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Anno scolastico 2004/2005

2° Circolo Didattico di Quarrata Scuola Primaria di Catena

Ricerca-Azione P.I.A.

di Quarrata Scuola Primaria di Catena Ricerca-Azione P.I.A. Insegnanti: Baldi Daniela Barontini Paola Gori Maria Teresa
di Quarrata Scuola Primaria di Catena Ricerca-Azione P.I.A. Insegnanti: Baldi Daniela Barontini Paola Gori Maria Teresa
di Quarrata Scuola Primaria di Catena Ricerca-Azione P.I.A. Insegnanti: Baldi Daniela Barontini Paola Gori Maria Teresa
di Quarrata Scuola Primaria di Catena Ricerca-Azione P.I.A. Insegnanti: Baldi Daniela Barontini Paola Gori Maria Teresa
di Quarrata Scuola Primaria di Catena Ricerca-Azione P.I.A. Insegnanti: Baldi Daniela Barontini Paola Gori Maria Teresa

Insegnanti:

Baldi Daniela Barontini Paola Gori Maria Teresa

Destinatari

Classe 3^ (23 alunni)

Produrre

testi

Obiettivi

scritti/iconici

su

esperienze

significative

per

affrontare problemi della vita umana (la malattia).

Riconoscere attività e atteggiamenti che sottolineano nelle relazioni

interpersonali

comunicazione.

gli aspetti

affettivi

e

ne

facilitano

la

corretta

Enucleare modalità di sintesi utilizzando i documenti e la memoria.

Definire modalità di classificazione in rapporto al significato degli

aspetti dell’attività.

Elaborare e ideare con codici diversi analogie di sintesi.

Sviluppare la capacità di chiedere e dare spiegazioni.

Acquisire capacità di organizzarsi per lavorare nel gruppo.

Individuare informazioni matematiche.

Ricercare strategie risolutive.

Sviluppare la creatività.

Utilizzare il computer per la documentazione.

Descrizione essenziale dell’esperienza

Il Diario di Bordo rappresenta un modo per formalizzare le esperienze

fatte.

La motivazione all’avvio dell’esperienza è scaturita dalla necessità di

comunicare ad un’alunna, assente da scuola per un lungo periodo di tempo,

ciò che costituiva patrimonio collettivo di apprendimento e che poi ha

avuto uno sviluppo autonomo.

Nell’affrontare la tematica “Diario di Bordo” è stato importante far

notare ai bambini, al di là della “forma” del vero diario di bordo, lo scopo

di tale strumento e soprattutto il suo significato che, per transfert

analogico,

permettesse

d’inventare

modalità

di

stesura

anche

non

canoniche.

E’ stata un’esperienza che, nella sua globalità, è durata tutto l’anno, ma

che le insegnanti hanno portato avanti con metodologie diversificate e in

tempi diversi.

Iter di lavoro

DIARIO DI BORDO… per documentare un’esperienza

Testo verbale collettivo Esigenza nata dalla necessità di comunicare con l’amica malata. Durante la discussione in classe, i bambini stessi hanno suggerito di suddividere il lavoro secondo gli argomenti afferenti alle discipline delle diverse insegnanti. Successivamente è iniziata la vera e propria elaborazione:

Si sono formati i gruppi di lavoro, in modo che il contributo di tutti servisse a completare il racconto.

I quaderni sono stati utilizzati come documenti di sostegno alla memoria dei singoli.

Il prodotto è stato redatto su carta colorata e abbellito con disegni e scritte augurali per renderlo accattivante, perché si sa: la narrazione è sempre meno coinvolgente del vissuto.

L’invio della posta è avvenuto tramite la BORSA-MAIL, ritirata a intervalli di tempo dai genitori della bambina.

L’invio della posta è avvenuto tramite la BORSA-MAIL, ritirata a intervalli di tempo dai genitori della

DIARIO DI BORDO… per raccontare e valutare un’attività

Testo verbale individuale e/o di gruppo

Questo aspetto della documentazione ha previsto in diversi momenti dell’anno varie fasi, durante le quali è stato possibile registrare la sempre maggiore autonomia organizzativa individuale e del piccolo gruppo per arrivare al prodotto finale:

Recupero individuale delle informazioni su tutte le attività svolte a scuola in periodi definiti o su argomenti/contenuti specifici.

Sintesi scritta individuale, talvolta con limiti di spazio indicati.

Lettura collettiva dei testi individuali, confronti, discussioni, estrapolazione di parti, significative per informazioni fornite o per modalità applicate.

Elaborazione

per

collettiva

di

una

parte

del

Diario

di

bordo

rafforzare le scoperte fatte nella discussione.

Lavoro individuale per applicare le modalità scoperte insieme o pensate dai singoli alunni.

Lavoro in piccoli gruppi per rielaborare in un testo unico più lavori individuali.

Lettura collettiva per integrazioni e redazione finale del lavoro.

Uso del computer per formalizzare il lavoro da pubblicizzare.

Uso del computer per formalizzare il lavoro da pubblicizzare. NOTA Il fascicolo completo è allegato alla
Uso del computer per formalizzare il lavoro da pubblicizzare. NOTA Il fascicolo completo è allegato alla
Uso del computer per formalizzare il lavoro da pubblicizzare. NOTA Il fascicolo completo è allegato alla

NOTA Il fascicolo completo è allegato alla documentazione

DIARIO DI BORDO… come momento di sintesi

Percorso verbale e simbolico collettivo

Durante l’anno scolastico i bambini avevano già conosciuto modalità di utilizzazione del diario di bordo, pertanto si trattava di sollecitarli a riflettere su tale strumento. Abbiamo analizzato il significato sia di “Diario” che di “bordo” perché comprendessero sia la struttura dell’oggetto che la significatività del documento; era importante evidenziare che con tale termine non si vuol necessariamente indicare un oggetto ben preciso bensì una modalità di raccolta pertanto dovevamo Costruire uno schema per indicare i “diari di bordo” conosciuti Enucleare ed evidenziare lo scopo dei modelli proposti Ipotizzare, per analogia, un nuovo modello e lo scopo ad esso sotteso (l’oggetto in funzione dello scopo) Dal dibattito è emerso che potevamo Ripercorrere il quaderno per rievocare gli argomenti e le attività svolte nel 2° quadrimestre Scegliere, tra i possibili schemi, quello più rispondente allo scopo Suddividersi in gruppo per enucleare argomenti ed attività Adottare la terminologia giusta e scrivere il percorso didattico fatto Trasformare il percorso in un’immagine simbolica:

“Una nave che parte con la stiva vuota e nel viaggio nell’arcipelago si arricchisce fino ad arrivare in porto più ricca”.

nave che parte con la stiva vuota e nel viaggio nell’arcipelago si arricchisce fino ad arrivare
nave che parte con la stiva vuota e nel viaggio nell’arcipelago si arricchisce fino ad arrivare
nave che parte con la stiva vuota e nel viaggio nell’arcipelago si arricchisce fino ad arrivare
nave che parte con la stiva vuota e nel viaggio nell’arcipelago si arricchisce fino ad arrivare
nave che parte con la stiva vuota e nel viaggio nell’arcipelago si arricchisce fino ad arrivare

Anno Scolastico

Durata dell’esperienza

Punti di “crisi” in itinere

Diario di Bordo per documentare un’esperienza

La parte iniziale del lavoro (relativa alla sintesi delle attività per comunicarle all’amica assente) ha trovato i consensi unanimi ed entusiastici dei bambini perché la motivazione era molto forte e sentita. Possiamo quindi affermare che in questo caso la “crisi” è stata sinonimo di progressione, costruzione, crescita.

Diario di Bordo per raccontare e valutare un’attività

Questo aspetto ha avuto un’iniziale momento di crisi per la novità del lavoro proposto e per la difficoltà (comprensibile in alunni di inizio terza) a spaziare sull’argomento da sintetizzare: tutti gli elaborati individuali praticamente erano degli elenchi di attività svolte. E’ stato necessario un lavoro collettivo di lettura dei singoli testi, confronti, discussioni ed elaborazioni scritte per far comprendere alla maggioranza degli alunni strategie migliori per il lavoro individuale.

Al termine dell’anno alcuni alunni, pur migliorando la propria produzione dal punto di vista contenutistico e, per certi aspetti, valutativo, non hanno del tutto superato la fase dell’elencazione dei singoli aspetti di un argomento trattato e non hanno dimostrato di aver interiorizzato le strategie rappresentative indicate dai compagni e più volte socializzate.

Diario di Bordo come momento di sintesi

Crisi riferita alla terminologia. L’intento didattico era di distinguere tra argomento e attività (ovvero abilità richiesta). Dopo la prima fase, ben recepita, dello scopo del Diario di Bordo, i bambini dovevano ripercorrere (2° quadrimestre) il quaderno per individuare ed elencare gli argomenti affrontati: solo pochi però hanno elencato esclusivamente gli argomenti, alcuni avevano annotato aspetti operativi. E’ stato facile far notare l’errore introducendo il secondo termine, “attività”, mettendo a confronto, con spiegazioni ed esempi, questi due termini sono stati compresi praticamente dalla totalità degli alunni.

Crisi riferita alla successione delle azioni esplicite/implicite. L’intento didattico era far individuare tutte le azioni, esplicite o implicite, necessarie per addivenire a “qualcosa”. Divisi in gruppi gli alunni dovevano individuare le attività su un certo argomento utilizzando l’azione all’infinito. Alcuni gruppi non hanno trascritto le azioni sottintese. Anche in questa fase, dopo il primo esempio, il lavoro sugli altri argomenti ha dato ottimi risultati (all’interno dei gruppi si notava vivacità di discussione per individuare correttamente le azioni ed in ordine temporale).

Gli elaborati presentati in questa raccolta rappresentano alcune esperienze organizzate in questo anno scolastico

Gli elaborati presentati in questa raccolta rappresentano alcune esperienze organizzate in questo anno scolastico nell’ambito matematico. Gli argomenti raccontati nei sette approdi, come sono stati definiti in gergo marinaro, sono stati sistemati in ordine cronologico, ma ovviamente non esauriscono tutti gli aspetti matematici approfonditi con gli alunni (sarebbe stato un lavoro davvero impegnativo!).

Sfogliando e leggendo si nota la sempre maggiore disinvoltura degli alunni nel raccontare e valutare un’attività. L’intervento dell’insegnante è stato, via via, sempre meno necessario. Anche l’assemblaggio di quattro o cinque testi individuali in un unico elaborato, “pescando” una frase da uno e un pezzo da un altro, è stato effettuato dai bambini, ovviamente con il supporto dell’insegnante che ha revisionato e talvolta inserito frasi, non considerate dal gruppo ma ritenute significative dall’insegnante stessa.

Al termine del lavoro si è ritenuto opportuno evidenziare alcune espressioni degli alunni dalle quali emerge un metodo di lavoro che prevede un ruolo attivo dei singoli, in una continua ricerca di strategie e metodi personali, insomma un metodo in cui, come ha detto una bambina, è necessario “meccanizzare il cervello”. E poi osservare, ragionare, discutere è piaciuto a tutti, “perché così si scopre”.

L’ultima pagina del Diario raccoglie le valutazioni generali sull’attività del Diario di Bordo, scritte personalmente da ogni bambino ed elencate tralasciando solo quelle molto simili.

In sintesi il lavoro ha avuto una valutazione più che positiva da parte dei ragazzi. E l’insegnante non può che confermare il giudizio!

Abbiamo formulato un problema doppio. Come costruirlo? 1. Scrivere il testo di un problema, con
Abbiamo formulato un problema doppio. Come costruirlo? 1. Scrivere il testo di un problema, con

Abbiamo formulato un problema doppio. Come costruirlo?

1. Scrivere il testo di un problema, con una domanda.

2. Continuare il problema collegando la 2^ parte alla 1^, senza ripetere le informazioni calcolate.

3. Se lo risolviamo, al termine dobbiamo rispondere alle due domande.

Ognuno di noi ha inventato

dei problemi di addizione, ne ha risolto uno e lo

ha continuato trasformandolo in problema doppio sintetizzando poi la soluzione con il DIAGRAMMA A BLOCCHI ''doppio''.

Abbiamo parlato dell’ADDIZIONE completando anche la tabella;

scoperto:

Elemento neutro

Proprietà commutativa

PROVA (per verificare il calcolo)

abbiamo

Ci siamo esercitati sul libro e sul quaderno (calcoli in colonna con 3 addendi con numeri oltre il 100).

Anche per la SOTTRAZIONE abbiamo completato la tabella e scoperto:

Elemento neutro

Prova (operazione inversa: addizione).

Ci siamo esercitati anche nel CALCOLO VELOCE.

In questo periodo abbiamo trattato soprattutto l’argomento sottrazione . di sottrazione indicando poi se la
In questo periodo abbiamo trattato soprattutto l’argomento sottrazione . di sottrazione indicando poi se la

In questo periodo abbiamo trattato soprattutto l’argomento sottrazione.

di sottrazione indicando

poi se la situazione era di complemento, sottoinsieme (resto) o confronto. Ognuno di noi ha scelto un problema e lo ha risolto usando la rappresentazione giusta.

a svolgere un problema con due

domande e con due rappresentazioni diverse. Abbiamo calcolato delle sottrazioni in riga senza cambio e con numeri oltre il 100. In alcune operazioni abbiamo trovato il numero mancante . Per casa la maestra ci ha dato anche delle numerazioni con l’operatore meno.

Abbiamo inventato e formulato testi di problemi

Insieme alla maestra abbiamo provato

Parlando degli operatori abbiamo scoperto i quadrati magici, chiamati così perché sommando i numeri si ottiene sempre lo stesso risultato se si calcola:

i numeri di ogni riga

i numeri di ogni colonna

i numeri delle diagonali

Per ottenerli bisogna

disegnare la forma di un tris scrivere dentro ai quadrati dei numeri che sommati danno sempre lo stesso risultato scrivere a lato di ogni fila il numero composto.

La maestra ci ha dato una scheda in cui si doveva completare delle sequenze e due tabelle; successivamente dalla rappresentazione disegnata dalla maestra alla lavagna dovevamo inventare un problema e risolverlo.

seguire questa procedura:

In questo periodo siamo andati a Tizzana e ripensando alla gita abbiamo pensato a delle
In questo periodo siamo andati a Tizzana e ripensando alla gita abbiamo pensato a delle

In questo periodo siamo andati a Tizzana e ripensando alla gita

abbiamo

siamo andati a Tizzana e ripensando alla gita abbiamo pensato a delle possibili attività matematiche, da

pensato a delle possibili attività matematiche, da fare utilizzando i dati a

disposizioni, cioè gli elementi osservati a Tizzana.

La maestra ci ha chiesto se durante la visita ci eravamo confrontati con elementi più grandi o più piccoli di noi, oppure avevamo confrontato gli oggetti fra di loro.

Noi

di confrontare l’altezza della chiesa e della torre

abbiamo scelto

campanaria (a occhio è più alta la torre!).

campanile è alto il doppio della chiesa.

 

Abbiamo pensato

che forse il

Per verificare la nostra ipotesi

abbiamo deciso

di andare in aula computer a rivedere le foto scattate

dalla maestra Daniela e memorizzate su un CD.

La procedura seguita è

stata la seguente:

1. Abbiamo acceso il computer

2. Abbiamo inserito il CD

3. Abbiamo cliccato con il mouse su Risorse del computer: si è aperta

una finestra

4. Abbiamo cliccato su CD

5. Abbiamo scelto le foto con il campanile e la chiesa

6. Abbiamo stampato le foto scelte.

In classe la maestra ha piegato a metà il disegno del campanile nel senso dell’altezza, poi la metà ottenuta è stata confrontata con l’altezza della chiesa: le altezze non coincidevano e abbiamo pensato che forse il campanile non è precisamente il doppio della chiesa (ma quasi), ma non possiamo dirlo con precisione perché le foto a volte ingannano.

Per verificare esattamente la nostra ipotesi potremmo:

a. Fotografare gli elementi di fronte

b. Telefonare a Francesca (la guida) per sapere le misure dei due elementi

c. Consultare i progetti della chiesa e del campanile

d. Misurare direttamente i due elementi.

Comunque al momento abbiamo fatto finta che l’altezza della chiesa fosse

la metà di quella del campanile e

della chiesa e del campanile, tenendo presente la nostra ipotesi.

abbiamo disegnato dei piccoli progetti

la nostra ipotesi. abbiamo disegnato dei piccoli progetti Ci siamo infine esercitati con il doppio e
la nostra ipotesi. abbiamo disegnato dei piccoli progetti Ci siamo infine esercitati con il doppio e
la nostra ipotesi. abbiamo disegnato dei piccoli progetti Ci siamo infine esercitati con il doppio e
la nostra ipotesi. abbiamo disegnato dei piccoli progetti Ci siamo infine esercitati con il doppio e
la nostra ipotesi. abbiamo disegnato dei piccoli progetti Ci siamo infine esercitati con il doppio e

Ci siamo infine esercitati con il doppio e la metà completando gli schemi;

ecco alcuni esempi:

: 2 60 30
: 2
60 30

x 2

: 2 80 40 0
: 2
80
40
0

x 2

: 2 10 5
: 2
10
5

x 2

Abbiamo scoperto che

la divisione è

moltiplicazione e viceversa.

il contrario (e

la prova) della

La simmetria è un gioco facile e divertente. Con la simmetria possiamo creare molte immagini,
La simmetria è un gioco facile e divertente. Con la simmetria possiamo creare molte immagini,

La simmetria è un gioco facile e divertente.

Con la simmetria possiamo creare molte immagini, ad esempio decorazioni natalizie tipo:

Candele

Pupazzi di neve

Bambini che si prendono per mano.

Come si fa

a realizzare la forma simmetrica?

Prendere un foglio

Piegarlo a metà

Disegnare la metà di un’ immagine

Ritagliare la mezza immagine disegnata

Completare la parte incompleta dell’immagine aprendo la sagoma

Decorarla con carta di vario genere o con pennarelli colorati.

La metà di tutte le immagini si chiama META’ SIMMETRICA; e la linea della piegatura si chiama LINEA DI SIMMETRIA.

Abbiamo giocato

con lo specchio che è diventato “un mago”: lo specchio

riproduceva l’altra metà!

Disegna metà immagine (al bordo del foglio) oppure tutta l’immagine piegandola lungo l’asse di simmetria

Poni la mezza immagine sullo specchio, verticalmente lungo la metà, e vedrai comparire l’intera immagine, che ovviamente è “un’allucinazione!”.

RIFLESSIONI E IMPRESSIONI

E’ stato divertente fare i giochi allo specchio e

ho anche imparato

come fanno a vedere in superficie i passeggeri dei sottomarini sott’acqua.

Era bello fare la metà di un disegno e poi vedere l’altra metà allo

a continuare finché non è

specchio e

suonata la campanella.

ci siamo divertiti un mondo

e suonata la campanella. ci siamo divertiti un mondo • Ho scoperto che avvicinando metà disegno

Ho scoperto

che avvicinando metà disegno allo specchio puoi vedere

l’immagine intera.

ci siamo divertiti un mondo • Ho scoperto che avvicinando metà disegno allo specchio puoi vedere
Questa tappa del nostro viaggio ha avuto un significato particolare: finalmente la nostra amica malata
Questa tappa del nostro viaggio ha avuto un significato particolare: finalmente la nostra amica malata
Questa tappa del nostro viaggio ha avuto un significato particolare: finalmente la nostra amica malata

Questa tappa del nostro viaggio ha avuto un significato particolare:

finalmente la nostra amica malata è con noi, anche se il suo posto è occupato da un televisore e per comunicare abbiamo bisogno di telecamere e apparecchiature sofisticate.

Ci siamo preparati molto per questo incontro e visto che le attività di questo periodo erano concentrate sulla divisione, è stato naturale ripercorrere con i bambini tutti gli aspetti significativi di questa operazione, per far partecipe l’amica a casa delle nuove conoscenze acquisite e delle strategie individuate.

Visto il coinvolgimento emotivo di tutti gli alunni ho preferito inserire nel Diario di Bordo tutti i testi individuali prodotti senza togliere niente dagli elaborati, anche se questo comporta ovviamente la ripetizione di alcuni aspetti dell’argomento trattato.

niente dagli elaborati, anche se questo comporta ovviamente la ripetizione di alcuni aspetti dell’argomento trattato.

Anche i giornali hanno parlato di noi

Anche i giornali hanno parlato di noi

CLARA Oggi venerdì 4 Febbraio io e la mia classe ci siamo collegati per la terza volta in videoconferenza (un sistema TECNOLOGICO fatto di web-cam su linea telefonica) una nostra amica e compagna che, per motivi di salute, non può venire a scuola.

partendo da due

semplici problemi, abbiamo poi continuato con divisioni in tabella ed altri problemi (un po’ più complessi), la metà, le divisioni in riga e in colonna. A me è sembrata “molto agile”. Alcune cose le ha capite quasi subito, per esempio la divisione in riga che sapendo le tabelline è molto facile, e anche la metà con il semplice esempio della “mela“.

Nel collegamento di

oggi le abbiamo spiegato la divisione

SARA CIAPETTI Abbiamo acceso il televisore e come per magia è apparsa! Anche se non era la prima volta che la vedevamo si sentivano tutti Ciao! Ciao! Ciao!. Che felicità! Rivederla dopo tanto tempo e quanti ricordi!. Un’ora prima ci eravamo preparati per spiegarle la divisione, termine per lei ancora un po’

confuso.

che cosa

dirle; abbiamo cominciato: siamo partiti a parlare della divisione il 10 Dicembre 2004 scrivendo un problema di raggruppamento. I dati di questo problema sono dello stesso tipo, alla fine del problema scopriamo:

Quanti gruppi posso fare? Abbiamo continuato con un problema di distribuzione. I dati di questo problema sono di tipo diverso (per esempio:

matite e astucci, fiori e vasi ecc.); alla fine scopriamo: Quanti a ciascuno?. Abbiamo fatto delle divisioni in tabella dove bisogna raggruppare il

Abbiamo fatto alla lavagna uno schema per ricordarci

dividendo secondo il divisore. Sempre sulle divisioni in tabella

cioè serie di azioni. Ricordandoci le tabelline abbiamo

imparato a calcolare le divisioni in riga. Abbiamo interrogato un po’ la nostra amica sulle divisioni in riga e anche se era la prima volta che le faceva era brava. Invece le divisioni in colonna, siccome non siamo tanto esperti, gliele rispiegheremo un’altra volta.

abbiamo

fatto un algoritmo

RACHELE Mentre raccontavo ero un po’ emozionata (ma credo anche gli altri). Se uno voleva guardare l’amica dal vero doveva guardare la telecamera mobile, però c’era un piccolo problema: io e alcuni miei compagni non riuscivamo a guardare la telecamera ma si guardava la maestra perché siamo abituati così ogni giorno.

Come abbiamo fatto a raccontare la divisione.

La maestra ci aveva dato il compito di scrivere che cosa avevamo fatto

sulla divisione, due giorni dopo, prima di collegarci con la nostra amica,

ci ci
ci
ci
giorni dopo, prima di collegarci con la nostra amica, ci ci siamo preparati facendo uno schema
giorni dopo, prima di collegarci con la nostra amica, ci ci siamo preparati facendo uno schema
giorni dopo, prima di collegarci con la nostra amica, ci ci siamo preparati facendo uno schema
giorni dopo, prima di collegarci con la nostra amica, ci ci siamo preparati facendo uno schema

siamo preparati facendo uno schema alla lavagna. Alle 9:30, cioè quando

eravamo messi d’accordo sulle modalità da seguire, ci siamo collegati, la

maestra spostava con il telecomando la telecamera mobile da ogni bambino e il bambino di turno spiegava una parte dello schema.

Faccio lo schema preparato alla lavagna

LA DIVISIONE

Quando? 10/12/2004

PROBLEMI

Raggruppamento Distribuzione
Raggruppamento
Distribuzione
Quando? 10/12/2004 PROBLEMI Raggruppamento Distribuzione Quanti gruppi? Quanti a ciascuno? I dati sono dello stesso

Quanti gruppi?

Quanti a ciascuno?

I dati sono dello stesso tipo

I dati sono di tipo diverso

Attività svolte sulle divisioni

a.

Divisioni in tabella

b.

Algoritmi

c.

Problemi inventati

d.

Divisioni in riga

senza resto

20 : 4 = 5

con il resto:

33 : 10 = 3 r 3

e.

Divisioni in colonna.

ALEXIA Venerdì 4 ci siamo collegati per spiegare alla nostra amica la divisione.

e la maestra aveva scritto alla lavagna le cose

che avevamo fatto sulla divisione. Le abbiamo spiegato che la divisione si può fare con la distribuzione o con il raggruppamento.

Prima ci eravamo preparati

ALBERTO Il 4 febbraio la maestra Paola ha acceso il televisore per collegarci con la nostra amica malata. Lei riesce a vederci perché noi siamo ripresi dalle telecamere che sono state posizionate sopra al televisore su uno scaffale. In quel momento ho avuto la sensazione che lei fosse di nuovo fra noi, e lei era molto attenta quando le abbiamo spiegato la divisione.

Per prima cosa le abbiamo spiegato i problemi di divisione che possono

essere in due modi: distribuzione e raggruppamento.

La domanda tipica di

un problema di distribuzione è: Quanti a ciascuno? Mentre la domanda del problema di raggruppamento è: Quanti gruppi? Dopo le abbiamo spiegato come si fanno le divisioni in riga e in colonna.

ANDREA Venerdì 4 ci siamo contattati con la nostra compagna assente perché bisognava dirle la divisione.

un pezzo di divisione e

alla fine le avevamo raccontato tutto. Quando ci siamo collegati io ero felice perché era da tanto che non la vedevo e quando gli altri spiegavano la divisione io alzavo la mano perché volevo intervenire.

La maestra Paola ci ha fatto spiegare ad ognuno

DANIELE L’esperienza fatta venerdì mattina è stata molto interessante.

piaciuto molto spiegare ad un amica quello che ho imparato a scuola.

Mi è
Mi
è

SARA CARLESI Venerdì collegandoci con la nostra amica le abbiamo spiegato la divisione,

ognuno di noi ha cercato di spiegare le fasi, dai problemi all’incolonnatore.

Io sono molto contenta di vederla tramite internet così anche lei può seguire le lezioni ed è una cosa molto emozionante. Quando la maestra mi ha detto di parlare, mi sentivo emozionata e mi vergognavo un po’. Comunque questa esperienza, è stata molto bella; è grazie alla tecnologia che ora si può fare, perché quando i nostri genitori andavano a scuola non c’erano queste possibilità.

FRANCESCO Venerdì 4 Febbraio ci siamo collegati con una nostra compagna di classe perché è malata e non può venire a scuola.

C’eravamo preparati per spiegarle

la divisione.

Quando abbiamo le spiegato la divisione, abbiamo detto che la divisione l’abbiamo cominciata il 10 Dicembre. Parlavamo con lei attraverso la televisione e vedendola mi sentivo felice che anche lei potesse partecipare con noi alle lezioni, questa cosa che hanno fatto mi sembra molto bella. Io spero che torni presto tra noi.

MATTEO Venerdì 4 Febbraio ci siamo collegati in videoconferenza con la nostra compagna facendo a lei un grosso applauso, è stata un’esperienza bellissima.

Alcuni di noi bambini le hanno spiegato le procedure

per fare la divisione.

Alessandra ha parlato dei problemi di distribuzione e di raggruppamento. Niccolò le ha spiegato il calcolo veloce di divisioni. Martina ha parlato della divisione in colonna e Riccardo della divisione in tabella. Così anche lei è riuscita a capire la procedura della divisione. Anche a me sarebbe piaciuto spiegare la divisione, ma essendo molti bambini non potevamo parlare tutti. Spero che la prossima volta possa spiegare a lei come hanno fatto alcuni dei miei compagni.

MADALINA Venerdì mattina

siamo collegati con la nostra compagna malata. Io e i miei amici le abbiamo spiegato le divisioni. Sono molto contenta di aver aiutato una amica che è a casa ammalata.

ho fatto un’esperienza molto interessante: in classe ci

ho fatto un’esperienza molto interessante: in classe ci SILVIA La mia esperienza mentre stavamo raccontando un

SILVIA La mia esperienza mentre stavamo raccontando un po’ la divisione è questa: mi sono sentita abbastanza orgogliosa. Appena la maestra Paola ha acceso la web–cam mi sono sentita molto eccitata. Io mi sono subito proposta per raccontare la divisione in riga. Prima che la vedessi in videoconferenza avevo idee confuse; col collegamento ho visto che lei faceva le cose con sicurezza ed ero veramente meravigliata. In quel momento pensavo a lei, intelligentissima,

capiva tutto, ed al primo colpo! Dopo mi sono sentita sollevata perché

(o a me

sembra).

mi
mi

sembrava che quel giorno tutti noi avevamo spiegato benissimo

DAVIDE La maestra oggi prima ci ha fatto ripassare la spiegazione della divisione e dopo ci ha messi in contatto con la nostra amica. La maestra Paola ci aveva detto di prepararci per spiegare la divisione, così la mattina del collegamento abbiamo ripassato un po’ il discorso poi ci siamo messi in collegamento con lei. Le abbiamo spiegato tutto e lei ci ha fatto delle domande, noi le abbiamo risposto andando alla lavagna oppure restando al posto se la maestra girava verso di noi la telecamera Canon. Mentre noi le spiegavamo la divisione la maestra ha pigiato un pulsante che ha bloccato la telecamera, non se ne era nemmeno accorta. Alla nostra amica era già capitato perciò lei ci ha dato delle indicazioni per sbloccarla. La maestra le ha detto: -Sei più esperta di me di queste cose! Lei ha capito le divisioni, noi siamo rimasti contenti anche di averla vista.

Alla fine ci siamo salutati e la maestra a noi ci ha detto: -

Bambini, siete

stati proprio bravi.

A scuola abbiamo parlato con la maestra di misure di valore. La nostra moneta è
A scuola abbiamo parlato con la maestra di misure di valore. La nostra moneta è

A scuola abbiamo parlato con la maestra di misure di valore. La nostra moneta è l’ euro (€) e la utilizziamo per fare tutti gli acquisti. Abbiamo a disposizione 15 tipi di “euro “: 7 banconote e 8 monete. Le monete sono fatte con metalli diversi e in forme diverse, anche i bordi non sono tutti uguali.

Per completare una scheda

perché dovevamo calcolare per ogni tipo di moneta euro cent quante ne servivano per formare un euro.

che quasi tutte hanno il bordo

diverso (sinceramente molti di noi non ci avevano mai fatto caso);

e noi le abbiamo

classificate secondo il loro bordo che abbiamo così definito:

abbiamo dovuto “meccanizzare” il cervello

Osservando le monete abbiamo notato

la
la

maestra ci ha proposto di classificare tutte le monete

liscio

scavato

zigrinato

a onde lisce

con simboli incisi

alternato (liscio e zigrinato)

Abbiamo fatto l’insieme delle monete (la maestra l’ha definito INSIEME UNIVERSO) e dentro abbiamo inserito gli insiemi Z (zigrinato) e L (liscio).

Abbiamo iniziato a sistemare le monete, ma

non era facile trovare il modo giusto per inserire la moneta da € 1 (bordo

liscio e zigrinato n.d.r.),

vari motivi non

abbiamo avuto un problema:

per questo abbiamo fatto diverse ipotesi

ma per

giuste,

finalmente

ne

abbiamo

trovata

una

ci

ha

aiutato a

prendendo due cerchi da palestra di colore

erano

abbastanza corretta.

Però la maestra ne aveva un'altra in mente e quindi

scoprire la soluzione più giusta

diverso.

Dopo alcuni tentativi siamo riusciti a

formare 3 insiemi con solo due

cerchi, sovrapponendoli in parte.

Abbiamo quindi scoperto una nuova cosa:

lo spazio che si forma tra i due insiemi contiene elementi che hanno tutte e due le caratteristiche e si chiama INSIEME INTERSEZIONE.

e due le caratteristiche e si chiama INSIEME INTERSEZIONE . Alcune proposte non accettate M Insieme

Alcune proposte non accettate

M

Insieme delle monete

L

Bordo liscio

Z

Bordo zigrinato

M Insieme delle monete L Bordo liscio Z Bordo zigrinato Proposta accettata da alcuni Proposta di

Proposta accettata da alcuni

Proposta di Alice

M Insieme delle monete L Bordo liscio Z Bordo zigrinato Proposta accettata da alcuni Proposta di

Successivamente abbiamo descritto le monete evidenziando due caratteristiche: il colore e il bordo. Bisognava scrivere se la moneta era gialla o non gialla e se aveva il bordo zigrinato o non zigrinato. Dopo le abbiamo classificate; le classificazioni si possono fare con diversi diagrammi, ecco quelli che abbiamo utilizzato noi:

diagramma di Venn

diagramma ad albero

diagramma di Carroll

Diagramma di VENN

ad albero diagramma di Carroll Diagramma di VENN Legenda M Insieme Universo delle monete Z Monete

Legenda

M

Insieme Universo delle moneteM

Z

Monete con bordo zigrinatoZ

G

Monete di colore gialloG

Diagramma ad ALBERO

MONETE

GIALLE
GIALLE
Diagramma ad ALBERO MONETE GIALLE NON GIALLE Zigrinato Non zigrinato Zigrinato Non zigrinato Diagramma di CARROLL

NON GIALLE

Diagramma ad ALBERO MONETE GIALLE NON GIALLE Zigrinato Non zigrinato Zigrinato Non zigrinato Diagramma di CARROLL

Zigrinato Non zigrinato

Zigrinato Non zigrinato

NON GIALLE Zigrinato Non zigrinato Zigrinato Non zigrinato Diagramma di CARROLL Infine abbiamo risolto e inventato

Diagramma di CARROLL

Non zigrinato Zigrinato Non zigrinato Diagramma di CARROLL Infine abbiamo risolto e inventato problemi con l’euro,

Infine abbiamo risolto e inventato problemi con l’euro, anche usando delle schede.

Con la maestra Inuccia abbiamo ricalcato su carta lucida un disegno che rappresentava un paesaggio
Con la maestra Inuccia abbiamo ricalcato su carta lucida un disegno che rappresentava un paesaggio

Con la maestra Inuccia abbiamo ricalcato su carta lucida un disegno che

rappresentava un paesaggio montano;

abbiamo individuato i tipi di linee

che formavano il disegno dando loro un nome:

 

seghettate

il disegno dando loro un nome:   − seghettate − curve − ondulate … Successivamente con

curve

dando loro un nome:   − seghettate − curve − ondulate … Successivamente con la maestra

ondulate …

nome:   − seghettate − curve − ondulate … Successivamente con la maestra Paola abbiamo scoperto

Successivamente con la maestra Paola

abbiamo scoperto che

abbiamo riparlato dell’argomento e

le linee possono essere:

dritte (orizzontali, oblique, verticali)

essere: − dritte (orizzontali, oblique, verticali) − spezzate, a segmenti − miste come un cono con

spezzate, a segmenti

(orizzontali, oblique, verticali) − spezzate, a segmenti − miste come un cono con il gelato −

miste come un cono con il gelato

− spezzate, a segmenti − miste come un cono con il gelato − aperte, come una

aperte, come una corda

− spezzate, a segmenti − miste come un cono con il gelato − aperte, come una

chiuse, come un cappello

− spezzate, a segmenti − miste come un cono con il gelato − aperte, come una

Le abbiamo anche disegnate le linee: con un puntino si segnalava la partenza e con un altro l’arrivo, così si potevano riconoscere facilmente le linee aperte (inizio e fine non combaciano) Abbiamo anche imparato che le linee possono essere incidenti o parallele (le linee sono incidenti quando si scontrano e quindi non sono parallele).

Con una scheda abbiamo messo alla prova la nostra capacità di:

riconoscere le linee aperte e quelle chiuse

“portare” la linea alla propria definizione

disegnare la linea seguendo la definizione

Linee con ”l’inganno”

La maestra ci ha disegnato delle linee alla lavagna e

le linee erano aperte o

chiuse. Però due di queste linee avevano uno spazio chiuso (intreccio) che ci ha

messo in difficoltà;

noi dovevamo scoprire

attraverso le informazioni che lei ci forniva se

per questo abbiamo discusso finché qualcuno ha

Abbiamo capito che
Abbiamo capito che
Abbiamo capito che

Abbiamo capito che

esclamato: “E’ aperta! Perché l’inizio e la fine non coincidono.

le linee possono essere semplici o intrecciate (aperte

o chiuse).

possono essere semplici o intrecciate (aperte o chiuse). La maestra Inuccia poi ci ha fatto fare

La maestra Inuccia poi ci ha fatto fare un disegno a nostro piacere, usando le linee che avevamo imparato come elemento decorativo.

Linee al computer: magia di Paint.

Infine siamo andati al computer e, a coppie, abbiamo rappresentato alcuni tipi di linea.

Io ero in coppia con la mia amica Chiara e

ci siamo divertite molto

volevamo colorare un tipo di linee e le linee scomparivano,in coppia con la mia amica Chiara e ci siamo divertite molto anche se però alcune

anche se però alcune sono rimaste. Erano linee che non avevano uno scopo erano come ”linee sparse nell’universo”.

Quando volevamo chiudere, ci siamo accorte che mancava un tipo di linea: la linea mista, poi però non ci riusciva farla perché abbiamo provato a fare un quadrato, non chiuso e un cerchio che completava il quadrato, abbiamo cancellato metà del cerchio però si cancellava tutta

 

la forma,

allora abbiamo provato col lapis ed è venuta la forma

“perfetta”

e è venuta bene.

Siamo andati al computer e abbiamo disegnato le linee squadrate, tonde… insomma dovevamo fare un disegno. Potevamo scancellarlo o cambiare colore o anche fare un disegno astratto o anche uno scarabocchio poi dovevamo salvarlo. A me è piaciuto molto e mi sono

divertita tantissimo,

spero di rifarlo e fare molte cose nuove.

modo che si poteva colorare al centro cioè chiuse. Questo lavoro lo abbiamo fatto a gruppetti e mi è piaciuto molto.

Quando sono andata al computer con Alice, abbiamo usato le linee “che si inseguono”, formando uno scarabocchio, che poi all’improvviso si è colorato di azzurro come lo “sfreghetto” lì accanto. Sembrava una rosa, ma anche un diamante. Gli abbiamo fatto uno sfondo celeste chiaro e ci abbiamo scritto i nostri nomi.

Al computer io e la Sara abbiamo disegnato linee ma non disegni, qualcosa a piacere: non vero e non fantastico. Mi sono divertita molto facendo delle linee intrecciate e “a scontro” e poi dove c’era lo spazio lo coloravamo. Avevamo fatto una specie di farfalla, non so cosa fosse. Accanto in un rettangolo ci abbiamo scritto i nostri nomi.

Durante il lavoro abbiamo disegnato delle linee al computer, anche in

in un rettangolo ci abbiamo scritto i nostri nomi. Durante il lavoro abbiamo disegnato delle linee

I NOSTRI QUADRI

I NOSTRI QUADRI
I NOSTRI QUADRI
La prima volta che ho sentito “Diario di Bordo” ho pensato: “Chissà cos’è?” Quando ho
La prima volta che ho sentito “Diario di Bordo” ho pensato: “Chissà cos’è?” Quando ho

La prima volta che ho sentito “Diario di Bordo” ho pensato: “Chissà cos’è?”

Quando ho sentito la parola “Diario di Bordo” mi è venuta in mente una barca che si muove.

Il Diario di Bordo mi è piaciuto perché:

Ho scoperto un modo per sintetizzare un testo molto lungo.

Così si racconta tutte le nostre esperienze.

Se non mi ricordo qualcosa vado a rivederla.

Quando ho riletto la parte della Videoconferenza, il Diario di Bordo

mi

ha rievocato tutte le emozioni provate.

ha insegnato a spiegare e ad arricchirmi di informazioni.

Mi

E’ stato divertente ed emozionante.

ha fatto ricordare molte cose.

ha dato un aiuto.

qualcuno vuole andare a vedere le cose fatte le legge lì.

E’ emozionante raccontare quello che si è fatto a scuola.

Così rievoco tutte le esperienze.

Siamo potuti andare nell’aula computer e lavorarci.

Mi

Mi

Se

Con il Diario di Bordo ho scoperto che:

Esisteva il Diario di Bordo.

Non è semplice farlo.

Sintetizzare non è semplice come credevo.

Il

Diario di Bordo è come un documento perché fa imparare nuove

cose e poi si può rileggere e ricordare le cose fatte.

Con il Diario di Bordo ho imparato a:

Scrivere solo le informazioni più importanti.

Scriverci tante cose.

Capire parole che non conoscevo neanche.

Trasmettere i miei sentimenti, le mie opinioni…

Capire il giusto e lo sbagliato.

Scrivere con un limite di righe.

Ricomporre le varie attività che abbiamo fatto.

Il Diario di Bordo mi è servito anche a:

Capire le opinioni degli altri.

Messaggiare/parlare con la nostra amica malata.

Il Diario di Bordo mi è sembrato utile per:

Noi, che abbiamo scoperto nuove cose.

La maestra, così può capire se abbiamo compreso le attività fatte

La nostra compagna malata perché può sapere cosa facciamo a scuola.

In conclusione:

Non

abbiamo perso

tempo

facendolo perché riscrivendo

le attività

impariamo sempre nuove cose.

 
Il presente Diario di Bordo è stato realizzato durante l’anno scolastico 2004/2005 dagli alunni della
Il presente Diario di Bordo è stato realizzato durante l’anno scolastico 2004/2005 dagli alunni della

Il presente Diario di Bordo è stato realizzato durante l’anno scolastico

2004/2005 dagli alunni della classe 3^ della Scuola Primaria di Catena, 2°

Circolo Didattico di Quarrata.

scolastico 2004/2005 dagli alunni della classe 3^ della Scuola Primaria di Catena, 2° Circolo Didattico di