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Coniglio

Il coniglio non appartiene all’ordine dei Roditori ma a quello dei Lagomorfi, caratterizzati dal fatto di
possedere due file di denti incisivi superiori.

È totalmente erbivoro, il tratto gastro-intestinale è molto sviluppato per cui la cavità toracica è
relativamente piccola rispetto a quella addominale.

Ha una vista eccellente, con un campo visivo di quasi 190° per occhio, che gli permette di vedere in tutte le
direzioni senza muovere la testa, con una visione binoculare nelle parti anteriore, posteriore e superiore del
campo visivo. Davanti al naso è invece presente un punto cieco, per cui il coniglio afferra il cibo aiutandosi
con il tatto fornito dalle labbra, anziché con la vista. A causa delle abitudini crepuscolari, i conigli hanno una
sensibilità alla luce otto volte superiore a quella umana; sembra che riescano a distinguere soltanto il blu ed
il verde.

Le orecchie sono molto vascolarizzate (prelievo del sangue) e hanno un ruolo importante nella
termoregolazione: rappresentano infatti il 12% della superficie corporea Sono delicate e sensibili, e non
devono mai essere utilizzate per afferrare l’animale. I conigli utilizzano le orecchie anche per segnalare i
loro stati d’animo: attenzione, irritazione, aggressività.

Il coniglio è una preda per eccellenza e la sua anatomia e psicologia sono adattate a questo suo ruolo nella
catena alimentare. Ha due mezzi di principali di difesa: uno è l’immobilità totale, con il corpo appiattito al
suolo, atteggiamento che utilizza nel tentativo di rendersi invisibile ai predatori; l’altro è la fuga precipitosa
In cattività l’allevamento in gruppo risulta problematico. I conigli depositano in genere urina e feci sempre
nel solito luogo e quindi è facile insegnare loro a sporcare in un posto prestabilito. Sono adatti come animali
da compagnia, meglio se sterilizzati e se lasciati liberi di uscire dalla gabbia per evitare fenomeni di stress,
ma preferibilmente sotto controllo del proprietario. La durata della vita può superare i dieci anni.

Apparato locomotore
La struttura corporea del coniglio si è evoluta proprio in funzione della rapidità di fuga, che gli consente di
raggiungere la tana nel più breve tempo possibile Il coniglio ha, infatti, uno scheletro leggero (rappresenta il
7- 8% del peso corporeo totale, rispetto al 13% di un gatto di pari dimensioni) e una muscolatura ben
sviluppata, caratteristiche che gli permettono di correre molto velocemente.

Poiché lo scheletro è fragile e la muscolatura degli arti posteriori molto forte, se l’animale è afferrato in
modo inadeguato e si divincola energicamente, può con la forza dei suoi stessi muscoli provocare una
frattura o la lussazione della colonna vertebrale, con conseguente paralisi Il coniglio nano in particolare ha
uno scheletro molto sottile e leggero per cui deve essere maneggiato con estrema cura.

 Mancano i seni frontali e i seni sfenoidali


 Gli alveoli dei denti molari sono molto profondi
 Il palato osseo è molto breve
 L’ossificazione del cranio è ridotta per cui la superficie delle ossa craniche si presenta come un
trabecolato con maglie più o meno ristrette
 Formula vertebrale: C7 -T12 - L7 - S4 - Ca 14/16
 Sterno con 6 sternebre
 Presenza della clavicola
 Ossificazione delle ossa del bacino piuttosto tardiva
Apparato circolatorio
Cuore

Le immagini radiografiche e la dissezione nella cavità toracica, mostrano che le dimensioni del cuore sono
relativamente piccole rispetto alla mole dell'animale - circa 1/2 quella di un gatto delle stesse dimensioni .
Questo diventa importante quando si tenta di raccogliere il sangue tramite puntura cardiaca

Particolarità del cuore del coniglio è quella di avere la valvola tricuspide con due sole cuspidi. 130-325
battiti al minuto

Timo - È bilobato con involuzione intorno al 4° mese di vita

Milza - di colore rosso bruno, 3-5 cm per 6-12 di larghezza a forma allungata.

I granulociti neutrofili dei conigli contengono granuli eosinofili e spesso sono indicati come
pseudoeosinofili. Possono contenere anche due nuclei.

Apparato respiratorio
- Nella laringe del coniglio esistono cartilagini cuneiformi con articolazioni indipendenti
- Gli anelli tracheali sono circa cinquanta, a forma di U con estremità nettamente distanziate fra loro
- Il polmone sinistro presenta due lobi (craniale, suddiviso in due parti, e caudale), il polmone destro
quattro (craniale, medio, caudale e accessorio)
- Frequenza respiratoria: 32-60 atti/min

Apparato tegumentario

 La cute, protetta da una folta pelliccia, è molto sottile e delicata; è priva di ghiandole sudoripare:
essendo incapace di sudare il coniglio tollera male le alte temperature
 Sul collo può essere presente una piega cutanea permanente che spesso è soggetta a dermatiti
 Lateralmente al pene o alla vulva sono presenti due fossette, dette tasche inguinali, che
contengono ghiandole odorifere utilizzate per marcare il territorio
 Il piede non ha cuscinetti plantari: la superficie inferiore dell’estremità degli arti posteriori è
protetta da un folto rivestimento di pelo. Le dita (5 nella mano e 4 nel piede) sono tutte dotate di
unghie non retrattili
 Le mammelle sono 4-5 paia e si estendono dall’inguine alla base del collo; nei maschi i capezzoli
sono rudimentali e si vedono con molta difficoltà

Apparato urinario
I reni hanno superficie liscia, quello destro è più craniale del sinistro. La vescica ha parete sottile ed è assai
distendibile. L’uretra è lunga anche nella femmina.

L’urina emessa dai conigli è in genere molto torbida a causa della grande quantità di carbonato di calcio e
composti di ammonio.

Apparato genitale
Femminile

L’attività sessuale della coniglia può durare per tutto l’anno, tuttavia è massima in primavera e inizio estate.
L’estro dura 3-6 giorni, ma non avviene in modo ciclico regolare (estro pressoché permanente).
L’ovulazione, come nella gatta, è provocata dall’accoppiamento.
 Le ovaie sono ovoidali allungate, di colore giallo chiaro con aspetto bozzellato, poste a ridosso della
parete addominale. Il peso massimo è di 800 mg, la lunghezza di 1-1,5 cm.
 Le tube uterine sono condotti sottili, ad andamento flessuoso, lunghi da 10 a 16 cm
 Nel complesso l’utero è lungo 10-12 cm e largo 4- 6 mm. È formato da due condotti separati, lunghi
10-12 cm, che si uniscono posteriormente in un solo corpo senza peraltro comunicare tra di loro
(utero doppio o duplice). I due uteri si aprono in vagina con due cervici fra loro indipendenti
 Ogni collo dell’ utero sporge in vagina per 4-5 mm Se la coniglia non è gravida i due uteri non
oltrepassano la sesta vertebra lombare e hanno rapporti con l’intestino tenue ed il colon
discendente
 La vagina è lunga 6-8 cm ed ha una mucosa percorsa da pliche longitudinali; nel suo primo terzo si
apre il meato urinario. Nel vestibolo vaginale (lungo 2-3 cm) sono ben sviluppate le ghiandole
vestibolari La vulva è delimitata da 2 paia di labbra (le esterne, più grandi, le interne, più piccole e
sottili), il clitoride è molto sviluppato (2-3 cm).

Maschile

I testicoli trovano cranialmente al pene anziché caudalmente. Il testicolo, nell’animale pubere, è


voluminoso (1,5-2 g), ovoidale e molto allungato (3-3,5 x 1-1,5 cm). Fino a 12 settimane di età resta
all’interno dell’addome, poi scende nello scroto attraverso il canale inguinale che rimane sempre aperto per
cui i testicoli possono rientrare nella cavità addominale. Ogni testicolo è dotato di un proprio sacco
scrotale, quasi del tutto privo di peli.

L’epididimo è molto voluminoso e aderisce alla gonade con la testa e il corpo, mentre la coda se ne distacca
collegandosi al fondo del sacco scrotale.

Il dotto deferente è lungo 12-15 cm e relativamente spesso. Molto flessuoso a livello del testicolo, decorre
inizialmente in direzione craniale, poi descrive una curva ad uncino per contornare l’uretere e portarsi
caudalmente al disopra del collo della vescica. Nella parte terminale, il dotto deferente si dilata a formare
l’ampolla, lunga 2 cm, che si localizza al di sotto della vescichetta seminale

Le ghiandole annesse all’uretra, responsabili della produzione del plasma seminale, sono:

- vescichetta seminale: inizialmente dilatate, si restringe caudalmente in una specie di collo che
riceve i dotti deferenti, prima di sboccare nell’uretra
- prostata: è costituita da un complesso di più ghiandole (prostata craniale, prostata propriamente
detta o prostata caudale, ghiandole paraprostatiche)
- ghiandola bulbo-uretrale: è unita a quella del lato opposto a formare una voluminosa massa
bilobata che si apre, mediante due coppie di canali, nell’uretra cavernosa

Il pene, praticamente sprovvisto di glande, in condizioni di riposo ed è racchiuso in una plica cutanea
(guaina). Misura circa 8 cm di cui 4-5 appartengono alla parte fissa. Non esiste osso penieno. È diretto
caudalmente, come nel gatto, ed è dorsale allo scroto e ventrale all’ano. Durante l’erezione assume una
posizione pressoché orizzontale ed è diretto in avanti.

Sistema nervoso
Rispetto ai Roditori da laboratorio l’encefalo ha dimensioni maggiori. Il coniglio è un lissencefalo, ma sulla
faccia convessa degli emisferi cerebrali esiste una tenue indicazione alla presenza di due solchi. Il bulbo
olfattivo è voluminoso. Il cervelletto è completamente scoperto e i suoi emisferi non sono molto sviluppati.
Ghiandole endocrine - La ghiandola pineale è abbastanza sviluppata con una porzione superficiale a
contatto con la volta cranica, importante per il fotoperiodismo, si trova in posizione superficiale, possibile
che percepisca i cambiamenti di luce. 4 paratiroidi.

Apparato digerente
Denti
L’attività digestiva del coniglio presenta alcune peculiarità che gli consentono di utilizzare al meglio gli
alimenti vegetali di cui si nutre, che sono spesso assai poveri di principi nutritivi. Il coniglio ingerisce
lentamente gli alimenti, assumendoli in boli piccoli e frequenti. Anche la triturazione è molto meticolosa
per consentire ai materiali deglutiti di venire attaccati più facilmente dai succhi digestivi.

Formula dentaria I 2/1 C 0/0 P 3/2 M 3/3 → totale 28 denti

Dei quattro incisivi superiori, solo due grandi incisivi, centrali e rostrali, sono visibili quando si scostano le
labbra. Gli altri due, molto più piccoli (piccoli denti incisivi) si trovano dietro ai primi e non sono visibili. La
forma degli incisivi è caratteristica, a scalpello tagliato obliquamente; sono denti molto robusti e resistenti.

Alla nascita sono presenti tutti i denti: i piccoli incisivi, e i premolari sono decidui, gli altri sono permanenti •
Tutti i denti sono a crescita continua. La lunghezza resta, in realtà, costante perché l’allungamento viene
controbilanciato dal consumo provocato dalla masticazione di alimenti ricchi di fibra, quali erba o fieno.
Un’alimentazione non corretta, ricca di alimenti energetici e poco abrasivi (semi, cereali, carboidrati),
determina facilmente gravi mal occlusioni dentali.

Bocca – Lingua – Faringe – ghiandole – esofago


- Il labbro superiore è diviso in due (labbro leporino) e ciascuna parte è legata alla gengiva da un
frenulo che garantisce movimenti fra loro indipendenti.
- Il labbro inferiore ha il margine libero arrotondato.
- L’apertura boccale è piccola ma dotata di grande mobilità

Il palato duro presenta evidenti creste palatine e si continua con il palato molle o velo palatino che separa
la bocca dalla faringe. La lingua presenta papille vallate e foliate .Nella faringe le tonsille sono molto
sviluppate.

Le ghiandole salivari maggiori (parotide, sottomascellare e sottolinguale) sono voluminose Esiste anche una
ghiandola salivare zigomatica o molare. L’esofago è molto dilatabile.

Stomaco
Lo stomaco è sacciforme e relativamente voluminoso, nell’animale in vita non è mai vuoto e può contenere
fino a 90-100 g di una mescolanza di ingesta più o meno pastosa

Le aperture di comunicazione con esofago (cardias) e duodeno (piloro) sono facilmente dilatabili stomaco
ghiandole cardiali ghiandole fundiche ghiandole piloriche

Comprende due parti

- il sacco cardiale o fundus, prossimo all’ingresso dell’esofago, con un sacco cieco, con ghiandole
esofagee e cardiali e pareti sottili.
- l’antro pilorico con mucosa ghiandolare (gh. fundiche e piloriche e pareti molto più spesse.

Il succo gastrico ha pH molto acido (circa 1). Lo strato muscolare è sottile a livello del corpo, con un solo
strato, mentre è più spesso a livello della porzione pilorica.
Lo stomaco occupa la regione dell’ipocondro sinistro ma si spinge anche notevolmente a destra del piano
mediano. L’asse maggiore è quasi perfettamente trasversale.

Lo stomaco ha essenzialmente la funzione di immagazzinare il cibo ingerito dal momento che la digestione
della cellulosa avviene nel cieco e nel colon, ed è costantemente pieno di alimento anche dopo diversi
giorni di digiuno. I conigli sono incapaci di vomitare.

Intestino
L’intestino in toto raggiunge anche i 7,5 m di lunghezza. La suddivisione è simile a quella degli altri
Mammiferi di interesse del corso.

Intestino tenue

L’intestino tenue misura circa 3 m di lunghezza e 0,9 cm di diametro; il suo contenuto (20-40 g) è liquido,
soprattutto nella porzione iniziale.

Rispetto alla lunghezza complessiva dell’intestino tenue il duodeno è relativamente lungo (circa 40 cm)
rispetto agli altri Mammiferi oggetto del corso. La divisione è analoga (parte craniale, discendente,
trasversa, e ascendente).

Le anse del digiuno occupano la metà dorsale del fianco sinistro e tutta la parte caudale dell’addome. Si
trovano dorsalmente al cieco e caudalmente allo stomaco.

La porzione terminale dell’ileo forma una struttura arrotondata detta sacco rotondo (ampolla dell’ileo),
caratteristica morfologica tipica dei conigli. Il sacco rotondo contiene moltissimi follicoli linfatici ed è stato
paragonato alla borsa di Fabrizio degli Uccelli.

Intestino crasso

Il cieco è molto voluminoso, lungo da 30 a 50 cm, con un diametro di 3-4 cm. Presenta grosse bozzellature
regolari ed ha parete spessa. È un organo fondamentale per la digestione della cellulosa come denota il suo
grande sviluppo. Contiene le ingesta in forma di pasta omogenea con il 20% di sostanza secca. Il cieco si
avvolge su sé stesso da sinistra a destra, formando un giro e mezzo di spira nella cui concavità sono fissati
l’ileo e la prima parte del colon (complesso ileo-cieco-colico), cosicché il cieco appare come un diverticolo,
ungo l’asse formato dall’ileo e dal colon che si continuano uno nell’altro attraverso la valvola ileo-colica
(detta anche valvola ileo-ciecale poiché si trova a livello del sacco rotondo).

Si suddivide in tre parti: la base, il corpo e l’appendice, quest’ultima molto ricca di tessuto linfatico. Le
ingesta si muovono dalla base, al corpo, fino all’estremità cieca dell’appendice per tornare poi verso la
base.

L’appendice è tubulare, chiusa a fondo cieco, lunga circa 13 cm; per struttura e posizione è paragonabile a
quella umana. L’appendice del cieco, nelle prime settimane di vita, produce e matura linfociti B (organo
linfatico primario); nell’animale adulto è, invece, un organo linfatico secondario da cui, una volta
differenziati, i linfociti migrano verso gli altri organi linfatici.

Il colon ha un diametro molto inferiore al cieco È lungo circa 1,5 m e si divide in colon prossimale, il cui
tratto iniziale dilatato prende il nome di ampolla (ciecale) del colon, con bozzellature pronunciate (50-
55cm) e colon distale (con fusus coli), a pareti lisce (90- 95 cm), ben distinti fra loro. Il colon prossimale, il
fusus coli e il primo tratto del colon distale corrispondono al colon ascendente degli altri Mammiferi di
interesse del corso.

- ampolla del colon: a forma di cupola convessa, è ricca di noduli linfatici e funziona da valvola tra
tenue colon e cieco
- parte iniziale del colon prossimale: lunga circa 6- 10 cm, si caratterizza per le sue grosse
bozzellature (3 tenie); struttura e contenuto sono simili a quelli del cieco. In essa proseguono i
processi fermentativi
- parte distale del colon prossimale: con bozzellature più ridotte (1 tenia), mucosa costituita da un
epitelio cilindrico e sottomucosa ricca di ghiandole ramificate
- fusus coli: corrisponde alla zona di transizione tra epitelio cilindrico e cubico; è povero di ghiandole.
Le contrazioni della tonaca muscolare suddividono le feci in piccole scibale (palline). Il fusus coli è
leggermente incurvato e lungo fino a 8.5 cm. È molto vascolarizzato e rappresenta una sorta di
peacemaker che regola l’attività peristaltica l’intestino
- Il colon distale (discendente), allungato, è un tubo a parete liscia. Ha una mucosa formata da cellule
cubiche e ricca di ghiandole mucipare

L’intestino crasso termina con il retto che è lungo 10-15 cm ed assume un aspetto a rosario per la presenza
delle scibale fecali. Lo sfintere anale presenta ai lati due ghiandole, la cui secrezione ha un ruolo
fondamentale nel comportamento sociale della specie.

Fegato
Il fegato è situato nella cavità addominale, a ridosso del diaframma e occupa sia l’ipocondro destro che il
sinistro. Pesa intorno ai 100 gr e rappresenta circa il 3,8% del peso corporeo. Ha colore rosso bruno ed è
molto friabile.

Ha una faccia anteriore convessa, a contatto con il diaframma, ed una posteriore leggermente concava, a
contatto con lo stomaco e le anse intestinali.

Presenta profonde incisure che lo suddividono in 4 lobi (lobo sinistro laterale e mediale, lobo destro, lobo
caudato con processi papillare e caudato). Alcuni testi descrivono anche la presenza del lobo quadrato. È
presente la cistifellea.

Pancreas
ll lobo destro del pancreas è alloggiato nella curvatura del duodeno all’interno del mesoduodeno; si
presenta allungato e segue il decorso del duodeno, ma è poco compatto e ha un aspetto diffuso, in quanto
suddiviso in piccoli lobuli difficilmente riconoscibili dal tessuto adiposo con cui si mescola.

Il lobo sinistro è compatto e più facilmente identificabile.

Ciecotrofia
La ciecotrofia è la reingestione da parte dell’animale di una parte delle ingesta elaborate dalla flora
intestinale del cieco. Durante la produzione dei ciecotrofi cambia la fisiologia del cieco e del colon: cessano
tutte le attività di rimescolamento, ogni contrazione spinge le ingesta dal cieco verso il colon e, da qui, fino
al fusus coli dove la massa viene suddivisa in scibale.

Il coniglio avverte l’arrivo del ciecotrofo grazie alla stimolazione di meccanorecettori rettali e al
caratteristico odore del materiale. I ciecotrofi vengono espulsi una o due volte al giorno, dopo circa quattro
ore dai pasti, durante il riposo. In questa fase, il pH dello stomaco aumenta per non danneggiare i batteri
presenti nel ciecotrofo; tutti i nutrienti indispensabili, i batteri e l’acqua vengono riassorbiti dai diversi tratti
dell’intestino e gli scarti sono poi eliminati sotto forma di feci dure e compatte.

Alcune volte è possibile trovare ciecotrofi nell’ambiente perché può accadere che il coniglio non li mangi.
L’attività del cieco nel coniglio viene da alcuni paragonata a quella del rumine (pseudoruminazione) per
l’analogia di obiettivi nutrizionali dei due sistemi biologici: arricchimento extralimentare di proteine e
aminoacidi, di vitamine del complesso B, utilizzazione dell’azoto ureico, fermentazione della cellulosa con
formazione di acidi grassi volatili. Il transito digestivo nel coniglio, se si considera il riciclaggio di una parte
dell’alimento (da una a quattro volte), dura da 18 a 30 ore (in media 20 ore).

La ciecotrofia, riveste una notevole importanza sul piano applicativo consentendo: - di ricavare dalla fibra il
30% della energia metabolizzabile necessaria alle funzioni vitali - di integrare la razione con proteine di
elevato valore biologico (circa il 20% rispetto a quelle alimentari), vitamine, minerali ed acqua.

È la frazione liquida contenente le sostanze solubili e le piccole particelle (< 0,1 mm) che viene rinviata per
lamaggior parte nel cieco, mentre la frazione solida contenente soprattutto le particelle grossolane (> 0,3
mm) proseguirà verso il colon distale dove si formeranno le feci dure, dopo assorbimento di acqua e
minerali. Se l’alimento contiene poche fibre molto digeribili il reflusso verso il cieco è notevole e il suo
contenuto s’impoverisce dei principi nutritivi necessari allo sviluppo armonico della popolazione batterica,
con il rischio che si formino germi patogeni.

Nei conigli alimentati a volontà la ciecotrofia si verifica dopo il picco di ingestione e dipende anche dal
fotoperiodo. Nel caso di stress, acustici, termici o di altra natura (persone o animali estranei, manualità,
ecc.), la ipersecrezione di adrenalina rallenta la motilità intestinale favorendo le turbe digestive.