alle sue piu intime fibre nodel ascetica della vita e quella ricerca della perfezione mora-
dominata, impregnata fino e, in primo luogo, dalla più alta mere quella concezione
definito dalla reigione le idee portanti della mentalità clericale.
lo, evidentemente,
era
le che erano, e tuttora rimangono,
religiosa: la teologia"". che la narrazione agiografica si fonda con la scrit
espressione della
scienza
Frequentemente avviene
letterario a quello sto-
il diSCorso dal versante
l cristianesimo, se spostiamo in Abruzzo, collegato a Roma dalla
diffuso molto presto
rico, si era d'altra parte C. dai romani per facilitare il traffico tra
II secolo
via Valeria, fatta costruire nel
a.
della regione è documentata nel II
il Tirreno e l'Adriatico, e llevangelizzazione
secolo dalla presenza della prima diocesi abruzzese, quella di Amiterno
>'or-
Vittorino. All'incirca contemporanea è
nell'aquilano, ad opera del martire di Costantino.
ganizzazione in diocesi della conca peligna, all'epoca che proprio c o n il nome di San
Euna singolare, ma motivata coincidenza,
Vittorino, nella seconda metà del V secolo, abbia inizio la letteratura abruzzese
iOne
con la Leggenda di San Vittorino, appartenente al genere delle Passiones, un
SCntrure che narrano vicende dei martiri cristiani riprendendo l'anuco B
le
nere narativo classico delle vite degli uomini illustri e costituendosi comeia
ad orma del genere agiografico, giustamente considerato, insieme alr exempa
pesso si avvicina, uno dei cardini del sistema letterario medievale.

La lunga
fortuna del genere agiografico
-chha il suo sSCritura" -èquesto il senso letterale della parola greca r e c a "agiografia"
ebbe inizio nella
t onaci eremiti Paolo,letteratura
romanza
cristiana antica con le
Malco e Ilarione scritte nel IV
ugendo
simi padri una grande popolarità con i secol iracoli dei sant
italiani, composti
del VIl secolo. Dialoghi sula o
za di elementi II da
papPa dell0 Magno tra la fine dellaVI l'inizi
carattere essenziá
e
scolan

storici con e elle narrazioni agiografiche è meh


nt storiciesenziale
ettore
elementi 88endari, che mirano a suscitare nel
suot monaci.
LE COPe, L'uomo LEz0 al Volturno, L'abate Tasone a colloquio con i
medievale, Laterza, Bari, 1987,
98 99
PP.3-*
La letteratura abruzzese delle origini. Saperie visioni del mondo

tra due temi: da una parte si ribadisce


LlMLASEKGAHCUBAO
nento culminante dellas
culmina
ografia cristi vicende si articolano sull
opposiZione rinuncian-
si avvicina al modello d
che si
le
del "padre sancto" di distaccarsi dai beni materiali,
el la decisa volontà e
momento

eremitica:
H bi0grafato, un'al la povertà e la vita
aggiungere,

Bsposito

è dal'elogio del Dresente nella letteratura volga-


«
santo
arti- alle ricchezze scegliendo
agiogratia,
ron do che a lo riccho si fo dicto: /Se
/ lo evangelico benedicto, /et
Vittoriano

un e lo rorafica meaoende, conserva invece ancora in- "Bene intese intraperto per li povery lo dispendi."
medieva.
di
rale
scritto

medierale, possedi tucto vindi /


essere perfecto / quanto
agiogratica Leege
che davano
dalle
voy
astute tentazioni del demonio:
serittura
di
COStituita
primitive,
agiografiche
iracolosecompiutedais santi. le pericolose e
dall'altra si ripetono
forma
origin,
cwlare
delle temtata / et con mia fraude ingan-
sono testi di
mater de fornicazione, / multa gente agio
abruzzese

leggersi",
e

tati iar
dlae, "(vite) da della
prannatura poesia volgare giullaresca
"io so spiritu
tatt enesopra Latino legenancta area vasta a nata"10

o
limitroti
alla
blicamente
recitate
pubblica
durante le feste Sant'Antonio che resiste
strenuamente agli attacchi dei
appartenenti
venivano ienel contado. La componen La trama ci presenta tornano ripetutamente ad aggredirlo,
trasfor-
cristianue
della devo- lasciano tramortito e
diavoli che lo
religiosa
ai temi di e credenze (
forme
altri feroci animali,
in quelle di leopardi, leoni, serpenti
e
legoende è la presenza
convertita
sconfinanti nelv mando le loro fattezze
igse o duranie
tantasticne, talvolta armi del santo sono la croce e
la v o c e di Dio che dal cielo
le uniche
forti componentia d la materia sacr.
enden- contro i quali straordinari e fantastici del-
gli episodi
"umanizzare";

suo ditensore. Molti


sono

realIstici, tesi di u n pubblic lico popolares. In tale si proclama si conclude con la notizia del
e il male, che nella Leggenda
l'epica lotta tra il bene
di particolari alle aspettative
e esti repertori agiografici alla leria, malate si recano per riceve-
vicina ai gusti
duzione
di questi sant'Antonio, a cui le genti
dola cosi pra la
ravvisare
vicinanza

In
quanto i giullari si - diffondersi della fama di
tendenzasipuó
medievale "trasversale
per eccelienza,
i loro ccomponimenti
i loro
omponimen in volgare fuo re la grazia
della guarigione.
narrativa dell'Historia Sancti Antoni,
Molto diversa è l'impostazione
diffondendo

Tarte poetica
a varie
classi sociall, dove operavano i chierici dotti.
monasteri
volgevano
chiusi e proteti
dei
bruzzese troviamo test dall'incipit giullaresco:
ri degli spazi sulla vita
dei santi in volgare doname lo core et prestame la mente/ che
io
missere lu baroi Santo Antonio e patre onnipotente /
Tra le leggende de lo beato egregio derivana "OJhesu Cristodictato a vui, missere,
certamente. / Per
di Sant Antonio che
che place
come la Leggenda
possa dire un infra la gente /
due redazioni della vita
trecenteschi
contare"1.
Antoni', della storia cortesia degiate ascioltare, / de sancto Antonio ve voglio
THistoria Sancti trasmigrazione me
versione in volgare lombardo. La sta a testimoniare
da una precedente tra
gli abruzzes1, tema della predestinazione di Antonio
è uttora molto radicato Dominante è per la metà del testo il
del santo, il cui culto s e t t e n t r i o n a l e e l'Abruzzo ed è
uno dei
a unirsi carnalmente a lui
durante un
letterari tra l'Ttalia costretta dal marito
lesistenza di scambi letteraria di una regio- a dannarsi: la madre, che sareb-
I'immagine chiesa di San Jacopo, aveva maledetto il figlio
numerosi indizi che contribuiscono statare
a
a cui tanto hanno
contribuito le pellegrinaggio verso
la al demonio. Antonio, venuto a
ne remota e posta
ai limiti geografici dell'Ttalia, be nato da quel connubio sacrilego,
destinandolo
di Giovanni Boccaccio°. Nella Leggenda, invano aveva cercato l'aiuto di
Guinizzelli e che lo attendeva,
celebri citazioni di Guido c o n o s c e n z a della triste sorte
Scacciato da tutti perché consi-
santi eremiti, di un cardinale e dello stesso papa.
ricevuto un ultimo rifiuto alla richiesta di
in Nuove note di letteratura abruzzese, derato una creatura diabolica, aveva
5.V.EsosTO, "Tommaso da Celano biografo di san Francesco", si era infine
Edizioni dell'Urbe, Roma,191,pp.651-634. salvarsi l'anima persino da un angelo inviato da Cristo. Sconfitto,
. Pur muovendosi nell'ambito di un'arte e di una dottrina che si prefiggono un fine pedagog all'inferno assegnandogliene la si-
arreso ai demoni, che l'avevano
trascinato
co emoralistico, gli autori delle Leggende [...]si distinguono per una più spiccata nota al ades Avviene a questo punto della leggenda un colpo
di scena che rovescia la
oscilla costante 8noria.
a quei santi che si propongono per modelli. l loro atteggiamento chiavi del mondo di Satana, vi impedi-
a
e polo del ammirazione, suscitato dall'eroicità delle virtù praticate o dagli avvenie Situazione: Antonio, impadronitosi delle tutti i demoni. Questi sono costretti
straodinari, che s intendono esaltare e presentare all'imitazione, e quello della devozione, p e a r Scel'ingresso delle anime e tiene prigionieri
e S1Spega di volta în volta tra l'epico, il sostenuto e il narrativo, alquanto dimesso, da lo scacciano per sempre dall'inferno. Nel'epilogo
lui
% MMARC, `toria dela cultura e della letteratura abruzzese, Edizioni dell'Atened, a venire a patti con e
ancora il coraggioso eroe cristiano:
il de-
1969, p. 40. dell'Historia un'ultima prova attende
forme di una bella giovane e tenta Antonio,
che però accende
C. Ciano,
monio prende le
1914.rEfvportati
10MONAC, Uha leggendain unaGUERIERI
storia
CROCET, L'antica poesia abruzzese, Carabba.
un fuoco invitando la donna a coricarsi con lui in quel
letto nuziale. I diavolo,
e
eia A.AcC. Dei Lincel", Classe di Scienze versificate nell' antica letteratura abruzzese 1906) Sulla finalmente la
sua realtà, e il santo conquista
usone del aulto di Sant'Antonio cfr. A. M.morali,
DI
storiche e filologicne
vo.
NoLA, Aspetti magico-religiosi ur a Cltura subalte
si
atterrito, rifiuta, svelandosi nella
italiana, Boringhieri, lorino, 1976. beatitudine per cui ha tanto
dola lottato. densità di elementi
UNZZeli menziona >'Abruzzo nel sonetto Chi vedesse a Lucia un utilizzan
T contenuti delle due agiografie antoniane, con la loro
oe simbolo di vur u
Pare n aue novelle dellontananza per antonomasia; con lo
stesso valore arlando aai
oione Com
peregrinazioni per Decameron frate Cipola, podo
delle
di Giovanni
SuEEE terre lontane, Boccaccio:
pa Certalde le Santo Antonio, in C. GUERRIERI CROCETTI, cit, p.5.
ne' i dice: "e quindi fpassai in terra d'Abruzzi,
uomini e
Calad
Calano in zoccoliZ0ccoli su
su pe' monti,
e
dove gli
ove
.Leggenda de lo beatissimo egregio missere lu barone
aaarino,
g valutando la distanza che lo rivestendo i porci delle medesime" (V, 10 10. ibidem, 14.
essere piü là che Abruzzi" aee lor busecchie
busE dee

(VIL, 3). separa dalla miica terta d


opia, dice: "Dunque 11. ibidem, p. 100.

103
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e visioni del mondo

un'idea
d a l

istiche dialtre conoscenza degli auctores antichi


rdae deriva-
dan'

po8SoO
giunteci in reuazione t
nteci in (nei quali è ravvisabile il cano-
tntastici

abruz/es
10rUZ7ese,

ree italiane e vard struttura me ne dei filosofi e dei poeti propo-


devozonalie
m vOgan Ala. la Legger sto da Dante nella Commedia) a
della A laionna, della

i tnte l Thnsito
ramate
edesan lo speile're, che si ana tutte le altre arti ("Nulla scientia
iaNsitd
sae
rioordah di san CGiuliano
kgemie

delh otntno di essenaono


rDruae'
elar era/ che non sci fosse vera"). In-
al santo e preghiera
Vanno la
a z o e al
santo

queste mvoczione
Tra
trica.
I
ropria d
delle
elle
vicende,
v icend. imperniate eterno teressante è anche l'insistenza
mlenente
propria P con cui Buccio rimarca la straor-
palgo vera e
n un la
narrazone
il fortunato modello. dinaria abilità di Caterina
ti. d
ui
farzedel bensfico, che riprende
segue
nel 1266 e consid nell'ars loquendi, dimostrata nei
Tedatta probabilmente
ntitto t ertorio
n uesto er daaVaragne.aledella
della santità, si distingue per la viva-
santit
istituzionale
discorsi che la fanciulla rivolge
manuale
classicheggianti
la leggenda
abruzzese all'imperatore, nei quali la san-
venveproprio
le riprese che ha in comune con l'Historia;sancti ta parla delle bellezze del creato
ta un lacune,
Adel tesuto renutaci con l
pervemutaci
con
leune indovine
indovine hanno imtatti profetiz con accenti vicini alle Laudes
Alcune

della madre creaturarum di San Francesco,


Giuliano,

di San della
predestinazione.

del padre ee della


del padre
madre e, per un ingan-
motivo
Antomi
il diventera
lassassino
di i u l i a n o si
Giuliano
G si
compie, malgrado il
comr
aggiungendo argomentazioni
che
Giuliano ostino edipico di
destino edipico d a l l a s u a casa e viven.ndo in Galizia. teologiche ed esemplificazioni
demonio, il tragico
zato

no del
ad esso partencdo tare il duro cammino dell che per la loro forza espressiva
protagonista
tenti di
sotrarsi
che affrontaz
resterà espia- e per la loro coerenza logica ri
delito, a
Giuliano non
dei malati e dei poveri, per i quali
m
protettore
Dopo il vedrà
t r a s t o r m a r s i in chiamano l'abilità retorica delle
zione. che lo
e
ospedali
ricoveri.
anche nella più fan eroine di Boccaccio.
dalla Legenda aurea Si scorge
costruirà
d'Alessandrigl3d Inserita in una raccolta del-
Una derivazione di Santa Caterina , ope-
abruzzese, la Leggenda
Jacobuccio, o Buccio. di Ran
volgare la confraternita aquilana dei Di
agiografia in
abruzzesi, nallo
scrittori medievali sciplinati, forse composta su
radelpiù deglinoto
considerata il primo testo
risalente al 1350 a lungo
e
del ritrovamento del Codire
commissione della confraterni-
da Poppleto (1290-1363),
dell'area regionale, prima ta stessa, la Leggenda di Santa
letterario volgare
Celestiniano. Caterina d'Alessandria di Buccio
dall'editto dell'imperatore Massenzio, "pessimo et
poemetto ha inizio ci è pervenuta attraverso un co0
di sacrificare agli dei pagani. Tutti ad Alessan-
malfactore", che ordina ai sudditi
dice quattrocentesco, conserva-
dria si affrettano ad ubbidirglie
Buccio ritrae con accenti realistici e dettagli con-
to nella Biblioteca Nazionale di
ittà invasa da vitelli, agnelli, polli e uc-
creti lo sconvolgimento che pervade la
celli che ognuno secondo le sue possibilità portava al tempio per
il sacrificio. "Storie di Santa Caterina", particolare. Pittore abruzzese Napoli -e forse proveniente dal
del XIV secolo. convento francescano di San
Tanto clamore richiama l'attenzione di Caterina, una nobile vergine egiziana,
Bernardino dell'Aquila - che per
che si reca al tempio per opporsi ai riti pagani, contrastando fermamente l'impe-
ratore e
cercandodi convertirlo al cristianesimo. Massenzio, ammirato del suo la ricchezza e la varietà dei testi in esso inseriti", costituisce
un rilevante docu
mento della fitta rete di scambi culturali tra le confraternite aquilane e i centri di
Ccoraggio e della sua bellezza, le
propone di divenire sua sposa, ma Caterina, che
siè promessa a Cristo, rifiuta e viene martirizzata. elaborazione e produzione della letteratura religiosa volgare dell'area mediana.
Titratto che Bucio costruisce della figura della santa sulla scorta di una Limportanza dell'agiografia di Santa Caterina nel panorama della produzione
precedente agiografia latina di provenienza cassinese pone in rilievo sopra letteraria in volgare abruzzese delle origini è quindi in
duplice: primo luogo,
la vasta cultura di essendo la leggenda priva di fondamento storico, come anche quella di San Giu-
Caterina, che, malgrado
la sua dald
giovane età, spaziava
ano, f'opera testimonia la lunga fortuna di quel repertorio fantastico cristiano
veicolato da leggende sacre chesi diffusero tra tutti gi strati sociali nell'Europa

eXV,G. Romaenoli RadTabruzzesi cfr. E. PERCOPO, (a cura di ), IV poemetti sacri dei secoll Al
4 codice napoletano, contenente laudi, poemetti agiografici e rappresentazioni liturgiche
databili tra la metàdel Xil secolo e la metà del XV,è tra fe fonti piùi importanti della letteratura
XXIV e XV, ce
cit, e da erina d
Zur Alessandria etti sacri secoli
da A. MuSSAFIA, fu edita da E. PERCOPO, IV dei abruzzese medievale in volgare e contiene il Contrasto tra il vieo e il morto o DettodellTferno, la
poemet
CSe
OTLZES2, Cit. e,
stor.
Katharinenlegende,
los, XC, 1885; edizioni in Sitzungsber,
più recenti sono
Accademia del Scienze di
ROCETTI,.L'antica poesId
Leggenda del transito della vergine, la Leggenda di San Giulianospedaliere, la Leggenda di Santa Margherita
parzialmente, in E. GIAMMARCO, Storia in
GUERRIERJ a Antiochia, editi da E. PERCOPO, IV poemetti sacri dei secoli XIVe X\V, Cit.
della ltura e della letteratura abruz: Se,,cit.
104 culrur ue
105
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e visioni del mondo

comeme fonte preterenziale


fonte
Buccio
usato
sulla santa, ma ina redazio- .manità che andava versO Dio; da cioderivano alcurni tratti comuni alle crona-
scritte dai chierici, quali il carattere di necessità degli eventi, derivanti dalla
avendo
luog proveniente dal storia sacra e storia
distinzione tra
secvmdo
biograrla, alontà di essere superiore,
un mancatala
in fantastica
a ulteriore dei prolifici atti
contatttra la la mancanza di prospettiva storica che
arofana, l'atemporalitaildella narrazione,
tale,

tTde e n s ele
ideneese
n e nunnosa d e lsua
leggen is
fantas
una P u i l a n a , ee la cultura benedettina del luce delle verità cristiane.
quella
aquilana,

2ortava a interpretare passato alla delle diocesi abruzzesi com-


cassiree" Topera
La produzione cronachistica dei monasteri e
riservata dal
partieolare

poeta u n ambito d'indagi-


abruzzese,
monasten i MontxaSSinO.
n

attesta
l'attenzione
sceltoda Buc
aquilano
la leggen- arende un certo numero di microstorie
la
che
si pretiggevano
provvidenzialistica della storia
ne locale, nelle quali si ripropone concezione
cultura
metro
èil
importanti opere di uniscono l'intento
Un ulero
ia
extra-regionale
adottatO 1n Latini Oesia ma si esalta anche l'agire umano, poiché queste opere
ima baciata, il Detto alle finalità edificanti tipiche
autocelebratorio delle singole istituzioni religiose
di Brunetto
lesorctto
il
secolo, quali altomedievale.
la coppla t a d l Xl di tutta la letteratura Chronicon memorabilium
nale va assegnato all'auto Tra le cronache di area regionale citato il rerum
,
regionale va
agiOgratica
entica e ascrivi ad Rivum Maris, che raccoglie gli eventi
Amort baa së nella plCelestino a
sé nella
produzione
Monasterii Sancti Stephani Protomartyris
Ln posto
a

UnPna dello Pseunonimo abru che conobbe Pietro da Morrone del monastero
dall'842 al Tl65", tra i cui autori figura il monaco Rolando, autore
datore dell'Ore
fondatoredell'Ordine CCelestiniano, del carme Plangite Saricolae, vastanae plangite gentes, che ha per oggetto la distru-
le Vicende del crociati al seguito di Enrico VI
diretta
Celestino Vepassato alla storia come l'unic zione subita
dall'abbazia da parte dei
il 1nome di il
conoscenza
perco04con
narrò per
narrò Pietro Angeleri che giovanis Autore del Chronicon di San Bartolomeo di Carpineto8 è il
monaco Alessandro,
1294 c o n
nel
La vita del molisarno Pietro Angeleri,
vita del molisano
s a c e r d otale
t a l e si ritirò s la storia e la documentazione del monaste-
eletto papa
La X ricostrui in sei libri
che abbia abdicato. e dopo la
consacrazione che nel secolo
pontefice benedettino do fama per le sue virtù del conte di Penne Berardo Liuduni, al quale, secondo il
simo si fece monaco del M o r r o n e , acquistando per i ro, fondato per volontà
dimensione visir u n segno divino per indicare il luogo
eremo aBle
pendici in
una aria, racconto di Alessandro, e r a stato inviato
un
viene ripercorsa dal anonimo e f a c e n d o ricorso a iimma- dove sarebbe sorta l'abbazia: durante u n a partita
di caccia, il conte aveva inse-
prodigi compiuti,
straordinari
come
r e a l m e n t e accaduti,
abbatterndolo su un isolotto alla confluenza tra i fiumi
narrando fatti guito un orso gigantesco,
di forte suggestione. Nora e Vito.
gini
In queste cronache, tra cui v a n n o annoverati anche testi archivistici privi di
Chronica dei monasteri
alla storia urbana valore letterario, quali il Cartulario teramano, u n a cronaca diocesana delle dona-
La storiografia. Dai zioni ricevute dal vescovo della città dall'862 al 1154, e gli Statuti dell'abbazia di
anche molte opere
Pur se in inferiore alle scritture agiografiche,
numero San Giovanni in Venere, del secolo XIll, contenenti la regola della comunità dei
abruzzese delle ori-
della letteratura fedeli all'abbazia, compaiono n u m e r o s e notizie di storia abruzzese intrecciate con
storiografiche sono presenti nel panorama
studi storici appartenenti all'ambito della pro- le vicende dei centri
singoli e in
ecclesiastici feu-
particolare fa luce sui soprusi
si
gini. Nel Medioevo cristiano gli
duzione latina erano compresi tra quelli grammaticali
ed e r a n o fortemente ca-
interessata all'esat
dali esercitati sui monasteri nelle contese per i possedinmenti terrieri. La cronaca
storia
ratterizzati da una percezione del tempo ascientifica e poco
al mondo rurale a cui essa era
di Alessandro offre u n esempio di questa alternanza tra
profana e dedica molto spazio al conflitto giuridico tra il mornastero di Carpineto
religiosa storia
e

tezza, che era congeniale alla mentalità clericale e


feroce saccheggio che
ancorata. Poiche gli eventi umani erano visti come manifestazione della provvi
e i signori locali; in tale ambito si colloca l'episodio del fondatore del m o -
denza divina, la cui unica finalità era l'affermazione del regno di Dio tra gi uo Riccardoe Federico di Brittoli, discendenti del conte di Penne
e di Fara, giungendo a fare a
min, prevalse una concezione provvidenzialistica e deterministica della storia, nastero, inflissero alle popolazioni di Carpineto
radicalmente diversa da quella dell'età classica, che aveva dato molta impOrL i neonati nelle loro culle.
pezzi rabbiosamente ogni cosa e a depredare persino abruzzese è u n o
Za air accertamento rigoroso dei fatti, dei luoghie dei tempi, alla rappresentaz proliferare delle cronache monastiche nella letteratura
ne aele personalità illustri e all'insegnamento che si poteva trarre dal pasi dei tili rossi della trama dei collegamenti tra la cultura regionale e le aree nazio-
storia assunse invece per gli storiografi dell' Alto Medioevo un valore nali ed europee interessate al diffondersi del monachesimo. La frequenza degli
uamente universale, perché in essa confluivano le vicende vissute ua

sono stati avanzati dubbi


.Sull'autenticitàà del Chronicon di Santo Stefano ad Rivum Maris
Polidori da Fossacesia, uno studioso
Buccio di Ranallo. Crific 1 aele fonti utilizzate da Buccio per la leggenda cfr. C. De MATTEIS, apresunte manomissioni che vi avrebbe effettuato Pietro maris, in "Arch.
Cronaca di Santo stefano ad rivam
e c e n t o ; su questo problema cfr. M. SCHIPA, Ladove
cfr. anche D. LUPINETTI, Santa Caterima è riportato il testo della cronaca, s u c c e s s i v a -
Culturn eucio di Ranali abruzzesi, in nAP 99; "Lo chiar o Fer le Province napoletane", X, (1885), fasc. 1, Carabba,
Ltura0.A.letteratura Abruzzo, giografia di Santa Laterina
eura in Abru
16. A (978), 3, pp.69-93; G. OLIVA, O1Sibili,
nente pubblicato a cura di P.Saraceni per l'editore Lanciano, 1972.
Abruzzese di Storia Patria,
PRUGONI, Celestiniana,Bulzoni, Roma, 1982, d'Alessandria", in Lefrontiere Chronicon di San Bartolomeo di Carpineto, Deputazione
l6. E. FUSELLI,
Istituto di Studi pp.35-86.
Storici, Roma,
oma, 1954, PP.
Pp. 56-67.
Libreria Colacchi, L'Aquila, 1996.
06
107
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e visioni del mondo

abbazie e dioce fatto voto di edificare un monastero nella terra di


in
Abruzzo .
campato alla morte, aveva
anche da aurea, località situata nella diocesi di Penne).
Casauria (il nome proviene CASa
anche

che
che acquistarOno progressivamentP

tempio pagano dedicato a Ercole, l'edi-


e g o

anenahistiei e
ntatti
unite

ricostruire
ee
tar.
icostruire tar conoscere. spesso I'in Sorto in breve tempo su Sanun preesistente
Clemente, che aveva subito il martirio sotto l'impe-
di ecclesiasticani
le eliquie di
sBituzione

DiSOgnoO
la storid del centro ficio ospitó ricostruite da Giovanni di Berardo
un il
lata di m naci e vicende del monastero sono
T t

rrare tatica isolat.


atore Traiano. Le storia delle
sentinine
capoi

frutto della dando particolare risalto all'im-


popolazioni locali,
faændo

che era
ndentità
hno aglien dexs l t e
volte
imato. altre
voltei chronica eranoopera di au npl contesto della dal di Casauria sotto la guida del
suo trentesimo aba-
j zatv d cdai vescovt eticaci capacità di c
di effica
di nortanza assunta cenobio architettonica e fu
dotati sua attuale conigurazione
diede alla chiesa la
dotati quest'ultimdssifica

diritto, In a
a Jae Timanevano
i edl
e l diritto, d
dooc
cuumne
ennt
ti.
. tima tipologia fe Leonate, che Chronico1. Il codice casauriense, donato nel 1494 dai monaci
dei del C.ironicon
lieralie

delle
arti
d ei
rpretazione
mterpretazone

atino,
autore
.
farfen il committente
del
e attualmente
conservato nella Biblioteca Nazionale
di
Aone r t i di
g o r i oda abbazia di a Carlo VIll per la
archvistica
e

annoverato
della
grande
allv. in Sabina, dell'abbazia
un documento
di notevole interesse sia paleografico,
INe
va vicenue appartenne
Aquila. Il rigo- Parigi, rappresenta sia storiografico, per l'atten-
valore degli ornati e delle miniature,
cornachisti alle
relativa
di X}, NOvecento altri il docu-
ronisti, tra i ricchezza eventi attuata sulla base della
e
decenniaet
seroo modello per
del
Oera
pimi un ricostruzione cronologica degli
alla nel
coStitui

tino ai
regione ohe di lavoo di Gngorio
abruzzese Leone, detto rsicanus, zione casauriense, inconsueta pano-
metodo dotto
monaco.

tutta la vita mentazione. Questa caratteristica che


del Chronicon
c u r a v a n o l'esattezza, è
stata sottoli-
del Montecassino

ros menzione
abbazia di
delle cronache monastiche, poco
tata nell
e le
comprende le vicende del rama ha definito:
Antonio Viscardi, che lo
va
guali che opero
sevio XI, disegno
7sSuto nel del Lhronicon,il cul Leoneone utilizzô un impon nte com- neata da
tino al
1075. medievale, di narrazione
molto frequente nella storiografia
composizione
alla alla storia a lui con
dalle origini
atese
cassinese attingendo
documentarie,
attingendo tempo- "Bell'esempio, n o n
sui documenti anzi, interpretazione solo del
e,
dato docu-
alle sue memorie personali, raggiung storica fondata tutta
monastero

narrative e
tonti alle sue me
plesso d1 tatti narrati e
mentale"2
testimoni dei
ranea, ai
netodo storiografico di Grego ma da intendere non rigidamen-
armonico".
e
risultato
unitarno
erede del met certamente condivisibile
Lun
abruzzesi il maggior secolo XII, su incaricodel-
Giudizio, questo, si rivela soprattutto un sapiente
Trai cronusti nel di Berardo
Giovanni di
Berardo, che
te. Se infatti
il m o n a c o Giovanni del-
ii monaco Casauria dal 1155 al classificare e datare i documenti
da Catino fu dell'abbazia di
San C l e m e n t e a nell'arte di raccogliere,
reggitore archivista esperto di cronachista attento
ahate Leonate. seu chronicon
monasterii casauriensis20 ser
d'altra parte trascurate le sue qualità
il Liber instrumentorum La c r o n a c a casauriense si
l'abbazia, non v a n n o inserire nella narrazione brevi
excursus
I182 compose miniatore Rustico.
incline, se raramente, a
dello scrivano e delle vicende e pur consuetudine delle
scritture
vendosi dell'opera
monastiche abruzzesi per
la ricchezza e l'ordine aneddotico, com'era
cronache di sapore novellistico e
distingue dalle altre la parte narrativa,
come vie
storiografiche medievali.
della sua documentazione,
a cui viene
subordinata
raccolta di è la storia del
instrumentorum, cioè di tonalità vicine all'exemplum,
ne indicato sia dalla prima parte
del titolo, Liber Una v e r a e propria "novella", di Roberto di Loretello, famoso per

documenti relativi al monastero, sia


dalle dichiarazioni del "Prologo": n o r m a n n o Ugo
Malmozzetto, luogotenente
monastero di San
Clemente a
ai danni del
sollecitati c u m ingenti tedio et
labore la sua avidità e artefice di soprusi richiesta del relativo
tempore divinitus dell'abate Trasmondo e la
"nosigihur modermo in unum Casauria, tra cui il rapimento secolo XI, l'autore
chartarum-resolvimus et- de eisdem chartis tamquam storico, vissuto nel
residuum omne Di questo violento personaggio fine. Avendo Malmozzetto
opus librum ordinantes composuimus"", riscatto. l'avventurosa cattura e la
triste
del Chronicon racconta sconfitto dalla bel-
venne beffato e
di duemila documen del castello di Prezza, fama i costumi
La raccolta archivistica distribuisce in due sezioni più deciso di impadronirsi di quel castello che,
conoscendo per
sezione riguaraa lissima sorella del signore normanno, lo a v e v a attirato a un convegno
amoroso
, cne coprono l'arco cronologico dal 785 al 1209: prima la
e s s e r e data in sposa
condottiero
Deni venduti o donati al monastero di San Clemente, la seconda comprenue lussuriosi del di
ottenere il castello patto
a
prometterndogli inoltre fargli
am di aui il monastero è destinatario o parte in causa. Posteriore al di abbandonatosi
alle
una trappola:
L'incontro era in realtà che
archivistico è la stesura del Chronicon, che narra in quattro lib la a uno dei suoi baroni.
della contessina,
Malmozzetto n o n si a c c o r s e

baza, tondata nell'872


per volontàdell'imperatore carolingio Ludovied . Oue- dolci parole e alle effusioni
avvolgendoli nella sua lunga ca-
di lei gli a v e v a imprigionato piedi
i
uomini del conte di
un ancella era stato
facilmente catturato dagli Giovanni di
10E Leome Marsicano e altri cronisti altomedievali cír. A. VisCARDI, Le origini, Vallardi, Milano, ucia e, Cosi impedito, nel castello, dove si
suo
ammalð e mori".
957, pp. 146-147. rezza e imprigionato
Un'edizione
, 2, Milano, 17/26; ilparziale della cronaca di Giovanni di
Berardo è in Rerum Italicarum Scriptore
stato
manoscritto originale, conservato
oto in Chronicon nella Biblioteca Iazio
Casauriense, prefazione di A. Pratesi, Prezza nel Chronicon
cit. p. 214 "La contessina di
21.Noi pertanto
in questote Amminisura 22.
23.
origini,
A. ViscARDI, Ledella contessina di Prezza
cfr. G. Mincione, 165-171.
ull episodio 1976), 3, pp.
nam-

O uto ao che rimaneva tempo, spinti dal volere divino, con (settembre-dicembre
umco dei grande a l in "Abruzzo", XIV
lavoro, mettemn0 documenti in 4SRuriense,
insieme un horo. e, dai medesimi doCurner come facendo ordine
e n a ,
109
08
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e visioni del mondo
indicandola comeuna punizione.esem-
indicandola.

LIRLAERGIACUM : Buccio di Ranallo in volgare aquilano, iniziata nel 1355. L'opera costituisce il
tine
di
Malmozzetto

bramato
e brigato per impadronirsi dei beni
e
brigat
oaogior documento della letteratura abruzzese medievale in volgare e narra in
commenta
la tanto
aveva

atartine monorime di alessandrini, intervallate da 21 sonetti politici, la storia


che
Berando
un
uomo

actiterat24 ella città dell'Aquila, dalla fondazione avvenuta nel 12:54 al maggio del 1362.
plareper
mise
miseram

vitam
la
altrur:

in
sed in
sSUO,
sed
alieno
in
alieno

Tra gli episodi di maggior spicco per loro rilevanza internazionale vanno men-
ionati la battaglia di Tagliacozzo, in cui nel 1268 venne sconfitto dagli Angioini
pauper
non

storia,
l'auto
unisce la notizia«della
nudus
et
alla
fine
della
stero di San
San Clemente, che pure tanti torti.ave
di
Clement
Konradin, 'ultimo erede della dinastia sveva, lelezione a pontefice nel 1294
e

dur
giudizio,
nel
monastero

ol truce normanno si conclude cosi al. dell'eremita delMorrone Pietro Angeleri, papa figura
Celestino V, mitica della
A questo Va cultura italiana medievale, che alimentòle speranze di quanti nel mondo cristia-
normanno
novella
tal m
modo
o d o ll'autoredel
sepoltura
del
Malmozzetto.
La

e del
perdono
e in tal
na Chronicon, che la Chiesa tornasse alla povertà e all'umiltà delle
na sOstenevano la necessità comunale
subilo da cristiana
attingOno al repertorio della
ie atmosfere che della tradizion
carità e lispirazione municipale
con cui Buccio
va
della Sue origini. La prospettiva
storia delle travagliate vicende aquilane e la difesa dell'auto-
linsegna
di befta la
le novelle di Ranallo narra
anticipano edificanti.
contrasto svevo angioino, hanno un esplicito
e
tiva classicasuo racconto alle
finalità

crostorie monastiche, di cui il


le micro.
nomia della città nell'ambito del
il con
didascalico che trova il suo sigillo formale nella singolare scelta metrica,
niconduce
in
concomitanza

cito in area abruzzes fiori in


riuscito intento
po il
Mille,
l'esempio più tramite la quale >'autore distingue
la cronaca aquilana dalla restante storiografia
casaurense
costituisce

alla ascita
rinascit urbana. Le cronache cittadi e la accomurna alla poesia didattica e morale. Nella let-
Chromicom cittadina, legata
di Landolfo Senior
Seniore, del secolo italiana prosa volgare
in
monorima di alessandrini era stata infatti uti-
teratura del Duecento la quartina
cronachistica
Italia la medt1olanensis Kn
antiche IHistoria Juniore, del secolo di Giacomino da Verona e Bonvesin da la Riva,
ne italiane più
continuazione ad opera
di Landolto
latino A no di Jlizzata nei poemetti sull>'aldilå
nella storiografia
in natura feminarum e nei Proverbia attribuiti a
Xe la sua nei Proverbia quae dicuntur super
settentrionale e rientrano
ancora
c o m u n a l e e impegno
civile dei ceti bor- has varianti, nella Giostra delle virtù e dei vizi di area
area
Yaffermazione della civilta Jacopone da Todi e, con

secolo XII, propria città, alimentaro-


senso di appartenenza alla marchigiana.
phesi unito al consapevolein non
edde piu protagonisti come il cler
Mentre nella forma metrica della Cronica aquilana si può a buon diritto rico-
no una nuova storiografia volgare, che e la loro ascesa noscere l'attaccamento dell'autore alla tradizione didattico moraleggiante
la classe dei mercanti e degli artigiani
dasse feudale ma
la scritture almeno in
queste duecentesca, nell'inserimento dei sonetti, probabilmente composti
e nuove
secolo d di
II lrecento fu l oro
economica e politica. da una parte, l'interesse che le le riflessioni
nelle quali si intravede, parte prima della cronaca e utilizzati da Buccio per esprimere sue
storiografiche italiane, storia e, dal volontà di potenziare la forma poeti-
società comunali maturarono
sulle proprie origini e sulla propria sugli eventi narrati, si intravede l'esplicita
dinamica partecipazio- un originale slittamento tematico
riflettere raccontare la propria ca data al racconto storico, operando peraltro
Taltra, la loro capacità di e
della lirica civile.
autori di cronache cambiò radical- del sonetto dall'ambito della lirica amorosa a quello
ne alla vita pubblica. Anche la tipologia degli Buccio di
mente nella storiografia di ambito cittadino. Mentre le cronache ecclesiastiche La cronachistica municipale aquilana inaugurata dall'opera di
monasteri e delle suoi continuatori in di cronisti aquilani che narrarono
monaci e chierici che registravano gli eventi dei trovòi
Ranallo un gruppo
erano
opera di le vicende cittadine dalla metà del XTV secolo alla metà del XVI". Le loro opere,
Curie di cui facevano parte facendoli rientrare in
disegno
un teologicO universa-
documentano nel loro insieme l'emergere di
le, gli scrittori delle cronache cittadine erano intellettuali laici, generalmente pur se di alterno valore letterario,
una letteratura di ambito profano, che trasse
alimento dalla vivacità della storia
impegnafi nela gestione del Comune e partecipi delle lotte tra le fazioni cittad-
nee città
tra e città. La loro ottica storiografica era pertanto sostenuta da passi
ne avile e da amor patrio e fortemente mirata alla ricerca e alla spiegazione ael rimata di Buccio di Ranallo, a cura di V. De BarTHOLOMEIS, Fonti per la Storia
Cause e delle conseguenze dei fatti, di cui spesso gli stessi cronisti erano stau
25. Cronica aquilana 1907. Per un contributo ad una nuova edizione dellopera,
cir
d ltalia, Tipografia del Senato, Roma, si deve a C. DE LOLLIS,
on artetic; ciò spiega la loro predilezione per l'attualità storica e la loro DE MATTEIS, Buccio di Ranallo. Critica efilologia, cit; l'edizione dei sonetti
di Buccio di Ranallo, in "Giornale storico della letteratura italiana", VIl (1886).
della dre gl avvenimenti, nella maggior parte dei casi, come rut oneti inediti San Vittorino, scrisse Delle cose dell'Aquila, continuando
aela Nel
26.
Antonio di Bucio (1350 ca.-1419), di metrica; il cantastorie Cola da Borbona
volontà e della determinazione degli uomini e non del volere au n7
Buccio fino al 1381 e riprendendone la forma
a cronaca di cui debbono un poemetto su San Bernardino e, probabilmente, un altro su San
se stessa prima classe borghese italiana scelse
la Sec. AIV-XV), a si
la via
della laicizzazione
e del
quindi in prevaenerale n n i da Capestrano,
fu autore di una cronaca aquilana in prosa che
va dal
1363 al 14924; France
anni 1436-1485 ed
razionalismo,
delle cronache comunali non va intesa anche s e questa tendenza a
O Angeluccio di Bazzano (sec. XV) stese una Cronaca in volgare aquilano sugli
di Buccio; il francescano Alessandro De Ritiis
n c a n o esempi Cronica aquilana
alla lettera, perché non man a opera anche una copia della fonde al resoconto dellevicende citta
egazione
da
Dio ai
degli eventi storici considerati izioni assegnati 4147/98) scrisse in latino la
Chronica civitatis Aquilae, che
nella seconda metà nel Quattro-
in comportamenti degli uomini.
come o premi purz ane dal 1380 al 1495 le notizie sull'Ordine dei Minori nell'aquilano
del francescano Bernardino da Fossa
(Giovanni
questo contesto storico sono le opere storiche
Ldela stessa epoca che dà nofizia degli eventi aquilani
letterario che va ad inserirsi la tilana
l421-1503) e la cronaca di
Vincenzo Basili da Collebrincioni,
corredatadi testi antologid e bibliografia
24.*. Nudo e
TO 6 a l l529. Perunarassegna
della storiografia aquilana,
Textus, L'Aquila, 2001, pp.117-134.
povero condusse ErC. DE MATTEIS, Civiltà letteraria abruzzese,
Luna una vita misera non nelle
sue terre in
110
ma
l a *
quelle ait 111
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e tTisioni del mondo

gi
intele
sli aduilani riservarono alle a lacopone da Todi, in quartine monorime di alessandrini e fornisce un
aNinur e p n i a abruzzese di poesia didattica e moraleggiante, rientrando nello speifi-
nkrese
delle raccolte sentenziose finalizzate a dare ammaestramenti di
tilone poetico
una concezione cristiana della vita, sia che trat
edall
co
u l e

aletienatura
atbruzese. I1 Codice Celestiniano, retto
vivere. l genere presumeva
sacri e adeguati alla morale religiosa, sia che si misurasse con
se argomenti
tematiche profane, dando inse-

lega i cosidde gnamenti pratici fondati sulla


ngura
di Celes
elestino V si
pubh
Codice saggezza popolare. I testi italia-
e
disUS
scoperto
e
rancesco ni più antichi di carattere
snggesdT2
PEganenacev
estini di Santa Maria di Collemaggio
A mansTrit dei
Celest sentenzioso ritlettono prevalen-
n
al
onventO

Nazionale
Castello aquilano.. lun- temente l'esigenza di rinnova-
ri Museo

Lzn
OnETETtE

anservato
nel
attrihuzione
stata peró Smentita da
che è stat mento spirituale suscitata dagli
eora - del XT Secolo-il codice
4qula stino
no iij codice
codie all delAIY
inizio
al'inizio
lentemente testi in latin
Ordini Mendicanti e la richiesta
palenTana
de
25enano

contiene
prevalen ezione di conoscenze funzionali al
sunti e costituita
atere
miscelaneo

colocata
alla fine
del
manSritto,
pragmatismo della civiltà comu
sezione nale, desiderosa di sapere ma
u e brere Mariae, un
u n ccompianto

TOgae. apre con un planctus


con un planctus
tesi in volgare si apre nella l e t t e r a t u r a religiosa dueco
estranea alla scrittura latina.
ded Nata in Lombardia e in Veneto,
La sezione Cristo assai difruso
morte di dalla lauda dramn tica la poesia didattica e morale uti-
nere salla rappresentato
noto e c o m p o n i m e n t o abruzzese, che ha i.
recentesca i ai sempO pru U
titolo lizzò i volgari delle diverse aree
da lodi.
di endecasillabi e lla sua
e
di Jacopone
Doera is Paradiso m quartine monorime
settentrionali, diffondendosi nel
Lmentorio Bezit
Mare ie Fl0, e
di Buccio di Ranallo I corso del Duecento nell'area
molte ainita con la ronica
aguilana
ingua presenta calandole in uno
schema vicino a auell
mediana, dove adottò i volgari
le fonti evangeliche
Lmzmtatin segue la tiu cruciS e la morte di Cristo in una di quelle regioni. Mentre nelle
e artcolando
dela lauda drammatica interventi di diversi
introdotte dalla voce di un narratoree dagli
opere lombarde e venete-le più
serie di azioni
assistendo alle torture subite dal figlio; Cristo, dopo note sono De Jerusalenm celesti e
personaggi: Maria si dispera all' nferno, inatena il maligno e lo minaccia, De Babilonia civitate infermali di
sulla croce, SCende
essere spirato
raduna poi i suoi fedeli e li porta con
sé in paradiso; Adamo ringrazia "lu gran Giacomino da Verona e il Libro
Siniore" che lo ha plasmato; infine Maria pronundia
il corrotto funebre sul figlio delle tre scritture di Bonvesin da
la Riva - fu predominante la
morio.
Cosi strutturato, l'evento sacro assume una forma oscillante tra
il racconto ee componente religiosa ed
scenica, consentendo ai credenti che assistevano alla recita-
rappresentazione
azione della Lamentatio di identificarsi coni personaggi della vicenda. La crocifis L'Aquila, Basilica di Collemaggio. Monogramma dei escatologica, in quelle elaborate
Celestini. in Toscana, Umbria e nell'area
sione viene infatti narrata intrecciando due prospettive: quella dottrinale che benedettina di Montecassino, estesa a Lazio, Marche e Abruzzo, si evidenziò
imarca il valore redentore del sacrificio del figlio di Dio, che salverà l'umanita uno spirito più laico. Questa tendenza
-
ravvisabile in famose opere didattiche
aal pecato, e quella umana, che ritrae una morte terribile e la pena struggente fiorentino
il Tesoretto di Brunetto latini, il Reggimento e costumi di donna del
ndadre,candendocon crudo realismo i momenti più umilianti e doloros Come e il Bestiario
Francesco da Barberino, la Giostra delle virtù e dei vizi marchigiana
Dal mistero sacro della Passione, enfatizzato dalle parole che "laltu Sinore moralizzato di Gubbio - caratterizza anche i Proverbia abruzzesi, che raccolgono
oge a santi ("Co lo meu sangue vv'aio accattati; / Ore vedete kT W a il timore del-
un patrimonio di insegnamenti religiosi e laici quali aleggiano
sui
AaT).SIpassa quindi ad uno "spettacolo" in cui Cristo e Maria si umanizza r'oltretomba e del giudizio divino, l'invito pressante a non
attaccarsi ai beni
abbassandosi al livello dei destinatari del testo. considerate manifestazioni della
genere econtenuto completamente diverso sonoi Proverbia, che Codi materiali e a rispettare le leggi della natura, uomini.
LiESumiano
seguono Lamentatio. l poemetto, a
la ne attri volontà divina e capaci di provvedere ai bisogni degli e si inserisce nella anti-
lungo erronean La materia religiosa prende le forme della preghiera
brevi Orationes che chiudono
F.A. UouN, Testi
27.26. F.A. ca tradizione dell'innografia cristiana nelle quattroscritte in una lingua simile a quella
UcoLNI, volgari abruzzesi del in
a sezione volgare del Codice Celestiniamo,
invocato con la formu-
NI, aveva
2652gmandoil manoscritto ipotizzatouzzesi Duecento, Rosenberg& Sellier, Torino, 1
come data cino V, ella Lamentatio. La prima, l'Oratio vulgaris, èrivolta Dio,
alla seconda data ante quem il 1296, Y'anno della morte«
metà del la Deu de
misericordia, Siniore de consolatione", la seconda,
I'Oratio, è un'in-
Duecento.
112
113
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e visioni del mondo

Christum
e l' Oratio a d .
Mariam. te ai
delle pene inflitte. peccatori in relazione ai peccati commessi. Nel Detto,
l Oratioad 'unica strota di versi doppi distri. accenti popolareggianti e nodalità giullaresche, torna il repertorio di imma-
(rato.
Seguonol'
*guoo

l'andamento ini dei viaggi ultraterreni elaborato nei poemettidi di Giacomino da Verona e
preghiere.
assonanze-rir

rime e assonanze - riproduce


Irinila

alla quatro e
stilistiche della
v a z n e delle rime

Bonvesin da la Riva, ma si risente anche l'intusso operette escatologiche lati-


da r
reet o r i c o
prosa
metraa

ollegati
seguendo le regole
regole
La
torma
r1tmici
e le

butt in penodi
litania
sacTa,
segueno
ne p
antiche, come il Purgatorio di san Patrizio, del secolo XII, e l'Epistola fratris
nuscae della esempio di "applicazione di scritta intorno al 1lll
dal monaco Alberico di Montecassino, che riferi-
THa v o l g a ed u e æ n t e s e a

nelle
vide nele
Orationes u n
Alberici,
vide
sottolinea l'ap-
volgare" nel purgatorio. Nel poemetto abruzzese, che rivela incertezze
Sce il suo viaggio
che
in lingua
gol1ni,
elevato a tormule
esi alle pratiche di devozioone corale delle e incongruenze narative, e che probabilmente è databile tra la fine
Franesco

dello stile abruzzesi metriche


ritmiche un del XIII e l'inizio del XIV secolo, si colora di realismo una situazione surreale, il
retonci

moduh struttura a clausole


do nella loro
preghiere
mtraternite
dele
religiose, individuando,

di tipo giaculator morto con un vivo, Simboleggiante lo scontro tra l'essere e il dover
urtenenza

lauda volgare elaborata dialogo di un


iva della zone a ballo per le lodi concezione cristiana della vita. In una celebre lauda
ntleso
della
primitiva
torma

il metro della
canzon

volgare tramandati dal Codice


ligiose. essere dell'uomo secondo la
d'altura, dove si propone una situazione analo-
adottare
di
da laudesi prima i testi
l e t t e r a r i in v
di Jacopone, Quando t'aliegre omo

Nel loro complesso, lell'area abruzzese alla produz


dell caal Detto abruzzese, il dialogoviene sviluppato assegnando al personaggio del
la partecipazione
si m a portavoce di Dio, che rimprovera il morto di aver smarrito il
ivo il ruolo del dell'
contermano
contemporaneamente
Ceestmsano
didattici e devozionall cne
introdotto a nr e esistenza inseguendo solo i piaceri materiali. L'anonimo
religiosa d'intenti filone di questa
letteratura, senso spirituale
Italia. Un particolare laude, nate nellital invece l'insegnamento morale alla voce stessa del mor-
poeta abruzzese assegna
stava in dalle
Orationes, era costituito
e delle
della Lamentatso nell ambito del movimento frances escano. che rievoca il doloroso momento del trapasso, lo sgomento provato per l'im-
in umbro e to,
dhana del Duecento volgare latini che accompagnavano i riti cristiani, ebhe il placabile giudizio divino e le indicibili torture subite dai peccatori nell'aldilà,
deriva dai salmi
La lauda, che creaturarum di San Francesco, assumendo nella che danno vita a una grottesca sequenza di rappresentazioni ultraterrene in cui
suo testo
modello nelle Laudes
seconda metà del Duecento,
accanto a quella lirica, la
forma drammatica, in cui si esprime il senso d'angoscia e di colpa che nella mentalità cristiana si legava al
viene distinta da quella del coro. Ira gli argomenti del reper- peccato: secondo la legge del contrappasso, i lussuriosi bruciano nel fuoco come
la parte del solista
torio laudistico fu diffusissima la Passione di Cristo,
altre tematiche erano ripre- in vita bruciarono di passione, i non caritatevoli sono immersi nell'acqua ghiac
e dalle sacre scritture. Nel corso del
XIll secolo la composi- ciata come la loro anima, gli invidiosi e i seminatori di zizzanie sono tormentati
se dalle vite dei Santi
zione e la recitazione delle laude si estese attraverso il movimento dei Discipli- da ragni e serpenti, i ruffiani e gli adulteri subiscono un disgusto fetore, coloro
nati, che si diramò dall'Umbria raggiungendo anche l'area aquilana, dove si co- che non ebbero timor di Dio sono terrorizzati dalla vista del demonio, chi non
stituirono alcune confraternite (San Leonardo, Santa Maria della Pietà, San Sisto confesso i propri peccati liporta scritti sulla fronte, altri sonoflagellati dai demo-
eSan Tommaso d'Aquino). Fu al loro interno che iniziò anche in Abruzzo, come ni o immersi nel sangue perché versarono il sangue dei cristiani, altri, infine,
in Umbria e in Toscana, la compilazione dei laudari, in cui i componimenti veni- vengono stritolati da catene di ferro incandescente.
vano organizzati per temi o seguendo il calendario liturgico. Della produzione
Ilgruppo più antico del Laudario aquilano
presenta con il
molte somiglianze
laudishca delle confraterniteaquilane rimane una testimonianza in due
cospicua laudario di Perugia e sembra potersi individuare nelle laude drammatiche che
codici quattrocenteschi", ai quali si deve la trasmissione di un celebrano eventi liturgici (Annunciazione, Pentecoste, Passione, Lamento della
corpus di Circa
cento laude, liriche e drammatiche, denominato Laudario Madonna..) o parafrasano in versi passi dei Vangeli (Laudes Evangeliorum). Di
aquilano, derivanti da
trascrizioni e modifiche di componimenti appartenenti a diversi laudari piu an ambito prettamente abruzzese sono invece le laude dedicate ai santi venerati
cn un gruppo di queste laude secondo De Bartholomeis si tratta del piue
-

recente"- ha per argomenti episodi della vita di Cristo, di Maria, dei sanu all'Aquila. Tra queste va citata la Laude de Sarnctu Petro Confessoro, dedicata a
temi
Celestino Ve composta dopo il 1327, successivamente alla traslazione delle spo-
morali rappresentativi della mentalità medievale.
Lompreso tra questi componimenti è un contrasto tra un vivo e un o, il
Detto dell'Tnferno,
che
ripropone tema della visione dell'aldilà, ben noto
il 32. All'inizio del suo discorso, il morto racconta all'uomo vivo di essere stato allintermo, tor
d L r a aScetica
medievale, i
abbinato alla rappresentazione realistica e Tnentato dalle fiamme e terrorizzato dalla vista del diavolo; poi rievoca il momento in cuigli era
gro stata assegnata la dannazione eterna dal giudice divino e narra di essere entrato piangendo nel pur
allo
29. F.A. g u e la descrizione delle pene che i peccatori subiscono in questo luogo, inflitte stesso
Uno deiUcoLINI,
Testi narratore. Mentre procede nella descrizione, il morto parla però dei"molty servidory de Lucyterro
codici è volgari abruzzesi del Duecento, cit.
30.
C140)e di "animê triste tormentate/ quelle che moro, e non soconfessate (vv.l51-152). 1alernar
sate pubblicate da E. conservato nella Biblioteca p.100. delle
rahura italiana" PErCOPO, Laudi e devozioni Nazion ionale di Napoli; le laude ivi content Sh menti all'inferno e al purgatorio riemerge quando il vivo chiede morto spiegazione
al

(1886-1892);Ialtro della città SPecifiche punizioni. I morto rivela allora che il tormento di quelli chesono immersi nelracaua
e i presente è stata codice è conservato nella A dell' quila, n o della lette

a dura fino a quando le anime non vengono purificate dal peccato di mancanza di carit
e
AOm aoline, Biblioteca zionale i Roma
Roma e la rac-
la
Nicola. Roma, 1953. Il codicepubblicata da P. CONTE, Lirica drammatica a iievale abruzzese, Edl-
5
searso amore per Dio (vv. 182-197). Al momento dií congedarsi dal vivo, il mortodice infine che
S1. Cr. napoletano reca anche mea1eo opista, P'ietro
D nare a "purgare" i suoi peccati (vv. 253-260). Sarebbe quindi ipotizzabile che si tratti in gran
V. DE
BAxTHOLOMEIS, I teatro abruzzese del l'indicazione ael "visione" del purgatorio e che il titolo, che richiama l'inferno, Si riterisca
alla prima
n a
parte del poemetto.
114 Medioevo, Zanichelli, Bolog 1924.

115
La letteratura abruzzese delle origini. Saperie visioni del mondo

tiane philosophiae di Severino Boezioe della parafrasi verseggiata del Libro


io, edificata per sua vo-
Anagni, consistente in una raccolta di
Collem

di
A FRGIAOA Maria
di
rivolgendo a
Celestino il Cato, opera di CatenacC10 Latenacci retorici35.
Santa

de no rivol ravvivati da artifici


di
proverbi morali abruzzese della Fiorita del giudice bo-
Più tarda, datata 1418, é la redazione
chiesa

nella

distinguono per nta locale


la loro impronta (sec. XUII)*", il primo documento in volgare chietino della
il 1287, conto della cit c e Armannino
papa
del
a
ge
glie endecasillabi

in prosa è di carattere storico erudi-


la quartina di u
umn b r i e toscani. vasta compilazione
lefteratura regionale. Labibliche
laudari a racconti del ciclo cavalleresco della Tavola Ro-
laudari

com farma
metrica,
uinzzata a nei
nei

to e accosta narrazioni
te a San berta a
Dallo,

tanzone tonda.
della 1enti
v o l g a r i z z a m e r

n
luogo stranieri

e'i lettn
profana. Poemetti epici, scritti umanistici
letterari

nella
intlusso
dei
modell1
dell'affermazione
del aDi
volgare
eratura
alto a pietre miliari quali i
risalto
La letteratura
L
r e le
tappe
il
necessario
ai fini di una La redazione abruzzese della
Fiorita, il primo testo letterario in volgare non
o l t r e a dare
il Laudario aqullano, aggio- della ditfusione in Abruzzo della materia cavalleresca
delle origini, aquilana e in poesia Prosa aquilano, è u n segno
aCronica produzione
leggendario carolingio bisogna
arturiana. Per trovare traccia del repertorio
abruzzese

abruz7es una geno


l'esistenza
intiuenza di
a l generi medievali
ccorre rilevare al poema in ottave Inna-
dellintluenza

dell
CE a che reca
reca le tracce
le
tracce

egualmente spingersi alla produzione quattrocentesca,


del teramano Girolamo Forti (secolo XV), che fu cappella-
altrove e
radici
diffuso nell'Eu moramento di Rinaldo,
che ha le sue dell'umanesimo
macabre molto
,
vivi e dei tre m ort no a Napoli
del re Ferrante e frequentó la corte e gli ambienti
d'oltralpe.
Rientra nel
filone delle "Danze Contrasto dei tre rifletten do s
hel
dove la tradizione cavalleresca francese si
conservava viva.
arti figurative, il battuta di caccia, do sulla va- napoletano, ricostruire la civiltà lettera-
dentale,
anche nelle una ad
itemendo per destino della
il Se però si adotta u n punto di vista allargato per
cavalieri che partecipano e vane", e
abruzzese del Medioevo, non linmitandosi all'esame degli autori regionali e
quale tre gabatrici
"talse, scegliere la povertà ab- ria
mondane,
pentirsie a ad altre opere che, pur se prodotte in
delle cose
vicendevolmente a
l1 Sollazze, iochi, li cavalle alle loro opere, m a estendendo I'indagine
si esortano
anima, dell'AbruZzO restituendocene un'immagine si-
loro li rise e i
parlamente,|
vane Nelle strofe finali altre officine letterarie, parlano
bandonando "li cante et retrodatare al XII secolo.
la presenza della chansOn de geste si può
adornamente".
corone co altre
le
auru, argentu, parlano a turno, la gnificativa,
cui cavalieri
1 de Lanson, composto
corrente,
alle prime tre,
in
errori della loro vita Risale intatti a quest epoca u n
anonimo poema epico, Jehan
che fanno da contrappunto gli monorimi, il cui origi
tre morti. Questi
ricordano
con rimpianto miseria del di 6994 alessandrini in volgare d'oil e diviso in 152 capitoli
parola passa a e, m o s t r a n d o la della chanson
nale è conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigis". Protagonista
nelle
sprecato nelle cacce e feste dice il secondo
terrena e il tempo v e r m i me so signore", in ribelle al-
tornatu lordura, li alle è il principe Jehan (Giovanni) di Lanson (identificabile Lanciano),
loro corpo disfatto ("So a confessarsi, n o n cedendo più l'autorità di Carlo Magno. II poema si apre nella reggia di Parigi con la riunione
ammoniscono i vivi che li
ascoltano
morto), di Jehan e la di-
tentazioni del mondo "tolle e
macto".
di opere dei Pari di Francia, indetta da Carlo per ordinare la punizione
inoltre i volgarizzamenti struzione di Lanson. L'azione si sposta a Lanson, dovei Pari ammirano la bellez-
Tra i generi derivati vanno menzionati società comunali, esclu-
di istruzione delle della popolazione. Dopo uno scontro tra i paladini di
a soddisfare il bisogno
celebri, diretti didattico e morale sono
anche za della città e la festosità
se dalla comunicazione latina. Di intento
ancora una Carlo e le guardie della città, Jehan invita i nobili francesi
a un
banchetto nella
della letteratura abruzzese, che il topos cortese
volgarizzamenti presenti negli esordi quindi inizio u n a lunga sequenza che propone
voita la accomunano alle tendenze presenti nel resto della penisola
italiana dove,
caccia eHa
dellaregg1a.
sua lo intreccia con numerosi motivi e situazioni romanzesche (avven-
e cioe tral
nei secoli cruciali per la nascita della letteratura nazionale, di Jehan, Alory,
Sempre ture,tranelli, duelli, prigionie, fughe, magie...). Un compagno
Duecentoel irecento, si andò progressivamente ampliando conoscenzadele
la ma viene scoperto e catturato.
I
fare prigionieriiPari,
redazione in voigai raisce un imboscata per sul fiume
pere der' antichita e delle opere romanze tramite la loro Franchi intanto si impadroniscono di una nave mercantile che naviga
La fioritura di imitazioni, trascrizioni e traduzioni, oltre a svolgere la funzhe
operta della cultura antica e di scoperta di quella romanza, accrebbe an delle Metamorfosi e delle Eroidi di
e potenzialità espressive del volgare italiano, che si misurò con lingue di pres nese Domenico da Monticchiello si debbono i volgarizzamenti
gio, quali erano il latinoeil francese. Mentre in Italia del De viris illustribus e del De remediis 1utriusque jortun1ae di France
. La
redazione in volgare
venivano vOs la volont di difon-

tilosotiche antiche e molti capolavori della letteratura latina*, la to azio


Boccaccio testimoniano inoltre
pere e r a r c a e del De mulieribus claris di Giovanni
ne cuiturale De een volgare anche testi latini contemporanei e non solo le Opere all .
Le
degli abruzzesi poté giovarsi della traduzione erale d Distica de moribus, fu edita daA. MiLA,vol.
.

Libro di
aversione in volgare aquilano del ricercateCato,
o

della lingua nei codici della Biblioteca Nazionale di Napol1,


T E vogari dei primi tre secoli derivazione abruzzese del poemetto
e in d i s c u s s i o n e e secon-

Ooimento è riportato nella racc d aragnani, Bologna, 1878. La


nel Codice Vaticano Ottoboniano 1220 inserito
volgarizzamento aPparterrebbe all' area campana.
LEneide di anticafu poesia
34. LEnede
34 abruzzeceaicano inser ee
s redazione abruzzese della "Fiorita"
di Armannino, in "Atti
DE ies Virgilio tradotta dal fiorentino se 0 ecco dell'Teti tO ru segnalato da A. MEDIN, LlnaLVI (1917-1918), parte l1, pp. 4S7-547.
degi Ugurgeri (XIL-XIV secolo), mentre nel Andrea Lancia L t o veneto di lettere e arti",
scienze,
secolo XIV Arigo *imintendi
a aa*

116 117
La letteratura abruzzese delle origini. Saperi e visioni del mondo

ibayn, m
roico Jehan crato, entrò nella corte angioina nel 1338 e svolse l'incarico di giudice di
abruzzesi e molisane, nendo nel 1342 segretario
d paladini.
aladini, comppresa la
de'1 ontratti fper le province
delle
syule'
D'Angio. Le vicende biogratiche di Barbato sono esemplari per
la
dnr arl Magno in persona,i o Roberto avvenuti nel XIV secolo a Sulmona, che sotto la
alis
efndoe
s u o PTgoniero. Ma i
ricostruire
ic.ambiamenti politici
culturali piu attivi della regione, sede di uno
A ng la hh incantesnmo del mago Basin, si i v e v a fu uno dei centri
Canonico e di un Giustizierato, ma con il sopravvento degli
1 a n n e lo pr d i Diritto casata sveva.
Erahi che
e>pugnanoo ortano a Stud
pagando l0 scotto della sua fedeltà alla
lehan t aia Angioini cadde in decadenza, e questi Barbato, entrarono allora nell'orbita
atturah

sipar10
abruzzese
nel conte- Molti intellettuali stilmones1, tra nella curia ro-
aitri, Come Quatrario, operarono
inteessante

1
ahárnyia
heap
un
base
sturita
nella spec
izione di Carlo dolla vivace cultura napoletana,
torti legami e interessi nella città d'origine. A
Sulmona
he ha una
sua
bia a che fare con la
che abb a . conservando perofine della sua carriera cortigiana, dando vita ad un'atti
le epiea alla
op°Ta
la dittusOe dei cantari avalle- Barbato fece ritorno con i centri nazZ1onali e con gli scrittori italiani più signi-
e

hal"h una
d ittusi
intalti la
vilà culturale
collegata
e Giovanni Boccaccio, che furono
A*Vte ontemporanee nel poenetto in ottave suoi
Trecento, Francesco P'etrarca
ahruz*
\ it d1 Buccicio di San Vittorino, il ficativi del sulmonese intrattenne frequenti rap-
e con i qual1 lintellettuale
Antonmo

Ärgo di amici personali


u/tura

di Buccio di lRanallo, dove la mate codici latini e volgari. Le possibilità


di comunicazio-
e scambi di
lac nonaa
afullana
tra il 1378 c il 1382 estende porti epistolari erano atidate alla "via degli Abruzzi",
che
all Aquila umanistico sulmonese
ne del circolo con Napoli passando per L'Aquila,
Sulmona e Isernía e che era

altro poema quattrocentesco collegava Firenze preferito di merci, ma an-


numerosi mercantie viaggiatori, transito
muneiuli
amb1li di un
degh la
nmateria
erroneamenteattri- percorsa da da Napoli nel 1362, e a
ta Aquila, già di ritorno
trTUNr
Aat
cntro l. via Boccaccio,
a
stsna
quiaIa
da Montone
Bazzano, in cui icompaiono i toni. epico che di libri". Passò di per questa rivolgere
THT i Rrai da B Marco Barbato, cogliendo quell'occasione per
Cmnelo
Sulmona fu ospite Petrarca affinché pubblicasse l'Africa.
ala o Nand letterati sulmonesi un appello a
buite a insieme ai tra Barbato e l'autore del Can-
di Bucco trastigurano l'attualità sto- linee essenziali dei rapporti
Per ricostruire le
«7maa
della
patraotta agh eventi aqullan1, con situazioni tini interessanti le epistole di Barbato
a
(ueste ye
che att1ngono
chansons de geste,
intrecciandola tipi- zoniere, conosciuto a Napoli
nel 1341, sono
oratoria
delle antiche una nuova latinae di perizia
c r o n a c h e cittadine, aprono
offrono un esempio di epistolografia
aca nelk
lui dirette, che
korme
m s e m e alle
cax alikensve, come un'alternativa
testimoniano l'immensa
considerazione che Barbato aveva per l'opera
he del nvmanzo medievale abruzzese,
costituendoSi stilisticae meridionale.
Si tratta infatti di una
e diffondere nell'Italia
pagura neila letteratura contribui notevolmente a
cuihura dei chierici e alla letteratura religiosa.
tensioni civili che, pur se petrarchesca, che anche lettere indirizzate destinate a
Boccaccio,
alla
auCa
densa di suggestioni
eroiche e di
l'affer- Oltre all'epistolario, che comprende in forma epistolare alla lettera
pmaduraone protana, matrice cristiana, rivela il dotto
commento
in contronto alle opere
di
del- di Marco Barbato è pervenuto Gran Siniscalco del Re-
di limitata consistenza intellettuali comunali. I protagonisti inviata da Petrarca a Nicolò Acciaiuoli,
regia,
mazaone di valon e rimate e in gli non furono più intatti santie monasteri
ideali laici tra Institutio letteratu-
Barbato entra comunque nella
Più che per i suoi scritti,
prosa e il 8no di Napoli. a Sulmona e per il
epca e delecronache l'esaltazione della trascendenza culturale che seppe promuovere
centrali dela ietteratura clericale, ra abruzzese per l'attività letterati locali, che avvið
eitermi virtù cristiane, cedettero il svolto nei confronti di altri
celebrazione delle formazione da lui
ammptus mundi, le lodi a Dio e la
delle sorti delle citta
ruolo di
e Boccaccio, e per
la diffusione degli ideali
artefici dell'organizzazione e alla lettura delle opere di Petrarca nella cultura del Trecento
passo ai nuovi eroi comunali, classica che
e le lotte sostenute della cultura
temu da celebrare: le virtù civili, il "buon governo", preumanistici e la riscoperta al ircolo di Barbato
eanuev in Petrarca e Boccaccio i loro
massimi interpreti. Legati
dalle comurita cittadine per conquistare la
Ln alito captolo "profano", conclusivolibertà. ebbero Francesco Sanità, esperto
della civiltà letteraria abruzzese a intellettuali di notevole levatura, quali
Cpoca medievaie, va individuato nelle testimonianze della nuova cuirura
furono infatti altri Giovanni Quatrario, anch'egli
ammiratore dell' opera di
g1urista, e, soprattutto,
de morte Francisci Petrarcae.
imanushca nel cosiddetto ircolo di Sulmona, sorto su iniziativa di Marco barbt Petrarca, che celebrò nel Carmen funereumsulmonese e coinvolto nelle lotte di fa-
34-14" e del suo discepolo Giovanni Quatrario (1336-1402). II prino, nota APpartenente a una nobile famiglia con l'accusa di
aver
costretto all'esilio,
Z10ne della nel 1387 Quatrario fu
città,
etterature
statunitense di
xizione del poemà
tomanze, che pubblico
si deve a
in Spagna la jeihanf. deVeRsON
Lans01 MYERs,
Chansonunodestudioso
geste of 13th century, Artes Graficas
circola-
Sie, 5 A Valenáa, 1%5, sull' antico nan de Lanson G. PAPPONETTI,
"lntellettuali e
poema cfr. D. "Una canzone di gesti secoli XTV e XV cfr. note
Itinerari, Lanciano,POLICELLA,
dell'Umanesimo. Saggi e
IMano, sione delle leggeno culturale sulmonese nei
a Vita Rinascimento", in La provincia
o cura,

mAbnzzo, cr.G. PaNSA, "Lepopea1979, pp. 19-24; sulla ania Sulmona Medioevo e
n a abruzzese

braria in tra
dstaria earte", carolingia in Abruzzo", in "Rassega Sulmonesi, Labor, Sulmona, 1986, pp.7-100. Petrarca e Barbato
da Sulmona, in "Archivio Storicoo
of P'etrarch and
Sulmona fra storia del carteggio tra il
FerarcaBoccaccio,
e Boccaccio, Derostasi a Cura di) Lo scrittoio degli umanisti. Barbato a T A. FoRESTI, Per la E. H. WiLKINs, "The correspondence 213-253.

delko stesso Deputazione Abruzzese di Storia atria, studi e testi - fasc. 4


Sulmona,
Napoletane", X (1924), pp. 340-363; Cambridge Mass. 1955, PP.
and works of Petrarch,
59-9e auiore, "Barbati nostri P'atria, insu trarcheschi", V (1988),
PP. Ra t o daSulmona", in Studies in the life
sonans calamus", STua P
119
La letteratura abruzzese delle origini. Saperie visioni del mondo

i conti D'Aquino, pa
presso
della libertà civile, della
difesa della
la
riscopertadella
dei grandi messaggi della classicità.
lettura della Commedia di
LUnLAHRGIHCOAAY
si
iò pressoManoppello, un a
ritugiò
ram o d o aleggia presenza
di Buc Dante e
e dei conti
servizio26R
di Urh.
ottenne dal papa Urbano VI I'ino
della Sulle opere
chansons de geste francesi, la poesia didattica e morale abruzzese
il fascino delle
l'inca
Durazzo,
ottenne,
di

il rado i modelli settentrionali, il Laudario aquilano si inserisce nella tradizione


n P a p a
lli
Carlo 1368,
curia pontifici.
Roni r o aD0stoliche pressO la
nef apostoliche
ilr e
trad
tradito

ome preosi aa Koma


lettere
esnCae
Salutati, umbra e toscana e i
lette sulmonesi raccolti intorno a Barbato e
letterato ColucCio la idistica
IrasteritosI
di
e n d i r i z z ò aa O
immensamente le opere latine di Petrarca e Boccaccio e le
anista Quatrario diver ammirar
abbreviatore
Orsini. iindirizzo
famigha e
dotto uma Bcaccio, che
c he
verse Quatrario
Iar diegretarot
segretario

e di
boccacCio,

abruzzese, pur cosi aperta agli influssi nazio-


rico imitano.
Petrarca
allacttoaera
di enamente nelle r ove ten- Manca però nella produzione
che attraversa tutta la produzione letteraria profana me-
inseriscono

che si sono npervenute in un unico co-


sono 11n Crande tema
nonostante i contatti numerosi e docu-
5rale. il tema dell'amore. In Abruzz0,
Quatrario, classici,
di
epistole.

Leopere
latine riprendono
generi
il
Carmen
bucolicus
egloghe past resto della penisola, non troviamo né epigoni dei poeti federiciani
Petrarca, Puere con il
e
ngurano Pet ener; dician-
toscana ne degli stilnovisti n trattatisti o narratori che par-
umanstiche

nome, ove ll'autore


'autore e menta
tra
né della scuola lirica
denze tra
porta
il s u o
un
dialogo quali è il carn e in morte di
delle
Anche se nelle opere regionali di impronta laica
diceche una
quattro Elegiae, lino del sentimento d'amore.
ompare

rali, tra Ieu i a metro; Exilii, che contiene iche". In


le Epistulae metrich
che tanto aveva influito sull'im-
rsa
tulae di varionediciturBursa Exili, sublime
me e dall' uso sa- le riprese dalla letteratura cortese,
da u n o
stile non mancano suoi amori romanzeschi tra cavalieri e dame,
qui caratterizzata
medievale con i
maginario collettivo
Libellus
il interessi culturali dell'a ttore e nu- si
imprese cavalleresche, queste riprese
Petrarca:
produzione, gli. e a
questa
cospicua retorici,
emergono
importanza documenk entaria intrecciati meravigiose avventure essenzialmente
a
e privilegiano l'esal-
strumenti
con notizie
ai
rilevante

limitano ai contenuti e alle situazioni epiche


pientedegli autobiografici
tivi sociale di
Sulmona.
e delle passioni civili.
e v e n n e raccolta a
Stil
tazione delle virtu guerriere
la storia politica e di uatrario che si registra nel panorama della letteratura medievale
e Bar Un'altra
inerenti assenza
culturale di barbato Pietro Odi
L'eredità M a r c o Probo,
che in altre aree d'Ttalia, come quella
quali Antonio
De Marianis,
generazione
dell'Umanesim regionale è quella della poesia burlesca, siciliana, è largamente presente,
altri leerati, condivisero gii
ideali della prima
emiliana, umbra, veneta, marchigiana,
loro toscana,
Scala, che con
sia nelle forme della poesia giocosa,
sia nel filone giullaresco, e fa da contraltare
il suo centro più significativo sublime.
italiano. che ebbe in Sulmona e alla lirica a m o r o s a di stile
La cultura umanistica, e Atri, dove il culto della alla poesia religiosa
leramo un' antica lirica d'amore abruzzese in
si affermò in seguto a alla presenza di lette- Se non avremo la fortuna di scoprire
nell area abruzzese, nel corsSo del XVI secolo anche grazie tra le carte sconosciute di qualche biblioteca
qualche archivio male esplorato
o
lassicità si sviluppò c o m e Giannantonio
temporaneamente,
-fortuna che solo qualche anno fa ècapitata al filologo Alfredo
rati non abruzzesi
che vi sOggiornarono
della cittå e del Bracciü Perugini poco frequentata
autore di una storia nell'Archivio Storico Arcivescovile di Ravenna la più
Campano, vescovo di
leramo e
e il Cantalicio, al secolo Stussi, che ha rinvenuto
di Braccio da Montone, antica poesia italiana, scombussolando cosi la tradizionale classifica dei primi
vita et gesta, sulle imprese che scrisse numerosi trattati
vescovo di Atri, forte della letteratura regionale rimane quella
Giovambattista Valentini di Rieti, testi letterari in volgare"- l a linea
grammaticali e gli Epigrammata. religiosa.
letteraria abruzzese, "una
Come ha Walter Binni nel suo profilo di storia
osservato

presente nel lungo periodo


mediolatino, quando la vita eccle-
Nota conclusiva tradizione colta è pur conventuale civiltà reli-
e soprattutto cristiana, con l'influenza della vicina
Siastica trova espressione in una attività scrittoria
dei
ma anche le di Montecassino,
storia della letteratura non si fa solo rilevando le presenze,
La 810sa del monastero
movimento di lette-
Al pari delle prime, che sono segni espliciti, le seconde sono segni im monasteri abruzzesi [..]e prepara quel più esplicito e profondo
a5senze. fra Duecentoe Trecento, precede, e poi accompagna la
phicih di come il sistema della cultura di un'epoca traduca negli scritti leterar Tatura religiosa in latino che, drammatiche più legata al premere di
mentalità degli uomini, i suoi valori portantie i suoi ideali, i suoi bisogniele sulc fioritura della poesia delle laude e delle laude
ma non certo totalmente separabile dall>'opera
speranze. una vigorosa vita religiosa popolare, conoscenza dei testi sacri"*,
a l uominu di cultura e da u n a diffusa
Nela leteratura abruzzese delle origini si parla di Dio, degli uominicne
enerano, dei luoghi santi, delle ricorrenze religiose, del male, del bene
paura della morte e della dannazione eterna, e si parla anche della difficile orEa con venature
stava in le tu'catene, in volgare settentrionale,
nzzaZione
della vita cittadina, del buon governo, della per la S i tratta della canzone Quando eu che ha pubblicato la canzone su "Cultura neolatina",
delld Secondo A. STUSSI,
guerra, O te centro-meridionali.
ricerche avviate già nel 1938 dallo studioso romagnolo
Giovannm Muzioli e
proseguendo del XII secolo, forse al 1180, e
G scriti di Quatrario sono stati Campana, il testo risale alla fine
, dal filologo Augusto
della poesia in volgare illustre sicilian0e il Cantico
di
pubblicati da G. PANSA, Giovanni Qu di circa quarant'anni la nascita
avvio autobio-
Orit delle cose abruzzesir eOCiale, Sulmona, 1912; cfr. CLIA, IM1es
ancheN. F. FARAGLA 0na, in San Pcede intorno al 1224. II contenuto del'antica poesia, che ha
un

arabba, Lanciano, 1893, e R. TROJANO, Giovanni Quatraro Ora esco, composto nelle modalitá tipiche della lirica trobadorica.
in variazioni sul tema amoroso, letteraria delle regioni d'Ttalia,
Firenze,
li, 1980, pp.35-50. 1
meridionale:. altre verifiche, Società Editrice na.Napo*
letana, o WCOnsiste N. SAPEGNO, Storia
INapure .
BINNI, "Abruzzi", in W. BINNI,

120 121
rafforza le ict. nze più intim
LucHLA SERGIACOMo

esprime e intime
religiosa, che affianca la letteratura
affianca
si. letteratura
letteratura
Abruzzo,
Abruzzo,
si
politici nale, ch
Alla evale in nuovi interessi

nomici,
m e d i e v a l e

introduce
della vita arce u m a n e e
colte dela
colte
a l l ' a t t u a l i t à
storica.

te a rimanere prioritaria, e per spie; are la dominan.


legate
suggestioni
nuove componente:
ruzzese
abru le parole più co ch.
Ma è la prima
cultura lehocenti,
cristiana"
nella contributo,
questo
dell"eredità

sembrano
anchele migliori
per
chiudere

Ignazio
Silone: d'Abruzz
nella maggior parte dei luoghi chiunque abbia
"Effettivamente,
zioni dell'arte
creazioni
dell'arte e per il passato, dopo aver visitato
interesse per le da v e d e r e . Mancano nella storie
e
ia cale glorie
usto e resta pocoonulla
chiese
chieseeeiconventi,
hil a quele della maggior parte delle regioni italiane. La regino
proprio territorio, e pertanta.
da una capitale fuori del
sempre governata centro laico d'arte e cultura. Durante tutto il medin
opria corte, un eletti vi vo
trora
salvo rare ecceZioni, gli spiriti
non
e fino al secolo scorso, o.
forme di elevazione all'infuori della
scampo e non
vi c o n o s c e v a n o altre religio-
ne"44

Sansoni, 1968, pp.583-606; oltre al sulla

storia della letteratura abruzzese, profilo di Binni, che è stato il primo


2ese, Cit., G. TirTa RoSA, Un vanno ricordati E. GIAMMARCO, Storia con a e della e
Martello, Milano, 1970, pp. 179-23;panorama aet
Abruz24

di duemila anni, in
Cinque leuni paest
978, G. Oliva, C. DE W. DEL
VILLANO, Z. DI TLLIO, AbrU
abruzzest Costantinscuola
MATTEIS, Abruzzo, in
Brescia,La1986; C. De MATTEIS,
Civiltà letterariaLetteratura delle regioni u l Storia e tetina U

KUSSo, cultura le
ehieti, 1990, vol. lettere,
e
in abruzzese, cit.; sulla letera
I, pp. Chieti la sua provincia. Storia,
e ( acura

al),
Narratori d' Abruzzo, 461-487; sulla produzione narrativa mministrazion
arte, abruzzese cfr. L. SERGIAn
L'Abruzpoche Sono Mursia,
sono presentsa, Milano,
Milano. 199.One
1992:
presenti nei seguenti voluminumerosi narrativa aDruaa
sulla letteratura regAA
.Russo),
200o), Edia nto,
Ediars, Pescara,Ediars denti volumi contributi
OS1 Contributi
dellIstituto
s
Studi C
rociani: .
bonie
2.
2000; AA. 1997; AA. VV., L'Abruzzo Nazionai
nel
diosa
nto, (a CudiarS
E d i a r s ,P e s c a r a

44. 1. SILONE, VV., L'Abruzzo all'Età barocca,


L'avventura di un
povero
dall'umareo"
122 iano, Mondadori, Milano, 19