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MATERIALI PER UNA STORIA DELLA CULTURA GIURIDICA


a. XXXVI, n. 1, giugno 2006
LO SCETTICISMO INTERPRETATIVO RIVISITATO
di Riccardo Guastini
1. Si usa dire che circolino, nella cultura giuridica, tre diverse teorie
dellinterpretazione (giudiziale)
1
: (a) una teoria cognitiva, secondo cui lin-
terpretazione atto di conoscenza, sicch gli enunciati interpretativi hanno
valori di verit; (b) una teoria scettica, secondo cui linterpretazione atto
di volont, sicch gli enunciati interpretativi sono privi di valori di verit;
(c) una teoria eclettica
2
, secondo cui linterpretazione ora atto di cono-
scenza, ora atto di volont, sicch gli enunciati interpretativi talora hanno
valori di verit, talaltra ne sono privi
3
.
Questa presentazione corrente delle teorie dellinterpretazione , a ben
vedere, sbagliata
4
.
Cognitivismo e scetticismo sono tra loro alternativi: luno la negazio-
ne dellaltro, sicch tertium non datur. La teoria eclettica, che si pretende
intermedia tra le altre due, in realt una forma di cognitivismo ( 3).
Daltra parte, il cognitivismo infondato. Ne segue che lo scetticismo
fondato ( 4).
Questo lavoro, in cui peraltro mi limito per lo pi a riformulare idee gi espresse in diverse
altre occasioni, il frutto di lunghe discussioni con alcuni amici, tra cui mi piace ricordare alme-
no Mauro Barberis, Bruno Celano, Pierluigi Chiassoni, Enrico Diciotti, Mikael Karlsson, e Jos
Juan Moreso.
1
Questa presentazione delle teorie dellinterpretazione pu farsi risalire a H.L.A. Hart, Po-
sitivism and the Separation of Law and Morals (1958), ora in Id., Essays in Jurisprudence and
Philosophy, Oxford, 1983, ed ormai divenuta del tutto corrente. Una formulazione partico-
larmente perspicua si legge in G.R. Carri, Notas sobre derecho y lenguaje, rist. della IV ed.,
Buenos Aires, 1994, pp. 49 ss.
2
Desumo il termine, che mi pare felice, da P. Comanducci, Linterpretazione delle norme
giuridiche. La problematica attuale, in M. Bessone (a cura di), Interpretazione e diritto giuri-
sprudenziale, I. Regole, metodi, modelli, Torino, 1999, p. 9.
3
Una distinzione pi articolata si legge in E. Diciotti, Lambigua alternativa tra cognitivismo
e scetticismo interpretativo, Universit di Siena, Dipartimento di Scienze storiche, giuridiche,
politiche, e sociali, Working Paper 45, Siena, 2003.
4
Cos dicendo, critico anche me stesso: R. Guastini, Linterpretazione dei documenti norma-
tivi, Milano, 2004, cap. II.
228
2. Per cominciare, occorre denire con precisione loggetto della con-
troversia. A questo scopo necessario introdurre una semplice distinzione,
tanto pi importante in quanto comunemente ignorata
5
.
Nelluso comune si parla di interpretazione (giudiziale) con riferimento
indistinto a due attivit intellettuali sensibilmente diverse (per quanto ine-
stricabili nei fatti)
6
.
(1) Luna linterpretazione propriamente detta, ossia lidenticazione
della norma o delle norme espresse o implicate da una disposizione, o da
un frammento di disposizione, o da una combinazione di disposizioni, o
da una combinazione di frammenti di disposizioni (interpretazione in ab-
stracto).
(2) Laltra piuttosto la decisione intorno alla sussunzione di una fatti-
specie concreta sotto una fattispecie astratta (i. e., sotto una classe di fatti-
specie), ovvero intorno alla qualicazione normativa di una fattispecie con-
creta, o, ancora, intorno allapplicazione di una norma previamente identi-
cata ad una fattispecie concreta (interpretazione in concreto)
7
.
Linterpretazione propriamente detta ha ad oggetto enunciati normati-
vi completi, e si esprime mediante enunciati ultimamente riconducibili alla
forma standard: D signica (o implica
8
) N, dove D sta, come ho accen-
nato, per una disposizione, o per un frammento di disposizione, o per una
combinazione di disposizioni, o per una combinazione di frammenti di di-
sposizioni, mentre N sta per una norma. Ad enunciati siffatti conviene ri-
servare il nome di enunciati interpretativi
9
.
Gli enunciati interpretativi rispondono a domande del tipo seguente
10
:
(a) Il testo normativo T esprime la norma N1 o la norma N2
11
?
5
Se ne trova traccia per in M. Troper, La notion de pouvoir judiciaire au dbut de la Rvo-
lution franaise, in AA. VV., Prsence du droit public et des droits de lhomme. Mlanges offerts
Jacques Velu, Bruxelles, 1992, spec. p. 838; cfr. anche A. Aarnio, Philosophical Perspectives in
Jurisprudence, Acta Philosophica Fennica, vol. 36, Helsinki, 1983, p. 165.
6
R. Guastini, Linterpretazione dei documenti normativi, cit., cap. VI.
7
Mi riferisco qui a ci che Alchourrn e Bulygin chiamano sussunzione individuale: C.E.
Alchourrn-E. Bulygin, Anlisis lgico y derecho, Madrid, 1991, pp. 303 ss.
8
A stretto rigore, interpretare ossia determinare il signicato di un testo, ovvero ricavare
da un testo una norma e svolgere le conseguenze logiche del signicato cos determinato, o
della norma cos ricavata, sono cose concettualmente distinte. Ma non si pu disconoscere che
nella pratica giuridica le due cose siano strettamente intrecciate. La descrizione del diritto
[...] implica quelloperazione cui i giuristi si riferiscono con il vago termine interpretazione,
e che fondamentalmente consiste nel determinare le conseguenze che possono essere derivate
dalle norme (C.E. Alchourrn-E. Bulygin, Normative Systems, Wien-New York, 1971, pp. 67
s.).
9
Sono incline a pensare che ci che Alchourrn e Bulygin chiamano sussunzione generi-
ca sia parte dellinterpretazione in astratto. Vedi C.E. Alchourrn-E. Bulygin, Anlisis lgico
y derecho, cit., pp. 303 ss.; E. Bulygin, Norme, validit, sistemi normativi, Torino, 1995, spec.
pp. 267 s.
10
R. Guastini, Linterpretazione dei documenti normativi, cit., pp. 64 ss.; Id., Realismo e
antirealismo nella teoria dellinterpretazione, in Ragion pratica, 17, 2001, pp. 43 ss.
11
Lart. 31, legge 352/1970, stabilisce che non pu essere depositata richiesta di referen-
dum [abrogativo, ai sensi dellart. 75 cost.] nellanno anteriore alla scadenza di una delle due
229
(b) Il testo normativo T esprime solo la norma N1, o anche la norma
N2
12
?
(c) La norma N1, pacicamente espressa dal testo normativo T, implica
o no (con laggiunta, se del caso, di opportune premesse) la norma N2
13
?
(d) La norma N1, pacicamente espressa dal testo normativo T, o no
defettibile (defeasible), ossia soggetta ad eccezioni implicite non specica-
bili
14
?
La sussunzione consiste nellinterpretazione (non di enunciati comple-
ti, ma) di predicati
15
, quali assassinio, contratto, maggiorenne, etc. Essa
si esprime mediante enunciati del tipo. x (non) costituisce assassinio, y
(non) un contratto, z (non) maggiorenne, etc.
16
. Enunciati siffatti, ad
evitare confusioni, bene chiamarli (non interpretativi, ma) sussuntivi.
Gli enunciati sussuntivi rispondono alla domanda: la norma (previa-
mente identicata) applicabile, o no, alla fattispecie concreta in esame? tale
fattispecie singolare ricade o no nella classe di fattispecie determinata dal-
lantecedente della norma?
3. Orbene, contrariamente a quanto sembrano pensare i partigiani della
teoria eclettica
17
, la controversia lalternativa tra cognitivismo e scettici-
smo riguarda lo statuto logico degli enunciati interpretativi, non degli enun-
ciati sussuntivi. Che gli enunciati sussuntivi possano avere valori di verit
(possano essere ora veri, ora falsi, ora n veri n falsi) si pu, sotto certe
Camere [...]. Dobbiamo intendere che la richiesta di referendum non pu essere depositata
nellanno solare anteriore alla scadenza di una camera, o non pu essere depositata nei 365
giorni antecedenti la scadenza?
12
Lart. 38, legge 352/1970, dispone che nel caso che il risultato del referendum sia con-
trario allabrogazione [...] non pu proporsi richiesta di referendum per labrogazione della
medesima legge. Non si dubita che, in virt di questa disposizione, sia preclusa la richie-
sta di un nuovo referendum quando il precedente quesito referendario sia stato respinto dalla
maggioranza dei voti validi. Ma dubbio se questa stessa disposizione precluda una nuova ri-
chiesta anche quando il referendum precedente abbia avuto esito negativo per il fatto che non
abbia partecipato al voto la maggioranza degli aventi diritto (art. 75, c. 4, cost.).
13
Lart. 94, commi 2 e 5, cost. prevede che una delle Camere possa votare la sducia al
Governo. Tale norma implica, o no, che una delle Camere possa votare la sducia anche ad
un singolo ministro? O ancora: lattribuzione al Capo dello Stato del potere di grazia (art. 87,
penult. c.) implica, o no, che la controrma ministeriale (richiesta dallart. 89, c. 1) sia atto
dovuto?
14
Il Presidente della Repubblica pu opporre il veto (sospensivo) alle leggi ordinarie (art.
74, c. 1, cost.), ma pu opporlo anche alle leggi di revisione costituzionale (di cui allart. 138)?
E ancora: la norma che vieta lingresso di veicoli in un parco per fare un classico esempio di
scuola o no applicabile alle ambulanze?
15
Predicati in senso logico, ossia termini che denotano classi. In particolare: predicati im-
piegati nella formulazione dellantecedente (fattispecie astratta) delle norme.
16
Tali enunciati, in ultima istanza, sono logicamente equivalenti allenunciato: La norma N
(non) applicabile alla fattispecie concreta F.
17
Vedi ad es. M. Barberis, Lo scetticismo immaginario. Nove obiezioni agli scettici la g-
noise, in P. Comanducci-R. Guastini (a cura di), Analisi e diritto 2000. Ricerche di giurispru-
denza analitica, Torino, 2001.
230
condizioni, concedere
18
. Ma non questo il punto: ci che si vuol sapere
se abbiano valori di verit gli enunciati interpretativi
19
.
Daltra parte, la teoria eclettica sostiene che a causa della strutturale
open texture del linguaggio gli enunciati sussuntivi siano talora veri o falsi
(quando sia in discussione lapplicazione della norma ad una fattispecie pa-
radigmatica), talaltra n veri n falsi (quando sia in discussione lapplicazio-
ne della norma ad una fattispecie marginale). Solo quando applicano una
norma ad una fattispecie marginale, che ricade, come si usa dire, nella zona
di penombra, i giudici esercitano discrezionalit interpretativa
20
.
La teoria in questione abbagliata dal fenomeno della vaghezza dei
predicati nel linguaggio naturale, ma cieca di fronte alla multiforme equivo-
cit del linguaggio giuridico ha dunque ad oggetto gli enunciati sussunti-
vi, ed essi soli
21
. Sugli enunciati interpretativi essa muta.
Questo silenzio non ammette che una sola spiegazione: lidenticazio-
ne delle norme (ci che si compie mediante enunciati interpretativi), per la
teoria eclettica, non costituisce problema. In altre parole, lidenticazione
delle norme non cosa problematica; in essa i giudici non esercitano alcu-
na discrezionalit
22
. Ci suppone che linterpretazione propriamente detta
sia atto di conoscenza, non di decisione. Dunque, la teoria eclettica una
(tacita, inconfessata) variante della teoria cognitiva
23
.
Secondo la teoria scettica nellinterpretazione propriamente detta
non nella sussunzione di casi concreti sotto norme predeterminate che si
esercita primariamente la discrezionalit interpretativa
24
.
18
Sotto certe condizioni: in particolare, a condizione che la fattispecie concreta sia descrit-
ta con gli stessi termini impiegati nella formulazione (o nella riformulazione interpretativa) del-
la norma. Cfr. ad es. M. Troper, Una teoria realista dellinterpretazione, in Materiali per una
storia della cultura giuridica, XXIX-2, 1999, spec. pp. 482 ss.
19
Sbaglia dunque chi ritiene che lopposizione tra scetticismo ed eclettismo verta esclusiva-
mente sullesistenza di casi chiari (che sarebbe negata dagli scettici, asserita dagli eclettici),
ossia sui valori di verit di certi enunciati sussuntivi. Lallusione a E. Diciotti, Verit e certez-
za nellinterpretazione della legge, Torino, 1999, spec. pp. 81, 111; Id., Lambigua alternativa tra
cognitivismo e scetticismo interpretativo, cit.; M. Barberis, Lo scetticismo immaginario, cit.
20
Unesposizione esemplare della teoria eclettica in J.J. Moreso, La indeterminacin del
derecho y la interpretacin de la Constitucin, Madrid, 1997, spec. cap. II.
21
Cfr. M. Barberis, Filosoa del diritto. Unintroduzione teorica, Torino, 2005
2
, p. 225.
22
Contra M. Barberis, Filosoa del diritto, cit., pp. 225 s.
23
Vedi le osservazioni di P. Chiassoni, Codici interpretativi. Progetto di voce per un Va-
demecum giuridico, in P. Comanducci-R. Guastini (a cura di), Analisi e diritto 2002-2003. Ri-
cerche di giurisprudenza analitica, Torino, 2004, spec. pp. 60 ss., dove peraltro si legge una
difesa esemplare della teoria scettica.
24
Sia detto per inciso: contrariamente a quanto pensa M.C. Redondo (Legal Reasons:
Between Universalism and Particularism, in Journal of Moral Philosophy, 2005, spec. pp.
64 s.), lo scetticismo interpretativo non ha alcuna relazione con il c.d. particolarismo etico
comunque inteso. Non sostiene che i giudici decidano arbitrariamente (tanto meno che deb-
bano decidere) caso per caso, o alcunch del genere; non nega che i giudici applichino norme
generali (spesso con giurisprudenza costante); sostiene solo che i giudici hanno discrezionalit
nellidenticare le norme che applicano.
231
4. La teoria cognitiva (nelle sue diverse varianti) la tesi che gli enun-
ciati interpretativi abbiano valori di verit suppone che sussista per tali
enunciati un persuasivo criterio di verit. Daltra parte, un criterio siffatto
concepibile solo a condizione che i testi normativi interpretati abbiano uno,
ed un solo, signicato oggettivo (preesistente allinterpretazione).
Ora, disgraziatamente, questa condizione non soddisfatta
25
. Nellin-
terpretazione giuridica intervengono fenomeni sconosciuti ad altri ambiti di
comunicazione
26
, quali la metodologia dellinterpretazione e la dogmatica
giuridica. In ambito giuridico, il signicato degli enunciati normativi una
variabile dipendente, non solo delle regole sintattiche e semantiche della
lingua in cui tali enunciati sono formulati, ma anche e soprattutto:
(a) della particolare tecnica interpretativa impiegata
27
,
(b) delle tesi dogmatiche presupposte
28
, e in alcuni casi
25
Una tesi interpretativa un enunciato intorno al signicato di un testo normativo. Per-
tanto, un criterio di verit per le tesi interpretative non pu che fondarsi su una qualche teo-
ria del signicato. Una teoria del signicato, in questo senso, deve rispondere alla domanda:
come si identica il signicato di un testo? (Non rispondono a questa domanda teorie del
signicato quali ad esempio: la distinzione di G. Frege tra Sinn e Bedeutung, la distinzione di
R. M. Hare tra frastico e neustico, o la distinzione corrente tra signicato descrittivo e signi-
cato prescrittivo.) Deve perci assumere una forma del tipo: Il signicato di un enunciato
dipende dalle (vigenti) regole duso del linguaggio, Il signicato di un enunciato dipende
dalle intenzioni dellemittente, etc. Disgraziatamente, teorie siffatte sono, allevidenza, teorie
normative del signicato: sotto lapparenza di informare su ci che il signicato , prescrivono
(suggeriscono, raccomandano) un metodo per la ricerca del signicato, escludendo altri metodi
egualmente possibili. Cfr. P. Chiassoni, Lineluttabile scetticismo della scuola genovese, in P.
Comanducci-R. Guastini (a cura di), Analisi e diritto 1998. Ricerche di giurisprudenza analitica,
Torino, 1999, pp. 48 s. A ben vedere, la stessa possibilit di pi teorie alternative di questo
tipo d fondamento alla tesi scettica: essa dimostra infatti che pi attribuzioni di signicato
sono egualmente possibili, e che pertanto lattribuzione di signicato in ossequio alluna o
allaltra teoria frutto di scelta discrezionale. ascrizione, non descrizione (di un signicato
oggettivo preesistente). Cfr. ancora P. Chiassoni, Lineluttabile scetticismo della scuola genove-
se, 27. La sola teoria del signicato non interpretabile come teoria normativa sarebbe una teo-
ria che suonasse grosso modo cos: Il signicato dipende dallinterpretazione: che precisa-
mente la conclusione cui perviene lo scetticismo (con le precisazioni che si diranno infra, 6).
26
Vi ha insistito pi volte Chiassoni, elaborando una complessa teoria dei giochi interpre-
tativi. Cfr. ad es. P. Chiassoni, Lineluttabile scetticismo della scuola genovese, pp. 66 ss.; Id.,
Interpretive Games. Statutory Construction through Gricean Eyes, in P. Comanducci-R. Guastini
(a cura di), Analisi e diritto 1999. Ricerche di giurisprudenza analitica, Torino, 2000.
27
Questo punto ben chiarito da P. Chiassoni, Codici interpretativi, cit.
28
Su questo punto ha insistito a suo tempo G. Tarello, La semantica del neustico. Osserva-
zioni sulla parte descrittiva degli enunciati precettivi, in AA. VV., Scritti in memoria di Widar
Cesarini Sforza, Milano, 1968. Per tesi dogmatiche intendo gli enunciati costitutivi delle teo-
rie o dottrine elaborate dai giuristi, quali ad esempio la dottrina del governo parlamentare,
della responsabilit aquiliana, o della consuetudine internazionale. Sono tesi dogmatiche in tal
senso, ad esempio, gli enunciati seguenti: Nel governo parlamentare il Capo dello Stato non
pu legittimamente revocare il Governo no a che questo conservi la ducia del parlamen-
to (tesi diffusa nella dottrina italiana esistente); Nel nostro ordinamento il Presidente della
Repubblica organo di equilibrio del sistema, imparziale, custode e garante della costituzio-
ne (anche questa tesi largamente diffusa; una esposizione esemplare, e ricca di conseguen-
ze normative, pu leggersi in L. Paladin, Diritto costituzionale, Padova, 1995
2
, pp. 452 ss.; I
trattati internazionali possono produrre effetti giuridici non solo nei rapporti tra Stati, ma an-
che nei rapporti tra Stato e cittadini, come pure nei rapporti interprivati (Corte di Giustizia
232
(c) dei giudizi di valore formulati o (come pi spesso accade) sottintesi
dallinterprete.
Le diverse tecniche interpretative, le diverse tesi dogmatiche, i diver-
si giudizi di valore danno luogo a diverse attribuzioni di signicato, per le
quali non sussiste alcun criterio di verit
29
.
La teoria cognitiva, pertanto, infondata. Essendo infondata la teoria
cognitiva, risulta fondata la sua negazione: lo scetticismo.
5. Se teniamo ferma lovvia distinzione fra testo e signicato, e riser-
viamo (come si usa fare e come si tacitamente fatto sin qui
30
) il nome di
norma ai contenuti di signicato dei testi normativi, sembra evidente che
qualsivoglia discorso avente ad oggetto non testi normativi, ma norme
propriamente intese presupponga linterpretazione. Dunque, qualsivoglia
proposizione normativa intesa come proposizione che asserisce lesisten-
za (in qualche senso) di una norma giuridica entro un dato ordinamento
sembra presupporre una decisione interpretativa.
Sicch, a prima vista, la teoria scettica dellinterpretazione qui difesa
sembra implicare la conseguenza senzaltro controintuitiva che nessu-
na proposizione normativa mai e poi mai possa avere valori di verit, mai
e poi mai possa essere une genuina proposizione in senso tecnico, giacch
una proposizione normativa pu dirsi vera (o falsa) solo a condizione che
sia vero (o falso) lenunciato interpretativo che essa presuppone. Senonch
un enunciato interpretativo se la tesi scettica fondata non pu dirsi
C. E., Van Gend & Loos, causa 26/62, 1963, e Corte di Giustizia C. E., Dufrenne II, causa
43/75, 1976). Le tesi dogmatiche presentano due caratteristiche salienti, che conviene mette-
re in rilievo. (a) In primo luogo, ogni tesi dogmatica condiziona fatalmente linterpretazione
(decisoria): ora orientandola in un senso a preferenza di altri, ora escludendo certe opzioni
interpretative altrimenti possibili. Cos, ad esempio, la tesi che i trattati internazionali possano
produrre effetti giuridici anche nei rapporti tra stato e cittadini induce la Corte di giustizia C.
E. ad interpretare lart. 12 del Trattato C. E. (Gli Stati membri si astengono dallintrodurre
tra loro nuovi dazi doganali [...]) nel senso che attribuisce ai singoli dei diritti soggettivi che
i giudici nazionali sono tenuti a tutelare (Corte di Giustizia C. E., Van Gend & Loos, causa
26/62, 1963). (b) In secondo luogo, e soprattutto, ogni tesi dogmatica costituisce matrice di
norme inespresse: premessa (talora tacita) di ragionamenti nomopoietici, per lo pi logicamen-
te non stringenti, la cui conclusione la costruzione di una norma inespressa, che si pretende
tuttavia implicita nellordinamento. Cos, ad esempio, la tesi che, nel nostro ordinamento, il
Capo dello Stato sia organo di garanzia e custodia della costituzione premessa necessaria
per derivare la norma inespressa secondo cui il Presidente della Repubblica titolare di at-
tribuzioni proprie, il cui esercizio (contro la lettera dellart. 89, c. 1, cost.) prescinde da ogni
proposta ministeriale.
29
Occorre insistere che questo discorso si riferisce allinterpretazione giudiziale. Esso non
vale per pratiche interpretative extra-giuridiche, e neppure per linterpretazione giuridica
scientica (nel senso di Kelsen), dove i diversi metodi interpretativi prescritti dalle diverse
teorie del signicato possono essere impiegati tutti: vuoi simultaneamente, per pervenire ad
una congettura, la meglio fondata possibile, sul signicato di un testo; vuoi in sequenza, per
mettere in luce lequivocit (i diversi possibili signicati) di un testo. Cfr. P. Chiassoni, Line-
luttabile scetticismo della scuola genovese, spec. pp. 25 s.
30
Cfr. supra, 2.
233
n vero n falso
31
. Se questa conclusione fosse esatta, sarebbe semplicemen-
te impossibile qualsiasi discorso conoscitivo intorno a norme: si potrebbero,
certo, descrivere interpretazioni (altrui), ma non norme. Ad uno studente
di diritto costituzionale, il quale affermasse che so? Nellordinamento
vigente il Presidente del Consiglio (non nominato dal Presidente della Re-
pubblica, ma) eletto dal Parlamento in seduta comune, non sarebbe lecito
obiettare: Caro signore, Lei dice il falso; tuttal pi gli si potrebbe con-
testare una interpretazione poco plausibile, bizzarra, e comunque difforme
dallinterpretazione dominante.
Ma le cose, a ben vedere, non stanno affatto cos. Ogni proposizione
normativa presuppone non gi (la verit di) un enunciato interpretativo,
bens (la verit) di un enunciato descrittivo di interpretazioni.
Potremmo dir cos: una proposizione normativa vera se, e solo se,
presuppone un enunciato che descrive veridicamente o una interpretazio-
ne pacica (non controversa)
32
o una interpretazione (controvertibile, ma di
fatto) dominante
33
.
6. A questo riguardo, conviene forse sottolineare che lo scetticismo la
tesi che gli enunciati interpretativi siano privi di valori di verit non im-
plica n presuppone che il signicato di ogni disposizione normativa sia,
per ci stesso, sempre e interamente controverso. Ci per due ragioni.
La prima ragione ovvia: non tutte le controversie interpretative sono
eterne. Nella maggior parte dei casi ossia per la maggior parte delle di-
sposizioni normative esiste, almeno dal punto di vista sincronico, una in-
terpretazione consolidata e dominante.
La seconda ragione meno ovvia, e merita qualche parola di commento.
Accade talvolta (lo si accennato sopra
34
) che una disposizione sia su-
scettibile di due interpretazioni alternative: Il testo normativo T esprime
la norma N1 o la norma N2?. In questi casi, non si pu dire che esista
nellordinamento luna o laltra delle due norme in questione, almeno no
a che luna o laltra interpretazione non si sia consolidata
35
.
Ma la maggior parte delle controversie interpretative non sono di que-
sto tipo: sono piuttosto delluno o dellaltro dei rimanenti tipi enumerati so-
31
Cfr. T. Mazzarese, Norm Proposition: Epistemic and Semantic Queries, in Rechtstheo-
rie, 1991, pp. 39 ss.; Id., Norm Proposition: A Tentative Defense of a Sceptical View, in R.
Egidi (ed.), In Search of a New Humanism. The Philosophy of Georg Henrik von Wright, Dor-
drecht, 1999, pp. 193 ss.
32
Infra, 6.
33
Potremmo dire, con Ross: linterpretazione vigente (A. Ross, On Law and Justice, Lon-
don, 1958, p. 109).
34
Supra, 2.
35
E. Bulygin, Objectivity of Law in View of Legal Positivism, in P. Comanducci-R. Guastini
(a cura di), Analisi e diritto 2004. Ricerche di giurisprudenza analitica, Torino, 2005, pp. 225 s.
Bulygin, peraltro, sembra ingenuamente ridurre lequivocit dei testi normativi ai soli casi di
ambiguit. Cfr. anche Id., True or False Statements in Normative Discourse, in R. Egidi (ed.), In
Search of a New Humanism. The Philosophy of Georg Henrik von Wright, cit., spec. pp. 186 s.
234
pra
36
(peraltro, solo a titolo esemplicativo): Il testo normativo T esprime
solo la norma N1, o anche la norma N2?, La norma N1, pacicamente
espressa dal testo normativo T, implica o no (con laggiunta, se del caso, di
opportune premesse) la norma N2?, etc. In casi del genere, la controver-
sia interpretativa riguarda non il signicato di un testo normativo nella sua
interezza, ma, per cos dire, solo una parte di tale signicato
37
.
Insomma, il signicato di un testo normativo pu, sovente, essere ideal-
mente scomposto in due parti: un nucleo non controverso e, al margine del
nucleo, una frangia controversa
38
. Per fare qualche esempio: non si dubita
che nellordinamento vigente il Presidente della Repubblica possa opporre
il veto (sospensivo) alle leggi ordinarie (art. 74, c. 1, cost.), ma si dubita
che possa opporlo anche alle leggi di revisione costituzionale; non si dubita
che una delle Camere possa votare la sducia al Governo (art. 94 cost.),
ma si dubita (o, per meglio dire, qualcuno dubitava, prima che la Corte
costituzionale prendesse una decisione sul punto
39
) che una delle Camere
possa votare la sducia ad un singolo ministro; non si dubita che il referen-
dum abrogativo sia precluso per la legge di approvazione del bilancio (art.
75, c. 2, cost.), ma lecito dubitare (malgrado lopinione contraria della
Corte costituzionale
40
) che esso sia precluso anche per la legge nanziaria;
non si dubita che il Presidente della Repubblica sia titolare del potere di
grazia (art. 87, penult. c., cost.), ma si dubita che la controrma ministeria-
le (richiesta dallart. 89, c. 1, cost.) sia per ci stesso atto dovuto.
In tutti questi casi, abbiamo a che fare con una disposizione che paci-
camente esprime una certa norma; dubbio se quella stessa disposizione
esprima (o implichi) anche unaltra norma, ovvero dubbio se la norma
espressa sia soggetta ad eccezioni implicite. In tutti questi casi, si pu fon-
datamente formulare la proposizione normativa (vera) che asserisce lesi-
stenza nellordinamento della norma in questione.
7. La tesi scettica sembra esigere una ridenizione radicale della nozio-
ne corrente di produzione del diritto. Per un verso, infatti, idea comu-
nemente condivisa che il diritto sia un insieme (non di testi normativi, ma)
di norme. Per un altro verso, la tesi scettica rafgura le norme come varia-
bili dipendenti dellinterpretazione
41
. Ne risulta una immagine dellinterpre-
36
Supra, 2.
37
Mi riferisco alle controversie interpretative in senso stretto, ossia a controversie aventi
ad oggetto il signicato di un testo normativo. Tralascio le controversie peraltro anche pi
gravi e pi frequenti relative allesistenza di norme inespresse non riconducibili ad alcuna
disposizione normativa specica. Sulle tecniche di costruzione di norme inespresse rinvio a R.
Guastini, Linterpretazione dei documenti nromativi, cit., pp. 104 ss.
38
Questa distinzione non deve essere confusa con quella, comunemente usata dai sosteni-
tori della teoria eclettica, tra casi facili e casi difcili, tra luce e penombra. Qui si sta par-
lando infatti non di enunciati sussuntivi, ma di enunciati interpretativi (nel senso detto sopra,
3).
39
Corte cost. 7/1996.
40
Corte cost. 16/1978.
41
Il processo interpretativo si esercita su di un enunciato [...] e perviene alla norma; la
norma non precede come dato, bens segue come prodotto, il processo interpretativo (G.
235
tazione come attivit produttiva di diritto: anzi linterpretazione non la
legislazione (in senso materiale) appare come la sola attivit genuinamen-
te produttiva di diritto
42
.
Questa conclusione, a rigore, non inesatta, ma deve essere sfumata
per due ragioni.
La prima ragione banale. Linterpretazione produce, certo, signicati,
ma la produzione di un signicato per via di interpretazione presuppone
ovviamente lesistenza di un testo: il testo interpretato. Sicch la produzio-
ne di un signicato cosa assai diversa da una creazione ex nihilo: somiglia
piuttosto alla trasformazione di una materia prima, pi o meno grezza
43
. Si
dovr dire, allora, non che il diritto nasca (unilateralmente) dallinterpre-
tazione, ma che il diritto nasce dalla combinazione di due distinte attivit
egualmente produttive, sebbene a diverso titolo: la produzione di testi
(essa s ex nihilo
44
) e la costruzione di signicati.
La seconda ragione meno banale. La tesi scettica non suppone che i
testi normativi siano, prima dellinterpretazione, privi di qualsivoglia signi-
cato, e che pertanto non esista alcun signicato prima dellinterpretazione
(se cos fosse, interpretare sarebbe appunto una creazione di signicato ex
nihilo)
45
. Suppone una cosa sensibilmente diversa, e cio che i testi norma-
tivi (o la maggior parte di essi) siano non gi privi di signicato, ma poten-
zialmente dotati di una pluralit di signicati, e pertanto suscettibili di una
molteplicit di interpretazioni: tante quante sono consentite dalle regole
della lingua, dai metodi interpretativi, e dalla dogmatica
46
.
La cornice dei molteplici signicati di un testo normativo teorica-
mente conoscibile ex ante. Teoricamente: il giurista Hercules la conosce-
rebbe, anche se pu darsi che giuristi non erculei siano incapaci di identi-
carla nella sua interezza.
Naturalmente, ci non esclude che i giudici e pi in generale gli or-
gani dellapplicazione attribuiscano ad un testo normativo un signicato
Tarello, Diritto, enunciati, usi, Bologna, 1974, p. 395). Ce qui prexiste au jugement nest
pas une norme, mais un texte, un texte lgislatif par exemple. La norme nest pas ce texte,
mais seulement sa signication (M. Troper, Fonction juridictionnelle ou pouvoir judiciaire?, in
Pouvoirs, 16, 1981, p. 9).
42
Una formulazione esemplare di questa tesi in J.C. Gray, The Nature and Sources of the
Law, Second edition from the authors notes, by R. Gray, New York, 1948, spec. pp. 124, 170.
43
Statutes [...] are, so to speak, only semi-manufactured products which are nished
only through the judicial decision (H. Kelsen, General Theory of Law and State, Cambridge
(Mass.), 1945, p. 135).
44
Cos dicendo, faccio mia la tesi classica della legislazione come attivit libera nel ne.
45
Questa, in verit, pare essere la tesi di M. Troper, Una teoria realista dellinterpretazione,
cit.
46
Non mi pare che si possa circoscrivere il novero delle interpretazioni possibili a quelle
poche che sono consentite dalle regole della lingua (come pensa E. Diciotti, Lambigua alter-
nativa tra cognitivismo e scetticismo interpretativo, cit., spec. pp. 17 ss.). Di fatto, il signicato
letterale quello appunto che suggerito dalle regole della lingua sovente alterato e per-
sino sovvertito dagli interpreti, mediante opportune tecniche interpretative e/o sulle base di
dottrine precostituite, senza che ci sia percepito come una interpretazione inammissibile o
anche solo stravagante dalla comunit degli interpreti.
236
che fuoriesce dalla cornice. Tanto meno esclude che la decisione fondata su
questo signicato anomalo produca effetti giuridici, almeno provvisori e
almeno inter partes
47
.
Ma in questi casi, a rigor di termini, non diremo che il giudice ha in-
terpretato il testo in questione: diremo piuttosto che ha creato una norma
nuova
48
.
8. Ecco dunque che abbiamo, per un verso, un concetto alquanto pi
preciso di interpretazione e, per un altro verso, un criterio per distinguere
linterpretazione dalla produzione di norme nuove (in senso forte).
Per interpretazione deve intendersi non qualsivoglia attribuzione di
signicato al testo interpretato, ma unattribuzione di signicato che ricada
entro i limiti dei signicati ammissibili
49
(alla luce delle regole della lingua,
delle tecniche interpretative in uso, e delle tesi dogmatiche accettate).
In altre parole, non qualunque decisione sul signicato LItalia
una repubblica democratica signica che lItalia una monarchia assolu-
ta costituisce per ci solo genuina interpretazione, anche se ne imita la
forma logica (D signica N). Ogni attribuzione di signicato che fuoriesca
dai limiti dei signicati ammissibili costituisce non propriamente interpre-
tazione, ma piuttosto creazione di una norma nuova
50
.
47
Al contrario, ci quanto comunemente accade negli ordinamenti moderni, come sotto-
lineano H. Kelsen e, con lui, M. Troper, insistendo sul carattere di interpretazione autentica
(in senso, appunto, kelsenianao) che proprio delle decisioni degli organi (specie) giurisdizio-
nali di ultima istanza.
48
Il tema sviluppato da E. Diciotti, Lambigua alternativa tra cognitivismo e scetticismo
interpretativo, cit.
49
Scrive E. Diciotti, Lambigua alternativa tra cognitivismo e scetticismo interpretativo, p.
18: interpretare un testo signica attribuire a un testo uno dei suoi possibili signicati.
Senonch, come abbiamo detto, per Diciotti i soli signicati possibili di un testo sono quel-
li ricavabili mediante interpretazione letterale, con il che si espande a dismisura larea della
creazione giuridica da parte degli interpreti. Lapplicazione di un criterio di distinzione (tra
interpretazione di testi e creazione di norme) cos rigoroso produce qualche conseguenza con-
trointuitiva. Per fare un esempio: quella di considerare egualmente creative in quanto non-
letterali tanto linterpretazione dellart. 94 cost. che ammette la sducia individuale (Corte
cost. 7/1996) quanto la (sedicente) interpretazione dellart. 75, c. 2, cost. che esclude dal refe-
rendum abrogativo le leggi costituzionalmente necessarie (Corte cost. 29/1987).
50
Ma, naturalmente, il caso pi macroscopico di creazione di norme nuove da parte degli
interpreti la costruzione di norme inespresse, cui ho fatto cenno sopra.