Sei sulla pagina 1di 1

VERIFICA DI FILOSOFIA 3AG 22/05/2020

1 Spiega e commenta il seguente testo, contestualizzandolo all’interno della filosofia di Platone.

Nel seguente testo, Platone spiega perchè secondo lui l'idea del bene può essere paragonata al sole, che permette a chi vede di vedere e da
sostentamento e aiuta a crescere, messo il relazione con le tenebre, l'ombra, dove le cose nascono e muoiono. Platone quindi paragona il sole,
come qualcosa che rende visibili le cose, qualcosa che toglie il velo a ciò che guardiamo e scalda e fa crescere tutto ciò che ci circonda, come
l'idea del Bene, che se si crede in essa e si supera ciò che si nasconde nelle tenebre, si potrà avere una propria opinione o pensiero che verrà
alimentato dall'idea del Bene stessa, che si rivela essere un modo per sviluppare un idea nata quando l'idea del Bene non è presente
all'interno dei tuoi pensieri, dove l'idea è sempre presente nella testa, e senza qualcosa che riesca a farla apparire, qualcosa che possa renderla
visibile, essa perirà e non potrà mai più essere recuperata. Platone afferma inoltre che l'idea del Bene, essendo qualcosa che rivela la verità e
la conoscenza, essa può essere considerata conoscibile, poichè nel momento in cui si pensa e si sviluppa il pensiero dell'idea del bene, si fa
luce sull'idea che qualcosa possa esistere e possa essere conosciuta attraverso una verità, come la scienza e la verità, che possono essere
considerate come luce e vista, o comunque qualsiasi cosa che cerchi di spiegare fenomeni naturali, l'origine delle cose o qualsiasi domanda
che ogni umano che abbia mai vissuto sulla terra si sia posto, deve essere vista come qualcosa che è simile al sole, quindi all'idea del bene,
ma non sarà mai uguale al sole o al Bene, poichè esso si pone ben al di sopra di qualsiasi altra cosa che esista, al di sopra addirittura
dell'essere poichè in grado di dimostrare l'essenza e l'esistenza dell'essere stesso, e per conoscere l'essere pertanto si dovrà prima conoscere
l'idea del bene, quindi aprire gli occhi per poter vedere ciò che il sole ha da mostrarci, dato che l'idea del Bene può mostrare ai visibili ciò
che può essere visto oltre a dare crescita e nutrimento, ed essa esiste in ogni momento e non è generata, ma genera da essa tutto ciò che è
poichè lo rende pensabile.

PLATONE, La Repubblica, VI 507-508.

Personaggi: Socrate, Glaucone.

Socrate. In tale modo, dunque, pensa che sia la condizione dell’anima: quando si rivolge a ciò che la verità e l’essere illuminano, lo intende e
lo conosce e risulta dotata di intelligenza; quando invece si rivolge a ciò che è mescolato con tenebra, a ciò che nasce e perisce, allora può
solo opinare e resta ottusa, cambiando in su e in giù le opinioni, e assomiglia a chi non ha intelletto.

Glaucone. Assomiglia, in effetti.

Socrate. Questo, pertanto, che fornisce la verità alle cose conosciute e al conoscente la facoltà di conoscerle, devi dire che è l’idea del Bene.
Ed essendo essa causa di conoscenza e di verità, ritienila conoscibile. E poiché sono belle e l’una e l’altra, la conoscenza e la verità, se tu
riterrai quello come diverso da queste e ancor più bello, riterrai giustamente. E mentre la scienza e la verità, allo stesso modo che la luce e la
vista è giusto ritenerle simili al sole, ma non ritenerle sole, così anche qui, considerarle simili al Bene ambedue è giusto, ma pensare che o
l’una o l’altra siano il Bene non è giusto, perché la condizione del Bene va giudicata ancora maggiore.

[…]

Socrate. Il sole non soltanto dirai, io credo, che fornisce ai visibili la capacità di essere veduti, ma anche la generazione e la crescita e il
nutrimento, pur non essendo esso generazione.

Glaucone. E come lo sarebbe?

Socrate. E così anche ai conoscibili dirai che proviene dal Bene non solo l’essere conosciuti, ma anche l’essere e l’essenza provengono
loro da questo, pur non essendo il Bene essere, ma ancora al di sopra dell’essere, superiore ad esso in dignità e potere.

2 Spiega perché, per Aristotele, il principio di non contraddizione non può essere violato.

Poichè nel momento in cui una persona va a criticare il principio di non contraddizione, essa dovrà obbligatoriamente sostenere una sua
teoria, dimostrando che qualcosa può esistere ed essere descritta in molteplici modalità discordanti, e quando la persona dice qualcosa che
esiste, qualcosa che noi conosciamo e sappiamo definire, quest'ultimo non farà altro che affermare il principio di non contraddizione, al
contrario, se la persona dice che rispetto a ciò che è non esiste una perfetta definizione, un vero e proprio significato, e che le parole hanno
molteplici significati attribuili a più cose, pertanto si andrà solo a riconfermare il principio, dato il fatto che una cosa che è e non ha
definizione, quella cosa che è non potrà essere definita da nessuna parola, discorso, esattamente come viene espresso il concetto di qualcosa
che non è all'interno del principio di non contraddizione, distinguendo ciò che è e da ciò che non è e affermando che questi due stati non
possono coesistere nello stesso momento, spazio e luogo.