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5,$668172

L’obiettivo della prima parte di questo lavoro è quella di caratterizzare il prodotto rifuso in tutte le
sue peculiari caratteristiche strutturali e metallurgiche. Sono state analizzate quindi le caratteristiche
del prodotto ESR confrontandole con quelle di acciai di pari marca prodotti secondo il metodo
tradizionale.
Particolare attenzione è stata posta sull’analisi della macrostruttura e della microstruttura degli
acciai rifusi specialmente per quanto riguarda il contenuto inclusionale e la sua relazione con le
caratteristiche meccaniche.
La seconda parte riporta invece dei risultati ottenuti con il processo di rifusione di billette da 200
mm di lato. Tale processo rappresenta oggi il migliore e il più innovativo compromesso tra la
qualità dei lingotti rifusi e la produttività del colaggio in continua di billette.
L’ultima parte si occupa invece più da vicino degli effetti dell’atmosfera inerte sul processo di
rifusione prendendo in analisi la micropurezza del lingotto rifuso e il degrado della scoria.
Sono stati utilizzati per le prove sia acciai inox (AISI 304, AISI 420, AISI 403, WN 1,4980) che
super leghe al nickel (UNS N06625).

3$52/(&+,$9(
ESR, Rifusione in atmosfera inerte, rifusione di acciai inox e leghe al nickel; Caratteristiche dei
prodotti rifusi
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0DFURVWUXWWXUD
Le migliori caratteristiche e proprietà dell’acciaio ESR rispetto a quello tradizionale sono dovute in

x Nel lingotto WUDGL]LRQDOH la solidificazione inizia in presenza di una massa di metallo liquido pari
gran parte alle diverse modalità di solidificazione. Gli aspetti salienti da evidenziare sono:

x Durante la ULIXVLRQH all’ESR è presente invece una quantità di metallo liquido limitata ad una
a tutta la massa del lingotto

piccola frazione della massa del lingotto: la porzione di liquido che va solidificando viene man
mano sostituita dell’apporto di nuovo metallo rifuso.

x Nel lingotto WUDGL]LRQDOH è inevitabile al presenza di una accentuata macro segregazione quale
Le conseguenze interessanti di questo fatto dal punto di vista metallurgico sono:

effetto del progressivo arricchimento del liquido madre di composti a più basso punto di fusione

x Nel lingotto ULIXVR all’ESR l’apporto di continue gocce di metallo rifuso mantiene praticamente
(spesso impurezze)

costante (almeno entro i limiti dell’uniformità nel senso verticale della composizione

x Nel lingotto WUDGL]LRQDOH la velocità di solidificazione non è costante nelle diverse zone del
dell’elettrodo) la composizione del bagno metallico

lingotto dato che è massima all’inizio (zona esterna a contatto con le pareti della lingottiera) e
progressivamente sempre più lenta (zona centrale), il che determina una corrispondente non
uniformità delle dimensioni dei cristalli: avremo cristalli piccoli in prossimità della zona esterna

x Nel lingotto ULIXVR all’ESR la velocità di fusione è praticamente costante, in quanto è controllata
e cristalli molto grandi a cuore.

dalla capacità raffreddante della lingottiera (acqua in convezione forzata) che può essere
facilmente mantenuta uniforme e dalla costanza della quantità di metallo e della sua temperatura,
fattori questi entrambi facilmente controllabili mediante la regolazione dei parametri elettrici del
processo. Gli scostamenti vengono poi assorbiti dal “volano termico” rappresentato dalla scoria.

Nei lingotti rifusi sono anche assenti difetti assiali dovuti a fenomeni di ritiro.
Qui sotto si possono vedere due macrografie di confronto tra le macrostrutture di lingotti rifusi
all’ESR (foto a destra) e colati secondo tradizione (foto a sinistra) di pari composizione.

Fig. 1 Strutture di un lingotto di acciaio A sx un lingotto colato in modo classico a dx uno rifuso all’ESR

Si
vedono nel lingotto tradizionale molto evidenti le dendriti di accrescimento che denotano da un lato
la grossezza del grano e dall’altro la fortissima micro segregazione.
Nel lingotto ESR, invece, (foto in basso) non solo i grani cristallini sono molto più piccoli ed
equidistribuiti, ma è anche praticamente assente una qualsiasi struttura dendritica visibile, cosa che
ci suggerisce un basso grado di micro segregazione.

0LFURVWUXWWXUD
Le condizioni in cui avviene la solidificazione del lingotto ESR sono determinanti anche, come
visto sopra, per le caratteristiche della microstruttura: le dimensioni delle dendriti sono molto
inferiori rispetto a quelle del lingotto tradizionale e, quindi, anche la micro segregazione, cioè la
differenza fra la concentrazione di un elemento negli assi dendritici e negli spazi interdendritici, è
corrispondentemente minore.
Ne risulta in definitiva una struttura molto più affinata che si può mettere in particolare evidenza
negli acciai ad alto contenuto di carbonio con la precipitazione di eutettici a bordo grano.
Ciò si vede nelle due seguenti macrografie di acciai ledeburitici attaccati chimicamente per far
risaltare il precipitato eutettico.

Fig. 2 Precipitati eutettici che evidenziano la forma dei grani (a: rifuso; b: colato tradizionalmente)

/DGHQVLWj
Le condizioni particolarmente favorevoli in cui avviene la solidificazione del lingotto ESR si
riflettono anche in una più elevata densità dell’acciaio rifuso rispetto a quello tradizionale. Infatti
nei lingotti rifusi all’ESR non solo sono assenti macro difetti come per esempio cricche, micro ritiri,
risucchi, porosità e soffiature, ma anche i difetti sub microscopici quali per esempio vacanze e
difetti reticolari sono di entità notevolmente inferiore.
Tab. 1 Entità dei micro difetti e di densità per un acciaio AISI 304L rifuso all’ESR ed uno colato tradizionalmente

0LVXUD Acciaio Rifuso all’ESR Acciaio Colato tradizionalmente


Area dei pori (%)
- Centro lingotto 0,250 1,010
- Metà raggio 0,260 0,440
- Periferia 0,111 0,115
Media 0,207 0,552
Densità [g/cm3] Centro Metà Periferia Centro Metà Periferia
- Testa lingotto 7,8167 7,8156 7,8169 7,8047 7,8025 7,8076
- Centro lingotto 7,8146 7,8150 7,8180 7,8083 7,8108 7,8124
- Piede lingotto 7,8140 7,8145 7,8171 7,8086 7,8109 7,8100
Media 7,8158 7,8084
Superficie Mezzo raggio Centro

Fig. 3 Ingrandimento 100 X (sopra) e


500 X (sotto) di macrografia di struttura
di un acciaio austenitico AISI 304L rifuso
all’ESR . Si può notare il grano piccolo,
regolare e di dimensioni poco variabili da
superficie a cuore. Nella sezione sopra si
vede la fine e regolare macrostruttura di
un lingotto rifuso all’ESR

,1)/8(1=$'(//$67587785$68//(&$5$77(5,67,&+(0(&&$1,&+((
7(&12/2*,&+('(/0$7(5,$/(

Le caratteristiche meccaniche degli acciai rifusi all’ESR

La caratteristica che più influenza il comportamento meccanico degli acciai rifusi, oltre la struttura
cristallina e la distribuzione delle inclusioni (che affronteremo nel prossimo paragrafo), è il
controllo della micro segregazione.
La seguente tabella ci permette di avere una idea di come si comporta un acciaio rifuso nei
confronti della micro segregazione rispetto ad un acciaio tradizionale.

Tab. 2 Confronto tra il comportamento alla segregazione di un lingotto tradizionale ed uno rifuso ESR

'LVWDQ]HWUD
&DPSLRQH PDVVLPLGL 0HGLDDULWPHWLFDGHLFRHIILFLHQWLGLVHJUHJD]LRQH
VHJUHJD]LRQH &UPD[&UPLQ 0RPD[0RPLQ 9PD[9PLQ
>PP@
6XSHUILFLH 7UDGL]LRQDOH    
5LIXVR    
0H]]RUDJJLR 7UDGL]LRQDOH    
5LIXVR    
&HQWUR 7UDGL]LRQDOH    
5LIXVR    

Negli acciai rifusi la minor presenza di micro segregazioni trasversali quali ossidi, allumine o
solfuri di forma allungata, influenza molto favorevolmente le caratteristiche di elevata plasticità
dell’acciaio ESR, sia nel caso di deformazioni alle alte temperature (plasticità a caldo) sia a
temperatura ambiente, dato che le micro segregazioni sono punti di accumulo di enormi tensioni
durante lo sforzo.
Come si può dedurre dai dati riportati in tabella, particolare rilievo assume una caratteristica che è
specifica del processo ESR: il valore particolarmente basso della micro segregazione per gli
elementi in lega quali Cr, Mo Mn, V, i cui coefficienti di segregazione sono sempre nettamente
inferiori rispetto a qualsiasi altro processo tradizionale per quanto accurato.
Questo fatto spesso trascurato permette di ottenere
importanti e significativi miglioramenti sulle 1000
caratteristiche meccaniche in seguito a cicli di Lingotto tradizionale
lavorazione sia a caldo che a freddo. Lingotto ESR

44
40
36 100
32


28

H
Q 24
R
L
]
D
20
U
W
Q 16
R
F 12 10
8
4
0
1 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 1,7
FRH IILFH QWH GLV H JU H JD]LRQH P D[P LQ

1
Fig. 4 Relazione tra micro segregazione e strizione
800 900 1000 1100 1200 1300
su provette trasversali

/(,1&/86,21,
WHPSHUDWXUDGLSURYD ƒ&

Fig. 5 Confronto tra deformabilità a caldo di un


'HVFUL]LRQHJHQHUDOH acciaio tradizionale ed uno rifuso

Prima di vedere come le inclusioni influiscono sulle caratteristiche prodotto rifuso, accontentiamoci
delle seguenti affermazioni:
x La composizione delle inclusioni presenti nel metallo rifuso non ha alcuna relazione col
carattere delle inclusioni primarie presenti nel metallo dell’elettrodo, ma dipende
esclusivamente dalla composizione della scoria impiegata nella rifusione. Infatti le inclusioni

x
presenti nell’elettrodo vengono per lo più eliminate durante la rifusione per via fisica o chimica.
E’ risultato ancora dall’esperienza che durante la rifusione ESR, non solo cambia la
composizione delle inclusioni, ma anche la loro dimensione: infatti se durante il processo il
contenuto totale di inclusioni può calare, il loro numero spesso aumenta anche notevolmente.
Ossia da una struttura con cluster e macro inclusioni tipica degli acciai colati in lingottiere

x
tradizionali si ottiene una matrice ricca di micro inclusioni finemente distribuite.
Dall’osservazione metallografica risulta che le inclusioni nel metallo rifuso, oltre che ad essere
di dimensioni di gran lunga inferiori a quelle osservate in acciai tradizionali a parità di
concentrazione di ossigeno ed elementi disossidanti, si trovano invariabilmente disposte negli
spazi interdendritici, mentre per gli acciai tradizionali si trovano anche tra gli assi delle dendriti.

Questi fatti fanno capire l’importanza che il controllo sulle inclusioni, compiuto dal processo ESR,
ha sulle proprietà meccaniche del prodotto rifuso.
Una matrice ricca infatti di inclusioni globulari di piccole dimensioni finemente distribuita è infatti
l’ideale per l’ottenimento di quell’equilibrio tra mobilità e ancoraggio delle dislocazioni che mi
permette di avere materiali che resistono a carichi molto intensi.
Sulla fondamentale influenza delle inclusioni sulle proprietà meccaniche ci soffermeremo
maggiormente nel prossimo importante paragrafo.
3URJHWWD]LRQHGHOOHLQFOXVLRQLLQUHOD]LRQHDOOHFDUDWWHULVWLFKHPHFFDQLFKHULFKLHVWH

Da quanto esposto sopra si deduce che è possibile ottenere nell’acciaio rifuso mediante ESR
inclusioni aventi la composizione chimica desiderata: questa a sua volta è dettata dalle particolari
caratteristiche meccaniche che si vogliono esaltare nel prodotto. Ciò è dovuto al fatto che i vari tipi

x Forma delle inclusioni (globulare, aciculare, a cluster)


di inclusioni influenzano in modo diverso le caratteristiche meccaniche: i fattori influenzanti sono:

x Durezza delle inclusioni


x Distribuzione delle inclusioni (concentrate o distribuite)
x Dimensione delle inclusioni

Nella seguente tabella vediamo come varia il contenuto di inclusioni di un metallo durante la
rifusione a seconda delle scorie usate.

Tab. 3 Confronto tra i valori dei contenuti di gas ed inclusioni non metalliche tra l’elettrodo di partenza (un acciaio per
cuscinetti) e l’acciaio rifuso sotto scorie di diversa composizione (a) scorie standard, (b) con aggiunte di terre rare

Gas [ppm] Percentuale del campione occupata dalle inclusioni [x 10-3]


Tipi di scoria O2 N2 Ossidi e Solfuri Silicati Globulari Punti Totale
di rifusione nitruri Formi
Valori iniziali 80 110 1,02 3,62 0,85 1,25 0,82 7,56
Alluminose (a) 50 90 0,51 0,58 0,23 0,20 0,61 2,13
Alluminose (b) 30 76 0,38 0,89 0,23 0,32 0,62 2,50
Senza Al2O3 (a) 58 88 0,25 0,18 0,26 0,41 0,29 1,39
Senza Al2O3 (b) 42 80 0,31 0,35 0,21 0,49 0,37 1,73
Scorie acide 68 70 0,76 0,63 12,8 2,0 0,53 16,72

Accanto all’analisi di come variano le inclusioni possiamo fare una prova di come i vari acciai rifusi
si comportano per esempio nel confronti del comportamento a fatica a seconda delle scorie usate (e
quindi delle inclusioni presenti nella matrice cristallina).

Tab. 4 Comportamento a fatica di un acciaio prima e dopo la rifusione sotto vari tipi di scoria

WLSLGL
VFRULH
Ossidi e Solfuri Silicati Globulari punti Totale durata a limite a
Nitruri formi fatica fatica
Iniziale 100 100 100 100 100 100 100 100
Con Al2O3 45 20 27 21 75 30 121,5 122,5
No Al2O3 28 15 27 36 40 20 152,5 131,5
Acide 75 17 1500 160 65 220 116 117,5

Rispetto all’acciaio di partenza, quello rifuso sotto scoria senza allumina presenta il miglior
comportamento, seguito da quello rifuso sotto scorie alluminose e quindi da quello sotto scorie
acide (con silice). Riguardo a quest’ultimo è estremamente significativo confrontare il quantitativo
totale di inclusioni con i risultati delle prove a fatica: quantunque l’indice di inclusioni passi da 7,56
per l’acciaio di partenza a 16,72 per il rifuso, il comportamento a fatica migliora di circa il 17%.
Questo risultato è una prova dell’influenza specifica di un determinato tipo di inclusioni sul
comportamento a fatica; la qualità delle inclusioni appare di gran lunga più importante della
quantità in cui esse sono presenti.
Si può concludere quindi che sul comportamento a fatica influiscono in maniera sfavorevole le
inclusioni di nitruri, di allumina ed i silico - alluminati, mentre i solfuri, i silicati, le inclusioni
globulari e la densità complessiva di inclusioni non sono fattori significativi.
Si deve a questo punto osservare che i silicati e le inclusioni globulari sono inclusioni relativamente
plastiche, mentre i nitruri, l’allumina ed i silico - alluminati sono duri e fragili: sono questi ultimi ad
esercitare una specifica influenza negativa sul comportamento a fatica del prodotto.
Il miglior comportamento degli acciai rifusi sotto scoria senza allumina è dovuto ad un netto
cambiamento del tipo di inclusioni: l’osservazione metallografica ha rivelato che predominano
inclusioni complesse di silicati di calcio di varia forma formate da un nucleo centrale di allumina
fragile di forma aciculare inglobato in un guscio di silicato plastico ad elevato grado di
deformabilità: questo tipo di inclusioni si è rivelato il migliore per il comportamento a fatica dato
che non funge da innesco per alcuna cricca.
Tab. 5 Rilievi inclusionali sperimentali su due acciai prodotti all’impianto ESR della Valbruna

Contenuto inclusioni AISI 410 WN 1,4980


(ASTM E45) Valore Medio Valore massimo Valore medio Valore Massimo
Alluminati sottili 0,7 1,5 0,5 1,5
Alluminati grossolani 0,06 1 Nessuno Nessuno
Ossidi sottili 1,2 1,5 1,1 2
Ossidi grossolani 0,7 1,5 0,8 2
Silicati Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno
Solfuri Nessuno Nessuno Nessuno Nessuno

&203257$0(172,6275232'(//¶$&&,$,25,)862

A conclusione di quanto detto in questi paragrafi un acciaio rifuso presenta proprietà meccaniche
approssimativamente del 15 % migliori che negli acciai colati tradizionalmente.
Gli acciai colati tradizionalmente presentano le migliori caratteristiche meccaniche nelle direzione
longitudinale, mentre generalmente le proprietà nelle altre direzioni (tangenziale o radiale)
rimangono comunque basse anche con adeguate lavorazioni a caldo. Ciò è dovuto alla modalità di
accrescimento radiale tipica dei lingotti tradizionali e alle marcate differenze nella forma e nelle
dimensioni dei grani cristallini tra la superficie ed il cuore. La differenza tra le varie direzioni
cresce poi durante le lavorazioni plastiche di laminazione, trafila o forgia dato che, con la
deformazione applicata, viene accentuato il carattere direzionale del reticolo cristallino.
Generalmente quindi in un materiale convenzionale, il rapporto tra le proprietà meccaniche in
traverso e in longitudinale (con una riduzione di sezione per lavorazione plastica pari a 3) è di circa
0,5. Quindi la capacità di resistenza a trazione lungo la direzione radiale su di un laminato è circa la
metà della resistenza lungo la direzione longitudinale. Tale rapporto in un acciaio rifuso (per pari
riduzione di sezione) è oltre 0,8. Ciò significa che le proprietà meccaniche ampiamente discusse
precedentemente sono indipendenti dalla direzione in cui gli sforzi vengono esercitati. La struttura
cristallina è quindi meccanicamente isotropa, ossia non esistono direzioni preferenziali per le
caratteristiche meccaniche. Chiaramente ciò è dovuto al particolare accrescimento del lingotto ESR
e alla notevole uniformità nella forma e nelle dimensioni dei grani nell’intera sezione.

Tab. 6 Confronto tra i coefficienti di isotropia in acciaio AISI 304L tradizionale e in quello rifuso nella prova a fatica

Longitudinale Trasversale Verticale


Tipo di acciaio n° cicli x 103 n° cicli x 103 Coeff. Isotropia n° cicli x 103 Coeff. isotropia
Tradizionale 11,0 6,0 1,84 2,2 5,0
ESR+scoria senza Al2O3 14,0 11,6 1,21 8,6 1,63
ESR+scoria con Al2O3 16,0 13,5 1,18 10,2 1,57
3529(63(5,0(17$/,0$&52*5$),(',$&&,$,5,)86,

0$&52*5$),(68%,//(77(5,)86(,1/(*$$/1,&.(/8161

A fianco si vede una macro eseguita su di una sezione di billetta quadra rifusa di UNS N06625. La
sezione è stata prelevata in prossimità del piede.

Fig. 6 Sezione trasversale di billetta rifusa di UNS N06625 in prossimità del piede

Si può notare subito la struttura compatta e la completa assenza di soffiature e di segregazioni a


cuore. La presenza a cuore di grani di grande dimensione non deve preoccupare specie perché la
struttura (in tale posizione) risente probabilmente ancora delle condizioni di partenza del processo
di rifusione.

Fig. 7 Sezione longitudinale di billetta di UNS N06625 prelevata in prossimità del piede

La sezione longitudinale qui sopra, con l’aiuto anche dello schema a lato, permette non solo di
verificare il tipo di accrescimento e l’inclinazione della direzione di cristallizzazione rispetto al
piano radiale, ma anche permette di dedurre la forma e la profondità del bagno metallico.
Si può facilmente notare la grande regolarità dell’accrescimento che mantiene un preciso carattere
colonnare dalla superficie fino al cuore.

Fig. 8 Sezione longitudinale di billetta di UNS N06625 prelevata in prossimità della testa
La sezione sempre longitudinale riportata qui sopra è stata prelevata in prossimità della testa.
L’inclinazione della direzione di cristallizzazione è variata molto poco (si è verificato un leggero
calo dell’angolo che è confermato anche da un leggero aumento della profondità del bagno).
Si può inoltre notare (nella parte alta della sezione) una zona centrale in cui l’accrescimento non è
più colonnare, ma equiassico a grana grossa.
Questo fatto è dovuto principalmente alla influenza delle condizioni del riempimento e non deve
essere considerato un difetto. Si vede tuttavia che il cambio di cristallizzazione non ha però favorito
la formazione di macro segregazioni di alcun tipo.

0$&52*5$),(68%,//(77(5,)86(',$,6,

Le seguenti sezioni di billette rifuse di AISI 420 sono state attaccate chimicamente in modo da
rilevare la forma del profilo del bagno metallico piuttosto che le direzioni di accrescimento.

Fig. 9 Sezione trasversale di billetta rifusa di AISI 420 prelevata in prossimità della testa

La sezione qui sopra mette in evidenza la forma in pianta del bagno metallico. Si vede come la
forma del bagno metallico si mantenga costantemente simile a quella della lingottiera. La forma
leggermente concava visibile nel lato destro della fotografia è dovuta all’influenza del campo
magnetico generato dal braccio porta corrente che deforma il profilo del bagno metallico più vicino
alla colonna stessa

Fig. 10 Sezione longitudinale di billetta rifusa di AISI 420 prelevata in prossimità della testa

Nella sezione longitudinale soprastante si vede chiaramente il profilo e la profondità costante del
bagno metallico che ci permette inoltre di dedurre anche la direzione di cristallizzazione .
EFFETTI METALLURGICI DELLA RIFUSIONE IN ATMOSFERA INERTE

6WDELOLWjGHOO¶DQDOLVLHOHWWURGROLQJRWWR

Un esempio molto chiaro della capacita della rifusione ESR in atmosfera inerte di mantenere un
contenuto costante di elementi facilmente ossidabili (come il titanio) può essere ottenuta dall’analisi
della rifusione dell’acciaio X6NiCrTiMoVB25 15 2.

Tabella 7: analisi X6NiCrTiMoVB25 15 2

Marca C Mn Si S P Ni Cr Fe Mo Ti V B
$1 d0,08 1 d1 d0,015 d0,030 24 13,5 t56 1,0 1,9 0,10 0,003
2 27 16,0 1,5 2,3 0,50 0,010

Questa marca contiene circa il 2% di titanio e quindi è necessario controllare strettamente le


condizioni e i parametri di rifusione per permettere all’analisi di rimanere entro il range prescritto.
Prima dell’acquisto dell’impianto ESR le Acciaierie Valbruna S.p.a. rifondevano questa marca
appaltando la rifusione ad una ditta esterna dotata di ESR in aria. Due fattori erano di difficile
controllo:

x
x
Centraggio del valore di analisi del titanio entro il range prescritto.
Mantenere costante il valore dell’analisi.

Il primo problema poteva essere facilmente superato colando elettrodi con una percentuale di titanio
superiore al valore massimo prescritto. Questo però costringeva a lavorare sia al forno che durante il
colaggio in sorgente con una colata completamente fuori analisi.
Ovviamente la destinazione di questo materiale interamente alla rifusione ESR faceva calare
moltissimo le rese totali del prodotto.

Il secondo problema era invece di difficilissima soluzione specie a causa dei cambi elettrodo.
In ogni caso si registravano variazioni di analisi per il titanio tra elettrodi e lingotto rifuso circa del
17 %.

L’impianto di rifusione in atmosfera inerte installato presso le Acciaierie Valbruna S.p.a. ha


raggiunto un grandissimo miglioramento in termini di centraggio e variazione dell’analisi: infatti la
variazione media dell’analisi tra l’elettrodo e il lingotto rifuso è dell’1,5 %

Tabella 8: Variazioni di analisi di X6NiCrTiMoVB25 15 2

Variazione media di analisi Atmosfera inerte Aria

Elettrodo - testa lingotto Ti 1,5% 17,62%


Piede – testa lingotto Ti 2,0% 4,8%
Elettrodo - testa lingotto Al 10,8% 52,0%
Piede – testa lingotto Al 2,9% 22,5%
Elettrodo - testa lingotto Si 3,7% 4,2%
Piede – testa lingotto Si 2,2% 2,5%
7,7$1,2 $//80,1,2 6,/,&,2

20,00% 60,00% 4,80%

50,00% 4,00%
16,00%
40,00% 3,20%
12,00%
30,00% 2,40%
8,00%
20,00% 1,60%
4,00% 10,00% 0,80%

0,00% 0,00% 0,00%


Elettrodo - testa Piede - testa Elettrodo - testa Piede - testa Elettrodo - testa Piede - testa
lingotto lingotto lingotto lingotto lingotto lingotto

Atmosfera inerte Aria

Fig. 11 Effetti della rifusione ESR in atmosfera inerte sul contenuto di elementi facilmente ossidabili eseguite su acciaio
X6NiCrTiMoVB25 15 . I dati provengono da analisi al quantometro.

La spiegazione di questa differenza sta nel fatto che la scoria non perde durante il processo la sua
capacità, di mantenere un equilibrio stabile elettrodo-scoria-metallo, ossidandosi a contatto dell’aria
o disossidando eventuali scaglie di ossido formatesi sulla superficie dell’elettrodo a causa delle
elevate temperature in prossimità del bagno di scoria.

Con l’espressione “atmosfera protetta” intendiamo una atmosfera in cui il contenuto di ossigeno è
mantenuto estremamente basso.
Misure eseguite durante la rifusione hanno rilevato un contenuto di ossigeno all’interno della
campana chiusa minore dello 0,1%.
Ovviamente quando la campana si apre per il cambio elettrodo non si può evitare l’esposizione
della scoria (e della testa preriscaldata dell’elettrodo) all’ossigeno atmosferico. Tale problema è
però poco influente per due motivi fondamentali:

x La durata delle operazioni di cambio elettrodo (interamente automatizzate) è molto breve dato
che è poco meno del 3% del tempo totale della rifusione; inoltre le condizioni di regime

x Per evitare che le scaglie di ossido inquinino la scoria o l’ossigeno la ossidi (seppur poco) viene
vengono raggiunte rapidamente dopo la chiusura della campana.

costantemente (e automaticamente) aggiunta una aliquota di trucioli di alluminio durante tutto il


processo.

9DOXWD]LRQHGHOGHJUDGRGHOODVFRULDGRSRXQDULIXVLRQHGL;1L&U7L0R9%

Da prelievi di campioni di scoria dopo la partenza, ad ogni cambio elettrodo e in prossimità del
riempimento hanno rilevato che il contenuto di CaO, TiO2 e MgO rimane pressoché costante o
comunque rimane entro i limiti prescritti. Un leggero aumento del contenuto di Al2O3 indica che la
scoria è stata disossidata in maniera corretta.
Il contenuto di CaF2 cala di meno del 2% e comunque il fluoro libero viene eliminato da un
efficiente impianto di depurazione ed abbattimento fumi.
Una scoria che non si degrada durante la rifusione richiede una minore disossidazione e garantisce
condizioni più stabili dei parametri elettrici di rifusione e di analisi chimica dell’acciaio (elettrodo .-
lingotto).