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I problemi metodologici della teologia

7.3. ARRIETA J.I., Kardinal Ratzinger und mento del giudice, non può sottrarsi a
die Revision der kirchlichen Strafrecht- vincoli di natura logica e razionale.
sordnung. Drei bisher nicht veröffentlich- (C.D.)
te Schreiben von 1988, «Archiv für Ka-
tholisches Kirchenrecht» 179 (2010)
108-116. 7.3. VOLPE M., Le crepe della piramide:
disamina della Teoria pura del diritto di
L’A. analizza brevemente il contenuto di Hans Kelsen, «Apollinaris» 83 (2010)
tre testi dell’allora cardinal Ratzinger, 599-608.
che invitavano ad una revisione del li-
bro VI del Codice di diritto canonico, L’A. richiama sinteticamente i principi
contenente il diritto penale della Chiesa. essenziali del normativismo kelseniano,
(C.D.) esponendo poi alcuni brevi rilievi che ri-
trova in opere di Giovanni Paolo II e di
Benedetto XVI.
7.3. GEROSA L., Kanonistische Herme- (C.D.)
neutik und Schutz der Menschenrechte.
Eine Auseinandersetzung mit wichtigen
Folgen für das Staatskirchenrecht, «Ar- 7.3. RIPA A., Novità mancate e nuove aper-
chiv für Katholisches Kirchenrecht» ture. L’uso processuale delle dichiarazioni
179 (2010) 126-140. delle parti alla luce della Dignitas connu-
bii, «Apollinaris» 83 (2010) 611-656.
Recensendo il libro di A. Loretan, Reli-
gionen im Kontext der Menschenrechte, L’A. ricostruisce la storia della dichiara-
l’A. espone alcune riflessioni circa la do- zione delle parti come strumento pro-
manda se i diritti dell’uomo rendano ne- cessuale (con particolare riferimento al-
cessaria una nuova interpretazione o le procedure di tipo matrimoniale e
una modifica delle norme della Chiesa, ponendosi all’interno di una visione per-
formulando il suo pensiero sulla base sonalistica) dalle origini fino all’istru-
del diritto canonico amministrativo. zione Dignitas connubii (2004).
(C.D.)
(C.D.)

7.3. BOMBÍN L.M., Decidere «per criteri»:


7.3. DI BERNARDO E., Il ruolo della Logica
il Giudizio in common Law, «Apollina-
nel contesto probatorio dell’accertamento
ris» 84 (2011) 91-113.
dei fatti nel Processo canonico, «Apolli-
naris» 83 (2010) 459-496. L’A. presenta il modo in cui la common
law elabora e usa, nella propria prassi
L’A. classifica l’accertamento probatorio giudiziale, la cosiddetta «regola del pre-
dei fatti, strumento necessario in una cedente». Discute quindi i rischi relativi
procedura, quale «questione epistemica». al principio dell’equity connessi con tale
Infatti, la «prova» è uno strumento cono- regola, enumerandone altresì vantaggi e
scitivo indirizzato a quella finalità assio- svantaggi. Indica infine i punti di contat-
matica del processo che è la ricerca della to fra common law e civil law riguardo
verità. Essa si deve pertanto comprende- alle fonti del diritto e all’interpretazione.
re all’interno della «logica aletica», che (C.D.)
definisce le condizioni di attribuzione del
valore di verità ad un asserto possibile;
ma, contemporaneamente, anche all’in- 7.3. CABERLETTI G., La motivazione nella
terno di quell’«agire comunicativo» o Sentenza canonica, «Apollinaris» 84
dell’«etica discorsiva», proposti da J. Ha- (2011) 115-147.
bermas e K. Apel rispettivamente. La fase
istruttoria del processo, che prevede la Con taglio fortemente didattico, l’A.
raccolta delle prove, oltre all’esercizio re- confronta brani di varie fonti a proposi-
torico di proposizione della prova stessa, to della definizione di sentenza, della ra-
diventa pertanto primariamente un’ap- zionalità della sentenza, della formazio-
plicazione della logica, con funzione euri- ne delle motivazioni e circa le differenze
stica. Altrettanto dicasi del munus iudi- fra motivazione in iure e motivazione in
candi, ossia della valutazione delle prove, facto.
664 che, benché affidata al libero convinci- (C.D.)
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