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Know how

Ennio Monachesi

Didattica e Umorismo
Scrittura ri-creativa

Apprendimento e insegnamento Capire la Matematica Testi: scrivere, leggere e comporre Valutazione

Ridiflettere e ragiocare Pensiero divergente e divertente Domande da domare Astri e pilastri: la-vena umoristica

Monax

Ennio Monachesi

R i- d i- flettere e ra gio - c - a re
La-vena umoristica

7 ,9 9 9 9 9 9 9 9 9 9 9 (Omaggio CD con sussidi)

DIDATTICA E UMORISMO SCRITTURA RI-CREATIVA di Ennio Monachesi

Lautore, dopo gli studi, alcuni lavori, e il servizio militare, ha fatto il maestro elementare, si laureato in lettere, e abilitato in filosofia e storia. Poi ha fatto il direttore didattico, ed infine lispettore scolastico nelle Marche (charme: anagramma). (Si veda a pag. 275) Si interessa di didattica e di umorismo, e ci lha spinto a scrivere questo libro. Il capitolo sullumorismo tratto da un altro suo libro, LA-VENA UMORISTICA - ALLE SOGLIOLE DEL TERZO MILL ENNIO (Si veda a pag. 269- Appendice)

L-A-PE - NSIONATA (Zap)

Ennio Monachesi

DIDATTICA
SCRITTURA

UMORISMO
RI-CREATIVA

Pubblicato nel sito internet www.monachesi.it

Pubblicato sulla rivista telematica www.edscuola.it - comprensivi - materiali - archivio - umorismo e didattica.

Monax editore (Depositato alla SIAE - Roma)

INDICE PREMESSA APPRENDIMENTO E INSEGNAMENTO Centralit dellapprendimento e ruolo dellinsegnante Vari tipi di apprendimento Apprendimento costruttivo e didattica laboratoriale Pensiero e linguaggio in presa diretta con lesperienza Schema e scheda sulla tassonomia del Bloom Sbagliando simpara, ma non sempre Il liquore delle emozioni Comunicazione e meta-comunicazione CAPIRE LA MATEMATICA Capire il significato per risolvere problemi Consolidare le conoscenze con esercizi significativi Capire e imparare risolvendo problemi significativi Capire i numeri: numeri facili Capire il calcolo mentale visualizzato e scritto Capire la moltiplicazione Capire la divisione Capire le frazioni Set lineare delle frazioni - Set lucido delle frazioni Frazione come numero razionale Frazione come operatore Frazione come rapporto Geometria dinamica Capire i problemi - Rompicapo TESTI : LEGGERE, SCRIVERE E COMPORRE Principali tipi di testo Didattica del comporre Testi scritti con laiuto dellinsegnante: dettato muto ecc. Testi degli alunni messi a punto con laiuto dellinsegnante Testi scritti dagli alunni dopo conversazioni, letture, spiegazioni Testi scritti dagli alunni senza una preparazione specifica Testi scritti dagli alunni dopo uno studio o ricerca Organizzazione logica delle idee Lettura e comprensione APPENDICE: un esercito di scimmie scriver lAmleto, ecc. 9 11 11 11 13 14 15 16 17 18 21 21 23 25 28 41 48 55 59 61 69 70 79 87 95 121 125 132 135 144 148 149 151 152 157 160

LA VALUTAZIONE Come valutare: approccio docimologico e/o ermeneutico Valutare attraverso prove e/o attraverso esperienze Migliorare il rapporto educativo-didattico per valutare meglio Valutazione inter-soggettiva per superare effetti soggettivi Tavola sinottica _______________________

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RI-DI-FLETTERE E RAGIO-C-ARE Ridere una cosa seria Umorismo, creativit, salute TESTI UMORISTICI Logica in erba La bisociazione: assurdit coerente Sono sempre ragionevoli le ragioni del cuore? Timeo danaos et dona ferentes Se uno stimato la pu fare nel letto e dicono che ha sudato Te vallo comme me soni (proverbio maceratese) Figli picculi la casa trema, figli granni la casa se lama Val pi la pratica che la predica Stupefare gli scettici e scetticizzare gli stupefatti Eclisse in caserma Tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic tic toc Un ristorante di classe Dica pure Dica trentatr Marche charme DOMANDE DA DOMARE Sciarada Crittografia Lapecheronza Gialleggia gialleggia gialleggia

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183 187 189 192 193 195 196 197 199 202 203 205 206 209 211 219 221 222 223 224

ASTRI E PILASTRI Omonimi - Doppi sensi Anagrammi, cambi e palindromi Calembour Chiasmo Metafore, similitudini, sinestesia Spostamento, slittamento del significato Implicito, non detto Dossi e paradossi Parad-oss-imoro Bisociazione: assurdit coerente Nonsenso Delirio cacuminale - Prolegomeni Lipnguapa furbesca paperina APPENDICE : LA-VENA UMORISTICA Alle sogliole del terzo millEnnio Ennio bi-Ennio tri-Ennio.. Mario Farn: GUARIR DAL RIDERE Giovanni Mosca: RICORDI DI SCUOLA Carlo Manzoni: IL SIGNOR VENERANDA Un allegro murale - Continuit scol-l-astica Alessandro Bergonzoni Riccardo Cassini G.Gasparri: STRAFALCIPOLI Lella Costa: COME UNA SPECIE DI SORRISO Salvatore De Matteis: IN PIENA FACOLTA Jean Charles: LA FIERA DELLE CASTRONERIE Michele Francipane: IL SOMARIO J. Beer: LA CLASSE FA LA OLA MENTRE SPIEGO M.Burgada-M.Miscia: GENTE DI BURGADA E. Jacchetti: IL PENSIERO BONSAI Ig-notizie Amore Mari (e altre poesie) La madre Tantalo rassegnato - (e altre poesie) Preambolo postambolo E stata dura Commiato

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PREMESSA

La fantasia cavalca con la ragione: la ricerca-azione Come dice Guido Petter con una bella espressione di Gianni Rodari, nellattivit cognitiva e nella ricerca la fantasia cavalca con la ragione, al di fuori della facile linearit sequenziale e dellordine logico con cui i vari contenuti sono esposti nei testi, compreso questo libro. I processi ideativi e cognitivi reali infatti sono ben pi complessi e caotici, come dice Comoglio, con tante difficolt ed insuccessi, di cui non si parla, se no ci vorrebbero molti altri libri! Di solito un lavoro in progress, lungo e sofferto, pieno di dubbi e ripensamenti, intuizioni feconde, insight euristici e piccoli passi a lume di candela, con aggiustamenti continui, e con tanta pazienza e tanta tenacia, audacia, sagacia e perspicacia, fonti certe di efficacia. Perci non bisogna scoraggiarsi di fronte alle inevitabili difficolt che possono insorgere anche e soprattutto nelle eventuali applicazioni didattiche. (Si veda a pag. 143: Ma non tutte le ciambelle escono col buco). Mutatis mutandis (mutate le cose da mutare) e si parva licet componere magnis (se lecito paragonare le cose piccole alle grandi), Medawar nel libro Induzione e intuizione nel pensiero scientifico, osserva: Il deduttivismo nella letteratura matematica e linduttivismo in quella scientifica sono soltanto degli atteggiamenti che noi scienziati scegliamo quando va su il sipario e il pubblico ci vede. Lillusione scompare per se ci chiediamo che cosa succede dietro le scene. Noi tendiamo a dimenticare gli errori, cos che il Metodo Scientifico appare molto pi potente di quanto realmente sia, specialmente quando presentato al pubblico nella terminologia dassalto e ai colleghi scienziati con quella studiata ipocrisia che la caratteristica dei contributi alle riviste dotte. Donald Schon parla cos del lavoro degli insegnanti: Quando qualcuno riflette nel corso dellazione, diventa un ricercatore nel contesto della pratica. (.) Egli non separa il pensare dal fare, elaborando una decisione che dovr poi tradurre in azione. Linsegnante da lui definito un professionista riflessivo che compie un continuo lavoro di ricerca-azione. E De Landsheere, nel libro Introduzione alla ricerca in educazione, osserva: Siamo convinti che attualmente la ricerca operativa costituisca la maggior fonte di speranza per un rinnovamento progressivo e profondo del nostro insegnamento, il solo mezzo di cui si disponga per gettare un ponte tra l'indagine scientifica universale e la prassi quotidiana, approdando alla formazione di una vera e propria scienza particolare, la sola che serva effettivamente in campo educativo.

Cos nato anche questo libro, che vorrebbe essere un piccolo e piacevole aiuto, utile e dilettevole, al lavoro degli insegnanti. Esso contiene riflessioni, esperienze e proposte maturate nel corso di una lunga ed intensa attivit, sia di insegnamento che di studio, riflessione e formazione. Una lunga attivit svolta con impegno, ma anche con ovvi limiti e con le inevitabili difficolt. Perch nessuno perfetto e chi vuole avere sempre ragione un coglione: per. potrei sbagliarmi. (F. Oreglio) Siamo tutti un po orbi: e allora orbo di occhio destro cerca orbo di occhio sinistro per uno scambio di vedute. E cera anche quello che, sebbene avesse soltanto locchio destro, aveva uno sguardo sinistro! E quello che, avendo perso la mano destra si destreggiava con la sinistra. Titolo su un giornale: Grave incidente: operaio perde locchio destro; la polizia indaga sul sinistro! E in politica che cos meglio, essere sinistrati dalla destra o addestrati dalla sinistra? Il libro pervaso da una frvida cur-iosit (dal latino cur = perch? In italiano si direbbe perch-sit), e cerca di rispondere a tante domande, anche se, come dice Bergonzoni, nessun domatore domer mai le domande che per loro natura sono sempre da domare. Il libro anche indicato per una cura salutare di risaterapia intensiva, perch, come dice Mario Farn nel libro Guarir dal ridere, Una risata al giorno leva il medico di torno e ridere una cosa seria. E come dice Ferdinando Montuschi nel libro Competenza affettiva e apprendimento: Imparare a ridere in modo sano e liberante forse uno degli obiettivi educativi pi validi che la pedagogia possa garantire alle giovani generazioni, e non solo a loro. Si spera cos di aver fatto cosa non del tutto inutile, ma comunque, almeno non nociva, per aiutare a riflettere e agire meglio, in un connubio pro-f-ec-ondo tra teoria e pratica, con un po di proficuo know how, per unanimazione didattica che aiuti ad apprendere con + gioia e noia, oltre che con il dovuto impegno. Tutto ci fa s che questo libro, spiegando bene le cose difficili da capire ma poi facili da fare, in grado di risolvere finalmente tutti i problemi della scuola.

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APPRENDIMENTO E INSEGNAMENTO

Centralit dellapprendimento e ruolo dellinsegnante E stato osservato che dire Io glielho insegnato ma lui non lha imparato un po come dire Io glielho venduto ma lui non lha comprato. E stato anche detto che in qualche caso gli alunni imparano nonostante linsegnante, per sottolineare con un paradosso limportanza dei processi di apprendimento. La cui centralit, tuttavia, non rende meno importante linsegnamento, anzi, ne richiede la qualificazione come condizione sine qua non per una traduzione pratica effettiva della centralit dellapprendimento stesso. Semmai esclude il cattivo insegnamento. Pi gli insegnanti sono bravi, non solo a livello culturaleepistemologico, nella loro disciplina, ma anche e soprattutto a livello educativo, psicologico e didattico, in grado cio di istaurare un buon rapporto con gli alunni, coinvolgendoli, interessandoli e responsabilizzandoli, pi questi si impegneranno e impareranno bene, da protagonisti attivi e motivati: che poi la scoperta dellacqua calda. Sugli Annali P.I. n 1-2/ 08, Maria Roldao scrive: Laspetto distintivo del ruolo dellinsegnante sta nellatto di insegnare, visto tuttavia come attivit transitiva che si pu tradurre nella competenza di far s che gli altri apprendano. Come pi semplicemente dice Dupanloup: "Ci che il maestro fa poca cosa, ci che fa fare tutto". Che anche quanto chiede il bambino della Montessori alla sua maestra: -Aiutami a fare da solo.

Vari tipi di apprendimento Lapprendimento pu attuarsi, in varia misura, con le modalit seguenti:
SIGNIFICATIVO (comprensione) COSTRUTTIVO

PER RICEZIONE (GUIDATO)

PER SCOPERTA (termine usato spesso come sinonimo di comprensione)

PASSIVO MECCANICO-MNEMONICO

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Il termine scoperta viene spesso usato come sinonimo di comprensione, come osserva Pellerey: Molte volte si parla di scoperta del bambino nel senso che egli afferra il significato di una proposizione o individua, con laiuto dellinsegnante, la strada risolutiva di un problema. (M. Pellerey, Progetto RICME, pag. 20) In tal senso anche Hans Freudenthal nel libro Ripensando leducazione matematica, parla di re-invenzione guidata come modalit fondamentale di un valido apprendimento. E Ausubel osserva: Gli entusiasti del metodo della scoperta tendono a confondere il momento di questa con il momento della comprensione. (Ecc...) Alcuni studenti (....) correranno mezzi nudi per le strade gridando Eureka!, ma quanti studenti con le capacit di Archimede sono iscritti nelle classi? E cosa avviene alle motivazioni e allautostima del giovane Archimede se, dopo 17 immersioni nella vasca da bagno, solo riuscito ad essere bagnato fradicio? (Invece di scoprire il principio di galleggiamento dei corpi: nota dello scrivente). (Ecc....) Una lezione fondamentale che alcuni moderni sostenitori del metodo della scoperta hanno tratto dal disastro educativo che la soluzione di problemi, di per s, non porta alla scoperta significativa. Tale metodo pu essetre altrettanto livellatore, formalistico, meccanico, passivo, quanto la peggior forma di esposizione verbale. Lapprendimento per ricezione, basato sulla guida dellinsegnante e sulla fruizione (lettura-ascolto) significativo se ha senso per lalunno, coinvolgendolo sia a livello cognitivo che emotivo, ed assicurando sia la comprensione concettuale che linteresse, la motivazione e la curiosit, e favorendo quindi sia lattivazione dei processi cognitivi, sia una progressiva autonomia e gioiosa creativit. Esso pu essere in parte integrato con processi anche euristici di scoperta e ricerca, a seconda delle capacit e del grado di autonomia degli alunni, come sostiene Guido Petter, ma in modo realistico, senza esagerare con velleitarismi utopistici. (In Psicologia e scuola primaria, pag. 133-134). Anche Sartre osserva: La lettura creazione nella direzione. La lettura significativa ovviamente, ed anche lascolto, in grado di attivare e suscitare linteresse e la motivazione, le emozioni, limmaginazione, la comprensione e gli altri processi cognitivi. Chi legge o ascolta con interesse e capisce non affatto passivo, ma rielabora personalmente i contenuti con unattivit cognitiva ed emotiva di varia intensit, che pu andare dalla semplice comprensione convergente ad intuizioni anche originali e creative, sollecitate da quanto legge o ascolta con interesse e partecipazione cognitiva ed emotiva. A chi mi parla e mi chiede: -Mi segui?-, io rispondo: -Ti precedo. Mentre si ascolta o si legge, infatti, il pensiero si proietta in avanti, con ipotesi, aspettative e inferenze su come proseguir il discorso, e conseguenti conferme o smentite, in un continuo processo circolare, come un fitto andirivieni di boomerang inferenziali.

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Vi sono poi anche importanti apprendimenti mnemonici, come ad esempio lortografia ed altri apprendimenti strumentali come le tabelline, che vanno adeguatamente curati, cercando di renderli anche interessanti e significativi, nei limiti del possibile. Apprendimento costruttivo e didattica laboratoriale Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo (Faccio= agisco, anche e soprattutto come attivit e processi cognitivi ed espressivi. Con parola cannocchiale: agis-co-gito!) Piaget chiarisce come spesso si confondano i metodi "attivi" con quelli "intuitivi", perch si servono entrambi di sussidi concreti. Ma i metodi intuitivi li usano in modo statico-descrittivo, come se la conoscenza fosse "una copia figurativa della realt". Invece essa "consiste sempre in processi operativi che fanno capo ad una trasformazione del reale, con le azioni o mentalmente", come si cerca di fare con i metodi attivi e la didattica laboratoriale. I processi cognitivi vanno quindi sviluppati attivandoli dinamicamente. E mentre si agisce con il pensiero, si pensa, si ragiona, si opera, si concettualizza, usando anche, se necessario, sussidi concreti o illustrazioni, importante verbalizzare, anche solo oralmente, per associare alle parole e a determinate frasi e locuzioni i significati rappresentati concretamente e/o vissuti nellesperienza, come avviene, ad es., quando si impara una lingua straniera. L'alunno, in molte attivit, pu essere guidato dall'insegnante, come afferma Piaget, attraverso "un sistema che metta l'insegnante in condizione di guidare l'allievo, facendolo per agire e non impartendogli semplicemente delle lezioni. (Piaget: Psicologia e pedagogia) Facendolo agire, anche e soprattutto cognitivamente e linguisticamente. Infatti si impara ad agire agendo, non soltanto per le abilit manuali, ma anche per i processi mentali-cognitivi, espressivi, linguistici, sociocomunicativi, ecc. Si impara a pensare pensando, a operare operando, a fare mappe facendole, a leggere leggendo, a scrivere scrivendo, a comunicare comunicando, eccin modo significativo e motivante, prima con la guida dellinsegnante poi in modo sempre pi autonomo, anche in collaborazione. Gradualmente poi si rifletter anche per una sempre maggiore conoscenza concettuale, ma senza mettere il carro davanti ai buoi. Molti esempi di una didattica laboratoriale e di un apprendimento costruttivo in parte guidato dallinsegnante sono contenuti nei capitoli che seguono relativi alla matematica e alla lingua italiana.

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Pensiero e linguaggio in presa diretta con lesperienza

Luso di sussidi concreti, accompagnato dalla comprensione-concettualizzazione e da una corretta verbalizzazione orale, efficacissimo perch collega in agile e significativa presa diretta pensiero e linguaggio orale tra loro e con lesperienza concreta. Ci avviene in via ordinaria per gli apprendimenti spontanei extrascolastici e nella scuola dellinfanzia, in cui non si pu usare il linguaggio scritto, ma si fanno esperienze concrete verbalizzandole oralmente, ed imparando cosi il significato delle parole e luso del linguaggio orale. Il linguaggio scritto, poi, per evitare il verbalismo-simbolismo vuoto ed astratto, deve nutrirsi e sostanziarsi il pi possibile dei significati che ne costituiscono lanima e la linfa vitale cognitiva, frutto e nutrimento del pensiero. Tale linfa scorre meglio con il linguaggio orale, come gi diceva Platone, Viva vox alit plenius (la viva voce nutre pi pienamente). Si deve ovviamente curare anche lo scritto, il quale per, se usato male, pu appesantire il lavoro che in molti casi potrebbe giovarsi di pi del linguaggio orale collegato con lesperienza e la realt concreta per caricarlo di significato. Poi sar pi facile capire ed usare bene anche il linguaggio scritto, sia verbale che simbolico, con le cifre e i segni. Ma anche vero che Verba volant, scripta manent. Perci bisogna usare bene sia lorale che lo scritto. Come avviene in generale per tante altre cose, quello che pu nuocere il cattivo uso, labuso; ma come dicevano gli antichi: Abusus non tollit usum (labuso non esclude luso). La stessa considerazione vale per i sussidi concreti. I quali, se sono usati bene, capendo (pensiero) e verbalizzando (linguaggio) ci che si fa e si rappresenta con essi, consentono di capire il significato delle parole e dei simboli astratti, come un efficace trampolino di lancio verso lastrazione. Se invece sono usati male, in modo oscuro e confuso, rischiano di essere una sabbia mobile per il pensiero, cadendo in un attivismo dispersivo, in cui si opera con i sussidi ma senza capire bene i concetti e le operazioni rappresentati e senza verbalizzarli correttamente. Allestremo opposto c lerrore pi tradizionale di un verbalismo-formalismo vuoto ed astratto, in cui si lavora soprattutto con il linguaggio verbale e simbolico scritto, con i simboli astratti e le parole, ma prevalentemente in modo mnemonico, senza capirne il significato. Scilla e Cariddi della didattica.

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Schema e scheda sulla tassonomia del Bloom La nota tassonomia del Bloom molto utile per capire i processi cognitivi, ma pu comportare il rischio di applicazioni didattiche un po artificiose. I 6 processi cognitivi analizzati dal Bloom, infatti, si possono distinguere in teoria, ma in pratica sono spesso integrati in modo complesso e dinamico. I primi due, conoscenza (SAPERE) e comprensione (CAPIRE), si possono combinare teoricamente ed integrare funzionalmente in varia misura, come si pu vedere nello schema seguente.

SI Chi non sa ma capisce C A NO SAP I R Chi non sa e non capisce E (o non vuole capire: e non ce peggior sordo) chi sa e capisce ERE SI

chi sa ma non capisce

NO (Perch non metterci anche il VOLERE? Spesso infatti, pur sapndo e capndo, la voglia che manca)

E poi ci sono le altre 4 voci della nota tassonomia, e cio: APPLICAZIONE: abilit, processi, competenze procedurali. ANALISI: di singoli elementi, parti, concetti, lettere, ecc... SINTESI: non come riassunto, ma come collegamento e relazioni logiche tra singoli elementi, parti, concetti, lettere, ecc. Titone ha definito lanalisi e la sintesi i 2 pedali del pensiero, e Damiano la sistole e la diastole del pensiero. VALUTAZIONE: pensiero critico-valutativo; riflessione e argomentazione; autonomia di giudizio e di scelta.

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Sbagliando simpara, ma non sempre.

Bisogna distinguere tra errore logico ed errore mnemonico. Lerrore logico pu essere sfruttato proficuamente, perch, riflettendoci, si pu capire meglio un concetto, un ragionamento, la soluzione di un problema, ecc. realizzando un apprendimento significativo pi solido e consapevole. Lerrore mnemonico invece da prevenire ed evitare, perch ostacola o indebolisce lassociazione corretta, come avviene ad esempio per lortografia. Ad es. presentare le parole errate acuila; squola; lagho; ecc.. per farle correggere dannoso. Esse infatti vengono pronunciate come quelle scritte bene aquila, scuola, lago, e questa ambiguit indebolisce lassociazione tra pronuncia e scrittura corrette, che tale non per motivi logici, da capire, ma per una convenzione, da memorizzare. Anche a qualche insegnante, a forza di vedere tali errori, pu capitare di vedersene sfuggire qualcuno dalla penna! Quando insegnavo, una collega si lamentava dicendo che pi faceva esercitare i suoi alunni sulle difficolt ortografiche pi essi sbagliavano. Le chiesi se per caso non proponeva loro gli esercizi come quelli esemplificati sopra, del tipo Caccia agli errori. E lei mi rispose di s, ed aveva addirittura riportato gli errori pi gravi e frequenti in una scheda a disposizione degli alunni che la consultavano spesso in caso di dubbio per autocorreggersi! Ho addirittura trovato un softweare per computer in cui si proponevano esercizi del tipo suddetto, che mi sembra di aver visto anche in qualche guida didattica! Ma bisogna distinguere. Sono infatti validi esercizi in cui ci sono parole errate come late, lagi, tovagia, bago, castaga, ecc, scritte male, ma pronunciate come richiesto dalla loro scrittura, da correggere scrivendole e pronunciandole bene, e cio latte, laghi, tovaglia, bagno, castagna, ecc In tali esercizi le parole scritte male vengono anche pronunciate come richiesto dalla loro scrittura, con una pronuncia diversa da quella delle parole scritte bene, con un contrasto fonetico molto efficace tra la pronuncia regolare della parola scritta male (lagi), e la diversa pronuncia corretta della parola scritta bene (laghi). Si consolidano cos entrambe le 2 diverse associazioni corrette tra una certa scrittura e la pronuncia corrispondente. Non c alcuna confusione e ambiguit, perch a ciascuna delle 2 scritture diverse corrisponde una sola pronuncia anchessa diversa, stabilizzando lassociazione corretta tra una certa scrittura e la relativa pronuncia richiesta da quella scrittura. Se invece si associano due pronunce diverse ad una stessa scrittura, come avveniva negli esempi iniziali, si ostacola o destabilizza lassociazione tra la scrittura corretta e la sua pronuncia, poich questa stessa pronuncia viene associata anche alla parola scritta male, confondendo ovviamente le idee.

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Il liquore delle emozioni

Le emozioni, i sentimenti, laffettivit, rivestono un ruolo decisivo nello sviluppo armonico di tutta la personalit, influenzando in particolare i processi cognitivi e lapprendimento. Sullimportanza dellaffettivit Luigi Cancrini osserva: Lemozione si infiltra nei processi e nelle attivit cognitive come il liquore in una pasta dolce. Li gonfia e li imbeve di s condizionando profondamente le scelte, e modificandone fluidit e potenza. Il ruolo svolto dall educatore, dai suoi atteggiamenti pi o meno consapevoli, dai suoi pregiudizi e dalle sue aspettative, un ruolo assolutamente centrale; esso pu essere considerato addirittura, un fattore di sviluppo essenziale dei processi cognitivi del bambino (Luigi Cancrini, Bambini diversi a scuola) Rosenthal e Jacobsen, con la loro nota ricerca, Pigmalione in classe, hanno evidenziato come le aspettative positive o negative degli insegnanti, influenzano positivamente o negativamente il rendimento degli alunni, col cosiddetto Effetto Pigmalione. (Si veda a pag. 175) E fondamentale un atteggiamento di fiducia e ottimismo, evidenziando, valorizzando ed apprezzando quello che gli alunni fanno di positivo ed ogni loro progresso, anche piccolo, mettendoli in condizione di riuscire ed incoraggiandoli per aumentarne lautostima e la fiducia in s stessi, la motivazione, la partecipazione e limpegno necessari per un continuo miglioramento, per costruire unidentit ed unimmagine di s positive, pur nella consapevolezza anche dei propri limiti e difficolt. Winnicot ritiene utile anche una certa Illusione di competenza, che si genera nellalunno se linegnante apprezza ogni suo piccolo miglioramento, facendolo sentire sempre allaltezza di poter svolgere il lavoro richiesto, cosa molto importante per lautostima e la motivazione intrinseca. E anche importante un atteggiamento costruttivo e non repressivo verso lerrore: infatti anche sbagliando simpara. Attenzione per a quanto gi detto al punto precedente. Ed ancora pi attenzione al fatto che ci vale per lapprendimento e la ricerca e molto meno per la vita, in cui purtroppo sbagliando si paga, oltre ovviamente ad imparare. Si impara a proprie spese, ma il conto spesso molto salato.

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Comunicazione (contenuti) e metacomunicazione (emozioni)

Come rappresentato nella tabella la comunicazione comprende sempre due dimensioni: quella cognitiva, relativa ai contenuti, e quella affettiva, relativa alle emozioni ed ai sentimenti, detta anche metacomunicazione, perch in un certo senso al di sopra ed oltrepassa i contenuti stessi. Insieme ai contenuti, infatti, sui quali ci pu essere accordo o disaccordo, si comunicano anche emozioni e sentimenti, che possono essere positivi o negativi, con il tono della voce, i gesti, ecc. E se a livello affettivo ci sono antipatie, rancori, ostilit, odio, ecc. si litiga anche se si daccordo sui contenuti. Il disaccordo sui contenuti invece non nuoce ad una buona relazione affettiva, come ad es. avveniva tra due celebri personaggi: Peppone e don Camillo.

AMORE - BENEVOLENZA e m Peppone e don Camillo o z i c o ntenuti DISACCORDO n i ODIO - OSTILITA

ACCORDO

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Riferimenti bibliografici

David Ausubel, Educazione e processi cognitivi, Angeli J.D. Novak- D.B.Gowin, Imparando a imparare, SEI P. Boscolo, Psicologia delleducazione, Martello-Giunti. Corno-Pozzo, Mente, linguaggio, apprendimento, La Nuova Italia. Mussen-Kagan, Linguaggio e sviluppo cognitivo, Zanichelli. Jean Piaget, Psicologia e pedagogia, Loescher. Guido Petter, Psicologia e scuola primaria, Giunti. Bennet, Stili di insegnamento e progresso scolastico, Armando. Luigi Cancrini, Bambini diversi a scuola, Boringhieri. P. Watzlawick, Pragmatica della comunicazione, Astrolabio.

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CAPIRE LA MATEMATICA Capire il significato per risolvere problemi Mussen e Kagan osservano: Dagli scritti di Piaget si pu di tanto in tanto dedurre implicitamente che il bambino di 5 anni incapace di serializzare in qualsiasi dimensione, e nessun bambino di 7 anni capace di ragionare su qualsiasi argomento senza oggetti concreti. Queste affermazioni sono ancora controverse. La maggior parte dei bambini di 5 anni sostiene che il proprio padre pi grande di un coniglio, e che un coniglio pi grande di un topo, e si rende conto che il proprio padre pi grande di un topo, rivelando cos una capacit di ordinare gli oggetti secondo una dimensione di grandezza. La differenza tra questo problema e quelli utilizzati da Piaget consiste nel fatto che il problema del padre e del coniglio si riferisce a nozioni molto familiari. Se non capisce la domanda che gli viene fatta il bambino agir ovviamente a un livello immaturo. Piaget sostiene ad es. che il bambino di 8 anni non riesce a classificare se stesso in 2 dimensioni contemporaneamente, cio non riesce a considerarsi nello stesso tempo membro di una citt e anche membro di un paese. Uno dei motivi di questa carenza dipende dal fatto che il bambino non comprende completamente il significato delle parole citt e paese: non sa che una citt fa parte di una nazione. Si pu dimostrare che il bambino di 5 anni capace di doppie classificazioni quando comprende i 2 concetti. Il bambino di 5 anni sa di far parte della famiglia Rossi e, nello stesso tempo, del sesso maschile. (Mussen e Kagan, Linguaggio e sviluppo cognitivo) Guido Petter fa il seguente esempio: A Torino vive circa un milione di persone. Sulla testa di una persona non crescono pi di 300.000 capelli. E possibile affermare che a Torino ci sono sicuramente 2 persone con lo stesso numero di capelli?. La soluzione molto pi facile se il problema, dalla stessa struttura logica, contiene per dati pi familiari e intuitivi. Ad es.: Sappiamo che i mesi dellanno sono 12. In una classe ci sono 13 bambini. E possibile dire che in quella classe ci sono certamente 2 bambini nati nello stesso mese ? D. Corno e G. Pozzo in Mente, linguaggio, apprendimento riportano un esperimento in cui le stesse persone dovevano risolvere 2 problemi dalla stessa struttura logica, ma dal contenuto estraneo nel primo, e familiare nel secondo, con una percentuale di successi 5 volte superiore nel secondo. Gli autori concludono: (.) Capire il problema e risolverlo sono perci quasi la stessa cosa.

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I 2 problemi usati nel suddetto esperimento sono i seguenti.


1-Hai le seguenti 4 carte. Devi verificare il rispetto della seguente regola: Se su un lato c una vocale, sullaltro deve esserci un numero dispari, voltando il minor numero di carte. Quali carte volteresti ? E M 7 4

2 -E sera, al grande magazzino laddetto controlla le operazioni della giornata. In particolare egli deve verificare che, in caso di acquisto superiore a 30 euro, il tagliando sia stato firmato sul retro dal responsabile. Quale dei 4 tagliandi seguenti deve voltare per verificarlo?
40 euro 25 euro
Ugo Re

..

I 2 problemi sono basati entrambi su unimplicazione logica, e in entrambi si devono voltare la prima e lultima carta o scheda. Infatti: se vocale (E) allora dispari; perci se non dispari (4) allora non vocale. Se pi di 30$ (40$) allora firma; perci se non firma () allora non pi di 30$. Ma il secondo problema pi facile perch pi intuitivo. Per capire meglio e consolidare il concetto di implicazione logica si possono fare altri esempi ed esercizi significativi, come quelli seguenti, espressi in forma sintetica, perci da esplicitare meglio, anche solo oralmente, nel lavoro didattico. Se piove allora ci sono le nuvole, necessariamente, ma non viceversa: non si pu affermare che se ci sono le nuvole allora sicuramente piove. Condizione necessaria ma non sufficiente perch piova che ci siano le nuvole. E se non ci sono le nuvole allora non piove, necessariamente, ma non viceversa: non si pu affermare che se non piove allora non ci sono le nuvole. Se stai a Roma allora stai in Italia, ma non viceversa; perci, se non stai in Italia allora non stai a Roma, ma non viceversa. Se un cane allora un animale, ma non viceversa; perci, se non animale allora non cane, ma non viceversa. Se si chiama Ugo allora maschio, ma non viceversa; ecc Se festa allora non c scuola, ma non viceversa; perci, se c scuola allora non festa, ma non viceversa. Da non confondere con la doppia implicazione, o coimplicazione logica: Se e solo se respiri allora sei vivo, e viceversa, se e solo se non respiri allora non sei vivo e viceversa. Condizione necessaria e sufficiente perch tu sia vivo che respiri. Se e solo se tu sei mia madre allora io sono tuo figlio e viceversa. Se e solo se tu non sei mia madre allora io non sono tuo figlio e viceversa. Se e solo se oggi gioved allora domani venerd e viceversa. Se e solo se oggi non gioved allora domani non venerd e viceversa.
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Keith Devlin, nel suo libro Listinto matematico, costata come i bambini e i ragazzi venditori di noci di cocco e gli acquirenti del supermercato se la cavano benissimo con la matematica di strada, naturale e piena di significato, con calcoli e problemi pratici e significativi, mentre falliscono con la matematica scolastica, perch troppo astratta. Devlin osserva: Il problema che molte persone hanno con la matematica scolastica che non sono mai arrivate a comprenderne il significato: rimane per sempre un gioco astratto di simboli formali. E allora bisogna cercare di gettare un ponte, come dice Hans Freudenthal, tra la matematica naturale intuitiva, e quella scolastica, formale, prendendo gradualmente dimestichezza con la seconda ed innestandola su di una base motivante, intuitiva e significativa, mediante un approccio didattico sostanziale-significativo, per capire e usare sempre meglio anche quello formale. (Pellerey, Progetto RICME, Vol I). Come dice Cinzia Bonotto, importante favorire la matematizzazione del quotidiano e la quotidianizzazione della matematica . Anche Ren Thom, medaglia Field nel58, (il nobel della matematica) osserva: Si accede al rigore assoluto solo eliminando il significato. Ma se si deve scegliere tra rigore e significato, scelgo quest ultimo senza esitare. (Citato da G. Ottaviani, La teoria degli insiemi, su internet). La cosa migliore ovviamente un loro fecondo connubio.

Consolidare le conoscenze e favorire in transfer cognitivo Michele Pellerey, su Orientamenti Pedagogici, n 3/85, Verso una nuova stagione per la scuola?, evidenzia limportanza delle conoscenze significative capite e consolidate. Egli osserva: In campo psicopedagogico si costatata linadeguatezza di unimpostazione diretta solamente all acquisizione di un metodo di lavoro, allo sviluppo di capacit di apprendere in generale, allo stimolo di atteggiamenti esplorativi globali. La psicologia cognitivista ha rilevato il ruolo decisivo che gioca in tutto questo il quadro concettuale posseduto, linsieme cio dei fatti, delle idee, dei principi, dei procedimenti resi propri in maniera significativa e coerentemente compaginata. Per risolvere problemi, per fare ricerche, per leggere e capire, per seguire i ragionamenti, occorre conoscere fatti, avere idee appropriate, possedere concetti adeguati, disporre di esperienze riflesse e rappresentate, e tutto questo non in generale, ma riferito specificamente al campo o settore della conoscenza preso in considerazione. Non basta essere intelligenti, si deve anche sapere, e sapere le cose in modo chiaro e pertinente.
(Si veda I campi concettuali di Vergnaud, a pag. 98-99)

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Di solito la comprensione e lapprendimento non avvengono con la modalit del tutto o niente, come spiega Guido Petter, ma richiedono approfondimenti progressivi. Hans Aebli scrive: Le strutture mentali che il bambino costruisce (.) non hanno per nulla quella consistenza che Piaget gli attribuisce. (Ma anche Piaget parla di decalages, scarti, regressioni: nota dello scrivente). Appena in un processo appaiono fattori di maggiore difficolt, loperazione arretra a un livello strutturale pi basso. Ci dimostra quanto sia importante che i risultati di un processo di elaborazione vengano in qualche modo consolidati con adeguati esercizi e applicazioni. Hans Freudenthal, nel libro Ripensando leducazione matematica, a pag. 150, osserva: I fautori dell apprendimento attraverso lintuizione sono spesso accusati di trascurare lesercizio. Ma piuttosto che contro lesercizio io sono contro labilit che danneggia il ricordo dellintuizione. Ma vi un modo di fare esercizio (incluso anche lo studio a memoria), in cui ogni piccolo passo aggiunge qualcosa al tesoro dell intuizione: si tratta dellesercizio accoppiato con lapprendimento per intuizione. Freudenthal si dice contrario alla abilit che danneggia il ricordo dell intuizione, e quindi agli esercizi mnemonici che baipassano e srrogano il pensiero, affievolendolo o spegnendolo, ma non agli esercizi significativi. Questi infatti, (incluso anche lo studio a memoria, e aggiungerei il ripasso intelligente), rafforzano il pensiero e la comprensione, perch servono ad approfondire e consolidare, assimilare e rielaborare intuizioni, concetti, conoscenze e ragionamenti, magari gi compresi, ma ancora labili e incerti, anche per riuscire a risolvere meglio i problemi. Come afferma Titone, infatti, il super-apprendimento favorisce il transfer positivo, cio luso autonomo e originale di quanto appreso in situazioni complesse o per la soluzione di problemi. Ed anche nel risolvere problemi bisogna esercitarsi, facendo esperienza, per diventare esperti e competenti. E poich il tempo limitato, si deve privilegiare la qualit rispetto alla quantit, come dicono i saggi della commissione per i saperi essenziali, (marzo 98): () la regola dovrebbe essere linsegnamento di alcune cose bene e a fondo, (). Non multa sed multum, come dicevano anche i saggi antichi. Ma bisogna anche fare attenzione a non specializzarsi troppo, secondo il motto inglese more and more about less and less fino magari a sapere tutto .di niente. Come sempre In medio stat virtus. Come dice Silvia Sbaragli, inoltre, le capacit cognitive e procedurali restano spesso ancorate allambito nel quale si sono raggiunte: non si sa trasferire la conoscenza, se non in casi particolari () Il transfer non avviene in modo automatico. Si devono perci affrontare problemi specifici in ambiti diversi, e prove particolari come ad es. quelle dellINVALSI. (Si veda a pp. 94 e 117)

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Capire e imparare risolvendo problemi significativi

Su LEDUCATORE, n 19/94, nellinserto TRE SEI n 8/94, dedicato alla scuola dellinfanzia, narrata la seguente esperienza: Riportiamo uno dei lavori concretamente effettuato in una scuola materna. Situazione problematica: -Marcello, forma linsieme dei blocchi blu , e tu, Claudia, quello dei blocchi quadrati. I bambini si mettono al lavoro , sono un po perplessi circa i blocchi quadrati-blu , vince Marcello che dice che sono blu. La maestra quindi si rivolge a Claudia: -Sei sicura di aver messo TUTTI i quadrati nel tuo cerchio ? E Claudia: -Io li volevo mettere , ma Marcello ha detto che sono blu e li ha voluti lui. -Se sono quadrati appartengono al tuo insieme. Contenta Claudia prende i blocchi quadrati-blu dal cerchio di Marcello e li mette nel suo. E la maestra: -Marcello, nel tuo insieme ci sono TUTTI i blocchi blu ? Marcello guarda perplesso la maestra: -Prima li avevo, Claudia ha detto che sono suoi! Si continua cos per un po a spostare i blocchi quadrati-blu da un cerchio allaltro, poi ad un certo punto linsegnante dice: -Questo un problema, chi ha unidea per risolverlo? Le idee dei bambini sono moltissime, verifichiamole una ad una: quando essi faticano ad esprimersi, invitiamoli ad eseguire concretamente. Ecco alcune di queste IDEE . Il bambino prende i quadrati-blu che sono 4 e ne mette 2 in un cerchio e 2 nellaltro, e spiega: -Tutti e due li vogliono, forse ora che se li sono spartiti non bisticciano pi. Si verifica: -Marcello, nel tuo raggruppamento ci sono TUTTI i blu? Claudia, tu hai TUTTI i quadrati? Entrambi rispondono di no. Un altro bambino dice: -Mettiamo i quadrati-blu in un altro cerchio. Si pongono nuovamente le domande e si verifica che anche cos non va bene. Non necessario che la soluzione del problema avvenga in giornata, si pu aspettare; nel frattempo, anche in giorni successivi, si possono realizzare lavori simili in altri universi.

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Noi, il giorno successivo, abbiamo proposto: -Giochiamo con i bambini della sezione: vadano l in fondo tutte le femminucce, e da questaltra parte tutti i bambini che indossano i pantaloni. Anche questa volta ci sono femminucce con i pantaloni che corrono, prima verso il raggruppamento delle femminucce, poi verso quello dei bambini coi pantaloni. -E come con i blocchi quadrati-blu-, afferma un bambino. (Astrazione e generalizzazione: nota dello scrivente) -Questa volta pi facile-, dice un altro, -le femminucce si possono togliere i pantaloni. Altri propongono che invece di correre avanti e indietro tra i due raggruppamenti, le bambine con i pantaloni si fermino in mezzo. Si ritorna al lavoro con i blocchi logici e si aspettano nuove idee. Un bambino avvicina i cerchi e mette i quadrati-blu in fila sulla cornice. Si ripetono le domande sottolineando la parola DENTRO. -TUTTI i blocchi blu sono DENTRO il cerchio di Marcello? Si ripete la domanda anche per Claudia. Tutti i bambini rispondono di no. Unaltra idea viene da un bambino particolarmente riflessivo e con una particolare competenza linguistica: -Se alzassimo i cerchi, tipo capanna indiana, e mettessimo i quadrati-blu al centro, si troverebbero un po dentro luno ed un po dentro laltro. E bastato quindi far cadere i due cerchi per ottenere un territorio comune. Esperienze di questo tipo ne abbiamo condotte in varie scuole materne o prime classi elementari: i bambini fanno quasi sempre le proposte che abbiamo descritto, eccettuata lultima che stata unica. E importante che il bambino senta lesigenza di trovare una strategia per risolvere il problema. Se, dopo aver verificato tante idee dei bambini non si riusciti a trovare la soluzione, allora linsegnante propone la sua ideai bambini sono contenti: il problema risolto.

(G. F. Maricchiolo, Giocando con i connettivi logici, TRE SEI n 8/94, su LEDUCATORE, n 19/94)

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Apprendimento significativo, transfer e creativit

Nello stesso inserto citato si aggiunge quanto segue : Partendo da situazioni problematiche intensamente vissute, il bambino mobilita le proprie risorse e cerca di soddisfare alla richiesta-esigenza di risoluzione. Tutte le attivit sono organizzate in una vera strategia operativa: naturalmente la strategia pu essere anche il risultato di tentativi non riusciti, di errori. Labilit di risolvere problemi ben diversa dallapprendimento mnemonico e ripetitivo: non si risolve un problema solo parlandone, necessario agire e operare. Lacquisizione per problemi dei concetti base, attuata in modo significativo, permette il trasferimento dellesperienza. (Lapprendimento significativo la condizione per poter trasferire quanto stato appreso ad altre situazioni, cio per attuare il transfer, favorendo lautonomia, linventiva e la creativit: nota dello scrivente) Ecco due esempi di problemi inventati dai bambini, trasferendo il concetto di intersezione ad altre situazioni significative.

Riportiamo il racconto e il disegno (qui tralasciato) di Claudia. Ho giocato a carte e ho visto che cera il quattro doro, e allora ho pensato: ha 2 qualit e ho disegnato le carte doro in un insieme e i quattro nellaltro insieme, non ho disegnato tutte le carte perch erano troppe.

Ed ecco il racconto e il disegno (qui tralasciato) di Stefania. Ieri pomeriggio ho giocato con mia cugina Giuliana. Io chiamavo nonna Rosina, anche mia cugina Giuliana chiamava nonna Rosina, allora ho pensato di disegnare in un insieme le mie nonne e in un altro le nonne di mia cugina Giuliana. La nonna Rosina lho messa in mezzo (nell intersezione) perch nonna mia E di mia cugina Giuliana.

(G. F. Maricchiolo, Giocando con i connettivi logici, TRE SEI n 8/94, su LEDUCATORE, n 19/94)

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CAPIRE I NUMERI

Numeri facili Molti studi ed esperienze attestano che, se i numeri e il calcolo mentale si visualizzano con un uso adeguato di sussidi concreti, in cui gli elementi-unit sono disposti in cinquine e decine, il loro apprendimento intuitivo molto facile, evitando precocismi per la scrittura. Su tali principi si basa anche il metodo analogico di Camillo Bortolato, che, come egli scrive rappresenta la reintroduzione della semplicit e della naturalezza nel modo di apprendere, con la linea del 20, pi efficace dei regoli in colore, per calcolare senza contare () e senza conoscere la scrittura dei numeri. Prima viene il calcolo mentale intuitivo, basato sugli oggetti concreti e sui nomi e il significato dei numeri stessi. Limportanza di quanto propone Bortolato, non sta soltanto nella sua ottima Linea del 20, ma anche negli obiettivi ai quali essa finalizzata e nell approccio analogico e intuitivo seguito, con priorit del significato, espresso a parole, con il nome dei numeri, per passare poi con facilit al significante con le cifre scritte. In parte si sempre fatto, ma ora lo si pu fare meglio. Nel 1980 lo scrivente divent direttore didattico e fece riverniciare dalle bidelle, a cinquine bianche e nere, alcuni vecchi e polverosi pallottolieri giganti quasi rottamati, consigliandoli alle maestre, con loro sorpresa e qualche risolino ironico. Salvo poi a ricredersi costatandone lefficacia. Da maestro infatti, lo scrivente, negli anni 70, aveva gi attuato, come tanti altri insegnanti, lapproccio accennato in una classe prima e seconda molto numerosa, badando allessenziale, cio al significato dei numeri e al calcolo mentale, rappresentati con un pallottoliere a cinquine di colore diverso, in modo intuitivo, senza preoccuparsi troppo del calcolo in colonna. Il quale in seguito fu molto facile, grazie ad un approccio semplice e naturale che si sta finalmente affermando, dopo lunghi anni di numeri in colore e relativo effetto Dienes, e di insiemistificazione, come dice il matematico Bruno De Finetti. Anche se non si pu fare di ogni erba un fascio. In anni scolastici precedenti, tuttavia, lo scrivente aveva anchegli fatto usare altri sussidi, in basi anche diverse, ed aveva costruito e brevettato un grosso e curioso Abaco-pallottoliere multibase di legno, che si port a Roma agli orali del concorso direttivo del 78, come esperienza significativa prevista dal bando: ma gli uscieri non volevano farlo passare, perch il grosso sussidio poteva fungere da possibile corpo contundente contro la commissione. Ed un suo componente, neutralizzato in tempo dagli altri prima che fosse lo scrivente ad usare labaco su di lui, se lo meritava pure.

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Contando simpara

Diversamente da quanto pensava Piaget, i bambini cominciano e imparano molto presto a contare e a costruire il concetto di numero sulla base dei 5 principi seguenti che secondo Gelman e Gallistel sarebbero innati e che comunque i bambini cominciano a maturare e acquisire molto presto. 1 -Corrispondenza uno a uno: a ciascun oggetto deve corrispondere uno ed un solo numero. 2 -Ordine stabile: la sequenza dei numeri sempre la stessa, si ripete sempre nello stesso ordine costante. 3 -Cardinalit: lultimo numero di un conteggio indica la quantit totale (cardinale) degli elementi contati. 4 -Astrazione: si pu contare di tutto, astraendo dalle qualit e cogliendo la sola quantit. 5 -Irrilevanza dellordine: si pu iniziare a contare da un oggetto qualsiasi e continuare con qualsiasi ordine. Gli errori pi comuni che i bambini possono commettere nel contare gli oggetti, violando i suddetti principi, sono: -Contare 2 volte lo stesso oggetto. -Saltare un oggetto senza contarlo. -Non accorgersi di aver finito, e ricontare alcuni oggetti gi contati. La conta verbale, detta anche filastrocca dei numeri, secondo la Fuson viene acquisita dai bambini anche prima dei 5 principi esposti ed importante per la costruzione del concetto di numero. Il quale, perci, comincia a formarsi nei bambini prima di quanto sostiene Piaget, che lo colloca nella fase del pensiero operatorio (6-7 anni) e lo fonda troppo eslusivamente sulle operazioni logiche di classificazione e seriazione. Piaget trascura inoltre limportanza della comprensione linguistica e dell interazione sociale. Resta invece attualissimo il costruttivismo piagetiano che richiede una didattica laboratoriale. I bambini devono operare, agire, anche e soprattutto cognitivamente, con sussidi adatti, elaborare attivamente le conoscenze, e non limitarsi a percepire, imitare e acquisire passivamente immagini e concetti gi elaborati.

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Struttura decimale indispensabile: numeri subito.

Come dice Hans Freudenthal, Il pi immediato sintomo di un qualunque sistema di matematica il suo modo di trattare il numero naturale; pi spesso il suo trascurare la struttura della numerazione, cio il sistema decimale. Nella pratica dei numeri, dalla pi rudimentale alla pi sofisticata, la struttura decimale laspetto dominante. Questa struttura indispensabile, dall apprendimanto (puramente linguistico) dei nomi dei numeri, fino allimpiego efficiente di questi. Ma in nessun sistema matematico si fa la minima menzione di queste cose. Anzi, la matematica ad alto livello stata oggettivizzata, e spogliata dei pi rudimentali elementi umani, come le dita. Lapproccio didattico qui presentato si fonda invece proprio sulla rappresentazione concreta del numero in decine e cinquine. Nel Progetto RICME Pellerey scrive: Lattivit sul numero avr inizio subito; laritmetica resta il nucleo centrale in classe prima elementare. A volte invece si rischia di annoiare gli alunni con troppe attivit inutili o si crede che la logica sia un prerequisito dellaritmetica. La logica non la portinaia dellaritmetica, come dice Pellerey (Scuola viva n8/86), ma semmai regge tutto ledificio del pensiero. Nel libro Il concetto di numero nella scuola e nella vita quotidiana, Noce e Missoni costatano che la parola tre, (concetto posseduto persino da alcuni animali), presenta la stessa difficolt della parola buono, e si chiedono: Ma allora, perch quando entriamo a scuola ci trattano come dei perfetti idioti rispetto alla parola tre, e come degli intellettuali rispetto a buono? Forse perch ci si preoccupa troppo di come si scrivono i numeri, e cos, come dice Bortolato, la matematica scolastica finisce per diventare la religione dei numeri scritti. Il totem il valore posizionale e lo zero il suo feticcio. Invece i bambini capiscono e apprendono facilmente i numeri e il calcolo mentale, grazie alla loro rappresentazione con le dita o con sussidi dalla struttura analoga, in cinquine e decine. Poi sar molto pi facile scriverli e fare calcoli in colonna. Tutto ci, in parte, si sempre fatto, ma spesso in modo un po generico, mentre invece lo si pu fare molto meglio, con sussidi adatti, come quelli qui indicati.

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LA LINEA DEL 20 E IL METODO ANALOGICO


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Camillo Bortolato scrive la linea del 20 rappresenta la reintroduzione della semplicit e della naturalezza nel modo di apprendere. Imparare con essa facilissimo, quasi immediato, e lintero percorso di apprendimento del calcolo dura appena qualche settimana. La Linea del 20 formata da 20 tasti mobili numerati, disposti in 4 cinquine separate, evidenziando ciascuna decina con un colore diverso. Ci si pu operare alzando e abbassando i tasti, per formare, comporre e scomporre i numeri, e per visualizzare il calcolo mentale, per calcolare senza contare, in tempi molto brevi. I bambini con tale sussidio imparano e consolidano facilmente i numeri e il calcolo mentale in modo intuitivo, analogico, come si fa con le dita, senza tante spiegazioni per la loro scrittura e per il calcolo in colonna, che Bortolato definisce cieco. Ed osserva giustamente: Il calcolo in colonna un paragrafo circoscritto del calcolo mentale, e non il contrario, poich anche nel calcolo in colonna applichiamo, colonna per colonna, le strategie del calcolo mentale. Questo perci va appreso molto bene. Limportanza di quanto dice Bortolato non sta soltanto nel sussidio in s, ma anche negli obiettivi a cui finalizzato. I sussidi esposti nelle prossime pagine hanno la stessa struttura della linea del 20, in cinquine e decine, e confermano, con altri studi, ricerche ed esperienze, quanto dice Bortolato. Egli osserva poi giustamente che la linea dei numeri pu disorientare i bambini, e che i numeri in colore sono una rappresentazione astratta e unilaterale della quantit cardinale. (Si veda a pag. 39). La linea dei numeri, e altre rappresentazioni, possono essere utili per completare e approfondire il concetto di numero, facendo per attenzione ad introdurle gradualmente senza confondere gli alunni, soprattutto nellapprendimento iniziale, per il quale lapproccio di Bortolato si dimostrato ottimo. Lo stesso autore ha pubblicato anche la Linea del 100, molto efficace per visualizzare e apprendere le tabelline e il calcolo mentale fino a 100 grazie alla struttura in decine e cinquine ed agli schieramenti, che perlatro si possono realizzare in modo molto semplice anche senza la linea del 100, come viene mostrato pi avanti parlando della moltiplicazione. (Si veda a pag. 52) Lapproccio intuitivo analogico pu essere esteso anche ad altri apprendimenti, con luso di adeguate rappresentazioni concrete. Esso molto efficace anche per capire ed apprendere facilmente le frazioni ed il calcolo mentale visualizzato con le stesse, mediante il set lucido e il set lineare delle frazioni. (Si veda a pp. 61-68)
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SCHEDE DEL 10

7 + 6 = 7 + 3 + 3 = 10 + 3 = 13 13 6 = 13 3 3 = 10 3 = 7 Jacqueline Bickel, nel libro Leducazione formativa, osserva che la struttura in cinquine e decine consente di cogliere rapidamente le quantit, facilitando molto lapprendimento dei numeri e il calcolo mentale. Nelle schede che propone si pu operare concretamente con gettoni colorati o anche senza, solo osservando le caselle delle schede. Michele Pellerey parla del Senso del numero, comune anche ai corvi, fino a 4, e della subitizzazione del numero: Alcuni studiosi hanno riscontrato che i bambini da loro esaminati erano in grado di subitizzare la quantit per insiemi formati al massimo da 6 punti disposti casualmente. Egli osserva che gli schemi percettivi, trascurati da Piaget perch statici, sono invece molto efficaci per apprendere i numeri: Recenti tentativi sembrano infatti evidenziare che possibile per questa strada sviluppare il concetto e la padronanza del numero fino a livelli prima impensabili in bambini cerebrolesi o deboli mentali . (Progetto RICME, vol. III, pag. 13-19) E infatti facile subitizzare, cio cogliere a colpo docchio, senza contare, quantit fino a 5; e le altre quantit fino a 10, se gli elementi-unit sono disposti in gruppi distinti di 5 e 1 5e2 5e3 5e4 5e5 e poi di
10 e 1 10 e 2 10 e 3 10 e 4

ecc. fino a 10 e 10

e poi di 5 decine e 1, 2, 3, 4, 5 decine, fino al centinaio. Si possono cos capire e memorizzare facilmente tutte le composizioni dei numeri entro il 10 ed il 20, imparando anche le Tabelline di addizioni e sottrazioni entro il 10 ed il 20, senza contare, come esempificato pi avanti. (Si veda a pag. 42)

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TABELLA DEI NUMERI da 1 a 100 Progetto RICME, vol. III, pag. 106.
1 11 21 31 41 51 61 71 81 91 2 12 22 32
42

3 13 23 33 43 53 63 73 83 93

4 14 24 34 44 54 64 74 84 94

5 15 25 35 45 55 65 75 85 95

6 16 26 36 46 56 66 76 86 96

7 17 27 37 47 57 67 77 87 97

8 18 28 38 48 58 68 78 88 98

9 19 29 39 49 59 69 79 89 99

10 20 30 40 50 60 70 80 90
100

52 62 72 82 92

Si pu usare la tabella per fare e visualizzare addizioni, sottrazioni, scomposizioni e altri esercizi. Esempio 27 = 10 + 6 + 4 + 5 + 2 = 16 + 4 + 7 ecc.. 25 + 7 = 25 + 5 + 2 = 32 16 9 = 16 6 3 = 10 3 = 7 35 28 = 2 + 5 = 7 (Da aggiungere a 28 per arrivare a 35) Si pu calcolare operando sulla tabella con dei gettoni di 2 o pi colori, o dischetti di cartoncino usati per chiudere le cartucce dei fucili, reperibili in armeria, o anche senza, osservando ed evidenziando in modo adeguato le varie quantit di caselle. Allinizio gli alunni vanno guidati concretamente dall insegnante, anche senza scrivere, ma verbalizzando oralmente. Ad es. per fare 13 = 6 + 4 + 3, si possono indicare le 13 caselle totali e poi gli altri numeri di caselle (6, 4, 3) in cui si pu scomporre 13. Se voglio fare 45 17, prima indico 45 caselle; poi 10 caselle che tolgo e arrivo a 35; poi altre 5 indicando 30 e poi altre 2 indicando 28. E per fare 23 18, indico 23 caselle, poi le prime 18 che tolgo, vedendo che ne restano 2 + 3 = 5 per arrivare a 23.
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Tutti o parte dei quadratini-casella possono essere anche senza numeri, che si possono far scrivere eventualmente agli alunni. Si possono usare diverse tabelle per pi calcoli ed esercizi diversi, stampandole su cartoncino con eventuale ingrandimento. In tal modo si comprendono e si consolidano le strategie di calcolo mentale con luso appropriato di sussidi concreti.

PALLOTTOLIERE CON CINQUINE DI COLORE DIVERSO

Come sussidio individuale il pallottoliere si trovava in scatoline di plastica, ma con le decine di un solo colore. Le palline per si potevano sfilare dalle asticciole estraibili, spostandole per formare le decine con cinquine di colore diverso, e poter cogliere a colpo docchio i numeri, facilitando molto il calcolo mentale. Ora si trova in altri formati anche su internet. La struttura della tabella dei numeri da 1 a 100 corrisponde a quella del pallottoliere, che, se usato bene, pu essere molto efficace, perch consente di visualizzare i numeri e calcolare con riferimento costante a 5 e a 10, e al passaggio della decina. Allinizio gli alunni vanno guidati concretamente dallinsegnante, anche senza scrivere, ma verbalizzando oralmente. In poco tempo si possono ottenere ottimi risultati. Per fare la scomposizione si evidenziano i gruppi in cui si scompone un numero. Ad es. 18 = 5 + 5 + 8 = 4 + 6 + 4 + 4 ecc. Per farci le operazioni, allinizio le palline si spostano tutte a destra. Poi, per addizionarle, si portano a sinistra le quantit indicate dagli addendi.

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Ad es. per fare 6 pi 3, prima sposto tutte le biglie a destra; poi ne prendo 6 e le porto a sinistra; quindi ne prendo altre 3 e le aggiungo alle prime 6, a sinistra, ottenendo 9, visualizzato come 5 + 4. Per fare 15 pi 8, prima sposto tutte le biglie a destra; poi prendo 1 decina e 5 unit e le porto a sinistra; poi altre 5 unit completando 2 decine, ed infine altre 3 unit, ottenendo 2 decine e 3 unit, cio 23. Per fare 10 meno 3, prima sposto tutte le biglie a destra; poi prendo 1 decina di palline e le porto a sinistra; poi tolgo 3 palline spostandole a destra e vedo che a sinistra ne restano 7, visualizzate come 5 + 2. Per fare 25 meno 7, prima sposto tutte le biglie a destra; poi prendo 2 decine e 5 unit e le porto a sinistra; poi tolgo 5 palline-unit e poi altre 2 pallineunit, spostandole a destra, e vedo che a sinistra restano 1 decina di palline e 8 palline-unit. In tal modo gli alunni evidenziano e verbalizzano sempre sia le decine che le unit e il passaggio della decina, fondamentale per il calcolo mentale, interiorizzando facilmente i numeri e le procedure del calcolo mentale eseguito con i sussidi concreti, di cui potranno fare a meno tanto prima quanto pi li avranno usati, come potenti trampolini di lancio per capire e usare bene anche i simboli astratti. Ovviamente bene curare anche la scrittura dei numeri in base dieci, gi familiare agli alunni, in modo semplice ed intuitivo. Una decina, infatti, rappresentata da una fila intera di 10 palline. e si pu visualizzare anche con un mazzetto di 10 stecchini, ecc. Il concetto di decina diventa cos chiaro e intuitivo. Se necessario si pu consolidare e chiarire meglio anche con labaco ed il cambio concreto di dieci elementi-unit con 1 elemento-decina, collegato al valore posizionale delle cifre. Se gli alunni hanno capito bene il significato dei numeri e delle operazioni, visualizzandoli con sussidi concreti e verbalizzandoli oralmente, sar molto facile capirne anche la scrittura con luso dello zero ed il valore posizionale delle cifre, senza forzature precocistiche. (Si veda anche a pag. 37)

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IL CONTAFACILE Maria Pia Rinaldelli Saitta

Il contafacile si compone, per la parte operativa, di 10 scatoline-decine rosse contenenti 10 cubetti-unit gialli ciascuna, racchiuse in una scatolacentinaio verde, con cui si pu calcolare concretamente. Sia i cubetti-unit che le scatole-decine, sono disposti in cinquine, 5 a destra e 5 a sinistra. Lautrice, prof. di matematica, lha ideato per il figlio di 5 anni restandone entusiasta. Lha poi anche brevettato e costruito. Se ne pu realizzare una versione semplificata, usando, al posto delle 10 scatole-decina, altrettante schede-decina, 5 a destra e 5 a sinistra, e operandoci con i gettoni o dischetti colorati, al posto dei dadi, per fare composizioni e scomposizioni, addizioni e sottrazioni. Es. 13 = 10 + 3 = 3 + 10 = 5 + 5 + 3 = 5 + 3 + 5 = 8 + 2 + 3 = 8 + 5

I 3 gettoni grigi si possono mettere nella scheda sotto invece che in quella a destra. Si pu anche fare a meno dei gettoni, osservando ed evidenziando le varie quantit di caselle nelle schede.

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Un fecondo connubio

Il giovane Petter sostiene lo stesso approccio, in un suo libretto Conversazioni psicologiche con gli insegnanti, nella prima edizione del 68, (ed. Barbra), poi parzialmente modificato e complicato alla luce dellinsiemistica. In tale libretto egli propone una base percettiva omogenea, costituita da strisce di cartoncino, da 10 quadratini-unit (decine), da 5 quadratini-unit (cinquine) e altre strisctte da 5 + 1; 5 + 2; 5 + 3 e 5 + 4 quadratini, per poterci visualizzare, comporre-scomporre, addizionare e sottrarre tutti i numeri da 0 a 10, e da 10 a 100, con riferimento al 5 e al 10, e poi al 100 e al 1000, visualizzando cos e interiorizzando mentalmente una struttura dei numeri in cinquine e decine, centinaia , migliaia ecc.. Petter afferma: Questa base percettiva omogenea permette di cogliere, oltre che la struttura dei singoli numeri, anche la struttura di tutta la serie numerica. (Che per non ha nessuna struttura: siamo noi che gliela diamo, con i materiali descritti: nota dello scrivente). Secondo la Stern, essa costituisce poi la base quasi-visiva per un facile calcolo mentale anche quando non si fa pi ricorso al disegno o ai sussidi concreti. La base percettiva omogenea di Petter si fonda sugli stessi criteri sia del pallottoliere con cinquine di colore diverso, sia del contafacile, della linea del 20 e delle schede del 10. In tali sussidi gli elementi-unit sono sempre disposti in strutture ordinate secondo i principi della Gestalt, o psicologia della forma. Gli stessi elementi inoltre si possono manipolare, come dice Piaget, che ha evidenziato limportanza di costruire e rappresentare operativamente i numeri e le operazioni, con processi operativi che fanno capo ad una trasformazione del reale, con le azioni o mentalmente". E lalunno pu essere aiutato e guidato dallinsegnante, afferma Piaget, mediante "un sistema che metta l'insegnante in condizione di guidare l'allievo, facendolo per agire e non impartendogli semplicemente delle lezioni. (Piaget:Psicologia e pedagogia). Facendolo agire, anche e soprattutto cognitivamente. I processi cognitivi vanno quindi attivati e sviluppati dinamicamente, compiendo operazioni dirette e inverse per formare un pensiero non rigido e statico, ma duttile e reversibile. In tal modo si pu realizzare un approccio integrato-sinergico, che ottimizza lefficacia dei sussidi mediante un fecondo connubio della struttura percettiva gestaltica con loperazionismo piagetiano. (Vedi schema alla prossima pagina)

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Un approccio integrato-sinergico : struttur-attivismo pia-ge-staltico

Le suddette attivit con i numeri e il calcolo, come in parte anche altre, si ispirano a 2 importanti principi dell apprendimento: il costruttivismo di Piaget e lo strutturalismo della Gestalt o Psicologia della forma. Questa si fonda sulle strutture percettive. Piaget ha evidenziato invece che le operazioni sono processi dinamici diretti e inversi, che si apprendono operando, prima con le azioni, poi mentalmente, mentre le immagini e le strutture percettive gi fatte sono statiche e passivizzanti. Parlando ad es. dei regoli in colore, Piaget segnala il rischio di far prevalere le configurazioni sulle operazioni, gli aspetti figurativi del pensiero (percezioni, imitazione e immagini) sugli aspetti operativi di esso (azioni e operazioni). (J. Piaget, Psicologia e pedagogia). Ma se si innesta il dinamismo operatorio sui materiali strutturati, lordine delle strutture si dinamizza con loperativit, in un fecondo connubio, con un approccio integrato-sinergico, rappresentato nello schema sottostante, che teorico, e perci astratto rispetto alla realt, molto pi variegata e complessa. E un approccio che con due parole-macedonia accostate a guisa di chiasmo, si potrebbe definire struttur-attivismo pia-ge-staltico. Anche A. Sfard sostiene che ogni concetto matematico pu essere inteso sia operazionalmente, come processo, sia strutturalmente, come oggetto.

COSTRUTTIVISMO - ATTIVITA COGNITIVA Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo (Faccio = agisco, anche e soprattutto cognitivamente: agis-co-gito)

P I CONFUSIONE GESTA G E passivit confusa T

costruttivismo confuso

costruttivismo ordinato LT ORDINE STRUTTURE passivit ordinata

PASSIVITA COGNITIVA Nozionismo mnemonico

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I numeri in colore e l effetto Dienes

I numeri in colore, come dice Bortolato, sono una rappresentazione astratta e unilaterale della quantit cardinale. Presi isolatamente non fanno vedere le quantit, ma le associano a un colore. Nel singolo regolo, infatti, non si vedono n le unit, n la cinquina, n la decina, che invece negli altri sussidi qui considerati sono ben visibili come punti di riferimento costanti. Ad es. il regolo nero rappresenta il 7 come un tutto unitario, e questo importante, e pu e deve avvenire anche con gli altri sussidi, per subitizzare il numero, senza contare per uno. Ma nel regolo nero non si vedono n le 7 unit, n la cinquina, n la decina, n le 3 unit che mancano per fare 10, che con i regoli in colore si devono ogni volta prendere e comporre. Invece, con gli altri sussidi considerati, quando prendo il 7, lo colgo subito sia come un tutto composto da 5 + 2, vedendo anche che manca 3 per fare 10, cio una decina, rappresentata da una fila intera nel pallottoliere, da una scatolina nel contafacile, da una decina dello stesso colore nella linea del 20, da una scheda completa nelle schede del 10. Diventa cos chiaro e intuitivo anche il concetto di decina, che si pu visualizzare anche con un mazzetto di 10 stecchini, o un sacchetto di 10 elementi ecc Ci pu facilitare anche la comprensione del valore posizionale delle cifre con luso dello zero per la scrittura a base dieci, gi familiare agli alunni. Anche Silvia Sbaragli evidenzia i gravi limiti dei numeri in colore e denuncia lapplicazione acritica delle proposte didattiche di Gattengo eccche potrebbe portare ad un disfunzionamento della relazione didattica () molto simile a quello che Brousseau ha chiamato Effetto Dienes. () una sorta di deresponsabilizzazione da parte dellinsegnante (), quando applica (ed abitualmente usa) una proposta didattica suggerita da un esperto. (S. Sbaragli, Riflessioni sulluso acritico dei regoli (), su Linsegnamento della matematica () , vol. 31A, n 5, settembre 08) Nello stesso articolo si evidenzia come luso di sussidi e materiali strutturati non basta ad attivare automaticamente il trasfer cognitivo per risolvere problemi in altri ambiti. E perci importante sollecitare il pensiero con problemi autentici e significativi. Si devono poi usare diversi registri semiotici per rappresentare i concetti matematici, sia con la conversione o trasposizione della rappresentazione in registri diversi (concreto, iconico o simbolico), sia con trattamenti o traduzioni della rappresentazione stessa usando uno stesso registro, tenendo conto del paradosso di Duval (Si veda a pag. 94 e 68)

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Sussidi diversi per evitare rigidit e fissazioni, ma anche punti di riferimento stabili Nelle Raccomandazioni del 2002, si legge: E meglio operare con diversi materiali, sia comuni che strutturati, per evitare rigidit e fissazioni. Giusto, per bisogna anche evitare che luso di materiali e sussidi diversi, se sono troppi e usati disordinatamente, generino confusione e disorientamento. Come dice Bortolato, infatti, molto importante assicurare punti di riferimento stabili e significativi, usando sistematicamente e prioritariamente i sussidi e gli approcci pi efficaci, come la linea del 20 e del 100. Ovviamente si potr poi approfondire ed ampliare il concetto di numero anche con altri sussidi e rappresentazioni, come la linea dei numeri, il calendario, ecc.

La base dieci La base dieci e la struttura in cinquine e decine certamente convenzionale, ma anche fondamentale per rappresentare, calcolare, denominare e scrivere i numeri, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, e come affermano in particolare J. Bickel, a pag. 32, e H. Freudenthal, a pag. 30. Perci giustamente le Indicazioni richiedono di scrivere i numeri con la sola base dieci, che semplice e familiare ai bambini gi prima di entrare nella scuola. Perch allora azzerare tutto e ricominciare con la base due, come talvolta stato fatto o proposto? Nei Programmi 85 si accennava anche alluso di altre basi, senza per attribuirgli molta importanza, come invece ha fatto qualche esperto, (ad es. la Maricchilo), con esagerazioni ed infatuazioni acritiche, proponendo non solo di scrivere i numeri, ma anche di eseguire il calcolo in colonna, in basi diverse. Ad es., con la base tre, si ha: 2 + 1 = tre, scrivo 0 unit e riporto 1 terzina! Mi sembra un virtuosismo inutile, frutto di una sorta di libidine nuovistica, introdotto in nome dellinnovazione. La quale senzaltro importante, purch sia finalizzata bene, in senso migliorativo, curando bene le cose essenziali. Si sostiene che usando basi diverse si fa molto calcolo mentale: che ritengo senzaltro fondamentale, ma lo si pu fare di pi e meglio con la sola base dieci. Cos come con la sola base dieci si pu capire benissimo il valore posizionale delle cifre. Poi eventualmente, se ci sar tempo, dalla classe terza in poi, si potr anche fare qualche facile esempio di scrittura di alcuni facili numeri con qualche altra base, ma solo a scopo informativo, senza insistere pi di tanto.

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CAPIRE IL CALCOLO MENTALE Visualizzato con sussidi concreti e scritto La padronanza nel calcolo mentale velocizza i calcoli mentali parziali entro il 20 richiesti nel calcolo in colonna, facilitandolo molto, e perci va anteposto e preferito ad esso, come dice Bortolato, anche perch pi significativo. Ma non va inteso, come spesso accade, soltanto come calcolo orale, fatto occasionalmente, lasciando che gli alunni se la cavino da soli, senza alcun sussidio, oltre le dita. In tal modo, alcuni alunni si trovano in difficolt e imparano poco, mentre altri magari se la cavano abbastanza bene, ma potrebbero fare molto meglio se ben guidati. Perci bisogna insegnare bene agli alunni, pratica-mente, come eseguire concretamente il calcolo mentale con sussidi adatti, verbalizzandolo, anche senza scriverlo: limportante che capiscano. Poi anche importante scrivere il calcolo mentale in riga, rappresentandone graficamente le strategie per consolidarle. Noi infatti interiorizziamo ci che facciamo e/o scriviamo spesso. Una volta chiesi a un alunno di classe terza con buone capacit: -Quanto fa 41 meno 39? Ci pens un po e poi sbagli la risposta. Gli chiesi come aveva fatto e lui mi disse: -Ho messo in colonna a mente. E bene che gli alunni trovino anche strategie personali di calcolo mentale. La guida significativa dellinsegnante non ostacola, come spesso si dice, tale autonomia, ma anzi la incoraggia e la favorisce. Ad es., per visualizzare e capire 41 39 = 2 si pu usare un pallottoliere con cinquine di colore diverso o il quadrato dei numeri da 1 a 100, che ne lequivalente figurato, con 100 caselle uguali disposte in file da dieci, e con le cinquine in evidenza. Con la Linea del 20 si pu visualizzare e capire, ad esempio, 12 9 = 3. Sono molto validi anche altri sussidi analoghi, come il contafacile. Si possono anche usare schede di cartoncino, facili da realizzare, contenenti ciascuna una decina di caselle suddivise in 2 cinquine, sulle quali si pu anche operare concretamente con dei dischetti. E molto importante che ciascun alunno abbia un sussidio individuale concreto e lo sappia usare bene per visualizzare i numeri ed eseguire calcoli mentali operando, finch necessario. Si pu anche visualizzare loperazione mentale con una freccetta, come nel seguente esempio:
+2 41 meno 39 = 2

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Tabelline di addizioni e sottrazioni entro il 10 ed il 20

Per velocizzare i calcoli, e calcolare senza contare, come dice Bortolato, la composizione e le addizioni e sottrazioni dei numeri entro il 10 ed il 20 vanno apprese e memorizzate, a mo di tabelline, senza contare per uno, come da esempi.
Per i numeri fino a 10 (esempio 7) 5+2=7 2+5=7 72=5 75=2

4+3=7 3+4=7 Eccfino a 6 + 1 = 7 e 7 + 0 = 7

73=4 74=3

Per tutti i numeri da 11 a 20 (esempio 17)

10 + 7 = 17 17 7 = 10 Usare una stessa illustrazione, qui ripetuta, capovolgendola: 10 + 7 = 17 sar scritto capovolto a sinistra e 17 7 = 10 capovolto sopra. 7+ 10 = 17 17 10 = 7

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Esercizi

significativi

Si propongono 2 esercizi semplici ma efficaci da eseguire con luso di sussidi concreti, finch necessario, prima con la guida dellinsegnante, poi lasciando che gli alunni ne inventino altri da soli, anche aiutandosi.

SCOMPOSIZIONI 12 18 30 46 = 5 + 5 + 2 = 4 + 6 + 2 = 2 + 3 + 3 + 4 = ecc... = 10 + 8 = 2 + 8 + 3 + 5 = 4 + 10 + 4 = ecc. = 10 + 10 + 10 = 6 + 4 + 7 + 10 + 3 = ecc... = 20 + 20 + 6 = 15 + 5 + 10 + 6 + 4 + 6 = ecc.

NUMERAZIONE +5 7 12 17 22 27 32 -3 29 26 23 20 17 14 11 +6 -7 17 23 29 35 41 84 77 70 63 + 10 51 61 71 81 91 56 49 +8 57 65 73 81 89 97 ecc

Evidenziare gli operatori (+ 5 ; 3, ecc.) introdotti a piacere, cerchiandoli, scrivendoli in rosso, ecc

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Ma poi chi li corregge ? Allinizio linsegnante guida gli alunni per fargli capire concreta-mente come si fa. Poi gli alunni possono inventare essi stessi gli esercizi, anche in coppie, aiutandosi, individualizzando e socializzando il lavoro che diventa cos molto piacevole ed efficace. E gli alunni lavorano molto, e spesso continuano spontaneamente anche a casa perch ci hanno preso gusto. Ovviamente saranno esercizi tutti diversi. Ma poi chi li corregge? Non necessario correggere tanti esercizi tutti diversi. Linsegnante pu invece seguire gli alunni mentre lavorano, incoraggiandoli e aiutando chi ne avesse bisogno, per metterli in condizione di far bene e diventare autonomi, dando poi magari anche unocchiata al lavoro fatto, e mettendo eventualmente un Visto, Bene, ecc.. (Vedi Ragnatele pag. 46)

La morra non morr (Vedi sito www.figest.it ) Si gioca in 2, ad es. Ugo e Ale. Ciascuno pu buttare da 0 a 5 dita con una mano, cercando di indovinare e dicendo forte tutti e due contemporaneamente, il totale che ciascuno dei due prevede che uscir sommando le dita che stanno buttando. Chi indovina fa 1 punto. Vince chi per primo raggiunge il punteggio stabilito: es. 5 punti. Ad es. Ugo butta 3 dita dicendo forte: -Otto! come totale previsto. E fa un punto solo se Ale butta 5 dita. Mettiamo invece che Ale butti 2 dita: fa un punto solo se ha detto forte: -Cinque come totale previsto (con le 3 dita buttate da Ugo). Altrimenti niente. Il totale massimo 10 (morra), se buttano tutti e due 5. Il totale minimo zero se buttano tutti e due 0. Se un giocatore ad es. butta 4 dita dicendo: -Tre!, sbaglia di sicuro. E un gioco che richiede prontezza di riflessi e una logica ben precisa. Infatti, se Ale ad es. dice 10 (morra) come totale deve buttare solo 5 sperando che anche laltro butti 5. Se dice 9 totale deve buttare solo 5 o 4 sperando che laltro butti 4 o 5. Se dice 8 totale deve buttare solo o 5 o 4 o 3, ma non 2 e neanche 1 o 0. Se dice 2 totale, deve buttare solo o 2 o 1 o 0. Se dice 0 totale deve buttare solo 0, sperando che anche laltro butti 0. Ecc Ci si pu allenare anche da soli provando tutte le ipotetiche buttate possibili per ciascun totale. Si pu anche costruire una semplice tabella per visualizzare tutte le combinazioni.

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Esempi di calcolo mentale scritto Da eseguire anche con luso di sussidi concreti, finch necessario.
CON LUGUAGLIANZA: statico 35 13 = 35 10 3 = 25 3 = 22 10 3 13 10 + 3 + 25

25 = 10 + 20 + 3 + 5 = 30 + 8 = 38 30 + 8

20 + 5

16 x 5 =

10 x 5 = 50 + 6 x 5 = 30

= 80

CON FRECCE -OPERATORI (rossi): dinamico, reversibile, pi intuitivo. +8 +4 6 8 + 11 5 35 30 11 6 24 10 +4 14 41 +2 meno 39 = 2

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RAGNATELE
Prima scrivere i numeri grossi neri; poi collegarli con frecce-operatori rossi.

10 5 = 15 50 +3 +20 = +23 +30 35 +10 +5 = +15 +10

27 7

20 25 = 20 5

45

7 7 = 14

+7

+30

+5

13 37 = 7 30

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Una volta capito, con la guida concreta dellinsegnante, gli alunni possono continuare da soli, anche aiutandosi, inventando altri esercizi e usando sussidi concreti, se necessario. E unattivit che gli piace molto e spesso continuano spontaneamente anche a casa, come facevano i miei alunni, mostrandomi tutti contenti le ragnatele fatte a casa, varcando ben presto i confini di una sola pagina e occupando 2 pagine attigue, tessendo ragnatele sempre pi grandi e difficili, con rapidi progressi. In tal caso, come gi detto, non sarebbe possibile e non necessario correggere analiticamente tanti esercizi tutti diversi. Per bene visionarli e apprezzarli, magari vedendone insieme qualcuno e socializzandolo, e mettendo anche un Visto, Bene, ecc, incoraggiando tutti gli alunni, ed apprezzando i loro progressi e quello che fanno di positivo, anche se poco, ed aiutando chi ne avesse bisogno.

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Applicare le propriet delle operazioni nel calcolo mentale In tal modo le propriet delle operazioni, associativa, dissociativa, commutativa, distributiva, vengono apprese e consolidate in modo funzionale e significativo, usandole e applicandole nel calcolo mentale, senza bisogno di definizioni teoriche, che saranno apprese in un secondo momento. Allo stesso modo si pu lavorare anche con le frazioni, (si veda a pagg. 59-66) e per molti altri apprendimenti, anche linguistici, partendo dallapplicazione pratica in attivit ed esercizi significativi, seguiti ed in parte accompagnati da una graduale riflessione per una conoscenza anche teorica.

Agire-operare, verbalizzare, simbolizzare E molto importante far eseguire concretamente le operazioni, dirette e inverse, come dice Piaget. La manipolazione molto pi significativa, motivante ed efficace delle illustrazioni e va fatta sistematicamente. Spesso invece gli insegnanti usano molto le illustrazioni, le schede illustrate, che ovviamente hanno anchesse una certa validit, se usate bene, senza abusarne. Ma, come osserva Piaget, le illustrazioni, specialmente se sono gi fatte, sono statiche e poco efficaci per apprendere le operazioni che invece sono dinamiche e reversibili, con un dato di partenza, un processo operatorio dinamico che lo modifica, ed un risultato finale: il quale a sua volta diventa il dato di partenza nelloperazione inversa. Una volta che le operazioni siano state apprese e capite bene, si potr anche fare a meno della manipolazione, che per fondamentale nella fase iniziale, e deve essere accompagnata dalla verbalizzazione e dalla espressione in simboli matematici per favorire la capacit di astrazione significativa e luso corretto e intelligente del linguaggio verbale e dei simboli stessi. Inoltre, il significato delle operazioni viene capito, assimilato e padroneggiato tanto meglio quanto pi le operazioni stesse sono motivate e servono per risolvere situazioni problematiche significative legate al vissuto e allesperienza.

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CAPIRE LA MOLTIPLICAZIONE

Con uno schieramento si pu visualizzare la moltiplicazione come addizione ripetuta, con la propriet commutativa. Problema: -Quante ruote hanno in tutto 3 biciclette ?

2 ruote + 2 ruote + 2 ruote = 2 ruote x 3 = 6 ruote 3 ruote + 3 ruote = 3 ruote x 2 = 6 ruote

Mario Ferrari precisa che vi sono altri approcci alla multiplicazione, come lincrocio tra linee, escludendo lapproccio che alcuni sussidiari e riviste si ostinano a chiamare pomposamente prodotto cartesiano. E un approccio da escludere completamente. Una prima motivazione estrinseca data dal fatto che le Indicazioni hanno eliminato gli insiemi dalla scuola elementare. Una seconda motivazione sta nel fatto che il prodotto cartesiano unoperazione difficile e non n commutativo n associativo. Se qualche docente affezionato ad esso pu salvarne il contenuto intuitivo, evitando rigorosamente di usare lespressione prodotto cartesiano, ma parlando di numero di combinazioni ecc... (M. Ferrari, Linsegnamento della matematica e delle scienze integrate, vol. 30 A n 5, settembre 07)

Il prodotto cartesiano unoperazione logica il cui risultato sono appunto tutte le coppie ordinate, le combinazioni, tra gli elementi di 2 insiemi, le quali, in una tabella a doppia entrata, formano uno schieramento. La moltiplicazione loperazione aritmetica che le quantifica: unaddizione ripetuta del numero di coppie disposte in una riga per il numero delle righe, o del numero delle stesse coppie disposte in una colonna per il numero delle colonne.

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Uso delle marche e calcolo dimensionale

Nei programmi 85 della scuola elementare si sconsigliava luso delle marche per evitare confusioni. Tuttavia penso che un loro uso, magari limitato, possa aiutare a capire meglio il significato delle operazioni e la soluzione dei problemi, come sostengono anche Arc e Guidoni. Un esempio quello fatto allinizio con le 6 ruote di 3 biciclette. Vediamone qualche altro. Problema: - Ci sono 4 bambini ed io gli regalo 3 caramelle ciascuno. Quante caramelle gli regalo in tutto?
BA. BA. BA. BA. 4 ca + 4 ca + 4 ca = 4 ca x 3 = 12 ca 3 ca + 3 ca + 3 ca + 3 ca = 3 ca x 4 = 12 ca

Nel testo 4 riferito ai bambini, mentre nelloperazione, se 4 il primo fattore, il moltiplicando, esso rappresenta 4 caramelle, da ripetere 3 volte. Problema: -Compro 3 penne che costano 5 euri ognuna. Quanto spendo in tutto?
PENNA PENNA PENNA 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 euro 1 eur0 1 euro 1 euro 1 euro 3 euri + 3 euri + 3 euri + 3 euri + 3 euri = 3 euri x 5 = 15 euri = 5 euri x 3 = 15 euri

5 euri + 5 euri + 5 euri

Nel testo 3 riferito alle penne, mentre nelloperazione, se 3 il primo fattore, il moltiplicando, esso rappresenta 3 euro, da ripetere 5 volte. Tale modo di ragionare mi sembra coerente, considerando entrambi i fattori, e non solo quello gi indicato nel testo, riferiti agli elementi da calcolare, (gli euro nell esempio), che si possono immaginare disposti in uno schieramento, magari solo nei problemi pi facili.
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Se no si dovrebbe ricorrere al calcolo dimensionale, che il modo corretto di usare le marche, e cio:
5 euro x 3 penne = 15 euro penna

Nel calcolo dimensionale la marca penna si elide. Ma un modo formale astratto da scuola superiore, improponibile nella scuola primaria. Nei problemi pi difficili si pu indicare loperazione senza le marche, o usandole con le parentesi, riferite al solo risultato, come nellesempio seguente. Problema: -Unauto viaggia alla velocit di 70 Km allora. Quanti Km percorre in 3 ore?
Con la marca 70 km x 3 = 210 km (km percorsi in 3 ore) (3 x 70) km = 210 km 3 x 70 = 210

Con le parentisi (70 x 3 ) km = 210 km; Senza le marche 70 x 3 = 210 ; Con il calcolo dimensionale

70 Km x 3 h = 210 km h

Con il calcolo dimensionale la marca h si elide, in modo formalmente corretto, ma improponibile nella scuola primaria. Nella quale, perci, o si tralasciano le marche, o si pu cercare di usarle in modo intuitivo e pi semplice, ma comunque, per quanto possibile, anche in modo significativo e relativamente coerente e corretto, a scopo didattico, per aiutare a capire meglio il significato delle operazioni nella soluzione dei problemi. Per far capire meglio, infatti, soprattutto agli alunni pi piccoli, il significato delle operazioni nella soluzione dei problemi, pu essere utile indicare con le marche a che cosa si riferiscono i numeri, che cosa rappresentano e che significato hanno nelloperazione, anche se ci pu in parte contrastare con il rigore formale, che si pu curare poi sempre meglio con il progredire del livello di scolarit. Su tale questione Ren Thom, medaglia Field nel 58, (il nobel della matematica) osserva: Si accede al rigore assoluto solo eliminando il significato. Ma se si deve scegliere tra rigore e significato, scelgo questultimo senza esitare. (G. Ottaviani, La teoria degli insiemi, su internet). E se ci pu valere per i matematici, figuriamoci per gli insegnanti.

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Tabella della moltiplicazione

x
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9

2 0 2 4 6

3 0 3 6

4 0 4

5 0 5

6 0 6

7 0 7

8 0 8

9 0

10 0

9 10

8 10 12 14 16 18 20

9 12 15 18 21 24 27 30

8 12 16 20 24 28 32 36 40 10 15 20 25 39 35 40 45 50 12 18 24 30 36 42 48 54 60 14 21 28 35 42 49 56 63 70 16 24 32 40 48 56 64 72 80 18 27 36 45 54 63 72 81 90

10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Una tavola per operarci concretamente si pu scaricare dal sito www.monachesi.it , NUMERI FACILI.

Gli schieramenti e relativi prodotti si possono capire e imparare anche costruendoli concretamente su di una tavola pitagorica, (nella parte grigia di quella illustrata), con dei gettoni o dischetti di cartoncino che servono per chiudere le cartucce dei fucili. Gli schieramenti stessi si possono delimitare con 2 righelli disposti a squadra o usando la linea del 100 di Bortolato. La stessa tabella pu servire per dividere concretamente ad es. 16 caramelle, in 3 parti uguali vedendo che in ciascuna parte ci sono 5 caramelle, col resto di 1, (ripartizione). (Vedi divisione) Oppure, avendo 16 caramelle, posso darne 3 a ciascun bambino, vedendo che posso accontentare 5 bambini, e avanza 1 caramella (contenenza).

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Tabellina dei prodotti - schieramenti

Per ciascun prodotto si pu disegnare uno schieramento su una scheda, per farlo studiare, capire e memorizzare, con maggiore impegno per i prodotti pi difficili che sono relativamente pochi. Si otterrebbe uno schedario con tutti i prodotti e i relativi schieramenti. E un altro modo molto efficace, oltre a quelli tradizionali, per capire e memorizzare le tabelline delle moltiplicazioni. Ad es. lalunno prende la scheda con lo schieramento 7 X 8 = 56 e 8 X 7 = 56, lo capisce e lo memorizza. E cos via dai prodotti pi facili fino a quelli pi difficili. Gli stessi schieramenti si possono anche costruire con dei gettoni o dischetti, o si possono evidenziare con dei righelli o strisce di cartoncino a squadra, sulla tavola pitagorica, come gi detto nella pagina precedente. Ma averceli disegnati stabilmente in apposite schede pu renderne pi facile ed efficace lapprendimento significativo.

3 + 3 + 3 + 3 + 3 + 3 + 3 = 3 x 7 = 21 7 + 7 + 7 = 7 x 3 = 21

Agire, operare per capire le operazioni dirette e inverse. Come dice Piaget, molto importante far eseguire concretamente le operazioni, dirette e inverse, senza abusare delle schede illustrate, che possono avere anchesse una certa validit, se usate bene. Le illustrazioni, infatti, specialmente se sono gi fatte, sono statiche e poco efficaci per apprendere le operazioni che invece sono dinamiche e reversibili, con un dato di partenza, un processo operatorio dinamico che lo modifica, e un risultato finale: il quale a sua volta diventa il dato di partenza nell operazione inversa.

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Oltre il dieci E bene far eseguire prodotti, anche solo mental-mente, aumentando il moltiplicatore oltre il 10 di 1 unit alla volta, e aggiungendo il moltiplicando al prodotto precedente.
Es: 3 x 10 = 30; 3 x 11 = 33; 3 x 12 = 36; 3 x 13 = 39 ecc.

Un gioco per imparare le tabellone divertendosi Tutti gli alunni si dispongono in coppie, una dietro laltra. Linsegnante chiede una tabellina ai 2 alunni della prima coppia: lalunno che risponde per primo vince e resta in gara andando a mettersi in fondo alla fila, dietro a tutte le altre coppie, mentre quello che perde va a posto. Poi linsegnante fa unaltra domanda ai 2 alunni della seconda coppia: lalunno che vince va in fondo alla fila a formare una coppia con il primo alunno che aveva vinto, mentre il perdente va a posto. Dopo che linsegnante avr fatto la prima domanda a tutte le coppie, met degli alunni, quelli che hanno perso, saranno andati a posto, mentre laltra met, i vincitori restati in gara, saranno andati a formare altre coppie disposte una dietro laltra. La gara continua nel modo suddetto, con una seconda serie di domande, e poi una terza serie, ecc dimezzando ogni volta il numero degli alunni che restano in gara disponendosi sempre in coppie, una dietro laltra. Alla fine resta in gara una sola coppia di 2 alunni ai quali linsegnante chiede 5 tabelline: vince lalunno che totalizza per primo 3 risposte esatte. Ma se ne possono chiedere anche 7, e vince chi totalizza per primo 4 risposte esatte. Il gioco piace molto agli alunni che si impegnano a studiare le tabelline. Va fatto senza esagerare la competizione, gioiosamente e con semplicit, senza punteggi o altre corbellerie del genere, e senza creare disagi. E bene incoraggiare, lodare e consolare bonariamente anche i tanti perdenti, e cercare possibilmente di far vincere un po tutti, almeno nelle semifinali.

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Gli ostacoli intuitivi: moltiplicare e dividere con i decimali e lo zero

Lavorando con i numeri interi si consolida lidea che moltiplicando si ottiene sempre come risultato un numero pi grande, e che invece, dividendo, si ottiene sempre come risultato un numero pi piccolo. Tale convinzione costituisce per un forte ostacolo intuitivo alla comprensione quando si moltiplica o si divide un numero per un decimale, ottenendo come risultato un numero pi piccolo nella moltiplicazione e un numero pi grande nella divisione, contrariamente a quanto invece avveniva con i numeri interi. Se si presentano a dei ragazzi di scuola media, anche di secondo grado, due operazioni come le seguenti, 10 x 0,5 e 10 : 0,5 e si chiede loro di dire, senza fare il calcolo, quale delle due dar il risultato maggiore, molto probabile che alcuni rispondano che il risultato maggiore si avr nella moltiplicazione 10 x 0,5 come capitato in una ricerca. E difficile capire perch 8 x 0,5 = 4, come 8 : 2. Pi facile capire 0,5 x 8, ripetendo 0,5 per 8 volte, e ottenendo 4. Anche nella divisione c tale difficolt: es. 8 : 0,5 = 16, come 8 x 2. E questo uno dei maggiori ostacoli intuitivi alla comprensione di tali operazioni, che pu essere facilitata con esempi, problemi ed esercizi appropriati, molto facili, familiari, concreti e significativi. Unaltra difficolt riguarda la moltiplicazione per 0, che pu essere capita con riferimento a problemi molto semplici, ad es. calcolare quante caramelle contengono 5 scatole vuote. Che si risolve moltiplicando 0 x 5 volte = 0 + 0 + 0 + 0 + 0 = 0 E perch non usare il titolo del libro, Non prenda niente 3 volte al giorno , di A. Di Stefano e Pippo Franco? In termini matematici 0 x 3 = 0. Si pu usare lo zero, il niente, in esempi che suscitano ilarit per la loro assurdit pratica, ma che sono coerenti sul piano matematico. In tal modo, con esempi e dati numerici molto facili e intuitivi, anche tali difficolt verranno gradualmente superate, in modo persino divertente.

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CAPIRE

LA

DIVISIONE

La divisione risolve problemi di contenenza o ripartizione. Tale distinzione viene criticata, ritenendola uno sdoppiamento errato della divisione che unica. A me sembra tuttavia che sia utile per capire meglio i 2 tipi di problema. Lunitariet della divisione si pu capire bene eseguendo praticamente la ripartizione (ad es. di 13 cose in 4 parti uguali), dopo aver raggruppato le cose stesse da ripartire in gruppi (di 4 nellesempio fatto). (Vedi avanti ripartizione mediata dalla contenenza e Il paradigma-modello del tressette.)

Contenenza: sottrazione ripetuta, raggruppamenti. Problema: - Hai 13 caramelle e le vuoi dare ad alcuni compagni. Ne dai 4 a ciascuno di essi. Quanti compagni puoi accontentare? Un alunno invitato a risolvere concretamente il problema. Prende le 13 caramelle, ne raggruppa 4 e le d a un compagno, (1 volta); altre 4 a un altro compagno, ( 2 volte); ed infine altre 4 a un terzo compagno, (3 volte). Pu prendere-raggruppare-sottrarre 4 caramelle da 13 caramelle per 3 volte, accontentando cos 3 compagni. Resta 1 caramella. Verbalizziamo: il 4 nel 13 contenuto 3 volte. Resto 1.
13 ca : 4 ca = 3 (Compagni che posso accontentare) (Resto 1)

Ritengo che la marca (ca. nellesempio) collocata in modo diverso nei 2 tipi di problema, possa aiutare a capirli meglio, associando a ciascun numero un diverso significato. Ma non indispensabile, e si pu anche tralasciare. Come gi detto, infatti, un uso corretto delle marche richiede il calcolo dimensionale. Ritengo tuttavia che nella scuola elementare esse si possano usare in modo pi semplice e intuitivo, ma comunque, per quanto possibile, anche significativo e relativamente coerente e corretto, per aiutare a capire meglio il significato delle operazioni nella soluzione dei problemi.

Problema: -Ho 13 fiori da mettere nei vasi. In ogni vaso devo mettere 4 fiori. Quanti vasi mi servono? Si pu anche illustrare il problema di contenenza in vari modi, tra cui il seguente. Ma le illustrazioni gi fatte sono statiche.
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Le operazioni invece sono dinamiche, e per capirle bene vanno apprese operando, come dice Piaget, prima con le azioni, poi mentalmente. Per farlo si deve lavorare con quantit piccole, per potersi concentrare sul significato delle operazioni e non sul calcolo.
13 fiori f

4 fiori f f f f

4 fiori f f f f

4 fiori f f f f

VASO 1

VASO 2

VASO 3

13 fiori : 4 fiori = 3 (vasi occorrenti) (resta 1 fiore)

Ripartizione: parti uguali. Il concetto di ripartizione pi facile e immediato e pu essere presentato anche prima della contenenza. Problema: -Hai 13 caramelle e le devi dividere in parti uguali tra 4 compagni. Quante caramelle darai a ciascuno di essi?

Ripartizione immediata diretta Un alunno invitato a risolvere concretamente il problema. Lalunno prende le 13 caramelle. Poi chiama vicino a s 4 compagni e distribuisce loro le 13 caramelle, dando 1 caramella ciascuno per 12 volte o un certo numero di caramelle ciascuno, a occhio, facendo poi gli aggiustamenti necessari. Alla fine avr dato 3 caramelle a ciascuno dei 4 compagni. Avanzer 1 caramella: resto 1.
13 ca : 4 = 3 ca (caramelle date a ciascun compagno) (resto 1)

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Ripartizione mediata dalla contenenza I 4 compagni tra cui si devono ripartire le 13 caramelle poste sulla cattedra vengono mandati lontani, ad es. in fondo allaula. Se lalunno solutore vuole ripartire le 13 caramelle dandone una ciascuno per 12 volte, come nel caso precedente, dovr fare 12 lunghi viaggi. Gli si dice, o gli si fa scoprire, come eseguire loperazione con pochi viaggi, prendendo in ciascun viaggio pi caramelle, ma non pi di quanti sono i compagni a cui le deve dare: in questo caso non potr prendere pi di 4 caramelle per ogni viaggio. Lalunno capir che deve prendere 4 caramelle e fare un primo viaggio, (1 volta), dando 1 caramella a ciascun compagno (ripartizione); e cos per 3 volte, facendo 3 viaggi (contenenza) con 4 caramelle per volta, dando ogni volta 1 caramella a ciascun compagno, (ripartizione), per un totale di 3 caramelle ciascuno, con il resto di 1 caramella. In tal modo esegue la ripartizione (3 caramelle ciascuno), facendo prima i raggruppamenti o la sottrazione ripetuta, cio 3 viaggi con 4 caramelle alla volta, che potrebbero anche essere raggruppate in 3 mucchietti di 4 caramelle ciascuno prima di compiere i 3 viaggi. Si evidenzia cos, in modo chiaro ed incisivo sia la diversit che il nesso logico tra i 2 significati di ripartizione e di contenenza, agendo e operando concretamente. Si pu scrivere:
13 ca : 4 ca = 3 volte, viaggi 13 ca : 4 = 3 ca (contenenza)

(ripartizione)

Il paradigma-modello del tressette Anche nel distribuire le carte da gioco nel tressette si pu verificare una analoga connessione operativa tra ripartizione e contenenza. Chi d le carte, infatti, deve dividere-ripartire 40 carte tra 4 giocatori. C chi, nel fare tale ripartizione, d 1 carta ciascuno (ripartizione), contando per i giri (contenenza), ogni volta che d la carta a s stesso. Ogni volta che conta 1 giro (contenenza) dando la carta a se stesso, avr gi dato una carta a ciascuno degli altri 3 giocatori ed una carta a se stesso (ripartizione). In tal modo ciascun giro (contenenza) viene contato subito dopo aver fatto la distribuzione-ripartizione di 1 carta a ciascun giocatore. Alla fine chi d le carte avr contato 10 giri, volte, gruppi di 4 carte, sottratte 10 volte da 40 carte (ca. 40 : ca. 4 = 10 volte, contenenza), e avr dato 10 carte a ciascuno dei 4 giocatori (ca. 40 : 4 = ca. 10, ripartizione).

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Assumendo come paradigma, o modello generale, il modo suesposto di ripartire le carte nel tressette, si potrebbero dividere quantit diverse di oggetti, ad es. 51 carte, o caramelle, figurine, ecctra 6 bambini: ciascuno ne ricever 8, evidenziando contemporaneamente gli 8 giri, le 8 volte in cui si sono presi 6 oggetti ripartendoli tra i 6 i partecipanti, dando ogni volta 1 oggetto a ciascuno di essi, per 8 volte, appunto. Avanzeranno 3 oggetti. In tal modo si evidenzia operativamente sia la distinzione sia la connessione logica tra contenenza e ripartizione e lunitariet della divisione. Per farlo si pu anche rappresentare la ripartizione con disegni come quello che segue, meglio se costruiti anche dagli alunni stessi, magari solo alcuni. Problema: - Ho 13 fiori da mettere in 4 vasi, in numero uguale. Quanti fiori metto in ciascun vaso?

13 fiori

4 Fiori f f f f

4 fiori f f f f

4 fiori f f f f f

3 fiori

3 fiori

3 fiori

3 fiori

VASO 1

VASO 2

VASO 3

VASO 4

13 fiori : 4 = 3 fiori (fiori che metto in ciascun vaso) (resto 1)

Le operazioni sono dinamiche e per capirne bene il significato vanno apprese operando come gi visto negli esempi, ovviamente limitati, essendovi molte altre possibilit. Anche le illustrazioni, se usate bene, possono essere efficaci, lavorando con quantit piccole, senza difficolt di calcolo, per potersi concentrare sul significato delle operazioni e dei problemi che esse risolvono.

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CAPIRE

LE

FRAZIONI

F R A Z I O N I Parte di un intero di 5/5 (intero) prendo 2/5 Numero razionale 2/5 = 2 : 5 = 0, 4

Operatore Intero 5/5 = 10 cm

Rapporto h : b = 2 : 5

2 di 10 = 10 : 5 x 2 = 4 5

h = 2b 5

b= 5h 2

Il concetto di frazione, come evidenziato nello schema, si articola in 4 aspetti diversi, ma strettamente interconnessi. 1 -La frazione come parte di un intero costituita da una o pi unit frazionarie uguali in cui si suddivide lintero stesso. Ad es. dellintero suddiviso in 5 quinti uguali si prendono 2 quinti. Il denominatore espresso con la parola quinti per evidenziare il suo diverso significato rispetto al numeratore che invece serve a quantificare le unit frazionarie considerate. 2 - Dividendo il numeratore fratto il denominatore (diverso da zero) di una frazione, si ottiene come quoziente un numero razionale, che il rapporto tra numeratore e denominatore. 3 - La frazione un operatore, che consente di calcolare il valore della frazione di una grandezza, dividendo il valore di tale grandezza diviso il denominatore e moltiplicando il risultato per il numeratore, nei problemi diretti; o viceversa, di calcolare il valore di una grandezza conoscendo il valore di una sua frazione, dividendo il valore di tale frazione diviso il numeratore e moltiplicando il risultato per il denominatore, nei problemi inversi. Ritengo tuttavia che vi possa essere anche un procedimento intuitivo in parte diverso. (Si veda a pagg. 70-76)

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4 - La frazione pu anche indicare un rapporto. Ad es. laltezza di un rettangolo sta alla sua base come 2 sta a 5. Cio h : b = 2 : 5. Da cui h = 2/5 b, e cio laltezza 2 quinti della base. Ma questultima formulazione rimanda ai 2 precedenti concetti di frazione. Infatti, se laltezza 2 quinti della base, questa, cio la base, intesa come lintero 5/5, e laltezza come una sua parte, cio i suoi 2/5. E il primo concetto di frazione come parte di un intero. Inoltre 2/5 anche loperatore che, conoscendo lintero 5/5, cio la base, mi permette di calcolarne la frazione 2/5, cio laltezza, con la formula gi vista base diviso denominatore 5 per numeratore 2. Se inverto il rapporto, ottengo b = 5/2 h, e cio che la base 5/2 (frazione) dellaltezza 2/2 (intero), calcolando la base con la stessa formula altezza diviso denominatore 2 per numeratore 5. Ma per tale formula valgono le considerazioni fatte al punto 3 precedente, e, come gi detto, vi possa essere anche un procedimento intuitivo in parte diverso. (Si veda a pagg. 70-76)

La linfa della comprensione alimenta il pensiero.

Quanto detto evidenzia sia la diversit dei 4 aspetti del concetto di frazione, sia la loro stretta interconnessione. Tali concetti si traducono in scritture simboliche, formule e algoritmi di calcolo, che si possono capire tanto meglio quanto pi si sono capiti i concetti e i significati, senza i quali i simboli sono privi di significato e le formule e gli algoritmi sono appresi come automatismi ciechi. Quando ci avviene si atrofizza la matematica, privandola della linfa vitale della comprensione dei testi che fonda gli algoritmi sintattici di calcolo e il ragionamento strategico nella soluzione dei problemi, in modo anche originale. Ma il rigore degli algoritmi porta a prescindere dal significato, che invece fondamentale per poter capire e ragionare. Ren Thom, medaglia Field 58, (il nobel della matematica) osserva: Si accede al rigore assoluto solo eliminando il significato. Ma se si deve scegliere tra rigore e significato, scelgo questultimo senza esitare. (G. Ottaviani, La teoria degli insiemi, su internet). E allora bisogna cercare di gettare un ponte, come dice Hans Freudenthal, tra la matematica naturale intuitiva, e quella scolastica, formale, con una didattica laboratoriale e un approccio sostanziale-significativo, per capire meglio anche quello formale. (Pellerey, Progetto RICME, I).

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SET LINEARE DELLE FRAZIONI

Tavola sinottica unificata e ridotta


1 INTERO
1/2 1/4
1/16

1/8
1 24

1/12

1/6
1/18

1/9 1/3
1/15

1/5
1/10
1 20

1/4

Con le matrici scaricabili gratuitamente dal sito www.monachesi.it il set lineare si pu far stampare su cartoncino e plastificare, ritagliando le singole strisce per un uso dinamico, o lasciandole disposte in tavole sinottiche.

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Il set lineare delle frazioni si compone di strisce uguali, frazionate da 2/2 fino a 40/40, con linee di colore diverso per i denominatori primi (e rispettive potenze) di 2/2(azzurro), 3/3(nero), 5/5(rosso), 7/7(viola). Se il denominatore multiplo di quelli primi suddetti, prevale, per lintero perimetro, il colore del fattore primo pi grande: il viola di 7 prevale sul rosso di 5 che prevale sul nero di 3 che prevale sullazzurro di 2. Le linee di frazione interne restano invece di colore diverso, evidenziando cos intuitivamente la scomposizione del denominatore in fattori primi. Ad es. nella striscia rossa di 10/10 si vede anche la linea azzurra che divide lintero in 2 mezzi composti ognuno di 5/5 rossi. Le strisce si possono usare separatamente, in modo dinamico, o in tavole sinottiche, in modo statico. Ci si possono visualizzare e capire facilmente equivalenze, addizioni e sottrazioni con le frazioni, e la loro riduzione ai minimi termini e al minimo comun denominatore, facendo il calcolo mentale visualizzato con le frazioni, ed anche giocandoci a carte. (Si veda avanti)

Equivalenza di frazioni e riduzione ai minimi termini. 3/12 = 1/4


1 2 1 4 1 12 1 6 1 3

4/12 = 2/6 = 1/3

6/12 = 2/4 = 1/2

4/6 = 2/3

3/6 = 1/2

10/12 = 5/6

Addizioni e sottrazioni di frazioni con denominatore uguale 4/12 + 3/12 = 7/12


1 12

9/12 5/12 = 4/12 = 1/3

10/12 = 6/12 + 4/12 = ecc

1 = 12/12 = 8/12 + 4/12 = 4/12 x 3 volte.

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Addizioni e sottrazioni di frazioni con denominatore diverso

1/2 + 1/3 = 3/6 + 2/6 = 5/6


1 2 1 6

5/6 1/2 = 5/6 3/6 = 2/6 = 1/3


1 3

1 6 1 3 1 9

1 6

1 9 1 9

1 9 1 9

2/6 + 2/9 = = 1/3 + 2/9 =

3/9

2/9

5/9

1 9

1 9 1 3

1 9

1 10 1 5

1 10

3/9 + 2/10 = = 1/3 + 1/5 =

1 15

5/15

3/15 = 8/15

Le immagini negli esempi fatti sono schematiche rispetto al set reale a colori, molto pi semplice ed efficace. Ma fanno tuttavia capire chiaramente perch bisogna ridurre al minimo comune denominatore ed ai minimi termini frazioni con denominatore diverso, per poterle addizionare o sottrarre. In tal modo le operazioni e i concetti vengono facilmente compresi e consolidati con esercizi pieni di significato. Sar poi molto pi facile capire le regole generali e luso dei simboli astratti, con numeri pi grandi. Il lavoro con il set infatti va finalizzato non al calcolo strumentale, ma alla comprensione dei concetti.

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SET LUCIDO TRASPARENTE DELLE FRAZIONI


Le matrici da stampare su lucidi trasparenti e ritagliare, e lanimazione al computer, sono nel sito www.monachesi.it

Il set lucido delle frazioni si compone di quadrati lucidi trasparenti uguali, frazionati o in un solo senso o in entrambi i sensi, dai 2/2 fino ai 100/100, con linee di colore diverso per i denominatori primi (e rispettive potenze) di 2/2(azzurro), 3/3(nero), 5/5(rosso), 7/7(viola). Nei quadrati-frazioni con denominatore multiplo di quelli primi suddetti, prevale, per lintero perimetro, il colore del fattore primo maggiore: il viola di 7 prevale sul rosso di 5 che prevale sul nero di 3 che prevale sullazzurro di 2. Le linee di frazione interne restano invece di colore diverso, evidenziando cos intuitivamente la scomposizione del denominatore in fattori primi. Ad es. nel quadrato rosso di 10/10 c una linea azzurra che divide lintero quadrato in 2 mezzi composti ognuno di 5/5 rossi.

Equivalenza di frazioni: giocare a carte con le frazioni Lequivalenza di 2 frazioni si pu visualizzare sovrapponendo 2 frazioni equivalenti raffigurate in 2 quadrati del set lucido, come negli esempi seguenti.
1/15 1 3 1 4

5 = 1 15 3

5 = 1 20 4

Con i quadrati del set lucido e con le strisce del set lineare si possono fare equivalenze anche giocando tra 2 o pi alunni, dividendosi in ugual numero i quadrati o le strisce come carte da gioco. Poi ognuno gioca una carta e il giocatore successivo pu prenderne una giocata se pu farci unequivalenza con unaltra che ha in mano: es. 3/3 prende 18/18, perch 1/3 = 6/18, ma non 5/5, ecc. Lintero le prende tutte e viene preso da tutte.

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Prodotto di frazioni Il prodotto di 2 frazioni si pu visualizzare sovrapponendo 2 quadrati lucidi trasparenti del set lucido, frazionati, uno in senso verticale e laltro in senso orizzontale, con le 2 frazioni da moltiplicare, come nei seguenti esempi.
1 5 1 5

1 3

1 3

2/3 x (di) 1/5 = 2/15 1/5 x (di) 2/3 = 2/15

2/3 x (di) 2/5 = 4/15 2/5 x (di) 2/3 = 4/15 3/3 x (di) 5/5 = 15/15 1 x 1 = 1

Se sovrappongo 3/3 (nero) su 5/5 (rosso) visualizzo Che equivale a

Problema (Prova nazionale INVALSI 2008 per lesame di terza media) Un padre e i suoi 4 figli si dividono la cifra vinta al lotto in questo modo: al padre spetta 1/3 dellintera somma, e il rimanente viene diviso in parti uguali tra i figli. Quale parte della somma spetta a ciascuno dei figli? Soluzione Lintera somma 3 terzi, meno 1 terzo, ai 4 figli ne restano 2 terzi.
1 1/3 = 3/3 1/3 = 2/3
1 3

1 quarto di 2 terzi = 2 dodicesimi 2 : 4 = 2 x 1 = 2 3 3 4 12

1/ 4

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Poich i figli sono 4, per trovare la parte che spetta a ciascuno di essi si divide la parte rimasta, cio 2 terzi, in 4 parti uguali, calcolando 1 quarto di 2 terzi che uguale a 2 dodicesimi, cio 1 sesto. Infatti, semplificando si ottiene
2 : 4 = 2 x 1 = 1 x 1 = 1 3 3 4 3 2 6
1/12

1 mezzo di 1 terzo = 1 sesto


1 6

1 3

1 2

Approccio analogico e laboratoriale Lattivit con le frazioni visualizzate con i set costituisce un approccio analogico alle frazioni, come quello di Bortolato ai numeri e al calcolo mentale. (Si veda a pag. 29) Esso si fonda sulluso di efficaci rappresentazioni che fanno capire intuitivamente i concetti e le operazioni. E importante ovviamente usare anche altre rappresentazioni ed i set stessi in modo flessibile, cercando di integrarli nel contesto vivo del lavoro in classe. Allinizio gli alunni possono familiarizzare con i set manipolandoli, osservando le frazioni rappresentate e verbalizzandole, con linsegnante o con i compagni. Poi ci si possono fare facili equivalenze, anche in forma ludica. Il prodotto pi difficile e si potr introdurre in seguito. Gli alunni possono lavorare, prima con la guida dellinsegnante, poi in modo autonomo, anche in coppia, aiutandosi ed inventando, approfondendo e consolidando le equivalenze, le operazioni ed i concetti connessi. E molto efficace un lavoro anche soltanto orale e in tempi limitati, fatto con gradualit, cominciando dalle cose pi semplici. Linsegnante pu seguire gli alunni mentre lavorano, aiutando chi ne avesse bisogno. Limportante che gli alunni si interessino, capiscano e facciano lavorare il cervello, con un approccio analogico e laboratoriale, secondo il detto: Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo. Faccio = agisco, anche e soprattutto attivando i processi cognitivi e linguistico- espressivi: con parola cannocchiale agis-co-gito!.

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Calcolo visualizzato con le frazioni per assicurare la comprensione

I set lineare e lucido delle frazioni possono servire per spiegare, ma anche e soprattutto per farci giocare e lavorare gli alunni. Essi consentono di eseguire e capire con facilit, oralmente e concretamente, equivalenze e operazioni con le frazioni, e cio il calcolo mentale visualizzato con le frazioni. Tale attivit sottende altri importanti concetti, come ad es. il rapporto della frazione con lintero, la frazione complementare e propria, impropria, apparente; la frazione come classe di equivalenza (1/3 = 2/6 = 3/9 = 5/15 = 10/30 ecc.); la riduzione ai minimi termini. Nel calcolo visualizzato con le frazioni essi vengono capiti ed acquisiti intuitivamente, in modo implicito, operando concretamente: sar poi facile rifletterci anche a livello esplicito e concettuale pi astratto. Le operazioni con le frazioni si fanno in forma simbolica scritta alla scuola secondaria di I grado, con le regole note, magari spiegandole con qualche esempio concreto, che per, spesso non basta per una comprensione pi facile e stabile, profonda e feconda, come invece avviene con i set. Con essi diventa molto pi facile capire, non solo le equivalenze e le operazioni, ma anche altri importanti aspetti del concetto di frazione, facilitando cos anche la comprensione e la soluzione dei problemi e la comprensione dei simboli astratti e delle regole di calcolo. Con i set si possono fare esercizi significativi ed efficaci per capire e consolidare la comprensione, come dice H. Freudenthal (Si veda a pag. 22). Tali esercizi non servono per apprendere il calcolo strumentale: servono invece per capire le operazioni e le regole per il calcolo, soprattutto a livello concettuale, e per facilitare cos anche la comprensione dei simboli astratti e la soluzione dei problemi. Altrimenti c il rischio di finalizzare il lavoro ad una strumentalit fine a se stessa, che andrebbe invece molto ridimensionata, come dicevano i programmi della scuola media del 79. Il semplice calcolo, infatti, di operazioni ed espressioni con le frazioni, eseguito mnemonicamente, ha uno scarso valore formativo e non aiuta a capire e consolidare i concetti, ed a capire e risolvere i problemi: questi sono invece gli obiettivi formativi pi importanti da perseguire anche con luso dei set.

NOTA - Il SET LUCIDO brevettato, ed stato pubblicato da: RAFFAELLO editrice, Monte San Vito, Ancona 1993. (Vecchia versione) RIVISTA Linsegnamento della matematica e delle scienze integrate, n 3, vol. 30A, maggio 07. Centro ricerche didattiche UGO MORIN.

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Conversione o trasposizione di una rappresentazione Le equivalenze e le operazioni con le frazioni rappresentate concretamente con i set, sono anche verbalizzate ed espresse con i simboli matematici, per caricare di significato il linguaggio verbale e i simboli matematici stessi, consolidandone lassociazione con i concetti ed i significati rappresentati con i set o altri sussidi. Con i quali si usa il registro di rappresentazione semiotica concreto ed iconico associato con quelli verbale e simbolico, attuando la conversione o trasposizione della rappresentazione dal livello intuitivoconcreto a quello simbolico-astratto, e viceversa, per favorire e consolidare la comprensione e lastrazione.

Trattamento o traduzione di una rappresentazione E importante usare anche altri sussidi e rappresentazioni degli stessi concetti e operazioni, attuando cos il trattamento o traduzione da una forma a unaltra della rappresentazione, allo stesso livello di astrazione: da un sussidio concreto a un altro, da unillustrazione a unaltra, da un grafico a un altro, da una verbalizzazione a unaltra, per esprimere gli stessi concetti. I 2 set infatti sono riduttivi, e perci vanno integrati con altre rappresentazioni, come tutti i sussidi e le rappresentazioni concrete di concetti astratti, e tanto pi di un concetto cos complesso come le frazioni.

Modelli intuitivi di Fishbein e paradosso di Duval Un uso appropriato e vario, ma non confuso e dispersivo, di sussidi concreti favorisce il formarsi di significative immagini mentali, sia statiche che dinamiche, per rappresentare i concetti matematici sia come processi che come oggetti, secondo la teorizzazione di A. Fard, gi accennata (Si veda a pag. 30) Fishbein li chiama modelli intuitivi, in parte anche impliciti, che influenzano il pensiero. Essi costituiscono un solido ponte per la formazione dei concetti e la comprensione dei simboli astratti. Se ne evidenzia limportanza anche nel paradosso di Duval, cos espresso da Radford: Il problema epistemologico si pu sintetizzare nella domanda seguente: come possiamo giungere alla conoscenza di questi oggetti generali (i concetti), dal momento che non abbiamo accesso ad essi se non attraverso rappresentazioni? (In B. DAmore, La matematica e la sua didattica, 4, 585-619) (Si veda a pag. 39)

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FRAZIONE COME NUMERO RAZIONALE

Voglio dividere 3 euri tra 4 bambini. 3 euri sono 12 quarti, che divisi in 4 parti uguali fanno 3 quarti. 3 euri sono 300/100, che, divisi in 4 parti uguali fanno 75/100, e cio 0 euri, 7 decimi e 5 centesimi = 0,75

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

1/4

3 4

3 4

3 4

3 4

3 : 4 = 12 quarti : 4 = 3 quarti 3 : 4 = 300 centesimi : 4 = 75/100 = 0,75

3/4 = 0,75

0,5 3/4

1,5 6/4

2 9/4

2,5

3 12/4

Se devo dividere 3 diviso 4, cio un numero intero diviso un altro numero intero pi grande, il risultato un numero razionale (dal latino ratio, rapporto). Esso infatti esprime il rapporto tra il numeratore e il denominatore di una frazione, e pu avere una parte decimale. Ogni frazione un numero razionale e si pu esprimere come numero decimale, o intero se la frazione apparente, ad es. 4/2 = 6/3 = 40/20 =2, dividendo numeratore diviso denominatore, diverso da 0.
1/5 = 1 fratto 5. Es. 1 euro : 5 = 100/100 : 5 = 20/100 = 2/10 = 0,2 2/5 = 2 fratto 5. Es. 2 euri : 5 = 200/100 : 5 = 40/100 = 4/10 = 0,4

Molte trasformazioni si possono visualizzare anche con i set delle frazioni, soprattutto con il set lucido, per i centesimi, e con il metro.
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FRAZIONE COME OPERATORE

La frazione un operatore che consente di calcolare il valore della frazione di un intero dal valore noto, e viceversa, con la regola nota. Ad es., con la frazione 3/5 come operatore si possono risolvere i 2 problemi seguenti
Problema diretto: - Calcolare i 3/5 di 20 20 : 5 (denominatore) x 3 (numeratore) = 12 20 x 3/5 = 20 x 0,6 = 12

Problema inverso: - Il valore dei 3/5 di un intero 12. Calcolare il valore dellintero. 12 : 3 (numeratore) x 5 (denominatore) = 20 12 : 3/5 = 12 : 0,6 = 20

La logica proporzionale senza i denominatori I problemi suddetti si possono risolvere in modo intuitivo con la logica del tre semplice diretto senza denominatori, visualizzata in un segmento frazionato.
Problema diretto; - Calcolare i 3/5 di 20 5 quinti di AB = 1 intero AB = 20 A 3 quinti di AB = y B

Il testo implica che 20 il valore dellintero 5/5, rappresentato con un segmento diviso in 5 parti uguali: esse non sono espresse nel testo verbale, che per le implica, e sono da inferire. Per calcolare il valore di 1/5 si fa 20 : 5 (numeratore di 5/5) = 4. Infatti i quinti dellintero sono 5, quantificati dal numeratore 5 della frazione 5/5, che esprime lintero. Per calcolare poi il valore di 3 quinti si fa 4 x 3 (numeratore di 3/5) = 12. Perci, con la logica del 3 semplice diretto con i soli numeratori e i valori delle frazioni, si fa:
20 : 5 (numeratore di 5/5) x 3 (numeratore di 3/5) = 12

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Problema inverso: - Il valore dei 3/5 di un intero 12. Calcolare il valore dellintero. 3 quinti di AB = 12 A 5 quinti di AB = 1 intero AB = y B

Poich il valore di 3 quinti 12, per trovare il valore di 1 quinto si fa: 12 : 3 (numeratore di 3/5) = 4. Per calcolare il valore dellintero 5 quinti si fa: 4 x 5 (numeratore di 5/5) = 20. I quinti dellintero, infatti, sono 5, quantificati dal numeratore 5 della frazione 5/5, non esplicitata nel testo, che per la implica, e va inferita. Perci, con la logica del 3 semplice diretto riferita ai soli numeratori e ai valori delle frazioni, si fa:
12 : 3 (numeratore di 3/5) x 5 (numeratore di 5/5) = 20

Le operazioni e i numeri sono sempre gli stessi in entrambi i procedimenti: quello che cambia il significato di uno dei numeri, (es. 5). Il quale, nella frazione come operatore (es. 3/5), sempre denominatore. Con la logica del 3 semplice diretto gi vista, invece, sempre numeratore della frazione apparente (es. 5/5) che esprime lintero. Essa non esplicitata nel testo, che per la implica, e perci va inferita ed esplicitata, come si fa quando si rappresenta il problema con un segmento frazionato. In questo, infatti, si visualizzano le parti uguali, o unit frazionarie, non solo della frazione (es. 3/5) esplicitata nel testo, ma anche della frazione apparente (es. 5/5) che esprime lintero, non esplicitata nel testo. Nel segmento frazionato, perci, le parti uguali (es. 5 quinti) in cui esso suddiviso, e quelle di una sua frazione (es. 3 quinti), sono tutte ben visualizzate e indicate dai numeratori (es. 5 e 3), in rapporto con le misure corrispondenti, di cui una nota e laltra da calcolare. Per spiegare tali problemi si usa spesso un segmento frazionato, in cui presente la logica del 3 semplice diretto. Ma si enuncia e si insegna la regola della frazione come operatore, perch le operazioni e i numeri sono sempre gli stessi. Infatti il numeratore (es. 5) della frazione che esprime lintero (es. 5/5) sempre uguale al denominatore (es. 5): si pu dire che fanno un tuttuno. Il numeratore inoltre dipende dal denominatore, perch il denominatore che determina in quante parti uguali suddiviso lintero, denominandole, anche se il numeratore che le quantifica. E questo pu indurre a ragionare con il 3 semplice diretto senza il denominatore, in modo contratto ma funzionale: una specie di scorciatoia in senso vietato.

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Tre semplice diretto senza il denominatore


1- Problema diretto 1 quinto = ? 2 quinti = ? 3 quinti = y 4 quinti = ? 5 quinti (1 intero) = 20 6 quinti = ? 5 : 20 = 3 : y 2 - Problema inverso 1 quinto = ? 2 quinti = ? 3 quinti = 12 4 quinti = ? 5 quinti (1 intero) = y 6 quinti = ? 3 : 12 = 5 : y

Come si vede dalla tabella, in una serie di frazioni dello stesso intero, e con lo stesso denominatore, se la quantit delle unit frazionarie (es. quinti) di ciascuna frazione, indicata dal numeratore, diventa doppia, tripla, quadrupla ecclo diventa anche il valore delle corrispondenti frazioni, il cui denominatore, essendo costante, non incide affatto sui valori delle frazioni stesse, che dipendono solo dai numeratori variabili. Perci, conoscendo il valore di una frazione qualsiasi, compresa quella apparente che esprime lintero (es. 5/5), si pu calcolare il valore di tutte le altre frazioni dello stesso intero, e con lo stesso denominatore, dividendo il valore noto di una frazione diviso il numeratore della stessa, e moltiplicando il risultato per il numeratore della frazione di cui si vuol trovare il valore. Verrebbe meno cos la distinzione tra problemi diretti e inversi, e il procedimento risolutivo sarebbe sempre lo stesso, come ad es. nel seguente problema: Se 5 penne costano 20 euri, quanto costano 3 penne? E 7 penne? E viceversa. Dove al posto delle unit frazionarie (es. i quinti) ci sono le penne. Tale procedimento coerente e funziona anche se monco, perch esclude il denominatore, che invece non pu essere escluso poich un termine essenziale della frazione, come gi detto, sempre presente nei calcoli formali. In questi, i numeratori possono diventare denominatori (nella divisione), e viceversa, ed essere semplificati o elidersi se uguali, tenendo conto della loro posizione (sopra o sotto), piuttosto che del loro significato. Proprio il significato del numeratore, invece, e la sua funzione, possono indurre a ragionare con la logica intuitiva del 3 semplice diretto gi vista, escludendo per arbitrariamente il denominatore stesso. E tuttavia, pur essendo anomala e difforme, la soluzione intuitiva fondata sul 3 semplice diretto senza il denominatore ha una sua coerenza che assicura risultati esatti.

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3 -Problema composto Da una frazione (allintero e dall intero) a unaltra frazione 1 quinto = ? 2 quinti = ? 3 quinti = y 4 quinti = ? 5 quinti (intero) = z 6 quinti = ? 7 quinti = 28 8 quinti = ? 7 : 28 = 3 : y = 5 : z

Nel problema in tabella non si fa alcun riferimento allintero, ma soltanto a due frazioni di esso, 3/5 e 7/5, con lo stesso denominatore. E evidente che per trovare il valore di 1 quinto si fa 28 : 7 = 4. E per trovare valore di 3 quinti, si moltiplica 4 x 3 = 12. Se no, con la frazione come operatore, tale problema risulta composto da 2 problemi, uno inverso e laltro diretto. Infatti si deve prima calcolare il valore dellintero 5/5 conoscendo il valore 28 della sua frazione 7/5, facendo 28 : 7 x 5 = 20. Poi il valore dei 3/5 dellintero, facendo 20 : 5 x 3 = 12. In sintesi, 28 : 7 x 5 : 5 x 3 = 28 : 7 x 3 = 12. Sono le stesse operazioni con gli stessi numeri e lo stesso risultato della soluzione intuitiva iniziale, che si ottengono anche dalla proporzione con i numeratori e i valori delle frazioni 7 : 28 = 3 : y ; da cui 7 y = 28 x 3; ed infine y = 28 : 7 x 3 = 12. Per correttezza formale si devono includere nella proporzione anche i denominatori: 7/5 : 28 = 3/5 : y. E con lintero 7/5 : 28 = 3/5 : y = 1 (5/5) : z. Sviluppandola si ottengono gli stessi risultati con gli stessi passaggi gi visti usando la frazione come operatore. Si ritrova cos, anche con la proporzione, il linguaggio formale con le sue regole, e con i denominatori, che essendo uguali, nel calcolo si elidono: e nella soluzione intuitiva si capisce anche perch non servono. Anche il problema che segue ha la stessa struttura logica di quello gi visto, ed ancora pi semplice e significativo.

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Problema: un cucciolo in pista


Giorgio ha percorso in bicicletta 12 km che sono i 4/5 di una pista ciclabile, mentre il suo cucciolo, rincorrendolo, ne ha percorsi i 2/5. Quanti km ha percorso il suo cucciolo?
4 quinti = 12 km

2 quinti = y

5 quinti = 1 intero = z

E evidente che per trovare il valore di 1 quinto della pista si fa 12 : 4 = 3. E per trovare il valore di 2 quinti della pista stessa si moltiplica 3 x 2 = 6 km. Se no, con la frazione come operatore, il problema risulta composto da un problema inverso e uno diretto, e si deve calcolare: -prima il valore di 5/5, di tutta la pista: 12 : 4 x 5 = 15 -poi il valore dei suoi 2/5, cio 15 : 5 x 2 = 6 In sintesi: 12 : 4 x 5 : 5 x 2 = 12 : 4 x 2 = 6 Sono le stesse operazioni con gli stessi numeri e lo stesso risultato della soluzione intuitiva iniziale, che si ottengono anche dalla proporzione con i numeratori e i valori delle frazioni 12 : 4 = y : 2; da cui 4 y = 12 x 2; ed infine y = 12 : 4 x 2 = 6 Per correttezza formale si devono includere nella proporzione anche i denominatori: 12 : 4/5 = y : 2/5. E con lintero 12 : 4/5 = y : 2/5 = 1 (5/5) : z. Sviluppandola si ottengono gli stessi risultati con gli stessi passaggi gi visti usando la frazione come operatore. Si ritrova cos, anche con la proporzione, il linguaggio formale con le sue regole, e con i denominatori, che essendo uguali, nel calcolo si elidono: e nella soluzione intuitiva si capisce anche perch non servono, grazie alla semplicit dei dati e del problema. La soluzione-comprensione intuitiva pu cos illuminare in parte anche i passaggi del linguaggio formale, ma diventa sempre pi difficile se aumenta la complessit dei problemi e dei dati, che rende perci necessario luso formale del linguaggio matematico.

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Uno strano divorzio

Nella soluzione intuitiva e difforme considerata si esclude il denominatore tenendo conto soltanto del significato e della funzione del numeratore. Si provoca cos, a causa della semantica, un divorzio tra i 2 termini della frazione, che il rigore matematico non ammette, poich il denominatore un termine essenziale della frazione. E si potrebbe dire: La semantica non separi ci che la matematica ha unito. Ma il matematico Ren Thom, medaglia Field nel 58, osserva: Si accede al rigore assoluto solo eliminando il significato. Ma se si deve scegliere tra rigore e significato, scelgo questultimo senza esitare. Il significato del simbolo 3/5 espresso dalle parole con cui si verbalizza, che di solito sono tre quinti. Ma si pu anche verbalizzare con le parole tre su cinque, e cio 3 quinti su 5 quinti. In tal caso 5 un numero cardinale, come il numeratore 3, e quantifica le 5 parti uguali dellintero, cio i quinti. Dicendo tre su cinque, questo cinque viene ad assumere il significato di numeratore della frazione 5/5, (cinque quinti), che esprime lintero. Il denominatore, inoltre, si scrive, e si usa nei calcoli, come cardinale (es. 5) e si verbalizza di solito come ordinale (es. quinti), in modo ambiguo, e ci pu confondere. Cinque e quinti sono due parole diverse che esprimono concetti diversi, e possono condurre a ragionamenti diversi. La verbalizzazione dei simboli e dei numeri, infatti, ne esprime e precisa i significati sui quali si fonda, o si dovrebbe fondare, il ragionamento. E tenendo conto di tali significati si possono talvolta trovare soluzioni diverse e un po singolari, difformi rispetto a quelle previste dalle regole, che, per i problemi considerati, la regola della frazione come operatore. Ma come gi detto, anche con la diversa soluzione intuitiva basata sul 3 semplice diretto, con la proporzione, si ritrova infine, e si deve usare, il linguaggio formale con le sue regole, che imprescindibile. E perci molto importante apprendere bene tali regole, che fondano il mirabile edificio del linguaggio matematico, a livelli di astrazione e complessit sempre maggiori. E col crescere di tali livelli di astrazione, lintuizione del significato legato allesperienza concreta diventa inevitabilmente sempre pi difficile. Ma, come dice Ren Thom, nonostante ci, o forse proprio per ci, si deve cercare di favorirla il pi possibile, per evitare il verbalismo ed il formalismo astratti e mnemonici, e favorire il pensiero autentico. (Un bellesempio si trova in Geometria dinamica, Bravo Aurelio!, a pag. 92)

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Forse le riflessioni esposte nelle pagine precedenti sono un po singolari, e potrebbero comprensibilmente non essere condivise. Ma mi sembrano motivate e potrebbero servire, almeno in parte, per capire meglio alcuni concetti ed orientare in modo pi consapevole, con semplicit e gradualit, lattivit didattica: senza complicazioni inutili, ma, nei limiti del possibile, anche senza confusioni, semplicismi e surrogati verbalistici e mnemonici. E sono ovviamente gli insegnanti che decidono e sanno come farlo, con autonomia di giudizio ed intelligente buon senso. Anche ignorando, eventualmente, se le ritengono troppo. peregrine, le singolari riflessioni fatte in questo capitolo.

Semantica e sintattica: un pro-f-ec-ondo connubio. Se si verbalizzano i simboli matematici, rappresentando anche concretamente i concetti che essi esprimono, se ne comprende meglio il significato. Ci consente di ragionare in base al significato stesso, con un approccio semantico, pi intuitivo, aperto anche a percorsi diversi ed eventuali scorciatoie intuitive, come gi visto, ma che vanno poi ricondotti sui rigorosi binari del linguaggio formale. Che per forse in tal modo sar pi carico di significato. Il linguaggio matematico per sua natura sintattico formale, dal rigore assoluto e di potenza straordinaria, con il rischio per di apparire a molti un gioco astratto di simboli formali, senza capirne il significato ed il collegamento con la realt. Ci in parte inevitabile e normale, specialmente ai livelli pi alti e complessi, ma come dice il matematico Ren Thom: Si accede al rigore assoluto solo eliminando il significato. Ma se si deve scegliere tra rigore e significato, scelgo questultimo senza esitare . Ovviamente la cosa migliore cercare di realizzare un pro-f-ec-ondo connubio tra rigore e significato, lasciando che il significato stesso possa illuminare e mostrarci anche orizzonti pi ampi ed eventuali scorciatoie intuitive, senza per smarrire mai la strada maestra, che resta prioritaria, come si cercato di fare con i problemi considerati, non senza dubbi, perplessit e ripensamenti. In particolare bisogna fare attenzione che le eventuali scorciatoie intuitive non favoriscano il formarsi di concetti errati o misconcezioni, che potrebbe essere poi difficile rimuovere e rettificare. La regola aurea sempre quella classica: Primum non nocere (Per prima cosa non nuocere).

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Problema: il volo del calabrone (problema di Gamow) Due treni partono contemporaneamente da due stazioni A e B, situate a 160 km di distanza 1una dallaltra e si dirigono luno verso laltro alla velocit di 80 km allora. Un calabrone parte nello stesso istante da A e si dirige verso B seguendo la via ferrata con una velocit di 100 Km allora. Quando incontra il treno proveniente da B prende paura, inverte la marcia e riparte in direzione di A. Vola cos da un treno allaltro, finch questi si incrociano e il calabrone fugge via. Qual la distanza totale percorsa dal calabrone nei suoi andirivieni?

Anche in tale problema possibile una soluzione semplicissima, basata sul significato del testo. Altrimenti sarebbe necessario ricorrere allalgoritmo formale-sintattico della progressione geometrica. Poich i 2 treni corrono ciascuno a 80 km lora, dopo unora avranno percorso fra tutti e due 160 km e quindi, essendo partiti a 160 km di distanza, si incroceranno. Poich il calabrone ha volato per tutto quel tempo, cio per unora, a 100 km lora, avr percorso 100 km. Vittorio Duse osserva: Se ci si prova a risolvere il problema seguendo i singoli voli e le singole virate del calabrone, si trova la stessa risposta come somma di una progressione geometrica di ragione 1/9, ma con un procedimento molto pi complesso. Anche ammettendo che una macchina possa risolvere tale problema, lo far solo dopo aver avuto dalluomo le opportune istruzioni e col metodo pi meccanico e lungo. Ma nella mente delluomo cos che muove il pensiero in primo luogo verso la risoluzione e poi verso un tipo di risoluzione piuttosto che verso un altro? (Vittorio Duse, Per un insegnamento moderno della matematica
elementare, La Scuola)

Problema: settimana corta dellet Il seguente problema riguarda un contenuto molto familiare ed formulato con un linguaggio ordinario diverso da quello matematico. Ci pu aiutare a capire meglio i concetti matematici, ma pu anche disorientare chi non abituato a collegare il linguaggio matematico con quello ordinario, per rendere il linguaggio matematico stesso pi significativo e comprensibile. (Si veda anche un problema con analoga difficolt a pag. 117) Senza contare i sabati e le domeniche io avrei 40 anni. Quanti anni ho io in tutto contando anche i sabati e le domeniche ?

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Soluzione La prima idea che di solito viene in mente quella di calcolare tutti i giorni tolti in 40 anni, per poi trasformarli in anni e aggiungerli ai 40, moltiplicando 2 giorni per le 52 settimane di ogni anno, per 40 anni. Ma i giorni sono stati tolti non da 40 anni, bens dall et totale effettiva, che quella da trovare, perci tale procedimento errato. Considero invece che 1 giorno 1 settimo di unintera settimana, che formata da 7 settimi. Senza il sabato e la domenica prendo 5 giorni per ogni settimana, cio 5 settimi, che corrispondono a 40 anni dell et totale. Si deve perci calcolare il valore dellintero 7/7 conoscendo il valore 40 di 5/7: quindi un problema inverso con le frazioni. Perci
1 settimo dellet totale = 40 : 5 = 8 anni 7 settimi = 8 x 7 = 56 anni in tutto

Se pongo y = et totale, posso anche impostare la proporzione:


40 : 5 = y : 7 5 y = 40 x 7 y = 40 : 5 x 7 = 8 x 7 = 56

E anche possibile calcolare i giorni tolti, e poi trasformarli in anni corti e aggiungerli ai 40 anni, anchessi corti dichiarati. Questi 40 anni, infatti, sono formati da 5 giorni x 52 settimane = 260 giorni ogni anno corto, togliendo cos 105 giorni dai 365 di ogni anno reale, formato da 52 settimane pi 1 giorno. In tutto perci sono stati tolti 105 giorni per 40 anni = 4200 giorni. Questi 4200 giorni tolti in tutto vanno trasformati in anni corti, di 260 giorni ciascuno, come quelli dichiarati, dividendo 4200 giorni : 260 giorni = 16 anni corti (resto 34 giorni). Questi 16 anni corti sono quelli che sono stati tolti dallet totale, e perci vanno aggiunti ai 40 anni corti dichiarati, per trovare let totale stessa, che perci sar di 40 anni + 16 anni = 56 anni, con approssimazione di alcuni giorni.

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FRAZIONE COME RAPPORTO

Emma Castelnuovo mostra come gli alunni riescono a risolvere i problemi di rapporto molto pi facilmente se li rappresentano con degli stecchini, mentre il disegno viene spesso fatto male e risulta perci inutile o fuorviante. Problema: -Un triangolo isoscele ha la base che i 2 terzi del lato obliquo. Il perimetro misura 80 m. Quanto misurano i lati obliqui e la base? Costruendo il triangolo con degli stecchini si visualizza il rapporto e si intuiscono facilmente le operazioni da compiere.

LATO OBLIQUO 3 stecchini

LATO OBLIQUO 3 stecchini = 3 terzi

BASE = 2 stecchini = 2 terzi del lato obliquo BASE : LATO OBLIQUO = 2 : 3

Ecco un problema analogo ma pi semplice: Un triangolo isoscele ha la base che misura la met del lato obliquo. Il suo perimetro misura 50 metri. Quanto sono lunghi i lati obliqui e la base? Rappresentandolo con gli stecchini molto pi facile risolverlo. La Castelnuovo osserva: E lo stecchino, questo materiale da nulla, assume per il bimbo un valore enorme: il mezzo per risolvere dei problemi costruendo e contando, operazioni, queste, che impongono di non verbalizzare . Ma sarebbe pi esatto dire che esse non richiedono di verbalizzare. Ed importante anche verbalizzare le rappresentazioni concrete, e non le definizioni astratte, (vedi esempi a pp. 81 e 83), con parole e locuzioni che in tal modo si caricano di significato, e perci sar facile poi capirle quando si leggeranno nei testi, anche senza la rappresentazione concreta: questa infatti sar stata interiorizzata come immagine mentale associata alla verbalizzazione, e, grazie a ci, sar facile anche riprodurla concretamente, e capire meglio le operazioni da fare per risolvere il problema. Per assicurare la comprensione del testo molto importante, perci, sia rappresentarlo concretamente, sia linverso, e cio verbalizzarne la rappresentazione concreta, con parole piene di significato per evitare il vuoto verbalismo, del quale la verbalizzazione significativa il miglior antdoto: aumentando questa diminuisce quello.

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Rappresentare, capire, verbalizzare

La verbalizzazione orale significativa, con cui si esprimono i concetti e i significati rappresentati con il disegno o i sussidi concreti riveste una grande importanza. Grazie ad essa lalunno sar poi in grado di fare anche linverso, e cio comprendere pienamente il significato dei testi verbali, e tradurli in disegni o rappresentazioni significative, che DAmore considera lanticamera logica della soluzione, poich consentono di capire le regole e trovare i procedimenti risolutivi dei problemi in modo logico, autonomo e consapevole, a volte anche originale e creativo. Perci attenzione! I sussidi e le rappresentazioni grafiche sono molto importanti, ma non devono far trascurare il linguaggio verbale e i simboli matematici. Anzi, ne devono costituire un potente trampolino di lancio, riempiendo di significato le parole e i simboli stessi, come un prezioso carburante che alimenta i processi mentali. E il linguaggio verbale e simbolico sar tanto pi pieno di significato quanto pi si saranno curate la verbalizzazione e la simbolizzazione riferite allesperienza e alle rappresentazioni concrete, in presa diretta con il pensiero: ci che avviene nella scuola dellinfanzia e nella vita reale, in cui non si fa uso dei testi scritti. Ritengo sia questo il modo pi profondo per collegare la matematica e la lingua italiana. Spesso invece ci si limita a lavorare, in modo anche interessante, sui testi verbali, restando per in un ambito verbale astratto, o si illustrano o rappresentano concretamente i testi stessi con alcuni esempi, andando dall'astratto al concreto. Ma non si fa un lavoro pi specifico di verbalizzazione, anche solo orale, delle rappresentazioni e operazioni concrete, andando dal concreto all'astratto, in presa diretta tra pensiero, linguaggio e significati visualizzati nelle rappresentazioni concrete: questo invece il modo pi efficace per assicurare una rapida e sicura acquisizione di un linguaggio verbale pieno di significato, e quindi la comprensione dei testi scritti con esso, e dei simboli astratti. Il concetto di rapporto e i problemi con lo stesso sono difficili anche perch estranei allesperienza degli alunni, che non capiscono il significato del testo, come avviene anche per altri problemi e argomenti. A ci si pu ovviare facendo costruire, capire e verbalizzare vari rapporti. In tal modo il concetto di rapporto diventa familiare agli alunni, che cos afferrano il significato delle parole e sono poi in grado di comprendere i testi verbali e tradurli in rappresentazioni chiare, o in immagini mentali interiorizzate.

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Ad es., si fa costruire con gli stecchini, (o disegnare), un rettangolo, che si pu anche proiettare, e si fa verbalizzare il rapporto tra la base e laltezza e viceversa, per capire bene il significato delle parole e dei simboli usati. Lo stesso ovviamente si pu fare con altre figure e altri rapporti e dimensioni. Tale attivit molto efficace per comprendere poi altri testi verbali di problemi con i rapporti, ed il procedimento risolutivo.

ALTEZZA = 3 quinti della base

BASE = 5 quinti (intero)

Si pu verbalizzare e concettualizzare in vari modi la stessa rappresentazione concreta, nel modo seguente. LALTEZZA sta alla BASE La BASE sta allALTEZZA La BASE sta a 5 come come come 3 sta a 5 5 sta a 3 lALTEZZA sta a 3

La BASE 5 fiammiferi, cio 5 quinti; 1 fiammifero 1 quinto della base; laltezza 3 quinti della base; il perimetro 16 quinti della base. LALTEZZA 3 fiammiferi, cio 3 terzi; 1 fiammifero 1 terzo dellaltezza; la base 5 terzi dellaltezza; il perimetro 16 terzi dellaltezza. Il PERIMETRO 16 fiammiferi, cio 16 sedicesimi; 1 fiammifero 1 sedicesimo del perimetro; la base 5 sedicesimi del perimetro; laltezza 3 sedicesimi del perimetro.

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Problema La scatola disegnata presenta 4 scomparti uguali. Il suo perimetro 70 cm. Qual la sua area?

Scatola disegnata

costruita con stecchini

Costruendo la scatola con degli stecchini uguali la soluzione molto pi facile. Si vede infatti che il lato grande dello scomparto verticale coincide con 3 latini piccoli dei 3 scomparti orizzontali e con laltezza (lato minore) della scatola; perci la sua base (lato maggiore) corrisponde a 4 latini piccoli. E il perimetro a 4 + 3 + 4 + 3 = 14 latini piccoli degli scomparti. Con il linguaggio matematico. Laltezza della scatola 3/4 della base, che 4/4, e la loro somma 4/4 + 3/4 = 7/4 della base. E viceversa la base 4/3 dellaltezza, che 3/3, e la loro somma 3/3 + 4/3 = 7/3 dellaltezza. Il perimetro 14/3 dellaltezza o 14/4 della base. Dividendo il perimetro, 70 cm, diviso in 14 parti uguali, si ottiene 5 cm, che la misura di un latino piccolo degli scomparti. Ecc

70 cm : 14 = 5 cm (misura latino piccolo scomparti) 5 cm x 3 = 15 cm (altezza: lato minore della scatola) 5 cm x 4 = 20 cm (base: lato maggiore della scatola) 20 cm2 x 15 = 300 cm2 (area della scatola)

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Verbalizzare in modi diversi per capire (Si veda a pag. 158)

Il seguente problema faceva parte delle prove di ammissione ad un corso per insegnanti. Alcuni laureati (non in matematica) lo sbagliarono, applicando meccanicamente una formula errata, senza comprendere il testo, che avrebbe richiesto facili inferenze, con leventuale aiuto di un disegnino, e con una verbalizzazione chiara e significativa, come nel seguente esempio.
Una corda lunga 20 cm. Viene tagliata in 2 pezzi AB e BC. Un pezzo i 2 terzi dellaltro (il quale perci 3/3)

AB = 2/3 BC A B C AB : BC = 2 : 3

Il pezzo BC 3 terzi e il pezzo AB 2 terzi di BC. Insieme formano la corda intera di 20 cm, formata da BC, che 3 terzi, + 2 terzi di BC, in tutto 5 terzi di BC.

Inverto il rapporto
Una corda lunga 20 cm. Viene tagliata in 2 pezzi AB e BC. Un pezzo i 3/2 dellaltro (il quale perci 2/2)

BC = 3/2 AB A B C BC : AB = 3 : 2

Il pezzo AB 2 mezzi e il pezzo BC 3/2 di AB. Insieme formano la corda intera di 20 cm, formata da AB, che 2 mezzi, + 3 mezzi di AB, in tutto 5 mezzi di AB

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Verbalizzare le rappresentazioni concrete, e viceversa, rappresentare concretamente i testi verbali, in forme diverse e flessibili, consente di capire bene i concetti rappresentati concretamente ed espressi verbalmente, e quindi di capire i problemi e le operazioni per risolverli, che altrimenti rischiano di essere lapplicazione meccanica di una o pi regole. Tale applicazione in apparenza pu sembrare pi semplice e immediata: in realt spesso solo pi semplicistica se trascura e cortocircita i concetti su cui si fonda. Questi, se espressi nei testi verbali, possono essere capiti meglio mediante chiare rappresentazioni concrete, che, come dice Bruno DAmore, costituiscono lanticamera logica della soluzione. Ma se non si fatto un efficace lavoro di verbalizzazione a partire dalle rappresentazioni concrete stesse, il testo verbale pu risultare difficile da capire, con ovvia difficolt di tradurlo o immaginarlo in una rappresentazione concreta, proprio perch non stata consolidata lassociazione dei significati e concetti rappresentati concretamente con la loro verbalizzazione e simbolizzazione. In tal caso serve a poco spiegare e studiare formule e regole, se non si capiscono i concetti su cui esse si fondano. Bisogna invece assicurare le condizioni che consentono di comprendere i concetti espressi nel testo verbale, consolidando lassociazione tra la rappresentazione concreta, o meglio le rappresentazioni concrete anche in forme diverse dei concetti stessi, ed il testo o testi verbali, anche in forme diverse, che li esprimono, curando in particolare una verbalizzazione chiara, esplicita e significativa.

Verbalizzare per capire il procedimento risolutivo Un importante traguardo per lo sviluppo delle competenze previsto dalle Indicazioni la verbalizzazione del procedimento risolutivo dei problemi, per capirlo e controllarlo, ragionando con coerenza. Nel problema gi visto con le frazioni si deve calcolare il valore di 2 grandezze conoscendone la somma e il rapporto (problema cosiddetto di terzo tipo). Esempio. La somma di 2 segmenti 20 cm e un segmento i 2/3 dellaltro. Calcolare la misura di ciascun segmento. La regola consueta : somma (20) dei 2 segmenti, diviso la somma (5), di numeratore (2) pi denominatore (3), della frazione (2/3) che ne esprime il rapporto; e poi il risultato (4) moltiplicato per il numeratore (2) e per il denominatore (3) della frazione stessa. Ma se non capisco perch faccio le operazioni previste dalla suddetta regola, mi limito ad applicarla meccanicamente, come un automatismo mnemonico.

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Se invece voglio capire e ragionare posso verbalizzare nel modo seguente osservando la costruzione concreta o il disegno. I 2 segmenti sono uno 2 terzi dellaltro: il quale perci 3 terzi. La loro somma 20 corrisponde perci a 2 terzi + 3 terzi, cio a 5 terzi del segmento maggiore. Se divido 20 in 5 parti uguali ottengo 4, che il valore di 1 terzo del segmento maggiore, composto di 3 terzi, la cui misura perci di 4 x 3 = 12 cm. Laltro segmento, che 2 terzi del precedente, misurer 4 x 2 = 8 cm. Le operazioni sono le stesse, ma osservando la rappresentazione concreta o il disegno e verbalizzando si capisce meglio perch le eseguo. La verbalizzazione suddetta corrisponde allequazione con cui si pu formalizzare il procedimento risolutivo. pongo BC = y ; AB = 2/3 y

Equazione risolutiva: y + 2/3 y = 20

Il suo sviluppo corrisponde alla verbalizzazione fatta con il linguaggio ordinario. Infatti si ha:

3/3 y + 2/3 y = 20 5/3 y = 20 y = 20 x 3/5 = 20 : 5 x 3 = 4 x 3 = 12 (misura di BC) 2/3 y = 12 x 2/3 = 12 : 3 x 2 = 4 x 2 = 8 (misura di AB)

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Gradualit e livelli di astrazione

Primo livello: scuola primaria Fondamentale la gradualit nelle difficolt da affrontare. I problemi con la somma e il rapporto di 2 grandezze, ad es., come quello gi visto, possono essere anche semplicissimi, come il seguente: Giorgio dice a Carlo: -Io ho la met delle tue automobiline; se le mettiamo insieme abbiamo in tutto 6 automobiline. Quante automobiline ha Carlo? E quante Giorgio? La soluzione intuitiva, con la manipolazione o il disegno, che ovviamente saranno gli stessi alunni a ricercare, se necessario con laiuto dellinsegnante. Auto di Carlo Auto di Giorgio

Secondo livello: scuola secondaria di primo grado Lo stesso problema, con gli stessi dati, pu essere formulato in modo molto pi astratto: Trovare 2 numeri sapendo che la loro somma 6 e che uno la met dellaltro. Si pu visualizzare il problema anche con 2 segmenti. Uno dei 2 numeri diviso in 2 mezzi e laltro 1 mezzo del primo. In tutto sono 2 mezzi + 1 mezzo = 3 mezzi che corrispondono a 6. Per trovare 1 mezzo faccio 6 diviso 3 = 2, che il valore di 1 mezzo. Poi moltiplico 2 per 2 = 4 che il valore di 2 mezzi.

Terzo livello: scuola secondaria di secondo grado. Si pu formulare lo stesso problema a livello ancora pi astratto e generale : Trovare 2 numeri conoscendo la loro somma e sapendo che uno la met dellaltro. Basta impostare e risolvere il semplicissimo sistema di equazioni
z + y z = S

= 1/2 y

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GEOMETRIA

DINAMICA

Animazione al computer nel sito www.monachesi.it

Il meccano geometrico Si pu costruire con asticciole di compensato forate alle estremit e congiunte con piccole viti. Si trova anche gi pronto.
ROMBO E QUADRATO Lati uguali e perimetro costanti. Angoli e area variabili. TRIANGOLO ISOSCELE Lati obliqui uguali costanti. Perimetro e area variabili.

Diagonali elastiche variabili

Base elastica variabile

Ci si pu trasformare un quadrato in un rombo, con i lati e il perimetro costanti, mentre 2 angoli opposti diventano sempre pi piccoli e gli altri 2 sempre pi ampi, e una diagonale aumenta mentre laltra diminuisce (con 2 elastici), e quindi larea diminuisce sempre di pi. Per poter variare la lunghezza di un lato di un triangolo si pu usare un elastico. Ad es. un triangolo isoscele acutangolo, con un elastico per base, si pu trasformare allungando la base elastica ed aumentando langolo al vertice: giunto questo a 60 gradi, si former un triangolo equilatero, con lelastico-base uguale ai due lati obliqui; giunto a 90 gradi si former un triangolo isoscele rettangolo avente come cateti i 2 lati obliqui uguali; e giunto oltre i 90 gradi si former un triangolo isoscele ottusangolo. Anche il triangolo scaleno, con un lato elastico variabile, si pu trasformare da acutangolo a rettangolo a ottusangolo e viceversa. Il triangolo equilatero invece pu essere solo acutangolo, con i 3 angoli di 60 gradi ciascuno. Compiendo tali trasformazioni e verbalizzandole gli alunni in breve tempo capiscono e ragionano, consolidano i concetti e sviluppano limmaginazione, la creativit e la capacit di capire ed esprimere i concetti con i simboli astratti, ma pieni di significato.

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Emma Castelnuovo scrive: Avevo dato, allo scopo di riprendere questioni di equivalenza, da stendere una relazione sul tema: Quanti triangoli ci sono che hanno la stessa area? Disegnatene alcuni. Parlate, se credete, anche del perimetro. Molti disegnarono tanti triangoli aventi uguale base ed uguale altezza, ecc. Voglio parlare della relazione di Franca Conforto.
Esistono infiniti triangoli che hanno la stessa base e la stessa altezza; hanno tutti la stessa area. Formano come una striscia: basta, per vederli, fissare una base e spostare il vertice opposto su una retta parallela alla base. Ecc.

Le osservazioni della Conforto mi hanno suggerito di realizzare materialmente una striscia di triangoli aventi uguale base ed uguale altezza. Ho fissato su una tavoletta di legno due chiodi, A e B ad una certa distanza, disponendoli in modo che il segmento AB risultasse parallelo al lato lungo della tavoletta; poi, parallelamente al segmento AB, ho teso, a una certa altezza, un fil di ferro leggermente sollevato dalla tavoletta. Un anellino abbracciava il fil di ferro, e, dentro lanello passava un filo elastico i cui estremi erano fissati ad A e B. Spostando lanello, il filo elastico realizza tanti triangoli di ugual base ed uguale altezza; e la cosa espressiva che, se si sposta lanello ad una estremit e poi si lascia andare, il triangolo tende a portarsi nella posizione di isoscele, in quella posizione, cio, in cui la tensione dellelastico minima. Si ha cos la prova meccanica del minimo perimetro del triangolo isoscele.
Anellino scorrevole Chiodo Filo elastico Fil di ferro parallelo alla base AB chiodo elastico (lati e perimetro variabili)

Base A Altezza costante Area costante

B costante

(Emma Castelnuovo)

Si pu anche usare per base unasticciola rigida fissandoci un elastico alle due estremit: basta poi afferrarlo al centro, tenderlo ad una certa altezza e spostare il vertice a destra e sinistra mantenendo costante laltezza.

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Equicomposizione ed equivalenza delle superfici

Come si dice nella rivista citata Linsegnamento della matematica ecc.., luglio 08: Occorre ricavare da esperienze dirette la formula per calcolare larea del rettangolo, capendo che lespressione base per altezza non indica il prodotto di 2 misure lineari, ma literazione del numero dei quadrati unitari appoggiati sulla base, per laltezza. Per le altre figure se ne pu dimostrare lequiestensione e lequivalenza o a un rettangolo di una data base e altezza, o alla sua met. Si possono ritagliare le figure su cartoncino di colori diversi. Ad es: triangoli rossi. Unendo 2 triangoli rettangoli uguali si pu costruire il rettangolo doppio avente per base un cateto e per altezza laltro. Con 2 triangoli scaleni uguali, se ne taglia uno lungo laltezza, ottenendo 2 triangoli rettangoli, che, ruotati e uniti allaltro triangolo scaleno intero, formano un rettangolo doppio avente la stessa base e la stessa altezza. Da cui la formula diretta e quelle inverse.

Tagliato lungo laltezza

rettangolo doppio con stessa base e altezza

Si pu tagliare un triangolo parallelamente alla base, a met dell altezza, ottenendo un trapezio sotto e un triangolo sopra; e poi tagliare questo lungo laltezza suddividendolo in 2 triangoli rettangoli, che, ruotati in basso formano col trapezio un rettangolo equicomposto ed equivalente al triangolo iniziale, con la stessa base e met altezza. Da cui la formula Area = base per met altezza. E quelle inverse.

Tagliato lungo i tratteggi

rettangolo equicomposto alto la met

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Ad es: trapezi azzurri Si possono costruire 2 trapezi isosceli uguali, azzurri. Stacchiamo da entrambi un triangolino rettangolo tagliandoli lungo le 2 linee tratteggiate (altezza), come da figura. Otteniamo 2 trapezi rettangoli uguali, che, uniti per il lato obliquo, formano un rettangolo doppio di ciascuno di essi, avente la stessa altezza e per base la somma delle 2 basi (o dei 2 lati paralleli) del trapezio rettangolo. Unendo, poi, ad un trapezio isoscele, da una parte il trapezio rettangolo, e dallaltra il triangolino rettangolo, si ottiene un rettangolo doppio del trapezio isoscele, con la stessa altezza e con la base uguale alla somma delle 2 basi (o dei 2 lati paralleli) del trapezio. Da cui le formule note.

Tagliati lungo le 2 altezze

rettangolo equicomposto con base = = somma basi trapezio e stessa altezza

Ad es: Rombi verdi Con 2 rombi verdi, se ne taglia uno lungo le diagonali, ottenendo 4 triangolini rettangoli uguali, che, uniti allaltro rombo intero formano un rettangolo doppio del rombo avente per base una diagonale del rombo e per altezza laltra diagonale. Oppure si possono formare 2 rettangoli equicomposti con una dimensione uguale a una diagonale del rombo e laltra dimensione uguale alla met dellaltra diagonale del rombo.

Tagliato lungo le diagonali

rettangolo doppio del rombo, oppure 2 rettangoli equicomposti.

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Costruzione e uso del sussidio Si pu facilmente costruire tale sussidio per tutti gli alunni, disegnando i pezzi necessari su una striscia-matrice di cartoncino bristol di un certo colore per i triangoli; su unaltra striscia di colore diverso per i trapezi e su unaltra striscia di un altro colore per i rombi, facendo poi tagliare con la taglierina in qualche centro copie i pezzi necessari, sovrapponendo la striscia-matrice a tante altre strisce uguali a seconda dei pezzi necessari. Poi si possono dare a ogni alunno i pezzi necessari, in una busta, per lavorarci nel modo suddetto. E importante che tutti gli alunni facciano essi stessi le varie trasformazioni, esercitandosi per consolidarle ed inventarne altre.

Costruire, operare, animare Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo. ( Faccio = agisco, anche e soprattutto cognitivamente: agis-co-gito )

Spesso per spiegare i concetti gi visti si usa il disegno, pensando che possa sostituire la manipolazione concreta: la quale molto pi efficace, come dicono Piaget, la Castelnuovo e tanti altri, e, se usata bene, costituisce un potente trampolino di lancio per la concettualizzazione, lastrazione, la comprensione e luso significativo dei simboli astratti. Le animazioni consentono di visualizzare facilmente le varie figure geometriche in tutte le posizioni possibili per evitare che i concetti geometrici vengano erroneamente condizionati da particolari posizioni delle figure stesse, come pu accadere con il disegno statico, rischiando il formarsi di alcune misconcezioni piuttosto ricorrenti. Anche il disegno, tuttavia, se usato bene, pu essere molto efficace. Molte animazioni con materiali concreti e/o lucidi, si possono proiettare con la lavagna luminosa, anche dagli alunni stessi, per favorirne la partecipazione e lattenzione. Molto efficaci sono poi le animazioni al computer, ma penso sia importante non trascurare i materiali poveri, come ad es. i cilindri di cartoncino nei rotoli di carta igienica. Facendoci scorrere dal basso in alto unelastichetta uguale alla circonferenza del cerchio base si genera la superficie laterale. Questa si pu evidenziare con un rettangolo equivalente alla stessa, incollato per alcuni millimetri lungo laltezza, che pu avvolgere il cilindro stesso. Se poi si fa scorrere dentro il cilindro un cerchio di cartoncino, base del cilindro, che ci entri esattamente, si genera il volume.

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Bravo Aurelio !

A1

A2

Immagino di tagliare il cerchio lungo il raggio superiore AO, dividendo il semicerchio superiore in 2 parti, e portando in basso le 2 parti stesse, una a sinistra e laltra a destra, allungando le 2 linee prodotte dal taglio, fino ad ottenere OA1 e OA2, distendendo la circonferenza fino a formare il segmento A1A2 uguale alla circonferenza stessa. Trasformo cos il cerchio nel triangolo A1OA2, equivalente al cerchio stesso e alla met del rettangolo A1A2BC, avente la base A1A2 uguale alla circonferenza e laltezza OH.uguale al raggio. Per calcolare larea del cerchio basta perci calcolare larea del triangolo A1OA2 e cio: raggio per 6,28 = circonferenza (base del triangolo); questa per il raggio (altezza del triangolo) = area del rettangolo A1A2BC; ed infine diviso 2. Il cerchio equivalente alla met del rettangolo A1A2BC, e quindi al rettangolo OHA2B. Questo, come si vede dal disegno, formato da 3 quadrati del raggio pi un rettangolino di 14 centesimi, stimabili anche senza misurarli. Si visualizza cos la formula per calcolare larea del cerchio: A = raggio per raggio per 3,14. Lo scrivente, giovane maestro di campagna, aveva guidato gli alunni in modo significativo a procedere cos per calcolare larea del cerchio, dopo averli fatti esercitare a scomporre e ricomporre concretamente le varie figure per dimostrarne lequiestensione e lequivalenza a un rettangolo o alla sua met, per calcolarne larea. In classe quinta, prima di iniziare lo studio dei volumi, dissi loro di provare a calcolare da soli, a casa, il volume di un parallelepipedo rettangolo, o anche di un cilindro, come preferivano, scegliendo un problema nel libro, senza preoccuparsi di sbagliare. Accennai poi che per calcolare il volume del parallelepipedo rettangolo o del cilindro si poteva immaginare uno strato di tanti metri cubi (o cm3 o dm3) quanti erano i metri quadrati (o cm2 o dm2) della base; e poi sopra un secondo strato, e un terzo, ecc., tanti strati tutti uguali quanti erano i metri (o i cm o i dm) dell altezza.

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Il giorno seguente costatai che parecchi erano riusciti discretamente, altri un po meno, come mi aspettavo. Ma ci che mi colp molto fu quello che mi disse Aurelio, un alunno molto intelligente, che abitava in campagna, perci i compiti li faceva da solo. Aurelio, tutto contento mi disse: -Maestro, io ho calcolato il volume di un cilindro, per in due modi diversi. -Fammi un po vedere?-, gli chiesi incuriosito. Guardai il quaderno e vidi che in effetti Aurelio aveva calcolato il volume di un cilindro in 2 modi. Uno era quello solito: area del cerchio-base per altezza. Laltro, invece, era quello originale: il risultato era esatto, ma il procedimento non mi era chiaro. Gli chiesi come aveva fatto, e lui mi rispose: -Ho fatto come facevamo con il cerchio. Poi spieg che aveva immaginato di appoggiare il cilindro sulla sua superfice laterale, e di tagliarlo lungo laltezza per met, fino allasse centrale; e poi di aprirlo e distenderlo sulla superficie laterale, ottenendo cos un prisma retto triangolare equivalente al cilindro, appoggiato sulla faccia corrispondente alla superficie laterale del cilindro. Il prisma triangolare cos ottenuto era la met del parallelepipedo rettangolo avente per base la superficie laterale del cilindro e per altezza il raggio del cerchio-base.

Quindi, per calcolarne il volume: -prima aveva calcolato larea della superficie laterale del cilindro; -poi laveva moltiplicata per il raggio del cerchio-base, ottenendo il volume del parallelepipedo doppio del prisma triangolare equivalente al cilindro; -ed infine laveva diviso per 2. La scoperta di Aurelio fu socializzata ed apprezzata da tutti. Poi ragionandoci insieme trovammo anche un terzo procedimento: -raggio del cerchio-base per altezza del cilindro, ottenendo larea della faccia laterale minore del parallelepipedo rettangolo doppio del prisma triangolare equivalente al cilindro; moltiplicata per la circonferenza del cerchio-base, ottenendo il volume del suddetto parallelepipedo; ed infine diviso 2. Verificai che le 3 soluzioni corrispondevano ad altrettante trasformazioni dell espressione algebrica, ottenute con lapplicazione delle regole di calcolo. Aurelio invece vi era giunto a partire da trasformazioni concrete, che conferivano pieno significato alle formule, trasferendo al cilindro una trasformazione simile a quella fatta per il cerchio, favorito senzaltro dallanalogia tra le 2 figure. Oltre a ci, egli era riuscito a trovare una soluzione originale, anche perch libero da formule preconfezionate, e perch molto intelligente.
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Ma anche perch aveva capito bene e consolidato i concetti e le procedure per il calcolo delle aree, grazie ai sussidi e alle attivit gi visti. Come dicono Hans Freudenthal e altri gi citati, infatti, una comprensione piena e consolidata dei concetti, procedure e ragionamenti, grazie anche ad esercizi significativi, sono fondamentali per lautonomia del pensiero. (Si veda a pag. 21-24)

Ma il transfer cognitivo non avviene in modo automatico

Parlando delluso dei materiali strutturati Silvia Sbaragli evidenzia come luso di sussidi e materiali strutturati come quelli gi visti, e quelli proposti da Dienes, Montessori e Castelnuovo, non basta ad attivare automaticamente il transfer cognitivo per risolvere problemi in altri ambiti. E perci importante sollecitare il pensiero con problemi autentici e significativi in ambiti specifici e diversi. La Sbaragli scrive: In questi ambienti gli allievi manipolano materiale strutturato in modo attivo e piacevole, in una situazione di forte interazione e dialogo tra allievi e fra questi e linsegnante. Molto spesso per questi ambienti artificiali (strumenti e materiale strutturato), risultavano fini a se stessi, e portavano esclusivamente ad un apprendimento epidermico. Nel senso che, come sostiene DAmore (1999), facendo uso di questi strumenti, raramente avviene che lallievo, posto di fronte ad un problema dello stesso tipo, ma in ambiente diverso, sia capace di trasferire il sapere da una situazione allaltra, in modo naturale, implicito, spontaneo, senza richieste cognitive specifiche per la nuova situazione di apprendimento. Ossia, il fenomeno del transfer cognitivo (su questo argomento si veda Ausubel, 1978) non avviene in modo automatico: da una conoscenza artificiale costruita su misura in un ambiente opportuno e specifico, alla conoscenza generalizzata, cio alla capacit di produrre abilit cognitive e procedurali in altre situazioni (si veda anche Gagn, 1989). Le capacit cognitive e procedurali restano spesso ancorate allambito nel quale si sono raggiunte: non si sa trasferire la conoscenza, se non in casi particolari. (S. Sbaragli, Riflessioni sulluso acritico dei regoli (), su Linsegnamento della matematica e delle scienze integrate, vol. 31A, n 5, settembre 08) (Si veda a pp. 39 e 68) Ci non toglie che la comprensione consolidata di importanti concetti grazie alluso di efficaci materiali strutturati possa favorire il transfer cognitivo, che per non automatico e richiede un lavoro specifico per affrontare problemi significativi e prove particolari in campi ed ambiti diversi, presentati ed espressi in forme e con linguaggi diversi, come ad es. anche le prove dellINVALSI, ovviamente in modo non meccanico, ma intelligente e significativo. (Si veda Un quiz traumatizzante, a pag. 117)

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CAPIRE I

PROBLEMI

Elena Valenti, nel libro La matematica nella nuova scuola elementare, evidenzia limportanza della comprensione. Ella scrive: Una volta capito il problema bisogna cercare una strategia risolutiva. Non sempre possibile fare una netta distinzione tra la fase della comprensione e la fase della risoluzione del problema perch la strategia di risoluzione risente del modo in cui sono state individuate, comprese e rappresentate le informazioni. Quando lalunno in grado di rappresenta-re gli aspetti cruciali del compito, raggiungere la soluzione questione praticamente solo esecutiva. Insomma la comprensione di un problema nel significato pi completo del termine, ha in s gi presente un primo, forse ancora intuitivo, abbozzo del procedimento di risoluzione. (Vedi pp. 21-23) Alla comprensione segue per la ricerca di una procedura razionale e sicura per mezzo della quale le informazioni contenute implicitamente nei dati e nelle relazioni che legano i dati stessi vengono rese esplicite. Questo principio vale anche per i problemi pi semplici ed intuitivi come il seguente: Giorgio ha 5 palline rosse e 6 palline gialle. Quante palline ha in tutto? Comprendere questo problema significa aver chiaro che da 2 mucchi ben distinti, quello delle palline rosse e quello delle palline gialle, si deve passare ad una situazione in cui la distinzione cessa di esistere e tutte le palline devono essere considerate come facenti parte dello stesso mucchio. Il bambino che ha capito ci ha gi fatto il primo passo verso la risoluzione. Gli rimane ancora da scoprire il percorso matematico che permette di passare dai dati alla conclusione. Per la situazione finale manca ancora una risposta di tipo quantitativo, mentre gi presente, se ci viene passato il termine, una soluzione qualitativa. Tant vero che se lalunno, manipolando gli oggetti o rappresentandoli con un disegno, in grado di rispondere con un Tutte queste, indicando il totale delle palline, possiarno dire che in un certo modo ha soddisfatto alla domanda del problema. Diremo di pi. In una prima fase, con un bambino piccolo, potremmo ritenerci soddisfatti di questo tipo di risposta. In fin dei conti per dare una risposta numerica sufficiente contare. Rimane ora da scoprire il percorso che permette di passare dai dati alla conclusione. (Elena Valenti)

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Top down e bottom up Il Polya individua due modi tipici di progettazione della soluzione di un problema: uno regressivo, o TOP DOWN (= dallalto in gi), e uno progressivo, o BOTTOM UP ( = dal basso in su). Un esempio: Luca per il suo compleanno riceve 10.000 lire dal nonno, 15.000 lire dalla zia e 5.000 lire da una cugina. Va in un negozio con tutti i soldi e compera due automobiline che costano 14.000 lire ciascuna. Quanti soldi gli restano? Di fronte a questo enunciato ce lo scolaro che procede in modo regressivo, quasi andando a ritroso. Parte cio dalIincognita (il resto) chiedendosi come possa trovarla, da quali dati pu ricavarla. E cos trova una nuova incognita (il costo delle due automobiline), a proposito della quale si pone nuovamente le domande: Come posso ottenere questo tipo di risposta? Da quali dati posso ricavare questo risultato che non conosco? Schematicamente il ragionamento pu essere cos rappresentato.
RESTO TOP (alto)

SOLDI

meno

SPESA

10.000 + 15.000 + 5.000

14.000 x 2

DOWN (gi)

Ce per anche lalunno che procede in modo del tutto diverso. Parte dai dati e su questi si pone delle domande, quali: Che cosa ho? Come posso usare questi dati? Che cosa posso ricavare da questi dati? Si tratta quindi di un procedimento progressivo, un procedimento in avanti, o BOTTOM UP (= dal basso in su), che pu essere cos schematizzato:
RESTO SOLDI meno SPESA UP (su)

10.000 + 15.000 + 5.000

14.000 x 2

BOTTOM (basso)

Sia il sistema di progettazione regressivo-top down che quello progressivobottom up presentano vantaggi e limiti.
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1 -Nel primo caso, quello della progettazione regressiva top down, Ialunno occupa la maggior parte del tempo ad eseguire i problemi pi chiaramente delineati, ma si ferma quando giunge ad un problema ausiliario che non sa risolvere. 2 -Nel secondo caso, quello della progettazione progressiva bottom up, pu ottenere un sempre maggior numero di informazioni, ma queste informazioni possono non essere sempre utili ai fini della soluzione. I dati possono essere anzi tanto numerosi da render imbarazzante la definizione delle loro relazioni. In questo modo di procedere insomma Ialunno pu trascorrere la maggior parte del tempo a costruire nuovi problemi che non sono di alcun aiuto, oppure a decidere quali problemi affrontare. 3 -C per una terza possibilit che presumibilmente quella pi seguita. Si tratta dellopportunit, specie nel caso di problemi complessi, di elaborare un progetto senza lavorare per tutto il tempo nella stessa direzione. Insomma lalunno parte alternativamente dai dati verso lincognita e dallincognita verso i dati e stabilisce qualche collegamento promettente nel centro fra i dati che non ha ancora collegato ne con il vertice, ne con la base. La scuola, di solito, fa utilizzare il procedimento regressivo, che, se nel complesso da preferirsi, non per affatto lunica strategia di risoluzione possibile. Bisogna anche tener conto che labilit di risolvere problemi viene raggiunta non secondo una gradualit lineare, ma attraverso un processo complesso e apparentemente disorganico, per cui, talvolta, lo scolaro si scontra con difficolt che sembravano gi superate, e in altri momenti adopera strategie di risoluzione diverse da quelle precedentemente utilizzate. Si tratta insomma di una conquista personale, una costruzione che ha bisogno di tempi e modi diversificati, che condizionata, non solo dallo sviluppo intellettuale, ma anche dalle esperienze di ciascun alunno e dalla metodologia dellinsegnante. (Elena Valenti) Il procedimento logico top down si utilizza in qualsiasi progetto intenzionale, come ad es. quando si vuole costruire una casa. Si progetta iniziando dallo scopo o risultato che si vuol ottenere, che al primo posto, al top, nellintenzione (primum in intentione); poi si stabiliscono a ritroso i passi intermedi necessari, fino a quello iniziale. Da questo poi si inizia ad agire nella fase esecutiva, nella quale lo scopo prefisso verr raggiunto alla fine, sar il risultato ultimo nellesecuzione pratica (ultimum in esecutione), come dicevano gli antichi. Quando invece gli obiettivi sono incerti, si agisce secondo il bottom up, che si potrebbe tradurre col detto: da cosa nasce cosa, in progress, per tentativi ed errori, in modo pi spontaneo ed estemporaneo, aperto allimprevisto.

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Numeri e parole Come osserva E. Valenti, i dati numerici, nel problema seguente, sono superflui, ma attirano molto lattenzione, rischiando di confondere. In un cassetto ci sono 10 calze blu, 10 calze rosse e 20 calze nere. Qual il numero minimo di calze che basta prendere per essere sicuri di averne prese 2 dello stesso colore? Questo stesso esempio pu essere utilizzato per spiegare come i dati numerici attirino lattenzione pi delle parole che finiscono per essere trascurate mentre invece sono essenziali per la soluzione del problema. Sappiamo del resto che la presenza di dati numerici in un problema determina spesso, (), la convinzione che, se ci sono, allora bisogna adoperarli in qualche modo . Per abituare gli alunni a riflettere, si potrebbero assegnare anche problemi con dati superflui espressi in cifre e dati necessari espressi in parole.

Il contratto didattico implicito (Brousseau) Lesempio fatto dalla Valenti nel punto precedente riguarda anche le convinzioni degli alunni su ci che essi si attendono dallinsegnante e che questi si attende da essi, e che rientrano nel cosiddetto contratto didattico implicito, (Brousseau), condizionando i comportamenti e le risposte degli alunni con un insieme di clausole, di regole implicite, tacitamente vigenti e rispettate da tutti nellattivit scolastica. Una volta Bruno Damore, in visita a una classe, fu invitato a fare una domanda agli alunni da una brava maestra, certa che essi avrebbero risposto bene. Non era nelle intenzioni del professore interrogare, ma poich la maestra ci teneva tanto e insisteva, alla fine egli accett e chiese: -Un pastore ha 12 pecore e 6 capre. Quanti anni ha il pastore? Quasi tutti risposero 18 anni lasciando di stucco la povera maestra. Ci fu anche unalunna che rispose 72 anni, moltiplicando i 2 numeri, perch i pastori che lei aveva conosciuto erano tutti vecchi, e perci aveva escluso laddizione che li ringiovaniva troppo!

I campi concettuali Come gi detto a pag. 15, Consolidare conoscenze e competenze, Michele Pellerey sottolinea limportanza delle conoscenze significative e specifiche capite e consolidate per risolvere problemi.

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Anche Vergnaud evidenzia limportanza di campi concettuali ben compresi, come un insieme di situazioni per dominare le quali si richiede una grande variet di concetti, procedure e rappresentazioni simboliche saldamente collegate tra loro. (Vergnaud) Come osserva B. Damore, il campo concettuale delle strutture additive, ad es., comprende problemi come i seguenti, che si risolvono con la stessa addizione 7 + 5, ma che sono concettualmente molto diversi. Trova lo stato finale : viene risolto facilmente gi in prima elementare. Giorgio ha 5 palline; gioca con gli amici e vince 7 palline. Quante palline ha ora in tutto? Trova lo stato iniziale: viene risolto 1-2 anni pi tardi. Giorgio ha perso 7 palline e gliene sono rimaste ancora 5. Quante palline aveva prima di giocare? Trova il primo operatore: sbagliato da molti in prima media. Giorgio ha fatto 2 partite a palline. Nella seconda partita ha perso 7 palline. Al termine delle 2 partite ha vinto in tutto 5 palline. Che cosa successo nella prima partita?

Problemi-racconto: la ricerca-azione di Sergio Vallortigara. I problemi sono molto pi interessanti e significativi in forma di racconti, vicini agli interessi, alle emozioni e allesperienza degli alunni, in particolare per i bambini pi piccoli. Essi non amano i linguaggi formalizzati, e si interessano molto di pi e comprendono molto meglio se, invece di un arido problema si trovano a risolvere domande legate ad un raccontino o ad una storia. E questo uno dei punti fondamentali del metodo ideato dal maestro Sergio Vallortigara, di Malo, Vicenza, e sperimentato con molti colleghi. Fin dalla classe prima un alunno viene invitato a raccontare una storiella-problema ai compagni: chi indovina la soluzione ne va a raccontare unaltra. In tal modo tutti gli alunni partecipano con grande interesse e con una grande quantit e variet di racconti-problema legati alle loro esperienze, che rendono molto significativo e coinvolgente tutto il lavoro matematico. Anche Bruno DAmore sottolinea limportanza di proporre i problemi sotto forma di racconto. Ecco un esempio. Tre operai impiegano 6 ore a fare un certo lavoro. Quanto tempo impiegheranno 2 operai a fare lo stesso lavoro?

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Se ci costruiamo un raccontino, come quello che segue, molto pi significativo e aiuta a ragionare per trovare la soluzione. Mario, Giorgio e Giovanni sono 3 boscaioli che lavorano insieme tutti i giorni, e in 6 ore riescono a tagliare 20 quintali di legna ogni giorno. Ma un giorno Giovanni non pu andare a lavorare e perci vanno solo Mario e Giorgio che, in due, devono tagliare ugualmente 20 quintali di legna, come gli altri giorni. Secondo te, impiegheranno pi o meno tempo? Perch? Quanto tempo impiegheranno in due?

Capire e risolvere problemi insieme, oralmente Nelle Indicazioni, tra i traguardi per lo sviluppo delle competenze, c la verbalizzazione, orale nella scuola primaria ed anche scritta nella secondaria, del procedimento risolutivo per mantenere il controllo dello stesso e motivarlo, abituandosi a ragionare con coerenza. A tale scopo pu essere molto efficace unattivit orale per capire i problemi e i procedimenti risolutivi, facendo lavorare gli alunni in collaborazione, in coppie o in piccoli gruppi, di alunni dello stesso livello o di livello diverso. Lavorando insieme, ciascuno pu aiutare e/o essere aiutato, apprendendo in modo piacevole, significativo e cooperativo. Per evitare di annoiare gli alunni pi capaci e di scoraggiare quelli pi lenti, e consentire a tutti di lavorare proficuamente, si possono proporre anche problemi di difficolt diversa, adeguati alle capacit degli alunni. A tale scopo trovai molto utile uno schedario con problemi di vario tipo, classificati per tipologia e difficolt, e altrettante schede separate con le soluzioni, per poterle verificare da soli ed eventualmente auto-correggersi. Non so se ne esistano ancora, ma anche possibile, in parte, costruirselo. Il lavoro suddetto pu diventare dispersivo, ma se ben organizzato e valorizzato dallinsegnante, abitua gli alunni a riflettere discutendo e confrontando le loro idee, magari anche aiutati dallinsegnante stesso, concentrandosi sullobiettivo pi importante, quello di capire il problema e il procedimento risolutivo, oralmente, magari aiutandosi con eventuali appunti informali e/o disegni, molto liberamente, svolgendo cos molto lavoro importante in tempi relativamente brevi. I rompicapo e i problemi che seguono si prestano molto bene per lavorare nel modo suddetto, che pu diventare pi significativo e coinvolgente se il problema viene drammatizzato, anche con un lavoro prolungato e cooperativo, analogo a quello fatto dai bambini di scuola dellinfanzia. (Si veda a pp. 25-26)

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ROMPICAPO

Problemi e quesiti curiosi e originali, che richiedono, oltre alla logica, capacit di intuizione e pensiero divergente che sappia uscire dagli schemi abitudinari.

MARIA E IL LADRO E' estate e fa molto caldo: Maria dorme in una camera a piano terra con la finestra spalancata. Entra un ladro e si mette a rubare i gioielli da un cofanetto sopra il com. Ma dun tratto lo urta facendolo cadere a terra con un gran botto. Maria si sveglia e guarda il ladro; il ladro guarda Maria. Maria si rimette a dormire. Il ladro continua a rubare tranquillamente, e poi se ne esce dalla finestra. Come si spiega?
Soluzione - Leggendo il testo viene spontaneo pensare che Maria una persona adulta normale. Invece una bambina di pochi mesi, oppure ha un handicap mentale, per cui non capisce.

LUOMO IN ASCENSORE Un uomo abita al 30 piano di un grattacielo. Quando esce prende lascensore fino al piano terra. Quando rientra, lascensore lo prende, ma solo fino al 27 piano. Poi gli ultimi 3 piani li sale a piedi. Perch?
Soluzione - Leggendo il testo viene spontaneo pensare che luomo di cui si parla sia un uomo normale. Invece un nano!

PASSERI Quanti passeri ci vogliono perch possano volare in questa formazione: 2 passeri davanti a 1 passero; 1 passero fra 2 passeri e 2 passeri dietro a 1 passero?
Soluzione - Ce ne vogliono 3 disposti come segue: PAS. PAS. PAS.

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I 3 INTERRUTTORI In una stanza con la porta chiusa ci sono 3 lampade spente, sopra un tavolo, per fare lesperimento. Fuori della stanza ci sono 3 interruttori, e ciascuno di essi accende una lampada diversa. Devi scoprire quale lampada viene accesa da ciascun interruttore. Puoi usare gli interruttori come vuoi ed entrare nella stanza, ma una sola volta.
Soluzione - Premo un interruttore. Dopo 5 minuti ne premo un altro ed entro nella stanza. Tocco le 2 lampade accese: quella + calda stata accesa dal primo interrutore premuto e laltra dal secondo; quella spenta laccende ovviamente il terzo interruttore.

I 2 RECIPIENTI Ho 2 recipienti, uno da 5 litri e laltro da 3 litri. Come faccio per prendere 4 litri dacqua da una fontana?
Soluzione - Riempio 2 volte il recipiente da 3 litri e verso lacqua in quello da 5 litri riempiendolo. Nel recipiente da 3 litri resta 1 litro dacqua. Vuoto il recipiente da 5 litri e ci verso il litro rimasto in quello da 3 litri. Poi riempio il recipiente da 3 litri e li verso in quello da 5, ottenendo 4 litri.

UNA STRANA FOGLIA In mezzo a un lago c una grossa foglia. Un bel giorno la foglia aumenta di grandezza fino a diventare doppia, e continua a raddoppiarsi anche in ciascuno dei giorni successivi: ogni giorno che passa raddoppia la sua superficie, fino a ricoprire tutto il lago in 30 giorni. In quale giorno la foglia mutante avr ricoperto la met del lago?
Soluzione - Se lultimo giorno la foglia, raddoppiando, copre tutto il lago, il giorno precedente, cio il penultimo, essa era la met e perci copriva la met del lago. Perci la foglia coprir la meta del lago il penultimo giorno, cio, nel problema specifico, il 29 giorno.

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INSERIRE Dentro un quadrato di lato 5 e area 25 (figura 1), quante figure a squadra di area 5 (figura 2) si possono disporre, ovviamente senza sovrapporle?

Figura 1

Figura 2

Figura 3

Soluzione - Se ne possono inserire 4 in posizione simmetrica (figura 3). Il problema si pu risolvere sia disegnando, sia manipolando concretamente, avendo a disposizione 5 pezzi di carta a squadra, con larea di 5 quadretti (figura 2), da collocare senza sovrapporli allinterno di un quadrato con larea di 25 quadretti. La soluzione abbastanza difficile, specialmente con il disegno.

UGUAGLIO O RADDOPPIO Mario e Ugo sono 2 pastori che hanno 2 greggi di pecore. Mario dice a Ugo: -Dammi una delle tue pecore, cos io ne avr il doppio delle tue. Ugo dice a Mario: -Dammene una tu, cos ne avremo lo stesso numero. Quante pecore ha Mario? E Ugo?

Soluzione - Mario ne ha 7 e Ugo 5. Si risolve con un sitema di equazioni, ponendo z = pecore di Mario e y = pecore di Ugo z + 1 = 2 ( y 1) z-1 = y+1

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LA REGOLA - PAROLA DORDINE Una spia deve penetrare in una caserma del nemico e per poterlo fare deve scoprire la parola dordine, cio la regola per poter rispondere in modo esatto alla parola detta dalla sentinella che sta di guardia allentrata. Si avvicina alla sentinella per sentire cosa rispondono i soldati per poter entrare. Arriva un soldato: la guardia gli dice dodici; il soldato gli risponde sei, e viene fatto entrare. Arriva un altro: la guardia gli dice dieci; lui risponde cinque, ed entra. Terzo soldato: la guardia gli dice otto e lui risponde quattro, ed entra. Un altro ancora: la guardia gli dice sei; lui risponde tre, e passa. La spia, a questo punto, crede di aver capito e si fa avanti. La guardia gli dice quattro e lui risponde due, ma la guardia gli spara perch ha sbagliato la risposta. Qual era la risposta giusta e la regola su cui si fonda?
Soluzione - Alla parola quattro il soldato doveva rispondere sette, cio il numero delle lettere che formano la parola quattro. Anche gli altri soldati, infatti, avevano fatto lo stesso: infatti la parola dodici formata da 6 lettere; dieci da 5 lettere; otto da 4 lettere e sei da 3 lettere.

IL PESO DEL MATTONE Un mattone pesa 1 kg pi mezzo mattone: quanto pesa tutto il mattone?
Soluzione - Il testo del problema formulato in modo da trarre in inganno, cortocircuitando il ragionamento con un uso fuorviante delle parole, che pu spiazzare inducendo a pensare in modo errato e a rispondere: 1 e mezzo. Il testo unequazione verbale come appare dal seguente disegno.

Un mattone intero

1 2

1 2

PESA

1 kg +

1 2

mattone

Si vede chiaramente che al posto di mezzo mattone c 1 kg. Perci 1 mezzo mattone = 1 kg 2 mezzi del mattone, cio 1 mattone intero = 2 kg

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ANELLI DI BORROMEO (Stemma: su internet) Incastrare 3 anelli in modo tale che: -se sono tutti e 3 chiusi non si possono sganciare; -ma rompendone uno qualunque, gli altri due sono sciolti.

Soluzione - Si preparano 3 striscioline di carta di 3 colori diversi. Se ne prendono 2 e si formano 2 anelli chiusi, ad es. un anello rosso e un anello blu, e si mette il blu dentro il rosso (fig. 1)

rosso

rosso dentro

verde

blu dentro rosso (Fig. 1)

verde fuori del rosso ma dentro il blu (Fig. 2)

Poi si prende una terza strisciolina verde aperta: si fa passare dentro lanello blu e fuori dellanello rosso, (fig. 2: lanello blu non disegnato, immaginarlo), e poi si cuce, formando cos un terzo anello verde. In tal modo lanello blu sta dentro lanello rosso che sta dentro lanello verde che sta dentro lanello blu. Si possono anche usare 3 elastichette, 2 intere, (rosso e blu), e la terza tagliata (verde). Oppure si mette lanello rosso sopra lanello blu, gi chiusi. Poi si prende un capo della strisciolina verde e lo si infila, a partire da sinistra, prima sotto lanello blu, poi sopra lanello rosso, poi ancora sotto lanello blu, e infine sopra lanello rosso (o viceversa, partendo da destra): quindi si cuce con laltro capo chiudendo anche lanello verde che viene cos a trovarsi sotto lanello blu e sopra lanello rosso. Si mette il blu gi chiuso sotto il rosso si mette il rosso gi chiuso sopra al blu

Il verde, aperto, passa

sotto il blu e sopra il rosso, poi si chiude

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LANELLO DI MOBIUS
(Studiato dal matematico tedesco Mbius) (pronuncia Moebius)

Preparo una striscia di carta larga 4 cm e lunga 50-60 cm circa, e ci traccio una linea nel mezzo, per tutta la sua lunghezza.

Poi incollo le due estremit, dando prima una torsione di mezzo giro (180 gradi) ad una estremit: si former cos un anello come quello illustrato sotto. Tale anello non ha il diritto e il rovescio, e cio 2 facce distinte, ma una sola faccia. Se comincio a colorarlo, magari col verde, per poi colorare laltra faccia col rosso, non ci riesco. Se taglio lanello lungo la linea tratteggiata, a met della sua larghezza, non otterr 2 anelli separati, ma un solo anello, lungo il doppio e con 2 torsioni! Unimportante applicazione sono le cinghie usate in meccanica che cos si consumano in modo uniforme, come le cinghie nelle macchine per la trebbiatura.

Suddivido ora la striscia in 3 terzi, con 2 linee tratteggiate, e formo un altro anello di Mbius. Poi lo taglio lungo tale linea tratteggiata: otterr 2 anelli, uno doppio dellaltro, ma concatenati luno nellaltro! Il pi piccolo uguale alloriginario, ma largo 1 terzo; laltro, largo ugualmente 1 terzo, lungo il doppio di quello originario e presenta una doppia torsione. E se taglio lanello di Mbius in 4/4 o in 5/5? Una cosa certa: non si potr mai separare da esso un altro anello.

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I DUE SASSOLINI

Molti anni fa, ai tempi in cui un debitore insolvente poteva essere gettato in prigione, un mercante si trov ad avere un grosso debito con un usuraio. Lusuraio, vecchio e brutto, si invagh della bella e giovanissima figlia del mercante, e propose un affare. Disse che gli avrebbe condonato il debito se avesse avuto in cambio la ragazza. Il mercante e sua figlia rimasero inorriditi della proposta. Lastuto usuraio propose allora di lasciar decidere alla Provvidenza. Disse che avrebbe messo in una borsa vuota 2 sassolini, uno bianco e uno nero: la fanciulla avrebbe dovuto estrarne uno. Se avesse estratto il sassolino nero, sarebbe diventata sua moglie e il debito sarebbe stato condonato. Se invece avesse estratto quello bianco, sarebbe rimasta con suo padre ed anche in tal caso il debito sarebbe stato rimesso. Ma se si fosse rifiutata di procedere allestrazione, suo padre sarebbe stato messo in prigione e lei sarebbe morta di stenti. Il mercante e sua figlia, non avendo altra scelta, accettarono. In quel momento si trovavano in un vialetto di ghiaia del giardino del mercante e lusuraio si chin per raccogliere i 2 sassolini. Mentre li sceglieva, gli occhi della fanciulla, resi ancora pi acuti dal terrore, notarono che egli prendeva e metteva nella borsa 2 sassolini entrambi neri. Poi lusuraio invit la fanciulla ad estrarre il sassolino che doveva decidere la sua sorte e quella di suo padre. Immaginate ora di trovarvi nel vialetto del giardino: che cosa fareste nei panni della sfortunata fanciulla? E, se doveste consigliarla, che cosa le suggerireste? Quale tipo di ragionamento seguireste? Se riteneste che un rigoroso esame logico possa risolvere il problema, ricorrereste al pensiero verticale ( cio logico). Chi si servisse del pensiero verticale non potrebbe per essere di grande aiuto alla ragazza. Il suo modo di analizzare la situazione metterebbe in luce 3 possibilit. La ragazza infatti potrebbe: -rifiutarsi di estrarre il sassolino; -mostrare che la borsa contiene 2 sassolini neri e smascherare lusuraio; -estrarre uno dei sassolini neri e sacrificarsi per salvare suo padre. Ma nessuna di queste alternative sarebbe utile ecc Laneddoto vuol mostrarci la differenza tra il pensiero verticale e quello laterale. I verticalisti affrontano la situazione dal punto di vista pi razionale e quindi procedono alla sua risoluzione con circospetta logicit. I lateralisti preferiscono esminare tutti i possibili punti di partenza invece di accettare il pi invitante ecc (Edward De Bono, Il pensiero laterale BUR)

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I verticalisti affrontano la situazione in modo razionale, con rigorosa logicit, quindi in modo convergente e prevedibile. I lateralisti preferiscono invece uscire dagli schemi, in modo originale e creativo, quindi divergente e imprevedibile, sorprendendo e spiazzando tutti. Ricorrendo al pensiero laterale, con fantasia, la ragazza ha una brillante idea per poter dire che ha estratto il sassolino bianco. Come fa?
SOLUZIONE La ragazza introdusse la mano nella borsa ed estrasse un sassolino, ma senza neppure guardarlo se lo lasci sfuggire di mano facendolo cadere tra gli altri sassolini del vialetto, fra i quali si confuse. -Oh che sbadata!-, esclam. -Ma non vi preoccupate: se guardate nella borsa potrete immediatamente dedurre, dal colore del sassolino rimasto, il colore dellaltro che ho estratto. Naturalmente, poich quello rimasto era nero, si dovette presumere che ella avesse estratto il sassolino bianco, dato che lusuraio non os ammettere la propria disonest. In tal modo, servendosi del pensiero laterale, la ragazza riusc a risolvere molto vantaggiosamente per s una situazione che sembrava senza scampo. La ragazza, in realt, si salv in modo molto pi brillante e sicuro di quanto non le sarebbe riuscito di fare se lusuraio fosse stato onesto e avesse messo nella borsa un sassolino bianco ed uno nero, perch in tal caso avrebbe avuto solo il cinquanta per cento delle probabilit in suo favore. Il trucco che escogit le offr invece la sicurezza di rimanere col padre ed ottenergli la remissione del debito. (E. De Bono, Il pensiero laterale BUR)

GATTI E TOPI 1 gatto e mezzo mangia 1 topo e mezzo in 1 minuto e mezzo. Quanti topi mangeranno 2 gatti in 6 minuti?
Soluzione - Se 1 gatto e mezzo mangia 1 topo e mezzo in 1 minuto e mezzo, nello stesso tempo di 1 minuto e mezzo, 1 gatto mangia 1 topo, e 2 gatti mangiano 2 topi. In 6 minuti, cio in un tempo quadruplo, 2 gatti mangeranno 2 x 4 = 8 topi, sempre che..non gli passi lappetito!

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LA PALLINA DAL PESO DIVERSO 4 palline sono identiche, ma una di esse ha un peso diverso dalle altre tre. Individuare la pallina con peso diverso, potendo effettuare solo due pesate con una bilancia a 2 piatti.
Soluzione 1 Prima pesata - Prendo 2 palline e le metto sui due piatti della bilancia: se i due piatti vanno allo stesso livello, la pallina con peso diverso una delle altre 2. Seconda pesata - Tolgo una pallina da un piatto e ci metto una terza pallina: se questa la pallina con peso diverso i 2 piatti si spostano di livello, se invece i due piatti restano allo stesso livello, la pallina con peso diverso laltra che non ho messo affatto sulla bilancia. Soluzione 2 Prima pesata - Prendo 2 palline e le metto sui due piatti della bilancia :se i due piatti vanno ad un livello diverso, una delle 2 palline che ho messo sui 2 piatti quella con peso diverso. Seconda pesata - Tolgo una pallina da un piatto e ci metto una terza pallina: se i piatti restano ad un diverso livello la pallina con peso diverso quella che non ho tolto ; se invece i due piatti si mettono allo stesso livello, la pallina con peso diverso quella che ho tolto.

I 2 AEREI Un aereo parte da Roma diretto a Milano, che dista 450 Km, alla velocit di 900 Km/h. Dopo 15 minuti un altro aereo parte da Milano diretto a Roma, alla velocit di 600 Km/h. Nel momento in cui si incontrano, quale dei 2 aeroplani sar pi distante da Roma?
Soluzione - Il punto dincontro alla stessa distanza da Roma.

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LE PALLINE BIANCHE E NERE Ci sono 3 scatole chiuse che contengono, una 2 palline bianche; una 2 palline nere e unaltra 1 pallina bianca e 1 nera. Sul coperchio delle scatole c scritto il colore delle 2 palline, che per sbagliato: ciascuna scatola perci non contiene la combinazione di colori scritta, ma una delle altre due possibili. Qual il numero minimo di palline che necessario estrarre per indovinare il vero colore delle 2 palline contenute in ciascuna delle 3 scatole?

SOLUZIONE Disegno le 3 scatole con la scritta della falsa combinazione del colore delle 2 palline che esse contengono. Perci le 3 scatole non contengono la combinazione scritta su di esse, ma una delle altre 2 combinazioni possibili, che scrivo sotto ciascuna scatola.

Combinazini false scritte sulle scatole Perci le palline potrebbero essere: oppure:

BB

NN

BN

BN NN

BN BB

BB NN

La terza scatola, poich la scritta BN su di essa falsa, deve contenere 2 palline dello stesso colore. Estraggo una pallina dalla terza scatola: se ho estratto una pallina BIANCA, anche laltra deve essere BIANCA: perci, in tale ipotesi, nella terza scatola ci sar la combinazione BB. Ne consegue che la combinazione BB non pu stare nella seconda scatola, in cui ci deve essere la combinazione BN. Questa a sua volta non pu stare nella prima scatola, in cui perci ci deve essere NN. Quindi, basta estrarre una sola pallina dalla scatola con la scritta falsa BN che deve contenere 2 palline dello stesso colore, e cio o BB o NN: basta estrarre una pallina dalla suddetta scatola per conoscere anche il colore dellaltra pallina che deve essere dello stesso colore. E poi possibile dedurre logicamente, per esclusione, il colore delle 2 palline contenute in ciascuna delle altre 2 scatole.

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CAVALIERI E FURFANTI

Un paese abitato da cavalieri che dicono sempre la verit e furfanti che dicono sempre il falso. Tra di essi chi che pu dire: -Io sono un cavaliere? Solo i cavalieri; solo i furfanti; sia i cavalieri che i furfanti, cio tutti; oppure n gli uni n gli altri, cio nessuno? E chi che pu dire: -Io sono un furfante? Per entrare in quel paese ci sono 2 porte uguali, ma una quella giusta e porta in citt, laltra quella sbagliata e conduce alla morte. Le 2 porte sono sorvegliate da 2 sentinelle, un cavaliere e un furfante, ma non si sa chi dei 2 sorveglia la porta giusta e chi la porta sbagliata. Un forestiero deve entrare in citt, e, per capire qual la porta giusta pu fare una sola domanda a una qualsiasi delle 2 sentinelle. Qual lunica domanda possibile che, dalla risposta ottenuta, pu consentirgli di capire qual la porta giusta?

Soluzione prima domanda. Io sono un cavaliere lo possono dire sia i cavalieri, dicendo la verit, sia i furfanti mentendo: perci lo possono dire tutti. Invece Io sono un furfante non lo possono dire n i cavalieri, perch mentirebbero, n i furfanti, perch direbbero il vero; perci non lo pu dire nessuno. Soluzione seconda domanda. Il forestiero deve coinvolgere tutte e 2 le sentinelle, per ottenere una risposta falsa che indichi la porta sbagliata. Per farlo deve chiedere a una delle 2 sentinelle: Se io chiedessi allaltra sentinella tua collega qual la porta giusta per entrare, lei che cosa mi risponderebbe? La sentinella interrogata, a tale domanda, gli dar una risposta che indicher sicuramente il falso, cio la porta sbagliata, perci il forestiero dovr prendere laltra. Infatti, se la sentinella che egli interroga un cavaliere sincero, essa gli dir sinceramente il falso che risponderebbe il suo collega furfante-bugiardo. La sentinella-cavaliere sincera, cio, gli risponderebbe dicendo VERAMENTE il FALSO (V. F = F), indicando la porta sbagliata. Se invece la sentinella che egli interroga un furfante bugiardo, essa gli risponder mentendo e falsificando la verit che direbbe il suo collega cavaliere-sincero. La sentinella-furfante bugiarda, cio, gli risponderebbe FALSANDO il VERO (F. V = F), indicando perci ugualmente la porta sbagliata.

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PROBLEMA DI KOHLER (Gestalt, psicologia della forma) Un cerchio diviso in 4 quadranti uguali. Il diametro misura 10 cm. Quanto misura la diagonale di un rettangolo iscritto in un quadrante?

Soluzione - La soluzione intuitiva per insight: basta subitizzare che la diagonale tratteggiata dei 2 rettangoli inscritti in un quadrante del cerchio uguale allaltra diagonale che coincide con il raggio.

META DELLE UOVA PIU MEZZO UOVO Un contadino va a vendere un paniere di uova. Si presentano 3 acquirenti. Il primo gli dice: -Voglio met di tutte le uova pi mezzo uovo. Il contadino lo accontenta senza rompere nessun uovo. Il secondo gli dice: - Voglio met delle uova rimaste pi mezzo uovo. Il contadino accontenta anche lui senza rompere nessun uovo. Il terzo gli dice: -Voglio met delle uova rimaste pi mezzo uovo. E il contadino lo accontenta senza rompere nessun uovo e svuotando il paniere. Quante uova aveva ed ha venduto in tutto il contadino e quante ne ha vendute a ciascuno dei 3 acquirenti?
Soluzione - La met delle uova, e poi la met della met, ed infine la met della met della met, chieste dai 3 clienti devono essere tutte quantit tali che aggiungendovi mezzo uovo diano un numero intero di uova. E questo possibile con la met di numeri dispari. Perci il primo cliente vede 7 uova nel paniere, e ne chiede la met, cio 3 uova e mezza, pi mezzo uovo, che fanno 4 uova, e restano 3 uova nel paniere. Il secondo cliente ne chiede la met di 3, cio 1 uovo e mezzo, pi mezzo uovo, cio 2 uova intere, e nel paniere resta 1 solo uovo. Il terzo cliente chiede la met del solo uovo rimasto, cio mezzo uovo, pi mezzo uovo, cio un uovo intero, ed il paniere resta vuoto.

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PUNTARE PREGO ! (Paradosso di Monty Hall, in M. P. Palmarini in Lillusione di sapere) Ci sono 3 scatole chiuse, A, B, C: due sono vuote ed una contiene 1 milione. Un giocatore pu cercare di vincere il milione puntando su una delle 3 scatole. Punta sulla scatola A. Se la scatola A puntata contiene il milione, le altre due B e C, non puntate, saranno tutte e 2 vuote; se invece la scatola A puntata vuota le altre 2 scatole, B e C, saranno una piena ed una vuota. A questo punto, delle 2 scatole non puntate, B e C, ne tolgo dal gioco una vuota, supponiamo la B, facendo anche vedere al giocatore che vuota. Restano cos in gioco 2 sole scatole, la A, gi puntata, e la C, delle quali una piena e laltra vuota. A questo punto dico al giocatore che, se vuole, pu cambiare la puntata dalla scatola A alla scatola C. Ha pi probabilit di vincere se non cambia e quindi mantiene la puntata iniziale sulla scatola A, o se invece cambia la puntata dalla scatola A alla scatola C? Oppure, sia cambiando la puntata sia non cambiandola le probabilit di vincere sono le stesse, e cio 50 su 100?

SOLUZIONE Anche molte persone di notevole cultura e intelligenza hanno erroneamente sostenuto che scegliendo la seconda volta tra 2 sole scatole, una piena e una vuota, le probabilit di vincere, erano le stesse, e cio il 50% , sia mantenendo la puntata iniziale che cambiandola. Tale risposta evidenzia come si pu essere facilmente tratti in inganno dallapparenza intuitiva, in contrasto con la razionalit. E lerrore sta nel ragionare come se la seconda scelta tra le 2 scatole rimaste in gioco avvenisse in modo indipendente dalla prima scelta, fatta con 3 scatole. La prima scelta invece determinante per le probabilit di vincere anche nella seconda scelta, che sono di pi se si cambia la puntata.

DIMOSTRAZIONI 1 - Nella puntata iniziale il giocatore aveva 1 probabilit su 3 di aver indovinato, e 2 su 3 di aver sbagliato: se aveva indovinato (1 su 3) non gli conviene cambiare, se aveva sbagliato (2 su 3) gli conviene cambiare: perci gli conviene cambiare. E come se, cambiando la puntata, prendesse tutte e 2 le scatole non puntate allinizio, la B (vuota tolta dal gioco) e la C, invece della sola A puntata allinizio.
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2 - Si capisce meglio formulando lo stesso problema con pi di 3 scatole, ad es. con 10 scatole, di cui 1 piena e 9 vuote. Se ne fa puntare una, poi, delle altre 9, se ne tolgono 8 vuote. Restano cos 2 sole scatole, una piena e una vuota, di cui una puntata allinizio, con 1 probabilit su 10 di vincere e 9 probabilit su 10 di perdere. Perci, cambiando la puntata come se si prendessero anche le 8 scatole vuote tolte, aumentando a 9 su 10 le probabilit di vincere. 3 - Si pu compiere anche una verifica empirica facendo il gioco, ad es. 30 volte senza cambiare mai la puntata iniziale, e 30 volte cambiandola sempre. Si vedr che cambiandola sempre si indoviner circa 20 volte, cio circa 2/3 di tutte le giocate, e non cambiandola mai si indoviner circa 10 volte, cio circa 1/3 di tutte le giocate. E la cosiddetta Legge empirica del caso o Legge dei grandi numeri, per la quale, in un campione reale di eventi, ci si avvicina tanto di pi alla probabilit teorica, o classica, quanto pi numerosi sono gli eventi considerati, nel nostro caso le giocate. Ad es. facendo 300 giocate senza cambiare mai la puntata iniziale, le vincite si avvicineranno di pi ad 1/3 teorico di tutte le giocate-eventi, cio a 100; invece, cambiando sempre la puntata iniziale, le vincite si avvicineranno di pi ai 2/3 teorici di tutte le giocate, cio a 200. Se invece faccio solo 3 o 4 giocate, potrei anche vincere sempre senza cambiare mai o non vincere mai cambiando sempre, in netto contrasto con la probabilit teorica, secondo il capriccio della dea bendata.

MERENDA IN MONTAGNA Giorgio sta facendo unescursione in montagna. Incontra 2 pastori che si stanno preparando la merenda e gli chiede se pu mangiare con loro, pagando. Un pastore prepara 7 panini e laltro ne prepara 5. Poi si mangiano 4 panini ciascuno. Giorgio paga 12 euro. Il pastore che aveva preparato 7 panini si prende 7 euro e laltro che aveva preparato 5 panini si prende 5 euro. Si sono divisi bene, in modo equo, i soldi ricevuti?
Soluzione - No. Infatti il primo pastore ha dato a Giorgio 3 panini dei 7 da lui preparati, e il secondo 1 panino dei 5 da lui preparati. In tutto gli hanno dato 4 panini, perci i 12 euro ricevuti vanno divisi in 4 parti di 3 euro ciascuna, che il prezzo pagato da Giorgio per ogni panino. Perci il pastore che gli ha dato 1 panino dovr avere 3 euro e il pastore che gli ha dato 3 panini dovr avere 9 euro.

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RAPPORTO TRA DIFFERENZE Con una certa quantit di vino si riempiono alcune damigianette della capacit di 5 litri. Se utilizziamo damigiane da 7 litri, per la stessa quantit di vino, ne occorrono 4 di meno. Quante sono le damigiane da 5 litri? E quante quelle da 7 litri?

Soluzione 1 - Rapporto tra differenza totale e unitaria. Per ogni damigiana da 7 litri utilizzo 5 litri di una damigiana piccola pi 2 litri dei 20 litri in meno presi da 4 damigiane piccole in meno da 5 litri. Cio, i 2 litri in pi per ciascuna damigiana da 7 l, li prendo dai 20 litri totali in meno delle 4 damigiane in meno da 5 litri, per 10 volte, riempiendo cos (20 litri : 2 litri ) = 10 damigiane da 7 litri. In altre parole, con 20 litri di 4 damigiane piccole da 5 litri in meno, aumento di 2 litri 10 damigiane da 5 litri portandole a 7 litri.

Soluzione 2 - Multiplo comune di 5 e 7. La quantit totale di vino un multiplo comune di 5 e di 7. Se fosse il m. c. m. di 5 e 7, cio 35, le damigiane sarebbero 7 da 5 litri o 5 da 7 litri, con una differenza di 2 damigiane. Poich invece la differenza tra le damigiane doppia, cio 4, anche la quantit totale di vino sar un loro multiplo doppio di 35, cio 70 litri. Perci le damigiane saranno 70 litri : 7 litri = 10 damigiane da 7 litri 70 litri : 5 litri = 14 damigiane da 5 litri.

Soluzione 3 - Equazione

Pongo y = damigiane da 7 litri 7 y = 5 ( y + 4) 7 y = 5 y + 20 2 y = 20 y = 20 : 2 = 10 (damig. da 7 l )

Pongo y = damigiane da 5 litri 5y = 7(y -4) 5 y = 7 y - 28 2 y = 28 y = 28 : 2 = 14 (damig. da 5 l)

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RAPPORTO TRA DIFFERENZE IPOTETICHE (Richiede il pensiero ipotetico-deduttivo) In un cortile ci sono polli e conigli. In tutto ci sono 26 zampe. Se tutti gli animali sono 8, quanti sono i polli? E quanti i conigli ?
Soluzione 1 - Immagino che sono tutti conigli: ci sarebbero 2 zampe in pi (differenza unitaria) per ciascun pollo al cui posto immagino 1 coniglio. In tale ipotesi tutte le zampe sarebbero 4 x 8 = 32 zampe, con una differenza totale di 32 26 = 6 zampe in pi. Ogni 2 zampe in pi corrispondono ad 1 pollo al cui posto ho immaginato 1 coniglio. Perci i polli sono (6 zampe : 2 zampe) = 3 polli. I conigli sono 8 3 = 5 conigli. Soluzione 2 - Immagino che sono tutti polli: ci sarebbero 2 zampe in meno (differenza unitaria) per ogni coniglio al cui posto immagino 1 pollo. In tale ipotesi tutte le zampe sarebbero 2 x 8 = 16 zampe, con una differenza totale di 26 16 = 10 zampe in meno. Ogni 2 zampe in meno corrispondono a 1 coniglio al cui posto ho immaginato 1 pollo. Perci i conigli sono (10 zampe : 2 zampe) = 5 conigli. I polli sono 8 5 = 3 polli.

UN LAVORO IN DUE Per tinteggiare una stanza Mario impiega 3 ore; Luigi impiega 6 ore. Quanto tempo impiegano lavorando insieme?
Soluzione 1 - In 1 ora Mario fa 1/3 e Luigi 1/6 del lavoro: in tutto 1/3 + 1/6 = 2/6 + 1/6 = 3/6 = 1/2, cio met del lavoro. Per farlo tutto impiegheranno il doppio, e cio 2 ore. Soluzione 2 - Se Mario e Luigi lavorano insieme 6 ore, tinteggiano 3 stanze, e cio 2 stanze Mario e 1 stanza Luigi. Perci, per tinteggiare 1 sola stanza, impiegheranno 6 ore : 3 = 2 ore.

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UN QUIZ TRAUMATIZZANTE

Su Avvenire di marted 6/9/2011 nellarticolo Universit, al via i test di accesso, si legge: () In molti si sono lamentati dei quiz di logica: Sono 3 volte che provo a entrare a medicina, racconta Luigi Farina, -e mai mi era capitato di rispondere a una domanda come questa. Mi ha lasciato traumatizzato: C un cane legato a un palo con una corda di 13 metri. Il palo distante 5 metri dal sentiero. Quanto sentiero riesce a compiere il cane? Ecc.() Ritengo che il giovane abbia dimenticato di dire che il sentiero era rettilineo, cosa che rende il quiz ancor pitraumatizzante!
Soluzione - La difficolt maggiore data dal testo che non un testo standard a cui gli alunni sono abituati. Si deve infatti capire che il problema pu essere ricondotto ad una situazione geometrica in cui la parte di sentiero che il cane pu percorrere la somma di 2 cateti di 2 triangoli rettangoli, aventi in comune un cateto di 5 metri, cio la distanza che separa il palo dal sentiero, e lipotenusa di 13 metri ciascuno, cio la lunghezza della catena. E facile costruire la seguente rappresentazione.

Sentiero

5 metri corda del cane: 13 metri corda del cane: 13 metri

PALO corda del cane: 13 metri corda del cane: 13 metri

Ed applicare il teorema di Pitagora. 13 5 = 169 25 = 144 144 = 12 12 x 2 = 24 m (parte di sentiero che il cane riesce a percorrere) (Si veda anche problema a pp. 77-78)
2 2

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QUADRATI LUNGO IL BORDO Una coperta formata da tutti quadrati. Tutto il bordo formato da 26 quadrati, e la lunghezza della coperta doppia della larghezza. Quanti quadrati ci sono nel bordo maggiore (lunghezza) e quanti nel bordo minore (larghezza)?

Soluzione Ai 4 angoli della coperta ci sono 4 quadrati che stanno sia nei 2 bordi minori (larghezza), sia nei 2 bordi maggiori (lunghezza). Se faccio la somma di tutti quadrati dei 2 bordi minori, pi tutti i quadrati dei 2 bordi maggiori, ottengo i 26 quadrati di tutto il bordo, pi altri 4 quadrati conteggiati 2 volte, in tutto 30 quadrati. Essi corrispondono alla somma di tutti i quadrati dei 2 bordi minori + tutti i quadrati dei 2 bordi maggiori. Ma i 2 bordi maggiori equivalgono a 4 bordi minori. La somma 30 corrisponde perci a tutti i quadrati di 6 bordi minori, e un bordo minore ha perci 30 quadrati diviso 6 = 5 quadrati. Il bordo maggiore ne ha il doppio, cio 5 quadrati per 2 = 10 quadrati. In termini matematici, se a il numero dei quadrati del bordo minore, 2a sar il numero dei quadrati del bordo maggiore. La somma di tutti i quadrati di tutti e 4 i bordi a + a + 2a + 2a = 6a, che corrisponde a 26 + 4 = 30 quadrati. Perci 6a = 30 ; da cui a = 30 : 6 = 5. Si pu anche scrivere a + a + 2a + 2a 4 = 26 ; da cui 6a 4 = 26 ; e quindi 6a = 30 ; da cui a = 30 : 6 = 5 Si pu fare il disegno per capire meglio a

2a E come un camion con rimorchio che ha 2 ruote davanti e 2 dietro, 4 a destra e 4 a sinistra: non sono 12 ruote, ma 12 4, cio 8 ruote. Oppure unauto che ha 2 ruote davanti e 2 dietro, 2 a destra e 2 a sinistra, in tutto.8 ruote! Se voglio scherzare con un nonsense! Se no 4.

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Riferimenti bibliografici

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TESTI : LEGGERE SCRIVERE E COMPORRE

Scrivete poco cos non sbagliate Alfio Zoi citava quella maestra che diceva agli alunni: -Scrivete poco cos non sbagliate! E ci sarebbero stati meno errori da correggere. Invece pi si scrive e pi si impara a scrivere, anche sbagliando, correggendo e ricorreggendo, mettendo a punto i testi, almeno quelli pi significativi, con laiuto dellinsegnante e/o dei compagni. Si dovrebbe evitare di far scrivere gli alunni troppo sporadicamente e/o magari soprattutto per valutarli: in tal caso essi scrivono perch hanno da dire qualcosa, e non perch hanno qualcosa da dire, che gli interessa esprimere e comunicare, magari aiutati dallinsegnante, anche attraverso forme opportune di correzione. E perch non segnare, apprezzare ed evidenziare, ad es. con una stelletta, anche e soprattutto quello che c di positivo in un testo, anche se poco? Lo scrivente lo faceva con ottimi risultati. Scrivere testi dovrebbe essere unattivit significativa, bella ed interessante. Certo, tra il dire e il fare ci sono spesso classi difficili con tanti ragazzi, poco tempo, tante cose da fare....

Approccio funzionale Per imparare ad esprimersi e scrivere fondamentale parlare, conversare, comunicare molto sia oralmente che scrivendo facendo funzionare concretamente il linguaggio. E il principio fondamentale della linguistica funzionale, che si basa sulluso vivo del linguaggio, nelle sue varie funzioni, curandone sia gli aspetti lessicali che quelli sintattici, logici e testuali, e possibilmente anche quelli pragmatici e psico-relazionali. Come tutte le abilit e le competenze, infatti, anche quelle linguistico-espressive e comunicative si acquisiscono praticandole, all inizio con la guida dellinsegnante, poi sempre pi autonomamente, con un approccio funzionale significativo, accompagnato dalla riflessione per capire gradualmente anche i concetti teorici e mtalinguistici, saldamente ancorati alluso comunicativo ed espressivo. Se no, con le definizioni mnemoniche pu accadere quanto segue. Analisi grammaticale: I patimenti di Ges ecc.... La maestra chiede agli alunni: -Che cos' patimenti? Un alunno pronto: -Avverbio! (Finisce in mente, come da definizione) E la maestra: -Avverbio?! E di che cosa? Un altro alunno: -Io lo so, maestra: avverbio di sofferenza!
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Sintassi e mercante in fiera

Le lingua si apprende usandola in tutti i suoi vari aspetti e funzioni, anche con dei giochi. Ad es. per apprendere e consolidare luso dei pronomi relativi e il periodo ipotetico, che in genere si usano molto poco, lo scrivente faceva un gioco efficace: una specie di mercante in fiera con mazzi di carte contenenti le strutture sintattiche suddette. Ad es. in una classe di 20 alunni, si preparano due mazzi uguali di 20 o 40 carte numerate da 1 a 20 o da 1 a 40, contenenti ognuna una breve frase con un pronome relativo. 1 -Il cane a cui (al quale) ho dato da mangiare scodinzolava. 2 -Io ho un gattino con cui (con il quale) gioco sempre. Ecc E altri 2 mazzi uguali con i periodi ipotetici. 1 -Se non ci fosse il sole non ci sarebbe la vita. Ecc Quindi si distribuiscono le carte di un primo mazzo a tutti gli alunni, che riceveranno una o due carte ciascuno. Ogni alunno deve leggere e rileggere la frase o le frasi contenute nelle sue carte. Prima di iniziare il gioco gli alunni possono anche scambiarsi le carte ricevute allinizio. Laltro mazzo uguale al primo lo tiene linsegnante che toglie da esso 4 o 5 carte lasciandole coperte e che sono quelle vincenti da scoprire alla fine, magari con qualche piccolo premio. Poi linsegnante comincia a scoprire a una a una le altre carte che ha in mano, dicendone forte il numero: es. -Sette! E lalunno che ha la carta 7 la chiude perch non pi valida, verificando di tanto in tanto anche la frase che contiene leggendola ad alta voce. Alla fine restano i 4 o 5 vincitori in possesso delle 4 o 5 carte che linsegnante aveva tolto dal mazzo allinizio e che vengono scoperte per stabilire lordine dei 4 o 5 vincitori. In tal modo gli alunni leggendo e rileggendo le frasi consolidano sia luso dei pronomi relativi che del periodo ipotetico. Sui quali poi si faranno le dovute riflessioni mta-linguistiche.

Lingua, riflessione e formazione. Le abilit e le competenze linguistiche sono importanti, ma penso che ancora di pi lo siano i contenuti, in particolare quelli di alcune discipline, come la letteratura, la storia, leducazione civica, che nutrono la conoscenza, le idee, le convinzioni e la visione del mondo. Che sta diventando sempre pi una caoti-confusa torre di Babele, facendoci venire un sacco di dubbi. -Solo gli imbecilli non hanno dubbi-, come dissi una volta ad un amico. -Ne sei proprio sicuro? -, mi chiese lui. Ed io: -Sicurissimo, non ho alcun dubbio!

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E perci sempre pi necessaria una solida formazione che si nutra anche di validi contenuti e testimonianze di valori importanti e condivisi. Senza pedanti moralismi, ma anche senza rassegnarsi ad un facile e pericoloso agnosticismo e scetticismo, impegnandosi in una ricerca onesta ed obiettiva, senza mistificazioni e paraocchi ideologici, n dogmatiche e sicumeriche certezze, perch, come dice Amleto: Ci sono pi cose nel cielo e sulla terra, Orazio, di quante non se ne sognino nei vostri sistemi filosofici. E pi si conosce, pi ci si rende conto di essere ignoranti: lantica docta ignorantia. Ci pu rendere aperti e disponibili alla ricerca, ma pu anche scoraggiare e favorire lagnosticismo e una rassegnata e scettica indifferenza. Ma, come dice Pascal, E necessario scommettere, ci non affatto facoltativo, voi siete imbarcato. Non possiamo non scegliere. Cos come non possiamo non comunicare. E per poter valutare e scegliere bene sono necessarie conoscenze criticamente fondate, che si maturano anche con valide letture e riflessioni sulle questioni esistenziali, etiche e religiose, e sulle testimonianze e i fatti significativi, oggettivi ed accertati, senza pregiudizi ideologici, i quali ostacolano una ricerca obiettiva molto importante per la formazione del Pensiero, delle idee e delle convinzioni che orientano e motivano la Volont. Sebbene forse sono anche le abitudini, le convinzioni e le competenze acquisite fin da piccoli che ci spingono in parte a pensare in modo conforme alle stesse. In tal senso il bambino il padre delluomo, come dice la Montessori. E si giunge cos al formidabile nodo del rapporto tra Verit e Libert e tra pensiero ed azione, a livello sia personale che socio-culturale. Bisogna pensare bene e vivere come si pensa, altrimenti si finisce per pensare come si vive, come dice Paul Bourget. Ma c anche chi vive bene sebbene pensi male, o non pensi affatto. E poi c il dire, che spesso un tra-dire, piuttosto che tra-durre lo stesso pensiero. Un bel labirinto, con curve e meandri, dossi e paradossi, i quali, secondo Bateson, sono il prototipo-paradigma dellumorismo. (Si veda pp. 252-254)

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Amore per la lettura: il piacere di leggere

La lettura sar tanto pi efficace quanto pi riuscir ad interessare gli alunni ed anche ad appassionarli, evitando il rischio di esagerare con questionari e tecnicismi a volte forse un po eccessivi e recuperando anche un rapporto pi spontaneo ed immediato col testo. A tal fine bisogna proporre testi adatti sia per la forma che per i contenuti ed animare in modo coinvolgente e significativo le attivit di lettura. Ho trovato utilisssimo, ad es., proporre in classe, nelle scuola elementare in cui insegnavo, un paio di volte la settimana, molti testi, libri e libricini interessanti e di varia lunghezza e difficolt, acquistati appositamente o messi a disposizione anche dagli alunni stessi, per tutti i gusti. Gli alunni potevano sceglierli liberamente, e dedicare un certo tempo alla lettura libera, a scuola, con momenti anche di riflessione e discussione, scambio di informazioni ed impressioni sui testi letti, in modo molto spontaneo e occasionale, sia con linsegnante sia tra gli alunni stessi. In tal modo si interessavano e appassionavano, leggendo molto, senza il deterrente di schede, questionari, ecc...che tra il cuore e il testo a volte interpongono troppa testa. Lo dice anche Daniel Pennac, nel libro, Come un romanzo, con il suo decalogo sui diritti del lettore, per assicurargli il piacere di leggere.

Centralit della semantica, giungla selvaggia e inesplorabile.

Maurizio Della Casa osserva: La semantica uno dei settori pi controversi degli studi linguistici. Poich il significato sembra caricarsi di tutte le mutevoli rifrazioni dellesperienza umana.molti linguisti hanno ritenuto questo territorio una giungla selvaggia e inesplorabile. Hic sunt leones, dunque, e il saggio scienziato ha preferito occuparsi di fonemi e di sintassi, ritenendo impossibile pervenire ad una descrizione sufficientemente esplicativa e sistematica del senso. Cos facendo per si amputata la lingua del suo organo pi vitale, lunico in funzione del quale essa esiste, e per il quale essa impiegata in ogni collettivit di esseri umani. (M. Della Casa, Lingua, testo, significato, La Scuola) Nelle pagine che seguono si cerca di distinguere i vari tipi di testo tenendo conto anche del significato che esprimono, per poter meglio orientare le attivit didattiche relative sia al comporre che alla lettura.

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PRINCIPALI TIPI DI TESTO

Nella scuola elementare, per la didattica della lingua italiana, ha esercitato un notevole influsso Alfio Zoi, che, insieme a indicazioni didattiche molto valide ne ha data anche qualche altra forse discutibile. In particolare ha distinto, forse troppo nettamente, i testi in due categorie: i testi oggettivi-denotativi e quelli soggettivi-connotativi, sulla base della loro diversa finalizzazione, oggettivo-cognitiva nei primi, ed estetico-espressiva nei secondi, con interessanti suggeri-menti, ma anche col rischio di un certo schematismo. Non si pu per buttare via con lacqua sporca anche il bambino. Nei testi poetici, infatti, il significato estetico-connotativo senz altro essenziale: senza di esso non vi sarebbe poesia. Poi ci possono essere descrizioni e narrazioni molto espressive e poetiche, altre invece molto neutre e oggettive, con un diverso grado di espressivit estetica. Ci sono poi i testi espositivi, cognitivi ed informativi finalizzati alla conoscenza oggettiva in cui presente un significato esclusivamente denotativo, con luso di un registro neutro-oggettivo, che richiedono un diverso approccio didattico, sia per la lettura-fruizione che per la produzione ed il comporre. Ma vi possono essere anche testi in cui le 2 diverse funzioni, i 2 diversi registri e tipi di significato, riportati nelle 2 colonne verticali della tabella che segue, ed anche i diversi generi e tipi di testo, riportati nelle righe orizzontali della stessa tabella, sono compenetrati ed integrati in diversa misura. In particolare i testi argomentativi possono essere anche molto vari, compositi e integrati. E bene, inoltre, far scrivere anche testi inventati che per non si costruiscono sul vuoto, ma con i dati dell esperienza, usati creativamente in sintesi originali. Perci, senza esagerare con analisi troppo schematiche, per importante cercare di capire quali sono le caratteristiche, gli scopi e le funzioni principali dei vari tipi di testo e la loro valenza formativa per poter finalizzare meglio il lavoro, ma senza complicazioni e forzature artificiose. Sarebbe meglio allora lavorare con semplicit intuitiva.

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SEMANTICA DENOTAZIONE CONNOTAZIONE TIPO DI TESTO significato letterale-oggettivo (Registro neutro) NARRATIVO DESCRITTIVIO ARGOMENTATIVO PRAGMATICO ESPOSITIVO REGOLATIVO ALTRI - MISTI POESIA presente presente presente presente esclusivo esclusivo presente presente significato estetico-soggettivo (registro espressivo) possibile: in varia misura possibile: in varia misura possibile: in varia misura possibile: in varia misura

possibile: in varia misura essenziale, costitutivo

I testi pragmatici sono quelli che hanno precisi destinatari: lettere, articoli, prediche, discorsi e comizi: spesso sono argomentativi. I testi regolativi sono quelli che contengono le regole, le istruzioni per fare qualcosa.

Tre importanti tipi di testo Con molta flessibilit, penso che si possano individuare tre importanti direzioni di lavoro con riferimento ai tre tipi di testo seguenti, senza rigidi schematismi, e con molte altre possibili articolazioni e sviluppi. 1-Testi espressivi, connotativi soggettivi, estetici, letterari, poetici. 2-Testi argomentativi, critico-valutativi e interpretativi. 3-Testi espositivi, oggettivi-denotativi, cognitivi, razionali, scientifici. Tale classificazione tiene conto soprattutto del tipo di significato, esteticoconnotativo nei testi espressivi; oggettivo-denotativo nei testi espositivi; oggettivo-denotativo, o anche misto, nei testi argomentativi.

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La classificazione pi semplice e nota, molto seguita nella didattica, invece quella in testi descrittivi, narrativi e argomentativi. Essa per prescinde dal tipo di significato, oggettivo-denotativo o estetico-connotativo, che, come sostiene Alfio Zoi, ritengo abbia invece anchesso una notevole importanza e richieda un diverso approccio didattico a seconda che si voglia finalizzare il lavoro in un senso oppure nellaltro. Senza per esagerare e senza una netta separazione, che forse uno dei limiti pi discutibili delle proposte di Alfio Zoi, ma considerando anche i testi integrati, con la presenza di entrambi i tipi di significato, e con una gradualit degli stessi, con la prevalenza delluno oppure dellaltro, in un continuum appunto graduale, cercando di evitare analisi ed approcci sia troppo sottili, complessi e sofisticati, sia troppo schematici, semplicistici e riduttivi.

Sentieri nella giungla

La classificazione proposta ovviamente riduttiva. Con essa si cercato di individuare alcune direzioni di lavoro, in modo aperto, alcuni sentieri nella giungla della semantica e della linguistica del testo, suscettibili di variazioni, adattamenti, sviluppi e integrazioni che gli insegnanti solitamente compiono con intelligente buon senso nel contesto vivo e dinamico della scuola in cui operano. Le distinzioni teoriche infatti, sono sempre, per la loro stessa natura, astratte e riduttive, rispetto alla realt, specie se molto complessa, come quella semanticotestuale, che di solito integrata, composita e variegata, una giungla selvaggia e inesplorabile, come la definisce Maurizio Della Casa. E come dicono Korzybski e Bateson: La mappa non il territorio. Nellapplicazione pratica perci le varie distinzioni e classificazioni vanno usate con equilibrio ed intelligente buon senso e semplicit, tenendo conto che nelluso reale i vari aspetti distinti teoricamente sono spesso integrati e compenetrati, specialmente nelluso intuitivo dei bambini pi piccoli, che tuttavia, con laiuto dellinsegnante, potr evolversi gradualmente verso forme pi specifiche e pi chiaramente finalizzate, secondo gli obiettivi previsti dalle Indicazioni, ma senza forzature artificiose.

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1-Testi espressivi, letterari, connotativi-soggettivi, artistici, estetici, poetici

I testi di questo primo tipo sono quei testi in cui si esprime lesperienza attraverso il dialogo e/o la narrazione e/o la descrizione, senza escludere la riflessione, con un registro espressivo-letterario. Come avviene in modo particolare nella poesia, che esprime un significato estetico, soggettivoconnotativo, legato al vissuto e alle emozioni, come ad es. il senso dellinfinito, nella nota poesia di Leopardi. Nella poesia c ovviamente anche un significato letterale, che per non quello principale, e che si pu esporre anche in prosa, distruggendo per cos il significato poetico-connotativo, che quello essenziale. Il quale legato alla forma, alle varie figure come le metafore, al ritmo e al suono stesso delle parole, al registro espressivo usato. Che pu essere usato anche in prosa. Si pensi ad es. al celebre brano dei Promessi Sposi Addio, monti sorgenti dallacque, ed elevati al cielo, cime ineguali, note a chi cresciuto tra voi, eccville sparse e biancheggianti sul pendo, come branchi di pecore pascenti, addio! , che esprime la struggente tristezza di Lucia nel dover lasciare il suo paese. Un testo in prosa pieno di poesia. Questi testi hanno lo scopo di esprimere, non tanto il significato letterale denotativo, che ovviamente non pu non esserci, ma il significato soggettivo-estetico-artistico-connotativo, consistente nei sentimenti e nelle emozioni, e che va oltre quello letterale, con gradi diversi di espressivit estetica, i quali possono andare dalla poesia vera e propria a forme pi modeste, come avviene ad es. nel testo seguente.

LA BOLLA DI SAPONE La bolla di sapone spunta, a poco a poco, dalla cannuccia; si arrotonda, cresce, si colora: assume i colori dellarcobaleno con mera-vigliosi riflessi iridescenti. Riflette le finestre, i vasi di fiori, gli alberi, il cielo e le case. Il bimbo, prima di lasciarla al vento, ci si specchia dentro; ci ride, la fa dondolare lievemente, poi la stacca. Il globo gli si leva sotto lo sguardo, brilla un istante al sole e sparisce. (G. DAnnunzio)

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2- Testi argomentativi, critico-valutativi: tra la forza invincibile della ragione e la ragione invincibile della forza.

I testi argomentativi sono fondati sulla riflessione, con lo scopo molto importante di promuovere lautonomia di giudizio. Essi possono essere sia molto razionali-denotativi, sia in parte anche letterari-connotativi, contenenti cio anche lespressione del vissuto. Questi ultimi sono testi integrati, pi intuitivi, spontanei e flessibili, come i testi argomentativi letterari, approfonditi da Roncada-Budriesi nellantologia Testi, idee, percorsi, vol. 3, SEI. Gli autori includono tra i testi argomentativi letterari anche quelli di canzoni, integrati col linguaggio musicale, come ad es. Se bastasse una sola canzone, di Ramazzotti, (e Tema, dei Giganti: Un giorno qualcuno ti chieder: -Cosa pensi dellamor. Ecc); o poesie, in cui si esprime lesperienza e si riflette, anche con dubbi e ipotesi, come nellamletico Essere o non essere, integrando il registro espressivo con quello neutro-denotativo. Sono testi intuitivi e variegati, e perci possono anche rischiare di scadere nella genericit confusa. Spesso era di questo tipo il tradizionale TEMA. Unanziana maestra mi disse: -Noi li chiamavamo temi di ragionamento. Si possono far rientrare in questa categoria anche i commenti e i testi interpretativi. In tali testi, legati alla cultura generale, si possono affrontare molte questioni ed argomenti in modo non settoriale, integrando riflessione e sentimento con un approccio umanistico, non specificamente scientifico-disciplinare, analogo a quello di Edgar Morin. In particolare largomentazione, come dice Bobbio nella sua introduzione al Trattato dellargomentazione di Perelman-Tyteca, consiste in un uso persuasivo della ragione, per affrontare con ragionevolezza tutti quei problemi legati alletica, alla politica e al senso della vita, sui quali la scienza non ci pu dire niente. Come dice Wittgenstein infatti Tonnellate di scienza non ci possono dare un grammo di moraleNoi sentiamo che se pure tutte le possibili domande della scienza ricevessero una risposta, i problemi della nostra vita non sarebbero neppure sfiorati. Dario Antiseri, nel libro La filosofia del linguaggio, commenta la prefazione di Bobbio al Trattato sullargomentazione di Perelman-Tyteca, e osserva:E un uso multivalente della ragione ci di cui va in cerca la teoria dell argomentazione. In essa, insomma, si vuol farla finita col mito cartesiano della ragione matematizzante. Cartesio, e dopo di lui la cultura occidentale, ha identificato il dominio della ragione con quello delle prove dimostrative, ed ha cos confinato letica, e i valori in genere, nellambito delle passioni e delle forze irrazionali. Ma ora proprio la teoria dellargomentazione che si presenta come un tentativo di recuperare letica al dominio della ragione, se pure di una ragione pratica distinta dalla ragione pura, o, se si vuole,
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come la scoperta (o riscoperta) di una terra rimasta per troppo tempo inesplorata dopo il trionfo del razionalismo matematizzante tra quelle occupate dalla forza invincibile della ragione e, oppostamente, dalla ragione invincibile della forza. Questa terra,- scrive sempre Bobbio, - vastissima: occupa il campo di ogni discorso persuasivo, dalla predica allarringa, dalla orazione alla concione, ovunque la ragione, intesa come facolt di escogitare argomenti pro o contro una tesi, adoperata per sostenere una causa, per ottenere un consenso, per guidare una scelta, per giustificare o determinare una decisione. La teoria dell argomentazione la logica (si prenda il termine cum grano salis) delle scienze non dimostrative, dove alla categoria del razionale si sostituisce quella del ragionevole. (Dario Antiseri)

SCHIAVI DEL VIDEO (Testo argomentativo letterario)

Il testo che segue mi sembra un buon esempio di testo argomentativo letterario, in cui lespressione del vissuto, con la narrazione e la descrizione, integrata con riflessioni, commenti e valutazioni sulluso della televisione, argomentando a sostegno di una tesi che viene esplicitata alla fine.
Domani torner a casa la nostra nemica, la nemica di me e della mia famiglia, voglio dire la televisione. Lapparecchio si guast lantivigilia di Natale, e venne un tecnico a portarselo via. Era sera: lo vedemmo uscire di casa lentamente, a braccia: ci sembr che ci portassero via una compagna cara, buona, puntuale. Solo ora, dopo quasi 2 settimane di assenza, io ed i miei ci accorgiamo del male che ci faceva, quella compagna delle nostre serate. Fu una rivelazione improvvisa, sin da quella prima sera. Senza il televisore ci sentimmo liberi, ci parve di poter fare molte pi cose di prima. E cominciammo a farle, subito. Cominciammo a parlare, a giocare a carte, a sfogliare album di vecchie fotografie. Tacevano finalmente le voci e i suoni estranei, eravamo ritornati noi i protagonisti delle nostre serate, i padroni della nostra casa. Anche i miei figli erano felici: non avevano ricordo di serate come quelle che passavamo ora senza la televisione. E gi me sento cascare le braccia quando penso che domani la nostra nemica torner al suo posto. Daltra parte mi rendo conto che dietro il piccolo schermo vive il mondo, basta spingere un bottone per vedere cento cose interessanti o divertenti. Dovr imparare a servirmene. Siamo talmente drogati dal suo lungo uso che ora sar una lotta lunga convincere me stesso ed i miei familiari a tenere spento il televisore, almeno qualche volta. Noi non possiamo disinventare le invenzioni. Non ci resta che imparare ad usarle. (L.Guasti, Materiale didattico, vol. 2 , Il Mulin o)

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LA STORIA DEL MARTELLO (Testo argomentativo letterario, dubitativo-ipotetico)

Il seguente testo di Paul Watzlawich, riportato da Roncada-Budriesi nell antologia Testi, idee, percorsi, vol. 3, SEI, come esempio di testo argomentativo letterario fondato sul dubbio e sullipotesi.
Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, cos decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto, per, gli sorge un dubbio: eeese il mio vicino non me lo vuole prestare? Gi ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l'ha con me. E perch? Io non gli ho fatto niente, lui che si messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utnsile, io glielo darei subito. E perch lui no? Come si pu rifiutare al prossimo un cos semplice piacere? Gente cos rovina l'esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perch possiede un martello. Adesso basta! E cos si precipita di l, suona, il vicino apre, e prima ancora che abbia il tempo di dire buongiorno gli grida: -Si tenga pure il suo martello, cafone! (Paul Watzlawick)

3 - Testi espositivi, informativi, referenziali, oggettivi-denotativi I testi espositivi sono quelli finalizzati ad esporre oggettivamente idee e concetti, in modo logico e coerente, come ad es. il testo Il traffico nelle grandi citt ( Si veda a pag. 146). Appartengono a questo tipo i testi relativi alle varie discipline, come le scienze, la storia, o anche di cultura generale. Essi richiedono un approfondimento delle conoscenze ed una loro organizzazione logica anche con luso di mappe concettuali. Molti testi espositivi, tuttavia, possono essere anche pi semplici e generici, e avere carattere informativo, anche di cronaca. Ovviamente anche nei testi argomentativi visti al punto 2 precedente possono esservi delle parti informativo-espositive, di fatti o idee: ma tali parti, pur essendo espositive se prese separatamente, acquistano una valenza argomentativa se collocate allinterno di un pi ampio testo argomemtativo in funzione del quale vengono usate.

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DIDATTICA DEL COMPORRE

Scrittori si nasce? -Geni si nasce, ed io lo nacqui, modestamente-, diceva Tot. Si diceva che anche Scrittori si nasce. Invece, come dice Lerida Cisotto: A scrivere simpara e ci avviene se qualcuno lo insegna. (LEducatore n 6/08) Vi sono vari modi ed approcci per sollecitare e guidare gli alunni ad esprimersi e comporre testi. In questo breve saggio se ne prendono in considerazione alcuni, senza nessuna pretesa di esaustivit, essendovi molte altre possibilit. Ma qualunque approccio si adotti, esso va animato dagli insegnanti, adeguandolo con intelligenza e buon senso alle situazioni particolari, e alle capacit e interessi degli alunni. Qualunque metodo, infatti, pu scadere nel tecnicismo artificioso, se manca la capacit dellinsegnante di animare, interessare, coinvolgere e motivare gli alunni in modo significativo, sia a livello cognitivo che affettivo. Capacit che dipende molto anche dallintelligenza e dalla motivazione dellinsegnante stesso. Come dice Tolstoi, infatti, per essere un buon insegnante bisogna amare e conoscere sia lalunno che la disciplina: e io aggiungerei, il modo di insegnarla. Ed anche linsegnante, inoltre, impara molto, facendo scuola. Ovviamente poi, quello che egli pu fare dipende molto anche dalle condizioni oggettive in cui si svolge il lavoro didattico, che spesso sono molto problematiche, talvolta forse troppo. E anche vero, tuttavia, che talvolta sono proprio le difficolt, quando non siano esagerate, che magari ci fanno aguzzare lingegno e ci spingono ad escogitare soluzioni originali ed efficaci, alle quali altrimenti non avremmo pensato. Come dice il proverbio: Non tutto il male viene per nuocere. Purch non sia troppo, perch Il troppo storpia.

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Dialogo, narro, descrivo Miconi e Zampieri, nel volumetto BAMBINI PENSIERI PAROLE, SEI, espongono una bella ricerca nelle classi prima e seconda elementare, in cui si evidenzia come il dialogo sia la struttura espressiva pi semplice, perch pi vivo ed immediato. Il dialogo, se stato realmente vissuto o ascoltato, una realt gi costituita di parole, che basta ricordare e trascrivere. Nella narrazione e descrizione, e negli altri tipi di testo, invece, lesperienza motoria, percettiva, affettiva, cognitiva, ecc.. deve essere verbalizzata e organizzata logicamente, cio tradotta in parole e frasi, organizzate nel testo. Gli autori, perci, propongono inizialmente il dialogo schematico, integrandolo poi con la narrazione e la descrizione, guidando gli alunni in modo adeguato. Ecco alcuni esempi relativi al primo ciclo.
LE BAMBOLE (Dialogo) IO: -Ciao Sonia, giochiamo con le tue bambole? SONIA: -S, giochiamo . Adesso vado a prenderle. IO: -Oh, che bella bambola! Giochiamo, allora.

I NIDI DISTRUTTI (Dialogo e narrazione) Questa mattina siamo andati a conoscere le vie del paese con la maestra. Ad un tratto ,in via del mercato,Paola ha chiamato la maestra. PAOLA: -Signora , guardi: ci sono i nidi. MAESTRA: -Fermiamoci un attimo. Sotto il cornicione di una casa cerano tre nidi : due di passeri e uno di rondini. Una donna allora si affacciata alla finestra. DONNA: -Oh, questi nidi! Non li avevo mai visti: mi rovinano il tetto e poi entra tanta acqua nelle camere. Ha preso un bastone e li ha buttati gi. Le uova si sono sfracellate a terra. Noi abbiamo raccolto i nidi e li abbiamo portati in classe.

Il dialogo molto motivante. Ricordo un alunno con difficolt espressive, sbloccatosi con mia grande sorpresa proprio grazie a testi con il dialogo, che gli piaceva molto scrivere. Ovviamente allinizio bisogna accettare testi anche scorretti: limportante che gli alunni scrivano e si esprimano, senza bloccarli con forme negative di correzione e la paura di sbagliare. Nello stesso tempo si aiuteranno, con interventi adeguati, a scrivere sempre meglio e a raggiungere una sempre maggiore sicurezza e autonomia.
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La conquista dellautonomia

Possiamo considerare i seguenti approcci didattici al comporre, nei quali aumenta progressivamente lautonomia degli alunni e diminuisce la guida didattica dellinsegnante. Ovviamente essi non possono comprendere tutte le situazioni o possibilit, che sono spesso pi varie e complesse, pi ricche, articolate ed integrate. Possono invece aiutare a riflettere su alcuni aspetti importanti, ma senza ricette, per cercare di lavorare in modo pi consapevole e intelligente, con maggiore semplicit e responsabile autonomia. Linsegnante infatti lavora bene se pu agire in base a convinzioni autentiche e intelligenti, maturate, verificate e approfondite sia nellazione didattica, sia nella riflessione, nello studio e nel confronto con i colleghi. In tal modo pu esercitare in modo responsabile la libert didattica riconosciuta per legge, cercando di migliorare costantemente la propria preparazione e competenza educativa e didattica, fonte tra laltro delle gratificazioni pi autentiche e genuine.

1 -TESTI GUIDATI SCRITTI CON LAIUTO DELL INSEGNANTE A -DETTATO MUTO B -AUTODETTATO - TESTO GUIDATO

2 -TESTI SCRITTI DAGLI ALUNNI MESSI A PUNTO CON LAIUTO E LA GUIDA DELLINSEGNANTE. (Vedi anche appendice in ultime pagine)

3-TESTI SCRITTI AUTONOMAMENTE DAGLI ALUNNI CONVERSAZIONI, DISCUSSIONI, LETTURE, E SPIEGAZIONI

DOPO

4 -TESTI SCRITTI SENZA NESSUNA PREPARAZIONE. A -TESTI LIBERI SCELTI DAGLI ALUNNI B -TESTI ASSEGNATI : COMPITO IN CLASSE, A FREDDO

5 -TESTI SCRITTI DAGLI ALUNNI DOPO UNA RICERCA

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1 -TESTI SCRITTI CON LAIUTO DELLINSEGNANTE

Lattivit iniziale consiste nel verbalizzare ed esprimere esperienze e vissuti reali aiutando e guidando gli alunni a trovare parole e frasi adatte, e a comporle nel testo.

1-A -DETTATO MUTO (Prima elementare e alunni con difficolt)

Alfio Zoi espone il seguente esempio di dettato muto. In classe prima elementare una bambina si messa a piangere perch caduta e la maestra lha chiamata vicino alla cattedra per consolarla. Si lascia che gli alunni ne parlino, quindi si scrivono alla lavagna alcune semplici frasi che verbalizzino in modo ordinato lesperienza vissuta :
Laura piange forte: caduta. La maestra la tiene vicino alla cattedra. Ora Laura non piange pi.

Si lascia leggere in silenzio. Si fanno quindi leggere ad alta voce alcuni bambini. Quando siamo certi che tutti hanno letto e capito, si richiama lattenzione sulla prima frase: si fanno notare i 2 punti, le doppie, la maiuscola, laccento, il punto fermo. Si cancella quindi la prima frase che gli alunni devono scrivere sul quaderno. Gli alunni devono ricorrere alla memoria, ma in sostanza verbalizzano la loro esperienza; soprattutto scrivono la frase consapevoli che una parte di una struttura narrativa completa che hanno presente. Si procede cos, frase per frase, fino alla fine; linsegnante gira tra i banchi aiutando ed incoraggiando. Alla fine si fa rileggere il testo. Lalunno ha usato alcuni mezzi con linsegnante: gradualmente, spontaneamente li user per esprimere altre esperienze sue, in modo sempre pi autonomo. (Alfio Zoi)

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1-B - AUTODETTATO - TESTO GUIDATO (Tutte le classi)

Alfio Zoi scrive: Un pap venuto a parlare con la maestra. Quando uscito rivediamo che cosa successo, rievochiamo lesperienza vissuta da tutti. Lasciamo parlare, ma guidiamo ad esprimersi cor-rettamente, verbalizzando lesperienza. Quindi, utilizzando le frasi espresse oralmente, scriviamo un testo, che un autodettato:
Bussano alla porta . La maestra ed alcuni bambini, ad alta voce dicono: - AVANTI! Un signore alto entra e saluta. Si ferma vicino alla porta e parla sottovoce con la maestra. Ogni tanto guarda la sua bambina. Noi sfogliamo il libro di lettura mormorando; Giambattista gioca e corre per la classe; la maestra ci d delle occhiate serie.

E facile vedere la superiorit dellautodettato, con cui si esprime un argomento che ha interessato gli alunni o unesperienza vissuta, sul dettato di brani astratti dei quali non resta che qualche frase. (Alfio Zoi) In tal modo lalunno impara concretamente ad esprimere le proprie esperienze usando le parole, le frasi e la punteggiatura adatte. Con la stessa modalit si possono scrivere anche testi pi elaborati, come i seguenti.

I DUE MONGOLI Narrazione. Testo guidato collettivo: classe seconda. Una mattina il maestro ha portato a scuola un pupazzetto, un mongolo. Ci ha detto di guardare attentamente che faceva una cosa divertente. Lo ha appoggiato sopra un foglio di cartone in discesa e . gi! Il mongolo si messo a fare le capriole! Noi siamo rimasti stupiti e meravigliati. Ci divertivamo tanto e non ci stancavamo mai di ammirarlo! Poi Mirko ha avuto unidea originale: di fargli fare le capriole sulla lavagna. Era proprio uno spettacolo buffo. Noi abbiamo invitato a vederlo anche gli alunni delle altre classi che si sono molto divertiti. Alcuni giorni dopo il maestro ha portato anche un altro mongolo. Ora sono due, e sulla lavagna possono fare anche le corse o inseguirsi, rotolandosi. Quando non fanno le capriole stanno seduti tranquilli su due sedioline a dondolo fatte con le mollette di legno.

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IL MONGOLO FA LE CAPRIOLE Descrizione dinamica. Testo guidato collettivo: classe seconda. Il maestro prende il mongolo dalla sedia a dondolo, poi blocca la lavagna inclinata. Noi tutti guardiamo ed attendiamo impazienti. Ecco: il maestro afferra il mongolo per il lungo codino del cappello e ce lo mostra alzandolo in aria. Poi lo appoggia seduto sul bordo superiore della lavagna. Noi stiamo tutti col fiato sospeso, il mongolo sta per partire: Via! Scende gi fino in fondo scapriolandosi: sta per precipitare, ma si arresta proprio sullorlo. E rimasto appoggiato sulla testa con le corte gambette per aria.

IL MONGOLO E LE TABELLINE Dialogo inventato. Testo guidato collettivo: classe seconda MONGOLO -Si sta proprio comodi seduti in questa sedia a dondolo! BAMBINI -Facci vedere come fai le capriole alla lavagna. LAVAGNA -Io non ce lo voglio. Sono fatta per scrivere, non per giocare: sono una cosa seria, io. E poi mi fa un solletico, quel mongolaccio! BAM -Anche a noi ci fa ridere: cos divertente! MON -Io faccio le capriole: per questo mi chiamano Valanga. SEDIA -Altro che valanga! Tu sei un gran poltrone e dormiglione. MON E invece ascolto e imparo anchio. BAM -Hai imparato le tabelline ? MON -Certo, meglio di voi! BAM -Quanto fa 3 per 3 ? MON -Nove, qui sotto non ci piove ! BAM -Bravo, ci fai anche la rima! Sei per tre ? MON -Diciotto , io mi sento tutto rotto . BAM -Sei proprio un gran simpaticone3 per 9 ? MON -Ventisette, il salame buono a fette. BAM -Sette per quattro? MON -Ventotto, a me piace il vino cotto. BAM -Sei per sei ? MON -Trentasei, non toccate i baffi miei. BAM -Quattro per otto ? MON -Trentadue, una mucca non un bue. BAM -Cinque per quattro ? MON -Venti, questi bimbi son contenti . BAM -Cinque per otto? MON -Quaranta, / luccellino sulla pianta, / sulla pianta gi fiorita, / luccellino ride e canta / per la gioa della vita.

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Abituarsi ad interessarsi della realt ordinaria. E importante abituare gli alunni ad interessarsi alla realt ordinaria che pu offrire molte occasioni e contenuti da osservare, discutere, esprimere e comunicare.
LO SCANTINATO DELLA NOSTRA SCUOLA Testo guidato collettivo: classe quinta. Verbalizzazione di unesperienza reale guidando gli alunni a trovare parole e frasi adatte. Nellangolo delle bidelle c una porta che non avevamo mai oltrepassato e che nascondeva un luogo per noi ancora sconosciuto e misterioso. Siamo andati ad esplorarlo, varcando quella porta pieni di curiosit ed emozionati per la nuova esperienza che ci attendeva. Entriamo in un bugigattolo pieno zeppo di oggetti e materiali delle bidelle: che confusione. Giriamo a sinistra ed eccoci di fronte ad una lunga scalinata, stretta stretta e buia. Ci sembra di trovarci in un luogo misterioso e segreto, come in un labirinto o un castello medievale. Scendiamo cauti e guardinghi. In fondo alla scalinata ci attende un incontro inaspettato: una enorme maschera di cartapesta, con uno spropositato nasone appuntito sembra fissarci enigmaticamente (vedi NOTA) dal muro, dove appesa e dimenticata da chiss quanto tempo. Sembra inchiodata l da un incantesimo, come un oggetto stregato. Forse vorrebbe liberarsi dalla polvere e dalle ragnatele e tornare alla luce del sole, in mezzo alle allegre risate: potremmo accontentarla, e farebbe piacere anche a noi, dato che carnevale. Invadiamo lo scantinato osservando tutto, curiosi ed impazienti. Due strette finestrelle sgangherate lasciano penetrare un po di luce polverosa che illumina un po il locale. C vuoto, squallore e silenzio: lunico rumore il rombo sordo, cupo e monotono del bruciatore sistemato in un angolo. Per il resto sembra che il tempo si sia fermato: tutto vecchiume, abbandono, trascuratezza e squallore. Se non ci fosse il bruciatore sembrerebbe un luogo dimenticato da tempo immemorabile. Le ragnatele pendono da ogni parte e regnano sovrane con la polvere, lumidit e un odore stanto di muffa. Muri e pavimenti sono scrostati, rotti, tutti rovinati. Dovunque volgiamo lo sguardo lo spettacolo si presenta desolante: sporcizia, mattoni, una scopaccia lurida e nera, e....rintanati nei loro oscuri rifugi chiss quanti insetti, scarafaggi, ragni! E il loro regno e noi glielo lasciamo molto volentieri. E risaliamo finalmente allaria aperta, alla luce del sole, che ora ci sembra pi bella. Portiamo con noi lenorme mascherona, liberandola dalla polvere a dalloblo. -Siete proprio capitati a proposito -, sembra pensare , - giusti giusti per il carnevale.

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NOTA -Gli alunni avevano proposto soltanto: sembra guardarci. Linsegnante chiede: -Come ci guardava? Comincia con la lettera f. E cos via finch qualche alunno ci arriva: -Fissarci, sembra fissarci! -E come ci fissava? Qualche alunno dice: -Sembrava misteriosa, misteriosamente -Invece di mistero si pu usare un sinonimoc anche un giornaletto con le parole crociate dal titolo somigliante, ecc. -La settimana enigmisticaenigma! Enigmaticamente! La guida dellinsegnante tanto pi efficace quanto pi riesce a motivare e coinvolgere gli alunni nel cercare e trovare le parole appropriate, le frasi e la punteggiatura adatte, che in tal modo verranno acquisite e padroneggiate stabilmente, suscitandone linteresse e la curiosit: da cur ? = perch ? In italiano si direbbe perchesit.

DAVANTI ALLA SCUOLA Testo guidato collettivo: classe terza. Descrizione dal vero, con la tecnica dell accumulo di immagini

Davanti alla nostra scuola si sente il continuo rumore del traffico: automobili, camions, moto ed altri veicoli. Unauto sportiva sta partendo con un rombo potente: ad ogni accelerata sembra che ruggisca. Una vecchietta attraversa la strada camminando lentamente. Sopraggiungono due cani trotterellando e si fermano sul marciapiede a giocherellare. Ora il traffico cessato: c quiete e silenzio. Si sente qualche uccellino cinguettare. In alto si apre uno squarcio di cielo azzurro tra il fogliame verde e tenero degli ippocastani. Improvvisamente ecco uno scatenamento assordante: un grosso autocarro che passa come una valanga. Un vecchietto sta uscendo a fare una passeggiata. Indossa la giacca e il cappello, anche se fa molto caldo. Cammina adagio, stancamente: sembra che trascini le gambe a fatica. Una mano gli pende tremolante. Si ferma e si fruga nelle tasche, prendendo qualcosa. Allimprovviso sopraggiunge un giovane in calzoncini che si allena correndo: uno spilungone con le gambe lunghe, che sembra uno struzzo. Passa veloce accanto allanziano che lo guarda allontanarsi, pensando forse con nostalga alla sua giovinezza, ormai lontana.

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La calata dei ragni e il portfolio Ai tempi della riforma Moratti (2004) e del portfolio (grosso e ingombrante malloppo per custodire lavori e schede di valutazione di ciascun alunno) raccontai la seguente esperienza didattica risalente a molti anni prima. Lo scrivente stato giovane maestro di campagna. E ricorda che una volta, al primo tepore delle stufe a novembre, dal vecchio soffitto sbucavano e si calavano sulle nostre teste simpatici ragni e ragnetti, e noi, pieni di stupore, smettemmo subito il lavoro iniziato, senza preoccuparci in quale U.A. collocare gli ignari ragni (paronomasia che sfiora il palindromo, allindietro), per ammirare e osservare la scena, e scrivere insieme il testo: La calata dei ragni. Un piccolo capolavoro andato perduto. Se ci fosse stato il portfolio per custodirlo! Adesso esso c: ma i ragni? Guido Petter ha scritto: Il volo del calabrone: la programmazione come progetto e creativit.lasciando spazi bianchi allimprevisto. Come appunto il volo del calabrone che sorprende e stupisce. E la calata dei ragni. E il provvidenziale moscone che consent a Giovanni Mosca di colpirlo a volo con la fionda e conquistare cos gli alunni della 5.a C. (Si veda a pag. 281)

Un testo per lesame Il testo che segue stato elaborato da un alunno di classe quinta, a casa, in preparazione del vecchio esame, con laiuto dello scrivente zio, partendo dal suo vissuto reale e da una bozza iniziale molto sintetica, generica e confusa. C voluto un accurato e paziente lavorio, effettuato a pi riprese in pi giorni, di approfondimento e analisi, di organizzazione logica delle idee e verbalizzazione appropriata. Tale processo di espressione ed elaborazione, che purtroppo non possibile esporre qui, riveste la massima importanza formativa: compiendolo concretamente con laiuto dellinsegnante che lo guida, lalunno impara gradualmente a farlo in modo autonomo. Nellesempio riportato ci voluto parecchio tempo perch lalunno non cera abituato, non avendolo fatto mai, purtroppo, a scuola. Ma se si lavora bene in questo modo, con continuit, fin dalla scuola dellinfanzia, anche su testi orali molto brevi, ma coinvolgenti e motivanti, gli alunni raggiungono agevolmente in modo graduale una notevole autonomia. Pu essere utile anche rimescolare le frasi di un testo gi strutturato, anche di questo che segue, e farle rimettere in ordine dagli alunni ricostruendo e riorganizzando il testo in disordine, sia assegnando i paragrafi, sia facendoli individuare dagli alunni stessi. (Vedi esempi pi avanti)

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LA MIA SORELLINA VALERIA Testo guidato individuale , espositivo-descrittivo. (I paragrafetti tra parentesi in neretto si possono ovviamente omettere, ma sono molto importanti per lorganizzazione logica delle idee)

(Introduzione e descrizione fisica) Io ho una sorellina di nome Valeria che compie 3 anni il prossimo mese di Agosto. E graziosa, morbida e paffutella. Ha un visetto simpatico e sorridente, con due occhietti neri, vispi e birichini, con le ciglia lunghe come una bambolina. Ha una boccuccia carina, con i piccoli dentini da latte. (Carattere e comportamento) E una gran simpaticona, molto graziosa ed affettuosa, e si fa voler bene da tutti. Vuole sempre giocare, parlare e scherzare con noi fratelli, con la mamma, col babbo, con la nonna ed altre persone. E sempre sorridente e contenta, molto socievole e fa subito confidenza con tutti. Spesso fa la spiritosa con delle simpatiche mossette. Quando la mamma rimprovera me e mio fratello Giorgio, lei la imita e ci sgrida anche lei tutta incavolata, con una vocetta squillante, acuta e penetrante. Capisce tutto a volo: una ne fa e cento ne pensa. E sempre in continuo movimento, vispa come uno scoiattolo. Si va arrampicando su tutte le sedie e a volte cade facendosi anche male. Allora si lamenta e piange un po, ma le passa presto, e subito si rimette in movimento. E appassionata di videocassette e le sa mettere da sola. Si entusiasma quando vede gli Aristogatti, e li vuole rivedere anche pi volte. Quando vuole qualcosa testarda, ostinata e caparbia ed insiste finch non la ottiene. Quando si fa la pip o la cacca addosso vuole essere cambiata subito: speriamo che impari presto a farla da sola. (Asilo nido - Cosa le piace fare) Valeria frequenta lultimo anno dellasilo nido. Impara simpatiche canzoncine e filastrocche e le piace molto cantare e ballare con musichette allegre. Le piace anche tagliare, incollare, colorare e pasticciare con colori e pennarelli. Sa gi pronunciare molte paroline storpiandole simpaticamente e facendo brevi discorsetti. Quando stanca si addormenta tranquilla e sembra un angioletto. E proprio una sorellina fantastica.

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Altri esempi di verbalizzazione-espressione guidata

Si impara a fare facendo, a scrivere scrivendo, ad osservare osservando, a descrivere descrivendo, ad argomentare argomentando, ad elaborare mappe elaborando mappe, ad organizzare logicamente le idee organizzando logicamente le idee, ecc, allinizio con la guida significativa e laiuto dell insegnante e/o dei compagni, poi sempre pi autonomamente.

Adolfo Diana osserva: Dopo appena un mese di educazione all osservazione puntuale e precisa di scene di vita, stato sufficiente che una maestra di campagna abbia dettato il testo libero di un alunno di unaltra classe seconda perch un suo alunno, abituato alla osservazione-descrizione efficace, si rendesse conto di essere in grado di poter dire meglio e di pi sullo stesso argomento. Il testo dettato era il seguente.
Nella stalla ho un altro vitellino. E nero e bianco. Dorme sulla paglia. Quando si alza trema. Il nonno lo fa bere al secchio.

Ed ecco il testo scritto dallaltro alunno, molto pi vivo, particolareggiato e preciso.


Nella stalla ho un vitellino che ha appena due giorni. Il suo pelo di color rossiccio. Ha un bel musetto con 2 occhietti vispi e le orecchiette corte e dritte. E attaccato alla mangiatoia con un collanino di corda. Il nonno lo slega. Lo porta a succhiare il latte dalla sua mamma. Il vitellino, mentre cammina, barcolla ancora. Vuole fare qualche piccolo salto. Mentre succhia il latte agita il codino dalla contentezza. Il nonno lo riporta alla mangiatoia. Il vitellino vuole sdraiarsi. Si gira e rigira. Non sa quale gambetta deve piegare. Finalmente vi riuscito: piega la testa e dorme.

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Anche Alfio Zoi insiste sul fatto che per far acquisire agli alunni labitudine ad esprimersi con efficacia, indispensabile guidarli concretamente nell esprimere esperienze e vissuti reali, passando dal significato al significante, per caricare di significato parole, strutture sintattiche e testi, evitando il vuoto verbalismo. Lalunno impara ad esprimersi se lo fa concretamente e motivatamente con laiuto dell insegnante, e non attraverso spiegazioni teoriche e sollecitazioni moralistiche ad impegnarsi. Parlando della osservazione e descrizione, Zoi dice: Sempre, non ci stancheremo mai di ripeterlo, osservando davvero, (io aggiungerei verbalizzando davvero), abituando allanalisi attenta ed alla necessit di usare termini precisi ed efficaci.

Ma non tutte le ciambelle escono col buco

Attenzione per a non esagerare con perfezionismi, virtuosismi e tecnicismi artificiosi. Tale lavoro infatti tanto pi efficace quanto pi semplice e quanto maggiore linteresse degli alunni, senza il quale si rischia di fare un lavoro arido e noioso. Che sarebbe controproducente e perci sarebbe meglio non farlo affatto: ma rinunciandoci si potrebbero anche perdere notevoli opportunit. Quindi nel dubbio forse meglio farlo anche se con qualche limite e difficolt, purch si evitino eccessive forzature. Basta agire cum grano salis e con intelligente buon senso. Consapevoli che non tutte le ciambelle escono col buco, anche perch...non tutti i buchi hanno la ciambella! Linsegnante, soprattutto se ancora inesperto e con una formazione carente a livello didattico, deve colmarla, sia con valide letture e iniziative di formazione, sia attraverso prove, tentativi, e continue piccole scoperte nella propria attivit didattica, accompagnate da una continua riflessione, senza scoraggiarsi, lavorando con tenacia, audacia, sagacia e perspicacia, fonti certe di efficacia. In tal modo egli compie una continua ricerca-azione teorico-pratica, cercando di migliorare costantemente la sua professionalit. Come peraltro ha cercato di fare anche lo scrivente, che, da maestro, si trovato spesso in difficolt, soprattutto i primi anni. Poi pian piano, confidando anche nel fatto che gli alunni imparano. nonostante linsegnante, come ha detto un pedagogista, andato avanti con alti e bassi, cercando di non scoraggiarsi di fronte alle difficolt. Le quali sono state anche occasioni per crescere e migliorarsi. (Si veda a pag. 20)

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2 -TESTI SCRITTI DAGLI ALUNNI MESSI A PUNTO CON LAIUTO DELLINSEGNANTE

Alfio Zoi porta questo esempio. Unalunna di classe seconda ha scritto:


Ieri sera mia mamma mia detto che andava che mi portava col pap anche me al cinema a vedere ciccio e franco e i presidenti di Milano e mio pap non voleva e allora la mia mamma. A detto io vado aletto e il pap si e messo a guardare la tivu e facevano tivusette ma io no e sono andata a letto.

In questo caso, com ovvio, perfettamente inutile correggere il compito, spiegare, mettere note, incitare a far bene. La prossima volta lalunna far altrettanto. Si pu invece prendere come base il lavoro riportato e partire da esso per fare una ricostruzione dellespressione dellesperienza che lalunna ha pur sentito il bisogno o il desiderio di tentare di esprimere. Si tratta cio di cercare di inserirsi nel processo espressivo dellalunna per cercare di guidarlo in modo corretto, senza naturalmente sovrapporsi alla sua esperienza. Si potrebbe per esempio procedere cos. -Che cosa volevi dire alla maestra? Che titolo vogliamo mettere? Si aiuta, si discute e si decide che la bambina ha provato un senso di delusione, perci si invita a scrivere il titolo: Una delusione. Si chiede quindi che cosa accaduto. Si fa formulare e scrivere una sola frase:
Ieri sera la mia mamma mi ha detto che mi portava al cinema con il pap a vedere Ciccio e Franco, ma mio pap non voleva.

Si chiede poi alla bambina come era la mamma quella sera, e lei risponde: -E rimasta male. -E da che cosa capivi che era rimasta male? -La mamma faceva il muso. -Adesso spiega come era questo muso e siccome spieghi quello che hai detto metti i 2 punti. -La mamma faceva il muso: aveva gli occhi bassi, era seria seria. -Brava! Ora cerca di ricordare che cosa fece la mamma, come parlava. -Alla fine la mamma and a letto e disse: -Buona notte! -Come lo disse? -A bassa voce. -Mettiamolo prima di disse, fra 2 virgole, perch unaggiunta.

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Chiediamo quindi che cosa fece il pap. -Il pap, anche lui col muso, si mise a guardare la televisione. -E tu? -Anchio andai a letto un po delusa perch non vedevo Ciccio e Franco. La bambina, alla fine del lavoro, legge il tutto.
UNA DELUSIONE Ieri sera la mia mamma mi ha detto che mi portava al cinema con il pap a vedere Ciccio e Franco, ma mio pap non voleva. La mamma faceva il muso: aveva gli occhi bassi, era seria seria. Alla fine la mamma and a letto e, a bassa voce, disse: -Buona notte! Il pap, anche lui col muso, si mise a guardare la televisione. Anch io andai a letto un po delusa perch non vedevo Ciccio e Franco.

E sempre la sua esperienza, ma espressa in modo corretto ed efficace. A volte bastano 2 o 3 di questi temi guidati in questo modo perch lalunno capisca che cosa vogliamo, che cosa deve fare. Il tempo per questo lavoro occorre assolutamente trovarlo perch non ci sono alternative.
(A. Zoi,La formazione linguistica, vol. 2 )

E un lavoro che si pu fare individualmente, a gruppi o con tutti gli alunni, che cos imparano concretamente, mettendo a punto il testo di un loro compagno, contento di vedere il suo lavoro apprezzato e valorizzato. I testi cos rielaborati e quelli scritti insieme con la guida dell insegnante, possono essere raccolti in una cartella personale ed essere riletti e socializzati, favorendo e sollecitando nei compagni, per associazione, la rievocazione di esperienze analoghe, parlandone un po e suscitando il desiderio di esprimerle. E importante valorizzare le esperienze ordinarie, spesso trascurate. Per non dimenticare i vissuti cos rievocati opportuno appuntarli con brevi titoli in una pagina o scheda, in modo da formare un repertorio di titoli personali tra cui scegliere per scrivere eventuali testi liberi. Altrimenti c il rischio che molti alunni, invitati a scrivere un testo libero, non abbiano niente da dire. Invece di solito hanno molte esperienze e vissuti significativi, come ad es. quello che segue. Ma se non sono sollecitati, guidati ed abituati a rievocarli ed esprimerli, non si rendono conto n che possono farlo, n di come si faccia.

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I topi in cantina

In una classe terza uno di 2 gemelli ripetenti, con grossissime difficolt, aveva scritto un testo pieno di errori in cui per raccontava unesperienza molto viva ed intensa e del quale purtroppo non ho conservato loriginale. Colsi loccasione per farne una bella messa a punto collettiva, con grande interesse e partecipazione di tutti, discutendo luso di parole, frasi, punteggiatura pi appropriate per esprimere efficacemente lesperienza che tra laltro era comune anche ad altri alunni. Ecco il testo definitivo. La prima parte espositivaoggettiva-denotativa; la seconda narrativa-descrittiva-espressiva.

I TOPI IN CANTINA Spesso mio padre scende in cantina a preparare le trappole per i topi. Prende alcune tavolette e ci spalma sopra un mastice appiccicosissimo, fatto apposta; poi ci mette un po di cibo. I topi corrono a mangiarlo, restano attaccati e non possono pi andarsene. Quando mio padre ritorna a controllare, il giorno dopo, ne trova sempre alcuni tutti appiccicati nel mastice. Ci sono ancora molti topi vivi. Mio padre vuole scoprire il buco da cui escono, ma non riesce a trovarlo. Una volta, mentre se ne stava in cantina a preparare le tavolette, un topo gli improvvisamente passato sopra i piedi facendolo trasalire. Sistemate le trappole siamo usciti dalla cantina chiudendo la porta; poi ci siamo messi a spiare attraverso le sue fessure, zitticome topi. Non si sono fatti attendere molto i topi veri: qualche minuto di attesa, ed eccoli sbucare! Prima uno, poi un altrocorrono al cibo ma ahim! Il mastice li imprigiona senza scampo, come una morsa inesorabile. Si divincolano disperatamente i malcapitati, tentano di liberarsi in tutti i modi, ma invano: ogni sforzo inutile, ormai sono in trappola.

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King Kong

Ecco un altro esempio riguardante un testo descrittivo. Frase di un testo di un alunno che parlava di un carro di carnevale con il mostro King Kong (negli anni 70/80), che molti ricordano.
Sulle dita King Kong aveva delle unghie, muoveva le dita e per me era un capolavoro di meccanica.

Stessa frase messa a punto con laiuto e la guida dellinsegnante.


King Kong muoveva lentamente e minacciosamente le dita, munite di unghioni neri ed aguzzi.

Descrizione di King Kong fatta insieme, guidando e coinvolgendo gli alunni, molto motivati ed interessati, che conoscevano molto bene il mostro, a trovare parole e frasi adatte, con un registro espressivo.
KING KONG Il mostro era enorme e sovrastava un palazzo. Aveva un nasone sporgente, le zampe larghe, lunghe e pelose, e due occhiacci pieni di violenza. Muoveva lentamente e minacciosamente le dita, munite di unghioni neri ed aguzzi. Si girava a brevi intervalli emettendo in continuazione degli urli terrorizzanti. (Frase poi sostituita con quella che segue, pi sintetica ed efficace). Si girava urlando: incuteva terrore!

Tale lavoro ovviamente tanto pi efficace quanto pi si riesce a coinvolgere gli alunni nel trovare le parole, le frasi e la punteggiatura appropriate. In tal modo essi imparano dal vivo e si abituano a scrivere in modo corretto ed espressivo, come nei testi scritti senza nessun aiuto da parte dell insegnante riportati pi avanti, a pag. 149, al punto 4-A.

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3 - TESTI SCRITTI AUTONOMAMENTE DAGLI ALUNNI DOPO CONVERSAZIONI, LETTURE, SPIEGAZIONI

Questo approccio didattico quello pi tradizionale. Mi sembra che sia ancora abbastanza diffuso, in particolare per sollecitare lespressione dei vissuti insieme con la riflessione, in testi definiti da Roncada-Budriesi argomentativi letterari, personali, intuitivi, flessibili ed integrati, ma anche un po vaghi, ai quali spesso corrispondeva il tradizionale Tema, e di cui si riportato un esempio con il testo Schiavi del video. Come gi detto sono testi importanti per la formazione del giudizio e del pensiero critico valutativo. Spesso per sono criticati perch possono scadere nello spontaneismo generico, sia per la forma, sia per il contenuto, che pu appiattirsi su considerazioni un po scontate o su luoghi comuni: Un deserto di idee attraversato da carovane di luoghi comuni, come fu giudicato un tema allesame di maturit. Dipende molto da come si lavorato sia a breve che a lungo termine, e dagli argomenti scelti, oltre che dalle capacit degli alunni.

E MEGLIO AVERE FRATELLI E SORELLE O ESSERE FIGLI UNICI ? Avere fratelli (gemelli nel mio caso) pu dare soprattutto vantaggi , ma anche alcuni svantaggi. I vantaggi di avere fratelli o gemelli sono: si ha sempre qualcuno con cui giocare; non si sta mai in solitudine; si ha sempre qualcuno che ti pu aiutare. Ad esempio qualche volta si hanno difficolt a fare i compiti ma si possono superare anche grazie ad un fratello. Ci sono anche svantaggi ad essere fratelli perch, stando tutti i santi giorni con la stessa persona, a volte si finisce col litigare. Quelle volte che litighiamo ce le diamo di santa ragione. Volano calcioni e sberle, e dopo ne volano delle altre, ma sono quelle di pap. Secondo me essere figli unici non pu dare vantaggi. Un grande svantaggio quello di restare sempre (o quasi) da soli. (LUCA) (LEducatore, n 22/90)

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4-TESTI SCRITTI AUTONOMAMENTE DAGLI ALUNNI SENZA UNA PREPARAZIONE SPECIFICA 4 A - TESTI LIBERI SCELTI DALLALUNNO E il cosiddetto testo libero, che per pu scadere nello spontaneismo semplicistico, generico e banale se non preceduto, accompagnato e seguito dagli interventi formativi visti nei punti precedenti, vlti a far acquisire agli alunni le competenze e le abilit linguistiche ed espressive necessarie per essere autonomi, cosa che ovviamente si verifica in tempi diversi a seconda delle diverse capacit di ciascun alunno. Gli esempi riportati sono testi espressivi. Ma tale autonomia sia nella scelta che nell elaborazione pu valere anche per altri tipi di testo. La guida dellinsegnante per raggiungerla decisiva, perch non vero che scrittori si nasce. Tutti possiamo migliorare molto, ovviamente in rapporto alle nostre capacit e al nostro impegno, ma anche grazie allaiuto ed alla guida competente degli insegnanti, come dimostrano in parte i testi seguenti, scelti e scritti autonomamente, ma dopo molto lavoro fatto con linsegnante.
IL CAVALLO GIPO Ieri sono andata a chiamare il pap nella stalla. Dalla finestra ho visto che era solo, poi ho sentito che parlava col cavallo. Sono rimasta sbalordita e mi sono fermata. Diceva: -BRAVO GIPO, BRAVO ! HAI SETE? SEI ANCORA SUDATO EH! DOMANI SARA PIU LEGGERA. E lo accarezzava sulla testa e Gipo la mandava su e gi. Io ero stupta e contenta a sentire che il pap parlava cos col cavallo. Sono tornata indietro in punta di piedi senza chiamarlo. (Alunna di classe seconda. ) (Alfio Zoi)

UN

FUNGO

VELENOSO

Un giorno io e Samuele stavamo nel bosco. Io propongo: -GUARDA, UN FUNGO VELENOSO! AVVICINIAMOCI UN PO. Samuele stava per toccarlo, ma io gli ho afferrato la mano e glielho tirata indietro: -SEI MATTO ! CI POTRESTI MORIRE ! Io prendo un bastone e lo spappo: il fungo comincia a fumare. Io dico: - E MEGLIO TAGLIAR CORTO. E ce ne siamo andati. (Milena, classe seconda).

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4 B -TESTI ASSEGNATI: COMPITO IN CLASSE, A FREDDO E il compito in classe assegnato senza alcuna preparazione.
TEMA: Descrivi la tua casa La mia casa tutta sgarrupata, i soffitti sono sgarrupati, i mobili sgarrupati, le sedie sgarrupate, il pavimento sgarrupato, i muri sgarrupati, il bagnio sgarrupato. Per ci viviamo lo stesso perch casa mia e i soldi non cene stanno. Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene neanche la casa sgarrupata, e perci non ci dobbiamo lagniare: il Terzo Mondo molto pi terzo di noi. Ecc..... Io voglio bene alla mia casa sgarrupata, mi ti ci sono affezionato, mi sento sgarrupato anchio. (Da Io speriamo che me la cavo, ridotto)

TEMA Spiega il significato di questa frase di Ges: -E pi facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli.

A Arzano meno male che siamo tutti poveri. A Arzano non c nessuno che chiede la limosina perch sa che nessuno gliela pu dare. Per un ricco c: il sindaco di Arzano che ha la Mercedes, la testa-rossa e una bicicletta. A lui il cammello entra! Questa frase di Ges significa che i ricchi sono egoisti e i poveri no. Io conosco (ma no a Arzano, a Napoli), una famiglia che un fratello sta senza casa e un altro fratello ci ha tre case, e questo fratello che ci ha tre case bestemmia perch ci ha solo tre case e non quattro, mentre laltro fratello prega alla Madonna che ci d almeno una piccola casa. Questo fratello che ci ha tre case tutte le domeniche si fa la comunione, per a quellaltro fratello che non ci ha la casa non gliene da neppure una di case. Per questo fratello di tre case anche per lui il cammello entra! (Da Io speriamo che me la cavo)

Lalunno ha cercato di riflettere come ha potuto scrivendo un testo argomentativo letterario sui generis. Il tema, svolto in modo spontaneo, che ne costituisce anche il grande pregio, potrebbe dar luogo a una ricerca, scoprendo ad esempio che per i calvinisti la ricchezza era un segno della benevolenza divina, con vantaggi per leconomia.

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5 - TESTI SCRITTI AUTONOMAMENTE DAGLI ALUNNI DOPO UNO STUDIO O RICERCA

E un approccio che riguarda soprattutto i testi cognitivi-espositivi e/o argomentativi, in cui si approfondisce la conoscenza di un certo argomento o si riflette criticamente su di un determinato problema. Per fare tale lavoro gli alunni devono conoscere largomento con un certo anticipo per poter compiere le necessarie letture e ricerche e quindi elaborare una sintesi personale, anche in tempi distesi, con un lavoro anche in progres, fatto a pi riprese, magari anche a casa, in modo flessibile, per rielaborare il testo. C ovviamente il rischio che gli alunni siano tentati di scopiazzare se non si adottano le condizioni e le modalit didattiche idonee per evitare che ci avvenga, tra cui soprattutto un interesse autentico a scrivere e comunicare il testo, che pu sorgere anche grazie ad opportune sollecitazioni dellinsegnante, evitando di far scrivere soprattutto, se non soltanto, per valutare: assicurandosi che gli alunni abbiano qualcosa da dire che gli interessa, e non soltanto da dire qualcosa, per il voto.

Un alunno aveva scritto in un tema: Siamo andati in gita. La maestra corresse con il pi aulico: Ci siamo recati in gita. Con la lingua del signor Provveditore, come dice Rodari.

NOTA - Recarsi deriva dal gotico rikan (ammassare, portare), da cui Reca-nati, il paese con la maggiore fertilit. E qual la citt pi positiva delle Marche? E Jesi: yessi. Frazionando una parola si ottengono battute curiose (dal latino cur, perch?), e si pu fare il gioco della sciarada (si veda a pag 209). Sono stato a Bari: a Bari centro cera tutta gente molto equilibrata. Dove si trovavano esattamente i farisei? Tra i faricinque e i farisette.

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ORGANIZZAZIONE LOGICA DELLE IDEE

1-LO SCHEMA LOGICO O MAPPA CONCETTUALE


I COMPITI A CASA Testo argomentativo. (Scuola Italiana Moderna , n 3 /95)

Il problema sorto fra gli alunni stato quello, pi volte discusso, dei compiti a casa. Alla discussione ha partecipato anche linsegnante esponendo il proprio punto di vista. I concetti emersi sono stati i seguenti, elencati nellordine cronologico in cui sono stati espressi.
-Parecchi portano la giustificaziuone. -C sempre qualcuno in casa che aiuta. -Molti hanno impegni sportivi. -A scuola si lavora di pi in comune. -E meglio non assegnare compiti a casa. -E necessario verificare gli apprendimenti. -I compiti a casa si fanno da soli. -Non si riesce a svolgere tutto il lavoro. -Darne, ma pochi -Ogni insegnante d qualcosa da fare.

I concetti espressi vanno organizzati logicamente, e si potrebbe costruire anche uno schema logico o mappa concettuale.
1 - E meglio non assegnare compiti a casa: -non si riesce a svolgere tutto il lavoro; -ogni insegnante d qualcosa da fare; -molti hanno impegni sportivi: portano la giustificazione. 2 - E necessaria una verifica: -a scuola si lavora di pi in comune; -i compiti a casa si fanno da soli, anche se qualcuno aiuta. 3 - Dare pochi compiti.

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A questo punto si pu scrivere un testo ordinato, suddiviso in 4 parti :

I COMPITI A CASA

Breve introduzione Lassegnazione dei compiti da svolgere a casa dibattuto. un problema molto

Parte a favore della prima tesi: approvazione Molti asseriscono che non si devono dare compiti da svolgere a casa , in quanto ogni insegnante pretende che si faccia qualcosa per la sua disciplina ed a causa di ci gli alunni non riecono a svolgere tutto il lavoro. Inoltre molti ragazzi sono impegnati al pomeriggio nella pratica di vari sport e portano la giustificazione per i compiti non eseguiti.

Parte a favore della tesi opposta: confutazione Gli insegnanti, al contrario, affermano che necessaria una verifica degli apprendimenti, dato che a scuola si lavora di pi in comune, mentre a casa gli alunni lavorano da soli, anche se talvolta qualcuno li aiuta.

Parte conclusiva: mediazione Per trovare una soluzione ragionevole ed accettabile bisognerebbe che fossero assegnati dei lavori, ma pochi, in modo da consentire la verifica e contemporaneamente lasciare anche ai ragazzi del tempo libero.

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IL TRAFFICO NELLE GRANDI CITTA (Testo espositivo) (Maria Teresa Serafini, Come si fa un tema in classe, Bompiani.)

Idee espresse dagli alunni associate alla rinfusa Si possono rappresentare in un grappolo associativo

-Confusione, mal di testa, esaurimento nervoso. Puzza; nelle ore di punta in centro conviene tenere le finestre chiuse; destate in centro conviene avere laria condizionata. -Clacson: inquinamento acustico; non si riesce ad ascoltare bene la musica in casa; il volume della televisione sempre alto per superare il rumore del traffico. -La gente dovrebbe usare di pi i mezzi pubblici; i mezzi pubblici andrebbero potenziati; i comuni non hanno soldi. Unora per andare e tornare dal lavoro: si dovrebbero scalare gli orari di lavoro. -La metropolitana snellisce il traffico: non bello andare in metro-politana destate, troppo caldo, dovrebbero metterci laria condizionata. -A Roma bisogna costruire delle circonvallazioni; le tangenziali sopraelevate a Roma hanno rovinato gli ultimi piani dei palazzi. Bisogna eliminare il traffico nelle strade strette del centro: i negozianti protestano; alla gente in genere piace fare lo shopping libera di camminare senza macchine: bello camminare in via Frattina a Roma e guardare i negozi. -Difficolt di lavorare per chi si deve spostare in citt: ritardi negli appuntamenti; lentezza. -Inquinamento: si rovinano i monumenti; crea problemi alla salute della gente.

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Stesse idee organizzate logicamente Si possono rappresentare con una mappa concettuale
1-Cause -Strade strette: in citt antiche; per la speculazione edilizia -Indisciplina: parcheggi che intralciano il traffico; non rispetto stop. -Scarso uso dei mezzi pubblici.

2-Conseguenze Sulle cose -Inquinamento: polvere sui davanzali; i monumenti si rovinano; vedere p.es. la statua di Marco Aurelio. Sulle persone -Rumore, perdita di tempo: esaurimenti nervosi. -Puzza, incidenti

3-Rimedi Azioni sulla citt -Potenziare mezzi pubblici e metropolitana. -Elaborare e rispettare piani regolatori: eliminare il traffico dalle zone vecchie; -costruire circonvallazioni. Azioni sulle persone -Scalare gli orari di lavoro. -Aumentare le multe, ad es. per i divieti di sosta.

Verbalizzazione in un testo espositivo: () (Omessa)

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2 -PARAGRAFI o CAPOVERSI

Mettiamo a disposizione degli alunni un testo con frasi in disordine e facciamolo ricostruire con luso di capoversi. Ad es. Il testo seguente contiene 5 frasi in disordine.
IL MANDARINO Il mandarino ricco di vitamina C. E ottimo per preparare spremute ed anche marmellate. I mandarini sono pi piccoli delle arance e schiacciati nella parte superiore. La buccia contiene una sostanza aromatica : il limonene. Si pu anche usare per fdare unomelette dolce

Riorganizza le frasi stesse ristrutturando il testo in base ai seguenti 3 capoversi o paragrafi : aspetto; caratteristiche; usi.

IL MANDARINO Aspetto I mandarini sono pi piccoli delle arance e schiacciati nella parte superiore. Caratteristiche Il mandarino ricco di vitamina C. La buccia contiene una sostanza aromatica : il limonene. Usi E ottimo per preparare spremute ed anche marmellate. Si pu anche usare per fare unomelette dolce. (Alfio Zoi, Oltre lo schema logico)

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LETTURA E COMPRENSIONE DEL TESTO

Si riportano 2 tecniche semplici ma utili per favorire la lettura e la comprensione del testo proposte da Alfio Zoi nel libro La formazione linguistica, 3-La lettura.

Il testo tagliato Preparare un semplice testo in una scheda . Una copia del testo va tagliata in strisce che contengano un paragrafo o due. Alcuni alunni mescolano le strisce, che vengono distribuite ai compagni. Chi ha la striscia col titolo la mette sul tavolo. Gli altri leggono le loro strisce: chi ha la prima la mette sotto il titolo; chi ha la seconda la mette sotto la prima e cos via fino alla ricostruzione del testo. Il racconto in disordine Scriveremo in disordine, alla lavagna o su schede, i vari periodi di un breve e facile racconto. Gli alunni dovranno riordinare i periodi in modo logicoe corretto. Per farlo devono evidentemente capire i rapporti fra i vari periodi, quei rapporti logici che sono al di l delle singole parole.
Esempio:
Si mette a piangere forte. Il bambino non piange pi. Si scotta una mano. Il bambino accende il fuoco. La mamma gli mette lolio sulla scottatura.

Gli alunni ricostruiscono:


Il bambino accende il fuoco. Si scotta una mano. Si mette a piangere forte. La mamma gli mette lolio sulla scottatura. Il bambino non piange pi.

Quelli che non capiscono vanno guidati: -Leggiamo solo il primo pezzo: Si mette a piangere forte: non si capisce chi e perch. -Vediamo se c un pezzo che ce lo dice: Si scotta una mano. -Ora vediamo se c un pezzo che ci dice com andata: Il bambino accende il fuoco; e cos via. Quindi si chiede se qualcuno sa unire due o pi pezzi in un altro modo.

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In una seconda abbiamo avuto queste proposte:


-Il bambino accende il fuoco. Si mette a piangere forte perch si scottato una mano.. -Il bambino si mette a piangere forte perch, mentre accendeva il fuoco, si scottato una mano. -Il bambino non piange pi perch la mamma gli ha messo lolio sulla scottatura che si era fatto per accendere il fuoco.

Lalunno, in questo modo, intuisce che gli stessi eventi e gli stessi rapporti fra di essi possono essere resi in vari modi con il mezzo linguistico: ora mettendo in evidenza lordine logico nel tempo (prima fa questo, poi fa quelloecc.; ora collegando alcuni fatti in modo da mettere in evidenza dei rapporti causali (fa questo perch ha fatto quello, ecc) ; ora mettendo in evidenza alcuni rapporti temporali (fa questo mentre fa quello.); ora mettendo in evidenza rapporti causali e temporali insieme, eccCon questi esercizi lalunno intuisce operativamente dei rapporti, impliciti o espliciti fra i periodi, ed ovviamente legge bene, capndo quello che legge. Un bambino di classe seconda, che leggeva stentatamente, dopo alcuni di questi esercizi, ha letto chiaramente, con le giuste intonazioni e pause, un periodo di questo tipo:
Mentre il pap usciva di casa, il signor Luigi apr la porta perch uscisse il cane. E cos il pap and a passeggio con il cane del signor Luigi.

Come riprova gli stato chiesto di staccare i pezzi del raccontino. E lalunno ha scritto:
Il pap usciva di casa. Il signor Luigi apr la porta. Il suo cane usc. Il pap and a passeggio con il cane del signor Luigi.

(Alfio Zoi, La formazione linguistica, 3-La lettura) (Si veda a pag. 83 -Verbalizzare in modi diversi)

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Riferimenti bibliografici

Maurizio Della Casa, Lingua, testo significato, La Scuola. Dario Antiseri, La filosofia del linguaggio, Morcelliana Cesare Marchi, Impariamo litaliano, BUR Alfio Zoi, La formazione linguistica, voll. 1 - 2 , La Scuola, 75 Alfio Zoi, La formazione linguistica, vol. 3, La Scuola 82 Roncada-Budriesi, Testi, idee, percorsi, vol. 3 , (antologia), SEI Maria Teresa Serafini, Come si fa un tema in classe, Bompiani. Lerida Cisotto, Didattica del testo. Processi e competenze, Carocci

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APPENDICE

Un esercito di scimmie scriver lAmleto

Cicerone () scrive: Come non provare meraviglia che dalla casuale unione di atomi sia derivato il mondo con tutti i suoi splendori? Sarebbe come se si radunassero innumerevoli esemplari delle ventuno lettere dellalfabeto, si gettassero a terra e si costituissero tutti gli annali di Ennio: un risultato che il caso fortuito non riuscirebbe a realizzare neppure per un solo verso. Tuttavia, in seguito, tutti a criticare lingenuit di questo stupore, in nome dei principi della probabilit e della legge dei grandi numeri. Nel 1913 il matematico Emile Borel () sosteneva che un milione di scimmie ammaestrate a battere a caso, per 10 ore al giorno, sui tasti delle loro macchine da scrivere, (.) sarebbero state capaci, con disponibilit di tempo, a digitare la copia esatta di tutti i libri, di ogni genere e lingua, della pi ricca biblioteca del mondo. Una quindicina di anni dopo compare lancor pi famoso remake inglese, a cura di Arthur Eddington, successore del figlio di Darwin alla cattedra di astronomia di Cambridge: Se un esercito di scimmie battesse a caso su macchine da scrivere per un tempo sufficiente, prima o poi esse scriverebbero tutti i libri del British Museum. Limmagine troppo accattivante per essere lasciata cadere nelloblio, ed infatti viene ripescata da molti autori e condita nei vari generi letterari. Ma non appena le capacit delle macchine lo hanno permesso alcuni studiosi si sono accinti alla verifica. Set Lloyd, pioniere dei computer quantistici al Mit e autore di una variante interessante dellargomento esposta nel libro Il programma universo, ha voluto calcolare la probabilit di scrittura casuale dellAmleto da parte di una scimmia, giungendo al seguente risultato: assegnando un congruo tempo per ogni battuta, e non considerando la variabile maiuscole/minuscole, occorrerebbero 14 miliardi di anni per scrivere la scena prima dellatto primo dellAmleto, ovvero, grosso modo, il tempo intercorso dal big bang ad oggi. Nel frattempo Nick Oggard, ha fatto di pi sul versante della simulazione, creando lapposito programma Monkey Shakespeare simulator, e un sito per assistere allesibizione. Lultima documentazione stimava che, dopo 2.737.850 milioni di miliardi di miliardi di anni, erano usciti 24 caratteri consecutivi del secondo atto dellEnrico IV. Morale: non dobbiamo pretendere poi troppo dal buon vecchio cieco caso. (Andrea Vaccaro, su Avvenire, 8/10/ 09)

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Per dare unidea della precisione incredibile con cui sembra che luniverso sia stato regolato basta immaginare la prodezza che dovrebbe compiere un giocatore di golf per riuscire, tirando dalla terra, a far entrare la palla in una buca situata sul pianeta Marte. In altre parole, la probabilit matematica che luniverso sia stato generato dal caso praticamente nulla. (Igor Bogdanov, fisico, in Jean Guitton, DIO E LA SCIENZA) Lastronomo Fred Hoyle fece notare che la probabilit che la vita si sia formata per caso sulla terra inferiore a quella di fare 50.000 volte consecutive 6 ai dadi. (FOCUS agosto 2007) Gli uomini, per superare il mistero del mondo, sono ricorsi al mistero di Dio. E gli scienziati, (alcuni), per superare il mistero di Dio, sono ricorsi al mistero del Caso. Che il pi misterioso di tutti. (G. Pontiggia)

MISTERO Luomo per il quale non pi familiare il senso del mistero, che ha perso la facolt di meravigliarsi e umiliarsi di fronte alla Creazione, un uomo morto. (Albert Einstein) Immenso buco nero che fagocita il pensiero. E c allor chi spara a zero contro il buco del mistero. Ma Pascal ha detto bene la Ragione ne conviene, Il passo supremo della ragione riconoscere come gi diceva Dante al matto grullo farneticante; che c un infinit di cose che la sorpassano. e concorda lo scienziato sul mistero del Creato. (Pascal, grande fisico, matematico e filosofo: pensiero 267) (Ennio Monachesi) Matto chi spera che nostra ragione possa trascorrer linfinita via che tiene una sustanza in 3 persone. (Dante, Purgatorio, III, 34-36)
(G. Leopardi, Ultimo canto di Saffo)

(..) i destinati eventi mve arcano consiglio. Arcano tutto..

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Alexis Carrel

J-J. Antier e J Guitton, nel libro Poteri misteriosi della fede, parlano di Alexis Carrel, premio nobel per la medicina nel 1912: Se mai esiste un osservatore imparziale, lo fu Alexis Carrel. Giovane medico, ateo dichiarato, scaraventato nel 1903 in unavventura incredibile. Si trovava sul treno degli ammalati di Lione, avendo accettato di sostituire il medico volontario impedito di partire. Carrel chiamato ad assistere una ragazza morente, Marie Bailly, che soffre di peritonite tubercolare ereditaria allultimo stadio. Il suo medico ha accettato con rammarico di lasciarla partire, convinto che sarebbe morta durante il viaggio. Il viaggio in effetti va male e Carrel deve sostenerle il cuore con iniezioni. Davanti alla grotta Carrel non la perde mai di vista: lei peggiora sempre pi ed egli si aspetta di vederla morire da un momento allaltro. Allora dice: Se costei guarisce, sarebbe davvero un miracolo: crederei a tutto e mi farei monaco. (J. J. Antier - J. Guitton) Narra A. Pavese: Mentre avveniva il trasporto nella Piscina, un medico dichiar la ragazza in agonia. Le dame non limmersero e la bagnarono solo con lacqua sul ventre enorme e poi la portarono davanti alla grotta. Mentre la gente pregava, Carrel trasal guardando la morente, perch laspetto cadaverico sembrava scomparso e il viso era meno pallido. Pens di avere unallucinazione, si avvicin e costat che il respiro non era pi affannoso: la figura della moribonda si trasform. Il medico pens dimpazzire perch, sotto i suoi occhi, il volume del ventre enorme stava diminuendo. In 20 minuti, fra le 14 e 40 e le 15 il ventre divent piatto. Il cuore ritorn a battere regolarmente.Carrel sconvolto e si chiude in albergo: errore di diagnosi o diventato pazzo? La sera va allospedale e deve arrendersi: lagonizzante cianotica una persona normale. (A. Pavese) Jean Guitton osserva: Carrel sbalordito osserva e annota tutto. Marie Bailly, riportata in ospedale, chiede da mangiare; si alza, cammina, normale: tutti i medici presenti la controllano accuratamente. Un po in disparte, Carrel avverte la provocazione di un immenso sconvolgimento: gli manca la terra sotto i piedi, tutte le sue certezze scientifiche e i suoi dubbi filosofici sono spazzati via. Era la cosa impossibile-, scrive, -il miracolo si era verificato! Che impressione spaventosa e deliziosa offre questo spettacolo unico della vita che rapidamente entra in un organismo quasi distrutto! La guarigione di Marie Bailly sar definitiva e lei si far suora, consacrando la sua vita agli ammalati, e morir a 57 anni. Dopo un lunghissimo e doloroso itinerario, che va da l Uomo questo sconosciuto, fino alle Riflessioni sulla condotta della vita, Carrel si convertir. (J.J. Antier - J. Guitton)

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Carrel osserva: Poca osservazione e molto ragionamento conducono all errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verit. E come dicevano gli antichi: Contra facta non valent argumenta. (Contro i fatti non valgono i ragionamenti). Non senza una rigorosa verifica dei fatti stessi, ed una approfondita riflessione sul loro significato, per cercare di trovare il bandolo della babelica matassa esistenziale.

Miguel Pellicer e Peter Van Rudder

Miguel Pellicer, il 29/3/1640 riebbe di colpo una gamba amputatagli 2 anni prima, come fu accertato con un rigoroso processo, con documenti e testimonianze, tra cui quelle del chirurgo che laveva operato, di cui parla Messori nel libro Il miracolo: indagine sul pi sconvolgente prodigio mariano. Messori parla anche di Peter Van Rudder, che Lavorando come giardiniere, il 16/2/1867 ebbe la gamba sinistra fracassata sotto il ginocchio dalla caduta di un albero. I medici costatarono la completa frattura di tibia e perone, separati da un vuoto di 3 cm. Nella diagnosi era scritto: La frammentazione dellosso (frattura comminuta) fu cos grave che scuotendo larto si sentivano tutte le ossa urtare le une contro le altre come noci in un sacco. Gli spezzoni bucavano la pelle, provocando non solo atroci sofferenze, ma anche una orribile piaga purulenta. Il calvario delluomo dur pi di 8 anni, durante i quali le visite e le cure, pur tutte inutili, costruirono un imponente dossier di documenti che fu prezioso per il giudice successivo. Tra i medici che lo visitarono, e che resero poi testimonianza, ci fu anche il celebre prof. Thiriart, chirurgo della casa reale belga, che propose lamputazione dellarto, ma il Van Rudder la rifiut sempre con fermezza. La sua viva devozione alla Madonna si era rafforzata da quando anche nel suo villaggio erano cominciate ad arrivare notizie dei fatti di Lourdes. Il 7 aprile 1875 il Van Rudder, sorretto dalla moglie, con uno sforzo titanico e tra dolori strazianti, prima con un treno e poi su un omnibus a cavalli, riusc a raggiungere il paese di Oostaker, in cui era stata costruita una riproduzione della grotta di Lourdes e ne era nato un pellegrinaggio locale. Diamo la parola alla relazione ufficiale: Giunto davanti alla statua della Vergine, luomo implor il perdono dei propri peccati e la grazia di poter riprendere il suo lavoro per mantenere la numerosa famiglia. Subito sent passargli nel corpo ci che defin una specie di rivoluzione.

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Non rendendosi ancora conto di quello che era successo, lasci cadere le stampelle, si mise a correre e si gett in ginocchio (cosa per lui impossibile ormai da 8 anni) davanti allimmagine dellImmacolata. Soltanto udendo le grida della moglie si rese conto di essere stato istantaneamente e completamente guarito. Dir il primo referto, stilato poche ore dopo dai 2 medici curanti: La gamba e il piede, assai gonfi, hanno riassunto di colpo il volume normale, restringendosi tanto che il cotone e le bende sono caduti da soli. Le 2 piaghe in cancrena appaiono cicatrizzate. Soprattutto la tibia e il perone fratturati si sono ricongiunti, malgrado la distanza che li separava. La saldatura risulta completa, cos che le 2 gambe sono di nuovo di lunghezza uguale. Il visconte Alberich du Bus, notabile della Gran Loggia massonica del Belgio, senatore del partito anticlericale, si convert al cattolicesimo, vedendo il suo giardiniere ritornare guarito di colpo dal pellegrinaggio. Per i 23 anni che ancora visse, Van Rudder fu seguito dai sanitari che, unanimi, si riconfermarono nella inspiegabilit, (anzi nella impossibilit) del caso. Le universit belghe, per 23 anni, fino alla morte del miracolato, seguirono il caso e vollero poi fare lautopsia che mostr le tracce chiarissime non solo della saldatura istantanea, ma anche della crescita dellosso: la relazione scientifica si arrende allipotesi di quello che chiama un chirurgo invisibile e misterioso.

Carla De Noni Unanaloga ricostruzione inspiegabile della mascella fracassata dai proiettili avvenuta a suor Carla De Noni, vivente, per intercessione di San Filippo Rinaldi, salesiano. Saverio Gaeta scrive: Il 20 aprile 1945, la trentaquattrenne suor Carla De Noni, (.) aveva lasciato il convento di Villanova per recarsi a Mondov, distante 6 Km., con il tramvai delle 13 e 40 per portare un rifornimento di viveri ai partigiani. Poco dopo la fermata di Biella, un aeroplano inglese spar alcune raffiche di mitragliatrice contro il convoglio. -Venni colpita da una furia di proiettili-, ha raccontato in seguito la suora, -per cui riuscii a stento a trascinarmi in una casa vicinaEcc Il vigile del fuoco Luigi Algarotti, intervenuto per i soccorsi, ha riferito: -Lo spettacolo che mi si present era cos pietoso da commuovermi profondamenteTutto il mento le ricadeva sul petto, a brandelli, e la lingua le penzolava in avanti. Mi parve in uno stato disperatissimo, e quasi agonizzante. Ecc. Il dottor Fenoglio continu a intervenire per asportare i frammenti dosso che mantenevano in atto linfezione, cosicch alla fine, fra i 2 monconi ossei, rimaneva uno spazio che ne interrompeva la continuit per circa 6 cm. Ecc

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Per tutto maggio e giugno la comunit continu a pregare con fiducia don Filippo Rinaldi, in odore di santit. Ecc. Proprio sul finire di giugno, un pomeriggio, suor Carla dorm per circa unora e mezza. Al risveglio si accorse che qualcosa di eccezionale era accaduto: Provai una sensazione di benessere, di forza: mi sentivo bene. Mi alzai, per la prima volta dopo il 20 aprile, mi avvicinai al lavandino e mi sedetti. Volli togliere le fasciature che sorreggevano il mento, e con mia grande commozione mi accorsi che il mento non cadeva pi. Vi portai le mani e sentii che vi era dentro del duro e che la lingua stava al suo posto. Potei chiamare, per la prima volta, la sorella che era nella camera vicina, pronunciando bene le parole. Lo stupore di suor Maria Celina e della madre superiora, subito accorse, fu ovviamente enorme. -Quando giunse il dottor Fenoglio per la consueta medicazione-, ha proseguito suor Carla, -non gli dicemmo niente dellaccaduto: lo vidi farsi pallido allorch, palpando il mento, si accorse del cambiamento operatosi in me. Indugi nella palpazione, e lo intesi dire: -Qui c di nuovo losso! Ricordo che con lui cera un suo bambino al quale dissi: -Fatti bravo anche tu come il pap, che toglie e fa rinascere le ossa. Al che il dottor Fenoglio, pur poco praticante in fatto di religione, rispose: -Io non son capace a far di queste cose: stato qualcuno molto superiore a me. Ecc.. Il professor Matl and ancora pi a fondo, ponendo in risalto la demolizione delle parti molli, soprattutto del pavimento della bocca: I proiettili che colpirono la suora, provenienti da una mitragliatrice aerea, hanno un effetto veramente devastante. Il ripristino degli elementi muscolari numerosi, complessi, importanti per il normale dinamismo della cavit orale e per la fonazione da considerarsi eccezionale, ecc.. Secondo il prof. Fortunato, a dimostrazione che la guarigione di suor Carla non un evento naturale, c anche la conservazione della curvatura dellarea mentoniera: Il ripristino del normale rapporto anatomico ecc. non pu essere spiegata dalle attuali conoscenze mediche. (Saverio Gaeta, Miracoli)

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Isidoro Sparnanzoni - Stefano Petracci PASQUALINA LA MONTESANTA, una leggenda del novecento ed. Cattedrale, Ancona 08

Nellintroduzione al libro si legge: Persone come Pasqualina Pezzola-, scrive Caterina Kolosimo,- sono rarissime. Nel giro di pochi decenni la sua fama si sparse in tutta Italia e anche allestero. A quel tempo non cerano ancora le tac e Pasqualina era unautentica Tac umana. Cos cominciarono a ricorrere a lei anche i medici, dapprima quelli locali, poi anche i luminari. Dino Buzzati la defin il fenomeno paranormale per eccellenza, un fenomeno eccezionale ed esclusivo. Io stesso ho conosciuto Pasqualina, donna semplice e buona, nata nel 1908 e morta nel 2005, che ha aiutato tantissime persone senza chiedere niente, se non piccole offerte volontarie, che talvolta lei stessa girava a qualche persona bisognosa. In particolare era in grado di fare diagnosi accurate, anche a distanza, rigorosamente verificate in molti casi anche dai dottori, e di andare in trance recandosi in posti anche molto lontani, in poco tempo, riferendo poi fedelmente quello che aveva visto, come stato rigorosamente verificato anche da molti medici e studiosi. Assolutamente vero!

Isidoro Sparnanzoni, PASQUALINA la chiaroveggente, 2011 Nella introduzione al libro si legge: Se il primo libro, pubblicato tre anni fa, volle restituirla alla storia, oggi la seconda opera di Isidoro Sparnanzoni intende proporre Pasqualina alla cultura contemporanea, percorrendo sentieri impervi e poco battuti, alla scoperta di una sorgente di interrogativi che aprono nuove piste di ricerca ecc Per farlo bisogna per togliersi eventuali paraocchi ideologici, senza ingenue credulonerie, ma anche senza negare fatti oggettivamente accertati, come invece mi pare che facciano gli scienziati del CICAP.

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Attenti al CICAP e a Piero Angela!

Tutti ciarlatani? Come dicono quelli del CICAP? (Comitato di controllo delle affermazioni sul paranormale), tra cui Piero Angela. Non si far mai troppo per smascherare gli imbroglioni, e per questo il lavoro del CICAP va apprezzato, ma non si pu fare di ogni erba un fascio e buttare via con lacqua sporca anche il bambino, che magari ci mette in crisi. Alla pag. precedente ho citato Pasqualina, che Massimo Polidoro, del CICAP, liquida con lipotesi del cold reading (lettura a freddo), usata da tanti imbroglioni, i quali osservano la persona che va da loro e la fanno parlare per carpirgli sottilmente le informazioni, fingendo poi di indovinare quello che in fondo la stessa persona, e/o i suoi familiari, hanno detto o manifestato, in modo pi o meno esplicito. Pasqualina per, spesso, neanche la vedeva, la persona, n la conosceva, come nelle tante diagnosi a distanza. Nel libro citato, a pag. 262, si osserva: Il CICAP da un lato discredita le testimonianze come mezzo di conoscenza, (.) dallaltro, in modo contraddittorio, vi fa ricorso (vedi M. Polidoro), avvalendosi dell unica testimonianza del fisico Paolo Diodati, cui si fatto cenno. Le testimonianze a favore dellesistenza del fenomeno paranormale di Pasqualina sono invece testimonianze acquisite dal 1934 fino alla sua morte, avvenuta nel 2005. Si possono annoverare come testimoni: dottori, professori universitari, scrittori, registi, scienziati, filosofi, esploratori, attori, giornalisti, avvocati, gente di ogni estrazione sociale In qualsiasi processo sar arduo e sospetto presentarsi con ununica prova testimoniale a fronte di un campione estratto da oltre 300.000 testimoni. Anche lUnione Sovietica ricorreva a persone con tali poteri, ma di nascosto, temendo che ci mettesse in crisi lideologia materialistica! Su OGGI del 6/8/03 si parla di Anna Innocenti, accortasi per caso di essere una brava rabdomante. E di un geologo che si fa accompagnare da lei dove, in base ai suoi calcoli, ci dovrebbero stare delle vene acquifere, ma prima dellalba, per non farsi vedere! Non che magari anche quelli del CICAP, furtivamente, tomi tomi.Il CICAP, se avesse riconosciuto i poteri di Pasqualina, avrebbe dovuto sganciarle i 2 miliardi di lire promessi a chi provi di possederli: ma chi glieli materializzava al CICAP tutti quei soldi? I quali, si sa, mandano lacqua allins. E allora, per Pasqualina, possiamo anche capirli, gli scienziati cicapini. Ma come spiegare che gli stessi giungono a negare altri fatti documentatissimi, come i famosi voli, di Giuseppe da Copertino? Se lo chiede anche Goffredo Sebasti, nel suo libro, rigorosamente documentato, Il caso Giuseppe da Copertino. (Ed. SUGARCO, pag. 114-115).

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Riferimenti bibliografici

V. Messori, Il miracolo, RCS Libri 98 V. Messori, Uomini, storia, fede , RCS Libri 01 Saverio Gaeta, Miracoli, Piemme 04 Yves Chiron, Inchiesta sui miracoli di Lourdes, ed. Lindau, 06 J.J. Antier-J. Guitton, Poteri misteriosi della fede, ed. Piemme 94 A. Pavese, Guarigioni miracolose in tutte le religioni, ed. Piemme 05
Margherita Enrico, Un miracolo nella mia vita, Sperling & Kupfer 2011

Goffredo Sebasti, Il caso Giuseppe da Copertino, Sugarco Sparnanzoni - Petracci, Pasqualina, una leggenda del 900, Cattedrale 08
E. Monachesi, Spiragli nella muraglia, (nel sito www.monachesi.it)

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LA

VALUTAZIONE

Come valutare: approcci o idealtipi docimologico ed ermeneutico

Parlando della valutazione Castoldi scrive: Riguardo ai metodi essi si pongono lungo un continuum che colloca agli estremi 2 idealtipi astratti: 1-da un lato lidealtipo docimologico, basato sul principio della misurabilit di ciascun fenomeno e sul primato delloggettivit del dato attraverso la separazione tra soggetto ed oggetto di analisi. 2-Dallaltro lidealtipo ermeneutico, basato sul principio dell interpretazione soggettiva di ciascun fenomeno e sul primato del confronto e della condivisione dei significati attribuiti allesperienza. Sul piano operativo i due idealtipi indicati si riflettono nella diversa proporzione assegnata alle metodologie quantitative e qualitative. Ritengo sia condivisibile quanto afferma De Bartolomeis Il problema principale-, consiste nel valutare cose significative con mezzi significativi: la pura e semplice obiettivit estranea sia agli uni che alle altre.

Valutare attraverso prove e/o attraverso esperienze

Di solito si contrappongono le nuove prove docimologiche di valutazione, oggettive, valide ed attendibili, alle prove tradizionali, come le interrogazioni ed i compiti in classe, ritenute troppo soggettive. Ma sia le une che le altre sono comunque prove separate dalle esperienze-attivit di apprendimento. Sono queste ultime, invece, che, se qualificate ed attuate in modo significativo, partecipato e costruttivo, possono fornire i dati pi importanti e significativi anche per la valutazione, riducendo molto la necessit di prove separate, sia docimologiche che tradizionali. Ferdinando Montuschi chiarisce:Possiamo notare una notevole differenza fra la valutazione condotta attraverso delle prove e la valutazione condotta attraverso delle esperienze prolungate, sistematiche, articolate nel tempo. La prova d una misura del momento ed indica, se gli strumenti di raccolta dei dati sono precisi, le capacit, le conoscenze, le abilit del momento: difficilmente per riesce a valutare i talenti reali, le risorse potenziali, le capacit inespresse per mancanza di esperienza, di educazione, di stimoliecc

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Se vogliamo accertare i talenti inespressi di una persona e fare previsioni di qualche attendibilit sui livelli di apprendimento che potr raggiungere, dobbiamo osservarla nelle esperienze di apprendimento prolungate, volte a rinforzare i suoi precedenti risultati.eccSi tratta di consolidare i punti di riferimento soggettivi .osservando il ragazzo allinterno di una gamma variata di esperienze di apprendimento. Non si tratta di semplici esperienze di valutazione da introdurre: lintero tessuto connettivo della vita scolastica, capace di ricondurre ad unit formazione e valutazione, potr essere utilizzato in proposito. Le reazioni del ragazzo, se il contesto delle esperienze viene progettato a sua misura, potranno offrire dati di grande interesse; e levoluzione di tali dati, opportunamente interpretata, potr offrire all insegnante elementi sicuri di conoscenza. La misura oggettiva, cos difficile da raggiungere, apparir in gran parte inutile. Alla scuola dellobbligo si chiede infatti di pi: di svolgere lalunno e non il programma, secondo una nota espressione. Lipotesi di soluzione che ci apparsa pi stimolante sembra incentrata nellallargamento del concetto di prova di valutazione e nell introduzione ed utilizzazione della pi complessa situazione finalizzata e prolungata di apprendimento, volta a far emergere gradualmente i talenti ed a far conseguire risultati via via integrabili. Questo criterio generale pu trovare immediata applicazione riordinando e finalizzando lordinaria attivit scolastica. Il campo di ricerca che si pu intravedere al riguardo risulta pressoch illimitato, soprattutto se si voglia individuare una gamma ampia di queste esperienze finalizzate alla valutazioneapprendimento. Esperienze caratterizzate non solo dai contenuti culturali, ma anche dal modo con cui sono condotte, dalla qualit dellimpegno che richiedono, dal tipo di rapporto che strutturano, dal livello di partecipazione motivazione che sollecitano, dal tipo di stimolazioni che offrono. Una accurata ricerca in questa direzione potrebbe garantire alla scuola un duplice vantaggio: di effettuare valutazioni personalizzate, attendibili, dinamiche ed approfondite, e di arricchire notevolmente il repertorio pedagogico e didattico, offrendo il massimo di garanzia per la realizzazione del diritto allo studio di ciascun alunno. (F. Montuschi) Guido Giugni esprime la stessa convinzione: Io penso che (.) gli stessi mezzi che si adoperano per questo possono essere utilizzati, anzi dovrebbero essere utilizzati per la valutazione, integrati tuttal pi, dalle cosiddette prove di profitto, usate non come parametro assoluto, ma come ausilio per avere dati utili. Quindi tutto ci che si fa a scuola (la ricerca individuale, il lavoro di gruppo, la discussione, le esercitazioni di varia natura, ecc..), per promuovere il processo educativo, pu diventare mezzo di valutazione. (G. Giugni)

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Non tanto cambiando il tipo di prove separate, perci, che si pu migliorare la valutazione. E invece soprattutto fondandola il pi possibile in modo integrato sulle esperienze e attivit significative di formazioneapprendimento da migliorare il pi possibile. Le quali sono anche la fonte pi importante dei dati utili per la valutazione: quella fonte che va sempre pi alimentata con acqua fresca e ristoratrice per poter aumentare i benefici e i vantaggi di chi la beve, cio i risultati formativi, in un fecondo circolo virtuoso, per una valutazione sempre pi autentica, come dice Mario Comoglio (Valutazione autentica, LEducatore n 11, maggio 07) In una sperimentazione fatta da Graziano Cavallini sono state utilizzate prove di valutazione per far compiere agli alunni esperienze di apprendimento. Cavallini afferma: Una ipotesi che mi sembrata felicissima, che per noi stata feconda di moltissime idee e soddisfazioni, stata quella che i metodi di valutazione dei livelli di capacit dei ragazzi, in particolare quelli ideati da Piaget, possono essere ripresi in funzione didattica. In altri termini, se ho bisogno di far compiere al ragazzo certe operazioni concrete per vedere qual la sua capacit di ragionamento, quelle stesse operazioni gliele posso far compiere perch lui impari a ragionare in modo corretto. (Graziano Cavallini,
in AAVV. , Linsuccesso scolastico, Quaderni IARD, Il Mulino, 72 )

La stessa cosa si pu fare, come peraltro si sta facendo in molte scuole, anche con le prove INVALSI, utilizzando prove analoghe per far lavorare gli alunni e trarne spunti e indicazioni anche per la restante attivit didattica, collegandola e integrandola, in modo complementare, con le prove stesse e con gli obiettivi che esse intendono verificare, finalizzando meglio cos lattivit scolastica. In tal modo si possono valorizzare le prove INVALSI in funzione anche formativa, soprattutto per le implicazioni, gli sviluppi e gli aspetti didattici, formativi e cognitivi, sottesi, come la parte sommersa di un iceberg, alla loro funzione valutativa. Questa, infatti, presa isolatamente, pu risultare problematica, causando le ben note difficolt riscontrate, se viene calata nel contesto scolastico senza riuscire ad integrarla e sintonizzarla con gli altri aspetti citati, attraverso un graduale e reciproco adeguamento in funzione formativa, oltre che valutativa. E infatti alla formazione che va finalizzato il lavoro scolastico, e non alla valutazione, che ne un mezzo. La valutazione perci ha anche e soprattutto lo scopo di rendere sempre pi autentica lesperienza formativa scolastica, e pu in gran parte fondarsi sullosservazione nel contesto vivo delle relazioni, esperienze e attivit scolastiche significative. Nelle quali soprattutto si possono manifestare le attitudini, i bisogni formativi, le potenzialit e le risorse, le lacune e le difficolt, e molti altri aspetti importanti della personalit degli alunni, con tanta pi efficacia quanto pi si riesce a migliorare il rapporto educativo, lofferta formativa e lattivit didattica.

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Migliorare il rapporto educativo-didattico per valutare meglio

Per poter valutare meglio la scuola deve qualificarsi come indicato nel documento della commissione dei saggi sui saperi essenziali del 97 in cui si afferma: La scuola deve diventare un significativo luogo di vita e di apprendimento per docenti e studenti, ecc.Compito prioritario della nuova scuola la creazione di ambienti idonei allapprendimento che abbandonino la sequenza lezione-studio individuale-interrogazione, per dar vita a comunit di discenti e docenti impegnati collettivamente nellanalisi e nellapprofondimento degli oggetti di studio e nella costruzione di saperi condivisi. Queste comunit dovranno essere (..) capaci di valorizzare simultaneamente gli aspetti cognitivi e sociali, affettivi e relazionali di qualsiasi apprendimento. Cosa relativamente pi facile e diffusa nelle scuole elementari e dell infanzia, ma forse un po meno nella scuola secondaria, per la diversit dei programmi e delle condizioni di lavoro, in particolare la diversit degli orari e la numerosit delle classi e altri aspetti legati ai contesti specifici. Mi sembra per significativo il fatto che ci sono esperienze, alcune ben documentate, che dimostrano come sia possibile lavorare, in varia misura, nel modo suddetto, anche nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Per la scuola secondaria di primo grado vorrei ricordare il bel libro di Emma Castelnuovo: Didattica della matematica, in cui si espongono esperienze e attivit basate sulla comprensione, la ricerca, la partecipazione attiva e cooperativa degli alunni, con risultati ottimi. (Si veda a pp. 79 e 88) Per la scuola media di secondo grado la prof.ssa di matematica in un liceo, Adele Repola Boatto, su Innovazione e Scuola dellIRRSAE Marche, n. 9, 96, nellarticolo: La valutazione: problema primario?, scrive : Uno dei momenti determinanti e pi produttivi della mia vita professionale stato quello in cui mi sono chiesta perch i momenti di valutazione dovessero essere separati da quelli di apprendimento, insieme alla successiva scoperta che anche questa separatezza non era altro che una consuetudine, modificabile quindi in piena legalit. Avevo infatti verificato come fossero diversi i dati che su di s uno stesso ragazzo forniva mentre collaborava alla costruzione del proprio sapere rispetto a quando doveva spuntare voti di rendimento, in situazioni esclusive per questo scopo. Ecc.(..) Quando si afferma che il sapere, pi che insegnato pu anche (parola aggiunta dallo scrivente) essere costruito in classe, che importante aiutare i ragazzi a collaborare lealmente tra loro e ad essere responsabili verso la comune attivit, si suscitano facilmente per-plessit: chi non ci ha mai provato teme conseguenze di dispersivit, disordine, scarsa produttivit. Posso provare, dopo lunga esperienza, che vero il contrario.

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Lapprendimento effettivo si ottiene se lalunno partecipa attivamente alla sua elaborazione. Un ambiente-classe in cui questo usuale offre elementi di valutazione molto pi autentici e significativi. Si libera in tal modo molto tempo per lapprendimento perch risultano superflue gran parte delle interrogazioni, supplizio di pochi, divagazioni per molti; la partecipazione alla costruzione degli argomenti attiva abilit, la pluralit delle situazioni offerte facilita i recuperi; si ottiene quindi, dopo una fase iniziale di adattamento, un progressivo miglioramento ed ampliamento delle possibilit di apprendimento. Ma come registrare questi elementi di valutazione? I numeri rivelano tutta la loro inadeguatezza e, del resto, con numeri pronti a scattare si blocca ogni effettiva partecipazione degli allievi. (Adele Repola Boatto) Luigi Cancrini, nel libro Bambini diversi a scuola, ha costatato che soltanto le esperienze significative di apprendimento compiute anche con laiuto dellinsegnante riescono a far emergere pienamente le potenzialit dei bambini, secondo il concetto di area di sviluppo potenziale di Vigotsky, con una conseguente valutazione molto pi positiva rispetto a quella effettuata mediante i tests e le prove psicologiche separate. Cancrini scrive: Grande importanza deve essere attribuita alle condizioni in cui si verifica lapprendimento del compito da parte del bambino. Viene evitato il comportamento fobico di quegli psicometristi che, ligi alle regole del manuale di istruzione, evitano nel modo pi assoluto di incoraggiare o di aiutare il bambino. Ogni sforzo viene dedicato qui invece allo scopo esattamente contrario: sono proprio il calore, la simpatia e la disponibilit dellosservatore gli elementi di garanzia della validit di una misurazione. Queste osservazioni dimostrano facilmente come prove basate sulla osservazione diretta del modo in cui il bambino apprende possano sostituire completamente i test nei processi di misurazione delle capacit intellettuali del bambino. Una relazione valida e continua con un pedagogo efficace e con un ambiente ricco di stimolazioni di ogni tipo lo strumento migliore della ricerca diagnostica e, al tempo stesso, della strategia terapeutica. (Luigi Cancrini) E quindi, mutatis mutandis, essa anche lo strumento migliore della strategia educativa e didattica e della valutazione formativa. Perci un buon rapporto educativo e una buona didattica in un contesto ricco di stimolazioni varie costituiscono la migliore garanzia per poter capire e valorizzare le capacit e le attitudini degli alunni, e quindi per poterli valutare nel modo migliore. Tutto ci sembra contraddire lapproccio oggettivo delle prove INVALSI: il quale, per, come gi detto, pu essere integrato e valorizzato, come momento diverso ma non alternativo, bens complementare, in un contesto didattico formativo fondato sui principi esposti da Montuschi e Cancrini.

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Parafrasando Heisenberg: Quando osserviamo dei ragazzi a scuola, noi non vediamo quello che essi realmente sono, bens () come ci sono presentati dai nostri metodi didattici. (Postman - Weingartner). Penso che tale affermazione sia condivisibile, almeno in parte. Spesso infatti, cambiando insegnanti, metodi, classe e contesto relazionale, si possono anche ottenere miglioramenti: questo laspetto positivo della discontinuit, del nuovo che pu far scoprire nuove possibilit. A tal proposito lispettore Antonino Giamb racconta un fatto emblematico: Un ragazzo, quando aveva a che fare con lespressione
a+b a + b la trasformava sistematicamente in con disappunto dell insegnante, che, nonostante lavesse ripreso pi volte, non riusciva a farlo correggere e gli attribuiva scarse capacit di ragionamento. In realt, quel ragazzo, sul momento accettava ci che gli diceva linsegnante, ma poi sembrava dimenticarsene, poich ci che ascoltava dal docente non riusciva ad incastonarsi nella sua matrice cognitiva. Fu invitato a partecipare a un corso di recupero tenuto da un altro insegnante, il quale si rese conto che il ragazzo sbagliava non perch non sapesse ragionare, ma perch forse ragionava troppo, applicando la propriet distributiva della moltiplicazione rispetto alladdizione, perch nessuno gli aveva fatto capire che essa non valeva anche per lestrazione di radice. Bast che il nuovo insegnante gli facesse notare questo piccolo fatto: 16 + 9 = 25 = 5 mentre 16 + 9 =4+3=7

perch il ragazzo capisse il suo errore e da allora non sbagli pi. Non sempre, magari, cos facile: ma si pu migliorare molto se, invece di far imparare le cose mnemonicamente, ci si preoccupa di farle comprendere in modo intelligente, con sussidi, attivit ed esempi adatti e significativi.

Valutazione inter-soggettiva: superare gli effetti soggettivi. La valutazione va fatta in collaborazione dagli insegnanti. Ci consente di avere dati pi significativi, completi ed esaustivi, perch gli alunni possono manifestare attitudini, capacit, comportamenti ed atteggiamenti diversi con insegnanti diversi. Ciascun insegnante esprime il suo giudizio per confrontarlo ed integrarlo con quello degli altri e per comporre cos un quadro pi equilibrato ed esaustivo possibile della situazione di ciascun alunno. Ci pu facilitare il superamento degli gli eventuali effetti soggettivi della valutazione, come leffetto alone, l effetto Pigmalione, e leffetto stereotipia.

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Leffetto alone si verifica quando un insegnante che apprezza molto una particolare caratteristica, ad es. lordine, se ne fa influenzare, spesso incosciamente, nel valutare anche altri aspetti ed indicatori, sopravvalutandoli, per gli alunni ordinati, e sottovalutandoli per gli alunni disordinati: lordine, o qualche altra caratteristica posseduta da un alunno e particolarmente apprezzata dallinsegnante, getta cio il suo alone positivo anche su tutti gli altri indicatori, aspetti ed obiettivi da valutare. Leffetto pigmalione dipende dalle aspettative, positive o negative, che linsegnante ha nei confronti degli alunni, e che ne possono influenzare latteggiamento e il comportamento, favorendo, anche indirettamente, gli alunni verso i quali linsegnante ha delle aspettative positive, e viceversa. E la cosiddetta profezia che si autoadempie. Come osserva Watzlawich: Si deve a Popper l'interessante idea secondo cui la terribile profezia che Edpo apprese dall'oracolo si avver proprio perch egli la conosceva e la fuggiva. Proprio ci che egli fece per evitarla ne determin l'avverarsi. Anche a scuola, se un insegnante convinto che un alunno bravo, tende ad influenzarlo positivamente in vari modi, con atteggiamenti e messaggi positivi, anche non verbali, di incoraggiamento, fiducia, attenzione e comprensione, aspettandosi molto da lui, apprezzando ci che fa di positivo in conformit alle sue aspettative e mostrandosi pi benevolo, indulgente e comprensivo verso eventuali carenze ed errori, scusandoli e minimizzandoli. Il contrario tende a fare, magari incosciamente, con alunni ritenuti poco capaci, da cui si aspetta poco, rischiando di influenzarli negativamente, con messaggi negativi, anche non verbali, di indifferenza, freddezza, sfiducia, scetticismo, pessimismo, rassegnato fatalismo, come risulta dalla ricerca di Rosenthal e Jacobsen, Pigmalione in classe. (Si veda a pp. 193-194) Goethe ha espresso bene tale sottile dinamica: Se tratti un uomo quale realmente , egli rimarr cos com' . Ma se lo tratti come se gi fosse quello che dovrebbe essere, egli lo diverr. Anche in senso negativo, e cio se lo tratti come se gi fosse quello che non dovrebbe essere, egli lo diverr. Che Francesca Mazzantini esprime nella battuta: Geloso per geloso, tanto vale dargli un motivo. E cio: se gli altri si aspettano, pensano e dicono una cosa di noi, sia positiva, quello che dovremmo essere, sia negativa, quello che non dovremmo essere, siamo spesso indotti a farla. Leffetto stereotipia infine, consiste nellirrigidire il giudizio su di un alunno, escludendo che possa cambiare e migliorare, come invece dovrebbe proprio avvenire grazie ad interventi educativi e didattici efficaci ed appropriati, sebbene spesso possano esservi serie difficolt oggettive.

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Tavola sinottica

Penso che la valutazione integrata con le esperienze e attivit significative di formazione-apprendimento, attraverso cio i dati rilevati in tali esperienze ed attivit, sia quasi esclusiva nella scuola dellinfanzia ed abbastanza diffusa nella scuola elementare. E dovrebbe forse aumentare anche nella scuola sec. di 1 e 2 grado, con esperienze ed attivit formative sempre pi valide e significative. Per quanto riguarda la prevalenza o meno dei 2 approcci o idealtipi valutativi fondamentali gi visti, mi sembra di poter individuare alcune tendenze, sintetizzate nella tabella seguente, ovviamente ipotetiche e schematiche e perci riduttive rispetto alla realt ben pi complessa ed articolata.

VALUTAZIONE

SEPARATA da esperienze e attivit di apprendimento

INTEGRATA con esperienze e attivit di apprendimento

Idealtipo - approccio DOCIMOLOGICO Oggettivo

Idealtipo - approccio ERMENEUTICO Intersoggettivo

SCUOLA INFANZIA PRIMARIA SEC. I gr. SEC. II gr.

Attraverso PROVE -tradizionali -docimologiche Quasi assente Equilibrata Prevalente Prevalente

Attraverso ESPERIENZE osservate nel contesto dei processi, ed eventuali prodotti. Quasi esclusiva Equilibrata Scarsa Scarsa

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Roberto Zavalloni, Valutare per educare, La Scuola, Brescia 67 Ferdinando Montuschi, La valutazione scolastica, La scuola, Brescia 78 Luigi Cancrini,Bambini diversi a scuola, Boringhieri 74 Mario Gattullo, Didattica e docimologia, Armando, 75 Maragliano-Vertecchi, La valutazione nella scuola di base, Editori Riuniti H. Rohrs,Metodi di ricerca nella scienza delleducazione, La Scuola, 74 Guido Giugni, Il problema della valutazione, Annali P.I. , n 2/71 Michele Pellerey,Progettazione didattica, SEI, 79 F. De Bartolomeis, Valutazione e orientamento, Loesher, Torino 77 M.Lichtner, Valutare lapprendimento. Teorie e metodi, F. Angeli, 04 Mario Comoglio, La valutazione autentica, Orientamenti Ped.ci, 49, 02 M. Comoglio,Valutazione per lapprendimento, LEducatore, n 10, 07 M. Comoglio, La valutazione autentica, LEducatore, n 11, Maggio 07 Mario Comoglio, Insegnare e apprendere con il portfolio, Fabbri Mario Castoldi, Portfolio a scuola, La Scuola 05 E. Scardaccione, Tu bocci, io sboccio, La Meridiana. Bari 07 AAVV, La valutazione nella scuola media, Annali P. I. n 64 , 93 AAVV. ,Linsuccesso scolastico, (Quaderni IARD), Il Mulino, 72 Antonino Giamb, Strumenti di verifica e metodi di valutazione, MIERMA Mario Castoldi, Insegnamento muro e ponte, LEducatore, n 1, 8/09 Ferdinando Montuschi, Valutazione nella scuola media, su Annali della Pubblica Istruzione, n 64, 93 Mario Castoldi, Valutazione di sistema e sistema di valutazione, su Scuola Italiana Moderna, n 11/2/ 98 Guido Petter, Il volo del calabrone: programmazione come progetto e creativit, su La Vita Scolastica, n 1, 89 Ennio Monachesi, La programmazione come processo e ricerca- azione, su I Diritti della scuola, 1/9/93 Adele Repola Boatto, La valutazione: problema primario ?, su Innovazione e Scuola, IRRSAE Marche, n 9, 96

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RI-DI-FLETTERE E RAGIO-C-ARE

Pensiero diver-g-ente e diver-t-ente per uscire dagli sc-h-emi scemi

Ri-di-flettere e ragio-c-are sono parole-macedonia, cio mescolate con altre parole, per indicare la compenetrazione tra il ridere e il riflettere, il giocare e il ragionare, cercando di unire lutile al dilettevole.

Meglio di risa che di pianti scrivere, che rider soprattutto cosa umana. Franois Rabelais

Magis qui rident quam qui lugent. (= Maggiormente quelli che ridono che non quelli che piangono) Seneca

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Ridere una cosa seria

Ferdinando Montuschi afferma: Imparare a ridere in modo sano e liberante forse uno degli obiettivi educativi pi validi che la pedagogia possa garantire alle giovani generazioni, e non solo a loro. Domenico Volpi, ispirandosi a don Bosco, individua i seguenti valori dellumorismo: fonte di gioia e allegria, agilit mentale, creativit e senso critico, eliminazione o riduzione dellaggressivit, serenit e distensione, capacit di adattamento critico. Nelle nostre scuole si ride troppo poco, diceva Rodari. Dovrebbe esserci pi gioia e meno noia. Mario Farn sostiene che Il riso una cosa seria, e osserva: Facendo ridere con una battuta blocchiamo laggressivit ed anzi, stimoliamo una reazione positiva. Grazie al ridere creiamo armonia e fusione. Ci sono molti esempi di risposte spiritose ad attacchi di vario genere. Il seguente citato da J. Goodman. Gli studenti di una classe si misero daccordo che in un momento ben preciso avrebbero tutti insieme lasciato cadere un libro. Giunto il momento fecero quanto convenuto. Linsegnante, che stava scrivendo alla lavagna, fu colta alla sprovvista. Poteva reagire in 3 modi: -contrattaccare, punendo i ragazzi, con il rischio per di inimicarseli, in unescalation di indisciplina e punizioni; -far finta di niente, sperando che tutto finisse l, ma con il pericolo che gli allievi fossero invogliati a fare di peggio; -ricorse invece allumorismo: and alla cattedra e, con un sorriso sulle labbra, prese un libro e lo lasci cadere a terra dicendo: - Scusate se sono in ritardo! Tutti scoppiarono in una risata e la lezione pot riprendere; come ulteriore beneficio i ragazzi si formarono unidea migliore dellinsegnante: -Ehi, un essere umano; ha il senso dell umorismo! Giovanni Mosca, alla sua prima supplenza, si trov con 40 fionde puntate contro. Ma conquist quei bulli colpendo al volo un moscone con la fionda del capobanda che, sfidato da lui a colpirlo, laveva invece mancato: e cos divent per essi un eroe. (Si veda a pag. 281) Franca Zambonini sulle pagine di un noto settimanale scrive: Dei suoi anni di insegnamento Maria Luisa non dimentica un episodio. La preside le affid una ragazza che nessuno dei colleghi riusciva a sopportare. Il suo gesto pi provocatorio fu quando dipinse su un muro della classe le lettere BR, grandi e in rosso, per poi spiegare con finta ingenuit: -Ma cosa ha capito? Non la sigla delle brigate rosse, sono le mie iniziali.
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Maria Luisa evit lo scontro frontale. Disse anzi che era unidea fantastica ed invit gli altri alunni a fare lo stesso. Cos si conquist la ribelle ed ottenne pure un allegro murale. Ecc. (.). Non esistono ragazzi cattivi, ma ragazzi influenzati dai cattivi esempi della famiglia, della TV, di una societ incline allarroganza, alla violenza, alla mancanza di regole, al culto del denaro e del potere. Crescono a nostra immagine e somiglianza. Non puoi abbandonarli a se stessi, e devi correggerli anche con severit. Ma servono finestre aperte, non porte sbattute in faccia. Gli adolescenti sono come le piante che, se le metti gi storte crescono storte, e appassiscono se non le annaffi, non le tieni al sole. Costa fatiche, arrabbiature, ma poi ne scopri la bellezza. (F. Zambonini) Gianfranco Zavalloni, in Limportanza di ridere a scuola, (nel sito www.scuolacreativa.it), mostra come lumorismo vada a braccetto con lottimismo, indispensabile per leducatore, che deve apprezzare e valorizzare quello che gli alunni fanno di positivo, ogni loro progresso, anche se piccolo, incoraggiandoli per aumentarne lautostima e la fiducia in s stessi. Avner Ziv, nel suo libro Perch no lumorismo? osserva: Non si tratta di proporre delle ricette. Non esistono soluzioni valide che vadano bene in tutti i casi. Come qualsiasi altro approccio psicologico, lefficacia dellumorismo dipende tra laltro dallaccettazione e identificazione di colui che lo utilizza. Per quegli insegnanti che hanno il gusto dellumorismo e che non si sentono minacciati dalle risate degli studenti, lumorismo pu costituire un mezzo efficace per far diminuire i problemi di disciplina e rendere pi gradevole latmosfera della classe. (Avner Ziv) Forabosco ritiene ladattamento la funzione madre dellumorismo, generatrice di benessere, per una migliore qualit della vita. La b-attut-a attut-isce molte difficolt, sdrammatizzandole. Ma lo stesso precisa est modus in risu: bisogna regolarsi, cum grano Salis. Attenti perci sia alluso che alla dose: chi non osa non usa; ma osa e dosa. E qui sorge spontanea la domanda: non osi perch troppo difficile o troppo difficile perch non osi? La fortuna aiuta gli audaci, perci bisogna buttarsi, senza paura di far brutta figura. Come dice un proverbio maceratese infatti: Meglio la faccia roscia che la trippa moscia. E poi non forse meglio avere rimorsi che avere rimpianti? Per, se il rimorso tanto grosso, meglio un rimpianto piccolo, no? Cos come, mutatis mutandis (cambiate le cose da cambiare), tra 2 persone completamente calve, ce n pur sempre una che pi calva dellaltra: quale? Quellacon la testa pi grossa!

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Umorismo, creativit, salute

Lumorismo, come dice Koestler, un atto creativo, in quanto collega fra loro le idee in modo originale. (Si veda bisociazione a pag. 258 e 187). Esso frutto di fantasia e creativit, di pensiero divergente e divertente, e genera stupore, meraviglia e sorpresa, come nel caso di quelluomo infiltratosi di nascosto in un megaconvento di suore travestito da suora. La superiora, insospettitasi, volle controllare tutte le sorelle, facendogli alzare le tonache dicendo il proprio nome. E le suore, alzandosi le tonache, una dopo laltra: -Suor Letizia! -Suor Celeste! -Suor Lucia!.... E quando tocc a lui, salz le tonache ed esclam: -Sr-Prsa! La Bibbia dice: Un cuore giocoso fa bene come un farmaco. Anche per Mario Farn Una risata al giorno leva il medico di torno. Si pu ridere con gli altri, o ridere degli altri, con lironia, o la satira, il cui anagramma risata, anche per correggere i costumi (mores, in latino) corrotti: Castigat ridendo mores suonava un noto motto latino. Ionesco osserva: Dove c umorismo c umanit; dove non c umorismo c il campo di concentramento. Secondo Cantoni: Lumorismo rivela il lato srio delle cose scicche e il lato scicco delle cose srie. Carlo Majello commenta cos larticolo Il sorriso dono e conquista, (Su Civilt Cattolica 1/1/94): I Gesuiti di Civilt Cattolica consigliano, soprattutto ai cristiani, di imparare a sorridere. Secondo i Gesuiti lumorismo e il sorriso sono vera grazia, oltre che segno di intelligenza e di umilt, fonte di libert, di pace e di verit: ma deve essere un sorriso autentico, ecc.() Sa sorridere luomo del nostro tempo? Apparentemente s. Gli scherzi televisivi, i salotti ed il cinema offrono lo spettacolo di gente che ride e sorride, spesso con arte raffinata. Spesso per si tratta di un sorriso maschera: di un sorriso cio che non pi espressione di gioia profonda, ma maschera per nascondere la realt e palliativo per illudersi e stordirsi. Il sorriso non lo si eredita, tanto meno lo si compra o lo si prende a prestito. Esso unarte da conquistare con pazienza, con lequilibrio interiore, con la ricerca dei valori della vita. E con molto amore. C chi ha parlato del Sacramento del sorriso, perch in ogni sorriso c qualcosa della trasparenza di Dio. E di questo sorriso che abbiamo tutti bisogno. Frate Indovino, nel libro Ridere fa bene, riferisce la testimonianza di un grande religioso: Padre David Maria Turoldo, pur nella sofferenza atroce del morbo che lo spegneva lentamente, diceva a P. Fabbretti: -Ti ringrazio di avermi sempre amministrato, ogni volta che mi hai incontrato, il Sacramento della risata.

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TESTI

UMORISTICI

Logica in erba Il primo testo riguarda un clamoroso errore in un miracolo di gravidanza. Un alunno di terza elemtare di Ca Tron di Roncade, Treviso, aveva la sorella sposata da 5 anni che non aveva avuto ancora bambini (tosatei = tosati, rapati a zero). Lui va coi genitori al Santuario della Madonna di Monteberico per chiederLe la grazia di farla rimanere incinta, ma si verifica un imprevisto, che egli cerca di spiegarsi con rigore logico nel seguente tema. La maestra lo invi a Il Giornale di Milano che lo pubblic.

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I bambini ci offrono molti altri esempi di rigorosa coerenza logica, con ragionamenti che non fanno una piega, parola metaforica che richiama il seguente titolo di giornale: Uccide il marito con il ferro da stiro; si giustifica: aveva preso una brutta piega.
Un giorno la mamma di Miriam torn a casa il pomeriggio tardi e il nonno cucin lui il pranzo per la nipotina. Al rientro della mamma la bimba le dice: -Mamma, oggi nonno ha cociuto la pasta. -Non si dice cociuto, si dice ctto-, osserva la mamma. -S, per era dura e anche cattiva! -E lo sai che ti poteva nuocere? -Per non mi ha ntto.

E il cosiddetto ipercorrettismo dei bambini, che intuiscono spontaneamente e applicano la regola generale a partire da un caso particolare: cuocere sta a cotto come nuocere sta a notto! Essi infatti ignorano che nuocere fa eccezione, con il participio passato nociuto. Ed anche il melo fa la mela, il pero fa la pera, il pesco fa la pesca, il fico fa.eccezione. Stefano Bartezzaghi, nel libro Non ne ho la pi squallida idea, narra che da piccolo trasformava la parola invano in unaltra perch avesse per lui un significato chiaro e coerente. Egli scrive: Quando mi hanno insegnato i 10 comandamenti ho frainteso Non nominare il nome di Dio invano con un pi prosaico Non nominare il nome di Dio in bagno. E ne capivo pienamente il significato, oltretutto. (S. Bartezzaghi, lesperto di cruciverba, sulla cui tomba sar incisa lepigrafe: UNO ORIZZONTALE) Un bambino pregava: -Padre nostro ecc dacci oggi il nostro pane che ti diamo. Frequente anche la storpiatura: sesto non formicare.
A un bambino molto presuntuoso e saccente di classe prima, la maestra chiese: -Ma tu credi in Dio? E lui: -Beh, credere una parola grossa. Diciamo che lo stimo molto. (Walter Fontana) A Carletto gli nato un bel fratellino. -E bello come la mamma-, osserva unamica di lei. -Ha gli occhi azzurri del pap-, aggiunge unaltra. -E sdentato come il nonno-, conclude Carletto.

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-Giorgio, ti sei messo le scarpe? -S mamma, tutte meno una. -Giorgio, ti sei messo una scarpa nera e laltra marrone!? -E che ci posso fare mamma, anche laltro paio erano cos. -E come t andato il compito di matematica? -Bene mamma. -Li hai svolti tutti gli esercizi? -S, tutti, meno i primi 2 e gli ultimi 3. -E quanti erano in tutto? -In tutto.erano.cinque. -Pap, tu lo sai che cos il cervello? -Lasciamo stare, ho altro per la testa!

Tre ragazzi affrontano un problema grammaticale. -Secondo me-, fa il primo, - mutande plurale. -Io invece dico che singolare-, afferma il secondo; -infatti io ne ho solo un paio, mica due. -Vi sbagliate tutti e due-, dice il terzo: -sono singolari di sopra e plurali di sotto.

Giorgio ha scritto sul quaderno: -A casa mia c un bel Kamino. La maestra osserva: -Giorgio, perch hai scritto camino con la lettera cappa? -Ma il camino ha la cappa, no, maestra?

La prof. chiede: -Giorgio, dimmi 2 pronomi di persona. -Chi, io? -Molto bene. -E quali sono le 3 parole pi usate dagli studenti? -Non lo so. -Bravo, risposta esatta.

Io ci-ho una nipote di 3 anni, Sofia, che allasilo ci-ha unamichetta che si chiama Benedetta. Pochi giorni fa la nonna insegnava alla nipotina lAve Maria. La nonna: -Ave Maria. E la nipote: -Ave Maria La nonna: -piena di grazia E la nipote: -piena di grazia La nonna: -il Signore con te E la nipote: -il Signore con te La nonna: -tu sei benedetta. E la nipote: -Ma nonna che dici? Ti sei sbagliata: io sono Sofia! Benedetta lamichetta dellasilo. (Urbano Riganelli)

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-Giorgio, ti piace la matematica? -S, tanto: specialmente le frazioni! -Le frazioni!? Ma quanti anni hai? -Sette anni e cinque dodicesimi.

Un professore molto seccato richiama uno studente: -Ma perch rispondi sempre alle mie domande facendomi unaltra domanda? -E perch non dovrei farlo, professore?-, ribatte pronto lallievo.

Il professore interroga uno studente che non ne azzecca una. Per aiutarlo gli chiede:-Chi ha scritto l Infinito ? E lo studente: -Ma professoree..saacos su 2 piedi -Va bene: mettili pure gi tutti e 4 se vuoi!

La maestra interroga Giorgio: -Giorgio, quale grande personaggio mor a SantElena? Su, Giorgio, non difficile: Napoleone..B B -Bonanima! Signora maestra! -Bonaparte! Adesso ti faccio una domanda facile facile: dimmi una cosa a piacere, anche una sola, ma esatta, sugli antichi romani. -S maestra, gli antichi romanicisono tutti morti! -Giorgio, non fare il furbo: che cos un poliedro? -Un poliedrooo il figlio del cavallo! -Quello il puledro! E che cosa portarono a Ges i 3 re Magi? -Questa facile: oro, incenso e birra! -Mirra, mirra! E mi sai dire quanti occhi abbiamo!? -Quattro, maestra. -Come quattro? -Certo, 2 lei e 2 io no? -Ma cosa diciOra stai attento. Abbiamo studiato che il caldo dilata i corpi e il freddo li restringe; vediamo se sai farmi un esempio. -S maestra: destate il caldo allunga le giornate; dinverno il freddo le accorcia. -Ma Giorgio! Come ti viene pensato! E mi sai dire perch le giraffe hanno il collo cos lungo? -E per raggiungere la testa che sta cos in alto! -Niente. Speriamo meglio con i verbi: coniugami il presente del verbo essere. E Giorgio titubante: -Io sonoo. -Avanti: io sono, tu seii -Io sono, tu seii..egli 7, noi 8, voi 9, essi 10. -Oh santo cielo! Dimmi almeno il presente del verbo camminare. E Giorgio, incerto e lento: -Io caa..mminootu caa mminiii -Pi veloce, coraggio! -Io corro, tu corri, egli corre

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La bisociazione: assurdit coerente (Si veda a pag. 258)

Il pensiero logico, come dice Piaget, caratterizzato dalla reversibilit, e un bambino ne approfitta con sottile arguzia per tirare lacqua al proprio mulino.
La mamma al suo bambino: -Giorgio, non andare a giocare con Carlo che tanto maleducato! -S, mamma, ma Carlo pu venire a giocare con me che sono tanto beneducato? (Jean Charles)

La risposta del bambino coerente e assurda nello stesso tempo, grazie alla connessione paradossale di 2 logiche in contrasto tra loro, che Koestler chiama bisociazione e considera laspetto fondamentale dellumorismo, espressione di creativit, in quanto collega fra loro le idee in modo originale. Nella bisociazione il discorso passa, in modo paradossale, da una logica a unaltra in contrasto con la prima, risultando perci coerente in base a una di esse e assurdo per laltra. Koestler fa il seguente esempio: Un carcerato giocava a carte con i suoi carcerieri; quando si accorsero che barava lo cacciarono a calci dalla prigione. Altri esempi di bisociazione.

-Giorgio, perch ti sei messo una scarpa nera e laltra bianca? -Eh, come facevo: anche laltro paio erano cos.

La mamma alla sua bambina: -Valeria, che cosa stai facendo? -Sto scrivendo alla mia amichetta Sara. -Ma tu non sai ancora scrivere! -Certo, mamma, ma neanche Sara sa ancora leggere!

Il vigile allautomobilista: - Lei mi deve 50 euro di multa perch suonava il clacson! Laltro gli d una banconota da 100 euro e aspetta il resto. Il vigile, non avendo i 50 euro di resto, gli dice: -Faccia pure unaltra suonata, cos siamo pari.

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Napoli. Il controllore sale sullautobus chiedendo i biglietti. Un passeggero gli mostra il biglietto del giorno prima. Il controllore gli dice: -Ma questo di ieri? E il passeggero: -E voi mo (adesso) vi presentate? Poi si rivolge a una ragazza: -Biglietto. E lei: -Abbonamento. Lui: -Vedo. Lei: -Bluff-, e scende dallautobus.

IL CHIODO INVERTITO Un matto cercava di piantare un chiodo in un muro con un martello, ma il chiodo non voleva proprio entrare, anche perch il matto lo teneva al contrario, con la testa verso il muro e la punta allindietro, picchiando inutilmente sulla punta. Alcuni compagni gli si avvicinano. Uno di essi gli dice: -Devi bagnare il muro per ammorbidirlo, cos il chiodo entra meglio. Un altro pi ingegnoso consiglia: -No devi usare un martello cavo, con una cunetta, una buchetta rotonda, che faccia presa meglio sulla punta del chiodo senza scivolare, aumentando cos il coefficiente di spinta. Un altro ancora sentenzia: -Niente, tutto perfettamente inutile, non c niente da fare, il chiodo stesso che sbagliato: lhanno costruito male, con la testa al posto della punta e la punta al posto della testa, praticamente un raro esemplare di chiodo invertito. -Ma non dite fesserie!-, sbotta infine un altro: -Il chiodo perfetto: semplicemente esso non per questa parete, ma per quella di fronte!

LETTERA AL FIGLIO MILITARE Caro figlio, ti mando questa lettera per farti sapere che ti ho scritto. Se non ti dovesse arrivare fammelo sapere che te ne mando unaltra. Ti scrivo lentamente perch so che anche tu leggi piano. La foto che mi hai mandato mi piaciuta tantissimo: sei proprio bello con quella tuta fantasia (mimetica). (Vero, mamma Lola) Tua sorella incinta di 5 mesi, ma ancora non si sa se maschio oppure femmina, perci non so se tu diventerai zio oppure zia. Tuo padre ha cambiato lavoro, adesso ha mille persone sotto di lui: taglia lerba al camposanto. Caro figlio, in questa lettera ti ci volevo mettere anche dei soldi, ma non mi stato possibile perch avevo gi chiuso la busta. La tua mamma che ti vuole bene.

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Sono sempre ragionevoli ragioni del cuore?

Come dice Pascal il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E Al cuore non si comanda. Un alibi perfetto per i duri di cuore, ben contenti di seguire il detto: Vai dove ti porta il cuore. In un gran carosello di gioie e dolori, con tanta brava gente dal cuore doro, ma anche altri dal cuore di pietra, con tante diverse, e non sempre nobili e ragionevoli ragioni del cuore, cos passionali e sanguigne, spesso benigne, ma anche maligne, e talvolta anche carogne, causa spesso di tante rogne.
ROGNE E CAROGNE I cuori sono tanti, milioni di milioni con mille e pi ragioni. Cuori doro e ragioni benigne cuori di pietra e ragioni maligne e talvolta anche carogne, causa spesso di tante rogne. Un bambino per la strada piange accoratamente. Una donna lo vede e cerca di consolarlo: -Povero bambino! Perch piangi cos? Che cosa ti successo? -La mamma, iihhihh.... andataa.. ad affogare i miei gattini! -Oh, mi dispiace! Ma di sicuro la mamma non poteva fare diversamente, e poi i gattini appena nati muoiono subito senza soffrire, neanche se ne accorgono, stai tranquillo, su, tu devi essere un ometto ormai, non devi piangere. -E invece piango, iiihhiihhperch la mamma, eeheehhmi aveva fatto una bella promessa, e invecee -Ah si? E che cosa ti aveva promesso la mamma? -La mamma, eehihmi aveva promesso,che li faceva affogare a me, i gattini!

Nelle relazioni umane si pu anche insinuare e annidare una certa ipocrisia, definita lomaggio che il vizio rende alla virt.
Dieci ricconi VIP (very important people), stanno facendo una cena di gala raffinatissima, elegantissima. Rigorosamente dobbligo lo smoking, o almeno la cravatta, anche per le uovaquelle in camicia. Tutti elegantissimi, in doppio petto e doppio.mento!

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Hanno tutti una gran fame. Il cameriere porta a tavola delle bistecche squisite, prelibate, da leccarsi i baffi. Ma invece di 10, per errore ne porta 11. Dopo aver servito tutti e 10 i commensali, lascia il vassoio in mezzo alla tavola, con la bistecca avanzata ancora bella calda, che manda un profumino delizioso, irresistibile. Finito di mangiare la bistecca propria, tutti tengono docchio quella avanzata, con occhiate furtive: se la mangiano con gli occhi,.la guardano con la bocca,lannusano con le orecchie. Ma sentendosi anche rigorosamente obbligati dalle nobili regole del galateo, nessuno osa toccarla, per non sembrare ingordo e sfacciato; anzi, se la offrono lun laltro, con aristocratico sussiego e signorile distacco e nonchalance: Prego, la prenda lei. -Ma no, si figuri, la prenda lei. -No grazie la prenda pure lei, prego, non ci faccia i complimenti. Dun tratto va via la luce e la stanza piomba nel buio. Un urlo straziante squarcia il silenzio: -Aaaaaaaahhhh!!! Ritorna la luce: sulla bistecca, una mano, trafitta da 9 forchette!

Due amici al ristorante ordinano 2 pesci arrosto. Il cameriere porta i 2 pesci, ma uno notevolmente pi grosso dellaltro. -Scegli tu per primo-, fa uno dei 2 amici. -No, scegli pure tu-, fa laltro. -Ma sceglilo tu, ti dico, non ci fare i complimenti! -No guarda, prendilo tu per primo, dai, fammi contento. Dopo un po di tale manfrina, finalmentte uno di essi si decide e si prende il pesce pi grosso. Laltro ci rimane male e osserva seccato: -Come!? Tho fatto scegliere per primo e tu ti sei preso il pesce pi grosso? -Perch, tu quale avresti preso? -Ma quello pi piccolo, naturalmente! Sono una persona educata, io. -E perci te lho lasciato: perch ti lamenti?

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Nelle complesse relazioni umane capita talvolta di fare il processo alle intenzioni di qualche malcapitato, nutrendo dubbi e sospetti su di lui, e rimuginando ipotesi e illazioni negative nei suoi confronti, a sua totale insaputa, in un crescendo immaginario, come la carica di una trappola nascosta, che infine scatta contro lignaro malcapitato stesso. Paul Watzlawick scrive
Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, cos decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto, per, gli sorge un dubbio: -Eeese il mio vicino non me lo vuole prestare? Gi ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l'ha con me. E perch? Io non gli ho fatto niente, lui che si messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utnsile, io glielo darei subito. E perch lui no? Come si pu rifiutare al prossimo un cos semplice piacere? Gente cos rovina l'esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perch possiede un martello. Adesso basta! E cos si precipita di l, suona, il vicino apre, e prima ancora che abbia il tempo di dire buongiorno gli grida: -Si tenga pure il suo martello, cafone! (Paul Watzlawick)

Giorgio incontra Ale e lo saluta: -Ciao Ale! E Ale scherzando: -Miao! Giorgio allora comincia a rimuginare tra s: -Perch mavr detto miao? Miao lo fa il gatto, il gatto mangia il topo, il topo mangia il formaggio, il formaggio si fa col latte, il latte lo fa la mucca, la mucca ci le cornacornto! Mi ha dato del cornto!

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Timeo dnaos et dona ferentes (Temo i greci anche quando portano i doni)

NellEneide, Enea racconta a Didone che i Greci, prima di andarsene, avevano lasciato la cavalla di legno, (era gravida), sulla spiaggia di Troia, fingendo che era un dono a Giunone per averne la protezione. E Laocoonte, per cercare di convincere i suoi amici troiani a non portarla dentro le mura, disse: -Timeo dnaos et dona ferentes (temo i greci anche quando portano i doni). Tale frase si usa ancor oggi per dire di non fidarsi di chi si mostra troppo benevolo e generoso, come il pensionato della paradossale storiella che segue. Con essa Avner Ziv evidenzia un importante principio psicologico: che cio di solito noi viviamo come una punizione leliminazione di una ricompensa, anche se del tutto gratita e immeritata, invece di esserne comunque contenti e riconoscenti. Non potrebbe valere anche per la vita? La quale, come osserva Fetchner, meravigliosa: senza saresti morto.

Un anziano pensionato, molto amante della tranquillit, abita in una casetta appartata e silenziosa, circondata da un grande prato verde. Un giorno una banda di ragazzi scalmanati vanno a giocare proprio in quel prato e si scatenano per ore facendo un gran baccano. La cosa si ripete anche i giorni successivi. Lanziano, paventando che possa diventare un abitudine sciagurata, decide di intervenire subito, prima che sia troppo tardi. Va dai ragazzi dicendogli che con i loro giochi lo rallegrano gli tengono compagnia. Li ringrazia e chiede loro di tornare a giocare in quel prato tutti i giorni: per ricompensarli gli dar 5 euro al giorno ciascuno. Ai ragazzi non sembra vero: tornano puntuali tutti i giorni, ricevendo il compenso pattuito. Dopo alcuni giorni, per, il pensionato dice loro: -Purtroppo, ragazzi, ho avuto delle grosse spese e mi sono rimasti pochi soldi: dora in poi posso darvi soltanto 3 euro al giorno. I ragazzi sono un po dispiaciuti, ma vanno a giocare lo stesso nel prato anche i giorni successivi. Dopo unaltra settimana il pensionato si rivolge loro di nuovo con aria molto triste: -Ragazzi, devo darvi una pessima notizia: gli affari mi stanno andando proprio a rotoli, e da oggi in poi potr darvi soltanto 20 centesimi al giorno. Essi si guardano delusi e il loro capo osserva con aria sprezzante: -Per cos poco non vale la pena: andiamo a giocare da unaltra parte. (Avner Ziv)

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Quando uno stimato la pu fare nel letto e dire che ha sudato (Proverbio veneto)

Un proverbio veneto dice: Quando uno stimato, la pu fare nel letto e dire che ha sudato. E viceversa, aggiungerei io: cio, quando uno disprezzato, anche se sgobba e suda, dicono che ha pisciato. Alessandro Pronzato scrive:
Don Bosco fa un viaggio in Francia accolto trionfalmente. Durante un solenne ricevimento viene portata a tavola una torta. Una dama sussurra alla vicina: -E un santo, vedrai che ne prende soltanto un pezzettino. Invece don Bosco mangia lautamente. Allora la vicina commenta: -Si vede bene che un santo. Con questo gesto, infatti, vuol lasciare intendere che non lo : quanta umilt! Quando rientra a Torino, don Bosco, a cui era stato riferito il dialogo tra le 2 dame, lo racconta ai suoi ragazzi, concludendo: -Vedete, nella vita ci che conta di pi avere una buona reputazione. E poi potete permettervi di tutto.

Paul Watzlawick narra la seguente storiella per illustrare la sottile dinamica della cosiddetta profezia che si autoadempie.
Una zitella puritana abita in riva a un grosso fiume. Un giorno telefona alla polizia, tutta scandalizzata: -Ci sono dei ragazzacci, tutti nudi come vermi, che fanno il bagno davanti a casa mia! Lispettore manda subito un poliziotto che ordina ai ragazzi di andare pi in l, dove non ci sono pi case. Il giorno dopo la donna ritelefona di nuovo: -I ragazzacci nudi si vedono ancora! Il poliziotto torna e li fa allontanare ancora di pi. Ma dopo un po la donna ritelefona: -Ispettore, si vedono ancora! E lispettore: -Ma signoraacom possibile?! E la donna: -Sii, le dico: si vedono ancora, dalla finestra della mia soffitta, col cannocchiale! (Paul Watzlawick)

Paul Watzlawick osserva: A questo punto ci si pu chiedere: che cosa farebbe la signora se i ragazzi scomparissero finalmente dalla sua visuale? Forse comincerebbe a fare lunghe passeggiate lungo il fiume, forse le basterebbe sapere che da qualche parte qualcuno fa il bagno nudo. Una cosa sembra certa: lidea la preoccuper ancora. E la cosa importante, in unidea cos scrupolo-samente coltivata, che essa pu determinare la propria realt.

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Di questo fenomeno dobbiamo ora occuparci: delle profezie che si realizzano da s. Si deve a Karl Popper linteressante idea secondo cui la terribile profezia che Edipo apprese dalloracolo si avver proprio perch egli la conosceva e la fuggiva. Proprio ci che egli fece per evitarla ne determin lavverarsi. Anche a scuola, o in famiglia, se un insegnante, o un genitore, convinto che un alunno, o un figlio, bravo, lo influenza positivamente, con atteggiamenti e messaggi positivi, anche non verbali, di fiducia, incoraggiamento, attenzione e comprensione. E viceversa, lo influenza negativamente se convinto che somaro, con messaggi negativi, anche non verbali, di sfiducia, indifferenza, freddezza, scetticismo, rassegnato fatalismo, come risulta dalla ricerca di Rosenthal e Jacobsen, Pigmalione in classe. Mutatis mutandis (mutate le cose da mutare), ci che accade anche nel prossimo anddoto.

Una donna si era molto lamentata con una vicina della farmacia locale, certa che le sue lagnanze sarebbero state riportate al farmacista. Il quale, la volta successiva che la donna and in farmacia, la salut con grande calore, dicendole quantera lieto di averla tra i suoi clienti e le sped subito le medicine richieste. Aggiunse inoltre che, se avesse avuto bisogno di qualcosa, non esitasse a telefonargli anche fuori orario. La donna lo rifer alla vicina, dicendole: -Hai visto? Le mie critiche che tu gli hai riportato hanno fatto effetto! -A dire il vero-, le rispose lamica, -io non gli ho riferito affatto le tue critiche, anzi, gli ho detto che ammiravi molto il modo in cui gestiva la farmacia e che la giudicavi una delle migliori. (J. Prussing, in Selezione, 2/89)

Se provassimo a calunniare gli altri alla rovescia? Cio a mentire per dirne bene? Ci vorrebbe una parola nuova per esprimerlo. Perch, come osserva Pascal: Se tutti gli uomini risapessero ci che dicono gli uni degli altri, non ci sarebbero al mondo 4 amici. (Pensiero 101) E Troisi si lamentava: Perch siete tutti cos sinceri con me? Che cosa vi ho fatto di male? Ma come dice Goethe: Se tratti un uomo quale egli realmente , rimarr cos com. Ma se lo tratti come se gi fosse quello che dovrebbe essere, egli lo diverr. Che vale anche per linverso, e cio se lo tratti come se gi fosse quello che non dovrebbe essere, lo diverr ugualmente. Francesca Mazzantini lo esprime con la battuta: Geloso per geloso, tanto vale dargli un motivo. Cio, se gli altri pensano o dicono una cosa di noi, sia positiva che negativa, siamo indotti a farla. (Si veda a pag. 175, Effetto pigmalione)

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Te vallo comme me sni (Ti ballo come mi suoni) (Proverbio maceratese)

Il mondo il nostro specchio e chi semina vento raccoglie tempesta.


Un vecchietto stava seduto fuori citt. Un giorno gli si avvicin un forestiero che gli chiese: -Come sono gli abitanti di questa citt? -Comerano quelli della citt in cui stavi?- chiese a sua volta il vecchio. -Erano gentili e generosi, stavo benissimo con loro. -Troverai persone altrettanto buone anche qui-, gli rispose il vecchio. E cos avvenne. Arriv poi un altro forestiero e chiese anche lui al vecchio: -Come sono gli abitanti di questa citt? E il vecchio: -Comerano quelli della citt in cui stavi prima? -La gente era meschina, sgarbata ed egoista. Il vecchio lo guard pensoso e poi gli disse: -Temo proprio che troverai gente simile anche qui. (N. Clifford, in Selezione, luglio 88)

Di fronte ad una stessa realt si possono adottare punti di vista diversi, come il classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Una donna va a comprare un paio di scarpe. Ne prova tante, ma non ce n una che le vada bene. Ad un certo punto il commesso osserva: -Ma signora, lei ha un piede pi grosso dell altro! -Chi te lha detto, cafone! -, ribatte la donna, e se ne va in un altro negozio. Stessa ricerca interminabile. Alla fine il commesso osserva gentilmente: -Signora, ma lei ha un piedino pi piccolo dellaltro! La donna sorride tutta compiaciuta e gli compra 2 paia di scarpe.

Al poligono di tiro i soldati sbagliavano a tirare mancando spesso il bersaglio. Il capitano perde la pazienza: -Dammi quel fucile, imbranato, che ti faccio vedere io! -, dice a un soldato. Imbraccia il fucile, miraa...., tira, ma manca il bersaglio! -Ecco come tiri tu!- gli dice. Mira e tira unaltra volta, ma sbaglia di nuovo: -E cos che tiri tu -, dice ad un altro. Il capitano effettua altri 9 tiri, sbagliandoli tutti, ovviamente per far vedere ad altrettante reclute come tirano loro. Al decimo tiro, finalmente, colpisce il bersaglio e con un ampio sorriso esclama: -Avete visto? E cos che tiro io! (K. Frigyes, cit. da A. Ziv)

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Figli picculi la casa trema, figli granni la casa se lama (crolla) (Proverbio in dialetto maceratese)

Un padre entra nella camera della figlia quindicenne e la trova vuota con una lettera bene in vista sul letto. Presagendo il peggio la apre e legge.
Caro pap, mi dispiace molto doverti dire che me no sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, cos carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e i capelli arancione! Ma non tutto, pap: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo anche il mio sogno. E siccome ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno pi la cocaina e lecstasy di cui hanno bisogno. Nel frattempo spero che la scienza trovi una cura per lAids, cos Abdl potr stare un po meglio: se lo merita! Pap, non preoccuparti, ho gi 15 anni, so badare a me stessa. Inoltre Abdl, con i suoi 44 anni di et, mi sa dare degli ottimi consigli, come quello di convertirmi allIslam. Pap, spero di venire a trovarti presto cos potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina.

PS. Tutte balle pap. Sono dai vicini. Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Tvb.

Morale della favola: andata male? Conslati pensando che poteva andare moolto peggio!

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Val pi la pratica che la predica

Come dice il proverbio Val pi la pratica che la predica. E la predica perfetta come la minigonna: corta, aderente alla vita, aperta al mistero.

Un predicatore muore e sale in Paradiso dove vede che un tassista della sua citt occupa un posto migliore del suo. Se ne lamenta con San Pietro: -Non capisco, ho dedicato tutta la mia vita alla Chiesa. E San Pietro: -Noi premiamo i risultati: si ricorda, reverendo, leffetto delle sue prediche? Il prete, a malincuore, costretto ad ammettere che spesso qualcuno si addormentava. -Esattamente-, osserva San Pietro; -invece, quelli che salivano sul taxi di quelluomo, non solo stavano svegli, ma pregavano anche intensamente. (R. Heit, Selezione 6/90)

Il fatto seguente realmente accaduto su un volo della British Airways.


Una donna bianca sale su un aereo e si siede accanto a un negro. Visibilmente turbata chiama la hostess e le dice: -Mi avete messo accanto a un negro! E io non sopporto di stare accanto a uno di questi esseri disgustosi. Datemi un altro posto, per favore! -Si calmi signora, -le risponde la hostess, -purtroppo mi risulta che i posti di questo volo sono tutti occupati: ma vado subito a vedere se c un posto disponibile. Lhostess si allontana e ritorna dopo qualche minuto: -Signora, come pensavo non ci sono pi posti liberi in classe economica. Tuttavia abbiamo ancora un posto in prima classe, che per vietata ai passeggeri della classe economica: ma viste le circostanze, il coman-dante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi accanto a una persona cos ripugnante. Perci si accomodi pure in prima classe, signore-, conclude la hostess rivolgendosi al negro. Grande applauso degli altri passeggeri.

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Stupefare gli scettici e scetticizzare gli stupefatti

Ed infine alcuni testi alquanto bizzarri, per sbizzarrirsi a sbalordire i balordi e sbigottire i bigotti, a stupefare gli scettici e scetticizzare gli stupefatti.

-Mario, vieni a bere un bicchiere di vino! -Maaveramente io sono astemio. -Ah scusa Astemio, vieni a bere un bicchiere di vino!

Allanagrafe: -Come vi chiamate? -Ciccillo Salvatore. -Siete sposato? -S. -Con prole? -No, con Marietta. -Ma noh! Prole significa i figli! -Ah s, scusate tanto: un prolo e na prola.

Venezia, occupazione nazista. Un ubriacone sbornio gironzola barcollando per la strada con una bottiglia di vino ancora chiusa in mano. Si imbatte negli sbirri tedeschi che gli intimano: -ALT! Ghestapo! E lui: -No grassie, mi go el cavatapi.

Cari-binieri in montagna. Giungono in alta quota dove c sempre la neve. Il maresciallo spiega: -Ecco, vedete, qui comincia la neve perenne. -Maresciallo-, osserva un caro-biniere, -anche al paese mio, la neve, comincia per enne.

Il capitano Festicoli ai soldati che scherzavano sul suo nome: -E ficctevelo bene in testa che io mi chiamo Festicoli, capitano Fe-sti-co-li, con la effe, chiaro? E dopo un po, rivolto a un soldato: -Allora! Com che mi chiamo? -Foglioni, signor capitano!

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-Avvocato, a quanto ammonta la sua parcella per una consultazione? -1.000 Euro ogni tre domande. -Cribbio! Non le sembra una tariffa troppo cara? -S. Ora mi faccia pure la terza e ultima domanda. (M. Rafferty)

-Che cosa vorreste che dicessero di voi quelli che verranno a trovarvi quando morirete, vedendovi rigidi e stesi sul letto di morte? Io vorrei che dicessero: -E stato proprio un bravuomo, tanto buono. Io: -Ci mancher tanto, gli volevamo tutti un gran bene. Io: -E stato un padre e un marito esemplare, un onesto lavoratore. Io invece vorrei che dicessero: -Guardate, s mosso!

Due carabinieri notano una macchina sospetta, ferma, con un signore a bordo. Si avvicinano e uno di essi gli chiede: -Documenti. Il signore in macchina sussurra sottovoce: -Digos! E il carabiniere pi forte, sillabando: -I do - cu - men - ti! E il signore sillabando anche lui: -Diii - gos! Allora interviene deciso laltro carabiniere e fa: -Ls documentos pr favor!

Un camion della nettezza urbana passa davanti a una caserma dei caribinieri. L fuori c lappuntato Caputo e il netturbino gli chiede: -Appuntato, ce lavete limmondizia? E Caputo: -Aspetti un attimo che vado a condrollare. Entra in caserma e chiede: -Maresci, la teniamo limmondizia? -S.Caputo, ce ne stanno 2 sacchi, l nellangolo. Caputo torna fuori e fa: -Guardi che ne teniamo gi 2 sacchi, potete andare!

Da comando centrale dei carabinieri giunge fax telegrafico a stazione periferica: Prevedesi arrivo imminente sisma tellurico quinto grado mercalli ivi epicentro stop massima allerta attivazione immediata stop riferire immediatamente massima urgenza stop. Dopo unora, altro fax da stazione periferica a comando centrale: Catturato Sisma Quinto Tellurico che celavasi sotto mentite spoglie stop Epi Centro non risulta elenco anagrafico: trattasi forse di tale Bepi Centro, gi individuato stop Grado Mercalli ancora latitante stop ricerche momentaneamente sospese causa forza maggiore disastroso terremoto stop Firmato: Caputo e Locascio, entrambi Giuseppe

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LANO INTROVABILE Una volta i contadini erano quasi tutti analfabeti, e ci-avevano tanti animali, alcuni anche lasino, come mio nonno. Una volta lasino sammal. Mio nonno va dal veterinario che gli d una grossa supposta e gli dice: -Mettigli questa, gliela devi mettere nellano. -Nellanodottore?, - fa mio nonno chera la prima volta che sentiva quella parola, sperando che si spiegasse meglio. -S, nellano-, gli risponde il veterinario tutto indaffarato, e lo saluta. Mio nonno torna a casa pensieroso. Va dallasino e gli gira intorno: losserva attentamente sperando di trovare lano, ma inutilmente. Quando gli passa davanti, lasino gli fa un bel raglio: -IHOH IHOH!! E lui: -Ridi ridi, cretino, che se non trovo lano, te la ficco nel culo!

VIA RETTALE Un anziano analfabeta va dal dottore, accompagnato dalla moglie, analfabeta anche lei. Il dottore gli prescrive delle supposte, farmaci a loro del tutto sconosciuti. Arrivati a casa i due discutono a lungo su come prenderle, ma non riescono proprio a capire come vanno usate. Infine lui le dice: -Dai, telefona al dottore! E lei: -Ma no, che figura ci facciamo! -Ma dai, mica ti si mangia! -Ma perch non gli telefoni tu, magari si arrabbia. Luomo insiste e alla fine la moglie telefona: -Dottore, mi scusi, ma le supposte, mio marito, com che le deve prendere? -Per via rettale, signora. -Grazie dottore-, risponde la donna. Poi, rivolta al marito: -Ha detto per via rettale: tu lo sai dove sta questa via? -Ma che ne so io, sei scema? Perch non te lo sei fatta spiegare: adesso gli ritelefoni! -Unaltra volta?! Ma si arrabbia! Tira e molla, alla fine lei ritelefona: -Mi scusi tanto sa dottore, maadov che si trova, quella via che mi ha detto? -Ma no signora, ma che cosa ha capito!? Le deve mettere nellano. E la donna al marito: -Ha detto che le devi mettere nellano. -Nellano? E te lo ha detto dove si trova? -No. -E allora domandaglielo, dai, ritelefona. -No, nooh! Stavolta si arrabbia di sicuro!-, protesta lei. Ma il marito insiste tanto che alla fine lei si fa coraggio e timidamente ritelefona: -Dottore, mi scusi tanto sa, ma questooano, mi potrebbe dire per favore dove si trova, con precisione? -Signora, dica a suo marito che le supposte, se le metta nel culo! -Hai visto?!-, fa lei stizzita, -te lo dicevo che sarrabbiava! (Patrizio Roversi, citato da C. Majello)
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CE LHA COMPILATO? Un anziano deve consegnare un modulo in un ufficio. Dopo una lunghissima fila arriva allo sportello, ma si sente dire: -Mi dispiace, signore, ma questo modulo lo deve consegnare allo sportello accanto. Altra fila interminabile. Finalmente giunge allo sportello, ma limpiegato gli dice di nuovo: -Guardi che questo modulo non di mia competenza: lo deve consegnare al prossimo sportello. Luomo supplica e implora, ma niente da fare, deve rimettersi in coda. Quando arriva al nuovo sportello sbotta arrabbiato: -E pazzesco! Due ore di fila per consegnare questo semplice modulo! -Ce lha compilato?-, gli chiede limpiegato. -No, non ce lho con Pilato: ce lho con Ges Cristo che ve ce tiene!

COL-PENDOLO Galileo scopr che il mondo si muoveva osservando le oscillazioni del pendolo. Lo disse al Granduca di Toscana: -Eccellenza ho scoperto che il mondo si muove! -Ma davvero? E come lavete scoperto? -Lho scoperto col pndolo. -Colpendolo? Colpendoloo.con che cosa? -Ma non colpendolo, col pendolo! -Che modo di ragionare! Non colpendolo, ma colpendolo! Insomma, dovette scriverglielo su un pezzo di carta! (A. Campanile)

FUCK YOU Due sposi napoletani, Pasquale e Assuntina, vanno in viaggio di nozze in America. Una sera vanno al cinema e si siedono in un posticino tranquillo. Dopo un po entra un armadio alto 2 metri, e si siede proprio davanti a loro. Poi si mette a mangiare i lupini, gettando via le bucce che finiscono spesso addosso ad Assuntina. La quale ad un certo punto dice a Pasquale: -Pasqu, d quaccosa a sto signore, che se la smettesse, p piacere! -Vabbu Assund, mo ci penzo io. Poi rivolto alluomo fa: -Mister! Hi Mister! Sign pliss, i smettite of jett the buccs of lpins addoss a mai wife?! E quello voltandosi: -FUCK YOU! (Pron. fak i = vaffa.) E Pasquale: -Sendito Assund? Ha ritte che nunn o fa kki!

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ECLISSE IN CASERMA

In una caserma il Colonnello convoca il Capitano nel suo ufficio: -Capitano, domani alle 11 si verificher un'eclisse di sole, cosa che non succede tutti i giorni. Ragione per cui lei, per quell'ora, raduner tutti gli uomini in piazza d'armi, in perfetta tenuta di campagna, affinch i reparti possano seguire l'interessante fenomeno astronomico. Io dar loro le spiegazioni necessarie. Se dovesse piovere, raduni gli uomini nella grande sala. Il Capitano fa chiamare il tenente: -Tenente, per ordine del Colonnello, domani avr luogo, in piazza d'armi, alle ore 11, un'eclisse di sole che verr illustrata dal Colonnello stesso, cosa che non succede tutti i giorni. Se dovesse piovere non si vedr niente all'aperto, per cui raduner tutti gli uomini nella grande sala in perfetta tenuta di campagna. Il Tenente chiama il Sottotenente, al quale spiega: -Per ordine del Colonnello, domani alle 11, in perfetta tenuta di campagna, s'inaugurer un'eclisse di sole in piazza d'armi. Il Colonnello, nella grande sala, impartir lui stesso gli ordini se dovesse piovere, cosa che non succede tutti i giorni. Il Sottotenente al Sergente Maggiore: -Domani alle 11, se far bel tempo, il colonnello in tenuta di campagna, cosa che non succede tutti i giorni, far eclissare il sole in sala, se non sar possibile farlo in piazza d'armi a causa della pioggia. Il Sergente Maggiore al Sergente: -Domani alle 11 ci sar, sole permettendo, uneclisse del Colonnello in tenuta di campagna. Se piover in sala, cosa che non succede tutti i giorni, la manovra avverr in piazza d'armi. Dopo qualche ora, durante il rancio, fra la truppa circolava la seguente voce: -Pare che domani alle 11 il sole in tenuta di campagna eclisser il Colonnello: peccato che ci non succede tutti i giorni.

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TIC TIC TIC TIC TIC TIC TIC TIC TIC TIC TIC TIC T O C

Che cosa faceva lo sputo sulla scala? Saliva, lo sputo, sulla scala, che era in salita, mentre la lattuga era insalata. I pomodori invece non riescono a dormire, perch linsalata russa. E nel silenzio della notte, si sente un gran fracasso nellarmadio: sono le cravatte dai colori chiassosi spaventate da un vecchio scheletro nellarmadio. E poi si sente uno strano rumore: crrr crrr il cavallo dei pantaloni, affamato, che rosicchia la paglia della sedia. Poi si sentono 999 tic tic tic tic tic tic tic tic tic e un forte TOC: chi sar mai? E un millepiedi con una gamba di legno. E poi altri 1000 tic tic tic tic tic tic: la sua donna. Si abbracciano stretti e formano una chiusura lampo, un po difettosa, a causa della gamba di legno. Era giunta lora legale e i contadini mettevano unora avanti il gallo. Nel pollaio cera una bussola per indicare il pollo nord e il pollo sud. Una gallina compiva gli anni e le amiche le avevano fatto un bel regallo. Era molto religiosa e si confessava spesso: -Padre, mi perdoni perch ho beccato. Infatti covava rancore e i pulcini le nascevano tutti incazzati. Un po-l-liziotto diceva a un po-l-ladro: -Ti dichiaro in arrosto. -S, ma ce lhai il mandato di c-o-ttura? Era giunta la primavera e, con i primi caldi arrivavano i camerieri ed anche le rondini. Infatti, come dice il proverbio, San Benedetta ha la rondine sotto la tetta. Una nuvola diceva alla pioggerellina: -E tu, cosa farai da grandine? (D. Verde) Una mucca, grande vacca, chiamava sempre il toro: -Muuuuhhh! Muuuhhhhhh! E unaltra: -Cecoslomuuhhh! Era una cecoslo-vacca. Il suo mucchino le diceva: -Mamma dura vivere allo stato brado. -Molto meglio allo stato brado che allo stato brodo, tesoro. Mamma elefante andava al fiume per bere col suo elefantino, ma si era dovuta fermare in una strettoia, piena di animali assetati che volevano passare. Un topino cercava di aiutarsi con le zampette. -Vediamo di non spingere, eh!-, gli disse lelefante. -Oh scusa tanto, non ti avevo visto!-, le rispose il topino. A un certo punto lelefante pesta un piede a una povera formica: -Oh, scusami tanto, non lho fatto apposta! E la formica: -Ma figrati! Poteva succedere anche a me!

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Arriva un passerotto che si posa sullelefantessa cercando di possederla. Lei si volta ed esclama: -Che pretese; tu, cos piccolo! E il passerotto: -Sono piccolo, ma tutto uccello! Un fico arrogante e strafottente sera piazzato in mezzo alla strada e sbarrava il passaggio a tutti gli altri frutti con spavalda tracot-arrog-anza. Arriva la fragola: -Lasciami passare per favore! E il fico: -No! Di qui non passa nessuno. Arriva la mela: -Dai, fammi passare! E il fico tracotante: -Ho detto di no: di qui non si passa! E cos per altri frutti. Arriva luva, e il fico sempre l a sbarrarle la strada. Luva allora estrae una pistola e gli spara, facendolo secco: fico secco, uva passa! Era giunto linverno e nevicava fitto fitto: era bellissimo, meraviglioso, era proprio uno spettacolo con i fiocchi ! Un carcerato diceva al suo compagno di cella, tutto pensieroso: -Non ti preoccupare, tanto abbiamo le catene. Faceva freddissimo. Unoca incontra un cane. Loca osserva : -Oggi fa un freddo cane! -E vero-, risponde il cane, -mi venuta la pelle doca! I ghiri cercavano i bizzi e i gori per fare i ghiribizzi e i ghirigori. Un signore con tic cercava una signora con tac per aprire unorologeria. E un orbo di occhio sinistro cercava un orbo di occhio destro per uno scambio di vedute, ma non riusciva a trovarlo perch era molto cattivo: sebbene avesse soltanto locchio destro aveva uno sguardo sinistro. E durante una lite, accecato dalla rabbia, si tolse locchio di vetro e lo scagli contro il rivale. Un cacciatore in Africa faceva un safari con un amico missionario ed un negro come guida. Dimprovviso sbuca fuori un leone ruggente! E il negro: -Sbara, badrone, sbara! -Taci tu, lascialo avvicinare. Il leone avanza minaccioso e il negro: -Sbara badrone, sbara! -E non te la fare sotto! Ci penso io! Il leone avanza ancora, gli sta quasi addosso; il cacciatore spara, ma il fucile gli si inceppa: -Cilecca!-, esclama atterrito. E il negro: -No badrone, non gi lecca, questo gi mangia! E il missionario: -Signore, ispragli sentimenti cristiani! E il leone in ginocchio: -Ti ringrazio Signore per il cibo che mi hai mandato! (Ennio Monachesi)

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UN RISTORANTE DI CLASSE (francese)

-Buona sera -, ci saluta il maitre. -Un tavolo per quattro? -S, grazie. -Fumatori o non? -Non fumatori. -Preferisce mangiare al chiuso o allaperto, questa sera? -Credo che al chiuso andr bene. -Molto bene, signore. E il tavolo dove lo desidera, nella sala grande, nel patio o al piano superiore? -Beh, ecco,..non saprei. -Posso darle un tavolo con vista panoramica al piano superiore. -Va bene al piano superiore. Il maitre ci fa strada e di nuovo mi chiede: -Preferisce la vista sul campo da golf, quella col tramonto sul lago, o quella con lo spettacolo maestoso delle montagne a occidente? -Faccia lei. (Che sia lui a prendere una decisione, almeno per una volta, penso tra me e me ). Ci fa sedere a un tavolo vicino a una finestra da cui si vede..il campo da golf.il lagoole montagnee..non riesco a capire esattamente cosa, perch fuori tutto buio. Poi si presenta al tavolo un giovanotto molto pi bello ed elegante di ciascuno di noi: -Buona sera-, esordisce, -il mio nome Paul, e sar il vostro cameriere per questa serata. Volete lasciar passare qualche minuto prima di ordinare? -No, io sono uno che va a carne e patate, e lordinazione la faccio subito: una bistecca e una patata al forno. -Minestra o insalata? (Che in Francia fanno da antipasto) -Insalata. -Abbiamo insalata verde mista, cuori di palma o una deliziosa insalata di rucola con gamberetti. -Va bene linsalata verde mista. -Come desidera signore: e con quale condimento? -Faccia lei. -Pu scegliere tra aceto balsamico e noci, gorgonzola fuso al rosmarino, vinaigrette, Mille Isole, mostarda di Digione al miele.. -La condisca come vuole, mi sorprenda! -Allaceto balsamico e noci, la nostra specialit. Le va bene? -S-, rispondo brusco. Ne ho proprio abbastanza di salamelecchi. -Eee. Per la patata al fornooo. So cosa sta per dire. -La voglio liscia, mi sono spiegato? Senza niente sopra. -Nientee burro? Oo panna acida? -No. -E neancheee erba cipollina?
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-No! Ma che sordo? Non ci voglio niente sopra. Mi porti soltanto una patata al forno e una bistecca. -La vuoleee.da 200, 250 o 300 grammi, signore? -Faccia lei. -La vuoleee.al sangue, poco al sangue, cotta o ben cotta? -Senti Paolino, mi stai proprio facendo bollire il sangue !! -Stavo giusto per proporle le verdure bollite, signore. Vuole broccoli, fagiolini, cipolle, zucchine saltate, carote a dadini A quel punto il vaso trabocc. Mi strappo il tovagliolo dal collo, balzo in piedi di scatto, gli piazzo la mia faccia a ridosso della sua e sibilo: -Che ne dici di sistemare questa faccenda fuori? -Mi sta bene signore: preferisce il parcheggio, il vicolo, o la strada di fronte al ristorante? -Preferisco proprio qui-, e faccio per colpirlo. Lui schiva e mi spara un gancio sinistro sotto un occhio. Era la prima volta, in tutta la serata, che non mi proponeva di scegliere tra pi possibilit. E mentre ripiombo mezzo suonato sulla sedia, accorre tutto allarmato qualche pezzo grosso del ristorante. Sento che mi allentano la cravatta, mi sbottonano il colletto della camicia e mi danno schiaffetti sulle guance. Quando riprendo conoscenza, mi trovo sotto il naso la faccia preoccupata del maitre, il quale si affretta a scusarsi e a chiedermi se voglio qualcosa da bere, o che chiami lambulanza, o qualunque altra cosa. -No, no-, rispondo io. -Sto bene. Mi porti soltanto un bicchier dacqua. -Subito signore: preferisce acqua minerale dimportazione, acqua gasata o liscia con una fettina di limone? (Gene Perret) (in Selezione, Marzo 96)

DICA

PURE

In un ristorante c scritto: Entrate pure e mangiate a saziet: pagheranno i vostri nipoti fra 30 anni Un uomo entra, mangia, ma all uscita ci trova un cameriere che gli dice: -Signore, deve pagare il conto. -Ma come: non c scritto che pagheranno i miei nipoti fra 30 anni? -Certo: e questo il conto che ha lasciato suo nonno 30 anni fa. Entra un altro e il cameriere gli dice: -Dica pure. -Pure. -Cosa desidera signore? -Arrosto di formica. -Petto o coscio? Poi luomo ordina una porzione di piselli e il cameriere glieli porta. Ma quello gli dice: -No, mi scusi, mi sono sbagliato, volevo gli spinaci. Il cameriere riporta indietro i piselli e ritorna con un piatto di spinaci.

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Laltro lo prende e se lo rovescia sulla testa. E il cameriere sbigottito: -Ma signore, cosa fa, si buttato tutti gli spinaci sulla testa! -Accidenti! Credevo che fossero piselli. -Perch, lei i piselli se li mette sulla testa? -Io?! No: infatti ci ho messo gli spinaci. (E. Petrolini) Poi si accende una sigaretta e chiede a una signora seduta al tavolo accanto: -Scusi, signora, le da fastidio il fumo? -Oh, s, tantissimo! -Dio! Quanto dovr soffrire! (E. Petrolini) Infine va al bar e ordina un vermouth. -Lo prende chinato?-, gli chiede il barman. -No, in piedi, ho molta fretta. Lo paga e dice al barista: -Tenga pure il resto. -Ma non c nessun resto, signore! -Non importa, lo tenga lo stesso. (Detectives Story) Un distinto signore ordina: -Ragazzo, portami un bicchiere dacqua, ma senza menta. -La menta finita, signore; lo stesso se gliela porto senza tamarindo? Due uomini ordinano 2 th, e uno di essi aggiunge: -E mi raccomando, che la tazzina sia ben pulita! Il cameriere porta i 2 th e chiede: -Per chi quello nella tazzina ben pulita? Nel ristorante cera un pianista che suonava, il quale osserva: -So che vi piace la buona musica. -S-, gli risponde uno, - ma non importa, continui pure a suonare. Due, amici ordinano 2 pesci arrosto. Il cameriere porta i 2 pesci, ma uno pi grosso dellaltro. -Scegli tu per primo-, fa uno dei 2 amici. -No, scegli pure tu-, fa laltro. -Ma sceglilo tu, ti dico, non ci fare i complimenti! -No guarda, prendilo tu per primo, dai, fammi contento. Finalmentte uno di essi si decide e si prende il pesce pi grosso. Laltro ci rimane molto male ed osserva seccato: -Come!? Tho fatto scegliere per primo e tu ti sei preso il pesce pi grosso? -Perch, tu quale avresti preso? -Ma quello pi piccolo, naturalmente! Sono una persona educata, io. -E perci te lho lasciato: perch ti lamenti? Un burino romano spavaldo che aveva vinto al lotto un sacco di soldi entra nel ristorante e vuol fare sfoggio della sua ricchezza. Il cameriere gli elenca il men, che comprende anche il caviale, e luomo gli chiede: -Che roba il caviale? -Uova di pesce pregiate, signore. -Bene, me ne porti 2 sode!
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-Abbiamo anche un ottimo pesce surgelato. -Che schifo! A me, sur gelato, mi ci piace la panna. -Posso darle del salame -E va bene, dammi del salame. -Salame! Ogni tanto dai vari tavoli giungevano delle proteste: -Cameriere, c un capello nel sugo di pomodoro! -Eppure signore, le assicuro che il sugo labbiamo fatto con i pelati! -Cameriere, da unora che sto cercando di tagliare questa bistecca! -Faccia pure con calma, signore, il locale chiude a mezzanotte. -Cameriere, questo pesce puzza! -Lo rifiuta? (Falso iterativo) -No no, per carit, mi bastato fiutarlo una volta sola. -Come ha trovato la bistecca, signore? -Per puro caso, spostando una patatina. Un uomo piange e singhiozza disperatamente. -Che cosa le successo, signore?-, gli chiede preoccupato il cameriere. -La mia bistecca, nel mio piatto, durissima! -E lei piange cos soltanto per questo?! -Certo: sto cercando di intenerirla! (Risveglio di metafora assopita) Entra un altro e il cameriere gli chiede: -Il signore desidera? -Un uovo al tegamino, cameriere. Lo vorrei con un po di burro e olio, niente pepe, poco sale, il tuorlo appena cotto e lalbume ben rosolato. -La gallina si chiama Lalla, le va bene, signore? Un tedesco ordina un brodo, ma ci trova una mosca: -Kameriere!-, protesta arrabbiato, - in mio prodo essere mosko! -Veramente-, fa il cameriere, -non un mosco, ma una mosca. -Perpacco! Ke fista puona avere! (V. Melegari) Ad un tavolo c una coppia di anziani. Lui ordina: -Un brodino per mia moglie e una fettina per me. Dopo un po torna il cameriere e lanziano ordina di nuovo: -Un brodino per me e una fettina per mia moglie. -Ma signore, potevo portarglieli insieme!-, osserva il cameriere. -Grazie, ma purtroppo ci-abbiamo una dentiera sola. (Ennio Monax)

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DICA TRENTATRE

Dal dottore arriva un uomo tutto malconcio e punzecchiato come un colabrodo che si lamenta: -Dottore, sono state uno sciame di api che mi hanno punto! -Venga qua, ci penso io: le faccio subito una puntura. -E dov che lhanno punta? -In mezzo a un campo, dottore! Arriva un ferito che aveva avuto una lite violenta e il dottore gli dice: -Lei stato ferito nellaltrco, nel tafferuglio, vero? -No dottore: a un occhio, sono stato ferito! -E stato un colpo contundente? -Nooh, contro un occhio le ho detto! Entra un altro ferito dicendo: -Mi faccia lantibritannica dottore! -Lantitetanica, vorr dire. -No, lantibritannica: mi sono ferito con una chiave inglese riparando un rubinetto che perdeva e che mi diceva: -Ma lasciami perdere, per favore! Alcuni vecchietti si lamentavano: -Dottore ho le vene vorticose e mi fa tanto male questosso qui, sotto il collo. -Le fa male lo sterno. -No dottore, linterno che mi fa male. -Dottore, mi fa male la gamba destra. -Sar let. -No dottore: laltra gamba ha la stessa et, eppure sta benissimo. -Dottore soffro di gravissime amnesie con perdita totale ed improvvisa della memoria. -Da quando? -Da quando che cosa, dottore? Un altro paziente si lamentava che ce lavevano tutti con lui. E il dottore: -Evidentemente lei soffre di mania di persecuzione. -Non vero, dottore: lei dice cos perch mi odia! -Guardi, le assicuro che lei ha una salute di ferro. -Ah, ecco perch sono tutto arrugginito! -Lei soffre di ipocondria. -Impossibile, dottore: questa lunica malattia che sono sicuro di non avere. (Elvis J. Millip, in Selezione 3/95) -Lei comunque mi sembra un soggetto che somatizza lansia. -Questo vero dottore: io sodomizzo tutto.

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Entra un altro paziente e il dottore lo visita. Al termine luomo se ne va pensieroso mormorando tra s: -Scorpione..sagittario..capricorno Poi torna indietro e chiede: -Ma, scusi, che cosa ha detto che ci, dottore? -Il cancro, amico, il cancro! Si presenta una donna e il dottore le dice: -Sento che oggi tossisce meglio signora. -Per forza, dottore, mi sono allenata tutta la notte! Per sono molto ansiosa, specialmente nei rapporti con mio marito. -Fuma mai signora dopo lamplesso? -Non lo so, dottore, non ho mai controllato. (Cit. M. Farn) Nella sala daspetto, affollata di pazienti, entra un uomo che d unocchiata e chiede: -Chi lultimo? Un altro lo guarda in cagnesco e bofonchia: -Sei tu, lultimo, cretino! Entra un uomo col figlio: -Dottore, mio figlio ha battuto forte la testa. -Ma vigile? -No, dottore, operaio. (P. Franco - A. Di Stefano) Visita urgente: entra un negro col figlioletto, che gli dice tutto trafel-allarma-to: -Doddore, doddore, mio figlio ha ingerido lAIAX. -Tornado bianco? -No, resdado nero! Un paziente sta uscendo dopo la visita, legge la ricetta, torna indietro ed osserva: -Ma dottore che cosa ha fatto?! -Che cosa ho fatto!?- chiede sorpreso il dottore -La ricetta, me lha scritta incompleta. -Come sarebbe a dire incompleta? -, si meraviglia il dottore. -S, c scritto: Prendere la vitamina eee. Entra un uomo. Il dottore lo visita e gli dice: -Lei arrivato da me appena in tempo! E luomo allarmato: -Sono tanto grave dottore? -Macch! Ancora 1 giorno e sarebbe guarito da solo! (S. Modely) Poi gli appoggia lorecchio sulla schiena e gli dice: -Dica trentatr! E il malato: -Trentatr. -Ancora, continui. -Trentaquattro, trentacinque, trentasei -Purtroppo-, osserva il dottore, -la sua malattia non mi piace affatto. -Mi dispiace dottore, ma non ho che questa.veramente, per, qualche volta ci vedo doppio. -E semplice: basta che chiuda un occhio. -E a volte mi fischiano anche le orecchie. Mi sembra normale! Con quella faccia, sarebbe grave se la applaudissero! (G. Patroni) (Ennio Monax)

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MARCHE CHARME

Le Marche sono piene di fascino, di charme, in francese. Charme infatti lanagramma di Marche, formato con le stesse lettere spostate. E lanagramma esprime lessenza. Lanagramma di Giuda Iscariota, ad es. dai guai a Cristo; di attore teatro; coppia-cappio; moglie-meglio; Claudiaacidula, Stefania-fantasie; Cristina-incastri, trascini; Marisa-amarsi; Lorettalottare, lotter, lotterr e poi se lo terr. E di Ennio Monachesi: non amo che i seni, e non chiesi mano, e non chiesi mona, mischia o senno? Sono quattro anagrammi collegati tra loro: difficile come un terno al lotto! E corrispondono pure al vero, purtroppo! Nelle Marche sgorgano vini diversi e versi divini, come quelli di Leopardi che si lamentava: ahi natura natura, perch mhai passato sta gran fregatura? Ma la natura ci d anche tanti vini diversi, come quelli del Piceno e il verdicchio di Matelica e di Jesi, la citt pi positiva, formata da 2 s: jes s. Mentre la citt di Leopardi la pi prolifica: Reca-nati. Le Marche sono dette terra di teatri: c ancheCamerino. E sono anche terra di musica e canti, e di grandi artisti, come Gigli, e Rossini, autore de La gazza ladra. E sapete come si chiama il marito della gazza ladra? Il gazzoche te frega. E ci sono anche tanti che ballano e danzano, andando a tempo con i passi, e per stare al passo con i tempi, allinsegna del motto pi danza meno panza, con le 3 componenti del ballo: quella motoria, quella artistica, e quella voluttuo-s-ensua-l-ibidinosa, ed erotico-sentimentale. Le Marche sono terra di merli, e merletti di Offda, e dei grandi Merloni di Fabriano; ed anche dei merluzzi, uccelluzzi che fischiuzzano. A Fermo c il famoso istituto scolastico Montani con i convittori, che appena superato lesame di Stato scrivevano ai genitori: Dopo 5 anni in Fermo, finalmente perito! I marchigiani, grazie alla loro tenacia, audacia, sagacia e perspicacia, fonti certe di efficacia, fanno le scarpe a tutto il mondo. E fanno anche la scarpetta, quelli pi ghiotti. Gli abi-tanti delle Marche non sono poi cos tanti, sono piuttosto abi-pochi, e si dividono in due categorie: nordici e sudici. Gli anconetani sono tanto capiscioni, pi ca che piscioni. Il buon senso dei marchigiani si ritrova nei vecchi proverbi dialettali: Mjo la faccia roscia (rossa) che la trippa moscia. Se sse casca un signore s sbisciatu, (scivolato), se sse casca un purittu ad mbriacu. Fiji picculi la casa trema, fiji granni la casa se lama (crolla). Chi ci-h la moje vlla sempre canta, chi ci pchi quatr sembre li conta. Li pgghio ca le mjo cucce. (I peggiori mariti le migliori mogli)

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Le Marche non finiscono mai di stupire con le magiche grotte di Frasassi, con le spiagge di velluto e delle palme, ed il Cnero alto sul mare. E con i monti azzurri, i Sibillini. Destate vi si tiene un concerto di trombe, tra verdi valli e stupendi equi-ni-tr-ippici cavalli. Ed allora sorge spontanea lispirazione ippo-etica dei seguenti versi. (Che furono lincerto e tenero embrione del libro LA-VENA UMORISTICA) (Si veda a pag. 265) Sode a destra un nitrito di cavallo a sinistra risponde un nitrato di cavillo, squilla a monte di tromba un nitrillo poi risuona e trombisce uno squillo, cala a valle il nitrippotrombillo trombillando pimpante ed arzillo. Chi non li ha mai visti si chieder che cosa sono i nitrippotrombilli, o trombipponitrilli se visti da dietro. Una pura chimera, come il porcigno e il rospinguino, il brucane e il cinghialepre, ottenuti da incroci strani, mentre la femmina del cinghiale si ottiene facendo semplicemente bollire in acqua una cinghia, che in tal modo diventa una cinghia-lessa. Il nitripppotrombillo viene concepito nelle trombe di Eustachio e fuoriesce dalle orecchie con un parto auricolare: viene allaria come unonda sonora. Poi tende a materializzarsi diventando ippomorfo davanti, trombiforme di dietro. I nitrippotrombilli sono allegri come trilli, vulcanici come lapilli, e pimpantrombillan-ti e arzilli come mandrilli. Giganteggiano quelli grandi, naneggiano quelli piccini, piccin cornuti e bruni come grilli (da una filastrocca di G. Prati: Son piccin cornuto e bruno / me ne sto tra lerba e i fior, / sotto un giunco o sotto un pruno / la mia casa da signor. () So che il cantico di un grillo / una gocciola nel mar / ma son msto sio non trillo / deh, lasciatemi cantar), tanto cocchi come drilli. In provincia di Ascoli c il paese di Falerone, detto Faller, e la sua frazioncina Piane di Falerone, detta le piane. Un uomo di Falerne doveva andare a Tokyo. Va alla stazione e chiede al bigliettaio: -Me fai un bijttu per Tokyo. Laltro lo guarda e fa: -Tokio!? Ma se non saccio mango do sta io Tokio; te faccio un bijttu pe Civitanova, pp ll domanni (poi l domandi). Giunto a Civitanova, chiede al bigliettaio: -Me fai un bijttu per Tokyo. -O fraa., ma che stai a dd: lo vijtto pe Tokio! Te lo faccio per Ancona. Ad Ancona di nuovo: -Me fai un bijttu per Tokyo. -Oh cuz te che vu fa bijttu pe Tokio? Guarda che qua semo in Ancona; mica che te possu fa el bijttu pe Tokio: te fo el bijttu pe Bulogna.
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A Bologna: -Me fai un bijttu per Tokyo. -O Csgia vuoi te, biglietto per Tokio? E mica te lo poscio fare! Ti fo un biglietto per Milano, poi a Milano prendi laereo, lo trovi, scicuramente. A Milano: -Me fai un bijttu per Tokyo. -Eh la Madona! Bijtto per Tokyo!! Cos che vai a fare a Tokyo, testa: va bene v, ecco qua.bijtto per Tokio, a sto pirla. Luomo finalmente arriva a Tokyo. Dopo 1 settimana deve tornare a casa. Va alla stazione di Tokyo e chiede al piccolo bigliettaio: -Me fai un bijttu per Faller? Laltro lo guarda e fa: -Falelne Falelne o le piane? In dialetto maceratese per dire sobbalza se dice nzollacca. Che deriva da zolle: infatti nzollacca chi passa sulle zolle, che in dialetto se dice le jeppe. Gi per le zolle, in dialetto se dice: -Jo-pp le jeppe. E anche le donne africane che danzano sfrenate nzollacca le tette ballonzolanti, provocando un tette-moto di inconfondibile origine tettonica. Una donna maceratese ruspante che voleva darsi delle arie da distinta signora va dal macellaio e chiede: -Vorrei una fettina per la mia bimba, ma che sia molto tenera, altrimenti n la strnceca; e ppo me rgneca. Dal falegname: -Vorrei del compensato. -Molto spesso signora? -No, oggi soltanto. A Mogliano, prov. Macerata, c un frate con le gambe storte, fra Parentesi, che il terrore dei diavoli col seguente esorcismo in dialetto. (Tratto da Lu diavulu viunnu (biondo), commedia dialettale di G. Medori) San Giovanni da Cand / fa scappare a Belzeb: Satanasso satanasso / scappa via quanno io passo e se tu non scappi via / malidittu sembre sia! Ma se tu non vli scapp / un grbu siccu te possa pij, e se angra non ce sindi, / te se caschsse tutti li dnti; se fai finda de non sind / tutte l gne te se possa ngarn. Quistu lurdimu avvertimendu, / vidi m b de famme condendu, se ciai coragghju de fatte rved / dovrai fa li cundi c mme, che a zambate lla lu culu / te rmanno allinferno discorenno da sulu! I diavoli si scacciano anche a suon di litanie, come quelle di Mario Affede in dialetto maceratese, modest-indegna-m-ente riciclate, potate ed innestate dallo scrivente. Si recitavano la sera, quando ancora non cera la luce elettrica, nelle famiglie patriarcali, in campagna, alla fioca luce de lu lume a petrolio che pendeva dal soffitto. La luma a olio invece era portatile, come la cindilena a carburo: questo con lacqua sprigiona gas acetilene, con cui noi ragazzi facevamo fantastici spari con i bom-ba-rattoli, scagliati nellalto dei cieli.

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-Chii-reis ! (Kyrie eleison = Signore piet). -Criist-eis ! (Kristi eleison = Cristo piet). -Sanda Maria! -Ora-pre-n (ra pr nbis ). -E piantala a ronfi e a f ssa sinfunia! (...a fare que-ssa = codesta sinfonia) -Stella mattutina! -Ora-pre-n. -S rfattu lu tmbu, ce sta la luna piena! -Statmo frischi se v ch bruscna! (Stiamo freschi se viene qualche brinata) -Dormo-j-llara! (domus aurea = casa doro). -Ora-pre-n. -Oh Mar, se p sap d jita (dov andata) la vergara? -J la candina: vula cchiapp na zozza de pontecana, ma ghjta a sbatte c la callara e s nfroscita per tra. (voleva acchiappare una zozza di pantegana, ma andata a sbattere con la callara (caldaia di rame, per bollire il vino cotto ecc..) e si infrosciata (sbattuto le froge) per terra). -Ttura-ssa-vrugna! (turris eburnea = torre davorio). -Ora-pre-n. -O Parminella, e ttizza su ssa (que-ssa = codesta) legna: ce rimbimo de fume! -Ma che ciagghio (ci ho) da ttizz, la legna nfussa (bagnata). -Se spicca la justitia! (speculum justitiae) -Ora-pre-n. -Frmete a stuzziclla, frica futtuta, che ple ghj (pu andare) pr casa quarghe lluta (scintilla). Guarda m-b (un po) ssa ci--fregna, quanto j gusta a ztuzzic la legna! -Tre-de-vteca! (turris davidica = torre di David) -Ora-pre-n. -Che cte (che ci avete) le fernteche? Faciate m-b li vni (fate un p i buoni). -Madre scastissema! -Ora-pre-n. -Oh Nann, hi rpassato la ncchia? (hai ripassato la vinaccia = bucce duva, o doliva). -Sci c lu trcchiu (s, con il torchio): ce se fa m-b (un p) dacquaticcio. -Janna-de-Cliu! (janua coeli = porta del cielo) -Ora-pre-n. -Hi bbrato la manza? (Hai abbeverato la manza?) -N-zalata-ssaffrittoru! (consolatrix adflictorum = consolatrice degli afflitti). -Ora-pre-n. -La manza n sta v, ci-ha pcu rrumu, sta c ncchiu largu! (La manza non sta bene, rumina poco, sta con un occhio largo!) Gnara ghjcce a sind lu maniscargu (bisognerebbe andarci a sentire il maniscalco). -Refugiu-mbccatru! (refugium peccatorum = rifugio dei peccatori). -Ora-pre-n. -La manza lurzava (si scaten-agit-ava): addro che maniscargu, j ce v n-bllu tru (gli ci vuole un bel toro). -Fidle-nzacca! (foederis arca = arca dellalleanza) -Ora-pre-n. -Non p tric (non pu durare), lu gattu lurzava su la greppia de na vacca. E-pp ( e poi) va sembre a spavend la lcca (scrofa). -Rijina-patriarcaru! -Ora-pre-n. -Parmina responnate che c pco. -Imo rsposto! (Abbiamo risposto). -Adesso: prima nne. -Senza-labbre-zinale-de-Concetta! (sine labe originali concepta) -Ora-pre-n. -E su Ngilina, non fiott pi che mm ghjmo a lttu (che a momenti andiamo a letto). (Mario Affede e Ennio Monax)

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LO SFOLLAMENDO A Porto Civitanova, nel 44, allarrivo dei tedeschi, ci fu lo sfollamento, da cui nato il seguente canto folk, in dialetto civitanovese, che si pu ascoltare anche su youtube, eseguito da Li matti de Montec .

Llaj lo Porto a lo primo mitrajamendo, tutti se d a la fuga prondi a lo sfollamendo: chi se vutta in cambagna chi dendro Citan, chi su ppe (su per) le mondagne o verso Montec. Noandri (noialtri) ce troemo vicino a Tallei, sun letto de du posti dormemo in cingue o in sei: ce semo rifugiati a la mejo che sse p, lurdimi che rv (rientra) a casa ha da durm de f (di fuori) Na casa de du vani, vendi ne smo troppi, un pchi gna (bisogna) che vaca a durm sopre li coppi: perch tutti dendro non ce se p bbocc (entrare), armeno chi va sopre li dndi p ngiocc (incioccare, per il freddo). Chi dorme su le vrande (brande) e chi sopre le rete, lacqua ce sta londano tocca suffr la sete: se anghe li vicinatii te la fa cacci, o gna (bisogna) che bi poco o non pi cucin. Pi bbuffa ad () la sera quann lora de cena, a postu de la luce ci sta la citilena (lanterna a carburo): tegne (tinge) tutte le frsce (nasi) se ncumingi a fum, ce mmascheremo tutti comme a Carnu (carnevale). Ma se sta vita dura angor quarghe semestre, ce torna mejo (ci conviene) a mette su n-circulu equestre: la speesa pi grossa sara de fa (fare) n-tenn (un tendone), armeno stemo dendro e non stemo pi de f (di fuori). Statemo tra Tallei e la Villa Pijapchi, pare che semo quelli che jmo (andiamo) a fa li jchi: e sse non ce lberghsse ll poro Quatr saressimo ridotti comme li voratt (burattini). Na specie de nu (noialtri) c la famija Sacchi, se rizza (alza) la matina ch tutti rutti e stracchi: e dorme tutti nzme (insieme) l dendro un cammer chi ritti e chi sta ciomi (sdraiati), vendisei pers !

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LA TERZA C

In amore ci vuole fortuna, ci vuole culo, e per le donne, non solo metaforico, ma anche un bel culo vero non guasta, insieme con un bel seno, che poi si richiamano a vicenda. Infatti la donna col seno piatto, quando vede un bel seno di unaltra donna, che cosa le dice? Le dice: -Che culo! E la cosiddetta terza C indispensabile per avere successo, insieme con le altre due C, Cervello e Conoscenza. Ci ho scritto anche una poesia.

Posso dir senza fallacia che mi batto con audacia con sagacia e perspicacia, con indomita tenacia, ma che perdon defficacia se Fortuna non mi bacia.

E si sa che nella vita la vittoria garantita dalla terza c sfacciata, forse pi che laccoppiata di c-ervello e c-onoscenza: ma del c-ul chi pu far senza ?

Come dice un proverbio napoletano infatti : Chi nasce poveriello e sfortunato ci piovono cazzi in culo anche se sta assettato. Ma la Fortuna aiuta gli audaci, perci bisogna buttarsi senza paura di far brutta figura. Come dice un proverbio maceratese infatti: Mejo la faccia roscia che la trippa moscia. E un altro vecchio proverbio dice anche: Se sse casca un signore s sbisciatu (scivolato), se sse casca un purittu ad mbriacu (ubriaco). Quanno la femmina mena lanca, se non puttana poco ce manca. E per i chiattoni obesi: Pi danza meno panza. Fiji picculi la casa trema, fiji granni la casa se lama (crolla). Come accadde a quel padre che entr nella camera della figlia quindicenne e trov una lettera sul letto. Presagendo il peggio apre la lettera e legge. Caro pap, mi dispiace molto doverti dire che me no sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, cos carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e i capelli arancione! Ma non tutto, pap: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo anche il mio sogno. E siccome ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno pi la cocaina e lecstasy di cui hanno bisogno. Nel frattempo spero che la scienza trovi una cura per lAids, cos Abdl potr stare un po meglio: se lo merita!

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Pap, non preoccuparti, ho gi 15 anni e so badare a me stessa. Inoltre Abdl, con i suoi 44 anni di et, mi sa dare degli ottimi consigli, come quello di convertirmi allIslam. Spero di venirti a trovare presto cos potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina. PS. Tutte balle pap: sono dai vicini! Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Tvb. Tutto relativo, e non si pu mai generalizzare, come dice la seguente poesia.

Tutto p esse e tutto p non esse. Mica tutti li vasci (baci) s promesse mica tutti li sogni s illusioni mica tutte le scerde (scelte) s scommesse mica tutte le palle s cojoni!

Per tanti cojoni non so semplici palle ma so grossi palloni..gonfiati fallocefali orgoglioni.

Fallocefali, dal greco cefalos, testa, e dal latino fallus falli, da cui fallo laterale, grave malformazione genitale del maschio: molto pi comodo quello centrale. E qui sorge spontanea la domanda Che differenza c tra le balle e i coglioni? Le balle si raccontano e i coglioni ci credono. E tra una ragazza depressa e una ninfomane? La ragazza depressa ha voglia di morire, la ninfomane muore dalla voglia. Ma la morte non poi cos brutta come la si dipinge. Da morti si diventa migliori, anche fisicamente. Infatti che cosa si dice vedendo un morto? -Quant bello, pare che dorme! E vedendo uno che dorme? -Quant brutto, pare morto! Ai morti, infine, si perdona tutto. Sulla tomba di una moglie infedele:
QUI GIACE MIA MOGLIE: MI TRADIVA. MA IO NON LE SERBO RANCORE: CI HO MESSO UNA PIETRA SOPRA.

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DOMANDE

DA

DOMARE

Che cosa viene dopo for-maggio? For-giugno. Qual il contrario di geni-tori? Tonte mucche. Qual lanimale che non dorme mai? E il mai-a-letto. Qual luccello rapace che vola qua e l? E La-qui-la. Qual lindumento formato da 2 lettere dellalfabeto? E la gi-acca. Quali sono le 2 note musicali pi belle? Sono le note SOL-DO. Come si chiama la femmina del pipi-s3llo? S3lla, perch non ha il pip. Cosa desidera una gallina per il suo compleanno? Un bel re-gallo. Prima entra e poi apre la porta: che cos? La chiave. Cosa dice la legge del taglione? Occhio x occhio occhio al quadrato. Qual il mese in cui parli di meno? E febbraio, perch il + corto. Tra 2 completamente calvi, chi il + calvo? Quello con la testa + grossa. Cosa fa un quadro con una gobba? Fa il qua-dro-medario. Che cos lo svirgolino? E un pasto pi piccolo di uno spuntino. Che cos lpice ? E linsttice che fa il milice. E lanice? E il bucoce del culice. E il baco del calo del malo? Cosa diventa lo spazio quando pieno di anziani? Diventa lo-spizio. (A. Bergonzoni) Chi che se dice di esserlo, di sicuro non lo ? E chi dice: -Io sono muto (oppure: - Io sono morto) Cosa si ottiene aggiungendo 1 lato ai poligoni di 19 lati? Si ottengono i ventilati. E aggiungendo tanti altri lati? I latitanti! Come si fa a catturare un cinghiale? Si fa bollire in acqua una cinghia. Il cinghiale sente lodore della cinghia-lessa, si avvicina, e si pu catturare. Come si chiamano gli abitanti di Bergamo e Como? Berga-maschi e Comaschi. E le donne? Berga-femmine e co-femmine. Perch lumorista sostiene che il triangolo ha 4 lati? Perch lumorista, nel triangolo, ci vede anche il lato comico.
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Malatino: sed. Nino nino nino, che cos? Tre-nino! Ccia ccia ccia, che cos? Tre-ccia! Qual il numero che sta sempre in treno? E il numero 3, no? Dieci e dieci non fanno 20, ma pi 50 fanno 11. (Le ore 11) Cuore comincia con la C, generalmente per comincia con la g. I funghi si possono mangiare tutti? S: alcuni per una volta sola. Si pu attraversare anche restando fermi: un brutto momento. Un cucchiaio ne contiene pi di un bicchiere: che cos? La lettera c. Con 2 p sta sopra, con 1 p sta sotto: che cos? Cappello, capello. Con 2 s per i morti, con una s per i vivi: cassa, casa. Con 2 n sono vegetali, con 1 n un animale: canne, cane. Le mogli degli americani: ameri-cagne. Che cos un uccellino zoppo? E un piu-mato meno-mato. Perch Dio ha fatto luomo con un solo mento? Perch non poteva fare altri-menti. Perch le giraffe hanno il collo cos lungo? Per raggiungere la testa che sta cos in alto. Chi che quando lavora suscita pi stupore e meraviglia? Il dentista. Perch? Perch lascia tutti a bocca aperta. Alcuni conti vanno a caccia. Non potendo rientrare la sera, per dirlo alle mogli, che sono fuori casa, gli lasciano scritto: 3 + 2 = 9. Perch? Perch le mogli leggendo capiscono che i conti non tornano. Questa frase contiene 2 erori. Qual il secondo? Il secondo errore che la frase falsa perch contiene 1 solo errore. La frase che segue assurda: Un contadino aveva un vitello e la madre del contadino era anche il padre del vitello. Basta un nonnulla per renderla coerente: che cosa? Basta un punto e virgola, e cio: Un contadino aveva un vitello e la madre (la mucca); del contadino era anche il padre del vitello (il toro).

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SCIARADA Nella sciarada si devono indovinare 2 o pi parole che unite formano unaltra parola o che si ottengono dalla sua scissione.

(2 + 2 = 4) LE SIRENE (di Cetra) Son note per i suoni e per i canti ecco, dallacqua emergono grondanti.

(Soluzione: re-mi)

Sciarada a voci convenzionali Cattiva la prima, cattiva la seconda; grave male lintera.(Mala-ria) Regna il primiero, il secondo la fine del mondo, colpevole lintero. (1) Dove dormi il primiero, regna il secondo, sei tu stesso lintero. (1) Uccide il primiero; d la Vita il secondo; un mobile lintero. (1) Il primo chiude, il secondo fa lo stesso; lintero chiude anchesso. (1)

Sciarada a diagramma letterale incorporato Nella xxxyyzz Xxx yy zz. (Diocesi; Dio c s) Matrimoni o xxxyyyy sono spesso xxx yyyy. (Con nubi) La sola xxyyyy che vale per me: tagliare la yyyy a chi si fa xx.(1) Quando si xx yyy avanzata, una xxyyy va seguita.(1) Xxx e Yyyy, passeggiavano insieme xxxyyyy xxxyyyy.(1) Se lei, cara signora, ben xx yyyy, presto la guarigion sar xxyyyy.(1) Nel fango, dove spesso stanno, xxx yyy i xxxyyy aver potranno. (1)

1 -Trovare la soluzione tra le seguenti: (di-eta); (si-cura); (Ada-Gino); (arma-Dio); (letto-re); (mai-ali); (serra-tura); (re-gola); (re-o).

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CRITTOGRAFIA - CRITTOGRAMMI

Critto-gramma significa nascosto messaggio. Data una certa combinazione di segni, lettere e/o parole, detta esposto, si deve trovare una parola o frase che esprima il significato nascosto in esso.
gigi GIGI = (5, 9, 6, 9) Luigi crescendo cambia carattere AL RI GO TiT ele ore ( 2, 5, 2, 2, 2) = RI sotto AL su GO = ( 7, 2, 4) = ristto al sugo

= (1, 3, 2, 3, 2, 3) i fra TI ele su ore = (1, 5, 1, 2, 5) i frati e le suore

(Deciso)

= ( 10, 3, 2, 4 ) semicerchi, non ci, sono = = ( 2, 2, 6, 3, 2, 5 ) se mi cerchi non ci sono

Le ho regalato 1 anello stupndo. Lei mha detto: -E la fine del mondo ed ha in s linizio dell Apocalisse = E la O ed ha in s la A = = = (1, 5, 1) A nello O = (6) anello (= culetto)

DICIASSETTE = ? (8, 5) Se brami il cielo sgombro da saette da temporali e piogge il giorno sette non dire mai: -Domani navrem otto, perch potrebbe piover a dirotto. Ma gi fino dal sedici a sera per lindomani annunzia bufera; infatti il diciassette, e (udite o genti!) diciassette vuol dir tre-men-di venti! (Crittogramma e Frase doppia) (A. Bendazzi) (Si veda a pag. 312)

CHI SI CHI NO Tirsi, Clorinda e Clori givan cogliendo fiori. Chi s, chi no, ne colse. Chi che raccolse fiori: Tirsi, Clorinda o Clori? (G. Dossena)

(Risposta: chi si chin) (Frase doppia)

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LA-PE-CHE-RONZA (Dellape mi punge vaghezza)

La-pensionata

La-ping e la-pong

La-pernacchia (Zap e Ida)

Cera una pecora molto stranonza, cera una volta la-...pe- che-ronza. Lape pi dolce e sopraffina, di cioccolato: la-pe-ru..gina. Gioca a dama mentre cammina sulla scacchiera: la-pe-dina. Lape lanosa e birichi-ovi-na, lape che bla: la-pe-corina. Lape preziosa in medicina, contro ogni morbo: la-p...nni..cillina. Lape doro, quella pi ambita, sbrilluccicante: la-pe-pita. Lape lucciola e meretrice, lape di strada: la- p -.cca..tri..ce. Lape che viaggia per lavorare, avanti e indietro: la- p -.ndo..lare. Per chi ci sonno lape pi bella, lape che dorme: la- p..nni.chella. Tutta bagnata fino al midollo ripiena dacqua: la-pe-scolla

Lape mafiosa che i complici addita, che aiuta i giudici: la-pe..nti..ta. Si offende sempre per ogni cosa, lape sfregnata: la- p rma..losa. Lape noiosa che ad ogni istante rompe le scatole: la- p..tu..lante. Lape sfigata che non ha niente, la miserabile: la-pe-zzente. Lape depressa e sempre trista, che vede nero: la- p -.ssi..mista. Lape terribile, la guastafeste, che sterminava: essa la- p..ste. Lape che sfodera il pungiglione, e lo conficca: la- p.ne.tra..zione. Lape che nuota come i delfini, e vince sempre: la- P -.lle..grini. Lape che trinca e fa dei ruttoni bevendo birra: la-Pe-roni. Lape che sfotte e che ridacchia, lape beffarda: la-pe-..rna..cchia.

Lape pi lunga e dura? La-pertica Lape che vien mangiando? La-pe..tito Lape + morbida e calda? La-pe-lliccia Qual lape migliore? La-perfetta Lape drogata? La pe-r a = la2

Lape pi cattiva? La-pe-rfida Lape sul tetto? La-pe-tegola Lape nellostrica? La-pe-rla Lape religiosa? La-pentecoste Lape che digiuna: la-penitenza

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GIALLEGGIA GIALLEGGIA GIALLEGGIA.

CONDUTTORE (A una o + persone): -Devi (dovete) ripetere pi volte di seguito gialleggia, gialleggia, galleggia. Poi io ti (vi) faccio una domanda e tu devi (voi dovete) rispondere subito. Pronti? Via, insieme! Gialleggia, galleggia galleggia (Il conduttore pu ripetere anche lui galleggia galleggia galleggia insieme con i giocatori, soprattutto alcune volte allinizio, per sollecitarli a ripetere anchessi ) GIOCATORE/I -Gialleggia, gialleggia, gialleggia, galleggia ecc. CONDUTTORE (Allimprovviso): -Cosa fa un sasso nellacqua? GIOCATORE/I: -Galleggia! (Ci cascano quasi tutti)

DOVE LA MUCCA? CONDUTTORE : -Tu devi (voi dovete) ripetere quello che dico io. Pronti ? Cominciamo: -La mucca nella stalla. GIOCATORE/I: -La mucca nella stalla. CONDUTTORE: -La mucca nella stalla. GIOCATORE/I: -La mucca nella stalla. CONDUTTORE: -La mucca nella stalla. GIOCATORE/I: -La mucca nella stalla. CONDUTTORE: -La mucca nella stalla. GIOCATORE/I: -La mucca nella stalla. CONDUTTORE: -La mucca nella stalla. GIOCATORE/I: -La mucca nella stalla. CONDUTTORE: -La mucca nella stalla. GIOCATORE/I: -La mucca nella stalla. CONDUTTORE : -Dov la mucca? GIOCATORE/I: -Nella stalla. (Ci cascano quasi tutti) (Nooo!!! Doveva ripetere: -Dov la mucca?)

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ASTRI

PILASTRI E GIOVIN ASTRI

La prima parte del libro LA-VENA UMORISTICA (si veda a pag. 265), contiene 13 capitoli articolati in 100 pagine, che in questo libro sono stati ridotti e sintetizzati in 40 pagine. (da 222 a 262) Nel libro suddetto si legge: Questo libro (LA-VENA UMORISTICA: nota aggiunta) fonda una nuova scienza, la Tetra-pilo-ctomia della battuta (dal greco tetra, 4; pilo, capello; ctomo, spacco = Scienza che consente di spaccare un capello in 4) (U. Eco) Infatti tetrapiloctomizza il linguaggio umoristico, e non solo, spiegando come funziano le battute. Anche se, come dice Martin Kessel: Interpretare le battute di spirito come mettere dei ferri di cavallo alle farfalle. Il libro si divide in 2 parti: parte A, parte B, arriva un bel C La prima parte comprende anche i 13 capitoli che seguono, e che costituiscono gli astri, i pilastri e i giovin astri della nuova scienza. Essi contengono un sacco di battute e testi umoristici, spiegando come funziano, sulla base delle principali figure retoriche, concetti linguistici e giochi enigmistici, come la sciarada, il crittogramma, il doppio senso, il calembour, lanagramma, la metafora, lo spostamento di significato, il chiasmo, lossimoro, il paradosso, la bisociazione, il nonsenso, lironia, liperbole, ecc.per finire con una nuova lipnguapa. Come gi detto, nelle prossime 40 pagine che seguono, da pag. 222 a pag. 262, sono sintetizzati i 13 capitoli, astri e pilastri della tetrapiloctomia della battuta, che nel libro LA-VENA UMORISTICA (si veda a pag. 265) occupano 100 pagine, e sono articolati in modo molto pi completo ed analitico, con una struttura in gran parte diversa.

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OMONIMI - DOPPI SENSI Parole con 2 significati diversi.

In questa figura si pu vedere sia il visetto di una giovane, girato verso destra, sia la faccia di una vecchia befana di profilo: lorecchio della giovane locchio grinzoso della vecchia; la guancia fine della giovane il nasone gobbuto della vecchia; nel collo esile della giovane c la bocca larga della vecchia, con la sottostante skukkia aaduunkaa, parola che ne esprime molto bene la mostruosa skukkkiosit. In tale figura c quindi un doppio senso, come negli omonimi.
Qual il numero di telefono del Padreterno, Dio uno e trino, ed anche quattrino? E facile: 6 3 6 1

Un fiorellino nato sotto un fungo. Piove, e il fiorellino dice al fungo: -Che bella cosa essere nato qui vicino a te! Cos tu mi ripari dalla pioggia. Ma dimmi: sei un vero ombrello o fungi da ombrello? E il fungo: -Fungo. (Achille Campanile) Piatto tipico di Trento: vongole alla trentina. Ingredienti: una trentina di vongole, spruzzatina di limone

ALLA MAESTRA DASILO A lei signora che con fede amica per la gioia dei bimbi si affatica noi rivolgiamo laugurio sincero: della sua vita sia lieto il sentiero! Le conceda il Bambino tanto bne; per lei sorga il nuovanno senza pne. (E. Pusineri, cit. da Dossena)

AMAREZZA Ed ora devo dirti le parole pi amare: non ti potr pi amare. (Ennio Monax)

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Una vecchia porta la sbarra. (Chomski) (Leggere in 2 modi diversi) Una vecchia tromba: beata lei! (Claudio Batta, La nimmistica.) La figlia, stufa, scappa di casa; i genitori muiono di freddo. Non attacchiamo i politici: sono gi attaccatissimi, alle loro poltrone. Ri-diamo credito ai governi, ri-diamo fiducia ai politici. S, ridiamo! Disegno il cancello e cancello il disegno. (Chiasmo) -Hai intenzioni serie? -Ho una serie di intenzioni. (Chiasmo) Ho tentato di fare linsegnante, ma mi mancava la classe. (B. Makaresko) Anche se si ri-tira sempre lungo uguale: calcio di rigore. Le donne di strada sono impure, quelle di chiesa pure. Che cosa faceva lo sputo sulla scala? Saliva. Cosa fanno 2 caramelle in un campo di calcio? Si scartano. Fumare (gesto con 2 dita) non salutare (gesto di saluto con la mano) Dalla camiciaia: -Vorrei una camicia. -La taglia? -No, la prendo intera. Dal falegname: -Vorrei del compensato. -Molto spesso? -No oggi soltanto.

Un negro esce da un supermercato con una bottiglia di cognac senza averla pagata. Lo fermano e lui: -Essere sgriddo brndi, io avere breso.

Compare Turiddu, scompare Turiddu. (Frase bisenso) Cosa fanno i maiali sul divano? I porci comodi. (Frase bisenso) Qual il contrario delle sette note? Le sette ignote. (Frase bisenso) Grave malformazione sessuale del maschio: fallo laterale. ( ) Come si chiama il frate con le gambe storte? Fra parentisi. ( ) Anche se sono da sole stanno sempre insieme: le lenti da sole. ( ) Volevo entrare in Marina, ma lei mha preso a schiaffi. (Jack 69) ( )

Quale epigrafe sar incisa sulla tomba di Bartezzaghi, il famoso autore di cruciverba? UNO ORIZZONTALE. (Frase bisenso)

Chi che arriva sempre con i primi caldi? (Frase bisenso) Il cameriere. Ed anche le rondini. Infatti come dice il proverbio: San Benedetta ha la rondine sotto la tetta.

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Omgrafi Parole uguali per la scrittura, ma diverse per la pronuncia, a causa della diversa posizione o altezza dell accento (grave-acuto). Es. Qual il futuro di Sra? Sar; del fro? Far.
Sciagura che ne attira altre: calamit. Segue il r sulla scala: mi. (Sergio Paoletti) I maiali a Mike Bongiorno: -Ha delle domande da porci? Il contadino che semina il panco (miglio, per gli uccelli,) che cosa fa se sposta laccento? Semina il pnico.

Dopo gli esami uno studente invia al padre un telegramma: -Fatto fiasco, prepara vino. Il padre gli risponde: -Preparato vino, aspetta btte.

Tanti siculi, calabresi e pugliesi sono emigrati al nord, ma non per colpa loro: fu per colpa di Bernacca, quando faceva il meteo, e diceva spesso: Domani, venti meridionali al nord. (Antonello Costa)
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Omfoni Parole uguali per la pronuncia, ma diverse per la scrittura. Nella lingua italiana sono solo quelle con liniziale maiuscola nei nomi propri: es. Alberto Tomba vince perch bara. Nelle altre lingue, invece, ce ne sono di pi, e sono chiamati calembour.
Mentre il fumo sale, GuglielmoPepe. Berlusconi vuole Cac in campo per 90 minuti. Calcio mercato: 100 milioni di euro per Cac. Perch Cesare combatt i Galli? Perch avevano alzato troppo la cresta. Le Marche sono terra di teatri: c anche una citt chiamata Camerino. Qual il colmo per una donna che si chiama Assunta? Essere licenziata. Quelle est la diffrence entre (pron. antr = fra ) lhomme et la femme? La diffrence entres. (Stessa pron. antr = entra).

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OMOFONIA Stessa pronuncia di 2 locuzioni scritte diverse, con significati diversi.

Contenta e giuliva, soffriva e soffriva. La donna che sffre, se apostrofa lesse, (si dona, si offre) ha tutto interesse di dire che sffre. (Trilussa)

Quali sono i pesci pi uguali? I dentici. Qual il contrario di melodia? Se lo tenga. Qual il contrario di o-vile? O coraggiosa. Qual il contrario di Chiara-mente? E Chiara dice la verit. Qual il pi gran-duomo dItalia? Il duomo di Milano. Che cosa fa il metano? Cerca laltro metano per fare un sedere intero. Dio tassista, che cos, uninvocazione o unimprecazione? -Cesare, il popolo chiede sesterzi! -No, vado dritto (S. Pesapane) Vedo un grosso cane e chiedo: -A-lano? -Uhhh! Vedessi che ano! Se avete un appezzamento di terra o lo vendete in contanti o a-rate.

Un concorrente ai quiz di Mike Bongiorno gli fa un complimento: -Tutti sanno che lei un subaqueo eccezionale! -Ma no, ma no, cosa dice: io sono solo un sub normale! (Vero)

Un cacciatore, durante un safari con un negro che gli fa da guida, spara a un leone, ma il fucile gli sinceppa: -Cilecca!-, esclama. E il negro: -No badrone, non gi lecca, questo gi mangia!

Un sardo va in farmacia: -Vorrei dei pannoloni per mio padre. -E incontinente? -No, sta a Nuoro, ma se la fa sotto lo stesso.

Cari-binieri in montagna. Giungono in alta quota dove ci sono i ghiacciai e la neve tutto lanno. Il maresciallo spiega: -Ecco, vedete, qui comincia la neve perenne. -Maresciallo-, osserva un caro-biniere, -anche al paese mio, la neve, comincia per enne.

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ANAGRAMMI, SCAMBI E PALINDROMI Per fare lanagramma si ricombinano le lettere di una parola per comporne altre diverse. Lanagramma di Anacleto Bendazzi Bazzecole andanti, titolo di un bel libretto di Bartezzaghi con le stranezze ingegnose di don Bendazzi, autore di Bizzarrie letterarie. Il quale, accingendosi a confessare, fu preso dal panico. Lanagramma di confessionale fiasco solenne! Scambio nella parola
P-a-rli p-i-rla. M-o-glie m-e-glio. Pocadonna a capodanno. Tutti pazzi per la pizza. Tronfio per il trionfo. Il caos figlio del caso. Il piacere gran paciere. Scapolo scopalo. Contro un tronco. Can che abbaia non dorme. Non c regno senza rogne. Non c coppia senza cappio. Chi disse donna disse danno. Ah, mi tradivi, brutta fedi-g-ra-f-a! (Tot) Bella donna? Balle, danno! (A. Bendazzi) Il senso nel nesso: lignaro lo ignora. Da cosa nasce cosa, per puro caso. Sollecita e solletica la curiosit. -Io sono illibato! -Ne sono allibito. Il dentista al paziente: -Su col molare! Scrivo sotto tetta-dura..eehd-etta-t-ura. Enocomico: fa ridere col vino risparmiando. Bisogna slatentizzare i talenti latenti.

La cronaca per le elezioni del Parlamento Europeo riportava che a votare per prime furono alcune suorine tutte eurofiche. (S. Bartezzaghi)

LINSIDIA DEL CONIGLIO Insegnavo in classe prima. Un giorno taglio delle parole in sillabe e le d agli alunni dicendogli di unirle per ricomporre le parole tagliate. Girando tra i banchi noto un alunno che aveva unito le due sillabe CO-GLIOe stava per unirci anche NI. Lo stoppo subito: un fatto inspiegabile! Ma poi mi saccende la lampadina: -Ahhh! CO-NI-GLIO! (E-s-i-p-odio veramente accaduto)

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Scambio tra parole Stefano Bartezzaghi scrive: Metti che uno si emozioni e dica: -Ti passo questa boll-ata pat-ente. Laltro non capisce finch non opera lo scambio: patata boll-ente..ecc.. Quando si parla del M-onte dei P-aschi, seriet, giacca e cravatta....Sul P-onte dei M-aschi, invece, gioco e allegria, ed ecco che la buffonesca oscenit latente si fa patente. Bollata. Bollente. Patata.

V-ostra m-oglie m-ostra v-oglie. C-ose da p-azzi e p-ose da c-. C-olto da m-alore per il m-olto c-alore. Meglio un pis-ano alluscio che un pis-uscio allano. (S. Bartezzaghi) LItalia dovr c-agare un grosso p-alo nelle esportazioni. (S. Bartezzaghi) Consili-one scipi-ava che si dovesse cart-are Conserv-agine. ( ) Arrestato latit-oso pericol-ante con un grosso sospiro di rilievo. Il manicomio un p-osto del c-.., che fa lievitare il c-osto del p-azzo. Una s-tella (attrice) che b-rilla si arrabbia e diventa una b-ella che s-trilla.

Anagramma semplice
Se fai carriera, dopo seicome i capi. (Mister Aster) (Sette - teste) Quel monocolo gigante / vede tali le cose tutte quante. (Ciclope-piccole) Tra 4 o 5 xxxxxx, o una settimana / il xxxxxx sar rana. (Giorni-girino)

Spasimo - sposami Consorte - sconter Scapolo - pascolo

Attore -teatro Tremo - morte Pisa - spia

3nta2 - dentature (I denti sono 32) Bergamo - gambero Risata - satira

Pilato chiese a Ges: -Quid est veritas? (Che cos la verit ?) Ges non rispose. Ma un monaco del 1500, anagrammando la domanda, trov la risposta: -Est vir qui adest (E luomo che hai davanti).

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Anagramma a frase
Bibliotecario - beato coi libri Informatica - minor fatica Adulterio - il duo a tre Politicanti - con tali tipi! Cardinali - cani ladri Indeciso - dice si, no Furfanti - fan furti I mangioni - ignominia Confessionale -fiasco solenne

Frase anagrammata
Dolce armonia - lamor ci dona Cuore materno - un amore certo Il Santo Natale - lalta solennit Poterti avere sposa - rosea prospettiva Democrazia cristiana -azienda camorristica Cerchi nozze? - No ricchezze Lal di l misterioso - assillo dei mortali Vento, lampi, saette - violenta tempesta Scuola media - educo salami

ULULU , ZULU ULULANTE

Testo con parole e frasi bifronti, che, letti allindietro, cambiano, e palindromi, che, letti allindietro, non cambiano.
Amo Roma ed amo Ines con i suoi splendidi seni. Asor le offre una rosa e la porta a passeggio per i viali isosassosi dove stanno i tassi issati e dove passeggiano gli accidiosi ippopotopoppi, ai quali piace i d protrar torpidi, tra grossi e secolari ippicocippi. Vi si ammira un annodamadonna allanilina, con degli ignari ragni, con un radar e un orficocifro, realizzati dai pi begli ingegni. Vi sono anche i treni inerti, per i quali era logico cigolare, uccidendo i topolini: e perci i topi non avevano nipoti. Ci bazzicava anche la mondana Romina che era fottuta a tutto fare. -Animo Romina-, si diceva quando era stanca: -Lavoro oro val. Pi in l si erge un organo donagro, ossesso per accavallavacca, con eruttaiatture ed azzeramarezza e con una scritta sibillina: E presa la serpe, firmato Ateo poeta. Nonnacannon, vedendolo, esclama: -Accipicca, eppur eruppe! E fa scappare un Ululu, zulu ululante eliballabile, che vi si era nascosto per rubare gli issananassi: ne capace. Ci si era nascosto anche il diavolo Giuditta ( nome di demone), ad aspettare la notte. Era l lare. Ma alla fine sera scocciato anche lui: era troppo sopportare. LUlul gli chiese: -Ma voi diavoli, che cosa fate? -Ora per poi io preparo-, gli rispose Giuditta con i verbi brevi. Poi aggiunse: -In girum imus nocte et consumimur igni.

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ONOMANZIA

Michele Francipane scrive: Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa (anagramma di Salustri), si vide definire in anagramma Rubasti larco allestro da Tommaso Eberspacher, collega di Paolo Peregrini. I due si autoanagrammarono: Ombra mesta che sper e Perir in pelago. E difatti il primo fin suicida; il secondo anneg a Venezia. Il potere di pronosticare con lanagramma del nome viene chiamato onomanzia (dal greco onoma - nome, e mantis - indovino). (M. Francipane) Durante un corso di formazione di 40 ore per maestre di nuova nomina, in cui avevo parlato anche dei giochi con le parole, mi ritrovai sulla cattedra 2 fogli, uno con una simpatica poesia, Allispettore che tallieta a tutte lore, durante le penose quarantore del corso stesso; e laltro con i seguenti anagrammi del mio nome, che ignoravo, e che mi colpirono alquanto perch ben mi si attagliano, essendo io infelicemente scapolo, che anagrammato cosa fa?
Ennio Monachesi: non amo che i seni, - e non chiesi manoe non chiesi mona, - minchia o senno?

Sono 4 anagrammi collegati tra loro: difficilissimo come un terno al lotto! E corrispondono pure al vero, purtroppo.
Giuda Iscariota - dai guai a Cristo Paolo Maldini -doma i palloni Piero Angela - apre al genio. Marisa - amarsi. Rita - tira. Sonia - asino. Monia - moina. Irene - ernie. Tiziano - notizia. Stefania Prestigiacomo ministra: epoca sfigata Rocco Buttiglione - un clerico bigotto Loretta - lottare, lotter, (lotterr e poi se lo terr) Bruno Vespa - bravo punse Maria Goretti - rigetta amori Socrate - certo sa. Leonardo- o ladrone-neoladro Gabriella - ella briga. Monica - manico, camino. Cristina - incastri trascini Mario Monti matrimonio Pierluigi Collina - capelli lui ignori Maria Teresa -amarsi arte Silvana - slavina. Claudia - acidula. Stefania - fantasie. Angelica - lei cagna. Elvira - rivela- rivale Giordana - dai rogna.

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CALEMBOUR

Maurizio Della Casa scrive: Il calembour la ripresa di una formula nota - motto, titolo, frase o verso celebre-, al quale si apporta qualche modifica. Il calembour miscela spiritosamente un significato nuovo con quello gi noto. Si tratta spesso di frasi fatte, che diventano frasi matte da legare, come dice Bartezzaghi nel suo ultimo libro. Del quale fu annunciata la pubblicazione, ed io telefonai in libreria chiedendo se era vero che doveva uscire e con quale titolo. Il giovane mi rispose: -Non ne ho la pi squallida idea. Restai sbalor-di-verti-tissimo pensando che fosse la sua risposta; poi scoprii che era il titolo del libro! Avevo preso un abbacchio! Bergonzoni ha usato un bel calembour per la Casa dei risvegli: Per il principio dei visi comunicanti qui si guarda in faccia al coma. In francese invece calembour indica lomonimia o lomofonia, come spiega Dossena, o anche il gioco con le parole in generale.

A casa di Biancaneve irrompono i ladri: -Nani in alto! Papa Wojtyla ai preti sciatori: -Il Signore scia con voi. Elezioni del 2004: Berlusconi in piena crisi di servi. (Ellekappa) Padre nostro..dacci oggi il nostro pane che ti diamo. (Un bambino) Cosa portarono a Ges i 3 re Magi? Oro, incenso e birra.

Quando mi hanno insegnato i 10 comandamenti ho frainteso Non nominare il nome di Dio invano con un pi prosaico Non nominare il nome di Dio in bagno. E ne capivo pienamente il significato, oltretutto. (Anche: sesto Non formicare; n.d.a.) (S. Bartezzaghi)

Il fallone di Achille! Luna di fiele. Tap model. Chi lha duro la vince. Amici per le palle. Di che sogno sei? Qui gatta ci caga. Ridi che ti passa.

Ho sbattuto nel callone di Achille. Due peli e due misure (A. Bergonzoni). Ho viaggiato con lui tte a bte. (Freud) Ridi ridi che mamma tha fatto la gnocca! E dolce come luva passera. San Benedetta ha la rondine sotto la tetta. E una donna che sa unire lutero al dilettevole. La trasfusione di sangue andata a gonfie vene.

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Telefonata a unostrica: -Pronto chi perla? -Dov il conte Dracula? -E uscito di cassa. Lambulanza partita a sirene spietate. (Stupidario giuridico) OH BACO! Ed subito seta. (Enzo Iacchetti, poesia bonsai) Millumino di meno. (Slogan per il risparmio energetico) Vendo auto usataPrezzo intrattabile. (Annuncio su www.subito.it) Giulio, non fare sempre il baston contrario! (Un insegnante) I ratti della Sabina. (Denominazione di un complesso musicale) De gustibus non est sputa-cchia-ndum. (Di-sputa-ndum) Rappresentanti di commercio: im-piccioni viaggiatori. (R. Cassini) La nuvola alla pioggerellina: -E tu, cosa farai da grandine? (D. Verde) Due gatti si azzuffano, poi fanno la pace: -Mici come prima. La gallina si confessa: -Mi perdoni, Padre, perch ho beccato. (Pongo) Cosa fa una bussola in un pollaio? Indica il pollo nord e il pollo sud. Il pol-l-iziotto al pol-l-adro: -Ti dichiaro in arrosto! -Si, ma ce lhai il mandato di cottura?

Il vitellino alla mucca: -Mamma, dura vivere allo stato brado. -Molto meglio allo stato brado, che allo stato brodo.

A un uomo gli arriva dallAmerica il cugino Perseo, che lui non ha mai visto. Allarrivo del treno va chiedendo a tutti quelli che scendono: -Sei perseo? Sei perseo? -Trentaseo-, gli risponde uno di essi.

Lei, prima di uscire con lui, sfoglia la margherita: -Mama, non mama, mama, non mama E dopo essere uscita con lui, sfoglia ancora la margherita: -Mamma, non mamma (Beretta-Broli)

Berlusconi si presenta a Dio e lo saluta: -Buongiorno collega! -Come collega!? Chi , Budda? Allah, Manit, chi ? -No, sono Berlusconi. -E chi Berlusconi? -Come chi ? Io sono Silvio Berlusconi; e lei chi ? -Io sono Dio! Io sono colui che , e lei? -Io sono colui che ha. (Roberto Benigni)

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Desto o son sogno? (Tot) I torn-i non cont-ano. (Un insegnante) Cianci-o alle band-e! O la spa o la va-cca! Ogni limite ha una pazienza: parli come bada sa! (Tot) Lalcoolizzato aveva Tracce di sangue nel suo alcool (De Niro) Il Gesuino Bamb sfugg ad Erode, ma poi pat sotto Polio Pinzato.

Il capitano burbero chiede alla recluta tutta emozionata: -Che cos la bandiera? E la recluta: -La bandiera quel drappo che ogni buon soldato deve difendere eroicamente dove pi merva la fischia, serva la mischia, mischia la serva, serva la fischia fischia la serva -Ferva la mischia! Coglione! E qual il mtto del soldato coraggioso? E la recluta: -I nostri trem-i non pett-ano quando le fischi-e pall-ano!

Lo speaker di una radio si sbaglia sempre quando deve pronunciare Rimsky Korsakov, facendo delle curiose papere: -E ora ecco a voi il volo del calabrone di Rismy Sorakov, Misky Sokarov, Kirky Vorsakov.. Decide allora di seguire un corso di dizione, e dopo 3 mesi, tutto disinvolto e sicuro di s, annuncia: -Ed ora ecco a voi un celebre pezzo di Rimsky Korsakov: il c-olo del v-alabrone!

Tacque; e sorgeva Adrasto a far disfida, ma gi, vi-s-ta la mi-n-chia, accorse Armida. S. Chierchia (Tasso apocrifo)

Prodi dichiara che Berlusconi si arricchito trasmettendo sesso e violenza sulle sue TV. (Giorgio Forattini)

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CHIASMO

Chiasmo deriva dal greco, e significa disposizione a ics. E una figura formata dall inversione sintattica, di frase, con disposizione simmetrica (nella stessa riga) o a ics (su 2 righe consecutive), dei 4 termini del chiasmo. Quello che segue un chiasmo scornacchiato, formato dalla met di 2 parole.

Cosa fa una cor-nacchia con una per-nice? Una per-nacchia in cor-nice. S pern acchiamento di corn acchia e s corn acchiamento di pern acchia

I sogni aiutano a vivere o la vita fa sognare ? Lui la tiene sotto controllo; lei lo controlla sotto. (F. Salvatore) Lei non ha certo un fisico mozzafiato, per ha un fiatomozza-fisico! Se una scarpa si pu calzare, perch una calza non si pu scarpare? Se il maiale si sporca, perch il porco non si smaiala? (E. Monax) Nelle elezioni non conta chi vota ma chi conta i voti. Nel paese mi sento spiazzato, e in piazza mi sento spaesato. Padre posso fumare mentre prego? -No -E pregare mentre fumo? -S.

La religione non un modo di guardare certe cose, ma un certo modo di guardare le cose.

Molti sacerdoti, secondo 2 perfide boutades clericali, saprebbero far meglio di Cristo stesso perch trasformano il buon vino del Vangelo in acqua, e il discorso della montagna in una montagna di discorsi. (R. Beretta)

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Lumorismo rivela il lato serio delle cose sciocche e il lato sciocco delle cose serie. (Cantoni)

Tra la forza invincibile della ragione e le ragioni invincibili della forza c molto spazio per la ragionevolezza. (Norberto Bobbio)

Che differenza c tra Monti e Manzoni? Manzoni si pu leggere sui monti, Monti non si pu leggere sui manzoni.

Che via questa? Via Ugo Foscolo per chi va a destra e Foscolo Ugo per chi va a sinistra.

In una giornata gelida unoca incontra un cane. Loca osserva: -Oggi fa un freddo cane -E vero -, risponde il cane-, mi venuta la pelle doca.

-Fermo, immobile, zitto, muto: fai la statua! -Devo fare la statua? -Muto tho detto! S vista mai una statua che parla?! -E s visto mai, allora, uno che parla con una statua?! (Pablo e Pedro)

Io non ho che te Tu non hai che me: hai me: ahim! Non abbiamo granch. (Enrico Montesano) (Ennio Monax)

Trova un amico e troverai un tesoro, dice la Bibbia e son parole doro. Per altro credo meglio se tu dici: trova un tesoro e troverai gli amici. (Citato da A. Frescaroli)

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RISVEGLIO DI METAFORE ASSOPITE O MORTE La metafora assopita o morta una parola o espressione con significato traslato-metaforico diventata un modo di dire comune. La metafora assopita si risveglia, cio rivela la sua metaforicit, quando viene usata col significato letterale (reificazione-letteralizzazione della metafora), con una specie di chok semantico, una doccia fredda, per dirla con una metafora assopita. Molto diffuse sono le metafore sessuali, che consentono di parlare sotto metafora di argomenti delicati o scabrosi, usando il linguaggio metaforico come un vestito di parole, per dirla con una metafora della metafora. Servendosi spesso di animali o vegetali, fino a compromettere l ono-re-putazi-one di una famosa principessa: La principessa. sul pisello.

Se la vita ti sorride, ha una parsi. (Paco DAlcatraz) Tra 2 sogliole annoiate: -Che vita piatta la nostra! Tra 2 merle: -Ti sei sposata? -S, lho trovato anchio un merlo. Ho visto i teorici della coppia aperta devastati dagli spifferi. (P. Rossi) I marchigiani sono molto bravi e furbi: fanno le scarpe a tutto il mondo! Anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle. (M. P. Santonastaso) Cameriere, questo bagno proprio un cesso! (Antonio Di Stefano) Dermatologo che non sta pi nella pelle. (A. Bergonzoni) Il chirurgo plastico ti rinnova la pelle e poi ti spella quando lo paghi. Perch Totti entra in campo in pantofole? Perch giocain casa Vialli disse: -Mi guarita la coscia, posso fare lala. Discorso da pollo. Se una gallina cova rancore, il pulcino, nasce incazzato? Qual la forma pi elevata di vita animale? La giraffa. (J. Charles) Uccide il marito col ferro da stiro; si giustifica: aveva preso una brutta piega. Giovane si schianta contro un lampione: spenti entrambi. (M. Marchesi) Luomo che ieri si dato fuoco si spento stamattina (Titolo di Giornale) Ettore Petrolini, alla vista del prete con lolio santo disse: -Sono fritto! La vertenza delle ferrovie sembra essere su un binario morto. (TG 5) Ha 2 ali e 22 gambe: che cos? E la squadra di calcio. A un funerale ci sono 10 persone in una fiat punto: chi sono? I parenti stretti. Appena mangia la foglia, se la fila: chi ? Il baco da seta. (Azalea) S-mamma = staccati dalla mamma = lvati di torno.

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Un grosso grattacapo: pettine. Le bestie ce lhanno e gli uomini la fanno: la coda. Qual il colmo per un calvo? Avere un diavolo per capello. E il colmo per chi va in montagna? Trovarsi in un mare di gu-ahi! E il colmo per un fachiro? Stare sulle spine perch ha un chiodo fisso. Qual la cosa pi distratta? La pioggia, perch cade sempre dalle nuvole. Qual lo sport che fa dimagrire di pi? Il salto dei pasti. Cosa ci fanno i carabinieri in mezzo a un campo? Sono stati seminati. Cosa fa una coppia di api sulla luna? La luna di miele. Si pu attraversare anche stando fermi: che cos? Un brutto momento. Perch Cesare combatt i Galli? Perch avevano alzato troppo la cresta. Linventore della biro morto in un incidente: ci ha lasciato le penne. Ognuno mostra i suoi fiori allocchiello e nasconde gli scheletri nellarmadio. (Ennio Monax) Il politico corrotto accusato in continuazione di aver preso tangenti sbotta: -Basta con queste tangenti! Ne ho proprio le tasche piene! -Che brutta strada che hai preso-, disse Ges alla Maddalena. -E proprio vero Signore, non ci passa un cane!-, gli rispose la donna. Certi professori spiegano troppo le poesie: dimenticano che la poesia consiste proprio in quelle pieghe che essi distruggono spiegandole. Tra gatti: -Come hai fatto a mettere in fuga il ladro? -Ah, era un topo dappartamento. Annuncio scritto presso un parrucchiere: Per ogni taglio di capelli vi faremo una lavata di capo gratis. Avviso in una macelleria di Roma: Questa macelleria rimane aperta la domenica solo per i polli. (A. Di Stefano) Nella riproduzione bovina si usano 1 toro e 25 mucche. A meno che le mucche non siano delle vacche. (J. Carson)

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Cenerentola va alla festa del principe. Sta sbafando di gusto quando scocca la mezzanotte: scappa di corsa, lasciando nel piatto un pezzo di pane intriso nel sughetto. Il Principe la insegue, e vedendo che ha perso una scarpetta le grida: -Cenerentola, la scarpetta! -Falla tu-, gli risponde lei correndo, -io devo scappare.

LETTERATURA LATRINA

Il futuro della razza umana nelle vostre mani


(Graffito in un orinatoio di Londra)

SERENATA PEDESTRE Mentre tutte le piante della terra piante da frutti oppur piante da fiori, piante di bosco, di giardin, di serra spandono in primavera i loro odori, quelle dei piedi tuoi son profumate oltre che in primavera anche destate! (Ettore Petrolini)

Sulla tomba dello scalatore morto in montagna:


COMINCIO A PIOVERE E LA MOGLIE DISSE: -TAGLIAMO LA CORDA.

Sulla tomba di una moglie infedele:


QUI GIACE MIA MOGLIE: MI TRADIVA. MA IO NON LE SERBO RANCORE: CI HO MESSO UNA PIETRA SOPRA.

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SIMILITUDINI

La similitudine esprime lanalogia tra 2 cose. Ad es. -Cara, sei dolce come una barbabietola.

Spogliare una donna come sfogliare un fiore. (Tot) Gli ho stretto la mano: era floscia come una fetta di polenta. Luomo vincente, cos firmato da sembrare una gamba ingessata. Spiegarlo sarebbe come pizzicare il sedere a una molecola. (A. Berg.) La verginit come una briciola di pane: passa un uccello e se la porta via. (Sonia) Dal diario di una zitella: Il marito come un gelato: se non lo prendete subito finirete per farlo squagliare. (De Torres)

Il matrimonio come una citt assediata: quelli dentro hanno voglia di uscirne, quelli fuori hanno voglia di entrarvi. (A. Pronzato)

La scissione tra le cose praticate e quelle predicate tiene su il mondo adulto come un paio di bretelle. (A. Sofri, Panorama 23/1/03)

La predica perfetta come la minigonna: corta, aderente alla vita e aperta al mistero. (Preti maliziosi, cit. da R. Beretta, Da che pulpito)

Il pap di Luigino, un bimbo di 4 anni, si addormenta e si mette a russare forte. Luigino corre dalla mamma gridando: -Mamma corri, pap bolle come la pentola! (Pino Pellegrino)

Una mattina mi stavo pesando e dissi alla mia bambina di 9 anni che ero grassa come un maiale. Lei mi guard e ribatt con semplicit: -No che non lo sei, mamma; tu sei tonda come una pesca. (Sheila Lee)

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METAFORE

VIVE, ORIGINALI

La similitudine esprime lanalogia tra 2 cose: -Cara, sei dolce come una barbabietola. La metafora fa di pi: identifica 2 cose che hanno qualcosa in comune, che nellesempio la dolcezza, togliendo il come: -Cara, sei una barbabietola-, in senso metaforico, traslato. Cesare Marchi spiega: I traslati sono figure retoriche prodotte dall associazione didee, dal pensiero analogico, attivit mentale instancabile e creativa che coglie somiglianze, affinit, analogie tra le cose. Quando saliamo sullultimo vagone di un treno, lo sappiamo che, oltre che su una carrozza di coda, stiamo salendo su una metafora? Il concetto di coda appartiene al linguaggio figurato, immaginando il treno come un serpente, la cui coda trasportiamo (metafora, dal greco, vuol dire parola trasportata), dalla giungla ai binari, per dare maggiore risalto e vivezza al treno in partenza. Lo stesso si pu dire per la strada che serpeggia e per il gatto che si raggomitola; per chi sgattaiola; per chi semina il pnico invece del panco, o cova rancore. Ma se una gallina cova rancore, il pulcino nasce incazzato?

Del cul fece trombetta. (Dante) La vedo attapirata! (Striscia) (Se usata spesso potrebbe assopirsi) Rassoda il tuo dire e arrubinami il bicchiere. Supposta: bassa insinuazione che fa del cul-turismo. E meglio accendere una piccola candela che maledire loscurit. Un albero che cade fa molto pi rumore della foresta che cresce. Lei una diarrea di parole e una stitichezza di idee. (Boris Makaresko) In caserma, il nonno ntima al pinguino: -Spegni il sorriso! Le vie del Signore sono infinite, ma la segnaletica lascia a desiderare. (R. Sonaglia)

Da sarto insuperabile, Dio ha confezionato la donna con un taglio classico che non passa mai di moda.

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Pillole di risaterapia e linguistica umoristica. (Titolo) Mitragliatrice: fucile balbuziente. (S. Paoletti) La giraffa il periscopio della savana. Schiaffo: carezza ad alta velocit. (Frate indovino) Fragola: ciliegia con la pelle doca. (Frate indovino) Lucciola: mosca al neon. (Ferrante Alvaro de Torres) Le farfalle sono nastri variopinti sui capelli del prato. Che cos una frazione? E numero a due piani. Che cos un gay? E un dirottatore di uccelli. Cosa fanno 2 millepiedi che si abbracciano? Una chiusura lampo. Quel balbuziente non steca (= spiccica) una parola! (Dialetto Maceratese) (Stecare = tirar fuori dalla teca, o custodia, come piselli o fave)

Giudizio di un tema: Un deserto di idee attraversato da carovane di luoghi comuni.

Lamor proprio la serratura del cuore delluomo, ladulazione ne la chiave. (Xavier Forneret)

Una volta la prima notte di matrimonio poteva riservare delle grosse sorprese. Una sposina imbarazzata e delusa osserva: -Ma, caro, veramente non pensavo che tu avessi un organo cos piccolino. E lui: -Ma, veramente, cara, neanche io pensavo di dover suonare in una cattedrale! (G. Legman)

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SINESTESIA

La sinestesia, dal greco sin = insieme, estesia = percezione, significa fusione di percezioni eterogenee, come se un urlo tragico, oltre che udirlo, lo vedessi anche nero; e come se, guardando le stelle, il loro palpitante scintillo lo udissi anche come un pigolo. Come se avvenisse un cortocircuito tra i nervi della vista e quelli dell udito. La sinestesia un tipo particolare di metafora, di quelle misteriose corrispondenze e analogie tra le cose che il poeta sa cogliere ed esprimere. Baudelaire, in Corrispondenze, parla di profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli boi e verdi come praterie nel Tempio della natura che luomo attraversa tra foreste di simboli dagli occhi familiari. Che per rimandano a una dimensione misteriosa, nella concezione mistica del simbolismo che lo scrivente condivide.
E come potevamo noi cantare.. allurlo nero della madre che andava incontro al figlio crocefisso sul palo del telegrafo? (Salvatore Quasimodo)

Il divino del pian silenzio verde. (G. Carducci) Le parole si perdono in ciechi echi. (R. Piumini) Io venni in luogo dogni luce muto. (Dante, Inferno, V, 28) Mi ripigneva l dove il sol tace. (Dante, Inferno, I, 60) Scritta nella meridiana: Sine sole sileo ( = Senza sole taccio) La Chioccetta (pleiadi) per laia azzurra va col suo pigolio di stelle. (G. P.) U signor, parla pi forte, la sento sfocata. (Da un Call center) Inutile che parliate sottovoce: sento anche con la coda dellocchio. (Il dono dellobliquit) Spettacolo allaperto di Montesano. E buio e piove: ombrelli aperti. Smette di piovere e Montesano dice: -Spegnete gli ombrelli!

Nellarmadio si sentiva un gran fracasso! Erano le cravatte dai colori chiassosi spaventate da uno scheletro nellarmadio.

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SPOSTAMENTO - SLITTAMENTO DEL SIGNIFICATO Lo spostamento o slittamento del significato consiste nel dare ad un messaggio un significato diverso da quello solito normale, o nel prendere fischi per fiaschi. Si usa anche in enigmistica: es. Salame senza sale: am. Una vocale in gamba: a. (Si veda VALE a pag. 312)

-Scusi, sa che ore sono? -S. La commessa al cliente: -Dica pure. -Pure! Il dottore al malato: -Dica 33. -Trentatr. -Ancora continui. -34, 35, 36 Ho guardato la televisione per 3 ore, e dopo lho accesa. (Fichi dIndia) -Potresti baciarmi sulla veranda. -No, meglio sulle labbra. (I 3 amigos) I liquori ti uccidono lentamente: ma chi ha fretta? (L. Fechtner) Ne occorrono 4 per scrivere bene: lettere. (Enigmistica) Qual il numero che sta sempre in treno? E il numero 3, no?! Cuore comincia con la ci, generalmente per comincia con la gi. Scritta sul portone di un convento di suore: Avrai la pace solo se la dai. -Ti piace il largo di Handel? -Mah, preferisco lo stretto di Messina.

-Conosco un uomo con una gamba di legno di nome Smith. -E come si chiama laltra gamba? (Film Mary Poppins) -Le hanno sparato nel trambusto? -No, mi hanno sparato fra il trambusto e lombelico. (Cit. S. Bartezzaghi) Tanta gente dice che non arriva alla fine del mese. Ma che ci vuole: a me mi pagano il 27..28, 29, 30, e s arrivato. Un uomo in auto chiede: -Scusi, per andare allospedale? -Alla prima curva tiri dritto a tutta velocit. -Ugo, vieni a bere un bicchiere di vino. -Maaveramente io sono astemio. -Ah scusa Astemio: vieni a bere un bicchiere di vino. (Antonello Costa) Io le chiesi: -E la prima volta cara che dormi con un uomo? -S-, mi rispose lei,-con gli altri stavo sempre sveglia tutta la notte.

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-Sarebbe contento tuo padre se ti sentisse dire tutte queste parolacce? -Certo, sordo! (Achille Campanile) Avevo smarrito il cane. Un amico mi disse: -Fai mettere un annuncio sul giornale. Io feci mettere lannuncio: -Boby, qua! (S. Vigilante) Allanagrafe: -Come vi chiamate? -Ciccillo Salvatore. -Siete sposato? -S. -Con prole? -No, con Marietta. -Ma noh! Prole significa i figli! -Ah s, scusate: un prolo e na prola.

Sul 3no il controllore scopre un tizio che viaggia in prima classe col biglietto di seconda. -E lei come ci si trova qui? -, gli domanda severo. -Benissimo, grazie!-, gli risponde il passeggero.

In un tram affollato una donna incinta con un bel pancione sta in piedi, con grave disagio, vicino a un ragazzotto tutto spaparanzato nel sedile. Un uomo lo redarguisce: -Giovanotto, non la vedi la signora? -Certo che la vedo. -E non ti vergogni per niente? -E che sono stato io? (Aldo Fabrizi)

Previti venuto co na mercedes che faceva un rumoretto impercettibbile. J cambiato er motore: 20.000 euro! Lui mha pagato dicenno: -Io glieli do, ma questi sono soldi rubati! J detto: -A me la provenienza nun menteressa. (Sergio Viglianese)

-Giorgio, hai notato dei miglioramenti da quando studi linglese? -Sicuro, vi stato un netto capovolgimento della situazione: prima ero io che non capivo gli inglesi quando parlavano; adesso invece sono essi che non capiscono me quando parlo inglese io. (S. Gianduzzo)

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IMPLICITO - NON DETTO

Le battute seguenti mplicano una conseguenza alla quale bisogna arrivarci da soli, con un inferenza, capendo ci che non detto: perci a volte fanno ridere a scoppio ritardato. E questo un aspetto molto importante dellumorismo, come spiega Marina Mizzau. (Si veda a pag. 253) Es. -Fammi del male! -, dice il masochista. -No!-, gli risponde il sadico. La stessa Marina Mizzau scrive: Parlando di implicito questa forse la barzelletta pi condensata del mondo. Lottimista dice: -Questo il migliore dei mondi possibili. E il pessimista: -Appunto. Daccordo sui fatti, la valutazione che cambia. Cambia, si ribalta, con una sola, dispettosa, appuntita, subdola parola. Appunto. Apparentemente consenziente, sbeffeggia. Sembra una riverenza ed uno schiaffo. Torna indietro a chi lha lanciata come un boomerang. E proprio come dici tu, quindi ho ragione io. Ecc Non c bisogno di argomentare in questa conversazione tra amiche: -Devo assolutamente stare attenta a non rimanere incinta. -Ma scusa, tuo marito non si fatto sterilizzare? -Appunto!

Sar bre(F. Durabl ) Evita le frasi fatte: minestra riscaldata. (Umberto Eco) Avviso in parrocchia: Cena a base di fagioli. Seguir concerto. -Suo marito gi impotente? -E chi lo sa? (Altan) -E diventato mezzo cretino. -Allora migliorato. (A. Campanile) Io da piccolo ho avuto la meningite: o ci si muore o si resta scemi. (Tot) A una donna, in pubblico: -Ah sei tu? Vestita non ti avevo riconosciuta. Sai come si fa a tenere un idiota sulle spine? Te lo dico domani. (B. P.) Il dottore mha dato una ricetta incompleta: Prendere la vitamina e -Bisogna dubitare di tutto. -Ne dubito (E. Mona-x) -Non si pu essere mai sicuri di niente. -Ne sei sicuro? Chi vuole avere sempre ragione un coglione, per potrei sbagliarmi. (Flavio Oreglio)

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Ci sono 3 sintomi di vecchiaia: il primo la perdita della memoria e gli altri duemica me li ricordo! (Red Skelton)

-Solo gli imbecilli non hanno dubbi. -Ne sei proprio sicuro? -Sicurissimo, non ho alcun dubbio. (L. De Crescenzo)

Due miopi in attesa del tram; arriva il tram ed un miope chiede all altro: -Scusa, che numero questo tram? -Quale tram? (Iperbole)

Il bambino negro al pap negro: -Bab, bosso giogare con duo bisel-lone? -Zi, ma non di allondanare drobbo! (Iperbole)

Tra amiche: -Mio figlio assomiglia tutto al padre. -Un pochino, per, anche a tuo marito. (C. Gasparini)

Al mare: -Mamma, mamma, cosha quel signore sotto il costume? -Il portafogli, tesoro. -Mamma, pi ti guarda e pi diventa ricco! (F. Cassinari )

-Signora, dica subito al suo bambino che la smetta di imitarmi. -Carletto, smettila, non fare lo scemo!

Il professore interroga uno studente che non ne azzecca una. -Chi ha scritto lInfinito?-, gli chiede il professore per aiutarlo. E lo studente: -Ma sa.., professore, cos su 2 piedi.. -Va bene: li metta pure gi tutti e 4 se vuole!

Un arabo al bar chiede: -Abdullamussamul Coca Cola. E il barista: -Scusi tanto, ma non ho capito bene: una lattina, di che cosa?

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Due carabinieri davanti allo specchio. Uno dice: -Guarda, 2 colleghi, andiamoli a salutare! E mentre si avviano laltro aggiunge: -No aspetta, stanno venendo loro.

La mia donna si guardata allo specchio e non si piaceva pi: diceva di avere troppe rughe sul viso, le gambe rovinate, il culo enorme Io allora per consolarla le ho detto: -Per hai ancora una vista ottima! (Flavio Origlio)

Boris Makaresko aveva scritto il libro Anche i tonni cantano intonnati. Un tale gli chiede: -Lei Boris Makaresko, vero? -S, sono io, perch? -Ho comprato il suo libro. -Ah! E stato lei! (B. Makaresko) (Alzare indice: 1 solo venduto)

Era venuto a Roma un uomo tanto somigliante a Cesare Augusto da attirare su di s gli sguardi di tutti. Augusto lo fece venire in sua presenza e gli disse: -Dimmi, giovanotto, tua madre stata qualche volta a Roma? -No-, rispose quello, -ma mio padre ci veniva spesso. (Macrobio)

Muore un famoso cardiologo stimato e amato da tutti. I colleghi gli fanno una stupenda corona di fiori a forma di un grande cuore. C molta commozione: sono tutti molto tristi, alcuni piangono, ma un signore, alquanto imbarazzato, cerca di appartarsi perch gli viene da ridere. Un altro se ne accorge e gli chiede: -Scusi, lei forse contento? -Ma no, cosa dice: era un carissimo amico, un bravissimo collega. -Ma scusi, allora perch ha quellaria quasi divertita? -Beh, che pensavo alla corona che faranno a me, al mio funerale. -E allora? -Beh, ecco, vede.sono anchio dottore -Si, ma non vedo il nesso. -E che io sono.ginecologo!

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Sullautostrada del Brennero un turista tedesco sta viaggiando a forte velocit, con la radio accesa. Ad un tratto la musica sinterrompe ed una voce concitata annuncia: Attenzione attenzione! A tutti i veicoli in transito sullautostrada del Brennero, emergenza, pericolo grave! Un pazzo sta viaggiando contromano a forte velocit. E il turista tedesco commenta tra s: -Altro che un pazzo: qui c tutto il manicomio!

Per il 25.mo di matrimonio la moglie insiste col marito per tornare sui luoghi del viaggio di nozze. Giungono al pozzo dei desideri: basta che uno ci si affacci esprimendo un desiderio segreto perch esso si avveri. Il marito non ci crede affatto. La donna invece ne convinta e gli dice: -Dai, affacciati tu per primo, ed esprimi in segreto un tuo grande desiderio segreto! Il marito la fa contenta: si affaccia sul pozzo ed esprime il desiderio. Poi lascia il posto alla moglie, che si affaccia anche lei nel pozzo, ma si sporge troppo e vi precipita dentro. E il marito sbalordito: -Ah ma allora funziona veramente!

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DOSSI E PARADOSSI

Paradosso deriva dal greco, para = contrario, allopinione, al sapere comune = doxa. Il paradosso stato definito: Una verit che si tiene ritta sulla testa per attirare lattenzione. (M. Grothe) In tale accezione positiva esso esprime una verit in forma contraddittoria ed apparentemente assurda. Secondo Schopenauer La verit nasce come paradosso e muore come ovviet. E Kierkegaard osserva: Pensatori privi di paradosso sono come amanti senza passione: mediocri compagni di gioco. Anche la fede religiosa ritenuta paradossale da Dostoevskij e altri. Tertulliano diceva: Credo perch assurdo. Il paraDIOsso di Pascal recita: Incomprensibile che Dio esista, incomprensibile che non esista. (Pascal, pensiero 230) C poi il paradosso retorico, che un semplice artificio linguistico, il cui abuso conduce ai sofismi, ragionamenti capziosi e fasulli, basati su abili virtuosismi retorici, di cui erano maestri i sofisti greci, come Gorgia, criticati da Platone per la loro vuota retorica e il loro scetticismo, cinismo e relativismo. Da sofisti deriva sofisticato, e cio adulterato, artificioso, falso. Il contrario di gen-u-in-o / in-gen-u-o, autentico, schietto, papale. I messaggi paradossali, contraddittori, possono creare problemi psicologici, con i vincoli e vicoli ciechi del doppio legame, Scilla e Cariddi della pragmatica, come evidenziano Paul Watzlawick e altri. Ad es.: -Vuoi un consiglio? Non accettare mai consigli. (Ma non accettandolo lo accetto) -Disobbidisci! (Ma se disobbidisco obbedisco). La mamma al bambino disubbidiente: -Fai pure tutto quello che ti pare. -Ma cosa ti salta in mente!? Sei impazzita?-, le dice il marito. E lei: -Adesso voglio proprio vedere come far a disubbidirmi! Bateson pensa che una comunicazione per essere soddisfacente debba essere anche un po paradossale, e considera il paradosso come il prototipoparadigma dellumorismo. (Si veda a pag. 254) E Marina Mizzau osserva: Il paradosso genera gli opposti, follia e gioco, paralisi patologica e creativit. Ed infine i paradossi logico-matematici, come quello del mentitore di Creta che affermava: -Tutti i cretesi dicono il falso. Ma anche lui era cretese, quindi ha detto il falso, perci i cretesi dicono la verit. Ma allora ha detto la verit, e i cretesi dicono il falso. Perci ha detto il falso, quindi i cretesi dicono la verit
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Marina Mizzau, Riso facile, riso difficile (Dal libro RIDENDO E SCHERZANDO )

Questa barzelletta pi sofisticata nel procedimento inferenziale che sollecita. (Si veda a pag. 248: Implicito, non detto)
Il capufficio si accorto che limpiegato Rossi spesso se la svigna alle 3, anzich uscire alle 5 come tutti gli altri. Seccato, ed anche incuriosito, incarica il sorvegliante di seguirlo per scoprire dove va. Il sorvegliante lo segue e riferisce al capufficio: -Rossi esce di qui alle 3, compra una bottiglia di champagne, va a casa sua e fa lamore con sua moglie. -Strano, -commenta il capufficio, -proprio nelle ore di lavoro lo deve fare? -Senta-, gli ripete il sorvegliante: -Le ho detto che Rossi esce di qui alle 3, compra lo champagne, va a casa sua e fa lamore con sua moglie! -Ho capito-, sbotta il capufficio, -ho capito benissimo! Ma non ci sarebbe niente di male, se lo facesse dopo lorario di lavoro! E laltro, dopo una breve pausa di riflessione: -Senta, possiamo darci del tu?

Buona barzelletta per lo scarto tra il detto e il non detto. La barzelletta di qualit, e forse lumorismo in genere, come lironia, costruita sullimplicito, sul non detto. E tanto pi stimolante quanto pi induce chi lascolta o la legge a fare inferenze. A volte una fatica di Sisifo. La barzelletta, il motto di spirito, diventa enigma, gioco senza soluzione, ed in questi casi che il legame tra umorismo e paradosso si fa pi stretto. -Fammi del male! -, dice il masochista. -No!-, gli risponde il sadico. Cos un sadico? E una persona che gentile con un masochista. Vediamo: se il masochista riceve una gentilezza, volendo invece esse-re tormentato, gode. Ma se gode, soffre. Ma se soffre, gode. Se il sadico ama far soffrire, per le ragioni di cui sopra, non ottiene il suo scopo. Oppure s? Non c via duscita, come per il paradosso del mentitore (vedi a pagina precedente). Che, calato in un contesto narrativo, si propone nella seguente storiella raccontata da Freud.
Due ebrei si incontrano in treno. -Dove stai andando?-, chiede uno. -A Cracovia-, gli risponde laltro. -Che bugiardo che sei-, sbotta il primo: -se dici di andare a Cracovia vuol dire che vuoi farmi credere che stai andando a Lemberg. Ma io so che in realt stai andando a Cracovia. Perci perch menti con me?

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Gregory Bateson LUMORISMO NELLA COMUNICAZIONE UMANA

Questi paradossi sorgono quando nel messaggio contenuto un messaggio sul messaggio (mta-comunicazione). EccLipotesi che sto presentando che i paradossi siano il prototipo-paradigma dellumorismo eccVorrei presentare lidea che questi paradossi siano la materia prima della comunicazione umana. La situazione della terapia un ambito in cui la libert di ammettere i paradossi stata coltivata come tecnica; nel complesso per, questa flessibilit esiste tra 2 persone ogni volta che, grazie a Dio, riescono a darsi lun laltro un po di libert nella discussione. Questa libert, libert di parlare in modo assurdo, di ammettere alternative illogiche, (.) probabilmente essenziale per delle relazioni umane soddisfacenti. Insomma, sto sostenendo che esiste un importante ingrediente comune a tutte le relazioni umane soddisfacenti, allumorismo e al cambiamento psicoterapeutico, e che questo ingrediente la presenza implicita dei paradossi e la loro accettazione. Ecc () Lalternativa alle libert introdotte dal paradosso la rigidit della logica. (G. Bateson)

Bateson ha qualcosa dei migliori mistici, umoristi ed anche terapeuti. La differenza rispetto a tanti di essi il suo insistere sulla dicibilit. Per Bateson, ci di cui non si pu parlare, non si deve tacere. (Al contrario di quanto sostiene Wittgenstein: nota dello scrivente). Se ne deve, anzi, parlare di pi, perch forse lunico argomento di cui valga la pena parlare. Che poi siano anche esperienze indicibili, fa parte dei paradossi della condizione umana, che siamo obbligati ad accettare. Forse il miglior modo di esprimerli, di dirli e non dirli, una buona battuta.
(Paolo Bertrando, in opera citata)

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PARAD-O S S - I M O R O Sull ossmoro Cesare Marchi scrive: I francesi lo chiamano alleanza di parole, ma unalleanza tra nemici, perch si tratta di termini contrari, artificiosamente uniti per ottenere un particolare effetto. E certamente la pi folle delle figure retoriche. La pi paradossale, ottenuta con luso congiunto di parole che fanno a pugni tra loro. Come ad es. ghiaccio bollente, nota definizione di Anita Ekberg. Giusti, nella poesia SantAmbrogio, si abbandona allonda dei ricordi: Senta nellinno la dolcezza amara de canti uditi da fanciullo . La fuga immobile, sintitola il diario di don Divo Barsotti: fuggire dal mondo per restare immobile in Dio. I saggi antichi sapevano di non sapere, con la loro docta ignorantia, e consigliavano: fstina lente (affrettati lentamente). E ammonivano: Non imperatur naturae nisi parndo (non si comanda alla natura se non ubbidendole). C poi il silenzio eloquente; e il silenzio assordante . E l ossi-moro nasco-sto, come ad es. par-odia ama-ra. Mardy Grothe nel suo libro OSSIMORI, PARADOSSI ecc.,osserva: Un ossimoro stato giustamente definito un paradosso compresso. Guardandolo da unaltra angolazione, penso che un paradosso sia un ossimoro allargato. () Essi sono parenti stretti perch entrambi collegano elementi contraddittori ed incongrui. E perch giocano entrambi in modo incantevole con la differenza tra realt letterale e realt figurativa. (M. Grothe)

Prego, ci segua precedendoci. Lggi forte, ma piano. (Un insegnante) Cara io ho un debole molto forte per te. Quellallegra tristezza che hai. (De Gregori) Limpresa eccezionale essere normale. (Lucio Dalla) Si pu essere umili anche per orgoglio. (Montaigne) La mia inferiorit superiore alla tua. (Fulvio Fiori) La nave passata al largo di uno stretto. Sono allasciutto, con lacqua alla gola. Il pollice era lindice di gradimento degli antichi romani. -E fresco quel panino? -S, certo, ancora caldo caldo. Oggi lunico punto fermo che tutto si muove. (Gorbaciov) Le questioni di principio sono quelle che non hanno mai fine. Sono una guardia notturna che vive alla giornata. (J. Charles)
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C stata una spiacevole incomprensione, peraltro comprensibile. 5 giorni di consegna perch venivano alle mani con i piedi. (Militare ) Molti sarebbero vigliacchi se ne avessero il coraggio. (Thomas Fuller) C chi pieno di s, pur essendo completamente vuoto. (E. Drusiani) C chi si umilia orgogliosamente e chi si vanta umilmente. (E. Mona-x) Un gatto mi guardava in cagnesco: gattaccio schifoso, figlio dun cane! Bench avesse soltanto locchio destro aveva uno sguardo sinistro. Chi che fa le discese in pianura? Il giocatore di calcio. (S. Paoletti) A una tavola rotonda dissi: -Qui c qualcosa che non quadra. Ogni giorno in Somalia c un numero molto nutrito di gente che muore di fame. (TG); (e cap. 6-1- Risveglio di metafora assopita) Riunito durgenza il Consiglio dei Ministri: tra le molte questioni da discutere, c sul tappeto anche il tetto delle pensioni. (C. Marchi) Stanco dellinfinitamente grande e dellinfinitamente piccolo, lo scienziato si dedic allinfinitamente medio. (E. Flaviano) Tra 2 nani: -Io sono il nano pi piccolo del mondo! -Ma smettila con le tue mane di grandezza, megalomane! Epitaffio su una tomba: Qui giace un uomo retto: dopo una vita lineare morto in curva. (Frate indovino) (Ero l che prendevo la curva, sciorbole, e la curva non cera!)

AMORE Volontaria follia, piacevol male, stanco riposo, utilit nocente, disperato sperar, morir vitale, temerario dolor, riso dolente; un vetro duro, un adamante frale, unarsura gelata, un gelo ardente, di discordie concordi abisso eterno, paradiso infernal, celeste inferno. (G. Battista Marino)

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Da IL DONO DELLOBLIQUITA e SCUSATEMI HO IL PATE DANIMO (Gaffes e strafalcioni di politici e politicanti a base di ossimori).

Il bilancio in abbondante pareggio. Esistono precise fumosit, qui acclarate. Il cimitero deve essere sempre un luogo vivibile. E stato un finale a sorpresa, come era prevedibile. E un ragionamento di una superficialit abissale, che raggiunge lapice della bassezza politica. Cari cittadini di campagna, sono davvero felice di trovarmi qui tra voi, in questo luogo che mi ha dato i genitali. (Un sindaco) (Calembour) Durante la manifestazione intervenuto un forte acquazzone a calmare le acque. (Metafora assopita) Istituita in centro la zona del silenzio: stato un provvedimento che ha fatto molto rumore. (Metafora assopita) Bisogna mettere fine allimmobilismo, che porta il nostro paese di corsa verso il baratro. (Un deputato, La fiera delle castronerie) _______________

Maestro: -Perch lo pane caudo dicto frisco? Pulcinella: -Quia, cum de friscus sfornato fuit, dicto frisco fuit per errorem. (F. Dantonio, La scuola cavaiola, Napoli)

UN PLURALE SINGOLARE Dopo la rivoluzione francese un letterato, che vuole spacciarsi per nobile, dice a un marchese: -Noi abbiamo perduto tutto: i nostri beni, le nostre fortune, i nostri diritti! E il marchese seccato: -Noi! Noi! Noi! -Ma scusate, che cosa ci trovate di tanto singolare in quello che dico? -Ecco: il vostro plurale che io trovo singolare. (S. Gianduzzo)

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BISOCIAZIONE : ASSURDITA COERENTE

Ci sono testi assurdi con una maschera di coerenza. Si fondano sullunione paradossale di 2 piani di logica in contrasto tra loro, che Koestler chiama Bisociazione. Marina Mizzau la definisce Una collisione tra 2 matrici tra loro incompatibili, che determina quelleffetto di incongruenza, o piuttosto di coerenza e discrepanza insieme, considerato da molti definitorio del riso. (M. Mizzau) Come quello che se lo tagli per fare un dispetto alla moglie. Koestler lo ritiene una forma importante di creativit cognitiva. Anche nellossimoro c unanaloga unione paradossale, ma a livello semantico; nella bisociazione, invece, a livello logico. (Si veda a pag. 187-188)

Figura impossibile di O. Reutersvard

Tridente impossibile di L. Penrose

Anche nelle figure impossibili c una unione paradossale di coerenza e assurdit, come avviene nella bisociazione di Koestler, che A. Ziv definisce: un passaggio improvviso da un piano di logica a un altro, in contrasto col primo. Ad es. Un carcerato giocava a carte con i suoi carcerieri; quando si accorsero che barava lo cacciarono a calci dalla prigione. (Avner Ziv)
Da unindagine stato appurato che nei 3ni lultima vettura la pi pericolosa. Perci la Direzione ha deciso di eliminarla. (D. Ippolito)

E difficile credere ancora negli ideali, ma per un compenso adeguato si pu fare. (Fabio Di Jorio)

Un interista dice: -Un minuto prima di morire divento milanista: cos almeno schiatta uno di loro.

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Risparmiate lacqua: diluitela. (Max Hodes) Non sono io che sono razzista: lui che negro! I fatti non si accordano con le idee? Tanto peggio per i fatti. (Lenin) Secondo i metereologi la previsione era giusta: era sbagliato il tempo.

La scienza ci ha allungato la vita di 20 anni, gli ultimi 20: che te possino! Non ce poteva allung i primi 20? (E. Montesano)

E bello per un uomo avere una donna accanto nelle tante difficolt, che non ci sarebbero se non avesse quella donna accanto. (R. Cremona)

La bambina: -Mamma, ho sognato tutta la notte. La sorellina: -E che cosa hai sognato? -Lo sai benissimo! Ceri anche tu, nel sogno!

-Caro Agnelli! Mi consente il caro, vero, carissimo? Anche se non pu aumentarmi lo stipendio, per almeno potrebbe darmelo pi spesso! Aveva promesso di aumentarmi lo stipendio se fosse stato contento di me. -E vero, ma come posso essere contento di te se mi chiedi laumento?

Un marchese sorprende la moglie tra le braccia di un vescovo. Con grande calma va alla finestra e si mette a benedire la folla sottostante. -Ma cosa fate?-, gli chiede la moglie. -Monsignore adempie le mie funzioni-, risponde il marchese, -ed io le sue. (Freud, cit. da A. Ziv)

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI - ART. 30 Lui sosteneva con grande fervore, in base alla Dichiarazione universale dei diritti umani (art. 18 e 19), che ognuno ha il diritto di avere le proprie opinioni. Io gli dissi che non ero daccordo. Lui si arrabbi e mi diede un pugno. (F. Oreglio, integrato) (Lart. 30 della suddetta Dichiarazione dei diritti recita infatti: Nella presente Dichiarazione, nulla pu essere interpretato nel senso di implicare un diritto di esercitare unattivit o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libert in essa enunciati. )

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ANCHE IL NOME Giorgio, finalmente ti si rivede! Ma che cosa ti successo? Avevi una criniera di capelli, e adesso sei tutto pelato; eri magro come un grissino e sei diventato una botte; avevi la vista di unaquila e adesso porti gli occhiali; hai persino cambiato andatura! -Ma guardi signore che lei si sbaglia: io non sono Giorgio, io mi chiamo Giovanni! -Nooh! Anche il nome ti sei cambiato! (S. Rizwan Admed)

TUTTI NUDI Un uomo va dallottico il quale gli dice: -Senti, ho una novit che la fine del mondo: vedi questi occhiali? Sono un autentico prodigio della tecnica: pensa, fanno vedere le persone nude! -Le persone.nude?!! Vuoi prendermi per i fondelli? -Non ci credi? Prvali e vedrai tu stesso. Laltro li prova e non crede ai suoi occhi: tutti nudi! Se li toglie: vestiti;..se li rimette: nudi! -Incredibile!-, esclama. -E quanto costano? -10.000 euro. -Li compro, affare fatto! Se li mette subito, e per la strada osserva le donne: tutte nude!! Torna a casa tutto euforico, con i nuovi occhiali messi. Trova la moglie con un loro amico, e naturalmente li vede nudi. Li guarda sornione, ridendo sotto i baffi; poi si toglie gli occhiali:strano, ancora nudi! Se li rimette: nudi! Se li ritoglie: nudi!! Insiste e riprova ancora diverse volte, sempre pi nervoso: niente, continua a vederli sempre, inesorabilmente, nudi! -Maledizione! -esclama infine furibondo, buttando via gli occhiali: -Diecimila euro e gi si sono rotti!!

CARI

BINIERI

Qualche battuta sui cari-binieri. Per scherzo, ovviamente: secondo una vecchia caricatura, ormai del tutto obsoleta, anacronistica e superata. Perci chiedo scusa agli eventuali lettori cari-binieri: a loro semmai gliele spiego in seguito.

Perch un carabiniere, la sera, mette sul comodino 2 bicchieri, uno pieno dacqua e laltro vuoto? Quello pieno per bere, se ha sete; quello vuoto per non bere se non ha sete.

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Un tale mostra a un carabiniere 2 fiammiferi e gli chiede: -Cosa sono questi? -Due fiammiferi! -No, sono 2 pesci. -2 pesci? -S, perch sono identici. Il carabiniere ride e il giorno dopo ripropone la stessa battuta a un collega. Gli mostra 2 fiammiferi e gli chiede: -Cosa sono questi? -Due fiammiferi. -No, sono 2 pesci! -Due pesci?!-, si meraviglia laltro. -S-, spiega il caro-biniere, -perch sono uguali.

Se 3 fanno una trinit, perch 9 non fanno una novit?

Se Apollo avea movendosi lincedere apollineo avr pur anche un rettile linceder.. ..rettilineo! (Anacleto Bendazzi)

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NONSENSO

Linguaggio a ruota libera, senza alcuna logica, o con una logica paradossale simile a quella del capitolo precedente. Vi pu rientrare anche il grammelot, molto usato da Dario Fo. E da Celentano nella canzone Prsinclinsinencisol. Oll rait. I maggiori fautori del nonsenso come rivolta della fantasia, come provocazione e divertimento, furono i surrealisti e i dadaisti. Ad es. : Prendere un centimetro cubo di fumo di tabacco e dipingerne le superfici interne ed esterne con un colore idrofugo. (M. Duchamp) Un segmento di retta la distanza pi breve tra 2 punti, a patto che essi siano posti esattamente uno di fronte allaltro. (Settimana enigmistica) Fosco Maraini ha ideato la poesia metasemantica, con parole senza significato, e Bergonzoni la scrittura straevocante . Tognazzi, nel film Amici miei, provoca la gente con domande, discorsi, comportamenti assurdi e surreali, spiazzando tutti con la super-czzola. Un po come il signor Veneranda di Carlo Manzoni. (Si veda a pag. 284) Tot invece se la ride mentre un tale lo malmena inveendo: -Pasquale maledetto finalmente tho preso! E gi botte da orbi, in-fur-i-n-cazz-andosi sempre pi nel vedere Tot che continua a sghignazzare. -Ma che tieni da ridere, perch non reagisci!? -, gli chiede infine esasperato. E Tot: -E che me frega a me! Mica mi chiamo Pasquale io! Anche Lewis Carrol un noto autore di nonsense, come il seguente: -Va bene-, disse il gatto, e questa volta svan lentamente cominciando dalla coda e finendo con il sogghigno, che se ne rimase sospeso a mezzaria per un po dopo che il resto se nera gi andato. -Questa bella-, pens Alice. -Ho visto un sacco di gatti senza sogghigno, ma mai un sogghigno senza gatto. (Alice nel paese delle meraviglie) Ed anche in alcuni dei testi e battute che seguono c un uso dellassenza come se fosse una presenza, reificando la nullit e la nessunit, come il titolo del libro Non prenda niente 3 volte al giorno, di A. Di Stefano e Pippo Franco, per cui lassente pu assentire e a chi dissente gli viene la dissenteria. Es.: Quando sentirai il telefono che non suona, sar io che non ti sto chiamando.
(Fannie Flag)

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Avevo una ragazza e dovevamo sposarci, ma cera un conflitto religioso: lei era atea ed io agnostico. Non sapevamo senza quale religione educare i nostri figli. (W. Allen)

Totti incontra Del Piero: -Aless, comme t annato er compito? -Male, lho consegnato in bianco. -Pure io: e mo pensano camo copiato.

In un bar alla moda: -Ragazzo, portami un bicchiere dacqua, ma senza menta. -La menta finita, signore; lo stesso se gliela porto senza tamarindo?

Una candela accesa in frigorifero fuori luogo, al cento per cento a meno che la candela ci fosse gi prima, e il frigorifero ci sia stato costruito dopo. (A. Bergonzoni, Predisporsi al micidiale)

-Lho per caso incontrata a New York? -No, io non sono mai stato a New York. -Neanche io; allora sono certamente altri 2 che si sono incontrati a New York. (M. Eastman, cit. Avner Ziv)

-Giorgio, come va? -Malissimo! Guarda, 4 ore di treno vicino al finestrino rotto: un torcicollo, un raffreddore! -Va b, ma perch non hai cambiato posto con qualcuno!? -E con chi lo cambiavo!? Non cera nessuno nello scompartimento!

-Perch fai il nodo al fazzoletto? -Per ricordarmi che domattina devo svegliarmi alle sette. -Ma non hai la sveglia? -S, ma non posso mica fare il nodo alla sveglia! (Macario)

Gita scolastica a Torino. Giunti ad un ponte il professore dice: -Guardate, ragazzi come scorre maestoso lAdige! -Ma professo-, osservano i ragazzi, -questo non lAdige, il Po! -Ah, scusate, ma ho dimenticato gli occhiali, e senza occhiali non ci vedo neanche un po.

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DELIRIO CACUMINALE

(1)

SCHEDA DI VALUTAZIONE di un alunno di classe terza elementare, scritta

realmente molti anni fa da un maestro: anche le altre schede erano scritte tutte con lo stesso linguaggio.
Lenucleazione contestuale a carico del novum docimologico legittima, (1) consentaneamente al continuum, tratti sovrasegmentali, al cacume della omogeneizzazione e rastremanza acquisitiva, riconvertibili, nel conto dell implicanza omeostatica autogestionale fruitiva con la identificazione dinamicopartecipativa, alla perentoria prospezione monodico-esituale del nucleo cognitivo, informazionale e produttivo, argomentabile e trasferibile nel consenso con la tangenzializzazione e frammentazione assiologica degli items ontologici a balistica riduttiva, rituale equativo sinergico dell approvvigionamento del codice e dei sottocodici, nella variegatura osmotica dei registri e delle funzioni.

TEMI assegnati allESAME di quinta elementare dallo stesso maestro, poi fatti cambiare dal direttore didattico)
1 -Ventaglio cronologico dei vissuti cruciali, amalgamato col reale ambientale investigato, al vaglio valutativo esperienziale soggettivo, nel riflesso estensivo del continuum scolare obbligatorio trascorso e prospettive mirate per un proficuo inserimento nelle medie. 2 -Il personaggio o il fatto storico consentaneo alla tua visuale acquisitiva. 3 -Lautogestione del tempo libero nelle proiezioni adozionali prossimali (familiari e/o locali).

1 -Cacuminale = sommo; dal latino cacumen = sommit, cima = top inglese (da cui top model; tap model se bassa). Termine molto usato dal maestro, in preda a delirio lucido megalomanico, (diagnosi medica), che in unaltra scheda scrive: Cacuminale il comprensorio ontologico a demarcazione logico-formalizzata,a fronte della fagocitazione remunerativa dell approvvigionamento estensivo ed intensivo semiotico-lessicologico, ecc. E qui sorge spontanea la domanda: ma quanto cacume di tanti capiscioni, pi ca che piscioni, cinquina, decina e tombola?
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PROLEGOMENI

Cesare Marchi critica i parolatori, maestri nellarte del dolce dir niente, ed osserva: Molti furbescamente evitano la chiarezza e la semplicit perch non lasciano scappatoie. Alcuni teorizzatori del buio arrivano invece a sostenere che chi chiaro poco profondo. E una specie di sindrome del genio incompreso: poich difficile comprendere un genio, basta non farsi capire per sembrare geni! Petrolini ironizzava contro costoro con il seguente testo.

Ed ora vi dar un piccolo saggio del mio ingegno: Se lipotiposi del sentimento personale, postergando i prolegomeni della mia subcoscienza, fosse capace di reintegrare il proprio subiettivismo alla genesi delle concomitanze, allora io rappresenterei lautfrasi della sintomatica contemporanea, che non sarebbe altro che la trasmificazione esopolomaniaca. Che ve ne pare? Che bel talento eh? Ma io non ci tengo n ci tesi mai. (E. Petrolini)

Geni si nasce, ed io lo nacqui, modestamente. (Tot)

Il libro mi piacque molto ed io lo lecqui tutto. (TV Striscia, gaffe vera)

-COME STATO IL SERMONE ? -Era diviso in 3 parti. La prima banale, si capiva bene tutto. La seconda pi interessante: si capiva poco. La terza parte, invece, molto profonda: noi non capivamo niente, e loratore si vedeva benissimo che anche lui non capiva quasi niente di quello che diceva. (Non ricordo lautore)

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LIpNGUApa

FURBESCA-PAPERINA

Dossena, nel Dizionario dei giochi con le parole dice che La lingua furbesca parlata dai monelli. Lo scrivente lap paprlapvapa bepnepe dap pipccoplopo. Per gioco e per non farsi cappiprepe. Ve ne sono alcune varianti, tra cui la furbesca-paperina. Epssapa hap upnapa soplapa repgoplapa: cappiptopo? Fapciplepe, nop? Apttepnziopnepe apll ApCCEpNTOpo peprop! Epccopo aplcupnipi epsepmpipi.

Pi danza meno panza: PIUp DApNZApa MEpNOpo PApNZApa. Mejo la faccia roscia, che la trippa moscia: MEpJOpo LAp FApCCIApa ROpSCIApa CHEp LAp TRIpPPApa MOpSCIApa. Occhio per occhio, occhio al quadrato: OpCCHIOpo PEpR OpCCHIpo, OpCCHIOpo ApL QUApDRApTOpo.

Poesia SAN MARTINO: SApN MApRTIpNOpo La nebbia aglirti colli: LAp NEpBBIApa ApGLIp IpRTIpi COpLLIpi piovigginando sale: PIOpVIpGGIpNApNDOpo SApLEpe e sotto il maestrale: Ep SOpTTOpo IpL MApEpSTRApLEpe urla e biancheggia il mar: UpRLApa Ep BIApNCHEpGGIApa IpL MApR

Mar Bianco, mar Rosso, mar Nero, mar-Rone: MApRROpNEpe. Mare nobile: mar-chese: MApRCHEpSEpe; mare di scarico: mar-mitta: MApRMIpTTApa; mare piccino: mar-ino: MApRIpNOpo; mare burlone: mar-ameo: MApRApMEpOpo.

( E p nnio po

Mo p na p che p si pi)

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A P P E N D I C E - LA-VENA UMORISTICA

Alle sogliole del terzo millEnnio


(Introduzione ridotta del libro LA-VENA UMORISTICA - ALLE SOGLIOLE DEL TERZO MILLENNIO: scrittura ri-creativa e tetrapiloctomia della battuta, da cui tratto questultimo capitolo)

Io ho scritto un libro, in pochi secondi. Non ci credete? Ve lo dimostro subito: ecco guardate! (Mostro un foglio con scritto: UN LIBRO). No, lho scritto veramente, un libro, eccolo qua (lo mostro). Sintitola LA-VENA UMORISTICA. La vena del sangue e lavena dei campi, lerba, con lapostrofo e senza lapostrofo. Come Dio tassista: che cos, uninvocazione o unimprecazione? E come il metano che con laltro metano fanno un sedere intero. E come la donna che soffriva di Trilussa. Contenta e giuliva, soffriva e soffriva. La donna che sffre, se apostrofa lesse, (si offre, si dona) ha tutto interesse di dire che sffre. (Dolori e pene) (Trilussa) E un libro ispirato e dedicato alle donne: le donne di strada sono impure, quelle di chiesa pure! Esso stato concepito durante un concerto di trombe in montagna, tra verdi valli e stupendi equi-ni-tr-ippici cavalli, in cui ebbi lispirazione ip-po-etica dei seguenti versi: Sode a destra un nitrito di cavallo a sinistra risponde un nitrato di cavillo, squilla a monte di tromba un nitrillo poi risuona e trombisce uno squillo, cala a valle il nitrippotrombillo trombillando pimpante ed arzillo. Il libro nato ALLE SOGLIOLE DEL TERZO MILLENNIO, come suona il sottotitolo, chera il titolo iniziale, (poi scaduto), con pr-f-ec-ondi influssi di Bendazzi e Bergonzoni, e di Stefano Bartezzaghi, lesperto di cruciverba, sulla cui tomba sar incisa lepigrafe UNO ORIZZONTALE.

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E poi di Riccardo Cassini, col suo libro Era buio pesto alla genovese, e di Boris Makaresko, col suo libro Anche i tonni cantano intonnati. Le sogliole invece si lamentano: -Che vita piatta la nostra! E un libro malin-co-m-ico e semiserio, pi semi che serio, ludico e lucido, creativo e ri-creativo, il cui senso nel nesso chi non lo coglie un fesso. (Nesso e senso hanno le stesse lettere, come ludico e lucido: sono anagrammi) Esso fonda una nuova scienza, la Tetra-pilo-ctomia della battuta (dal greco tetra, 4; pilo, capello; ctomo, spacco = Scienza che consente di spaccare un capello in 4.) (U. Eco) Infatti tetrapiloctomizza il linguaggio umoristico spiegando come funziano le battute. La prima parte del libro si articola in 13 capitoli, con le principali figure retoriche e concetti linguistici, e i pi importanti giochi enigmistici, come la sciarada, il crittogramma, il bisenso, il calembour, lanagramma, la metafora, il chiasmo, lossimoro, il paradosso, lironia, liperbole, ecc., con tantissimi esempi, battute e testi umoristici, giochi enigmistici e curiosi rompicapo, per aprire la mente, che come un paracadute: se non si apre non funziona. La seconda parte contiene molte altre battute, le barzellotte pi toste, e molti testi umoristici, anche in versi, sia originali che di altri autori, pieni di arguzia e trovate ori-ge-niali, che destano divertito stupore e allegra meraviglia. Lumorismo infatti frutto di fantasia e creativit, di pensiero divergente e divertente, e si fonda sulla sorpresa, come nel caso di quelluomo infiltratosi di nascosto in un megaconvento di suore travestito da suora. La superiora, insospettitasi, volle controllare tutte le sorelle, facendogli alzare le tonache dicendo il proprio nome. E le suore, alzandosi le tonache, una dopo laltra: -Suor Letizia! -Suor Celeste! -Suor Lucia!. E quando tocc a lui, salz le tonache ed esclam: -Sr-prsa! Il libro si fonda su di un coerente discorso a pera, alla seconda potenza di a, a al quadrato = a per a, in cui si esprime la vena umoristica e conta-gio-ioco-sa dellautore. E un discorso che fila e un filo che discorre, e che fa ri-diflettere, cercando anche di mostrare, con lumorismo, il lato sciocco delle cose serie e il lato serio delle cose sciocche, come dice Cantoni, nel tragicomico labirinto e nel gran casino, caos e ca-sin-a-os di questo mondo, dove le vie del Signore sono infinite, ma la segnaletica lascia a desiderare come dice Sonaglia, in questa vita piena di travagli, nel seguitare sempre una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia come dice Montale. Ma non c forse anche qualche spiraglio?

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Tutto ci ne fa un libro mta-comico e met comico, ed anche mtafrico, analogico, analitico ed anaforico, da ano, rivolto allindietro, e catafrico, catpultato in avanti. (1) Un autenti-c-apolav-or-ig-eni-ale, un libro eursti-c-urio-so-rprenden-te-rapeuti-c-mi-cacumin-apic-ale, da apice, insettice che fa il mielice, e dal latino cacumen, sommit, (top inglese), e cur, perch? E dal greco ureka! (ho trovato!), come esclam Archimede nella vasca da bagno, scoprendo il principio di galleggiamento dei corpi: Un corpo in acqua riceve uno spintone verso lalto direttamente proporzionale al suo grado di stronzaggine. Gli stronzi infatti galleggiano, come costatato di persona dallo scrivente, de visu, ictu oculi, mentre nuotava nel marciume. Nel libro si parla dei profondi cambiamenti dei costumi, come quelli delle donne al mare: una volta, infatti, bisognava aprire il costume per vedere un po di chiappe, oggi, invece, bisogna aprire le chiappe per vedere un p di costume. Una volta cerano tanti pregiudizi, ormai superati, come quelli sui gay: sapete che cos un gay? E un dirottatore di uccelli. Una volta la prima notte di matrimonio poteva riservare delle grosse sorprese. Una sposina imbarazzata e delusa osserva: -Ma, caro, veramente non pensavo che tu avessi un organo cos piccolino. E lui: -Ma, veramente, cara, neanche io pensavo di dover suonare in una cattedrale! Una volta eravamo pi ingenui. Come quel bambino di Catron di Roncade, Treviso. La sorella sposata da 5 anni non ha avuto ancora bambini. Lui va coi genitori al santuario della Madonna di Monteberico a chiedere la grazia per farla rimanere incinta. La maestra gli d il tema Una gita e lui scrive: Domenica siamo ndati a lamadona demonteberico a chiedere la grassia par miasorela che maridata da cinque ani e no a gnanca tosatei. Siamo ndati, poi siamo pregati, poi siamo mangiati, poi siamo vegnuti casa. O che siamo pregati male o che no si siamo capiti co la Madona, fatost che rimasta insinta laltra sorela che no gnanca maridata. (Si veda a pag. 183)

1 -Anfora: ripetizione del verso retro-stante (da ano = dietro)


Es. Per me si va nella citt dolente / per me si va nelleterno dolore / per me si va tra la perduta gente . E il contrario della catfora, che invece cata-pulta il pensiero in avanti. Es. Se te la prendi la perdi: la calma. Per vincerla bisogna perderla: timidezza. Lo fanno gli uccelli, lo fanno le api, facciamolo anche noi: andiamo a dormire. (V. Mirandola)

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Una volta i contadini erano semianalfabeti, e ci-avevano tanti animali, alcuni anche lasino, come mio nonno. Una volta lasino sammal. Mio nonno va dal veterinario che gli d una grossa supposta e gli dice: -Mettigli questa, gliela devi mettere nellano. -Nellanodottore?-, fa mio nonno chera la prima volta che sentiva quella strana parola, sperando che si spiegasse meglio. -S, nellano-, gli risponde il veterinario tutto indaffarato, e lo saluta. Mio nonno torna a casa pensieroso. Va dallasino e gli gira intorno: losserva attentamente, sperando di trovare lano, ma inutilmente. Quando gli passa davanti, lasino gli fa un bel raglio: -IHOH IHOH!! E lui: -Ridi ridi, cretino, che se non trovo lano, te la ficco nel culo. Una volta anche le donne erano semianalfabete, e per lavare i panni andavano alla fonte. Un giorno, a lavare i panni alla fonte, cera Peppa con Maria, che le chiese: -O Peppa, ma tu, lhai provato mai lorgasmo? -Oh Mar, che tte devo d (dire)-, rispose Peppa, -io, veramente, me sno smbre trovata vne (bne) col sapone, e non ce lo cambio. (Dialetto di Macerata) Nel libro si parla delle Marche, che sono piene di fascino, di charme, in francese. Charme infatti lanagramma di Marche, e ne esprime lessenza. Infatti c tanta poesia con Leopardi e i suoi versi divini, ed anche tanti vini diversi, come il verdicchio di Jesi, la citt pi positiva, formata da 2 si, yes s. La citt di Leopardi invece la pi prolifica: Reca-nati. E poi c tanta musica, con Rossini e la sua gazza ladra. E il marito della gazza ladra: il gazzo che te frega. Ecc. (Si veda a pag. 209) Vi si si parla delle femmin-iste-riche, le quali, contro il sesso, ritenuto sporco ed inquinante, avevano affisso un grosso manifesto con una grossa scritta: IL SESSO CINQUINA. E sotto con lo spray: Il cazzo tombola. Scusate la parola tombola, ma indispensabile per la battuta. E durante una manifestazione politica le femmin-iste-riche gridavano: -Vogliamo unapertura a sinistra. E un vecchietto arzillo (con vocetta stridula): -Noh! Che siete matte? Non la toccate! Lasciatela dove sta, ch il posto pi bello! Infatti ce lha messa Dio stesso che da sarto insuperabile ha confezionato la donna con un taglio classico che non passa mai di moda. Nel libro si parla anche di storia e dei popoli antichi, dimostrando tra laltro che i Farisei si trovavano esattamente tra i faricinque e i farisette. E poi di Ada e Gino che passeggiavano adagino adagino. E di Luigino e Leigina, in viaggio a Parigi, che incontrano un parigino, ma scoprono con loro grande sorpresa che non era affatto un parigino: era un dispari-gino. E poi vedono 2 parigini, 3 disparigini, 4 parigini, 5 disparigini

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Il libro indicato per una cura salutare di risaterapia intensiva ed pervaso da una frvida creativit e cur-iosit (dal latino cur, perch? In italiano si direbbe Perchsit). Esso cerca di rispondere a tante domande, che sono da domare; domande da domare, col pensiero divergente e divertente, per poter anche ri-di-flettere e ragio-c-are. Ad es. si riusciti a stabilire che lappendicite lattrezzo usato da Tarzan per appendere le scimmiette; che il ghetto un gatto barese emarginato; che il fallo laterale una grave malformazione sessuale del maschio, e che la cerbottana una cerbiatta siciliana dai facili costumi. Da cui bottanica, scienza che studia la prostituzione in Sicilia, a cui si deve la scoperta dei fottoni, le particelle pi strafottenti, grazie al Poliziano che chiedeva alla sua donna: -Fttio (ftto io) male? Fttio (ti f io) male? E come si chiama il cantante dellUganda? U gandande. Come si chiama il frate con le gambe storte? Fra..Parentisi. E il ministro dello sport giapponese? Cacapocochifapocomoto. Come si chiama lascensore in Spagna? Con lapposito pulsante. Qual il contrario di ciambella? Ciambrutta. Di pizzicotto? Pizzicrudo. Il contrario di Chiaramente? Chiara dice la verit. Il contrario di melodia? Se lo tenga. E il contrario di entropia? Esco zoccola. Ha 2 ali e 22 gambe: che cos? E la squadra di calcio. Ad un funerale ci sono 10 persone pigiate ed ammassate dentro una fiat punto: chi sono? Sono i parentistretti. Cosa viene dopo formaggio? For-giugno. Qual la cosa pi distratta? E la pioggia, perch cade sempre dalle nuvole. Qual luccello pi veloce?...Lanimale pi veloce? Il giaguaro.Luccello pi veloce? Luccello del giaguaro. Tra due totalmente calvi chi quello pi calvo? E quello con la testa + grossa. Qual il colmo per un agnello? Avere una fame da lupo. E il colmo per un lupo? Mangiare i lupini. Il colmo per una scrofa? Allattare i porcini. Il colmo per una gallina? Covare gli ovini. Ma se una gallina cova rancore, il pulcino nasce incazzato? Qual il colmo per un calvo? Avere un diavolo per capello. E il colmo per un fachiro? Stare sulle spine perch ha un chiodo fisso. E il colmo per un matematico? Abitare in una frazione ed avere i calcoli, ma soprattutto tornare a casa e trovare la sua met a letto con un terzo. E poi vendicarsi con la legge del taglione: Occhio per occhio?.... occhio al quadrato. Infatti: Chi la fa tiri la catena e chi non la fa laspetti. Chi ha orecchi da intendere intenda, gli altri tutti in roulotte!

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Cosa fanno 3 latini? 1 triangolino. Ma se 3 fanno una trinit, perch 9 non fanno una novit? Cosa fanno 2 sogni? Fanno un bi-s-ogno. E 2 tori? 1 bi-vacco. Cosa fanno 12 esquimesi? 1 esqui-anno. Cosa fanno 2 millepiedi che sabbracciano? Una chiusura lampo. Cosa fanno 2 caramelle in un campo di calcio? Si scartano. Cosa fa una coppia di api sulla luna? Fanno la luna di miele. Cosa faceva lo sputo sulla scala? Saliva. Cosa fa la bussola in un pollaio? Indica il pollo nord e il pollo sud. Cosa fanno i maiali sul divano? I porci?... comodi. Se la cornacchia va con la pernice fanno una bella pernacchia in cornice. Il melo fa la mela, il pero fa la pera, il pesco fa la pesca, il fico faeccezione! Che differenza c tra tra la penna e il cavallo? Il cavallo simpenna la penna non sincavalla. E tra la pelle e il cappone? La pelle saccappona, il cappone non sappella. E tra Dante e la cantina sociale? Dante fa versi divini la cantina fa vini diversi. E tra lo specchio e il cretino? Lo specchio riflette senza parlare, il cretino parla senza riflettere. Quelle est la diffrence entre (pr. antr = fra) lhomme et la femme? La diffrence entres. (Stessa pronuncia: antr = entra) (Francese) Che differenza c tra le balle e i coglioni? Le balle si raccontano e i coglioni ci credono. E tra una ragazza depressa e una ninfomane (o re-pressa)? La ragazza depressa ha voglia di morire, la ninfomane (o re-pressa) muore dalla voglia. Ma la morte non poi cos brutta come la si dipinge. Da morti si diventa migliori, anche fisicamente. Infatti che cosa si dice vedendo un morto? -Quant bello, pare che dorme! E vedendo uno che dorme? -Quant brutto, pare morto! Ai morti, infine, si perdona tutto. Sulla tomba di una moglie infedele:
QUI GIACE MIA MOGLIE : MI TRADIVA. MA IO NON LE SERBO RANCORE : CI HO MESSO UNA PIETRA SOPRA.

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Ennio bi-Ennio tri-Ennio

PRESENTATORE: -Come stai Ennio? IO: -Benissimo grazie! Io sono sano come un pesce, dormo come un ghiro e mangio come un bue perch ho una fame da lupo, e cos mi sento un leone: spero solo di non diventare un maiale. La mattina mi alzo col gallo e la sera vado a letto con le galline. Non mi ritengo unaquila e neanche una volpe, per ho una memoria delefante e questo mi ha permesso di non essere un asino. Ma quando sto male, con la febbre da cavallo, e sono solo come un cane, allora mi viene la pelle doca, trmo come un coniglio e piango come un vitello: forse per questo che quando mincazzo divento una bestia! Io mi chiamo Ennio. Cio, mi ci chiamvo, il primanno di vita, Ennio; poi, col passare degli anni, sono diventato biEnnio, triEnnio, quadriEnnio, decEnnio, ventEnnioAlcuni anni fa mi salvai appena in tempo da un brutto male molto insi-o-dioso grazie al dott. Gabriele Mammana, e cos ancora vivacchio, a Macerata, dove sono sempre vissuto: sono un homo maceratensis, una specie primitiva, tra lattuale homo erectus e il precedente homo moscius, praticamente un homus barzottus. Per nacqui a Corridonia, fortunato paese che mha dato i genitali, come disse quel sindaco che avea unintelligenza fuori del comune. E lassessore arrivato tardi al consiglio comunale, dice: -Scusate il ritardo, ma ho passato tutta la notte al capezzolo di mia moglie ricoverarta durgenza allospedale. (Gaffes vere dei politici) A vedermi cos io sembro insignificante, ma conoscendomi meglio lo sono veramente. Per alcuni sono una grande mente, per altri un gran demente. Fino a qualche tempo fa pensavo di essere un indeciso, ma ultimamentenon ne sono pi tanto sicuro. Io sono un uomo tutto dun pezzo, ma mi faccio in 4 per aiutare gli altri, anche perch, se aiuti uno che sta nei guai, lui poi si ricorder di te: la prossima volta che star nei guai. (Herbert) Sono molto religioso: una volta sono anche apparso alla Madonna. E non ho mai commesso peccati, ne di carne ne di pesce. (Tot) Ho una mia morale, una mia Etica, assolutamente contraria a ogni sorta detichette. Evito sempre di appioppare giudizi e aggiudicare pioppi. Infatti chi siamo? Chi siete? Chi sono? Uno, nessuno, centomila. (L. Pirandello) Ineffbile enigma negli vvi schemi e nel banale tran tran del paradigma. (Vedi a pag. 309: Homo enigmaticus) Ho anche vinto il Festival dellincompreso. Io sono stato sempre molto povero e da piccolo, al mare, mentre gli altri bambini facevano i castelli di sabbia, io facevo le case popolari di sabbia. Ho anche avuto un fortissimo complesso dinferiorit, e se una mosca mi si posava sulla spalla io la guardavo e le dicevo: -Anche tu mi consideri una merda!
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Recentemente mi sono operato di ernia, e durante la convalescenza stavo sempre a specchiarmi: il dottore infatti maveva detto: -Mi raccomando riguardati, se vuoi guarire presto! Al dottore io gli dissi: -Dottore, ma cosa ha fatto? Mi ha scritto la ricetta incompleta! E lui: -Come sarebbe a dire incompleta? -S, c scritto: Prendere la vitamina e Ho anche avuto una brutta otite e curarmi le orecchie mi costato un occhio. Una volta mi presi una grave malattia infettiva, la fallocefalite, malattia dei fallocefali. (Si veda a pag. 312) Una brutta malattia contagiosissima, spesso mortale: e se si guarisce ci si resta scemi! Mi curavano con le supposte: e per evitare di contagiarsi me le tiravano con una cerbottana! A 20 anni io tentai di entrare in Marina, ma lei mi prese a schiaffi. Lei di viso non era un granch, ma di corpo poteva andare, di corpo: oddio, non che avesse un fisico mozzafiato, per aveva un fiatomozza-fisico! Era anche molto strabica: riusciva a seguire le partite di tennis senza muovere affatto la testa. E parlava tantissimo, era tanto logorroica: una diarrea di parole e una stitichezza di idee. (B. Makaresko) Lei aveva avuto tante pene damore, ma aveva anche un grande amore del pene, avea voglia di morire e moriva dalla voglia. E mi telefonava: -Pronto sei tu? -No sono io. (1) -Scusi ho sbagliato numero. E poi di nuovo: -Pronto, chi parla? -Facciamo un po per ciascuno. -Ciao amore, a cosa stai pensando? -A quello che pensi tu, cara! -Brutto sporcaccione! Ci fidanzammo, ma lei era gelosissima: e mi controllava sempre per scoprire se avevo addosso qualche pelo o capello come prova del tradimento. Una volta, non trovandomi niente, scoppia a piangere e grida: -Ecco! Persino con le donne calve, adesso! Allora io, per ammansirla, le recitavo questa poesia: Un tuo sguardo un tuo sorriso e intravedo il paradiso. Sei cosi bella che quando ti guardo io mincanto, mincanto, mincanto, mincanto, mincanto, mincanto, mincanto Una volta ci andai anche a letto e le chiesi: -E la prima volta, cara, che dormi con un uomo? -S,- mi rispose lei; -con gli altri stavo sempre sveglia tutta la notte! Ma poi ci lasciammo. In seguito ho avuto tanti colpi di fulmine, seguiti da grossi fuochi di paglia: adesso ho tante vecchie fiamme, ormai tutte spente, ma neanche una dolce met. Ho sposato troppe cause e cos non ho avuto il tempo di sposare neanche una donna. Ho perso troppi treni e adesso mattacco al tram. (2) (Ennio Monax)

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1- Da piccoli ci divertivamo a chiedere: -Io sono io, tu sei tu: chi pi stupido io o tu? Paralizzando cos linterrogato col paradosso. (Cap. 10) Come succede anche nella cosiddetta illusione delle alternative di cui parla Paul Watzlawick: Un efficace fattore di disturbo nelle relazioni consiste nel concedere al partner solo 2 possibilit di scelta e, non appena ne scelga una, nellaccusarlo di non aver scelto laltra. Ad es. : Regalate a vostro figlio 2 camicie. Quando ne indossa una per la prima volta, guardatelo con aria avvilita e dite: -Laltra non ti piace?

2 -Tutto vero, tranne bugie e frottole, balle e menzogne. Aggiungo che, dopo unin-fanzi-ullezza ruspante, cozzai contro il Fato. E come dice Dante: Che giova ne le fata dar di cozzo? (Infrno, IX, 97) Lo dicevano anche gli antichi: Ducunt fata volntem, nolntem trahunt; cio Conduce il fato chi lo accetta, chi si oppone lo trascina. Ero in bala del Fato, sognando di essere a blia da una fata. E sapete chi mera accanto? Una bella chimra! Quando me ne accorsi piansi. Poi risi, col pirandelliano sentimento del contrario. E mi dicevano tutti: -Ma tu non eri tutto serio, una volta? Sei diventato un altro! Come dicono Stefania Stame e Roberta Lorenzetti nel saggio Lumorismo: punti di vista e punti di svolta : Lipotesi generale alla base della nostra ricerca , appunto, che una prospettiva umoristica possa dare avvio a un punto di svolta. Lumorismo come uno dei momenti privilegiati a sollecitare una riscrittura negoziata di s nel contesto della propria vita. (In Narrazione e identit, Laterza) Riscrittura negoziata di s! A me! Ed io che pensavo di essere semplicemente cambiato! (Si veda a pag. 264Delirio cacuminale: delirio lucido megalomanico).

Io da giovane ho fatto il maestro di campagna, come feci scrivere nel mio primo biglietto da visita: Ennio Monachesi Maestro di campagna E talvolta, la mattina, gli alunni mi portavano qualche ovetto fresco ancora calduccio, direttamente dal sedere delle galline, che poi non affatto un sedere: infatti alla gallina mica le serve per sedersi, le serve.anche per covare. Ma se una gallina cova rancore, il pulcino nasce incazzato?

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Io prendevo un uovo e lo rompevo alla lavagna facendoci un buchetto, e poi me lo succhiavo crudo, sotto lo sguardo attnito degli alunni. Ma prima lo stringevo forte alle punte con le mani a morsa, cos: (eseguire con un uovo). E luovo non si rompe, per una legge di fisica, come avviene per le dighe. Ma un bel mattino, un uovo traditore, in barba alla suddetta legge, mi schiatt addosso imbrattandomi tutto. E mi successe anche in segreteria, facendo una bella frittata proprio sopra delle pratiche importanti. sotto lo sguardo attonito delle impiegate. E unaltra volta ancora a casa del mio primo amore, tutto elegante, al mio primo invito a pranzo. Ed altre volte ancora, per il gusto di sfidare la sorte con la roulette russa delluovo. A quei tempi io viaggiavo sulla storica PRINZ NSU, una specie di saponetta: ve la ricordate? Sulla cui portiera io ci-avevo istallato un allegra campanella, che suonavo con un filo, tra lo stupore dei passanti increduli, e di vigili e poliziotti che, vedendola, sorridevano divertiti, salvandomi dalle multe. Una volta, con gli alunni, decidemmo di fare, per la festa della mamma, un angelo di cartoncino con la scritta Mamma 6 un angelo, legandolo a un palloncino per farlo volare: un regalo geniale e molto originale, in sintesi origeni-ale. Costruimmo gli angioletti. Poi, arrivato il giorno festa della mamma, io mi reco, di buon mattino, ai giardini di Macerata, dove mi aspettava il bombolone di idrogeno del palloncinaro, per gonfiarci 25 palloncini. I quali minvadono tutta la prinz, come una nuvola variopinta, che mi circonda avvolgendomi tutto, mentre io con la testa cerco invano di scansarli per vedere la strada, tra lo stupore dei passanti increduli. Arrivato alla scuola, scarichiamo i palloncini legandoci gli angioletti, che volano tutti in alto! Fantastico! Ma dopo quattrore, al momento delluscita, con le mamme in attesa del fantastico regalo, tutti i palloncini si erano ormai tristemente ammosciati a terra! Quel giorno ci fu la calata degli angeli. Un altro giorno la calata dei ragni, dal vecchio soffitto, a sorpresa. (Vedi pag. 140) Ma adesso c unaltra calata che preoccupa molto di pi la scuola: la calata dei neonati. Un altra volta tagliai delle parole in sillabe. Poi le diedi agli alunni, che dovevano riattaccarle, per ricomporre le parole tagliate. Girando tra i banchi adocchio un alunno che aveva attaccato le due sillabe CO-GLIO-.e stava per attaccarci anche NI. Lo stoppo subito: un fatto inspiegabile! Ma poi mi si accende la lampadina: sapete qual era la parola giusta? Era CO-NI-GLIO, con le sillabe spostate, facendo lanagramma, e formando con le stesse lettere, parole diverse. Ad es. -Parli pirla; spasimo sposami; moglie-meglio; coppia-cappio; attore-teatro; politicanti-con tali tipi; informaticaminor fatica; bella donna-balle, danno; vostra moglie mostra voglie.

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Un giornalista del TG fece una gaffe dicendo: -LItalia dovr c-agare un grosso p-alo nelle esportazioni. C anche un verso del Tasso apocrifo che fa: Tacque; e sorgeva Adrasto a far disfida / ma gi, vi-s-ta la mi-n-chia, accorse Armida. Lanagramma del nome indica il carattere e il destino di una persona. Ad es. Giuda Iscariota-dai guai a Cristo; Rita-tira; Stefania-fantasie; Silvanaslavina; Sonia-asino; Cristina-incastri, trascini; Claudia-acidula; Marisa-amarsi; Loretta-lottare, lotter lotterr e poi se lo terr. Ennio Monachesi: non amo che i seni- e non chiesi mano - e non chiesi mona minchia o senno? Sono 4 anagrammi collegati tra loro; e corrispondono pure al vero, purtroppo! E una cosa difficilissima, come un terno al lotto! Io abito nelle Marche: e lanagramma di Marche : charme, fascino, in francese. Infatti c tanta poesia, con Leopardi e i suoi versi divini, e tanti vini diversi, come il verdicchio di Jesi, la citt pi positiva, formata da 2 si: yes-si. E poi ho studiato tanto, diventando molto acculturato, affetto da grave stitichezza, ac-cul-turato. E sono diventato direttore didattico impegnandomi sempre moltissimo nel fare alla scuola il minor danno possibile. In seguito, grazie a una commissione di manica larga, con cui mi ero ammanicato, e sfruttando anche un grosso asso nella manica, sono diventato ispettore, ovviamente molto manicho, ma anche gran cerchio-bottista (1), all acne della carriera. Ma i primi tempi, quando ancora non mi ci ero abituato, mi spaventavo di me stesso! Una volta il Preside di Centobuchi (Ascoli), mi chiam per sostituire, come relatt-ore, un collega ammalatosi: mi chiam per attappare un buco. Da allora rimase solo preside di 99 buchi! E quasi sempre ho fatto il tappabuchi! Alcuni dolci, altri amari: pazienza, non tutti i buchi hanno la ciambella.

1 -Il cerchiobottismo (dare una botta al cerchio e una alla botte) consiste nel barcamenarsi con pressappochismo. Se poi si ritiene sempre che ci vuole ben altro per risolvere il problema, si ha il benaltrismo. E se infine ci si rassegna dicendo che ma tantoo., si ha il matantismo che fa pendant col menefreghismo, a rischio grave di para-lecca-culismo.

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Mario Farn: GUARIR DAL RIDERE

Mario Farn, prof. di psicologia medica allUniversit di Bologna, nel suo libro Guarir dal ridere, afferma che Il riso proprio una cosa seria e che Una risata al giorno leva il medico di torno. Egli scrive:

Facendo ridere con una battuta, blocchiamo laggressivit ed anzi, stimoliamo una reazione positiva. Grazie al ridere creiamo armonia e fusione. Ci sono molti esempi di risposte spiritose ad attacchi di vario genere. Il seguente citato da J. Goodman. Gli studenti di una classe si misero daccordo che in un momento ben preciso della lezione avrebbero tutti insieme lasciato cadere un libro. Giunto il momento fecero quanto convenuto. Linsegnante, che stava scrivendo alla lavagna, fu colta alla sprovvista. Poteva reagire in 3 modi: -contrattaccare, punendo i ragazzi, con il rischio per di inimicarseli e andare avanti in unescalation di indisciplina e punizioni; -far finta di niente, sperando che tutto finisse l, ma con il pericolo che il giorno dopo gli allievi fossero invogliati a fare di peggio; -ricorse invece allumorismo: and alla cattedra e, con un sorriso, prese un libro e lo lasci cadere a terra dicendo: - Scusate se sono in ritardo! Tutti scoppiarono in una risata e la lezione pot riprendere; come ulteriore beneficio i ragazzi si formarono unidea migliore dell insegnante: -Ehi, un essere umano; ha il senso dellumorismo! (1) (Mario Farn)

1 -Un altro bellissimo episodio quello narrato da Giovanni Mosca, che, da maestro supplentino imberbe, si trov con 40 fionde cariche puntate contro. Ma riusc a conquistare quegli alunni vandali e discoli colpendo al volo un provvidenziale moscone con la fionda del capobanda che, sfidato a colpirlo, laveva invece mancato, diventando cos un eroe ai loro occhi. Anche lo scrivente stato ed tuttora un buon tiratore di fionda, che costituiva, quandegli era un garzoncello scherzoso, uno dei gichi pi blli, insieme con carretti a cuscinetti e biciclette, biglie e circiti, bcce e frec-cerbottane, corse, salti e ltte, a terra scalzi o su piante di fichi e ciliegi, e spari al potassio o al carburo con bom-ba-rattoli scagliati nellalto dei cieli. Salvo poi a buscarle da mamma Lola che aveva udito gli spari da lungi, e rompeva sempre ogni fionda che scovava. Il tiro con la fionda fa parte dei giochi popolari riconosciuti (vedi sito www.figest.it ). E allorafiondiamoci a praticarlo!

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Giovanni Mosca: RICORDI DI SCUOLA G. Mosca fond nel 36 il giornale umoristico Il Bertoldo, con Guareschi, autore del Don Camillo. Scrisse il libro Ricordi di scuola sulle sue esperienze di maestro, tra cui la seguente, avvenuta a Roma nel 1928, che lo consacr Il conquistatore della quinta C. (Si veda a pag. 140)

Avevo ventanni quando, tenendo nella tasca del petto la lettera di nomina a maestro provvisorio, e sopra la tasca la mano, forte forte, tanto era la paura di perdere quella lettera cos sospirata, mi presentai alla scuola indicata e chiesi del direttore. Il cuore mi faceva balzi enormi. -Chi sei?- mi domand la segretaria. A questora il signor direttore riceve solo gli insegnanti. -Sosono appunto il nuovo maestro-, dissi, e le feci vedere la lettera. La segretaria, gemendo, entr dal direttore il quale subito dopo usc, mi vide, si mise le mani nei capelli. -Ma che fanno-, grid, -al Provveditorato! Mi mandano un ragazzino quando ho bisogno di un uomo con grinta, baffi e barba da Mangiafoco, capace di mettere finalmente a posto quei quaranta diavoli scatenati! Un ragazzino, invece Ma questo appena lo vedono se lo mangiano! Poi, comprendendo che quello era tuttaltro che il modo migliore di incoraggiarmi, abbass il tono di voce, mi sorrise, e, battendomi una mano sulla spalla: -Avete ventanni?-, disse. -Ci credo, perch altrimenti non vi avrebbero nominato; ma ne dimostrate 16. Pi che un maestro sembrate un alunno di quinta che abbia ripetuto parecchie volte. E questo, non ve lo nascondo, mi preoccupa molto. Non sar uno sbaglio del Provveditorato? C proprio scritto Scuola Dante Alighieri? -Ecco qui-, dissi mostrando la lettera: Scuola Dante Alighieri. -Che Iddio ce la mandi buona!-, esclam il direttore. -Sono ragazzi che nessuno, finora, riuscito a domare. Quaranta diavoli, organizzati, armati, hanno un capo, si chiama Guerreschi; lultimo maestro, anziano, e cono-sciuto per la sua autorit, se n andato via ieri, piangendo, e ha chiesto il trasferimento. Mi guard in faccia, con sfiducia: -Se aveste almeno i baffi-, mormor. Feci un gesto, come per dire chera impossibile, non mi crescevano. Alz gli occhi al cielo: -Venite-, disse. Percorremmo un lungo corridoio fiancheggiato dalle classi: 4.a D, 5.a A, 5.a B, 5.a C - qui che dovete entrare- disse il direttore fermandosi dinanzi alla porta della QUINTA C, dalla quale sarebbe poco dire che veniva chiasso: si udivano grida, crepitii di pallini di piombo sulla lavagna, spari di pistole a cento colpi, canti, rumore di banchi smossi e trascinati. -Credo che stiano costruendo delle barricate-, disse il direttore. Mi strinse forte un braccio, se nand per non vedere, e mi lasci solo davanti alla porta della QUINTA C.
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Se non lavessi sospirata per un anno, quella nomina, se non avessi avuto, per me e per la mia famiglia, una enorme necessit di quello stipendio, forse me ne sarei andato, zitto zitto, e ancora oggi, probabilmente, la 5.a C della Scuola Dante Alighieri sarebbe in attesa del suo dominatore; ma mio padre, mia madre, i miei fratelli attendevano impazienti, con forchetta e coltelli, chio riempissi i loro piatti vuot, perci aprii quella porta ed entrai. Improvvisamente, silenzio. Ne approfittai per richiudere la porta e salire sulla cattedra. Seduti sui banchi, forse sorpresi dal mio aspetto giovanile, non sapendo ancora bene se fossi un ragazzo o un maestro, quaranta ragazzi mi fissavano minacciosamente. Era il silenzio che precede le battaglie. Di fuori era primavera; gli alberi del giardino avevano messo le prime foglioline verdi, e i rami, mossi dal vento, carezzavano i vetri delle finestre. Strinsi i pugni, feci forza a me stesso per non dire niente: una parola sola avrebbe rotto lincanto, e io dovevo aspettare, non precipitare gli avvenimenti. I ragazzi mi fissavano, io li fissavo a mia volta come il domatore fissa i leoni, e immediatamente compresi che il capo, quel Guerreschi di cui maveva parlato il direttore, era il ragazzo di prima fila, piccolissimo, testa rapata, due denti di meno, occhietti piccoli e feroci, che palleggiava da una mano allaltra unarancia e mi guardava la fronte. Si capiva benissimo che nei riguardi del saporito frutto egli non aveva intenzioni mangerecce. Il momento era venuto. Guerreschi mand un grido, strinse larancia nella destra, tir indietro il braccio, lanci il frutto, io scansai appena il capo: larancia sinfranse alle mie spalle, contro la parete. (1) Primo scacco: forse era la prima volta che Guerreschi sbagliava un tiro con le arance, e io non mero spaventato, non mero chinato; avevo appena appena scansato il capo, quel poco chera necessario. Ma non era finita. Inferocito, Guerreschi si drizz in piedi e mi punt contro, caricata a palline di carta inzuppate con la saliva, la sua fionda di elastico rosso. Era il segnale: quasi contemporaneamente gli altri 39 si drizzarono in piedi, puntando a loro volta le fionde, ma delastico comune, non rosso, che era il colore del capo. Mi sembr dessere un fratello Bandiera. (2 fratelli fucilati). Il silenzio sera fatto pi forte, intenso. I rami carezzavano sempre i vetri delle finestre, dolcemente. Si ud dimprovviso, ingigantito dal silenzio, un ronzio: un moscone era entrato nella classe, e quel moscone fu la mia salvezza.

1 -Anche Tommaso Marinetti, uno dei padri del futurismo, mentre parlava in teatro a Napoli, fu fischiato. Gli tirarono i pomodori e unarancia. Egli lafferr al volo, la sbucci e se la mangi. Uno strano entusiasmo si propag allora, scrisse poi Marinetti, tra quei cari napoletani ed i miei pi feroci nemici, e tutto il pubblico si prodig in applausi ed evviva. (Carlo Majello)

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Vidi Guerreschi con un occhio guardare sempre me, ma con laltro cercare il moscone, e gli altri fecero altrettanto, sino a che lo scoprirono, e io capii la lotta che si combatteva in que cuori: il maestro o linsetto? Tanto pu la vista di un moscone sui ragazzi delle scuole elementari. Lo conoscevo bene il fascino di questo insetto; ero fresco fresco di studi e neanchio riuscivo ancora a rimanere completamente insensibile alla vista di un moscone. Improvvisamente dissi: -Guerreschi-, (il ragazzo sobbalz, meravigliato che io conoscessi il suo cognome) -ti sentiresti capace di abbattere quel moscone con un colpo di fionda? - il mio mestiere-, rispose Guerreschi, con un sorriso. Un mormorio corse tra i compagni. Le fionde puntate contro di me si abbassarono, e tutti gli occhi furono per Guerreschi che, uscito dal banco, prese di mira il moscone, lo segu, tir: la pallina di carta fece den! Contro la lampadina, e il moscone tranquillo continu a ronzare come un aeroplano. -A me la fionda!-, dissi. Masticai a lungo un pezzo di carta, ne feci una palla e con la fionda di Guerreschi, presi, a mia volta, di mira il moscone. La mia salvezza, il mio futuro prestigio erano completamente affidati a quel colpo. Indugiai a lungo, prima di tirare: -Ricordati-, dissi a me stesso -di quando eri scolaro e nessuno ti superava nellarte di colpire i mosconi. Poi, con mano ferma, lasciai andare lelastico; il ronzio cess di colpo e il moscone cadde morto ai miei piedi. -La fionda di Guerreschi-, dissi tornando sulla cattedra e mostrando lelastico rosso, - qui, nelle mie mani. Ora aspetto le altre. Si lev un mormorio, ma pi dammirazione che dostilit e uno per uno, a capo chino, senza il coraggio di sostenere l mio sguardo, i ragazzi sfilarono davanti alla cattedra sulla quale, in breve, quaranta fionde si trovarono ammonticchiate. Non commisi la debolezza di far vedere che assaporavo il trionfo. Calmo calmo, come se nulla fosse avvenuto: -Cominciamo coi verbi-, dissi. -Guerreschi, alla lavagna. Gli detti il gesso. -Io sono-, cominciai a dettare, -tu sei, egli7, noi 8, voi 9 essi 10. (Aggiunta) E cos fino al participio passato, mentre gli altri, buoni buoni, ricopiavano sui quaderni, in bella calligrafia, quanto Guerreschi, capo vinto e debellato, andava scrivendo sulla lavagna. E il direttore? Temendo forse, dallinsolito silenzio, cho fossi stato fatto prigioniero e imbavagliato dai quaranta demni, entr, a certo punto, in classe, e fu un miracolo se riusc a soffocare un grido di meraviglia. Pi tardi, usciti i ragazzi, mi domand come avessi fatto, ma si dovette contentare di una risposta vaga: -Sono entrato nelle loro simpatie, signor direttore. Non gli potevo dire che avevo ucciso un moscone con un colpo di fionda: ci non rientrava nei metodi scolastici previsti dalle teorie e dai regolamenti () Lanno scolastico pass liscio come un olio e Guerreschi lex capo, divenuto mio adoratore, fu promosso con ottimi voti.
(Giovanni Mosca)

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Carlo Manzoni: IL SIGNOR VENERANDA

Il signor Veneranda di Carlo Manzoni, collaboratore del Bertoldo, uno stravagante provocatore, che anticipa Ugo Tognazzi e la sua superczzola, nel film Amici miei. (Si veda pag. 262: Nonsenso)

Il signor Veneranda si ferm davanti al portone di una casa, guard le finestre buie e fischi. Da una finestra del terzo piano si affacci un signore: -E senza chiave?-, grid per farsi sentire. -S, sono senza chiave-, grid il signor Veneranda. -E il portone chiuso? -S, chiuso. -Allora le butto la chiave! -Per fare che cosa? -Per aprire il portone! -Va bene, se vuole che apra il portone butti pure la chiave! -Ma lei non deve entrare? -Io? No! -E allora perch vuole la chiave? -Se lei vuole che apra il portone dovr pure avere la chiave no? Il portone non posso mica aprirlo con la pipa, le pare? -Io non voglio aprire il portone. Io credevo che lei abitasse qui: ho sentito che fischiava. -Perch, quelli che abitano in questa casa fischiano? -Se sono senza chiave s! -Io sono senza chiave!-, grid il signor Veneranda. -Insomma, si pu sapere che cosa avete da gridare? Qui non si riesce a dormire!-, url un signore dalla finestra del primo piano. -Gridiamo, perch lui sta al terzo piano ed io qui sulla strada-, rispose il signor Veneranda, -e se parliamo piano, non si capisce. -Ma lei, che cosa vuole?-, gli chiese il signore del primo piano. -Lo domandi a quello lass, che cosa vuole-, rispose il signor Veneranda, - io non ho ancora capito: prima vuole buttarmi la chiave per aprire il portone; poi non vuole che apra il portone; poi dice che se io fischio devo abitare in questa casaLei, fischia? -Io? No: perch dovrei fischiare?-, chiese il signore del primo piano. -Perch abita in questa casa-, rispose il signor Veneranda: -lha detto il signore del terzo piano che quelli che abitano in questa casa fischiano. Beh, ad ogni modo non mi interessa: se vuole pu anche fischiare. Cos dicendo il signor Veneranda salut con un cenno del capo e se ne and brontolando. (Carlo Manzoni)
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UN ALLEGRO MURALE

Dei suoi anni di insegnamento Maria Luisa non dimentica un episodio. La preside le affid una ragazza che nessuno dei colleghi riusciva a sopportare. Il suo gesto pi provocatorio fu quando dipinse su un muro della classe le lettere BR, grandi e in rosso, per poi spiegare con finta ingenuit: -Ma cosa ha capito? Non la sigla delle brigate rosse, sono le mie iniziali. Maria Luisa evit lo scontro frontale. Disse anzi che era un idea fantastica ed invit gli altri alunni a fare lo stesso. Cos si conquist la ribelle ed ottenne pure un allegro murale. (Parte omessa) Per Nadia non esistono ragazzi cattivi, ma ragazzi influenzati dai cattivi esempi della famiglia, della TV, di una societ incline allarroganza, alla violenza, alla mancanza di regole, al culto del denaro e del potere. Crescono a nostra immagine e somiglianza. Non puoi abbandonarli a se stessi, e devi correggerli anche con severit. Ma servono finestre aperte, non porte sbattute in faccia. Gli adolescenti sono come le piante che, se le metti gi storte crescono storte, e appassiscono se non le annaffi, non le tieni al sole. Costa fatiche, arrabbiature, ma poi ne scopri la bellezza. ( Franca Zambonini, I ragazzi crescono a nostra somiglianza)

CONTINUITA SCOL-L-ASTICA
Questo testo contiene la teorizzazione pi avanzata della continuit scol-lastica, che, se coerentemente applicata, farebbe fare alla scuola, giunta ormai sull orlo di un precipizio, molti passi in avanti.

Alle sogliole del terzo millEnnio, varcate da pochi anni, si diffuso un nuovo linguaggio, lesasperanto. Le molteplici branchie del sapere si sono sviluppate in modo multiforme, pi multi che forme, in modo ittico e apocalittico, da cui il proverbio: chi dorme non piglia pesci. E siccome il pesce comincia a puzzare dalla testa, il compito della scuola diventa sempre pi importante e difficile, nel tener deste le teste, a cominciare dalla valutazione, diagnostica e prognostica, agnostica, ma soprattutto ostica, anche per colpa di tutti quegli indica-tori, indica-mucche, indica-somari... E il ragazzo bocciato si rivolge al prof. dicendogli: -Tu bocci, io sboccio. (E. Scardaccione)

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La scuola elementare, con i suoi 2 cicli (primo ciclo, classi prima-seconda; secondo ciclo, classi terza-quarta-quinta, fino alla riforma Moratti, che nel 2004 ha fatto un solo primo ciclone, fino alla terza media), ha gi fatto tantissima strada, sui 2 pedali del pensiero, lanalisi e la sintesi. Ed ora in molte scuole c anche il suolabus per il trasporto degli alunni; altri invece vanno ancora a scuola con un vecchio mezzo di trasporto: la motofetta. La scuola materna, sebbene con i suoi pi modesti tricicli, e nonostante la calata dei neonati, sulle ali dei piedi, e cio sui pedali, e sulle ali della fantasia, (limportante non soltanto essere leali, ma anche avere le ali ), ha finalmente trovato la giusta direzione, grazie alla potente bussola degli Orientamenti e delle Indicazioni nazionali Lorienta-mento,(a proposito, lo sapete perch Dio ha fatto luomo con un solo mento? Perch non poteva fare altri-menti. E poi c lali-mento (muovere mani incrociate sotto il mento a mo di ali); il mento a destra, la-ddestra-mento; quello da cani, la-ccani-mento e quello aguzzo, la-ppunta-mento; il mento a spiga, il fru-mento; il mento complice, lammicca-mento; il mento da sera, il doppio mento; il mento confuso, lo smarrimento e quello incerto, il tentenna-mento; il mento famoso, il monu-mento; quello storico, il risorgi-mento e quello scientifico, lesperi-mento; il mento pi breve, il mo-mento; il mento pi allegro, il diverti-mento e quello pi gradito, il compli-mento; il mento che soffre, il pati-mento; il mento lattico, il fer-mento e quello appetitoso, il condi-mento; il mento affettuoso, il senti-mento; quello dei peccatori, il penti-mento, e quello dei pianeti, ormai, penso, venuto a tutti, il gira-mentodi palle. Ed infine il testa-mento: cadendo dalle scale ha fatto 4 o 5 volte testa mento, testa mento, ma inutilmente, perch non morto, come dice Bergonzoni). Lorientamento, dicevo, pone al giovane la domanda: di che sogno sei?, per aiutarlo a capirsi e a realizzarsi. Esso costituisce una importante finalit della scuola, onde evitare il disorientamento dei ragazzi, sia nordici che sudici. Anche perch pur vero che le vie del Signore sono infinite, ma la segnaletica lascia a desiderare, come dice Sonaglia. Grazie a ci non c pi pericolo di restare disorientati: semmai c il pericolo opposto, e cio di restare disoccidentati. Qualora ci avvenisse, un deciso giro di bua (che quella che si fa il bue quando cade, ed per questo che al bue gli piace tanto cadere, cos si fa la bua), e subito la rotta saggiusta.

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Alessandro Bergonzoni

Nel suo libro Non ardo dal desiderio di diventare uomo finch posso essere anche donna, bambino, animale o cosa, Bergonzoni definisce il libro stesso: Performance dastrazione e di ostracismi vari, in preda a un chiss chi, in cui tutto voluto e potuto, una scrittura atavica, straevocante, materica, alla fine proprio dipinta, e fatta appunto di soqquadri . Bergonzoni fa il voto di vastit e precisa: La vastit una questione di sapere. Solo un uomo piccolo, in miniatura, che non cresce pi, il nonsai, non riesce a riconoscere la vastit. Mi spiego peggio. Se dovessi definire il pensiero della vastit lo definirei il granch. Noi diciamo sempre cosa non un granch. Dice, non un granch. Ma cos un granch? Ecco la vastit il granch. () Limportante per la vastit non chi comanda ma chi domanda, sono i 10 domandamenti. () Qualcuno potrebbe dire: -La vastit fa male. Dice: quando passa il male? Il problema non se passa, se si ferma. Allora tu mettiti sotto la pensilina e pensa. Si chiama pensilina per questo: pensa! Non ci piove. Esatto non ci piove: devi pensare! () E allora Rifacciamoci il senno. (Appunti presi alla conferenza di Pop-sophia, Civitanova, 16/7/2011)

Pregavo a mani giunte, senza sapere da dove. (Frase bisenso) Il cavo orale: centinaia di metri di cavo orale(Frase bisenso) I numeri parlano da soli: le lettere invece trovano compagnia + facilmente . Erano le 12 suonate, ma anche le altre ore non sembravano tanto intelligenti! Se un anziano ha il pallino delle bocce, gli altri, come fanno a giocare? Nato da genitori Zigani e nonni violini, figlio di seconde nozze, di terzo letto ma di primo pelo ecc.

Nella parola realt c anche un concetto di illusione. Io faccio sempre lesempio dei cannocchiali. Se coi cannocchiali vedo gli stambecchi, ma senza no, che cosa significa? Che sono disegnati nei cannocchiali!

Appena ti vidi cominciai a mangiarti con gli occhi, guardarti con la bocca, baciarti con le orecchie, tu mi dicesti mostro, io ti dissi s mostrami tutto. Lei era una donna che amava i rapporti prema-trimoniali? Magari! Dopo il matrimonio? Magari! Lei amava i rapporti durante il matrimonio! Scene di lascivia, parroco impazzito, testimoni che non sapevano dove guardare.!
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Era la notte del 10 agosto e San Lorenzo si puliva i denti: il cielo era pieno di stuzzi-cadenti. (A. Bergonzoni) Lo spazio era pieno di anziani: era diventato lospizio. (A. Bergonzoni) I tonni cantavano intonnati; i merluzzi fischiuzzavano; i cani latravano negli abbaini e abbaiavano nelle latrine. Sentendoli, una mucca, grande vacca, mugg forte: -Muuuuhhh! E unaltra mucca mugg anchessa: -Cecoslomuuhhh! Era una cecoslo-vacca. (A. Bergonzoni - B. Makaresko - E. Monax)

Riccardo Cassini Riccardo Cassini scrive con surreali linguaggi maccheronici, sottili gichi di parole e ardite acrobazie verbali, mescolando litaliano col latino o linglese o lo spagnolo, come nel famoso Nutella nutellae - liber magno, che inizia cos: Nunzio Filogamo vobis, maximo gaudio: habemus pappam!

Era buio pesto, alla genovese. (.) Era una di quelle notti in cui la nebbia si affettava col coltello e la mortadella si fendeva coi fari gialli. I lampioni a metano aspettavano laltro metano per ricongiungersi e formare un sedere intero. (..) Era buio pesto, alla genovese. Nel viale alberato, una macchina era appena andata contro un cronco, tronco un tronco, contro un tronco di un acero. La macchina: distrutta; lacero: contuso; i rami: secchi; le foglie: morte; lautista si disperava: si disperava di poterlo salvare.

Una radio privata di tutto trasmetteva l Esecuzione, una trasmissione a puntate, mirate, fuoco! (Frase bisenso)

Di solit God (God is the nome dart of Dio), vinces at lotto, infact He is soprannominated Padre Terno.

If you ci pens well, the italian parol cesso significs, letteralment, termino, mentr, in reality, when you go in the cess is propr the moment that you iniz to do something (mistr of the language).

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Gianluigi Gasparri: STRAFALCIOPOLI Dove la cronaca si fa comica

Nella breve presentazione in copertina si legge: Le donne scopano meglio degli uomini, lo fanno con grande pignoleria e lasciano tutto perfettamente pulito, lustro, come se ci avessero passato la cera sopra. Letteratura pornografica? Chat erotica di terzordine? No: cronaca di una gazzetta locale che racconta la prova pratica organizzata dal Municipio per decidere lassunzione di tre donne netturbino. Il libro un esilarante affresco satirico sullinesplorato mondo del giornalismo di periferia (ecc.). Da questo inferno sbocciano come fiori di campo spettacolari cavolate e nonsense affascinanti: Finalmente una tragedia che finita nel migliore dei modi. Adesso lascio la parola al mio didietro. Il maniaco va in giro nudo, ma con il coltello in tasca. Migliorano le condizioni del carabiniere rimasto ucciso. (ecc.) Lo sventurato morto sul colpo. La sua salma viveva in casa con i genitori, poich non era sposata. Alle pagine 10, 11 e 105 si legge: Come il buon giorno si vede dal mattino, cos il buon giornale si vede dai titoli. Si dice che un bel titolo vale pi di un bellarticolo (ecc) Il titolo si riferisce alla sentenza dun processo per violenza carnale ed meraviglioso nel suo candore assoluto: Stupro: pene per cinquantanni. Cinquantanni di pene? Eh, troppa grazia santAntonio! A volte i nonsense strafalcipolitani hanno la bellezza incorniciata degli aforismi. Due sordomuti, amici dallinfanzia, abili impagliatori di sedie antiche, e tifosi uno dellinter e laltro del milan, guardano il derby in TV, litigano per un rigore discutibile e si pigliano a sediate. Il cronista, in chiss quale lampo di casuale genialit, mette insieme sei parole e un nonsense straordinario: Fra due sordomuti, botte da orbi. Non resta che inchinarsi. (G. Gasparri)

Carlo Majello riporta il seguente fatto raccontato da Montanelli: Un ragazzo americano, James Reston, voleva entrare al New York Times e diventare un celebre giornalista. Allinizio della sua carriera andava impietosndo i vari redattori di quel grande quotidiano per essere messo alla prova. Finch un giorno un caporedattore, per curiosit o per impazienza, gli chiese di riassumere, in un breve titolo, la vicenda di una ragazza che, recatasi dal dentista per farsi otturare un dente, era stata violentata. Il titolo che Reston sugger fu: Chiude il buco sbagliato. E fu assunto.

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Lella Costa, COME UNA SPECIE DI SORRISO

E rimorto il papa. Titolo comparso il 29/9/78, secondo alcuni sul Manifesto, secondo altri su Lotta continua, secondo altri ancora sul Male. (..) A me piace pensare che chiunque sia stato ad avere lintuizione, semplicemente non abbia potuto resistere (ecc). Perch dai, quando ti ricapita una roba del genere? Se nel linguaggio popolare lespressione ogni morte di papa viene usata per indicare un evento che si manifesta molto, ma molto raramente, qualcosa vorr dire, o no? Gi Paolo VI se nera andato il 6 agosto, che per i quotidiani deve essere stata una manna, dato il periodo; poi una mano lha data il conclave, che il 26 dello stesso agosto elegge a tempo di record il buon Albino Luciani, alias Giovanni Paolo I; il quale, dopo 33 giorni (ecc) il 28 settembre, muore. (Ecc) Quel titolo non era n blasfemo n provocatorio, ma solo profondamente popolare. Perch labbiamo pensato in tanti, ma loro sono stati pi rapidi, pi precisi, pi coraggiosi, e lhanno messo nero su bianco (). E rimorto il papa. Quattro parole che racchiudono il senso e le qualit dellironia: sintesi fulminea, tempismo perfetto, vertiginoso cambiamento di sguardo, capacit di sorprendere. (Si veda cap. 9-2-B, a pag. 158) A pag. 48 e 49 si legge: (..) Societ fallocratica e fallocentrica (non un giudizio di merito ma un dato di fatto), che dunque nei confronti del suddetto fallo, proprio attraverso il linguaggio quotidiano, dovrebbe manifestare ammirazione e sancirne la superiorit: e invece succede esattamente il contrario. E qualcosa vorr pur dire no? (.) Linguaggio in cui, laddove figata equivale al massimo della vita, allopposto cazzata sostantivo sferzante (.) (ma fa eccezione il veneto monata: nota del Mona-chesi). (..) Tant vero che per cercare di trasferire, almeno in parte, questa positivit al genere maschile, si dovuto compiere una sorta di reato linguistico, volgendo appunto al maschile un sostantivo che per forma e per sostanza non potrebbe essere altro che femminile, e coniando figo o fico. (Lella Costa)

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Salvatore De Matteis: IN PIENA FACOLTA

E una interessante raccolta di originali testamenti olografi, scritti e firmati di proprio pugno dal testatore. Tutti rigorosamente veri. Lautore sovrintendente dellArchivio notarile di Napoli da cui ha attinto i testamenti pi curiosi, dei quali si riportano alcuni stralci.

(Parte omessa) Ricordate che io sorveglio tutto anche dopo morta, specie la tomba che deve essere una tomba, non un tombino, (Ecc)

(Parte omessa) Se muoio nellinvernata che viene o appresso, chiedo la creanza di interrarmi nella bara con cappotto e mutande di lana, a causa dellartrosi deformante. (Ecc)

Cari figli, giunta la mia ora e solo adesso mi chiedo se ho fatto bene a mettervi al mondo. Solo ora capisco che anche voi dovrete morire un giorno e questo mi fa soffrire e mi riempie di dubbi. (Ecc)

(Parte omessa) Quando cominceranno a piovere soldi e riconoscimenti, chiedo ai miei discendenti di erigermi un monumento funebre con la mia figura al centro a grandezza naturale e tutte le mie invenzioni intorno scolpite a bassorilievo. Assicuro presenza allinaugurazione. (Ecc)

(Parte omessa) Signor notaio, signori testimoni, questa signora mesta come una mantide religiosa mia moglie. Questa donna apparentemente delicata e timida, e che sta piangendo lacrime di cipolla, una formidabile insospettata puttana. Si ripassata tutto il condominio come se fosse stata una cura prescritta dal medico, 40 e passa appartamenti, tutti gratis. (Ecc)

(Parte omessa) Spiego che non sono vedova normale, ma vedova di morte presunta di un mio marito che, secondo me, non morto. Io credo che scappato in Africa dalla beduina incontrata in guerra, sposata con bigamia e ci vive come la bestia che , oppure stato mangiato dai parenti di lei. Se torna dopo che io sono morta, non lo voglio vedere o sentire. (Ecc)
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Nomino o cognato Angelo erete di mia parte eretit qualora misentisimale. Si deve fare tutto col silenzio che non sape mia sorela e mio marito. Nella vita eterna sceglio Angelo anche se mia sorella protesta. Spero che Angelo muore subito appresso a me cos mia sorella trova tutto gi fatto e inutile discutere. Mio marito lo prende chi lo vuole, tanto inutile e non funziona.

Dovendo provvisoriamente morire e lasciare ogni bene della terra decido che ecc.Non so in che data risorgo e quando potr riprendere la mia roba che mi appartiene. Ma fino a quel momento chiedo il mantenimento delle case con tutte le opere necessarie, e con lobbligo alla discendenza di non vendere perch non voglio trovare estranei dentro casa quando risorgo e fare cause di sfratto che sono lunghe e costose. (Ecc)

(Parte omessa) Sono nubile.nessuno dei pretendenti era luomo speciale che io cercavo: alto, magro, biondo, occhi celesti, possibilmente straniero, di nobile famiglia, acculturato e benestante. Qui sono quasi tutti bassi e tracagnotti, neri e pelosi come le scimmie, parlano meglio il dialetto che litaliano, fanno il bagno solo la domenica, la cultura lascia-mola perdere, e non hanno nemmeno gli occhi per piangere. (Ecc.)

Cara madre eccVoi lo sapete che la penso abbastanza ottimista anche se la mia vita stata tutta difficile a causa della poliomielite (ecc) Sono stato sempre solo sulla terra, ogni cosa che ho fatto mi costata il doppio della fatica che tocca a una persona normale. (Ecc) Io non ho mai avuto un posto al sole nella vita e allora me ne sono fatto uno nella morte, mi sono comprato un loculo con vista mare. Io ci volevo mettere pure una finestrella, ma mi hanno detto che non si pu. Il cimitero piccolo e forse faccio amicizia con le anime che stanno qui. (Ecc) sono sicuro che piacer pure a voi questo posto che mi sono scelto per passare leternit, con un bel panorama di fronte, tutto pieno di sole, di luce, di mare e di profumo di campagna (ecc..) E andata maluccio per me questa vita, ma che ci possiamo fare? Non piangete troppo. Sia fatta la volont di Dio. (Ecc.) Vostro figlio Nicolino, detto o sciancatiello.

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Jean Charles LA FIERA DELLE CASTRONERIE (20 edizioni dal 62)

Jean Charles ritiene che le castronerie raccolte nel suo libro siano il frutto, in parte, di una scuola noiosa, pesante e pedante, che rischia di produrre i cancres, i pierini, dscoli apatici e demotivati, o aggressivi e ribelli. E propone di sfrondare i programmi scolastici da tutto ci che non essenziale. Ma penso che il problema non sia solo che tagli fare nei programmi, quanto anche e soprattutto che taglio dare allinsegnamento. Longanesi ironizzava: Tutto ci che non so lho imparato a scuola. E Giusti ironizzava sullo scientismo positivistico (del tutto archiviato?): Il buon senso, che un d fu caposcuola, / or nelle nostre scuole morto affatto:/ la scienza, sua figliola, / luccise per veder comera fatto!

Da qualche tempo si notano delle lacune nella sua ignoranza.

Vorrei un prestito per cambiare casa, perch abito in un buco sul didietro e sono molto disturbato dalle correnti daria. (Lettera al Sindaco)

La maestra spiega: -Il caldo dilata i corpi e il freddo li restringe; vedia-mo chi sa farmi un esempio. -Io, maestra-, risponde un ragazzo: -destate il caldo allunga le giornate; dinverno il freddo le accorcia.

Il gatto un animale che ha il corpo circondato da peli. Comincia con la testa e termina con la coda. Ha 4 zampe: 2 davanti per correre e 2 dietro per frenare. Anche io ho un gatto: il mio gatto una gatta.

La mucca un mammifero con le gambe che le arrivano fino a terra. La mucca la vacca. Sotto la mucca appeso il latte. E attrezzata per mungere. Ci sono vacche bianche e vacche nere: la vacca bianca ci d il latte, quella nera ci d il caff. (Un bambino in TV). La vacca ha un vitello ogni anno, grazie al toro, che una vacca senza mammelle. Nella fecondazione artificiale il veterinario sostituisce il toro.

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Lettera al maestro Ma tutte le perle dei genitori francesi non valgono questa lettera, riprodotta qualche anno fa da una rivista pedagogica svedese. E indirizzata al maestro di un piccolo villaggio vicino a Uppsala. (Jean Charles)

Caro e rispettato signor maestro, mio figlio, che il vostro assiduo e obbediente Peter Hanzen, non potr oggi venire a scuola, perch sar costretto a sostituire suo padre che , come Voi sapete, il portiere dello stabilimento del signor Melsen. Nellultima lezione Voi avete dato come compito a casa al nostro Peter il seguente problema: Se un uomo percorre esattamente 3 quarti di chilometro allora, quanto tempo impiega a fare 2 volte e mezzo il giro di un campo lungo 4 chilometri e largo 3 ? Purtroppo, caro e rispettato signor Maestro, n il povero Peter n suo padre, che il portiere dello stabilimento del sign. Melsen, e neppure io, che sono la Vostra umile serva, abbiamo potuto risolvere questo problema. Ma volendo dare una istruzione e una educazione perfetta al nostro unico figlio, dopo aver tenuto un consiglio di famiglia, abbiamo deciso di risolvere quel problema in questo modo, che sottoponiamo alla Vostra alta approvazione. Peter sostituir oggi suo padre Olaf Hanzen nelle sue funzioni di portiere dello stabilimento del signor Melsen. E suo padre Olaf Hanzen, mio marito, andr in campagna a misurare bene un campo lungo 4 chilometri e largo 3, mettendo dei picchetti ogni 100 metri, per non sbagliare. Poi, con il suo orologio alla mano, che un orologio comprato da Erik Herschorn, il miglior orologiaio della citt, e garantito due anni, far esattamente 3 quarti di chilometro allora, finch avr fatto 2 volte e mezzo il giro di quel maledetto campo. Cos potr dire al nostro piccolo Peter il tempo che avr impiegato. Poich siamo dei poveri operai e ogni minuto per noi prezioso, vorrei pregarVi, caro e rispettato signor Maestro, di avere la bont, in avvenire, di dare al nostro caro unico figlio Peter soltanto dei problemi che possa risolvere seduto al tavolino, senza che suo padre sia costretto a fare tanta fatica e perdere tanto tempo. Vostra umile e devota FRIDA HANZEN.

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Michele Francipane: IL SOMARIO Dai temi di un concorso magistrale.

Si trombazza laggiornamento alla rosa dei 4 venti.

La maestra stia molto in guardia ai ragazzini pi garibaldini, i cui falli allinizio sembrano uninezia da nulla, ma nel tempo possono assumere proporzioni gigantesche e farti passare un brutto quarto dora. Ecc.

Grazie allapertura dei nuovi organi, il Direttore non pu pi sparare a zero su tutti o far terra bruciata a scatola chiusa.. Prima tutti pendevano dalle sue labbra, ora invece il Direttore a pendere dai genitori. Ecc.

Il maestro si barcamena con un occhio ai programmi, uno ai ragazzi e gli altri due ai genitori. EccMa non venitemi a dire che il maestro unautorit come una volta, quando montava in cattedra, e adesso lo fanno montare su tutte le furie, fra un organo nuovo e laltro. Da quando questi organi van suonando il can per laia, il maestro peggio dun cane bastonato.

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Dal verbale di un consiglio di interclasse scuola elementare

(Parte omessa)nella sede del Provveditorato agli Studi, ove una delegazione di genitori si era recata per vibrare protesta, ecc A questo punto la rappresentante della classe quinta, minacciando reazioni e ritorsioni, tra laltro varie e generiche, abbandona, non senza vigore, forza e rabbia, laula. Il Direttore didattico richiede ancora una volta alle 2 rappresentanti superstiti lapprovazione dellorganizzazione. Parimenti la medesima richiesta viene fatta alle 4 insegnanti presenti. Da tutti e sei i soggetti deriva al Direttore didattico dichiarazione approvativa.

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Jhon Beer - LA CLASSE FA LA OLA MENTRE SPIEGO

Libro tratto dal blog 7 in condotta con le note disciplinari pi pazze dItalia. Offre uno spaccato manicomico dellattuale realt di-scol-astica, fatto di castronerie varie, ingenuo esibizionismo, bravate provocatorie, spesso non prive di sfott-ironica fantasia. (Vedi sito www.notadisciplinare.it )

P. ride, sorride, irride. P. sbadiglia a vanvera. F. mandato in bagno fa perdere le sue tracce. Durante la lezione di musica la classe oscilla. Durante lora di filosofia la classe stenta a credermi. Lalunno F. entra alle 10 e 32 uscendo dallarmadio. Suo figlio guarda fuori dalla finestra spaventando i passanti. Lalunno G. scotcha il compagno F. durante linterrogazione. Lalunno G. emette aria indiscreta in direzione della cattedra. L. digerisce in classe ad alta voce come un uomo delle caverne. Lalunno P. passeggia leggiadramente per la classe con i glutei allaria. Giustifico lassenza causa fastidioso priapismo. Lalunno stato assente causa assedio testimoni di Geova. La prego di giustificare mio figlio assente il 14/2 per groviglio emotivo. -Professoressa, oggi la vedo raggiosa. -Non si dice raggiosa, si dice radiante. Ammonisco lalunno C. perch, in seguito ad un rimprovero, mi ha guardato in ca-ro-gnesco. (Cap. 4-1-A e cap. 3-2-A) La classe non mostra rispetto per lillustre filosofo Pomponazzi e ne altera il nome in modo oscno. Lalunno F. si presenta in classe con un ritardo improponibile sostenendo di aver fatto tale ritardo per motivi di vento contrario. Si segnala la mancanza del crocefisso, occultato dalla classe. Al suo posto c un cartello recante le parole : TORNO SUBITO. Lo pseudostudente S. per tutta la lezione non cessa di fare ricerche speleologiche nelle sue narici, non seguendo minimamente la lezione.

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Lalunno R. dopo lennesima entrata posticipata, si giustifica dicendo che doveva superare il record dei 100 ritardi annuali. Lalunno P. viene espulso per una settimana perch attuava uno scambio di persona col suo gemello, che frequenta un altro Istituto. Al mio ingresso in aula stamattina ho trovato menomato il presepe di classe. Al posto dei re magi vi sono ora 3 porcellini. Lalunno G. al termine della ricreazione sale sul bancone adiacente la cattedra e dopo aver gridato: -Ondaaaa energeticaaaa!!, emette un rutto notevole che incita la classe al delirio collettivo. Trovo in classe il bidone della carta e invito gli alunni a portarlo via. Mentre ci succede, da esso esce il signor A. esclamando: -Buongiorno professore! Il mio cuore ne risente tuttora. Gli alunni E., S. e F. si presentano a scuola con le felpe rispettivamente rossa, bianca e verde e ogniqualvolta pronuncio la parola Italia si alzano in piedi e sventolano. La classe III A viene interamente ammonita, dopodich, durante unora di supplenza, lalunno F. si alza dal banco brandendo il dito contro la sottoscritta minacciandola di finire male. Il resto della classe sottolinea il gesto con un tripudio generale, gridando altri insulti. Lalunno B. alla mia domanda: -Cosa devo fare per attirare la tua attenzione? -, risponde con un volgare: -Si spogli! La classe esplode in un boato. Gli alunni T. e S. appendono il disegno di un occhio circondato da un triangolo con la scritta DIO TI SGAMA. Alla richiesta dellinsegnante di toglierlo immediatamente rispondono: -Prof. Dio sgama anche lei. Allontano Pierucci perch disturba la compagna facendo la mano morta con il piede. (P. Franco - A. Di Stefano, Qui chiavi subito) (Analoga a: Venivano alle mani con i piedi, in una punizione militare)

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Massimo Burgada - Michele Miscia GENTE DIBURGADA, ovvero una vita da cabarettista, Delta 3, 07 Massimo Burgada un bravo e simpatico cabarettista, vincitore di diversi premi. Nella presentazione si legge: Questo libro nasce dal felice incontro creativo tra il fabbricante di risate Massimo Burgada e il fabbricante di sorrisi Michele Miscia.

Mi ricordo che una volta, a Napoli, piovve per ben dieci giorni di fila, un vero miracolo del quale tutti gli studenti approfittarono. Anche io e un mio amico ci mettemmo sotto per prepararci allultima interrogazione di fisica che avrebbe di fatto deciso della nostra promozione o della bocciatura. Mai come quella volta studiammo per davvero: non credo di aver mai studiato tanto nella mia vita. Il bastardo, perch solo cos si pu definire quel professore, non ci interrog in aula, ma ci chiam uno per uno in presidenza, alla presenza del preside, perch voleva che si rendesse conto che lui ci avrebbe bocciati con cognizione di causa. Chiamarono prima il mio amico, ma dopo pochi minuti era gi fuori.

-Com andata? -Niente da fare, bocciato! -Ma come? Abbiamo studiato tanto! Ma che cosa ti ha chiesto? -Non appena sono entrato, mi ha guardato e mi ha detto: -Fa molto caldo oggi, perci ti far una sola domanda. Se mi rispondi esattamente ti promuovo, altrimenti.Io gli ho detto che andava bene e lui ha cominciato: -Tu ti trovi in treno e fa molto caldo, che cosa fai? Io gli rispondo che abbasso il finestrino. Non lavessi mai abbassato! Il professore pretendeva che io gli dicessi la velocit dellaria che entra nello scompartimento, sapendo che il treno viaggia ad una velocit di 140 km orari e nello scompartimento la temperatura di 27 gradi, mentre quella esterna di 35. E voleva sapere anche la velocit di uscita dellaria dal finestrino. -E tu che cosa gli hai risposto? -Ho provato a indovinare, gli avr sparato cento numeri diversi, ma non ci ho preso neppure una volta. -Mamma mia, se mi fa la stessa domanda? Ma almeno ti ha dato le risposte? -Macch.

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Dallinterno si ode lodiata voce che chiama Massimo Burgada. E il mio turno e io gi incomincio a sudare. Sar il caldo del treno -Professore, sono preparatissimo. In questi giorni ho studiato parecchio, pioveva. -Lasciamo perdere. Voglio farti una sola domanda e se mi rispondi bene ti promuovo, sei pronto? -Prontissimo. -Tu ti trovi in un treno -No, professore, nel treno no! Non posso: ordine del dottore. Proprio ieri mi ha visitato e mi ha detto che non posso viaggiare. Soprattutto mi ha proibito di prendere il treno -Ma per scherzo! -E il dottore proprio questa raccomandazione mi ha fatto: tu sei talmente rovinato che non devi prendere il treno nemmeno per scherzo! -Senti Burgada. La mia pazienza ha un limite. O prendi il treno o ti boccio. -Professore, ma non vede che sono gi salito e sono seduto nello scompartimento? -Allora bene. Tu sei in treno e avverti molto caldo. Che cosa fai? -Mi soffio. -Ma fa molto, molto caldo -In questo caso bevo una bibita fresca e poi mi soffio. -Ma se il caldo veramente torrido? -Mi tolgo la giacca, bevo una bibita fresca e poi mi soffio. Il professore comincia ad avvilirsi, ma non demorde: -Fa un caldo veramente infernale: cosa fai allora? -Visto che non c nessuno nello scompartimento, mi tolgo anche i pantaloni, oltre alla giacca! Poi bevo una bibita fresca e mi soffio. -Ma insomma! C il fuoco nellaria! La temperatura supera i quaranta gradi. Che cosa fai? -Professo, se necessario mi tolgo anche le mutande, ma il finestrino non lo abbasso! -O abbassi il finestrino o quant vero Iddio ti boccio per dieci anni di fila! -Io lo abbasserei pure, ma non vedete che stiamo viaggiando su un rapido? I finestrini sono fissi e c laria condizionata. -Fuori di qui! Ci vediamo lanno prossimo! (M. Burgada - M. Miscia)

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Enzo Jacchetti : IL PENSIERO BONSAI

OH BACO! Ed subito seta. (Millumino di meno) (Giornata del risparmio energetico)

SE TU MAMASSI Lei gli diceva: -Se tu mamassi Poi gli scriveva: -Se tu mamassi Gli sussurrava: -Se tu mamassi Lui le rispose: -Ma no che non tamasso!

OH MUCCA! OH PIOGGIA IN GENERALE Sonante il batacchio (1) pesante pungente il fastidio della pioggia (2) battente batacchio e pioggia pioggia e batacchio oh mucca (3) che vita del cacchio. (4) Grazie al cielo, dal cielo tu, vieni gi per quanto folta una goccia alla volta. Ci pensi che grande stronzata se dal cielo tu cadessi tutta attaccata?!

1 -E un ferro che pende dentro una piccola campana per farla suonare. La maggior parte di noi ha sempre pensato che batacchio si scrivesse con 2 T. Se qualcuno non si fida, vada a controllare il dizionario: alla voce battacchio (con 2 T) c scritto: vedi batacchio (con 1 T). 2 -Precipitazione atmosferica di acqua sotto forma di gocce, che in genere si manifesta quando il governo si mette a rubare. In Italia piove spessissimo. (Piove, governo ladro! Gli antichi romani, invece, ne davano sempre la colpa ai cristiani. Da Risate in tasca, n 9: nota del lo scrivente) 3 -Bh, mucca facile, di! 4 -Intercalare usato soprattutto da coloro che studiano a Cambrige. (In questo libro, invece, si adottato il sostitutivo CRIBBIO, come Achille Campanile nella novella Lorrenda parola; o i + aristocratici CASPITA e CASPITEVINA; o anche lorrenda parola stessa, ma soltanto se proprio indispensabile: nota del mona).

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IG-NO-TIZIE Ineffabili le ineffbule fibulistiche fabule di ablate clito non pi ridenti ninfe e glandi labiule con spine dacacia ritorte: ri-v-ulv-oluzione? Trenta milioni di bucche cucite gi ri-v-ulv-oluzionate. (1) (Gianni Toti)

AMORE Volontaria follia, piacevol male, stanco riposo, utilit nocente, disperato sperar, morir vitale, temerario dolor, riso dolente; un vetro duro, un adamante frale, unarsura gelata, un gelo ardente, di discordie concordi abisso eterno, paradiso infernal, celeste inferno. (1) (G. Battista Marino)

1 -Ig-no-tizie = ig-no-(bili)no-tizie; ri-v-ulv-oluzione = rivoluzione della vulva. (Cap.3-2). Poesia sulla barbara pratica dell infibulazione che consiste nel mutilare e cucire la vulva alle bambine piccole sconvolgendole, a volte fino alla morte. La poesia esprime nella forma stessa tale profondo sconvolgi-mento. Essa un esempio signifi-cativo di come scrivevano i futuristi, con un linguaggio molto originale ed innovativo, a volte anche un po bizzarro e sconcertante. Che, mutatis mutandis, si ritrova in parte anche in questo libro.

1 -Altra poesia di un poeta futurista, con una serie di ossimori (Cap. 11), accostando parole dal significato opposto per esprimere i tanti conflitti e contraddizioni dellamore.

LA TERZA C Posso dir senza fallacia che mi batto con audacia con sagacia e perspicacia, con indomita tenacia, ma che perdon defficacia se Fortuna non mi bacia. E si sa che nella vita la vittoria garantita dalla terza c sfacciata, forse pi che laccoppiata di c-ervello e c-onoscenza: ma del c-ul chi pu far senza ? (Ennio Monax)

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MARI Quanto mi piacciono a me i mari! Mari nel monto: tanti mari! Mare quanto eri piccolo: Mar-ino Mari di tanti colori: mar bianco, mar nero, mar rosso, mar-rone. Mare nobile: mar-chese. Mare eroico: mar-tirio. Mare liquoroso: mar-sala. Che bagna se stesso: mar-mocchio. Mar dei canguri: mar-supio. Mare di scarico: mar-mitta. Mare sporco: mar-ciume. Mare senile: mar-asma. Mare comico: Mar-tufello. Mare burlone: mar-ameo. E il mare sbatte sugli scogli pomf pitipomf pitipomfiti!! Piccolo scoglio: scoglino, grande scoglio: scoglione. E il pescatore sempre sugli scogli, sempre sugli scogli il pescator, soffre di scogliosi. Quanto mi piacciono a me i mari.

BATMAN Io sono Batman: ho la mia bat caverna, ho la mia bat mobile, ho il mio bat elicottero, ed ho la mia Bat-moglie.. na bat-tona! (1) (Premiata ditta)

1 -Come sono le sue ciabatte? Sono delle cia-batt-one. E perch BATMAN, quando vede la sua TUTA, si mette a ridere? Perch una.. BAT-TUTA.

SERENATA PEDES3 Men3 tutte le piante della terra piante da frutti oppur piante da fiori, piante di bosco, di giardin, di serra spandono in primavera i loro odori, quelle dei piedi tuoi son profumate ol3 che in primavera, anche destate! (E. Petrolini)

(Ennino Frassichesi = = Nino Frassica + + Ennio Monachesi)

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LARRAMPICATORE SOCIALE

DARWIN

Saliva, saliva, saliva saliva, saliva, saliva E rest a bocca asciutta. (E. Montesano)

HAHI-ME

Luomo discende dalla scimmia, la scimmia discende dallalbero, lalbero discende dal seme, il seme discende dal frutto, il frutto discende dal fiore, il fiore discende dalla terra, la terra discende dal sole, il sole un astro, questa teoria un-a stro-nzata. (F. Salvatore)

Io non ho che te, tu non hai che me: Hai me. Ahim! Non abbiamo granch. (E. Montesano-E. Monax)

SCI-MUNITI

Quando lahim diventa hai m (A. Bergonzoni, Gli amici di Luca, per la giornata naz.le dei risvegli, 2012)

Federico e Salvatore sono un povero e un signore Federico salottiero, Salvatore se fa o mazz, luno dice sempre: -E vero! Laltro invece dice: -Azz! Federico unala destra, Salvatore unala-trina. Federico munito di scii, Salvatore sci-munito. (Federico Salvatore)

Ma gli sciatori, in sci-volar s arditi, come han da dirsi, con-sci o sci-muniti? (A. Bendazzi)

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LA MADRE Teneri e morbidi lattonzoletti, i gattini giocano con mille moine e piroette, sacciuffano rotolandosi, e balzano e scattano, e springano in aria frementi di vita. Riempiono la casa dei loro giochi. Sintrufolano ovunque, curosi di tutto, e sbucano titubanti, cauti e guardinghi, con i teneri musetti. E poi si rovesciano al sole voluttuosi, col morbido pancino allaria. Infine si accoccolano, stretti alla madre, al dolce calduccio del morbido pelo. Ora che ha i suoi gattini, la madre vive tutta per loro, gelosa del suo tesoro. Poi giunge il triste momento del distacco. Una sera in casa ci sono estranei che la preoccupano. Poi se ne vanno, e la gatta sente che un figlioletto manca al suo affetto. Lo cerca ovunque, la notte invano gira annusando, inquieta e insnne, non si d pace, coi suoi lamenti chiama il figlilo, quello perduto, pensa a lui solo. Poi si rassegna, ma quel dolore le si rinnva: ad uno ad uno i figlioletti pi non ritrova. Non pi il calore dei corpicini addosso a lei, non pi i richiami, le tenerezze, i giochi ingenui, il grande moto. Triste rimane la madre sola solo un gran vuoto. (Ennio Monachesi)

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FREGA TOUR

TANTALO RASSEGNATO

Ahi natura natura!! Diceva Giacomino, perch mhai passato sta gran fregatura? (1) Perch a tanti concedi amore e tenerezza ed a tanti altri invece nemmeno una carezza, ma solo delusioni, li colmi damarezza li beffi e li abbandoni? E i tuoi figliastri allora diventano pagliacci e i loro sogni vani rabberciano di stracci: vanno randagi e soli sul baratro (2) che nero (3) sprofonda nel mistero. (Enniacomo Leoparchesi)

1 -Dal francese Frega-tour, famosa agenzia di viaggi. 2 -Bar-atro = bar-nero, dal latino. Il bar-lume, invece, molto + chiaro. 3 -E l abisso orrido immenso del Canto notturno di un pastore errante nellAsia di Leopardi, ovei precipitando il tutto obla. E di-menti-ca, dalla mente. E s-cor-da, dal cuore.

Cara, bella, dolce Paola che nelle notti in sogno mi appari vestita di grazia e come unaurora serena il tuo soave sguardo colma dincanto lanima, lascia che almeno di tanto in tanto io possa starti vicino e gioire soltanto al sentir la tua voce ed il mondo obliare quando ti penso o guardo. Gioia la mia del fiore che al sole sboccia di un giorno invernale che della notte al gelo morir ne effonder mai potr la dolcezza ed i canti della pi bella et. Perch novello Tntalo son forse condannato a intraveder soltanto i fiori del giardino da un povero selciato: pur contento se almeno da quel giardino un fiore mi regali un suo sguardo. (1) (Ennio Monax)
1 - Dal Tntalo rassegnato, vecchio poma pueril vittimistico, non privo peraltro di un certo charme naive)

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NOTTE BOTTE

INCANTO

(Coda di poesia senza capo) (1) E mi ritrovo solo in fondo alla notte nera (2) per le fredde strade, e piove lentamente, e sale dal profondo un silenzoso pianto.

(Coda di poesia senza capo) ( 1)

Forse quel Tempio una vana visione che si dischiude allimmaginazione, ma non mi danno tregua un momento le sue ammalanti suggestioni. Ora minebriano di dolcezza sullonda tenera della speranza, ora mi straziano damarezza, solo e negletto nella mia stanza. Ardente speme e vago rimpianto (Enniacomo Leoparchesi) quando intravedo del Tempio lincanto, ma tra le dita come acqua svanisce (Ennio + Giacomo e Leopardi + Mona- e poi in un sogno ritorna e fiorisce.
chesi, nati entrambi il 29 giugno, nel poetico segno del cancro. Anche Cesare vi nacque. E nocque.)

(Enniacomo Leoparchesi)

1 -Poesia senza capo, ma con la coda, allusiva e molto suggestiva. 2 -Ardita metafora che esprime mirabilmente limmen-so-vrumano dolore cosmi-co-mi-co del poeta, e che fa letteralmente accapponare la pelle ed appellare il cappone, a cui si ispirato P. Lagerkvist: per i seguenti versi: Perch giace una creatura nel fondo delle tenebre / ed invoca qualcosa che non esiste? / Perch cos avviene? / Non c nessuno che ode la voce invocante nelle tenebre. / Ma perch la voce esiste? Non sfugga la sottile allusione paronomasica notte-botte, per cui il poeta si sente come in fondo a unimmensa e cosmica botte nera, come uno degli ultimi terroni delluniverso. Egli, infatti, da piccolo, quando era ancora un ignaro vis-p-argoletto, garzoncello scherzoso, campagnolo ruspante, amava rintanarsi nelle bOtti vuote, im-bOtte-ndole di se stesso, nel buio caaaavernOOsO))) di quegli Uteri enOrmi, come quello della cavalla di Troia. Quale allor gli appara / la vita umana e il fato! (G. Leopardi)

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SOGNI IN BICICLETTA

TRAVERSANDO LA MAREMMA TOSCANA

Ed i sogni ormai lontani ed il vuoto tra le mani ed i giorni tutti uguali ed i sogni senza lali si trascinano malconci sopra un paio di pedali. (Enniacomo Leoparchesi)

(parte omessa) Ben riconosco in te le usate forme con gli occhi incerti tra il sorriso e il pianto e in quelle seguo de miei sogni lorme erranti dietro il giovenile incanto. Ecc (Giosu Carducci)

ASCOLTANDO SONATA AL CHIARO DI LUNA di Beethoven

MIRIADE

Il chiarore lunare colma la notte e tutto rapisce in un vasto incanto nel silenzio attnito delle ombre. La vita sospesa in una assrta immobilit. E qualche fremito lieve attraversa la quiete lunare: un alito daria furtivo che sfiora le fronde e appena le fa tremare. (Ennio Monax)

Come manciata di diamanti sul velluto della notte cos le stelle gridano nel silenzio la bellezza del mondo. (A. Barbra: Sconsolata)

MONTI

Nel cielo sinnalzan le vette mentre dal cuore dei monti sgorgano fresche sorgenti e scroscianti cascate e limpidi torrenti nelle gole profonde e nelle amne valli silenti. (Ennio Monax)

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EVVIVA LA VITE

BRINDISI

Evviva la vite che allieta la vita! -Finch c vite c speranza-, diceva lubriacone ottimista. Il robot invece era proprio disperato: voleva togliersi la vite. Senza la vite, che barba che noia la vita! Come quella delle sogliole. Una sogliola diceva a unaltra sogliola: -Che vita piatta la nostra! Io invece mi sono fatto largo nella vita, ho anchio la mia vita, ma vita questa? (Toccandomi la vita panciuta) E perci mi sono fatto una (mostrare la scritta ASSICURAZIONE su una larga striscia di cartoncino sulla vita) assicurazione.sulla vita. Urge un drastico giro di vite contro il maxi girovita!

In questo giorno dallegria viva gli sposi (o Ugo, o altri) con tutta la compagnia. Un sacco di auguri per i giorni futuri, e i pi fervidi auspci di giorni felici. Questo un giorno proprio bello come un fiore allocchiello che ci invita a sognare ed i guai ci fa scordare: ci facciamo una bevuta alla faccia della sfiga cornuta.

MUSICA E RISATE

LE RAGIONI DEL CUORE

I cuori sono tanti, milioni di milioni con mille e pi ragioni. Cuori doro e ragioni benigne cuori di pietra e ragioni maligne e talvolta anche carogne, causa spesso di tante rogne. (Ennio Monax)

Molto bello fare festa con un po di capa fresca, con la musica ed i suoni con i balli e le canzoni. Ma la festa divertente se fa ridere la gente tutti insieme in allegria, e ridendo in compagnia. (Ennio Monax)

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SPIRAGLI

CASO O DESTINO?

Le vie del Signore sono infinite ma la segnaletica lascia a desiderare nel grande caos e ca-sin-aos ba-bel-l-ico di questo mondo, in questa vita piena di travagli nel seguitare sempre una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. Ma non c forse anche qualche spiraglio?
MIRACOLI

Che sia caso o sia destino a me sembra un gran casino caos e ca-sin-aos.
RE-AL-IENO

Il reale normale, si svela re-al-ieno, di enig-mi-stri pieno.


HOMO ENIGMATICUS DUBIDUBIDU

Prodi-gio-io-si spiragli nella vecchia muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
NOS-TRA-GEDIA

Fatale vecchiaia che tutti cinguaia. Col passare degli anni aumentano i malanni e crescono gli acciacchi, si diventa mosci e fiacchi. Col tempo che passa il corpo si scassa, collassa e prolassa. Tristemente sfiorisce si rmpellancichsce deperisce e perisce. Ed arriva la morte la nos-tra-gica sorte. Sar il nulla eterno o paradiso e inferno? (Ennio Monax)

Chi siete, chi siamo? Ed io, chi sono? Ineffabile enigma negli ovvi schemi e nel banale tran tran del paradigma. Caricature esistenziali. Ci si nasce, e si fa ci che si : to be is to do (Socrate-Kant); o ci si diventa, e quel che si fa si : to do is to be ? (Sartre-Nietzsche) Sia luna che laltra sia laltra che luna ed entrambe in ciascuna: fai ci che sei ci che fai ci che sei ci che fai ci che sei ci che fai... senza finire mai: do be do be do (Sinatra) (Ennio Monax)

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STUDIARE BISOGNAVA (Agli studenti, dopo vacanze di Natale)

ALLA MAESTRA DASILO (In occasione del Natale)

Anno nuovo vita nuova: chi non cerca nulla trova, chi non studia nulla impara la sapienza costa cara. Molto saggio si rivla chi prevede e si cautla. Studiare poco vale quando cantan le cicale; studiare bisognava quando il gelo ti pelava! (Ennio Monax)

A lei signora che con fede amica per la gioia dei bimbi si affatica noi rivolgiamo laugurio sincero: della sua vita sia lieto il sentiero! Le conceda il Bambino tanto bne; per lei sorga il nuovanno senza pene. (E. Pusineri, cit. da Dossena)

IL CODINO DUN TOPINO

(Cantabile con la musica Oh Susanna) Il codino dun topino fuor dun buco un d spunt, venne il gatto quatto quatto e coi denti lafferr. (Quatto quatto e coi denti lafferr), il topino poverino pianse forte e si lagn. Proprio in quella questa bella un gran cane capit, ed il gatto quatto quatto impaurito se ne and. (Quatto quatto impaurito se nand) il topino il suo codino dentro il buco ritir! (C. Pertile)

CHICCOLINO

-Chiccolino dove stai? -Sotto terra non lo sai? -E l sotto non fai nulla? -Dormo dentro la mia culla. -E se tanto dormirai, chiccolino che farai? -Una spiga metter, tanti chicchi ti dar.

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SINERGIA

INCANTESIMO

Siamo vincoli o sparpagliati? Lunione fa la forza (1) : tutti per uno, uno per tutti. E chi si estranea dalla lotta. n gran..filius matris ignotae!(2) (Ennio Monax)

1 -Come nel tiro alla fune, meglio se rial-zato con il vuoto davanti e tant acqua sotto per precipitarvi i perdenti. 2 -Come venivano chiamati i trovatelli nel medioevo. E come diceva A. Sordi: - Chi si estranea dalla lotta n gran fiju de na m- (adre) -ignot-t-a.

Un tuo sguardo, un tuo sorriso e intravedo il paradiso. 6 cos bella che quando ti guardo io mincanto, mincanto, mincanto, mincanto, mincanto, mincanto, mincanto

ROSARIA

Bella come una rosa fresca come laria incantevole Ros-a-ria!

AMAREZZA

Ed ora devo dirti le parole pi amare: non ti potr pi amare. (Ennio Monax)

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VANITA E BONOMIA

VALE

Tre sarti in una via, ciascun singegna dattirarsi i clienti con linsegna. Scrive il primo con molta vanit: qui sta il sarto miglior della citt. Per tutti superar scrive il secondo: qui abita il miglior sarto del mondo. Il terzo scrive allor con bonoma: qui sta il sarto migliore della via. (Anacleto Bendazzi)
(Dal libro SULLE RIME DEL DON: la vita e i giochi di parole di don Anacleto Bendazzi, a cura di F. Gabici, ed. Essegi, Ravenna 96)

Infine quattro cose unendo un po curiose: centro di gravit principio d Archimede, primo quarto di luna, pi la fine del mese, con sintesi geniale del tutto personale, lettor, ti dico: VALE. (mi sembra mica male) (A. Bendazzi)

FALLOCEFALI

AMICI TESORI

(Dal greco cefalos, testa, e dal latino fallus, da cui fallo laterale, malformazione genitale) Tutto p esse e tutto p non esse. Mica tutti li vasci (baci) s promesse mica tutti li sogni s illusioni mica tutte le scerde (scelte) s scommesse mica tutte le palle s cojoni! (Gigi Proietti) Per tanti cojoni non s semplici palle, ma s grossi pallonigonfiati fallocefali orgoglioni. (Ennio Monax)

Trova un amico e troverai un tesoro, dice la Bibbia e son parole doro. Per altro credo meglio se tu dici: trova un tesoro e troverai gli amici. (Citato da A. Frescaroli)

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PREAMBOLO

POSTAMBOLO

Vi prego di prestarmi la vostra attenzione, che poi ve la restituisco. Io con voi vorrei essere franco, ma non posso perch sono Ennio. Questo discorso si divide in pi parti: parte A, parte B, parte C, arriva un bel D, e comincia con un breve preambolo, il primo di tutti i nani. Preambolo, pre dal latino davanti, e ambolo dal greco embolo, malattia che colpisce uno dei 7 nani: Ambolo, Embolo, Imbolo, Ombolo, Umbolo, Brufolo, Truciolo e Trtolo, il nano esplosivo; il nano africano Somalo; il nano teppista, Vandalo; il nano coglione, Testicolo; il nano pi tenero e sexi, Capzzolo; il nano risparmioso, Gruzzolo; il nano schifoso, Caccolo; il nano moribondo, Rantolo; il nano obeso, Bombolo; il nano sgarbato, Discolo; il nano a cavallo, Dondolo; e il nano che non si trovava, Eccolo. E poi Jesolo e Cutolo, Pndolo e Ninnolo, Mignolo e tanti altri gnomignoli. Un preambolo-postambolo, che perci si pu fare anche alla fine, tanto la stessa cosa: preambolo o postambolo, invertendo i fattori i contadini non cambiano. E un concetto terra terra, come disse Colombo. (A. Bergonzoni) Il quale, se non avesse sbagliato strada, col cavolo che cera la Coca Cola, il chewing gum e i fazzolettini usa e getta. Senza gli USA, ci sarebbero stati solo i fazzolettini getta. Le 3 caravelle erano partite soltanto da 2 giorni e gi sulla coffa un marinaio url: -Terra, terra! -Imbecille-, gli disse Colombo, -non vedi che la costa della Calabria? C anche un contadino che sta zappando! Il marinaio guard meglio e poi url: -Terrone, terrone! (R. Cassini)

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E STATA DURA

Terminati i tumulti, il direttore, noto stitico, molto ac-cul-turato, disse: -E stata dura ma ce labbiamo fatta! I cessi erano disordinati ma i disordini erano cessati. (R. Cassini) A questo punto io vorrei avanzare una proposta, a meno che qualcuno voglia invece proporre unavanzata: e cio di troncare qui il discorso o discutere qui il tronco, senza frapporre ulteriori indugi n indugiare su ulteriori frapp. (R. Cassini)

Ed infine vi dico a tutti: -Se mi fischiate scoraggiante; se mapplaudite esco raggiante! (Anacleto Bendazzi)

E vorrei concludere con questa frase:questa. (M. Bagnato)

Se ci-ho ancora un secondo vorrei aggiungere ancora due parole: ho finito

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COMMIATO
Lettera di commiato ai dirigenti scolastici, docenti e personale scolastico delle Marche in occasione del pensionamento dello scrivente.

Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca


Ufficio Scolastico Regionale per le Marche

Ai Sigg. Dirigenti, Docenti e Personale amm.vo Gentili colleghi, docenti e non docenti, giunto anche per me il momento di uscire, con gli occhi incerti tra il sorriso e il pianto, (G. Carducci: Traversando la maremma toscana), dalla grande Istituzione scolastica, in cui mossi i primi passi in anni remoti come Maestro di campagna. Ho avuto lopportunit, in tutti questi anni, di poter compiere, insieme con molti di voi, tante esperienze ed attivit interessanti, talvolta anche dure e impegnative, ma proficue e feconde per me di idee e sollecitazioni, esempi ed insegnamenti, da cui ho imparato molto, sia sul piano umano che su quello professionale, ed in cui, nel mio piccolo, ho cercato di fare anchio del mio meglio, con gli inevitabili limiti, mancanze e difetti, di cui chiedo umilmente venia. Colgo loccasione per un breve spuntino di riflessione, condito con un po di umorismo, che rivela il lato sciocco delle cose serie e il lato serio delle cose sciocche, come dice Cantoni, giovando anche alla salute, come dice la Bibbia: Un cuore giocoso fa bene come un farmaco, e come testimonia Patch Adams, anche per educare con + gioia e noia. (Nel sito www.felicieinsegnanti.it). Luciano Corradini, nel suo articolo Educarsi con i giovani, (su www.edscuola.it), ha coniato il calembour io speriamo che ce la caviamo insieme, che fa pendant per la forma, in quanto calembour, e per il contenuto, quanto allimportanza, con laltro molto bello, di che sogno sei?, coniato per lorientamento nelle Marche regione laboratorio, onde evitare il disorientamento e il disoccidentamento dei ragazzi, sia nordici che sudici: anche perch pur vero che le vie del Signore sono infinite, ma la segnaletica lascia a desiderare, come dice Sonaglia. E qui potremmo chiederci, (ma anche non chiederci): cosa fanno 2 sogni? Fanno 1 bissogno. E 3 latini? Un triangolino.

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Ma se 3 fanno una trinit, perch 9 non fanno una novit? E qual il numero di telefono del Padreterno, del Dio uno e trino, ed anche quattrino? E 6 3 6 1. Il calembour di Corradini un invito a collaborare per cavarcela, specialmente in tempi sgarrupati, come ammonisce anche la Bibbia: Vae soli! (guai a chi solo!) e come recita la seguente poesia. SINERGIA Siamo vincoli o sparpagliati? Lunione fa la forza: tutti per uno uno per tutti. E chi si estranea dalla lotta n gran..filius matris ignotae. Filius matris ignotae (= fiju de na m- (adre) - ignot-t-a), come venivano chiamati i trovatelli nel medioevo, da cui il termine volgare qui abilmente criptato, nel famoso incitamento di A. Sordi ai giocatori della squadra del Borgorosso. Ma ciancio alle bande , scusate lemozione: bando alle ciancie! Limportante continuare, senza estraniarsi dalla lotta, cercando di far sbocciare e slatentizzare i talenti latenti, come dice Eugenio Scardaccione, nel suo libro Tu bocci, io sboccio, ed operando e cooperando con audacia, tenacia, sagacia e perspicacia, fonti certe di efficacia. Ci detto, vi saluto cordialmente, esprimendo un vivo e sincero apprezzamento per la preziosa ed impegnativa opera da voi svolta, ringraziandovi per la collaborazione, ed augurandovi di cuore Pace e Bene a tutti. Settembre 2010 Ennio Monachesi

LA-PENSIONATA (Zap) (Lascia un po di miele nel favito www.monachesi.it )

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RIFERIMENTI

BIBLIOGRAFICI

Libri di comici e umoristi Riccardo Cassini, Era buio pesto alla genovese, Minimum Fax 99. A. Bergonzoni, Le balene restino sedute, Mondadori. Boris Makaresko, Anche i tonni cantano intonnati, Edizioni dA, 95 Gino & Michele, Anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano, Vari. Enzo Jacchetti, Il pensiero Bonsai, Mondadori. Lella Costa, Come una specie di sorriso, Piemme 2012. Jean Charles, La fiera delle castronerie, Elmo 62 Jean Charles, Il riso in erba, Leonardo. R.Beretta - E.Broli, Bibbia ridens (.), Piemme 05 A. Pronzato, La nostra bocca si apr al sorriso, Gribaudi 04 Frate Indovino, Ridere fa bene, E.F.I. Ennio Monachesi, La-vena umoristica - Alle sogliole del terzo millEnnio. (Stralcio nel sito www.monachesi.it ) Libri di linguisti e dentisti Cesare Marchi, Impariamo litaliano, BUR. R. Queneau, Esercizi di stile, Einaudi. S.Brugnolo-G.Mozzi, Ricettario di scrittura creativa, Zanichelli. R. Zordan (a cura), Ridere fa bene, Sansoni scuola 01

Libri di strizzacervelli, pedagogisti, grullai, ecc.. Mario Farn, Guarir dal ridere, Boringhieri 95. Domenico Volpi, Didattica dell umorismo, La Scuola 83. E.Falaschi - A.Pierotti, Lumorismo nella didattica, Erikson 2011 Avner Ziv, Perch no lumorismo?, Emme Edizioni 79. G. Forabosco, Il settimo senso, Muzzio 94 Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici, Feltrinelli 84 Carlo Majello, Come andare daccordo con la gente, Calderini 94. Gregory Bateson, Lumorismo nella comunicazione umana, Cortina 06. F. Montuschi, Competenza affettiva e apprendimento, La Scuola, 93 Gianfranco Zavalloni, La pedagogia della lumaca, EMI Bologna 08 Marina Mizzau, Ridendo e scherzando, Il Mulino 05. Fioravanti - Spina, La terapia del ridere, RED 99 (www.riderepervivere.it)

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Libri di enig-mi-steristi Stefano Bartezzaghi, Accavallavacca, Bompiani. Stefano Bartezzaghi, Anno sabatico, Bompiani. S. Bartezzaghi (a cura di), Bazzecole andanti , Garzanti, (tascabile) S. Bartezzaghi, Non ne ho la pi squallida idea, Mondadori 06. Sergio Paoletti, Un sacco di indovinelli in allegria, Piccoli. Ennio Peres, Giochi di parole e con le parole, Elle Di Ci 97 Giampaolo Dossena, Dizionario dei giochi con le parole, Garzanti.

Stupidari Anonimo Berico, Il dono dellobliquit (stupidario politico), Galla. G. Quaranta, Scusatemi ho il pat danimo (stupidario politico), Rizzoli. Massimo Della Pena , Stupidario giuridico, Mondadori. Salvatore De Matteis, In piena facolt, Mondadori 06. Antonio Di Stefano, Alle sogliole del 2000 , Mondadori 98. P. F. - Di Stefano, Non prenda niente 3 volte al giorno, Mondatori. Gianluigi Gasparri, Strafalciopoli, La lepre 2012

Siti internet

www.monachesi.it : dal quale possibile scaricare gratis i sussidi.

www.ennioediego.it : Musica e risate. Contiene anche divertenti file audio in formato mp3 da scoltare.

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AVVISI

IMPORTANTI

Se qualcuno avesse qualcosa da dire o chiedere allautore, lo pu tranquillamente contattare ai seguenti recapiti, gli farebbe piacere, anche in caso di eventuali critiche, molto utili per riflettere e approfondire eventuali punti poco chiari o controversi. Email: enniomonachesi@tin.it Tel. 338-3926554 Email: enniomo@libero.it Se poi qualcuno volesse anche invitarlo per qualche incontro con gli insegnanti sulla didattica, e/o per qualche conferenza-spettacolo umoristica, ne sarebbe molto contento, ritenendolo il miglior compenso per il suo intervento e la sua partecipazione, ovviamente gratuita.

Questo libro appetibile, visibile e disponibile a Macerata presso Bottega del Libro, Corso Rep.ca 9 (al centro) Del Monte, Via 24 maggio 3 (a lato Corso Cavour) Tel. 0733-230046 Tel. 0733-231612

Esso costa la bellezza di Euro 7,999999999999999999999999999999999999999999999999999 (Ma perch si dice costa la bellezza se una cosa costa tanto? E bello se costa poco. O no?) In omaggio un bel CD, con molti testi umoristici da ascoltare, in formato mp3, con questo libro Didattica e umorismo, e con i sussidi didattici per la matematica, per lanimazione al computer e/o per costruirli facilmente.

Una volta incontrai un tale che mi disse: -Lei Ennio Monachesi, vero? -S, sono io, perch? -Ho comprato il suo libro. -Ah! E stato lei!

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DIDATTICA E UMORISMO
SCRITTURA RI-CREATIVA
di Ennio Monachesi

Pubblicato sulla rivista telematica www.edscuola.it comprensivi - materiali - archivio - umorismo e didattica

Stampato in Italia - Printed in Italy nel mese di aprile 2013

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