Sei sulla pagina 1di 16

Scuola di

Ingegneria
Corso di Laurea Magistrale in
Ingegneria Meccanica

Relazione Esercitazione di Fluidodinamica


Computazionale

Analisi CFD multifase delle performance di


raffreddamento di un getto liquido di impingement
foro cilindrico

A.A. 2016/2017
Corso di Scambio Termico e Combustione nelle Macchine
Sommario
1 Obiettivi e contestualizzazione dell’analisi ................................................................................................ 1
2 Descrizione e discussione metodologia di calcolo .................................................................................... 3
2.1 Validazione del Modello CFD Sharped-Edge ..................................................................................... 3
3 Risultati ...................................................................................................................................................... 5
3.1 Analisi foro divergente ...................................................................................................................... 5
3.1.1 Distribuzione Nu ottenuta da analisi CFD .................................................................................. 5
3.1.2 Confronto tra distribuzione Nu da CFD e da esperimento ........................................................ 6
3.1.3 Analisi della zona di ristagno ..................................................................................................... 7
3.2 Analisi foro cilindrico ......................................................................................................................... 9
3.2.1 Distribuzione Nu ottenuta da analisi CFD .................................................................................. 9
3.3 Confronto di distribuzione Nu fra foro divergente e foro cilindrico ............................................... 10
4 Conclusioni .............................................................................................................................................. 12
4.1 Studio sulla presenza di un secondo picco sulla distribuzione del Nu ............................................ 12
4.2 Zona di ristagno ............................................................................................................................... 13
5 Referenze................................................................................................................................................. 14
1 Obiettivi e contestualizzazione dell’analisi
L’obiettivo della simulazione è quello di calcolare il coefficiente di scambio termico di un getto d’acqua
ascendente che impinge su una superficie piana riscaldata, in funzione del numero di Re, analizzando due
diverse geometrie dell’ugello di iniezione, uno divergente ed uno cilindrico.

Per validare il modello CFD è stato fatto innanzitutto un confronto tra i risultati numerici e quelli
sperimentali ottenuti da Pan et al. [1] il cui apparato sperimentale è mostrato in Figura 1.

Figura 1: apparato sperimentale utilizzato da Pan et al. [1] per lo studio della capacità di raffreddamento
per impingement.

Il getto liquido viene sviluppato da un serbatoio in pressione, alla cui estremità superiore è fissata una
piastra forata, che rappresenta l’ugello d’iniezione. Gli autori dell’esperimento hanno studiato 4 diverse
configurazioni dell’ugello, ma per validare il nostro modello CFD si è considerato i risultati ottenuti
dall’ugello divergente, la cui geometria è riportata in Figura 2.

Figura 2: geometria dell'ugello di iniezione divergente (sharped-edge, no screens).

Sono state indagate tre diverse velocità di iniezione, corrispondenti ai seguenti numeri di Reynolds:

• Re1=16600
• Re2=38100
• Re3=43700

1
Successivamente è stata utilizzata la stessa modellazione CFD utilizzata precedentemente per studiare la
variazione della capacità di raffreddamento del getto liquido per il foro cilindrico, la cui geometria è visibile
in Figura 3.

Figura 3: geometria dell'ugello di iniezione cilindrico.

I fori hanno entrambi diametro pari a 10.9 mm, la piastra ha un diametro di 40 mm, la temperatura
dell’acqua è di 10 °C mentre quella dell’aria è di 30 °C. La temperatura della piastra piana è imposta a 30 °C.

In figura sono riportati gli andamenti del numero di Nusselt ottenuti sperimentalmente da Pan et al. [1], per
i numeri di Reynolds da noi considerati per la validazione del modello.

Distribuzione Nu sperimentale al variare di Re


Foro Divergente
600

500

400
Nu

300 Re 16600
Re 38100
200 Re 43700

100

0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Figura 4: distribuzione numero di Nusselt ottenuta da sperimentazione di Pan et al. [1].

Il raffreddamento per getto di impingement si ritrova in molteplici applicazioni industriali, come il


raffreddamento di metalli o non metalli nei processi manifatturieri, avendo elevata efficienza e facile
implementazione. Per una trattazione teorica dettagliata si rimanda in letteratura [1], [2], [3], [4], [5].

2
2 Descrizione e discussione metodologia di calcolo
2.1 Validazione del Modello CFD Sharped-Edge
Come primo passo per lo studio della distribuzione del Nusselt di un getto di impingement multifasico
uscente da un foro cilindrico, si vuole validare un modello CFD creato a partire da un esperimento di Pan et
Al. [1]. Per farlo è stata ricreata su Ansys Fluent la geometria del plenum e dell’ugello utilizzato in tale
esperimento: essendo simmetrico, il dominio di calcolo è stato semplificato ricreando solo una sezione
bidimensionale del plenum, dell’ugello e della piastra su cui il getto impatta. Il dominio di calcolo è visibile
in Figura 5 mentre in Tabella 1 sono riassunti i parametri geometrici che lo descrivono.

Figura 5: dominio di calcolo 2D per l'analisi CFD.

Parametri Geometrici del Modello CFD


Diametro ugello d [mm] 10,9
Distanza ugello-piastra Z [mm] 10,9
Diametro Piastra D [mm] 43,6
Spessore Piastra t [mm] 0,03
Tabella 1: parametri geometrici descrittivi del modello.

Ricreata la geometria, per validare il modello era necessario dimostrare che la distribuzione del numero di
Nusselt ottenuto dall’analisi CFD avesse un andamento congruo con quella ottenuto sperimentalmente in
[1].

Per fare questo sono stati effettuati una serie di calcoli CFD con i seguenti parametri impostati
dall’interfaccia di Fluent:

• Sono stati considerati gli effetti della gravità;


• Fluido multifase modellato con approccio VOF;
• Modello di turbolenza k-ω SST;
• Equazioni utilizzate: continuità, energia, QdM, turbolenza (k-ω SST), frazione volumetrica liquido;

3
• Materiali utilizzati: Aria/acqua liquida (getto) – Alluminio (piastra);
o Tensione superficiale acqua-aria a 10°C pari a 0.074 N/m
• Condizioni al Contorno:
▪ Parete della piastra a T=303.15 K
▪ Acqua all’ingresso a T=283.15 K
▪ Pareti del condotto di uscita adiabatiche: dT/dx = 0
▪ Pressione all’inlet del plenum (gauge pressure)
▪ Velocità nulla su tutte le pareti (no slip condition)
▪ Pressure outlet all’uscita del dominio
• Le condizioni iniziali del modello erano state ottenute tramite una precedente analisi non
stazionaria con una gauge pressure di 2000 Pa. Per arrivare alle condizioni dei vari test è stata
variata tale pressione fino al valore che produceva quindi il numero di Reynolds d’interesse;
• La convergenza dell’analisi è ottenuta per residui delle equazioni sopracitate inferiori a 5,5∙10-5;
• Sono stati aggiunti due monitor points per il Nu-max sulla piastra e per la portata in massa
attraverso l’ugello: tali monitor points venivano plottati su console e graficati;
• Sono stati aggiunte due linee dal pannello “post-processing” a 0.79 e 1.3 mm dalla piastra, per
rendere possibile l’estrazione dei parametri in tali zone e il successivo confronto con i risultati di
alcuni esperimenti di Pan et Al. [3].

Prima di inizializzare l’analisi numerica è stata ricavata la portata in massa target (𝑚̇ 𝑇𝑎𝑟𝑔𝑒𝑡 ) passante per
l’ugello necessaria a riprodurre il numero di Reynolds dell’analisi:

𝜌𝑢𝑑 𝑅𝑒𝜇𝐴𝑓𝑜𝑟𝑜 𝜋𝑑2


𝑅𝑒 = ; 𝑚̇ = 𝜌𝑢𝐴𝑓𝑜𝑟𝑜 ; ⟶ 𝑚̇ 𝑇𝑎𝑟𝑔𝑒𝑡 = ; 𝑐𝑜𝑛: 𝐴𝑓𝑜𝑟𝑜 = ( );
𝜇 𝑑 4

Una volta nota la portata di target a cui arrivare ad ogni test (controllata in fase di simulazione tramite
l’apposito monitor point) si è passati alla fase di calcolo.

Si è ricercato, variando la condizione al contorno della pressione all’inlet del plenum, il corrispondente
valore di portata nel calcolo CFD.

Le grandezze fisiche dei fluidi sono state considerate costanti durante le simulazioni. I risultati ottenuti sono
riassunti in Tabella 2.

Re Pinlet 𝒎̇𝑻𝒂𝒓𝒈𝒆𝒕 𝒎̇𝑪𝑭𝑫


[-] [Pa] [kg/s] [kg/s]
16600 6400 0,18474 0,18404
38100 29450 0,42402 0,42478
43700 38400 0,48634 0,48608
Tabella 2: condizione al contorno di pressione all'inlet del plenum e corrispettive portate ottenute.

4
3 Risultati
In questo capitolo verranno presentati e discussi i risultati ottenuti dalle varie simulazioni, confrontandoli
con i risultati sperimentali e analitici ottenuti da altri ricercatori. Le distribuzioni del numero di Nusselt sono
riportate in grafici dove in ascissa abbiamo il rapporto r/d e sulle ordinate il valore del numero di Nusselt.

3.1 Analisi foro divergente


3.1.1 Distribuzione Nu ottenuta da analisi CFD
In Figura 6 è possibile vedere i risultati ottenuti dalle simulazioni CFD 2D.

Distribuzione Nu da CFD
Foro Divergente
700

600

500

400
Re 16600
Nu

Re 38100
300
Re 43700

200

100

0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Figura 6: distribuzione Nu da CFD 2D per il Foro Divergente.

Prima di confrontare le curve con i dati sperimentali, le caratteristiche che emergono dalle simulazioni
sono:

- I valori del Nu al primo picco, relativi alla zona di ristagno, crescono all’aumentare del Re come da
aspettative;
- La distribuzione del Nu in ogni test mostra la presenza di due picchi del numero di Nusselt;
- In particolare il secondo picco aumenta all’aumentare del numero di Re, passando da valori
inferiori a valori analoghi o addirittura superiori rispetto al primo. Inoltre si sposta a valori di r/d
sempre più vicini a quest’ultimo. Questo comportamento da subito sembra non descrivere
correttamente la fisica del fenomeno in esame e verrà approfondito nel dettaglio.

5
3.1.2 Confronto tra distribuzione Nu da CFD e da esperimento
Nelle figure successive saranno mostrati i confronti tra le distribuzioni del numero di Nusselt ottenute
dall’analisi CFD e dalle curve sperimentali di Pan et al. [1].

Confronto Distribuzioni Nu
Re=16600
400
350
300
250
Nu

200
Exp.
150
100 CFD 2D
50
0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Confronto Distribuzioni Nu
Re=38100
600
500
400
Nu

300
Exp.
200
CFD 2D
100
0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Confronto Distribuzioni Nu
Re=43700
600
500
400
Nu

300
Exp.
200
CFD 2D
100
0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

6
È interessante notare come a numero di Reynolds pari a 16600, la distribuzione del numero di Nusselt
ottenuta con la CFD abbia un andamento in linea con quanto ottenuto dall’esperimento di Pan et al. [1].

Tuttavia, al crescere del numero di Reynolds, le curve tendono a differire sempre di più dai risultati
sperimentali, soprattutto per valori di r/d>0.9, ovvero al di fuori della zona di ristagno, in cui mentre il Nu
sperimentale è monotono decrescente, quello ottenuto dalla CFD presenta, come già notato in una prima
analisi, un secondo picco del numero di Nusselt, per poi stabilizzarsi ad un valore costante fino a r/d=2,
portando ad errori anche del 50%.

Un ulteriore andamento che differisce rispetto a quanto ottenuto sperimentalmente è quello monotono
crescente nella zona di ristagno. Nelle curve sperimentali in questa zona il Nu sembra circa costante mentre
le simulazioni mostrano un andamento crescente.

Dalla Figura 7 è possibile visualizzare una mappa dell’errore, la quale conferma come il modello CFD sia
abbastanza preciso nel predire il numero di Nusselt nella zona di ristagno (0<r/d<0,75), dove si ha un errore
massimo del 14% per la distribuzione con numero di Reynolds pari a 43700. Oltre la zona di ristagno si può
vedere come gli errori tendano tutti ad aumentare, arrivando fino a valori del 50%.

Andamento Errori Relativi rispetto al valore Exp.


55,00%

50,00%

45,00%

40,00%

35,00%
Err. Relativo %

30,00%
Re=43700
25,00%
Re=38100
20,00%
Re=16600
15,00%

10,00%

5,00%

0,00%
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Figura 7: mappa errore relativo della distribuzione del numero di Nusselt ottenuto dall'analisi CFD rispetto al
valore sperimentale.

3.1.3 Analisi della zona di ristagno


In questo paragrafo in primo luogo si è svolto un confronto tra il numero di Nusselt nel punto di ristagno
ottenuto tramite la CFD e quello ottenuto sperimentalmente in [1], successivamente si è svolto un ulteriore
confronto con il valore stimato da una delle correlazioni presenti in letteratura.

Cominciamo confrontando i valori medi del numero di Nusselt tra CFD e analisi sperimentale. È stata
definita una zona di interesse da cui estrapolare dei valori medi in base alla trattazione teorica sulla zona di
ristagno per un getto, ovvero considerando il rapporto r/d compreso tra 0 e circa 0,780. Sono stati calcolati
quindi i valori medi del numero di Nusselt nella zona di ristagno precedentemente definita, riassunti in
Tabella 3:
7
Zona di ristagno 0<r/d<0.780
Re ̅̅̅̅ (𝑬𝑿𝑷)
𝑵𝒖 ̅̅̅̅ (𝑪𝑭𝑫)
𝑵𝒖 Errore Relativo
[-] [-] [-] [%]
16600 301,5 311,7 +3,39
38100 511,3 488,2 -4,51
43700 553,6 516,1 -6,74
Tabella 3: confronto tra valori medi del Numero di Nusselt tra analisi sperimentale e analisi CFD.

Questo confronto mostra un aumento dell’errore che la simulazione produce rispetto ai valori sperimentali
che aumenta con il Re, ne consegue che il modello numerico potrebbe essere utilizzato con successo per la
previsione del Nu in questa zona per applicazioni in cui il Re è inferiore a 43700.

Per quanto riguarda l’andamento monotono crescente che il modello numerico produce in questa zona, dai
documenti presenti in letteratura si è giunti alle conclusioni che i risultati ottenuti sono in linea con quelli
sperimentali, essendo questo andamento tipico di getto di impingement, che quindi prevede un leggero
aumento del Nu dal punto di ristagno al punto di minimo spessore dello strato limite, e quindi di massimo
scambio termico. Una possibile ipotesi è che il modello sovrastimi leggermente questo fenomeno e/o che le
misure sperimentali non siano perfettamente in grado di cogliere questo piccolo gradiente, in quanto
comunque il confronto in questa zona soprattutto per bassi Re mostra un errore basso.

Ora si confronta il valore del numero di Nusselt ottenuto nel punto di ristagno. In Tabella 4 si riassumono i
valori ottenuti dal modello CFD:

Re 𝑵𝒖𝟎 (CFD)
[-] [-]
16600 290,65
38100 454,42
43700 481,11
Tabella 4: valori del numero di Nusselt nella zona di ristagno ottenuti tramite analisi CFD.

Si può vedere, come detto in precedenza, come il numero di Nusselt aumenti con l’aumentare del numero
di Reynolds.

Come confronto è stato scelto di utilizzare la correlazione utilizzata da Pan et al. [1] in quanto è risultata
decisamente concorde (con un errore di circa il 4%) con l’esperimento a cui si sta facendo riferimento:

𝑁𝑢0 = 0.69 𝑅𝑒 0.5 Pr 0,4 𝐵0.5


Dove B rappresenta il gradiente di velocità radiale adimensionale del getto a raggio pari a 0:
𝑑 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑑
𝐵= | 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑑 = 𝑑𝑖𝑎𝑚𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙′𝑢𝑔𝑒𝑙𝑙𝑜
𝑢𝑗𝑒𝑡 𝑑𝑟 𝑟=0

Dove il numero di Prandtl per l’acqua a 10 °C pari a 9.47.

Questa correlazione considera il Nu nella zona di ristagno costante e pari a quello nel punto di ristagno (in
quanto, a detta degli autori, B è un dato difficile da ottenere nell’intera zona e che comunque, considerare
il Nu costante in questa zona, rappresenta una semplificazione accettabile). Di conseguenza il Nu di
confronto del modello CFD è quello del punto di ristagno.

I valori del Nu ottenuto dalla correlazione sopra riportata sono riassunti in Tabella 5, con il corrispettivo
errore relativo rispetto al valore di CFD.

8
Re B ujet 𝑵𝒖𝟎 (corr.) Errore relativo
[-] [-] [m/s] [-] [%]
16600 3,73 1,98 298,69 +2,77
38100 5,96 4,54 571,67 +25,80
43700 6,54 5,21 641,43 +33,32
Tabella 5: numero di Nusselt nella zona di ristagno ottenuto con la correlazione di Pan et al. [1] usando il
gradiente di velocità radiale nel punto di ristagno (estrapolato da CFD) e errore relativo rispetto ai valori
ottenuto da analisi CFD.

Guardando l’errore relativo, si nota come i valori predetti dalla simulazione e dalla correlazione differiscano
di un errore crescente all’aumentare del Re, diventando non trascurabili per i numeri di Reynolds più
elevati pari a 38100 e 43700.

3.2 Analisi foro cilindrico


Prima di passare ad una trattazione più dettagliata sui fenomeni fisici, si riportano i risultati ottenuti sulla
seconda geometria di ugello da studiare, ovvero per un foro cilindrico. Il settaggio dell’analisi numerica è
stato del tutto identico a quanto fatto per la prima geometria e pertanto non è stato discusso.

3.2.1 Distribuzione Nu ottenuta da analisi CFD


Un confronto delle distribuzioni del numero di Nusselt ottenuto dall’analisi al variare del numero di
Reynolds è visibile in Figura 8.

Distribuzione Nu da CFD
Foro Cilindrico
600

500

400
Nu,d

300 Re 16600
Re 38100
200 Re 43700

100

0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Figura 8: distribuzione Nu da CFD 2D per il Foro Cilindrico.

Come per il foro divergente, il valore medio del numero di Nusselt cresce al crescere del numero di
Reynolds. Notare come anche in questo caso sia presente il doppio picco, nelle stesse modalità descritte nel
caso precedente.

9
3.3 Confronto di distribuzione Nu fra foro divergente e foro
cilindrico
Confronto Distribuzioni Nu
Re=16600
400

300
Nu

200
Foro Divergente
100 Foro Cilindrico

0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Confronto Distribuzioni Nu
Re=38100
600
500
400
Nu

300
Foro Divergente
200
Foro Cilindrico
100
0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

Confronto Distribuzioni Nu
Re=43700
700
600
500
400
Nu

300 Foro Divergente


200 Foro Cilindrico
100
0
0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
r/d

10
Il valore medio del numero di Nu è leggermente inferiore per l’ugello divergente, come riassunto in Tabella
6.

Re ̅̅̅̅ (𝑫𝒊𝒗𝒆𝒓𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆)
𝑵𝒖 ̅̅̅̅ (𝑪𝒊𝒍𝒊𝒏𝒅𝒓𝒊𝒄𝒐)
𝑵𝒖
[-] [-] [-]
16600 242,2 274,0
38100 478,9 485,9
43700 519,2 521,9
Tabella 6: confronto Nusselt medio tra foro divergente e foro cilindrico.

La distribuzione nella zona di ristagno e il valore del Nusselt nel punto di ristagno sono praticamente
identici.

11
4 Conclusioni
4.1 Studio sulla presenza di un secondo picco sulla distribuzione
del Nu
In primo luogo, nello scrivere le conclusioni, è stato considerato che i risultati sperimentali rappresentino in
modo corretto quella che è la fisica del problema, dato che presentano un’ottima risoluzione spaziale. Di
conseguenza si considera il doppio picco sulla curva del numero di Nu rappresenta, un errore. Prima di
passare a considerazioni fisiche è stato fatto un controllo della soluzione dopo un infittimento della mesh in
corrispondenza dell’heater verificando che la soluzione non mostrava alcun cambiamento. È stata condotta
quindi una ricerca in letteratura sulla possibile origine del picco secondario, trovando documenti nella
maggior parte riferiti a getti di impingement d’aria.

Il picco del Nu fuori dalla zona di ristagno può avere origine fisica o essere dettato da un errore prodotto
dal modello numerico. Per prima cosa verranno trattate in breve le situazioni fisiche in cui è possibile avere
questo picco:

- Per splattering: [4] un getto liquido che colpisce una superficie produce (in un entità dipendente
dall’applicazione e quindi dal numero di Re, livello di turbolenza del getto, geometria dell’ugello,
distanza fra ugello e superficie target e tipo di fluido) una nube di gocce di liquido [4] che ad una
certa distanza (anch’essa dipendente dai parametri dell’applicazione) impattano sul film liquido che
l’impingement genera sulla superficie producendo un aumento del Nu per effetto del mixing
indotto. Questo caso fisico tuttavia non rientra assolutamente fra le possibili spiegazioni nel nostro
caso a causa prima di tutto del fatto che se questo avviene a r/d ben maggiori di quelli studiati
(circa superiori a 20) e in secondo luogo del fatto che il getto trattato è un getto ascendente che
quindi, a causa delle forze gravitazionali agenti sulle gocce, difficilmente è interessato da questo
fenomeno.
- Per effetto di un vortice secondario: [6], [7], per un getto d’aria, in un certo range di valori di z può
avvenire la generazione di una struttura vorticosa (detta secondary vortex) sulla superficie del getto
che al momento di impatto interagisce con lo strato limite del film producendo un aumento del
numero di Nusselt in una zona poco distante da quella di ristagno. Per quanto questo fenomeno
possa sembrare una possibile spiegazione di quanto mostra la simulazione numerica, i valori del Nu
a cui il secondo picco arriva sono decisamente troppo elevati rispetto a quelli che questo fenomeno
può produrre, e, soprattutto, questo avviene per getti d’aria, non di liquido.

In ogni caso, in letteratura ([5], [6], [7]) diversi autori concordano sul fatto che un aumento improvviso nel
Nu è probabilmente accompagnato da un aumento dell’energia cinetica turbolenta TKE all’interno dello
strato limite. Di conseguenza sono stati estratti i valori della TKE appena sopra l’heater.

Le curve estratte mostrano un evidente impennata del valore dell’energia cinetica turbolenta decisamente
atipica in questa zona per un getto di impingement liquido. Ne consegue che il modello di turbolenza
utilizzato (k-ω SST) predice una errata produzione di energia cinetica turbolenta a valle della zona di
ristagno.

È stato allora effettuato un unico test per la geometria Sharped Edge a Re 16600 con un modello laminare
per verificare quanto detto sopra ottenendo appunto una curva in cui non compare più il picco secondario
del Nu, dimostrando quanto detto sopra. I risultati ottenuti sono visibili in Figura 9.

12
Confronto Viscous Model: Laminar vs. k-ω SST (Sharped Edge - Re 16600)
400 1

0,9
350
0,8
300
0,7
250
0,6 Laminar
Nu 200 0,5 TKE k-ω SST
0,4 TKE
150
0,3
100
0,2
50
0,1

0 0
0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4
r/d

Figura 9: Confronto tra i modelli viscosi: Laminare vs. k-ω per foro divergente a Re 16600

Il grafico mostra chiaramente come nel modello k-ω SST la crescita del numero di Nu si verifichi in
corrispondenza dell’aumento di energia cinetica turbolenta (il cui valori sono riportato in Figura 9 in forma
adimensionale) distaccandosi dal trend ottenuta con il modello laminare, molto più concorde con la curva
sperimentale.

Queste conclusioni portano quindi a ritenere il modello poco affidabile per la previsione del Nu a valle della
zona di ristano, ovvero per valori di r/d superiori ad 1, anche se considerazioni sulla zona di ristagno
possono rendere il modello utilizzabile almeno in questa zona.

4.2 Zona di ristagno


Le conclusioni per quanto riguarda questa zona vogliono essere semplicemente un’interpretazione più
dettagliata di quanto discusso nel paragrafo apposito.

L’aumento improvviso di TKE che il modello prevede erroneamente avviene a r/d minori al crescere del Re
e sempre più bruscamente (ovvero in una distanza sempre più breve, rappresentando quindi un gradiente
sempre più forte).

Di conseguenza anche se a Re di 16600 l’errore riguarda una zona sufficientemente distante da quella di
ristagno, ciò non avviene a Re maggiori, e questa potrebbe essere una spiegazione di due errori:

- L’errore fra il risultato numerico e quello ottenito per via correlativa, il quale risulta essere molto
basso per Re=16600 e ben maggiore per Re più alti (vedi Tabella 5). Ciò potrebbe essere dovuto al
fatto che i valori estratti dal modello numerico per calcolare il Nu per via correlativa (il gradiente di
velocità adimensionale) è affetto dal picco di TKE in modo sempre più incisivo all’aumentare del Re
(e quindi all’avvicinarsi del suddetto picco alla zona di ristagno);
- L’errore fra il Nu medio della simulazione e quello sperimentale potrebbe essere inferiore a basso
Re perché l’errore prodotto dal modello avviene a r/d maggiori, ed essere molto maggiore a Re più
alti perché tende a spostarsi a r/d minori.

13
In conclusione il modello CFD utilizzato in questo lavoro può essere applicato con successo per la previsione
del Nu nella zona di ristagno per Re inferiori a 47300.

Il confronto fra le due geometrie ha mostrato un valore del Nu medio superiore per il foro cilindrico, in
particolare a Re 16600, mentre a Re superiori questa differenza si riduce. Nella zona di ristagno invece i
valori sono praticamente identici.

5 Referenze
[1] Pan, Y., J. Stevens, and B. W. Webb. "Effect of nozzle configuration on transport in the stagnation zone
of axisymmetric, impinging free-surface liquid jets: part 2—local heat transfer." Journal of Heat Transfer
114.4 (1992): 880-886.

[2] X. Liu, and J. H. Lienhard V. “Liquid Jet Impingement Heat Transfer On Uniform Flux Surface”. The ASME,
Reprinted From HTD – Vol.106, Heat Transfer Phenomena in Radiation, Combustion, and Fires (1989)

[3] Pan, Y., J. Stevens, and B. W. Webb. “Effect Of Nozzle Configuration On Transport In The Stagnation
Zone Of Axisymmetric-Impinging Free-Surface Liquid Jets: part 1 – Turbulent Flow Structure.” Journal of
Heat Transfer 114.4 (1992): 874-879.

[4] NASIF, GHASSAN (GUS), "CFD Simulation of Oil Jets with Application to Piston Cooling" (2014). Electronic
Theses and Dissertations. Paper 5214.

[5] N. Zuckerman and N. Lior “Jet Impingement Heat Transfer: Physics, Correlations, and Numerical
Modeling”. Advances in heat transfer vol. 39, Elsevier Inc. (2006), 15-16.

[6] M. Behnia, S. Parneix, Y. Shabany, P.A. Durbin “Numerical study of turbulent heat transfer in confined
and unconfined impinging jets”. International Journal of Heat and Fluid Flow 20 (1999), 1-9.

[7] Yongmann M. Chung, Kai H. Luo "Unsteady Heat Transfer Analysis of an Impinging Jet". Journal of Heat
Transfer vol. 124 (2002): 1039-1048.

14