Sei sulla pagina 1di 152

Istituto Italiano della Saldatura – Lungobisagno Istria, 15 – 16141 Genova (I) - Tariffa regime libero: “Poste Italiane SpA

- Sped. A.P. 70%, DCB Genova” Tassa Pagata - Taxe Perçue ordinario - Contiene IP + Supplemento - Bimestrale Settembre - Ottobre 2012 ISSN:0035-6794

Genova, 23-24 Maggio 2013


Porto Antico di Genova, Centro Congressi

Giornate Nazionali di Saldatura


Organo Ufficiale dell’Istituto Italiano della Saldatura - anno LXIV - N. 5 * 2012
Tecnologia Superiore

Commersald è da anni conosciuta


come produttrice di impianti
con tecnologia P.T.A.
per riporti saldati ed eccelle
nella progettazione ed assistenza
post-vendita in tutto il mondo
degli impianti realizzati.
Esperienza, innovazione e Àessibilitj
garantiscono un servizio vincente
per una tecnologia superiore.

PROGETTAZIONE SERVIZIO TECNICO FORNITURA MATERIALI ASSISTENZA POST VENDITA LOGISTICA

Commersald Impianti S.R.L. C


Comm
Coomm
mmerersa
er
Commersald sald
sa ld S.P.A.
S.P
P.A
.A.
A. Filiale Commersald Group
via Labriola, 39 via Bottego, 245 via E. De Marchi, 4
41123 Modena - Italy 41126 Modena - Italy 20125 Milano - Italy
Tel.: +39.059.822374 Tel.: +39.059.348411 Tel.: +39.02.67382348
Fax: +39.059.333099 Fax: +39.059.343297 Fax: +39.02.66710308

www.commersald.com
Articoli
Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al
fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) 595 Radiografia Digitale: Caratterizzazione dei sistemi
CR per applicazioni industriali - S. Rusca 641
della zona fusa dell’ acciaio 2,25Cr 1Mo 1/4V: Gleeble Non vi è dubbio che la cosiddetta radiografia digitale abbia
test®, GDMS, trazione a caldo (Mini JIP Project) assunto nell’ambito dei controlli non distruttivi un ruolo di
A. Bertoni e C. Chovet crescente rilievo; rispetto al tradizionale ambito della radio-
Una testimonianza altamente qualificata, di sicuro interesse grafia industriale analogica, per la quale sono ben note agli
per gli operatori del comparto petrolchimico, interessato addetti ai lavori le procedure da impiegare per la caratte-
nel recente passato da fenomeni di reheat cracking in zona rizzazione delle principali attrezzature, nel caso dei siste-
fusa accaduti in sede di fabbricazione di reattori di elevato mi CR (Radiografia Computerizzata) la conoscenza risulta
spessore con acciaio tipo 2.25 Cr 1 Mo 0,25 V. indubbiamente meno diffusa. A tale riguardo, un supporto è
In particolare, Bertoni e Chovet illustrano le caratteristiche certamente dato dalle recenti norme EN ed ISO, che costitu-
del metodo meccanico per la valutazione della sensibilità iscono un valido riferimento, non tanto per condurre even-
della zona fusa a questo fenomeno, che prevede l’esecuzione tuali confronti rispetto alla tecnologia convenzionale, quan-
di una prova di trazione a caldo tipo Gleeble® con bassa to per approfondire e comprendere le effettive potenzialità
velocità di deformazione, che si è dimostrata estremamente delle proprie apparecchiature, per trarne il massimo delle
sensibile ad alcuni dei parametri caratteristici della prova. prestazioni. L’articolo è firmato dall’Ing. Simone Rusca, che
L’articolo illustra i risultati ottenuti con il progetto di ricerca riveste ormai da anni il ruolo di Responsabile delle attività
europeo Mini JIP, volto appunto a meglio approfondire e di Formazione di IIS nell’ambito dei controlli non distruttivi
possibilmente superare tali criticità esecutive. ed ha maturato tra le più significative esperienze nell’ambito
dei sistemi per radiografia computerizzata (CR).
Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di
titanio - R. Spina et al. 607
Il Politecnico di Bari ed il Consorzio CALEF, da tempo
attivamente impegnati nello sviluppo e nella ricerca delle
Qualificazione del processo di placcatura, normativa
applicabile - A. Pandolfo 651
tecnologie di saldatura laser, ci illustrano i risultati di Le attività di qualificazione delle procedure, nell’ambito del-
attività sperimentali condotte sulla realizzazione di giunti a la fabbricazione mediante saldatura, hanno una valenza ben
T a piena penetrazione a partire da spessori di 3 mm, in abito nota agli addetti ai lavori e risultano inevitabilmente legate
aeronautico, con processo laser ibrido MIG con leghe tipo al contesto contrattuale cui afferiscono, quindi a ben precisi
ASTM B265 Gr. 5 (6Al 4V). Il processo è già stato impiegato ambiti normativi, con particolare riferimento a quelli rap-
con successo, nell’ambito di un’analoga attività, su giunti presentati dalla Sezione IX del Codice ASME BPV e della
testa a testa; nel caso di giunti a T, particolare attenzione normativa europea EN ISO 15614-X. Durante la realizzazio-
è stata posta nella valutazione della geometria del cordone ne di apparecchiature in pressione, la placcatura riveste a
di saldatura e negli aspetti energetici del processo stesso, sua volta un ruolo essenziale per il conferimento al prodotto
che sintetizza le proprietà tipiche del MIG (caratterizzato delle richieste caratteristiche finali, per le quali non si può
da maggiori apporti termici) e del laser (in grado di ovviamente fare riferimento ai soli controlli diretti. Antonio
contenere invece le dimensioni della ZTA e le sue alterazioni Pandolfo, riferimento ormai storico per queste attività, in IIS
caratteristiche). prima ed in IIS CERT oggi, ci illustra quali siano le speci-
ficità della qualificazione delle procedure nel caso appunto
della placcatura.
Recenti sviluppi della RBI - Risk Based Inspection
dell’American Petroleum Institute: l’integrazione 619
con la tecnologia del Fitness For Service per il
calcolo della probabilità di rilascio - S. Pinca
Dagli anni sessanta l’impegno di IIS e IIS CERT
nella qualificazione, certificazione e approvazione 663
L’approccio denominato Risk Based Inspection è ormai del personale PND - G. Costa e S. Morra
ampiamente consolidato in ambito petrolchimico, contesto Lo scenario nazionale ed internazionale relativo agli addetti
nel quale risulta codificato dalle Practice API RP 580 e alle prove non distruttive appare molto cambiato dagli anni
581. L’Ente normatore statunitense, la cui autorevolezza novanta ad oggi, tanto per i diversi player che operano oggi
è testimoniata dalla diffusione mondiale degli standard nei servizi di certificazione quanto per la continua evoluzione
dallo stesso elaborati, sottopone i propri documenti ad un dei riferimenti normativi impiegati per le attività di certifica-
aggiornamento pressoché continuo, allo scopo di aggiornali zione. L’IIS ha indubbiamente avuto un ruolo da protagoni-
allo stato dell’arte, cogliendo tra l’altro e rielaborando i sta in questa evoluzione, con le proprie proposte formative
preziosi contributi provenienti dagli utilizzatori finali, che prima, con i propri servizi di qualificazione e certificazione
tali documenti impiegano. Recentemente è stata proposta poi, affiancati con le attività di approvazione richieste nel
una revisione delle probabilità di rilascio che integra le contesto della Direttiva 97/23/CE.
procedure di calcolo sviluppate nell’ambito delle valutazioni L’Ing. Giulio Costa, che ha vissuto in prima persona alcune
affidabilistiche del Fitness For Service - FFS: delle principali tappe di questo percorso temporale, ce ne il-
l’Ing. Stefano Pinca, riferimento per IIS Service per le lustra i passaggi fondamentali, che porteranno nel 2013 alla
attività di Risk Based Inspection, ci illustra le caratteristiche nascita delle terza Società in Sede al Gruppo.
fondamentali di questa proposta.

State of the art for flaw assessment of pipeline girth


welds - H. Pisarski 627
Nell’ambito della meccanica della frattura vi sono
attualmente diversi approcci per valutare l’accettabilità delle
imperfezioni di saldature circonferenziali di tubazioni: essi
si traducono nel tentativo di ridurre i criteri di accettabilità
basati sulla buona pratica - che spesso considerano la
sola lunghezza del difetto - e nel tentativo di fornire uno
strumento per valutare i difetti rilevati attraverso il controllo
ultrasonoro, che fornisce una caratterizzazione dimensionale
del difetto stesso.
Il potenziale vantaggio di tali procedure è la riduzione dei
costi dovuta alla minore incidenza delle riparazioni e delle
tempistiche ad esse correlate, senza pregiudicare l’integrità
dei giunti stessi. I metodi più diffusi sono quelli basati sugli
standard BS 7910 e API 1104; nel caso in cui la deformazione
superi il limite elastico del materiale sono introdotte e
confrontate procedure basate sull’analisi delle deformazioni.
Tali procedure sono comprese nella Raccomandazione
DNV RP F108, che tratta principalmente l’installazione di
condotte ed i più recenti metodi sviluppati da ExxonMobil
e PRCI CRES per tubazioni soggette a pressione interna e
carico assiale.
International Institute of Welding (IIW)
Creep rupture properties and fracture type of
9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints
M. Yamazaki et al.
Il contributo proveniente dall’International Institute of Welding
(IIW) è sempre uno degli spazi più apprezzati dai nostri lettori e
671 5 2012
ANNO LXIV Settembre - Ottobre 2012
permette un confronto sempre efficace con le esperienze maturate Periodico Bimestrale
presso i più importanti Istituti ed Enti di ricerca a livello
internazionale. Questa volta, il National Institute for Material
Science di Tokyo ci illustra i risultati di attività sperimentali
condotte su giunti realizzati con processo TIG e ad attrito
tra acciai tipo 9Cr 1Mo VNb e 18Cr 8 Ni, per i quali è stata
condotta una caratterizzazione con prove di scorrimento viscoso DIRETTORE RESPONSABILE:
a caldo (creep) a varie temperature e con diversi livelli di Dott. Ing. Mauro Scasso
tensione. Nelle analisi condotte, emergono le differenti condizioni REDATTORE CAPO:
di rottura delle provette rispetto al materiale tipo 9Cr 1Mo VNb Dott. Ing. Michele Murgia; michele.murgia@iis.it
sia per quanto concerne la resistenza che la modalità di frattura, REDAZIONE:
qualora si considerino i risultati di prove di lunga durata. Isabella Gallo; isabella.gallo@iis.it

683
IIS Didattica Maura Rodella; maura.rodella@iis.it
Introduzione al processo di saldatura al plasma PUBBLICITÀ:
La sezione Didattica, a cura della Divisione Formazione Franco Ricciardi; franco.ricciardi@iis.it
dell’Istituto, descrive in questo numero le caratteristiche Cinzia Presti; cinzia.presti@iis.it
fondamentali del processo di saldatura al plasma. ABBONAMENTI:
Ampiamente utilizzato nell’industria chimica, meccanica e
Francesca Repetto; francesca.repetto@iis.it
siderurgica, l’arco plasma può offrire elevate prestazioni in
molteplici applicazioni, grazie alle diverse modalità
di saldatura che nel testo vengono descritte.

Rubriche
Editoriale
Il primato dell’aritmetica 593 Organo Ufficiale
dell’Istituto Italiano della Saldatura
Scienza e Tecnica
Idrogeno e metalli - M. De Marco 693 Direzione - Redazione - Pubblicità:
Lungobisagno lstria, 15 ∙ 16141 Genova
IIS News & Events
Giornate Nazionali di Saldatura 7: lavori in corso 697 Telefono: 010 8341475 ∙ Fax: 010 8367780
redazione.rivista@iis.it ∙ www.iis.it
Abbiamo provato per voi
Liquidi Penetranti “Elite Flaw-Findr” di NDT ITALIANA 701 Abbonamento annuale 2012
Italia: ……………..……€ 100.00
Estero: ………….……...€ 170.00
Dalle Aziende Features
Nuovo procedimento ICETM - Integrated Cold Electrode 711 Un numero separato:... € 26.00
La Rivista viene inviata gratuitamente ai Soci
di ESAB dell’Istituto Italiano della Saldatura.
Dalle Aziende
Comunicati Stampa 719 Rivista associata
Notiziario
Letteratura Tecnica, Codici e Norme, 723
Corsi, Mostre e Convegni Registrazione al ROC n° 5042 - Tariffa regime
libero: “Poste Italiane SpA - Spedizione in
Ricerche Bibliografiche da IIS-Data
Saldatura al plasma 733 Abbonamento Postale 70%, DCB Genova”
Fine Stampa Ottobre 2012
Aut. Trib. Genova 341 - 20.04.1955
Elenco degli Inserzionisti
738 Stampa: ALGRAPHY S.r.l. - Genova - www.algraphy.it

In copertina
GNS7 - Genova L’Istituto non assume responsabilità per le opinioni espresse
dagli Autori. La riproduzione degli articoli pubblicati è
permessa purché ne sia citata la fonte, ne sia stata concessa

23-24 Maggio 2013,


l’autorizzazione da parte della Direzione della Rivista, e sia
trascorso un periodo non inferiore a tre mesi dalla data della
pubblicazione. La collaborazione è aperta a tutti, Soci e non
Porto Antico di Genova, Soci, in Italia e all’Estero. La Direzione della Rivista si riserva
di accettare o meno, a suo insindacabile e privato giudizio,
le inserzioni pubblicitarie. Ai sensi del D. Lgs. 196/2003, i
Centro Congressi, dati personali dei destinatari della Rivista saranno oggetto
di trattamento nel rispetto della riservatezza, dei diritti della

pagina 697
persona e per finalità strettamente connesse e strumentali
all’invio della pubblicazione e ad eventuali comunicazioni ad
esse correlate.
Nel prossimo numero parleremo di...
Articoli
5-6794
2012 ISSN:003

-6794
Febbraio

N:0035
le Gennaio-

2 ISS

´/DJJDQ7RUPRUH([SRUW3LSHOLQHµDSSOLFD]LRQHGLÀOL
012
12
1
012
0
N. 1 * 2012
20
2
201

V - N.
LXIV
no LXIV
- anno
Aprile
ento - Bimestra

tura
della Salda
o Italiano
zo -

dell’Istitut
Ufficiale
Mar

Organo
ale
IP + Supplem

estr

1Ni per saldatura orbitale NG-GMAW di giunti di


- Bim
ento
- Contiene

plem
+ Sup

Org
Perçue ordinario

ano
e IP

Uffic
tien

ia le de

forte spessore ad elevata resistenza e tenacità


- Con

ll’I stitu
to Ita
nario
Pagata - Taxe

lia no
ordi

della
çue

Sald
e Per

atur
a-
Genova” Tassa

anno
- Tax

LXIV
ata

- N.
Pag

2
* 2012
Tassa
70%, DCB

ova”
Gen

Resistenza meccanica e a corrosione di giunti


- Sped. A.P.

, DCB
70%

794
Italiane SpA

d. A.P.

035-6
N:0
- Spe

ISS
libero: “Poste

SpA

2012

simili a sovrapposizione saldati mediante FSW


iane

gno
ste Ital

- Giu
ggio
- Tariffa regime

ro: “Po

Ma
le
libe

estra
ime

- Bim
ffa reg
Genova (I)

ento
Tari

pplem
(I) -
– 16141

+ Su
ova

IP
41 Gen

ene
Istria, 15

nti
- Co
– 161

Errnest Lerev
t
Org
rio

er
agno

ia, 15

ina

an

Valutazione della “Minimum Pressurizing Temperature”


– Lungobis

e ord

oU
no Istr

ffi
rçu

cia

icana
Pe

le
isag

de
xe

oria am
della Saldatura

o
- Ta

ll’Is
gob

na ssttto
titu
gata
Lun

un
u na
to
Pa
ra –

Ita
ssa

lia
datu

no
” Ta

(MPT) per reattori di elevato spessore realizzati in acciai


Istituto Italiano

de
a Sal

nova

lla
dell

Sa
B Ge

ld
Italiano

atu
DC

ra
%,

-a
. 70
uto

n
A.P

no
Istit

LX
ed.

IV
Sp

bassolegati al Cr-Mo, in esercizio


-N
A-

.
Sp

3
*2
ne

01
lia

2
Ita
oste
: “P
ero
e lib
im

in condizioni di “hydrogen charging”


a reg
riff
- Ta
(I)
nova
Ge
141
– 16
, 15
Istria
gno
obisa
Lung
a–
tur
lda
Sa

Robotica ed automazione dei processi saldati:


della
no
lia
Ita
to
Istitu

traguardi acquisiti e prospettive future


Nuove soluzioni di monitoraggio di processo
94
67
5-
:003
SN
IS
12
e 20
tobr

QHOODVDOGDWXUDODVHULQÀEUDGLOHJKHGLWLWDQLR
Ot
e-
mbr
tte
Se
le
tra
mes
- Bi
to
en
lem
pp
+ Su
IP
ne
ntie
- Co
rio

International Institute of Welding (IIW)


dina

rg
an
or
rçue

o
U
Pe

ffic
xe

ia
- Ta

le
ta

de
ga
a Pa

ll’I
sti
ss
” Ta

tu
to
va
no

Ita
Ge

li
B

an
, DC

o
%

de
70

lla
P.
. A.

Sa
ed
- Sp

ld
atu
A
Sp

ra

TIG weld penetration improvement by


ne

-a
lia
Ita

nn
te

o
os

LX
“P
o:

IV
er
e lib

-N
gim

.5
re

*2
fa
rif

01

laser-activated process with oxygen


- Ta

2
(I)
va
no

Ge
1 Ge

Por nova
14
– 16
, 15

to , 23
ria

Ant -2
o Ist
gn

ico 4 M
isa

Gio
ob
ng

di G agg
Lu
a–

eno io 2 rna
ur
ldat

va, 013
Sa
lla

te
de

Cen
no
lia

Didattica
tut
Ita

tro Na
to

ti g
itu
Ist

Con
lili a
gg gre io z
nam n a l
ioi r ssi
ent id
ia iS
pag ald
iinna
00 atu
0 r a
Criteri per la stesura di WPS
secondo ASME BPV Sezione IX

6e Yuoi inYiare un articolo una riÁessione un Tuesito o altro Pateriale che ritieni
Sossa essere di interesse Ser la coPunitj di esSerti e di aSSassionati di saldatura
della Rivista, puoi inviare il tuo gradito contributo all’indirizzo:
6
redazione.rivista@iis.it
Istruzioni per la presentazione degli articoli
L’ articolo pervenuto sarà sottoposto all’esame del Comitato di Redazione che ne vaglierà i contenuti per l’accettazione.
Gli Autori saranno prontamente informati delle decisioni del Comitato di Redazione.
/·DUWLFRORDSSURYDWRSHUODSXEEOLFD]LRQHGRYUjSHUYHQLUHDOOD5HGD]LRQHHQWURLWHUPLQLÀVVDWLFRPSOHWRGL
‡ WLWRORGHÀQLWLYR
‡ breve curriculum dell’Autore/i
‡ abstract in italiano ed in inglese
‡ WHVWRLQÀOH:RUGFDUDWWHUH7LPHV/76WGSW
‡ WDEHOOHHGLPPDJLQLDGDOWDGHÀQL]LRQH RJQLVLQJRODWDEHOODHRÀJXUDGHYHHVVHUHFRUUHGDWDGHOODUHODWLYDGLGDVFDOLD
‡ VHHVLVWHQWHODELEOLRJUDÀDGHYHHVVHUHULSRUWDWDQHOORVWHVVRRUGLQHGLFLWD]LRQHQHOWHVWRFRPHGDHVHPSLR
>@/H]]L)H0XUJLD0©5LVFKLFRQQHVVLDOODVDOGDWXUDHSURFHGXUHGLSURWH]LRQHª5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQSS
Editoriale
Il primato
dell’aritmetica

morale) e, tuttavia, il contesto dei “nu- Né, infine, ritiene (non avendo com-
meri” e quello delle “parole” si pongo- petenze neppure nel settore del-
no diversamente, per dirla all’inglese, l’“International Banking”) di poter
nei confronti dell’unicità e della stabi- dare la colpa ai cattivi di turno, che
lità dell’“output”. non la capiscono e non tengono conto
Tutto ciò diventa assolutamente evi- delle sue sacrosante esigenze sociali.
dente quando si entra nel mondo fanta- In una situazione di non equilibrio, la

U na significativa quantità di abi-


tanti del bel Paese (soprattutto, ma non
sioso della politica economica del bel
Paese, che pure di “numeri” si dovreb-
be nutrire.
casalinga tradizionale, molto sempli-
cemente, disponendo soltanto delle
quattro operazioni dell’aritmetica, co-
solo, quelli appartenenti al generone Non “numeri” complessi per carità mincia a risparmiare e a pagare i debiti.
elitario e radical-chic) trovano con- (quali i “differenziali di ordine supe- Punto!
veniente ostentare in pubblico la loro riore” che popolano l’ambiente esclu- Così il mondo dei “numeri” semplici,
scarsa familiarità con i “numeri” (io sivo della matematica, per intendersi); ma non così il mondo delle “parole”.
per i “numeri” ho avuto sempre poca ma, al contrario, “numeri” semplici Che fluiscono copiose dalla bocca dei
simpatia!). Con ciò volendo implici- che afferiscono all’ambiente più po- molti “esperti” in servizio permanen-
tamente significare di averne, invece, polare dell’aritmetica (come le quattro te effettivo, con o senza patente, più o
una maggiore con le “parole”. operazioni o, al limite, anche soltanto meno prestigiosa, appartenenti a tutti
Che, fra l’altro, meglio si adattano ai le due più elementari - somma e sottra- gli orientamenti della scienza (sic!)
salotti culturali ed agli eventi nazio- zione - sempre per intenderci). economico – finanziaria.
nal - popolari. A questo contesto di “numeri” sempli- Di regola in disaccordo fra loro.
Questa situazione trova le sue ragio- ci (ma reso complesso da convenienze Soltanto d’accordo nel non ridurre la
ni di essere se ai “numeri” si associa, le più varie) si adatta perfettamente un loro “competenza” all’impiego banale
come si conviene, una sobrietà di co- approccio da casalinga tradizionale dei “numeri” semplici.
municazione che non è sempre indi- (Dio ci conservi le poche che restano Ma non saranno le “technicalities”
spensabile con le “parole”. e, possibilmente, ce ne mandi qualche economico - finanziarie a risolvere i
Anzi! altra), che deve far quadrare i conti. problemi di fondo.
Inoltre “i numeri” non concedono al- Essendo digiuna di scienza finanziaria, Come ha perfettamente capito, nella
cunché all’interpretazione (2 + 2 fa la casalinga tradizionale non pensa di sua concretezza, la casalinga tradizio-
sempre inesorabilmente 4), al contra- poter spendere di più di quanto dispo- nale. Per i problemi di fondo occor-
rio delle “parole” con le quali è sempre ne, né tantomeno che le spese corren- rono (non solo ma anche) i “numeri”
possibile dare luogo a qualche varia- ti possano costantemente aumentare semplici.
zione interpretativa. quando non si riesce a mantenere il Verso i quali, tuttavia, una significati-
Non che alle “parole” siano necessa- passo con le medesime. va quantità degli abitanti del bel Paese
riamente applicabili una scarsa so- Né pensa (essendo sempre digiuna di non è affatto vocata.
brietà (c’è anche chi smette di parlare scienza finanziaria) che il fare debiti Ad maiora.
quando ha esaurito le cose da dire) o possa essere finanziato all’infinito fa-
variazioni interpretative (c’è anche chi cendo altri debiti, in previsione di uno Dott. Ing. Mauro Scasso
considera le cose dette come un obbligo sviluppo salvifico che tutto ripiana. Segretario Generale IIS

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 593


Taglio di precisione per dettagli d’alta classe
Gas, tecnologie e servizi per il taglio e la saldatura

Rivoira offre soluzioni dedicate agli operatori


del settore manifatturiero Metal Fabrication,
in cui opera con successo dall’inizio del secolo scorso.

L’offerta Rivoira comprende le linee di gas e


miscele LaserStarTM e STARGAS®, dedicate
rispettivamente alle applicazioni di taglio laser
ed ai processi di saldatura.
La qualità dei prodotti e dei servizi forniti,
così come la volontà di soddisfare le esigenze
e le aspettative dei propri clienti sono alla base
del successo Rivoira.

Rivoira S.p.A. - Gruppo Praxair


Tel. 199.133.133* - Fax 800.849.428
CRM_rivoira@praxair.com
* il costo della chiamata è determinato dall’operatore utilizzato.

www.rivoiragas.com
Alcuni metodi per la valutazione della
suscettibilità al fenomeno delle cricche
da riscaldo (reheat cracking) della zona
fusa dell’acciaio 2.25Cr 1Mo 1/4V:
Gleeble test®, GDMS, trazione a caldo
(Mini JIP Project)
A. Bertoni *
C. Chovet **

Sommario / Summary
Nel recente passato fenomeni di reheat cracking sono In the recent past, reheat cracking phenomena have been
stati messi in evidenza nella zona fusa del materiale shown in 2.25 Cr 1Mo 1/4V weld metal of heavy wall pres-
2,25Cr 1Mo 1/4V durante la fabbricazione dei reattori di sure vessels. For monitoring these phenomena, chemical
grande spessore. I due metodi, sviluppati per la verifica and mechanical methods have been developed: Glow Di-
della sensibilità della zona fusa al fenomeno, sono stati scharge Mass Spectrometry method, which gave Kf para-
uno chimico, basato sulla metodica Glow Discharge Mass meter, and Gleeble® thermo-mechanical test, performed at
Spectrometry, che ha dato origine al parametro Kf ed uno low strain rate. Depending on a few Gleeble® test parame-
meccanico, non standardizzato, che consiste in una prova ters, the test results couldn’t be obtained in laboratories
Gleeble® di trazione a caldo eseguita a bassa velocità di de- other than Industeel Research Centre. To overcome this
formazione. I risultati ottenuti con la prova Gleeble® hanno limit, European Mini JIP project started in early 2010.
messo in evidenza la loro dipendenza da alcuni parametri This paper describes these two test methods developed for
di esecuzione della prova stessa rendendo il test non ese- monitoring these phenomena and giving a Mini JIP project
guibile in altri laboratori se non in quello del Centro di achievement report.
Ricerca di Industeel. Per il superamento di questo limite il
progetto europeo Mini JIP ha preso vita all’inizio del 2010. IIW Thesaurus Keywords:
Il presente lavoro vuole riassumere la descrizione dei due Chemical engineering; creep resisting materials; elevated
metodi di prova sviluppati per l’identificazione delle cause temperature strength; high temperature; hot cracking;
di questo fenomeno e dare indicazioni relative ai risultati influencing factors; low alloy Cr Mo steels; mechanical
ottenuti nel progetto Mini JIP. properties; oil industry; post weld heat treatment; reheat
cracking; tensile tests; weld metal; weldability; weldabil-
ity tests.

(°) Memoria presentata alle Giornate Nazionali di Saldatura 6,


Workshop: “Metallurgia e Saldabilità”, Genova 26-27 Maggio 2011
* Air Liquide Welding Oerlikon - Verona Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 595
** Air Liquide CTAS - Saint Ouen L’Aumone - Paris
A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

utilizzata prevalentemente per la valutazione della sensibili-


tà del materiale base a RHC e hanno definito una procedu-
ra del test capace di identificare il grado di sensibilità della
zona fusa a tale fenomeno. In aggiunta a questa prova, un’i-
nusuale metodica di analisi chimica (Grow Discharge Mass
Spectrometry), venne introdotta per la determinazione degli
elementi chimici che sono sembrati maggiormente influen-
zanti l’insorgere del fenomeno.
L’estesa sperimentazione mise in evidenza che i risultati
della prova meccanica Gleeble® erano fortemente influen-
zati dalla variazione di alcuni parametri di esecuzione della
prova stessa, rendendo di fatto possibile eseguire tale prova
unicamente nel laboratorio di ricerca nel quale la prova era
stata sviluppata e definita.
Per affrancarsi da questo limite, un’attività di ricerca euro-
pea denominata “Mini JIP” ha validato, dopo un anno d’in-
tensa attività, una procedura per l’esecuzione di una prova
di trazione a caldo tale da risultare tecnicamente equivalente
alla prova Gleeble®, ma di più semplice esecuzione e per-
1. Introduzione
mettendone l’esecuzione su macchine di trazione considera-
bili convenzionali.
Il fenomeno del reheat cracking, nei materiali bassolegati al
La nuova procedura verrà presentata ufficialmente al conve-
CrMo, si evidenzia con la presenza di cricche intergranulari
gno API e successivamente alla ASME, per la sua accetta-
che si sviluppano in un intervallo di temperatura compreso
zione ed introduzione nello standard.
tra i 500 °C ed i 700 °C.
Questo importante passo permetterà quindi di rendere l’e-
Il meccanismo classico che origina il fenomeno è legato, in
secuzione della prova di valutazione della sensibilità della
questo campo di temperature, all’effetto combinato del rilas-
zona fusa del materiale 2¼Cr 1Mo ¼V al RHC accessibile
samento delle tensioni residue, alla precipitazione di carburi
ad un grande numero di laboratori, consentendo una più dif-
a bordo grano, in grado di provocare un indurimento secon-
fusa e semplice valutazione del fenomeno.
dario riducendo localmente la plasticità della microstruttura
Il presente lavoro vuole ricapitolare i diversi metodi di prova
ed alla segregazione, anche questa a bordo grano, di elemen-
sopra citati, fornire alcune osservazioni relative a tali test e,
ti come P, As, Sn, S, Sb, in grado di creare un ulteriore in-
nel quadro delle attività di divulgazione del progetto “Mini
debolimento del bordo del grano, il quale diviene sede pre- JIP”, indicare i risultati ottenuti sugli aspetti valutati nel pro-
ferenziale del fenomeno di decoesione intergranulare tipico gramma di ricerca.
del RHC.
Allo svilupparsi del fenomeno contribuiscono le dimensioni 2. Descrizione del fenomeno reheat cracking in
del grano, le tensioni residue presenti nel giunto, la com- zona fusa
posizione chimica e le proprietà meccaniche del materiale
stesso. La letteratura tecnica relativa al fenomeno di reheat Il materiale 2¼Cr 1Mo ¼V è stato introdotto nella fabbrica-
cracking (RHC) [1-2-3-4-5], che prende in considerazione zione dei componenti a pressione di grosso spessore dedicati
gli acciai bassolegati del tipo CrMo, progettati per servizio all’industria petrolchimica alla fine degli anni ‘90, come so-
ad alta temperatura (grado 11, 22, 23, 24, 91), evidenzia luzione alternativa al materiale 2¼Cr 1Mo convenzionale.
come sede più favorevole per l’instaurarsi della difettosità la I vantaggi dell’acciaio modificato al V risiedono nelle più
zona termicamente alterata del materiale base. elevate proprietà meccaniche, sia a temperatura ambiente
Nel recente passato sono stati riscontrati casi di reheat cra- che ad alta temperatura e alla più elevata resistenza all’in-
cking non nella zona termicamente alterata, ma nella zona fragilimento e all’attacco da idrogeno rispetto al materiale
fusa del materiale 2,25Cr 1Mo 1/4V [6-11]. convenzionale, grazie alla presenza dei carburi di V che ri-
A fronte di questo particolare fenomeno, non riscontrato in ducono la mobilità dell’idrogeno nell’acciaio.
precedenza, numerosi studi sono stati eseguiti per la deter- Al materiale modificato al V viene attribuita una maggiore
minazione delle cause. sollecitazione ammissibile, rispetto al materiale convenzio-
Le verifiche eseguite hanno confermato che le proprietà chi- nale, permettendo il suo utilizzo a temperature e pressioni di
miche e meccaniche della zona fusa rispettavano, con ampio esercizio più elevate e consentendo una significativa riduzio-
margine, i requisiti delle più stringenti specifiche tecniche e ne dello spessore e del peso del componente.
degli standard applicabili. Conseguenza di queste elevate prestazioni operative il ma-
I ricercatori del Centro di Ricerca dell’Industeel hanno quin- teriale al V presenta alcune complessità nelle fasi di fabbri-
di sviluppato una variante della prova meccanica Gleeble®, cazione dovute principalmente alle altissime caratteristiche

596 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

e tandem.
A dimostrazione del ruolo delle tensioni
residue nel fenomeno, è stato fatto notare
che la zona fusa di giunti eseguiti per la
costruzione di talloni, finalizzati a quali-
fiche di procedimento o talloni di produ-
zione, sono risultati esenti dal fenomeno.
Le dimensioni delle difettosità sono state
molto contenute, 3-5 mm, con orienta-
mento trasversale all’asse dei giunti e con
Figura 1 - Andamento intergranulare delle cricche da rinvenimento morfologia intergranulare, come rappre-
sentato nella Figura 1 [6-11].
TABELLA 1 - Parametri classici per la valutazione della sensibilità
al RHC 3. Descrizione dei metodi chimici e meccanici
Parametri classici per la valutazione della
3.1 Metodo chimico: GDMS e Kf
sensibilità a RHC

P d0,010 Nel corso degli anni numerose formule basate sull’influenza


di vari elementi chimici, ritenuti responsabili della sensibi-
X-bar = 10P + 5Sb + 4Sn + As < 12 lità dei materiali bassolegati CrMo al fenomeno del RHC,
sono state proposte e pubblicate da diversi autori [5-12-13-
MCF = Si + 2Cu + 2P + 15As + 20Sb + 15Sn < 0,8
14]. Storicamente il fenomeno è stato principalmente consi-
¨G = Cr + 3,3Mo + 8,1V - 2 < 0 derato localizzato nella zona termicamente alterata del ma-
teriale base come mostrato nella Figura 2 e le formule sono
¨G1 = Cr +3,3Mo + 8,1V +10C - 2 < 2 state definite per la valutazione di questo tipo di difettosità.
Classicamente, gli elementi chimici considerati promotori
P sr = Cr + Cu + 2Mo + 10V + 7Nb + 5Ti - 2 < 0
del fenomeno sono tutti quelli fragilizzanti come P, Sn, As,
Rs = 0,12Cu + 0,19S + 0,1As + P + 1,18Sn + 1,49Sb Sb, S e quelli che causano una precipitazione fine e dispersa
a bordo grano, introducendo un indurimento secondario lo-
calizzato come C, V, Nb, Si, Cu, Mo, Ti, Cr.
tensili (TS 1000-1200 MPa) ed alla tenacità molto limitata Ad ognuno di questi elementi chimici, nelle diverse formule,
(10-20 J) a temperatura ambiente nello stato come saldato viene attribuito un coefficiente diverso a seconda del tipo di
o dopo trattamento di deidrogenazione (Dehydrogenation materiale considerato e della problematica incontrata.
Treatment) [9]. La Tabella 1 riporta alcune delle più importanti formule
Per impartire alla zona fusa una maggiore tenacità si impo- adottate inizialmente per una prima valutazione del RHC in
ne, in generale, la necessità di eseguire un trattamento inter- zona fusa. Nessuna di queste formule ha originato l’indivi-
medio di stress relieving (Intermediate Stress Relieving) nel duazione della causa del fenomeno.
campo delle temperature 650-680 °C il cui scopo è quello di Questa analisi ha dimostrato che nessun elemento chimico,
ridurre significativamente le tensioni residue presenti nel valutato singolarmente o come combinazione di più elemen-
giunto e promuovere l’iniziale trasformazione della mi- ti tra quelli considerati impurezze (P, Sn, S, As, Sb) o come
crostruttura martensitica incrementando la tenacità della
zona fusa a valori compresi tra i 70 e 180 J, a temperatura
ambiente [9 – 10].
Nella fase di esecuzione del trattamento di ISR durante la
fabbricazione dei componenti a pressione è stato evidenziato
l’insorgere delle cricche da rinvenimento localizzate nella
zona fusa mediante controllo ultrasonoro e TOFD (Time Of
Flight Diffraction) molto accurati ed eseguiti con sensibili-
tà molto più elevate rispetto a quanto richiesto dal Codice
ASME [11].
Le cricche, originatesi durante l’esecuzione del trattamento
termico ISR, sono state riscontrate in giunti di produzione ad
alto grado di vincolo - in cui le tensioni residue hanno con-
tribuito significativamente all’esaltazione del fenomeno - e
saldati mediante procedimento ad arco sommerso monofilo Figura 2 - RHC in zona termicamente alterata

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 597


A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

TABELLA 2 - Condizioni di saldatura del giunto per l’esecuzione della


prova di trazione lenta e a caldo Gleeble®

SAW MONOFILO

Filo diametro 3,2 4

Tipo di Corrente AC AC

Corrente 510 A 550 A

Volt 31 31

Stick out (mm) 25 30

Velocità (mm/1’) 500 500


Figura 3 - Posizione di prelevamento dei provini
Apporto termico (KJ/mm) 1,9 2,05

Preriscaldo - interpass (°C) 200-250 200-250

DHT (°C x h) 350 x 4 350 x 4

partecipante principale al bilanciamento dell’analisi chimica


della zona fusa (C, Si, Cr, Mo, V, Nb, Ti), era responsabile Figura 4 - Dimensioni del provino di trazione
del fenomeno sotto valutazione.
L’introduzione dell’inusuale metodica di analisi chimica al RHC dei materiali base. Le condizioni di prova, previste
GDMS, Glow Discharge Mass Spectrometry, ha permesso per la valutazione del materiale base, sono state modificate
di misurare contemporaneamente, con elevatissima accura- e adattate per poter ottenere risultati che rappresentassero il
tezza (ppb), ben 75 elementi chimici. In questo modo è stato livello di sensibilità al fenomeno da parte della zona fusa. La
possibile valutare un grande numero di impurezze mai ana- procedura prevede:
lizzate in precedenza con questo livello di precisione. r l’esecuzione di un giunto nelle condizioni riportate nel-
I risultati dell’analisi hanno messo in evidenza che la con-
la Tabella 2;
centrazione degli elementi residuali critici era a livelli così
r l’estrazione di due provini di trazione come riportato
bassi che non potevano essere misurati con la necessaria ac-
nella Figura 3;
curatezza mediante i metodi convenzionali come ad esempio
r l’esecuzione della prova di trazione a caldo come ripor-
ICP-AES, la cui accuratezza è dell’ordine della ppm.
L’analisi ha portato all’identificazione degli elementi ritenuti tato nella Tabella 3.
responsabili del fenomeno: Pb, Sb e Bi. Le condizioni di prelevamento dal giunto e la configurazio-
ne geometrica dei provini di trazione sono mostrate nelle
3.2 Metodo meccanico Figure 3 e 4. La procedura di esecuzione della prova di tra-
zione a caldo Gleeble® viene sinteticamente riportata nella
3.2.1 Prova di Gleeble®: trazione a caldo eseguita a Tabella 3. I risultati ottenuti nella prova Gleeble® vengono
bassissima velocità di deformazione riportati nella Figura 5, dove le curve rossa e violetta indica-
no materiali sensibili al RHC, mentre le curve blu e azzurra
La prova, non è definita da uno standard ma è stata sviluppata indicano materiali esenti dal fenomeno.
dal Centro di Ricerca dell’Industeel basandosi sulla propria Inizialmente la prova è stata eseguita a diverse temperatu-
ampia esperienza maturata nella valutazione della sensibilità re (550, 600, 620, 650, 680, 705 °C) per individuare quella

598 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

maggiormente critica. Il minimo delle curve è concentrato TABELLA 3 - Condizioni di esecuzione della prova di Gleeble®
principalmente in corrispondenza della temperatura di 650 °C
Ambiente del forno per il
e questa temperatura è stata scelta come quella più rappre- Vuoto 10-2 Pa
riscaldamento
sentativa per la valutazione della sensibilità del materiale e
alla quale eseguire la prova. N° termocoppie applicate a contatto 2o3
Sulla base di questi risultati è stato definito il criterio di ac-
Riscaldamento alla temperatura di
cettazione della prova per il quale la RoA deve risultare su- 3 minuti
periore al 23%, affinché il materiale venga considerato non prova
sensibile al fenomeno. Temperatura di prova (°C) +650

4. Correlazione tra Kf e prova di Gleeble®: Mantenimento alla temperatura


deÀnizione del criterio di accettabilità del Kf di prova prima dell’inizio 30 minuti
dell’applicazione del carico
Incrociando i risultati ottenuti con l’analisi GDMS e quelli
Velocità di deformazione 0,0025 mm/sec
derivanti dalla prova di Gleeble®, il nuovo fattore Kf è stato
definito da Chauvy e Pillot (Industeel) [6] . Criterio di accettabilità:
Tale fattore considera gli elementi Pb, Sb e Bi come impu- Strizione Z (%) •
rezze sensibili al fenomeno: (Reduction of Area - RoA)

Kf = Pb + Bi + 0,03 * Sb ≤ 1,5 ppm TABELLA 4 - Effetto della velocità di deformazione sul valore della
RoA
La copiosa sperimentazione ha permesso di definire con no- Velocità di Temperatura di prova
tevole precisione la correlazione tra il valore di Kf ed i valori deformazione +650 °C +620 °C
di RoA determinati tramite la prova di Gleeble®.
Il grafico della Figura 6 dimostra come il valore massimo 0,0025 mm/sec RoA 13% RoA 16%
accettabile del Kf ≤ 1,5 ppm sia quello che garantisce un §PPVHF RoA 22% RoA 26%
materiale di saldatura esente da questo tipo di RHC.
Per Kf inferiore a 1,5 ppm i valori di RoA risultano superiori menta anche il valore di RoA. Il confronto dell’effetto della
alla soglia del 23% che corrisponde all’area del diagramma velocità di deformazione sul valore di RoA misurato è ripor-
di Figura 6 definito come “No RHC”. tato nella Tabella 4. Si vede quindi come la velocità di prova
influenzi il risultato e possa portare a risultati considerati
5. Osservazioni sulla prova Gleeble® accettabili a fronte di un materiale sensibile al fenomeno.

5.1 Effetto della velocità di prova 5.2 Effetto del trattamento termico dopo saldatura:
DHT e ISR
I risultati ottenuti nei diversi laboratori coinvolti nella speri-
mentazione hanno messo in evidenza quanto questi siano di- L’effetto del trattamento di ISR sul risultato della prova di
pendenti da alcuni parametri di esecuzione della prova stessa Gleeble® è stato valutato utilizzando uno stesso giunto sal-
e principalmente dalla velocità di deformazione. dato in accordo alla procedura ed eseguendo su una parte
All’aumentare della velocità di esecuzione della prova au- di questo il trattamento di DHT 350 °C x 4 h e sull’altra

Figura 5 - Andamento della prova di Gleeble®: curve rossa e viola


indicano materiale sensibile al RHC, curve blu e azzurra indicano
materiale NON sensibile al RHC Figura 6 - Correlazione tra Kf e Gleeble®

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 599


A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

un trattamento di ISR a 670 °C x 4 h. I risultati ottenuti,


riportati nella Figura 7, evidenziano come il trattamento di
ISR favorisca l’ottenimento di risultati ben superiori a quelli
ottenuti con materiale sottoposto al solo trattamento di DHT.

6. Mini JIP: prova di trazione a caldo alternativa


alla prova di Gleeble®

Come indicato nel Paragrafo precedente, i risultati della pro-


va di Gleeble® hanno messo in evidenza la loro suscettibili-
tà alla velocità di applicazione della deformazione. Questo
aspetto ha condizionato la scelta del laboratorio nel quale
poter eseguire con affidabilità e ripetitività di risultati la Figura 7 - Comparazione dell’effetto del trattamento termico di ISR
prova. Il laboratorio del Centro di Ricerca di Industeel, nel sul valore RoA
quale la prova è stata creata e procedurizzata, è stato l’unico
considerato affidabile e questo ha limitato la possibilità di
una maggiore sperimentazione. basato sulle tre classi di Kf, la procedura di esecuzione del
Per superare questa limitazione è stato lanciato, all’inizio tallone di saldatura, le condizioni di prelevamento dei provi-
del 2010, un progetto di ricerca europeo denominato “Mini ni di trazione sono stati confermati.
JIP” [12]. Questa ricerca, sovvenzionata da numerosi co- La temperatura di +650 °C, a cui eseguire la prova, rima-
struttori italiani e alla quale hanno contribuito i principali ne confermata come quella più selettiva. Viene confermato
fornitori di materiale d’apporto europei, con l’indispensabile l’effetto del trattamento termico di ISR che promuove valori
supporto di Industeel ed il coordinamento di Fluor Enterpri- della RoA estremamente più elevati rispetto a quelli ottenu-
ses, ha voluto valutare la possibilità di individuare una prova ti con il solo trattamento di DHT. Favorevole all’utilizzo di
di trazione a caldo che potesse essere eseguita in modo più macchine di trazione convenzionali è stato l’innalzamento
semplice, pur mantenendo l’affidabilità e la rappresentatività della velocità di applicazione della deformazione e la possi-
dei risultati, rispetto alla prova di Gleeble®. bilità di non utilizzare camere di riscaldamento sotto vuoto.
Lo scopo ultimo è stato quello di poter qualificare un nume- Notevole influenza, sul valore della RoA, è stata attribuita
ro più esteso di laboratori in grado di eseguire la prova di sia al gradiente di riscaldamento che al tempo di manteni-
trazione a caldo. Tutti i parametri che caratterizzano la prova mento alla temperatura di prova.
di Gleeble® sono stati verificati considerando: L’aumento del tempo di mantenimento e la diminuzione del
r il fattore Kf, suddividendo i materiali in tre classi gradiente di riscaldamento comportano un innalzamento dei
Kf << 1; Kf ≈ 1,5; Kf >> 1,5 ppm; valori di RoA rispetto ai valori ottenuti con la “classica” pro-
r la procedura di saldatura del tallone dal quale prelevare va di Gleeble®.
i provini di trazione; Il Round Robin ha anche evidenziato che 3 laboratori su 4
r la temperatura di prova valutando: 620 °C, 650 °C, hanno ottenuto risultati tra loro equivalenti. Le cause dei
670 °C, 705 °C; risultati disomogenei ottenuti da uno dei quattro laboratori
r le condizioni di trattamento termico post saldatura non sono ancora state chiarite e sono in via di valutazione.
(DHT, DHT + ISR); La procedura della prova di trazione a caldo nella sua ver-
r l’effetto dell’atmosfera da utilizzare nel fornetto della sione finale è ancora in via di completamento e verrà prima
macchina di trazione considerando vuoto, aria, elio; sottoposta alla valutazione ed accettazione API e poi a quella
r l’effetto della velocità di riscaldamento alla temperatura ASME, con lo scopo di renderla approvata come prova stan-
di prova 400 °C/h, 2000 °C/h, 12000 °C/h; dardizzata ed applicabile nel campo della fabbricazione dei
r il tempo di mantenimento alla temperatura di prova pri- componenti a pressione dedicati all’industria petrolchimica.
ma dell’applicazione del carico 0’, 3’, 20’, 90’;
r l’effetto combinato della velocità di riscaldamento e del 7. Considerazioni relative ai prodotti di consumo
tempo di mantenimento alla temperatura di prova; industriali
r l’effetto della velocità di deformazione;
r la ripetitività del test condotto nelle nuove condizioni di Air Liquide Welding Oerlikon, fin dagli anni ‘90 è prota-
prova, verifica svolta in 4 laboratori. gonista nello scenario dell’industria petrolchimica con i
I risultati ottenuti, a seguito dell’estesa campagna sperimen- prodotti di consumo dedicati alla saldatura dei materiali
tale, hanno permesso di definire con maggiore precisione 2¼Cr 1Mo ¼V con procedimento arco sommerso filo
i campi di validità di ogni variabile all’interno dei quali la OE CROMO S225V e flusso OP CROMO F537 ed elettrodi
prova di trazione a caldo risulta rappresentativa ed equiva- OE CROMO E225V.
lente alla prova di Gleeble®. Questi materiali garantiscono il soddisfacimento di tutti i
Il criterio di suddivisione del livello di criticità dei materiali requisiti “classici” più restrittivi delle specifiche tecniche

600 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

TABELLA 5 - Valori di Kf e RoA ottenuti nelle verifiche industriali dei


prodotti CROMO S225V e OP CROMO F537

RHC test at +650 °C


Kf < 1,5 (ppm)
RoA () • 23

0,4 – 0,8 25 – 45

(X-bar, PE, prova di step cooling, tenacità a -30 °C, proprie-


tà meccaniche a temperatura ambiente e ad alta temperatura
dopo il minimo e massimo ciclo di trattamento termico di
distensione) e dei criteri di accettabilità relativi al fattore Kf
e della prova di Gleeble®. Figura 8 - Andamento della tenacità in zona fusa con trattamento mi-
Nella Figura 8 viene riportato l’andamento della prova di nimo PWHT e min PWHT e SC
step cooling dopo trattamento di distensione minimo esegui-
to a 710 °C x 8 h. Nella Tabella 5 vengono riportati i campi quale viene misurata la RoA % (Reduction of Area), ovvero
dei valori riscontrati sia per Kf che per RoA. la strizione del provino, detta prova di Gleeble®, prova non
Air Liquide Welding Oerlikon ha introdotto nelle proprie standardizzata. Il criterio di accettabilità è stato definito con
procedure di qualità la verifica chimica GDMS per il calcolo RoA ≥ 23%.
del fattore Kf e la prova di Gleeble®. I risultati di questa prova sono apparsi molto sensibili ad al-
Sulla base di questi criteri più di 3000 t di prodotti hanno cune variabili come la velocità di applicazione della defor-
largamente soddisfatto i requisiti indicati grazie all’accurata mazione o la necessità di eseguire la prova sottovuoto.
selezione delle materie prime necessarie per la fabbricazione Questi aspetti hanno reso possibile eseguire la prova unica-
dei prodotti di consumo. mente nel laboratorio del Centro di Ricerca di Acelor Mittal
Industeel.
8. Conclusioni Il progetto di ricerca “Mini JIP” ha individuato i campi nei
quali i parametri della prova Gleeble® possono essere estesi,
Il fenomeno di RHC apparso in zona fusa dei giunti saldati permettendo l’utilizzo di macchine di trazione convenziona-
di materiale 2¼Cr 1Mo ¼V è stato studiato e le sue cause li e consentendo di ampliare il numero di laboratori in grado
identificate aprendo una nuova pagina nella metallurgia di di poter eseguire la prova.
questo materiale. La nuova procedura di esecuzione della prova a caldo verrà
Il Centro di Ricerca dell’Acelor Mittal Industeel ha definito sottoposta all’approvazione API e ASME per standardizzar-
due metodi di prova finalizzati al controllo dell’adeguatezza la.
dei materiali di saldatura per il loro utilizzo industriale nel- Air Liquide Welding Oerlikon ha introdotto nel proprio pia-
la fabbricazione dei componenti a pressione per l’industria no di controllo della qualità della produzione dei materiali
petrolchimica. industriali OE CROMO S225V e OP CROMO F537, svi-
Il primo metodo basato sull’analisi chimica GDMS permette luppati per questa specifica applicazione, la prova GDMS e
di valutare la concentrazione degli elementi chimici consi- Gleeble®.
derati responsabili del fenomeno ed il cui criterio di accetta- Questi prodotti di consumo soddisfano ampiamente i più
bilità viene rappresentato dalla formula : stringenti requisiti tecnici richiesti dall’industria petrolchi-
mica come Step Cooling Test, le caratteristiche meccaniche
Kf = Pb + Sb + 0,03Bi d1,5 ppm a temperatura ambiente ed ad alta temperatura, la tenacità a
-30 °C, X-f e il PE ed i criteri relativi al Kf che alla prova di
Il secondo metodo basato su una prova di trazione a cal- Gleeble®. Oltre 3000 t di materiale sono state validate trami-
do con velocità di applicazione della deformazione molto te queste prove ed utilizzate nella costruzione di reattori per
lenta ed eseguita ad alta temperatura (+650 °C) mediante la l’industria petrolchimica.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 601


A. Bertoni e C. Chovet - Alcuni metodi per la valutazione della suscettibilità al fenomeno delle cricche da riscaldo (reheat cracking) della ZF...

Riferimenti

[1] Nawrocki, DuPont, Robino, et alii “The mechanism of stress relief cracking in ferritic alloy steel”, Welding
Journal, Feb. 2003
[2] Nawrocki, DuPont, Robino, et alii “Stress Relief Cracking susceptibility of a new ferritic steel”, Part 1, Welding
Research Supplement, December 2000
[3] Nawrocki, DuPont, Robino, et alii “Stress Relief Cracking susceptibility of a new ferritic steel”, Part 1, Welding
Research Supplement, January 2001
[4] Tamaky K. “Effect of carbides on reheat cracking sensitivity”, Transaction of Japan Welding Society, April 1984
[5] Lundin C.D., Khan K.K. “Fundamental studies of the metallurgical causes and mitigation of reheat cracking in
1¼Cr-1/2Mo and 2¼Cr-1Mo steels” Welding Research Council Bulletin, Feb. 1996
[6] Cédric Chauvy, Sylvain Pillot “Prevention of weld metal reheat cracking of weld metal during Cr-Mo heavy reac-
tos fabrication”, Proceedings of PVP, July 26-30, 2009, Prague, Czech Republic
[7] Komozo Y., Pargeter R.J. “Synthèse de travaux publiés sur la fragilisation au revenu éversible du metal fondu en
acier au Cr-Mo”, Soudage et Techniques Connexes, Janvier-Février 1990
[8] Hart P.H.M. “The influence of vanadium-microalloying on the weldability of steels”, Vanadium Application
Technology, International Symposium, Beijing, China, 12-14 Oct 2001.
[9] A. Bertoni, C. Bonnet “Characterisation of 2 ¼CrMoV weld metal at different step during manufacturing process
of a pressure vessels”, ESOPE, Paris 2000
[10] S. Pillot, P. Bourges, A. Bertoni, M. Clergè, C. Boucher “Optimisation of ISR and PWHT of CrMoV steel”,
ESOPE, Paris 2004
[11] L. Antalfyy, C. Shargay, D. Smythe, K. Moore “Reheat cracking in heavy wall 2¼Cr-1Mo-¼V reactors welds
and the development of ultrasonic techniques for their discovery”, Proceedings of PVP, July 26-30, 2009,
Prague, Czech Republic
[12] Bruscato R. “Temper embrittlement and creep embrittlement of 2¼Cr-1Mo shielded metal arc weld deposit”,
Welding Journal, Research Supplement 1970
[13] Prager M., Wada T. “Weldability Assessment of 2¼Cr-1Mo-0.3V Pressure Vessel Steel”, New York 1993
[14] Boniszewski T. “Reheat Cracking in 2¼Cr-1Mo SA weld metal”, Metal Construction 1982

Aldo BERTONI, laureato in Ingegneria Mineraria presso l’Università “La Sapienza” di Roma. European Welding Engineer.
Metallurgista della saldatura e dei materiali base. È stato Responsabile del settore Sviluppo e Industrializzazione per la fabbricazione
di elettrodi rivestiti. Attualmente Responsabile Air Liquide Welding del progetto materiali basso legati resistenti allo scorrimento a
caldo - gamma al cromo. Responsabile Marketing Air Liquide Welding Italia per i prodotti di consumo processo arco sommerso. Autore
di circa 15 articoli tecnici relativi alla metallurgia della saldatura e prodotti di consumo.

602 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Sistemi orbitali per tubi taglio + smusso + saldatura.
> Una unica soluzione completa.

saldatura:
SERIE ORBIWELD TP
taglio e smusso: AVC/OSC
Saldatrici orbitali a testa aperta di nuova

SERIE GF generazione. Lavorazioni con filo freddo e


complete di controllo tensione d‘arco (AVC)
La nuova Serie GF fissa i punti di e pendolamento (OSC).
riferimento per le taglia tubi orbitali!
Numerose funzioni innovative di
ultima generazione combinate ad
una nuova ergonomia creano signi-
ficativi vantaggi per l’impiego nella
prefabbricazione e montaggio
di piping industriale. saldatura:
SERIE ORBIMAT
CA AVC/OSC
Generatore compatto a comando
computerizzato per saldatura orbitale,
controllo della tensione d‘arco (AVC)
e del pendolamento (OSC).

saldatura:
SERIE ORBIWELD
Saldatrici orbitali a camera
chiusa ad ingombro ridotto
e massimo rendimento.

smusso:
SERIE REB & BRB
La soluzione più potente per la
smussatura e l’intestatura di tubi.
Consente di realizzare smussi per
saldatura di alta precisione su estre-
mità di tubi per mezzo del sistema
placchetta-portaplacchette QTC®.

Orbitalum Tools GmbH | An IT W Company


Josef-Schuettler-Str. 17, 78224 Singen, Germania
Tel. +49 (0) 77 31 792-0, Fax +49 (0) 77 31 792-524
tools@orbitalum.com, www.orbitalum.com
Vs. contatto in Italia: giovanni.ghidini@orbitalum.com
SOLUZIONI INNOVATIVE
IL CONTROLLO NON DISTRUTTIVO, PERSONALIZZATO

RAGGI-X
Cabine radioscopiche
Digitali - Tomografiche - Personalizzate
Impianti raggi-X portatili
ULTRASUONI
Spessorimetri, flaw detectors,
phased array, sonde speciali,
impianti automatici personalizzati SPECIALISTI NEL SETTORE CND
Direzione e stabilimenti: Via Arturo Gilardoni, 1 23826 Mandello del Lario (LC) Italy
Tel (+39) 0341-705.111 Fax (+39) 0341-735.046 gx@gilardoni.it www.gilardoni.it
Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T
in lega di titanio

R. Spina*
D. Sorgente*
M. Brandizzi**
A. A. Satriano**
L. Tricarico*

Sommario / Summary
L’innovazione dei materiali e dei loro processi di giunzione Innovation in materials and joining processes continues to
ha sempre svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione play a key role in the evolution of the transport sector, in
del settore dei trasporti in generale ed in quello aeronau- general, and in the aviation in particular. Important fac-
tico in particolare. Fattori primari per l’innovazione con- tors of innovation are the improvement in material and
tinua sono stati il miglioramento delle prestazioni dei ma- processes performances, coupled to the associated cost re-
teriali e dei processi parallelamente alla riduzione dei costi duction. Titanium alloys, characterized by high mechani-
degli stessi. Le leghe di titanio, caratterizzate da elevate cal properties and corrosion resistance, are particularly
proprietà meccaniche e di resistenza alla corrosione, sono interesting for the aeronautical sector.
particolarmente interessanti per il settore aeronautico. Their joining, from metal sheets with equal or different
La loro giunzione, a partire da lamiere di spessore uguale o thicknesses, is mainly carried out by using laser or arc
differente, è prevalentemente effettuata con tecniche laser welding techniques. With the laser process, a high amount
o ad arco. Utilizzando il solo processo laser, si applica una of energy is applied in a very limited area for a very short
elevata quantità di energia in una zona molto limitata in time, resulting in a reduced heat affected zone. With the arc
un tempo molto breve, ottenendo una ridotta zona termica- welding, a large amount of heat is applied in a larger area
mente alterata. Con il secondo processo, invece, si applica for a longer time, obtaining a more extended heat affected
una grande quantità di calore in una zona più estesa per zone. The combination of the process with high energy
un tempo più lungo, ottenendo una zona termicamente al- density (laser) with the high energy contribute (MIG) has
terata più estesa. La combinazione del processo ad elevata been shown to enhance the beneficial effects of both pro-
densità di energia (laser) con quello ad elevato apporto en- cesses (key-hole, ability to bridge sheet gap) while limiting
ergetico (saldatura MIG), ha dimostrato di migliorare gli their drawbacks (high thermal gradient, low mechanical
effetti benefici di entrambi i processi (Key-hole, abilità di resistance).
colmare i gap) pur limitando i loro inconvenienti (elevato In this paper, the hybrid Laser-MIG welding of Ti-6Al-4V
gradiente termico, bassa resistenza meccanica). was investigated. The welded joints were obtained from
In questo lavoro, la saldatura ibrida laser-MIG è stata ap- with 3-mm thick sheets using the double fillet welded T-
plicata a giunti a T a piena penetrazione in lega Ti-6Al-4V joint. The main factors of evaluation were the morphology
a partire da lamiere di 3 mm di spessore, utilizzando una of the weld bead and energetic considerations.
specifica scarpetta di protezione del gas, dopo aver effet-
tuato delle prove su giunti di testa della stessa lega. IIW Thesaurus Keywords:
I principali fattori di valutazione sono stati la morfologia Aerospace; combined processes; laser welding; MIG wel-
del cordone di saldatura e le considerazioni energetiche di ding; optimisation; penetration; process parameters; T
giunzione. joints; titanium alloys.

* Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management, Politecnico di Bari - Bari


** Consorzio CALEF, S.S. 106 Ionica, km 419+500, 75026 Rotondella - Matera Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 607
R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

1. Introduzione laser, disk laser e diode laser, sono sempre più utilizzati.
Particolarmente interessante è la saldatura delle leghe di ti-
Le industrie automobilistica, navale e aeronautica sono i set- tanio. Queste leghe sono caratterizzate da elevate proprie-
tori industriali in cui l'adozione delle tecnologie innovative tà meccaniche ed elevata resistenza alla corrosione che le
di saldatura è fondamentale per la competitività dei loro pro- rendono molto interessanti per le applicazioni aeronautiche,
dotti. Molti altri settori stanno attualmente valutando queste aerospaziali e navali. Tuttavia, l’applicazione di queste leghe
tecnologie come, ad esempio, il settore energetico e quello è limitata dalle difficoltà connesse alle operazioni di taglio,
edilizio-architettonico. Tra le tecniche di saldatura innova- saldatura e trattamento termico, oltre che dall’alto costo del-
tive, quella laser è sempre più presa in considerazione in le leghe stesse. Ad esempio, una schermatura efficace del
quanto le nuove sorgenti sono in continuo sviluppo e vengo- bagno di saldatura è essenziale per evitare l’alta reattività
no introdotte sempre con maggiore frequenza sul mercato, degli elementi alle alte temperature al contatto con l’atmo-
consentendo un maggiore grado di automazione e costi di sfera. Inoltre i processi di saldatura devono essere flessibili
gestione più bassi. La sfida delle nuove tecnologie di giun- in modo da poter realizzare le giunzioni delle leghe di titanio
zione è rivolta a sviluppare processi di saldatura così compe- con o senza filo d'apporto. La saldatura laser da sola è in gra-
titivi da sostituire le tecniche di giunzione convenzionali (ad do di produrre giunzioni molto strette rispetto ad altre tec-
esempio la rivettatura). niche, con caratteristiche di resistenza meccanica dei giunti
Nel settore aeronautico, particolare attenzione è rivolta saldati equivalenti e talvolta superiori a quelle del materiale
anche al largo uso del titanio e delle sue leghe. I vantaggi di base. Tuttavia, gli svantaggi, che limitano un più ampio
del titanio nelle applicazioni ingegneristiche sono ben noti, utilizzo di questo processo, sono la capacità insufficiente di
come l’elevata resistenza meccanica, la buona resistenza colmare il gap tra lembi da saldare e l’alta precisione di posi-
alla corrosione, il mantenimento delle prestazioni utili sino zionamento richiesta. La combinazione della saldatura laser
a circa 600 °C, la densità di circa il 60% inferiore a quella con il processo MIG ha dimostrato di risolvere gli inconve-
degli acciai e quasi il 60% superiore a quella delle leghe di nienti della sola saldatura laser, pur mantenendo i vantaggi
alluminio. L'alto rapporto “buy-to-fly” associato ai compo- ed addirittura migliorando sia la velocità di saldatura che la
nenti in lega di titanio ottenuti per lavorazione meccanica, profondità di penetrazione.
in combinazione con le molte difficoltà di produzione ed i
problemi di disponibilità più recenti, ha portato ad una forte 2. Setup sperimentale e metodi di analisi
spinta verso la fabbricazione di componenti in lega di titanio
saldati con processi “near-net-shape”. Tuttavia le potenziali- La descrizione della disposizione della stazione di saldatura
tà di queste leghe sono state fortemente limitate dalla natura ibrida laser-MIG e delle sue relazioni geometriche princi-
ciclica del mercato del settore aerospaziale, soggetto a cicli pali è essenziale prima di poter definire la procedura speri-
di 4-5 anni di alti e bassi, che fortemente riduce le iniziative mentale per realizzare le saldature. La sorgente principale è
atte a diminuire i costi di estrazione e trasformazione. costituita da una laser CO2 da 6 kW (El.En. C6000), accop-
Le particolari proprietà delle leghe di titanio richiedono piato alla sorgente secondaria costituita da una macchina di
inoltre tecnologie particolari per poter ottenere un elevato saldatura MIG (ESAB Aristo LUD 450W in combinazione
rapporto costo-efficacia nella produzione dei componenti. con l'unità spingi-filo MEK 4C). E’ stata adottata una dispo-
In questo lavoro è stata studiata l’applicazione della tecnolo- sizione in tandem delle due sorgenti in modo che ciascuna
gia ibrida laser-MIG nella giunzione di componenti in lega fonte di energia operasse in modo indipendente, generando
Ti-6Al-4V. I giunti saldati sono stati ottenuti da lastre con un unico bagno di fusione. Il laser ha la funzione di creare
spessore di 5 mm per i giunti di testa e di 3 mm per i giun- la passata principale che viene riempita dalla saldatura MIG,
ti a T. La qualità della saldatura è stata valutata attraverso realizzando la saldatura completa. I giunti di lega Ti-6Al-4V
l’analisi delle morfologie e sulla base delle considerazioni che sono stati realizzati mediante saldatura ibrida laser-MIG
energetiche di giunzione. sono stati quelli in configurazione di testa, a partire da fogli
La saldatura ibrida laser-MIG è un processo di saldatura dei di dimensioni 175 x 175 x 5 mm3 ed in configurazione a T
materiali metallici in cui si combina il fascio laser con la sal- da fogli di dimensioni 175 × 50 × 3 mm3. I lembi dei giunti
datura ad arco nello stesso bagno di fusione, come riportato sono stati preparati mediante fresatura iniziale per garantire
da Victor (2011, [1]). Il concetto di saldatura ibrida è stato un corretto accoppiamento, attaccati con acido per rimuo-
introdotto nel 1970 come "saldatura laser aumentata dall’ar- vere le impurità ed il leggero strato di ossidazione ed infine
co" e al giorno d'oggi sta diventando molto interessante sgrassati e puliti prima della saldatura stessa. Due punti di
quando bisogna unire piastre di spessori elevati o quando saldatura sono stati effettuati all'inizio e alla fine del giunto
possono essere utilizzate nuove sorgenti laser. Usualmente per assicurare un leggero assemblaggio meccanico e ridur-
per il processo ibrido laser-MIG sono impiegati i laser di re di conseguenza il rischio di aumento del gap causato dal
alta potenza in continuo, quali quelli a CO2 o quelli allo stato disallineamento dei lembi durante il processo di saldatura.
solido Nd:YAG; tuttavia, grazie al continuo progresso delle Il materiale di apporto utilizzato è stato un filo di lega
loro prestazioni, altre sorgenti allo stato solido quali fiber Ti-6Al-4V di 1.14 mm di diametro, scelto per preservare le

608 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

Figura 1 - Configurazione della stazione ibrida laser-MIG

proprietà meccaniche del materiale base. Quali gas di coper- tato da Chae et al. (2008, [2]). La Figura 1 mostra la configu-
tura, si sono utilizzati elio per la soppressione del plasma e razione della stazione ibrida laser-MIG dal punto di vista del
per la protezione del bagno di fusione, facendolo flussare di- piano XZ, insieme ai parametri geometrici della testa laser,
rettamente dalla torcia MIG ed argon che esce dalla scarpet- torcia MIG e scarpetta del gas di protezione. La direzione
ta a rimorchio per evitare il contatto tra il bagno di saldatura della saldatura è coincidente con l'asse X positivo.
e l'atmosfera, generando allo stesso tempo un flusso diffuso L'angolo D definisce l'inclinazione dell'asse centrale della
che acceleri la solidificazione stessa. La scelta del tipo di gas torcia MIG rispetto all'asse Z, asse a sua volta coincidente
di protezione è stata valutata molto attentamente perché que- con l'asse centrale della testa laser. Il parametro SO definisce
sti gas influenzano l’interazione tra fascio laser e caratteristi- la distanza (stick-out) tra la punta di contatto della pistola
che dell'arco. Si possono difatti ottenere elevate velocità di MIG e lo spigolo del pezzo. Ulteriori parametri per la sal-
saldatura se si utilizza elio al posto di argon, raggiungendo datura a T sono riportati nella Figura 2, dal punto di vista
nel contempo profondità di penetrazione maggiori. del piano YZ. Il giunto è posizionato con l'angoloE rispetto
Tuttavia, la stabilità dell'arco è più difficile da ottenere e la all'asse del fascio laser e poi bloccato prima di iniziare il
tendenza alla formazione degli spruzzi è elevata, come ripor- processo di saldatura. Questa configurazione è stata indi-
cata come 1F (saldatura ad
angolo, in posizione piatta)
per piastre/fogli secondo la
designazione degli standard
ANSI/AWS in funzione
dell’angolo iniziale tra laser
ed asse Z. La scelta della
posizione 1F è necessaria
quando si intende lasciare
che la gravità spinga il me-
tallo fuso verso la parte infe-
riore del giunto, rendendo la
saldatura più facile e veloce.
La posizione di saldatura 2F
(saldatura ad angolo, in po-
sizione orizzontale) infatti
risulta essere di più difficile
esecuzione, in quanto il me-
Figura 2 - Parametri di configurazione per il giunto a T tallo fuso tende a colare e/o

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 609


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

TABELLA 1 - Parametri di processo m/min. Ulteriori parametri costanti


Nome Abbreviazione Tipo Intervallo sono stati lo stick-out SO (19 mm),
la durata del picco di corrente Tp
Potenza PLaser Variabile 1500-2500 W (1.7 ms), la frequenza degli impul-
Laser
Posizione focale FSP Costante 0 mm si F (276 Hz), la tensione V (40 V)
e la corrente di base Ib (48 A).
Tensione V Costante 40 V
La modalità sinergica del MIG è
Corrente di picco Ip Variabile 480 - 580 A stata disattivata per consentire la
Corrente di base Ib Costante 48 A selezione del tempo di picco Tp.
La corrente di picco Ip poteva invece
MIG Tempo di picco Tp Costante 1.70 ms assumere i valori di 480 e 580 A così
Tempo di base Tb Costante 1.92 ms come la potenza del laser PLaser che
poteva variare tra 1500 e 2500 W.
Frequenza F Costante 276 Hz
Le portate dei gas di protezione
Stick out SO Costante 16 mm sono state di 50 Nl/min di elio e
45 Nl/min di argon.
9HORFLWjGHOÀOR SWire Costante 5×103 mm/min
La saldatura del giunto a T ha
Velocità di saldatura SWelding Costante 2×103 mm/min anch’essa previsto una riduzione
Comuni Portata di elio QHe Costante 30-60 Nl/min delle prove preliminari attraverso
l’esecuzione della saldatura dei lati
Portata di argon QAr Costante 20-60 Nl/min sinistro e destro con parametri di
Posizione del pezzo - Costante 1F processo differenti. Al fine di evi-
tare la possibile influenza termica
Inclinazione del pezzo E Costante 45 degree tra le due passate di saldatura, si è
&RQÀJXUD]LRQH Laser\MIG offset atteso un tempo sufficientemente
LGO Costante 0 mm
lungo, necessario a riportare alla
Laser\MIG angolo D Costante 48 degree temperatura ambiente il giunto
Laser\spigolo offset LCO Variabile 0-1 mm
in tutte le regioni dopo la prima
passata. I parametri di processo
esaminati in questa configurazio-
scorrere sulla piastra orizzontale e, per tale motivo, non è ne sono legati alla sorgente laser, a quella MIG ed alla loro
stata utilizzata durante le prove sperimentali. Il parametro interazione. I parametri di processo con il loro intervallo di
LCO definisce l'offset dello spot del fascio laser dallo spigo- variazione sono riportati nella Tabella 1.
lo del pezzo, misurato lungo l'asse ausiliario W. La gamma di variazioni dei parametri di processo sono stati
Lo spot del fascio laser è stato sempre focalizzato sulla tra- direttamente ottenuti da studi precedenti degli stessi autori
versa del pezzo, indipendentemente dal valore LCO. su giunti di testa Ti-6Al-4V saldati con sistema ibrido laser-
Si ricordi che la giusta individuazione delle opportune com- MIG, come Brandizzi et al. (2011, [4]).
binazioni dei parametri di saldatura che accoppiino in modo In questa operazione preliminare, la valutazione della quali-
sinergico ed efficiente il MIG pulsato con il fascio laser ri- tà delle superfici di saldatura è stata eseguita mediante sem-
chiede tempo, ed è il risultato talvolta di un numero molto plice ispezione visiva per rilevare i difetti superficiali, gli
elevato di prove eseguite non sempre in modo sistematico, insufficienti riempimenti e gli spruzzi. Successivamente, le
come riportato da Subramanian et al. (1999, [3]). saldature a T sui due lati si sono eseguite con gli stessi para-
Per questo motivo, l'attività sperimentale ha previsto una metri di processo.
prima fase preparatoria di studio dei parametri di processo
3. Analisi dei campioni rifusi e dei giunti di testa
finalizzata al miglioramento della conoscenza sul processo
ibrido laser-MIG per le leghe di titanio, eseguendo inizial-
mente la saldatura di giunti di testa ed in seguito applicando I campioni ottenuti con le prove preliminari di penetrazione,
i risultati ottenuti alla configurazione del giunto a T. utilizzando la sola sorgente laser, presentano evidenti inci-
La saldatura di testa è stata effettuata con l’obiettivo di ve- sioni marginali, sia in superficie che alla radice della salda-
rificare la condizione di lavoro del sistema ibrido laser-MIG tura, che possono determinare la concentrazione delle solle-
e quindi di analizzare gli effetti sul processo di saldatura di citazioni durante il funzionamento in esercizio del giunto e
ulteriori parametri e della configurazione a T. Per ridurre rappresentano cause potenziali di rottura per la formazione
il numero di campioni da eseguire, le prove di rifusione si di cricche. Le prove preliminari di penetrazione, tramite il
sono effettuate mantenendo la velocità di saldatura SWelding sistema ibrido laser-MIG, hanno invece permesso di ottene-
costante e pari a 2.0 m/min ed la velocità del filo SWire a 4.0 re un cordone più uniforme e stabile in superficie.

610 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

La diminuzione della distanza tra sorgente laser e posizione I valori del sormonto in testa rimangono pressoché costanti.
del filo della torcia (distanza laser–MIG) non ha avuto par- Tuttavia, questa condizione causa una forte instabilità del
ticolare influenza sulla geometria del cordone. Tuttavia la bagno fuso alla potenza laser più elevata, come evidenziato
sua riduzione ha permesso di ottenere un infittimento delle dalla presenza di spruzzi in quantità ed in dimensioni non
gocce e la diminuzione delle incisioni marginali alla radice. trascurabili. Dall’analisi dei risultati ottenuti dalla prove di
I risultati delle prove di rifusione (vista superiore e sezione rifusione, appare evidente che la maggiore potenza MIG è
trasversale del cordone) sono riportati nella Figura 3, dove consigliabile per aumentare la profondità di penetrazione,
si evidenzia che l’aumento della potenza laser da 1750 a sino a che la potenza laser non diventa troppo alta. In caso
2250 W determina un aumento dell’altezza e della larghezza contrario la qualità della saldatura peggiora. Questo dato
del cordone di saldatura così come dell’area fusa. Anche la viene inoltre confermato dalle interessanti considerazioni
profondità di penetrazione (altezza meno sormonto in testa) che scaturiscono dall’analisi della potenza totale di saldatu-
aumenta con l’aumentare della potenza in quanto il valore ra, come risultato dell’interazione tra il fascio laser e l’arco
del sormonto in testa rimane pressoché costante e pari a 0.81 MIG. La Figura 5 riporta i grafici delle potenze laser e MIG
mm. L’aumento del sola intensità di corrente Ip al valore di rilevate nelle prove di penetrazione con intensità di corrente
580 A, come riportato nella Figura 4, determina un aumento Ip di 480 A. La potenza totale è la somma della potenza laser
dell’altezza del cordone di saldatura a scapito della larghez- e della potenza MIG, entrambe rilevate. Si evidenzia come
za. L’area fusa tende sostanzialmente a rimanere costante. l’aumento di potenza laser impostata determini un aumento
La potenza laser impostata è però più elevata, variando tra della potenza totale rilevata, come ci si aspetterebbe.
2000 e 2500 W. Questa maggiore potenza laser, accoppiata Tuttavia, se si analizza il dato dal punto di vista del contribu-
alla potenza MIG disponibile, fornisce più energia che ten- to percentuale della potenza laser rilevata sulla potenza tota-
de ad andare in profondità nel giunto. Questo è evidenziato le si nota che al di sopra del valore di 2000 W il contributo
dalla presenza dei sormonti a radice che iniziano a diventare della potenza laser diminuisce, evidenziando un maggiore
più evidenti, raggiungendo valori di 0.19 mm. contributo della potenza MIG rilevata.

Figura 3 - Prove di rifusione con Ip = 480 A

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 611


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

Figura 4 - Prove di rifusione con Ip = 580 A

Figura 5 - Potenza totale e MIG rilevate con Ip = 480 A Figura 6 - Potenza totale e MIG rilevate con Ip = 580 A

612 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

7, dove sono presenti tre sezioni estratte dal cordone di sal-


datura per verificare la stabilità del processo. Si può notare
come la saldatura risulti eccellente con assenza di schizzi
ed incisioni marginali, a conferma della bontà dei parametri
ottenuti nelle prove di rifusione. Il processo è inoltre molto
stabile, visto che la larghezza e l’altezza del cordone hanno
una bassa variabilità così come l’area fusa. I risultati sono
concordi con quelli ottenuti dalle prove di rifusione, con un
certo incremento della profondità a scapito della larghezza
del cordone.

4. Analisi dei giunti a T

I giunti realizzati durante l'attività sperimentale sono stati


tutti sottoposti a controllo visivo prima di procedere ad ul-
teriori misurazioni. Il controllo visivo ha avuto luogo pri-
ma, durante e dopo la saldatura. I giunti che hanno mostrato
evidenti difetti superficiali e geometrici non sono stati sot-
Figura 7 - Saldatura di testa con PLaser di 2250 W e Ip = 580 A toposti all’analisi morfologica. Per poter estendere l’analisi
dei giunti di testa ai giunti a T, è stato necessario valutare
La variazione di potenza laser quindi influenza la potenza alcuni parametri introdotti dalla particolare configurazione
MIG fornita effettivamente al giunto, anche se i parametri del giunto quale l’angolo di inclinazioneE per la configura-
impostati al sistema MIG sono costanti. Il dato si inverte zione 1F e la distanza LCO tra lo spot laser e lo spigolo del
nel caso di prove di penetrazione con intensità di corrente Ip giunto. I parametri di processo utilizzati sono stati gli stessi
di 580 A, come evidenziato dalla Figura 6. In questo caso, di quelli ottenuti per la saldatura di testa. Una più dettagliata
l’aumento di potenza laser impostata causa l’incremento di trattazione di come i parametri di processo mantenuti co-
potenza MIG rilevata sino al valore di 2250 W. Dopo questo stanti siano stati scelti è stata fatta da Spina et al. (2012, [5]).
valore, l’aumento della potenza laser provoca una diminu- L’angolo di inclinazione E è stato variato tra 45° e 60°.
zione della potenza MIG fornita al giunto, a favore del con- Questo parametro influenza direttamente la morfologia e
tributo percentuale del fascio laser. Inoltre la potenza totale le dimensioni del cordone di saldatura. La Figura 8 mostra
rilevata si riduce. Partendo dai risultati delle prove di rifusio- l'aspetto di saldatura e le relative macrografie nelle configu-
ne, si è proceduto ad effettuare le prove di saldatura di testa. razioni con i due valori dell’angolo. I risultati riportati nella
I parametri utilizzati sono stati quelli relativi all’intensità di stessa figura evidenziano che l'aumento dell’angolo E ha avu-
corrente Ip di 580 A e potenza laser pari a 2250 W. I risultati to limitati effetti sull’area fusa e sulla larghezza del cordone
della saldatura di testa realizzati sono riportati nella Figura mentre è risultata più importante l’influenza sulla profondità

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 613


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

Figura 8 - Saldatura a T con E variabile

Figura 9 - Saldatura a T con LCO variabile

614 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

Figura 10 - Saldatura a T con PLaser variabile

di penetrazione, che aumenta con l’aumentare dell’angolo. e lunghezza del cordone è stato giustificato, ipotizzando la
Sulla base di questi risultati, la successiva sperimentazione è riduzione del calore trasmesso per conduzione con l’allonta-
stata condotta conE di 60°. La distanza laser\spigolo LCO è namento dallo spigolo. Per questo motivo, la distanza LCO
stata variata tra 0 e 1 mm. La Figura 9 mostra l'aspetto della è stata fissata a 1 mm.
saldatura e le relative macrografie nelle configurazioni con Una volta individuati i valori di questi parametri, tipici della
i due valori di distanza. L'effetto del parametro LCO sulla configurazione del giunto a T, si è proceduto alla sperimen-
morfologia della saldatura è riportato nella stessa figura, in tazione con i parametri individuati dalle prove sulle saldatu-
cui si nota l’incremento dell’area fusa ed il leggero aumento re di testa. La potenza laser è stata variata tra 1500 e 2250 W,
della larghezza e dell’altezza di penetrazione. Si noti inoltre mantenendo fisso il valore di intensità di corrente IP a 580 A.
come larghezza ed altezza tendono ad avere quasi lo stesso La Figura 10 mostra le macrografie delle sezioni saldate,
valore, evidenziando una trasferimento del calore uniforme realizzate con diversi valori della potenza laser ed i risul-
lungo le direzioni longitudinale e perpendicolare all’asse di tati delle misure dei principali parametri. La diminuzione
saldatura. Questo aumento di area fusa a parità di larghezza della potenza del laser da 2000 W a 1750 W ha causato,

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 615


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

totale che della potenza MIG. Il fenomeno è quindi lo stesso


di quello rilevato per le saldature di testa e riportato nella
Figura 6, anche se i livelli di potenza totale sono leggermen-
te più bassi e il fenomeno si attiva a livelli di potenza laser
più alta.

5. Conclusioni

Il processo di saldatura ibrido laser-MIG applicato alle leghe


di titanio ha rivelato una grande stabilità, ripetibilità e conti-
nuità nelle prestazioni fornite. Il percorso seguito durante la
sperimentazione ha evidenziato che, partendo dalle prove di
rifusione, è possibile identificare i parametri di processo più
adatti per la realizzazione delle prove di saldatura di testa
ed in seguito per i giunti a T. I giunti realizzati hanno messo
in evidenza un cordone caratterizzato da assenza di porosi-
tà e di incisioni marginali. Nel caso dei giunti di testa, si è
riusciti ad ottenere la completa penetrazione su lamiere di 5
mm di spessore, mentre nei giunti a T si si sono ottenuti la
buona sovrapposizione delle passate di saldatura per lamiere
di spessore di 3 mm. Dal punto di vista energetico, si eviden-
zia la convenienza di operare con alte energie sia del fascio
laser che della sorgente MIG, ma senza raggiungere livelli
di potenza totale imposta troppo elevati. In caso contrario si
instaura nel bagno di saldatura una forte instabilità che, dal
Figura 11 - Potenza totale e MIG rilevate con Ip = 580 A
punto di vista estetico, determina l'eccessiva formazione de-
gli spruzzi mentre, dal punto di vista energetico, causa la ri-
come previsto, la diminuzione della altezza e dell’area fusa, duzione della potenza registrata all’aumentare della potenza
mentre la larghezza di saldatura rimane pressoché costante. imposta. Questo fenomeno mette in evidenza che la potenza
L’ulteriore riduzione di potenza laser non ha avuto grandi laser e la potenza MIG nel sistema ibrido non si sommano
influenze. Pertanto si è deciso di adottare i valori di potenza ma operano in modo sinergico entro certi limiti, superati i
da 2000 W in su, che garantiscono la maggiore profondità di quali le due sorgenti si disturbano a vicenda.
penetrazione. Anche per il processo di saldatura del giunto Questo fenomeno merita ulteriori approfondimenti.
a T si è effettuata una analisi della potenza totale, come evi-
denziato dalla Figura 11. La potenza MIG cresce continua- Ringraziamenti
mente sino a quando il valore di potenza laser imposta è di Questo lavoro è stato parzialmente finanziato dal MIUR
2000 W, rimanendo stabile dopo questo valore, nonostante (Progetto MAC – Nuove metodologie di processo e mate-
l’incremento della potenza laser. La potenza totale continua riali avanzati per la cantieristica da diporto) e dalla Regione
ad aumentare con quella laser, sino a raggiungere il valore Puglia (TRASFORMA). Gli autori desiderano ringraziare
massimo di 11000 W, ottenuto per un valore di potenza laser Roberto De Bonis (Consorzio CALEF) and Enzo Putignano
imposta di 2500 W. Un ulteriore incremento della potenza (Consorzio CALEF) per il loro prezioso contributo durante
laser al valore di 2750 W causa la riduzione sia della potenza l’attività sperimentale.

616 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


R. Spina et al. - Saldatura ibrida laser-MIG di giunti a T in lega di titanio

%ibliograÀa

[1] Victor B.M., [Hybrid Laser Arc Welding], ASM Handbook, Volume 6A, Welding Fundamentals and Processes,
321-328 (2011).
[2] Chae H.-B., Kim C.-H., Kim J.-H., Rhee S., “The effect of shielding gas composition in CO2 laser - gas metal arc
hybrid welding”, J. of Engineering Manufacture, 1315-1324 (2008).
[3] Subramanian S., White D. R., Jones J. E. and Lyons D. W., “Experimental Approach to Selection of Pulsing Pa-
rameters in Pulsed GMAW”, Welding Journal, 166-172 (1999).
[4] Brandizzi M., Satriano A. A., Tricarico L., “CO2 laser - MIG hybrid welding of titanum alloy”, Advanced Mate-
rials Research, 264-265:1270-1280 (2011).
[5] Spina R., Sorgente D., Palumbo G., Scintilla L. D., Brandizzi M., Satriano A. A., Tricarico L., “T-joints of Ti
alloys with hybrid laser-MIG welding: Macro-graphic and micro-hardness analyses”, Proceedings of SPIE - The
International Society for Optical Engineering, 8239 , art. no. 82390C (2012).

Roberto SPINA, Professore Associato confermato in “Tecnologia e Sistemi di Lavorazione” presso il Politecnico di
Bari dal Settembre 1999. Svolge le sue attività di ricerca nel settore delle tecnologie e dei sistemi di produzione fin
dal 1996.
Durante le sue attività di ricerca, ha pubblicato più di 70 memorie in riviste nazionali ed internazionali con referee,
libri e conferenze. Le sua attività di ricerca si concentra sulle tematiche relative alle tecnologie di trasformazione dei
materiali polimerici, stampaggio ad iniezione di termoplastici, lavorazioni laser, ottimizzazione e pianificazione dei
sistemi di produzione.

Donato SORGENTE, Ricercatore Universitario in “Tecnologie e Sistemi di Lavorazione” presso il Politecnico di Bari.
Consegue, nel Marzo 2007, il titolo di Dottore di Ricerca in “Sistemi Avanzati di Produzione”. Lavora, fino ad Ottobre
2007, presso i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Gestionale del Politecnico di Bari, come titolare
di contratti di collaborazione. Da Ottobre 2007 a Marzo 2008 lavora presso la sede di Valenzano (BA) del Centro
Ricerche FIAT, svolgendo attività inserite nella business line “Advanced Manufacturing & Materials”.
Da Marzo 2008 ad oggi svolge attività di ricerca presso il Politecnico di Bari nell’ambito di progetti di ricerca
cofinanziati da enti pubblici ed aziende private.
Le attività di ricerca si sono principalmente focalizzate sull’ottimizzazione dei processi produttivi con particolare
attenzione alle lavorazioni dei materiali metallici.

Luigi TRICARICO, Professore ordinario in “Tecnologie e Sistemi di Lavorazione”. In servizio presso il Politecnico
di Bari, dove svolge attività didattica e di ricerca nell’ambito delle tecnologie meccaniche. Autore, dal 1984
ad oggi, di oltre 100 lavori scientifici pubblicati in sede nazionale ed internazionale, in settori di ricerca vicini
alla caratterizzazione meccanica e tecnologica dei materiali e alle lavorazioni non convenzionali. Attualmente
è responsabile di progetti di ricerca sulla progettazione e ottimizzazione con tecniche numeriche sperimentali di
tecnologie di formatura in campo plastico e superplastico, di lavorazioni di taglio e saldatura con fascio laser, di
materiali avanzati e tecnologie innovative.

Marco BRANDIZZI, Direttore del Consorzio CALEF. Laureato in Ingegneria Meccanica nel 1989, è stato
sperimentatore presso RTM (1989) e ricercatore presso il CRF (1990) nel campo delle applicazioni laser.
Nel 1993 è stato responsabile del Centro Laser del CRF, conducendo anche corsi di formazione sulle tecnologie laser
e dal 1994 è responsabile di progetti per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie innovative nelle aree di meccanica,
carrozzeria e componentistica automotive.
Dal 1998 è stato coordinatore e responsabile CRF e CALEF di numerosi progetti nazionali ed europei in vari settori
industriali (automobilistico, aeronautico e navale). Autore di oltre 20 lavori scientifici e relatore industriale di oltre
40 tesi di laurea.

Annunziata Anna SATRIANO, laureata in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Bari con tesi di laurea in
tecnologie speciali dal titolo “Approccio numerico sperimentale per la caratterizzazione delle lamiere saldate al fascio
laser” nel 1998. Nel 1999 stage in attività sperimentale sulle tecnologie laser e sullo sviluppo componenti iniezione
presso il Centro Ricerche Fiat. Da fine 1999 dipendente CRF Powertrain Research & Technology, dal 2008 dipendente
ELASIS Manufacturing & Processes, distaccata presso il Consorzio CALEF, dove ha svolto attività di ricerca sulle
tecnologie laser. E’ coinventore europeo con 14 brevetti nel settore automotive di cui alcuni estesi anche in altri
paesi. Relatrice industriale di alcune tesi di laurea in tecnologie speciali. Attualmente è dipendente di Fiat Group
Automobiles S.p.A. - Manufacturing Engineering, nella sede di Pomigliano d’Arco (NA).

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 617


TECNOLOGIE PER L’INNOVAZIONE

MECSPE EUROSTAMPI PLASTIXEXPO TRATTAMENTI & FINITURE SUBFORNITURA MOTEK ITALY CONTROL ITALY LOGISTICA
Recenti sviluppi della RBI - Risk Based
Inspection dell’American Petroleum
Institute: l’integrazione con la tecnologia
del Fitness For Service per il calcolo
della probabilità di rilascio
S. Pinca *

1. Introduzione

Nel campo della gestione degli impianti di pro- Sommario / Summary


cesso, la tecnologia della programmazione delle
verifiche ispettive delle attrezzature in pressio- La tecnologia RBI (Risk Based Inspection) dell’American Petroleum
ne, basata sul rischio (RBI – Risk Based Inspec- Institute è uno strumento di gestione sottoposto ad un continuo pro-
tion) è di fatto una “buona prassi” consolidata o cesso di rinnovamento e sviluppo. Nell’articolo è esposta l’ultima pro-
meglio, in considerazione della sua diffusione posta di revisione della valutazione della probabilità di rilascio che in-
globale, una “Best Practice” che trova credito tegra le procedure di calcolo sviluppate nell’ambito delle valutazioni
anche presso gli organismi di controllo [1]. affidabilistiche del Fitness For Service.
La tecnologia sviluppata dall’American Petro-
leum Institute (API) e procedurata nelle prati- The Risk Based Inspection Technology worked out by the American
che raccomandate API RP 580 [2] e API RP 581 Petroleum Institute is a management tool subjected to a continuous
[3], è considerata lo standard non soltanto per process of renewal and development. This article exposes the latest
processi di raffinazione del petrolio, ma anche proposed revision of the likelihood of failure assessment that integra-
per impianti del settore petrolchimico e chimi- tes the calculation procedures developed in the context of reliability
co. Il successo e la considerazione di cui gode la assessments as Fitness For Service.
tecnologia API-RBI è senza dubbio conseguen-
te alle modalità con cui l’Istituto normatore IIW Thesaurus Keywords:
americano ha sviluppato il progetto e gestito le API; corrosion; development; fitness for purpose; mathematical mo-
implementazioni della procedura, mediante un dels; risk evaluation; risk-based inspection; statistical methods.
processo di rinnovamento continuo.

* IIS SERVICE dell’Istituto Italiano della Saldatura, Genova


Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 619
S. Pinca - Recenti sviluppi della RBI - Risk Based Inspection dell’American Petroleum Institute: l’integrazione con la tecnologia del FFS...

2. Il “background” della tecnologia API-RBI 4. DeÀnizione della probabilità di rilascio e del


fattore di danno per corrosione
La tecnologia della Risk Based Inspection dell’API nasce
nel 1994 come progetto di ricerca industriale (JIP – Joint In accordo al documento API RP 581 del 2008 [3], la proba-
Industrial Project), sponsorizzato da 16 società o compagnie bilità di rilascio Pf(t) è definita mediante la seguente sempli-
petrolifere americane, coordinato dall’Istituto americano, ce formulazione:
garante della sua pubblica divulgazione. Il progetto ha lo
scopo di definire una procedura che utilizza la valutazione Pf (t) = gff . Df (t) . FMS
del rischio quale criterio per la definizione delle priorità de-
Dove:
gli interventi di ispezione e verifica dello stato di conserva-
gff frequenza generica del rilascio [eventi/anno];
zione delle attrezzature a pressione, nell’ottica del mante-
Df fattore adimensionale di danno;
nimento di un adeguato livello di sicurezza e dell’ottimiz-
FMS fattore adimensionale di valutazione del sistema di ge-
zazione delle risorse per l’ispezione e per la manutenzione stione.
degli strumenti di produzione (impianti). È del maggio 1996
la pubblicazione del primo documento [4], in forma di pro- Un database di frequenze generiche di accadimento è for-
cedura operativa, per il calcolo del rischio e per la definizio- nito dal documento API 581 con valori variabili, in ordine
ne del piano di ispezione che, prima di completare l’iter di di grandezza, tra 10-4 e 10-5 eventi/anno, differenziati per ti-
approvazione formale conclusosi nel 2000 [5], è stato sotto- pologia di componente e scenario di rilascio (dal rilascio da
posto per un periodo quadriennale ad una fase di applicazio- piccola perdita assimilabile ad un foro di diametro pari a ¼”,
ni sperimentali. La constatazione che la pubblicazione della sino al collasso dell’intero componente). Il fattore di danno
procedura operativa precede il documento API RP 580 [6], per meccanismo di corrosione, è dato anch’esso in forma ta-
relativo ai principi, agli indirizzi ed ai requisiti dell’analisi bellare in funzione della percentuale stimata di perdita dello
RBI, è in qualche modo rivelatore dell’approccio empirico spessore di parete (Rateo di corrosione x Tempo / Spessore).
che gli americani hanno dato al progetto. Sin dalle prime I valori del fattore di danno sono stati derivati da una elabo-
applicazioni è stata evidenziata la necessità di disporre di razione numerica sviluppata secondo i seguenti punti:
un adeguato strumento informatico dedicato (software) per r definizione di un modello di danneggiamento che de-
l’esecuzione delle valutazioni, non solo per la complessità scriva lo stato limite per assottigliamento della parete di
degli algoritmi di calcolo, ma anche per l’estensione in ter- contenimento del recipiente;
mini di numero di attrezzature in pressione, che un’appli- r descrizione statistica delle variabili in ingresso;
cazione industriale comporta. L’impostazione del progetto r definizione del metodo di aggiornamento della cono-
prevede un processo di aggiornamento continuo della pro- scenza dello stato del danneggimento attraverso inter-
cedura attraverso la condivisione delle esperienze applica- venti di ispezione diretta, mediante l’applicazione del
tive del gruppo degli utilizzatori (di cui il Gruppo Istituto teorema di Bayes;
Italiano della Saldatura è membro dal 2001) e degli sviluppi r determinazione della probabilità di rilascio;
tecnologici delle discipline correlate, che determina l’emis- r calcolo del fattore di danno in relazione alle frequenze
sione ciclica di nuove edizioni del documento API RP 581 generiche di accadimento considerate.
[3], [4], [5]. Tale impostazione metodologica, sviluppata per la stesura
dell’attuale edizione del documento API RP 581, è stata uti-
lizzata per la proposta di revisione del calcolo della proba-
3. Gli sviluppi futuri bilità del rilascio, variando le assunzioni e le scelte operate
su ogni punto.
Una delle implementazioni che troverà compimento nel-
la prossima edizione della procedura RP 581, è costituita
5. Modello di danneggiamento e funzione di stato
dall’introduzione, nel calcolo della probabilità di rilascio limite
per danneggiamenti da corrosione localizzata, della formu-
lazione del fattore di resistenza residua o RSF (Remaining La funzione di stato limite per un recipiente soggetto a col-
Strength Factor) sviluppato dalle valutazioni FFS – Fitness lasso indotto da meccanismi di corrosione (assottigliamento
For Service [6], con trattazione stocastica delle variabili di della parete di contenimento) è definibile nella seguente for-
governo. Nel seguito si cercherà di illustrare la metodolo- mulazione:
gia di calcolo che ha portato alla proposta di revisione degli
algoritmi semplificati della procedura API RP 581. La di- G(t) = R(t) - L
scussione dei dettagli tecnici e la dimostrazione di tali al-
goritmi sarà documentata da una pubblicazione del Welding Dove:
Research Council di prossima emissione [7], che costituirà il L è il carico (pressione);
supporto tecnico della stessa nuova procedura API RP 581. R(t) è la resistenza.

620 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


S. Pinca - Recenti sviluppi della RBI - Risk Based Inspection dell’American Petroleum Institute: l’integrazione con la tecnologia del FFS...

Il modello di danneggiamento adottato per l’attuale edizio- Dove:


ne API RP 581 è descritto mediante una funzione di stato Vys è la tensione di snervamento;
limite al colasso plastico per recipienti cilindrici di piccolo Vuts è la tensione ultima a rottura;
spessore: R0init è il diametro esterno iniziale;
Winit è lo spessore di parete iniziale o all’inizio del periodo
di valutazione;
Ciej è il j-esimo rateo equivalente di corrosione interna;
Coek è il k-esimo rateo equivalente di corrosione esterna;
Dove: t è il tempo della valutazione;
Sf è la tensione di collasso plastico; 'tji è il j-esimo incremento temporale corrispondente a:
'W(t) è la perdita di spessore all’istante t; Ciej , 6j 'tji = t;
Winit è lo spessore iniziale; 'tko è il k-esimo incremento temporale corrispondente a:
OD è il diametro esterno; Coek , 6k 'tko = t;
P è la pressione.
e dove il fattore di resistenza residua è così formulato:
L’assunzione di tale modello mostra evidenti limiti di rap-
presentatività per le geometrie diverse da quella cilindrica,
o per recipienti di elevato spessore, o per fenomeni di corro-
sione localizzata.
Pertanto i miglioramenti proposti con la nuova procedura
consistono nell’adozione delle funzioni di stato limite con in cui RLT è il fattore di spessore rimanente, funzione del-
riferimento al fattore di resistenza residua (RSF – Remai- la perdita di spessore per corrosione nelle aree circostanti
ning Strengh Factor) definito nelle procedure FFS (Fitness la corrosione localizzata ed Mt è il fattore di Folias basato
for Service) per la modellazione di corrosioni localizzate e sull’estensione longitudinale della corrosione localizzata,
pitting in accordo al documento API 579-1/ASME FFS-1
anch’esso dipendente dal tempo.
[6] dove il termine relativo ai carichi (L) è posto pari alla
Per la formulazione di tali parametri si rimanda al documen-
pressione, mentre il termine relativo alla resistenza è definito
to API 579-1/ASME FFS-1 [6].
mediante le seguenti formulazioni:

Per geometria cilindrica


6. Distribuzione statistica delle variabili
indipendenti

In relazione alla trattazione stocastica del problema, le varia-


bili di governo sono suddivise in quattro raggruppamenti e
Per geometria sferica
per ognuna è raccomandata una distribuzione di probabilità
come riportato nella Tabella 1.
Rispetto all’impostazione del documento RP 581 del 2008,
nella nuova procedura anche le caratteristiche geometri-
Dove: che del componente sono considerate variabili aleatorie ed
inoltre nuove variabili sono introdotte per la descrizione del
meccanismo di danno per corrosione localizzata.

7. L’aggiornamento del rateo di danneggiamento


mediante il teorema di Bayes

Per acciai ferritici Il principio fondante la tecnologia RBI per cui l’esecuzione
di interventi di ispezione mediante misurazioni e tecniche di
controllo non distruttivo costituisce l’azione di mitigazione
della probabilità e quindi del rischio, è il risultato dell’appli-
cazione del teorema di Bayes della probabilità delle cause.
Per acciai austenitici Nel caso della valutazione del danneggiamento per corro-
sione, il rateo di corrosione è aggiornato in base alla cono-
scenza acquisita mediate periodiche ispezioni utilizzando il
Teorema di Bayes nel continuo.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 621


S. Pinca - Recenti sviluppi della RBI - Risk Based Inspection dell’American Petroleum Institute: l’integrazione con la tecnologia del FFS...

TABELLA 1 - Caratterizzazione statistica delle variabili indipendenti

Caratteristiche meccaniche del materiale


Tensione di snervamento Vys
&RHIÀFLHQWHGL
Materiale Valore nominale Media Distribuzione
variazione (COV)
$FFLDLRDOFDUERQLR Snervamento (ys) 1.13 ys 0.08 Lognormale
$FFLDLRLQRVVLGDELOHDXVWHQLWLFR Snervamento (ys) 12.6 ys 0.15 Lognormale
Tensione ultima a rottura Vuts
Materiale Valore nominale Media COV Distribuzione
$FFLDLRDOFDUERQLR Rottura (UTS) 1.15 UTS 0.06 Lognormale
$FFLDLRLQRVVLGDELOHDXVWHQLWLFR Rottura (UTS) 1.13 UTS 0.06 Lognormale
Geometria del componente
Dimensione Media COV Distribuzione

Valore
Diametro esterno iniziale R0init 0.05 Lognormale
nominale

Valore
Spessore iniziale di parete Winit 0.05 Lognormale
nominale

Meccanismo di danno (corrosione)


5DWHRGLFRUURVLRQH Distribuzione
La distribuzione può essere ottenuta mediante aggiornamento
5DWHRGLFRUURVLRQHLQWHUQDJHQHUDOL]]DWD
bayesiano. La distribuzione a priori o marginale può essere
equivalente Cie
assunta Lognormale o Beta, in assenza di dati.
La distribuzione può essere ottenuta mediante aggiornamento
5DWHRGLFRUURVLRQHHVWHUQDJHQHUDOL]]DWD
bayesiano. La distribuzione a priori o marginale può essere
equivalente Coe
assunta Lognormale o Beta, in assenza di dati.
La distribuzione può essere ottenuta mediante aggiornamento
5DWHRGLFRUURVLRQHORFDOL]]DWDHTXLYDOHQWHLQ
bayesiano. La distribuzione a priori o marginale può essere
profondità CLTnmax
assunta di Tipo II o Beta, in assenza di dati..
La distribuzione può essere ottenuta mediante aggiornamento
5DWHRGLFRUURVLRQHORFDOL]]DWDHTXLYDOHQWHLQ
bayesiano. La distribuzione a priori o marginale può essere
lunghezza CLTnlength
assunta Lognormale o Beta, in assenza di dati.
Storia operativa
&DULFKLDSSOLFDWL Distribuzione
Ë UDFFRPDQGDWD XQD GLVWULEX]LRQH Lognormale per la massima
Pressione L SUHVVLRQHDQQXDOHFRQPHGLDSDULDOYDORUHGLSURJHWWRH
COV = 0.05.

Ë WUDWWDWD FRPH XQD FRVWDQWH 1RQ DSSDUH HVSOLFLWDPHQWH QHOOD


IXQ]LRQH GL VWDWR OLPLWH WXWWDYLD LO VXR UXROR VL ULÁHWWH VXOOH
FDUDWWHULVWLFKH PHFFDQLFKH GHO PDWHULDOH H VXO PHFFDQLVPR GL
7HPSHUDWXUDGLHVHUFL]LR FRUURVLRQH1HLFDVLLQFXLLOYDORUHGHOODWHPSHUDWXUDVLGLVFRVWD
GDOOD FRQGL]LRQH DPELHQWH OH FDUDWWHULVWLFKH PHFFDQLFKH HG L
UDWHLGLFRUURVLRQHSRVVRQRHVVHUHFRUUHWWLPHGLDQWHXQIDWWRUH
PROWLSOLFDWLYRIXQ]LRQHGHOODWHPSHUDWXUD

622 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


S. Pinca - Recenti sviluppi della RBI - Risk Based Inspection dell’American Petroleum Institute: l’integrazione con la tecnologia del FFS...

Possono essere distinti tre componenti coinvolti nel pro- 8. Determinazione della probabilità di rottura
cesso:
La probabilità di rottura o meglio di perdita di integrità della
r La conoscenza a priori del rateo di corrosione, basata su parete di contenimento per effetto della corrosione, è defi-
valutazioni di esperienza. nita come la probabilità che la funzione di stato limite sia
r L’efficacia dell’ispezione intesa quale misura dell’abi- inferiore al valore 0, ovvero:
lità di rilevare il danneggiamento ricercato e definita in
base ad un modello matematico dell’accuratezza della Pf(t) = P(G(t) < 0) = P(R(t) < L)
misura dello spessore, dal quale è stata derivata la pro-
babilità condizionata della misura della perdita di spes- Nella nuova impostazione tale probabilità non è più la pro-
sore rispetto al reale rateo di corrosione. babilità condizionata ad un determinato stato di danno, deri-
r I dati delle ispezioni, espressi in termine di misura del- vante appunto dall’applicazione del metodo discreto, riferito
la perdita di spessore riferita ad un certo periodo di a 3 possibili casi, ma la probabilità riferita a tutti i possibili
esercizio. stati di danno (metodo continuo).
Per l’impossibilità di raggiungere la soluzione del problema
Sebbene la base teorica per la definizione degli algoritmi di per via analitica, si è fatto ricorso al metodo affidabilistico
calcolo della procedura di calcolo dell’edizione 2008 sia la del primo ordine (FORM – First Order Reliability Method)
medesima, nella nuova proposta il metodo discreto, riferito oppure alla simulazione mediante la “sempreverde” tecnica
a 3 possibili casi, è sostituito dalla trattazione in continuo Montecarlo.
mediante le funzioni di distribuzione, attraverso la seguente
formulazione bayesiana:
9. Calcolo del fattore di danno

Volendo quindi ricondursi alla medesima formulazione per


le valutazioni RBI illustrata al Paragrafo 4, il fattore di dan-
no per corrosione è stato dedotto mediante la seguente re-
lazione:

La finalità di quest’ultimo passaggio risiede nella volontà di


produrre una procedura operativa sufficientemente sempli-
ce per un utilizzatore medio della tecnologia RBI, abituato
alla definzione dei fattori di danno mediante consultazione
su tabelle.
Pertanto nella nuova edizione del documento RP 581 sarà
presentato un set di tabelle per la definizione del fattore di
danno per corrosione in funzione di quel gruppo di parame-
tri che un’analisi di sensibilità ha identificato più determi-
nanti sul risultato.
In particolare:

Dove: r il parametro Ar/t ovvero il parametro che fornisce la sti-


è la funzione di densità di probabilità a ma dell’ammontare della perdita di spessore;
posteriori del rateo di corrosione Ce, date r il rapporto di “eccesso di metallo” ovvero il rapporto tra
N misurazioni indipendenti di perdita di lo spessore e lo spessore minimo di calcolo;
spessore = ('y1, 'y2,… 'yN); r il rateo di corrosione stimato.

è la funzione di densità di probabilità a Il tutto potrà essere gestito dall’immancabile applicativo in-
priori del rateo di corrosione Ce; formatico che permetterà, per gli utilizzatori meno esperti,
di condurre le analisi mediante le impostazioni predefinite
è la funzione di densità di probabilità per le distribuzioni delle variabili (il “default”) e, per i più
condizionata congiunta di N misurazioni esperti (e senza problemi di tempo), di entrare nella defini-
indipendenti di perdita di spessore sul zione di ciascun parametro caratteristico della distribuzione
reale rateo di corrosione ce. di ciascuna variabile aleatoria del problema.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 623


S. Pinca - Recenti sviluppi della RBI - Risk Based Inspection dell’American Petroleum Institute: l’integrazione con la tecnologia del FFS...

10. Considerazioni conclusive munque un’utilizzatore mediamente esperto della tecnolo-


gia RBI, in relazione alla possibilità di ottenere tutti i dati
La costante manutenzione della tecnologia RBI operata richiesti per la valutazione, in considerazione dell’applica-
attraverso il contributo degli utilizzatori e delle applica- zione su larga scala per la gestione del rischio su sistemi di
zioni consolidate in altre discipline ingegneristiche quali il impianto composti da più di 10000 item, ognuno caratteriz-
FFS (Fitness for Service), è senza dubbio un punto di for- zato da una propria valutazione. Ed è proprio di fronte a tale
za dell’impianto normativo e delle pubblicazioni tecniche constatazione che è bene ricordare che la tecnologia RBI è
dell’American Petroleum Institute. Tuttavia l’eccessiva fi- nata e si è sviluppata quale strumento di supporto decisiona-
ducia nel mezzo informatico per l’esecuzione dei calcoli e le a chi è chiamato a definire:
per la gestione di vaste moli di dati, non deve comunque
prescindere dalla consapevolezza che la competenza tecni- r quando ispezionare;
ca dell’analista risulterà sempre determinante nel successo r dove ispezionare;
dell’applicazione. Inoltre una certa perplessità coglie co- r con quali tecniche ispezionare.

BibliograÀa

[1] Atti del convegno SAFAP: “Sicurezza ed affidabilità delle attrezzature a pressione - La gestione del rischio
dalla costruzione all’esercizio”, Napoli 2012 - INAIL
[2] API RP 580: “Recommended Practice for Risk-Based Inspection” - Second Edition, November 2009 - Ameri-
can Petroleum Institute
[3] API RP 581: “Risk-Based Inspection Technology” - Second Edition, October 2008 - American Petroleum
Institute
[4] API Pubblication 581: “Based Resource Document On Risk-Based Inspection”, May 1996 - Preliminary
Draft - American Petroleum Institute
[5] API BRD 581: “Risk Based Inspection - Base Resource Document” - Edition 2000 - American Petroleum
Institute
[6] API 579-1/ASME FFS-1: “Fitness for Service” - Edition 2007 - American Petroleum Institute
[7] R.Z. Guo, D.A. Osage, P.A. Henry: “Risk Based Inspection for wall thinning damage using API Risk-Based
Inspection planning technology” - WRC Bulletin (Draft)
[8] Canale et al. : “Vulnerabilità dei giunti saldati e meccanismi di danneggiamento attivi negli impianti di pro-
cesso e petrolchimici: affidabilità mediante la programmazione dell’ispezione basata sul rischio (RBI)”, Rivi-
sta Italiana della Saldatura, numeri 3 & 4 / 2011.

Stefano PINCA, laureato in Ingegneria Meccanica all’Università di Genova nel 1994. Funzionario dell’Istituto
Italiano della Saldatura dal 1995, attualmente Responsabile Pianificazione Commesse IIS Service S.r.l., svolge attività
di consulenza nel campo del calcolo delle strutture e componenti saldati, valutazione di affidabilità, programmazione
delle ispezioni di impianto basata sul rischio (Risk Based Inspection). È certificato European / International Welding
Engineer e Livello 2 PT-MT-RT EN 473.

624 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Struttura solida, qualità costante .

www.grafocom.it

TECNOELETTRA S.p.A.
via Naz
Nazionale, 50a-70 - 23885 Calco [LC] Italy - tel. +39 039 9910429 - fax +39 039 9910431 - info@tecnosa.it - www.tecnosa.it
COMPETENZA NELLA
SALDATURA DI GIUNZIONE
BÖHLER WELDING – UNO SPECIALISTA IN UN GRANDE GRUPPO
Sin dai primi inizi della tecnologia di saldatura il marchio Böhler Welding è stato un
pioniere tecnologico nei consumabili di saldatura. Una gamma completa di prodotti con
particolare focus sugli acciai di grado medio-alto legato copre la maggior parte delle
applicazioni industriali e dei processi di saldatura. Dal 1926 saldatori ed ingegneri in oltre
100 paesi hanno riposto la loro fiducia nei prodotti Böhler Welding.
Böhler Welding Group Italia Spa | Tel. 0239017.1 | mail: info@btw.it | www.btw.it

www.boehlerweldinggroup.com

Per una giunzione


perfetta

Y\iZfn\c[
Fili high-tech base rame per soluzioni
avanzate di saldatura e brasatura.

giunzioni ad alta resistenza


ideali per giunti con elevati gap
alta resistenza alla corrosione

www.bercoweld.com
6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQW
RISLSHOLQHJLUWKZHOGV(°)

H. Pisarski *

Summary / Sommario
Currently there are a number of fracture mechanics based Questi si traducono nel tentativo di ridurre i criteri di accet-
procedures for assessing the acceptability of flaws in pipe- tabilità basati sulla buona pratica - che spesso tengono in
line girth welds. These are designed to relax workmanship considerazione esclusivamente la lunghezza del difetto - e
flaw acceptance criteria, which are often based on flaw nel tentativo di fornire uno strumento per valutare i difetti
length alone, and to provide a means of deciding accepta- rilevati attraverso il controllo ultrasonoro, che fornisce in-
bility of flaws found by ultrasonic testing where informa- formazioni quali altezza, posizione rispetto allo spessore
tion on height, position through the pipe wall thickness, as del tubo e lunghezza del difetto. Il potenziale vantaggio di
well as length are provided. tali procedure è la riduzione dei costi, ottenuta attraverso
The potential benefits of these procedures are a reduction la ridotta necessità di riparazioni e di tempo che ne conse-
in costs by minimising the need for repair and delay impo- gue. Tutto ciò è ottenuto senza compromettere l’integrità
sed. This is achieved without compromising the integrity del giunto saldato. Le procedure sono concepite per l’ap-
of the weld. The established procedures are designed for plicazione di sollecitazioni al di sotto del carico unitario di
applied stresses below the yield strength of the material. snervamento del materiale. I metodi sono basati sugli stan-
Methods based on BS 7910 and API 1104 are introduced. dards BS 7910 e API 1104. Nel caso in cui la deformazio-
Strain based procedures, where the applied strain exceeds ne superi il limite elastico del materiale sono introdotte e
the yield strain, are described and compared. confrontate procedure basate sull’analisi delle deformazio-
These are the DNV RP F108 procedure, which is prima- ni. Tali procedure sono comprese nella Raccomandazione
DNV RP F108, che tratta principalmente l’installazione di
rily concerned with pipeline installation, and the more
condotte ed i più recenti metodi sviluppati da ExxonMobil
recently developed strain capacity methods developed by
e PRCI CRES per tubazioni soggette a pressione interna e
ExxonMobil and PRCI CRES for pipelines subjected to in-
carico assiale.
ternal pressure combined with axial plastic loading.
IIW Thesaurus Keywords:
Nel contesto della meccanica della frattura esistono, allo Acceptance; defects; frac mech tests; fracture mechanics;
stato attuale, diversi approcci per valutare l’accettabilità fracture toughness; offshore structures; pipeline steels;
dei difetti nelle saldature circonferenziali di tubazioni. pipelines; welded joints.

(°) Memoria presentata al Convegno IIS: “La saldatura nella fabbri-


cazione e nella manutenzione di oleodotti e gasdotti in acciaio:
come stanno cambiando processi, materiali, tecnologie e nor- Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 627
mative” - Milano, 22 Marzo 2012, TWI Ltd, 2012
* TWI Ltd, Cambridge, UK
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

especially regarding their height, length and through wall


position. These dimensions have a significantly greater ef-
fect on integrity than flaw length alone. After making suita-
ble adjustments for flaw sizing uncertainty, fracture mechan-
ics methods are necessary to interpret such data in order to
sentence welding flaws for acceptance or repair. One aspect
of fracture mechanics based analyses that must be recog-
nized at the outset is that all flaws identified are treated as
cracks for the purpose of assessment. This does not neces-
sarily mean that they are cracks but that treating them as
such is conservative. Current fracture mechanics assessment
procedures are unable to quantify the reduction in severity of
non-planar welding flaws such as slag and lack of penetra-
tion. However, ultrasonic inspection methods that are capa-
ble of distinguishing between sharp and non-sharp planar
flaws are being developed at TWI together with the associ-
ated fracture mechanics assessment methods.
Currently, most of the fracture mechanics methods that are
applied to assessment of pipeline girth welds are essentially
stress-based, although the limits are often expressed in terms
of strain, for example API 1104 Appendix A limits stress
based assessment to 0.5% strain and DNV OS F101, Appen-
dix A to 0.4% strain. This implies that they are not strictly
1. Introduction applicable when the applied longitudinal stress exceeds the
actual yield strength of the pipe. For many pipeline installa-
Fracture mechanics based assessment procedures are com- tion methods and operating conditions, the applied longitu-
monly used to provide flaw acceptance criteria for girth dinal stress is below the specified minimum yield strength.
welds in pipelines operating in onshore and offshore However, there are a number of installation methods, such
environments. Generally, these permit larger flaws than as pipe reeling, which are used for offshore pipelines where
those based on so-called ‘workmanship based’ criteria the pipeline is subjected to plastic straining often involving
described in pipeline welding codes such as API 1104 [1] more than one cycle. The strains developed during installa-
and DNV OS F101 [2]. This results in a lower repair rate tion depend on the pipe and reel diameters but are typically
and decreased costs, mainly by reducing the delay to instal- in the range of 1-3%. During service, both offshore and on-
lation, but without any decrease to the integrity of the girth shore pipelines can be subjected to ground movement (eg
welds. Indeed, there have been instances where an improp- seismic loading, landslip) or temperature changes resulting
erly executed repair has initiated failure. in lateral buckling which produces axial plastic straining in
The fracture mechanics based procedures such as those de- addition to internal pressure. Under these extreme loading
scribed in BS  7910 [3], provide a quantitative means for conditions it is essential that any flaws in the girth weld do
deciding which welding flaws, identified by non-destructive not extend sufficiently to cause release of pipe contents or in-
testing, potentially compromise pipe integrity with respect itiate unstable fracture. Strain-based fracture mechanics as-
to defined failure criteria and require repair and those that do sessment procedures are applied when the axial strain on the
not. In addition, most workmanship based flaw acceptance pipe exceeds the yield strain of the pipe material. They are
criteria are based on the assumption that weld inspection is being developed but a general, codified assessment method
carried out using radiography, so flaw acceptance is gener- is yet to be agreed. Furthermore, they are significantly more
ally defined with respect to length and flaw type. complex than stress-based methods; they require more input
Information about the flaw height, which primarily governs in terms of material properties, loading data and assessment.
the stability of the flaw, is not provided. This is because Use of 3-D elastic-plastic finite element analysis is some-
with radiography, tight planar or crack-like flaws cannot be times employed followed up with full-scale validation test-
sized and are likely to be missed, unless they are favour- ing for critical projects, but often the timeframe imposed by
ably orientated with respect to the X-ray beam. However, pipeline projects prevents extensive use of such techniques.
ultrasonic based inspection methods are well suited to find- In this paper three strain-based procedures are described.
ing planar or crack-like flaws and techniques such as AUT The DNV RP F108 [4] procedure, which has been avail-
are increasingly being used to inspect pipeline girth welds. able since 2006, is primarily designed for the assessment of
Ultrasonic methods have the potential for providing more flaws when plastic straining takes place during installation,
information about flaws that may be present in the weld, the ExxonMobil and PRCI CRES procedure for pipelines

628 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

are applicable to situations when there is combined internal should be treated as a primary stress, that is, contributing to
pressure and axial straining. both fracture (Kr) and plastic collapse (Lr) axes of the failure
analysis diagram (FAD), or a secondary stress, in which case
2. Stress-based assessment procedures for ÁaZ it does not contribute to plastic collapse. Currently, BS 7910
acceptance provides little guidance on this. The conservative approach
is to treat misalignment as a primary stress. Recent work
A general procedure that has been used extensively in the at TWI [7] has shown that for materials with smoothly ris-
pipeline industry, especially with respect to the assessment ing stress-strain curves and for applied strains below yield,
of girth welds, is BS 7910 [3]. Although it is a general pro- misalignment can be treated as a secondary stress; that is,
cedure, it provides a robust framework based on fracture it acts as a local stress concentration and does not contrib-
mechanics principles. The procedure not only enables flaw ute to plastic collapse (Lr axis of the FAD) but contributes
significance to be assessed with respect to avoidance of only to the fracture axis (Kr). For strains above yield strain,
failure by fracture or plastic collapse, the effects of stable misalignment starts to contribute to the primary stress in ad-
crack extension by ductile crack growth (tearing) and fatigue dition to the secondary stress. Similar conditions apply to
crack growth can be incorporated. It also incorporates the ef- materials with a yield discontinuity (Lüders plateau) but the
fects of welding residual stresses in the fracture assessment. applied strain at which misalignment can be treated as sec-
Guidance is provided on the residual stress distribution that ondary needs to be below 0.3%. API 1104 Appendix A does
can be used, if this has not been measured, and the welding not specifically consider misalignment; although the “safety
parameters are known. When these are unavailable or the factor” of 1.5 applied the flaw length calculation may be an
precise through wall location of the flaw is not known, the
attempt to cater for such effects. However, the lack of spe-
procedure assumes that the residual stress transverse to the
cific guidance on misalignment given in API 1104 Appendix
weld is uniform and is of yield strength magnitude. Where
A limits its versatility in comparison with BS 7910.
the weld metal strength over-matches that of the parent pipe,
It is of interest to compare the results from assessments of
the yield strength assumed is that of the parent pipe. The
maximum allowable flaw size conducted to API 1104 Ap-
assumption of yield residual stress has been criticised as too
pendix A, Option 2 (Option 2 allows direct general assess-
conservative. However, it is often forgotten that the proce-
ment whilst Option 1 is a simplified graphical procedure)
dure allows this stress to be relaxed to a lower value depend-
and BS 7910 using the Level 2 FAD procedure. This is the
ing on the applied stress and flaw size. Future revisions of
normal assessment procedure when single values of fracture
BS 7910 will incorporate more comprehensive guidance for
toughness are available. Figure 1 shows the results of
girth welds [5]. Ignoring residual welding stresses is poten-
tially dangerous since their presence will increase the driv- the comparison for a girth weld in 42 in diameter pipe
ing force for fracture. In this context it is of interest to note with 22 mm wall thickness with the specified minimum
that the 2007 amendment to the 20th edition of API 1104 tensile properties of API 5L Grade X65 [8]. A CTOD frac-
[1] does not appear to specifically address welding residual ture toughness of 0.5 mm was assumed, and an applied axial
stresses. This flaw assessment procedure is based on fracture membrane stress of 85% SMYS. The comparisons were
mechanics methods and was designed to meet the particular made with and without residual stresses and with and with-
requirements of pipeline girth welds. It provides a method of out the safety factor on flaw length in the API 1104 procedure
calculating flaw acceptance which is an alternative to work- to provide a truer comparison with BS 7910. In addition,
manship based flaw acceptance given in the main document. the BS 7910 assessment includes material showing a yield
It is CTOD based. It implies that residual stresses are only of discontinuity or Lüders plateau in the stress-strain curve. It
concern when materials with very low fracture toughness are is clear from Figure 1 that if no residual stresses are as-
considered and such materials are excluded from the assess- sumed, larger flaws are allowed by the BS 7910 procedure
ment because the minimum CTOD determined in standard compared with API 1104 procedure, irrespective of whether
fracture toughness tests has to exceed 0.05 mm at the assess- the safety factor on flaw length is included or not in the API
ment temperature [6]. 1104 assessment. If residual stresses are included in the BS
A feature of BS 7910 which is particular relevant to girth 7910 assessment, which would be the normal situation, the
welds but not apparent in API 1104 Appendix A, is its treat- allowable flaw size is reduced significantly and larger flaw
ment of misalignment or “hi-lo”. Misalignment arises from height are permitted by API 1104 than BS 7910 for flaw
poor fit-up, differences in wall thickness between abutting lengths less than 146 mm to 276 mm depending on whether
pipe and pipe ovality. These give rise to a local stress con- the API 1104 safety factor on flaw length is included or not.
centration. This is treated as a bending stress which is de- For the applied stress considered in this example the effect
rived from equations providing stress concentration factors. of the yield discontinuity in the stress-strain curve is not sig-
Misalignment can have a significant effect on increasing the nificant until the flaw length exceeds approximately 500 mm
driving force, as will be shown later. when the allowable height is reduced. It may be noted that
However, within the context of BS 7910 it is not clear API 1104 limits the allowable flaw length to 12.5% of the
whether the bending stress that is generated by misalignment pipe circumference which, in this example, is 418 mm.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 629
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

Figure 1 - Comparison of predicted maximum tolerable surface flaw sizes for a girth weld in a 42 in OD x 22 mm WT, X65 pipe and CTOD of
0.5 mm using different assessment procedures. (Unless other stated, the BS 7910 assessments assume tensile welding residual stress). Derived from
Smith & Pisarski, [8].

Despite these differences it should be noted that the assess- 3. Strain based assessment methods
ment procedures are not inherently unsafe.
Validation studies using both results from full-scale pipe DNV RP F106 assessment procedure
tests and wide plates confirm that both BS 7910 and API
1104 assessments can result in safe assessments. Installation of submarine pipelines often employs methods
Examples of validation studies employing full scale pipe which impose large plastic strains on the pipe. For example,
tests are shown in Figures 2 and 3. a pipe laid by reeling involves a plastic strain cycle rang-
It is the factors such as the treatment residual stress and ing from 1 to 3% depending on the pipe and reel diameters.
treatment of misalignment and what weight is given to mar- The application of stress based methods to assess the signifi-
gins on safety that gives rise to differences. cance of flaws in the girth welds would be unsuitable.

Figure 2 - Results from full-scale results pipe tests assessed using API
1104 Appendix A 2007, Option 2 and BS 7910 Level 2A procedures and Figure 3 - Full-scale pipe tests assessed to Option 2 of API 1104,
compared with the failure analysis diagram. From Smith & Pisarski, [8] Appendix A using measured tensile properties. From Wang et al, [6].

630 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

However, there was an industry need to develop an assess- The intersection of the Neuber curve (viz the right hand
ment method since having a zero tolerance approach to side of the equation) with the stress-strain curve provides
welding flaws would be uneconomical. To respond to this the stress (and strain) which includes the effect of the stress
challenge a method was developed by a team involving concentration and this is the input into the analysis.
DNV, TWI and SINTEF; it is now codified in a DNV This increase in stress over the stress without misalignment
Recommended Practice, DNV RP F108 [4]. The procedure is often treated as a primary bending stress when input into
is also referred to in DNV OS F101 [2], which is concerned the BS 7910 assessment procedure. Such analyses are best
with offshore pipeline design in general. The novel features conducted using the material true stress-true strain curve but
of the method are that the stress-strain curve from the parent for small applied strains the difference is small.
pipe is used to derive the stress from the maximum reel- The stress-based procedure in BS 7910 puts a limit or cut-off
ing strain for each stage in the reeling process (reeling-on, to the Lr axis of the FAD based on the flow stress which is
reeling-off and including straightening). defined as the average of the yield and tensile strengths of
Therefore the shape of the stress-strain curve up to the ulti- the pipe. In DNV RP F108 cut-off can be derived by experi-
mate tensile strength is critical to the successful application ment or defined as the ratio of the ultimate to yield strength
of the method. The procedure accommodates misalignment of the parent pipe. The effect of this is to extend the FAD to
at the girth weld, which can locally increase strain, by using higher values or Lr in the FAD.
a combination of the elastic stress concentration factor and The effect of misalignment on driving force is significant,
the Neuber method to transform stress into strain. especially at high strains. An example of the use of the Neu-
These strains are additive to the globally applied strain. ber method is shown in Figure 4 [8]. Misalignment was
The Neuber equation is stated as follows: modeled by making one of the pipe diameters larger than
VNeuber HNeuber = Vnominal Hnominal Kt2 the other. Finite element analyses were also conducted for
Kt = theoretical elastic SCF (given in BS comparison. (In this example the analyses were conducted
7910 or DNV OS F101) using CTOD as a driving force parameter instead of J which
Vnominal = nominal stress (excluding SCF) is recommended in DNV RP F108). For the case consid-
Hnominal = nominal strain (excluding SCF) ered, the CTOD requirement is approximately doubled at
VNeuber = actual stress (including SCF) applied strains close to yield (0.5% strain) when misalign-
HNeuber = actual strain (including SCF) ment is increased from zero to 1.5 mm. For larger strains,

Figure 4 - Comparison of CTOD driving force curves for a 3 x 50 mm circumferential surface crack in a 400 mm OD x 20 mm WT pipe with misa-
lignment (e) of 0 and 1.5 mm in a girth weld of width 10 mm, from Smith & Pisarski, [8].

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 631
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

the difference increases. It is clear from Figure 4 that the for crack extension. Instability is defined as the condition
DNV RP F108 procedure can be non-conservative; for zero when the driving force exceeds the resistance of the mate-
misalignment FEA predicts a higher CTOD driving force). rial. In terms of the FAD, the limiting condition is tangency
There are number of factors that mitigate this apparent non- of the resistance curve to the FAD. However, according to
conservatism and these are discussed later. DNV RP F108, a limit of 1 mm is imposed on the total maxi-
Since reeling involves the application of more than one strain mum crack extension allowed. This implies that there is a
cycle and a reversal of strain, consideration needs to be given margin before a true failure condition is reached.
on which part of the strain cycle contributes to crack exten- The need for weld metal strength overmatching is critical
sion. Based on numerical analyses and experiment, all posi- to the successful application of the assessment method. The
tive strain increments are considered to contribute to crack weld metal stress strain curve is required to be higher than
extension, even when the pipe is nominally in compression that of the parent pipe up to the maximum strain experienced
at that stage during installation. In practice this means the during installation. Overmatching “protects” flaws contained
maximum strain achieved during reeling on and the pipe by the weld metal by preventing strains from concentrating
bending over the aligner (including the effect of misalign- here. It should be noted that although weld metal strength
ment) need to be assessed separately for possible crack ex- overmatching is required, the weld metal properties do not
tension from a hypothetical flaw. The stress derived from the enter into the calculations; the assessment is only based on
stress-strain curve is used to determine both the fracture (Kr) the parent pipe tensile properties.
and plastic collapse (Lr) axes of the failure analysis diagram Since the pipe can have a range of strengths above SMYS,
(FAD). Specifically, the stress is treated as a primary stress the weld metal must be stronger than the highest pipe
which is used to determine stress intensity factor and refer- strength supplied. Furthermore, since the fracture mechanics
ence stress for the Kr and Lr axes, respectively. The reference analysis uses the stress-strain curve to establish stress from
stress is derived from the Kastner equation in BS 7910 (see the applied strain, the highest strength pipe must be used in
P. 4.3.2 of the standard) [3]. The Level 3B FAD described in the analysis to ensure that the stress is not underestimated.
BS 7910 is employed, since it permits stable ductile crack For practical purposes, the mean plus two standard devia-
extension to take place but to still avoid failure by unsta- tion stress-strain curve is used in the assessment. It may be
ble fracture and plastic collapse. Ductile crack extension noted that DNV OS F101 [2] limits the difference between
is derived from a J resistance curve obtained from a SENT the maximum and minimum longitudinal parent pipe yield
fracture toughness test, which is described later. Each strain strength to 100 MPa maximum in order to limit excessive
cycle has to be assessed separately and the flaw size updated demands on weld metal yield strength.

Figure 5 - 3 x 50 mm surface flaw at weld root fusion boundary in a X65 pipe with OD = 324 x 20.6 mm WT. Homogeneous material (parent pipe)
was employed in the reeling procedure (DNV-RP-F108) and both homogeneous and 20% weld strength overmatched materials employed in the
numerical (FE) analyses [9].

632 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

bination of local and global


collapse conditions for sur-
face flaws in pipes. Since
the elastic plastic driving
force estimated by the as-
sessment line in the FAD
is critically dependent upon
the reference strain at high
Lr values, a local collapse
reference strain may be
more appropriate. Use of
a flat plate reference stress
solution has been suggested
[10] as a simple expedient.
Its effect on the driving
force compared with what
are considered to be ac-
curate 3D - finite element
analyses predicting J driv-
ing force (based on work
Figure 6 - Comparison of the effect of using the Kastner equation for carried out at TWI) is illus-
pipe and flat plate equations for reference stress on J driving force
estimated using the Level 2b FAD in BS 7910 relative to finite element trated in Figure 6 [11].
analyses for a 3x100 mm surface crack in a 273x20 mm X65 pipe [11]. One of the features of the
DNV-RP-F108 assessment
method is that it is primar-
ily concerned with analysis
Although the procedure was validated by full-scale testing of surface flaws; there are no specific solutions given for em-
of pipe subjected to repeated plastic straining simulating bedded flaws. Although embedded flaws can be analysed ac-
reeling operations, subsequent numerical analyses studies cording to BS 7910, it is considered that the solutions given
have shown that it can be potentially non-conservative if are not appropriate for embedded flaws in pipes subject to
all the criteria defined in DNV RP F108 are not adhered to. plastic strains and are considered to be over pessimistic.
However, Pisarski & Cheaitani
[9] have shown that con-
servatism can be maintained
if weld metal yield strength
overmatching is achieved and
welding residual stresses are
not ignored but treated in ac-
cordance with BS 7910 rec-
ommendations. This is illus-
trated in Figure 5 where the
effect of weld metal strength
over matching in reducing the
J driving force in comparison
with an even matched or ho-
mogeneous material (in the
absence of residual stresses)
is illustrated.
Recent work has also indi-
cated that there are limita-
tions in the use of the Kast-
ner equation to determine the
reference stress in the FAD. Figure 7 - Finite element analysis prediction of CTOD driving force
versus axial strain in a 400 mm OD x 20 mm WT X65 pipe with and
The Kastner solution can be without internal pressure in the presence of a surface crack 3 mm high
considered to provide a com- and 50 mm long [11].

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 633
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

Indeed, the solutions given in BS 7910 have limitations


since they refer the user to flat solutions to determine both K
and reference stress and more appropriate solutions would
be desirable. The simple expedient adopted in DNV-RP-
F108 is to assume that the allowable height of the surface
flaw as the same as the allowable total height of the embed-
ded provided that it is not closer to the nearest surface than
the allowable surface height; otherwise it is considered to be
surface breaking.
Finally, it should be noted that the DNV RP F108 procedure
is designed for pipe under axial loading (in tension or bend-
ing) without internal pressure. The reason for this is that
driving force is increased significantly when internal pres-
sure is present in addition to axial strain. This is illustrated
in Figure 7. For case shown, the CTOD driving force is ap-
proximately doubled by the addition of an internal pressure
giving a hoop stress of 80% SMYS.
One way of “correcting” the procedure for internal pressure
is to elevate the stress-strain curve by correcting it by the
Von Mises equivalent stress.

DNV RP F108 fracture toughness assessment

Another novel feature of the DNV RP F108 procedure


concerns the type of specimen used in fracture mechanics
testing. Fracture toughness is determined using the surface
notched, single edge notch tension (SENT) specimen. This
specimen design has been found to be more representative
of pipe fracture behaviour than the more conventional and
standardised, deeply notched, single edge bend specimens
(SENB). This is because the crack-tip stress-strain field in
the specimen (or crack-tip constraint) better replicates that Figure 8 - SENT specimen to DNV-RP-F108, B = W or 2W, H = 10W
in a circumferential crack in a pipe than does a standard,
deeply notched SENB specimen which provides signifi-
cantly higher crack tip constraint [12]. A consequence is that
higher fracture toughness is determined using SENT com-
pared with SENB specimens. Fracture toughness is defined
by a J-integral resistance curve, since it is assumed that, for
the materials and temperatures involved during installation,
upper shelf performance will be achieved and unstable frac-
ture by cleavage (in ferritic steels) will not take place.
The geometry of the SENT specimen is shown in Figure 8.
Rectangular or square section specimens are permitted and
these can be either pin-loaded or clamped using wedge or
hydraulic grips, as illustrated. For the clamped specimen,
which is the usual way of gripping the specimen, the day-
light between the clamps is defined as ten times the specimen
width. (The specimen width is based on the pipe wall thick-
ness). If pin loading is employed, the only practical method
of achieving this with the notch orientation employed is to Figure 9 - Girth weld showing notch locations
clamp the specimen and then pin load the clamp. The speci-
men is surface notched and fatigue cracked to a depth rang- trated in Figure 9. A notch from the weld cap side is often
ing between 20 and 50% of the specimen width. Specimens used to test the HAZ to minimise problems with missing
are notched and fatigue precracked to test the weld metal the target HAZ if the fatigue crack front is bowed or longer
(either from the weld cap or root side) and HAZ as illus- than expected. However, a feature that has been observed

634 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

in such tests is that ductile crack extension tends to move


the growing crack tip away from the weld fusion boundary
and into the lower strength parent pipe. The SENT testing
procedure is intended to be applicable to ductile materials
(it is not generally applicable to situations where the SENT
specimen fail by cleavage), and to girth welds which have
a higher yield strength than the parent pipe (ie overmatch).
There is no fundamental reason why results from SENT
specimens that fracture by cleavage should not be used in an
assessment. However, there is concern that since cleavage
is sensitive to changes in crack-tip constraint, increases in
crack-tip constraint in the pipe girth weld due to variations
in geometry and/or material could trigger cleavage at lower
fracture toughness than that determined by the SENT test.

4. Other strain-based assessment procedures

A number of research workers in UK, Norway [13] and


North America have been developing specific strain-based Figure 10 - Comparison of strain capacity determined from full-scale
tests on X65 to X80 pipes with predictions using the ExxonMobil Level
assessment methods for pipeline girth welds. These are de- 3 analysis method, from Kibey et al., [17]
signed for over-land pipelines and are capable of dealing
pipelines subjected to axial straining and internal pressure
acting in combination. (It may be noted that DNV procedure The procedures are not applicable to girth welds where there
was designed for axial straining only without internal pres- is strength under-matching. However, it should be noted that
sure). In the case of North American developments, the em- ExxonMobil define strength mismatch in terms of the ul-
phasis has been on predicting strain capacity of the pipeline timate tensile strength rather than the usual yield strength
when the girth weld contains welding flaws. In Europe, the definition. To date, Level 1, the most basic or screening lev-
emphasis has been more on defining flaw acceptance crite- el, and Level 2, an intermediate level, have been published
ria which are used to define inspection regimes. In North [19]. Both methods include inherent safety factors so that
America there are two strain-based assessments methods when the predictions of strain capacity are compared with
for the design of pipelines; a PRCI and US Department of full-scale test data there is a margin of safety. This is higher
Transportation sponsored project [14], [15] and [16] which for Level 1 than for Level 2. Level 3 is based on three–di-
is in the process of being published and is referred as the mensional finite element analysis of the pipe where the limit
CRES procedure and one developed by ExxonMobil. Both state is defined a ductile instability. That is tangency be-
procedures are based on extensive numerical analysis and tween the FEA derived CTOD driving force and the CTOD
full-scale pipe tests to derive parametric equations to define resistance curve determined by experiment. Levels 1 and 2
strain-capacity. The recommendations from the ExxonMobil are in fact, simplifications of Level 3 assessments. Figure
have been published in the open literature [17], [18] and [19] 10 compares the predicted strain capacity using the Level
together with some of the back-ground work. 3 method with experimental results from full-scale tests on
X65 to X80 pipes. As can be seen from the results, there is
ExxonMobil procedure no inherent factor of safety at Level 3.
At Level 1, strain capacity is defined as a function of crack
In the ExxonMobil procedure CTOD (crack tip opening dis- size, pipe wall thickness and weld strength overmatch (in
placement) is used as the fracture characterizing parameter. terms of tensile strength). Internal pressure is included and
Three levels of assessment are proposed, with each higher set to be equivalent to a hoop stress of 80% specified mini-
level providing a less conservative assessment and requiring mum yield strength. Fracture toughness is not required since
more sophisticated information about material properties. It a lower bound resistance curve is assumed which is based on
is applicable to pipe with strengths from X65 (448 MPa) experimental data. A fixed value of misalignment of 3 mm
to X80 (551 MPa). The procedures have been developed by is assumed and the uniform elongation to tensile strength in
conducting thousands of finite element analyses to develop a the standard tensile test is set at 6%.
series of parametric equations to define strain capacity. They At Level 2, strain capacity is dependent on: crack size
were validated by approximately 50 full-scale tests with and (height and length), misalignment at the girth weld, weld
without internal pressure. The pipe strength tested ranged metal strength overmatch, pipe wall thickness, strain hard-
from API 5L X60 up to X80, pipe diameters from 8 in up ening (defined in terms of yield to tensile ratio), uniform
to 42 in and pipe wall thicknesses from 12.7 up to 25.2 mm. elongation of the pipe material, fracture toughness (in terms

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 635
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

of a CTOD resistance curve) and internal pressure. Fracture Upper shelf toughness in terms of maximum load (dm, as
toughness in the form of a CTOD resistance-curve obtained defined in BS 7448 Part 1) is required and the results multi-
from a SENT test is determined but the results are not di- plied by a constant (ranging from 1.5 to 2) in order to “cor-
rectly used in the assessment. Instead, the experimental re- rect” for crack-tip constraint. This corrected fracture tough-
sistance curve is compared with three reference resistance ness is the apparent CTOD used in the assessment. Level 3
curves and the one which is just exceeded is used in the as- is the advanced assessment method which employs the same
sessment. parametric equations as Level 2 but utilises the results from
The SENT specimen design is similar to that one described low constraint fracture toughness specimens. These can be
in DNV-RP-F108 (see Figure 8) except that the specimen either shallow notched bend tests, SENT tests or curved
has a square cross-section, is side grooved to a depth 5% wide plate tests.
of thickness on each side after fatigue precracking and is Level 3 is sub-divided into assessments where the failure
loaded by clamping the sides of the specimen. Side groov- criterion is initiation of ductile tearing (Level 3a) or a ductile
ing increases crack-tip constraint and helps promote straight instability (Level 3b). In both cases a CTOD curve is need-
fronted ductile crack extension. The initial crack depth to ed. Finally, Level 4 is another advanced assessment which
specimen width ratio is defined to be within the range 0.25 to requires finite element analyses to be conducted on the pipe
0.35. A novel feature of the test is that both fatigue precracks and requires the same fracture toughness data as Level 3.
and notches made by electro discharge machining (EDM) The CRES method has a different set of parametric equations
are permitted. to predict strain capacity for girth welds made by GMAW
The wire diameter specified for EDM is 0.15 mm. and either SMAW or FCAW. The reason for this is that the
A CTOD resistance curve is obtained from the material. welds have different shapes which affect strain capacity.
CTOD is derived by simple extrapolation of the opening dis- Welds made by GMAW are narrower and have steeper edge
placement of a pair of clip gauges mounted above the notch preparations than welds made by either SMAW or FCAW.
mouth to the fatigue crack tip. The procedure was validated by 24 full scale tests. All ex-
The range of applicability of the ExxonMobil procedure is cept two were conservatively predicted by the model. This
was attributed to variability in material properties. CRES
fairly limited for Levels 1 and 2, for example the maximum
procedure was no in-built safety factors.
tolerable flaw length is limited to 50 mm. Also, the proce-
dure is designed for surface breaking flaws; there is no spe-
5. Comparison of strain-based assessment
cific consideration of embedded flaws which, in practice, are
procedures
the ones that are most likely to be present in the girth weld.
Gordon and Keith [16] have made some comparison of the
CRES procedure DNV RP F108, ExxonMobil and CRES procedures in terms
of allowable flaw sizes predicted by each method for given
The CRES procedure [14, 15, 16] is intended to be applied values of strain capacity. The comparison was based on a 36
to pipes with and without internal pressure when subject- in diameter, 18.4 mm wall thickness pipe to API 5L Grade
ed to tensile strains from 0.5% up to one half of the par- X80 (SMYS = 550 MPa) containing a girth weld which over-
ent pipe uniform elongation. It is applicable to a wide range matched the strength of the pipe by 20%. The analyses also
pipe strength grades but assumes that any girth weld present assumed that there was 3 mm misalignment at the girth weld
does not under-match the strength of the parent pipe. It uses and the internal pressure gave a hoop stress of 80% SMYS
CTOD as the fracture characterising parameter but in a dif- of the parent pipe. The fracture toughness employed was the
ferent way from the ExxonMobil method. The term “appar- CTOD R - curve 2 (CTOD resistance curve) defined by the
ent CTOD” is used and refers to the different ways CTOD is ExxonMobil Level 2 procedure. The assessments were based
derived. It is also, and perhaps more fundamentally, recogni- on Level 2 of the ExxonMobil procedure and Level 3 (for
tion that with strain-based design fracture toughness is not a ductile instability) of the CRES procedure. Since the DNV
unique material parameter but also depends on the structural RP F108 procedure does not allow for internal pressure, two
behaviour of the pipe. analyses were undertaken, the first without internal pressure
It has four levels of analysis, each of increasing sophisti- and the second with internal pressure where the crack driv-
cation. Level 1 is intended to be a simple screening where ing force (CDF) was increased by a factor of two to account
strain capacity is tabulated for a set pipe sizes, tensile prop- for biaxiality. (On the basis of the results shown in Figure 7,
erties and flaw sizes. Fracture toughness is derived from this approximation seems reasonable). The results are shown
the upper shelf Charpy energy. A correlation is employed in Figure 11 together with the range of applicability defined
to determine apparent CTOD fracture toughness. Level 2 is by each procedure.
the “normal” assessment procedure and a set of parametric The results show that for low applied strains (0.5%) the
equations are given to define strain capacity. Fracture tough- DNV RP 108 (corrected for internal pressure) and Exx-
ness is determined from upper shelf Charpy energy, as in onMobil procedures give similar allowable flaw heights
Level 1, or from standard deeply notched bend specimens. for flaw lengths less 100mm. The CRES procedure gives

636 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

Figure 11 - Comparisons of allowable flaw sizes predicted by the ExxonMobil Level 2, CRES Level 3 and DNV RP F108 procedures for two applied
strains: a) 0.5%, and b) 1.5%, from Gordon & Keith, [16].

generally lower allowable flaw height (for the GMAW welds) pipe. Fracture toughness is defined by a J resistance curve.
except for flaws less 25mm long. At higher applied strains The procedure is intended for materials where cleavage frac-
(1.5%), the CRES and ExxonMobil procedures give similar ture does not take place. Comparison of the J driving force
allowable flaw height for flaws less 50mm long. The DNV curves derived from the method with finite element analyses
RP F108 procedure gives larger allowable flaw heights. indicates that driving force might be underestimated. How-
For longer flaws, the allowable flaw height is greater with ever, predictions of allowable flaw size are considered to be
the CRES procedure and similar to the DNV RP F108 pro- “safe” since the method does not account for the beneficial
cedure. effects of weld metal strength overmatching in reducing
driving force and the conservative treatment of welding re-
6. Concluding remarks sidual stresses. The ExxonMobil and CRES procedures are
based on a combination of extensive finite element analyses
Stress and strain-based fracture mechanics methods for the and full-scale testing; parametric equations have been devel-
assessment of flaws in pipeline girth welds have been out- oped to define strain capacity of the pipeline when flaws are
lined. The stress-based procedure in API 1104 Appendix A present in the girth weld. The methods are capable of deal-
and the general assessment method given in BS 7910 were ing with installed pipelines where there is internal pressure
compared. Although there are differences, these reflect the and axial plastic straining. As currently presented, the CRES
different approaches used and safety factors incorporated; procedure has a wider range of applicability.
BS 7910 provides greater versatility to cater for a much wid- Both procedures are capable of incorporating the effects of
er variation in properties, loadings and geometry than API weld strength overmatching, misalignment internal pressure
1104. However, use of BS 7910 requires a greater level of and tensile properties of the parent pipe (in terms uniform
expertise than API 1104. elongation).
There are no indications that either method is “unsafe” but None of the strain based methods specifically refer to the
the margins of safety are likely to be different. The strain- analysis of embedded flaws; they concentrate on surface
based procedure given in DNV RP F108 is intended to be flaws. Since welding flaws found in girth welds are more
applied to girth welds where the installation method in- likely to be embedded than surface breaking, the assess-
volves plastic straining. It is in fact a modification to the ment procedures may not be capturing the true condition of
stress-based method in BS 7910. One of the novel features most welding flaws. In addition welding residual stresses are
of this method is that fracture toughness is derived SENT considered to be negligible when the applied strains exceed
specimens which are intended to match the constraint in the yield strain.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 637
+3LVDUVNL6WDWHRIWKHDUWIRUÁDZDVVHVVPHQWRISLSHOLQHJLUWKZHOGV

References

[1] API 1104, “Welding of Pipelines and Related Facilities”, 20th edition amended July 2007. American Petroleum
Institute.
[2] DNV-OS-F101, Submarine Pipeline Systems. Det Norske Veritas, Norway, October 2010.
[3] BS 7910:2005 (incorporating Amendment No.1), “Guide to Methods for Assessing the Acceptability of Flaws in
Metallic Structures”. British Standards, London, 2007.
[4] DNV-RP-F108, Fracture Control for Pipeline Installation Methods Introducing Cyclic Plastic Strain, Det Norske
Veritas, Norway, January 2006
[5] Isabel Hadley, Progress Towards the Revision of BS 7910. Proceedings of the Pressure Vessels and Piping Division
Conference, PVP 2011-57307, Baltimore, USA, July 2011.
[6] Y. Y. Wang et al., “A Tiered Approach to Girth Weld Defect Acceptance Criteria for Stress-based Design of Pipe-
lines”. IPC Conference Paper IPC2006-10491, Calgary, Canada, 2006.
[7] Mohamad J. Cheaitani, TWI to be published
[8] Sarah E. Smith and Henryk G. Pisarski, “A comparison of the API 1104 Appendix A and BS 7910 procedures for
the assessment of girth weld flaws”. The Journal of Pipeline Engineering, Vol 9, No 3, Third Quarter, 2010
[9] Henryk G. Pisarski and Mohamad J. Cheaitani, “Development of Girth Weld Flaw Assessment Procedures for
Pipeline Subjected to Plastic Straining”. Int. Journal of Offshore and Polar Engineering, Vol. 18, No. 3, 183-187,
September 2008.
[10] S. L. Bjerke, M. Scultori and S. Wastberg, DNV’s Strain-based Fracture Assessment Approach for Pipeline Girth
Welds. ISOPE Conference Paper, Maui, Hawaii, USA, June 2011.
[11] H.G. Pisarski, “Assessment of flaws in pipe girth welds”, Welding of high strength pipeline steels, CBMM-TMS
International Seminar, 28-29 November 2011, Araxa, Brazil.
[12] Henryk G. Pisarski and Colin M. Wignall, “Fracture Toughness Estimation for Pipeline Girth Welds”. IPC-02-
27094 Conference, Calgary, Canada, 2002.
[13] Erling Ostby, Fracture Control-Offshore Pipelines. “New Strain-Based Fracture Mechanics Equations Including
the Effects of Axial Loading, Mismatch and Misalignment”, 24th International Conference on Offshore Mechanics
and Arctic Engineering, ASME OMAE2005-67518, 2005.
[14] Y. Y. Wang et al., “Recent Developments in Strain-Based Design in North America”. Proc. 19th International Off-
shore and Polar Engineering Conference, ISOPE, Osaka, Japan, 2009.
[15] M. Stephens et al., “Large-scale Experimental Data for Improved Strain-based Design Models”. Proc. 8th Interna-
tional Pipeline Conference, Calgary, Alberta, Canada, ASME 2010, IPC2010-31396.
[16] J. R. Gordon and G. Keith, “Defect and strain tolerance of girth welds in high strength pipelines”, Welding of high
strength Pipeline Steels, CBMM-TMS International Seminar, 28-29 November 2011, Araxa, Brazil.
[17] Kibey et al., “Development of a Physics-based Approach for the Prediction of Strain Capacity of Welded Pipe-
lines”, ISOPE Conference Paper, Osaka, Japan, 2009.
[18] Kibey et al., “Tensile Capacity Equations for Strain-based Design of Welded Pipes”. Proc. 8th International Pipe-
line Conference, Calgary, Alberta, Canada, ASME IPC2010-31661.
[19] D. P. Fairchild et al., “A Multi-tiered Procedure for Engineering Critical Assessment of Strain-based Pipelines”.
ISOPE Conference Paper, Maui, Hawaii, USA, June 2011.

Dr Henryk PISARSKI is a TWI Technology Fellow and works in the Structural Integrity Technology Group of TWI Ltd
in Cambridge, UK. He has been with TWI since 1973. His interests include the application of fracture mechanics based
assessment and testing methods to assure the integrity of welded structures, with respect to fracture avoidance and to
demonstrate fitness-for-service. He is also involved in the development of strain-based procedures for the assessment of
pipeline girth welds. He has managed projects applying fracture mechanics testing and assessment methods to a wide
range of engineering structures including ships, offshore structures, subsea components, pipelines and pressure vessels.
In addition, he has contributed to standards bodies on fracture toughness testing and flaw assessment (ISO 15653, BS
7448 & BS 7910). He has published a number of papers on these subjects and also carried out expert witness work.
He is the UK delegate to IIW Commission X (Structural performance of welded joints – fracture avoidance) and is
contributing to the revision of BS 7910 (flaw assessment).

638 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
NUOVE TECNOLOGIE PER IL TAGLIO AL PLASMA AUTOMATIZZATO
I nostri generatori per taglio al plasma automatizzato di precisione sono dotati di nuove
tecnologie avanzate che offrono profili e bordi più precisi, fori più rotondi, maggiore
produttività e minori costi di taglio.
La tecnologia HeavyCut™ migliora la qualità di taglio e la produttività su acciaio dolce
fino a 50 mm di spessore e consente tagli di straordinaria qualità a minor costo.
La tecnologia Diameter PRO™ permette di tagliare fori di qualità eccezionale senza
bisogno di ulteriori lavorazioni.
Qualunque sia la vostra applicazione, Victor Thermal Dynamics ha la soluzione
per taglio automatizzato giusta per voi.

TM

We Bring Intelligence to the Table.


Contattate il distributore locale o visitate il
sito www.victortechnologies.eu
Victor Thermal Dynamics è un marchio di Victor Technologies ©2012 Victor Technologies
trafimetdistribution.com

ERGOCUT
S 65

ADAPTIVE POWER

YOUR WELDING PARTNER

TORCIA PER TAGLIO PLASMA ERGOCUT S 65 DURATA RICAMBI

La ERGOCUT S 65 è la nuova torcia Trafimet per ERGOCUT S 65


taglio Plasma senza alta frequenza, grazie al suo COMPETITORS
progetto innovativo diventa lo standard di riferimento 250 230
CICLI CICLI
per le torce da 60 A.
160 50 105 60
CICLI CICLI CICLI CICLI
La ERGOCUT S 65 è particolarmente adatta a tutti
coloro che desiderano una torcia professionale e di
semplice utilizzo, è disponibile nelle configurazioni
STANDARD e DRAG. 40 A 50 A 60 A

Trafimet Distribution | Tel. +39 0444 739800 | Fax +39 0444 739899 | info@trafimetdistribution.com
5DGLRJUDÀD'LJLWDOHFDUDWWHUL]]D]LRQHGHL
VLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

S. Rusca *

Sommario / Summary
Il presente articolo analizza gli elementi principali che de- Digital Radiography: Characterization of CR (Compu-
vono essere presi in considerazione al fine di caratterizzare ted Radiography) Systems for industrial applications
un sistema CR (Radiografia Computerizzata) per applica- This paper analyzes the main elements to be taken into
zioni industriali. account in order to characterize a CR (Computed Radio-
Attualmente gli utilizzatori di tali tecnologie possono con- graphy) System for industrial application.
durre la caratterizzazione seguendo le indicazioni fornite Nowadays, users of CR can carry out the characterization
a supporto dalle norme EN e ISO che recentemente sono following, as a support, the procedure considered by EN &
state proposte e messe a punto sull’argomento. ISO standards, that have been recently proposed.
Questo lavoro intende mettere in risalto la logica che è alla The aim of this work is to underline the logic and the im-
base di ogni fase della caratterizzazione e non è invece mi- portance of each step and not to quantify performances of
rato alla quantificazione né al confronto delle prestazioni different CR Systems: task of each user indeed is to cha-
dei sistemi CR oggi disponibili sul mercato: è infatti com- racterize his own system, obviously sustained by the ma-
pito di ogni utilizzatore caratterizzare il proprio sistema, nufacturer, in order to satisfy needs and requirements of
con l’indispensabile supporto tecnico del relativo costrut- different applications which he wants to approve CR for.
tore, in modo da comprenderne le potenzialità e la capacità
di soddisfare le differenti esigenze nelle applicazioni per le IIW Thesaurus Keywords:
quali è intenzionato ad adottare la tecnologia CR. Automatic control; CEN; computer programs; image quality;
ISO; nondestructive testing; numerical control; radiography;
standards.

* Istituto Italiano della Saldatura, Ente Morale - Genova

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 641


65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

altrettanto vero che il retaggio culturale e la tradizione non


devono incancrenirsi e degenerare in chiusura mentale (e
non solo mentale) a priori.
In queste pagine, tenendo conto di quanto di equilibrato e
sensato c’è in entrambi gli approcci sopra accennati (e non
nelle loro estremizzazioni), si evidenziano gli aspetti più
rilevanti che devono essere affrontati per poter validare i
sistemi di radiografia filmless CR (Computed Radiography)
e renderli fruibili a livello industriale, affiancandoli alle
tecnologie tradizionali, garantendo livelli adeguati di qualità
e affidabilità.

2. Sistemi CR: Generalità

La radiografia computerizzata (CR), una delle tecnologie


appartenenti alla famiglia della radiografia digitale (DR),
si differenzia dalla radiografia tradizionale a film (FR) per
la modalità con cui l’informazione viene rilevata, trasferita,
elaborata e visualizzata. Non sussistono invece variazioni
sostanziali negli elementi che si trovano “a monte” del
manufatto da ispezionare: i sistemi a pellicola e quelli
computerizzati sfruttano infatti le stesse radiazioni (RX e
Raggi Gamma) e le stesse tipologie di sorgente (macchine
radiogene, acceleratori lineari, radioisotopi,…).
Un sistema CR, “a valle” del manufatto in esame, è
1. Introduzione essenzialmente costituito da una catena i cui anelli essenziali,
fra loro interagenti, sono:
Il Controllo Radiografico (RT) è un controllo non distruttivo r Imaging Plate (IP): è il rivelatore che sostituisce
volumetrico che negli ultimi anni sta attraversando un la pellicola, l’emulsione sensibile alle radiazioni
processo di evoluzione molto rapida, analogamente a quanto ionizzanti negli IP è costituita da grani contenenti i
sta accadendo anche ad altri metodi, quali il Controllo cosiddetti “fosfori a memoria”, che in realtà hanno
Ultrasonoro (UT), il Controllo con Emissione Acustica una formulazione chimica molto complessa, basata su
(AT), la Termografia (TT). elementi chimici appartenenti alla famiglia delle “terre
Gran parte di tale evoluzione riguarda gli aspetti tecnologici rare”.
e, in particolare, l’introduzione di sistemi digitali per r Scanner: è il dispositivo che irraggia gli IP, dopo
l’acquisizione e l’elaborazione delle informazioni ottenute. l’esposizione, con un fascio laser caratterizzato da
Come spesso accade in questi casi e, in genere, quando lunghezza d’onda compresa nell’intervallo tra 630 e
si è di fronte ad innovazioni tecnologiche, due sono le 680 nm (“luce rossa”). Esso sostituisce la sviluppatrice
reazioni che si incontrano, nettamente contrapposte tra del sistema tradizionale a film e permette, pertanto, di
loro ma entrambe comprensibili: da un lato, l’entusiasmo trasformare l’immagine latente (stato di eccitazione
di chi ha messo a punto la tecnologia o di chi è impegnato dei “fosfori” causata dalla dose di radiazione subita) in
a promuoverla, conscio dei risultati che in prospettiva si immagine visibile (i “fosfori” rilasciano energia sotto
possono ottenere, e dall’altro, il rifiuto della novità da parte forma di radiazione nel campo del visibile in risposta
di chi non la utilizza, motivato, a volte, dalla ragionevole alla stimolazione del laser dello scanner).
constatazione che non c’è necessità alcuna di modificare r Workstation: è l’elemento hardware che acquisisce
qualcosa di consolidato che funziona bene da anni o, a volte, il segnale in uscita dallo scanner e, grazie a software
da un’ingiustificata inedia, approccio, quest’ultimo, che dedicati, elabora i dati di input per fornire l’immagine
decisamente mal si concilia con il continuo miglioramento dell’oggetto radiografato; i software sono divisi
che la Comunità scientifica e l’Industria devono porre fra i solitamente in due tipologie: una di acquisizione e
loro obiettivi primari. l’altra di visualizzazione.
Senza dubbio, la tecnologia sovente evolve in modo molto r Monitor: è l’elemento su cui l’operatore visualizza
più rapido della capacità degli utilizzatori di comprenderne l’immagine della radiografia; esso sostituisce il visore
le proprietà, la reale applicabilità ed i limiti, ovvero (negativoscopio) della radiografia a film.
l’entusiasmo rischia sostituirsi al realismo; d’altro canto, è r Cablaggio: è l’insieme degli elementi fisici (cavi,

642 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

connettori, infrastrutture di supporto) che permettono “trasversale” al metodo RT, sono specificatamente dedicate
l’interconnessione dei dispositivi sopra citati; sebbene alla computed radiography; in altri termini, a livello
rappresentino elementi secondari da un punto di vista europeo ed internazionale, attualmente non esistono ancora
concettuale, sono anch’essi fondamentali da un punto riferimenti dello stesso tipo per le altre tecnologie della
di vista funzionale, contribuendo al pari degli altri famiglia della radiografia digitale. Le altre tecniche filmless
dispositivi alla qualità finale dell’immagine. sono oggetto invece di standard statunitensi quali le ASTM
Da quanto descritto nell’elenco precedente, risulta evidente o di documenti relativi a particolari settori industriali come
che la caratterizzazione di un sistema CR non può prescindere quello aeronautico e quello militare.
dalla verifica di funzionalità di ognuno degli elementi della La terza normativa elencata, ISO FDIS 17636, rappresenta
catena di acquisizione ed elaborazione; tale funzionalità un riferimento di tipo “verticale” per il prodotto “saldatura”:
dovrà inoltre essere garantita nel tempo, mantenendo valori essa infatti tratta la messa a punto delle tecniche idonee a
il più possibile costanti o, per lo meno, variabili con legge raggiungere determinati livelli qualitativi nell’indagine
nota o determinabile sperimentalmente dagli utilizzatori. radiografica solo di giunzioni saldate.
A tal proposito, è importante notare che, se l’utilizzo ormai Da un punto di vista logico e cronologico, inizialmente è
secolare dei sistemi a pellicola permette di capire con certezza fondamentale stabilire se il sistema in uso ha le caratteristiche
quale possa essere la causa o il fattore responsabile di un e le potenzialità per soddisfare determinati requisiti di
cattivo funzionamento, lasciando pochi dubbi interpretativi, qualità “assoluti” e tabulati: fase di caratterizzazione
nel caso dei sistemi CR, invece, una delle problematiche del sistema; successivamente è necessario determinare i
che gli utilizzatori devono fronteggiare è proprio capire parametri da impostare su tale sistema, già caratterizzato
a quale degli “anelli” della catena di acquisizione ed e ritenuto idoneo, per poter raggiungere i requisiti imposti
elaborazione sia imputabile un’eventuale anomalia o, nell’applicazione (ovvero nel controllo di giunti saldati, nel
addirittura, anche in caso di corretto funzionamento, sia caso specifico di ISO FDIS 17636): fase di scelta e setup
imputabile un risultato non conforme ai requisiti di qualità della tecnica, ovvero messa a punto e stesura della procedura
imposti dall’applicazione. Probabilmente la ragione di di controllo.
questa condizione di indeterminatezza va ricercata nel fatto
che i controlli digitali sono stati introdotti da pochi anni
e, in alcuni casi, ancora oggi, non sono nemmeno adottati 4. Caratterizzazione dei Sistemi CR: Iter di VeriÀca
in modo sistematico ma piuttosto occasionale; pertanto è
indubbio che molti aspetti sia teorici sia pratico-operativi
Il processo di verifica e caratterizzazione dei sistemi CR
sono ancora sconosciuti o noti in modo approssimativo,
prevede l’esecuzione di prove in condizioni standardizzate,
specie per quanto riguarda l’elettronica dei componenti ed
volte alla classificazione e alla determinazione di criteri
alcuni elementi informatici.
univoci di confronto fra i sistemi stessi, realizzati dai
In questa sede, per analizzare ordinatamente le fasi di
diversi costruttori. Molte di queste prove, in base ai codici
caratterizzazione degli elementi sopra elencati, è sicuramente
e alle norme di riferimento, sono considerate a carico
molto utile e formativo procedere seguendo quanto previsto
dei costruttori, soprattutto a causa della complessità
dalle normative EN e ISO vigenti in materia.
dell’attrezzatura necessaria e dei lunghi tempi di esecuzione
che comportano.
3. Caratterizzazione dei Sistemi CR: A queste prove sono poi associate altre più semplici, che
Riferimenti Normativi possono essere condotte dagli utilizzatori e che forniscono
risposte più immediate circa le prestazioni dei sistemi CR e
I riferimenti normativi europei (prodotti in ambito CEN) la loro stabilità nel tempo.
ed internazionali (prodotti in ambito ISO) che trattano il Come precedentemente accennato, i fattori che influenzano
controllo radiografico con tecniche digitali filmless sono: la qualità di una immagine ottenuta tramite CR sono
numerosi e includono, fra gli altri, la penombra geometrica
r UNI EN 14784:2006 per la caratterizzazione del (abitualmente indicata con Ug), il rapporto tra segnale e
sistema; disturbo (abitualmente indicato con l’acronimo SNR), lo
r ISO 16371:2011 per la caratterizzazione del sistema; scattering, la sensibilità in contrasto; ne esistono poi altri
r ISO FDIS 17636:2012 per l’applicazione della che agiscono sull’accuratezza della “lettura” dell’immagine
tecnologia al controllo dei giunti saldati. da parte dello scanner e che possiamo raggruppare e
denominare complessivamente “parametri di scansione”.
Nella fattispecie, per lo scopo che si prefigge questo articolo, Ognuno dei parametri sopra citati può essere testato
i documenti cui si farà riferimento nel prosieguo sono la separatamente oppure è possibile utilizzare un indicatore di
parte 1 della norma UNI EN 14784 e la parte 1 della norma qualità omnicomprensivo, detto “phantom”, che incorpora
ISO 16371. più indicatori, ciascuno mirato alla valutazione di uno o più
Vale la pena sottolineare che i suddetti documenti, di tipo parametri caratteristici.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 643
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

L’utilizzo del “phantom” o dei suoi singoli indicatori il rapporto fra il valore medio del segnale, inteso come
permette all’utilizzatore dei sistemi CR di avere (e di fornire valore numerico assunto dai pixel di una immagine digitale
ai propri clienti) informazioni sulla qualità del suo sistema, (detto GV, da Grey Value), e la deviazione standard dei GV,
nelle particolari condizioni di esposizione adottate, le quali calcolato in una regione di interesse (detta ROI).
dovranno essere concordate fra le parti e registrate al fine di In termini più operativi, SNR e GV sono indici della dose
poter essere ripetute in fase di verifica periodica, secondo di radiazione assorbita dall’IP e, in ultima analisi, della
la frequenza temporale preventivamente e debitamente “quantità” di informazioni da esso incamerata: è intuitivo
concordata. quindi comprendere che un sistema CR deve garantire un
In merito alla classificazione dei sistemi CR, vale la pena valore minimo di tali grandezze, in funzione della criticità
ribadire che l’appartenenza di un sistema CR ad una delle dell’applicazione, e che, maggiori saranno i valori da essi
classi proposte è il risultato dell’insieme di fattori, operanti assunti in determinate condizioni, migliori saranno le
in modo sinergico, di seguito elencati: prestazioni del sistema.
A livello normativo, sono proposti i tre metodi di misurazione
r IP utilizzato; di seguito elencati:
r condizioni di esposizione adottate;
r tipo di scanner usato; r metodo di esposizione a step;
r parametri di scansione impostati. r metodo del blocco a gradini;
r metodo di misurazione della sensibilità in contrasto.
Infine, anche se non ultimo in termini di importanza, deve
essere considerato anche il decadimento che l’intensità In questa sede non sono descritte nel dettaglio le singole fasi
dell’immagine incamerata dall’IP subisce nel tempo, prima di prova dei tre metodi ma, ciononostante, è di particolare
che venga eseguita la scansione; questo fenomeno è noto interesse evidenziare alcuni aspetti che li caratterizzano.
come “fading” e la sua valutazione, ottenuta tramite una serie Innanzitutto, è importante tenere presente che il grado di
di esposizioni identiche seguite da scansioni opportunamente accuratezza cui si giunge è differente: nella fattispecie, i
ritardate (le norme forniscono precise procedure a tal risultati più precisi sono ottenuti adottando la metodologia
proposito), permette di ottimizzare il controllo in funzione dell’esposizione a step, ritenuta peraltro la più complessa,
delle specifiche applicazioni. come dimostra il fatto che sono le normative stesse
ad indicare il costruttore del sistema quale esecutore
responsabile del test. Nella Figura 1, è riportata una
5. Valutazione Quantitativa dei Parametri di immagine di una prova ottenuta applicando questa procedura
Qualità dell’Immagine durante la caratterizzazione del sistema usato da Ansaldo
Energia S.p.A., con cui IIS sta attivamente collaborando a
Misurazione di SNR tal proposito. Il metodo del blocco a gradini, di più rapida
esecuzione, è ritenuto attuabile sia dai costruttori sia da
Il primo e fondamentale parametro che deve essere valutato utilizzatori definiti “enhanced users”, ovvero in grado
per stabilire le prestazioni di un sistema CR è SNR, ovvero di poter disporre di laboratori ed attrezzature specifiche;

Figura 1 – Misurazione di SNR con il Metodo dell’esposizione a step: serie di esposizioni realizzate con tensione e corrente costanti e aumento
del tempo di esposizione (Cortesia Ansaldo Energia S.p.A.)

644 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

seguendo questa procedura, inoltre, l’utilizzatore può anche indice della non nitidezza dell’immagine dovuta a fattori
ottenere informazioni circa la sensibilità in contrasto, ovvero geometrici (distanza fuoco film, spessore dell’oggetto
il parametro che può essere considerato indice della visibilità in esame…) e alla dimensione fisica della sorgente
delle imperfezioni. radiogena;
A questo scopo particolarmente idoneo è il terzo metodo r Inherent Un-Sharpness (UI): non nitidezza intrinseca
sopra elencato, il quale anche nelle normative europee è del sistema CR, legata a fattori costruttivi del sistema
affrontato e strutturato seguendo le prescrizioni di standard quali, ad esempio, la dimensione della grana degli IP, la
ASTM; dato l’approccio decisamente operativo di questa dimensione dello spot del laser dello scanner, la velocità
metodica, tipico dei codici e delle normative statunitensi, di scansione;
la procedura relativa è ritenuta applicabile non solo dai r Total Un-Sharpness (UTOT): non nitidezza complessiva
costruttori ma anche dagli utilizzatori senza particolari dell’immagine, è calcolabile dalla seguente relazione
restrizioni. UTOT = (Ug3 + UI3)1/3 ed è pari a 2SRb.

Misurazione del Grey Value - GV Dal momento che la non nitidezza complessiva
dell’immagine dipende fortemente dalla qualità della
Dal momento che la misurazione di SNR non è agevole e radiazione, ossia dalla sua energia, la sua misurazione deve
considerando che SNR e GV sono strettamente correlati essere condotta in almeno due differenti condizioni: a tal
(SNR opportunamente normalizzato è funzione crescente proposito i riferimenti normativi individuano un primo set
di GV), è possibile ricavare il minimo valore di SNR dal di parametri, nel caso si debba operare in applicazioni in
minimo valore di GV, il quale rappresenta invece un cui servano radiazioni molto dure (ad esempio, controlli
parametro più immediato e riconducibile al concetto di di forti spessori e/o di materiali caratterizzati da elevato
“densità ottica” delle tecniche tradizionali a film. Sebbene assorbimento radiografico), e un secondo set, nel caso le
GV, come detto, costituisca un parametro concettualmente applicazioni di interesse siano associate a radiazioni molli
più comprensibile, operativamente più immediato e (ad esempio, controlli di spessori sottili, di materiali non
quantitativamente più indicativo della capacità di un sistema metallici, di componentistica elettronica).
CR di rilevare imperfezioni, la sua valutazione è compito In termini operativi, esistono tre differenti procedure per la
che viene attribuito dai riferimenti normativi al costruttore. valutazione di UTOT: la prima, più complessa, a carico del
Tuttavia, è importante notare che, rispetto a quanto indicato costruttore del sistema, è basata sul calcolo di un parametro
nella norma UNI EN 14784, datata 2006, attualmente i noto come MTF (Magnitude of the Fourier-Transform) e
software, di cui le workstation CR sono fornite, permettono può sfruttare alcuni indicatori presenti nel CR Phantom;
di calcolare SNR senza eccessiva difficoltà; ciononostante le altre due, invece, più agevoli sebbene anch’esse di non
GV rimane parametro di particolare rilievo quando non è immediata attuazione, sfruttano gli IQI a doppio filo o gli
possibile o non è agevole identificare zone omogenee in cui indicatori a linee convergenti (entrambi sono indicatori noti
definire la ROI, condizione, questa, assolutamente necessaria e adottati storicamente per certe verifiche nelle tecniche a
per ottenere valori di SNR attendibili. film) e possono essere eseguite anche dagli utilizzatori.
In tutti e tre i casi, vale la pena osservare che le condizioni
Determinazione della Risoluzione Spaziale di prova devono essere tali da garantire il minimo contributo
possibile di Ug a UTOT: infatti, in considerazione del fatto che
Successivo parametro da valutare in fase di caratterizzazione l’obiettivo della verifica è caratterizzare le prestazioni del
dei sistemi CR è la risoluzione spaziale che, a differenza sistema in termini di risoluzione e definizione dell’immagine,
di quanto accade nel caso dei sistemi tradizionali a film, è necessario fare in modo che i contributi esterni (ad esempio,
non è quantitativamente determinata esclusivamente dalla quelli legati alle condizioni geometriche) siano trascurabili.
penombra geometrica ma anche da fattori “intriseci” del A tal proposito, significative sono le prescrizioni riguardanti
sistema, i quali contribuiscono alla non nitidezza totale l’utilizzo di sorgenti radiogene con spot size inferiore a 1 mm
dell’immagine. Per una maggiore comprensione, anche e l’adozione di distanze fuoco-film pari almeno ad 1 m al fine
dei riferimenti vigenti in materia, sono elencati di seguito di ridurre il contributo di Ug a valori inferiori al 10% della non
i termini, le abbreviazioni e le definizioni delle grandezze nitidezza totale dell’immagine.
sopra citate:
Verifiche Addizionali
r Basic Saptial Resolution (SRb): massima risoluzione
spaziale del sistema, ovvero massima capacità del A completamento del quadro di verifiche e misurazioni volte
sistema di “risolvere” piccoli dettagli a breve distanza alla caratterizzazione dei sistemi CR, è opportuno segnalare
fra loro e quindi inversamente proporzionale alla perdita una serie di prove addizionali che permettono di ottenere
di definizione dell’immagine; informazioni circa il corretto funzionamento dei dispositivi
r Geometric Un-Sharpness (Ug): penombra geometrica, hardware che sono alla base del processo di scansione,

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 645
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

acquisizione ed elaborazione dell’immagine digitale. dell’assenza di difetti sugli IP (paragonabili ai cosiddetti


Tali test possono essere condotti anche dagli utilizzatori ed “difetti film”, tipici delle pellicole tradizionali), possibili
è loro interesse prevederle con una determinata frequenza cause di difficile o errata interpretazione delle immagini
in modo da rilevare quanto prima eventuali anomalie; digitali;
ciononostante, come viene correttamente asserito anche r verifica del comportamento dell’IP: verifica della
dalle normative vigenti, l’analisi e l’azione correttiva delle linearità della risposta degli IP sia in valore assoluto
anomalie rilevate dovranno comunque essere gestite dal (variazioni di GV ottenuti in risposta proporzionali alle
personale tecnico specializzato del costruttore. variazioni dei parametri di esposizione), sia nel tempo
Di seguito sono elencate le principali prove addizionali: (valori costanti di GV ottenuti a parità di esposizione in
esposizioni successive).
r verifica delle distorsioni geometriche: verifica del
corretto trasporto in entrambe le direzioni del piano di Per le prove sopra citate gli utilizzatori possono servirsi dei
scorrimento dell’IP nello scanner durante la scansione; “phantom” specifici, di cui, nella Figura 2, è presentata la
r verifica di funzionalità del fascio laser dello scanner: tipologia proposta dalle normative europee ed internazionali:
verifica dell’integrità del laser, dell’assenza di fenomeni
di “jitter” del fascio, dell’assenza di dispersione del
segnale, della corretta focalizzazione del fascio; 6. ClassiÀcazione dei Sistemi CR
r verifica di fenomeni di “blooming/flare”: verifica
dell’assenza di zone sovraesposte a causa di fenomeni La classificazione dei sistemi CR, a fronte delle prove
di saturazione; descritte nei precedenti paragrafi, è basata sul minimo
r verifica di fenomeni di “slipping”: verifica dell’assenza
valore di SNR e sul massimo valore di SRb; la tabella di
di fenomeni di scivolamento dell’IP durante la
classificazione, in accordo alla norma europea di riferimento,
scansione, possibile causa di differenza di GV in aree
è riportata nella Figura 3.
uniformemente espsote;
Come si evince dalla Figura 3, a livello europeo, i sistemi
r verifica di fenomeni di “shading”: verifica dell’uniformità
CR sono suddivisi in sei classi e la relativa designazione,
di intensità del laser su tutta la larghezza di scansione e
IP X/Y- è definita da due valori:
del corretto allineamento dei fotomoltiplicatori, presenti
per l’amplificazione del segnale in uscita dai “fosfori”
scansionati; 1. X: indice numerico variabile da 1 a 6 in funzione del
r verifica di corretta eliminazione dell’immagine: minimo valore di SNR ottenuto;
verifica del corretto funzionamento del dispositivo di 2. Y: valore ottenuto per la massima risoluzione spaziale
cancellazione dell’immagine, necessaria ad evitare la SRb.
presenza di “ghost” sulle radiografie successive;
r verifica della presenza di “artefact” sull’IP: verifica A titolo di esempio, se un sistema CR è classificato IP2/80,
significa che esso è caratterizzato da SNR minimo pari a 117
e da SRb massima di 80 μm; a tal proposito, è fondamentale
tenere presente che SRb deve essere valutata sia in direzione
parallela alla direzione di scansione del laser, sia nella
direzione ad essa ortogonale: nel caso in cui si ottengano
risultati differenti, per ragioni cautelative, il valore da

Figura 2 - Phantom CR: set di indicatori di qualità mirati alla valuta- Figura 3 - Classificazione dei Sistemi CR in funzione del minimo SNR,
zione e al monitoraggio delle prestazioni di un sistema CR in accordo a UNI EN 14784-1

646 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

assumere come rappresentativo delle prestazioni del sistema sensibilità imposta nelle differenti applicazioni.
CR in studio deve essere il maggiore dei due. In generale, prove successive alla caratterizzazione
A valle di quanto sopra descritto, è opportuno fare iniziale devono comunque essere fatte, o dal costruttore o
alcune precisazioni: innanzi tutto, la classificazione del dall’utilizzatore (nel caso non siano troppo gravose), ogni
sistema, sebbene non ne tenga traccia esplicitamente nella volta che si presentino le seguenti situazioni:
designazione, non deve prescindere dal soddisfacimento
degli altri requisiti (ovvero dei risultati di tutte le altre r modifiche dell’hardware;
prove di caratterizzazione), che dovranno essere verificati r riparazioni e adeguamenti dello scanner;
e mantenuti nel tempo; inoltre, aspetto questo ancora r aggiornamenti dei software;
più rilevante, è necessario considerare che lo stesso IP (o r introduzione di nuovi IP.
sistema CR) può soddisfare i requisiti di tutte le sei classi
previste, a seconda delle differenti condizioni operative di Scopo di queste prove è ovviamente accertarsi che le
utilizzo. Ciò è dovuto alla maggiore ampiezza del range variazioni apportate e/o gli inserimenti fatti non abbiano
dinamico che contraddistingue un sistema CR rispetto ad un compromesso il livello qualitativo che caratterizzava le
sistema tradizionale a film: questo significa che, a differenza prestazioni del sistema in precedenza.
di una pellicola tradizionale la quale può appartenere ad una Per quanto concerne, invece, il monitoraggio delle
sola classe (UNI EN 584-1), lo stesso IP può, ad esempio, caratteristiche di un sistema CR nel tempo, a prescindere
rientrare in classe 6 (UNI EN 14784-1) se esposto per breve dall’effettuazione di modifiche, è necessario definire innanzi
tempo con alte energie, compensando tramite una scansione tutto la frequenza temporale che si intende adottare, la scelta
ad elevato livello di amplificazione (gain) elettronica, dipende dai seguenti fattori:
oppure può rientrare in classe 1 (UNI EN 14784-1) se
esposto con tempi di esposizione maggiori, energie minori r grado di utilizzo del sistema;
e se scansionato con minori livelli di amplificazione da r condizioni operative ed ambientali in cui il sistema
parte dello scanner. In ultima analisi, la motivazione di lavora;
questa differenza di comportamento tra tecniche CR e
r indicazioni fornite dal costruttore;
tecniche tradizionali può essere ricercata nella differenza
r criticità delle applicazioni a cui il sistema è dedicato
dell’andamento delle curve sensitometriche degli IP rispetto
(anche piccole variazioni possono essere determinanti
a quello delle curve delle pellicole: le prime sono lineari e
se la sensibilità richiesta è molto alta);
caratterizzate da bassa pendenza, le seconde, invece, dopo
r accordi fra le parti (esigenze e/o richieste particolari del
un tratto pressoché costante, crescono rapidamente ed è
cliente).
proprio in tale zona, caratterizzata da elevata pendenza ma
anche da breve estensione, che i film devono essere utilizzati,
Le principali verifiche che devono essere fatte riguardano i
dal momento che questo andamento corrisponde ad una
seguenti parametri:
loro risposta molto “contrastata” quando opportunamente
esposti. Infine, completa la classificazione di un sistema
CR un ultimo parametro, noto con la designazione “CEN r SRb: valutata o tramite indicatore “duplex wire” o
Speed”, la cui misurazione è a carico dei costruttori: esso tramite indicatore a linee convergenti.
rappresenta la velocità di risposta, espressa in termini di dose r SNR: valutato mediante esposizioni su blocco a gradini
radiografica assorbita (misurata in gray – Gy), necessaria per e con una periodicità ad esempio annuale; si tenga
ottenere un determinato valore di GV su un IP appartenente presente a tal proposito che SNR può variare a seguito
ad una determinata classe X. dell’usura degli IP o dei fotomoltiplicatori del segnale
dello scanner; in generale, una sua riduzione è ammessa
non oltre un certo valore % rispetto al valore iniziale
7. VeriÀca della Stabilità a Lungo Termine dei mentre un suo aumento è accettato senza restrizioni, se
Sistemi CR questo non comporta riduzioni di SRb.
r Contrasto: valutato in base alla capacità di visualizzare
La caratterizzazione e la successiva classificazione di una percentuale del materiale in esame.
un sistema CR rappresentano condizioni indispensabili r Slipping: valutato in termini di “sì/no”, ovvero con
per introdurre il sistema stesso in ambito industriale ed prova qualitativa volta alla semplice rilevazione della
utilizzarlo in modo affidabile e con la consapevolezza da presenza del fenomeno.
parte dell’utilizzatore dei suoi pregi e dei suoi limiti. r Fluttuazioni (jitter): valutato anch’esso in termini di “sì/
A questa fase iniziale devono essere associate le fasi, no”.
altrettanto importanti, di monitoraggio delle prestazioni nel r Shading: valutato come percentuale ad una determinata
tempo per rilevare e quantificare eventuali variazioni della distanza.
qualità delle immagini digitali ottenute durante le ispezioni, r Comportamento e stato degli IP: presenza di “artefact”,
in modo da essere sempre in grado di poter rispettare la presenza di “ghost” a seguito del processo di

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 647
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

cancellazione delle immagini, linearità della risposta,


decadimento della risposta.
r Fading: da verificare in linea di principio solo se vi è
stato un cambio di marca di scanner e/o di IP e non si
hanno dati tecnici in merito da parte del costruttore o
se il sistema in esame viene impiegato in condizioni
estreme di temperatura.

I parametri d’esposizione delle prove condotte devono essere


registrati e i relativi risultati devono essere opportunamente
documentati, così come la data di esecuzione e il nome del
tecnico qualificato che le ha eseguite.

8. Conclusioni

A conclusione di questa breve rassegna delle fasi principali


dell’iter di caratterizzazione dei sistemi CR, è possibile
fare alcune considerazioni, frutto delle esperienze che IIS Figura 4 - Esempio di contrastimetro (ASTM E 1647-98a): lo spessore T
dell’indicatore varia in funzione del materiale radiografato
sta maturando in materia negli ultimi anni, derivanti non
solo dall’utilizzo del proprio sistema CR ma anche dalla
collaborazione con importanti realtà industriali italiane che che il costo che deriva dal rilascio della certificazione
hanno introdotto la radiografia computerizzata fra i loro conseguente si rivela anch’esso molto elevato. Particolare
metodi di indagine. La caratterizzazione di un sistema CR, interesse merita inoltre la competenza richiesta al personale
così come di ogni altra tecnologia (specie se innovativa), addetto all’utilizzo di tali tecnologie: specie nelle fasi di
è processo indispensabile al fine di conoscerne le reali caratterizzazione e nell’interpretazione dei relativi risultati, il
potenzialità e risulta altresì importante avere il supporto tecnico radiologo dovrebbe possedere adeguata conoscenza
di riferimenti normativi nazionali ed internazionali per e sufficiente esperienza anche nel campo dell’elettronica
garantire un iter unificato che consenta anche il confronto e dell’informatica, condizione questa che non sempre
fra differenti sistemi, testati in differenti laboratori. Ciò si verifica e che, nel caso si verifichi, non può comunque
tuttavia non significa che la conduzione di tutte le prove prescindere dall’intervento di tecnici specializzati del
proposte a livello normativo sia fattibile dagli utilizzatori costruttore per manutenzioni, per la risoluzione di problemi
senza sovraccarichi in termini sia economici, sia di software e/o hardware, per la comprensione di errati
attrezzatura necessaria, sia di tempi di esecuzione. Nel funzionamenti di qualche componente. Allo stato dell’arte
caso specifico della radiografia computerizzata, esempio attuale, la sinergia fra utilizzatori e costruttori è fondamentale
evidente è rappresentato dalla misurazione di SRb mediante per una consapevole ed affidabile introduzione dei sistemi
gli IQI a doppio filo (“duplex wire”) in cui vengono CR nell’industria: a tal proposito, è importante segnalare
richieste macchine radiogene con macchie focali inferiori a che per il calcolo di parametri essenziali, quali ad esempio
1 mm, valore non caratteristico delle macchine radiogene SNR e SRb, gli sviluppi a livello di software negli ultimi
tipicamente usate dall’industria, e distanze fuoco-film mesi sono stati molto incoraggianti sebbene non ancora
di almeno 1 m, valore che implica tempi di esposizione totalmente risolutivi. Recenti sviluppi e modifiche a favore
spesso incompatibili con le tempistiche industriali; un altro degli utilizzatori riguardano inoltre alcuni requisiti previsti
esempio importante è costituito dai “phantom”, spesso citati dalle nuove edizioni delle norme EN 14784, ISO 16371 e
anche in questo articolo: essi sono molto costosi e hanno ISO 17636, che ne hanno infatti ridotto la severità:
peraltro il limite di essere significativi solo per caratterizzare r nel caso si debba operare sia in classe A sia in classe B
i sistemi ma non per validare tecniche, dal momento che (anche nella tecnologia CR è prevista la suddivisione
non sono affatto sostitutivi di RQI (“Representative Quality in Classe A e Classe B storicamente presente nella
Indicator”), ovvero di blocchi di campione opportunamente radiografia tradizionale in accordo a EN 444), a parità
difettati, rappresentativi dell’oggetto in esame. di spessori radiografati, si possono accettare valori di
Per tenere conto delle problematiche suddette, molte delle SRb peggiori (valutati con il metodo dell’IQI a doppio
prove proposte sono in effetti ritenute compito dei costruttori filo);
ma di fatto spesso ciò non si verifica perché i riferimenti r parametri quali SNR, SRb e, in linea di principio, quelli
normativi in vigore non sono noti o non sono tenuti in debita derivanti da prove basate sull’utilizzo di IQI a doppio
considerazione. Nel caso in cui i costruttori si facciano filo ed altri indicatori quali ad esempio i contrastimetri
realmente carico delle prove, non va comunque trascurato (Fig. 4), possono sostituire i risultati di procedure ed

648 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
65XVFD5DGLRJUDÀD'LJLWDOH&DUDWWHUL]]D]LRQHGHLVLVWHPL&5SHUDSSOLFD]LRQLLQGXVWULDOL

algoritmi di calcolo lunghi ed artificiosi indicati nelle r rapporto minimo fra luminanza massima e luminanza
precedenti edizioni per la valutazione di prestazioni minima fornite;
ed output del sistema, quali il cosiddetto “read-out r setup tramite immagini di prova.
intensity”.
Infine, è necessario prestare attenzione al fatto che Alla luce di quanto sopra esposto, appare evidente che
gli standard esistenti in materia, sebbene possano molti sono ancora gli aspetti che devono essere affrontati
rappresentare un grande supporto per gli utilizzatori e per ed approfonditi da parte degli utilizzatori, dei costruttori
i costruttori, se correttamente applicati, non sono tuttavia ma anche degli organi preposti alla standardizzazione, i
esaustivi o, almeno, non lo sono nelle parti relative alla quali hanno l’importante compito di redigere documenti
caratterizzazione del sistema: ad esempio, non vengono che riescano a conciliare il rigore tecnico-scientifico con le
fornite specifiche indicazioni o indicati requisiti minimi esigenze di campo e le oggettive difficoltà operative che si
di componenti hardware quali la workstation o il monitor; incontrano nell’applicazione a livello industriale di nuove
circa quest’ultimo, per esempio, è necessario ricorrere ad tecnologie. Senza dubbio, l’attività di sperimentazione
altri riferimenti (tipicamente norme di prodotto) per ottenere svolta finora ha portato a risultati positivi e ad una buona
informazioni sulle prestazioni minime richieste, quali: consapevolezza delle prestazioni dei sistemi CR; una
volta consolidate queste conoscenze e questa fase di
r luminanza minima (espressa in cd/m2); caratterizzazione, il passo successivo è rappresentato
r risoluzione minima; dalla messa a punto delle tecniche, dal setup dei sistemi
r dimensione massima del pixel; in specifiche applicazioni di interesse industriale e dalla
r range minimo di “grigi”; conseguente stesura delle relative procedure di controllo.

BibliograÀa

[1] UNI EN 14784-1:2006 “Prove non distruttive - Radiografia industriale computerizzata mediante l’impiego di
schermi ai fosfori - Parte 1: Classificazione dei sistemi”
[2] UNI EN 14784-2:2006 “Prove non distruttive - Radiografia industriale computerizzata mediante l’impiego di
schermi ai fosfori - Parte 2: Principi generali per l’esame dei materiali metallici utilizzando raggi X e raggi
gamma”
[3] ISO 16371-1:2011 “Non-destructive testing - Industrial computed radiography with storage phosphor imaging
plates - Part 1: Classification of systems”

Simone RUSCA, laureato in ingegneria meccanica nel Febbraio 2002 presso l’Università degli Studi di Genova,
International Welding Inspector - Comprehensive dal 2005, Livello 3 EN 473 / ISO 9712 nei metodi VT, MT, PT, RT,
LT, ricopre il ruolo di Responsabile del Centro Esame IIS del Personale addetto alle Prove non Distruttive dal 2006 e di
Responsabile dell’Area Formazione Controlli non Distruttivi dal 2009. In forza alla Divisione Formazione dell’Istituto
Italiano della Saldatura dal Settembre 2002, svolge attività di docenza nell’ambito delle Prove non Distruttive e
dell’Ispezione dei Giunti saldati e attività di sviluppo e set-up di tecnologie innovative nel campo delle Prove non
Distruttive, quali la Radiografia Computerizzata.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 649
“Cerchiamo di rendere migliore il vostro lavoro e la vostra vita.”

DELVIGO COMMERCIALE Supporti ceramici per la saldatura


MATAIR Forni, aspirazione e riciclaggio dei Áussi
CETh, trattamenti termici

Loc. Cerri, 19020 Ceparana di Follo SP


Tel. 0187931202; Fax 0187939094; E-mail info@delvigo.com; www.delvigo.com
4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGL
SODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

A. Pandolfo *

Sommario6XPPDU\
Nel mondo della fabbricazione delle costruzioni di appa- Weld overlay is one of the most critical welding processes
recchi in pressione, reattori, valvole e tubazioni il processo for pressure vessels, reactors, valves and pipelines con-
di placcatura interna mediante saldatura rappresenta molto struction. Welding parameters control, influencing me-
spesso uno degli aspetti più critici e delicati. chanical properties of weld metals, is obtained - as well
Il controllo dei parametri che influenzano le caratteristi- as other welding processes - through the use of welding
che della placcatura, si esegue, come per le altre saldatu- procedure specification (WPS), necessary to provide a
re, attraverso l’uso di specifiche di procedura di saldatura welding operations plan. Production of welding procedure
(WPS), necessarie per fornire una base ben definita per la specification is a basic factor, but it is not enough to ensure
programmazione delle attività di saldatura. welded joints requirements.
La preparazione di una specifica di procedura di saldatura Some defects and chemical compositions of clad metals
fornisce la base necessaria, ma non garantisce di per sé che can be evaluated by nondestructive methods while it is not
le saldature rispondano ai requisiti richiesti. possible to check metallurgical imperfections with non-de-
Alcune irregolarità operative e la composizione chimica structive methods. These factors require a proper quality
del placcato, possono essere valutate mediante metodi non control, before and during overlay welding, essential for
distruttivi o semidistruttivi sul prodotto finito, mentre le qualification of welding procedures.
eventuali deviazioni metallurgiche, costituiscono un pro-
blema, in quanto non è possibile rilevarle con metodi non
distruttivi. Questi aspetti richiedono pertanto un opportuno IIW Thesaurus Keywords:
controllo della qualità, prima e durante la saldatura, di cui Building up by welding; buttering; cladding; hardfacing;
sono elementi fondamentali la qualificazione delle proce- metallography; nondestructive testing; process qualifica-
dure di saldatura. tion; standards; test pieces; ultrasonic testing; visual in-
spection.

(°) Memoria presentata al Convegno IIS: “La placcatura nella fabbricazione di


apparecchiature in pressione” - Genova, 10 Novembre 2011
* IIS Cert dell’Istituto Italiano della Saldatura - Genova Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 651
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

r UNI EN ISO 15609-4 – Specificazione e qualificazio-


ne delle procedure di saldatura per materiali metallici
- Specificazione della procedura di saldatura - Parte 4:
Saldatura a fascio laser.
Per la qualificazione delle WPS le altre norme applicabili
1. Le normative richiamate sono:
r UNI EN ISO 15607 - Specificazione e qualificazione
Il parco normativo relativo al mondo della saldatura è as- delle procedure di saldatura per materiali metallici - Re-
sai vasto; per semplificare, le norme che in qualche misura gole generali;
contribuiscono a standardizzare gli aspetti connessi con la r UNI EN ISO 15614-7 - Specificazione e qualificazio-
saldatura, possono essere suddivise in due grandi gruppi: ne delle procedure di saldatura per materiali metallici
r norme di fabbricazione di specifici prodotti per i quali la - Prove di qualificazione della procedura di saldatura
saldatura rappresenta comunque un aspetto importante; - Parte 7: Riporti mediante saldatura;
r norme specificatamente e direttamente dedicate alla r UNI EN ISO 15613 - Specificazione e qualificazione
saldatura, trasversali al prodotto (ad esempio le norme delle procedure di saldatura per materiali metallici -
relative ai requisiti di qualità in saldatura, ai materiali di Qualificazione sulla base di prove di saldatura di pre-
apporto, alla qualifica delle procedure di saldatura e dei produzione.
saldatori). Altre norme pubblicate, che riguardano, direttamente o in-
Gli enti normatori preposti alla redazione di norme tecniche direttamente, la placcatura mediante saldatura, sono le se-
nel settore della saldatura (e non solo) sono l’UNI (in ambito guenti:
nazionale italiano), il CEN (in ambito europeo) e l’ISO (in r UNI EN 1011-5 - Raccomandazioni per la saldatura di
ambito internazionale). materiali metallici - Parte 5: Saldatura degli acciai placcati;
L’UNI, oltre alla preparazione e pubblicazione di norme in r UNI EN ISO 9692-4 - Saldatura e procedimenti con-
prima persona, deve recepire (in alcuni casi tradurre) e pub- nessi - Raccomandazioni per la preparazione dei giunti
blicare le norme europee emanate dal CEN (Comitato Euro- - Parte 4: Acciai placcati.
peo di Normazione). Le principali norme americane nel settore della certifi-
Le norme così recepite vengono identificate dalla sigla EN cazione delle procedure di saldatura mediante placcatura
preceduta da quella dell'ente di normazione nazionale, nel sono l’ASME Boiler & Pressure Vessel Code, Sezione IX e
caso dell'Italia UNI, della Germania DIN, dell'Inghilterra Sezione VIII, Divisione 1 e 2.
BSI. Grazie agli accordi di collaborazione tra ISO e CEN, le
norme internazionali ISO esistenti, se ritenute soddisfacen- 2. La TualiÀcazione delle procedure di saldatura
ti dal CEN, possono essere adottate da quest’ultimo come
norme europee e viceversa, dando luogo a norme EN ISO 2.1 La procedura di saldatura (WPS)
che successivamente diventano, in ambito nazionale, norme Gli aspetti fondamentali che influenzano le caratteristiche
UNI EN ISO. finali di una placcatura sono:
Negli ultimi anni la normativa sulle specifiche di procedura r imperfezioni operative: legate alle capacità operative
di saldatura (WPS) è stata oggetto di un percorso di grande del saldatore/operatore di saldatura;
rinnovamento. r imperfezioni metallurgiche: legate alla metallurgia del-
L’aspetto più rilevante di tale percorso è che, con la norma la saldatura e quindi direttamente dipendenti dai para-
UNI EN ISO 15614-7, elaborata dal CEN nel settore della metri di saldatura.
certificazione delle procedure di riporti con saldatura, vie- Questi aspetti richiedono pertanto un opportuno controllo
ne a colmarsi un vuoto normativo in ambito europeo, dal della qualità prima e durante la saldatura, di cui sono ele-
momento che le norme della serie UNI EN ISO 15614 non menti fondamentali la qualifica dei processi di saldatura e
abbracciavano tutti i processi di saldatura, tutti i materiali la certificazione dei saldatori e degli operatori di saldatura.
base più importanti e tutte le applicazioni. Il controllo dei parametri che influenzano le caratteristiche
Per la stesura delle WPS la serie delle norme UNI EN ISO del giunto, si esegue attraverso l’uso di specifiche di proce-
15609, suddivise per tipologia di processo, richiamate nella dura di saldatura (WPS), necessarie per fornire una base ben
suddetta norma sono la: definita per la programmazione delle attività di saldatura e
r UNI EN ISO 15609-1 - Specificazione e qualificazio- per il controllo della qualità durante la saldatura.
ne delle procedure di saldatura per materiali metallici La preparazione di una specifica di procedura di saldatura
- Specificazione della procedura di saldatura - Parte 1: fornisce la base necessaria, ma non garantisce di per sé che
Saldatura ad arco; le saldature rispondano ai requisiti richiesti. Alcune irrego-
r UNI EN ISO 15609-3 - Specificazione e qualificazio- larità, in particolare imperfezioni operative, possono essere
ne delle procedure di saldatura per materiali metallici valutate mediante metodi non distruttivi sul prodotto finito.
- Specificazione della procedura di saldatura - Parte 3: Le deviazioni metallurgiche costituiscono comunque un
Saldatura a fascio elettronico; problema importante, in quanto la loro valutazione non è

652 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

possibile con metodi non distruttivi. La WPS deve fornire


tutti i dettagli per la corretta esecuzione della saldatura, deve
garantire la ripetibilità del risultato e inoltre rappresenta il
know-how del costruttore. Le norme definiscono i contenu-
ti tecnici delle specifiche di saldatura (WPS) e le modalità
con le quali qualificarle mediante esami e prove, finalizzati
a verificare la fusione tra il riporto di saldatura e il materia-
le di base e garantire un adeguato deposito di materiale di
placcatura, con caratteristiche anticorrosive. Allo scopo di
qualificare una procedura di saldatura di placcatura è neces-
sario predisporre una WPS preliminare (pWPS) - in confor-
mità alle relative parti delle norme applicabili UNI EN ISO
15609 o ASME Sezione IX, eventualmente integrate con al-
tre specifiche contrattuali - nella quale devono essere speci-
ficati tutti i parametri inerenti l’attività di saldatura e devono
essere descritte tutte le informazioni necessarie all’esecuzio-
ne del saggio di prova.

2.2 Prove di qualificazione della procedura di saldatura


(WPQR) secondo la normativa UNI EN ISO 15614-7 -
Specificazione e qualificazione delle procedure di
saldatura per materiali metallici - Prove di qualifica-
zione della procedura di saldatura - Parte 7: Riporti Figura 1 - Saggio di prova - Lamiera
mediante saldatura
La norma di certificazione UNI EN ISO 15614-7 si riferi-
sce alla saldatura di placcatura, ovunque tale processo venga
applicato. Si adattano alle diverse caratteristiche di qualità,
sicurezza e campo di applicazione dei vari prodotti (reattori,
valvole, tubazioni ecc…).
L’uso di un metodo particolare di qualificazione è spesso
un requisito obbligatorio di una norma di applicazione o in
assenza di tale requisito il metodo di qualificazione deve es-
sere concordato tra le parti contraenti allo stato di offerta o
di ordine.
La norma riguarda, come abbiamo detto, la qualificazione
delle procedure di riporti di saldatura, mediante l’esecuzione
di saggi di prova rappresentativi. In tale norma sono descrit-
te le modalità con le quali una specifica di saldatura viene
qualificata; in particolare vengono definiti:
r Saggi di prova;
r Esami e prove (da eseguire sui talloni di prova);
r Campi di validità.
La norma si applica a tutti i processi utilizzati per riporti
superficiali di saldatura:
r Riporto superficiale con saldatura (Overlay Welding);
r Placcatura (Cladding) - Riporto superficiale con salda- Figura 2 - Saggio di prova - Tubo
tura usato per migliorare la resistenza alla corrosione e
al calore;
r Riporto duro (Hardfacing) - Riporto con saldatura usato 2.2.1 Saggi di prova
per migliorare la resistenza all’abrasione e all’urto. I saggi di prova devono essere realizzati in conformità con
La norma non si applica per: la pWPS, devono avere una configurazione geometrica che
r L’imburratura (Buttering) - Riporto superficiale con sal- rispetti i requisiti di cui ai saggi standard e una lunghezza
datura su un materiale per la transizione tra due metalli (o il numero dei pezzi) sufficiente per ricavare tutte le prove
dissimili; richieste (Figg. 1 e 2). Il tipo di materiale base, lo spessore
r Build up - Riporto superficiale con saldatura per ripristi- e il diametro devono essere scelti in funzione del campo di
nare le dimensioni di materiali simili. validità.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 653
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

Figura 3 - Controlli e prove sui saggi

Devono essere eseguiti almeno tre cordoni per ogni strato e


se lo strato di sottofondo è usato in produzione, deve essere
usato anche nel saggio di prova.

2.2.2 Esami e prove


Per la qualificazione di una procedura di saldatura, il saggio
di prova deve soddisfare i requisiti di Figura 3.
Tutte le prove non distruttive devono essere eseguite sui sag-
gi di prova prima del prelievo dei provini. Figura 4 - Prove di durezza
Eventuali trattamenti termici dopo la saldatura devono esse-
re completati prima delle prove non distruttive.
I “NDT” devono essere eseguiti in accordo alla UNI EN ISO L’esame macrografico deve includere la linea di fusione, la
17637 (esame visivo), UNI EN ISO 3452 (liquidi penetranti) ZTA e la costruzione degli strati.
e UNI EN ISO 17640 (esame ultrasonoro). Quando richiesto l’esame micrografico, la fotografia deve
Una procedura di saldatura è qualificata se le imperfezioni includere il materiale di base e la linea di fusione (ZTA).
nel saggio di prova rientrano nei seguenti limiti: Le imperfezioni con l’esame macrografico devono rientrare
1. Con l’esame visivo e l’esame di superficie: nei seguenti limiti:
 r non sono ammessi difetti planari e cricche; r non sono ammessi difetti planari e cricche;
 r non sono ammesse porosità individuali > 2 mm. r non sono ammesse porosità individuali > 2 mm.
2. Con l’esame ultrasonoro non sono ammesse indicazio- La prova di durezza HV10 o HV5 deve essere eseguita in
ni, provenienti da imperfezioni, superiori a quelle otte- conformità alla UNI EN ISO 9015-1, le misurazioni di du-
nute da un foro a fondo piatto di diametro 8 mm. rezza devono essere effettuate su una linea inclinata di 15°
I provini per l’esame macroscopico devono essere preparati nella saldatura, nel metallo base e nella zona termicamente
ed esaminati in conformità alla UNI EN ISO 17639. alterata (Fig. 4).

654 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

Figura 5 - Valori di durezza

I valori di durezza non devono eccedere i valori riportati nel-


la Figura 5. I provini e l’esecuzione della prova di piegamen-
to devono essere conformi alla UNI EN ISO 5173.
Il diametro del mandrino o rullo di piegamento deve essere
pari a 4 t e l’angolo di piegamento deve essere di 120° per un
metallo base avente un allungamento A ≥ 20%.
Per un metallo base avente un allungamento A < 20% si
deve applicare la formula seguente:

d = diametro del mandrino;


ts = spessore del provino;
A = allungamento %.
Durante la prova, i provini non devono rivelare alcun difet-
to singolo di lunghezza > 3 mm in ogni direzione (i difetti
che si rilevano in corrispondenza degli spigoli di un provino
durante la prova devono essere trascurati nella valutazione). Figura 6 - Analisi chimica
Per il riporto anticorrosivo dovrà essere determinata l’analisi
chimica del riporto di saldatura in accordo con la norma di
applicazione o della specifica di riferimento. adoperati per le prove; di fatto, vale il principio del raggrup-
Se, in produzione, il riporto anticorrosivo deve essere lavo- pamento dei materiali suddivisi per gruppi, già collaudato
rato di macchina, allora un’analisi chimica addizionale do- con le norme EN di prodotto, reso poi univoco per le norme
vrà essere eseguita sul minimo spessore dopo lavorazione di europee impiegate per la qualificazione dei procedimenti
macchina (Fig. 6). Quando richiesto, il contenuto di ferrite e dei saldatori/operatori mediante l’impiego della ISO/TR
deve essere determinato in accordo con le specifiche di rife- 15608. Per gli acciai si vedano le estensioni di validità delle
rimento. Una norma di applicazione può specificare prove Figure 7 e 8.
addizionali, per esempio prove di corrosione. La qualificazione di una prova di procedura di saldatura per
tubi < 150 mm deve essere eseguita su un tubo.
2.2.3 Campo di validità La qualificazione di una prova di procedura di saldatura ese-
Ogni cambiamento al di fuori dei limiti di validità specifi- guita su un diametro D è valida per tutti i diametri > 0,75.
cati richiede l’esecuzione di una nuova prova di procedura
di saldatura. La qualificazione di una determinata WPS deve Procedimento
ritenersi valida quando la stessa venga utilizzata sotto il con- La qualificazione è valida solo per il(i) procedimento(i) di
trollo tecnico e della qualità dello stesso costruttore. saldatura utilizzato(i) nella prova di procedura di saldatura.
La qualificazione è valida solo per la tecnica utilizzata (ad
Materiali base, spessore e diametro esempio con oscillazione) utilizzata nella prova di proce-
La validità è limitata a materiali dello stesso grado di quelli dura di saldatura.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 655
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

Apporto termico
La qualificazione vale, per tutti
gli strati, fino a un massimo del
- 10% + 25% oltre il valore regi-
strato durante la prova di proce-
dura di saldatura.

Preriscaldo e interpass
Quando è richiesto il preriscaldo,
il limite inferiore della qualifica-
zione ottenuta è la temperatura
di preriscaldo nominale applicata
all’inizio della prova di procedura
di saldatura, per ciascun strato.
Il limite superiore della qualifica-
zione ottenuta è la massima tem-
peratura nominale fra le passate
Figure 7 - Campo di qualifica per gli acciai raggiunta nella prova di procedu-
ra di saldatura.

Trattamento termico
Non è ammesso togliere il post-riscaldo. Non è ammesso ag-
giungere o togliere il PWHT. Il campo di temperatura quali-
ficato è la temperatura di mantenimento, ± 20 °C, applicata
nella prova di procedura di saldatura, se non diversamente
specificato. Qualora sia richiesto, le velocità di riscaldamen-
to, le velocità di raffreddamento ed il tempo di mantenimen-
Figure 8 - Campo di qualifica per gli spessori to devono essere messi in relazione con il componente di
produzione.

Materiale d’apporto Numero degli strati per il riporto anticorrosivo


I materiali d’apporto coprono altri metalli d’apporto purché Il deposito con tecnica a strato singolo, qualifica anche la
essi abbiano caratteristiche meccaniche equivalenti, lo stes- tecnica a strati multipli. Il deposito con tecnica a strati mul-
so tipo di rivestimento o di flusso, la stessa composizione tipli, non qualifica la tecnica a strato singolo.
chimica nominale ed un tenore di idrogeno minore o uguale
secondo la designazione nella norma appropriata per il me- Processo 111
tallo d’apporto in questione. La qualificazione ottenuta è valida per il diametro di elettro-
do usato nella prova di procedura di saldatura, più o meno
Spessore depositato un diametro di elettrodo per ciascuna passata, purché siano
Per il riporto anticorrosivo, quando la placcatura deve es- soddisfatti i requisiti dell’apporto termico.
sere lavorata di macchina, (una prova addizionale di analisi
chimica deve essere eseguita sulla superficie finale lavorata) Processo 12 (Arco sommerso) e 72 (Elettroscoria)
e il minimo deposito qualificato è lo spessore provato con La qualificazione ottenuta è limitata al sistema di filo elet-
analisi chimica. trodo usato nella prova di procedura di saldatura (per esem-
pio sistema a filo/nastro unico o a fili/nastri multipli).
Posizione di saldatura La qualificazione ottenuta per il flusso in combinazione con
La qualificazione vale per la posizione di saldatura utilizzata un filo/nastro è limitata alla marca ed alla classificazione
nella prova di procedura di saldatura. in accordo con la UNI EN ISO 14174 usata nella prova di
Comunque la posizione PC qualifica anche le posizioni PA procedura di saldatura. La qualificazione ottenuta è limitata
e PB. a ogni dispositivo supplementare usato nella prova di pro-
cedura di saldatura (per esempio sistema di controllo del
Tipo di corrente campo magnetico, quando si usa il nastro o l’oscillazione
La qualificazione vale per il tipo di corrente [corrente alter- dell’elettrodo). La qualificazione ottenuta è limitata al dia-
nata (c.a.), corrente continua (c.c.), corrente pulsante] e per metro del filo o alla sezione del nastro usato nella prova di
la polarità utilizzata nella prova di procedura di saldatura. procedura di saldatura.

656 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

Processo 131, 135, 136, 137 e 141 ciascun saggio di prova. Deve essere utilizzato un modulo
La qualificazione ottenuta per il gas di protezione è limitata adeguato di WPQR per registrare i dettagli della procedu-
al simbolo del gas secondo la UNI EN ISO 14175 usato nel- ra di saldatura ed i risultati dei controlli e delle prove, allo
la prova di procedura di saldatura. La qualificazione ottenuta scopo di facilitare in modo uniforme la presentazione e la
è limitata al sistema di filo elettrodo usato nella prova di valutazione dei dati.
procedura di saldatura (per esempio sistema a filo unico o a
fili multipli). 2.3 Prove di qualificazione della procedura di saldatura
(PQR) secondo Codice ASME Boiler & Pressure
Processo 15 (Plasma) Vessel Code, Sezione IX
In aggiunta a quanto richiesto per il 141 la qualificazione
ottenuta è limitata a: 2.3.1 Saggi di prova e tipi di prova
r forma del filo usato; Le dimensioni dei saggi di prova, i campi di validità, gli esa-
r marca, sezione e tipo di polvere usato; mi e le prove richieste sono specificati in QW-214 - “Corro-
r velocità della polvere ± 10%; sion-Resistant Weld Metal Overlay” e in QW-453, (Fig. 9).
r metodo di trasferimento (trasferito o non trasferito); I saggi di prova, per la saldatura dei riporti, devono qualifi-
r diametro della torcia usato. care le gamme di spessori sia del metallo di base (T) che del
metallo di apporto depositato come overlay (t) da utilizzare
2.2.4 Verbale di Qualificazione (WPQR) in produzione. I limiti della qualificazione devono essere
Il verbale di qualificazione di procedura di saldatura (WPQR) conformi al QW-453. Il metallo di base può essere costituito
costituisce un'attestazione dei risultati della valutazione di da piastre, tubi o altre forme di prodotto.
Una prova su piastra è valida anche
per qualificare saldature di tubi e vi-
ceversa. Il tipo ed il numero di provi-
ni che devono essere sottoposti a pro-
ve per la qualificazione sono forniti
in QW-453 e devono essere estratti
in modo simile a quello illustrato in
QW-462 (Figg. 10-14).
Se un qualsiasi provino di prova ri-
chiesta da QW-453 non soddisfa i
criteri di accettazione applicabili, il
campione deve essere considerato
come difettoso ed uno nuovo deve
essere saldato. Le modalità di prova
e i criteri di accettabilità delle prove
meccaniche eseguite sui saggi saldati
per la qualificazione delle procedure
di saldatura sono definiti al QW-140
dell’Articolo I.

2.3.2 Limiti della qualificazione


Per ogni processo di saldatura tutte
le variabili essenziali e non essen-
ziali elencate in QW-250 e definite
nell’Articolo IV del Codice ASME
Sezione IX (dati di saldatura), devo-
no essere soddisfatte.
Ogni cambiamento al di fuori dei
limiti di validità specificati richiede
l’esecuzione di una nuova prova di
procedura di saldatura.
Come esempio è riportata nella Figu-
ra 15 la tabella delle variabili relative
al processo di saldatura SAW.
Figura 9 - QW-453: campo di qualifica per gli spessori e prove Nel QW-402, relativo al tipo di giunto

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 657
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

Figura 10 - QW-462.5(b): Posizione macro per analisi chimiche Figura 11- QW-462.5(c): Posizione prove di piega su tubi

Figura 13 - QW-462.5(e): Posizione prove macro e analisi chimiche

Figura 12 - QW-462.5(d): Posizione prove di piega su lamiere

per il processo SAW, la sola variabile essenziale riferita al


deposito di saldatura è:
r Lo spessore t.
Nel QW-403, relativo al tipo di metallo di base, ci sono due
variabili essenziali:
r Cambiare il P-No;
r Lo spessore T (Vedere Tabella QW-453).
Nel QW-404, relativo al tipo di metallo d’apporto, ci sono
tre variabili essenziali e una non essenziale (simbolo X sulle
rispettive colonne), di seguito si riportano le variabili: Figura 14 QW-462.5(a): Posizione di prelievo dell’analisi chimiche

658 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

Figura 15 - Variabili relative al processo SAW

r Aumentare, diminuire o cambiare oltre il 10% la dilui- Nel QW-407, relativo al trattamanto termico, la variabile es-
zione del filo supplementare; senziale è:
r Cambiare l’A-No; r Il tempo di trattamento.
r Cambiare la composizione nominale del flusso. Nel QW-409, relativo alle caratteristiche elettriche, ci sono
Nel QW-405, relativo alla posizione, la variabile essenziale è: due variabili:
r Cambiare la posizione di saldatura. r Il cambio da AC in DC e viceversa; in DC il cambio
Nel QW-406, relativo al preriscaldo e all’interpass, le varia- della polarità;
bili essenziali sono: r Per il primo strato un incremento dell’apporto termico
r Il preriscaldo non si può ridurre di oltre 55 °C; di oltre il 10% .
r L’interpass non si può aumentare. Nel QW-410, relativo alla tecnica, ci sono tre variabili

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 659
$3DQGROIR4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH

essenziali: essenziali impongono la riqualificazione della WPS (nuova


r Passare dalla tecnica a passate multiple alla tecnica a o aggiuntiva PQR per supportare la modifica alle variabili
passata singola; essenziali).
r Togliere il dispositivo per il controllo magnetico del na-
stro; 3. Conclusioni
r Cambiare il numero degli elettrodi;
e le seguenti non essenziali: Le norme di certificazione, fatte le debite eccezioni, conten-
Cordoni tirati o oscillati, metodo di pulizia, oscillazione, gono una quantità rilevante di conoscenza condivisa e sono
stick-out, distanza tra gli elettrodi, manuale/automatico e rappresentative, pertanto, del livello tecnologico acquisito
martellatura. nel settore di applicazione delle norme stesse.
Una WPS deve descrivere tutte le variabili essenziali e non Il tecnico di fabbricazione tende spesso a fare affidamento
essenziali per ciascun processo di saldatura oggetto della principalmente sulla propria esperienza di lavoro ed a sotto-
WPS. Queste variabili sono elencate per ogni processo nelle stimare le informazioni che possono essere tratte da un uso
Tabelle dal QW-252 al QW-265 e sono definite nell’Articolo intelligente della normativa, in continuo aggiornamento per
IV del Codice ASME, Sezione IX (dati di saldatura). quanto riguarda tecnologia e materiali nei confronti delle
Possono essere fatte delle modifiche alle variabili non es- esigenze degli operatori del settore.
senziali per adattarsi ad esigenze di produzione senza riqua- L’implementazione di un adeguato corpus normativo, infat-
lificazione. Questo può essere fatto attraverso la correzione ti, non può che risultare di supporto a quella parte dell’indu-
della WPS o la redazione di una nuova WPS. stria nazionale che ha scelto la qualità come elemento carat-
Modifiche al di fuori dei campi di validità delle variabili terizzante la sua presenza sul mercato.

BibliograÀa

[1] UNI EN ISO 15614-7 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici -
Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Part. 7: Riporti mediante saldatura.
[2] ASME Boiler & Pressure Vessel Code, Sezione IX & Sezione VIII Divisione 1 e 2.

Antonio PANDOLFO, diplomato Perito Meccanico Industriale nel 1974, è assunto all’Istituto Italiano della Saldatura
nel 1976 come Ispettore PND nel Settore Controlli Non Distruttivi. Livello 2 UNI EN 473 nei metodi UT, RT, MT, PT. E’
qualificato European/International Welding Technologist. Dal 1999 è Responsabile dell’Area Certificazione Procedure
e Saldatori dell’Istituto e attualmente ricopre la stessa funzione in IIS CERT.

660 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
Nuova Collana di CD Tecnici
Articoli scelti da Rivista Italiana della Saldatura
IIS Didattica 2011
‡ Il processo di saldatura testa a testa con arco rotante costretto
magneticamente (MIAB - Magnetic Impelled Arc Butt Welding)
‡ ,QÁXHQ]DGHOOHLPSXUH]]HVXOSURÀORGLSHQHWUD]LRQHQHOODVDOGDWXUD7,*GL
acciai inossidabili austenitici: l’effetto Marangoni
‡ I trattamenti a freddo dopo saldatura per la distensione ed il miglioramento
GHOOHSUHVWD]LRQLGHLJLXQWLVDOGDWL
‡ ,QWURGX]LRQHDOOHOHJKHDOOXPLQLROLWLRHGDOODORURVDOGDELOLWj
‡ ,QWURGX]LRQHDOODVDOGDWXUDFRQIDVFLRHOHWWURQLFR (%:HOGLQJ
‡ /DFDUDWWHUL]]D]LRQHGHLJLXQWLVDOGDWLPHGLDQWHSURYHPHFFDQLFKH

Scienza e Tecnica 2011


‡ 7HFQLFKHG·LQGDJLQHXWLOL]]DWHQHOOD´IDLOXUHDQDO\VLVµ E. Ferrari
‡ (YROX]LRQHGHJOLDFFLDLLQRVVLGDELOLSHUVFDPELDWRULGLFDORUHDIDVFLRWXELHUR
gli acciai superferritici - M. Murgia
‡ 1XRYDYLWDSHULO:5&UHYLVLRQHHLQQRYD]LRQHGHLFRQWHQXWLFRQOD
SXEEOLFD]LRQHGHO:5&G. L. Cosso
‡ $SSOLFD]LRQHGHJOLDFFLDLLQRVVLGDELOLLQDFTXDGLPDUH - M. De Marco
‡ *OLDFFLDLDXVWHQRIHUULWLFLLQLPSLHJKLVWUXWWXUDOLXQDUHFHQWHHVSHULHQ]DGL
YDOXWD]LRQHVSHULPHQWDOHGHOODUHVLVWHQ]DDIDWLFDGHLJLXQWLVDOGDWLM. Lanza
‡ 5HWURÀWWLQJ(QJLQHHULQJIRU)DWLJXH'DPDJHG6WHHO6WUXFWXUHVGDO*LDSSRQH
XQULIHULPHQWRLPSRUWDQWHSHUOHDWWLYLWjGLULSDUD]LRQHGHLGDQQHJJLDPHQWL
da fatica dei ponti metallici - S. Botta

Codice: 101509, € 30,00


Soci IIS - Membri IIS Club € 24,00
--------------------------------------------------------------------------------------

La placcatura nella fabbricazione di apparecchiature in


pressione
Genova, 10 Novembre 2011 - Atti del Convegno

‡ ,OSURFHVVRGLSODFFDWXUDDGHOHWWURVFRULDDSSOLFD]LRQHHSULQFLSDOL
SUREOHPDWLFKHPHWDOOXUJLFKH - M. Mandina, A. Ottoboni / IIS Service;
M. Magnasco / GE Oil & Gas
‡ 6FHOWDGHLPDWHULDOLG·DSSRUWRLQIXQ]LRQHGHOOHVSHFLÀFKHWHFQLFKHHGHL
SURFHVVLXWLOL]]DWL- C. Casciaro, G. Gallazzi / ITW
‡ /DSODFFDWXUDGHJOLDSSDUHFFKLDSUHVVLRQHSURFHGLPHQWLHGDSSOLFD]LRQL
F. Foroni, N. Maestri, M. Musti / Belleli Energy CPE
‡ $SSOLFD]LRQHGHLSURFHVVL*0$:&07H7,*+RW:LUHSHUZHOGRYHUOD\
WHFQRORJLDHGDSSOLFD]LRQL - M. Grandi, L. Gennari / Arroweld Italia
‡ 3URFHVVRGLSODFFDWXUDDGHVSORVLRQHFDUDWWHULVWLFKHHGHVSHULHQ]HDSSOLFDWLYH
S. Pauly / Nobelclad-DMC
‡ 4XDOLÀFD]LRQHGHOSURFHVVRGLSODFFDWXUDQRUPDWLYDDSSOLFDELOH
A. Pandolfo / IIS Cert
Settore DDC ‡ &RQWUROORGHOODTXDOLWjGHOODSODFFDWXUDGLUHDWWRULSHUK\GURFUDFNLQJ
Maura Rodella  SURFHGXUHHFULWHULGLDFFHWWDELOLWjDSSOLFDELOL- G. Zappavigna / GE Oil & Gas
Lungobisagno Istria, 15 ‡ 3ODFFDWXUDGLUHFLSLHQWLLQSUHVVLRQHFDVLVWLFKHHVFHOWDGHOOHYDULHWLSRORJLH
16141 GENOVA DSSOLFDWLYH&$6(678'<SODFFDWXUHQHOODIDEEULFD]LRQHGHL&RNH'UXP
D. Quintiliani, L. Saturno, M. Del Prete / Walter Tosto
Tel. 010 8341385
Fax 010 8367780
Codice: 101510, € 30,00
Email: maura.rodella@iis.it Soci IIS - Membri IIS Club € 24,00
www.weldinglibrary.com
www.iis.it
Dagli anni sessanta l’impegno di IIS e di
,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQH FHUWLÀFD]LRQH
HDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

G. Costa *
S. Morra **

Sommario / Summary
Questo articolo fornisce informazioni sull’inizio dell’atti- cations on the experiences gained by Italian Institute of
vità di qualificazione/certificazione in Italia e dati e indi- Welding (Certifying Body Accredited by Sincert, and then
cazioni sulle esperienze tratte da IIS (Organismo Certifi- Accredia, and Notified CE, www.iis.it) and more recen-
cante Accreditato Sincert, poi Accredia, e Notificato CE, tly by IIS CERT (Certifying Body Accredited by Accredia
www.iis.it) e poi da IIS CERT (Organismo Certificante Ac- and Notified CE, www.iiscert.it), applying the standards
creditato Accredia e Notificato CE, www.iiscert.it) dall’ap- EN 473, ISO 9712 and the directive 97/23/CE (PED) on
plicazione delle norme EN 473, ISO 9712 e della direttiva qualification, certification and approval of non destructive
97/23/CE (PED) per quanto riguarda qualificazione, certi- testing personnel.
ficazione e approvazione del personale addetto alle prove Particularly information updated to 31 July 2012 are given
non distruttive. In particolare sono discusse informazioni, and discussed on the activity of qualification/certification
aggiornate al 31 luglio 2012, sull’attività di qualificazione/ since January 2001 (starting year for the application of
certificazione e di approvazione svolta dal gennaio 2001 EN 473, second edition, and PED directive) with reference
(anno di inizio dell’applicazione dell’EN 473, seconda to the issued certifications and approvals and to their di-
edizione e della direttiva PED) con riferimento alle cer- stribution in method and level. Furthermore, it is reported
tificazioni e approvazioni emesse e alla loro suddivisione that at the beginning of 2011 IIS originated two branches,
per metodo e livello. Inoltre viene segnalato che, all’inizio IIS CERT e IIS SERVICE, both totally owned and passed
del 2011, IIS ha generato due consociate, IIS CERT e IIS to the first one its activities of certification and approval.
SERVICE, totalmente possedute, alla prima delle quali in Instead IIS maintained the training, education and labo-
particolare l’IIS ha ceduto le sue attività di certificazione e ratory activities; all of them, together with research and
approvazione, mantenendo per sé, fra le altre, le attività di development activities, will be transferred to a third IIS
formazione, di insegnamento e di laboratorio; queste ulti- branch, IIS PROGRESS (www.iisprogress.it), which will
me, con quelle di ricerca e sviluppo, saranno cedute ad una officially start these activities at the beginning of 2013.
terza consociata, IIS PROGRESS (www.iisprogress.it),
che inizierà ufficialmente la sua attività all’inizio del 2013. IIW Thesaurus Keywords:
ASNT; Europe; history; nondestructive testing; personnel
This paper offers information on the beginning of quali- qualification; pressure equipment directive; standards;
fication/certification activities in Italy and data and indi- UNI EN ISO; USA.

* Istituto Italiano della Saldatura, Genova


** IIS CERT dell’Istituto Italiano della Saldatura, Genova
Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 663
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

inizialmente in quattro sottili quaderni, uno per ciascuno dei


quattro principali metodi di controllo (LT, MT, RT e UT).
Tale attività si è poi sviluppata sostanzialmente verso la
metà del decennio successivo, dapprima ancora sulla base
delle linee guida ASNT e di altri documenti che prevedevano
requisiti di qualificazione tecnicamente equivalenti (come le
linee guida CICPND) poi, sulla base della prima edizione
della norma europea EN 473 per la formazione, qualificazione
e certificazione del personale che risale al 1993 e che ha
giocato un importante ruolo per l'armonizzazione della
certificazione del personale addetto alle PND.
In tutti quegli anni e fino al nuovo secolo l'IIS ha emesso circa
quindicimila attestati di qualificazione/certificazione: una
stima precisa comporterebbe lunghe ricerche nell'archivio
IIS, allora non ancora informatizzato, forse interessanti dal
punto di vista della storia industriale del nostro Paese ma
lontane dai nostri scopi. Successivamente, l'ISO ha preparato
nel Technical Committee 135 "Non Destructive Testing"
ed emesso nel 2005, una nuova edizione dell'ISO 9712,
1. Un pizzico di storia naturale evoluzione dell'EN 473, che destava la speranza, poi
delusa, di offrire all'industria, ormai fortemente impegnata
1.1 Dall’ASNT alle UNI EN ISO sulla strada della globalizzazione, un unico documento di
La qualificazione/certificazione del personale addetto alle base per tutte le attività di qualificazione/certificazione nel
prove non distruttive ha avuto inizio in Italia negli anni mondo: purtroppo nel ballottaggio finale congiunto ISO/
sessanta, per svilupparsi sostanzialmente verso la metà CEN tale progetto è stato approvato a livello ISO, ma non
del decennio successivo. La prima importante azione di a livello CEN.
formazione e qualificazione/certificazione del personale PND Finalmente nel 2012 è stata emessa l’ultima edizione
nel nostro Paese è stata presumibilmente realizzata dall'IIS dell’ISO 9712 che, essendo stata approvata nel ballottaggio
a La Spezia nel 1969, presso Mariperman (Commissione finale sia a livello ISO che a livello CEN, ha comportato la
Permanente per il Materiale da Guerra della Marina Militare), convergenza della norma EN con quella ISO, il ritiro della
per la preparazione di una quindicina di Ispettori destinati prima e, come di consueto, l’assunzione della numerazione
al controllo di fabbricazione di una coppia di sommergibili della seconda, individuata quindi, dopo il recepimento del
di acciaio temprato e rinvenuto ad elevata resistenza HY80, CEN avvenuto il 12/07/2012 e quello immediatamente
materiale allora utilizzato per la prima volta nel nostro Paese successivo dell’UNI, come UNI EN ISO 9712 (Tab. 1).
in costruzioni così sofisticate (Fig. 1). La qualificazione/ Tutti i lavori normativi suddetti sono stati attentamente
certificazione del personale PND veniva allora condotta seguiti dall'IIS in sede nazionale (Commissione "Prove
sulle base delle linee guida dell'ASNT, che consistevano Non Distruttive" dell’UNI), europea (CEN TC 138 "Non

Figura 1 - Foto ricordo (1969) di due tra i primi corsi aziendali di saldatura e CND dell’IIS: La Spezia per Mariperman sull’acciaio HY80; Gela
per l’Anic su acciai e leghe da petrolchimica; al centro il responsabile dei corsi, Ing. Giulio Costa

664 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

TABELLA 1 - Dettagli sullo sviluppo della normativa: dai fascicoli dell’ASNT, all’EN 473 e all’ISO 9712 del 2012

&RPHJLjDFFHQQDWRODIRUPD]LRQHTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'QHJOLDQQL¶YHQLYDHIIHWWXDWDVXOOD
EDVHGHOOHOLQHHJXLGDGHOO·$617FKHFRQVLVWHYDQRLQL]LDOPHQWHLQTXDWWURSLFFROLIDVFLFROLXQRSHUFLDVFXQRGHLTXDWWUR
PHWRGLSULQFLSDOL /70757H87 HFKHFRPSUHQGHYDQRVRORLOLYHOOLHLQTXDQWRLOOLYHOORYHQLYDFRQIHULWRGDO
GDWRUHGLODYRURVRWWRODSURSULDUHVSRQVDELOLWjDGHFFH]LRQHGHOFDVRGLFRVWUX]LRQLGHOLFDWHFRPHTXHOOHDHURVSD]LDOL
e nucleari.
6XFFHVVLYDPHQWHQHJOLDQQL¶O·$617HPLVHXQQXRYRGRFXPHQWRODEHQQRWD6177&$FKHHGL]LRQHSHUHGL]LRQH
UDFFROVHLQXQXQLFRGRFXPHQWRWXWWLLWUHOLYHOOLHVHPSUHSLPHWRGLÀQRDGDUULYDUHDJOLXQGLFLGHO
/·DWWLYLWj GL IRUPD]LRQHTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQH VL q FRVu VYLOXSSDWD VRVWDQ]LDOPHQWH YHUVR OD PHWj GHJOL DQQL¶
GDSSULPD DQFRUD VXOOD EDVH GHOOH OLQHH JXLGD$617 H GL DOWUL GRFXPHQWL FKH SUHYHGHYDQR UHTXLVLWL GL TXDOLÀFD]LRQH
WHFQLFDPHQWH HTXLYDOHQWL FRPH OH OLQHH JXLGD &,&31' DOOD FXL SUHSDUD]LRQH O·,,6 KD VRVWDQ]LDOPHQWH FRQWULEXLWR 
VXFFHVVLYDPHQWHVXOODEDVHGHOODSULPDHGL]LRQHGHOODQRUPDHXURSHD(1FKHULVDOHDOHFKHKDJLRFDWRXQ
LPSRUWDQWHUXRORSHUO·DUPRQL]]D]LRQHGHOODFHUWLÀFD]LRQHGHOSHUVRQDOHDGGHWWRDOOH31'HVVHQGRTXHOORO·DQQRGL
QDVFLWDGHO´JUDQGHPHUFDWRLQWHUQRHXURSHRµ
/·HGL]LRQHGHOO·(1UHFHSLWDGDOO·81,FRPH81,(1QHOQRYHPEUHKDSDU]LDOPHQWHLQQRYDWRPD
VRSUDWWXWWRPHJOLRGHÀQLWRDOFXQLDVSHWWLGHOODQRUPDSUHFHGHQWHGRSRLSULPLDQQLGLHVSHULHQ]DSHUFXLOHSULPH
DSSOLFD]LRQLGHOODQRUPDVRQRVWDWHHIIHWWXDWHLQSDUWLFRODUHGDOO·,,6QRQDSSHQDHVVDqVWDWDHPHVVDGDO&(1 RWWREUH
 TXLQGLJLjDOO·LQL]LRGHODQQRLQFXLqLQL]LDWDDQFKHO·DSSURYD]LRQHGDSDUWHGHOO·,,6GHOSHUVRQDOHDGGHWWRDOOD
VDOGDWXUDHDOOH31'VHFRQGRODGLUHWWLYD&( 3(' 
1HLSULPLDQQLGHOQXRYRVHFRORO·,62KDSUHSDUDWRQHO7HFKQLFDO&RPPLWWHH´1RQ'HVWUXFWLYH7HVWLQJµXQDQXRYD
HGL]LRQHGHOO·,62 HPHVVDQHO QDWXUDOHHYROX]LRQHGHOO·(1FKHGHVWDYDODIRQGDWDVSHUDQ]DGLRIIULUH
DOO·LQGXVWULDRUPDLIRUWHPHQWHLPSHJQDWDVXOODVWUDGDGHOODJOREDOL]]D]LRQHXQXQLFRGRFXPHQWRGLEDVHSHUWXWWHOH
DWWLYLWjGLIRUPD]LRQHTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHQHOPRQGRFRPHSHUDOWURJLjGDXQGHFHQQLRVWDYDDYYHQHQGRDG
HVHPSLRQHOFDPSRGHOOHÀJXUHSURIHVVLRQDOLGLVDOGDWXUD
3XUWURSSRQHOEDOORWWDJJLRÀQDOHFRQJLXQWR,62&(1WDOHSURJHWWRqVWDWRDSSURYDWRDOLYHOOR,62PDQRQDOLYHOOR&(1
FKHKDTXLQGLSXEEOLFDWRXQDQXRYD(1FKHGLIIHULYDGDOODVXDSUHFHGHQWHHGL]LRQHHGDOO·,62HVVHQ]LDOPHQWH
SHUODSRVVLELOLWjRIIHUWDDOOHD]LHQGHFKHDSSOLFDYDQRXQEHQVWUXWWXUDWRVLVWHPDGLTXDOLWjGLHYLWDUHODSURYDSUDWLFD
SHULOULQQRYRGHOODFHUWLÀFD]LRQHGHLOLYHOOLHDIURQWHGHOO·RJJHWWLYDHYLGHQ]DGRFXPHQWDOHGLXQDVRGGLVIDFHQWHH
FRQWLQXDDWWLYLWjODYRUDWLYDGHOSHUVRQDOHLQWHUHVVDWR
)LQDOPHQWHQHOqVWDWDHPHVVDO·XOWLPDHGL]LRQHGHOO·,62FKHHVVHQGRVWDWDDSSURYDWDQHOEDOORWWDJJLRÀQDOH
VLDDOLYHOOR,62FKHDOLYHOOR&(1KDFRPSRUWDWRODFRQYHUJHQ]DGHOODQRUPD(1FRQTXHOOD,62LOULWLURGHOODSULPD
HFRPHGLFRQVXHWRO·DVVXQ]LRQHGHOODQXPHUD]LRQHGHOODVHFRQGDLQGLYLGXDWDTXLQGLGRSRLOUHFHSLPHQWRGHO&(1H
TXHOORLPPHGLDWDPHQWHVXFFHVVLYRGHOO·81,DYYHQXWRLOFRPH81,(1,62

Destructive Testing") ed internazionale (ISO TC 135 "Non Rientrano sotto la direttiva 97/23 tutte le attrezzature con
Destructive Testing"). Conseguentemente i regolamenti una pressione di progetto superiore a 0,5 bar: in particolare
dell’IIS prima e quelli dell’IIS CERT1 poi sono stati singole attrezzature come serbatoi, scambiatori, valvole,
continuamente e tempestivamente aggiornati. accessori di sicurezza e altri accessori a pressione, nonché
In particolare all’ultima edizione dell’UNI EN ISO 9712 insiemi composti da quest’ultime come caldaie e impianti
fa riferimento l’attuale documento CER_QAS 021 R chiavi in mano; sono pertanto escluse le macchine.
“Regolamento per la certificazione degli operatori di A partire dalla sua entrata in vigore la direttiva PED ha
controlli non distruttivi”, emesso da IIS CERT, nella sua portato importanti ed interessanti novità anche nei settori
revisione 3, il 31/07/2012. della saldatura e delle prove non distruttive, soprattutto
per quanto riguarda la certificazione del personale addetto
1.2 La direttiva PED all’esecuzione dei controlli.
L’ampliamento dei confini all’interno del mercato europeo In particolare la direttiva ha voluto enfatizzare un concetto
ha reso necessario l’emanazione della direttiva 97/23 PED, assai rilevante e già in qualche modo espresso dalle
di applicazione facoltativa a decorrere dal 29 Novembre normative relative alla certificazione del personale (UNI
1999 e obbligatoria dal 29 Maggio 2002. EN 473 e successivamente UNI EN ISO 9712) mediante la
Pertanto attualmente qualsiasi attrezzatura a pressione deve cosiddetta “Autorizzazione ad Operare”.
riportare la marcatura CE per poter essere immessa sul Il riferimento è, in particolare, alla verifica delle effettive
mercato comunitario europeo. competenze di un operatore nell’applicare un determinato
metodo di controllo in uno specifico contesto, in questo caso
1
All’inizio del 2011 l’Istituto Italiano della Saldatura (www.iis.it) ha conferito
quello delle attrezzature a pressione.
le sue attività di certificazione alla sua consociata IIS CERT (www.iiscert.it) Tale verifica viene definita appunto “Approvazione” (Tab. 2).

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 665
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

TABELLA 2 - Dettagli sullo sviluppo e l’applicabilità della direttiva PED

,OFRQFHWWRGLDSSURYD]LRQHFRPHVSHFLÀFDWRQHOWHVWRDSSDUHIDFLOPHQWHFRPSUHQVLELOHTXDQGRLOSHUVRQDOHDGGHWWR
DOOH31'qGLUHWWDPHQWHDOOHGLSHQGHQ]HGHOIDEEULFDQWHFKHUHDOL]]DO·DWWUH]]DWXUDDSUHVVLRQHHRSHUDDOO·LQWHUQRGHO
SURFHVVRGLIDEEULFD]LRQHGHOIDEEULFDQWHVWHVVRLOOHJDPHWUDLOPHWRGRGLFRQWUROORDSSOLFDWRHORVSHFLÀFRFRQWHVWRq
HYLGHQWHHO·DWWLYLWjGLYDOXWD]LRQHHIIHWWXDWDGDOO·(QWLWj7HU]D5LFRQRVFLXWDqUHODWLYDPHQWHSRFRDUWLFRODWD
1HOFDVRGLSHUVRQDOHFKHRSHUDLQYHFHSHUFRQWRGL6RFLHWjIRUQLWULFLGHOVHUYL]LR31'SUHVVRLIDEEULFDQWLGLDWWUH]]DWXUH
DSUHVVLRQHO·DWWLYLWjGLYDOXWD]LRQHHIIHWWXDWDGDOO·(QWLWj7erza 5LFRQRVFLXWDFRPSRUWDTXDOFKHGLIÀFROWjLQSLGRYHQGR
HVVHUHGDWDHYLGHQ]DRJJHWWLYDGHOOHHIIHWWLYHFRPSHWHQ]HGHJOLRSHUDWRULSHULOFRQWUROORGHOOHGLYHUVHDWWUH]]DWXUHD
SUHVVLRQHFKHHYLGHQWHPHQWHVLGLIIHUHQ]LDQRSHUWLSRGLPDWHULDOHWLSRGLSURFHVVLGLJLXQ]LRQHHVDOGDWXUDQRQFKpSHU
DSSOLFDELOLWjRPHQRGLSDUWLFRODULWHFQLFKHGLFRQWUROORQHOO·DPELWRGLXQRVSHFLÀFRPHWRGR
/·,,6SULPDO·,,6&(57DWWXDOPHQWHqXQD(QWLWj7HU]D5LFRQRVFLXWDSHUO·DSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'LQDFFRUGRDOOD
GLUHWWLYD3('HSHUHQWUDPEHOHVLWXD]LRQLGLFXLVRSUDVLqGRWDWRGLRSSRUWXQLFULWHULHUHJROHWHFQLFKHROWUHDTXHOOL
RYYLDPHQWHSUHYLVWLGDOOHQRUPHGLULIHULPHQWRSHUJDUDQWLUHXQ·DSSURYD]LRQHFRQHOHYDWRYDORUHDJJLXQWRDVXSSRUWR
GHLIDEEULFDQWLHGHOORURLPSHJQRDGDVVLFXUDUHDGHJXDWHSUHVWD]LRQLSHUOHSURSULHDWWUH]]DWXUHDSUHVVLRQH
$IÀQFKpTXHVWHXOWLPHHLORURLQVLHPLSRVVDQRHVVHUHPDUFDWL&(qQHFHVVDULDXQDYHULÀFDGLFRQIRUPLWjDLUHTXLVLWL
GHOODGLUHWWLYD3('YHULÀFDFKHGHYHHVVHUHVYROWDGDXQ2UJDQLVPR1RWLÀFDWRFRQPRGDOLWjSLRPHQRDSSURIRQGLWH
DVHFRQGDGHOULVFKLRSUHVVLRQH

TABELLA 3 - Metodi PND, certificati EN/ISO e approvazioni CE in vigore al 31


luglio 2012

Simbolo CertiÀcati Approvazioni


Metodo
CEN/ISO EN e ISO CE

&RUUHQWLLQGRWWH (7  
7HUPRJUDÀDDOO
LQIUDURVVR 77  
5LYHOD]LRQHGLIXJKH /7  
3DUWLFHOOHPDJQHWLFKH 07  
/LTXLGLSHQHWUDQWL 37  
5DGLRJUDÀD 57  
8OWUDVXRQL 87  
9LVLYR 97  
(VWHQVLPHWULD 67   Figura 2 - Certificazioni IIS secondo UNI EN e ISO in
vigore al 31/07/2012 suddivise per i livelli 1, 2 e 3

2. Attività dell’IIS e di IIS CERT IIS CERT ha per oggetto attività di ispezione e valutazione
di conformità a fronte di Direttive europee e/o Decreti
All'inizio degli anni 2000, l'Istituto Italiano della Saldatura nazionali relativi al comparto industriale, con riferimento,
ha completato l'informatizzazione per la gestione della ancora a titolo esemplificativo e non esaustivo, ai settori
sua Divisione Certificazione ed è quindi agevole, oltre che energia, trasporti, impiantistica, strutture industriali e civili
significativo, fornire e discutere i dati opportunamente ed elettromeccanico in genere.
aggregati e paragonabili sull’esperienza maturata dal I metodi PND per i quali l'IIS ha operato fino al 2010 e
Gruppo IIS nell'applicazione delle varie edizioni delle per i quali IIS CERT attualmente opera come Organismo
norme EN 473 e ISO 9712 nonché della direttiva PED dal Certificante Accreditato da Accredia e Notificato CE3 sono
gennaio 2001 fino al luglio 2012 compresi, tenendo quindi
conto che all’inizio del 2011 l’IIS ha conferito le sue attività 2
All’inizio del 2011 l’Istituto Italiano della Saldatura (www.iis.it) ha anche
di qualificazione/certificazione ed approvazione alla sua conferito le sue attività di consulenza, sorveglianza e controllo alla sua
consociata IIS SERVICE (www.iisservice.it), mentre all’inizio del 2013 l’IIS
consociata IIS CERT2. Quest’ultima ha come oggetto conferirà le sue attività di formazione e laboratorio alla sua terza con-
attività di qualificazione, approvazione, certificazione, sociata IIS PROGRESS (www.iisprogress.it) che sarà appunto attiva dal
01/01/2013.
con riferimento alle tecnologie di giunzione ed a quelle 3
L’Istituto Italiano della Saldatura fino al 2010 e l’IIS CERT (www.iiscert.it)
connesse, affini e contigue, nonché alle relative applicazioni, dall’inizio del 2011 sono Ente Notificato CE e Organismo Accreditato da
Accredia (precedentemente Sincert) per l’approvazione / qualificazione
in contesti quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, / certificazione di saldatori, operatori di saldatura, addetti alle prove non
sistemi, processi e procedure, prodotti, personale. Inoltre distruttive e procedure di saldatura.

666 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

TABELLA 4 - Certificati EN e ISO in vigore per livello e per metodo


Metodo ET TT LT MT PT RT UT VT ST Totali
Livello 1 97 2 28 26 32 44 93 21 10 353
Livello 2 168 63 34 1035 1278 636 987 1070 7 5233
Livello 3 6 -- 1 75 72 44 73 44 2 317
Totali 271 65 63 1131 1372 724 1138 1120 19 5903

indicati nella Tabella 3, con il relativo simbolo EN/ISO e


con il numero di qualificazioni/certificazioni EN/ISO ai
livelli 1, 2 e 3 e di approvazioni CEE rilasciate dal gennaio
2001 al luglio 2012 compresi. La Figura 2 mostra anzitutto
il numero di certificati EN/ISO per livello e conferma
l'interesse delle aziende particolarmente per il personale di
livello 2, in quanto, tra l'altro, competente ed autorizzato a
selezionare le tecniche di prova, ad eseguire le prove stesse
e a interpretarne e valutarne i risultati in conformità alle
norme, ai codici e/o alle specifiche applicabili.

3. CertiÀcazioni ai livelli 1 e 2

Il numero di certificati secondo EN/ISO in vigore per i


Figura 3 - Certificazioni IIS secondo UNI EN e ISO in vigore al
livelli 1 e 2 al 31/07/2012, suddiviso per i relativi metodi, è 31/07/2012 per i livelli 1 e 2 suddivise per metodo
riportato nella Tabella 4.
La Figura 3 mostra la distribuzione dei certificati secondo ultrasonoro; in effetti l'applicazione del controllo radiografico
EN/ISO in vigore per i livelli 1 e 2 al 31/07/2012 per metodo
è in lento ma costante declino, per il costo delle installazioni
e mette in evidenza la preponderanza di quelli per controlli
e delle apparecchiature, per le minori prestazioni, soprattutto
superficiali, in quanto di più immediata applicazione ma
nel caso degli spessori più elevati e per la rilevanza
comunque adeguati a rilevare la mancanza di anomalie in
molti casi pratici; tra questi metodi il controllo con liquidi ambientale ed economica delle misure di sicurezza. Gli
penetranti è quello un po’ più utilizzato, presumibilmente altri metodi, molto specialistici, sono presenti in misura
per la semplicità delle apparecchiature, mentre l'interesse marginale. La maggior parte degli esami di qualificazione/
per quello visivo, di più recente introduzione, è cresciuto certificazione ai livelli 1 e 2 è stata effettuata presso il Centro
rapidamente superando, sia pur di poco, quello per il d'esame del Gruppo IIS, organizzato anche come centro
metodo con particelle magnetiche. Tra i metodi volumetrici d'esame itinerante, e presso i Centri Attrezzati del Gruppo,
le certificazioni più richieste sono quelle relative al controllo ma un certo numero di esami è stato svolto anche presso

Figura 4 - Nella moderna sede genovese dell’IIS un’aula e la sala Rx (a destra, in primo piano la porta di cemento al bario dello spessore di 840
mm e del peso di 19 t e sullo sfondo un’apparecchiatura radiogena da 160 kV con macchia focale da 1x1 mm) utilizzate per la formazione, la
qualificazione e la certificazione in saldatura e CND

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 667
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

TABELLA 5 - Centri d’esame approvati da IIS/IIS CERT

Centro Responsabile Telefono Web e E-mail Metodi

Istituto Italiano della


ZZZLLVLW
Saldatura 
 ZZZLLVFHUWLW
Sede Centrale 'RWW,QJ
 ZZZIRUPD]LRQHVDOGDWXUDLW (7/70737578797
/XQJRELVDJQR,VWULD 6LPRQH586&$
 LLV#LLVLW
*HQRYD*(
VLPRQHUXVFD#LLVLW
FHQWURLWLQHUDQWH

Sede di Legnano
LLVORP#LLVLW
9LD3LVDFDQH 'RWW,QJ 
UHQDWRGHOODUDJLRQH#LLVLW (7/70737578797
/HJQDQR0, 6LPRQH586&$ 
VLPRQHUXVFD#LLVLW
FHQWURDWWUH]]DWR

Sede di Modena
LLVHPL#LLVLW
9LDOH9LUJLOLR& 'RWW,QJ 
JLDQQLDUOHR#LLVLW (7/70737578797
0RGHQD02 6LPRQH586&$ 
VLPRQHUXVFD#LLVLW
FHQWURDWWUH]]DWR

Sede di Mogliano Veneto


LLVYHQ#LLVLW
9LD0DUFRQL 'RWW,QJ 
HJLGLRELUHOOR#LLVLW (7/70737578797
0RJOLDQR9HQHWR79 6LPRQH586&$ 
VLPRQHUXVFD#LLVLW
FHQWURDWWUH]]DWR

Sede di Priolo
LLVVLF#LLVLW
9LDOH$QQXQ]LDWD( 'RWW,QJ 
EUXQRVFXOOL#LLVLW (7/70737578797
3ULROR*DUJDOOR65 6LPRQH586&$ 
VLPRQHUXVFD#LLVLW
FHQWURDWWUH]]DWR

Sede di Taranto
LLVSXJ#LLVLW
9LDOH9LUJLOLR 'RWW,QJ 
JLDQYLWRPDULJJLR#LLVLW (7/70737578797
7DUDQWR7$ 6LPRQH586&$ 
VLPRQHUXVFD#LLVLW
FHQWURDWWUH]]DWR

AQM 3,
9LD(GLVRQ *LXVHSSH  www.aqm.it (707375787
3URYDJOLRG
,VHR%6 &2592

BYTEST
'RWWVVD
9LD3LVD  ZZZE\WHVWFRP (7/70737578797
0DULQD3202
9ROSLDQR72

CND Studio 3,


9LD6WLOLFRQH *LQR  ZZZFQGVWXGLRLW (7073757778797
0LODQR0, )$%%5,

Lucchini RS 3,
9LD*3DJOLD *ODXFR  JSDWHOOL#OXFFKLQLUVLW (7073757678797
/RYHUH%* 3$7(//,

1RWD(*)'DOOHDWWLYLWjGL&HUWLÀFD]LRQHH$SSURYD]LRQHGHO*UXSSR,,6VRQRVYROWHGD,,6&(57
1RWD(**): In allestimento.

le aziende richiedenti (Fig. 4). L'elenco dei centri d'esame Organismo Certificante, hanno opportunamente applicato
approvati dal Gruppo IIS al 30 luglio 2012 è riportato nella alle necessità delle aziende richiedenti. In particolare le
Tabella 5. Una parte interessante degli esami effettuati, aziende hanno mostrato notevole interesse alle certificazioni
corrispondente ad alcuni punti percentuali sul totale, è stata suddette soprattutto per i seguenti metodi e casi:
relativa a certificazioni limitate o speciali emesse sulla r prove a bolle;
base delle flessibilità consentite dalle ultime edizioni delle r radiografia digitale;
norme EN 473 e ISO 9712, che IIS e poi IIS CERT, come r radiografia per lettura e interpretazione lastre;

668 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

TABELLA 6 - Struttura delle sessioni d’esame IIS CERT secondo ISO 9712

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì

0DWWLQR  3URYDGLPHWRGRDTXL] 3URYDGLPHWRGRDTXL] 3URYDGLPHWRGRDTXL] 3URYDGLPHWRGRDTXL]

3RPHULJJLR (VDPHGLEDVHDTXL] 6WHVXUDSURFHGXUD 6WHVXUDSURFHGXUD 6WHVXUDSURFHGXUD 6WHVXUDSURFHGXUD

r ultrasuoni per controllo spessori;


r ultrasuoni per controllo automatizzato;
r ultrasuoni per controllo TOFD e Phased Array;
r onde guidate.

4. CertiÀcazioni al livello 3

Il numero di certificati secondo EN/ISO in vigore al


31/07/2012 per il livello 3, suddiviso per i relativi metodi,
è riportato nella Tabella 4, mentre la Figura 5 ne sintetizza
la distribuzione, che ricorda quella dei livelli inferiori.
Le sessioni d'esame di livello 3 sono tenute almeno
semestralmente4 con calendari personalizzati per i singoli
candidati in modo da ridurre il loro impegno temporale fino
ad una sola giornata per ogni metodo (Tab. 6); esse prevedono Figura 5 - Certificazioni EN/ISO in vigore al 31/07/2012 per il livello
3 suddivise per metodo
anche eventuali prove di recupero, nei tempi previsti dalla
norma ISO 9712, per le parti d'esame non superate.

5. Approvazioni

Il rilascio di approvazioni secondo la direttiva 97/23/CE


(PED) da parte di IIS CERT, in qualità di Entità Terza
Riconosciuta, si articola secondo tre possibili percorsi a
seconda se il personale sia già in possesso di certificazione
secondo EN/ISO (emesso da un organismo accreditato
secondo ISO 17024), di qualificazione secondo ASNT o sia
altrimenti qualificato.
In ogni caso il datore di lavoro deve fornire all’Organismo
Notificato (attualmente IIS CERT) il curriculum vitae del
candidato, una dichiarazione attestante la relativa esperienza
lavorativa orientata alla tipologia di prodotto controllato, le Figura 6 - Approvazioni secondo direttiva PED suddivise per metodo
procedure aziendali di controllo, l'elenco delle attrezzature
CND dell'azienda, delle norme di prodotto utilizzate
dall'azienda a fronte delle quali si richiede l'approvazione seguito attentamente lo sviluppo, in sede nazionale ed
del personale CND e l'elenco dei materiali impiegati (tipo di internazionale, di linee guida, come quelle ASNT, di norme,
semilavorato e norma di riferimento). come quelle UNI, EN e ISO e di direttive come quella PED.
Il numero di approvazioni rilasciate è indicato nella Tabella 3, Tale sviluppo ha compreso, soprattutto inizialmente, un
mentre la Figura 6 ne sintetizza la distribuzione per metodo, notevole impegno degli esperti di normazione nazionali (in
che risulta abbastanza equilibrata, ma ancora con una certa particolare dell’industria e del Gruppo IIS) ed internazionali
prevalenza dei controlli superficiali. per la precisazione e l’armonizzazione dei requisiti richiesti;
ciò ha consentito il riconoscimento internazionale, da
6. Conclusioni parte di produttori e consumatori, degli attestati rilasciati

Dagli anni ‘60 l’IIS ha dedicato particolare attenzione 4


Le sessioni d’esame per il livello 3 sono tradizionalmente tenute nei
alla qualificazione e successivamente alla certificazione mesi di marzo e ottobre. Per le modalità di partecipazione IIS ed IIS
CERT emettono appositi bandi che sono pubblicati sulla Rivista Italia-
e approvazione del personale addetto alle PND. na della Saldatura e sul sito istituzionale www.iis.it o su quello specifico
Conseguentemente IIS e IIS CERT del Gruppo IIS hanno www.iiscert.it.

5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH 669
*&RVWDH60RUUD'DJOLDQQLVHVVDQWDO·LPSHJQRGL,,6HGL,,6&(57QHOODTXDOLÀFD]LRQHFHUWLÀFD]LRQHHDSSURYD]LRQHGHOSHUVRQDOH31'

dagli Organismi Certificanti accreditati e notificati. In un sotto la supervisione dell'Organismo di Accreditamento


secondo tempo, lo sforzo degli esperti di normazione è stato e dell'Autorità di Notifica, al servizio delle aziende
indirizzato alla preparazione di procedure più flessibili, volte interpretandone bisogni e necessità e fornendo loro soluzioni
alla semplificazione dei processi e quindi alla riduzione adeguate e personalizzate.
dei costi aziendali, ma comunque ancora sufficientemente Al 31/07/2012 risultavano globalmente in corso di validità
rigorose, in modo da non intaccare la confidenza degli circa 6150 tra certificazioni ed approvazioni emesse dal
utilizzatori nella qualificazione/certificazione/approvazione Gruppo IIS, tutte coperte da accreditamento o riconoscimento
degli addetti alle PND e consentire la più ampia possibilità Accredia o CE.
di riconoscimento reciproco delle attestazioni, sempre A monte dell’attività di formazione, qualificazione,
più essenziale per lo sviluppo internazionale dei traffici. certificazione e approvazione nel campo delle PND del
Finalmente nel luglio 2012 è stato raggiunto il traguardo Gruppo IIS stanno quindi un’approfondita conoscenza degli
finale, consistente nell’emissione della norma UNI EN ISO strumenti normativi e delle direttive, che esso ben possiede
9712, che ha validità generale in quanto approvata da tutti avendo sempre partecipato alla formazione delle delegazioni
i Paesi interessati, europei ed extraeuropei. A quest’ultima italiane al CEN TC 138, all’ISO TC 135 e alla Direzione
norma, in particolare, fa riferimento l’attuale documento Industria della Commissione Europea, contribuendo
CER_QAS 021 R “Regolamento per la certificazione degli fattivamente a tutte le discussioni nazionali e internazionali
operatori di controlli non distruttivi”, emesso da IIS CERT, rilevanti per l’interesse dei produttori e degli utilizzatori
nella sua revisione 3, il 31/07/2012. nazionali e per il progresso delle PND.
Fondamentali per raggiungere tale traguardo sono state
l’esperienza, la capacità e la disponibilità dei più attenti
Organismi Certificanti (in particolare dell’IIS che dal 2011 Ringraziamenti
ha conferito le sue attività di certificazione e approvazione Gli autori ringraziano la Sig. ra Luisa Marongiu per la
a IIS CERT) di porsi, nell'ambito delle prescrizioni e raccolta e l’elaborazione dei dati.

Giulio COSTA, laureato in Ingegneria Industriale Elettrotecnica presso l’Università di Genova nel 1964, entra
all’Istituto Italiano della Saldatura nel 1965. Nel 1977 è certificato livello 3 LT, MT, RT, UT (e successivamente VT) e
diventa Dirigente responsabile delle attività di Insegnamento, Certificazione, Ricerca e Normazione.
Come responsabile dei Comitati Tecnici dell’IIS, svolge intensa attività in numerose Commissioni di studio e
normazione nazionali, europee ed internazionali ricoprendo inoltre il ruolo di Presidente della Commissione
“Concezione e fabbricazione delle strutture saldate” dell’Istituto Internazionale della Saldatura (IIW) dal 1986 al
1997 e di Presidente della Commissione “Saldature” dell’UNI dal 1991 al 2009. Nominato Vice-Segretario Generale
nel 1985, è Segretario Generale dell’IIS dal 1990 al 1996. Nello stesso periodo viene inoltre certificato EWE/IWE
e EWI/IWI e viene nominato Tesoriere dell’IIW e Membro del Board of Directors dell’IIW e dell’European Welding
Federation (EWF); dal 1990 al 2002 è Presidente del Comitato “Publication” dell’IIW. Dal 1997 è Membro del
Comitato Direttivo e Consulente Generale Onorario dell’IIS. Dal 1999 al 2001 è Presidente dell’EWF e nuovamente
Membro del Board of Directors dell’IIW. Dal 2000 al 2009 è Capo del Gruppo Settoriale “Protezione individuale
e beni di largo consumo” della Commissione Centrale Tecnica dell’UNI. Dal 2011 è Vice Presidente dell’IIS ed è
membro del Consiglio di Amministrazione di IIS CERT e, dal 2013, di IIS PROGRESS.

Stefano MORRA, laureato in Ingegneria Civile presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova nel 1995.
Funzionario dell’Istituto Italiano della Saldatura dal 1996, si è occupato principalmente di assistenza tecnica alla
progettazione e fabbricazione di strutture metalliche di carpenteria nel settore civile e ferroviario.
Nominato dirigente IIS nel 2010, ha ricoperto la funzione di Vice Responsabile della Divisione Certificazione e di
Responsabile dell’Area Certificazione Figure Professionali in Saldatura e Prove non Distruttive. Nel 2011 è nominato
Direttore Tecnico dell’IIS CERT. Nel campo della saldatura possiede la certificazione di EWE/IWE, mentre nel
campo dei controlli non distruttivi possiede le certificazioni ISO 9712 di Livello 2 e 3 nei metodi MT e RT ed è inoltre
certificato dall’ASNT come Level 3 nel metodo “Magnetic Particle Test”.
In sede internazionale è membro del Board of Directors dell’International Authorization Board (IAB) dell’Istituto
Internazionale della Saldatura e Presidente del Gruppo B “Rules and Authorization” per la Qualificazione e
Certificazione delle Figure Professionali di Coordinamento e Ispezione in Saldatura e la Certificazione delle Aziende,
nonché delegato UNI all’ISO TC 44 “Welding” e al CEN TC 121 “Welding”.

670 5LYLVWD,WDOLDQDGHOOD6DOGDWXUDQ6HWWHPEUH2WWREUH
M.Yamazaki
International Institute of W et al. - Creep
elding
Welding g rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

Creep rupture properties


and fracture type of
9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni M. Yamazaki *

steel dissimilar joints (°) T. Watanabe


H. Hongo
M. Tabuchi
*
*
*

Summary / Sommario
By conducting long-term creep rupture tests for dissimilar weld joints
(9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni) made with Gas Tungsten Arc Welding (GTAW) and
Friction Joining (FJ), creep rupture properties and microstructures were exa-
mined, and the relationships between changes in microstructure and nuclea-
tion and propagation of creep cracks that occur during creep deformation in
weld joint specimens were studied. Creep rupture tests of GTAW joints were
1.Introduction conducted at three temperatures: 550, 600 and 650 °C, under applied stresses
of 160-240 MPa, 80-160 MPa and 40-80 MPa, respectively. Creep rupture
18Cr-8Ni and 9Cr-1Mo-V-Nb steels tests of FJ joints were conducted at 600 °C and 650 °C under stresses ranging
from 40 to 160 MPa and 30 to 80 MPa, respectively. The creep-rupture strength
are used mostly in thermal/nuclear of dissimilar weld joint specimens was lower than that of the 9Cr-1Mo-V-Nb
power plants owing to their high base metal specimen at all temperature levels. In addition, the differences in
strength at high temperatures. In struc- creep strength between the dissimilar weld joint specimen and the base metal
tural components after long-term ser- specimen tended to be greater at higher temperature levels.
vice at high temperature, however, The fracture type of dissimilar weld joint was transformed from a Type V
fracture and a Type VII fracture mode to a Type IV fracture mode following
fracture occurs mainly not in the base long-term creep rupture tests. The fracture type of the dissimilar weld joints
metal part, but in the weldments. was predicted as a Type IV fracture mode at 550 °C and 600 °C and with
9Cr-1Mo-V-Nb steel is used mostly in rupture occurring after 100 000 hours.
thermal power plants. Because about
ten years have passed from its practi- Per effettuare prove di creep di lunga durata su giunti dissimili (9Cr-1Mo-V-
Nb/18Cr-8Ni) realizzati con processo di saldatura TIG e ad attrito, sono state
cal application, there have been grow- esaminate le proprietà di resistenza a rottura e le microstrutture e sono state
ing concerns about age-degradation in studiate le relazioni esistenti tra le variazioni microstrutturali, la nucleazione e
the mechanical properties at elevated la propagazione di cricche dovute a deformazione dei provini in regime di cre-
temperatures of structural compo- ep. Le prove di creep su giunti saldati con processo TIG sono state eseguite a
nents manufactured from this steel tre temperature: 550, 600 e 650 °C, con applicazione di carichi rispettivamente
di 160-240 MPa, 80-160 MPa e 40-80 MPa. Le prove di creep su giunti saldati
[1]. Therefore, many researches have a frizione sono state condotte a 600 °C e 650 °C, con applicazione di carichi
been conducted to predict the creep da 40 a 160 MPa e da 30 a 80 MPa, rispettivamente. La resistenza a rottura dei
life and residual life of base metal of provini ricavati da giunti dissimili è risultata inferiore a quella del provino di
9Cr-1Mo-V-Nb steel [2-14]. Recently, materiale base 9Cr-1Mo-V-Nb, a tutti i livelli di temperatura. Inoltre, le diffe-
nucleation and propagation of creep renze di resistenza allo scorrimento viscoso tra il provino di materiale dissimi-
le e quello di materiale base tende ad essere maggiore a livelli di temperatura
cracks (the fracture is now recognized elevati. In seguito a prove di creep di lunga durata, il tipo di frattura del giunto
as Type IV fracture) in the fine-grained saldato si è trasformato da una modalità di tipo V e VII ad una di tipo IV. Il tipo
HAZ (Heat-Affected Zone) regions of di frattura dei giunti dissimili è stato previsto come Tipo IV alle temperature di
9Cr-1Mo-V-Nb weld joints after long- 550 °C e 600 °C e con rottura dopo 100 000 ore.
term service have become a worldwide
IIW Thesaurus Keywords:
problem to solve [15-39]. Austenitic stainless steels; creep; creep resisting materials; creep strength;
creep tests; dissimilar materials; dynamically recrystallised zone; elevated
temperature strength fractures; friction welding; GTA welding; high alloy Cr
(°) Doc. IIW-1893-09, Recommended for Publi-
cation by Commission IX “Behaviour of Metals
Mo steels; high alloy steels; high temperature; mechanical properties; mecha-
Subjected to Welding”. nical tests; microstructure; recrystallization; stainless steels; stress rupture
* National Institute for Materials Science, Tokyo strength; weldability.
(Japan).

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 671


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

TABLE 1 - Chemical compositions of 9Cr-1Mo-V-Nb, Inconel 82 and 18Cr-8Ni steels [mass %.]

Materials C Si Mn P S Ni Cr Mo Cu Fe V Al Nb Nb+Ta N Ti

9Cr-1Mo-V-Nb 0.10 0.24 0.44 0.005 0.001 0.04 8.74 0.94 0.012 - 0.21 0.014 0.076 - 0.058 -

Inco. 82
0.03 0.21 2.99 0.003 0.001 73.74 18.54 - 0.01 1.39 - - - 2.68 - 0.28
(WEL-82)

18Cr-8Ni 0.06 0.52 0.93 0.029 0.008 8.89 18.32 - - - - - - - - -

TABLE 2 - Welding conditions for gas tungsten arc welding

Welding Butter weld Butt weld

Groove - U
Wire WEL-82 WEL-82
Welding current [A] 230 200-250
Arc voltage [V] 10.5 10.5
Welding speed [cm/min] 10 10
Heat input [kJ/mm] 1.45 1.26-1.58
Interpass temperature [°C] 273-230 100-110
Figure 1 - Welding procedure of GTAW dissi-
Post-weld heat treatment [°C] 730 x 8.4 h - milar weld joint

The results of these investigations The welding mate-


have shown that Type IV fracture oc- rial used for butter-
curred in the weld joint specimens in ing and butt weld-
lower-stress creep regions. Research ing was WEL-82.
has also been conducted on creep rup- The first step in
ture properties of dissimilar weld joint the welding pro-
specimen cut out of weldments. cess was the weld
Creep rupture properties and micro- buttering of the
structural changes were examined in 9Cr-1Mo-V-Nb
this study by conducting long-term steel plate using
creep rupture tests on dissimilar weld wire, WEL-82. Figure 2 - Cross-sectional view of the GTAW
joint specimens of 18Cr-8Ni and 9Cr- Next, a post-weld dissimilar weld joint
1Mo-V-Nb steel. The relationship be- heat treatment
tween changes in microstructure and (PWHT) was con-
nucleation and propagation of creep ducted at a temperature of 730 °C for weld joint of the plate. X-ray inspec-
cracks occurring during creep defor- 8.4 h. Lastly, butt welding with the tion of the weld joint revealed no de-
mation of dissimilar weld joint speci- 18Cr-8Ni plate was conducted using fects. The white spots, seen in Figure
mens was studied. the same type of wire as in the butter- 2, along the centre of the plate are in-
ing procedure. This welding process dentations that resulted from hardness
2. Preparation of weld joints together with the welding build-up se- testing. Flat plate-type creep speci-
and sampling of weld joint quence is shown in Figure 1. mens with a width of 5 mm, thickness
specimens The process used for both weld butter- of 17.5 mm, and gauge length of 100
ing and butt welding was gas tungsten mm were sampled in the direction per-
2.1 Gas tungsten arc welding joint arc welding (GTAW). The chemical pendicular to the weld line of the weld
compositions of the base metal and the joint, with the sectioned butt weld lo-
18Cr-8Ni and 9Cr-1Mo-V-Nb steel weld metal and the welding conditions cated in the centre of the gauge por-
plates, each with a thickness of 25 are shown in Tables 1 and 2, respec- tion of the specimen. Figure 3 shows
mm, were used in the manufacture of tively. Figure 2 shows the macrostruc- sampling location of the flat plate-type
weldments. ture of the cross-sectional area in the creep specimen.

672 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

TABLE 3 - Chemical compositions of used steels [Mass %]

Materials C Si Mn P S C Ni Mo V Nb

18Cr-8Ni 0.06 0.6 0.97 0.025 0.006 18.00 8.97 0.012 - -

309S 0.07 0.32 1.63 0.029 0.001 13.24 22.57 - - -

310S 0.03 0.23 1.15 0.027 0.001 19.31 24.20 - - -

9Cr-1Mo-V-Nb 0.08 0.34 0.49 0.005 0.004 8.34 0.09 0.89 0.23 0.07

18Cr-8Ni: JIS SUS304-HP. 1 100 °C – 25 min – WQ. 309S: JIS SUS309S bar, 1 080 °C – WQ. 310S: JIS SUS310S bar, 1 120 °C – WQ.
9Cr-1Mo-V-Nb: ASME SA-387 Grade 91, 1 050 °C -10 min-AC, 770 °C -60 min–AC, 740 °C – 8.4 h-FC.

Figure 3 - Sampling of test specimen from the Figure 5 - Cross-sectional view of the dissimi-
GTAW dissimilar weld joint lar friction joint

2.2 Friction joining

The materials used were 9Cr-1Mo-V-


Nb and 18Cr-8Ni steels with a thick-
ness of 25 mm. The creep properties
of the base metal of the present steel
were published as NRIM Creep Data
Sheet No. 43 [40]. The steel plates
were joined using Friction Joining
(FJ). The chemical compositions of
the base metal and the insert metal are
shown in Table 3. Figure 4 shows the
friction joining procedures and condi-
Figure 4 - Joining procedure of dissimilar friction joint tions. Figure 5 shows the cross-sec-
tional view of the friction joints. X-ray
inspection of the weld joint revealed
no welding defects. Figure 6 shows the
overview of the round bar-type creep
specimens with a diameter of 10 mm
and a gauge length of 100 mm.

3. Experimental method

Tensile tests were conducted at room


Figure 6 - Creep rupture specimen of the dissimilar friction joint temperature, 550, 600, and 650 °C.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 673


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

Figure 7 - Average linear expansion coeffi- Figure 8 - Hardness distribution in the GTAW
cients of used alloys dissimilar weld joint

The rate of strain for the elevated start. The average linear expansion co- ing occurred when the dissimilar weld
temperature tensile test was 5%/min. efficients of the five materials used in joints, connecting these dissimilar
Creep rupture tests of GTAW joint this study were measured using ther- types of steel, came into direct contact
were conducted at three tempera- mal analysis equipment. with heat. The average coefficient of
tures: 550, 600, and 650 °C, under Microstructural observations of as- linear expansion for the five types of
applied stresses of 160–240 MPa, welded material and ruptured speci- steel at around the service temperature
80–160 MPa, and 40–80 MPa, respec- mens were made using an optical mi- is shown in Figure 7. The coefficients
tively. Creep rupture tests of FJ croscope (OM) and a scanning elec- of linear expansion, for each type of
joints were conducted at two tem- tron microscope (SEM). steel, increased with increasing tem-
peratures: 600 °C and 650 °C with perature. Furthermore, the coefficients
applied stresses in the ranges 40- 4. Results and discussion increased in the order of 9Cr-1Mo-V-
160 MPa and 30-80 MPa, respective- Nb, Inconel 82, 310S, 309S and 304
4.1 Linear expansion coefficient
ly. Hardness measurements were car- and hardness distribution of dis- steels. It was estimated that the Inconel
ried out using a Micro-Vickers hard- similar weld joints 82 steel that was used as filler mate-
ness testing machine with a measuring rial for GTAW in this experiment, had
pitch of 0.3 mm, load of 4.9 N, and a In general, there was a significant dif- a mean coefficient of linear expansion
holding time of 30 s, beginning at the ference between the linear expansion that was intermediate to those of the
HAZ opposite the fracture surface of coefficients for the ferritic and auste- 9Cr-1Mo-V-Nb and 18Cr-8Ni steel.
the specimen, using the bond line as a nitic steels. As a result, surface crack- The hardness distribution of the GTAW

Figure 9 - Hardness distribution in the dissi- Figure 10 - Short-time tensile strength of


milar friction joint GTAW dissimilar weld joint

674 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

TABLE 4 - Tensile strength of friction dissimilar joints and base metals

Tensile strength [MPa]


Materials
at room temperature at 600 °C at 650 °C
304 630 370 313
G91 676 320 266
309S joint 648 LF: G91 315 LF: G91 254 LF: G91
310S joint 569 LF: 310 323 LF: 310 251 LF: G91
LF/Location of fracture.

dissimilar weld joints, prior to testing, from the 9Cr-1Mo-V-Nb steel [40] the rupture occurred in the base metal
is shown in Figure 8. The hardness of and 18Cr-8Ni base metals are shown of 9Cr-1Mo-V-Nb steel side at room
the section of 9Cr-1Mo-V-Nb steel in Figure 10. The tensile strength of temperature, at 600 °C and at 650 °C.
ranged from 220-230HV. the GTAW dissimilar weld joints de-
In contrast, the hardness of the Inconel creased with increasing temperature. 4.3 Relationship between long-term
creep rupture properties and
82 steel section showed a convex shape Figure 11 shows the appearance of the rupture location
distribution. The maximum value was specimen of GTAW dissimilar weld
approximately 250HV. joint, ruptured during the elevated- 4.3.1 GTAW weld joint
The section of 18Cr-8Ni steel had a temperature tensile test. At room tem- In this section, the creep rupture prop-
hardness of approximately 180–190 perature, the rupture occurred in the erties of the dissimilar weld joints and
HV. The hardness distribution of the buttering, whereas at 550 °C, the rup- the rupture location of all ruptured
FJ dissimilar weld joints, prior to test- ture occurred in the 18Cr-8Ni steel. specimens, after long-term exposure
ing, is shown in Figure 9. The hardness In contrast, at a temperature of 600 to elevated temperature are described.
of the section of 9Cr-1Mo-V-Nb steel and 650 °C, the rupture occurred in The stress-rupture time curves of the
was approximately 210 HV. the 9Cr-1Mo-V-Nb. Thus, it was de- dissimilar weld joints with the results
The hardness of the 310S steel section termined that the rupture location in of the base metal specimen of 9Cr-
showed 160HV. The maximum value the elevated-temperature tensile test of 1Mo-V-Nb steel [40] are shown in Fig-
was approximately 250 HV at the part the dissimilar joints varied according ure 12. The creep rupture strength of
of HAZ of 9Cr-1Mo-V-Nb steel. to the tensile strength of the base met- the dissimilar weld joint specimen was
The section of 304 steel had a hardness al. The tensile strength of the friction less than that of the base metal speci-
of approximately 140 HV. joints with those made from the 9Cr- men at each temperature. Furthermore,
4.2 Relationship between tensile 1Mo-V-Nb steel and 304 base metals the differences in creep strength be-
properties and rupture location are shown in Table 4. tween the dissimilar weld joint and
The tensile strength of the friction dis- base metal specimen tended to in-
The tensile strength of the GTAW dis- similar joints decreased with increas- crease with increasing temperature.
similar weld joint with those made ing temperature. For the 309S joint, Figure 13 shows the overall appearance

Figure 11 - Appearance of the GTAW dissi-


milar weld joint tensile specimens after tests Figure 12 - Stress vs. rupture time curves
denoting change of fractured location with of the GTAW dissimilar weld joint and 9Cr-
temperature 1Mo-V-Nb base metal

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 675


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

Figure 13 - Fracture surface structures of a Figure 14 - Fracture surface structures of a


creep-ruptured specimen at 550 °C, 160 MPa, creep-ruptured specimen at 650 °C, 40 MPa,
tR= 17 198 h tR = 27 536 h

and the structure of a cross-section of a the interface of the heat-affected zone electron microscope (SEM). In addition,
ruptured region following the 550 °C, (HAZ) of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel and an examination of the structure of the
160 MPa, and 17 198 h. There was no Inconel 82 in each case. ruptured area under the optical micro-
significant deformation on the rupture Figure 14 shows the overall appearance scope showed that, in each case, the
specimen and the rupture appeared to of the specimen, the ruptured area, and rupture occurred in the fine-grained re-
be brittle. A flat fracture surface was the structure of a cross-section of this gion of the heat-affected zone (HAZ)
observed on each section [Figures 13 area under the 650 °C, 40 MPa, and 27 of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel.
a), b), and c)]. In addition, the structure 536 h. The rupture section appeared to Our results show that, at 550 °C, the
of the ruptured region, examined un- be strongly oxidized [Figures 14 a), b), rupture location change from the base
der an optical microscope, occurred at and c)] when observed under scanning metal of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel to the

Figure 15 - Schematic of interface of the


GTAW dissimilar weld joint

Figure 16 - Stress vs rupture time curves of Figure 17 - Stress vs rupture time curves of
dissimilar friction joints dissimilar joints and 9Cr-1Mo-V-Nb steel

676 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

the Inconel 82, results of the base metal specimen of


creep rupture fol- 9Cr-1Mo-V-Nb steel are shown in Fig-
lowing long-term ure 17. The creep rupture strength of
at 550 °C. the friction dissimilar joint specimen
However, the long- was less than that of the base metal and
term creep rupture GTAW joints specimen at each tem-
test, at a tempera- perature. Furthermore, the differences
ture of 600 °C and in creep strength between the dissimi-
higher, showed that lar welded joint and base metal speci-
the effect of cohe- men tended to increase with increasing
sion and coarsen- temperature.
Figure 18 – Optical micrographs of HAZ of ing of carbide and
9Cr-1Mo-V-Nb steel for dissimilar friction
joints creep void gen- 4.3.3 Failure location and micro-
eration in the fine- structure of the friction joint
grained region Optical micrographs of the HAZ and
interface of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel HAZ was the 9Cr-1Mo-V-Nb base metal of the
and the Inconel 82, which is called a greater than that caused by the shear- friction joint for the virgin condition
combination failure, as the conditions ing stress, exerted at the interface area are shown in Figure 18.
changed from high to low stress and of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel. Two fine-grained parts are observed
long- term exposure. The rupture loca- It is possible that this resulted in the in the HAZ, one adjacent to the base
tion at 600 and 650 °C moved from the rupture that occurred in the fine- metal [Figure 18 b)] and the other ad-
base metal to the fine-grained region of grained region of the 9Cr-1Mo-V-Nb jacent to the interface of insert metal
the 9Cr-1Mo steel HAZ. Furthermore, steel HAZ, i.e. creep rupture that oc- [Figure 18 d)]. The fine-grained part
the results of the microstructural ob- curred following a long term of expo- in the HAZ adjacent to the interface
servations, as shown in Figures 13 and sure at a temperature of 650 °C. of insert metal formed during friction
14, demonstrated that the cause of the joining process, strain hardening due
interfacial failure of the 9Cr-1Mo-V- 4.3.2 Friction weld joint to upset pressure and recrystallization
Nb steel HAZ and the Inconel 82 steel, Stress versus creep rupture time curves by post-weld heat treatment.
which is a creep rupture resulting from for friction joints specimens are Scan electron micrographs of creep
long-term exposure, 550 °C, and the shown in Figure 16. rupture specimen at 600 and 650 °C
cause of the rupture in the fine-grained Creep rupture strengths of the 309S are shown in Figure 19 and Figure 20,
region of 9Cr-1Mo-V-Nb steel HAZ, joint specimens were slightly lower respectively. The rupture of friction
which was the creep rupture resulting than those of the 310S joint specimens joints occurred in the fine-grained re-
from long-term exposure. at 600 and 650 °C. The stress-rupture gion of the HAZ adjacent to the inter-
650 °C are considered as follows. time curves of both the dissimilar weld face of insert metal of the 9Cr-1Mo-
The 18Cr-8Ni steel side of the dissimi- joints, friction joints and gas tungsten V-Nb steel. The schematic of the mi-
lar weld joints appeared to have signif- arc welding (GTAW) joints, with the crostructure of friction welded joint is
icantly hardened areas at their interfac-
es due to the heat cycle at the time of
the butt welding process. In contrast,
on the side made of 9Cr-1Mo-V-Nb
steel, the remaining stress of the inter-
face area was removed due to the post-
weld heat treatment, which was con-
ducted after buttering with Inconel 82.
Therefore, as shown in the schematic
of the dissimilar welding interfaces in
Figure 15, the creep deformation of the
interface area on the 9Cr-1Mo-V-Nb
steel side was larger than that on 18Cr-
8Ni steel side, and the shearing stress
exerted on the interface was greater,
accordingly. This can be the cause of
the rupture that occurred at the inter-
face of the 9Cr-1Mo-V-Nb HAZ and Figure 19 – Scan electron micrographs of crept specimens for HAZ of dissimilar friction joint

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 677


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

schematic in Figure 22. Convention-


ally, the rupture types are classified as
Type I to Type IV [37-39], based on
the rupture location within the weld in
similar weld joints. Each type is de-
fined as follows:
r Type I: Rupture that generates
cracks only in the weld metal.
r Type II: Rupture that generates
cracks across the range of the
weld metal and at the coarse re-
gion of base metal HAZ.
r Type III: Rupture that generates
cracks only in the coarse- grained
Figure 20 – Scan electron micrographs and optical micrographs of crept specimens
region of the base metal HAZ.
r Type IV: Rupture that generates
shown in Figure 21. The fine-grained 4.4 Fracture type in dissimilar weld cracks only in the fine- grained
part of the HAZ adjacent to the inter- joint specimen region of the base metal HAZ.
face of insert metal formed during However, rupture locations differ
friction joining process, dynamic Weld rupture types of similar and dis- among dissimilar weld joints. Thus,
recrystallization. similar weld joints are shown in the new classifications from Type V to

Figure 21 – Schematic of the microstructure


of dissimilar friction joint
Figure 23 – Fracture type map of GTAW
dissimilar weld joint

Figure 24 – Relationship between long term


Figure 22 – Fracture type of similar and creep rupture strength and fracture type of
dissimilar weld joints GTAW dissimilar weld joint

678 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

Type VII are defined expediently as tween the creep rupture properties and 4. The fracture type of the GTAW
follows: fracture type of the GTAW dissimilar dissimilar weld joints observed in
r Type V: Rupture that generates weld joints, which was estimated us- the creep rupture test was trans-
cracks only in the base metal 9Cr- ing the Larson-Miller parameter [41]. formed from a Type V, Type VII
1Mo-V-Nb steel. The fracture type of the GTAW dis- fracture to a Type IV fracture
r Type VI: Rupture that generates similar weld joints was predicted mode when increasing tempera-
cracks ranging from the interface Type IV fracture mode at 550 and ture and decreasing applied stress.
of the 9Cr-1Mo-V-Nb steel HAZ 600 °C and at the rupture occurring 5. The fracture type of the GTAW
and the Inconel 82, to the 9Cr- after 100 000 h. Mechanical properties dissimilar weld joints was predict-
1Mo-V-Nb steel HAZ and the such as the creep rupture properties of ed Type IV fracture mode at 550
base metal 9Cr-1Mo-V-Nb steel. gas tungsten arc welding (GTAW) and °C and 600 °C and at the rupture
r Type VII: Rupture that gener- friction joining (FJ) dissimilar weld occurring after 100 000 h.
ates cracks at the interface of the joints were investigated under various 6. Two fine-grained parts were ob-
9Cr-1Mo-V-Nb steel HAZ and elevated temperature levels. served in the HAZ, one adjacent
the Inconel 82. The findings are as follows: to the base metal and the other
Figure 23 shows the fracture type of 1. The elevated temperature tensile adjacent to the interface of insert
the GTAW dissimilar weld joint speci- test on dissimilar weld joints dem- metal of dissimilar joint by fric-
men under temperature/stress treat- onstrated that the changes in the tion joining.
ments, determined by observing frac- rupture locations were dependent 7. The rupture of friction dissimilar
ture surfaces. upon the tensile strength of the joints occurred in the fine-grained
At 550 °C and 240/200 MPa, the rup- base metal. region of the HAZ adjacent to the
ture was a Type VI. At 160 MPa, the 2. Creep rupture strength of interface of insert metal of the
rupture was a Type VII. the GTAW and FJ dissimilar 9Cr-1Mo-V-Nb steel.
At a temperature of 600 °C and stress joint specimen was less than 8. The fine-grained of the HAZ ad-
of 160 MPa, the rupture was a Type V, that of the base metal speci- jacent to the interface of insert
and at less than 120 MPa, the rupture men at all temperature levels. metal formed during friction join-
was a Type IV. In addition, the differences in ing process, dynamic recrystalli-
Under lower stress, i.e., 80 MPa, the creep strength between the weld zation.
rupture was a mixed fracture of Type joint and the base metal specimen
III and Type IV. At the high tempera- tended to be greater with increas-
ture, 650 °C, the rupture was a Type ing temperature.
IV. As shown above, and in the results 3. At 550 °C, 160 MPa, 17 198 h, Acknowledgements
of this long-term creep rupture test, at the rupture specimen of GTAW
given temperatures and stress levels , it dissimilar weld joint fractured This experiment was funded by a grant
has been determined that the fracture at the interface between the from the Nuclear Research Fund, es-
type of dissimilar weld joints trans- 9Cr-1Mo-V-Nb steel HAZ and the tablished by The Ministry of Educa-
formed from a type V to a type VII and Inconel 82. It is believed that this tion, Culture, Sports, Science, and
Type IV fractures. was caused by the shearing stress, Technology, on behalf of the Atomic
Figure 24 shows the relationship be- exerted at the interface. Energy Board.

References

[1] Masuyama F.: Creep rupture life and design factors for high-strength ferritic steels, International Journal of Pres-
sure Vessels and Piping, 2007, Vol. 84, no. 1-2, pp. 53-61.
[2] Abe F.: Heat-to-heat variation in long-term creep strength of some ferritic steels, International Journal of Pressure
Vessels and Piping, 2010, Vol. 87, no. 6, pp. 310-318.
[3] Kaybyshev R.O., Skorobogatykh V. N. and Shchenkova I. A.: New martensitic steels for fossil power plant: Creep
resistance, The Physics of Metals and Metallography, 2010, Vol. 09, no. 2, pp. 186-200.
[4] Cheon J. S., Lee C. B., Lee B. O., Raison J. P., Mizuno T., Delage F. and Carmack J.: Sodium fast reactor evalua-
tion, Core materials, Journal of Nuclear Materials, 2009, Vol. 392, no. 2, pp. 324-330.
[5] Wilshire B. and Scharning P. J.: Long-term creep life prediction for a high chromium steel, Scripta Materialia, 2007,
Vol. 56, no. 8, pp. 701-704.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 679


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

[6] Sket F., Zieciol K. D., Borbely A., Kaysser-Pzalla A. R., Maile K. and Scheck R.: Microtomographic investigation
of damage in E911 steel after long term creep, Materials Science and Engineering: A, 2010, Vol. 528, no. 1,
pp. 103-111.
[7] Kabadwal A., Tamura M., Shinozuka K. and Esaka H.: Recovery and precipitate analysis of 9Cr-1MoVNb steel
during creep, Metallurgical and Materials Transactions A: Physical Metallurgy and Materials Science, 2010, Vol.
41, no. 2, pp. 364-379.
[8] Kimura K., Kushima H. and Sawada K.: Long-term creep deformation property of modified 9Cr-1Mo steel,
Materials Science and Engineering: A, 2009, Vol. 510-11, pp. 58-63.
[9] Yoshizawa M., Igarashi M., Moriguchi K., Iseda A., Armaki H. G. and Maruyama K.: Effect of precipitates on
long-term creep deformation properties of P92 and P122 type advanced ferritic steels for USC power plants,
Materials Science and Engineering: A, 2009, Vol. 510-11, pp. 162-168.
[10] Armaki H. G., Chen R., Maruyama K. and Igarashi M.: Premature creep failure in strength enhanced high Cr ferritic
steels caused by static recovery of tempered martensite lath structures, Materials Science and Engineering: A, 2010,
Vol. 527, no. 24-25, pp. 6581-6588.
[11] Keller C., Margulies M. M., Hadjem-Hamouche Z. and Guillot I.: Influence of the temperature on the tensile behav-
iour of modified 9Cr-1Mo T91 martensitic steel, Materials Science and Engineering: A, 2010, Vol. 527, no. 24-25,
pp. 6758-6764.
[12] Chandravathi K. S., Laha K., Bhanu Sankara Rao K. and Mannan S. L.: Microstructure and tensile properties of
Modified 9Cr-1Mo steel (grade 91), Materials Science and Technology, 2001, Vol. 17, no. 5, pp. 559-565.
[13] Sawada K., Suzuki K., Kushima H., Tabuchi M. and Kimura K.: Effect of tempering temperature on Z-phase for-
mation and creep strength in 9Cr-1Mo-V-Nb-N steel, Materials Science and Engineering: A, 2008, vol. 480, no.
1-2, pp. 558-563.
[14] Kocer C., Abe T. and Soon A.: The Z-phase in 9-12% ferritic steels: A phase stability analysis, Materials Science
and Engineering: A, 2009, Vol. 505, no. 1-2, pp. 1-5.
[15] Storesund J. and Tu S.-T: Geometrical effect on creep in cross weld specimens, International Journal of Pressure
Vessels and Piping, 1995, Vol. 62, no. 2, pp. 179-193.
[16] Tu S.-T., Segle P. and Gong J.-M.: Strength design and life assessment of welded structures subjected to high tem-
perature creep, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 1996, Vol. 66, no. 1-3, pp. 171-186.
[17] Segle P., Tu S.-T., Storesund J. and Samuelson L. A.: Some issues life assessment of longitudinal seam welds based
on creep tests with cross-weld specimens, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 1996, vol. 66, no.
1-3, pp. 199-222.
[18] Eggeler G., Romteke A., Coleman M., Chew B., Peter G., Burblies A., Hald J., Jefferey C., Rantala J., deWitte M.
and Mohrmann R.: Analysis of creep in a welded “P91” pressure vessel, International Journal of Pressure Vessels
and Piping, 1994, Vol. 60, no. 3, pp. 237-257.
[19] Parker J.: Creep and fracture behaviour of English Electric Mark III transition welds part (b) Ex-service weldments,
International Journal of Pressure Vessels and Piping, 1998, Vol. 75, no. 2, pp. 95-103.
[20] Tabuchi M., Watanabe T., Kubo K., Matsui M., Kinugawa J. and Abe F.: Creep crack growth behavior in the HAZ
of weldments of W containing high Cr steel, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2001, Vol. 78, no.
11-12, pp. 779-784.
[21] Matsui M., Tabuchi M., Watanabe T., Kubo K., Kinugawa J. and Abe F.: Degradation of Creep Strength in Welded
Joint of 9%Cr Steel, ISIJ International, 2001, Vol. 41, Supplement, pp. 126-130.
[22] Spigarelli S. and Quadrini E.: Analysis of the creep behaviour of modified P91 (9Cr-1Mo-NbV) weld, Materials and
Design, 2002, Vol. 23, no. 6, pp. 547-552.
[23] Albert S. J., Kondo M., Tabuchi M., Yin F., Sawada K. and Abe F.: Improving the creep properties of 9Cr-3W-
3Co-NbV steels and their weld joints by the addition of boron, Metallurgical and Materials Transactions A:
Physical Metallurgy and Materials Science, 2005, vol. 36, no. 2, pp. 333-343.
[24] Chellapandi P., Chetal S. C. and Raj B.: Assessment of ½d approach for creep damage estimation of FBR compo-
nents with crack like defect at welds, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2005, vol. 82, no. 10, pp.
739-745.
[25] Chellapandi P., Srinivasan R., Chetal S. C. and Raj B.: Experimental creep life assessment of tubular structures with
geometrical imperfections in welds with reference to fast reactor plant life, International Journal of Pressure Vessels
and Piping, 2006, Vol. 83, no. 7, pp. 556-564.
[26] Auerkari P., Holmström S., Veivo J. and Salonen J.: Creep damage and expected life for welded 9-11% Cr steels,
International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2007, vol. 84, no. 1-2, pp. 69-74.

680 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


M.Yamazaki et al. - Creep rupture properties and fracture type of 9Cr-1Mo-V-Nb/18Cr-8Ni steel dissimilar joints

[27] Holmström S. and Auerkari P.: Predicting weld creep strength reduction for 9% Cr steel, International Journal of
Pressure Vessels and Piping, 2006, Vol. 83, no 11-12, pp. 803-808.
[28] Allen D. J., Harvey B. and Brett S. J.: “FOURCRACK”: An investigation of the creep performance of advanced
high alloy steel welds, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2007, Vol. 84, no. 1-2, pp. 104-113.
[29] Nonaka I., Ito T., Takemasa F., Saitou K., Miyachi Y. and Fujita A.: Full size internal pressure creep test for welded
P91 hot reheat elbow, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2007, Vol. 84, no. 1-2, pp. 97-103.
[30] Sawada K., Tabuchi M., Hongo H., Watanabe T. and Kimura K.: Z-Phase formation in welded joints of high chro-
mium ferritic steels after long-term creep, Materials Characterization, 2008, Vol. 59, no. 9, pp. 1161-1167.
[31] Ogata T., Sakai T. and Yaguchi M.: Damage characterization of a P91 steel weldment under uniaxial and multiaxial
creep, Materials Science and Engineering: A, 2009, Vol. 510-511, pp. 238-243.
[32] Tabuchi M., Hongo H., Li Y., Watanabe T. and Takahashi Y.: Evaluation of microstructures and creep damages in
the HAZ of P91 steel weldment, Journal of Pressure Vessel Technology, 2009, Vol. 131, no. 2, pp. 1-6.
[33] Arivazhagan B., Prabhu R., Albert S. K., Kamaraj M. and Sundaresan S.: Microstructure and Mechanical proper-
ties of 9Cr-1Mo steel weld fusion zones as a function of weld metal composition, Journal of Materials Engineering
and Performance, 2009, Vol. 18, no. 8, pp. 999-1004.
[34] Li Y., Hongo H., Tabuchi M., Tkahashi Y. and Monma Y.: Evaluation of creep damage in heat affected zone of thick
welded joint for Mod.9Cr-1Mo steel, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2009, Vol. 86, no. 9, pp.
585-592.
[35] Sawada K., Bauer M., Kauffmann F., Mayr P. and Klenk A.: Microstructural change of 9% Cr-welded joints after
long-term creep, Materials Science and Engineering: A, 2010, Vol. 527, no. 6, pp. 1417-1426.
[36] Masuyama F.: Creep degradation in welds of Mod. 9Cr-1Mo steel, International Journal of Pressure Vessels and
Piping, 2006, Vol. 83, no. 11-12, pp. 819-825.
[37] Albert S. K., Matsui M., Watanabe T., Hongo H., Kubo K. and Tabuchi M.: Variation in the Type IV cracking be-
haviour of high Cr steel weld with post-weld heat treatment, International Journal of Pressure Vessels and Piping,
2003, Vol. 80, no. 6, pp. 405-413.
[38] Spindler S. L., Allen D. J., Baker A. J. and Spindler M. W.: Analysis of cross-weld creep rupture data on the 1/2Cr-
1/2Mo-1/4V Type IV zone, International Journal of Pressure Vessels and Piping, 2010, Vol. 87, no. 6, pp. 296-303.
[39] Laha K., Chandravathi K. S., Parameswaran P., Bhanu Sankara Rao K. and Mannan S. L.: Characterization of mi-
crostructures across the heat–affected zone of the modified 9Cr-1Mo weld joint to understand its role in promoting
Type IV cracking, Metallurgical and Materials Transactions A: Physical Metallurgy and Materials Science, 2007,
Vol. 38, no.1, pp. 58-68.
[40] NRIM Creep Data Sheet, no. 43, NRIM, Tsukuba, 1996, URL; http://mits.nims.go.jp
[41] Larson F. R. and Miller J.: A time-temperature relationship for rupture and creep stresses, Transactions of the
ASME 74, 1952, pp. 765-775.

About the authors

Mr. Masayoshi YAMAZAKI (yamazaki.masayoshi@nims.go.jp), Mr. Takashi WATANABE (watanabe.takashi@nims.go.jp),


Dr. Hiromichi HONGO (hongo.hiromichi@nims.go.jp) and Dr. Masaaki TABUCHI (tabuchi.masaaki@nims.go.jp) are
all with National Institute for Materials Science, Tokyo (Japan).

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 681


FONTARGEN
COMPETENZA SULLA BRASATURA

Ogni volta che c‘è da unire metalli nel modo più efficiente Fontargen è il vostro
partner, offrendo una gamma completa di prodotti brasanti dalle bacchette di rame
e argento, nude e rivestite, fili, fino alle polveri, paste e disossidanti. Aziende di
tutto il mondo si affidano alla nostra consulenza, al know-how tecnologico e alla
qualità di prodotti realizzati in Germania.

www.boehlerweldinggroup.com
IIS Didattica Introduzione al processo di saldatura al plasma

Introduzione al processo
di saldatura al plasma *
1. Introduzione nella Figura 1. La torcia è costituita da di corrente più basse, oppure un foro
una camera cilindrica in corrisponden- conico divergente ed elettrodo più in-
Per quanto il processo al plasma sia za del cui asse viene fissato un elettro- terno ed un arco più morbido (Fig. 2, a
tuttora (erroneamente) considerato di do di tungsteno. destra). L'arco elettrico, che provvede
recente sviluppo, è significativo ricor- Nella parte inferiore della torcia una alla ionizzazione del gas, è alimentato
dare che l’arco plasma è stato stori- punta speciale energicamente raffred- da un generatore di corrente continua a
camente messo a punto in Germania, data a circolazione d'acqua, con un caratteristica cadente e può scoccare:
nel lontano 1909, dal fisico Schonner foro di diametro normalmente minore r fra l'elettrodo ed il materiale da
presso la BASF (Badische Anilin und di quello dell'elettrodo, crea la strozza- saldare (Fig. 3a): in questo caso si
Soda Fabrik). tura dell'arco. ha un "arco trasferito", usato con i
Da quel tempo, il processo ha raggiun- Si può utilizzare un foro cilindrico con materiali metallici per la saldatura
to una notevole maturità sia nelle ap- elettrodo in posizione interna che dà ed il taglio;
plicazioni rivolte alla saldatura che per luogo ad un arco più rigido (Fig. 2, a r fra l'elettrodo e la punta plasma
quelle finalizzate ai riporti superficiali, sinistra) normalmente per le intensità (Fig. 3b): in questo caso si ha
per quanto non abbia forse raggiunto un "arco non trasferito", che può
la diffusione che sarebbe stato lecito essere utilizzato su materiali non
attendersi. metallici e per microsaldature, il
suo rendimento energetico è infat-
2. Caratteristiche dell'arco ti molto basso.
plasma Il gas entra lateralmente nella parte
superiore della torcia e subisce la dis-
Facendo riferimento alla pubblica- sociazione ionica attraversando l'arco;
zione dedicata all’arco elettrico per questo fenomeno è particolarmente
impiego in saldatura, si dà il nome di intenso nella zona centrale dell'arco,
plasma ad un gas i cui atomi sono stati ove viene conseguita una dissociazio-
fortemente ionizzati: in queste condi- ne pressoché completa e dove si rag-
zioni il gas diviene conduttore della giungono altissime temperature: per
corrente elettrica. tale motivo è realizzato un energico
Il plasma per le applicazioni qui consi- raffreddamento della torcia con circo-
derate viene ottenuto facendo passare lazione d'acqua.
un flusso del gas da ionizzare (general- Figura 1 - Rappresentazione del principio
mente un gas inerte) attraverso un arco dell’arco - plasma
elettrico strozzato: tale strozzatura è
realizzata mediante un'opportuna dia-
frammatura dell'ugello della torcia.
La diaframmatura realizza una sorta di
concentrazione del fascio, con conse-
guente aumento dei suoi effetti termi-
ci, per cui nel plasma si raggiungono
temperature molto più elevate (circa
20.000 °C) di quelle che si hanno in un
arco libero (sino a 12.000 °C).
Non si può parlare propriamente di
focalizzazione del fascio di atomi io-
nizzati in modo analogo a quello che si
ha nel fascio di elettroni o di fotoni. Il
principio dell'arco - plasma è illustrato Figura 2 - Geometria della torcia per la saldatura plasma

* Redazione a cura della Divisione Formazione


dell’Istituto Italiano della Saldatura, Genova. Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 683683
Introduzione al processo di saldatura al plasma

arco trasferito - plasma-jet), cioè con mezzo e a facilitare l'innesco della for-
formazione di foro di penetrazione (o mazione del plasma all'atto della sal-
keyhole) sono generalmente costituite datura. L'arco pilota viene automati-
da torce montate su teste per saldatura camente disinserito dopo l'accensione
automatica. Ciò è necessario perché, dell'arco per saldatura.
per mantenere il foro di penetrazione, Esiste parimenti un circuito ausiliario
occorre una particolare costanza della che serve a mantenere, per un certo
velocità di avanzamento, del posizio- tempo, il flusso di gas inerte dopo l'e-
namento (direzione) e della distanza stinzione dell'arco per saldatura: detto
torcia-pezzo, difficilmente realizzabili flusso serve a proteggere dall'ossida-
in saldatura manuale o semiautomati- zione l'elettrodo di tungsteno toria-
Figura 3 - Plasma con arco trasferito (a) e ca. L'apparecchiatura per saldatura a to e le pareti interne dell'ugello della
non trasferito (b) forte penetrazione prevede inoltre pro- torcia, mantenendoli più a lungo in
grammi di variazione della portata del buone condizioni operative e facili-
gas e della corrente dell'arco in salita tando il reinnesco dell'arco di salda-
Il gas, per effetto dell'elevato innal-
o in discesa per la corretta formazione tura. L'elettrodo di tungsteno, pertan-
zamento termico, ha la tendenza ad
e rispettivamente chiusura del keyhole. to (molto spesso tungsteno toriato,
espandersi: la strozzatura della torcia
In caso contrario diviene praticamente ceriato o lantaniato) risulta molto più
dà luogo quindi ad un aumento del-
impossibile evitare difetti di estremità protetto nelle torce plasma dalle con-
la velocità di uscita del gas ionizzato
per cui il processo va usato solo per taminazioni che non nelle torce TIG.
(qualche migliaio di m/s) che forma
giunti non circonferenziali e muniti di L'elettrodo nelle torce plasma può,
quindi un fascio di ioni ad energia con-
talloni di estremità. infatti, funzionare per parecchie ore
centrata (plasma-jet).
prima di richiedere la ravvivatura della
3.2 Torce punta. Molto importanti sono inoltre i
3. Apparecchiature per la
saldatura al plasma Dei principali tipi di torce per salda- circuiti di raffreddamento delle torce,
tura al plasma si è già fatto cenno. A generalmente ad acqua e in particolare
3.1 Generalità quanto detto va aggiunto che al circu- dell'ugello delle stesse; detto raffred-
Le apparecchiature per la saldatura ito elettrico principale di saldatura é damento forzato è indispensabile date
ad arco plasma differiscono a secon- generalmente aggiunto un circuito au- le elevate temperature raggiunte dal
da che si tratti di apparecchiature per siliario che fornisce un arco pilota con flusso di gas ionizzato.
la saldatura con arco trasferito o non corrente continua a bassa intensità ed L'acqua generalmente è demineraliz-
trasferito e che si tratti di saldatura ma- innesco ad alta frequenza, non trasfe- zata, per evitare depositi nelle torce e
nuale o automatica. rito, che scocca fra elettrodo e ugello viene fatta circolare in circuito chiuso.
La saldatura manuale con arco trasferi- della torcia. L'arco pilota serve a man- La presenza di tutti questi circuiti e
to viene generalmente usata con basse tenere una sufficiente ionizzazione del le elevate sollecitazioni termiche cui
intensità di corrente e sostituisce ef-
ficacemente il processo TIG (Fig. 4).
L'arco plasma infatti consente l'uso di
archi stabili anche con ridotte intensità
di corrente con un migliore controllo
della distanza torcia-pezzo e della pe-
netrazione.
Esistono apparecchiature di micro-
plasma particolarmente adatte per
elementi assai sottili (fili, lamierini di
0,1÷1,0 mm di spessore) che permet-
tono l'uso di correnti estremamente
basse (anche fino a 0,1 A) con flusso
di plasma ancora molto stabile e dire-
zionale (molto di più di quello dell'ar-
co TIG che, per correnti molto basse,
ad esempio inferiori a 5 A, non risulta
sufficientemente stabile).
Le apparecchiature per la saldatura
al plasma a "forte penetrazione" (con Figura 4 - Confronto TIG - Plasma

684684 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Introduzione al processo di saldatura al plasma

d'arco in un campo abbastanza vasto,


ad esempio fino a 20 mm senza com-
prometterne la stabilità) si fa spesso
uso di generatori a caratteristica verti-
cale, praticamente a corrente costante,
ottenuta con regolazione elettronica.
Possono quindi essere vantaggiosa-
mente usati generatori a controllo elet-
tronico. Negli altri casi possono anco-
ra essere usati generatori di tale tipo
oppure saldatrici a raddrizzatori con
controllo elettronico, o ad onde qua-
dre, ecc. Oltre al generatore di corrente
Figura 5 - Torcia plasma raffreddata ad aria l'impianto è costituito da un quadro di
controllo e comando per la regolazione
delle sequenze di saldatura e dei para-
metri:
r innesco arco pilota;
r discesa della torcia (per saldatura
automatica);
r innesco arco saldatura;
r corrente di innesco e di saldatura,
gas plasma;
r fine ciclo, spegnimento arco;
r discesa corrente;
r riduzione gas;
r comando e arresto movimenti filo
d'apporto e traslazione torcia o
pezzo.
L'impianto prevede inoltre i disposi-
tivi di sicurezza del gas ed acqua di
raffreddamento ed eventualmente i
Figura 6 - Torcia plasma raffreddata ad
acqua

sono soggette rendono pertanto le tor-


ce al plasma più voluminose e ingom-
branti delle corrispondenti torce MIG
o TIG: è dunque importante valutare
per determinate applicazioni anche le
condizioni di accessibilità al giunto.
Non va infine trascurata la necessità di
un’accurata manutenzione.

3.3 Generatori ed impianti di


saldatura
Come detto in precedenza, vengono
usati quasi esclusivamente generato-
ri di corrente continua: l'elettrodo di
tungsteno toriato è di norma posto al
polo negativo (CCPD / DCEN) per
prolungarne la durata. Nel caso delle
saldatrici a microplasma (per le qua-
li, a bassissimi valori di corrente, è
importante poter variare la lunghezza Figura 7 - Un moderno impianto per saldatura plasma (cortesia Linde - Sciaky)

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 685685


Introduzione al processo di saldatura al plasma

comandi per la pulsazione di corrente. la velocità di saldatura e limita le os- duzione degli impianti per evitare che
Negli impianti per saldatura plasma sidazioni e le porosità nelle leghe a eventuali perdite dei fluidi (gas e ac-
automatici esiste quasi sempre un con- base di Ni e negli acciai inossidabili qua) possano alterare il risultato finale.
trollo di posizione della torcia sull'asse al Cr-Ni. L'elio aumenta pure l'appor- Il personale addetto alle manutenzioni
verticale tramite la tensione dell'arco. to termico a causa del suo potenziale delle saldatrici, torce e pannelli di con-
Una slitta motorizzata verticale asser- di ionizzazione più elevato ed è usato trollo deve essere inoltre particolar-
vita alla tensione dell'arco di saldatura generalmente per saldatura di mate- mente esperto.
consente di garantire una distanza co- riali ad elevata conducibilità termica Per le applicazioni manuali, invece,
stante tra la torcia ed il pezzo: si ottie- tipo leghe di Al e Cu. In miscela con l'apprendimento del saldatore è più
ne in tal modo una penetrazione prati- l'argon (ad esempio 75% He - 25% Ar) facile rispetto al caso del TIG data la
camente costante. viene usato per forti spessori di titanio maggiore stabilità, elasticità e direzio-
L'impiego del processo plasma quindi o rame: l'argon nella miscela ha il van- nalità dell'arco plasma.
è consigliabile soprattutto nelle appli- taggio di stabilizzare l'arco, mentre l'e-
cazioni automatiche o completamente lio accresce l'apporto energetico. 4. Modalità di saldatura e
automatizzate, ove il maggior costo di La portata dell'argon e delle miscele applicazioni
investimento viene compensato dalla a base di argon per la protezione del
maggiore produttività (Fig. 7). bagno varia, di solito, da 4,5 a 9 l/min. Nella descrizione del processo si é già
In confronto con il processo TIG, con L'elio, solo o in miscela con l'argon, accennato alle diverse modalità di sal-
l'arco plasma si possono saldare (nel richiede invece portate assai maggiori datura; per dare un quadro organico si
caso degli acciai al carbonio) spessori (15÷30 l/min). possono distinguere qualitativamente
oltre i 3 mm e fino a 10 mm circa, in modalità a bassa, media o ad elevata
una sola passata a lembi retti e con un 3.5 Materiali d'apporto intensità di corrente.
limitato consumo di filo d'apporto. Nel caso di saldature al plasma a me-
dia o forte intensità di corrente si usano 4.1 Modalità di saldatura a bassa
3.4 Gas generalmente materiali che vengono corrente
Nella saldatura al plasma occorre di- apportati al bagno come nel processo Si intendono tali correnti inferiori a
stinguere tra il gas usato per creare il TIG manuale o automatico. 15 A, che includono pertanto il cosid-
plasma e il gas di protezione. Infatti il Anche i fili sono gli stessi considerati detto microplasma, che può giungere
primo esce dall'ugello con troppa vio- nel processo TIG, cui si rimanda. La fino a 0,1 A.
lenza e turbolenza per assicurare una quantità di filo da apportare é general- Hanno il principale vantaggio che con
protezione efficace. mente minore (a parità di altre condi- l'energia concentrata del plasma e la
Il gas usato per la formazione del pla- zioni) di quella che si ha nel processo maggiore stabilità d'arco si possono
sma in saldatura é generalmente l'ar- TIG, particolarmente se si usa il meto- saldare spessori molto sottili (fino a
gon che, con il suo basso potenziale di do a forte penetrazione (keyhole) per 0,1÷0,3 mm) dei diversi materiali,
ionizzazione, assicura facile innesco cui l'apporto serve soprattutto per for- senza sfondamenti, con buon controllo
dell'arco e un arco pilota stabile. Esso mare il sovrametallo; il filo di apporto dell'arco e del bagno e con distorsioni
inoltre fornisce un getto di plasma sta- non é infatti usato nella prima passata assai limitate. Spesso si usano prepara-
bile e un'ottima protezione all'elettro- a forte penetrazione di saldature mul- zioni a bordi rilevati per spessori infe-
do di tungsteno. Talvolta vengono ef- tipass. riori a 0,3 mm.
fettuate moderate aggiunte di idrogeno La saldatura può essere manuale (ad
(fino al 5% H2) all'argon per creare un 3.6 Ulteriori considerazioni esempio, la saldatura di reti, di filtri,
maggior trasferimento termico (dis- Nel complesso deve essere tenuto pre- di elementi di pressostati, la puntatura
sociazione e ri-associazione dell'H2) sente che le apparecchiature per la sal- di accessori anche in posizione diffi-
particolarmente nella saldatura a forte datura al plasma sono in generale ab- cile), effettuabile in tutte le posizioni,
penetrazione. La portata del gas per il bastanza complesse e quindi delicate. o automatica (saldatura di lamierini,
plasma varia, di solito, da 2 a 10 l/min. Pertanto, come precedentemente già saldatura longitudinale di tubi, ecc.),
I gas usati per la protezione del bagno detto, la saldatura ad arco plasma tro- effettuata generalmente in piano.
sono analoghi a quelli per la saldatura va le sue maggiori applicazioni nella Un esempio dei parametri usati per la
TIG: argon, elio, miscele di argon-elio versione automatica o completamente saldatura a bassa corrente può essere il
e miscele di argon-idrogeno. automatizzata, potendo sfruttare in tal seguente:
Le miscele sono di solito usate per ren- modo le elevate prestazioni del pro- r gas plasma: argon;
dere il bagno più fluido ed evitare inci- cesso e semplificare con l'automatiz- r corrente: 10÷15 A;
sioni marginali, accrescendo l'apporto zazione le più complesse sequenze di r gas di protezione: Ar + 2% H2;
termico per unità di superficie. lavoro. r diametro ugello della torcia:
In particolare l'idrogeno (variabile Una maggiore cura deve anche essere 0,8 mm.
dall'1 al 15%) permette di accrescere richiesta nella manutenzione e con- Per spessori molto sottili in saldatura

686686 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Introduzione al processo di saldatura al plasma

4.3 Modalità di saldatura ad r saldatura con trasmissione del ca-


elevata corrente lore per contatto diretto, detto “a
Possono essere considerate tali quel- forte penetrazione" (keyhole).
le superiori a 100 A (di solito, fino a La prima può ancora essere usata in
180÷200 A). forma manuale anche se il peso della
Tenendo conto della maggiore con- torcia rende la tecnica più difficolto-
centrazione della sorgente termica va sa, la seconda è usata sempre in forma
considerato che una corrente di 100 A automatica o completamente automa-
nel processo plasma, può considerarsi tizzata. Il maggiore vantaggio della
"equivalente" ad una da 200 A nel caso saldatura a forte penetrazione si ha nel
Figura 8 - Torcia per saldatura microplasma di arco TIG, (Fig. 9). caso di spessori saldati in una sola pas-
(cortesia COMATEC) In queste modalità di saldatura si pos- sata, estendendosi il keyhole all'intero
sono distinguere le due forme: spessore da saldare (Fig. 10).
automatica esiste pure la versione del r saldatura a plasma con trasmissio- Si ottengono così una forma di giunto
microplasma ad arco pulsato (Fig. 8). ne del calore per contatto diretto, profonda e molto stretta, limitate di-
detto “palsma dolce" (melt-in); storsioni e velocità di saldatura relati-
4.2 Modalità di saldatura a media vamente elevate.
corrente La preparazione a lembi retti accosta-
Si intendono quelle con corrente da 15 ti e il consumo di materiale d'apporto
a 100 A. Con queste modalità il pro- (filo alimentato lateralmente alla tor-
cesso al plasma può essere considerato cia) è assai ridotto.
come un'estensione del processo TIG, Dato tuttavia che il getto di plasma é
e risulta conveniente ove il maggior concentrato ma non "focalizzato" su
costo sia compensato dalla maggiore piccole macchie focali, limitando così
elasticità del processo. l'energia specifica per mm2 di superfi-
Si usano infatti, di regola, le stesse pre- cie del pezzo da saldare, la profondità
parazioni del processo TIG. del keyhole, che si può ottenere col
La saldatura di solito è effettuata in processo plasma, è limitata e non su-
manuale, in tutte le posizioni, salvo in pera in genere 6÷10 mm.
certi casi (in cui risulta preferibile la Inoltre nella saldatura con keyhole a
saldatura automatica per effetto delle partire da 3 mm è consigliabile usa-
maggiori correnti), nei quali è applica- re all'inizio ed alla fine dei talloni di
ta solo in piano; può essere usata per la estremità sui quali verrà lasciato il
saldatura, anche circonferenziale, dei foro.
tubi; in certe applicazioni elettromec- Per una migliore comprensione dell'ef-
caniche su motori elettrici; in costru- fetto dei parametri di saldatura nei
zioni automobilistiche, etc. confronti della formazione del keyho-
Dato il vantaggio della bassissima con- Figura 9 - Arco plasma ad elevata corrente
taminazione dell'elettrodo, la saldatura (Argon, 150 A, 28 V)
al plasma ha riscosso un certo successo
nella saldatura degli acciai al carbonio
o basso-legati in applicazioni automa-
tiche o completamente automatizzate
in quanto il maggior peso e ingombro
della torcia sono un non indifferen-
te svantaggio. Nel caso di saldatura a
media intensità merita inoltre di essere
menzionata la modalità di saldatura al
plasma a corrente pulsante, nella quale
un rapido impulso provoca la penetra-
zione nel materiale, mentre il successi-
vo tempo a corrente più bassa permette
al bagno di solidificare in parte senza
sfondamenti. La saldatura assume
quindi il carattere di tanti punti succes-
sivi parzialmente sovrapposti. Figura 10 - Esempio di saldatura plasma keyhole di leghe di alluminio

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 687687


Introduzione al processo di saldatura al plasma

Figura 11 - Effetto della velocità di saldatura e della corrente sulla formazione del keyhole (Plasma gas: 1.3 l/min, diametro ugello: 1.57 mm;
A - Velocità 2 mm/s, corrente 60 A; B - Velocità 2 mm/s, corrente 65 A; C - Velocità 1.8 mm/s, corrente 70 A; D - Velocità 1.6 mm/s, corrente 75 A)

Figura 12 - Esempio di corrente ad onda Figura 13 - Saldatura di lamiere di alluminio


quadra per saldatura plasma keyhole di (tecnica keyhole, spessore 5mm)
leghe di alluminio

le è possibile analizzare la Figura 11, circa 70 A di polarità inversa (polo tra 1 e 1.5 mm (con luci di 1.5 mm
unitamente al dettaglio dei parametri sul pezzo) per frantumare la pellicola circa). Nella Tabella 1 sono riportati
impiegati nei diversi casi descritti. d'ossido addizionata ad una corrente di alcuni esempi invece di parametri im-
Per materiali sensibili all'ossidazione 140÷180 A di polarità diretta per crea- piegabili per la saldatura di lamiere di
è inoltre opportuna una protezione al re il foro di penetrazione su spessori di acciaio inossidabile con materiale di
rovescio ottenuta con una barra scana- circa 6 mm (Fig. 13). apporto, mentre la Tabella 2 riporta un
lata, avente dimensioni di scanalatura Applicazioni tipiche sono le saldature esempio di parametri per la saldatura
abbastanza ampie in modo da permet- longitudinali di tubi saldati di diversi di lamiere di titanio a forte penetrazio-
tere l'evacuazione dei gas plasma. materiali (acciai al carbonio o basso- ne (keyhole). Il processo di saldatura
Il processo a forte penetrazione (con legati, acciai inossidabili, nichel e sue al plasma, nella versione automatica,
keyhole) è generalmente usato in pia- leghe, titanio e sue leghe, ecc.) o di ap- può essere usato pure per saldature a
no: con opportuni accorgimenti può parecchi di serie, nei quali la maggior passate multiple di giunti di spessore
anche essere usato in frontale o in ver- velocità di saldatura (che può superare maggiore; in essi, di solito, la prima
ticale ascendente. i 50 cm/min) compensa la maggiore passata è fatta a forte penetrazione:
Problemi particolari pone la saldatura spesa per l'accuratezza delle prepara- la preparazione deve pertanto essere
plasma di alluminio e sue leghe con zioni ed il maggior costo delle appa- adatta al metodo del keyhole.
l'uso della corrente continua: in modo recchiature. Spesso si usa una preparazione a Y
analogo alla saldatura TIG, occorre Relativamente alle tolleranze delle con spalla di 5 mm e angolo di 75°.
rompere la pellicola superficiale d'os- preparazioni, esse risultano assai criti- Le passate successive sono fatte ridu-
sido; per superare tale difficoltà sono che per il processo e la tecnica keyho- cendo l'intensità del getto di plasma e
stati elaborati generatori speciali a po- le in particolare: a titolo di esempio, passando al tipo di plasma dolce (melt-
larità variabile e ad onde quadre (Fig. per spessori tra 2.5 e 4 mm si possono in) con metallo d'apporto.
12) che possono essere programmati considerare accettabili slivellamenti Pertanto, occorre aver cura nello studio
alternativamente con polo positivo o tra 0.4 ed 1 mm (con luci comprese della preparazione dei lembi e dell'ac-
negativo sul pezzo. tra 0.5 ed 1 mm), per spessori mag- cessibilità per tenere conto delle non
In pratica, occorre una corrente di giori di 4 mm slivellamenti massimi trascurabili dimensioni della torcia

688688 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Introduzione al processo di saldatura al plasma

TABELLA 1 - Parametri impiegabili per la saldatura al plasma di lamiere di acciaio inossidabile con materiale di apporto (esempi)

Filo consumabile Gas


Spessore Corrente Tensione Velocità
[mm] [A] [V] [cm/min] Diametro Velocità Plasma Protezione
[mm] [cm/min] [Ar o Ar 2% H2] [Ar o Ar 5% H2]

2 120 25÷27 65 1 60 2÷3 15

3 130÷140 25÷28 45÷50 1 50 3÷4 15÷20

4 150÷160 25÷28 35÷28 1.2 60 4÷5 15÷20

5 150÷160 25÷28 28÷32 1.2 60 4.5÷6 20÷25

6 250÷270 24÷26 26÷30 1.2 60 8÷9 20÷30

8 250÷280 24÷26 18÷20 1.2 90 8÷10 25÷30

TABELLA 2 - Parametri impiegabili per la saldatura plasma di lamiere di titanio con tecnica
keyhole (esempi)
plasma. Le applicazioni di saldatura a
passate multiple sono tuttavia limitate Portata Portata
Diametro
Spessore Corrente Tensione Velocità gas gas
e vanno, di regola, fino a spessori di ugello
[mm] [A] [V] [cm/min] plasma protettivo
circa 10 mm su acciai inossidabili e 15 [mm]
[l/min] [l/min]
mm su titanio, saldati generalmente in
piano. La passata a forte penetrazione 3.2 185 21 51 2.8 3.7 30
permette velocità di avanzamento di
30÷40 cm/min mentre la (o le) passate 4.75 175 25 33 3.5 8.4 30
di riempimento sono fatte, di solito, a
10 225 38 25.5 3.5 15 30
velocità di 20÷25 cm/min.
Un'altra versione del processo plasma 12.7 270 36 25.5 3.5 12.6 30
è la saldatura a punti per fusione di la-
miere sottili o di sottili rivestimenti su 15.3 250 39 182.8 3.5 14 30
lamiere spesse.
L'energia concentrata del getto di pla-
sma limita, in tale applicazione, le di-
storsioni delle lamiere sottili.
In certi casi i punti di saldatura per
fusione possono essere parzialmente
sovrapposti in modo da formare dei
giunti a tenuta.

4.4 Saldatura Plasma MIG


Una variante dell’apparecchiatura di
arco trasferito è quella in cui al pla-
sma è associato un metallo d'apporto:
si parla in tal caso di plasma MIG, nel
quale un arco (arco MIG) scocca fra Figura 15 - Plasma MIG
filo elettrodo e pezzo ed è attorniato da
un flusso di plasma trasferito, creato da la penetrazione; la torcia diviene per
un secondo elettrodo infusibile (Figg. contro molto più complessa e pesante
14 e 15). Ciò permette di aumenta- di quella MIG per cui poco adatta a
re la stabilità e le modalità di trasfe- procedimenti semiautomatici. Per tale
rimento delle gocce senza spruzzi ed motivo la diffusione del Plasma MIG
oscillazioni; inoltre, per fili di diame- è piuttosto limitata ed è stata usata nel
tro maggiore di 1 mm, permette di au- passato soprattutto per saldatura e per
mentare la produttività ed il deposito riporti in piano, ora soppiantati da altri
di materiale d'apporto e di accrescere Figura 14 - Schema del processo plasma MIG procedimenti.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 689689


Corso di QualiÀcazione a International Welding Technologist (IWT),
International Welding Engineer (IWE)

Genova 2013
L’IIS terrà presso la propria Sede di Genova, nel 2013, il proprio tradizionale Corso di
QualiÀcazione per International Welding Engineer / Technologist, con struttura modu-
lare, condensando le lezioni nell’arco di una settimana al mese. La formula ha riscosso nel tempo
il gradimento del pubblico, poiché consente di limitare l’impegno mensile garantendo, al tempo
stesso, condizioni ideali all’apprendimento. Tra gli elementi caratterizzanti la proposta formativa
di IIS è da segnalarsi la completezza del materiale didattico che comprende la collana completa
delle dispense, interamente a colori, la raccolta completa di oltre 300 norme europee relative
alla saldatura (ed alle materie ad essa correlate) in un CD appositamente creato in collaborazio-
ne con l’UNI e il calibro IIS di tipo “Bridge cam”, utile strumento di lavoro per lo svolgimento
dell’attività del Coordinatore di saldatura.
Requisiti di ingresso
3HUFKLGHVLGHULDFFHGHUHDOODTXDOLÀFD]LRQHDG
‡ International / European Welding Technologist, è previsto il possesso di un diploma
di scuola superiore ad indirizzo tecnico (o equivalente), della durata di 5 anni;
‡ International / European Welding Engineer, laurea o diploma universitario in Ingegne-
ULDLQDOWHUQDWLYDODXUHDLQDOWUHIDFROWjVFLHQWLÀFKHDEELQDWDDGXQDFRPSURYDWDHVSHULHQ]D
di saldatura.
Sono ammessi alle lezioni, in qualità di uditori, anche persone non in possesso dei titoli suddetti.
Calendario delle lezioni e sede di svolgimento
Il Corso prevede quattro materie di tipo teorico (svolte nelle Parti 1 e 3) ed una fase dedicata
all’addestramento pratico (Parte 2). Le lezioni saranno svolte a tempo pieno durante una setti-
PDQDSHUFLDVFXQRGHLPHVLULSRUWDWLGLVHJXLWR
‡ Parte 1 e 2 (Corso di Specializzazione in saldatura):
Gennaio, Febbraio, Marzo e Aprile 2013
‡ Parte 3 (Moduli Avanzati):
 0RGXOR$YDQ]DWR´7HFQRORJLDGHOOD6DOGDWXUDµ0DJJLR
 0RGXOR$YDQ]DWR´0HWDOOXUJLDH6DOGDELOLWjµ*LXJQR
 0RGXOR$YDQ]DWR´3URJHWWD]LRQHHFDOFRORµ6HWWHPEUH
 0RGXOR$YDQ]DWR´)DEEULFD]LRQHDVSHWWLDSSOLFDWLYLµ2WWREUHH1RYHPEUH
I Moduli integrativi per i soli Welding Engineer saranno tenuti nei mesi di Luglio 2013
(Metallurgia,Tecnologia della Saldatura) e Dicembre 2013 (Progettazione e Calcolo, Fabbricazione).
Orario delle lezioni
Per offrire un’alternativa alla tradizionale articolazione delle lezioni a coloro che preferiscano
concentrare l’impegno in settimane non consecutive, a tempo pieno, il Corso sarà svolto con
RUDULR¸DGHFFH]LRQHGHOOHJLRUQDWHGLOXQHGu RUDULR¸ HGLYHQHUGu
RUDULR¸ SHUFRQVHQWLUHDJOLDOOLHYLGLUDJJLXQJHUHODVHGHGHO&RUVRVHQ]DVSRVWD-
menti festivi.
Iscrizioni
Le iscrizioni dovranno pervenire entro lunedì 14 Gennaio 2013.
Dato il limitato numero di posti, costituirà criterio preferenziale la data di iscrizione.
Il modulo d’iscrizione può essere richiesto direttamente alla Divisione Formazione dell’IIS oppure
scaricandolo dal sito www.formazionesaldatura.it.
Quote di iscrizione
La quota di partecipazione al Corso, comprensiva del pranzo presso la mensa dell’IIS e della
FROODQDFRPSOHWDGHOOHSXEEOLFD]LRQLqSDULD
‡ 6.900,00 €, per Welding Technologist;
‡ ½SHU:HOGLQJ(QJLQHHU
GDFRUULVSRQGHUVLPHGLDQWHERQLÀFREDQFDULRVXOFRQWRFRUUHQWH%DQFDGL/HJQDQR*UXSSR
%DQFD 3RSRODUH 0LODQR ,%$1 ,7: LQWHVWDWR DOO·,VWLWXWR ,WDOLDQR
della Saldatura. Si segnala che questi corsi sono svolti in regime di esenzione IVA (Rif. punto
20, Art. 10 del DPR 633/1972).
Informazioni
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’Istituto Italiano della Saldatura
9LD/XQJRELVDJQR,VWULD*HQRYD'LYLVLRQH)RUPD]LRQH
7HO)D[ZZZIRUPD]LRQHVDOGDWXUDLWIRUPD]LRQH#LLVLW


  

  

  !!  !"#"

 
     
          
•   
•  
 
 

• 
 
 

• 
  
• 


 !"#$ %&'&$&'$!
() *++,+--./"  0"
1/2-++2-+2-/-,  3   
444
 444  
La più ampia gamma di soluzioni
per la saldatura e taglio

Il Gruppo AIR LIQUIDE Welding è uno dei leader nel mercato della saldatura e taglio dei metalli.
Attraverso diversi marchi di fama internazionale SAF-FRO, OERLIKON, CEMONT, WELDLINE propone un’ampia gamma
di impianti di saldatura e taglio, prodotti di consumo, accessori e servizi associati alle imprese che lavorano il metallo.
Con il C.T.A.S. (Centro Tecnico di Applicazioni della Saldatura), il più importante centro privato al mondo di ricerca e sviluppo
nel settore della saldatura, AIR LIQUIDE Welding offre costantemente ai suoi clienti soluzioni innovative per migliorare le loro
performance e la loro produttività, mantenendo come principale obiettivo il comfort e la sicurezza degli operatori.

FRO-AIR LIQUIDE Welding Italia


www.airliquidewelding.it
info.saldatura@airliquide.com
Scienza e Tecnica

Scienza
Tecnica e

Idrogeno e metalli
Già nei primi anni del XX secolo si è L’idrogeno è in grado di diffondere inclusioni, seconde fasi. Ad esempio,
cominciato a interpretare alcuni cedi- all’interno dei metalli come atomo o la presenza di incrudimento in un
menti di materiali metallici pensando come ione meglio che come molecola metallo favorisce l’assorbimento di
ad una possibile interazione con la (H2); pertanto, l’assorbimento di idro- idrogeno attraverso un incremento di
presenza dell’idrogeno nel metallo geno è strettamente correlato alla pre- dislocazioni e vacanze. Di norma il
stesso. Di fatto, l’effetto dell’idrogeno senza di idrogeno atomico (nascente) rapporto tra la concentrazione dell’i-
nei metalli ha sempre suscitato notevo- sulla superficie del metallo. drogeno nei siti particolari e quella
le interesse per le sue particolari ca- La presenza di idrogeno nascente a dei siti interstiziali è maggiore per i
pacità di intervenire nel loro compor- sua volta presuppone la dissociazio- reticoli cubici a corpo centrato (ferri-
tamento meccanico e per le sue uniche ne/presenza dell’idrogeno molecolare te) e tetragonali (martensite) rispetto
proprietà chimico-fisiche e di intera- dell’ambiente che deve essere adsorbi- ai reticoli cubici a facce centrate (au-
zione con i reticoli cristallini e relativi to a livello superficiale. Condizioni di stenite). L’idrogeno presente nei siti
difetti; ciò è quanto mai attuale consi- alta temperatura, alte pressioni e pro- straordinari è sovente definito idro-
derando le applicazioni dell’idrogeno cessi elettrochimici (p.e. corrosione, in geno intrappolato, mentre l’idrogeno
come combustibile attualmente in fase particolare in ambiente acido domina- nei siti interstiziali è definito idrogeno
di rapido studio e sviluppo. to dalla reazione catodica di riduzione disciolto o “diffusibile”.
Ad oggi è noto che l’idrogeno posseg- dell’H+) possono favorire l’adsorbi- E’ noto come nelle leghe a base ferro
ga una grande abilità nel diminuire mento superficiale e la penetrazione di tipo CCC (acciai ferritici) la solubi-
l’affidabilità in servizio di componenti dell’idrogeno nascente nei reticoli cri- lità generale dell’idrogeno è minore e
realizzati in acciaio ed in altre leghe stallini. Pertanto, la concentrazione di la diffusività (tunneling) è maggiore ri-
(p.e. a base nichel o titanio), ma forse idrogeno all’interno dei metalli è pro- spetto alle leghe con reticolo cubico a
non è parimenti noto come l’effetto di porzionale alla sua fugacità (concen- facce centrate (CFC), quali acciai inos-
tale elemento (il primo e più piccolo trazione) in superficie (Fig. 1). sidabili austenitici. La struttura fuori
nella Tavola periodica di Mendeleev) A questo punto il cammino dell’i- equilibrio martensitica degli acciai è
non abbia una sola possibilità di ma- drogeno può scegliere diverse strade caratterizzata da notevole distorsione
nifestarsi; anzi, i danneggiamenti in- preferenziali all’interno della micro- del reticolo e densità di dislocazioni,
dotti dall’idrogeno nelle leghe metal- struttura cristallina: o fermarsi in siti quindi presenta una maggiore solubi-
liche sono di diversa tipologia e feno- interstiziali presenti all’interno dei lità e minore diffusività dell’idrogeno
menologia: reticoli o rimanere intrappolato in siti rispetto alla ferrite.
“particolari” associati tipicamente a
r blistering da idrogeno; vari difetti cristallini. Blistering da idrogeno
r fisheye / fiocchi; Negli acciai l’idrogeno atomico pre- I fenomeni di blistering si realizza-
r attacco da idrogeno a caldo; sente nei siti interstiziali tende a no in presenza di una certa quantità
r formazione di idruri; espandere/deformare questi ultimi in di idrogeno assorbito nel metallo, in
r infragilimento da idrogeno. virtù delle sue dimensioni che sono particolare per effetto dell’idrogeno
maggiori dei siti stessi; quindi, se può, accumulato nei siti straordinari quali
Ad eccezione dell’infragilimento da l’idrogeno preferisce fermarsi nei siti ad esempio superficie di interfaccia
idrogeno che coinvolge l’idrogeno in “particolari” laddove risulta essere tra inclusioni e matrice metallica e in
forma atomica, negli altri danneggia- meglio accomodato; alcuni esempi di presenza di difetti di laminazione. Una
menti introdotti è sempre coinvolta siti particolari possono essere bordi volta accumulato, l’idrogeno nascente
una trasformazione di fase. grano, dislocazioni, vacanze, vuoti, si ricombina a idrogeno molecolare

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 693


Scienza e Tecnica

inducendo una locale alta pressione formazione di cricche interne di tipo caso di fiocchi in fase di lavorazione
all’interfaccia. L’entità di tale pressio- fragile. La fonte tipica di idrogeno in (forgiatura).
ne è funzione, come ovvio, della quan- questi casi è la presenza di umidità a
tità di idrogeno assorbito nel metallo, contatto con il metallo fuso. Attacco da idrogeno
ma altresì del rapporto tra idrogeno La solubilità dell’idrogeno diminuisce L’attacco da idrogeno è tipicamente
intrappolato ed idrogeno diffusibile, con il passaggio solido liquido e l’ec- indotto dalla formazione di una fase
nonché della temperatura. cesso di quest’ultimo precipita in cor- gas, generalmente insolubile, per rea-
Se l’idrogeno proviene da ambienti di rispondenza di micro vuoti, inclusioni zione dell’idrogeno assorbito con ele-
esercizio gassosi ad alta pressione, la o altre imperfezioni; in tale situazione menti di lega o impurità all’interno di
pressione all’interfaccia inclusione/ la pressione intorno alla zona di pre- un metallo. Due esempi sono la reazio-
matrice non supera la pressione del cipitazione dell’idrogeno aumenta; in ne dell’idrogeno con inclusioni di ossi-
gas stesso; al contrario, elevate pres- presenza di idrogeno nel reticolo cri- do di rame nelle leghe di rame con for-
sioni locali possono verificarsi nel stallino, gli apici dell’imperfezione mazione di vapore acqueo (problema
caso di idrogeno assorbito per via elet- non si plasticizzano (perdita di tenaci- non più diffuso grazie all’utilizzo di
trochimica, essendo la concentrazione tà) e quest’ultima di propaga, se sol- rame disossidato) e la reazione dell’i-
di idrogeno nascente sulla superficie, e lecitata da una tensione di trazione, in drogeno con i carburi negli acciai con
quindi di conseguenza quella interna, maniera fragile e intergranulare fino formazione di metano. Tali processi
anche di qualche ordine di grandezza a scaricare la stessa pressione inter- avvengono per alte temperature e alte
superiore rispetto al caso precedente. na. Tali danneggiamenti compaiono pressioni parziali di idrogeno.
In presenza di elevate concentrazioni tipicamente allorquando un materiale In particolare negli acciai ferritici
di idrogeno molecolare all’interfaccia venga fratturato per sovraccarico in l’assorbimento di idrogeno e la sua
matrice/inclusione (elevata concentra- tensione (p.e. prova di trazione mo- mobilità interna portano ad un accu-
zione di idrogeno nel metallo e pre- noassiale); all’interno della tipica su- mulo dello stesso in corrispondenza di
senza di numerosi siti di accumulo), la perficie di frattura per sovraccarico si interfacce microstrutturali (p.e. bordi
pressione può raggiungere valori tali possono distinguere alcune caratteri- grano, interfaccia ferite/perlite), so-
da deformare plasticamente il mate- stiche superfici brillanti riconducibili prattutto se presenti micro pori indotti
riale formando un blister. alle fessurazioni interne indotte dall’i- da inclusioni o difetti.
Se il materiale non possiede un’ade- drogeno (fisheye). L’idrogeno atomico si ricombina ad
guata duttilità, l’accumulo di idroge- Se tali difetti interni indotti dall’accu- idrogeno molecolare e reagisce con i
no all’interfaccia induce una serie di mulo di idrogeno nel metallo intorno carburi (p.e. carburo di ferro-cemen-
cricche piuttosto che un rigonfiamento a micropori/inclusioni con una prima tite) formando metano (CH4); la for-
(Hydrogen Induced Cracking). propagazione fragile della cricca, si mazione di metano è termodinamica-
formano per effetto di deformazioni di mente favorita per temperature supe-
Fisheye / fiocchi forgiatura, il danneggiamento specifi- riori a 200 °C. Il valore di pressione
In certe situazioni, l’assorbimento di co prende il nome di fiocchi. di equilibrio del metano, accumulato
idrogeno e la successiva precipita- Quindi, nel caso di fisheye il difetto si in corrispondenza delle interfacce,
zione interna, in manufatti metallici rende evidente in fase di sovraccarico
può diventare tale da favorire la for-
ottenuti per fusione, può indurre la in tensione (p.e. prova di trazione), nel
mazione e propagazione di microcric-
che; in aggiunta, se sono presenti ten-
sioni agenti sul materiale (applicate
o residue), queste agiscono in siner-
gia con la pressione all’interfaccia e
le microcricche possono innescarsi
e propagarsi per valori di pressione
di equilibrio di metano più modesti.
Successivamente, le microcricche si
possono collegare per formare delle
macro-fessurazioni ad andamento in-
tergranulare. In presenza di elementi
carburigeni (p.e. Cr, Mo, V, Ti, Nb) la
maggiore stabilità dei carburi condu-
ce a minori pressioni di equilibrio di
metano e, pertanto, a minori probabi-
lità di formazione di microcricche; per
Figura 1 - Fenomeno di assorbimento di idrogeno in un metallo tale motivo gli acciai ferritici del tipo

694 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Scienza e Tecnica

Figura 2 - Diffusione dell’H verso l’apice di una cricca e meccanismi di infragilimento

Cr-Mo (V) sono di norma utilizzati per per tensioni inferiori al carico di sner- della cricca ridistribuisce local-
garantire maggiore affidabilità in ser- vamento e può essere dilazionato nel mente le tensioni e sposta la re-
vizi idrogeno a caldo, in particolare tempo (cricche ritardate). gione caratterizzata da dilatazio-
nell’industria petrolifera. Qualitativamente il processo dell’in- ne del reticolo appena al di sotto
fragilimento da idrogeno può essere del nuovo apice.
Formazione di idruri schematizzato come segue: r L’idrogeno diffonde verso la
Alcuni metalli, in presenza di idroge- r L’idrogeno è assorbito nel metal- nuova regione a reticolo distorto
no assorbito in quantità superiore ad lo durante la fabbricazione o il (nuovo apice) provocando una
una specifica concentrazione critica, servizio. successiva propagazione.
tendono termodinamicamente a for- r L’atomo di idrogeno si distribui-
mare idruri. La precipitazione di idru- sce nei siti interstiziali e, più fa- Per quanto sopra esposto, si evince
ri come fasi metallo-idrogeno avviene vorevolmente, nei siti particolari, chiaramente come l’effetto dell’infra-
quando la concentrazione di idrogeno dove trova più spazio. gilimento da idrogeno, essendo cor-
supera il limite di solubilità dello stes- r I siti particolari sono distribuiti relato anche a fenomeni di diffusione,
so. Materiali tipicamente soggetti alla in maniera casuale nella matrice sia funzione della velocità di deforma-
formazione di idruri sono il titanio, e, parimenti, l’idrogeno si distri- zione (strain rate) del componente e,
lo zirconio, il tantalio. Gli idruri me- buisce macroscopicamente in ma- in fenomeni di fatica, alla frequenza di
tallici sono composti a bassa densità niera casuale nel materiale, per- applicazione del carico.
tipicamente fragili che diminuiscono lomeno finché il componente non I meccanismi per cui la presenza di
la duttilità e la tenacità delle leghe. è posto in servizio. idrogeno nel reticolo favorisce la pro-
L’influenza degli idruri sulle caratteri- r I carichi di esercizio, siano essi pagazione di una fessura sono correla-
stiche meccaniche del metalli dipende applicati o residui (si pensi alle ti a fenomeni quali HEDE (Hydrogen
dalla quantità, dalla distribuzione e saldature), producono locali aree Enhanced DEcohesion) che prevedono
dall’orientamento preferenziale degli di distorsione del reticolo, in par- una diminuzione della resistenza delle
idruri nella matrice cristallina. ticolare all’apice di intagli o di- interfacce microscopiche in presenza
fetti; l’idrogeno migra favorevol- di idrogeno (bordi grano, interfase) e
Infragilimento da idrogeno mente verso queste zone caratte- HELP (Hydrogen Enanched Localized
I danneggiamenti introdotti fino ad rizzate da distorsione del reticolo Plasticity) che, altresì, sono associa-
adesso presupponevano uno step spe- laddove può raggiungere una cer- ti ad una maggiore plasticizzazione
cifico con cambiamento di fase (p.e. ta concentrazione critica per nu- all’apice della cricca per una più faci-
precipitazione di idrogeno molecola- cleare una cricca che si propaga litata emissione di dislocazioni, anco-
re, formazione di una fase insolubile a sua volta attraverso la regione
ra una volta favorita dall’idrogeno nel
gassosa, formazione di idruri); al con- a più alta concentrazione di idro-
reticolo (Fig. 2); infatti, alcune detta-
trario, l’infragilimento da idrogeno è geno; il tempo necessario per for-
gliate osservazioni frattografiche han-
correlato ad un effetto sulle caratteri- mare una cricca dipende da fatto-
no evidenziato locali plasticizzazioni
stiche meccaniche di alcuni materiali ri quali lo stato metallurgico del
in rotture indotte da infragilimento da
indotto da una specifica quantità di materiale (intrinseca fragilità), la
idrogeno.
idrogeno disciolto in forma atomica. temperatura, il contenuto di idro-
L’effetto dell’infragilimento causato geno e l’entità delle tensioni. Ing. Marco De Marco
dall’idrogeno può manifestarsi anche r La nucleazione e propagazione Divisione Laboratorio IIS

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 695


IIS News & Events

News & Events

Giornate Nazionali di Saldatura 7:


lavori in corso
Può sembrare paradossale, ma in
Istituto abbiamo iniziato a pensare
alla settima edizione delle Giornate
Nazionali di Saldatura quando la sesta
ancora si doveva concludere, al cul-
mine di uno sforzo organizzativo che
consentiva peraltro di mettere in luce
gli spazi di miglioramento certamente
esistenti, sfruttando le sensazioni ed
i pareri espressi in modo più o meno
ufficiale da visitatori, sponsor, relatori
e colleghi.
Dopo una fase di incubazione, se così
vogliamo dire, necessaria a metabo-
lizzare questi contribuiti, lo staff re-
sponsabile delle Giornate ha ripreso
ad operare nel secondo semestre dello mento. Più nel dettaglio, abbiamo pen-
scorso anno, con la prospettiva di ar- sato a qualche variazione, per una mi-
rivare dopo alcuni mesi e per appros- gliore gestione degli spostamenti delle
simazioni successive al primo pro- persone e per garantire la presenza
gramma preliminare, che è stato già costante della reception nell’arco del-
distribuito anche ai lettori di codesta la durata dell’intera manifestazione.
Rivista in occasione della pubblicazio- Venezia, ma è parere condiviso da nu-
merosi addetti ai lavori che questa sia La struttura delle Giornate è invariata
ne del numero 4/2012. nelle sue linee fondamentali, che ri-
la Sede migliore tra quelle proposte,
considerando la facilità con cui risulta sultano ormai collaudate dalle varie
Nel prosieguo di questa rubrica cer- edizioni svolte: il primo momento si
chiamo dunque di illustrare alle no- raggiungibile e la distribuzione degli
spazi disponibili, che si prestano con svolgerà quindi nello scenario della
stre lettrici ed ai nostri lettori le ca- Sala Maestrale, a partire dalle ore 10
ratteristiche principali della prossima estrema flessibilità ai singoli eventi
programmati (la cerimonia inaugura- di Giovedì 23 Maggio, con il benvenu-
edizione delle Giornate, evidenziando to ai partecipanti porto esclusivamen-
le differenze più significative rispetto le, i singoli Workshop, le colazioni di
te dalle principali cariche del Gruppo
all’evento svoltosi nello scorso 2011. lavoro, principalmente).
IIS e dal tradizionale ospite Interna-
Sede della manifestazione, ancora Eventuali apprezzamenti sulla bellezza
zionale, in rappresentanza degli orga-
una volta, saranno gli spazi presso i della Sede preferiamo lasciarli ai par-
ni direttivi della European Welding Fe-
Magazzini del Cotone del Porto Anti- tecipanti, poiché il nostro parere risul-
deration (EWF), per rendere più fluida
co di Genova, ormai ben noti a tutti i terebbe doppiamente di parte, come
questa prima parte.
frequentatori delle Giornate: nel pas- organizzatori e come genovesi: anche
sato, come molti ricordano, le Gior- in questo caso, tuttavia, molti ci hanno Nella successiva Convention dell’IIS
nate si sono svolte a Milano come a comunque espresso il loro apprezza- Club, un vero e proprio momento di

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 697


IIS News & Events

aggiornamento e di ritrovo per la della premiazione di persone fisiche ed meo MI), Lansec Italia Srl (Cinisello
grande comunità delle Figure Pro- Aziende, grazie al quale – tra l’altro – Balsamo MI), Itw Welding Products
fessionali (coordinatori di saldatura, è stato possibile nella scorsa edizione Italia (San Giuliano Milanese MI),
ispettori di saldatura, addetti alle pro- valorizzare realtà interessanti, grazie Tecnolettra Spa (Calco LC), Siad Spa
ve non distruttive, in particolare) sa- ad esempio alla riuscita manifestazio- (Bergamo), Lorch Schweisstechnik
ranno illustrati risultati di un’attività ne denominata Olimpiadi Nazionali GmbH (Germania), Aec Technology
che IIS sta lanciando proprio in questi di Saldatura, i cui vincitori della II Srl (Campagnola Cremasca CR), Linde
giorni, coinvolgendo il maggior nume- edizione saranno appunto premiati in Gas Srl (Arluno MI), Böhler Welding
ro possibile di Aziende manifatturiere questa occasione; sarà prevista dalla Group Italia Spa (Milano), Olympus
che operano in Italia nella realizzazio- II edizione anche una categoria Gio- Italia Srl (Milano), Outokumpu Spa
ne di prodotti saldati, con l’ambizioso vani, limitata a partecipanti che non (Genova), Fro-Air Liquide Welding
obiettivo di arrivare ad un vero e pro- abbiano superato una data età, i cui Italia Spa (Verona), Messe Essen
prio Libro Bianco della Saldatura Ita- vincitori potranno rappresentare l’I- GmbH / Fiera di Essen (Germania),
liana. Nella sostanza, anche per col- talia nell’analoga manifestazione a Smart Ndt Srl (Vimercate MB), Ndt
mare una forte lacuna esistente ormai livello europeo. Italiana Srl (Concorezzo MI), Sandvik
da anni rispetto ad altre importanti Spa (Milano), Ine Spa (Padova), Semat
In parallelo, sarà aperto lo spazio Italia Spa (Arcore MI) e Phoenix Srl
nazioni (europee e non), IIS si propo-
espositivo, come nelle ultime edizioni, (Ivrea TO).
ne di raccogliere una serie di dati da
ulteriormente ampliato e razionalizza-
parte delle Aziende suddette per offri- Tornando al programma, ed esauriti
to: per quanto le GNS non siano assi-
re loro, nella sintesi finale, un ritratto gli eventi allocati nella prima matti-
milabili ad una fiera, essendo una ma-
il più possibile preciso e significativo nata, si passerà al buffet inaugurale,
nifestazione di natura tecnico – scien-
sui principali aspetti che riguardano momento certamente di relax per gli
tifica, questi spazi hanno una valenza
appunto la saldatura: tecnologie in amanti della buona cucina ma anche
notevole nel favorire il rapporto tra
uso, presenza di personale qualificato, di relazione e di contatto, per chi vo-
visitatori e società espositrici e spon-
grado di automazione degli impianti,
sor, che alle Giornate ormai sono soliti
scenari normativi, per svelare solo
portare novità significative, conside-
alcuni degli argomenti per cui chie-
randole l’evento principale del settore.
deremo la testimonianza alle Aziende.
In analogia a simili iniziative svolte A tal proposito, segnaliamo con piace-
in Italia, in altri ambiti, come anche re che a poco meno di otto mesi dalla
all’estero, nella costruzione saldata, manifestazione molte società leader
ci auguriamo in tal modo di rendere del mondo delle costruzioni saldate
disponibili agli interessati dati pre- hanno già aderito quali sponsor e pre-
ziosi per i cosiddetti addetti ai lavori, cisamente:
favorendo il confronto con altre realtà
Esab Saldatura Spa (Bareggio MI),
internazionali e dando magari spunti
Commersald Group Spa (Cognento
interessanti con cui valutare indirizzi
MO), Trafilerie di Cittadella Spa (Cit-
ed eventuali investimenti, in uno sce-
tadella PD), Orbitalum Tool GmbH
nario notoriamente complesso ed in-
(Germania), Rivoira Spa (Torino),
certo.
Gilardoni Spa (Mandello Lario LC),
Proseguendo la nostra presentazio- Nardoni Institute Srl (Brescia), Lincoln
ne in ordine temporale, troviamo nel Electric Italia Srl (Serra Riccò GE),
programma preliminare il momento Welding Alloys Srl (Peschiera Borro-

698 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


IIS News & Events

i quali costituiranno due veri e propri


eventi nell’evento, cui sarà possibile
partecipare anche singolarmente, data
la specificità degli argomenti trattati,
caratteristici di settori industriali che
hanno solo limitate sovrapposizioni
con quelli interessati al resto del pro-
gramma. Questi eventi si svolgeranno
nell’ambito dell’intera giornata, se-
condo l’attuale programma.
Dopo la colazione di lavoro, al termi-
glia sfruttare sino in fondo il tempo dei corsi, in questa occasione, saran- ne della mattinata, si arriverà all’ul-
disponibile. no un mix tra argomenti di consolidato timo segmento della manifestazione, il
interesse (aggiornamenti sulla norma- Venerdì pomeriggio, con tre filiere di
Nel primo pomeriggio di Giovedì 23 eventi in programma: la prosecuzione
tiva per la qualificazione di processi di
Maggio avranno inizio gli eventi pret- dei nuovi eventi dedicati a materiali
saldatura e saldatori, tecniche avan-
tamente tecnici, il cui impianto è noto plastici e compositi ed all’elettroni-
zate per il controllo non distruttivo dei
e collaudato dalle numerose edizioni ca, gli ultimi due corsi e gli ultimi due
giunti) ed altri maggiormente legati a
svolte. IIS tiene particolarmente alla Workshop, dedicati ai temi “Fabbri-
sviluppi recenti nel campo della tec-
qualità delle presentazioni, cui ha cazione di strutture e componenti sal-
nologia, della saldabilità o della fab-
posto un’attenzione ancora maggio- dati” (con il coordinamento dell’Ing.
bricazione (processi ibridi di saldatu-
re, abbinando al tradizionale “call Sergio Scanavino, di IIS Service) e
ra, acciai austeno – ferritici di ultima
for papers” (con cui è possibile otte- “Tecnologia della Saldatura” (affi-
generazione, controllo delle tolleranze
nere contributi magari da realtà ed dato all’Ing. Michele Murgia, di IIS).
di prodotti saldati, requisiti per la pro-
autori nuovi) ad un certo numero di Anche in questo caso, il Programma
gettazione di grandi strutture soggette
presentazioni ad invito, rivolte ad in- preliminare aiuta ad individuare degli
ad azioni sismiche).
terlocutori di comprovata valenza e indirizzi, come il crescente impegno
statura tecnica. In questo pomeriggio Si avvierà alla conclusione questa dei costruttori italiani all’estero (Fab-
del primo giorno, più in particolare, prima giornata, i cui protagonisti e bricazione) e l’ascesa dei processi non
sono previsti i Workshop afferenti alle partecipanti saranno infine invitati ad ad arco elettrico (Tecnologia).
materie “Affidabilità delle strutture e un aperitivo accompagnato da musica A differenza dell’edizione precedente,
degli impianti” (coordinato dall’Ing. live, che rappresenta una delle novità i lavori si concluderanno alle 17:30,
Giancarlo Canale, di IIS Service) e della prossima edizione delle Giorna- quindi un poco prima, considerando
“Diagnostica e prove non distruttive” te, offrendo un ulteriore momento di l’esigenza di molti di tornare alle ri-
(a sua volta affidato all’Ing. France- relazione e di relax. spettive sedi. Anche le GNS7 andranno
sco Peri, anch’egli di IIS Service), con I lavori proseguiranno il successivo a questo punto in archivio: qualcuno,
orario 14:30 – 18:00. Nel programma Venerdì 24 Maggio, offrendo ancora ai ne siamo certi, avrà iniziato certa-
preliminare, già distribuito con questa partecipanti un’ampia scelta di eventi mente a pensare all’edizione numero
stessa Rivista e disponibile sui vari in parallelo: oltre ai corsi, cui abbia- otto.
media di IIS, è possibile trovare alcuni mo appena fatto cenno, saranno svol-
dei temi già selezionati dalla Commis- ti due ulteriori Workshop relativi agli
sione Tecnica delle Giornate (si osser- Segreteria Organizzativa GNS7
argomenti “Metallurgia e saldabilità”
va, al riguardo, una partecipazione (coordinato dall’Ing. Alberto Lauro, Presidente:
attiva nel primo Workshop da parte di di IIS) e “Qualità e sicurezza nella Mauro Scasso
alcuni atenei, come Ferrara, Genova e fabbricazione mediante saldatura” Segretario Generale IIS
Messina, così come nel secondo Wor- (affidato all’Ing. Luca Timossi, di IIS Coordinamento manifestazione:
kshop si conferma l’importanza sem- Cert): se il primo si conferma uno de- Michele Murgia
pre crescente delle tecniche avanzate gli eventi più frequentati ed apprezzati, Tel. +39 010 83 41 405
di controllo ultrasonoro, tra le altre il secondo si ripropone con contenuti michele.murgia@iis.it
linee di tendenza). e temi rinnovati, come i nostri lettori Rapporti con la stampa e gli sponsor:
In parallelo ai due primi Workshop hanno modo di notare dal Programma Franco Ricciardi
Preliminare. Tel. +39 010 83 41 389
suddetti prenderanno il via i primi
due corsi dei sei previsti, anch’essi franco.ricciardi@iis.it
Parallelamente ai due Workshop
in parallelo, confermando la natura avranno inizio due eventi inediti, con Segreteria:
di contenitore delle Giornate, in cui i quali ci proponiamo di ampliare ul- Ivana Limardo
ciascuno costruisce la propria parte- teriormente l’interesse delle Giornate, Tel. +39 010 83 41 373
cipazione secondo le proprie preferen- dedicati rispettivamente alla “Giun- ivana.limardo@iis.it
ze, senza essere tenuto a rispettare un zione dei materiali plastici e composi- Per iscrizioni:
singolo programma vincolante. I temi ti” ed alla “Saldatura in elettronica”, gns7@iis.it

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 699


2 ANNI DI SUCCESSI

Gentile lettore,
abbiamo deciso di celebrare i primi 20 anni di presenza del marchio Lansec in Italia con il
Catalogo Generale Sicurezza riunendo le linee di prodotto storiche della protezione in saldatura
con le nuove della linea antinfortunistica allargando l’offerta alle aziende specializzate del
settore. Nel 1992 abbiamo iniziato il nostro lavoro con una strategia commerciale chiara,
all’interno di un progetto italiano che guardava all’evoluzione europea; l’obbiettivo aziendale
comune era fondato sulla competenza e sull’innovazione, sull’informazione costante nelle
aziende circa le soluzioni all’avanguardia che potessero migliorare l’attività dei lavoratori con a
reciproca soddisfazione di maestranze e imprenditori. A distanza di 20 anni siamo certi di aver
contribuito a diffondere il significato di sicurezza negli ambienti di lavoro; ed essere orgogliosi di
aver lasciato in mano ai lavoratori gli strumenti di qualità necessari all’ottimizzazione del loro
lavoro.

La prevenzione degli infortuni è un investimento per l’azienda, non un costo!

Scarica i 20 anni di successi su: www.lansec.it

LANSEC ITALIA Srl - Via Bizet 36/N Cinisello Balsamo - MI


Tel. 02 99785118 - www.lansec.it

LA PROTEZIONE DEL SALDATORE


Abbiamo provato per voi...

Abbiamo provato
per voi...

Liquidi Penetranti
Elite Flaw-Findr
di NDT ITALIANA

1. Introduzione Una delle più comuni esigenze riscon- quido penetrante lavabile con acqua.
trate da chi effettua questo questo tipo NDT ITALIANA è una realtà industria-
Il controllo con liquidi penetranti è di ispezione, specialmente se le tempe- le conosciuta nel campo dei controlli
uno dei più diffusi metodi di indagine rature impiegate non sono comprese non distruttivi che, da oltre 60 anni
non distruttiva, in particolare per la nell’intervallo previsto dalle princi- crea, nel rispetto dell’ambiente, pro-
relativa semplicità di esecuzione e per pali norme di riferimento, è quella dotti per tutte le principali tecniche
il suo ampio campo di applicazione di avere un prodotto, riconosciuto a di controllo, tra cui appunto i liqui-
che va dai materiali metallici ai pla- livello normativo, compatibile sia per di penetranti. La famiglia di prodotti
stici e vetrosi. Il metodo è ampiamente basse sia per alte temperature di pro- “Elite Flaw-Findr” nasce infatti nel
utilizzato per individuare imperfezioni va. In tal modo, si avrebbero minori rispetto degli standards nazionali ed
superficiali e consiste nell’applica- problemi di sicurezza per l’operato- internazionali (UNI, EN, ISO, AMS,
zione di un liquido (detto appunto pe- re e maggior versatilità di controllo, ASME e ASTM). Come è consuetudine
netrante) sulla superficie in esame in comunque senza compromettere la per la realizzazione di questa Rubrica,
sensibilità d’esame alle diverse tem- i tecnici dell’Istituto Italiano della Sal-
grado di penetrare nelle discontinuità
datura hanno svolto prove per testare
eventualmente presenti sulla stessa. perature. Inoltre, oggi sempre più si
le caratteristiche di prodotti messi a
Il liquido in eccesso viene successiva- percepisce una maggiore sensibilità ai
disposizione dall’azienda produttrice
mente rimosso e la superficie viene co- problemi dell’ambiente che si traduce
degli stessi. In questo numero NDT
sparsa con un mezzo (detto rilevatore) nel tentativo di ridurre il consumo di ITALIANA ha sottoposto a prova i se-
in grado di assorbire il penetrante ri- sostanze inquinanti quali derivati del guenti consumabili:
masto intrappolato nelle imperfezioni, petrolio e gas nocivi per l’ambiente. r Liquido penetrante a contrasto di
amplificando il segnale e rendendolo La correlazione tra controllo con li- colore K71B2p, a base idrocarbu-
visibile. Tale procedimento è però for- quidi penetranti e impatto ambienta- rica, qualificato secondo il pro-
temente influenzato da diversi fattori le è un problema molto sentito, dato duttore da 0 °C a 100 °C e rimo-
che possono vincolare la sensibilità che i prodotti in gioco, utilizzati nel- vibile con acqua, solvente e post
dell’esame, quali: la maggior parte delle applicazioni, emulsionabile;
r le condizioni superficiali del pezzo; sono costituiti da sostanze chimiche r Liquido penetrante a contrasto di
r la temperatura superficiale del potenzialmente nocive, nelle quali i colore K71B2.BIO, a base acqua
pezzo; derivati del petrolio sono presenti in ed esente da derivati del petrolio;
r la risalita capillare; percentuali molto elevate. Inoltre, al- r Liquido penetrante a contrasto di
r le condizioni di visione durante cuni prodotti, vengono addittivati con colore K71HT, per alte temperatu-
l’ispezione finale. agenti emulsificanti per rendere il li- re e rimovibile con solvente;
(*) Redazione a cura della Divisione Formazione IIS, Settore PND, Pasquale Miniello.
Prove condotte in collaborazione con il Laboratorio IIS.
Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 701
Abbiamo provato per voi...

r Sviluppatore umido in sospensione stanze chimiche che fabbricano e per aspetto non è secondario dal punto di
di solvente organico D112A; fare in modo che gli operatori siano in vista economico e pratico: la durata
r Sviluppatore umido in sospensio- grado di controllarne adeguatamen- dei prodotti spray è di tre anni (alme-
ne di solvente organico per alte te i rischi. Negli allegati si definisco- no un anno in più rispetto alla maggio-
temperature D200; no inoltre le prescrizioni relative alla ranza dei casi riscontrati) mentre per
r Sviluppatore umido in sospensio- scheda di sicurezza che costituisce uno i prodotti in tanica o in fusto è di 5.
ne acquosa DWS2; strumento importante per trasmettere Potrebbe essere inserita nell’etichetta,
r Remover non alogenato BC1; le informazioni di sicurezza appro- per completezza d’informazione, un
r Remover per alte temperature, priate all'utilizzatore finale. riferimento che identifichi il tipo e la
RHT. Le schede di sicurezza dei prodotti modalità di asportazione dell’eccesso
della gamma Elite, qui testati, sono di penetrante durante le fasi di rimo-
2. Schede tecniche dei prodotti conformi al regolamento europeo e, zione dalla superficie.
soprattutto, chiaramente comprensi-
La prima verifica effettuata sui pro- bili in tutti i 16 punti richiesti dalla 6. Prove di sensibilità
dotti coinvolti nel processo ispettivo normativa. Tali schede vengono di-
in oggetto è stata la valutazione delle rettamente fornite da NDT ITALIANA Per eseguire tutte le prove di sensibili-
schede tecniche. Come previsto dalla all’utilizzatore all’atto della richiesta tà i tecnici IIS hanno utilizzato:
normativa, ogni prodotto deve esse- di fornitura e dell’acquisto. Inoltre, r blocchi di riferimento di tipo 1, di
re corredato da schede tecniche e da tramite il sito internet dell’azienda, è spessore 30 μm e 50 μm, secondo
schede di sicurezza esaurienti e com- possibile richiedere informazioni sup- UNI EN ISO 3452-3 “Prove non
prensibili anche all’operatore meno plementari relative agli aspetti tecnici distruttive - Esame con liquidi pe-
qualificato. Le schede tecniche dei e alla sicurezza. netranti - Blocchi di riferimento
consumabili, fornite in lingua italiana per le prove”;
e inglese, sono di facile comprensio- 4. Confezionamento r blocco campione di alluminio se-
ne e offrono una descrizione puntuale condo ASME V articolo 6 (Liquid
delle caratteristiche del prodotto, delle I consumabili sono disponibili in diffe- penetrant examination) e UNI EN
condizioni d’impiego e delle tecniche renti formati: bombolette spray, tani- ISO 3452-5 “Prove non distrutti-
di utilizzo. che e fusti. Questo aspetto rende il pro- ve - Esame con liquidi penetranti
Possono essere richieste direttamen- dotto estremamente versatile nell’ap- - Parte 5: Prove con penetranti a
te al produttore alcune informazioni plicazione, che può essere effettuata temperature maggiori di 50 °C”.
quali, ad esempio, le temperature di in laboratorio, con impianto fisso, o in L'affidabilità della prova con liquidi
flashpoint o le caratteristiche di visco- cantiere mediante tecnica spray o pen- penetranti è fortemente influenzata
sità. nello. Dal punto di vista pratico, un dalla temperatura delle superfici in
altro aspetto positivo si nota sollevan- esame, la quale è in grado di altera-
3. Schede di sicurezza dei do la tanica di sviluppatore D112A da re le caratteristiche fisico-chimiche
prodotti 10 litri. Infatti, il deposito di particelle dei prodotti; per questo motivo è stata
ritorna subito in sospensione non ap- effettuata una campagna di prove, va-
I prodotti chimici e le schede di sicu- pena venga leggermente agitato (come riando sia la temperatura sia i prodotti
rezza ad essi relative, devono essere viene richiesto, ad esempio, dalle nor- utilizzati, al fine di verificare la rispon-
conformi al Regolamento Europeo mative AMS 2644 E e UNI EN ISO denza dei prodotti stessi ai risultati at-
1907/2006/CE Articolo 31 (REACH), 3452-2); questa caratteristica rende tesi, in termini di sensibilità.
concernente la registrazione, la valu- efficace anche l’utilizzo tramite bom- I blocchi di riferimento di tipo 1 sono
tazione, l'autorizzazione e la restrizio- boletta spray e pistola. Sempre veloce pannelli di forma rettangolare costitui-
ne delle sostanze chimiche (Gazzetta (ma un po’ meno spinta) è la ridisper- ti da uno strato uniforme di nichel-cro-
Ufficiale dell'Unione Europea L 396 sione delle particelle nel solvente dello mo - depositato elettrogalvanicamente
del 30 dicembre 2006). Tale regola- sviluppatore acquoso Elite DWS2. - applicato su un supporto di ottone;
mento, tra l’altro, impone ai produtto- su ciascuno di questi pannelli vengono
ri le modalità da seguire per valutare 5. Etichettatura prodotte artificialmente cricche lon-
e documentare i rischi legati alle so- gitudinali. In funzione dello spessore
Strumento importante per la comu- dello strato di nichel-cromo esistono
nicazione, ai sensi del regolamento quattro serie di pannelli; per i liquidi a
REACH, le etichette devono riportare contrasto di colore si devono utilizzare
diverse informazioni come gli identifi- esclusivamente i pannelli con deposito
catori del prodotto, l'identità del forni- di spessore 30 μm e 50 μm.
tore, i simboli di pericolo e i messaggi Qualora si evidenzino un certo numero
di rischio e di attenzione. di cricche, la sensibilità si deve veri-
Oltre a queste informazioni, le con- ficare su entrambi i pannelli di rife-
fezioni dei prodotti Elite riportano il rimento. Le prove sono state eseguite
numero di lotto, la data di produzio- anche su campioni saldati, forgiati e
ne e la data di scadenza. Quest’ultimo fusi, contenenti imperfezioni note.

702 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Abbiamo provato per voi...

6.1 Prove a temperatura


standard (10 °C - 50 °C)
Le prove sono state effettuate con tem-
perature superficiali dei blocchi e dei
campioni comprese tra 20 °C e 25 °C.

Per iniziare si è testata la seguente


gamma di consumabili:
r liquido penetrante K71B2p;
r remover BC1;
r sviluppatore D112A.
Si è applicato il liquido penetrante sia
sui pannelli di tipo 1 sia sul blocco
campione ASME (Fig. 1), si è atteso un
tempo di penetrazione di 5 minuti e si
è rimosso l’eccesso di penetrante con
acqua per un minuto. Dopo asciuga-
Figura 1 - Prova di sensibilità eseguita a 22 °C con Elite K71B2p, BC1 e sviluppatore D112A
tura, si è applicato lo sviluppatore in con blocco di riferimento tipo ASME V articolo 6
bomboletta D112A. Trascorsi cinque
minuti di tempo si sono evidenziate
tutte le cricche contenute nei blocchi raggiungere una sensibilità di livello 2 stata definita dal produttore - in accor-
di riferimento: tale prova fornisce al (UNI EN ISO 3452-2) anche se è quali- do alla norma UNI EN ISO 3452-5 -
liquido penetrante K71B2p una sen- ficato dal produttore con livello 1 (nor- e offre all’utilizzatore il vantaggio di
sibilità di livello 2 (massima) secondo male). Questo dato è rilevante perché non dover qualificare il procedimento
UNI EN ISO 3452-2 “Prove non di- determina la possibilità di scegliere di controllo ad elevata temperatura,
struttive - Esame con liquidi penetranti un consumabile privo di idrocarburi qualora si conduca il test nelle mede-
- Parte 2: Prove dei materiali utilizzati e quindi non infiammabile, senza pre- sime condizioni di prova prescritte dal
nell'esame con liquidi penetranti”. giudicare la sensibilità d’esame. produttore stesso.

In una seconda fase si è testata la se- 6.2 Prove a temperatura La prima prova di sensibilità è stata
guente gamma: maggiore di 50 °C effettuata a temperatura di 200 °C im-
r liquido penetrante K71B2.BIO; Esistono vari riferimenti normativi piegando i seguenti prodotti:
r remover BC1; che permettono di qualificare una pro- r liquido penetrante a contrasto
r sviluppatore D112A. di colore per alte temperature
cedura di controllo con liquidi pene-
Come nel caso del penetrante a base K71HT;
tranti ad alte temperature, tra i quali
idrocarburica K71B2p, riportato in r remover RHT1;
ricordiamo:
precedenza, tutte le discontinuità sono r sviluppatore D200.
r UNI EN ISO 3452-5 “Prove non
state rilevate, evidenziando una sensi- distruttive - Esame con liquidi pe-
bilità di livello 2. Per l’esecuzione del test è stato ne-
netranti - Parte 5: Prove con pe- cessario riprodurre le condizioni di
netranti a temperature maggiori utilizzo del prodotto, specifico per alta
La stessa procedura è stata impiegata di 50 °C”;
anche per i seguenti prodotti: temperatura: il campione è stato posto
r Codice ASME V articolo 6 (Liquid in forno fino a raggiungere la tempe-
r liquido penetrante K71B2.BIO; penetrant examination).
r sviluppatore DWS2. ratura superficiale di prova di 200 °C,
A tale scopo, la norma ISO consente (Fig. 2). Una volta ottenuta la tem-
Come nei due casi riportati in pre-
di comparare le caratteristiche dei peratura di prova, il campione viene
cedenza, tutte le cricche presenti nei
prodotti in esame dal punto di vista estratto e sulla superficie viene appli-
pannelli sono state rilevate; ciò dimo-
qualitativo, con l’utilizzo di un bloc- cato il penetrante da testare. Successi-
stra come il liquido in oggetto possa
co di alluminio, criccato mediante un vamente si pone nuovamente in forno
trattamento termico specifico (come per il tempo di penetrazione indicato
previsto anche dal Codice ASME V dal fabbricante (1 minuto).
articolo 6) e dal punto di vista quanti- Segue la normale procedura per la
tativo, mediante l’utilizzo di blocchi di rimozione dell’eccesso di penetrante
riferimento di tipo 1, secondo UNI EN con panno leggermente imbevuto di
ISO 3452-3. remover RHT1.
Le prove effettuate in quest’analisi In seguito viene applicato lo sviluppa-
prevedono la comparazione tra un li- tore D200.
quido penetrante per alte temperature L’ispezione finale ha dato esito posi-
e un liquido di sensibilità di livello 2 tivo: la procedura definita dal produt-
ad una temperatura compresa tra 10 tore ha rilevato tutte le discontinuità
°C e 50 °C. La procedura utilizzata è presenti sul pannello.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 703


Abbiamo provato per voi...

Figura 2 - Prova di sensibilità eseguita a 200 °C Figura 3 - Prova di sensibilità eseguita a 100 °C
con Elite K71HT su blocco di riferimento tipo con Elite K71B2p su blocco di riferimento
1 da 30 μm secondo ISO 3452-3 tipo 1 da 30 μm secondo ISO 3452-3

Gli stessi risultati sono stati ottenuti infatti delle caratteristiche tecniche luppatore per tre minuti. Anche in que-
su entrambi gli spessori considerati differenti, che portano ad avere speci- sto caso tutte le discontinuità presenti
(30 μm e 50 μm) e con uguale livello fiche modalità di esecuzione della pro- sui pannelli sono state rilevate. Esito
di sensibiltà 2, come indicato dal pro- va, in particolare per quanto riguarda positivo è stato ottenuto anche appli-
duttore. le temperature e i tempi di ogni singola cando la stessa procedura al blocco
Risultati positivi si sono ottenuti anche operazione. campione di alluminio.
effettuando la stessa prova, a differen- Il campione è stato posto in forno fino
te temperatura (170 °C), su un giunto a raggiungere la temperatura superfi- La terza prova è stata effettuata a tem-
saldato contenente cricche trasversali ciale di prova di 100 °C, (Fig. 3). peratura di 100 °C impiegando i se-
in zona fusa. Ottenuta la temperatura di prova, il guenti prodotti:
campione viene estratto e sulla su- r liquido penetrante a contrasto di
La seconda prova è stata effettuata a perficie viene applicato con pennello colore K71B2.BIO;
temperatura di 100 °C impiegando i il penetrante da testare, fatto ciò si r sviluppatore DWS2.
seguenti prodotti: è reintrodotto il pannello all’interno Il campione è stato posto in forno fino
r liquido penetrante a contrasto di del forno per il tempo di penetrazio- a raggiungere la temperatura superfi-
colore K71B2p; ne indicato dal fabbricante (3 minuti). ciale di prova di 100 °C, (Fig. 4).
r remover BC1; Segue la normale procedura per la Ottenuta la temperatura di prova, il
r sviluppatore D112A. rimozione dell’eccesso di penetrante campione viene estratto e sulla super-
La procedura di qualificazione è simile con panno inumidito di remover BC1. ficie viene applicato con pennello il
al caso precedente: ogni prodotto ha Eseguita tale fase si è applicato lo svi- penetrante da testare.

Figura 4 - Prova di sensibilità eseguita a 100 °C Figura 5 - Prova eseguita a 100 °C su flangia
con Elite K71B2.BIO su blocco di riferimento forgiata con Elite K71B2p e sviluppatore
tipo 1 da 30 μm secondo ISO 3452-3 D112A

704 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Abbiamo provato per voi...

di riferimento in alluminio secondo


ASME V articolo 6.
I blocchi sono stati introdotti nella cel-
la termostatica per il raggiungimento
della temperatura di prova di 0 °C,
successivamente è stato applicato il
liquido penetrante.
Dopo 20 minuti di tempo di penetra-
zione è stato rimosso l’eccesso di pe-
netrante con il solvente BC1, infine è
stato applicato lo sviluppatore D112A
per 10 minuti, mantenendo costante la
temperatura a 0 °C.
In tutti i campioni si sono evidenzia-
te le imperfezioni presenti. Tale test
Figura 6 - Prova eseguita a 100 °C su giunto saldato con Elite K71B2.BIO e sviluppatore DWS2 dimostra che il liquido penetrante
K71B2p ha sensibilità di livello 2, se-
Successivamente viene reintrodotto il La procedura, eseguita in modo analo- condo norma ISO.
pannello all’interno del forno per il go a quella dei blocchi di riferimento
tempo di penetrazione indicato dal di tipo 1, ha evidenziato correttamen- La seconda prova è stata effettuata
te, in maniera ben definita e contrasta- sempre a temperatura di 0 °C impie-
fabbricante (3 minuti).
ta, tutte le discontinuità non artificiali gando i seguenti prodotti:
Segue la normale procedura per la
r liquido penetrante a contrasto di
rimozione dell’eccesso di penetrante, presenti sui campioni: le due cricche
colore K71B2.BIO;
con panno inumidito con acqua e l’ap- sulla superficie della flangia e le nu-
r remover BC1;
plicazione dello sviluppatore DWS2 merose cricche presenti in zona fusa
r sviluppatore DWS2.
con metodo spray. Il pannello viene in- del giunto saldato.
Tutti i difetti presenti sui blocchi di ri-
serito nuovamente all’interno del for- ferimento sono stati rilevati (Fig. 7).
no per 3 minuti di tempo di sviluppo. 6.3 Prove a temperatura La sensibilità di esame è di livello 2,
L’esame visivo finale è stato positivo: inferiore a 10 °C secondo norma ISO.
tutte le discontinuità presenti sul pan-
nello di prova sono state evidenziate. La prima prova è stata effettuata a Infine è stata eseguita una prova utiliz-
Dopo l’esecuzione delle prove a caldo, temperatura di 0 °C impiegando i se- zando entrambi i prodotti, alla stessa
i liquidi penetranti K71B2p e K71B2. guenti prodotti: temperatura, sulla flangia contenente
BIO sono stati applicati su una flangia r liquido penetrante a contrasto di cricche non artificiali (Fig. 8).
forgiata in acciaio inossidabile e su un colore K71B2p; L’esame visivo finale ha correttamente
giunto saldato (materiale base in ac- r remover BC1; messo in evidenza entrambe le cricche
ciaio al carbonio e zona fusa in accia- r sviluppatore D112A. presenti sulla superficie della flangia.
io inossidabile). Entrambi i campioni La procedura è stata eseguita utiliz- Nella successiva Tabella 1 sono ripor-
sono stati testati alla temperatura di zando i blocchi di riferimento di tipo tati i risultati delle prove di sensibilità
100 °C (Figg. 5 e 6). 1 (secondo standard ISO) e il blocco fino a questo punto eseguite.

Figura 7 - Prova di sensibilità eseguita a 0 °C


con Elite K71B2.BIO e DWS2 su blocco di Figura 8 - Prova eseguita a 0 °C su flangia
riferimento tipo 1 da 30 μm secondo ISO forgiata con Elite K71B2p e sviluppatore
3452-3 D112A

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 705


Abbiamo provato per voi...

% di intagli
Temperatura Tempo di Tempo di Tempo di evidenziati sul % di cricche Livello di
Prodotti di prova penetrazione lavaggio sviluppo rilevate su blocco sensibilità
pannello di tipo di riferimento secondo
[°C] [min] [min] [min] 1 secondo
ISO 3452-3 ASME V art. 6 ISO 3452-2

K71B2p
BC1 10 - 50 5 n. a. 5 100 100 2
D112A
K71B2p
BC1 0 20 n. a. 10 100 100 2
D112A
K71B2p
BC1 100 3 n. a. 3 100 100 2
D112A
K71B2.BIO
DWS2 10 - 50 5 1 5 100 100 2

K71B2.BIO 0 20 1 10 100 100 2


DWS2
K71B2.BIO 100 3 1 3 100 100 2
DWS2
K71HT
RHT 100 3 n. a. 3 100 100 2
D200
K71HT
RHT 200 1 n. a. 1 100 100 2
D200

7. Lavabilità d’acqua fredda (Fig. 9). Dopo aver ap- nelle diverse fasi del procedimento di
plicato sui pannelli i liquidi penetran- controllo, una ridotta quantità di ac-
Dopo ogni esame è sempre opportuno ti e gli sviluppatori suddetti e atteso que reflue da trattare e di conseguenza
pulire accuratamente i pezzi ispeziona- 15 minuti di tempo di applicazione, i una diminuzione complessiva dei costi
ti, al fine di eliminare possibili residui campioni sono stati lavati con un getto e dei tempi di controllo.
del controllo (penetrante o rivelatore d’acqua. Si è riscontrato che il lavag-
intrappolati negli interstizi) ed evitare gio con acqua fredda è stato sufficiente 8. Conclusioni
eventuali inestetismi, problematiche in a eliminare completamente la presen-
ulteriori lavorazioni termo-meccani- za dei consumabili e di possibili aloni È stata effettuata dai tecnici IIS una
che e principi di corrosione. Proprio sui pannelli utilizzati (Fig. 10). serie di prove per la verifica della sen-
per non sottovalutare questa fase del I prodotti testati sono infatti facilmente sibilità e della lavabilità di alcuni pro-
procedimento di controllo sono state asportabili dalle superfici di contatto; dotti della gamma Elite per controllo
eseguite in ultimo prove di lavabilità un vantaggio che permette una sensi- con liquidi penetranti. Per l’esecuzio-
impiegando i seguenti materiali: bile riduzione dei consumi d’acqua ne dei test si sono utilizzate piastrine
r liquidi penetranti Elite K71B2p, campione aventi difetti "normalizzati"
K71B2.BIO e K71HT; e campioni con difetti non artificiali.
r sviluppatori Elite D112A, DWS2 e La linea di consumabili presa in esa-
D200.
me risulta essere versatile e di elevata
Si sono utilizzati blocchi di lavabili-
sensibilità a differenti temperature di
tà con rugosità di circa 5 Ra e getto
prova. Degno di nota è il penetrante
K71B2.BIO, abbinato allo sviluppato-
re bianco DWS2 che, oltre ad offrire un
elevato livello di sensibilità di esame,
ha il vantaggio di utilizzare acqua an-
ziché solventi infiammabili. L’innova-
zione di questi prodotti “water base”
è nella sicurezza: meno rischi legati al
trasporto, immagazzinamento e utiliz-
zo del prodotto, ma anche meno costi
legati al trattamento delle acque di la-
Figura 10 - Prova di lavabilità - Sviluppatore
bianco D112A (a destra) a confronto con al-
vaggio: l’acqua diventa il componente
Figura 9 - Prova di lavabilità – applicazione tro sviluppatore bianco (a sinistra) dopo il principale insieme a miscele di tensio-
del liquido penetrante su blocchi di lavabilità lavaggio attivi biodegradabili.

706 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Abbiamo provato per voi...

Nella tabella seguente si riporta infine la valutazione complessiva relativa alle prove effettuate ed ai risultati ottenuti dai
singoli prodotti.
Vengono fornite in lingua italiana e inglese:
‡ 6FKHGH WHFQLFKH 7'6  GHÀQLVFRQR LQ PRGR FKLDUR H FRPSOHWR OD
descrizione del consumabile e la sua applicazione.
Completezza e qualità delle ‡ 6FKHGHGLVLFXUH]]D 6'6 
Documentazione informazioni ‡ &HUWLÀFDWLGLDQDOLVL 7HVW&HUWLÀFDWH SHURJQLORWWRGLSURGX]LRQHFRQ
tecnica fornita
riferimento alle normative vigenti, applicabili. Comprendono anche le
ULFKLHVWHGLDQDOLVLVSHFLÀFKHSHUO·XWLOL]]RQHOVHWWRUHQXFOHDUH

Riferimenti tecnici Proprietà e norme sono citate in modo esaustivo ed aggiornato.


,OFRQIH]LRQDPHQWRqDGHJXDWRDOO·XWLOL]]RGHOSURGRWWR
Confezionamento
I prodotti vengono forniti in tanica, fusti o nella pratica bomboletta spray.
/·HWLFKHWWDWXUDqLQOLQJXDLWDOLDQDHLQOLQJXDLQJOHVH
Etichettatura Le etichette sono chiare e leggibili, contengono il numero di lotto e le
Confezionamento, informazioni di sicurezza applicabili.
etichettatura
ed informazioni Viene indicata la data di produzione e di scadenza.
cogenti I prodotti hanno scadenza:
Scadenza dei prodotti
‡ DQQLSURGRWWLLQWDQLFDHIXVWL
‡ DQQLSURGRWWLLQERPEROHWWH
Schede di sicurezza Le schede di sicurezza sono chiare e complete e conformi, in tutti i punti
previsti ed aggiornate alla normativa REACH vigente.
‡ La famiglia di prodotti K71B2p, BC1 e D112A ha mostrato sensibilità
Sensibilità conforme a
livello 2.
ISO 3452-2
‡ La famiglia di prodotti K71B2.BIO, BC1 e D112A ha mostrato sensibilità
ASME V articolo 6
livello 2.
ASTM E1417
‡ Il liquido penetrante K71B2.BIO, con lo sviluppatore DWS2, ha mostrato
WHPSHUDWXUHVWDQGDUG
VHQVLELOLWjOLYHOOR /LYHOORGLFKLDUDWRGDOSURGXWWRUH 
‡ Il gruppo di consumabili K71HT, RHT e D200 ha mostrato sensibilità
Sensibilità conforme a
livello 2.
Caratteristiche del ISO 3452-5
‡ Il gruppo di consumabili K71B2p, BC1 e D112A ha mostrato sensibilità
consumabile ASME V articolo 6
livello 2.
ASTM E1417
‡ Il gruppo di consumabili K71B2.BIO e sviluppatore DWS2 ha mostrato
WHPSHUDWXUHDOWH
sensibilità livello 2.
Sensibilità conforme a ‡ Il gruppo di consumabili K71B2p, BC1 e D112A ha mostrato sensibilità
ISO 3452-6 livello 2.
ASME V articolo 6 ‡ Il gruppo di consumabili K71B2.BIO e sviluppatore DWS2 ha mostrato
ASTM E1417 sensibilità livello 2.
WHPSHUDWXUHEDVVH
Elite K71B2p, K71B2.BIO e K71HT si lavano molto facilmente dalle
Caratteristiche del liquido VXSHUÀFLVHQ]DODVFLDUHDORQLHUHVLGXL
penetrante rosso &Lz VLJQLÀFD ULGX]LRQH GHL WHPSL GL ODYDJJLR PLQRUH FRQVXPR G·DFTXD H
ULGRWWDTXDQWLWjGLDFTXHUHÁXHGDWUDWWDUH
‡ Sviluppatore Elite D112A, in tanica da 10 litri, richiede solo una breve
DJLWD]LRQHSHUWRUQDUHLQVRVSHQVLRQH FRPHULFKLHVWRGD$06( 
H ULPDQH RPRJHQHR SL D OXQJR IDFLOLWDQGR O·DSSOLFD]LRQH FRQ SLVWROD
a spruzzo, in uno strato sottile e uniforme come richiesto da tutte le
Caratteristiche
Caratteristiche degli VSHFLÀFKH
funzionali ed
sviluppatori  ,QROWUH q IDFLOPHQWH ULPRYLELOH $06  (  GRSR LO FRQWUROOR VLD
operative
secco con stracci che con acqua a pressione di rete, con conseguente
risparmio di tempo e acqua.
‡ Gli sviluppatori DWS2 e D112A sono facilmente lavabili con getto
G·DFTXDGLUHWHVHQ]DODVFLDUHDORQLHVRWWRIRQGL
Elite K71B2.BIO liquido penetrante base acqua con sviluppatore in
sospensione acquosa DWS2 garantiscono la massima sicurezza per
Sicurezza
O·RSHUDWRUHLQTXDQWRSULYLGLLQGLFD]LRQLGLSHULFRORVLWjHQRQLQÀDPPDELOL
Basso impatto ambientale.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 707


SEATEC E’ MEMBRO DI:

QUALITEC
DESIGN AWARD
components
production & furniture

QUALITEC
TECHNOLOGY AWARD

ABITARE
LA BARCA

11

seatec Targa
Rodolfo Bonetto

COMPOTEC

06/08 FEBBRAIO 2013 CARRARA


11 5

seatec compotec
RASSEGNA INTERNAZIONALE RASSEGNA INTERNAZIONALE
TECNOLOGIE, SUBFORNITURA COMPOSITI E TECNOLOGIE
E DESIGN PER IMBARCAZIONI, CORRELATE
YACHT E NAVI
www.sea-tec.it www.compotec.it

CON IL PATROCINIO DI: SPONSOR UNICO BANCARIO: ORGANIZZATORE:


REGIONE GRUPPO BANCA CARIGE

Cassa
di Risparmio
C.C.I.A.A. di Carrara S.p.A.
TOSCANA DI MASSA CARRARA
Business on the Move
PR O M OZ I ON E

CarraraFiere, Viale Galileo Galilei, 133 - 54033 Marina di Carrara (MS) - Italy - Tel. +39 0585 787963 Fax +39 0585 787602 - e-mail: info@carrarafiere.com
Technology is life
OLW\
HGUHD
PHQW
J
DX

K?PICRGLE
A QC?PAF
= V¥¤
A

K QGRC
^

J
WLQ
NH
DU

PP
BILE A
P

MO
DLO
HP

SE
O
web
ma
rke
e book

62&,$/0

tin
g
(',$
0$
5.
(7 ,
1*

Agenzia di Comunicazione

STRATEGIA I GRAFICA I COPYWRITING I EDITORIA I WEB I MULTIMEDIA I PUBBLICITÀ I UFFICIO STAMPA I EVENTI

Via G. Biancardi, 2 - 20149 Milano 02 8945 9724 @ mv@mediavalue.it www.mediavalue.it facebook.com/mediavaluemilano


Dalle
Aziende
Nuovo procedimento ICE™,
Integrated Cold Electrode
Drastico aumento di produttività con
la rivoluzionaria tecnologia ESAB
per la saldatura SAW

Hannes Raudsepp M. Sc.,


IWE Chief Engineer ICE -
ESAB Global Automation

&RPSDUDQGR L WDVVL GL GHSRVLWR ÀQR DG detti “caldi”, nella stessa torcia di saldatura. introducono il filo freddo separata-
oggi la tecnica Twin-arc è stata il proce- /DYHORFLWjGLDOLPHQWD]LRQHGHOÀORIUHG- mente richiedono un controllo estre-
dimento di saldatura ad arco sommerso do viene controllata in modo indipenden- mamente accurato per poter funziona-
(SAW) più produttivo basato su un gene- WHGDLGXHÀOLFDOGLPHGLDQWHXQVRIWZDUH re correttamente.
ratore singolo. integrato nel pannello ESAB PEK per il L’esperienza ha dimostrato che queste
La saldatura Twin-arc viene effettuata con FRQWUROORGHOSURFHVVR,OÀORIUHGGRIRQGH soluzioni non sono sufficientemente
GXHÀOLDOLPHQWDWLGDOORVWHVVRJHQHUDWRUH sfruttando l’energia in eccesso generata robuste e affidabili per poter costituire
con polarità uguale. GDOODIXVLRQHGHLGXHÀOLFDOGL un sistema efficiente nella gran parte
Con il procedimento ICE™ sviluppato e delle applicazioni.
brevettato da ESAB, è possibile aumen- Introduzione
WDUH LO WDVVR GL GHSRVLWR ÀQR DO  LQ ICE™ – Stabilità del processo
Il procedimento di saldatura ad arco
FRPSDUD]LRQH FRQ7ZLQDUF H GHO 
sommerso con l’aggiunta di un filo L’integrazione del filo freddo nello
ULVSHWWRDOÀORVLQJROR
freddo non è un metodo nuovo per mi- stesso dispositivo di contatto e la col-
La tecnologia ICE™ è lo sviluppo più avan-
gliorare la produttività. locazione in parallelo con i fili caldi
zato del procedimento SAW, con un terzo
Esistono infatti diverse soluzioni tec- contribuisce all’affidabilità e alla sta-
ÀOR IUHGGR HOHWWULFDPHQWH LVRODWR DGGL]LR-
niche per introdurre un filo freddo nel bilità del processo.
QDWR LQ SDUDOOHOR WUD L GXH ÀOL HOHWWUL]]DWL
bagno di fusione, con differenti presta- L’aggiunta del filo freddo con la tecno-
zioni e aree di applicazione. logia ICE™ produce archi e bagno di
Queste soluzioni prevedono l’immis- saldatura più calmi e stabili.
sione del filo freddo nel processo me- ICE™ rende il processo meno sensibi-
diante un dispositivo separato, con le ai cambiamenti degli archi e dello
un certo angolo rispetto al filo caldo. stick-out perché il punto di fusione del
Questa impostazione presenta diversi filo freddo viene continuamente adat-
problemi, il più rilevante dei quali ri- tato ai due archi. La migliore stabilità
guarda la stabilità del processo. del processo consente di regolarlo e
Per esempio, se lo stick-out varia o adattarlo facilmente ai differenti tipi
l’arco diventa instabile, il punto di di giunti. La stabilità del procedimen-
fusione del filo freddo cambia, con to ICE™ inoltre permette di utilizzare
l’effetto che il processo di saldatura parametri e velocità di saldatura più
diventa molto sensibile ad ogni varia- elevati rispetto ai procedimenti SAW
zione che riguarda l’arco. convenzionali, con evidenti vantaggi
Figura 1 - Torcia di saldatura ICE™ In ambiente produttivo, soluzioni che in produttività.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 711


Dalle Aziende Features

TABELLA 1 - Comparazione dei tassi di deposito

ICE™ - Vantaggi del processo stessi parametri, e con una percen- cordone. L’aumento degli angoli ridu-
r Aumento del tasso di deposito; tuale tra 10-100% del rapporto delle ce il riscaldamento dell’area, con mi-
r Velocità di saldatura più elevata; velocità filo freddo/filo caldo, il profilo gliori caratteristiche meccaniche gra-
r High Deposition Root™; di penetrazione non cambia variando zie alla riduzione della dimensione dei
r Riduzione del consumo di flusso; la quantità di filo freddo. Mantenendo grani. Con lo stesso apporto di calore,
r Flat Cap Control™; inalterati i parametri con l’aggiunta le caratteristiche meccaniche dei giun-
del filo freddo, le caratteristiche del ti saldati con ICE™ sono dello stesso
r Minori deformazioni grazie ad un
livello di quelli convenzionali SAW.
apporto di calore ridotto; deposito sono anch’esse le stesse.
Utilizzando il procedimento ICE™ per
r Risparmio di energia. Questo significa che la penetrazione e
modificare il profilo di penetrazione,
la larghezza del deposito sono le stes- le caratteristiche meccaniche possono
ICE™ - ProÀlo del giunto e se della saldatura SAW convenzionale. essere migliorate.
caratteristiche meccaniche L’altezza del cordone o del sovrame-
In confronto con il procedimento di tallo vengono aumentate, con una di- ICE™ - Aumento del tasso di
saldatura Twin-arc, utilizzando gli stribuzione su tutta la larghezza del deposito con lo stesso apporto di
calore
In tutti i procedimenti di saldatura,
SAW compreso, l’apporto di calore
limita la produttività. L’apporto di ca-
lore che il materiale base può soppor-
tare costituisce infatti il limite.
Con il procedimento ICE™ non serve
cambiare l’apporto totale di calore
per incrementare il tasso di deposito o
per ottenere altri vantaggi.
ICE™ infatti utilizza l’energia ecceden-
te del processo per fondere ulteriore
filo e incrementare così il tasso di de-
posito. L’apporto di calore rimane in-
variato addizionando diverse quantità
di filo freddo. Il calcolo dell’apporto di
calore non prende infatti in considera-
zione l’aggiunta di filo freddo.
Formula dell’apporto di calore:
I [ A] U [V ] * 60
Q [ kJ / mm ] K SAW
Figura 2 - ICE™ 3*2,5 mm, 35 V 50% cwfr WS [ mm / min] * 1000

712 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Dalle Aziende Features

Figura 3 - Giunto d’angolo, gola 5 mm, ve- Figura 4 - Giunto testa-testa da un lato su lamie-
locità saldatura 2000 mm/min. Tasso di de- ra da 10 mm, velocità saldatura 1400 mm/min.
posito 24 kg/h, apporto di calore 1,19 kJ/mm Tasso di deposito 23,9 kg/h, apporto di calore
2,03 kJ/mm

La ricerca ed i test hanno dimostrato Si può notare che il procedimento ICE™ – High Deposition Root™
che la nostra teoria è corretta e che ICE™ con un solo generatore può de- L’effetto stabilizzante del procedi-
l’apporto di calore non cambia con positare di più rispetto a un Tandem mento ICE™ permette inoltre di rag-
l’addizione di filo freddo. con fili singoli. Se disponete di un Tan- giungere un’elevata produttività nelle
Le altre teorie che ritengono che il filo dem e installate le teste ICE™, potrete passate di radice, con tassi di deposito
freddo “raffreddi” la fusione o che raddoppiare il tasso di deposito. intorno ai 25 kg/h senza la necessità di
crei un “pozzetto di calore” sono sta- rimuovere le saldature di puntatura o
te smentite. Confrontando ICE™ con ICE™ – Velocità di saldatura più di sigillatura.
la saldatura a filo singolo, il tasso di elevata Nella configurazione ICE™ tandem è
deposito può essere incrementato fino L’effetto stabilizzante del procedi- possibile modificare il profilo di pe-
al 100%, e fino al 50% in confronto mento ICE™ permette di incrementare netrazione del giunto nella passata di
con Twin-arc, con lo stesso apporto di notevolmente la velocità di saldatura fondo. Il procedimento ICE™ cambia il
calore. Il tasso di deposito più elevato mantenendo lo stesso apporto di ca- profilo del bagno di saldatura e cam-
che ICE™ può produrre con un genera- lore, oppure di aumentare la velocità bia la direzione del fronte di solidifi-
tore singolo è di 34 kg/h. e ridurre l’apporto di calore. Nelle cazione, consentendo di controllare
La Tabella 1 mostra i limiti del tasso di applicazioni e nei giunti convenzionali il profilo di penetrazione in un modo
deposito (giallo) per le differenti con- la velocità di saldatura può essere au- nuovo. Nella configurazione Tandem,
figurazioni ed i tassi di deposito comu- mentata fino oltre 1000 mm/min senza High Deposition Root™ può essere
nemente usati (verde). alterare l’apporto di calore e la stabi- usato in applicazioni con una passata
Queste aree verdi si possono conside- lità del processo. Con ICE™ si possono singola, oppure come passata di fondo
rare le zone di totale tranquillità del oggi raggiungere velocità dell’ordine per grossi spessori.
processo. di 2000 mm/min. La superficie del giunto presenta una

Figura 5 - High Deposition Root™ 30,2 kg/h, Figura 6 - High Deposition Root™, tasso di
apporto di calore 3,2 kJ/mm, spessore 25 mm deposito 25 kg/h, flusso OK Flux 10.72

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 713


Dalle Aziende Features

Figura 7 - Scoria prodotta dal flusso OK Flux Figura 8 - Superficie del giunto
10.72

forma concava, con eccellenti caratte- piatto con ICE™ risulta più facile che Ottenere un giunto piatto con ICE™ ri-
ristiche di rimozione della scoria con con i processi convenzionali. Dato che sulta invece molto più facile, regolan-
flussi sia ad alta che a bassa basicità. il filo freddo non è un parametro atti- do opportunamente la quantità di filo
vo, la sua quantità può essere regolata freddo durante la saldatura.
ICE™ - Riduzione del consumo di durante la saldatura senza variare l’e-
Áusso nergia immessa nel processo. In altre ICE™ - Meno deformazioni
Saldare in modo più produttivo con parole, sempre rispettando i limiti del- grazie al minor apporto termico
il procedimento ICE™ e completare il la WPS. Cosa avviene normalmente? L’incremento del tasso di deposito e la
giunto con un numero inferiore di pas- Se in un giunto avete un deposito che migliore stabilità del processo consen-
sate significa che il consumo di flusso non raggiunge il livello del materiale tono di saldare più velocemente e con
viene notevolmente ridotto. base, dovrete effettuare un’altra pas- un apporto termico minore rispetto ai
La stabilità del processo inoltre con- sata, che magari dovrà essere molata procedimenti a filo singolo o twin.
sente di ridurre il quantitativo di flusso perché il sovrametallo risulterà ec- Regolando ICE™ per ottenere lo stes-
fuso per kg di metallo depositato. cessivo. Potreste invece diminuire la so livello di produttività e saldando
Nella configurazione ICE™ tandem, velocità di saldatura per migliorare più velocemente, l’apporto termico si
in confronto con una configurazione il riempimento, con la conseguenza di riduce.
tandem convenzionale il consumo di un apporto termico troppo elevato e di Un minor apporto termico cause-
flusso si riduce approssimativamente caratteristiche meccaniche inferiori. rà minori deformazioni, con grandi
del 20%, a parità di apporto di calo-
re. Confrontando ICE™ tandem con il
sistema a filo singolo, la riduzione del
consumo di flusso raggiunge il 45%.
Aumentando la velocità di saldatura si
ottiene sempre un risparmio del con-
sumo di flusso, ma l’entità varia da
caso a caso.
La rimozione della scoria con ICE™
risulta sempre eccellente, indipen-
dentemente dalla basicità del flusso,
mentre la superficie del cordone è più
dolce e regolare rispetto al processo
SAW convenzionale.

ICE™ - Flat Cap Control™


Un giunto con superficie piatta non è
una novità, tuttavia ottenere un giunto Figura 9 - Flat Cap Control™. Altezza del sovrametallo 0,5 mm

714 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Dalle Aziende Features

vantaggi specialmente saldando la-


miere sottili e materiali base sensibili
agli apporti termici elevati.

ICE™ - Risparmio di energia


Il procedimento ICE™ utilizza l’ener-
gia eccedente disponibile nel processo
per fondere maggiori quantità di filo.
Questo significa una riduzione del
consumo di energia e dei relativi costi.
ICE™ può ridurre il consumo di ener-
gia e dei costi fino al 33%, in confron-
to con la saldatura Twin-arc.
Confrontando il procedimento SAW a
filo singolo con ICE™ in tandem (sin-
golo DC + ICE™ AC) la riduzione di
consumo può raggiungere il 50%.

ICE™ - Fili e Áussi


Il procedimento ICE™ è stato sviluppa-
to utilizzando fili e flussi ESAB. Figura 10 - Giunto su lamiere da 40 mm, S355NL, saldato con Tandem 4 mm DCEP 3*2,5 mm
Le combinazioni di filo e flusso impie- ICE™ AC. Apporto di calore 3,3 kJ/mm
gate con ICE™ sono prodotti standard
che ESAB produce normalmente per
tutti i tipi di applicazioni, e non sono ristiche meccaniche. Con ICE™ si può ICE™ - Calcolo dei vantaggi
necessarie particolari combinazioni di saldare con elevata produttività in con- Qualche volta può essere difficile valu-
filo e flusso per ottenere i benefici of- figurazioni di giunti stretti con angoli tare i benefici dovuti all’implementa-
ferti dal procedimento ICE™. inclusi a partire da 8 gradi, con tassi zione di una nuova tecnologia.
di deposito fino a 30 kg/h, pur man- Per facilitare questa analisi, gli spe-
ICE™ - Vantaggi e beneÀci tenendo l’apporto di calore al disotto cialisti ESAB nell’applicazione del
complessivi di 3 kJ/mm e garantendo le prestazioni procedimento ICE™ sono a vostra di-
Prendiamo ad esempio un giunto di te- del giunto fino a -60°. sposizione per aiutarvi a valutare il
sta su lamiere da 40 mm di spessore, Molti giunti stretti vengono oggi salda- miglior uso della tecnologia nelle di-
cianfrino a doppio V 1/3 2/3, angolo ti con filo singolo oppure con due fili verse applicazioni, sviluppando proce-
incluso di 60°, S355NL. singoli in Tandem. dure ottimizzate, instaurando calcoli
Comparando la configurazione ICE™ Confrontando una configurazione a sui benefici per stimare i vantaggi at-
tandem (filo da 4 mm + ICE™) con un filo singolo da 4 mm con la soluzione tesi e valutare la realizzazione pratica
tandem costituito da due fili da 4 mm, i ICE™ Tandem (filo da 4 mm + ICE™), dei nuovi procedimenti. La tecnologia
vantaggi sono evidenti: in un giunto su lamiere S355G8+M, ICE™, con fili e flussi ESAB, permette
r Incremento del tasso di deposito angolo di cianfrino incluso 22 gradi, di realizzare la soluzione più produt-
del 150%; limite di apporto di calore 3,5 kJ/mm, tiva di saldatura SAW ottenibile da
r Tasso di deposito di circa 30 kg/h; il procedimento ICE™ per le passate di un unico fornitore-partner, che rende
r Velocità di saldatura 1000 mm/min; riempimento aumenta considerevol- agevole introdurre la tecnologia e rea-
r Consumo di flusso ridotto di oltre mente la produttività: lizzare quei vantaggi che nessun altro
il 20%; r Incremento del tasso di deposito procedimento SAW può uguagliare.
r Risparmio di energia del 50%; del 250%;
r 7% di filo in meno, grazie a Flat r Tasso di deposito di 28 kg/h; ESAB Saldatura SpA
Cap Control™, 1 mm. r Velocità di saldatura 850 mm/min; Via Novara 57/59
Nei giunti stretti, l’effetto stabilizzante r Consumo di flusso ridotto del 20010 Bareggio - MI
di ICE™ consente di ottenere un’eleva- 45%; Tel. 02 979681
ta produttività oltre ad ottime caratte- r Risparmio di energia del 10%. www.esab.it

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 


ModenaFiere
31 Gennaio - 1 Febbraio 2013

Materiali innovativi, tecnologie, prodotti e servizi per veicoli,


motori da competizione e ad alte prestazioni
per auto, moto, kart, nautica e avio.

www.motorsportexpotech.it

STUDIONO.IT

.PUPSTQPSUÒVONBSDIJPEJ3FBMJ[[BUPJOQBSUOFSTIJQDPO
WJBMF7JSHJMJP #t.PEFOB
QI ̓rGBY 
TFHSFUFSJB!NPUPSTQPSUFYQPUFDIJU
Nuova Collana di “DVD Tecnici”

La nuova normativa europea ed


internazionale sul controllo radiografico
di giunti saldati con tecnologia digitale

SEMINARIO TECNICO
GENOVA 28 GIUGNO 2012

Questo Seminario ha l’obiettivo, da una parte, di aggior-


nare i partecipanti sullo stato dell’arte delle tecniche digi-
tali (filmless) riconosciute a livello normativo e, in parti-
colare, della tecnica nota come Computed Radiography
(CR), la cui rapida evoluzione ne ha fatto, negli ultimi
anni, una possibile alternativa ai tradizionali supporti, e,
dall’altra parte, di analizzare la recente normativa tecnica
europea (EN) ed internazionale (ISO) in materia, soffer-
mandosi, nella fattispecie, su quanto viene prescritto in
merito alla classificazione e qualificazione dei sistemi CR
e delle tecniche di esposizione relative.

Il Seminario è rivolto principalmente agli operatori che svolgono le funzioni


caratteristiche dei livelli di qualificazione 2 e 3 nel metodo radiografico, co-
me anche ad Ispettori di saldatura in possesso di qualificazioni o specializ-
zazioni nel campo dell’esame radiografico.

Programma del Seminario

x Principi generali del controllo radiografico con tecniche digitali


(filmless);
x Norme generali di metodo per le tecniche digitali (filmless): EN 14784
(parti 1, 2), ISO DIS 16371;
x Norme relative ai giunti saldati per le tecniche digitali (filmless): ISO
DIS 17636 (parti 1, 2);

Settore DDC
Maura Rodella
Lungobisagno Istria,15
16141 Genova
tel. 010 8341385 Codice: 101517; Prezzo € IVA 21%
fax 010 8367780 Prezzo speciale 30% Sconto: € 49,00 + IVA 21%
Email:maura.rodella@iis.it
www.weldinglibrary.com
Dalle Aziende

Weldline, Magswitch:
morsetti di massa
e posizionatori magnetici
con controllo del magnetismo
I prodotti MAGSWITCH, commer-
cializzati in Italia con il marchio
WELDLINE del Gruppo AIR LIQUIDE
Welding, sono dei magneti permanenti
che permettono di controllare il ma-
gnetismo (on-off), con una semplice
rotazione della manopola, senza far
uso di corrente. Maggiore produttività per due ragioni: 2013, “Lavoriamo insieme per la pre-
venzione dei rischi” è molto apprezza-
Sebbene i magneti siano utilizzati da 1. Non si deve più perdere del tem- to da Air Liquide Welding.
lungo tempo nei procedimenti di sal- po utile nel fissare e bloccare le
lamiere La nuova campagna incoraggia i ma-
datura e fabbricazione, non trovano nager, lavoratori, rappresentanti e
largo impiego poiché spesso si ritiene 2. Non è più necessario usare staffe,
altri soggetti interessati a lavorare in-
che presentino problemi di uso e puli- viti o altro che possano rovinare sieme per gestire i rischi sul luogo di
zia. Tutto questo è un ricordo del pas- le lamiere e richiedere un inter- lavoro. Garantire Ambienti di lavoro
sato, adesso la forza di questi prodotti vento successivo di molatura o sani e sicuri è parte integrante della
permette di velocizzare le operazioni smerigliatura. volontà di AIR LIQUIDE Welding che
di bloccaggio dei pezzi anche in lavori da sempre si impegna a costruire un
complessi. MAGSWITCH è, fondamentalmente, successo economico basato su un mo-
una soluzione che migliora l’efficienza dello di futuro sostenibile.
MAGSWITCH offre molteplici e im- produttiva.
portanti vantaggi: maggiore pro- Air Liquide Welding è stato in passato
duttività grazie ai tempi più brevi di WELDLINE un partner di EU-OSHA su precedenti
13 rue d’Epluches campagne: “Ambienti di lavoro sani”.
approntamento, comodità derivante
Questa adesione alla nuova campagna
dall’utilizzo agevole, sicurezza perché Saint-Ouen l’Aumône BP 70024
Ambienti di lavoro sani è una grande
c’è sempre meno bisogno di usare le 95 315 Cergy Pontoise Cedex
opportunità per tutta l’organizzazione,
mani per spostare e posizionare le la- Tel. : +33 1 34 21 33 33
attraverso la costruzione di partner-
miere calde o taglienti. barbara.martone@airliquide.com
ship con altre aziende e associazioni
www.weldline-alw.com
impegnate in tematiche di SSL, nonché
la possibilità di condividere le buone
pratiche e di utilizzare la campagna
Fro-Air Liquide Welding per sostenere e promuovere le proprie
è Partner della Campagna Europea attività. I vantaggi di essere un part-
Ambienti di Lavoro Sani ner della campagna sono tangibili, e
2012–2013 va nella direzione di una maggiore vi-
sibilità e opportunità per tutta l’orga-
Air Liquide Welding è un partner del- nizzazione di Gruppo.
la campagna Ambienti di lavoro sani
2012-2013, “Lavoriamo insieme per FRO-Air Liquide Welding Italia SpA
la prevenzione dei rischi” organizzato Via Torricelli, 15/A
dall’Agenzia europea per la sicurezza 37136 Verona Italy
e la salute sul lavoro (EU-OSHA). +39 045 82 91 511
Il tema della campagna per il 2012- www.saf-fro.it

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 719


Dalle Aziende

al tungsteno con liquido di recupero


polveri, liquidi antispruzzo, penetran-
ti, masse rotanti, pinze porta elettrodo.
La garanzia della qualità ESAB è a vo-
stra disposizione.
ESAB Saldatura SpA
Via Novara 57/59,
20010 Bareggio – MI
Tel 02 97968.1
www.esab.it

CLOOS,
Nuovo Armadio compatto
QIROX® Controller Basic

ESAB, PPE: Abbigliamento Antifiamma - Il nuovissimo Armadio di Controllo


Tecnologia e sicurezza: Tecnologia Phoenix® CLOOS tipo “QIROX® Controller Ba-
ESAB è orgogliosa di presentare il ri- sic” è stato studiato e sviluppato nel
accessori e protezione sultato di anni di ricerca dedicata: il corso di una attenta analisi dei costi
personale per saldatori nuovo abbigliamento in tessuto tec- per offrire tutte le caratteristiche dei
nico per saldatura Phoenix®. Questo collaudati dispositivi CLOOS ad un
Da oltre cento anni leader nella salda- innovativo tessuto ha una struttura prezzo molto più vantaggioso.
tura e taglio metalli, ESAB sfrutta la molecolare resistente alla fiamma e Potrà essere utilizzato come Control-
propria esperienza per offrire ai pro- garantisce la migliore protezione con ler di impianti compatti fino a 9 assi.
fessionisti del settore prodotti specifici il massimo comfort. Tutti i prodotti Il dispositivo di controllo è caratte-
in cui le tecnologie più avanzate e la Phoenix® soddisfano i requisiti: ISO rizzato da un design compatto, le sue
qualità migliore sono al servizio del EN 11612, ISO EN 11611 liv. 1 e 2, dimensioni sono 800 x 1300 x 585 mm,
lavoro e della sicurezza. EN 1149/3/5, EN 61482/1/2 (abbi- pur rispettando la normativa vigente.
gliamento antifiamma specifico per Ciò assicura un utilizzo ancora più
PPE: Maschere ad oscuramento saldatura). Tutte le normative sono semplice, oltre che una facile acces-
automatico - Nuova Aristo Tech® stampate su spalla e retro pantalo- sibilità per le operazioni di manuten-
Le maschere ad oscuramento automa- ni per facilitare l’individuazione e la zione. Tutte le caratteristiche più im-
tico hanno reso la saldatura non solo verifica ispettiva. I prodotti vengono portanti, come la pulsantiera Touch
più produttiva e pratica, ma anche più consegnati con tabella delle normative Screen dotata di grande schermo, la
sicura, liberando le mani del saldatore in ogni confezione. tastiera, le interfaccia USB ecc., sono
e garantendo migliore protezione da disponibili esattamente come nella
fumi e spruzzi. Spesso però la scarsa PPE: Guanti per saldatura - ESAB versione standard “QIROX® Control-
qualità di molti prodotti sul mercato Mig e Tig “Arcuati” ler Advanced”. Ovviamente è possibi-
impedisce di ottenere questi vantaggi. Prodotto di vertice della gamma ESAB, le l’interfaccia con tutta la gamma di
ESAB fornisce da sempre, maschere è disegnato per adeguarsi alla forma saldatrici QINEO®. I cavi di connes-
automatiche con le lenti della qualità anatomica della mano e realizzato sione standard sono cavi a connessio-
più elevata, una capacità di oscura- unendo oltre dieci lembi di pellame di- ne fissa, ma sono anche disponibili,
mento ampia, omogenea e senza bat- verso per garantire una libertà nel mo- come opzione, cavi di collegamento
terie interne. Oggi il catalogo si arric- vimento della mano mai raggiunta in assi spinati di qualsiasi lunghezza.
chisce della nuova Aristo Tech®, vera guanti con questi livelli di protezione. Possono naturalmente essere installati
maschera multi processo, con oscu- Disponibile in versione Tig e Mig, con tutti i tipi di sensori CLOOS come il
ramento da 5 a 13 DIN, adatta a Tig, le normative rispettate stampate sui
Mig/Mag, elettrodo e molatura. Legge- polsini, è l’essenza del credo ESAB:
rissima, con i suoi 450 g, permette la Lavorare meglio per produrre di più.
selezione parametri con sistema quick
set. Disponibile in versione con eroga- Accessori di processo
tore portatile aria filtrata, casco pro- Nel range ESAB, uno dei più vasti del
tettivo, e maschera interna per molatu- mercato, c’è una risposta tecnologica-
ra. Una maschera universale, pratica, mente avanzata e di qualità per ogni
all’avanguardia e, come sempre, con- esigenza di processo. Forni di ricon-
forme ai più rigidi standard CE, ANSI, dizionamento e mantenimento pro-
AS/NZS, CSA. grammabili, molatrici per elettrodi

720 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Dalle Aziende

sensore tattile (Touch Sensor), il sen- gruppa la galassia dei prodotti Ther-
sore ad arco (Arc Sensor) e i sensori mal Dynamics, Tweco, Arcair, Victor,
Laser (Laser Sensor). Ocim, Thermal Arc, Stoody, Turbo
Grazie a queste numerose innovazioni Torch, oltre alla recente acquisizione
tecniche, CLOOS è in grado di offri- della finlandese Robotronic “ProMotion
re un robot di saldatura QIROX® con Controls”, azienda leader nel settore
payload di 15 kg e un armadio di con- dell’elaborazione software e produzio-
trollo con un’ampia dotazione stan- ne di hardware per impianti di taglio
dard a prezzi veramente contenuti. automatici.

SALDOBRAZ ENGINEERING Srl “Il motivo principale della scelta del


Dealer CLOOS Schweisstechnik Gmbh La sigla inoltre significa: Tipo II (ros- nuovo nome”, dichiara Franco Mone-
Dealer HKS Prozesstechnik Gmbh so), Metodo A & C (rimovibili con chi, General Manager Victor Techno-
Via F. Coppi, 11 acqua o con remover), forma c, d/e logies EMEA, “risiede nel fatto che
10043 Orbassano TO (sviluppatori sia a base solvente che a Thermadyne era la denominazione
Tel. 011 9019030 base acqua), livello 2. della holding, non legata ad alcun
www.saldobraz.it Rimangono sempre disponibili liquidi marchio di prodotto, mentre il marchio
penetranti formulati specificatamente Victor è legato a prodotti di grande
per “altissime” temperature: liquido tradizione e successo, con particolare
penetrante rosso Elite K71HT, svilup- enfasi sul mercato americano”.
NDT Italiana, patore bianco Elite D200, remover E’ un ritorno alle radici, riprende in-
i nuovi Liquidi Penetranti Elite RHT (fino a 200 °C). fatti lo spirito pionieristico e incor-
“a caldo” pora le caratteristiche originali del
NDT ITALIANA Srl Marchio: autenticità, affidabilità,
La Parte 5 e la Parte 6 della UNI EN Via del Lavoro, 28 innovazione ed un contatto profondo
ISO 3452 riguardano rispettivamente i 20863 Concorezzo MB con il mercato per capire le esigenze
liquidi penetranti “a caldo” (cioè so- Tel. (+39) 039.647590 dell’Utente finale. Tutti i marchi del
pra i 50 °C) e “a freddo” (cioè sotto info@ndt.it gruppo Victor sono infatti legati ad
i 10 °C). La grande novità di queste www.ndt.it aziende con svariati decenni di espe-
norme sta nel fatto che in entrambe si rienza, che devono il loro successo ad
precisa che spetta al produttore dei li- invenzioni originali dei loro fondatori,
quidi penetranti di effettuare le prove veri pionieri delle tecnologie che han-
di qualificazione dei prodotti indican-
Victor Technologies no consentito di raggiungere il livello
do l’intervallo di temperatura e quindi, ha inaugurato la attuale di qualità e affidabilità dei pro-
citando la norma: “se i prodotti sono nuova sede italiana dotti oggi sul mercato.
utilizzati entro l’intervallo dichiarato,
non sono necessarie ulteriori prove sul Il nuovo marchio riposiziona strategi-
L’azienda americana, pioniere nelle camente l’Azienda sul mercato globale
posto da parte dell’utilizzatore”.
tecnologie più avanzate di saldatura e come fornitore di soluzioni ad alta tec-
L’onere delle prove e la responsabili-
taglio dei metalli, investe risorse con nologia nel taglio avanzato, la salda-
tà di classificazione e qualificazione
grande fiducia nel futuro dell’industria tura e le apparecchiature di controllo
spetta quindi al produttore dei liquidi
penetranti. Alcuni problemi “pratici” Italiana. Come la storia ci insegna, dei gas. La presenza globale Victor
sorti nell’uso quotidiano hanno ge- anche questo periodo di recessione fi- consiste in unità produttive dislocate
nerato domande da parte di aziende: nirà, e niente sarà più come prima. in Asia, America e Europa, 1500 di-
“Sono stato chiamato per dei con- Una delle poche certezze su cui pos- pendenti, con filiali dirette in più di 20
trolli, ma mi sono accorto che alcune siamo contare è, infatti, che ci sarà fu- nazioni. Il fatturato è distribuito tra
parti sono a temperature superiori a turo solo per le aziende che sapranno clienti in 105 paesi, con attività cre-
50 °C mentre altre sono al di sotto di rinnovarsi e migliorare la produttività. scente nei paesi emergenti, come Cina,
tale temperatura limite... posso usare Victor Technologies affronta decisa- Brasile, Messico, Europa dell’Est.
comunque il vostro liquido penetrante mente la sfida inaugurando la nuova In Europa l’organizzazione Victor può
rosso e utilizzare quindi un solo pro- sede Italiana di S.Giuliano Milanese, contare su centri di produzione e di-
dotto durante il processo di controllo? una struttura completa di show room stribuzione in UK e Italia, demo cen-
Se sì, fino a che temperatura massima per le dimostrazioni delle tecnologie ters in Italia, UK ed Olanda, per un
e minima?”. Per venire incontro a tali di saldatura e taglio, sala per training, totale di 70 dipendenti.
esigenze, la NDT Italiana ha qualifica- magazzini di apparecchiature e ricam-
to il proprio penetrante Elite K71B2p bi, oltre agli uffici commerciali e am- VICTOR TECHNOLOGIES EUROPE
per un uso ETR (Extended Tempera- ministrativi. Via Bolsena, 7
ture Range). Il K71B2p è qualificato 20098 S.Giuliano Milanese MI
“IIACcde - 2 / 0 °C-100 °C ” cioè può Victor Technologies è il nuovo nome Tel. 02 36546801
essere usato da 0 °C a 100 °C. di Thermadyne, una holding che rag- www.victortechnologies.com

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 721


Notiziario

Letteratura tecnica ferrose. Riconosciuto che gli speciali- The ASM Handbook Volume 6A,
sti, i tecnici e gli studenti, potenzial- “Welding Fundamentals & Processes”,
ASM Handbook, Volume 6A: mente interessati alla lettura di questo represents the first of at least two vol-
Welding Fundamentals and Processes volume, hanno esigenze diverse per umes to be published on aspects of
Lienert T., Siewert T., Babu S. e quanto riguarda il loro livello di com- welding and joining. As indicated in
Acoff A. prensione e di conoscenze, di conse- the title, Volume 6A focuses on funda-
Materials Park (OH-USA) 2011 guenza le sezioni di questo manuale si mental aspects of welding, and on the
227 x 290 mm, 850 pagine dividono in due grandi categorie. many welding processes. Volume 6B,
ISBN 978-1-61503-133.7, $ 238,00 Le sezioni fondamentali forniscono planned for future publication, will
un’approfondita analisi di base sui concentrate on weldability and be-
principi scientifici, mentre le sezioni haviour of a range of alloys and ma-
rivolte ai vari processi tecnologici han- terials. As with the last edition of this
no un approccio più pratico. Volume, the Volume Editors recognized
Tutti i capitoli di questa nuova opera that the researchers, engineers, techni-
sono stati notevolmente aggiornati ed cians and students that will use this
ampliati, riportando i risultati dei più handbook have different needs with
recenti sviluppi tecnici e scientifici, regard to their level of understanding.
Questa nuova edizione del volume 6 in particolare sono state considerevol- Accordingly, the sections of this hand-
“Welding Brazing and Soldering” del- mente approfondite le parti riguardanti book fall into two major categories.
la collana “ASM Hadbook” rappresen- i processi di saldatura ad energia con- The sections on fundamentals provide
ta il primo “6A” di almeno due volumi centrata, quelle dedicate alla saldatu- in-depth background on the scientific
che saranno pubblicati in futuro sulla ra allo stato solido e specialmente le principles associated with welding,
saldatura e sulle diverse tecniche di parti sullo studio della costruzione dei while the sections on the various weld-
giunzione. modelli matematici. Inoltre sono stati ing processes take a more practical
Come già indicato nel titolo, il volume introdotti nuovi ed interessanti capitoli approach. The Volume Editors have
6A è dedicato interamente agli aspetti sulla “friction stir welding”, sulla “ma- also tried to present a comprehensive
fondamentali della saldatura e dei mol- gnetic pulse welding” e sui processi reference that can be of use to the di-
teplici processi. ibridi. Il volume di indiscusso conte- verse welding community.
Il volume 6B, di cui la pubblicazione è nuto tecnico e scientifico, rappresenta All sections of the handbook have been
prevista in un futuro non molto lonta- un notevole contributo ed un’opera di reviewed to be sure that they reflect the
no, si concentrerà sulla saldabilità e sul consultazione e di riferimento fonda- current status of the technology. Many
comportamento metallurgico di una mentale per tutti coloro che si occupa- sections have been expanded, such as
vasta gamma di acciai e di leghe non no di saldatura. the sections on fundamentals, high-

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 723


Notiziario

energy density, solid-state welding La seconda parte riguarda altre tecni- issue of linear friction welding.
and especially weld modelling. New che di giunzione, tra cui la rivettatura, With its distinguished editor and inter-
processes and process variations de- la giunzione con adesivi, la giunzio- national team of contributors, welding
veloped since the last printing of this ne con adesivi di materiali dissimili and joining of aerospace materials is
Volume have been incorporated, in- (compositi/metallici) e la brasatura an essential reference for engineers
cluding friction stir welding, magnetic ad alta temperatura. Questa seconda and designers in the aerospace, mate-
pulse welding, hybrid processes, direct parte si conclude con un’appendice rials and welding and joining indus-
metal deposition, penetration enhanc- dedicata completamente alla “linear tries, as well as companies and other
ing fluxes and ultrasonic additive man- friction welding”. Questo volume è un organisations operating in these sec-
ufacturing. A section on safe practices riferimento essenziale per specialisti e tors and all those with an academic
has also been added. progettisti nel settore delle costruzio- research interest in the subject.
We wish to thank our many colleagues ni aerospaziali ed in special modo per
who served as section editors and tutti coloro che hanno un particolare Woodhead Publishing Limited,
authors of the individual articles. interesse per la ricerca accademica nel Abington Hall, Abington, Cambridge,
This handbook would not have been settore. CB21 6AH (Inghilterra)
possible without their efforts. Fax: +44 (0)1223 893 694
Welding and joining techniques play www.woodheadpublishing.com
ASM International, an essential role in both the manu-
9639 Kinsman Road, facture and in-service repair of aero- Fatigue Design of Steel and Composite
Materials Park OH 44073-0002 (USA) space structures and components, and Structures: Eurocode 3: Design of
www.asminternational.org these techniques have become more Steel Structures, Part 1-9 Fatigue;
advanced as new, complex materials Eurocode 4: Design of Composite
Welding and joining of aerospace are developed. Welding and joining of Steel and Concrete Structures
materials aerospace materials provides an in- Nussbaumer A., Borges L., Davaine L.
Chaturvedi M. C., depth review of different techniques Coimbra (Portogallo) 2011
Cambridge (Inghilterra) 2011 for joining metallic and non-metallic 234 x 156 mm, 334 pagine
234 x 156 mm, 448 pagine aerospace materials. ISBN: 978-3-433-02981-7, € 55,00
ISBN-13: 978 1 84569 532 3, € 185,00 Welding and joining techniques play
an essential role in both the manufac-
ture and in-service repair of aerospace
structures and components, and these
techniques become more advanced as
new, complex materials are developed.
Welding and joining of aerospace ma-
terials provides an in-depth review of
different techniques for joining metal-
lic and non-metallic aerospace materi- Nella progettazione di ponti e grandi
Questo volume fornisce un’analisi ap- als. Part one opens with a chapter on strutture civili in acciaio la corretta va-
profondita delle tecniche più recenti recently developed welding techniques lutazione della resistenza a fatica degli
ed avanzate nel settore della giunzione for aerospace materials. The next few elementi strutturali costituisce senza
dei materiali metalli e non metallici, chapters focus on different types of dubbio uno degli aspetti di maggiore
impiegati nell’industria delle costru- welding such as inertia friction, laser rilievo. Il testo propone una tratta-
zioni aerospaziali. Il testo, diviso prin- and hybrid laser-arc welding. zione particolarmente approfondita
cipalmente in due parti, presenta nella The final chapter in part one discusses e accurata delle procedure di verifica
prima un capitolo introduttivo sulle the important issue of heat affected attualmente in vigore, con numerosi e
più recenti tecniche di saldatura, men- zone cracking in welded superalloys. puntuali riferimenti alle prescrizioni
tre quelli successivi si concentrano sui Part two covers other joining tech- delle norme europee citate nel titolo
diversi tipi di processi, comprendendo niques, including chapters on riveting, (Eurocodice 3 e Eurocodice 4).
la saldatura ad attrito, la saldatura laser composite-to-metal bonding, diffusion Non viene trascurata l’interazione tra
ed i processi ibridi laser/arco. bonding and recent improvements in progetto e fabbricazione dei compo-
Il capitolo finale di questa prima parte bonding metals. Part two concludes nenti, che viene affrontata con un esa-
presenta una rassegna sull’analisi della with a chapter focusing on the use me dettagliato dei principali riferimen-
criccabilità della zona termicamente of high-temperature brazing in aero- ti normativi che disciplinano le fasi
alterata di saldature di superleghe di space engineering. Finally, an appen- esecutive ed una sintetica descrizione
nichel. dix to the book covers the important dei relativi contenuti.

724 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Notiziario

L’esame delle differenti tematiche è Acciaio, ma anche come manuale ap- tion formats, determination of stresses
corredato da numerosi e dettagliati plicativo per chi svolge attività profes- and stress ranges, fatigue strength, ap-
esempi applicativi, che vengono di- sionali nell’ambito della progettazione plication range and limitations.
scussi con particolare efficacia e costi- e/o del coordinamento delle fasi ese- It contains detailed examples of appli-
tuiscono un prezioso orientamento per cutive. cations of the concepts, computation
la corretta applicazione delle procedu- methods and verifications.
This volume addresses the specific sub-
re di verifica. Il testo può senza dub- ject of fatigue, a subject not familiar to
bio essere preso in considerazione, di many engineers, but still relevant for ECCS-CECM-EKS
conseguenza, non solo come supporto proper and good design of numerous 32, av. des Ombrages, bte 20 - 1200
didattico nell’ambito dei corsi uni- steel structures. It explains all issues Brussels (Belgio)
versitari di Tecnica delle Costruzioni, related to the subject: Basis of fatigue Fax: +32-2/762.09.35
Costruzione di Ponti e Costruzioni in design, reliability and various verifica- www.steelconstruct.com

Codici e norme
UNI EN 13480-1 - Tubazioni indu- UNI CEN ISO/TS 15011-6 - Salute e
Norme nazionali striali metalliche - Parte 1: Generalità sicurezza nella saldatura e nelle tecni-
Italia (2012). che affini - Metodo di laboratorio per
il campionamento dei fumi e dei gas
CEI EN 60974-12 - Apparecchiatu- UNI EN 13480-2 - Tubazioni indu- - Parte 6: Procedura per la determina-
re per la saldatura ad arco - Parte 12: striali metalliche - Parte 2: Materiali zione quantitativa dei fumi e dei gas
Dispositivi di collegamento per cavi di (2012). generati dalla saldatura a resistenza a
saldatura (2012).
punti (2012).
UNI EN 13480-3 - Tubazioni indu-
CEI EN 60974-13 - Apparecchiature striali metalliche - Parte 3: Progetta-
per la saldatura ad arco - Parte 13: Pin- UNI CEN/TR 15135 - Saldatura -
zione e calcolo (2012). Progettazione e prove non distruttive
ze di massa (2012).
di saldature (2012).
UNI EN 13480-4 - Tubazioni indu-
UNI CEN ISO/TR 3834-6 - Requisiti
striali metalliche - Parte 4: Fabbrica-
di qualità per la saldatura per fusione UNI CEN/TR 15235 - Saldatura - Me-
zione e installazione (2012).
dei materiali metallici - Parte 6: Gui- todi per la valutazione delle imperfe-
da per l’applicazione della ISO 3834 UNI EN 13480-5 - Tubazioni indu- zioni nelle strutture metalliche (2012).
(2012). striali metalliche - Parte 5: Collaudo e
prove (2012). UNI CEN ISO/TR 15608 - Saldatu-
UNI EN ISO 5172 - Apparecchiature ra - Guida per un sistema di suddivi-
per saldatura a gas - Cannelli per sal- UNI EN 13480-6 - Tubazioni indu- sione in gruppi dei materiali metallici
datura a gas, riscaldo e taglio - Requi- striali metalliche - Parte 6: Requisi- (2012).
siti e prove (2012). ti addizionali per tubazioni interrate
UNI EN ISO 9712 - Prove non distrut- (2012). UNI EN ISO 15614-13 - Specificazio-
tive - Qualificazione e certificazione ne e qualificazione delle procedure di
UNI EN 13480-8 - Tubazioni indu- saldatura per materiali metallici - Pro-
del personale addetto alle prove non
striali metalliche - Parte 8: Requisiti ve di qualificazione della procedura di
distruttive (2012).
addizionali per tubazioni di alluminio saldatura - Parte 13: Saldatura a resi-
UNI EN 12258-1 - Alluminio e leghe e leghe di alluminio (2012). stenza testa a testa e a scintillio (2012).
di alluminio - Termini e definizioni -
UNI EN ISO 13585 - Brasatura for-
Parte 1: Termini generali (2012). UNI CEN ISO/TR 17641-3 - Prove
te - Qualificazione dei brasatori e degli
distruttive su saldature di materiali
UNI EN 12451 - Rame e leghe di rame operatori per la brasatura forte (2012).
metallici - Prove di criccabilità a caldo
- Tubi tondi senza saldatura per scam- di elementi saldati - Processi di salda-
biatori di calore (2012). UNI CEN/TR 14599 - Termini e de-
finizioni per la saldatura in relazione tura ad arco - Parte 3: Prove sottoposte
UNI EN 12452 - Rame e leghe di alla EN 1792 (2012). ad un carico esterno (2012).
rame - Tubi alettati senza saldatura per
scambiatori di calore (2012). UNI CEN/TR 14633 - Saldatura - Po- UNI CEN ISO/TR 17844 - Saldatu-
sizioni di saldatura - Comparazione tra ra - Confronto tra i metodi norma-
UNI EN 12999 - Apparecchi di solle- le designazioni internazionali, europee lizzati per evitare le cricche a freddo
vamento - Gru caricatrici (2012). e americane (2012). (2012).

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 725


Notiziario

Norme americane ASTM A734/A734M - Standard spec- bars, tubes and wires - Part 3: Drawn
USA ification for pressure vessel plates, al- round bars and wires - Tolerances on
loy steel and high-strength low-alloy form and dimensions (symmetric plus
ASTM A182/A182M - Standard spec- steel, quenched-and-tempered (2012). and minus tolerances on diameter)
ification for forged or rolled alloy and (2012).
stainless steel pipe flanges, forged fit- ASTM A735/A735M - Standard spec-
tings, and valves and parts for high- ification for pressure vessel plates, ISO 6363-4 - Wrought aluminium and
temperature service (2012). low-carbon manganese-molybdenum- aluminium alloys - Cold-drawn rods/
columbium alloy steel, for moderate bars, tubes and wires - Part 4: Drawn
ASTM A203/A203M - Standard spec- and lower temperature service (2012). rectangular bars and wires - Tolerances
ification for pressure vessel plates, al- on form and dimensions (2012).
loy steel, nickel (2012). ASTM A738/A738M - Standard spec-
ification for pressure vessel plates, ISO 6363-5 - Wrought aluminium and
ASTM A204/A204M - Standard spec- heat-treated, carbon-manganese-sili- aluminium alloys - Cold-drawn rods/
ification for pressure vessel plates, al- con steel, for moderate and lower tem- bars, tubes and wires - Part 5: Drawn
loy steel, molybdenum (2012). perature service (2012). square and hexagonal bars and wires
ASTM A225/A225M - Standard spec- - Tolerances on form and dimensions
ASTM A970/A970M - Standard spec-
ification for pressure vessel plates, al- (2012).
ification for headed steel bars for con-
loy steel, manganese-vanadium-nickel crete reinforcement (2012).
(2012). ISO 6363-6 - Wrought aluminium and
AWS D9.1M/D9.1 - Sheet metal weld- aluminium alloys - Cold-drawn rods/
ASTM A285/A285M - Standard spec- ing code (2012). bars, tubes and wires - Part 6: Drawn
ification for pressure vessel plates, car- round tubes - Tolerances on form and
bon steel, low and intermediate tensile Norme europee dimensions (2012).
strength (2012). EN
ISO 7866 - Gas cylinders - Refillable
ASTM A302/A302M - Standard spec- EN ISO 12212 - Petroleum, petro- seamless aluminium alloy gas cylin-
ification for pressure vessel plates, chemical and natural gas industries - ders - Design, construction and testing
alloy steel, manganese-molybdenum Hairpin-type heat exchangers (2012). (2012).
and manganese-molybdenum-nickel
(2012). Norme internazionali ISO 9606-1 - Qualification testing
ISO of welders - Fusion welding - Part 1:
ASTM A455/A455M - Standard spec- Steels (2012).
ification for pressure vessel plates, ISO 4965-1 - Metallic materials - Dy-
carbon steel, high-strength manganese namic force calibration for uniaxial fa- ISO 11119-1 - Gas cylinders - Refill-
(2012). tigue testing - Part 1: Testing systems able composite gas cylinders and tubes
(2012). - Design, construction and testing -
ASTM A513/A513M - Standard spec- Part 1: Hoop wrapped fibre reinforced
ification for electric-resistance-welded ISO 4965-2 - Metallic materials - Dy- composite gas cylinders and tubes up
carbon and alloy steel mechanical tub- namic force calibration for uniaxial to 450 l (2012).
ing (2012). fatigue testing - Part 2: Dynamic cali-
bration device (DCD) instrumentation ISO 12107 - Metallic materials - Fa-
ASTM A612/A612M - Standard spec- (2012). tigue testing - Statistical planning and
ification for pressure vessel plates, car- analysis of data (2012).
bon steel, high strength, for moderate ISO 6363-1 - Wrought aluminium and
and lower temperature service (2012). aluminium alloys - Cold-drawn rods/ ISO 12108 - Metallic materials - Fa-
bars, tubes and wires - Part 1: Techni- tigue testing - Fatigue crack growth
ASTM A662/A662M - Standard spec- cal conditions for inspection and deliv- method (2012).
ification for pressure vessel plates, ery (2012).
carbon-manganese-silicon steel, for ISO 14802 - Corrosion of metals and
moderate and lower temperature ser- ISO 6363-2 - Wrought aluminium and alloys - Guidelines for applying sta-
vice (2012). aluminium alloys - Cold-drawn rods/ tistics to analysis of corrosion data
bars and tubes and wires - Part 2: Me- (2012).
ASTM A703/A703M - Standard chanical properties (2012).
specification for steel castings, general ISO 16162 - Cold-rolled steel sheet
requirements, for pressure-containing ISO 6363-3 - Wrought aluminium and products - Dimensional and shape tol-
parts (2012). aluminium alloys - Cold-drawn rods/ erances (2012).

726 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Notiziario

.
Istituto Italiano della Saldatura Divisione Formazione
.
Lungobisagno Istria 15 16141 Genova
www.formazionesaldatura.it
formazione@iis.it

Corsi IIS
Luogo Data Titolo Ore

Legnano 19-20/11/2012 Corso per Auditor / Lead Auditor - Modulo Base ISO 19011 24

Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo


Genova 19-23/11/2012 --
Metallurgia e saldabilità
Corso per International Welding Technologist (IWT) - Parte 3 - Modulo
Genova 19-23/11/2012 --
Metallurgia e saldabilità
Corso sulla saldatura robotizzata - Corso di qualificazione per European
Genova 19-23/11/2012 --
Robot Welding Specialist
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in
Genova 19-23/11/2012 36
accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-38, Operatore (CAT. 3)
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in
Genova 19-23/11/2012 36
accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-38, Ispettore (CAT. 2)

Legnano 21-23/11/2012 Corso per Auditor / Lead Auditor Qualità ISO 9001 24

Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in


Genova 21-23/11/2012 24
accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-38, Operatore (CAT. 3)
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in
Genova 21-23/11/2012 24
accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-38, Ispettore (CAT. 2)
Corso sulla saldatura dei tondi per cemento armato - Livello Specialist -
Genova 26-28/11/2012 20
Modulo Base

Genova 26-29/11/2012 Corso sulla tecnologia Laser - Modulo integrativo pratico per livello Basic --

Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo


Legnano 26-30/11/2012 --
Metallurgia e saldabilità
Corso per International Welding Technologist (IWT) - Parte 3 - Modulo
Legnano 26-30/11/2012 --
Metallurgia e saldabilità

Genova 26-30/11/2012 Corso celere in saldatura 32

Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la ricertificazione in


Genova 27-28/11/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-08, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 16
(CAT. 2)
Corso sull’applicazione del DM 14 Gennaio 2008 - Corso per progettisti e
Genova 27-29/11/2012 20
Direttori dei lavori
Corso sulla saldatura dei tondi per cemento armato - Livello Specialist -
Genova 28-30/11/2012 20
Modulo saldatura di tondini per cemento armato
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la ricertificazione in
Genova 29-30/11/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-38, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 16
(CAT. 2)
Corso per International Welding Pratictioner (IWP) - Parte 3 - Modulo
Genova 03-04/12/2012 --
Tecnologia della Saldatura

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 727


Notiziario

Luogo Data Titolo Ore


Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo
Genova 03-05/12/2012 --
Progettazione e calcolo
Corso sulla gestione del processo di fabbricazione mediante saldatura
Genova 03-05/12/2012 20
(EN ISO 3834)
Corso per International Welding Pratictioner (IWP) - Parte 3 - Modulo
Genova 04-06/12/2012 --
Metallurgia e saldabilità
Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo
Genova 05-07/12/2012 --
Fabbricazione
Corso per International Welding Pratictioner (IWP) - Parte 3 - Modulo
Genova 06-07/12/2012 --
Progettazione e calcolo
Corso sulla gestione del processo di fabbricazione mediante saldatura -
Genova 06-07/12/2012 16
Modulo integrativo Auditor EN ISO 3834
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la ricertificazione in
Genova 06-07/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-28, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 16
(CAT. 2)
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in
Genova 10-11/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-26, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 12
(CAT. 2)
Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo
Genova 10-12/12/2012 --
Tecnologia della Saldatura
Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo
Legnano 10-12/12/2012 --
Metallurgia e saldabilità
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la ricertificazione in
Genova 11/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-26, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 8
(CAT. 2)

Genova 11-13/12/2012 Corso per Auditor / Lead Auditor Sicurezza OHSAS 18001 24

Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in


Genova 12/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-30, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 8
(CAT. 2)
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la ricertificazione in
Genova 12/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-30, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 8
(CAT. 2)
Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo
Genova 12-14/12/2012 --
Metallurgia e saldabilità
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la certificazione in
Genova 13-14/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-18, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 12
(CAT. 2)
Corso sulla microsaldatura in elettronica - Corso per la ricertificazione in
Genova 13-14/12/2012 accordo alla specifica ECSS-Q-ST-70-18, Operatore (CAT. 3) e/o Ispettore 8
(CAT. 2)

Genova 18-19/12/2012 Gestione ambientale nella fabbricazione mediante saldatura 16

Corso per International Welding Pratictioner (IWP) - Parte 3 - Modulo


Genova 07-11/01/2013 --
Fabbricazione
Corso per International Welding Engineer (IWE) - Parte 3 - Modulo
Genova 14-18/01/2013 --
Progettazione e calcolo
Corso per International Welding Technologist (IWT) - Parte 3 - Modulo
Genova 14-18/01/2013 --
Progettazione e calcolo
Corso per International Welding Technologist (IWT) - Parte 3 - Modulo
Mogliano Veneto 21-25/01/2013 --
Progettazione e calcolo
Corso per International Welding Specialist (IWS) - Parte 3 - Modulo
Genova 28-01/02/2013 --
Tecnologia della saldatura

728 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Notiziario

Corsi IIS di qualificazione per personale addetto alle PND di livello 1, 2 e 3

Luogo Data Modulo Base (MB) Ore

Priolo 20-21/11/2012 Modulo di Base per livello 2 EN 473, ISO 9712, ASNT SNT-TC-1A 16

Genova 20-21/11/2012 Modulo di Base per livello 2 EN 473, ISO 9712, ASNT SNT-TC-1A 16

Luogo Data Esame Visivo (VT) Ore

Genova 22/11/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 8

Priolo 22/11/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 8

Genova 29-30/11/2012 Modulo Specifico (MS) Saldatura per livello 2 EN 473, ISO 9712 12

Priolo 29-30/11/2012 Modulo Specifico (MS) Corrosione e verniciatura 12

Luogo Data Esame Radiografico (RT) Ore

Genova 11-14/12/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 28

Luogo Data Esame Ultrasonoro (UT) Ore

Genova 19-23/11/2012 Modulo Specifico (MS) Operatore Tecniche Convenzionali 36

Mogliano Veneto 26-30/11/2012 Modulo Specifico (MS) Operatore Tecniche Convenzionali 36

Luogo Data Esame con Particelle Magnetiche (MT) Ore

Legnano 03-04/12/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 16

Mogliano Veneto 11-12/12/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 16

Luogo Data Esame con Liquidi Penetranti (PT) Ore

Legnano 05-06/12/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 16

Mogliano Veneto 13-14/12/2012 Modulo di Metodo (MM) per livello 2 EN 473, ISO 9712 16

Corsi IIS di specializzazione nelle imperfezioni di saldatura per personale addetto alle PND
Corso di specializzazione nelle imperfezioni di saldatura per personale
Genova 27-29/11/2012 24
addetto alle PND

Corsi di altre Società


Luogo Data Titolo Organizzatore
AICQ - Centro Insulare
Roma 15-28/11/2012 Valutatori Sistemi di Gestione della Sicurezza
www.aicqci.it
Corso di Qualificazione per Mystery Auditor: la AICQ - Centro Insulare
Roma 19-21/11/2012
norma UNI/TS 11312:2008 www.aicqci.it
Auditor / Responsabili Gruppo di Audit Interni di ANGQ
Roma 19-21/11/2012
Sistemi di Gestione per la Qualità www.angq.com
Auditor / Responsabili Gruppo di Audit di Sistemi di ANGQ
Roma 19-23/11/2012
Gestione per la Qualità www.angq.com

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 729


Notiziario Notiziario

Luogo Data Titolo Organizzatore


UNI
Milano 20/11/2012 La valutazione dell’incertezza di misura
www.uni.com
Auditor / Responsabili Gruppo di Audit di Sistema di CERMET
Torino 20-22/11/2012
gestione Qualità - Modulo specialistico www.cermet.it
UNI
Roma 26/11/2012 Organizzazioni di successo - UNI EN ISO 9004:2009
www.uni.com
Auditor / Responsabili Gruppo di Audit di Sistema di CERMET
Milano 26-28/11/2012
gestione della Safety - Modulo specialistico www.cermet.it
La nuova norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020:2012.
Valutazione della conformità: requisiti per il funzion- UNI
Milano 28/11/2012
amento dei vari tipi di organismi che effettuano attiv- www.uni.com
ità di ispezione
Gestire l’organizzazione per processi: persone, UNI
Milano 29/11/2012
attività, tempi e costi www.uni.com
CERMET
Roma 29-30/11/2012 Auditor / Responsabili Gruppo di Audit
www.cermet.it
L’approccio per processi e la redazione della docu-
ANGQ
Roma 29-30/11/2012 mentazione del Sistema di Gestione per la Qualità:
www.angq.com
Manuale Qualità e Procedure

La taratura e la conferma metrologica delle apparec- UNI


Roma 29-30/11/2012
chiature di misura www.uni.com
UNI
Milano 03/12/2012 Organizzazioni di successo - UNI EN ISO 9004:2009
www.uni.com
Il miglioramento delle prestazioni di ANGQ
Roma 03/12/2012
un’organizzazione: indicatori e strumenti www.angq.com
La norma UNI EN ISO 9001:2008 e i Sistemi di AICQ - Centro Insulare
Roma 03-05/12/2012
Gestione per la Qualità www.aicqci.it
ANGQ
Roma 06/12/2012 Controllo statistico del processo
www.angq.com
Processi affidati all’esterno: un’opportunità di miglio- ANGQ
Roma 07/12/2012
ramento della partnership www.angq.com
La nuova norma UNI EN ISO 19011:2012 - Linee UNI
Roma 07/12/2012
guida per gli audit dei sistemi di gestione www.uni.com
Audit interni sui Sistemi di gestione: La norma UNI AICQ - Centro Insulare
Roma 10/12/2012
EN ISO 19011:2003 e le tecniche di Auditing www.aicqci.it
Auditor/Responsabili Gruppo di Audit di Sistema di CERMET
Roma 10-12/12/2012
gestione Qualità - Modulo specialistico www.cermet.it
Auditor / Responsabili Gruppo di Audit di Sistema di CERMET
Bologna 10-12/12/2012
gestione della Safety - Modulo specialistico www.cermet.it
ANGQ
Roma 11/12/2012 Gestione in qualità della progettazione
www.angq.com
AICQ - Centro Insulare
Roma 11-12/12/2012 Audit interni di Sistemi di Gestione per la Qualità
www.aicqci.it
I Piani di Controllo della Qualità: predisposizione, ANGQ
Roma 12/12/2012
gestione ed utilizzo www.angq.com
AICQ - Centro Insulare
Roma 13-14/12/2012 Corso Auditor Sistemi di Gestione per la Qualità
www.aicqci.it
La misurazione della soddisfazione del cliente: pro- ANGQ
Roma 14/12/2012
cessi e tecniche di supporto www.angq.com

730 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Notiziario

Mostre e Convegni
Luogo Data Titolo Contatti
http://mrs.org/fall2012
Boston, MA 25–30/11/2012 2012 MRS Fall Meeting & Exhibit
info@mrs.org

Centro Congressi Convegno “Robotica ed automazione


www.iis.it
FAST - Milano 27/11/2012 dei processi in saldatura: quali alterna-
manifestazioni.info@iis.it
Italy tive ai processi convenzionali?”

Valve World Conference & Expo 2012


Düsseldorf, www.valveworldexpo.com
27-29/11/2012 8th Biennal Valve World Conference
Germany l.pourtork@kci-world.com
and Exhibition

Marina Bay Sands,


27-30/11/2012 OSEA 2012 - Asian Oil & Gas event www.osea-asia.com
Singapore
21st International Acoustic Emission http://iaes21.org
Okinawa, Japan 27-30/11/2012
Symposium (IAES-21) info@iaes21.org
Espace Laser 2012, salon des procédés www.espace-laser.biz
Mulhouse, Francia 28-29/11/2012
de fabrication innovants contact@espace-laser.biz

Indian Institute of
ASME 2012 Gas Turbine India http://calendar.asme.org
Technology Bombay 01/12/2012
Conference partains@asme.org
Mumbai, India

International Conference on
www.nmj2012.com
Beijing, China 02-05/12/2012 Nanojoining and Microjoining
nmj2012@mail.tsinghua.edu.cn
(NMJ 2012)

Ekaterinbourg, Welding, Monitoring and Diagnostics http://eng.uv2000.ru


04-06/12/2012
Russia (Testing) 2012 ostanin@uv.66.ru

International Conference on Corrosion


www.egy-corr.org
Hurghada, Egypt 10–13/12/2012 Mitigation and Surface Protection
info@egy-corr.org
Technologies

San Jose´, Costa Symposium on Advanced Materials www.cicima.ucr.ac.cr/simposios


11–13/12/2012
Rica Science and Technology aramirez@fisica.ucr.ac.cr

Lulea University
2nd International Workshop and www.emaintenance2012.org
of Technology, 12-14/12/2012
Congress on Maintenance ramin.karim@ltu.se
Sweden

International Conference on Advanced


www.icamms-conf.org
Beijing, China 20-21/12/2012 Material and Manufacturing Science
icamms@vip.163.com
(ICAMMS 2012).

www.api.org
Galveston, Texas 07–10/01/2013 2013 Inspection Summit
sellouk@api.org
Dubai, Emirati www.messe-duesseldorf.com
07–10/01/2013 Arabia Essen Welding & Cutting
Arabi cp.regiani@messe-essen.de

3rd Annual NACE Nuclear Power http://events.nace.org/conferences


Orlando, FL 17–18/01/2013
Plant Coatings Symposium firstservice@nace.org

www.compositesshow.org
Orlando, FL 19–31/01/2013 COMPOSITES 2013
events@acmanet.org

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 731


Gli occhi

del padre,

la bocca

della madre.

Il sorriso lo può

ereditare da te.

C o n u n T e s t a m e n t o p e r l ’ U N I C E F.
Per i bambini più poveri del mondo la vita dipende da un vaccino, da acqua sicura, dalla
possibilità di andare a scuola e di essere protetti da abusi e sfruttamento. Con un lascito
all’UNICEF puoi dare loro tutto questo. Scopri come, richiedendo l’opuscolo informativo.

Con il patrocinio
e la collaborazione del
Consiglio Nazionale del Notariato

Invia questo coupon Voglio ricevere gratuitamente l’opuscolo informativo su come fare testamento per l’UNICEF
in busta chiusa NOME COGNOME
o per fax a
COMITATO ITALIANO VIA N° CAP
PER L’UNICEF - ONLUS
CITTÀ PROV. TEL.
VIA PALESTRO, 68
INFORMATIVA SULLA PRIVACY - I dati personali saranno trattati da Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus - titolare del trattamento - Via Palestro 68, 00185 Roma (RM) per l’invio di
00185 ROMA materiale informativo sui lasciti testamentari a favore dell’UNICEF. Inoltre, previo consenso, i dati saranno trattati per informare su iniziative e progetti, per campagne di raccolta fondi e
sondaggi. I dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente, esclusivamente dall’UNICEF e dai responsabili preposti a servizi connessi a quanto sopra; non saranno comunicati
TEL. E FAX: 0647809263 né diffusi e saranno sottoposti a idonee procedure di sicurezza. Gli incaricati del trattamento sono gli addetti a gestire i rapporti con i sostenitori effettivi o potenziali ed i sistemi
informativi, al call center, all’organizzazione campagne di raccolta fondi, alla preparazione e invio materiale informativo. Ai sensi dell’art. 7, d. lgs 196/2003, si possono esercitare i relativi
diritti fra cui consultare, modificare, cancellare i dati od opporsi al loro trattamento per fini di invio di materiale informativo rivolgendosi al titolare al suddetto indirizzo, presso cui è
www.unicef.it/lasciti disponibile elenco dei responsabili del trattamento. Letta l’informativa, acconsento a ricevere informazioni su progetti UNICEF SÌ NO
Dati IIS-Data

“Saldatura al plasma” (2000-2011)

Application and optimisation of the plasma-arc weld- Technology of hardering rolling rolls by microplasma
ing process with a powder filler metal in the case of welding (Svar. Proiz., N. 6/2000, pp. 35-40) di SHAPA-
the manufacture of joints on X6CrNiMoTi17-12-2, di RENKO A. V., «Welding International» Novembre 2000 pp.
CHRUSZEZ M. et al., «Schweissen und Schneiden» Gen- 913-917.
naio 2000 pp. E17-E20. Indurimento; indurimento superficiale; laminazione; micro-
Acciai inossidabili austenitici; materiali d'apporto; micro- giunzione; saldatura al plasma.
struttura; ottimizzazione; polvere; saldatura al plasma.
Un'azione combinata di fascio laser e arco plasma di
Variable polarity plasma arc welding of 6.35 mm alu- VERTEMATI A., «Deformazione» N. 71/2000 pp. 186-190.
minium alloys: parameter development and preliminary Parametri di processo; procedimenti combinati; saldatura
analysis di WOODWARD N. J. et al., «Science and Tech- al plasma; saldatura laser.
nology of W and J» Gennaio-Febbraio 2000 pp. 21-25.
Leghe Al-Cu; leghe Al-Mg-Si; leghe d'alluminio; ottimizza- Process control based on double-side image sensing of
zione; parametri di processo; polarità; saldatura a foro di keyhole puddle for the VPPA welding of aluminium al-
chiave; saldatura al plasma. loys di ZHONGHUA L. et al., «China Welding» Luglio-
Dicembre 2000 pp. 143-151.
Alu-Plasmaschweissen: Gleich-oder Wechselstrom? Comando a retroazione; intelligenza artificiale; leghe d'al-
(Soudage plasma de l'aluminium en courant continu ou luminio; parametri di processo; saldatura a foro di chiave;
alternatif) di DZELNITZKI D., «Technica/Soudure» N. 10 saldatura al plasma; simulazione; sistemi di controllo; si-
2000 pp. 44-53. stemi intelligenti.
Alluminio; condizioni di processo; confronti; saldatura al
plasma; saldatura TIG. Control for weld penetration in VPPAW of aluminum al-
loys using the front weld pool image signal di ZHENG
Expanding the range of application of the plasma-pow- B. et al., «Welding Journal» Dicembre 2000 pp. 363s-371s.
der process in welding and surfacing (Svar. Proiz., N. Bagno di fusione; intelligenza artificiale; leghe d'alluminio;
4/2000, pp. 28-30) di BAD'YANOV B. N. et al., «Welding operazioni in tempo reale; penetrazione; saldatura a foro
International» Settembre 2000 pp. 734-736. di chiave; saldatura al plasma; sistemi di controllo; sistemi
Applicazioni; polvere; ricarica al plasma; saldatura al plasma. intelligenti.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 733


5LFHUFKH%LEOLRJUDÀFKH

Plasmaschweißen von Aluminiumlegierungen mit Plusp- MATTHES K-J. e ALALUSS K., «Joining of Materials»
olung in hohen Leistungsbereichen (Plasma arc welding Ottobre-Dicembre 2001 pp. 102-106.
of aluminium alloys with reverse polarity in high power Condizioni di processo; deformazione; metallo depositato;
ranges) di DILTHEY U. e KABATNIK L., «Schweissen parametri di processo; polvere; ricarica al plasma; saldatu-
und Schneiden» Marzo 2001 pp. 156-161. ra ad arco ad impulsi; saldatura al plasma.
Flange; giunti a sovrapposizione; giunti testa a testa; le-
ghe Al-Mg; leghe d'alluminio; metallografia; parametri di Hybrid laser-microplasma welding of thin sections of
processo; polarità; saldatura a foro di chiave; saldatura al metals di PATON B. E. et al., «The Paton Welding Journal»
plasma. Marzo 2002 pp. 2-6.
Apparecchiature; leghe Al-Mg; leghe d'alluminio; micro-
Plasma welding (Review) giunzione; parametri di processo; penetrazione; procedi-
di GVOZDETSKY V. S. e MAKARENKO N. A., «The Pa- menti combinati; saldatura al plasma; saldatura laser.
ton Welding Journal» Dicembre 2000 pp. 24-28.
Apparecchiature; centrali elettriche; costruzioni elettriche; A system for mechanized microplasma welding of honey-
costruzioni navali; industria automobilistica; microgiunzio- comb aluminium metal structures di PATON V. E. et al.,
ne; recensione, rassegna; saldatura al plasma. «The Paton Welding Journal» Marzo 2002 pp. 32-36.
Alluminio; apparecchiature; generatori di corrente per sal-
Producing of combined components with permanent datura; meccanizzazione; microgiunzione; saldatura al pla-
joints using plasma arc remelting of charge di LATASH sma; strutture a nido d'api.
YU. V. et al., «The Paton Welding Journal» Dicembre 2000
pp. 67-70. Effect of polarity on the heat input into the nozzle of a
Composizione chimica; cromo; fusione; materiali dissimili; plasma torch di SHCHITSYNV V. e YUYAZOVSKIKH
saldatura al plasma. M. «Welding International» Giugno 2002 pp. 485-487.
Apporto termico specifico; corrente elettrica; fattori di in-
Plasma arc torch with an oxide cathode di LAKOMSKY fluenza; parametri di processo; polarità; saldatura al pla-
V. I., «The Paton Welding Journal» Dicembre 2000 pp. 70-74. sma; torce; ugelli.
Arco elettrico; catodo; ossidi; plasma; progettazione, con-
cezione; ricarica al plasma; saldatura al plasma; spruzza- Enhanced methods of heat sources in welding and plas-
tura al plasma; torce. ma spraying (1st Report) - Overview of simple thermal
plasma models di RONDA J. et al., «Transactions of JWRI»
Noncontact acoustic analysis monitoring of plasma arc Gennaio-Giugno 2002 pp. 1-11.
welding di WANG Y. e ZHAO P., «The International Journal Condizioni di processo; flusso termico; generatori di cor-
of PVP» V. 78, N.1/2001 pp. 43-47 . rente per saldatura; parametri di processo; proprietà fi-
Acciai inossidabili; altri metodi di controllo non distruttivo; siche; ricarica al plasma; saldatura al plasma; saldatura
bagno di fusione; emissione acustica; saldatura a foro di TIG; simulazione.
chiave; saldatura al plasma; sistemi di controllo.
Enhanced models of heat sources in welding and plasma
Efflux plasma charge-based sensing and control of spraying (2nd Report) - Examples of thermal plasma
joint penetration during keyhole plasma arc welding di models di RONDA J. et al., «Transactions of JWRI» Luglio-
ZHANG S. B. e ZHANG Y. M., «Welding Journal» Luglio Dicembre 2002 pp. 107-128.
2001 pp. 157s-162s. Bilancio energetico; calcolo; fisica dell'arco; generatori di
Comando a retroazione; penetrazione; preparazione dei corrente per saldatura; plasma; proprietà termiche; salda-
giunti; saldatura a foro di chiave; saldatura al plasma; sen- tura al plasma; saldatura TIG; simulazione; spruzzatura al
sori. plasma.

Flexible Prozessführung fördert das Plasmaschweissen Novel method of cooling plasma welding torch head di
(La conduite flexible du processus favorise le développe- WU P. S. et al., «Science and Technology of W and J» Lug-
ment du soudage plasma) di UNDI T., «Technica/Soudu- lio-Agosto 2002 pp. 247-252.
re» N. 20/2001 pp. 46-50. Distribuzione della temperatura; progettazione, concezione;
Apparecchiature; saldatura al plasma; serbatoi di stoccag- raffreddamento; saldatura al plasma; torce.
gio.
Wirtschaftlich Beschichten mit Plasma (Plaquage écono-
Minimal deformation and internal stress in the pro- mique grâce au plasma) di SZIESLO U., «Technica/Sou-
duction of geometrically complex components using dure» N. 10 2003 pp. 76-80.
contour-building powder layer pulse plasma welding di Apparecchiature; Economia; Placcatura; Saldatura al plasma.

734 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


5LFHUFKH%LEOLRJUDÀFKH

Plasma arc welding of the superalloys Inconel 625 and parametri di processo; polarità; rame; saldatura al plasma;
718: parameter areas and mechanical properties di CAS- tubi; tungsteno.
TRO M. B. G. et al., «Joining of Materials» N. 1/2 2003 pp.
1-8. Generalization of formula of K. K. Khrenov for deter-
Corrente elettrica; durezza; fattori di influenza; gas di pro- mination of temperature of welding arc plasma di PEN-
tezione; gas-plasma; Inconel; parametri di processo; proce- TEGOV I. V., «The Paton Welding Journal» Agosto 2004
dura di processo; proprietà meccaniche; prove di piegamen- pp. 48-50.
to; prove di trazione; saldatura a foro di chiave; saldatura Calcolo; distribuzione della temperatura; misura; modelli
al plasma; supporto al rovescio; velocità. di calcolo; pressione; saldatura al plasma; temperatura.

Plasma welding of aluminium alloys di SHCHITSYN YU Saldatura strutturale di tubi di elevato spessore con tec-
D. «Welding International» Ottobre 2003 pp. 825-832. nica PAW keyhole e finitura con polveri di MARCONI M.
Automazione; leghe Al-Mg; leghe d'alluminio; microstrut- e MARCONI B., «Rivista Italiana della Saldatura» Novem-
tura; ricarica al plasma; riparazione; saldatura al plasma. bre-Dicembre 2004 pp. 813-830.
Acciai ad alta lega; alta temperatura; grosso; pezzi fusi;
Effect of process parameters of micro-plasma arc weld- polvere; saldatura a foro di chiave; saldatura al plasma;
ing on morphology and quality in stainless steel edge spessore; tubi.
joint welds di TSENG K. H. et al., «Science and Technol-
ogy of W and J» Novembre-Dicembre 2003 pp. 423-430. Auf Schweissgas und zusatzwerkstoff kommt es an
Acciai inossidabili austenitici; confronti; corrente elettrica; (L'importance du gaz de soudage et du matériau d'ap-
forma della saldatura; gas di protezione; microgiunzione; port) di GÖBEL M., «Technica/Soudure» N. 1-2 2005 pp.
parametri di processo; qualità; saldatura al plasma; salda- 47-48.
tura TIG; velocità. Fattori di influenza; gas; gas di protezione; materiali d'ap-
porto; saldatura al plasma.
Optimisation of gas shielding in plasma welding di
SHARAPOV M. G., «Welding International» Novembre Verificação do efeito das principais variáveis do processo
2003 pp. 886-889. a plasma e modelagem da geometria de... (Verification of
Calcolo; flusso; gas di protezione; ottimizzazione; saldatura the effect of the principal plasma process variables and
al plasma; torce. weld bead geometry modelling for keyhole welding of
stainless steel 304L) di RICHETTI A. et al., «Soldagem &
Cathodic cleaning in variable polarity plasma arc weld- Inspecao» Marzo 2004 pp. 129-135.
ing of aluminum alloys di KEXUAN C. et al., «China Acciai inossidabili austenitici; corrente elettrica; fattori di
Welding» Luglio-Dicembre 2003 pp. 168-170. influenza; forma della saldatura; parametri di processo;
Leghe d'alluminio; parametri di processo; polarità; prepa- saldatura a foro di chiave; saldatura al plasma; simulazio-
razione superficiale; saldatura al plasma. ne; varianti dei procedimenti; velocità.

Pulsed plasma arc cladding di JINGLONG L. et al., «Chi- Improving the energy efficiency of plasma welding di
na Welding» Gennaio-Giugno 2004 pp. 7-10. REDCHITS A. V. et al., «Welding International» Gennaio
Generatori di corrente per saldatura; placcatura; saldatura 2005 pp. 62-64.
ad arco ad impulsi; saldatura al plasma; saldatura al pla- Produttività; saldatura al plasma.
sma con arco trasferito.
Manual keyhole plasma arc welding with application
Development of a tungsten cathode for microplasma (AISI 316) di LI X. R. et al., «Welding Journal» Dicembre
welding of components with reversed polarity current di 2011 pp. 258s-264s.
AN'SHAKOV A. S. et al., «Welding International» Agosto Acciai inossidabili; acciai inossidabili austenitici; controllo
2004 pp. 641-645. non distruttivo; controllo visivo; corrente elettrica; modelli
Alluminio; catodo; controllo automatico; corrente elettri- di calcolo; parametri di processo; penetrazione; radiogra-
ca; microgiunzione; microstruttura; operazione manuale; fia; saldatura al plasma; tensione elettrica; tubi.

Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012 735


5LFHUFKH%LEOLRJUDÀFKH

736 Rivista Italiana della Saldatura - n. 5 - Settembre / Ottobre 2012


Elenco degli
Inserzionisti
-- ACS ACAI www.acaiacs.it
605-606 AEC TECHNOLOGY www.aectechnology.it
-- AIPND www.aipnd.it
-- AIR LIQUIDE WELDING www.airliquidewelding.it
-- ANASTA www.anasta.it
-- ANDIT AUTOMAZIONE www.anditaut.it
-- AQM www.aqm.it
-- ASG Superconductors www.as-g.it
-- ASSOMOTORACING www.assomotoracing.it
626 BERKENHOFF www.bedra.com
-- BIT www.bitcostruzioni.com
626+682 BÖHLER WELDING GROUP ITALIA www.btw.it; www.bohlerweldinggroup.com
-- CAPILLA www.capilla-gmbh.de
-- CEA www.ceaweld.com
-- CEBORA www.cebora.it
-- CGM TECHNOLOGY www.cgm-cigiemme.it
716 COM-MEDIA www.watergas.it
589 COMMERSALD www.commersald.com
-- DRAHTZUG STEIN www.drahtzug.de
650 DVC - DELVIGO COMMERCIALE www.delvigo.com
-- EDIBIT www.edibit.com
-- EDIMET www.edimet.it; www.aluplanet.com
4a di copertina ESAB SALDATURA www.esab.it
-- ESARC www.esarc.it
-- ETC OERLIKON www.oerlikon.it
-- EUROCONTROL www.eurocontrol.it
-- F.B.I. www.fbifbi.com
-- FIERA ACCADUEO www.accadueo.com
-- FIERA AFFIDABILITA’ & TECNOLOGIE www.affidabilita.eu
-- FIERA AIRET www.airet.it
-- FIERA BIAS www.fieramilano.it
-- FIERA BIMEC www.bi-mec.it; www.ucimu.it
-- FIERA BI-MU www.bimu-sfortec.com; www.ucimu.it
-- FIERA BIMU-MED www.ucimu.it
-- FIERA DI ESSEN www.messe-essen.de
-- FIERA EUROBLECH www.euroblech.com
-- FIERA EXPOLASER www.expolaser.it
-- FIERA EXPOMECCANICA www.centrofiera.it
-- FIERA LAMIERA www.lamiera.net; www.ucimu.it
-- FIERA LASER WORLD OF PHOTONICS www.monacofiere.com
-- FIERA MCM www.mcmonline.it
618 FIERA MECSPE www.senaf.it
-- FIERA METEF www.metef.com
717 FIERA MOTORSPORT EXPOTECH www.motorsportexpotech.it
-- FIERA SAMUMETAL www.samumetal.it
708 FIERA SEATEC www.sea-tec.it
737 FIERA SEP www.seponline.it
-- FIERA TEKNOMOTIVE www.teknomotive.com
-- FIERA TT EXPO www.ttexpo.it
-- FIERA VENMEC www.venmec.it
-- FONDAZIONE ALDINI VALERIANI www.fav.it
692 FRO-AIR LIQUIDE Welding Italia www.airliquidewelding.it
-- GE INSPECTION TECHNOLOGIES www.ge.com
604 GILARDONI www.gilardoni.it
-- HARMS & WENDE www.harms-wende.de
-- HENKEL ITALIA www.henkel.it
-- HYPERTHERM Europe B.V. www.hypertherm.com
-- IGUS www.igus.it
-- INE www.ine.it
661 ITW www.itw.com; www.millerwelds.com
700 LANSEC ITALIA www.lansec.it
-- LINCOLN ELECTRIC ITALIA www.lincolnelectric.it
-- LINK INDUSTRIES www.linktrading.com
722 MEDIAPOINT & COMMUNICATIONS www.mediapointsrl.it
710 MEDIAVALUE www.mediavalue.it
-- MESSER ITALIA www.messeritalia.it
-- NDT ITALIANA www.ndt.it
-- OLYMPUS ITALIA www.olympus.it
603 ORBITALUM TOOLS www.orbitalum.com
-- OUTOKUMPU www.outokumpu.com
-- OXYTURBO www.oxyturbo.it
-- PUBLITEC www.publitec.it
-- RANDSTAD GROUP ITALIA www.randstad.it
-- REMASALD www.remasald.it
-- RIVISTA MECCANICA & AUTOMAZIONE www.mechanical-automation.com
709 RIVISTA TECN’È www.tecnelab.it
-- RIVISTA U & C www.mediavalue.it
594 RIVOIRA www.rivoiragas.it
691 SALDOBRAZ ENGINEERING SRL www.saldobraz.it
-- SALTECO www.salteco.it
-- SANDVIK ITALIA www.sandvik.com
-- SAPIO www.grupposapio.it
-- SELCO www.selco.it
-- SE.MAT www.sematspa.it
-- SEMAT EQUIPMENT www.sematequipment.com
-- SIAD www.siad.com
-- SIGMA INTERNATIONAL www.sigmainternational.it
-- SINCOSALD www.sincosald.it
-- SMART N.D.T. www.smartndt.it
625 TECNOELETTRA www.tecnosa.it
-- TECNOMECCANICA www.tecnomeccanica.net
-- TELWIN www.telwin.it
-- TQM www.aicqcn.it
696 TRAFILERIE DI CITTADELLA www.fileur.com
640 TRAFIMET DISTRIBUTION www.trafimetdistribution.com
639 VICTOR TECHNOLOGIES EUROPE www.victortechnologies.eu
Precision Hole Technology™
Taglio Plasma di fori
di altissima qualità

La realizzazione di fori di alta qualità con sistema plasma ha incontrato finora diverse
problematiche, soprattutto riguardo finitura dei bordi, perfetta circolarità e cilindricità.
Precision Hole Technology™, in abbinamento ai nuovi generatori da taglio ESAB m3 “G2”
plasma™, è una soluzione integrata di diversi parametri che operano insieme per realizzare fori
di alta qualità su acciai da 3 a 25 mm, con rapporto diametro foro/spessore lamiera 1 a 1.
I controlli numerici ESAB VISION™ 5x eseguono programmi di taglio con cicli di istruzioni
specifici, inclusa la compensazione del kerf (solco di taglio), condizione fondamentale per
ottenere precisione nella realizzazione di fori di piccolo diametro.

STRENGTH THROUGH COOPERATION

ESAB Saldatura SpA – Via Novara 57 / 59, 20010 Bareggio – MI – Tel. 02 979681 – esab.saldatura@esab.se – www.esab.it