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La topologia del tempo nell'Antichit

Confronto preliminare fra mondo greco e mondo ebraico (Lino Conti)


La prima e sconvolgente intuizione dello scorrere del tempo ha sicuramente contribuito ad innescare l'evoluzione culturale (o esosomatica) dell'homo sapiens sapiens. Ma ancor pi dell'esperienza dell'inarrestabile flusso temporale, evidenziato dalle incessanti trasformazioni delle cose, stata l'invenzione ( o la scoperta) del futuro a scatenare l'evoluzione culturale. enza dubbio, la comparsa della sistematica capacit! di far riferimento ad un futuro inosservabile con l'occhio dei sensi costitu" il pi chiaro attestato dell'effettiva apparizione del pensiero nello scenario dell'evoluzione biologica. #u, infatti, proprio la piena con$uista della dimensione dell'avvenire a sancire $uel miracoloso salto nella noosfera, che rese la mente capace di elevarsi sopra il flusso dei dati percettivi immediati, immaginandosi dei mondi possibili, dei domani, ancora non visti, che anticipavano le oscure distese temporali posteriori alla morte. Mai nessun contraccolpo dell'invenzione sull'inventore fu pi decisivo di $uello inferto dalla comparsa dell'avvenire e dalla conseguente in$uietante aspettativa del futuro. %lla con$uista della dimensione del futuro sono legati la religiosit!, evidente gi! nel culto dei morti, e l'atteggiamento tecnico&progettuale, operativo gi! nello scheggiare una pietra di selce alla luce di una progettazione che ne anticipava l'uso e ne pianificava la funzione strumentale nelle circostanze future. 'alla prima consapevole intuizione dell'avvenire l'uomo non ha mai cessato di sondare l'enigma del tempo e di interrogarsi sul destino futuro. (nico vivente a possedere l'angosciante consapevolezza della propria mortalit!, ha intrapreso tutte le strade pur di arginare il senso di tragica precariet! generato dall'irruzione del futuro nel campo della sua esperienza immediata. (n incessante avvicendarsi e intrecciarsi di tecniche e forme divinatorie ( profezia, astrologia, oniromanzia, epatoscopia, libanomanzia, lecanomanzia, aleuromanzia) ) (*) hanno cos" segnato la sua ininterrotta interrogazione sul tempo, perennemente alimentata dal bisogno di svelarne il segreto ritmo e l'ancor pi enigmatica struttura. + suoi modi di scandagliare gli abissi del futuro hanno finito cos" con l'incidere in maniera talmente profonda nella formazione delle sue strutture mentali che ancora oggi possibile ricavare i tratti distintivi delle antiche civilt! dall'evoluzione storica dei modi di concepire e di esplorare l'avvenire. ,uando, a partire dalle ancestrali concezioni animistiche del mondo, si inizi- a spiegare i fenomeni visibili mediante il ricorso a forze ed entit! invisibili, si fece strada anche l'idea di un sotterraneo legame genealogico tra passato e futuro. .merse cos" la convinzione che l'avvenire fosse generato dal passato&presente e che $uindi dalle situazioni passate e da $uelle presenti dipendessero le caratteristiche strutturali del tempo e dell'avvenire. ,uesta convinzione, innescando una risalita a ritroso verso il momento iniziale, verso il remoto capostipite di ogni processo di generazione, si sedimentnell'idea che l'intera trama del tempo fosse determinata dagli eventi iniziali e, pi in generale, dalla natura del principio da cui erano scaturite tutte le cose e tutti i processi naturali. /ale idea leg- indissolubilmente la $uestione della struttura del tempo alla soluzione del problema dell'origine e del principio di tutte le cose. 0on a caso l'inscindibile nesso della topologia del tempo con la $uestione dell'origine chiaramente attestato tanto dalla concezione greca della temporalit! $uanto da $uella ebraica. .' infatti proprio intorno alla cruciale tematica del principio originario di tutte le cose che la cultura greca e $uella ebraica, fra il 1+ e 1 secolo a.C., determinarono due poderose rotture con le tradizionali narrazioni mitologiche delle origini, da cui sgorgarono due diverse topologie della temporalit!, tuttora in permanente tensione tra loro, le $uali, in definitiva, sottintendono due concezioni diverse della salvezza, nonch2 due differenti atteggiamenti epistemologici nei confronti della conoscibilit! del mondo. +n $uesta breve nota, prendendo come termine di riferimento la cosmologia di %nassimandro, non tenter- di ricostruire, neanche per sommi capi, la complessa storia delle concezioni del tempo nell'%ntichit!3 mi limiter- invece ad indicare, in via del tutto preliminare, come le due diverse topologie del tempo delineate dal mondo greco e da $uello ebraico discendano dalla diversit! d'impostazione e di soluzione del problema dell'origine e del principio di tutte le cose. 1. L'eterno e l'origine

% livello generale, il problema dell'origine, dalla cui impostazione dipende la struttura del tempo, si colloca sempre sullo sfondo di $uella che Leibniz riteneva la domanda metafisica fondamentale4 556erch2 esiste $ualcosa piuttosto che il nulla7 +l nulla, infatti, pi semplice e pi facile di $ualcosa88 (9).
0aturalmente, $uesta domanda, che contiene l'implicito assunto secondo cui il nulla non ha affatto bisogno di spiegazione, dettata dal 55grande principio di ragion sufficiente88. .ssa, di per s2, non implica che la realt!, presa

nella sua globalit!, abbia necessariamente un'origine, ma richiede solo 55una ragion sufficiente a spiegare perch288 c' $ualcosa di reale piuttosto che il nulla e $uindi perch2 $uesto $ualcosa cos" e non altrimenti. ,uesta ragione, ovviamente, dev'essere essa stessa reale, cio dev'essere, come minimo, reale $uanto il $ualcosa che chiamata a spiegare. ''altra parte, non infatti illogico supporre che $uesta ragione sia interna alla realt!, presa in tutta la sua estensione, e che $uindi la realt! stessa sia dotata di un'autonoma energia immanente capace di garantire la propria esistenza e la propria perenne autoconservazione ed autorealizzazione. 'opo tutto, non va dimenticato che risulta impossibile fondare l'esistenza di $ualcosa di reale a partire da $ualcosa di totalmente irreale. ,uesta impossibilit! ha spesso indotto a guardare con sospetto e con razionale diffidenza tutte le narrazioni delle origini, tanto $uelle dell'antica mitologia $uanto $uelle dell'attuale cosmologia. :ecentemente, ad esempio, l'astrofisico #red ;o<le ha di nuovo invitato a coltivare una sana diffidenza verso tutte le tematiche dell'origine. 55=gni$ualvolta viene pronunciata la parola origine & ammonisce ;o<le & evitate accuratamente di credere a $uello che vi raccontano, anche se sono io a raccontarlo88 (>). +n effetti, 55la parola origine88, in tutta la gamma delle sue applicazioni a $uei problematici ?eventi iniziali? che sembrano confinare col nulla o con l'amorfo ( gli amorfi inizi del mondo, del tempo, della vita , del pensiero)), ha sempre sollevato accese controversie in campo filosofico e scientifico. 0on a caso, verso la fine dell'=ttocento, il fisiologo .mil du @ois&:e<mond (*A*A & *ABC) poneva tra gli enigmi inspiegabili dalla scienza proprio le $uestioni concernenti l'origine. +n due celebri conferenze, tenute a @erlino nel *AD9 e nel *AAE, proclamava l'esistenza di sette enigmi del mondo destinati a sfuggire per sempre a tutti gli assalti della conoscenza scientifica. /utti i problemi concernenti le normali interazioni fra i sistemi fisici & affermava du @ois&:e<mond & sono sicuramente risolvibili in base al modello di spiegazione scientifica incarnato dalla meccanica celeste di Laplace. 6ertanto, di fronte a $uestioni ancora irrisolte concernenti l'evoluzione dei sistemi materiali si dovr! pronunciare soltanto un provvisorio ? ignoramus"4 non siamo ancora riusciti a risolverle, ma le risolveremo sicuramente col progredire della conoscenza. Ci sono, per-, sottolineava du @ois&:e<mond, sette problemi ineludibili, sette enigmi del mondo, che la scienza non potr! mai risolvere e di fronte ai $uali allo scienziato non rester! altro che pronunciare l'inappellabile e definitivo verdetto ?ignorabimus": ignoriamo e ignoreremo per sempre. Le $uestioni concernenti l'origine costituiscono la maggior parte di $uesti sette enigmi inspiegabili dalla scienza. L'origine del moto, l'origine della vita, l'origine della sensibilit! e dei processi di coscienza, l'origine del pensiero e del linguaggio, secondo du @ois&:e<mond, sollevano interrogativi fondamentali a cui la scienza non sar! mai in grado di dare una risposta soddisfacente (F). .rnst ;aecGel (*A>F & *B*B), zoologo dell'universit! di Hena, noto per la legge biogenetica fondamentale secondo cui l'ontogenesi ricapitola la filogenesi, si contrappose alle conclusioni scetticheggianti di .mil du @ois&:e<mond , negando l'esistenza di problemi insolubili per la scienza. 0ell'opera Gli enigmi del mondo (*ABB) ;aecGel sostenne spavaldamente che per la scienza non esistono misteri, perch2 energia, materia, vita e coscienza non hanno un'origine, giacch2 sono propriet! dell'unica sostanza eterna, la cui eternit! chiaramente attestata 55 dalla legge chimica di conservazione della materia e dalla legge fisica della conservazione dell'energia88. L'eternit! della materia&energia, secondo ;aecGel, eliminerebbe tutti gli enigmi del mondo, dal momento che il finalismo sarebbe riconducibile all'ordinamento meccanico della natura, la libert! della volont! risulterebbe un'illusione e la formazione della vita e del linguaggio si spiegherebbe con l'evoluzione (I). 0on $ui il caso di entrare nel merito di $uesta disputa che vivacizz- il clima positivistico degli inizi del 0ovecento. ,uello che invece va sottolineato che la contrapposizione fra du @ois&:e<mond ed ;aecGel esemplifica in maniera paradigmatica la persistente antitesi tra l'idea di un'origine (del mondo e del tempo) che porrebbe la scienza di fronte a problemi insolubili e l'idea di un'eternit! senza inizio (della materia&energia) che invece spazzerebbe via dall'orizzonte scientifico tutti gli enigmi insolubili. 6er $uale motivo, almeno in linea di principio, l'eternit! della materia e del tempo sarebbe cos" favorevole all'illimitata estensione della spiegazione scientifica, mentre la loro eventuale origine porrebbe insormontabili difficolt! o limiti invalicabili alla razionalit! scientifica7 6er accostarci al cuore di $uesto problema opportuno vedere, ancor prima di prendere in considerazione la possibilit! o meno di risolvere razionalmente la secolare antitesi tra finitezza e infinit! del tempo, $ual stata la condizione fondamentale che ha reso possibile la nascita della scienza, della razionalit! scientifica. ,uale delle due opposte tesi, sostenute rispettivamente da du @ois&:e<mond e da ;aecGel, era pi vicina allo spirito che ha generato nel 1+ secolo a.C. la mentalit! scientifica7 2. La scienza nasce dal grembo di un'eternit senza inizio

55/ra tutti i miracoli dell'universo mitico & ha scritto ;arrison & il pi notevole, pi anomalo e pi gravido di conseguenze fu il sorgere della scienza88 (C). . se si tiene presente che in molte culture antiche si assiste ad una sconcertante serie di mancati concepimenti della scienza, non si pu- non provare stupore di fronte a $uesto ?miracolo greco?, che ha creato e sviluppato la mentalit! scientifica. 6erch2 la scienza nata proprio in Jrecia e non altrove7 ,uali sono state le condizioni che hanno reso possibile la sua nascita7

offermarsi, sia pure schematicamente, su $uesti interrogativi indispensabile per comprendere la topologia del tempo, perch2 ci- che determin- la nascita della mentalit! scientifica fu proprio una particolare connotazione temporale del principio primo, posto all'origine e alla base di tutte le cose di tutte le trasformazioni fisiche. Com' noto, la nostra scienza, cio il nostro modello di spiegazione causale dei fenomeni naturali, nac$ue da una nuova e rivoluzionaria impostazione del problema dell'origine di tutte le cose. La problematica dell'origine delle cose era stata ripetutamente affrontata gi! molto tempo prima di /alete. .ssa veniva abitualmente risolta dal pensiero mitologico enunciando che a un certo momento, all'improvviso, emergeva una divinit! ordinatrice o un $ualcosa di ordinato. .siodo, l'espressione matura del pensiero mitologico, senza preoccuparsi affatto di specificare da che cosa proveniva la divinit! primigenia, affermava semplicemente che all'inizio nac$ue Chaos, poi la /erra ed .ros e cos" via (D). 6i in generale, le soluzioni mitologiche del problema delle origini consistevano in narrazioni di teogonie& cosmogonie che prendevano l'avvio dall'improvvisa irruzione sullo scenario del mondo di una divinit! primigenia, dalla cui sovranit! assoluta discendeva la garanzia della regolare successione di giorni e stagioni. 0ei miti cosmogonici narrati da tali teogonie non c' n2 una nascita assoluta del mondo, n2 l'idea di una creazione ex nihilo. 0ella visione mitologica, infatti, il processo cosmogonico viene inteso esclusivamente come un passaggio all'ordine, come una diakosmsis. 0onostante $uesta sua totale estraneit! all'idea di creazione ex nihilo, il pensiero mitologico non si curava affatto di portare il discorso sulla fonte di provenienza della divinit! primigenia e del materiale informe. +n particolare, non si preoccupava di indicare l'et! o le caratteristiche temporali della fonte primigenia e del sostrato caotico che ex abrupto veniva messo in ordine. +n $uesto modo, restando temporalmente indeterminati tanto la fonte di provenienza $uanto l'amorfo elemento caotico primigenio, il pensiero mitologico lasciava sempre aperta la possibilit! & osservava acutamente Kurt von #ritz & 55di inserire prima di ci- che stato posto come inizio ancora un $ualcosa, fosse pure un nulla o uno stato ibrido tra l'essere e il nulla88 (A). 0on a caso, nelle civilt! mitologiche inserimenti di $uesto genere rientravano nella normalit!. 'i solito le popolazioni vincitrici o predominanti ridisegnavano l'ordine genealogico delle teogonie delle nazioni sconfitte, inserendo i propri di prima di $uelli delle popolazioni vinte. L'assoluta indeterminatezza temporale dell'amorfa condizione iniziale da cui partivano le narrazioni mitologiche permetteva, insomma, un regresso all'infinito, perch2 rendeva possibile una se$uenza infinita di regressioni (B) a $ualcosa di ancor pi originario rispetto a ci- che era stato posto come primo o come capostipite delle teogonie. 6roprio $uesta possibilit! di regressione all'infinito verso $ualcosa di ancor pi anteriore di ci- che veniva di volta in volta assunto come anello iniziale venne definitivamente bloccata dall'assioma (stabilito da /alete, %nassimandro e %nassimene) dell' eternit del principio originario da cui scaturivano tutte le cose. La prima fondamentale conseguenza dell'eternit! del principio fu, infatti, proprio $uella di impedire di ipotizzare che il principio primordiale fosse stato preceduto da $ualcos'altro4 non poteva esserci nulla, nemmeno il nulla, di anteriore ad un principio di tutto che sempre esistito ed esiste per sempre. 6oich2 insensato chiedersi da che cosa sia stato preceduto ci- che esiste da sempre e per sempre, l'eternit! del principio determinava il blocco definitivo di qualsiasi possibilit di regresso all'infinito nell'inserimento mitologico di altri stadi considerati via via come ancor pi originari. 0on a caso tale eternit! decretava la fine delle improvvise e inspiegabili generazioni spontanee narrate dai miti. Lo stesso #erecide di iro, mitografo vissuto intorno alla seconda met! del 1+ secolo a.C., avvertiva la necessit! di abbandonare la categoria della generazione spontanea, tipica della mitologie e presente ancora nella cosmoteogonia di .siodo. +niziava, infatti, la sua storia mitica del mondo sottolineando l'eternit! delle divinit! primigenie4 55 empre erano Las, Crono e Ctonia88 (*E). 'a $uesto abbandono del mito della generazione spontanea e improvvisa emergeva l'assioma, anch'esso implicato dall'idea di eternit! del principio, secondo cui nulla nasce dal nulla (ex nihilo nihil fit!. +n breve, bloccando il regresso all'infinito, l'assioma dell'eternit! del principio originario produceva una cascata logica di conseguenze che portava alla scoperta della causalit! naturale e $uindi al modello scientifico di indagine causale della natura. + passaggi e le strutture logico&razionali coinvolti in $uesta scoperta decisiva per la genesi della mentalit! scientifica occidentale possono essere sinteticamente raccolti in due momenti fondamentali. 0el primo si arriva all'idea che ogni evento fisico consegue da antecedenti naturali3 nel secondo si giunge alla nozione di nesso causale come connessione uniforme tra antecedente causale ed effetto conseguente basata sull'assioma dell'uniformit! del corso della natura. .ntrambi i momenti si fondano sempre sull'assunto dell'eternit! del principio originario. a! "gni evento consegue da un antecedente

+l primo momento, $uello della genesi dell'idea di derivazione di ogni evento da un antecedente causale naturale, interamente basato sull'eternit! del principio. %ffermare che l'ingenerata sostanza primordiale da cui scaturiscono tutte le cose esiste da sempre e per sempre e$uivale a privare il nulla di $ualsiasi potenza e di $ualsiasi capacit! generativa e operativa. 'ire infatti che tutto deriva da un ente primordiale eterno significa decretare l'impossibilit! di porre il nulla all'inizio dei processi di generazione degli enti4 non possibile nessuna derivazione dal nulla3 nessuna cosa pu- nascere dal nulla e in nulla si pu- ammettere l'azione o l'iniziativa del nulla. e dun$ue non si pu- partire dal nulla, n2 attribuirgli l'avvio dei processi, allora deve sempre preesistere $ualcosa da cui procedono gli eventi. L'eternit! del principio di tutte le cose costringe, infatti, ogni evento ad avere un antecedente.

'i conseguenza, tutto ci- che accade deve derivare necessariamente da un antecedente preesistente, le cui radici ultime, in definitiva, affondano nell'eterno principio primordiale. Jli eventi, pertanto, non si limitano semplicemente ad accadere, come nelle improvvise e inspiegabili generazioni spontanee narrate dai miti, ma accadono solo e soltanto al darsi di opportune condi#ioni. +nsomma, tutto ci- che accade, tutto ci- che nasce e perisce o che ha un inizio e una fine segue sempre da peculiari situazioni antecedenti3 l'effetto o la conseguen#a di specifiche condizioni iniziali e nulla pu$uindi accadere senza una causa $ un motivo o una ragione! che determini perch2 accade cos" e non altrimenti. .cco come dall'assioma dell'eternit! del principio nata l'idea di una concatena#ione causale degli eventi. 'a $uesto momento in poi tutto ci- che avviene in natura prodotto da catene causali naturali e non da misteriose forze sovrannaturali. +n $uesto modo, scaturito dal grembo di un'eternit! senza inizio, il fitto reticolo tessuto dalla concatenazione causale estese il suo dominio su ogni processo, avviando cos" alla scoperta della natura, cio alla consapevole distinzione fra naturale e sovrannaturale e $uindi alla sistematica sostituzione dell'intervento sovrannaturale con la causalit! naturale. 'a $uesto momento in poi al capriccioso intervento degli di non venne assegnato pi alcun ruolo esplicativo nel campo dei processi naturali4 nella spiegazione dei fenomeni fisici non si doveva far pi ricorso ad agenti e fattori sovrannaturali. L'estromissione dell'55azione del dio88 dal corso della natura venne posta dal %ale sacro, la celebre opera ippocratica sull'epilessia, a fondamento ontologico e metodologico della nuova logica della ricerca scientifica. Jli dei & afferma perentoriamente +ppocrate, il padre della medicina scientifica & non sono responsabili dell'insorgere dell'epilessia, perch2 55se il mangiare o il somministrare $ueste cose genera il male Ml'epilessiaN o lo accresce, e il non mangiarle lo cura, allora il dio non pi la causa ( aitios), n2 gli atti di purificazione sono la cura, ma sono i cibi che giovano o nuocciono, e svanisce cos& l'a#ione del dio88 (**). b! 'l nesso causale come connessione uniforme La grandiosa scoperta greca della natura, che istitu" le condizioni di possibilit! della scienza e dell'intelligibilit! causale del cosmo, consistette proprio in $uesta rivoluzionaria affermazione della naturale##a di tutti i fenomeni fisici4 tutti i processi naturali (morte e malattie comprese) sono prodotti da sottostanti fattori naturali. 6er $uanto $uesta concezione greca della naturale##a dei fenomeni sembri a noi la pi naturale, non va mai dimenticato che non c' nulla di pi culturale dell'idea di natura e non va mai sottovalutato il fatto che i Jreci & come ha osservato Llo<d & non scoprirono la natura allo stesso 55modo in cui Colombo si imbatt2 nell'%merica88 (*9), ma l'avvistarono solo alla luce dell'eternit! del principio originario. . fu sempre e solo sotto $uesta luce che arrivarono a stabilire e a giustificare (dialetticamente o controfattualisticamente) il principio dell 'uniformit del corso della natura, nonch2 lo stretto isomorfismo tra nesso causale e nesso di implicazione logica o, pi concisamente, tra cosmos e logos. L'eternit! del principio non portava semplicemente ad affermare che ogni accadimento discende da un antecedente naturale, ogni effetto da una causa, ma induceva a pensare che, a parit! di condizioni al contorno e concomitanti, le stesse circostanze causali antecedenti si comportassero sempre allo stesso modo in ogni dove e in ogni tempo. +n effetti, un conto dire che ogni evento consegue da un antecedente o che ogni fenomeno dipende da una causa e un altro conto affermare che dagli stessi antecedenti causali seguono sempre gli stessi effetti conseguenti. 6er passare dalla prima alla seconda affermazione bisogna necessariamente fare appello al principio dell'uniformit! della natura3 bisogna, cio, intuire o postulare che gli agenti naturali si comportino sempre e ovun$ue allo stesso modo e che $uindi il corso della natura sia uniforme, cio strutturalmente regolato da processi di causazione cos" impersonali, immutabili e costanti da rendere in $ualche modo deducibile, dal passato, il futuro andamento del mondo, almeno su vasta scala. L'idea di uniformit! del corso della natura vuol dire, ad esempio, che a parit! di condizioni concomitanti, la fiamma sprigionata dalla legna ardente, analogamente a $uanto fece in passato, eserciter! anche in futuro (anche nei casi ancora inosservati) sempre la stessa azione causale di riscaldamento dei corpi circostanti, cos" come le stesse cause che in passato hanno determinato la morte degli uomini (a meno che non vengano disattivate o rimosse) continueranno anche in futuro a rendere gli uomini mortali. +n termini pi generali, tale uniformit! vuol dire che, a parit! di altre condizioni al contorno, le stesse circostanze causali antecedenti agiranno sempre allo stesso modo in ogni dove e in ogni tempo e che $uindi antecedenti causali simili daranno sempre origine a effetti conseguenti simili. Come ha ripetutamente sottolineato la storiografia filosofica, la nuova impostazione causale inaugurata dai filosofi ionici scatur" da un rivoluzionario processo di razionalizzazione delle precedenti concezioni mitiche del mondo (*>). .' d'altra parte ben noto che in origine lo stesso concetto greco di causa era strettamente legato a $uello di responsabilit! (divina o umana) e di colpa, e solo in seguito venne semplicemente 55 trasferito dall'imputazione giuridica alla causalit! fisica88 (*F). Ma $uello che stato meno evidenziato dalla storiografia che i Jreci, senza una $ualche implicita postulazione dell'uniformit! del corso della natura, non avrebbero mai potuto passare dalla nozione di causa, intesa come derivazione di ogni evento da un antecedente causale, ad una nozione di causazione naturale intesa come impersonale e immutabile fattore operativo che, a parit! di altre condizioni, agisce sempre allo stesso modo senza fare mai preferenze o scelte. .d solo grazie a $uesta postulazione che i greci riuscirono a compiere $uesto rivoluzionario passaggio, che permise di conferire al nesso causale $uella costitutiva dimensione dell'universalit, che estromise

definitivamente dalla natura il ?capriccio mitico? (*I), cio l'arbitrario intervento di di che agiscono nel mondo fisico $uando vogliono, come vogliono e producono ogni volta $uel che vogliono. (niformit! della natura vuol dire connessione uniforme tra causa ed effetto, e a sua volta $uesta connessione uniforme vuol dire universalit! del nesso causale . L'universalit! immanente alla relazione causale consiste, infatti, nel costitutivo carattere di connessione uniforme (cio costante o invariante) tra l'antecedente causale e l'effetto conseguente, cio nella definizione essenziale di nesso causale in termini di connessione uniforme tra antecedente causale ed effetto conseguente. enza l'in$uadramento della primitiva nozione di causa (ogni evento consegue da un antecedente) entro la cornice del principio dell'uniformit! della natura, la causalit! naturale non avrebbe mai potuto pervenire a $uella dimensione d'universalit, che conferisce ad ogni autentico nesso causale la capacit! esplicativo&predittiva di valere anche per casi analoghi non ancora osservati. ,uesta inscindibile saldatura fra causalit! e uniformit! della natura porta a concludere che solo in presenza di una connessione uniforme tra due particolari circostanze ha senso parlare di nesso causale e ha $uindi senso asserire che la circostanza % causa della circostanza @. +n $uesto modo la connessione uniforme tra la circostanza % e la circostanza @ diventa la conditio sine qua non, cio la condizione necessaria (ma non sufficiente) senza della $uale non si pu- introdurre un legame causale tra % e @. /utto ci- vuol dire che % pu- essere legittimamente definita causa di @ se e solo se, a parit! di altre condizioni, per $ualun$ue occorrenza di % si avr! sempre ( o con $ualche determinata probabilit!) l'occorrenza di @. Come emerge da $uesta definizione, in ogni autentica asserzione causale costitutivamente presente un elemento di universalit!4 ogni spiegazione causale tale solo se si colloca al livello dell'universalit!. +nfatti, non ha senso dire che la situazione % causa della situazione @ se non si ammette che per tutti i casi (x) in cui si ha l'occorrenza della situazione % ( cio (x) si ha invariabilmente ( cio sempre, ovun$ue, necessariamente o con una determinata probabilit!) l'occorrenza della situazione @ (cio )x!. =gni espressione causale del tipo ?% causa di @? sottintende, infatti, un asserto strettamente universale (di tipo legiforme), che ha la forma logica del condizionale generalizzato $x! $(x )x!. +nsomma, l'asserto universale ?per tutti i casi ( x!, se si ha l'occorrenza della situazione %, allora si ha invariabilmente l'occorrenza della situazione @? costituisce la condizione senza della $uale non ha senso dire che ?% causa di @?. Come stato ampiamente sottolineato, la dimensione dell'universalit! insita in ogni nesso causale ben evidente gi! nella spiegazione dei terremoti avanzata da /alete. 6onendo come causa naturale dei terremoti i violenti ondeggiamenti delle masse d'ac$ua dell'=ceano primordiale su cui galleggia la /erra, /alete non spieg- soltanto, come faceva il pensiero mitico, $uesto o $uel singolo terremoto, bens" universalmente tutti i terremoti in generale4 per la prima volta un'unica causa fondamentale rese conto di tutti i possibili terremoti. L'universalit!, data dalla costanza del nesso causale, permise, altres", di instaurare il fondamentale isomorfismo tra cosmos e logos, nel senso che consent" di esprimere la relazione causale in termini di implicazione logica. Jli effetti & cos" il razionalismo greco codificava l'isomorfismo tra cosmos e logos & seguono sempre $costantemente! dalle loro cause, cos" come le conclusioni seguono sempre $necessariamente! dalle premesse che le implicano. %nche se la traduzione linguistico&simbolica del nesso di derivazione causale (processo di causazione) in termini di implicazione (derivazione) logica spinse talvolta l'assimilazione del nesso causale (necessit! causale) al nesso di implicazione logica (necessit! logica) ad una identificazione tale da generare la cosiddetta fallacia naturalistica (*C), non va mai dimenticato che pur sempre il postulato dell'uniformit! della natura il vero pilastro su cui si fonda la possibilit! di esprimere il nesso causale in termini di inferenza logica. e dun$ue il principio dell'uniformit! della natura occupa un posto cos" rilevante nella fondazione del valore universale del nesso causale e nella legittimazione dell'isomorfismo cosmos*logos, risulta di estremo interesse tentare di comprendere lo schema logico delle argomentazioni che spinsero i primi filosofi greci ad avanzare e a difendere $uesto principio, la cui validit! oltrepassa la portata dei sensi e dell'esperienza di ogni uomo. c! +a difesa dialettico*controfattuale del principio dell'uniformit della natura e il plesso "causalit*conserva#ione* ciclicit" =vviamente il principio dell'uniformit! della natura non una tautologia , n2 un assioma autoesplicativo , n2 una verit! talmente evidente da essere conoscibile a priori. .sso, una volta ac$uisito, trova sicuramente conforto nell'esperienza $uotidiana di reiterate e costanti correlazioni analoghe a $uelle rilevabili, ad esempio, fra le nubi e la pioggia ( senza nubi non si d! pioggia). Ma non va mai dimenticato che, almeno dal punto di vista storico, la ripetuta osservazione di $ueste costanti correlazioni non risultata sufficiente, prima dell'avvento della filosofia ionica, a imporre il principio dell'uniformit! della natura. ,uest'ultimo & come cercher- di evidenziare & trova nell'eternit! dell'arch, il vero terreno genetico e il fulcro della sua legittimazione razionale. =vviamente si tratter! di una legittimazione che non approder! mai ad una diretta dimostrazione apodittica dell'assoluta necessit! che il corso della natura debba essere sempre uniforme, o dell'assoluta necessit! che, analogamente a $uanto avvenuto nel passato, il corso futuro delle cose non cambi mai le proprie basilari regole di sviluppo, ma si svolga sempre secondo le stesse leggi ( le stesse strutture causali) che hanno governato l'andamento del mondo nel passato. 'ei principi primi, infatti, non si pu- dare strutturalmente una dimostrazione, perch2 altrimenti si andrebbe incontro ad un regresso all'infinito nella dimostrazione. 'el principio dell'uniformit! della natura, al pari di tutti gli altri principi primi, si pu- dare solo una

legittimazione razionale consistente in una difesa della sua validit! mediante prove indirette basate su argomentazioni dialettiche. La caratteristica fondamentale di $ueste argomentazioni $uella di far leva su condizionali controfattuali, costruiti sullo sfondo di un passato di durata illimitata (di un passato privo di un inizio assoluto) e aventi ricadute empiricamente controllabili. Cerchiamo di ricostruire la struttura di $uesta difesa dialettica, che in generale ha il suo centro focale nel seguente schema controfattuale4 55 se l'uniformit! del corso della natura potesse essere realmente violata, allora, poich2 l'universo sempre esistito e ha $uindi alle spalle una storia di durata illimitata, violazioni del genere dovrebbero essere avvenute gi! da lungo tempo e almeno alcune conseguenze di $ueste violazioni dovrebbero essere osservabili ancora oggi88. 6er non ingenerare e$uivoci, $uesto schema richiede una precisazione preliminare4 non si possono scambiare per violazioni dell'uniformit! della natura eventuali cambiamenti olistici dell'intero assetto di leggi naturali, perch2 nessuno potrebbe mai rendersi conto di tali istantanei cambiamenti globali dell'intero sistema di leggi naturali, cos" come nessuna misurazione spaziale, ad esempio, potrebbe mai rilevare un improvviso e identico aumento di tutte le grandezze spaziali, per la semplice ragione che anche i regoli di misurazione avrebbero subito gli stessi incrementi di grandezza (*D). 6er di pi, se vi fossero repentini cambiamenti olistici di tutto il complesso delle leggi naturali, si avrebbe tutt'al pi una se$uenza di sistemi di uniformit! della natura, una serie di ?nature?, ma non ancora una violazione del principio di uniformit! della natura. Ciascun elemento di $uesta serie di sistemi di uniformit! della natura potrebbe, infatti, risultare al proprio interno inviolato e inviolabile. 'i conseguenza, le uniche eventuali violazioni del principio di uniformit! della natura che ha senso prendere in considerazione sono $uelle di tipo locale o non olistico3 le uniche di cui ci si potrebbe rendere conto in $ualche modo. Le argomentazioni dialettiche a difesa del principio dell'uniformit! della natura prendono in considerazione i condizionali controfattuali che descrivono tali ipotetiche violazioni non olistiche. .' stato fin dall'antichit! ribadito che non logicamente sufficiente constatare la mortalit! (senza eccezioni) degli uomini che ci stanno intorno per concludere universalmente che in ogni tempo e in ogni luogo, in osse$uio al principio dell'uniformit! della natura, tutti gli uomini continueranno regolarmente ad essere mortali. Ma $uesta insufficienza logica non implica che gli uomini nel corso futuro della loro storia naturale debbano diventare immortali. %l contrario4 se si assume che il genere umano, al pari del mondo, sia esistito da sempre, allora la sua permanente mortalit! ac$uista un altissimo grado di probabilit!. e infatti fosse realmente concreta la possibilit! di generare in $uesto mondo un uomo immortale, allora, poich2 la storia umana ha gi! percorso l'immensa estensione di una passato senza inizio, tale possibilit! avrebbe dovuto essersi verificata gi! da lungo tempo e ora noi dovremmo parlare almeno con $ualcuno di $uesti fortunati immortali. Ma poich2 nessuno finora ha mai visto e parlato con fortunati del genere, la possibilit! che nasca in $uesto mondo un uomo immortale risulta, purtroppo, altamente improbabile. 0on c' infatti nessuna ragione per cui la natura debba attendere un'eternit! prima di generare un uomo immortale. e la natura non l'ha generato nell'infinit! del tempo passato, ci- vuol dire che essa non pu- generarlo affatto. 6ertanto, noi diciamo che tutti gli uomini sono mortali, non solo perch2 finora non stato visto un solo uomo immortale, ma perch, in un universo sen#a ini#io, se la possibilit di un uomo immortale fosse in natura realmente oggettiva, avremmo dovuto vederlo mentre ancora non l'abbiamo visto e non lo vediamo. %nalogamente, assumendo l'infelice esempio tradizionale dei corvi neri come espressione di un nesso causale, noi diciamo che tutti i corvi sono neri, non solo perch2 non ne abbiamo mai visto uno bianco, ma perch2, in un universo esistente da sempre, se l'eventualit! ?corvo&bianco? fosse stata una possibilit! veramente oggettiva, avremmo dovuto vederlo, e invece ancora non l'abbiamo mai visto. % supporto e difesa dell'uniformit! della natura si possono addurre innumerevoli argomentazioni analoghe, basate sul principio che se $ualche stato di cose risultato molto improbabile nell'arco di un'eternit! o di un lunghissimo tempo t, sar! ancor meno probabile entro un intervallo di tempo inferiore a t. 6er esempio, visto che nell'arco dei passati millenni il piombo non si spontaneamente tramutato in oro, ancor pi improbabile che tale mutazione avvenga nei prossimi cento anni. 6roiettato sullo sfondo di una processualit! naturale che dura da sempre e per sempre, l'improbabilit! di $uesta mutazione si approssima al valore di un'impossibilit! fisica. e la tendenza del piombo a trasformarsi in oro fosse, infatti, un'oggettiva tendenza naturale, allora, vista l'immensit! del tempo trascorso, ora, contrariamente a $uanto osserviamo, dovrebbe esserci soltanto oro e non pi piombo. Come si vede, si tratta di argomentazioni dialettiche imbastite su condi#ionali controfattuali, che anzich2 dimostrare l'assoluta necessit! dell'uniformit! della natura, attestano l'alta improbabilit! di sue sistematiche violazioni. +n sintesi, il tenore di tutte $ueste attestazioni il seguente4 poich2 la natura sempre esistita, se fossero state realmente possibili ipotetiche violazioni locali dell'uniformit! del corso della natura, allora tali violazioni dovrebbero essersi gi! verificate da tempo e almeno alcuni effetti di tali violazioni dovrebbero essere osservabili, ma poich2 finora nessuno ha mai visto tali effetti, bisogna concludere che secondo natura $ kat ph-sin! tali violazioni risultano talmente improbabili da rasentare l'impossibilit fisica. 'i conseguenza, l'uniformit! del corso della natura appare un principio cos" ben consolidato dall'illimitato passato di una storia naturale senza inizio, che si pu- estendere legittimamente la sua validit! anche al corso futuro della natura. .' vero che $uesta estensione non garantita n2 imposta da nessuna necessit! puramente logica. Come osserver! ;ume (*A), il fatto che il corso della natura sia stato finora sempre regolare, da solo non rappresenta una condizione sufficiente per provare la conclusione che il futuro continuer! a svolgersi sempre con la stessa regolarit!. Ma la continua

constatazione dell'inesistenza di un uomo immortale esemplifica paradigmaticamente il fatto che nessuno ha finora mai osservato un solo effetto concreto di tante immaginabili violazioni del principio dell'uniformit! della natura che, in un universo esistente da sempre, avrebbero invece dovuto farsi vedere . e $uesta constatata assenza di violazioni la si proietta sullo sfondo di una processualit! naturale eterna, allora le argomentazioni dialettiche usate dai greci ac$uistano un notevole peso probativo nella difesa della ragionevole accettabilit! del principio dell'uniformit! della natura. +n effetti, l'argomentazione dialettica greca, nella sua pi vasta e pregnante accezione, tutt'altro che riducibile al momento finale della confutazione o della reductio ad absurdum . .ssa piuttosto una raffinata e sottile discussione critica di condizionali controfattuali, volta a far emergere i nessi necessari e le impossibilit sottostanti. La dialettica greca, in sintesi, la logica delle situazioni controfattuali, la logica pi potente per tracciare, in tutti i settori dello scibile, i confini tra possibile e impossibile (*B). La sua conoscenza pertanto indispensabile per comprendere a fondo le strutture portanti della scientificit! del pensiero greco, che sono state forgiate proprio dal confronto critico con i mondi possibili descritti dagli i asserti controfattuali. (no dei segni distintivi di $uesta logica dialettico&controfattuale la tendenza a mostrare che il principio di uniformit! della natura si basa proprio sull' impossibilit di ipotetiche violazioni della regolarit! della natura, descrivibili in termini di situazioni controfattuali. +l fatto che, in un universo che sempre esistito, avremmo dovuto vedere (se la cosa fosse stata oggettivamente possibile) e non abbiamo mai visto un uomo immortale non indica forse che l'evento ?uomo immortale? fisicamente impossibile. La validit! del principio dell'uniformit! della natura, cio l'estensione della regolarit! della natura dal corso degli eventi passati a $uello degli eventi futuri, non potrebbe reggersi proprio sulla dimensione di un' impossibilit fisica sancita da una processualit! naturale eterna7 La strategia del pensiero dialettico greco non affatto insensibile al tentativo di mostrare che la validit! del principio dell'uniformit! della natura si regge sulla dimensione dell' impossibilit fisica piuttosto che su apodittiche dimostrazioni o su incerte e fluttuanti abitudini psicologiche. % prima vista, tuttavia, sembra che $uesta strategia sia destinata a cadere nel circolo vizioso di una petitio principii, dal momento che la portata universale dell'impossibilit! fisica di certi eventi logicamente concepibili ( di un uomo immortale, ad esempio) presuppone , a sua volta, la validit! del principio dell'uniformit! della natura. .' infatti facile rendersi conto che certe classi di eventi risulteranno permanentemente impossibili da realizzare soltanto se tutte le cause naturali continueranno ad agire sempre allo stesso modo, cio soltanto se il corso della natura rester! uniforme. .' dun$ue sempre il postulato dell'uniformit! della natura ad assicurare che saranno oggettivamente possibili o realizzabili nel corso del tempo solo $uegli eventi permessi dal modo impersonale di operare delle cause naturali e che risulteranno invece fisicamente impossibili, cio irrealizzabili in natura, tutti gli eventi vietati dal reticolo causale. e l'uniformit! della natura dun$ue il postulato che fonda la possibilit! di una stabile demarcazione tra ci- che fisicamente possibile (stati di cose possibili) e ci- che invece fisicamente impossibile (stati di cose impossibili), non si potr!, a meno di altre assunzioni, collocare l'impossibilit! fisica a fondamento dell'uniformit! della natura. ''altra parte, il tentativo di ricavare l'impossibilit! fisica dalla mancata constatazione di effetti osservabili implicati da eventuali violazioni ?6? dell'uniformit! della natura sembra cozzare contro le pi elementari regole di logica modale. 'alla mancata osservazione dell'evento ?uomo&immortale? non derivano informazioni sufficienti a decretare la falsit! della possibilit! di tale evento3 potrebbe benissimo darsi una situazione in cui tale evento potrebbe essere vero. Lo stato di falsit! fattuale della proposizione ?:?, descrivente un $ualsiasi evento, non fornisce informazioni sufficienti a determinare il valore di verit! dell'asserto modale ? possibile che :?. Com' noto, la verit! fattuale di : rende vero l'asserto modale ? possibile che :? ( :), ma lo stato di falsit! fattuale di : lascia del tutto indeterminato il valore di verit! dell'asserto ? possibile che :? ( :). Ma se la continua constatazione dello stato di falsit! fattuale di conseguenze osservabili ?6? implicate da ipotetiche violazioni dell'uniformit! della natura lascia indeterminato il valore di verit! dell'asserto modalizzato ? possibile che 6? ( 6), allora lascia indeterminato anche il valore di verit! dell'asserto (contraddittorio) ? impossibile che 6? ( 6). ,uesto vuol dire che dal punto di vista logico la mancata constatazione degli effetti di ipotetiche violazioni dell'uniformit! della natura non ci permette di dedurre validamente l'impossibilit! assoluta di tali violazioni. Come si vede, anche la difesa dialettica del postulato dell'uniformit! della natura, basata sull'impossibilit! fisica di violazioni dell'uniformit!, sembra destinata ad oscillare tra le secche dei circoli viziosi privi di inoppugnabile forza probativa e l'inconcludenza dei ?non sequitur". .' vero che ci si potrebbe sbarazzare facilmente di chi a parole rifiuta $uesto postulato, ricorrendo ad una confutazione ad hominem del seguente tipo4 55gettati tran$uillamente nel pozzo, perch2 se non ritieni valido il principio dell'uniformit! della natura devi ammettere che potresti benissimo volare in alto, anzich2 cadere in basso e rischiare di morire annegato88. Ma anche $uesta facile eliminazione degli avversari, dopo tutto, lascia il tempo che trova. .' sicuramente difficile imbattersi in avversari, veramente coerenti, del principio dell'uniformit! della natura, cos" come altrettanto insoddisfacente pensare che tale principio sia nato e sia stato posto alla base di una poderosa e rivoluzionaria concezione del mondo senza altro supporto che la ripetuta osservazione di costanti correlazioni tra fenomeni fisici. La tesi che la sola e ripetuta osservazione di correlazioni costanti tra fenomeni sia sufficiente a generare l'idea di uniformit! del corso della natura un puro e semplice mito che crolla appena ci si chieda come mai tali correlazioni, gi! ben conosciute e apprezzate dal pensiero mitologico, dovettero attendere i filosofi ionici per suggerire l'idea di

un'immutabile regolarit! causale immanente al corso naturale degli eventi. +n effetti, bene ribadirlo, la pura e semplice osservazione di costanti correlazioni tra fenomeni non affatto sufficiente a suggerire il principio dell'uniformit! della natura. Lo prova il fatto che tali correlazioni, per $uanto gi! note ed enfatizzate, non indussero mai la cultura mitologica (e non solo $uesta) a concepire il mondo in termini di ordinamento causale uniforme o invariante. Contrariamente a $uanto affermer! ;ume, il pensiero mitologico, proprio perch2 non arriv- alla scoperta della causalit! naturale, costituisce la pi evidente prova storico&fattuale che la relazione di causa&effetto non solo non ha un'origine a priori, ma non ricavata nemmeno dalla sola ed esclusiva percezione sensoriale di successioni e di correlazioni costanti tra eventi. +l pensiero mitologico, proprio perch2 ancora lontano dall'idea di un ordinamento causale uniforme della natura, mostra di fatto che l'abitudine psicologica a veder seguire da situazioni antecedenti simili situazioni conseguenti simili non sufficiente da sola a far nascere l'idea dell'uniformit! del corso della natura. +n breve, per la scoperta del cosmos, inteso come impersonale e costante funzionamento causale della natura, non bast- n2 un affinamento della percezione sensibile, n2 una maggiore sollecitazione della memoria che forma l'abitudine, ma occorse piuttosto un rivoluzionario mutamento di pensiero, i cui sotterranei assunti ontologico&cosmologici si ritrovano alla base della difesa dialettico&controfattuale del principio dell'uniformit! della natura. =vviamente, $uesti assunti, al pari della genesi dell'idea di causalit! naturale, sono sempre indissolubilmente legati all'idea fondamentale dell'eternit! dell'arch , intesa come materia&forza la cui inesauribile azione dinamica dura indefinitamente nel tempo, cio persiste nel tempo senza inizio e senza fine e senza dissipazione alcuna (9E). +l primo di $uesti assunti riguarda proprio il carattere autoconservativo del principio originario4 il dinamismo espresso dall' arch deve possedere innanzitutto una struttura conservativa sia per $uanto concerne la propria forza&energia, sia per $uanto riguarda le modalit! della sua azione. Che la concezione dell'eternit! del principio implicasse propriet! autoconservative era una cosa gi! ben nota all'antica storiografia filosofica. ,ueste propriet! conservative derivano dal fatto che il principio originario non ha solo la funzione di remoto punto di partenza che si trova esclusivamente all'inizio dei processi naturali. %l contrario, esso costituisce la matrice originaria che resta sempre presente alla base di tutti i fenomeni fisici4 tutti i processi e le trasformazioni naturali sono espressioni della sottostante energia dell' arch originario, che principio e termine di tutte le cose. 0on a caso, sottolineava gi! %ristotele , i primi filosofi 55affermano che ci- di cui tutti gli esseri sono costituiti e ci- da cui derivano originariamente e in cui si risolvono da ultimo, elemento e principio degli esseri, in $uanto una realt! che permane identica pur nel trasmutarsi delle sue affezioni. ., per $uesta ragione, essi credono che nulla si generi e nulla si distrugga, dal momento che una tale realt! si conserva sempre88 (9*). .' del resto difficile non osservare che $uesta concezione ci pone di fronte a 55$ualcosa di simile a una legge di conservazione della materia88 (99). +n effetti, fu proprio la fede dei presocratici 55nel principio che $ualcosa si conserva in natura88 a incanalare il pensiero scientifico occidentale verso la ricerca di principi di conservazione (9>). +noltre, se si scarta & come fecero i presocratici & l'ipotesi che l'arch possa manifestare arbitrarie preferenze o compiere libere scelte, allora si deve per forza concludere che la sua eternit! rende impossibile l'esistenza di un istante in cui il suo dinamismo e il conseguente flusso del divenire cosmico si arrestino definitivamente. e infatti l'approdo ad un ristagno definitivo fosse un evento realmente possibile per la struttura costitutiva dell' arch, allora, considerata l'illimitata estensione del passato, $uesto arresto definitivo si sarebbe realizzato gi! da lungo tempo e ora non esisterebbe pi nessun processo fisico. %rgomentazioni analoghe evidenziano, altres", l'eterna invarianza delle sue modalit! d'azione4 se la caduta in una situazione di disordine permanente fosse oggettivamente possibile, allora tale possibilit! si sarebbe realizzata gi! da lungo tempo e noi non staremmo $ui a contemplare i meravigliosi moti dei cieli. Come si vede, $ueste considerazioni indicano che l'azione dinamica dell' arch si dipana secondo un'intrinseca struttura d'ordine eternamente immutabile. 'a tutto ci- consegue che il dinamismo proprio dell 'arch, in $uanto vincolato alla propria intrinseca e invariante struttura d'ordine, non pu- realizzare tutte le possibilit! logicamente concepibili ( tutti i sogni o tutti gli eventi immaginabili), ma solo $uelle possibilit! consentite dalla suo ordinamento architettonico, cio dal suo reticolo di leggi immutabili. +n $uesto modo la struttura d'ordine che governa da sempre il dinamismo dell' arch determina necessariamente una demarcazione fondamentale tra l'insieme delle possibilit!&oggettivamente&realizzabili (sfera del fisicamente possibile) e l'insieme delle possibilit! &non&realizzabili in natura (sfera del fisicamente impossibile). L'eternit! dell'arch, infatti, nel generare l'idea di causalit! naturale, genera anche un sistema di vincoli restrittivi che vietano l'accadere di innumerevoli classi di eventi logicamente concepibili. 0on si pu- negare l'esistenza di $uesti vincoli restrittivi, perch2 se tutto il logicamente possibile o immaginabile fosse realizzabile nel mondo naturale, allora, vista l'infinita estensione del tempo passato, molti sogni dovrebbero essersi realizzati gi! da tempo. L'esperienza, per-, ci attesta proprio il contrario4 la stragrande maggioranza dei nostri sogni pi allettanti resta irrealizzata in $uesto mondo. Come si evince da $uesto tipo di argomentazioni, l'eternit! dell' arch porta al netto rifiuto della credenza che ?a $uesto mondo tutto possibile?4 essa infatti istituisce un vero e proprio principio generale di demarcazione tra ci- che fisicamente possibile e ci- che invece risulta fisicamente impossibile o irrealizzabile in natura4 tra ci- che la natura pufare e ci- che non pu- fare. L'arch, insomma, genera tutto ma non onnipotente in senso assoluto o simpliciter: pufare solo tutto ci- che consentito dalle sue leggi causali. Le strutture causali immanenti al principio primo risultano, infatti, dei veri e propri principi di impossibilit!, che, perimetrando la sfera del fisicamente realizzabile, assegnano alla

scienza il compito di scoprire le leggi causali che consentono di separare l'isola del realizzabile dallo sterminato oceano dei sogni impossibili. ,uesta demarcazione non solo pone le condizioni di possibilit! della scienza (9F), ma porta anche a concludere che 55tutto il possibile&oggettivamente&realizzabile in natura stato gi! realizzato in passato88, in un passato senza inizio e $uindi di durata illimitata. (n principio eterno, il cui dinamismo restato perennemente in azione fin da un passato di durata illimitata, ha infatti gi! avuto tutto il tempo necessario per realizzare tutto il possibile oggettivamente realizzabile dalla sua struttura causale. %nzi, non difficile mostrare che la totalit! del possibile&realizzabile sia stata realizzata nel passato per pi di una volta. =ra, proprio $uesta idea cardine, secondo cui 55tutto il possibile oggettivamente realizzabile in natura stato gi! realizzato in passato88 costituisce $uel secondo assunto fondamentale del pensiero scientifico&filosofico greco che, a mio avviso, gioca un ruolo determinante nella giustificazione del principio dell'uniformit! della natura e nella fondazione della concezione ciclica del tempo. 6er $uanto l'arch, sia un principio caratterizzato da una dinamica non dissipativa ed autoconservativa, il suo campo e le sue modalit! di realizzazione, proprio perch2 circoscritti entro insuperabili vincoli causali, risultano finiti. Ma poich2 l'azione dinamica dell'arch, si svolge per un arco temporale che va da t / * a t / 0 , chiaro che, in virt della finitezza del campo e delle modalit! di realizzazione dell' arch,, tutto debba essere gi! accaduto nel passato e che il blocco di ?tutto il possibile fisicamente realizzabile? debba essersi realizzato pi e pi volte, all'infinito, nel corso del tempo. 'a ci- consegue che il sempiterno flusso del divenire cosmico deve necessariamente ac$uistare un andamento ciclico4 il nostro universo, secondo $uesta ciclicit!, non nient'altro che l'esemplare attuale di una serie infinita di mondi. La saldatura di $uesta concezione ciclica con l'idea che il passato inalterabile determina $uel fatalismo ciclico, tipico della mentalit! greca, che risulta il vero sedimento profondo su cui poggia la legittimazione forte del principio dell'uniformit! della natura. 0ella filosofia greca la forma pi radicale di $uesta legittimazione rintracciabile nel celebre ?%rgomento 'ominante? o ?argomento vittorioso? ( k-rie-on logos! di 'iodoro Crono (+1 sec. a.C.), filosofo della scuola megarica, celebre per le sue dottrine di logica modale. L'?%rgomento 'ominante? parte dalla tesi che il passato inalterabile. Lo stesso %ristotele, del resto, nell' 1tica nicomachea non mancher! di riconoscere l'inalterabilit! del passato : 550essuno delibera intorno al passato, ma attorno a ci- che futuro ed possibile, mentre il passato non pu- non essere avvenuto3 dun$ue ha ragione %gatone a dire4 ? ''una sola facolt! privo 'io stesso4 la facolt! di fare s" che non sia avvenuto ci- che avvenuto?88 (9I). 'all'idea che il passato necessariamente cos" come stato, e non pu- pi essere altrimenti, 'iodoro ricavava la prima premessa del suo ?argomento vittorioso?4 55ogni cosa che passata e vera necessaria88 (9C). 0onostante il suo elevato spessore di ambiguit!, $uesta premessa, proprio perch2 conferisce il carattere della necessit! ad 55ogni cosa che passata e vera88, conferisce al contempo anche il carattere dell'impossibilit! a tutte le negazioni delle 55cose che sono passate e vere88. e, ad esempio, la morte di tutti gli uomini uno stato di cose passato e vero, ed $uindi, secondo 'iodoro, una stato di cose necessario, allora la negazione di $uesto stato di cose sar! impossibile, cio sar! sempre falsa. Conferire la necessit! ad una 55cosa che passata e vera88, indicata con ?:?, (:), e$uivale infatti a dire che impossibile non: (& &:). =ra, se tutto gi! avvenuto, cio se 55tutto il possibile realizzabile si gi! realizzato nel passato88 pi e pi volte, la definizione di possibilit! sostenuta da 'iodoro (55 possibile solo ci- che vero o sar! vero88) e il suo ?argomento vittorioso? risultano non solo pienamente comprensibili, ma anche capaci di fornire la pi solida e consistente legittimazione del principio di uniformit! della natura. ,uest'ultimo, in definitiva, si reggerebbe sull'impossibilit! logico&ontologica di ipotetiche violazioni dell'uniformit! della natura. 0ella prospettiva ciclico&fatalistica di 'iodoro Crono, infatti, gli stati di cose che i passati cicli della storia naturale non hanno potuto realizzare risulterebbe impossibili. Certo, il prezzo di $uesta legittimazione dell'uniformit! della natura, non esente essa stessa da inevitabili circolarit!, , come stato rimarcato a proposito delle tesi di 'iodoro (9D), $uello di un eterno fatalismo ciclico. +n ogni caso, ci- che non va dimenticato che la mentalit! scientifica nasce dal plesso ?eternit!&causalit!&conservazione&ciclicit!&fatalismo?, che sottintende un'ontologia generale e una cosmologia ben precise. ,uesto inestricabile plesso & in cui giocano un ruolo primario nozioni complesse e altamente problematiche come $uelle di infinito, causalit!, possibilit! e necessit! & mostra che il principio dell'uniformit! della natura, proprio perch2 tenuto a battesimo da precise dottrine ontologiche e da peculiari concezioni del tempo, non pu- essere analizzato soltanto sulla base di un sommario esame dell'inferenza induttiva. %d ogni modo $uesto plesso lascia trasparire una topologia del tempo incentrata su tre elementi essenziali4 *) sul predominio del passato sull'orizzonte temporale3 9) sull'identit! (su larga scala) tra futuro e passato3 >) sulla valenza soteriologica della ciclicit! del tempo. 6er $uanto concerne il primo punto, va ricordato che il netto predominio del passato all'interno di $uesta topologia del tempo emerge gi! dalla difesa dialettica del principio dell'uniformit! della natura. ,uest'ultimo infatti veniva difeso sulla base di un passato senza inizio, la cui illimitata durata rendeva improbabili (o impossibili) ipotetiche violazione dell'uniformit! della natura. +n effetti, nella visione ciclica dei greci, il passato finisce con l'assumere il ruolo di vero e proprio criterio ontologico in grado di stabilire ci- che realizzabile e ci- che non realizzabile nel corso del tempo. +l

2imeo di 6latone fornisce uno degli esempi pi significativi al riguardo. 6er dimostrare che il modello di citt! ideale delineato nella 3epubblica un progetto concretamente realizzabile e non un'astrazione utopistica, 6latone non ricorre affatto a previsioni ricavate da favorevoli tendenze sociali, politiche o economiche, ma guarda esclusivamente a $uanto gi! avvenuto in passato. .gli pensa, infatti, che la migliore conferma della realizzabilit! della sua citt! ideale puessere data solo da $uanto attesta il passato. 6erci-, a solida prova della sua piena realizzabilit!, 6latone non porta altro che la memoria tramandata dagli scritti degli antichi sacerdoti d'.gitto, la $uale assicurava che il modello platonico di citt! ideale aveva gi! avuto una sua realizzazione nella storia dell'antica %tene del passato (9A), e precisamente nel ciclo precedente chiuso dall'ultimo diluvio universale. Come emerge da $uesto esempio, la teoria della ciclicit! universale, sintetizzabile nell'espressione ?tutto gi! stato?, porta a far coincidere storicit! e predittivit!, perch2 fonda sulla ricostruzione storica del passato la possibilit! di prevedere $uanto avverr! nel futuro corso degli eventi. La grandiosa cosmologia di %nassimandro non solo conferma $uesta coincidenza, ma costituisce anche lo snodo fondamentale per cogliere appieno gli altri due elementi essenziali di $uesta topologia del tempo e per misurare l'altezza delle dorsali di pensiero che hanno generato la mentalit! scientifica. 3. Anassimandro: cosmologia, tempo ciclico e sal ezza L'unico frammento che ci resta dell'opera ulla natura di %nassimandro (C*E&IFI a.C.) la pi antica parola scritta da un filosofo e il primo trattato di cosmologia scientifica, che delinei con lucida razionalit! lo sviluppo dell'universo 55secondo l'ordine del tempo88. +l frammento, in cui compare per la prima volta il termine principio ( arch), staccato dal contesto dossografico, non facilmente comprensibile. 556rincipio (arch) degli esseri l'infinito (apeiron)) & afferma %nassimandro & da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessit!4 poich2 essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo88 (9B). ,uesto lapidario testo, a causa della sua antichit! e della sua eccezionale rilevanza, stato sempre al centro dell'attenzione della storiografia filosofica. 'i recente, lo stesso ;eidegger, nel commentare in chiave ontologica $uesto celebre frammento, si sentito in dovere di precisare che a proposito delle concezioni di %nassimandro il giudizio della scienza successiva stato 55sufficientemente indulgente per non biasimare $uesta indagine fisica ai suoi primi passi88 (>E). +n realt!, contrariamente a $uanto pensa ;eidegger, la scienza successiva ha ben poco da essere indulgente, perch2 dal punto di vista scientifico non c' proprio nulla da biasimare nella grandiosa cosmologia di %nassimandro. +n effetti, come ha recentemente ribadito %ndr2 6ichot , 55i pochi elementi che ci restano della concezione fisiocosmologica di %nassimandro bastano a fare di lui uno tra i primissimi ?scienziati? non della sola antichit!, bens" di tutti i tempi88 (>*). La sua concezione dell'universo, secondo Mugler, infatti il risultato di 55riflessioni paragonabili alle speculazioni suggerite agli scienziati e ai filosofi moderni dalle grandi scoperte della termodinamica nel O+O secolo88 (>9). 6er apprezzare la grandiosa rilevanza scientifica della cosmologia di %nassimandro sufficiente una sintetica esposizione (>>) del suo modello di formazione e di evoluzione dell'universo. L' apeiron, cio l'illimitato senza forma e senza fine nello spazio e nel tempo, per %nassimandro l' arch, il principio dinamico, l'elemento primordiale indeterminato da cui hanno origine tutte le cose e le trasformazioni fisiche. +n seno all' apeiron, all'indifferenziato infinito, forse a causa del suo eterno moto vorticoso (>F), si produce una differenziazione primordiale che provoca una primigenia separazione del caldo dal freddo. L'elemento freddo si dispone al centro dell'universo e va a formare il cilindro schiacciato della /erra, attorno al $uale, come la corteccia intorno al tronco dell'albero, si dispone l'elemento caldo, che assume la forma di un involucro sferico di fuoco. otto la continua azione di riscaldamento generata dalla sfera di fuoco, una parte dell'umidit! primordiale presente nella /erra evapora, separando cos" le terre asciutte dai mari e formando un cuscino d'aria&vapore che si frappone fra la primitiva sfera esterna di fuoco e la /erra centrale, distanziandole ulteriormente. 6er effetto del continuo processo di evaporazione, la massa d'aria&vapore compressa tra la /erra e l'involucro sferico di fuoco aumenta al punto da generare una pressione talmente poderosa da s$uarciare l'involucro di fuoco, suddividendolo in diversi anelli concentrici. La maggior parte di $uesti anelli di fuoco, e precisamente $uelli pi vicini alla /erra, si dispongono su piani paralleli tra loro e costituiscono gli anelli degli astri fissi, cio delle stelle. Ma nella lacerazione dell'involucro di fuoco si formano anche due anelli di fuoco pi esterni4 $uello intermedio della Luna e $uello ancora pi esterno del ole. =gni anello di fuoco circondato da un involucro opaco di aria condensata che non lascia filtrare la luce del fuoco interno se non da alcuni orifizi, la cui chiusura, pi o meno completa, determina, nei due anelli superiori, le fasi di Luna e le eclissi di Luna e di ole. ,uesti anelli ruotano intorno alla /erra, perch2 spinti dai venti, cio dalle correnti di vapore che avevano s$uarciato la sfera di fuoco. La /erra, in $uanto occupa il centro dell'universo, non ha bisogno di alcun supporto4 non poggia su nulla, ma si mantiene in e$uilibrio, perch2, trovandosi ad uguale distanza da tutte le parti, non sottoposta a nessuna sollecitazione. !. "l modello di uni erso di Anassimandro

L'universo, cio $uesto sistema ordinato di anelli di fuoco ruotanti intorno alla /erra, ha una durata limitata nel tempo, perch2 destinato necessariamente a finire. %nche se non possibile calcolare con precisione $uando arriver! la fine del mondo, $uesto evento catastrofico, proprio perch2 imposto da immutabili e implacabili leggi fisiche, prevedibile con estrema sicurezza. L'intera storia cosmica, infatti, si snoda attraverso due fasi4 $uella costruttiva in cui il freddo ha il sopravvento sul caldo (formazione dei cieli) e $uella distruttiva in cui tutte le trasformazioni fisiche avvengono nella direzione di un progressivo riassorbimento del freddo nel caldo. econdo %nassimandro, infatti, il fuoco, che nella prima fase era stato violentemente s$uarciato dall'elemento freddo&umido, si fa riparare l'?ingiustizia? subita, disseccando e riassorbendo le riserve di umidit! della /erra. L'incessante evaporazione, attestata dall'esperienza $uotidiana, far! s" che il caldo riassorbir! infine l'ultimo residuo di umidit! terrestre. Ma una volta disseccata completamente la /erra, scompariranno tutti i processi di evaporazione. 'i conseguenza, non vi saranno pi venti o correnti di vapore ad alimentare il moto degli anelli di fuoco3 sparir! la pressione dell'aria che li tiene separati e tutto l'edificio celeste precipiter! e croller! sulla /erra4 l'universo intero verr! distrutto e tutto ripiomber! infine nel seno dell'apeiron, nel grembo dell'indeterminato da cui era nato. La storia del mondo, generata da una rottura dell'e$uilibrio e segnata da una catena di s$uilibri (termo&dinamici), di violenze e di ingiustizie dell'elemento freddo su $uello caldo e viceversa, risulta dun$ue un processo di restituzione e di ristabilimento dell'e$uilibrio 55secondo l'ordine del tempo88. +n $uesto $uadro cosmologico, la previsione dell'esito finale della vicenda cosmica non appare affatto problematica4 la fine del mondo talmente certa da essere fuori discussione. Ci- che invece risulta altamente problematico piuttosto la natura di $uesta fine4 si tratta della fine assoluta di tutto o della fine relativa di un singolo mondo7 +n altri termini, l'inevitabile ricaduta dell'universo nell'apeiron indifferenziato rappresenta la fine definitiva del mondo e del tempo o no7 C' un motivo per cui, dopo la scomparsa finale del mondo, l' apeiron, l'amorfa sostanza primordiale infinita non debba restare per sempre in uno stato di indistinzione perpetua7 1i sono delle ragioni per dire che la scomparsa di $uesto mondo nell'indifferenziato non rappresenta la fine definitiva del tempo e nemmeno l'arresto definitivo di ogni processo7 6er $uanto insoddisfacente sul piano della spiegazione razionale, la dossografia offre una prima risposta a $uesti interrogativi. 6resentando l'arch come eterno movimento vorticoso (>I) o come processualit! infinita e inarrestabile, essa indica implicitamente che per %nassimandro la fine di un mondo non pu- rappresentare l'arresto definitivo del tempo e di ogni processo. Ma ancor pi esplicito di $uesta indicazione dossografica il tipo di ragionamento con cui %nassimandro, secondo la tradizione, scongiurava l'arresto definitivo di ogni processo, dimostrandone dialetticamente l'impossibilit!. e la natura della sostanza primordiale & cos", secondo Mugler, ragionava %nassimandro & fosse $uella di restare in uno stato di perenne indifferenziazione dopo il riassorbimento del mondo nel suo grembo, allora il momento fatale della fine definitiva del mondo sarebbe arrivato gi! da tempo, data l'infinit! del tempo trascorso. 0on c' infatti nessuna ragione per cui la sostanza primordiale, l' apeiron, dovrebbe attendere un'eternit! prima di fermarsi del tutto. e non si arrestata definitivamente nell'infinit! del tempo passato, ci- vuol dire che essa non ha potuto arrestarsi, che $uindi non c' nulla nella sostanza primordiale che le impedisca di differenziarsi pi e pi volte e di riprodurre cos" all'infinito altri mondi. Come si vede, $uesto ragionamento ha la tipica forma dei condizionali controfattuali. 'i sicuro il ragionamento controfattuale non doveva essere estraneo ad %nassimandro, perch2 si ripresenta anche nella giustificazione dell'idea di una derivazione evolutiva dell'uomo da un'altra specie animale (>C). Certamente, anche l'argomentazione controfattuale, con cui %nassimandro dimostra razionalmente l'impossibilit! di un arresto definitivo e di una fine assoluta di tutto nell'indifferenziato primitivo, circolarmente intrecciata tanto con il postulato dell'eternit! del tempo, $uanto con l'idea di una natura causalmente strutturata ed estranea a $ualsiasi tipo di predilezione e di scelta. %nzi, il suo valore probativo si regge interamente sul postulato che la 55natura non conosce predilezioni, n2 nel flusso del tempo, n2 nella distribuzione degli oggetti nello spazio, n2 nelle trasformazioni materiali di cui essa sede, che essa non ammette, a meno di una ragion sufficiente, n2 momenti privilegiati, n2 fatti o eventi di scelta88 (>D). ,uesta idea di natura, secondo Mugler, l'espressione di un vero e proprio 55principio di indifferenza88, che, per la prima volta nella storia del pensiero occidentale (>A), impone il sistematico ricorso ad una ?ragione sufficiente?. %nassimandro si serve proprio di $uesto principio di indifferenza per dimostrare che il mondo, una volta riassorbito nello stato primitivo di indifferenziazione, rinasce ancora eternamente, perch2 non c' nessuna ragione per cui la sostanza primordiale debba attendere un'eternit! prima di arrestarsi definitivamente. +l filosofo&scienziato di Mileto non tuttavia il solo a ricorrere a $uesto principio. 6armenide, ad esempio, sempre sulla base di $uesto principio, affermer! perentoriamente che l'essere non pu- nascere, perch2 non c' nessuna necessit! o ragione per farlo nascere prima piuttosto che dopo (>B). .videntemente, se la natura (o l'arch primordiale) facesse spontaneamente libere scelte o arbitrarie preferenze, potrebbe benissimo arrestarsi definitivamente, a suo piacere ed arbitrio, in $ualsiasi momento. +n $uesto caso, ovviamente, l'argomentazione dialettico&controfattuale di %nassimandro, privata di una delle sue premesse essenziali, perderebbe $ualsiasi valore probativo. e invece si assumono le premesse da cui parte %nassimandro, allora l'idea di eterno ritorno dell'identico e di ciclicit! del tempo risultano l'espressione di una necessit! fisico&razionale interna alla struttura del divenire cosmico. ,uando un mondo scompare nell' apeiron, svanisce semplicemente il prodotto di una differenziazione fra caldo e freddo, ma non scompare affatto il potere della sostanza primordiale di produrre una nuova differenziazione da cui

prender! l'avvio la costruzione di un nuovo mondo. =gni nuovo mondo, comun$ue, non potr! essere che una riedizione rigorosamente identica a $uello precedente. 0on infatti possibile che lo storia del nuovo mondo si differenzi da $uella del mondo precedente, perch2 la pi piccola deviazione del corso del nuovo mondo dal cammino di $uello precedente implicherebbe una disuguaglianza nelle condizioni iniziali3 implicherebbe, cio, una differenza nell'indifferenziato, il che assurdo (FE). 'i conseguenza, il mondo $uale noi lo vediamo la copia perfetta degli innumerevoli mondi che lo hanno preceduto e l'esemplare di tutta la serie infinita di mondi che lo seguiranno. ,uesto sistema cosmologico segna una delle tappe pi decisive di tutta la storia del pensiero scientifico in generale, e delle concezioni del tempo in particolare. 6er la prima volta nella storia l'intero meccanismo di formazione e di funzionamento della natura va avanti da solo senza bisogno di nessun intervento degli di. 6er la prima volta la causalit! naturale e la spiegazione razionale soppiantano completamente le rappresentazioni mitiche. 6er la prima volta si ha una geometrizzazione dell'intero universo, che, oltre ad offrire una poderosa naturali##a#ione dei cieli, ha il merito di fornire spiegazioni geometriche dell'immobilit! centrale della /erra e dei moti circolari degli astri, le $uali superano decisamente la semplice astronomia di posizione dei Caldei. 'a $uesta rivoluzionaria geometrizzazione nascono due concezioni di grande successo4 il modello di universo sferico, il paradigma di tutta l'astronomia antica, e la teoria secondo cui il movimento di rotazione uniforme costituisce la legge fondamentale dei moti celesti. fericismo, circolarit! e moto di rotazione uniforme, oltre a rendere perfettamente conto della regolare periodicit! dei fenomeni astronomici, risultano l'espressione matematica della ciclicit! che domina e pervade la natura. ,uesta universale ciclicit!, scandita dall'infinita se$uenza di distruzioni e rinascite dello stesso mondo, determina, ovviamente, una topologia del tempo caratterizzata, su larga scala, dall'identit! fra passato e futuro e dal rifiuto dell'irreversibilit! del tempo. 6er $uanto impedisse il concepimento di $ualsiasi idea di progresso, $uesta identit! fra cicli passati e futuri svolgeva per la mentalit! antica una funzione estremamente positiva e rassicurante. econdo Mircea .liade era proprio mediante $uesta ciclicit!, negatrice di $ualsiasi novit!, che 55l'umanit! arcaica si difendeva come poteva contro tutto ci- che la storia comportava di nuovo e di irreversibile44 (F*), cio, contro il terrificante carico d'incertezza legato all'idea di un futuro realmente diverso dal passato. % ben guardare, l'idea di eterno ritorno dell'identico finisce col far girare a vuoto il tempo. .ssa ha infatti 55il senso di un supremo tentativo di statizzazione del divenire, d'annientamento dell'irreversibilit! del tempo. 6oich2 tutti i momenti e tutte le situazioni del cosmo si ripetono all'infinito la loro evanescenza si rivela in ultima analisi come apparente3 nella prospettiva dell'infinito, ogni momento e ogni situazione restano fermi e ac$uistano cos" il regime ontologico dell'archetipo88 (F9). 1ista da $uesta prospettiva, la concezione dell'eterno ritorno di %nassimandro mostra implicazioni etico&religiose di primaria grandezza. .ssa ha indubbiamente una valenza religiosa, se per religione si intende la credenza in una garanzia di salvezza offerta all'uomo. La visione ciclica del tempo, infatti, una vera e propria teoria della salvezza, perch2 offre la garanzia di scongiurare il rischio di un annientamento totale della realt! in generale e di ogni singola sostanza in particolare. Come ha recentemente ribadito 'avies, l'attrattiva maggiore del mondo ciclico consiste proprio nello sfuggire risolutamente 55allo spettro dell'annientamento totale88 (F>). e le immutabili leggi della natura fanno s" che il mondo attuale non differisca in nessun minimo dettaglio dai mondi che l'hanno preceduto e da $uelli che seguiranno, allora ogni evento, ogni cosa, ogni uomo si gi! ripetuto un'infinit! di volte nel passato e ritorner! puntualmente con le stesse caratteristiche e gli stessi destini infinite volte nel futuro. 6oich2, grazie a $uesta infinita reiterabilit!, la vita di ogni cosa si prolunga al di l! dei limiti dell'esistenza attuale, la teoria dell'eterno ritorno risulta in grado di soddisfare l'istinto di conservazione e la naturale sete d'immortalit! di ogni uomo. L'idea di un'eterna rinascita, razionalmente codificata da %nassimandro, rende infatti ogni uomo eterno, nel senso che gli offre $uantomeno un'eternit intermittente, in cui nessun pi piccolo e insignificante dettaglio della sua vita andr! mai perduto, e in cui ciascun istante della sua esistenza ac$uistava la dignit! dell'eterno. 6resentata da %nassimandro come l'espressione di un implacabile ordine immanente alla natura, la concezione dell'eterno ritorno si rivela, in definitiva, come la vera religione dei Jreci, come la loro autentica idea di salvezza. ,uesta grandiosa concezione, fra l'altro, aveva anche la forza di far accettare con maggiore serenit! la sofferenza, la decadenza della vecchiaia e la morte, perch2 assicurava ad ogni uomo non un'incolore e umbratile immortalit! nell'%de, ma una perenne ritorno del vigore della giovinezza sotto la calda e amata luce del ole. (na concezione di $uesta grandezza, una volta nata, era destinata a lasciare un'impronta profonda nel pensiero successivo. Jran parte della filosofia greca, comprese le dottrine di 6latone e di %ristotele, non sar! altro che un commento e uno sviluppo del pensiero di %nassimandro. +l pi grande filosofo&scienziato dell'%ntichit! delinea per la prima volta con estrema nitidezza $uella strategia di nientifica#ione del nulla, o di messa al bando di $ualsiasi rischio d'annientamento totale, che costituisce la profonda dorsale della mentalit! scientifico&filosofica greca. + principali snodi di $uesta strategia li possiamo ora riassumere in $uesta se$uenza logica4 l'eternit! dell' arch, privando il nulla di $ualsiasi capacit! d'azione e bloccando il regresso all'infinito, genera l'idea di causalit! naturale (ogni evento ha un antecedente), stabilizza poi l'ordinamento causale (uniformit! della natura) battezzandolo con la logica dialettico& controfattuale, pone $uindi alla base delle trasformazioni fisiche principi di conservazione della materia&energia e genera infine una ciclicit! del tempo che, vera e propria fonte di salvezza, garantisce ad ogni esistenza finita un'eternit! intermittente vissuta nella piena luce del ole. +n conclusione, l'eternit! dell' arch, del tempo e della materia&energia non solo genera la mentalit! scientifica, non solo disposta , come sosteneva ;aecGel, ad eliminare dall'orizzonte

scientifico tutti gli enigmi insolubili, ma arriva anche a garantire tante resurrezione dei corpi $uante sono le infinite reiterazioni del ciclo cosmico. #. "l mondo ebraico: un tempo finito, futurocentrico, separato dall'eternit 6er $uanto allettante sotto il profilo ontologico, epistemologico e soteriologico, la visione ciclica dei Jreci presentava lo svantaggio di imprigionare per sempre l'intera processualit! cosmica nelle gabbie di un'eterna ripetizione degli stessi schemi di sviluppo, dalle cui sbarre nulla sfuggiva. Ji! .picuro aveva avvertito il soffocante peso dell'implacabile fatalismo insito in $uesta perenne ricorsivit! delle stesse fasi di sviluppo. 55.ra meglio credere & scriveva nella lettera a Meneceo & ai miti sugli di piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici Mcio dell'inesorabile fatalismo ciclicoN4 $uelli infatti suggerivano la speranza di placare gli di per mezzo degli onori, $uesto invece ha implacabile necessit!88 (FF). 6er $uanto potesse apparire amara, $uesta schiavit del ?destino dei fisici? domin- $uasi incontrastata sulla cultura classica dell'%ntichit!. olo una popolazione che avesse sperimentato sulla propria pelle la devastante disperazione della deportazione di massa e della schiavit avrebbe potuto ribellarsi ad una ciclicit! che non liberava mai definitivamente dalla prigionia, ma rinnovava all'infinito nel tempo la condizione di schiavi. Jli .brei furono il popolo che spezz- le sbarre della ciclicit!, proponendo una nuova topologia del tempo. Come per i primi filosofi, anche per la visione ebraica dell' (ntico 2estamento alla base di tutto c' l'eternit!4 c' 'io, l'.terno per definizione. %nalogamente alle dottrine dei filosofi ionici, anche la )ibbia afferma che tutto ha avuto origine dall'.terno, che la causa prima di tutto l'esistente necessariamente unica ed eterna. +l primo atto divino di cui ci parla la Genesi infatti la creazione dell'intero mondo4 55+n principio 'io cre- il cielo e la terra88 ( Gn *,*). %l pari dei filosofi ionici, che non ci hanno lasciato nessuna dimostrazione dell'esistenza del principio eterno, cio del ?divino?, la )ibbia non compie nessuno sforzo per dimostrare l'esistenza di 'io. /anto nell'approccio dei primi filosofi $uanto in $uello biblico, l'esistenza, rispettivamente, dell 'arch divina e di 'io data per scontata alla stregua di una verit! prima. +n entrambi gli approcci, a mio avviso, presente la seguente struttura logica di fondo4 se esiste $ualcosa, allora esiste 'io (o l'arch divina), perch2 $uesto $ualcosa di esistente o esso stesso 'io (ha cio il potere di darsi l'esistenza da s2), oppure deriva da 'io (riceve cio l'esistenza da 'io o dall'arch divina) (FI). ulla scorta dell'assioma dell'eternit! del 6rincipio primo, tanto il punto di vista filosofico $uanto $uello biblico, sia pure con accenti diversi, istituiscono le condizioni di possibilit! di una leggibilit! razionale&causale della realt!, perch2 partono da una causa ultima autosufficiente che, bloccando il regresso all'infinito, sostiene la catena della cause penultime o seconde (il reticolo delle cause naturali). .ntrambe le prospettive, per $uanto in forme diverse, condividono una strategia di nientificazione del nulla, cio di eliminazione del pericolo di un annientamento totale. L'atto creatore di 'io, di cui ci parla il primo versetto della @ibbia, non ribadisce semplicemente l'impossibilit! di $ualsiasi iniziativa del nulla, ma fa dell'universo creato l'espressione della pi tangibile nientificazione del nulla. 0ella creazione, infatti, il nulla da cui tratto il creato non la materia di cui composto il mondo, ma semplicemente il non essere (ancora) del mondo a cui segue l'esistenza della realt! creata. +noltre, tanto i filosofi ionici $uanto l'%ntico /estamento si contrappongono alle rispettive tradizioni culturali, sostenendo ciascuno un risoluto processo di demitizzazione che libera la natura dal capriccioso intervento degli di. %lla critica dei primi filosofi contro le divinit! mitologiche corrisponde l'implacabile critica biblica contro ogni forma di idolatria e di politeismo. .ntrambi gli atteggiamenti critici, in definitiva, approdano alla stessa conclusione4 al divieto di ogni forma di deificazione delle forze naturali. Certamente, $ueste analogie strutturali non attenuano affatto le profonde diversit! esistenti, persino nell'impostazione ontologica di fondo, tra il discorso filosofico greco e $uello biblico. enza alcun dubbio la 2orah vede, s", l'ordinamento naturale come il risultato delle leggi imposte da 'io al creato, ma non interessata a fondare una concezione del mondo in termini di causalit! naturale. ,uesta mancanza d'interesse, per-, non vuol dire che la visione biblica della natura sia incompatibile con la concezione causale dei filosofi ionici. ,uest'ultima, assunta in un $uadro di radicale contingenza, pu- benissimo, come di fatto avverr!, essere innestata nell'idea biblica di natura. %d ogni modo non $ui il caso di soffermarsi sull'ampio spettro delle differenze esistenti tra l'impostazione filosofica e $uella ebraica, perch2, dopo tutto, si tratta di diversit! ben note e ripetutamente enfatizzate da tutte le ricorrenti contrapposizioni illuministiche tra theoria greca e 2orah ebraica. Ci- che nell'economia del presente discorso merita invece di essere sottolineato la profonda divergenza esistente tra filosofia greca e mondo ebraico nell'impostazione del rapporto tra eternit! e tempo4 mentre nel pensiero greco il flusso temporale del divenire cosmico resta sempre inscritto nell'eternit!, nel mondo ebraico la temporalit!, proprio nel suo fluire, risulta invece nettamente separata dall'eternit!. 6er vedere come da $uesta separazione nasca una topologia del tempo antitetica a $uella ciclica bene soffermarsi innanzitutto sul concetto di eternit!. 0ella filosofia ionica, e soprattutto nella cosmologia di %nassimandro, predomina l'idea di un'eternit! come illimitata estensione nel tempo, cio come durata senza inizio e senza fine del flusso temporale. %nche .raclito si attiene a $uesta idea di eternit! $uando afferma che 55$uest'ordine universale, che lo stesso per tutti, non lo fece alcuno tra gli di o tra gli uomini, ma sempre era e sar! fuoco sempre vivente, che si accende e si spegne secondo giusta misura88 (FC). +n generale, proprio su $uesta nozione di eternit! che si fondano tutti i tentativi di giustificare dialetticamente l'uniformit! della natura, ossia l'invarianza dell'ordinamento causale immanente al cosmo.

,uando, attraverso i primi rigorosi procedimenti logico&dimostrativi, si scopre che le verit! matematiche sono necessarie, immutabili e valide per sempre, cio sono eterne, si fa strada anche il concetto di eternit! atemporale, secondo cui eterno ci- che permane immutabile senza successione4 ci- che non era n2 sar! ma soltanto. L' ?essere? di 6armenide, ad esempio, gode soltanto di $uesta eternit! atemporale, intesa come contemporaneit! o come presenza immutabile che resta sempre identica a se stessa, esiste sempre al presente, non ha n2 principio n2 fine, ed esente da $ualsiasi tipo di successione. La mentalit! scientifica greca, nata sotto l'egida di un'eternit! temporale, conobbe dun$ue anche un'eternit! al di fuori del tempo e separata $uindi dalla temporalit! (FD). /uttavia, escluse le negazioni parmenidee del divenire, per il pensiero greco l'eternit! atemporale ( delle verit! matematiche, delle idee platoniche, delle essenze e dei motori immobili di %ristotele) coesiste sempre con l'eternit! temporale del divenire cosmico. La durata illimitata infatti l'orizzonte comune entro cui restano inscritti i due tipi di eternit!. 0el mondo greco, pertanto, non si assiste mai ad una completa scissione fra eternit! e tempo, perch2 anche il flusso temporale gode di una forma di eternit! (di divinit!), nel duplice senso che la successione temporale dura indefinitamente senza inizio e senza fine e riproduce sempre gli stessi immutabili schemi eterni di sviluppo. 6oco importa se $uesti schemi eterni siano chiamate idee da 6latone e essenze da %ristotele. % differenza della filosofia greca, che aveva preso l'avvio dall'eternit! temporale, la @ibbia, invece, parte risolutamente dall'eternit! atemporale di 'io. 0el 5entateuco, infatti, ci troviamo di fronte al paradosso di un 'io eterno, unico e totalmente trascendente il tempo, che tuttavia crea il mondo, si rivela all'uomo ed interviene misteriosamente nel corso della storia. L'assoluta trascendenza di 'io si manifesta, infatti, in una duplice separazione dalla successione temporale4 l'.terno trascende il tempo non solo perch2 al di fuori del tempo, al di l! di $ualsiasi successione, ma anche perch2 dura per sempre, mentre il tempo del mondo creato ha giorni e secoli contati. +nsomma, per la )ibbia solo 'io l'unico .ssere veramente eterno. 'i conseguenza, a differenza di $uella greca, la temporalit! biblica non ha in s2 nessuna $ualit! divina ( cio nessun tipo di eternit!), perch2 la sua durata finita non le consente di coesistere per sempre con l'eternit! atemporale di 'io. +nfatti, il principale elemento differenziale che contraddistingue nettamente la concezione biblica da $uella greca consiste proprio nell'assegnare alla temporalit!, cio all'asse strutturale di $uesto mondo, lo statuto di una condi#ione transeunte di durata finita. 0onostante i ripetuti accostamenti tra la Jenesi e il 2imeo di 6latone, sempre ricorrenti a partire da sant'%gostino, alla temporalit! biblica non affatto applicabile la definizione platonica di tempo come 55immagine mobile dell'eternit!88 (FA), perch2 il tempo biblico, a causa della sua durata finita, non pu- fungere nemmeno da immagine dell'eternit!. Com' noto, la concezione della creazione, oltre che dall'armonizzazione dei diversi racconti biblici alla creazione, dipende dal modo in cui viene interpretato il primo versetto della Genesi. e lo si interpreta come una proposizione dichiarativa, allora il senso dei primi due versetti risulta il seguente4 55+n principio 'io cre-88 dal nulla 55il cielo e la terra88 allo stadio di $ualcosa di informe, vuoto e caotico. e invece si attribuisce al primo versetto la funzione di sommario introduttivo o di titolo del primo capitolo della Genesi, allora il senso appare il seguente4 dapprima, $uando 'io si accinse a creare il cielo e la terra, la terra era ( ancora) 55informe e vuota e la tenebra era sulla faccia dell'abisso88 e proprio da $uesto stadio caotico preesistente ebbe inizio il processo di creazione. Come attesta la storia dell'esegesi biblica, la possibilit! di $ueste due antitetiche interpretazioni ha fatto versare fiumi d'inchiostro per dirimere la $uestione se Gn * parli di creazione dal nulla ( creatio ex nihilo) oppure dal caos. 'al punto di vista strettamente filologico la $uestione risulta, se non indecidibile, sicuramente di difficile soluzione. 'al punto di vista logico, invece, la preesistenza all'atto creativo divino di un elemento caotico o di una terra 55informe e vuota88, del tutto incompatibile con l'onnipotenza e con l'unicit! assoluta di 'io. e infatti preesistesse all'atto creativo un $ualcosa di caotico, allora vi sarebbe una realt! non causata da 'io, e 'io non sarebbe pi l'unica e onnipotente causa di tutto. +n definitiva, il radicale monoteismo del 5entateuco, cio il netto rifiuto ebraico di $ualsiasi dualismo e politeismo, ad implicare l'idea di una creatio ex nihilo (FB), in cui l'universo e il tempo, creato necessariamente con il mondo, presentano la singolarit di un inizio assoluto. Certamente, l'inizio assoluto di un mondo lanciato nel corso del tempo, cio $uesto salto dal nulla all'universo in divenire, destinato a restare un mistero inafferabile alla ragione umana4 l'inizio assoluto, in $uanto tale, cade infatti oltre l'orizzonte dell'esperienza possibile3 pu- essere solo rivelato da 'io o dedotto dalla ragione umana (IE). 'i fronte a $uesta singolarit! dell'inizio ( ed anche della fine del mondo) la ragione umana mostra limiti conoscitivi insuperabili. 0on a caso la problematica dei limiti della conoscenza umana, cio il pessimismo epistemologico, appartiene al mondo ebraico e non a $uello greco. ''altro canto, la concezione di un tempo finito, delimitato cio da una singolarit! iniziale e da una finale, non consente pi di legittimare il principio dell'uniformit! della natura sulla base delle sottili argomentazioni controfattuali elaborate dai Jreci alla luce dell'eternit! del flusso temporale. 0ella visione ebraica l'invarianza delle leggi naturali si basa solo sull'imperscrutabile volont! di 'io. . di fronte alla ua assoluta trascendenza a ben poco servono le ragioni ricavate dalle nostre pi raffinate argomentazioni controfattuali. enza alcun dubbio, dalla Genesi emerge con estrema chiarezza che la creazione un passaggio al temporale: non solo la formazione del mondo risulta un processo che si snoda lungo una successione temporale ( i sei giorni della creazione), ma la temporalit! risulta una delle fondamentali propriet! oggettive del mondo. 0on c' nulla di pi distante dalla Genesi dell'idea che il tempo sia $ualcosa di puramente soggettivo. La creatio ex nihilo implica che il tempo sia creato col mondo, ma $uesto non vuol dire che il tempo biblico sia un contenitore inerte, utile soltanto a fornire agli

eventi l'etichetta di una datazione. 0ella Genesi il tempo appare piuttosto come una sorta di operatore che presiede alla formazione del mondo e in cui sono inscritte le potenzialit! di sviluppo della storia cosmica. i tratta, in ogni caso, di una storia che ha un inizio assoluto (la creazione) e una fine assoluta (l'avvento del 55regno di 'io88). econdo la visione ebraica, infatti, prima della fine dei tempi arriver! il Messia, che sar! di stirpe davidica ed annuncer! la fine dei tempi e l'inizio di un'era nuova, in cui 55+l ignore distrugger! la morte per sempre88 ( 's 9I,A! e in cui si prefigura la resurrezione dei morti ( 's 9C,*B3 1# >D, *&*F). L'avvento di $uesta era nuova di pace ( shalom!, cio di pienezza e di appagamento completo, non implica la distruzione del mondo, bens" la sua trasfigurazione paradisiaca in una 55nuova Jerusalemme88 la $uale, affrancata definitivamente dalla morte e da $ualsiasi rischio di annientamento, durer! per sempre, ac$uisendo cos" una nuova dimensione temporale la cui topologia resta inattingibile anche alla visione profetica. L'avvento del 55mondo a venire88 comporter! la fine di una temporalit! fatta di privazioni, di sforzi di realizzazione, di precariet! e di morte. L'era messianica, che precorre e annuncia la fine dei tempi, si colloca in un momento del futuro indefinito e imprevedibile4 potrebbe essere molto vicina come incommensurabilmente lontana. +n ogni caso la continua attesa del Messia incentra l'intera temporalit! biblica sul futuro. .d proprio il netto predominio del futuro nell'orizzonte temporale a conferire direzionalit! al tempo biblico4 l'intera storia ha un senso, perch2 ha per met! finale l'avvento del regno di 'io. 'el futuro corso della storia, tuttavia, si conosce solo l'esito finale, il punto di approdo, ma non l'esatta se$uenza delle tappe e nemmeno la traiettoria del suo decorso. %nche se la realizzazione dell'esito finale, la salvezza, garantita dal Creatore, l'uomo chiamato ad un'alleanza con 'io, che lo impegna a cooperare attivamente per il raggiungimento della salvezza finale. ,uesta richiesta di cooperazione vuol dire che, a parte l'esito finale, il futuro relativamente aperto, nel senso che il corso futuro della storia affidato in parte alla libera e operativa collaborazione dell'uomo alla realizzazione del progetto di salvezza, inscritto nel tempo fin dal primo istante della creazione. +n $uesto modo, all'atteggiamento contemplativo, implicato dalla temporalit! ciclica dei Jreci, la )ibbia contrappone un atteggiamento pratico operativo tendente alla trasforma#ione del mondo, fondato sull'idea che il futuro ancora un testo da scrivere e non un libro gi! tutto scritto. Com' facilmente deducibile da $ueste schematiche osservazioni, la topologia del tempo biblico rappresenta l'antitesi di $uella ciclica. 0ella @ibbia, infatti, il futuro e non il passato ad avere il predominio nell'orizzonte temporale. %lla concezione greca dell'eternit! del tempo il mondo ebraico contrappone una temporalit! di durata finita, in cui il futuro & plasmabile dal lavoro e dall'azione dell'uomo e aperto ad accogliere novit!, eventi unici ed irripetibili & contiene $ualcosa di pi del passato e pu- progredire verso la meta finale. 6er l'(ntico 2estamento, in antitesi alla ciclicit! greca, la salvezza non si trova nel tempo3 non risiede in un'eternit! intermittente fondata sul prolungamento all'infinito del tempo mediante la continua reiterazione dello stesso ciclo. +l tempo solo il cammino progressivo verso la pace3 la via che porta alla salvezza. (na via di lunghezza finita, perch2 'io mantiene la ua promessa.

$ote
*) 6er rendersi conto di $uanto la conoscenza del futuro sia stata al centro degli interessi delle civilt! antiche sufficiente una rapida lettura del testo di J. 6.//+0%/=, +a scrittura celeste. +a nascita dell'astrologia in %esopotamia, Mondadori, Milano, *BBA, pp. 9B&IC. 9) J. P. L.+@0+L, +es principes de la nature et de la grace fond,s en raison, par. D ( trad. it. J. P. L.+@0+L, %onadologia, :usconi, Milano, *BBD, p. FD). >) #. ;=QL., +'origine dell'universo e l'origine della religione, trad. it., Mondadori, Milano, *BBA, p. *C. F) .. du @=+ &:.QM=0', ' confini della conoscen#a della natura, trad. it., #eltrinelli, Milano, *BD>, pp. I*&AE. I) .. ;%.CK.L, +es ,nigmes de l'univers, trad. franc., chleicher #rres, 6aris, *BE9, p. 9F> e pp. I*&AE. C) .. ;%::+ =0, +e maschere dell'universo, trad. it., :izzoli, Milano, *BAB, p. BC. D) . +='=, 2eogonia, *9>&*>E. A) K. von #:+/L, +e origini della scien#a greca, trad. it., +l Mulino, @ologna, *BAA, p.99.

B) ,uesto blocco del regresso all'infinito verso $ualcosa di ancor pi originario viene definito da K. von #:+/L, op. cit., p. 99, una ?forma di finitismo?. ,uesta definizione tuttavia non adeguata a rilevare che l'eternit! del principio costituisce il blocco logico&ontologico di $ualsiasi regresso all'infinito. *E) ;. '+.L P4 K:%0L, 6ie 7ragmente der 8orsokratiker, @erlin, *BCC, D @ * ( trad. it. ' presocratici. 2estimonian#e e frammenti, Laterza, @ari, *BCB). ''ora in poi faremo riferimento a $uesta opera con l'abituale sigla ?'K? seguita dalla relativa numerazione delle testimonianze e dei frammenti dei presocratici. **) +66=C:%/., %orb. sacr., '', F*&FC. *9) J. .. :. LL=Q', %etodi e problemi della scien#a greca, trad. it., Laterza, @ari, *BB>, p.DFI. *>) Cfr. P. H%.J.:, 5aideia, trad. it., La nuova +talia, #irenze, vol. +, p. 9AD. *F) P. H%.J.:, op. cit., p. >E9. *I) @L(M.0@.:J, +a legittimit dell'et moderna, /rad. it., Marietti, /orino, p. *DI. *C) Come noto '. ;(M., nel libro +, parte +++, sez. O+1 del 2rattato sulla natura umana, trad. it., Laterza, @ari, *BDA, pp. *CB&*B>, mostrando l'indeducibilit! logico&apriori dell'effetto dalla causa, evidenzia la fallacia naturalistica contenuta nell'identificazione del legame causale con il nesso di derivazione logica. L'eliminazione di $uesta fallacia non impedisce, per-, di esprimere il nesso causale in termini di derivazione logica. Come attesta il modello nomologico deduttivo di spiegazione scientifica, le spiegazioni e previsioni della scienza non sono altro che deduzioni logiche ricavate da premesse esprimenti relazioni causali. ;ume, insomma, ci dice semplicemente che la buona fisica non si fa a priori. *D) ;. :.+C;.0@%C;, +a filosofia dello spa#io e del tempo, trad. it., #eltrinelli, Milano, *BDD, pp. >C&FF, prendendo in considerazione esempi di variazioni olistiche di tutte le grandezze spaziali conclude che 55una espansione che concerna tutti i corpi allo stesso modo non osservabile88. *A) '. ;(M., op. cit., lib. +, parte +++ , sez. 1+. *B) La dialettica greca, da ;egel a Jadamer, stata sempre considerata giustamente il cuore della razionalit! filosofica. /uttavia nessuno si reso conto che essa poggia interamente su argomentazioni controfattuali. %nche senza affrontare i dialoghi di 6latone, sufficiente leggere i frammenti di Melisso (ad esempio, 'K >E @ D& A) per scoprire che i condizionali controfattuali costituiscono lo spazio logico della dialettica. .' sicuramente giusto sottolineare il momento elenctico, tipico dell'argomentazione filosofica greca, ma senza un serio esame delle strutture controfattuali sottostanti sar! impossibile comprendere la vera natura della dialettica e della razionalit! del mondo greco. 9E) 6er la mentalit! greca i processi dissipativi hanno un valore meramente locale e non globale, riguardano cio le singole sostanze, ma non la processulit! cosmica nella sua interezza. 9*) %:+ /=/.L., %etaph., + >, BA>b C&*>. 99) K. von #:+/L, op. cit., p. >A. 9>) Q. .LK%0%, +a scoperta della conserva#ione dell'energia, trad. it., #eltrinelli, Milano, *BDD, p. *>, sottolinea giustamente che la lunga storia attraverso cui emerge il moderno concetto di energia mostra $uanto la scienza 55sia radicata nella metafisica88, nel senso che fu proprio la 55fede nel principio che $ualcosa si conserva in natura a condurre a $uell'attivit! di creazione concettuale che sfoci- infine nello sviluppo del concetto di energia88. %d .lGana sfugge, tuttavia, il fatto che stato proprio il pensiero greco a fare delle propriet! conservative il $uadro strutturale della scienza. Causalit! e principi di conservazione costituiscono infatti il plesso inscindibile da cui nasce la mentalit! scientifica. Le attuali critiche al concetto di causalit!, provenienti soprattutto dalle interpretazioni della meccanica $uantistica, sembrano dimenticare $uesto

legame strutturale tra causalit! e principi di conservazione. 'ubito che possano valere ancora i principi di conservazione in una fisica che elimini la causalit!, proclamando ?la causalit! impossibile?. 9F) (na delle condizioni di possibilit! della conoscenza scientifica data dal postulato che in natura non tutto possibile4 paradossalmente, un mondo in cui tutto fosse possibile renderebbe impossibile la scienza (cfr. L. C=0/+, 5ossibilit reali##abili e poten#ialit tecnologiche, in M. @%L'+0+ (ed), +'uomo la tecnica e 6io, Centro .ditoriale 'ehoniano, @ologna, *BBF, pp. C>&D>). 9I) %:+ /=/.L., 1th. nic., 1+ 9, **>Bb D&**. 9C) .pitteto (cfr. P. C. K0.%L. & M. K0.%L., toria della logica, trad. it., .inaudi, /orino, *BD9, p. *FF ) ci ha lasciato la seguente versione completa dell'argomentazione di 'iodoro Crono4 55L'%rgomento 'ominante sembra sia stato formulato movendo da premesse come $uelle che seguono. 1' un'incompatibilit! tra le tre seguenti proposizioni4 ?ogni cosa, che passata e vera, necessaria?, ?l'impossibile non segue dal possibile?, ?Ci- che n2 , n2 sar!, possibile?. +n considerazione di $uesta incompatibilit! 'iodoro us- l'attendibilit! delle prime due proposizioni per stabilire la tesi che possibile solo ci- che o vero, o sar! vero88. 9D) Cfr. 6.&M. C(;L, +e 6ominateur et les possibles, 6aris, *BCE. 9A) 6L%/=0., 2imeo, *B C & 9C .. 9B) 'K *9 @ *. >E) M. ;.+'.JJ.:, entieri interrotti, trad. it., La 0uova +talia, #irenze, *BCA, p. >ED. >*) %. 6+C;=/, +a nascita della scien#a. %esopotamia, 1gitto, Grecia antica, trad. it., .dizioni 'edalo, @ari, *BB>, p. >9C. >9) Ch. M(JL.:, 6eux thmes de la cosmologie grecque: devenir c-clique et pluralit, des mondes, Librairie C. KlincGsiecG, 6aris, *BI>, p. 9E. Lo studio pi ampio su %nassimandro resta $uello di Ch. ;. K%;0, (naximander and the origins of greek cosmolog-, Columbia (niversit< 6ress, *BCE, tuttavia nel presente lavoro seguiremo soprattutto il lavoro di Mugler, verso ci riconosciamo profondamente debitori. >>) Cfr. M(JL.:, op. cit., pp. *>&*I. >F) 'K *9 % **. >I) 'K *9 % *E, **, *9. >C) 'K *9 % *E. %nassimandro, a $uanto tramanda 6lutarco, sostenne che l'uomo da principio fu generato da altre specie viventi, perch2 55mentre gli altri viventi si nutrono subito da s2, solo l'uomo ha bisogno per molto tempodelle cure della nutrice4 ora (ecco l'argomentazione controfattuale) se all'inizio fosse stato taleMcom' adessoN non avrebbe potuto sopravvivere88. >D) M(JL.:, op. cit., p. 9E. 9:! 'bidem. >B) 'K 9A @ A. FE) M(JL.:, op. cit., p. *C. F*) M. .L+%'., 'l mito dell'eterno ritorno, trad. it., @orla, /orino, *BCC, p. DE.

F9) M. .L+%'., op. cit., p. *IB. % proposito delle differenze fra tempo statico e tempo dinamico cfr. L. C=0/+, 2eilhard de ;hardin e la prevedibilit del fenomeno evolutivo, in 55%nnali della #acolt! di Lettere e #ilosofia88 (niversit! degli tudi di 6erugia, vol. OOO++, pp. >F*& FE9, L. C=0/+, 'l tempo e il problema del futuro, in J. @=0=M+ (ed.), 'l tempo. cien#a, cultura ed educa#ione, +rrsae (mbria, Citt! di Castello, *BBB, pp. **D&*>B. F>) 6. '%1+. , Gli ultimi tre minuti, trad. it., ansoni, #irenze, *BBI, p. *FC. FF) .6+C(:=, 1p. ad %en., *>>&*>F. FI) +n senso rigoroso dell'esistenza di 'io non si d! dimostrazione vera e propria, perch2 dimostrare significa dedurre una conclusione da premesse. Ma un 'io la cui esistenza dipendesse da premesse non sarebbe pi il 'io incondizionato e assoluto. e proprio si vuol parlare di prove dell'esistenza di 'io, allora bisogna dire che la semplice esistenza di $ualcosa l'autentica prova dell'esistenza di 'io. +n realt!, il vero problema non l'esistenza di 'io, ma Chi 'io. L'autentico problema filosofico consiste infatti nell'alternativa fra immanentismo e trascendenza4 'io un .ssere trascendente il mondo o non altro che l'universo stesso nella sua globalit!7 Molto spesso si scambia l'ateismo con l'immanentismo, cio con le divinizzazioni del mondo o di $ualche aspetto della realt! fisica. La stessa molteplicit! di forme di religiosit!, in generale, attesta che la $uestione cruciale non riguarda l'esistenza di 'io, ammessa da $uasi tutte le religioni, ma Chi e 'io. +l compito proprio della filosofia consiste nel mostrare dialetticamente $controfattualisticamente! l'aporeticit! delle sempre ricorrenti tentazioni idolatriche di divinizzazione del mondo. FC) 'K 99 @ >E. FD) L'eternit! come perenne durata atemporale ( aion! chiaramente definita da 6armenide ('K 9A @ A) da 6latone (2im, >D e) e da %ristotele (5h-s. +1 *9, 99*b >). FA) 6L%/=0., 2im., >D '. FB) Cfr. 9%ac D,9A. IE) ul fatto che 55non c' posto nella coscienza umana per l'esperienza dell'inizio88 ha insistito giustamente 6. J+@.:/, )ibbia, miti e racconti dell'ini#io, trad. it., ,ueriniana, @rescia, *BB>, pp. 9D&FF. 6er in$uadrare in via preliminare i problemi sollevati dall'interpretazione dei primi capitoli della Genesi cfr. .. van P=L'., 3acconti dell'ini#io. Genesi <*<< e altri racconti di crea#ione, trad. it., ,ueriniana, @rescia, *BBB3 +. % +M=1, 'n principio. 'l libro della Genesi interpretato alla luce della scien#a, trad. it., Milano, *BBD.

&&&&& Lino Conti nato a ;itt di ;astello, nel <=>?. 'nsegna " toria del pensiero scientifico" presso l'@niversit di 5erugia. Aa svolto attivit didattica e di ricerca presso l'@niversit di 5adova. i occupa di tematiche concernenti la storia e la filosofia della scien#a, con particolare riferimento alla nascita della scien#a moderna $Galilei!. 2ra i saggi pubblicati4 + no della scienza $<=:B!C Jiuseppe 0eri un matematico aristotelico $<==D!C +l cuore dal circolo cosmico al trapianto $<==?!C 'io e le dinamiche della natura $<==?!.

Sum ergo cogito


"ntorno al ri olgimento dell'emblematica di isa del pensiero cartesiano ed alla conseguente messa in discussione del sistema

(@runo d'%usser @errau)


+n un nostro recente lavoro & E(F@( 'F713F' & pubblicato sul primo numero di $uesta rivista, abbiamo preso in considerazione il vulnus, provocato dal pensiero cartesiano, in seguito all'eliminazione dell'elemento intermediario dal disegno della struttura cosmologica tradizionale e della conseguente polarizzazione dell'immagine del reale in spirito e materia (res cogitans et res extensa )3 dicotomia intorno alla $uale si poi sviluppato il pensiero di $uesto filosofo, che tanta parte ha avuto nella creazione delle premesse ideologiche sulle $uali andato formandosi il mondo moderno. viluppo $uesto, alieno, forse, dalla sua volont! e dalle sue intenzioni. * 0on avendolo particolarmente trattato nell'articolo citato, vorremo ora prendere in considerazione il concetto di coscienza di s2, $uale ente, propria ad un individuo, che il 0ostro esprime con la nota formula, 9 polemicamente invertita nel titolo del presente studio. +ntorno al concetto di coscienza, con gli sviluppi della moderna filosofia, s' venuta a formare un'aura di carattere morale, intrinseca ad un'indagine che investa soprattutto le relazioni dell'anima con se stessa e dove $uindi le capacit! d'esame e d'autogiudizio prevalgano su $uelle conoscitive, considerate allora $uali semplici supporti delle altre per l'immediatezza loro propria nell'ambito del foro interiore. Caratteristica di $uesta deriva, subita dal concetto di coscienza, sono l'uso di essa e del suo contrario in psicanalisi. ,ui, invece, si vuole prendere in esame $uello che gi! 6latone ed %ristotele, intendevano e che fa espresso riferimento a ci- che potremmo definire la consapevolezza del nostro stato4 la insomma. +n $uesto senso, attraverso l'autoevidenza esistenziale, Cartesio pone nella chiarezza e nella distinzione (clart, et distinction) di ci- che si presenta all'attenzione del soggetto, le basi della sua idea d'evidenza3 sottolineandone & in (F23. '. G & l'aspetto analitico ed induttivo $uando, ivi, afferma che dalla somma delle rappresentazioni, nella $uale sia pensato l'ordine di una molteplicit!, che scaturisce la conoscenza. @en altrimenti, nelle 31G@+H (6 6'31;2'"F1% 'FG1F'', aveva escluso il giudizio soggettivo dalla stessa, avendola invece collegata all'immediatezza sintetica della facolt! intuitiva che, correttamente, svincolava dai limiti individuali della testimonia dei sensi (il mondo corporeo) e dell'immaginazione (il mondo intermediario) per farne una pura concezione dello spirito (il mondo intellettuale). .gli, rispettando anche la tripartizione cosmologica, era rimasto, pertanto, entro i termini della rappresentazione catalettica ( ), tale $uale era stata espressa dagli antichi4 vale a dire, l'evidenza come conseguenza di un atto dell'intelletto, il $uale garantisce la piena congruenza dell'oggetto con la sua rappresentazione. e le sue riflessioni avessero continuato a procedere in $uesto modo, non si sarebbero chiuse come, di fatto, poi avvenne, le vie in grado di condurre ad una reale possibilit! di comprensione della vera e complessa natura dell'uomo. 0atura, le cui potenzialit! oltrepassano, con certezza universalmente condivisa ancorch2 molto diversamente motivata, la modalit! corporea3 esse, come ammette anche la moderna psicologia, si sviluppano in estensione indefinita dalla realt! concreta al piano psichico. 6iano dove ha sede anche la facolt! di raziocinio ma, ci- nonostante, $uesto livello resta pur sempre un'espressione esteriore e transeunte dell'.ssere dove si collocano le possibilit! dell'intelletto. > Le potenzialit! dun$ue della condizione umana corrispondono con $uest'essenza ontologica, che attinge l'infinito e che, pertanto, tutt'uno con la stessa ragion sufficiente di $uel composto instabile e contingente che la ?sottostante?, fragile individualit!. ,uesto passo fatale per il pensiero occidentale, si verific- a ragione di circostanze che, forse, oggi sarebbero classificate sotto la banalizzante etichetta di 55momento di depressione884 infatti, essendo Cartesio giunto ad una fase della sua esistenza nella $uale gli parve come ogni suo sapere potesse essere messo in dubbio, sent" allora la necessit! di rifondare ab imis fundamentis ogni approccio conoscitivo e fu $uindi proprio nell'evidenza del proprio pensare che trov- stabilit! e certezza. R per $uesto, che il cogito ergo sum assunse il ruolo di divisa del sistema, con tutte le limitazioni inerenti ad una personale teoria della conoscenza, messa a fronte della possibilit! offerta da un diretto approccio alla conoscenza stessa. +l limite metafisico di tale assunto filosofico presto detto e non vuoto gioco verbale affermare come la corretta impostazione del problema stia nell'inversione dei termini4 sum ergo cogitoC formula con la $uale la principialit! ontologica appare giustamente evidenziata rispetto alla coscienza di s2. 0on si vuole $ui mettere in forse che, per la prospettiva individuale, $uesta coscienza, abbia un ruolo rilevante perch2, nella finzione logica del dubbio totalizzante, escogitata da Cartesio nell'impostare sa m,thode, anche il dubitare di pensare gi! un pensare e $uesto costituisce, sicuramente, uno dei fondamenti di un certo modo di essere3 soltanto che, per $uesta via, non resta altra strada dalla mera elaborazione di carattere razionale, le cui premesse sono di ordine esclusivamente individuale e non si basano su $uell'immediata evidenza concettuale che propria del dominio dell'intelletto. 0ella percezione del proprio pensiero, si esprime una riflessione, la $uale anche in ottica, non una visione diretta e non , pertanto, una conoscenza effettiva. % $uesto punto, necessario fare presente come, la possibilit! di esprimere discorsivamente, ovverosia con gli strumenti offerti dal dominio intermediario $uanto attiene alla pura metafisica, trova, nella stessa natura di $uest'ultima, un limite invalicabile ed perci- attraverso l'analogia ed il simbolismo che $ueste realt! sono sempre state rappresentate. L'abbandono o meglio l'incomprensione ed il susseguente abbandono di $ueste forme espressive, date le premesse filosofiche della cultura europea, F non potevano risolversi in maniera diversa da $uanto ha fatto Cartesio e $uesto ha aperto tutto un ventaglio di opportunit!, le $uali erano state, sino allora, in una

condizione di latenza ma che, a $uel punto, hanno trovato modo di manifestarsi. R per $uesto che, chi non riesca a farsi cognizione della vera natura della metafisica tradizionale, pu- magari ritenersi & per tutta una serie di negative reazioni sentimentali, generate in lui dalla societ! circostante & sinceramente ed attivamente antimoderno ma ci- non gli impedir! di essere non meno coinvolto e soprattutto non meno intimamente partecipe delle conseguenze sociali ed in particolar modo culturali, proprie allo spirito contemporaneo. Ma torniamo alla conoscenza di s2 come riflessione3 $uest'ultima implica la presenza di un oggetto riflesso e $uella di un soggetto che ne contempli l'immagine4 nella fattispecie, l'oggetto l'.ssere puro, che, nello specchio I della psiche, ?proietta? la propria ?immagine? (il cogito), dalla $uale, il soggetto individuale, trae la percezione della propria esistenza. L' exsistentia, il sum (l'ego sum), implica tutta la distanza (l'ex stare), che intercorre tra i due. R per $uesto motivo che, se il concetto generale di evidenza cos" impostato, la dualit! tra soggetto ed oggetto diviene insuperabile, trasferendo la scissione anche al dominio delle articolazioni del reale con una separazione senza intermediazioni tra materia e spirito. pirito, sia ben inteso, che, in tal caso decade a flatus vocis, coincidendo, di fatto, con la promozione del riflesso al rango del riflettente. La percezione diretta dell'.ssere richiede invece un annullamento della distanza ossia il passaggio dall' ex stare al suo principio immediato e $uesto, per prodursi effettivamente, comporta una disposizione attiva, che implica, nell'essere individuato, il superamento dei limiti propri alla sua condizione e la realizzazione effettiva, in s2, della coincidentia oppositorum o di $uelli che, solo una prospettiva contingente faceva apparire tali. 0essuno pretende che Cartesio, personalmente, si dedicasse ad una via unitivaC di $uest'ordine ma d'averne tagliato le radici dottrinarie nella cultura dell'=ccidente che gli si fa carico. 0el mondo premoderno, le caratteristiche personali entravano in gioco soltanto sul piano delle capacit! intellettive, dell'efficacia espositiva o della didattica, poich2 i dati tradizionali di riferimento restavano per tutti immutati non essendo essi il frutto del pensiero di alcuno ma avendo invece un'origine essenzialmente sopraindividuale. R in $uesto specifico senso che si potuto affermare esserne ?non umana? la fonte e, in termini religiosi, se n' asseverata la natura divina. 0el contempo, a contrario, allorch2 s' perso il concetto di cosa significasse il limite dell'individualit!, ogni ?pensatore? ha teso a creare un proprio sistema filosofico, una propria Ieltanschauung, ingegnandosi affinch2 ogni parte di essa, compresa un'elaborata e specifica terminologia, avesse l'impronta dell' ego. embra, a $uesto punto, d'aver chiarito come mai, $uella che possiamo definire coscienza di s2, lungi dall'essere uno status privilegiato , nell'ambito della possibilit! universale, soltanto uno dei compossibili ( einer von den Jompossibelen) e, per la precisione, peculiare al piano d'esistenza relativo a $uest'umanit!. .ssa non corrisponde ad una posizione particolarmente favorita poich2 implica, come abbiamo visto, una distanza tra soggetto ed oggetto, dove l'oggetto , nientemeno, che la ragion sufficiente della controparte. L'eventuale annullamento dello iato allora funzione di $uell'azione del soggetto, definita realizzazione, la $uale si caratterizza come un'attivit! eminentemente intellettuale ma cos" centrale da essere ritenuta, in certi ambiti tradizionali, D il primo dovere per chi partecipi dell'umana natura. +n effetti, tutte le regole e le relazioni imposte dalle norme, che reggevano e parzialmente ancora reggono ci- che di premoderno sopravvive nella societ!, siano esse a carattere religioso, come avviene per il filum abraminico, siano altrimenti configurate, non hanno proposito diverso da $uello di ordinare, il composto individuale e l'ambiente che lo circonda, in vista di permettere l'espletamento di $uella ?operativit!? il cui fine ultimo, da parte di coloro che, $ualificati, n'avvertono l'esigenza, sar! il raggiungimento di tale supremo obiettivo. i deve inoltre far osservare come, il piano di riflessione (lo speculum animico), indipendentemente dalla sua eliminazione nel sistema cartesiano, cancellazione esclusivamente teorica e con conseguenze soltanto per coloro che a $uella visione hanno aderito ma non certo con effetti a livello cosmologico, possa non avere ruolo di sorta per alcuni esseri. /ra $uesti, oltre a coloro che, partendo dalla condizione umana, realizzano stati sopraindividuali, dovremmo annoverare $uelli che, in tali stati superiori dell'essere, si trovano di per s2 A e $uelli, viceversa, la cui esistenza si svolge al di sotto dello status di esseri ?animati?. ,uesti ultimi, per detta ragione, di per s2 evidente, non hanno la facolt! riflessiva (nelle due accezioni dell'espressione) e, semplicemente, sono. Cercando di riassumere i punti principali, intorno ai $uali s'articola il sistema cartesiano, diremmo come essi siano riconducibili a cin$ue fondamenti. +n tale elenco, il primo posto spetta sicuramente al cogito, essendo il criterio stesso del concetto d'evidenza. eguono le ideK, che, indicate $uali contenuto del cogito, sono i pi immediati oggetti di conoscenza3 il problema sta tutto nella sua gi! indagata natura4 per essa, $ueste, pur sotto stesso nome, non sono affatto le idee di 6latone ovvero non appartengono all'universale, $uali specie uniche e originali, intuibili in una $ualsivoglia molteplicit! ma sono semplici oggetti del pensiero individuale ed appartengono pertanto alla gerarchicamente inferiore categoria del generale. ono, in altre parole, il risultato di un lavoro teorico, di un'astrazione che, di per s2, appartiene all'ambito del pensiero razionale e non a $uello dell'intuizione intellettuale. ,uali massi erratici, staccatisi dalla rocca della perduta metafisica, emergono, in $uesto paesaggio soggettivista, le idee innate3 intese come 55capacit! di pensare e di comprendere le essenze vere, immutabili ed eterne delle cose88 B. 0aturalmente, se il concetto di evidenza non definito secondo i parametri della rappresentazione catalettica o comprensiva che dir si voglia, non si capisce come $uest'ordine di idee possa darsi ed allora ci sembrano esse i relitti difformi di tutt'altra visione del mondo, l" presenti, in un ambiente alieno, costruito con tutt'altra logica e scopi, a testimonianza di non espresse o di non esprimibili ragioni. %l terzo posto di $uesto sistema potremmo collocare la ratio che, attraverso le idee, sarebbe, secondo il 0ostro, lo strumento principe per giungere al vero3 essa fa ricorso al responso della subordinata experientia soltanto nel caso della necessit! di dover dirimere tra alternative e$uivalenti. La differenza con @acone che, in $uesti & nell'ac$uisizione della certezza piuttosto che nella rimozione del dubbio & l'ultima che

sembra prevalere sulla precedente3 da lui chiamata, implementandone l'aspetto dialettico, *E argumentum. Ci-, a dimostrazione delle posizioni sicuramente pi radicali, sempre caratteristiche del filosofo inglese. ,uinto ed ultimo caposaldo del sistema, conseguenza di tutte le scelte gnoseologiche fin $ui enumerate, la divisione della realt! in sostanza pensante e sostanza estesa, dove le due res prive di un medium di collegamento, seguono leggi diverse ed incomunicabili con risultati veramente rivoluzionari sul modo di pensare il mondo. /ali contraccolpi culturali sono stati esaminati, con maggiore attenzione, nel nostro precedente e gi! citato lavoro ma $ui vorremmo limitarci a sottolineare che, nella visione tradizionale, la vita e tutto ci- che esiste coincidono4 in altri termini, per mettere in rilievo tutta la differenza tra l'antica e l'attuale concezione del tema opportuno fare presente come, pur collocandosi secondo $uella gerarchia della consapevolezza supra indagata, anche il mondo minerale appartenga pienamente alla vita. ** 6er Cartesio invece mentre la res extensa retta dalle leggi meccaniche, la res cogitans, essendo puro pensiero e perci- priva di $ualsivoglia rapporto con la vita, caratterizzata dalla libert!. ,uesto fa s" che, un evento liminare, $uale la morte, non potr! avere altra origine se non corporea e perci- il distacco dell'anima sar! sempre un effetto e mai una causa. ,uando, al contrario, nella cosmologia tradizionale, la radice d'ogni evento materiale proprio nella materia subtilis, la $uale, a sua volta, ha il suo principio nel mundus intellectualis, con le fondamentali implicazioni teologiche relative ai concetti di 6rovvidenza e Jrazia nonch2 a $uelle contenute in $ualsivoglia visione escatologica della storia. *9 R chiaro $uindi come siano $ueste le premesse per poi giungere, in altri tempi e presso altri filosofi, alla teorizzazione della superfluit! di $ualsiasi idea di trascendenza nei confronti della realt! grossolana. C' un'ultimissima considerazione da fare ed che, paradossalmente, ma non senza una certa perversa logica, le premesse suddette furono elaborate dal 0ostro nel pio intento di fornire nuove armi teoretiche per la difesa dell'ortodossia cattolica, proprio perch2, apparentemente infranto l'antico silenzio della riservatezza esoterica, tutto l'affiorare rinascimentale, di tante scienze tradizionali, veicolato e, per di pi, ampiamente diffuso dai nuovi mezzi di comunicazione, era percepito, da molti timorosi spiriti eSoterici, $uale travisamento ed insidiosa minaccia per la fede. (na dimostrazione in pi, se ce ne fosse bisogno, di come, dietro il trepido letteralismo e l'ottusa chiusura delle posizioni tradizionaliste, troppo spesso, si celi e riesca a guadagnare ampi spazi di consenso l'azione dissolvente di potenti forze antitradizionali.

$ote
*

R stato lontano dal suo atteggiamento personale intraprendere la strada del libero esame in materia di fede (cfr. il presente studio in fine) ed in merito all'assetto dell'ordine sociale del suo tempo3 anzi, si pu- dire che, avendo egli affermato espressamente di voler restar legato alla religione dei suoi padri ed alle leggi della sua epoca, abbia ben intravisto dove avrebbe potuto portare la strada che stava aprendo ma, con una forzatura logica, con un atto di volont! chiss! in $ual modo intimamente motivato, si sia impedito di percorrerla sino in fondo. +ntraprendenza o opportunit! che ad altri, $uando i tempi furono maturi, non manc- certo ed i risultati eversivi rispetto al vecchio mondo sono sotto i nostri occhi nonostante che il cammino non sia stato ancora percorso sino ai suoi limiti estremi.
9

6' ;"@3 , '8C %L6. ''.G.

>

+n via analogica, prendendo ad esempio il discorso geometrico, il dominio intellettuale & spirito ed intelletto sono $ui sinonimi ed appartengono all'universale & corrisponde gerarchicamente alla collocazione dei postulati, la cui evidenza immediatamente intuibile mentre, su di essi, per logica deduzione, pu- essere impostata tutta la successiva costruzione4 $uesto specifico momento, di riflessione ed elaborazione, che, ontologicamente, viene appunto per secondo ed appartiene, insieme a tutte le facolt! della psiche, ragione compresa, al mondo intermediario, cui sono propri i limiti dello stato individuale.
F

0on bisogna dimenticare che, gi! con @acone, c'era stato il rigetto dell'apparato sillogistico e, soprattutto, della scienza fisica ereditati da %ristotele perch2 proprio dalla totalmente nuova concezione delle scienze, rette da esigenze eminentemente utilitaristiche, sorta la necessit! di un rinnovamento del metodo conoscitivo. i pu- dire che @acone abbia messo in evidenza la necessit! d'assolvere certe esigenze mentre a Cartesio che spetta il primo tentativo di risposta, realizzato con la costruzione di un vero e proprio sistema di pensiero a ci- destinato.
I

'a $uesto ben preciso processo deriva anche il verbo speculare inteso nell'accezione di studiare ed in $uella, costruita sulla stessa metafora, di riflettere. 0ei limiti, impliciti a $uesta specifica condizione rientra anche il caso della Massoneria peculativa a fronte dell'immediatezza concettuale di $uella =perativa.

6er le caratteristiche e la storia delle relazioni tra le due, vd. il ns. %M 213'( +(2"%"3@%, pubblicato sul n. 9 di $uesta rivista.
C

,ui si voluto semplificare per necessit! espositive ma chiaro come un processo di realizzazione comporti un'indefinita gradazione di stazioni intermedie e $uindi la coincidentia interiore, sebbene possa avvenire con stati ontologici superiori alla condizione individuale, non necessariamente deve essa situarsi a livello del principio immediato dell'esistenza come, per altro verso, pu- ben superarlo per raggiungere, al di l! d'ogni determinazione, il dominio di $uella che la tradizione cristiana chiama teologia negativa.
D

+l fine effettivo della realizzazione la liberazione da ogni stato condizionato e $uest'obiettivo, chiamato in sGr. moksha, , appunto nell'+nduismo, espressamente definito $uale fine supremo dell'uomo.
A

%nche se certa stucchevole olografia degli ultimi secoli ha culturalmente eroso la definizione tradizionale, tali esseri sono in linguaggio religioso gli %ngeli3 in $uello metafisico, gli stati superiori dell'.ssere.
B

%L6.C '''C +12231 ( %13 1FF1, <G.DG.<G><, N@83. C '''. 9:9. Considerato il destinatario, le perplessit! potrebbero trovare conferma in una possibile captatio benevolentiK.
*E

. /ommaso & in 61 813.C O. <>, (. B, "). <> & infatti, afferma4 55).dicesi argumentum ci- che convince (arguit) la mente ad assentire $ualcosa88.
**

ta l" il motivo di $uelle raccolte medievali, che vanno sotto il titolo di lapidari e che s'accompagnavano alle altre dedicate ai due rimanenti regni della natura e note come florari e bestiari.
*9

.sprimendosi nel linguaggio della teologia cattolica, si pu-, infatti, affermare come sia in $uesta precisa catena di dipendenze che si struttura il piano provvidenziale del mondo creato ed al $uale nulla pu- sfuggire. /ale piano, gerarchicamente ordinato, abbraccia anche la libert! delle creature senza che essa debba perciesserne totalmente annullata (55come un cane alla catena88, detto nell'+nduismo). Cos" 'io, nella sua eternit!, dirige il corso del mondo dando un senso escatologico alla storia. % $uesto scopo 'io usa le forze immanenti al mondo e da lui stesso create manifestando per tali vie la sua grazia.

TTTTT

%ecadenza del raziocinio


%al razionalismo all'assurdo, passando per l'arbitrario (@runo d'%usser @errau)
+n due nostri precedenti lavori * abbiamo affrontato il problema costituito, sia dal ruolo che Cartesio svolge nel mettere le basi del razionalismo e sia, $uindi, di $uello del nascere, nei paesi di cultura europea, dell'illusione, all'epoca fortemente innovativa, della supremazia della ragione. L'impostazione di un metodo gnoseologico siffatto ha comportato la negazione di tutto $uanto pertinente al dominio sopra&individuale, con la conseguenza che la pura intuizione intellettuale ha cessato di svolgere $ualsivoglia funzione nell'approccio epistemologico al reale. R cos" cominciata un'irreversibile crisi della comprensione della metafisica, dalla $uale, tutti i segnali che ci giungono, attraverso i pi recenti sviluppi filosofici, contribuiscono a rafforzare la percezione di un progressivo allontanamento culturale la cui entit! appare, in sostanza, ormai incolmabile. 0ella tripartizione dell'antropologia tradizionale & corpo, animaUpsiche, spiritoUintelletto & appunto $uest'ultimo, 9 che si pone in posizione sopra&individuale, appartenendo il composto> individuale al dominio psichico intermediario custode anche delle capacit! logico&razionali. F R $uindi evidente come la confusione cartesiana di ragione ed intelletto, con la reductio antropologica binaria, abbia innescato una progressione delle istanze sociali e filosofiche di carattere individualistico e di portata eversiva nei riguardi del vecchio ordine. ,uesto, nonostante che il 0ostro non abbia mai manifestato velleit! di sorta sul piano politico&sociale e neppure su $uello propriamente confessionale nonostante che il 6rotestantesimo, con l'introduzione del libero esame,

abbia, in $ualche modo, messo le premesse per l'accettazione di analoghi atteggiamenti anche in altri contesti. 'a $ui, si comprende perch2, nella successiva storia del pensiero, razionalismo ed individualismo abbiano dato origine a potenti sinergie e soltanto in epoche recenti sembra sia proprio il razionalismo a mostrarsi soccombente in $uest'infausta ma forse logora alleanza. +l metodo cartesiano , di per s2, un procedimento semplificatorio, I consistendo, nell'affrontare un problema, col ridurlo ai suoi elementi inferiori. La necessit! di semplificare, da esso appunto introdotta, ha portato, $uale logico sviluppo, ad una tendenza verso la $uantit! pura, proprio perch2 $uesta rappresenta il massimo della semplicit!. emplicit!, il cui limite & che di per s2 non pu- appartenere al concreto C & sar! dato da un insieme indefinito di unit! uguali tra loro ovvero dalla molteplicit! numerica4 unico dominio essa dell'assoluta ?esattezza?, D altrimenti illusorio attributo d'ogni altra scienza. tupisce $uindi come certi neo&cartesiani lamentino la metastasi della formalizzazione matematica nelle scienze contemporanee, $uando i germi di $uesta patologia erano tutti racchiusi nel semplicismo de la m,thode. oppresso, appunto, tutto il dominio sopra&individuale, la logica conseguenza, attinta dalle speculazioni dei successori, stata $uella di ricondurre la parte individuale (a livello d'antropologia e di concezioni filosofiche) alla sola modalit! dell'ordine sensibile, intesa, disomogeneamente, come un semplice aggregato di componenti $uantitativi. Ma, su tale pervasiva riduzione di tutto alla $uantit! ritorneremo tra poco nell'esaminare a cosa $uesta tendenza ha portato anche nell'ambito matematico propriamente detto. 6assiamo adesso al caso particolare, che ha provocato $ueste riflessioni4 esiste, dagli inizi della moderna cartografia, un problema topologico definito dei $uattro colori. .sso consiste nella constatazione empirica che, per attribuire alle differenti entit! statali rappresentate su una mappa, i rispettivi colori in modo che nessuna abbia a condividerne $ualcuno con le confinanti, s" da generare confusione, siano necessari ed appunto sufficienti $uattro colori. 0egli annali della matematica, $uesta dimostrazione sinora manca ma $uello che ci ha stupito stato apprendere, come, un professore dell'(niversit! di Lione *, 0iGos L<geros,A desse invece la cosa per ac$uisita in virt dei risultati ottenuti dall'aver messo in atto una procedura fondata su un'idea della dimostrazione che agli antipodi di $uella intesa da chi abbia una formazione matematica evidentemente non aggiornatissima. L'intero processo logico superato, non assegnandolo, almeno parzialmente, al computer, il che sarebbe ancora accettabile pur dubitando che le attuali macchine ne sarebbero capaci, ma abbandonando del tutto i passaggi del procedimento dimostrativo per far eseguire al programma un'indefinita iterazione delle verifiche dell'assunto. La cosa, in $uella che per noi era una novit!, all'inizio c'era sembrata una bizzarria anche perch2, affidare al metodo sperimentale un'ipotesi di carattere matematico, sul piano tecnico, veniva platealmente a collidere col concetto stesso di esattezza (cfr. supra, n. C) mentre su $uello & diciamo cos" & morale, appariva, francamente, una superflua abdicazione alle possibilit! della logica. uperata $uesta fase di sconcerto e cercando di capire $uali fossero i fondamenti di tale atteggiamento venuto in luce come $ueste tesi siano, alla radice, assai pi antiche di $uello che non appaia. +l dibattito, perch2 di dibattito che si tratta, nasce, in apparenza, col sorgere della scienza moderna e, in effetti, a $uel momento, si verifica soltanto un riaffiorare, con nuove forze, di temi anti&aristotelici gi! ampiamente sviluppati dai sofisti empiristi e da 'emocrito. /utti $uesti contestano che, il solo modo di giungere al vero sia il discorso deduttivo, impostato su una successione sillogistica, scaturita da una base d'assiomi la cui realt! tale per intuizione immediata4 essi invece ritengono che gli stessi principi siano spiegabili attraverso le loro conseguenze et vice versa. (n'altra figura chiave proprio $uel Carneade (di Cirene, &9*FU&*9B) di manzoniana memoria, che riteneva impossibile ogni corrispondenza tra la realt! esterna e la sua rappresentazione4 B un nesso tra loro poteva, infatti, avvenire soltanto sotto forma di due rappresentazioni, riconducendo pertanto $ualsiasi atto cognitivo all'interno della stessa funzione rappresentativa di per s2 priva di $ualsiasi capacit! costrittiva all'?assenso?. R evidente come una posizione del genere portasse al pi totale scetticismo. L' impasse era superato attraverso l'affermazione che, $ualsivoglia fenomeno, pur non potendo sfuggire al limite gnoseologico della rappresentativit!, fosse nondimeno noto . /utto ci-, oltre a ridurre la conoscenza alla fenomenologia, implicava che ogni fenomeno ac$uisisse realt! soltanto nella misura in cui fosse in grado di ?convincerci? del suo essere tale. ,uesto concetto della ?persuasivit!? ( ) del fatto stato tradotto da Cicerone con probabilitas (ab origo i.e: approvabilit) ed secondo tale criterio probabilistico che Carneade ritiene debba essere osservato, sia il reale (per lui limitato al fenomeno, non dimentichiamolo), sia le sue interpretazioni. =ra il grado di possibilit! di un fatto, cio la rilevazione statistica della relativa uniformit! della fre$uenza di un certo evento $uello prescelto dal L<geros nella sua nuova fattispecie ?dimostrativa? del problema dei $uattro colori. 0on solo, esso si basa su $uella tendenza di tutto riportare all'uniformit!, tipica delle scienze attuali ossia $uella di ammettere che possano esistere fenomeni identici (gi! nella era invece ben noto $uel principio metafisico che, da Cicerone,*E trae nome di identitas indiscernibilium3 esso fu ripreso da Cusano** ed asseverato da Leibniz*9) ma tale approccio, concettualmente errato, applicato ai fenomeni fisici, diventa una vera aberrazione introdotto nell'ambito dell'anal-sis situs ossia in un contesto strettamente geometrico&matematico per- rilevante perch2 attraverso $uesto tipo d'analisi che ben s'apprezza la connessione della matematica con la realt! sensibile ovvero con la fisica. .ssendo, infatti, la matematica l'unica scienza alla $uale si pu-, come gi! detto, correttamente applicare la $ualifica di ?esatta?, la messa in atto, al suo interno, di un procedimento ?empirico? si rivela, appunto, un'aperta contraddizione in termini. Ma ricordiamoci cos' necessario per poter effettuare una dimostrazione ( )3 innanzitutto, bisogna avere il pieno possesso della facolt! intuitiva (intelletto), poi indispensabile la padronanza delle capacit! razionali (psiche)4 con la prima si sceglieranno i pochi postulati (principi assiomatici, intuitivamente veri) dai $uali far discendere, in logica concatenazione, la serie di proposizioni*> che ci condurranno al teorema preso in considerazione. L'economia, la

funzionalit! e l'esaustivit! dell'intero processo sillogistico ne costituiranno l'eleganza, da non intendersi secondo un criterio meramente estetico&stilistico ma piuttosto secondo un canone d'efficacia architettonica. ia la necessit! dell'evidenza intuitiva, sia $uella della correttezza formale della deduzione sono & ai fini del valore probatorio sul piano gnoseologico della conclusione & importanti anche per Cartesio. La cosa rilevante, perch2, la necessit! di $uest'ordine d'evidenza convive, nel suo sistema, con il concetto delle idee innate, labile permanenza di una traccia metafisica non soppiantata dal formalismo razionalista. @isogna precisare che Cartesio, nella sua teoria della conoscenza, confonde i due piani e, mentre concede la verit! a priori degli assiomi & esemplificandoli proprio col more geometrico & n'assegna l'appartenenza all'ambito delle idee chiare e distinte, le $uali, pei loro due attributi, cio nella loro ?esattezza?, sono per- di pertinenza della ratio e non del ?soprastante? intellectus. 6er $uesti antecedenti antichi, non senz'altro un caso che la scienza moderna abbia potuto svilupparsi soltanto dopo la massiva reintroduzione in =ccidente della cultura classica e, in particolare, di $uella della civilt! ellenistica. *F La precisazione s'impone perch2 proprio in $uel periodo che, nell'approccio epistemologico greco, non solo a livello della Gestalt ma, letteralmente, nel suo intero paradigma, s'era verificato un fondamentale mutamento4 piuttosto che a fini di purezza conoscitiva, com'era avvenuto nel periodo classico, $uel pensiero s'era allora volto a tutta una serie di realizzazioni pratiche. . $ui, bene dare $ualche maggiore dettaglio4 con singolare parallelismo nei confronti delle fasi relative alla nascita del mondo moderno, $uesta trasformazione comport- l'individualizzazione delle concezioni e la sostituzione dell'intellettualit! con un esplicito razionalismo filosofico mentre, di conserva, nascevano sia un grande interesse per le scienze, sia (ma $uesto pur essendo cosa della massima rilevanza non mai stato sufficientemente messo in evidenza) *I venivano messe a punto una serie di sorprendenti ricadute sul piano tecnologico. 6er l'incontrovertibile, ininterrotta continuit! storica *C del mondo ellenistico, proseguito nel contesto dell'+mpero di :oma e di $uesto in $uello costantinopolitano&bizantino, nota la rilevanza, per lo sviluppo del :inascimento, del transfert culturale avvenuto ad opera di $uella costellazione d'ingegni, che si svilupp- alla scuola dei tardi epigoni di $uest'ultimo avatar della civilt! antica4 i pi noti tra loro furono Jiorgio Jemisto 6letone ed il @essarione, cui fece seguito sulle nostre coste, dopo la con$uista ottomana, tutta una successiva ondata d'eruditi in fuga. R interessante vedere $uando, $ueste posizioni riescano a transitare da un ambito gnoseologico ad uno propriamente geometrico&matematico4 gi! Leibniz ha reso problematico il discorso riducendo a semplici definizioni i principi della geometria e gli empiristi inglesi, si sono spinti fino a dar loro solo un significato sperimentale, affermando il fondamento induttivo d'ogni possibile scienza. La rimessa in ordine di Kant, che, di nuovo, porta $uesti stessi principi al rango di giudizi sintetici a priori, inerenti al dominio dell'intuizione soggiacente ad ogni esperienza, dura sino alla costruzione delle geometrie non euclidee ed al trionfo del formalismo anti&intuitivo in matematica ed in fisica. +nvero, ove si tolga valore a $uella funzione intellettuale e metalogica che l'intuizione diretta di un concetto & e non si parla $ui nei termini dell'intuizionismo bergensoniano, epifenomeno della sfera sentimentale infrarazionale & s'assume che codesti concetti possano aggregarsi $uali classi o costruzioni fatte d'elementi supposti. /ali elementi saranno, ovviamente, in $uantit! indefinita e pertanto $ualsivoglia costruzione sar! sempre parziale e incompiuta4 ne consegue l'incompatibilit! dei concetti assiomatici col reale e viene a cadere il ruolo probante di $uello sviluppo deduttivo che la dimostrazione. L'indefinito (si preferisce $uesta parola a $uella corrente d'infinito, che ha per noi un significato metafisico ben diverso) diventa pertanto una virtualit! inerente alla costituzione della classe assiomatica, dando luogo ad una serie inesauribile di possibilit! meramente formali, tutte egualmente ?vere? e ?reali? in virt della semplice correttezza formale del processo logico, pervenuto a metterle in atto. %ssai prima dell'avvento del computer, nei primi decenni del secolo, @rouVer (L...Han, *AA*U*BCC) e Pe<l (;ermann, *AAIU*BII) & una scuola logico&matematica & negavano che, in via di principio, si potessero legittimamente fare affermazioni d'ordine teoretico (i.e. enunciare teoremi), fatta salva la possibilit! di una verifica ?costruttiva? che n'asseverasse gli enunciati. ,uando invece difficolt! d'ordine anche pratico (mancanza del tempo necessario ad es.) fossero intervenute a rendere materialmente ineseguibile $uesta verifica, ogni altra dimostrazione sarebbe stata da considerarsi solo presuntiva. +n $uegli anni, $ueste posizioni erano considerate decisamente estremistiche3 adesso, con l'avvento dell'informatica, sembra siano riuscite ad avere piena soddisfazione. Ma la problematica suscitata dal sorgere delle geometrie non euclidee, lo sviluppo dell'algebra ed il fondersi in essa della logica, pongono l'opera *D di un matematico prussiano, 'avid ;ilbert (*AC9U*BF>), decisamente a principio di tutto $uesto nuovo modo di rapportarsi con i fondamenti del raziocinio e di conseguenza delle scienze matematiche m'anche & e $uesto un ulteriore ma non meno importante, aspetto della $uestione & dell'argomentare, *A normalmente inteso. Le analogie, tra la se$uenza sillogistica della dimostrazione matematica ed il processo che viene messo in atto per confermare o confutare una tesi, sono assolutamente evidenti. ul piano della dialettica, tra i precursori classici di atteggiamenti anti&metafisici, nonostante ci- possa sorprendere, si deve includere lo stesso %ristotele4 come se, solo in $uesti ultimi tempi, certe potenzialit! negative, delle sue teorizzazioni in $uesto specifico ambito, avessero potuto trovare piena attuazione. +nfatti, per lui la dialettica semplicemente un procedimento razionale non dimostrativo insomma. 6rova ne sia che lo starting point del sillogismo non si colloca in premesse ?vere? ma ?probabili? (cfr. supra)3 cio, ?generalmente? ammesse. . l'attributo della loro ammissibilit! ha l'anacronistico e mediocre sapore del ?buon senso? cartesiano. @en diverse le tesi degli stoici, fatte proprie anche dalla scolastica, dove la dialettica intesa strettamente come logica e dove il ragionamento, fatto di premessa e conclusione, deve poggiare sull'evidenza. /ornando a ;ilbert, egli, in

sostanza, porta a completamento una riduzione della matematica e della geometria all'aritmetica e di $uest'ultima, lato sensu, ad una mera sintassi logica. 6er la geometria, subentra una distinzione tra il prenderla in considerazione come scienza dell'estensione ed il ?costruirla? come un sistema del tutto ipotetico e deduttivo, indipendentemente dal contenuto intuitivo o & afferma & anche empirico degli assiomi di partenza. /ale perdita di ?contatto? sviluppa una serie di notevoli conseguenze4 non soltanto si perde il rapporto d'analogia che regge la relazione tradizionale tra sistema assiomatico immediatamente intuibile e metafisica ma entra in crisi anche $uello tra gli enti geometrici di un $ualsivoglia sistema ipotetico & per- formalmente corretto & e realt! sensibile3 relazione che sembrerebbe l'imprescindibile cardine di ogni Ieltanschauung moderna. % $uesto punto, si capisce anche perch2 il termine stesso di dimostrazione sia $uasi caduto in disuso nella matematica e nella logica contemporanee4 con esso, s'indicano, di norma, una serie di enunciati, considerando ognuno di essi $uale enunciato primitivo o, comun$ue, immediatamente derivabile da altri che lo precedano. *B L'inizio di $uesta fase scientifica, post&moderna proprio contraddistinto dalla confusione tra enti teorici e mondo reale3 essa ha dato luogo ad una matematica e ad una fisica del paradosso dove la distinzione tra modello ed oggetto sembra non pi sussistere e, in ogni caso, la relazione tra i due ha assunto $ualcosa di schizoide (cfr. n. >). %lla fondata obiezione che anche la geometria e la meccanica classiche fossero fatte di modelli teorici $uali, appunto, un cerchio rispetto ad una torta o un solido perfettamente elastico rispetto ad un pallone da calcio, pu- sempre essere risposto come la differenza fosse allora presente, o meglio, potesse essere presente alla coscienza dello scienziato o del tecnico mentre, attualmente, l'assenza di una formazione, la $uale strettamente associ la matematica alla sua rappresentazione geometrica & avendo la geometria, a sua volta, perduto un sistema assiomatico intuibile & faccia s" che anche i modelli della nuova fisica possano essere confusi con il mondo sensibile, $uand'invece la lontananza di essi da $ualsivoglia verosimiglianza non nemmeno paragonabile a $uella degli enti teorici classici con il concreto. .d proprio la non rappresentabilit! degli sviluppi formali della fisica contemporanea, che rappresenta uno dei segnali pi in$uietanti della deriva infra&razionale in atto. ,uesto sembrerebbe contrastare con la pretesa moderna di ridurre ogni cosa alla $uantit! mentre invece, se collochiamo la fase materialistica al suo giusto posto nello svolgersi di $uesto nostro ciclo di umanit!, dobbiamo riconoscere che ogni fine non pu- presentarsi in modo diverso dalla dissoluzione. 6ertanto, i segnali raccolti stanno proprio ad indicare il superamento della fase materialistica4 la materia, presa in considerazione dalla meccanica $uantistica, appare sciogliersi in un caos nel $uale un $ualche orientamento pu- trovarsi soltanto attraverso valutazioni probabilistiche. Cosicch2, il cartesiano buon senso, fondato sugli aspetti pi ?solidi? della vita ordinaria, perde la sua forza di paradigma anche a ragione dello stravolgersi di $uest'ultima, il cui concetto 9E ormai superato da eventi sociali sempre nuovi e mutevoli secondo una fre$uenza temporale incalzante. /utto $uesto avviene per ragioni inerenti alla natura stessa del processo di ?solidificazione?4 la condizione di ?solido? identica a $uella di ?corpo? ed esso epifenomeno dello spazio anche se la ?corporeit!? solo una delle modalit! dell'estensione, la $uale, presa di per s2, sarebbe meglio definibile secondo parametri $ualitativi piuttosto che $uantitativi (cfr. n. *I e Annesso). :esta il fatto che, anche considerandola $uantitativamente, dovrebbe essere presa in esame la $uantit! continua, passando invece al numero, si va esattamente nel senso opposto ($uantit! discontinua), col risultato che i corpi non possono pi sussistere come tali e l'immagine del mondo concreto si frantuma4 trasformandosi prima in un reticolo atomico, volatizzandosi poi nell'indistinzione del predetto e ben noto caos subatomico. La tendenza onnivora e cos", oggi, costatiamo come ci- che non riesca ad essere enumerato (digitalizzato) ovvero espresso secondo modalit! meramente $uantitative, sia considerato privo di valore scientifico e pertanto immeritevole d'ogni serio interesse. 0el caso preso in esame, la pi illustre vittima di $uesto modus operandi, teso ad elaborare un ordine della realt! solo $uantitativo ed ipotetico & paradossalmente & lo stesso, preteso e proclamato, unico fondamento del pensiero moderno ossia la razionalit!, $ui rappresentata dalla fattispecie del procedimento dimostrativo, sostituito da un semplice accumulo di fatti. R per $uesto, che il materialismo ed ancor pi la filosofia cartesiana, rappresentano una fase meno avanzata di tale processo distruttivo anche se lo hanno preparato e reso possibile, soltanto che avendo entrambe, in s2, le tossine portatrici del male, chi, soltanto ad esse si rifaccia, non ha chances di uscire dal ?cerchio magico? nel $uale si trova. +nteressante anche l'aver ac$uisito consapevolezza di come le potenzialit! negative, connesse all'intima natura di certe conoscenze, fossero ben presenti alle coscienze e probabilmente ad una riservata memoria storica 9* degli uomini di civilt! passate e come $uesti, pertanto, s'adoprassero nell'intento di limitarne l'apprendimento e d'impedirne un'applicazione massiva4 soltanto con l'avvento della modernit! e con il conseguente grande impulso ricevuto dalla tecnica, esse hanno infine potuto trovare pieno ed incontrastato compimento, determinando, col loro impatto, radicali mutamenti della mentalit! e, di conseguenza, del costume. #orse per- proprio $uesto $uello che si voleva ottenere. +n altri termini, la modernit! come mezzo ma non come fine4 ed una riprova ne , appunto, la crescita apparentemente bizzarra e paradossale dell'irrazionalit!. :itornando al L<geros non si pu- negare ch'egli sia estremamente chiaro $uando, a proposito delle grandi capacit! di calcolo proprie allo strumento, fa riferimento, per giustificare l'avnement d'un nouveau t-pe de preuve math,matique, a une ,tude combinatoirePque P.une vie d'homme ne suffirait pas la rendre explicite . Ma il testo $ui rprodotto permetter! ad ognuno di giudicare. periamo d'essere riusciti a rendere trasparenti, nei limiti di una breve analisi, i precedenti, la portata e gli estremi concettuali di un misfatto, che, per le caratteristiche anti&intellettuali ed infrarazionali sarebbe meritevole d'ulteriori approfondimenti.

Annesso
La natura del problema dei $uattro colori strettamente topologica, e viene affrontata con gli strumenti propri dell'anal-sis situs. Ci sembra pertanto opportuno significare come le determinazioni $ualitative dello spazio siano fondamentalmente le dimensioni e le direzioni di esso. 6artendo da $uesta considerazione di base, si pu- rilevare la stretta relazione esistente tra tali determinazioni ed il compito di separare porzioni di esso, colorandole in modo da definirle senza generare confusione nella contiguit!. .cco dun$ue le relazioni intuibili4 in uno spazio ad una dimensione (una retta), ci sono due direzioni e, allo scopo, sono necessari e sufficienti due colori. +n uno spazio a due dimensioni (un piano, la carta geografica), ci sono $uattro direzioni e sono n. e s. $uattro colori. +n uno spazio a tre dimensioni, ci sono sei dimensioni (la croce solida) e sono n. e s. sei colori. +n $uesta fattispecie, che corrisponde alla realt! sensibile, singolare come proprio sei siano i colori pi evidenti dello spettro visibile4 rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, violetto. :iassumendo schematicamente4 *dm 9dr 9cl , 9dm Fdr Fcl , >dm Cdr Ccl .

ET IN ARCADIA EGO
&emantiche mito'ermetiche in alcuni (uadri di )uercino e *oussin

*arte *rima ' )uercino


(#ranco @aldini)
Fon proverQ nemmeno a spacciare quanto segue per oro colato: soltanto il lavoro di un dilettante sollecitato da un enigma che le indagini professionali non sono riuscite a chiarire in modo soddisfacente. ulla base della mia cultura, ovviamente abborracciata e lacunosa, ho costruito un'interpreta#ione diversa da quella comunemente accettata combinando in una costru#ione un certo numero di indi#i e anche quella che ai miei occhi somiglia molto a una prova. 2uttavia devo riconoscere onestamente che anche questa mia rimane soltanto un'ipotesi interpretativa di dignit non superiore alle altre: come tale non vale la minima polemica. +a cosa migliore da fare secondo me di leggerla come una fiction, un racconto di come le cose avrebbero potuto andare, che consente di scorra##are liberamente in alcuni angoli poco noti del periodo storico a cavallo tra cinquecento e seicento. 'nsomma, non chiedo affatto al lettore di condividere le mie tesi, sarei perQ assai contento se la storia che sto per raccontare lo dilettasse almeno un poco. 'nfine, poich, questo non che un divertissement, mi sono preso la libert di risparmiarmi la fatica di dotarlo di un sistematico apparato di note che l'avrebbe inutilmente appesantito.

1. ET IN ARCADIA EGO
+l $uadro che ci accingiamo a studiare un olio su tela di cm. A9 S B*, eseguito pare intorno al *C*A dopo una breve visita dell'autore a 1enezia, ed oggi alla Jalleria 0azionale ''%rte %ntica di 6alazzo Corsini in :oma. 'opo $uasi $uattrocento anni dalla composizione del dipinto, gli storici dell'arte ammettono ancora che n2 le origini n2 il significato del tema 1t in (rcadia 1go sono chiari. R nostra intenzione cercare di risolvere l'enigma.

+n un paesaggio agreste e montuoso, sotto un cielo ancora notturno ma in cui si comincia a scorgere il chiarore che precede l'alba, due enigmatici personaggi si affacciano tra gli alberi da dietro una massa rocciosa di colore nerastro, di fronte alla $uale sta un angolo di muratura che sorregge un grande teschio sulla cui calotta cranica posato un moscone, mentre un topo sembra roderne il lato destro della mascella. u un alberello sovrastante e biforcuto & il cui ramo superiore verde mentre l'inferiore secco & sta un uccellino appollaiato, con il capo ritratto e le penne arruffate4 dun$ue ancora visibilmente addormentato. ''altra parte anche la stasi del moscone & insetto che entra in attivit! solo di giorno & e la presenza di $uell'animale notturno per eccellenza che il topo, confermano ine$uivocabilmente l'ora & antelucana sia pur di poco & in cui abbiamo situato la scena. 0ella parte frontale del pezzo di muratura & invisibile ai due personaggi dipinti, dun$ue offerta esclusivamente alla sagacia dello spettatore & campeggia in maiuscole latine la famosa scritta ?./ +0 %:C%'+% .J=?, sulla $uale tanto inchiostro stato inutilmente versato. + due personaggi, di cui sono visibili solo i torsi, dimodoch2 sembrano $uasi emergere direttamente dalla massa rocciosa che sta loro davanti, appoggiandosi a bastoni di diversa lunghezza scrutano meditabondi il simbolo per eccellenza della morte corporale4 l'uno pi giovane, imberbe, a capo scoperto e vestito di una tunica bianca mentre l'altro pi anziano, barbuto, ed ha il capo coperto da un voluminoso berretto, rosso come la tunica che lo riveste e della $uale si scorge in alcuni punti il risvolto bianco. 'obbiamo dire & a scanso di e$uivoci & che siamo ben lungi dal contestare il significato tradizionalmente attribuito dalla critica accademica alla composizione4 certamente, e nel migliore spirito rinascimentale, i due personaggi stanno meditando sul mistero della morte, ma voler pretendere che con ci- si esaurisca il senso del dipinto, e che ci- sia addirittura confermato dalla misteriosa frase epigrafica, significa votarne i dettagli & in definitiva, tutta la materia formale che lo costituisce fisicamente & all'insignificanza pi totale. ,uesto & secondo noi & il maggior difetto di un'ermeneutica che, per il continuo timore di cadere nel discredito, finisce spesso per contentarsi di restituire soltanto l'evidenza. +nfatti, perch2 mai Juercino avrebbe esplicitamente conferito alla sua tela un carattere di enigmaticit! cos" elevato se avesse voluto esprimervi solamente un'allegoria generica e per cistesso triviale7 0essuno ignora che una tale operazione lo avrebbe certo esposto, ai suoi tempi & tempi di erudizione preziosa e aristocratica e di ingegnosit! geroglifica impareggiabile & al ludibrio generale. ,uel che in $uesto modo si rende al pittore non davvero un bel servizio4 vuol dire ignorare lo sforzo che deve essergli costata l'inventio che la Jalleria di 6alazzo Corsini offre, ormai inutilmente, allo sguardo superficiale dei visitatori. 6er parte nostra non dubitiamo che anche il Juercino, come ogni altro uomo di cultura del tempo, all'atto di accingersi a costruire nella propria mente lo schema di un'opera, doveva avere ben chiaro $uel passo del 6e vulgari eloquentia in cui

l'%lighieri dichiara le regole semantiche della scrittura, naturalmente estese anche al dominio delle arti figurative, e che vale la pena di trascrivere4
?'ico che, s" come nel primo capitolo narrato, $uesta sposizione conviene essere litterale e allegorica. . a ci- dare a intendere, si vuol sapere che le scritture si possono intendere e deonsi esponere massimamente per $uattro sensi. L'uno si chiama litterale, Me $uesto $uello che non si stende pi oltre che la lettera de le parole fittizie, s" come sono le favole de li poeti. L'altro si chiama allegorico,N e $uesto $uello che si nasconde sotto 'l manto di $uelle favole, ed una veritade ascosa sotto bella menzogna4 s" come $uando dice =vidio che =rfeo facea con la cetera mansuete le fiere, e li arbori e le pietre a s2 muovere3 che vuol dire che lo savio uomo con lo strumento della sua voce faMrNia mansuescere e umiliare li crudeli cuori, e faMrNia muovere a la sua volontade coloro che non hanno vita di scienza e d'arte4 e coloro che non hanno vita ragionevole alcuna sono $uasi come pietre. . perch2 $uesto nascondimento fosse trovato per li savi, nel penultimo trattato si mostrerr!. 1eramente li teologi $uesto senso prendono altrimenti che li poeti3 ma perche mia intenzione $ui lo modo de li poeti seguitare, prendo lo senso allegorico secondo che per li poeti usato. Lo terzo senso si chiama morale, e $uesto $uello che li lettori deono intentamente andare appostando per le scritture, ad utilitade di loro e di loro discenti4 s" come appostare si pu- ne lo .vangelio, $uando Cristo salio lo monte per transfigurarsi, che de li dodici %postoli men- seco li tre3 in che moralmente si pu- intendere che a le secretissime cose noi dovemo avere poca compagnia. Lo $uarto senso si chiama anagogico, cio sovrasenso3 e $uesto $uando spiritualmente si spone una scrittura, la $uale ancora Msia veraN eziandio nel senso litterale, per le cose significate significa de le superne cose de l'etternal gloria, s" come vedere si pu- in $uello canto del 6rofeta che dice che, ne l'uscita del popolo d'+srael d'.gitto, Jiudea fatta santa e libera. Ch2 avvegna essere vero secondo la lettera sia manifesto, non meno vero $uello che spiritualmente s'intende, cio che ne l'uscita de l'anima dal peccato, essa sia fatta santa e libera in sua potestate. . in dimostrar $uesto, sempre lo litterale dee andare innanzi, s" come $uello ne la cui sentenza li altri sono inchiusi, e senza lo $uale sarebbe impossibile ed inrazionale intendere a li altri, e massimamente a lo allegorico.?

0on possiamo fare a meno di sottolineare a nostra volta il punto su cui 'ante insiste alla fine e nel seguito della citazione che abbiamo riportato ossia che, laddove non s'intenda correttamente il ?senso litterale?, l'accesso agli altri precluso, e ?massimamente? l'allegorico. 1ale ancora la pena di notare che $uesta tradizione ermeneutica & di cui l'attuale critica d'arte sembra far poco conto & dur- imperterrita fino a tutto il :inascimento. ,ual dun$ue la ?favola poetica? che pu- schiuderci l'intera semantica del dipinto7 R noto che la tradizione della critica accademica la indica concordemente nelle )ucoliche di 1irgilio, non curandosi affatto di rispondere alle ovvie obiezioni che una tal referenza suscita. e infatti essa non pu- essere generica ma deve chiarire con precisione la relazione tra gli elementi assiali del dipinto & ossia due personaggi maschili, delle ossa umane e la regione centrale del 6eloponneso denominata (rcadia & allora non si vede proprio come possa consistere in $ualche brano delle )ucoliche. %nche considerando & come si conviene & l'%rcadia $uale simbolo generico di un mondo pastorale idealizzato, constatiamo che in nessuna ecloga che in $ualche modo vi si riferisce mai $uestione di un cadavere o di ossa umane. L'ecloga 1++, per esempio & che possiamo considerare di ambientazione arcadica anche se la scena si svolge sul Mincio perch2 comun$ue i suoi due protagonisti principali, Coridone e /irsi, sono %rcadi & ha come oggetto una semplice tenzone poetica. L'ecloga 1+++ & in cui lo scenario del monologo cantato da 'amone sembra collocarsi vicino al Menalo, montagna d'%rcadia & vede uno dei protagonisti & 'amone, appunto & in procinto di suicidarsi per una delusione d'amore4 anche se $ui si tratta di morte, essa non ancora avvenuta ma solo possibile. +nfine l'ecloga O & unica ad esser chiaramente situata in %rcadia & contiene soltanto il lamento amoroso del poeta Jallo. La sola ecloga in cui si tratta di un morto, cio 'afni, la 1, ma non ambientata in %rcadia bens" in icilia, teatro notorio della vicenda dello sfortunato poeta&pastore figlio di .rmes e di una ninfa. 0on v' dun$ue un solo passo in tutte e dieci le ecloghe che possa essere rispecchiato con buona fedelt! dal dipinto sicch2 la referenza, non essendo relativa alla lettera delle )ucoliche, potrebbe

semmai rilevare soltanto dallo spirito che si coglie nel loro insieme. 6er far cio' tuttavia, Juercino avrebbe dovuto incorrere in una violazione delle regole dell'esposizione vigenti al suo tempo4 in una citazione, la lettera deve corrispondere alla lettera, non allo spirito di $uel che si cita. +n pi, a noi pare che non vi sia nemmeno $uesta pretesa corrispondenza con lo spirito delle )ucoliche, che notoriamente $uello del turbamento indotto dal contrasto tra le varie condizioni & interiori ed esteriori & dell'esistenza umana4 infatti, se guardiamo l'opera, non vi troviamo alcuna traccia di ci-, al contrario vi regna una specie di pace incantata culminante nella tran$uilla, meditabonda e $uasi reverente curiosit! con cui i due personaggi osservano il teschio. Ma, anche ammettendo per un momento che l'interpretazione tradizionale possa tenere, noi vediamo che $uesta ci schiude semmai soltanto un senso morale, mentre non ci permette minimamente di accedere n2 al senso anagogico n2, soprattutto, a $uello allegorico. . se si fosse trattato solo di un'allegoria generica, perch2 Juercino avrebbe dovuto usare l'artificio dell'iscrizione & sgrammaticata e apparentemente monca & per comunicarci $uel senso di enigmaticit! che non mai sfuggito a nessuno degli osservatori del dipinto7 Come recita il vecchio adagio4 il diavolo si nasconde nei dettagli. 0aturalmente si pu- sempre sostenere che, proprio attraverso la lettura di 1irgilio, il tema dell'%rcadia diviene, nel :inascimento, un vero e proprio tRpos artistico. /uttavia non si pu- fare a meno di aggiungere che gi! in 6etrarca la poesia pastorale un contenitore buono a tutte le allegorie & estetiche, morali, gnoseologiche, politiche, ecc. & e con l' (rcadia di annazzaro diviene esplicitamente veicolo di iniziatismo4 in $uesto romanzo si tratta sostanzialmente & come nella famosissima, ed ancor oggi altamente enigmatica, A-pnerotomachia 5oliphili & di un'allegoria iniziatica imperniata sul tema ermetico della morte e della resurrezione. . cos" sar! per lungo tempo, attraverso il Marino e fino all'(ccademia dell'(rcadia, di fatto nata & con il nome di (ccademia di ;amera & nel salotto di Cristina di vezia, delle cui occupazioni ci da un'idea elo$uente l'abate #rancesco Cancellieri4
?La celebre ;ristina (lessandra, 3egina di ve#ia, dopo di aver rinunciato il 3egno, ed abbracciato la 3eligione ;attolica 3omana, nel *CII, scelse per suo soggiorno $uesta ;itt, ove si applic- interamente a proteggere le cien#e, le +ettere, e le )elle (rti, fino al *CAB, in cui termin- di vivere. #ra le sue occupazioni volle ancora tentare di rinvenire l'%rte cotanto decantata, e non mai trovata di far l' "ro. =nde fatti costruire nella propria abitazione vari +aboratori, invit- i 'ilettanti di una tal'%rte, ad andare a fare in essi le loro operazioni, somministrando loro, $uanto occorreva per eseguirle.?

/enuto conto di ci- appare chiaro che il tema pastorale & $uando affrontato da un artista del primo 'CEE & non pu- assolutamente essere evocato come spiegazione perch2 esattamente quello che si tratta di spiegare. +n definitiva & per le ragioni che abbiamo detto e che riteniamo pertinenti e cogenti & noi pensiamo che non si tratti affatto di un'allegoria generica bens" di una precisa citazione, il maggior indizio della $uale si trova nella scritta che menziona l'%rcadia ma che, tuttavia, non ha alcun legame con le )ucoliche. 0o, non crediamo affatto che in $uesto caso Juercino si spieghi con 1irgilio, il che ci restituisce intatto l'enigma della tela, che pu- essere cos" riassunto4 ?Che rapporto c' tra due uomini, delle ossa umane e l'%rcadia7? 0aturalmente, la menzione dell'%rcadia fa s" che & pur scartando 1irgilio & ci rivolgiamo a nostra volta ai classici, ben sapendo come gli usi dell'epoca portassero gli artisti a una ricerca esasperata dell'originalit!, all'impiego della citazione inusuale o rara che, $uanto pi era tale, tanto pi veniva presentata ellitticamente, mai in modo del tutto esplicito, come un'autentica sfida rivolta non tanto al pubblico, $uanto agli altri artisti loro pari. La cosa talmente risaputa che menzioneremo soltanto l' ?intendami chi pu-, ch'i' m'intend'ioW? di 6etrarca3 l'imbarazzato sconforto che fa dire a 6ietro %retino4 ?6oi che Michelangelo non vuole che le sue invenzioni vengano intese, se non da pochi e dotti, io, che di $uesti e pochi dotti non sono, ne lascio il pensiero a lui?3 e la sarcastica difesa del cavalier Marino davanti all'accusa di ?rubare? in zone della tradizione scarsamente fre$uentate4

?assicurinsi M...N codesti ladroncelli che nel mare dove io pesco e dove io trafico essi non vengono a navigare, n2 mi sapranno ritrovar addosso la preda, s'io stesso non la rivelo?. /anto basti a dar conto della temperie culturale dell'epoca. 'obbiamo dire che & nelle nostre esplorazioni della letteratura classica accessibile al Juercino & non abbiamo trovato nulla che possa costituire un referente letterale adeguato al suo $uadro, salvo un solo brano che si dimostra per- altamente significativo. 0on ci sembra $uindi per nulla inverosimile che Juercino abbia potuto leggere le torie di .rodoto & nella versione latina di Lorenzo 1alla, data alle stampe in 1enezia nel *FDF, oppure nel volgarizzamento di Matteo Maria @oiardo, pubblicato sempre in 1enezia nel *I>B & e imbattersi con la pi viva curiosit! nel passo seguente che narra un episodio & peraltro altamente inverosimile & occorso durante il lungo conflitto che oppose partani e %rcadi4
?+,. Cos" durante la prima guerra sempre con esito costantemente sfavorevole lottarono contro i /egeati3 invece al tempo di Creso e del regno a parta di %nassandrida e %ristone gli partani erano ormai riusciti vincitori nella guerra, e lo erano riusciti nel modo seguente4 M9N poich2 venivano sempre battuti in guerra dai /egeati, mandarono messi a 'elfi per chiedere $uale degli dei propiziandosi sarebbero riusciti superiori ai tegeati nella guerra. . la 6izia profet- loro che lo sarebbero riusciti $uando avessero ricondotto in patria le ossa di =reste figlio di %gamennone. M>N Ma, poich2 non furono capaci di rintracciare la tomba di =reste, mandavano di nuovo al dio per chiedere il luogo in cui =reste giaceva. %i messi che le rivolgevano $uesta domanda cos" la 6izia risponde4 MFN XC' una /egea d'%rcadia in luogo piano, ove due venti spirano sotto una forza possente e c' colpo e contraccolpo, e danno su danno. L" la terra datrice di vita tiene l'%gammennonide3 tu portandolo via sarai vincitor di /egeaY MIN ,uando gli partani ebbero udito ci-, bench2 da per tutto cercassero, pure non erano meno lontani dal trovarlo, finch2 Lica, uno degli partani detti XbenemeritiY, lo trov-. + XbenemeritiY sono cin$ue cittadini, scelti ogni anno, sempre i pi anziani, fra i cavalieri3 $uesti nell'anno in cui sono tratti a sorte fra i cavalieri hanno il dovere di non stare mai in ozio, e vengono mandati chi $ua chi l! dallo stato spartano. +-. Lica dun$ue, uno di $uesti uomini, aiutato e dal caso e dalla sua avvedutezza la trov- a /egea. .ssendoci in $uel tempo libert! di scambio con i /egeati, capitato in una officina egli osservava la lavorazione del ferro, e stava tutto meravigliato a contemplare il lavoro. M9N +l fabbro, accortosi della sua meraviglia, gli disse interrompendo il lavoro4 XCerto, o ospite spartano, se tu avessi visto ci- che io vidi molto ti saresti meravigliato, dal momento che tanto ammiri la lavorazione del ferro. M>N Ch2 io, volendo farmi in $uesto cortile un pozzo, scavando trovai un'urna di sette cubiti. 0on credendo che fossero mai esistiti uomini pi grandi di $uelli di oggi la aprii e vidi il cadavere, che era della stessa lunghezza dell'urna. 'opo averlo misurato tornai a seppellirlaY. ,uesti dun$ue gli diceva ci- che aveva visto, e l'altro, avendo riflettuto su tali parole, congetturava che secondo l'=racolo $uello doveva essere =reste, da $uesto arguendolo4 MFN vedendo i due mantici del fabbro trov- che erano i venti, e l'incudine e il martello erano il colpo e il contraccolpo, e il ferro lavorato il danno aggiunto a danno, da $uesto a un dipresso desumendolo, che il ferro stato inventato per la rovina degli uomini. MIN #atte $uesto congetture se ne tornava a parta e riferiva ai lacedemoni ogni cosa. Ma essi lo bandirono, accusandolo di falso. %llora, tornato a /egea e esposta al fabbro la sua disgrazia, tentava di prendere in affitto il cortile, mentre $uello non voleva darlo. MCN Come poi col tempo l'ebbe persuaso, and- ad abitarvi e allora, scavata la tomba e raccolte le ossa, tornava con esse a parta e da $uel momento, ogni volta che combatterono fra loro, gli partani riuscirono di gran lunga superiori in guerra.?

:iteniamo che il Juercino & la cui sensibilit! era assai pi vicina della nostra a $uesto genere di virtuosismi & o, comun$ue, $ualcuno per lui, abbia inteso immediatamente $uel che d'altra parte notano anche i curatori delle attuali edizioni di .rodoto4 che cio il brano in $uestione non ha nulla a che vedere con la storia effettiva del conflitto tra Lacedemoni ed %rcadi, essendo null'altro che una ?favola poetica?, scientemente inseritavi dall'autore oppure & cosa secondo noi meno probabile & ereditata come gi! inserita da una fonte precedente. +nfatti, a proposito della pretesa libet! di scambio con i /egeati, Jianfranco Maddoli, curatore del volume 1rodoto e 2ucidide, scrive4 ?+l dato, in contrasto palese con la situazione di guerra, appare un'invenzione di .rodoto per giustificare il racconto aneddotico.? % nostro modo di vedere $uesta leggenda erodotea non null'altro che la narrazione & simbolica e, per la verit!, assai trasparente & di un'iniziazione ad antichi

misteri metallurgici, sul tipo di $uelli dei Cabiri & ed noto che .rodoto era iniziato ai misteri di amotracia & come li presenta Mircea .liade nel suo ormai classico (rti del metallo e alchimia4
? i sottolineato che, nella Jrecia arcaica, alcuni gruppi di personaggi mitici & /elchini, Cabiri, Cureti, 'attili & costituiscono confraternite segrete, in relazione con i misteri oppure gilde di lavoratori di metalli. econdo le diverse tradizioni i /elchini furono i primi a lavorare il ferro e il bronzo, i 'attili +dei scoprirono la fusione del ferro e i Cureti la lavorazione del bronzo3 $uesti ultimi erano, inoltre, famosi per una loro danza particolare, che eseguivano facendo cozzare le armi. + Cabiri e i Cureti sono chiamati Xsignori delle fornaciY, Xpotenti per mezzo del fuocoY, e il loro culto si diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo orientale. + 'attili erano preti di Cibele, divinit! delle montagne ma anche delle miniere e delle caverne, che avevano la propria sede all'interno delle montagne. M...N 'isponiamo, $uindi, di tracce mitologiche di una situazione arcaica in cui le confraternite dei fabbri assolvevano un ruolo preciso nei misteri e nelle iniziazioni.?

. ancora4
?6are dun$ue che esista, a livelli culturali differenti, ed indice di grandissima antichit!, un legame intimo tra l'arte del fabbro, le scienze occulte (sciamanismo, magia, guarigione, ecc.) e l'arte della canzone, della danza e della poesia. ,ueste tecniche solidali sembra, inoltre, che si siano trasmesse in un'atmosfera pregna di sacralit! e di mistero, che comportava iniziazioni, rituali specifici, Xsegreti del mestiereY.?

+nfatti, tenuto conto di ci-, se rileggiamo il brano con un po' pi di attenzione ci accorgiamo che & durante un'improbabile tregua commerciale stipulata nel pieno della guerra del 6eloponneso & uno spartano di nome Lica si reca nella citt! arcade di /egea, sulle tracce delle ossa di =reste. 0on si pu- fare a meno di notare che +Sches (Lica) viene da l,icho (lecco, lambisco), esattamente come lSchnos (ghiotto3 goloso3 avido3 bramoso3 curioso). Lica & colui che curioso, bramoso $di conoscen#a! & dun$ue il prototipo dell'iniziando. %llo stesso modo 2egh,a (/egea) viene da st,go (copro3 proteggo3 custodisco3 difendo3 nascondo3 tengo occulto, segreto3 tengo lontano3 respingo3 resisto a) prestandosi cos" assai bene a costituire il luogo pi logico in cui deve recarsi chi vuole essere iniziato. Che Juercino non sapesse di greco assai poco rilevante, dato che i significati dei nomi greci costituiscono solo elementi accessori della nostra interpretazione. %ggiungiamo che comun$ue $uesti sono talmente trasparenti da risultare accessibili anche a chi non conosca tale lingua4 ?Lica? evoca giustamente & attraverso il latino ? lingo? & l'italiano ?leccare?, mentre ?/egea? evoca ?proteggere?, attraverso il latino ?tego?. ., in ogni caso, abbiamo gi! detto che il brano erodoteo e la sua interpretazione avrebbero benissimo potuto essergli suggeriti. Cos" Lica si ferma davanti alla bottega di un fabbro intento a lavorare il ferro, gi! ammirando l'aspetto essoterico, esposto agli occhi di tutti, della sua attivit!. 0otando ci-, il fabbro accenna a un'implica#ione meno triviale della propria esperien#a, che potrebbe meravigliarlo ancor piT (il ritrovamento favoloso dell'urna funeraria nel cortile). 'i ritorno a /egea dopo lo sfortunato interludio spartano, Lica cerca di affittare il cortile (di essere iniziato) ma senza successo (?colei che respinge? appunto uno dei significati del nome ?/egea?)4 conseguir! la propria meta solo dopo un certo numero di sfor#i. :esta da vedere cosa ha a che fare un ?segreto di mestiere? con le ossa di un eroe mitologico, e a $uesto proposito .liade ci fa notare non solo che i complessi mitico&rituali legati all'attivit! metallurgica implicano ?il sacrificio o l'autosacrificio di un dio? ma anche che4 ? econdo altre tradizioni, anche un semidio o un .roe civilizzatore, messaggero di 'io, pu- essere all'origine dei lavori minerari e metallurgici.? ,uesta ?favola poetica?, cos" trasparente persino ai nostri occhi, doveva esserlo molto di pi a $uelli di un uomo del seicento, epoca in cui magia, astrologia e alchimia erano una componente fissa e abbondante della dieta culturale. Lo stesso 0eVton, ancora nel *D9A, scriveva4 ?Le antichit! Jreche sono piene di finzioni 6oetiche, perch2 i Jreci non scrissero nulla in 6rosa, prima della Con$uista dell'%sia da parte di Ciro, re di 6ersia.?

Come noto il 'FEE, il 'IEE e la prima met! del 'CEE sono i secoli in cui in particolare la passione per l'alchimia si generalizza al punto da somigliare a un delirio di massa. Le pubblicazioni su $uesto argomento divengono incredibilmente numerose4 @orelli stimava che esse ammontassero a pi di $uattromila titoli e tutti, scienziati, principi, monaci, preti e porporati, curiosi di cose naturali, ciarlatani e illusi si davano a $uesto genere di ricerche. %lla corte dell'imperatore d'%ustria e dei re di #rancia, alla corte dei re di pagna e d'+nghilterra, nei palazzi cardinalizi, si distillavano erbe, si preparavano oli e si trattavano metalli secondo metodi alchimistici, sia per fabbricare farmaci, sia per fare l'oro. . lo stesso accadeva in +talia alla corte dei Medici e dei duchi di avoia, dove #rancesco +, o lo stesso .manuele #iliberto, attendevano con le proprie mani, tra fornelli e alambicchi, alle operazioni alchimistiche. R verosimile pensare che gli artisti, di solito chiamati dai loro committenti a rappresentare lo spirito dell'epoca, potessero essere estranei a tale movimento7 1i da notare poi che il fatto della preparazione dei colori poneva allora la pittura in adiacenza con l'arte spagirica. Cos", se non ci siamo sbagliati, possiamo ora tornare a guardare il $uadro con occhi nuovi per comprenderne il senso letterale, obbligatoria porta d'ingresso alla decifrazione di tutti gli altri4 non vi vediamo pi due ?pastori? davanti a un teschio, bens" l'iniziando Lica & come si conviene vestito di bianco & che, in compagnia del fabbro suo iniziatore * a sua volta vestito del colore del fuoco & sosta pensoso in contemplazione del mistero metallurgico cifrato dalle ossa di =reste. +l tutto, naturalmente, nell'%rcadia menzionata dall'iscrizione misteriosa, il cui senso cominciamo finalmente a comprendere. %bbiamo gi! messo in luce il dettaglio che $uesta & essendo loro invisibile & non per i due personaggi bens" per lo spettatore cui, evidentemente, vuole comunicare $ualcosa. ul ?che cosa? le illazioni si sono sprecate4 gli accademici & da 6anofsG< a L2vi& trauss & suppongono che essa manchi del verbo e la completano con un ? sum?, assumendo che sia la morte stessa a pronunciarla. Ma, anche cos", la frase continua ad essere sgrammaticata4 il che deve pur venire spiegato, a meno di non assumere che Jiovanni #rancesco @arbieri & o chi per esso & non fosse nemmeno in grado di compitare un latino tanto elementare. 6er dar ragione della forzatura grammaticale, la prima idea che viene in mente che risulti dal trattamento anagrammatico di un'altra frase che vi sarebbe nascosta4 purtroppo, su $uesta via si sono gettati solo dilettanti appassionati di occultismo i $uali & sulla base di un'ipotesi formulata per la prima volta nel best&seller 'l santo Graal di @aigent, Leigh e Lincoln & credono che essa contenga un riferimento al fatto che Jes Cristo sia sopravvissuto alla crocefissione per morire poi di morte naturale e venir sepolto da $ualche parte nel ud della #rancia. Come ci si poteva attendere, tale ipotesi stata accolta dal pubblico profano con un entusiasmo direttamente proporzionale alla sua assurdit!, dando luogo a una nutrita serie di volumi se possibile ancora pi improbabili e scatenando nelle pacifiche campagne circostanti :ennes&le&ChZteau una caccia al tesoro che & pur non avendo dato ovviamente alcun risultato & ancor'oggi ben lontana dal cessare. Cos" la si anagrammata come ?+, /.J= %:C%0% '.+? (?1attene, custodisco i segreti di 'io?)4 naturalmente, che tale vaga allusione imprecatoria non riveli assolutamente nulla ma sia addirittura pi enigmatica della frase da cui ricavata & tanto da spingere a chiedersi $uale sia l'utilit! di nasconderla in un anagramma & non pone il minimo problema ai cercatori di tesori immaginari. /uttavia, vi un'altra possibilit! di decodifica & segnalataci dall'amico 1incenzo #ranchini, ottimo latinista & che si rivela adeguata alla nostra ipotesi in modo davvero stupefacente4 ./ +0 %:C%'+% .J= anche l'anagramma perfetto di %:% +0 /.J.% '+C=

in cui l'ablativo ?ara? certamente da intendere come complemento di argomento, nel senso di ? de ara?, in cui il ?de? & come avveniva $uasi sempre in latino & sottinteso. +l verbo ? dico? non significa dun$ue ?dedico? & se cos" fosse richiederebbe l'accusativo ? aram? & bens" da intendere nel senso di ?narro, racconto?. La frase ?'+C= ('.) %:% +0 /.J.%? & tenuto conto del fatto che il termine ?ara? designava comunemente anche il sepolcro & significa dun$ue esattamente4 ?0%::= '.L .6=LC:= +0 /.J.%?, concordando alla perfezione con il brano di .rodoto che abbiamo supposto costituire il referente letterale del dipinto. %nche i pi scettici concorderanno sul fatto che le probabilit! che un anagramma cos& letteralmente e semanticamente preciso sia casuale & e che dipenda esclusivamente dalla possibilit! meccanica di permutazione delle lettere nella frase & sono praticamente nulle4 perci- noi consideriamo $uesto come $ualcosa di molto prossimo a una prova oggettiva del fatto che la nostra ipotesi corrisponda effettivamente all'intenzione del Juercino. 0aturalmente, ci- dovrebbe condurci a comprendere, con precisione e aderenza ai dettagli, anche gli altri tre sensi impliciti nella composizione. Cercheremo dun$ue ora di spingerci verso il secondo, $uello allegorico, ossia verso la ?veritade ascosa sotto bella menzogna? di cui parla 'ante. Ji! sappiamo che essa riguarda le arti del fuoco il che vuol dire, all'epoca, l'alchimia, e $uesto ci porta su un terreno particolarmente scivoloso. 'obbiamo dun$ue premettere che se tentiamo un'esegesi alchemica del $uadro lo facciamo esclusivamente perch2 persuasi che essa fosse davvero nell'intenzione del suo autore e perch2, come sottolinea .dgar Pind, nel suo %isteri pagani nel rinascimento4
?non ci pu- essere dubbio che la presenza di residui non chiariti di significato un ostacolo al godimento dell'arte. 6er $uanto grande sia la soddisfazione visiva suscitata da un dipinto, essa non pu- essere perfetta fin tanto che lo spettatore assillato dal sospetto che nel dipinto ci sia di pi di $uello che il suo occhio vede. +n letteratura lo stesso tipo di imbarazzo pu- essere prodotto dalla poesia di penser, di Chapman o perfino di haGespeare, in un lettore al $uale si sia consigliato di abbandonarsi alla musica dei versi senza preoccuparsi di capire o no ogni singolo verso. R dubbio che $uesto atteggiamento possa durare a lungo senza ottundere il godimento estetico, per $uanto giustificato esso sia come approccio preliminare. pero $uindi che non mi si fraintenda, pensando che io consideri con particolare favore la dottrina dei misteri che mi accingo a esporre. L'assioma proposto da 6ico della Mirandola, che per essere profondi i misteri debbono essere oscuri, mi sembra altrettanto falso del pernicioso assioma di @urGe che Xun'idea chiara un modo diverso di significare un'idea piccolaY. Ma non v' modo di eludere il fatto, per $uanto spiacevole, che da $uel terreno impuro si svilupp- e fior" una grande arte. tudiando $uesto argomento io cercher- la chiarezza & un fine gi! di per s2 riprovevole dal punto di vista dei mistagoghi del :inascimento. .ppure, la comprensione di $uesti in$uietanti fenomeni non certo favorita dall'arrendersi di fronte ad essi, non pi che dall'ignorarne l'esistenza. Come osservava 'onne, la maschera una delle grandi forze della rivelazione. X6erch2 la Colonna di 0ube, non meno della Colonna di #uoco, svolse il compito di guidareY.?

/uttavia c', per $uanto riguarda l'alchimia, una complicazione ulteriore4 la sua esegesi non univoca. /ra i suoi interpreti ce n' che vogliono la terminologia chimica degli alchimisti pura allegoria di un processo spirituale o mentale interno all'uomo3 ce n' che la vogliono invece un processo puramente chimico&metallurgico, senza altra implicazione3 infine ce n' che vi ritengono presenti entrambi gli aspetti. 6ur non avendo particolari titoli per dirimere la $uestione, oltre trent'anni di fre$uentazione dell'enigmistica alchemica ci hanno persuasi che la terza ipotesi sia la pi vicina al pensiero degli alchimisti del periodo classico. #acciamo cio nostro il giudizio di Mircea .liade nell'affermare che4
?Certamente le operazioni alchemiche non erano di natura simbolica4 erano operazioni materiali, effettuate all'interno di laboratori, ma perseguivano fini diversi da $uelli della chimica. +l chimico pratica l'osservazione esatta dei fenomeni fisico&chimici e di esperienze sistematiche, allo scopo di cogliere la struttura della materia3 l'alchimista si sofferma piuttosto sulla Xpassione Y, la XmorteY e l'XunioneY delle

sostanze, in $uanto agenti di trasmutazione della Materia (la 6ietra #ilosofale) e della vita umana (l' 1lixir 8itae).?

,uesto perch24 ?nessun mestiere, perfino nella tarda antichit!, era soltanto una tecnica.? Cinaturalmente non significa che aderiamo alla Ieltanschaaung degli alchimisti4 il nostro atteggiamento, se somiglia a $ualche altro, somiglia a $uello dell'etnologo, volto a ricostruire pratiche e credenze loro relative, senza porsi minimamente il problema dell'oggettivit! delle prime come della verit! delle seconde. Ci importa soltanto restituire un mondo intellettuale e semantico $uasi sempre trascurato e che riteniamo essenziale alla comprensione di molte opere appartenenti a uno dei periodi artistici pi felici della storia dell'umanit!. 6erci- & dato che la situazione da allora non gran che cambiata & ci associamo senz'altro a $uanto scrisse, nel *BDI, uno dei migliori ricercatori del campo, ossia :en2 %lleau4
? e ora si vorr! prendere in considerazione l'estensione di una letteratura ancora sconosciuta che conta decine di migliaia di opere le $uali, tra il O+++ e il O1+++ secolo, hanno esercitato un'influenza incontestabile sulle menti e sulle opere della civilt! occidentale, come non essere sorpresi constatando che tali documenti non sono ancora stati esaminati e nemmeno recensiti e classificati in modo sistematico e serio7 'opo vent'anni di ricerche in tale giungla, credo di essere in diritto di affermare che essa rimane appena esplorata, con tutte le conseguenze che lacune cos" gravi implicano in $uel che concerne la nostra attuale concezione della cultura e dell'evoluzione delle idee. +n $uesta prospettiva, non si tratta affatto di Xdisoccultare l'occultoY, ma di restituire alla cultura ci- che le sempre profondamente appartenuto, salvo nella nostra epoca, vale a dire il senso del mistero universale. ,uesto mistero non situato fuori dalla cultura ma nella cultura autentica, come l'arte nascosta nella natura, secondo l'ammirevole formula di %lbrecht '[rer4 XJuarda attentamente la natura senza mai discostartene nella vana speranza di trovare $ualcosa di meglio per te stesso. +n verit!, l'arte nascosta nella natura4 chi pu- estrarla da essa la possiedeY.?

L'adesione al punto di vista di .liade ci ha in ogni caso obbligati a uno sforzo che di solito gli esegeti delle opere alchemiche non fanno4 con $ualche rarissima eccezione, essi si contentano di collegare tra loro i differenti simboli come se da $uesti semplici accostamenti potesse scaturire una chiarezza maggiore di $uella esibita dai testi che commentano. %l contrario noi, persuasi come siamo che, se c' un segreto, esso non concerne i simboli ma l'operativit! che essi ricoprono, e che la spiegazione di simboli con altri simboli sia soltanto una pseudo&ermeneutica, priva di valore perch2 regolarmente pi oscura di ci- cui si applica, abbiamo cercato & nei limiti delle nostre capacit! & di ricostruire il tessuto empirico che costituiva il referente della rete simbolica manifestata dai dipinti. 0aturalmente, non essendo n2 iniziati n2 praticanti dell'arte, abbiamo dovuto cercare & lungo laboriose letture sinottiche dei classici pi e, soprattutto, meno noti dell'alchimia occidentale & di ricostruire l'effettiva pratica operativa a partire dai testi4 cosa secondo noi non impossibile, se si ha la pazienza e la tenacia di svolgere il lavoro necessario a realizzarla. ,uando dun$ue in alchimia $uestione di sepolcri, ossa, crani o cadaveri il riferimento notoriamente alla fase operativa detta della ?putrefazione?. +nfatti, come attesta 0icolas #lamel nel +ibro delle figure geroglifiche4
?'un$ue $uesta nerezza e colori insegnano chiaramente che all'inizio la materia e il composto comincia a putrefarsi M)N. . $uesta dissoluzione chiamata dai #ilosofi invidiosi Morte, 'istruzione e 6erdizione, perch2 le nature cambiano di forma3 di $ui sono uscite tante allegorie su morti, tombe e sepolcri.?

0on diversamente si esprime /eodoro 0adasti, nel suo 2rattati teorici*pratici4


?'icono per anche intercedere nel nostro Magistero morte, e resurrezione. 6er la $ual frase vogliono significare lo stato dell'=ro, o %rgento, il $uale $uando internato per minima nel Mercurio, e non si vede pi, apparisce non solo come morto, ma come sepolto ancora)?

Lo stesso concetto si pu- ritrovare espresso, invero assai laconicamente, nella seguente illustrazione tratta dalla %argarita pretiosa di Hanus Lacinius4

6er comprendere di che si tratta bisogna aver chiaro che & secondo gli autori reputati migliori & $uesta segue le due precedenti della ?congiunzione? e della ?separazione?. 0ella ?coniunctio? si trattava di compiere un'operazione al crogiolo facendo reagire due sostanze & denominate ?solfo? e ?mercurio? & attraverso una terza & il cosiddetto ?fuoco segreto? o ?doppio?, o ancora ?sale? &, dopodich2 il risultato, a raffreddamento avvenuto, veniva separato tra la sua componente depurata e le scorie. 6er mostrare il grande accordo che gli alchimisti intrattenevano su $uesto punto faremo alcune citazioni provenienti da trattati di autori ed epoche diverse, le $uali mostrano chiaramente come vi si tratti sempre del medesimo procedimento. La prima viene dal )reviario attribuito a 0icolas #lamel4
?@aderai innanzitutto di prendere il primogenito o primo figlio di aturno, che non il comune, nove parti3 della sciabola calibe del 'io guerriero, $uattro parti3 falli arrossare in un crogiolo e $uando sar! rosso fondente getta dentro le nove parti di aturnia che t'ho detto. ,uando $uesto improvvisamente manger! l'altro, pulisci bene dalle sporcizie fecali che vengono a monte della aturnia con salnitro e tartaro...?.

La seconda viene da +e dodici chiavi della filosofia di @asilio 1alentino4


?6erci-, se vuoi lavorare con i nostri corpi, prendi il Lupo grigio avidissimo che, dall'esame del suo nome, assoggettato al bellicoso Marte, ma, per la sua stirpe di nascita, figlio del vecchio aturno e che, nelle valli e nelle montagne del mondo, in preda alla fame pi violenta. % $uesto stesso Lupo getta il corpo del :e, affinch2 riceva il proprio nutrimento, e $uando avr! divorato il :e fai un gran fuoco e gettavi il Lupo per consumarlo interamente4 allora il :e sar! liberato.?

/raiamo la terza da +'entrata aperta al pala##o chiuso del re di +reneo #ilalete4


?...prendi $uattro parti del nostro 'rago igneo che nasconde nel suo ventre l'%cciaio magico, e nove parti della nostra Calamita3 mescolali insieme con l'aiuto del torrido 1ulcano, in modo che formino un'ac$ua minerale su cui gallegger! una schiuma...?.

6oich2 $uesto uno studio iconografico, concludiamo la rassegna riproducendo un'immagine dall'(talanta fugiens du Michael Maier che una ripresa letterale del passo di @asilio 1alentino appena citato4

+noltre, ai fini della nostra argomentazione, molto importante sapere che la sostanza che #lamel chiama ?sciabola calibe del 'io guerriero?, @asilio 1alentino ?:e? e #ilalete ?Calamita? & ossia ciche nell'operazione svolge il ruolo di ?solfo? & il ferro. ,uesto infatti ci formalmente dichiarato da Jiovanni @raccesco nel suo +a espositione di Geber filosofo.
?)eb. ,uantun$ue il ferro comune in se sia il piu vile delli altri metalli, nientedimanco separata la immonditia, piu precioso delli altri, perche ha potentia piu propin$ua da convertirsi in .liSir. M...N 6ensa che io non ho parlato senza ragione. 0el testamento io ho detto, il Marte perche ha la sustantia fissa, egli il megliore infra gli corpi. .t benche per il Marte si possi intendere del solfo, rispetto alli altri metalli intrinsechi, nientedimanco si puo anchora intendere, che il ferro comune sia migliore delli altri, perche ha la sustantia fissa, cio piu di solfo fisso, che tutti gli altri metalli. %em. 6iu fisso il solfo dell'oro. )eb. i, ma el costa caro4 et non utilit! a lavorare sopra $uello et non si puo migliorare, perche egli pervenuto all'ultima sua perfettione4 ma il solfo del ferro in via alla ultima perfettione et tintura, et con nostro magisterio si puo aiutare a pervenire alla rubedine permanente, et di $uello facilmente ne possiamo avere in buona $uantit!, et con poca spesa.?

''altra parte Hohannes de Monte& n<der, nel suo ;ommentario sul farmaco universale non fa che confermarne l'opinione4
?6ossiede Marte un caldo olfo solare e sembra bianco al di fuori, ma ben rosso al di dentro. +l suo sale talmente maturato e avviato dal proprio suo solfo, che persino a un s" agile rapinatore come Mercurio, d! molto filo da torcere. +l sale di Marte pu-, infatti, costantemente coagulare e fissare il Mercurio, specialmente $uando lo soccorra il vecchio aturno con le sue armi e la doppia sua daga.?

Cosa che abine tuart de Chevalier, nel suo 6iscorso filosofico sui tre principi, animale, vegetale e minerale o +a chiave del santuario filosofico , sottoscrive apertamente4 ?+l ferro contiene anche un solfo prezioso e che assolutamente necessario alla composizione del magistero...?. ., in modo ancora pi esplicito4 ?abbiamo gi! dimostrato pi sopra, che Marte o il sale di ferro una calamita ausiliaria che attira le influenze celesti.? 'a tutte le citazioni che abbiamo fatto si evince che il risultato della ?prima opera?, a $uanto pare, constava di un lingotto di ?sostanza mercuriale? depurata che si depositava sul fondo della lingottiera, mentre le scorie & dette anche ?feci? o ?caput mortuum?, e costituite da tutte le altre sostanze intervenute della reazione & galleggiavano in superficie come una specie di schiuma solida, nerastra e vagamente fetida, costituita in gran parte dai fluidificanti salini (il ?sale?) e dal ferro.

''altra parte, se gli alchimisti facevano in genere tanto mistero della loro ?prima opera? semplicemente perch2 essa era ben conosciuta nell'usuale chimica del tempo, come si pu- desumere dai trattati pi famosi, come $uello scritto dal dottor 0icolas Lemer<, membro dell' (cad,mie 3o-ale des ciences, e riedito nel *DID, con numerosissime annotazioni, dal suo allievo @aron, dal $uale & a conferma di ci- che abbiamo appena scritto & traiamo il giudizio relativo al ? caput mortuum?4 ?Le scorie sono dun$ue composte di ferro, di zolfo e di salnitro fisso.? %ffermazione ulteriormente chiarita nella lunghissima ?nota $c!? aggiunta dal dottor @aron a commento del testo del proprio maestro4 ?/utto ci- che galleggia sul regolo precipitato, e che forma le scorie, non dun$ue pi che un composto di zafferano di Marte, di colcothar, e di fegato di zolfo, nel $uale sono dissolte una porzione di ferro e una porzione di regolo.? ,uanto precede costituisce secondo noi l'oggetto di un altro dipinto del Juercino, noto sotto il titolo di ?8anitas?, oggi appartenente alla collezione #eigen di 0eV QorG4

enza approfondirne particolarmente la lettura & dato che non costituisce l'oggetto del presente studio & ci limiteremo a segnalare che il libro chiuso costituisce, in alchimia, un simbolo tradizionale della ?materia mercuriale? allo stato grezzo, ossia all'uscita dalla miniera4 tale accostamento stato probabilmente suggerito dal fatto che si tratta di un minerale che ha spesso una struttura grossolanamente lamellare, tanto da esser denominato pure ?terra foliata?. ,uesto libro chiuso da sigilli che vengono spezzati o sciolti nel corso della lavorazione, finch2 esso, al termine, diviene aperto. Cos" noi vediamo, nel $uadro, il libro ancora chiuso, ma di cui l'?assazione? preliminare e la ?prima opera? hanno gi! sciolto i due lacci che lo chiudevano4 a $uesto punto esso giustamente sovrastato dal teschio che simboleggia le scorie o ? caput mortuum?. ,uesta sovrapposizione verticale dei due protagonisti principali dell'opera alchemica peraltro restituita molto fedelmente da uno dei simboli (il secondo nell'immagine seguente) che l'antica chimica riservava al ? caput?, in cui la linea orizzontale sottostante il teschio e$uivale al libro del $uadro di Juercino4

L'orologio a sabbia che si vede sul lato destro un'allusione al fatto che la massa delle scorie friabile e si disgrega facilmente assumendo un aspetto sabbioso, inoltre, poich2 la clessidra un classico simbolo di aturno, riguarda il fatto che le scorie della ?prima opera? sono chiamate anche ? aturno o piombo dei filosofi?. Ci- certificato anche dall'anonimo autore del 6i#ionario ermetico contenente la spiega#ione dei termini, favole, enigmi, emblemi e modi di dire dei veri 7ilosofi, accompagnato da due trattati singolari e utili ai ;uriosi dell'(rte il $uale, alla voce ? aturno dei filosofi?, si esprime nel modo seguente4
? $uando la materia .rmetica diventata come della pece fusa, e poi diventa nerissima, in cui si fa l'eclissi del ole e della Luna, che i saggi chiamano fango e limo, in cui l'anima dell'oro (che chiamata il fiore dell'oro nella /urba) si unisce al Mercurio3 in modo che chiamano aturno o piombo, la tomba in cui il :e sepolto4 = anche Figredo, ossia la nerezza, che la testa del Corvo.?

Le due roselline in vaso, sulla sinistra, simboleggiano invece il prodotto finale dell'opera alchemica, cio le due pietre filosofali ?al bianco? e ?al rosso?4 $uesta differenza sottilmente suggerita dal Juercino con il fatto che una delle due roselline ancora parzialmente in boccio (pietra al bianco) mentre l'altra (pietra al rosso) si mostra nel pieno della fioritura. +l medesimo simbolismo delle due rose & che $ui sono, pi canonicamente, rose selvatiche a cin$ue petali & si pu- ritrovare nell'illustrazione premessa alla dodicesima e ultima chiave de +e dodici chiavi della filosofia di @asilio 1alentino4

+l secondo vaso, che vediamo sullo sfondo a destra, riempito di fiori di vari colori, simboleggia appunto i colori che si susseguono nel corso dell'opera, allo stesso modo che ne +es sept nuances de l'oeuvre ch-mique di .tteilla in cui il laconico commento al punto $uattro del frontespizio recita enigmaticamente4 ?0on riferitevi troppo al colore?4

/uttavia, e pi pertinentemente di .tteilla, Juercino non ci mostra i fiori ancora radicati al terreno, bens" recisi e immersi in due vasetti di vetro trasparente. Malgrado l'apparente naturalezza della cosa, anche $ui cifrata un'indicazione assolutamente pertinente4 a eccezione del nero, i colori si producono e passano nel vetro, ossia nel fluido salino incaricato di captare & durante la ?terza opera? & la parte pi pura delle materie messe in opera. econdo i migliori autori, sar! proprio $uesto fluido a costituire il corpo cristallino del ?rubino celeste? finale. +nfine, pensiamo che l'indecifrabile cartiglio attaccato al medesimo vaso, in cui si pu- leggere soltanto la parola ?nascitur?, sia & proprio come ne 1t in (rcadia 1go & l'indice che il $uadro contiene un messaggio incomprensibile ai pi. 6e rendere ancor meglio conto della fondatezza della nostra tesi, accosteremo il precedente $uadro del Juercino a un altro molto simile di Lorenzo Lotto & comunemento noto come (more che incorona un teschio & che .dgar Pind presenta sorprendentemente cos"4 ?(n dipinto particolarmente morboso di Lorenzo Lotto mostra %mor che incorona un teschio posato su un cuscino (emblema di XdolcezzaY o voluptas)?4

'obbiamo ammettere di non riuscire proprio a comprendere che cosa abbia $uesto magnifico $uadro di ?particolarmente morboso?3 pensiamo inoltre che l'illustre studioso sia ben lontano dall'aver colto la genialit! dell'inventio di Lotto. % differenza del $uadro di Juercino, $uesta volta il teschio non in posizione verticale su un libro ma orizzontale, mollemente adagiato su un cuscino sul $uale lascia & esattamente come farebbe il capo di un $ualun$ue dormiente & un'ampia impronta stellata4 sopra di esso un putto dall'espressione tra il pensoso e l'ammiccante sostiene una corona d'alloro. +l contrasto particolarmente forte e tale da far riflettere4 perch2 l'alloro & albero sacro ad %pollo e simbolo notorio di immortalit!, come d'altra parte tutte le piante che rimangono verdi in inverno & imposto al teschio, che invece il rappresentante per eccellenza del suo contrario, ossia la morte7 . perch2 $uesta strana postura da vivente del teschio sul cuscino7 %ggiungiamo che $uest'ultimo, a causa dell'assenza della mascella e della strana posizione, sembra sorriderci beffardamente. %ncora una volta pensiamo che il ricorso all'alchimia sia l'unico a poterne render conto in modo soddisfacente e, per dimostrarlo, ricorrereremo di nuovo ai suoi classici. 0e +'entrata aperta al pala##o chiuso del re +reneo #ilalete, nel suo solito stile criptico e roboante, aveva scritto4
?%l polo, si trova il cuore del Mercurio, che un vero fuoco ove si trova il riposo del suo ignore. 0avigando su $uesto vasto mare, per approdare all'una e all'altra delle +ndie, governa la sua corsa con la vista della stella del nord che la nostra Calamita ti far! apparire. +l aggio se ne rallegrer!, ma il folle vi far! poco caso e non s'istruir! nella saggezza, $uand'anche avesse visto il 6olo centrale volto all'esterno e marcato dal segno riconoscibile dell'=nnipotente.?

embra dun$ue che all'uscita della prima opera le materie siano marcate da un segno che non puevitare di imporsi agli occhi dell'operatore. 'i $uale segno si tratti ce lo dice, come sempre, abine tuart de Chevalier4 ?%ggiungetevi poi due once di salnitro e altrettante di sale di tartaro, raffinati e incorporati assieme3 agitate bene con una spatola di ferro3 vedrete apparire una stella splendente nel crogiolo)?. La conoscenza di $uesto segno stellato non era peraltro appannaggio esclusivo degli alchimisti, dato che era condivisa comunemente anche dai chimici spagirici dell'epoca, come testimonia il famoso Christofle Jlaser nel suo 2rait, de ;h-mie, alla voce ?:egolo d'%ntimonio con il Marte?4 ?)e,

oltre a ci-, il regolo avr! sulla superficie la figura di una stella, che il vero segno della perfezione.? +nfine, si tratta della medesima stella disegnata sul frontespizio dell'(ureum saeculum redivivum di ;inricus Madathanus4

=ra, anche chi non ha alcuna esperienza di operazioni metallurgiche potr! comprendere che $uesta impronta stellata si presenter! a maggior ragione durante il raffreddamento nella lingottiera, e sar! visibile nella frattura di separazione tra il cosiddetto ?regolo d'antimonio? e le scorie marziali sovrastanti, come una forma di interfaccia comune alle due parti. % nostro avviso, proprio per suggerire $uesto che Lotto, con tutta la genialit! del grande artista, adagia il cranio orizzontalmente sul cuscino, suggerendo l'impronta che vi lascerebbe la testa di un $ualun$ue dormiente4 che essa abbia una forma visibilmente stellata conferma & secondo noi in modo ine$uivocabile & $uanto abbiamo detto. Ma la composizione ci dice ancora $ualcos'altro, ossia che la materia simboleggiata dal cranio non morta come sembra bens" dorme, e ci- rafforzato dall'alloro dell' immortalit con cui il putto & in $uesta accezione simbolo dello spiritus mundi & si prepara a incoronarlo. +nfatti $uesto bambinetto & che a livello del senso morale rappresenta senz'altro %more, come osserva giustamente il Pind & a livello dell'allegoria alchemica il medesimo che vediamo, in piedi su un banco di nuvole, intento a espletare le sue funzioni naturali, in modo invero non troppo pudico, nella seguente figura tratta dal manoscritto della @iblioteca 1aticana denominato peculum veritatis, e accompagnata da $uesta breve leggenda4 ?La purgazione della Materia e la riduzione del Jenerato crudo in Jeneratore cotto, affinch2 la loro urina lavi il Mercurio?4

@ench2 l'immagine che mostriamo non si riferisca alla stessa fase operativa di cui si tratta nel $uadro di Lotto, l'elemento incarnato dal bambino lo stesso per entrambe4 comun$ue lui & a detta dei testi alchemici & la causa anche della ?resurrezione del :e? che ora giace nel suo sepolcro, ossia l'agente operativo capace di restituirgli una funzionalit! nell'opera. Come scrive Limo\on de aint& 'idier ne 'l trionfo ermetico4 ?+l balsamo della vita nascosto in $ueste feci immonde, voi dovete lavarle con l'ac$ua celeste, finch2 non ne avrete tolta tutta la nerezza, e allora la vostra ac$ua sar! animata da $uesta essenza ignea, che opera tutte le meraviglie della nostra arte.? ulla natura di $uest'ac$ua celeste & la stessa che il bambino dell'illustrazione orina impudicamente & abine tuart de Chevalier particolarmente esplicita4
?La vita e la salute sono contenute nello spirito universale. L'unica fomentazione contenuta nel mare universale3 per la sola ragione che salata, essa racchiude dei tesori, essa contiene i principi e i germi dell'oro e dell'argento in $uantit! inesauribile. L'aria libera contribuisce molto a mercurificare i minerali e i semi&minerali. Cornelio %grippa ha nominato un soggetto nei sui scritti3 una materia volgare che ha la virt di attirare $uesto spirito cos" salutare. e ne attira in abbondanza in un momento. ,uesto spirito universale tanto potente che guarisce $uasi tutti i mali con il suo solo vapore e odore3 nascosto sotto una forma aerea, ac$uosa, terrosa e salina. Lo si attira dall'aria con una calamita3 anche contenuto nella rugiada e nell'ac$ua di pioggia.?

0on fuori luogo attirare anche l'attenzione su un'immagine dell' A-pnerotomachia 5oliphili , essa pure di certo relativa a $uesto argomento4

La sua pertinenza alchemica pu- esser giudicata leggendo il testo che l'accompagna, in cui l'invenzione dell'autore anonimo tocca veramente il vertice del grottesco immaginando che il putto orini addirittura in faccia a un sorpreso 6olifilo il $uale, per l'occasione, si dice stranamente ?melancochro? & parola derivata dal greco melnkrokos, ?con tessuto nero, con vele nere? & che per metonimia vale ?negro?4 effettivamente, perch2 l'allegoria si attagli al processo alchemico, la testa su cui il fanciullo orina dev'esser nera.

inceramente & sia detto senza intento polemico & non comprendiamo perch2 i due peraltro bravissimi curatori dell'edizione %delphi dell'A-pnerotomachia & e in particolare tefano %ndreani, che addirittura dirige la collana di riedizione di testi alchemici presso la casa editrice Mediterranee &, abbiano perso l'occasione di tener conto, nel pur monumentale commento da loro dedicato all'opera, degli indubitabili significati alchemici presenti in numerosi suoi passi4 secondo noi non un buon servizio reso all'intelligibilit! del testo. /anto pi che la tradizione ermeneutica in $uesto senso storicamente attestata, per esempio dalla stessa abine tuart de Chevalier4 ?L'ingegnoso

6olifilo ha fatto un grosso volume in cui designa tutte le operazioni con tutti i dettagli3 egli indica il sale dei #ilosofi sotto il nome di 6olia con la $uale vuole sposarsi.? +l dottor 0icolas Lemer<, che da semplice chimico non aveva le preoccupazioni di riservatezza degli alchimisti, ancora pi chiaro in merito alle convinzioni della scienza dell'epoca4
?La pioggia e la rugiada sono impregnate dallo spirito dell'aria che le rende penetranti3 e perci- noi vediamo che esse apportano maggior profitto alle piante che annaffiano di $uanto non faccia l'ac$ua comune4 la rugiada, soprattutto, contiene molto di $uesto spirito universale che acido, perch2 durante la frescura della notte stato condensato e precipitato con l'umidit! che era sparsa nell'aria.?

6er chiudere $uesta lunga digressione e riprendere l'esame del nostro $uadro, diremo che a $uesto punto dell'opera pare che si ponesse, per i neofiti e comun$ue per i profani & denominati, dagli alchimisti, con il termine spregiativo di ?soffiatori? & un problema piuttosto grave4 affascinati dalla bellezza e dallo splendore metallico della ?sostanza mercuriale depurata?, costoro proseguivano l'opera esclusivamente con essa, gettando via le scorie & ? foeces? (?feci?) o ?caput mortuum? (?testa di morto?) & come $ualcosa che era ormai del tutto privo di valore. tando agli alchimisti, sembra invece che le scorie diseredate e sgradevoli avessero ancora una grande parte da giocare nel seguito delle operazioni4 occorreva che fossero lavorate in modo da estrarne non solo il ?sale? ma anche il ?solfo marziale?, in vista di un ulteriore impiego. :elativamente a $uesto, che veniva considerato un punto molto segreto della pratica, ci furono autori assai ?invidiosi?4 alcuni di essi, forse eccedendo nell'obli$uit! dei loro discorsi, finirono per provocare nei creduli profani un danno addirittura maggiore di $uello cui volevano rimediare. % $uanto pare ci fu chi & prendendo l'espressione ? caput mortuum? alla lettera & lavor- effettivamente su ossa di cranii umani, e da $ui sembra provenire la scoperta del fosforo, ma ci fu anche chi fin" per rendersi ridicolo pasticciando con un materiale assai meno nobile del precedente, forse soggiogato dall'autorit! emanante dal supposto autore de +'arte trasmutatoria, ossia nientemeno che papa Jiovanni OO++4 ?La polvere di escremento umano disseccata al sole, poi lavata nell'ac$ua, rimasta sul fondo del vaso perch2 non dissolta, un buon elisir che tinge il piombo in oro.? 6er chiarire fino a che punto inimmaginabile frasi come la precedente potessero risultare fuorvianti per i profani, vale la pena aprire un inciso onde narrare brevemente l'esperienza letale e del tutto volontaria che coinvolse, verso la fine del 'DEE, il supposto autore de 'l Gran +ibro della Fatura, cos" come ce la riferisce .ugne Canseliet nel suo +'alchimia spiegata sui suoi testi classici4
?L'illuminismo venuto dalla Jermania e che regnava a $uell'epoca nelle assemblee massoniche, pu- fornire molto bene la ragione dell'impresa pericolosa e filosoficamente irragionevole. +n ogni caso cos" che /ouza<, alias 'uchanteau, dell'importante loggia +es amis 3,unis, cerc- di concentrare, in seno al proprio li$uido escremenziale, $uel sale che pensava fosse l' armoniaco dei vecchi alchimisti, e che potesse diventare, per mezzo di $uesto riprovevole procedimento, la Medicina universale. ,uesto assorbendo, senza discontinuit! e con l'esclusione di $ualun$ue altro nutrimento, la sola urina delle sue successive emissioni. Cosa poteva avvenire, se non che, durante lo sviluppo della sua tecnica pericolosa, la morte sorprendesse l'imprudente filosofo M)N 7?

/uttavia, altri si incaricarono di dichiarare in modo esplicito la corretta interpretazione di $uesto genere di metafore perniciose. Cos" @raccesco4 ?La loppa, cio la calce del ferro, la $uale si genera nel fuoco, et dalli fabri, gettata per le vie, et ne ster$uilini4 ella la vilissima pietra de filosofi, et ha similitudine di pietra, et non pietra, et sola ha tutte le cose, et tutte le propriet!, le$uali dicano li filosofi della sua pietra.? Cos" anche abine tuart de Chevalier, nell'opera che abbiamo citato pi sopra, la $uale insistette moltissimo su $uesto punto4 ?%bbiamo gi! parlato molte volte delle scorie che galleggiano durante la confezione del regolo, e raccomandiamo ancora di averne grande cura3 fatele bollire nell'ac$ua piovana, che filtrerete e farete evaporare per ritirarne un sale prezioso3 dopo

aver cos" liscivato $ueste scorie, le farete calcinare in un crogiolo, aggiungendovi $ualche pezzetto di zolfo comune3 esse diverranno rosse come del cinabro...?. :iteniamo ormai di avere materiale a sufficienza per decifrare l'allegoria contenuta nel $uadro di Juercino4 il grande cranio posato in primo piano sul frammento di muratura il ? caput mortuum? che l'artista, al pari degli alchimisti del suo tempo, ci invita a non disprezzare. Che si tratti delle ossa di =reste costituisce allora un'indicazione in pi in $uanto il nome "r,stes (=reste), derivando da Qros (monte), significa ovviamente ?montanaro?, ?colui che abita in un luogo alto?, e ciidentifica la posizione che dopo la prima opera le scorie assumono rispetto al lingotto sottostante. L'albero met! verde e met! secco che si vede nella parte superiore del dipinto allude proprio al fatto che la morte del caput soltanto apparente, mentre una vita ora solo latente aspetta di esservi risvegliata4 di $uesto tema, vediamo una versione molto ben concepita in un altro $uadro di Lotto, conosciuto sotto il nome eccessivamente anodino di (llegoria4

(n'altra immagine che merita di venire accostata alle precedenti in $uanto fa spuntare, molto elo$uentemente, l'albero verde direttamente dai genitali del :e morente, si pu- trovare nei %iscellanea d'alchimia4

Caritatevolmente, Juercino ci mostra persino $uale sia la reale apparenza fisica del ? caput? durante le operazioni alchemiche, nonch2 cosa si possa trarre da un suo accorto utilizzo4 la massa rocciosa e nerastra fronteggia il teschio perch, lo rispecchia4 infatti ha lo stesso medesimo aspetto delle scorie di fusione e da essa, $uasi per un'illusione ottica, sembrano emergere i due strani personaggi. Civuol dire, secondo noi, che ne provengono, e nell'ordine preciso in cui li elenca il brano di tuart de Chevalier4 prima il "sale pre#ioso" bianco come la neve (il personaggio pi vicino a noi) poi, dopo la calcinazione al forno da riverbero, la sabbia "rossa come cinabro". +noltre, il fatto che l'abito rosso del secondo personaggio mostri dei risvolti bianchi, significa secondo noi & se non sbagliamo & che il ?sale prezioso? non deve essere completamente estratto dal ?caput mortuum?, dimodoch2 un poco ne resti corporificato con la ?sabbia rossa?. 'i $uesti due stessi personaggi, emergenti dal cadavere del :e, abbiamo una rappresentazione pressoch2 identica nel ;h-misch Jleinod di =sVald Crollius4

6er $uanto riguarda l'ora antelucana in cui avviene la scena del $uadro & espressa, come abbiamo detto all'inizio, dalla stasi degli animali diurni e dall'attivit! di $uelli notturni &, essa ha il preciso significato di suggerire $uella precauzione climatico&astronomica che doveva necessariamente accompagnare le manipolazioni alchemiche e che differenzia radicalmente l'alchimia dalla chimica che le era contemporanea4 Juercino, evocando il momento del giorno in cui la lavorazione del ?caput? deve compiersi, si mostra cos" non meno caritatevole di 6ierre Hean #abre, 'ottore alla

#acolt! di Medicina dell'(niversit! di Montpellier, nel suo ;ompendio dei segreti chimici4 ?io non intendo il vetriolo comune e ordinario, ma $uello dei #ilosofi, che si trova al levar del ole, sparso molto copiosamente e pi che abbondantemente su tutta la terra.? +l lungo periplo del senso allegorico ci mette ora in grado di affrontare in modo pertinente $uello morale. econdo noi $uesto si dispiega lungo due assi, a seconda che si prenda come guida uno dei due primi sensi. :ispetto al senso letterale & $uello di Lica, del fabbro e delle ossa di =reste & esso si sostanzia nell'idea di carit4 venire iniziati al mistero del ? caput mortuum?, delle scorie, significava che, nel mentre si era oggetto di aiuto, occorreva comprendere che al mondo non v' nulla di cos" miserabile che, ricevendo un aiuto, non possa esse nobilitato aldil! di ogni aspettativa4 proprio come dei miseri resti umani rivelano esser le spoglie preziose di un eroe mitico. :ispetto al senso allegorico invece & cio a $uello alchemico & esso indica un'altra virt4 la modestia. +n $uesto contesto, infatti, sono i due materiali nobili che osservano la materia vile da cui, essendone estratti, provengono. . non possiamo fare a meno di suggerire che $uesto deve aver avuto per il Juercino & uomo di grande dirittura morale & anche una portata pi personale4 secondo noi egli, a causa delle proprie umili origini, potrebbe aver visto se stesso nel ? caput mortuum?, materia vile da cui per- si originavano opere sublimi. Cos", se noi leghiamo insieme i due aspetti del senso morale, ne ricaviamo la corretta lettura, $uella di modesta caritas4 infatti, la vera carit! non si proclama ai $uattro venti, non fa mostra di s2 ma frutta una vera soddisfazione esercitandosi nell'ombra, in modo non apparente4 secondo noi, proprio $uella che lo stesso Juercino pensava di offrire, nell'enigma della sua tela, all'interprete abbastanza ingegnoso da meritarla. Ci resta dun$ue solo da chiarire il senso anagogico, ossia $uello che ?per le cose significate significa de le superne cose de l'etternal gloria?. 'obbiamo ora considerare che, all'epoca del Juercino, l'alchimia medievale era stata gi! da tempo incorporata nell'ermetismo neoplatonico di matrice ficiniana come uno dei suoi aspetti, per cos" dire, sperimentali, rinnovando cos" $uell'altro incontro di cui parla .liade e che aveva avuto luogo molto tempo prima4
? ebbene il problema dell'origine storica dell'alchimia alessandrina non sia ancora risolto, possiamo spiegare la repentina apparizione dei testi alchemici dell'era cristiana come il risultato dell'incontro di una corrente esoterica viva soprattutto tra le classi colte e rappresentata dai Misteri, dal neopitagorismo e dal neoorfismo, dall'astrologia, dalle Xverit! orientali rivelateY, dallo gnosticismo ecc., con le tradizioni XpopolariY, custodi dei segreti di mestiere, delle magie e delle tecniche pi arcaiche.?

%llo stesso modo che agli antichi iniziati ai Misteri, anche a $uelli rinascimentali non doveva essere sfuggito & come nota ancora .liade & l'intrinseco rapporto tra $uesti e l'alchimia4
? appiamo che l'iniziazione ai Misteri consisteva, nella sua essenza, nel partecipare alla passione, alla morte e alla resurrezione di un dio. 0oi ignoriamo le modalit! di $uesta partecipazione, ma si pu- congetturare che le sofferenze, la morte e la resurrezione del dio, conosciute dal neofita nella forma del mito, della storia esemplare, gli venissero comunicate, durante l'iniziazione, in maniera XsperimentaleY. +l senso e la finalit! dei Misteri erano la trasmutazione dell'uomo4 attraverso l'esperienza della morte e della resurrezione iniziatiche, il mito mutava di regime ontologico (diveniva XimmortaleY). =ra, lo scenario drammatico delle XsofferenzeY, della XmorteY e della XresurrezioneY della Materia attestato fin dall'inizio nella letteratura alchemica greco&egizia.?

i trattava insomma di far ?sperimentare? al neofita la ?realt!? della palingenesi4 e proprio $uesto riteniamo sia il senso anagogico presente nel $uadro di Juercino. +l che ci gi! significato dall'albero in parte verde e in parte secco del $uale Pind conferma il significato palingenetico4
?(n germoglio nuovo che nasce da un albero secco M)N era una formula comune per significare XrinascitaY, adottata anche nella medaglia del Laurana per :enato d'%ngi- M)N, con allusione al nome, :enatus. u un

cammeo rinascimentale che si trova alla @iblioth$ue 0ationale M)N ci si serviti dello stesso motivo per simboleggiare la rinascita religiosa.?

Che l'esoterismo rinascimentale sia completamente dominato dall'idea di una ciclicit! del tempo e di un ritorno incessante delle anime ai corpi, salvo nel caso di una liberazione eroica e iniziatica dalla tirannia di Crono, abbondantemente attestato. e non del tutto certo che il cardinale @essarione accettasse la dottrina pagana della metempsicosi, sappiamo che il suo amico e maestro Jemisto 6letone la condivideva, cos" come Marsilio #icino, @eroalde de 1erville, Lorenzo de' Medici, :enato d'%ngi- e tanti altri. . se vero che ai tempi del Juercino le accademie erano da tempo estinte, altrettanto vero che 1enezia era diventata il centro di resistenza dell'ermetismo rinascimentale4 segnatamente e soprattutto con #rancesco Jiorgio 1eneto, il patrizio veneziano Lorzi, frate minore dell'=sservanza, teologo, filosofo neoplatonico, ermetizzante e cabbalista, uomo assai noto ed autorevole & significativamente sospettato dalle gerarchie ecclesiastiche fino a ricevere una scomunica, poi revocata & la cui influenza si estese lontano nello spazio e nel tempo, come spiega dettagliatamente il massimo esperto attuale del suo pensiero, Cesare 1asoli4
?6i tardi le sue dottrine, affidate al 6e harmonia mundi ed ai 5roblemata e sostenute da fedeli discepoli, come %rcangelo 6ozzi da @orgonuovo e erafino Cumirano, ebbero un'indiscutibile fortuna testimoniata non solo dalle citazioni di Jiulio Camillo 'elminio e del Jiambullari, ma anche della singolare affinit! di certi loro temi con gli atteggiamenti di alcuni tipici esponenti dell'XeresiaY cin$uecentesca, come Camillo :enato e il Curione, dalle esplicite dichiarazioni di #rancesco 6ucci, dai fre$uenti, esaltanti riferimenti di Juillaume 6ostel che molto contribu" a diffondere la fama di #rancesco Jiorgio negli ambienti e nei gruppi tendenzialmente settari nei $uali si muoveva. 02 certo un caso che uno dei suoi pi noti seguaci, Ju< Le #vre de La @oderie, ne traducesse l'opera maggiore, apparsa a 6arigi nel *IDB, insieme alla versione francese dello Aeptaplus pichiano. ''altro canto l'influenza del 6e harmonia mundi e dei 5roblemata doveva essere al$uanto estesa e profonda nella cultura filosofico&religiosa del tardo Cin$uecento, se il domenicano (ed ebreo convertito) isto da iena svolse, nella sua )ibliotheca ancta, una minuta confutazione del + libro dei 5roblemata, e se lo stesso @ellarmino attacc- esplicitamente, e in tono molto drastico, il loro autore. . tale supposizione mi sembra anche confermata dal ricorrere del nome e dei testi di #rancesco Jiorgio anche in ambienti culturali non italiani, come, per esempio, il circolo di Hohn 'ee e, poi, di :obert #ludd (di cui baster! $ui ricordare le celebri idee sull'armonia musicale dell'universo), o, per passare in #rancia, i gruppi religiosi in cui operarono il predicatore francescano XleghistaY #ran]ois #ueuardent, il celestino 6ierre Crespet, @laise de 1igenre (lo scolaro di 0icolas Le #vre de La @oderie, influenzato dallo Lorzi nell'elaborazione del 2rait, des prires et oraisons ), Hohannes @enedicti, Hean 6ierre Camus, il collaboratore di #rancesco di ales, o, ancora, Hean @aptiste Morin, il corrispondente di Cartesio e di 6. Mersenne, autore dell'(strologicorum domorum cabbala detecta. 0ondimeno, la prova pi convincente della lunga fortuna dello Lorzi, a $uasi un secolo dalla sua morte, credo sia costituita dalla nuova edizione dei 5roblemata, apparsa a 6arigi nel *C99, ai tempi, insomma, della famigerata XinvasioneY dei :osacroce. Com' noto, proprio $uesta ristampa provoc-, l'anno seguente, la recisa confutazione di un frate dei Minimi, ancora ignoto, ma destinato a diventare ben presto il grande XsegretarioY della nuova cultura scientifica, colui che, tra Jalileo, Cartesio, Jassendi e ;obbes, tenne le fila dell'impetuoso rinnovamento del Xgrand sicleY4 6. Marin Mersenne. Con grande intuito e acuta comprensione egli vide, infatti, nelle dottrine del frate veneziano l'espressione pi compiuta e pi tipica di tutte $uelle concezioni esoteriche, iniziatiche, magiche ed ermetizzanti che, secondo la sua rigorosa mentalit! di scienziato e di uomo di Chiesa, minacciavano insieme la sana e chiara ortodossia e lo sviluppo lucido e preciso del sapere metodico e dei suoi fondamenti matematici. Ma neppure la battagliera polemica di 6adre Marin riusc" a cancellare il singolare fascino di $ueste dottrine e di $ueste opere destinate a continuare a sopravvivere per tutto il secolo. 6oi le pagine dedicate al francescano veneziano da storici ed eruditi, tra i $uali baster! ricordare il Morophius, il Parton ed il @rucGer testimoniano che il ricordo di #rancesco Jiorgio non era affatto spento nel tardo eicento e nel ettecento, come mostra, ancora, il medaglione scritto da Jiovanni degli %gostini nelle Foti#ie istorico* critiche intorno alla vita degli scrittori vene#iani , dal $uale dipende anche la breve notizia fornita dal /iraboschi.?

+l lungo brano sopra riportato era necessario per render conto dell'incredibile influenza di un autore in seguito pressoch2 dimenticato. Le citazioni seguenti ci faranno invece comprendere fino a che punto lo Lorzi aderisse alla dottrina della palingenesi4
?6er #rancesco Jiorgio simili considerazioni possono persino spiegare le antiche credenze nella metempsicosi sostenute da 6itagora e 6latone3 e, almeno in parte, giustificano chi ha creduto nella possibile reincarnazione dell'anima in corpi vegetali o animali. :icorda che alcuni platonici (Carneade, enocrate, %rcesilao) hanno interpretato la metempsicosi Xpoetico moreY, mentre altri (6lotino, Jiamblico e 6orfirio, 6roclo e iriano) l'hanno addirittura sottaciuta, forse perch2 ne avevano compreso la pi intima e riposta verit!. ., invero, si tratta piuttosto di un'immagine poetica, usata dai filosofi per indicare la decadenza dell'anima peccatrice, divenuta XanimaleY e, per cos" dire, XimbestialitaY. Ma come pu- discendere al pi basso livello della vita cosmica, l'uomo pu- ascendere con la sua anima sino alla divinit!, contenere in s2 ed apprendere tutto3 i cieli e i loro segni, le intelligenze angeliche, le idee eterne, 'io sommo di cui il suo animo riesce a cogliere i vestigi e l'immagine riflessa nell'universo.?

/uttavia, vi un'accezione pi specifica in cui la palingenesi interviene nell'opera dello Lorzi4


?La XresurrectioY, argomento essenziale del settimo XtonusY, dun$ue, il punto focale, l'ultima conclusione escatologica verso la $uale tende la spiritualit! di #rancesco Jiorgio, nutrito delle tante, diverse e contrastanti ispirazioni mistiche del suo tempo e della sua cultura. %nch'egli & come il suo maestro #icino & sa che condizione per la vita eterna la giusta tendenza dell'anima verso il suo vero bene, 'io, e, dun$ue, il desiderio di $uella beatitudine ultraterrena che consiste nella contemplazione e nel godimento illimitato di 'io. La vita futura , anzi, in un certo senso, la continuazione e perfezione della vita attuale, perch2 essa sviluppa e completa la scelta che l'anima ha gi! compiuto $uando ha saputo vincere il peso della materia e della carne e mirare soltanto al suo principio e alla sua superiore natura. 'eposta finalmente la Xperstrepens et dissonans materiaY che di per s2 tende alla dissoluzione, Xopera consummatissimaY di 'io, raggiunge la sua ultima armonia, perch2 il suo stesso corpo & lo insegnano il mitico .noch e lo 6seudo&/addeo & si trasforma in sostanza spirituale e immortale. =ra, $uesta trasmutazione concessa in vita solo a pochissimi.?

=ra, $uest'ultimo punto & della palingenesi in vitam & indubbiamente di derivazione alchemica in $uanto sembra essere l'obiettivo autentico che muoveva gli sforzi degli alchimisti. 1ale la pena di illustrare $uanto generalmente ci- fosse considerato possibile & in particolare nella 1enezia dei tempi appena successivi a $uelli del Juercino & riportando alcuni stralci da un libello anonimo stampato proprio nella citt!, nel *CBD, e intitolato +a critica della morte, overo l'apologia della vita e le ricette dell'arte ch'accrescono i languori della natura , in cui si narrano le vicende veneziane di un tal #ederico Jualdi, da voce pubblica considerato in possesso della Crisopea, vicende che sembrano anticipare il clich, di $uelle, ben pi clamorose, del cosiddetto Conte di t. Jermain nel secolo seguente. ,uesto Jualdi sembra sia stato in contatto epistolare con il Marchese #rancesco Maria antinelli autore & sotto lo pseudonimo di 7ra %arcantonio ;rassellame ;hinese, del famoso trattato alchemico +ux obnubilata suapte natura refulgens, pubblicato anch'esso a 1enezia nel *CCC4
?+o ero ancor giovinetto, $uando l'%nno *CI> cominciai a conoscere il ignor #.'.:+C= J(%L'+, ma la debolezza della mia et! non mi permetteva di poter per anche conoscere la chiarezza del suo ingegno, e la profondit! della sua scienza, e della sua dottrina. 0on so n2 meno dire se all'ora fosse poco, o molto tempo ch'egli soggiornasse nella nostra Citt!, ma solo mi ricordo, ch'egli aveva l'effigie, e le apparenze tutte d'un (omo d'et! di FE %nni in circa3 perche sempre anche tale, senza fare alcuna imaginabile mutazione, si conservato fino all'%nno *CAE ch'io fui chiamato in 0apoli da alcuni miei affari. M)N ,ualit! cos" rare dun$ue non poterono restare occulte, e perci- passarono alla cognizione di molti (omini dotti d'+talia, di molti ignori, de' $uali alcuni che capitavano in 1enezia, pieni della di lui #ama, nell'inchiesta delle cose pi cospicue della Citt!, procuravano precisamente di vedere il Jualdi, e di ottenere la sua amicizia coltivandola poi per via di lettere3 e ci sono stati alcuni venuti a posta a trattenersi $ui, per aver la di lui continua conversazione, pregiandosi del titolo di suoi 'iscepoli, particolarmente doppo che si era sparso il concetto di tener egli il /esoro .rmetico, per esser stato veduto un suo :itratto da molti +ntendenti della 6ittura asserito

costantemente per opera del Jran /iziano. .ra molto tempo ch'egli aveva piantato Casa notabilmente addobbata, ^ in specie di buone pitture unite nella stanza migliore di essa, dietro la porta della $uale teneva appeso il detto :itratto. %ndati un giorno alcuni a vedere le belle pitture, e fra di essi un 'ipingitore ben pratico, chiusasi a caso $uella parte di porta, dov'era appoggiato il ritratto, l'osserv- il 'ipingitore, ad alta voce in atto di maraviglia grid-, questa mano di 2i#ianoU Mostr- di ridersene il Jualdi e disse, che se cifosse stato egli avrebbe avuto pi di 9EE %nni, soggiungendo, che veramente ne aveva AC, e ci- fu l'%nno *CDD. 0on si ac$uet- per $uesto il 'ipingitore, m! sempre asseverantemente affermava, che l'opera era di /iziano. +ntanto il Jualdi confess- AC %nni, $uando non ne mostrava pi di FE e faceva delle operazioni da un (omo, che si ritrovi in $uel fiore della sua et!. M)N Lo deve bens" essere il nostro Jualdi (meglio diressimo il nostro .roe) e ne diede li pi evidenti contrasegni $uando finalmente il giorno 99 Maggio dell'%nno *CA9 si assent- da $uesta Citt!, senza averne avuto altri motivi, che $uelli gli vennero forse suggeriti dalla pubblicata notizia della sua 1irt. %veva egli fatto anticipatamente 6rocura generale ad un suo ben fortunato ervitore, con la $uale averebbe potuto disponere d'ogni suo effetto3 all'improvviso poi verso la sera del sudetto giorno, fattosi poner in un picciolo @aullo alcune poche @iancarie, e 1estiti, come se avesse dovuto portarsi a diporto in un luogo di 1illa, ch'egli godeva verso /revigi, promise il suo ritorno fr! pochi giorni, e rifiutata la compagnia del ervitore istesso, gli raccomand- solamente la casa, nella $uale lasciava mobili, ^ effetti preziosi, e considerabili3 e 0onagenario, come si era confessato3 ma forse coetaneo di $ualche secolo3 solo, e senza alcun'altra assistenza, part", - per dir meglio spar". %spettarono molti giorni il ervitore, e le erve di sua Casa il promesso ritorno, m! non vedendolo, n2 ricevendo sue lettere, finalmente compresero, che il suo viaggio non era terminato nel diporto della 1illa, dove seppero che n2 anche era comparso, onde complito con parte de' di lui effetti agli ordini, che aveva lasciati, il rimanente bastato, e basta per mantener essi lontani dalle angustie della servit.?

ingolarmente, laddove un $ualun$ue uomo d'oggi troverebbe mille logiche spiegazioni alternative per una tale vicenda & tutte ruotanti comun$ue intorno al concetto d'impostura & sembra che $uella che appariva invece come la pi plausibile a un uomo del 'CEE implicava la possibilit! di un indefinito prolungamento della vita umana. 'i come fossero esteriormente intese vicende come la precedente si conservano comun$ue molte testimonianze, mentre non ve ne sono $uasi relativamente alla dimensione interiore che una tale credenza poteva assumere. (na delle rarissime su $uesto punto ci viene da un documento autografo & messo in luce da Clara Miccinelli & del noto scienziato e alchimista del settecento napoletano, :aimondo di angro 6rincipe di ansevero, che & pur essendo posteriore all'epoca che stiamo studiando & attesta senz'altro il perdurare di una tradizione pi antica. +l suo contenuto & stettamente consonante alle credenze dello Lorzi & si puleggere direttamente dal manoscritto riprodotto nella figura seguente4

?La polvere violacea & recita il documento & emana energia sconosciuta e potente. ,uante volte la tocco, tremito m'assale interiore. ono in un altro stato di coscienza. (n solo granello di senape di aturno contiene .nergia di Mutazione /otale.? 0on dovrebbe esserci bisogno di ripetere che ci- non prova nulla n2 riguardo alla natura n2 riguardo all'obiettivit! di tale trasmutazione, che potrebbe essere benissimo il risultato di una $ualche forma di autosuggestione o persino una beffa giocata dal 6rincipe ai posteri. /uttavia, nel cercare di comprendere $uesto mondo intellettuale cos" lontano dal nostro bisognerebbe essere pi che prudenti, cercando di evitare tanto il facile scetticismo $uanto la creduloneria ?occultistica?, certamente favoriti dalla deprecabile scarsit! di studi attendibili sulle teorie psicologiche in auge all'epoca4 non sappiamo proprio che cosa gli ermetisti intendessero realmente $uando parlavano di palingenesi, ma certo si trattava di un fatto eminentemente spirituale. Che $uesto potesse venir indotto da una serie di operazioni manuali eseguite su un supporto materiale diverso dallo stesso corpo umano lascia come minimo intendere, alla base delle loro concezioni teoriche, un sorprendente & e $uanto mai moderno & monismo fisicalista. Come noto, ansevero mor" di saturnismo, ossia avvelenamento da piombo, contratto nel corso dei suoi esperimenti di laboratorio, che peraltro si diagnostic- da se stesso, come si pu- leggere in un'altra lettera autografa4
?0on tale si pu- dire di me, ch'ormai mi preparo al trapassamento del corpo3 vomito, fecce nerastre, respiro d'affanno in ispecie la notte, Jrambi allo tomaco, contrattura della Mano sinistra. Le Jingive sono di color turchino. +nescusabilmente mi sento obbligato a non intralciare lo volgimento del mio pirito. aturno intieramente a carico di parte del mio Corpo3 ma il mio pirito (ureo.?

i vede bene che neppure l'imminenza di una morte dolorosa e prematura riusc" a scuotere nel 6rincipe la convinzione di aver riuscito l'=pera .rmetica, e si tratta dello stesso uomo che, esaminando un preteso ?lume eterno? ritrovato a Monaco nel *DI>, dimostr- brillantemente & con una dissertazione che ancor oggi un modello di ragionamento scientifico & trattarsi di un semplice bastoncino di fosforo immerso in ac$ua che, per evaporazione del li$uido, si era acceso. /uttavia, come abbiamo detto, $uanto precede non prova nulla se non la pi grande consonanza tra l'ermetismo dello Lorzi e lo scopo della cosiddetta arte regia. . infatti4
?#rancesco Jiorgio, che usa con la massima disinvoltura linguaggio e analogie alchimistiche, crede che proprio per mezzo di $uesta unione l'uomo possa trasformarsi in una natura superiore, liberarsi dalla propria animalit!, vincere definitivamente le potenze demoniache, diventare, insomma, Xoro purissimoY invece che metallo ancora informe ed impuro. Come insegnano le Xverit!Y ermetiche e cabbalistiche, $uesta XtrasmutazioneY il vero destino dell'uomo al $uale cospirano anche le forme di XregeneratioY penitenziale e sacramentale che 'io ha istituito proprio per un tale fine.?

+l senso anagogico non evoca dun$ue semplicemente la morte, come vorrebbe 6anofsG<, bens" la morte e rinascita dell'ideale palingenetico alchemico&ermetico. e, come abbiamo visto, lo Lorzi vantava una notoriet! addirittura internazionale, $uale non deve esserne stata $uella che possedeva nella sua 1enezia, dun$ue perfettamente ammissibile l'esistenza, in $uella citt! e all'epoca del Juercino, di una o pi cerchie iniziatiche in cui la tradizione alchemica di Jiovanni %ugusto 6antheus, autore dell'(rs transmutationis metallicae e di altre opere sul medesimo soggetto, di Jiovanni %urelio %ugurello e del suo poema ;risopeia, e del volgarizzamento di Jeber da parte del @raccesco che abbiamo noi stessi citato & tutte opere stampate proprio in 1enezia tra il *I*I e il *IFF & confluiva e si fondeva con la letteratura ?arcadica? e con l'eredit! dell'ermetismo fiorentino, romano e napoletano ivi veicolato e mantenuto in vita da fra' Lorzi e dai suoi seguaci. /endiamo cio ad esser persuasi che l'anno che il Juercino trascorse a 1enezia non deve essergli servito solo a studiare la pittura di /iziano e @assano, ma anche a prendere un contatto non superficiale con la

locale cultura. . pensiamo che non sia un caso che il $uadro che stiamo studiando sia stato dipinto & a detta degli storici dell'arte & immediatamente dopo $uesto viaggio. Cos" il cerchio ermeneutico dantesco si chiude4 partiti da una letteralit! insospettata ma strettamente coerente con gli elementi principali dell'opera, ne abbiamo seguito gli sviluppi attraverso un'allegoria operativa propria dell'alchimia & tale da consentirci di render conto di numerosi dettagli pittorici mai spiegati prima & poi attraverso un senso morale rigorosamente dedotto dai due primi, fino all'anagogia ermetica con cui il serpente =urob_ros dell'interpretazione torna a mordere la coda della propria letteralit!. 0on abbiamo trovato, nel misterioso $uadro di Jiovanni #rancesco @arbieri, n2 segreti sconvolgenti n2 rivelazioni apocalittiche, bens" & seguendo il metodo ermeneutico canonico della cultura del suo tempo & nulla pi di $uel che essa consentiva che egli vi mettesse, ma in ogni caso molto di pi di $uel che la moderna critica d'arte ha mai saputo vedervi.

2. Apollo che scortica Marsia


0on possiamo chiudere l'esame di 1t in (rcadia 1go senza prendere in considerazione un altro dipinto, eseguito dal Juercino nello stesso anno del primo e ad esso evidentemente legato dal fatto che vi si ritrovano & ora respinti sullo sfondo e ancor pi apparentemente emergenti dalla roccia & gli stessi due personaggi4 si tratta dell' (pollo che scortica %arsia, commissionato all'artista dall'allora Jranduca di /oscana Cosimo ++ de' Medici. +l $uadro, che misura cm. *AI,I S 9EE, oggi alla Jalleria 6alatina di 6alazzo 6itti in #irenze.

,uesta parziale sovrapposizione stata spiegata in vari modi. L'ipotesi fatta da alcuni storici dell'arte che 1t in (rcadia 1go in origine non fosse altro che un bozzetto per le figure dei due ?pastori?, poi riciclato in un dipinto compiuto per essere a sua volta vendibile. econdo Mahon (*BCA) si tratterebbe invece di un dipinto autonomo, eseguito successivamente, ma comun$ue collegato a $uello che stiamo studiando ora. La nostra tesi interpretativa suggerisce invece che 1t in (rcadia 1go sia stato eseguito come un lavoro a s2 stante, dotato di una propria referenza letterale, $uindi di unit! concettuale e formale, e che una sua cellula, concepita in modo particolarmente felice, sia stata ripetuta nell' (pollo che scortica %arsia & dipinto dun$ue subito dopo & in ragione del fatto che anch'esso doveva presentare un significato alchemico. +nfatti, se si riflette un momento, ci si accorge che il passaggio delle due figure emergenti dalla roccia dal primo al secondo dipinto implica uno svincolamento dal senso letterale4 il fatto che il riferimento all'%rcadia sia lasciato cadere vuol dire che non si tratta pi della storia di Lica, e che esse conservano solo il loro senso alchemico, ormai sottomesso alla nuova letteralit! della favola di Marsia. ,uesto ci mette di fronte a un problema supplementare4 se la nostra tesi interpretativa vera, dovr! esserlo a maggior ragione per $uesto secondo dipinto, in particolare riguardo al contenuto alchemico dell'allegoria, che dovr! emergere in

modo assolutamente non ambiguo. Certamente & e lo premettiamo a scanso di e$uivoci & non il caso di vedere l'alchimia dappertutto, nemmeno nella produzione artistica del periodo rinascimentale, e $uesto particolarmente vero per il soggetto di $uesto $uadro.

Come noto, il tema dello scorticamento di Marsia uno dei pi fre$uentati del :inascimento, e molto pi di $uel che appare, se si considera che i numerosissimi ?martirii di . @artolomeo? non ne costituiscono altro che la versione ecclesiastica, come risulta chiaro da una lettera di Michelangelo a 1ittoria Colonna del *I>A, menzionata dal Pind4 ?+ principi, dichiarava, preferirebbero vedere .rcole che brucia sulla pira funebre invece di . Lorenzo che arrostisce sulla graticola, e alla vista dell'X%postolo scorticatoY preferirebbero $uella di XMarsia senza pelleY.? i pu- escludere con certezza che ogni tela che rappresenta tale soggetto possieda ipso facto un significato alchemico. 6er esempio, concordiamo assolutamente con .dgar Pind $uando esamina un (pollo e %arsia, affrescato da :affaello nella tanza della egnatura, non trovandovi un solo atomo di alchimia. econdo lui4 ?La gara musicale fra Marsia e %pollo riguardava $uindi le forze rispettive dell'oscurit! dionisiaca e della chiarezza apollinea, e fin" con lo corticamento di Marsia perch2 lo scorticamento era esso stesso un rito dionisiaco, una tragica ordalia di purificazione mediante la $uale la bruttezza dell'uomo esterno veniva lacerata per rivelare la bellezza del suo io interno.? :ipetiamo che, pur pensando che le implicazioni alchemiche in molti $uadri del :inascimento siano radicalmente sottovalutate dalla storiografia e dalla critica dell'arte, secondo noi proprio in ragione dell' intrinseca, estrema difficolt! di $uesto tipo di letteratura e di iconografia, allo stesso modo mettiamo in guardia dall'abuso che implicherebbe una generalizzazione indiscriminata di tale lettura. %nche nel :inascimento, per $uanto diffusa e coltivata, l'alchimia era ben lontana dall'essere accessibile a tutti. econdo noi, la prima cosa da fare perch2 sia consentito ipotizzare un significato di $uesto tipo in un $uadro vedere se per caso esso contenga particolari incongrui o strani, inspiegabili di primo acchito o addirittura apparentemente contraddittori con il soggetto raffigurato e, comun$ue, tali da domandare un ricorso alla cosiddetta %rte :egia. 1ale ora la pena di spendere $ualche parola sul committente del $uadro dato che, per i Medici, l'alchimia, se non il mestiere, fu senz'altro l'hobb< di famiglia. .cco cosa dice Mino Jabriele nella sua dotta prefazione al poema di %ntonio %llegretti 6e la trasmutatione de' metalli4
?(n posto d'onore, tra coloro che nella #irenze del 'IEE si impegnarono operosamente nell'arte ermetica, spetta ad alcuni membri della famiglia Medici. Ji! Cosimo il 1ecchio si era rivolto con profondo interesse alla filosofia del ;orpus Aermeticum, e sembra che scrivesse anche un libro di crisopea, ma furono Cosimo + ed in particolar modo #rancesco + che si dedicarono ad una sollecita sperimentazione spagirica. 'el lavoro del primo ci rimane un manoscritto, compilato dal suo segretario @artolomeo Concino tra il *IC* e il *ICI, dove si parla della tempra per XcorsalottiY, di infusioni, di congelazione del mercurio, di fabbricazione dell'olio di vetriolo ed altre simili e varie ricette concernenti la maiolica, i metalli, le pietre dure. 0ei laboratori di #rancesco +, diretti principalmente dal @uontalenti, vennero conseguiti Xnotevolissimi risultati Y. i riusc" a fondere il cristallo di montagna, si scopr" il segreto di una porcellana artificiale, si svilupp- la specialit! del commesso delle pietre dure. %ssai oper- 'on %ntonio, il figlio di @ianca Capello che ci ha lasciato dei poderosi volumi intitolati egreti sperimentati dall''ll.mo 6. (ntonio de %edici nella sua fonderia del ;asino, e (pparato della 7onderia dell''ll.mo et 1cc.mo 6on (ntonio %edici. Fel quale si contiene tutta la arte pagirica di 2eofrasto 5aracelso, e sue medicine. 1t altri segreti bellissimi , nei $uali si trovano ricette di medicamenti per ferite, sciatiche, catarri, come per la preparazione degli inchiostri o la lavorazione di pietre preziose e minerali, fino alla cura per scacciare i pidocchi dal capo4 scritti che in sostanza non oltrepassano il limite della spagiria e della ricerca chimico&metallurgica. 'on %ntonio, che +nghirami considera Xamantissimo degli studi d'%lchimiaY, cerc- invano di venire a conoscenza del Xsegreto del lapis philosophorumY da %ntonio 0eri, Xreligiosissimo sacerdote e dottissimo alchimistaY che visse in povert! e mor" a #irenze nel *C*F, il $uale asseriva di aver trovato il modo di ottenere la Xpietra dei filosofiY. M)N .nigmatico emblema architettonico&figurativo del pensiero di #rancesco + rimane lo tudiolo in 6alazzo 1ecchio, nel $uale l'apparente veste manierista dell'allegoria mitologica meriterebbe una rilettura pi attenta

ed approfondita, delle possibili implicazioni ermetiche, di $uanto non sia stato finora fatto. La composita iconografia del neopaganesimo rinascimentale costituir! infatti, presso gli alchimisti del 'IEE e dei secoli successivi una precisa forma lessicografica.?

La @ianca Capello menzionata nel brano precedente la bellissima e ribelle gentildonna veneziana che fu per lungo tempo amante e poi ultima moglie di #rancesco +4 il figlio di lei %ntonio fu dun$ue contemporaneo del nostro Cosimo ++, figlio invece del fratello di #rancesco +, #erdinando, che fu a sua volta Jranduca dopo la morte di costui. Cosimo ++ & uomo pacifico, amante delle scienze e universalmente ricordato per la ferma protezione che accord- a Jalileo Jalilei dalle sgradevoli attenzioni di anta :omana Chiesa & era dun$ue cugino di 'on %ntonio de' Medici e, secondo noi, come lui coltivava & seppur pi discretamente & l'arte che aveva trattenuto tanto a lungo lo zio nel suo famoso ?studiolo?, il cui interno ci mostrato dal $uadro del pittore Han 1an der traet, detto tradanus, conservato a 6alazzo 1ecchio, in #irenze4

Che un uomo come Cosimo ++ & fervente difensore delle scienze positive come suo padre & possa essersi interessato alla cosiddetta ?scienza di .rmete? non deve stupire4 all'interno della conoscenza dell'epoca i confini accettati tra razionalit! e irrazionalit! non erano gli stessi di ora. 0el suo 6e 3evolutionibus "rbium ;oelestium, Copernico confessava di esser giunto alla concezione eliocentrica studiando gli scritti segreti degli antichi .gizi e, in particolare, le opere nascoste di /oth3 Keplero, nelle Aarmonices %undi, sottolineava di aver formulato le leggi sulle orbite planetarie rubando nei vasi aurei degli .gizi3 Pilliam Jilbert, nel suo 6e magnete magneticisque corporibus et de magno magnete 2ellure ph-siologia nova, si richiamava a .rmete e Loroastro3 0eVton infine dedic- all'alchimia un trentennio della propria vita di studioso, lasciando scritte sull'argomento $ualcosa come mezzo milione di parole. %ggiungiamo che, dell'interesse di Cosimo ++ per l'alchimia, ci ha persuaso proprio l' (pollo che scortica %arsia, per l'eminente singolarit! che presenta. C' infatti, nel dipinto che stiamo studiando, un dettaglio evidentissimo, del tutto contraddittorio e & a $uanto ci consta & assolutamente unico. Come si pu- vedere, la scena collocata sotto il brillante chiarore di una luna piena, che non visibile solo in $uanto la testa di %pollo le si sovrappone esattamente, in modo da risultare incoronata dal debole alone luminoso che circonda usualmente l'astro notturno. .scludendo che possa trattarsi di un fatto casuale, naturalmente ci si domanda $uale imperiosa necessit! & cos" visibilmente ostentata & abbia costretto Juercino a mettere (pollo, dio

diurno e solare per eccellen#a, sotto il segno della luna. Certo, risulterebbe assai problematico estendere a $uesto $uadro l'interpretazione & prima ricordata & che Pind ha fatto dell'affresco di :affaello sul medesimo tema, relativa allo scontro tra ?le forze rispettive dell'oscurit! dionisiaca e della chiarezza apollinea?, perch2 $ui %pollo stesso risulta un dio oscuro. 0on ci pare sia possibile risolvere $uesto problema in modo soddisfacente se non rivolgendoci, ancora una volta, all'alchimia. 6rima, comun$ue bene richiamare brevemente la favola di Marsia. i trattava di un satiro frigio, che forse invent-, o forse ritrov- casualmente, il flauto a due canne inventato invece da %tena. .gli impar- a suonarlo cos" bene da sfidare %pollo. econdo gli accordi presi prima della gara, il vincitore avrebbe potuto fare ci- che voleva del vinto. % un certo punto %pollo suon- la cetra capovolta e chiese a Marsia di fare altrettanto con il suo strumento4 $uesti non vi riusc" e il dio, appesolo a un pino & secondo 6linio a un platano & lo scortic-. tante la ben nota e$uivalenza simbolica tra sole, oro, solfo e fuoco, cominciamo dicendo che, in alchimia, di oro si distinguevano tre tipi, come dichiarato apertamente ne 'l trionfo ermetico di Limo\on de aint&'idier4
?.('= =. & 6er non lasciarvi nulla a desiderare riguardo la teoria e la pratica della nostra filosofia, voglio insegnarvi che, secondo i #ilosofi, ci sono tre tipi d'oro. +l primo un oro astrale, il cui centro nel ole, che attraverso i suoi raggi lo comunica, insieme alla sua luce, a tutti gli astri che gli sono inferiori. R una sostanza ignea, e una continua emanazione di corpuscoli solari che, attraverso il movimento del sole e degli astri, essendo in un perpetuo flusso e riflusso, riempiono tutto l'universo3 tutto ne penetrato nella distesa dei cieli, sulla superficie della terra e nelle sue interiora, noi respiriamo continuamente $uesto oro astrale, $ueste particelle solari penetrano i nostri corpi e se ne esalano senza posa. +l secondo un oro elementare, vale a dire che la pi pura e pi fissa porzione degli .lementi, e di tutte le sostanze che ne sono composte3 dimodoch2 tutti gli esseri sublunari dei tre generi contengono nel loro centro un granello prezioso di $uesto oro elementare. +l terzo il bel metallo M)N 'opo di che non troverete pi difficolt! a concludere che l'oro metallico non $uello dei #ilosofi, e che non senza fondamento che, nella discussione di cui si tratta $ui, la 6ietra gli rimproveri di non esser $uale pensa di essere4 ma che lei stessa a nascondere dentro di s2 l'autentico =ro dei aggi, cio i due primi tipi d'oro di cui ho appena parlato4 perch2 dovete sapere che la 6ietra, essendo la pi pura porzione degli elementi metallici, dopo la separazione e la purificazione che il aggio ne ha fatto, ne consegue che essa propriamente l'oro del secondo tipo3 ma $uando $uesto oro, perfettamente calcinato ed esaltato fino alla purezza e alla bianchezza della neve, ha ac$uisito attraverso il magistero una simpatia naturale con l'oro astrale, di cui visibilmente divenuto la vera calamita, attira e concentra in s2 una cos" grande $uantit! d'oro astrale e di particelle solari, che riceve dall'emanazione continua che ne fatta dal centro del ole e della Luna, da trovarsi nella disposizione prossima d'esser l'=ro vivente dei #ilosofi, infinitamente pi nobile e pi prezioso dell'oro metallico)?.

'a $uanto precede risulta gi! molto chiaramente che gli ori, o solfi, propriamente alchemici, sono solo due4 l'uno di origine celeste, l'altro terrestre. 'el secondo, gi! sappiamo che gli alchimisti lo ricavavano dal ferro3 riguardo al modo di procurarsi il primo, invece, particolarmente esplicito un manoscritto anonimo intitolato 3icrea#ioni ermetiche4
?La luna di conseguenza il ricettacolo o focolare comune di cui tutti i filosofi hanno sentito parlare3 essa la fonte della loro ac$ua viva. e dun$ue volete ridurre in ac$ua i raggi del sole, scegliete il momento in cui la luna ce li trasmette in abbondanza, cio $uando piena o $uando si approssima alla pienezza3 avrete cos" l'ac$ua ignea dei raggi del sole e della luna nella sua massima forza. Ma vi sono ancora certe disposizioni indispensabili da osservare, senza le $uali farete soltanto un'ac$ua chiara e inutile. C' solo un tempo adatto a fare $uesta raccolta di spiriti astrali. R $uello in cui la 0atura si rigenera, perch2 a $uest'epoca l'atmosfera tutta piena di spirito universale. Jli alberi, le piante che rinverdiscono, e gli animali che si abbandonano al pressante bisogno della generazione ci fanno conoscere in particolare la sua benigna influenza. La primavera e l'autunno sono di conseguenza le stagioni che dovete scegliere per $uesto lavoro, ma soprattutto preferibile la primavera. M)N i pu- cominciare il lavoro appena il sole tramontato e continuarlo tutta la

notte3 ma bisogna interromperlo $uando sorge, perch2 la sua luce disperde lo spirito e non si raccoglie pi che un flemma inutile.?

=pinione confermata in due parole da abine tuart de Chevalier4 ?+l regolo dev'esser composto durante la luna piena e nella stagione adatta.? iamo stati cos" informati dell'esistenza di due ori, nonch2 del fatto che, dalla necessit! di ac$uisire anche il primo dei due & $uello celeste &, nasceva l'esigenza che le operazioni alchemiche venissero compiute in primavera, di notte e con la luna piena. Cominciamo cos" a farci un'idea della ragione per cui, nel $uadro che stiamo esaminando, %pollo porta tanto le insegne solari & la tunica purpurea drappeggiata sulla spalla & $uanto $uelle lunari4 con un ammirevole artificio stilistico, Juercino ha insomma saputo condensare in una sola figura il solfo & o oro & marziale e terrestre, e $uello celeste, il $uale si mostra particolarmente sottomesso alla luna. 1ediamo ora per $uale ragione tale condensazione deve essergli sembrata del tutto legittima. 1eniamo in $uesto modo ad occuparci del significato alchemico di Marsia. Come molte figure animali, anche $uelle teriomorfe come i atiri o i ileni & in particolare $uando sono collegate alla musica & rappresentano la ?materia mercuriale? grezza, nello stato in cui esce dalla miniera. +n $ueste condizioni il minerale non ha la compiuta bellezza del metallo lavorato e depurato4 l'esser spesso mescolato a una ganga formata da varie altre sostanze e l'esser $uasi regolarmente privo di una ben definita struttura cristallina gli d! un'apparenza sgradevole, assai poco invitante. Cos" l'antica teoria metallurgica, testimoniata dal 6e re metallica di Jiulio %gricola o dall'@ltimo testamento attribuito a @asilio 1alentino & che considerava i filoni minerari come creature viventi, lentamente evolventi verso la perfezione metallica, simboleggiata dall'identificazione dei metalli con i pianeti e con gli dei dell'=limpo & vedeva i minerali come $ualcosa che, essendo estratto anzitempo dalla matrice, rimaneva a mezza via tra il caos elementare e l'ordine metallico dun$ue, simbolicamente, tra la natura animale e $uella umana. 0e fa fede @asilio 1alentino al capitolo O+++ dell'opera appena citata, intitolato 6e metallo imperfecto4 ?+l metallo imperfetto tra tutti i metalli il pi selvaggio, perch2 l'impurit! vi ancora tutta attaccata, come vi sono anche svariate mescolanze, una nell'altra in modo strano.? ,uest'idea di bizzarra sauvagerie, di primitivit! o di bestialit! molto ben rappresentata nell'immagine seguente, contenuta in 6ella tramutatione metallica sogni tre di Jiovanni @attista 0azari, bresciano4

i vede che, come Marsia, anche l'asino dell'illlustrazione s'ingegna a suonare il flauto, non riuscendo per- a rallegrare con la sua musica niente pi di un gruppetto di scimmie che gli danzano intorno. +l povero animale & se nell'espressione intenta e concentrata del viso mostra un'evidente predisposizione a un destino pi elevato di $uello che la natura sarebbe propensa a riservargli & dun$ue ancora ben lontano dal saper raggiungere $uella cristallina pure##a di suono che contraddistingue l'artista compiuto4 per ottenere ci- deve sottoporsi a un lungo lavoro, nonch2 trovare degli insegnanti che eccellano nell'arte della musica, come veniva talora anche chiamata l'alchimia. Crediamo non sia difficile ammettere che, come in $ualun$ue altro lavoro di tipo metallurgico, anche in $uello alchemico i materiali non potevano esser messi in opera cos" come la natura li consegna agli uomini4 in particolare il solfuro minerale che vi svolgeva il ruolo di ?sostanza mercuriale? aveva bisogno di un'operazione preliminare volta a sbarazzarlo dalla ganga, ad arricchirlo e a ridurlo nello stato polverulento adatto alla fusione. % $uesta & che veniva detta ?assazione?, ?retrogradazione?, talora ?rianimazione?, e di cui gli alchimisti non parlano $uasi mai & si riferisce @asilio 1alentino nel brano seguente4
? enonch2 la risoluzione di due tipi. M)N L'altra $uando l'alchimista prende $uesto corpo duttile e lo conduce per retrogradazione in cenere, terra, vetro, colore o fuliggine $uale era sotto o nella sua dimora terrestre3 e allora l! dentro, cio in $uesto corpo ridotto in cenere, la semenza dei metalli e il 7erch si smuovono e si lasciano allora trovare in uno stato pi fruttuoso, pi abbondante e pi fertile M)N3 e $uesto corpo pu- essere agevolmente ridotto in ac$ua spirituale e in materia prima secondo la specie e propriet! del corpo metallico, ossia si lascia separare e dividere del tutto artisticamente nei suoi principi naturali, secondo l'uso e la scienza degli alchimisti.?

. ancora4
?Ma, $uanto al corpo, predisponilo con il soccorso che gli devi dare, impedendogli che scorra via, si insinui o si mescoli con un altro, ugualmente scacciando la spoglia o la superfluit!.?

La parte della frase che abbiamo messo in corsivo manifesta chiaramente l'idea che accompagnava $uesto genere di operazione4 proprio $uella di perdita della pelle, di scorticamento che cardinale nella favola di %pollo e Marsia. La stesso concetto, mitigato in $uello meno doloroso di semplice

denudamento, troviamo rappresentato nella seguente immagine del #ilosofo olidonius, che ispir- a 'uchamp il sottotitolo del suo Grande 8etro4 ?+a mari,e mise nu par ses c,libataire, mVme?4

Ma, come abbiamo visto poco sopra, v'era $ualcosa di pi, in $uanto l'assazione doveva accompagnarsi e modularsi su ben precise condizioni climatico&astrologiche, verosimilmente nel modo evocato da .ugne Canseliet nel suo 6ue dimore alchemiche4

?@isogna, in effetti, mantenere l'armonia con il crescere della luna nel cielo astrologico della Jrande =pera fisica. 6rincipalmente, regolare bene la temperatura, aumentarla o abbassarla seguendo l'attivit! dell'astro, a seconda che cresca, sia pieno o diminuisca3 che sia apparente o nascosto nel firmamento notturno. 'i $uest'ultimo si osserver!, con la stessa attenzione, se coperto o sgombro3 come, rispetto all'atmosfera, se calma o perturbata da ac$uazzoni o da vento.?

+nfatti, se l'?assazione? fosse consistita soltanto nella depurazione e nella concentrazione del solfuro, non sarebbe stata altro che un'operazione chimica senza vero rapporto con l'alchimia. %bbiamo infatti visto che, in $uest'ultima, agli scopi chimici doveva accompagnarsi l'accumulo & non importa $ui se vero o presunto & delle ?particelle solari?, menzionate da Limo\on de aint 'idier, in seno alla ?sostanza mercuriale?. R ora bene chiarire che le due fasi consecutive dell'?assazione? e della ?prima opera? attuavano insieme la ?retrogradazione? della sostanza mercuriale4 per conseguirla, il Marsia minerale veniva prima rianimato dall'%pollo celeste per poi essere unito a $uello terrestre. olo al termine di $uest'ultima fase, eliminata la sua spoglia ferina e ridottolo a lingotto metallico lucente e segnato, lo si considerava riportato alla condizione di nudit! adamitica evocata dall'immagine di olidonius. i comprende bene, allora, perch2 Marsia non legato n2 a un pino n2 a un platano, bens" all' albero secco che gi! conosciamo e che, in $uesta fase, non pu- ancora mostrare alcun nuovo germoglio. L'azione consecutiva dei due %pollo sulla medesima sostanza viene rappresentata da Juercino, con una bellissima invenzione stilistica, come esercitata da un solo attore che per- di natura duplice. .d logico aspettarsi che, in $ualun$ue delle due accezioni lo si consideri, %pollo sovrasti Marsia. ,ueste due azioni consecutive e del medesimo tipo sono evocate in modo assai simile nella seguente immagine tratta dall'(talanta fugiens di Michael Maier, in cui l'%pollo celeste sostituito dalla luna, mentre $uello terrestre porta & assai significativamente & la cora##a di %arte4

Ma, come sappiamo, l'operazione aveva un costo4 al suo termine l'%pollo terrestre si rivestiva delle spoglie ributtanti di Marsia divenendo uguale alla massa rocciosa e nerastra & $ui relegata sullo sfondo & da cui spuntano i due personaggi. +l dio ?moriva? nello sforzo, era sepolto nella tomba del ?caput?, e doveva essere ?resuscitato? con un lavoro apposito. 'al punto di vista allegorico il $uadro ci appare dun$ue come una sinopsi dell'intero lavoro alchemico, in cui tuttavia le tre fasi della ?prima opera? sono esposte in dettaglio, mentre le altre due ?opere? sono ricapitolate in un unico simbolo4 la viola appesa in alto a sinistra, che riunisce in s2 tanto il risultato della ?seconda? $uanto la caratteristica maggiore della ?terza?. 6ur essendo, all'epoca, regolarmente assegnata ad %pollo o ad =rfeo in luogo della classica lira, tale strumento musicale possedeva anche un ben preciso significato alchemico. e lo strumento musicale evoca, come abbiamo detto, il prodotto finale della ?seconda opera?, senz'altro per l'omonimia con il fiorellino primaverile. +nfatti, come nota Hean d'.spagnet nel suo +'opera segreta della filosofia di 1rmete4
?0on lontano dalla fontana dell'ingresso, ti si presenteranno innanzitutto le violette primaverili, ed essendo annaffiate dai canali di un largo fiume dorato, prenderanno nettamente il colore di uno zaffiro appena scuro4 il ole te ne dar! dei presagi. /u non coglierai $uesti fiori cos" preziosi finch2 non avrai composto la 6ietra perch2, colti di fresco, essi hanno pi succo e tintura4 in $uel momento strappali con cura e con una mano destra e ingegnosa4 in effetti, se i destini non vi faranno ostacolo, esse verranno via facilmente e, un fiore essendo strappato, ne nascer! subito un altro al suo posto.?

Lo stesso fiore campeggia sul frontespizio del Giardino delle ricche##e di Jeorge %urach, di cui possiamo mostrare solo una copia in bianco e nero eseguita da un copista contemporaneo4

embra insomma che fosse a causa del suo tipico colore che il modesto fiore di campo era considerato un simbolo eminente del ?Mercurio dei filosofi? o ? 3ebis?4 si ricordi la menzione di ansevero della ?polvere violacea? emanante, secondo lui ?energia sconosciuta e veemente?. Come riferisce anche #ulcanelli nel suo +e dimore filosofali4
? i tratta d'un corpo minuscolo, & in confronto al volume della massa da cui deriva, & che ha l'apparenza esteriore d'una lente biconvessa, spesso circolare, talvolta ellittica. ''aspetto terroso piuttosto che metallico, $uesto leggero bottone, infusibile ma facilmente solubile, duro, fragile, friabile, con una faccia nera e l'altra biancastra, violetto nella zona di frattura, ha avuto diversi nomi che si riferiscono alla sua forma, al suo colore o ad alcune particolarit! chimiche. M)N 0el linguaggio orale degli %depti, per-, $uesto corpo non indicato altrimenti che col termine di violetta, primo fiore che il saggio vede nascere e fiorire, nella primavera dell'=pera, e trasformare con un nuovo colore il verde del suo giardino)?.

+n effetti, il riferimento alla fase che gli antichi alchimisti greci chiamavano iosis, come attesta Lindsa< nel suo +e origini dell'alchimia nell'1gitto greco*romano4
?+l terzo passaggio era la produzione di una tinta violetta o purpurea, iosis. +l fermento violetto trasformava a poco a poco l'oro in un ios di oro, che era la tintura permanente, la $uale, se gettata sull'oro, ne produceva dell'altro. ,uesta interpretazione della iosis (raffinazione) stata posta in dubbio. (no studioso ha suggerito che la iosis fosse una formazione di bronzo purpureo come il giapponese shaku*do3 ma una tale formazione non si adatta allo schema di cambiamenti e non vi alcuna prova di essa. (n altro suggerimento ipotizza che la iosis costituisse la rimozione finale di ogni ios4 ruggine o alterazione sulla superficie del metallo. 6ersembra sicuro che la iosis fosse un terzo cambiamento di colore esprimente il culmine del processo alchemico, cos" che ios $ui significa violetto e non ruggine.?

Ma la viola, $uesta volta proprio in $uanto strumento musicale, suggerisce anche la maggiore caratteristica della ?terza opera?. Come attesta Canseliet, $uesta consisteva in una cottura lineare della durata di sette giorni, scandita a intervalli regolari da stridori o fischi emessi dalla materia sulla via del suo perfezionamento definitivo4 curiosamente sembra che essi in $ualche modo riproducessero la scala delle sette note3 per tale ragione, come abbiamo gi! ricordato, l'alchimia era detta anche ?arte della musica?. R, d'altra parte, $uel che sembra potersi desumere dalla fascia inferiore della seguente immagine, in cui ritroviamo il nostro strumento, sicuramente preso & come nel $uadro di Juercino & in entrambi i suoi due sensi alchemici4

Ci asterremo dal proseguire con l'esposizione dei sensi morale e anagogico in $uanto, per sostenere la nostra tesi relativa a 1t in (rcadia 1go, ci bastava & come crediamo di aver fatto & evidenziare il contenuto alchemico dell'allegoria presente nell' (pollo che scortica %arsia, senza supporre la $uale non si spiegherebbe la strana condizione ?lunare? in cui ci viene presentato il dio solare per eccellenza. 6er concludere, noi pensiamo che & progettando per Cosimo ++ de' Medici una sinopsi del lavoro alchemico in cui sviluppava particolarmente le tre fasi della ?prima opera? & Juercino riusc" a condensare le prime due nella scena di %pollo che scortica Marsia, e che per la terza abbia pensato di avvalersi ancora, seppure come elemento di sfondo, della straordinaria inventio prodotta per il $uadro precedente, anche considerato il fatto che essa era facilmente piegabile a una nuova letteralit!.

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%a Rivolta contro il mondo moderno a Gli uomini e le rovine


.ulius / ola 103!'10#1 (%lberto Lombardo)
1. La pubblicistica degli Anni '31 e la 2i olta contro il mondo moderno. Le esperienze pubblicistiche degli %nni '9E e della prima met! dei '>E fecero notare .vola da pi parti. +nizi- cos" la sua collaborazione a numerose testate dell'epoca, prime fra tutte XLa vita italianaY* di Jiovanni 6reziosi e X+l regime fascistaY di :oberto #arinacci. ul $uotidiano del ras di Cremona, esponente del fascismo intransigente e s$uadristico, .vola dispose dal *B>F di una speciale pagina culturale $uindicinale, che prese il nome di X'iorama filosoficoY 9. u $uelle pagine, per dieci anni, si alternarono alcune delle firme pi prestigiose del conservatorismo aristocratico europeo dell'epoca (sir Ch. 6etrie, il principe :ohan, =. pann, .. 'odsVorth, #. .verling, P. tapel, P. ;einrich)3 inoltre contribuirono esponenti di spicco del pensiero

tradizionalista (:. Ju2non, J. 'e Jiorgio), studiosi dell'antichit! (tra cui lo storico della romanit! #r. %ltheim), scrittori di grande fama (J. @enn, 6. 1al2r<) e buona parte degli eS&collaboratori de XLa /orreY>. .vola ricorda l'esperienza del X'iorama filosoficoY in $uesti termini4 X#u, $uesto, un tentativo unico nel suo genere nell'ambiente del tempo. #u anche un appello la cui risposta, nell'insieme, doveva per- essere negativaYF. La causa di ci-, sempre secondo .vola, fu che Xnel campo della cultura in senso proprio la ?rivoluzione? fu uno scherzo. 6er poter rappresentare la ?cultura fascista? l'essenziale era essere iscritti al partito e tributare un omaggio formale e conformistico al 'uce. +l resto, era pi o meno indifferenteY I. +n un simile s$uallido panorama le pretese aristocratiche e tradizionali di .vola e del suo gruppo di collaboratori dovevano andare per necessit! frustrate. 'opo aver collaborato all'1nciclopedia 'taliana sul finire degli %nni '9EC, nei tredici anni successivi l'attivit! pubblicistica di .vola si fece ancora pi intensa. 1anno ricordati anche, tra gli altri, i numerosi scritti per X+l corriere padanoY ($uotidiano di #errara), X@ibliografia fascistaY D, X%ugusteaY, XLo tatoYA, XLa rivista del C.%.+.YB e, dal *B>B, XLa difesa della razzaY. +l suo pensiero andava in $uegli anni facendosi sempre pi radicalmente tradizionalista. 0el *B>F usciva $uello che da molti considerato il suo libro pi importante e significativo, 3ivolta contro il mondo moderno*E, in cui esponeva una vera e propria visione metafisica della storia e della civilt!3 si interessava inoltre di var` altri temi, come in %aschera e volto dello spiritualismo contemporaneo, del *B>9, ne 'l mistero del Graal e la tradi#ione ghibellina dell'impero**, del *B>D, e ne 'l mito del sangue*9, dello stesso anno. 6rima che l'argomento iniziasse a divenire una moda culturale a seguito dell'emanazione delle famose ?leggi razziali? del *B>A (tema in $uegli anni spesso affrontato senza la debita preparazione), .vola si occup- dello studio delle razze umane, formulando una singolare dottrina razziale incentrata sull'elemento spirituale. 6artendo dalla tripartizione tradizionale dell'uomo in corpo, anima e spirito, egli evidenziava l'esistenza di altrettante razze, corrispondenti ai tre diversi livelli. +n tale visione si possono di conseguenza delineare, gerarchicamente ordinati, un razzismo del corpo, uno dell'anima e uno dello spirito. 1a in ogni caso precisato, con %driano :omualdi, che Xavrebbe poco senso definire il razzismo di .vola un ?razzismo dello spirito?, perch2 la razza innanzitutto un dato psico&fisico. .sso piuttosto un'analisi del fatto razziale integrata in una dimensione pi profondaY*>. %lcuni dei libri che il filosofo tradizionalista scrisse sull'argomento (oltre al gi! citato 'l mito del sangue, 2re aspetti del problema ebraico, del *B>C*F3 intesi di dottrina della ra##a, del *BF**I3 'ndiri##i per una educa#ione ra##iale, dello stesso anno*C) e anche alcuni articoli*D furono notati da Mussolini, che convocato .vola a 6alazzo 1enezia gli espresse il suo plauso per la concezione spiritualista della razza che vi vedeva espressa. #u a seguito di $uell'incontro che .vola ebbe rapporti di collaborazione con il Ministero della cultura popolare (e probabilmente da l" presero spunto, pi o meno direttamente, anche alcune collaborazioni giornalistiche) *A e che nac$uero almeno un paio di iniziative di carattere ufficiale, tra le $uali la pubblicazione in lingua tedesca di intesi di dottrina della ra##a con il titolo di Grundrisse des faschistischen 3assenlehre*B, il progetto di rivista bilingue X angue e spiritoY 9E e una sorta di ?mappatura razziale d'+talia? condotta a livello scientifico sui tre livelli dell'uomo prima elencati. ,uesti due ultimi progetti per- non giunsero a buon esito9*. +n un'intervista del dopoguerra .vola espone in tre punti $uelle che a suo avviso furono le ragioni dell'interesse suscitato in Mussolini dalla sua opera4 X%ll'epoca in cui parlavo in Jermania, Mussolini si interessava al razzismo. 6er tre ragioni4 *) avevamo con$uistato l'.tiopia3 si trattava di suscitare una specie di orgoglio nazionale nell'elemento italiano per impedire le mescolanze di sangue. ,uesto razzismo assomigliava meno al razzismo fanatico tedesco di $uello che i bravi inglesi hanno sempre praticato nelle colonie. 9) ''altronde Mussolini aveva riconosciuto il fatto che una rivoluzione sarebbe diventata una burla se non si fosse creato un tipo umano nuovo M)N. >) +n terzo luogo, dal momento in cui l'+talia fosse divenuta alleata della Jermania, l'ebreo sarebbe diventato suo nemico. %ll'inizio del regime fascista, in +talia, al contrario della Jermania e della

#rancia di Jobineau e di %chille de la 6onge (errore per Jeorges 1acher 'e Lapouge, 0.d.%.), vi erano solo antropologi limitatiY99. e nel *B>F, in concomitanza con l'uscita della prima edizione della 3ivolta .vola ancora riteneva del fascismo Xche si poteva sempre tentare di rafforzare le potenzialit! positive presenti nei movimenti politici in discorso, separandole da $uelle negative e problematicheY 9>, e se probabilmente sulla base di una simile veduta svolse anche, in modo pi o meno ufficioso, alcuni ruoli paradiplomatici in stati dell'.uropa orientale 9F, $uesta tenue speranza di una restaurazione dell'ordine tradizionale parve dissolversi al crollo di tali regimi. .vola continuer! nel dopoguerra a dare indicazioni politiche agli uomini dell'=rdine, che avrebbero dovuto opporsi alla decadenza contemporanea. Ma tali indicazioni appaiono ormai $uasi esclusivamente l'additare la ?giusta battaglia?, senza che pi un realismo politico o una minima prospettiva di successo a esse minimamente arrida. i tratta di una visione ?guerriera?, ignara e priva di Xcompromessi, illusioni e finzioni di sortaY9I, che nel suo ascetismo legionario si richiama idealmente alla :epubblica ociale +taliana. 2. La 2epubblica &ociale "taliana. 'opo l'otto settembre *BF> .vola non si accod- ai tanti intellettuali cresciuti nel fascismo e pronti a vendere la propria intelligenza al nuovo padrone, americano o sovietico che fosse. 6ur se critico nei confronti del fascismo durante il potere di $uesto, non pu- che schierarsi dalla parte del fascismo $uando, nel grande conflitto, lo vede opporsi alle forze dell'antitradizione capitalista e comunista. Come aveva gi! scritto sin nel maggio *B9B, Xad =riente, la :ussia. %d =ccidente, l'%merica. 'ue forme, due poli di un pericolo che, come due branche di una unica tenaglia, cominciano a serrarsi lentamente intorno al nucleo della nostra .uropaY9C. 'ue forme di civilt! accomunate da uno stesso materialismo, da uno stesso primato dell'economia, da uno stesso ideale ?da bestiame bovino? di produzione e consumo. :isultano ancora oggi profetiche le parole che .vola scrisse oltre settanta anni orsono a tale proposito9D4 X e il bolscevismo ha destato, ed ancora continuer! a destare, delle reazioni precise come per una cosa mortale per tutta la tradizione della nostra cultura, l'.uropa tuttavia in mille forme va ogni giorno pi subendo l'influenza dell'americanismo, epper- del pervertimento di valori e di ideali che sta dietro all'americanismo e che il bolscevismo conduce al vertice M)N. L'americanizzazione di alcuni aspetti della vita europea rappresenta una specie di cavallo di /roia con cui l'%merica & forse senza pensarci e senza volerlo, ma volendolo invece la nostra debolezza & dissolver! la civilt! del vecchio continente, fra cui d'altra parte sotto specie di ideologie comunistico&pacifiste, internazionalistiche, bolsceviche e democratiche, serpeggia il fermento di decomposizioneY9A. 'ate simili premesse ideologiche e culturali lo schierarsi evoliano dalla parte della :. .+. un'adesione necessitata, di estrema e coraggiosa coerenza. %nche per lui pu- valere la classificazione di $uella scelta come $uella di ?onore?, presa in un momento in cui i destini del conflitto pendevano gi! con tragica evidenza dalla parte del nemico. Jianfranco 'e /urris ha ricostruito dettagliatamente, sulla base dei documenti esistenti, il poco che si sa sul periodo *BF>&*BFI nella vita di .vola9B, e ha tratto dal suo studio $ueste conclusioni4 XHulius .vola ha avuto una posizione $uantomeno singolare all'interno dell'esperienza della :epubblica ociale. =per- nella :. .+., ma non fece parte propriamente della :. .+.4 infatti, almeno allo stato attuale delle ricerche, non risulta che ebbe incarichi ufficiali nella :epubblica, a parte i rapporti di collaborazione esterna con il Ministero della Cultura 6opolare sino all'ottobre *BF>3 n2 continu- la sua intensissima attivit! pubblicistica, come era stato in precedenza sino al luglio *BF>4 infatti, da $uanto stato possibile fino ad ora controllare, sui giornali della :. .+. risultano appena due suoi soli articoliY. i tratta delle collaborazioni giornalistiche con il $uotidiano torinese XLa tampaY>E. % esse va aggiunta la pubblicazione, nello stesso anno, de +a dottrina del risveglio>*. 1a menzionata altres" l'attivit! svolta a 1ienna & dove .vola visse in $uegli anni sotto falsa identit!>9, e dove, nel marzo *BFI>> riport- la lesione al midollo spinale che lo costrinse alla

immobilit! degli arti inferiori per il resto dei suoi giorni & di ricerca sulla massoneria e simili movimenti, che avrebbe dovuto portare alla stesura di una toria segreta delle societ segrete, mai andata in porto, e l'attivit! di collaborazione a organi politici, sulla $uale per- ben poco si sa>F. (n dato di fatto acclarato per- che .vola fu uno dei pochissimi italiani a incontrare Mussolini al ,uartier Jenerale di ;itler dopo la liberazione del 'uce dal Jran asso a opera di =tto Gorzen<, nel novembre *BF>>I. 3. "l dopoguerra: un mondo di ro ine. Come accennato, nel *BFI .vola riport- una lesione al midollo osseo che lo costrinse all'immobilit! degli arti inferiori per il resto della sua vita >C. /rascorse cos" circa tre anni girando tra diversi ospedali, prima in %ustria e poi in +talia. ,uesti problemi fisici non menomarono per- in alcuna misura le sue facolt! intellettive4 anzi, egli interpret- $uella forzata immobilit! $uasi come il segno di una volont! superiore che la sua attitudine ?guerriera? si sviluppasse sul piano esclusivamente culturale. 'opo la fine del conflitto e Xdopo aver trascorso circa un anno e mezzo in cliniche austriache, nel *BFA rientrai in +talia. ,ui mi aspettavo di trovare solo un mondo di rovine, spirituali ancor pi che materiali. :estai sorpreso nel constatare che esistevano invece dei gruppi, soprattutto di giovani, che non si erano lasciati trascinare nel crollo generale. pecie nei loro ambienti il mio nome era noto e i miei libri erano molto lettiY >D. i avvi- cos" un fecondo rapporto intellettuale tra .vola e $uella giovent ?non spezzata?4 tra i ragazzi che primi entrarono in contatto con .vola vi sono Clemente Jraziani>A, #austo Jianfranceschi>B, :oberto MelchiondaFE, J.%. padaroF*, .nzo .rraF9, 6aolo %ndrianiF>, :utilio ermonti e 6ino :auti. ,uest'ultimo rammenta con $ueste parole la ?scoperta? di .vola4 Xnon lo conoscevamo. 'urante il regime fascista aveva avuto scarso rilievo ufficiale, anche se gli articoli che scrisse su X'ioramaY furono, a mio parere, una cosa enorme. Ma noi ignoravamo tutto della vita culturale del fascismo M)N. .vola lo scoprimmo durante uno dei nostri tanti soggiorni in carcere. Leggemmo 3ivolta contro il mondo moderno, che per noi ebbe un'importanza decisivaYFF. Con $uei giovani & nucleo dal cui ambiente sarebbero sorte varie iniziative politiche e culturaliFI & si instaura un importante rapporto3 ed essenzialmente per $uella giovent che .vola scrive, nei primi anni del dopoguerra, i suoi principali sagg` di argomento politico. i tratta del settore della 'estra giovanile e culturale di $uegli anni, vicina al (o all'interno del) Movimento ociale +taliano e soprattutto si tratta della corrente di =rdine 0uovo4 X i era M)N formato un ?Movimento ociale +taliano?, composto di vecchi fascisti, ma anche di giovani3 sono loro che combattono il comunismo per le strade e all'universit!. Conta circa due milioni di membri. M)N. Ma un altro gruppo, ?=rdine 0uovo?, ha adottato totalmente le mie ideeY FC. +l giudizio sui membri di ?=rdine 0uovo? non fu sempre dei migliori4 Xanche dal lato dottrinale la situazione critica, appunto per la mancanza di studiosi $ualificati di tale indirizzo4 lo si vede dallo stesso caso del gruppo di ?=rdine 0uovo? che volentieri vorrebbe seguire una linea tradizionale non cattolica o cristiana, ma che manca $uasi completamente degli accennati elementi $ualificati, per cui ogni volta che vogliono far uscire un numero della rivista si trovano di fronte al problema dei collaboratoriYFD. La giovent di 'estra manterr! con .vola un rapporto privilegiato sino alla morte di $uesti. 0egli anni successivi gravitarono intono alla sua casa di 1ia 1ittorio .manuele, tra gli altri, Mario MerlinoFA, Jianfranco 'e /urrisFB, Jaspare CannizzoIE, :enato 'el 6onteI* e soprattutto %driano :omualdi, che fu senza dubbio il suo migliore interprete, oltre che l'autore della prima biografia evolianaI9. %driano :omualdi (*BF*&*BD>), figlio di 6ino, (che fu vicesegretario del 6.#.:., tra i fondatori del M. .+. e presidente dello stesso, oltre che direttore della rivista mensile XL'+talianoY) fu una delle pi coscienti e acute menti critiche della 'estra italiana. /ra i suoi testi pi propriamente politici figurano un saggio sulla Jonservative 3evolution tedescaI>, la gi! citata biografia interpretativa di .vola, il saggio postumo 'l fascismo come fenomeno europeoIF, il lirico

saggio +e ultime ore dell'1uropa, che rappresenta una drammatica narrazione della conclusione della seconda guerra mondiale, la lettura critica di pensatori di spicco della storia della filosofia e della letteratura (0ietzscheII, 6latoneIC, penglerID, 'rieu La :ochelleIA) e due sagg`, oggi raccolti in un volume unicoIB, dal titolo, rispettivamente, 'dee per una cultura di 6estra e +a 6estra e la crisi del na#ionalismo. =ccorre chiarire che .vola rimase del tutto estraneo alla politica in senso stretto. Come non era mai stato iscritto al 6.0.#., allo stesso modo non ader" ad alcun partito nel dopoguerra. 0ei confronti del M. .+. in una lettera del *BFA a un vecchio amico (Jirolamo Comi) cos" si espresse4 XLa prima impressione circa la vita della nuova +talia, $uale l'ho potuta avere da $ualche giornale e dallo stile di chi si trova $ui, $uella di una particolare turbolenza M)N. ,uanto a ?posizioni?, le pi decenti mi sembrano $uelle del M +, ma unicamente perch2 negano senza eccezioni gli altri partiti e sono balie asciutte per i ?liberatori? sia del blocco occidentale che di $uello orientale. Ma, $uanto al lato positivo, nemmeno essi vanno un passo avanti oltre il pantanoYCE. 0ell'aprile del *BI* .vola venne arrestato con l'accusa di essere stato ?maestro? e ?ispiratore? dei #.%.:. (#asci di %zione :ivoluzionaria), un movimento politico costituitosi su basi spontaneistiche, membri del $uale avevano fatto esplodere alcune bombe&carta nella capitale. +l collegamento a .vola fu presunto sulla base della sua pubblicazione di "rientamenti per conto di X+mperiumY e delle sue collaborazioni giornalistiche con alcune delle riviste sopra citate C*. 'opo sei mesi circa di custodia cautelare in carcere, .vola, patrocinato gratuitamente dal famoso professore #rancesco Carnelutti, pronunci- la famosa (utodifesa, poi ripubblicata anche nella rivista XL'elo$uenzaYC9. #u assolto il 9E novembre del *BI* con formula piena & sebbene il 6ubblico Ministero avesse chiesto otto mesi di reclusione. 0ella sua autobiografia defin" poi tale episodio come una Xcomica vicendaYC>. =ltretutto, rilevava, Xnella mia autodifesa ebbi occasione di mettere in chiaro un punto fondamentale. 'issi che attribuirmi idee ?fasciste? era un assurdo. 0on in $uanto erano ?fasciste?, ma solo in $uanto rappresentavano, nel fascismo, la riapparizione di princip` della grande tradizione politica europea di 'estra in genere, io potevo aver difeso e potevo continuare a difendere certe concezioni in fatto di dottrina dello tatoYCF. u $uesta stessa linea sono i saggi evoliani 'l 7ascismo visto dalla 6estraCI e Gli uomini e le CC rovine . %ffini nella stessa struttura, $uesti saggi affrontano il problema politico in chiave storiografica il primo e di teoria generale il secondo (con commistioni in entrambi i casi)4 gi! in "rientamenti erano presenti le idee&base e la struttura generale dei due saggi teorici successivi. ulla nascita de Gli uomini e le rovine, in particolare, ricorda .vola4 Xmi parve non inutile esporre in un libro $uei presupposti d'ordine generale che, nel campo della dottrina dello tato e della visione generale della vita, si prestassero per l'orientamento di detto schieramentoY CD. (n dato in particolare interessante: WGli uomini e le rovine usc" con una presentazione del principe 1alerio H. @orghese, assai noto come esponente dei combattenti dell'ultima guerra, essendo egli stato a capo di forze della marina italiana, che, fra l'altro, con una impresa audacissima colarono a picco nel porto di %lessandria due corazzate e altre navi inglesi e avendo egli poi combattuto fino all'ultimo come comandante del corpo chiamato 'ecima Mas. ,uesta associazione del suo nome col mio doveva avere un carattere simbolico4 entrambi eravamo uomini che avevano seguito liberamente una linea ideale, rifuggendo dal piano pi basso della politica, l'uno potendo rappresentare il combattentismo, l'altro il teorico di una precisa idea di 'estra. 6ensai che un tale binomio avrebbe forse potuto cristallizzare in +talia forze per $uel nuovo fronte. M)N. Ci-, in termini diversi da un partito politico, piuttosto in $uelli di $uadri potenziali di un ordine nuovo. M)N. 'un$ue4 da un lato lo schieramento di un',lite di 'estra, dall'altro, come controparte, $uesti $uadri potenziali per l'azione3 un partito, unicamente per una funzione tattica contingente. /utto $uesto progetto non ebbe seguito alcunoYCA. %driano :omualdi descrive Gli uomini e le rovine con $ueste parole4 Xun libro ?reazionario?, nel senso positivo e legittimo del termine, il libro di chi reagisce, e duramente, contro il sudiciume del mondo democratico&marSistaYCB. .vola avrebbe dovuto cio constatare e sempre pi negli anni convincersi di come i tempi non fossero pi maturi per una restaurazione, in alcuna forma, dell'ordine tradizionale che teorizzava. +l

capitolo della sua autobiografia dedicato alla 3icerca di uomini fra le rovine si conclude dun$ue con $uesta amara constatazione4 X+n genere, sembrano non esistere, in +talia, i presupposti necessari per una seria azione di risollevamento ideale e politico. 6urtroppo come sostanza umana s'incontra dappertutto $uella del politicante che rimane tale anche $uando combatte il comunismo e professa idee ?nazionali?. Jli intrighi parlamentari hanno assorbito a poco a poco anche i miglioriYDE.

$ote
*

+ contributi al $uindicinale di 6reziosi sono stati poi raccolti4 H. .vola, Gli articoli de W+a vita italianaX durante il periodo bellico, Centro tudi /radizionali di /reviso, /reviso *BAA. Molti scritti sono riportati anche in H. .vola, 'l "genio d''sraele". +'a#ione distruttrice dell'ebraismo , +l Cinabro, Catania *BB9.
9

Jli articoli dei primi due anni (*B>F e *B>I) furono raccolti in un volume4 H. .vola, 6iorama filosofico. 5roblemi dello spirito nell'etica fascista, .uropa, :oma *BDF. +l libro recava la dicitura ?volume +?3 ma non mai seguita l'edizione di volumi successivi. :imando necessariamente all'ampio studio del prof. :. 'el 6onte, Gli ori##onti europei del tradi#ionalismo nel W6iorama filosoficoX $<=9>*<=>9! , in M. @ernardi Juardi e M. :ossi (cur.), 6elle rovine e oltre. aggi su Eulius 1vola, 6ellicani, :oma *BBI, pp. *CD&*BD. 'el 6onte (n. 9> p. *DD) vi preannunciava (si era nel *BBI) la futura edizione critica, in almeno sei volumi, dell'intero X'ioramaY, per conto delle edizioni ear. %nche $uesto secondo progetto non per- mai andato in porto, per via delle difficolt! incontrate nella prima met! degli %nni 'BE dalla casa editrice.
>

Cfr. H. .vola, +a 2orre, +l #alco, Milano *BDD. u '. :udatis in particolare cfr. L. 6ignatelli, port, cultura, tradi#ione. 6omenico 3udatis collaboratore del W6iorama filosoficoX evoliano , in X#uturo presenteY C (*BBI), pp. *DI&*AE.
F

H. .vola, 'l cammino del cinabro, cheiViller, Milano *BD9 (++), p. *EF. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *EI.

Cfr. t. %rcella, +a collabora#ione di 1vola con l'1nciclopedia 'taliana , in X tudi evolianiY * (*BBA), pp. A9&B9, che conclude4 Xla collaborazione di .vola con la /reccani si inserisce M)N in una strategia della presenza volta a garantire all'orientamento spirituale e culturale che rappresentava uno spazio istituzionale di espressione all'interno delle strutture culturali ufficialiY (pp. B*&B9). La sola voce (tanr, di sicura attribuzione a H. .vola, stata ripubblicata in X%lgizaY *> (*BBB), p. 9*.
D

Jli scritti sono stati raccolti nel libro in due volumi H. .vola, 1splora#ioni e disamine. Gli scritti di W)ibliografia fascistaX, .dizioni all'insegna del 1eltro, 6arma *BBF e *BBI.
A

+ contributi a XLo tatoY sono stati organicamente raccolti in un'edizione curata da J.#. Lami4 H. .vola, +o tato $<=9>*<=>9!, #ondazione Hulius .vola, :oma *BBI.

6ubblicati, con altri e a cura di :. 'el 6onte, nel volume H. .vola, %edita#ioni delle vette, +l /ridente, La pezia *BDF (l'ultima edizione, la $uarta, ear, @orzano *BBD). ull'.vola alpinista cfr. anche .. Longo (cur.), 'l regno perduto. Fote sul simbolismo tradi#ionale della montagna , %r, 6adova *BAB3 id., %ontagne di ghiaccio e di luce: la metafisica delle vette in Eulius 1vola , in XConviviumY *A (*BBF), pp. *>&*B3 id., 'l fuoco e le vette, +l 1entaglio, :oma *BBC, passim3 id., Yastika. 'l mistero dell'alpinismo esoterico , in X%lgizaY *> (*BBB), pp. *>&*D.
*E

H. .vola, 3ivolta contro il mondo moderno, ;oepli, Milano *B>F. L'ultima versione, la $uarta, Mediterranee, :oma *BBA.
**

H. .vola, 'l mistero del Graal e la tradi#ione ghibellina dell'impero , Laterza, @ari *B>D. L'ultima edizione, la $uarta, 'l mistero del Graal, Mediterranee, :oma *BBF. ulla genesi editoriale del libro, in cui gioc- una

parte di rilevo anche l'intermediazione di @enedetto Croce presso l'editore Laterza di @ari, cfr. H. .vola, +a biblioteca esoterica. 1vola ;roce +ater#a carteggi editoriali <=BZ*<=Z= (a cura di %. @arbera), #ondazione Hulius .vola, :oma *BBD.
*9

H. .vola, 'l mito del sangue, ;oepli, Milano *B>D. 0e segu" una seconda edizione nel *BF9 presso lo stesso editore. 'i entrambe le versioni sono oggi disponibili edizioni anastatiche, rispettivamente %r, 6adova *BDA e ear, @orzano *BBI. i noti che le riproduzioni sono entrambe uscite dopo la morte dell'autore, poich2 $uesti si era opposto alla riproposizione di tali libri dopo il secondo conflitto mondiale.
*>

%. :omualdi, Eulius 1vola: l'uomo e l'opera, 1olpe, :oma *BCA, ora in id., u 1vola, #ondazione Hulius .vola, :oma *BBA, p. AC.
*F

H. .vola, 2re aspetti del problema ebraico, nel mondo spirituale, nel mondo culturale, nel mondo economico sociale, Mediterranee, :oma *B>C. 0e esiste oggi un'edizione anastatica (%r, 6adova *BDA).
*I

H. .vola, intesi di dottrina della ra##a, ;oepli, Milano *BF*. .dizione anastatica %r, 6adova *BDA.

*C

H. .vola, 'ndiri##i per una educa#ione ra##iale , Conte, 0apoli *BF*. 0e esiste una seconda edizione ricomposta (%r, 6adova *BBF).
*D

+l riferimento in particolare a H. .vola, 3a##a e cultura, in X:assegna italianaY *AAUO1++ (*B>F), pp. **& *C, e di imminente riedizione nel volume da me curato H. .vola, 'l "mistero iperboreo". critti sugli 'ndoeuropei <=9>*<=ZG, #ondazione .vola, :oma 9EE*. 0e 'l ;ammino del cinabro (cit., p. *FA) .vola ricorda erroneamente il *B>I, anzich2 il *B>F, come anno di edizione dell'articolo.
*A

/ra $ueste cfr. (. +ndrio, 6a W3oma fascistaX al W;orriere della eraX. ;inquant'anni di storia italiana nelle memorie di un giornalista, .dizioni Lavoro, :oma *BAD, **C&**D. +l riferimento alla collaborazione evoliana a X:oma fascistaY, resa possibile tramite l'intermediazione di Massimo caligero. Cfr. infra anche il caso della collaborazione evoliana al $uotidiano torinese XLa stampaY.
*B

H. .vola, Grundrisse des faschistischen 3assenlehre, :unge 1erlag, @erlin o.'. (*BF>).

9E

X?Le propongo di creare una rivista italo&tedesca che si chiamerebbe X angue e spiritoY? Mussolini approvava3 io m'incaricavo $uindi della parte italiana, :osenberg e Jross di $uella tedesca3 purtroppo la cosa non continuataY, ricorda .vola in .. %ntebi, @n'intervista a Eulius 1vola, in X;eliodromosY C (*BBI), p. *B. Cfr. sul tema l'ampia documentazione dell' ausY[rtiges (mt in 0. Cospito & ;. P. 0eulen, E. 1vola nei documenti segreti del 2er#o 3eich, .uropa, :oma *BAC, pp. AI&*EB. 'a essa si apprende che dopo l'incontro con Mussolini dell'agosto *BF* .vola ebbe modo di sentirsi confermare il proposito del 'uce nuovamente nel dicembre *BF*.
9*

H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., pp. *FD&*CE. :ileviamo di passata come una ?mappatura razziale?, di tipo nettamente materialistico, sia stata invece stilata nel dopoguerra tramite gli studi genetici e sulla tipologia del sangue dall'antropologo L. Cavalli& forza.
99

.. %ntebi, @n'intervista a Eulius 1vola, cit., p. *A. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *>*.

9>

9F

Cfr. il documentato lavoro di C. Mutti, Eulius 1vola sul fronte dell'1st, .dizioni all'insegna del 1eltro, 6arma *BBA. Jli tati cui si fa riferimento sono la Cecoslovacchia, la :omania e l'(ngheria.
9I

.spressioni evoliane riferite, nel dopoguerra, alle prospettive aperte da 3ivolta contro il mondo moderno (H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *>9).
9C

H. .vola, (mericanismo e bolscevismo, in XLa nuova antologiaY *E (maggio *B9B), ora in H. .vola, ' saggi della Fuova (ntologia, %r, 6adova *BA9 (++), p. >I.

9D

criveva #. #reda (sub nomine .dizioni di %r) nella Fota introduttiva a H. .vola, ' saggi della Fuova (ntologia, cit., pp. *E&**4 Xnella lucida diagnosi sul modo d'essere e di manifestarsi dell'americanismo e del bolscevismo, accanto ad affermazioni che assumono il valore di vere e proprie predizioni di ci- che gli eventi hanno in seguito confermato, l'%utore incline a ritenere esistenti tra i due sistemi delle differenze che gli avvenimenti successivi hanno provveduto a negare e superare M...N. .gualmente pare & $uanto meno a noi & che oggi non siano pi americanismo e bolscevismo a comporre le membra della @estia e a suscitarne i movimenti. #orze pi sottili, non ancora precisatesi e ?incarnatesi?, stanno concentrandosi per dirigerla sino al fondoY.
9A

H. .vola, (mericanismo e bolscevismo, cit., p. I9.

9B

J. 'e /urris, @n tradi#ionalista nella 3. .'. Eulius 1vola <=>9*<=>Z , in %%.11., @omini e scelte della 3. .'., @astogi, Milano 9EEE.
>E

+n una ricerca d'archivio, ho portato alla luce l'intera collaborazione evoliana a XLa tampaY. .ssa ammonta a un totale di sedici articoli, tutti usciti in tempo di guerra, e due dei $uali editi durante il periodo della :. .+. 0e ho dato un primo resoconto (%. Lombardo, Ouando 1vola collaborava a +a tampa, in X%reaY FI (9EEE), pp. DB&AE), e ne in preparazione l'edizione critica completa per conto della #ondazione .vola nella ?@iblioteca evoliana?. R verosimile che la collaborazione evoliana con XLa stampaY abbia preso avvio a seguito del rapporto di collaborazione di .vola con il Ministero della cultura popolare favorito dall'incontro con Mussolini cui sopra accennavo.
>*

H. .vola, +a dottrina del risveglio, saggio sull'ascesi buddhista , Laterza, @ari *BF>. L'ultima edizione, la $uarta, Mediterranee, :oma *BBI.
>9

H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *C>.

>>

La data di marzo, e del giorno dodici in particolare, anzich2 $uella correntemente ritenuta di aprile, risulta pi verosimile, secondo il calcolo che ha fatto lo studioso viennese M. chVarz, cui sono debitore dell'informazione. La sua tesi si fonda soprattutto sul fatto che il bombardamento del dodici marzo fu il pi disastroso per 1ienna, e in tale data fu forse anche distrutto, almeno in parte, il palazzo di 0euer MarGt > in Pien * dove .vola aveva certamente vissuto negli anni precedenti. i trattava del settimo anniversario dell'(nschluss. +l bombardamento alleato (non russo come si ritiene correntemente, dun$ue) contro i civili, rammentiamo di passata, non aveva di per s2 alcun interesse militare. =ggi nel pieno centro di 1ienna, a pochi isolati da dove .vola visse, e dove vi furono la maggior parte dei morti, una statua e una lapide ricordano i molti caduti di $uel *9 marzo, che vengono definiti (con una logica piuttosto tortuosa) ?vittime del nazifascismo?. econdo un'altra fonte, rileva per- lo stesso chVarz, possibile che il ferimento di .vola avvenne nella o presso la chVarzenbergplatz, dove si trovavano diversi centri ufficiali e delle . 'e /urris (nota del curatore ad %. :omualdi, Eulius 1vola: l'uomo e l'opera, cit., n. F p. BE), scrive4 Xsecondo $uanto riferisce il medico personale, .vola venne sbalzato dallo spostamento d'aria provocato da una esplosione e sbattuto contro una struttura di legno & delle impalcature & che erano in una piazza4 il che provoc- la compressione della colonna vertebraleY.
>F

Cfr. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., pp. *>I, *FE&*FC, *C*&*C>3 J. 'e /urris, @n tradi#ionalista nella 3. .'., cit., passim3 ;. /h. ;ansen, Eulius 1volas politisches Iirken, che costituisce l'ampia 1inf\hrung a H. .vola, %enschen inmitten von 3uinen, ;ohenrain, /[bingen *BB*, pp. CE&CI.
>I

H. .vola, 6iario <=>9*<=>>, ear, candiano *BAB, pp. >9&>D (come correttamente rileva J. 'e /urris nel suo @n tradi#ionalista nella 3. .'., cit., n. >, sotto $uesto titolo sono stati riuniti i cin$ue articoli che .vola pubblic- sul $uotidiano di :oma X+l popolo italianoY dal *F al 9F marzo *BID sotto l'intestazione complessiva ;on %ussolini al Ouartier Generale di Aitler ). Cfr. anche H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *>I.
>C

Circa tale periodo, cfr. J. 'e /urris, 8entimila lire per andare a +ourdes, in XLettureY IFB (*BBA), pp. 9B& >93 id. (cur.), +ettere di Eulius 1vola a Girolamo ;omi $<=9>*<=GB!, #ondazione .vola, :oma *BAD.

>D

H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *CF. ul rapporto ideale e politico tra .vola e la giovent italiana (e i suoi riflessi sino ai giorni nostri) mi permetto di rimandare ad %. Lombardo, 1volas 3e#eption in 'talien, in XKshatri<aY :. B (9EEE), pp. *&>.
>A

Cfr. .. Massagrande, 5er ventidue anni compagno di latitan#a, in . #orte, ;lemente Gra#iani. +a vita, le idee, ettimo sigillo, :oma *BBD, p. FE4 Xfu lui che mi fece conoscere certi autori (.vola anche di persona)Y.
>B

#. Jianfranceschi, +'influen#a di 1vola sulla genera#ione che non ha fatto in tempo a perdere la guerra , in J. 'e /urris (cur.), 2estimonian#e su 1vola, Mediterranee, :oma *BAI (++), pp. *>E&*>F.
FE

Cfr. :. 'el 6onte, +'attivit pubblicistica di 1vola negli anni del secondo dopoguerra sino a W"rdine FuovoX, in XConviviumY *D (*BBF), p. FF.
F*

'opo la morte del filosofo tradizionalista, padaro fu il primo presidente della #ondazione .vola. 'i lui si cfr. il ricordo di .vola +a for#a interiore, in X:aidoY **U*9 (*BBA), pp. +&++.
F9

Cfr. .. .rra, 'l mistero di 1vola, in J. 'e /urris, 2estimonian#e su 1vola, cit., pp. 9FA&9IB3 :. 'el 6onte, +'attivit pubblicistica di 1volaP, cit., p. FI. .nzo .rra fu il direttore di X+mperiumY sin dal maggio *BIE, in cui la rivista fu fondata. 6er conto di tale testata, la cui linea editoriale era nettamente spiritualista e antisocialista, .vola scrisse l'opuscolo "rientamenti (+mperium, :oma *BIE). u posizioni analoghe a $uelle di X+mperiumY si attest- il Centro tudi =rdine 0uovo, fondato nel *BIF da 6ino :auti, che dall'anno successivo diresse X=rdine 0uovoY (che si definiva %ensile di politica rivolu#ionaria), cui lo stesso .vola collabor- con almeno undici articoli. ulla storia di ?=rdine 0uovo? cfr. 'l movimento politico ""rdine Fuovo". 5recisa#ioni, in X0oiY * (*BD*), pp. 9&F e 9D&9B3 C. Jraziani, 5rocesso a ""rdine Fuovo": processo alle idee, :oma *BD9, passim3 #. #erraresi, +a destra eversiva, in id. (cur.), +a destra radicale, Milano *BAF, pp. C9&CC (per $ueste indicazioni bibliografiche sono debitore al prof. :. 'el 6onte). Come precisa 'el 6onte (+'attivit pubblicistica di 1volaP, cit., p. FB n. 9A), X0on bisogna confondere il ?Movimento 6olitico =rdine 0uovo?, gruppo eStraparlamentare creato il 9* dicembre *BCB, col ?Centro 6olitico =rdine 0uovo? Mprobabilmente si tratta di un lapsus per ?Centro tudi =rdine 0uovo?, 0.d.%.N, diretto da :auti e confluito nel 0ovembre dello stesso anno nel M +, anche se dalle ceneri del secondo che il primo derivaY.
F>

Cfr. p. es. 6. %ndriani, ;ambiare rotta, in X+mperiumY ++U* (*BI*). L'avv. %ndriani fu il secondo presidente della #ondazione .vola, dopo il prof. J.%. padaro.
FF

ono parole di 6. :auti nell'intervista rilasciata a M. @rambilla e pubblicata nel volume da $uesti curato 'nterrogatorio alle destre, :izzoli, Milano *BBI, p. 9I.
FI

% parte la citata X+mperiumY, tra le varie testate nazionaliste, nostalgiche, combattentistiche e fasciste di $uegli anni ricordiamo X%sso di bastoniY, X:osso e neroY, X:ataplanY, X+l 0azionaleY, X+l meridiano d'+taliaY, X:ivolta idealeY.
FC

ono parole di H. .vola in .. %ntebi, @n'intervista a Eulius 1vola, cit., p. 9E.

FD

H. .vola, +ettere <=ZZ*<=?>. +'epistolario evoliano raccolto, catalogato e annotato da 3enato del 5onte , La /erra degli %vi, #inale .milia s.d. (*BBI), p. *I. i tratta della lettera del *A.++.*BC> a alvatore :uta.
FA

M.M. Merlino, 1d il vento raccontaP, in X:aidoY **&*9 (*BBA), pp. ++&1, in part. p. +1. M. @rambilla (cur.), 'nterrogatorio alle destre, cit., p. *I9.

FB

IE

H. .vola, +ettere <=ZZ*<=?> (cur. :. 'el 6onte), La /erra degli %vi, #inale .milia *BBI, pp. BI&**> e soprattutto J. Cannizzo, 5remessa a H. .vola, critti per 8ie della 2radi#ione <=?<*<=?> , 1ie della /radizione, 6alermo *BBC, p. D e J. Cannizzo, 'l consigliere silen#ioso, in J. 'e /urris (cur.), 2estimonian#e su 1vola, cit., p. CB&D*.

I*

H. .vola, +ettere <=ZZ*<=?> (cur. :. 'el 6onte), cit., p. *II n. 9.

I9

%. :omualdi, E. 1vola: l'uomo e l'opera, cit. Circa l'influenza di .vola sulle generazioni di giovani successive cfr. M. 1eneziani, 1vola e la genera#ione che non ha fatto in tempo a perdere il essantotto , in J. 'e /urris (cur.), 2estimonian#e su 1vola, cit., pp. >9F&>>*3 .. 0istri, 1vola e la genera#ione che non ha fatto in tempo a perdere il essantotto, in X tudi evolianiY * (*BBA), pp. *9E&*>* (in cui 0istri scrive a p. *9I, riferendosi a Gli uomini e le rovine4 X0elle sezioni missine dei primi %nni ettanta la lettura di $uesto vademecum politico era considerata una sorta di prova di iniziazione, una cartina di tornasole per valutare l'e$uazione personale di un militante, il primo passo per la cooptazione degli iscritti pi promettenti sotto il profilo culturaleY)3 %. 6iscitelli, 1vola e la genera#ione che non ha fatto in tempo a perdere un bel nulla perch, ha gi perso tutto , in X tudi evolianiY * (*BBA), pp. *>9&*>A. Cfr. anche J. 'e /urris, 1vola e le rovine elettroniche degli (nni Fovanta, introduzione a H. .vola, Gli uomini e le rovineF, cit., pp. +&OOO1+++.
I>

%. :omualdi, +e correnti politiche e culturali della destra tedesca dal <=<: al <=9B , L'italiano, s.i.l. ed.. %. :omualdi, 'l fascismo come fenomeno europeo, ettimo sigillo, :oma *BAF. %. :omualdi, Fiet#sche e la mitologia egualitaria, %r, 6adova *BA*. %. :omualdi, 5latone, ettimo sigillo, :oma *BB9. %. :omualdi, "sYald pengler. "mbre sull'"ccidente, 1olpe, :oma *BD>.

IF

II

IC

ID

IA

%. :omualdi & J. Jiannettini & M. 6risco, 6rieu +a 3ochelle, il mito dell'1uropa , La alamandra, :oma *BCI.
IB

%. :omualdi, @na cultura per l'1uropa, ettimo sigillo, :oma *BBC (++).

CE

J. 'e /urris (cur.), +ettere di Eulius 1vola a Girolamo ;omi $<=9>*<=GB! , cit., p. 9>. i tratta di una lettera manoscritta autografa di due facciate inviata da .vola da Cuasso al Monte il >* agosto *BFA.
C*

Cfr. #. Jianfranceschi, 'n carcere con 1vola, in X tudi evolianiY * (*BBA), pp. **D&**B. H. .vola, (utodifesa, in XL'elo$uenzaY **&*9 (*BI*)3 ora #ondazione .vola, :oma s.d. (*BDC). H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *CI. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *CC.

C9

C>

CF

CI

H. .vola, 'l 7ascismo. aggio di una analisi critica dal punto di vista della 6estra , 1olpe, :oma *BC>. 0ella seconda edizione (1olpe, :oma *BDE) il saggio usc" con in appendice un saggio parallelo intitolato Fote sul ter#o 3eich.
CC

H. .vola, Gli uomini e le rovine, .dizioni dell'%scia, :oma *BI>. L'ultima edizione, la $uarta, ettimo igillo, :oma *BBE3 ma ne imminente l'uscita di una $uinta, da parte delle .dizioni Mediterranee. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *CD. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., pp.*DI&*DC. %. :omualdi, Eulius 1vola: l'uomo e l'opera, cit., p. B*. H. .vola, 'l cammino del cinabro, cit., p. *DD.

CD

CA

CB

DE

&&&&& Alberto Lombardo nato a ;hiavari $G1! nel <=?G. 6opo aver frequentato il locale liceo scientifico, si laureato in giurispruden#a con una tesi sul pensiero politico evoliano. 1' da vari anni presidente del Centro tudi La :una, per le cui edi#ioni ha curato la pubblica#ione di diversi volumi di argomento storico e tradi#ionale e della rivista %lgiza. ;ollabora alla pagina culturale di alcuni quotidiani e riviste, sui quali si occupa di simbolismo, storia antica e studi indoeuropei

La fisica unifenomenica cartesiana e il punto debole dell'"A forte


(:occo 1ittorio Macr")
"' confini dell'anima non li potrai mai trovare, per quanto tu percorra le sue vieC cos& profondo il suo logos". (.raclito, fr. FI) ? e uno dicesse che, se non avessi queste cose, cio ossa nervi e tutte le altre parti del corpo che ho, non sarei in grado di fare quello che voglio, direbbe beneC ma se dicesse che io faccio le cose che faccio proprio a causa di queste. e che, facendo le cose che faccio, io agisco, s&, con la mia intelligen#a, ma non in virtT della scelta del meglio, costui ragionerebbe con assai grande leggere##a. Ouesto vuol dire non essere capace di distinguere che altra la vera causa e altro il me##o sen#a il quale la causa non potrebbe essere causa. 1 mi sembra che i piT, andando a tastoni come nelle tenebre, usando un nome che non gli conviene, chiamano in questo modo il me##o, come se fosse la causa stessa". (6latone, 7edone, BB a&b)

1 ' La dissoluzione del dualismo cartesiano +l dualismo cartesiano tra spirito e materia, dopo la morte del filosofo francese *, divenne distorto e ?monizzato?9, smembrato in due tronconi isolati al posto dell'unico albero originario >4 il primo avrebbe portato all'idealismo assoluto, il secondo al materialismo pi spregiudicato, attraverso l'empirismo inglese prima (per $uello che riguarda la frantumazione del ?puzzle? cartesiano), l'illuminismo francese poi, con La Mettrie che, eliminando di netto la parte spirituale, presenter! l'uomo ?solo? macchina. Cos" come Leucippo e 'emocrito pensavano l'anima formata da atomi rotondi piccoli e veloci con particolari caratteristiche che li rendevano capaci di produrre stati coscienti, cos" nel nostro tempo, dopo la ?facolt! sensitiva della materia? di La Mettrie F, le ?molecole sensibili? di 'iderotI, i tentativi holbachiani di una ?animalisation?C della materia e i ?picnatomi? di ;aecGel D, siamo arrivati alla pi elaborata ?coscientizzazione particellare? della meccanica $uantisticaA. La ?cintura protettiva laGatosiana? avrebbe aggiunto in seguito un radicale Xappello alla chiarezza e alla scienza libera dalla metafisicaY. B X'al ;ogito non segue il sum3 dall'?io sperimento? non segue che io sono, ma che una esperienza Y. *E . con :ussell si passer! dall'Xio pensoY di Cartesio al Xsi pensa in meY, fino al Vittgensteiniano X+o posso sapere $uello che pensa l'altro, non $uello che penso ioY **, o ancora Xun ?processo interno? abbisogna di criteri esterniY. *9 6assVord4 ?oggettivit!?W .cco da $uale humus speculativo attingono la filosofia e la scienza contemporanee che & dalla messa in guardia di :<le nei confronti di ogni Xdogma dello spettro nella macchinaY *>, sino alla pi recente denuncia di :ort< che per salvarci dalla Xfrattura ontologicaY dichiara che Xla nozione di sostanza mentale come ci- di cui sono fatti i dolori e giudizi ha esattamente tanto poco senso $uanto $uella di ?ci- di cui sono fatti gli universali?Y *F & porta spontaneamente al ribaltamento del ;ogito ergo sum4 X0oi siamo, e $uindi pensiamo3 e pensiamo solo nella

misura in cui siamo, dal momento che il pensare causato dalle strutture e dalle attivit! dell'essereY *I... .cco la filosofia dell'ibernazione, la morte dell'animaW *C 'a $ui all'estremo antropomorfismo enunciato da 6aul 'avies in 6io e la nuova fisica la distanza breve4 X/uttora non ancora immaginabile una mente senza cervello. e 'io una mente, avr! dun$ue un cervello7 (n cervello corporeo7Y.*D 6arlare dun$ue oggi di anima spirituale e$uivale a evocare fantasmi del passato che la nostra scienza moderna ha dissipato definitivamente, come i concetti di calorico, flogisto e spiriti vitali.*A ;os&, mentre il vecchio dualismo si tripartito in "dualismo delle sostan#e" , "dualismo delle propriet" e "dualismo concettuale"*B, i materialisti di ieri si sono trasformati oggi in moderni "materialisti monisti eliminativisti" , "fun#ionalisti computa#ionali", "modularisti", "connessionisti", "emergentisti monisti, pseudo*dualisti e pseudo*pluralisti" , ecc... La manovra Xdagli&un&nomeY9E sembra regnare sovrana in vetta al nostro paradigma attualeW La tendenza fantascientifica di $uesto, dettata dalla seconda rivoluzione scientifica avvenuta nel nostro secolo ad opera di .instein e della scuola di Copenaghen, ha spazzato via il vecchio ?buon senso?9* e, scavalcando (o meglio, utilizzando) il senso di disagio prodotto 99, ha ?magicizzato?9> l'universo fisico usando ?la matematica come forza razionalizzatrice diretta? 9F fino a ?creare? spazi a BIE dimensioni9I, universi paralleli9C, fotoni ?coscienti?9D, buchi neri virtuali, bosoni fantasma9A, ?closed timeliGe curves? e viaggi nel tempoW9B 'i fronte a tale spinta propulsiva verso il ?fantastico?, verso l'irreale, provocata dall'immaginario collettivo scientifico del nostro secolo, non c' da stupirsi se nel campo della filosofia della mente, del mind*bod- problem, dell'intelligenza artificiale... ?il fantastico? si materiali##a con ancor maggiore densit!4 le ?$ualit! mentali? di ;al, il calcolatore super&evoluto di BDD<: odissea nello spa#io, vengono viste per niente chimeriche e, a sentire i cervelli di $uesto campo di ricerca, ;al sar! realizzato $uanto prima3 la coscienza e le sensazioni superiori all'uomo & nel momento che afferma4 "'o ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginare" & possedute dal super&replicante, modello 0eSus C, @att<, nel film )lade 3unner del *BA9, sembrano non scandalizzare pi di tanto neanche gli ?esperti?. #antascienza7 i provi a leggere uno scritto di Marvin MinsG<, il fondatore dell'intelligenza artificiale, e $uella risulter! piccola cosa in confrontoW>E ''altra parte se Wogni sensa#ione , in ultima analisi, chimica, perch, ogni attivit neuronale del nostro cervello dipende dal trasporto di molecole e ioni da una locali##a#ione a un'altra e dalle rea#ioni a cui partecipano quelle molecoleX >*, e ancor pi, se W"'o" sono non tanto i miei atomi quanto la configura#ione secondo la quale i miei atomi sono dispostiX>9, il tutto appare scientificamente coerenteW 2 ' "l concetto di 3fisica 43 X e vi pare strano che, per spiegare $uesti elementi, io non mi serva, come i filosofi, delle $ualit! chiamate caldo, freddo, umidit!, secchezza, vi rispondo che, secondo me, $ueste $ualit! stesse hanno bisogno di spiegazione, e, se non m'inganno, non solo $ueste $uattro $ualit!, ma anche tutte le altre, e persino tutte le forme dei corpi inanimati si possono spiegare senza bisogno di supporre nella materia dei corpi stessi nient'altro che il movimento, la grandezza, la forma, la disposizione delle partiY. Cos" Cartesio nel suo +e %onde ou 2rait, de la +umire >> manifestava il principio unifenomenico del mondo fisico, il $uale alla base & o a fondamento & della sua grande sintesi cosmica. % un decennio di distanza, nei suoi 5rincipia, preciser!4 X0on c' dun$ue che una stessa materia in tutto l'universo, e noi la conosciamo per $uesto solo, che essa estesa3 poich2 tutte le propriet! che percepiamo distintamente in essa, si riportano a $uesta4 che essa pu- essere divisa e mossa secondo le sue parti, e pu- ricevere tutte le diverse disposizioni, che noi osserviamo potersi verificare per mezzo del movimento delle sue parti. 6oich2... certo... che tutta la diversit! delle forme che vi si trovano dipende dal movimento localeY. >F +l carattere unifenomenico della fisica cartesiana, una fisica cio che consenta di spiegare i fenomeni e le apparenze a partire da un unico fenomeno (e sostanza) primordiale, ha una tale valenza semantica e intuitiva per la struttura mentale umana che gi! 6latone, prima dell' h-le aristotelico>I, era arrivato a contemplare il concetto di chora, di $uella matrice cosmica e universale alla base di tutti i fenomeni, che permane al di l! del divenire degli elementi e delle cose sensibili4 X e alcuno plasmando in oro figure d'ogni specie, non ristesse mai di trasformare ciascuna di esse in tutte le figure, e un altro, mostrando una di $uelle, domandasse che cos', sarebbe molto pi sicuro, rispetto alla verit!, rispondere che oro4 $uanto al triangolo e alle altre figure, che ivi si formarono, non converrebbe mai nominarle come esistenti, perch2 mutano mentre si pongono, ma contentarsi, se volessero accettare sicuramente anche il tale. =ra lo stesso ragionamento vale per $uella natura che riceve tutti i corpi4 si deve dire che sempre la stessa, perch2 non perde affatto la sua potenza, ma riceve sempre tutte le cose, e in nessun modo prende mai una forma simile ad alcuna di $uelle cose che entrano in essa4 perch2 essa di sua natura la materia formativa di tutto, che mossa e figurata dalle cose che vi entrano, e appare, per causa di esse, ora in una forma e ora in un'altraY. >C La stessa fisica democritea unifenomenica.>D (n esempio perfetto di fisica unifenomenica nel nostro secolo la pa#iofluidodinamica dello scienziato bergamasco Marco /odeschini (*ABB & *BAA) che con la sua monumentale 2eoria delle apparen#e del 'FB avrebbe tentato di aprire un varco alla speranza di arrivare ad un sintesi cosmica unitaria di tipo cartesiano4 X?L'(niverso costituito solamente di spazio fluido inerziale i cui moti rotanti costituiscono i sistemi atomici ed astronomici che

formano la materia ed i cui moti ondosi, $uando e solamente $uando colpiscono i nostri organi di senso, suscitano in noi le sensazioni di forza, elettricit!, suono, calore, luce, odore, sapore, ecc.?. ,ueste sensazioni $uindi, sorgendo esclusivamente in noi, sono irreperibili nel mondo fisico oggettivo a noi circostante, nel $uale esistono invece solamente i movimenti di spazio fluido corrispondenti. L'unico fenomeno possibile nel mondo fisico oggettivo $uindi il movimento dello spazio, poich2 tutti gli altri fenomeni (forza, elettricit!, suono, luce, calore, sapore, ecc.) sono sensazioni che sorgono esclusivamente in noi $uando $uei movimenti di spazio incidono sui nostri organi di senso. +n ci- consiste il principio unifenomenico del mondo fisicoY. >A 0oi $ui accoglieremo della teoria todeschiniana soltanto il concetto di fondo, cio il carattere unifenomenico della sua fisica, senza preoccuparci di $uale valore o plausibilit! abbiano le sue ipotesi. /ale concetto di fisica unifenomenica ci servir! in seguito come strumento ultra&trasparente per dissipare le epistemologiche nebbie dell'+% (+ntelligenza %rtificiale). +l ?carattere (? (cio unifenomenico) di $uesto tipo di fisica indica che fuori dall'essere percipiente le qualit primarie rimangono sempre tali e mai generanti qualit secondarie se non all'interno di $uesto. +n altri termini, la ?li$uidit! searleana?>B $ui viene vista e facilmente accorpata all'interno delle $ualit! primarie4 essa appare uno stato di fase della materia con caratteristiche di non*linearit ben precise e di tipo quantitativo. @en diverso invece risulta accettare entit! come i qualia al di fuori dell'essere animato che li percepisce (al di fuori cio della perce#ione)4 il tipico sapore del cloruro di sodio non risulterebbe $uindi come emergente dall'insieme 0a a Cl, ma semplicemente come perce#ione di un'entit! fisica capace di innescare un processo a catena nell'essere percipiente (a causa di una pre& regolazione, o volendo dare un termine tecnico ?triggeraggio?, dei recettori di $uesto...). +l sapore ?salato? non esiste fuori dalla perce#ione.FE aremmo considerati matti se sostenessimo che una propriet (di tipo emergente) di un certo tipo di onda elettromagnetica $uella di far scoccare una scintilla in un circuito accordato, come esperiment- ;ertz, completamente assente in altre fre$uenze... appiamo invece che $uesto fenomeno non dato da virtus o facultas peripatetiche, e neanche da propriet emergenti, ma semplicemente da un meccanismo nascosto, da un retroscena (anche se in $uesto caso l'essere percipiente prende parte attiva per $uello che riguarda le $ualit! secondarie come suono, luce, colore, odore, calore...). +l monossido di carbonio non velenoso perch possiede una certa facultas deleteria, ma semplicemente perch prende il posto dell'ossigeno nella macromolecola dell'emoglobina4 un meccanismo elementare di causa ed effetto, un'idea chiara e distinta, per dirla alla Cartesio, movimenti di una res extensa che possono apparire complessi solo per numero, $uantitativamente.F* .' bene rendere esplicito anche il ?carattere '? (cio deterministico) di $uesta fisica, che come definizione, per non usare ancora una volta in pi $uella sfruttatissima di Laplace, ci serviremo di una delle ultime (cronologicamente) e$uivalente4 X(na teoria deterministica $uando raffigura un sistema fisico come un sistema del $uale, conoscendo uno stato iniziale, sia possibile prevedere uno stato futuro con un grado analogo di precisione. Le teorie della fisica classica sono deterministiche. %l contrario, una teoria indeterministica $uando raffigura un sistema fisico come un sistema che non permette tali previsioni, nemmeno in linea di principioY. F9 .' opportuno a $uesto punto spendere $ualche parola per dissipare moderne ragnatele di un certo ?sofisma concettuale? riguardanti i concetti di caos e complessit.F> ,uale peso semantico ac$uista la frase appena riportata Xprevedere uno stato futuro con un grado analogo di precisioneY nel contesto del ?carattere '? del tipo di fisica da noi circoscritta7 = in altri termini, a $uale livello epistemologico si colloca la non*linearit e la retroa#ione nei processi fisici7 Crea $uesto un confine di demarcazione tra fisica deterministica e non7FF 'avanti alla ?scatola nera? del caos lasciata dai teorici che misero in moto $uesta disciplina FI bene non cadere in uno stato di smarrimento e usare come bussola l'esortazione di Misone FC4 X+ndaga le parole a partire dalle cose, e non le cose a partire dalle paroleY. Complessit! e caos rimangono ?buie? non per una linea assiomatica o di principio, come nel caso del principio d'indeterminazione di ;eisenberg, ma per il rapporto gigantesco fra l'enormit! del numero di parametri in gioco e i limiti nostri (attualiW) conoscitivi. +n effetti il caos, a differenza della meccanica $uantistica, un sistema potenzialmente ?algoritmico? e ?computazionale?. FD 'esta preoccupazione inoltre la ?ipo&filosofica? e grossolana confusione che molti scienziati fanno tra impredicibilit e inderminate##a. Come abbiamo sottolineato precedentemente in altri contesti, l'errore pi comune e tristemente grave che lo scienziato di oggi fa $uello che abbiamo definito con una speciale sigla4 ?/J=? ( trasferimento dal piano gnoseologico al piano ontologico). +nnescato (un simile processo) probabilmente da .instein con la sua simultaneit indeterminata, operazioni di $uesto tipo (/J=) appaiono ormai in ogni angolo della scienza, infirmando e violentando la logica filosofica sottostante il ragionamento e la congetturazione scientifica. (n esempio di /J= appunto confondere impredicibilit con indeterminate##a, ?$uello che so? con ?$uello che ? o, ancorpi, ?$uello che non so? con ?$uello che non ?. i noti l'infinita distanza concettuale ed epistemica tra ?sistemi impredicibili? e ?sistemi indeterminati?4 i primi possono anche essere indeterminati, mentre i secondi non possono non essere impredicibili. Cos" la precedente definizione di teoria deterministica di Mc%llister, Xprevedere uno stato futuro con un grado analogo di precisioneY, in$uinata da un processo di /J=4 $ui il termine XMnonN prevedereY viene confuso con ?mancanza di causa ed effetto?, e Xun grado analogo di precisioneY viene suggerito pi da una giustificazione che da una norma scientifico&filosofica.FA %ffinch2 una teoria non sia deterministica non sufficiente vestirla di impredicibilit!, infatti

potrebbe essere impredicibile (piano gnoseologico) e nello stesso tempo deterministica (piano ontologico). 0essun grado di complessit! pu- essere preso come parametro per indicare un punto di rottura irreversibile tra determinate##a e indeterminate##a (del tipo ?se complessit 8 allora fine del carattere 6?). (na teoria deterministica se c' proporzionalit! tra causa (C) ed effetto (.) anche solo di tipo debole4 non necessariamente deve esistere una corrisponden#a biunivoca tra C ed ., ma sufficiente che esista una surie#ione. Cio non necessario che lo stesso effetto sia dato dalla stessa causa, ma sufficiente che ogni effetto abbia una causa. ,uindi pu- esistere una teoria deterministica anche se impredicibile4 pur non potendo fare previsioni nondimeno determinata ? top* doYnamente?, cio dalla causa verso l'effetto, anche se non ? bottom*upamente?, dall'effetto alla causa. i vede $ui chiaramente come nessuna non*linearit e retroattivit pu- eliminare il ?carattere '? del tipo di fisica che stiamo esaminando. 'efiniamo, a tale scopo, fisica @ forteFB un tipo di fisica come $uella todeschiniana appena accennata, dove l'unico fenomeno reperibile nel mondo fisico il movimento del fluido spaziale (o, per i nostri scopi, $ualun$ue entit! unifenomenica)3 fisica @ debole una fisica simile a $uella neVtoniana e pre&$uantistica dove pur non essendo basata su un unico fenomeno (come il moto), le altre entit! sono in numero limitato (ad esempio le F interazioni conosciute) e totalmente indipendenti.IE 'efiniamo infine fisica @ ultra*debole una ipotetica fisica costruita su un numero di interazioni e princ"pi grande a piacere, ma, ancora una volta, totalmente indipendenti. 3 ' "l punto debole dell'"A forte L'intelligenza artificiale (+%) sta diventando una delle creazioni umane pi suggestive e significative del nostro secolo. Jrazie all'universo tecnologico a cui possiamo attingere, le ?macchine pensanti? incominciano ad emergere dalle congetturazioni della nostra epoca, almeno virtualmente, lasciando intravedere la possibilit! di una sorta di vita ?oltre la biologia?. +l computer, che gi! ingaggia severe partite con i grandi campioni di scacchi, sembra meritare il termine ?intelligente?4 forse per le suggestioni che provoca, la scienza dell'+% sta ac$uistando connotati di grande popolarit!. R passato poco pi di mezzo secolo dalla costruzione del primo grande calcolatore digitale elettromeccanico I* e in $uesto lasso di tempo abbiamo superato la sua velocit! per un fattore *E, *EE, *EEE, *EEEE, *EEEEE, *EEEEEE, ... I9 (n chip oggi contiene milioni di transistors, $uando meno di >E anni fa il pi avanzato ne conteneva poche decine di migliaiaI>. i parla gi! da $ualche anno di una nuova e superiore tecnologia a funzionamento fotonico invece che elettronicoIF3 $uesto permetter! di ?b<passare? i limiti imposti dai circuiti binari4 infatti si potr! fare uso delle tecniche olografiche capaci di creare dei ?transitori ottici? multi&stato invece del classico on*off. 6er non parlare delle nuove reti parallele che si dimostrano Xcapaci, dopo addestramento, di esibire prestazioni cognitive di un livello di sofisticazione assolutamente sbalorditivoYII. +n mezzo secolo, dun$ue, grazie a progressi tecnici $uasi miracolosi, l'informatica ha bruciato le tappe sul versante dei dispositivi, delle architetture, dei materiali e della miniaturizzazione IC. 6rende forma $uindi anche in $uesto campo, cos" come avvenuto per la teoria dei $uanti, l'idea che la realt! superi la fantasia. 6remi 0obel come CricG o .delman sembrano ormai sicuri di poter spiegare propriet! mentali $uali la coscienza a partire direttamente dalla materia. ID %nzi, secondo loro, pura follia dare credito a $ualcosa di diverso. =rmai, per la scienza, c' un'unica via per spiegare il rapporto mente&corpo4 la materia (tutt'al pi organica). Ma... Xa rigor di termini l'aggettivo ?organica? non definisce pi con esattezza i confini della materiaYIA, e tantomeno $uelli della coscienza per i fautori dell'+% forte come MinsG<. /utte le facolt! mentali sarebbero disposizioni spaziali pure, geometrie particolari, softVare in un hardVare come il cervello ma non necessariamente fatto di materia grigia. (n computer sufficientemente sofisticato potrebbe fare da ?substrato hardVaristico?. @isogna notare, oltretutto, che dietro a $ueste concezioni Xvi l'assunzione comune che l'attivit! cogitativa abbia direttamente a che fare con rappresentazioni, e soltanto indirettamente con le realt! che tali rappresentazioni simboleggiano. R $uesta assunzione a far s" che l'idea moderna che i calcolatori possano essere portati a pensare suoni comprensibile almeno in parte. e pensare manipolare rappresentazioni, perch2 non dovremmo essere in grado di fare in modo che gli stati della macchina ?rappresentino? le cose, e che gli elaboratori possano ordinare, classificare e trasformare $uesti stati7Y. IB e la ?versione forte? dell'intelligenza artificiale sostiene che l'intelligenza dipende solo dall'organizzazione di un sistema e dal suo operato come manipolatore di simboli e non dalla natura fisica degli elementi che costituiscono il sistema intelligente, allora & seguendo il funzionalismo passo passo & anche Xla vita dipende solo dall'organizzazione degli elementi nel tempo e nello spazio e dall'interazione di relazioni e processi di cui $uegli elementi fanno parteY CE e non invece dalla natura fisica degli elementi che costituiscono il ?sistema vivente?. .cco la vita artificialeWC* 6er $uest'ultima anche i virus, Xi programmi virulenti McheN si riproducono e si diffondono in tutti i calcolatori M...N sono, in $uesto senso, forme di vitaYC9. i domanda :ucGer4 X arebbe giustificato asserire che $uesti robot altamente evoluti sono dotati di coscienza nello stesso senso in cui ne sono dotati gli esseri umani7Y. C> +n fondo si tratterebbe di esseri pensanti evolutisi Xda un substrato di metallo e di chips al silicio, come noi siamo esseri pensanti evoluti da un substrato

di aminoacidi e altre sostanze a base di carbonioY. CF /utto diventa forma, geometria, virtualmente riproducibile. 6ersino il s2 diventa emergente e virtuale.CI 'egna di nota la riproducibilit! teorica che tale visione implicherebbe3 si potrebbe dire, parafrasando la famosa frase di Laplace, che un'intelligenza che in un dato momento avesse posto ogni particella nella giusta geometria, avrebbe realizzato non solo un particolare cervello, ma addirittura una persona umana completa di ricordi, esperienze, ?io?, ?s2? e relativo inconscio. 0ulla sarebbe fuori dalla tetrakt-s pitagorica, dal mondo della geometria4 X e un individuo ha una gamba, o un fegato o un cuore artificiale, sempre la stessa persona. +o sostengo che anche possibile immaginare un tempo in cui si potr! avere un cervello artificiale. Ci- si potrebbe ottenere, per esempio, registrando olograficamente la struttura fisica, elettrica e biochimica del cervello, e $uindi trasferendola isomorficamente su un grande chip al silicio o su $ualche tipo di tessuto ottenuto in coltura. 6resumibilmente si sperimenterebbe $uesto tipo di trasferimento come un breve periodo di incoscienza, dopo il $uale si ricomincerebbe a pensare pi o meno come prima. L'intero processo sarebbe paragonabile all'introduzione di un programma in un calcolatore nuovoY. CC C' da dire per- che una materia sostenuta da una fisica @, cosa $uesta implicita per i sostenitori delle tesi appena esposte, non regge per la spiegazione dei fenomeni mentali, neppure se viene usata la versione ?( ultra&debole?. CD +nfatti in una materia retta da $uesto tipo di fisica rimarrebbero del tutto inspiegabili le propriet! ordinarie di una res cogitans4 libero arbitrioCA, volont!, sensazioni (qualia), coscienza e autocoscienza. 'ando per scontato che una fisica @ forte fornirebbe (con la stessa evidenza) le stesse possibilit! (pari a zero) di spiegare le propriet! mentaliCB di $uante ne siano implementate nel ?calcolatore costruito con lattine di birra? immaginato da earleDE, ci baseremo su $uella ?( debole? perch2 ben conosciuta (essendo praticamente $uella classica neVtoniana), ma lo stesso ragionamento si pu- applicare inalteratamente anche a $uella ?( ultra&debole?. D* ia le leggi della dinamica che $uelle della termodinamica vengono sistematicamente violate se diamo consistenza alle realt! della volont! e del libero arbitrio. +nfatti la terza legge di 0eVton ci dice che esiste inviolabilmente la conservazione della $uantit! di moto in un sistema isolato. 'alla seconda sappiamo inoltre che per agire su una particella dobbiamo usare l'urto di un'altra o una forza e$uivalente (che nasca dall'interazione sempre di una o pi particelle). Le conclusioni a cui $ueste due leggi della dinamica, unite insieme, portano, impongono ine$uivocabilmente che la volont! e il libero arbitrio non possono esistere. +nfatti da cosa sarebbe mossa la prima particella & elettrone, atomo o molecola che sia & dalla $uale inizierebbe una specie di reazione a catena fino a far muovere un arto in un atto volitivo7 ,ualun$ue sia la causa D9, per poter azionare il movimento di un arto (ad esempio alzare un braccio) essa deve necessariamente muovere una o pi particelle (diciamo un sistema di particelle) fino a causare il rilascio del neurotrasmettitore alle terminazioni assonali dei neuroni motori. =ra ci- pu- avvenire soltanto a causa di urti o di forze4 ma sia gli uni che le altre vengono ottenuti da movimenti particellari... chi innescherebbe a sua volta $uesti7 0e viene un ricorso all'infinito. %lla stessa conclusione si arriva se utilizziamo le leggi della termodinamica. (na scelta mentale presuppone necessariamente una riduzione di entropia a livello di stati sinaptici. =ra, se c' una riduzione di entropia $uesta va contro le leggi della termodinamica rendendole non pi sufficienti a spiegare la volont!3 se, d'altra parte, $ueste ultime rimangono inviolate, risulta evidente allora che la volont! solo chimerica, e altrettanto risulta la libert!. 0on solo un atomismo democriteo, $uindi, sarebbe lontano dalle aspettative di #e<erabend D>, ma anche ogni possibile fisica @4 le propriet! di una ipotetica res cogitans, infatti, sono incompatibili e ingenerabili da $uelle di una res extensa, a meno che i fautori della versione forte dell'+% non considerino $uest'ultima una nuova teoria flogistica della mente.

$ote
*

Ji! pinoza nel *CDD, nella prefazione alla $uinta parte della sua 1thica "rdine Geometrico demonstrata rifiutava il dualismo cartesiano perch Wle for#e del ;orpo non possono essere mai determinate dalle for#e della %enteX, adeguandosi per- al principio unifenomenico del mondo fisico di Cartesio4 W' corpi si distinguono fra loro in ragione di moto e di quiete, di velocit e di lente##a, e non in ragione di sostan#aX (1thica, lemma *).
9

W'l mondo doveva essere spiegato in base a un principio unitarioX (;. Kung, 6io esiste., Milano *BDB, p. ***).
>

WOuello che il genio di 6escartes riusciva ancora a tenere unito, dopo di lui si separaX ('vi, p. 9B). La ?non&ologrammaticit!? (se rompiamo un ologramma ogni suo frammento conserva ancora l'intera immagine dell'ologramma completo) del pensiero cartesiano non permette una sua frammentazione, pena la perdita di

una delle pi grandi Peltanschauungen concepite dall'umanit!. /utto collegato come un puzzle nella sintesi cosmica cartesiana, come un insieme di connessioni sinaptiche di una rete neurale. i pensi al XparadossoY dello Xsmembramento del 6iscorso sul metodo per ben condurre la propria ragione e cercare la verit nelle scien#e piT la 6iottrica, le %eteore e la Geometria che son saggi di questo metodo , opera concepita come affatto unitaria e che non pu- essere intesa se non nel suo insiemeY, cos" si pronuncia .. Lo\acono nella sua introduzione al ++ vol. delle "pere scientifiche di 6escartes, /orino *BA>, p. *E.
F

H.=. de La Mettrie, toria naturale dell'anima, in . Moravia Med.N "pere filosofiche di +a %ettrie , :oma& @ari *BDF, (in particolare il capitolo 1+4 ulla facolt sensitiva della materia, pp. C9 sgg.).
I

'. 'iderot, 'l sogno di d'(lembert, in 6. :ossi Med.N "pere filosofiche di 6enis 6iderot, Milano *BC>. (n caratteristico neologismo di 6aul&;enr< /hir< d';olbach4 cfr. il suo istema della natura. .. ;aecGel, +es ,nigmes de l'univers, 6aris *BE9. i veda, a titolo di esempio, H. Juitton, J. e +. @ogdanov, 6io e la scien#a, Milano *BB9.

:. Carnap, +a costru#ione logica del mondo, Milano *BCC, p. AE. Contrariamente 6opper4 X'a /alete ad .instein, dall'atomismo antico alle speculazioni di 'escartes sulla materia, dalle speculazioni di Jilbert, 0eVton, Leibniz e @oscovic sulle forze, a $uelle di #arada< e .instein sui campi di forze, sono state le idee metafisiche a indicare la stradaY (K.:. 6opper, +ogica della scoperta scientifica, /orino *BDE, p. OO1++).
*E

:. Carnap, cit., p. >9C. L. Pittgenstein, 3icerche filosofiche, /orino *BCD, p. 9BE.

**

*9

'bidem. L'hardVare filosofico per il /est di /uring cos" avviatoW :isponde earle4 X% mio modo di vedere, un processo interno, come un senso di dolore, non ?abbisogna? di alcunch2. 6erch2 poi dovrebbe7Y (H.:. earle, +a riscoperta della mente, /orino *BBF, p. 9CD).
*>

J. :<le, +o spirito come comportamento, /orino *BII. :. :ort<, +a filosofia e lo specchio della natura, Milano *BAC, pp. 9*, >*. %.:. 'amasio, +'errore di ;artesio, Milano *BBI, p. >>D.

*F

*I

*C

i consideri la non trascurabile distorsione etica che ne consegue e il relativo dissolvimento di una certa classe di valori (i $uali sembrano ancorati maggiormente al concetto di anima spirituale che a $uello di 'io).
*D

6. .manuele, Fel meraviglioso mondo della filosofia , /orino *BBC, pp. *EB&**E. %ggiungono H.6. ChangeuS e %. Connes in 5ensiero e materia4 X0essuno dir!, salvo certi credenti, che il 1erbo esiste prima della MateriaWY (/orino *BB*, p. 9C). #orse non del tutto errato posizionare ci- a cartina di tornasole sull'immagine del mondo plasmata dalla seconda rivoluzione scientifica, innescata dalle /eorie della :elativit! e dei ,uanti.
*A

=ggi dichiararsi apertamente dualisti significa essere schiacciati e presi per folli o incompetenti dal largo fronte dei polemisti del pensiero filosofico&scientifico contemporaneo, i $uali hanno, senza eccezione alcuna, il pollice verso per gli ?spiritualisti fuori moda?. crive Jilberto Corbellini in una recente recensione del libro +a scien#a e l'anima del premio 0obel #. CricG sulla prestigiosa rivista +e cien#e4 X... il problema pi drammatico, oggi, che sempre pi persone, anche scienziati, sono credenti o dualisti e, spesso, lo sono in modo decisamente pi irrazionale del necessarioYW
*B

H.:. earle, cit., p. F9. 'vi, p. 9*.

9E

9*

XL'aspetto esplicativo manca del tutto nel lavoro di .instein.Y (6. P. @ridgman, +a logica della fisica moderna, /orino *BCI, p. *C>). #amosa la risposta di 0iels @ohr a $uanti gli esponevano nuove idee sulla risoluzione dei tanti enigmi della teoria dei $uanti4 XLa sua teoria, caro signore, folle, ma non lo abbastanza per essere veraY. . altri4 X otto $uesto profilo, il vero successo della teoria dei $uanti consiste nell'essere stata costruita fuori, anzi, per lo pi contro la ragione ordinaria. .' per $uesto che c' $ualcosa di ?folle? in tale teoria, $ualcosa che va oltre la scienza stessa.Y (Juitton&@ogdanov&@ogdanov, cit., p. AA). X+l cammino percorso finora dalla teoria $uantistica indica che la comprensione di $uei tratti ancora non chiariti della fisica atomica si pu- raggiungere solo con una rinuncia all'intuitivit!Y (P. ;eisenberg, +o sviluppo della meccanica quantistica, in . @offi Med.N "nde e particelle in armonia, Milano *BB*, p. 9EE). XLa teoria ha due argomenti molto efficaci a suo favore e solo uno, di scarso rilievo, a sfavore. +nnanzitutto, la teoria sorprendentemente esatta rispetto a tutti i risultati sperimentali fino ad oggi ottenuti. +n secondo luogo M...N si tratta di una teoria di straordinaria e profonda bellezza dal punto di vista matematico. L'unica cosa, che puessere detta contro di essa, che, presa in assoluto, non ha alcun sensoWY (6enrose, cit. da %. Leilinger, 5roblemi di interpreta#ione e ricerca di paradigmi in meccanica quantistica , in #. elleri Med.N ;he cos' la realt, Milano *BBE, p. *9>).
99

X=gni studente di fisica si sente profondamente insoddisfatto $uando gli vengono esposte $ueste idee della fisica modernaY (#. elleri, 7ondamenti della fisica moderna, Milano *BB9, p. *>). . non soltanto lo studente visto che anche fisici del calibro di H.:. 6ierce ammettono Xun senso di disagio e di confusione che molti altri al pari di me hanno avuto $uando si parlava di meccanica $uantisticaY ( 1lettronica quantica, @ologna *BCD, p. 9D).
9>

X0on un caso che tutti $uelli che guardano con simpatia al mondo magico dei fenomeni ?paranormali? accettano senza difficolt! le violazioni della diseguaglianza di @ellWY ( elleri, cit., pp. >>&>F).
9F

'vi, p. C9.

9I

'vi, pp. CC&CD. 6er non parlare che gi! Xnegli anni 1enti i fisici Perner ;eisenberg e .rVin chrbdinger scoprirono che il modo migliore di interpretare la meccanica $uantistica consiste nell'affermare che le particelle sono configurazioni in uno spazio di ;ilbert ' Minfinite dimensioniWN. 'a $uel momento i matematici e i fisici hanno costruito una elaborata teoria $uantistica in cui il mondo concepito come una configurazione in uno spazio di ;ilbert '. (no dei problemi pi seri presentati da $uesta teoria $uello di trovare un significato reale per lo spazio ' cos" introdotto. M...N Ma nessuno sembra capire bene che significato abbia veramente lo spazio di ;ilbert.Y (:. :ucGer, +a quarta dimensione. @n viaggio guidato negli universi di ordine superiore, Milano *BBI, pag. 9FC).
9C

X0ella fantascienza cosa comune ritenere che esistano infiniti universi paralleli e che ogni possibile universo esista davvero in $ualche luogo. (na variante di $uest'ultima idea stata in effetti inserita nella moderna meccanica $uantisticaY ('vi, pag. *IB).
9D

Cfr. H. Juitton e J. e +. @ogdanov, cit.

9A

L. #raioli, )uchi neri virtuali e bosoni fantasma , in ?Le cienze?, n. >9C, *BBI, p. *A3 .P. ;aVGing, +a meccanica quantistica dei buchi neri, in ?Le cienze?, n. *EI, *BDD, pp. >A&FF.
9B

i veda, a titolo di esempio, +a fisica quantistica del viaggio nel tempo , di '. 'eutsch e M. LocGVood, in ?Le cienze?, n. >EB, *BBF3 o il libro di Hohn Jribbin ;ostruire la macchina del tempo. 8iaggio attraverso i buchi neri e i cunicoli spa#io*temporali , :oma *BBI. . non sembrino tali concetti pure invenzioni senza credenza alcuna, la scienza moderna fa perno sullo stato febbrile di un istintivo bisogno dell'immaginazione umana4 X6erch2 dev'essere cos" difficile viaggiare nel tempo7 .' facile immaginare il veicolo perfetto4 una specie di automobile con alcuni tasti speciali sul cruscotto. i entra, si digita il codice numerico corrispondente al luogo e al tempo in cui si desidera trovarsi, si gira la chiave di accensione e & opl! & ecco che siamo nella 6arigi degli anni 1enti, nelle Jrandi 6ianure prima dei pionieri, sulla Luna o addirittura in un'altra galassia. .' da epoche remote che gli uomini sognano una siffatta libert! dalle pastoie dello spazio e del tempo. M...N 6otranno mai diventare realt! i viaggi nel tempo e i viaggi #/L Mfaster than lightN7

:iusciremo mai a con$uistare definitivamente il tempo e lo spazio7 M...N 0on se ne sa molto davvero, ma c' $ualche possibilit! che maneggiando sistemi dotati di enorme massa & come i buchi neri & si riesca forse a distorcere lo spazio e il tempo in modo tale da consentire $uei balzi nello spazio&tempo che sono richiesti dai viaggi nel tempo e dai viaggi #/L. (n'altra via per compiere viaggi di $uesto genere passa forse attraverso la meccanica $uantistica, secondo la $uale, al livello di realt! pi profondo, il tempo e lo spazio non esistono affatto.Y (:. :ucGer, cit., pag. 9E>).
>E

Cfr. ad esempio aranno i robot a ereditare la 2erra., in ?Le cienze?, n. >*C, *BBF, pp. BC&*E93 %acchine intelligenti, in H. @rocGman Med.N +a ter#a cultura, Milano *BBI3 +a societ della mente, Milano *BBE. X6otremmo perfino modificare il nostro '0% per facilitare l'integrazione uomo&macchinaY dichiara candidamente (in realt! il livello di fattibilit! in $uesto caso nettamente diverso dalle ipotesi di MinsG<) il creatore della realt! artificiale (M.P. Krueger, 3ealt artificiale, Milano *BB9, p. 9ID).
>*

6.P. %tGins, %olecole, @ologna *BB9, p. *EI. :. :ucGer, cit., p. *A9. /rad. in ;artesio. "pere filosofiche, vol. primo, :oma&@ari *BB*, p. *FE.

>9

>>

>F

++, 9>, in "pere filosofiche, cit., vol. terzo, p. A*. 'ue decenni pi tardi pinoza cercher! di giungere a una dimostrazione di ci- nella 5roposi#ione '' della seconda parte dei suoi 5rincipi della filosofia di ;artesio dimostrati secondo il metodo geometrico: XLa natura del corpo non viene tolta per la sottrazione delle $ualit! sensibili (per la proposi#ione +, 5arte '')3 perci- esse non costituiscono la sua essenza ( per l'assioma ++). 0on rimane dun$ue niente altro eccetto l'estensione e le sue affezioni ( per l'assioma 1++) le $uali (per l'assioma 1+) non possono essere concepite senza l'estensione. 6erci-, se l'estensione tolta, non rimarr! niente che appartenga alla natura del corpo, ma $uesta sar! interamente tolta3 dun$ue ( per l'assioma ++) la natura del corpo consiste nella sola estensione. ;.d.d.Y (:oma&@ari *BBE, p. IB).
>I

+l sostrato o ?materia prima?, $uel X$ualcosa di primitivo, che non venga pi denominato da altro come fatto di essoY (%ristotele, %etaph. +O D, *EFBa).
>C

6latone, 2imeo, O1+++, IE a&c. La ?ragnatela epistemica? che collega Cartesio con 6latone molto pi fitta di $uanto si possa immaginare in un primo momento. (n esempio, preso dal 2imeo di $uest'ultimo, puservire a dissipare ulteriori dubbi4 X. cos" da spiegare M...N la meravigliosa forza attrattiva dell'ambra e del magnete4 perch2 in nessuno di $uesti corpi esiste forza d'attrazione, ma il vuoto non c'...Y (OOO1++, DB c).
>D

X i differenziano Mgli atomiN infatti bens" per le figure, ma la loro natura , dicono, una e la medesima, come se ognuna d'esse fosse ad esempio una particella separata d'oro.Y (%ristotele, 6e ;ael., + D, 9DI b >9 & 9DC a *). X'el fatto che le sostanze rimangono in contatto tra di loro per un certo tempo, egli M'emocritoN d! la causa ai collegamenti e alle capacit! di adesione degli atomi4 alcuni di $uesti, infatti, sono irregolari, altri uncinati, altri concavi, altri convessi, altri differenti in innumerevoli altri modi3 ed egli reputa dun$ue che gli atomi si tengano attaccati gli uni agli altri e rimangano in contatto solo fino a $uando, col sopraggiungere di $ualche azione esterna, una necessit! pi forte non li scuota violentemente e li disperda in varie direzioni.Y ('iels&Kranz, CA % >D). X6er convenzione il dolce, per convenzione l'amaro, per convenzione il caldo, per convenzione il freddo, per convenzione il colore, in realt! solo atomi e il vuotoY ('iels&Kranz, CA @ B3 v. anche CA @ *9I). X%ll'inizio troviamo le sostanze&$ualit!&forze di %nassimandro e dei suoi immediati successori, cui fa seguito in enofane & passando per .mpedocle e fino ad %nassagora & la separazione del principio o dei principi agenti da $uelli materiali che mantengono fino a un certo punto il loro carattere di $ualit!, e contemporaneamente la crescente riduzione delle forze agenti a forze meccaniche. +nfine con 'emocrito la riduzione a principi materiali con $ualit! puramente spaziali e la sostituzione delle forze agenti col movimento puro, al $uale viene attribuita un'azione che consiste nella pressione e nell'urto che si verificano all'impatto tra due particelle materiali.Y (Kurt von #ritz, +e origini della scien#a in Grecia , @ologna *BAA).
>A

M. /odeschini, 5sicobiofisica, /orino *BDA, p. ***. X in da $uando ero studente delle scuole medie e specialmente durante gli studi universitari al 6olitecnico di /orino, sentivo come tutti i mie compagni, il

disagio di dover assimilare un sapere diviso in tanti scompartimenti stagni senza alcuna affinit! tra di loro, insegnatoci con astrusi concetti nozionistici da ritenere a memoria. :icordo che una notte mi era sorta spontanea la domanda4 & Come mai invece di raggiungere l'ambito traguardo dell'unificazione del sapere siamo giunti al contrario a spezzettarlo in un numero sempre crescente di scienze e specializzazioni diverse senza alcuna relazione, n2 continuit! di concetti tra di loro, n2 di cause ed effetti materiali tra i particolari fenomeni da esse contemplate7 & 6onderando su tale domanda pensai che se fosse stata vera l'ipotesi di Jalileo che le sensazioni di luce, calore, suono, odore, sapore, ecc. sono irreperibili nel mondo fisico oggettivo, ma sorgono in noi solamente $uando contro il nostro corpo vengono ad infrangersi urti di materia, solida, li$uida, gassosa, o sciolta allo stato di spazio fluido (etere), allora $uesto restava l'unica realt! del mondo fisico. +n tal caso era chiaro che la meccanica unitaria dell'(niverso era la fluidodinamica. Mi apparve allora evidente che la materia nei F stati citati, sotto forma di particelle atomiche, oppure di onde di etere, colpendo i nostri organi di senso, poteva far oscillare i loro atomi costituenti e farne espellere gli elettroni periferici, i $uali andando a colpire gli atomi successivi, avrebbero fatto a loro volta espellere l'elettrone periferico, e cos" via, propagando in tal modo, lungo il nervo che collega l'organo di senso periferico all'organo cerebrale, sede della psiche, una successione pi o meno rapida di urti corpuscolari, che il nostro spirito trasforma in una delle sensazioni sopra citate, a secondo della fre$uenza e dell'intensit! degli urti corpuscolari trasmessigli. Mi balen- allora nella mente $uanto fosse stata significativa la frase di Leonardo da 1inci, che4 XLi nervi sono li cavallari dell'animaY, e come fosse andato vicino al vero il grande Cartesio nel ritenere che essi subiscono sollecitazioni meccaniche per risvegliare nell'anima le sensazioni. coprii allora che abbiamo ideate tante scienze differenti $uanti sono i nostri organi di senso. Cos" sorta l'acustica, perch2 abbiamo l'udito, con la membrana del timpano che vibra allorch2 su di essa vengono ad infrangersi onde atmosferiche silenti, a bassa fre$uenza, M...N. .' sorta l'ottica perch2 abbiamo l'organo della vista M...N. .' sorta la termodinamica, perch2 abbiamo dei corpuscoli di Krauser M...N. .' sorta l'elettrotecnica, perch2 abbiamo i corpuscoli di 'ogiel nell'epidermide, M...N. .' sorta la dinamica, perch2 abbiamo organi di tatto (corpuscoli di 6acini) M...N. +l non aver tenuto conto nella fisica teoretica che le sensazioni sono irreperibili nel mondo oggettivo, ha smembrato $uindi la scienza in tante branche diverse $uante sono i nostri organi di senso...Y ('vi, pp. >EC&>EB).
>B

XCos" come la li$uidit! dell'ac$ua causata dal comportamento di elementi al microlivello, ed tuttavia allo stesso tempo una caratteristica realizzata nel sistema dei microelementi, allo stesso modo, esattamente nello stesso senso di causato da e reali##ato in, i fenomeni mentali sono causati da processi che hanno corso nel cervello al livello neuronale o modulare, e allo stesso tempo sono realizzati proprio nel sistema costituito dai neuroni. M...N 0on mi sarebbe possibile, per esempio, entrare in $uesto bicchiere d'ac$ua, estrarne una molecola e dire4 ?,uesta li$uida?.Y (H.:. earle, %ente ;ervello 'ntelligen#a, Milano *BAA, p. *I).
FE

6ossiamo immaginare la dinamica di ?cattura? dello stimolo raffigurandoci la medesima delle radio&onde da parte di un circuito accordato4 esistono innumerevoli tipi di onde che ?incontrano? l'antenna di un ricevitore, ma soltanto $uelle la cui fre$uenza compatibile col circuito vengono ?captate? (l'esempio diventa ancora pi calzante se associamo il recettore ad un circuito 6LL M6hase LocGed LoopN. +n $uesto caso l'?aggancio? avverrebbe solo se il ?segnaleUstimolo? non al di fuori del campo di cattura dell'?anelloUrecettore?). iamo vicini, anche se soltanto in parte, all'approccio enattivo di 1arela per $uello che riguarda l'interattivit! del percipiente4 X0ell'approccio enattivo la realt! non un dato4 essa dipende dal percipiente, non perch2 si costruisce per capriccio, ma perch2 ci- che conta come un mondo rilevante inseparabile da ci- che la struttura del percipiente.Y (#.H. 1arela, @n knoY*hoY per l'etica, :oma&@ari *BB9, p. *C).
F*

i rischia diversamente di vanificare tutto il cammino della scienza ritornando alle qualitas peripatetiche4 X% $uesto proposito egli M@o<leN si scaglia contro un certo tipo di spiegazioni (derivate non tanto da %ristotele $uanto dall'aver ripreso in maniera superficiale e $uasi sempre del tutto erronea alcune tesi aristoteliche e altre teorie della medicina tardoantica) nelle $uali si tentava di motivare gli effetti delle sostanze semplicemente in base alla loro $ualit! ( qualitas) o facolt! (facultas) di produrre $uesti stessi effetti. 6er contro, @o<le sottoline- a ragione che cos" facendo non si chiariva nulla e che gli effetti specifici delle sostanze dovevano dedursi da caratteristiche pi generali se si voleva davvero spiegare $ualcosa. .gli addusse come esempio che perfino l'effetto dannoso delle schegge di vetro sull'intestino umano era stato spiegato con una particolare facultas deleteria anzich2 ammettere che le schegge feriscono l'intestino in modo puramente meccanicoY (Kurt von #ritz, cit., p. *EC).

F9

Hames P. Mc%llister, )elle##a e rivolu#ione nella scien#a, Milano *BBA, 6ag. *BI.

F>

XLa parola ?caos? diventata un'espressione concisa per designare un movimento in rapida crescita che sta plasmando eS novo il tessuto dell'ortodossia scientifica. =ggi congressi e riviste sul caos si moltiplicano. M...N La nuova scienza ha generato un proprio vocabolario, un elegante linguaggio tecnico di frattali e biforca#ioni, intermitten#e e periodicit, attrattori strani e diffeomorfismi piegati. ,uesti sono i nuovi elementi del moto, esattamente come, nella fisica tradizionale, $uarG e gluoni sono i nuovi elementi della materia. 6er alcuni fisici il caos una scienza di processo anzich2 di stato, di divenire anzich2 di essere. M...N +l caos valica le linee di demarcazione fra le varie discipline scientifiche.Y (H. JleicG, ;aos. +a nascita di una nuova scien#a, Milano *BBC, pp. *E&**).
FF

X+ fautori pi appassionati della nuova scienza si spingono addirittura ad affermare che la scienza del OO secolo sar! ricordata per tre sole cose4 la relativit!, la meccanica $uantistica e il caos. +l caos, essi sostengono, diventato la terza grande rivoluzione di $uesto secolo nelle scienze fisiche. Come le prime due rivoluzioni, il caos abolisce i dogmi della fisica neVtoniana. Come si espresse un fisico4 ?La relativit! elimin- l'illusione neVtoniana dello spazio e tempo assoluti3 la teoria $uantistica elimin- il sogno neVtoniano di un processo di misurazione controllabile e il caos elimina la fantasia laplaciana della prevedibilit! deterministica?.Y ('vi, p. *9).
FI

+ $uali, secondo Hames JleicG, Xavevano un debole per la casualit! e per la complessit!, per margini frastagliati e per salti bruschi.Y ('vi, p. **).
FC

(no dei ette apienti che 6latone ricorda insieme a /alete oltre due millenni e mezzo fa.

FD

XMalgrado tali profonde difficolt! di realizzare una predizione deterministica, tutti i normali sistemi, a cui ci si riferisce come ?caotici?, devono essere inclusi tra $uelli che io chiamo ?computazionali?. M...N 'eve essere chiaro che i sistemi caotici sono inclusi in $uello che io intendo come ?computazionale? o ?algoritmico?. La $uestione, se $ualcosa possa essere simulata in pratica oppure no, distinta dai problemi di principioY (:. 6enrose, "mbre della mente, Milano *BBC, pp. F9&F>). .d ecco altri ?misoniani? della stessa opinione (su che cos' il caos)4 X;. @ruce teVart, specialista di matematica applicata al @rooGhaven 0ational Laborator< di Long +sland4 @n comportamento ricorrente apparentemente casuale in un sistema deterministico $meccanicistico! semplice. M...N Hames Crutchfield M...N4 6inamica con entropia metrica positiva ma finita. +a tradu#ione dal matematichese : un comportamento che produce informa#ione $amplifica piccole indetermina#ioni!, ma non del tutto impredicibile. M...N Hohn ;ubbard M...N, per lui il messaggio fondamentale era che i processi semplici in natura potevano produrre splendidi edifici di complessit! senza casualit!.Y (H. JleicG, cit., pp. 9BD&9BA).
FA

Jiustificazione creata in particolare per la meccanica $uantistica a mo' di cintura protettiva contro gli attacchi dei neorealisti4 XLa $uestione fondamentale della fisica moderna riguarda la possibilit! di dare una descrizione razionale della realt!, dove ?razionale? significa4 basata sulle idee di causalit!, di spazio tridimensionale e di tempo. (na descrizione che tanti grandi scienziati, da Jalilei, #arada< e MaSVell, fino a Lorenz, @olzmann e .instein, considerarono come la vera essenza della fisica. 'urante il 0ovecento invece stato di moda adottare un atteggiamento negativo circa la comprensibilit! della realt! oggettiva, seguendo un modo di pensare sviluppato nella seconda met! degli anni venti da @ohr, ;eisenberg e altri. =stacoli formidabili furono eretti contro il desiderio di alcuni di riallacciare la fisica alla descrizione causale nello spazio e nel tempo, le cosiddette ?dimostrazioni di impossibilit!?, cio il teorema di von 0eumann, il principio di complementarit! di @ohr e l'interpretazione di ;eisenberg delle sue diseguaglianze come ?relazioni di indeterminazione?. i pretendeva nientemeno che fosse logicamente impossibile cercare di riformulare la teoria dei $uanti in modo causale. La nuova situazione, pienamente emersa solo di recente, che tutti $uesti ostacoli sono stati superati, in linea di principio. Lo si fatto dimostrando la mancanza di generalit!, e dun$ue l'infondatezza, delle ipotesi che stavano alla base delle dimostrazioni di impossibilit!.Y (#ranco elleri, in 6. 0utricati "ltre i paradossi della fisica moderna, @ari *BAA, p. D).
FB

?(? sta naturalmente per ?unifenomenica? (ma anche per ?unitaria?, ?universale?, ?unificata?, ecc.).

IE

6er ?totalmente indipendenti? indichiamo $uelle propriet! della materia, come le interazioni, dalla cui combinazione non ne scaturiscano altre se non (come nel caso dell'interazione elettromagnetica) sullo stesso piano semantico di $uelle di partenza.
I*

L'% CC, funzionante a rel.

I9

.' prudente non fissare... +nfatti l'evoluzione di $uesto settore ha una curva esponenziale strabiliante4 considerato difatti il settore applicativo umano con la crescita evolutiva pi rapida in assoluto.
I>

6er esempio, il G:DDD della Motorola ne conteneva appunto CAEEE (da $ui il suo nome, come un vanto). ono gi! state realizzate delle prime unit! di elaborazione digitale fotonica a partire dall'inizio del *BBE. :. Luccio, in 6.M. Churchland +a natura della mente e la struttura della scien#a, @ologna *BB9, p. 9F.

IF

II

IC

%nche se meno spettacolare, da evidenziare un notevole progresso nel campo della programmazione di $ueste macchine.
ID

.delman propone una teoria della selezione dei gruppi neuronali, del darVinismo neurale e dei cosiddetti ?anelli rientranti? (cfr. J.M. .delman, 'l presente ricordato. @na teoria biologica della coscien#a , Milano *BAB), CricG (scopritore, insieme a Patson, della struttura del '0%), per spiegare la coscienza, punta sull'accensione sincronizzata di particolari neuroni che assumerebbe la forma di oscillazioni semisincrone entro uno spettro di FE&DE hertz (oscillazioni gamma, cfr. #.;.C. CricG, +a scien#a e l'anima, Milano *BBF).
IA

:./. Morrison & :.0. @o<d, ;himica organica, Milano *BDC, p. *. 1. 6ratt, %acchine pensanti. +'evolu#ione dell'intelligen#a artificiale , @ologna *BBE, p. B. C. .mmeche, 'l giardino nella macchina. +a nuova scien#a della vita artificiale , /orino *BBC, p. *E.

IB

CE

C*

X0on vi soltanto la possibilit! di costruire modelli matematici dei sistemi biologici4 oggi esiste una corrente di pensiero, che affonda le proprie radici nella biologia, nella fisica, nella scienza dei calcolatori e nella matematica, che ha aggregato molti ricercatori nel tentativo comune di arrivare alla sintesi della vita, realizzando la creazione dei processi vitali grazie al calcolatore. 0ella concezione di $uesto movimento, la vita non $uestione dei diversi materiali dei $uali siamo composti M...N. Jli specifici elementi materiali si potrebbero sostituire con altri, che potrebbero essere, per esempio, i piccoli chip di silicio dei calcolatori ( in silico). M...N e la vita una macchina, la stessa macchina pu- diventare viva.Y ('bidem).
C9

'vi, p. *C. :. :ucGer, +a mente e l'infinito, 6adova *BB*, p. 9*A. 'bidem. Cfr. 1arela, 'l , emergente, in H. @rocGman +a ter#a cultura, Milano *BBI. :. :ucGer, cit.

C>

CF

CI

CC

CD

6enrose sviluppa una linea argomentativa in $ualche modo simile alla nostra4 se il tipo di fisica utilizzata ?computazionabile? (noi diremmo di tipo ?(?) allora non esaustiva gi! in linea di principio a dare spiegazioni delle facolt! mentali (cfr. :. 6enrose, "mbre della mente, cit.). e esistono facolt! mentali necessariamente non computazionali allora un tipo di fisica come $uello appena accennato non riesce a spiegarle4 X+o uso l'argomento di Jbdel per dimostrare che la comprensione umana non pu- essere una attivit! algoritmica3 e, se possiamo dimostrare $uesta cosa in qualche contesto specifico, ci- sar! sufficiente.Y ('vi, p. DC). i veda pure, dello stesso autore, +a %ente Fuova dell''mperatore, Milano *BBA.

CA

X i potrebbe pensare che, dopo oltre duemila anni di preoccupazioni al suo proposito, il problema della libert! del volere dovrebbe ormai essere stato finalmente risolto. @e', in realt! la maggior parte dei filosofi pensa che sia stato risolto. .ssi pensano che sia stato risolto da /homas ;obbes e 'avid ;ume e da vari altri filosofi empiristi, le cui soluzioni sono state ripetute e migliorate fino al OO secolo. +o penso che non sia stato risolto.Y (H.:. earle, %ente ;ervello 'ntelligen#a, cit., p. DI).
CB

+n particolare, $uelle passive (come i qualia) sono rese chimeriche dal ?carattere (? di $uesto tipo di fisica, mentre $uelle attive (come volont! e libero arbitrio) vengono dimostrate assurde tramite il ?carattere '?.
DE

X econdo $uesto punto di vista M$uello cio del funzionalismoN, $ualsiasi sistema fisico in possesso del giusto programma con i giusti input e i giusti output avrebbe una mente esattamente nello stesso senso in cui voi e io abbiamo una mente. upponiamo per esempio di costruire un calcolatore con lattine di birra usate e mosso da mulini a vento4 se $uesto calcolatore avesse il programma giusto, allora dovrebbe avere una mente. . ci- che conta non che per $uello che ne sappiamo esso potrebbe avere pensieri e sensazioni, ma piuttosto che esso deve avere pensieri e sensazioni, perch2 tutto il necessario per avere pensieri e sensazioni $uesto4 implementare il programma giusto.Y M'vi, pp. 9*&99N. i noti che la linea argomentativa searleana, cos" come $uella penroseana, ?b<passa? $ualun$ue statoUstadio di complessit! o specificit! circuitale (come i computer paralleli). L'argomentazione di pensatori come 6aul M. Churchland, gi! affetta da troppe assunzioni gratuite, si scioglie come neve al sole dinanzi a tale ?generalit!&universalit!?4 X%ssumiamo che l'intelligenza cosciente che gli esseri umani esibiscono risulti dal contesto di $uelle reti di codificazione e di calcolo vettoriale che abbiamo esplorato nei precedenti capitoli. +l che comprende le reti ricorrenti e i sistemi formati da tali reti. i assuma anche che le nostre diverse forme di competenza cognitiva vengano ac$uisite tramite un processo di aggiustamento dei pesi sinaptici che suddivide i nostri spazi di attivazione neuronale in categorie e successioni prototipiche3 vale a dire in un $uadro concettuale che risponde agli input percettivi, permette esplorazioni deliberate, e dirige la produzione di un output comportamentale. e $uesto il modo in cui gli umani ottengono la loro intelligenza, possibile per una macchina elettronica fare altrettanto7 % giudicare dalle apparenze, la risposta s", almeno in linea di principio.Y (6.M. Churchland, 'l motore della ragione. +a sede dell'anima, Milano *BBA, p. 9IF). .' veramente strano e nello stesso tempo interessante come cervelli di $uesto calibro possano perdersi in un bicchiere d'ac$ua4 X+l suo argomento fondamentale M$uello di earleN contro la presenza di un significato intrinseco nei computer diretto contro le macchine classiche, programmabili. ,uesto argomento non ha alcuna presa sulla posizione che sto difendendo io, perch2 dei computer paralleli che stiamo discutendo.Y ('vi, p. 9C>).
D*

.' sufficiente usare il ?carattere ' debole? definito precedentemente. La conservazione della $uantit! di moto (per la fisica cartesiano&todeschiniana) o $uella dell'energia (per $uella ?( debole? e ?( ultra&debole?) sarebbero pi che sufficienti per manifestare il ?carattere '? (?pre&$uantisticamente?... . forse un giorno anche ?$uantisticamente? se saranno risolti gli enigmatici ?L&misteri?, per usare un neologismo di 6enrose4 X'opo una vita spesa a sviluppare l'approccio di Copenaghen, 'irac giunse a $uesta sorprendente conclusione4 ?1i sono grandi difficolt! M...N in connessione con l'esistente meccanica $uantistica. Ma non si deve supporre che sopravviver! indefinitamente nel futuro. %nzi, io credo molto probabile che in $ualche tempo futuro avremo una meccanica $uantistica migliorata in cui vi sar! un ritorno al determinismo e che, pertanto, giustificher! il punto di vista di .instein.?Y M elleri, in 0utricati, cit., p. *DN).
D9

6er $uanto complesso si possa immaginare ?l'universo? da cui formata.

D>

%vrebbe infatti cercato di difenderne la coerenza. Cfr. 6.K. #e<erabend, %aterialism and the mind]bodproblem, ?:evieV of Metaph<sics?, *D, *BC>, pp. FB&CC.

)iordano 5runo e il mistero dell'ambasciata


6ilosofi e spie, eretici e principi, intrighi e congiure nella Londra di /lisabetta " (Hohn @oss<) (Jarzanti, *BB9)

?La difficolt! $uella, ch' ordinata a far star a dietro gli poltroni. Le cose ordinarie e facili son per il volgo ed ordinaria gente3 gli uomini rari, eroichi e divini passano per $uesto camino de la difficolt!, a fine che sii costretta la necessit! a concedergli la palma de la immortalit!. Jiungesi a $uesto che, $uantun$ue non sia possibile arrivar al termine di guadagnar il palio, correte pure e fate il vostro sforzo in una cosa de s" fatta importanza, e resistete sin a l'ultimo spirto. 0on sol chi vence vien lodato, ma anco chi non muore da codardo e poltrone4 $uesto rigetta la colpa de la sua perdita e morte in dosso de la sorte, e mostra al mondo che non per suo difetto, ma per torto di fortuna gionto a termine tale. 0on solo degno d'onore $uell'uno c'ha meritato il palio, ma ancor $uello e $uell'altro c'ha s" ben corso, ch' giudicato anco degno e sufficiente de l'aver meritato, bench2 non l'abbia vinto. . son vituperosi $uelli, ch'al mezzo de la carriera, desperati si fermano, e non vanno, ancor che ultimi, a toccar il termine con $uella lena e vigor che gli possibile. 1enca dun$ue la perseveranza, perch2, se la fatica tanta, il premio non sar! mediocre. /utte le cose preziose son poste nel difficile. tretta e spinosa la via de la beatitudine? (Jiordano @runo, +a cena delle ceneri, 'ialogo ++).
oltanto un anno fa ricorreva il +1 centenario del rogo di Jiordano @runo a Campo dei #iori, e nell'occasione fiumi di inchiostro sono stati versati sulla figura del 0olano, per lo pi * trasfigurata in $uella di eroe e martire della ?modernit!? e del ?progresso?, il cui avvento fu fino all'ultimo momento combattuto dalle forze della superstizione e dell'ignoranza. Conformemente a una diffusa versione ingenua dell'accaduto, @runo sarebbe stato processato e condannato per aver appunto sostenuto, del tutto ?innocentemente?, talune opinioni banalmente vere, che sono oggi proprie di ogni bambino delle elementari4 il fatto che la /erra gira intorno al ole, l'infinit! dell'universo, la molteplicit! dei ? soli? e dei mondi, etc.. (n buon cattolico, o meglio un ?buon cristiano?, insomma & @runo fu anche sacerdote & che ebbe l'unico torto di voler anticipare il riconoscimento di $ualche ?verit!? inconfutabile secondo il metro della ?ragione?, diventando cos", come pi tardi Jalileo, un eretico per l'ottusa ortodossia del momento, la $uale reag" con la consueta inesorabile ferocia. #edele al suo assunto costante di presentare ai lettori informazioni controcorrente, ma attendibili, capaci $uindi di innescare un processo di revisione dell'opinione comune, 1pisteme propone adesso un'altra opera singolare, che mette in una luce completamente diversa la personalit!, e le intenzioni, del celebre domenicano (palesemente ?apostata?), dando senso, e coerenza, all'opposizione della Chiesa nei suoi confronti, e al fatale esito che ne fu conseguenza. L'autore del libro in oggetto, prezioso in ogni caso per chi voglia avere una concezione realistica dei tempi, e dei conflitti ideologico&politici che li travagliarono, non per- stavolta uno di $uei ricercatori indipendenti, non integrati, ai $uali siamo tanto affezionati. @oss< (*B>>) ha studiato a Cambridge e a @elfast, stato professore di storia all'(niversit! di QorG, uno specialista dell'et! della Controriforma. Che cos'ha da dirci di originale, $uesto accademico, sulla vicenda terrena di Jiordano @runo7

+ntroduciamo $ualche ?punto fisso? come riferimento. /utto comincia $uando gli +nglesi si liberano dalla ?tutela? della Chiesa di :oma con l'(tto di uprema#ia (*I>F), prendendo a pretesto9 la famosa $uestione del divorzio di .nrico 1+++ dalla spagnola Caterina d'%ragona in favore di %nna @olena. oltanto pochi anni prima (*I*D), il monaco agostiniano Martin Lutero aveva affisso le sue famose AI 2esi al portale della chiesa di Pittemberg. La Chiesa di :oma si trova a dover fronteggiare la pi violenta crisi, teologica e politica insieme, contro la sua supremazia da Costantino in poi. .' in $uesto clima che nasce a 0ola (*IFA), nei pressi di 0apoli, #ilippo @runo, che giovanissimo (*ICI) veste nella citt! partenopea il saio domenicano assumendo il nome di fra' Jiordano. La smania di emancipazione dai successori di 6ietro dilaga per l'intera .uropa, e 6aolo +++ cerca di arginare l'emergenza aprendo i lavori del Concilio di /rento (*IFI, lo stesso anno della morte di Lutero). +ntanto in +nghilterra la situazione precipita4 nel *IIA sale al trono .lisabetta +, figlia di .nrico 1+++ e di %nna @olena, la $uale emana immediatamente (*IIB) l' (tto di @niformit, con cui si proibisce ogni forma di culto che non sia $uello anglicano >. Comincia un grave periodo di tensione tra cattolici perseguitati (?papisti?) e potere centrale (l'articolo di tevan 'edi\er pubblicato sul secondo numero di 1pisteme & ?/he :ainboV cheme & @ritish ecret ervice and 6aS @ritannica? & ne offre una vivace drammatica descrizione). 6io +1 scomunica .lisabetta + (*IDE), definita ?eretica e nemica della Chiesa di 'io?, ma gli atti di violenza, da una parte e dall'altra, non accennano a cessare. i susseguono le congiure per assassinare la regina, e le terribili conseguenti

repressioni. ullo sfondo, l'aspra lotta per il trono (.lisabetta + fa decapitare Maria tuart, *IAD), e l'inizio della sfida militare tra l'+nghilterra protestante e la pagna cattolica (gli inglesi appoggiano l'insurrezione antispagnola nei 6aesi @assi capeggiata da Juglielmo d'=range&0assau F3 il *IAA vede la distruzione della cosiddetta 'nvincibile (rmata ad opera delle forze navali britanniche). #ra tutto $uesto clamore di guerre, $uali eventi segnano invece la modesta vita del nostro povero ma turbolento monaco campanoI7 0el *ID9 prende gli ordini sacerdotali, per- manifesto che i suoi talenti sono piuttosto $uelli dell'intelletto, e della polemica. 0el *IDI si laurea in teologia, e subito, accusato d'eresia, costretto a fuggire (*IDC). /rova riparo a :oma, ma anche nella citt eterna continua ad essere in mezzo ai guai4 viene infatti implicato nell'omicidio di un religioso, e deve scappare ancora una volta, dopo aver abbandonato l'abito talare. oggiorna a Jenova, 1enezia, 6adova, @ergamo, dove torna a indossare la veste, salvo dismetterla di nuovo $uando si reca a Jinevra e si accosta al calvinismo (*IDA). 0el *IDB a /olosa, nel ruolo di pubblico lettore di filosofia, e nel *IA* a 6arigi. 'alla capitale francese si sposter! in +nghilterra, al seguito dell'ambasciatore di #rancia Michel de Castelnau, ed proprio in $uesto momento che l'attenzione di Hohn @oss< si porta su di lui. iamo in pieno conflitto tra i ?papisti? e i seguaci della regina, paranoicamente ossessionati dal sospetto (peraltro fondato) che si cercasse in tutti i modi di ucciderla. Le contromisure sono estese e spietate, e non meno atroci del rogo usato dai ?romani? a scopo di purificazione. i veda per esempio, nel citato articolo di 'edi\er, la sentenza con la $uale furono mandati a morte (*IA>), dopo essere stati torturati, .dmund Campion e altri gesuiti suoi compagni. 'allo stesso articolo (nella sezione4 ?.ngland's 3agione di tato versus 1atican's 3agione di ;hiesa?) citiamo4 ? %ccording to the 1nc-clopedia ;attolica of *BI>, ?b< *CEE over *EEE <oung .nglish priests Vere trained and sent to .ngland? b< %llen and 6ersons to support the Catholic, and hence the panish cause against .lisabeth and her government. /he .nglish government saV to it that the .nglish colleges in :ome, :heims, and 'ouai Vere as @acon Vould sa< ?full of spies and false brethren.? +n .ngland itself, Vith the support of a considerable section of the population, these priests and their ?recusant? Catholic supporters Vere tracGed, hunted, imprisoned b< government ?searchers? in the ports, professional informers, agents and officials. %ccording to the 1nc-clopedia ?'uring her M.lisabeth'sN reign the number of Catholics Vho suffered MdeathN Vas *AB, of Vhom *9A Vere priests, IA la<men, > Vomen.? /he brutalit< and severit< Vith Vhich .lisabeth's government dealt Vith these priests Vas eStreme?. @runo appare sulla scena di simili gesta tra il *IA> e il *IAI, ed esattamente in $uegli anni che il servizio di sicurezza di sua maest!, diretto da #rancis Palsingham, trova un valido occulto collaboratore in un certo ;enr< #agot, nom de plume di una persona che denuncia attraverso sue relazioni scritteC i ?congiurati? cattolici, e consente alle guardie governative di arrestarli e metterli fuori gioco. L'azione di tale misterioso agente segreto, emulo della migliore tradizioneD dei britannici EED, cessa improvvisamente proprio $uando @runo lascia l'+nghilterra per rientrare a 6arigiA, non senza aver prima permesso agli inglesi di sgominare un'altra cospirazione & $uella capeggiata da Pilliam 6arr< (morto sul patibolo nel marzo *IAI).
aranno certamente bastate $ueste poche righe per far comprendere a chi ci ha seguito fin $ui il proposito del bel libro di cui stiamo parlando, alla ricerca della vera identit! del fantomatico #agot, e delle sue motivazioni, che appaiono pi ideali che non materiali. (n lavoro che si legge d'un fiato, alla stregua di un giallo, tutto teso com' alla risoluzione di un reale enigma storico, che sarebbe forse rimasto per sempre avvolto nelle nebbie dell'oblio, se non fosse stato per l'intelligente indagine postuma dello storico di QorG, che conduce alla sorprendente conclusione della $uale l'autore si dice infine totalmente persuaso, e con lui sicuramente molti dei suoi lettori4 6ebbraio del 1+11, Fagot al rogo. icuro, si tratta di una ricostruzione indi#iaria & n2 pu- essere altrimenti & ovvero di una ?congettura?, che @oss< descrive con le seguenti ammirevoli parole4 ?#ino a $uesto momento abbiamo ripercorso i destini di due uomini, sia a Londra che a 6arigi, per circa tre anni. + due avevano molto in comune. .ntrambi erano italiani, ed entrambi erano sacerdoti cattolici. .ntrambi vennero ad abitare da

Castelnau a Londra verso l'aprile *IA>, e in seguito prestarono servizio nella casa. .ntrambi erano molto ostili al papato, alla pagna e alle congiure cattoliche in +nghilterra. .ntrambi incontrarono personalmente la regina .lisabetta ed entrambi scrissero di lei, dichiarandole, in termini esagerati, la loro devozione B. .ntrambi lasciarono l'+nghilterra per 6arigi insieme a Castelnau nel settembre del *IAI, ed entrambi smisero di stare al suo servizio poco dopo essere arrivati a 6arigi. 0el *IAC uno dei due part" da 6arigi per l'ultima volta, e l'altro scomparve. embrano possibili due spiegazioni di $ueste vite parallele. = si trattava di due uomini molto vicini l'uno all'altro per origini, sentimenti, esperienze e movimenti, i $uali vissero nella stessa casa per due anni e mezzo3 e in $uesto caso dovevano diventare molto amici o darsi reciprocamente sui nervi. =ppure i due uomini erano in realt lo stesso uomo? (H@, p. BD & enfasi del recensore). Chi vorr! potr! sempre naturalmente dichiararsi non convinto della verit! di $uesta tesi, e richiedere prove maggiormente circostanziate, ma la messe di dati che @oss< mette a disposizione degli studiosi disposti a recepirli davvero ingente, in un lavoro che scrupoloso, appassionato, e corredato di tutta la documentazione opportuna (comprese numerose riproduzioni fotografiche). 0on diciamo di pi per non togliere il piacere di ammirare la rigorosa catena di deduzioni a chi decider! di scorrere un saggio storico che al tempo stesso un roman#o, ma vogliamo concludere offrendo $ualche ampia citazione dal testo sui possibili moventi concettuali del @runo, allo scopo di far comprendere meglio, su ?dati di fatto?, $uanto forte fosse l'avversione che egli nutriva nei confronti dell'intero cristianesimo (ed errata $uindi l'interpretazione che lo rappresenta & al pari di Jalileo, ma si tratta di un'altra faccenda, di cui si d! un cenno altrove in $uesto medesimo numero di 1pisteme & come la solita ?brava persona? assolutamente ignara di intrighi, colpevole solamente di aver creduto e divulgato delle banali verit naturali), e sulla sua multiforme e decisa personalit!, anche spietata nella misura che era forse necessaria per sopravvivere in tempi altrettanto spietati. ?L'unico movente di tutte le iniziative nelle $uali abbiamo trovato coinvolto @runo, era la distruzione del papato e di tutte le sue opere. .' il filo conduttore di tutte le lettere e di tutte le informazioni di #agot M...N +l papato il nemico universale, tiranno che opprime gli uomini, le coscienze e i beni, mandante di assassini e di traditori, sedicente ?signore del mondo?. + papisti e i ?romani? sono i nemici, i libri filopapali sono propaganda nemica, ?l'2glise papalle? $ualcosa di abominevole. %lla luce della sua spietata ossessione, possiamo sospettare che $uei contemporanei che pensavano che il papa fosse la ?bestia trionfante? di cui veniva profetizzata la rovina nello paccio della bestia trionfante, fossero pi vicini alla verit! degli studiosi moderni che hanno pensato che il simbolo della bestia indicasse $ualcosa di diverso. @runo scriveva nella sua ultima lettera a tafford che il loro compito era ?di arrecare danni al nemico e di fiaccarlo con ogni mezzo possibile?, e che, a suo avviso, $ualsiasi mezzo era giustificato? (H@, p. *DD). ?Castelnau non fu l'unica persona che @runo trad". +l 0olano trad" tutti $uelli ai danni dei $uali trasmise informazioni3 in $ualit! di prete, trad" almeno una persona, che gli si present-3 o trad", o si offr" di tradire, almeno un altro sacerdote e il suo ospite, che, se trovati colpevoli, sarebbero stati condannati entrambi per tradimento. ,ueste delazioni erano le conseguenze del suo tradimento di Castelnau4 una cosa portava all'altra. +l suo tradimento di .nrico +++ non fu disonorevole $uanto $uello di Castelnau, perch2 non aveva vissuto sotto lo stesso tetto con il re per due anni e mezzo e pi. Ma, salvo che non facciamo l'ipotesi, che sembra del tutto ingiustificata, che .nrico +++ lo avesse mandato a Londra a fare proprio $uello che fece, si tratt- effettivamente di tradimento. 0on si tratt- neanche di un semplice tradimento in ambito pubblico, perch2 il re, come Castelnau, era suo amico ed era molto gentile con lui. Mi soffermer- tra poco sui loro rapporti4 furono onorevoli per .nrico +++ e disonorevoli per @runo. @runo non era un bugiardo nato, come potrebbero supporre i lettori del suo processo4 disse a Palsingham e a tafford la verit!, come aveva promesso loro di fare, sebbene $ualche volta dicesse un po' pi della verit!. appiamo che mentiva sotto interrogatorio, e ora possiamo aggiungere una grossa bugia nel suo interrogatorio pi importante ($uella del suo esercizio delle mansioni di sacerdote e dei sacramenti), e un interrogatorio minore ($uello di Chateauneuf), nel $uale ment" sistematicamente. ,uesto non disonorevole per lui3 pu-, tuttavia, rendere le cose pi difficili per gli storici. 6enso che mentisse abbastanza spesso e con una certa naturalezza M...N 0ei casi nei $uali ci siamo imbattuti, mentiva con uno scopo, e non ci possono essere dubbi su $uale fosse $uesto scopo? (H@, p. *DC). ? e vogliamo tentare di scoprire che concezione @runo avesse della sua condizione di sacerdote, ci troviamo ad affrontare un grosso problema, che non avevamo prima. % 1enezia egli disse ai suoi compagni di prigionia di essere un nemico della messa e di considerare ridicola la transustanziazione e bestiali e blasfemi i riti cattolici. 6aragonava l'elevazione dell'ostia all'impiccagione di un uomo, o forse alla pratica di sollevarlo con un forcone. 'isse a $ualcuno che aveva sognato di andare a messa che $uesto era un pessimo auspicio3 rappresent- una farsa di una messa usando l'(rs (mandi di =vidio come messale. i prese gioco di preti affamati che uscivano dalla messa per andare a consumare una lauta colazione. 'isse tutto il male possibile della messa intesa come sacrificio, e afferm- che %bele, il modello del prete che sacrifica, era un macellaio criminale che venne giustamente ucciso dal vegetariano Caino. (na frase, che usaltrove, apparentemente sulla passione di Cristo e non esattamente sulla messa, sembra ugualmente esprimere con una certa precisione il suo giudizio sul rito4 lo defin" ?non so che tragedia caballistica?. 'isse anche che il breviario era

pieno di spazzatura, di favole e di pornografia, e che nessun uomo dignitoso poteva recitarne le preghiere4 chi le aveva scelte, chiun$ue fosse, era un ?becco fottuto?, e @runo certamente non le avrebbe recitate. 0ell'insieme, le caratteristiche della condizione sacerdotale cattolica sembrano bestiali e perverse, non diversamente da come ce le si pu- aspettare da un clero governato dal papa. =ra, per-, noi sappiamo che @runo trascorse diciotto mesi della sua maturit!, e per essere precisi i momenti in cui stava componendo le sue opere pi famose, esercitando professionalmente $uesto ministero farsesco e disonesto a Londra. appiamo che diceva messa per Castelnau, per i suoi domestici, e per chiun$ue altro si presentava, ascoltava le loro confessioni e somministrava loro la comunione pas$uale3 presumibilmente fu proprio lui a sfregare le ceneri sulle loro fronti il mercoled" delle Ceneri e a battezzare la figlia di Castelnau M...N #aceva visita alle prigioni e & suppongo & distribuiva l'elemosina di Castelnau ai cattolici indigenti. embrava che leggesse il breviario, per lo meno prima di addormentarsi. ,uando affermava di non avere nessun compito a alisbur< Court, salvo fare da ?gentiluomo? di Castelnau, non diceva la verit!3 o piuttosto faceva sua la formula che Castelnau aveva inventato per presentarlo sistematicamente in pubblico M...N i possono fare ipotesi su come @runo pu- aver vissuto la sua condizione4 che la ritenesse una routine nauseante, o uno scherzo, o un eccellente antaggio per esercitare la sua professione di spia? (H@, p. 9EC&9ED & enfasi del recensore). ?,uello che @runo aveva $uasi sempre detto era che agli uomini si deve far subire $uello che loro stessi hanno fatto agli altri3 e lo credeva. ,uesta sua convinzione rende conto della sua avversione alla dottrina della remissione dei peccati per fede e della sua ossessione per $uella della trasmigrazione delle anime M...N @runo riscrisse il discorso sulla montagna per poter affermare che se $ualcuno ti ha dato uno schiaffo su una guancia, tu glielo devi restituire. 0on poteva percredere che la regola dovesse essere applicata a lui stesso M...N Ma la regola si vendicata di lui3 possiamo dun$ue affermare, dopo aver ribadito tutta la nostra comprensione, che ben gli 7 stata la sua sorte ? (H@, pp. 9*A&9*B & enfasi del recensore).

* & % parte $uelle provenienti dalle associazioni laiche, ispirate al ?libero pensiero?, etc., non sono mancate naturalmente neppure interpretazioni alternative, dall'altra sponda. :icordiamo per esempio l'intervista, a cura di Cosimo @aldaro e Cosimo Jalasso, al 6rof. tanle< L. HaGi =. .@. (cosmologo e storico della scienza, insignito nel *BDE del premio Lecomte du 0ou< e nel *BAD del premio /empleton per la :eligione), sul tema4 Giordano )runo "martire della scien#a". (in http4UUVVV.alleanzacattolica.orgUindiciUdichiarazioniU\aGis9BB.htm). 9 & Come non considerare $uesta una ben misera motivazione per un evento cos" importante7 Citiamo soltanto il suggestivo elo$uente titolo di un articolo pubblicato su 'l abato (%ntonio occi, I 'icembre *BB9)4 ?+l terzo incomodo & +l sacerdozio femminile riapre il contenzioso tra Chiesa cattolica e anglicana. Che ha avuto un intruso interessato per $uattro secoli4 la massoneria. .cco un po' di storia? (si noti l'intenzionale ?anacronismo?4 nel *I>F la massoneria ?ufficialmente? non esisteva ancoraW). > & .' invece del *IC> il rinnovo da parte di .lisabetta dell' (tto di uprema#ia, che rafforza la subordinazione della Chiesa d'+nghilterra alla Corona. F & (n Juglielmo d'=range diventer! addirittura re d'+nghilterra (e d'=landa) un secolo pi tardi, nel *CAB. I & +n $uanto segue ci gioviamo della snella opera di Jabriele La 6orta dedicata a Giordano )runo * vita e avventure di un pericoloso maestro del pensiero (0eVton Compton *BAA3 @ompiani, *BB*). C & .cco come esempio due delle comunicazioni di #agot (H@, pp. 9IF&9II & con $uesta sigla si rimander! alla prima edizione italiana del libro in esame)4 ?Monseigneur, con $uesta lettera intendo trasmetter1i l'informazione sicura che il ignor, l'.conomo Mdella Casa :ealeN ha un servitore di nome Monsieur Morris, che risponde agli ordini dell'ambasciatore. Morris riferisce a Castelnau le notizie di corte, di cui viene a conoscenza dal suo padrone. L'ambasciatore lo paga per le sue soffiate e per tutte le novit! di corte, che Morris gli riferisce. L'ambasciatore molto contento di Morris e lo definisce suo compagno e suo buon amico. ,uesto Morris un papista convinto ed amico di Monsieur /indalle, e 1i assicuro che, se verr! interrogato, riveler! molte cose. /enetelo molto sotto controllo. 1i consiglio di fare attenzione a Monsieur 'ouglas perch2 viene pagato dall'ambasciatore. ;enr< #agot?3 ?C' un uomo rinchiuso nella prigione #leet, che un papista convinto. ,uesti mi ha detto che ringraziava 'io, perch2 Monsieur /hrocGmorton Mgiustiziato nel novembre *IA>N non aveva detto la verit! di $uello che sapeva. e lo avesse fatto, tutti i papisti si sarebbero trovati nei guai. +l suo nome M. ;uton3 un gentiluomo irlandese. Laurent #eron ha

ricevuto denaro dall'ambasciatore. L'ambasciatore intende recarsi in cozia3 ma tenetelo d'occhio e tentate d'impedirglielo. ;o in serbo notizie segrete che vi sveler- pi tardi. .' tutto vero, in fede?. D & ulle $ualit! di @runo come spia, @oss< si esprime nel seguente modo (H@, p. *D*)4 ?6er essere schietti, @runo fu un agente molto brillante. Come spia, era molto professionale e di grande successo. .ra attento, paziente e prudente. i valeva dei suoi talenti sociali, che erano effettivamente notevoli, per ottenere risultati eccellenti. 0on permetteva, in generale, che i suoi sentimenti interferissero con il lavoro. %nche se ha, o forse si coltiv- una reputazione di gran parlatore e di vanaglorioso, non parl- mai delle sue imprese nello spionaggio, n2 se ne vant-, n2 allora n2 pi tardi. 0essuno lo scopr". M...N 'opo essere tornato a 6arigi, @runo corse dei rischi, forse a causa delle pressioni di Chateauneuf, forse perch2 gli mancava la guida di Palsingham3 ebbe, per-, la capacit! di capire dove fermarsi, di defilarsi e di andarsene in Jermania. iccome era una spia di eccellente valore, nessuno fino ad ora ha avuto gli elementi per poter commentare la sua prestazione3 solamente in retrospettiva, si capisce che proprio @runo in persona espresse la sua opinione in merito, in due brani delle sue opere pubblicate, e lo fece con legittimo compiacimento. +l primo il brano sulla dissimulazione dello paccio4 la chiave di lettura della nostra storia M...N +l secondo all'inizio del terzo dialogo della ;ena, $uindi precedente, e fu composto $uando i successi in clandestinit! erano ancora molto recenti. M...N si discute se @runo conosca l'inglese. /eofilo dice che non lo conosce, perch2 non degno di un uomo di scuola. +n risposta #rulla, il servitore che ha la funzione di intervenire facendo affermazioni inopportune e improntate da saggezza popolaresca dice di essere certo che @runo in realt! capisce l'inglese, ma che asserisce di non intenderlo alfine di ascoltare che cosa stanno dicendo gli altri, $uando pensano che non li capisca. 0on sarei molto sorpreso se $uesta fosse la semplice verit!?. A & L'ultima delle lettere di #agot proviene da 6arigi, nel *IAC, dove il fantomatico personaggio svolse certamente attivit! spionistica (H@, p. *9*), ancora una volta proprio mentre nello stesso luogo si trovava il @runo. ? e #agot scrisse altre lettere in seguito, non ne rimasta traccia? (H@, p. AD). B & $ota del recensore. 'i $uesta devozione resta un ben preciso documento, una lettera indirizzata da @runo alla regina, intestata4 ?.n la serenissime :o<ne d'%ngleterre, #rance et Qrlande salut, bonne, longue et heureuse vie. %men?. Leggiamo il commento che ne fa @oss<4 ?La lettera termina solennemente in latino4 ?'eus ad\uvat te et maneat tecum omnibus diebus vite tue. %men?. M...N 0e deduco che, a parte la forte impressione personale che .lisabetta fece su di lui, @runo si era fatto un'idea abbastanza chiara della regina e della propria relazione con lei. .ra, per cos" dire, giustificato a dire agli in$uisitori che non pensava che .lisabetta fosse divina3 ma era convinto che fosse sacra. 0on era sacra semplicemente perch2 era una regina M...N .ra sacra in parte per il fatto di essere regina e per la sua personificazione delle virt e delle caratteristiche che lui ammirava4 ma lo era specialmente per la posizione che occupava, dove l'inviolabilit! della sua persona e del suo governo simboleggiavano la presente sopravvivenza e la futura vittoria delle forze della luce e della verit! su $uelle dell'oscurit! e dell'errore rappresentate dal papa, dal papato e dai papisti. La sua persona e il suo governo erano perci- oggetti della vera religione, e parlarne o agire contro era sia sacrilego, sia blasfemo. +l dovere di un vero religioso era proteggerla, difenderla e ostacolare i suoi nemici3 il dovere di un vero sacerdote era di pregare e di sacrificare per lei, e di portare tutti i giorni della sua vita l'aiuto e la benedizione di tutti gli di. appiamo che @runo pregava per lei e la benediceva3 non sappiamo se sacrificasse per lei, ma non mi sorprenderei molto che lo facesse? (H@, pp. 9EI&9EC).

Cristo, una icenda storica da riscoprire


'avid 'onnini (:oberto Massari .d., @olsena, *BBF) (http4UUdiaframmaCF.supereva.itUfilesUdonnini.htm7p http4UUVVV.nostraterra.it)
? M...N gli storici devono essere esatti, veritieri e spassionati3 n2 l'interesse o il timore, il rancore o la simpatia devon farli deviare dal cammino della verit!, di cui madre la storia, che ben pu- essere detta emula del tempo, archivio dei fatti, testimonianza

del passato, esempio e ammonizione del presente, insegnamento dell'avvenire? (Miguel de Cervantes, +'ingegnoso gentiluomo 6on ;hisciotte della %ancia , 6arte +, Cap. +O)
La recensione dell'opera di #lavio @arbiero +a )ibbia sen#a segreti, apparsa sul secondo numero di 1pisteme, stata accolta, com'era prevedibile, in modi assai contrastanti, talvolta addirittura ?scandalizzati?. .' parso allora opportuno, allo scopo di favorire ulteriormente il dibattito generale concernente l'origine storica delle ?religioni rivelate?, ebraismo, cristianesimo, islamismo (ovvero, le tre varianti di maggiore successo della religione monoteistica ?di %bramo?, o meglio sarebbe dire ?di Mos?), presentare ai lettori le ricerche di un altro studioso ?indipendente?, 'avid 'onnini, il cui sito ben noto agli appassionati di tali argomenti. (n'estesa ?recensione? * che comprender! diversi commenti al lavoro di $uesto autore, e anche due suoi brevi saggi sullo stesso tipo di $uestioni (dopo aver inizialmente rivolto la propria attenzione alla nascita e sviluppo del cristianesimo, 'onnini passato in modo naturale a investigare l'%ntico /estamento, cio l'ebraismo, che la radice al principio di tutto), sicch2 si sarebbe potuto decidere che non c'era bisogno di aggiungere parole. Ci siamo sentiti per- in dovere di far precedere il detto materiale da una sorta di ?introduzione?, dal momento che la discussione rimanda idealmente a taluni temi affrontati in sede di ?presentazione?. 0on si pu- fingere infatti che $uella $ui trattata sia materia qualsiasi, dati i $uasi 9EEE anni di presenza & pure morale e politica & del cristianesimo nella storia dell'=ccidente, e che esso tuttora assolve dottrinalmente una rilevante funzione di (kat,chon, ?colui che trattiene?, ++ /ess. 9,D) di fronte alle spinte dissolutrici della civilt! tradizionale 9 europea che provengono dai progetti mondial&liberisti, dall'ideologia riduzionista della globalizzazione totale (che appiattisce l'esperienza umana sul piano esclusivo dell'economia). 6i importante di ogni altro aspetto ci sembrato per-, come sempre, stabilire, o ricercare, fin dove possibile, la pura e semplice verit, nonostante il grave ?prezzo sociale? che un'eventuale ?verit! scomoda? potrebbe esigere in pagamento >. Lo stesso 'onnini non inconsapevole delle prevedibili ?ricadute? indirette di studi $uali i suoi, e a tale argomento dedica in effetti ampio spazio in sede di ?6remessa? e di ?Conclusioni? del suo lavoro, sicch2 ci parso opportuno riproporre entrambe $ui di seguito integralmente. L'autore sembra dare libero corso, senza impedimenti di alcun genere, alla sua brama di verit (e non di gratuita distruttivit!), ma oscilla anche tra i due corni di una delle inevitabili ?antinomie? in cui ci si imbatte in siffatti frangenti, allorch2 si rende ben conto che in mancanza di ?pietose bugie? appare impossibile edificare una $ualsivoglia struttura socialeF, o almeno che tale sforzo stato vano fino al presente stadio di evoluzione dell'umanit!. +n ogni caso, certe storiche influenti ?bugie? del passato non possono non essere ritenute ormai giunte al grado estremo della loro ?funzionalit!?, e 'onnini chiude (come si vedr!) il suo appassionato intervento con le parole4 ? Abbiamo bisogno di bugie pi8 nuo e. &periamo che (ualcuno le in enti presto?. (n compito invero gigantesco, e parzialmente antinomico4 da una parte, l'esigenza di ridimensionare un ?mito?, introdurre ragionevolezza, credibilit!, nella storia3 dall'altra, di escogitare $ualche ?favola? inedita. Chi scrive $ueste righe non saprebbe neppure da dove cominciare ad affrontare una simile impresa, ma ripete che spera si verifichi l'affermazione di una forma nuova $ra#ionale! di spiritualit, sganciata da ogni tipo di menzogna (benevola o no che pretenda di essere, alla resa dei conti la stessa cosa I), che alcuni dei fondatori di 1pisteme hanno creduto per esempio di poter individuare in un pensiero ancora attuale (si potrebbe dire addirittura inesplorato) come $uello di Cartesio) /orneremo, dobbiamo tornare, a discutere siffatti problemi, sia perch2 sono ben lungi dall'essere definitivamente risoltiC, sia perch2 rivestono senza dubbio un'importanza capitale per la comprensione del percorso da cui la nostra civilt! proviene, e $uindi delle strategie da mettere in atto per rispondere alle sfide che il futuro ci prospetta con evidenza e insistenza crescenti, costringendo a una sgradevole scissione mentale tra il legittimo desiderio di difendere e mantenere un'identit & e ammettiamo pure il ?benessere? proprio di una civilt! avanzata & e la necessit! di eliminare, o attenuare, il potenziale latente di conflittualit! che a tale proposito si associa ineludibilmente (a $uanto pare). 0el prossimo numero ospiteremo un nuovo straordinario articolo di #lavio @arbiero collegato alle tematiche in oggetto, sperando di non fare, di non aver fatto, il ?gioco? di nessuno, contribuendo involontariamente a favorire posizioni e intenzioni difficilmente condivisibili, una volta che le si sia comprese a fondo D. Ci- purtroppo non sempre facile4 troppo spesso si rischia di essere ?diminuiti non solo a strumento, ma a strumento inconscio di formazione di una realt! completamente diversa da $uella per la $uale si combattuto? (ancora dal libro di Maria Caredio citato nella 0ota 0. >) & e il ?brutto? che la descritta trasposizione potrebbe non avere un'origine casuale, involontaria, bens" essere conseguenza di una manipolazione, di una pre&visione, da parte di gruppi di accorti ?registi? (prossimamente pure una discussione sulle ipotesi storiografiche di Maurizio @londet, e i suoi strateghi della ?dissoluzione?).

* & +n effetti, una recensione piuttosto anomala, e dalla struttura complessa, come il lettore si render! subito conto, ma che paradossalmente, tra le diverse ?mani? a cui stata affidata, rischia di omettere anche solo un cenno ai punti pi rilevanti delle originali argomentazioni di 'onnini, $uelli riguardanti per esempio la possibile esistenza di due Messia, ovvero due distinte persone, e non una soltanto, che la storia avrebbe successivamente fuso in una3 l'inesistenza di una citt! di nome 0azareth3 la vera famiglia di Jes3 etc.W

9 & i fa notare, a chi attento a certi ?dettagli?, che l'iniziale della parola decisamente minuscola, come dire che non si vuol fare alcun riferimento a ?leggende? su un presunto ?sapere? sacro primordiale, che risale alla notte dei tempi, e sarebbe (ancora oggi) trasmesso per via iniziatica, secolo dopo secolo, attraverso diverse ?fasi? della storia dell'umanit!. > & (n ?pagamento? c' comun$ue stato, c' sempre, non lo si pu- evitare, dal momento che4 ?La fede ... distolse la mente dalla realt!, modific- e cancell- la toria, sconfess- le testimonianze che non collimavano, abitu- i seguaci ad appagarsi di formule e di immagini, a non indagare, a non dubitare e a non fidarsi delle proprie esperienze e riflessione ... +l criterio di verit! diviene, allora, non il dato o l'esperienza, ma la retta trasmissione da parte del vescovo. La verit! non pi un valore ultimo, sussistente di per s2, coincidente con il dato, il reale, l'accaduto, da non traviare perch2 'io che bisogna ritrovare dietro la storia e l'evento, 'io che ha imposto di non testimoniare il falso. .ssa diviene una manifestazione, un'emanazione dell'autorit! che, per ci- stesso, usurpa un attributo divino ... la nuova storiografia cristiana minimizzava e annullava la gravit! dei delitti, come se, cambiando ideologia fosse cancellato il male fatto precedentemente e le distruzioni di interi popoli Mda parte dei :omaniN non fossero mai avvenute? (dal bel libro di Maria Caredio 'l %essia e il potere, .d. Kineret, *BBI, che pure si pu- trovare nel sito di 'onnini). 6er rimanere in tema, secondo lo stesso 'onnini4 ?6urtroppo sono molti coloro che credono di far bene ad anteporre il credere al capire, orgogliosi come se fosse un merito l'a er subordinato l'intelligenza ad alcuni presupposti ideologico'dottrinari. ono coinvolte in $uesto fatto molte delicate $uestioni relative al senso della propria identit!, per rinforzare il $uale siamo disposti, troppo spesso, a sacrificare una parte di ragione? (in ?+l cristianesimo (anno 9EE*) & +ndagine critica dal mito alla storia & #ede, storia, ragione, scienza e futuro?, ancora nel sito citato & enfasi del recensore). F & 'el resto gi! in 6latone si trova chiaramente enunciata la necessit! di ?nobili menzogne? ($uali $uella dell'essere i cittadini ?tutti fratelli?) al fine della costituzione di uno stato4 +a 3epubblica, Libro +++, OO+. .' forse curioso ricordare che #ederico di 6russia (dietro suggerimento dell'illuminista ''%lembert) invit- nel *DDD il meglio dell'intelligenza europea a discutere la stessa $uestione (?.' utile ingannare il popolo7?). +l premio che era stato messo in palio per la migliore soluzione del dilemma fu aggiudicato a pari merito a due matematici (#r2d2ric de Castillon e il pi noto Condorcet), i $uali dettero per- risposte del tutto antitetiche alla domanda ()isogna ingannare il popolo., .d. 'e 'onato, @ari, *BCA). I & 0on esiste in effetti un grosso rischio ad ancorare certi valori morali, in larga misura presumibilmente naturali, a concezioni metafisico&soprannaturali, suscettibili di essere $uindi frantumate, $uando poggiano su una base storica confutabile7 i accenna $ui evidentemente al problema della resurre#ione, intesa $uale evento storico su cui si basa la fede cristiana, e non viceversa, come oggi invece da pi parti si pretenderebbe, con un salto teologico invero ?mortale? (in ordine a ricercatori indipendenti interessanti, e a un testo che al contrario, secondo il punto di vista di un ?credente?, prende alla lettera il racconto evangelico & con coeren#a comun$ue ammirevole, a nostro parere & citiamo4 'on %ntonio 6ersili, parroco di . Jiorgio, /ivoli, :oma, ulle tracce del ;risto risorto * ;on 5ietro e Giovanni testimoni oculari , pubblicato in proprio, C.6.:., *BAA). 6er $uanto riguarda la ?morale? della Chiesa, e la sua possibile identificazione con il fondamento stesso della civilt! europea, si afferma da settori cattolici che gli odierni attacchi di ispirazione mondialista e globalizzatrice contro la seconda (o entrambe) ?intendMonoN abbattere esplicitamente il fondamento della tradizione giudaico&cristiana, cio il primato dell'essere umano e la bont! della sua presenza sul pianeta? (da un ?manifesto? divulgato in rete da4 it.politica.cattolici & Lista di informazione su cattolici e politica sotto la protezione di Jiuseppe /ovini, politicaccattolici&oVnerd<ahoogroups.com, con il titolo ?JA e %nti JA. 'a cristiani a cristiani?, D.D.9EE*). Ma ci sarebbe da chiedersi4 la teoria della dignit! della persona davvero un'esclusiva della concezione giudaico&cristiana del mondo7 (si potrebbe poi molto discutere su $uanto tale ?teoria? sia coerente con alcuni, non marginali, passi dell'%ntico /estamento). +ntegrit! morale, solidariet! interpersonale, senso della famiglia e del dovere, non possono essere giustificati senza passare attraverso ?leggende? sempre meno credibili7 C & +n realt!, come diceva . %gostino ( 6e civitate 6ei, L. OO++, 1), non si pu- negare che siamo di fronte a ?tre fatti incredibili e tuttavia realizzati4 .' incredibile che Jes Cristo sia risuscitato nella sua carne e che con essa sia salito al cielo3 incredibile che il mondo abbia creduto una cosa cos" incredibile3 incredibile che pochi uomini sconosciuti, di umile condizione e senza cultura, abbiano potuto far credere al mondo e ai

sapienti del mondo un avvenimento tanto incredibile e con tanto successo?. #ornire una spiegazione credibile di $uesti tre fatti ?incredibili? sicuramente $uestione di non poco conto... D & 0on fuor di luogo fare un cenno alle accuse di antisemitismo che provengono da chi vede nella messa in discussione di certa eredit un attacco alla cultura da cui essa storicamente proviene. /ra ?persone di scienza? non si dovrebbe aver paura di termini, di ?definizioni? (tra l'altro al$uanto sballate4 a parte la circostanza che chiss! perch2 il riferimento soltanto agli ebrei e non per esempio anche agli arabi, si veda pure la 0ota 0. D alla recensione del libro di #lavio @arbiero +a )ibbia sen#a segreti, apparsa sul 0. 9 di 1pisteme), ma il loro utilizzo sicuramente ?sleale?, laddove l'intenzione di procurarsi un facile ?vantaggio? facendo rimando, piuttosto che a civili discussioni su dati di fatto, o opinioni, a suggestioni psicologico&emotive, che evocano gli orrori della guerra, campi di concentramento, morti, persecuzioni, etc.. 0on si vede poi (o meglio lo si vede anche troppo beneW) perch2 $uella in parola sia diventata una sorta di cartina di tornasole alla $uale ciascun ?sistema? concettuale chiamato a rispondere & pena l'esecrazione di massa, se non peggio & $uando ?anti&S? lo si sempre in numerosi modi diversi, tutte le volte che non si accetta legittimamente ?$ualcosa?, scorgendone dei lati negativi...

*remessa
Mentre scrivo $ueste parole, a conclusione di un lavoro protrattosi per circa $uattro anni, sulla scena mondiale numerose tragedie si stanno consumando...nel nome del 5adre. 0ella eS Qugoslavia e nella stessa terra in cui si ambienta l'argomento di $uesto libro, per citare solo i casi che i mass&media hanno reso pi famosi, inaudite violenze si commettono fra uomini che appartengono a religioni diverse. pesso con la ferma convinzione che tali azioni siano giustificate, se non addirittura santificate, dal fatto di essere compiute in nome della fede. 6urtroppo, possiamo citare numerosi altri focolai di violenza fra popoli appartenenti a religioni diverse3 nell'+rlanda del nord cattolici e protestanti si fronteggiano da decenni3 ind, musulmani e buddhisti danno luogo a crisi ricorrenti che insanguinano l'+ndia da sempre. ,ualche secolo fa un ingenuo profeta credette di trovare la soluzione alla ricorrente violenza religiosa indiana e cre- la setta dei siGh, la cui dottrina era stata ricavata dall'assemblaggio sincretistico di elementi islamici e induisti. (n $uarto polo di potenzialit! conflittuale si aggiunse agli altri, e il tempio d'oro di %mritsar, nel 6un\ab, stato teatro di massacri anche in tempi recenti. 'i fronte a $ueste dolorose osservazioni alcuni rispondono che la colpa non della religione, ma degli uomini, senza tener conto del fatto che essa, come dottrina e come istituzione, l'espressione che riguarda gli aspetti pi importanti della cultura e del comportamento collettivo4 l'etica, la morale, il diritto. 1ogliamo forse chiudere gli occhi davanti al fatto che le principali linee di conflitto all'interno del genere umano sono proprio i confini fra le religioni7 C' un solo motivo per misconoscere $uesta triste realt!, o per voler negare a tutti i costi la responsabilit! delle religioni nel dramma della guerra e della violenza4 l'interesse a difendere, non tanto $uella verit! di cui ogni religione si dichiara depositaria e rappresentante, $uanto i presupposti della egemonia sociale, culturale, e magari anche politica ed economica, di una istituzione religiosa. ,uesto libro, che agli occhi di molti pu- apparire come un attacco perpetrato direttamente e specificamente alla fede cattolica, vuole essere una analisi della divergenza che, in senso del tutto generale, pu- esistere fra la verit! come espressione di una realt! (storica nel nostro caso) e la verit! come espressione di una dottrina. +l cattolicesimo e la sua interpretazione della figura di Cristo sono solo un pretesto, scelti per la semplice ragione che l'autore nato in un paese cattolico, ed in esso che vive e lavora. +l lettore che non vorr! arroccarsi in una posizione rigidamente difensiva, mosso esclusivamente dal bisogno di confutare tutto ci- che turba i presupposti della sua fede, riuscir!, forse, ad intravedere, in ogni passo di $uesto lavoro, la ragione di fondo che lo ha determinato4 il desiderio di mettere in discussione, non l'insegnamento di una religione in particolare, ma il procedimento culturale che ha operato, sempre e dovun$ue, nella genesi delle dottrine di tutte le grandi religioni storiche. %ll'interno di ogni societ! omogenea la religione ha sempre svolto una funzione determinante ed irrinunciabile4 una funzione coesiva, didattica, senza la $uale il tessuto socio&culturale andrebbe inevitabilmente incontro al disfacimento. +n molti paesi cristiani il testimone di un processo, prima di deporre, giura sulla @ibbia, poich2 essa costituisce una autorit! che sovrasta anche le strutture della legge e dello stato. 6erch2 dun$ue una analisi impietosa che sembra finalizzata a demolire le strutture elementari su cui si regge la fede cristiana e sulla $uale costruita la civilt! occidentale7 Ci sono due risposte da offrire a $uesta domanda. La prima che $uesta analisi non vuole avere come vittima una particolare dottrina, ma il principio generale di tutti $uegli insegnamenti che sviluppano nella mente l'attitudine a credere in modo cieco e supino. La seconda che il genere umano ha un bisogno drammatico ed urgente di risolvere gli aspetti conflittuali delle sue disomogeneit! culturali, ovverosia di comprendere in $uale misura gli insegnamenti e le

tradizioni nazionali che gli provengono dal passato (le religioni in primo luogo), sui $uali i popoli hanno costruito la propria identit! culturale, sono utili e necessari nella attuale situazione. 0ei prossimi anni, avremo tristemente modo di osservare nello scenario mondiale in $uale dolorosa misura le religioni storiche saranno sempre meno causa di ci- che promettono, ovverosia di amore, di tolleranza e di comprensione, e sempre pi duramente protagoniste della conflittualit!3 fino al punto da mettere a repentaglio la sicurezza e la vita di centinaia di milioni di persone innocenti. Ma anche fino al punto da mettere in discussione, davanti agli occhi del mondo intero, se stesse. o che $ueste parole hanno i toni cupi del presagio apocalittico, ma lo spirito che le anima molto lontano da $uello dei profeti biblici, sebbene somigliante3 solo la ragione lungimirante che porta, se non ad un totale pessimismo, al cauto riconoscimento dei pericoli oggettivi che incombono sul prossimo destino storico del genere umano. Chi si ostina a misconoscere tutto ci-, non potr! sottrarsi alle proprie responsabilit!. . cos", anche se per il lettore $uesto potrebbe sembrare troppo lontano e troppo in secondo piano rispetto agli obiettivi primari del libro, l'analisi critica della dottrina storica del cristianesimo stata condotta allo scopo di favorire l'emancipazione culturale di cui ha bisogno l'uomo del duemila4 lo sviluppo di una cultura planetaria che, se non deve significare il livellamento e la distruzione delle tradizioni, deve comun$ue abbattere $uelle disomogeneit! che gi! si manifestano come grave ostacolo ai rapporti di convivenza, di confronto e di dialogo fra popoli che la tecnologia e l'economia hanno imposto. 'i fatto un livellamento gi! in corso, $uello che i modelli del consumismo occidentale hanno provocato in tutti i paesi, mettendo veramente in pericolo le culture e le tradizioni nazionali, lasciando di esse solo il potenziale distruttivo e conflittuale (che, tra l'altro, fa comodo al sistema economico perch offre al mercato la colossale chance del traffico di materiale bellico). 0on far! male ai cristiani comprendere le dinamiche storiche reali del processo che port- alla nascita e allo sviluppo del cristianesimo, al di l! delle immagini manipolate che l'istituzione ecclesiastica ha dovuto trasmettere per sostenere le tesi e i dogmi che erano necessari alla sua egemonia. 0essuno deve temere o sottovalutare la conoscenza delle proprie origini pi di $uanto non debba temere l'ignoranza e le sue conseguenze sul piano del senso di identit!3 $uest'ultimo, infatti, l'elemento fondamentale dell'e$uilibrio psicologico e culturale tanto del singolo $uanto della collettivit!, ed un senso della propria identit! errato o carente che produce la totalit! dei disturbi del comportamento individuale e collettivo. .d ecco il nocciolo della $uestione4 la frammentazione del senso di identit! del genere umano che, nel contesto economico e tecnologico del mondo di oggi, ha urgente bisogno di imparare a sentirsi omogeneo ed unito, piuttosto che eterogeneo e diviso in centomila culture conflittuali. Jli esponenti delle religioni potrebbero domandare, a $uesto punto4 siamo forse noi che impediamo lo svolgimento del processo di integrazione e di armonizzazione delle diverse culture planetarie7 La risposta onesta ad un tal genere di domanda non pu- essere che una4 le istituzioni ecclesiastiche, di fronte a $uesta impellente necessit! di emancipazione culturale, possono facilmente assumere un atteggiamento negativo3 nella misura in cui esse non vogliono che sia messo in discussione il loro privilegio di avere, ciascuna, la verit! in mano e l'autorit! esclusiva per trasmetterla e per insegnarla3 nonch2 nella misura in cui esse antepongono gli interessi della propria egemonia, in parte senza nemmeno rendersene conto, agli interessi della salvezza del genere umano,. Ji! $ualche anno fa fu realizzato un incontro ad %ssisi, nel $uale i capi delle pi diverse religioni sedettero insieme alla ricerca di dialogo e di unit!. ebbene l'intento di un simile meeting debba comun$ue essere apprezzato, non possiamo fare a meno di ammettere che i rappresentanti si guardarono in faccia con elargizione di grandi sorrisi, belle promesse e benedizioni reciproche, ma senza cambiare una briciola della sostanza del loro rapporto. (n fatto si evidenziato in tutta la sua nuda chiarezza4 le religioni, per la loro stessa natura, sono sistemi chiusi, costruiti in funzione della conservazione di se stessi, non del dialogo aperto, e non prevedono alcuna flessibilit! nei confronti delle proprie strutture teologiche e dottrinarie. Jes l'unico ed irripetibile 7iglio di 6io che abbia trasmesso l'unica rivelazione che oggi, per i cristiani, pu- essere accettata e creduta3 Hahv l'unico 6adre di tutto il genere umano e +sraele il suo popolo prediletto3 %llah l'unico 'io e Maometto il suo profeta3 Krishna l'unica incarnazione terrena di 1ishnu, ecc... tando cos" le cose, dove le condizioni sono favorevoli, ovverosia dove la gente in crisi di trasformazione sociale e ricorre al pi vecchio e collaudato fra i mezzi di riconoscimento o di mantenimento della propria identit! culturale, ogni religione non pu- far altro che partorire lo spettro dell'integralismo, il pi duro scoglio contro il progresso culturale dell'umanit! e contro l'avvicinamento, il dialogo e la comprensione fra i popoli. .' significativo che un uomo come Jandhi, che si dichiarava contemporaneamente ind, cristiano e musulmano, sia sopravvissuto alla lotta contro il dominio britannico per l'indipendenza dell'+ndia e sia morto per mano di un ind che non sopportava le sue elasticit! teologiche. 0on un caso, come non un caso che gli alleati della erbia, il paese che oggi l'occidente sembra unanime nel condannare per la sua politica, siano i :ussi e i Jreci, gli unici paesi al mondo che, come i serbi, sono cristiani&ortodossi. 6urtroppo non c' altro da fare se non da attendere e magari agevolare $uello che forse sar! il salto culturale pi grande nella storia del genere umano4 l'emancipazione della spiritualit! dal dogmatismo e la sua liberazione dalla fissit! delle dottrine teologiche.

'io, il grande artefice del mondo, non ha mai incaricato nessuno in particolare di rappresentarlo3 n2 alcuno puarrogarsi il diritto di essere suo testimone esclusivo (se non per guadagnare un potere sugli uomini)3 n2 le sue verit! furono scritte in alcun volume se non in $uell'immenso libro, dalle pagine sempre aperte, che l'universo intorno a noi.

&&&&& Conclusioni
,uando ero ragazzo, anzi bambino, i miei genitori mi hanno mandato, come di norma, al catechismo. +nfatti sono stato battezzato ed educato secondo la pi consueta tradizione cattolica3 ad otto anni presi la prima comunione, pi grandicello fui cresimato. Ma il rapporto fra me e la religione sempre stato difficile3 ero ancora uno sbarbatello $uando gi! discutevo accesamente col professore di religione, contestando il dovere di credere per fede, ciecamente, a $uanto mi veniva insegnato. (n adolescente, naturalmente, non ha tutti gli strumenti intellettuali per mettere perfettamente a fuoco ci- che sente e per dare una forma matura e consapevole ai propri pensieri. Ci- non ostante, verso gli undici&dodici anni, un sentimento molto chiaro albergava nella mia mente4 la pi assoluta intolleranza per lo stridente contrasto che l'insegnamento religioso, almeno nel modo in cui era trasmesso dai miei interlocutori (sacerdoti e professori), finiva per creare tra spiritualit! e ragione. Molto spesso sembrava che fosse proibito chiedere perch,, e al mio desiderio di comprendere, di spiegare, e persino di dare una dimostrazione alle cose, si rispondeva non solo con l'invito a rinunciare a tale atteggiamento, ma anche con la sua condanna, come se esso fosse, per sua stessa natura, irriverente nei confronti della religione, offensivo, blasfemo. Mi furono citati esempi dalle scritture in cui $ualcuno era stato premiato da 'io per avere semplicemente creduto, senza essersi domandato niente, senza avere chiesto alcuna prova, per un atto di pura fede3 come la famosa emorroissa, o il centurione romano. Mi furono citati in contrapposizione altri esempi di persone che erano state punite per avere subordinato la fede alla ragione, per non essere stati capaci di credere senza avere le prove. +l caso pi eclatante, sebbene non appartenga alle scritture sacre, era $uello di (lisse, che il sommo poeta aveva condannato per avere dato la priorit! assoluta al desiderio di conoscenza3 $uasi come se il ?... fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscen#a ...? potesse essere in $ualche modo una colpa, piuttosto che la pi alta e nobile delle attitudini umane3 l'unica, forse, che possa realmente distinguere l'uomo dalle altre creature. La cosa mi irritava e mi riempiva del sospetto che dietro a $uesta inclinazione della cultura ci fosse $ualcosa, un inganno, un trucco, uno strano mistero che un adolescente non pu- avere le capacit! di spiegare. 0on si trascuri, nel leggere $ueste note autobiografiche, che $uesti furono i vissuti di un ragazzo nel periodo immediatamente precedente il 'CA, $uando autoritarismo e vecchie mentalit! non erano ancora stati messi in discussione da un fenomeno culturale e psicologico di cos" vaste proporzioni come la contestazione giovanile. Cos", pur conservando nel profondo la sensazione che il mistero dell'esistenza non potesse trovare la sua esauriente spiegazione nel materialismo e nelle teorie scientifiche, mi allontanai dalla religione cattolica e mi rifugiai per lungo tempo in una sorta di agnosticismo4 potrei chiamarlo un parcheggio, in attesa di $ualcosa di pi di ci- che preti e catechisti erano riusciti a dirmi. 0el frattempo osservavo e notavo $uelle che, a mio modo di vedere, erano le gravi ipocrisie congenite del mondo cattolico4 ci voleva poco, ad una persona che non aveva accettato la supinit! mentale, per rendersi conto che la prassi degli appuntamenti fra il cattolico e la sua religione contrastava nella maniera pi stridente col messaggio etico e spirituale del 1angelo. +l cattolicesimo degli anni cin$uanta e sessanta camminava fianco a fianco col perbenismo, col benpensantismo, con la mentalit! borghese (uso una terminologia che volutamente $uella del periodo dello scontro frontale fra il polo laico marSista e $uello cattolico conservatore), insomma con tutto ci- che si opponeva allo spirito espresso dalla figura di Jes3 il $uale infrangeva le regole del sabato e $uelle della purit!, sedendo a tavola con i pagani e coi peccatori, che era dolce con gli umili e aggressivo coi potenti e coi sacerdoti del tempio. Jes, con $ueste sue attitudini, non si presentava come un contestatore a tutti i costi, ma come un intransigente cercatore di verit!, come colui che non esitava a trapanare tutti gli strati della ipocrisia e della convenienza per giungere alla sorgente della verit! e della giustizia4 l! dove le cose, spogliate da ogni maschera, non possono pi essere giustificate dalla consuetudine e si rivelano per $uello che sono. 'a $uesto punto di vista il 1angelo mi affascinava, mentre il cattolicesimo mi respingeva. Molti anni dopo, gi! trentenne, laureato, insegnante, sposato, padre, mi rivolgevo alle culture orientali, con la segreta speranza di trovare, nella suggestiva civilt! del sole nascente, $uella coerenza e $uella verit! che in occidente non avevo trovato. .' bello rifugiarsi nell'idea che $ualcosa che viene da lontano contenga la risposta a tante domande e la soluzione a tanti problemi. . cos" mi sono dedicato allo studio e alla pratica della disciplina Qoga, dell'+nduismo, del @uddhismo, del /aoismo, scoprendo cose interessantissime3 non esclusa l'importanza che tali culture attribuiscono a valori ed aspetti che in occidente sono trascurati3 la cui mancanza, spesso, proprio la causa di $ualcuna delle afflizioni croniche dell'occidente. .ppure, anche nel molteplice e ricchissimo universo delle spiritualit! e delle filosofie orientali, uno spettro maligno si aggira esattamente come nelle culture religiose dell'occidente, uno spettro che non tardai a riconoscere non

appena ebbi modo di fre$uentare $ualche seminario e di incontrare bonzi, lama, sVami e <oghi famosi ed apprezzati a livello internazionale per la validit! del loro insegnamento. ,uello spettro era l'ortodossia, la dottrinalizzazione della conoscenza, la subordinazione della erit alle esigenze delle persone e delle istituzioni che di essa si sono fatte rappresentanti . empre e comun$ue, l! dove una $ualsiasi consapevolezza ha superato il momento felice della sua nascita nella mente umana, ed gi! passata allo stadio in cui viene gestita da $ualche organismo istituzionale come mezzo per educare, e per attuare il controllo psicologico e culturale della gente, la verit! slitta in una posizione subordinata nella $uale le consentito di essere s2 stessa fintantoch non turba lo status $uo. 0on appena essa reca turbamento e cessa di essere funzionale agli e$uilibri istituzionali e agli interessi dominanti, $ualsiasi elemento della verit! non pi riconosciuto come tale e viene totalmente cancellato, non solo dall'ufficialit! del sapere, ma dai processi di pensiero della persona, attraverso un sottilissimo meccanismo di ricatti in cui si gioca l'appartenenza dell'individuo al sistema o la sua emarginazione. +n $uesto modo la sostituzione del pensiero libero, incline alla verit! totale, col pensiero condizionato, incline alla verit! di convenienza, avviene inconsciamente, come se un file di controllo (per usare la terminologia informatica al posto di $uella psicologica) lavorasse nel sistema operativo cerebrale per escludere tutte $uelle opzioni che generano conflittualit! con la cultura e con la morale sociale. ,uesto avviene soprattutto nella mente di coloro che nel sistema vogliono porsi in una situazione di vantaggio, cos" come in $uella di coloro che sono troppo semplici e troppo poco coraggiosi per pensare in maniera autonoma, senza lasciarsi indottrinare e senza resistere alla facile suggestione della cultura dominante. . cos", anche nell'affascinante mondo delle culture orientali osserviamo l'esistenza di un complicatissimo mosaico di parrocchie piccole e grandi, ciascuna con le sue verit! di regime, con i suoi moralismi, con le sue invenzioni ad uso e consumo di $ualche sistema. e non avessi una profonda convinzione che il cammino verso la verit! l'unica ragione valida della nostra esistenza, pur essendo destinato a rimanere un anelito incompiuto, le precedenti considerazioni sarebbero pi che sufficienti a giustificare uno stato di depressione e di cinismo. @eati coloro che si sono sistemati in una $ualun$ue delle centomila parrocchie di $uesto mondo e, rinunciando alle colonne d'.rcole, non si sono macchiati della colpa di (lisseW +l $uadro ha cominciato a farsi meno oscuro $uando, una decina di anni fa, ho sentito il desiderio di scavare alle radici della cultura cristiana, nella $uale sono stato generato e cresciuto, per trovare $uanto in essa ci fosse di comune con le altre religioni del mondo, e magari di autentico, di precedente al processo che tutte le culture storiche hanno subito, cio la canonizzazione e la riduzione a $ualche forma di ortodossia. .' stato un viaggio affascinante che mi ha portato alla scoperta dei manoscritti del Mar Morto, dei 1angeli gnostici, della molteplice letteratura apocrifa, dei risvolti pi dimenticati della storia antica e, soprattutto, che mi gratificava ogni$ualvolta scoprivo l'esistenza reale di collegamenti fra le radici dell'ebraismo e del cristianesimo con $uelle delle religioni orientali. Ma, ahim2, il Cristo non era $uello che avrei avuto piacere di scoprire, cio una sorta di asceta alla maniera indo&buddista, che magari fosse addirittura stato in +ndia, come alcune fonti sostengono3 uno spirito libero privo di $uel genere di collocazioni ortodosse che ho sempre detestato. %l contrario, il Cristo che i romani hanno voluto arrestare e crocifiggere non era allineato alla ortodossia del giudaismo fariseo e sadduceo, ma era il pi autentico rappresentate dell'integralismo \ahvista dei suoi tempi, il Messia di +sraele, il re dei giudei. .ncomiabile per la sua coerenza, per l'abnegazione e il coraggio dedicati alla causa, per il prezzo che stato disposto a pagare3 criticabile per la mancanza di senso della realt!, dei rapporti di forza e del grado di consenso, al punto da marciare dritto verso il fallimento, nonch2 per $uello che, visto con occhi moderni, non pu- essere chiamato in altro modo che fanatismo, il tipico scellerato fanatismo degli integralisti. :esta aperta la possibilit! lasciata dall'ipotesi non del tutto inverosimile che il Jes Cristo del 1angelo, frutto della sintesi paolina, sia il prodotto di una sovrapposizione di caratteristiche appartenute a personaggi diversi4 un messia politico, giustiziato dai romani, e un messia religioso, rilasciato perch non riconosciuto colpevole di atti contro la sovranit! imperiale. +n tal caso l'attenzione si sposta sul personaggio di Heshu bar %bb!, probabile maestro di tecniche iniziatiche, che avrebbe impartito i suoi principali insegnamenti ai membri della famiglia zelotica, ai fratelli partigiani, all'aspirante messia, alla moglie di costui, M<riam, al cognato, .leazar. Ma gli elementi sono pochi, veramente troppo pochi per tentare una seria ricostruzione di $uesto enigmatico personaggio. +n fin dei conti, non ai termini tecnici della ricostruzione storica che diretto il nucleo essenziale del mio interesse, sebbene tanta energia abbia dedicato a $uesto lavoro, bens" ai significati pi generali che da essa si possono estrarre. +nfatti posso aver compiuto numerosi errori, o avere tratto conclusioni sbagliate, e molti difensori della ortodossia si affretteranno, possibilmente anche con ragione, a confutare $uesta o $uella fra le tesi che ho sostenuto in $uesto studio. Ci- che mi interessa il fatto di avere mostrato, al di l! delle singole $uestioni storiche (con un lavoro divulgativo che, forse per la prima volta in assoluto, porta il lettore medio a conoscenza delle mille problematiche relative alla lettura critica del 0uovo /estamento), che esistito un preciso intervento, consapevole ed intenzionale, protratto nel tempo di secoli, da parte di una limitata comunit! prima (i seguaci di 6aolo di /arso) e di una colossale istituzione ecclesiastica poi (la chiesa del dopo Costantino), per costruire su misura una teologia e una dottrina che fossero funzionali al sistema che si intendeva stabilire o difendere. Jes Cristo, a dispetto del suo essere ebreo, aveva fondato una nuova religione3 Jes Cristo, a dispetto del suo titolo messianico, non aveva assolutamente niente a che fare con la lotta \ahvista3 Jes Cristo era una incarnazione

divina3 gli ebrei erano i principali responsabili della sua morte3 i romani erano incolpevoli e 6ilato era stato praticamente raggirato. ,uesti presupposti onnipresenti nei vari aspetti della dottrina cristiana di oggi, cos" come nei diversi stadi del suo sviluppo, a partire dai pi primitivi, che sono senza ombra di dubbio il prodotto degli interventi di manipolazione, possono essere spiegati col fatto che la nuova fede cristiana aveva rinnegato la concezione messianica tradizionale, aveva realizzato uno scisma dal giudaismo, aveva sostituito al messia della nazione ebraica un salvatore universale mutuato dalle filosofie del vicino e lontano oriente4 il oter dei greci, il aosh<ant dei persiani, il @uddha degli indiani. % conti fatti non credo che l'opera di 6aolo debba essere considerata semplicemente disonesta in $uanto lavoro di falsificazione di una realt! storica3 direi piuttosto che c', nella colossale formulazione sincretistica del Jes Cristo di 6aolo, una genialit! senza precedenti. L'impero romano non aveva mai avuto altra unit! se non $uella del potere politico e militare emanato dalla sua capitale4 i popoli sottomessi sono sempre stati stranieri fra loro, ciascuno con la sua religione e i suoi culti3 che :oma, acuta nell'arte del dominio, sapeva rispettare. #orse l'elemento comune ai numerosi popoli e alle numerose culture abbracciate dal potere dell'urbe pu- essere individuato nel sentimento escatologico, non improbabile nella psicologia di coloro che si sentono intrappolati in una condizione irrisolvibile, almeno a breve termine, di inferiorit! e di subordinazione, $uando non di miserabile schiavit, privati della padronanza del proprio destino e del diritto a costruire in modo autonomo la propria felicit!. ,uesto era il clima psicologico comune, conscio o inconscio, che :oma aveva determinato nell'area del suo potere. 6aolo aveva sicuramente intuito, non solo la scarsa probabilit! di successo materiale del progetto messianico, ma soprattutto la limitatezza di $uell'anelito alla salvezza e alla libert! che, in seno alla fede giudaica, aveva preso la forma del rigoroso integralismo nazional&religioso \ahvista. Magari esistessero oggi, nel mondo in cui la presa di coscienza collettiva dei problemi reali e drammatici del genere umano ostacolata e resa penosamente lontana dal persistere di antichi integralismi e fanatismi, un uomo della larghezza mentale e della lungimiranza di 6aolo (ma mai esistito il 6aolo di cui parla la tradizione7 = solo il punto leggendario su cui fatto convergere il lavoro di numerosi uomini nell'arco di molto tempo7). +nsomma, esistito come persona o come processo storico, $uello che chiamiamo 6aolo ha intuito che se il salvatore nazional&religioso degli ebrei aveva un improbabile destino, in $uanto solo contro tutti, il salvatore universale del genere umano aveva un probabile destino, in $uanto si collocava, nel clima psicologico e culturale del ventaglio di popoli sottomessi a :oma, come colui che rappresentava le istanze pi insoddisfatte dell'animo umano4 un 'io degli umili, e non dei potenti, un 'io senza razza, un 'io buono, un 'io venuto fra gli uomini a promettere a tutti la salvezza ma, soprattutto, a restituire la dignit! umana a coloro ai $uali, nella societ! schiavistica e totalitaria, era stato fatto dimenticare di possederne una. . cos", ricucendo insieme l'escatologia messianica degli ebrei con spezzoni di religioni misteriche ed orientali, 6aolo costru" il pi potente strumento di trasformazione culturale del bacino mediterraneo4 Jes Cristo. ,ualcosa che a $uel tempo, ne sono profondamente convinto, era veramente suggestivo e meraviglioso. Che cosa importa se Jes Cristo, il Jes Cristo di 6aolo, non mai esistito7 1ale forse meno del Cristo realmente esistito, $uello condotto al patibolo da una fede fanatica e dura come un macigno7 ,uella fede che ha portato Jerusalemme ad essere rasa al suolo e gli ebrei ad essere sparsi e odiati fra genti straniere. = vale di pi un Jes Cristo che, per $uanto fantastico, ha prodotto una omologazione culturale nell'area circum&mediterranea determinando $uell'unit! fra i popoli cristiani che, se non fosse esistita, non avrebbe mai visto lo sviluppo planetario della civilt! occidentale moderna ma, piuttosto, al suo posto, una civilt! islamica, una civilt! cinese, o chi sa cosa. L'analisi storica delle origini cristiane, purch2 non sia $uella sponsorizzata da coloro che hanno interesse a difendere i sistemi ortodossi, vista in funzione dei problemi dell'umanit! di oggi certamente una grande lezione4 perch anche oggi, come ai tempi in cui i vessilli imperiali di :oma sventolavano col loro aspetto blasfemo nella citt! santa degli ebrei, l'umanit!, vittima del dominio di uno strapotente impero, si dibatte nella frustrazione di non saper trovare una soluzione alle sue attese di salvezza. =ggi, come allora, il sentimento che accomuna tutti i popoli della terra, stranieri fra loro, un sentimento escatologico. ., come allora, numerose forme di messianismo sono intervenute nel tentativo di colmare le aspettative. #orse il pi largamente diffuso dei messianismi moderni che, come lo \ahvismo degli esseni e degli zeloti, ha avuto la carica suggestiva di una promessa rivoluzionaria, che si attribuisce la capacit! di abbattere l'impero dominante e di costruire la giustizia, stato sicuramente il comunismo. Ma, come il messianismo \ahvista, il comunismo crollato alla prova dei fatti, mostrandosi scellerato dove avrebbe voluto essere buono, meschino dove avrebbe voluto essere grande3 creando la catastrofe dei popoli dove avrebbe voluto creare la prosperit!. 0ella crisi di identit! e di ideali dei tempi attuali, alcuni si scoprono messaggeri di verit!, che pu- essere considerata tale soltanto nel deserto delle verit! in cui si sta incamminando $uesta esule umanit! in cerca di terra promessa, e speculano sulla loro posizione riproponendo i vecchi modelli culturali4 il cattolicesimo, l'islam, l'ebraismo3 circondati da una costellazione di sottoverit! che, in pi rispetto a $uelle superortodosse, hanno solo la facile ma illusoria suggestione del diverso, dell'alternativo, del rivoluzionario4 i testimoni di Jeova, gli ;are Krishna, i buddhisti occidentali. +n effetti ogni religione storica, come $uella creata dalla sintesi paolina, ha avuto un grande valore evolutivo nel suo momento nascente, e ha portato a battesimo una $ualche civilt!. Chi avrebbe potuto trasformare le bande beduine in un popolo di con$uistatori, mercanti e scienziati, come furono gli arabi, se non l'islam7 Chi avrebbe potuto fare dei figli della sabbia (i semiti analfabeti e nomadi che gli egizi usavano come schiavi) un popolo orgoglioso

ed indistruttibile sotto tutti i gioghi, se non la sintesi mosaica7 Chi avrebbe creato le civilt! dell'oriente, l'+ndia, la Cina, il /ibet, se non l'+nduismo e il @uddhismo7 Ma, naturalmente, ciascuno di $uesti grandi motori dell'evoluzione morale e culturale dell'umanit! attraversa le sue stagioni e, dalla fase creativa, passa a $uella matura, in cui si consolida come ortodossia, nella $uale si effettua lo slittamento della verit! verso posizioni subordinate, e il valore evolutivo sostituito da $uello coesivo3 per giungere $uindi alla fase di invecchiamento, in cui il valore coesivo finisce per diventare una attitudine sclerotica $uando non, addirittura, un potenziale conflittuale. + moderni araldi delle vecchie religioni storiche, papi, patriarchi, lama ed a<atollah, non si rendono conto che di esse, raggiunta la loro ultima fase e divenute senili, una volta esauriti i principali valori evolutivi, non resta che un mucchio di patetiche bugie, delle $uali ho voluto dare un saggio nella mia analisi storica del racconto evangelico. e non capita invece, come nella eS Qugoslavia fra cattolici, ortodossi e musulmani, o come in medio oriente, fra ebrei e musulmani, o come in tante altre circostanze analoghe nel mondo, che le religioni storiche esprimono tutta la negativit! della loro degenerazione senile e producono $uel tipico genere di bestialit! che si giustificano con santi scopi. Molti dei miei lettori, forse, a met! del libro chiuderanno le pagine pensando che l'autore sia un rappresente tardivo del razionalismo anticlericale, appartenente ad una sinistra ormai abbondantemente superata. 0on si saranno resi conto che ho voluto invece augurare la nascita di una nuova sintesi paolina, che superi le insufficienze dei moderni messianismi parziali. ,uesta volta non l'impero di :oma il nemico, n2 il mediterraneo il teatro ma, rispettivamente, l'economia della autodistruzione e il pianeta. %bbiamo bisogno di bugie pi nuove. periamo che $ualcuno le inventi presto. Jennaio *BBF, 'avid 'onnini. TTTTT

%a id %onnini, nato a #irenze nel *BIE, ha ivi conseguito la laurea nel *BDI, mentre nel *BBE ha fre$uentato un
seminario di specializzazione presso la Michigan /echnological (niversit< (( %). %ttualmente insegnante di /ecnica #otografica presso un +stituto 6rofessionale di tato. 'a circa vent'anni si occupa di religioni orientali ed anche dello studio delle origini cristiane. ;a svolto un servizio fotografico in 6alestina, nei siti che riguardano il cristianesimo primitivo. +n +sraele ha approfondito i contatti col 6rof. 'aniel Jershenson ((niversit! di /el %viv), che lo ha aiutato nel suo lavoro di ricerca e che condivide le sue conclusioni. ;a pubblicato sull'argomento alcuni libri4 Fuove 'potesi su GesT Macro&.dizioni, Cesena (#=) /el. EIFDU>FC9BE econda edizione (*BBA) riveduta e corretta, corredata con *F fotografie a colori +. Conclusioni. +ndice analitico 0ote bibliografiche /esti classici di riferimento @ibliografia

0on volendo $uesta nota essere una vera recensione, mi limito a segnalare l'interesse del lavoro del 'onnini, il $uale affronta il problema delle origini del Cristianesimo col sottolinearne la diversit! tra $uanto di storico possa essere ricostruito e $uello che invece c' pervenuto attraverso l'interpretazione canonica. 6ersonalmente, io condivido molte delle sue conclusioni, che vedono nella narrazione canonica una complessa opera mitopoietica anche se non mi sembra di poter consentire su una $ualche ingenuit! positivistica nel taglio di certi giudizi4 truffe e raggiri di personaggi furbeschi, intenti soltanto a creare storie, volte $ueste & si presume & a meglio dominare le masse. R chiaro come, per $uest'autore, il mito sia, in linea di massima, una sovrastruttura priva d'ogni potere anagogico. +l 'onnini non deve per- essere totalmente posseduto da $uesto spirito cartesiano, perch2, in una sua riflessione sul tema, riconosce l'enorme semplicismo culturale che tale attitudine comporta e che, soprattutto, impedisce a chi ne sia afflitto di leggere, con la coscienza del tempo che le proprio, la narrazione di eventi lontani, sicch2 $uesti ne risultano distorti ed irrimediabilmente impoveriti. 0el contempo, egli prende anche le distanze dal teologico letteralismo eSoterico che sempre vuol far credere all'assoluta storicit! dei fatti straordinari della narrazione sacra $uasi che

$uesti non possano essere latori di messaggi pi profondi e, dal punto di vista della 55dottrina che s'asconde88, assai pi consistenti del mero episodio miracolistico. 'onde, in lui, sorga $uesto felice spessore ermeneutico, cos" caratteristico della prospettiva esoterica, non dato di sapere3 in ogni caso, il 'onnini d!, secondo $uesto filtro, una sommaria interpretazione di alcuni miracoli, che mi sembra oltremodo soddisfacente. +n particolare, ho apprezzato il commento a J1. I.B&**4 il famoso episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci3 dove, il pesce & 3 ricordiamo che fu preso a simbolo del Cristo> & presente con una coppia mentre cin$ue sono i pani. ., giustamente, il 'onnini ricorda come due siano i Messia F attesi nell'ambiente esseno&zelota & al $uale egli fa risalire il primitivo messaggio cristiano & e cin$ue (il 6.0/%/.(C=) i libri della /;=:%;. Colpito dalle tesi di $uesto ricercatore indipendente, gli trasmisi al tempo per e.mail alcune osservazioni che ripropongo $ui di seguito ai lettori di 1pisteme, dal momento che gli interrogativi e gli appunti allora formulati sono per me ancor validi, e costituiscono l'espressione del mio pensiero su un lavoro che reputo di una certa importanza e coerenza. 55)da un collega, mi stato segnalato il ?sito? da Lei curato e cos" ho potuto conoscere la sua interpretazione del 0uovo /estamento4 Le dico subito che m' apparsa molto innovativa e feconda di risultati anche rispetto a $uanto prodotto dalla letteratura scientifica d'autori non cristiani ovvero di autori non sospettabili del pregiudizio conservativo. La verifica logica, interna all'insieme dei testi, $uale $uella da Lei felicemente sperimentata, si , nella maggioranza dei casi precedenti, limitata ad argomenti specifici evitando d'affrontare l'intero corpus, canonico e non. Mi sembra ch'.lla ritenga $uest'atteggiamento dovuto ad una $ualche forma & spesso inconscia & di rispetto mentr'io sarei pi propenso a privilegiare l'inerzia, fre$uente in ambiente accademico e derivante dall'autorit! di studi da sempre condotti secondo criteri ben accreditati e sperimentati. ,uesto detto, ovvero avendoLe fatta presente la mia distanza riguardo a certi conformismi universitari, non posso evitare d'esprimerLe alcune perplessit!. Lei d! per scontato che, il anto Jraal, in effetti, dissimuli un ang :aal ossia eesangue realeff (in occitanico7). .bbene, senza entrare nel merito di ci- che $uesto dovrebbe significare ma limitandomi ad un'analisi linguistica, io trovo che le indicazioni, da essa ricavabili, conducano altrove4 il eegraalff una coppa eegrasaleff m'anche un libro, gradale, graduale, il liturgico liber gradalisff3 tant' che i due significati, si ritrovano a coincidere in $uelle versioni, nelle $uali fatto cenno ad un'iscrizione I leggibile in un'incisione tracciata sul calice stesso. +l passaggio ee anctus Jraal 8 sanMctusNg&raalff pare, francamente, forzato ed inoltre la fonte & da lei indicata nel noto lavoro dei tre anglosassoni @aigent, Leigh, LincolnC & non delle pi serie, soprattutto perch2, l'intera storia del 6riorato di ion, strettamente legata agli altri temi portanti dell'opera, una mera fantasia elaborata dal 6lantardD sin dal *BIC con intuibili scopi auto&affabulatori. A 1isto infine come, sull'argomento, tutte le leggende comunemente note non prendano in considerazione $uest'accezione dinastica, B sarebbe interessante avere & per la genealogia merovingia e per la sua precitata, supposta liaison con le leggende del Jraal & un riferimento ?scritturale? pi affidabile3 sul genere, per intenderci, delle ine$uivocabili affermazioni del 1angelo di #ilippo. 'i $uesto possibile riferimento, io non sono a conoscenza ma reputo probabile una mia lacuna e sarei $uindi ben lieto di avere da Lei $ualche attendibile indicazione in proposito. empre in tema di fantasie, Le segnalo come Mircea .liade, *E in giovanissima et!, avendo accettato di fare una conferenza su :ama, avesse fiduciosamente tratto tutta la sua documentazione da +es Grands 'niti,s dello chur2 per poi apprendere, con stupore e rabbia, che $uanto aveva esposto con tanta passione e convinzione, altro non fosse che una specie di ?racconto mistico? dell'inaffidabile autore. ,uesto per dirLe che, non solo i riferimenti all'+nduismo sia miglior cosa reperirli altrove m'anche le notizie sulle antiche iniziazioni (alludo alle modalit! di $uella da Lei supposta per Lazzaro e $uale effettivo retroscena del miracoloso episodio) se & come mi sembra & hanno la stessa

origine, non trovano riscontri nella realt! in ogni tempo documentata e, per ragioni assai complesse, meno che mai in un cos" remoto passato. /ali riti si sono svolti, sempre e soltanto, in forme allusive e la morte alla vita profana, non portava certamente alle condizioni liminari dello stato catalettico di morte apparente.** La Chiesa, nella sua rigidezza eSoterica,*9 sta puntando tutto sulla totale storicit! delle critture3 un riflesso di $uest'atteggiamento lo si pu- riscontrare nell'ossessione anti&gnostica dei gruppi pi fondamentalisti. =ssessione, che pu- sembrare immotivata *> se non si conoscono i risvolti dei $uali, appunto, .lla s'occupa nei suoi studi. L'errore di $uesto arroccarsi grande, perch2 proprio nel punto di vista gnostico che sta la chiave per comprendere il senso di $uella ?costruzione? di mitologhemi che il Cristianesimo $uale oggi conosciamo *F ma non solo esso, essendo parimenti strutturate & anche se in modi e misure diverse & tutte le forme tradizionali. 0on fu per imbastire menzogne che ebbe $uindi ad operare $uell'ignoto consesso, formato da esponenti $ualificati del mondo giudaico&cristiano e di $uello classico ma per creare, secondo i procedimenti della teurgia, una sintesi (non un complesso sincretico), un organismo, che fosse eeun ponte fra l'uomo e il potere misterioso che pone in essere il mondoff. *I Le eebugieff*C& e non solo $uelle & sono venute dopo, specie $uando si persa, sia la cognizione dei fatti, sia la scienza, che permetteva ad una 2lite di apprezzare il superiore grado di realt! del mito a fronte dello storicismo4 da allora che la storia pu- creare sgomento.*D Credo che, appunto sul piano storico, .lla abbia ottenuto riscontri significativi ed invero suscettibili di importanti sviluppi3 Le faccio i miei complimenti ed i migliori auguri.88 Mi rendo conto che, una vera e propria recensione avrebbe comportato un pi ampio spazio riassuntivo dei contenuti di $uanto invece non sia loro dedicato in una serie di considerazioni rivolte, al momento della loro formulazione, soprattutto allo stesso autore. M'auguro per- che tale manchevolezza vieppi induca il lettore a rivolgersi, direttamente, ai testi in $uestione.

$ote
*

+l mio testo di riferimento $uello tratto da un vecchio indirizzo internet non pi attivo3 adesso, al nuovo recapito (http4UUvangelo.supereva.itUvangelo.html7p) sono state apportate notevoli modifiche ed arricchimenti. 6resumo, comun$ue, che i testi possano essere ancora discussi nei termini nei $uali li affronto ma, chi voglia, pu- verificare.
9

+n rete si pu- leggere $uest'avvertimento4 $uesto libro stato pubblicato in +talia, nel *BBF, da :oberto Massari .ditore, C6 *FF, E*E9> @olsena (1/) /el. EDC*UDBBA>*. +l testo coperto da cop<right e la riproduzione in tutto il mondo soggetta ad autorizzazione da parte della casa editrice.
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+nteso $uale acrostico di .

(no il Messia regale, davidico, l'(nto del ignore (:e d'+sraele) e l'altro il Messia sacerdotale ( ommo acerdote). ,uesta duplicit! gemellare presenta alcuni singolari rimandi4 intanto con l'inizio dell'era cristiana che il punto vernale entra nell'asterismo dei 6isces. Costellazione il cui segno astrologico , appunto, doppio4 mentre il suo nome & al pl. & in ebr. 6ogim () . %ltro duplice simbolo astrologico $uello dei Jemini (), immagine dell'omofona, spartana , che, come emblema dei divini gemelli Castore e 6olluce, era uno delle insegne della nazione. +noltre, rimanendo nell'area medio&orientale, il 'io dei #ilistei era 6ogon () , forse unico ma ittiforme. 6er-, presso $uel popolo, un richiamo alla gemellarit!, l'abbiamo e con la stessa struttura della nelle due colonne sulle $uali s'incentra la drammatica fine della storia di ansone (Jdc. *C.99&>E). u tutte $ueste coincidenze sarebbe utile intraprendere $ualche studio specifico. Cfr. anche il ns. ?La candinavia e l'%frica? nel n. 9 di 1pisteme (p.>>).

Le immagini e le scritte acheropite sono $uelle & in specie nel Cristianesimo orientale & reputate essere non opera dell'uomo ma miracolosamente prodottesi per volont! celeste.
C

*a ed. it. 'l anto Graal, Mondadori, *BA9.

6ierre 6lantard de aint&Clair (il predicato una fantasia del ig. 6lantard) sarebbe il sedicente, ultimo Jran Maestro del fantomatico 6riorato di ion.
A

Cfr. Hean :obin, 3ennes*le*;h^teau, la colline envo_t,e, 2d /r2daniel, *BA9.

R la leggenda della sopravvivenza di Jes, del suo matrimonio con la Maddalena e della loro avventurosa migrazione in 6rovenza. 'a $uest'unione sarebbero poi discesi i re Merovingi e da $ui scaturirebbe l'indiscutibile sacralit! della 6rima :azza (dal 1 sec. alla met! dell'1+++), la cui insostituibile legittimit! avrebbe reso usurpatori i sopravvenuti 6ipinidi, Carolingi e Capetingi.
*E

+e 5romesse dell'1quino#io, memorie *g, *BED & *B>D, Haca @ooG, *BBI3 p. DC.

**

/ali ?favolose? visioni del tema & che credo il 'onnini utilizzi, al fondo, senza malizia & sono purtroppo caratteristiche della non innocente deformazione d'ogni prospettiva iniziatica operata da personaggi $uali il noto giornalista Maurizio @londet, sempre alla ricerca di $ualcosa che possa mostrare un supposto lato satanico di $uesta dimensione del sacro. /uttora, infatti, l'iniziazione massonica comporta un rito, che sottintende morte (alla vita profana) e resurrezione (alla vita nova).
*9

R la eepietraff dei #edeli d'%more4 cfr. Luigi 1alli , 'l +iguaggio egreto di 6ante e dei 7edeli d'(more , +l @asilisco, Jenova, *BAA.
*>

'ov', infatti, adesso, il rischio di un'eresia gnostica di massa7 .ppure $uesti signori ne parlano con singolare, insistita fre$uenza.
*F

R l'opera di 6aolo della $uale, ampiamente, scrive il 0ostro. La citazione relativa ad una suggestiva espressione dello stesso 'onnini. +bidem. u $uest'argomento cfr. il ns. ?.fficere 'eos? nel terzo numero di 1pisteme.

*I

*C

*D

(@d%@)

&intesi delle tesi di %onnini su 9arco e 9atteo


La tesi fondamentale del 'onnini sulle origini storiche del cristianesimo, che ci permetteremo di riassumere rimandando al suo sito per un eventuale approfondimento, che Jes fu arrestato come pericoloso terrorista dai romani, e che fu da $uesti processato con l'accusa di essersi dichiarato re dei giudei, stimolando attraverso $uesta pretesa regalit! una resistenza armata all'impero romano, finalizzata a liberare +sraele dallo stato di occupazione. Jli elementi che l'autore porta a sostegno della sua tesi sono ricavati da una comparazione tra la versione dei fatti fornita da Jiovanni, Marco e Matteo, che porta a rilevare alcune interessanti anomalie e differenze relative alle modalit! dell'arresto e del processo di Jes. .' proprio da Jiovanni che 'onnini ricava due informazioni essenziali sull'arresto4 & il numero (CEE) di soldati romani utilizzati nella circostanza3 & il tentativo di resistenza armata, che vede nell'azione di 6ietro (recise con la spada l'orecchio di una delle guardie) la prova dell'opportunit! di adottare una precauzione (ben CEE soldati) in apparenza eccessiva. (n'ulteriore deduzione viene avanzata comparando Marco e Matteo. 'onnini sottolinea la curiosa simmetria tra il processo a Jes di fronte a Caifa descritto in Matteo e $uello di fronte a 6ilato descritto in Marco. ,uest'osservazione si associa, a suo parere, all'inesistenza del processo di fronte a Caifa, motivata dalla rilevazione di vari anacronismi, e dal fatto che sarebbe stata ben possibile, contrariamente a $uanto si sostiene nei 1angeli, una condanna per lapidazione decisa autonomamente dal gran sacerdote3 all'inattendibilit! dell'atteggiamento conciliante di 6ilato e della liberazione di @arabba, il $uale, come fa notare 'onnini, veniva denominato nelle antiche versioni dei 1angeli 'esous )arabbas, cio Jes #iglio di 'io (%bba h 6adre), generando cos" un'evidente anomala coincidenza. +n pratica Matteo sembra, sia rispetto a Marco che a Jiovanni, preoccupato di mostrare che i romani non sono responsabili della morte di Cristo, e che gli unici responsabili sono invece gli ebrei. Con $uesta finalit!, inventa un processo di fronte a Caifa, reinterpetrando $uella che era solo una consultazione che in Jiovanni si svolge di fronte al suocero di Caifa e non di fronte al sommo sacerdote. (n'ultima interessante osservazione, che mostra la scarsa affidabilit! di alcuni dei riferimenti in Marco e Matteo, l'attribuzione del termine 0azareno alla citt! di 0azaret. 'onnini mostra come i riferimenti topologici alla citt! di 0azaret, sulla base dei recenti ritrovamenti archeologici, siano del tutto errati, arrivando a suppore che 0azaret non esistesse neppure $uando i due 1angeli vennero scritti, e che, invece, la citt! natia di Jes fosse Jamla, non a caso sede di disordini fomentati dagli zeloti in anni immediatamente a ridosso di $uelli che videro il nascere della prima comunit! cristiana. /ali osservazioni porterebbero alla conclusione che il 1angelo di Matteo (vedi processo a Caifa) e $uello di Marco (vedi problema inerente la citt! di 0azaret) sono di certo ed entrambi stati rimaneggiati, probabilmente sia a ridosso del periodo che precede il DE d.c. che successivamente ad esso. +n pratica, le affermazioni della patristica, che parlano di una versione del 1angelo degli .brei (o dei 0azorei), e che segnalano come $uesto fosse una versione ridotta del 1angelo di Matteo, priva di alcune parti essenziali $uali la genealogia, diverrebbe ora pi chiara. ulla base delle ipotesi ora avanzate e di $uelle esposte in precedenza, possibile allora proporre la seguente ricostruzione complessiva. +l primo vero 1angelo fu scritto in ebraico e da $uesto furono tratti la versione greca del 1angelo di Matteo e di $uello di Marco. +nizialmente i giudeo&cristiani integrarono il loro 1angelo inserendo la genealogia, e lo tradussero in greco per utilizzarlo come contro&vangelo rispetto a $uello predicato da 6aolo. Ci sembra poco probabile che siano stati essi ad aggiungere (inventandolo) il processo di fronte a Caifa per evitare il sospetto di attivit! sovversiva ed antiromana. ulla stessa base fu, inizialmente, stilato il 1angelo di Marco, ispirato dai suggerimenti di 6aolo, ma approvato anche dalla Chiesa di Jerusalemme e da ila. +n tale 1angelo si omisero le parti inerenti la Legge su consiglio di 6aolo, e il testo fu approvato da Jerusalemme che non intendeva appesantire l'evangelizzazione dei pagani in linea con le decisioni del Concilio. Con la scomparsa dei giudeo&cristiani seguita alla distruzione del /empio, l'originale 1angelo degli ebrei redatto in ebraico scomparve, anche grazie anche alla successiva persecuzione contro l'eresia .bionita. %lla sua traduzione in greco, fatta dai giudeo cristiani con l'aggiunta di parti come la genealogia, vennero aggiunte ancora, in ambito paolino, le sezioni inerenti il processo di fronte a Caifa, con lo scopo di eliminare eventuali messaggi che potessero risultare antiromani. Le modifiche furono sicuramente introdotte dopo il DE d.c., e $uindi dopo la stesura del 1angelo di Luca. La spiegazione della denominazione Jes 0azareno con una presunta origine del Cristo nella citt! di 0azaret puessere fatta risalire anch'essa al timore di possibili repressioni da parte dei romani. L'appellativo 0azareno poteva infatti essere associato (e, secondo 'onnini, lo era) alla sua appartenenza alle stte con tendenze indipendentiste, messianiche e sostanzialmente zelote. La modifica fu dettata dalla constatazione che $uel 1angelo era ormai troppo diffuso e noto

per poterlo dichiarare non valido (del resto era stato probabilmente $uello utilizzato dai dodici). +l 1angelo di Marco, non pot essere eliminato, per analoghi motivi e del resto, anche se non abracciava le tesi di 6aolo non le negava neppure. 6robabilmente alla versione originale greca furono successivamente aggiunte le sezioni inerenti la resurrezione. +l 1angelo di Luca, la cui stesura dovette essere successiva a Matteo e Marco, ma comun$ue precedente al DE d.c., fu il primo ad introdurre inventandolo, il processo di fronte a Caifa, ed insieme anche $uello di fronte a 6ilato. ulla base del 1angelo di Luca furono, probabilmente non molto dopo il DE d.c., prodotte le modifiche che abbiamo menzionato alla versione greca di Matteo. /ra $ueste c' anche stata, probabilmente, l'introduzione della funzione primaria di 6ietro, che ha sostituito $uella di Jiacomo, per gli ovvi motivi dovuti ai contrasti tra $uesti e 6aolo. +l ruolo guida di Jiacomo viceversa chiaramente indicato nel 1angelo apocrifo di /ommaso, ma completamente assente nei canonici. L'ipotizzata se$uenza delle stesure dei 1angeli pu- $uindi essere schematizzata come segue4 :angelo degli /brei in ebraico (autore probabilmente Matteo) :angelo degli /brei tradotto in greco (autori i giudeo&cristiani vicini alla chiesa di Jerusalemme, con l'aggiunta della genealogia) :angelo attribuito a 9arco (non scritto da Marco, ma da un discepolo di 6aolo, e non in greco3 estratto dal 1angelo degli .brei, a meno di parti scomode alla predicazione di 6aolo) :angelo attribuito a Luca (scritto da 'ema, lo stesso autore degli %tti3 in linea con la /eologia di 6aolo, con l'aggiunta del processo a Caifa insieme a $uello di fronte a 6ilato) :angelo di )io anni :ersione definiti a del :angelo di 9atteo (ottenuta dalla versione in greco del 1angelo degli .brei, rimaneggiato sulla base del 1angelo di Luca3 in linea con la teologia paolina) :ersione definiti a del :angelo di 9arco (ottenuta aggiungendo le sezioni conclusive sulla resurrezione3 in linea con la teologia paolina). Come si evince dalla detta teoria, pur nella numerosit! delle versioni, la fonte primaria ed unica dei 1angeli il 1angelo di Matteo (o 1angelo degli .brei), originariamente scritto in ebraico. + rimaneggiamenti (nelle sole versioni greche) e la moltiplicazione dei 1angeli, almeno di $uelli cui si fatto da un certo punto comune riferimento, sono essenzialmente dovuti alla necessit! di giustificare (nel caso di cristianesimo che si rif! a 6aolo) o di screditare (nel caso contrario di cristianesimo di origine giudea) la teologia ideata da 6aolo di /arso.

Anomalie e anacronismi nei :angeli: alcune obiezioni alle tesi di %onnini


%ggiungiamo alla precedente sintesi alcune considerazioni personali, mirate a verificare la rispondenza delle ipotesi avanzate relativamente ai 1angeli di Marco e Matteo nel sito sotto specificato con $uelle di 'onnini. ,uesti, sulla base della precisione con la $uale nei 1angeli viene descritta la distruzione del /empio, resta fermamente convinto che la datazione dei 1angeli vada collocata di certo dopo il DE d.c., anno della distruzione di Jerusalemme da parte delle legioni di /ito. %d avvalorare $uesta tesi egli adduce le anomalie gi! menzionate, che dimostrerebbero una totale non conoscenza dei fatti e dell'ambiente ebraico da parte degli autori dei testi evangelici. ebbene siamo convinti della presenza di manipolazioni dei testi, non riteniamo per-, come fa l'autore in $uestione, che dette manipolazioni siano avvenute dopo il DE, ma che siano, per lo pi, databili tra il I9 ed il C9 d.c., e cercheremo di dimostrarlo nei successivi paragrafi.

A ;umran si conosce a la sorte del 9essia e di )erusalemme prima del ,1 d.c.


Cominciamo con il soffermare la nostra attenzione sull'elemento chiave che 'onnini adduce per la posdatazione dei 1angeli4 l'impossibilit! che gli evangelisti conoscessero ci- che sarebbe avvenuto nel DE. "n realt la cultura essena ed i 9anoscritti (umramici ci dimostrano in maniera chiarissima che gli esseni conosce ano benissimo, non solo la sorte della citt santa e del <empio, ma anche la sorte del loro 9essia. +n tal senso emblematico il papiro F,IF*, che contiene la intera storia del Messia e le sue caratteristiche4 & ;olonna ' $7rammento B! * 'l %essia parla in parabole (*)... parole ... e secondo la volont! di (9) ... a me. 'i nuovo egli scrisse (>) ... 6arlerai su di ci- in parabole (F) ... era vinino a me. ,uindi fu lontano da me (I) ... la visione sar! profonda ... il furto ... * ;olonna '' * ;onsolatore degli afflitti elargitore di sapien#a (9) da 'io ... (>) %ccoglierai gli afflitti (F) @enedirai i loro olocausti e tu stabilirai per essi un fondamento di pace ... (I) tuo pirito e ti rallegrerai nel tuo 'io. =ra io vi parlo in parabole ... rallegrati. (C) .cco un uomo saggio comprender! che io osservo e comprendo profondi Misteri, cos" pure io parlo ... parabole (D) +l greco non comprender!. Ma la Conoscenza della apienza verr! su di te poich hai ricevuto ... ac$uisirai ... (A) eguila Mla sapienzaN e cercala e ne verrai in possesso per inghiottirla. .cco tu allieterai molti ... molti avranno un luogo. * ;olonna '8 * +'espia#ione, il 8erbo eterno, ingiusta condanna del %essia, il dramma degli ultimi tempi e l'esilio del popolo (*) ... la sua apienza sar! grande. #ar! espiazione per tutti i figli della sua generazione. ar! inviato a tutti i figli della sua generazione. La sua parola sar! come parola del Cielo ed il suo insegnamento in accordo con la volont! di 'io. +l suo eterno sole briller! ardente. (>) . il fuoco avvamper! su tutte le estremit! della terra. . sulle /enebre rifulger!. %llora le /enebre si allontaneranno (F) dalla terra e l'oscurit! dalla terraferma. 6ronunceranno storie contro di lui, e diranno ogni genere di infamie su di lui. .gli rovescer! la sua malvagia generazione (C) ci sar! una grande collera. %l suo risorgere vi sar! menzogna e violenza e il popolo errer! nei giorni e saranno confusi. ,uesto brano, come si vede, appare in perfetta linea con le previsioni apocalittiche che ritroviamo nella profezia degli ultimi tempi che Matteo mette in bocca a Jes. . se ancora non bastasse ecco la prova finale che i papiri di ,umran, ben prima della distruzione del /empio, contenevano una perfetta sceneggiatura di ci- che sarebbe avvenuto4 * ;olonna 8 * fustiga#ione del %essia ingiustamente accusato (*) ... e coloro che sono colpiti in relazione a ... (9) ... tuo giudizio ma tu non sarai colpevole ... (>) le sferzate di coloro che ti affliggono ... (F) ... la tua protesta (7) non mancher! e tutto ... (I) il tuo cuore innanzi. * ;olonna 8' * i tre giorni di Giona, la ;rocefissione del %essia e la resurre#ione

(*) 'io porr! riparo agli errori ... egli giudicher! le colpe svelate ... $uindi ... (9) +ndaga e ricerca e saprai come Hona pianse. . non sopprimere il debole annientandolo e con la crocifissione ... (>) con un chiodo non lo devi toccare. %llora farai sorgere un nome di Jioia per tuo padre e tutti i tuoi fratelli un saldo fondamento (F) ... /u vedrai e gioirai nella .terna Luce e non sarai Modiato da 'ioN. i noti il riferimento a Jiona, usato da Jes per profetizzare i tre giorni che sarebbero passati fino alla resurrezione, e soprattutto l'impressionante riferimento al chiodo e $uindi alla crocifissione.

Anomalie dell'arresto e dell'ultima cena spiegabili attra erso il substrato esseno


(n altro dei temi cari al 'onnini, segnalato come indizio chiaro di una manomissione postuma del testo evangelico, rappresentato dalla cena pas$uale e dall'anomalo arresto di Jes. :iteniamo che entrambi gli aspetti trovino giustificazione piena in$uadrando i vangeli (in particolare Matteo) nell'ambito della cultura essena $umraniana. +n primo luogo va osservato che la struttura organizzativa del gruppo che Jes aveva formato rispecchia chiaramente la struttura organizzativa della comunit! $umraniana. +n essa era prevista un'assemblea di *9 membri laici presieduta da tre sacerdoti4 Fel consiglio della comunit $ci saranno! dodici uomini e tre sacerdoti, perfetti in tutto ciQ che stato rivelato dell'intera legge, per praticare la verit, la giusti#ia, il giudi#io, l'amore misericordioso e la condotta umile di ciascuno con il suo prossimoP $<O ;ol :,<!. 0el caso della comunit! che si riuniva intorno a Jes i *9 membri sono chiaramente i *9 apostoli e i tre sacerdoti sono Jiacomo, Jes e 6ietro (Jiacomo, Jiovanni e 6ietro dopo la morte di Jes). +n particolare a ,umran l'attesa messianica prevedeva non un Messia ma due, uno della stirpe di %ronne (Jiovanni il @attista si diceva figlio di Laccaria, della stirpe di %ronne) che avrebbe dovuto nominare il nuovo principe di +sraele, il secondo messia della stirpe di 'avide (chiaramente Jes figlio di Jiuseppe della stirpe di 'avide). .' emblematico osservare che nelle scritture $umraniche profetizzata la cena degli ultimi tempi nella $uale il Messia di %ronne avrebbe spezzato il pane dandolo per primo al Messia di 'avide, e successivamente si sarebbe distribuito del vino giovane (non fermentato). La morte di Jiovanni probabilmente fece s" che Jes assumesse su di s2 entrambe le funzioni messianiche. Ma ci potrebbe essere una risposta ancor pi interessante che prende spunto da un pezzo originariamente presente nel 1angelo degli .brei, probabilmente eliminato successivamente per la centralit! che dava alla controversa figura di Jiacomo il Jiusto, capo della Chiesa di Jerusalemme e della corrente giudaico&cristiana antipaolina4 & M*EN 'opo la risurrezione del alvatore, anche il vangelo detto secondo gli .brei, recentemente tradotto da me in lingua greca e latina e del $uale fa spesso uso =rigene, afferma4 ?'opo aver dato il sudario al servo del sacerdote, il ignore and- da Jiacomo e gli apparve?. Jiacomo infatti aveva assicurato che, dal momento in cui aveva bevuto al calice del ignore, non avrebbe pi preso cibo fino a $uando non l'avesse visto risorto dai dormienti. . poco dopo (prosegue)4 ?6ortate la tavola e il cibo? dice il ignore. . subito4 ?6rese il pane, lo benedisse, lo spezz- e diede a Jiacomo il Jiusto, dicendo4 #ratello mio, mangia il tuo pane, poich2 il figlio dell'uomo risorto dai dormienti? (J.:=L%M=, 'e viris ill., 9). Jes spezza il pane e lo offre a Jiacomo che, a $uesto punto, prende il posto del Messia di 'avide4 cigiustificherebbe perch2 lui, e non 6ietro, divenne capo della comunit! cristiana di Jerusalemme. +n sostanza, i dubbi che 'onnini solleva circa l'esistenza stessa della cena o la funzione sacrilega nella cultura ebraica del cibarsi del corpo e del sangue (del pane e del vino) ci paiono infondate. 'onnini usa, a nostro avviso, il metro della cultura farisaica, dimenticando che il nocciolo del cristianesimo non il fariseismo ma l'essenismo $umranico che, sappiamo bene, si discostava al$uanto da $uella cultura, accettando usanze che erano vietate presso Jerusalemme come la magia, l'astronomia e l'astrologia. % nostro avviso proprio grazie alla segnatura con il sangue dell'%gnello che ai dodici fu permesso di uscire durante la notte della vigilia di 6as$ua per recarsi sul monte degli (livi. La notte della vigilia di 6as$ua segnava il ricordo, nella cultura ebraica, della strage dei primogeniti avvenuta nella notte che precedette la fuga dall'.gitto. Le case segnate con il sangue dell'agnello immolato non sarebbero state toccate dall'angelo vendicatore. ,uesta maledizione sarebbe ricaduta su coloro che avessero abbandonato le case in $uella notte, e chiaramente impediva ad un ebreo di uscire di casa, salvo che, come nel caso dei *9, l'aver bevuto il sangue dell'%gnello non simboleggiasse il segno posto sulla ?casa del cuore?. . che Jes non intendesse mangiare carne ma probabilmente far mangiare il simbolo di essa richiamato sempre negli scritti della patristica a proposito del 1angelo degli .brei4

MCN %bbandonando il vero ordine delle parole, alterano la frase, sebbene sia chiara da tutto il contesto delle parole, e fanno dire ai discepoli4 ?'ove vuoi che ti prepariamo da mangiare la pas$ua7?. %l che egli rispose4 ?#orse che io ho desiderato mangiare carne con voi in $uesta pas$ua7? (.6+#%0+=, op. cit., >E, 99, F).
'iversa invece la motivazione che adduciamo a sostegno della veridicit! dell'arresto praticato durante la notte di 6as$ua, segnalato invece da 'onnini come ulteriore anomalia. Jli esseni $umraniani utilizzavano un calendario solare di >CF giorni che differiva sostanzialmente da $uello ebraico in uso a Jerusalemme che invece era lunare. +l papiro F,>9* ci consente oggi di conoscere il ciclo calendariale di C anni previsto per $uesto calendario, e di conoscere l'e$uivalente giorno nel calendario ebraico. =ggi sappiamo, ad esempio, che la vigilia della 6as$ua essena veniva festeggiata in giorni diversi da $uella ebraica e cadeva sempre di Marted". =ra caso vuole che, nel primo e terzo anno del ciclo, la vigilia di 6as$ua ebraica cada esattamente un giorno dopo $uella essena, e $uindi di Mercoled". Jrazie a $uesta costatazione possiamo dare soluzione al problema sollevato da 'onnini, e pure ad un'altra anomalia che 'onnini non ha notato4 $uella dei > giorni di Jiona. &e supponiamo che )es8 seguisse l'usanza essena, egli festeggi= la *as(ua di 9arted>, il giorno prima della igilia della *as(ua ebraica, (uindi fu sicuramente possibile l'arresto condotto dai farisei in un giorno che, per loro, non era tab8. +noltre la versione ufficiale della 6assione prevede la morte il Jioved", e di conseguenza resterebbero soltanto 9 giorni (1enerd" e abato) ?nel ventre della terra?, e non >, come previsto dalla profezia in Matteo (*9,FE)4 ? ;ome infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, cos& il 7iglio dell'uomo rester tre giorni e tre notti nel cuore della terra?. 6er spiegare $uesta anomalia bisogna, prima di tutto, ricordare che gli ebrei misuravano il tempo da tramonto a tramonto, successivamente possiamo avanzare la seguente ricostruzione4 * & Marted" sera, arresto e processo con Caifa3 9 & Mercoled" mattina, crocifissione3 > & Mercoled", alle > del pomeriggio, la morte di Jes. /ssendo il 9ercoled> la igilia della *as(ua ebraica, 7 chiaro che il significato che assume )es8 7 proprio (uello dell'Agnello che iene sacrificato nella igilia di *as(ua prima del tramonto. "n (uesto modo i 7 l'automatica maledizione non di tutti gli ebrei ma dei soli 6arisei, colpe oli di a er interpetrato, come afferma 9atteo, la legge con metro di uomini. i comprende, cos", perch2 $uello di Jes era il sacrificio di un giusto che malediceva gli ingiusti4 i farisei e la loro falsa 6as$ua. ,uel sacrificio doveva segnare la fine dei successivi sacrifici che sarebbe avvenuta di l" a poco con la distruzione del /empio. %ncora una volta ci viene in aiuto la patristica che sempre con riferimento al 1angelo degli ebrei scrive4 & riferito in $uel cosiddetto vangelo secondo gli .brei4 ?+o sono venuto ad abolire i sacrifici. . se non cesserete dall'offrire sacrifici, non desister! da voi l'ira? (.6+#%0+=, op. cit., >E, *C, F&I). i noti che i > giorni e le tre notti tornano, a $uesto punto, perfettamente4 & Mercoled", Jioved" e 1enerd" sera3 & Jioved", 1enerd" e abato mattina.

Ma c' di pi, $uesta ricostruzione elimina un'altra anomalia non sottolineata da 'onnini4 la sigillatura operata dai farisei della tomba di Jes il abato sacro, impossibile secondo la tradizione ebraica. +nfine essa ci pare perfettamente conciliabile con il solo 1angelo di Matteo che afferma che la sigillatura avvenne ?il giorno dopo che era 6arasceve?. Marco interpret- $uesto termine, dall'ebraico probabilmente, con l'e$uivalente termine greco avente il significato di 6reparazione al sabato4 cio 1enerd". 0el Matteo ebraico, probabilmente, $uesto termine era la distorsione del termine .rev 6esah cio 1igilia di 6as$ua, distorsione introdotta dagli esseni per distinguere, probabilmente, la loro ?vera? vigilia di 6as$ua da $uella falsa farisaica. "n buona sostanza 9arco ha generato, traducendo male il termine *arasce e ?/re *esah farisaica e (uindi )io ed>@ con 3*reparazione3 ?al sabato@ e (uindi :enerd> determinando gli errori nei successi i :angeli Luca e )io anni.

:icinanza di 9atteo alla cultura (umranica


'onnini ritiene possibile, se non reale, l'esistenza di un 1angelo degli .bioniti, o un proto&Matteo, segnalata dalla patristica, ma, a suo giudizio, gli elementi che abbiamo menzionato ed altri che vedremo nei successivi paragrafi dimostrebbero che la nostra versione di $uesto 1angelo sia molto distante da $uello che, a suo giudizio, l'unico testo scritto prima del DE. % nostro avviso ci sono viceversa fondati motivi per ritenere il testo di Matteo estremamente vicino alla versione originaria del proto&Matteo ebraico, e $uesti indizi sono da ricercarsi, in linea anche con $uanto ritenuto da 'onnini, nell'essenismo dell'autore. 1ogliamo, in tal senso, mostrare il seguente brano tratto dal papiro F,I9*.

7rammento < ;olonna '' (*) ... i Cieli e la terra obbediranno al suo Messia (9) ... e tutto $uanto in essi. .gli non si allontaner! dai comandamenti santi. (>) Mantenendoli saldi al suo servizio, (voi) che cercate il ignore. (F) 0on troverete forse in $uesto il ignore, tutti voi che aspettate pazientemente nei vostri cuori7 (I) 6erch2 il ignore visiter! i 6ii (;assadim) e i Jiusti (LadddiGim) li chiamer! per nome. (C) ull'umile poser! il uo pirito e ristorer! il #edele con il suo 6otere. (D) .gli glorificher! i 6ii (;assidim) sul /rono del :egno .terno. (A) Liberer! i prigionieri, ridar! la vista ai ciechi, risollever! gli oppressi ... (B) 6er sempre aderir- a Lui ... e avr- fiducia nella sua 6iet! M;ased anche JraziaN (*E) e la ua bont! ... della antit! non sar! differita (**) . in $uanto alle azioni gloriose che sono opera del signore $uando lui ... (*9) allora risaner! i malati, far! risorgere i morti e annuncer! agli umili felici notizie (*>) ... .gli guider! i santi..gli li condurr!, .gli far! ... e tutto il suo ... 7rammento < ;olonna ''' (*) e la Legge sar! perseguita. Li liberer! ... (9) /ra gli uomini, i padri sono onorati dinnanzi ai figli ... (>) Canter- (7) la benedizione del ignore con il suo favore ... (F) La terra andr! in esilio in ogni luogo ... (I) . tutto +sraele in esilio ...
Jes (in Matteo, **,F&C) sembra richiamare proprio $uesta brano $uando vuole mostrare a Jiovanni che in lui si avverano le profezie4 ?GesT rispose: (ndate e riferite a Giovanni ciQ che voi udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri predicata la buona novella, e beato colui che non si scandali##a di me?. +n pratica Jes segue il canovaccio delle scritture $umraniane. +l fatto che $uesto brano appartenga a Matteo e non a Marco, ed il fatto che Matteo preceda di certo Luca, ci testimoniano come $uesto testo contenga elementi che non possono che provenire dalla cultura esseno&$umranica che costitu", a nostro avviso, e ad avviso dello stesso 'onnini, il substrato per il nascente Cristianesimo.

L'automaledizione degli ebrei non 7 inattendibile


(n altro degli elementi che 'onnini adduce per ritenere postuma la stesura dei testi evangelici la frase con la $uale gli ebrei maledicono se stessi nel 1angelo di Matteo (9D, 9F&9I)4 ? 5ilato, visto che non otteneva nulla, an#i che il tumulto cresceva sempre piT, presa dell'acqua, si lavQ le mani davanti alla folla: "Fon sono responsabile", disse, "di questo sangueC vedetevela voiU". 1 tutto il popolo rispose: "'l suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli". ? %lcuni elementi presenti nelle lettere paoline ci inducono a ritenere che 6aolo avesse conosciuto la versione ebraica del 1angelo di Matteo utilizzata dai suoi oppositori a Corinto. +n particolare la versione dell'ultima cena che ritroviamo nella prima lettera ai Corinzi (Cor. *,9>&9D), con l'enfasi posta sulla funzione di remissione dei peccati, e soprattutto le parole utilizzate da 6aolo a Corinto $uando, in seguito all'abbandono di ila, egli decide di concludere la predicazione ai giudei4 ?+l vostro sangue ricada sul vostro capo4 io sono innocente? (%tti *A,C)3 frase, $uesta, che ha due soli paralleli apprezzabili nel 0uovo /estamento4

& Mt 9>,>F&>I4 ?6erci- ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi3 di $uesti alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di citt! in citt!3 perch2 ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra?, e coincide soprattutto con l'invettiva pronunciata dagli ebrei contro Jes al momento della sua condanna morte nel 1angelo & appunto secondo Matteo & $uella che 'onnini ritiene anacronistica, ma che invece sembra ispirare 6aolo ben prima del DE d.c. (I9 d.c.).

"n pratica, la maledizione lungi dall'essere inattendibile 7 stata realmente inserita nel proto'9atteo, e non riguarda tutti gli ebrei ma i soli 6arisei e &cribi, rientrando perfettamente nella polemica antifarisaca caratteristica di 9atteo e comune ai testi (umraniani. "n (uesto contesto ci pare plausibile anche il dito puntato contro Caifa e contro il sinedrio e di conseguenza lo stesso processo alla presenza di Caifa.
+l ritrovamento recente della tomba di Caifa, in cui stato rinvenuto il teschio con una moneta tra i denti, chiara usanza pagana, testimonia l'ambiguit! di $uesto personaggio. /ale ambiguit! nel contesto dei documenti $umraniani $uali le ?Lettere sulle opere di Jiustizia?, che criticano aspramente le cerimonie al /empio, e le violazioni delle norme di purezza compiute dagli stessi sacerdoti, ci sembrano giustificare l'atteggiamento ostile alla classe sacerdotale, e prima di tutto a Caifa, nel testo di Matteo. % partire da $uesta constatazione, dalla situazione personale di 6aolo a Corinto fortemente avversato dai giudeo&cristiani, e da alcuni elementi riscontrabili nel 1angelo di Marco (Mc *I,9*), $uali la presenza di %lessandro il ramaio .fesino, (%tti *B,>*) scomunicato da 6aolo nel C9 a :oma, (+ /im. *,9E e ++ /im. F,*F), e di :ufo, personaggio anch'esso presente ad .feso nel I9d.c. (:om. *C,>), riteniamo di poter collocare la stesura del :angelo di 9arco ad /feso nel #2d.c . +l testo doveva servire per contrastare le parti pericolose per la nascente teologia paolina. 6artendo $uindi dalla versione ebraica di Matteo, 6aolo fece redigere il testo, con l'omissione di elementi $uali4 & il discorso della Montagna, con il richiamo alla validit! della Legge3 & la polemica antifarisaica (6aolo era #ariseo)3 & la supremazia di 6ietro (che 6aolo avversava, vedi le lettere ai Corinti e ai Jalati)3 & la funzione centrale del battesimo di Jiovanni come premessa necessaria alla missione di Jes (6aolo, proprio ad .feso, incontra un gruppo di giudei convertiti al battesimo di Jiovanni e vuole sminuirne la portata) Con la scomparsa dei giudeo&cristiani seguita alla distruzione del /empio, il 1angelo degli ebrei originale in ebraico scomparve, anche grazie alla successiva persecuzione contro l'eresia .bionita. 'iversa sorte tocc- al 1angelo di Marco, che 6aolo invi- nella capitale & a nostro avviso, per mano del gruppo di giudeo&cristiani di rientro da .feso & insieme alla Lettera ai :omani. +l fatto che $uel testo fu scritto in un greco approssimativo, ben diverso dal greco del testo di Matteo, a nostro avviso una prova che l'autore non era un asiatico ma, probabilmente, un giudeo&romano, buon conoscitore dell'ebraico, che tradusse il testo ebraico di Matteo ponendo enfasi sulla sua conoscenza della cultura ebraica e dei luoghi della Jiudea per sopperire ad una evidente totale mancanza di informazione sui fatti narrati (la sua unica fonte il testo ebraico di Matteo). La presenza a :oma del testo e la leggenda della discesa a :oma del primo degli apostoli e del suo legame stretto con 6aolo favorirono, a nostro avviso, l'attribuzione di $uesto testo ad un personaggio che sicuramente non pu- essere il vero autore, e cio Marco (che non era ad .feso nel I9 d.c.), figlio del primo degli apostoli (* 6t. I,*9 , Mt A,*F). Luca, venuto in possesso dei due 1angeli, Marco e Matteo, utilizz- Marco come canovaccio confermandone alcune scelte, e Matteo per integrare le narrazioni. %lcune modifiche, probabilmente, furono introdotte dopo il DE, e dopo la stesura del 1angelo di Luca. %nche la presenza della giustificazione dell'appellativo 0azareno con la pretesa origine di Jes nella citt! di 0azaret giustifica, per le motivazioni gi! addotte, l'attendibilit! di $uesta ipotesi. +l 1angelo di Luca, la cui stesura dovette essere successiva a Matteo e Marco, ma comun$ue precedente al DE d.c., calc- la mano sull'innocenza di 6ilato, ed introdusse le sezioni del Capitolo 9>,C&*C con le $uali si discolpava lo stesso .rode, facendo ricadere, per- , la colpa non pi sui soli #arisei e cribi & come avveniva in Matteo & ma su tutti gli .brei, scelta che verr! confermata anche nel successivo volume attribuito al medesimo autore4 gli %tti. ,uesta scelta antisemita aveva avuto origine dallo scisma tra 6aolo ed il giudeo&cristianesimo gerosolomitano, di cui troviamo una chiarissima traccia nella prima lettera di 6aolo ai /essalonicesi (*,*F&*C)4 ? P come loro da parte dei Giudei, i quali hanno perfino messo a morte il ignore GesT e i profeti e hanno perseguitato anche noiC essi non piacciono a 6io e sono nemici di tutti gli uomini, impedendo a noi di predicare ai pagani perch, possano essere salvati ?. + motivi che ci spingono a credere che la stesura di $uesto testo sia collocabile a Jerusalemme nel IA d.c. sono molteplici4

& l'autore degli %tti si riaggancia al suo precedente testo, il 1angelo di Luca3 & gli %tti terminano ispiegabilmente nel C9 d.c. con gli arresti domiciliari a :oma di 6aolo3 & l'autore testimone oculare di alcuni dei fatti narrati negli %tti4 in particolare presente in tutti i viaggi via mare dopo il Concilio di Jerusalemme (%tti *I)3 & l'autore non pu- aver conosciuto ed approfondito i fatti che narra se non durante l'ultimo drammatico viaggio a Jerusalemme di 6aolo nel IA d.c., con il suo soggiorno di 9 anni (solo in $uella data pot avere $ualche contatto con la chiesa gerosolimitana)3 & non esiste alcun motivo valido che giustifichi la sospensione della narrazione delle vicende paoline al C9 d.c., se non che $uello l'anno in cui fu terminata la stesura del libro. 'ubbi seri nascono in relazione all'attribuzione di $uesto testo al medico Luca (Col. F,*F). L'autore sembra un ottimo conoscitore di tecniche di navigazione ed presente sempre nei viaggi che coinvolgono percorsi via mare (in particolare sulla rotta /riade & /essalonica)3 viceversa non si pu- dire lo stesso per le sue conoscenze mediche, che paiono scadenti. :iteniamo di poter identificare l'autore non in Luca, ma in 'ema sulla base delle seguenti constatazioni4 & la detta altrimenti inspiegabile interruzione degli %tti nel C93 & l'abbandono di 6aolo da parte di tutti gli asiatici a :oma, ultimo dei $uali fu 'ema (abbandona 6aolo e parte per /essalonica (++ /im. F,*E)3 & la permanenza del solo Luca con lui (++ /im. F,**)3 & il fatto che nelle lettere Luca e 'ema sono sempre menzionati insieme. :icapitolando, la se$uenza delle stesure dei 1angeli da noi ipotizzata pu- essere schematizzata come segue4 :angelo degli /brei in ebraico (autore probabilmente Matteo & scritto intorno al F9&FA) :angelo attribuito a 9arco (non scritto da Marco ma da un discepolo di 6aolo, un giudeo&romano rifugiatosi ad .feso dopo la persecuzione di Claudio, e ritornato a :oma tra il I9 ed il IF, recando la lettera ai :omani che annunciava l'imminente arrivo di 6aolo nella capitale. ,uesto testo rappresenta un estratto dal 1angelo degli .brei, a meno di parti scomode alla predicazione di 6aolo) :angelo degli /brei tradotto in greco ?9atteo in greco@ (autori i giudeo&cristiani vicini alla chiesa di Jerusalemme, con l'aggiunta della genealogia e della nativit! & scritto intorno al I9&IA) :angelo attribuito a Luca (scritto da 'ema, lo stesso autore degli %tti, intorno al IA&CE) Atti degli apostoli (scritti dallo stesso 'ema, intorno al C9) :angelo di )io anni :ersione definiti a del :angelo di 9atteo (ottenuta dalla versione in greco del 1angelo degli .brei, rimaneggiato sulla base del 1angelo di Luca, e in linea con la teologia paolina) :ersione definiti a del :angelo di 9arco (ottenuta aggiungendo le sezioni conclusive sulla resurrezione, ancora in linea con la teologia paolina).

Conclusioni
Molte delle discrepanze e delle anomalie riscontrate da 'onnini nei 1angeli sembrano sollevare seri dubbi sull'affidabilit! storica del contenuto di $uesti, e, all'apparenza, sembrano giustificabili solo supponendo che la data della loro stesura sia molto lontana dagli eventi narrati. +n realt! $uesta conclusione, peraltro sostenuta pressoch2 unanimemente dalla moderna esegesi, prescinde da un'irrinunciabile chiave di lettura4 la lotta tra il giudeo&cristianesimo di origine esseno&$umranica ed il cristianesimo paolino. /esti come Marco e Luca, pur elaborati in date prossime a

$uelle degli eventi narrati, rivelano una totale mancanza di informazione o comun$ue una informazione estremamente approssimativa, ma $uesta caratteristica spiegabile osservando la distanza fisica e culturale abissale che separa 6aolo (nel cui ambito nascono i due testi) dalla comunit! gerosolimitana e giudeo&cristiana. % differenza di 'onnini, non riteniamo che tali opere abbiano subito rimaneggiamenti pesanti in anni successivi al DE, se non per le parti che li ricollegano saldamente alla cultura giudeo&cristiana (in particolare per l'omissione totale dei rapporti tra Jes e il fratellastro Jiacomo, e la designazione di $uesti $uale capo della nascente comunit! cristiana alla morte di Jes). La loro diffusione doveva essere gi! notevole, e la stessa constatazione che ci sono pervenute diverse versioni dei 1angeli, che pur mantenendo contenuti simili vengono distinte per il nome dell'autore, ci dimostra che pi che rimaneggiare testi manipolandone il contenuto, si era soliti stenderne di nuovi. 'el resto difficile pensare che testi di cos" larga diffusione, (abbiamo segnalato l'uso del Matteo ebraico nelle regioni greche evangelizzate da 6aolo) potessero subire rilevanti modifiche, se, come abbiamo ipotizzato, se ne colloca la stesura in anni in cui erano ancora vivi i testimoni oculari. +nsomma, ferma restando l'inattendibilit! di Marco e Luca, riteniamo che Matteo, per la vicinanza estrema ai testi $umranici che erano ignoti a $ualun$ue altra letteratura a noi pervenuta, rappresenti, nel complesso, il pi attendibile del 1angeli.

( abato cala) .&mail4 sabato.scaladlibero.it sabato.scaladlibero.it, http4UUVVV.il*>moapostolo.c\b.netU +l portale della ricerca storica innovativa sulle =rigini del Cristianesimo

La doppia anima del Cristianesimo


(Mario margiassi)
L'ipotesi di una doppia anima del cristianesimo primitivo, ovvero di una polarizzazione del primo dibattito cristologico attorno a due opposte interpretazioni della missione storica di Jes, mi pare la pi plausibile per spiegare le numerose oscillazioni e contraddizioni che emergono da una lettura, anche superficiale, dei testi evangelici. ,ueste contraddizioni, ad una prima analisi davvero sconcertanti, appaiono in diversa luce se dislocate in un ambito evolutivo e diacronico, se cio nel loro insorgere si ravvisano le dinamiche conflittuali di una comunit! religiosa che tentava faticosamente di ridisegnarsi e riorganizzarsi dopo i tragici avvenimenti del DE d.C. +l cristianesimo come dottrina della salvezza di tutti gli uomini non sarebbe allora l'autentico nucleo della predicazione del Jes storico, che non aveva alcuna intenzione di fondare una religione eStragiudaica e che, in modo del tutto coerente, affermava di essere venuto soltanto per le ?pecore perdute della casa di +sraele?. L'impressione tratta dai miei primi studi sulle origini del cristianesimo che pi ci avviciniamo al Jes della storia, pi risulta sfocata ed improbabile l'immagine del predicatore pacifico, apolitico, filo&romano, anti&ebreo che la tradizione ecclesiastica ha consolidato lungo i secoli e che tuttora splende incontrastata nella mente di moltissimi credenti e non&credenti. 6aradossalmente, i risultati dell'indagine storica sulla figura di Cristo conducono ad una erosione delle differenze che tradizionalmente hanno diviso la fede di ebrei e cristiani4 non nel senso, puramente apologetico, di un superamento&inveramento, di una %ufhebung, per cui il cristianesimo sarebbe la verit! pi profonda dell'ebraismo, il compimento delle promesse dell'ebraismo3 ma nel senso, assai meno rassicurante per i cristiani, di una totale e consapevole appartenenza di Jes Cristo alle proprie radici giudaiche. Jes era ebreo e tale voleva restare3 il ?regno di 'io? che egli intendeva stabilire tra gli uomini era, con ogni probabilit!, un regno di $uesto mondo. #in dai primi decenni di vita del cristianesimo, l'appello di Jes alla preparazione del ?regno? stato rimodellato nelle sue linee essenziali, cio privato della pungente ed ine$uivocabile accezione politica che originariamente possedeva, e interpretato in termini puramente spirituali e trascendenti. 'el resto, estremamente significativo il fatto che gli stessi 1angeli canonici, per molti aspetti frutto del revisionismo paolino, manifestino le tracce indelebili della dimensione messianico&politica della predicazione di Jes (l'interesse per la $uestione del tributo, la presenza di combattenti zeloti nella cerchia degli apostoli, l'episodio della ?purificazione del tempio?, la condanna a morte per sedizione, la crocifissione, ecc.). ,uesti elementi attraversano come un filo rosso la narrazione evangelica e sconfessano patentemente la diffusa convinzione secondo la $uale Jes avrebbe compiuto la propria missione storica in una sovrana indifferenza rispetto ai fermenti politici del suo tempo, chiudendo gli occhi sulla situazione reale del suo popolo, o addirittura santificando il giogo dell'oppressione romana con la dottrina dell' ?amore per il nemico?. .' assai pi probabile, come molti studiosi hanno fatto notare, che i capisaldi di $uesta celebre dottrina siano stati elaborati da 6aolo, che non era affatto interessato alla concreta figura storica di Jes, ma al Cristo eterno e trascendente, paradigma della parola divina, redentore dell'umanit! intera, estraneo alle vicende particolari che punteggiano la storia dei popoli e decidono del loro destino terreno. ,uesto Cristo paolino, divinizzato e degiudaizzato, $uindi lontanissimo dal Jes condannato a morte da 6ilato e crocifisso come ?re dei Jiudei?, era l'incarnazione di tensioni ed esigenze profonde che la catastrofe del DE d.C. avrebbe ulteriormente radicalizzato e condotto ad una soglia critica. +l lento tramonto delle prospettive di liberazione dal dominio romano gioc- in favore della riforma paolina e, con la scomparsa della Chiesa di Jerusalemme, che rappresentava per cos" dire l'anima giudaica del cristianesimo primitivo, cio $uella pi vicina al Jes storico, la nuova immagine di Jes divenne sempre pi vincolante ed ?autentica?. La storia, com' noto, scritta dai vincitori. +l cristianesimo riformato di 6aolo il cristianesimo che ha vinto la lotta per l'esistenza, la forma di cristianesimo che la storia ha selezionato e trasmesso fino ai nostri giorni, nonostante tutte gli scismi, le divisioni, le eresie che ne hanno segnato il cammino. enza potermi ora addentrare nella ricerca delle cause di $uesto successo, vorrei proporre un'ipotesi4 il cristianesimo paolino sopravvissuto alle tempeste della storia non tanto per la sublimit! dei valori che incarnava, $uanto per l'estrema indeterminatezza dei contorni della sua dottrina, una indeterminatezza che ha significato flessibilit! ed adattabilit! del messaggio al mutare delle situazioni economiche, politiche e sociali. olo al prezzo di $uesto ?principio di indeterminazione? il cristianesimo avrebbe potuto sopravvivere nelle difficili congiunture storiche che, di volta in volta, ha dovuto affrontare3 configurandosi, di volta in volta, come religione dei martiri o degli imperatori, dei re taumaturghi o dei giacobini, del socialismo popolare o del capitalismo selvaggio, della teocrazia politica o della secolarizzazione tecnologica.

0on bisogna passare sotto silenzio, poi, la fre$uente riscoperta degli aspetti ?militaristici? della missione di Jes in situazioni contingenti di pericolo per la Chiesa4 in tali circostanze, non stato certo l'amore per il nemico a proteggere i vecchi e$uilibri dalla minaccia di dissoluzione3 semmai, stata la pura e semplice volont! di potenza, talvolta esercitata in modo brutale. (na volont! di potenza che, attualmente, appare sopita o che, $uantomeno, percorre strade meno violente ed autoritarie3 ma ci- avviene proprio perch2 minori sono i pericoli per la stabilit! complessiva della Chiesa. =ggi, l'=ccidente sembra un cimitero di ideologie e il cristianesimo di fatto l'ultima grande ?ideologia? capace di infiltrarsi con successo nelle maglie della societ! capitalistica matura e di costituire anche (ma fino a che punto7) un'alternativa, adombrando una prospettiva di trascendenza e di salvezza nel macrocosmo di una civilt! tecnologica alle prese con problemi ed in$uietudini che nascono dal suo stesso cuore.

.&mail4 smargiad.tiscalinet.it

%io non a rebbe mai scritto un libro come la 5ibbia


('avid 'onnini)
La @ibbia4 il Libro dei libri, la scrittura pi tradotta, stampata e diffusa in tutto il mondo... 6er molti (centinaia di milioni di esseri umani, o forse miliardi) essa la ?parola di 'io?, ovverosia ci- che il Creatore in persona avrebbe voluto comunicare agli uomini, nel corso della storia, attraverso la penna di scrittori ispirati. %nche se esistono vaste aree del pianeta in cui non prevale la civilt! cristiana (Cina, +ndia, paesi arabi...) la parte tecnologicamente ed economicamente pi evoluta dell'umanit! caratterizzata da $uesto elemento comune4 la @ibbia come riferimento culturale e spirituale. 0egli tati (niti si trova una @ibbia nel comodino di ogni camera d'albergo e il presidente eletto giura il suo impegno di fedelt! sulla @ibbia. +n conseguenza di ci- la @ibbia fornisce alcuni criteri fondamentali nella struttura del nostro pensiero, della nostra etica, delle nostre scelte, del nostro comportamento. . $uesto, naturalmente, sia in coloro che la riconoscono come autorit! spirituale, sia in coloro che non la accettano. =vviamente la @ibbia un testo di importanza enorme, non fosse altro per il fatto che essa il pilastro culturale dell'occidente, ma anche perch2 essa costituisce, come scrittura che ci giunge dai lontani secoli trascorsi, una delle pi importanti fonti storiche per la conoscenza del passato, della storia, delle tradizioni, della cultura antica, delle credenze. +n $uesto senso essa non ha comun$ue un particolare primato, dal momento che si affianca ad altre opere altrettanto importanti che, come la @ibbia, ci mettono in contatto con le civilt! di un tempo e con le loro tradizioni4 l'epopea di Jilgamesh, la mitologia greca, i testi vedici e il Mahabaratha, ecc... e oppongo alcune critiche alla @ibbia, non 2 ad essa in $uanto tale, ma all'approccio culturale che il mondo occidentale ha nei confronti di $uel testo. +l problema, infatti, non il fatto di leggere o di studiare la @ibbia, ma il fatto di credere ciecamente che essa sia la ?parola di 'io? e che i valori e l'etica da essa rappresentati siano valori universali, sicuri in $uanto firmati da 'io in persona, indiscutibili nella loro positivit! data per scontata. ebbene la @ibbia debba comun$ue essere considerata un punto importante di riferimento culturale, il genere di approccio che abbiamo appena descritto puessere letteralmente calamitoso e, di fatto, lo moltissimo. %i tempi di Jalileo Jalilei e, poi, di Charles 'arVin l'attaccamento dogmatico alla @ibbia costitu" in modo particolarmente evidente un infelice ostacolo al progresso della conoscenza e alla libert! della ragione. 1ogliamo forse credere che l'epoca dell'oscurantismo biblico sia ormai conclusa7 R facile distinguere i fattori inibitori del pensiero, $uando $uesti appartengono ad un passato ampiamente superato, ma non altrettanto facile vederli mentre essi sono operativi, mentre siamo noi stessi circondati dal presente e dai suoi condizionamenti psicologici e culturali. /almente radicata la consuetudine di considerare la @ibbia come una fonte di verit! assoluta, consuetudine prodotta e difesa dall'istituzione ecclesiastica, spesso coi metodi di una atroce tirannia, che oggi impresa $uasi sovrumana il tentativo di sostenere e diffondere un atteggiamento critico nei confronti della @ibbia, dei suoi contenuti e della sua autorit!. +l primo effetto , innanzitutto, $uello che l'operazione sia fraintesa come una crociata sterminatrice, con tanto di cataste di libri le cui pagine vanno a fuoco nel mezzo di una piazza in cui si data appuntamento una folla di esaltati miscredenti. +n realt! $ueste barbarie, a suo tempo, furono compiute proprio da coloro che volevano imporre e difendere l'autorit! indiscussa della @ibbia, con la differenza che l'odore, oltre a $uello della carta bruciata, era assai spesso $uello della carne umana. enz'altro, nella lunga e varia raccolta delle possibili attitudini ci sar! anche una ostilit! violenta e inculturale verso la @ibbia, ma non $uesto il mio caso, e non il caso della grande maggioranza di coloro che sono favorevoli ad un approccio critico nei suoi confronti. e potessimo leggere la @ibbia con atteggiamento libero dalla suggestione culturale che secoli di consuetudine e di autorit! hanno determinato, sarebbe molto semplice convincersi innanzitutto di un fatto4 che essa un grandissimo testo di epica, di storia, di geografia, di poesia, di teologia e di filosofia, di cui l'autore pi8 improponibile 7 esattamente il Creatore dell'uni erso. Ji! fin dalle prime pagine della Jenesi troviamo una serie di concetti (che ispirano le religiosit! ebraica e cristiana, ma indirettamente anche $uella islamica) che difficilmente un 'io creatore di tutto l'universo avrebbe mai potuto indicare all'umanit! come principi spirituali4 1 ' innanzitutto perchA la 5ibbia nega, con la sua rappresentazione dell'e ento creati o, una isione e oluzionistica, ?...6io fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. 1 6io vide che era cosa buona...? MJen +, 9IN, 2 ' poi perchA stabilisce una isione totalmente antropocentrica: ?...6io disse: * 7acciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglian#a...? MJen +, 9CN, 3 ' e ancora perchA stabilisce una superiorit di principio dell'uomo sulla donna, configurando un maschilismo assoluto:

?5oi il ignore 6io disse: * Fon bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile *. (llora il ignore 6io plasmQ dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. ;os& l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovQ un aiuto che gli fosse simile. (llora il ignore 6io fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentQC gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 'l ignore 6io plasmQ con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo...? MJen ++, *A&99N, ?(lla donna disse: ... verso tuo marito sar il tuo istinto, ma egli ti dominer? MJen +++, *CN ! ' e ancora perchA, in ece di insegnare il rispetto per la natura, dichiara che l'umanit pu= soggiogare a suo libero piacimento la terra e tutti gli esseri che i ono in essa: ? iate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terraC soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra...? MJen +, 9AN # ' e ancora perchA il %io biblico stabilisce il concetto supremo della colpa e del castigo, stabilendo persino che le colpe dei padri ricadono sui figli: ?...(ll'uomo disse: *5oich hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Fon ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tuaU ;on dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. pine e cardi produrr per te e mangerai l'erba campestre. ;on il sudore del tuo volto mangerai il paneC finch tornerai alla terra, perch da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere torneraiU &...? MJen +, *D&*BN. + ' e infine perchA insegna una isione razzista dei rapporti fra gli uomini, con popoli che sono benedetti ed altri che sono maledetti: ?...' figli di Fo che uscirono dall'arca furono em, ;am e 'afetC ;am il padre di ;anaan. Ouesti tre sono i figli di Fo e da questi fu popolata tutta la terra...? MJen +O, *A&*BN, ?...allora disse: * ia maledetto ;anaanU chiavo degli schiavi sar per i suoi fratelliU ? MJen +O, 9IN, ?...6isse poi: * )enedetto il ignore, 6io di em, ;anaan sia suo schiavoU 6io dilati 'afet e questi dimori nelle tende di em, ;anaan sia suo schiavoU...? MJen +O, 9C&9DN, ?...' figli di 'afet: Gomer, %agog, %adai, 'avan, 2ubal, %esech e 2iras... ' figli di ;am: 1tiopia, 1gitto, 5ut e ;anaan... ' figli di em: 1lam, (ssur, (rpacsad, +ud e (ram...? MJen O, *,C,99N. +n fine di conti, in $uest'epoca di esplosione demografica e di emergenze ecologiche, come possiamo veramente convincerci di avere commesso errori gravissimi, e dell'urgenza di correre a drastici ripari, se 'io stesso ci avrebbe invitati, nell'apertura del suo presunto libro, a ?... moltiplicarci, riempire la terra, soggiogarla e dominare su ogni sua creatura?7 0on forse proprio ci- che abbiamo fatto finora7 ., infatti, mi pare che il clero cristiano abbia sempre visto con grande ostilit! $ualun$ue politica di controllo demografico, $ualun$ue campagna di educazione demografica o di educazione all'uso consapevole dei sistemi di contraccezione. 'a un lato $uesto dovuto senz'altro ad un irriducibile atteggiamento sessuofobo, ma dall'altro dovuto anche alla convinzione che la @ibbia non possa sbagliarsi cos" clamorosamente e che il ignore non possa averci dato indicazioni cattive. Come possiamo veramente liberarci da una mentalit! maschilista e convincerci della parit! di principio fra i sessi, al di l! di ipocrite apparenze, se 'io stesso avrebbe creato la donna in un secondo momento, come compagnia gregaria dell'uomo, solo dopo aver prima provato con ogni sorta di animale (...W), e se .gli stesso avrebbe solennemente dichiarato ad .va4 ?...verso tuo marito sar il tuo istinto, ma egli ti dominer ?. ., infatti, mi pare che il clero cattolico, al di l! delle sue aperture di secondaria importanza, abbia sempre difeso certi ruoli tradizionali dei sessi e sia irriducibilmente legato al presupposto che la donna non sar! mai degna del sacerdozio. Come possiamo veramente liberarci dai residui inconsci di una attitudine razzista, i cui affioramenti in epoca moderna si fanno piuttosto evidenti allorch2 i popoli della miseria bussano alle porte dei popoli della ricchezza, se 'io stesso avrebbe deciso di maledire alcune discendenze, come popoli interi (i camiti, per esempio, ovverosia gli africani), e di eleggere alcuni altri a suoi favoriti7 ., infatti, mi pare che il mondo cristiano in generale non sia mai riuscito ad eliminare dal proprio retaggio l'attitudine razzista e che abbia saputo far tesoro delle indicazioni bibliche con la tratta degli schiavi negri, o con l'antisemitismo, visto che lo stesso 1angelo di Matteo sancisce la condanna degli ebrei in $uanto razza, con la frase ?1 tutto il popolo rispose: * 'l suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli * ? (Mt OO1++, 9I). . come potremmo emanciparci da uno spirito vendicativo se 'io stesso che compie vendetta7 Come potremmo convincerci che le guerre e gli eserciti sono realt! di cui dobbiamo imparare a fare a meno, se 'io stesso il ignore degli eserciti che conduce i suoi favoriti alla vittoria militare e allo sterminio dei loro nemici7 Come potremmo imparare ad odiare il potere e la ricchezza, se 'io stesso che innalza i potenti7 Come potremmo credere nella vera misericordia se 'io stesso il castigatore che infligge l'eterna pena7 'ove possiamo trovare la spinta per liberarci dalle nostre peggiori passioni, $uando il ignore esige sacrifici di sangue per espiare le offese ricevute attraverso il peccato, e manda a morte tutti i neonati di @etlemme salvando solo il suo figlio7 La verit! che lo Q;P; del 1ecchio /estamento, frutto della umana fantasia letteraria e teologica, geloso e vendicativo, possessivo e violento, spietato e orgoglioso. .gli pu- avere creato, tutt'al pi, l'inferno, non l'(niverso. .gli soltanto la proiezione sovrannaturale di un particolare modello umano, $uello della societ! semitica maschilista,

autoritaria, bellicosa dell'epoca in cui le scritture bibliche furono redatte. .gli rende onnipotenti tutte le peggiori attitudini dell'uomo, le $uali, grazie al vero 'io, sono tutt'altro che onnipotenti. 0oi dobbiamo studiare profondamente la @ibbia, per conoscere le nostre origini storiche e culturali, e per imparare a gettare alle nostre spalle la spiritualit! rozza e primitiva che essa rappresenta, rendendo cos" finalmente possibile l'emancipazione verso una spiritualit! pi adulta, universale, adeguata a $uello che siamo e ai problemi che abbiamo.

(Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio & +'incredulit di . 2ommaso)