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Clementina Crocco

Tesina

La didattica dell’Arte nel Web 2.0

Abstract

I nuovi linguaggi della comunicazione digitale e le applicazioni del Web 2.0 stanno creando sempre
più nuove forme di convergenza e di connettività tra gli utenti.
La mia analisi si svolge partendo dalla visione di web partecipativo e social media per passare poi
ad esaminare il rapporto fra social media e pre-adolescenti, social media e scuola come spazi
complementari di didattica innovativa. Oggetto della mia trattazione finale sono le piattaforme
Facebook e Blogger dove è in atto il progetto sperimentale NewMediARTscuola inteso come
strategia innovativa per insegnare ai ragazzi a godere dell’Arte e per arginare l’emergenza educativa
che si sta costantemente espandendo e che anima il dibattito sull’impiego delle NT nella didattica.
Lo scopo di questa ricerca è di indagare in che misura e con quali modalità strategiche lo spazio
virtuale del Web 2.0 favorisce nei Nativi Digitali forme innovative di insegnamento/apprendimento
nella didattica dell’Arte e del linguaggio visivo.

1.Web partecipativo e Social Media

La crescente evoluzione di Internet e delle applicazioni ad esso connesse ha condotto alla nascita
del Web 2.0, un sofisticato concetto di non facile definizione poiché difficile è definirne i confini e
determinarne le linee di sviluppo. “In sostanza il Web 2.0 è connessione tra gli utenti; utenti dotati
di alta capacità interattiva, soggetti che nella loro interazione non sono nudi davanti al computer
ma portano con sé (tramite l’uso di molteplici strumenti) il loro mondo e la loro identità” [1] con la
possibilità di generare contenuti, pubblicarli, gestirli ed utilizzarli anche senza possedere specifiche
competenze informatiche e di programmazione, nella logica della partecipazione attiva e della
condivisione. Quest’ultimo aspetto si colloca nella concezione collaborativa e costruttiva della
conoscenza: non c’è più distinzione fra autore e fruitore ma ognuno può diventare un prosumer,
cioè produttore e consumatore allo stesso tempo dando vita a di forme comunicazione multi-
direzionali e personalizzabili.
Con il Web 2.0 la rete è diventata un evento sociale globale passando ad un sistema di
socializzazione che prevede delle vere e proprie relazioni fra individui e la creazione di gruppi di
interesse. Si parla di web partecipativo, detto anche “la parte abitata della rete”. [2]
La componente principale e vincente di questo ambiente è rappresentata dai social media,( blog,
wiki, social network, community) strumenti di socializzazione e di comunicazione partecipativa che
stanno riscuotendo molto successo per l’intrinseca dimensione interattiva. Essi rappresentano la rete
come spazio sociale, di sviluppo, di comunità e di scambio reciproco. La caratteristica più
indicativa dei social media consiste nella possibilità che essi concedono agli internauti di
assumere un ruolo vivo e dinamico nel processo di creazione e condivisione di contenuti all’interno
di piattaforme fondamentalmente “democratiche”. Queste ultime infatti, permettono a chiunque di
condividere informazioni, pareri, punti di vista, esperienze e prospettive con gli altri utenti, con i
quali si stabiliscono legami personali e professionali in un ambiente poliedrico, al quale oggi si
accede per comunicare e socializzare in un’ottica principalmente evasiva e intrattenitiva.

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Clementina Crocco

2. Social media e pre-adolescenti

Il cambiamento di esperienza intellettuale, la cosiddetta “terza fase” [3] che la nostra società sta
attraversando ci porta a riflettere sul ruolo di responsabilità che docenti e genitori occupano nei
riguardi dei ragazzi che vivono ed assorbono in maniera diretta e con estrema rapidità i nuovi
linguaggi della comunicazione interattiva di cui sono fortemente affascinati. Il web infatti sta
sempre più modificando la quotidianità dei ragazzi ri-modellandosi costantemente alle loro
abitudini, bisogni e al loro stile di vita.
Da un’indagine del 2010 condotta dal SIP [4] e SIMA [5] emerge che il 67% degli adolescenti ha un
profilo su Facebook, il social network più famoso al mondo con un incremento di circa il 35%
rispetto al 2009 e che frequentare You Tube e chattare sono di gran lunga le attività principali per le
quali essi si collegano in Internet (il 20% naviga in Internet per lo più la sera tardi prima di andare
a dormire e perde sempre più terreno la “ricerca di informazioni” per lo studio). [6] Da questi dati
sinteticamente riportati affiorano chiare le dinamiche comportamentali della gioventù media-
digitale, ben descritte nella relazione finale del progetto “Digital Media e l'iniziativa
Learning” presso la MacAnthour Foundation californiana [7] dove si evincono le motivazioni che
spingono gli adolescenti a fare uso dei social media e le implicazioni degli stessi
nell’apprendimento di seguito citate: “per ampliare le amicizie e gli interessi […] per "uscire" ed
estendere le amicizie già esistenti […] perché aprono la strada al mondo sociale, all’auto-
apprendimento e all'indipendenza.” […] permettono un certo grado di libertà e di autonomia che è
meno evidente in un contesto classe [7]
Queste indagini restituiscono i risultati del naturale rapporto che i preadolescenti hanno
quotidianamente con i social media per essere “visibili”, farsi nuovi amici, restare sempre in
contatto, produrre contenuti esprimendo la propria identità, creatività ed affettività.
I social networking o la chat, così come tutti i media digitali, rispondono in pieno a tali bisogni:
far parte della rete dove “ la parola detta e scritta in modo diverso costringe a pensare in un modo
diverso” [8], dove “la parola dei DNs nella rete è multisensoriale” [9] si traduce nell’ essere nella
rete, dove nulla minaccia “l’autonomia della parola scritta” [9] di chi legge e parla un linguaggio
elettronico, dove i DNs interpretano, in chiave digitale, l’antropico bisogno di riconoscimento
reciproco all’interno di un gruppo nella fase in cui la ristrutturazione del Sé è in primo piano.
In questa fase preadolescenziale la rappresentazione del Sé nel gruppo viene considerata non solo
dal punto di vista del Sé individuale in gruppo, ma anche dal punto di vista del Sé gruppale visto
come risultato di proiezioni “sia delle proiezioni dei Sé individuali dei membri, sia dell’effetto di
personificazione del gruppo.” [10]
Nel gruppo ogni membro cede e proietta parti di sé affettive e cognitive rispecchiandosi nell’altro:
la circolarità di queste estensioni genera una “mente gruppale”[10] che distribuita nella rete “va
ben oltre la dimensione collettiva. E’ la mente connettiva.” [11]
Lo studio delle relazioni reciprocamente condizionanti tra tecnologia e psicologia (psico-tecnologia)
spiega lo sviluppo di nuove forme di espressione dei sentimenti, di amore e di amicizia, nuovi modi
di socializzare in gruppo consentendo quindi la concretizzazione del passaggio dall’intelligenza
collettiva all’intelligenza connettiva. Si tratta di un nuovo contesto nel quale si può” coltivare e
mantenere un’identità privata, ma anche condividere l’elaborazione delle informazioni insieme ad
un gruppo selezionato senza essere spazzati via dell’identità del gruppo”.[11].

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3. Social Media e Scuola: complementarità di luoghi per una didattica innovativa

La capacità di abitare e vivere lo spazio globale appropriandosi di quelle formule mediatiche che
creano forme di cooperazione e di sviluppo, punti d’entrata nella condivisione del mondo,
rappresenta un’emergenza nella nuova visione antropologica dei Nativi Digitali.
Sperimentare lo sviluppo di nuovi contesti di insegnamento e apprendimento diventa l’occasione
per trovare l’interconnessione tra la co-costruzione di conoscenza, nuove tecnologie e costruzione
di comunità.
Nella Knowledge Society, i social media rappresentano il luogo ideale per incoraggiare e agire il
valore sociale dell’Educazione Innovativa con l’ utilizzo delle nuove tecnologie multimediali e di
Internet agevolando l’accesso a risorse, servizi, scambi e collaborazione a distanza per migliorare
la qualità dell’apprendimento. Tale azione sviluppa nuove possibilità di costruire processi
interattivo-comunicativi e di suscitare nei discenti attenzione allo stato del proprio sapere e
capacità critica verso i propri apprendimenti. Si stabilisce così un rapporto complementare tra
Scuola laboratorio dei saperi e Social Media canale pluridimensionale delle esperienze
comunicative degli alunni: una corrispondenza di valori tra cultura, interazioni e sfera del simbolico
per ridefinire l’educazione in ambiti dinamici e di apertura verso nuovi modelli costruttivistici di
apprendimento.
In questo contesto si impone una nuova figura dell’insegnante : il docente si trasforma in coach,
allenatore della conoscenza e rappresenta “l’energia che produce materiale , stimola le potenzialità
comunicative dei discenti” [12] permettendo al singolo di liberare le proprie energie e “ dare il
proprio contributo ad un processo di pensiero comune” […] per “condividere e combinare non
solo gli oggetti della visione, ma anche i contenuti del pensiero così come sono espressi nelle frasi
e nelle immagini”[11] … al fine di accrescere competenze e intelligenze connesse nello spazio del
sapere.

4. NewMediARTscuola : la mia esperienza

Il progetto NewMediartscuola vuol essere un punto di riferimento sociale, globale, interattivo,


multidimensionale di pratiche formative, educative , didattiche innovative.

Fig.1:loghi del progetto

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L’idea di NewMediARTscuola, intesa come supporto integrativo all’insegnamento/apprendimento


classico e strutturato, sul tema della Storia dell’arte, dei Beni artistico/culturali, del linguaggio
della comunicazione visiva è nata principalmente dalla necessità di estendere lo spazio educativo
e formativo della disciplina oltre l’aula in un ambiente sociale molto frequentato dai
ragazzi come “vetrina” della propria identità ( Facebook) e integrato da un blog didattico a tema.
Il tentativo è quello di incentivare la formazione della personalità attraverso modalità di
apprendimento creative e innovative che permettono alle nuove generazioni di scoprire potenzialità
inaspettate, qualità nascoste, interessi e curiosità verso una materia così complessa e lontana dal
loro mondo. L'arte, infatti, appare spesso come un universo molto lontano e difficile da
comprendere, forse la più complicata forma di comunicazione.
Il gruppo e il blog vogliono diventare il punto d'incontro di un percorso di comprensione e
interiorizzazione dei significati delle immagini artistiche e in genere di ogni tipo di immagine che fa
da sfondo alla quotidianità delle esperienze visive dei ragazzi, per fornire loro delle chiavi di lettura
più chiare e immediate da riutilizzare e rielaborare per le loro necessità di comunicazione ed
espressione attraverso il linguaggio iconografico; uno spazio in cui condividere proposte, idee,
riflessioni e risorse provenienti dal Web da utilizzare per rendere più efficace e accattivante
l'insegnamento in un ambiente stimolante in cui il sapere e il saper fare si arricchisce delle
esperienze di tutti; un punto d'incontro dove condividere riflessioni sull'Arte e sulle sue
problematiche, stimolare ad una lettura più attenta del mondo delle immagini, proporre letture e
video interessanti che possono diventare spunti per lezioni dinamiche e coinvolgenti su di una
materia che oltretutto non gode della giusta considerazione nel nostro sistema scolastico. L’azione
formativa così si arricchisce di pratiche coinvolgenti e “nativamente” adeguate ponendo nel
contempo un’attenzione orientata a offrire strategie di sostegno e di guida anche all’uso
consapevole della rete da parte dei minori che “sono spesso troppo sprovveduti rispetto alle
problematiche legate alla affidabilità e credibilità delle informazioni che trovano nel Web e delle
persone che incontrano nei luoghi virtuali” [13] per contribuire a tenerli il più possibile lontano dai
rischi.

I punti cardine di questa idea derivano dalle seguenti considerazioni:

 I dettami della Costituzione italiana in materia di comunicazione e insegnamento


conferiscono ai cittadini diritto e libertà di associarsi e manifestare le proprie idee con ogni
mezzo di diffusione, di insegnare liberamente l’arte e la scienza perché esse stesse
libere (art.18-21-23) riportando alla luce idee di libertà, di comunicazione, aggregazione,
espressione di singoli e comunità, libertà da vincoli temporali e contenutistici, trasmissivi e
sociali
 Il Parlamento Europeo, considerando che l'educazione artistica e culturale è una componente
fondamentale della formazione dei bambini e dei giovani, in quanto contribuisce allo
sviluppo della libera volontà, della sensibilità e dell'apertura verso gli altri; che l’educazione
artistica contribuisce all'educazione civica e al potenziamento della capacità di elaborazione
del pensiero e allo sviluppo intellettuale, emotivo e fisico della persona; che lo studio e
l’esperienza dell’arte stimolano l’intelligenza emotiva, migliorando il processo formativo e
rendendo più efficace la comprensione dei fenomeni storico-culturali, riconosce quanto sia
importante promuovere l'educazione artistica e la creatività nel contesto di un'economia
basata sulla conoscenza, in conformità della strategia di Lisbona e ribadisce l’ importanza di
utilizzare le risorse offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione e dell'informazione e
da Internet, quali canali di insegnamento moderno e adeguati alla realtà contemporanea [14]

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 la vocazione interdisciplinare della storia dell’arte, l’estrema ricchezza dei contenuti da essa
trasmessi e la molteplicità dei livelli di comunicazione che essa consente incoraggiano
l’adozione di metodi e di contesti didattici innovativi rispetto alla comunicazione
tradizionale dei saperi, anche al fine di ridurre il distacco tra scuola e società globalizzata e
multimediale

 gli studi sul fenomeno “social network” svolti da autorevoli personalità del campo della
sociologia dell’informatica, della pedagogia costruttivista e dell’attivismo rivelano
incoraggianti e positivi giudizi sull’uso di Facebook non solo come supporto alla didattica
disciplinare ma come strumento di collegamento ad altri strumenti e metodi di
insegnamento, di integrazione con altri media, favorendo la connettività, la relazionalità ed
l’espressività di gruppo

 reti di associazioni ed enti che si occupano delle problematiche che scaturiscono da un uso
inappropriato di Internet da parte dei minori rivelano una situazione allarmante nell’ambito
delle I..A D. (Internet Addiction Disorder) , ponendo genitori, formatori e docenti nella
responsabilità di informarsi e adottare misure urgenti di controllo.

Fig.2 : word cloud del progetto

L’esperienza è partita con l’apertura della pagina sociale su Facebook e la creazione del gruppo
NewMediARTscuola-group con tipo di privacy chiuso; successivamente, con l’apertura del blog
didattico NewMediARTscuola-blog.

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4.1 NewMediARTscuola-group: il percorso

I membri/alunni iscritti a tutt’oggi sono 119, di cui 2 sono incaricati; appartengono alle classi I-II-
III delle mie sezioni. Interagiscono nel loro tempo libero da casa ma spesso il collegamento viene
effettuato da scuola soprattutto nelle classi dotate della LIM come spunto per costruire percorsi
interattivi e personalizzati dagli stessi alunni. Gli strumenti di condivisione utilizzati sono quelli
offerti dallo stesso FB ( album foto-video-note-aggiornamenti di stato-commenti-discussioni-chat)
per incorporare e mediare altre risorse e servizi gratuiti della rete quali Youtube, Slideshare,
Google, Blogger, Podcasting, Posta elettronica, Messanging, Software e applicazioni online ( es.
Gimp, Icon Editor, MyPaint, ImageScef, Jigsaw Planet,ecc. ).
Le attività svolte riguardano la condivisione dei contenuti di approfondimento e ampliamento delle
tematiche proposte in aula di Storia dell’arte e Beni artistico/culturali, del linguaggio visivo e delle
tecniche grafico/artistiche nell’ottica di stimolare negli alunni la curiosità a conoscere e utilizzare le
risorse offerte dal web per rendersi co-gestori e co-produttori dell’esperienza formativa.
La predisposizione di tutorial sull’uso di alcuni software di grafica digitale per la manipolazione di
immagini, guide e consigli all’uso di Facebook e delle impostazioni della privacy per un utilizzo
adeguato e consapevole della rete, rappresentano efficaci strategie metodologiche nella pratica
didattica.
L’inserimento dei contenuti disciplinari avviene o in anticipo alle lezioni in classe come
introduzione e supporto alla spiegazione o come approfondimento successivo per consolidare le
conoscenze in itinere. Stimolati periodicamente con l’invio di messaggi sulle novità inserite in
bacheca o con “chiacchierate” attraverso la chat gli alunni hanno modo di conquistare una nuova
modalità di relazione con il docente più confidenziale, che li aiuta a superare con più serenità le
difficoltà nell’apprendimento e nell’espressività, accrescendo così la fiducia e la stima di sé.

4.2 NewMediARTscuola-blog: un’integrazione

Per coinvolgere una platea scolastica più ampia ( alunni non iscritti al social network Fb per scelta
dei genitori, genitori stessi, colleghi, la società virtuale interessata), ho aperto sulla piattaforma
Blogger il blog didattico a tema NewMediARTscuola-blog consultabile a questo indirizzo :
www.newmediartscuola.bolgspot.com integrando così due strumenti di condivisione per una
azione da “maestro di bottega virtuale” più determinante, accattivante e dinamica. I contenuti
proposti sono i medesimi del gruppo di Facebook con l’aggiunta di una pagina dedicata al progetto
EducARTiamoci con Gimp (rivolta a tutti gli alunni di tutte le mie 9 classi che desiderano seguire le
lezioni) e una dedicata ai genitori ( informativa sull’uso consapevole della rete).

4.3 Valutazione complessiva dell’esperienza


.
Il progetto NewMediArtscuola si configura come un ambiente pubblico e privato insieme, dove
convergono e interagiscono numerose tecnologie scelte in base alle necessità didattiche e
metodologiche che nascono in itinere al percorso di insegnamento/apprendimento integrato ed
improntato alla generazione creativa del sapere. L’utilizzo di più tecnologie e strumenti per
l’apprendimento hanno acquistato maggiore forza in questi ambienti sociali perché congeniali ai
ragazzi soprattutto per la loro facilità di fruizione e velocità di condivisione. Essi si adattano
velocemente ad una logica differente di esecuzione di attività online collegate alla didattica
curricolare e che implicano modalità di approccio diverse.
Gli alunni attivamente partecipi hanno sicuramente accresciuto l’interesse e la stima verso la
disciplina, incuriositi e motivati dalle proposte didattiche riguardanti le tematiche di Arte e
Immagine. Hanno avuto modo di sviluppare la creatività e l’espressività spontanee, conseguire

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nuove modalità di comunicazione con il docente, nuove modalità di apprendimento creativo e di


acquisire competenze digitali, civiche e relazionali.
Gli alunni hanno apprezzato principalmente la mia predisposizione a mettermi al passo con il loro
nativo mondo digitale e alla mia ricerca di strategie adeguate e sincronizzate al loro modo di
apprendere.
L’idea di costruire nel social network più amato dai giovani un ambiente di studio gradevole,
divertente ed utile, ha stimolato una visione diversa dello stesso strumento, del tipo di relazione
che si può stabilire con l’insegnante oltre la scuola e di modalità di apprendimento più dinamiche.
Alcuni alunni, consapevoli dell’utilità di questi strumenti per la propria formazione hanno
partecipato attivamente nella convinzione che tale ambiente rappresentasse l’occasione per poter
aumentare la propria produttività.
L’esclusiva difficoltà incontrata riguarda il coinvolgimento degli alunni a partecipare attivamente
alle proposte didattiche, dovendo mantenere fede al principio della libertà di partecipazione e allo
spirito ludico caratterizzante gli strumenti utilizzati per scopi principalmente intrattenitivi e di
socializzazione come FB. La maggior parte dei membri/alunni, infatti, ha preferito partecipare
come “osservatore” mentre gli assidui ( i più piccoli) hanno dimostrato un notevole entusiasmo,
alcuni diventando co-protagonisti nella gestione dei contenuti. Molti altri hanno partecipato con
commenti, riflessioni, proposte personali.
Personalmente l’esperienza condotta soprattutto nell’ambiente sociale di Facebook ha rafforzato le
relazioni con molti alunni, permettendo una più approfondita conoscenza della loro costruenda
personalità, delle loro predisposizioni e attitudini, necessità e preferenze. Infatti uno degli aspetti
positivi e veri dell’utilizzo di questi strumenti è proprio la possibilità di relazione con modalità che
integrano, completano e rafforzano il rapporto docente/alunni che per il mio caso specifico risultano
abbastanza superficiali nella realtà scolastica a causa dell’orario ridotto dedicato settimanalmente
alla disciplina. I ragazzi, portati e stimolati ad esprimersi attraverso strumenti a loro congeniali
come la chat, gli aggiornamenti di stato, i messaggi, si predispongono con più facilità e tranquillità
ad instaurare un dialogo più aperto e spontaneo dal quale è possibile scoprire qualità, interessi e
pareri che possono risultare incentivanti al loro processo di apprendimento.
Il progetto ha rappresentato per me una notevole opportunità di sviluppo e arricchimento
professionale sotto ogni punto di vista, ha sicuramente in questo contesto messo in gioco le mie
capacità progettuali e la conoscenza delle tendenze comunicative e ludiche dei nativi digitali.
Un dinamico, innovativo e sperimentale campo di prova delle personali capacità relazionali e di
coinvolgimento.
Inoltre mi ha stimolato ad approfondire le potenzialità tecniche degli strumenti e ad ampliare il mio
campo di conoscenze e competenze sull’uso delle nuove tecnologie e i nuovi media.
In generale mi ha convinto ancor di più a ridefinire l’educazione in ambiti dinamici di
apprendimento, dove la dimensione di animatore dell’intelligenza collettiva si anima di relazioni
e scambi, emotività ed espressività collettiva , idee e riflessioni, ispirazioni ed approfondimenti,
programmazione e improvvisazione che acquistano il senso innovativo di fare scuola.

30 gennaio 2011 Clementina Crocco

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Clementina Crocco
Bibliografia

[1] F. Moro, Web 2.0 – Innovazione applicata ai servizi di Rete, cit.

[2] Abitanti della rete Cfr. S. Maistrello, La parte abitata della rete, Tecniche Nuove, Milano, 2007.

[3] intervento del professor M.Tiriticco, esperto di politiche formative, già Ispettore tecnico del
Ministero della Pubblica Istruzione al convegno “La scuola nuova nasce dal basso. Esperienze
concrete di innovazione educativa”, organizzato da Education 2.0
http://www.educationduepuntozero.it/Multimedia/2010/09/tiriticco4_video.shtml

[4] SIP: Società Italiana di Pediatria

[5] SIMA: Società Italiana di Medicina dell’ Adolescenza

[6] Questa istantanea emerge dall’edizione 2010 dell’indagine “Abitudini e Stili di vita degli
adolescenti” che la Società Italiana di Pediatria (SIP) svolge da quattordici anni su un campione
nazionale di 1300 studenti delle scuole medie inferiori di età compresa tra gli 12 e i 14 anni.
L’indagine, patrocinata dal Ministero della Gioventù è stata presentata al Convegno “la Società
degli Adolescenti” il 2 dicembre 2010 a Salsomaggiore.

[7]http://www.macfound.org/site/c.lkLXJ8MQKrH/b.946881/k.B85/Domestic_Grantmaking__Digi
tal_Media__Learning.htm
http://digitalyouth.ischool.berkeley.edu/report-announcement
http://www.youtube.com/watch?v=D6_U6jOKsG4&feature=player_embedded

[8] Intervento del professor M.Tiriticco, esperto di politiche formative, già Ispettore tecnico del
Ministero della Pubblica Istruzione al convegno “La scuola nuova nasce dal basso. Esperienze
concrete di innovazione educativa”, organizzato da Education 2.0
http://www.educationduepuntozero.it/Multimedia/2010/09/tiriticco4_video.shtml

[9] De Kerckhove D., Brainframes, Mente, tecnologia, mercato, Baskerville, Bologna, 1993, pp.
191-192.

[10] Corrao Francesco (1995), “Sul Sé gruppale”, Atque, Moretti e Vitali Editori, n. 11
Maggio/Ottobre 1995, pp. 11-24, Firenze.

[11] "Psicotecnologie: Interfaccia del linguaggio, dei Media e della Mente" in "Convegno di
Psicotecnologie” - Università di Palermo 2002

[12] Videoconferenza conclusiva del modulo Formazione nell'era delle tecnologie - 25 marzo
2009 Lorenzo Cantoni http://collab.switch.ch/p24786843

[13] G.O. Longo, Il nuovo Golem – Come il computer cambia la nostra cultura, Laterza, Bari-
Roma, 2003

[14] STUDI ARTISTICI NELL'UNIONE EUROPEA Risoluzione del Parlamento europeo del 24
marzo 2009 sugli studi artistici nell'Unione europea - Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
(2008/2226(INI)) Martedì 24 marzo 2009