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Sofia Chiarenza IIL

Io vidi li occhi,dove amor si mise


Io vidi li occhi dove Amor si mise
quando mi fece di sé pauroso,
che mi guardar com' io fosse noioso:
allora dico che 'l cor si divise;
e se non fosse che la donna rise,
i' parlerei di tal guisa doglioso,
ch'Amor medesmo ne farei cruccioso,
che fe' lo immaginar che mi conquise.
Dal ciel si mosse un spirito, in quel punto
che quella donna mi degnò guardare,
e vennesi a posar nel mio pensero:
elli mi conta sì d'Amor lo vero,
che ogni sua virtù veder mi pare
sì com' io fosse nello suo cor giunto.
Parafrasi
Io vidi gli occhi nei quali amore si pose, quando mi fece paura, che mi
guardarono come se io fossi fastidioso: in quel momento il mio cuore si ruppe. E
se non fosse che la donna sorrise, io parlerei in modo così addolorato che
affliggerei persino l’amore, che creò l’immagine che mi ha conquistato. Dal
momento in cui quella donna si degnò di guardarmi, dal cielo si mosse uno
spirito e si ripose nel mio pensiero. E lì mi racconta il vero di Amore, che ora mi
pare di vedere ogni sua virtù come se il mio cuore fosse unito al suo.
Commento
Il poeta guarda negli occhi la donna che ama, ma nota dallo sguardo che l’amore
non è corrisposto. Al primo sguardo è come se uno spirito d’amore tramutasse
la realtà affinché il suo sentimento sembri corrisposto. Cavalcanti dà la colpa
della sua illusione ad Amore che ormai lo tiene prigioniero. Esso è un sonetto:
ha due quartine, due terzine, le rime sono incrociate nelle prime e incatenate
nelle seconde. Da vv 2 a vv 3 e da vv 6 a vv 7 le frasi rimano e finiscono tutte con
un dispregiativo: le parole utilizzate dal poeta servono a evidenziare il suo stato
d’animo, e il modo in cui le dispone le rende importanti. Nell’ultima terzina vi è
una rima interna tra “Amor” e “cor” entrambi collegati con il sentimento che
prova il poeta. Cavalcanti è uno stilnovista, che si differenzia dagli altri per il suo
stile più tragico. Nello stilnovismo è importante il saluto, ma in questo sonetto
esso è sostituito dallo sguardo della donna. Nelle poesie dedicate a Giovanna,
Cavalcanti non si sente all’altezza della donna, ciò si può notare sia nell’ultima
terzina di “chi è questa che ven ch’ogn’om la mira” e nella prima quartina di “Io
vidi li occhi, dove Amor si mise”:
“Non fu sì alta la mente nostra
E non si pose a noi tanta salute,
Che propriamente n’aviam canoscenza”
chi è questa c’ogn’om la mira,Cavalcanti.

“Io vidi li occhi dove Amor si mise


quando mi fece di sé pauroso,
che mi guardar com' io fosse noioso:
allora dico che 'l cor si divise;”
Io vidi li occhi,dove Amor si mise,Cavalcanti