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Marisa Addomine

Daniele Pons
Informatica
multimediale
Metodi e fondamenti
Marisa Addomine
Daniele Pons
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Metodi e fondamenti

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– Coordinamento editoriale: Matteo Fornesi
– Redazione, composizione, impaginazione, illustrazioni e ricerca iconografica: Studio Monza s.a.s., Milano
– Segreteria di redazione: Deborah Lorenzini
– Progetto grafico: Editta Gelsomini

Contributi:
– Rilettura critica: Francesco Colosi

Copertina:
– Progetto grafico: Miguel Sal & C., Bologna
– Realizzazione: Roberto Marchetti
– Immagini di copertina: Artwork Miguel Sal & C., Bologna

Prima edizione: marzo 2011

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n. 169/2008) è comunicato nel catalogo Zanichelli, disponibile anche online sul sito www.zanichelli.it,
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Sommario 5 Architettura del Personal Computer 42

1 Architettura e struttura 42
Sezione A Fondamenti 2 Il corpo macchina 43
3 La scheda madre 45
Scheda Bus 47
1 La scienza dell’informazione 2 4 I processori 47
Scheda Floating Point Unit 48
1 Cos’è l’Informatica 2 Scheda La memoria virtuale 49
Scheda L’Informatica parla inglese 3 5 Le memorie 50
2 Cosa vuol dire ICT 4 Concetti essenziali 52
3 L’Informatica è ovunque 5 Test 52
Scheda Business Continuity 5
Concetti essenziali 6 6 Le periferiche 54
Test 7
1 Dispositivi di input 54
2 Come funziona un computer 8 Scheda Sulla punta delle dita 57
2 Dispositivi di output 58
1 Analogico e digitale 8 Scheda Colore e risoluzione 60
Scheda Il campionamento 9 Scheda Formati della carta 62
Scheda La struttura delle immagini digitali 10 3 Dispositivi di I/O 63
2 Zero e uno 11 Concetti essenziali 65
Scheda La numerazione romana 12 Test 66
3 Il computer lavora con due soli stati 13 Esercizi 67
Scheda L’origine delle cifre moderne 14
Concetti essenziali 15 7 Primi passi nell’uso del PC 68
Test 15
Esercizi 16 1 Regole di manutenzione 68
Scheda La garanzia 69
3 Breve storia del calcolo automatico 18 2 Regole di buon utilizzo 70
Scheda La memoria di carica 70
1 Prima del digitale 18 Scheda Ergonomia 73
Scheda Il calcolo e i calcoli 19 3 Il malware 73
Scheda La macchina di Antikythera 19 Scheda Virus, Worm, Trojan & C 75
2 L’architettura di Von Neumann 21 Concetti essenziali 76
Scheda Colossus 23 Test 77
3 Hardware e software 23
4 I grandi calcolatori a valvole 25
5 La rivoluzione dei transistor 26 Sezione B Sistemi operativi
6 La spinta alla miniaturizzazione 28 e applicazioni
Concetti essenziali 30
Test 30 1 Il sistema operativo 80

4 Breve storia del Personal Computer 32 1 Cos’è il sistema operativo 80


Scheda Multitasking e multicore 83
1 Dal mainframe al minicomputer 32 2 Le funzioni del sistema operativo 83
2 Verso il computer personale 35 Scheda Finestra attiva 84
3 Dall’isolamento alla connessione totale 38 Scheda System Administrator 86
Concetti essenziali 40 3 La struttura del sistema operativo 87
Test 41 4 File system, file e directory 89

III

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


5 L’interfaccia utente 92 Scheda Spalla di maiale e prosciutto 143
Concetti essenziali 96 Concetti essenziali 146
Test 97 Test 146

2 I dati 98 6 Sistemi operativi per PC 148

1 Codice binario ed esadecimale 98 1 Microsoft Windows 148


Scheda Dati 98 Scheda Microsoft Bob 150
Scheda La rappresentazione dei numeri reali 100 2 Unix e i suoi dialetti 151
2 Conversione tra formati diversi 101 Scheda Posix 153
3 Codifiche ASCII e Unicode 105 3 Mac OS X 153
Scheda Maiuscole e minuscole 106 4 GNU/Linux 155
Concetti essenziali 107 Scheda Software libero, Open Source,
Test 107 licenze d’uso 155
Esercizi 108 5 Xubuntu 156
Scheda Ambienti grafici 157
3 File e applicazioni 110 Concetti essenziali 163
Test 164
1 Conservare le informazioni 110 Esercizi 164
Scheda Cosa significa "formato" 112
2 Le applicazioni 113
3 L’organizzazione dei dati 116
Scheda Byte e occupazione di memoria 118 Sezione C Utilizzo del software
4 Cos’è un documento 118
Concetti essenziali 120
Test 120 1 Le suite di produttività 166
Esercizi 121
1 Scompare la macchina per scrivere 166
4 I linguaggi 122 Scheda Efficacia ed efficienza 167
Scheda Evoluzione delle suite di produttività 168
1 Il linguaggio macchina 122 2 OpenOffice.org 173
2 Assembler 124 Concetti essenziali 184
3 Linguaggi interpretati e linguaggi compilati 125 Test 184
Scheda Il computer che fece sbarcare Esercizi 185
l’uomo sulla luna 125
4 Linguaggi ad alto livello 128 2 L’elaboratore testi 186
Scheda Linguaggi ad oggetti e non 130
5 Ambiente di sviluppo 130 1 Creare e gestire testi 186
Concetti essenziali 132 2 La formattazione del testo 189
Test 132 Scheda Diverse forme del puntatore 189
Scheda Attenzione alla giustificazione 192
5 Organizzazione dei dati 134 3 Il funzionamento interno 193
4 Spostare, copiare e modificare testi 196
1 Il file system 134 Scheda Annullare una modifica 196
Scheda Struttura del file system di Unix 135 5 Arricchire i testi 199
Scheda Come funziona il Cyclic Scheda File editabili e non 201
Redundancy Check 136 6 Organizzare i documenti 201
2 La sicurezza dei dati 139 Scheda Automatico o no? 204
3 Ordine e disordine 141 7 Indicizzare, impaginare e stampare 205
Scheda Archivi e biblioteche 142 Scheda Errori di stampa 209

IV

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


Concetti essenziali 210 Sezione D Fondamenti
Test 210 di programmazione
Esercizi 211
1 Processi 280
3 Il foglio elettronico 212
1 Cos’è la programmazione 280
1 Calcoli e tabelle 212 Scheda Sensori e attuatori 281
Scheda Dimensioni della cella 217 2 Processi naturali e processi artificiali 282
2 Le operazioni più comuni 218 Scheda Programmare è un’Arte? 283
Scheda Cancellare dati utili 220 3 Realtà e modelli 283
3 Grafica e funzioni avanzate 223 Scheda Modelli e previsioni 285
Concetti essenziali 226 Concetti essenziali 285
Test 226 Test 286
Esercizi 227 Esercizi 287

4 Le presentazioni 228 2 Operazioni logiche sui dati 288

1 Parlare al pubblico 228 1 Le operazioni logiche 288


2 Introduzione a Impress 230 2 Circuiti logici a più livelli 290
3 Automazioni, immagini, filmati 239 Scheda Frequenza di clock,
Scheda Sfruttare gli effetti 240 architettura e limiti fisici 293
Scheda La durata di una presentazione 243 3 Dalla logica all’aritmetica 294
4 Modificare una presentazione 243 Concetti essenziali 298
Concetti essenziali 246 Test 298
Test 246 Esercizi 298
Esercizi 247 Problemi 299

5 Fondamenti di Internet 248 3 L’approccio algoritmico 300

1 Struttura dell'Internet 248 1 Algoritmi 300


Scheda LAN, MAN, WAN 251 2 Il diagramma di flusso 302
2 Breve storia dell'Internet 251 3 Convenzioni grafiche 305
Scheda Protocollo di rete 253 4 Simulazione delle sequenze 307
3 World Wide Web 254 5 Casi limite e loro verifica 312
4 Servizi e strumenti 256 Concetti essenziali 314
Concetti essenziali 261 Test 315
Test 261 Esercizi 316
Problemi 317
6 Basi per l’utilizzo del Web 262
4 Programmare in pseudo-C 318
1 I fondamenti della navigazione 262
Scheda Vita e morte dei siti 266 1 Lo pseudocodice 318
2 Motori di ricerca 268 2 Costanti e variabili 321
3 Sintassi della ricerca 270 Scheda Niente spazi 322
4 Strategie di ricerca 272 Scheda Informatica e matematica 323
5 Ambiti di utilizzo 276 Scheda Lo spazio è un carattere 324
Scheda Sicurezza dei pagamenti 276 Scheda Punto e virgola 325
Concetti essenziali 277 Concetti essenziali 327
Test 278 Test 327
Esercizi 278 Esercizi 327

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


Problemi 328 Help
5 Istruzioni fondamentali 330
Come si legge questo testo • La struttura del
1 Istruzioni 330 testo (sezioni, capitoli) e le rubriche che ne fanno parte (sche-
Scheda Pseudo-C 331 de di approfondimento, esercizi di verifica) sono riportate nella
Scheda Termini riservati 332 pagina a lato.
Scheda L’istruzione gets() 332 All'interno del testo scritto sono state utilizzate alcune conven-
Scheda Il formato dei dati 334 zioni (codici di lettura) per segnalare diverse valenze del testo
2 Scelte e controlli 335 stesso. Queste convenzioni sono descritte qui di seguito.
3 Uscite dalla sequenza 342
Scheda Evitare i salti! 343 Codici di lettura
Concetti essenziali 346 Alcune parti del testo si differenziano grazie a caratteri e co-
Test 347 lori diversi, per aiutarci a riconoscere parole chiave, concetti
Esercizi 348 importanti o termini tecnici dei linguaggi e delle applicazioni.
Problemi 349 Eccoli:

6 Istruzioni avanzate 350 numerazione binaria


Questo carattere è usato per indicare che la voce così format-
1 Codice strutturato 350 tata è inserita nel Glossario, nell'ultima sezione del volume. Le
Scheda Teorema di Böhm-Jacopini 353 voci di glossario sono tipiche del mondo informatico e ne ven-
2 Vettori e matrici 354 gono riportati il significato e l'eventuale traduzione.
Scheda Gestione dinamica delle stringhe 356
Scheda Strategie di risoluzione 360 Inserisci > Immagine > Da File
3 Input, output e stringhe 363 Una notazione così formattata mostra un comando (o una
4 Scelte multiple e iterazioni 367 sequenza di comandi) da eseguire richiamandolo dai menu
Concetti essenziali 371 dell'applicazione.
Test 372
Esercizi 374 char linea_pari[LINEA];
Problemi 376 Un testo così formattato evidenzia programmi o porzioni di pro-
grammi, come vengono scritti in fase di creazione del codice.
7 Il debug 378
strcat(<var1>, <var2>)
1 La verifica dei programmi 378 Questa formattazione del testo mostra la sintassi con cui, nei
Scheda L’effetto demo 380 linguaggi di programmazione, si scrivono le istruzioni.
Scheda Bug e Debug 381
2 Le tipologie di errore 381 Rimandi al DVD
3 I metodi per la verifica dei programmi 385 Alcune procedure di lavoro, relative all'utilizzo delle applicazio-
4 Gli strumenti per il debug 387 ni, sono descritte mediante brevi filmati, che vengono segnalati
Scheda Patch e release 389 nel testo da un'apposita grafica.
Concetti essenziali 390 Questo simbolo indica che nel DVD allegato al testo è presen-
Test 390 te un filmato che illustra la procedura con cui si esegue una
Esercizi 391 certa operazione all'interno di un'appli-
C3-08 cazione. La sigla riportata (ad esempio
Importare dati da C3-08) permette di ritrovare il filmato
un file esterno all'interno del DVD.
Glossario dei termini informatici 393

VI

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


Sezione A
Ad esempio, se un nostro amico ci dice come si chiama, è vero che sta comuni-

1 La scienza dell’informazione
cando con noi, ma dopo l’arrivo del messaggio, ne sappiamo esattamente quanto

Sezioni e capitoli prima (dato che sapevamo già il suo nome). Se invece ci dice che ieri si è iscritto
alla Facoltà di Medicina, il messaggio contiene un elemento di novità, e quindi
informazione.
Notiamo in questo esempio come informazione e comunicazione siano stretta-
mente legate: approfondiremo la questione nel prossimo paragrafo.
Una sigla composta da una L’Informatica non è il Personal Computer • La scienza dell’informazione,
che in Italia è comunemente detta Informatica, non si occupa solo del PC e del suo uti-
lizzo. Oltre ai computer, piccoli o grandi che siano, esistono un’altra infinità di dispositivi
lettera e da un numero indi- che scambiano informazione, la trattano, la gestiscono secondo le istruzioni contenute
nei programmi e compiono azioni conseguenti.
Tutti questi apparecchi o sistemi, che vanno dal telefono cellulare alle gran-
di reti di telecomunicazione a livello globale, dal televisore di casa ai sistemi di
ca la sezione del testo e il gestione delle borse valori, sono governati da processori che acquisiscono infor-
mazioni, le elaborano, eseguono azioni programmate e trasmettono le informa-
zioni elaborate.
Inizia con questo capitolo un percorso formativo che ha lo scopo di introdurci nel Appare quindi evidente che pensare a un esperto di Informatica come a un mago
capitolo in cui ci troviamo. mondo della scienza dell’informazione.
La diffusione planetaria delle tecnologie digitali e l’uso massiccio dei Personal
Computer rendono indispensabili conoscenze approfondite in questo campo: dovremo
del Personal Computer sia estremamente riduttivo: in realtà, la scienza dell’informazio-
ne abbraccia un campo di studi molto vasto, che spazia dalla linguistica - dato che le
lingue sono da sempre il primo metodo di comunicazione usato dalle comunità degli
familiarizzarci con concetti, strumenti e metodi che sono ormai divenuti di uso univer- umani - alla robotica, alle applicazioni industriali per il controllo automatico della
sale nel mondo del lavoro, dello studio e della ricerca. produzione sino allo studio delle interfacce, cioè delle tecniche e dei modelli di comu-
Al tempo stesso, non possiamo limitarci a essere utilizzatori passivi di programmi nicazione che permettono l’interazione tra gli umani e le macchine.
che qualcuno, altrove, ha realizzato, eseguendo operazioni meccanicamente, ignorando
come tutto possa avvenire.
Scopriremo che il mondo dell’Informatica è assai più ampio del semplice utilizzo di L’Informatica parla inglese
qualche programma sul proprio PC e, cosa fondamentale, ne comprenderemo le ragioni
e i perché. In tutto il mondo dell’Informatica si parla inglese.
Alcune nazioni, come la Francia, negli anni ’70, vollero redigere un lessico infor-
matico nella propria lingua, creando o adattando parole francesi per esprimere la
terminologia del mondo dei computer.
1 Cos’è l’Informatica In realtà, l’inglese è la vera lingua franca, cioè comune, a tutta la comunità mon-
diale degli informatici.
Per questo motivo, in questo volume e in quelli degli anni successivi, troverete
Quando sentiamo parlare di Informatica, pensiamo subito ad un computer, magari a tutti i termini di uso comune, in inglese, insieme alla loro traduzione in italiano.
quello che abbiamo a casa o nell’aula di laboratorio della nostra scuola. Talvolta, si sentono persone non esperte lamentarsi di questo gergo, rite-
Più che "Informatica", il nome più appropriato per questa disciplina è scienza dell’infor- nuto incomprensibile per i non addetti ai lavori e così pieno di termini inglesi.

Introduzione mazione: una disciplina che si occupa, certamente, di computer, ma più in generale di tutto
quanto riguarda gli aspetti di trattamento, elaborazione, memorizzazione dell’informazione.
Cos’è l’informazione? Sono state proposte molte definizioni. Per i nostri scopi possia-
Pensiamo, allora, che ogni attività ha un linguaggio proprio: se un marziano che
avesse studiato italiano con una buona grammatica e degli esercizi, ascoltasse una
telecronaca di una partita di calcio, cosa capirebbe?
mo utilizzare la seguente: Per quanto riguarda l’inglese, la scelta deriva solo dal fatto che lo sviluppo

Le note introduttive presen- • l’informazione contenuta in un messaggio è pari al grado di novità che il trasmet-
titore invia al ricevitore.
dell’Informatica ha avuto luogo soprattutto nei centri di ricerca statunitensi: si
tratta quindi di una ragione storica.
Non è l’unico caso: i cantanti lirici di tutto il mondo, ad esempio, devono da
sempre imparare l’italiano, dato che tutta la terminologia musicale e gran parte

tano il tema del capitolo, il Abbiamo un soggetto che trasmette, cioè che comunica, un determinato messaggio a
un soggetto che la riceve. Il messaggio avrà tanto maggiore contenuto informativo quan-
to più alto sarà il grado di novità che porta.
delle opere che andranno a interpretare sono nate in Italia: altri momenti storici,
altre consuetudini.

contesto storico, teorico o 2 A Fondamenti 1 La scienza dell'informazione 3

pratico e gli obiettivi didattici.

Schede di approfondimento
Contengono informazioni aggiuntive
rispetto al testo principale o ampliano
temi di particolare importanza, sia teo-
rica che pratica.

Concetti essenziali
Concetti essenziali 4 Calcolare il valore di d, per a = 1, b = 0, c = 0: 8 Calcolare il valore m in uscita dal seguente circuito

Vengono ripresi sinteticamente Le operazioni logiche fondamentali sono AND,


OR, XOR e NOT.
termini è vero.
A d = (a AND b) XOR c
B d = (a AND (NOT(b))) OR (NOT(c))
C d = (NOT(a)) AND (NOT(c))
logico:

1
0
NOT inverte il termine: se è vero, lo tramuta in

i punti fondamentali del capito- Ogni elemento logico compie una sola operazione falso e viceversa. 5 Calcolare il valore m in uscita dal seguente circuito m
0
logica elementare. logico:
I circuiti logici sono composti da elementi logici 1
AND fornisce un risultato vero se entrambi i ter- collegati tra loro, in cui il valore finale del segnale 1

lo: puntualizzano i capisaldi di mini sono veri.

OR fornisce un risultato vero se almeno un termi-


viene calcolato dopo l'attraversamento di tutti gli
stadi circuitali.
0

1
m
Problemi
ne è vero. Attraverso circuiti logici è possibile ricavare opera-
1
zioni aritmetiche, usando la notazione binaria.
quanto appreso e ne permetto-
1 Disegnare un circuito logico che, dati due ingressi
XOR fornisce un risultato vero se solo uno dei due a e b, dia in uscita m = Vero quando entrambi gli
ingressi sono Veri.
6 Calcolare il valore m in uscita dal seguente circuito

no una verifica veloce.


logico: 2 Disegnare un circuito logico che, dati due ingressi a
Test e b ed altri due ingressi c e d, dia in uscita m = Vero
0 quando tutti gli ingressi sono Veri.
1 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false: B posso sommarli solo se sono identici V F 1
A un bit può valere 0 V F C posso sommare ogni bit col suo omologo ma devo 3 Disegnare un circuito logico che, dati due ingressi
m
B un bit può valere 2 V F tenere conto del riporto V F a e b ed un altro ingresso c, dia in uscita m = Vero
1
C un bit può valere 1 V F D l'unico riporto di cui devo tenere conto è quello del bit quando gli ingressi a e b sono Veri, ma c è Falso.
0
D un bit può valere @ V F 0 V F
4 Disegnare un circuito logico che, dati due ingressi
2 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false. 6 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false. a e b ed altri due ingressi c e d, dia in uscita m =
A AND è un operatore logico V F I circuiti logici: 7 Calcolare il valore m in uscita dal seguente circuito Vero quando tutti gli ingressi sono Falsi.
B NIL è un operatore logico V F A compiono operazioni logiche V F logico:
C NIK è un operatore logico V F B compiono operazioni mentali V F 5 Disegnare un circuito logico che, dati due ingressi
D XOR è un operatore logico V F C accettano in ingresso qualsiasi valore V F 1 a e b ed altri due ingressi c e d, dia in uscita m =
D accettano in ingresso solo segnali periodici V F 0 Vero quando a e b sono diversi tra loro, ma anche
3 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false. m c e d sono diversi tra loro.
In Logica, la Tabella della Verità: 0

A serve per calcolare le divisioni V F Esercizi 1 6 Disegnare un circuito logico che, dati due ingressi
B serve per descrivere un operatore V F a e b, ed altri due ingressi c e d, dia in uscita m =
C serve per semplificare un operatore V F 1 Calcolare il valore di c per a = 1 e b = 1. Falso quando a e b sono diversi tra loro.
V F

Test
D serve per calcolare un numero binario A c = (a AND b)
B c = (a AND (NOT(b)))
4 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false. C c = (NOT(a)) OR (NOT(b))
Un circuito logico:
A non può essere collegato ad altri circuiti logici V F 2 Calcolare il valore di c, per a = 0 e b = 1.

Per ogni capitolo, una serie di B non può essere collegato a un circuito identico a
stesso
C non può essere collegato a niente
V
V
se
F
F
A c = (a AND b)
B c = (a AND (NOT(b)))
C c = (NOT(a)) OR (NOT(b))
D non può essere preceduto da altri circuiti logici V F

test a scelta multipla ci permet- 5 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false.
Quando si effettuano somme tra numeri binari:
3 Calcolare il valore di c, per a = 0 e b = 0.
A c = (a AND b)
B c = (a AND (NOT(b)))
A non posso sommarli se sono identici V F C c = (NOT(a)) XOR (NOT(b))

te di verificare l'apprendimento 296 D Fondamenti di programmazione 2 Operazioni logiche sui dati 297

dei concetti fondamentali e del-


la corretta terminologia.

Problemi
Alcuni capitoli propongono dei problemi per la
Esercizi cui risoluzione dovremo non solo applicare le
Rappresentano un momento nozioni specifiche del capitolo, ma ricercare in
applicativo in cui è possibile modo creativo la chiave di risoluzione.
verificare la capacità di risolve- I problemi sono classificati secondo tre livelli di
re problemi specifici grazie a difficoltà, che sono indicati con uno, due o tre
quanto appreso nel capitolo. quadratini rossi in ordine crescente.

VII

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


DVD
Come si usa il DVD • Allegato al presente volume troviamo un DVD, contenente il sistema
operativo Xubuntu e numerosi programmi applicativi, tra cui la suite OpenOffice.

Utenti Windows Utenti Mac


Per iniziare a lavorare, inserire il DVD Il computer dovrà essere dotato di
e riavviare. processore Intel, sistema OS X in ver-
Il PC si avvierà utilizzando il sistema operativo Xu- sione 10.5 (o superiore) e di un programma di
buntu contenuto nel DVD. virtualizzazione.
In questa modalità, non sarà possibile registrare Se il Mac non è già dotato di un programma di vir-
il lavoro né sull’hard disk del computer né, ovvia- tualizzazione, scaricare il programma VirtualBox
mente, sul DVD. da www.virtualbox.org e, seguendo le istruzioni,
Per questo è necessario fornirsi di una chiavetta generare una macchina virtuale.
USB sulla quale memorizzare il materiale modifica- Alla richiesta di Virtual Box di indicare il sistema
to o generato nel corso delle esercitazioni. operativo per il virtualizzatore, installare la versione
di Xubuntu contenuta nel DVD.
Tutto il materiale di lavoro viene registrato nella
macchina virtuale, per cui non è necessario l'uti-
lizzo di una chiavetta USB.

Come si lavora in Xubuntu • Al nuovo avvio, il sistema mostrerà la scrivania di Xubuntu.


Per trovare le applicazioni si dovrà scegliere il menu Applications, mentre i materiali didattici saranno
contenuti nella cartella Materiali, accessibile dall'icona sul desktop, a propria volta suddivisa in ulteriori
cartelle, per facilitare il reperimento dei file.

Gli applicativi contenuti nel


DVD e il sistema operativo
Xubuntu sono materiale
Open Source e la loro
licenza d'uso ne prevede
espressamente la gratu- La cartella Filmati, suddivisa in sottocartelle denominate come i capitoli cui i filmati fanno riferimen-
ità e la libertà di copia e to, contiene materiale didattico multimediale, che ha lo scopo di documentare le procedure operative
distribuzione. nell'uso delle applicazioni presentate in questo volume.

VIII

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Sezione A

Fondamenti

A1 La scienza dell’informazione

A2 Come funziona un computer

A3 Breve storia del calcolo automatico

A4 Breve storia del Personal Computer

A5 Architettura del Personal Computer

A6 Le periferiche

A7 Primi passi nell’uso del PC

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Sezione A

1 La scienza dell’informazione

Inizia con questo capitolo un percorso formativo che ha lo scopo di introdurci nel
mondo della scienza dell’informazione.
La diffusione planetaria delle tecnologie digitali e l’uso massiccio dei Personal
Computer rendono indispensabili conoscenze approfondite in questo campo: dovremo
familiarizzarci con concetti, strumenti e metodi che sono ormai divenuti di uso univer-
sale nel mondo del lavoro, dello studio e della ricerca.
Al tempo stesso, non possiamo limitarci a essere utilizzatori passivi di programmi
che qualcuno, altrove, ha realizzato, eseguendo operazioni meccanicamente, ignorando
come tutto possa avvenire.
Scopriremo che il mondo dell’Informatica è assai più ampio del semplice utilizzo di
qualche programma sul proprio PC e, cosa fondamentale, ne comprenderemo le ragioni
e i perché.

1 Cos’è l’Informatica

Quando sentiamo parlare di Informatica, pensiamo subito ad un computer, magari a


quello che abbiamo a casa o nell’aula di laboratorio della nostra scuola.
Più che "Informatica", il nome più appropriato per questa disciplina è scienza dell’infor-
mazione: una disciplina che si occupa, certamente, di computer, ma più in generale di tutto
quanto riguarda gli aspetti di trattamento, elaborazione, memorizzazione dell’informazione.
Cos’è l’informazione? Sono state proposte molte definizioni. Per i nostri scopi possia-
mo utilizzare la seguente:

• l’informazione contenuta in un messaggio è pari al grado di novità che il trasmet-


titore invia al ricevitore.

Abbiamo un soggetto che trasmette, cioè che comunica, un determinato messaggio a


un soggetto che la riceve. Il messaggio avrà tanto maggiore contenuto informativo quan-
to più alto sarà il grado di novità che porta.

2 A Fondamenti

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


Ad esempio, se un nostro amico ci dice come si chiama, è vero che sta comuni-
cando con noi, ma dopo l’arrivo del messaggio, ne sappiamo esattamente quanto
prima (dato che sapevamo già il suo nome). Se invece ci dice che ieri si è iscritto
alla Facoltà di Medicina, il messaggio contiene un elemento di novità, e quindi
informazione.
Notiamo in questo esempio come informazione e comunicazione siano stretta-
mente legate: approfondiremo la questione nel prossimo paragrafo.

L’Informatica non è il Personal Computer • La scienza dell’informazione,


che in Italia è comunemente detta Informatica, non si occupa solo del PC e del suo uti-
lizzo. Oltre ai computer, piccoli o grandi che siano, esistono un’altra infinità di dispositivi
che scambiano informazione, la trattano, la gestiscono secondo le istruzioni contenute
nei programmi e compiono azioni conseguenti.
Tutti questi apparecchi o sistemi, che vanno dal telefono cellulare alle gran-
di reti di telecomunicazione a livello globale, dal televisore di casa ai sistemi di
gestione delle borse valori, sono governati da processori che acquisiscono infor-
mazioni, le elaborano, eseguono azioni programmate e trasmettono le informa-
zioni elaborate.
Appare quindi evidente che pensare a un esperto di Informatica come a un mago
del Personal Computer sia estremamente riduttivo: in realtà, la scienza dell’informazio-
ne abbraccia un campo di studi molto vasto, che spazia dalla linguistica - dato che le
lingue sono da sempre il primo metodo di comunicazione usato dalle comunità degli
umani - alla robotica, alle applicazioni industriali per il controllo automatico della
produzione sino allo studio delle interfacce, cioè delle tecniche e dei modelli di comu-
nicazione che permettono l’interazione tra gli umani e le macchine.

L’Informatica parla inglese


In tutto il mondo dell’Informatica si parla inglese.
Alcune nazioni, come la Francia, negli anni ’70, vollero redigere un lessico
informatico nella propria lingua, creando o adattando parole francesi per esprime-
re la terminologia del mondo dei computer.
In realtà, l’inglese è la vera lingua franca, cioè comune, a tutta la comunità mon-
diale degli informatici.
Per questo motivo, in questo volume e in quelli degli anni successivi, troverete
tutti i termini di uso comune, in inglese, insieme alla loro traduzione in italiano.
Talvolta, si sentono persone non esperte lamentarsi di questo gergo, rite-
nuto incomprensibile per i non addetti ai lavori e così pieno di termini inglesi.
Pensiamo, allora, che ogni attività ha un linguaggio proprio: se un marziano che
avesse studiato italiano con una buona grammatica e degli esercizi, ascoltasse una
telecronaca di una partita di calcio, cosa capirebbe?
Per quanto riguarda l’inglese, la scelta deriva solo dal fatto che lo sviluppo
dell’Informatica ha avuto luogo soprattutto nei centri di ricerca statunitensi: si
tratta quindi di una ragione storica.
Non è l’unico caso: i cantanti lirici di tutto il mondo, ad esempio, devono da
sempre imparare l’italiano, dato che tutta la terminologia musicale e gran parte
delle opere che andranno a interpretare sono nate in Italia: altri momenti storici,
altre consuetudini.

1 La scienza dell'informazione 3

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


Data l’importanza che ha l’Informatica nella formazione dello studente di oggi, questo
corso non si propone solo di insegnare a usare il PC e i programmi più comuni: in questo
volume, e ancor più nei successivi, indagheremo i molti e complessi aspetti della scienza
dell’informazione.
In particolare, per divenire utenti consapevoli e non solo passivi utilizzatori di compu-
ter, cercheremo di conoscere e comprendere le ragioni che hanno fatto dell’Informatica,
con i suoi sviluppi, le tecnologie e le relative implicazioni sociali, quel mondo complesso
e affascinante che è oggi.

2 Cosa vuol dire ICT

L’informazione e la comunicazione sono strettamente legate. Per questo motivo, da


molti anni, si parla di ICT, sigla inglese che significa Information and Communication
Technology, cioè tecnologia dell’informazione e della comunicazione.
Sotto questa denominazione vanno lo studio e l’utilizzo di tutti i sistemi, in massi-
ma parte digitali, preposti ad acquisire, elaborare, registrare, trasmettere, conservare
ed elaborare le informazioni, sia sotto l’aspetto dell’hardware, cioè delle apparec-
chiature, dei sistemi e delle loro interconnessioni, sia sotto l’aspetto del software,
cioè dei programmi e dei dati.
Le telecomunicazioni, originariamente, non erano basate sull’utilizzo di sistemi digita-
li: i computer non esistevano e i problemi venivano risolti con altri metodi.
L’avvento della microelettronica e
la nascita dei computer portarono ben
presto a rivedere i criteri di proget-
tazione e conduzione dei sistemi di
comunicazione: si comprese come il
passaggio al digitale avrebbe potuto
migliorare in modo notevolissimo sia
la quantità sia la qualità dello scambio
nelle comunicazioni.
Le telecomunicazioni stesse, che sono
nate con la telegrafia e quindi si occu-
pavano inizialmente dell’invio e rice-
zione di testi, sono passate a trasmet-
tere voce (con la telefonia), immagini
(con i fax) e immagini in movimento
(con i sistemi televisivi).
Figura 1 Allo stesso modo i computer, nati inizialmente per svolgere calcoli numerici,
Un grande datacenter. sono divenuti strumenti versatili con i quali è possibile trattare e gestire l’informa-
zione nel senso più ampio del termine. Immagini, filmati, musica e una immensa
quantità di dati di ogni tipo vengono a ogni istante elaborati da sistemi informatici
in tutto il mondo.
L’evoluzione tecnologica ha portato negli anni a una convergenza tra tutti questi
sistemi, al punto che, oggi, tutte le telecomunicazioni sono gestite da grandi sistemi
informatici e, a loro volta, tutti i sistemi informatici sono collegati da reti di comu-
nicazione, quale, ad esempio, l’Internet.
Lo sviluppo delle due discipline - informazione e comunicazione - si è quindi, di
fatto, unificato, anche se all’interno permangono aree di competenza specialistica.

4 A Fondamenti

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3 L’Informatica è ovunque

La diminuzione degli ingombri, avvenuta grazie alle tecnologie di miniaturizzazione,


e l’abbattimento del costo dei componenti elettronici hanno permesso la diffusione di
questi sistemi in tutti i campi.
Le grandi organizzazioni possono contare su enormi sistemi informatici, collegati
tra loro in modo che tutte le sedi, a livello planetario, possano condividere le medesime
informazioni e utilizzino le stesse procedure. L’attività dei governi, delle strutture della
difesa, dei centri di ricerca universitari e delle grandi aziende si basano completamente
su questo tipo di tecnologie, al punto che la conservazione dei dati e il funzionamento
del sistema informatico nelle situazioni di emergenza o di disastro ambientale sono
diventati un tema strategico per tutte queste realtà.
Le cause di interruzione del servizio possono andare dal
black-out energetico alla calamità naturale - i terremoti non sono
ancor oggi prevedibili - sino all’azione di guerra o terroristica:
colpire un grande centro informatico significa colpire un nucleo
vitale per l’organizzazione che lo utilizza. È necessario, quindi,
strutturare i sistemi informatici in modo che sia garantita la con-
tinuità di funzionamento e di accesso ai suoi contenuti, qualsiasi
cosa succeda. Il concetto, in sé, è molto antico: al momento del
Diluvio Universale, Noè fece l’arca e caricò su di essa una coppia
di ogni genere di animali ... per garantire quella che potremmo
chiamare Life Continuity, cioè la continuità della vita!
Oggi, fermare i sistemi informatici vorrebbe dire fermare
l’intero pianeta, soprattutto per quanto riguarda i Paesi tecnolo-
gicamente più avanzati. Figura 2
Il primo esempio di
conservazione della
Business Continuity Life Continuity.

Per alcune organizzazioni non è pensabile interrompere il proprio funzionamento o


perdere i dati sulla base dei quali esse operano. Pensiamo alle banche: cosa succede-
rebbe se, improvvisamente, andassero persi i nomi e i dati di tutti i correntisti? Nello
stesso modo, le aziende non possono perdere i propri dati contabili e di produzione,
né i propri archivi, come lo Stato non potrebbe perdere le sue anagrafi.
La conservazione delle informazioni e, soprattutto, la garanzia che la continuità
del processi vitali dell’organizzazione possa essere garantita, anche in presenza di
eventi disastrosi, ha fatto nascere il concetto di business continuity, espressione
inglese che significa continuità di servizio.
Esistono strategie e sistemi, estremamente costosi, che garantiscono la continuità
di funzionamento del sistema informatico, anche se, ovviamente, esiste un limite al
livello di protezione.
Le strategie adottate vanno dalla capacità di autoprodurre l’energia elettrica
necessaria per il funzionamento dei sistemi al raddoppio di computer e archivi,
che vengono dislocati geograficamente per ridurre il rischio di attacco: ad esem-
pio, collocando il centro primario in Europa e il centro secondario in America. Se
uno dei due sistemi si ferma, l’altro continua a funzionare e supplisce i servizi di
quello bloccato.

1 La scienza dell'informazione 5

Addomine, Pons INFORMATICA - 1 © Zanichelli 2011 Metodi e fondamenti


Dobbiamo però considerare che troviamo tecnologia digitale anche negli oggetti che
usiamo quotidianamente, forse senza neppure sospettarlo.
Un processore governa il telefono cellulare, un altro la playstation: ci sono processori
nelle lavatrici e nelle lavastoviglie. C’è un
processore nel player mp3 con il quale
ascoltiamo la musica e nella tastiera elet-
tronica che usiamo per suonare, ma anche
nel nostro televisore e nel lettore di DVD
collegato. Quando un’auto si ferma ed il
meccanico sentenzia "È la centralina", sta
Figura 3 parlando del sistema elettronico che gover-
La strumentazione na l’intera vettura, anch’esso di tipo digitale.
incorporata nel volan- All’interno del volante di una Formula 1 c’è
te di una vettura F1. più potenza di calcolo che in un PC.

Abbiamo processori nelle macchinette delle sale gioco, negli strumenti di misura di
tipo più diverso, dalle macchine da laboratorio per le analisi cliniche ai sistemi di misura
del territorio, derivati in linea di principio dai vecchi sistemi ottici. C’è un processore
nell’orologio elettronico che portiamo al polso, così come nel telecomando del televisore e
nel videocitofono.
Processori governano i sistemi antifurto, gli sportelli Bancomat, le macchine emetti-
trici automatiche dei biglietti alle stazioni ferroviarie, così come i parchimetri a moneta.
Gli impianti che permettono la progettazione e la realizzazione di questi sistemi si
basano, a loro volta, su computer e su sistemi digitali: senza computer, oggi, non
potremmo progettare un nuovo computer.
Il nostro mondo, almeno per quanto riguarda i Paesi tecnologicamente avanzati, è
completamente pervaso dalla tecnologia digitale: i computer sono ovunque, e dove c’è
un processore, ci sono programmi che lo fanno funzionare.
E non dimentichiamo che ci sono state persone che hanno ideato il dispositivo, altre
che lo hanno ingegnerizzato, altre che lo hanno realizzato e altre ancora che hanno scritto
i programmi.
L’Informatica, quindi, va ben oltre il semplice PC di casa o dell’ufficio, anche se il
Personal Computer sarà per noi un ottimo banco di prova per verificare le abilità e le
competenze che avremo raggiunto.

Concetti essenziali
L’Informatica è una scienza vasta, che va al di là Le tecnologie digitali, campo di applicazione prin-
del semplice utilizzo del Personal Computer. cipale dell’Informatica, si trovano in ambiti ed
apparati di ogni tipo: dai prodotti di consumo
La lingua universale del mondo informatico è fino alle più sofisticate apparecchiature per ricerca
l’inglese. avanzata.

L’Informatica e le telecomunicazioni sono indis- L’importanza assunta dai sistemi informatici fa sì


solubilmente connesse: computer e sistemi di che i grandi centri di elaborazione dati siano dive-
comunicazione cooperano e si integrano su scala nuti punti nevralgici per il funzionamento delle
mondiale. organizzazioni.

6 A Fondamenti

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Test
1 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una Le ragioni della diffusione dell’Informatica sono:
o più di una) sono vere. A la facilità di programmazione V F
L’Informatica è: B il piccolo ingombro e il basso costo V F
A la scienza dell’informazione V F C la resistenza agli attacchi informatici V F
B la scienza dei computer futuri V F D la richiesta di videogiochi V F
C una disciplina letteraria V F
D la scienza dell’utilizzo dei programmi V F 7 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una
o più di una) sono vere.
2 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una Possiamo trovare un processore e circuiti digitali:
o più di una) sono vere. A in un’automobile degli anni ’60 V F
L’Informatica si occupa: B in un’automobile del 2000 V F
A solo dei Personal Computer V F C in un mulino a vento antico V F
B di tutti i tipi di computer V F D in una linea di produzione industriale V F
C di metodi e strumenti, fisici e logici, per trattare l’infor-
mazione V F 8 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una
D solo di programmi per i computer V F o più di una) sono vere.
Un centro di elaborazione dati è:
3 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una A un luogo in cui fanno tutto i computer, non ci sono
o più di una) sono vere. operatori umani V F
I termini dell’Informatica: B un insieme di stanze in cui i diversi proprietari deposi-
A non sono parole speciali, basta intendersi V F tano i loro vecchi computer V F
B sono quasi sempre parole inglesi V F C un luogo sicuro e protetto V F
C sono quasi sempre parole italiane V F D un possibile obiettivo per azioni di sabotaggio V F
D sono parole inventate per questa specifica
disciplina V F 9 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una
o più di una) sono vere.
4 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una L’Informatica, attualmente:
o più di una) sono vere. A è veramente diffusa solo negli Stati Uniti V F
La sigla ICT significa: B è diffusa in tutti i Paesi avanzati e si sta diffondendo
A International Cat Trust V F negli altri V F
B International Computer Tutors V F C ha i suoi massimi centri di ricerca in Europa V F
C Information and Communication Technology V F D è sviluppata da programmatori ed esperti di tutto il
D Imperial Chinese Trade V F mondo V F

5 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una 10 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una
o più di una) sono vere. o più di una) sono vere.
Informatica e telecomunicazioni: A Non è possibile, al giorno d’oggi, fare niente se non si
A sono nate separatamente e poi si sono congiunte hanno a disposizione strumenti informatici. V F
V F B Gli strumenti informatici sono importantissimi per la vita
B sono nate separatamente e sono disgiunte F V moderna. V F
C sono due discipline fortemente connesse V F C Non esistono più nuove tecnologie da inventare, l’In-
D sono due discipline che si escludono a vicenda formatica è ormai al massimo della sua evoluzione.
V F V F
D Nuovi strumenti informatici o loro miglioramenti ven-
6 Dire quali delle seguenti affermazioni (nessuna, una gono continuamente prodotti in tutto il mondo.
o più di una) sono vere. V F

1 La scienza dell'informazione 7

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Sezione A

2 Come funziona un computer


Quali sono i metodi e le logiche che permettono a un sistema digitale di funzionare? Per
rispondere a questa domanda, dovremo rivisitare concetti che diamo per scontati, come
"contare": impareremo che il modo in cui tutti lo facciamo ogni giorno - la cosiddetta
numerazione decimale - è solo uno tra i molti possibili.
Attraverso alcuni esempi, vedremo come è organizzata l’aritmetica del computer,
fatta a partire da due soli valori, zero e uno.
Analizzeremo con attenzione il nostro sistema di numerazione posizionale e, mante-
nendone i metodi ma usando una base diversa, impareremo a contare in numerazione
binaria, come i processori.
Chiariremo le definizioni di analogico e digitale e i concetti di campionamento e
digitalizzazione.

1 Analogico e digitale

Nel mondo che ci circonda, incontriamo assai spesso l’aggettivo "digitale": orologio
digitale, termometro digitale, fotografia digitale; molto meno frequentemente, invece,
troviamo l’aggettivo che si contrappone a questo termine: "analogico". La differenza tra
analogico e digitale è un concetto importante, dato che tutto il mondo dei computer si
basa su un approccio digitale.
L’esempio più immediato per distinguere tra questi due termini è quello degli orologi
da parete: se pensiamo all’orologio tradizionale, con il grande quadrante rotondo nume-
rato da 1 a 12, la lancetta delle ore e quella dei minuti, stiamo parlando di un misuratore
di tempo che fornisce all’osservatore un’indicazione di tipo analogico. In altri termini,
le lancette ci informano, in ogni momento e senza soluzione di continuità, su che ora è:
tutti gli intervalli tra un minuto e il successivo sono percorsi dalla lancetta, che si muove
uniformemente ruotando intorno all’asse centrale.
A B

Figura 1
[A] Orologio analogico
e [B] orologio digitale.

In contrapposizione, pensiamo a un orologio digitale con indicazione di ore e minuti:


il suo quadrante (in inglese, display), ci mostra un numero di due cifre che indica le ore
e un altro numero di due cifre che indica i minuti: tra le 15:24 e le 15:25 non vi sono
indicazioni intermedie. Trascorso un intero minuto, l’indicatore scatta aumentando di

8 A Fondamenti

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una unità il numero che indica i minuti, ragion per cui non possiamo sapere se, quando
leggiamo 15:24, sono le 15:24:01 o le 15:24:59.
Volendo generalizzare, possiamo dire che una grandezza è analogica quando essa
può assumere tra un valore e un altro tutti i valori intermedi, almeno per certi intervalli,
mentre una grandezza digitale assume solo valori discreti, in cui la differenza minima
tra un valore e l’altro non è mai inferiore a una determinata quantità.
Una grandezza digitale è facilmente rappresentabile in forma numerica: perciò,
dovendo effettuare dei calcoli, è possibile operare agevolmente su di essa con macchine
di tipo numerico, quali gli elaboratori elettronici.
Attraverso opportuni circuiti elettronici è possibile trasformare una grandezza
analogica in digitale, sulla quale possiamo più facilmente operare attraverso un com-
puter, così come, in modo inverso, possiamo avere situazioni in cui grandezze digitali
vengono ritrasformate in analogiche per renderle idonee al loro utilizzo.
Un esempio di questo tipo di trasformazione e ritrasformazione è dato dalla regi-
strazione e riproduzione musicale su Compact Disc: la registrazione dei suoni, per loro
natura forme d’onda di tipo analogico, avviene campionando (vedi box sotto) i segnali
originali e trasformandoli in segnali numerici. Questi segnali digitalizzati sono elaborati
e memorizzati sul supporto fisico, costituito dal CD: attraverso un sistema di lettura a
laser, i valori digitali "scritti" sul disco vengono ritrasformati in un segnale continuo,
quindi analogico, percepibile dall’orecchio umano.
Osserviamo che questo tipo di digitalizzazione e ritrasformazione sarà tanto miglio-
re quanto più ravvicinati saranno i campioni: l’intervallo tra un valore e l’altro prende
il nome di intervallo di campionamento. Quanto più fitti sono i campioni, tanto più il
segnale digitalizzato assomiglierà alla forma d’onda originaria. È intuitivo comprendere
come, a livello teorico, la grandezza digitalizzata sarebbe perfettamente identica a quella
in ingresso solo se il numero di campioni fosse infinito.

Il campionamento
Un segnale analogico, per sua natura, è rappresentabile come una curva continua.
Immaginiamo di avere la curva delle temperature rilevate da una centrale meteoro-
logica nell’arco della giornata (curva nera in figura 2).
Potremmo anche rappresentare questi valori, a patto di rinunciare a un poco di
precisione, con un’approssimazione
ottenuta dividendo l’insieme dei valo-
ri di partenza in N parti, magari ad
intervallo fisso di tempo (curva spez-
zata azzurra in figura 2). L’operazione
Temperatura

che abbiamo appena fatto prende il


nome di campionamento, ed equivale
a dire che, anziché registrare tutti i dati
in ogni istante, per ogni intervallo di
tempo - detto periodo di campiona- Figura 2
mento - ne prendiamo uno (il campio- 7 8 9 10 11 12 13 Campionamento di un
ne) e, per i nostri usi, lo consideriamo Ora del giorno segnale analogico.
come se fosse rappresentativo da solo
della grandezza in esame per tutta la durata del campione.
In un secondo, le temperature atmosferiche non variano in modo apprezzabile,

2 Come funziona un computer 9

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ma neppure in un minuto: una campagna che rilevi 60 campioni di temperatura
all’ora, quindi, fornirà informazioni sufficienti agli scopi. In altri casi, quando si ha a
che fare con fenomeni molto veloci quali, ad esempio, il comportamento di materiali
in seguito a un urto o a un’esplosione, dato che l’intero fenomeno dura una frazione
di secondo, le osservazioni e le registrazioni dovranno avvenire usando campioni di
durata molto inferiore: decimi, centesimi o millesimi di secondo.

Come è possibile utilizzare in modo valido per i nostri scopi grandezze imprecise,
come quelle digitalizzate? Un esempio ci viene in aiuto. Se guardiamo le fotografie in
bianco e nero sulle pagine di un quotidiano, riconosciamo facilmente le persone o i
luoghi o gli oggetti rappresentati. Eppure, se prendiamo una lente di ingrandimento, ci
rendiamo conto che le immagini sono formate da migliaia e migliaia di puntini bianchi
e neri: un esame da vicino rende impossibile comprendere cosa la fotografia ci mostra.
L’immagine è stata "frammentata" in migliaia di puntini: un numero sufficientemente
elevato affinché l’occhio umano, e il cervello, riescano a percepire quel mosaico come
un’immagine analogica, ricomponendoli, ed estraendone quello che si chiama il conte-
nuto informativo.
Dobbiamo immaginare che l’immagine originale, analogica, caratterizzata da tante
sfumature, cioè toni di grigio, sia stampata su una griglia formata da tanti quadratini, e
che all’interno di ogni quadratino possiamo avere solo un determinato tono di grigio.
Se il numero dei puntini diminuisse, a parità di dimensione della fotografia, a un certo
punto noteremmo che l’immagine risulta "sgranata". Oltre un certo limite l’immagine
sarebbe irriconoscibile. È chiaro quindi che l’informazione portata dall’immagine, ad
esempio la possibilità di riconoscere un personaggio noto dal suo volto, va degradando
al diminuire del numero di puntini: per esprimerci in modo più corretto, dovremo dire
con la diminuzione del numero di campioni.
Questi concetti intuitivi sono alla base della Teoria dell’Informazione, e su di essi si
basano sia il funzionamento dei computer sia quello dei sistemi di comunicazione. Li
approfondiremo nei capitoli dedicati a queste discipline.

La struttura delle immagini digitali


Nella figura a lato vediamo la reale com- A
posizione, ingrandita, di una comune
icona.
Notiamo che le linee, apparentemente
continue, in realtà sono ottenute grazie ad
un numero molto elevato di punti posti
in successione nelle celle di un reticolo,
come per formare un mosaico.
Ogni singolo elemento del mosaico
prende il nome di pixel, dall’inglese pic-
Figura 3 ture element, cioè elemento dell’imma-
[A] icona 512 x 512 gine.
pixel, [B] icona 96 x Tutti i pixel di una immagine hanno
96 pixel e [C] icona la medesima dimensione, e ogni pixel è di
32 x 32 pixel. un determinato colore.

10 A Fondamenti

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Si intuisce facilmente che la resa di un’immagine, dopo la digitalizzazione, sarà
tanto migliore quanto maggiore il numero di pixel con la quale andremo a rappre-
sentarla: in particolare, le linee curve o i segmenti che non si trovassero esattamente
sulla linea di demarcazione tra un pixel e il successivo, dovranno essere approssimati.
La digitalizzazione di un’immagine analogica è perciò sempre una approssima-
zione dell’immagine di partenza: l’importante è che essa sia sufficientemente fine da
rendere l’immagine fruibile per lo scopo per cui è stata elaborata.
Una stampa di qualità o un monitor di pregio avranno un numero elevatissimo di
pixel per centimetro in questo modo, sarà possibile rappresentare immagini digitali
che contengono, al proprio interno, anche dettagli molto minuti.
B C

2 Zero e uno

Il concetto di stato • Tutto il mondo dell’elaborazione digitale, nella sua grande


complessità, si basa in ultima analisi su pochi concetti fondamentali. Uno di essi è il
concetto di stato.
Teniamo presente un concetto fondamentale: parliamo di stato, in quanto se un certo
elemento possiede un certo valore, ad esempio 0, esso continua indefinitamente in que-
sto stato (cioè ad avere valore 0) fino a quando, a valle di un’operazione consentita, esso
assumerà un altro valore (ad esempio 1), cioè cambierà di stato.
Esamineremo in seguito come grandezze fisiche, informazioni, dati, possano essere
ricondotti tutti a entità numeriche: per ora, concentriamoci su come una macchina
del tutto elementare, capace di fare solo pochissime operazioni assai semplici, anche se
molto velocemente, sia in grado di effettuare calcoli.

La numerazione in base 10 • Quando esprimiamo un numero, per esempio 675,


utilizziamo un sistema di numerazione posizionale in base 10.
Ogni cifra all’interno di un numero, espresso in notazione decimale, può assumere 10
valori diversi: da 0 sino a 9.
"Posizionale" significa che le cifre che compongono un numero hanno valore diverso in
funzione della loro collocazione all’interno del numero, e che nel passare da una posizione
a quella immediatamente a sinistra, il "peso" della potenza di dieci corrispondente aumenta

2 Come funziona un computer 11

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di 1. Ad esempio, nel numero 555 abbiamo tre volte la cifra 5: ma quando lo leggiamo,
diciamo cinquecento (il primo 5 è moltiplicato per 100), cinquanta (il secondo 5 è moltipli-
cato per dieci) e infine cinque (che possiamo immaginare moltiplicato per 1, cioè per 10 0).
Questo significa che 555 viene interpretato secondo la seguente convenzione: 5 unità
+ 5 decine + 5 centinaia. Il suo valore è quindi dato da

5 x 102 + 5 x 101 + 5 x 100

cioè dalla somma di una serie di prodotti di potenze del 10 (ricordiamo che ogni numero
elevato alla 0 vale 1).
Questo sistema di notazione, per noi assolutamente intuitivo, è una conquista relati-
vamente recente: di origine indiana, giunse in Europa intorno all’anno mille, attraverso
la cultura araba.
Un esempio di notazione differente è dato dall’antico metodo additivo romano (vedi
box di seguito).

La numerazione romana
I Romani svilupparono un sistema di numerazione
Cifra Valore
detto numerazione additiva: ogni cifra aveva un
valore ben definito e ogni numero era ottenuto som- romana decimale
mando, con particolari regole, le cifre elementari
M 1000
(vedi tabella).
Le cifre erano scritte da sinistra a destra, partendo D 500
da quelle di valore maggiore. Ad esempio, CXXVII, C 100
significa 100 + 10 + 10 + 5 + 1 + 1, cioè 127. L 50
Non si poteva avere più di tre volte la stessa cifra
consecutiva; quindi, per dire 4, non si poteva scrivere X 10
IIII, ma si scriveva IV, intendendo che la prima cifra, V 5
di valore inferiore, andava sottratta alla seconda, di I 1
valore superiore. Difficile?

Numerazione binaria • A livello di circuiti elettronici, si scoprì che era relativamen-


te semplice avere degli elementi che potevano assumere due stati diversi: in particolare, si
potevano costruire elementi che, come tanti interruttori, fossero aperti o chiusi, e, oppor-
tunamente comandati, potessero cambiare il loro stato da un valore all’altro.
Mentre nel sistema a base dieci una cifra poteva assumere dieci valori diversi, ci si
ritrovò nella necessità di dover operare con cifre che potevano assumere solo due valori
diversi: acceso o spento, o, come nella realtà, zero o uno.
Nacque quindi la necessità di esprimere i valori numerici usando una notazione in cui
ogni cifra assumesse uno di questi due valori: nacque così la numerazione binaria, o
numerazione in base 2.
Se nella notazione decimale a ogni posizione di un numero corrisponde un fattore
moltiplicativo pari a una potenza di dieci, nella notazione binaria a ogni posizione corri-
sponde una potenza del 2.
Ogni numero, quindi, dovrà essere espresso come somma di potenze del 2, anziché
come somma di potenze di 10 come siamo abituati a fare.
Un’immagine ci aiuterà a comprendere meglio.

12 A Fondamenti

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142 = 128 + 8 + 4 + 2
10001110
142
Figura 4
1 x 102 4 x 101 2 x 100 1 x 27 0 x 26 0 x 25 0 x 24 1 x 23 1 x 22 1 x 21 0 x 20 Il numero 142 espres-
so in base 10 e in
142 espresso in base 10 142 espresso in base 2 base 2.

00010101 Moltiplicare per 2 un numero binario

00101010 Spostamento a sinistra

Figura 5
00101110 Dividere per 2 un numero binario Moltiplicazione e
divisione per 2 di un
00010111 Spostamento a destra
numero binario.

3 Il computer lavora con due soli stati

Per gli scopi di questo capitolo, semplificheremo molto la descrizione di quanto avviene
all’interno di un computer, ma l’importante è comprendere i concetti di base, lasciando
l’approfondimento tecnico a un secondo momento.
Immaginiamo che i numeri siano registrati in celle contigue nella memoria del com-
puter come sequenze di zero e uno.
Supponiamo che il computer sia in grado di compiere, grazie ai suoi circuiti, pochis-
sime operazioni molto semplici sulle celle di memoria: per esempio, prendere una cella
e cambiarne lo stato (cioè trasformare uno zero in uno e viceversa), prendere due celle e
scrivere su una terza uno zero o un uno a seconda dello stato delle due celle di partenza,
prendere il contenuto di una cella e copiarlo uguale nella cella a sinistra o in quella a destra
e così via. Operazioni banali? Certamente, quindi facili da eseguire. Ma, allo stesso tempo,
potentissime.
Vediamo perché.
Prendiamo il numero 9, e scriviamolo in notazione binaria. Per fare questo, lo dobbia-
mo esprimere come somma di potenze di 2. Il numero 9 è dato da (8 + 1), per cui

9 = 1 x 23 + 0 x 22 + 0 x 21 + 1 x 20

La sua rappresentazione binaria è quindi 1001.


In notazione decimale, se a 9 sommiamo 1, otteniamo 10. Cosa abbiamo fatto?
La cifra 9 è la più alta tra quelle a nostra disposizione: sommando 1, al suo posto met-
tiamo uno 0 (ogni posizione assume ciclicamente i valori da 0 a 9 e poi di nuovo 0 e così
via), ma abbiamo generato un riporto pari a 1, che è andato ad occupare la posizione più
a sinistra (se immaginiamo 9 scritto come 09, la trasformazione in 10 è più evidente).

2 Come funziona un computer 13

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Vediamo ora come si scrive 10 in sistema binario. Il numero 10 è dato da 8 + 2, e può
essere scritto come
1 x 23 + 0 x 22 + 1 x 21 + 0 x 20

che, in notazione binaria, porta al valore 1010. Verifichiamo sommando 9 a 1 in notazione binaria:

1001 + (9 decimale)
0001 = (1 decimale)
1010 (10 decimale)

Sommando 1 alla cifra più a destra della rappresentazione binaria del nostro numero
9, ritorniamo ciclicamente a 0 ma generiamo un riporto di 1 nella cifra subito a sinistra!
Prendiamo ora nuovamente il nostro numero 9, e supponiamo di volerlo moltiplicare
per 2. Il numero 18, in codice binario, si esprime come

16 + 2, cioè 1 x 24 + 0 x 23 + 0 x 22 + 1 x 21 + 0 x 20

e quindi si scrive come 10010. Confrontiamolo con il 9, che in binario si scrive 01001.
Se osserviamo attentamente, scopriamo che nel 18 tutte le cifre del 9 sono state spostate
a sinistra di una posizione, e la cifra più a destra è diventata uno 0. Scopriamo quindi che,
in notazione binaria, per moltiplicare un numero per 2 basta spostare di una posizione a
sinistra tutte le sue cifre, mettendo uno zero nell’ultima posizione restata libera.
Analogamente, se volessi dividere 18 per 2 in notazione binaria, dovrei quindi solo
scalare a destra le cifre che compongono 10010, mettendo uno zero a sinistra nella posi-
zione che è rimasta libera.
Questo è solo un esempio: è chiaro che, nella pratica, dobbiamo saper moltiplicare e
dividere anche per valori diversi da 2. Ma quello che vogliamo rendere evidente è che,
con una serie di artifici, giocando sulla rappresentazione numerica in base binaria delle
informazioni, il computer può compiere operazioni sui dati. Le operazioni che esso com-
pie sono molto elementari, ma in compenso vengono eseguite ad altissima velocità, per
cui è in grado di produrre il risultato voluto in tempi ridottissimi.

L’origine delle cifre moderne


Le cifre con cui scriviamo i numeri vengono comunemente dette cifre arabe, dato
che vennero utilizzate largamente dai matematici del mondo islamico in epoca
medievale. In realtà, i matematici arabi avevano preso questo sistema di numerazio-
ne a propria volta dal mondo indiano, presso il quale la matematica era assai evoluta.
La vera rivoluzione della numerazione araba risiede sia nel tipo di notazione delle
cifre sia nel concetto: il mondo romano sommava simboli di valore diverso, indican-
doli in ordine decrescente, a partire da quello di "peso" maggiore, mentre in questa
nuova notazione le stesse cifre possono cambiare "peso" a seconda della posizione
che hanno all’interno del numero.
Poco prima dell’anno 1000, Gerbert d’Aurillac, un ecclesiastico francese, appas-
sionato di matematica - divenne papa con il nome di Silvestro II - recatosi in Spagna,
a quei tempi sotto dominazione araba, notò come i colleghi arabi sapessero eseguire
velocemente e facilmente calcoli che per lui erano lunghi e laboriosi. Intuite le possi-
bilità e le potenzialità della loro tecnica, la introdusse nel mondo occidentale.

14 A Fondamenti

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Concetti essenziali
Analogico si contrappone a digitale: si dicono ne in base 2, o rappresentazione binaria.
grandezze analogiche quelle che possono assume-
re tutti i valori intermedi all’interno di un dato La comune aritmetica si fonda su un sistema di
intervallo; si dicono grandezze digitali quelle che numerazione a base 10: quando una cifra supe-
vengono espresse in modo numerico, senza possi- ra il valore 9, si riparte da zero ma si genera un
bilità di discriminare valori intermedi tra due cifre riporto verso la decade superiore.
consecutive.
L’aritmetica del computer si fonda su un sistema di
Una grandezza che possa assumere solo due stati numerazione a base 2: se una cifra supera il valore 1,
può essere descritto mediante una rappresentazio- si riparte da 0 ma si genera un riporto a sinistra.

Test
1 Dire se le seguenti affermazioni sono vere o false. 4 Analizzare la seguente affermazione e dire se essa
A Il grafico che descrive l’andamento demografico è vera o falsa.
annuale di una città, mese per mese, è di tipo ana- L’operazione di digitalizzazione di un segnale analogico
logico. V F consiste nella sua trasformazione da un segnale continuo,
B La traccia lasciata sulla neve da uno sciatore che pra- con infiniti valori intermedi, in un segnale campionato,
tica lo slalom è rappresentabile come una curva di tipo espresso come sequenza di un numero finito di valori.
digitale. V F V F
C Il ritratto della Gioconda di Leonardo da Vinci è stato
realizzato con tecnica digitale. V F 5 Indicare quali, tra le seguenti affermazioni, sono
D Il termometro a colonna di mercurio è uno strumento vere (anche più di una).
di misura di tipo analogico. V F Per riprodurre digitalmente nel modo più fedele possibile
un’immagine a colori devo usare:
A un piccolo numero di toni diversi V F
2 Dire quali delle seguenti affermazioni sono vere. B un grande numero di toni diversi V F
Un orologio digitale che abbia solo le indicazioni delle ore C una griglia di campionamento molto fitta V F
e dei minuti ha una precisione: D una griglia di campionamento molto rada V F
A migliore di un minuto V F
B migliore di un secondo V F 6 Dire se la seguente affermazione è vera o falsa.
C al massimo di un minuto V F Se leggo il numero "0011" esso può significare solo che
D diversa nei vari giorni della settimana V F stiamo parlando del numero undici. V F

7 Dire quali dei seguenti numeri potrebbero essere


3 Dire quale delle seguenti affermazioni sono vere. dei numeri in notazione binaria.
Per misurare dei segmenti con una precisione migliore del A 0101 1110
millimetro, sceglierò: B 1234 1110
A un metro da sarto (che indica metri, decimetri, centi- C a9dc 0234
metri e millimetri) V F D 1111 1119
B un righello da disegnatore (che indica decimetri, centi-
metri e millimetri) V F 8 Indicare quali, tra le seguenti affermazioni, sono
C un metro da cantiere (che indica metri e centimetri) vere (anche più di una).
V F A All’interno del computer posso trovare simboli di qual-
D uno strumento elettronico (che indica metri, centimetri, siasi tipo. V F
millimetri e decimi di millimetro) V F B All’interno del computer posso memorizzare simboli

2 Come funziona un computer 15

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di qualsiasi tipo, purché siano codificati come serie B lavora su numeri decimali V F
di 0 e di 1. V F C ha due memorie separate, una per i numeri e l’altra per
C Il Personal Computer è una calcolatore elettronico. i testi V F
V F D si limita a memorizzare i dati, i calcoli devono essere
D Il Personal Computer è un calcolatore analogico. eseguiti dall’utente V F
V F
12 Indicare quali, tra le seguenti affermazioni, sono
9 Dire se la seguente affermazione è vera o falsa, vere (anche più di una).
giustificandola. Se devo registrare i dati di temperatura interna della mia
Per esprimere un numero intero, ho a disposizione solo il stanza, per verificare il funzionamento del riscaldamento,
sistema a base 2 (binario). V F mi conviene:
A prendere nota di un dato ogni minuto V F
10 Quale delle seguenti immagini è stata digitalizzata B prendere nota di un dato ogni ora V F
con un numero superiore di campioni? C prendere nota di un dato ogni giorno V F
D prendere nota di un dato ogni anno V F

Esercizi
1 Esaminare la seguente curva, campionarla su dieci
campioni, tracciare le verticali in corrispondenza
delle divisioni dei campioni, indicare per ogni cam-
pione il valore minimo, massimo e medio che la
A funzione assume all’interno del campione.

100

50

B
0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

2 Tradurre in notazione binaria i seguenti numeri


decimali.
A 12
B 18
C 03
D 13
C
3 Tradurre in notazione binaria i seguenti numeri
decimali.
11 Indicare quali, tra le seguenti affermazioni, sono A 14
vere (anche più di una). B 10
Quando opera sui dati, al proprio interno, il computer: C 20
A lavora su numeri binari V F D 09

16 A Fondamenti

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4 Tradurre in notazione decimale i seguenti numeri B 0011 0010 + 1000 0001
binari. C 0010 1010 + 1010 1000
A 0000 1010 D 1100 1001 + 0010 1011
B 0000 1111
C 0101 1010 8 Calcolare il risultato (in notazione binaria) delle
D 0101 1111 seguenti operazioni.
A 1110 0010 / 0000 0010
5 Tradurre in notazione decimale i seguenti numeri B 1110 1100 / 0000 0001
binari. C 1100 0100 / 0000 0100
A 0101 1010 D 0100 1000 / 0000 1000
B 0001 1111
C 0101 1110 9 Calcolare il risultato (in notazione binaria) delle
D 0101 1001 seguenti operazioni.
A 0001 0010 * 0000 0010
6 Calcolare il risultato (in notazione binaria) delle B 0010 0010 * 0000 0001
seguenti operazioni. C 0010 0010 * 0000 0010
A 0000 0010 + 1000 0100 D 0000 0110 * 0000 0100
B 0010 1110 + 1000 0001
C 0010 1110 + 1000 1000 10 Calcolare qual è il più grande numero esprimibile in
D 1100 0001 + 0010 1010 notazione binaria con il seguente numero di bit.
A 3
7 Calcolare il risultato (in notazione binaria) delle B 5
seguenti operazioni. C 6
A 0000 0001 + 1000 0100 D 4

2 Come funziona un computer 17

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