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03/12/2018

Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei


Sistemi

Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e


Sportive

Teoria dell’Allenamento

Matteo Romanazzi, PhD

I principi dell’allenamento
fisico
Il carico di lavoro e le leggi generali dell’adattamento
Parte II

Romanazzi Matteo

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CARICO DI LAVORO FISICO

 Gli stimoli allenanti sono Carico


esterno
rappresentati dalle attività pratiche
svolte dall’atleta durante la seduta di
allenamento.
 Gli stimoli devono essere misurabili organismo

ai fini della loro quantificazione, in


base al modello di prestazi.one, e al
controllo dell’allenamento
Carico
 il carico di lavoro può essere interno

differenziato in:
 Carico esterno (insieme definito di
stimoli specifici) Reazione
adattativa
 Carico interno (reazioni immediate
dell’organismo allo stimolo allenante)

I principi dell’adattamento

Al fine di raggiungere un adeguato e specifico


adattamento nel tempo è necessario che il processo
di allenamento rispetti alcune condizioni o principi:
1. Specificità
2. Frequenza
3. Progressività
4. Continuità
5. Varietà
6. Individualizzazione

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Specificità

 La reazione adattativa si manifesta negli organi,


apparati e sistemi interessati dal carico esterno
proposto.
 L’adattamento agi stimoli è tanto più selettivo
quanto più è elevato il livello di qualificazione
dell’atleta.

Frequenza dei carichi

Ripetitività dello stimolo allenante. La


quantificazione dell’intervallo dipende da:
 Tipo di lavoro proposto
 Fattori limitanti e funzioni organiche coinvolte
 Livello di qualificazione

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Progressività del carico

Continua ininterrotta crescita dei carichi di lavoro


fisico.
La progressione del carico non è solo quantitativa
ma anche qualitativa (vedi principio della variabilità)

Continuità

 Per avere un adattamento costante è necessario


che il processo di allenamento non subisca
interruzioni
 Più durature saranno le interruzioni maggiore sarà
il tempo necessario a ripristinare le precedenti
prestazioni.

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Varietà

 Necessità di stimolare tutte le componenti, anche


non specifiche, legate alla prestazione .
 La «multilateralità» dell’allenamento può essere
intesa come:
 Utilizzo di forme di allenamento che coinvolgono tutte
le qualità fisiche, utile soprattutto nelle fasce giovanili
e/o fasi iniziali (multilateralità generalizzata ed
estensiva)
 Utilizzo del maggior numero di mezzi di allenamento
per sviluppare le qualità maggiormente richieste dalla
prestazione. Specifica nelle fasi di media ed alta
qualificazione (multilateralità intensiva e speciale)

Individualizzazione

 I carichi di lavoro vanno concepiti e predisposti al


fine di ottenere il più efficace ritorni in termini di
adattamento.
 L’individualizzazione ha un maggior peso
nell’atleta evoluto che nell’atleta in fase di
sviluppo.

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Rapporto carico-recupero

 E’ da riferirsi alle modalità in cui viene proposta


l’alternanza tra carico fisico e tempi di riposo da
rispettare.
 Componente fondamentale del processo di
allenamento.
 La crescita della prestazione passa anche
attraverso una maggior capacità di tollerare
carichi sempre maggiori (rendendo possibile una
maggior somministrazione di carichi).
 Le modalità di recupero sono specifiche al carico
fisico proposto.

Il recupero

Il recupero è riferibile a diverse situazioni


caratterizzanti il processo di allenamento:
 Pause tra le esercitazioni all’interno della seduta di
allenamento.
 Pause tra sedute omogenee di allenamento
 Rapporto all’interno dei diversi microcicli di
allenamento
 Rapporto tra i diversi periodi all’interno del ciclo di
allenamento (preparazione, competizione,
transizione)

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I parametri del carico di lavoro

 Quantità: ammontare del lavoro effettuato in termini di


sedute, ore, n. di esercizi, serie, ripetizioni. In base alle
caratteristiche allenate può essere identificata come
unità di misura (kg, km, kcal, min) oppure come
numero di azioni tecniche.
 Intensità: definisce il livello di impegno con cui si
svolge un volume di lavoro. Si calcola in percentuale
rispetto alla massima capacità di prestazione
individuale. Determina le modalità di utilizzo dei
diversi processi bioenergetici condizionando in modo
notevole l’andamento del processo di adattamento.
 Densità: concentrazione del carico di lavoro nel tempo
𝒊𝒏𝒕𝒆𝒏𝒔𝒊𝒕à×𝒗𝒐𝒍𝒖𝒎𝒆
𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐