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Classe �����������������������   Sezione .....................

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Indice

VERIFICHE
INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE
PERIODICA delle
COMPETENZE LINGUISTICHE

Prova 4 Competenza linguistica: LETTURA (FIABA) 42


Jacob e Wilhelm Grimm • Le piume del re 42
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 47

Prova 5 Competenza linguistica: LETTURA


(testo NARRATIVO-FANTASY) 48
John Ronald Reuel Tolkien • Gollum e la gara di indovinelli48
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 54

Prova 6 Competenza linguistica: LETTURA (testo REGOLATIVO) 55


Il labirinto 55
Le verifiche relative alle SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 59
competenze di lettura
sono strutturate sul modello Prova 7 Competenza linguistica: LETTURA (testo ESPOSITIVO) 60
delle PROVE INVALSI. Cibo e salute 60
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 65

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Prova 8 Competenza linguistica: LETTURA (testo POETICO) 66
VERIFICHE Umberto Saba • Canzonetta 66
INTERMEDIE SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 69

Prova 9 Competenza linguistica: SCRITTURA (dalla comprensione


del testo al RIASSUNTO) 70
Bob Smith • I bambini Geese 70
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 78

Prova 10 Competenza linguistica: SCRITTURA (FAVOLE e FIABE) 79


Completare una favola 79
Scrivere una fiaba 80
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 81

Prova 11 Competenza linguistica: SCRITTURA


(testi NARRATIVI e DESCRITTIVI)82
Narrare e descrivere Un testo narrativo 82
Un testo descrittivo di una persona 83
Un testo descrittivo di un oggetto 83
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 84

Prova 12 Competenza linguistica: SCRITTURA


(testi NARRATIVI e RIFLESSIVI)85
Narrare e riflettere Un testo narrativo 85
Un testo riflessivo 85
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 86

Prova 1A Competenza linguistica: LETTURA (testo NARRATIVO) 88


VERIFICHE Susanna Tamaro • Voglio quel cane lì 88
FINALI
per la VALUTAZIONE delle Prova 1B Competenza linguistica: LETTURA (testo ESPOSITIVO) 94
COMPETENZE LINGUISTICHE Monica Rebuffo • Capire e comunicare le emozioni 94
in uscita
Prova 1C Competenza linguistica: GRAMMATICA E RIFLESSIONE
Le verifiche FINALI 1A-1B-1C SUGLI USI DELLA LINGUA 99
sono strutturate
a simulazione della Prova 2 Competenza linguistica: SCRITTURA
PROVA NAZIONALE INVALSI. (sviluppo di un testo ESPOSITIVO)102

Prova 1 Competenza linguistica: LESSICO RICETTIVO


PROVE E PRODUTTIVO 104
DI RECUPERO
per CONSOLIDARE
e VALUTARE le Prova 3 Competenza linguistica: LETTURA (testo NARRATIVO) 108
COMPETENZE LINGUISTICHE Eric-Emmanuel Schmitt • L’«interminabile» Rudy 108
di base
Prova 4 Competenza linguistica: LETTURA (DESCRIZIONE di animali)113
Sándor Márai • Un cucciolo 113

Prova 5 Competenza linguistica: LETTURA (testo ESPOSITIVO) 117


Un animale intelligente e affettuoso 117

Prova 6 Competenza linguistica: SCRITTURA (testo DESCRITTIVO)124

Prova 7 Competenza linguistica: SCRITTURA


(testo NARRATIVO-DESCRITTIVO)125
Prova 8 Competenza linguistica: SCRITTURA
(sviluppo di un testo NARRATIVO)126
Ian McEwan • Una passeggiata serale 126

INDICE 3

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PROVA 4 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: LETTURA (FIABA)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge e comprende fiabe e testi narrativi, ne individua il senso globale e le informazioni principali,
utilizzando strategie di lettura adeguate agli scopi.
• Legge testi facenti parte della letteratura per l’infanzia, in lettura silenziosa e autonoma, e formula su di essi
giudizi personali.
Obiettivi di apprendimento
• Comprendere il contenuto e le caratteristiche fondamentali di una fiaba.
• Usare, nella lettura, opportune strategie per analizzare il contenuto; porsi domande all’inizio e durante la
lettura del testo; cogliere indizi utili a risolvere i nodi della comprensione.
• Comprendere che le parole hanno accezioni diverse e individuare l’accezione specifica di una parola in
un testo.
• Comprendere, nei casi più semplici e frequenti, l’uso e il significato figurato delle parole.

cognome e nome classe data


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LE PIUME DEL RE
C’era una volta un re, che aveva tre figli: due erano accorti e astuti, ma il terzo parlava
poco, era ingenuo, e lo chiamavano soltanto «il Grullo».
Quando il re diventò vecchio e debole e pensò alla propria fine, non sapeva quale dei
figli dovesse succedergli nel regno. E disse loro:
5 – Andate: chi mi porterà il tappeto più sottile, dopo la mia morte sarà il re.
E perché fra loro non sorgesse contesa, li condusse davanti al castello, con un soffio
spinse in aria tre piume e disse:
– Dovete seguire il loro volo.
Una piuma volò verso oriente, l’altra verso occidente, ma la terza se ne volò diritto e
10 non andò lontano, così ben presto ricadde a terra. Un fratello andò a destra, l’altro a
sinistra, e beffavano il Grullo che doveva fermarsi là dov’era caduta la terza piuma.
Il Grullo si mise a sedere, tutto malinconico. D’un tratto si accorse che accanto alla
piuma c’era una botola; alzò lo sportello, trovò una scala e scese. Giunse davanti a una
porta, bussò e sentì gridare dall’interno:

15 “Donzella verde, mia piccoletta,


gambetta secca,
magra cagnetta,
o rinsecchita, su, dico a te,
mostrami svelta fuori chi c’è”.

20 La porta si aprì ed egli vide la Regina Rospo, grande e grossa, e una quantità di rospine
attorno. La regina chiese al giovane che cosa desiderasse. Rispose:
– Un tappeto che sia fra tutti il più bello e il più sottile.

42 PROVA 4  VERIFICHE INTERMEDIE

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Allora ella chiamò una piccola ancella e disse:

“Donzella verde, mia piccoletta,


25 gambetta secca,
magra cagnetta,
o rinsecchita, su, dico a te,
prendi la scatola e portala a me”.

La bestiola andò a prender la scatola e Regina Rospo l’aprì e diede al Grullo un tappeto,
30 bello e sottile come nessun altro sulla Terra. Egli la ringraziò e risalì.
Nel frattempo gli altri due credevano che il fratello minore, così sciocco, non avrebbe
trovato nulla.
– Perché affannarsi tanto a cercare? – dissero; tolsero alla prima pecoraia che incon-
trarono i suoi rozzi panni e li portarono al re. In quel momento tornò anche il Grullo con
35 il suo bel tappeto, e quando il re lo vide si meravigliò e disse:
– Di diritto il regno spetta al più giovane.
Ma gli altri due non gli diedero pace, affermando che il Grullo, privo di giudizio com’era,
non poteva diventar re; e lo pregarono di porre un’altra condizione.
Il re sentenziò allora che avrebbe avuto il regno chi portasse a casa la donna più bella.
40 Con un soffio spinse di nuovo in aria le tre piume, che volarono come l’altra volta.
Allora il Grullo scese da Regina Rospo e disse:
– Devo portar a casa la donna più bella.
– Caspita! – disse la regina. – La donna più bella non è a portata di mano, ma l’avrai.
Gli diede una carota svuotata a cui erano attaccati sei sorcetti.
45 – Che me ne faccio? – disse malinconicamente il Grullo. La regina rispose:
– Non hai che da metterci dentro una delle mie rospine.
Egli ne prese una a casaccio, fra quelle che la circondavano, e la mise nella carota
gialla; ma appena là dentro, la bestiola diventò una bellissima damina, e la carota di-
ventò un cocchio, e i sei sorcetti sei cavalli. Egli la baciò e coi cavalli partì di carriera e
50 la portò al re.
Poi giunsero i fratelli, che non si erano dati la pena di cercare una bella donna, ma ave-
vano condotto con sé le prime contadine che avevano trovato. Al vederle, il re disse:
– Dopo la mia morte, il regno spetta al minore.
Ma i due maggiori ricominciarono a intronargli le orecchie con i loro strilli:
55 – Non possiamo permettere che il Grullo diventi re!
E pretesero che avesse la preferenza quello la cui moglie sapesse saltare attraverso un
cerchio appeso in mezzo alla sala. Pensavano: «Le contadine sono abbastanza forti per
riuscirci, ma il salto azzopperà la fragile damina».
Il vecchio re accordò anche quella prova. Le due contadine saltarono e attraversarono
60 sì il cerchio, ma erano così goffe che caddero, spezzandosi braccia e gambe.
Poi saltò la bella damina, che il Grullo aveva portato con sé; saltò con l’agilità di un
capriolo e non ci fu più niente da ridire.
Così il Grullo ebbe la corona e regnò a lungo con grande saggezza.
(Tratto da: Jacob e Wilhelm Grimm, Le fiabe del focolare, Einaudi)

PROVA 4  VERIFICHE INTERMEDIE 43

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1. La fiaba inizia con una formula fissa. Quale? Trascrivila.
������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

2. Chi è il protagonista di questa fiaba?


A.   Il Re
B.   La Regina Rospo
C.   Il terzo figlio
D.   La damina PUNTI 1

3. Nelle prime righe (1-5) è presente la funzione di


A.  lotta
B.  divieto
C.  infrazione
D.  allontanamento PUNTI 1

4. La frase “perché fra loro non sorgesse contesa” (riga 6) significa


A.   per fare in modo che i tre figli non litigassero
B.   per fare in modo che i tre figli non protestassero
C.   per fare in modo che tra i figli vi fosse contrasto
D.   per fare in modo che tra i figli vi fosse contestazione PUNTI 1

5. A chi o che cosa si riferisce la parola “loro”, usata tre volte nella parte iniziale della fiaba?

Controlla il testo e completa.

a) E disse loro (riga 4): ............................................

b) perché fra loro (riga 6): ............................................

c) il loro volo (riga 8): ............................................  PUNTI 3

6. Perché i fratelli prendevano in giro il Grullo? Individua e trascrivi la risposta nel testo.
Perché ��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 1

7. Il Grullo è “malinconico” (riga 12). Significa che è un po’


A.  arrabbiato
B.  triste
C.  irritato
D.  invidioso PUNTI 1

44 PROVA 4  VERIFICHE INTERMEDIE

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8. Dove conduce la botola?
A.   Nel laboratorio di tappeti
B.   Nelle stanze delle ancelle
C.   Nel regno dei Rospi
D.   Nei sotterranei del castello PUNTI 1

9. Chi svolge il ruolo di aiutante?


A.   Il Re
B.   La piccola ancella
C.   La Regina Rospo
D.   I sei sorcetti PUNTI 1

10. In che modo si comporta il Grullo? Sottolinea le risposte corrette.


ingenuità • stupidità • pigrizia • gentilezza • sfortuna PUNTI 2

11. I due fratelli svolgono il ruolo di


A.  amici
B.  aiutanti
C.  nemici
D.  antagonisti PUNTI 1

12. Quali tra i seguenti elementi sono magici, nella fiaba?


a) Il tappeto SÌ    NO 
b) La carota gialla SÌ    NO 
c) I sei sorcetti SÌ    NO 
d) Il cerchio SÌ    NO 
e) La botola SÌ    NO   PUNTI 5

13. Nella frase «… dissero; tolsero alla prima pecoraia che incontrarono…» (righe 33-34) pri-
ma di “tolsero” si potrebbe inserire
A.  invece
B.  anche
C.  poi
D.  quindi PUNTI 1

14. Osserva nel testo la frase «Ma gli altri due non gli diedero pace» (riga 37), quindi indica in
quale delle seguenti frasi la parola “pace” è usata con lo stesso senso che ha nella fiaba.
A.   Il piccolo Gianni non dà pace al suo gatto.
B.   Quei due popoli sono ormai in pace.
C.   Mi piace godermi la pace della natura.
D.   In famiglia da tempo regna la pace. PUNTI 1

PROVA 4  VERIFICHE INTERMEDIE 45

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15. L’espressione “non si erano dati la pena” (riga 51) significa che
A.   non si erano rattristati
B.   si erano preoccupati
C.   non credevano di dover
D.   non si erano dati da fare  PUNTI 1

16. Una tecnica caratteristica della fiaba è la triplicazione.



Individua e scrivi gli esempi presenti in questa fiaba.

• Tre sono ..............................................................................................


• Tre sono ..............................................................................................
• Tre sono .............................................................................................. PUNTI 3

17. I verbi nelle fiabe sono usati, per lo più, nei diversi tempi del modo indicativo, con diver-
se funzioni. Per ciascun esempio del testo, indica il tempo e la funzione corrispondenti.

Scegli le funzioni nel seguente elenco.
A Per descrivere le caratteristiche dei personaggi e degli ambienti, per le azioni abituali
B Per le azioni che determinano in modo preciso i fatti della trama
C Per esprimere le battute nei dialoghi

INDICATIVO FUNZIONE
ESEMPI DEL TESTO PASSATO
PRESENTE IMPERFETTO A B C
REMOTO
Quando il re diventò vec-
chio e pensò alla sua fine…
Dopo la mia morte, il re-
gno spetta al minore…
Il terzo parlava poco,
era ingenuo…

PUNTI 6

TOTALE PUNTI 31

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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46 PROVA 4  VERIFICHE INTERMEDIE

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VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 4
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
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VALUTO IL MIO LAVORO (LETTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante le prove ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito

  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere le attività.
  Non ho avuto

 Conoscevo
bene il significato di molte parole.
  Non conoscevo

  poco
Sono stato/a    abbastanza preciso/a nel rispondere alle domande.
  molto

 Avevo
la sensazione di non capire a fondo l’argomento/la vicenda.
  Non avevo

SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 47

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PROVA 5 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: LETTURA (testo NARRATIVO-FANTASY)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi letterari narrativi e comincia a costruirne un’interpretazione.
• Comprende e usa in modo appropriato le parole del vocabolario di base.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Ricavare informazioni esplicite ed implicite da un testo.
• Leggere testi narrativi, individuando tema principale e intenzioni comunicative dell’autore; personaggi, loro
caratteristiche, ruoli, relazioni; ambientazione spaziale e temporale.
• Ampliare il proprio patrimonio lessicale.
• Comprendere e usare parole in senso figurato.
• Utilizzare la propria conoscenza delle relazioni di significato tra le parole per comprendere parole non note
all’interno di un testo.

cognome e nome classe data


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GOLLUM E LA GARA DI INDOVINELLI


Durante l’avventuroso viaggio verso la riconquista del tesoro dei nani, custodito dal
feroce drago Smaug, lo hobbit Bilbo vaga, solo e sperduto, sotto le Montagne Neb-
biose, alla disperata ricerca dell’uscita e dei compagni di viaggio.

Improvvisamente e senza il minimo preavviso, ciac! Bilbo si trovò, trotterellando, coi


piedi nell’acqua. Brr! Era gelata! Questo lo fece fermare di botto. Egli rimase immobile
e, aguzzando le orecchie, udì delle gocce che plink! plink! cadevano da un soffitto invi-
sibile nell’acqua sottostante; nessun altro rumore era percepibile.
5 «Dunque è un lago, e non un fiume sotterraneo» pensò. Ma non osò avventurarsi nel
buio, non sapeva nuotare.
Qui, nel profondo, presso l’acqua scura, viveva il vecchio Gollum, un essere piccolo
e viscido. Non so da dove venisse, né chi o che cosa fosse. Era Gollum, scuro come
l’oscurità stessa, eccezion fatta per due grandi occhi rotondi e pallidi nel viso scarno.
10 Aveva una barchetta, e silenziosamente andava in giro sul lago, che era profondo e
mortalmente freddo. Come remi egli usava i suoi larghi piedi, che spenzolavano fuori
dal bordo, ma non produceva mai un’increspatura. Coi suoi pallidi occhi cercava pesci
ciechi che ghermiva con dita lunghe, veloci come il pensiero.
Gollum viveva, per la precisione, sopra un isolotto roccioso e sdrucciolevole in mezzo
15 al lago. Ora stava osservando Bilbo di lontano coi suoi pallidi occhi telescopici.
Gollum salì in barca e sfrecciò via dall’isolotto, mentre Bilbo sedeva sulla riva, tutto
abbattuto per essere giunto ormai alla fine del proprio cammino e delle proprie risorse.

48 PROVA 5  VERIFICHE INTERMEDIE

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Improvvisamente ecco arrivare Gollum, sussurrando e sibilando:
«Tesssoro mio! Mi sssa che quesssta è carne di prima scelta; finalmente un bocconci-
20 no prelibato, gollum!». E quando disse gollum inghiottì, con un orribile rumore di gola.
Era questa la ragione del suo nome, sebbene egli chiamasse sempre se stesso «tesoro
mio».
Lo hobbit schizzò quasi fuori dalla pelle quando il sibilo gli giunse alle orecchie, e im-
provvisamente vide quegli occhi pallidi che sporgevano verso di lui. «Chi sei?» disse,
25 piantandogli la spada davanti.
«Che cosa sssarà, tesssoro mio?» sussurrò Gollum (che si rivolgeva sempre a se stes-
so, non avendo mai nessun altro con cui parlare). Proprio per scoprire questo era ve-
nuto, poiché al momento, in verità, non aveva molta fame, solo curiosità; altrimenti
avrebbe prima ghermito e poi sussurrato.
30 «Sono il signor Bilbo Baggins. Ho perso i nani, ho perso lo stregone e non so dove sono;
né m’importa di saperlo, se solo riesco a uscire di qui».
«Che cosss’ha in mano?» disse Gollum, guardando la spada, che non gli piaceva affatto.
«Una spada, una lama che fu forgiata a Gondolin1!».
«Ssss!» disse Gollum, e si fece educatissimo. «Forse dovremmo sederci qui e chiac-
35 chierare un pochettino, tesssoro mio. Gli indovinelli gli piacciono, forse gli piacciono,
non è vero?».
Era ansioso di mostrarsi amichevole, almeno per il momento e fin tanto che non ne
sapesse di più sulla spada e sullo hobbit: se fosse veramente tutto solo, se fosse buo-
no da mangiare, e se lui, Gollum, avesse veramente fame. Gli indovinelli erano la sola
40 cosa che gli fosse venuta in mente. Porli, e talvolta risolverli, era stato l’unico gioco
cui avesse mai giocato con altre buffe creature che sedevano nelle loro caverne in un
passato lontano lontano, prima di perdere tutti i suoi amici e di essere scacciato via,
solo, e di scendere furtivamente nelle tenebre, sotto le montagne.
«Benissimo» disse Bilbo, che era ansioso di mostrarsi d’accordo, fin tanto che non ne
45 sapesse di più su quella creatura: se fosse tutto solo, se fosse aggressivo o affamato,
e se fosse un amico degli orchi.
«Comincia tu» disse, perché non aveva avuto il tempo di pensare un indovinello.
Così Gollum sibilò:

Radici invisibili ha,


50 più in alto degli alberi sta,
lassù fra le nuvole va
e mai tuttavia crescerà.

«Facile!» disse Bilbo. «È la montagna, penso».


«Indovina cosssì facilmente? Deve fare a gara con noi, tesssoro mio! Se il tesoro do-
55 manda e lui non risponde, lo mangiamo, tesssoro mio. Se lui domanda e noi non rispon-
diamo allora facciamo quello che vuole, eh? Sssì, gli faremo vedere la via d’uscita!».
«D’accordo!» disse Bilbo, non osando contraddirlo e stillandosi disperatamente il cer-
vello per farsi venire in mente qualche indovinello che potesse salvargli la vita.

1. Gondolin: la favolosa città nascosta degli Elfi.

PROVA 5  VERIFICHE INTERMEDIE 49

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Trenta bianchi destrier
60 su un colle rosso
battono e mordono,
ma nessun si è mosso.

Questo fu tutto quello che gli venne in mente di chiedere. Era per giunta un indovinello
vecchio, e Gollum sapeva la risposta proprio come voi.
65 «Bazzecole, bazzecole» sibilò. «I denti! I denti! tesssoro mio! Ma noi ne abbiamo solo
sssei!».
Poi pensò a un altro indovinello.
Era arrivato il momento di chiedere qualcosa di difficile e orribile, e così disse:

Questa cosa ogni cosa divora,


70 ciò che ha vita, la fauna, la flora;
i re abbatte e così le città,
rode il ferro, la calce già dura;
e dei monti pianure farà.

Il povero Bilbo sedeva nel buio pensando a tutti gli orribili nomi di tutti i giganti e orchi
75 di cui avesse mai sentito parlare nelle fiabe, ma nessuno di essi aveva fatto tutte que-
ste cose. Cominciò a impaurirsi, e questa è una gran brutta cosa se si deve pensare.
Gollum cominciò a uscire dalla barca. Si calò in acqua e sguazzò verso la riva; Bilbo po-
teva vedere i suoi occhi farsi più vicini. La lingua sembrava esserglisi seccata in bocca;
voleva urlare: «Dammi più tempo! Dammi tempo!». Ma tutto ciò che gli uscì di bocca
80 in uno strillo acuto fu: «Tempo! Tempo!».
Bilbo si era salvato per pura fortuna. Proprio questa infatti era la risposta giusta.
(Tratto da: John Ronald Reuel Tolkien, Lo hobbit, Adelphi)

1. Nelle prime righe del testo sono presenti quattro parole onomatopeiche, cioè parole che
riproducono rumori e suoni. Trovale e trascrivile.

������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 2

2. L’espressione “di botto” (riga 2) significa


A.  all’improvviso
B.   con un tonfo
C.  all’istante
D.   con uno scoppio PUNTI 1

50 PROVA 5  VERIFICHE INTERMEDIE

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3. La parola “percepibile” (riga 4) può essere sostituita da
A.   comprensibile
B.   distinguibile
C.   possibile
D.   intuibile PUNTI 1

4. Bilbo capisce si trovarsi in un lago e non in un fiume perché


A.   si ritrova con i piedi nell’acqua
B.   vede una distesa viscida di acqua
C.   non sente nessun rumore di acqua che scorre
D.   si ritrova circondato interamente dall’acqua PUNTI 1

5. Rileggi la descrizione di Gollum (righe 7-15) e indica se le seguenti affermazioni sono


vere o false.
VERO FALSO
a) Non si conosce la provenienza di Gollum
b) Gollum è scuro come l’acqua profonda del lago
c) Il viso di Gollum è largo e paffuto
d) Per remare usa i piedi
e) Ha grandi occhi di colore pallido
f) Vive su un’isoletta di roccia scivolosa

PUNTI 6

6. Gollum cattura pesci nel lago con le sue mani. Come sono le sue dita? Trascrivi l’aggettivo
e il paragone che le descrivono.

a) ......................................................................................................................
b) ......................................................................................................................  PUNTI 2

7. Appena scorge Bilbo, Gollum pensa che


A.   potrà finalmente parlare con qualcuno
B.   avrà finalmente del buon cibo a portata
C.   potrà fare con lui il gioco degli indovinelli
D.   ci sarà qualcuno che lo condurrà al tesoro PUNTI 1

PROVA 5  VERIFICHE INTERMEDIE 51

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8. Completa con le parole del testo.
Il nome “Gollum” deriva da ................................................................................................ che il piccolo esse-
re produce quando deglutisce.
 PUNTI 1

9. Il sibilo di Gollum fa sì che “Lo hobbit schizzò quasi fuori dalla pelle” (riga 23). Questa
frase significa che Bilbo
A.   scappò via rapidamente
B.   balzò su con spruzzi d’acqua
C.   fuggì in fretta e furia
D.   balzò in piedi di colpo PUNTI 1

10. Qual è la principale caratteristica del modo di parlare di Gollum?


A.   Sussurra ripetendo vocali e consonanti
B.   Pensa ad alta voce rivolgendosi a se stesso
C.   Sussurra e sibila parole difficili e strane
D.   Pensa ad alta voce parole incomprensibili PUNTI 1

11. Che effetto ha su Gollum la vista della spada?


A.   Prova stupore
B.   Prova ammirazione
C.   Pensa che non gli piace
D.   Pensa che la vuole per sé PUNTI 1

12. Gollum e Bilbo si accordano per la gara di indovinelli, per prendere tempo e conoscersi
meglio l’un l’altro. Attribuisci all’uno o all’altro stati d’animo e pensieri. Metti una cro-
cetta per ogni riga.
STATI D’ANIMO E PENSIERI BILBO GOLLUM
a) È ansioso di mostrarsi d’accordo
b) È ansioso di mostrarsi amichevole
c) Vuole saperne di più sulla spada
d) Vuole sapere se è buono da mangiare
e) Vuole sapere se vive lì solo
f) Non sa ancora se ha veramente fame
g) Vuole sapere se è aggressivo e affamato
h) Vuole scoprire se è amico degli orchi PUNTI 8

52 PROVA 5  VERIFICHE INTERMEDIE

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13. Gollum “in un passato lontano lontano” (righe 41-42)
A.   era vissuto nelle caverne con altri buffi esseri
B.   aveva conosciuto tanti giochi diversi con i suoi amici
C.   era vissuto nascosto sotto le montagne con i suoi amici
D.   aveva scacciato i suoi amici per rimanere solo PUNTI 1

14. Che cosa succede dopo che Bilbo ha risolto il primo indovinello? Indica se le seguenti
affermazioni sono vere o false.
VERO FALSO
a) Gollum si complimenta e vuole indicargli la via d’uscita
b) Gollum chiede a Bilbo di porgli un indovinello facile
c) Se Bilbo non risolverà il successivo indovinello, Gollum lo mangerà
d) Se Bilbo risolverà almeno tre indovinelli sarà salvo
e) Se Gollum non risponderà farà ciò che gli chiederà Bilbo

PUNTI 5

15. Al posto della parola “stillandosi”, alla riga 57, si può dire
A.  ingegnandosi
B.  spremendosi
C.  scoprendosi
D.  studiandosi PUNTI 1

16. Come fa Bilbo a salvarsi con l’ultimo indovinello?


A.   Per pura fortuna, all’ultimo momento trova la risposta giusta
B.   Ottiene da Gollum ancora un po’ di tempo per riflettere
C.   Per pura fortuna, le parole da lui strillate sono la risposta
D.   Gollum gli si avvicina e la paura aiuta Bilbo a trovare la risposta PUNTI 1

TOTALE PUNTI 34

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PROVA 5  VERIFICHE INTERMEDIE 53

Quaderno operativo_Volume 1.indd 53 15/11/13 14:29


VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 5
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

VALUTO IL MIO LAVORO (LETTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante le prove ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito

  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere le attività.
  Non ho avuto

 Conoscevo
bene il significato di molte parole.
  Non conoscevo

  poco
Sono stato/a    abbastanza preciso/a nel rispondere alle domande.
  molto

 Avevo
la sensazione di non capire a fondo l’argomento/la vicenda.
  Non avevo

54 SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 54 15/11/13 14:29


PROVA 6 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: LETTURA (testo REGOLATIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi regolativi e comincia a costruirne un’interpretazione.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Ricavare informazioni esplicite e implicite da testi regolativi per realizzare scopi pratici.
• Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo regolativo.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

IL LABIRINTO
CONTENUTO
•  1 tabellone di gioco •  34 tessere mobili del labirinto
•  24 carte del tesoro •  4 pedine

SCOPO DEL GIOCO


I giocatori si mettono in cammino in un labirinto incantato. Ognuno va alla ricerca di oggetti
misteriosi ed esseri straordinari, procedendo mediante abili spostamenti dei percorsi del
labirinto. Vince il gioco chi per primo riesce a scoprire tutti gli incantesimi e ritornare al suo
punto di partenza.

PREPARATIVI
Appena aperto il gioco per la prima volta, bisogna staccare con cura dalle tavole tutte le
tessere e tutte le figure. Le tessere del labirinto vengono ben mischiate e disposte sugli
spazi liberi del piano di gioco, in modo da ottenere una conformazione casuale dei percorsi
del labirinto. Al termine, avanzerà una tessera. Le 24 figurine degli incantesimi vengono
anch’esse mischiate e ripartite tra i giocatori. Questi ultimi le raccolgono in un mazzetto,
che disporranno coperto dinnanzi a sé. Ogni giocatore sceglie infine una pedina e la mette
sulla casella (partenza/arrivo) del colore corrispondente, situata ad ognuno degli angoli del
tabellone.

SVOLGIMENTO DEL GIOCO


Ogni giocatore alza la prima carta illustrata del proprio mazzetto e la guarda senza però mo-
strarla ad altri. La figura illustrata indica qual è il primo oggetto da raggiungere sul tabellone.
A questo punto inizia il giocatore più giovane, poi si procede in senso orario.
Una mossa consiste sempre di due fasi:
1. inserire la tessera mobile;
2. spostare la pedina.
Giunto al suo turno, un giocatore cerca di aprirsi una via per avvicinare e raggiungere l’o-
biettivo indicato sulla sua carta; perciò inserisce la tessera eccedente nel labirinto (varian-
done di conseguenza la conformazione). Aperta la strada, vi fa poi passare la sua pedina.

PROVA 6  VERIFICHE INTERMEDIE 55

Quaderno operativo_Volume 1.indd 55 15/11/13 14:29


Scorrimento del labirinto
I dodici punti dai quali è consentito l’inserimento di una tessera sono indicati con una freccia
a bordo tabellone. Il giocatore sceglie da quale freccia inserire la tessera eccedente e poi fa
scorrere l’intera fila, fino a far fuoriuscire
completamente un’altra tessera dalla parte
opposta del tabellone.
La tessera fuoriuscita resta al bordo del ta-
bellone e non può essere rimossa fino al
turno del giocatore successivo, che a sua
volta la inserirà in corrispondenza di un’al-
tra freccia di sua convenienza. Non è però
consentito reinserire la tessera nel punto
dal quale è appena stata espulsa dal gioca-
tore precedente!
La tessera mobile deve essere inserita in
ogni caso per far scorrere il labirinto, anche
quando il giocatore di turno si trovasse già
la strada aperta per raggiungere l’obiettivo
ricercato, senza dover modificare nulla.
Se, durante la mossa, una qualsiasi pedina
(fosse anche la propria) venisse espulsa dal
labirinto insieme alla tessera appena fuo-
riuscita, dovrà essere posizionata sulla tessera appena inserita al lato opposto del tabellone.
Questo spostamento della pedina non conta come mossa.

Mossa della pedina


Dopo lo scorrimento di una fila del labirinto, il giocatore può muovere la sua pedina. Egli
può fermarsi su una qualsiasi casella raggiungibile percorrendo una strada ininterrotta, che
congiunga il punto d’inizio e di fine della mossa. Su una stessa casella possono sostare una
o più pedine.
Se un giocatore non potesse raggiungere direttamente il suo obiettivo, muoverà la sua pe-
dina fino a un punto che gli consenta di ripartire al turno successivo da una posizione più
favorevole. La mossa, comunque, non è obbligatoria e volendo la pedina potrebbe anche
restare ferma là dove si trova.
Se invece il giocatore ha raggiunto la meta indicata dalla sua prima figurina, scopre allora
quest’ultima, mostrandola per conferma ai concorrenti e deponendola scoperta dinanzi a sé,
accanto al mazzetto delle figurine coperte. Quando giunge il suo prossimo turno di gioco,
deve di nuovo prendere visione della prima figurina disponibile nel mazzetto coperto, e cer-
care di raggiungere la nuova meta da essa indicata, e così via.

TERMINE DEL GIOCO


Vince la partita quel concorrente che, dopo aver scoperto tutte le proprie carte illustrate con
gli obiettivi, ritorna per primo con la sua pedina alla casella di partenza. Ha dimostrato di
avere un ottimo senso di orientamento muovendosi fra le contorte vie del labirinto!
(Tratto da: www.ravensburger.com)

56 PROVA 6  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 56 15/11/13 14:29


1. Qual è il numero massimo di persone che possono giocare? Da cosa lo si può capire?
������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

2. Qual è la finalità del gioco?


A.   Scoprire gli incantesimi e portarsi al centro del labirinto
B.   Avvicinarsi per primi agli incantesimi assegnati sulle carte
C.   Impadronirsi degli obiettivi assegnati anche agli avversari
D.   Scoprire tutti gli incantesimi e tornare per primi alla partenza PUNTI 1

3. Indica se le affermazioni che seguono, relative alla preparazione del gioco, sono vere o false.
VERO FALSO
a) Il gioco, appena aperto, è già pronto per essere
usato
b)  Le tessere del labirinto sono rettangolari
c) 
Le tessere vanno disposte casualmente con
l’illustrazione rivolta verso l’alto
d) 
Tutte le tessere risulteranno disposte sugli
spazi liberi del tabellone
e) 
Le carte illustrate verranno distribuite nello
stesso numero a tutti i giocatori
f) Le caselle di partenza e di arrivo sono poste al
centro del tabellone PUNTI 6

4. Qual è il criterio in base al quale si stabilisce l’ordine di gioco dei partecipanti? Completa.
Inizia il giocatore ............................................. , quindi si procede ������������������������������������������������������������������������

PUNTI 2

5. Quali sono le fasi di ciascuna mossa? Trascrivile.


a) .......................................................................................................................
b) .......................................................................................................................  PUNTI 2

6. Sul bordo del tabellone ci sono


A.   12 carte eccedenti con le quali si può trasformare il labirinto
B.   12 frecce che indicano i punti dove si può inserire una tessera
C.   12 incantesimi diversi da quelli indicati sulle carte del tesoro
D.   12 caselle di partenza nelle quali si può inserire una tessera  PUNTI 1

PROVA 6  VERIFICHE INTERMEDIE 57

Quaderno operativo_Volume 1.indd 57 21/11/13 14:46


7. Che cosa non è consentito fare con la tessera fuoriuscita dal tabellone?
VERO FALSO
a) Non si può toccare fino al turno del giocatore successivo
b) Non si può inserire in corrispondenza di un’altra freccia
c) N
 on si può reinserire nello stesso punto dal quale era stata
espulsa
d) Non si può più utilizzare fino alla fine del gioco

PUNTI 4

8. Che cosa si deve fare se una pedina qualsiasi, durante la mossa, viene espulsa dal labi-
rinto insieme con la tessera appena fuoriuscita?
A.   Si perde il turno e si deve tornare alla propria casella di partenza
B.   Si deve lasciare la pedina ferma per un turno là dove si trova
C.   Si posiziona sulla tessera appena inserita nel lato opposto del tabellone
D.   Si può ripartire dalla carta successiva del proprio mazzetto PUNTI 1

9. La mossa di un giocatore che non può raggiungere il suo obiettivo


A.   non è obbligatoria
B.   è sempre obbligatoria
C.   dipende dalla mossa del suo avversario
D.   è casuale PUNTI 1

10. Quante pedine possono sostare su una stessa casella?


������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

11. Quale dote dimostra, alla fine, il vincitore della partita?


������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

12. Questo testo regolativo ha lo scopo di


A.   fornire informazioni su un gioco da tavolo
B.   fornire regole per divertirsi insieme
C.   fornire istruzioni per un gioco da tavolo
D.   fornire consigli per divertirsi insieme PUNTI 1

TOTALE PUNTI 22

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

58 PROVA 6  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 58 15/11/13 14:29


VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 6
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

VALUTO IL MIO LAVORO (LETTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante le prove ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito

  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere le attività.
  Non ho avuto

 Conoscevo
bene il significato di molte parole.
  Non conoscevo

  poco
Sono stato/a    abbastanza preciso/a nel rispondere alle domande.
  molto

 Avevo
la sensazione di non capire a fondo l’argomento/la vicenda.
  Non avevo

SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 59

Quaderno operativo_Volume 1.indd 59 15/11/13 14:29


PROVA 7 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: LETTURA (testo ESPOSITIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi espositivi e comincia a costruirne un’interpretazione.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Ricavare informazioni esplicite e implicite da testi espositivi per documentarsi su un argomento specifico.
• Comprendere e usare in modo appropriato i termini specialistici di base afferenti alle diverse discipline.
• Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo espositivo.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

CIBO E SALUTE
Ogni essere vivente (pianta o animale) ha un proprio patrimonio genetico. Si
chiama patrimonio genetico la combinazione di geni portata dalla molecola del
DNA. Un gene è una particella di DNA che porta tutte le
informazioni necessarie per lo sviluppo di un carattere: ad
esempio tutte le caratteristiche della forma dell’occhio. I
geni si trasmettono di generazione in generazione,
e si ricombinano ogni volta per creare un individuo nuovo,
che è frutto degli incroci fra i patrimoni genetici preceden-
ti. Potremmo paragonare il concetto di gene a ogni singolo
capitolo di un enorme libretto di istruzioni chiamato La co-
struzione dell’essere vivente, contenuto all’interno di ogni
singola cellula e scritto nella lingua del DNA.

SEI CIÒ CHE MANGI?


In una vita di circa 80 anni una persona ingerisce dalle 30 alle 60 tonnellate di cibo.
Le nuove frontiere della genomica, la branca della biologia molecolare che studia il
nostro patrimonio genetico, ci insegnano che il cibo non è un semplice carburante, ma
dialoga con il nostro corpo inviando messaggi di salute o malattia.
5 Quindi, l’affermazione “sei ciò che mangi” ha un fondamento scientifico?
Il messaggio è chiaro: «Non esiste alcun farmaco potente quanto l’alimentazione
nell’attivare o spegnere i geni e nell’influenzare la predisposizione e la genesi di al-
cune malattie”, dice Filippo Ongaro, uno dei pionieri europei della medicina antietà. È
nata così una disciplina che sta rivoluzionando il nostro rapporto con il cibo. Si chiama
10 nutrigenomica e i suoi obiettivi sono stati definiti nel 2006 dall’Institute of Medicine
americano: studia la nutrizione legata alla genetica e cioè come l’alimentazione sia in
grado di fornire informazioni ai nostri geni con importanti ricadute sulla nostra salute.
«L’obiettivo finale», spiega Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto europeo di oncolo-

60 PROVA 7  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 60 15/11/13 14:29


gia e autore, tra l’altro, del libro Verso la scelta vegetariana. Il tumore si previene anche
15 a tavola, «è di comprendere come ciascuno di noi reagisca agli alimenti che consuma e
come questi influenzino la comparsa di malattie. Si arriverà così a consigliare una dieta
personalizzata per prevenire il tumore, il diabete, l’obesità. Potremmo utilizzare diete
arricchite di determinate sostanze come innovative terapie di cura».
Un esempio di come il cibo sia determinante per la salute è l’esperimento condotto di
20 recente su alcuni topolini, come spiega Claudio Franceschi, professore dell’Università
di Bologna: «Da questa ricerca è emerso che i topi maschi che avevano assunto una
dieta ipercalorica, accoppiandosi hanno dato vita a topini maggiormente predisposti,
nel corso della loro esistenza, a malattie come il diabete o l’obesità. Diversamente dai
topini figli di padri nutriti in maniera corretta».
25 Se ciò che il padre mangia ha un influsso così significativo sulla salute futura dei figli,
non è difficile immaginare le possibili ricadute delle abitudini alimentari materne.

LA DIETA SI TRASMETTE AI FIGLI


Da una ricerca della Harvard Medical School, pubblicata sull’American Journal of Nutri-
tion, è emerso che le tracce di quello che mangiamo rimangono impresse nel nostro
DNA e possono essere trasmesse ai figli.
30 È poco prudente, quindi, sottostimare l’effetto della nutrizione sulla nostra salute.
«Mettereste, per esempio, sabbia nel serbatoio della vostra automobile?» provoca On-
garo. «Certamente no. Eppure molti di noi fanno inconsapevolmente qualcosa di simile
ogni giorno, con una macchina assai preziosa e delicata: il nostro organismo. Il cibo
non è solo uno strumento per apportare calorie ed energia, ma è anche uno dei fattori
35 fondamentali in grado di regolare il nostro patrimonio genetico, stimolando i geni posi-
tivi e frenando quelli pericolosi per il nostro benessere».

Per approfondire
www.nugo.org: NuGo (Nutrigenomics Organisation),
con aggiornamenti continui sulle correlazioni tra dieta e DNA.

(Tratto da: «Airone», a cura di P. Scaccabarozzi)

1. Il riquadro che accompagna il testo principale


VERO FALSO
a) aggiunge solo alcune curiosità sull’argomento dell’articolo
b) fornisce alcune definizioni importanti per capire meglio l’articolo
c) con paragoni ed esempi aiuta a chiarire quanto spiegato
d) riguarda particolari caratteristiche degli esseri viventi

PUNTI 1

PROVA 7  VERIFICHE INTERMEDIE 61

Quaderno operativo_Volume 1.indd 61 15/11/13 14:29


2. Che cos’è la genomica? Completa la definizione scegliendo le espressioni elencate.
settore particolare • ereditari • le molecole • il nostro patrimonio genetico

La genomica è un ............................................................. della biologia che studia ..........................................

per capire in modo approfondito ...................................................................................................... , cioè quegli


elementi .......................................... che si trovano nel nostro DNA. PUNTI 4

3. Qual è il tema centrale della prima parte del testo?


A.   Il cibo predispone o salva il corpo dalle malattie
B.   Gli esperimenti sui topolini
C.   L’influenza del cibo sulla crescita del corpo
D.   La ricerca del cibo più adatto a ciascuno PUNTI 1

4. In base a quanto hai letto nella prima parte dell’articolo, quali affermazioni sono vere?
Quali false?
VERO FALSO
a) Il cibo può causare malattie
b) Il cibo influenza il nostro corpo
c) Il cibo è un semplice carburante
d) L’alimentazione è il farmaco più potente PUNTI 4

5. Nella frase «Il cibo… dialoga con il nostro corpo» (riga 4) la parola “dialoga” significa
A.   è in discussione
B.   è in rapporto
C.  chiacchiera
D.  conversa PUNTI 1

6. Nell’espressione “influenzare la predisposizione e la genesi di alcune malattie” (righe 7-8),


riferita all’alimentazione,
a) la parola “predisposizione” significa
A.    possibilità
B.   talento
C.   organizzazione
D.   abilità
b) con “genesi” si intende
A.   riproduzione
B.   formazione
C.   procreazione
D.   proliferazione PUNTI 2

62 PROVA 7  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 62 15/11/13 14:29


7. Dal titolo del volume di cui è autore Veronesi, si può ricavare il suggerimento di praticare
un’alimentazione
A.  arricchita B.   personalizzata
C.  vegetariana D.    ipercalorica  PUNTI 1

8. Individua le seguenti informazioni nel testo e indica per ciascuna il paragrafo in cui si
trovano.
LA DIETA
SEI CIÒ
INFORMAZIONI PRINCIPALI SI TRASMETTE
CHE MANGI?
AI FIGLI
a) 
Tracce di quello che mangiamo restano im-
presse nel DNA
b) L’alimentazione dà informazioni ai geni
c) Il cibo è uno dei fattori fondamentali per rego-
lare il patrimonio genetico
d) Si arriverà a consigliare una dieta personaliz-
zata per prevenire il tumore
e) L a genomica insegna che il cibo dialoga con il
nostro corpo

PUNTI 5

9. Che cos’è risultato dalla ricerca dell’Università di Bologna? Indica quali affermazioni sono
corrette e quali no.
RISULTATI DELLA RICERCA SÌ NO
a) I topini nati da padri che hanno mangiato troppe calorie sono più
obesi o malati di diabete
b) I topini nati da padri che hanno mangiato poche calorie sono più
obesi o malati di diabete
c) I topini nati da padri alimentati bene si sono rivelati meno predispo-
sti a malattie
d) Ciò che mangiano i padri ha effetti di poco conto sulla salute dei figli

PUNTI 4

10. Nella frase «non è difficile immaginare le possibili ricadute delle abitudini alimentari
materne» la parola “ricadute” significa
A.  ricomparse B.   condanne
C.  cause D.    conseguenze  PUNTI 1

PROVA 7  VERIFICHE INTERMEDIE 63

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11. Nel testo si dice: «Mettereste, per esempio, sabbia nel serbatoio della vostra automobile?»
provoca Ongaro. La parola “provoca”, in questo contesto, indica che il professore vuole
A.   assumere un tono offensivo
B.   esprimere con tono di sfida
C.   indurre a riflettere
D.   aggredire verbalmente  PUNTI 1

12. Completa con parole tue la similitudine della sabbia nel motore.
Se si mettono nel serbatoio dell’auto �������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

................................................................... , così se ci si alimenta �������������������������������������������������������������������������������������

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 2

13. Indica a quale degli elementi che caratterizzano il testo espositivo (dati, citazioni, esem-
pi) appartiene ciascuna espressione tratta dal testo.
RISULTATI DELLA RICERCA DATI CITAZIONI ESEMPI
a) “L’obiettivo finale è di comprendere come ciascu-
no di noi reagisca agli alimenti che consuma e
come questi influenzino la comparsa di malattie”
b) 30-60 tonnellate di cibo
c) L’esperimento condotto di recente su alcuni to-
polini
d) “Non esiste nessun farmaco potente quanto il cibo”

PUNTI 4

14. Nel caso volessi cercare altre notizie sull’argomento in rete, il testo ti offre qualche indi-
cazione? Se sì, quale?

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

TOTALE PUNTI 32

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

64 PROVA 7  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 64 15/11/13 14:29


VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 7
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

VALUTO IL MIO LAVORO (LETTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante le prove ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito

  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere le attività.
  Non ho avuto

 Conoscevo
bene il significato di molte parole.
  Non conoscevo

  poco
Sono stato/a    abbastanza preciso/a nel rispondere alle domande.
  molto

 Avevo
la sensazione di non capire a fondo l’argomento/la vicenda.
  Non avevo

SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 65

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PROVA 8 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: LETTURA (testo POETICO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi poetici e comincia a costruirne un’interpretazione.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Leggere testi poetici, individuando tema principale e intenzioni comunicative dell’autore.
• Comprendere parole in senso figurato.
• Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo poetico.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

CANZONETTA
Ero solo in riva al mare
all’azzurro mar natìo1,
e pensavo a te amor mio,
te lontano a villeggiar.

5 Era il vespro2, era nel mare


presso a scender 3 l’astro d’oro
d’onda in onda un rivol d’oro
si vedeva folgorar.

Di tra i monti in ciel lo spicchio 1. natìo: nativo, del luogo


10 della bianca luna nacque; in cui si è nati; in questo caso
si vedeva in un sull’acque la città di Trieste.
il suo argenteo tremolar. 2. vespro: momento
del crepuscolo.
(Tratto da: Umberto Saba, 3. era… presso a scender:
Il Canzoniere, Einaudi) stava per calare.

1. Qual è il tema ispiratore di questa poesia?


A.   La bellezza del tramonto
B.   La nostalgia della donna amata
C.   La nostalgia del luogo in cui si è nati
D.   Lo stupore per un fenomeno naturale PUNTI 1

66 PROVA 8  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 66 15/11/13 14:29


2. In quale momento della giornata si svolge la scena descritta?
A.  All’alba
B.   Nel pomeriggio
C.   Al tramonto
D.   Di notte PUNTI 1

3. Perché la donna amata è lontana?


A.   È in vacanza
B.   Ha abbandonato il poeta
C.   Vive in un altro villaggio
D.   È in viaggio PUNTI 1

4. Con l’espressione “astro d’oro” (v. 6)


a) che cosa indica il poeta? ����������������������������������������������������������������������������������������������������������

b) Di quale figura retorica si tratta? ����������������������������������������������������������������������������������������������������������

 PUNTI 2

5. Un “rivol d’oro” è
A.   un lume dorato
B.   un fiumicello dorato
C.   un riflesso dorato
D.   un ruscello dorato PUNTI 1

6. Quale verbo usa il poeta per indicare la forza della luce del sole?
������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

7. Con quale verbo viene rappresentata la debole luce della luna?


������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

8. Indica a quale strofa potresti collegare i seguenti titoletti.


TITOLETTI 1ª STROFA 2ª STROFA 3ª STROFA
a) Una fetta di luna
b) Malinconica solitudine
c) Un tramonto splendente PUNTI 3

PROVA 8  VERIFICHE INTERMEDIE 67

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9. In ciascuna strofa della poesia c’è un colore dominante: quale?
a) prima strofa: ............................................................................................

b) seconda strofa: ............................................................................................

c) terza strofa: ............................................................................................ PUNTI 3

10. Riordina e riscrivi, secondo l’ordine sintattico abituale (soggetto-verbo-complemento),


l’ultima strofa.

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 2

11. Analizza la struttura del testo poetico.


a) numero di strofe: .....................................................

b) numero di versi per ciascuna strofa: .....................................................

c) nome delle strofe: ..................................................... PUNTI 3

12. Completa lo schema metrico delle rime della poesia.


ABBC  .......................................   .......................................  PUNTI 1

TOTALE PUNTI 21

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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68 PROVA 8  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 68 21/11/13 14:47


VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 8
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
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VALUTO IL MIO LAVORO (LETTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante le prove ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito

  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere le attività.
  Non ho avuto

 Conoscevo
bene il significato di molte parole.
  Non conoscevo

  poco
Sono stato/a    abbastanza preciso/a nel rispondere alle domande.
  molto

 Avevo
la sensazione di non capire a fondo l’argomento/la vicenda.
  Non avevo

SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 69

Quaderno operativo_Volume 1.indd 69 15/11/13 14:29


PROVA 9 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: SCRITTURA (dalla comprensione del testo al RIASSUNTO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive testi corretti nell’ortografia, chiari e coerenti; rielabora testi riassumendoli, parafrasandoli,
completandoli, trasformandoli.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Comprendere il contenuto di un testo narrativo.
• Riconoscere e usare le tecniche del riassunto; saper individuare le sequenze di un testo narrativo e ricono-
scerne il tipo.
• Raccogliere le idee, organizzarle per punti, pianificare la traccia di un riassunto.
• Produrre testi essenzialmente corretti dal punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale, rispettando le
funzioni sintattiche dei principali segni interpuntivi.

cognome e nome classe data


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Leggi con attenzione il seguente testo narrativo e, dopo aver svolto gli esercizi di comprensio-
ne (parte A), scrivi il riassunto (parte B).

I BAMBINI GEESE
Il primo barlume di amicizia si profilò quando avevo sette anni, subito dopo
sequenza
il nostro primo inverno a Syracuse1. Era primavera, la neve se n’era quasi
1
andata.
Dopo la scuola sedevo sui gradini del nostro portico; sull’altro lato della via
5 c’era una casa piena di bambini.
– Delle vere pesti – li definiva mia madre. – Dei tipacci, sembra che non ce
l’abbiano nemmeno, una mamma!
sequenza
Osservavo i fratelli da dietro le spesse tendine di pizzo irlandese che rico-
2
privano le tre finestre del nostro soggiorno.
10 – Perché li guardi, poi? Sono dei selvaggi! Guarda come sono vestiti! A
vederli si direbbe che un bagno non sappiano neanche cosa sia! Ti sei ri-
cordato di lavare i gradini sul retro?
Guardavo quei bambini correre intorno alla casa come un branco di cuccioli
selvaggi. Urlavano, strillavano, si davano spintoni, poi, sfiniti, si sedevano
sequenza
15 insieme sui gradini del loro portico anteriore. A spalle curve, parlottavano
3
tra loro, ridevano e prendevano istruzioni dal più grande. Faceva il chieri-
chetto alla scuola del Santissimo Rosario, e credo che avesse undici anni.

1. Syracuse: la vicenda è ambientata a Syracuse, una cittadina dello Stato di


New York, negli anni Cinquanta, dopo la Seconda guerra mondiale.

70 PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE

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Attraverso i motivi delle tendine vedevo che, come mio padre e i suoi fra-
telli, erano cinque. E, come i fratelli di mio padre, erano tutti scuri. Di un
20 bruno rossastro, non neri – comunque erano decisamente color marrone,
non pallidi, macilenti2, anemici3 come me, che continuavo a fare almeno
due bagni bollenti al giorno. sequenza
Stavo seduto davanti alla casa, sui gradini, sperando che i bambini sul 3
lato opposto della via mi chiedessero di giocare. Naturalmente loro non
25 mi degnavano di uno sguardo: non avevano nessun bisogno di cercare
compagnia al di fuori della loro grande famiglia. Per loro ero invisibile, io.
Guardavo quei bambini e facevo finta di giocare con loro.
Un giorno stavo rientrando da scuola – facevo la seconda, allora – quando
uno dei ragazzi che abitavano dall’altra parte della via si mise a correre per
30 raggiungermi, per raggiungere me!
– Ciao. sequenza
– Ciao. 4
Il cuore mi batteva così forte che riuscivo a sentirlo.
– Vuoi giocare con noi? Mio fratello deve far lezione di piano e non può
35 uscire. Ti va di giocare con noi?
«Guardati bene, ti ripeto, guardati bene dal…». Gli ordini di mia madre
erano sempre repliche enfatizzate4 degli ordini che le avevano impartito
le irascibili suore e la mia acida nonna negli anni Venti. «Non sporcarti!
Ho già abbastanza da fare. Sii gentile e, per amor del cielo, non accettare
sequenza
40 mai niente! Non offendere nessuno, sii sempre educato, ma di’ sempre di
5
no! Tutti, dico tutti, si aspettano che i bambini ben educati dicano sempre
di no! Di’ di no, non sporcarti, non sederti sul cemento freddo, sennò ti
vengono le emorroidi! Non andare con gli altri da nessuna parte e non fare
assolutamente rumore! Divertiti».
45 Sull’altro lato di Hubble Avenue, proprio di fronte alla nostra tetra5 casa,
un giorno finalmente mi sporcai. Corsi qua e là lanciando gli urli di guerra
degli indiani, caddi, e per la prima volta mi sbucciai un ginocchio sporco.
Avvertendo il dolore ricacciai indietro le lacrime, felice di essere come gli
altri bambini. Ero anch’io una peste! Ero anch’io un indiano! Avevo le un-
sequenza
50 ghie incrostate di fango. Avevo i gomiti irritati per essermi trascinato per
6
terra, i capelli tutti arruffati e sporchi del fango della tarda primavera! Non
ci siamo picchiati: quei bambini avevano dei codici di comportamento e
li seguivano. Nella loro selvatichezza, andavano d’amore e d’accordo. Ed
emanavano una puzza tremenda. Mi veniva da vomitare! Non bisognava
55 annusare le cose quando si stava con i bambini Geese – si chiamavano

2. macilenti: molto magri.


3. anemici: l’anemia è la diminuzione dei globuli rossi nel sangue, per cui si è
molto pallidi e deboli.
4.  repliche enfatizzate: ripetizioni esagerate, eccessive.
5. tetra: triste, cupa.

PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE 71

Quaderno operativo_Volume 1.indd 71 15/11/13 14:29


proprio così, Geese, vale a dire… «Oche»! Be’, erano le Oche mandate da
Gesù per salvare la mia infanzia! Facevo la seconda elementare, e avevo
una vera cotta per loro. La loro mamma – sì, ce l’avevano, una mamma
– aveva i capelli scuri e ricci e una gaiezza che mi risultava difficile rico-
sequenza
60 noscere in una mamma; faceva tutta una pila di panini alla mortadella, e
6
noi ce li mangiavamo sui gradini di accesso alla casa ascoltando il fratello
maggiore, quello di undici anni, battere sul piano note aspre quanto il suo
terribile odore, e anch’io all’improvviso mi sentivo un ragazzino. La cosa
durò circa un mese.
65 – Ci trasferiamo – annunciò un giorno mio padre. – Vedrai, ti piacerà la
nuova sistemazione. È una fattoria.
In una seria conversazione tra bambini sui gradini del loro portico, i Geese
sequenza
mi promisero che una domenica – non sapevano esattamente quale – sa-
7
rebbero venuti a giocare con me. Per un anno continuai ad aspettarli su
70 un triangolo erboso accanto a un semaforo. Un paio di volte mi sembrò di
vedere una macchina piena di bambini passare col verde. Che fossero loro?
(Tratto da: Bob Smith, Il ragazzo che amava Shakespeare, Tea)

PARTE A
1. La vicenda
a) è raccontata
A.    dal protagonista e dai suoi amici
B.    dal ragazzino protagonista

b) In quale persona?
A.    Prima persona plurale
B.    Prima persona singolare PUNTI 2

2. L’espressione “Il primo barlume di amicizia si profilò…” (riga 1) significa che chi racconta
A.   ebbe la sua prima amicizia importante
B.   era un bambino molto socievole con tanti amici
C.   ebbe un piccolo segno di amicizia
D.   vide la luce forte dell’amicizia PUNTI 1

72 PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 72 15/11/13 14:29


3. La frase “Osservavo i fratelli da dietro le spesse tendine di pizzo irlandese che ricopriva-
no le tre finestre del nostro soggiorno” potrebbe essere riassunta in poche parole:

«Osservavo i fratelli da dietro le tendine del nostro soggiorno».

Quale tecnica è stata usata in questo caso?
A.  Cancellazione
B.  Rielaborazione
C.   Eliminazione dei connettivi
D.  Sostituzione PUNTI 1

4. Il ragazzino osserva i suoi vicini “da dietro le spesse tendine” (riga 8). Quale indicazione
sul suo carattere ti dà questo comportamento? Il protagonista è
A.  aperto
B.  timido
C.  permaloso
D.  spione PUNTI 1

5. Quali sensazioni prova il protagonista mentre guarda quei bambini “correre intorno alla
casa come un branco di cuccioli selvaggi”? (righe 13-14)
A.   Disapprovazione e fastidio
B.   Confusione e disordine
C.   Gioia e libertà
D.   Indifferenza e distacco PUNTI 1

6. Osserva l’espressione «Attraverso i motivi delle tendine…» (riga 18). In quale delle se-
guenti frasi la parola “motivi” è usata con lo stesso significato?
A.   Le canzonette estive hanno sempre dei motivi molto orecchiabili
B.   Non mi sembrano motivi sufficienti per litigare
C.   Sono stato assente due giorni per motivi di salute
D.   Le tele delle Fiandre hanno motivi famosi in tutto il mondo PUNTI 1

7. Nella frase «Naturalmente loro non mi degnavano di uno sguardo» (righe 24-25) la parola
“Naturalmente” si potrebbe sostituire con
A.   Come era da aspettarsi
B.   Secondo natura
C.  Maleducatamente
D.   Poiché erano selvaggi PUNTI 1

PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE 73

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8. Nella frase «quando uno dei ragazzi che abitavano dall’altra parte della via si mise a cor-
rere per raggiungermi, per raggiungere me!» (righe 28-30) il secondo “raggiungere me”
è scritto in corsivo per
A.   distinguerlo dalla prima espressione
B.   mettere in risalto l’emozione del protagonista
C.   esprimere il punto di vista degli altri ragazzi
D.   far capire meglio l’idea PUNTI 1

9. Quando uno dei ragazzi lo invita a giocare con lui, al protagonista viene subito in mente
A.   di accettare
B.   che finalmente lo avevano cercato
C.   che sua mamma non sarebbe stata contenta
D.   di sporcarsi anche lui PUNTI 1

10. Attribuisci alle due mamme le caratteristiche che ti sembrano più adatte a ciascuna.
Scegli tra le seguenti espressioni.

allegra • autoritaria • incurante della pulizia •


fanatica della pulizia • piena di pregiudizi • disponibile

• Mamma del protagonista:


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• Mamma Geese:
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PUNTI 6

11. I bambini Geese erano molto liberi, vivaci, «selvaggi», ma si comportavano in modo cor-
retto. Trascrivi la frase del testo che te lo fa capire.

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������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

12. Il protagonista del brano partecipa alle faccende domestiche? Se sì, scrivi la frase del
testo che potrebbe fartelo capire.

������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 2

74 PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE

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13. L’espressione “una gaiezza che mi risultava difficile riconoscere in una mamma” signifi-
ca che
A.   il protagonista ha una mamma molto autoritaria e cattiva
B.   le mamme per essere educative devono essere molto serie
C.   la mamma dei bambini Geese non è una buona mamma
D.   il protagonista non è abituato a vedere la sua mamma allegra PUNTI 1

14. La frase: “In una seria conversazione tra bambini” significa che i bambini
A.   parlavano come adulti, senza ridere
B.   erano davvero convinti di quanto dicevano
C.   erano tristi mentre parlavano tra di loro
D.   discutevano animatamente tra di loro PUNTI 1

15. Il fatto che il protagonista aspetti i suoi amici per un anno vuol dire che (puoi indicare
due risposte):
A.   è fiducioso che prima o poi arriveranno
B.   si sente solo e desidera che arrivino
C.   non ha nient’altro da fare
D.   è sicuro che prima o poi arriveranno PUNTI 1

16. Il testo è stato già diviso in sequenze: stabilisci quale elemento cambia (situazione, per-
sonaggio, tempo, evento) e permette il passaggio da una sequenza a un’altra, quindi
scrivilo a lato sui puntini.
SEQUENZE ELEMENTO CHE CAMBIA

sequenze 1-2: ���������������������������������������� ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenze 2-3: ���������������������������������������� ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenze 3-4: ���������������������������������������� ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenze 4-5: ���������������������������������������� ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenze 5-6: ���������������������������������������� ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenze 6-7: ���������������������������������������� ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 6

PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE 75

Quaderno operativo_Volume 1.indd 75 15/11/13 14:29


17. Per ciascun periodo tratto dal testo, riconosci e indica il tipo di sequenza.
SEQUENZA DESCRITTIVA DIALOGICA RIFLESSIVA NARRATIVA
a) 
Il primo barlume di amicizia
si profilò quando avevo sette
anni, subito dopo il nostro pri-
mo inverno a Syracuse.

b) – Perché li guardi, poi? Sono


dei selvaggi! […] Ti sei ricorda-
to di lavare i gradini sul retro?

c) E, come i fratelli di mio padre,


erano tutti scuri. Di un bruno
rossastro, non neri – comun-
que erano decisamente color
marrone, non pallidi, macilen-
ti, anemici come me […]

d) Corsi qua e là lanciando gli urli


di guerra degli indiani, caddi, e
per la prima volta mi sbucciai
un ginocchio sporco.

e) Per loro ero invisibile, io.

PUNTI 5

18. Attribuisci a ciascuna sequenza un titolo, secondo la tecnica della nominalizzazione.


TITOLO

sequenza 1 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenza 2 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenza 3 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenza 4 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenza 5 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenza 6 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

sequenza 7 ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 7

76 PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 76 21/11/13 14:49


PARTE B
Scrivi ora il riassunto del brano letto.

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PUNTI 5

TOTALE PUNTI 45

TOTALE PUNTI PARTE A (COMPRENSIONE) + PARTE B (RIASSUNTO)  ............ / 45

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PROVA 9  VERIFICHE INTERMEDIE 77

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VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 9
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

VALUTO IL MIO LAVORO (SCRITTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante la verifica ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito
  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere il test.
  Non ho avuto
 Avevo
la sensazione di non essere all’altezza.
  Non avevo

  mi sono
Nello scrivere bloccato/a davanti alla pagina bianca perché:
  non mi sono

 ho
capito bene il testo
  non ho

 so
come organizzare il riassunto
  non so

 so
esprimermi bene quando scrivo
  non so

  riesco facilmente
ad abbreviare un testo.
  non riesco

78 SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 78 15/11/13 14:29


PROVA 10 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: SCRITTURA (FAVOLE e FIABE)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi narrativi adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase semplice e complessa, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire dall’a-
nalisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi di tipo narrativo corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e
coesi, adeguati allo scopo e al destinatario.
• Realizzare forme di scrittura creativa.
• Realizzare scelte lessicali adeguate in base al tipo di testo.

cognome e nome classe data


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10A Completare una favola


Ti diamo la situazione iniziale di due favole.
Leggi con attenzione, scegli una favola e continua tu la narrazione, in cui la morale
dovrà essere implicita.
Ricordati, alla fine, di inventare il titolo!

La lepre e il rospo un giorno fecero una gara a chi


era più veloce. Il tratto da percorrere era lungo,
come da qui alla parte opposta della montagna.
Partirono tutti e due di slancio, ma il rospo, dopo
pochi salti, si fermò, lasciandosi distanziare dalla
lepre. E questa, giunta a metà del percorso, ral-
lentò e, non vedendo più il rospo alle sue spalle, si
distese sul ciglio della strada:
– Posso anche farmi un sonnellino…

Ogni mattina, appena si alzava, una gallina si pet-


tinava e si acconciava per bene. Poi si metteva il
grembiule e passeggiava in lungo e in largo nell’or-
to. Tutta impettita si pavoneggiava. Un giorno una
volpe, che aveva la sua tana nella boscaglia, lasciò
i suoi tre volpacchiotti e andò in cerca di cibo. Pas-
sando davanti all’orto, vide la gallina e si acquattò
tra i cespugli. Al vederla la gallina si spaventò e (Tratte da: A. Russo,
corse al riparo nel pollaio. Quando… Favole e fiabe d’Irpinia,
International printing)

PROVA 10  VERIFICHE INTERMEDIE 79

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10B Scrivere una fiaba
Scrivi una fiaba tutta tua!
Come realizzare una fiaba completamente di tua invenzione, con tutte le caratteristi-
che proprie del suo genere?
Sono fondamentali due tappe:
SCELTA
•  del protagonista e dell’intreccio (le funzioni, i ruoli fissi).
STESURA
• dell’introduzione;
•  dello sviluppo;
•  della conclusione.

PRIMA TAPPA
Scegli il/la protagonista, l’eroe o l’eroina della tua storia. Decidi quali elementi lo
caratterizzeranno: aspetto, età, dimensioni, qualità del suo carattere (buono, astu-
to, forte, generoso, coraggioso…); dagli un nome originale; scegli per il tuo eroe una
missione (riportare un oggetto?, liberare qualcuno?, percorrere una grande distan-
za?…); stabilisci infine il tempo e l’ambiente per le sue avventure.
Immagina, a grandi linee, l’intreccio della tua storia: consulta la scheda linguistica
Ruoli e funzioni nelle FIABE a p. 216 del volume 1 e scegli le funzioni che desideri
inserire.
Crea gli altri personaggi tenendo presente quali sono i ruoli fissi tipici; per le loro ca-
ratteristiche segui lo stesso schema usato per il protagonista, aggiungendo, natural-
mente, anche qualità negative: crudele, stupido, collerico, credulone, avido, pauroso…

SECONDA TAPPA
Scrivi l’inizio della tua fiaba. Ricorda le formule classiche, illustra la situazione ini-
ziale. L’introduzione deve: presentare l’eroe; indicare le circostanze delle prime azio-
ni; introdurre alcuni personaggi.
Seguendo quanto avevi stabilito nella prima tappa, scrivi lo sviluppo della fiaba,
cioè la parte centrale, lo svolgersi di tutta la vicenda, con le difficoltà da superare, le
mille avventure che tu puoi creare, gli incontri con gli aiutanti magici, gli incantesimi.
Scrivi infine la conclusione, il finale della tua fiaba: hai letto parecchi esempi, quin-
di sai che, solitamente, … vissero felici e contenti! E, se non l’hai ancora fatto, puoi
inserire anche qualche strofa in rima.

La tua fatica è quasi terminata:


inventa un titolo adatto,
poi rileggi e controlla se non manca nulla.

OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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80 PROVA 10  VERIFICHE INTERMEDIE

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VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 10
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

VALUTO IL MIO LAVORO (SCRITTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante la verifica ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito
  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere il test.
  Non ho avuto
 Avevo
la sensazione di non essere all’altezza.
  Non avevo

  mi sono
Nello scrivere bloccato/a davanti alla pagina bianca perché:
  non mi sono

 avevo
idee
  non avevo

 sapevo
come organizzarle
  non sapevo

 so
esprimermi bene quando scrivo
  non so

  riesco facilmente
a trovare le parole per esprimere i miei pensieri.
  non riesco

SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE 81

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PROVA 11 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: SCRITTURA (testi NARRATIVI e DESCRITTIVI)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi narrativi e descrittivi adeguati a situazione, argomento, scopo, destina-
tario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase semplice e complessa, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire
dall’analisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi narrativi e descrittivi corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti
e coesi, adeguati allo scopo.
• Scrivere testi narrativi e descrittivi sulla base di modelli sperimentati, adeguandoli a situazione, argomento,
scopo, destinatario e selezionando il registro più adeguato.
• Realizzare forme di scrittura creativa.
• Realizzare scelte lessicali adeguate in base al tipo di testo.

cognome e nome classe data


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NARRARE E DESCRIVERE
11A Un testo narrativo
Scrivi un testo narrativo che presenti il rapporto tra un ragazzo/a e un animale, con la
guida della traccia che segue. Ricordati di inventare il titolo!
•  Presentazione in breve dei protagonisti
•  Situazione iniziale
• Fatto nuovo
che introduce
un cambiamento
•  Sviluppo
• Un altro
cambiamento che…
• Conclusione della
vicenda

82 PROVA 11  VERIFICHE INTERMEDIE

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11B Un testo descrittivo di una persona
Facendo tesoro di tutto quello che hai appreso sulla descrizione, descrivi tu una perso-
na che conosci, in modo prevalentemente soggettivo, utilizzando la seguente traccia.
Introduzione
Un particolare insolito ed evidente della persona (quando ride, si arrabbia, è con­
centrato/a…)
Svolgimento
L’espressione del suo viso se è di buon umore (gli occhi…); ha un’andatura piutto-
sto…; una volta… (racconto di un episodio, esempio di comportamento)
Conclusione
Che cosa rappresenta per te (provi affetto, diffidenza, simpatia…)

11C Un testo descrittivo di un oggetto


Alcuni ragazzi della tua età amano conservare piccoli “tesori”che cercano di protegge-
re dagli sguardi indiscreti dei genitori, sorelle o fratelli, nascondendoli nei luoghi più
impensati. Possiedi anche tu tesori di questo tipo oppure oggetti che per te sono parti-
colarmente preziosi? Scegline uno e fanne una descrizione prevalentemente soggettiva
seguendo queste indicazioni.
• Descrivi l’oggetto in modo particolareggiato, osservandolo con l’aiuto dei cinque
sensi.
•  Concentrati sulle emozioni che suscita in te.
• Racconta a quali ricordi è legato, soffermandoti in particolare su una situazione
che possa illustrare il valore che quell’oggetto ha assunto per te.
•  Fai un tuffo nel passato e rievoca in breve come ne sei venuto in possesso.

OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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PROVA 11  VERIFICHE INTERMEDIE 83

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VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 11
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
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VALUTO IL MIO LAVORO (SCRITTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante la verifica ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito
  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere il test.
  Non ho avuto
 Avevo
la sensazione di non essere all’altezza.
  Non avevo

  mi sono
Nello scrivere bloccato/a davanti alla pagina bianca perché:
  non mi sono

 avevo
idee
  non avevo

 sapevo
come organizzarle
  non sapevo

 so
esprimermi bene quando scrivo
  non so

  riesco facilmente
a trovare le parole per esprimere i miei pensieri.
  non riesco

84 SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 84 15/11/13 14:29


PROVA 12 VERIFICHE INTERMEDIE
per la VALUTAZIONE PERIODICA delle COMPETENZE

Competenza linguistica: SCRITTURA (testi NARRATIVI e RIFLESSIVI)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi narrativi-riflessivi adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase semplice e complessa, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire
dall’analisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi narrativi-riflessivi corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e
coesi, adeguati allo scopo.
• Scrivere testi narrativi-riflessivi sulla base di modelli sperimentati, adeguandoli a situazione, argomento,
scopo, destinatario e selezionando il registro più adeguato.
• Realizzare forme di scrittura creativa.
• Realizzare scelte lessicali adeguate in base al tipo di testo.

cognome e nome classe data


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NARRARE E RIFLETTERE
12A Un testo narrativo
Immagina di aver trascorso una vacanza ecologica con i tuoi amici. Racconta l’esperien-
za tenendo conto delle indicazioni del seguente schema.
•  Scrivi in prima persona singolare.
•  Motiva la scelta del tipo di vacanza.
•  Descrivi il luogo.
•  Descrivi un animale con cui hai instaurato un legame speciale.
•  Racconta alcuni episodi.
•  Concludi con considerazioni personali.
Ricorda che il racconto deve essere credibile e coerente!

12B Un testo riflessivo


 n gioco finito male: ti è mai capitato di dare inizio, senza riflettere, a un gioco che
U
ha poi avuto conseguenze spiacevoli e indesiderate (punizioni, danni a persone o cose,
litigi…)?
Come si è concluso il fatto?
Sei stato capace di assumerti le tue responsabilità?
Quali insegnamenti hai tratto dalla brutta esperienza?
Racconta.

OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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PROVA 12  VERIFICHE INTERMEDIE 85

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VERIFICHE INTERMEDIE

VERIFICA INTERMEDIA 12
SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE
cognome e nome classe data
���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

VALUTO IL MIO LAVORO (SCRITTURA)


1. Secondo te, com’è andata la verifica? Indicalo con una crocetta.

2. Durante la verifica ero (puoi mettere più di una crocetta):


tranquillo/a ansioso/a affaticato/a curioso/a
distratto/a concentrato/a annoiato/a impaurito/a

3. Ho trovato la verifica:
facile      di media difficoltà      difficile 

4. Analizzo le mie difficoltà e i miei punti di forza:


  Ho capito
bene le consegne.
  Non ho capito
  Ho avuto
abbastanza tempo per svolgere il test.
  Non ho avuto
 Avevo
la sensazione di non essere all’altezza.
  Non avevo

  mi sono
Nello scrivere bloccato/a davanti alla pagina bianca perché:
  non mi sono

 avevo
idee
  non avevo

 sapevo
come organizzarle
  non sapevo

 so
esprimermi bene quando scrivo
  non so

  riesco facilmente
a trovare le parole per esprimere i miei pensieri.
  non riesco

86 SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE

Quaderno operativo_Volume 1.indd 86 15/11/13 14:29


3

VERIFICHE FINALI
per la valutazione
delle
COMPETENZE LINGUISTICHE
in uscita

Quaderno operativo_Volume 1.indd 87 15/11/13 14:29


PROVA 1A per la VALUTAZIONE delle COMPETENZE in uscita
VERIFICHE FINALI

Competenza linguistica: LETTURA (testo NARRATIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi letterari narrativi e comincia a costruirne un’interpretazione.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Leggere testi letterari in lingua italiana contemporanea, cogliendone il senso, le caratteristiche formali più
evidenti, l’intenzione comunicativa dell’autore.
• Comprendere che le parole hanno accezioni diverse e individuare l’accezione specifica di una parola in un
testo.
• Comprendere, nei casi più semplici e frequenti, l’uso e il significato figurato delle parole.

cognome e nome classe data


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VOGLIO QUEL CANE LÌ


Ricordi? Abbiamo discusso a lungo, alla fine ci siamo messe d’accordo per un cane.
La notte prima di andare a prenderlo non hai chiuso occhio. Ogni mezz’ora bussavi alla
mia porta e dicevi: «Non riesco a dormire». La mattina alle sette avevi già fatto colazio-
ne, ti eri vestita e lavata; con il cappotto addosso mi aspettavi seduta in poltrona. Alle
5 otto e mezza eravamo davanti all’ingresso del canile, era ancora chiuso. Tu guardando
tra le grate dicevi: «Nonna, come saprò qual è proprio il mio?». C’era una grande ansia
nella tua voce. Io ti rassicuravo, non preoccuparti, dicevo. Siamo tornate al canile per
tre giorni di seguito. C’erano più di duecento cani là dentro e tu volevi vederli tutti. Ti
fermavi davanti a ogni gabbia, stavi lì immobile e assorta in un’apparente indifferenza.
10 I cani intanto si buttavano tutti contro la rete, abbaiavano, facevano salti, con le zampe
cercavano di divellere le maglie.
Assieme a noi c’era l’addetta del canile. Credendoti una ragazzina come tutte le altre,
per invogliarti ti mostrava gli esemplari più belli: «Guarda quel cocker», diceva. Oppu-
re: «Che te ne pare di quel lassie?». Per tutta risposta emettevi una specie di grugnito
15 e procedevi senza ascoltarla.
Buck l’abbiamo incontrato al terzo giorno di quella via crucis. Stava in un delle gabbie
sul retro, quelle dove venivano alloggiati i cani convalescenti. Quando siamo arrivate
davanti alla grata, invece di correrci incontro assieme a tutti gli altri, è rimasto seduto
al suo posto senza neanche alzare la testa. «Quello», hai esclamato tu indicandolo con
20 un dito. «Voglio quel cane lì». Ti ricordi la faccia esterrefatta della donna? Non riusciva
a capire come tu volessi entrare in possesso di quel botolo orrendo. Già, perché Buck
era piccolo di taglia ma nella sua piccolezza racchiudeva quasi tutte le razze del mondo.
La testa da lupo, le orecchie morbide e basse da cane da caccia, le zampe slanciate
quanto quelle di un bassotto, la coda spumeggiante di un volpino e il manto nero e
25 rossiccio di un dobermann.

88 PROVA 1a  VERIFICHE FINALI

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Quando siamo andate negli uffici per firmare le carte, l’impiegata ci ha raccontato la sua
storia. Era stato lanciato fuori da un’auto in corsa all’inizio dell’estate. Nel volo si era fe-
rito gravemente e per questo motivo una delle zampe posteriori pendeva come morta.
Buck adesso è qui al mio fianco. Mentre scrivo ogni tanto sospira e avvicina la punta
30 del naso alla mia gamba. Il muso e le orecchie sono diventati ormai quasi bianchi e
sugli occhi, da qualche tempo, gli si è posato quel velo che sempre si posa sugli occhi
dei cani vecchi. Mi commuovo a guardarlo. È come se qui accanto ci fosse una parte di
te, la parte che più amo, quella che tanti anni fa, tra i duecento ospiti del ricovero, ha
saputo scegliere il più infelice e brutto.
(Tratto da: Susanna Tamaro, Va’ dove ti porta il cuore, Baldini & Castoldi)

A1. Il testo ha inizio con una domanda: “Ricordi?”.


a) Chi fa la domanda? ........................................................................
PUNTI 2
b) A chi è rivolta la domanda? ........................................................................ 

A2. «Abbiamo discusso a lungo, alla fine ci siamo messe d’accordo per un cane» (riga 1). La
discussione riguardava
A.   il luogo in cui andare a prendere un cane
B.   il tipo di animale da adottare
C.   la presenza di un animale in casa
D.   l’acquisto di un cane per la nonna PUNTI 1

A3. Rileggi dalla riga 2 alla riga 7. Che cosa prova la ragazzina, in attesa di entrare nel ca-
nile? Metti una crocetta per ogni riga.
LA RAGAZZA È VERO FALSO
a) felice
b) irrequieta
c) ansiosa
d) tranquilla
e) impaziente
f) serena PUNTI 6

A4. L’espressione “immobile e assorta in un’apparente indifferenza” (riga 9) significa che


la ragazzina
A.   non si preoccupa per l’agitazione dei cani
B.   guarda, valuta e riflette su ciò che vede
C.   ha perso interesse ad avere un cane
D.   non vuole mostrarsi coinvolta nella scelta PUNTI 1

PROVA 1a  VERIFICHE FINALI 89

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A5. I cani rinchiusi “cercavano di divellere le maglie” (riga 11), cioè
A.   scavare una buca sotto la rete
B.   allargare l’intreccio della rete
C.   abbassare l’altezza della rete
D.   strappare l’intreccio della rete PUNTI 1

A6. L’espressione “Credendoti una ragazzina come tutte le altre” (riga 12) fa capire che la
nonna ha per la nipote un sentimento di
A.  disprezzo
B.  rassegnazione
C.  ammirazione
D.  rimprovero PUNTI 1

A7. Quando finalmente nonna e nipote arrivano alla gabbia di Buck, l’autrice usa un’e-
spressione particolare, per indicare che le ripetute visite al canile sono state una vera
sofferenza. Individuala e trascrivila.

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PUNTI 1

A8. La congiunzione “invece” alla riga 18 potrebbe essere sostituita da


A.   in modo
B.   ma cercando
C.   al posto
D.   con l’intenzione PUNTI 1

A9. Nella frase «Voglio quel cane lì» (riga 20 e titolo) l’avverbio di luogo “lì” è usato
A.   per riprodurre un linguaggio scorretto
B.   come intercalare tipico dei dialetti
C.   per identificare meglio l’animale
D.   come rafforzativo della scelta PUNTI 1

A10. Perché l’addetta al canile aveva una “faccia esterrefatta” (riga 20) di fronte alla scelta
della ragazzina?
A.   Era scandalizzata che avesse scelto un cane così brutto
B.   Era meravigliata che potesse fare una scelta così matura
C.   Non si era ancora abituata ai capricci dei ragazzi
D.   Era sicura che dopo si sarebbe pentita della scelta irragionevole
 PUNTI 1

90 PROVA 1a  VERIFICHE FINALI

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A11. Nel contesto del brano, in riferimento al cane, il termine “botolo” (riga 21) significa
A.   aggressivo e pericoloso
B.   brutto e cattivo
C.   piccolo e tozzo
D.   grasso e ringhioso PUNTI 1

A12. Buck è un cane con le zampe corte o lunghe? Individua e trascrivi l’espressione del
testo che ti fornisce la risposta.

�������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������� PUNTI 1

A13. Chi ha abbandonato il cane era una persona spregevole e senza scrupoli. Quale frase
del testo ti può fare immaginare un individuo del genere? Trascrivila.

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�������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������� PUNTI 1

A14. La nonna dice: “Mi commuovo a guardarlo” (riga 32) perché


A.   la presenza di Buck le ricorda la nipote
B.   il cane invecchia e dovrà morire
C.   la malattia degli occhi è inguaribile
D.   tutte le cose passano in fretta e non tornano più PUNTI 1

A15. Indica le caratteristiche che emergono in generale dai comportamenti della ragazzina.
LA RAGAZZINA È SÌ NO
a) polemica
b) generosa
c) determinata
d) superficiale
e) riflessiva
f) sensibile
g) indifferente PUNTI 7

PROVA 1a  VERIFICHE FINALI 91

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A16. Quanto tempo è passato tra l’episodio accaduto e la narrazione?
A.   Poco tempo
B.   Tanti anni
C.   Alcuni mesi
D.   Qualche giorno PUNTI 1

A17. Completa la tabella: indica il tipo di sequenza (narrativa, riflessiva, dialogica o descrit-
tiva) relativa a ciascuna espressione.
SEQUENZA NARRATIVA RIFLESSIVA DIALOGICA DESCRITTIVA
a) 
«Siamo tornate al canile per
tre giorni di seguito».
b) 
«I cani intanto si buttavano
tutti contro la rete, abbaia-
vano, facevano salti, con le
zampe cercavano di divellere
le maglie».
c) 
«Guarda quel cocker», dice-
va. Oppure: «Che te ne pare
di quel lassie?».
d) 
«Ti ricordi la faccia esterre-
fatta della donna?».
e) «La testa da lupo, le orecchie
morbide e basse da cane da
caccia, le zampe slanciate
quanto quelle di un bassotto,
la coda spumeggiante di un
volpino e il manto nero e ros-
siccio di un dobermann».

PUNTI 5

A18. La storia di Buck fa capire che


A.   i cani belli e robusti hanno meno probabilità di essere scelti
B.   l’abbandono dei cani si verifica per fortuna molto raramente
C.   i cani brutti vengono sovente abbandonati
D.   gli animali soffrono e possono morire a causa dell’abbandono PUNTI 1

92 PROVA 1a  VERIFICHE FINALI

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A19. Da questa narrazione possono nascere diverse riflessioni: quali tra le seguenti ti sem-
brano corrette? Metti una crocetta per ogni riga.
RIFLESSIONE SÌ NO
a) I cani migliori da tutti i punti di vista sono quelli più robusti e di
razza.
b) È meglio adottare un cane andando a prenderlo in un canile: si può
aiutarlo.
c) Se si può avere un cane, bisogna ricordare che l’aspetto esteriore
non è la cosa più importante.
d) Si amano di più i cani belli perché fanno fare bella figura con gli altri
padroni.

PUNTI 4

TOTALE PUNTI 38

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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PROVA 1a  VERIFICHE FINALI 93

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PROVA 1B per la VALUTAZIONE delle COMPETENZE in uscita
VERIFICHE FINALI

Competenza linguistica: LETTURA (testo ESPOSITIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi espositivi per ricercare, raccogliere e rielaborare dati, informazioni e concetti.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Ricavare informazioni esplicite e implicite da testi espositivi per documentarsi su un argomento specifico.
• Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo espositivo.
• Comprendere e usare in modo appropriato termini specialistici di base.
• Utilizzare la propria conoscenza delle relazioni di significato fra le parole per comprendere parole non note
all’interno di un testo.

cognome e nome classe data


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CAPIRE E COMUNICARE LE EMOZIONI


Comunicare i propri sentimenti significa dire ciò che si sente o si pensa senza ferire o
turbare gli altri.
Quando, per esempio, qualcosa va storto, e io mi sento ferita e delusa, non è necessa-
rio prendermela con gli altri per sfogarmi.
5 Se dico a qualcuno «mi sento arrabbiata», senza accusarlo e senza offenderlo, questo
non lo farà stare particolarmente male.
Se un tuo amico ti dice «mi sento solo», ti aiuterà a conoscerlo meglio. Il segreto per
cominciare a comunicare i propri sentimenti sta nell’iniziare la frase dicendo: «Mi sen-
to…»; per continuare a comunicare bene i propri sentimenti dobbiamo evitare di parla-
10 re degli altri. Parliamo degli altri quando utilizziamo frasi come: «Tu sei…»; «Sei stato
tu a…»; «Tu mi hai fatto arrabbiare…».
Quando provi rabbia, fai sapere come ti senti senza dire nulla di offensivo sull’altro:
«Quando ieri ha chiesto a tutti i miei compagni come stavano, dimenticandosi solo di
me, mi sono sentita ferita e arrabbiata… È per questo che oggi sono così nervosa e
15 imbronciata».
Comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, i propri stati d’animo dovrebbe essere
una cosa spontanea. Tuttavia, non sempre accade. Capita che gli altri non ci ascoltino.
Oppure, che noi non sappiamo descrivere con precisione ciò che ci sta succedendo. A
questo proposito vorrei aprire con voi una breve parentesi su un’emozione molto par-
20 ticolare e molto gettonata: LA RABBIA.
Spesso noi chiamiamo genericamente “RABBIA” una miriade di vissuti diversi, che se
utilizzati adeguatamente saprebbero descrivere con più precisione, a noi stessi e agli
altri, cosa ci sta succedendo.
In realtà la RABBIA è un’emozione secondaria. È cioè un’emozione che viene provata su-
25 bito dopo averne provata qualcun’altra. Sotto la rabbia ci sono: il dolore, la preoccupa-
zione, la frustrazione, la paura, il sentirsi feriti, l’essere svalutati, dimenticati, usati, ecc.

94 PROVA 1b  VERIFICHE FINALI

Quaderno operativo_Volume 1.indd 94 15/11/13 14:30


Nello schema in basso la rabbia viene identificata con la punta di un iceberg, mentre
la base corrisponde alle altre emozioni, probabilmente più rappresentative di noi e di
ciò che ci sta succedendo, ma al tempo stesso meno visibili e accessibili se non con un
30 atto di maggiore intenzionalità e consapevolezza.
Ecco allora che per comunicare agli altri cosa mi sta davvero succedendo è impor-
tante che io mi domandi: «Sì, sono arrabbiata e furibonda… ma perché? Cosa c’è
sotto questa rabbia? Quali altre emozioni me l’hanno causata? Cosa causa e sorregge
quest’emozione?».
35 Ecco allora che, diventando più consapevole dei miei movimenti emotivi, saprò “co-
municarmi” più efficacemente agli altri e diminuirò la probabilità di essere fraintesa e
ignorata.
(Tratto da: Monica Rebuffo, 5 percorsi di crescita psicologica, Erickson)

ICEBERG

RABBIA Come tutti sappiamo la punta è la parte


più visibile dell’iceberg.
In realtà, la vera e più significativa
PAURA DELUSIONE RISENTIMENTO massa di ghiaccio rimane
sotto il pelo dell’acqua,
TRISTEZZA PREOCCUPAZIONE FERITA DOLORE non visibile e nascosta,
ma non per questo inesistente.

B1. «Comunicare i propri sentimenti» (riga 1) significa


A.   esprimere i propri stati d’animo senza offendere chi ci ascolta
B.   esprimere solo sentimenti personali che non offendono gli altri
C.   stare molto attenti a non offendere o aggredire le altre persone
D.   non prendersela con gli altri per sfogare le proprie emozioni PUNTI 1

B2. Secondo l’autrice del testo, c’è un modo ideale per iniziare a comunicare i propri sen-
timenti.
a) Trascrivi le parole suggerite: ...........................................................................

b) Perché sono le parole adatte? Perché in questo modo


• gli altri non si sentono male o particolarmente colpevoli V    F 
• si fanno star male le persone che ci ascoltano V    F 
• si analizza meglio se stessi e i motivi del sentimento V    F 
• permettiamo agli altri di esprimersi come vogliono V    F 
• le altre persone sono costrette ad ascoltarci V    F 

PUNTI 6

PROVA 1b  VERIFICHE FINALI 95

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B3. Nella frase «Comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, i propri stati d’animo
dovrebbe essere una cosa spontanea. Tuttavia, non sempre accade» (righe 16-17) con
quale parola si può sostituire “Tuttavia”?
A.  Comunque
B.  Perciò
C.  Infatti
D.  Però PUNTI 1

B4. La rabbia è definita un’emozione “molto gettonata” (riga 20) cioè molto
A.  apprezzata
B.  detestata
C.  frequente
D.  richiesta PUNTI 1

B5. La rabbia è un’emozione “secondaria” perché


A.   si scatena prima delle altre emozioni
B.   è meno importante di altri sentimenti
C.   sono altre emozioni che la provocano
D.   è composta da differenti stati d’animo PUNTI 1

B6. Riscrivi questi termini nello schema e metti in relazione le due parti con una freccia.
conseguenze • rabbia • cause • altri sentimenti (paura, delusione…)

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PUNTI 5

B7. Indica le emozioni che possono nascondersi sotto la rabbia.


EMOZIONI SÌ NO
a) provare gioia
b) sentire dolore
c) avere paura
d) essere sereni
e) essere preoccupati
f) provare delusione
g) sentirsi poco apprezzati
h) ispirare fiducia PUNTI 8

96 PROVA 1b  VERIFICHE FINALI

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B8. Nella frase «Nel nostro schema la rabbia viene identificata con la punta di un iceberg,
mentre la base corrisponde alle altre emozioni» (righe 27-28) la parola “mentre” si può
sostituire con
A.  invece
B.  dunque
C.  tuttavia
D.  infatti PUNTI 1

B9. A quali parole del testo si riferisce l’espressione “meno visibili e accessibili”? (riga 29)
��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

B10. L’espressione “un atto di maggiore intenzionalità e consapevolezza” (righe 29-30) si-
gnifica
A.   un comportamento dettato da una forte volontà e conoscenza di sé
B.   una maggiore conoscenza dei propri stati d’animo e azioni
C.   una più evidente intenzione di avere libertà di scelta
D.   il superamento della timidezza nel comunicare i sentimenti PUNTI 1

B11. Per riuscire a comunicare in modo efficace i miei stati d’animo agli altri, ad esempio la
rabbia, io posso
A.   capire che la rabbia è un’emozione nociva ed è da controllare
B.   analizzare le cause che hanno portato gli altri a trattarmi male
C.   farmi delle domande rispetto al comportamento degli altri
D.   cercare di capire quali emozioni mi hanno portato ad arrabbiarmi

 PUNTI 1

B12. Osserva con attenzione il disegno di pagina 95 e completa la tabella trascrivendo le


espressioni seguenti:

altre emozioni • punta dell’iceberg • tenuta nascosta •


visibile agli altri • grande massa di ghiaccio • rabbia

EMOZIONE ICEBERG MANIFESTAZIONE

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PUNTI 6

PROVA 1b  VERIFICHE FINALI 97

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B13. Nella conclusione del testo, l’autrice usa per due volte l’espressione “Ecco allora che”
(righe 31 e 35). Per evitare la ripetizione, la seconda espressione (riga 35) si potrebbe
sostituire con
A.  perciò
B.  infatti
C.  sebbene
D.   anche se PUNTI 1

B14. Se una persona è “fraintesa” (riga 36) significa che


A.   non è gradita
B.   non è capita
C.   è interrotta
D.   è frastornata PUNTI 1

B15. Quale delle seguenti affermazioni esprime il significato complessivo del testo?
A.  Per comunicare i nostri sentimenti o stati d’animo in modo efficace
è importante essere chiari e precisi
B.  Perché i nostri stati d’animo siano compresi dagli altri è fondamentale
che noi stessi ne diventiamo consapevoli
C.  Nei rapporti con gli altri, quando esprimiamo i nostri sentimenti,
è probabile essere fraintesi e ignorati
D.  Nel comunicare i propri cambiamenti emotivi bisogna sapersi esprimere
in modo efficace e spontaneo
PUNTI 1

B16. Il testo che hai letto è stato scritto per


A.  raccontare
B.  informare
C.  descrivere
D.   dare istruzioni PUNTI 1

TOTALE PUNTI 37

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

98 PROVA 1b  VERIFICHE FINALI

Quaderno operativo_Volume 1.indd 98 15/11/13 14:30


PROVA 1C per la VALUTAZIONE delle COMPETENZE in uscita
VERIFICHE FINALI

Competenza linguistica:
GRAMMATICA E RIFLESSIONE SUGLI USI DELLA LINGUA
Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative all’organizzazione
logico-sintattica della frase semplice, alle parti del discorso e ai principali connettivi.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere i principali meccanismi di formazione delle parole.
• Riconoscere in un testo le parti del discorso e i loro tratti grammaticali.
• Riconoscere l’organizzazione logico-sintattica della frase semplice.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

C1. Quale delle seguenti frasi contiene un errore di ortografia?


A.   Non so se Marco fa la cosa giusta.
B.   Mi dà molto fastidio che tu dica ciò.
C.   Stà a me decidere chi invitare alla festa.
D.   Non accelerare per favore, ho paura! PUNTI 1

C2. Le parole dei seguenti gruppi sono state divise in sillabe. In ogni gruppo compare una
divisione errata: individuala e sottolineala.
a) tac-cui-no b) in-gan-na-re c) ar-gen-teo d) quel-lo
pen-nel-lo sce-gli-e-re prin-ci-pe-sco que-sto
av-ven-tu-ra par-la-re lo-de-vo-le cos-tu-i
co-nos-cen-za scri-ve-re ro-se-to co-de-sto

PUNTI 4

C3. Scrivi il femminile dei seguenti nomi.

attore:  � ������������������������������������������������������������������� insegnante: � �������������������������������������������������������������������


professore: � ������������������������������������������������������������������� uomo:  � �������������������������������������������������������������������

padre:  � ������������������������������������������������������������������� gatto:  � �������������������������������������������������������������������

PUNTI 6

PROVA 1c  VERIFICHE FINALI 99

Quaderno operativo_Volume 1.indd 99 15/11/13 14:30


C4. Scrivi il plurale dei seguenti nomi.

camicia:  � ������������������������������������������������������������������� farmacia:  � �������������������������������������������������������������������

pancia:  � ������������������������������������������������������������������� psicologo:  � �������������������������������������������������������������������

specie:  � ������������������������������������������������������������������� barca:  � �������������������������������������������������������������������

analisi:  � ������������������������������������������������������������������� brusio:  � �������������������������������������������������������������������

PUNTI 8

C5. Leggi con attenzione la frase che segue, quindi trascrivi tutti gli aggettivi determinativi.
Gianni, quel mio vecchio compagno di scuola che hai conosciuto anche tu, non ha
nessuna intenzione di partecipare alla tua festa.

Aggettivi determinativi: �����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 4

C6. Analizza le voci verbali completando la tabella.


PERSONA
VOCI VERBALI INFINITO CONIUGAZIONE MODO TEMPO
E NUMERO

a) perdesse ������������������� ����������������������������� ������������������������� ������������������������ III singolare

b) mangeremmo ���������������������� I ���������������������������� presente �����������������������������

c) avete dormito dormire �������������������������������� indicativo ��������������������������� ��������������������������

���������������������������

PUNTI 10

C7. Nella frase «La conosco da molti anni», la parola “La” è


A.   articolo determinativo femminile singolare
B.   pronome personale soggetto
C.   pronome personale complemento
D.   pronome dimostrativo PUNTI 1

C8. In quale delle frasi che seguono “che” è un aggettivo interrogativo?


A.   Vorrei sapere che tempo farà domani.
B.   Dimmi che domani verrai a teatro.
C.   Il libro che stai leggendo è di Alessandra.
D.   Che meraviglia quel dipinto! PUNTI 1

100 PROVA 1c  VERIFICHE FINALI

Quaderno operativo_Volume 1.indd 100 15/11/13 14:30


C9. Nelle seguenti frasi, inserisci la preposizione corretta, semplice o articolata.
a) Non ho letto l’articolo di giornale (.............................) cui parli.
b) La mensola (.............................) quale sono sistemati i libri è pericolante.
c) Qual è il motivo (.............................) il quale mi hai fatto correre? PUNTI 3

C10. Volgi in forma passiva la frase attiva e viceversa.


a) Frase attiva:
La poliziotta ha arrestato un ladro di gioielli.
Forma passiva: ��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

b) Frase passiva:
I bambini erano stati premiati dall’insegnante.
Forma attiva: �������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 2

TOTALE PUNTI 40

TOTALE PUNTI PROVA 1A + 1B + 1C  ............ / 115

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PROVA 1c  VERIFICHE FINALI 101

Quaderno operativo_Volume 1.indd 101 15/11/13 14:30


PROVA 2 per la VALUTAZIONE delle COMPETENZE in uscita
VERIFICHE FINALI

Competenza linguistica: SCRITTURA (sviluppo di un testo ESPOSITIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi di tipo espositivo adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire dall’a-
nalisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi di tipo espositivo corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e
coesi, adeguati allo scopo.
• Comprendere e usare in modo appropriato i termini specialistici di base afferenti alle diverse discipline.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

Scrivi un testo in cui esponi il problema dell’abbandono degli animali. Segui le indicazioni.

TITOLO Puoi scegliere un titolo ironico come “Ferie da cani”, oppure un titolo serio
del tipo “Animali abbandonati”.

INTRODUZIONE Inizia spiegando il fenomeno dell’abbandono.


Esponi qualche dato:
•  6 500 000 le famiglie italiane con cani;
•  7 500 000 le famiglie italiane con gatti;
•  Ogni anno più di 500 000 animali abbandonati (tra cui tartarughe, serpenti…);
•  Quali sono gli animali abbandonati;
•  In quali occasioni e per quali cause, soprattutto, avviene l’abbandono.

SVILUPPO Sviluppa l’argomento spiegando:


• come vengono abbandonati gli animali (sulle autostrade, nelle aree di
sosta, in campi isolati di campagna, nei laghi, nei fiumi…);
• il loro destino (l’80% muore nei primi giorni, gli altri subiranno maltrat-
tamenti o, se cani, saranno addestrati per combattimenti clandestini;
alcuni, più fortunati, troveranno un angolino dove sopravvivere…);
• i rischi per l’uomo: gli animali abbandonati possono causare incidenti,
per esempio automobilistici, anche mortali;
• le responsabilità di chi abbandona;
• come sia difficile cogliere sul fatto chi abbandona un animale;
• l’importanza di denunciare il fatto quando se ne viene a conoscenza.
Arricchisci la tua esposizione facendo alcuni esempi.

CONCLUSIONE Esprimi qualche considerazione personale.

OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

102 PROVA 2  VERIFICHE FINALI

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4

PROVE DI RECUPERO
per consolidare e valutare le
COMPETENZE LINGUISTICHE
di base

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PROVA 1 RECUPERO

Competenza linguistica: LESSICO RICETTIVO E PRODUTTIVO


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo capisce e utilizza i vocaboli fondamentali e quelli di alto uso.
Obiettivi di apprendimento
• Comprendere e utilizzare in modo appropriato il lessico di base (parole del vocabolario fondamentale e
quello di alto uso).
• Comprendere che le parole hanno accezioni diverse e individuare l’accezione specifica di una parola in un
testo.
• Comprendere, nei casi più semplici e frequenti, l’uso e il significato figurato delle parole.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

1. Quali coppie di parole sono costituite da sinonimi (parole di uguale significato) e quali no?
• intrecciare • attorcigliare SÌ    NO 
• deformato • informato SÌ    NO 
• apprensivo • imperturbabile SÌ    NO   
• originale • autentico SÌ    NO 
• senno • criterio SÌ    NO 
• stizzoso • collerico SÌ    NO 
• troncare • rinforzare SÌ    NO 
• cala • baia SÌ    NO 
• ripicca • rabbia SÌ    NO   PUNTI 9

2. Scrivi parole di significato contrario a queste.


profondo ������������������������������������������������������������������� primo �������������������������������������������������������������������

frequente ������������������������������������������������������������������� negativo �������������������������������������������������������������������

giustificare ������������������������������������������������������������������� gradito �������������������������������������������������������������������

disgrazia ������������������������������������������������������������������� ruvido �������������������������������������������������������������������

forte ������������������������������������������������������������������� assentarsi �������������������������������������������������������������������

PUNTI 10

3. Cancella con una riga le parole che non hanno riferimento con il primo termine indicato.
forestiero albero • straniero • tagliare • giungere
finestra termine • vista • vetro • chiudere
autografo guidare • foglietto • cantante • sussurrare
mareggiata costa • nutrire • onde • relitto
medico mendicare • guarire • ago • monotono

104 PROVA 1  PROVE DI RECUPERO

Quaderno operativo_Volume 1.indd 104 15/11/13 14:30


romanziere scrittore • canzone • narrazione • fragore
selvatico fungo • animale • gancio • colpire
pungente aguzzo • intelligente • esperto • appuntito PUNTI 14

4. Inserisci al posto dei puntini la parola adatta, scegliendola tra le seguenti.


i frutti • ampiezza • portato • boria • i fondi • modestia • sbalzo •
grandezza • un passante • esigenze • violento • speranze • eccezionale •
rimesso • un testimone • qualità


Osserva bene il senso delle frasi, perché non tutte le parole possono essere inserite!

a) Per raccogliere ........................................................ per la festa del quartiere, fu organizzata una


lotteria.
b) Hai ........................................................ a nuovo la poltrona preferita della nonna.
c) Quei ragazzi mi hanno stancato con la loro ........................................................ Tanta presunzio-
ne è ridicola.
d) Ogni .................................................. di corrente può far scattare questo interruttore difettoso.
e) Ho forato una gomma, ma per fortuna ........................................................ mi ha aiutato.
f) 
Questo appartamento è troppo piccolo per le nostre ........................................................ Ne
dobbiamo cercare uno di maggiore ........................................................

g) Il freddo ........................................................ ha danneggiato il raccolto dei frutti avendo fatto


cadere i fiori.
 PUNTI 8

5. Scrivi due frasi utilizzando le parole seguenti con significati diversi, come nell’esempio.
coda • pianta

Esempio: capo  Il mio capo è una donna.


� �������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

Non ricordo dove sia Capo Rizzuto.


� �������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

•.....................................................................................................................................................................
��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

•.....................................................................................................................................................................
�������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������� PUNTI 4

TOTALE PUNTI 45

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PROVA 1  PROVE DI RECUPERO 105

Quaderno operativo_Volume 1.indd 105 15/11/13 14:30


PROVA 3 RECUPERO

Competenza linguistica: LETTURA (testo NARRATIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge e comprende testi narrativi, ne individua il senso globale e le informazioni principali, utilizzan-
do strategie di lettura adeguate agli scopi.
• Legge testi facenti parte della letteratura per l’infanzia, in lettura silenziosa e autonoma, e formula su di essi
giudizi personali.
Obiettivi di apprendimento
• Comprendere il significato del testo e saperlo collegare alla propria realtà.
• Impiegare tecniche di lettura silenziosa.
• Usare, nella lettura, opportune strategie per analizzare il contenuto; porsi domande all’inizio e durante la
lettura del testo; cogliere indizi utili a risolvere i nodi della comprensione.
• Individuare l’accezione specifica di una parola in un testo.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

L’«INTERMINABILE» RUDY
Joseph, un bambino ebreo, si ritrova in un collegio-orfanotrofio dove padre Pons
ospita i piccoli ebrei per sottrarli al rischio della deportazione nei campi di sterminio
tedeschi. Qui conosce Rudy…

Al dormitorio fui estasiato di fare la conoscenza del mio armadio – non avevo mai avu-
to un armadio mio – e guardandone i ripiani vuoti immaginai i numerosi tesori che vi
avrei riposto, senza ben realizzare che per il momento avevo da metterci due biglietti
del tram usati e nient’altro.
5 – Ora ti presenterò il tuo padrino. Ogni interno1 di Villa Gialla2 è sotto la tutela di un
ragazzo più grande. Rudy!
Padre Pons chiamò «Rudy» più volte senza successo. I bidelli ne ripeterono il nome
come un’eco. Poi gli alunni. Finalmente, dopo un lasso3 di tempo che mi parve insop-
portabile e che mise sottosopra tutta la scuola, il suddetto Rudy arrivò.
10 Promettendomi un «grande» come padrino, padre Pons non aveva mentito: Rudy era
interminabile. Era talmente alto che sembrava sospeso a un filo, teso dietro le sue
spalle spioventi4, mentre braccia e gambe gli pendevano nel vuoto, senza forza, disar-
ticolate, e la testa ciondolava in avanti, pesante, carica di capelli troppo bruni, troppo
ispidi, troppo dritti, stupiti di essere là. Veniva avanti lentamente, come per scusare
15 il suo gigantismo, come un dinosauro indolente che dica: «Non abbiate paura, sono
buono, mangio solo erba».

1. interno: ragazzo che alloggia presso il collegio-orfanotrofio.


2. Villa Gialla: è il nome del collegio-orfanotrofio di padre Pons.
3. lasso: periodo.
4. spioventi: che ricadono all’ingiù.

108 PROVA 3  PROVE DI RECUPERO

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– Mi voleva, padre? – domandò con voce profonda ma sorda.
– Rudy, ecco Joseph, il tuo figlioccio.
– Ah no, padre, non è affatto una buona idea.
20 – Non si discute.
– Sembra un ragazzo a posto… non se lo merita.
– Hai l’incarico di fargli visitare la scuola e di insegnargli il regolamento.
– Io?
– A forza di prendere punizioni, credo che tu lo conosca meglio di chiunque altro. Alla
25 seconda campanella, accompagnerai il tuo figlioccio nella classe dei piccoli.
Padre Pons sparì. Rudy mi guardò come se fossi stato un mucchio di legna che doveva
trasportare a spalla e cacciò un sospiro.
– Come ti chiami?.
– Joseph Bertin. Ho sei anni. Perché non vuoi essere il mio padrino?
30 – Perché ho il malocchio. Se c’è un sasso tra le lenticchie, lo becco io. Se una sedia si
deve rompere, si rompe sotto di me. Se casca un aereo, mi casca addosso. Sono jellato5
e porto jella6. Il giorno in cui sono nato, mio padre ha perduto il lavoro e mia madre ha
cominciato a piangere. Se mi affidi una pianta, stai sicuro che muore. Se mi presti una bi-
cicletta, crepa pure lei. Ho il tocco della morte. Le stelle rabbrividiscono, quando mi guar-
35 dano. Sono una calamità universale, un errore, un catastrofe, la sfortuna fatta persona.
Più inanellava7 i suoi lamenti con una voce che rimbalzava dal grave all’acuto sotto i
colpi dell’emozione, più mi sganasciavo dal ridere.
Lui mi osservava con durezza.
– Ora andiamo a visitare Villa Gialla.
40 Con naturalezza mi prese la mano nella sua zampa calda e, come se fossimo stati fra-
telli da sempre, mi portò a scoprire l’universo dove avrei trascorso gli anni a venire.
– Di’ la verità, a te non sembra che abbia una faccia da vittima predestinata?
– Se imparassi a usare un pettine, cambierebbe tutto.
– E la mia goffaggine? L’hai visto quanto sono maldestro? Ho delle zattere al posto dei
45 piedi e delle mani che sembrano battipanni.
– È perché sono cresciute prima di tutto il resto, Rudy.
– Io mi moltiplico! Aumento! Ti pare una fortuna vedersi diventare una specie di ber-
saglio a crescita continua?
– Una bella altezza ispira fiducia.
50 – Dici?
– E attira le ragazze.
– Sarà… però ammetterai che bisogna essere proprio sfortunato per considerarsi uno
che porta sfortuna!
– Non è la fortuna che ti manca, Rudy, è il cervello.
55 Così cominciò la nostra amicizia: fin da subito presi il mio padrino sotto la mia tutela.
(Tratto da: Eric-Emmanuel Schmitt, Il bambino di Noè, Bur)

5. jellato: sfortunato.
6. jella: sfortuna.
7. inanellava: diceva cose una dietro l’altra.

PROVA 3  PROVE DI RECUPERO 109

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1. Come reagisce Rudy alla notizia del nuovo figlioccio?
A.  È fiero e contento dell’incarico
B.  È contento, ma non si sente all’altezza
C.  Cerca di rifiutare perché non si sente all’altezza
D.  È indifferente, non gliene importa nulla PUNTI 1

2. Perché secondo padre Pons è proprio la persona adatta? Completa con l’aiuto del testo.
Perché a furia di prendere punizioni  � ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

3. Quale considerazione ha Rudy di se stesso? Rudi si considera un ragazzo


A.  poco intelligente
B.  sfortunato
C.  che porta sfortuna
D.  sfortunato e che porta sfortuna PUNTI 1

4. Alla riga 1, con quale sinonimo potresti sostituire l’aggettivo “estasiato”?


A.  felice
B.  affascinato
C.  sconsolato
D.  sconvolto PUNTI 1

5. Nella frase “Sembra un ragazzo a posto… non se lo merita” (riga 21) che cosa intende
Rudy con quel “lo”?
A.  Joseph non merita di avere Rudy come padrino
B.  Joseph non merita di essere finito in quel posto
C.  Padre Pons non merita di avere Rudy come ospite
D.  Rudy non merita di doversi occupare di Joseph PUNTI 1

6. Riscrivi ciascun termine della colonna di sinistra accanto al rispettivo sinonimo della co-
lonna di destra.
TERMINE SINONIMO

tutela ������������������������������������������������������������������������ comprendere


realizzare ������������������������������������������������������������������������ slegato
interminabile ������������������������������������������������������������������������ impacciato
disarticolato ������������������������������������������������������������������������ svogliato
indolente ������������������������������������������������������������������������ protezione
goffo ������������������������������������������������������������������������ lunghissimo PUNTI 6

110 PROVA 3  PROVE DI RECUPERO

Quaderno operativo_Volume 1.indd 110 15/11/13 14:30


7. Indica le frasi che contengono una similitudine. Metti una crocetta per ogni riga.
CONTIENE NON CONTIENE
FRASE
UNA SIMILITUDINE UNA SIMILITUDINE
a) Non avevo mai avuto un armadio mio
b) Ogni interno è sotto la tutela di un ragaz-
zo più grande
c) Veniva avanti lentamente, come un dino-
sauro
d) Mi guardò come se fossi stato un mucchio
di legna
e) Se imparassi a usare un pettine cambie-
rebbe tutto
f) 
Mi prese la mano come se fossimo stati
fratelli da sempre
g) Le mani sembrano battipanni

PUNTI 7

8. Con quali dei seguenti aggettivi definiresti Joseph? Sottolineali.


affettuoso • triste • malinconico • ironico •
protettivo • scorbutico • positivo • diffidente PUNTI 4

9. La frase “fin da subito presi il mio padrino sotto la mia tutela” (riga 55) significa che
A.  Joseph si prende cura di chi dovrebbe occuparsi di lui
B.  chi dovrebbe essere protetto rifiuta il suo padrino
C.  Rudy prende Joseph sotto la sua protezione
D.  Padre Pons prende Rudy e Joseph sotto la sua protezione PUNTI 1

10. Sulla base di quanto hai letto, completa la seguente affermazione.


La vicenda del testo è raccontata in ................................ persona da  � �������������������������������������������������������

 PUNTI 2

PROVA 3  PROVE DI RECUPERO 111

Quaderno operativo_Volume 1.indd 111 15/11/13 14:30


11. Rileggi con attenzione la descrizione di Rudy (righe 10-16), poi completa la tabella scri-
vendo nello spazio sui puntini. L’esercizio è avviato.

ELEMENTI FISICI DI RUDY DESCRIZIONE DI RUDY NEL TESTO


altezza interminabile,
����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

spalle ����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

braccia e gambe ����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

testa ����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

capelli ����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

andatura ����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������


• Si tratta di una descrizione
 soggettiva    oggettiva PUNTI 7

12. Riprendi la frase conclusiva del testo, “così cominciò la nostra amicizia…”, quindi prova
a immaginare un seguito in circa 10 righe.

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

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��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 5

TOTALE PUNTI 37

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

��������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

112 PROVA 3  PROVE DI RECUPERO

Quaderno operativo_Volume 1.indd 112 15/11/13 14:30


PROVA 4 RECUPERO

Competenza linguistica: LETTURA (DESCRIZIONE di animali)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi letterari narrativi-descrittivi e comincia a costruirne un’interpretazione.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Comprendere testi descrittivi, individuando gli elementi della descrizione, la loro collocazione nello spazio
e il punto di vista dell’osservatore.
• Comprendere e usare parole in senso figurato.
• Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo descrittivo.
• Riconoscere in un testo le parti del discorso e i loro tratti grammaticali.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

UN CUCCIOLO
È la vigilia di Natale. Nevica forte. Il signore entra a passi svelti nel canile e si dirige
risoluto dal guardiano:
– Vorrei un cucciolo di puli1 da regalare a mia moglie.
– Ce ne sarebbe ancora uno di quattro settimane… Lo tengo nella mia baracca perché
5 mi ci sono affezionato… Venga, glielo mostro.
L’esserino sta sul pavimento sudicio come un guanto di pelo di capra caduto per terra.
Guaisce. Il guardiano lo solleva con due dita e lo porge al signore.
– Questo sarebbe un cane? – chiede lui perplesso.
Un po’ riluttante lo prende: in effetti ha quattro zampe e una selva di pelo; ha pure
10 la coda. E, in mezzo ai ciuffi incolti, un paio di occhi blu scuro scintillano di una luce
straordinariamente vivida al chiarore della lampada. Il groppo di pelo è caldo e al suo
interno batte un cuore. Batte con un ritmo febbrile. In mezzo a questo pugno di paglia
e pelliccia nera, all’altezza della cassa toracica, spicca una strana voglia di pelo candi-
do: un contrassegno inconfondibile, che lo distinguerà da ogni altra creatura al mondo,
15 il giorno in cui vi si avventurerà.
– E noti che corporatura! – esclama il guardiano.
Mentre il guardiano elenca le qualità del cucciolo il signore lo posa per terra, indeciso.
La bestiola trotterella verso la porta aperta; la neve cade fitta e lui caccia fuori la lin-
gua e si mette a leccare i fiocchi dalla punta rosea del proprio naso. Poi si stiracchia e

1. puli: antica razza di cane da gregge ungherese. Di medie dimensioni, tarchiato, il suo
mantello si presenta cordato, cioè costituito da ciuffi di peli avvolti a forma di corda.
Nell’animale adulto il mantello arriva a toccare il suolo.

PROVA 4  PROVE DI RECUPERO 113

Quaderno operativo_Volume 1.indd 113 15/11/13 14:30


20 si raddrizza; d’un tratto sembra cresciuto, diventa un animale, adesso sì, si vede che
ha quattro zampe, una coda che promette di diventare splendida… In questo istante
ha davvero l’aspetto di un cane. E comincia ad abbaiare, così forte che non ci si spiega
come quella voce tanto possente possa essere contenuta in un organismo così minuto.
– Diventerà un bravo cane. Lo si capisce già soltanto dalla voce… – mormora il signore.
(Tratto da: Sándor Márai, Truciolo, Adelphi)

1. Lo spunto narrativo che fa “da cornice” alla descrizione del cucciolo è:


A.  la nevicata che ha indotto il signore a entrare nel canile per ripararsi.
B.  la sua intenzione di allevare un cane.
C.  l’esigenza di acquistare un cucciolo per avere un po’ di compagnia.
D.  il desiderio di regalare un cagnolino alla moglie.
 PUNTI 1

2. A prima vista, a che cosa è paragonato il cucciolo? Sottolinea nel testo la frase e riscrivila.

������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

3. Rileggi la descrizione del cagnolino e quindi inserisci nella tabella seguente le espressio-

ni date. Distingui gli aspetti della descrizione secondo gli organi di senso utilizzati.

guaisce • ciuffi incolti • occhi blu scuro • groppo di pelo caldo • batte un cuore •
voglia di pelo candido • punta rosea del naso • abbaiare forte

VISTA TATTO UDITO

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PUNTI 8

114 PROVA 4  PROVE DI RECUPERO

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4. Quali tra le seguenti frasi del testo, che descrivono il comportamento del cucciolo, ripor-
tano anche considerazioni e commenti personali? Indicale con una crocetta.
A.  L a bestiola trotterella verso la porta aperta.
B.  L a neve cade fitta e lui caccia fuori la lingua e si mette a leccare i fiocchi.
C.  Poi si stiracchia e si raddrizza; d’un tratto sembra cresciuto.
D.  Si vede che ha quattro zampe, una coda che promette di diventare splendida.
E.  In questo istante ha davvero l’aspetto di un cane.
F.  E comincia ad abbaiare, così forte che non ci si spiega come quella voce
tanto possente possa essere contenuta in un organismo così minuto.
PUNTI 4

5. Quale caratteristica del cucciolo risulta quasi inspiegabile?


������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

6. In virtù di quella caratteristica, di che cosa si convince il signore?


������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

7. Il signore, quindi, acquisterà o no il cucciolo?


 Sì
 No
Un aggettivo all’inizio del racconto ti dava già un’indicazione sulla sua intenzione.
Individualo e trascrivilo.

������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 2

8. Da che cosa è illuminata la baracca?


������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

9. Quali sono i tre aspetti percettivi prevalenti nel testo?


A.  visivi
B.  uditivi
C.  olfattivi
D.  gustativi
E.  tattili PUNTI 3

PROVA 4  PROVE DI RECUPERO 115

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10. Nella frase «in questo istante ha davvero l’aspetto di un cane» (righe 21-22), la parola
“davvero” potrebbe essere sostituita da:
A.  inoltre
B.  veramente
C.  particolarmente
D.  principalmente PUNTI 1

11. In base a quanto hai letto e hai scritto, completa indicando le quattro scelte corrette.
La descrizione del cucciolo presenta:
A.  paragoni
B.   caratteristiche fisiche e di comportamento
C.   assenza di opinioni personali
D.   opinioni personali
E.   termini tecnici
F.   termini letterari PUNTI 4

12. Quindi, puoi affermare di aver letto una descrizione soprattutto:


A.  oggettiva
B.  soggettiva PUNTI 1

13. Il cucciolo “guaisce” (riga 7), cioè:


A.  emette un suono basso e minaccioso.
B.  si lamenta, come se piagnucolasse.
C.  emette un suono alto e prolungato.
D.  fa un verso che ricorda uno strillo. PUNTI 1

14. Scrivi un sinonimo adatto per ogni termine del testo elencato.

• risoluto: ...........................................................................................................................

• selva: ...........................................................................................................................

• vivida: ...........................................................................................................................  PUNTI 3

TOTALE PUNTI 32

VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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116 PROVA 4  PROVE DI RECUPERO

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PROVA 5 RECUPERO

Competenza linguistica: LETTURA (testo ESPOSITIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo legge testi espositivi e comincia a costruirne un’interpretazione.
Obiettivi di apprendimento
• Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto stra-
tegie differenziate.
• Ricavare informazioni esplicite e implicite da testi espositivi per documentarsi su un argomento specifico.
• Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo espositivo.

cognome e nome classe data


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Leggi tutti i testi che seguono e poi svolgi le attività richieste.

Un animale intelligente e affettuoso


(L’avresti mai detto?)
CARTA D’IDENTITà
Il maiale appartiene alla famiglia dei suidi, della quale fanno parte sia animali domestici sia selvatici
come il cinghiale o il facocero. Le loro dimensioni possono variare notevolmente.
Caratteristiche fisiche principali: la pelle spessa e poco pelosa, le zampe che terminano su due dita
ben sviluppate su cui si appoggia per camminare, ma soprattutto il suo bellissimo e speciale naso,
mobilissimo, che termina con un disco cartilagineo. La sua forma è unica!
È un animale sociale: ama stare in compagnia, tende ad affezionarsi e a ricercare punti di riferimento
e amicizie con cui condividere la vita.

BOCCONCINI PRELIBATI… MA QUANTO DOLORE!


Molti pensano al maiale solo lo più il risultato di una spesso sporchi. Sono tenuti
come carne di cui cibarsi: in lunga e pesante sofferen- su pavimenti solidi, senza pa-
effetti, tra gli animali della za: nell’Unione Europea (una glia o altro materiale di lettie-
fattoria, è stata una genero- triste regola a cui l’Italia non ra. I piccoli sono allontanati
sa e sicura fonte di cibo in si sottrae) la maggior parte dalla madre a 3-4 settimane
tempi passati, quando non era dei suini da ingrasso sono al- di vita, mentre l’età natura-
così facile avere sempre qual- levati in condizioni di estre- le di svezzamento è di circa
cosa per riempire la pancia (è ma privazione, in capannoni 3-4 mesi. Nella loro prima
famoso il detto: “del maiale sovraffollati, spogli e molto settimana di vita, ai cuccioli
non si butta via niente”). La viene tagliata la coda e i ma-
macellazione e lavorazione schi vengono castrati, quasi
delle sue carni era un rito che sempre senza anestesia. In
riuniva più famiglie per lavo- queste condizioni, i suini non
rare e festeggiare insieme. possono esprimere nessuno
Al giorno d’oggi chi mangia dei loro comportamenti natu-
carne di maiale mangia per rali fondamentali.

PROVA 5  PROVE DI RECUPERO 117

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Quanti tipi!
Sono tante le razze di maiali, più di
30 solo quelle italiane, più di 200 nel
mondo.
Simili tra loro, variano per dimensioni e
peso. I maiali più piccoli sono i vietnamiti
e i thailandesi, chiamati anche “pancia a Il maiale è un grande comunicatore che vuo-
tazza”: da adulti pesano dai 40 ai 90 le integrarsi nel gruppo. Per queste caratteri-
kg. Sono i più adatti alla vita in casa stiche comuni, cani e maiali diventano ottimi
e vivono in media circa 20 anni. Non compagni di gioco di tutti gli animali e le per-
pensate alle dimensioni di un gatto, ma a sone della fattoria.
quelle di un cane di taglia medio-grande.

UN MAIALE IN CASA
Il maiale si rivela un piacevole compagno di vita
che può condividere con l’uomo anche l’abitazione;
tuttavia è bene adottare alcuni accorgimenti per una serena coabitazione.
Per la sua natura esplora- almeno diverse occasioni di accontentarlo se proprio non
trice, deve poter passare uscita; la sola vita in apparta- si può uscire.
molto tempo fuori, con il naso mento sarebbe troppo sacri- Il maiale è curioso, intelli-
nella terra, e inoltre fare abi- ficata. gente e molto socievole: il
tualmente dei bagni di fango. In casa vuole conoscere ogni cane non è l’unico a soffrire la
Ha bisogno dunque di avere oggetto e proporgli giochi da solitudine e la noia se lascia-
a disposizione un giardino o esplorare sempre nuovi può to solo a lungo! Buona norma
per accogliere il nuovo arri-
vato (cosa che vale per tutti
gli animali) è lasciargli i propri
spazi e tempi per adattarsi a
cambiamenti importanti. Oc-
corre creare un angolo un po’
isolato, nel quale possa pren-
dere confidenza con i nuovi
rumori, sentendosi al sicuro e
non disturbato.
Risponde ai richiami e se
vorrete localizzarlo o scambia-
re qualche parola, sarete sor-
presi di sentire i suoi solleciti
grugniti replicare dopo di voi.

Un maiale per amico: socievole,


pulito, si affeziona all’uomo.
Un compagno di vita,
proprio come il cane.

118 PROVA 5  PROVE DI RECUPERO

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Un amico socievole e curioso
La vita in casa ha permesso al maiale di farsi conoscere per le sue doti di so-
cievolezza: instaura un rapporto di fiducia e intimità con i diversi com-
ponenti della famiglia, si adatta all’ambiente domestico a patto che la sua
curiosità sia soddisfatta e che sia partecipe nelle situazioni sociali. Vuole
assistere ai momenti importanti ed essere presente quando si mangia e ci
si riposa, quando si gioca o si pulisce casa. È allegro, impiccione, attento e
riesce sempre a scovare il lato buffo delle cose.

Il maiale non può fare a meno di toccare ogni cosa con zampe e muso: è
incuriosito dai tappeti morbidi, dalle cose umide, calde, fredde. Con le
zampe esplora le superfici di casa su cui non è abituato a muoversi. Goffo e
impacciato all’inizio, presto imparerà a camminare e troverà interessante
conoscere ambienti nuovi.

Un’idea per una cuccia in casa o in garage? Un bidone rovesciato con pa-
glia, dove si può nascondere. Accanto una ciotola con acqua e una con
cibo. Nelle vicinanze una lettiera pulita, tipo quella per i gatti: incredibile
ma vero, la userà!
Il maiale ama farsi il letto con la paglia pulita.
Ha un olfatto particolarmente sviluppato: merito del suo supernaso!

MANGIA
SA MANGIA
CHE CHECOCOSA
Il maiale, come l’uomo, è onnivoro, pur Il maiale può seguire una dieta vegeta-
avendo le sue preferenze. riana ed è particolarmente attratto dai
Da piccolo (dai 40 giorni può iniziare lo svezza- formaggi, soprattutto perché sono ricchi
mento) ama immergere il nasone in qualcosa di odori interessanti!
di liquido e poco grumoso o mordere ciò che
può sciogliere in bocca. Intorno al terzo mese
inizia a masticare alimenti più solidi. La ten-
denza a ricercare di continuo il cibo lo espone
al pericolo di ingrassare troppo: occorre dosa-
re le quantità e unire una buona attività fisica.
Attenti a non eccedere con il sale; ama
ogni aroma, spezia e condimento, pur-
ché un po’ di insalata e di fibre aiutino la
sua digestione.
Se potesse scegliere, assaggerebbe il nostro
piatto di pasta al pomodoro, ma mangerebbe
più volentieri crusca e verdura. Un’alimenta-
zione varia è la più indicata.

PROVA 5  PROVE DI RECUPERO 119

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PULIZIA
A EE PULIZIA
CURCURA
Sfatiamo un mito! Il maiale è spesso cevole e utile per il nostro amico che ha
simbolo di sporcizia ma le cose non stan- una pelle delicata e rosea come la nostra:
no affatto così: anzi, tende a essere molto i fanghi lo aiutano a mantenerla idratata
pulito e, quando ne ha la possibilità, sporca e pulita da pulci e parassiti. Ama grattar-
lontano da dove mangia e dorme. Le condi- si ed essere grattato e se trova un angolo di
zioni igieniche che lo hanno reso celebre e gli muro o viene toccato con un guanto di crine,
odori sgradevolmente intensi sono frutto della buffamente partecipa a questa ulteriore puli-
costrizione in piccoli ambienti. È invece reale zia della pelle. Ama inoltre tenere in ordine il
l’irresistibile attrazione per rotolarsi, giocare suo letto: ogni sera lavora per spostare la pa-
e stazionare nel fango. Questa pratica è pia- glia o le coperte, pulire il fondo e rifare il gia-
ciglio con ciò che trova di pulito. Se gli
si mette paglia fresca a disposizione, la
usa per rifarsi il letto. Svolgono questa
attività sia i maschi sia le femmine, spe-
cie quando allevano i maialini, situazione
in cui diventano maniaci del pulito.
Il maiale è un animale molto pulito
con la passione per i bagni di fango,
utili per rimuovere i parassiti,
proteggere la pelle dal sole, idratarla.
Anche il suo parente selvatico, il cinghiale,
li fa regolarmente.

CAPACITÀ SENSORIALI
Il maiale ha grandi capacità olfattive e ama esplorare con il naso:
sarà felice di annusare tutto ciò che avete in mano. Attenzione perché
da una grande capacità deriva anche una grande sensibilità. Anche se
gli odori che il maiale gradisce sono abbastanza simili ai nostri, dolcia-
stri, derivati dalla terra, dai fiori e dai frutti, l’odore intenso diventa irritan-
te e spiacevole: non profumate la sua tana, diventerebbe insopportabile.
Molto attento ai rumori, sa ben interpretare la provenienza e la distanza della
fonte; emette in continuazione piccoli grugniti per comunicare al resto del gruppo
la sua posizione, la presenza di un pericolo o di una oppor-
tunità. Può emettere suoni acutissimi o molto gravi:
ciò che è pericoloso viene
contraddistinto con l’a-
cuto, quindi meglio
non chiamarlo con
voce stridula e usa-
re invece un tono
basso che risulta più
invitante e accogliente.

(Adatt. da Tomas Pirani, in «Focus Wild»)

120

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1. Trascrivi il termine scientifico che indica la famiglia cui appartengono i maiali.
������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 1

2. Completa le caratteristiche fisiche principali del maiale, evidenziate nella sua “Carta
d’identità”.
• Pelle: spessa e  � ���������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

• Zampe: terminano su  � ����������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

• Naso: mobilissimo, termina con ������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

PUNTI 3

3. Completa il testo seguente scegliendo i termini dall’elenco. Attenzione: ci sono tre paro-
le in più di quelle necessarie!

lavorazione • lancia • carne • macerazione • fonte • pancia •


butta • macellazione • simbolo • rito

Molti pensano al maiale solo come ........................................ di cui cibarsi: in effetti, tra gli ani-
mali della fattoria, è stata una generosa e sicura ..................................... di cibo in tempi pas-
sati, quando non era così facile avere sempre qualcosa per riempire la ...................................

(è famoso il detto: “del maiale non si ............................ via niente”). La .................................................

e ................................................. delle sue carni era un ............................ che riuniva più famiglie per
lavorare e festeggiare insieme.
PUNTI 7

4. Nel paragrafo “Bocconcini prelibati… ma quanto dolore!” (p. 117) si legge: “Al giorno
d’oggi chi mangia carne di maiale mangia per lo più il risultato di una lunga e pesante
sofferenza”. Per quale motivo? Rispondi con parole tue oppure con frasi tratte dal testo.

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������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������   PUNTI 2

5. Indica la definizione corretta di “anestesia” (p. 117).


A.  Sostanza che provoca particolari sensazioni e gravi danni a chi ne fa uso
B.  Attività che consiste nel ridare forza e salute a un essere sofferente
C.  Tutto ciò che può causare un grande fastidio o dolore fisico e morale
D.  Intervento che elimina la sensibilità di una parte o di tutto il corpo
PUNTI 1

PROVA 5  PROVE DI RECUPERO 121

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6. Rispondi alle seguenti domande: trova nel primo paragrafo di p. 118 le informazioni
appropriate.
a) Quante razze di maiali esistono al mondo?
�������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������

b) Quante ce ne sono in Italia?


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c) Quali sono i maiali più piccoli del mondo?


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d) Quanto pesano da adulti?


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PUNTI 4

7. Sulla base di ciò che hai letto, sottolinea gli aggettivi con i quali è possibile definire il
maiale.
violento • socievole • timido • esploratore •
solitario • curioso • intelligente • sporco PUNTI 4

8. Q
 uale accorgimento NON è necessario, perché il maiale possa condividere l’abitazione
con l’uomo?
A.  Mettergli a disposizione un prato o un giardino
e diverse occasioni di uscita in libertà.
B.  Favorire il desiderio d’indipendenza,
costruendogli uno spazio recintato tutto per sé.
C.  Accoglierlo lasciandogli lo spazio e il tempo
per adattarsi ai cambiamenti importanti.
D.  Rispettare la sua natura esploratrice,
proponendogli giochi e avventure sempre diversi. PUNTI 1

9. Scegli e indica il sinonimo di “scovare” (p. 119, primo paragrafo) più adatto al contesto.
A.  ricevere
B.  prendere
C.  scavare
D.  trovare PUNTI 1

10. Come viene definito il maiale, dal punto di vista delle sue abitudini alimentari?
A.  Erbivoro
B.  Carnivoro
C.  Onnivoro
D.  Insettivoro PUNTI 1

122 PROVA 5  PROVE DI RECUPERO

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11. Consulta il paragrafo “Cura e pulizia” di p. 120 e stabilisci se le seguenti affermazioni
sono vere o false, mettendo una crocetta per ogni riga.
VERO FALSO
a) Il maiale è un maniaco del pulito
b) Il maiale non ama sporcarsi di fango
c) Il fango danneggia la pelle del maiale
d) Il maiale tiene in ordine il proprio letto e lo prepara ogni sera

PUNTI 4

12. Rileggi il paragrafo “Capacità sensoriali” di p. 120 e indica per ciascuna delle afferma-
zioni la spiegazione corretta, scelta tra le seguenti.
1. Gli odori troppo intensi lo irritano.
2. I suoni acuti per lui indicano il pericolo.
3. Segnala al gruppo la propria posizione o la presenza di un pericolo.

SPIEGAZIONE SPIEGAZIONE SPIEGAZIONE


AFFERMAZIONE
1 2 3
a) Si deve chiamare il maiale evitando la
voce stridula
b) Il maiale emette in continuazione dei
piccoli grugniti
c) Non si deve profumare la sua tana

PUNTI 3

TOTALE PUNTI 32

PROVA 5  PROVE DI RECUPERO 123

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PROVA 6 RECUPERO

Competenza linguistica: SCRITTURA (testo DESCRITTIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi descrittivi adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire dall’a-
nalisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi descrittivi corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e coesi,
adeguati allo scopo.
• Realizzare forme di scrittura creativa.
• Realizzare scelte lessicali adeguate in base al tipo di testo.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

In base alla tua esperienza, a quanto hai studiato sulla descrizione e con l’aiuto dell’imma-
ginazione, scrivi una DESCRIZIONE SOGGETTIVA dell’amico a quattro zampe riprodotto nella
fotografia.

Segui questa scaletta.


• Il mio adorato e inseparabile amico si chia-
ma…
• È un meraviglioso esemplare di setter in-
glese, ma per me è solo il mio…
• Ci conosciamo da…; la prima volta che l’ho
visto…
• Quando sono triste…; quando, invece, sono
felice, lui…
• Il suo pelo… è soffice come…
• I suoi occhi sono… e il suo sguardo è…
• La parte di lui che adoro di più sono le sue
orecchie... perché…
• Il muso mi ricorda… e il suo naso è infallibi-
le, infatti…
• Ricordo quella volta in cui…
OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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124 PROVA 6  PROVE DI RECUPERO

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PROVA 7 RECUPERO

Competenza linguistica: SCRITTURA (testo NARRATIVO-DESCRITTIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi narrativi-descrittivi adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire dall’a-
nalisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi narrativi-descrittivi corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e
coesi, adeguati allo scopo.

cognome e nome classe data


���������������������������������������������������������������������������������������������������������������� ���������������������������� �����������������������������������������������������

Osserva con attenzione


la fotografia e immagina
di averla scattata tu.

Ora scrivi un testo NARRATIVO in cui ci siano anche brevi RICORDA


descrizioni di paesaggi. Segui la scaletta proposta. Le domande in questo caso sono una gui-
• C on chi sei? da e non un questionario, devi scrivere un
testo in cui le varie idee sono collegate tra
• Da dove siete partiti? loro e non una serie di frasi slegate.
• Da quanto tempo siete in cammino?
• Perché avete intrapreso questo cammino?
• Adesso dove ti trovi?
• Avete vissuto qualche avventura emozionante lungo il tragitto?
• Com’è il paesaggio che ti circonda? Quali colori prevalgono? Quali suoni, rumori e profumi
avverti? Ti ricordano qualcosa o qualcuno?
• Quali sentimenti prevalgono in te in questo momento?
• In lontananza si vede una baita… siete stanchi, provate a bussare alla porta: sarà abita-
ta? E da chi? Continua tu…

OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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PROVA 7  PROVE DI RECUPERO 125

Quaderno operativo_Volume 1.indd 125 15/11/13 14:30


PROVA 8 RECUPERO

Competenza linguistica: SCRITTURA (sviluppo di un testo NARRATIVO)


Traguardi per lo sviluppo delle competenze
• L’allievo scrive correttamente testi narrativi adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
• Padroneggia e applica in situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla morfologia,
all’organizzazione logico-sintattica della frase, ai connettivi testuali.
Obiettivi di apprendimento
• Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo a partire dall’a-
nalisi del compito di scrittura.
• Scrivere testi narrativi corretti dal punto di vista morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e coesi,
adeguati allo scopo.
• Realizzare forme di scrittura creativa.
• Realizzare scelte lessicali adeguate in base al tipo di testo.

cognome e nome classe data


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•  Leggi con attenzione il testo che segue.

UNA PASSEGGIATA SERALE


Quella sera si ritrovò troppo inquieto per dormire. Intorno alle dieci sgusciò fuori di
casa passando dalla gattaiola1. L’aria gelida della notte non riusciva a penetrare il
pelo fitto della sua pelliccia. Zampettò silenzioso fino al muro di cinta del giardino.
Sembrava altissimo, ma con un semplice balzo aggraziato ne guadagnò la cima, dalla
5 quale poteva dominare il suo territorio. Che meraviglia, poter scrutare negli angoli
bui, percepire ogni vibrazione dell’aria notturna a fior di baffi, e poi rendersi invisibili
quando, verso mezzanotte, una volpe arrivò in giardino per rovistare tra i bidoni della
spazzatura. Sentiva nei dintorni la presenza di altri gatti, a zonzo per i loro vagabon-
daggi serali.
10 Poco dopo, si ritrovò muso a muso con un altro gatto. Era nero nero. Si trattava del
gattone della porta accanto, un tipo gagliardo, quasi due volte lui, con un gran collo e
lunghe zampe robuste. Senza nemmeno pensarci, inarcò la schiena e scompigliò il pelo
per sembrare più grosso.
– Ehi, micio-micio – sibilò – stai camminando sul mio muretto.
15 Il gatto nero era molto sorpreso. Sorrise.
– Vorrai dire che era il tuo muro, Nonnetto. Sentiamo un po’, che intenderesti fare?
(Tratto da: Ian McEwan, L’inventore dei sogni, Einaudi)

1. gattaiola: piccola apertura protetta, praticata nella parte bassa delle porte per consentire
il libero passaggio di piccoli felini o di altri animali domestici.

126 PROVA 8  PROVE DI RECUPERO

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•  Continua tu la storia, con l’aiuto delle seguenti domande:
– L a zuffa tra i due gatti accade o viene evitata? Se sì, come si sviluppa?
– Gli altri gatti del quartiere che ruolo hanno? Fanno il tifo per l’uno o per l’altro? Inter-
vengono? Fanno da pacieri?
– Qual è l’esito finale? Ci sono un vincitore e un vinto?
– Come torna a casa il gatto protagonista? C’è qualcuno ad accoglierlo?

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OSSERVAZIONI E VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

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PROVA 8  PROVE DI RECUPERO 127

Quaderno operativo_Volume 1.indd 127 15/11/13 14:30


Direzione editoriale e redazionale
Doriana Goglio

Progetto grafico e realizzazione editoriale

con la collaborazione di
Cinzia Dalmasso
Elena Cerrato

Redazione
Pierluca Roggero

Copertina
Progetto Luca Siviero, Impaginaria - Torino

Ricerca iconografica
Francesca Finzi

Realizzazione lastre CTP


Litohelio - Torino

Stampa
© Edizioni il capitello - Torino
PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA

Nella scelta dei testi e delle strategie


didattiche dell’antologia, particolare
attenzione è stata posta nell’evitare
stereotipi e messaggi di disparità,
al fine di
 prevenire e rimuovere le diverse
forme di discriminazione
 rispettare le differenze
e valorizzare le identità

PROGETTO POLITE
Pari Opportunità nei LIbri di TEsto

Per realizzare un libro non bastano competenza, passione e Il volume è opera comune di
creatività. Occorre un lungo e paziente lavoro fatto di nume- Flora Allegro, Ivana Bosio, Stefania Tozzi.
rosi controlli sui testi, sulle illustrazioni e sulla relazione che
lega gli uni alle altre: per questo motivo è spesso impossi- Si ringraziano, per la consulenza didattica
bile pubblicare un libro del tutto privo di errori. Chiediamo e la collaborazione, i docenti esperti
pertanto a insegnanti e alunni di segnalarceli, per migliorare nell’elaborazione di prove oggettive
la nostra produzione nell’interesse di tutti gli utenti. e test invalsi.

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