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BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

“DALLE NORME ALLE AZIONI”

modelli risorse e strumenti

Olbia, 18 marzo 2014


Cagliari, 19 marzo 2014
Oristano, 25 marzo 2014
Antonia Carlini
Itinerario di approfondimento …
… con aperture operative …
Riprendiamo “fili” del discorso e condividiamo
alcuni significati. BES: una novità ?
Proviamo a definire i tratti di una scuola inclusiva
Ma quanto siamo inclusivi a scuola? Autoanalisi
Analisi dei bisogni, pianificazione dell’intervento
inclusivo: risorse multilivello (PAI e PDP). Modelli
L’inclusione in classe: approcci didattici e strategie
Progettiamo e sperimentiamo “lezioni” inclusive
Raccontiamo la nostra esperienza: buone prassi
Antonia Carlini
modulo n.3
Didattica inclusiva: modelli dalla ricerca educativa
e modelli istituzionali.
L’inclusione in classe: “la classe inclusiva”

Verso un modello di “lezione” inclusiva -fasi


operative ed esempi concreti.

workshop pomeridiano
Progettiamo unità didattiche e di apprendimento
inclusive da sperimentare in aula.
Prepariamo una "lezione" inclusiva (azioni
didattiche e ambiente di apprendimento).
Antonia Carlini
livello SCUOLA Processi e azioni per l’inclusione
 Autoanalisi del grado di inclusività
( Uno strumento per l’autoanalisi: l’Index)
 Piano Annuale per l’Inclusività (PAI)
(risorsa strategica e parte integrante del POF)
 Indicatori per una scuola inclusiva
livello CLASSE

 I BES tutelati dalla Direttiva 2012


(Uno strumento per l’individuazione : l’ICF e un
esempio di delibera di Consiglio)
 Il Piano Didattico Personalizzato (PDP)
 Indicatori per una classe inclusiva
richiamo
richiamo n.1
richiamo n.2
n.3

BES
INCLUSIONE
“Va da sé che il tornitore si sforza
di lavorare sul pezzo non riuscito
affinché diventi come gli altri
Riguarda
“Il tutti gli alunni:
concetto di Bisogno
pezzi. Voi invece sapete di poter
una scuola
Educativo inclusiva è una al
scartare iSpeciale
pezzi si aestende vostro
scuola
di là di che che
quelli garantisce
sono a
inclusi
piacimento …
ognuno
nelle le condizioni
categorie di disabilità,per per
raggiungere
coprire quegli il
alunni massimo
cheche
vanno “Se si perdono i
Se ognuno di voi sapesse ha ragazzi più difficili la
possibile
male a scuola in (failing)
terminiper di una
da portare innanzi a ogni costo scuola non è più
apprendimento
varietà di altre e di
tutti i ragazzi e inragioni
tutte le che sono
materie, scuola.
partecipazione
note nel loro alla
impedire vitaun E’ un ospedale che
aguzzerebbe l’ingegno per farli
scolastica ottimale”.
progresso cura i sani e respinge
funzionare”
Rimuove gli
(UNESCO 1997ostacoli
) … i malati”
(Don Milani,1967)
Antonia Carlini
didattica inclusiva

Modelli dalla ricerca educativa

sull’apprendimento scolastico
sulla conduzione della classe
sul “fare lezione”

Antonia Carlini
centralità dell’alunno che
apprende
didattica
esperienza concreta
attivismo pedagogico interesse
laboratoriale
bisogno di socializzazione
ambiente di apprendimento
insegnamento indiretto

comportamentismo cognitivismo costruttivismo


metodologia della attenzione ai processi valore dell’ambiente di
trasformazione organizzazione
apprendimento e delle
programmazione
programmazione cognitivi sollecitati
dell’ambiente
per obiettivi,
valore delle azioni didattica
dai dei
saperi “formativi” interazioni fra pari di
e con
contenuti delle apprendimento
verifica
didattiche di: importanza l’adulto
presentazione
rinforzo didatticainterne:
condizioni per didattica
metodologie
dell’obiettivo problem solving
motivazione collaborativa
collaborative
didattica
presentazione di
individualizzata stili
didattica
cognitivi e di (cooperative,
sapere personale = frutto
stimoli personalizzata
apprendimento tutoring,
della aiuto
rielaborazione
verifica prerequisiti reciproco)
del soggetto e
feedback e rinforzo didattica “meta”
padronanze delle sue esperienze
itinerari metacognitiva
(metodo di studio, docente facilitatore =
individualizzati strategie …) azione di scaffolding
Antonia Carlini
Comunità
educativa professionale
e scolastica
didattico
saperi
Sistemi disciplinari
Sistemi Sistemi

Antonia Carlini
di di di
accoglienza partecipazione decisione
dalla ricerca

evento
esperienza
contesto alunno
insegnante significativa
complesso
il sistema

Offerta scuola Risorse


Formativa e
Integrata comunità sinergie
i modelli

contesto
Spazi di
autonomia
utilizzati

J.J.Schwab (1973)
alunno I
S
evento
complesso
A

insegnante
dimensione affettivo - relazionale
comunicazione efficace
classe comunità di cura e di apprendimento
dimensione cognitiva
stili cognitivi e stili di apprendimento e di
insegnamento
dimensione didattica
funzioni pedagogiche e azioni didattiche
Antonia Carlini
alunno I
S
evento
complesso
A

insegnante
“Nessun avvenire. Bambini che non
diventeranno.

Antonia Carlini
Bambini che fanno cadere le braccia.
Alle elementari, alle medie, poi al liceo, ci
credevo anch’io, vero come l’oro, a questa
esistenza senza avvenire.
E’ addirittura la primissima cosa di cui si
convince il ragazzo che va male a scuola.”
Daniel Pennac “Diario di scuola”2008
Comunicazione inclusiva
?
Le aspettative dell’insegnante riescono a
“Noni risultati di apprendimento
influenzare “Sono
imparerete stanco di
mai a “Benissimo,
stare sono stare con
“Tu
Sono
Come si manifestano:
“Scrittori…
“Se
“Vieni certoaiutati
non qui
si hai
che e
nasce,contu
 climainsieme!” contenta
socio-emotivo dei tuoivoi!”
ilnon
sia
capitolibro
capace
mostrami si tio mettiti
diche
arrangi,
diventa” farlo
 input verbale progressi, questa
 output
da
così
verbalecosasolo
vicino
impari …
non arivedi
l
hai
stare
“Non vifrase èa unada premio “Parlo e
 feedback quel
(da Letterapassaggio”
compagno”
attento!”
capito” non capite!”
Professoressa p.125)
interessateaffettivo Strega!”
di nulla!”
Rosenthal, L'effetto Pigmalione, in Psicologia contemporanea (1974)

Antonia Carlini
alunno I
S
evento
complesso
A

insegnante
variabili affettivo - motivazionali
stili di attribuzione
percezione di autoefficacia

Antonia Carlini
autostima
motivazione
condizionano saperi disciplinari
stile di apprendimento
atteggiamento metacognitivo
capacità di controllo dei propri processi
alunno insegnante
saperi disciplinari contesto

“qualità
molti insuccessi scolastici
delle relazioni none sono
sicurezza stima di sé
dovuti a irreversibili limiti degli studenti
Antonia Carlini

ma, semplicemente,
autonomia all’incompatibilità
aspettative fra
le loro modalitàstile di apprendimento
di apprendere e le
caratteristiche stile di insegnamento
del contesto di
stile motivazionale
apprendimento” stile attributivo
stile cognitivo dominante
(C. Cornoldi “Le difficoltà di apprendimento a scuola”)
autoefficacia
n.1 Spinta motivazionale intrinseca:
desiderio di apprendere nuove conoscenze

stili motivazionali
approfondimento
maggiore consapevolezza metacognitiva
persistenza nelle situazioni di difficoltà
ricerca compiti difficili e sfidanti
Antonia Carlini

2. Spinta motivazionale estrinseca:


desiderio di ottenere riconoscimenti e di
eccellere nella classe
 elaborazioni superficiali
apprendimento mnemonico
evitamento compiti complessi per non sbagliare
motivazione ad apprendere

senso di autoefficacia
“mi sento capace di affrontare il compito”
+
significatività del compito
connessione con la mappa cognitiva

Antonia Carlini
posseduta
contestualizzazione con esperienza reale
risonanza emozionale positiva
=
motivazione
J. Brophy “Insegnare a studenti con problemi” LAS 2003
… e la demotivazione? … e la demotivazione?
“Alla base della demotivazione
scolastica esiste quella tendenza
all’oggettivazione (…) che porta i

Antonia Carlini
professori a giudicare i loro studenti in
base al profitto, termine che il mondo
della scuola ha mutuato dal mondo
economico, risolvendo l’educazione in
puro fatto quantitativo dove a sommarsi
sono nozioni e voti. (…)”
U. GALIMBERTI, L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, 2007
Area
Area
di di Stile polarità
Stile Descrittori
Descrittoricomportamentali
comportamentali
attività
attività polarità
globale
sistematico Prima si costruisce
Procede per piccoli una visione
passi di insieme del
e considerando dato, delle ogni
attentamente
Percezione conoscenze e solo innel
elementi presenti uncompito,
secondo richiede
momento focalizza
tempo i
per arrivare
particolari.
alla una soluzione corretta del compito. Si sofferma troppo
analitico sui dettagli
Presta prima attenzione ai dettagli, agli aspetti particolari del
intuitivo dato, dellaper
Procede conoscenza
ipotesi che e da essidi
cerca ricostruisce
confermare l’insieme.
o confutare e se
stili cognitivi

formula con
Mantiene subito quella corretta,
difficoltà l’attenzioneè estremamente
selettiva sugli rapido
stimolinella
in
Classificare risoluzione. Tende a fermarsi alla prima ipotesi formulata,
eAttenzione campo- presenza di distrattori. Le sue conoscenze sono legate al
senza cercare ulteriori conferme
formulare dipende contesto e all’ambito di attività con cui opera collegamenti. Ha
ipotesi nte difficoltà a estrapolare
Si sofferma a riflettereil dato
sulleeipotesi
a utilizzarlo in altro
e a fornire contesto.
risposte
riflessivo Lomeditate
studio cooperativo facilita l’apprendimento
dopo aver raccolto in modo accurato e sistematico i
dati conoscitivi
campo- Mantiene egli l’attenzione
facilmente elementi necessari.
selettivaPrende
e riescetempo prima
ad inibire i
di fornire
indipend dati risposte.
irrilevanti. Utilizza con flessibilità conoscenze e dati anche
ente
impulsivo inTende
contestiad differenti dall’ambiente
essere frettoloso del compito.
nella risposta, vagliaRiesce meglio
un minor
nello studio
numero di individuale.
alternative possibili, in modo poco accurato.
Rappresenta verbale Manifesta
Predilige ansia linguistico,le
il codice e timore di sbagliare
parole. Impara leggendo e
zione delle ripetendo
convergente Segue un percorso lineare e sequenziale utilizzando i dati a
conoscenze visuale Predilige le immagini, glirisposte
schemi riassuntivi, mappe concettuali.
Modalità di disposizione. Fornisce convenzionali e prevedibili
intrinseca Impara disegnando, schematizzando
pensiero
divergente Segue percorsi reticolari, cerca nuove informazioni per
fornire risposte originali e creative

Principali stili cognitivi indagati (da A.Carlini Scuola primaria Tecnodid 2013)
La classe inclusiva
“La ricerca ha stabilito che le classi che funzionano
bene sono il risultato di sforzi incessanti dell’insegnante
per creare, mantenere e (solo in particolari occasioni)
ripristinare le condizioni che sviluppano
Antonia Carlini

l’apprendimento.

L’insegnante di maggior successo affronta la gestione


della classe come un processo teso a stabilire e a
mantenere ambienti efficaci d’apprendimento.
Gli insegnanti di minore successo affrontano la
conduzione della classe come un processo che mira a
“instaurare la disciplina”
J. Brophy, Insegnare a studenti con problemi, Las, Roma 1999
La gestione della classe

Comprende “tutto ciò che l’insegnante


mette in opera per
stabilire e mantenere

Antonia Carlini
un ambiente
favorevole
all’attività di insegnamento
e di apprendimento”

(M. Comoglio, 2012)


La gestione della classe

Variabili - insegnante
“La ricerca ha dimostrato che
•convinzioni dell’insegnante :
l’incremento nell’apprendimento e nella
idea di apprendimento e di insegnamento
motivazione è favorito dall’essere parte di

Antonia Carlini
•qualità
un ambientepersonali:
dove empatico,
ci si sente flessibile,
accolti,
comunicativo, imparziale, sicurezza nella
protetti, accettati, riconosciuti, anche il
gestione delle tensioni, capacità di promuovere
vivere un senso
l’autonomia di comunità
e l’assunzione nella classe
di responsabilità
sembra formativo)
(contratto essere un’altra delle condizioni
che
•competenzepuò prevenire comportamenti
tecnico-professionali
indisciplinati
gestione e scorretti”
relazione didattica (eventi pedagogici e
azioni didattiche)
Costruire la classe inclusiva

collaborazione/azione sinergica
integrazione
mediazione/contaminazione
interdipendenza
legami-coesione individuazione riconoscimento
e valorizzazione di competenze,
interazione conoscenze, valori, modelli
somiglianza attrazione differenti
condivisione necessari per
di interessi e di obiettivi raggiungere
l’obiettivo
Antonia Carlini comune
La risorsa compagni

livello scuola: nei percorsi orientati a


promuovere una cultura inclusiva
livello classe: nelle strategie didattiche
individualizzate e personalizzate
livello extrascolastico: nelle pratiche di
inclusione sociale per dare continuità
all’intervento inclusivo scolastico

Antonia Carlini
alunno
alunno I
S
evento
complesso
A

insegnante
insegnante
saperi disciplinari contesto
risorsa compagni -livello classe: nelle strategie

Antonia Carlini
didattiche individualizzate e personalizzate
o apprendimento cooperativo (Cooperative Learning)
o apprendimento tra pari (Peer Tutoring)
o gruppo a incastro (Jigsaw)
ogruppo di ricerca (Group Investigation)
la mediazione didattica
dell’insegnante
“II mediatore non si interessa tanto del
La qualità della mediazione incide sulla
risultato,
qualità dei risultati di apprendimento -
Antonia Carlini

quanto del processo di apprendimento


miglioramento delle situazioni individuali
e non lascia mai solo l'allievo davanti alle
difficoltà,
mediazione forte
ma aiutandolo saperi
lo guidadebole
mediazione disciplinari
a trovare la strada
giusta
non per risolverle”
mediazione

R. Feuerstein, “Non accettarmi come sono” 1995 (Berta Martini (2005)


modelli prevalenti

mediazione tradizionale

lezione frontale erga omnes – alunno medio

centralità: programma – contenuti -conoscenze


appresi per trasmissione-spiegazione
dell’insegnante

mediazione debole: attenzione al prodotto,


apprendimento autonomo inconsapevole
Antonia Carlini
modelli prevalenti
mediazione individualizzata – personalizzata

spiegazione + sollecitazione attività di ricerca,


Antonia Carlini

processi di ri-costruzione della conoscenza,


situazioni di problem solving attive e collaborative

mediazione forte: attenzione al processo stimoli


diversificati per i diversi stili cognitivi di
apprendimento e motivazionali, situazioni di
apprendimento incrementale e consapevole
(approccio metacognitivo)
S

saperi disciplinari I evento


complesso

C
A

insegnante
Padronanza nelle discipline di insegnamento
Competenza nell’uso didattico delle discipline
 conoscenza dei saperi disciplinari

Antonia Carlini
(saperi organizzati della cultura, insiemi di
conoscenze, regole, schemi procedurali, punti
di vista, metodi di indagine)
 capacità di usare i saperi disciplinari
in funzione didattica (contestualizzare conoscenze e
trasformarle in contesti di apprendimento)
S

saperi disciplinari I evento


complesso

C
A

insegnante
sapere
saperedidattico
universitario
sapere disciplinare
 scelta contenuti
(formazione iniziale) (esperienze –attività per
repertorio
l’accesso
sapere di contenuti
– indisciplinare
prospettiva costruttiva)

Antonia Carlini
organizzazione
modalità concettuale
di organizzazione
(Indicazioni-Linee Guida) (es. mappa)
concettuale
analisi procedure
procedure logiche logiche (e link!)
sapere didattico
analisi procedure metodologiche (strategie
procedure
(trasformazionemetodologiche
contestualizzazione)
possibili sollecitate dal compito)
linguaggio
lesapere
parole appreso
e i campi (mediazione
semantici , organizzazione
(lessico specifico
esperienze,
– campo saperi
semantico– informali
contesti e usi)e non formali)
trasformazione didattica dei saperi
analisi della disciplina scelta nuclei fondanti:
contenuti essenziali, punti nodali, strutture
concettuali e metodologiche
Antonia Carlini

contestualizzazione semantica costruzione


aree tematiche, campi di esperienza, attività
contesti problematici vicini agli interessi e alle
possibilità cognitive degli alunni
contestualizzazione didattica allestimento
dell’ambiente di apprendimento e dei mediatori
didattici (Berta Martini (2005)
l’errore
Condizione
E’ sorprendente abbandonare
vedere come : gli studenti
Quali informazioni riceviamo dagli errori
le
possano forme perdere una partecoercitive
di correzione della loroe
e/o dalle domande dei nostri alunni?
paura di sbagliare, profondamente
univoche
radicata
le in loro, di
forme quando si trovano
correzione con une
diretta
Approccio metacognitivo e critico
insegnante
giudicante checonfronti
nei non chiede del loro di alunno
singolo essere
all’errore
nel
per giusto,
adottare maapprocci
soltantocostruttivi
di unirsi aelui nellae
critici
momento didattico utile all’insegnante e
ricerca
di dell’errore:
correzione e del suouno
concedendo come
spaziodele
all’alunno
proprio”
un tempo disignificativo
decostruzione e ricostruzione
momento del processo di
conoscitiva
costruzione delladeiconoscenza
(N.Postman, L’ecologia media. L’insegnamento come attività
conservatrice, Armando 1981)
Antonia Carlini
contesto
insegnante
ambiente di apprendimento: fisico (angoli, tavoli
“attrezzati”, organizzazione aula, aule didattiche
“decentrate”…), psicologico (situazioni di
relazione, clima relazionale, emozioni …), virtuale
(navigazione in rete …)
mediatori didattici per l’apprendimento e per
l’insegnamento (libri, audiovisivi, materiali digitali,
strumenti tecnologici, TIC … adulto pari esperto )

Antonia Carlini
didattica inclusiva

Modelli istituzionali:
dalle Indicazioni Nazionali per il
curricolo delle scuole dell’infanzia e
del I ciclo dell’istruzione
dalle Linee Guida per gli Istituti
Tecnici e per gli Istituti Professionali

Antonia Carlini
La lezione: parole chiave
Antonia Carlini

competenze laboratorio riflessione


a. collaborativo inclusione valutazione per
Antonia Carlini
I suggerimenti metodologici dalle
Indicazioni nazionali …
esperienza: (fare concreto e cognitivo)
metodologie individualizzate e personalizzate
problem solving (ricerca, esplorazione e scoperta)
apprendimento collaborativo (aiuto reciproco,
apprendimento cooperativo e fra pari)
approccio meta cognitivo (stili di apprendimento,
autovalutazione e miglioramento, consapevolezza,
autonomia di studio);
didattica laboratoriale (progettare e fare ricerca)

Antonia Carlini
I suggerimenti metodologici dalle
Indicazioni nazionali per i Licei
“Le Indicazioni non dettano alcun modello didattico -
Nuclei fondanti e contenuti imprescindibili.
pedagogico.
Liceo = scuolaCiò significa favorire la sperimentazione
della conoscenza intesa come
Pratica
e lo dei metodi
scambio di diesperienze
indagine propri dei diversi
metodologiche,
scoperta:
ambiti
lo studente
disciplinari.
per capire
valorizzare il ruolo dei docenti e delle autonomie
vede, si accorge, prova, verifica …
Uso costante del laboratorio per l’insegnamento
scolastiche nella loro libera progettazione (…). La
impara
libertà a usare
del
delle disciplinedocente la dunque
cassettasidegli
scientifiche. attrezzi,
esplica a
non solo
nell’arricchimento
sceglierli e di quanto
utilizzarli … previsto nelle Indicazioni
Pratica dell’argomentazione e del confronto.
(…), ma nella scelta delle strategie e delle
nella
Uso realizzazione
degli strumentidel multimediali
personale progetto
a di
supporto
metodologie più appropriate, la cui validità è
vita.
dello studio enon
testimoniata delladall’applicazione
ricerca di qualsivoglia
procedura, ma dal successo educativo”
(dalle Indicazioni nazionali per i Licei
Antonia Carlini
I suggerimenti metodologici dalle
Linee Guida per gli IT e per gli IP
menti d’opera professionalità laboratorialità

didattica
LABORATORIO per competenze
metodi induttivi
come luogo nel
metodologie quale gli studenti sperimentano
partecipative
secondo protocolli
didattica standardizzati
di laboratorio, (tipicianche
da estendere delle alle
disciplinedell’area
discipline scientifiche)
di istruzione generale
come metodologia
utilizzo delle TIC didattica che coinvolge tutte
didattica
le discipline, facilita
per la personalizzazione e consente
progetti
esperienze
di acquisire ilin“sapere”
alternanzaattraverso il “fare”
scuola-lavoro, (a. attivo)
stage
metodologie capaci di realizzare il coinvolgimento e
la motivazione all’apprendimento degli studentidalle Linee Guida per gli IP
Antonia Carlini
Antonia Carlini
La lezione inclusiva
Considera i bisogni educativi comuni e speciali dei
bambini/ragazzi a cui è rivolto
Prevede condizioni-situazioni di apprendimento
adeguate alle caratteristiche cognitive e affettive
individuali
Favorisce la partecipazione attiva di tutti con
facilitazioni e supporti adeguati
Utilizza modalità e strategie mirate per
supportare e orientare processi di apprendimento
consapevoli e progressivamente più autonomi
Antonia Carlini
Un esempio che viene da lontano …

1) raccolta dei documenti: gli alunni ricercano i


materiali di studio, attingendo da fonti diverse, sia
documentali che esperienziali, mediante ricerche
condotte all’interno della scuola e negli ambienti di
vita, di relazione e di produzione esterni;
2) classificazione: gli alunni organizzano i materiali e le
informazioni in schede di sintesi consultabili da tutti;
3) elaborazione: il materiale raccolto viene analizzato e
confrontato nell’ambito di discussioni condotte per
gruppi di alunni.
A. Fèrriere , “L'école active”, 1922

Antonia Carlini
Momenti significativi

Pensare prima alle situazioni educative di


apprendimento (progettazione)
Organizzare le azioni da attuare durante le
attività (svolgimento)
Ripensare dopo a quanto emerso
(riflessione)

Antonia Carlini
contesto I
S
evento
complesso
A

insegnante
ambiente di apprendimento : fisico (angoli,
tavoli “attrezzati”, organizzazione aula, aule
didattiche “decentrate”…), psicologico
(situazioni di relazione, clima relazionale,
emozioni …),virtuale (navigazione in rete …)
mediatori didattici per l’apprendimento e per
l’insegnamento (libri, audiovisivi, materiali
digitali, strumenti tecnologici, TIC … adulto
pari esperto ) Antonia Carlini
Durante : le azioni
Quali funzioni pedagogiche?
Stimolo
Guida
Consolidamento
Quali azioni didattiche?
Richiamo … presento … offro modelli …
guido … do il feedback … rinforzo …
promuovo il transfer … la ritenzione

Antonia Carlini
Dopo : riflessione

Quali criticità?
Quali bisogni educativi nuovi?
Quali necessità individuali?
Quali interventi prevedere?
Quali risposte aggiuntive dare?

Antonia Carlini
I suggerimenti dalla ricerca
sull’INSEGNAMENTO …

INSEGNARE = insieme delle azioni didattiche


compiute dal docente nell’interazione di classe
stimolo
presentazione del compito di apprendimento
organizzazione dell’ambiente di apprendimento
guida dei processi cognitivi
promozione delle interazioni
individualizzazione e personalizzazione
rinforzo e incoraggiamento
verifica
consolidamento Antonia Carlini
Azioni didattiche dirette

richiama i prerequisiti espone


dà informazioni
spiega come si fa, cos’è
mostra
dà istruzioni
pone domande retoriche
fa eseguire prove

Antonia
Antonia Carlini
Carlini
Azioni didattiche indirette

stimola la ricerca individuale e di gruppo


accetta i sentimenti, loda e incoraggia
azioni e comportamenti
ascolta e utilizza le idee
fa domande che sollecitano
partecipazione attiva
orienta e sostiene percorsi cognitivi e
interazioni tra pari

Antonia
Antonia Carlini
Carlini
Lezione Lezione Lezione Lezione
attività
trasmissiva esercitazione di gruppo ricerca

spiegazione feedback guida


esposizione controllo mediazione
orientamento
Antonia Carlini
contesto laboratoriale
ricerca e problem solving
apprendimento
collaborativo
processi cognitivi attivi
alunno costruttore della
conoscenza
riflessione metacognitiva

Antonia Carlini
Segue un esempio di
lezione inclusiva

Antonia Carlini
verso un profilo docente
riflessione guida
inclusivo
non basta ascoltare e condividere discorsi su
valorizzare
innovazione
“La via che la didattica
diversità
crea di e ogni alunno
metodologie
meno inclusive
problemi ….
e minore
“insegnare
resistenza è quella che percorre un solco e
convinzioni è un’attività
personali e di
imprintingapprendimento
professionali
se non
sostenere
mentale
iapprocci
docenti
gli
ci alunni
si “attrezza”
precostituito.
sono responsabilie si prova
del (rischio) e si
proprio
didattici
sperimenta efficaci
(cadute e con classi eterogenee
risalite-prove ed èerrori) per
Per scardinare
lavorare con antiche
gli altri credenze necessario
scoprire (arricchimento)
apprendimento per che funzionano
tutto l’arco della …vita”.
inveceinterne
sinergie intraprendere
ed esterne un lavoro lungo e ricco
di ostacoli”
sviluppare e aggiornare la professionalità
il rischio che restino discorsi vuoti
riflessione sui processi per il miglioramento di significati –
contesti operativi … è elevato Agenzia Europea per lo Sviluppo dell’Istruzione degli Alunni Disabili

(John Dewey) “La formazione docente per l’inclusione”, 2012

Antonia Carlini
Grazie
per l’attenzione e …
Antonia Carlini

teniamoci in contatto!!

@ antonia.carlini@alice.it
f Antonia Carlini
Frosinone